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Full text of "Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, contenente la descrizione di tutti i luoghi del granducato, ducato di Lucca, Garfagnana e Lunigiana"

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^/9^' 


DIZIONARIO 


«tOf^lAlSQ»  ItttttO  t«011«« 


MfA 


<s 


DELLA  TOSGATIA 


GEOGRAFICO  FISICO  STORICO 

onmiiiKTi  LA  ncacAiEion 

DI    TUTTI  I  LUOGHI  DEL   GRANDUCATO 

DUCATO  DI  LUCCA 
GARFAGNANA    E    LUNIGlAlfA 

COMFILjìTO 

Ca  Cmanuelc  ^petti 

■OaO   ORDIRARIO 

DELL*!.   R  R.   ACCADEMIA  DE!  GEORGOFILI 

■    DI    VAIV   ALTM 


A\ 


VOLUME  QUINTO 


FIRENZE 


PRESSO 

L'AUTORE 

E  EDITORE 

COI 

TIPI  Dì  aiorjimi 

18*3. 

MJggOHI 

DIZIONARIO 


DELLA  TOSCANA 


S 

OiaamE  (S.  agata  ▲)  nei  ▼■l^Amo  SALA,  SALETTA ,  SALETTO ,  SALIS- 

9ém.  ^  Piccolo  €••.  eoo  chicM  perroe-  SOIA  ecc.  —  Homi  tutti  di  orifine  longo- 

M  od  fknat  di  S.  Eugenia  al  Bagnoro,  barda  indicanti  on  retedio  canipeslre  ad  vto 

Cb.  Gnr.  Dioc  Gomp.  e  drea  4  nifi,  a  di  Tilb  signorile  che  in  lingua  longobarda 

lÉHdr.  di  Areno.  appellatati  Sala ,  nome  ruttato  totton  a 

KMdc  in  monte  tal  6anoo  tettentriona»  ^rii  luoghi  e  caaali  della Toicana;  tali  tono 

^M  paggio  di  tignano  a  pon.  della  nno-  i  tmenti  : 

n  «ndi  regia  delP Adriatieo,  o  di  Urbino.  SALA  nd  Val-d*Amo  catentinete.-*  Gat. 

•^•dL  àmurk  (S.)  ▲  SioiaoM;  la  quale  da  eui  prete  il  vocabolo  la  chic»  parr.  di 

pmndda  nd  i83S  contare  toll  89  ML  S.  Loremo  a  Sala,  al  cui  parroco  in  attn- 

SAGGI?IALE  in  Val-di-Sieve.  —  Ber-  guata  pornone  del  loppretto  popolo  di  Grie- 

iMt»  di  podie  eaae  che  diede  il  nome  ad  ciano  nd  pWiere  di  Bomena,  Com.  Gior* 

«BtieD  ponte  dk  pietra  e  ad  un  ospedale  e  circa  3  migl.  a  tHt.-ataettr.  di  Poppi, 

<  pcBegrìni  poeti  entrambi  tuli*  antica  atra-  Dioc.  di  Fiesole,  Gomp.  di  Areno. 

^  nmana  che  da  Areno  per  la  Tia  GMtb  La  tua  chicn  riticde  ralla  ripa  tinittra 

^^^ettia  a  Bologna.  —  Vi  rrMa  un*  ora*  delFAmo  alla  conflaenn  del  botro  di  Pomte 

*■•  (  S.  Biagio  )  nd  popolo  della  pie?e  di  lungo  la  ttrada  maratra  che  da  PratOTCCchio 

1  Cmà  io  Valcara ,  Uom.  Ginr.  e  circa  Ta  a  congiongerti  con  quella  proirinciafe 

^  Bigi,  a  adr.  del  Borgo  S.  Lorenao,  catentinete  poco  topra  la  contrada  di  Ginn 

kae.  e  Gomp.  di  Firenae.  —  ^ed.  Smrm  fi.  paldino. 

t^u  Camu.  Varie  carte  ddla  Badia  di  S.  Fedele  a 
È  Boto  questo  luogo  per  le  sue  lomad  di  Poppi,  ostia  a  Stromi,  dtano  cotetto  Gas.  di 
teii  eotte.  —  Bispetto  pd  al  ponte  che  00^  Sala  e  la  sua  chicn  meschina  con  mftchi« 
A  fri  Vicchio  ed  il  Borgo  S.  Loienso  at-  niarima  canonica  tart amata  dalle  piene  dell* 
nvs»  h  fiumana  ddla  Siere,  etto  era  di  Amo  che  le  patm  di  fianco  e  dal  botro  di 
iMnle  anche  nd  treoK  della  Rep.  Fior.,  Ponie^  che  tenu  ponte  scorre  alle  tue  spa  Me. 
eane  qnello  dirimpetto  al  Borgo  S.  Lo-  Nel  catalogo  delle  chiete  della  dioofti  fie- 
no hk  rifatto  di  legname  per  proTritione  tolana  compilato  nel  1 999,  per  quanto  a 
fli  Signoria  M  a?  bigi.  1347. «—(Gate,  Sala  fino  d* allora  etitteme  una  chicn  (S. 
srt^gff o  ined,  di  JrtitH  T.  L  Append.  II.)  Ilario) ,  etn  non  era  parrocchiale  ;  quindi  è 
SAJAGGIO  (S.  MARTHIO  u.)  ndU  Valle  che  la  tua  contrada  non  figura  nella  ttatittl- 
I  Strio  in  Romagna.— Gn.  la  cui  chien  n  del  i55i  data  air^rf.  Pom  Commmitè. 
rraedriale  è  compren  ndla  Gom.  e  Giur.  Anche  coletta  bicocca  di  Sala  fu  cvmpren 
lagno,  da  cui  retta  drea  6  migl.  agrec.,  fira  le  ^ille  e  mtelletti  confermali  in  finido 
li  IKae.  di  Sarnna,  Gomp.  di  Firenae.  da  Federigo  II  ai  conti  Guidi  del  nno  di 
lUiede  in  valle  e  oinliere  ddla  ripa  aS-  Battirolle. 

^  drl  finae  &itìo  dirimpetto  alla  chicn  Ifd  i833,  cioè  53  anni  dopo  essere  stata 

SelTa-Pmiw.  sopprtsn  la  cura  di  S.  Maria  a  Gricdano  « 

[a  sua  parr.  nel  sS33  contata  ia6  ablt.  e  repartito  il  suo  popolo  fi«  le  tre  cure  di 


SA  MB  SAMB               15 

i  Munule  giu:iiearia  pistojete^  rinunziò  si  maneggiassero  coi  Bolognesi  per  dare  lo» 

a  slessa  mensa  nelle  mani  di  Pietro  vosco-  n)  in  mano  la  rocca  ;  lo  che,  dice  il  Fiora- 

Ji  Pistoja  tulle  le  corti,  castelli,  chiese,  vanii  sotto  Tanno  1 127,  servì  di  ragione  ai 

x-ni  che  pir^sseileva  ne*  contadi  pislojcse,  Pistojesi  |ier  punire  i  capi  della  congiura  col 

nnilinoy  fìi'solano  e  bolognese  rìserban-  fornire  ajuto  di  milizie  al  loro  vescovo  si- 

m  dei  med  sinii  Pus:)  frullo,  ed  il  (x>s  guore  di  quel  castello, 

■odi  un  castello  (Trtppottino)^  a  condi-  Il  fiossesso  però  della  Sambuca  si  oonser- 

MiecliC  se  egli  o  i  di  lui  credi  avessero  vava  sempre  ad  arbitrio  dei  vescovi  dt  Pi- 

utfS'>  al  detto  vescovo,  o  a  ehi   {ili  succe-  sloja  anche  quando  il  Pont.  Celestino  li  nel 

fti  ia  tttrre  r  costei  Mta  Sa-iibuca^  op-  17  febi>.  1 143  diresse  una  bolla  al  preno- 

ire  l'Iie  que   firelali  Tavessem  (HTduta  per  minalo  vescovo  Alto,  confermala  nel  14  feb- 

lliva  guardia  dei  niinislri  di  detto  Sifrido,  brajo  1 1 54  da  Anastasio  IV  al  vescovo  Tracia 

loia  i  suddetti  beni  dovesseit>  dichiararsi  di  Icn'  successore.  A  quest*  ultimo  prelato  fa 

i  piena  proprietà  dei  vescovi  pislojesi.  —  anqhe  diretto  dal  Cast,  di  San-Quirico  nel 

bìn.  DiPL.  FnR.,  Carie  del  ^ese.  di  Pi'  senese  un  privilegio  in  data  del  4  lugl.  1 155 

kr«.  —  Zaocaiu  ,  Aaeed.  Pittar.)  dall*  Imp.  Federigo  I,  che  prese  sotto  Timpe- 

A  ooD^mare  ai  vescovi  di  detta  dita  li  riale  tutela  i  beni  della  chiesa  di  Pistoja. 

MrHo  e  distretto  della  Sambuca  si  aggiun-  —  (fVi). 

■ale  bolle  pontificie  di  Urbano  II  e  di  Allo  slesso  diploma  di  Federigo  I  in  segui- 
^iiale  II,  cui  diede  peso  un  giudicato  io  furono  conformi  quelli  degli  Imperatori 
iaouuztato  in  Pistoja  nell'anno  1 104, stalo  Arrigo  VI  (i  196),  Ottone  IV  (i  aog),  e  Fe- 
ftofennjto  dalla  gran  contessa  Matilda,  dal  derigo  II  (1  a  1 8  e  i  aag)  concessi  ai  pontefici 
toiìaale  Bernardo  degli  Uberti  e  da  Dodo-  della  cattedrale  pislojese. 
fe  vescovo  di  Modena.  Il  quàl  giudizio  fu  In  questo  frattempo  però  i  Bolognesi,  per 
■Miralo  dillVisersi  gli  abitanti  della  Sam-  insignorirsi  della  Sambuca,  profìttarono  del- 
bcirìbellidi  ai  vescovi  di  Pistoja  loro  an-  la  guerra  che  facevasi  nel  iao4  fra  i  Fio- 
Ui  padroni ,  dopo  che  avevano  rinnovato  renlini  ed  i  Pislojesi,  quando  mossero  la 
In  il  giuramento  di  vassallaggio.  loro  oste  verso  la  Montagna  di  Pistoja ,  per 
Il  pn.-:imbulo  di  quel  lodo  pronunziato  modo  che  fu  loro  facile  impadronirsi  della 
■ci  «il.  del  1 104  diceva  a  un  dipresso:  «  La  Sambuca  e  di  altri  caslelli  vicini,  dai  quali 
dirs4  p'isinjc:»e  fiosseilcndo  da  gran  tempo  furono  tenuti  fmo  a  che  nel  i6otlohre  del- 
il  Cu!,  e  n>cL*<i  della  Sambuca  assieme  con  Tanno  1119  il  cardinal  d'Ostia  Ugo  dei 
bsui  rorle,  e!  avendo  già  ricevuto  il  giù-  Conti  di  Segni  Legalo  del  Poni.  Onorio  III 
nnmlo  Ji  i'cflefl^  dagli  abilanti,  i  raedesi-  pronunziò  sentenza,  che  il  Cast,  della  Sam<- 
■i  %\  ttAììo  rìliellati,  dondechè  esaminata  la  buca  con  il  suo  distreltoe  ragioni  dovesse  ri- 
dasi cJ^i  ^'iudici  delegati  fu  sentenzialo,  che  tornare  sotto  il  dominio  del  vescovo  di  Pi- 
barn  a  vescovile  pislojese  fosse  restituita  sloja,  e  che  i  Pislojesi  procurassero  di  rinden- 
td  iDiì  possesso  primiero  con  lutti  i  diritti  nizzare  e  far  restituire  i  beni  a  coloro  che 
JAcIrplmente  se  le  competono,  ecc.  ecc.»—  erano  fuorus^jti  della  S.tmhuca  per  avere 
VW.  pAr&sA.  costoro  abbraccialo  il  parlilo  de*Bolognesì,  e 
In&lti  il  Pont.  Innocenzo  II  con  sua  boi-  viceversa  che  il  Comune  di  Bologna  facesse 
k  diretta  da  Pisa  il  ai  die.  del  II  34  ad  Alto  lo  si  esso  verso  i  fuonisciti  Bolognesi.  — 
prio  vfscovo  pislojese,  confermò  a  lui  ed  (Savioli,  Annali  Bolognesi  T.  II.  P.  II.) 
oi  sarcessori  quelle  de'  PP.  Urbano  II  e  Dopo  tale  concordia  il  vescovo  di  Pistoja 
4lf  11,  le  quali  comprendevano  tra  i  Graziadìo  cede  in  feudo  ui  conti  di  Panico 
i  della  mensa  pislojese  la  corte  di  Paifa-  il  Cist.  della  Sambuca,  per  cui  nel  6  aprile 
l  contado  di  Pistoja  ed  il  castello  del  12^3  Ranieri,  uno  di  quei  conti,  autore 
%ambuc.ì^  chti  venne  restituito  (dice  probabilmente  di  altro  Ranieri  arcivesco- 
WU'j  al  tfesro'o  fldebrando  di  Pistoja  vo  di  Pis;i  reso  celebre  dall*  Alighieri,  pre- 
ront^ssa  Matilda  JigUa  di  S.  Pie»  sto  giuramento  di  fedeltà  al  vescovo  Gra- 
ptr  ffìuditio  pronunziato  dal  cardinal  zìadio  per  sé  e  per  Ugolino  suo  fratello.  -~- 
f^rl.^  Leg-ito  apostolico  in  Toscana^  (Argh.  Dipl.  Fior.,  Carte  del  Capitolo  del- 
—  lo-,  eir.)  la  Catte Jr.  di  Pistoja.)  —  f^el.  Piia. 
^  djh  o>|  lille  gli  uomini  della  Sam-  Tali  si  ininlennero  i  po|>oli  «Iella  Sam- 
'^■«omIìt:  do|io  quel  giudicato  Mrmbra  che  buca  e  di  Pavana,  cioè  sudditi  e  vhss<i1U 


S               SALO  SALE 

octlo  vctoofo  di  Fiffole,  «ooimiò  in  Ni-  Mia  eh.  puméohiait  di  Sdieollo;  h 

torr  adla  chiesa  di  S.  Andna  a  lifotaano  nai  t%$$  oootava  4a*f  abìt. 

^m  prete  canonioo  della  sua  pie?a.'  (AaoB.  SALB(TORBB nBL)alb  «lariMi  di Fioan 

D»L.  Pkhl  Carie  MPOptra  di  S.  Imnfo  hino.  —  #Vd.  UmAALB  IWaso»  •  Rm* 

^  Pisiùfm  9  dMm  Badia  di  Pmsmgaaao.)  amo  Comuaiià. 

Em  fa  data  io  oommeiida  dal  Pont.  Gio-  SILEOCBIO  a  FRASSINO  nalk  falh 

vanoi  XXII  a  Pia  Simone  Saltarelli  ìjboìv.  dal  Senio  in  Romafna.— Dna  Gas.  cosmi 

di  Piti.  _  llelU  ateiaa  fM«  fc  conecHa  chieaa  parr.  rianila  (SS.  Egidio  •  MarliM) 

nei  I  St  7  dal  Pont.  Leone  X  a  Filippo  di  naI  pifiere  di  Miiileò,  Goaa.  •  etica  ma  bh- 

Benedetto  Buondelmonti  canonico  fiorenti-  |l.  a  icir.  di  Bikiaaolo»  Ginr.  di  Ifanafi, 

no;  e  i5  anni  dopo  da  Qemente  VII  venne  Dfoc  e  Gonp.  di  Flnnaai 

aaaéfncta  ad  altro  canonico  fiorentino  Boe>  La  chicM  diSaleoehio  trovaaianlb  itiià 

caccio  di  Pietro  Alamanni.  pedonale  che  daPilaiinolo  gnida  a  Hanaà 

Il  pifieie  di  S.  Giotto  in  Salcio  nel  ia99  a  pie  dal  dittmtlo  Ibitiliiio  dd  Fmàm 

conlafa  le  tei  chiete  tiiceunali  tegoentis  t  .*  pomednto  dagli  Uhaldini  M  Adltr». 

S.  Hiccolò  a  Badda;  a.^  S.  Andrea  a  Li-  AirArt.  Faiasaodi  Boaaagna  poti  eoHMh 

aaraamo,  o  Untmaao  (rionita  alla  pie?e)  ;  rocca  ora  dittmtta  nel  popolo  <fi  S.  Ifiehdi 

S.*S.  flbria  ia  Colie  fatonattero  toppretto  aUa  Rocca,  Com.  tteimdi  Pala»nolo,  mm- 

on  detto  la  Badiok);  4.*  S.  Niccolò  al  TVt^  tre  il  Ibitilitio  del  Frmìiio  eompreto  nd 

hio  (soppretto);  5.^  S.  Martino  delle  St/-  popolo  attuale  <fi  Salecchio  Ai  dfaNMoelo  ma 

99  (idem);  6.^  S.  Grittina  alla  filila,  già  iSfi?  per  online  dclHeci  di  BaKa  di  gwn 

appelhrta  a  Bmdda  (ctittenle).  della  Rep.  Fior. 

Nel  liiS  tono  notate  nello  Statato  fio-  Molto  innami  che  la  Signoria  acnaitlaw 

untino  totto  il  pinete  di  S.  Giotto  in  Sal^  i  catteili  del  Podere  degB  Uhaldini  ncHi 

CIO  le  chifae  cpii  appretto;  t.*  S«  Niccolò  a  Valle  del  Senio,  avevano  giariaditiof  i 

Badda;  a.^  S.  Andrea  a  Litomaao;  3.^  S.  pottedevano  cotta  dei  beni  i  vetcofvi  fionn- 

Niceolò  ai  Trebkio  n.^  S.  Martino  dMo  tini.  In«iUi  il  vctcovo  Gtovanni  da  Vellalrf 

S9h9;  5.^  S.  Giovanni  a  CaHigiiome  (i-  nel  laaS,  ai  aS  gcnn.  ricevè  il  ginraaMnlt 

gnota);  6.®  S.  Maria  del  Prato  (fòrte  il  di  fedeltà  da  doe  cittadini  fiorentini  per  i 

omnattero  di  S.  Blaria  in  Colle).  beni  che  tenevano  a  livello  dalla  tna  menai 

Atlnaiflaente  il  piviere  predetto  ti  limita  vetoovile,  i  quali  erano  poati  di  Ih  dalTAtoei 
alle  tenenti  quattro  parrocchie  :  t.^  Pieve  e  apecialmeiite  nei  eaamli  di  Lonole  e  Si- 
di  S.  Giutto  ia  Salcio  \  a.*  S.  Niccolò  a  leoehio.—  (Làan,  Moamm.  Baci.  FUr.) 
Badda  ;  3.^  S.  Grittina  aila  mia;  4.^  S.  La  parr.  di  Salecchio  eFnttino  ndifiSS 
Lortnao  a  fregole ^  con  gli  annetri  di  S.  aveva  a37  abit,  mentre  nel  iSSt  il  pupoh 
Niccolò  al  TrMio  e  delb  Badiola  di  S.  Ma-  di  Fnarino  contava  1 46  partone  tepartl» 
ria  in  Colle.  mente  da  quello  £  Salecchio  cheallm  n» 

La  parr.  plebana  di  S.  Giutto  in  Salcio  varava  338  abit.  —  ^«if.  il  QvaBno  delh 

•fi  1 633  contava  a39  abit.  Popotauiom  dellaCom.  m  figjmoouo.  Val 

SAUXUTO  nella  Val-di^hiana.^Gaa.    IV.  pag.  141.  

con  eh.  parr.  (S.  Biagio)  nel  piviere  di  Mon*  SALETTA  mnao  FIESOLE,  già  Sa&a  mi 

tanare,  Óom.  Ginr.  Dice,  e  quati  due  migl.  valloncello  del  Mngnone.  —  Ciaf,  con  eh 

a  ot*ro^r.  di  Gortona ,  Gompartimenlo  di  parr.  (S.  Margherita)  nel  piriere  di  Monte 

Areaw.  reggi ,  Gom.  Giur.  Dioc  e  dica  due  aaigl 

Riticde  in  collina  topra  la  ttrada  maattra  a  telt.-grec.  di  FSetole,  Gomp.  di  Firenae 

die  da  Gortona  per  la  chicn  del  Galeinafo  Siede  in  cotta  tul  fianco  de^poggi  che  fiat 

tboooa  a  Gamoteia  nella  regia  poetale  Parn-  cheggiaiiolartpa  tinittradal  «fiioittlaa 

gina  vcno  Uh.  di  Salcotto.  go  b  ttcada  mubttieni  che  da  Piccole  pi 

Fu  qucata  una  delle  chicae  parrocchiali  Saletta  guida  a  Montereggi. 

amaaaniatmU  fra  il  1487  ed  il  i653  dai  ca-  Agli  Art.  Fmaou  e  Mnaumtti  dtai  ui 

nonid  Agoatiniani  deUa  Madonna  dd  Gal-  diploma  dd  afi  omno  890  diretto  dairimf 

dnafo.  b£i  dopo  Panno  i6S3,  emendo  ttata  Guido  a  Zanobi  veteovo  fictdano,  alb  m 
toppretn  quelb  bmiglb  mnnaatira ,  il  tuo    menm  cplaeopale  donò  varie  corti  dtual 

locale  fu  ridotto  ad  uto  di  aeminario  veteo-  nd  tuburbio  tettentrionale  di  Fieaole ,  lì 

vile,  il  di  cui  ordinario  è  anche  patrono  k  quaU  qncata  di  Jlnln  (ora  Saletta)  pdal 


SALE  SALI                  9 

mh  casirQ  Fluttime  nel  conìméo  fi/ttntim  membrane  MVJreh.  Arch,  ùueeh.^  fra  te 

'  fimnÀmno,  Leitcìie  €orti  (urooo  oonfeniMi-  quali  due  del  3o  die.  989,  e  1 4  die.  delPan- 

_  «11^  —^ f£^^^i_^.  j-in  I /\<« Il ^o*-_i„.: I  1: ii_  j!  ■ ? .:  _    o- 


alla  venia  ficaolana  dalP  Imp.  Ottone  11  no  998,  relative  al  livellodi  beni  poali  a  Sa- 

:oa  |iffivile|podel  «7  lugl.  984,  equindi  dai  ìtcta  presso  Lagnano  eoe.  (  Jfem.  cU,  1^.  V, 

[loolrtici  Paaqoale  li  (anno  1  io3 )  t  Inno-  P.  111.  )  -^  Fed, QuetMMmccaaD  di  Vrixamo. 
sono  II  (anno  1 134).  S aletto  di  Fauglìa  in  Val-di-Tora.  — 

La  parr.  di  S.  Margherita  a  Saletta  nel  Gas.  perduto,  eh*  ebbe  chiesa  parrocchiale, 

t833  contava  laa  abit.  (SS.  Giusto  e  Biagio)  stata  annessa  al  popolo 

SALETTÀ,  già  5^L«rrD nella Val-d*£ni.  di  Luciana,  nella  Gom.  di  Faiiglia,  GiiM-.  e 

—  Cas^ccm  villa  ngnorìleechieMparr.  (SS;  Dioc.  di  Livorno,  Gomp.  di  Pisa. 
Pifiro  e  Hicliplea  S«t€tla)\n  meno  ad  una        La  chi<*SM  sotto  il  titolo  de*  SS.  Giusto  t 

loata  tCBUia  omonima»  nella  Gom.  e  circa  a  Biagio  a  Saleito  nei  secoli  Xlll  e  XIV  era 

migi,  a  lib.  di  FaUfa ,  Giiir.  di  Pontedera ,  compresa  nel  piviere  di  Sootriano.  — >  Fed. 

Uiòc  di  Sanminialo  »  una  volta  di  Lucca,  Se  Tauao  (Piava  m)  e  Livoaao  Comunità, 
Conp.  di  PiiB.  SAUGETO  (PIEVE  m)  in  Val-di-Magra. 

Li  TÌUa  ooD  lach.  di  Saletta  è  situata  nel  —  Pieve  antica  sotto  l*  invocazione  «le*  SS. 

piHMff»  di  on*uniila collina  bagnala  a  lib.  dal  Ippolito  e  Gassiano  nel  suburbio  meridio- 

larr.  Jlag/io,  a  lev.  ed  a  acir.  dal  tuo  tribù»  naie  di  Ponlremoli,  G>ro.  Giur.  •  circa  nn 

lario  Tbaa/a.  Per  giungervi  daGapannori  si  migl.  fuori  di  detta  città,  Dioc.  medesima, 

imaiie  fm  TEra  ed  il  Baglio  per  buon  mi-  già  di  Luni-Sanana,  Gomp.  di  Pisa, 
gliu  il  magniBoo  ttmdooe  di  Saieiin  spai-        Trovasi  sulla  destra  del  fi.  Magra  dirim- 

h^ialo  dm  nna  doppia  linea  di  pioppine.  petto  alla  strada  porovinciale  della  Val-di-Ma- 

i'elfila  Smleitn  portava  il  vocabolo  di  So'  gra,  fra  lo  sbocco  della  Gordana  e  quello  del 

i^ti»  fiso  iIbI  secolo  X,  sioeome  rilevasi  «la  torr.  Tegiia, 

•ma  casto  dMArck,  Àrei9,  Luech.  del  a?  In  mancanza  di  memorie  suU* origine  di 
gÌBgaa  980V  alloecbé  Guido  vescovo  di  Lue-  questa  pieve,  già  matrice  delle  sei  eh.  par- 
ca allivellò  la  anetà  de*  beni  deUa  pieve  di  rocchiali  di  Pontremoli,  non  fia  increilibile 
S.  Gtrvamo  con  la  mela  deUribuli  e  decime  la  congettura,  che  essa  potesse  corrispondere 
domlff  dagli  abitanti  di  quel  piviere,  nel  alla  pieve  di  S,  Cassiano  a  Urceoln  prrsio 
^«dceme  mpma  aacbe  la  villa  di  SnlM*  Pontremoli  slata  indicata  fra  le  baltesimali 
«a,  on  di  Snùun,  della  dio«*^si  di  I.iuni  nelle  bolle  ponlifìrie 

ln<illre  un  istruaaento  del  14  gennajo  997  concesse  a  quei  vescovi  da  Eugenio  III  (  nel 

irjlia  del  livello  di  Ire  pesai  di  tcrr.i  posse-  1 149)  e  Innocenzo  111  (nel  1  aoa  ). 
•àili  nel  distretto  di  Palaia  dalla  badia  di        All'^rf.  Poaramou,  Diocui,  aggiunsi 

Vaio  premo  il  Lago  di  Bìentina,  uno  dei  che  anche  1* attuale  cattedrale  di  Pontremoli 

qi«ali  era  aìtualo  nel  luogo  denominato  Sn-  prima  che  venisse  eretta  in  collegiata  (anno 

i<eff^4»  SalHim.  •—  (Mbmw.  Ldoob.  T.  IV.  1 739»  )  en«  sottoposta  alla  pieve  suburbana 

P.  II.  e  T.  V.  P.  111.)  de' SS.  Ippolito  e  Gassiano  a  Snlireto^  |ier 

Ìm  parr.  di  questa  villa  fino  dal  laSoera  quanto  nella  bolla  concessa  nel  laoa  da  In- 
dicala ai  SS.  Pirlro  e  Michele ,  siccome  uocenzo  III  al  vescovo  di  Luni,  si  trovi  re- 
app^riace  dal  catalogo  delle  chiese  della  dio-  gistnila  una  pieve  a  me  ignota  sotto  il  titolo 
ersi  di  Lneca.  —  fW.  GaavAsio  (S.)  in  Val*  di  S.  Alessandro  a  Pontremoli. 
d'Em.  Anche  dalle  prove  pmdoiie  in  nna  si:ri|. 

Air  Art.  Paùvle  {Piefe  di)  in  Valxl*  tui^  del  1715  dal  doti.  Cannilo Pciazianì  in 

Iva  fn  dello,  che  il  posto  occupato  da  cote-  Lun^ns,- Sor  zane  nt,  Prrmiaent.    naulla 

fU  rhifia  battesimale,  slata  aldiattuta  da  nna  che  la  pie«e  di  Salicelo  ab  immtmorayiìi 

fwaa  del  fiume,  éeom|»reso  attualmente  n«l  fu  sem|Nre  matrice  di  tutte  le  chiese  delU 

tarriiorio  di  SalcUa  sei  podere  appelhito  del-  Terra,  ora  città  di  Pontremoli. 
U  Pie¥neein,  lai  stessa  chiesa  plebana  di  Saliceto  dal 

1^  l«rr.  de*  SS.  Michele  e  Pietro  a  Salet-  1731  in  poi  n-slò  aggregata  alla  collegiata 

la  11^  i833  contava  438  abit.  di  S.  Maria  Assunta,  poi  cattedrale  di  Pon- 

Sale mo  m  Pbivjho  in  Val-di -Nievole.  tremoli ,  nel  terafio  stesso  che  venne  dato  il 

^Orfista  villa  di  Saìsito^  o  SaUe/o^  »|)et-  titolo  di  pre^iosto  al  parroco  della  vicina 

te«4  j1  piviere  di S. Tommaso  di  Ariana,  ossia  cinese  di  S.  Grinignano,  a  condizione  che 

4iCa»lrUerebii>,sicouma  lo  dichiarano  varie  alla  sua  morte  succedesse  1*  arciprete  dclU 


10  SALI  SALT 

pie?e  di  Salicelo,  ndb  qinle  Mppliice  tot*  ?vrte  fiiniiglie  guelfe  qumtlo  i  Gfailxrllìfif 

torà  agli  obblighi  parroodibli  un  vioario  dopo  la  villoria  riportai»  ueU*auuo  lado 

dell*  arciprete  della  eatlcdrale.  «  Bfonlaperlo  deviularono  anche  oualà  So 

•  È  compreso  nel  popolo  di  Saliceto  il  ber-  6  case  dei  loro  oeniici.  —  (P.  Iuwpumo  De- 

go  con  la  chiesa  ed  antico  daostfo  delLi  SS.  /«a.  dt^li  Brad.  T.  VII.)  —  fW.  I^owba- 

Annonxiata.  ko  in  Va!-di-Pesa,  e  Moara^Roróiiao  di  Ma- 

La  piere  arcipretnra  di  Salicelo  nel  1 833  remma. 
contava  soli  t58  abil.  mentre  nel  1745  ne        Nel  |)opolo  di  SalÌTolpeé  compresa  la  te- 

a?e?a  509.  nula  del  Corn  o  df*  duchi  Slrotzi.  —  Que- 

SAUNE,  o  MOJE  m  VOLTERRA.  —  sU  parrocchia  nel  i833  conUva  168  abil. 
#Vfl.  Moji  in  Val-di-Geeina.  SALSO  (RIO).  —  f^ed,  Rig^Sauo. 

SALINE  ;TORRE  mlli)  nelb  Valle  del-        SALTENNANO  in  V»]-d*ArbU.  —  Villa 

TAIbegna.  —  F'ed.  Cj^ì^ÌÌ^mta^  Mamta  o  casa  campestre  che  h;i  T  aspetto  di  fortili- 

Di  TMtAMoWE ,  e  OaamtLLO  Comunità,  zio  nella  parr.  di  S.  Innoccna  alla  Fuma, 

SALISSINA,  già  {Salusiamo)  nella  Val-  Gom.  Giur.  e  circa  due  raigl.  a  maeslr.  di 

le  del  Serchìo.  —  Villa  che  coslitiiisce  una  Buonoon vento ,  Dioc.  e  Comp.  di  Siena, 
sexione  della  cnra  di  S.  Andrea,  detta  a  Gai-        Cotesto  resedio ,  di  cui  si  trova  forse  U 

ta/oia  e  Sali f fina,  nel  piviere  di  Vico-Pe-  prima  memoria  nel  laSi,  trovasi  sulla  d<^ 

h^ ,  Gom.  Ginr.  Dioc.  e  Due.  di  Lucca,  stra  del  lorr.  Sorra ,  ed  è  proprietà  della 

dalla  qoal  citlh  dista  appena  3  migl.  a  ostro,  lamiglia  Massari  di  Slena, che  ridoase  il  fot- 

A  questa  villa,  appellata  innanzi  il  mille  tilizio  di  S'tf tannino  a  villa  signorile. 
di  Salitfiamo  o  Salissimo,  sp^Kltano  due  SALTI  (PIEVE  a)  o  S.  MARIA  m  SAL- 
membnne  deiPAreh,  Jrcip,  Lucch»  del  TO  in  Val-d* Asso. —Pieve antichissima  di 
luglio  774,  e  del  a3  giugno  980  pubbli-  cui  resta  il  titolo  ad  uni  eh.  plebana  (Nati- 
cale  nel  Voi.  IV.  P.  I  e  11  delle  VemrWe  vita  di  Maria  alla  Pieve  a  &iUì)  nella 0>ih. 
LucehesK  —  f^td,  GattuolA  a  SALmstaA.  e  circa  due  migl.  a  lib.  tli  S.  Giovanni  d' 

SALIVOLPE  in  Val-di-Ptrsa.  —  Cms.  già  Asso,  Giur.  di  Buonconvenlo,  Di<*c.  di 

Gisl.  con  parr.  (S.  Cristin  •  a  Sii1ivol|ie)  nel  Pienia ,  prima  di  Amom ,  Gorap.  di  SieoM. 
piviere  di  S.  Pancrazio  In  Val*>li-Pesa,  C>m.        Risiede  uelb  pendii-e  orientale  delle  col* 

Giur.  e  circa  4  migl.  a  lev.-scir.  di   Mon-  line  cretose  che  separano  la  Valle  dell*  As»> 

tespertoli,  Dioc.  e  Gomp.  di  Firenze.  «la  quella  deirOiubrone  sanese  sul  confine 

Risiede  lungo  la  strada  rotabile  tracciata  fra  la  Gorounilà  di  S.  Griovanni  d*Aaso, 

sulla  S(>mmilà  delle  colline  che  funchcg-  do?' è  comprt»i  la  pieve,  e  quelle  dì  Buoo- 

ginno  a  pon.  il  fiume  Pesa ,  mculiT  scorre  convento  e  di  Montalcino. 
altn  loro  base  orientale  il  lorr.  Firginio.  Era  una  delle  chiese  iKiltesimali  del  Pan- 

Fu  questo  uno  dei  castelli  dairimp.  Fé-  tica  diocesi  aretina  situate  nel  contado  sa* 

derigo  I  restituiti  ad  un  conte  Alberto  figlio  nese,  e  perciò  siale  lungamente  controverse 

e  nipote  di  altro  conte  Alberto  di  Prato,  nella  fra  i  vescovi  di  Siena  e  di  Arezt»  a  partire 

guisa  che  vien  dichiarato  da  un   diploma  dall'anno  711  e  confermate  a  questi  ullimi 

dato  in  Pavia  li  io  agosto  1 164,  confermalo  dal  giudicato  dì  Siena  del  7 1 4  ,  da  quello 

|ioi  dairimp.  Ottone  IV  con  altro  privilegio  dato  nel  Borgo  S.  Genesio  nel  715,  e  più 

del  laio  a  &vore  del  C.  Maghinardo  uno  tardi  danna  sentenza  pubblicata  dai  delegali 

dei  figli  del  conte  Alberto  prenominato.  Ciò  po.itificj  in  S.  Marcellino  del  Chianti  ndl* 

ne  richiama  ali*  alto  di  divise  del  a3  febb.  anno  1099,  ecc. 

t  >o9  (stile  comune)  fiitto  in  Locignano        La  Pieve  di  5.  Maria  in  S^lto  nei  seoo- 

di  Val-di*Pesa  fira  il  conte  Maghinardo  pr»-  li  intorno  al  mille  era  matrice  delle  S  chie- 

detto  ed  nn  di  lui  fratello  conte  Rinaldo ,  i  se  seguenti;  1  .a  S.  Angelo  im  Luco ,  ora  S. 

quali  insieme  ad  Ugolino  e  ad  altre  sorelle  Michele  m  Chiumre\  a.a  S.  Leonardo  e  S. 

ttascevano  dalla  contesM  Emilia  prima  roo-  Giovanni  di  Chmture,  poi  S.  Naiario  di 

glie  del  C.  Alberto  suddetto;  che  ebbe  altri  Cliiusure;  3.a  S.  Pietro  di  Chiaiina,  (riu- 

figli  dalla  seconda  moglie,  la  i-onleasaTaber-  nita  alla  precedente);  4  a  S.  Lt>renzod<  ritr- 

naria.  —  Fai.  SewiFOim ,  Scttimo  (  S.  gelle  (esistente);  e  5.a  S.  Elena  in  Botano 

RoM'>L>  x)  e  VcRifin.  —  (Aaca.  DirL.  Fioa.  (distrutta  ). 
Carte  deìh  Spedale  di  Bonifauo.)  Di  quest'ultima  chiesa  nel  territorio  di 

Nel  castello  di  Salivolpe  abitavano  di-  CAf ii5n/«  è  latta  menzione  fra  le  altre  da 


SA  MB 

w  ricoperti  quasi  per  ogni  do? e  ili  11*  are- 
•rewuriaargillon,che  attenui  oca  lo  schitto 
mmoao.—  Fed,  6411710x14.0,  Comunità. 

Le  piaote  pii^  comuni  «ono  quelle  del  ca» 
dajno»  del  cervo  e  del  leccio,  e  nei  luoghi 
più  eminenti  i  fiiggi  in  roeuo  ad  eyteie  pra- 
terìe, le  quali  fornisDono  alimento  a  molte 
balie  lanute,  boTÌne»  cavalline  e  porcine. 

Alla  Sambuca  non  vi  lono  mercati  tetti» 
ili,  ni  tampoco  fiere  annuali. 


84VP 


t» 


I4  Comunitli  manlìanc  iiq  medico  ed  un 
maestro  di  scuola. 

Hisiede  iilU  Sambuon  un  Pulest^  che  ha 
la  sola  giurisdizione  civile  sopra  il  distreilo 
di  questa  Gomunitì»,  dipeqdendo  pel  crimi- 
nale dal  Vicario  regio  di  Pistoja.  X^k  cuncel- 
Jeria  Cum*  è  iq  San-Maifcello,  1*  ingegnere 
di  QrcondHrio,  P  ufi^io  di  esazione  del  IVe* 
gislro,  la  conserrazione  dell*  Ipoteche  ed  il 
tribnuale  di  prima  Istanza  sono  iq  Pistoja, 


QUADRO  della  Popolazione  della  CoMunttjf  9%ll4  SjtMfuc4 

a  quattro  epoche  di9erse, 


dai  Zmoglii 


Gnipednd) 


F^Mignool  (I) 


h«a»a 


Pian  del  TiNon 
TemO 

TieppioO 


Titolo 
delle  Chiese 


SSp  Giuseppe  e  Igna- 

tio.  Rettoria 
6.  Pellegrino,  idem 
9.  Maria  t  idem 
Bt  Maria  e  S.  Gauden- 

no,  idem 
S,  Maria  e  Jacopo,  id. 
S,  Jacopo ,  Pieve 
B.  Slefiino,  Rettoria 
S.  Maria ,  idem 
S.  Michele,  Pieve 


Diocesi 

eui 
appartengo9$o 


Popolasione 


▲mo 
i55i 


1379 


AMIIO 

1745 


378 


3o3 
1699 

1646 


AWO 

i833 


90 1 
I4a 


Aiiao 
1840 

«4  a 

i63 


507     599 

Ii56  iao8 

(    140 

1775?   5a4 

(1498 


T0T4LM  ,  .  ,  ,  Ahit,  N,^   1879  a6B8  a63!k  5ooq 


KB^  Le  pturroeohie  il  Campeda  e  di  legacci  contrassegnate  col  nam,  {i)  furono 
trHte  dopo  Iranno  1785.  —  Gli  ultimi  tre  popoli  contras  se  fenati  con  l*  asterisco  f/) 
étpo  il  1833  furono  staccati  dalla  Cnm.  di  Canta  gallo  0  aggiunti  a  questa  dflla 
Stimbuca^  —  F'ed.  Caktaoallo  Comunità. 


SAMBUCaEETA  in  Vakdi-Sieve,  «-  Gas. 
e^  eh.  perr.  (S.  Donato)  nel  piviere  di  S. 
trolioo  in  Monti,  Com.  e  circa  3  migl.  a 
ior.  dì  Londa ,  Giur.  di  Dicomano ,  Dioc, 
à  Fiesole ,  Comp.  di  Firenze. 

Riaiede  tul  fianco  oeeidentale  dello  tpro* 
v  che  stancasi  dalla  Fallenma  per  dirigei'si 
*^pa  le  sorgenti  del  torr.  Moscia  alUGon- 
aima,  e  separare  dal  lato  di  maestr,  il  Val- 
'imo  CAientincee  dalla  Val«di-Sieve,  liin- 
fo  r  antica  strada  mulattiera  ohe  dal  Mu- 
fdlo  pama  tuttom  nel  Casentino. 

Fu  U  SambncheCa  feudo  de'  conti  Gnidi 
£  Poppi*  stati  anehe  patroni  della  chiesa  di 
S-  Umato  alla  Samlnicbeta.  Gò  ò  reso  chia* 
Ada  un  atto  del  aa  agosto  1378,  col  quale 
kt  fratelli .  il  amie  Simone  ed  il  C,  Qio. 


vanni  figli  del  G.  Roberto  da  Rittifolle,  no« 
minarono  il  nuovo  rettore  di  S.  Donato  alla 
Sambucheta  della  Gom.  di  Londa,  distretto 
del  Castel  di  S.  Leolino ,  Dioc.  di  Fiesole, 
-.-(P.UDiFoif8ol>e//<.<le^/i^nfd.T.yiII.) 

Infatti  la  Sambucheta  fu  tra  le  ville  e  ca-r 
stelletti  della  contea  di  S.  Leolino  in  Mouli 
che  il  C.  Guido  Aglio  del  C.  Ugo  da  Batti- 
fdlle  nel  1 367  sottopose  per  U  tua  parte  9I- 
r  acoomandigìa  della  Signoria  di  Firenze, 
finché  nel  1440  quel  governo  se  ne  impa- 
droqì  per  ribellione  del  poqte  Francesco  di 
Poppi,  —  l^ed,  PpP9|, 

La  stessa  itoqlea,  compresa  la  6.imbucheta, 
nel  1645  h  datJi  in  feudo  dal  Granduca 
Ferdinando  II  con  titolo  di  marchesato  a  un4 
donna  di  casa  Guadagni ,  pgi  ffucpedeir»n9 


SAMfi  SAMB                  13 

III  dì  Salvtano  lo  «Jicliìaniva  un  altro  itlru-  trillo  pei  frati  GetUHii  nella  parr.  di  Val- 

mmlo  del  1 1  oa  citalo  dal  Targioni  alla  pag.  Benedetta,  Coni.  Giur.  Dice,  e  circa  4  migl. 

1)9  del  T.  II  de* suoi  Viaggi.  a  lev.  di  Livorao,  Comp.  di  Pisa. 

Anche  cotesto  Salviano  ebbe  nome  dì  ca-  La  chiesa  di  S.  Maria  delta  Sambuca  ri- 

Btello  da  una  casa  torrìla«  che  uno  di  quei  sieile  sul  fianco  di  un  |)Og^io  nel  tallone 

signori  nel  ii8a  per  la  sua  parte  donò  al  deWUgtont  fra  i  con Intflbr li  di  ifonre-Cor- 

ìloD.  di  S.  Giorgio  neir  Isola  di  Gorsoua.  bulnne  che  scendono  a  maestro  lii  f^al'Bt" 

In  quanto  ai  marchesi  «li  Bfassa  e  di  Li-  ne</e//a.— -Essa  fu  consacrata  e  dedicala  a  S. 
^otnoy  all'in.  LstOBKo,  raiiimentai  un  con-  Maria  Annunziata  dall*Arciv.  pisano  Giù- 
tratto  del  9  genn.  1^44  rogato  in  Pisa,  col  liano  dei  Ricci  nel  \{\  9  oli.  del  i443. 
quale  Guglielmo  del  fu  Andrea  March,  di  Al  dire  del  Coppi  autore  degli  Annali  di 
MaMta^Ziunense  in  nome  proprio,  non  che  Sangimignano  nel  sec.  XV  prese  qui  P abito 
per  interesse  del  di  lui  fratello  March.  Al-  di  frale  Gresuato  il  bealo  Ranni  Ardiughelli 
berto  e  «lei  March.  Corrado  suo  consorte.  sangimignanese.—  Colesta  famiglia  religiosa 
affiliò  air  abbate  Martino  per  il  suo  Mon.  fu  soppressa  insieme  con  (utia  la  congrega- 
di  S.  Michele  in  JBorgo  di  risa  un  petio  di  zv'ue  de*Gesuali  dal  Pont.  Clemente  IX  nel 
leira  poalo  dentro  i  confini  di  SaUiano,  di-  1668  che  destinò  i  loro  beni  airOrdine  de- 
tfmiu  di  LifomOy  in  luogo  appellato  f^io'  gli  Ospitalieri.  Però  il  Granduca  Ferdinan- 
C«iw  m  Seopmfa^  con  T obbligo  di  pagargli  do  li  assegnò  i  fondi  del  convento  della 
r annuo  fitto  di  sei  denari  pisani.  Sambuca  alPospedale  delle  donne  in  Livoi- 

InfiiUi  i  marchesi  di  Massa  a  quella  età  no.  — •  f^ed.  Tiioioai  f^ìftggi  ecc.  T.  IL 

poMtJetauo  nel  distietto  di  Salviano  de*  he-  SAMfiUCAnellaVal-di-Pesa.— Borgo cou 

tti  di  aoolo  con  diritto  di  pastura;  lo  che  da-  eh.  parr.  (S.  Jacopo  con  due  annessi  denio- 

^  a  coooacere  il  Targioni  nelP opera  sud-  liti]  nel  piviere  di  S.  Pietro  in  Bossolo, 

detta,  dove  pubblicò  restralto  di  un  pioces-  Com.  e  circa  migl.  3  ^  a  grec.  di  Barberino 

io  compiuto  nel  1485  sul  diritto  del  pasco-  di  Val-d*£lsa ,  Giur.  dii  Poggibonsi ,  Dioc. 

lo  di  momUntro  e  di  Saì^iaao  allora  con-  e  Comp.  di  Firenze. 

tiovetao  fra  la  Comunità  di  Livorno  ed  al-  Risiede  sulla  ripa  sinistra  della  Pesa  alla 

caai  eredi  dei  marchesi  di  Massa  e  di  Cor-  lesta  del  poole  che  si  disse  di  Bomagliano^ 

sica.  —  I  quali  terreni  a  (lascolo  erano  cir-  Sul  quale  passava  Tanlìca  strada  Romana  in- 

coscritti  fra  il  Ri^fo-Mngginnt^  il  torr.  dell*  nanzi  che  sulla  fine  del  secolo  XVllI  fosse 

ArdeaxM^  il  mare  Mediterraneo^  Rondi'  costruito  due  miglia  più  basso  il  bel  ponte 

^^ta,  Periieaja^  ecc.  di  pietra  dirimpetto  al  poggio  di  Fabbrica 

La  chiesa  però  di  S.  Martino  a  Salviano  per  T  attuale  strada  postale  «ti  Roma. 
■kI  1377  non  era  più  addetta  né  dipenden-  Con  islruraento  del  io53  rogato  nel  ca- 
le dal  piviere  di  Limone,  sìbbene  da  quel-  stello  della  Sambuca  nella  Va l-di»Pesa,  il  no- 
lo dì  S.  Paolo  àWArdemay  e  tale  si  conser-  bile  Ranieri  e  donna  Ava  sua  moglie  dona- 
vava  anche  nel  i37a,  siccome  apparisce  da  rouo  alcuni  beni  alla  badia  di  Passignano. 
dae  registri  delle  chiese  della  diocesi  pisana  Dalla  stessa  badia  provengono  due  altri 
pubblicati  dal  Pad.  Mattei  nella  sua  Storia  istrumenli  dell*  11  sett.  ii6(>,  e  29  oli. 
cecIcsiasliGa  pisana.  1 1 79  scritti  nel  castello  della  Sambuca,  ed 

U  territorio  della  pieve  attuale  di  S.  Mal-  un  terzo  del  a  die.  ti  68  rogato  in  Passi- 
lena  Salviano  è  spur.so  di  molte  ville  signo-  gnano,  coli*  ultimo  dei  quali  I*  obbate  di 
nfi  ;  e  sebbene  la  sua  pieve  non  abbia  {Kir-  quel  monastero  atlìttò  due  moggia  e  quattro 
ntelùc  succursali,  essa  abbraccia  quasi  tutto  stiora  di  terra  nel  distretto  della  Sambuca 
il  distictto  dell* antica  pieve  di  Limone.  —  per  1* annuo  canone  di  Ire  dt-nari,  compresa 
rM.  AaoosA  e  Lntona.  una  piazza  in  dello  castello  con  Tobbligo  al 

La  popolazione  della  pieve  di  S.  Martino  locatario  di  fabbricarvi  una  casa.  —  (AacR. 

•Liviano  nel    i833  asceivleva  a   io4ao  ìhrL.  Fìok.  Carte  di  detto  Sion,) 

^'  —  ^ed,  Livoaao  Voi.  IH  pag.  789.  Dall*  istrumeuto  jierò  del   99  ott.  1179 

SiBfBAVELlX).—  f^ed,  Babila.  (S.)  nel-  apjtarisce  che  fin  d'allora  esisteva  sulla  Pesa 

h  Val-di-Sieve.  il  Ponte  della  Sambuca ,  ponte  del  qule 

SAMBUCA  de*  Monti-Livornesi.  —  Pog-  si  toma  a  far  menzione  in  altre  due  carte 

I»  selvoso  dove  fu  un  cremo  (5.  ATaritf  </e/-  del  giugno  iai9,  e  8  genn.   H195  strine 

^  JeiiiAtfca)conTertito  più  tardi  in  un  con-  nel  borgo  del  Ponte  della  Sumhuea. 


il  SAM6  SAHB 

RamineiiUno  poi  la  priorìa  e  canonici  di  caboto  che  tuttora  conserva  della  Sambur»^ 

S.  Afarìa  eS.  Jacopo  alla  Sambuca  un  istni-  e  distinta  dalPaltra  di  S.  Lorenzo  a  KicxU- 

mento  del  a6  giugno  1119  ed  un  compro-  no,  finché  nel  1848  il  vescovo  di   Laècca 

messo  del  I a 3 1  relativo  al  giuspadronato  di  mccoraandò  il  popolo  di  quest*  ultima  ^1 

quella  chiesa  preteso  dall* abbate  di  Passi-  rettore  della  prima,  formando  d* allora  in 

gnano.  Lo  stesso  dicasi  di  due  altri  islru-  poi  una  sola  cura,  la  quale  comprende  le 

menti  del  aa  maggio  1^37  e  del  34  oU.  villatedella  5<im6ifca,  di  Ft//e/fae  di  Bac- 

1379,  mentre  di  un  mulino  sulla  Pesa  nel  etano,  e  la  rui  popolazione  tutt' insieme  nel 

popolo  di  S.  Jncopo  alla  Simbuca  in  luogo  i83a  ascendeva  a  ao3  abik.  —  f^ed.    Bac- 

detto  Bomagliano  fa  parola  una  carta  del  cikno  e  Romano  (Sar)  dklla  GAapAGWAiiA. 
die  1 3 1 4t  «ce.  -—  ytd.  BoMAGLUNn,  SAMBUCA  «Iella  Montagna  piste j<*se  d<;IU 

Finalmente  con  scrittura  del  ao  seltem-  Valle  del  Reno  bolognese.  *- Cast,  e  Borgo 

bre  i3oi  fu  data  licenza  a  due  maestri  mu-  capoluogo  di  Comunità  e  di  Potesteriii  con 

ratorì  del  Comune  di  Firenze  di  fabbricare  pieve  (SS.  Jacopo  e  Cristofano)  nella  Dioc. 

case  nel  borgo  della  Sambuca,  Io  che  venne  di  Pistoja,  già  di  Bologna,  Gorop.  di  Firenze, 
loro  confermato  nelSgenn.  i3oa  dal  com-        Risiede  in  monte  lungo  la  rìpn  sinistra 

missario  del  vescovo  di  Siena  collettor  «ielle  del  torr.  Limentra  attraversalo  dalla  strada 

decime  per  la  Dioc.  di  Fiesole. — (/oc  cJt,)  rotabile  della  Porrelta,  fra  il  gr.  44**  5'   6' 

Col  progredire  dei  tempi  i)  giuspadronato  latit.  ed  il  aS^  39'  8"  long.,  16  migl.  a  seti.- 
della  eh.  di  S.  Jacopo  alla  Sambuca  ritornò  grec.  di  Pisloja,  passando  per  la  straila  regia 
dai  Vallombroaani  della  badia  di  Passiona-  Modanese,  e  circa  1 3  migl.  percorrendo  Tan- 
no nella  nobil  famiglia  Buondelmonli  di  tica  via  Francesca  della  Collina. 
Firenze  che  lo  mantenne  finché  sulla  fine  II  castello  della  Sambuca  con  tutto  il  s*to 
del  secolo  XVIII  fu  ceduto  at  Principe.  distretto  spetta  ad  una  delle  Comunità  Iran- 
Rispetto  ali*  antico  ponte  della  Sambuca,  sappennine. —  Esso  fu  lungo  tempo  so», 
ossia  di  Romagliano,  esso  fu  rifatto  median-  getto  a  due  diversi  dominj,  e  per  cons<-- 
te  provvisione  della  Signoria  di  Firenze  del  guenzn  diede  motivo  a  rappresaglie  frequenti 
a?  seti.  141 5.  —  (Gayb,  Carteggio  inedia  e<I  a  piccole  guerre,  da  una  parte  fra  i  IV>- 
to  di  Artisti  Vol^  I.  Append,  IL)  lognesi ,  i  di  cui  vescovi  tenevano  il  gover- 

La  pArr.  di  S.  Jacopo  alla  Sambuca  nel  no  spirituale  della  Sambuca,  ed  i  Pistojo:»i 

1833  contava  334  abit.  dalP altra  parte,  ai  di  cui  presidi  eccfesM- 

SAMBUCA  DsiAA  GARFAGNANA  nella  siici  il  Cast,  della  Sambuca  fino  dal  secolo  X 

Valle  superiore  del  Sercbio.  —  Castelletto  era  stato  donato. 

con  rocca  diruta  e  eh.  parr.  (S.  Pantaleone)  Dico  sino  dal  secolo  X,  poiché  nelP  ;unn  > 
cui  fa  annesso  il  popolo  di  S.  Lorenzoa  Bac-  997  l' Imp.  Ottone  III  con  suo  diploma  con- 
ciano, nel  piviere  di  Fosciana,  Com.  e  circa  fermò  ai  vescovi  di  Pistoja  il  feudo  del  Cìtst« 
due  migl.  a  ostro  di  San-Romano,  Giur.  e  di  Pavana  situato  nei  confini  distrettuali 
due  migl.  a  scir.  di  Camporgiano,  Dioc.  di  della  Sambuca  sotto  il  piviere  di  S.  GioTannl 
Massa-Ducale,  gik  di  Lucca,  Due.  di  Modena,  in  Succida  diocesi  bolognese^  giudicarti 

Risiede  sulla  ripa  sinistra  del  fi.  Sercbio,  però  di  Pistoja.  — -  Fed.  Pavana. 
cui  sovrasta  una  rupe  di  gabbro  rosso  che        Infatti  fra  le  membrane  del  vescovado  dì 

segna  costà  il  confine  delle  guglie  ofioliliche  Pistoja  avvene  una  del  luglio  io55,  scrilla 

schienite  nel  talifeg  della  valle,  a  |)arttre  da  nella  corte  di  Pavana  d^I  castello  della  Satn- 

Piazza  e  Sala  fino  al  Vili,  della  Sambuca;  il  buca  giudicarla  di  Pistoja,  riguardante  fa 

qual  tragitto  fu  segnalato  agli  Art.  Campok-  promessa,  sotto  pena  di  lirecento,  fatta  a  M'ar* 

oiAKO  Comunità,  e  Gasfackana.  tino  vescovo  di  Pisloja  da  diversi  signori,  «li 

La  chiesa  di  S.  Pantaleone  alla  Sambuca  non  contendere  a  luì  né  ai  suoi  succesBori 

porta\a  un  vocabolo  comune  al  Taltra  s<^i  vi-  alcuna  parte  del  castello  della  Sambuca  ,   n^ 

Cina  di  S.  Lorenzo,  cioè,  di  Riccinno,  e  di  molestare  quegli  uomini  ai  quali  avcsasem 

come  tale  é  segnata  nella  ho]1:i  roncisloriale  concesso  terreno   per   fabbricarvi  abitauo 

diretta  dal  Pont.  Alessandro  IH,  scilo  il  a3  ni.  —  (Aaca.  Dipl.  Fioa.,  /oc.  cxV.) 
die.  del  1 168,  a  Jacopo  pievano  de' SS.  Ippo-        Fra  in  qu^l  tempo  uno  de*  signori  «lelL 

li!o  e  Cassiano  a  Fosciana.  Sambuca  un  tale  Sifrido  del  fu  Agighio    «li 

La  stessa  chiesa  di  S.  Panlalfonc  però  nel  Pisloja,  il  quale  nel  i5  giugno  deirann^ 

catalogo  del  1160  trovasi  designata  col  vo-  xo86,  stando  presso  la  pieve  di  Viillano    i 


SA  MB  SAMB               15 

del  Mfmulc  gludieoria  pistojese^  rìnuiitìò  sì  maneggiassero  coi  Bolognesi  per  dare  lo» 
alb  stessa  uciisa  nelle  mani  di  Pietro  vesco-  ro  iii  mano  la  rocca  ;  lo  che,  dice  il  Fiora- 
io «fi  Ptsioja  tulle  le  corti,  castelli,  chiese ,  Taiiti  sotto  Tanno  i  la?,  serr)  di  ragione  ai 
r  beni  che  possedeva  ne*  contadi  |iislo}ese,  Pìsiojesi  per  punirei  capi  della  congiura  col 
fìM^ntino,  Arsolano  e  bolognese  rìserban-  fornire  ajuto  di  milizie  al  loro  tcscoto  si- 
don  dei  mcd  simi  fuso  frullo,  eil  il  ptis  guore  di  quel  castello, 
mn  dì  un  castello  (Tripftohno)^  a  condi-  Il  possesso  però  della  Sambuca  si  conser- 
Itone  che  se  egli  o  i  dì  lui  eredi  aTessero  Tava  sempre  ad  arbitrio  dei  Teseo?!  di  Pi- 
routeso  al  detto  vescoTo,  o  a  chi  fM  succo  sloj.i  anche  quando  il  Pont.  Celestino  11  nel 
àtM  la  torre  e  cositi  Mia  Sa-nbuca,  op-  17  (ebb.  1 143  diresse  una  bolla  al  preno- 
pore  rhe  que  fcelati  Tavessero  (terduta  per  minato  vescovo  Alto,  confermata  nel  14  feb- 
cattiva  guardia  dei  ininbiri  di  detto  Sifrido,  brajo  1 1 54  da  Anastasio  IV  al  Tescofo Tracia 
allora  i  suddetti  beni  dovessero  dichiararsi  di  lui  successore.  A  quest'ultimo  prelato  fa 
<K  piena  proprietà  dei  vescovi  pistojesi.  —  an<^e  diretto  dal  Cast,  di  Ssn-Quirico  nel 
(iva.  Din..  Fnm.,  Cartt  del  rese,  di  Pi»  senese  un  privìlegtoin  dati  del  4  Ingt.  1 1  SS 
Ito/a.  —  Téàccxmik ,  Anecd,  Putor,)  dall*  Imp.  Federigo  I,  che  prese  sotto  Pimpe- 

A  confermare  ai  vescovi  di  detta  città  il  riale  tutela  i  beni  della  chiesa  £  PSstoja. 

casteflo  «  «lislref  lo  della  Sambuca  si  acgiun*  —  {ii^i), 

scro  le  bolle  ponti5cie  di  Urbano  II  e  di  Allo  stesso  diploma  di  Federigo  I  in  segni- 

P^sqtiale  II,  cui  diede  peso  un  giudicato  to  iiirono  conformi  quelli  degli  Imperatori 

fironuoziato  in  Pistofa  nelPanno  1 104» slato  Arrigo  VI  (1 196),  Ottone  IV  (t  909),  e  Pe- 

cooftntDjto  dalla  gran  contessa  Matilda,  dal  derigo  II  (1  ai  8  e  1 399)  concessi  ai  pontefici 

csfdiiule  Bernardo  degli  Uberti  e  da  Dodo-  della  cattedrale  pistojcse. 

ne  vescovo  di  Modena.  Il  qual  giudizio  fu  In  questo  frattempo  però  i  Bolognesi,  per 

raolivato  d  tlTessersi  gli  abitanti  della  Sem-  insignorirsi  della  Sambuca,  profittarono  del- 

buca  ribellati  ai  vescovi  di  Pistoja  loro  an«  la  guerra  che  fin^evasi  nel  1904  fra  i  Fio- 

tichi  padnoni ,  dopo  che  avevano  rinnovato  renlini  ed  i  Pistoiesi,  quando  mossero  la 

lóro  il  giurameiilo  di  vassallaggio.  loro  oste  verso  la  Montagna  di  Pistoja ,  per 

Il  preambolo  di  quel  lodo  pronunziato  modo  che  fu  loro  facile  impadronirsi  della 
nel  sell.del  1 104  diceva  a  un  dipresso:  «  La  Sambuca  e  di  altri  castelli  vicini,  dai  qnali 
(hirsa  pistoiese  possedendo  da  gran  tempo  furono  tenuti  fino  a  che  nel  1 6  ottobre  del* 
il  Cast,  e  rocca  della  Sambuca  assieme  con  Tanno  1S19  il  cardinal  d'Ostia  Ugo  dei 
ìa  sua  corte,  al  avendo  già  ricevuto  il  gin-  Conti  di  Segni  Legato  del  Pont.  Onorio  IH 
nmenlo  di  fcdelià  dagli  abilaoti,  i  roedest-  pronunziò  sentenza,  che  il  Cast,  detta  Sam- 
mi  sì  erano  ribellati,  dondethè  esaminata  la  buca  con  il  suo  distrettoe  ragioni  dovesse  ri- 
causa  dai  giudici  delegati  fa  sentenziato,  che  tornare  sotto  il  dominio  del  vescovo  di  Fi- 
la menSa  vescovile  pistojese  fosse  restituita  sloja,  e  che  iPislojen  procurassero  dì  rindc»> 
nel  suo  possesso  primiero  con  tutti  i  diritti  aizzare  e  fiir  restituire  i  beni  a  coloro  che 
cbelegalmenteseìecompetono,  ecc.  ecc.»— >  erano  fuorusciti  della  Sambuca  per  avere 
^0^.  Pataiia.  costoro  abbracciato  il  partito  de'Bolognesì,  e 

Infiliti  il  Pont.  Innocenzo  II  con  sua  boi-  viceversa  che  il  Comune  di  Bologna  facesse 
la  diretta  da  Pisa  il 91  die. del  li 34 ad  Atto  lo  stesso  verso  i  fuorusciti  Bolognesi.  — > 
sullo  vescovo  pistojese,  confermò  a  lui  ed  (Sàvtoci,  cintali  Bolognesi  T.  II.  P.  II.) 
ai  suoi  successori  qudle  de*  PP.  Urbano  II  e  Dopo  tale  concordia  il  vescovo  di  Pistoja 
Pasquale  U ,  le  quali  comprendevano  tre  i  Graziadio  cede  in  feudo  ai  conti  di  Panico 
feodi  della  mensa  pistojese  la  corte  di  Pa^a»  il  Cast,  della  Sambuca,  per  cui  nd  6  aprile 
9a  nel  contado  di  Pistoja  ed  il  castello  del  lasS  Ranieri,  uno  di  quei  conti,  autore 
deUa  Sambuca^  dm  venne  restituito  (dice  probabilmente  di  altro  Ranieri  arcivesco- 
la  bolla)  al  t^esco-*o  fldehrando  di  Pistoja  vo  di  Pisa  reso  celebre  dall*  Alighieri,  prv^ 
d'illa  contessa  Sfatilda  JigUa  di  S,  Pie*  sto  giuramento  di  fedeltii  al  vescovo  Gra- 
t^'o  per  gìuditìo  pronunziato  dal  cardinal  zladio  per  sé  e  per  Ugolino  suo  fratello.  -« 
Bernardo  Leg-ito  apostolico  in  Toscana,  (Aaca.  Dipl.  Fioa.,  Carte  del  Capitolo  det- 
ta:. —  [loc.  eir.)  la  Catte Jr.  di  Pistoja.)  —  fVi.  P^ia. 

Ciò  non  usLiute  gli  uomini  della  Sam-  Tali  si  innnlennero  i  popoli  «l«||a  Sam- 
buca anche  do|io  quel  giudicato  sembra  che  buca  e  di  Pavana,  cioè  sudditi  e  vaisalU 


16  SAHB  8AMB 

dei  pfdati  di  PUtoja»  fino  a  che  nel  nofem-  ai  dirìgeTt  da  Bologna  per  la  Sambncn  in 

bre  del  i9  56  sotto  il  reggimento  del  Te-  Toacana«  s*  impadronì  della  rocca  di  Pa^a- 

scovo  Goidaloste  Vergiolesi  prestarono  gli  na ,  che  in  detta  epoca  spettava  ai  nobili  di 

omaggi  di  vassallaggio  quei  popoli  a  con-  Gantagallo  »  alla  qual  famiglia  apparteneTs 

dizione  di  ubbidire  al  vescovo  ed  al  Comu-  'quel  Napoleone  che  nel  settembre  del  1 33a 

ne  di  Pistoja,  di  cui  allora  Guìdaloste  crasi  fu  eletto  dai  Pislojesi  in  loro  potestà  e  dae 

fatto  arbitro;  sicché  questo  signore  ricevè  anni  dopo  in  capitano  del  popolo  a  Firenze. 

giuramento  di  suddilanza  dai  popoli  della  ^^iAtucM.Din.^FìO^.Càrte  deirOperadi S. 

Sambuca,  allorché  dominando  la  sua  patria  Jacopo  di  Pistoja.'^  Amm.  Sèor.  ^ior») 
quasi  da  assoluto  padrone,  gli  fu  f'tcile  in-        Sino  al  i36o  la  rocca   della  Sambuca  (u 

vestire  del  feudo  predetto  un  Vergiolesi  suo  guardata  dalle  genti  di  Oleggio  Visconti  sì- 

p-Axenle  con  titolo  di  visconte  o  vicedomino,  gnor  di  Bologna,  quando  riesci  ai  Pistoiesi, 

dal  quale  poi  il  feudo  della  Sambuca  passò  mentre  le  armi  di  quel  signore  emno  cxco- 

ìn  signoria  alla  nobile  famiglia  pistojese  de'  paté  nelU  guerra  con   Bernabò  Visconti  di 

Vergiolesi.  Milano,  di  riacquistare  quasi  per  sorpresa 

In  cotesto  frattempo  i  Ornsolt  e  Comune  il  castello  della  Sambuca,  della  qnal  cosa  i 

della  Sambuca  e  di  Pavana,  adunati  nella  Fiorentini  furono  molto  contenti,  sperando 

chiesa  de' SS.  Jacopo  eCrlstofano,  dopo  una  a  tempo  opportuno  di  avere  essi  la  gnanlia 

deliberazione  fiitta  in  pieno  consiglio ,  nel  di  cotesta  chiusa  dell'  Appennino^ 
a6  die.  del  is6«  venderono  per  lire  io5  di        Trovo  però  fra  le  carte  del  vescovato  di 

mon.  pisana  allo  spedale  del  Prato  del  Ve-  Pistoja  una  del  ai  febbrajo  1 368,  dalla  qua- 

scovo  un  mulino  con  gualchiera  posto  in  le  risulta  che  l'abbate  del  Mon.  di  S.  Baiic»- 

qoel  territorio  in  luogo  appellato  Miraeco-  loraraeo  di  Pistoja  a  quel  tempo  esercitava 

/«?  —  (Aaca.  Dm..  Fioa.  Carte  dell*  Opera  il  mero  e  misto  impero  sopra  il  caste!  della 

dt  S.  Jacopo  di  Pistoja.)  Sambuca.  Avvegnaché  in  detto  gtomo  per 

Nel  principio  del  secolo  XIV  era  signore  alto  pubblico  rogato  nel  palazzo  Tescovile 
del  castello  anzidetto  mess.  Lippo  o  Filippo  di  Pbloja  don  Simone  abbate  di  quel  mo- 
de'Vergiolesi  padre  della  bella  Selvaggia,  nastero  de' Benedettini  con  licenza  ed  anto- 
di cui  mieslro  Gino  Sinibuldi  pianse  in  rità  del  Vesc.  Remigio  e  dei  canonici  della 
▼ersi  la  morte  accaduta  cotta  suso  tra  duri  chiesa  maggiore  di  Pistoja,  avuto  il  connenso 
#<ixfi  innanzi  che  il  di  lei  g^itorc  nel  1809,  dei  suoi  monaci,  cede  il  castello  della  Sam- 
Tendesse  al  Comune  di  Pbtoja  per  1 1000  buca  con  tuUc  le  ragioni  al  sindaco  del  Co- 
lire  il  castello ,  rocca  »  distretto  ed  uomini  mune  di  Pistoja,  salvi  i  diritti  e  nigioni  che 
della  Sambuca.  —  ^erf.  Pistoia.  ^i  aveva  il  vescovo  e  la  chiesa  pistojese  ;   in 

Più  tardi  la  stessa  contrada  cadde  sotlo  cambio  della  qual  cessione  ricevè  dal   sìn- 

il  dominio  del  pistojese  Filippo  Tedici,  nel  daco  medesimo  tanti  effetti  di  suolo  oorH- 

tempo  che  egli  (anni  i3a4  e  i3«5)  oppres-  spendenti  all' annua  rendiU  di  470   mine 

lava  la  sua  patria.  Fu  allora  che  un  cognato  di  grano. 

di  Filippo  posto  a  guardia  del  castello  della        Non  corsero  però  molti  anni ,  che  la  Si- 

Sambnca  lo  consegnò  proditoriamente  alle  gnoria  di  Firenze,  informata  de' preparativi 

genti  di  Caslruccio  Anielminellì,  che  aveva-  di  eserciti  che  nel  i375  si  CMsevano  in  Bo- 

no  già  occupalo  varii  luoghi  della  Monta-  logna  dal  cardinal  Leg^^tocon  la  mira  di  «la- 

gna  pistojese,  sicché  poco  dopo  Castruccio  re  addosso  ai  Fiorentini ,  inviò  un  piò  for- 

potè  facilmente  impadronirsi  di  Pistoja.  te  presidio  alla  Sambuca  ed  in  tutte  le  roc- 

Mancato  Castruccio.  la  fortezza  della  Sam-  che  della  Montagna  pbtojese.  —  Magf^ior 

biiea  per  pochi  anni  fn  guardata  dalle  mili-  danno  avvenne  nel  140X  quando  Riccardo 

zie  de'  Pistojesi,  fino  a  che,  per  convenzione  de' Cancellieri ,  nella  lusinga  d*  insignorirsi 

stabilìU  nell'aprile  del  i35i  dovevano  esse  del  governo  della  sua  patria,  ad  tst|ga»one 

consegnarla  ai  Fiorentini,  se  costoro  fossero  del  duca  di  Milano,  di  cui  era  al  servizio  » 

stati  più  cauti  a  non  lasciarsi  precedere  dalle  con  le  di  luì  masnade  unite  ai  fuoruscili  as- 

masnade  dell' arei vescovo  Visconti  di  Mi-  salì  e  tolse  il  caslel  della  Sambuca  ai  Fio- 
lano  clie  aveva  compro  nell'anno  innanzi  renlini,  ai  quali  però  dovè  remlerlo  ne| 
d^i  Pepoli  la  città  e  distretto  di  Bologna.—  nov.  del  i4o3  a  patto  di  essere  ribandiio 
Fjtd   Pistoia.  ^^^  ^^  '  **'®*  aderenti,  oltre  la  rindenniz* 

InUti  un  esercito  del  Visconti,  mentre    zazione  de' danni  paliti.  —  f^ed.  Pistoja. 


SAMB 

Finalnmile  il  culel  della  Sambuca  come 
laaw  imporUote  per  chi  da  quella  parte  at- 
trai eivi  r  Appennino,  anche  dopo  la  caduta 
della  Rep.  Fior,  fu  daiPistojesi  affidato  alla 
cmlOilia  di  personaggi  distinti ,  come  quan- 
do nel  1 53o  ne  era  capitano  Giovanni  di 
Filippo  Cellesi,  nel  i534  Francesco  Miche- 
lacd,  nel  1 536  Gherardo  Buona ju ti  ecc. 

La  storia,  eh*  io  sappia,  non  palesa  chi 
tfnefa  la  guardia  della  Sambuca  nelPanno 
1537,  quando  y'i  passarono  i  fuorusciti  fio* 
ffcotini  che  ebbero  poi  la  mala  giornata  a 
Monle-Murlo. 

L'ultimo  fatto  d*armi  che  può  riguarda* 
re  il  passo  militare  per  V  Appennino  della 
Simbuca»  ne  richiama  all'anno  1643,  quan- 
do vi  passarono  le  truppe  papaline  riunite 
io  Bologna,  inviale  per  questo  varco  a  sor- 
prendere Pistoja.  Nella  qual  circostanza  se  il 
oemicfj  s' impadronì  delle  rocche  di  Pavana 
e. di  Treppio,  questa  della  Simbuca  sembra 
che  fosse  lasciata  fuori.  Essa  però  venne  in- 
vestila e  cadde  in  potere  suo  al  ritorno  del- 
h  stessa  oste,  che  ivi  si  fortificò.  Per  la  qual 
OQsi  i  Pistoiesi  volendola  riconquistare  coi^ 


SAMB 


17 


sero  a -quella  volta  con  un  corpo  di  fanti  e 
cavalli,  sicché  dopo  fiero  conflitto  il  nemico 
fu  costretto  a  disloggiarne  con  perdita  di 
gente,  di  artiglieria  e  di  munizioni.  —  (Fi<i- 
RAVÀim ,  Memor,  istor,  di  Pitto/a.) 

Esiste  alla  S;imbuca  un  cinservalorio  di ■ 
donne  questuanti  dell*  Ordine  di  S.  Fran« 
caco  sotio  il  titolo  della  MaJonna  del  Gi- 
glio. Esso  però  nel  1745  era  ridotto  a  due 
sole  claustmli,  mentre  nel  i833  vi  si  tro- 
vavano 18  recluse,  e  nel  1840  si  contavano 
costà  1 7  conventuali  con  1 4  eflucande. 

La  chiesa  parrocchiale  per  liolla  del  Pont. 
Pio  VI  ditta  in  Roma  li  16  oli.  del  1785 
fu  disbccata  dalla  diocesi  di  Bologna  e  dalla 
pieve  di  Succida,  ora  Capanne,  con  le  altre 
curedella  Comunità  dilla  Sambuca,  le  quali 
vennero  aggregale  alla  diocesi  pistojese.  Al- 
la pan*,  della  Siimbucji  fu  annessa  la  cap- 
pella di  Po/o/ae  non  Pajola  come  fu  scrit- 
to MArt.  Pajoi.4  Voi.  IV  png.  a5. 

Sibilano  atliuilnienir  al  piviere  di  S.  Ja- 
copo alla  Sambuca  le  chiese  parr.  di  Pa^Hi" 
na ,  Cassero ,  Lagacci  Campeda  e  Fras^ 
signoni^ 


MOVIMENTO  della  Popolazione  del  C^stello^  Soboo  e  contommi  della  Saubvca 

m  quattro  epoche  differse,  diifisa  per  famiglie. 


Ahro 

INBl 

mate. 

«BESI 

femm. 

ÀDC 

masc. 

rtti 
femm. 

OONIUU^TI 

dei 
(lue  sessi 

KCCLR8IAST. 

dei 
due  sessi 

Numero 

delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popolai. 

i55i 

... 

.^ 

.... 

•« 

— 

248 

«379 

i7;5 

260 

a65 

36o 

320 

4?i 

22 

270 

1699 

i8)3 

i83 

187 

aoa 

ao4 

358 

22 

224 

11  56 

1840 

aog 

193 

160 

195 

428 

21 

239 

1208 

Comunità  della  Sambuca.  —  II  territo- 
ffio  di  questa  Comunità  abbraccia  altual- 
Mrnte  una  superficie  di  21958  qoadr.,  729 
dri  quali  sono  presi  da  strade  e  da  corsi 
f4cqua.— Nel  i833  vi  sì  trovavano  2632 
ikiL,  a  proportione  raggua«1iataraentc  di 
qa^ft  93  pers<)ne  per  ogni  migU  quadr.  di 
U:)lri  inipoiiibile. 

f^infina  con  sei  Gomunilà,  tre  delle  quali 
r^mpr<se  ticWa  Ijegazionc  di  R<ilogna  dello 
Siilo  PiTilifirio  e  Irt'  dentro  il  Granducato. 

Uil  lato  di  lev.  si  tocca  con  U  Gom.  gran- 


V.   V. 


ducale  diGintagaìlo  a  partire  dai  poggi  scl- 
tentrìonali  di  Treppio,  e  di  là  raediaiUe  il 
ramo  orientale  della  fiumana  Limentra  che 
rimonta  per  il  cammino  di  circa  5  niigl.  a 
incominciare  di  sotio  la  sua  contluenzii  nella 
Limentra  inedia  sino  al  ponte  deìTAlbe- 
rricci') sopra  la  Ba<lia  aTaoiia.  Orsl't  voltando 
la  fronte  da  lev.  a  ostro  sottenlra  a  r.oufinc 
il  territorio  coniuniialivo  della  Porta  S. 
Marco,  da  primo  lungo  il  toir.  Liinen^ 
Irella,  piscia  nieiliaiile  un  liuiro  «uo  ifin- 
llueulc,  W  Piano  dei  l\:ro^  cui  quak' di- 

3 


1»             AkìiÈ  SAttB 

Hgendori  a  micAr.  itttn^ctia  la  strada  co^  Fra  i  prìncipali  coni  d*aeqiiB  che  «SeM* 

manitatlva  che  va  da  Pìtloja  a  Trq>pk>  per  se*  dono  dalla  sinistfl  cotta  di  cotesto  Appetal* 

^aitare  la  criniera  «le^poggi,  sulle  cui  spalle  no  per  attratersalre  da  oslro«Yib.  asetL-gnei 

sorgono  le  prime  fonti  della  CimeHfta  me-  il  territorio  comunitatlto  della  Sanilioai»ri 

dio.  Ivi  cessa  di  fronteggiare  il  temtorio  co>>  conta  non  sob  il  fiume  Reno,  ma  i  ite  nmì 

mnnitativo  della  Porli!  Ji  Jfartio  e  sottentra  della  Limtntra^  cioè»  ofitMttle^  énedim  f 

l*altro  della  Patta  ai  Borgo,  e  con  qoesio  la  oeeidentaie* 

Com«  della  Sambuca  coritinuH  a  dlrìgeni  Mon  si  conoscono  anooni  le  aflntte  wmé' 

terso  maestr.  sul  poggio  ili  Scaioechio,  don-  Inte  delle  prominenze  maggiori  di  ootaMi 

de  poi  risoertde  per  entnre  col  fono  d*^c-  parte  di  Appennino,  per  modo  che  sarrftbtf 

ptasanta  nel  ramo  della  Limentta  oeei-  azzardo  di  chi  per  altra  Ti«  fuori  di  quelfa 

deniaU^  che  tosto  trapassa  dirimpetto  alla  trieonomeirica  volesse  confrontare  i  vaidii 

confldenta  del  fiosso  de*  Cigni,  Mediante  il  della  valle  del  Reno  Isotognese  o  dei  valloal 

cono  inverso  di  onest*  ultimo  fosso  la  nostn  della  Limmttfa  con  aKri  varchi  deir  Appen* 

Gomuniti  varca  lo  sprone  dell*  Appennino  nino  toscano  e  della  Montagna  piSI«»Ìeae. 

chesepin  il  vallone  della  Umentra  oeci'»  Checché  ne  sia  la  cnaa  meno  incerta  è«die« 

étittaie  delia  Sambuea  dalla  Valle  superio-  alle  sorgenti  della  ùinteaità  oeddemiaie, 

re  del  Reno»  nel  qiial  fiume  i  due  territorf  il  varco  della  Sambuca  pistojese  eri  stato 

discendono  per  il  borro  appellato  del  Fai'  praticato  ne' tempi  antichi  scendendo  InufEò 

ifn,  e  di  lì  sino  al  ponte  wPiiioiti  presso  cotesta  fiumana  dallo  Sf^edaleito^  detto  al' 

la  dogana  di  Pracc/tia  che  trovano  dirim*  (óra  dei  Prato  del  Fesco^^  dopo  «ver  ri« 

petto  alla  oottAuenta  del  torr.  Orsigna,  s;rlilo  il  monte  lungo  la  ripa  nnistra  del  fi. 

Ivi  cessa  la  Gom.  della  Porta  ai  Borgo  Orabrone;  il  qual  passaggio  fn  frequentato 

e  Mttentra  di  fronte  a  maestr.  il  territorio  dagli  oltramontani  che  dal  bologrteee  si  dt« 

della  Gom.  pottUficla  di  Grahaglioney  con  rigevano  per  t*istoja  in  Toscana,  e  vieevena. 

hi  qtiale  la  nostr4  della  Sambuca  fronteggia  lo  non  dirò  che  vi  passò  nel  1009  con 

per  il  eorto  di  circa  9  migf. ,  mediante  il  la  sua  corte  un  Mariib.  Bonifinìo  di  Toso* 

fiume  Reno  sino  sotto  l«  confluenta  della  na»  che  nel  1 1 04  lo  varcò  la  gran  contessa 

LimetUra  oetidentaie  delltt  Samhuta^  Matilda  con  numeroso  seguito  di  principi* 

Ivi  lascia  a  pon.  Ìl  Reno  e  per  termini  di  conti  e  magnati*  né  starò  a  rammentare 

hrtificiali  sale  sol  monte  ùuìdelio  avendo  quanto  dissi  all'  Art.  tifacelo  per  dove  pas- 

dirimpetto  a  sett.  e  poi  a  lev.  Taltra  Gom.  sava  quell*  antica  strada  appellata  anch*esBB 

pontificia  di  Cassio,  con  la  quale  ripiegan-  f^ia  Francesca, 

do  da  ostro  a  I ih.  entra  nel  vai  Ione  della  i^'-  Asni  più  modeino  è  il  tronco  rotabile 

mentra  mtdia^  che  trova  dirimpetto  al  Gast.  che  staccasi  dalla  strada  regia  modanese  al 

di  Pavana.  Di  là  rimontando  per  circa  mei*  Ponte^Pttri  per  condurre  longo  il  Reno 

ko  migl»  quella  fiumana  arriva  alla  dogana  ei  Rigni  della  Porretta  passando  sotto  la 

del  Ponte  a  Pannina ,  dove  si  scosta  dalla  Sambuca  per  Pavana,  dove  farà  capo  una 

Limentra  stessa  e  dalla  strada  maestra  della  nuova  stnda  rotabile  che  una  vicicil  ano* 

tVNrretta  per  dirigersi  a  scir.  percorrendo  peir  ni  ma  ha  intrapreso,  a  partire  dalla  regia  Va' 

termini  artificiali  lo  sprone  che  corre  sopra  danese  a  Gapo  di  Strada  e  di  \h  dirigendosi 

Treppìofra  la  LimentraoecidentaieequeU  per  1*  Appennino  al  varco  della  CMlimm^ 

la  media  avendo  dirimpetto  la  Gom.  ho»  donde  riscendere  per  l' antica  via  FraacO' 

lognese  di  Bargi  e  Stagno  ^  fino  a  che  per  'c«  a  PafHma^  e  per  la  l^orrrtta  a  Bòtole 

Il  fosso  di  Ùinari  scende  nella  Inmenira  In  quanto  alla  struttura  fisica  4ì  eotota 

orienféle,  dove  ritrova  nei  poggi  che  pas»  setione  dell*  Appennino,  esla  è  quasi  tntte 

sano  a  ostro  del  Gast.  di  Treppio  il  terrì*>  unifonnemente  coperta   di  strati  divetw* 

torio  oomunitativo  di  Ctntagallo.  mente  inclinati  delle  tre  rocce  compatte  ap- 

Tale  era  nel  t833  la sopetÌRcie territoriale  penniniche,  sennonché  la  calcsiva  {mlbn^ 

della  Gom.  della  Sambuca,  innanzi  cioè  le)  è  costassù  mollo  meno  frequente  delle 

che  nel   tR74  fossero  aggiunti  «Ila  mede-  altre  due  (mocigio  e  òì/cio/o). 

sima  i  poijnti  di   fórn\  di  Treppio  e  del  Trovasi  bensì  V  aiberese  lungo  il  Reno, 

Pian-deUTnro^  ì  quali  tutti  afjpartenevano  fuori  però  di  questa  comunitti,  poiché  ifian- 

allora  alluGoniunità  di  Gantagallo.  —  #%cf.  rhi  dri  monti  che  esM  percorre,  cori  quelli 

GintaoAiAo  CwMunitè»  clie  chiudono  i  valloni  della  ÙimetHrm  so* 


SAVB 

w  ricoperli  quasi  per  ogni  do? e  MV  are- 
ireDarìa  argillofa,  che  alterna  con  lo  schislo 
laaroaM.  -i^  F^ed,  C4aTAOALi.o,  Comunità. 

Le  piante  pii^  comuni  «ono  quelle  del  ca* 
rtagno,  dei  Cerro  e  del  leccio,  e  nei  luoghi 
pia  cniocnti  i  fiiggi  in  meuo  ad  e«teie  pnt^ 
ferie,  le  quali  fornisoono  alimento  a  molte 
heAte  lanute,  borine,  caTalline  e  porcine. 

Alla  Sambuca  non  vi  lono  mercati  letii» 
ili,  uè  tampoco  fiere  annujili. 


S  4  V  8  19 

La  Comunitli  mantiene  iin  meilico  ed  un 
maestro  di  scuola. 

Hisiede  hIU  Sambuo»  un  Pulest^  che  lui 
la  sola  giurisdizione  civile  sopra  il  distrello 
di  questa  Gomunìtn,  dipeqdepdo  pel  crimi- 
nale dal  Vicario  regio  di  Pisloja.  La  cuncel- 
Jeria  Cum.  è  in  Saii«Mi|i*cello,  1*  ingegnere 
di  Qrcondario,  V  utìnio  di  esaùone  d^^l  ^^ 
gistro,  la  conserrazione  dell'  Ipoteche  ed  il 
trihunale  di  prima  Istanza  sono  in  Pistoja, 


QUJDffO  delia  Popohfione  delia  Comvnnjf  9UL4  SjtMfuc4 

a  quattro  ejtoehf  diverse  f 


dgi  imoglU 


Gniipc4a(l) 


FiMignool  (I) 


l^vaiM 


naniMTiNon 

Tofrin 

TieppioO 


BB 


■i-* 


wm 


Titolo 
deiie  Chiese 


SSr  Giuseppe  e  Igna- 

tio.  Rettoria 
6.  Fellegrino ,  idem 
9.  Maria»  idem 
15,  Mari*  e  S.  Gauden- 

lio,  idem 
S,  Marta  e  Jacopo,  id. 
S,  Jacopo ,  Pieve 
Bf  Slefiino,  Ket|orÌ9    ) 
S.  Maria ,  idem  / 

S.  Michele,  Pieve        ) 


B 


Popoiasione 


1775?   5a4 
(1498 


Totale  ,  .  ,  .  jébit.  if .•  i379  a6B8  «63a  5oon 


?ni.  Le  parroeehie  di  Campeda  e  di  legacci  contrassegnate  od  nam,  {i)  furono 
erttte  dopo  Iranno  1785.  —  Gli  ultimi  tre  popoli  contrasse  fintiti  con  P  asterisco  (/) 
àipo  il  1833  furano  staccati  dalla  Cnm,  di  Canta  gallo  0  aggiunti  a  questa  dfflq 
Sambuca,  —  F'ed.  Caiitaoallo  Comunità  » 


SAMBìXSBETk  in  Vakdi-Sieve,  «-  Gas. 
em  eh.  parr.  (S.  Donato)  nel  piviere  di  S. 
liroliao  in  Monti,  Com.  e  circa  3  migl.  a 
Kìr.  di  Londa ,  Giur.  di  Dicomano,  Dioc» 
é  Fieaole ,  Gomp.  di  Firenze. 

Riaiede  tul  fianco  occidentale  dello  spro* 
M  che  stancasi  dalla  Falteiona  per  dirigei-si 
tofta  le  soTfenti  del  torr.  Moscia  alUGon- 
«ima,  e  aeptrarc  dal  lato  di  maestr,  il  Val- 
ikno  ctaentineie  dalla  Val«di-$ieve,  lun- 
fo  r  antica  strmla  mulattiera  che  dal  Mu- 
(rilo  pama  tulton  nel  Casentino. 

Po  la  Sambacheta  feudo  de'  conti  Gnidi 
fi  Poppi,  flati  anche  patroni  della  chiesa  di 
&  Dioàalo  alb  Samlnicheta.  Gò  è  reto  chia* 
Ada  un  atto  del  aa  agoalo  i378,  col  quale 
kt  fratelli ,  \\  amie  Simone  ed  il  C,  Gpo. 


vanni  figli  del  C.  Roberto  da  Battifolle,  no, 
minarono  il  nuovo  rettore  di  S.  Donato  alU 
Sambucbeta  della  Gom.  di  Londa,  dislrelto 
del  Castel  di  S.  Leolino ,  Dioc.  di  Fiesole, 
—(P.  kDiFoaso  Delit,  degli  Brud.T.  VI") 

Infatti  la  Sambucheta  fu  tra  le  ville  e  ca- 
stelletti della  contea  di  S.  Leolino  in  Mouli 
che  il  C.  Guido  figlio  del  C.  Ugo  d»  Batti- 
fdlle  nel  1 367  sottopose  per  U  tua  parie  9I- 
r  acoomandigia  della  Signoria  di  Firenze, 
finché  nel  1440  quel  governo  se  ne  impa- 
dronì per  ribellione  dd  ponte  Francesco  di 
Poppi.  —  t^ed.  PpP9|, 

La  stessa  itonlea,  compresa  la  6.<mbucheta, 
nel  1645  h  datJi  in  feudo  dal  Granduca 
Ferdinando  II  con  titolo  di  marchesato  a  um 
dono»  di  casa  Guadagni ,  pgi  iui:f:fder9»9 


22  SANC  SANC 

«Iella  SjKzì.! ,  Piotinchi  «li  Levante,  Dine,  ai  Visconti  di  Gampiglia  d*Orda,  Mscone 

(li  Liini-Siirzana ,  Regno  Snnlo.  apparisce  «li  un  alto  pubblico  «lei  S  agi 

Trovasi  cotestu  villaggio  alla  baite  lelt.  laAa  ciUlo  alf^rf.  Cawpiclu  p^Omoa. 
«Ifi  monti  che  fiancheggiano  a  lev.  il  Golfo        ìjo  dichiara  anche  meglio  uiu  tnnmi^ 

lAinenie,  o  della  S{)ezia,  mentre  la  loro  del  18  luglio  1373  fotta  fra  Napoleone  àà 

schiena  iceiide  verso  la  ripa  sinistra  della  fu  Tancredi  de*  signori  di  Gampiglii  ^Qt» 

fiumana  f^ara.  -^  r^//.  R,oc«,  di  VAa*.  eia ,  Pone  del  fu  Pepone ,  e  BiMoo  di  SU- 

!-«  panr.  di  San^BeneJefto  di  Vara  nel  baldo  da  una  parte,  e  dairallra  parte  fi. 

i83a  conlava  599  abil.  sconte,  Monaldo,  SMinguerra  e  Tonerei 

SAN^ASCCANO ,  o  SANCASCCANO  db*  figli  del  fu  Bulgarcllo ,  tutti  de*  Viiconti  « 

BAGNI  (od  Baln^a  CluMÌna)  nella  VaMi-  Gampiglia ,  per  terminare  una  lite  urtali 

Paglia.  — Gast. ,  ora  ridotto  ad  una  piccola  tra  i  medesimi  rispetto  alla  rocca  e  carteb 

Terra  con  eh.  collegiata  arcipretura (S.  Leo.>  di  Gampiglia  d*Orcim ,  suoi  abiUnti  e  fr 

nanlo,  ph  S.  Cassiano  ad  Balata)  capo»  strrtto ,  come  anche  per  i  castelli  e  IcfflMll 

limp  di  Gorounilà ,  nel  Vicariato  regio  di  di  San-Gasdano,  di  Celle,  di  Gampagn^cJ 

Radicobni,  Dioc.  di  Ghiuti,  Gompartimento  eoe.  e  generalmente  per  i  diritti  ed  aiiaal 

«li  Siena.  ^  che  etti  avevano  sopra  quelli  ed  altri  loofli 

Risiede  intorno  alla  corona  di  alto  poggio,  di  loro  giurìsdixione.«*-(Aaea.  Dm.  F^ 

il  quale  sporge  sopra  1  vicini  dalla  dirama-  Carie  della  Badia  Amiat,) 
tione  meridionale  del  monte  di  Getona,  cir-        L*  Ughelli  nell*  btoria  Marsciana  (P.  IL) 

cn  br.  1040  sopra  il  livello  del  mare,  al  riporta  due  altri  istrumenti  esistiti  neli 

cui  scir.-le?.  scorre  il  torr.  Elvella^  fra  il  membrane  della  Badia  praletta,  a  acfìttiof 

rr.  ag^  3a'  long,  ed  il  gr.  4«^  5a'  5"lalit.  trambi  in  Campigiia  d*0fcia  sotto  di  n 

sul  confine  meridionale  del  Granducato;  5  aprile  età  giugno  dell* anno  1 174.  —  ^s4»' 

in  6  migl.  a  scindi  Radicofiini;  10  migl.  a  VArt,  Gakiiolu  d*Oboia  ,  dove  è  ripoflÉMi- 

srtt.  della  citth  di  Acquapendente  e  1  a  a  pure  uno  squarcio  del  diploma  oonoaan  wA^ 

lib.  di  Qltii-della.Pieve,  entrambe  compre-  tSaS  da  Lodovico  il  Bavan 


compre-  1 3^8  da  Lodovico  il  Bavaro  ai  GC.  di 

se  nello  Stato  Pontificio,  9  migl.  a  ostro  di  sciano,  consorti  de*  Visconti  di  Gampiglii|, 

Olona,  e  circa  1 3  nella  stessa  direxioiie  dal-  ai  quali  fn  gli  altri  feudi  qveirimp.  tm^ 

la  eitti  di  Ghìusi.  fermava  :  Item  Casirum  S.  Cassimai  d 

Air^^rf.  BAoatmS.Càacu]io  (11  detto  che  Cast  rum  de  Cellis  eum  omnUmf  iW^ 

l*  orìgine  di  questo  castello  è  cotanto  re-  furibus,  terriioriis,  hominibmf  H  /mrisMti 

mola  quanto  la  cdebritJk  de*  suoi  Bagni  ap-  ctionihus  eie.                                            ^ 

pellali  Chiusini  e  rammentati  da  Orazio  ;  i  Uno  de*  Visconti  di  San-Gasciano  de*  li'' 

Moali  nel  medio  evo  presero  il  qualificato  gni  fii  quel  Monaldo  di  Andjeuocio  die  If 

«li  Alziti  O/v/e/an/ dalla  città,  da  coi  il  Signoria  di  Firenie  nel  ta  die.  del  iSStJ 

piiese  ed  i  suoi  iendaUri  dipentievano  ;  fino  elesse  in  potestà  della  Tetra  di  San^Gialr 

a  che  i  medesimi  acquistarono  il  titolo  di  guano  per  sei  mesi.                                       ^ 

Terme  Cassianensi  «lalla  sua  chiesa  di  S.  Era  sempre  il  caste!  di  San^Gaseiaao  ià^ 

Cassiano  che  diede  il  nome  anche  al  castello,  Rigni  pos8e«luto  «lai  Visconti  idi  Qunpigl^ 

Però  la  pieve  di  cotesti  Bagni  innanti  il  alloraquando  nel  i383  e  di  nuoto  nel  iSMP 

secolo  XI  non  era  dedicata  a  S.  Gassiano,  Monaldo  dì  Giovanni  di  Pone  si  diede  iass^ 

sihbene  a  S.  Giovanni  ed  a  S.  Maria  detta  comaiidifna  al  Comune  di  Siena  infic«eciri^ 

Bagno,  chiesa  rammentata  da  4  mera-  i  castelli  di  San^Gasciano  e  di  Celle  «  pfP 

beane,  scrìtte  nel  10  febb.  del  1014  t  nel  messo  T onere  «felP annuo  eenso  di  io  Ìi^ 

fuiriodel  ioao,  nel  maggio  del  1067,  e  ri  ni  d*  oro  da  pagare  a  quella  Hep.^(AHii' 

nel  genn.  del  1075,  tutte  provenienti  «lalla  Din..  Sam.,  Consigi,  deità  Campmmm,) 

Brfdia  Amiatina  neWArch.  Dipi.  Fior,  Più  solenne  aneora  fn  h  convenmncdrf! 

La  prìma  v«>lta  «die   trovo  nominala  la  i5  giugno  i4ia,  mercè  la  quale  i  sindael 

chiesa  di  «f .  Cassiano  de'B'tgni  mi  sembra  del  Gast.  di  Siin-Gasciano  e  quelli  del  aobV 

«■ssere  quella  di  un  istmmento  scrìtto  nel  le  Monaldo  del  fti  Giovanni  di  Pone  a  ai* 

nov.  1080  della  Badia  testé  rammentata,  me  ancora  di  Giovanni  figlio  del  predcHtf 

ora  ntìVArch.  Dipi.  Fior.  Monaldo,  stando  in  Siena  nel  palaiao  èA 

Checché  ne  sia  il  Cast,  di  San^Casciano  Concistoro ,  sottoposero  per  anni  a8 ,  cM 

de*  Bagni  sino  dal  secolo  \\\\  era  soggetto  fino  «I  |5  ging.  <kl  1440,  8iraocom«ndi||l9 


SANC  SANC 

de'SJguori  Nofe  la  tenra,caite]lo,  uondiiii  e  guerra  <lel  i3qo,  fìi  poi  nel  139 3  ammesso 

distreUo  di  Sao-CMciano con  lutili  forlilizj,  «1  soldo  del  Comune  di  Fireuurcou  uodici 

npoai  ecc.  alle  oondiiioiii  trguenti  :  individui  della  caia  Toloinei  pur  csii  fuoni- 

I.  Che  dovMMro  {[li  abitanti  di  &m-Ca-  aciti  sanesi.  — -  {ioc.  di,  Lib.  XVL) 

nano  acoogUere  ed  alloggiare  le  genti  d^ar*  Nel  1467,  e  forse  ancbe  nel  1440,  si  rin- 

bì  che  il  Comune  di  Siena  iri  avesse  s[iedilo  novarono  fra  Siena  e  San-Casciano  le  capi- 

a  suo  piacere.  tolaaioni  de!  t4ia  da  durare  per  altri  a 8 

a.  Che  i  San-Cascianesi  avessero  a  ubb>  anni  successivi,  meno  che  quesl^ulCima  vo'- 

IV  ad  un  {riiisdicenle  cittadino  sanese  da  eleg^  la  non  v*  intervenne  alcuno  de*  Visconti  di 

fRsi  clai  Signori  Nove  sulla  tema  che  fosse  Csmpiglia.  — »  (  Aaoiivio  Dm.  Sax.,  Ka* 

luta  presentata  di  tre  notari.  leffeUo  n.*  loi  a  e.  «73.) 

3.  Che  i  temnani  di  San-Cisciano  do*  Ma  ad  onta  di  tutte  queste  accnmandigie 
vesKTO  «ifiTrire  ogu^anno  per  la  frata  di  S.  il  Cast,  di  San-Caaciano  uon  fu  riparato  né 
Maria  d'agosto  alla  cattedrale  di  Siena  un  difeso  abbastanza  dalle  masnade  che  iri  con- 
paPiodrl  valore  di  i!i  fiorì  ni  d*  oro.  diiase  nel    149^  Vitellozzo  Vitelli  favorite 

4.  Che  Bt  dovesse  dipingere  sopra  la  porla  da  alcuni  foorusciti ,  che  misero  a  sacco  il 
M  cislcllo  di  SaD4^aS».*iano  Tarine  del  Co-  paese  spogliandolo  di  quanto  poterono  que* 
■ane  di  Siena.  masnadieri  rubare.  —  (  Màlavolti,  htor^ 

5.  Che  gli  uomini  di  detto  castello  do-  San,  P.  Ili  Libr.  6.) 

Tnsrro  prestare  giuramento  di  fedeltà  in  Ritornò  ben  presto  la  Terra  di  San-Ca- 

màvo  ilei  commissario  della  Rep.  senese.  sciano  sotto  il  dominio  della  Rep.  sanese^ 

5.  Che  il  Comune  di  Siena  proteggereb-  alla  quale  i  suoi  abitanti  oonservaronsi  fe- 

ke  e  difmderebbe  duranle  il  periodo  de'  deli  fino  a  che  caduta  Siena  e  |x>scia  Mon* 

\    )8  anni  convenuti  il  predetto  castello  ed  i  talcino  in  potere  dell*  esercito  Austro-bpa- 

I    ■aoiibitanti  da  tutti  i  nemici  che  tentassero  no^Mediceo  di  Carlo  V  e  di  Cosimo  I,  gli 

\    ivargli  offesa.  abitanti  di  San-Casciano  nelPagosto  del  iSSq 

t       Al  qQ*il  allo  tenne  dietro  una  delibera-  prestarono  ubbidienza  al  primo  Granduca 

I   liooe  «le*  Signori  Nove,  per  la  quale  il  pre*  di  Toscana ,  cui  furono  dal  re  di  Spagna 

anmìnato  Monaldo  da  &in-Casciano  de*  Vi-  Filipi»o  II  venduti. 

icoiiii  di  Campivlia  fu  crealo  cavaliere Gau-  Con  la  legge  del  9  giugno  1777  vennero 

;    drole  a  spese  del  Comune  di  Siena  e  dato  riunite  alla  Coraunilù  di  San-Casciano  dei 

ordine  al  rettore  dello  spedale  di  S.  Maria  Bagni  quelle  di  Celle  e  di  Fighinc  sotto  un 

^>1U  Scala  di  provvedere  al  cavaliere  mede-  potestà  per  gli  atti  civili,  dipendente  rispetto 

■DO  ana  condecente  abitazione  con  gli  ali-  al  criminale  dal  Vicario  re^in  di  Radicofani, 

■rati  per  vivere»  ed  al  camarlingo  di  Bi-  lino  a  che  col  motuproprio  del  t  agosto  1 838, 

I  chmia  di  pagargli   una  pensione  di  tre  fio-  restala  soppressa  la  {miesterìa  di  San-Casc:ia- 

rioi  il  mese  per  tutto  il  tempo  di  sua  vi»  no  dei  Bagni,  il  Vicario  regio  di  Ra<licoiani 

b.  «•  (  AacH.  Dcixa  RiFoaM.  Sam.,  Kaleffo  sopravve<le  anche  nrgli  affari  civili  agli  abi- 

'Vfio,  n.**  65  a  e.  i8i>  e  Malavolti  Istor»  tanti  di  questa  ComuniUi. 

Soa.  P.  III,  Lib.  I.  )  L*  arcipretura  collegiata  di  S.  Iieonardo 

Costui  era  quel  Monaldo  da  Sin>Casciano  risiede  nella  {«rtepiìi  eminente  del  poggio, 

^Nooale  di  Gampiglia  che  TAmmiralo  se»  nel  luogo  forse  dove  fu  il  fortilizio  e  nel 

pilo  nel  t389  podestà  di  Firenze,  nel  tem-  centro  del  fabbricalo  che  gli  gira  sótto. 

(Aàoé  che  la  Rep.  Fior,  era  in  guerra  con  La  chiesa  è  di  costruzione  piuttosto  eie- 

>  Wei*,  perchè  i  suoi  reggitori  in  detto  gante  ed  ornata  di  stucchi.  1/  arciprete  di 

■suo  afevano  deliberato  di  darsi  in  balìa  Sau-Gisciano  è  uno  dei  vicarj  foranei  della 

ti  Conte  di  Virtii  signor  di  Milano  e  ne-  diocesi  di  Chiusi  ;  ed  ha  un  capitolo  ronsl- 

>vo  acerrimo  de*  Fiorentini.  -^  (.ìmmis.,  stente  in  otto  canonici ,  uno  dei  quali  e  il 

^.  Fior.  Lib.  XV.)  pjirroco  della  Madonna  delie  Hipe,  |>arr. 

ScgUMce  delle  massime  paterne  e  perciò  moderna ,  la  quale  è  compresa  nel  distretto 

^inrio  al  governo  di  Sie^ia  fu  anch'*  il  comuiiitalivo  di  San-Cisciano  de*  Bagni. 

"^1  lui  figlio  Giovanni  di  Monaldo  da  San-  Nelle  terme  sottostanti  al  p;iese  av\i  un 

^iano,  tosinrhè  egli  do\io  essere  stalo  ve-  oratorio  appellalo  della  Colonna. 

*'tof!4Ì  Fiorentini  ravaliere  sotto  le  mura  Dalla  parte  orientale  fuori  della  Terra  esi» 

*'«  di  Siena  con  suo  gran  [lericolo  nella  ste  anche  un  con\eulo  di  Cappuccini» 


\ 


u 


MOf^IHE^TÒ  delta  Popolauone  della  Tkhmj  ùi  $Aw4Ìdsetjno  OEt  Bjqìh 
a  quattro  epoche  diserte  ^  diifisaperjamiglie. 


Aiffto 

ÙtBUMAI 

mate,  fetnm. 

Adulti 
male,  fttnm. 

comuàATi 

dei 
due  sessi 

dei     • 
due  sessi 

Numero 

delle 
famiglie 

Toialità 

della 
Popolai. 

1640 

-^ 

. 

— . 

i 

1 

147 

io38 

• 

1745 

118 

76 

143 

Ut 

tao 

s8 

id4 

6s6 

i833 

Iti 

91 

lob 

116 

rtto 

ì6 

169 

70« 

1840 

$9 

W 

9^ 

8« 

196 

tt 

t6i 

685 

, 

-  . 

Comunità  di  $an-Càìtiano  dé*Ba^nt. — 
Il  teirllorio  dì  questa  Comunità  occupi  urta 
superficie  di  9  5659  quadr.^  ti 36  de  quaft 
s, iettano  a  Cofsi  d^acqUa  ed  a  pubbliche  stra- 
de.—Nel  1835  \\  si  trovavano  9747  aWt. 
a  proporzione  di  l^ó  pèrsone  per  ogni  raigh 
quadr.  di  suolo  imponibile. 

Confìna  con  5  Comunità  del  (irattdtólò, 
WenlTi;  dirimpetto  a  lev.  ed  a  scir.  si  tocèa 
X»n  lo  Stalo  Pontificio,  col  quale  si  accoirt- 
phgna  fino  a  óstro-ltb.  rae<Iianle  l'alveo  del 
fu  Faglia  t  a  pàftire  cioè  dalla  confluenia* 
tlel  lorr.  Bìgo  sino  a  qucHa  àcìCEl^^eìla  in 
Paglia,  fra  la  Torricella  e  Pont^-CHiino. 
Cnslì  volt;indo  fai'cii*  dà  osiro-lib.  ascin  ri- 
ynoiìia  per  circa  4  migl.  il  torr.  Ehellù  che 
bscia  h  poti*  del  poggio  dì  Sii n^^scianoptìr 
entrare  in  un  pìccolo  borro  provenienle  da 
ostro,  di  là  dal  qtiaìe  peV  leiìfnìni  artificiali 
tlirigpsì  a  lev.  e  poi  a  greC,  fiìichè  trova  ìe 
Sfìrgenti  del  fosso  i^rgenfo,  mercè  ctii  scorre 
per  circa  due  miglia,  metà  Yielb  direzione 
ili  grecale  e  mttà  in  quella  di  lev.,  quindi 
Ib  abbandona  j>er  vollHrsi  a  Selì.  donde  per 
lermini  artificiali  lascia  al  suo  lev.  iì  vil- 
Iftpgio  di  Palazzone.  —  Giunto  al  torr.  di 
Fos tallo  clvc  lo  rimonta  nella  direzione  dì 
pon.-maeslr.  lascia  fuori  il  territorio  dello 
Stato  PonliTicio  avendo  ditimpello  a  grec.- 
lev.  la  Com.  granducale  di  Cetorta  ,  con  lar 
tjnale  Talìra  di  San-Cascìan  de*Bagni  Fron- 
teggia sulle  spaile  orienialì  della  montagna 
t)n)nnima  fino  :illa  cima  dorè  incontra  a  seti, 
l'altra  Com.  granducale  di  Sarleano,  e  con 
quesl'  liti  ima  la  nostra  dirìgesi  verso  lil>.  per 
termini  iuiìficìalì  per  un  Iragìtlo  dì  circa 
due  migl.  finché  tmva  su  quella  montoosilà 
Il  tcirilono  comuQÌlativodi  Radico&QÌ,coB 


il  qilale  si  AccoMpagnà  verso  scir.  pMsando 
per  il  Poggio  Bianco  innanti  di  scenderv 
nel  torr.  Rigo^  racfcè  cui  le  due  Gomanhà 
camminano  dì  conserva  finoat  Ponte  a  Ri* 
go  di  fàccia  air  osterìa  della  Nocella,  Di 
còsti  passando  sulla  desh«  ripa  del  torr.  me* 
desimo  pereorronò  la  strada  postale  e  poi 
per  termini  artificiali  africano  sul  fiame  P«« 
glia  dìrìmpéllo  allo  sbócco  del  torr.  Jf/ite- 
strone,  dove  cessata  la  Com.  dì  Hadicofiini 
la  nostra  rasenta  A  guisa  dì  tangente  iì  terrt^ 
torio  conAunitativo  delCAbhadia  S»  Salvado* 
re.  —Di  là  sctrtdendo  il  fi.  Paglia  nella  dire- 
zione di  scir.  viene  di  fmiite  la  quinta  ed 
ultima  Cum.  granducale  di  Pian-Càstaf^ajoy 
con  la  quale  I*  altra  di  San-Casciano  de*  Ba- 
gni arriva  alla  confluenza  del  torr.  Siete  di- 
rìmpelTo  alio  sbocco  del  Bigo  in  Paf^Ha, 
dove  Sottenìra  dì  nuovo  il  territorio  dello 
Stalo  Ponlifido. 

UrtA  delle  mag]gi6ri  emìnenn  della  Cora. 
dì  San-Ci^ìano  de^fiagni  è  la  montagna  di 
Celona  kuì  confine  cdn  la  Com.  di  Sartcano 
che  si  alza  costà  circa  1900  braccia  sopra  il 
mare.  Secondo  in  altezza  comparisce  il  mon- 
te di  Celltp,  trovatn  pur  esso  dal  Pad.  Inffai- 
rami  a  lir.  Ì0S4  superiore  al  mare,  calcolato 
dalla  sommità  del  campanile  della  sua  chie> 
sa  ;  e  la  terza  montuosità  è  quella  so  cui  aie* 
de  la  Terra  di  San-Cascìanode^ Bagni  mba- 
mta  dalPastronomomedesimo  sulla  cima  del- 
la torre  campanatìa  delU  chiesa  arcipreiura. 

Poche  strade  rotabili  attraversano  questo 
territorio,  una  delle  quali  è  quella  che  stac- 
cai^i  da  S  m*-Cascìano  per  Sartcano  ^  1*  altra 
chie  f)assa  da  Celle  per  arrivare  al  Ponte  a 
Rigo  sulla  strada  postale  Romana,  la  qital 
ultiaia  {ter  il  trafitto  di  oltre  tre  mi^U  daU^ 


SANG  SANC  95 

tàenèàla  Wo^Ua  a  qadla  della  Torrim  fanno  credere  non  folo  le  coochigtie  pe- 
c«tf«  ètnedila  nel  territorio  eomnnilalifo  trificate,  ma  i  ciotloli  di  pictn  che  essa  rac< 
diSaCadino  de* Bagni.  chiude,  mentre  la  baae  orientate  dei  con- 

Dbfcn  nmre  dal  Ponte  a  Rigo,  prove-    tndfixii  medenmi  é  coperta  da  una  marna 
■nliAa  mgai  41  San-Caiciano  nn*antica    conchigliare  cerulea  consimile  a  quella  del- 
*ahiMHia«  che  Ai  prababilnhente  nn    Toppotta  base  che  acquapende  in  Val-d*Or- 
4BrtMi  UtOBtlb»  dilla  via  Cassia  sotto    cu.  —  f^ed.  Radwovani  Co-nunità, 
rfolbAGUasì.  •—  ^fd.  Vu  Gasbuu  Fra  le  rocce  raccolte  da  Giorgio  Santi 

.  Rè  BOMnsi  Simo  i  eorsi  d*  acqua  che  a  San-Gisciano  de*Brt((ni,  furonvi  la  selce 
)yo  i  eoofini  del  territorio  in  discorso;  carnea  bruna,  o  pietra  fooi ja  (  piromaca)  di- 
isnali  il  ft.  Pkglia  a  Uh.  ed  i  torr.  Bigo  sposta  in  ftlarelti  interposti  «illa  calcarea  stra- 
ti B^dls,  che  uno  dal  lato  di  niaestr.-pon.  tiforme  del  monte  sopra  il  quale  risiede  il 
è  Tittfo  fcno  tcir.  del  capoluogo  s*  ìncam-  capoluogo,  e  Tossido  nero  di  manganese  che 
■sanid  fi.  ^lia,  mentre  il  Fossaito  ri  affaccia  fuori  del  paese  presso  la  casa  dek 
MBUidUr^rftiilp  sboccano  a  lev.  della  h  dogana;  mentre  fra  i  testacei  fossili  ab- 
In  sdjs  China  fomanft,  bondano  i  coni  ;  come  pure  si  nascondono 

Imì  pie  rìoeo  peraltro  è  questo  paese  di  nella  marna  cerulea  i  cardi ,  le  came,  ecc. 
i^piMi  d'isfot  teranli  onde  la  Terra  ac-  Gli  amnuMiili  poi  di  varia  grandeaza  sj  tro- 
fiiils  SSBW  di  Sam^Jnscian  de*Bag*fL  —  vano  racchiusi  nella  calcarìa  stratiforme,  e  le 
fci  iBss  uilsuto  frequenti  e  sii  copiose  (di-  madreporitì  coralloidi  non  sono  infrequen- 
■WiGìngis Santi)  che  sarebbe  desiderabile  ti  nri  campi  <\\  mania. 
prilcMsdodei  paesani  che  ugualmente  Rispetto  alle  produuoni  agrarie  il  suolo 
*<*iicdaU)ondanle  vi  si  trovasse  Tacqua  di  questa  Gomuuità,  per  la  maggior  parie 
pMt.  montuoso,  è  coperto  di  selve  ghiandifere  che 

^ÌA  Binai  m  S.  Gascuso  indicai  le    forniscono  alimento  a  multi  animali  neri,  e 
wim più  note,  fn  le  quali  una  appel-    nelle  colline  cretose  e  neU*  angusto  piano 
h  3  l^ao  di  8>  Lucia  prescritta  nei    di  quei  valloni  te  seminagioni  di  cereali. 
■iiiisIbiBiia,  cni  probid>ilinente  voleva        Ilelb  montagna  vegetano  spoutanee  molte 
■M  4  Antonio  Musa  medico  di  Augu-    piante  aromaticlie  e  abbondantissima  vi  si 
^■J  porti  Orario  per  medicare  i  suoi  oc-    propaga  la  scorza  nera. 
'^^(RoiATu  Flaoci,  Bpist,  X^.  )—         L* aria  é  salubre  ,  ma  il  clima  è  rìgido 
*^  flotoli  BUgni  attestano  una  grande    anri  che  nò,  ed  il  capoluogo  stante  la  sua 
"^dy^ptri  (rammenti  dMdolelti,  di  me-    elevala  situazione  è  dominalo  dai  venti  S|ie- 
'vfe^  ornamenti  architettonici  e  di  sta-    cialmente  grecali  e  dì  scirocco, 
'"'i»!  soa  che  per  varie  iscrizioni  romane        In  San-Casciano  de*  Bugni  si  praticano 
^Tamemedóune  allusive,  oggetti  tutti    due  fiere  aiinuali,  le  quali  cadono  nel  92 
'^fcnno  segnalati  dai  due  medici  Bastia-    settembre,  e  nel  primo  mercoledì  dopo  la 
!  "^^USMiti  e  da  altri  analizxatori  di  quelle    Gmcezionu  del  mese  di  dicembre. 
*^lnnali.  *-  F'ed.  Jac  ro  Piupro,  e        Due  altre  fiere  hanno  luogo  nel  9  luglio 
Wns  Bkfruni,  TraUati  de  Bagni  di    a  Celle ,  e  nel  martedì  dopo  la  prima  do- 
^^ueitmOf  Sunu  eoe.  menici  di  ottobre  a  Fighine, 

Is  fisica  struttura  di  questa  porzione  e-  La  Comunità  mantiene  tre  medici,  uno 
4VBi dd Granducato  peata  per  la  maggior  de* quali  medico-chirurgo,  con  altrettanti 
pvrteni  eotttraft»rii  orientiili  della  monta-  maestri  di  scuola,  che  sogliono  risiedere  in 
|k4i  Cdona  in  mexio  ad  angusti  valloni ,  San^asciano  dé'Bagnif  a  Celle,  ed  al  Fa- 
li  4*  quali,  quello  del  Bigo,  ha  la  più    Ifn^^ne. 

^  fece  venoostro-lib„  consiste,  o  in  una  II  giu>dicenle  di  questa  comunità  è  il 
HnsBoencliigliaffe,o  in  una  calcarea  strati-  Vicario  regio  di  Radicofaoi,  dove  tengono 
faritterrotla  e  spesso  coperta  da  potenti  stanza  l'ingegnere  di  Circondario  ed  il  can- 
nthi  di  calcarea  concre^onata  (Irn^ar/ìio)  celliere  Comunitalivo.  L*  uffìzio  di  esazione 
••lotti  da  quelle  acque  tarmali.  del  Registro  è  in  S.irleano,  la  conservazione 

Gbeeolesta  calcarea  stratiforme  sìa  da  ri-  delle  Ipoteche  in  Montepulciano,  ed  il  tri- 
ni fra  i  tcncni  leniarj  infieriori,  me  lo    bunale  di  prima  Istanza  in  Siena. 


▼.  ▼.  4 


M 


(^UA0AO  della  Popotattone  detta  CoUvbìtj*  dì  SAW-Césctdif  aji*  Èj^BI 

a  quattro  epoche  diverse. 


S 


ffome 
dei  Laogki 


T 


mmÈÉài 


1    » 


^Mita 


Celle 

Fighine 

t'alaxione 

Ripe 

Bam-Ciìcuiio  ob^Basiii 


Titolo 
delie  Chime 


lnl^Mh 


d.  t*aotoCoil?ert.  l^ieve 
S.  Michele,  I^repositura 
S.  Maria  Assonta,  I^ieve 
S.  Maria ,  Retloria 
S.  Leonardo,  Arcipre- 
iiAia  e  GoUegiaU 


I^iocesi 
cui 
appartengono 
I  >i  11  iiiiii    t 


Popolazione 


.      89    O    •-• 


ToTÀhm  *  .  4  Abiti  Nk^  «509  1731  9747  «9*3 


SAN-GASdUNO,  gik  SANjCASCIANO 
A  DEQMO  fra  U  VaUi^ieve  e  la  Val-di» 
t*eta.  •*  'Terra  froto  murata  il  di  Cui  ceti* 
tro  troTadi  nel  bilico  di  dUe  \i\\\^  essendo- 
thè  la  parte  volta  velrso  Firettié  aiìquapende 
taella  fiumana  (jrrere,  t  quellii  veno  Sieiià 
scola  in  Pela. -^ Sauna  chiesa  prepositom 
tol legista,  ed  è  capoluogo  di  Comunità  ^ 
di  Giur»  tlellà  Dioc.  e  Gompt  di  Firenze» 

l*roVàii  A  txttA  $90  bf.  sbpèHofe  al  V\* 
Vello  del  nlare  Mediterrakieo  Sulla  strada  re* 
|ia  RolttàiU,  alla  prima  posta  partendo  da 
Firenxe  per  Siena  che  è  aìl^òttato  miglio 
dalla  capitale,  passata  di  poco  la  parr.  di  S. 
Cecilia  j  detta  tuttora  a  Decimo  perchè  sitila- 
ta  presso  1*  decima  pietra  miliare  dell'anti- 
co miglio  romano  (ottb  de*  nostri)^  là  dove 
fu  stabilita  oha  mansione  che  diede  origine 
al  borgo  di  Detimo  denòmidato  poi  dal  ti- 
tolare della  sua  parrocchia  SanJCassiami 
—  f^ed.  l)ÉbiJto  (S.  OuntiA  a> 

Si  aggiungi!  che  di  cositi  si  diramano  dn^ 
strade  rotabili,  a  pon^  quella  che  pei  poggi 
della  Romola  conduce  al  Malmtntile  tt  a 
Montelupo,  ed  a  lev.  P  altra  che  per  le  Corti» 
Mercatale  e  Panzano  guida  nel  Chianti. 

Fra  le  prime  memolrie  di  questa  Teita 
potrebbersi  forse  indicare  itt  earte  della  Ba* 
dia  di  Paaiignano  scritte  in  Casciano  nel 
marzo  del  iota,  neiràprile  del  1 01 4  e  feb- 
braio del  108 il,  ma  siccome  \\  lemplìte  Vo- 
cabolo di  Casciano  senzi  dirai  SartC asciai 
no  potrebbe  riferire  ttd  altvo  lUoso  di  Cascia»' 
no  in  Vald^Ema,  o  ali*  pieve  di  S.  (ìiusto  a 
Cacciano  presso  Siena ,  eui  appellano  pure 
due  altrt  scrilture  dell^ag.  lO^oe  del  1  seti» 
kt  3 1  della  slessa  badia,  così  mi  limiterò  piot- 
ato a  due  isinimenti  della  provenienza  me- 


desima, uno  de*qttali  Mgato  nelPagofllo  dd 
1 1  o5  presso  la  chiesa  di  S.  Casiiano  ter- 
ritorio fiorentino,  e  l'altro  del  giugno  1187 
Scrìtto  in  San^astiano  del  pi^erw  di  S. 
Cecilia  a  Ùeeimo ,  contado  pur  esso  fio* 
tentino,  *-  (Asce.  DiH..  Fiolu  toc.  cii,) 

Assai  più  frequenti  sono  le  memorie  del 
feecolo  Xm  relative  al  castello  di  San-Casc^ 
no  raccolte  dal  Limi  nei  suoi  0on.  ÉSecl, 
Piar,  dalle  quttli  risulta  che  gli  uomini  di 
San -Casciano  ubbidivano  in  quel  tempo 
anco  nel  temporale  ai  vescovi  di  Firenze, 
poiché  quei  prelati  non  solo  tennero  eosti 
nn  vicario  col  titolo  di  podestà,  ma  diedero 
ài  SancascianeSi  nel  t«4t  i  primi  statoti, 
previa  per  altro  1^  approvatone  dei  reggitori 
di  Firenze ,  dai  quali  fu  inviato  nn  ondine 
Agi*  abitanti  di  San4>sciano  die  dopo  l'aii^ 
no  la^a  il  loro  giusdicente  fosse  sottoposto 
al  capitano  del  popolo  fiorentino. 

Nella  cronicfe  sanese  di  Andrea  Dei  è  ne* 
Contato,  come  ne11*antioti5S  Toste  sanese 
fiM^esse  una  scorreria  fino  a  San-Catciano  e 
a  Montebuoni  presso  Firenze. 

Ognora  più  chiara  Apparisce  la  storia  di 
San-Casciano  col  progredire  de^tempi,  meo* 
tre  Giovanni  Villani  e  Nicoolò  vescovo  di 
Botronto  raccontano^  come  Arrigo  VII,  do- 
po partito  nel  dicembre  del  t3ii  dall* asse- 
dio di  Firente,  andonne  col  suo  evercito  § 
San-Casciano  presso  la  città  a  otto  miglia,  e 
che  costà  dimorò  in  fino  Al  dì  6  genn.  sue- 
tessiVo.  Il  qual  villaggio,  soggiunge  il  ve* 
scovo  Nictxilò  nel  diario  del  viaggio  di  esso 
Imperatore  in  Italia,  era  molto  buono  e  pie- 
no di  commestibili^ e  quando qneiti  ooroin* 
ciarono  a  mancare  si  mosse  l'esercito  vrrfo 
Poggi bonsi  dando  il  guasto  a  molti  castri* 


8ANG  SANC                ffT 

|«tU  e  Tìlbfgi  ddU  TÌdiia  eontnda  di  Val-*  priiiuipio  aì  fondtmcnti  delle  tue  laur^  ca« 

di-Pcsi  e  di  yal-d*Elsa.  stellaoe ,  e  tafte  •*  allo^rooo  ad  abili  mae* 

Ài  che  si  aggianga  qualmente  nel  dì  i  a  stri  sonret;liaii  da  avveduti  provvedi|ori  col 

dicenbfe  del  1 3 1  a  presso  San-Casciano ,  in  aomarinistrare  alle  maeslranie  la  calcina,  ac- 

easirit  4m$9  Fiortntiam ,  fu  spedilo  un  cioocbè  avcssono  cagione  di  lare  buone  mu- 

diploma  dallo  stesso  Arrico  di  Lnòeniburgo  vaglie.  Le  qiuili  dovevano  essere  della  lar- 

in  bvore  di  Rigone  di  ifgolino  dì  Rigone,  f  beixa  di  br.  4  nel  fondamento ,  e  br.  due 

e  del  ào  di  lui  Ghino  del  fu  Rigone  dei  àopra  ferra  ristringendosi  a  modo  di  barbai 

latfcbcsi  di  Colle  della  illustre  prosapia  de^  cane,  alte  sopra  suolo  br.  ta  con  corridori 

marcliesi  del  Monte  8.  Maria.  e  beccatelli ,  armate  di  torri  intorno  alU 

Se  in  tal  ciroostanxa  i  Fiorentini  non  co-  distanta  di  5o  br.  V  una  dall* altre  ,  e  que- 

Dohbero  quanto  fosse  importante  laposixior  ste  dell*  altezsa  di  br.  «4,  cioè  il  doppio 

pe  di  SanXiasciano  che  doveva  servire  di  delle  mura.  Inoltre  fu  deliberato  cbe  vi  (ou 

ntemufile  alla  loro  città;  se  neppure  qoal«  aero  due  porte  maestre ,  difese  cadauna  da 

cbe  anno  dopo  essi  vi  ripararono ,  quap«lo  dpe  torri  pih  elevate  di  tutte  le  altre.  » 

un  pie  valoroso  capitano  di  guerra,  Cìistruov  «  Il  circuito  delle  quali  nmra  (prosegue 

ck)  Antelminelli,  nel  febbrajodeliSad,  con  »  lo  storico  contemporaneo)  compreso  it 

leioe  genti  cavulcò  fino  a8igna  e  di  là  fece  »  poggio  ed  il  borgo  di  San-Casciano,  fu 

scorreria  a  Torri  in  VaMi«-Pesa  ed  a  S»n><^  »  compiuto  senta  arrestare  punto  il  lavori* 

fciaoo  ardendo  il  borgo  e  levando  gran  prer  m  nel  mese  di  settembre  dell*  anno  1 356.  E 

Al  per  le  ville  di  quella  valle;  è  altresì  vero  »  veduto  il  conto,  costò  il  predetto  iMlifkio 

cbe  tolto  il  governo  di  Gualtieri  duca  d*Ate«  »  al  Comune  di  Firente  iSpoo  fìor*  d*Pro.  « 

ne  fa  dato  ordine  di  principiare  la  fabbrica  Dalle  espressioni  frattanto  di  Matteo  Vii- 

delle  mura  castellane  nel  borgo  di  San-Gi-  lani  non  si  può  rilevare  che  in8an4^2asciau« 

sciano.  Ciò  seguì  alt*uscita  di  aprile  del  1 34  3  fosse  innaltata  nel  tempo  stesso  aUmna  rocca, 

qumdo  quel  tiimnno  ordinò  e  cominciò  ad  che  pure  sotto  nome  di  oaifcro  neiranno 

sflbatre  e  chiudere  Sun-Casciano  per  ridurvi  medesimo  vi  fu  edificala,  Ciò  ^  reap  mani* 

dentro  (dice  Gio.  Villani)  le  villate  intomo,  fìfsio  da  una  provvisione  della  Signoria  di 

vnleodo  che  si  chiamasse  Castel  ducale  ^  Firente  approvata  ii  7  sett.  deiranuo  i35$ 

pn  soggiunge  lo  storico  medesimo  (Cronie.  oon  queste  ntrole  ;  perfieiatuf  Ctm^nm 

Lib.  XII  cap.  8),  poco  andò  innanti  quel  S,  Cattiam, 

broro;  giacché  il  duca  d'Atene,  qual  insof-  Il  Gaye  cbe  riportò  il  sunto  diootesta  ri- 

friHl  tiranno  alla  fine  del  snasegiiente  lu-  formagione  nel  carteggio  inedito  di  artisti 

gfio  fa  cacciato  da  Firente  a  furia  di  popolo,  (  Voi.  I  Append.  Il  )  vi  si  trota  il  nome  di 

ed  il  Castel  dì  S^n^Casciano  si  rimase  borga  alcune  maestrente,  depulate  alle  fortifica^ 

cDoie  per  1*  innanzi  ;  né  la  Signorìa  di  Fi-  ciuni  del  caste!  di  San-Casciano,  le  quali 

renxe  vi  rivoltò  il  pensiero  se  non  dopoché  nel  s5  agosto  del  |357  supplicarono  la  Siv 

h  gran  compagnia  di  Monreale  nel  iS54  es-  gnoria  di  Firente  per  essere  saldate,  cioè: 
tendo  da  Siena  per  la  via  di  Pofsgìbonsi  pe- 

netrata  fino  a  Sant'Andrea  (in /•«rearWna),  Berto  Pey,  maestro  di  pietre  ^'«^  *<*  IW1^ 

due  miglia  di  qua  da  Sani^^asciano  esci  mir        per ».  Lire     5o     6  — « 

|1ia  vicino  alla  cìttJi ,  danneggiò  con  im-  Taddeo  Ristori  e  Pietro  Ducei 

nense  prede  i  paesi  intomo,  e  innanzi  che  socj,  maestrì di  pietre  per  «   13^   18     9 

quelle  masnade  li  abbandonassero  dovè  il  Tomnuiso  d*  Jacopo  Passeri  e 

Comune  di  Firente  sborsare  loro  aSooo  fioy^  Andrea  Guglielmi  socj,  idem 

rini  d*  oro.  per nsiaio-* 

Ma  aftncbè  tali  visite  non  potessero  più  Filippo  Berti  da  gettignano , 

itTenlre,  Tanno  seguente  i  Signori  di  Fi-  maestro  scarpellino  per  .  «     34     4  — * 

reme  deliberarono  di  fabbricare  nel  borgo  Donato   Morandi ,    fornaciaio 

^' iSaji/7afctaiio  un  forte  e  nobile  castello        per.  .  .   , «     ^8     4  -« 

circondandolo  di  torri  e  di  mura,  e  «  incour  Horo  Lorini,  fornaciafo  per  «     36  17  — 

Unente  (di»e  Matteo  Villani  al  Lib.  V  cap.  •««««             T.  "  i«o   l'o  "  ò 

»  j  if          ^      •    X     1          jt       .    j  I  somma  ...   Li.  499   19     9 
9  3  dilla  tua  Croni ea)  nel  mese  d  agosto  deir 

Panno  i355  si  cominciarono  a  fare  i  fossi.  La  qual  somma  di  lite  499,  soldi  19  f 

e  air  useit«  del  settembre  sueocsiivo  si  diede  denari  9,  corrispondente  »  firca  Bof ,  (f  om 


SANC 

143,  a  ngioiic  alloca  dì  lire  3  to.  «-•  per 
fiorino»  fii  approtala  dai  oollefj  ddU  mpab» 
Uica  e  pagala.—  Ftà,  PitA  Voi.  IV  pag.  3^5. 

Il  kgìbIo  ddle  wntm  eli  Sa»  ratriano  gi- 
nva  br.  ai  SS^ed oltre  ledae  porte  priaci- 
fiali  arerà  due  puatierle  con  il  caaoOf  che 
en  in  vn  angolo  verso  maettroj  il  qoal  cas* 
MTO  fu  donato  dal  Gfandta»  Ferdinando  II 
al  suo  foriere  maggiore  Gio.  Santi  Lnear- 
dcsi  aopraoehiainato  X  imiimmo^  cke  oon» 
reni  lo  stesso  iortilitio  in  una  giandiom  ahi* 
taiioae ,  cvdula  pifa  taidi  alle  monache  Be> 
nedeltine  di  qofsta  Terra,  fiibbrica  che  eade 
altualnirate  in  rovina ,  ubbcne  la  sua  mi» 
sia  stata  ridotta  ad  uso  di  tcetm. 

PÉraftattlo  ilTargioni  mmarentenci  suoi 
Vii^  avrertiTa,  che  qnandoi  Fiorentini  di- 
■rgnaroDO  di  ridurre  a  lòrteta  San-Cascia* 
mo  non  pensarono  alh  scanità  delT  aequa 
potabile  nel  cmo  di  un  lungo  aasediot  né 
tampoco  vi  Ai  allon  riparato  con  le  cosini- 
Mom  dì  vaste  cistcme. 

Si  proeurft  bensì  di  riorediarri  pih  tardi 
mereè  di  un  acquedotto  che  conducesse  Ta- 
cque ad  una  fontana  pubblica,  rifatto  e  re- 
staurato sotto  il  goremo  di  Cosiaso  L 

Eristen  fino  dal  secolo  Xil  in  San«Ga- 
sri.ino  uno  MiMale  pV'i  poveri,  al  quale  la- 
sciò lire  1 5  la  codlejaa  Bualrke  vc«lova  del 
C.  M areovahio  di  Oòmdola  con  suo  testa- 
mento del  18  lebb.  1178  (st^fior.) 

Fu  incluso  dentro  il  recinto  delle  mura 
castellane  la  chiesa  ed  ospizio  di  ^onfa  Jf«« 
ria  dei  Praia  de*PP.  DbnenicBnì,  ora  della 
mmpagnìa  delh  Misericordia,  e  che  può 
tffini  uno  de*  più  antichi  edìfisi  di  San-Ca* 
SL*iatK>,  perchè  errilo  fina  del  1 335,  cioè  so 
anni  prima  che  fesse  circondato  di  mun  il 


SANC 

In  esm  chicm  esiste  un  pn 
bassorilievi  scolpiti  da  maestro Giov 
ducei  di  Firn  oontemporaneo  di  An 
lievo  di  Giovanni  Pisano. 

Fn  gli  stabilimenti  sacri  pia  a 
questa  Tcm  si  conta  il  n^onaslero  t 
stina,  abitato  da  danne  che  furono 
nel  secolo  XIII  inquellodi  S.  Do» 
ri«  o  in  Polverosa,  dal  vescovoGio' 
Mingiadori.—  Pie  moderno  è  il  n 
testé  soppresso  di  S.  Maria  del  G 
BenedHthief  nella  cui  chiem  fu  se 
1640  il  duto  Gio.  Paolo  Santi  1 
oriundo  eli  San^^aseiano  e  fondator 
rascetrrio. 

Ad  un  benefiittore  pih  antico  4  i 
Castmcci  di  San-Cssciano,  devesi 
none  della  chicm  della  Croce  con 
convento  de*  Francescani  2oocot«r 
nel  1 491,  ampliato  ed  abbellito  n 

Ihilla  parte  oricnlale  sulla  strada 
fuori  due  tiri  di  arco  dalU  Terra 
magnifica  villa  Girsini  deìU  Corti 
h  sterna  strada  s*  inoontn  un  oonvi 
mollo  antico  di  GqqNiccinL 

San-Ondano  col  prD|[rrdire  dei  si 
gredì  in  industria  S|)ccialmente  agr 
I  molli  gelsi,  oliveli  e  vigneti  che  1 
la  sua  collina,  siooome  aumentò  nell 
linUtione.  —  Tcrf.  U  Quadra  dell 
iauoar  a  4  epoche  diiferse  im  fine  i 

ftfà  gli  uomini  distinti  in  srier 
leilf  re  SanCasriano  conia  il  suo  prì 
Siro  di  scuola  nel  prete  FmnoescoC 
d  poeta  ed  antan  fiunigeruto,  ed 
Giuseppe  Sarehiani  mancato  al  m 
Firrnae  nel  secolo  aliualcf  il  qua 
una  copiom  e  sedia  bibliotèca  alla  se 

CÈ.^SiME^TO  della  Papalatioae  drlla  TVaa^  ùi  S4W-Cji»et^Bo 
a  quattro  epoche  dì^rse^  dif^isa  per/amiglie. 


1 

■" 

Aaao 

iJtrt 
'Hate, 

femm. 

ADC 

masc. 

XVI 

femm. 

coairuA-ti 

dd 
due  sessi 

dd 
duesesM 

N'amerò 

delle 
/amis^ie 

li 

Po 

i55i 

.. 

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^^ 

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^.^ 

.^ 

186 

1745 

ao9 

IH 

0$ 

• 

490 

406 

64 

%9% 

1 

t833 

434 

38 1 

3tfi 

485 

9:9 

49 

554 

j 

1840 

4S6 

4i5 

359 

ÒIS 

1089 

49 

S40 

a 

SANO  SAMC               29 

Comunità  di  SùnJCatteiano,  "^  tt  ler-  del  Gtltiizso,  con  la  qaak  quota  di  San- 

fitorìo  di  questa  Gomunitii  abbraccia  una  Cisciano  perooire  la  criniera  de*  pof fi  ▼er* 

Miperikie  dii  31419  qnadr.,  dri  quali  1 3 a  3  90  le ▼. ,  poi  mediante  il  foMo  Tramonii  aoen- 

s>»no  cxrcupati  da  corsi  d*  acqua  e  da  pub-  de  nella  Humana  Grrevecbe  entrambe  le  Co- 

bliche  strade.  «—  Nel  i833  vi  abitavano  la-  munite  rimontano  per  il  tragitto  di  circa  7 

Biliarmente  iiioa   individui,   a  propor-  migl.  nella  direiione  da  primo  di  ostro,  qui 

tìune  di  396  persone  per  ogni  migl.  quadr.  ndi  verso  scir.  6no  passata  la  chiesa  di  Lu* 

di  wolo  imponibile.  ciana.  Costi  i  dne  territorii  abbandonando 

Confina  con  altre  sei  Comunità.  DnIIr  la  Greve  per  entrare  nel  borro  di  Storno 

pirte  di  scir.  e  di  ostro  frnnlrggia  con  quella  rbe  v'  influisce  da  ostro-scir.,  e  con  esso  ri> 

di  Barberino  di  VaM*£lsa,  a  partire  dal  montando  il  pogfiK»  fra  S.Gaudenftio  e  Mace« 

pofirio  di  S.  Gaudenzio  a  Campoli  verso  rata  la  nostra  ritrova  dirimpetto  a  scir.  pres- 

Maoenila,  cbe  separa  la  Va1«di-Greve  da  quel-  so  le  sorgenti  del  borro  del  Casino  il  lerri« 

b  della  Pesa,  nell'ultima  delle  quali  s*  inol-  torio  della  G>m.  di  Barberino  di  Val^Elsa* 

tra  mediante  il  borro  del  Cesino  e  quello  Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua  che  raseu' 

del  Lat^tojo^  msentando  in  cotesto  lato  le  tano  il  territorio  in  questione  si  contano  le 

pendici  orientali  della  collina  di  Fabbrica  fiumane  della  Greve  e  della  Pesa,  ncm  che 

iananu  di  entrare  nella  fiumana  della  Pesa  il  torr.  Virginio ,  mentre  nascono  dentro 

per  arrivare  con  essa  sul  Ponte  nuovo.  Co-  il  distretto  di  questa  Comunità  e  sboccano 

Mi  oltrepassa  la  strada  postale  Romana  scen-  nella  fiumana  della  Pesa,  i  torr.  Teraana  e 

dcndo  il  corso  della  Pesa  cbe  lascia  alla  con»  Sugane^  oltre  varj  altri  minori  corri  d*ar- 

Boensa  del  borro  della  Feìee^  il  quale  scen-  qua ,  designati  sotto  i  vocaboli  di  botri,  di 

de  dal  lato  sinistro.  Con  quest'ultimo  le  fossi  e  di  borri. 

due  Corounitli  salgono  sul  poggio  cbe  dal  Molte  strade  rotabili  si  staccano  dalla  re^ 

Ilio  opposto  acquapende  nel  torr.  Virginio  già  postale  dentro  San-Casiiano  o  dalle  sue 

verso  dove  si  dirigono.  Cessa  sul  Virginio  viciname,  fra  le  quali,  a  lev.  la  via  Chianti* 

la  Com.  dì  Barberino  di  Val*d*£lsa  ,  e  sol-  giana,  in  cui  sbocca  presso  Merratale  quella 

traira  dirimpetto  a  lib.  I*  altra  di  Monte*  dell' Impruiieta;  a  pon.  la  strada  diretta  al 

ipertoli,  che  con  la  nostra  fronteggia  da  ponte  di  Cerbaja  sulla  strada  provinciale  di 

primo  raedbnle  il  corso  del   Virginio  fino  Volterra; a  maestro  quella  che  Rtaccasi  dalla 

■I  ponte  sulla  strada  maestra  che  da  San«Ca-  postale  a  S.  Andrea  in  Percussina  |)er  sboc^ 

iciano  per  S.  Pancrazio  guida  a  Lucardo.  care  sui  poggi  della  Romola  presso  la  Chie- 

Costi  il  territorio  comunitalivo  di  San-Ca-  sa-Tfiiova  nella  stesso  via  Volterrana;  a  lib. 

■uno  lascia  a  sinistra  il   Virginio  per  ri-  la  strada  di  San-Pancrazio  in  Val-di-Pesa  , 

Stltre  crdia  via  prenominata  il  poggio  dì  San  che  incomincia  sulla  via  postale  alla  base 

Pancrazio  sino  al  quadrivio  della  strada  ro-  meridionale  del   poggio  di  San-Casciano, 

tabile  della  Romita  o  del  Pian  di  S.  Qui-  senza  dire  de' tronchi  di  strade  o  stradoni  che 

n'co,  donde  il  territorio  di  San*Casdano  voi-  guidano  dalla  via  regia  alle  ville  signorili 

t^ndo  la  fronte  da  maeslr.  a  grec.  riscende  Sf-arse  nei  colli  intorno  a  San-Casciano, 

1«  pendice  opposta  lungo  il  borro  del  Fos-  meri  Ire  la  strada  provinciale  Volterrana  lam« 

tato  per  ritornare  nella  Pesa,  il  cui  corso  bisce  nna  parte  dri  confini  del  su<>  territorio 

leranda  nella  direzionedi  maestr.  di  conser-  dirimpetto  a  maeslr.  e  quella  della  Mrvnita 

Va  sempre  con  il  territorio  comnnitativo  dì  corre  al  suo  lib.  sopra  i  colli  lungo  Ja  ripa 

Ifontespertoli  fino  al  ponte  di  Cerbaja  dove  destra  del  torr.  Virginio. 

troia  U  strada  provincialedì  Volterra.  Costì  Per  quanto  la  Terra  di  San-Casciano  si 

I»cia  A  lib.  la  Com.  di  MonlespertoIi,e9ot-  trovi  sulla  cresta  dei  poggi  che  dividono  le 

lenirà  dirimpetto  a  pon.-maestr.  il  territorio  acque  della  Greve  da  quelle  della  Pesa ,  Fa 

fMìinailativo  della  Casellina  e  Torri ,  col  stfisa  cresta  non  è  più  elevata  di  br.   567 

quali:  tale  i  poggi  della  Romola  ,  da  primo  sopra  il  mare,  essendo  stata  calcolata  diti  P. 

la^di^nte  la  delta  strada  provinciale,  \m  per  Inghirami  sulla  sommità  del  cam|Minile  de' 

l'  traversa  che  viene  dalla  Chiesa  Nuova,  PP.  Zoccolanti  posto  quasi  a  livello  del 'a 

^\»  qual  via  incentra  f»er  breve  tragitto  piazza  centrale  di  San-Casciano.  —  Piccola 

I'  Coro,  di  Ijegnaja  che  si  accompagna  col  poi  sembra  la  diflTerenza  in  altezza  del  fmg* 

••iTilorio  della  nostra  fino  presso  la  Chiesa  gio  di  Siin-Cascianoda  quelli  della  ilrmo/a 

•vacya.  hisotteiitra  a  confine  Taltia  Com.  che  sonoal  suo  |on. -maeslr.,  mentre  le  col- 


30               SAHC  SAXC 

lise  a  lev.  Mio  ilcao  apolnop}  appirbco-  alU  desln  dclb  Pm  troraà  più  o 

iio  molto  più  «IcpRflce.  matcostu  fin,  baockì  di  cioMoli,  fiacche  aà 

Variata  e  mollo sugoLuc ai  BBOttra  la  fili-  pO|efi  ài  SlctcaUlc  e  di  Campoli*  come  p» 

ea  •Imllan  dei  ^ep  ciie  coi  loro  fianchi  re  lungo  la  slnda  GhiaDlifiana  a  lev.-vir, 

ricaofKOfio  il  icrrìiorio  di  oolerta  Gomuoi-  dì  Sao-Cncboo  a  KuopiODO  strali  di  ok 

ti.  iTTccnachè  apf«na  si  arrifa  per  il  pof.  canea  corapalla  ,  di  «hùto  nanioto  e  4 

fio  df^Seopeii  a  S.  Anlrea  in  Pereuttina  macifoo,  cioè  delle  tre  locce  appenolnidMi 

si  perdono  di  visla  i  puiitiù  strati  di  maci-  Più  siofoUre  ancora  e  laoostituaioHeg» 

f  uo  che  ooslitoisKnio  la  sut  ossilura  ioferio-  logica  dei  pc»f  f  i  della  Bomola ,  i  qiulì  ■ 

re,  dove  iottenin  a  ricoprirli  uiu  lena  i;e-  dirìfono  a  pon.-maestr,  di  Sao-CaaciaMt 

filale,  eopinsi  perù  di  dotUili  più  o  meno  dove  i  leireni  siialiformi  compatti,  e  ipei 

f  rami  spettaotì  per  la  m^f  ior  parte  ad  uiu  clalroente  la  catcarra  e  lo  schifilo  mamoio, 

c-alcarra  compatta ,  o  alberese  appenninica,  restano  coperti  e  non  di  n«do  alternano  eoa 

Il  qnale  baooo  di  ciottoli  è  talmente  pco-  una  calcarea  nuramulitica  eh*  e  ona  spccii 

Irmdo  ed  esteso  che  snre  non  solo  di  Ibn-  di  roccia  paammitica  solidt  e  marmorrti 

ibmenlo  alle  iabbrìclie  della  Tem  di  San<-  disposta  in  strati  ioclinatisMmi  airorìnoale 

Caflriano,  ma  che  naaooode  quali  tutta  la  e  contenente  fromi  rena  con  frammenti  «S 

pendice  meridionale  del  suo  poffio  fino  fhiaja  e  coochiflie  fossili  microacopicbc; 

pf€Jm  alla  Pm,  al  di  là  della  qual  fiumi-  la  qual  roccia  attualmente  si  escara  al  Ino» 

na  rimlendo  i  colli  frapposti  alla  Pesa  ed  al  fo  dei  JtassHÌ  presm  Moaciano  sotto  il  no» 

torr.  Fìrginio^  i  ciottoli  di  alberesa  conilo  mignolo  di  graniit'lo^  rocabolo  che  ttm» 

nuano  a  trorarii  misti  ad  una  fhiaja  più  mi-  menta  i  franìtelli  delle  caie  di  Lignis  nei 

nula  fino  a  che  sul  crine  de*colli  medesimi  Belgio  descritte  nel  Jourani  des  Mtiaet  n* 

•ollcntn  un  terreno  terziario  superiore  spano  XXI.,  mentre  in  altri  punti  dei  colli  stei^ 

di  fossili  OTf anici.  —  Dooileché  mi  sembrò  s*  incontrano  indiz)  di  rocce  arenarie  plulo* 

questa  contrada  un  bel  «rapo  di  studio  per  nizzale  e  metamorfosate  in  {rabbro.  —  ^cd. 

i  geologi  die  bramano  investigare  le  cause  Mosciaso  nel  Val<«rArpo  fiocenlino,  Voi.  10 

di  un  simile  fenomeno,  quello  cioè  di  ri*  p4g. 6i8  e  619,  e  Poa  fi.  Voi,  IV  pag.  111, 

trovare  sul  dorso  de*  monti  fi:a  la  Greve  e  la  fe  un  quesito  che  vira  (atto,  se  i  ram« 

Pesi  cìolloli  di  loniMne  sedi  e  terreni  scevri  roentiiti  ciottoli  e  ghiaje  fumno  trasrlnatef 

di  eonchif  lie,  mentre  grosse  glii^je  ralcaree  abbandonate  dalle  acque  superficiali  «le'fivi 

miste  a  renischio  con  resti  di  conchiglie  ri-  mi  costà  sopra  una  schiena  di  poggi  dovi 

cuoprono  i  tufi  leraiarìi  delle  colline  che  oggi  non  passerebbe  un  ruscelletto  innand 

separano  la  Val-di-Pesa  da  quella  dell* Elsa,  che  si  escavassero  due  valloni ,  o  se  dopfl 

Air^rt.,  B«aacano  di  Vald'Eua  Comu-  V  arresto  di  colesti  depositi  alluvialì  si  in* 

miià  in  quest'Opera, fu  fatta  menziooedico-  naliarono  i  colli  lungo  il  bacino  della Gmi 

testo  fatto  importante ,  ed  ivi  indicai  per  la  ve  e  della  Pesa .'  E  se  un  tal  cataclismo  a» 

prima  volta  la  sommità  dri  poggi  di  San-Ca.  cadeva  mentre  si  abbassava  il  bacino  delF 

ariano  ed  i  loro  fianchi  meridionali  profon-  Arno,  ioslochè  negli  scandagli   de* Poni 

damente  eoperti  di  banchi  di  ciottoli  di  roc-  Artesiani  trapaniti  dentro  Firenie,  al  Ptaf< 

ce  calcaree  rotolali  ed  abbandonati  costà ,  gio  a  Cajano  e  lungo  lo  slesso  bacino  si  Iroi 

ma  pfovenienli  ^  una  più  alta  contrada  ;  varono  depositi  di  ciottoli  e  di  f  hiaie  infe 

inoltre  aff iunsi ,  che  comunque  fosse  stato  riormente  al  livello  attuale  del  mare? 

della  causa  implicita  di  un  tal   fenomeno  Le  principali  produzioni  afnrie  di  qn» 

frolofioo,  fatto  è  che  il  ral  Ione  solcato  dalla  sta  Comunità  sono  i   suoi  ottimi  vini,  k 

fiumana  della  Pesa  può  riguardarsi  come  il  granaglie,  le  fnitte  saporite  ed  i  boschi  ce- 

limite  alla  sua  destra  della  formaiione  ap-  dui  di  qiiercioli  che  forniscono  alla  capitale 

|ienninica  più  o  meno  nascofta  dai  banchi  molte  legna  e  carbone, 

di  ciottoli ,  più  o  meno  fortemente  conglo-  L'aria  dell*  intero  territorio ,  qualora  si 

merati(^afe//Cae)  mentre  alla  sinistra  della  eccettuino  pochi  piani  lungo  la  Pesa,  può 

fiumana  com|Hriscnno  in  alto  il  tufoedanco  direi  balsamica  tostochè  ne* colli  di  SanX»i 

I4  marna  couchigliare  marina  coperti  Tuno  sciano  vennero  a  villeggiare  le  famiglie  più 

e  r  altra  da  potenti  banchi  di  ciottoli  minori  famigerate  della  capitale  sino  dai  tempi  drk 

e  di  grossa  ghiaja  conglomerata.  la  Rep.  Fior  .  sic.-oroe  può  vedersi  agli  Art, 

DìMÌ  che  cotestj  formiixioiie  ap[ienninira  fabbrica,  B.bbione^  CigUano^  Montr-fix 


SANC  SAMC  81 

fiàoiji^  PaàermMio  (S.)  in  Fml4i-P€sa.  |»ilfotuilo  delle  moiuclie  BeUcdftlili»  di  S. 

Le  Corti  y  Campoii  »    Ptrcussina  {S.  An-  Maria  del  Gf<ù,  W\  esUlile  fino  A  1 808,  ed 

4rta  i«)y  Pnppiam^  e  mila  steaM  gtiita  ora  di  nomiiNi  del  Prìncipe, 
che  in  lcni|M   più  uodcrni  eono  con  ma-        La  chiesa  preposiiura  di  San^GaiciaDo  è 

fBÌficeaai  firequenlale  le  TÌIIe  Orlandini  e  di  un*  capacitii  mediocre  sebbene  restaura- 

Srlla  fiè  de*  Ifarcb.  Pucci ,  ora  del  Priore  ta  nel  principio  del  secolo  attuale. 
f .  Pelimi  nel  popolo  di  S.  Andrea  in  Per»        La  sua  facciata  fu  riedificata  nel  1 700  c(»n 

ansima,  l' annuenza  del  Cat.  Federigo  Pietro  Vetto- 

Copiosissiaiì  poi  di  concorrenti  e  di  gè-  ri  suo  patrono,  come  apparisce  danna  iscri- 

■cri  tanto  di  vettofaglie  come  di  mercerie,  tione  die  ri  si  trova  murala^ 
e  di  oolooiaH  Bono  i  menati  settimanali  che        t^  i  proposti  di  San-Casciano,  disse  Giù* 

lì  tengono  di  lunedi  in  San^Casciaoo»  do\e  tanni  Tsrgiobi^Tozfeetti  ne^snoi  Viaggi,  che 

eaJono  pure  due  fiera  annuali,  una  delie  qua-  si  rese  celebra  nel  secolo  XVII  il  pKie  Mar- 

li  nel  lunedi  dopo  fottaT*  di  Pentecoste,  e  co  Lamberti  per  le  sue  poesie  satiriche  ed 

ralin  di  maggiore  iooportanza  nel  ag  set-  alquanto  oscene,  per  le  quali  dorè  soffrire 

Icmbra  per  h  festa  di  5.  Michele.  molti  mesi  di  caraera,  dove  tradusse  in  ot- 

La  Comunità  mantiene  due  medici  e  due  lava  rima  i  sette  salmi  penitentiali  che  de« 

ttirsiri  di  scuoki  residenti  in  San-Gasciano.  dico  al  Card.  Cariò  de*  Medici»  fratello  di 

Airanno  1774,  quando  (ta  pubblicata  la  Cosimo  II,  con  la  data  del  7  luglio  i6ao 

Irg gè  del  3  maggio  che  accordava  facoltà  dalle  carceri  del  Bargello. 
alle  Comonilà  del  oontadb  fiorentino  di  go*        Rispetto  alle  chiese  parrt>ochiaU  comprese 

vrrnani  nelf  economico  per  meno  dei  loro  attualmente  nel  piviere  della  prapceitura  di 

Magistrati,  questa  ^Siuf^asciano  abbrao-  S.  Oociabo  si  contano  le  seguenti:  t.a  Prio* 

Qiva  49  popoli  statr  riuniti  nel  i833  in  3t  ria,  già  pieve  di  S.  Cecilia  a  Decimo^  9.11 

pHnochie,  siccome  può  Tederai  dal  seguen-  S.  Maria  di  Catapecchia^  prioria  ;  3.a  S. 

le  Quadro  della  soa  popolatione  meno  la  Martino  d*^rgf  ano,  idem;  4.a  S.  Maria  con. 

pvraocfaìa  di  Salivolpeche  lì  fa  aggiunta  Tannesso  di  S.  Angelo  d*Argiano;5.aS.  An- 

col  sdo  dialretto,  dopo  il  i833.  drea  in  Percussina;  6jiS.  Barlolommeo  di 

San-Casciano  conta  quattro  lanìfirj,  due  Faltignano  ne\\A  C/tieia  Niko^a  con  l*an* 

(ÌDtorìe»  una  gualchiera,  tre  officine  dì  cap-  nesso  di  S.  Stefano  a  Petriolo;  7. a  S.  Jaco- 

fcHj  di  feltro,  ecc..  pò  di  JHucciana;  8. a  S.  Lorenzo  a  Castel- 

La  chiesa  prepositura  dedicala  a  S.  Cas-  bonsi  con  l'annesso  di  S.  Margherita  a  Ca* 

liiiio  portava  il  vocabolo^  come  dissi ,  del  serotte;  9.a  S.  Piero  di  sopra;  to.  S.  Pie- 

\»np}  Decimo^  ed  era  la  prima  prioria  del-  ro  di  sotto» 

b  vicina  pieve  di  S.  Cecilia,  finché  dimi-        Si  trova   in  San-Casciano  una  cancelleria 

attendo  la  popolasione  dell* antica  pieve  a  Comunitiitiva ,    la  quale   serve  anele  alle 

proporzione  che  auraeAlava  quella  di  San-  Coro,  di  Monlespertoli  e  di  Barberino  di 

Guciann  situata  quasi  nel  centro  della  Ter-  Val-d*£lsa  ;  inoltre  vi  si  risiede  uno  de*  pri- 

la  nsaonima  questa  venne  dichiarata  colle*  testa  suburhani  di  Firenze,  ed  lin  ufìzio  per 

fiita,  e  finalmente  con  decreto  arcivescovile  Tesazione  del  Registro.  Però  Tingegnere  di 

del  3o  dicembre  1797  la  pieve  antica  fu  ri-  Circondario  è  in  Empoli,  la  Conservazione 

dotta  a  I  rioria,e  la  eh.  di  S.  Cassiano  eret-  delle  Ipoteche,  ed  il  tribunale  di   priioa  i- 

t«  in  pltbona  dov'erano  già  11  canonici  di  stanza  si  trovano  in  Firenze. 


38 


QUADRO  ieOm  PofoUtioa*  MI*  Comvttr^  m  8A»-CjnetMni  •  4  «foch». 


Nome 

Titolo 

Diocesi 

Pofiolaeione 

dei  iHtQ^ 

delle  Chiese 

cui  appar- 
tengono 

jLimo 

Airao 

▲rao 

AMBO 

i55i 

1745 

i833 

1840 

Argiano 

S.  Maria  eS.  Angelo  Rat. 

i36 

i56 

33a 

3.9 

Idem 

S.  Martino ,  Prioria 

ia6 

1*9 

aa8 

993 

Bihbiqoe 

S.  Angelo  e  S.  Bfaria  Rett . 

*«9 

«79 

189 

3ti 

Idem 

S.  Colombano,  idem 

148 

a  06 

991 

968 

Campoli  (Pieve  di) 

S.  Stefiino,  Pieve  antica 

i34 

a8a 

3o9 

348 

con  due  atinetti 

Idem  e  RipoU 

S.  Gaudenzio  e  S.  Barto- 
lo, Rettorìa 

e 

E 

190 

59 

83 

88 

Ctmpoliy  0  a  Mer- 

S.  Maria  e  5.  Fabiano, 

197 

391 

849 

890 

calale 

Idem 

Casa  vecchia 

Sw  Bfaria ,  Priorìa 

75 

66 

114 

i5S 

Gaslel-Bodii  e  Co- 

S.  Lorenzo  e  S.  Marghe- 

•*• 

i3i 

I0O 

104 

99t 

Menate 

rita  ,  Rettoria 

•§ 

Cofferi 

S.  Martino,  idem 

64 

— 

199 

i38 

Decimo 

S.  Cecilia ,  Priorìa ,  giii 

laS 

186 

198 

960 

Pieve 

9 
i 

0 

Fabbrìc» 

S.  Andrea ,  Rettoria 

i36 

173 

•  90 

«45 

FalUgoano,Petria- 

SS.  Bartolommeo  eStefii- 

i54 

ao5 

999 

971 

lo  e  Chiesa-Nuova 

no  e  S.  Maria ,  idem 

Iiociano  con   due 

SS.  Donato  e  Miniato, 

1 

171 

i33 

909 

996 

annessi  0 

Idem 

Lajano 

Su  Andrea ,  idem 

g 

134 

109 

l3l 

193 

Muccìana 

S.  Jacopo,  idem 

0 

B 

84 

8t 

l39 

195 

Mon  te-Fi  rìdoift 

S.  Cristina ,  idem 

1. 

194 

191 

a69 

359 

Monte-Macerata 

S.  Maria ,  idem 

141 

i3a 

17» 

M« 

Monte -GaWoU   e 

S.  Maria  e  S.Vito,  idem 

g 

ii3 

195 

999 

993 

Coreisno 

5" 

Montepaldi 

S.  Pietro ,  idem 

76 

99 

199 

i33 

Ne  voli 

S.  Andrea ,  idem 

114 

«4« 

«94 

i85 

Percussina 

S.  Andrea ,  idem 

117 

171 

35o 

45t 

Pergolato 

S.  Pietro,  idem 

e 

979 

i57 

«97 

306 

SàM-CàmuaiQ 

S.  Casciano,Prep.eCotl. 

954 

17S8 

9689 

«744 

San -Pancrazio  in 

S.  Pancrazio,  Fieve 

ì 

• 

t8o 

i36 

54» 

5o5 

Val-di-Pesa 

San-Pietro  di  sopra 

S.  Pietro ,  Rettoria 

98 

i36 

«79 

9o5 

%in-Pielro  di  sotto 
Asignano 

S.  Pietro,  idem 

Ita 

197 

90I 

«99 

S.  Niccolò ,  idem 

117 

i3i 

«73 

i6« 

Romola  (*) 

S.  Maria ,  idem 

to6 

4i3 

855 

80S 

Saltvolpe 

S.  Cristina ,  idem 

— 

— 

— 

t6a 

Sugana  (*) 

S.  Giovanni ,  Rettoria 

a56 

do6 

997 

1098 

Vico  i*  Abaie  (•) 

S.  Angelo ,  Rettoria 

.  .  Abit,  if  .• 

167 

«77 

997 

95l 

5091 

7481 

ItlOl 

««94» 

NB.  NelVanno  i 

B40  enirwfono  in  fuetto  C 

'om.  100  ahit. 

di  tre  cure  limi- 

tfofe  ed  altronde  ts 
i«ii  Jbit 

eÌ9ano  dalle  parrocchie  co 
Ees 

ntrassegnate  t 

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SANG  SAND                33 

SAUXASaAllO  m  PAOOUS.  —  r^d.  SAlV.GOfIGORDIO  m  MORUfTO.  — 

Cmoato  (S.)  ui  Pamju,  e  eoA  é&  lutti  gli  TimI.  Momuvo  nella  Vallr  del  Sercbìo. 

•lui  kMgki  e  pnoooiiie  che  liMino  per  ti*  SAN-GRESCI  a  CAMPI.  —  red.  Càun 

iobce  questo  fluilo.  (S.  Guvci  a). 

SAN-CIPEIAlfO  in  V«l-d*  En.  —  Con-  —  a  MAaUOU.  —  Fed.  Macivoli  (S. 

tnMb  che  pvcte  il  nome  di  un  oipedalelto,    Gma  a). 

on  pur.  (5.  Cipriomo)  con  due  anoetsi  nd  --  UfONTE-PIORAUiE.  —  ^eà.  Moa- 

pÌTÌef«  di  Villjunafoa  tuli* En,  Con.  Giur.  nnoRAixi,  già  MovTBncuuA  (  Pbtb  n). 

Dioe.  e  dfca  due  migl.  a  nacHr.  di  Volter-  —  a  VALGA  VA.  —  Fed,  Vàuokvk  (Pk- 

n,  Gonp.  di  Fireme.  va  m).  E  cori  degli  atirì. 

Risiede  saUa  aamnìik  di  una  collina  m  ir-  SAN-CRISTOFANO  m  FRATELLE.  — 

B<wa  luogo  la  stnda  cbecscedalla  Porla  fio-  f^ed.  FmATout. 

rmtina  par  dirigersi  tuli* Eia  e  di  là  risa-        —  m  MONNA f^ed,  Pou>(S.)n Moa- 

lice  alla  pieve  di  Vilbasagna  fra  colesta  dn^  va.  ^-o  Gli  altri  luoghi  che  hanno  per  titolara 

Buna  ed  il  borro  Aquino.  S.  Grislofiino  si  cerchino  ai  nomi  proprf. 

EnYÌ  GOflà  solla  via  un  ospedaletlo  sotto  SAN-DALMAZIO  in  Val-di-Cecina.  -. 

il  tilok»  di  aerano  i«  S,  Ciprimno^  sicoonie  Fed.  Cktrtn  S.  Daumsio. 

«pparìsoe  dal  sinodo  diocesano  del  1 356,  il  —  bclu  MASSE  m  CITTA'  presso  Sie- 


quale  ospizio  fu  soppresso  nel  1 383  ed  i    ila.  —  Fed.  Qcaito  (S.  Dalmasio  a). 

»oi  possessi  riuniU  allo  spedale  di  S.  Maria        SAN4)0N  ATO  ut  AVANE.  —  Tei.  Do- 


Middalcna  di  Volterra.  rato  (S.)  ih  Atamii. 

Quindi  la  chiesa  di  S.  Cipriano  fu  dichia-  ^  a  CIGLIANO  in  VaMi  P^.  -*  Fed, 

nta  cnia  ammensandovi  i  beni  della  vicina  Ciguako,  cui  debbo  agciungere  in  rsttifira- 

chiesa  soppressa  di  S.  Orsola  a  BipMamcm^  lione»  che  questo  Cighnno  aoquapende  in 

ddta  anche  a  BipalMla^  il  cui  nome  è  re-  V^I-di-Pes»  e  non  lo  Grave.  —  ^mIl  P^ 

itHo  ad  un  podònet  siccome  lo  danno  a«l  al-  raiOto  m  Saii-Casciaiio. 

«ri  due  le  cappelle  soppresse  di  Fugmano  e  a  TORRI.  ^  Fgd.  Tosai  soprs  e  sotto  a 

Btlium^^  entrambe  nella  cofu  di  San*Gi-  Firenie. — Lo  stesso  invio  valga  per  le  altre 

priaao.  parr.  che  hanno  cotesto  santo  per  titolare. 

Pia  le  ville  signorili  comprese  in  questa  SAN-DONNINO  a  BROZKI.  -^   Fed. 

ptrr,  se  ne  contano  4oe  delle  case  nobili  voU  Baom  (S.  Doaamo  a). 

terrane  Ormanni,  e  Lisci,  om  ne^Gioori.  —  a  CASTEL- MARTINI,  già  in  Csi- 

La  cura  di  S.  Qpnaiio  in  Val-d*fira  nel  saja.  «-«  Ftd,  Domnvo  (S.)  a  CAsraL-MA»» 

|I3|  noverava  436  abit.  rnii,  coi  resta  da  aggiongere,  cbecotesta 

SAN-OOLOMBANO  a  BIBBIONE.  -*  chiesa,  eoi  presso  fu  uno  i^edale,  nel  i346 

^td.  CuuMiBAvo  (S.)  A  3iBaiOM*  fra  amministrata  da  un  Giovanni  di  TrufiQi 

—  M  OOVPITO.  «-*  TmI.  Cosmo.  Rieeiardi  di  Pistoja,il  quale  con  istrumm- 
«  A  SBGROMIGNO,  o  bbl  VESCOVO  to  del  94  agosto  di  detto  anno  affittò  per 

Bella  Valle  del  Serehio.  ^  Villa  signorile  un  decennio  diversi  pesn  di  terra  di  perti* 

eheporta  H  vocabolo deir antica  chiesa  di  tieoia  di  quello  spedale,  situati  nel  luogo 

9.  Ca/sssioiss  detto  d^  Fegetif99  nel  pivie»  stesso  di  Sam-Donnifto^  per  V  annuo  censo  di 

re  di  SegroaMgno,  Gom.  Ginr.  e  drsa  4  mi*  1  s  mine  di  grano.  —  ( Aaca.  Dm.  Fioa.,. 

fl.asetl.  di Gspaiinofi,tKoo.  «Due.  di Liio>  CmrUdeWOpmn  di S.^aeopodi Pisio/a.) 

o-<*  Ffd.  Saiwrmisan  Poco  dopo  aneli* età  lo  spedale  di  S.  Dtrn^ 

Li  pnr.  di  San  ColombMio  del  Vescovo  mno  m  Cerb&fa  venne  amroensato  air  altro 

sei  iSSacpotava  3B»  abit  de*SS.  Jacopo  e  Laziaro  presso  le  mura  di 

—  A  SETTMO,  ^  Fed.  Coummkwo  (S.)  Pistojs,  avvegnaché  nel  1 8  (ebbr.  del  1 373 
A  Srtmo,  b  Sanno  ;  e  taù  degli  altri  po>  fra  Latino  da  Buti  rettore  di  quei  due  spc^ 
polì  sotto  il  nome  dello  stesso  ssnio.  dali  costituì  procuratori  per  difendere  gf 

SAN-CDllCORDiO  nel  suburbio  orien^  interessi  e  diritti  degli  spHsli  riuniti  de* 

ule  di  Looca^  -^  Contrads  che  porta  il  ti-  SS.  ^atupo  e  Lixzarp  e  di  San-Doimimo  di 

tolo  della  sua  eh.  parr.  presso  le  mura  di  Cerhttj^^  INUtimo  de*  quali  era  compreso 

Leeei.eche  abbraccia  il  suburbio  di  S.  Co-  nel  territorio  di  Larciiino ,  fino  a  che  ad 

)mabsnoe  Pulia,  di  S.  Pietro  Maggiore  e  S.  istansa  del  Card .  Nibcolò  Fort^puerri  il  Pont. 

Nasisno.»>CsMBe]  i83a  aveva  i564ahit.  Sisto  IV  con  bolla  del  aé  maggio  1474  in* 

V,  T.  5 


totpòt«  ì  beni  di  que'  dae  e  di  altri  speda-  SAN  •  nORENTIIIO  ,  o  SUflT.PIIt 

WlU  alla  Sapiensa  di  Piatòja.  —  Tee/.  Pi-  RENTINO  e  FEBGElfrnffO  a  fJMXk^ 

■vofA  Voi.  IV.  pag.  438  e  439.  ^«fd.  Ramo  sul  Ccrfat. 

Da  queir epoci  in  |)oi  la  chiesa  di  Swi^  ^  a  GRAGNANO.  -ì-  Teli.  GiMÉlrf| 

l^OAfiino,  aUualmente  detta  aCcitfe^-^or-  in  Val 'fiberiMa.                       ,    ^^^    4 

iini,  venne  assegnata  »l  pivieie  di  Lìiit:ialio,  SAN-FIOREIIEO,  o  SATI-^MEIOS  m 

al  cui  territorio  ent  ^\k  rhitMlo  H  suo  di-  Val-4*Amo  arctiiro.  —  ^irf.  FioMM  f^ 

stretto.— FatW  poi  parrocchie  siri  declinare  a  S.  Pimmb.                                              j^ 

del  secolo  XVlIt ,  nel  i836  il  psirròca  at-  SAN-FtXmtafZQ  b§V&COt^k^*^é% 

Uiale  trofò  buone  ragion»  per  ottenere  did  F&oatirio  (S.)  aj.  Paoimio  tfi  VaipMM»  » 

vescovo  di  Sun  miniato  un  decreto  che  ha  SAN-FRAKCEBCO  n  PAOLA.  ^  Af 

dichiarato  la  chiesa  parr.  di  S.  Dènniito  a  Fkakotsco  (S^  m  Paoba  a  Bnuot»à— Hi 

Casiei  Martini  boHesiniale^  SANFREDIANO  bì  LAftl  o  aub  Gà1% 

SAN  D0:«NINO  SUI.  GERFONÈ.^  r#tl.  ^  feé.  Usiaiaw  di  LaAi.  ^  disk  «  IéÌ 

Doaanro  (S.)  avi.  CntoiiB.  -^  Cosi  degli  al^  gli  altri  tuoghi  ai  ndltti  pn^  élUA  w^ 

Ili  ikmmDóÌMÌno  da  cercarsi  in  questo  Di-  Art.  FaiktAao  (Sr).-                                      , 

lionarid,  0  élla  parola  Donnino  (5.),  o  »  S AN-GALGANO  in  Vél-dì4fei«è.tf^l4 

quella  dièi  paese  dove  si  oonsef^a^o  dove  fa  Avaìia  Ih  S.  GaAoaik),  e  Paoànti.               .^ 

U  chiesa  di  cotesto  titolo.  SAN^AUDSNZIO  k  CAMPOLL'a^fll 

—  (VILLA  m)  in  Vat-d*Era^  —  Villa  st^  CahMxj  (S.  GAmanaioiV 

lilorile  deirantiea  famiglia  MaflRei  iH  Voi-  ^  a  INCASTRO^ ^  rtd.  \^ȈMftm{% 

tem  del  popolo  di  S.  Giòvan  Battista  a  Vii-  GAunnnao  a)  in  Val-di-Si«vk. 

kmagna,  Codi.  Ginr.  Dioc.  e  circa  5  migl.  —  à  ÙN4X)DEn1B(>.  —  9^€àySà»Sd 

a  mieitr.  di  Volterra^  Coftop;  di  Firenze.  nano  tn  Va1-di*8teve.                               \ 

Ebbe  nome  d»  ani  chiesa  che  In»  «si  —  a  TORSOLI.  —    ^.  Yammi  é! 

tvmmentaU  ftno  dal  secolo  Vili.  —  Feér  Crteva.  —  Cosi  d»  tutti  gli  altn.-               "i 

VujLMAoaA  di  Val^rEra;  SAN-GAVlttO  imMARI.  -^  t^tà.  ktt 

SAN^^ÀBIANO  in  Val'd^Arbi*.  -«  TetT.  maiì  (S.  OAvnm). 

t^ABÌAÉo  (S.)  suir Arbb.  —  ai.  GbRNfKXXMD.  —  Ttà.  CSmmé 

—  bf  GAStlGLION-AtBESn.  —  Teif.  ono 'S.  GaV*»^). 

JPahai»  (S.)  di  CisfBLioii-ALaaiTi.  SAtT^EÉflGtÀNELLO  Atti  SAlRBÉ 

—  MLLB  CAMPERIE  DI  AREZZO.  ^  RAt^ÒLÀNO  Hètl»  Valle  delP  Ombrai»  ^ 
f^ed.  CAMFtaia  (  S.  Fasuéo  ai.i.b),  cui  si  nese;  -^Gas.,  Mr  dtGait.  die  porlo  il  Mmj| 
può  aggiungere  che  questa  chiesa  probabiU  del  U  uni  chiesa  (5.  Ot^gmaho  màt  Asvi| 
hnentfe  ebbe  il  titolo  di  5.  Denato  a  Fa-  bra  S.  t^abiano)  giir  tompresa  ìmI  ^kvMriR 
ltis«Bn^  e  forse  ad  essi  appetì»  un  placito  dtl  di  Asbiafio,  onr  in  queflcr  di  S.  tiownio  d|| 
9  giugno  10S8  tenuto  in  Firente  àH  du€:a  Senv ,  Com.  e  cirea  é  ftii|[l.  a  tetr^  di  lai 
Goffredo' e  (Ulte  contéssa  Beatrioe  sua  con^  polaim,  Gior.  di  AsciAiMr»  Dice.  £  Anaij 
kortCf  «ol  qnalK  fu  «lotAnikata  ad  Arnaldo  OOmp.  dfi  Siena. 

Vescovo  di  Arelio  fra  gli  altri  beni  le  corti  S  diruta  foHilimr  di  SiriMSeÉiifBiwiii 


m  Maiano,  d«rQuÉr«Ìa  e  la  thìes*  di  S.  Do-  ridotto  ad  nib  di  Vilb,  silede  pimr  il  é^ 

tsofo  tfì  Fafc'amh  -^(MvaAT.  i#/i».  Mrjéefn.)  delle  Jtnv  ,  Ossi*  dri  poggi  ìMKfdHi  fini 

—  ALuSBRREmRAPOUfNO.^^Mi.  ÒnibroneedHto#r.  AeNMi.liinfoWmHl 
thdhGaMioiiAno  aìlb  SaMaa  or  Rarhaiio.  che  sla:9t!ési  óàìÌÈ  proviaciale  ÈsMiflM»M 

Di  tatti  gli  altri  luoghi  che  baUno  p^  pnr  Mdàlafcet»  per  avviarsi  riwdiattle  ftm 

iBhita»  titblare  S,  Fabiaào  veggaMi  i  nomi  selvr  di  Leotft  pd'  SamGmHii/àmmdlé  arii 

^raprj  del  pé«^  o  contrada.  via  piritéeB^fe  provineialc  sRrìfr  Alit  « 

SAN-PEUCE  A  Eif  A.  -^  Ked.  ÌEakA  (Si  de*  roksi  efe  da  Sieia  viri  GslPtoar. 

Fbjcba).  Una  delle  pie  anticbe  rimeftibmMe'J 

—  ni  GtìnrANTIì  -^  Pltdé  Antito^o  A'  qncslb  lucgàM  Conservi-,  Ut  no»  ^ìm§à^ 
rjn  (  S.  FnicB  iit).  Ho,  in  alla  carta MV  knA.  del cqNloW  ài 

—  sbLL*OMBRONE.  ^  f^ed.  Fatici  (S.)  la>  cattedrale  di  Arezao  Scritta  nel  khW.  ài 
Hetla  Valle  del  1*  Ombrone  pistofese.  i  oa  a  dsf/e  Sèrre  ttel  eoHeUo  chiamato  Sm0 

SANaFILIPPÒ  (BAGNI  m).  ^  fed.  Ba-  Gemignano.  É  un  atto  dì  donaliooeiiilla« 

%ài  ik  S.  Fikin^  ia  Vald'Oicia.  eanooiéi  \lella  ebies»  amtkia  dal  €éa9t  iTtl 


SAN6  SANO  n 

Cpedt  fiffio  ad  Uà  ooote  Eaaieri  «li  Aadaot    ptnoocliiale  4Ì  S.  FabUoq  che  iy$  rir^Uìcò, 

dbe  riiMWwiò  li  ma  (|iiArU  parte  «li  lerreni    godendo  il  ciusp4rQiiato  ^ternaUvfoirHte 

fèe  fittOBO  del  Slacci.  Obefio  pofli  n^Li    p^l  vetcofo  ^  Areno. 

Càium  della  OÉMrte^Tfc,  nel  piviere  «li  S.        L»  piirr.  «li  S.  Fabiano  a  ^i)4}ei^ignat 

IÌiiHi<la  a  Quarto  oo»|UÌio  aretino,  ««gfigai  ;    iiello  nel  |QS3  «contava  198  abìL 

a  c.^dal  6iune Ci^ai$m;  a  «."*  dalU  i'^'a /ki6,       SAN-GEMIGNINO  nella  Val-TElia.  ^ 

i^'«n;  a  l*^  da  una  delle  sle«e  ¥Ì^  a  par-    Fed,  SAaGuiiaiiAfO  7Vrr«. 

tiie  dal  i*mU9  delia  Cluotia  fino  aita  ^ia        _  4  CO VTllONE.  ^  F^d  Coicraovt. 

4i  S,  Zemi  a  4.^  «Ulle  H»^  dei  capitola        ^  4  MORIANO,  o  a  SALTOCCHIO.  — 

di  Jreua.  deità  kidiéf  di  ^.  Fiora  e  de*    Fed.  Mqmaxp  t  Saltoqchio  nelln  Vj|lle  dpi 

fioagobafdi.  SerchìQ. 

L^AV^Gai^idtolKpubbUoè  oolcfU  carta  Sj/i-GMif9*to  nel  Vald*AnN  it^ferfi^ra^ 
nella  «uà  continuazione  dcT  duchi  e  if^r-  •*  f^e^L  Boàoo  5^ar-Gff«£ifo,  e  Sackuiu- 
chfm  «Iella  T«Mcana,  acrttte  Àcium  Sene  ìu    io  Città. 

vece  di  S^fre.  Emo  di^  puir  alU  luce  aU  —  a  S.  G19ESE  nei.  CARDOSO  «ella 
tre  |iengai»ene  delfai  pfoveniens»  medesima.  Valle  del  Serchie.  —  Fitd,  Qà^j^oen^  p  COi| 
ila  le  quAH  una  4^  if  ott^  |«3o,  in  cui  $\    «li  tutti  gii  «Uri. 

«lalta  di  ani  permuta  fiotta  tra  f  abbate  di  SAN-(^!fI<IARO  wu«  PIZZORNE.  -9 
$.  Flon  e  Gl^erardo  «li  Quiniu4ii»e  «{t  alcu-  Ftd.  GmniAyo  (3.)  nel  piccbeie,  eui  jni4 
ni  terreni,  fru  f.  quali  eravi  un  podere  pof lo  uggiunferai,  qualmente  alla  pieve  df  San^ 
premo  la  chietf  di  S.Gemigiis9o  confinante  (fenn:ipci  appellano  varie  carte  del  fecflo  X 
«an  altri  cfiètti  4ella  chima  medesima  e  eoa  pubblicate  di  <Mr|o  nel  VoU  V,  >.  IH  delle 
qtieili  de*fif li  del  fi|  Ranieri^  il  (|ual  Ohe-  JUemor.  Luee/i.  —  Fed.  PcrapofAp^  e  fqr 
tardo  ricevè  in  canil^io  ^Ufe  terre  poste  nel  vAai  bblu  Pim'^aiia. 
eaiale  di  TimJM  t  f^^mt  di  S.  MuatioU  a  SAN-GERlil  ANO  al  SANTO-lf  UOVO  -^ 
^MTtfn.  Ffid,  GauiA«9  (S.)  al  SAirro  Nuovo  nell^ 

Inoltre  alFi#r/<..RmoiiA^B«o  citai  due  istru-    Val  le  dell*  Ombrooe  pistojeae. 
menu  del  aetl.  i«>36  e  dei  lugUp  1049,  dai        SAN-GERSOLB  •«•  f^ed.  G^n^  ($.> 
quali  appariva  che  il  predatfi  conte  Walfire-    in  Val-d*Eina. 

do  fii  padre  «li  un  altrf  conte  Ranieri  mari-  .      5^a  -  Gnvsjtj^mm^  tp    Frd,    GMMVtjfr 
lato  a  «kmna  Ermengardf  figliuola  di  un C    t.BM  (S,\  e  Doaaiao  (S.  )  aS.  GvaoaALBM. 
Alberto,  d^  nel  foS3  era  restata  veiWyf        SAS-GERVASK)  nel  suburl^io  o^ep^^ 
di  detto  eoate.  —  (GA|ll6^  Oper»  cit,)  dk  Pirraae.  — >  f^ed.  (àtavAiio  fjS.) 

Di  tulU  ^  documénti  apparisoe,  che  SAN-GERVASIO  in  Valr«r£m.—  Fed^ 
il  Castel  di  San  Gemigneacllo  fiel  scy»to  XI  (jarnvAtio  ($.)in  Valsf  Era.  —  Al  quale  Art, 
dipenclefa  4>i  cfnii  gelili  Scialcsga,  i  quali  merita  di  emere  afcginnto,  cbe  il  luogp  dorè 
nel  «ledere  del  stfoolo  sucora^ivo  si  pcarro  è  siliiaii  coti^*anlfca  pieve  nei  fcjpolf  pfìf^ 
jotlo  raceoo^ndigia  delb  RiBpu  senese.  Lf    riorì  al  mille  appcilavafi  in  F^rrufn^, 

Qcumento  me  lo  fomìice  r 


quel  oom,  al  dire  degli  storia  di  quella  cit-  11  prìn^o  documento  me  lo  fomìice  l'atta 

là,«ocad|e  nel  ii|^7»qjlM^nd»  i  Signoii  No»  di  (bndarioiic  delta  celebre  Badia  di  Bfonr 

ve  fecero  metituire  ai  conti  Barott  della  Be-  teverdi,  scritto  in  Pim  nel  luglio  detrailo^ 

rudenga  e Srialenga  i  castelli  di  Moni' Alce-  7^4*  •!  qu«le  |giona#lero  il  fon.d«l<we  S. 

lo,  «li  Fiondo  e  di  SaivGemignanello;  e  ciò  Walliredo  fra  i  molti  beni  la|CÌÀ  ^^  doleajn- 

finchè  nel  principi^  del  «e.  XIU  il  governo  che  la  suf  ponione  di  jefièfL)}  el«eno|mil^%f 

di  Siena  (ree  acquisto  da  «pid  conli  dei  nel  luc/go  appellato  ^«rri^mi.-r- (9><  p(FÌ<la 

l(Mo  dirilii  snpra  oftcsU  contrada,  «love  più  èotes^D  luof^o  prendesse  il  vocfhd^lp  la  ueve 

tairdi  Voflti  Aorenti^a  nel  t«Ì4  camprgpò,  di  S.  Ger«a«io  in  Val-«l*Era  lo  qual^na 

mmhitl/è  e  disfece  4I  ijm  rille  e  casi^lletli.  molte  carte  deWArdt,  Arei^,  Ifuech,  degli 

NrlPArch.  Dipi,  mnew  esiste  una  deltbr,  anni  374  (>«  luglio  e  aSagoylo)  d«lP87f 

rniio^e  prcfa  nel  \%y%  «lai  Cfnsigl&o  gene-  (14  luglio)  deir87S  (17  li^^')  'l^^ll'^^l 

nir  che  «leci>etè  <if verni  l^e^l^re  un  giusdir  (aa  nov.)  del  901  (19  maggie>|fec.  ecc.  ^r 

cente  minooe  a^««  in  Sa»^iiyigiianello^  (MaMoa.  Locoa.  Voi.  V,  P.  Il  e  in.) 

da  risedere  nel  fertiliai^  ridotto  auùalmen-  SAN-GIMIGNANO,  o  SA90lMIGNA1fO 

ée  a  casa  di  campagna  drlb  nobil  Cuniglia  nelU  ValM  delFEIm.  wr-  Tem  «nbilisfima^ 

m^  |(.*S9iiK^^^  plf<W  AelW  i^biqti  ador1^  H^  eppfiiffi  f^  e  fej^g  ||  jpfft  j^k 


sa           sanC  '           SaN6 

ferata  della  Tofcana,  con  insigne  collegiata  documenti  sinofoni,  dirò  cbe  la  Terra  in  di' 
{S.  SLirìa  Afltunta),  capoluogo  di  Comunità  toorio,  sotto  qiudtitoglia  none  aolicasBeole 
e  di  Giurisdizione  nella  Dtoc.  di  Colle ,  te-  §o§se  appellata,  Doa  potè  afcre  il  Tocabdo 
stè  di  Volterra ,  Comp.  di  Siena.  che  attualmente  porta  se  non  dopo  i  rlaiao- 
Risiede  sul  Banco  settentrion4le  di  uno  rosi  miracoli  dd  santo  ?esoo?o  di  Modesa, 
de*  poggi  cbe  scendono  terso  TEIsa  dalla  ed  atvertirò  die  le  Terrecdttà  della  To* 
montagna  del  Comocchio,  ad  una  ele?ate&-  tcana»  le  qnali  presero  il  titolo  da  qualche 
24  di  circa  br.  600  superiormente  al  lirdlo  santo,  non  lo  ebbero  innansi  il  secolo  VII 
del  mare  Medilerraneo,  fra  il  torr.  Fàteif  dell*  Era  Tolgare  »  per  non  dire  coi  ÌMm 
chi^  scorre  al  suo  sdr.-ler.  e  quello  de*  Ca»  molto  dopo,  cioè,  ai  tempi  di  Carlo  Magno. 
sciatti,  che  passa  dall'opposto  lato.  «  Quantunque  (dioe?a  a  questo  proposito 
Trovasi  fra  il  gr.  a8*  4'  i"  long,  ed  il  Terudito  sangimignaoese  P^idre  AlesMndm 
gr.  42^17'  5"  litit.,  6  migl.a  maestr.  ddla  Checcucd  delle  Scuole  Pie  nel  suo  compra- 
città  diColle,drciraltrettanteaiion.diPog-  dio  storico  pubblicato  nel  t836  a  guisa  di 
gibonsi  ;    7  migl.  a  ostro  di  Certaldo;  la  appendice  e  di  corredo  alla  vita  di  S.  Fina 
a  ostro-acrir.  di  Castel-Fiorentino;  io  migl.  scritta  dal  proposto  Ignaiào  Maleootti)  quan- 
a  grec  di  Volterra ,  e  aa  a  ìì^.  di  Siena  »  tunque  si  sieno  confutale  le  tane  opioìo- 
passando  per  Poggibonsi.  »  ni  sul  1*  origine  della  Terra  di  San-Girai- 
Che  la  Terra  di  San-Gimignano  sia  di  »  guano  da  chi  fondandosi  sali*  assenione 
orìgine  vetusta,  come  essa  si  rese  celebre  »  del  Coppi  V  ebbe  per  autorevole,  non  ab* 
neirislorb  del  medio  evo,  della  cui  età  si  »  biamo  ciò  non  pertanto  documcnd  tali  da 
conservano  nelle  sue  grandiose  fid>brìcbe  vi-  »  stabilirne  una  vcrs;  imperocché  non  ci  rr- 
sibili  testimonianze,  non  vi  è  alcuno  che  »  stano  memorie  di  cotctta  Terra  anteriori 
lo  metta  in  dubbio  ;  molti  bensì  dubiteranno  »  al  secolo  XII.  » 

del  nome  di  Sihia  col  quale  il  Coppi  nd  Alle  quali  parole  mi  fiirò  ledto  aggion* 
suoi  Annali  sangimignanesi,  ed  altri  scrìt-  gere  che  il  paese  di  San^ìtmignano  trovasi 
tori  innanzi  e  dopo  di  lui  senza  prove  va-  rammentato  in  un  documento  ddF  anno 
le  voli  hanno  supposto  che  questa  Terra  n  991,  col  quale  il  Bfaroh.  Ugo  donò  alla  cat- 
appellasse  innanzi  che  prendesse  il  nome  tednle  di  voltem  fra  gli  altri  beni  posti  od 
del  santo  vescovo  modanese  morto  nelfan-  contado  volterrano  una  eorle  ch'egli  possa- 
no 387  dell*  En  cristiana.  Per  la  ragione  deva  in  SanJGimignamK 
stesfii  non  fia  da  tenersi  in  gran  conto  la  In  quanto  pd  alla  soa  duem  plebaaa  il 
tradizione  invalsa  fra  i  suoi  abitanti,  rispet-  Manni,  ndle  sue  osservazioni  intomo  ad  un 
to  al  miracolo  da  S.  Gemignano  operato  a  ngillo  del  capitolo  di  qudl*  insigne  colie- 
similitudine  di  quello  fatto  d  Modanesi ,  giata ,  aveva  indicato  come  cosa  certa ,  che 
quando  quel  S.  Vescovo  apparì  sulla  porta  nel  sinodo  fiorentino  tenuto  da  Vittorio  D 
delle  dolili  di  San^imìgnano  davanti  d  nel  toS0  la  chiesa  plebana  di  San-Giou- 
femce  Attila,  cbe  col  suoeserdto  rimase  ac-  guano  finse  stata  dichiarata  ptcpodton. 
cecalo  da  una  folta  nebbia,  donde  ebbe  a  par-  Arroge  a  dò  qualmc^nte  fino  dal  are.  XI 
tire  senza  recar  danno  alcuno  ai  Sangimi-  esisteva  fuori  di  San^aimignano  on  mona- 
gnanesi,  toslochè  quel  flagello  di  Dio,  per  stero  di  recluse  come  lo  dimostrava  on  atto 
grada  deir Altissimo,  non  penetrò  mai  nel-  del  i  ottobre  107S  dtato  air^^^.  GàTmu- 
la  Toscana.  *-  Né  io  tampoco  mi  arresterò  ir>  n  GAMaiasi. 

al  decreto  falsamente  creduto  dd  re  Desi-  In  quanto  pd  d  6tti  dd  scodo  XII  spst 

derio,  cbe  gli  attribuiva  la  coetruuone  delle  tanti  alle  rimembranae  storiche  ddk  Tetta 

mura  oMtellane  di  Sanavi mignano;  e  tutti  e  Comunità  di  San-Gimignano  rammentctò 

finalmente  compatiranno  la  bonomia  di  co-  un'iatromeoto  dd  la  genn.  1199  scritto 

lui  che  fece  scolpire  sulla  facdata  del  palazzo  ndU  rocca  di  Blonte-Voltraio  oooteoente  il 

torrito  de*  Ptseioiini  in  San-Gimignano  un*  compromesso  fiitlo  fra  i  consoli  dd  Comune 

iscrizione  in  marmo  che  addebita  ali*  ul-  di  San-Ciimignano  da  una  parte,  e  quHfi 

4imo  re  de* Longobardi  un* edifisio fiibbri-  dd  Comune  di  Voltem  dall'altra  parte, 

cato  almeno  cinque  secoli  dopo  cessato  il  mercé  cui  là  rimessa  alParbitrio  dd  consoli 

suogovemo.  dd  Comune  di  Blonte-VoUr^fo  la  dedsioBe 

Cut  pfaòometfcndo  io  simili  leggende,  sulle  vertenze  fino  d'allora  esistenti  a  et- 

t  limilattdbmid  (alti  prìudpali  desunti  dai  gione  di  confini  territoriali  fra  i  due  Co- 


SANG  SANG                 37 

Inni ,  col  quale  arliilrio  dato  in  quel  gSor-  ma  (anno  laai)  dairimp.  Folengo  U,  col 
■a  6i  ciìandio  ddiberato ,  cbe  i  comolt  di  quale  non  lolo  tenne  dichiaralo  principe 
Voitcfn  promettenero  difendere  gli  abitanti  dell'Impero,  ma  tao  vicario  nel  conludo 
f  le  caie  della  Gomnnilà  dì  San-Gimignano.  Toltemno  e  signore  de*  castelli  di  San-Gi- 
lamaenterò  an  altro  isirumento  del  i5  mignano,  di  Monte^VoItnjo,  di  Gaiole  e  di 
Maggio  dello  sterno  anno  1199  rogato  in  Cbiusdino.  Inoltre  in  quel  privilegio  si  or- 
8M4!aiaiigoano  quando  gli  uomini  di  Mon-  dinaia  che  anche  nella  città  di  Volterra  al 
tignoK»  giurarono  ai  consoli  di  San-Gimi»  pari  che  nei  castelli  prenominati  non  si  po- 
ptmo  di  difendere  qualunque  persona  di  lessero  eleggere  consoli  né  potesti  o  giusiJi- 
deita  Comunità  nel  loro  castello  e  distretto  centi  senta  licenia  e  volontà  de*  loro  vescovi, 
il  cireoalanta  di  guerre ,  eccettuate  quelle  Goletta  mitura  impolitica  eccitò  nei  Vol- 
CBuiro  Ildebrsndo  vescovo  di  Volterra  ;  ed  terrani  tentimenti  meno  che  pacifìci  verto 
ài  lai  CMO  cedere  provvisoriamente  ai  Sin-  Pagano  loro  vescovo  e  signore ,  in  conse- 
gimigpane»  la  rocca  di  Montignoso  per  loro  guenza  di  che  nel  7  luglio  del  laaS  quel 
Mesa.  —  ^ed»  Bfoirmaoio  di  GiMaAMi.  -—  vescovo  promise  ajuto  al  Gomune  di  Vol- 
tila. Din..  Fk».  CarU  della  Com,  di  terra  nell*  occasione  che  accordava  licenta 
Sam^miftmmao.)  al  medesimo  di  fabbricare  sul  Honie^/fi' 

infiitti  Bfontignoso,  oltre  altri  castelli  del  dolfn  presso  Roncolla,  e  di  esigere  i  servigi 

teettoSaDgimignaoese,con  privilegio  del  ed  i  dazj  ad  esso  Gomune  spettanti. 

S7  agosto  1186  venne  assegnato  in  feudo  Ma  i  Volterrani  poco  si  mantennero  d*ac- 

■ecario  da  Arrigo  VI  al  polente  lldebiando  cordo  col  vescovo  Pagano ,  il  quale  ultimo 

noBoechicKhi  vescovo  di  Volterra.  dal  canto  suo  erasi  fatto  forte  dei  Sangimi- 

Ma  eoi  progredire  degli  anni  Timportan-  gnanesi  ad  esso  lui  più  benaffetti, 

u  politica  di  cotesta  Terra  andò  crescendo  L*  Ammirato  nelle  me  storie  fiorentine 

■  segno  cbe  nel  laoa  Alberto  da  Monlao-  ali* anno  ia33  avvisò,  cbe  il  Gomune  di 

Mo  suo  potestà  fu  incaricato  di  trattare  V  Firenie  s' interpose  per  rimettere  in  pace  i 

aeordo  di  Semifbnte  col  console  de*Fioren-  Volterrani  da  una  parte  con  i  Sangimigna- 

ÌdL  e  perchè  i  Sangim' gnanesi  erano  stati  nesi  e  col  Vose.  Pagano  dall* altra  parte,  sic- 

b  ajuto  di  quel  famoso  castello,  il  predetto  come  riesci  al  suo  potestà  Olio  da  Mandello. 

Alberto,  ad  nggf  Ito  di  riconciliare  i  Sangi-  AH*  jiri,  MoaTK-VoLTBAjo  si  disse  ;  che 

■ignanesi  col  Gomune  di  Firenie,  promise  alPanno  i235  ripullularono  le  discordie  dei 

ia  nome  loro  al  console  fiorentino  che  tutti  Volterrani  contro  il  loro  vescovo  Pagano  ed 

ì SaDgimignanesi  dall*  età  di  16  ai  70  anni  i  Sangimignanesi  suoi  fautori,  donde accad- 

■nebbero  giurato  difendere  le  persone  e  le  dero  incenJj  e  reciproche  rapine  sino  a  ette 

n^be  de*  Fiorentini ,  coi  quali  si  obbliga-  rimesso  dalle  parti  il  giudìzio  in  Rolando 

vano  di  fiir  lega  nel  caso  rhe  i  Semifonteti  Rosso  potestà  del  Comune  di  Firenze,  per 

sno  avessero  osservato  i  patti  stabiliti,  e  vi-  compromesso  fatto  in  questa  cìtià  li  io  s^tt. 

crfena  il  console  fiorentino  promise  ad  AI-  del  ii36  e  rinnovato  nel  7  maggio  del  1^37, 

Wrio  potestà  di  Sun-Gtmignano  di  liberare  al  tempo  in  cui  era  pote5là  di  Firenze  Ruba- 

hi  bando  i  Sangimignanesi  e  di  restituire  conte  di  Mandello,  quest'ultimo  pronunziò 

bea  i  prigionieri  fatti  a  Semifbnte.—  (Am-  sentenza  sotto  pena  di  mille  marcite  <rar- 

BB^  Star,  Fior.  Lib.  I.)  gento,  cbe  i  Sangimignanesi  non  tentassero 

Già  fu  detto  altrove,  cbe  il  Vesc.  Pa-  più  novità  contro  i  castelli  di  Montignoso  e 

Mo  nel  die  del  *990  trovandosi  in  Mon-  di  Monte-Voltrajo,  condannandoli  nel  lem- 

M  prigioniero  di  quel  popolo  scrisse  ai  pò  stesso  a  riparare  i  danni  recati  a  quegli 

&ngimigiunesi  suoi  benaflfetti  affinchè  si  abitanti,  e  viceversa  obbligò  i  Volterrani  a 

seosKTO  colà  armali  per  liberarlo.-^  f^ed.  consegnare  ai  Fiorentini  per  cauzione  della 

Isinm.  pace  il  rastel  di  Nera. «^ (Atea.  Ditl.  Fioa., 

Ed  •ìVjirt.  GALciaAJA,  si  accennò,  cbe  uno  Carte  della  Com,  di  FoUerra.  ) 

di  qoe*  dinasti,  Gualtieri  degli  Upezzinghi,  Cotesti  due  fatti  accompagnati  da  due  i- 

*H  i«ai  esercitava  in  San-Gimignano  Tu-  strumenti  sincroni  giovano  per  avvetittira 

fina  di  potestà.  a  schiarire  un  passo  della  storia  fior,  dell' 

A  schiarimenio  della  storia  gioverà  anche  Ammirato,  nella  quale  si  assegna  Tanno 

>^*ertirache  Pagano  Vesc.  di  Volterra  poco  ia36  al  potestà  di  Firenze  Rubaconte  di 

dsps  il  fatto  di  Mootieri,  ottenne  un  diplo-  Mandello  nobile  milanese ,   fondatore  in 


3«  SAN<3  SANO 

•queir  Nimo  di  un  peote  «  traverso  àeW  kr-  MoQtignoso  a  questo  di  SMi-GimtgMM^ 

M^ì  dentro  la  citU,  denominato  iutlom  /Va-  «ni  si  sotloposero  anche  quelli  di  QambtfN 

4€  a  tittb49CQnief  sicché  «  la  Rcp.  Fior,  (tog-  niei{iai|te  una  conveniione  dei  7  <lip.  isil. 

I^innge  loft  irico)  rimase  di  lui  talmente  sod-  In  questo  fral  tempo  il  Comune  di  Stn^ 

4isfiittache  Ip  riooniennò  podestà  per  lo  nuo-  mignauo  compila  t  suoi  statuti ,  dù  qmi 

vo  aiuio  I %ìy;  pel  quale  non  stsn<lo  i  San-  «pparifceche  forpiavano  queU«  sifrnoria  Ai 

frimignanesi  al  raccordo  che  fu  fiUlo  quatty^  atei  cfnpsigiieri  col  titolo  di  Dij€ms**n  ài 

jinnì  a  vanii  co*  Volterrani»  il  podestà  di  Fifen-  popaia,  il  poniero  ed  intitolasiope  de*q«li 

ce  ftubaoMite  fu  costretto  a  ooigsaiidar  loro,  era  poco  iquansi  dei  Ifo^t  eonwer^num, 
ecc.  »tfM  qmel  eAe  M€gi$e,  Cotcit*  avviso  per-        Frattanto  appena  cacciati  i  GMbeUini  di 

tanto  ci  ohblifa  a  retti^re  ranno  delia  |MKse  Firenie,fu  inviato  a  San-Gimignano  A^ 

inclusa  e  del  cbsMIo  4i  Neinpi  oonse^m^to  h^o  di  La^feno  delegato  a  ciò  dal  reGsIf 

per  cautione  d»i  VeHenani  «i  Fiorentini  d^Angiò,  sicché  il  j»destà  ed  i  Hoveeoa- 

fieiranno  1137  invece  del  |i36  come  agli  servatori  i|i  questo  Qimiuie  dopo  deliWi» 

Art.  MQnB-Vop.fft\jOy  e  Nb«a  fu  in<Ucato.  tiooe  del  i5  maggio  1267  iìittfi  nel  palaM 

fn  questo  fratieqipo  era  insorta  lite  fra  i  pubblico  di  San^simignano  gitirniiMio  fei 

ISanmiigpumesi  od  uq  Gian&nte  de*  signori  delfà  a  Carlo  I  re  di  Sicilia  ed  alU  «fim 

4Ìt  Cmmhasfi,  per  cui  p^l  a3  genn.  del  1  «3o  Beatrice  sua  moglie  neU*  alto  medcsim'i  cfa 

«ra  stalo  (atto  compromesso  in  presenia  dì  >■  o|>bli||piiono  difendere  il  nuovo  re  cooliV 

Otto  ds  Blandello  allo»  polcivU  di  Firaise  GorradÌDo  nipote  dpi  fu  F«|crigo  II  i» 

^f  terminare  quelle  verterne  relative  spo*  peratore. 

malmenle  al  diritto  di  visconteria  dal  Gian-        Ihiir  altia  parte  il  nominato    Roberti 

fiinie  paeleoo  sui  castelli  di  Gainbassi,  Pulio-  profnise  per  il  re  Angioino  difenderr  gli 

ciano  e  UUgnano.  ^  Fed,  GAnsM«i*  -^  uomini  e  Comune  di  San-Gtmig|iano,eoecl» 

(Aacn.  Dm-  Fioa.  CarU  JkUa  Com.  di  Jon-  tuali  quelli  che  fossero  slati  di  (agione  con- 

ì^imignuno),  trarla  ai  Guelfi  «  accordando  piesM  foooM 

Ad  accrcsecf  decoro  alla  Terra  di  San^  agli  abitanti  di  &in-Gimignano  di  eleggo* 

Gimignano  comeorse  nu  privilegio  d;ito  eoe  a  pintirocnto  il  polralà  e  gli  «filiali  subit 

«là  nel  17  novembre  del  laif  da  Pandolib  temi  del  loro  Conmpe.. 
di  Patbqella  mentre  era  ca|»i|an  generale  in        Cotesto  ultimo  privilegio  fn  rinnovalo 

ToiBina  per  1*  Imp.  Federigo  li ,  col  quale  do;  q  la  vitlpria  di  TagltjKotao  000  atto 

cunSirpiò  a  colesta  Comvnità  tutte  le  sue  pubblico  rogato  in  P^oja  li  $  die.  f  9^ 

giurisditioni  e  prerocative.  -»-  (Aacg.  Ditl.  e  firmato  da  Giovanni  Britrandi  TÌcario  ge> 

Fjon«f  t^wltf  t€Sfè  citate  ).  nenie  in  Toscana  del  re  Angioino.  •*-  (Aofli^ 

Della  proveqicnvi  slesm  sono  due  docu*  Dvf-  Fiofu  Cmrte  eii.  ) 
menti  del  4«edel  11  nov.  1*43,  il  primo        Frattanto  non  cessarono  le  piylsnii^ii 

4Je*quali  riguarda  un  atto  di  vendita  fatto  del  vescovo  di  Volterra  Ranieri  if'fli  Ubtfi 

da  Federigo  li,  mentre  slava  negli  «««am-  tini  per  «serciare  giumdixione  tenpponéi 

pimenti  davanti  a  Viterbo,  col  quale  vendè  »ipra  #1  Cast,  ed  uomini  di  GambMsi  emh 

per  due  anni  a  Bentivegna  del  fu  Ugolino  tro  il  Comune  di  San-Gimignano«  della  ci|f 

snepeante  6orenti|io  le  fiave  d*  argento  di  pieve  lo  stesso  vescovo  era  stato  preparisi 

Itfonticri,  il  pedaggio  del  di«lre|to  di  Saiw  |icché  rirocsm  la  lite  al  giudiiio  degli  ailfti 

MinSflo  e  quelli  «Mia  Val-di-Hievole,  di  ¥# I-  tri»  questi  con  lodo  del  iS  ottobre  1  aS#  dlì 
le-Ariana  edi  VaUdi-Uma  per  il  preno  di .  chianrono:  i,*  che  per  10  anui  avrenirr  j| 

tire  f  1000;  menine  il  secondo  documento  potestà  di  Gambassì  dovesse  elettcrsi  fllw 

riguarda  la  mallevadoria  e  cautione  adista  n-  nati  vamrnie  dal  vescovo  e  dal  Go^subc  4 

«a  dell'  imperatore  mHcaimo  dal  Com*  di  Saii-Gimignano;  a.^cfae  in  detto  ventenni! 

«&iO*Gìmignano  prestata  allo  stetsomencante  tutte  le  imposizioni  del  Comune  di  GsiiVi 

per  il  fitto  biennale  delle  cose  preaeeenna-  bassi  si  dividr^sero  per  mrtà  fr^  le  parti  pini 

t^^^v  rW.  Moavimi.  nominale^  3.**  dbe  gli  abitanti  di  Gambo^i 

Dna  carta  del  16  avario  1046  ne  avvisa  fossero  obbligali  ad  arenane  a  richietif  iMIl 

tebe  allora  era  podestà  di  Sao-Gimignany  iius  parti,  meno  11  caao  di  turbdenie  chi 

fàu  conte  àibcrto  da  Certaldo,  ed  altra  mem<-  naacessero  fra  il  vescovo  di  Voltern  ed  #  Som 

hnnn  del  a3  luglio  laSo  contiene  l*atlo  gimigiianesi.  —  (/oc.  eit.) 
di  iotionii|j|io|>e  del  Cointu^e  fi  wmim  iU        V^fi^  ^f^^  V  ejioc^  tv^tp  .i|i«li.QSLa,  al  4nI 


ÌAHG  SkìiG              3» 

tm  gfwditoMliiHnitocc  del  troolo  di  Dhilfèy  t  S09  K  eowJtanò  nelk  miiMWlik  jbenale 

Fertiiiiaiido  Arrìvabcncy  un'  oooriBci  m»-  «itile  mille  nareb^  d*effe»l(K  —  (  Ciouri^ 

Utcuìm  vcBvc  aftikto  al  divìM  poeta  Dan*  /VoltsM  IM,  di  ^olterra^) 

U  Mi§kirri  per  eentlere  in  nome  delU  Sk  tVe  anni  dopa  i  Seo^jimifnencii  eonti<^ 

fnoria  di  Fifcnte  ii|  San-GittrigiBino  aie  Haavaiio  ad  emere  addMU  alki  Lega  Guelfi» 

■m  oottfocaiioQe  di  qoei  terhMani »  hieari*  Wweanay  per  evi  esai  inTiarono  i»  tooeono  di 

andoriligbierìd'inipegnmviSangimifiia*  FiieiMe  amediita  dallMaip.  Arrigo  VII  I» 

iMsi  ad  enimre  nella  Lega  Giielia  toecam*.  loe»  tMIfpenle  cH  r>tdati  »  eotlMleate  in  So 

Fallo  è  die  vn  anno  innann  la  bMla^a  uooiim  m  oafaik»  e  io«r  fiinti*  —  (G.  Vil- 

iB  Gmlpaldiao»  nelb  quale  miUlòDttnte  ff  uuA,  Crwnir,  Lib.  iX  Cap.  if.) 

Ir  schiere  fioróiline,  eni  pdtrMi  di  San-Gi-  Quindi  il  Cfenailne  di  SavGimignano  fa 

iDÌgnaao  il  mslile  tegiùa  di  Monte  di  Pb-*  ftemprteg  nell*  p«ce  generale  ùiUm  in  Niapoll 

flicm,  il  quale aQ0Kl6oolcrt*uflbio  per  tei-il»  (i^fB)  per  la  ittediatioBe  del  re  Roberto^ 

Ì9n  data  hi  Forviò  eoa  patri»  lì  i3  maggio  e  ad  t3«S  KeitgintigOnmi  raandiirono  Iv 

del  la^;  mentre  dieci  Anni  dopo  vi  eaer*  loro  miUiie  in  adempimento  dei  patti  deH» 

dia  ristemo  im^arioo  mmk  Fimee»  d^Frc*  Lega  Gndfr  per  onirai  aH'emreilo  de* Fio* 

•Bobaldi,  quello  nledeeiìllo  eke  oooibriò  f*  Uefeiliat  m  VaMi-ttierote,  càe  ricevè  poi  da 

■ipele  Gmm  Fmoohaldi  ne^JlaHieri  a  mm  Gaatrucdo  la  mabi  veMiura  nella  giornate 

ipcochiani  »  je /i  spiméMth  come  dicf^a  campale  dell*  Altopaicio. 

ttta^  gii  trmm  mofosL  ^  (BortgMWo»  ff9^  AU'AH.  GAimMmAim  kidicÉi  un  iWtto  ac» 

9€Ìlm  Fili  Qiótmaa  FI.)  cwklo  éOiOi  od  rSSa  qmmdo  i  SnngimU 

Sotto  il  regime  dello  9teMO  podeatli  Fre-  gMOieiì  fttoiuacilioormro  a  depredare  e  conw 

«odeTrmcobaldi  (anno  1*97)  il  consifrtio  batlaiwi  la  vUta  di  Camporbiano  eoaoprrta 

poefaleddGDOMinediSan-GimignMaoHel*  ikeldiatf«tt«»dt  Monlajone  del  contado  Ikv 

TMIo di  confiormare  la  Lega  Guelia  * appm-  MHitf»;  liccliè  il  Comune  di  Fireum  fèca 

vòleoonveniionialal  uopoatabiUtecon  i  ciUmil  poleétk  e  piètemiaeifi  «ff  San-Giv* 

nidKi  de»  Comuni  di  Firrnm»  Lueca,  Pk  mignanodia  f^Mrona  nella  caralcala  verso 

n,  Fiélola»  Prato ^San-Blftiialò»  Code  «d  tìamporbiana  ,  e  quindi  per  oonAimacia  del 

alue Comunità  delb  Toee«ba»  fm  le  quali  (mUH  fece  omdttinOe  it  Coaaane  alcsao  di 

feTviqnella  di  non  permeflersi  le  Uppwm*  San-fiimiMialio  in  lire  9o«*»o  ed  i  147 

|lie.  — «  (Anm.  DifL.  Fioft.  Ica.  di.)  nomine  ribelli  mUtoìinifftMmesi  alh  pena  del 

Anche  di  maggiore  impottanaa  sono  te  Iìmmk  Ha  >l  popolo'  m  qu*tta  Gomunilh 

■oeiiorie  alorkba  del  wo.  JlClV,  retatite  a  abiadende  min?ricordfa  per  i  deUaquenli , 

biKGimigiiaiio,  imperocché  nelT aprile  dal  Ai  laro  fella  graaia  e  penlono  con  drlibem» 

i3oaiflodiddifenior»delCérounediVa|.  mmiodel  i^MI.  nmcemivo^  ribandendo  i 

lena  avendo  pMentilo  che  i  Sangiaaignab  faeauédti  e  tendendo  i  loro  beni ,  previa 

■csi  ceiravank^  di  tttlalure  i  Conlìni  del  loro  If  ammenda  db  ferri  a  quei  di  CampoTbian» 

distretl»  daUa  paaledelBaoMe  dallo  del  Cbl^  ili  ^ni  Imndanno  a  ttiMt  de*«ommismrii 

hoochio,  nei  «inmo  »5  «prife  di  «uell*a)».  di  I^ranae.  —  (GioyiMi  VbAaIh,  Crome. 

PO  df ìibfiUmm  di  ter  nalitiatc  b  toro  Ibr*  XàA.  X  C.  !i«4.) 

te  contro  qnd  Qotonnci  e  cotcda  piccoli  Fmtlanlo  non  biiftgtoa  omettere  la  noli«^ 

gneiN  continÉÉva  ad  lugrlio  suÉsrguenfe^  ria  cbe  nel  giorno  1^1  ciug.  àf\  1  Sior  sì  pro^ 

joaido  a*  InWÉuam»?  arbitri  I  Fiorailiniv  i  tent^  da vaMi  al  «oHMio  dd  popolo  di  San^ 

boochesi  ed  i^Mmi»  cbe  inviarottf»  t  lèra  Gimigtoano  il  ariliie  Giovanni  del  f»  Gud- 

deligili  Mia  cnttUada  di  Canqiorbiann  fra  tWrio  de*  Bklvuccì  di  detta  Ten»  per  mpor«- 

II  rmtijÉiu  ed  il*  Gorttoocbio«  e  là  nel  aS  ve,.eNei«  sua  infentiolM  di  febttfioait  olia 

IttgUodel  iSo^AifimMIò  ilcomptmneiso  obitm  con  un  eon<vento  ioèto  II  tllolo  di  & 

HqpeUoÉi  confini  conlk^verri  Uhi  i  Vollei»  Maria  tt^lla  vitb  di  IhirbiaMO  dfoirello  d$ 

tmi  ed  i  flanipinlgiMkìMai;  siocbè  «girgli  ar-  SanKìimigtHÉio  con  dotarla  di  allrtini  luoi 

hilri  con  àenlenli  èt\  \Ì  àprib*  ir3o9  dala  teftVlH^  e  intendendo  4t  aasegnàre  il  luti* 

li  Gnole  ìmpoaeito  la  penale  di  mille  mah»  ai  jtitmàci  di  Ifonte-Of irete;  che  perciè  do- 

t^  d*  argmlb  a  tbi  *y«me  mancaìto  di  nb-  ttandava  gfaàia  él  conriglio  del  Comune  d( 

hidire  al  diipoelo  del  lodo.  —  Bla  i  VoltCìw  polnre  eseguire  colde  pio  divìmtaiento  no* 

^i  avendo  ricusalo  di  aderirvi,  il  potestà  Ostante  li  statuti  mnnioipeli  in  conlrarin,'^ 

^  fWenm  nd  io  die.  dello  stesso  anno  (  Aao*.  Dir».  Fìnk  he,  eslv) 


40  SAN6  SAIIG 


Tre  anni  dopo  i  Stogimiginiieii  fokndò  gf^M  té  i  Sml^meei,  gli  «ai  degli  illri  mti 

•oeelUre  in  loro  signore  e  capitano  geaenle  nìciMaii. 

Gualtieri  doca  d* Atene,  i  N oTe  comertatori       Gorreta  1*  agosto  del  i5Sa«  altimo  anno 

unitamente  al  consiglio  genenle  desterò  sS  del  triennio  ai  Fiorentini  dai  Sangiaùgna- 

penone,  alla  decisione  delle  quali  si  rìmel-  nesi  accordo,  quando  il  capitano  di  det- 

UtA  il  progetto^  se  il  Coniane  di  San-Gimi^  ta  Terca,  Benedetto  di  mess.  Giovanni  degli 

gnano  dovesse  o  nò  assoggettarsi  al  gOTemo  Strosu  di  Fireote,  con  ingiusto  sospetto  ie- 

del  duca  d* Atenei  allori  signore  di  rirente  ce  carcerare  due  figli  di  Gualtiero  degli  Ar- 

e  della  sua  Rep. ,  e  nel  tempo  stesso  fo  afli-  dinghelli  e  con  grande seandolo,  senta  sapu- 

data  a  quella  depntatione  la  riforma  degli  ta  della  Signoria»  in  sulla  piaxa  diSan-Gi- 

statuti  comunitativi.  mimano  li  fece  tosto  decollare. 

Sfa  il  duca  d*  Alene,  appena  fa  rieono»        La  qua!  cosa  si  attirò  contro  una  Ame- 

•niuto  in  signore  dal  popolo  di  San-Gimi»  sta  ribellione,  poicbè  gli  Ardingbelli  eoo  i 

fnano,  comandò  che  si  erigesw  nella  loro  loro  consorti,  dubitado  che  il  Gitto  fosse  ae- 
^rra  un  castello  da  dichiararsi  dkiealr,sic*  caduto  per  maneggio  de'Salnwei  loro  ne- 
cooie  rilevasi  da  un  ordine  dei  Nove,  in  data  mici,  provveduti  di  aiuto  levarono  a  romo- 
del  1  maggio  1 343,  di  alcuni  pagamenti  per  re  la  Terre,  e  seguitati  dalla  maggior  parte 
la  fabbrica  del  Cafieiio  dtteah,  del  popolo  nel  «fi  io  dicembre  dello  stesso 
Sennonché  cacciato  pochi  mesi  dopo qnel  anno  i  *5s  assalirono  le  case  dc'Salvucei 
duca  da  Firense ,  molte  dltk  e  Terre  della  solU  piata  della  collegiata,  e  dopo  averle 
Toscana  già  soggette  alla  Signoria  di  Firen*  rubale  insieme  a  quelle  dei  loro  seguaci,  li 
te ,  e  tra  queste  ultime  SanGimignano ,  si  cacciarono  tutti  dalla  patria.  Allora  fa  che  i 
ridussero  in  libertà  per  colpa,  disse  Gioramri  Salvucci  nel  giorno  delU  pasqua  di  Natale 
Villani,  dei  più  de* nostri  barattieri  citta-  vennero  a  Firenie  a  domandÌMne  dalU  re- 
dini e  castellani  di  qnelle.  *-  (G.  Villami  ,  pubblica  ajnto  contro  i  loro  nemici.  He  gli 
Cronica  Lib.  XII.  e.  «4.  )  Ardingbelli  tralasciarono  dal  canto  lon>d*in- 
Ma  Sri  anni  dopo,  nelPaprile  del  i549,  viare  oratori  alla  Signoria  per  esporre  che 
avendo  i  Fiorentini  riacquistato  la  loro  gin-  essi  avevano  cacciato  i  Ghibellini  di  San-Gi- 
risclitione  solb  Terra  di  Co  le»  che  se  ne  mignano,  e  che  tenevano  la  Terra  medesima 
era  emancipata  ali*  epoca  della  cacciata  del  a  onore  del  Comune  di  Firense  e  della  par- 
duca  d*Atene,  innanri  che  il  capitano  del  te  Guella.  —  (  Mm.  VnAAm ,  Op.  cU. 
popolo  tornasse  con  le  sue  cenli  d*armi  a  Lib.  III.  e.  47.) 

Firenze,  ricevè  ordine  dalhi  Signoria  di  re»  Però  la  Signoria  cercando  se  modo  v'av«s- 
carri  a  San^simignaao,  e  senta  (are  aleona  se  di  accordo  tenne  sospesa  un  peno  la  sai 
osti  lità  domandasse  k  guardia  di  qoella  Ter»  risolutione,  ma  temendo  che  in  cotesta  va- 
ra. Giuntovi  il  capitano  e  (atta  la  richiesta,  dlbtiooe  non  ne  seguisse  peggio,  nel  mem 
i  Stingimignanesi  tennero  sopra  di  ciò  di-  di  lebbrafo  dellUnno  i553  ordinò  al  potè* 
verri  consigli,  e  dibsttutori  In  loro  pihgior-  sta  di  Firenie  di  recarri  a  San-Gìmignano 
ni,  vedendo  il  pericolo  delle  divisioni  e  le  con  sri  cento  nomini  a  cavallo  ed  on  con- 
■ette  che  ri  erano,  per  comune  delibecatione  focente  numero  di  fonti;  il  quale  giunto 
diedono  per  tre  anni  il  govemamento  e  k  praso  la  Terra  e  non  avendo  risposta  d^ 
gnanlia  della  loro  patria  al  Comune  di  Fi-  quelli  di  dentro,  coi  domandò  di  esserri  se- 
rente  con  patto  di  ricevere  ogni  sri  meri  un  colto,  vi  si  mise  a  campo  intomo  e  cominciò 
cittadino  guelfo  fiorentino  per  capitano  del-  a  dare  il  guasto  alla  campagna. 
la  guardia  ed  un  altro  per  loro  podestà,  sto>  Dopo  cK  dò  gli  assediati  vennero  ai  patti 
oome  fu  di  concordia  rcdproca  il  tutto  a  seguenti  e  i.^obeil  Comune  di  San-Gimi- 
apese  de^ngimignaneri  eseguito.— (Mìatt.  gnano  dovesse  fiir  la  pace  con  gli  usciti;  t  * 
ViLLAm,  Cromie,  Lib.  I.  e.  44.)  che  questi  peraltro  continuanero  a  star  fuo- 
flon  mancò  per  altro  a  cpiesto  paesegen-  ri  ddla  Terra  per  sri  meri,  senta  perdere  i 
te  fatiom  che  cercasse  di  recarìe  disturbo,  frutti  dri  loro  beni,  dopo  il  quel  tempo  pò- 
€3ie  se  Plslofa  fu  divin  in  Aa«idif  ein  ife-  tessero  tornare  liberamente  in  patria;  3/^ 
ri  dalle  più  potenti  fomiglie;  sePim  ri  pactt  che  il  Comune  di  Firense  oltre  il  termine 
in  B^rgolini  e  in  ibf^aiifi»  anche  in  San-  de*  tre  anni  dovesse  continuar  la  goardia 
Gì  mignano  sorsero  a  signoreggiarvi  due  fra  della  Terra  per  altri  rinque  ;  4.^  che  i  San- 
ie principali  calale  del  paese ,  gli  Ardin*  gimignaneri  tenessero  a  leso  ^pese  7S  cava- 


SAN6  SANG  41 

Rcri  eoo  «a  capilMio  dielle  juarAe  «la  no-  ih  altra  parie  della  Terra ,  nel  qual  luogo 
tnioarn  ogni  sei  mesi  dalb  Sgnorìa  di  Fi-  pare  che  fosse  stala  qualche  altra  forlezzi. 
mAie  ai  pari  del  loro  podestà;  5.^  che  qne-  Le  spese  però  tanto  della  rocca  come  drl- 
sTtiilìiDO  avesse  mero  e  misto  impero  nelle  la  nuova  chiesa  e  convento  furono  a  caricò 
eausecivili  e  nelle  criminali  sino  all'  ultimo  del  Comune  dì  San  Giniignano. 
supplrrio  ioeliisive  sopra  gli  abitanti  della  Ciò  apparisce  da  alcune  riformagioni  «lei- 
Terra  di  San-Gimìgnano  e  del  suo  distret-  la  Signoria  di  Firenze,  e  da  Tarii  atti  pub- 
Io. —  {Oper.  cit.t  lib.  III.  e.  55. -^( A»-  hlici  della  Coronnitìi  di  San-Gimtgniino,  e 
HiB.,  Star,  Fiùr.  lib.  X.)  dalle  carte  del  convento  suddetto. 

E  siccome  i-sigoori  del  caslel  di  Fichena  Glerò  fra  gristrumcnli  pubblici  uno  del 
non  ostante  che  si  tenessono  io  amistà  col  io  febb.  i354  {stile  comune)  col  quale  il 
Gamune  di  Firense,  erano  stali  de'principali  magistrato  civico  di  San-Gimìgnuno  affidi» 
con  gli  Ardìngbelli  a  sommuovere  lo  stalo  rincarìco  a  due  maestranze  di  fabbricare  la 
di  San-Gimignano  allorché  furono  cacciati  terza  parte  del  nuovo  cassero  o  rocca  al  prez- 
i  Salvuoci,  senza  che  di  questo  fililo  faces*  zo  di  tre  soldi  per  ogni  br.  quadro  di  murò, 
tao  scusa  né  ammenda  ai  Fiorentini,  per-  meno  i  materiali  occorrenti  da  dovei'si  fo.*'- 
ciò  nel  giugno  del  t354  la  Signoria  inviò  nirc  a  spese  della  Comunità, 
te  sue  masnade  coi  guastatori  a  Fichena,  nel  Accadeva  tuttociò  poco  innanzi  che  il  Co- 
ati Gasi,  entrarono  senza  oontiaslo,  sicché  mune  di  San-Gimignano  per  atto  pubblico 
nel  giorno  venti  dello  slesso  mese  di  giugno  (ag  aprile  i354)  consegnasse  ai  sindaci  del- 
feionoatit  rrate  le  mura  e  la  rocca  di  Pichje-  la  Rep.  fiorentina  la  eh.  sgombrata  dai  Frali 
m  sema  ikre  altro  danno  a  quei  signori.  —•  Predicatori  in  Mont^staffoli^  insieme  a  di/e 
(Hatt.  ViiXAm,  Op.  eit.)  palazzi  contigui  ed  altre  case  poste  in  luo- 

Sebbene  per  open  de*  Fiorentini  (ossero    go  detto  la  Torre. 
stali  in  qualche  modo  rappacificati  gli  Ar-        Quintji  la  Signoria  di  Firenze  con  proV- 
dinghHIi  con  i  Salvueei,  costoro  non  si  pò-    visione  del  7  giugno  successivo  deliberò  di 
trndo  dar  pace  dei  danni  ricevuti  stavano    continuare  a  sue  spese  i*  edificazione  della 
rmpre  in  mala  disposinone  »  sicché  gli  Ar-    rocca  di  San-Gira'gnano. 
dioghelli  vedtmdo  ehe  non  potevano  emel-        Anche  on'istmmento  del  5  maggio,  sottb 
tere  alcun  parere  nel  magistrato,  che  dai    Tanno  i354,  ne  avvisa  che  in  quel  giorno 
Silvnoei  non  venisse  contrariato,  consiglia-    i  Priori  (già  Difensori  del  popolo)  ed  altri 
moo  il  popolo  di  darsi  liberi  al  Comune  di    rappresentanti  del  Com.  di  San-Gimignano 
Pirenze.  Infatti  nel  parlamento  generale  del    promisero  di  pagare  ai  Frati  Domenicani 
mfse  di  luglio S'guente fu  deliberato  dì  per-    per  un  triennio  3oo  fior,  d*  oro  Panno. 
farei  reggitori  del  Comune  di  Firenze  ad        A  conlèrma  di  ciò  quel  magistrato  civico 
aserìveie  la  Terra  c«l  il  distretto  Sangimi-    con  deliberazione  del    i5  luglio   i356  ac- 
gnsneteal  eonta«lo  fiorentino.  La  qual  pre-    cordò  ai  religiosi  mcdisimì  T  entrale  dclfa 
filila  espbsla  alla  Signoria  ed  ai  collegj  del    gabella  delle  carni. — {loccit.^Carte  delta 
popolo  fiorentino,  essendo  stata  messa  a  vo(i    Com.  dì  S.  Gimignàno,) 
M  vinse  solo  per  una  fava  nera,ilopo  di  che        La  fortezza  di  Mòntestaflbli  doveva  tsserc 
la  Terra  di  San-Gimignano  con  rifbrroagio-   lermi natii  nel  i358  tostochè  nel  giorno  7 
ne  del  di  7  agosto  e 354  ^o  recala  a  con-    marzo  del  iò5^ {stile  comune)  Bernanlo  di 
tadodel  Comune,  e  lutti  i  suoi  terrazzani    Gherardo  Adi  mari  di  Firenze  castellano  det- 
riti dltadini  e  popolani  di  Firenze  •  asse-    la  rocca  dì  Monteslafifoli  ne  fece  la  conse- 
IHianchi  al  distretto  di  San-Gimignano  una    gna  al  suo  successore  Leonardo  di  Guidò 
dflle  leghe  del  contado  fiorentino. —(O^r.    Ferrucci  di  Firenze  per  rogito  del  notaró 
cit.  lib.  ITI.  e.  69  e  7S.)  Buona^iunta  da  San-Gimignano.  - —  {toc. 

Ma  poeo  dopo  il  Comune  di  Firenze  per  eit.  Corte  delCArch.  gèn.) 
voler  rivere  più  sicuro  di  cotesta  Terra ,  e  Matteo  Villani  e  TAmmirato  tacquero  deN 
Isvare  ogni  occasione  ai  snoi  più  potenti  a^  l'obbligo  im|)osto  dalla  Signoria  ai  Sangi* 
hitanti  di  mal  fiire,  debberò  di  costruire  un  mignanesi ,  allorché  il  loro  distretto  fu  in- 
frHìIizio  munito  in  luogo  appellalo  Monte-  corporato  al  contado  fiorentino,  voglio  dire» 
Kff^o/ì  sopra  la  chiesa  collegiata,  dove  fu  il  dì  pagare  per  tre  anni  un-i  tassii  di  5ooq 
|»rìroo  convento  de*  frati  Domenicani,  che  lire  alla  Camera  di  Firenzi',  la  qu;il  tas&a  fu 
pai  maggiore  e  più  bello  venne  riedificato  più  yoHe  rinnovala  a  carico  de*S;uigiml- 
V.  V.  6 


)!tt*flr«  mrdianle  allfe  pravviiioni  drl  9i>  do  per  iiéctIo  di  ic*tilnt>ni  lì  .prriroilD  de 
gennaio  l3fig,  1 1  luglio  xì'jo,  16  ^emujo  800  yttjoav.  Patdi  ognuno  cht  il  Toglii  j- 
i})>i  ti  die.  |]76>  e  19  nano  iS;^,  do-  irre  uq'  idc»  del  tnoTiiiirnto  della  populr 
cuiueii li  tulli   eilikDli   htll'^reA,    Dipi,  ùoiie  di  San-Gimi^nnii^Pipoila  trlqtudn 
Fior,  fra  (t  Carle  dtUa  Cttm.  di  jsr^i-  qui  ippreiaa,  ch'é  il  loiDiiurio  del  liùccn- 
MiigaaKa._  limenlo  ■  qimtlro  eporlir  Jllp^nte,  cioè, 
Do|>o  l'iibione  di  SaU GÌ m innati 0   aJÌk  dtl  iS5i  Mito  il  glilao (ìniDdiica  d«tli  di- 
ttep.  tioreuliat  tA  t\  lUo  cubmdli  coteiU  ukIIlu  ItWiceai  «kll'aanò  1J4S  loUa  il  pri- 
hobilt^rn  tlibe  col)  Fir«hù  uuà  aorlr  co-  ma  Gniitlun  lielU  ilìiWilla   iiistni-IiorrnJ 
leno  tarlaiMta  dal  Turo.  Itlictnenle  re^anle ,  e  del]  anno  t931; 
cui  eniHi  •mi  c*pi  ne)  epoca  tlMI^  prime  pubblicaùobi  iJeirÒ|i(n 
le  poteoii  fitiiiglie  degli  pmenlei  Cui  ora  si  a^giiinge  uda  (jnaiti 
«ivucci.  «fioca  dnuiiti  tUli'aiiDn  1^40. 
ullinu  |nrtra  wMcnula        Ib&lti  (ra  Iftpajiolatiimrdel  155i  cquc)^ 
oche  le  mura  califellanè  ,U  Àt  t;4  W  <rava  orila  terra  di  Smì^- 
fiiMno  rastetlale,  liceo-  nigouio  la  TÌitoSHdiniinutioìieili690al>il. 
i  una  lellefi  del  a?  Kit.         Anoge  i  tutto  ciò  qualutnile  aolto  il  ga- 
tta di  Balia  di  guena  a  terno  grakdacalk  Uédiceo  ta  ColnuniU  dì 
li  Flreaie  allora  potetlii  San-GinipaDO  f\i  «'parata  dal  conlailo  fio- 
San-Giinifttllib;  ai  quitti  rentino  ed  aicntla  initce  ti  mio  dialnflo. 
inocetiiTa,  eUerc  (lato  in        Chitii  pia  i^ipicue  e  Slahitinitnti  pai- 
òrdioe  loro  Qo.  Fraiicc~  Miei  di  San-GlmÌ^^aao^—  Il  iicccnla,  di- 
>co  da  Saò-Gallo  ^  e  »<Rt  egli  lUtalO  intor-  cera  con  inglonfe  11  PhO.  CbeccùcCl  nel  Joo 
tM  le  iriur*  ea«te11ane  ;  e  dove  quelle  ertoo  conipendio  slorico  di  Sirt-tnmipuno,  può 
'folle,  [diceia  la  lelleta)  «  si  sono  in  pArle  buntulchirsi  per  ogni  libemlediaciplir» .quel 
ireMaunii'e  e  in  pOchi  giorni  wianttO  ncc.oD-  ffcold  raftunito  In  cui  lo  spiiriio  AtfV  lla- 
be.  Ma  circn  al  forlifìcarc  U  Terra;  ha  detti)  liani  per  U  aaluri  del  loro  gaTento  miri 
Ciò.  Pranceìco)  ed  a  itte  pur  tnóìini  uiul .  pl6  preèlo  che  ad  una  sterile  lanilà  di  (t- 
iftt*  aiaài  fiand'e,  e  quWla  CorouniU  si  miglie  al  pubblico  liepe.  Oui'"!'  accalde 
trova  ildale  io  online  allo  ipebdio;  cobttri-  cbe  sopri  o%i\  allro  paeK  iù  Sàll-GiiuÌ|{o*^ 
locbè  ì  Sait^ilnigllSnesi  proraetliuD  storursl  no  operavansi  iu  quel  tempo  ffreg]  ed  a^ 
.  in  lutto  quello  dbe  pDtntibo  per  ioi1i6cBre  diti  laiorì,  cubie  ite  sodo  cbiaro  aritn^en- 
la  loro  patria ,  ma  per  ora  ti  pudicano  ina~  lo ,  oltre  la  laitJtà  e  nufnifWeaia  delle  IM 
t>ili.  li  —  (Gira,  Carreggio  intuito  H  Al"-  cbieie,te  loUili  ed  altistiiiie  lorrì  Itnto  bene 
thli  ,  Voi.  l:  Applmd.  11.  )  coslruile, o  di  ben  conn-Mi  mallonì  of^re 
UH  sbitiiiti  perù  di  San^iinipiMno  ^  di  roass  Squadrati  di  plein  calare*  tnané^ 
nmo  piò  ^blir  ditciniali  dàlia  peilìlenia.  e  eia  che  li  si  tteiporlù  dai  pòf^ì  noii  mcma 
sefnaiahiettic  ib  quella  del  i348,ech  altro  di  tre  miglia  lontanile  coti  tabla  arleooO' 
bcùt  ktfeob  terrìbile  contagio  del  141B  pfr  niedi  cbe  sembrano  qliclle  &bbriche  tulle 
«>er  'dil6   rlCoiero  a  molli  ragguardnoli  di  un  pezao.  InfaUi  ad  onta  driU  loro  rae- 
ppraiinagfi  acroiii  cosK  ita  paesi  dote  mtr  chieua  cnstono  tuttora  dentro  Sap-Gin»^ 
latlia  si  ratta  era  fik  Sviluppata.  gnano  non  meno  di  1 4  torri  più  o  bom 
la  f/r%\r  per  altro  del  1479  fu  non  mena  alle;  una  d'elle  quali ,  la  pili  grossa,  del  fja- 
di'lleallrespairntrvole)  perchè  visi  aggbn'-  Uuo  del  poitesti  riposa  da  due  lati  lopra  uB 
•croie incursioni dHlesoldatesche  di  AlfaDio  lolidisiilnq  arco.  Àacbe  i  palaztìdei  Carna- 
p-di ^pnll,  di  Wpa  Sisto  IV  e  dei  Saaeli  ue,o  dcU'briolo.qurlladelpaJesUedaku- 
klIor*  in  guerra  coh  i  Fioréntini,  e  (u  ìb  ni  altri  di  privati  furono  iniulniì  eioraali 
quell'anno  cbe  il  pubblico  di  San-Gimi-  in  guìlà  cbeiecinonlaraTÌgliasl  posèggnu. 
guano  fece  voto  di  solenniiiare  in  perpetuo  S°bo  di  quella  età  le  pubbliche  [bati  Cuori 
la  prima  dom'enitd  di  agalla  ìù  oiiore  di  della  potta  di  quello  'nbtne,  la  ^ran  citlnnl 
S.  Fina  Vergine  di  Snu-GitnignanO;  tenuU  di  piaua  ordinata  dit  0>raone  nel  W}Z,t 
da  quel  popolo  in  grandiAÌma  venenirÒDC.  rrab*inita  S  spete  dello  Spedale  di  San  -Gi^ 
_   A  colanti  coòlagj  che  diniiou  irono  aitai  mi^nano  cbr  fu  soggetto  a  quello  del  Ij  Scili 
Il  niimen)  degli  ahilanti  di  Snn-TiimìgnaiKi  di  Siena ,  olire  le  mura  esteme  della  Sul 
V  4gg!u)Me  quello  del  iSJo  ài  i61*,quMi-    tbietl  collegiali  tuUe  di  pittia  bnirìlai 


0lìcfa  Coiié'giuia  di  Sam^infignaao.  O/ano  (  rtonìta  con  1»  precedente  *\U  qui 

fi-  Qwtlo  teiapip  che  ha  mi  capitolo  di  la  upppeMQ)^  i6.  !$.  Lorenxo  a  Itìontauio  (pix; 

twiimici  epQ  due  digoilà  e  a4  cappellani»  poailura)^  17.  Canonica  di  S.  fjeonurda  #1 

ràiode sopra  tiii*a1(a  gradipata  la  pui  fi)C-  Casmgfim  (traslocata  in  •$.  Pietro  aita  C'/- 

piata  ha  alla  sua  de|)!ra  la  lom  |(ro^  ed  il  tanica);  ^^.  S.  Michele  m  PaJuU  (AtìnetSA 

pahoB^  del  potestà  «Ila  sua  siniìlni,  le  <}ue  alla  precedente);  19.  S.  Barlolommeq  m  Cnlf^ 

lorri  gemelle  d^li  Anlinghellì,  e  dirtm-  lii  :yrMi/4»(rÌMnitai«^.  Lorciiaio  )|  lfoa/"<'/«^; 

paiQ  il  pa|a|ao  del  Con^une,  d|Kto  deirO-  al.  S.  Michelj;  fi  Batit»  fcura  col  seguente 

riolo  posto  nella  torre  che  si  alza  it|  inezxo  i|i|qes8oì;  a4.  $.  Pietro  a (Jiticiam>;  a 5.  SS., 

h1  au^lesiafo,  e  s9pC9  «nui  fP^e  di  lQggÌ4  MartinQ  e  ^an»  M»^ì*ìi^ttu^  a  fUtraJìtitt 

4I  pian  terreno^  (unita  alla  seguente)  \  96.  S.  Jacopo  a  6V- 

Comecché  maùchiiiQ  4octin|ai|fi  che  a|Mr  if!nnano;  97.  S.  Tonniiaso  <i  On^iglique  e. 

curiop  io  quale  anno  U  pi^f e  di  San-Gi?  Jlnes^tptét^  \  soppressa  )  ;  aS.  3*  9ficbele  /| 

iMfnaQQ  Tenisie  «ledicata  si  S.  Maria  Assun-  Stenda  (eom  pqn  V  annesfq  seguente  )  ;  99. 

Ut  e  da  qual  ponteBce  iof^e  opnfacnita  la  S.  Lucìa  a  Strada  \  Sp.  S.  Niccolò  a  Bib" 

dncsi  attuale^  comecché  non  iri  resiinq prò-  hianp  (cura);  3i.  S.  Luòa  a  3liacimtic(\ 

«eda  p<4m«  con  certena  asserire  ciò  che  legt  (cura  uniU  a  S.  IhnedfUo  presso  V  Elsa)  ; 

fcsi  nielia  sua  fiieciata  rapporto  alla  visita  3a.  SS.  Silvestro  ed  (ppqlito  <f  BQCoitutq 

fattavi  i;el  af  iiot.  del  1148  dal  Pont.  Eu-  (eura);  33.  S.  Michele  ii|  ^.   livreato  al 

pmti  111  eoi r assistenza  4i  molti  cardinali ,  Ponte  dentro  San-Giniigaiii|o  (soppressa); 

|icr  aHcD  con  n|inor  duhhio  apparìscf ,  che  I4.  S.  Lorenzo  a/  i?pv9/e  (cappe!  la  presso  !j| 

nel  sinodo  fiorentino  tenuto  da  Vittofìo  II  casi}  Vecchi  in  S4n-Gimigfiqno);  3S.  ^.  Pie« 

Dell'anno  to5S,  «oiesto  pontefìoe  dicbia-  troiu5an-<?ifitif#fi|«|o(oratorÌQ4nnt^ssoMlli| 

pmse  pfvpositura  lapterediSan-Gin^ign  mo.  pfete  di  Gellori);  36.  SS.  Martino  e  Bi^gìq. 

QlMnd^  Lucio  I|l  imitando  1* esempio  di  £u-  di  Sqa-Giniii girano  (gii)  cupi  follo  li|  ptev< 

^eoio  III  e  di  Alessandro  III  ricevè  la  pieve  d  Gellori).  —  Ii|ol|re  si  contavamo  in  Sai)- 

neiicsiiM  sotto  b  protezione  dell^  S.  SeiJe^  Gimignanq  nel  sec.  %,Vf  il  conveplo  de*Do- 

e  le  oonlermò  i  privilegi  che  ftiio  da  qnel  me^icani  ii|  Montesiiitroli;  quello  de*Mim>rf 

Impo  g9i|evf  il  9U0  prepofto.  ««-  Il  prliiuf  Convsntuifii  presso  I4  porta  S.  Giqva^iiii,  il 

pontefìoe  die  la  decorò  del  titolo  dMii^igne  Mon.  dell^  Vallombroyane  di  S.  Vittore  ii| 

collegiaU  fu  $is*o  lY  con  l^Ua  de'  a^  sett.  S.  Girolamo,  gli  altri  di  S.  Maria  Madda!en;} 

1471  dipeUa  ^d  Antonio  de^i  Agli  vescovo  e  di  S.  Caterina  in  via  S.  Giovanni;  e  fuot^ 

di  Voltem.  De  quella  deIPM.  Onorio  ìli,  della  Terra  il  Mon.  di  S.  Marìa  degli  Olir 

(^ag.  iaap)  si  apprende  che  la  pi^ve  di  Sap-  Tetani  iq  Barkianp  ed  uqo  fp^^le  per  i 

fiimignano  a  quell'età  tonlava  $4  chiese  pellegrini. 

fuocuiyali;  le  quali  ali* epoca  del  sìooiIq  volt        Rispello  al  numero  de'convryili  di  qucslq 

trrraiio  del  io  nov.  |356  erano  aumeiitate  piviere  servirà  accenuure,  che  inSan^imi- 

lino  a  36,  oltre  i  conventi,  1  monasteri  ed  fna^o  prim^  del  1980  e^islevanp  dieci  con- 

ano  spedale.  Eccone  i  uomi  ;  x.  Canonica  veliti,  5  di  uoroiiii  e  allretlanli  di  donne*  4 

di  S.  Pre^ìaiio  o  CatHlf^cdiii»  riunita  alla  che  nel  1 745  ikm)  vi  erapo  mc|io  di  a35  te* 

irgoenle;  ».  S.  Donalo  a  Casteheeehio;  3.  elesiastici  »  lUrnlre  il  numerp  degli  ahi|ant| 

S.  Giovanni  di  Ca$ale  soppressa  con  la  se?  non  ecclesiastici  an^monlava  a  1073  per^»* 

guenle,  ed  ora  in  S.  AgoUino  dentro  San-  ne.  —  Fed.  la  Tavoletta  in  fì|ie  MVArt, 
Gimignano;  4.  S.  Michele  in  Ciifiiierie^        Dei  prfgj  material)  del  la  collegiala  di  San- 

5.  S.  Caterina  od  prefhUrp  della  Pirvfi  Gimignano  discorsero  pri^n^  d*ora  il  Coppi 

(dlslrutla);  6.  S.  Bartolommeo,  già  S.  Mar*  negli  Alenali  sipugiroìgnanesi,  il  Manni  ut  Ir 

tino  a  PifcilU  (idem);  7.  S.  plagio  a  Cif  rillustraaioiie  di  un  sigillo  del  capitolo  di 

iDJia(curBCiisteDte);  ft.S.  M»r»aa^<7/a-C<i:»  queìh  pieve,  ed  il  Pad.  Cbecc^cci  pelle  qo* 

tielli  (cufa  con  F  auuesio  se^^oente)  ;  9.  S.  tiaie  storiche  di  detta  TercH; 
Pietro  f  Mufichio  ;  19.  S.  Loren»>  9  FuU»        GniQde  è  il  tempio^  ricco  di  pittore  ed  4 

gnano  (cura  unita  all'altra  qu^  appresso)  9.  tre  Uf  vate,  cui  dà  focesso,  come  dissi,  un* 

S  Bfaria  di  CaMg/ia;  IO.  S«MiG|iele  a  i7e-  iktfff^  gradinata  davanti   U  facciala    nella 

mignoli  (eoo  1* annesso  seguente);   ^3.  $.  pi^OA  del  palazto  pubblico.  Nel  i356  Bnr- 

Lmao  a  S.  Lorenzo  ;  (esistente)  14.  Si  tolo  di  ipaestro  Predi  sanese  dipinse  a  fre- 

Bidgioa  Btniono  (idem);  tS.  S.  Maria  q  scp  nelle  p^nKi  a  cofnu  €ir^ffgtìii  la  s|orta 


44  SANG  SAMlG 

del  TesUmenlo  vecchio,  e  nella  ìiilvaU  di  debrando  ed  Ugo  nati  da  donaa 
mezzo  neir  allo  sopra  gli  archi  del  colon-  da*  —  Dopo  di  ciò  pretto  la  cb.  di  S.  Viu^ 
nato  dipinse  Taddeo  di  niacrtro  Bartolo  Fre-  re  fu  cotlruilo  un  Mon.  di  donne  della  din- 
di nel  1393  tre  grandi  afifretchi  rappreien-  gregatioiie  Vallombrotana  aiilialo  a  qodlo 
lauti  r Inferno,  il  Paradiso  ed  i  la  Apo-  di  Cu v rìglia ,  ftncbè  nel  secolo  XV  topprcf. 
steli.  Iitlomo  poi  alPanno  1370  e  succedivi  so  il  Mon.  di  GiTriglia,  fu  rtnnito  alPalifo 
il  Berna ,  pure  csto  pittore  senese ,  color)  a  di  San-Gimignano  col  doppio  menbolo  di 
buon  fresco  nella  navata  laterale  sulla  pa-  S.  Vittore  e  di  Catriglia.  «^  f^fd,  CATieaAa« 
rf  te  a  cotnu  epistoht  il  Tf^amenlo  nuo-  in  Gambasìi,  e  GàvuoLU  (  IbniAaraBO  u). 
vo,  il  quale  lavoro  rimasto  in  tronco  per  La  causa  della  tntlaiìoiie  del  Mod.  diS. 
morte  dell*  autore  (i38o)  venne  terminato  Vittore  dentro  la  Terra  fatta  a  spese  del  Go- 
da I  suo  scolare  Giovanni  di  Asciano.  mune  di  San^aimignano  fu   per  liberare 

Di  assai  maggior  pregio  per  altro  è  il  quelle  claustrali  dagli  efiEelti  delle  incvrsio* 

grande  affresco  che  cuopre  la  parete  frappo-  ni  e  ladroneggi  dopo  aver  edificato  loro  uà 

ita  alle  due  porle  delta  facciata,  opera  ese-  più  grandioso  danstro  con  cbien  iotto  it 

guita  nel  1 465  dar  celebre  BenozioGozzoli,  tiolo  che  tuttora  conserva  di  S.  Girolaiao. 
rappresentante  il  martirio  di  S.  Sebastiano       A  qactto  asoettrio  appelb  kft  le  allrs  «■ 

con  molte  figure  intorno.  legato  lascialo  nel  i344  da  donna  Bilb  fi. 

Ammirabili  poi  sano  gli  affreschi  neHa  glb  del  fu  Ciupo  di  Sinibaldo  degli  Scolari 
cappella  di  S.  Fina  del  pennello  di  Dome-  di  Mreme ,  restata  vedova  di  FnmoeMo  di 
iiico  Ghirlandalo  e  del  suo  scolaro  e  cogna-  Gualtiero  de*Salvooci  di  San -Gimigilaiio, 
to  Sebastiano  Main.irdi;  mentre  Tallarescol-  allorché  con  teslanento  del  3ò  «goito  di 
pilo  nel  secolo  XV  di  finissimi  marmi  ram-  detto  anno  lasciò  alle  monache  «K  S.  Vìtloiv 
menta  un*  opera  de*  migliori  Fiesolani.  No-  dell*  Ordine  di  S.  Benedetto  un  podore  osa 
Te  tavole  di  altri  insigni  pittori  trovansi  casa  colonica  e  capanna  compitio  nel  dì- 
oggi  raccolte  nel  coro,  tn  le  quali  una  del  stretto  di  San-Ginigoano*  previo  1*  obbligo 
Mainardi  in^eme  ad  altre  di  Benoxzo,  del  di  dare  ogn*anno  ai  frati  I>>roeinG8fti  deUa 
Pollaiolo,  del  Passigiiano,  del  Rosselli  ecc.  SS.  Annunziata,  e  a  quelli  di  S.  A^oitiao 
— •  Fra  i  quadri  di  antico  stile  è  ammirabile  di  delta  Terra  Un  moggio  di  grano  per  ca- 
un  trìttico  nella  sagrestia  dov*è  un  S.  Bar-  danno.  —  {Carte  éeiia  Com,  di  Smt'Gi' 
tolommeo  e  nelle  parti  laterali  4  storie  re-  mignano ,  he,  di.) 
lati  ve  alla  %  ita  di  quelPApostolo,  dipinte  nel  II  Bfon.  di  S.  Vittore  era  a  quel  tempo 
1 401  da  Lorenzo  di  Niccolao  da  Firetiae.  dentro  SanGimignano,  siooome  lo  diebim 

Il  busto  di  Onofrio  di  Pietro  Vanni  esi-  una  carta  di  procura  rogata  in  Fiesole  li  14 
stente  in  una  nìcchia  della  sagrestia  fu sooK  seti,  del  i345,  con  U  quale  donna  Ginevra 
pilo  nel  1490  da  Benedetto  di  Leonardo  da  figlia  del  (u  Bkgiolto  di  Bardo  de*  Bardi  di 
Majano  per  dieci  fiorini  d*oro  di  commis-  Firenie  e  di  Ermellina  di  ser  Francesco  di 
sione  della  Comunità  di  Sàn-Gimignano  in  Andrea  Salvucci  di  San-Gimignano,  spoasta 
attestato  di  gratitudine  verso  tal  benefiitto-  a  Sandro  di  Bindo  Allovili  di  Firense  do- 
re,  che  fu  operajo  della  chiesa  collegiata.  minò  sua  rappresentante  in  San-€Hmtgnano 
'  Monastero  di  S,  Fittore  in  5.  Giroia-  la  badessa  di  S.  Vittore.  <— (Asoa.  Dipl.  Fkmu 
^o.  —  Conto  per  pnmo  questo  monastero  Carte  dei  Mon.  di  5.  Giroiamo  predetto.) 
pei-ché  fondato  fino  dal  sec.  XI  nella  chiesa  Comunque  aiai  il  Mon.  di  S.  Vittore  in- 
ora tlislnitla  di  S.  Vittore  fuori  di  San-Gi-  tomo  a  quelk  età  prese  il  titolo  di  S.  Gi- 
fnignano,  la  cui  più  antica  memorìa  rìsale  rolamo,  di  che  fii  fede  fra  le  altre  una  peti- 
ai  1  ottobre  dell'anno  107S.  Avvegnaché  zìone  con  la  data  di  Firenze  del  ao  aprile 
in  quel  giorno  il  C.  Uguccione  di  Guglielmo  1 370  fatta  dai  Vallombrosani  alte  monache 
Bulgaro  de*  conti  Cadolingt  di  Settimo  e  di  S.  Girolamo  in  San-Gimignano,  affinchè 
Fucecchio,  stando  nel  suo  Cast.  diCatigna*  conoedeisero  fiMoUà  di  fare  un  orto  in  della 
no  fra  1*  Elsa  e  Gambassi ,  assistè  alla  dona-  Terra  nelk  contrada  di  S.  Matteo,  io  luogo 
zione  del  giuspadronato  delbi  chiesa  predetta  detto  M(Hmo,  —  (toc.  eit.) 
di  S.  Vittore  fatta  alla  di  lui  nipote  donna  II  cavalcavia  che  dal  convento  di  S.  Gi- 
Berta  badessa  del  Mon .  di  S.  Marìa  a  Ci-  rolaroo  passa  alla  chiem  di  S.  Giacomo,  delta 
vriglia  e  figlia  del  fu  conte  Lotario  giunioie  tuttora  del  Tempio,  fu  eseguito  ad  istanza 
'da  tre  fratelli  ivi  presenti ,  cioè ,  Neri ,  II-  delle  monache  stesse  neiranoo  1657. 


SAN6  SANG               45 

Cbc  sebbene  cottilo  nionaslero  nel  1809  venie,  iu  cambio  del  qiiHlc  \enne  sittf|rnato 

veaisae  topprr«o,  seguitando  degli  altri  una  a  c|uei  religiosi  la  chiesa  di  S.  Giotanni,  giìi 

HcsK  torley  rìtoniato  Ferdinando  IU  sul  cooimenda  de*  cavalieri  di  Malta,  dove  quc-i 

Irooo  avilo  »  alle  preci  dei  Siinginìignanesi  frati  Minori  dof»  la  metà  del  secolo  XVI  si 

venne  ripristinato  (i  mano  1816).  recarono,  e  dove  continuarono  ad  abiliire 

Nella  cbiesn  di  S.  Girolamo  annessa  al  fino  h Ila  loro  soppressione  accaduta  nel  1783, 

■anasten»  é  da  vedersi  un  quadro  dipinto  quando  gli  efielti  del  convento  mtdesimo 

■ri  tSas  dal  Tamagni ,  conosciuto  sotto  il  furono  dati  ai  Padri  Comenluali  di  Colle 

soflM  di  Vincetiio  da  San-Gimignano ,  per  allo. 

arre  sialo  uno  degli  soobri  di  Raflaello  da  Cornante  degli  agostiniani.  ^^AWJrt. 
Crbiiio.   Im  qual  pittura  ha  molla   somi-  Rioctaho  ditti»  che  in  colesla  villa  del  di- 
fKama  con  altra  tavola  dello  stesso  autore  stretto  Sangimignanese  ali*  anno  1979  fu 
bili  nel   i5a5  per  la  chiesa   parrocchiale  fondato  il  primo  convento  di  Agostiniani 
Mie  Poma  ranoe  e  illusi  rata  da  quelParci-  dell*  Ordine  eremitano  che  1*  abitarono  fino 
pfMe  canooico  Antonniccola  TaÙarnni.  Il  al  1 38o,  epoca  in  cui  quei  claustrali  ven- 
lDo.di  S.  Girolamo  esiste  tuttora  con  circa  nero  dentro  la  Terra  di  San-Gimignano. 
M  dansiralì  sotto  la  regola  della  Congrega-  Coii^sto  convento  però  era  affiliato  a  quel* 
Mie  Vallombrosana.  lo  di  S.  Agostino  di  Siena  siccome  lo  dimo- 
Eispcllo  alla  vicina  chiesa  di  S.  Giacomo,  sin  Patto  di  possesso  preso  nel  1 5  giugno 
èUs  dei  Tempio  gioverii  rammenlai-e  che,  del  1275  da  fra  Michele  da  Provenzano  sin- 
àpD  rabolixione  dell'Ordine  cavalleresco  daco  degli  Eremitani  di  S.  Agostino  di Sie- 
IrTnnpLiri,  molti  de*  loro  beni  furono  do-  na,  come  eredi  di  Biagio,  o  Brogino  del  fu 
arti  ai  cavalieri  Ospilalieri  di  Hodi,  ossia  di  Michele  da  San-Gimignano,  di  un  palazm 
Uà,  siceome  sembra  accadesse  anche  costà  con  podere,  case  ed  altri  beni  posti  nella 
is  San-Gimignano ,  cui  apparteneva  non  ▼iHa  di  Racciano.  Al  qual  atto  dieci  giorni 
tria  b  chiesa  di  S.  Giacomo  dei  Tempio  ^  dopo  succede  una  protesta  del  sindaco  degli 
■Banconi  Torlo  contiguo  posseduto  attuai-  Eremitani  di  S.  Agostino  di  Siena  presen- 
■me  dalle  monache  di  S.  Girolamo,  oltre  tata  al  vicario  in  Toscana  del  re  di  Sicilia 
uu  chiesa  di  S.Giovanni  presso  la  porta  di  don  Jacopo  di  Bonsona  ad  oggetto  che  il 
^anto  nome,  che  fu  data  ai  Frati  Minori  suo  convento  non  |)erd(')^*  i  diritti  sui  l>eni 
GooTentuaii ,  come  sì  dirà  qui  appresso  :  del  fu  Brogino  da  San-Gimignano.  ^-  (Aacn. 
Concento  di  S.  Franceico  de*  Minori  Dn»L.  Fioi.  Carte  di  5.  agostino  di  Siena.) 
Cameeniuaìi.  -^  È  fuma  che  1*  origine  di  ^'on  era  ancora  spirato  il  secolo Xlll  che 
fac^o  convento  possa  risalire  al  1410,  cioè  i  fi'ati  Agostiniani  avevano  già  edificata  la 
Bcatre  viveva  il  beato  Serafico  d*  Assisi,  e  chiesa  di  S.  Agostino  dentro  la  Terra   di 
^kmì  lo  darebbe  a  credere  lo  stile  architetto-  San-Gimignano,  la  qual  chiesa  fu  aperta  mi 
iico  della  (acciaia,  sebbi-ne  ora  mozza,  della  3i    marzo   1998,   hcnclir  assai    più    tardi 
Su  ^kniica  chiesa  fiosta  in  via  S  Gio\aiUii  e  (1389)  rimanfsse  compilo  tutto  il  clniistro 
dte  fìi  den*eroplarì  poi  de*Cavalierì  di  Mal-  annesso;  ed  allora  gli  Agostiniani  di  Uaccia- 
^  —  Ma  il  tatto  è  che  il  primo  convento  di  no  lasciarono  Tantica  |>or  la  nuova  e  più  co- 
fan  frati  esisteva  fuori  di  San-Gimignano ,  moda  abitazione.  Frallauto  quegli  Frcroilani 
(che  alla  prima  fabbrica  appella  una  bolla  ebbero  n  sostenere  una  lite  per  motivo  di  un 
U  PonL  Innooenio  IV  del  97  lugl.  1347*  appezzamento  di  terra   preteso  dal   rettore 
Boa  b  quale  concedeva  40  giorni  d*indul-  della  vicina  chiesa  di  S.  Pietro  e  da  donna 
^an  a  chi  con  elemosine  soccorreva   per  Cara  vedova  di  Muzio  da  San-Gimignano , 
knainarr  la  costruzione  del  convento  «le*  come  può  vedersi  da  un  mandato  di  [trocnra 
te  Minori  dì  S.  Francesco  posto  in  San»  del  i3  febb.  1329  fatto  da  fra  Barto'ommco 
Gisignano,  diocesi  di  Volterra.  —  (Aacn.  da  Monltpulciano,  priore  di  quel  convento 
Aki?.  Bff  PiAA,  Carte  di  Snn-Gimignano.)  e  da  fra  Recupero  lettore  a  nome  di  tulli 
Colesla  bolla  perciò  ap| «fi la  al  primo  clan-  gli  a'tri  fr.itì  di  rjuella  famiglia  nella  sagre- 
Mndei  Frati  Franrescaui  di  San-Gimigna-  stia  del.'a  loro  chiesa.-^  (Arcb.  Dipl.  Fioa. 
^il  quale  fu,  come  dissi,  fuori  della  |)orta  Carte  dé*D(menic.  di  San-Gimign.) 
B.  Gir«f  anni  nel  luogo  dove  Cosimo  I  ali*  Quasi  un  secolo  dopo  un  dotto  eremitano 
*BCHir»iie  drllj  guerra  di  Sima  fi>ce  inual-  Sangimignanrse ,    fra  Domenico   Strambi, 
i^uo  bastione  sulle  rovine  di  detto  con*  aumentò  di  un  ebioslro  la  nuova  clausura, 


49                SANO  SAN6 

f^lfalò  la  chcM  di  vmtj  Ofcgclli  sacri  e  pre-  Ciò  rileTni»»  <la  una  bollii  ilei  i»ftbb.  i  Ii0 

|kMÌ,  ed  ebbe  il  buon  gusto  di  cbÀanpre  da  del  Foqt.  Giovanni  HJ^ll  data  in  Avif^iiiinc, 

Ftrtuze  U  cfirìife  pit^pre  Benofpo  GimeioIi  a  con  la  quale  Cu  concessa  bpollk  at  l'nili  Prct 

dipifif^re  nfl  coro  dellii  isedeJna  (anno  dicalqri  di  San-Cirimìf^nano  di  poter  acqui- 

1465  e  66)  i  fatlì  principali  relativi  alla  slare  case  per  ricevere  \  religiosi  del  loro 

>ìta  di  S.  Agostino,  incominciandp  dalla  Ordine,  pbe  fufpno  obbligali  a  pfirlire  d4 

sua  nascita {^td,  avaati.)  Pisa,  Arezzo,  Lucca,  Castel PUbc nini  epe., 

Gli  Agpsliuiani  Romitani  di  ^ieiui  leu-  stante  Tessere  quq  paesi  sottoposti  alla  s«o- 

fiero  questo  coiivinto  fino  al  deplinpre  del  if^unica  cqme  ribelli  della  pbiesa  romana  e 

ffoolo  XV,  nel  qual  tempo  furono  costretti  ^ren(i  di  Lodqvico  il  Bavaro  già  «(ajsanta 

fi  cederlo  agli  Ago^iniani  della  Congrega"*  pbìesa  dichiarato  eretìoo.  In  vista  diciòGìo> 

^one  Leccet;iua  che  lo  abitarono  fino  alla  vanni  XXU  volle  derogare  alla  1k>1U  del 

l<m>  soppressione  accaduta  pel  1809.  sno  antecessore  BoK|ifa|fio  Vili  cfy:  proibrva 

A  ciò  ne  rìc)iiania  una  bolla  d«|I  Popt.  gli  apquisti  ai  Frati  mendicanti.  —  (  Ammi. 

Sisto  IV  scritta  in  Roma  li  ao  mano  del  Oipl.  Fioa.  Car/f  de^ Domenicaai  di  Saif- 

1483  e  diretta  al  priore  generale  rd  si  ffati  Gim*gnan9*) 

del  poDTento  di  S.  Agostino  in  SapGimir  Che  pepali  oonyentq  di  ifoii/ei/<f^o/t  nel 

gnanOf  colla  quale  ooiifemiava  la  riforma  i33a  fosse  terminato,  ce  lo  fa  conoscere  un 

siala  fiitta  dalcapi^olo generale  di  qoeirOr*  iiirumpnto  rogato  in  San-Gifnjgnano  li  ^8 

dine  rispetto  ad  una  più  resolase  osservanza  aprile  di  detto  anno,  ^\  qualp  si  rileva  che 

flelLi  G>i|gregazione  Leocetana.  — -  (  Cnrt^  Andrea  del  hi  Pegna  da  Larniaao  e  Merr 

del  Cof99.  di  S,jigqjfiino  in  Sondimi gih$»  linda  suafnoglie,  ave%a  doimto  al  n|Ana« 

no ,  ioc.  cii.  )  Itero  di  S.  Caterina  deir-Ordipe  de^  Pmlìca- 

NelU  chiesa  di  S.  Agosllno  eh*  è  ad  una  tori  posto  prefsp  la  porla  Lalcrina  in  Siena, 

pavata  vasta  e  sfogata  assai  ammirandi,  oltre  una  casa  con  terra,  vigna,  capappa  e  fnma. 

1^  squisite  pittore  del  Benoxzo^  varie  tavole  ce  situata  nella  villa  di  Uimiai|0,  Gooni* 

pregevoli  agli  altari,  alcune  delle  quali  fu*  nilj^  di  San-Gimignaoo,  a  condìnooe  pere 

Tono  traspoi'taie  ni»l  coro  della  collegiata,  die  ottenendo  i  Frali  Predicatori  un  eon^ 

Meritano  pure  di  esser  visti  in  an  altare  iq  ^rèio  Sn  San-OimignanQ ,  ^oie^no  fuei 

Ibndo  alla  chiesa  alcuni  basso-rilievi  di  mary  coniugi  farsi  loro  oblati^  per  cui  i  siHldettt 

ino  bianco  di  Carrara  eseguiti  in  modo  che  b^ni  dall^  nionacbe  di  Siena  dovevano  pes- 

rammrntano  la  maniera  di  Benedetto  da  fare  a  quei  religiosi  «dai  quali  i  coniugi  pre- 

Hovexzano.  Nel  1 8a3  pelk  chiesa  di  S«  Ago-  pqminati  avrebbero  ricevuta  il  lofo  mante* 

f*ioo  è  stata  traslocala  la  cura  della  chiesa  niinento.Cbe  però  od  giorno  a8  aprile  del 

«oppressa  di  S.  Michele  a  Casale  insiei^e  i$3a  fq  eseguilo  Tatto  di  traflaiiooe  de' 

jNl  una  tavola  stata  colorita  nel  siecolo  XV  beni  suddetti  dalle  monache  di  S.  Gilmoa 

da  mano  maestra ,  sebbene  ignota.  di  Siena  nei  Frati  Fredi(f;atori  di  MonUj 

Convento  de^  Domenicani^  attualmente  staffoH.  r—  (Aaca.  Dipl.  Fioa  Ioc.  cit.)     ■ 

ridotto  ad  Ergastolo  per  le  donne.  -—Il  Ma  il  luogo  di  Montestaffoli  nel   i353 

Simo  ospizio  de*  frati  Predicatori  in  San-  essiendo  stato  designato  dsl  Connine  di  Fi- 

imignano  deYCsi  alla  pijstli  di  un  canonico  renze  per  erigervi  una  fortezza,  il  nuigistntp 

^qgimigi^nese,  Jacopo  del  fo  maestro  Ac-  civico  di  Sau^Gimignano  fu  obbligato  dì 

COffo,  il  quale,  mediante  istrumenlo  rogato  assegnare  a  quei  religiosi  altre  case  e  orti 

in  Sieof  il  I  giugno  del  i3i8,donò  ai  fraM  per  rifabbricarlo  piti  grandioso  presto  le 

di  S.  Dofjsenico  di  Siena  ed  al  loroconven-  mura  settentrionali ,  donde  si  doniiHi  gni| 

U>  una  casa  post*  in  San-Gimignano  per  spr-  parte  della  Val-d*Elsa^ 

yir  loro  di  ospizio  a  condizione  di  non  pò-  Nel  fabbricare  il  nuovo  oooveiitooon  cbie- 

lerìa  essi  alienare  ;  quindi  pel  6  sett.  del  sa  annessa  sotto  il  titolo  della  ^.  Anpiin* 

|Sa5  il  predetto  Jacopo  insieme  con  Conte  ziata  furono  disotterrate  molte  nrac  sepol* 

di  lui  fratello  venderoQo  per  fior.  80  d'oro  cnli  e  firammenti  d^idoli,  lo  che  fervir  può 

^  sindaco  de' frati  Predicatori  un'  ««lira  casa  d'indizio  sufficiente  a  &r  erederecbe  cotesto 

i!on  chiostro  e  due  orti  annessi ,  posto  il  luogo  fosse  abitato  fino  dai  tempi  romani' 

^utto  nel  poggio  di  Montestaffoli  HìSmnXìì-.  La  fua  chiesa  contenevs  pregevoli  pìttu- 

^igoai»,  dove  poscia  fu  eretto  un  convento  re  di  Alberto  Duro,  del  Frate,  di  Giorgio 

m^lH  U  flOippra  di  altre  abitazioni  privai .  Vasari,  ed  in  essa  avevano  sepoltora  gentili* 


tu  moltf  CuDÌgUe  illotlrì  del  pàeM,  ff)^  le  SUttlc  Ìk><ip|HfHÌoaef«iU  miraimoi^Bè 
quali  gli  (3seppi,  i  Gorlesi,  i  Frahzcsi,  ecc.    di  Mit  altro  moiiaftero  9ò\  titolo  «Iella  Vvri 

Quel  ?«sto  locale  dopo  soppressi!  U  delta  gine  Sdada  tot  lo  U  re^lM  di  S.  Betitodeltf»» 
£iniiflia  rfligiota  (1809)  fu  coiiverlilo  in  U  cUi  fòtidaiiooe  risaliva  ali*  Aimo  iSaSi 
ia«  di  tfebdicilà, quindi  nel  i833  in  Erga*  quelle  reclute  furono  riunite  atU  Momìi% 
itolo,  cui  fu  agfiuttt»  dopo  la  casa  di  Gor-  di  S.  Catarina  ^  dòndfe  poi  quHt*nl4inid 
itiione  per  le  i^noe.  —  Ael  lo  slesso  stabili  clAuslro  si  appellò  della  Ver^giita  Mati*  é 
lucalo,  Punico  cbe  di  tal  falla  esista  per  le  delle  Romite  di  S.  Caterina; 
feo»iDÌae  delitluofte  in  T ost'ana^  dalP  attuale  Anche  queste  nÉonacbe  nel  1 809  aoggtao» 
suo  diiriloiv  potesti  Brunori  sono  sititi  in*  quero  al  Cito  della  soppreasiorte ,  ed  il  loro 
(rosoni  holàbili  miglioramenti,  i  qua'!  non  locale  disfatto  fu  ridotto  iit  parte  ad  uso  di 
lobaicnte  oontribuiìcodo  alla  salubrità  ed    abitazione  privata. 

«lU  oH testa  delle  recluse,  ma  giovano  ad  lUàtiastetót  era  Cóàrerv^torio  di  ^, 
•tficunre  Posservania  di  una  rigorosa  di-  Chi  •tré.  —  Fu  eretto  per  le  Claris  nella 
ki^ina,  -r  I^*  islruiiqne  industriale,  reli-  prima  metà  del  secolo  XV  fuori  delle  rouvA 
fiou  e  morale  che  regolarmente  lóro  si  àp-  fra  la  porta  di  ^lu'^ttùhiù  e  quella  di  S. 
jMYSta  teude  allo  scopo  di  riforoAare  i  coaiu-  Giovanni ,  nel  luoco  appellalo  tuttora  S» 
mi  delle  condannate,  okifle  piiocumre  di  re-  Chiara ,  e  ne  fu  afindata  la  prima  direzione 
slituirle  migliòri  di  qudlo  che  liiròno  alla  dal  Potit.  Eugenio  IV  ài  Mitiori  GonveH* 
civile  società.  luali  del  vicino  coti  vento  di  S.  t^ranceioo. 

Con  i  lavori  phe  allu-ilu)ente  li  esegui»  6nchè  nel  149^  quelle  monache  vennero 
icoDo  costà  dovè  si  va  ad  attivare  il  sisùmM  trasferite  a  spese  del  Comune  dentro  ìaT^ei^* 
òii^ isolanÈtntò  medio  per  le  fifmmine  cor^  ra.  Finalmente  il  Gràtiducà  Leoboìdo  I  nel 
rivende  t  distinte  per  età  e  per  abitudini.     1786  avendo  filtto  ampliare  e  tidorrea  mi-  , 

Le  Suore  di  Carila  destinale  ad  assistervi  glior  forkna  quel  locale^  lo  ridusse  à  con* 
e  r attitudine  le  Io  zelo  del  direttore  di  que>  servatorio  per  Tistmliotoe  non  sólo  dtllO 
Ha  oisÉ  peiMtenziaria  faranno  si  che  l*Ei|^a*  Cinciulle  del  paese  che  bramano,  frequenta- 
Mulo  di  Sali ^imigOano  diverrà  a  piano  ic^  quelle  acuoie,  ma  ancosà  pìer,  1* educazione 
inferiore  Ijn  quaiftti,  altri  siano  stati  aperti  dfl le  alunne  che  vi  .ai  tengono  a  oonvitfct» 
ioiimil  genere  Oeiri]aHa.  tanto  le  oontemune,  come  quelle  ài  altri 

MonasUro  di  S.  Baria^  detto  ìe  hom  paesi.  La  sua  chiesa,  ài  cui  aitar  maggiore  e^ 
mìi€  ii  S,  Caterina,  -^  Fu  fondalo  nel  siate  un  quadro  del  Rosselli,  fu  ridotta  in  mi* 
1 364  ad  islanta  di  ilonua  Margherita  del  gliore  stato  e  consacrata  li  lAtAielt.  del  1800. 
Uà  Guido  de*  Bardi  Sotto  la  regola  di  S.  Be-  Momàs^ró  di  5.  Maria  Màddat$aa  drt* 
Bfdftto  assoggettando  quelle  suore  al  capi*  le  Jgostiniane  Bomiie,  '^ta  sua.  fondai 
lolo  diS.  Pietro  di  EoMa,  disposizione  stata  zione,  che  è  ^ell*  anno  1 3^4,  deveai  a  don- 
ippiOrata  dal  toni.  Innocenzo  (V  mediante  na  Monna ,  o  Simona  di  muzio  de^  nobili 
bolb  diretU  ai  canonici  dì  S.  t*ietrO.  Neil*  da  P^trofo  ;  la  quale  ttel  so  febb.  di  detto 
aithitnve  di  una  porta  esterna  del  monaste-  anno  ottenne  licenza  dal  Card.  Giovanni  del 
ro  h  scolpi^  bi  sc€Uf7ite  memoria.  Jana  titolo  di  S.  feodoro  Legato  della  $.  Sede 
ÈCCCCÌP"  a  di  tX  ÓHobre.  ^  tempo  di  iO  lulia»  di  edificare  presso  le  mura  di  San. 
Mtsttr  Pietro  Bolgtier ini  Cn9tiier 9  eAel'  Oinìignano  nn  monastero  sotto  la  regola  di 
fof€  dello  Spedale  di  Siena,  S^  Agostino^  la  cui  chiesa  venne  dedicata  a 

Fra  le  carte  di  questo  clauatro ,  ora  nel-  S.  ìudria  Maddalena  ;  nel  qual  claustro  do* 
YJrckjitpl.  Fior,  esiste  la  copia  di  una  m-  vevaOo  abitare  x  a  monache  con  una  bades* 
brìci  degli  statuti  del  Com.  di  San-Gimigna-  sa  dipendenti  totalmente  dall^  ordinario.  Il 
DO  del  la  genn.  i353  (Stile  fior.)  riguaiw  moni^leró  fu  eretto  nella  casa  stessa  «li4oil^ 
dante  la  fììcóltà  concessa  dai  deputali  della  na  Monna  ih  via  5*  Giovanni. 
Rcp.  Fior.,  the  presedevano  nella  riforma  Quindi  la  stessa  fon^trice  e  ammìnislr** 
^gli  Statuii,  alle  monache  de7/e  Èomite  di  trlce  del  nuovo  aacelerio ,  con  istrumento 
S.  Caterina  a  SanoGimignano  di  poter  del  la  agosto  i334  concedè  a  donna  Àgoon 
veodere ,  donare  ecc.  beni  immobili  per  là  la  di  maestro  Arrigo,  restata  vedova  di  Gom 
somma  di  5oo  Borini  d*  oro ,  esentandole  fa  di  Eanieri,!*  usufrutto  di  un  orto  situato 
dalla  spcai  della  gabella  de*  contralti  e  da  presso  la  porta  delld  Fonte  th*e8ia  av«¥à 
^*  altra  iin{ioiizione»  già  assegnalo  alle  sue  Eooitc 


46                84N6  8AN6 

Fìnalniente  nel  7  dicembre  1)04  ngn\  bmiie  <1!  qiicst*  ulliino  monastero  ìittì  mn 
in  San-Gimìgnano  fi  contralto  della  obbli-  petizione  del  19  ottobre  1459  fiitta  dalla 
gazione  delle  monache  di  S.  Maria  Madda-  badessa  e  monache  di  S.  Girolamo  ai  depa- 
lena  di  star  soggette  al  vescovo  Rannocio  tali  dello  spedale  di  S;in-Gimignano  per  po- 
di Volterra,  nel  tempo  stesso  che  fu  eletta  tere  appoggiare  un  muro  dell* angolo  ddla 
la  prima  badessa.— (ìbob.Dipl.  Pioa.  Cor-  loro  chiesa  all'orto  del  vicino  spedale.  — 
le  di  S.  Maria  Uadd,  di  San-Gimignano,  (AaCn.  Difl.  Pioa. ,  Carte  e'taie,  ) 

Anche  questo  asoeterio  fa  soppresso  nel  Ricco  e  comodo  è  questo  stabilimento , 
1786,  ritornando  il  suo  (abbricalo  come  lo  corredato  di  spezieria,  di  mi  quartiere  per 
fu  in  orìgine  ad  abiluzione  privata,  dove  in  Io  studio  delle  tavole  anatomiche  del  Ma- 
nna di  quelle  stanze ,  servita  ad  uso  di  re*  scigni  ivi  esistenti,  di  un  orto  e  di  circa  40 
ièttorio  delle  monache,  si  conserva  un  af-  letti  tenuti  con  molta  proprietii. 
fresco  creduto  di  Vincenzo  T,imagni  n  pie  del  La  Comunìtk  di  Si«n-Gimignano  mantie- 
qiinlesi  legge:  Jano  Djtnini  KDXXlll  ne  per  i  maschi  tre  scuole  pubbliche,  una 
Mente  Maii,  elementare,  Taltra  di  grammatica  e  la  teru 

Monastero  degli  Oiipetani.  —  Agginn-  di  rettorica. 
g^rei  qui  la  memoria  di  un  altro  monastero  Inoltre  si  conferiscono  due  posti  per  TUni- 
fontLilo  neIi34o,  mezzo  migl.a  lev.  di  San-  Tersità  di  Pisa  a  due  giovani  Sangimigna- 
Cfimignano ,  per  cura  di  mess.  Giovanni  di  nesi,  e  due  per  lo  studio  delle  belle  arti  a 
Gualtiero  Salvucci  e  della  sua  donna  Marghe-  Pirenze  o  a  Roma,  in  oonsegiiensa  di  nn 
tifa  di  Guido  de'Bardi  di  Pirenre,  e  donalo  legalo  lascialo  nel  1649  dal  sangimignanese 
«gli  Olivetani  di  Volterra  ;  ma  di  questo  ne  Domenico  Mainardi  giuniore,  che  per  mot- 
feci  parola  alPi^^f.  Baaburo  di  S.  Goaioiui-  ti  atti  di  beneficenza  giovò  quanto  mai  alla 
Ko,  cui  gioverà  aggiungere  qualmente  nell*  sua  p;itria,  dopo  avere  aperto  nelb  oisa  pro- 
aitar maggiore  di  questa  chiesa ,  ora  con-  pria  una  specie  di  collegio  con  cattedre  di 
grua  del  preposto  della  collegiata,  esiste  una  teologia ,  filosofia  ,  e  legge. 
gran  tavola  dipinta  dal  Pinturicchio ,  che  La  Com.  ha  eretto  pure  un  Moate  pio. 
rappresenta  la  B.  Vergine  in  mezzo  ad  una  II  patnzio  dei  Comune  ^jpoì  residenza  del 
gloria  di  Cherubini  con  sotto  due  santi  in  potestà  con  la  grandiosa  torre  oontlgiiar ,  è 
ginocchio,  un  vescovo  a  tfhistra  ed  un  mo-  una  delle  fabbriche  meritevoli  di  esser  vi- 
naoo  bianco  a  destra,  descritta  ilal  Gaye  nel  sitate  dal  forestiere,  che  vi  trovei^  una  sala 
Voi.  II  del  soo  Carteggio  incflito  di  Artisti,  dipinta  sino  dal  secolo  XIV,  nella  quale  si 

CofK^nCo  ^*  Ca/i/»aeciii. -^  Pu  fondato  adunavano  i  Dodici  difensori  ed  i  consì* 
nel  1587  a  spese  del  Comune  nel  colle  che  glieri  componenti  quella  civica  magistralu- 
è  mezzo  migl.  a  Kb.  della  Terra,  dirimpetto  ra,  le  cui  pareti  ti  dicono  restaurale  dà 
alla  eh.  parr.  di  S.  Bfichele  a  Strada,  e  do-  Benozzo  Gozzoli,  che  nel  1465  e  66  lavorò, 
Te  é  da  vedeni  una  tavola  rappresentante  la  nella  chiesa  di  S.  Agostino,  mentre  an  se- 
deposizione  di  G. C.  dalla  Cioce,  dipinta  da  colo  e  mezzo  prinu  (anno  1 3i 7)  fu  dipinta 
Lodovico  Cigoli.  la  parete  dirimpetto  alle  finestre  di  piazza 

Stabiiimenti  puibiicl  principali.  ^^So"  da  Lippo  di  Memmo  senese  per  ordine  di 

pn  tutti  merita  distinta  commemorazione  Nello  di  Mino  dei  Tolomei  da  Siena  podestà 

il  ffrandìoso  spedale  di  San-Gimignano,  già  e  capitano;  il  qual  messere  vedesi  ivi  in  abito 

a6Sliato  a  quello  della  Scala  di  Siena  e  la  di  costume  genuflesso  davanti  al  trono  della 

di  cui  più  vetusta  fondazione  risale  verso  il  S.  Vergine  posta  in  mezzo  da  a8  santi  tatti 

ia58,  epoca  della  morte  di  S.  Pina  in  ono-  in  piedi ,  che  otto  tengono  Paste  del  gran 

re  della  quale  fu  istituito. '—Quello poi  dei  baldacchino,  nelle  cui  balze  sono  colorile 

gettatelli,  ossia  degl*  innocenti,  attualmente  le  armi  del  podestà  Tolomei ,  del  Goronne 

riunito  al  precedente, fu  eretto  nel  i3i5,  da  di  San-Gimignano  e  della  casa  de*  reali  di 

primo fnori  della  porta  S.Giovanni,  quindi  Napoli  d*Angi6.  Questa  pittura  ha    molla 

in  diverse  epoche  arricchito  dalla  pietà  di  analogia  con  quella  della  sala  del  Consi|rlio 

molti  Sangimignanesi  che  lasciarono  a  he-  nel  palazzo  pubblico  di  Siena  ,  sebbene  1* 

nefizio  del  medesimo  le  loro  fortune.  ultima  possa  dirsi  di  merito  superiore. 

Il  locale  «lei  due  spedali  riuniti  trovasi  L*  iscrizione  che  vi  si  legge  in  lettere  an- 

contiguo  al  Mon.  di  S.  Girolamo  fino  dal  tiehe  fu  riportata  dalTargioni  nel  Voi.  Vili 

sec  XV,  se  non  prima ,  poiché  fra  le  mem-  pag.  194  e  195  de*faoi  Viaggi  insieme  ad 


SAN6  SANG  49 

•kn  S  cpocB  più  moderna.  L*«ntica  cliee:  pottìarle,  cioè;  a  oftro  la  porta  S.  Gio^an- 

Ài  tempo  di  ttmsttr  Nello  di  Bless,  Xino  ni^  che  è  b  principale,  e  dalla  quale  esce  la 

drt  Tbiomei  di  Siena  oaorwolr  podestà  e  strada  rolabile  di  Colle,  donde  poi  si  stnrca 

eepitanodel  Comune  e  Popolo  diSan-Gi-  sotto  il  poggio  di  Pietrafìtta  T  altra  via  co- 

migmmno.  XCCCXFìI.  —  NelP  altra  in  munitatiTa  rotabile  di  Poggibonsì;  a  lev.  la 

ciratleve  anai  aamlemo  alla  sua  destra  si  porticciola  detta  della  Fonte;  a  sett.  maeslr. 

kgge:  Bavoanu  FLOaBaronra  Pidor  Restau-  la  porta  S,  Mauro  che  guida  ai  Cappuccini 

rofiix  Anno  Domini  UCCCCLXVU,  per  la  strada  che  presso  la  pieve  dì  Celloìi 

die  oolnlo  Nello  de* Tolomei  fosse  raor-  diramasi  in  due  tronchi,  uno  a  pon.  per 

la  nel  1 345  lo  dichiari  una  sua  figlia,  don-  Camporbiano  e  Gambassi,  e  l*  altro  a  mae- 

ss  Rabola  del  fu  Nello  de'Tolomei  da  Sie-  str.-selt.  per  Gertaldo.  La  quarta  postierla 

sa,  moglie  di  Lippo  Scolarì  dì  Firenae,  la  di  ^iiereeceAio, detta  volgarmente  del  Cer- 

quale  nel  9  sett.  del  i3i5  diede  a  mutuo  ehio^  è  voltata  a  pon.  sboccando  nella  stra- 

per  un  anno  al  Comune  di  San-Gimignano  da  rotabile  fra  la  porta  di  S,  Matteo  e  quet- 

1576  fiorini  d^oro.  -«  {flarte  delia  Cornila  la  di  5.  Giovanni, 

ùtà  di  San^imignano^  loe.  eit.)  Alcuni  archi  a  guim  di  porte  esistenti  tut- 

£d  è  quelto  stesso  Nello  de*To1omei  che  torà  nel  giro  più  intemo  della  Terra,  come 

•mio  1*  ufliiio  di  podestà  in  Sanminiato  quelli  del  Colei  ^  della  Cancelleria  ed  il 

ieli8i4.—(Gio.I^uii, /diario  ^atfitima/.)  portone  di  Goro^  diedero  motivo  di  conget- 

Esisloao  tuttora  in  ootesla  sala  i  setlili  turare  che  anticamente  il  paese  di  Saii-Gi- 

idla  Signoria  di  San-Gimignano  con  la  tri-  mignano  avesse  un  cerchio  più  ristretto,  seb- 

hma  dove  i  componenti  quel  magistrato  a-  bene  di  ciò  non  si  trovi  fatta  menzione  al- 

MVMMi  diritto  di  arringare,  e  intorno  alla  cuna  nella  storia,  o  nelle  carte  del  medio 

^le  Icggoosi  intarsiate  le  seguenti  parole:  evo ,  e  né  tampoco  si  sappia  a  quale  epoca 

^  .  ^^  -  ^  »    i.._  precisa  rimonti  il  recinto  attuale  delle  sue 

Animms  m  consulendo  lioer.  *' ^.»  n        n    .       i .  ■     • 

mura  castellane.  Restano  bensì  sopra  le  due 

Contigua  al  palazxo  fu  incominciala  a  e-  porte  principali  di  ^.  Giovanni  e  di  S. 

4ifieini  nel  1*90  queir  altissima  torre  del-  Matteo  due  iscrizioni  del   i  a6a  ,  anno  in 

lipereiè  del  Cornane  sopra  un  arco,  che  cui  la  Toscan:i  era  retta  d»  un  vicario  glii- 

atalcauna  larga  via,  per  continuare  la  qua-  bellino  a  nome  del   re  Manfredi  di  Na|>oli. 

i  koffni  potestà  in  tem|)0  del  suo  regime  do-         Uomini  più  distinti  in  scienze  ed  inar- 

I  le^i  rilasciare  una  somma  con  privilegio  ti,  .—  Se  si  dovesse  fare  la  nota  dei  perso* 

;  4j  affiggervi  la  propria  arme.  naggi  più  scgualali  jier  santità,  per  nobiltà. 

Fra  le  molle  campane  che  trovansi  in  per  armi ,  |ier  eminenti  virtù  ecc. ,  la  lista 

Sin-Gimigitano  la  Torre  preiletta  ne  ha  una  de*Sangiiiiiguanesi  Siireblie  troppo  lunga.. 

chfpcsa  taooo  libbre,  fatta  nel  13^6  dai         Limiliuidomi  iiertanto^ii più  celebri  nelle 

fialrlli  Ricciardo  e  Francesco   fiorentini,  scienze  e  nelle  aili  rammenterò  un  Luca 

SMitre  la  seconda  appellata  del  S'ile  è  slata  d'Antonio  da  S.m-(Vimigu;ino  che  nel  1451 

faa  dallo  Stesso  campanaro  Francesco  nel-  fu  professore  nello  studio  fiorentino  ,  e  che 

ronfio  i34i;  e  della  ter&i  chiamala  del  {)er  ordine  di  Cosimo  padre  della  [wtria  fu 

Batieo,  che  porta  la  data  del  ia35,  fu  fon-  maestro  nelle  lettere  a  chi  era  più  marstm 

<litnne  maestro  l^Hcnzo  pur  esso  liorentino,  di  lui,  Marsilio  Ficino.  Nello  stesso  anjo 

L*altropalazio  del  pubblico,  che  appellasi    I45i    leggeva  nello  studio   fiorentino  un 

4eirOriolo  «love  è  un'altra  torre,  e  nel  quale  altro   prof.  s;ingimignaiicse,   Tommaso  di 

Iroiasi  attualmente  il  teatns  servi  di  resi-  Angelo  di  Ghese  ^  stato  ivi   laureato   nel 

Scusai  capitano  dei  popolo.  Ksso  è  nella    1448  da  S.  Antonino  arcivescovo  di  Firen- 

pìouraedesinuidìrimpettoalla  facciala  della  ze.  —  Rammenterò  i  due  Domenichi  Mai' 

(oilrgiata,  mentre  dirimpetto  al  palazzo  del  nardi  uno  più  dotto,  1* altro  più  benefico 

polciU  si  alzano  due  sottilissime  torri  di  mat-  e  fondatore  in  |)atria  del  collegio  Mainardi, 

^i che  furono  della  Simiglia  Ardinghclli,    e  di  alcune  doti  per  maritare  fanciulle.-— 

U  mura  castellane,  che  girano  circa  due    Rammenterò  Curzio  Pirltena  sommo  [ki- 

n<elia,  sono  in  disfacimento  al  [tari  dì  al-    litico, /'ao/o  Cor/eie  che,  quantunque  nato 

(•■w  («bbrlche  private,    piichissime  delle    in  Roma,  chlMS  in  San-Giinif!iiano  feudi,  |m- 

^uiii  sfietlano  al  secolo  |>ass.ilo.  Vi  si  con-    lazzo  e  fKissessioiiì,  |ier  cui  è  reso  celebre  il 

^Mttttora  quattro  [lorlc ,  cumprc^ie  due    Castel  Cortesia/io  lìt^l  Colle  di  Mi^nti^duve 

i.  V.  7 


50 


SàNG 


finii  i5o7eU  iSiooocupMoinameoiiludj 
egli  terminò  rullimo  UieDnio  di  tua  vita. 
Lo  Steno  Cortcf  i  fece  onorevole  meoùonc 
di  un  altro  eruditissimo  sangimignanese  suo 
contemporaneo,  cioè,  CIteruhino  Guargua- 
gii ,  canonico  della  collegiata  di  San-Gimi- 
gnano  ed  autore  di  un  poema  faceto,  amico 
di  Marsilio  Ficino ,  lodato  da  questi ,  dal 
Coppi  e  dal  Manni  nell*  illustratone  di  un 
di  lui  sigillo.  —  Rammenterò  un  Filippo 
Buonaceorsi  detto  il  Cailimaco ,  politico 
e  letteiato  insigne  del  secolo  W;  né  passerò 
•otto  silenzio  un  distinto  allievo  dell*  Urbi- 


SAN6 

naie,  il  pilloiv  Fiitumù  Tammgmi^  ap- 
pellato per  antonomasia  il  San^Gimùgim' 
no.  —  Rammenterò  finalmente  fra  gì* istori- 
ci il  pievano  JUaiiia  Lupi  maestro  di  scnola 
ed  autore  di  un  poema  eroico  inedito  ver- 
sanie  sulle  vicende  storiche  della  sua  patria, 
alla  quale  morendo  lasciò  la  sua  biblioteca, 
riunita  poi  da  Cosimo  I  alla  Lnorentiana 
di  Firente  dove  si  conserva  tuttora  il  oodice 
di  quel  poema ,  di  cui  si  giovò  un  più  mo- 
derno scrittore  per  gli  Annali  della  sua  pa- 
tria, voglio  dire  il  sangimignanese  Dùiceis- 
9Ìo  Coppi, 


MOriMBNTO  Mia  Popoloùofio  doUm  TkmJ  dì  SMh&tmiOMMO 

a  ^HoUro  epodko  dpforso^  dMisa  porfiuni^h. 


Ammo 


i55i 

1745 
i833 

1840 


ntpuasai 


mate. 


femin. 


184 
157 
176 


ADULTI 


maxe. 


Ito 
176 

174 


i54 
3^7 
3o7 


femm. 


3o3 
54S 
571 


OOWIUOITI 

dei 
due 


Saa 

83o 

838 


saooLAai 
a  aioouuu 


%^5 

74 
lai 


Numero 

dello 
fornirle 


M 


ioi 
170 
S»5 

597 


Tàtmle 

delim 

PopoUn. 


•007 
i3o8 
1109 
9187 


Comunità  di  SathGimigamno.  •—  Il  ter- 
ritorio di  questa  Comunità  abbracda  una 
superficie  di  40066  quadr.  del  quali  soli 
660  spettano  a  corsi  dT  acqua  ed  a  pubbli- 
che strade.  —  Nel  t833  tì  abitavano  fami- 
liarmente niuiero  6079  persone,  a  propor- 
tione  di  circa  194  individui  per  ogni  migl. 
quadr.  di  snolo  imponibile. 

Confina  con  sei  Comunità.— Dirimpetto 
a  greo.  ha  la  Com.  di  Gertaldo  mediante  la 
fiumana  dell*  Elsa ,  che  rimontano  insieme 
a  partire  dalb  oonfluema  del  torr.  Casciani 
rino  al  molino  di  S.  Galgano ,  dove  sotten- 
Ira  la  Com.  di  Baiberino  di  Val.d*£lsa,  con 
la  quale  la  nostra  oontinna  a  camminare 
contr^  acqua  nelf  alveo  dell'Elsa  finché  1*  ab- 
bandona a  seti,  davanti  allo  dbooco  del  botro 
del  Bochereto.  Costì  viene  a  confine  dirim- 
petto a  lev.  la  Com.  di  Poggibonsi,  oon  la 
quale  1*  altra  di  San-Gimignano  da  primo 
risale  il  corso  del  botro  predetto,  poscia  un 
altro  suo  influente,  mercé  cui  taglia  la  stra- 
da di  Monte-Falconi  davanti  a  Campo-Chia- 
renti ,  di  là  dal  quale  trota  il  lorr.  Fotei, 


con  cui  entrambe  attraversano  la  strada  ro- 
tabile che  da  Poggibonsi  guida  aSan-CiiaBÌ- 
gnano  per  arrivare  sulla  strada  provincia- 
le che  di  là  conduce  a  Colle.  —  Al  ponte 
del  Fosei  sotto  il  poggio  di  PielnifiUa  di- 
rimpetto a  lev.-scir.  cessa  k  Coro,  di  Pog- 
gibonsi e  sottentta  l'altra  di  Colle ,  eoo  la 
quale  la  nostra  sale  nnode*oontraflEbrti  sett. 
del  Comoochio  mediante  il  torr.  dei  Biguor» 
dif  che  oltrepassano  per  entrare  in  un  suo 
influente,  il  borro  di  PieirofHdle  e  Com- 
iestOt  lungo  il  quale  lasciano  a  pon.  il  castel- 
lare di  Picìiena  fino  a  che  arrivale  a  Castel- 
vecchio  di  San-Gimignano  trovano  k  ttnda 
provinciale  Volterrana  che  viene  da  Colle. 
Costassh  presso  il  varco  di  Monte-Hiodoli 
cessa  il  territorio  comunitatlvo  di  Colle ,  e 
viene  a  confine  dirimpetto  a  ostro  quello  della 
Com.  di  Volterra,  con  il  quale  l'altro  di  San- 
Gimlgnano  percorre  la  strada  provinciale  per 
quasi  un  miglio,  dopo  di  che  voltando  Iso* 
eia  da  scir.  a  lib.  gira  intorno  al  poggio  di 
Hontalto  sotto  il  Comocchio  dove  rasenta 
per  meno  miglio  b  strada  prò? inciaW  Voi- 


SAN6  SAN6               51 

riMiB  die  ìricncdal  Gulagno^  finché  aollo  nihiHfa  che  conduce  •  Poggihonii.  —  Non 
oeoo  della  tu  pedonale  che  da  Ubbia-  parlo  d' minori  tronchi  di  stride  che  f^ai- 
mena  nella  suddetta  Voltemna  sottentra  dano  fino  a  S.  Lacia  a  Barbiano,  o  a  S.  Lo- 
rimpetto  a  pon.  la  Gom.  di  Montajone.  renio  a  Montauto  ecc.  essendo  questi  di  trop* 
a  questa  la  nostra  Comunità  entra  nel  pò  brefe  tragitto.  Merita  bensì  di  essere  ac- 
ini deir^cfcia  amara  ^  quindi  passata  la  cennato  il  taglio  di  una  nuova  strada  oomu- 
I  rotabile  che  da  Camporbiano  si  dirige  a  nitaliya  rotabile  che  staccasi  da  quella  diret- 
n-Gimignano  trova  l'altro  rio  deir i#c^iia  ta  a  Poggibonsi  per  scendere  lungo  la  ripa 
ida^  e  con  esso  dirìgendosi  a  sett.  sbocca  sinistra  dell'Elsa  passando  per  il  mulino  di 
i  nano  destro  del  torr.  Cnseiani  di  sotto^  Zambra  sotto  lo  stradone  della  villa  signo- 
I  quale  Tultando  faccia  a  maeslr.  scende  rile  di  Cusona  di  casa  Guicciardini.  —  I 
IO  alla  fiumana  dell'  Elsa  quasi  dirimpetto  due  tronchi  di  strade  provinciali  che  da  Col- 
borgo  di  Certaldo  dove  ritrova  il  terrì-  le  e  da  Garobassì  dìrigonsi  a  Volterra  laro- 
fio  di  quest'  ultima  Comunità.  biscono  per  corto  tragitto  i  confini  meri- 
ia  più  alta  sommità  de'  monti  del  terrì-  dionali  e  occidentali  di  questa  Comunità, 
no  di  San-Gimignano  è  quella  de'  poggi  Fra  i  maggiori  corsi  d' acqua  che  attra- 
kc  si  avvicinano  al  Comocchio,  monte  che  venano,  o  che  rasentano  cotesto  terrìtorioy 
fan  la  Valle  dell'Elsa  da  quella  superìore  vi  si  conta  a  roaestr.  l'Elsa,  al  suo  lev.  i 
dr  Eia ,  e  la  di  cut  elevateaia  si  accosta  a  torr.  fbsei  e  Biguardi ,  e  dalla  parte  di 
pdla  della  torre  di  Monte-Miccioli,  misu-  pon.  quello  de*  Cnteiani, 
Ma  trigonometricamente  dal  Pad.   Inghi-  II  capoluogo  in  generale  scarseggia  di  ac- 
tsii  che  la  trovò  849  br.  superìore  al  li-  que  specialmente  potabili ,  giacché  le  fonti 
Milo  del  mare  Mediterraneo.  pubbliche  fuorì  della  postierla  di  tal  nome 
La  nlnaiàone  corografica  e  montuosa  di  scaturiscono  di  meno  al  tufo  teniario  dello 
itala  Terra  fuori  di  mano,  Je  poche  strade  sprone  su  cui  risiede  il  sop{)ressu  convento 
■Ubili  direttevi  dalla  capitale  e  queste  per  de'  Domenicani,  ridotto  ora  ad  ergastolo.  Ijc 
li  IfigitlD  tortuoso,  la  mancanxa  costà  d*  in-  acque  che  si  fiinno  strada  fra  il  maitafone 
^Mtric  mani&tturiere,  la  penuria  di  acque  (marna  terziaria  subappennina)  riescono  pr- 
ftmii  correnti  ere,  fanno  sì  che  i  mer-  santi  e  tartarose;  ne  essendo  queste*  perenni 
■li  iifao  di  quasi  niuna  entità  in  San-Gi-  furono  costretti  i  Sangimignanni  nei  tempi 
■ifiiuio,  dove  ad  onta  di  un  clima  molto  antichi  di  allacciare  con  gran  ciin  le  acque 
■Wbie,  e  di  prodotti  agrarj  squisiti,  la  stia  perenni  del  poggio  tufaceo  sottostante  al  pae- 
I  PlfoUùoiie  lumen  ta  assai  poco  in  propoi^  se,  e  fabbricare  nel  medio  evo  sulla  fiumana 
■"OC  della  maggior  parte  dei  paesi  della  To-  dell'  Elsa  un  mulino  (quello  di  S.  Giilgano) 
"^u  centrale,  e  di  quelli  specialmente  si-  che  dovettero  fortificare  per  diiènderlo  dai 
'iXiìn  pianura.  nemici.  Attualmente  esiste  un  altro  mulino 
?loi  già  i))|)Ìj|IIIo  indicalo  le  vie  corau-  de'Sangimigniinesi  sopra  quello  di  S.  Gal- 
■ibtife  mtibili  che  guidano  a  Sin-Gimi-  gano,  detto  della  Cambra,  e  questo  al  pari 
P^«  Ir  ddle  quali  staccansi  dalle  pro-  dell'altro  è  alimentalo  dalle  acque  dell'Elsa, 
ondali  Volterrane  da  Gambassi  e  da  Gim-  Rispetto  alla  costituzione  geognostica  di 
pwbiiDo  e  da  quella  di  Colle,  mentre  dalla  cotesta  pendice  di  monti,  fra  la  loro  cresta  e 
I.  IVa.^cfia  Livornese  dirimpetto  a  Certal-  la  base  lungo  V  Elsa ,  trovasi  una  conferma 
^  P*te  QD  altro  tronco  di  strada  rotabile  a  quanto  98  anni  innanzi  aveva  osservato 
gemicali  pontedi  legno  su  11*  Elsa  presso  e  scritto  il  eh.  Giovanni  Targioni-Tozzetti, 
^fvliUOfeiiIrDdo  i  poggi  passa  vicino  alla  tostocbè  nel  T.  V  della  prima  edizione  de' 
P^diCelloriper  riunirai  al  ramo  dì  Cam-  suoi  Viaggi  per  la  Toscana,  e  nel  T.  Vili 
l^^ii^f  di  Gìirobassi,  e  di  là  avanzandosi  della  edizione  seconda  egli  nel  dare  un  sim- 
**o  il  coQTenio  de'  Cappuccini  entra  per  la  to  della  sLoria  naturale  del  territorio  di  San- 
p(li  S.  Matteo  in  San-Gi mignann.  Gimignano  avvertiva  »  che  il  tratto  conti- 
Fanlnente  due  altri  tronchi  di  strade  nuatu  di  colline  da  San-Gimignaiìo  fino  a 
^'■■Bitilife  rolabili  partono  pel  lato  op-  Castelnuovo  di  Valdelsa  è  andantemente co- 
^diSanGimignano  uscendo  dalla  porta  perto  di  tufo  (conchigliare),  d'aria  sana, 
^Giofaaai  per  dirigerai  alla  l>ase orientale  molto  fertile,  ben  coltivato,  pieno  di  buone 
^n*^  ili  Pietnifitla  dove  slmcrano  la  piisture,  e  comecché  resti  esposto  i^mcìo,  a 
*^  proriiiciale  di  Colle  e  l' altre  corou-  luogo  a  luogo  ha  de'  bei  boschi  (on  nella 


ss  SANG  SAM6 

massima  parte  atlemlì)  e  oonsegocntemen-    destra  del  torr.  delle  9^oÌief  «Icndo  il  pej^ 

te  delle  copiose  cacce.  »  gio  della  Comunella  e  quello  c€nti||iio  if 

«  Cotesto  tufo  (conlinna  a  dire)  si  rico-    Carpinetij  si  piCMDli  noa  roeda  calesit 

nosce  depositalo  addosso  a  branche  sotler-   cavernosa  in  nasse  (Eaukalà  d^Tid«Bli^ 

ranee  flelle  montagne  del  Comoeehio  e  di    in  maio  ad  una  terra  rom  ricesr  di  faiv 

Camporena ,  siccome  lo  danno  a  conoscere   potentemente  ossidato. 

nelle  rosurc  dei  torrenti  i  filoni  di  pietre       Bitomato  in  San-Gimignaao  ed  CMit 

dei  monti  primitivi  (così),  o«ia  di  strati  di    nate  le  boaszc  di  quelle  altissime  Iorì  • 

albeme  e  macigno  che  ivi  si  afl&eciano  ecc.  »    delle  mura  esteme  della  ina  colkgiatat  mth 

Intatti  nella  parte  superiore  della  moni»*    che  di  altre  fiibbriche  pubbliche  e  prifaHg 

gna  e  segnatamente  sopn  le  sorgenti  del    troni  che  quelle  pietre  kvontc  spcHasB  si 

lorr.  Cateiani  trovai  il  calcare  coropaltorì-    un  calcare  metasnoribsato  e  semfrcriitaBv 

pieno  di  mituli  litofagi*  Che  i  tufi  poi  di   analogo  a  quello  dei  poggi  testé  dtatL 

celesta  cout  nula  siano  soprap|iost  i  al  la  marna        Io  non  parlerò  delle  rocce  oftolitiche  dt 

eonehigliare  cerulea^  ossia  al  mattajone^    sMnoontrano  nel  vallone  òn^Coi^ami^tà 

è  un  fatto  quasi  costante  in  tutte  le  valli    destra  di  cotesto  torr.  dove  ii  nasoondoii 

cretose  del  Volterrano  e  del  Senese,  dove /e    rognoni  di  rame  solforato  e  carbonato  lil 

marne  piti  dei  tufi  sono  ricche  di  conchi-    poderi  del  sig.  Strìcchl  di  San-GìmignsM 

glie  fossili  marine.  Anche  il  dott.  Ottaviano    compresi  nel  popolo  di  S.  Martino  a  Im^ 

figlio  di  Giovanni  Targioni-Tozzetti,  in  una    ninno ,  Com.  e  circa  S  migl.  a  Kb.  di 

lettera  sopra  alcuni  prodotti   naturali  del    Grimignano,  perchè  quelle  meritano  di 

territorio  di  Colle  in  Val-d*  Elsa,  di  San-    re  con  meno  fretta  eh*  io  non  feci  a 

Gimignano  e  di  Volterra  «  (  Bologna  i8ao  )        Rispetto  ni  prodotti  agrarj  del  tcrriloiiÉ 

ricorda  i  testacei  raccolti  nel  tufo  a  Castel-    sangimignanese ,  la  campagna  intonm  dBk 

vecchio  di  San-Gimignano,  alla  villa  di    Terra  è  assai  bene  vestita  di  tìIì,  dS  oMI 

Chiusi  de*  signori  Vecchi,  e  a  S.  Lucia  a    di  seminagioni,  tale  da  non  restare  idatal 

Barbiana  fuori  della  porta  S.  Giovanni ,    a  molti  altri  paesi  di  collina;  mentve  i  dj 

mentre  fuori  della  porta  S.  Matteo  verso  i    stagni  ed  i  boschi  di  cerri«  di  qncftiolil 

Ciip(iuccini  trovò  delle  madrepore f  òe*fun'    di  scope,  ecc.  alternanti  con  pascoli  ■§!• 

gì/I,  de*  dentali^  e  molti  frammenti  di  pin*    nli  cuoprono  una  ponione  dell*  parte  m 

ne  marine ,  ecc.  periore  di  questa  Comunità.  Fra  il  torr.  P^ 

Per  coni  lucersi  poi  della  struttura  geo-    sci  ed  il  poggio  di  San-Gimignano  si  sii 

gnostica  di  cotesta  fionione  della  Valdelsa  ,    il  colle  di  Pietrsfìtta,  luogo  rinomalo  M 

basta  rimontare  i  due  Caldani ^  ed  il  torr.    di  per  la  Vernaccia  ^  che  il  Redi  segiM 

delle  frolle  che  scorre  fra  il  poggio  delle    nel  suo  bel  Ditirambo.  —  Anche  la  M 

Sodale  e  quello  de*  Carpineti ,  situato  a    dei  colli  che  si  avvicinano  airElmioiiorii 

grec.  di  libbuuio  presso  la  villa  del  Buon*    chi  di  pascoli  e  di  piante  di  alto  fasto. 

riposo,  3  migl.  a  pon.  di  San^rimignano»        IXil  regolamento  del  4  mano  1776  idi 

Imperorcliè  nei  fianchi  approfondati  dalle   ofganizzaiione  economica  della  Comanittl 

acque  delle  frolle  si  scuopre  il  terreno  stn-    Sangimignano  si  comprende  che  quota  si 

tiforme  appenninico  altamente  ricoperto  da    lora  era  formata  di  38  popoli  ridotti  attid 

deposizioni  di  tufo  marino.  mente  a  a 9,  oltre  il  comunello  dì  Piektm 

Infatti  nel  poggio  delle  Sodale  a  ostro   soppresso  con  decreto  delPS  mano  175! 

della  strada  medesima  si  affacciano  fruniezzo        La  Comunità  mantiene  due  medici  • 

al  ma//{i/o/ie  le  testale  di  un  calcare  com-    un  chirurgo.  Hel  capoluogo  si  pratica  mpl 

patto  stfiitiforme  attraversato  da  frequenti    colo  mercato  settimanale  nel  roeradcA 9  fl 

vene  di  spato  candida,  mentre  scendendo    tre  due  fiere  nel  lunedì  dopo  la  prima  doB 

dall»  strada  verso  il  torr.  delle  frolle  fra  la    nira  di  ag.  e  nel  giorno  a8  dello  UeaoiMi 

fornace  del  gesso  e  la  eh.  diruta  di  S.  Bartolo        Risiedono  in  San-Gimignano  un  potai 

nel  |Mìi|erv  della  Colomba/a  s*  inconlmno    dipenderne  pel  criminale  dal  vicariato  ifgì 

filoni  poirnli  di  solfato  di  calce  (g«'Sso)  in-    di  Colle  ed  un  cancelliere  eonranilalivo. - 

tcTiiiiti  fra  la  rnrri:i  calcare  stratiforme, dove    L* uffizio  di  esazione  del  Registro  é  a^op| 

la  mamii  ronchigliare  cerulea  ed  il  tufo  cai-    botisi,  V  ingegnere  di  Qrcondario  in  Coli 

rare  gia^- rossastro  ser^'ono  di  mantello    la  conservazione  delle  Ipoteche  in  ▼oltcrv 

alia  gf  snpi;  ilirimpetto  alla  quale  nella  rifta    ed  il  tribunale  di  prima  Islania  io  ^^ — 


53 


QffdDM  detta  Pop9Ìauone  delia  ComvtitTjt*  m  S^ii-GiMicti^itp 

a  quattro  epoche  dkWrie. 


Nome 
deiLaogki 


Titolo 
delie  Chiese 


Diocesi 

cui 
appartengono 


Iferbiano 

Uem 
Gtfile(i) 

astrilo  di  S«o-Gi- 

mifiiaiio 
Gelidi  e  Collemu- 

seoli 
GmoQÌca 
Coitennano  e  Pie- 

trafitta 
Cusooa 
Falifnano,  Remi' 

inoli  eCasaglia 
larniaDO  e  Gain- 

tono 
libbiano 
MooUutoe  Monte' 

Cortese 
tHinoole»  San-Qui- 

rieo  e  Paterno 
Ricciaiio  e  So^estro 

Ransi  e  Cucciano 

Saot-Andrea  e  Mon- 
te Gompoli 

Saii-Bpne«lelio  e  Ma- 
einatico 

San-Donalo  extra- 
muros  e  Piscille 

SAS-GlMIQaAllO 

Slnda 

Dtignano 

VilU- Castelli  con 
Mucchio 


SS.  Lucia  €  Giusto,  Rett. 
S.  Blaria  Assunta ,  idem 
S.  Midiele  in  S.  Agostino 

di  S.  Gimignano 
S.  Cristina ,  idem 

S.  Maria  Assunta ,  Fiere 
Aiciprelura 

S.  Eusebio,  Priorìa 

SS.  Jacopo  e  Maria  Mad- 
dalena ,  Eeltoria 

S.  Biagio,  idem 

SS.  Lorenzo  e  Midiele , 
idem 

SS.  Martino  e  Michele, 
idem 

S.  Pietro,  Fiorìa 

S.  Lorenzo  con  S.  Barto- 
lommeo.  Prepositura 

S.  Maria ,  Pieve 

SS.  Ippolito  e  Silvestro , 

Rettoria 
SS.  Michele  e  Pietro,  Id. 
S.  Andrea ,  idem 

S.  Lacia  e  S.  Michele, 
idem 

SS.  Donato  e  Bartolom- 
meo ,  idem 

S.  Maria  Assunta,  Colle- 
giata insigne 

SS.  Michele  e  Lucia, 
Rettorìa 

S.  Bartolommeo ,  idem 

S.  Maria  e  S.  Pietro, 
I     idem 

Tdtjle  .  , 


PopoloMione 


ARMO 

i55i 


Coll«,gUi 

Vollemi 

Idem 

Vollerm 

Idem 

Colle,  già 
Volterra 

Idem 
Idem 

Idem 

Volterra 

Collegio 

Volterra 

Volterra 

Colle,  già 

Volterra 

Idim 

Idem 

idem 

Idrm 

Idem 

Idem 

Idem 
Idem 


Aimo 
1745 


166 

55 

las 

87 


i56 

i34 
toi 

i56 

86 
96 

175 

80 

74 
3a 

109 

90 

«007 

161 

40 
i6a 


▲Ulto 
i833 


109 

96 

io5 

58 
»«9 


193 

149 
116 

«17 

98 

io5 
101 

48 

70 
61 

ii5 

88 

i3o8 

86 
167 


159 
9o3 
if3 

991 

i3a 


908 

a3a 

167 

3i5 

198 
948 

167 

167 

no 
73 

16S 

i5i 

9109 

999 

174 
93o 


\ 


ÀMMO 

1849 

i63 
990 

459 

3i6 

941 

33o 
93o 

•57 
3o9 

998 

i5i 
935 

i83 

t35 


97 
80 


«94 

i4« 

1991 

398 

181 
938 


.  •  Jbii,  if*  4168  3564  6079  6707 


(t)  £>a  popolazione  della  parr,  di  Casale^  ora  traslocata  nella  chiesa  di  S.  Jgo^ 
stino  dentro  San-Gimignano^  nelV anno  1840  comprendeva^  oltre  193  alitanti  della 
Campagna ,  a66  dentro  la  Terra  staccati  dall'  antica  parrocchia  della  sua  chiesa 
tcllegiata. 


54                SANG  8AN6 

SAN^lNESIO,  o  SAN-GENESIO.  —  ««niti  r///am( Citmict  Lib.  Vin.  a  17.) 

Fed,  BoMGo  5.  Gbhesio  nel  Val-d'Arno  in-  diaci ,  che  le  terre  di  San-Gio9mmd  e  <fi 

Icriorp  e  S.  MmuTo  QiKìk,  Cattelfraneo  di  sopra  ù  edifioerono  neir 

S.  GIORGIO  A  CASTELNUOVO  nelU  anno  1 396  ;  ma  la  fondaxioiie  loro  conpa- 

Viille  deirOmbrone  pistoJMe. —  Fed.  Gioa-  risce  solo  qoattr*  anni  dopo.  Enendochè  «i* 

010  (S.)  A  CASTiLinioTO  e  Cirriuniovo  nella  gte  nna  proTVÌatone  della  Signoria  di  Fì- 

Vxlle  dell'Ombrane.  renze  latla  nel  gennajo  del  i3oo  (stile  eo- 

SAN-GIOVANNI  o*  ASSO.  —  f^ed.  Amo  mone),  nella  quale  si  leggono  resprcsrioni 

(S.  GiovAMm  D*)  in  Val-d*Orcia.  seguenti  :  Ttes  Terrae  fiant  in  pariihu 

SAN-GIOVANNr,  già  S.  GIOVA?mi  »  Fallis  Jrni  superiori! ,  duae  in  plamitie 

ALTURA  e  iiinanti  C^^rEL  di  Pìav-Al^  de  Casa  Uberiini  (Castelfranco  e  Terra- 

t^^ri  nel  Val -d*  Amo  superiore.  ^-  Terra  nuova),  altajuxta  hurgum  Piani  Jiberti^ 

nobile  e  ben  fiibbrìcata  con  larghe  TÌe,  buo-  prò  honore,  et  /urisdiiione  Cotnunis  Mto- 

ne  case  e  grandiosa  piazza,  capoluogo  di  rentini^cummuris^etfo^eiSjetaiiisfor- 

Gomunilà  e  di  Vicariato  regio,  la  di  cui  iiiitiis ,  eie,  -^  {Gxin ^  Carteggio  imadita 

chiesa  plebana  (S.  Gio.  Battista)  recente-  di  i^r/ii/i.  Voi. i.  Append.  II.) 

mente  eretta  in  preposituni,  è  compresa  nel-  kWArt  PuN-ÀLMenri  inviai  il  lettore 

la  Dtoc.  di  Fiesole,  Corop.  di  Arezzo.  a  questo  di  SAM-GiovAiiin  nel  Val-d*Anio 

Risiede  in  pianura  atlravenata  dalla  stra-  detto  di  sopra,  — -  Che  poi  il  primo  caste! 
da  postale  Aretina,  fra  la  base  delle  colline  di  San-Gi osanni ^  quantunque  si  creda  et- 
estreme  che  scendono  dai  monti  del  Chianti  sere  il  così  detto  Casiei^eeehio  fiibbrìcalo 
e  la  ripa  sinistra  delPAmo,  a  circa  a6o  br.  in  collina ,  siccome  lo  furono  quelli  di  Pi- 
sopra  il  livello  del  mare.  gline  e  di  Montevarchi,  esso  fesse  in  origine 

Trovasi  in  mezzo  alle  due  più  popolose  in  pianura  dove  costantemente  risiede,  lo  dk 
Terre  del  Val-d*Amo  superiore ,  Montevar-  incerto  modo  a  conoscere  la  provvisione 
chi  e  Figline,  nel  grado  43^  34'latit.  e  19^  della  Signoria  testé  accennata ,  dalla  qoale 
i^'  long,  appena  5  migl.  a  scir.  di  Figline,  anche  meglio  apparisce  che  la  Terra  in  di- 
3  migl.  a  maestr.  di  Ittontevarchi,  ed  altretr  scorso  fu  incominciata  ad  edificarsi  nelF si- 
tante a  maestr.-pon.  di  Terraouova  di  ol-  timo  anno  del  sec.  Xlli,  presso  il  horgo  di 
tramo,  a 3  migl.  a  scir.  di  Firenze  pas-  Pian»Alherti ^  cioè  lungo  T antica  atnda 
sando  per  la  strada  regia  di  S.  Donato  in  maestra  del  Val-d*Arao  e  circa  tre  lustri  in» 
Collina ,  e  aa  a  maestr.  di  Arezzo.  nanzi  dell*  attuale  sua  chiesa  prepositura. 

La  forma  della  Terra  di  San-Giovanni  è  U  predetto  borgo  di  Pian^Alberli  fa  poi 

di  un  parallelepipedo  con  Ire  strade  pur  es-  designato  talvolta  con  titolo  di  castello ,  tal 

se  paracele,  che  V  attraversano  nella  sua  lon-  altra  con  quello  di  villa,  à  rammentato  come 

ghezza,  delle  quali  quella  di  mezzo ,  che  è  castello  in  tre  istmmenti  rogati  nel  nov. 

la  più  larga,  componesi  della  strada  regia  ii3i,  3i  genn.  1191  e  3x  marzo  ta38« 

postale.  dair ultimo  de* quali  apparisce,  che  anche 

Ha  400  br.  di  larghezza,  circa  1600  br.  nel  ia38  risedeva  mPian' Alberti  un  giu- 
di lunghezza  con  una  gran  piazza  quadri-  sdìcente  locale.— -(Aaoi.  Dipim  Dm..,  Catte 
lunga  in  mezzo  al  pese  e  quattro  porte ,  della  Badia  di  Passignano,) 
due  delle  quali  sono  state  di  corto  alter-  È  indicato  Pian^Alberti  come  villa  ali* 
rate  insieme  con  i  torrioni  che  le  difende-  anno  i3oa  dall*  Ammirato  nella  sua  istoria 
vano  ;  le  altre  torri  che  in  gran  parte  sussi-  fiorenti n:>,  quando  dice  che  il  podestà  di  Fi- 
stono  difendevano  le  mura  con  fossi  intorno,  renze  Gherardino  di  Gambara  nel  luglio  del 

L* orìgine  di  questa  Terra  è  conosci utis-  anno  preindicato  condannò  gli  libertini  di 

sima ,  perchè  decretata  dalla  Rep.  Fior,  in-  Gaville  per  aver  rubato  e  abbrucialo  la  villa 

sicroe  con  quelle  di  Terranuova  e  di  Ca^  di  Pian' Alberti  ^  invece  di  Alberto ^  come 

siti  franco  di  sopra  ad  oggetto  di  scemare  ivi  fu  stampato. 

le  forze  e  di  tenere  in  freno  i  nobili  di  quel  Che  il  castello  con  U  corte,  ossia  distretto 

contado,  cine  degli  Dbertini  di  Gaville,  de*  di  P ian' Alberti ^  fòsse  allora  compreso  nel 

Pazzi  e  degli  Ubértini  di  Sofiena,  i  primi  piviere  di  Cavrìglia  lo  dichiarai  allArtCA- 

alla  sinistra  e  gli  altri  alla  destra  dell*Amo.  triglia,  dove  sono  designale  due  chiese  sotto 

•—  Air^rf.  GASTELraAicco  di  sopsa  fidando  quel  vocabolo,  e  solamente  aggiungerò  che 

nel  migliore  storico  cou temporaneo,  Gio-  spettava  alla  corte  medesima  di  Pian^Al- 


SAN6  SANO  55 

hrii  lo  miklello  di  Biojiio ,  altrìmcntì  sopra,  di  GeoUle  del  fìi  Lippo  BelfMcUi  di 
dello  di  uhaido,  il  quale  per  longo  tempo  Firenie  niio?o  potestà  di  e»o  castello  e  del 
$ffuiasme  al  Mon.  di  Fassifiiano.  suo  distretto.  —  Però  da  qualche  aono  in- 

Deir  isola  poi  di  S,  Maria  di  Pian-j4U  naozi  (i  340)  era  stato  risoluto  che  in  San- 
heftip  dote  en  situato  cotesto  spednletto ,  Gio?anni  di  sopra  dovesse  risedere  anco  un 
InUaao  varj  coolnitli  dell*  8  olt.  laSg,  8  vicario  della  Rep.  la  cui  inurisdisione  civil« 
oat.  is85,  la  genn,  e  io  marso  1287  {sii^  e  criminale  conlinaò  neiretà  successiva  ad 
U  CMUMc)  appartenuti  tutti  alla  vicina  Ba-  abbracciare  dieci  potesterie,  cioè,  dì  Grr^^ 
diola  di  S.  Maria  in  Mamma.  Cascia  e  Jneisa,  Figline^  Montt'FarcIii^ 

Foooesco  Giherardi4>ragomanm che  nel-  San-Gio^annl ^  Bucine ,  Laurina^  Terra- 
k  sue  memorie  della  Terra  di  SanGiovanni  nuwm,  Castelfranco  di  sopra  e  Pontassiei^^, 
indicò  nella  prima  nota  quei  contratti,  ve  Nel  1375  la  Rep.  fiorentina  nella  guer- 
Dc  aj^anse  uno  dd  i3  mano  i3oo,  nel  m  che  aveva  con  il  Pònt.  Sisto  IV  slabìU 
qatle  si  park  della  atria  dei  easuUo  di  uno  dei  quartieri  del  suo  esercito  nei  Casi. 
Sea^toioMÙ  in  Val-d* Amo ,  dove  fn  ro-  di  San^iovann!,  e  fu  costà  dove  due  anni 
pio  pure  nel  16  sett.  del  i3o5  altro  istni-  dopo  si  accampò  il  loro  frenerale  Giovanni 
BKOlo  della  proveniema  medesima.— (AacB.  Auguto,  allora  quando  egli  mise  in  fuga  le 
Dn.  Fkml,  Corte  deitOsp.  di  Bonifazio,)    masnade  di  ventura  venute  fino  nel  Val-d* 

Fatto  è  che  la  prima  memoria  sincrona    Amo  superiore  per  dembare  quelle  rioche 
b  cut  fu  rammentato  il  Castel  di  San-Gio-   ed  industriose  popolazioni. 
Tmni  in  aitura  è  qoella  testé  citata  del  1 3        Anche  più  pericoloso  sarebbe  stato  1*  an- 
mano  i3oo  {siilp  cornvite,  vale  a  dire  del    no  1 390  sema  Y  accortezza  e  fedeltà  degli 
i3  nano  1999  siile  fiorentino),  abitanti  di  San-Giov^inni  che  non  si  lascia- 

Ghe  però  cotesto  castello  continnasse  a  rono  ingannare  da  un  frate  loro  contenraneo, 
fabbricarsi  anche  nel  i3oo  avanzato  non  comecché  egli  avesse  indotto  il  castellanp 
late»  dubbio  il  fiitto  raccontato  dalPano-  Gampolo  de*Ricasoli  che  vi  en  dentro  con 
IMO  auton  di  una  Tifa  del  Petrarca ,  dove  alcuni  soldati  di  presidio  a  consegnara  la 
ai  legge,  qualmente  Petraooo  cittadino  fio-  Terra  medesima  a  Giovanni  d*  Azzo  degli 
rmliao,  padre  dell'insigne  poeta,  nel  i3oo  Ubaldini  ribelle  della  Repubblica.  Ma  i  San- 
fa  lostttnito  a  Cione  di  Ruggero  Minerbetti  giorannesi  appena  ebbero  di  ciò  sentore , 
per  invigilare  insieme  con  Segno  di  Bono  presero  le  armi  e  fecero  diligente  guanliìi , 
■Ik  fabbrica  del  Castel  di  San-Giovanni  del  non  permettendo  a  Ciaropolo  né  al  frate  di 
Vitl-d*AfDO  di  sopra  che  s'edificava  per  conto  godere  il  fmtto  del  loro  tradimento;  talché 
del  Gomnae  di  Firenze  sotto  la  direzione  il  potestà  di  Firenze  condannò  quei  due  ri- 
de! celebre  Arnolfo.  —  (GaasAam-DiAfio-  belli  ad  essere  attanagliati  e  morti  se  mai 
MAaiUv  Oper^  eii.  Nota  3.)  pervenivano  nelle  forze  dell»  repubblica.^ 

Fino  dair  orìgine  di  questo  castello  la  (Amiim.,  Stor.  Fior,  Lib.  XV.) 
Bsifiola  di  S.  Mamma  col  suo  castelletto  di  È  fiima  bensì  che  il  Cast,  di  San-Giovan- 
S,  Mariaao  en  compresa  nel  distretto  di  ni  nel  14 3a  cadesse  in  potere  dei  nemici 
Sm-Gìovanni,  per  cui  nel  i  a  febb.  dd  i345  condotti  da  Bernardino  della  Carda  ai  danni 
{itHe  fior.)^  csMndovi  controvenia  fra  i  due  del  Comune  di  Firenze,  finché  quei  masna- 
ìoQfhi,  In  pTOouBZMto  lodo  nel  caste!  San-  dierì  restarono  sconfìtti  in  Val-d*Elsa  dove  li 
Giovanni  che  rivendicò  una  possessione  a  raggiunse  il  generale  de*Fiorentìni  Michele 
quella  Badiola  {loe.  eit»)f  e  neiranno  dopò  Attendolo  da  Cnlignola.  •—  (Memorie  Sto- 
(9  gemi.  i34<()  il  consiglio  di  credenn  del  riehe  di  SanJQiosHtnni,) 
una,  di  SoQ-GSovanni  deliberò  alcune  pe-  Dopo  cotesto  fallo  militare  la  storia  po- 
nU  cootfO  gli  libertini  ed  i  P^zsi  del  Val-  litica  di  San-Giovanni  non  indica  vicende 
d*Arno,  i  qoali  insieme  con  Pier  Saccone  importanti,  nemmeno  alla  caduta  la  Repub- 
Tarlati  di  Pielnmala  avevano  tentato  di  sor-  blìca  Fiorentina,  sicché  questa  Terra  per  la 
pfcndcK  eoo  le  loco  masnade  e  impadionirsi  sua  posizione  si  maiitenne  sempre  residenza 
di  qncito  ctfldlo.  di  un  vicario  regio  con  quelle  modificazioni 

Fra  le  carte  delFil''^.  Gemer,  Fior. ,  che  verranno  indicate  ali* Art.  seguente  della 
on  in  quello  diplomatico,  av vene  una  del   m»B  Comunità. 

I  dt  i37i  che  appella  ali* accesso  alla  pò-        Chiese  e  stabilimenti  pubblici, ^SentM 
Icsterìa  di  SasyGwHinni  in  altura^  ossia  di   dire  degli  edifizi  privati  meritevoli  di  osser- 


86  SANG  SAMG 

▼aiioiie  e  dei  quali  ▼»  adorno  cotesto  fweie,  tcmoto  fiesolaao ,  dopo  ^tilo  il  bnvv  del 
mi  limiterò  a  indicare  lo  spazioso  palano  iSog  aalla  rimimia  di  detta  pieve,  e  Tcpo- 
pretorio,  riedificato  eoa  bella  simetria  e  oon  ca  nella  quale  essa  fa  cooierita  ia  oommea- 
▼asta  loggia  nel  ceatro  della  piana  nug-  da ,  ooocedè  &oo1tk  di  porre  sopra  la  poeta 
giore.  Esso  apparteneva  alla  Gonumilà,  che  della  caaonica  V  iscrìiione  qaì  appresso  t 
lo  cede  nel  1571  al  governo  Mediceo  per 

fame  la  residena  de'*8uoi  vicari ,  molti  de*  Aktiiva  ut  cLAwacàT  Maiiosià 

quali  fecero  munirvi  lo  slemma  loro ,  eoa  Laoms  X  Pomt.  Mak. 

il  nome  e  Tanno  in  cui  esercitarono  queir      Qn  arti^ah  Parai  AaGomaar  ad  snoi 
ofizio.  Ivi  si  leggono  due  iscrizioni  in  mar-   JoAicmt  V.  S.  M Aaua  or  Domoiica  Diaoomo» 
mo  relative  alla  generosa  deliberazioae  del  GAarnvAus  RfrantB  VocAsua 

Granduca  Leopoldo  I  per  avere  esonerato  i        PlLsaAiriAM  un  aoMns  pAvrom  «mooiAas 
possidenti  delle  terre  lungo  l'Arno  dal  d^      Humami  oaaois  aifliMun  FaLKma  AanmiT. 
Dito  fiitto  nelle  spese  che  esigevano  eoslà  i    Amiuia  BfomeLAioi  PLaaAKUs  ntOnaaqfDiDH 
lavori  del  fiume;  le  quali  iscrizioni  saranno  Hoc  posdit  mmiMBinini. 

riportate  ali*  articolo  seguente  della  Comm-  Taario  Nomas  Ocroaus 

nltà.  AuM»  Sai.  MDGLXU. 

C/tiesa  prepiwiiura.  —  Cotesto  pieve 
quantunque  ottenesse  fino  dal  sec.  XV  il  bai-  Nella  visito  diocesana  fiitta  alto  pìcv«  di 
tistefo,e  che  il  suo  parroco  si  eleggesse  dai  San-Giovanni  nel  16  aprile  1567  il  Vese. 
popolani,  eoa  tutto  ciò  fino  air  anno  1672  Fr.  Angelo  da  Diaooeto,  avendo  trovalo  la 
la  parrocchia  di  San-Giovanni  continuò  a  S.,  Eucarislia  in  na-ntto  fingile  di  vetro  ed 
làr  parte  del  piviere  di  Cavriglia,  dalla  cui  in  un  ciborio  al  muro,  assqfpiò  al  pievano 
chiesa  matrice  cotesto  pan*,  riceveva  gli  olj  il  termiite  di  18  mesi  per  fiire  una  pisside 
santi.  •—  Mei  iSoi  fii  risoluto  d'introdurre  di  rame  docaU  ed  un  ciborio  di  lagao  da 
nella  chiesa  battesimale  di  Sm-Giovaoni  i    as^tere  suU' altere. 

canoniiri  come  in  quella  di  Cavrìglia  desti-        Nel  i5  aprile  del  iSO  il  piefano  di  Ga- 

nando  per  prebenda  V  entrate  del  mulino    Triglia  Beniardo  Piridolfi ,  ad  og|eUo  éi 

del  castello;  nu  una  tele  risoluzione  rimate   provare  che  le  chiese  del  piriere  di  aan-Gio- 

senza  effetto,  avvegnaché  poco  dopo  la  Co-    vanni  erano  comprese  netto  eoa  gìoffitdsno> 

munita  di  San-Giovanni  offri  in  dono  quel    ne»  produsse  in  giudimo  due  istraoMOti  de- 

mulino  a  Giuliano  de*  Medici  fratello  che    gli  anai  i5i4e  1570,  ne  lermiaò  to  lite 

fu  del  cardinal  Giovanni,  poi  Papa  Leo»    finché  nel  «4  mano  del  1673  Filippo  Sol- 

ne  X.  Quindi  avvenne  che  alla  morte  di    dani  vescovo  di  Fiesole  come  arbitio  elette 

Giuliano  fiiriMio  citoti  da  messer  Leonsrdo    da  Pbmdolfi»  di  Gio.«Pbolo  Firidolfl  pievano 

Barlolini  a  nome  del  Pont.  Leone  X  i  np-    di  Gavriglia  da  una  patte ,  e  da  Angiolo  di 

presententi  di  questa  Comunità,  tolchè  qiie-    Giovanni  Bfonteehiari  pievano  delhi  chiea 

sti  uel  14  marzo  i5ao  (stile  comune)  uml-    battesimate  di  San-Giovanni  dalP  altra  par- 

liarono  scrìltura  al  pontefice  predetto,  affin-    te,  dichiarò  la  pieve  di  S.  Grtovannl  eoa  la 

che  si  degnasse  troncare  una  simile  lite    prioria  di  8.  Lorfenzo  e  la  parroeehia  di  S. 

«  non  volendo  (diceva  la  supplica)  quei    Lucto, poste  tutte  tre  dentro  te  mora  csalel> 

servi  combattere  con  padroni  come  Vostra    lane  di  San-Giovaaai«  libere  da  ogni  dipen- 

Santità.  »  densa  dall*  antica  chiesa  matrice  di  Civri* 

Ognuno  sa  che  tra  i  molti  benefìzj  cecie-    gliat  premesso  1*  obbligo  ai  pievani  di  San- 

siastici  goduti  d««  Leone  X,  mentre  era  car-    Griovanni  di  dover  inviare  ogn*anno  alTan* 

dinaie,  fuvvi  anche  la  pieve  di  Sao-Giovanoi    tica  pieve  di  Gavriglia  oel  giorno  di  S.Gio. 

di  Val-d*Aroo,  in  memoria  della  qual  com-    Battisto  sei  ceri  di  libbre  due  eadeono. 

menda  Agnolo  di  Giovanni  Montechiari,che        Lik«hiesa  prtnoipale  di  SanGiovaani  (q 

fu  pievano  della  meiUVima  nel  Sott.del  i66a    edificato  nel  i3ia,  quindi  in  pie  tempi  re^ 

p«jrae  supplica  a  Roberto  Folchi  vescovo  di    stourato,  ed  anche  ultimamente  nd  i834 

Fiesole,  acciò  volesse  permettergli  di  aflìg-    sotto  il  pievano  Felice  Cappelletti. 

gere  nella  sua  chiesa  una  lapida  che  ram-        China  prioria  dì  S,  toreawo.  -—  Qu«^ 

menlassc  ai  posteri  come  la  pieve  di  San-    st* antica  cara  di  Piano-Alherti  portava  Tio- 

Giovanni  fu  data  un  tempo  al  Gard.Giovan-    dicazìone  di  quella  comuuilà  innanzi  che 

ni  de* Medici,  poscia  Leone  X.  Cosicché  il    t>sse edificato  il  castello  di  San-Giovanni. 


SAN6  SANG                # 

FSi'Ui  Mgvito  rìcoitniita  dentro  le  mura  tre  navate  con  cupola  dipinta  nel  1 699  dal 

castellane,  ampliata  e  ridotta  a  tre  navate,  senete  Cav.  Giuseppe  Nasini;  le  volte  s)  ere- 

adamaodola  di  buone  pittore.  Una  di  esse  <^no  eolorHe  dal  ano  contemporaneo  Fcr- 

(quella  delHaltare  di  S.  Biagio)  è  stata  attri-  retti,  che  fu  il  inrimo  frescante  de'  suoi  tf>m- 

baita  al  celebre  Masaccio,  mentre  la  tavola  pi.  — -  !fd  rtceo  attere  deHa  Madonna  nelki 

alPaltare  della  SS.  Annontiatafo  dipinta  da  parte  superiore  fu  coloriu  da  Giorgio  Va- 

nano  niìiesàra  nd  1479.  È  di  qualche  anno  sari  una  gloria  di  angioli  ;  i  due  quadri  U- 

■ontblv  un  ^Itro  qiiMlro  nspprasentante  la  ferali  sono  di  mano  del  Pignone  pittore  fio- 

EVciy«esaMiai>aS.LowaioeaS.  A»,  rentino. 

ionio  abate  che  fa  fidU  hn  da  Maio  di  ser  NelPalUre  detto  della  Cappeila,  di  frod- 

Psofo  <fi  leÉr  Mkieo  eoo  la  drta  del  di  io  a-  le  a  quello  della  Madonna,  si  ammira  la 

f09lo  ^SS.  decollazione  di   S.   Giovau*Batiista  ,  opera 

Le  pittuèe  a  ircMO  che  ne*  tempi  àcorai  pregiatisiima  di  Giovanni  da  S.  Giovanni , 

codpihràno  le  pareti  di  questa  chiesa  si  altri-  stata  però  assai  malmenata. 

buirsM*  ti^tmm  in  perle,  a  Giovanni  da  Monasteri  di  S,  Chiara,  e  Mia  S$. 

SeiD-Gievadiii,siooonie  lu  oongetlutato  dalfa  Annuncia.  —  il  primo  asceterio ,  ìà  cui 

Ifsli  di  w  yttn  iii  rimssln  eoa  riscrìuone  chiesa  è  dedicala  a  S.  Maria  degli  Angeli , 

Gia^onm  dipinte,  fn  fbnflalo  nel  1429  «da  tre  donne  terxiaiie 

fé4«^ilk  dklMB  éi  lep^Uvaéo  i  giusti-  dell* Ordine  di  S.  Francesco,  e  ridotto  in 

liitf  dM  Tìeaffato,  al  quale  proposito  me-  clausura  nel  i5i5,  poi  nel  1809  soppresso, 

ritaiH  eiaetl  qtk  rammentato  un  cadavere  ed  attualmente  riaperto;  ed  a  qiiest* ultima 

ifotéte  mofilto   nel  pHastro  della  (kcctala  epoca  fu  ridotto  a  conservatorio  Pallro  dil'a 

ietcrtti  della  idncss  •  destra  di  dù  entra,  e  SiS.    Anounsiata   dell*  Olitine  agostiniauti 

4i  sae  vigilato  nel  mese  di  settembre  del  mantenuto  dalla  Comunità,  che  lo  fondò 

tJBs;  «s  tòrtmiovi  nove  anni  dopo,  Irovai  verso  il  1 53o  nel  luogo  dove  fu  uno  s|x(l:i- 

che  Faria  lo  atieva  akeialo  assai  da  quello  le  per  i  poveri  infermi, 

che  lo  ^Mk  isethi  prima  epoca,  cioè  poco  Sono  fuori  della  Terra  il  convento  dei 

àapè  iiWinu  stado scoperte;  ed  alloni  era  in-  Frati  delP  Osservanzsi  a  Montecailo,  e  la 

titis  con  la  pelle  Ma  nel  corpo  con  denti  soppressa  Badiola  di  S.  Mamma,  dei  quali 

tiiilf fclUinu  y  bmodia  ineroclMe,  piedi  ritti  luoghi  fu  fatto  parola  agli  Art.  Badiola  t>i 

ehoeesapMa,  delP  età  dai  aS  ai  3o  anni,  S,  Mamma  e  Mohtb^aklo  del  Val-d*Arno 

con  batiM  apflena  di  un  giorno  spuntata  da  superiore.  —  Questa  Terra  conta  anche  un 

un  vile  iMlOÉlo  gvaiso  e  di  collo  corto.  piccolo  Teatro. 

iMnitiHiOitdbe  iosÉpfJb,  memorie  della  Fra  le  arti  princip;di  quella  ite*caldérai  è 
petSOMs  M  délfai  Cagione  ohe  ftoe  |iòrre  co-  la  più  estesa  ed  anche  la  più  antica,  cui  suc^ 
<(&  qilel  glotMe  deìitlooso,  seppure  non  vi  oe*le  1*  altra  de*  chi(Klai ,  mentre  molte  fcm- 
fa  lÉaiato  ^rlVo,  talché  tlconi  ebbero  a  so-  mine  sono  occuptir  nel  lavorare  sciatti  di 
ipclhih!  che  f^iMeètats  una  delle  tante  viltir  modano  ricamali  alla  douiuale  per  te  don- 
ile deH'  hltollehinva  al  tenlpo  della  perse-  ne  di  campagna, 
euxionede^ Pttiirrfm'.  La  Terra  di SanGiovanni  net  breve  giru 

Oràfórlùdeiia  Uadonna,  ^-  Ma  la  chic-  di  un  secolo,  dal  1 460  al  1 56o,  ha  dato  due 

«  \è/k  bella  e  pHk  adorna  di  Sin-Ginvanni  grandi  pittori,  il  primo,  che  fu  un  genio,  in 

èqudis  deirOratoriOi  fabbricata  nell*anno  Masaccio  allievo  di  Miisolino  da  Panicaìr, 

14S4  in  fondo  alla  piatxà  dalla  parie  di  o-  luogo  a  San«Giovanni  Wcino,  ed  il  secondo 

itm  sopra  le  mura  della  Terra  ali*  occasione  in  Giovanni  da  San-Giovanni ,  mio  de*  |/iit 

•H  en  t»todlgio  accaduto  per  la  mediazione  felici  frescanti  della  sua  età,  padre  di  Gio« 

di  (ma  immagine  di  Maria  SS.  dipinta  so^  vanni  Gmzia  Mannoui ,  di  cui  esistono  al- 

pra  dna  delle  pone  dH  cssCHIo,  denominata  coni  affreschi  in  Pistoia,  senza  dire  di  tanti 

PoHa  6.  Loremo  dtlla  vicina  prioria.  «Uri  di  mediocre  fam:i. 

.   fi  à  asoeUde  pIN*  due  ampie  scale  di  pie-  San-Giovanni  ebbe  stiitiito  proprio,  uno 

traile  qnftli  fimno  capo  a  doe  porte  che  de* quali,  riformalo  nelPa^'osto  del  ii>34;  ó 

fitocheggian^  V  altare  della  mirai-olosa  im-  stalo  pubblicato  da  Frane,  ftherardi  t)rd«o. 

mxgine  dèlia  Madonna  delie!  Grave  esi-  manni  nelle  sue  Mt:morie  della  Terra  ii 

ileiUcHieir amico  mttro.  ^-  L* Oratorio,  ha  Sipri^io^anni  (t6Ì4) 


V.  f. 


8 


% 


MOFIMBNTO  della  Popolatone  ddta  Teujt  dì  Sjn4rtorjwM»  né  VàUi^AtM 
imperiare  9  u  Quattro  epoche  diverse^  dhUa  per  fami  glie. 


Arvo 


t55i 
1745 
i833 
1840 


IMPUSBEI 


mase. 


S93 
438 
4ai 


femm. 


958 
418 
434 


A11111.T1 


mascAfemm, 


\t 


425 

408 

474 


465 

49* 
573 


dei 
duescffi 


dm 
due 


604 
1028 
1135 


t5o 

79 
7» 


Ifmmero 

delie 
famii 


375 
455 

596 
645 


Toiaie 

della 

PapoioM. 


1 


ai9S 
mS63 
3|09 


Comunità  di  San-Gìooanni.  —  il  terrì- 
torìo  di  questa  Comunità  occupa  una  super- 
ficie di  483a  quadr.,  dei  quali  655  spettano 
•  corsi  d*  acqua  ed  a  pubbliche  strade. 

Vi  si  trovavano  nel  i833  abtt.  38 18,  a 
{MroponioDe  di  58?  persone  incirca  per  ogni 
inigl.  quadr.  di  suolo  imponibile. 

Confina  con  cinque  Comunità,  due  delle 
quali  poste  alla  destra  dell'Amo,  {Coiiel- 
Pratico  e  Terranuova)  e  una  {Figline)^ 
fioca  alla  destra ,  e  la  maggior  parte  alla  si- 
nistra del  fiume.  Sono  poi  tutte  alla  sinistra 
le  Comunità  di  Caifrigiia  e  di  Jfoft/et^r- 
elù.  *-  Il  territorio  di  quest'  ultima  fron- 
teggia dirimpetto  a  maestr.  con  quello  della 
Com.  di  Sao-Giovanni,  a  partire  dalla  ooa- 
floenia  in  Amo  del  fosso  del  Quercia  che 
insieme  rimontano  fino  alla  strada  pedonale 
cbe  da  Castiglioncello  va  a  Montecarlo  e 
lungo  la  via  di  questo  nome  che  passa  sol 
botro  detto  del  Èiiogninoy  dove  sottentra  a 
confine  la  Comunità  di  Cavriglia.  Con  que- 
sta la  nostra  confina  dirimpetto  a  pon.  me- 
diante il  borro  suddetto,  col  quale  si  ac- 
compagnano finché  entrano  in  quello  della 
Capannuccia ,  col  quale  i  due  territori  si 
dirigono  a  pon. -poscia  a  maestr.  attraver- 
sando in  quest*  ultima  direnone  il  borro  pre* 
detto  per  incamminarsi  verso  «quello  del 
Mulina.  Con  questo  torr.  scendono  per  corto 
tragitto  dal  poggio,  e  quindi  lo  abbandonano 
per  dirigersi  a  pon.  poscia  a  maestr.  e  final- 
mente  a  grec.,  finché  passato  il  borro  di  «f . 
Cipriano  entrano  per  breve  tratto  nella  stra- 
da rotabile  che  viene  dal  Porcellino.  In  que- 
st* ultima  linea  trova  la  Com.  di  Figline, 
che  accompagna  la  nostra  sulla  via  postale 


Aretina ,  longo  la  qnsle  arritano  tal  botto 
di  S,  Cipriano^  e  quindi  entrano  in  Amo, 
il  cui  cono  secondano  fino  allo  sboooo  in 
esso  della  strada  degli  UrbinL  Cotota  via 
divide  le  due  Comunità  dirimpetto  a  aueslr.; 
ma  giunte  al  borro  di  CaimuceeUa  tnWm 
tra  a  confine  il  territorio  comunit«tivo  di 
^Castelfranco  di  sopra ,  col  quale  V  altro  di 
San-Oiovanni  fronteggia  dirimpetto  a  kU. 
mediante  il  corso  inverM>  del  borro  pradeMo, 
fino  a  quello  del  BenaociolOf  dove  la  nastm 
Com.  trova  di  fittxàa  a  grec.  la  Gomitnilà 
di  Terranuova,  seguitando  a  ftonlcg^iave 
con  essa  dirimpetto  a  lev,  fino  a  cbe  i  doe 
territori  entrano  per  corto  tragitto  nella  via 
provinciale  di  Eiofi  e  poi  nella  strada  vota- 
bile  della  Badiolay  la  quale  presto  '— "*— ^ 
fuori  per,  avviarsi  da  scir.  «  ostro  nel  bono 
delle  faille  che  tosto  abbandonano  per  In- 
camminarsi nella  stessa  difoiotte  sni  Anse 
Amo,  il  cui  alveo  rimontano  fino  di  fonte 
allo  sbocco  del  fosso  del  Quercia, 

Fra  i  maggiori  corsi  d'acqua  cbe  attra- 
versano il  territorio  comuuitatiTo  di  San- 
Giovanni  non  si  conta  che  l'Amo  per  nn 
tragitto  di  circa  4  migl.  Fra  i  corsi  minori 
che  ne  lambiscono  i  confini  si  noverano ,  a 
lev.  il  fosso  d^  Quercia ,  ed  a  pon.  qaeUi 
di  f^aecareccia  e  di  <f .  Cipriano.  1  boeri 
della  Madonna  e  dei  Fruii  lo  perooROoo 
nella  parte  centrale,  avridnando  le  wamtm 
di  San-Giovanni  dal  feto  di  scir.,  taenlre  il 
borro  del  Mulino  scende  al  suo  maaslr. 

Havvi  però  nella  pianura  la  gora  del  Be^ 
rignolOf  canale  artificiale  che  staaaasi  dal- 
r Amo  sotto  £e*HM€  alla  cateratta  Sttristori, 
e  di  là  attraversa  la  campagna  di  Moole 


SANG  SANG  S9 

iMcLi  e  qndk  di  San-Gìofaiini  p«r  metter  Ibod».  Fer  itto  di  clementa  dai  Gnuidticlii 
tu  moto  Tarf  malini  e  •omnittinr  Tacfiua  di  Totcaoa  lì  si  fecero  delle  regie  spese,  rile- 
a  noni  orti  luni^  la  ripa  sinistra  dell*  nendo  in  guiderdone  quel  rilasci  del  fiumet 
Amo.  che  si  ottennero  nel  i^oS,  quando  fu  ri-> 

Fri  le  strada  rotabili ,  ohre  la  regia  pc^  stretto  1*  alveo  mediante  nuoTi  argini  e  sas- 
ilaJe  Aretina  che  passa  in  meno  al  capoluo-  saje»  ed  affondato  anche  il  suo  letto  nella  lon^ 
fo,  sono  oomunitatiire  quella  della  racc//e-  gbeua  di  circa  miglia  14,  a  partire  dalla 
ffccf a  che  slaccasi  dalla  postale  per  condur-  )^a//e  deir/ii/èrm>  infino  air/netVff,  nel 
re  a  GaTriglia,  e  Taltni  che  guida  al  oonirea-  cui  tragitto  calcolossi  che  TÀmo  avesse  br. 
lo  «H  lfonlc4Wlo.  45  di  caduta.  Nella  qual  circostanta  fbmno 

Non  vi  SODO  monti ,  ma  umili  colline,  le  muniti  di  cateratte  i  (ossi  maestri,  acciocché 
quali  fanno  corona  ai  monti  che  dividono  il  Tacque  dell'Amo  e  dei  borri  nei  tempi  di 
Chianti  dal  Val-d'Amo  superiore.  cscrescenxe  non  solamente  restassero  circo- 

I  fianchi  di  ootesle  colline  sono  in  gran  scritte  nei  loro  alvei,  ma  che  invece  di  som- 
parte  coperti  di  ciottoli ,  sovrastanti  al  tufo  mergere ,  colmassero  bonificando  i  terreni 
armario  giallo- nerastro  in  masse  estema-  bassi ,  frigidi  e  sabbio», 
nenie  friabili»  solide  internamente  e  slmli-  L*  usurpazione  pertanto  fatta  del  terreno 
ficaie,  mentre  lungo  il  borro  dei  Frati  il  ali*  Amo  così  incanafaifo,  leoe'  crescere  alle 
«N>lo  é  vestito  di  un  rrnischio  bianco  di  acque  del  fiume  un  pelo  assai  più  elevato 
aatma  silioea  »  nel  quale  s*  incontrano  ban-  nelle  sue  piene  ed  una  veloettk  magciore  in 
dii  di  conchiglie  bivalvi  e  univalvi  di  acqua  guisa  che  la  gola  dell*  Incisa  presso  la  stec- 
ddce  ;  ali*  incontro  il  terreno  della  subia-  caja  essendo  troppo  angusta,  il  fiume  in  lem- 
ccDle  pianura  resta  profondamente  coperto  da  pò  di  piene,  rompeva  o  traboccava  dagli 
quello  recente  di  trasporto  miste  a  ciottoli  argini,  scalando  le  sassaie;  per  cui  non  è 
e  ghiaje  di  calcarea  compatta  e  di  roatrif'iio.    da  maravigliare ,  se  dall*  epoca  del  suddetto 

Rispetto  alla  sezione  compresa  nelPOl-  incanalamento  (170$)  sino  al  i73a  si  era* 
tnmo  consiste  in  una  terra  sciolta,  pur  es-  no  spesi  in  quei  lavori  sopra  100,000  seodi 
s»  iK  alluvione,  come  può  riscontrarsi  nelle    da  lire  sette  1*  uno. 

profonde  ripe  corrose  dai  borri  e  dal  fiume  Limitandomi  però  alla  sedone  compresa 
slr»o  del rAroo.  Tale  è  1*  altipiano  del  Pog-  nel  distretto  comnnitativo  di  S«n-GioTamii« 
giù  9Ì  Lupi  sn  cui  risiede  la  chiesa  della  non  debbo  omettere  d*  indicare  fira  i  danni 
fiadiola  di  S.  Blamma,  e  il  distrutto  Castel  che  suol  recare  costk  il  fiume,  a  fronte  del 
di  SmhMariano  un  terzo  di  miglio  dati*  canate  scavato  nd  1705  peraddirinaree  ri- 
Amo  e  doe  terzi  da  San-Giovanni.  stringere  T alveo  deir  Amo,  qoalaeiilt  di 

L*  alveo  però  di  questo  fiume  ai  tempi  tanto  in  tanto  il  Poggio  Lupi  col  suo  orto 
(Mia  repubblica  correva  assai  più  vicino  contro  le  piene  mette  in  scompiglio  le  oam- 
alla  Tnra  di  San4jiovanni ,  siccome  appa-  pigne  presso  la  Terra  di  Saii<^Griovawii,  ai 
risoc  dalle  varie  provvisioni  prese  dagli  uffi-  di  cui  possidenti  convenne  nei  kvori  fiit- 
xiali  di  Torre  nel  1444,  1448,  i45i,  i5ia  thi  spendere  in  modo  che  a  qod  tratto 
e  i5i3  rispetto  ai  lavori  stali  fatti  nel  suo  di  fiume  fu  dato  il  nome  di  Sprone  d'oro, 
alveo  fra  Montevarchi  e  Figline,  a  causa  del  E  siccome  per  il  debito  che  v*era  sopra  a 
naie  che  il  detto  fiun^e  per  essere  eacito  del  molti  piccoli  possidenti  mancavano  i  mezzi 
no  letto  apportava  alla  Terra  di  San  Gio-  di  soddisfiurlo,  essi  perdevano  il  fondo,  qnan- 
\aiini.  do  altri  proprielarj  a  cagione  di  liti  e  di 

A  ri|<«ro  di  simili  ilanni  tendevano  le  spe-  frutti  eccessivi  si  erano  ridotti  poveri;  a  tanto 
n  che  gì*  interessali  conlìnuamenle  erano  guasto  accorse  nel  1783  la  mano  beneficn 
OMlretti  a  &re  per  tenere  dentro  i  limiti  del  del  Gran  Leopoldo,  allorché  emanò  uno  di 
Mo  alveo  le  acque  dell*  Arno  ;  ma  le  impo-  quei  motupropri'  che  etemeranno  la  sua  me- 
wioni  per  tal  uopo  sì  erano  molliplicale  al  morìa  più  assai  del  marmo  posto  a  tale  ef* 
sqfaodie,  sebbene  la  repubblica  fiorentina  fette  nel  palazzo  pretorio  di  San-Giovanni. 
n^i  i45i  condonasse  il  tiebito  che  la  Comn-  Per  la  qual  cosa  quella  popolazione  in  segno 
otti  di  Sin-Giovanni  con  la  medesima  ave-  di  gratitudine  lo  fece  scolpire ,  siccome  per 
va  fatto,  oontuttociò  le  imposizioni  sticces-  paile  sua  fu  est-fruita  la  stessatxisa  dal  popolo 
w  si  moltiplicamnn  a  segno  che  in  alcuni  <li  Figline.  —  ^ed.  Fiouai  Voi*  II  pag.  137. 
luoghi  f  iuusero  ad  assorbire  il  valore  del    Eccone  le  parole  : 


(Hi 


SANG 


PETRO  LBOPOLDO  A.  A.  M.  En.  Duci 

NoVAB  FrUCITATfS  AvcToti 

QtjoD  AGRDsnif  Vallis  Alai  Povcssoia 

EXBAVIITO»  AKTBtHUMQUB  OiaSRaTO» 

LXX.X  Arroruii  Impuhdii» 
Flomimb  ab  Auiuvioaiwj»  Gohtiiibhdo 

A  SPP«KM4  FORTUICABDM  RoiSIA  LlMBATR* 

BvcSMo  UimiTi  FoBNOfttt  Computo 
lliTiG\To  Sbvdhiobi  Cuditobun  Idib 

PBaKOII»  AhTIQUO  DuMUO  RaiTITUTlb 

DmuM  Noitr&ATA  M  CxcorromiBut  PbcuiiiA 

SllPKTIA»  FOKfTTB 

Paupuibus  EPFrsB  Pabciu*  DiTinsot 

Rioio  Abbakio 

Atqub  Aob  Go>L4TO 

OriBA  JoAMiB  Baboioui  Nobius  J.  C.  Fao«. 

la  Rm  ToTAM  «ibi  Gbboitaii  Extbicavit 

ExiTtT  Ombiil*»  Pbobatisbimo 

OmnANi  S.  JoAVNis  M.  PP. 

A.  R.S  MOGCLXXXIll. 

Aìspelto  »Ua  coltura  del  suolo,  qiifllo 
dclU  piBiiura  e  «k-IU  collÌDa  di  qursla  G>- 
iuudìIm  pilo  dirsi  un  (>ijirdino,  sia  per  i  nu- 
nMTOii  urli  e  ben  coltivali  poderi,  mh  per  i 
copiosi  uliveti  ed  i  iiH^lio  tenuti  \igncli  che 
L«:indrn  Alberti  nella  stia  deacrizione  del- 
Vltalia  decantò  per  i  «oav issimi  vini  di  Tri- 
biano,  e  prima  di  lui  Po^^io  Br.icciolini  in 
ana  letlem  a  Niccolò  Niccoli,  della  quale  fu 
ilito  il  sunto  all'ir/.  Mobtb  Cablo  nel  Val- 
d*Amo  superiore. 

Per  la  la? orevole  situazione  del  capoltiO|fO 
posto  in  mezzo  a  due  cospicue  e  pnpolosis* 
sime  Torre  ddla  Toscana ,  |)er  la  fertilità  e 
ricchezza  del  soo  terreno  il  |Kiesc  di  Sui- 
Grio vanni  e  sIbIo  ri|suardato  ij  più  rentmle 
del  Val- d'Arno  su|icriore;  sicché  dal  se- 
colo XiV  in  |)Oi  raso  fu  rosta nteii^mte  b 


SAKG 

residenti  di  un  giusdìccntr  iiMg|(ioi 
TÌrarìoy  il  qu»tr  iLilPepoca  cKflIa  sm 
zinne  fino  alla  lef^^e  ilei  3«  seti,  i 
ce  va  riigione  nei  civile  alla  Com.  < 
Giovanni  e  nel  criminale  »  «|afsla 
m.1  eil  alle  Com.  di  Pigline,  del  Po 
▼e,  di  Terranuova,  di  Cascina  e  Incii 
fello),  di  Castelfranco  di  sopra  ,  di 
no,  di  MonteTarcbi,  del  Burlile  e  di 
IM.  — Tale  si  roanlenoe  la  tua  (rioi 
Ile  fino  al  principio  del  177},  qa 
creilo  il  vicariato  del  Pontassiere,  e  m 
furono  slaccate  da  quello  di  Snn-G 
le  ultime  cinque  Goreuiiili  testé  im 
aggiuntegli  in  cambio  quelle  iiaoved< 
dì-Scò  e  di  Civrigliii  ;  ona  delle  q 
sr<)r|K)nita  dal  territorio  oomonitaf  ivo 
Gioviinni.  —  f^ed.  Cìvbiglu. 

In  Saii'Giovanni  si  tiene  ogni  sai 
m<  n'alo  <li  pìccolo  concorso.  -^Di  n 
concorn>nza  è  la  fiera  che  ivi  cude  1 
nedì  dopo  la  festa  di  S.  Maria  d*agO! 
una  seconda  fii>ni  vi  si  pmlica  nel  |>ri 
nei  lì  di  ottobre. 

Li  C>munil&  man  tiene  due  rar«]iri 
chirurgo;  provvede  ali*  isiruzionr  •! 
ciulli  mediante  due  maestri,  uno  di  n 
fia,  abl>arn  e  lellura,  T  altro  di  |H-in 
lingua  Iati n:i  e  di  rettortca.  AITisIr 
delle  raiit'itille  supplisi*oiio  le  m:w*<l 
coiiservalorìo  della  SS.  Annunziata. 

In  San-Grfotanni  esìste  una  canr 
Coiiiuiiilativa  che  serve  anche  alle  0 
Terranuova,  di  Loro,  Castelfranco  di 
e  Pian-di-Scc*).  Vi  risiede  pure  un 
gntre  di  Circondario.  L* nfizio  di  et 
«lei  Registro  è  in  Mfnilevarchi,  la  cm 
zione  «Ielle  Ipoteche  ed  il  Iribiniide  • 
ma  i»ianz.i  sono  in  Arezzi>. 


61 

DMO  deiia  PopUrns,  MiaCom,  di  Sén-Gtor^titit  hbl  VM^ù^Amo  nPEtuom 
w  fmatiro  9poek€  ài^trst^  memo  ia  sezione  Haia  aita  Com,  di  Cai^rigiia, 


JUmmt 
ti  Imoghi 


I  a  Ha: 
arlo  (*) 
iio 


o 


Tiioio 
delie  Chiese 


Diocesi 

cui 
opparUngono 


PopoioMione 


ovAsai»  Tenti 


C) 


S.  Maria ,  Prioria 
8.  Fmiocico,  Rdloria 
S.  Silfcatro,  idem 
rS.  Gk>.BaUisla,Fiefe  ) 
/  S.  Loremo ,  Priorìa  \ 
f  S.  Lucia  y  idem  \ 

I  S.  &d valore,  BcllorìH  | 


La  eUtn  pmnoeehiate  del  Benaeeio^  sebbene  nelle  due  uliime  epoche  sìa 
ìsm  metta  Com.  di  San-Giovatmi^  la  sua  maggior  popolazione  spetta  alle 
\igà  limitrofe.  —  f^ed.  Rihaccio. 

re  parrocchia  contrassegnate  con  V  asterisco  (*)  nelV  ultima  epoca  man- 
>  nelle  Comunità  limitrofe  tutte  insieme Abit,  N,^ 

Rkstjìbo AUt.  N.^ 


entravamo  dalle  parrocchie  della  Madonna  del  Giglio  [di  Monte- 
e  da  quella  di  S.  Cipriano  in  Avane  [di  Cavrighà) Abit,  if.^ 

Totale Abit,  iF.° 


377 


3969 


r.G lOVAlflVI  M AGG10BE  in  Valdi- 
^    Ped.  GiD^ABai  ^S.j  B9i€Giou  e 

£li  altri  luo^bi. 
GIOVENALE  m  CASCIA .  ^  Ped. 

VALI  (So  M  CaSCìU 

(4];iROLA VO  «VL  PIA7V  di  ANGHIA- 

-  f^ed,  GiBOLAMO  (S.)  au.  PiAa  di  Aa- 

in  Val-Tìberiiia. 

V-GIUUA?SO  (BAGNI  di)^  Ted.  Bi- 

S.  GivLiAao. 

(IIO?ST£  m).  — -  Ped,  MoBTB-PisAao. 

A  SErmiO.  —  Fed.  StTriHO  (Piate 

!niTLUBo  a)  nel  Val-d*Arno  fiore  olino. 

IGILSTINO    Al  EOBRO.  —  Fed, 

Bo  (S.)  nel    Val-d*An)o  SD|Kriore;  e 

ef  li  altri  omonimi. 

(•GIUSTO  A  Balli.  ^  Fed.   Gitno 

Bau.1.  

AiLa  MONACHE.  ^  Fed.  Citato  (S.) 
foBAOR  y  coti  di  tutti  gli  altri  al  re- 
N*  %cicabr>lo. 

M;0D£NZ0  (5.  Gavdeniìus)  in  Val- 
rie.  —  Vili,  già  Cast.  rr.n  cbiru  prio- 
'À'è  iLLaiiale  (5.  Gaudenzio)  nel  piTÌerc 


dì  S.  Barello,  rapolaogo  di  Comunità,  ncll* 
Giur.  e  cirra  6  mtgl.  a  grec.  di  Diromano t 
Dir  e.  di  Fiesole ,  Comp.  di  Firenie. 

Bisi(de  in  foggio  nel  fianco  meridicnale 
dell*  A|  pennino  rhe  |orla  il  Toral  olo  di 
Al]  e  di  S.  Godinio  sulla  ripa  destra  del 
lonr.  onion  nio,  denominato  più  sotto  Dico- 
wano,  a  caTaliere  della  nuo\a  strada  regia 
FoilÌTese  rhe  s»le  qnella  montagna  per  en- 
trare nella  Valle  del  Montone  in  Romagna, 
fra  il  gr.  29'  1 7'  long,  «d  il  gr.  43*  55'  1" 
Intit.,  16  migl.  a  grec.  del  Ponlasaiete*  aC 
da  Firenze  nella  stesm  direzione,  i5  migl. 
a  lev.  del  Borgo  S.  Lorenzo,  e  cirra  1 1  mi- 
gl. a  ostro-lib.  di  S.  Benedetto  in  Alpe  mar- 
cando l'Appennino. 

DiTe  questo  irillaggio  «e  non  l'origine,  di 
certo  il  nrme  ad  una  badia  di  Benedettini 
sotto  V  iuTceazione  dì  S.  Gaudenzio  mona- 
co, le  cui  reliquie  furono  collocate  in  colc- 
sla  cliiesa  da  Jacopo  Pararo  \esco\o  di  Fie- 
sole e  fondatore  della  stess:i  badia  nel  mese 
di  febbri jo  dell* anno  1 099. 

Non  dico  fondatore  della  cbiesa ,  poiclè 


62  SANG  SAN6 

nel  bvere  tiìedito  li  s5  febb.  del  ios8  In*  ma  enno  toccati  di  pMle  al  n 

dia.  XI  (1099  a  «lt/#  CKMiiNw)  ti  leggt:  che  Guidi  di  PorciaiiOy  uno  dei  qui 

questa  diieaa  fino  allon  era  atata  pìebana:  Guido  di  Forciano  figlio  del  C 

pieks/uii  uM^t  nune,  —  Infatti  coletta  Teudegrimo  cbe  nel  i»56y  alai 

abaxia  da  tempo  anai  Teloato  gode  del  prÌTÌ-  go  di  San-Godenao  a  ^è  Mi 

kgìo  del  battiiteio.  —  Eiaendo  caia  di  perti-  la  dote  alla  sua  figlia  llarglierìt 

nenia  delk  mensa  vrscoTile,  Jacopo  BaTaro,  sa  a  Boni&sio  di  Pagano  degli 

prcTio  il  consenso  del  clero  e  del  popolo  fie-  Susinana.  Al  qual  oontmtlo  < 

solano ,  con  quell*  alto  donò  la  chiesa  di  servirono  da  leÀimoni  il  oonle 

S.  Gaudenzio  compresi  tulli  i  suoi  beni,  vello  da  Battiiòlle,  il  conte  Gui 

cui  ne  aggiunse  altri  del  suo  vescovado,  ai  Agfainollb  di  Romena,  il  conte 

monaci  UÌssinensi.  —  (Uawoxi,  iudia  sa»  Bbreovaldo  de*  conti  di  Dovad 

cr.  im  Bpisc.  Fesmi.  )  altri.  —  (P.  iuiefoaao ,  Deiiui 

Però  da  una  bolbdel  a 5  loglio  1070  di-  diii  ioicani,  T.  Vili.) 
retta  da  Trasoioudo  vescovo  di  Fiesole  a        Figlio  del  suddetto  conte  Gì 

Guido  abate  di  S.  Gaodensio  ed  ai  suoi  mo-  conte  IVincredi  che  nel  1 4  set 

naci  si  rileva  che  a  colesta  badia  fu  aum<n-  fece  rogare  nella  chiesa  della  b 

lata  la  dote  con  k  terra  di  S.  Detole  ed  una  Godenio  il  conlratlo  di  comp 

vigna  posU  nel  monte  diS.Gandenxio.DÀi-  beni,  venduti  dal  conte  Aghin 

la  quale  apparisce  ohe  Ut  stcan  badia  era  mena  suo  cugino.  Ed  era  quell 

ftala  reslaumla  a  sua  esorlaiione  ed  abbelli-  te  che  nel  i3o8  dal  Comune  d: 

la,  quindi  dal  vescovo  medesimo conmcfala.  condannato  come  Ghibellino  o 

ColeMa  chiem  infiitti  conserva  b  struttura  lello  G.  Bendino;  quello  mede 

aichitoltonica  del  secolo  XI»  è  a  tre  navate  sieme  con  altri  fratelli  e  consoi 

ad  archi  di  arslo  intrro  con  la  confessione,  condusse  a  San-Godemo  ed  ii 

sicché  preaenla  -a  forma  di  una  basilica  di  stello  accolse  gli  ambasciatori  H 

quel  secolo  sullo  stile  delk  cattedrale  di  vo  di  Botrooto  ePtodolfo  Savc 

Fiesole  e  delb  chiesa  di  S.  Miniato  al  Hon-  Arrigo  VII  in  Toscana,  e  non 

te,  comecché  qucai*nltima  preceda  le  due  Fiorentini.  Finalmente  era  qnc 

akre.  Tancrrdiche  nel  t3t3  bceva 

Smnoocbé  il  ginipadronalo  delk  ehiem  ali*  Imp.  Arrigo  VII  di  Lusse 

abbatkle  di  S.  Giudenxio  ad  onta  del  br»>  campo  dd  Poggio  Imperiale  sopì 

ve  di  TrasoBondo  del  1 070  tornò  alk  mensa  si.  —  ^ed.  Pòacuno. 
vescovile  di  Fiesole  confermata  da  ilue  bolle        Ma  San-Godenio  «  U  sua  eh 

pontificie  di  Panale  II  (anni  1  io3  e  1 1 07)  cipio  del  secolo  XIV  aveva  secv 

e  d*lnnoGeniio  11  (nel  11 34),  da  Celestino  di  riunione  ad  alcuni  capi  Gh 

II  (nel  1 1 43) e  da  Anastasio  IV  (nel  1 1 53).  rasciU  di  Firemc.  L*  Arek.  G 

Rispelto  alk  storia  politica  il  castello  e  conserva  il  contratto  originale 

distretto  di  San-Godenio  pervenne  in  do-  vanni  di  Buto  d*Ampìttana  roga 

ininio  de*  conti  Guidi  di  Modigliana,  e  spe-  deirAbaik  di  San^Godenao  a  |j 

ckl niente  al  ramo  de*  conli  di  Pocisiano,  ai  col  quale  mc«.  Torri gUinOf  Ce* 

quali  tutta  k  montagna  di  San>Godenao  fii  ri  tutti  di  cam  Cerchi ,  mem. 

Gonfernuta  didl'Imp.  Arrigo  VI  con  diploma  de*Bieasoli^  mess.  Neri  e  Set 

del  a  5  maggio  1191,  fino  a  che  1*  Imp.  Fé-  pure  de'Bicasolit  Bettino  e  Ifut 

derigo  II,  nell*  aprile  del  1*47,  assegnò  ai  Jccerito^  mess.  Andrea  deU 

Iralelii  Guido  e  Simone,  conti  di  Battifolle,  Branca  e  Cheie  de*  Scolari , 

U  meth  del  monastero  slesso  di  S.  Gauden-  ghicri ,  Jfino  di  Baddm^  Beri 

xiocon  le  sue  pertinenw,  quando  già  lo  stet-  s<,   Taddeo  e  Angeiino   deg 

so  imperante  con  altro  privilegio  del  %g  no-  ivi  congregati  promisero  ai  sigi 

vembre  laao  aveva  concesso  ai  5  figli  del  Ubaldini,  r  speculmente  al  noi 

C.  Guido  Guerra  la  badia  con  tutta  k  mon-  golino  di  Ftlieionc  per  se  e  pc 

lagna  di  San-Godenio.  sotto  pena  di  mille  marche  di 

Alk  mela  del  secolo  medesimo  il  castello  rifar  loro  le  spese  ed  interessi, 

di  Saii-Godenao  insieme  a  quello  di  S.  Ba-  ai  danni  che  il  prenoroinalo  l 

vello  ed  altre  ville  delU  moutagna  omoui-  di  lui  consorti  fossero  per  ricc 


SAN6  S4NG               63 

H«  rinculo  tanto  ÌQ  beai  leroponlt  come  Tancredi  figli  del  prenom inalo  C.  Guiilo 

■  bnttoj  eecleiiastici  airoocMione  della  Alberto  di  Forciano  furono  aninmii  allo 

^■cna  fatta  o  da  fimi  per  il  cailel  di  Matite-  tlifiendio  militare  dal  Comune  di  Pirenie  , 

ittmmÌ€BO  per  qualche  altra  fortena,  come  e  ciò  dopo  che  nel  3i  agoito  del  i35fl  la 

pR ai  fcddi  degli  Ubaldìni.  Signorìa  ebbe  acquistalo  per  fiorini  a55o 

U  dalc  cronKbe  di  quello  documento  dal  G.  Guido  Domestico  figlio  del  G.  Teg ri- 

fHmm  fMndo  in  quella  carta  consunto  si  mo  di  Porciano  i  ciatelli  e  ville  del  Casta' 

iffii&cfaeqaella  congrega  accadcMC  nel  i3oa,  gtto^  di  Mont€  deirOntia  e  di  Sirigaaao 

Wi^  h  sntcnta  pronunxiata  contro  1*  situati  nel  pi? iere  di  S.  Bavello ,  che  rioni 

IÌi|lim(io  mano  i3oa  stile  fior,  ossia  alla  Com.  di  San<^odenzo. 

liàS  «ile  eonone)  subilo  dopo  che  nell'e-  Rispetto  poi  alla  badia  di  San^Godemo, 

^^M  iSoa,  alcuni  della  famiglia  dei  doposoppres»  fu  assegnala  in  commenda , 

€kIéì  eoo  altri  capi  Ghibellini  ai  diressero  quindi  insieme  con  i  suoi  beni  amroensata 

'      '  (fané  da  San-Godenio)  verso  Pmto-  ai  PP.  Serviti  di  Firenie ,  mediante  una 


:  PliBjPR' sendcre  nel  Val-d*Aiiio  di  sopri  bolla  del  PonL  Sisto  IV  data  li  a  3  maggio 

^■iMuMghereto  che  assalirono  e  saccheg-  148^»  coli*  assegnare  una  pensione  di  So 

iH<Mi Farla  qnal  cosa  il  potestà  di  Fi-  fiorini  al  prete  commendatario;  laqoalcbie- 

'MWcoi  Kntcnia  del  aa  loglio  1 3oa  con-  sa  abbaxiale  si  mantenne  sotto  il  pÌMironato 

^^■è a  aorte,  ma  in  contumacia ,  dodici  de*PP.  Serviti  fino  ali*  anno  1808. 

l'vanCJHthi,  varf  dei  Guidalotti,  gli  U-  Era  manuale  di  questa  badia  T  altra  di 

^iMUdiGeville,  i  Futi  di  ValnTArno,  e  S.  Bartolommeo  al  Buonaollaxao  conferma* 

[  *Pfcodrgli  Cbaldini;  mentre  Andrea  de*  tagli  insieme  con  la  chiesa  di  S.  Detole  dal 

iWnéai  e  l*inlieni  famiglia  de*  Cerchi  Font.  Onorio  Ili  autore  di  due  bolle  a  ciò 

C^*ÌN poeo dopo  nel  rocie  di  mano  dell*  relative,  in  «lata  del  la  sett.  iai6  e  del  9 

r^li*llaS  banditi  con  Dlinle  Alighieri  (ifi7e  maggio  laaS.  — (Aaca.  Dm.  Fioa  ,  Cartw 

g— «01,—  Fàt.  VJrt.  GAMnaaro  e  Gk-  dei  dm»,  della  SS,  Janumiata  di  Fir.) 

^ii&  Nel  castello  stesso  esisteva  uno  spedaielto 

lbHl|34s  sotto  il  duosd* Atene  signor  sotto  il  titolo  di  S.  Michele  sottoposto  al 

JBRnmai  «7  die.  fa  conclusa  pace  col  magistrato  del  Bigallo  di  Firenie  (ora  com- 

^tefa  AIbcilo  signor  di  Porciano,  di  S.  pagnia  poco  fuori  del  Vili.)  restato  in  atti- 

*Mlbedi  San-Godenio,  il  quale  due  an-  vitii  anche  nel  sec.  XVlil,  perchè  designalo 

*4po  per  contratto  rogato  li  a3  giugno  ai  pellegrini  che  facevano  1»  straila  del  Mon- 

t^if  aelh  diiets  di  San-Godenao,  vemlè  tone  per  Tenire  da  Castro  Caro  a  Firrnie  e 

[^lEp.Fior.  ilCast.  diSan^Godeniocon  rammentato  nel  regolamento  fatto  a  tale 

^4DdiS.Bavello  e  loro  distretti  ivi  desi-  nofionel  18  noT.  del  1751  dalla  reggema 

'M.»  #W.  BuBiA  (S.),  e  la  Deteri»iome  del  Granduca  Francesco  II. 

^Ibgrllo  del  Baomn,  pag.  170  e  segg.  La  parrocchia  di  Siin-Goilento  abbraccia 

H^allon  in  poi  cotesti  due  popoli  furono  le  tìIIc  di  Spaliena  e  di  Affrico.m^  Nacque 

Ihrili  al  contado  fiorentino,  dal  cui  gover-  nella  villa  di  Spaliena  presso  S:in-Godenio 

^■d  t35s  Tennero  essi  rìoomfienMti  per  il  I^id.  Ruffino  cappuccino,  cappelkno  e 

*w  bniMBScnle  difeso  il  passo  di  queir  Al-  maestro  di  musica  nella  Basilica  di  S.  Lo- 

iUc  fisne  deir  arcivescovo  di  Milano  renio  di  Fireme  innanii  che  si  ritirasse 

lìliaqndle  de* tuoi  aderenti,  gli  Ubai-  fn  i  cappuccini,  pentito  di  aver  egli  dato 

ili  dd  Mugello  e  del  Podere ,  coli*  csen-  occasione  a  suo  padre  gik  molto  TeoJiio  di 

K  per  Ire  anni  i  popoli  predetti  da  ogni  gettarsi  disperatamente  in  Amo  per  aver  il 

■mm.  —  (  Ammuu  Sìùt,  fior,  Lib.  X,  )  figlio  negato  di  rironosorrlo  per  genitore  • 

Finilsionlr  nel  1 359  i  conti  Piero  e  fatto  cacciare  dal  suo  cospetto. 


et 


MOf^lMBNTO  della  Popolawmt  Mia  Pjwteeatjt  di  SjthGaoawm 
a  quattro  epoche  diverse^  dWita  per  famiglie. 


1 

^^ 

Ammo 

UMI 

mate. 

7BCU 

femm. 

ADC 

mate. 

rLTi 
fetnm» 

OOHniOilTI 

dei 
due  seti! 

iccLKsuar. 

dei 
due  teiiì 

Numero 
famiglie 

1 

< 

i55i 

^m 

^^ 

... 

■M  .: 

.^ 

^ 

II» 

1745 

79 

88 

98 

i54 

st8 

5 

ii5 

i833 

145 

U7 

loS 

.9« 

3i5 

3 

i36 

1840 

148 

148 

109 

ii3 

3«4 

J                         M 

3 

t38 

CoMumàà  Ji  San-Goieiuo,  —  U  ferri- 
Iorio  di  queiU  Comunità  oeea|Mi  una  m- 
pefikM  di  S9099  quadr.  dei  quali  5a8 
•pcttano  a  eorn  d*Éoqtte  ed  a  pnbUiclite 
ttrade.  Cosili  nel  i833  abitavano  familiare 
inenle  «704  persone,  equìvalenli  a  circa  77 
individui  per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo 
ìnponiMle. 

Confina  con  tette  OHAuniU,  tre  delle 
quali  Innsappennine,  due  del  Val-d*  Amo 
casentinese,  e  le  allK  delb  Val-di-Sieve.  — 
Il  territorio  spettante  alla  Com.  di  San-Go- 
denzo  occupa  non  solo  il  fianco  occidentale 
della  Falterona,  ma  ancora  utia  pontone 
della  schiena  del  monte  meilesirao  e  di  quel- 
lo drirAlpe  di  S.  Benciletto,  acquapendente 
il  primo  nel  Bidente  e  nel  Babbi ^  ed  il  se- 
condo nel  Montone  in  Romagna. 

Fmnteggia  dirimpetto  a  grec.  con  il  ler- 
rilorìo  tmnsappennino  della  ComunitlÉ  di 
PremSIcore,  a  partire  dil  dorso  della  Fatle- 
roiia  sopra  le  sorgenti  del  fosso  omonimo  si- 
no alla  sommità  detta  «SWo  de*Cb/tfì,  don- 
de si  dirige  a  sett.  passando  per  il  pofrgio 
Martino  lungo  il  crine  del  Pian  de*  Fon^ 
tatelli,  e  di  là  sul  Monte  Cortofo,  nella 
cui  Ciccia  orientale  nascono  le  prime  sor- 
genti del  Bidente  del  Corniolo,  mentre 
quelle  delPoppista  pendice  vanno  a  scari- 
carsi nella  Sie^,  Di  là  i  due  territorii  co- 
iiiuuilativi  attraversando  il  Campo  detto  di 
Guerra  giungono  sopra  1<*  scaturigini  del 
l'osso  di  Acquatalta  intluente  nel  Babbi 
|N'r  iMssarc  sulla  schiena  deirAI|»e  di  S.  Be- 
iH'dcltoe  quindi  arrivare  sul  ptìggtodi  FoT' 
f<'.</<ci/o,  (love  sul  lorr.  di  TVorfca/offfO  cessa 
la  0»ni.  di  Premi  Icore.  Ivi  sottcutn  quella 
Ui  Portico,  cou  la  quale  la  uostra  prosegue 


nella  direzione  di 
di  IVoocolorJDclie  poi  attraversa  p( 
nel  hmo  detto  di  3.  BanedeUo  e 
prende  il  nome  di  Montarne  e  tegli 
da  regia  Forlivcee  tolto  l*  Ostsrù 
Quindi  per  il  rio  d«r  Faggi  sale  e 
della  FÌMua,  donde  per  le  prala 
driasto  tale  alla  Cadmia  deltAc 
di  Damta^  il  eoi  fotso  riikoaU  vn 
maestr.  per  correre  conti^  acqua  d 
giogo  di  S.  Blarìa  dell*  Eremo  fiiki 
fosso  de*  Bomiti  cessa  il  territorio  di 
di  Portico ,  e  viene  a  confine  dirii 
grec.-sett.  quello  della  term  Gom. 
penninicadi  Bflamdi.— Con  quet 
di  Saii-Godenzo  continua  a  rimonti 
so  de*  Bomiti  sul  poggio  di  Brìgiin 
cbè  alla  sommità  del  giogo  di  #r{ 
eontni  sulle  sorgenti  del  (ntso  dell* 
CIO  11  territorio  della  prima  Gom.  < 
nina  di  Dicomano.  Con  questa  la  ut 
tando  fiasia  da  sett.a  |ion.  scende  1 
di-Sieve  da  primo  mediante  il  Ibsan 
beraeeiOy  poi  per  termini  artificial 
sahdo  i  oontraflfbrti  di  quelKAppen 
entrare  nel  fosso  della  MergnUa^  n 
quale  i  due  territorj  camminano  di 
va  pe^  circa  un  migl.  e  mezao;  qui 
landò  la  fronte  a  selt.  si  dirigono  1 
Coretla  che  poscia  attraversano  a» 
gì  io  so|>ra  la  sua  cofluenia  nel  tori 
iita/io,aldi  là  del  quale  ripirgnndc 
te  a  (lon.  e  quindi  a  lib.  tigliano 
regia  Forlivese  e  trapassano  il  loi 
mafia  iM)lto  la  counuruza  del  Coi 
cotesto  punto  le  diieO)iuuuità  si  avv 
so  Icv.-scir.  sopra  i  |x>ggi  che  liaiich 
oitru  la  vallccula  del   lorr.  Godem 


61 

^UJPMO  delia  PopoloM.  éMaCem,  Dt  SM-Gtor^ttnit  mut,  Vja^*Awm  wwmttcm 
m  ^uaUro  epoeke  diverse  ^  meno  ta  sezione  tiaia  aita  Com,  di  Camriglia, 


S 


i*— i  ■ 


Ifome 
dei  JLmoghi 


IhNKola  a  Ha 
Mootecarlo  (*) 
(i)Rmaocio 


o 


Titolo 
deiie  Chiese 


Diocesi 

cui 
appartengono 


Popoiaùone 


AMHO 


i55i   1745 


SA^GiOTAmn, 


S.  Maria, 

8.  Fianoaco,  Rettoria 

S.  Stlfcttro,  idem 

i  S.  (^o.  fiattiila.  Fiere  ) 
Terra  /  S.  Loremo ,  Priorìa     \ 

f  S.  Lucia ,  idem  \ 


I  S.  Salvatole,  Bcttorìa  | 
Totjìle  .  . 


Areno 

Fieaole 

Idem 

Idem 

Idem 

Jhit.  if  .• 


AMMO 


a48o  38i8 


(i)  La  Mesa  parrocchiale  del  Benaeeio^  sebbene  nelle  due  ultime  epoche  sia 
compresa  nella  Com,  di  8an-Giooanni^  la  sua  maggior  popolazione  spetta  alle 
Comunità  limitrofe.  -»  f^ed,  RxRAoao. 

Le  tre  parroeclùe  contrassegnate  con  P  asterisco  (*)  nelV  ultima  epoca  man- 
damano  nelle  Comunità  limitrofe  tutte  insieme Ahit,  N,^ 

BMitAoo Ahit.  N."" 

Altronde  entravano  dalle  parrocchie  della  Madonna  del  Giglio  {di  Monte- 
varchi^e  da  guella  di  S.  Cipriano  in  Avane  {di  Cavriglia) Ahit.  if.^ 

ToTélLE Ahit.  HfJ^ 


4346 


SANGIOVAmi  M  AGG10BE  in  Vaìdi- 
Siere.  —  Ped,  Gipvakii]  ^S.)  Vigoiou  e 
cosi  drgli  altri  luoghi. 

saiCgiovenale  di  cascia.  ^  red. 

GlOTtVALS  (S.)  DI  CaKU« 

SAK-GIROLAMO  an.  PIA7V  di  AI9GHIA- 
EI.  ^  f^ed.  GnOLAMO  (S.)  aiz.  Fiab  di  Aa- 
«iiABi  in  Val-Tiberina. 

^AN-GItUANO  (BAGKl  di)  —  Fed.  Ba- 
cìi^ M  S.  Gin.iAao. 

—  (I^OyTE  di).  —  Ped.  MoKTi-PTSAao. 

—  A  SETTIMO.  —  Fed.  Srrrmo  (Pmi 
m  S.  GitTLUBO  a)  nel  Val-d'Amo  fiorentino. 

SAI9  GUJSTINO  Al  BORRO.  —  Fed. 
GnrTwo  (S.)  oel  Val-d*Amo  supcriore;  e 
cosi  degli  altri  omonimi. 

SANGIUSTO  A  Balli.  ^  Fed.  Giusto 
(S.)  A  Balli. 

—  ALu  MONACHE.  —  Frd.  Gir«To(S.) 
suM  MoaAOR  t  così  di  tatti  gli  ahrì  al  re^ 
spettilo  vocabolo. 

S  A19-G0DENZ0  {S.  Gaudentius)  in  Tal» 
i]i-Sie?e.  —  Vili,  già  Cast,  con  cbirsa  prio- 
ria, già  abballale  (S.  Gaudenzio)  nel  piyiere 


di  S.  Bavello,  capoluogo  di  Comunità,  nell* 
Giur.  e  circa  6  migl.  a  grec.  di  DiComano» 
Dire,  di  Fiesole ,  Comp.  di  Firenie. 

Risiede  in  poggio  nel  fianco  meridionale 
de!!*  A|  pennino  che  porla  il  Tocalolo  di 
Alpe  di  S.  Gode  nio  sulla  ripa  destra  del 
lorr.  omonimo,  denominato  più  sotto /)ico- 
manoj  a  caTaliere  della  nuova  strada  regia 
Forlivese  che  sale  quella  montagna  per  on- 
trare  nella  Valle  del  Montone  in  Romagna, 
fra  il  gr,  29'  1 7'  long,  ed  il  gr.  43*  ^^'  V 
latit.,  16  migl.  a  grec.  del  Fontassiere,  a6 
da  Firenze  nella  stessa  direzione,  t5  migl. 
a  lev.  del  Borgo  S.  Lorenzo,  e  circa  1 1- mi- 
gl. a  ostro-lib.  dì  S.  Bnaedetto  in  Alpe  nr- 
cando  l'Appennino. 

Deve  questo  villaggio  se  non  l'origine,  di 
certo  il  nome  ad  una  badia  di  Benedettini 
sotto  r  inrocazione  di  S.  Gandenzio  mona- 
co, le  cui  reliquie  forono  collocate  in  cote* 
sia  chiesa  da  Jacopo  Bavaro  vescovo  di  Fie- 
sole e  fondatore  della  stessn  badia  nel  mete 
di  febbrajo  dell'anno  1099. 

Non  dico  fondatore  deUa  chiesa ,  poiché 


62  SANG  SAN6 

nel  bvere  wptàiìo  li  aS  febb.  del  ios8  In*  ma  enno  leoeati  di  pule  al  ramo  de*CXI 

dii.  XI  (1099  a  stUt  cornimi  sì  Ifggt:  che  Guidi  di  Forcmto^  imo  dei  quali  fu  quel  C 

qucsU  cbiem  fino  allon  era  •UU  plebuia:  Guido  di  Poreiaiio  figlio  dei  C  Tcgrimo  o 

plebi  futi  us^e  nane,  —  Inietti  colette  Teudfgrimo  cbe  nel  i  a  56,  stendo  nel  borw 

«biitia  da  tempo  aaiai  vetoato  gode  del  prÌTÌ-  go  di  San-Godenao  a  pie  delfJlpi  itaUlk 

kgio  del  battiiteio.  —  Eiaendo  caia  dt  perti-  k  dote  alla  sua  figlia  BItrgberita  cbe  In  apo- 

ncnsa  delk  mensa  Trsconle,  Jacopo  Bararo,  sa  a  Bonibiio  di  P^igano  degli  Ubeldiiii  da 

predio  il  consenso  del  clero  e  del  popolo  fie-  Susinana.  Al  quel  oootiatlo  di  ipeeelisio 

solano,  con  queir  atto  donò  la  chiesa  di  senrirooo  da  te^moni  il  oonte  Gnido  Ho» 

S.  Gaudenzio  comprai  tutti  i  suoi  beni ,  vello  da  Battifi>lle,  il  conte  Guido  del  lìi  C 

cui  ne  aggiunse  altri  del  suo  TCScovado,  ai  Agbinollb  di  Eomiena,  il  conte  Ruggiero  di 

monaci  UÌssinensi.  —  (Unenti,  Itmiia  sa*  Blareovaldo  de* conti  di  Dovadola ,  e  vani 

cr.  im  Bpisc.  F^sui.  )  altri.  —  (P.  luefOMO ,  Deliu^  degU  em- 

Fterò  da  una  bolla  del  %5  luglio  1 070  di-  diti  ioicami,  T.  Vili.) 
retta  da  Trasmoudo  vesooTo  di  Fiesole  a  Figlio  del  suddetto  conte  Guido  fis  qoel 
Guido  abate  di  S.  Gaodensio  ed  ai  suoi  mo-  conte  IVinctedi  che  nel  14  sett.  del  1S06 
naci  si  rileva  che  a  coteata  badia  fu  aumen-  fece  rogare  nelb  chiesa  della  bedia  di  San* 
lata  la  dote  con  la  terra  di  S.  Detole  ed  una  Godenio  il  contratto  di  compra  di  alcuni 
^igna  porta  nel  monte  diS.Gaudenùo.Dàl-  beni,  venduti  dal  conte  Aghinollb  di  lo- 
ia quale  apparisce  che  Ut  stcsn  badia  era  mena  suo  cugino.  Ed  era  quelb  stesso  oen- 
stata  restaurata  a  sna  esortaiione  ed  abbelli-  te  che  nel  1 3o8  dal  Comune  di  Fiftnae  §m 
la,  quindi  dai  vescovo  medesimo  conmcrata.  condannato  come  Ghibellino  col  di  lui  firn- 

Celesta  cbiem  infatti  conserva  b  struttura  tello  C.  Bendino;  quello  medesimo  cbe  in- 

aichitottonica  del  secolo  XI,  è  a  tra  navat^  sieme  con  altri  fratelli  e  consorti  nel  iSis 

ad  archi  di  arato  intero  con  b  confessione,  condurne  a  San-Godenao  ed  in  qurato  cu- 

sicché  prraenta  ^a  forma  di  una  basilica  di  stello  accolse  gli  ambascìalori  Nicoola  vcho- 

quel  secolo  soUo  stile  delk  cattedrale  di  vo  di  Botraoto  ePendoUb  Savelli spediB  da 

Fiesole  •  della  chiesa  di  S.  Miniato  al  Hon-  Arrigo  VII  in  Toscana,  e  non  rwevnti  dai 

te,  comecché  quest'ultima  preceda  le  due  Fiorentini.  Finalmente  era  quello  slemo  C 

akre.  Tancredi  che  nel  iSt 3  GMseva  la  ano  corte 

Smnooehé  U  giuipMbmnlo  delk  ehicm  alPlmp.  irrigo  VU  di  Tumimhurtgn  nel 

abbatMle  di  S.  Gaudensio  ad  onta  del  bre-  campo  del  Poggio  laaperiak  sopra  PofM^bon- 

ve  di  Traseaondo  del  1 070  tornò  aHa  mensa  si.  —  fU.  Poucuuo. 
vescovile  di  Fiesole  conimnata  da  due  bolle        Ha  San-Godenio  «  U  sua  chiesa  al  prin- 

pootificie  di  Pasquale  II  (anni  1 1  oS  e  1 1 07)  cipio  del  secolo  XIV  aveva  secvito  di  ponto 

e  d*lonocensio  li  (nel  11 34) #  da  Celestino  di  riunione  ad  alcuni  capi  Ghibellini  ftio* 

n  (nel  I i43)e  da  Anailasio  IV  (nel  1 153).  rusciU  di  Firemc.  L*  Jrck.  Geoer.  Fior. 

Rispetto  aJk  storia  politica  il  castello  e  conserva  il  contratto  originale  di  ser  Geo* 

distretto  di  San-Godenio  pervenne  in  do-  vanni  di  Buto  d*Ampinana  rogato  nel  coro 

minio  de* conti  Guidi  di  Modigliana,  e  spe-  deirAhaik  di  San.Godenio  a  pie  deirAI|pi« 

ckl mente  al  ramo  de*  conti  di  Pòroiano ,  ai  col  quale  mem.  TWrigtoito,  Cerèome  e  ^t* 

quali  tutta  k  montagna  di  Sen^^odcnao  fii  ri  tutti  di  cam  CerMj  mcss.  Gm$liwim^ 

oottferasaU  di|ll*Imp.  Arrigo  VI  con  diploma  de^Bietuoli^  mess.  Neri  e  BeUimo  Gr9$99 

del  aS  maggio  1 191,  fino  a  che  1*  Imp.  Fé-  pure  de^EictuoUy  Betiinot  Ifuedo  di  mesa, 

derigo  II,  neir  aprile  del  1*47,  wmfgaò  ai  ^ccertlo,  mess.  Amirta  dt* Gh^rardimi^ 

InlelU  Guido  e  Simone,  conti  di  Baltifolle,  Brmtica  e  CMé  dt"  Scolari ,  Dmmtc  Mi- 

U  meth  del  monastero  sterno  di  S.  Gauden-  ghicrl ,  Mino  di  Baddm^  Benino  do*PmB- 

xioconle  sue  pertinense,  quando  già  lo  stes-  s<,  Taddeo  t  Angelino  degli  Ubertini 

so  imperante  con  altro  privilegio  del  ag  no-  ivi  congregati  promisero  ai  signori  di  cam 

^rembre  i  aao  aveva  concesso  ai  5  figli  del  Ubaldini,  e  specklmente  al  nobii  uomo  O- 

C.  Guido  Guerra  la  badia  con  tutta  k  mòn-  golino  di  Feliciom  per  se  e  per  I  suoi  figli 

lagna  di  San-GoJento.  sotto  pena  di  mille  marche  di  argento  di 

Alk.  metà  del  secolo  medesimo  il  castello  riiar  loro  le  spese  ed  interessi,  per  riparare 

di  San-Godenio  insieme  a  quello  di  S.  Ba«  ai  danni  che  il  prenominato  Ugolino ,  o  i 

vello  ed  altre  ville  delU  moutagna  omoul-  di  lui  consorti  fossero  per  ricevere  o  avcs- 


SAN6  SANG               63 

Mo  rieemlo  temo  in  beai  tempomlt  ooaie  Tmcràdi  figli  del  prenomiiiato  C  Guiilo 

w  fcwnfiij  eecMaitici  airoocMioiie  étììa  Alberto  di  Poidano  furono  aninmii  allo 

fwm  fatta  o  da  fm  per  il  cailel  di  MonU-  ttìpendio  militare  dal  Gomnne  di  Firente , 

itefiMieoo  per  qualche  altra  Ìbrtetia,ooaie  e  ciò  dopo  che  nel  3i  agoilo  del  i356  la 

pere  ai  Meli  dcfli  Cbaldini.  Signoria  ebbe  acquistato  per  ikNrini  a65o 

Le  dale  cronache  di  queato  doenaenlo  dal  C.  Guido  Domeatico  figlio  del  C.  Tegrì- 

paoieao  <»endo  in  quella  carta  oonaunlo  ai  mo  di  Porciano  i  caatelli  e  fille  del  CrnHa* 

opìoòcbeqoelk  congrega  aocaddie  nel  iSoa«  gno,  di  Monie  MtOndtt  e  di  Sirigttmmo 

iiMMBii  la  aentenn  pronunaiata  contro  1*  situati  nel  pi? iere  di  S.  Bafello ,  che  rìuni 

Aligbwrì  (io  mano  i3oa  stile  fior,  ossia  alfat  Gom»  di  San-Godenao. 

i3a3  sbk  comune)  subilo  dopo  che  neire-  Rispetto  poi  alla  badia  di  Sen43odmo , 

flsle  del  1 3oa ,  alcuni  della  famiglia  dei  dopo  soppresn  fu  assegnata  in  commenda , 

Cerchi  con  altri  capi  Ghibellini  si  diressero  quindi  insieme  con  i  suoi  beni  ammensata 

araati  (farse  da  San-Godenv^  ìfctso  Prato-  ai  PP.  Serriti  di  Firente  »  mediante  una 

MifOooerfoeDdeffenelValHriraodisopm  boi  fa  del  PooL  Sisto  IV  data  li  a  3  maggio 

cantvoGangfaereto  che  assaKnmo  e  saocheg-  i48a,  coli*  assegnare  una  pensione  di  So 

lisrono.  Por  la  qnal  com  il  potestà  di  Fi*  fiorini  al  prete  commendatario;  la  qualchie* 

rmse  con  senlenaa  dd  aa  luglio  1 3oa  con-  m  abbatiale  si  mknlenné  sotto  il  pMironato 

émnò  a  morte ,  ma  in  eontomacia ,  dodici  4e^PP.  Ser?Ui  fino  ali*  anno  i8o8. 

di  OHI  Gefchi ,  Tarf  dei  Guidalotti,  gli  U-  £n  manuale  di  questa  badia  1* altra  di 

hartini  di  Qurille,  i  Vtcaù  di  Val-d*Arno,  e  Si  Bartolommeo  al  Boonsoibno  oonfarma- 

UgDKno  degli  Dbaldini;  mentre  Andra  de*  tagli  insieme  con  la  chiem  di  S.  DHole  dal 

GhenMdini  •  V  inliem  famiglia  de*  Cerchi  Pont.  Onorio  II!  aotoie  di  due  bolle  a  dò 

waneiu  poco  dopo  nel  mese  di  marao  dell*  relatÌTe«  in  data  del  la  selt.  iai6  e  del  9 

anno  ySo3  banditi  con  Duite  Alighieri  (siUe  maggio  i  aaft.  —  (Aacn.  Dipl.  Fioa ,  Cmrtw 

SMHMS).  «-«  rcd.  VdH*  GAwaaaaTO  e  Ga-  dei  Ccrn^.  ddU  SS.  Atmiummta  di  Fir.) 

vnca.  Mei  castello  stesso  esisteta  uno  apedalelto 

lfawl|S4u  sotto  il  duosd* Atene  signor  sotto  il  titolo  di  S.  Michele  sotlopouto  al 

di  Firettie  ai  «7  die.  fti  concium  pace  col  magistrato  del  Bigallo  di  Firenie  (ora  oons- 

C  Guido  Albmtoaicnor  di  Pannano,  di  S.  pagnia  poco  tori  del  Vili.)  restalo  in  atti- 

BivdlO  e  di  Sm^Godenao,  il  quale  due  an-  ^tè  anche  nel  sec.  XVIII,  perchè  dcaignalo 

ni  dopo  per  contratto  rogalo  H  a3  giugno  ai  pellegrini  ohe  facetano  la  strada  dd  Mon* 

1344  ndfa  ducm  di  San-Godenio,  midè  tooe  fier  Tenire  da  Castro  Caro  a  Fifeme  e 

anaEep.Fior.  ilCasl.di8andGodettiocon  rammentato  nd  regotamenlo  fatto  a  tale 

quello  di S. Bhfdlo  e  loro  astretti  in  dea»-  uopo  nel  18  noT.  del  1751  ddb  reggensa 

fenati.  —  t^td.  ]l«a»à  (S.),  e  la  DesfirÌMiom  dd  Granduca  Francesco  II.                       « 

del  Mmgeito  dd  Baoocai »  pag.  a^o  e  segg.  La  parrocchia  di  Sun-Godenao  abbraccia 

If  diora  in  poi  cotesti  due  popoli  furono  .  le  ^ille  di  Spoliena  e  di  Africo,^-'  Nacque 
rimiiti  al  contado  fiorenlinOk  dd  cui  goter-  ndfa  Tilk  di  Spdiensi  presso  Scin-Godemo 
nond  i35a  tennero  essi  ricompensati  per  ì\  Vwà.  Enifino  cappuccino,  cappdkno  e 
afcre  bmtamnnte  difeso  il  passo  di  qndl*AI-  maestro  di  musica  ndfa  Badiica  di  S.  Lu- 
pe dalle  hnt  ddf  ardvcsoo? o  di  Milano  renao  di  Fireme  innann  che  si  ritirasse 
mule  a  qudle  dc^suoi  aderenti ,  gli  Ubai-  fra  i  cappuccini,  pentito  di  a?«r  egli  dato 
£m  dd  Mugdlo  e  dd  Fodera ,  coli*  esco-  occasione  a  suo  padre  già  molto  Teccbio  di 
tare  per  Ire  anni  i  popoli  predelti  da  ogni  gdtard  disperatamenta  in  Amo  per  a^er  II 
fBvcaa.  —  (  Ahhuu  SUtr»  fior,  Lib,  X.  )  figlio  negalo  di  riconoscerlo  per  genitore  • 

Finalmeiile  nel  i359  i  conli  Piero  •  finito  cacdafc  dal  suo  cospeUo. 


et 


MOf^lMENTO  della  PopoiaùflHe  iella  Pjtmoeeatjt  oi  S^m-G^oMftwo 
a  tfuattro  epoche  dipérse^  dMsu  per  famiglie. 


Ambo 


UtiUBOU 


mate. 


i55i 
1745 
i833 
1840 


79 
14^ 


femm. 


88 

«47 
148 


kBovn 


masc. 


femm. 


96 

loS 

109 


oonnioATi 

dei 
due 


154 

.9« 
ii3 


ai6 
3a4 


dei 
due  teiii 


Numero 

delle 
famiglie 


^ 


Toiaie 

della 

Popoia* 


S 

J 

3 


II» 

116 
|36 
i3d 


^riAta^LMÉi 


486 

838 

Si4 
843 


Commmià  di  San-GcdemMo.  —  U  ferri- 
torio  di  qtfMa  Gooiunità  ceèope  una  so- 
perttoie  dii  990*9  i|uadr.  dei  i|iiali  ì»a8 
•pctteno  a  ooni  d*aoqtae  ed  a  fNibbficbb 
ttrade.  Costi  nel  i833  riittafano  farailb#- 
■•ente  «704  pertooe,  eiiiitiraleiili  a  elnìa  77 
individui  per  ogni  tolgi.  i|«adr*  di  inolo 

Confina  «m  tette  CooiiMiitii«  tre  dlelle 
quali  tnnMppetmine,  due  del  VaUd' Amo 
catentincee»  e  le  allK  delb  Val-di^SSef  e.  •**- 
Il  territorio  spettante  alla  Gom.  di  San^Go- 
denzo  occupa  non  solo  il  fianco  occidentale 
della  Falterona,  ma  ancora  uba  ponione 
della  schiena  del  monte  meilesimo  e  di  quel- 
lo drll'Alpe  di  S.  Benedetto,  acquapendente 
il  primo  nel  Bléente  e  nel  Rabbia  ed  il  se- 
condo nel  MorHoM  in  Romagna. 
*  Fronteggia  dirimpetto  a  grec.  con  il  ler- 
rilorìo  transappennino  della  Comunità  di 
Premilcore,  a  partire  dal  dorso  della  Falte- 
rooa  sopra  le  sorgenti  del  fosso  omonimo  si- 
no alla  sommità  detta  Stfdò  de*  Comi,  éo&- 
de  si  dirige  a  seti,  passando  per  il  poggio 
Martino  lungo  il  crine  del  Pian  de*  Fon* 
tanelli,  e  di  là  sul  Monie  Ootsofó,  ndla 
cui  fàccia  orientale  nascono  le  prime  Sòr- 
genti  del  Bidente  del  Corniolo ,  ineUtre 
quelle  delP  opposta  pendice  Yanno  a  icari- 
carsi  nella  Siete,  Di  là  i  due  territorii  co- 
inuuilativi  atlnifersando  il  Campo  detto  di 
Guerra  giungono  sopra  1<*  scaturigini  del 
tosso  di  Acquasalsa  influente  nel  Rahhi 
per  passare  sulla  schiena  dell* Alpe  di  S.  Be- 
iiejtitoc  quindi  arrivare  sul  poggio  di  For- 
/<ig/<alo,  dove  sul  lorr.  di  7Vt>ficit/o/fO  cessa 
la  Com.  di  Premilcore.  Ivi  sottentra  quella 
di  Portico,  con  la  quale  la  uostra  prosegue 


nella  difeeiione  di  nMflltr.  mediante  il  locf . 
di  TronealoewotkmvM  attravem  per  enlf^w 
nel  fosso  detto  di  S.  Weaedetto  cbo  ooslà 
prende  il  nome  di  Móntome  e  taglia  b  stra- 
da regia  Forti vme  tolto  l*  Otteria  mota. 
Quindi  per  il  rio  deT  Faggi  sale  tnl  monte 
Mb  Pimmat  donde  per  le  peata  dett  A- 
driasm  sab  alb  Cadmia  deltAefmaekaia 
di  Dante^  il  eoi  fotso  tiihooU  wtno  aelt^ 
maestr.  per  correre  conlf^  acqua  di  là  dal 
giogo  di  S.  Bhrb  dell*  Eremo  fiito  a  die  al 
fosso  de*  iioffiifi  cessa  il  ierrilorio  delb  Gom. 
di  Portico  «  e  viene  a  confine  dirimpetto  a 
grec.-sett.  qneHo  delb  tem  Gom.  t^nmesp- 
penninicadi  Bfamdi.— Con  qocsla  Taltia 
di  Ssn-Gbdento  continua  a  rìhnonlare  il  fos- 
so de^  Romiti  sol  poggio  di  Brigtenaome  fio- 
die  alla  sommità  dd  gingo  di  BAforu  tn- 
eontt«  sulle  sorgenti  ddfoiso  ddr^tfenM- 
cfo  II  tfliritorio  delb  prima  Gom.  oiàappco- 
nina  di  Dicomano.  Con  qomta  b  ndétra  voi- 
bndo  fincb  da  tett.  a  pon.  scende  ndb  Vd. 
di-Sfieve  da  primo  mediante  il  fosso  detl*^!. 
heraeeiò,  poi  per  termini  arttfiobli  trapos. 
sando  i  conirafllbrti  di  queir  Appennino  pi^ 
entrare  nel  forno  della  MergoUa,  mense  dd 
quale  i  due  territor)  camminaDO  di  conser- 
va pe^  citta  un  migl.  e  meno;  quindi  vd- 
landò  b  fronte  ii  sett.  si  dìHgono  sol  torr. 
Coretla  che  poscia  attraversano  aaeno  mi- 
glio  wopn  h  sua  cofluenia  nel  torr.  DieOm 
ina/io,aldi  là  del  quale  ripiegando  la  fron- 
te a  pou.  e  quindi  a  lib.  tagliano  la  stnnU 
rtgia  Forlivese  e  trapassano  il  torr.  Pico- 
ma 'io  sotto  la  confluenza  del  Corrila.  IXt 
cotesto  punto  le  due  Comunità  sì  avviano  ver- 
so lev.-scir.  sopra  i  poggi  che  ftancheggiaooa 
<»itro  la  vallccola  del  Lorr.  Godendo,  Hodic 


SANG  SAN6  6S 

aopotmv«Mfl#i«»vmiilo«uipo9giiiié^  ditti  «ir  AH.  FAL-nuioirA,  appartenere  quel 
nmi  foUentra  dirirapetto  ■  ostro  la  Com.  ^i  terreno  nelki  massima  pirle  alle  rocce  slra- 
IìukJsi.  Con  quest'ultima  faltra  di  San-Go-  tifermi  secondarie  di  ^rès  antico  {macigno) 
^jtfOZD  saie  il  fianco  4>ccidmitale  del  monte  di  argilla  scbistosit  (  bitciafo)  e  di  calcarea 
il  Falierona  fino  alla  sua  sommità.  Coslas-  appenninica  {alberese  e  pietra  colombina); 
A  Tiene  a  confine  ^  territorio  della  Com.  ed  aggiunsi  che  dove  abbonda  Vargilh  sebi- 
IMendneie  dìSlia,  e  ^lopo  due  terzi  di  migl.  ttOM^  taWottil  pregna  di  ferro  e  di  ^angane- 
f  mIIo  dell'altri  di  PfBtovecchio,  con  le  qua-  seotsidati,  i?i  accadono  con  più  frequenza 
i  k  qottni^if  impttlo  a  ostro  arHTti  al  So-  ì  cAsi  di  smoUe  di  terreno,  siccome  aTven- 
dodéVonti^tàoye  4opo  m^zzp  migL  di  Cam-  nero  quelli  del  maggio  1 335,  del  mese  me^ 
biDO  lungo  la  strada  pedonale  ritrova  dal  desimo  negli  anni  i4i(i,  e  1827  sul  fiancd 
bto  di  ìer.  sopra  le  sorgenti  del  fosso  Fai-  occidentale  della  tallerona  comprese  naHft 
lerofM  la  <}offl.  di  Premi  Icore.  Comuniìk  d\  San-Godento. 

n  monte  jiiù 'elevato  d(  cotesto  territorio  Fra  i  prodotti  principali  di  suolo  questa 
Iniseaibn  quello  d^l  Sbdo  <W  Conti  zht  Comunità  abbonda  di  boschi  di  fiiggii  di 
è  poche ìiraecia  inferiore  alla  prossima  ci-  selve  di  castagni  e  d|  praterie  natumG.  Dd 
ina  delta  Faltevtma ,  la  cai  altetza  calcolata  primi  ritrae  molto  carbone  che  recasi  a  Pi- 
ffai*.  P.  loghirami  fu  trovata  di  br.  a8a5,^  ramp|  dalle  seconde  molte  castagne  «he  for- 
sopìra  il  livello  del  mare  Rfetliterraneo.  ntscono  nella  puleuta  il  mne  giornaliero 

,  L*aita  DHMUooiitàè  quella  ohe  aerte  di  aUa  nUg^ior^paFte  di  quegli  abitanti',  rapn- 
laroo  fra  la  montagna  di  S.^jvoU^oco  e  1*  Al-  tre  le  praterie  naturali  sommiitilMraho  alF- 
ytàì  ^.  Benedetto  denominata  le  Fraia^  nienlo  a  mandre  nlr-peciore,'  ìe' quali  pro- 
per  dove  passa  la  nuova  strada  regia  Ferii-  ducono  molti  agnelli,  hna,  «ado  «e.  Anche 
fcse.^-Ek»  è  br.  1674,5  sopra  ti  mare.       gli  animali  neri  formano  per  cotMia contrada 

Fra  i  ma^iori  corsi  d* acqua  che  attra-  nn^mo  d'^mduAHa  àgra^a  ent  vanno  in- 
versino  o  cha  lambiscono  i  confini  del  lei^  nanzi  i  cereali.  Al^juanto  prfa  scnrse,  $eb'bé- 
ploriocoaianitativodi$an-Gode«ao,sicon«  ne  non  manchino  In  alcune  pendici,  sono 
taoo,  filila  pi|rte  transappennina,  le  fiomano  la  tigne  che  fomiseeno  un  liqtiore  un  pò- 
luperìofi  del  Babbi  e  del  Montone  ;  imian*-  0»  aderbo  allafiimigire  pili*fiKol(ose.  Le  pian- 
ti ancora  che  quesl*  ultima  acquisti  cdtal  te  fruttifere  meno  onpiose  <sono  quelle  de- 
pone, cioè,  nn  boon  migl.  sopra  alla  con»  ^H^  olivi',  sebbene  anch^ease  frultitio  eoo 
fluenza  del  torrente  il  quale  parsimonia  ne*  valloni  difesi  'dai  vénti  set- 

mmhmi.  là  Moyra  San-Ben^detU»  j^^'""  ""  *  """•  """^  "*'""^  "'  '^^ 

Che  ti  chiama  AcOuacheta  suso^a^nt9        ^^  ^      ^^  ^       *s    ^^^      ••    2      t 
r^i      '  j'.^ii-    -^  ^^  k        I  Is  -    wdn  VI  sono  mercati  settimanali,  e  sole 

«e  «  *«.//«  gm  nd  basso  Uuo.  ^^  ^^^  ^  ^^^^^  3^^  ,.  ^„'„^  ^ 

Dal  a  parte  poi  cisappennina  il  otaggiora  ^5  lugKo  •«  nel  a9  nov.»  xAttt  una  destì*- 

eono  d*  ao(|na  consiste  nel  lonr.  di  S^  Bo^  Asia  al  bestfame  vaoomo  'die  si  tiene  of 

deA4o,  il  quale  attraversa  per  lungo  Iragitv  Prati  ntlia  sommith'deiri#/;»è  éi  ^hJff^ 

io  il  territorio  di  questa  Gomnmtà sceBdenv  déh»o,  la  quale halnogò neit* ifttimo  lunedì 

do  dalla  schiena  della  Falterona  vokaa  ma»-  di  agosto.  Cètesta  fiera  annuale  rìlorirò  th 

str.  iinehè  il  torr.,  stesso  fiunto  al  confine  rigore  dopo  efae  il  Grranddcaa  Leopoldo  I  con 

della  stessa  Gomiinitì  cambia  il  sue  noma  •motuproprio  del  0  seCt.  1769  permise  che 

con  quello  vicino  .del.  teintcrio  comunità-  ibsse  rimana  in  4mo  Tantica  ifiera  dei  bHTiaL 

tivo  di  /^/coivfaito.  mi  nel  aolita  poAo  delibi 'Fifrinoiie^/^ossik 

Fra  )e  strade  rotabili  non  si  oantain  qo^-  ìM  Protoni  della  Badia 'di  9.  Gaudebzfò  sdi 

sta  Comunità  che  laftgia  Forlì  vcae«  la  quale,  ^ogo  di  quell*  Alpe.dl  qual  motuproprio  fd 

aparUredairalbefgDdelCa«^/iiVc,perdQf^  eontempoi-anee  a  q^iello  relativo  afla  éoA» 

ce  «ncliuazioine  iìel^936  fu  Iraeoialasul  fia»-  aervaaione  e  riproduzione  delle  macchie  di 

cp  ^ridioiiale  dell'Alpe  di  San  Godenao.  fàggio  nel  orine  e  dentro  il  miglio  dalli 

Rispetto  alla  slrulMira  gfngiaoatica,  già  aoaimHli  del  nostro  Appennino. 


▼  .  V. 


70  SANH  SANM 


Bsixi  CoMsnio  Dux  Sic  Fuumocvf  acto         Pistoni»  UoTaodon  bcnigliaU  fin  il  PM^*® 

PffBciTua  nr  Oamoui  Ocroa  amu  libemle  e  quello  Medioao,  la  fiaiooe  ramim- 

ene rmoGUL  «Hc  KORiTumcoTUM  FUI  nn^saA   Uca  ti  mttàoàò  più  potente  e  più  fenilica- 

QoAmToAvreusTiROHASTBRtiBuaAinnsniMT.    ti  va  cbe  mai  oqi  penegaitare  i  tegoact  del 

partito  ocKitrarìo  tanto  in  città  come  ne^ca- 

Più  moderaa  è  la  lapida  posU  dal  March,  stelli  di  Garinana,  di  Cotigliano,  ecc.— Ma 
Massimo  D'Azelio  sul  muro  esterno  della  appena  salito  sul  trono  di  Palazao  Tcccbìo  U 
pieve  dì  Gavinana  alla  memoria  di  Franca  duca  Cosimo,  appena  diiGitti  i  capi  fooni- 
SCO  Ferrucci  ivi  sepolto  con  l'ultima  spe»  sciti  di  Montemorlo,  riesci  a  questo  arguto 
nnza  dalla  Rep.  fiorentina.  principe  di  trovare  motto  da  piegare  gli  aai- 

La  Terra  di  San-Marcello,  disse  il  capi-  mi«e  ridurre  Pistoia  ed  il  suo  terrìlorìo  a 
tano  Domenico  Cini  nel  MS.  citato,  era  stato  tnnqniUo  mediante  tm  goverDO  mili-  j 
cinta  intomo  di  mura  con  5  porte,  ponti  tare.  Allora  fn  posto  an  fiirte  freno  ad  ogni 
levato)  e  duemunitissìme  fortezie,  una  delle  sorla  di  facinorosi  privandoli  d*  ogni  impie- 
qoali  (la  torre  campanaria)  situata  nel  oen-  go  pubblico,  togliendo  alle  Comunità  T an- 
tro del  primo  cerchio,  e  T  altra  nella  som-  ministnoione  delle  loro  entrate,  e  spogliati» 
mila  del  monte  detto  del  Cerreto^  della  qn»-  do  di  ogni  sorta  d*  arme  le  case  de*  cittadi» 
le  esistono  tuttora  poche  sustruzioni.  ni,  contadini  e  terrasxani.  Cotesto  tistenn 

Ma  sebbene  si  nomini  ora  in  San-Mar-  infatti  giovò  a  tenere  (erme  e  fedeli  al  go- 
ccilo la  Porta  delie  Fornace^  la  Foriti  Ar^  verno  di  Cosimo  e  a  quello  dei  di  lui  sutv 
sa  e  la  Porta  riti,  per  vero  dire  non  re-  cessori  le  popolaxioni  di  tutto  il  dominio 
stano  nella  Terra  di  San-Marcello  indili  di    pistoiese. 

porle  né  di  mora  castellane ,  tanto  più  che  San-Maroello  ottenne  il  benefiiio  del  mer» 
gli  statuti  comunitativi,  e  le  memorie  stori-  cato  settimanale  dal  Granduca  Cosimo  Ilf 
che  pislojesi  non  rammentano,  eh*  io  sap-  nelPanno  1719  secondo  il  Fioravanti,  e 
pia,  rispetto  a  San-Marcello  altro  fortilizio  forse  tre  anni  innanzi  secondo  il  capitan 
Àiori  di  quello  della  torre  campanaria  &b-  Cini,  mentre  dalla  dinastia  attuale  tutti  i 
bricata  di  grosse  pietre  conce ,  e  aumentata  paesi  della  fliontagna  superiore  pisl<^ese  ri- 
sulla  fine  del  secolo  XVI  nella  parte  supe-  portarono  un  immenso  benefizio  dalla  sin- 
riore  di' un  piano  con  cupolino  di  mnro  in-  da  regia  Modanese  ordinata  nel  1766  dal 
tonacalo  di  calcina.  Granduca  Leopoldo  I  sotto  hi  direzione  del 

Che  se  i  Sanmarcellesi  indicano  al  fore-  Pad.  Xifnenes,  la  quale  costò  Ui  vistosa  som- 
stiero  alcuni  muri  di  case  antiche  stati  arai  ma  di  a,67a,S9S  di  lire  toscane.  -*  FW. 
dalle  guerre  avute ,  si  rammentino  che  gì*  tjirt,  Fmbusi,  Voi.  Il  pag.  947. 
incendj  innanzi  U  visita  del  Ferrucci  fu-  La  pieve  prepositura  di  San-Maredlo  è 
rono  assai  frequenti  nella  loro  contrada ,  a  un  solo  corpo  con  fiiociata  di  pietre  conce 
tostochè  per  asserto  degl*  istorici  pislojesi  fra  tronca  però  dal  lato  sinistro  a  cagione  della 
il  1499  e  l'agosto  delPanno  i5o2  nel  so-  sua  torre  campanaria  che  ivi  si  alza  por  ca- 
lo contado  intorno  a  Pistoja  i  fiiziosi  arse-  sa  di  pietre  squadrate  fino  al  piano  delle  casa- 
ro più  di  i6oo  abitazioni.—  ^ed.  tJrt,  pane.  Essa  era  di  proprietà  delUi  casa  l^n- 
PitTojA.  ciatichi  patrona  della  pieve. 

La.  morte  della  repubblica  fiorentina  fn  La  prepositun  di  San*BCarcello  fti  ridotta 
vita  peri  Pislojesi  ghibellini,  amici  per  con-  alla  grandezza  attuale  mezzo  secolo  prima 
seguenza  dei  magnati  e  di  coloro  special-  che  si  fabbricasse  la  parte  superiore  del  suo 
mente  che  consideravano  la  casa  de*  Me»    campanile. 

dici  qual  talismano  della  loro  prosperità  ;  Aveva  allora  nove  altari,  i  quali  alPepo- 
sicchè  ad  onta  che  i  fiiutori  di  Leone  X  a-  ca  del  famoso  sinodo  di  Pistoja  furono  ri  • 
vesserò  fiitto  scolpire  a  spese  delle  Comunità  dotti  ad  uno  solo,  V  alUr  maggiore;  e  fa  qne- 
della  Montagna  1*  arme  grandiosa  sopra  un  sta  di  San-Marcello  la  prima  dùesa  della 
bellissimo  giogo  da  bovi,  eglino  tennero  di  diocesi  pietojese  che  adottasse  la  riforma  del 
buona  fede  quel  giogo  con  tale  gradimento  vescovo  Scipione  Ricci ,  aotto  il  cui  regime 
«la  ripetere  col  salmista: /«ftf'n  meum  sua'  nel  1788  venne  ridotta  internamente  nel 
Ve.  Tale  fo  riguardato  pure  da  cotesti  popoli    modo  indicalo.  Li  qual  cosa  è  anco  nm- 

il  giogo  di  Clemente  VII  e  del  duca  AWssan-  mentala  da  una  iscrizione  in  manno  posta 
dro;  alla  morte  di  quest'ultimo  nella  città  di    nel  suo  vestibulo  cbe  dice  : 


SANM 

D.  O.  H. 
Qtoofe  *  Rnn  *  Lbotoiai  *  Avnwum 
H.  £.  Duatt  *  Fatou' 

SoflOniI  *  DB  *  RlCOll  •  POMTlFIQi  *  PVT*  IT 
PlUTIM. 

Stvmo  '  VmLAKTU  *  TVnnxnt  *  VtivflTATB 
LAMTAeniM  *  n  *  NoBajouM  •  Fouum  *  Ri- 


SANM 


71 


Fmvft  *  Cm  -  Fbadoutoi  *  P.  Q.  Muìbml* 


hu  '  Qdah  *  Damkvuu  *  bit  *  Dm  *  Paira 

JuuM*  Ani.  1 788 *  PBrAtit *  àc ^  R«.WKwm 

PP. 


Vi  è  nel  paese  U  tndisioiiey  nu  prì?»  di 
prote  jiIfficifnCi  a  diiMOftrire  che  ki  pieve 
più  loUca  di  San-Bbiroello  eiiiteiw  nel  po^ 
fio  superiore  dei  Centto^  alquanto  più  bat» 
«delle  lOTine  di  una  rooea,  per  coi  ticrede 
cbeprendene  il  irocabolodi  Sanii^Chiesori, 

n  proposto  di  San-Mareello  è  ano  de*  tì» 
ctfii  foranei  del  diooetaoo,  che  abbraccia 
leoti  popoli  della  MonlaipM,  ma  b  foa  pie* 
leDonaveraper  sofìcunale  altroché  la  par- 
roocbia  dì  S.  Biagio  a  MammianOy  innanzi 
cbe  questa  ft>sse  eretta  in  battcaimale. 

U  monastero  di  S.  Caterina  sotto  la  re^ 
fob  di  S.  Domenico  esistente  in  San^Mar- 


eello  ebbe  il  suo  principio  da  alcune  tenia- 
rie  nel  iSSi,  era  ridotto  a  clausura  nel 
1O53.  Attualmente  è  convertito  con  rendi- 
ta fissa  in  consenratorìo,  dove  si  accettano 
uncinile  educande  con  1*  obbligo  a  quelle 
oblate  d*  istruire  nei  lavori  donneschi  e  nei 
doveri  religiosi  le  fanciulle  del  paese  cbe  vi 
si  recano  a  scuola. 

Inoltre  è  stata  aperta  in  San-Marcello  nel 
dì  it  marzo  del  1841  una  cassa  di  rispar- 
mio affiliata  a  quella  di  Firenie ,  la  quale 
proporzionatamente  alla  popolazione  può 
dirsi  copiosa  anziché  nò  di  depositi,  oomec- 
ohe  la  maggior  parte  di  essi  non  spettino 
alla  classe  del  popolo  indigeno ,  sibbene  a 
quella  degli  operanti  forestieri  impiegati  nei 
due  grandiosi  stabilimenti ,  cartario  e  dei 
panni  feltri^  eretti  dai  signori  Gni,  a  lev, 
e  a  mastr.  di  San*BlIarcello.  —  Fed,  VJri. 
seguente, 

ÌHÌ  prospetto  dei  depositi  e  delle  restitu- 
zioni (atte  dalla  cassa  di  rispiarmo  dì  San* 
Marcello  apparisce  cbe  nel  corso  di  mesi  9 
e  giorni  ao  (dalPi  1  marzo  a  tutto  dicembre 
del  1841)  vi  furono  depositati  da  a85  indi- 
vidui 1990  fiorini,  pari  a  lire  toscane  33 16« 
soldi  1 3  e  denari  4,  non  compresi  fiorini 
Il  1,60  di  frutti;  mentre  furono  restituiti 
fiorini  629,95,  pari  a  lire  1049  toscane. 


MtOriMBlfTO  della  Popolatione  della  Tehmj  dì  Sak-Mmcmiio 
a  quattro  epoche  diverse  ^  divisa  per  famiglie. 


ìmwo 


mase. 


femm. 


i55i 
1745 
i833 
1840 


119 
ao9 

ao6 


8a 
198 
aoi 


APULTI 


mase,  femm. 


19» 
i53 

180 


COaitJOATl 

dei 
due  sessi 


ao4 
189 
i59 


198 
346 
334 


■GCLniAn'. 

dei 
due  sessi 


37 
34 
34 


Numero 

delle 
famiglie 


ao3 
i5i 

184 
195 


Totalità 

della 
Popolai, 


961 

781 

1129 

1114 


Comanità  di  San-Marcello»  — -  Il  terri- 
torio di  questa  G>moniti  occupa  una  super- 
ficedi  a5o34  quadr.  dei  quali  quadr.  $71 
ipettano  a  corsi  d*  acqua  ed  a  pubbliche 
itradc.  ^—  Hd  t833  la  stessa  superficie  era 
abitata  da  48o5  persone,  a  ragione  di  quasi 
i58  individue  per  ogni  migl.  quadr.  lo-> 
Kaao  dì  sudo  imponibile. 


Confina  con  tre  Comunità  del  Grandu- 
cato, e  mediante  la  giogana  delPAppennino 
sì  tocca  con  il  territorio  bolognese  dello 
Slato  pontifìcio  e  con  quello  del  ducato  di 
Modena. 

Dirimpetto  a  grcc.  fronteggia  con  il  lei^ 
ri  torio  della  Legazione  bolognese,  a  prtire 
dalla  sponda  australe  del  ^igo  Scaf aiolo 


73  SANM  SANM 

pres9o.il  Como  alle  Scale,  luogo  appellato    Lìmefire^  ^erdioMa  e  P^àiaia  atmloM 

il  Patto  della  CtUanca^  dou de  si  dirìge  so-    pre  ddl  lato  di  poa.  il  terrilcirìo  ddh  Gm 

pn  le  prime  fonti  del  torr.  Perdiana,  e  pat-    di  Piteglio ,  da  primo  mediante  la  Limi 

sa  sul  giogo  del  munte  iìfWOccelliera^  nel    poscia  rimontando  il  rio  della  TorUtt^ 

cui  fianco  meridionale  nascono  i  torr.  Ot"    de*  suoi   cnnHuenti   a  destra,  fnlniik  h 

tigna  e  SH.iresca,  Al  fosso  del  Laghetto^    Gom.  salgono  sul  poggio  eh' è  diriaptfii 

uno  dei  più  alti  confluenti  deìVOrsigna^  il    quello  di  Liuano,  quindi  per  temati  m 

lerrilorio  comunitativo  di  Sem-Marcello  Irò-    ficiali  giungono  alle  sorgenii  del  rio  iAè 

va  la  prima  Comunità  granducale  della  Pòrta   yo,  dove  cessa  la  Gom.  di  Piteglio  e  wMÈ 

al  Borgo  di  Pisloja,  di  conserva  alla  quale    quella  di  Cntigliano,  Con  qucst*  ohisi I 

piegando  da  grec.  verso  lev.  scende  la  mou-    allra  di  Sin-Marcello  rìicende  di  firoriil 

Cagna  per  meno  del  fosso  del  Laghetto  fmo    maestr.  nella  Lima  che  attrafens  sipa*^ 

9\V0rslgna  che  presto  lascia  a  lev.  onde  in-    sl>occo  in  essa  del  torr.  ^olaia  per  pa^ 

camminarsi  sul  conlrafS^rte  del  monte  érro#-    lire  di  conserva  con  I*  altra  Gomnifli 

to  che  diramasi  dall'Appennino  delTI/cee/-    sprone  che  scende  a  destra  di  quel  nT 

iiera  avanzandosi  fra  i  valloni  deWOrtigna    (UUa  cima  dell'  Appennino  dove  sui 

e  della  Sfaretea  :  nel  quale  ultimo  torr.  s*    eniramhe  presso  il  Lago  Sc^fafeb,h 

introduce  uno  de' suoi  tributari  superiori,  il    testa  sommità  il  territorio  di  SanJhi! 

fosso  del  Ronco ,  che  il  territorio  comuni-    trova  quello  del  ducato  di  Modena, sii 

tativo  di  San-Man-ello  attraversa  per  salire    le  fnmleggia  per  cirto  cammino  dirifl 

sulle  spalle  del  monte  Crocicchio,  Gistassù    a  sett.-grcc.  lambendo  lagrooilaosoi^ 

piegando  a  ostro  e  poi  a  lev.  |>ercorre  quel    del  isngo  Srafafolo,  oltrepassala  h 

vallone  per  andare  incontro  al  rio  Sirob-    al  Passo  della  Calaaea  ritrova  il  la 

Aio,  col  quale  ritorna  sul  ponte  della  Ma-    bologn«^se. 

resca  nella  strada  regia  Motlanese  poco  lungi        Fra  i  maggiori  corsi  d'  acqua  ebe 
dalle  ferriere  di  Maleonsiglio.Dì  là  per  l'o-    no  o  die  rasentano  i  ooafmi  del  la 
steria  del.  Ponte  Peiri  i  due  terrilorii  diri-    di  San-Marcello  si  ooatano,  a  lev.  pa 
gendoii  a  lev.  entrano  col  torr.  dforexca  nel    ve  corso  il  Reno,  ed  a  pon.  per  pikMj 
fi.  Reno  dove  la  nostra  GomunitÀ  formando    cammino  la  Lima ,  mentre  hanno  erin 
un  angolo  acuto  rimonta  per  breve  tragitto    percorrono  costantemente  dentio  lo  ■ 
verso  osi ro-I ih.  P  alveo  del  Reno  sempre  di    territorio  il  lorr.  Maretca  trìbularis 
fronte  a  quella  delU  Porta  al  Borgo,  con  la    Reno,  il  Lime tf re  w  lev.  del  capoliwfl 
quale  p;issa  alla  destra  deìlustnid»  regi»  Mo-    precifàt  <s.i   f^rrdi  tna  e  la   f^tdatn  i 
danese*  per  salire  sul  poggio  del  Pian  d'OU    seti. ,  tu.  li  e  tre  influenti  come  dissi  * 
mo  che  trova  al  suo  pon.-lib.  e  proseguen-    fiumana  dellii  L'ma. 
do  per  monte  Ghelardi  giunge  su  quelli        Le  più  elevati*  montuosità  di  qncfli] 
della  Capanna  di  Ferro  e  del  Bagno,  che    ritorio  sono;  i.®  il  Corno  aile  Se  '^ 
testano  a  seti,  del  monte  Piastrafo,  cui  altezza  fu  trovata  dal  P.  Ingbir 

In  cotesta  sommità,  snilecui  spalle  ha  br.  4  3aa, 5  superiore  al  livello  dà  a 
origine  il  fiome  Reno,  cessa  la  Gomunità  diterrano;  a.®  i7  Cupolino  presto  ii^ 
della  Porla  al  Borgo  e  sottentra  a  confine  iSc<r^a/Wo  dell*  altezu  di  br.  3 166^ 
quella  di  Piteglio,  con  la  quiile  la  nostra  il  monte  del lT/cce//f era  di  br.  3079^ 
percorre  nella  direzione  di  scir.  a  maestro  la  quello  del  Crocicchio  di  br.  «33eJ| 
criniera  de'poggi  che  separano  le  acque  tran-  e  \.\  sommità  della  Croce  ai  i9oaÌ€m 
aappennine  fluenti  nel  Reno  da  quelle  ci-  18:11,1  sopra  il  livello  del  mftfe. 
S:ipfienuine  che  scolano  nella  Lima,  finché  i  Innanzi  il  1 766  la  Gomunità  dìSafrl 
due  terrilorii  giunti  sulla  Croce  al  9tonte^  cello  non  aveva  strade  rot.ibilì,  roenlif 
che  para  il  vento  di  lib.  a  Sii n -Marcello ,  gidi  oltre  la  strada  regia  Hodanetr.o^ 
scendono  pel  rio  Pagmw  nel  vallone  del  dal  Griiiuluca  Leo|)oldo  I,  ne  conta  pif 
lorr.  Limeftre,  lungo  la  ri(M  sinistra  del  non  nieJio  di  quattro,  onlinate  dal Grflf 
qinle  le  due  Gomunità  animano  nella  fin-  ci  14*0110^10  II,  o  da  Ferdinando  tlLj 
iii.iiia  dell.1  Lin:H.  .Alluni  la  nostra  \ oliando  di  qufsle  stufasi  d.illa  regia  predetta^ 
tlire7.ioiie  da  |Mm.  »  grec.  rimonta  la  Lima  sommità  del  monte  ileirO/nto,  che  Cl| 
|aT  il  tr.tgitto  di  cirr.i  Ire  migl.,  nella  qiial  re  quasi  pianeggiando  fra  ombrosi  8 
lri\f'rs.i  aiTo^lii*  djlla  parte  di  lev.  ì  torr.    gncli    :il   castello  di  Gavioaiia.    Di  < 


SAMM  SAN»  73 

pitie  SII  lecoodo  tronoo  di  sinà»  comuni-  L*anno  174)  1*  iagegnere  Lorenese  Già- 
tatifa  rotabile  per  icendere  nella, regi»  Mo-  doi,  d*  ordine  del  conte  di  Richecoiirt,  al- 
«kaeie  al  ponte  alla  Ragnafa^  mezio miglio  lora  capo  della  Reggenza  lasciata  in  Toscana 
ìnoaDxi  di  arrifare  a  San-Marcello,  dal  Granduca  Francesco  II  e  primo  I  raperà - 

Sbocca  poi  ralla  strada  regia  fra  il  Cast,  tore  di  questo  nome ,  fece  aprire  quasi  |)cr 
ài  Mammiano  e  la  Lima  la  nuova  strada  1*  antica  traccia  una  strada  che  da  Pistoja 
prorittctale  di  FeKia,  che  entra  nel  terrìto-  condacesse  nel  ducato  modanese  della  lar- 
rio  di  San-ìlaroello  di  Ik  dal  bel  ponte  di  ghezza  di  braccia  4  |  alquanto  ripida  ed 
pietra  che  cafalca  il  torr.  Linuttre  presso  in  conseguenza  non  carreggiabile, 
le  lerrìere  di  Mammiano.  La  quarta  strada  Finalmente  nel  1766  si  trattò  di  aprirne 
oofflonitativa  rotabile  parte  dalla  regia  Ilio-  nna  piil  docile  con  ampia  carreggiata  e  ren- 
dioese  salla  destra  della  Lima  per  attrareiw  derla  postale  fino  ai  confini  del  ducato  di 
urla  sul  noofo  ponte  di  Lizzano  avviandosi  Modena,  mentre  dal  canto  suo  quel  Duca 
s  qacst*  ultimo  paese.  deliberò  di  £ire  altrettanto.  —  Questa  bella 

Le  altre  strade  comnnitatite,  o  sono  per  strada  in&lti  fu  corredata  di  solidi  e  niagni* 
breve  cammino  rotabili  o  totalmente  pedo-  fici  ponti,  di  colonnini  migliari,  di  comode 
nalie  mulattiere.  Tale  è  quella  più  antica  fabbriche  per  alberghi  e  per  le  poste  de^ca- 
tnociata,  o  riapeila  fino  dal  laaS  per  la  valli.  Lo  che  fa  eseguito  sotto  il  regno  di 
Montagna  pistojese,  varcando  il  torr.  ^er-  Pietro  Leopoldo  e  la  direzione  dell*  Ab.  Leo- 
diiuia  sopra  il  solido  ponte  che  lo  cavalca  nardo  Ximenes,  nel  tempo  che  ne  sorve* 
preso  il  suo  sbocco  nella  Lima,  la  qual  via  glia  va  i  lavori  1*  ingegnere  de*  capitani  di 
coaduoeva  pel  Frignano  a  Modena  nel  modo  Parte  Anastasio  Ànastagi.  L'opera  fu  conti- 
descritto  in  ana  convenzione  stabilita  in  nuata  e  compita  nel  giro  di  circa  dieci  an* 
detto  anno  nell*  ospedaletto  di  Val-dULa-  ni,  ed  il  bel  ponte  sulla  Lima  fa  aperto  nel- 
maiafra  i  Modanesi  ed  i  Pistoiesi  e  ri  por-  Tanno  1772. 
tata  dal  Muratori  {AtU,  Maà.  Ae^i^  T.  IV.)        Gotesta  via  inoltre  io  credo  che  passi  in 

Questa  strada  maesira  fu  in  qualche  mo-  mezzo  al  campo  (atale  dove  Gitilina  ribella- 
dorestanrata  nel  1698  sotto  il  Grranduca  tosi  ai  consoli  di  Roma  con  tutto  il  suo  eser- 
Gofimo  in  che  fece  ri^re  il  ponte  sulla  ^<;r-  cito  lasciò  la  vita.  —  Molti  furono  gli  scrit- 
Hana  cestente  tuttora  con,  un*  iscrizione  in  tori  che  in  più  tempi  ed  in  più  luoghi  con 
■unno  che  leggesi  in  una  sua  spalletta,  men-  Sallustio  alU  mano  ricercarono  dove  mai 
tre  dal  canto  avo  il  governo  di  Modena  rese  poteva  essere  quel  campo  di  battaglia;  m.i , 
carrozzabile  il  tronco  da  Modena  a  Paulle  e  se  io  non  m*  inganno  a  partito ,  altra  loca- 
di  là  finalmente  sino  allo  spedaletto  di  Fa-  lità  più  confàoente  alle  parole  dello  storico 
nano  in  f^ai-di'Lamuta,  romano  mi  si  presenta  fuori  di  quella  che 

Nel  i73a  fa  a  tal  uopo  d«l  Granduca  all'occhio  del  passeggero  offre  la  strada  re- 
Gian-Gastose  spedito  sulla  Montagna  pisto-  già  modanese  lungo  il  vallone  della  9fa^ 
\ae  V  ingegnere  Gio.  Maria  Fantasia  che  retea,  dov*  è  la  ferriera  di  Mal  Contiglio^ 
tnociò  la  strada  progettata,  la  quale  fu  resa  fra  Ponte-Petri  ed  il  poggio  del  BardeU 
rotabile  da  Fistoja  a  Capo  di  Strada  ;  per  il  /ote,  vallone  circoscritto  dal  lato  di  sett. 
restante  fa  fiitU  mulattiera.  Essa  sulPOm-  dai  monti  del  Crocicchio  e  dell*  Orsigna^ 
brone  paswva  dal  Ponte  a  Beriguardo  per  e  dalla  parte  di  ostro  da  quelli  della  Ca- 
salire  P  Bria  miauta  sino  al  primo  ponte  panna  di  Ferro  e  del  Bagno,  —  Termi- 
sul  Beno ,  di  là  alle  Panche  ,  a  Ponte-Pe-  na  quel  piano,  scriveva  Sallustio,  da  mano 
lri,a  Slareeeaf  Ca^inana  e  San-MarceU  manca  nei  monti ,  mentre  dal  lato  destro 
lo\  quindi  girando  intorno  al  poggio  del  è  impedito  da  una  montagna  discoscesa. 
Giudeo,  o«ia  del  Cerreto,  scendeva  al  ponte  Lochè  avvenne  a  Gatilina  dopo  essere  pe- 
mio*fo  della  rerdiana,  volgarmente  appel-  netrato  col  suo  esercito  dal  territorio  fieso- 
bto  di  Pioreneola^  e  con  due  voltate  av-  lano  nel  pistojese,  in  una  età,  nella  quale 
Tìjvasi  pel  Piano  del  Fonie  ^eaoL^ncisa  non  era  stabilita  ancora  dai  Triumviri  la 
osteggiando  il  monte  fra  Listano  ed  /in-  colonia  fiorentina  che  tolse  ai  Fiesolani  gran 
dk  per  V  Attopasso  f  finché  giungeva  sul  parte  del  loro  territorio.  Fu  allora  che  Q. 
van:o  deir  Appennino  detto  JieWAlpe  alla  Metello  Celere,  comandante  dì  un  eserci- 
Croee  presso  VAc^aa  Marcia  al  confine  to  rumano,  essentlo  venuto  in  chiaro  della 
della  Comunità  di  Gutìgli mo.  via  che  quel  ribelle  teneTap  scese  pronta- 

V.  V.  IO 


74                SANH  SANH 

nente  con  le  sne  tre  legioni  (l»U*AppenniDo  oompatta  cbe  cavasi  dati*  Appennino  «li  B(v 
modanete  verso  quei  monti  »  donde  Calili»  aoo-Luugo,  o  deir^^ftefone.  Per  tntto  altrove 
uà  doveva  passare  innanzi  di  sboccare  nella  scendendo  dati*  opposta  pendice  del  monte 
Gallia  Togata^  mentre  dalla  parte  di  To-  dell*  Oppio  che  acquapende  nella  Lima  ri- 
acana,  dal  console  G.  Antonio  per  vie  meno  comparisce  il  macigno  altemanle  con  lo 
discoscese  neiragro  slesso  pistojese  con  pò-  scbisto  marnoso  e  con  strati  di  pietra  Ibrte 
derosa  oste  veniva  inseguito.  In  lai  guisa  Ca-  (  arenaria  calcare  )  non  solaraenfe  nel  vai- 
tilina  trovandosi  rinchiuso  fra  ì  monti  che  Ione  del  Limestre,  ma  in  quello  settentrio- 
•veva  di  fianco,  e  incalzato  di  fronte  e  alle  naie  della  Perdiana  fino  alla  sommiti  dei- 
spalle  da  forze  poderose  in  guisa  che  chiù-  TAppennino  ^  sul  Corno  alle  Scale.  —  La 
devano  a  lui  la  strada  della  Gallia  e  quella  qualità  poi  del  macigno  varia  in  grossezza 
della  Toscana ,  gli  fu  gioco  fòrza  schierare  di  elementi,  poiché  vi  si  trova  TarcuarU  di 
it  suo  esercito  in  quel  piano  per  tentare  V  grana  fina  e  ricco ,  di  mica ,  rassomiglianre 
oltima  fortuna.  Fu  pertanto,  io  faccio  il  con>  per  i  lavori  di  quadro  alla  pietra  ficsolaiM  ^ 
lo,  costà  fira  r  1 1  .^  ed  il  i3.^  miglio  sopra  mentre  non  molto  lungi  da  quella  sino  alU 
Pisloja,  lungo  la  strada  regia  Modauese,  cima  dell*  Appennino  la  stessa  qualità  di 
dove  disperatamente,  neU*anno  691  di  Ro-  pietra  contiene  de*  frammenti  smussati  di 
ma  e  6ft  iananzi  1*  Era  cristiana ,  accadde  altre  rocce,  e  talvolta  de*  resti  di  vegelabifi 
la  sanguinosa  strage  descritta  da  Sallustio,  carbonizzati.  La  potenza  de*  suoi  stnlf  al 
Bella  quale  fii  poi  ritrovato  nel  mezzo  de*  pari  dell* inclinazione  e  direzione  loro  varia 
nemici  cadaveri  U  corpo  di  Catilina  ancora  da  4  aoìdi  fino  a  5  e  6  braccia.  —  Feraltio 
palpitante ,  e  cbe  spillava  nel  volto  U  prisca  sul  fianco  de*sproni  deirAppenninodel  Cor» 
ferocia.  no  aiie  Scah^  rimontando  il  torr.  f^trdia» 

Rispetto  poi  alta  fisica  struttura  del  ter»  fia,  si  riafiàccia  la  calcarea  compatta  di  co> 

rìtorio  oomunilativo  di  San-MaroelTo  posto  fora  plumbeo,  attraversata  da  filoni  di  spa- 

neirAppenmoo  fra  i  due  mari  (Adriatico  e  to  candido,  alternante  talvolta  con  stralerel- 

Mediterraneo), quella  de* conlnìforti  acqua-  li  di  schisto  marnoso,  o  5ixcia/o,  i  qvali 

pendenti  nel  Reno  bolognese ,  appartiene  ultimi  aumentano  e  quasi  soli  si  afibocàmoo 

quasi  esclusivamente  a  rocce  dì  macigno,  di  quanto  pib  uno ,  passando  sopra  al  paese  di 

pietra  forte  e  di  scbisto  marnoso  ,  ossia  hi»  Lizzano,  si  avvicina  al  torr.  Isolata.  La  qoal 

seiafo.  Sono  in  strati  più  o  meno  polenti ,  cosa  assai  chiaramente  si  manifesta  nel  tu<K 

alternanti  fra  loro,  e  che  variano  assai  d*in-  go  denominato  le  Lame  di  Lizzano^  il  cui 

dinazione ,  giacché  nella  pendenza  di  uno  paese  per  lo  scoscendimento  di  quel  p^gio 

stesso  poggio  s'incontrano  perfino  quattro  in  gran  parte  franò  nel  genn.  del  1814.  — 

inclinazioni  diverse  delle  rocce  medesime,  f^ed,  Luiuiio. 

Anche  il  Pad.  Pini  nel  suo  viaggio  geologico  Rispetto  ai  prodotli  agrari  di  questa  co- 
di Modena  e  della  Toscana  (Lett.  9  ji)  ebbe  munita ,  essi  sono  limitati  piuttosto  che  va- 
oecisìone  di  osservare  a  non  molta  distanza  nati  di  qualità;  tostoché  le  viti,  se  vegetano, 
da  San-Marcello  una  sìngolara  stratificazio-  non  vi  maturano  i  loro  grappoli  ,  meno  io 
ne  con  doppia  inclinazione,  che  una  quasi  alcune  poche  e  meglio  difese  esposizioni  dei 
orizsontale  e  l'altra  quasi  verticale,  caso  monti,  dove  alligna  alUccsì  qualche  pianla 
che  incontrasi  frequente  fra  Bosaolungo  e  1*  di  olivo.  Non  vi  abbondano  tampoco  come 
Ombrone  per  la  strada  regia  Modanase.  potrebbero  i  gelsi  |»er  estendere  costà  l'edu- 

Ma  dal  poggio  del  ^aAÌe//ofte  salendo  per  cazione  de*  filugelli.  Più  frequenti  sono  i 

la  strada  medesima  verso  il  vasco  del  mon->  campi  di  ceceali ,  di  patate,  di  |»ante  ftac- 

te  dell'Oppio,  varco  che  divide  le  acque  dei  celline  e  filamentose;  ma  la  risorsa  terrìto- 

due  mari ,  si  perdono  le  rocce  di  macigno»  riale  maggiore  sta  nei  castagni ,  nei  prati  e 

quelle  di  pietra  forte  e  di  schisto  marnoso  e  nei  boschi ,  i  quali  ultimi  sebbene  vadano 

si  afiàcciano  invece  strati  potenti  di  calcarea  diminuendo  forniscono  legname  da  fuoco  e 

compatta,  o  alberete^  di  cui  si  trovano  a-  da  lavoro  oltre  l'alimento  che  trovano  nelle 

perte  grandi  cave  sulla  destra  di  chi  sale,  ghiande  gli  animali  neri,  mentre  i  castagni 

non  tanto  per  lame  calcina,  ma  per  rifiori-  danno  col  loro  fruito  il  pane  quasi  qiioti- 

re  con  quella  pietre  la  strada  regia,  a  partire  diano  a  quei  montaguuoli,  e  molto  carbone 

dal  piano  del  Reno  sino  al  Ponte  a  Sesta jo-  alla  città, 

ne  ,  di  sopra  al  quale  s' impiega  la  calcarea  Una  delle  foreste  più  cospicue  di  questa 


SANM  SANM                75 

nronU^na  è  la  bandita  delle  RR.  Possessio-  beri ,  campi ,  case  e  perfino  spaziose  selve  , 
ni  del  Teso^  una  parte  della  quale  è  destina-  cotinto  furore  resti  in  qualche  modo  ricom- 
U  fier  la  nizza  dei  cavalli  e  Taltraper  le  pe-  pensiito  dal  servigio  che  quello  acque  meno 
onrc*  merine  spagnole ,  mentre  i  poggi  supc-  furibonde  st^gliouo  prestare  nella  loro  pen^ 
liorì  fono  ritlotti  a  foresta  per  impedire  il  denza  alle  mnlina,  alle  cartiere,  alle  ferriere, 
dìsccksreadimento  de*  terreni  e  lasciare  un  efi  al  graudioso  edifìzio  inalziito  di  corto  sul 
vasto  manto  contro  le  burrasche  ed  i  venti  torr.  Limestre  per  i  panni  feltri, 
alle  pasture  inferiori.  Oltre  di  ciò  nel  così  Gio.  e  Cosimo  Cini  tengono  in  San-Mar- 
detto  Monte  Grosso  è  stata  fatta  di  recente  cello  tutto  ciò  che  riguarda  1*  ammini^tra- 
«na  piantagione  di  Larici  (circa  4000)  tutti  zionc  della  fabbrica  della  carta,  e  di  (|uel1a 
■cstt  «la  7  anni  in  qua  per  esperìmentare  de*  panni  feltri,  non  meno  che  i  magazzini 
te  per  mezzo  di  questa  specie  di  legname  si  di  generi  necessari  per  tali  manifatture.  Co- 
patera  rivestire  quella  gmnde  superfìcie  di  testi  generi  dovendo  ivi  subire  alcune  delle 
■onte  spogliato.  prime  operazioni  nea'ssarie  a  mettergli  in 
Li  qual  piantagione  avendo  ottenuto  un  opera,  danno  lavoro  giornalmente  a  circa 
fclice  resultato  ha  fatto  si  che  nel  presente  un*  ottantina  di  persone ,  compresi  gì*  im- 
anno  1843  si  sono  cominciate  semente  in  piegnti  di  quello  scriltojo. 
^aS'le  di  detti  Larici.  La  fabbrica  della  carta  si  trova  alla  di- 
Le  bandite  del  Teso  e  del  Blefo  sono  stanza  di  due  miglia  prt-sso  il  ponte  alla 
Buoile  alla  reale  foresta  di  Boscoiungo^  os-  Lima  e  sulla  destra  della  fiumana  nella  Co- 
Ai  deir^&rfone,  entrambe  nella  Comunità  munita  di  Piteglio,  dov*è  stita  descritta. 
AQiligliano.  Dopo  Pepocaincui  fu  starnutato  1*  articolo 
la  bandita  del  Teso,  posta  nel  popolo  che  ad  essa  referisce,  colest*etlirizio  ha  ricc"- 
Mia  Bfaresca,  confina  a  lev.  con  la  foresta  vuto  importanti  aggiunte,  fra  le  quali  è  da 
IrirOrsigna  compresa  nella  Comunit.'i  ilei-  notarsi  principlmente  quella  di  8  cilindri 
li  Sambuca,  ed  a  pon.  con  la  foresta  Sian-  da  tritare  gli  stracci,  e  due  da  lavargli.  Per 
inmini  dei  fratelli  Vivarelli-Colonna.  modo  che  con  la  cilindri  e  due  macchine 
Quest'ultima  che  trovasi  fra  il  Corno  alle  da  carta  continua  si  è  formala  in  questo 
Sale  e  la  banditi  del  7'eTo,  1»  quale  spetta  genere  una  delle  manifatture  m:iggiori  di 
dlrrrìtorio  comunilativo  di  Siin-Marcello,  qu;inte  altre  se  ne  conoscono  ora  neiritalia. 
è Tfitita  di  boschi  di  Cerri,  di  faggi  e  di  Abitano  allesso  in  questa   fabbrica   240 
tnpiose  pisture  nel  popolo  essa  pure  della  individui,  oltre  i  20  ai  3o  che  vi  vengono 
lirpsca.  a  lavorare  <li  fuori. 

^'^  parlo  della  piante  di  meli,  di  noci ,  L' edifìzio  tìv!*  panni  feltri  è  situato  presso 

notrioli,  e  ciliegi  frequenti  nella  Montagna  il  ponte  del  /Si melare,  circa  un  miglio  a  scir. 

(■islirjts,  che  forniscono  frutti  serotini  sapo-  di  S;in-Marrello.  Ivi  esistevano  delle  cartiere 

■itisimi;  né  faccio  parola  delle  fragranti  fra-  incominciate  ad  erigere  dni  Cini  nel  1809 

H'Kd^'i  l-*mponi  e  delle  copiose  raccolte  dì  e  quindi  successivamente  ampliate ,  sempre 

Xtimi  funghi.  Passo  in  silenzio  le  delicatis*  però  secondo  1*  antico  sistema  della  fabbri- 

■of  trote,  che  si  pescano  nella  Lima,  e  nel  cazione  a  mano. 

SijuJTioe  [.-er  dire  che  nelle  pnterie  nalu-  Nel  1841  si  sparse  per  l'Europa  la  fama 
bS  di  totesta  porzione  di  Appennino  tro-  di  un  nuovo  ritrovato,  mediante  il  quale 
ii»»cnpin$fi  alimento  neirestate  e  nei  pri-  si  può  formare  il  p:iiino  senza  esservi  duo|x> 
■i  mesi  di  autunno  le  mandre  recitici  dalle  di  filare  e  tessere  la  lana,  e  che  perciò  appel- 
XiRmroe  toscane  unitamente  a  molti  ahi-  lasi  panno  /è//ro.  ICini  mossi  <lal  dfsiderio 
Uotì  rbe  vi  ritornano  col  Inerito  s:ilario.  di  giovare  per  (pianto  |)Olev»iio  al  progresso 
industrie  manifatturiere.  —  Ma  ciò  dell*  industria  toscana ,  entrarono  in  trat- 
ti* nega  il  terreno  vien  pnicnnilo  dalPin-  tato  con  gP  inventori  delle  macchine  che 
^ria  manifatturiera  ,  la  quale  riceve  vita  servono  a  tal»*  oggetto,  e  mercè  una  società, 
^le acque  fierenni  de' suoi  torrenti  e  fiu-  riuniti  i  forti  capitali  necessari,  stabiliremo 
*««.  Che  se  i  <y>r5Ì  d'acqua  che  altraver-  Tacquisto  di  esse  macchine  e  di  quanl' altro 
*M  i  valloni  della  Crjmunità  di  Saii-Mar-  fosse  slato  opportuno  per  montare  una  gran 
^^,  stante  1*  impeto  della  loro  discesi ,  se  fabbrica  di  (tanni  secondo  il  nuovo  sistema. 
Tniiiiiledei  terreni  che  attraversano  in  temfù  E  poiché  le  cartiere  suddette  del  fJmestre 
i,  sono  capaci  di  trascinare  seco  al-  rimanevano  di  gran  lunga  inferiori  i>er  qua- 


76                SANH  SANM 

lilà  e  quanIìU  di  prodotto  a  qneUa  più  no  si  prepaimo  parecchie  pene* 
moderna  della  Lima,  stabilirono  di  togliejre  per  la  varietà  e  rìcckezza  dei  disegni»  e  per 
di  là  la  fabbricazione  della  caria  a  mano  la  ? ivacità  e  solidità  dei  colori  che  tono  §a- 
per  coavertirne  il  locale  ali'  uso  della  nao-  rantìti  contro  qualunque  latatora.  —  Inéne 
Ta  à%^ panni  Jelt ri,  una  gran  calda ja  a  vapore ,  munita  di  n» 
A  ciò  lare  sono  abbisognate  lunghe  ed  cammino  alto  5o  braccia,  è  costmita  topn 
ardite  coslruzioni ,  fra  le  quali  è  da  notarsi  un  nuovo  sistema,  mediante  il  quale  Tacqui 
la  seguente.  L*  acqua  del  Limesire  essendo  costretta  a  girarvi  dentro  continuamente  pse- 
Dell*  estate  in  piccola  quantità  fu  pensato  senta  alla  sorgente  calorifica  una  nuova  su- 
che  per  trarne  ì\  maggioi  profitto  possibile  perfide,  somministrando  nei  varj  punti  della 
non  dovevasi  perdere  nulla  della  straordi>  fiibbrica  la  quantità  di  calore  che  in  quasi 
naria  caduta  di  braccia  45  che  la  situazione  tutte  le  operazioni  testé  accennate  si  richiede, 
del  luogo  concedeva.  A  tale  oggetto  fu  co-  Il  prodotto  di  questa  grandiosa  manifirt. 
slruìto  sopra  1*  ultimo  piano  ddla  fabbrica  tura,  ogni  la  ore  di  lavoro,  fomìsDe  16  pei. 
il  canale  che  porta  1*  acqua  fino  ad  un  punto  le  di  40  braccia  di  lunghezza  e  br.  e  a  J 
estremo ,  dove  fra  due  muri  che  la  rinchiu-  a  3  di  larghezza  fra  panno  e  tappeto, 
dono  e  le  sovrastano  gira  la  più  gran  ruota  Le  persone  che  vi  lavonno  ascendono  a 
idraulica  che,  per  quanto  sappiamo,  si  trovi  drcà  1 5o,  ma  sembra  che  queste  tndano  di 
in  Europa.  Essa  ha  il  diametro  di  braccia  mano  a  mano  aumentando. 
44  1/6,  ed  è  slata  costruita  tutta  in  ferro  dal  G>sì  T  industriosa  fiimiglia  Gni  ha  tro- 
rinomato  ingegnere  inglese  Bryan  Donkint  vato  la  maniera  di  ravvivare  nella  soa  pa- 
li quale  ha  saf^uto  in  celesta  enorme  mole  tria  con  più  eflScacia  che  non  faceva  nei  ae- 
rionire  alla  solidità  una  leggerezza  sìngo»  coli  della  Repubblica  il  lanificio  a  fiivoie 
lare.  Alla  circonferenza  di  questa  ruota  tro-  dei  suoi  concittadini,  fìidli  ad  apprendere  e 
vasi  un  ingranaggio  che  trasmette  il  movi-  ad  esercitarsi  senza  le  scuole  industriali  in 
me  nto  ad  altra  piccola  ruota  dentata ,  dalla  simili  lavori. 

quale  per  mezzo  di  assi  e  ruote  e  cigne  si  Un  altro  benefizio  è  prodotto  alP  indù- 
coiuonica  la  forza  motrice  molto  ingegnosa-  stria  dalle  acque  del  torr.  Limestrt^  quello 
mente  fino  ai  più  lontani  punti  della  fàb*  doè  di  mettere  in  moto  i  magli  e  di  dar 
brica.  Così  vengono  messe  in  moto  le  noo-  vento  ai  mantid  di  tre  ferriere  aotlo  BUain- 
ve  macchine,  le  quali,  ricevuta  la  lana  seni'  miano,  mentre  le  acqua  ddla  Moresca  ope^ 
altra  preparazione  che  la  la^atora ,  Tanno  rano  lo  stesso  nella  ferriera  del  Mml  dmii^ 
da  per  loro  sole  disponendone  i  peli ,  e  in-  $lio  presso  PaUe  PeUi. 
crociandoli,  e  feltrandoli  in  modo  da  costi-  La  G>munità  mantiene  un  medico  cbt» 
tuire  in  brcTC  tempo  una  pezza  di  panno,  rurgo,  e  due  maestri  dt  scuola. 
Questa  viene  poi  sottoposta  non  solo  alle  al-  Risiedono  in  San-Marcello  un  Vicario  &. 
tre  operazioni  di  goalcatura  e  dmatura,  ma  ed  un  Cancelliere  corounilativo  che  abbrac- 
ancora  a  quelle  di  tintura,  per  la  quale  è  eia  anche  le  G>munilà  di  Piteglio,  di  Goti- 
stata  eretta  nella  manifattura  stessa  una  tin-  gliano  e  ddla  Sambuca.  *-  Vi  si  trova  pn- 
toria  fornita  di  tutti  gli  ajuti  che  la>moder-  re  un  ingegnere  di  Circondano  ed  un  nlB- 
na  chimica  ha  portato  in  simile  ramo  d*in-  zio  per  r  esazione  del  Registro.  L«  conaeiw 
dustrìa.  Reca  compimento  a  tutto  ciò  la  vazione  delle  Ipoteche,  eid  il  tribunale  di 
stamperìa  per  i  tappeti,  dei  quali  ogni  gior-  Piìma  istanza  sono  in  Pistoja. 


T7 


QUADRO  iella  Popolaume  della  Comuwir^  di  Sm'Mjkeiio 

a  quattro  tpodt»  diverse. 


Wome 
dei  Luoghi 


iHdelioiie 
Cbfi 


Itt-ai 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Paolino,  Rettorìa 
S.  Mjirìa  Assunta,  Pieve 
S.  Maria  Assunta,  Pieve 
S.  Biagio ,  Retloria 
S.  Marcello ,  Prep. 
S.  Grvg.  Magno,  Rett. 
S.  Maria  e  S.  Isidoro,  If] . 
S.  Lorenio,  idem 

TOTJIB   .   . 


Diocesi 

cui 
appartengono 


si 

Il 

.  Jbit.  if  .• 


Popolazione 


lasio 
i55i 


679 
i4o5 

345 
961 


aao 


36io 


APPO 

1745 


1497 
953 
i36 
761 


192 


3539 


AMKO 

i833 


47» 
661 

797 
335 

II 99 

749 
383 

«79 


4805 


MB.  Dalia  porr,  di  Prnte-Peiri  rontrassegnata  con  V asterisco  (*)  nelV  ulti- 
9epocm  eatrapam>  nella  Ctmunità  di  Porta  al  Borgo Ahit.  if.* 

.  .  .  Ahit.  if.*» 


4934 


971 


4663 


SAI-MARCO  VECCHIO Fed.  Mai- 

«(SOVacxaiio. 

SAH-MARCO  (VILLA  m)  sulla  Cascina. 
^^rd.  Maboo  (Villa Di S.)  e  SoncLijtitM 
[Pure  dì), 

Si^-M ARTICO  D*  AMBRA.  —  Fed.  Am- 
■a(S.  MAtrmo  d*). 

-  iiL*  CAPPELLA  in  Versilia.  —  Fed. 
GinnxA  (  S.  Maitmo  alla). 

'^  aCjstiguomb  nel  Val-d'Amo  infe- 

■  tSA^■nlIATO  ciUà. 

-  aCFCIOWF Fed,  Cicioai (S. Mai- 

«n  i  in  Val-di-Pesa. 

~  i  COJANO.  —  Ved,  Cpiaho  nella 
'«Me  dfl  Bisenzio ,  e  Piato  Com  iuta'. 

-  n  PIANFRAKZFSF.  ^  Fed,  Pmk- 
^\k%vLt  Dfl  Val-d^Aino  supcriore. 

-  FORTEZZA  DI  )  in  VaWi  Sie %e.  — 
^'^-  MABmo  (FcaTF-zTA  DI  S.)  e  Sak-Pifxo 

^-  PIEVE  di;  nella  Valle  della  Fiora.— 

t  II 

I  '""  df  porta  il  \o(  aLolo  dilla  sua  «ntica 
^  l^tUiH,  della  talvolta  San-Martino  a 
'•H'o  Peiato^  iitrlla  Ceni,  e  rin»  migl.  6 
'('■Q-liK  di  Sorano,  Giur  dì  Pìligliano, 
**'  'li  So^iina,  Ccn.p.  di  Grr-ssito. 
Msv^t  K[  ra  un  f  o|j  gio  rlie,  sebi  i  ne  pori i 
J«^wdi  Pt  ggio  Pelato,  \ulcsi  riicstilo 
"'oriMtdi  sumeri,  t  situato  fra  la  ripa  de- 


BesTJBo 


stra  del  fi.  Fiore  e  la  sinistra  del  toir.  Fi- 
liggine  suo  tributario,  uTeiido  al  suo  lev.  il 
popolo  di  Sovana  mediante  il  fi.  predetto, 
ed  a  pon.  quello  delle  Capanne  di  Saturnia 
mediante  lo  sprone  dei  poggi  che  separano 
la  valle  superiore  dell*  Alhegna  da  quella 
della  Fiora.  —  Attualmente  prende  il  vo- 
cabolo di  S,  Startino  una  vasta  tenuta  della 
mensa  vcKovile  di  Sovana  ,  la  quale  ne  rì- 
chiitma  probiibilmrnte  alle  |  ossessioni  di 
una  chiesa  di  S.  Martino  situata  in  Coron- 
zanOy  che  insieme  alle  sue  pertinenze  ed  en- 
trate dal  Pont.  Niccolò  li  con  bolla  del  97 
aprile  1061  fu  concessa  in  dote  al  capitolo 
della  cattedrale  di  Sovana.  — (Miiat.  Ant. 

m.  Aevi,  T  rv.) 

la  parr.  del  villaggio  di  S.  Martino  nrl 
1833  contava  i68abit. 

SAN-WART IKO  IH  S.  MARIA  DEii.F  GRA- 
ZIE. —  Fed.  MoATFPiLaiiio,  e  così  di  tutti 
gli  altri  luoghi  e  chiese  di  santi  cmonimi 
ai  vocaboli  |.ro])rj. 

SAN-MAIRO  A  SIGNA.— Terf.  Moao 
(Saw^  nel  Val  d*  Arno  sotto  Firenze. 

SAN -MF  ZZANO,  o  SAMMEZZANO  nel 
Val-d'Amo  sufieriore.—f'eii.IVr/.MirrAao 
(S.) ,  a  rt  ttificazione  del  quale  aggiungasi , 
che  fu  nelTanno  i6o,5  quando  il  Cav.  Ferdi- 
nando Odoardo  Ximenrs  d*  Aragona  compio 
dal  Granduca  Feidinnndo  I  la  tenuta  di  Sam- 


98                SANM  SANM 

mezzano  <<Qa  rauncssa  bnndiU  per  39000  «769,  allonchè  (u  pioìbilo  a  diMiiiqoe  dea- 

scudi  fiorcntiui  mcdiaate  contralto  rogalo  lio  i  descritti  limiti  di  poter  cicciare  e  pe- 

dm  Ser  Matteo  Carlini.  Quindi  il  senatore  scare  senza  licenza  del  March.   Perdioai^ 

Eftrdi Bando  Ximciu-s  favoritissùno  di  Cosi*  Xiraenes  d*  Araf^ona  e  suoi  successori, 

mo  ITI  tolse  alla  villa  di  Sammezzano  Pa-  SAN-MICHELE  torr,  nella  GAmTAomàMA 

s|  etto  che  aveva  di  un  fortilizio,  e  la  lidas-  ai.ta.  —  f^ed.  Stagno  fi.  e  Vjirt.  weguente. 

ae «4la  forma  del  pelaszo  attuale  adornan-  SANMICHELE  (VILLA  01)  nella  Valle 

dola  di  im  giarduio,  di  viali,  di  statue,  ecc.  superiore  del  Serchio  inGarfitgnana.^-Cat. 

'fislinla  ciiefu  1a  linea  ra.isebHe  dei  mar-  ehe  porta  il  nome  della  ava-erfppella  «susta 

chr.si  Xìmencs  d* Aragona, la  tenuta  diSam-  eli  S.  Michele,  la  quale  ha  dato  il  Tocaholo 

mezzano  passò  nel  1816  €»n  gFisUssi  titoli  anco  al  ramo  del  Serchio  di  Minueeianoy 

nei  mai-cnesi  Bandino  e  Leopoldo  fratelli  nd  piviere,  Com.  e  quasi  on  migl.  a  tii«e> 

Piu  ciatichi  di  Firenze  nati  da  donna  Vitto-  Ar.  di  Fiazza  e  Sala»  Giar.  fi  Gsmporfia» 

ria  sorella  che  fu  deirultimo  marchese  FWr-  no ,  Dioc.  di  Massa-Ducale  ;  già  di  Ldoì- 

dinando  di  Tommaso  Ximenes  d*  Aragona.  Sarzana ,  Due.  di  Modena. 

1  a  qual  bandita  di  Sammezzano  con  mo-  E  posto  in  mi  colle  alla  di  cui  base  ooci- 

tuproprìodel  Granduca  Oian  Gastone  (a 8  lu-  dentale  scorre  il  Serchio  di  Ufinucdano^  o 

gllui  736)  e  di  Leopoldo  I  (17  agosto  1769)  di  S,  JV/e/ie/e,  il   quale  davanti  «I   pof- 

Ài  confermata  agli  «Itimi  marche  Ximenes  |[io  di  Piana  si  marita  al  Serchio  dì  So- 

e  lon>  eredi  nei  conimi  seguenti:  A  partire  maggio,  che  scende  al  suo  grec.  dall*  Ap- 

dalla  giogaua  del  poggio  della  Ghirlanda  pennino  diSillano,  mentre  dà\  lato  di  inae- 

«ipra  focigìae  deT  ficsco^if/^Oifiano  e  Ca-  f tro  il  torr.  di  5»  Michele^  ossia  il  Serckh 

JtteSéy  di  là  voltando  da  sett.  a  lev.  lungo  di  Minucciano  precipita  dalle  rupi  mar- 

i  boschi  della  Faggeta  che  sono  a  confine  moree  del  monte  Pisanino,  che  oosttiuìsce 

con  quelli  della  Vallombrosa,  coi  quali  ar-  il  colosso  delP  Alpe  Apuana,  donde  pattt 

flva  Wfrk  il  miaiilorio  delle  MÉacina/e,  Co-  sotto  il  paese  di  Minnceia no  e  per  H  Gas. 

sta  ineamoftinaittdosi  verso  ostro  scende  nel  Li  di  S,  Michele  a  Piazza  e  Sala. 

TaMt  dove  La  origine  il  borro  di  Ciliana,  Si  fa  menzione  di  qo^o  casale  io  tn  i- 

col  quale  si  accompagna  fin  dove  cotesto  strumento  deìVArch.  Arciv,  di  Lucea^  did- 

barao  interseca  la  steada  die  da  Pitiana  di  l'anno  883,  col  quale  Gherardo  vetooro  d\ 

VaUombroaa  conduce  «  Reggello.  Da  questo  detta  ciltii  diede  io  fendo  a  CaaiaMmdo  «fi 

punto  atguita  per  poco  in  strada  aftedesima  San-Michele  de*  Nobili  di  Castel -Vecchio 

fino  al  termine  cbe  guarda  in  lìnea  retta  la  un  casalino  con  de^  besii  di  $tio!o  posti  nel 

y^Ula  BitBuidi^ed»  quella  diritiaini  calando  luogo  dì  Sala  e  con  IìmmIUi  di  passarti  in 

TecsD  il  principio  del  borro  del  Capamione  eredità  ai  9tm  «liscendeoti.*-  f^ed^  CéSTKV- 

•oende  col  medesiino  fino  alla  sua  oonfluen-  rMOCKio  01  Sj^j^  e  Sm.a  m  CuiFAfiiuxA. 

za  nel  torr.  Maritiate  con  qiiest*ultimo  ar>  La  cappella  curata  di  San  Michele  m  S^Ui 

riva  in  Amo.  Costà  la  tenuta  di  Sammez-  nel  i83a  contava  xoo  abit. 

xano  Toltando  a  lefantc  rimonta  il  fiume  SAN-MICHELE  o*  AGUANA.  -^  ^md. 

fino  idla  foce  dei  borro  di  Ricado  ^  in  cui  Aouaka  netta  VaHedeJrOmbrone  pistoiese, 

entra  piegando  a  sett.,  verso  dote  quel  torr.  ^  a  AMPilf  ANA.  -—  f^ed.  Aammuix  in 

ai  diiride  in  due  rami.  La  tenuta  passando  VaMi-Sicve. 

nel  ramo  destro,  rasento  il  podere  delle  «fer.  .~~  ▲  BAGNAJA.—  f^td.  RimriyA  9ol 

ré  di  Sfontanino  per  arrivare  di  là  sulla  sire-  Ciavoas  in  Vai-Tiberina, 

da  che  ricorre  bmgo  il  crine  dei  poggio  e  —  a  BOIK^ATELLO.  —  ^ad.  Bomu- 

neroè  cui  arriva  dove  abocea  TaHra  via  che  tbllo  in  Val-d*  Elsa. 

Tiene  dalla  chiesa  di  Ceiima.  Di  li  girando  ^  l  GALVOU.  —  f^ed,  Galvou  in  ho- 

Terso  pon.  la  bandita  entra  nel  torr.  Chic-  magna. 

simorte  che  riamnia  mai  ramo  suo  sinistro  -*  a  CASELLI.  —  l'W.  CasbuiI  nel  Val- 
onde  arrivare  iopra  la  cosi  detta  Cascina  d* Amo  su|»eiiore. 

PtcMa  passata  la  chiesa  di  S.  Agaia  ad  —  a  CITTOJA.—  TsiI.  GnnoiA  di  Mu- 

Arfnliedx  lèsale  sul  poggio  della  Ghir-  gel  lo. 

tanda  dove  ritrova  il  primo  confine.  —  a  MONTE-C ARELLL  —  ^cif.  Mov 

Tale  enino  i  Uh  m  ini  dellii  bandita  4U  Sam-  Ti^UAauxi  in  Val-di-Sievc  e  così  di  lutti  gli 

■lezaano  a  (orma  dei  bando  del  a^  agosto  *X\n  luoghi. 


Sancii  sanbì  to 

SAWBinfFITELtjO.  —  T^.  BfllftA-  langr  dilla  p9etr  di  a  Gemitio,  colFa«»« 

TEIJjO  (S.)  nrl  Vat-d'Amo  tnlèriore.  gno  ilt  futli  ì  beoi  attìocnt»  ad  etn  chiaia  , 

SA!?.linfrATa,  SANMIUUTO  e  SAM-  (n  i  lynali  duf  ^oJ^,  •  caw  dooMMorii  4» 

HnVUTO  AL  TEDESCO  nel  Val-d*  Amo  in-  campagna,  situale  prvM»  la  carhonaja  » 

(rrìoff.  — Giti  nobiìe,  gii  Cast,  poi  Tnra  pomerio  M  castello  sleno  di  Odalberto.  — 

iltustre,  carpolnogo  di  Gomitaitli  e  di  Gior.  (Jfrmor.  Lmtch,  Voi.  IV.  P.  11.) 
eoo  chifsa  cattedrale  (S.  Maria  e  S.  Gene-        Péro  on'altni  membrana  ifeir^  selt.  99^ 

sio)  rMÌdriiia  del  suo  teacoTo,  di  un  com-  aerina  in  loco  ei  JSnikus  md  costello  etf 

oiisarìo  R.  e  di  un  tribunale   dì  Prima  monte  uhi  dickmr  S,  Miniato,  Bon  lascia' 

isransi  nel  Cnmp.  di  Flrniie.  dabbta  che  il  Cast,  ora  citte  di  SanaMOMtvy 

È  situala  sai  dorso  angusto  di  una  lunga  nel  secolo  X  fosse  già  popolato ,  droondnlo 

collina  che  da  ler.  a  pon.  la  peitrorre  per  e  munito  intorno  di  fossi.— (t^i). 
on  buon  messo  miglio  biCbicando  all'  i»-       Ignoro-  per  altro  come  colesla  contrad* 

ftrmo  ed  alf  egresso  fra  le  6«mane  delP  portasse  il  nomignolo  di  QmartOf  tanto  pì^ 

Bi$n  e  deir  Bf^m^  le  qnali  si  T«ofano  m  che  simiK  Tocaboli  («nrono  dal»  a  delle  Ibca- 

Ano  due  migl.  a  sctt.  della  stessa  dtli.  Htà  quattro  miglia  distanti  da  una  ^aleb« 

TroTasi  fra  il  gr.  a8*  3i'  long,  ed  il  43®  citte ,  mentre  nei  aontomi  di  San-Mimato 

34'  Iatit.t  aS  migl.  a  pon.  di  Firenae,  24  9  ninna  antica  cittii  è  rammentala.  In  aaexio 

IcT.  di  Pisa,  quasi  altrettante  a  scir.  di  Lucca,  a  tanta  ìncerteiia  ardirei  quasi  dubitare  «he 

e  totomo  a  3o  migl.  a  sett.  di  Volterra.  la  distinzione  dei  loco  Quanto  dovesse  n* 

GioMCchè  h  otti  di  Sanminiato,  in  ori-  ehiamarei  alla  wom  diataaia  dall*  antichiasi- 

fise  castello,  si  creda  da  alcuni  fondata  dal-  ma  pieve  di  S.  Geneslo,  dk*  en  a  «n  dipres* 

rin^>.  Ottone  I  mentre  altri  ne  aocordaro-  so  quattro  miglia  romane  discosta  dalla  cbie* 

00  il  merito  a  Desiderio  ultimo  re  dei  Lon-  sa  di  San-M iniato  «  Quarto* 
fiobinli ,  non  mancarono  scrittori,  i  quali        La  qual  congettura  acquistar  potrebbe 

dal  nomignolo  di  Pancoli  dato  ad  una  sua  una  maggiore  probabilSti  àm  un  doonnsento 

coatrsda  e  ad  una  chiesa  on  disfirtla  e  sup>  dello  stesso  Areh,  Arem.  Ltàcok,  rogato  il 

posta  anticamente  tempio  pagano  dedicalo  9  sett.  del  975,  nel  quale  si  ramaaenla  altro 

a  Fojie,  fecero  risalire  i  sooi  incunaboli  a^  luogo  di  Settimo  situalo  nel  piviere  me  le* 

feti  romana.  Il  fiitto  meno  soggetto  a  con-  simo  di  St.  Gencsio.  —  (Bf bmok.  Loooa.  Voi. 

Irofersia  è  che  forse  la  vera  orìgine  di  que>  V.  P.  III.) 

sta 'atti  trovasi  registrata  in  una  membrana  Anche  una  carta  sentii  in  Lneca  li  94 
(MTArch.  Arciv.  di  Lucca, scrìtta  li  16  gen-  maggio  del  943  tratta  di  altra  enfiteusi  ^ta 
najodeiranno  78S,la  quale  ne  avvisa  della  da  Ériberto  pievano  della  pieve  di  S.  Gè* 
fondazione^  una  chiesa  fetta  verso  Tanno  nesio  di  ViooWiilIarì,  posta  presso  il  fìame 
700  sotto  il  titolo  di  S.  Miniato  in  loco  Elsa,  con  tutti  i  beni  di  delta  pieve  a  favo. 
^Mito  dentro  i  confini  del  piviere  di  S.  re  di  Odalberto  dglio  di  Benedetta;  in  guisa 
Genesio.  che  d*  allora  in  poi  quelle  sostante  pare  cita 
U  Muratori,  che  nelle  sue  Ant,  M.  Ae9Ì  restassero  in  proprìeti  di  Odalberto  e  dei  d» 
(Voi.  VI)  rese  di  pubblico  diritto  qildri-  lui  eredi  Ugo  e  Tebaldo,  medÌMUte  T-inauo 
tiramento,  rilevò, che  la  chiesa  di S.  Minialo  censo  di  ao  soldi  d'argento.  Quindi  mn  al- 
io quel  tempo  era  un  oratorio  semplice,  tre  istrumento  del  dì  8  giugno  980  Ber- 
MUoposto  fino  daUa  sua  erexionealla  chiesa  nardo  pievano  di  S.  Genesio  in  Vico  Wal- 
pkhioa  di  S.  Genesio  situata  presso  la  con-  hni  confermò  il  livello  dei  beni  dell»  sua 
fltienia  delTEIm  in  Amo  e  kne  quattro  pieve  ad  Ugo  figlio  di  Odalberto  per  T^rnuMo 
mi/fiia  romane  distante  d;il  luogo  Quarto,  censo  di  soldi  9 a  d'argento.  -^  (Mesoa. 

Bfeno  secolo  dopo  nel  luogo  ove  fu  cote-  Lecca.  Voi.  V.  P.  111.) 
sb  chiesa  di  S.  Bfiniato  a  Quarto  si  ram-        Fn  gii  dimostrato  che  i  LambanU  di 

Denta  on  castello  di  proprìeti  di  tin  taleO-  San-JUiniato  appartennero  alla  consorterìa 

«blberto  nobile  lucchese ,  il  quale  signore  dei  nobili  di  Corvaja ,  tra  i  quali  «ranvi  un* 

(Dcdianle  isinimento  rogato  in  Lucca  nel  Fraolmo  che  fiorì  verso  la  meti  del  sec.  X, 

<fi  primo  genn.  del  938  rìcevè  ad  enfiteusi  da  cui  nacque  un  altro  Fraolmo  ed  un  Iti- 

pcr  Pannuo  censo  di  soldi  94  di  argento  la  nierì,  rammentati  in  vane  pergamene  del- 

cbits»  predetta  di  S.  Minialo,  che  ivi  si  dice  VArch,  Arci9.  Luech,  sotto  gli  anni  976, 

sloata  nel  castello  di  Odalberto  non  mollo  977  e  979,  mentre  in  altro  rogito  del  due 


80  SANM  SANM 

agf^lo  991  si  QOiniiuno  frd  i  si^oii  dd  tempo,  eoatomli  1%  Mlmmcnti  dioBai|n 

casUrl  «li  Sauiniiii^to  nel  piviere  di  S.  Gene-  e  rendiu  di  diteni  ctfiiiicnti,  aoa  éék 

sto  i  nobili  U^  «Fr«olmo  fimbelU  luti  dal  qoali  del  3  ottobre  1159  nninnili  M 

fu  U^.  —  [Oprra  cit  )  case  poste  nel  CoMiei^eeeUo  di  Saa-Xh 

Tali  furoQu  ialalti  i  Lan^ardij  o  nobili  «oCo,  pretto  im  pie^e  di  S.  Maria  m» 

diSiiiiainiAto  nmmentdti  in  una  bolla  con-  no  aita  piatta,  -^{kmatm  Dul,  Fna.  C^, 

eia  turiate  che  il  Puiit.  Celestino  III  dirette  ie  cit.  )  ' 

nel  34  aprile  del  1 194  a  Gregorio  preposto        Rispfito  ai  CasUhteekio  di  Saa  Jk 

della  pieve  di  S.  G«rn<»io,  cui  confermò  fra  fdato ,  doT*è  la  rocca,  U  chiesa  oatlednlM 

le  inulte  chiese  del  suo  piviere  quella  di  5.  V  episcopio  ecc.,  esso  diede  il  titolo  ad  vjj 

Muria  nel  Castel  di  San-Xiniato^  oltre  le  dei  Terzieri  della  Teria ,  cone  lo  dir"^ 

chiese  di  S.  ^cbele  inter  muros  (ora  inS.  un  istni mento  del  a  settembce  i3ai 

Stefano/  e  de' SS.  Jacopo  e  Lucia  fuor  di  in  San-Mi:iiato  lae/  Tergere  di  Ct 

Porta  (orj  chieda  parr.  de*  Domenicani).  ehio, — (Lami,  Mom.  BeeL  Fior.  pBg.41 

D^lle  quali  espressioni  si  rileva  che  il  *-  ^ed.  TÀrt.  seguente  GonniirA*  ai  &£ 

C'ist.  di  San*3fiiiiato  fino  dal  secolo  XII  do-  hiviato. 
veTa  esK're  circondalo  di  mura.  Realmente  lesaparroodliesapentitii 

Ojfiri  la  cattairale  di  Sanminiato  ritiene  T  antico  pieranato  di  S.  Genesio  soaa 

iMlUira  il  titolo  di  S.  Maria,  alla  qual  chie-  contemplate  tutte  suburbane  e  di| 

sa,  attesa  la  sua  distanza  dalla  pieve  di  S.  immediatamente  dalla  caliedcale,  il  iTi 

Genesio,  con  breve  pontificio  del  ia36  fu  capitolo  considera  per  prima  dignità 

concesso  il  battistero  con  facoltà  di  poter  del  suo  pievano  preposto. 
sep|M;llirc  i  defunti  della  parrocchia.  La  che        Se  dovessimo  prestar  fede  a  qnaaloRd 

accadeva  d'NÌici  anni  iunanzi  che  i  Sanmi-  se  il  sanminiatese  Lorenzo  Boninoootrin 

niatesi  (anno  1^48)  porta^ero  1*  ultimo  e-  suoi  .annali  e  nell* Istoria  sicula  oaovcnd 

slermiuio  al  Borgo  S.  Genesio  quasi  loro  he  attribuire  alP  Imp.  Ottone  I  non  ssllj 

midrc  |Mtria.  Intorno  a  quest*  ultima  epoca  primi  fondazione  del  CasL  di  Saamiaii 

sembra  che  gli  onori  tutti  della  pieve  ma-  m:i  ancora  1*  istituzione  più  Tetusla  ebl 

trice  si  trasferissero  nella  cliiesj  di  S.  Maria  sidenza  in  questa  città  di  un  giudiot  m 

in  Siinriiitiiaio  insieme  airanlìco  titolare  di  apfielli  di  nazione  tedesco,  per  cut  il  M 

S.  G'-iiiVio.  si  distinse  con  1*  epiteto  di  Sanmimià§\ 

Può  ilare  ragione  del  diritto  che  Ano  d*  Tedesco,  Ma  già  si  disse  che  la  sua  orìfl 

allora  i  S.niiiiiiiialesi  acquistarono  sipri  il  ri lu  iuta  ad  un* epoca  più  vetusta,  MÌI 

Borjfo  diS.  Genesio  un  privilegio  delPImp.  1*  istituzione  e  sede  de*  giudici  inpefidij 

Fed'TÌ{;o  IU(>edito  nel  fehh.  iai6  ddUlma  Sanminiato  è  di  lunga  mano  postèrìoicl 

in  Al  lem  j»  Ila  ,  ed  il  cui  archetifx»  si  con-  Tela  ili  Ottone  I.  *  t 

serva  fra  le  cart**  della  Cjm.  di  Suiminialo         Avvegnaché  se  il  più  aniico  crooiili 

iieH\-#r<:/<.  Dipi.  Fior.,  —  (Laxi,  Ode-  scano.  Ricordano  Malcspini,  ricopialo  < 

porico),  Gio.  Villani  e  da  molti  storici  pmlefii 

Il  primo  documento  superstite  a  me  noto  sotto  l'anno  1 1 13  rammenta  un  RMa.ll 

dal  quale  senza  dubbio  apparisce  1*  unione  berlo  o  Rimberto  tedesco  vicario  den*ll| 

«Iella  pieve  di  S.  Genesio  alla  chiesa  di  S.  Arrigo  V,  che  risiedeva  in  Sanminìatol 

^Ilaria  in  Sanminiato,  mi  si  ofTre  in  una  prannoniinato  (diceva  egli)    dei  TtdtM 

iiiembrina  del  di  8  gcnnajo  laS;.  Essa  fa  appunto  perché  i  vicarj  dell*  Imperatane 

furie  defili  alti  giuridici  eseguiti  in  un  ap-  stavano  dentro  e  facevano  guerra  alle  di 

pello  al  Punt.  Alessandro  IV  a  cafiioiie  di  e  alle  castella  di  Toscana  che  non  Ma 

una  lite  fra  Riuieri  eletto  vescovo  di  Voi-  vano  all'Impero,  contuttociò  rispettJiub 

terra  ed  il  Orni,  di  Sinrainiato.  Per  la  de-  l'asserzione  di  quegli  scrittori  quanls. 

cisione  della  qual  controversia  furino  inca-  tr.itLi  di  egioche  ad  essiconlem|»ranff«lf 

rirati  l'arcidiacono  della  chiesa  ina^^ìoredi  ho  altresì  confessare  che  riS}KMto  ai  Gitili 

Volterra,  il  pievano  di  dst(*l-Fiorentiiio  ed  qualche  tem|io  anteriori   alle  loro  età,  l 

il  pre|K»^('i  di  .9.  Genesio  e  di  S.  .Varia  in  sono  dovuto  convinreix*che  m'ilte  voltefl 

San  .fi  niatn.  —  (Arch.  Dipl.  Fior.  Carte  gli  storici  non  si  trovano  d*a(H*nnl«>  cW 

delia  (\nn.  di  San*nin.)  documenti  del  lenito  conservati  negli  JuJ 

liT>»^'e  a  ciò  altro  rotolo  di  carte  di  quel  vj  pubblici  della  Tosjaua. 


SJlNU  sanm  m 

Gbe  wt  Uoriàmo  nel  %o  geBii«  dd  1198  tori  dd  Gomuae  dì  Firenze  per  essere  aja- 
■el  («Imo  tmperìile  di  Samninvilo  Tlmp.  tati  a  caeciare  i  Loccbesi  dalla  loro  patria, 
Federigo  I9  do?4  éoocedè  un  prÌTllegio  ai  Delb  qual  cosa  può  fiir  fede  un  allo  pub- 
■KMMci  delia  Badia  di  S.  SaWadore  ali*  Ito-  blico  dal  5  maggio  1172  esisleote  fini  le 
b  —  (Abgb.  Dvim  Fiom.  »  Cartt  del  JHon,  membrane  di  qudla  Comunità ,  ora  neU* 
di  S.  Eugenio  presge  Siena);  se  dopo  et-  Arek,  Dipi,  Fior,^  in  cui  trattasi  dal  giù- 
«rn  tornato  eoo  numerosa  corte  nel  9 o  In-  ramento  prestato  in  Firenze  da  diversi  sin- 
glb  II 85,  qaando  ooncesse  un  diploma  a  daci  sanminiatcsi  a  nome  dd  loro  Comune, 
FietrofcseomdiLnnt.— (Uonujytif^ixc.  di  sdvare  cioè  nella  vita  e  nelle  cose  gK 
lMmmi,\  te  Tanno  dopo,  nel  aS  ag.  e  nel  uomini  delle  cillà,  borghi  edbtretti  di  Pisa 
«ti.,  troviamo  in  cotesto  paese  il  di  lui  fi-  e  di  Firenze,  di  accordarsi  con  loro  nel  far 
flìo  Arrigo  VI  che  accorda  pri? ilegi  ad  II-  guerra  o  pace  qiuilura  bisognasse,  eccettuane 
debcaado  Fknaooehiesehi  vescovo  di  Voi-  done  1*  Imperatore,  e  ciò  ad  oggetto  di  ti- 
ttm ,  non  è  per  questo  che  fin  d' allora  ri-  euperare  ii  caeiello  di  Sanminiato  eco. 
seitascto  in  Sanaainiato  i  vicarj  imperiali,  A  tenore  delle  stesse  carte  il  primo  giu- 
Imto  pie  cbe  ninno  di  essi  troviamo  indica-  dice  della  corte  imperiale  che  trovo  residen- 
ti) fra  i  tasttmotti  o  fra  i  Baagnati  che  furo-  te  in  Sanminiato  fu  un  tal  Giovanni  insti- 
no presenti  alla  celebrazione  di  qud  dìplo-  sUtuilovi  dall*  Imp.  Ottone  IV,  il  quale  nel 
tti.  Meltampooo  lascia  luogo  a  dubitare  che  di  14  genna)o  del  lai  i  pronunziò  sentenza 
oel  SI  marzo  del  1 190  vi  si  fosse  stalnlito  nella  chiesa  di  S,  Maria  del  Castello  di 
il  maresealco  Arrigo  Testa  legato  imperiale  San^Miniato  in  una  causa  tra  il  C.  Ranieri 
il  Toscana,  il  quale  in  detto  giorno,  stando  dd  fu  Enrighetto  ed  il  C.  Gherardo  del  fu 
io  ana  cam  privala  del  Borgo  S.  Genesio  ri-  C.  Allotto,  entrambi  della  fiimiglia  Gherar- 
eefè  a  ranttio  da  Ildebrando  vescovo  di  Voi-  desca  da  una  parte,  ed  il  Comune  di  San» 
Imi  per  servizio  deirimpero  e  dd  re  Arrigo  miniato  dall*  altra  parte,  per  motivo  di  giu- 
VI  la  somma  di  mille  marche  d*argento;  in  risdizione  pretesa  da  qud  due  conti  sopra 
ricompensa  della  quale  rilasciò  al  mutuante  due  parti  del  castello  di  Monte-Bicchieri. 
t  titolo  di  regalia,  finché  non  gli  fosse  resti-  La  qude  sentenza  favorevole  al  Comune 
loito  il  capitale,  le  rendite  annuali  dovute  condannò  la  parte  avversa  nelle  spese. 
iHa  corona  d*  Italia  dalla  eittà  di  Lncca,dai  Infatti  alla  fine  di  ottobre  del  1 209  Ol- 
pKsi  del  Galleno ,  di  Csfppiano ,  di  Fuceo-  tono  IV  si  trovava  in  Sanminiato,  e  nel  feb» 
«bio,  di  Orentano,  di  Hasta  piscatoria,  di  brajo  dell'  anno  stesso  egli  era  passato  dal 
Sio-Bfiniato  e  di  S.  Genesio,  oltre  il  pe-  Borgo  S,  Genesio^  siccome  apparisce  da 
^gìodiè  il  fisco  imperiale  ritraeva  da  al-  due  privilegi  nei  detti  luoghi  emanati,  il 
tri  paesi,  compreso  il  tributo  di  70  marche  primo  de' quali  dd  3x  oli.  a  &vore  della  Ba* 
4* argento  che  pagava  airfanpero  il  Gom.  di  dia  di  S.  Gbilgano,  ed  il  secondo  del  io  feb- 
Siena,  e  la  gabdia  ddle  porte  di  qnest*  ni-  brajo  in  lavora  della  Badia  di  Fonle-Taona. 
tiiiiadtlà.-^(LAtt,  Monmm,  Bcel»  Fior.)  —  (Lami,  Mon.  EccL  Fior,  pag.  35 1.  e 

In  questo  frattempo  peraltro  (anno  1172)  Delie,  Bruditor.  T.  III.  pag.  a i  a  e  segg.) 
il  caste!  di  Sanminiato  fu  assalilo,  p^reso  e  Porta  poi  la  data  del  Cast,  di  Sanminia- 
malmenalo  dai  Locdiesi  atlora  in  guerra  to  un  istrumenlo  del  6  die.  taSo  relativo 
coi  Piani.  —  L*  annalista  Tolomeo  che  fn  alla  soltoraissione  fatta  alla  giurisdizione  san- 
ti primo  ad  annunziare  cotesto  fatto  aggiun-  miniatese  dal  Comune  di  Castel-Falfi  con 
feche  i  Locohesi  in  qudPanno  Stesso  uni-  1*  onere  di  recare  annualmente  alla  ohie- 
lisì  ai  Pistoiesi  contro  i  Pisani  posero  a  fiam-  sa  parr.  di  S.  Maria  ia  Sanminiato  un  ce- 
rne e  fuoco  il  Cast,  di  Sanminiato.  Piti  di-  ro  di  libbre  io  nel  giorno  della  lesta  di 
fereto  di  bri  ti  Sigonio,  cbe  si  limitò  a  indi-  mezzo  agosto.  —  (  Aaoa.  Dipl.  Fioa.,  Cor- 
care il  castello  medesimo  caduto  in  potere  te  di  detta  Com.) 
dei  Lncchesì  allora  in  guerra  con  i  Pisani        Finalmente  il  Lami  pubblicò  un  btru- 

Bsicoome  i  Fiorentini  nel  1 1 71  si  erano  mento  del  19  agosto  ia3t  {siile  pisano)^ 

obbKgiti  per  40  anni  a  difendere  i  Pisani  col  quale  il  conte  Ranieri  PiccolinOy  qua- 

ed  il  loro  contado  quando  il  loro  (errìlorìo  lificato  castellano  antico  di  Sanminiato 

iosK  stalo  assalito  da  qualche  nemico,  così  i  e  signore  di  una  parte  del  Cast,  di  Toa- 

Sraminiatesl,  il  cai  distretto  allora  era  com-  da,  vendè  per  lire  cento  la  sua  [toriìoat  del 

preso  nd  contado  di  Pisa,  ricorsero  ai  reggi-  Cast,  e  curia  di  Tonda  al  Com.  di  Saumi- 

V.  V«  II 


SANU  SANM 

nnto  nppresenUto  da  Gnallarotto  podeiUi  ai  Pisani  foitniiicro  le  ngiooi  in  T 
di  detto  laogo,  alla presema  di Tegrìmo  gin-'  debberò  ogni  giorno  più  in  potere  ed  in 

dice  e  sindaco  del  Gomone  dì  Sanminiato  «  onoranza  ;  sia  perchè  nel  luglio  del   i  sa6 

firmato  da  Tarj  teétimoni,  fra  i  quali  un  Sfai-  lo  stesso  Federigo  II  reoossi  a  SeomiBialo 

pìgli  e  un  Ansaldi  stipiti  di  due  antiche  con  numeroso  corteggio  di  principi  e  di  ve- 

fiimiglie  ssnminiatrsi.— «(ifoff.  Bcei,  Fior,  scovi,  dove  pubblicò  un  privilegio  in  tavore 

e  AacB.  DiPL.  Fica.  Carte  eii,)  della  Badia  di  Fucecchio;  sia  perchè  oolesla 

Lo  stesso  Lami  diede  alla  luce  altri  4  Terra  illustre,  ora  città,  dal  di  lui  padre 
documenti  del  so,  aS  e  3o  dicembre  del-  Arrigo  VI  venne  designata  corte  imperiale , 
Tanno  medesimo  taSi ,  ed  uno  del  9  gen-  nella  quale  alcuni  popoli  della  Toacaisa  t«- 
najo  successivo,  l*  ultimo  de*quali  stipulato  car  dovevano  i  tributi  annuali  come  può 
parte  nella  casa  del  potestà  medesimo  di  San-  dedursi  da  un  privilegio  del  «5  oU.  1166 
miniato  e  parte  nella  chiesa  parrocchiale  concesso  da  Arrigo  VI  ai  Senesi  ;  aia  peKchè 
di  S.  Haria  di  detto  eastffllo  ^  e  tutti  ro-  Bfalsspini  e  Villani  attribuirono  a  Federi- 
gati  da  ser  GuadaMo  nolaro  imperiale;  nei  go  II  T edificazione  della  rocca  di  Senmt- 
quali  isru menti  trattasi  della  dedizione  del  niato,  Ui  quale  poco  dopo  servì  per  pcigitie 
castello  e  uomini  di  Camporena  al  Comune  di  stato  ;  sia  filialmente  perchè  dai  «loco- 
stesso  di  Sanminiato.  menti  sincroni  risulta  che  lo  stcsao  Federi- 

Un  giuramento  simile  di  sottomissione  go  II  fu  il  primo  a  stabilire  un  sicario  iaa- 

fu  fstto  nella  residenza  del  predetto  podestà  periate  con  residenza  fissa  in  Sanminiatto. 

il  i3  dicembre  del  ia3i  {$tHe  pisano)  dai  Uno  di  cotesti  vicarj  imperiali  tedeschi 

sindaci  del  Castel  di  Tonda  e  da  Corrado  che  presero  il  titolo  di  easieiiani  di  Som- 

del  fu  Arrigo  per  se  e  per  il  di  lui  fratello  miniato  fu  Gerardo  d*Arnesteiii,  il  quale,  a 

Arrigo  neir  atto  dì  sottoporre  quel  castello  nome  di  Rainaldo  duca  di  Spoleto  e  vicario 

alla  giurisdizione  del  popolo  sanminiatese.—  iu  Toscana,  nel  i5  giugno  laaS  bandiva  e 

(Aaoa.  DiPL.  Fioa.  ioc.  cit,)  condannava  i  Montepulcianesi  in  mille  mar- 

Qnindt  Tanno  dopo  donna  Matilda  mo-  che  d'argento  per  non  avere  ubbidì  lo  ai  suoi 

glie  del  conte  Ranieri  gtnniore,  figlio  del  fu  ordini  onde  riformare  la  Toscana.  Quindi 

Ugolino  conte  di  Bolgari,- abitando  in  Pisa  con  altro  ordine  del  17  giugno  dell*  anno 

nel  quartiere  dì  Chinsica  con  rogito  del  1 3  ttesso  egli  comandava  al  potestà  di  Siena 

agosto  i93a,  dopo  avuto  il  consenso  de*pa-  di  far  guerra  e  di  tenere  i  Montepolcianeai 

venti  Guido  di  Marignano  e  Ridolfino  di  pernemici  de*S«nesi.»— (Aaca.  Dm..  Sca. 

Guido  Mosca,  diede  balia  al  suo  consorte  C.  Ealeffo  vecchio  e.  196.) 

Banieri  di  far  transazione  col  Comune  di  II  medesimo  Gerardo  di  Ameslein  in  mU 

Sanminiato  per  i  danni  da  qoesto  recati  agli  tra  carta  del  10  ott.  ia3a  viene  quali6calo 

uomini  ed  al  castello  e  territorio  di  Tonda,  legato  dell*  Imp.  in  Italia. — (  M  e  «43  ). 

—  (Lami,  Mion.  EocL  Fior,  pag.  359.  e  Io  non  starò  a  dire  che  cotesto  yìcbHo 

Anca.  DmL.  Fioa.  Carte  cit.)  fosse  quegli  che  diede  il  sopranome  di  TV. 

Che  i  Sanminiatesi  accordassero  ai  nobi-  desco  alla  Terra  di  Sanminiato  ;  né  se  chi 
K  ed  abitanti  di  Gistel  Falfi  porzione  del  cuoprl  TuAkio  di  castellano  di  Sanminiato 
Cbst.  di  Tonda  ecc.  lo  dà  vieppiti  a  cono->  loise  sempre  vicario  generale  in  Toscana , 
soere  un  altro  documento  del  a8  maggio  arregnachè  il  Lami  nella  sua  opera  de'Jfo- 
ta3a  rogato  nella  piare  di  Quarazzana  (Co-  mu».  BecL  Fior,  decifrò  una  tal  questiooe 
rasiano) ,  quando  il  sopra  nominalo  Guai-  in  modo  da  non  riandarvi  sopra;  dirò  henaà 
lerotto  podestà  di  Sanminiato  fece  convocare  che  dopo  salito  sul  trono  della  Sicilia  il  re 
nella  pieve  predetta  i  sindaci  ed  i  consolide!  Manfredi,  questi  nel  gennajo  del  ia6o  io- 
Owiuni  nuovamente  ar^istati ,  cioè ,  di  viò  da  Foggia  un  privilegio  che  acoordava 
Ihnda^  Castel' Falfi ,  Camporena  e  ^-  al  Comune  di  Sanminiato»  e  segnatamenle 
§nale^  per  interrogarli ,  se  volevano  libere-  ai  Ghibellini  di  essa  Terra,  oltre  le  franchi- 
mente  sottoponi  alla  giurisdizione  e  potestà  gie  del  pedaggio  delle  merci  che  passavano 
di  Sanminiato ,  come  essi  fecero  in  quell'  dal  distretto  sanminiaiese,  tutti  i  beni  «lei 
atto  col  giurare  obbedienza  a  questi  Comuo  banditi  e  ribelli  di  fazione  Guelfii  dichiaiati 
nitk.  —  (Aaoc.  Dm..  Fioa.  Carte  cit.)  di  proprietà  della  corona  d*  Italia  ,  pucchè 

Pkrattanto  i  Sanminiatesi  con  la  protezio-  compresi  nel  distinto  della  stessa  Comunità  ; 

ne  detrimp.  Federigo  11^  di  cui  essi  uniti  e  ciò  in  ricompensa  (dice  il  diploma)  «le* 


SANM  SAIfM                83 

d«iiiicluGÌttbel1iiiinniBÌAÌatC9Ìiofiortiper    rocca  di  S«ii]iilBÌato  cotUtui  DietaTmo  di 

amamnre  b  (ède  ai  trono  di  Bfonfcedi.  Gotti ii|[a  tuo  parante  in  vicario  e  nunxio 

Nel  IO  aprile  del  1972  il  re  Carlo  d*Ao-    speciale  per  le  Terre  del  Val-d*Amo  infe- 

giò  amie  vicario  generale  della  S.  Sede  in  riore,  cioè  di  Sanminialo,  Fuceochio,  Sanla- 

Toacana  indirizzò  lettere  da  Boma  al  Gì-  Croce  e  Castel-Franco  di  soUo.  La  qual  no» 

oHiiie  di  Sanmioiato  sni  modo  di  eleggere  a  mina  fa  sanzionata  dall*  Irop.  prenomiualo 

nome  dello  stesso  re  il  potestà  di  delta  Terra:  con  beneplacito  del  5  novembre  successivo, 

quìiidi  con  altre  lettere  del  14  agosto  i  «73  ---  (Lami,  Oper^  cit, ^  e  Abch.  Dipi..  Fica, 

iorute  da  Siena  quel  monarca  partecipava  Carte  dtiia  Com,  di  S,  Uiniato.) 

alGoinune  predetto  reiezione  da  esso  fatta  Dopo  però  la  giornata  (alale  della  Melo* 

di  Diego  Cancellieri  ^  Pistoja  in  potestà  ria  die  costò  tanta  perdita  ai  Pisani,  i  quali 

tlr*Sinniinìalesi.  «^(Aaca.  Dipl.  Fna.,  Cor-  fino  al  laSi  erano  stati  1*  appoggio  più  so- 

u  deiim  Com,  di  Sanmimtdo,)  lido  del  vicario  imperiale  nella  Toscana , 

Vacava  sempre  1*  impero,  quando  nell'ot-  questi  dovè  acconciarsi  eoi  Fiorentini  e  con 

lobre  di  detto  anno  fu  eletto  e  coronato  il  gli  altri  paesi  della  Lega  guelfa  e  tomarscno 

C  RuJollb  d'Ausbourgh  stipite  della  dina-  in  Alemagna.  La  ooaa  stesn  accadde  nel  ia86 

stia  Austriaca,  Il  quale  a  richiesta  de*Gbi-  a  Prenzivalle  Fieschi  de* conti  di  Lavagna, 

bellioi  nel  raSi,  e  nei  due  anni  successivi  e  otto  anni  dopo  a  Gianni  di  Celona,  ve» 

iovió  nella  Toscana  i  suoi  vicarìi  generali,  i  nuli  tutti  in  Toscana  per  riacquistare  le  ra- 

qtati  stabilirono  la  loro  residenza  in  San-  gioni  delflmpero,  i  quali  peraltro  dovettero 

miniato,  dove  solevano  ricevere  dai  sindaci  ripartirne  con  poco  onore  dopo  un  accorda 

dei  «Rteist  paesi  il  giuramento  di  fedeltà  coi  fatto  con  i  popoli  della  Lega  guelfa ,  senza 

Jtritli  dovuti  alla  corona  imperiale.  che  quesl'  ultimi  vicari  imperiali  tenessero 

Tale  fii   ou  Ridolfo  cancelliere  aulico  piit  residenza  fissa  in  Sanminiato.  —  (  G. 

erralo  vicario  generale  in  Toscana  eon  mo-  Viuaki,  Cranic,  Lib.  VII.  C.  78  e  ita, 

tuprof.rio  deir  Imp.  Ridolfo  in  data  del  5  Lib.  Vili.  C.  X.) 

geooafo  I  a8 1  ;  il  quale  vicario  trovavasi  nel-  In  tale  frattempo  (nel  1  ag  i  )  i  sindaci  del 

b  rocca  di  Sanminiato  quando  nel  ag  otto-  Comune  di  Sanminiato  fecero  lega  con  i  po- 

bre  del  ia8a  don  Benigno  aaonaco  della  Ba-  poli  di  Firenze,  Pisloja,  Prato,  Lucca,  Pisa, 

éi»  di  Passignano  prestava  giummento  di  Colle,  San-Gìmignano ,  ed  altri  paesi  com- 

Meltà  air  Impero,  nell'atto  che  quel  vìca^  ponenti  bi  Lega  goelia  toscana  per  obblì- 

rio  imperiale  confermava  a  quel  monastero  garsi  2  non  permettere  più  alcuna  rappresa* 

^tli  i  poasemi  e  privilegi  ottenni!  dai  pre-  glia.  —  Ftd,  SAa-GnìuaiURO.  —  {Carte 

ccdroti  iroperalorì  (Lami,  Jfe/i.  Scei.  Flor.^  deiìt  due  Conmmtà.) 

e  Asea.  Dvi..  Pioa.  Carte  della  Badia  di  Già  fino  dal  a5  marzo  dell'anno  ia88 

Passionano),  Anche  nel  5  genn.  del  i  a83  erano  ststi  fissati  «  confini  fra  il  popolo  di 

travavasi  lo  stesso  vicario  nelbi  rocca  di  San-  Marcignaua   del   territorio  sanminiatcse  • 

miniato  per  ascoltare  i  reclami  del  sindaco  quello  di  Pagnana  d*  Empoli  del  contado 

«ti  un  altro  monastero.  —  Fed,  PaATo,  Voi.  fiorentino. 

IV  psg.  639.  Qnindi  per  lodo  pronunziato  dagli  arbi- 

Cotesto  Ridolfo  cancelliere  aulico  in  qua-  tri  nominati  dai  sindaci  respetlivi  nel  So 

Htà  di  vicario  generale  in  Toscana  nel  5  settembre  dell'annoi  agi  furono  terminate 

nai^  deiranno  ii83  con  istromento  ro-  le  difièrenze  a  cagione  di  confini  fra  i  Gù» 

P^  nella  rocca  di  Sanminiato  prese  a  mu-  muni  di  Sanminiato  e  di  Fucecchio  coll'ap- 

tuo  di  Giacomino  di  Vermiglio  degli  Alfenì  porre  i  termini  lungo  hi  strada  detta  «lei 

di  Firenze  3400  fiorini  d'oro,  pel  quale  ef-  Pretorio  e  di  là  nella  fossa  di  Capirne  fino 

fetlo  oppignorò  e  cede  fra  i  beni  della  coro-  alla  via  che  da  Sanminiato  guida  a  Fucec- 

na  r  osttimtto  delle  terre  colmate  e  compre-  cbio  ecc.  —  (Aaoa.  Ikn..  Fma.,  Carte  delle 

Koei  territori  di  Sanminiato  e  di  Pucec-  due  Comunità,) 

càio  dilb  parte  di  meszogiorno ,  cioè ,  alla  Cotesto  documento  serve  anche  a  cono- 

ùùitni  del  fi.  Amo.  Albi  quale  operazione  soere  che  fino  d'allora  la  Terra  di  Sanmi* 

oell*inno  ia86  consentì  Tlmp.  Ridolfo  con  niato  era  governala  per  il  militare  e  giurì- 

Bolepioprio  dato  in  Augusta.  — •  {loe.  eit,)  dico  da  un  podestà  e  da  un  capitano  del  Po** 

Ia  itcaso  csocelliere  e  vicario  imperiale  polo,  mentre  per  reoonomico  b  reggevano 

eoo  dscieto  dato  li  a8  OMfgio  1983  ndbi  i«  buono  )mini  ooo  altretltfUi  comigUeri. 


84                SA  NAT  SAKM 

Tre  anni  dopo,  dal  dì  ii  al  t5  ottobfe  gio  dal  1S07  i  fiasMiniatefì  nmiù  m  Ro* 

del  1997»  furono  eziaiidio  stahìlili  fra  il  ter-  rentini,  Satten^  Lnacheai  con  altri  pipili 

rìtorio  del  Comune  di  Sanminialo  ed  il  della  Lega  g«elfii  toaoaMi  asdavono  anaali 

contado  fiorentino  i  tennini  di  confine  in  contro  gli  Avetiai  ed  i  foomacUi  Bianriii, 

quei  luoghi  do?e  i  predetti  Comuni  dalla  riuniti  nd  oastd  di  Gargoota  cIm  picaero 

parte  di  Val-d*Elaa  si  riscontravano;  cioè,  con  altre  Tille  di  quei  dinlomi;  e  fn  in 

con  Castel-Fiorentino,  Gambassi  e  Monta jo-  quelKanno  slesio  i  $07  quando  cadile  il  Fon- 

ne,  MonteRappoli,  CastelnuoTO,  Granajolo  le  a  Elsa  davanti  a  Torre  Benni  (90U0  b  Ba- 

ed  il  Borgo  di  S.  Flora ,  siccome  apparisce  sCla),  il  quale  fu  rifililo  nel  1 347  moHo  più 

dagl*  istmoienti  di  queir  Arch.  pubblicati  indietro  ^"Vwi^  direnone  aOa   atnd» 

dai  Lami  (Jfofitffvt.  Écei,  jF/or.pag.  404-7)*  maestra  pisana.  —  f^ed.  Potrra  a  Ktaa. 

In  queir  anno  medesimo  1197  per  istru-  Ai  nnconti  del  Lelmi  sono  ooeccoli  qnel- 
mento  del  99  novembre  rogato  nelb  Terra  li  di  Gio.  Villani  rispetto  alla  liftiiMa  del 
di  Sanminiato  nd  palano  del  popolo  quel  governo  di  Sanminialo  accaduta  ntH  mrse 
Comune  acquistò  da  Giacomo  del  kt  Ver-  d^agosto  ed  i3o8  (i3o9  stile  pisano)  alloiw 
miglio  Alfànl  di  I^renxe  e  da  Vermiglio  di  cbè  i  Qcdoni,  i  Mangiadorì  ed  altri  nolaU 
lui  AgKuolo  per  laoo  fiorini  d'oro  tutte  le  con  le  loro  amistà  combatterono  ooalro  il 
colomate  che  furono  possessioni  imperiali ,  popolo,  cacciarono  i  signori  XII  del  pahaco 
poste  lungo  la  ripa  sinistra  del  fiume  Amo,  ed  il  capitano  del  popolo  daSanmiiualo,  bc«- 
nel  distretto  sanminiatese  ed  in  prte  fucec-  ctando  i  libri  ed  i  statuti  di  quel  Comnae. 
chiese,  compresi  i  fratti,  proventi  e  ragioni  Accadde  tutto  ciò,  soggiunge  il  IìcIom,  per- 
stale  cedute  agli  AUani ,  mentre  le  colmate  che  s*en  (atto  uno  statuto,  die  i  nobtK  fba- 
delhi  ripa  opposta  erano  stale  donate  dalP  aero  tenuti  a  dar  cannone  di  fiorini  mille 
Imp.  Arrigo  VI  alla  Badia  di  Foceoehìo,  e  innanti  al  capitano  di  non  ofièndcre  alcun 
confermale  al  Mon.  medesimo  da  Federigo  II  popolare.  Quindi  nel  giorno  dopo  la  loco 
con  diploma  dato  in  Sanminiato  nel  luglio  ritloria  i  eapi  ddla  rivolta  rifbrvaaroBo  la 
del  1 996.  —  (Aaca.  Dm.  Fioa.  Ceu^  M-  Terra ,  e  dettero  piena  balia  a  Betto  da*  Ga- 
la Com,  citata,  —  Lahi,  O/iem  stessa),  glianelli  da  Lucca,  fnllo  allora  potealà,  il 

Poco  dopo  per  contratto  del  at  marzo  quale  con  Barone  de*  Mungiailori  e  000  To> 
1997  (ifr/r  pùano),  scritto  in  Sanminialo  daldo  de*Ciccioai  fu  uno  de*  tre  riforma- 
ne! palazzo  del  popolo,  i  sindaci  dei  Corau-  tori  ed  arbitri.  Cotesti  aignori  teoncvo  la 
ni  di  Siena,  di  Pisloja  e  di  Sangimignano,  loro  residenza  ne)  paiazw  auoM»  dei  pO" 
quindi  nel  1 8  giugno  1999  quelli  di  Volter-  poto ,  dove  rlcsiono  i  \I1  buonominì  ,  die 
ra,  e  nel  a  3  giugno  i3o3  i  rappresentanti  unitamente  ai  consiglieri  del  popolo  rifi»r- 
dri  Comuni  di  Pisa,  di  Siena,  di  Prato,  di  marono  con  nuovi  statuti  la  Tetra.  Fra!- 
Sangimignano,  di  Colle  rinnovarono  con  i  tanto  il  podestà  in  grazia  di  queir  arbìtrio 
Sanmrniatfsi  le  convenzioni  per  impedire  puniva  con  aspreaza  e  continuò  a  tenere  il 
nei  loro  lerritorj  le  rappresaglie.  — -  (Anca,  popolo  di  Sanminialo  in  grande  aervafggio , 
DiPL.  FioK.  Carte  cit.)  finché  non  suseitossi  discordia  tra   le  oase 

Alla  stessa  epoca,  e  precissmente  dal  %S  de* Malpigli  e  quelle  dei  !lfangiadori.<-~(G. 

agosto  del  i3oi  a  tutto  il  34  nov.  del  i3i7  Villani,  Cromie.  Lib.  Vili.  e.  98.  ) 

{stiie  comune)  scrivevasi  un  diario  degli  Realmente  la  Terfii  di  San  mia  iato  foper 

avvenimenti  più  notabili  della  Terra  di  San-  qualche  anno  teatro  di  soniidali  e  finiosit,  di 

minialo  ser  Giovanni  di  Lelmo  da  Comu-  omicidi  e  devastazioni ,  quantunque  quel 

gnorì  notaro  sanrainiatese ;  il  qoal  MS.  fu  governo  stasse  d'accordo  coi  Fiorentini. 

pubblicato  dal  Baìuù  nel  T.  1  delle  sue  Avvegnaché  la  Signoria  di  Firenze  nel 

Miscellanee ,  e  dal  Lami  nelle  sue  Delie,  genn.  del  1 3 1  a  {stile  comune)  avendo  imcao 

Bradit,  ^Dondechè  quel  cronista  contem-  l'arrivo  in  Pisa  del  conte  Roberto  di  Fuin- 

poraneo  ne  avrisava  che  nel  i  maggio  del  dra  maresciallo  di  Arrigo  VII ,  mandò  Inalo 

i3o5  {stile  comune)  entrò  poleslk  di  San-  gente  a  cavallo  e  a  làedi  alla  guardia  di  San> 

miniato  Iferlo  de'Nerli  di  Firenze  morto  in  minialo  e  di  tutta  la  sua  frontiera ,  1»  quale 

uffizio  nel  95  agosto  successivo  e  supplito  da  si  estendeva  iino  alla  Chiecimellm  ;  e  nel 

Arrigheilo  de*  Saracini  di  Siena  quando  vi  mese  di  aprile  susseguenie  essendo  già  ar^ 

ffm  capitano  del  popolo  Orlando  «lei*  Medici  rivaio  in  Pim  lo  stesso  Arrigo  di  Lussrta> 

di  Orvieto.  EgH  aggiunse  che  nel  a 4  nag-  burgo,  quel  maresciallo  fece  molle 


SANH  SANM  85 

rie  ad  Val-d*  Amo  nifinriore  ed  in  Lnntgia-  no  tempie  i  foonucìti,  i  qoali  ciegoirono  ]■ 
m  oonlro  le  terre  e  cestella  ^ei  Ltiocbà  e  oonifgoe  nel  ai  noy.  dello  stesso  inno. 
Sraniniatai,  comecdiè  non  gU  riuscisse  d*  Le  torri  o  castella  erano  le  seguenti:  ^- 
ìmpadronim  di  |diese  aknmo  ad  eccezione  gUati^  BaleontifUi^  Bueeiano^  Camporc 
del  GmL  di  Buti.  —  (G.  Villaxi»  Optr.  cit,  mty  ComugnoU^  Grumulo^  Montalto^  Mo- 
lib.  IX.  C  at,  35  e  37  ).  rioro^  SUhUo^  e  la  Torre  di  S.  Romano. 

Andie  Tanno  dopo,  n^*cMate  del  i3i3,  Fu??i  la  condiaione  che  la  goardia  del  ca- 
cssnido  tornato  quell'imperatore  a  Pisa  per  stello,  o  torre  di  Camporena  rimanesse  agli 
mHteiv  insieme  gente  di  terra  e  di  mare  onde  eredi  di  Tebaldo  dt*BÉiDgiadorì  finché  qiie- 
narctare  ▼erao  I&poli  contro  il  re  Roberto,  sii  non  (ÌMse^ano  accordo  fra  loro,  pregia  pe- 
freefa  goenreggiare  dal  suo  maicsdallo  con*  nitro  la  giorisdizione  sotto  Sanminìato,con 
tre  i  Lacdien  e  Sanminialesi,  sdbbene  con  Tobbligo  a  quegli  abitanti  di  pagare  lecon- 
poeo  o  ninn  profitto,  qualora  si  foglia  co-  soete  fazioni  reali  e  personali.  Un  altro  ca- 
ctttuave  la  bicocca  di  Can^porena  prem  dai  pitolo  dichiarala  i  Sanminialesi  ed  i  Pimni 
nianl,  e  il  casteBoccio  di  Moiìoid  che  si  liberi  da  ogni  dazio  per  tuttociò  che  gli  uni 
era  ribdlato  ai  Sanminiatesi*  poiMdevano  nel  contado  degli  altri,  ecc.  » 

If  orto  V  Inip.  Arrigo  VII  a  BoonconTenlo  (Abcb.  Dipl.  Fkuu  Carte  della  Com .  di  San- 
iti agosto  i3i3  )  e  datasi  Firn  ad  Ugno-  minìaft».— Lam,  Diario  eit,^^  Ammaat. 
eione  delb  Faggiuola,  ditersi  castelli  si  alio-  Sior.  Fior.  Lib.  VI.  ) 
Buono  dair  ubbidienu  Terso i  Sanminiate-  Il  Lami  nel  suo  Odeporico  (Voi.  I.  pag. 
si  per  aderite  ai  Pisani,  i  quali  nel  principio  148),  ne  affisava,  che  nel  i3a6  i  Sanmi- 
del  i3i5,  cafalcando  contro  Sanminiato,  niatesi  si  coQfederarono  con  Carlo  duca  di 
presero  dif  erse  castelk  del  loro  antico  di>  Calabria,  allora  f  icario  in  Firenze  in  nome 
stretUs  fina  le  qnali  Cigoli,  il  Borgo  Santa  del  re  Roberto  suo  padre. 
Plora  con  il  Cast,  ilei  Ano,  e  questi  ultimi  II  &tto  adunque  della  elezione  dai  San- 
doe  arsero.  •—  (  Laun,  Diario  eit,)  miniatesi  eseguita  nel  4  gennajo  del  i  Sa 8 

Anche  nella  battaglia  di  Montecatini  (ag  (siile  contune)  ddiostesio  Cario  duca  di  Ca- 
•irQito  i3i5)  concorsero  ira  le  amistà  dei  labria  in  loro  difensore  mediante  lo  stipeu- 
Pknentini  le  genti  di  Sanminiato,  delle  diodi  6000  ducati  all'anno,  a  condizione 
qaali  restarono  f  ittima  in  quella  sconfitta  che  egli  svernasse  in  Sanminiato  con  5o  ca- 
Dolti  nobili  da  Giovanni  Lelmi  nd  suo  valli,  secondo  che  lasciò  scritto  il  Bonin- 
Bttrio  indicati.  contri  annalista  ssnminiatese,  non  sembra 

Appena  però  fu  cacciato  Uguocione  da  che  combini  con  la  storia  del  tempo,  né  con 
Pisi  e  da  Locca,  la  parte  goelfii  dominante  un  documento  di  cui  conservasi  1*  originale 
in  Stnminiato  si  retò  armata  al  castello  di  membrana  fra  le  carte  della  Com.  di  San- 
OgoK,  che  i  ghibellini  fuorusciti  custodi-  miniato,^ora  nelP^rcA.  Dipl.  Fior.  È  un 
une,  e  che  il  p«rtit#  dominante,  nel  luglio  istmmento  del  dì  1 1  dicembre  1 3a8,  rogato 
del  i3i6,  ebbe  a  patti  di  salvare  le  persone  in  Firenae  da  Francesco  Laudi  notaro  mn- 
ebe  V*  erano  dentro  ed  i  loro  beni.  miniatese,  nel  quale  si  dichiara  che  don  Leo- 

Riformato  nel  dettoanno  ^tobre  i3t6)  nardo  monaco  Camaldolense ,  nella  qualità 
il  governo  di  Firenae  mcdianle  la  cacciata  di  camarlingo  del  Comune  di  Sanminiato, 
liei  prepotente  bargello  Landò  da  Gobbio,  alla  presenza  di  varj  testimoni  pagò  in 
il  re  Roberto  di  Sicilia  s'interpose  per  rista-  quel  giorno  a  Raimondo  Rosso  di  Catania 
bilire  la  pace  fira  i  diverai  Comuni  della  tesoriere  di  Carlo  duca  di  Calabria  5 00  fio-> 
Toscana.  Questa  infatti  fii  conclua  in  Na-  rini  d*  oro  per  il  primo  anno,  che  il  detto 
poK  nel  la  maggio  deH*  anno  susseguente  duca  doveva  ricevere  annualmente  dal  Co- 
tilt  presenza  dei  nudaci  di  Firenze,  Pisa,  mone  di  Sanminiato  per  lutto  il  tempo  che 
Imcì,  Siena,  Volterra,  Pistoja,  Prato,  Ma&«  la  stessa  Terra  col  suo  distretto  era  affidala 
ts-Varitrima,  Sanminàato,  San-Gìmignano,  alla  protezione  di  quel  vicario  regio,  al  qua- 
C^lle,  Pucecchio,  Santa-Croce,  Castelfiain-  le  elfetto  io  rilasciata  dal  tesoriere  opportu- 
co  di  sotto,  S.  Maria  al  Monte,  ecc.  na  ricevuta.— (Aaca.  Dm..  Fioa.  loe.  eit.  ) 

Qos  delle  condizioni  di  quel  trattato  fu  Giunta  la  notizia  in  Firenze  della  morte 
die  i  Pisani  dovessero  restituire  r»el  termine  del  duca  di  Calabria  accaduta  in  Napoli  nel 
dì  5o  fiomi  al  Comune  di  Sanminiato  dieci  nov.  del  1 3a8,  non  per  questo  si  rallentò  V 
toni  o  castella  del  soo  dtsiretto  che  riteneva-    amiciria  de*  Fiorentini  verso  i  Sanminiatesi 


86  SANM  SANM 

tottochè  fra  le  pergiimm«  della  slnaa  Coma*  ntalo  GagUeUno  de'  Racellai'  di  Pireaae,  e 

nììk  esistono  copie  autcnlìcbe  di  f  arie  proT^  volendo  egl^  far  giuttina  di  certi  aasna* 

visioni  falle  nell'anno  iSag  dalla  Signoria  dieri  annidali  dai  Malpigli  e  dai  Mangia- 

di  Firenze,  relativamente  «Ila  difesa,  sussi-  dori,  questi  eoo  iifono  loro  e  d<gli  aaùci 

dio  e  tutela  della  Terra  di  Sanminiato,  ecc.  letarono  la  Tcria  a  romore,  e  tolti  a  Iona 

Era  nel  fempo  in  cui  Pisa  ave? a  accollo  i  malfiitlorì  di  mano  alla  ginstitia  ,  Tote- 

Tantifiiipa  Pietro  di  Conrara  co*  suoi  cardi-  vano  disiare  gli  ordini  di  qnel  Cbmane»  ae 

nati  e  Lodovico  il  Bavaro  con  i  suoi  tede-  non  cbe  il  popolo  corse  all'armi,  e  oon  §«« 

sebi,  quando  Beltramone  del  Baho  capitano  bilo  soocorio  delle  contrade  vicine  e  de'FW- 

del  re  Roberto  in  Toscana  marciò  con  lesile  rentini  fu  riparalo  alla  sommossa, 
genti  e  con  quelle  de*  Fiorentini  ad  acquar-        In  conseguenza  di  ciò  il  Comune  di  San- 

lierarsi  in  Sanminiato  e  nelle  firontiere  del  minialo  decise  iK  mettersi  per  5  anni  in  balia 

suo  distretto,  donde  poi  cavalcò  in  sul  con-  e  guardia  del  Gom.  di  Firmie,  il  quale  mail* 

tado  di  Pisa  per  fìnoairantiporto  della  stessa  dò  i  suoi  delegati  in  colesta  Terra  per  rifbr- 

cittk  levando  gran  preda  di  gente  e  di  bc^  marne  il  regime.  Quindi  la  Signoria  odo 

sliame    sicché  i  Pisani  vennero  co'Fioren-  provvisione  dei  la  ottobre  1347  fra  le  varie 

tini  a  patti  di  pace,  cbe  compiessi  a  Monto-  misure  prese  ordinò  :  che  i  popolari  ^  come 

poli  li  la  agosto  dell* anno  i3a9.  —  (G.  i  grandi,  o  magnati  di  Firenze,  s^intea- 

ViLf.Aai,  Cronie,  Lib.  X.  cap.  i34.)  dessero  trattati  per  tali  dai  Sanminiatesi ,  e 

Fu  in  grazia  di  cotcsta  pace  quando  il  viccverM  ehe  i /Knpo/ari  ed  i  ^r44M/i  di  San» 

consiglio  degli  anziani  di  Pisa  con  delibera-  miniato  si  riguardassero  del  numero  dtTpi^ 

zione  del  7  marzo  1 33o  ordinò  di  non  ac*  polari  e  de'  grandi  Hi  Firenze.  Nel  tempo 

cordar  piii  rappresaglie  a  danno  degli  abi-  stesso  fu  ordinato  di  fortificare  la  rocca  di 

tanti  di  Sanminiato  e  del  suo  distretto,  né  Sanminiato  e  di  foreaspesedeidueComoni 

contro  chiunque  altra  persona  spettante  ai  una  strada  coperta  dì  moro,  larga  braccia  16, 

Comuni  di  Fiivnze,  Siena,  Pistoja,  Prato,  la  quale  dovesse  condurre  dalla  rocca  fuori 

Colle  e  San-Gimignano.  Nel  tempo  stesso fìi  delle  mura,  Hcciocchè  le  truppe  fiorentine 

fatta  una  simile  deliberazione  dai  XII  gover»  avesKrb  nel  forte  spedita  entnta;  infine  nel* 

naiorì  del  Comune  di  Sanminiato  a  fiivore  Tanno  stesso  deKberussi  di  rifiire  un  ponte  ao- 

dei  Pisani.  —  (  Aaca.  Ditl.  Fiom.  Carie  del"  pra  il  fiame  Elsa  alle  spese  dei  due  Comuni 

ia  Com,  di  Sanminiato  ).  predetti.  —  (G.  VnxAai.  Oper,  eit,  Lib.  Xil 

Venendo  intanto  al  i336  il  cronista  G.  cap.  89.)  —  (Lua,  Odeporico  T.  I  paf. 

Villani  ne  avvisava,  qualmente  a  di  5  agosto  Sg  e  1 5i .  ) 

una  parte  delle  masnade  di  Mastino  della  Ai  primi  di  mano  del  i35$  {stile  ca^aa- 
S:'ala  in  quanlitìi  di  800  cavalli  con  molti  ne)  i  Sanminiatesi  inviarono  i  loro  •in*lacfai 
fanti  capitanati  da  Ciupo  degli  Scolari  ri-  a  Pisa  dov'era  arrivalo  l'Imp.  Cario  IV  per 
belle  di  Firenze  uscì  di  Lucca  dove  allora  riconoscerlo  liberamente  in  loro  aignofc; 
Mastino  slgnorejfgiava,  e  guadò  l'Amo  sopra  nella  qual  circostanza  volendo  quei  naetsi 
Fucecchio  guastando  il  Borgo  a  S.  Flora  baciare  i  piedi  a  Cario  IV,  li  levò  di  terra  e 
con  altre  vilkile  del  S.«nminbtese,  oltre  Ta-  ricevelteli  ad  oteufumpacif,  cosa  grande  al 
ver  preso  albergo  per  due  notti  nella  villa  dire  di  M.  Villani,  giacché  cpiel  re  non  aveva 
di  Martignana  sotto  Sanminiato.  Ma  temen-  usato  di  fario  ai  sindachi  di  altri  paesi  della 
do  delle  genti  de' Fiorentini  ch'erano  nel  Toscana,  e  la  cagione  si  stimò  che  (base  (ao^- 
Valdamo  di  sotto  e  in  Valdinievole,  di  buon  giunge  lo  stesso  Villani)  n  per  raflètione  cbe 
mattino  a  di  7  d'agosto  la  stessa  oste  parti  l'imperio  )ser  aulico  aveva  al  castello  diSan- 
di  là,  e  passando  per  il  borgo  di  Santa*Gon-  miniato  dove  soleva  essere  la  residenaa  degli 
da  per  agguato  de*  Sanminiatesi  che  erano  imperadori  e  de' loro  vicarf,per  trovarsi  tra- 
scesi sopra  i  balzi,  alle  tagliate  e  sbarre  ivi  mezzo  alle  grandi  e  buone  città  di  Toscana, 
fatte,  molte  di  quelle  genti  rimasero  pre-  — (M.  Villami,  CroH,  Lib.  IV.  C.  64.) 
se  e  le  altre  senz*  ordine  in  più  parti  slacca»  Infotti  fra  le  carte  della  Comunità  di  San- 
te (uggirono  senza  dire  di  tante  persone  che  miniato  esiste  la  lettera  originale  di  Carlo 
annegarono  in  Gusciana.  —  (G.  Vn.i.Am,  IV  re  di  Boemia  sottp  di  14  marzo  dd  i3S5 
Cronie.  Lib.  XI.  C.  5i.)  scritta  da  Pisa  ai  XII  difensori  e  govema- 
Finalmente  nel  mese  di  febb.  del  1347  tori  del  popolo.  Comune  e  distretto  di  San 
{Hiie  eotnune)  essendo  podestà  di  Sanmi-  miniato,  con  la  quale  quel  monarca  anool- 


SANM  SANH               87 

Imi  latte  It  «ooikiiiiec  bradi  bili  dagrim-  trocinìo.  Lo  che  ebbe  effetto  a  condizione 
pcnlori  suoi  pvedeceaiorì  in  diminatàone  e  che  il  Gomime  di  Sanininialo  eleggesse  per 
pfvgiudiiio  del  Gomune  e  popolo  saominia-  5  anni  il  sao  podestà  e  cipitano  fra  i  citta- 
tese.  —  (Aaca.  Dm.  Fioi.  /oc.  eii.)  dini  fiorentini  Gifelfì,  mentre  dal  canto  suo 

Aveva  già  Carlo  IV  accettala  l'obbedienza  1«  R^-  Fior,  si  obbligava  roauteiiere  i  San- 
delle  principali  ciltè  della  Toscana,  qoando  miniatesi  in  libertà ,  difenderli  da  ogni  pò- 
nel  «li  aa  nano  del  i356  egli  si  parti  da  lenza,  e  prestargli  tatto  Tajuto  per  riacqui- 
Pisi  per  andare  a  visitare  quelle  città  e  Ter^  *l»v  le  terre  e  castella  che  in  quella  solle- 
re  che  gli  si  enmo  date,  fra  le  quali  Sanmi-  nazione  dalla  madre  patria  eransi  alienale, 
aiilo,  dai  di  cui  abitanti  fu  accolto  come  Frattanto  essendo  restata  in  manode*Siin- 
ifl  loro  signore,  e  dove  ritornò  la  sera  del  5  miniatesi  la  guardia  della  rocca  nel  leni|»o 
naggio  dopo  aver  preso  in  Roma  la  corona  che  molli  di  quei  terrazzani  di  famiglie 
iiBpeiiile.  —  (O/ier.  di.  Lib.  IV.  C.  So  e  grandi  trovavansi  nel  numero  de*  fuonisciti 
Lib.  V.  C  sa.)  protetti-  dal  doge  di  Pisa,  avvenne  che  quel- 

inehe  Filippo  Villani  figlio  del  citato  ero-  ì*  accordo  dovè  riescire  di  corta  durala, 
aisla  ali* anno  i363  (Lib.  XI.  G.  69)  fece  ^  conseguenza  di  ciò  la  Signoria  di  Fi- 
DKoziooe  onorevole  di  due  valoitm  sanmi-  renze  con  provvisione  del  t  a  seti.  1 368  or- 
aialeiì,  i  quali  militavano  per  bi  Rep.  Fior,  ^ii^ò  di  fortificare  il  castello  di  S.  Flora  (ora 
od  teoiipo  ebe  i  Pisani  e  gì*  Inglesi  enno  ì^  borgo  della  Bastia)  innanzi  che  alla  rot- 
penetrati  nel  Val-d* Arno  superiore,  voglio  torà  di  guerra  dasse  impulso  raccordo  di 
én  di  Giovanni  Bfangiadorì  e  dì  Bartolom-  Ciarlo  IV  con  i  Visconti  di  Miluno ,  e  1*  ar- 
BMO  de' Portigìani.  Avvegnaché  costoro  cs-  rivo  in  Sanminiato  avvenuto  neiretUte  del 
Ksdo  rimasti  alla  guardia  del  borgo  deirin-  i3o9  del  patriarca  d*  Aquileja  fratello  dell* 
cisi,  osarono  fuori  virilmente  a  battaglia.  Imperatore.  Dondechè  non  essendo  riescilo 
quodo  il  ìlangìadori  fu  preso  con  la  spada  >  Niccolò  vescovo  di  Pesaro  Legato  pontifi- 
iomiDoed  il  Pottigianì  onde  evitare  di  esser  eio  d*  indurre  i  S^inminiatesi  allo  scopo  de- 
bito prigione,  gittandosi  annegò  neirAmo.  siderato,  la  Signoria  di  Firenze  con  delibe- 

Rel  continuare  la  ilfioa  guerra,  alla  pri*  razione  de* collegi  fece  proibire  agli  abilunti 
Bavera  delf  anno  seguente  il  conte  Arrigo  ^el  suo  territorio  di  portare  nel  distretto 
di  MonfiMl,  che  capitanava  un  esercito  dei  Muminiatese  mercanzia  di  sorta  alcuna,  né 
Fiorentini  insienie  alle  brigate  alemanne  ^i  estrame,  eccetto  la  lana  filata.  £  perchè 
tulle  fipooticre  del  contado,  raccolto  che  eh-  nel  passato  accordo  furono  imprestati  al  Co- 
lie io  Sanminiato  il  suo  esercito ,  e  quivi  ninne  di  Sanminiato  denari  per  pagare  i  sol- 
fbniilodi  viveri  per  i5  giorni,  nel  di  ai  di  dati,  fu  eziandio  deliberato  di  rimborsarsi 
Mfgiodel  1 364  ai  niiae  in  marcia  b  via  dì  con  gli  effetti  dai  Sanminiatesi  posseduti  in 
LivorBo,  dove  di  prima  giunta  s*  impadioni  Firenze  o  nel  suo  contado, 
di  qael  ptcw  e  del  Porto  pisano  che  feee  Itt  qoesto  mentre  il  patriarca  d*  Aquileja 
CBtnmbì  ardere.  —  {Mf  cap.  90.)  eon  le  sne  genti  penetrò  nel  territorio  fio- 

(^iodi  neiresUte  tinsegtiente  nel  giorno  rentino  facendo  molte  prede  a  Monterappolì 

^  S.  Vittorio  (  aS  luglio)  aecadde  la  gnn  ed  a  Blontespertoli  in  Val-di-Prsa ,  sicché  i 

tiittaglia  fin  CasciMi  e  la  Badia  di  S.  Savi-  Fiorentini  dovettero  decidersi  perla  guerra, 

00,  dove  con  i  Fiorentini  i  militavano  San-  tanto  più  che  la  vicinanza  deirimperatore  li 

nioial(si,tra  i  qoali  Piero  Ciccioni,  il  quale  lasciava  in  Ule  incertezza,  se  del  tutto  egli 

ptr  il  suo  valore  fu  armato  cavaliere  in  sai  avesse  ad  essere  loro  nemico;  tante  incerti-z- 

campo  della  vittoria  poco  innanzi  di  tornare  ze  e  disturbi  furono  tolti  da  un  accordo  fai- 

OHI  1*  esercito  e  con  i  prigioni  pisani  a  San-  lo  con  Carlo  IV,  e  poco  dopo  con  i  Pisiini 

OHiuato.  •—  {Ì0i ,  cap.  97.)  retti  allora  da  Pietro  Gambacorti  amico  dei 

C^irsto  Piero  Qccioni  si  mantenne  fedele  Fiorentìni. 

>l  GcMBone  di  Firenze  anche  quando  i  San-  Ma  con  tutto  che  gli  affari  politici  al  di 

aiiniatesi  neircalalé  dell'anno  i367,adisti»  fuori  fossero  ridotti  ad  uno  stato  plausibile, 

fEmiK  di  Giovanni  dell* Agnello,  allora  do*  i  Sanminiatesi  fomentati   forse  dal  Cani. 

fé  di  Pisa,si  tollevanmo  cacciando  fuori  gli  Guido  di  Monfbrt  lasciato  da  Carlo  IV  suo 

ufficiali  «fella  repubblica  Fior.;  comecché  vicario,  in  Toscana,  e  attizzali  scurii  forse  da 

quel  popolo  costretto  dalla  forza  dovesse  ben  tre  cittadini  di  grande  aulorilà,  Lodovico 

proto  tornare  ndl* antica  soggezione  o  pa*  Ciccioni,  Jacopo  Mangiadori  e  Fili|>[io  di 


S9               SANM  SANM 

liHUero  de*  Borromei ,  coaUniia?afio  eglino  i  S70  il  popolo  sanmiiiialefe  intafolò  e  Or- 
nella ribellione,  sicché  dai  reggitori  della  cinse  con  il  Comune  di  Firenxe  no  tutta* 
Rep.  Fior,  innanzi  che  terminasse  l'anno  to,  di  cui  si  oonsenrano  le  copie  autenticbe 
1369  fu  deliberato  mandare  ali*  assedio  di  fra  le  carte  di  quella  Comuiiilà.»- Po  allo> 
Saiiminiato  un  esercito  capitanato  da  Mala-  n  ordinato  che  in  avvenire  Samminiaio  n 
tasca  e  dal  con(e  Eoberto  di  Poppi.  In  lai  chiamasse^oren/i/io  e  non  pift  ai  Ttàueo^ 
evento  accorsero  in  ajuto  def  Fiorentini  non  e  che  i  notari  prentlessero  P  indinone  ed  an- 
solo  Pietro  Ciccioni  che  fu  ooslautemente  no  conforme  usava  Firenze,  che  oorrispoo- 
fedele  al  loro  partilo  con  i  suoi  aderenti,  ma  deva  ad  nn  anno  più  tardi  dello  stile  (m». 
tutli  gli  altri  fuoruscili  sanminiatesi  che  in-  no  fino  allora  usato  dai  Sanminiatcsi.  Infine 
sieme  con  esso  lui  tenevano  Cigoli  e  Monile-  alcuni  de'Malpigli  e  de'Mangiadorìcheave* 
Bicchieri:  nel  qual  frattempo  gli  abitanti  di  van  servito  la  BÌepubblica  furono  fiuti  cava? 
queste  due  castella  inviarono  sindaci  a  Fi.  lieri  e  cittadini  fiorentini.  •— .(O/mt.  eU,) 
renie  per  sottomettersi  Uberamente  a  quella  Un  mese  e  mezzo  dopo ,  con  prowisione 
repubblica.  Frattanto  i  Sanminiatesi  per  ta-  del  17  febbrajo,  la  Signoria  di  Firenae  e> 
le  deficienza  erano  molto  debilitati  quando  sento  gli  abitanti  del  Comune  di  SaomÌBiato 
la  loro  Terra  fu  stretta  d*  assedio  e  ridotta  da  tutti  i  dazj  ed  oneri  imposti  dalla  Bep. 
al  punto  che  né  di  armati ,  né  di  vettova-  meno  le  gabelle  alle  porte  di  Firenze,  h 
glie  poteva  esser  soccorsa.  Imperocché  non  privativa  del  sale  ed  il  tributo  delb  oosov 
riescirono  a  liberarla  le  genti  di  Lombardia  zione  qualora  il  bisogno  lo  richiederne.  Pte 
inviate  coi  Ghibellini  di  Sanminhilo  a  loro  deciso  altrcil  che  i  &inminiatesi  dovessoo 
difesa,  e  che  Bernabò  Visconti  signore  di  considerarsi  alla  pari  dei  cittadini  fiorentini, 
Milano  mandò  vèrso  Pisa  solto  prelesto  di  escludendo  da  tal  benefizio  e  dal  potere  ahi- 
essere  slato  lasciato  vicario  imperiale  daCar-  tare  in  Sanminiato  e  suo  distretto  per  died 
lo  IV.  Contuttociò  le  truppe  milanesi  e  pi-  anni  avvenire  tutti  i  maschi  dell*  etk  mag. 
sane,  benché  avessero  alla  loro  testa  il  va-  giore  di  e5  anni  spettanti  alle  fiimiglieCic- 
lente  capitano  Giovanni  Angnto ,  e  che  co-  ehm  e  Uangiadorì ,  e  ad  altre  case  nobili 
slui  in  quella  strategica  dasse  ai  Fiorentini  di  Sanminiatesi  ghibellini  con  quel  più  che 
una  rotta  al  Fosso  Arnonico^  non  per  qne-  io  quella  lunga  riformagiono  ai  legge.  » 
sto  il  corpo  di  armati  restato  alf  assedio  di  (Lan,  Mfonum,  Eccl,  Fior,  a  pag.  448  e 
Sanminiato  si  allontanò  dal  suo  posto.  Era-  segg.  ). 

no  quelli  di  dentro  ridotti  agli  estremi ,  Tenne  dietro  a  tutto  ciò  un  ordine  dei 

quando  per  tradimento  di  un  terrazzano,  reggitori  di  Firenze  del  3  aprile  1373,  ri- 

Zmpareilo^  che  stava  nel  campo  degli  assc^  spetto  a  doversi  guardare  continnameate  da 

diantt,  mila  mattina  del  9  genn.  1370  per  soldati  fiorentini  la  torre  del  palazao  dd 

la  rottura  di  un  muro  fu  aperta  la  via  al  pubblico,  quella  detta  di  Paiia  Lmom  ed 

conte  Roberto  di  Poppi  capitano  deiFioren-  il  campanile  della  pieve  di  SanminialD. 

Cini  onde  impossessarsi  del  paese  a  discre-  Ma  innanzi  che  terminasse  il  secolo  XIV 

zione.  -—  (Ammisi.,  Sior.  Fior.  Lib.  XIIL)  un  Benedetto  de*  Mangiadorì,ca8lanteMS(nle 

Tra  i  capi  de*fuomsciti  sanminiatesi  &tti  ribelle  e  fuoruscito,  nelPanno  1396  si  ma> 

prigioni  furono  de* primi  Lodovico  e  Biagio  neggiò  con  Jacopo  Appiano,  appena  dìchia- 

Ciccioni,  Filippo  di  Lazzero Borromei  con  al-  rato  signor  di  Pisa,  con  la  min  di  dnre  in 

quanti  altri,  i  quali  losto  mandati  a  Firenze  mano  deil*  Appiano  la  Terra  di  Saaminialo; 

dopo  strazj  e  schemi  grandissimi  ricevuti  onde  Jacopo  di  buona  voglia  vi  adert,  spc» 

da  quella  plebe,  vennero  come  ribelli  deca-  rando  di  guadagnarsi  con  tal  pegno  In  gn- 

pitali  ed  il  loro  patrimonio  dagli  uflSziali  di  zia  di  Bernabò  Visconti  nemico  dei  Fioren- 

Torre  incamerato.  —  (/oc.  eii.)  tini.  Per  la  qual  cosa,  medianto  nnn  finta 

Fra  i  figli  di  Filippo  di  Lazzero  fiiggiti  marcia  ordinata  dalf  Appiano  al  capitano  di 

a  Milano  dopo  il  tragico  fine  del  loro  pidre  Tentura  Giovanni  da  Barbiano,  la  nuiMOff 

fnvvi  Margherita ,  che  poi  si  maritò  a  Gio-  parte  della  guarnigione  fiorentina  dt  San- 

vanni  ^italiani  di  Padova,  dal  qual  roatri-  miniato  fii  richiamata  nella  Val-ili-Nievole, 

roonio  nacque  Jacopo  Borromei  già  f7/tf-  frattantoché  il  ribelle  Mangiadori  con  pScoo- 

liani^  stipite  dell*  illustre  famiglia  milanese  lo  nnmero  di  cavalli  correva  da  Pisa  al  soo 

che  diede  S.  Carlo  alla  chiesa  romana.  paese,  dove  giunto  la  sera  del  a6  febb.  1 397, 

Nelfultimo  giorno  però  deiranno  stesso  senza  mettere  tempo  in  mezzo  n*aii«lò  al 


SANM  SANM                 89 

fthoo  M  Ticirio  AocvotiDO,  ch*eni  Da?aa-  che  la  Signoria  di  Firenze  con  deliberaiio- 

tato  DifaniaU ,  ed  rotrato  in  «fa  lo  uccise  ne  del  a6  febb.  1 439  {sfiie  comune)  in  con- 

eoo  quanti  ri  erano  de*  suoi;  e  fi  Itatelo  da  Ila  templazione  del  danno  recato  dalle  milizie 

fincstm  comiocìò  a  gridare  :  vn^a  il  popolo  milanesi  condotte  da  Niccolò  Piccinino  in 

M  Satvmnieuo  e  la  libertà.  Ma  il  ribelle  Toscana ,  afeva  assoluto  e  per  la  seconda 

BOQ  trofò  la  cosa  corrispondente  ai  suoi  de-  volta  condonato  al  popolo  e  Comune  di  San* 

tiderj;  imperocché  saputo  il  caso  per  la  Ter-  miniato  il  debito  che  questo  teneva  con  il 

n,  il  popolo  si  armò,  e  gridando,  tr<Va  i7  Comune  di  Ftreiise,  allora  quando  fsen:i* 

Comune  di  Firenae^  eorse  verso  il  palazzo  tava  in  Sanmìniato  l' uffizio  di  commissario 

del  TÌcarìo  per  punire  il  Mmgiadori  della  per  la  Rep.  Pior.  raess.   Alamimno  del  fu 

•odleniteua  commetsa;  cosicché  l'assassino  Jacopo  S» I viali  —(Aacs.  Dipl.  Fioa.  Carte 

benché  attendesse  yalorosumente  a  difend  r-  della  Com,  di  Stnmin.) 

si  nel  palagio  con  le  poche  genti  che  aveva  Dubito  però  che  quella  provvisione  aves- 

leoo,  pare  esMndo  accorsi  a  Sanminiato  te  il  suo  effetto,  seppure  i  San miniatrsi  non 

in  ajuto  de'  Fiorentini  dalle  vicine  terre  di  tornarono  tosto  ad  aprire  delle  imprestarne 

BboterappoH  ediEmpolipiò  di  aooolanti,  con  il  Cumuue  ili  Firenze,  ttmlechè  con 

Ira  i  quali  il  capitano  Cintini  di  Monterap-  deliberazione  del  i5  gennajo ,  «uno  1453 

poli  con  i  tuoi  consorti,  il  Mangiadari  ebbe  {stile  Jtorentinó),  gli  uffiziali  del  Monte  Co- 

sfuggire  di  là  per  la  via  delle  mura  donde  muue  di  Firenze  Jecero  quietanza  di  tutte 

il  palagio  aveva  una  riuscita  ed  al  Gintini  le  penali  nelle  quelli  era  incorso  il  Oimune 

b  premio  ddla  fua  prontezza  e  fedellk  fu-  di  Sanminiato  per  morosità  di  paghe,  a  con- 

toùo  concessi  dalla  Rep.  Fior  onori  e  prì-  dizione  peraltro  che  questa  Comunità  nel 

vikgj.  —  {Opera  di.  Lib.  XVI.)  termine  di  sei  anni  spendesse  fior.  600  d*oro 

Bla  non  era  entrato  appena  di  un  anno  a  risarcimento  delle  sue  mura  castellane, 
il  secolo  XV  quando  sul  declinare  di  mag-  Al  che  diede  impulso  una  precedente  de* 
giodel  140*  lostesso  ribelle  Benedetto  M:in-  liberazione  del  3  settembre  1 459  fatta  dagli 
fiadorì  con  cento  cavalli  e  600  fainti  avuti  uffiziali  delle  Grascie  del  contxdo  e  distretto 
dal  doca  di  Blilano  tentò  di  notte  tempo  sca-  fiorentino,  con  la  quale  si  ordinava  di  can- 
ore il  castello  di  Monte-Bicchieri  nel  con-  celiare  i  debiti  che  teneva  nel  libro  delle  ga- 
lado  sanminiatese ,  e  sebbene  venisse  re-  belle  il  Comune  di  Sjnmintato  a  patto  di 
•piolo  con  danno  dalle  genti  fiorentine,  co>  dover  nel  periodo  stesso  di  sei  anni  restau- 
testo  secondo  fiitto  servi  per  togliere  la  ma-  rare  le  mura,  fossi  e  torri  di  essa  Terra, 
tcbert  al  conte  di  Viriti ,  il  quale  ancorché  In  seguito  di  che  nel  3  gennajo  successi- 
avesse  occupato  dì  corto  come  protettore  le  vo,  il  vicevicarìo  di  Sanminiato  rilasciò  fede 
otta  di  Pisa,  Perugia  e  Siena,  dava  a  dive-  approvata  dal  magistrato  dei  Dicci  della  gner- 
àtn  di  voler  essere  in  pace  con  il  Comune  r>  circa  le  spese  fatte  dal  Comune  di  Sanmi- 
di  Firenze.  niato  nel  risarcimento  delle  ranra;  ed  un  si* 

Accadeva  tuttoclò  dopo  nato  in  Saura t-  mile  certificato  fu  firmato  nel   5  luglio  del 

niato  da  Muzio  Altendolo  di  Culignola  (aS  i453da Giovanni  di Giannozzo  Gianfigliaz- 

lufl.  1401)  quel  Francesco  Sforza  che  fu  il  zi  vicario  della  stessaTerra  — -  (Aaca.  Dm.. 

più  ardito  milite,  se  non  il  maggior  poli-  Fioa.,  Carie  della  Com.  di  Sanmin,) 

tioo  di  quei  tempi ,  8  anni  innanzi  che  la  Nel  ag  aprile  del  1 465  i  Comuni  di  San- 

Signoria  di  Firenze  per  mezzo  del  suo  am*  miniato  e  di  Cigoli  confinarono  fra  loro, 

baadatore  Giovanni  Ristori,  nell'agosto  del  quindi  nel  27  agosto  del  1467  fu  pronun- 

1409,  presentasse  istanza  al  Pont.  Alessan-  ùato  un  lodo  riguardo  ai  confini  del  hi  Selva 

dm  V  per  erigere  Sanminiato  in  cittì  vesco-  di  Camporena  fira  il  Comune  dì  Sanminiato 

vile.  «-  F'ed,  sotto  Diocisi  ot  SÀimniiATO.  e  quello  di  Castel  fiorentino,  nella  guisa  eh* 

Anche  peggior  fortuna  toccò  nel  i43a  ai  era  stato  6itto  con  altro  lodo  nel  a8  ott.  del 

fboraseiti  ghibetlini  sanminlatesi ,  quando  tSSg  relativamente  ai  confini  delhi  Seha 

fu  scoperto  un  trattato  secreto  che  eglino  te»  predetta  fra  il  Com.  di  Sanminiato  e  quello 

Bevano  con  Plmp.  Sigismondo  venuto  al-  di  Montajoae.  Cosi  nel  14  ottobre  del  1486 

loia  in  Italia  per  cacciare  da  Sanminiato  i  mediante  arbitrio  furono  assegnati  i  confini 

Fiorentini,  tocche,  appena  manifestato  al  vi«  del  Castel  di  Pietra  ,  draporena  e  Agliano 

cario  quel  maneggio  da  uno  del  paesp,  costò'  fra  la  Comunità  limitrofe  di  S^n-Gimignavo 

h  vita  ai  complici.  Accadeva  tutto  ciò  dopo  e  di  Sanminiato;  indi  nel  36  «aaggio  del 

V.  ▼•  I  a 


90  SANM  «41(11 

i4^  fi»  qiMtta  Gomanità  «  PiUn  di  tfon^  V  yma  e  T altra  fìbbrio^,€Oii  potervi  niwacc 
topoli  ;  e  finalmente  nel  Si  die  del  i5i5  e  smunre  a  tpete  del  clero,  con  lo  scopo  di 
A«  la  Gom.  di  Barbialla  della  potesteria  di  aeparare  la  chiesa  ed  il  patahto  di  sotto 
MomBione  e  qacila  di  Sanminialo.  daU*  inmsio  della  fortezza ,  incaricando  il 
Un  libro  in  perfEanena  delta  prorenienza  vicario  Pier  Vettori  di  sopravvedere  al  detto 
nedetiina  toritto  il  i  luglio  del  1473  con-    lavoro ,  ed  imponendo  1* onere  a  quel  clero 
tiene  una  raccolta  di  provvisioni,  ordini  e  dell'annuo  censo  di  due  ceri  di  tre  libbra 
capitoli  compilati  sotto  il  regime  di  Gino  1*  uno  da  recarsi  in  Firenze  al  palazzo  de* 
del  fa  Neri  di  Gino  Ga[iponi,  nel  rempoche  Priori  nel  gionio  defila  festa  di  S.  Beroar- 
mra  vicario  di  Sanroiniato  e  del  Val-d*Arno  do.  —  (Imm,  Odepor.  pag.  aoo  a  906.) 
inferiore ,  nel  quale  si  tratta  in  particolar         Non  apparisce  poi  quanto   aggiunse   il 
modo  del  regolamento  per  eli  uffiziaU  e  mi*  Lami ,  cioè  che  nel  1 369  i  Fiorentini  nel 
uistrì  del  CiHnune  di  Saununiato.  rifare  la  fortezza  di  Sanminiato  chindesaeioi 
Nel  1 597  il  Pont.  Clemente  VI!  conces-    passi  per  andare  alla  pieve,  cosicché  a  detta 
se  al  preposto  delta  chiesa  collegiata  di  San-  di  lui  i  preti  avendo  scello  per  pieve  la  eh. 
minialo  molti  nuovi  privilegi,  conformi  a  de*  SS.  Giusto  e  Donalo  dirimpetto  al  ao- 
un  dipresso  a  quelli  di  un  abbate  mitrato,  nastero  soppresso  della  SS  Triniti,  1* antica 
Tre  anni  dopo  essendo  caduta  Firenze  in  collegiata  da  qoel  tempo  in  poi  chiamossi  la 
potere  delle  armi  di  Carlo  V  e  di  Clemente  Pie^e  vecchia.  Avvegnaché  toglie  qualui^ 
VII,  il  suo  governo,  compreso  quello  di  San-  que  incertezza  un  documento  inedito  della 
miniato ,  fu  ridotto  a  monarchico  ,  soltopo-  Comunità  di  Sanminiato  riposto  neir^rcA. 
nendo  Fiorentini  ed  i  Sanminiatesi  al  duca  Dipi,  Fior.  G)nsiste  esso  in  un  breve  <lcl 
Alessandro  de*  Medici  nipote  di  quel  Pont.  9  aprile  1378  spedito  da  Locca  dal  vicafio 
Al  nooaiuato  duca  succedettero  i  Gran^  vescovile  al  preposto  e  capitolo  della  pieve 
duchi  delle  due  dinastie,  dai  quali  i  San-  di  Sanminiato,  cui  concedeva  fiKoHà  di  tn- 
■ainiatesi,  mostrandosi  costantemenle  fedeli,  slocare  il  fonte  battesimale  di  detta  pieve  ia 
lìirono  generosamente  ricompensati,  sia  allo-  luogo  più  comodo  del  paese,  designando  a 
raquando  la  loro  patria  nel  iOaa  fu  eretta  in  tal  uopo  la  sottostante  chiesa  di  S.  Giusto, 
diti  vescovile,  sia  finalmente  sotto  il  felice        Che  poi  il  capitolo  della  pieve  coUegiala 
governo  di  Lbofolbo  H,  che  con  suo  molu*  di  Sanminiato  consistesse  allora  in   pochi 
proprio  sotto  di  i  agosto  del  i838  eresse  preti  lo  dice  un  altro  istrumento  della  pro- 
in  Sanminiato  un  tribunale  collegiale  con  venienza  medesima.  È  un  atto  aocato  li  %o 
Msidenm  di  un  commissartalo  regio.  settembre  del  1 36a  nella  chiesa  plebana  tod- 
Riconoscente  per  tal  grazia  il  popolo  san-  detta,  col  quale  Lodovico  del  ht  Gualterio 
miniatcse  sta  erigendo  nel  corrente  mese  di  de*CiQcbni  di  Sanminiato  preposto  di  caia 
loglio  1843  sulla  piazza  di  S.  Bastiano  da-  chiesa,  avuto  il  consenso  del  priore  di  Sw 
Tanti  alla  residenza  di  quel  tribunale  una  Biagio  e  di  quello  del  Borgo  di  S.  Flora^ 
•tatua  marmorea  rappresentante  T  effigie  del  che  formaifano  due  pani  de* canonici  (dice 
benemerito  sonano ,  opera  del  cb.  scultore  1*  atto)  delia  chiesa  di  S.  Maria  e  S,  Gt* 
fiorentino  Luigi  Pampakmi.  nesio  suddetta^  fece  quietanza  a  Guelfo  del 
Chiese  principali  e  stahiìimenli  puh*  fo  Vivo  di  Arezzo  familiare  oommenaale  dei 
had  di  pieià  e  d^istravons,  ^^Caitedra'  XII  governatori  e  sindaco  della  Comunità 
le.  La  chiesa  collegiata  di  S.  Maria  e  S.  Gè-  di  Sanminiato  per  qualsiasi  obbligo  che  quel 
■eaìo»  attualmente  cattedrale  di  Sanminiato  Comune  aver  potesse  con  la  sua  pieve  e  ea- 
fn  ridotta  nel  1488  nella  forma  e  luogo  in  pitolo,  rispetto  alla  costruzione  e  manteni- 
eui  si  trova  sotto  il  vicario  o  podestà  per  mento  di  alcune  case,  rinunziando  ad  ogni 
la  Rcp.  Fior.  Pier  Vettori.  Fanno  fode  di  ragione  che  il  detto  preposto  o  i  tnoi  prede- 
dò  un  marmo  posto  nella  sua  facciala ,  e  cessori  aver  potessero  contro  la  Comunità 
dne  lettere  del  5  e  10  settembre  dell*  anno  sanminiatese.  —  fAaoa.  Dm. Fma.  loc.  di,) 
prrindicalo;  una  delle  quali  diretta  a  quel        La  più  antica  memoria  superstite  della 
giusdicente  dalla  Signoria  e  Taltm  dagli  Otlo  chiesa  di  S.  Bfaria  nel  Castel  di  Sanminiato 
di  Pratica  per  conc^lere  al  clero  della  pieve  è  restata  eh*  io  sappia  nella  bolla  dal  Pont 
la  chiesa  collegiata  di  S.  Marir  eS.  Genesio  Celestino  IH  spedita  li  24  aprile  del  1 194  a 
con  il  paia^Mo  di  saiio  fora  del  Veacovo  già  Gi-egorio  preposto  della  pieve  di  S.  Genesio 
de'Sasnori  XII)  a  condizioue  di  mantenere  in  f^ieo  ìFMari  ^  detta  poi  del  BorgjO  S, 


SANM  SANM               91 

remesia^  inrve  rìdolU  ad  nmeappellina  pò-  Chieta  e  congnio  di  S.  Francete^,  — 
a  fra  la  poila  Mia  Scala  e  T  oratorio  di  La  chiesa  coirannesio  concento,  abitato  dai 
.  Lazzaro.  Nella  qoal  bolla  fra  le  chiese  Minori  Convenliiali,  è  un  colosso  che  innal* 
iffnganee  dì  eso  piviere  si  contava  quel-  lasi  sulle  balze  di  un  colle  tufaceo,  sostc^ 
di  S.  Maria  posta  nel  castello  di  Sanmi-  nuto  da  inimi'nsi  fondamenti  e  da  muraglie 
iato.  ^-  AìVjirt.  Boego Sjtn-GBiiMsto^  am-  a  barbacane,  il  tutto  ili  mattoni  insino  al 
jsi  come  probabile  la  congettura  del  Lami,  comignolo  edificato.  Ootesta  l^ibbrica  è  forse 
oè  che  la  traslazione  della  pieve  preposi-  la  più  gigantesca  di  quante  altre  ne  conta 
tra  di  S.  Genesio  accadesse  verso  il  ia4B,  di  vecchie  la  cillà  «li  Smniiniato. 
ipocfaè  il  popolo  sanminiiitese  aveva  por-  La  sua  orìgine  secondo  il  Wadingo  risa- 
to  1* ultimo  esterminio  alla  sua  madre  pa-  lirebbe  al  lai  i ,  sebbene  nlloni  non  fosse 
la.  Bla  una  pergamena  àtW  Arch.  Arch,  che  un  piccolo  oritorio,  rifatto  nel  1376  e 
meeh,  ne  assicara  che  nelPanno  ti36,  poscia  nel  i343  nel  modo  che  si  ve<le  idea- 
Inai  la  distanza  della  pieve  di  S.  Grnesio  to,  fìnalmenic  chiesa  e  convento  nelTanno 
il  castello  di  Snnminiato,  il  Pont.  Gregei-  1480  per  generosiià  di  un  benefattore  san- 
io  IX  clircie  facoltà  al  clero  sanminiiitese  minialese  terminato, 
i  poter  battezzare  e  seppellire  nella  chiesa  Sulla  prete  esterna  del  fianco  rhe  guar- 
ii S.  Maria  di  detto  castello.  G)s\  un  Pont,  da  ostro  esiste  in  ulto  un  sepolcro  di  maci- 
ìrcgorio  rese  battesimale  la  prima  parr.  di  gno  a  tre  spartiti  assai  logoro  con  Tarme 
ianmìniato  ed  un  altro  Pont.  Gregorio  (  XV  gentilizia  murata  al  di  sopra  spellante  a  Bai - 
M  SDO  nome)  la  innalaò  a  cattetlnle.  do  de*  Frescobaldi  di  Firenze  che  vi  fu  se» 
Lo  serìtlore  testé  rammentato  (OJepor.  pollo  li  i3  febbr.  del  1359.  Un  quadro  del 
^.  194  )  pubblicò  un'altra  bolla  data  in  Corrado  è  forse  la  miglior  tavola  fra  quelle 
Aoma  li  4  dicembre  del  1487,  con  la  quale  degli  altari  di  colesta  chiesa. 
il  Pont.  Innocenzo  Vili  concedè  lacoltà  a  È  invalsa  da  gran  tempo  la  tradizione  che 
Sìovaani  de*  Cavalcanti  allora  preposto  del-  costh  in  origine  esistesse  la  chiesuola  di  S. 
b  chiesa  di  S.  Maria  e  S.  Genesio  nella  Ter-  Miniato  in  Ineo  Quarto^  dalla  quale  in  se- 
ra di  San  miniato,  ed  ai  suoi  successori,  di  guito  ebbe  nome  il  paese  ora  citili  omonima, 
nigrre  di  nuonfo  nella  stia  pieve  nn  colte-  Le  diede  qualche  peso  fautore  deirf/ru- 
fio  di  canonici  e  destituirvi  nuove  pre-  ria  francescana,  \\  quale  senza  antorìlì  va* 
beiHle,  con  poter  estendere  le  dislrìbuzioni  levoli  scrisse  che  il  Comune  dì  Sanminiato 
corali  quotidiane  fino  alla  somma  di  fiorini  nel  lai  i  consegnò  al  serafico  S.  Francearo 
17  d*  oro  ecc.  E  fu  lo  stesso  Pont.  Innocen-  queir  oratorio.  Ma  dofio  tutto  ciò  che  fu  dello 
10  Tifi  quello  ehe  con  breve  del  3o  aprile  nel  principio  di  quest*  Art.,  come  in  quello 
1 49 (,  incorporò  al  capitolo  della  collegiata  di  Martino  iS,)  a  C^sriOLiofiM,  e  dopo 
di  Sanroiniato  la  eh.  parr.  de*  SS.  Jacopo  e  quanto  in  aumento  ad  entrambi  dovrò  ag- 
Fìlippo  a  Pancoli.  gìungrn*  qui  appresso,  air  occasione  di  par- 
La  cattedrale  medesima  nel  1775  venne  lare  del  Commento  de*  Cappuccini  fuori 
sdoma  dì  slatne  e  di  stua-hi.— Il  suo  capi-  delia  città  di  Sanminiato^  mi  sembra  di 
lob  cnnia  oggi  due  dignità  ( proposto  e  de-  poter  quasi  assicurare  che  il  luogo  di  totesto 
cano),  nove  canonici  ed  un  numero  corri-  chiesone,  non  più  che  un  miglio  e  mezzo 
ipmdente  di  cappellani  e  di  chierici.  distante  dairanlica  pieve  e  borgo  di  S.  Ge- 
lefla  e  ben  situata  è  la  fabbrica  del  se-  nesio,  dovè  essrre  ben  diverso  dalT  antico 
irìo  che  ha  dato  il  suo  nome  alla  piazza  loco  Quarto  di  S,  Miniato. 

sotto  il  poggio  della  mrci  aven-  Fin.)lmenlc  la  tradizione  acquistò  qnal- 

Itdi  frmte  Tefiiscopio.  La  prìm»  fondazio-  che  forzii  tla  una  rubrica  (i37Vinserita  nelli 

■e  del  qrul  seminario  rimonta  verso  la  me-  statuti  del  Comune  Sanmininlese  riformnti 

*dH  secolo XVH  sotto  il  vescovo Pirhi.  Fu  nel  iSnlgcbe  dice   Festnm  B.   Martyrir 

sasentalo  ilal  Vesc.  Poggi  nel  principio  del  Miniati f  ,  dffensoris   et  patroni   Terrae 

Menlo X VII!  enei  corrente  dal  VesT.  attuale  S.  Minintir,  a  cu/uv  nomine  venerando 

Ybvllo Pienzzi,rultimo  dei  quali  nel  184 1  dictae  Terrae  ^foctibulum  insignitur,  per 

isee  innalzare  dai  fondam<'nli  e  nel   1842  dominof  P^testatem^Cnpitaneum^et  aiios 

rivesb  quel  locale  di  una  ricca  biblioteca,  offici  al  et   Terrae  praedirtae  apud  locunt 

Vi  sono  attualmente  dieci  cattedre  e  64  Fratrum   Minorum  de  S.  Miniato  una 

k  seainarìsli  e  collegiali.  rum  omnibus  hominibus  et  per  toni»  Tier» 


9*2                S  A  N  M  S  A  N  H 

riif  pnteiiictat  dtiHtta  r^verentia  ti  sttsmni  sere  Fammentata  ilclU  boib  dd 1 1 gi-"—  9i 

munijicentia    die   tcUmniiaiit  suae  /e-  elisie  fuori  di  Porta^  pncbè  mlaicnle  la 

stivitatÌM  unnis  singulis  dU  a  5  octobris  porta  Tccehia  delle  mara  caslelUnc  di  c(k 

perpetuo  eelebretur,  —  Con  tulio  il  rìspet*  lesta  Tempora  ciUk,  di  cbè  conaeirasi  il  se» 

to  aggìun^^erò  che  (ali  tradixioni  sorsero  ia  gno  nelfarco  del  pretorio  fn  la  piaaaa  dd 

secoli  ass;ii  dìslauli  dal  fililo  in  questione,  seminario  e  la  strada  che  cooduee  al  pianale 

Cìùesa  e  congnio  di  S,  Jacopo  de*  Do'  del  mercato,  ch*è attualmente  nel  pernio  più 

menicani  Gavoni,  — >  Dne  chiese  parroc-  centrale  del  lun|po  paese,  e  molto  innanzi  di 

chiali  SDlto  la  stessa  invocazione  esistevano  arrivare  alla  porta  denominata  di  Ser-Ro- 

fino  dal  secolo  Xll  in  Sauniiniato ,  questa  dolio  che  scende  a  Qgoli  e  alla  Badia  di  S. 

de*  SS.  Jacopo  e  Lucia ,  gik  delta  fuori  di  Gonda  sulla  strada  postale  Livomcie. 

Poria ,  r  altra  de*  SS.  Jacopo  e  Filippo  a  La  chiesa  di  S.  ìucapofuor  di  Paria  ap- 

Pancoii,  Fu  avvisalo  ali* Art.  Pancate  esser  parteneva  in  origine  al  capitolo  della  pieve 

cotesto  nome  in  Toscana  attribuito  a  molti  di  S.  Genesio  e  S.  Maria,  quindi  nel  3  mag- 

laoghi  situati  in  piaggia  ,  o  balza.  gio  del  i336  il  preposto  Ugone  Bfalpigli 

Che  sebbene  la  chiesa  di  S.  Jacopo  a  Pan-  previo  il  consenso  di  quei  canonici  la  oedèai 

coli  non  si  trovi  specificata  nella  bolla  del  Frati  Domenicani.  Era  quello stcsao  preposto 

1 194  più  volte  rammentata,  essa  doveva  e-  che  cinque  anni  dopo,  al  dire  del  Booniii- 

sistere  fino  d*  allora  parrocchiale  venendo  contri,  concedè  ai  Frali  Umiliati  di  Firsoss 

cilato  il  suo  popolo  e  la  località  di  Poggi-  la  chiesa  di  S.  Martino  a  Faognana  Bdle 

ghisi  in  una  carta  del  a8  marzo  i  a33,  in  cui  piagge  settentrionali  di  Sanminiato ,  la  coi 

si  tratta  dei  confini  parrocchiali  con  quelli  di  chiesa  parr.  è  da  gran  tempo  diraia. 

S.  SleDino  dentro  le  mura  di  Sanminiato,  e  Quella  di  S.  Jacopo  de*  PP.  DomenicBiii 

con  Taltra  parr.  da  lunga  mano  soppressa  di  è  ricca,  segnatamente  nel  la  sagrestia,  di  buo- 

S.  Martino  a  Casiiglione  che  estendevasi  ne  pitture  e  di  tavole  dei  sec.  XlV  e  XV. 

in  eampagni«  verso  il  luogo  de*  Cappuccini.  Nella  chiesa  poi  esiste  una  belKssima  tavob 

—  {rèd,  sotto  Conifenio  de* Cappuccini,)  ali* altare  della  erodala  a  eomii  evangeOi^ 

Fra  le  memorie  relative  allacb.  di  Paiicoli  opera  colorita  dal  milanese  Gìambalttita  Poi- 
ché fu  nella  strada  di  Poggighisi  presso  la  zo,  pittore  che  nell*  ideale  bellena  fa  dair 
piazza  di  S.  Caterina,  rammenterò  il  testa-  abate  Lanzi  meritamente  assomigliato  al 
mento  rogato  in  Sanminiato  li  3  luglio  del  Guido  de*  suoi  tempi. 
144 a,  col  quale  il  prete  Minialo  del  fu  ser  Da  mano  maestra  e  degna  di  un  Minora 
Giono  Spallagranirettore  della  chiesa  de*  SS.  Fiesole  fu  eseguito  il  sepolcro  in  roamiD 
Jacopo  e  Filippo  di  Pancoli,  lasciò  tutti  i  del  medico  Giovanni  di  Ghdiino  Sanmi- 
suoi  beni  alla  cappella  di  S.  Piccola  di  Bari  niati  morto  nonagenario  nd  1461  caistcntt 
che  doveva  erigersi  in  detta  chiess,  cui  desti-  nel  cappe]  ione  a  eornu  episiòlaa  di  casi 
nò  in  cappellano  un  prete  capace  d*insegna-  Pazzi  lasdata  erede  dal  Sanminiatì. 
re  in  Sanminiato  la  grammatica  ai  giova-  Oratorio  del  SS,  Crocifisso.  <—  Qoesto 
netti  lasciandone  il  giuspadronato  agli  ope>  sacro  edifizio  a  croce  greca  con  cupola  sotto 
raj  deli*  oratorio  del  SS.  Crodfisso,  a  quelli  il  colle  della  Rocca  ed  in  nn  imlàisamcnlo 
della  chiesa  di  S.  Francesco  di  detta  Terra,  che  s*  inalza  a  gradinate  dirimpetto  al  pa- 
c  ddla  eh.  di  S.  Jacopo  fuori  di  Porta, —  lazzo  comunilalivo  sebbene  sia  stato  rìiàr 
{  AacB.  Du^.  Fioa.  Òarte  delia  Com.  di  ficaio  nel  171 8  e  consacrato  nel  i3  maggio 
Sanminiato),  1729,  esisteva  un  più  piccolo  oratorio sot- 

La  parrocchia  de*  SS.  Jacopo  e  Filippo  di  to  lo  stesso  titolo  dd  SS.  Crocifìsao  fino  al- 

Pancoli  fu  aromensata  con  tutti  i  suoi  beni  meno  del  secolo  XV.  A  prova  di  ciò  giova 

al  capitolo  ddla  collegiata  di  Sanminiato ,  il  testamento  di  sopra  citato  dd  prete  Mì- 

medianle  bolla  dd  Pont.  Innocenzo  VIU  in  niato  rettore  di  Paneoli  rogato  in  Sanmi- 

data  del  3o  aprile  1491  «  <  fu  mantenuta  niato  li  3  loglio  dell*  anno  1441. 

parrocchiale  fino  all'anno  1 783.  —  (  Carta  Le  carte  dell*  opera  di  questa  devota  chie- 

deWJrch,  del  Capitolo  di  Sanminiato),  sa,  che  conservadsi  neirArch.  comuoitatiTO 

La  chiesa  poi  de*  SS.  Jacopo  e  Lucia^/ÌM>-  di  ootesta  dtlk  ,  danno  a  conoscere  obibc  i 

ri  di  Porta  con  il  convento  annesso  dei  PP.  Sanminiatesi,  dopo  fatte  pruceasionalibeale 

Gavoni,  se  non  è  più  antica,  conta  però  me>  nel  i4oa  le  solenni  peregrinazioni  de*Battii- 

moxia  più  illostre,  quella  intendo  dire  di  cs-  ti,  risolverono  di  edificare  presso  il  palaiss 


SANM  SANM  93 

pilUic*  m  ocalofio  mlt  n^onì  il  SS.  Rodolfo  in  Smnminiaio  al  Tedesco;  il  qua! 
CtoaSimo  cbe  gli  aicra  acoompafiiali  in  oialorio  Mvetano  otIfDUto  in  dono  iiiticDo 
qatUe  popolari  nafcic  di  penitenza.  Di  Jà  con  i  beni  dai  frateUi  di  una  compognia.  In* 
aieqac  il  «Icàdcrio  di  tiatporlare  in  un  più  falli  che  quei  religiosi  Dell' anno  suasrgucnto 
■■pio  a  pia  ornato  l*mpio  la  »cra  imma-  ▼i  li  ioMero  ilabiliti  lo  dicLiara  un  altro  brc- 
line*  evi  delle  impolso  la  pietà  e  telo  di  ve  del  i  ag.  1 5a3  quando  un  canonico  vica- 
Hoof.  Poggi  cbe  nel  1918  bmrdìsae  la  pri-  rio  generale  di  Gio\anni  Cavalcanti  preposto 
me  pietra  e  cbe  oia  costituisce  un  pregerò-  deUa  chirsa  collrgiata  di  S.  Maria  e  S.  Gè- 
Jìmìsìo  anneao  al  capitolo  della  caltcdralc.    ncsio  confi rmò  in  rettore  della  cappella  Ta* 

Ckiesm  di  S»  Séefano  sulU  Costa,  —  caule  di  S.  Jaco|o  nella  «h.  parr.  diS.  Bfa- 
fcnaa  delle  aniicbe  parrcccbie  della  città  ria  di  Cahnzano  il  proposto  del  ccuTenlo 
cai  fa  annesta  T  altra  di  S.  liicbele  della  degrenmilani  Agostiniani  della  SS.  An- 
Rocca  y  o  intra  mmros ,  ambedue  rammcn-  nunziata  in  Sanminialo  da  passare  ai  prò-  • 
tale  odia  bolla  pontificia  del  ii^ial  prepo>  posti  suoi  successori.—  (Aaca.  Din..Fioa., 
sto  di  Sb  Genesio,  ed  entrambe  le  quali  era-  Carte  degli  Jgosiia.  Ltceei.  di  Sanmin,) 
00  già  rinnilc  nel  1160,  come  dal  ca'alogo  A  quella  famiglia  religiosa  nella  fine  del 
ddle  cbiese  della  diocesi  luccbese  redatto  in  secolo  passalo  sollentrò  un  parroco  sccobre 
qacU'anno.  —  La  cara  di  S.  Stefiino  nel  cbe  tì  traslocò  la  cura  della  cbiesa  dirìm- 
i75t  fu  dicbiarata  prioria  «  nel  tempo  cbe  petto  denominata  la  Crocetta, 
oc  era  rettore  un  canonico  Bonaparte.  Conservaitrio  di  S,  Chiara.  —  Scbbe- 

Càiesa  di  S,  Cattrima  già  degli  Agosti'  ne  passi  per  tradizione  cbe  in  alcune  remo- 
aiaai.— Questa  cbiesa  cLe  ba  dato  il  bone  te  stanze  dell'  attuale  conserratorìo  di  S. 
a  uaa  delle  porte  distrutte  di  questa  dttà ,  Cbiara  esisteste  sino  dal  secolo  X  un  abba- 
altriaenti  appellata  Porta  di  roggigbUi ,  dia  di  Cassinensi,  (allo  è  cbe  costà  non  pri- 
fu  IcBQta  dai  Frati  Agostiniani,  cbe  fino  dal  ma  della  mela  del  secolo  XIV  si  stabili  un 
M.  XIV  fi  costruirono  accosto  un  convf  nlo.    monastero  di  Francescane  sotto  1*  icTocazio- 

Infetti  riltrisoono  a  qori  religiosi  ed  alla  ne  di  S.  Cbiara  per  lascito  di  Paolo  Porti- 
stcM  cbìoa  doe  deliberazioni  degli  uffiziali  giorni  da  Sanminialo.  Alla  qual  notizia  serra 
del  Gooinne  di  Sanminiato  pccae  nel  1 5  di  lume  un  privilegio  dato  in  Roma  li  1 5 
<iic  |338  e  oeir  8  genn.  i  49,  con  b  prì-  agosto  1379,  col  quale  il  Pont.  Urbano  VI 
■M  delle  quali ,  ad  istanza  dò  Frati  Agosti*  diede  fiKX>lta  a  donna  Blirgberìla  del  fu  Mi- 
niaoidi  Sw  Caterina  fu  accordalo  loro  un*  niato  restata  vedota  in  pi  ime  nozze  di  Si- 
dflBonna  annua  di  lire  1 5o  ;  e  con  la  se*  mone  del  fu  Jacopo,  ed  in  seconde  nozze  di 
eoeda  la  deliberalo  di  vendere  ai  frati  mede»  Paolo  Portigiani  di  poter  Ibndare  a  te  nora 
ani  per  fiorini  oento  d* oro  un  pezzo  di  ter-  della  di  lei  istanza  dentro  la  terra  di  San- 
ino della  Comunità.  —  (Aacs.  Dm.  Fioa.  minialo  un  moiastero  sotto  il  titolo  di  S. 
Carte  di  ditti  Agostiniani  riunito  a  quelle  Paolo  con  manlenerri  un  nuimro  di  reli- 
àdlo  Spedalo  doiln  Scala  in  Sanminiato).    giose  deircidine  di  S.  Cbiara,  permettendo 

Li  predetta  famiglia  religiosa  fu  topprcaia  a  detta  fondatrice  di  rìccTere  nel  uuoto  mo- 
ail  declinare  del  sec  XVIU,  allorcbé  gran  naslrro  le  Monache  di  S.  Chiara  che  ahi' 
parte  di  quel  iatbricalo  fii  cangiala  nel  nuovo  taoanojuori  delle  mura  di  Sanm  iniaio^  nel 
(«pedale.  —  Fedi  sotto  Ospedali  riuniti,      caso  cbe  si  fosse  provata  pericolosa  la  loro 

Ckiesm  deirAnuunsiatina.-^AsÈcho  co»  dimora  fuori  delle  mura  castellane  a  cagio- 
l(sla  chiesa  parroocbiale  fu  per  qnakbe  tem-  ne  delle  guerre,  purcbè  le  recluse  nnede^mc 
pò  affiaiala  dai  Frati  Agostiniani  della  Ri-  Ibawro  alimentale  a  spe»c  della  postulante 
bnaa  Leccelana  ;  i  quab  oilennero  facoltà  fincbè  eme  non  potesatro  tornare  nella  loro 
di  ilabilini  costà  premo  la  poeta  di  Ser  Ro-    prima  clausura. 

<k>Ub  BMdianle  breve  del  Card.  Giulio  de*  H  Mon.  di  S.  Paolo  dentro  la  Tem  di 
Vedici  (poi  Papa  CleoaenleVUj  dato  in  Roma  Sanminialo  esisteva  ancbe  sotto  il  governo 
li  is  giugno  dei  i5sa  V  anno  I.  del  ponti-  di  Alessandro  de'  Medici  prio.o  duca  di  Fi- 
ficaio  di  Adriano  VI,  col  quale  quel  Cani,  rense,  siccome  ?o  dinkostra  una  membrana 
U|alo  apostolico  concedè  ai  Frati  romi'ani  di  queirasceterio  esistente  nelF^rcA.  Dipi. 
di  Lecceto  facoltà  di  erigere  un  concento  /^lor.,  la  quale  contiene  un  islrumentoscril- 
àeìk  loro  regola  agostiniana  nelP  oratorio  lo  li  93  ottobre  del  1 53 1, relativo  alla  ven- 
erila SS.  Annunziala  pnsK»  b  porta  dì  Ser    dita  falla  dalle  monacbe  di  S.  Paolo  in  San- 


94  8ANM  SANM 

mìtiialo  (ti  Qiit  casa  potla  net  popolo  de*  SS.  goti  di  S.  Bonmko  f.raria  l*MiniM«a  éà 

^copA  e  Filippo  a  Paneoli  e  lonprata  per  governo  i?i  nceoNe  ncIPMinv  1817. 
preuo  di  fiorini  olio  (Toro  (k  Lucii  d*  An*        Bispetto  poi  aN«  diitnitHi  cfaim  pvfoe- 

Ionio  dei  SiHarQerchi  di  d^la  Trm*.  chiak  di  S.  Manim^  a  F^gnomm  le  arie 

Nel  i536  si  rinnovò  il  profiello  da  mae-  della  Preposituni  degli  Umiliati  di  OfDH, 

Siro  Jacopo  d*  Ancona  {generale  de*  Frati  Mi-  ora  nell*  ^rrit.  Dipi,  Fior,  ne  affiamo, 

nori  e  coramissarìo  apostolico  per  la  fra-  che  net  i3SS  la  cblesa  predelta, emendata* 

slazione  delle  monadie  di  S.  Chiara  fuori  cante  di  retlori  i  parrocchiani  «  che  eneo  i 

delle  mura  di  Sanroioialo  net  convento  di  patroni  della  medmima,  vollero  affidare  fa 

S.  Paob  dentro  il  paese,  come  può  ardersi  nomina  del  nuovo  rettore  di  S.  Martino  1 

da  una  carta  del  16  oitohre  di  detto  anno  Faognana  aFr.Brnedel  foLapoBcninipro. 

data  in  Sanminialo.  —  (/b<?.  rvf.)  poato  de*  Frali  Umiliati  del  conrvento  «TO- 

Med tante  pie  donazioni  il  monastero  di  gnìas^nti  in  Firenie,  il  quale  eleate  in  psr- 

S.  Chiara  fu  in  grado  di  mantenere  due  posti  roco  Fr.  Ridolfo  del  fn  Gio.  Giugni  refi* 

gratuiti  di  educazione.  Fsso  nel  1785  tn  gioso del  medesitao convento éegli  Umiliati, 

ridotto  a  conservatorio  e  tale  conservasi  an-  che  fu  prrsenlato  al  pirpotto  della  cfaif*i  col- 

coi-a.  Vi  si  ricevono  a  convitto  educande,  è  legiata  di  Sanminiato  per  cfsere  approvile^ 

provvisto  di  maestre  e  di  maestri  per  istruire  ed  investito  della  chiesa  prrdetla.  -*  In 

nei  lavori  muliebri  te  fanciulle  di  dentro  e  seguilo  i  parrocchiani  stessi  mediante  un* 

quf  Ile  che  vi  vanno  giornalmente  dalla  città,  istanza  (alta  e  concessione  ottenuta  dal Ginr). 

Monastero  di  S,  Martino  y  prtswo  la  Gio.  Gaetano  Omini  Legalo  apostolico  e  con 

porta  Faognana,  —  Grandioso  fahhricato  I*  annuenza  di  Ugo  preposto  e  del  raipitnfo 

sullo  sprone  più  settentrionale  della  città  in  della  collegiata  di  Sanminialo  donarono  al 

luogo  appellalo  Faognana  presso  una  porta  proposto  degli  Umiliati  il  gluspadronatn  del- 

ora  distrutta,  fuori  della  quale  fu  una  chiesa  la  chiesa  predetta    —  Donde  ne  comrgoe 

parrocchiale  con  lo  stesso  titolo  di  S,  Mat'  che  fu  intomo  a  questo  tempo,  non  già  nH 

tino  a  Faognana^  il  cui  popolo  è  riunito  alla  secolo  Xltl*  quando  i  Frati  Umiliali  di  Pi' 

cura  de*  SS.  Steiàno  e  Martino  al  Pinocchio,  renze  vennero  a  stahttire  dna  loro  proposi. 

Da  quanto  fu  detto  all'  Art,  Faooiiama  si  tura  nell»  chiesa  di  8.  Maria  a  Cigoli.  . 

può  dedurre  che  questo  luogo  fino  dal  se-  ^ed,  FAsaasBA  m  Cioni.i. 
colo  XI  era  posseduto  dai  monaci  di  S.  Fon-        Comitato  do^appuecini  fuori  di  5^1- 

ziano  di  Lucca,  e  costà  dentro  le  mnra  più  miniato,  -*-  In  una  collina  appena  meno 

tardi  fu  edificato  un  monastero  dove  Boni»  migl.  a  sdr.  di  Sanminiato,  dove  prohubit- 

lazio  Vili  nel  1298  ordinò  e  quindi  nel  mente  fa  la  chiesa  parr.di  S.  Martino  a  Ci- 

1346  vennero  traslalale  le  monache  di  S.  sliglione,  fti  eretto  nel  1 609  qnesto  conten- 

Aj;ostino  del  Montappio  fuori  della  porla  di  lo  dalla  pietà  del  langimignaneae  Giofll^ 

Foggighisi  dandone  la  diifiione  spirituale  chino  Ansaldi  padrone  di  quel  terreno  die 

al  priore  del  convento  de*  SS.  Jacopo  e  Lo»  donò  ai  religiosi  Gappoocini,  i  qnaH  vi  fili- 

eia  de*  Domenicani.  fioarono convento  e  ehtetnola  dedicando qiM- 

Tale  a  un  dipresso  è  il  racconto  di  una  ita  al  martire  S.  Minialo, 
cronaca  che  coniicrvasi  nella  biblioteca  del        lfiA>ve  indagini  con  qoalchc  maggiorai- 

FP.  Domenicani  di  Sanminiato,  comecché  n  institnife  mi  hanno  indotto  a  ritlifieire 

diano  a  dubitarlo  i  documenti  da  noi  ci-  f  nbtcaiione  deHa  distTatta  chiesa  psntic- 

tali  ali*  jéri,  Gouda  (Bamii  m  S.)  cui  rinvio  chiala  di  S.  Martino  a  CmiiSgiiono  situata 

il  lettore.  in  una  direitone  opposta  a  quella  di  S.  Afar* 

n  fililo  meno  controverso  sarebbe  quello  tino  a  Faognona^  e  per  consegne on  dw 

che  le  monache  entrassero  nel  Mon.  di  S.  volte  più  lontana  dalf  antica  pieve  diS.G^ 

Martino  a  Faognana  per  concemione  del  nctb  in  F'ioo  Wallari, 
Font.  Clemente  VII  nell*  anno  primo  del        Me  ne  ha  fornito  mn  prova  evtdciHeri- 

suo  pontificato,  e  che  pòscia  per  le  cure  del  strumento  del  t  S  diov  i  «33  citato  di  sopn- 

vescovo  Mauro  Corsi  ottenessero  nel  1672  e  aH*i#ff.  MdtiTWo{S,)À  Cjtsr9W»ioBBtml 

di  vivere  secondo  1*  istiinto  di  S.  Domeni-  quale  si  descrivono  i  confini  della  p•rffo^ 

co.  Attualmente  cotesto  locale  dopo  la  sop-  chia  di  S,   Martino  a  Cmitiglione  fbori 

pressione  generale  del   1810  serve  di  ospi-  di  Sanminialo  a  eontatlo  con  i  confini  delle 

xio  a  reigiose  che  profcssauio  la  stessa  re-  parrocchie  di  S.  Jacopo  a  Poneoli  (era  iaS. 


SANH  SANM                9& 

I  e  di  S.  SUfimo  mtcati  nitrambe  GraaJuca  Leopoldo  I  furono  riuniti  i  Tarj 

I  cilU  ai  Sanaiialo.  specUlettt  della  cilU  e  del  suborbio  di  San- 

Mle  iilraiiicnlo  troTsti  trNcrilto  il  minialo,  olire  quello  contiguo  de*  getUlelli, 

Ir  rogito  tolto  dì  aSmanodelPiinno  affiliato  allo  spedale  della  Scala  dì  Siena 

tmmoo  del  notaio  lldebrandino  di  L*  uUinio  de*  quali  ivi  esisteva  fino  dal- 

EoooDt  le  predte  parole.  la  prima  metà  del  secolo  XIII.  In  proposilo 

■iae  Domiirì  Amen.  Sii  omnibus  di  che  il  consiglio  generale  della  Corouuilli 

!■  qvod  doainus  Henrious  pr^po-  di  Sanminiato  non  deliberazione  del  t  a  giù- 

Gcfl«nì  prò  eonmodo,  paoe,   et  gno  ia33  prestò  il  consenso  allo  spedalingo 

picbie,  et  parrocehianoron,  et  prò  di  S.  Maria  della  Scoila  di  Siena  di  compra- 

a  ae  ooncordia  dividendo  et  sepa-  re  case  e  terre  in  Sanminalo  e  suo  distrrllo 

Rroasbiani  et  territorium  ecclesie  S.  con  facoltà  di  ricevere  legali  e  donazioni 

Ir  Gastiliooe  a  parrochia  et  terrilo-  per  erigere  costà  uno  spedale  dì  gell^tt-lli , 

ie  de  Faacole  et  S.  Slepbani,  dìxit  dopo  che  fosse  edificato  ed  aperto  colale  sta« 

atasfiiil  pablioe  ac  confeisus  me  bilimento  di  carili. 

liso  solario  et  leslibutinfirascriplit  lo  non  parlo  dello  spediletlo  dì  S.  Ijas- 

■s  at  ad  bcc  rofilìt,  ^mni  parroe*  uro  de*  lehbrosi,  di  cui  esiste  tuttora  la  Ciip- 

rrùsrssMii  eceiesit  de  Cattilinne  pella  sulla  strada  postale  fra  la  Bastia  e  la 

^§rmi  €i  ent  deh§hai  et  protende*  pieve  Yec<;Lìa  di  S.  Oenesio ,  non  dirò  della 

pedimée  Podigkisi  eersu»  eeei^m  |ierce!loria  che  i  canonici  di  S.  Antonio  di 

Pmmeoie  ut^me  ad  domum  iliom  Vienna  nel  Delfinato  tenevano  presso  la  cbie- 

*imeio ,  H  tttmmdttm  ^uod  traftie  sa  pan*,  di  S.  Stefano  in  S^nroinialo,  accosto 

tmie  éietam  dnmmm  uifUé  ad  alla  quale  nel  seti,  del  i35a(ii  eiUfìcalo  un 

Pmmiit  ei  ah  ipta  Parta  ut^ae  ospedale  da  fra  Giovanni  Guidolti  {«roet- 

m  aaitif  aanu»  CaHiiianem ,  ef  tore  del  balìalo  di  S.  Antonio  iu  Tosranv,  a 

daPiaeiomefue  ad  aliam  cui  ne  ricliiama  la  insegna  di  quei  Frati  di 

mki^trimm  Saiadiai^at  se^  S.  Antonio  del  fuoco  tuttora  ivi  esistente. 

irmit  ¥im  fua  exit  de  dieta  Solamente  dirò  che  uno  spellale  per  griu- 

Casiiiioaem^ HiaaNtm piuff  fermi  pensò  di  erigere  in  Sanminiato  verso 

dammmmoramdePimtoeam  la  fine  del  sec.  XIU  Meo  Stracollo  da  San- 

t£f  «JSTe  ei  retro  et  iilae  tree  miniato ,  quando  nel  1 198  lasciò  ai  poveri 
ìMeaeiiime^  qme  euper  murum  Co-  di  G.  Cristo  case  ed  un  pezio  di  terra  |[ier 
'  alia  parte ^  seitieet  illa  ilde»  servire  di  spedale  agi*  infermi.  Ma  i  fondi 
sKr  Teiiat  at  alias  dune  juxta  non  bastarono  ali*  uopo  ancorché  quel  dono 
fora  at  ette  dehere  de  territaria  nel  1378  venisse  aumentalo  dalla  carità  pa- 
Mm  ampraeeripta.  Ad  judicanda  tris  di  Manno  di  Guidone  Donali.  Fu  bensì 
màg pmrraeahiamee omaee H  atae»  nel  1459  che  ano  spedale  per  gì* infermi  si 
toni  prateatee  ptam  fkiuras  im  tttna  in  Samninialo  coi  frutti  raccolti  e  con 
ì»mimfrmdia9o9termimùseer9HM  i  beni  aumentati  dal  valente  medico  Gio- 
rni at  emppamemdm  etiam  dietmm  vanni  di  Chellino  sanminialese.  —  La  fab- 
\  pmnweMa  et  territorio  dieta  brìra  antica  di  cotesto  spedale  sotto  il  liiolo 
e  Cattiiiama  im  ùmaièaa  et  eia»  di  S.NiccoIa  dì  Bari  esiste  tuttora  presso  la 

efsnni  Keemtiam  et  pianami  chiesa  ora  disfatta  di  Paneoli, 

tideèrmadiaa  priore  Lo  sped'ile  attuale,  che  fu  innalzato  dai 

ipea  raeheia  renpieali^  fondamenti  sulla  piana  di  S.  Caterina  e  do- 

imfrm  dietor  termiaoe  ubi'  tato  di  maggiori  rendite  fier  munificenaa 

1 1— nJlocnntf  r  hediJScaadi  efs  sovrana  ,  è  capace  dì  ao  e  più  letti. 

ffar«|armn  ad  Ikoaorem  Bri  et  Anco  nella  via  che  guida  dalla  piazza  del 

m  et  epUeopatus  Zmeaai  et  pie*  mercato  al  monastero  di  Faognana  «^isteva 

irf£f  at  diete  eaaomee^et  ad enmm  un  piccolo  spedale  istituito  anticamente  per 

mtUitmteat  parrorekiaaorum  ibi'  i  pellegrìni  sotto  l'invocazione   della   SS. 

t  ari  im  fmtarum  kahitmntiam ,  Annunziata.    Da   una   bolla  pontifìcia  del 

die  arpte.  161 A  esistente  in  queir Arch.  voseovilr  rosta 

di  fitmiti.  «•  Ifella  piazza  di  S.  che  a  quel  trmfto  ne  era  affidata  }a  dircriiv 

Hfe  sa  bel  fabbricato  liove  dal  ne  ad  un  notabile  della  Terra  col  titolo  di 


I 


96  SANH  SANH 

spedatingo ,  e  che  in  qaelP  anno  eiercitata  perpetuo  di  Kre  400  per  il  manleoiacato 

un  simile  uflBbto  Sebastiano  Ansaldi  prepo-  delle  senole  pabblichc  di  cotesto  fioiwio, 

•to  della  chiesa  parr.  di  S.  Martino.  1J  tìcì-  nel  quale  5  maestri  insegnano  calli|ndb;, 

no  oratorio  dopo  la  soppressione  di  detto  lingua  italiana,  greca  e  latina,  belle  Iett6 

ospizio  è  ridotto  a  sem  )lice  beneBzio.  re,  ftlosofb  mzionale  e  matematiche. 

Un  altro  rico/ero  per  i  poveri  Toleya  fon-        Aeeaiemic  degli  Bmieieti,  —  Ebbt  on 

diire  nel  1708  nella  propria  abitazione  pò-  tenue  principio  nel  secolo  XVI  da  alcooi 

sta  in  rondo  alla  piazza  salT ingresso  di  detta  gioTant  studiosi  col  titolo dt  AffUnti^àitù 

▼ia  il  sacerdote  Jacopo  Vjnni ,  come  costa  affidarono  di  (atto  alla  protezione  del  Gran. 

di  ona  iscrizione  in  marmo  ivi  apposta,  mi  duca  G>simo  II,  il  quale  si  degnò  aooeOMne 

per  la  meschinità  del  patrimonio  simile  di-  la  protezione  col  titolo  di  presidente.  Rdr 

•posizione  non  [lotè  aver  effetto.  archivio  comunilatìvo  si  conservano  i  prioii 

Più  proficuo  ai  poveri  Sinminiatesi  rie*  statoti  al  pari  della  notizia  cbe«maociie ap- 
ici il  testamento  fatto  li  i3  genn.  1639  dal  pena  ai  viventi  quel  sovrano  protettore,  k 
canonico  Vincenzio  Maccanti  di  Sanminiato  spirito  di  disconlia  alterò  e  presto  diUróni 
Prof,  di  sacri  canoni  nelP Università  di  Pi»,  il  letterario  istituto  degli  Affidati, 
il  quale  assegnò  alcune  doti  a  fanciulle  e  Invano  fu  tentato  di  richiamarlo  alla  viti 
dei  soccorsi  a  domicilio  ai  poveri  infermi,  sotto  il  primo  (Granduca  dell* Augusta  ditta- 

Compagnia  della  Hisencordla,'^  Anco  stia  Austro-Lorena  fèlieemettte  regnante; in- 

Sanminiato  attualmente  conta  la  sua  cari-  vano  provarono  di  ottenere  qitalcbe  iii€c(»i 

tatevole  e  zelante  compagnia  della  Miseri-  sul  declinare  detl'  ultimo  secolo  paaato  al- 

cordia  affiliata  a  quella   di  Firenze.  Essa  cuni  studiosi  Sanminiatesi.  Solaraenle*«e) 

ottenne  nel  i8f  ^  per  oratorio  la  chiesa  del  So  dicembre  del  i8aft  dando  iocrenfoto 

soppresso  Mon.  della  SS.  Trinità,  nel  cui  ad  un  letterario  privato  esercìzio  che  te  San- 

locale  SODO  stabilite  le  pubbliche  scuole.  mi:iiato  tenevano  alcuni  giovani  diligenti, 

Ziceo.  «-Se  le  prime  mosse  per  Pistitu-'  riuscì  d*  istituire  e  di  aprire  con  s<ilmiAè 

zione  delle  pubbliche  scuole  in  Sanminiato  I*  accademia  che  prese  il  nome  di  ^alstat, 

non  partono  dal  testamf*nto  fiitto  nel  primo  e  ohe  d*  allora  in  poi  oonaervM  operosa  fd 

gennajo  iSig  da  Melchiorre  dei  Ruffelli,  onorevole. 

certo  è  che  cotesto  uomo  diede  un  beli*  e-        Finalmente  In  Sanminiato  è  slati  ioili* 

sempìo  allorché  instituì  in  suo  erede  uni-  tuita  nel  i83o  una  casn  di  rìfparmio  afr 

▼ergile  la  Comunità  di  Sanminiato  a  con-  liata  a  qnelhi  di  Firenze,  dalla  q«iik  si  m 

dizione  di  distribuire  le  entrate  del  suo  pa-  ottiene  notabile  utilità, 
trimonio  in  doti  a  fanciulle  povere  e  nel        Uomini  pia  illuHri  mlh  9cUnm  9^- 

mantenere  due  giovani  a  studio  in  qualche  'e  lettere,  —  Sanminiato  fu  una  ma  fé 

Università  col  dovere  assegnar  loro  per  sette  piniera  d'  ingegni  celebri  in  lotti  i  tapi 

anni  continui  i5  Borìni  d*  oro  peranno.  — *  ed  in  tutte  le  eerie.  Io  noe  parfo 4e'fmi£ 

(  AacB.  Dn»L.  Fioa. ,  Carte  deità  Com,  di  uomini  che  diede  questa  piocoln  città  tilt 

Sanminiato.)  chiesa ,  fra  i  quali  dovrei  contare  virj  ctf* 

Un  altro  notevole  impulso  alla  pubblica  dinali,  arcivescovi  e  prelati;  non  dirò  ddle 

istruzione  de*Smmìniatesi  fu  dato  dal  Prof,  fiimiglie  illustri  de'Jtfanftodors*,  de*  BetrO' 

canonico  Vincenzio  Maccanti  testé  lodato,  mei,  de*  ^ofto^Msrte  ecc.,  comecché  da  osa  di 

il  quale  oltre  P  assegno  di  doti  eà  il  soe-  esse  derivasse  S.  Carlo  Boromeo ,  nato  di 

corso  ai  poveri  infermi  volle  donare  al  pub-  donna  di  tal  cauta,  la  quale  si  cstiiise  ia 

blico  sanminiatese  la  sna  libreria,  aumen-  Sanminiato  nelP  anno  167 ft;  dirò  solamente 

tata  in  seguito  dt  altri  maestri  delle  scuole  che  costà  ebbe  vita  Francesco  Sforza  deca 

pubbliche  che  la  Cominità  di  Sanminhito  di  Milano  1*  onore  della  milizia  italiana,  • 

ha  stabilito  nel  locale  della  SS.  Trinità,  già  che  <la  Sanminiato  si  staccò  on  famo^qnel- 

monastero  dove  nel  1 56 1  fu  intorodotta  una  la  prosapia  che  diede  al  mondo  Titiiieo  !la- 

^rai^lia  di  donne  recinse,  dalle  quali  fu  ahi-  poleone;  di  quel  Napoleone  ehe  nelfultioM 

tato  fino  alla  soppressione  accaduta  nel  1808.  anno  del  secolo  XVIIl  visitò  in  Saominialo 

Il  locale  fu  acquistato  nel  1818  dalla stes-  nn  canonico  Bonaparte,  Ultimo  fiato  dd- 

sa  Comunità  con  1*  intenzione  di  stabilirvi  Tantico  stipite  di  cotanto  celebre  casata, 
una  casa  e  collegio  di  PP.  Scolopj,  finché        Chi  poi  nelle  scienze  naturali  non  cono- 

per  sovrana  elargita  fu  aumentata  la  dote  in  ice  il  aerilo  del  saominialeic  MicMe  llcr- 


5AMM 

9  dcagrìtlore  nella  MtuUaiteg 
i  no  museo  di  sipria  luturale? 
ibc  ebbe  i  natali  in  Ssnininisto 
ioni  diioepok>  UiGnlileo,  miite< 
ebitcUo  miliUre  alla  corte  di 
ì  cbe  slimolò  il  suo  divino  mae- 
ue  io  Gernuinia  i  Diaiogiti  del- 
0^9  petcbèii  S.  Cffixio  non  io- 
felicaasero  nelle  opere  dì  Galileo? 
gli  artisti  sanminiatesi  un  Gio- 
rno di  Gulniocio,  ed  autore 
Coceiaguerra  di  Pontremoli. 
»  Lodof  ico  Cardi  cbe,  sebbene  si 
ìgoiif  fone  dui  beni  e  case  a?ite 
fi  powedeta,  e  di  dove  fu  origi- 
gik  nativo  come  dissi  all'Art.  Gì" 
è  egli  venne  alla  luce  del  roon* 
niato.  «-Debbo  bcnsi  mmmen* 
i  medici  di  muggior  grido  un 
apule,  un  Pietro  Bfeicali,  un 


SANM 


97 


Cosimo  Tellutìci,  un  Giovanni  Sanminbli. 
Debbo  citare  fra  i  valenti  in  diritto  un  An- 
saldo Ansaldi,  un  Olicbele  Bonincontri  ed 
un  Niooolò  Bonaparte.  In  scicnie  divine  e 
morali  un  Pietro  Comeslore,  supposto  dei 
Mangiadori  e  perciò  sanminiatese  ;  un  Fr. 
Maioo  Portigiani  ed  un  Tommaso  Ansaldi. 
Qterò  fra  i  letterali  distinti  un  Lo^etaxo  Bo- 
nincontri, un  Ugolino  Grifoni  primo  GaV. 
e  maestro  deirAltopascio,  senta  dire  di  varj 
di  casa  Hoffia  né  ctel  vivente  Bagnoli.  Non 
debbo  passar  in  sileuiio  la  memoria  di  un 
celebre  guerriero,  Baiitn^  eie*  fifangiadorì  me- 
more ,  c^  Dino  Compagni  rammentò  con 
lode  nella  vittoria  ri|X)rtata  in  Campaldino 
come  franco  ed  esperto  cavaliere  e  cbe  perorò 
l'esercito  prima  di  attaccare  la  battaglia, co- 
meocbè  la  (ama  di  lui  restasse  offuscata  dal 
contegno  rìvolusionario  cbe  egli  da  veccbio 
nel  1 3o8  tenne  nella  sua  patria. 


^OFl MENTO  della  Popolatone  della  CittJ"  dì  SMnutnuro 
m  fuaitro  epoche  diverse ,  divisa  per  famiglie. 


una 

laai 
femm. 

ADO 

mase. 

LTI 

femm. 

ooaroiuTi 

dei 
due  sessi 

■OOLBStAftT. 

dei 
due  sessi 

Numero 

delle 
famiglie 

Toialità 

delta 
Popola». 

m^ 

«. 

M. 

.M 

^ 

«• 

«7» 

i365 

n98 

ai3 

4io 

5oa 

3i3 

aaS 

345 

1901 

359 

314 

b8i 

3e7 

837 

98 

496 

aao9 

384       364 

36o 

443 

86o 

85 

53o 

aSoo 

*  ni  SAmniATO.  -*-  Il  territorio 
o  di  Sanminialo  abbraocia  una 
i  s3443  quadr.,  aSii  dei  quali 
di  acqua  ed  a  pubblicbe 


3  vi  abitavano  fiirailiarmente 
%iiiat  a  pfoporùone  ragguaglia- 
IS7  pinone  per  ogni  migl.qua- 
>  impooibilt. 

000  otloGomnnità,  4  delle  quali 
t  tecMiendo  il  corso  di  detto  fìu- 
elto  a  aetL,  dalbi  Boeea  d^Elsa 
eolio  la  collina  di  S.  Ro- 
di fironte»  da  primo  la  Gom. 
ndi  sino  presso  allo  sboooo  in 
via  eonuoilativa  diretta  dal  Pi- 
Ineeeebioy  dove  sotlentia  U  Cum. 


di  Fuoeccbio  fino  al  rio  di  Bacala,  o  di  S. 
Bartolommeo;  costà  sottenlra  la  Com.  di  S. 
Croce  sino  alla  confluenaa  del  rio  nuovo , 
al  qual  ponto  per  oorto  tiagitto  fronteggia 
col  territorio  oomunilativo  di  Castel-Fran- 
co di  sotto  sino  dirimpetto  alle  Suelu  di  5. 
Romano    Ivi  voltando  (àccia  da  maestr.  a 
pon.-lib.  il  territorio  di  Sanminiato  tro- 
va di  contro  quello  della  Com.  di  Monto* 
poli,  col  quale  si  dirige  a  oslro  per  termini 
artificiali  tagliando  la  strada  regia  Uvorurse 
e  quindi  il  iorr.  ^agiterà  per  dirigersi  a 
Monte-Biocbierì  sul  torr.  C/'iee/ia;  dove  sot- 
tenlra la  Com.  di  Palaja,  con  la  quale  la  no* 
stra  rimonta  il  detto  torr.  della  Chieeina 
nella  direzione  di  scìr.  ohe  poi  lascia  a  lib. 
sulbi  strada  comunitativa  fra  Palaia  ed  J» 

i3 


98                SANBi  SARM 

f'iafi,  ttnda  che  ora  tenre  di  limite  alle  dae  di  Smouniato  per  oondum  al  eoavfvto 
Comunità  fino  alle  Capanmacee,  dove  esse  de*  Cappuccini  eoe. 
trovano  il  torr.  Cfdecinella  e  di  consenra  Non  ti  contano  monti  in  questa  oomuniU, 
con. esso  avviasi  contr* acqua  nella  direzione  ma  docili  colline,  le  più  elevale  delle  quifi 
di  scir.  poi  di  lev.  per  entrare  nel  botro  de*  si  riducono  a  quella  di  San-Quìntino  e  alU 
Cannetacei,  Con  questo  girando  intorno  al  prominenza  tu  coi  è  piantala  la  rocès  di 
poggio  di  ColMungo  dirigonsi  a  grec.  nel  Sanminialo,  la  cui  sommità  fa  trovata  dal 
rio  ComposireìU  che  accompagnano  nel  Padre  Inghirami  a  363  br.  sopra  il  mare, 
torr.  CfUecina  ;  che  i  due  lerrilorj  oltrepas-  Il  terreno  che  cnopre  ooteste  colline  coo- 
sano dopo  averlo  per  breve  cammino  percorso  siste  in  tufo  calcareo^iliceo  ed  in  marna  ce- 
contr*acqua,ssleddo  alla  sua  destra  nella  vici-  rulea  concbigliare,  mentre  il  piano  fra  rir- 
qa  collina.  Ck)sl)  cessa  la  Comunità  di  Ptelaja  no  e  le  colline,  al  pari  di  quello  longo TE- 
e  viene  a  confine  dirimpetto  a  scir.  il  ter-  Tola  e  1*  Elsa ,  è  tutto  dì  truporto.  Tanto 
ri  torio  oomunitativo  di  Monta  Jone,  con  coi  colesti  piani,  come  i  colli  vestiti  di  piante 
quello  dì  Sanminialo  fronteggia  da  primo  firuttifere,  consistono  in  gelsi,  in  olivi,  in 
dìrimpetlo  a  scir.,  mediante  il  botro  al  ▼iti  ed  in  alberi  ghiandiferì, peri» meli, ecc. 
Pino  e  poscia  lungo  la  strada  oomunilativa  oltre  le  praterie  artificiali,  le  semente  di  gra» 
Volterrana  sino  alla  Casa-Strada,  A  que-  naglie  e  quelle  di'  piante  filamentose,  eoe 
sto  punto  il  territorio  di  Sanminialo  voltan-  Non  è  da  dirsi  la  cosa  stessa  delle  colline 
do  faccia  a  lev.-grec.  s' incammina  pel  rio  coperte  di  marna  cerulea ,  frastagliate  dalle 
di  Geiio  e  per  altri  minori  rivi  che  vengo-  acque  piovane ,  per  frenare  le  quali  e  per 
no  da  lev.  nel  fosso  di  Pilerno,  che  la  nostra  non  perdere  il  terreno  che  seco  trascinano 
rimonta  insieme  con  1*  altra  di  Sfootayone  furono  progettate  nel  secolo  passato  dal  pcelt 
nella  direzione  di  scir.  fino  alla  via  rotahi-  Landeschi,  detto  il  parroco  sanminialese,e 
le  che  va  da  S.  Quintino  a  Camprìano.  quindi  ridotte  a  sistema  dal  TeftUfemla  e 

A  quest*  ultima  chiesa  il  lerrilorio  comn«  poscia  con  maestria  dal  marchese  Cosimo 

nitativo  di  Sanminialo  scende  i  colli  che  a-  Ridolfi  migliorate,  le  colmate  di  Momtt^ 

cqoapendono  nell'Elsa  e  per  la  via  della  delle  quali  può  dare  un  modello  la  vasta 

Maremmana  entra  nel  rio  omouiroo  diri*  tenuta  di  Meleto  in  Val-d*Elsa.  —  Avvegna- 

gendosi  a  grec.  della  strada  rotabile  lungo  che  tali  colline  in  alto  sono  in  partecoperte 

la  sinistra  dell* Elsa,  finché  poco  dopo  at-  di  tufo  calcare  siliceo  e  ghiaioso,  mentre  al 

Irnversata  la  medesima  arriva  al  podere  del  tufo  serve  di  base  la  marna  cerulea  ooochì* 

Guado  sul  fiume  Elsa.  Da  questo  punto  lo  gliare  subappennina,  ossia  il  mattafont.'^ 

stesso  territorio  scende  per  Bocca  d'Elsa  ^td,  Miucto  Rioout. 

in  Arno,  vale  a  dire  per  circa  sei  roigl.  di  lo  non  ripèterò  le  parole  del  PonL  Gre- 

tragitlo ,  fronteggiando  lungo  cotesto  cam-  gorio  XV  che  nella  sua  bolla  di  crezioiie 

mino  dirìropetto  a  lev.-grec.  con  il  lerrìlo-  ^dla  chiesa  di  Sanminialo  in  cattedrale 

rio  comunitativo  d*  Empoli.  qualificò  i  colli  sanminiatesi  tra  i  più  ameni 

.  Molti  corei  d*  acqua  bagnano  il  territorio  e  più  fertili  della  Toscana,  e  la  città  stesn 

di  Sanminialo;  VEl$a  a  lev.,  la  Ckiecina  a  in  un  cielo  felice,  dirò  bensì  cbe  i  suoi  con- 

lib.ed  a  pò»,  per  la  parte  superiore;  V Evola  tomi  se  scarseggiano  di  fonti  potabili  sono 

per  fino  ali* Arno,  ed  a  seti,  questo  fiume,  ben  vestiti  di  oliveli ,  di  vigneti  e   di  frolli 

Fra  le  strade  carreggiabili  che  raltraver-  squisiti  ;  e  comecché  il  suo  clima  sia  doke 

sano  avvi  la  regia  postale  Livornese  che  dal  e  sano  non  si  può  negare  che  in  alcune  sta- 

Fonte  d'Elsa  sino  presso  a  San-Romaoo  è  gioni  dell'anno  nella  mattina  si  trovi  neb- 

traccìala  nel  territorio  di  Sanminialo.  — •  bioso  e  alquanto  umido  nella  sera. 

Sono  poi  comunilative  rotabili  quelle  tre  Le  mandre  alimentate  con  Terbedique- 

che  slaccansi  ^l  capoluogo  per  scendere  sta  specie  di  terreno  terziario  marino  soro- 

nelhi  regia  Livornese  alla  Scala,  al  Pinoc-  ministrano  un  cacio  butirroso  e  delle  ricotte 

chb  ed  a  Qgolì.  Sono  pure  in  parte  rota-  delicatissime,  e  le  api  danno  un  miele  bian- 

bili  la  via  che  nella  direzione  dj  lib.  porla  co  il  più  delizioso  della  Toscana. 

»  Palaja,  quella  che  dal  lato  dì  scir.  fra  le  .  Nei  tempi  trascorai  fu  agitata  la  queslio- 

colline  di  Canneto  e  dì  San-Quinlino  si  uni-  ne,  se  il  paese  di  Sanminialo  con  i  suoi  Ter- 

•ce  alla  Maretnmana,  e  l«  strada  nuova  cbe  aieri,  cioè  di  Castel-f^ecchio^  di  Poggi" 

sUccasi  dalla  prte  di  PoggìgUisi  a  grec.  ghisi^  e  di  Fuori  di  Porta  ^  compreso  0 


SANH  SANH  99 

•so  «ntieo  aiitictlo,  dovfse  eootifaim  m  ttKio  li  con  agli  cmditt  «mioiitcsi 
eompnso  nel  eomiado^  o  piattono  nel  <Ìi*  l' indugarlo  al  pari  del  giro  che  doTc^m  &re 
strtiio  fiorentino,  ma  U  Granduca  LeopoU  it  primo  cerchio  ddle  man  casteltane  di 
do  I  definì  ogni  <jucstione,  tostocbè  nel  re-  Sanminiato  quando  il  secondo  Teniere  era 
gotamenlo  generale  del  ag  settemhre  1774  realmente ^ì/or  di  /porta,  e  innanzi  che  si 
per  le  conumilà  àtàraniieo  distreito  dello  erigesKfo  nel  Terzierr  medtsimo  le  Porte 
stalo  fiorentino  tì  dichiarò  compresa  la  Co-  di  Faognana  e  di  Set  Rodolfo,  V  altinu  del- 
monile  di  Sanminiato, quando ordinaTa,  che  l«  quali  ebbe  probabilnieule  il  nome  da  Ser 
oltre  le  a6  ville  e  popoli,  dei  quali  allora  Rodolfo  di  mejs.  Rodolfo  de* Malpigli  &tto 
componeTasi,  tì  fosMTO  aggregati  in  avve-  caTalicre  nel  1  aprile  del  1 307  dal  magisira- 
aire  anco  i  tre  popoli  arguenti,  che  per  P  in-  io  cinico  di  Sanminialo.  — (Lsuo,  Op,  ciij) 
naoxi  a  Telano  costitoito  altrettanti  coma-  In&tti  nello  stesso  diario  saominiateae 
Belli  separati;  cioè:  i.^  S.Gioranni  a  Fah-  si  racconta  che  nel  frbb.  del  i3o9  gli  uo- 
hrica^  già  nel  Comune  di  Cigoii;  a.^  S.  mini  deità  Contrada,  ossia  dei  Teniere 
Bartolomnieo  a  Stihbio;  3.*  S.  Lucia  a  Mon-  di  Fuori  di  Porta  fecero  la  ^iafaori  éei- 
te^Biceàieri,  la  Porta  di  metf,  Rodolfo  di  pietre^  j^fo* 

Airepnca  del  balzello  nel  1444  dalla  Rep.  /a  e  rena.  Lo  stesso  Lelmi  ne  aTTÌsava  che 
Fior,  imposto  alle  comunità  e  pÌTÌeri  dello  due  anni  prima  (nel  lebb.  del  i3o5)  ìSan- 
ttato  vecchio  fiorentino  e  pisano,  la  Terra  miniatesi  cominciarono  a  fiire  le  mura  in 
di  Saoniin'alo  con  i  suoi  Terzieri  trovasi  Piano  di  Becco,  mentre  fin  le  membrane 
imposta  per  aoo  fiorini  d*  oro,  e  le  altre  3a  della  Com.  di  Sanminiato  arvene  due  del 
vi  le  che  allora  componerano  la  sua  coran-  a  sett.  i45a  e  i5  genn.  t453,  nelle  quali 
BÌtà  fijrono  tasmle  nel  balzello  stesso  in  109  si  tratta  di  restauri  da  (àrsi  alle  mura,  torri  e 
fiorini  d^oro.  fossi  di  detta  Terra. 

Fra  le  3a  ville  della  Comunità  di  Sm-  In  Sanminiato  si  tiene  un  mercato  setti- 
miniato  air  epoca  preaocennata  dell*  anno  manale  nel  giorno  di  martedì,  la  cui  istiln- 
1444  non  vi  erano  compresi  i  Comuni  di  sione  rimonta  ad  on  epoca  assai  antica  per- 
Stibb'o  ,  di  S.  Quintino,  di  Cigoli,  di  Le-  che  rammentata  nel  trattato  del  17  fobbrajo 
poraja,  di  Monte-Bicchieri,  di  Collegalli,  di  i369  quando  il  Comune  di  Sanminiato  si 
Mconevisi ,  in  tutti  sette  popoli.  sottomise  liberamente  alla  Signoria  di  Firen- 

il  Quadro  qui  appresso  indica  lo  slato  zecon  Scolta  di  continuare  il  suo  mercato, 
ddle  ville  e  popoli  che  costituiscono  la  Co-  Vi  si  praticano  tre  fiere  annuali,  le  quali 
manith  di  Sanminiato.  cadono  nel  secondo  martedì  d'aprile,  nel  se- 

Ho  detto  poco  U  che  la  Terra  ora  città  condo  martedì ,  mercoledì  e  giovedì  di  giu- 
di Sanminiato  nei  secoli  decorsi  era  divisa  gno  e  nel  terzo  martedì,  mercoledì  e  giove- 
eoonomicamente  in  Terzieri  o  contrade,  e  dì  di  novembre.  Quest'ultima  sola  pad  dir- 
efaeappellaVasi  Terzieredi  Caiteli^ecehioh  ti  di  qualche  concorso, 
parte  centrale  dove  è  posta  la  rocca,  la  cat-  La  Comunità  mantiene  quattro  medici 
tedrale,  T episcopio,  il  pretorio  e  la  piazza  e  due  chirurghi  con  V  obbligo  di  servire 
del  seminario;  a.^  portava  il  distintivo  di  lo  spedale.  Uno  di  qnei  medici  tiene  la  san 
Terriere  o  contraìa  di  fuor  di  Porta  la  abitazione  in  Cigoli, 
porzione  piò  settentnonalech*èamaestr.  del  Risiedono  in  Sanminiato  oltre  il  vesoo- 
lestanle  della  città  ,  a  partire  dall'arco  del  vo,  an  commissario  regio  ed  un  tribunale 
pretorio  o  di  Porta  vecchia  fino  fuori  della  di  prima  istanza  eretto  don  motuproprio  del 
porta  di  Ser-Rodolfo  e  I*  altra  distnitla  di  1  agosto  i838,  oltre  un  vicario  regio,  H  qua- 
Faopuma,  mentre  il  terzo  Terùere  o  co/t-  le  estende  la  sua  giurisdizione  civile  e  cri- 
trada  appellavasi  di  Poggigliisi,  la  qual  minalesopra  le  Com.  di  Sanminiato,  ili  Mon- 
cootrada  dai  contomi  della  piazza  S.  Ba-  topoji  e  dì  Montajone,  e  quella  sola  crimì- 
stiano  estenderasi  fuori  della  Porta  S,  Ca-  naie  sopra  le  potestcrie  di  C«stclfìorentino 
terina  comunemente  chiamata  di  Poggi*  e  di  Montespertoli.  Vi  è  una  cancellerìa  co- 
ghisi,  della  quale  perA  da  lunga  mano  non  munitativa  che  serve  a  questa  sola  comuui- 
restano  più  avanzi.  Se  èssa  corrispondeva  tà;  un  ingegnere  di  Circondano  ed  un  uffi* 
alla  Porta  di  Paolo,  per  dove  esoiva  la  stn-  zio  di  esazione  del  Registro.  La  Conserva* 
da  che  condoceva  a  S.  Martino  a  Casliglio^    zione  delle  Ipoteche  è  in  Livorno. 


QVAÙRO  itlU  Popolmwio^  Mia  Càmtan-^  m 
a  ^mltro  tpoikt  Ìl<tttM. 


dei  £«nf Al 


Afiiali 
Balconniii 


dlcmano 
Ginncio 


CnriÌMOiliGHIo 
Crocciti  gii  ■  Fib- 

biutri 

Fabbrica  di  Cgol! 
Fonti  [alle) 
Jano  t  Cuapon- 

«CO 
boia  (all'] 


(0 

Moni^icchierì 
Mniilono 

Kociccliio 
Pianniolt  (i) 
Pinncchio  coD  ran- 
nnMdipBoniana 
Aoffia 


S.  Quintili 


Stibbio 


«Pino 


5.  Martino,  Rnioria 

S.  JMopo,  PrepoAnra 
S.  Cura 


••  Giorpo ,  ideai 
ini.Piete 


SS.  Filippo    e    Jacopo, 

Idem 
S.  Donalo,  idaa 

S,  Pietio,  Idem 

S.  ùaDo,id. 

S. 

S.  Angiolo ,  idem 

S.  Gmnano ,  ìdna 

SS.  Lorniio  e  iodrea,  ìd. 

S.  Michele,  idem 

SS.  SleTaoo  e  Blartino , 

S.  Michele,  iilem 
".  Maria  e  S.  Gentdo, 
,     Cattedrale 
S.  SleTani 


pi  <li  Locca 
l4len 
Idem 
Iilea 


SS 


■  Bartolomm 

ntMM  . 


San  min  iato 
|[ik  di  Locca 

Idem 
Idem 
Idem 


idem 
Idem 


Idem 
Idem 


-•" 


.  Abii.  It. 

Aaittui  ptWtaitnti  nel  )8(r 
I  San-SoHimito 

ToTMM  ....  jui.  ir.' 

VB.  Li  porr,  eoalrattrgaalr  eoi  It."  t  nel  tiie  tptUap«a«  ad  altre  Cm 


SANM  SHÌiìA  101 

SAmitaUiD.  —  Ìm  diieM  mag-  dtU  e  non  meno  di  tei  nel  distretto;  cìih|Ii« 

BininùilOf  eri  già  prrpotiluni  monasteri  di  donne  in  città  ed  altrettanti 

a  Diocesi  di  Lucca  tras  ocata  sparsi  per  la  sua  diocesi.  Attualmente  tutta 

lei  sotiQsUnIe  borgo  di  S.  Gre-  la  diocesi  sanminiatese  non  conta  più  di  sette 

io  la  Rcp.  Fior,  sino  dal  1408»  fra  conventi  e  monasteri  e  dueconsenrator}} 

^  aTer  conquistato  Pisa  ed  il  cioè  in  città  e  nel  suburbio  il  convento  de* 

9,  concepì  il  disegno  di  erìgerla  Frati  Conventuali,  qnello  de*  Domenicani  e 

}  e  fiif«  di  Sanminiato  la  sede  de*  Gippiiccini ,  ed   il  conservatorio  di  S. 

9  vescovo  con  assegnargli  una  Chiara.  Nel  distretto  due  conventi  di  Frati 

el  paese  dipendente  allora  nel  Zoccolanti  a  Fucccchio,  e  a  S.  Romano.  Uo 

I  Signorìa  di  Firenie  e  nelPec-  monastero  di  Francescane  a  Fnceocbio,  uno 

il  vescovo  di  Lucca.  La  slessa  di  Agostiniane  a  Santa-Croce  ed  il  secondo 

Hom  quel  governo  per  innalzare  conservatorio  in  S.  Marta  a  Montopoli. 
di  Prato  in  cattedrale,  ma  quel 

■se  senta  elletto.  Scan  dbi  Vasoovi  di  Sahioiiuto  dall*  bpooa 

bcml  nel  1699  mercè  le  pre-  onx*  istitusiokk  di  bsba  mocasi  raio  ad  ora. 
Wunducbesia  Maria  Maddalena 

ilata  Tedovà  di  Cosimo  II,  e  li-  i.  Francesco  de  Noris^  eletto  nel  16949 
itrìee  dei  vicariati  di  Colle  e  di        morto  nel  t63t. 

ad  islania  della  quale  i  Pont.  ».  Alessandro  Siroui^  eletto  nel  iGSt, 
r,  *el  17  die.  i6t9  pubblicò        morto  nel  1648.1 

■viìmie  della  cbiesa  di  Sanmi-  3.  Angiolo  Piehi^  eletto  nel  1649,  morto 
nlrale  e  della  terra  omonima  in        nel  i653. 

;on  rcsidenta  di  nn  vescovo  prò-  4.  Pietro  Freicobaidi^  tHeUo  nel  i654, 
e  alla  quale  bolla  Venne  nove-        morto  nell'anno  medesimo, 

ro  sommario  de* popoli ,  pievi ,  5.  Gio,  Baitista  Bardaeci^tìéiio  nel  16569 
tpedali  che  furono  Placcali  tutti        morto  nel  1661. 

luodbcse.  Delle  1 1 S  parrocchie  6.  Mauro  Corsi,  eletto  nel  i66a,  morto 
Ite,  97  erano  filiiili  delPantica        nel  1680. 

li  Sanminiato,  3 a  suffVaganee  7.  Jacopo  Antonio  Biorigia,  creato  nel 
ila  di  S.  Mjiria  a  Monte  ed  altre        1687,  e  nel  febb.  del  i683  traslatato  alla 
parrocchiali  e  conventi.  Nelle        sede  arcivescovile  di  Firenze, 

lie  si  noveravano  le  collegiale  8.  Michele  Carlo  Cortigiani ,  creato  nel 
,  di  Santa  Croce,  di  Castelfran-  i68a,  traslatato  nel  1709  alla  sede  di 
aria  a  Monte ,  oltre  t  g  pievi ,        Pisloja. 

uall  comprese  nel  distretto  fio-  9.    Francesco  Maria  Poggi ,  crealo  nel 
ine  nel  territorio  sanminiatese        1704,  morto  nel  1719. 
MitaJo  pisano ,  in  una  superfi-  t  o.  Luigi  Andrea  Cattaui^  creato  nel  1 710 
mdeva,  e  tale  si  con  erva,  per        e  morto  nel  1734. 
ia  da  grec.  ■  lib.,  a  partire  dal-  1 1 .  Giuseppe  Suaret  della  Conca ,  crealo 
vole  perfino  «Ib  base  meridio-        nel  1735,  morto  nel  1754. 
I line  superiori  pittne  in  Val-  la.  Domenico  Poltri,  dal  1755  al  1778. 
in  una  larghezza  di  circa  ao  i3.  Brunone  Fummì,  dal  1779  ^^  i8o5. 
:.  BLsa  sino  olire  Ih  Cascina,  14.  Pietro  Favu,  dal  1806  al  i833. 
le  i  popoli  delki  diocesi  di  San-  1 5.  Torello  Pieraezi  vivente,  il  quale  pre* 
rinniti  in  98  cure  repartite  in        se  possesso  nel  i834. 
omprese  aà  chiese  dipendenti         Nel  seguente  Quadro  sinottico  la  chiesa 
'olr.Fra  le  quali  11  cure  costi-  di  S.  Maria  a  Poggio  Tempesti  nel  Capo- 
mposwsla  di  5.  Mmrin  a  Mon*  MSlo  di  S.  Maria  a  Monte,  quelle  di  S.  Roo- 
9§asto  di  Fucerchio;  i3  il  Ca-  co  alle  f^edute  in  Fucecehio,  diS.  Pietro 
^iuMopoli  ;  14  il  Capotesta  di  ^Oltrarno  e  di  S.  Bartolommeo  alle  Calie 
Capasesto  di  Pala  fa;  e  8  par^  nel  Caposesto  di  Fucecchio ,  come  anco  la 
Itro  Caposesto  di  Ponsaceo,  chiesa  di  S.  Andrea  a  Cena/a  nel  Caposesto 
celi  all'epoca  della  sua  erezio-  di  Lari ,  furono  erette  in  parrocchiali  par- 
ava cinque  conventi  dentro  la  te  poco  innanzi  e  parte  dopo  il  1840. 


10$ 

QUADRO  SiNOTTiCO  deih  CoìlegiaU,  Pievi,  Pricrie  m  Parroekìe 
DiocEsi  DI  SjtHMtMiATo  diviso  iti  Vmjmb,  Sobommànk  £  Caposmmtì  com.  té 
popoitaione  a  quattro  epoche  diverse. 


Titolo 
delle  Chiese  parrocchiali 


tAKMiniATO  ciuà 

I .  S.  Maria  Assunta  e  S.  Genesio, 

Catledrale,  CollegiaU. 
a.  S.  Caterina,  Corn 

3.  SS.  Jacopo  e  Lucìa,  idem 

4.  SS.  Michele  e  Stefano,  Priorìa 

8UK7RBIO 

5.  SS.  Lorenzo  e  Andrea  a  IfoeiC" 
chio.  Cura 

6.  S.  Pietro  alle  Fonti^  idem. 

7.  SS.  Stefiino  e  Martino  al  Pi- 
nocchio già  a  FaognanOy  idem 

8.  SS.  Annunziata  alla  Crocetta 
già  in  Fibhiastri ,  idem 

9.  S.  Angiolo  a  Hontorzo,  idem 

10.  SS.  Ippolito  e  Cassiano  a  Ifiar- 
zana^  idem 

11.  S.  Quintino  a  S.  Quintino,  id. 
la.  S.  Barloloni  meo  a  Ca/n/>riaiio, 

idem 
i3.  S.  Giorgio  a  Cnnntto^  idem 

14.  S.  Lucia  a  C*iUnznno,  idem 

1 5.  SS.  Jacopo  e  Filippo  a  Seha  e 
Pino,  idem 

16.  S.  Stef.mo  alla  Bastia,  idem 

17.  S.  Rirtolommeo  a  Brasciana, 
itlrm 

18.  S.  Michele  Pianezznìi,  idem 

19.  S.  Pi(troa  }Jarcigniìna,\iìem 
ao.  S.  lionato  ali"  Isola,  idem 

3 1 .  S.  Michele  a  Rnjfia,  idem 

32.  S.  Lucia  a  Cusignano,  idem 
»3.  S.  Andrea  a  Corliano  di  Gel- 

lo,  idem 


ralle 
in  cui  sono  situate 


PopoisuitMe 


I. 


CAFO  SISTO  Di  S.  MAIIA  k  V01ITS 


Aimo 
i55i 


>Va1  d*Amo  inferiore 


idem 

idem 
idem 

idem 

idem 
idem 

Val  d*  Evola 
Val  d*  Elsa 

idem 
PraPElsaerETola 

Val  d*  Elsa 

idem 
idem 

Val  d'Arno  inferiore 

idem 

idem 

idem 

Val  d*  Evola 

idem 


94.  S.  Mann  Assnnta  e  S.  GioTan- 
ni  Fvang.  in  S.  Maria  a  Mon- 
te^ Arriprettira,  Odiegiala 

a 5.  SS.  Giuseppe  (d  Anna  a  S. 
Donato,  Cura 

Sommi  e  segue 


Val  d'Amo  inferiore 


idem 


Aimo 
1745 


1^35^ 


61 

118 
41 

100 

7» 

41 

116 
i35 

107 

88 

iSg 
209 

114 

io5 
i56 
i3o 
i58 
65 


934 


S09 

559 
3l3 


394 
268 

669 

969 
106 

«9 
81 

176 

117 
«49 

937 
181 

995 

187 

983 

918 

176 

98 


AIMO 

i833 


19^4 


979 

570 
837 

616 


491 

584 
8tt 

85i 
4«$ 

98« 

119 
118 

»47 

9l3 

476 

4»* 

396 

390 
3o7 

599 
37S 

3ie 
tot 


9398 


^       5o3 


Ahit,  N!"    4398     7798  Iti 58 


103 

Sqpie  il  Qojù»0  Mtm>meo  deìU  CoHegiaU,  Pievi^  PriorU  e  Parroee/de  delh, 
Diocesi  mi  Sjmmivi^ìtq  diviso  in  Umm^km^  Subvmbawk  e  Capoìmstì  com  ia  loro 
popoUuiome  m  quattro  epoeke  dif^erse^ 


Tiioio 
ielU  Chiese  parrocchiM 


ralle 
in  etti  sono  situate 


Popolatione 


àMMO 

i55i 


RlPOlTO 


•     •     •     • 


Abu.  m,^  4398 


16.  S.  Maria  a  Poggio  Tempesti^ 

Con 
s?.  SS.  Iacopo  e  Giorgio  a  Manie- 

coWf,  Pieve 
aS.  SS.  Quirìoo  e  Gialilta  a  Jfon* 

Ufelconi^  Prioria 
19.  S.  GrìsUna  alle  Pianoro^  Cora 
3o.  S.  Loremo  a  Orentano^  Pieve 
3i.  S.  Michele  a  SiaffoU^  Cara 
3i.  S.  FieUo  al  Gallono^  idea 

33.  S.  Pietro  in  Castelfranco  di 
sotto,  Propotitara  CoUegiaU 

34.  S.  Lorauo  in  Santa  Croce  9 
idem 


n. 


CAPOiBlO  DlfVGBOanO 


35.  S.  Gio.  BatU  di  Ftteecduo, 
Artipcetora  CollMÌaU 

36.  S.  Rocco  alio  fedate  io  Fu- 
ctcdùo^Cnm 

37*  S.  Pietro  Oltrarno,  o  S,  Pie- 
fino,  idem 

38.  S.  Baitolommeo  alle  Calle, 
0  a  Cacano ,  idem 

^-  S.  Leonardo  a  Ri  poli,  Piere 

40.  S.BarlolomaDeooGa^mitCan 

41.  S.  ìbria  AfltuBla  a  Bassa, 
Prioria 

41.  S.  Slciaoo  a  Corliano,  Prepo- 

tttufa 
43.  S.  Aodrm  a  Zio,  Cura 
44-  S.  Leooardo  a  Cerreto,  I^ere 

45.  SS.  Fietfo  •  Paolo  a  Stabbia, 
Cura 

46.  S.  Bartolomneo  a  Streda,  idem 
4;.  S.  PkotekoM  a  S.  Pantaleo, 

idem 
48.  S.  SiWcslro  a  Lardano,  Piere 
49*  S.  Btoeolò  a  Cecina^  idem 
So.  S.  Donnino  a  Castelmartini , 

idem 


Val  d*lxno  inferiore 

idem 

idem 

Val  di  Nierole 

idem 

idem 

idem 

Val  d*Amo  inferiore 

idem 


Val  d*Amo  inferiore 

idem 

idem 

idem 

idem 
idem 
idem 

idem 

idem 

idem 

Val  di  Nietole 

idem 
idem 

idem 
idem 
idem 


aii 


910 

I9I4 


1958 


i83 

i58 

«3 


i3i9 


638 

»59 

Sa 


ikho 
1745 


7798 

6o3 

93 

i3o 
86a 
354 
46. 
11^4 

9753 


4048 


30I 
176 
«34 

157 

I90 
145» 


ia6 
173 

i57 
&33 


Aimo 
i833 


191 56 
II 40 

i 

986 
676 
571 

836 
3077 

49o3 


73o5 


939 

991 

556 

176 

177 
9396 
1140 

167 
476 

1699 
55o 
695 


AMHO 
1840 


t3349 

1945 
itS 

989 

777 

674 

996 

39i6 

4496 


7355 

1018 

611 

898 

936 
94S 
639 

904 

i63 
9538 
i«3i9 

i83 

590 

1848 

553 
759 


Smaueiepie  ....  JbU.  NJ^   11394  9i553  38833  44«3« 


8c|M  il  Qo4oaa  rnomM  itUt  CtlU^t,  Fìtri,  Prtari»  •  FarwMdUf  À 

ftepctatioiu  a  foollro  tpoeht  diftrtt. 


Titolo 

iOUCkit^tparrooMoli 

mtM 

«no 

UM 

lS5i 

iJ*S 

■  813 

iLmw dut.  ir.' 

11394 

•  ■551 

388311 

Si.  U  Htdoniu  altaQaeret.Can 

TaUi-NicrfOk 

9*1 

sh 

Sm.  S.  Gregorio  alU  Tarn ,  idem 

idem 

— 

*.l 

•,. 

13.  S.  Sto&DO  1  Vonlfl/wti,  Firn 

y.ld-J>raoiabrioN 

ftSS 

■<5i 

*MI 

54.  S.  Ibrù  a  S.  Romano.  Cun 

idem 

S5.  S.  Maria  Notcllioirart],  Fiere 

idem 

9*» 

t>t9 

i«M 

S«.  S.  Branoiie  a  CoflW  dtl  Bo- 

idem 

»» 

MO.Con 

57.  SS.  Vito  e  Hodeito  a  Col/c 

Val  d-  EtoU 

«»■ 

» 

•T« 

galli,  idem 
58.  S.  LncU  >  XoiuMecUfri,  H. 

idem 

■Si 

Ufi 

Ig.  S. 

3(> 

1135 

M(a 

idea 

ilS 

535 

iiJJ 

podtan 

Tal  d>En)k 

116 

•  41 

3m 

idem 

•14 

371 

ih 

61.  sTr^aIo  0  A-MMoo,  Con 

Vald'EUa 

««» 

■  84 

Si« 

A4.  S.l^oviDaiaCofiiiiaaa.PteTe 

Vald-ETol- 

t« 

39 

toS 

«I.  S.  Bbrìino  a  Jgliail,  Con 

Val-d-Araoioferidic 

'•» 

«•» 

)I4 

IV.  caouno  n  tui. 

6«.  Nili«llk  di  Maria  e  S.  Leoiut- 

Val  di  CaKÌDi 

O.B 

9*3 

i5t« 

dad£ar>'.  Pieve 

«7.  SS.  Pietro  e  F-oIo  a  C-oU, 

idem 

3S8 

«4« 

■  ij« 

idem 

6S.  S.  Lornva  J.  J?(#iio.  Prior. 

idem 

88 

173 

3ai 

«0.  S.  M.  AwunU  a/  Bag/^  a  Jc- 

idem 

i8a 

Si* 

l«lt 

fua,  Pieie 

,0.  S.  LMtDio  al  Co«e  *<«««. 

idem 

170 

17» 

•94 

Mo,Cun 

71.  5.  Emele  a  S.  Erf».  Fiere 

Val  di  Tom 

8« 

Si« 

St« 

7».  S.!Iiecol.o<iC««fl«..Pri<m. 

ValdiCaMlia 

3iS 

,.3 

IOI7 

7].  SS.  Quirico  «  GiulilU  a  Par. 

idem 

•*8 

«4J 

«31 

lascio.  Picfe 

ìi.  S.    Lorenw   a    Utigliaito  di 

idem 

iS* 

— 

4» 

Lari,  idem 

75.  S,  Lo™ni<niF<ii.f«o,Ptepni. 

Val  di  Torà 

3>« 

laSo 

t8«S 

7».  S.  Miebele  a  Cntpita,  idem 

idem 

9SS 

■8(9 

JT.  S.  Andre*  «  Cena/". '<»«"> 

idem 

— 

— 

.  Jbit.  ir.'  17539  341*4  fti*ii 


105 


U  QoJimp  swomeo  delie  Coiiegimte,  Pl^i,  f'riorh  f  Pmr^oeehi^  disila 
DtocBMi  pi  ^40^i«i^r9  diffiso  in  Z/mwjwb^  Sobubmjw  9  C^rosgsTi  con  la  loro 
popQÌ€M0€  a  f  IMUIrf  fpoqAe  dÌ9trH. 


19XZ9C 


TiUdo 
iilU  Chiese  jKuroeckiali 


Ripono 


77.  SS.  Filippa  e  Jacopo  «  TVi- 

^f,idem 
7^.  SS.   Fabiano  «  ScJbaatiaiio  a 

TnmoUio^  idea 

V.  C&rOtUTO  DI  PALAIA 

79.  S.  Muiiiio  a  Palafa^  Piete 
ù,  S.  BattoIonoMO  a  Tttggiaja^ 

Cua 
3i.  S.  PmUanD  a  FcreoU^  Prioria 
$3.  S.  Lucia  a  Jfo«ta0a«l«//o,  Pieve 

13.  S.  Maria  Aaeuota  «  Panimi^ 
Qui 

14.  S.  Muieo  0Ua  iloCte,  G«n 
85.  SS.  Pietro  e  Mid^lea  TiTto- 

Mcfi#,  Priorìa 
M.  S.  Bartokmaeo  a  dfUegoii, 

Cam 
87.  S.  LnBHBo  a  ^e//o  4i  Pahf/u^ 

Cma 
H .  S.  Harìa  A«oala  a  Mi<i$^  Pvep. 
89.  S.  Gio.  BaMiUi  g  ^.  Gtreasio, 


p»t  »  i^i^ 


Popolatione 


9».  S.  FictfD  «  Usiglimm  di  Po- 
le/c,  Cora 

VI.  CATOsurro  m  roatACOo 

91*  S.Gtoiaaat  EfiiifeÌìtta«  ì'oa- 


9s.  S.  Baftoloflameo  a  C^pmimoli^ 

Pief e  AUMaale 
93.  S.  Kelro  «  Smmlo Pieira^^Bn- 


94-  S.  ItadokMUMoaCcMgiM^Py 
Cola 

95.  S.  FMiaao   «  Cmmugliamot 
Priorìa 

96.  S.  Loieoio  a  fetfo  ^  £<wa- 
yooo,  C». 

97-  S.  Lucia  «  Peripmmo^  idem 
98.  S.  jladfca  «  S^mma^  idea 


.  .  .  Ahii.  if.*  17539 
Val  di  Tom 


idem 


Val  a*  Era 
idem 

idem 
idem 
idem 


Val  d*Amo  in 
Val  d*£ra 


Vald'ArBoi 

Val  d*  Eia 

idem 
idem 

idem 


Val  d'Era 


idem 
idem 


Val  d*AnM>  pisi9o 


Val  di  Cafona 
Totj/lm  .      .  .  dhit,  if.* 


7^ 


66  a 
35o 

»79 
a38 

«83 


a55 

1-7 
43 

147 
66 


38a 
4oa 
375 
i5a 

148 

53 

18» 
S69 


343«4 
371 

249 


73o 
601 

446 
a38 
934 


3ai 


96 

94 

9oa 
aai 


119 


l»57 
6at 
«4« 

»49 

«79 
170 

aS8 
346 


Aavo 
i833 


Anno 
1840 


61041 
17$ 


Iia4 

745 

77» 
5o6 

«17 

i35i 

438 

7i3 

191 

393 

a44 

166 


»3o« 

io6o 
lo5o 

97! 
3i8 

677 
8S0 


69357 
665 

373 


1167 
833 

64» 
533 
596 

i5a« 

438 

760 

i59 

338 
«69 

I7« 


0558 

ci8f 

tuo 

3o$ 

34» 

58t 

7  5o 
911 


V.  r. 


99141  41766  75797  8578« 

■  4 


106               SANP  SANP 

SAR-HOMMÈ,  e  SAMMOMMEO.  —  di*lretto»petteT«,  in  quanto  all' ecclesintieo, 

Vtà.  Mom'  (SO  e  Momno  (S.)  «»■  <>io«S'  <«•  Sarsina,  e  per  il  politico  alh 

SAN-MIGOOLO' (CASTEL  S.)  —  ^ei.  PenUpoli  ed  all' Esarcato.  Farooo  de  aigno- 

CA»Tn.  S.  Niccolò  nella  Valle  ca»entìne«e.  ri  dell'Escreato  quelli  che  innanzi  il  se- 

SAN-PANCRAZIO  (PIEVE  di)  nel  Val-  colo  XII  dominarono  in  cotesU  contrada, 

d'Amo  superiore.  —  ^tà.  FwcaAao  (S.)  a  fra  i  quali  la  storia  ha  conserTato  il  nome  di 

CiTamLU.  ""  G*f"''«'o  ••'  ^8°  *'<""•  "'  Bertinoro  cte 

—  IR  VAL-d' AMBRA.  —  ^eà.  Vusax-  con  tesUraenlo  del  io6a  nominò  fra  i  luoi 
no  (S.)  u.  Vai..d'A«..a.  eredi  un  figlio  nuscbio  ed  una  figliuola  per 

—  IR  VAlroi-PES  A.  —  Vtà.  PàHOAno  nome  DruJicw,  alla  quale  lasciò  di  pari*  aoo 
(Pma  DI  S.)  in  Val-di-Pesa.  ««  di  denaro,  o  in  quella  Tcce  quanto  ejU 

—  nella  Valle  del  Serchio>—  f^tà.  Par-  possedeva  presso  S.  Marta  in  Bagno.  —  (ria- 
caino  (Piava  ».  S.)  presso  Lucca.  "«> .  Monamttdi  na9tnn«tij\ 

—  aOREGLIO,  o  a  BRANDEGLIO.—  Un  buon  secolo  più  Urdi  l  Imp.  Amgo 
Ttà.  PARcaAMo  (S.)  A  Cmolio,  c  cosl  di  VI  con  privilegio  dell'anno  ,.91  tnw»»  •! 
tutti  glialtriluoghiintitolatial  detto  santo,  conte  palatino  d.  Toacaiu  Guido  Guerra 

SAN-PANTALEO  sull'  Ombrone  pistoje-  della  rocca  di  Bagno  e  di  altri  luoghi  diqoel 

te.  —  Vei.  Partalsorb  (S.)  a  S.  PartalW),  territorio.  Più  distintamente  ancora  Fede- 

cosl  di  Ulti  gli  altri.  «go  "  fon  «J^P'"™»  ^''  »9  "?7j  *  "f,^ 

SAN-PAOLO  ni  ALPE.—  Vtà.  Awa  giunse  in  favore  de  cinque  figli  ddwddetto 

(S  Paolo  niì  e""**  Guido  Guerra  il  feudo  del  castello  di 

—  (PIEVE  M)  presso  Lucca.  —  Vtà.Go^  Cortona  e  la  terra  stessa  che  poi  si  dia^  di 
«0  (5.  Pjot^  II,).  Saa.Piero  in  Bagno ,  come  risalta  dalle 

—  A  SAN-POLO.  —  Terf.  POw  (Piava  parole  seguenti  :  Item  addtmut  et  (Uummt 
m  S.)  nel  Val-d'Amo  aretino,  ed  a  Galalro-  eh  in  rtetum  et  regale  ftadam  atque  eoa- 

na  ;  cosi  degli  altri  omonimi.  «*'"«'  «""'^T  ^"^7'  '""^  "  '^ 
SAN-PIERO  IR  BAGNO  d.  ROMAGNA,  tibut  Ramaniolae  cam  tota  cuna  sua .  et 
ossia  S.  Piaao  n,  Corsaro  nella  Valle  del  Sa-  eum  omnibut  perlinenUis  sutt  ,H  Astr.. 
Tio.  —  Terra  grande  e  ben  fabbricaU  con  cium,  et  jurudiettonem  iptiut  Ttrrae,H 
chiesa  preposilura  iS.  Pietro  in  rinculit)  eariae tuae,atqae homtnum  torumdem lo- 
cheha  dato  il  vocabolo  al  paese,  sebbene  cor«m,etc.  Questi  stessi  feudi  sono  ramman- 
.i  trovi  qualificata  col  nomignolo  dell' an-  tati  nelle  divise  fatte  .n  Fireni»  nel  t.«$ 
tica  rocca  di  Garzano  sovrastante  alla  Terni  fra  .  4  figli  superstiti  del  C.  Guido  Gticrra. 
di  S.  Piero  in  Bagno,  la  quale  può  dirsi  che  Da  quell  epoca  in  poi  ««w-Pier*  «  Ba- 
•  vicenda  con  quella  di  S.  M.ria  in  Bagno  gno  con  il  suo  distretto  formo  tutto  un  cor- 
sia il  capoluogo  della  stessa  Comunitó,  nella  pò  con  l' altro  paese  d.  5.  Mona  »  Ba- 
Giure  migli  i  a  seti,  di  S.  Maria  in  ^/.o,  la  cu.  gionsdmone  è  conosciuta  sotto 
Bagno,  Dioc.  diSanseHcra.  P^  ^»"'"*  nome  d.raMi-Ba««o.  E  sebbene  la  Terra 
della  Badia  di  Bagno ,  Camp,  di  Firenze.  di  San-P,ero  sia  p.u  popolaU ,  più  grande 
Risiede  in  pianura  fra  il  Monte  Comero  e  meglio  situata;  sebbene  «sa  offra  mapgi^ 
Monte-Granelli  e  l' Appennino  di  Camaldo-  re  industria  della  vicina  Terra  di  S.  Maria 
li  sull»  ripa  sinistra  del  fi.  Savio  e  lungo  •»  Bagno,  pure  quesl  uluma  fu  coslante- 
la  strada  provinciale  che  da  S.  Maria  in  mente  resideniade'suo.  signori,  come  or.  lo 
Bagno  per  San  Piero  entra  ed  attraversa  i  tre  è  dei  suo.  vicari—  Tei.  Ba«ro  «Roiucra. 
TaUoni  del  Bidente  e  di  1!.  per  S.  Sofia  gui-  I^  popolazione  di  San  -Piero  tn  Bagno 
A.  poi  alla  Rocca  S.  Casciano.  o  a  Corsano  sotto  .1  Ulolo  di  S.  f '<«;»«- 
Trovasi  nel  gr.  ag»  37'  8" long  e  43°  5a'  riacatis ,  nel  1 833  contai™  .a36  A,L . 
htìt.  la  migl.  a  l.b.  di  Sarsina.  i3  neìU  mentre  il  capoluogo  di  S.  BJana  in  Bagno 
stessa  direzione  da  Sorbano,  3o  migl.  a  ne  noverava  soli  88a. 
«laeslr.  di  SanSepolcro,  8  da  Verghe-eto  SAN-PIERO  a  PONTI.-  red  Porti  (S. 
nella  stessa  linea  e  9  migl.  a  scir.  della  Ter-  P»ao  i),  cu.  si  può  aggiungere  relaUwmtn- 

r.  di  Sanla-Sofia.  ««  »>  P»"""  ««•«  "°  ^  «»'»'~'»°J'  "'  "f"- 

Inoanzi  che  S.  Maria  in  Bagno  fosse  eret-  «o  a  Camp,  e  a  S.  Piero  a  PonU  1.  not.i.. 

U  in  chiesa  «bbaziale,  quell.  di  S.  Pietro  a  di  una  deliberazione  del  Comune  diUimp. 

Corianoali«ri  di  altre  i«rrocchie  di  cotesto  sotto  di  18  genn.  i3o9  (ftilefror.),  per  te 


SANP  SANP               107 

mie  fu  dato  a  rì&re  a  ouestro  Albertino  nioiinente  col  pievano.  -—  (  Lami  ,  Jfoit. 

H  fu  Xontuocio  il  ponte  |)Oiio  aul  fiume  Eccl,  Fior.) 

iirnzio  nel  popolo  di  S.  Martino  a  Campi  Che  peni  cotesto  voto  non  avesse  eflèllo 

oondizione  che  fosse  terminato  nel  dì  prì-  Io  da  a  dubitare  il  fatto  di  non  trovare  in 

0  del  mese  di  marzo  prossimo  a  venire.  seguilo  la  pieve  di  S.  Pietro  a  Sievc  qualifi- 
Rispello  poi  al  Ponte  tT Argano,  che  at-  cala  c«inonicn  collegiata,  corno  tale  la  voIe\'a 
ivers4va  il  Bìsenzio  sul  confine  comunità-  il  nolaro  Alberto. 

ro  di  Pnito  con  quello  antico  di  S.  Piero  Bcmi  il  paese  di  S.in-Pìero  a  Sieve  nel 

Ponti,  fu  indicata  all'Art.  Piato  Comu^  sec.  XU  cni  qiialificilo  col  titolo  di  borgo , 

tà  una  relazione  del  dì  ii  luglio  i573.  indizio  che  fino  d* allora  |iassa\a  di  costa 

Il  ponte  poi  di  S.  Piero  a  Ponti  fu  riìat»  una  strada  maestra ,  la  quale  più  t^rdi  di* 

negli  anni  i564  e  i565  da  Stefano  mae-  venne  strada  princi(alc  per  andare  a  Bologna, 

ro  muratore  e  da  Tommaso  suo  figlio,  che  Che  |)oi  un  secolo  do|>o  si  edificasse  in 

ndussero  in  quel  tempo  anco  il  Ponte  a  San-PieroaSieveun  os{)edalc  f)er  a  Moggia  r- 

eve  stufo  rovinato  da  una  piena.  vi  [jellegrini,  lo  dice  un*  iscrizione  del  1 975 

SAX  -PIERO  ▲  SIEVE.  —  Terra,  gih  ivi  rounita  e  ri{)orlata  dal  Brocchi  a  pag.  199 

>rgo  capoluogo  di  Comunità  con  chies:i  della  sua  Descrizione  del  Mugello. 

icbaina  'S.  Pietro)  nella  Giur.  di  Scarpe-  Negli  anni  1117  e  1^17  due  islrumenli 

a,I>ioc.  e  Gomp.  di  Firenze.  del  i3  giugno  e  i3  agosto  furono  scritti  nel 

Risiede  suU*  ingresso  del I.1  pianura  della  /òro ,  o  mercato  che  sino  d*  allora  pratica- 

al-di-Sieve,  fra  la  baseorienlale  del  poggio  vasi  nella  piazza  di  Sjn  Piero  a  Sieve.  — 

d  Trebbio,  e  qnella  sett.  che  scende  fmo  (Anca.  Dipl.  Pioi.  Carte  di  Ctstelto») 

■là  dal  MontcSenarioa  384  braccia  sopra  Sopra  la  gibbosità  di  questa  terra  si  alza 

1  mare  Mediterraneo,  misurala  ilalla  som-  un  torrione  denominalo  Scifanofa  ,  appar- 
iìLdi  del  campanile  della  sua  pic^e.  —  Èat-  tenuto  alia  polente  famiglia  de*  Mcilici,  che 
nversli  dal  Pan  lica  strada  postale  Bologne-  vi  possedeva  molte  c;ise  e  tenute,  fra  le  quali 
V,  ora  provinciale  del  giogo  ili  Scaqieri.i,  quelle  di  Cafai; gioia ,  del  Trebbio  e  di 
■Ila  rip  destra  del  fi.  Sievc  presso  la  con-  Sassuolo.  Le  due  ultime  nel  sec.XVH  per- 
incuza  del  iorr.Canae  davanti  la  testa  del  vennero  in  Giuliano  Serragli  che  nel  1648 
ponte  di  pietra  che  cavalc;i  quel  fiume,  nel  le  donò  ai  PP.  deir  Oratorio  di  Firenze  in- 
|r.  >Ji°  59'3"long.e43"58'latit.  18  inigl.  sienie  con  la  torre  di  Schifanoja  anness-i 
iirlt.  di  Firenze,  3  migl.  a  lib.  di  Scarpe-  alla  fattoria  di  Sassuolo,  attualmeute  di 
ri^,  Cina  4  a  pon.  del  Borgo  S.  Lorenzo,  e  proprietà  del  conte  di  (Limbray  Digny, 

S  m\o\,  a  grec.  di  Barberino  di  Mugello,  Alla  stessii  famiglia  de*  Medici  Sjtettava 

ini  più  che  un  tir)  d^arco  a  lev.  della  foi^  fino  ab  antiquo  il  giuspadronato  della  cliie- 

Iaz4  di  Sio-Marlino.  sa  plebana  di  S.in  Piero  a  Sieve,  ma  atlual- 

La  mrmori.i  più  antica  di  questo  luogo  mente  a  cagione  di  esser  eslìnte molle  lineo 

C<MIj  sui  chiesa  plebana  che  h.i  dato  il  ti-  di  quella  prosapia  lo  stesso  diritto  è  suddi- 

W-j  ali  I  Terra  di  San-Picrt»  a  Sieve  credo  viso  fra  i  Pitti-(>addi ,  i  marchesi  MihIìcì,  e  le 

■<  quella  di  un  istrumento  ri{)ortato  dal  monache  del  Gipilolo  di-Ila  città  di  Firenze, 

lami  ne* Xnn.  Eccl.  Fior,  del  16  giugno  Essa  pieve  nei  seeoU  trascorsi  noverava 

toi8,  col  quale  Rolando  figlio  del  fu  Pai-  sette  chiese  suecurs:ili,  altualmentc  ridotte  a 

■«■io  iIiMHj  alla  sua  moglie  la  terzji  parte  cinque,  cioè;  i .  S.  Michele  a  Lezzano  (an- 

£  tnlt.'vciò  che  p<}ssedeva  nei   pivieri  di  S.  nessa  alla  pieve);  a.  S.  Andrea  a  .V^n/i/e-G/o- 

l^nt;i  a  Fiienze,  di  S.  Stefano  in  Pane,  vi  (da  lungo  tempo  dislrult.i);  3.  S  Stefano 

é  Sai-Piero  a  Sieve,  di   S.  Maria   a  Fa-  a  CornefoU  (ancor  ess-i  stala  unita  alla  |  ie- 

fBi  e  di  S.  Giovanni  Maggiore  in  Mugello,  ve,  dalla  qu.»le  è  stata  poi  s«*parata  per  dc- 

IX:!U  s!*5s.i  provenienza  è  un  altro  istrii-  crelo  ai*civesroviIe  del  lii  marzo  1 782  e  In- 
tanto ie!  '20  aprilo  fo.;fi,  col  quale  il  no-  slocala  nella  ehiesa  dei  Franreseani  di  S. 
too  tlliertu  del  fu  Eriherto  oirrialla  stessa  Bonaventura  ni  Bosco  ni  Fiati  \\  4.S.  Giu- 
Aiw  pleluna  di  .Vai-f/ero  a  .V/We  la  ter-  sl«)  a  For/M«rt  (esistente);  5.  S.  Jacopo  a 
B parte  di  una  sua  |ìossess''one  situata  nel  Coldaja  (irleni");  f>.  S.  I/)renzo  a  Gabbiano 
pitifTr  meilesimo  a  eondtzi«»nc  che  dentro  (idem;;  7.  S.  Maria  a  Cw./e/o/e  (idem). 
Iperiolo  di  4  anni  si  stabilissero  in  crttc-  Nel  popolo  della  ehii-sa  plebuna  di  Sm- 
ibchioi  plebana  de*  preti  per  vivere  cane-  Piero  a  Sievc  trovasi,  oltre  il  dc\ulu  orato- 


108  S  A  N  P 

rio  ili  S.  Miiia,  appelhilo  Faìààttra  de^a- 
dri  Serviti  di  Monte-Seiukrìo,  la  forteztà  «Il 
ISùà'M^rtino  fd  un  antico  oratorio,  la  roc- 
ca i\  Monte» Betta nico  de*  Medici,  óra  tìI- 
ìa  Adami.  —  iDolIre  è  cote)prc«i  nella  pmr. 
di  Cardetole  la  villetla  di  Sassuolo j  che  db 
jl  nome  ad  una  fattoria  stata,  come  ditti, 
dì  dominio  de* Medici,  la  quale  casa  dal  pro- 
|)rietarìo  attuale  fu  portata  nella  torre  di 
Schifano/a  dentro  San-Pieit>  a  Sieve. 

Lèi  chieta  plebana  è  a  tre  natale  con  liat- 
listerò  ergono  di  terra  verniciata  della  Rob- 
))ia,  dove  sono  scolpiti  i  fatti  principali  del- 
la Tita  di  S.  Gio.  Battista  in  bassorìlieTO  a 
Similitudine  del  battistero  della  pieve  di 
Galatrona.  Questo  di  Sau-Piero  a  Siete  fn 
fatto  fare  dalla  Simiglia  de* Medici,  cui  ri- 
feriscono le  armi  gentilizie  poste  sugli  an- 
'goli.  La  qual  opera  ci  richiama  per  avven- 
tura al  tempo  del  Card.  Giovanni  de*Medici 
innanzi  che  salisse  sulla  cattedra  di  S.  Pie- 
tro col  nome  di  Leone  X,  tanto  più  che  è 
tradizione  aver  quel  porporato  goduto  anco 
il  benefìzio  della  pieve  di  San-Piero  a  Sieve. 

Della  chiesa  e  convento  dei  Frali  Osser- 
vanti di  S.  Bonaventura  al  J^o^co  ai  Frati 


SAMP 

li  raccontaito  farolétiee  tra^tioni  iÉ[ilna|C* 
hktte  diigli  adulatori  di  caca  Ubaldiù,  li- 
épetto  alla  sua  origina  e  vlctnide. 

Checbhè  né  sia  deve  la  tàa  restaoniio- 
ne  ttlU  nobil  fataigtia  MlBdid,  e  la  su* 
diiefta  si  crede  consacrata  nel  i5ao  dall* 
Arciv.  fiorentino  Giulio  Card.  'dè*Medici, 
poi  Papa  Clemetìle  VII.  Dico  restaurala  poi- 
ché una  chiesa  sotto  T  invocazione  di  S.  Mi- 
chele  al  Bosco  (  forse  di  Lucìgliano  )  fin^ 
dalla  meli  del  secolo  XIV,  trovasi  twmùHesk- 
tata  air  anno  ìS64  nella  Citmica  di  Fi- 
lippo Villani  (Lib.  XI.  Caf».  86),  ma  pie 
bhiaramente  la  nostra  esisteva  nel  Mugello 
sotto  il  titolo  di  5.  Francesco  ai  Lago 
delta  al  Bosco,  che  cosi  la  chiamò  il  tcsia- 
meuto  del  conte  Guglielmo  del  conte  As- 
zolino  degli  Alberti  di  Mangona  rogmto  nel 
1 7  setteml e  i347,  col  quale  ordinò  di  emt» 
re  sepolto  in  colesta  chiesa.  Era  conpreai 
nella  parr.  di  Lucigliano  innanzi  che  fosK 
traslocala  in  questa  la  cura  di  Coraetole, 

Fra  i  dotti  nativi  od  oriundi  del  San-Pie> 
ro  a  Sieve  merita  onorevole  menzione  fi 
Doti.  Tommaso  Poggini  che  nel  sec.  XTIH 
fu  anco  pievano  di  cotesla  chiesa. 


BtOf^lMENTO  della  Popolazione  della  TBnnj  di  SjtnPtsM  a  Smefe 
a  quattro  epoche  difterie,  di\fisa  per  famiglie. 


■fi't.t    t  *'■.  ■» 


Limo 


i55i 
t74S 
i833 
^%io 


IMBUBBKI 


masc. 


femm. 


I5è 

»47 


i38 
«77 


ADULTI 


masc. 


femm» 


i«7 

191 
180 


Ilo 
188 
159 


GOnnTGVTI 

dei 
due  sessi 


956 
5  00 
6ia 


BGCLBSUAT. 

dei 
due  sessi 


5 

IO 

9 


Numero 

delle 
famiglie 


44 
Ita 
a  52 
960 


Totale 

della 

Popolai. 


399 

795 
1^9» 
14»9 


Comunità  di  San^Piero  a  Sieve,  —  Il 
territorio  di  questa  G>munità  abbraccia  una 
superfìcie  di  quadr.  10637,  dei  quali  387 
quadr.  spettano  a  corsi  d*  acqua  e  a  pubbli- 
che strade.—  Nel  1 833  vi  stanziavano  9713 
abit.  a  proporzione  ragguagliatamente  di 
cii-ca  91  o  persone  per  ogni  migl.  quadr.  di 
suolo  imponibile. 

C>nfìna  con  5  Comunitli.  — -  Lungo  il 
vallone  orientale  della  Carta  ha  di  fronte 
a  scir.  il  territorio  comunitaUvo  del  Borgo 


S.  Lorenzo ,  a  partire  dal  fianco  orientale 
del  poggio  di  Cornetole  e  di  U  mediante  i 
borri  della  Capannaccia  e  quello  di  Car^ 
detole  fino  al  suo  shocco  in  Sieve,  dove  sot- 
tentra la  G>m.  di  Scarpcria ,  con  la  quale 
questa  dì  S.  Piero  a  Sieve  rimónta  la  fiu- 
mana sino  alla  contlueuza  del  torr.  Lut^i' 
sone.  Mediante  1*  alveo  di  cotesto  i  due  ter- 
Viìorj  cambiando  direzione  da  maeslr.  a  selt. 
fronteggiano  insieme  per  quasi  un  miglio, 
quindi  per  termini  artiiiciali  posti  alta  dc^ 


SANP  SANP  109 

Un  del  £iiW#OfM  Tanno  incontro  ad  aliro  Fra  le  montuosità  di  qirsto  Irrrìloiìo 
bono,  detto  del  Ìlio  moioso,  finché  arri ^uno  ninna  forse  è  più  elevala  di  quella  dei  Titb- 
sul  poggio  di  Gabbiano.  GmIì  voltando  fac-  bio,  la  quale  misurata  dal  P.  lugbiiami  sul* 
eia  da  sett.  a  pon.  tagliano  la  strada  corou-  la  sommiti  della  torre,  Fu  tro\ata  br.  807,4 
Dflitiìa  rotabile  di  Gabbiano  per  andare  in-  più  elevata  del  livello  del  mare, 
contro  dirimpcUo  a  pon.  alla  Cora,  di  Bbr-  Rispello  alta  qualità  del  suolo  che  il  più 
berioò  di  Mugello  ,  con  la  qoale  la  nostra  generalmente  si  scuopre  in  questa  Corou- 
per  Qti  angolo  rieolrante  si  dirìge  sulla  stia-  nilà  ,  nel  Tallone  della  Garza  consiste  in 
àà  che  guida  a  Gabbiano ,  e  mercè  cui  pie-  strati  di  alberese  dÌTersamente  inclinati,  cui 
^ado  Terso  ostro  ritoma  nella  fiumana  della  sovrappongono  altri  di  arenaria-macigno  più 
Sifve,  il  coito  della  quate  seconda  nella  di-  o  meno  solidi,  e  Tariamente  tinti  in  leo- 
mioae  di  lìb.  fino  allo  sbocco  in  essa  del  nato,  castagnolo  e  grigio;  il  quale  macigno 
botrocheTi^e  dalla R.  Villa  di  Cafaggiolo.    alterna  con  straterelli  di  bisciajo  {sehis:o 

k  questo  putno  b  nostra  Comunità  diri-  marnoso).  Peraltro  Talberese  nella  parte  più 
gnidòti  a  pon.  entra  nella  strada  postale  elevala  del  valone  medesimo  si  nasconde  ai 
Botogncte  fino  alia  posta  della  R.  Villa  di  pan  che  nella ValdiSieTe ed  in  altre  valle- 
Ci^giolo,  di  li  dalla  quale  prosegue  nella    cole  sue  tributane. 

stessi  direzione  mediante  un  no,  e  quindi         Ricca  è  la  contrada  di  boschi  cedui  e  di 
per  la  strada  coniunilativa  pedonale  che  sa-    alto  fusto,  di  querci,  di  paline  di  castagni, 
te  11  poggio  di  PetrofOf  finché  al  borro  del-    di  vigne,  di  ulivi  e  di  campi  salivi  sparsi  di 
le  Sòdere  formando  un  angolo  quasi  ietto,    gelsi  e  di  alberì  da  frutta  squisite, 
lolta  faccia  da  maestr.  a  pon.  per  incammi-        In  questo  leni  torio  ebbe  grandi  possessio- 
oirsi  verso  il  fosso /Ynocc/<i etto,  dove  cessa    oi  la  polente  prosafia  de*  Medici  che  diede 
la  Gott.  di  Barberino,  e  sottenlra  dirimpetto    il  primo  Granduca  alla  Toscana,  e  di  costà 
a  pOQ.  Taltra  di  Caleozano.  Con  quest^ulti-    dalla  villa  del  Trebbio  in  Mugello  che  fin 
ma  Taltn  di  San-Piero  a  Sieve  percorre  i    d*alIora  possedeva  con  la  villa  *ìiCoJaggìo^ 
coutfa£R)rti  orìentali  del  monte  di  Croce,  poi    io  edificata  da  Cosimo  il  vecchio,  Cosimo  I 
mediante  il  borro  del  Cartone  gira  intorno    fu  chiamalo  a  succedere  ni  duca  Alessandro 
*l  poggio  di  PewUolty  alla  di  cui  base  me-    -*  ^ed.  Capagoiolo  e  Trebbio  in    Val-di- 
Hdionaìe  sottentra   dirimpetto  a  ostro    la    Sieve. 

Com.  di  Vaglia.  Con  quesfuUiroa  Tal  Ira  di  Da  un  piatto  di  majolica  fabbricalo  nel 
Sao-Piero  a  Sieve  continqpi  a  percorrere  il  1644,  ricco  di  fiorami  e  di  rabeschi  con 
borro  del  Carlone  e  con  esso  trapassa  la  slra-  lo  slemma  della  nobil  famiglia  de*  Rinuc- 
da  postale  Bolognese  per  vuotarsi  nel  torr.  cìni  o  piuttosto  de* Bardi  o  de*  Guidacci,  e 
Cana,  quindi  ailraversato  quesl*  ultimo  di  quella  deTazzi,  più  una  cifra  con  le  paio- 
torr.  passa  per  Brìano  donde  infine  dirìgeu-  le:  fatto  in  Cafaggìoh;  dedusse  il  Brocchi 
^  a  scir.  arriva  sul  poggio  di  Cornctole  che  i  Medici  introducessero  costà  Tarte  di 
*1  punto  dei  tre  termini  dovei  ter  ritorj  delle  fabbricare  le  majoliche,  sebbene  di  tal  fab^* 
<faieGomunilà  si  toccano  con  quello  del  Bor-  brica  non  si  copservi  alcuna  altra  memoria. 
go  S.  Lorenzo.  La  Comunità  di  San-Piero  a  Sieve  maniie- 

Fra  le  slrade  rotabili  che  passano  per  d€  un  me<lieo,  un  chirurgo  ed  un  maestro 
questa  Comunità  vi  sono  la  regia  postale  dì  scuola  elementare. 
Bolognese  e  quella  provinciale  del  Mugello,  Nel  mercoledì  di  ogni  settimana  vi  si 
l>  ^ntìt  staccasi  dalla  prima  presso  Novoli  tiene  un  piccolissimo  mercato  di  vettovaglie, 
peiturreudo  la  sponda  sinistra  della  Sieve  tJna  fiera  annuale  ha  luogo  nel  dì  Sottubre 
lioo  a  Dicomano.  Attesta  con  queste  due  la  nel  capoluogo  dove  concorre  molto  bestiame, 
strada  comunitativa  traversa  fra  Cafaggiolo  e  mentre  altra  fiera  di  bestiame  vaccino  si  tic- 
'Petfooe;  finalmente  staccasi  dal  capoluogo  ne  al  Trebbio  nel  primo  luued'i  di  liiplio. 
P<f  dirìgersi  lungo  la  ripa  destra  della  Sie\e  La  cancelleria  comunilaliva  di  San-Piero 
fino  alla  provinciale  Faentina  un* altra  via  a  Sieve  é  in  Sc4»q:eria  dove  risiede  il  suo 
comunitativa,  passando  per  drdetole,  ecc.      giusdicente  civile  e  criminale.  L*  ingegnere 

li  corso  più  copioso  di  acque  è  quello  della  di  Circondario,  e  V  ufizio  per  l*  esazione  de  l 
Sìfve,  la  quale  ha  dato  il  distintivo  alla  Registro  sono  al  Borgo  S.  Lorenzo;  la  con- 
Terra  in  discorso  ,  mentre  tiene  il  secondo  servazione  delle  Ipoteche  ed  il  liibunate  di 
posto  il  loir.  Caria  influente  nella  Sieve.    Prima  istanza  iu  Firenze. 


110 


QUADRO  della  Popolaaionv  della  ComuHtTJi*  ot  Sjk  Pibbo  ^  Siert 

a  quattro  epoche  diverse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Coldaja  (i) 
Cornetole  e  Briano 


Fortana 
Gabbiano  (i) 
Luciglianoe  Soli  (i) 

SaN-PuBO  a  SlKTB 

Spugnole  e  Cartone  u 
niit 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Jacopo,  Rettorìa 

S.  Sterno  in  S.  Bona- 
ventura al  Bosco  ai 
Frati 

S.  Giusto  a ,  Prioria 
'  S.  Lorenzo ,  idem 

S.  Michele ,  idem 

S.  Pietro,  Pieve 

S.  Niccolò  con  l'annes- 
so di  S.  Biagio,  Rett. 


Diocesi 

cui 

oppariengono 


Popolazione 


fi 

il? 

R-g    O 

gag. 

9  Z 
2-  ^ 
5-S 

g| 
Ì2.  5* 


ToTjtLK   ....    Ahit,  if  .• 


NB.  (i)  Dalla  Porr,  di  Gabbiano  esci^ano  nel  tSJio  fuori  della  Com, 
21  abii.  Così  dalle  altre  due  segnate  (i)  nelV ultima  epoca  entra\*ano  in 
quelle  di  Scar perla  e  di  Barberino ,  in  tutto Abit,  N,^ 

RESTAtro Abit.  N.^ 

Altronde  nel V  anno  1840  entra^'ano  dalle  parrocchie  di  C ardetele  t 
Collina  ,  e  Petrojo  in  gutsia  Comunità é4bit,  N,^ 

TOTALB Abit,  N.^ 


SAW-PIETRO  IH  SALUTARE  nella  Val- 
le del  Montone  in  Romagna.  -»  f^ed.Cuk' 

BKTO  DI  CASTRO-CAaO. 

—  A  SEANO.  —  f^ed.  Seaho  di  Tibama 
nella  Valle  deirOmbronc  pistojese. 

—  A  SILLABO.  —  red.  Sillabo  (Pian 
Di  S.  Piirao  a)  in  Val-di-Pesa. 

—  A  SOLICCIANO.  —  Terf.  Soliocuho 
nel  Val-d'Arnn  fiorentino. 

—  DI  SOPRA,  già  detto  a  Decimo  nella 
Val-<li-Pesa.  —  Gas.  la  cui  eh.  parr.  dedi* 
cata  a  S.  Pietro  è  compresa  nel  piviere,  Gom. 
Giur.  e  quasi  un  migl.  a  scir.  della  Terra  di 
San-Gasciano,  Dioc.  e  Gomp.  di  Firenze. 

Una  delle  memorie  più  antiche  di  questa 
chiesa  credo  sia  stala  registrata  in  un  istm- 
mento  nuziale  del  nov.  1043,  col  quale  il 
conte  Landolfo  fìglio  del  conte  Goltizio  de* 
nobili  del  Mugello  assegnò  alla  sua  sposa 
Aldina  a  titolo  di  morgincap  Inquarta  par- 
te de*  beni  che  {Mssedeva  nel  Mugello,  a  Fi- 
renze, a  Gampi,  in  V.il  d'Elsa  ed  in  Val- 
di -Pesa  col  padronato  di  varie  chiese,  (ìa  le 


quali  questa  di  3.  Pietro  a  Decimo  nel  pi- 
viere di  .9.  Cecilia  ora  di  San-Gasciano.— 
f^ed.  DeciMO  (S.  Cscilia  a). 

Posteriormente  cotesta  chiesa  venne  in- 
dicata nelle  carte  della  liadia  di  Passignaoo 
e  nel  bullettone  dell'  Arci^,  Fior,  col  to- 
cabolo  di  iS.  Pietro  di  sopra,  il  di  cui  ret- 
tore era  tenuto  pagare  annualmente  alU 
mensa  vescovile  di  Firenze  il  censo  p^rpt^ 
tuo  di  qualtr*  orci  di  mosto,  di  un  pajo  di 
capponi,  e  di  quattro  denari  di  buona  mooe» 
ta.  —  (Lami  ,  Sion,  Eecl,  Fior,  pag.  «56.) 

Anche  nel  registro  delle  chiese  della  dio- 
cesi fiorentina  compilato  nel  lagg  la  diie- 
sa  di  5.  Pietro  di  sopra  è  qualitìcata  de 
super  a  distinzione  dell*  altra  parr.  vieina 
che  dalla  sua  posizione  fii  detta  S.  Pietro  A' 
sotto,  o  inferiore. 

La  parrocchia  di  S.  Pietro  di  sopra  è  di 
padronato  de*  prìncipi  Gorsini  possessori  del- 
la villa  delle Gorti  compresa  in  questo  popolo. 

La  parr.  di  S.  Pietro  di  sopra  nel  i833 
ascendeva  a  179  abit. 


SANQ  SANO  m 

SAN-PIETRO  m  SOTTO  in  Val-diFe-  di  della  cillii  allivellò  ai  Lombardi  di  San- 
s**  —  Goolrada  che  porla  il  nome  della  san  miniato  i  beni  tatti  appartenenti  alla  pieve 
eh.  parrocchiale  nel  piviere.  Coro.  Giur.  e  predetta  con  le  decime  e  trìboli  solili  «Ila 
mìfl.  I  I  a  9cir.  dì  San-Casciano,  Dice,  e  chiesa  medesima  pagarsi  da^li  abitanti  delle 
Cofop.  di  Firenze.  ^iHe  di  Xfarcignana^  ffnffia,  Calenzano, 

Ho  già  detto  che  appellasi  di  sotto  per    Brusciana,  Borgo  S,  Genescy  Castigliom 
^ioguerla  dall*  altra  che  dicesi  S,  Pietro    «e,  Maryana^  CamprianOy  San-Wintino^ 
disopra  essendo  situata  più  in  alto  nella    Pianetzole^  Mónte   S,    MiniiUo  eec,  — 
pendice  stessa.  •—  Essa  era  qualificala  col    (Mbmob.  Lcgch.  Voi.  V.  P.  IH.) 
vocabolo  di  S,  Pietro  inferiore  nel  cala-        Gli  abilanli  del  castelletlo  di  San-Quin- 
Wgo  delle  chiese  della  diocesi  fiorentina  del    tino  nel   1 369  fecero  causa  comune  eoo 
1999,  mentre  è  detta  di  S,  Pietro  di  sotto    quelli  di  Monta jone,  Gastelnuovo  di  Val- 
in  un  islrumento  del  18  nov.  i3i3,  reta-    d*£lsa,  Gojano,  Barbialla,  Cigoli  e  Tonda, 
ti?o  air  elezione  filila  del  prete  Pftgno  rei-    segregandosi  dalla  giurisdizione  di  Sunmi- 
tofv  della  eh.  prenominata  e  canonico  della    nialo,  finché  alla  pace  del  gennajo  1370 
pieve  di  S.  Cecilia  a  Decimo  in  priore  della    quei  popoli  furono  dichiarati  soggetti  ini* 
eh.  parrocchiale  di  S.  Jacopo  alla  Sambuca    mediatamente  alla  Rep.  Fior, 
compresa  nel  piviere  di  S.  Pietro  in  Bos-        La  parr.  di  San-Quintino  a  S.  Quintino 
solo.—  (AacH.  DiPL.  FiOE.  Carte  dei  Sion,    nel  i833  noverava  x  la  abit. 
*•  5.  Apollonia  di  Fir,)  SAN^UIRICO  all'  AMBROGUNA  nel 

Nella  parr.  di  S.  Pietro  di  sotto^  di  pa-  Val  d*  Amo  inferiore.  —  Borghetlo  nel  po- 
drooato  del  sovrano,  sono  compresi  i  poderi  polo  de* SS.  Quirico  e  Lucia  ali*  Ambrogia- 
ùe*  Canali,  di  Tersona  della  Colombaia,  na,  Com.  e  circa  un  migl.  a  pon.  del  Castel- 
^WErta  e  delle  Pa/o/e  della  fattorìa  Coi^  lo  di  Montelupo,  Giur.  d*  Empoli.  Dioc.  e 
sini  delle  Corti.  Comp.  di  Firenze. 

Questa  pan*,  nel  i833  contava  ftoa  abit.        Trovasi  questo  borghetto  lungo  la  strada 

SAN-PIETRO  A  VAGLIA.  —  Terf.  Va-  regia  postale  presso  la  XV  pietra  migliare 
GLU.  da  Firenze,  un  terzo  di  miglio  a  ostro  del 

—  1  VARLUNGO.  —  f^ed.  Vailuroo.    villaggio  della  Torre  Frescobaldi,  due  ter- 

—  A  VIESCA.  —  Fed.  VnscA.  zi  di  miglio  a  pon.  della  R.  Villa  e  della 

—  AUJL  VILLA.—  ^ed.  Villa  (S.  Pi»*  chiesa  parrocchiale  di  S.  Lucia  alPAmbro- 
no  alla)  in  Val-Tiberina ,  e  cosi  di  tutti  giana ,  cui  da  lunga  mano  fu  riunito  il  po- 
gli  altri  luoghi  di  questo  nome.  polo  della  distrutta  chiesa  di  S.  Quirico.     . 

SAN4}UINTINELL0  a    SAN-QUINTI-  Dove  fosse  precisamente  quesl*  ultima  io 

NO.  —  Fed,  y  Art.  seguente  lo  ignoro ,  sebbene  vi  sia  motivo  da  duhi- 

SAN4^UINTIN0  A  iS.  QUINTINO  in  Val  tare  che  essa  non  slasse  molto  lungi  dal  bor- 

d* Efola.  —  Castelletlo  che  porta  il  nome  ghetto  di  S,  Quirico  cui  è  restalo  il  nome. 

àt\ÌB  sua  antica  chiesa  parrocchiale  subur-  AlPArt.  AiamooiAHA  dissi,  che  la  più  an- 

hina  della  cattedrale  di  Sanminiato ,  nella  tica  memoria  di  questa  chiesa  di  S.  Quirì- 

cui  Com.  Giur.  e  Dioc.  è  compreso  il  Cast,  co  reputo  essere  quella  indicata  da  una  mem- 

àì  San-Quintino  che  ne  disia  circa  due  mi-  brana  delPanno  ioo3,  quando  il  conte  Lo- 

glts  a  scir.  f  Comp.  di  Firenze.  tario  de*  Cadolingi   assegnò  alla  badia  di 

Risiede  sul  vertice  più  elevato  delle  col-  Fucecchio  1 7  poderi,  parte  de*  quali  situali 
line  che  separano  la  Val  d*  Elsa  dalla  Val  nel  popolo  di  S.  Quirico,  piviere  di  S.  Ip- 
d'Evola  fra  i  popoli  di  Calenzano,  Canne-  polito  in  Val-di-Pesa,  ed  aggiunsi  che  pro- 
Io*  Casignano  e  Marzana.  babilmente  riferiva  alla  slessa  chiesa  e  bor- 

I4  chiesa  di  S.  Quintino,  dalla  quale  ha  ghetto  di  S.  Quirico  il  luogo  dove  nel  dì  3 

P'^  il  nome  il  castello  ,  esisteva  non  solo  giugno  del  i  ao4  furono  firmali  i  prelimi- 

1^1  secolo  XII  trovandola  rammentata  nella  nari  di  pace  fra  la  Rep.  Fior,  da  una,  e  il 

^lla  del  Pont.  Celestino  lU  spedila  nel  Com.  di  Pistoja  con  i  conti  di  Capra ja  dall' 

"94  al  preposto  della  pieve  di  S.  Genesio  altra  parte.  — -  Fed,  AmaooiAMA. 

'I  cui  pievanato  essa  apparteneva  fino  da  S.  QUIRICO  a  CAPALLE.  —  Fed,  Ca- 

<ineirelà,  ma  ancora  essa  è  nominata  in  palle  nella  Valle  del  Bisenzio. 

">u  membrana  dell*  Arch.  Arciv.  di  Lucca  —  a  LEGNAJA.  —  f^ed,  Lbghaja  (S. 

^1  a  a^io  991,  con  la  quale  il  vescovo  Quiaioo  a)  e  cosi  di  tanti  altri. 


Ila                SANQ  SikNQ 

S.  QUIRIGO  A  MiEIGNOLLE.—  r§d.  rotò  wimf  di  pettoae  pcobe,  aTaaittr  ni 

M AmmiOLLt.  età  Unto  del  ceto  ecctftÌ4istico  come  fecolm 

—  A  EUBALLA.-—  f^ed.  Ruballi  (  S.  per  ?eoire  in  chiaro  dello  stato  e  dipendeo- 
QDiaico  A  ).  xf  aqtica  di  quelle  parrocchie  che  i  Teaoofi 

—  m  VAL-at- BURE.  —  Fed.  Qonioo  senesi  pretendevano  sue.  Cotesto  esame  f  io- 
(Pbtb  m  S.)  io  Val-di  Bare.  ridiou  fii  eseguito  con  tutta  solennità  Mia 

—  Df  VAL-D*0aCI4,  già  S.  QuiMtoo  tw  corte  regia  di  Siena  ,  dove  fu  deliberaU  la 
OtBMMé,  —  Tern  già  Gat.  che  ha  dato  il  senLenxa  sotto  dì  ao  giugno  dell*  anno  71S, 
titolo  ad  un  marchesato  granducale  con  an-  ed  anch*essa  fiiforevole  ai  vtiscovi  di  Arem, 
tica  pieve  (  SS.  Quirico  e  Giulitta  )  ora  Gol-  Coietto  teno  giudicato  riotTè  il  suggello  di 
Icgtata,  Capoluogo  di  Com.  e  di  Giur.  stata  una  solenne  sanzione  1 5  giorni  dopo  da  nn 
nella  Dioc.  di  Pieoza,  ora  di  Montalcino,  sinodo  di  quattro  veicavi  (di  Fiesole,  Pi- 
anticamente  di  Arezzo ,  Comp.  di  Siena.  ONise ,  Lucca  e  Pisa)  e  di  nove  teologi  adu- 

Risiede  sopra  una  collina  tufacea  che  si  nati  nella  chieu  pLebaoa  di  S.  Geacsio  a 

alza  75o  br.  sopra  il  livello  del  mare.  Un-  Vico  Wallari  sotto  Sanminlato,  e  6nalmeote 

go  la  stradii  postate  Romina  alla  XXVU  pie-  anche  cotesla  «en^nza  ricevè  il  regio  e^tf- 

tra  migliare  da  Siena  che  resta  al  suo  scir.  ifootur  in  Pavia  dalJo  stesso  re ,  alla  pr^ 

(67  migl.  da  Firenze)  fra  la  città  di  Pien-  senza  di  Teodoro  vescovo  di  detta  città,  di 

za  e  quella  di  Montalcino,  la  prima  5  raigl.  vai^'  preti,  4el  duqi  Audgaldo,  di  Ratberto 

«  grec.,  la  seconda  6  miglia  al  suo  poo.,  maggiordomo  e  di  moUi  cortigiani.  *-  ^e4. 

fra  la  posta  di  Torr€*leri  che  è  quasi  qoat-  Bowo  S.  G^ittsfo  e  Spnif« 

tro  miglia  a  maestr.  e  quella  della  Poderi*  Fra  le  pievi  controverse  essendovi  anche 

na  che  dista  egualmente  dall*  opposto  lato,  questa  di  S.  Quirico  in  Geenna  dovettero 

Ia  memoria  supentite  pad  sntica  della  esaminane  più  testimoni  del  luogo,  e  fci 

chiesa  battesimale  di  San^Joirico  in  Val-  essi  un  prete  anziano  ed  un  vecchio  chieri- 

d*  Oncia,  già  detta  S.  Quirico  in  Otenmh  00,  i  quali  giurarono  che  If  pieve  in  Otemia^ 

rimonta  al  principio  del  sec.  Vili.  benché  dentro  il  contado  senese,  era  solio- 

Imperocchè  era  cotesta  una  delle  pievi  si-  posta  al  diocesano  di  Arezzo.— La  stessa  coq- 

luate  fino  d*  allora  dentro  i  confini  del  con-  troversia  (ìi  rìi^ocesa  piii  volte  nel  f  Sa^  nel 

lado  senese,  ma  dipendente  per  Teoclesi»-  783,  neirSoi,  853,  88t«  ioap,  1070  e 

etico  dal  diocesano  di  Arezzo,  quando  ì  ser-  1 104,  e  quasi  sempre  con  la  vittoria  dei 

▼i  che  accompagnavano  in  visita  il  vescovo  Tesoovi  aretini^  fino  a  che  tentati  nuovi  pq» 

aretino,  stando  nella  pieve  di  Pacina  in  Val  clami  sotto  i  pontefici  Alessandro  III  t  Ooo* 

d'Arbia  uccisero  nn  giudice  residente  in  rioill,  questui  timo  con  bolla  data  in  Vi- 

Siena  per  interesse  di  Ariberto  re  de*Loa-  terbo  li  27  maggio  laio  emanò  sentenm 

gobardi.  •«-  fW.  Pagoia  (Pura  ▲).  finale  a  fiivore  della  cbiefa  e  diocesi  aretina. 

Accadeva  ciò  intorno  air  anno  7 la  pooo  Una  delle  più  antiche  carte  arcbeltpe 
innanzi  che  succedesse  ad  Ariberto  il  re  Liot-  scritta  nella  pieve  di  $.  Quirico  in  Osenna 
prando,  il  quale  per  terminare  la  lite  die  il  corrisponde  alla  data  del  n^rzo  8a5.  Inoltre 
fatto  tragico  di  Pacina  aveva  promosso  rispet-  fu  rogato  nel  borgo  di  San-Quirico  altro 
to a  molte  parrocchie  della  diocesi  di  Aimo  istrumento  deLmarzo  ioi6«  col  quale  la 
che  il  Tesoovo  di  Siena  |iretendeva  sue,.pei^  con  lessa  Willa  figlia  del  fu  Teudice,  e  mo- 
cbè  situate  nel  territorio  sanese^  fu  dal  nuo-  glie  del  conte  Bernardo  fieltuolo  di  alito 
\o  iie  Liutpraodo  spedito  a  Siena  Ambrogio  C.  Bernardo  col  consenso  di  Ranieri  suo  fi- 
eno maggiordomo,  il  quale  investito  della  glio  e  mondualdo  cede  alla  Badia  e  monaca 
regia  facoltà  proferì  senteou  in  favore  della  di  S.  Salvadore  sul  Montamiata,  e  per  c»i 
ebicsa  aretina,  sentenza  cHl  venne  poscia  nel  a  Vinizzone  abbate  delU  m^esima  una  pos- 
mano  deiranno  715  confermata  in  Pawia  sessione  dell*  estensione  di  la  moggia  a  j|e- 
dallo  stesso  re  Liutprando.  Sennonché  a  quei  men^  di  grano,  situata  nel  vocabolo  di  Spi* 
giudicati  non  si  acquetò  Adeodato  vescovo  neia,  —  (Aacn.  Dipl.  Fioa.  Cari€  ddl^ 
di  Siena,  il  quale  tosto  reclamò  in  appello  Balia  f4miitina), 
davanti  ad  altro  tribunale.  Cotesta  donna  Willa  moglie  del  G.  Ber- 

Fu  concessa  la  domanda  fatti  a  quel  re,  nardo  ci  richiama  per  avventura  al  docu- 

il  quale  nominò  il  notare  e  giudice  Grun-  mento  solenne  scolpito  nel  1 1 18  negli  sca- 

leramo  affinchè  istituisse  in  Siena  un  rigo-  lini  dell*  aliar  maggiore  ecc.  dell*  Abazia 


SANO  S  A  N  Q  113 

S  S.  Antiitto  in  ^a/le  Siania^  col  quale  Une  fra  il  dislretto  e  conUdo  di  Orvieto  e 
un  ooote  Bemardo  figlio  di  altro  conte  Ber»  quello  di  Siena;  3.^  una  lellera  officiale  del 
mnlo,  diipendenle  probabilmente  dai  due  s5  marzo  1348  scrìtia  da  Foggia  a  nome 
comugi  prenominati,  nominò  e  confermò  in  dell*  Imperatore  Federigo  II  a  Matteo  di 
s  IO  mde  uni  Tersale  un  Ildebrindo  figlio  di  San-Quirico  giudice  e  notaro,  acciò  nel 
Rustico.  —  ^ed,  k£kMA,  DI  S.  Airrnio.  termine  di  3o  giorni  citi  a  comparire  alla 

U  Monitori  nelle  sue  Anlìcbità  Estensi  curia  imperiale  per  una  ciuta  di  appello 
(P.  L  Gap.  so)  riporta  un  istrumento  del  Pepone  e  Federigo  cittadini  sanesi  e  1*  ab- 
nof.  1070  scritto  nella  pieve  di  S.  Quirico  bate  e  monaci  della  Badia  Jlmiatina  a  mo- 
lerò Oje«i«a  n<fl  contado  senese ,  nel  quale  tìvo  del  Castel  di  Piari'Castagnafo,  Che 
•Ito  trattasi  di  un  1  donaxione  alla  canonica  poi  quella  corte  imperiale  fòsse  nel  caste! 
iti  S.  IVm4to  di  Arezzo  per  T  anima  di  un  di  San  Quirico  lo  dichiarano  a  sufficienza  i 
loro cogioo  Eigone  figlio  del  fu  conte  Ro-  documenti  seguenti:  4.^  una  membrana 
dnHb  consistente  in  beni  che  lo  stesso  G.  scrìtta  nel  5  marzo  del  1249  contenente  V 
Rodotlbed  Alberto  fratello  di  detto  Ri gone  esame  di  testimoni  Mio  in  Sat» -Quirico 
avenoo  comprato  dal  marchese  Adalberto  davanti  a  Blatteo  uotaro  per  il  mercato  tn- 
B«na  Terra  fìberiìnsa  situata  nel  contado  trodotto  in  Arcidosso  a  pregiudizio  di  quello 
aretino.  —  ^ed.  CawsaàA  OBBMTBMaj  e  più  antico  che  i  monaci  del  Montamiata  te- 
Bànvout  di  Yal-di-Chiana.  nevano  in  Lamole  ;   5.^  lettere  dell*  Imp. 

Era  COKI  in  San-Quirìco  nel  «7  aprile  Federigo  II  scritte  li  s3  luglio  1^49  e  pre- 
de! 1167  Rainaldo  arcivescovo  di  Colonia  sentale  da  don  Manfredi  abf>ate  del  Mon.  di 
e  aicicancelliere  in  Italia  per  V  Imp.  Fede-  Montamiata  al  duca  Federigo  di  Antiochia 
tipi  I,  quando  con  lettera  di  detto  giorno  vicario  imperiale  in  Toscana ,  mentre  era 
tonfÌErmò  al  Comune  di  Siena  lutto  ciò  che  del  cassero  di  San-Quirico  del  contado  sa- 
il  C  Guido  Guerra  possedeva  nel  distretto  nese ,  con  le  quali  ordinava  di  eseguire  la 
dì  Fo{;inbonsi,  quello  che  Ranuccio  di  Stag-  sentenza  pronunziala  contro  i  fratelli  Fede- 
gta  e  Guido  Srtrdo  da  Montauto  le  aveva-  rigo  e  Pepone  rispetto  alla  restituzione  del 
Qo  donalo. —  (Aacs.  Bv.  Sas.  Kaleffo  i^ec-  Cast,  di  Pian^attagnafo  da  farsi  al  Moo. 
ehio carte  56.)  Aroiatino  non  ostante  il  mosso  appello,  e 

TVfdici  anni  dopo  fs  febb.  1180)  Cri-  ciò  a  cagione  del I.1  loro  contumacb.<^^e<l. 
ftìano  arcivescovo  di  Magonza  e  legato  im*  Piax  CivrAonAio  (Asca.  Dipl.  Sar.  e  Fioa. , 
periiile  in  Italia  donò  ai  Sanesi  tutti  i  di-  Kaleffo  Pecchia  carta  n.^  %^3t  carte  deità 
ritti  die  Federigo  I  aveva  nel  Cut.  di  San-    Badia  Amiaiinn,) 

Quirico,  e  salta  metli  del  CasL  e  corte  di  Anche  per  ordine  della  Signoria  di  Siena 
Nonlieri,  promettendo  ai  consoli  di  Siena  nelPanno  1148  fu  scritto  al  vicario  impe- 
dì fiir  eonfermare  questo  privilegio  dallo  rìale  residente  in  San-Quirico  a  favore  de- 
sI(»o  Imperatone.  gli  abitanti  di  Montefollonìoo.  —  (Amc«. 

Rqtnava  Federigo  II  quando  il  Cast,  di    Ditl.  Sav.,  Consigi .  deità  Campana). 
Sia-Quirico  fu  destinalo  a  corte  regia,  ed  a        Finalmente  che  in  San-Quirico  fino  dal 
residenza  di  un  giudice  castellano.  principio  del  secolo  X.I1I  fosse  aperto  tribii- 

I  documenti  segnenU  possono  stare  a  naie  lo  dì  baslantemmte  a  divedere  una  di- 
eooferma  dì  ciò,  1.^  una  bolla  del  Pont,  scussione  solenne  decisa  costà  nell'apri  le  de! 
Gregorio  IX.  diretta  da  Perugia  li  sS  no»  isoS  alla  prtsensfi  dri  nobili  deputati  del- 
vnobre  dell*  anno  is98  ai  sudditi  della  le  citU  di  Pirei^e,  Pisa ,  Lucca ,  Siena,  A- 
Btdia  Araiatina  cui  ordina  on  minaccia  di  rezzo  e  Perugia ,  preseduti  dal  vescovo  di 
foomnnica  di  prestar  giuramento  di  fedeltà  Volterra ,  cv^  della  Lega  guelfa  toscana ,  i 
air  abbate  di  qac4  monastero;  dopo  che  quali  d*onrine  dd  podestà  di  Siena  eransi 
coi  aveano  ricusato  di  Are  ciò ,  per  esser-  adunati  nella  chiesa  plebana  di  S.  Quirico 
gli  Italo  proibito  a  nome  deirimperatore  in  Osenna  per  esaminare  diversi  testimoni , 
dal  Cattellame  di  Saa^tirico\  a.^  nn  molti  de*  qaalì  nativi  del  ffor^  ^1  5.  ^ki. 
online  del  io  ottobre  isSa  dato  ad  Ei^  rico ,  innaazi  di  decidere  la  causa,  se  Mon- 
chimperto  Catteliano  di  Saa-Quirico  da  tepalcian<>  fosse  o  nò  cora[)rfso  nel  contado 
Gerardo  d*  Amestein  legato  imperiale  in  sanese.  —  ^ed.  Mom-ceoLcuvo. 
Tnscana  di  fitre  esaminare  i  testimoni  per  Alla  nieve  dr*5>S.  Quirico  e  Gin1itt.<  tie- 
nooDoscere  e  quindi  pone  i  lennini  di  con*  ne  dietro  per  anlichità  U  chiesa  di  S.  Maria 
V.  V.  I  S 


SANQ  SANa 

edifioBla  foIU  rìpt  stnisf n  del  lovr.  Tuoma  staocaU  dalb  diooisi  di  Anno  e  eoa  Mb 
distante  appeiui  un  tiro  d*arco  dal  paese»  del  Pbot.  Pio  II  del  «9  geonajo  146S  dita 
Presso  ootesta  chiesa  fo  edificato  fino  del.  alla  nao?a  di  Piensa»  finché  da  Cleneiile 
•ecolo  XI  un  ospiaio  di  Eremiti  Caroaldo*  XIV  con  bolla  del  i5  giogno  17^  fii  slaa- 
lensi.-doodechè  la  Porta  della  Terra  ohe  da  cata  dalla  diocesi  pientina  per  assegnarla  a 
quel  lato  serfe  d*  ingmso  a  S.  Quirico  »  si  quella  di  Montalcino.  —  red.  Mobtaici- 
appella  tuttora  Porta  Camaldoli,  ao ,  Ihocasi. 

Fra  le  carte  della  Badia  di  S.  Mustiola  Cotesta  collegiata  è  formata  di  7  canoni- 
MAreo  in  Siena,  di  cui  il  Mon.  di  S.  Ma*  ci  compreso  il  proposto  che  è  la  prima  di* 
ria  a  Tttonia  divenne  manuale,  se  ne  con-  gnità,  mentre  1* arcidiacono  (che  tale  era  11 
serrano  farle  relatifc  a  quest'  ultima  chiesa  titolo  antico  del  pierano  di  S.  Qnirioo)  la  le 
a  partire  dall'anno  1099.  Ne  citerò  una  del  funzioni  di  primo  parroco.  Fra  i  eaaoaìei 
genn.  1 1  so  relati?amenie  ali*  offerta  di  un  supertìti  il  primo  è  di  diritto  parroco  delia 
pexzo  di  terra  al  Mon.  di  S.  Varia  presso  il  seconda  cara  di  S.  Maria  in  S«n-Quirìoo  ed 
fiume  Tuoma  nel  pifiere  di  S.  Quirico  in  un  altro  canonico  fii  da  maestro  di  scuola 
Osenna.  eletto  dal  magistrato  oomunitativo. 

Da'qoelle  carte  però  si  rileva  che  il  Mon. ,  L*  architettura  della  fiKxiata  della  coUe- 
di  S.  Maria  di  Tuoma  prima  del  sec  XIII  giata  è  gotica-ttaliana  eoo  scultura  alla  por- 
era  abitato  da  raligiose  della  stessa  regola  ta  figuranti  leoni  chesorreggono  lunghe  co- 
di Camaldoli.  IHiUe  donne  passò  ai  monaci  kmnine  di  pietra  lumachella ,  intorno  alle 
Gamaldolensi  di  S.  Pietro  in  Campo  in  Val-  quali  figura  attortigliato  un  serpeotonesool* 
d*Orcia,  e  finalmente  Tuno  e  1*  altro  alla  pito  nello  slesso  pexao  di  masso.  NelTin- 
badia  di  S.  Mustiola  ali*  Arco  in  Siena.  temo  del  tempia ,  rinnovato  dal  Card.  Fia- 

li Mon.  di  S.  Maria  di  Tuoma  fu  sop-    vio  Chigi,  esistono  pitture  di  Mattea  di 
presso  nel  1 461  per  decreto  di  Mariotto    Giovanni  e  del  CasoUni. 
priora  generale  ddl*  Eremo  di  Camaldoli        Nella  vicina  compagnia  vi  è  un  quadro 
con  l'annuema  del  Pont.  Pio  II  che  lo  riunì    assai  malandato  del  Sodoma, 
con  i  suoi  beni  alla  badia  di  S.  Bfustiola  in        Ma  per  tornare  alla  storia  politica  di  qoe- 
Siena.  —  (Àhiial.  Cakau>.  Voi.  VI.)  sta  Terra  giova  sapere  che  mentre  risedeva, 

Beli*  erexione  dentro  la  Terra  di  S.  Qui-  costà  un  tribunale  con  vicario  imperiale  a 
rico  del  convento  di  S.  Francesco  de*  Frati  nome  di  Federigo  II ,  gli  abitanti  rispello 
Conventuali ,  ora  soppresso ,  il  Vadingo  ne*  al  civile  erano  soggetti  al  Comune  di  Sma. 
suoi  Anaali  de*  Bfinori  non  indica  che  «ina  Infiitti  per  istrumento  rogato  in  San^^uÌA- 
donatione  &tta  a  qnei  frati  dalla  Comunità  00  li  1 3  febbrajo  i»i3  gli  uoaaini  di  que- 
di  San-Quìrico  consistente  in  una  cappella  sto  paese  prestavano  giuramento  alla  Èep. 
di  S.  Maria  tuptr  portam  Frontonis  e  con-  di  Siena  in  mano  di  mess.  Guelfo  suo  po- 
fermata  a  quei  religiosi  da  un  privilegio  del  desta.  —  (  Argb.  IkrL,  Sa«.  ,  Kai^fb  fwe- 
Pont.  Pio  II  dd  a  sett.  1460.  —  {ioe.  cU,)   càio  n.<*  iSo.) 

Ma  che  questo  convento  esistesse  fino  dal-  La  giurisdizione  politica ,  ossia  il  rica- 
la prima  mela  del  secolo  XV  lo  dichiara  riato  di  San-Quirioo  a  tenore  dello  statuto 
una  rubrica  dello  statato  saoese  del  i455,  del  iSio  abbracciava  nella  sua  ginrisdiaio- 
nella  quale  si  ordina  dk  dare  sei  quarti  di  ne  la  Terra  di  San-Quirioo ,  ed  i  paesi  di 
sale  per  bocca  ai  Frati  tfhori  di  S.  Quirico  Tignone ,  Ctstiglion  d*Qroia,  Kipa  d*Otct>r 
—  (AacH.  DBLLB  RiroasAo.  ki  Sibha.)  Scggiano  ^  Castelnuovo  ddl*  Abbine ,  Corti- 

In  qoesU  chiesa  vi  erano  due  buoni  qua-  gnano,  Fabbrica,  Palauo-Massaini  già  fiU>- 
dri  di  Francesco  Vanni.  biano ,  Cacciaoonti  e  Cosona. 

In  un  caposeala  dei  convento  wi  è«n  pre-  Nel  ia56  i  Signori  Nove  di  Siena  deli- 
mioso  affresco  di  Luca  di  Tommaso  sanese  berarono  che  il  Visconte  Napoleone  e  gli 
dipinto  nel  1 36 1 .  altri  suoi  oonsorti  di  Campiglia  d'Onsia  stati 

Ignoro  pur  anche  1*  epoca  dell*  erezione  arrestati  io  San-Quirioo  e  di  là  condotti  pri- 
del  piccolo  convento  de*Cappuccini  esistente  gioni  in  Siena  dovessero  lar  pace  con  i  San- 
fuori  del  porta  omonima,  per  dove  esce  la  qnirichcsi.  ^^{ioe.  di.  Ernie ffo  «^aecAio.) 
strada  provinciale  di  Pienca.  Dopo  quell*  età  sembra  che  San-Oiirioo 

La  pieve  de*  SS.  Quirico  e  Giulitta  in-  cessaste  di  essere  residenaa  di  un  vicario  im^ 
sieme  con  le  sue  chi^a  filiali  e  terciaNrio  fii  •  puriale  e  lo  diveona  di  «a  «iuadioaat*  cLa 


SANO 

poMk  Mte  il  Ikok»  di  potolà.  Il  qode 
fMfdieeBte  nel  9  maggio  1449  «crìiie  da 
Moiitoif^looica  alla  Signoria  di  Siena  per 
laggoagHaria  «fi  aknni  sconcerti  ohe  segui- 
ftao  in  qnet  eontocnL  •-•  (he,  €Ìt.  Lione, 
Onta  119.) 

Nei  i47a  forono  rifiitte  le  man  di  San* 
Qairieo»  dote  lavorò  maeiiro  Anlonio  Lom- 
birdooon  le  tre  porte  per  le  quali  ti  enim, 
thft  Olia  dalla  parte  di  Siena  denominala 
Porta  CamaUoU^  rallia,  dalla  quale  ti 
CBt  per  Radìoolani  e  dbe  mette  nel  /Volo 
éeiPthpedale  denominata  Fotta  Ferrea» 
Qactla  é  quella  atanno  att'ealremitè  del  bof- 
p>  pel  quale  pama  la  strada  postale  romana, 
la  lena  porta  tolta  a  grec.^cbiamasi  altoal* 
neale  é^Ca^pueeini  perchè  conduce  a  quel 
ooofcnto  per  la  tia  prò? inciale  che  guiila  a 
ntoBi. 

Air  eceaakme  rleir  ultimo  assedio  di  Sie- 
na h  Terra  di  San-Quirìco  nel  febbrajo  del 
i55i  fu  occupata  dagl*  Imperiali ,  e  qui  si 
lemiò  b  loro  ca?alleria  che  ruppe  la  strada 
fomana.  ^-  (Aaca.  Sxoa.  Ital.  Voi.  II.) 

Dopo  Tacquislo  di  ^ena  e  di  Monlalctno 
fli  abitanti  di  Saa-Quirieo  prestarono  gin- 
Tamento  di  fedeltà  a  Cosimo  I  con  rogito 
de*  97  agosto  1559,  cui  i  Sanquirichesi  ub- 
bidirono  direttamente  6no  a  che  nel  1677 
il  Granduca  Goainw  QI,  mediante  diplonui 
Jel  6  settembre  concesse  in  feudo  questo 
paese  con  titolo  di  marchesato ,  compresi  I 
coaiunelli  di  Vignone,  de*suoi  Bagni  e  loro 
dbtrptto  al  Card.  PUitìo  Chigi  sua  yita  n»- 
tonle  dorante  e  di  poi  ai  figli  maschi  nati 
o  <h  oaacere  ad  una  persona  congiunta  di 
sanpìt  che  Teniva  dal  Cardinale  nominata. 

Sotto  di   la  nofembre  1693,  stante  la 


S  A  N  Q  115 

morte  del  predetto  Card.  Chigi  ed ,  in  ordi- 
ne al  suo  testamento ,  fu  chiamato  a  succe- 
dere in  detto  feudo  il  Bfarch.  Buonarentura 
2Sondadari-Chigi  nipote  di  sorella,  a  coo- 
disione  che  morendo  sema  figli  doTCSse  suc- 
cedere un  altro  fratello  o  discendente  dal 
Blarch.  Zondadari  primo  chiamato,  al  quale 
Cosimo  III  nel  1694  rinnofò  il  diploma  d* 
iuTestituni ,  finché  nel  1 724  la  medesinui 
concessione  fu  rinnovata  dal  Granduca  Gian 
Gastone  in  fti? ore  del  marchese  Fla? io  Giu- 
seppe Chigi  Zondadari. 

Il  grandioso  palazio  di  trayertino  che  ye- 
desi  sulla  strada  principale  in  meno  alla 
Terra  di  San^Quirico  fu  fondato  nel  termi- 
ne di  tre  anni  da  quell*  illustre  porporato. 
La  sua  spaziosa  sala  è  adoma  di  una  statua 
rappresentante  Cosimo  III  scolpita  da  €riu« 
seppe  Mazzuoli  il  di  cui  figlio  Bartolorameo 
fece  il  busto  del  March.  Biionayentura  Zon- 
dadari-Chigi  esistente  nella  chiesa  collegiala, 
dove  è  pure  il  busto  del  porporato  che  ot- 
tenne il  marchesato  di  San-Qoirico.  Cotesto 
feudo  continuò  ad  avere  il  suo  yicario  mai^ 
chionale  anche  dopo  la  legge  del  a  genn. 
X774  per  il  nuovo  compartimento  dd  tri- 
bunali di  ginstìaia  della  provincia  supe- 
riore dello  Stato  di  Siena. 

A  tenore  delPArt.  Ili  fu  ordinalo  che  nei 
feudi  annessi  a  ciascuno  de^sei  vicariati  di 
detta  provincia  gli  ufltiiali  fieudali  osservino 
le  regole  imposte  agli  altri  giusdicenti  del 
Granducato  e  che  continuassero  ad  eser- 
citare la  giuris<li»one  civile  e  criminale  a 
forma  della  legge  sopra  i  feudi  del  ai  apri- 
la 17499  I'  quale  ebbe  in  mira  di  dimi- 
nuire r  autorità  de*  feudatarj  ed  accresci  rU 
al  sommo  imperante. 


MOVIMENTO  della  Popolatione  della  Te9MA  01  S^iV'Qoiàteo 
in  ^al^Orcia^  a  quattro  epoche  diverse^  dieisa  per  famiglie. 


AXBO 


1640 
1745 
iS3S 
1840 


nipuaiai 


mate. 


139 
aoo 

«17 


femm. 


169 
i8a 
i85 


▲OULTl 


mate. 


i5a 
a55 
a  54 


femm. 


175 
ai5 


ooinnoATi 

dei 
due  sessi 


3o8 
5it 
5a5 


dei 
due  sessi 


96 

IO 
IO 


Numero 

delle 
famiglie 

153 
i56 
978 
391 


Totale 

della 

Popola*. 


X435 

962 

1.373 

i4i3 


Ite  SANQ  9K^Q 

Comunità  di  Sam-^uirico.  —  Il  (erri-  casi  «lallo  Memo  capoluogo  per  ooodone  a 

torio  ili  qucfU  ComMQilà  occupa  una  tu-  Pientu  «  vi  900*1  Tarie  strade  comunitalifc. 

ptriìcie  di  12087  quadr.  711  de^quali  spcl-  Tuli  sono  quelle  dirette  a  BfoQtalcioo  e  a 

tano  a  corsi  d^acqua  eil  a  pubbliche  strade.  Ripa  d*  Orcia  che  partono  da  Sai»-Quirìco, 

— -  Vi  si  tro?aTano  nel  t833  abit.  iS^i,  a  e. tale  è  pur  la  vecchia  postale  romaiM  che 

proporzione  di  circa  i  la  individui  per  ugni  passa  alla  dtstra  del  fi.  Orcia. 
migl.  quadr.  di  suolo  imponibile.  Non  parlo  di  altri  piccoli  tronchi  di  stia* 

Ginfina  con  quattro  Comunilk.  —  Dal  de  rotabili  come  quello  che  staccasi  dal  pon- 

lato  di  pon.  ha  di  fronte  il  territorio  comu*  te  della  Poderìna  per  salire  ai  Bagni  di  Vi- 

nitativo  di  Montalcino  mediante  i  borri  e  gnone  né  della  via  che  gira  intomo  al  po- 

torrentelli  Lima^  Stagaelli  e  Capitiogilaf  roerìOy  o  carbonaja  della  Terra  di  Sao-Qiii- 

GolPuJlimo  de* quali  attraversa  la  strada  pò-  rìco  ecc. 

stale  Romana  per  entrare  a  ostro  della  mr*        Rispetto  ai  maggiori  eorsi  «T  acqua  che 
desi  ma  nel  borro  del  Confine  e  con  esso  lambiscono  i  suoi  limiti  territoriali  si  con- 
Jiella  fiumana  deir^^fo,  la  quale  perooire  Uno,  a  pon.  la  fiumana  deir^/#o,  a  ostro 
dirimpetto  a  lib.  per  quasi  un  miglio  fino  allo  e  scir.  il  fi.  Orcia,  mentre  lo  attraversano 
sbocco  in  essa  del  torr.  Ommiasa  o  dell*0-  dalla  prte  di  maestro  e  di  grec.  il  torr. 
jpetiaietto,  —'Costì  soUentra  a  confine  il  Tuoma  ed  il  fosso  del  Rigo, 
territorio  della  Gom.  di  Castiglion  d* Orcia        Non  vi  sono  in  questo  territorio  Talli, 
salendo  per  termini  artificiali  le  piagge  ere-  ma  solamente  piccoli  valloncelli  ed  umili 
.tose  per  dove  passa  la  strada  rotabile  che  da  colline  cretose  tufacee  e  di  tnivertÌDo«  sulle 
jSan-Qoirico  porta  a  Ripa  d*  Orcia  finché ,  quali  varj  naturalisti  del  secolo  passato  e 
passata  )a  chiesa  parrocchiale  di  Vignone,  del  presente  esercitarono  le  loro  dotte  inda- 
.entra  nel  borro  del  Pian  de^ Boschi  e  con  gini.  —  f^ed,  P  ensa  Comunità, 
esso  S'*eude  in  Orcia  dirimpetto  alla  rupe        L»  collina  di  San-Quirico  é  forse  la  più 
della  Rocca  di  Castiglion  d*  Orcia.  Ivi  voi-  elevata  e  la  più  singolare  di  quante  altre  si 
.laudo  faccia  ila  lib.  a  scir.  e  poi  a  ostro  ri-  presentano  in  questo  territorio.  Avregnadié 
monta  TOrcia  passando  sopra  il  ponte  nuo-  nelle  sue  pendici  settentrionali  s*  incontraoo 
vo  «Iella  Poilerina  sulla  strada  postale  Ro-  rocce  calcaree  compatte  bucherate  da  boladi 
.raaua  fioche  di  là  dirigendosi  a  grec.  arri-  ed  a  poca  distanza  ban<;hi  d*  ostriche  in  un 
va  sulla  9tra<la  vecchia  che  passa  sopra  lero-  tufo  siliceo-ciilcare  con  varie  specie  di  oon- 
vìne  del  ponte  rotto  finché  alla  confluenza  chiglie  marine  bivalvi  ed  univalvi;  siccome 
di  un  rio  che  viene  da  settentrione  trova  di-  potei  accertarmene  nella  mattina  del  ss  giu- 
.rìmpeltoa  lev.  il  territorio  comunità  ti  vo  di  gno  del  i83o  visitando  quella  coHina  di 
Pienza  chi  primo  rìmontandocontr*  acqua  il  San-Quirico  alla  destra  della  strada  postale 
predetto  rio  poscia  per  termini  artificiali  sa-  nel  podere  di  Bagna ja ,  mentre  alla  sin'ttra 
lemlo  sulle  colline  meridionali  di  Pienza  per  della  strada  medesima  sotto  il  Gsmposanto 
il  corso  di  quasi  tre  miglia,  finché  entra  nel  e  nel  podere  detto  della  Pieve  trovasi  fopim 
borro  delle  Bandite,  t  lungh^esso  traversa  il  tufo  conchigliare  poco  lungi  di  le  no 
la  strada  provinciale  di  San-Quirico  a  Pien-  banco  potente  ed  estesissimo  di  ghiaja  parie 
za,  quindi  mediante  il  borro  di  Cosona  i  sciolta  e  p;irte  conglomerata,  consistente  in 
due  lerrìfoij  si  accompgnano  nella  dire-  gran  parte  in  ghiajoitoli  calcedoni  osi ,  va- 
llone di  maestr.  sino  a  che  entrano  pel  fosso  negati  a  strie,  i  quali  si  prestano  ninbil- 
degli  Stagneìii.  Mediante  quesl*  ultimo  ed  mente  non  solo  per  rifiorire  le  strade  rota- 
altri  minori  borri  e  riottoli  la  Comunità  di  bili  della  Corouuit2i ,  ma  che  potrebbero 
San-Quirico  avviandosi  verso  lib.  per  un  anche  adoperarsi  nei  lavori  delle  arti.  Co- 
tortuoso  giro  di  frastagliate  colline  si  tocca  testo  fianco  settentrionale  della  collina  di 
col  territorio  della  Comunità  di  S.Giovanni  San-Quirico,  sprso  di  tufo  conchigliare, 
d* Asso  che  abbandona  dopo  un  migl.  sul  di  ghiaje  terrestri,  è  rivestito  da  vigorose 
fosso  predetto  sino  al  punto  in  cui  toma  a  piante  di  olivi,  di  viti  e  di  altri  alberi  fnit- 
confine  il  territorio  della  Comunità  di  Mon-  tiferi.  Al  contrario  escendo  dal  paese' pel 
lalcino.  lato  opposto  quasi  sparisce  ogni  coHnra  <li 

Fra  le  strade  rotabili,  oltre  la  regia  po«  alberi,  squallida,  nuda,  di  :ispetto  cinereo 

stale  Romana  che  passa  in  mezzo  alla  Terra  si  mostra  quella  campagna,  e  umcamenle 

di  San-Quirico  e  quella  provinciale  che  stac-  coperta  di  sterile  marna  oonchigliare  (ma/- 


SANS 

te/bAr)  che  li  accompiigna  sol  tinnco  infe- 
riore del  monle  di  Radicofani.  —  Fed,  Sam- 
n ,  M^iaggio  àtcondo  per  la  Toscana ,  ed 
■n  mio  Art.  neU*  Anlolo|[ia  di  Fireiiie  dell* 
if.  i83o  che  porta  il  litolodi  un  Etcursio» 
■e  geoiogiea  da  Firenze  ai  JÉoat*  Amiiìia. 

Dli  quel  l:ito  si  discende  suirOrciii  al 
pale  della  PcMlcrìna,  che  e  quasi  4  inifrj.  a 
MlfO-scir.  di  SanQuìrìco  e  meno  di  un  ter- 
»di  mìgl.  a  scir.  de*  Bagni  di  Vifsnonr,  le 
jA  acque  termali  hanno  altamente  c(.»iK-rto 
il  fianco  di  quella  collina  sitila  destra  del 
i.  CHciii  di  una  pietra  calcare  concrezionala 
[Iniertino]  della  quale  da  lungo  tempo  sono 
ipcffte  numerose  cave  per  gli  usi  di  iabhrì- 
rie,  iDSliluendo  costà  il  |Oroso,  ma  duro 
liatertiiio  alla  pietra  serma  del  Val-d* Arno, 
b  quale  manca  nella  Valle  deirOrcia,  e  in 
fiHla  dell*  Ombrane  sanese. 

IUq«llo  alla  storia  delle  acque  termali  di 
fignone.  ^  ^ed.  Baori  m  Viotcoai,  e  Vksho- 
m,  il  cui  paese  taceva  [laite  del  marchesato 
Chigi  dì  San-Quirìco,  alla  qual  famiglia  ap- 
(tftengono  tutlora  le  termi*,  le  caTe  e  molli 
faiScci  ooftilucnti  una  fattorìa  omonima. 


SANS 


117 


Gol  regolamento  del  »  giugno  1777  per 
r  organizzatione  economica  delle  comunitk 
della  provincia  superiore  senese,  questa  di 
San-Quirico  e  Vignone  rimase  composta  ad 
un  dipresso  com'era  il  suo  marchesato, cioè 
del  ca|K)luogo  e  di  due  comunelti.  Tale  a 
dire»  I.  Bagni  a  frignone ^  e  a.  frignone 
di  raUCOrcia. 

La  comunità  mantiene  un  medico-chi- 
rurgo ed  un  maestro  di  scuola. 

8i  pratica  in  San-Quirìcoun  mercato  due 
Tolte  il  mese,  nel  primo  e  trrzo  lunedi,  ol- 
tre due  groKe  fiere  annuali,  le  quali  cadono 
nel  17  giugno  e  nel  18  ottobre. 

Il  potestà  di  San  Quirico  dipende  per  il 
criminale  dal  Vicario  regio  di  Pienza.  Tro- 
vasi in  San  Quirico  una  dispensa  delle  let^ 
tere  ed  una  cancellerìa  comunitatifa ,  la 
quale  serve  a  questa  Gom.  ed  a  quelle,  di 
Pienza,  di  Castiglion  d*Orcia  e  di  S.  Gio- 
vanni d*Asso.  —  L*  ingegnere  di  Grconda- 
rio ,  e  1*  uffizio  per  l' esazione  del  Registro 
sono  in  Montalcino  ;  la  conservazione  dell* 
litoteche  ed  il  tribunale  di  prima  btanza  sono 
in  Siena. 


QUADRO  della  Popolazione  della  Cosh'hita"  dì  Sjm-Qvìuico 

a  quattro  epoche  di^rse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Sii-Qc'aicn  ^i] 

llem 
Tìgnone 


Titolo 
delle  Chiese 


SS.  Quirim,  e  Giulili» 

Pieve  Go!legial:i 
S.  Maria  Assi:  ri  la  ,  Riti. 
S.  Biagio,  idem 


Diocesi 

cui 

appartengono 


Popr.lazione 


al('ìno,gì•i^ 
il» -zzo         Si 


Moula 

Ariizo         >i435 
M<  m  ) 


Il  km 


TlTjéls  ....  Jhit,  iV.'* 


ARnOI   ARMO 
1^33:1840 


1.178  lasi 


245 
i85 


57 


^B.  Neir  ultima  epoca  del  1840  entra\fano  in  questa  Comunità  dal  popolo 
a  Bocca  d' Orda Ahit.  N.'* 

Totale  ....  Ahit.  if.»    1708 

Air  incontro  esei^ano  di  Comunità  dal  popolo  di  San-Quirico  [i\ed  enra- 
ileo  m  detta  epoca  in  quelle  limitrofe  di  Montalcino  e  «9.  Gio,  d*Asso .  Abit,  IV. ^ 


44 


Sa-ROFFENO.  —  red.  Badia  a  Rof- 
MIAO  RorFrao  in  Val-d*Ombtone  s-nese. 
SA?f-RC)FFlNO.  —  rid.  RorFino  (San). 
SAN  ROSSORE.^  rei/.  Russokb  (Sa»). 


Restawo  ....  Abit,  xV.'  [1664 


SAA'SANO  KFi.  CHIANTI. 

l'HI  (M<»5TK-I  ICO  a). 

SAX-SAVINO  (MONTE). 

TE  S.   SaVIAO. 


—  Ved,  Lrc- 
—  Ved^  MfR- 


SANS  SANS  in 

q«le«cl  is^  dìneae  lettere  u\  TvtoovncK  il  fiieovo  Gctklo  ;  medÌMiAt  il  ^Oalt  U  pò. 
Ireoo,  con  facoHli  di  falmioMe  la  •oumii*^  tenie  fiimif  lia  de*  Tarlali  ÌMpelfò  ed  otlca« 
eiei  ai  Borfhigiaiii  quolera  non  aveanro  ne  de  Lodofioo  il  Bataro  titolo  delle  si- 
JuiUìliì  dal  recar  ttolenae  al  loro  abbate  gneria  d' Arcaao  e  della  città  di  Castello , 
tàé  Mot  iBOfiaci  9  e  non  riapcttanero  i  dt«  le  quali  teneva ,  e  della  Tem  del  Borgo  S. 
ritti  ooneeiri  ■  qvcalS  daf  P  Imperatori ,  ri»  Sepolcro,  la  qnale  allora  em  domitiatJi  dai 
spetto  speeialmente  al  loro  beneplacito  ini*  Malataeti  di  Rinini ,  lieobé  prima  il  ircee^ 
pebare  il  loro  eonsenso  nelk  ekiàone  de'  >o  Giudo  e  dopo  il  ftatello  e  nipote  toma» 
«Miioli  e  de* potette.  Fa  allon  cbe  i  Bor*  nmo  ad  asaediare  qncita  lem  Ibrte*  fìnebè 
^Ufiani  goveniandoai  a  cornane  eenia  aU  dopo  8  meà  nel  mano  del  1 3a8  aebbenc  a 
ciB  rieletto  agli  anticlù  lorostfnorì  abbati,  patti  per  cagione,  dicono  fli  Annalisti  Ace* 
tiattSTaiio  leghe  coi  ticini  popoli  e  cosi  di*  tini ,  di  ayere  i  Borghigiam  noi»ato  di  ri- 
dHBiafasi  immani  da  ogni  territè  ,  suddi*  cerere  in  vicario  del  «e  Aobeda  Bettino  ,  • 
fan  e  tassallaggio.  Roberto  dì  Pietra  mala. — (G.  Vi&Laiif,  Ciófi. 

Uè  a  riporti  sotto  il  dominio  fendale  dei  lib.  X.  Gap.  lai .  — -  AftmaUs  Aruin,  im 
loR>  abbati  erano  Tabe  le  boHe  del  Poni.  il.  /tei.  Script.  T.  XXIV.) 
fiafcnio  file  dTInnooeaao  IV,  né  le  lettem  Areva  poco  innanai  ottennio  «n  diploma 
ipsHolicbe  dirette  nel  laSx  a  Frigcrio  Te»  da  Lodofico  il  Bavero  Ranieri  figlio  del  f» 
Koto  di  Peragti  per  fiir  reslìtnire  agli  ab*  Ugnccione  della  Faggiuok,  cui  airew  con* 
biti  dd  Mon.  di  S.  Gioraimi  Evangelista  cesso  e  titolo  di  feoìio  7»  fra  ville  e  Castel* 
nd Borgo S. Sepolcro i  diritti  perduti, men*  letti  posti  neir Appennino  di  Sartina,  di 
tii  i  Borghigiani  nel  «9  seti.  1^69  strinsero  MontefeUro  nella  Maswa  Ferona  e  nelda 
ìffi  di  reciproca  difesa  con  gli  Aretini  oh-  Magga  Trakarim*  *—  Erano  i  Faggiolani 
bKgandesI  di  mandare  il  tribnto  di  vn  pa-  rìTaK  de*Tarlati,  talché i  primi  nella  speran- 
Konel  giorno  della  festa  di  S.  Donato  a  za  di  riacquistare  i  villaggi  perduti  nella 
coadliàone  di  far  goemi  a  richiesta  degli  9Ìus94t  Trabaria  e  nei  contomi  del  Borgo, 
Arrtioi  purché  questi  ottimi  difendessero  i  rioorsero  alla  Signoria  di  Firense,  la  quale 
Borghigiani  dell*  arbitrio  deirabbale  e  mc^  nel  i33a  mandò  uà  suo  ambasciatore  (Pino 
Bad  Cimaldolensl  dì  Sansepolcro.  della  Tosa)  aftncbé  ricbiaroasse  dal  Borgo 

Dk  qucll* epoca  in  poi  se  non  mollo  pri-  Poste  pietramalese  dichlaramlo  che  era  nei 
BB  il  Borgo  S.  Sepolcro  si  resse  a  forma  di  beni  clelk  Faggiuola.  Non  ostante  dò  i  Tar- 
oooone  con  i  suoi  propri  statuti ,  consoli.  Iati  nel  i3Sa  condussero  Toste  aretina  con, 
jndfSti  e  capitani  dd  popob.  tro  il  eastel  di  OfercalellD  e  quello  d*£lct 

Hi  appena  fìi  fetto  potestà  di  Areno (an-   che  assalirono  e  presero  a  Neri  della  Peg- 
no t  So  i)  Uguccione  della  Faggiuola,  no>    ginola,  il  primo  de*  qaali  neiranno  di  poi 
mo  di  eredito  e  di  rara  attiritàt  ed  accorte»-    riebbe  a  foìna.  — •  {Armai.  JrH,  op,  cit,  > 
B  egli  con  i  snoi  goTcmoti  dopo  V  impresa       AncXic  il  Borgo  noi  i3S5  ini  tolto  di  ma- 
Miee  di  Cesena,  si  rivolse  verso  il  Borgo    no  a  Pier  Saccone  Tarlati,  il  quale  insieme 
S.Sepolcro,  del  quale  tosto  si  fece  padrone,    coi  fratelli  e  nipoti  si  erano  resi  arbitri  del 
f  Sebbene  il   PaggioHmo  neU*  anno  dopo   Borgo  e  del  suo  distretto,  e  perché  contro  i 
(i3os)  fosse  cacciato  dal  governo  per  opera    PtBrogini  tenevano  anche  Citili  di  Castello,- 
àt^U  Aretini  che  elessero  in  loro  podestà  il    questi  fecero  lega  con  il  Faggiuolano,  con  i 
coQle  Federigo  da  Montefeltro,  non  per  qne-    coirti  di  Montefeltro,  di  Mootedoglio  e  con 
sto  f  Borghigiani  poterono  riacquistare  la   Guglielmo  Casali  signor  di  Cortona,  e  per 
pfrdota  libertà ,  né  vi  riparò  la  pace  con*   trattato  segreto  4aMo  con  Rainaldo  o  Bibal" 
dosi  nel  i3i6  fim  gli  Aretini,  i  Fiorentini    do  da  Montedoglio  cognato  del  Tarlati,  che 
ed  i  Senesi,  quando  era  podestà  d*Arezio  il    per  esso  gnaulava  il  Borgo,  quando  neila- 
cetebre  Bosone  da  Gobbio  ;  che  enti  eletto    matthra  detl*  S  aprile  di  ipieiranno  lece  en- 
ia  TesooTo  di  questa  citlà  Guido  Tarlati  di    trare  Neri  della  Faggiuola  con   ao«  cava- 
Retramala  piti  esperto  nella  politica  che  ne-    Keri,  e  5 00  fenti  te  impadronirsi  della  Terra, 
gli  affiiri  della  chiesa ,  rivolse  tosto  F  animo    nivo  1^  rocca  nelhi quale  era  castellano  Ma- 
alla  conqaista  di  tutta  la  Val-Tiberina ,  sic-    so  Tarlati.  Ma  anch*easa  dopo  1  a  giorni  ìhì 
cbè  Anghiarì ,  Fieve  San  Stefano,  Caprese,    onta  de*rinferai  inviati  dagli  Aretini,  dofé' 
Vonlercbi,  e  Città  di  Castello  caddero  sotto    capitolare,  salve  le  persone. —  (G.  VwLAai, 
•1  doDiinio  di  Areno,  ma  in  sostania  sotto   Cronic.  Lib.  XI.  cap.  aS.) 


190               SANS  SANS 

In  cotesto  tmnlmsto  fin  i  Tarlati  ed  i  della  Pìefe  S.  SlefiuM  laoecD  lo  etcw»  ior- 

FaggloUiiii  b  Terni  dì  Saosepolero  trofom  oamlo  ìa  potere  de*  Tarlali, 

immena  6ao  a  che  nel  i35i,  la  ^oerra  fra  Era  per  ooncludeni  la  pace  di  Sanaaa 

rareifetoofo  dì  MiUoo  ed  i  «imm  iilerenU  qoaado  nel  priocipio  del  iS53  TarciveMD- 

eitendoei  riaccesa  in  Toscana  con  la  Rep.  ve  di  Milano  orUinò  al  Tarlati  dì  iu  riedi- 

fiorentina  »  Pietro  Tarlati  con  tatti  a  suoi  fioare  le  man  e  case  del  Borfo  Sao^Scpol- 

ooosortì  confederato  col  Viacontt  e  col  Si*  ero,  rovinale  o  fmste  per  lo  lerreuMitOa  al 

gnor  di  Cortona,  s*  impadronì  del  Bofgo  S.  qiule  effetto  mandò  3oo  maestri  muisiUirL 

Sepolcro  pochi  mesi  innansi  che  un  altro  I  Bori^giani  ri  masti  io  vita  erano  tolti 

P'ù  tenibile 64gello,  i  terrsmoti  portarono  slmricchi  per  Tereditii  de' morti,  e  per  li 

nllinii  dcsolaiione  a  Sanaepolcro,  in  guisa  scoqci  gundvigiu  delle  prude  de*  loro  victni 

che  crollò  la  maggior  parte  degli eJifìxi  pah*  condotte  al  Borgo^  e  perchè  ai  soldiitì  ave» 

hlici  e  privati,  dov*i  fiima  che  perìisero  più  vano  venduto  caro  U  loro  viitoaglia  »  e  gli 

di  eooo  persone.  altri  arnesi,  e  perciò,  venati  i  maestri  aai»> 

Ad  aeoresoere  i  mali  ai  Borghigiani  op-  ratori,  oominctaroiio  a  edificare  le  case  epa- 
pressi  dal  dispotbmo  de*Tarlati,  dei  Visoontl  lagj  e  a  fare  assai  pid  nobili  e  più  belle  alM- 
e  de*  Faggiuolani ,  ed  afflitti  d<tl  flagello  de*  Iasioni  che  prima  non  avevano,  ma  pooo 
terremoti  si  aggiunge  nel  iSS^  la  gnerm  poterono  lavorare  giacché  la  Terra  ben  pro- 
che  vi  recarono  i  citudiai  di  CiìXk  di  Ca-  sto  mutò  stato  e  padrone.  —  (M.  Viu.am, 
stello,  mossi  dal  loro  vescovo,  il  quale  pr^  Ctonie,  Lib.  HI.  G^p.  85.) 
tendeva  di  estendere  la  sua  auloritli  sopra  il  Uoo  fra  gli  altri  pidconi  tu  il  ves^vodi 
Borghigiani  non  ostante  la  immuniti  loro  Gita  di  Catello^  quando  i  Borghigiani  snt- 
confermata  da  diplomi  imperiali  e  da  diver-  trattisi  al  dispotismo  de*  Tarlati  ed  afflitti  dal- 
se  bolle  di  Pontefici.  Il  Ginelli  che  raocon-  le  triste  consegnense  de*  terremoti  ai  trova- 
ta il  Aitto,  ci  fa  oonosoere  lo  stato  lagrime-  rono  di  notte  tempo  assaliti  dalle  genti  di 
vole  in  che  fu  ridotta  cotesla  popolaiioue  Cittì  di  Gistello,  mosse  dal  loro  vescovo,  il 
nel  ìtmpo  che  restò  suddita  del  Comune  quale  pretendeva  riacquistare  con  la  hau 
di  CàVtk  di  Castello  dal  qoale,  violato  aven-  la  già  da  gran  tempo  perduta  autorità  «pi- 
do  ogni  divino  ed  umano  diritto,  fu  ridotta  rituale  sopra  i  Borghigiani.  A  questo  latto 
alki  ptìk  affliggente  desolaiione.  politico  dubito  che  volesse  appellare  Matteo 

Matteo  Villani  destinò  un  capitolo  delU  Villani,  al  Gap.  85  del  Lib.  UL  della  tua 

sua  GronaoM  fiorentina  (Gap*  41  del  Ub.  m  .*)  Cro  liea . 

per  raccontare  del  modo  astuto  cornea  Pier  Frattanto  dopo  cotesto  fiitio  la  Terra  del 
Saccone  venne  (alto  di  prendere  nella  notte  Boigo  tornò  alquanto  tempo  in  quiete,  aeb- 
del  ao  nov.  1 35i  il  Borgo  a  San-Sepolcro,  bene  S|)es4e  volle  cambiasse  di  padrone,  fino 
ehe  queir  autore  contemporaneo  qualificò'  a  che  Niccolò  Forlebracci  generale  pontlfi- 
per  terra  forte  e  pietà  di  popolo  e  di  rie^  ciò  nel  ii)a  fu  investito  da  Eugenio  IV 
i4ài  citta  limi  9  formila  eopio9 amenti  Sogni  del  feudo  del  Borgo  quasi  in  premio  delle 
bene  da  ifioereflon  duo  eaiHtfri  forniti  aita  sue  prodesse  rail  ilari.  Ma  cotesla  in  vesti- 
guardia  dicatteiianiperaginifedafleiorm  \un  essendo  precaria,  e  altronde  Niooolòa* 
W  dì  df/era.  Nondimeno  i  Perugini  (sog-  vendo  abbndf>nato  i  servigi  militari  del  Pon- 
giunge  il  Cronista)  turbati  di  questa  perdi»  tefice  sotto  pretesto  delle  sue  paghe  ritenne 
te,  procaoeiarono  da  ogni  parte  ajuto  per  il  Borgo  con  altre  castella  intorno  non  solo 
riacquistare  la  Terra,  tenendo  essi  sempre  in  ma  negò  ogni  sorta  di  obbedienza  al  Papa 
casseri,  e  dì  presente  ebbono  5oo  cavalieri  come  suo  feudatario  intantochè  gagliardiH 
fiorentini,  sioconse  1 400  soldati  a  cavaUo  e  mente  travagliava  i  popoli. 
non  gran  numero  di  pedoni  se  ne  vennero  Né  qui  si  arrestarono  le  violente  poiché 
per  quella  via  dalla  parie  di  Città  di  Castello;  dopo  la  morte  (anno  1 435)  del  Fortebncv 

Ma  mentre  tali  genti  si  disponevano  a  soo-  ciò,  comparve  al  Bargo  con  le  su«*  misna- 

eorrere  quelli  dei  cassm ,  tanta  viltà  fu  in  de  il  conte  FraoctiscoSle*  Co  iti  G  lidi  di 

«oloro  che  gli  avevano  in  guardia  ohe  senta  Poppi,  e  col  pretesto  <lella  resiitusione  del* 

attendere  il  soccorso  così  vicino  s*  arrende-  b  dote  di  suii  figlia  restata  vetlova  di  Sic- 

rono  a  messer  Piero  e  incontanente  quelli  colò  egli  prese  il  dominio  del  Borgo. 

dfii  Castel  d*  Angbiari  catxiarouo  la  guardia  La  qual  cosa  parendo  grave  al  Ponli*fice, 

cJk  f  era  dei  Perugini,  e  quelli  del  Castel  s*  interpose  mediatore  il  governo  fiorentino 


SANS  SANS  121 

ifnliaoioicbe  IntUnto  che  non  fet*  cera,  che  tutti  i  prigioni  che  si  trovavano 

aaiffiaritelc  dìAereoie  tn  Eugenio  IV  in  Sanscpolcro  per  qualunque  maniera  fot. 

ditali^ Poppi  il  Borgo  ei  doveva  de-  aero  itali  liberali.  Entrossi  nel  Borgo ,  dice 

Rie  nato  della  Signori»,  la  quale  rAmminto  {Sior,  Fior,  Lib.  XXI),  pa- 

i«nd&  Giovanni  Vespuoei  a  pigliar»  cificamente,  e  tra  quel  giorno  e  1* altro  (i  e 

■^^HfeLGMl il  conte  fu  costretto  a  par-  a  luglio)  delle  rocche ,  o  torri  che  il  Borgo 

jililk;  ■Brtie  il  patriarca  Vitelleschi,  aveva  se  ne  ebbero  sole  due. 
jpifcieirmttpontiìkie,  non  soloricon-        Il  restante  dell*  anno  passò  tranquillo  per 

fillillif|oS  Sepolcro,  ma  molle  al-  i  Borghigiani,  sotto  il  dominio  del  Pònt. 

itaÉdh  di  pertinenia  Mio  stesso  eonte  Eugenio  IV,  il  quale  atlendeva  per  i  suoi 

jiftfPtk^lì  poco  dopo  egli  riebbe  in  bisogni,  piuttosto  che  a  governare  i  pniprj 

M  èfli  ■sdiixioae  della  Signoria  di  sudditi,  a  chiedere  denari  ai  Fiorentini  per 

MM|n9BttAMitefioe.-*  ^etf.  Popn.-«  psg>K  li  stipendj  de*  capitani  e  le  spese  oc* 

"im,  Jép.  Plùr,  Lib.  XX.)  eone  nella  guerra  ;  sicché  quel  Papa  final- 

ftiiMÌ  dopo  il  conte  medejimi  in-  mente  fu  costretto  per  «5ooo  ducati  d*oro 

>iis»iÌ6Mii  del  Papa  e  di  tutti  colo-  di  dare  il  Borgo  Sanscpolcro  in  mano  de* 

>^nMM  contribnilo  ai  danni  suoi.  Signori  della  Rep.  Fior,  i  quali  tolto  ri 

^fMiapnalest'^nentp  con  tutte  le  sue  mandarono  a  prenderne  il  possesso  Niccolò 

Ifeèlli  pnte  del  duca  di   Milano  per  Valori  uno  dei  Dieci  di  Balia  della  guerra. 
■AteMlle file deir esercito  lombardo        Infiitti  nel  1441  sotto  di  sa  febb.  (stile 

i^hiii  liei  Wngello  e  del  Casentino  comune)  fu  firmato  il  conlmtto  con  la  Rep. 

ifMi  dH  1440  dal  capitano  Niccolò  Fior,  che  deputò  alla  guardia  del  Borgo  un 

■^«tew  condotto  in  Toscana,  e  che  castellano  con  una  oompgnia  di  soldati  ed 

■**Aaaeesco  di  Poppi  a  penetrar  pre-  un  capitano  per  amministrarvi  la  giustizia 

^Mibcfinafheildmiente confortato,  nel  civile  e  nel  crimiuale,  da  C4mbiarsi  en- 

ImesBiiMipagnava  T esercito  del  Pio  trambi  ogni  sei  mesi.  Quindi  sotto  dì  9  ag. 

^  h  Gtlà  di  Castello  ed  il  Borgo ,  dello  stesso  anno  la  Signoria  concesse  ai 

^legniti  della  Rep.  e  del  Pontefice  Borghigiani  diveni  privilegi  ed  esenzioni , 

'■fa  autieri,  sotto  il  qiial  castello  cui  nel  i3  settembre  dello  stesso  anno  ten- 

Càips'ig  giug.  1 440)  accadile  la  famosa  ne  dietro  un  regolamento  sul  governo  cco- 

jfa,  che  portò  un*  immensa  perdita  nomieo  del  Borgo ,  specialmente  referibile 

j'aRtilQ  lombardo  e  a  qn  'Ilo  del  conte  di  alle  gabelle ,  sale  ecc.  —  (  Aacu.  dcllk  Ri- 

^  fife  in  pen.i  della  perfidia  venne  ir-  pobm.  m  Fiasaza.) 

'^^laente  da  tutte  le  sue  castella  della        in  questo  mezzo  tempo  comparve  uno 

^Bi  oociiio. -•  ^e^.  AicoHTAai  e  Poppi,  icrìtlore  dotto  quanto  coscienzioso,  il  quale 

favolo  m'vlo  diventarono  vani  tanti  preferì  la  verità  alla  boria  del  suo  ordine 

^.ippinli  eronrcrti  del  dura  di  Mi-  Gamaldolense,  in  guisa  che  dalle  lettere  ode- 

■iedrf  oontf  di  Poppi;  e  piii  dannosa  poriche  dell*  abbate  maggiore  don  A^mbrogio 

■■n  ppT  il  Visconti  sarebbe  riescita   la  Traveraari  vien  posto  in  chiaro  quanto  un 

■^Kinodollìeri  deir esercito  Fiorenti-  altro  suo  collega,  collettore  dei  diritti  della 

"^•Iv  tve«feM  dato  ascolto  ai  consigli  badia  di  Sanseiiolcro ,  si  sforzava  dimostr;*- 

'^Capponi  lino  de*  commissari,  il  quale  re  al  Pont.  Niccolò  V  risjietlo  alla  giurìsdi- 

^plehe  la  mattina  dopo  la  vittoria  si  zione  ecclesiastica  e  temfmralc  degli  abbati 

^Mdi  buon  ora  sopra  il  Borgo  p^r  della  badia  di  S.  Gio.  Evangelista  sopra  gli 

■"■Imi  il  nemico  ivi  ritirato;  al  che  abitanti  del  Borgo  e  del  suo  distretto. 
■iheaiiLutiio.  Andò  bensì  Toste  vitto-        In  quanto  siietta  alla  giuris<lizione  ercle- 

*>dB(M-|ait  primo  giorno  delPimmi-  sinstica  della  badia  di  S.  Gio.  Evangelista, 

■kl^(n,  e  to«lo  venuti  al  campo  gli  che  questa  fosse  stata  dichiamla  immune  dai 

•^•cutori  de*  Borghigiani  ,  pregarono  i  vescovi  di  Qttà  di  Gistello,  nella  cui  dio- 

^■■■nfi''renlini  perchè  ricevessero  sotto  resi  era  compresa  ,  non  vi  è  chi  possa  met- 

*hnpeiieiione  il  Corauue  pre<lctto  ed  i  torlo  in  dubbio  ;  ma  che  gli  al»h.iti  di  detto 

■•«fcitjBiii;  M  quali  però  fu  ris|>osto  che  Mon.  vi  esercitassero  anco  nel  setolo  XIV  e 

^'WikAf\UWo^  il  Borgo  doveva  tor-  nel  principio  del  XV  dominio  tem|»ora'e , 

^i1V>S(a|n  pontificio;  e  così  fu  eseguilo  questo  è  rio  che  il  collettore  prenominato 

^  ripNilaóqn^^  mi  articolo  della  quale  <l^  non  giunge  a  dimostrare  con  tutti  i  Kiiidi, 
».  t.  1  6 


122              SANS  SANS 

fietìzioni,  tà  Sstrumenti  ili  cMEÌoni  relativi    per  rimettere  in  Fireose  1*  ciole  Pielio  M 
iigU  abbati  del  Borgo  per  restitiiuoDe  di    Lorenxo  de* Medici  eoo  tatti  i  tuoi,  ed  t 

usure,  dal  collettore  predetto  riportati.  torbidi  che  oel  principio  del  tee  XVI  nel- 

Arreca  una  luce  maggiore  ali*  argomento    1*  aretino  cooaeguttarono ,  doteitero  dar  da 

una  bolla  del  i  aprile  1 4oa  spedita  dal  Pont,  pensare  ai  Dieci  di  Balia  di  guerra  per  set- 
Boni&iio IX  a  petizione  dell*abbate  e  monaci    tersi  in  guardia  dalla  parte  del  Borgo, 

del  Borgo ,  con  la  quale  si  esentano  quei  Ai  quali  sospetti  dopo  sì  aggiunse  quoto* 

claustrali  dalhgiurisdìuone  ecclesiastica  ver-  che  quando  ritornarono  i  Medici  tu  l^tffi> 

•0  il  diocesano,  ed  in  quella  si  parla  purè  te  ed  un  fraftllo  di  Piero  (Leone  X)  fu  hi» 

dei  loro  diritti  sulle  usure,  matrimonii  ecc.  naisato  sul  soglio  pontificio ,  le  armi  del 

Goteste  vertenze  fira  gli  abbati  del  Borgo  duca  di  Milano  dal  territorio  perugino  di- 

ed  i  vescovi  diQttè  diCastelfo  si  riaccesero  rigendosi  Terso  Gttk  di  Castello  e  Saase- 

molte  volte  nei  secoli  XIV  e  XV.  Tale  fu  la  poloro  incominciarono  a  far  delle  teorrerie 

lite  del  i43a,  in  tempo  che  nell'autunno  da  quella  parte;  sicché  vedendo  il  Papa  f|«el* 

di  quell'anno  si  recava  in  visita  alla  badia  1*  oste  accrescer  di  gente  •  danno  à^nmbfwì 

predetta  l'abbate  maggiore  dell'Ordine  don  sudditi  della  Rep.  Fior,  e  dei  popoU  Uau- 

Ambrogio  Travcrsari.  trofi,  per  affezionarsi  i  Borghigiani  creste  la 

Una  di  quelle  lettere  pertanto  ci  seuopre  loro  badia  in  sede  vescovile.  Infiitti  aHoscliè 

che  gli  murai  più  indiscreti  del  Borgo  erano  l' esercito  del  duca  Francesco  Maria  Visoooli 

i  monaci  di  quella  badia ,  per  cui  il  mag-  (anno  1 5i 7)  tentò  gittarsi  di  nuovo  in  Val- 

giore  predetto  don  Ambrogio  si  sforaò  di  Tiberina ,  non  vi  trovò  certamente  quella 

moderare  le  usure,  e  di  obbligare  quei  reli*  fiicilità  che  egli  supponeva ,  avendo  eneo  i 

gioai  a  non  prendere  più  pegni  alla  mano,  popoli  imparato  a  proprie  spese  nello  stare 

Quindi  soggiunge;  WiiVa«^imtfi  e/ ^K^r-  più  cauti  in  tali  eventi,  onde  quelle  m»- 

naiorem  oppiai  ex  officio  nottro^  termo-  snade,  sebbene  si  trattenessero  più  tempo 

nem^ue  eum  ilio  diutiut  proiraximutf  a  nelle  terre  dei  Fiorentini  in  Val-Tiberiite  « 

^uo  tumui  humaniisime  aecepti ,  etc.  con  tutfociò  non  vi  fecero  altro  profitto  Ibort 

Governava  allora  il  Borgo  in  nome  della  che  occupare  il  castello  di  Montedoglio,  tuo. 

S.  Sede  mesa.  Ruggieri  di  Gajano  commis-  go  ridotto  di  poca  iroportaoia.  •»  (  Ammum 

aario  apostolico,  che  l'abbate  don  Ambrogio  Sior.  Fior,  lab.  XXIX.) 

qualifica  per  antico  amico  e  giureconsulto  Posersi  bene  a  dare  una  grossa  battaglia 

distintissimo.  — -  (Arval.  Gamald.  T.  VII.  )  ad  Anghiari,  dove  essendo  gli  abitatori  v»- 

A  testimonianza  cotanto  chiara  ed  auto»  lorosi  e  fedeli  al  popolo  fiorentino,  noo  o- 

revole  non  yì  ha  che  rispondere  da  chi  vo-  stante  avessero  muraglie  non  molto  forti, 

lesse  dare  agli  abbati  del  Mon.  dei  Borgo  né  abbondassero  di  munizioni,  resero  vano 

ori  tempi  preatccennati  una  giurisdizione  lo  sferzo  del  Biscione,  il  quale  da  Anghiari 

più  che  spirituale.  si  ridusse  ad  alloggiare  sotto  l'  Appennino 

Si  chiudeva  il  secolo  XV  quando  sotto  il  fira  Sansepolcro  e  Città  di  Castello,  sulla 

capitanato  di  Anton  Francesco  degli  Scali  Tia  che  per  il  Metauro  guida  ad  Urbino  ; 

I  Dieci  di  Balia  di  guerra  da  Firenze  sotto  méntre  Lorenzo  de' Medici  duca  di  Nemun 

di  9  nov.  del  1 5oo  mandarono  al  Borgo  e  figlio  di  Pieio  non  mise  tempo  in  meno 

Giuliano  da  Sangallo  affinchè  vedesse  ed  e-  per  accorrervi  come  generale  in  capo  delPe- 

saminasae  il  modo  di  poter  riparare  le  mura  sercito  fiorentino.  «—  {Oper,  eit,) 

e  fortificazioni  di  detta  Terra  ;  ed  il  magi*  Infatti  egli  si  diresse  al  Borgo  con  molte 

strato  medesimo  nel  7  dicembre  successivo  milizie  per  osservare  da  vicino  le  mosse  del- 

con  altra  lettera  rispondevar  al  commissHrìo  l' oste  milanese  che  poco  appresso  si  ritirò 

predetto ,  che  annunziava  ai  Dieci  di  Balìa  dalla  Matsa-Trabaria, 

il  desiderio  mostrato  dai  Borghigiani ,  che  Frattanto  dopo  caduta  la  Rep.  Fior,  in 

ai  mettesse  ad  efTetto  il  disegno  fatto  da  Giù-  roano  di  Alessandro  de'  Medici ,  poi  di  Co- 

liano  da  Sangallo  per  la  fortificazione  del  siroo  duca  di  Firenze,  il  Borgo  Siusepolcro 

Borgo ,  dicendo  loro  come  i  Borghigiani  e*  diede  a  qiiest'  uHiroo  cagione  di  qualche  di- 

rano  pronti  ad  eseguire  quanto  dal  Sangallo  spiacere,  sia  per  la  poca  fede  d'  Aleanndro 

ai  era  consigliato  e  disegnato.  —  (Gate,  Rondinelli  che  n'era  commissario,  sta  per 

Cttrieggio  inedito  di  Artisti^  Voi.  II.)  gli  intrighi  di  un  Graziani,  famiglia  illustre 

Ed  infatti  la  guerra  mossa  xlal  Visconti  del  Borgo,  il  quale,  desiderando  di  vendi- 


SANS  SANS                123 

orai  4e*Relii  tuoi  nemici  e  non  meno  pò-  Ma  come  sogliono  per  lo  più  andare  a  fi- 

tcnliile*Graziaoi,  prometteTa  a  Piero  Strozzi  nire  simili  rivolte,  mentre  i  Graziani  ed  i 

ed  a  Filippo  figlio  di  Baccio  Valori  capi  Tuo-  Goracci  per  la  mediazione  del  TescoTO  Nic- 

niaoiti  e  nemicissimi  di  Cosimo,  dì  dare  loro  colò  Tomabuoni,  del  capitano  Otto  da  flfon- 

io  mano  il  Borgo  Sansepolcro.  tanto  e  del  conte  di  Montedoglio,  stavano 

Ha  non  li  etano  le  cose  con  tale  segre-  aspettando  in  un  loro  castello  le  condizioni 
lem  potate  guidare,  che  non  arrivassero  ali*  della  pace  coi  suoi  nemici,  colti  essi  e  circon- 
oreechie  delPastuto  duca,  il  quale  inviò  vo-  diti  dalle  genti  del  principe,  quindi  accer- 
kndo  sopra  il  Borgo  Jacopo  Spini,  cui  ten-  chiati  dal  fuoco,  dopo  qualche  difesa  si  doret- 
aero  dietro  Gherardo  Gherardi  commissa-  tero  rendere,  salva  la  vita,  per  essere  condot- 
rio  con  ampia  autorità,  il  capitano  Otto  da  ti  a  Firenze.  —  {Oper.  cit. ,  Lib.  XXXV.) 
lontaato  con  soldati  a  piedi  e  Ridolfo  Ba-  A  quest*  ultima  età,  e  forse  per  la  detta 
glioni  con  la  sua  cavalleria,  sicché  il  (ulto  causa  furono  diroccati  i  subborghi  di  Sanse» 
fo  ben  presto  assicurato.  Ma  il  danno  che  da  polcro  piuttosto  che  ali*  occasione  del  passag- 
foomsciti  non  potè  esser  £itto  ai  Borghigiani,  gio  dei  Francesi  e  degli  Spagnoli ,  come  da 
fa  per  riceversi  dai  loro  stessi  ciltadmi,aven-  alcuni  fu  opinato.  Infatti  Anton  Maria  Gra- 
do questi  prtao  Tarmi  nella  sera  che  seguì  ziani  ne  assicura  che  in  queir  occasione  (an* 
r arrivo  delle  truppe  inviate  da  Cosimo  I,  no  i556)  furono  gallati  a  terra  dalle  truppe 
cooùnciando  quelli  di  dentro  a  far  tumulto  fiorentine  anche  tre  monasteri  di  monache 
e  a  gridare:  che  le  truppe  forestiere  sgom-  che  erano  nei  siibborgbi  traslo&mdo  in  se* 
bnòerodai  Borgo,  giacché  eglino  stessi  era-  guito  quelle  recluse  neir  intemo  della  città, 
no  capaci  di  difenderlo  da  qualunque  sor-  —  (  Anr.  M.  GaAzuai,  De  scriptis  imita 
pcen;  per  modo  che  volendo  provvedere  al  Minerva  pag.  i58.  ) 
bisogno  e  acquetare  i  Borghigiani,  a  questi  NelPanno  stesso  1 556  sotto  dì  as  dicera, 
iinalmenle  fu  concesso  che  la  maggior  parte  bre  si  sottomesse  al  duca  Cosimo  là  villa 
delle  soldatesche  dal  duca  Cosimo  inviate  dì  Cospaja  posta  a  grec.  del  Borgo  sul restre- 
uscirehbcro  dalla  loro  cillà,  lasciandovi  solo  mo  confine  con  il  territorio  di  Gttà  di  Ca- 
con  pochi  (anti  il  Montauto.  —r  (  Ammulit.,  stello;  la  qual  villa  essendo  stata  per  lungo 
Slor.  Fior.  Lib.  XXXII.  )  tempo  in  questione,  fu  giudicata  di  nion  pa- 

IVè  qui  terminò  il  chiasso,  poiché  il  gior-  drone,  in  guisa  che  divenne  un  luogo  di 

no  appresso  nuovo  rumore  si  suscitò  dai  deposito  di  tutte  le  merci  di  contrabl^ndo. 

Borghesi,  i  quali  sdegnati  delle  parole  dette  finché  il  governo  granducale  nel  i83a  la 

daon  Fichi;  cke  a  loro  malgrado  gli  ti  rinunziò  totalmente  alla  giurisdizione  edo- 

meUerebhe  U  freno  in  bocea^  di  nuovo  ri-  minio  Pontificio.  —  ^ed.  Cospaja. 

pnseio  le  armi»  e  quel  Fichi  con  due  suoi  Inoltre  é  da  avvertire  che  ali*  epoca  della 

eompigni  in  roeixoalla  strada  uccisero.  Quin-  statistica  del  i55i  la  città  di  Sansepolcro 

(fi  corsi  alle  case  de*  I^chi,  questi  in  nume-  era  repartila  in  quattro  quartieri  ;  cioè,  di 

ro  di  venti  furono  a  furia  di  popolo  cacciati  Sansepolcro^  di  ScuvGio^anni^  di  S,  Bar^ 

(lai  Borgo,  indi  da  aoo  terrazzani  infino  al  tolommeoeóìt  San-Pietro  ;chtcon\arn  due 

confine  d*Anghiarì  vennero  accompagnati.—  borghi,  uno  de*qaa1i  fuor  di  porta  S.  Niccolò, 

(  Opera  cii.  )  e  Taltro  fuori  di  Forta  fiorentina,  non  coro- 

U  pronostico  peraltro  del  Fichi  ben  pce>  prese  varie  abitazioni  spicciobte  (164  Cuochi) 
sto  si  avverò,  lo^ochèneir  anno  appresso  re-  con  778  abìt.  A  queir  epoca  il  suo  governo 
sUrono  da  Cosimo  I  spogliati  delle  armi  economico  consisteva  in  5 1  consiglieri  prese- 
tatti  gli  abitanti  del  Borgo,  dove  mandò  con  duti  dal  gon&lonìere  con  i  suoi  priori, 
«mplifliinia  facoltà  Aveianlo Serrisiori  a  go-  Dalle  notizie,  ordinate  nel  1789  dalla 
Tonvli  (  ivi  ).  giunta  deputata  dal  Granduca  Leopoldo  I 

Ma  non  aveva  ancora  il  duca  Cosimo  riu-  rispetto  al  compartimento  de*  governi  pro- 
aito  al  suo  dominio  quello  delU  Rep.  se-  vindali  sulla  giurisdizione  del  capitanato 
Mse,  allorehè  le  antiche  nimistà  de*  Grazia-  e  cancelleria  comunitatira  di  Sansepolcro, 
ni  e  de*Gomoci  contro  i  Fichi  ed  i  Bigi  tor-  risolu ,  che  dentro  le  mura  della  eittà  e»- 
oarooo  di  nuovo  ad  armare  i  cittadini  del  sterano  bocche  da  tasn  n.*  1 534  in  fuochi 
Borgo,  senza  prendersi  sogj^ooe  alcuna  di  65i,  esclusi  fiiocbi  3^9  non  tasnti  per  cs- 
I^^fènao  Giaoomini  che  v*  era  commissario  ser  poveri  ;  mentre  il  territorio  dd  Borgo 
per  il  duca  di  Firenze.  era  suddiviso  in  a  5  sindiclierie,  dov*  erano 


124                SANS  S4NS 

Lucche  da  tassa  1 886,  oltre  4 1  case  dì  piglio-  Attuatt&fntc  la  famiglia  dFqtmrelig^è 

nali  po\erì.  Tolalt  d^llf  bocche  da  lassa  nel-  ffoppnssa  ,  e  la  sua  cura  traspoiteta  iiisi»> 

la  Com.  del  Borgo  ali*  anno  1 789  N.®  S^ao.  me  con  V  antico  fonte  battesimale  odia  cbie* 

Esiste  nell*  Arch.  delle  Rirorroagioni  di  ^  di  S.  Maria  de*  PF.  SenriU. 
Firenze  una  relazione  di  quei  ministri  del  Anche  quest'ultima  chiesa  dcTPP.  Ser- 
37  febb.  1623,  in  cui  si  troTa  undetlaglio  vili,  che  contk  la  sua  fondazione  coiraBoo 
del  governo  civile  della  città  di  Sinsepol-  1278,  ordinata  d^  S.  Filippo  Bcnrizsi' fiiori 
cru,  ad  esclusione  di  alcune  di  quelle  fami-  della  Porta  del  Ponte,  è  ittita  postertorraen- 
glie,  approvala  da  rescritto  sovrano.  te  ri(atla  dentro  la  diti,  e  nel  secofo  pa«ito 
Chiese  principali.  Monasteri  e  Luoghi  venne  arricchita  di  stucchi,  maniera  che  man- 
pii.'^ht  ch'use  di  Sansepolcro  potrebbero  tiensi  in  voga  nella  Viille  Tiberina  toscana. 
dirsi  quHsi  gallerìe  pitloricbe,  tanti  e  si  va-  Vi  sono  due  quadri  M  Cav.  Pbmarance,  e 
riati  sono  i  quadri  che  le  adornano,  e  di  uno  del  Borghese  Giovanni  de'Vecchi 
credito  i  pittori  che  li  eseguirono.  ,  Chieàa  di  S,  Hiceolò,  —  Era  una  parr. 
La  prima,  la  più  vasta  e  la  più  ornala  è  stata  amministrata  dai  monaci  Cansaldolen- 
In  chiesa  cattedrale  a  tre  navate,  stata  di  cor-  si,  a  partire  dal  secolo  XVI  fhio  al  iftoS, 
to  restauralH,  che  possiede,  oltre  il  tesoro  di  quando  la  sua  cura  fu  traslocata  nella  eh. 
Yarìe  reliquie,  molte  tavole  di  bnoni  pitto-  di  S.  Francesco.  Questa  diieSa  ha  un  pie- 
ri,  fra  le  quid!  primeggia  T Assunzione  di  colo  quadro  all'aitar  maggiore  delta  scuola 
If.  S^,  opera  squisita  dell'  ultima  maniera  di  di  Baffaellino  dal  Colle.  -*  f^td,  Ck.  dk*  S. 
Pietro  Perugino.  Vi  è  una  Resurrezione  di  Francesco. 

Raffiiellino  dal  Colle, allievo  dell'Urbinate;  Due  monasteri  di  Francescane^  «  eAlf- 
un'  Annunziata  di  Giacomo  Palma;  un  S.  se  di  S,  Chiara  e  di  S,  Marta,  —  'Bn  il 
Tommaso  dì  Santi  diTito,  ed  altrì  due  quadri  primo  uno  de' tre  monasteri  stato  fkiori  di 
di  Cherubino  e  di  Dorante  Alberli,  famiglia  città  fino  al  x556  ed  abitato  da  Clarìttc. 
di  Sansepolcro  numerosissima  di  pittori. Dal-  Nel  secondo  si  conservano  le  Cappuccine 
lo  slesso  Cherubino  Alberti  fu  dipinta  a  ire-  sotto  l'invocazione  di  S,  Marta.  Itella  chifia 
SCO  la  facoiata  di  un  palazzo  in  Sansepolcro,  loro  esiste  un  quadro  di  Cherubino  Alberti 
con  armi ,  genii,  e  fregj  bizzarrissimi.  ed  un  affresco  nella  cappella  della  Madonna, 
Chiesa  di  S,  Francesco  dé'Conventua"  che  è  opera  di  Gio.  Battista  Mercati,  en- 
fi. —  Fu  edificata  con  il  convento  annesso  trambi  del  Borgo. 

Tanno  1  a 58  da  fra  Tommaso  da  Spello;  e  Chiesa  e  Mon,  di  S,  Lorento,'^  Fu  in 
fb  rifatta  di  nuovo  sul  declinare  del  secolo  orìgine  fondato  nel  i35o  in  una  \ì1la  di 
XVni  caricandola  di  stucchi  con  volta  so-  Sansepolcro,  quindi  nel  subborgo  di  Porla 
stituita  alla  vecchia  soffitta.  Il  convento  è  fiorentina  abitato  dalle  recluse  Benedetti- 
sempre  abitato  dai  Minori  Conventuali.  ne  in  luogo  detto  tuttora  alle  Santuccie,  e 
La  tavola  all'altare  di  S.  Francesco  è  di  finalmente  trasferito  ir^  città  nella  chiesa  e 
Giovanni  de'Vecchi  di  Sansepolcro,  un  qua-  case  della  confraternita  di  S.  Croce.  Attuai- 
dro  della  disputa  di  N.  S.  nel  Tempio  fu  di-  mente  è  soppresso,  e  ridotto  ad  uso  dì  or- 
pi  nto  dal  Passignano,  e  quello  di  S.  Anto-  fanotrofio  per  le  fanciulle  con  Tane  telaja 
fìio  da  Padova  daGio.  Battista  Mercati  uno  da  tessere  in  lino,  lana ,  cotone  e  canape, 
pur  esso  dei  tanti  pittorì  del  Borgo.  In  qu^  La  sua  chiesa  all'  aitar  maggiore  ha  ona 
^ta  chiesa  fu  traslocata  nel  1808  una  cura  tavola  rappresentante  la  deposiuone  dalU 
della  cittì,  quella  di  S.  Niccolò.  <  Croce  di  N.  S.,  opera  del  Bosso  fiorentino. 
Chiesa  di  S,  Agostino,  —  La  chiesa  at-  e  all'altare  di  S. Benedetto  nn  altro qoadio 
tuale  è  stala  riedificata  dai  fondamenti  nel  dipinto  da  Gio,  Battista  Mercati. 
secolo  ultimo  trascorso  sugli  avanzi  dell'an-  Rammenterò  il  conservatorio  di  S.  Bar- 
tlca,  nella  quale  si  dice  che  esistessero  co-  tolommeo  dove  si  contano  ai  fra  oblate  ed 
lonne  dì  granito  orientale.  Il  convento  con-  educande  a  convitto.  Accennerò  la  chiesa 
tiguo  era  abitato  dai  Fiati  Romitani  fino  dal  della  confraternita  della  Misericordia  per 
sec.  XIV  almeno,  tostochè  sono  èssi  ram-  una  pittura  all'aitar  maggiore  di  Pietro  dei- 
mentali  nella  transazione  fatta  Hai  dicem-  la  Francesca;  la  compagnia  del  Buon  Gesù 
bre  1 363  fra  il  vescovo  di  Città  di  Castello  per  un  quadro  della  Crocifissione  del  Pinlo- 
e  r  abbate  del  Mon.  di  S.  Gio.  Evangelista  rìcchio;  la  confiatemìta  della  Madonna  delle 
del  Borgo.  —  (  Anhal.  Cavalo.  Voi.  VII.)  Grazie  per  una  B.  Vergine  Maria  di  Raflàel- 


SANS  SANS  125 

IbU  CuUe,  aTb  coi  mano  spelta  altro        Aceaiemia  Filarmonica,  m^  Una  cittSi 

Càffallar  magfrìon  della  ctiiesa  di  S.  che  ha  dato  tanti  artisti  non  poteva  man- 
ènc  è  pare  dipinto  un  Crocifìsso  di  care,  e  non  manca,  di  hra\i  filarmonici. 
CMni  iibcfti.*'  Nella  chiesa  aoppressa         Jecademia  delia  Fai -Tiberina  Tosea^ 
i&Gofanii  cn  tm  altro  quadro  di  Pier  na.  —  E  TAccademia  che  si  mantiene  sem- 
hManiUirrti,on  nella  cattedrale,  dove  pre  giovane  e  Mmpre  operosa  fra  quante  al- 
lluptrtiaBco  la  tua  aulica  cura.  tre  di  provincia  conta  oggi  (e  sono  molle) 
CVrif  e  empenti  de*  Cappuccini,  —  la  Tos<'Mna  granducale. 
lÉiyiRtlc  laniflie  religiose  di  Cappucci-         Da  essa  hanno  avolo  ^ila  le  stanze  civi- 
■éìhH, ana  il  convento  de*S.  Midiele  che,  da  essa  una  pubblica  biblioteca,  da 
■toedingl.  a  maestr.  della  cilià,  che  essa  furono  stabiliti  de* quesiti  utili  e  di- 
èkm  belb  silnatione  è  api'ellatcì  //Fa-  spensali  pn mi  e  medaglie  d* onore ,  da  essa 
«i«,crilln  l'Eremo  a  Monte  Casale  finalmente  Sausepolcio  e  la  Toscana  atten- 
l^fLipcc.  di  San-Scpolcro  sul  monte  dono  la  promessa  statistica  economica  agia- 
^WÉÈ  i  avalicre  della  cìith.  t  un  pie-  ria  della  Val-Tiberina  superiore  toscana. 
iliMiario  dove  da  quei  devoti  claustrali         Uomini  illustri  nelle  scienie^  lettere  ed 
ÌMfei  il  Buno  su  cui  dormiva  S.  Fran-  orfi.  «i-  Se  la  città  di  Sans«'|tolc-ro  vantò 
tl^f  l'indicano  le  celle  e  i  duri  letti  sui  e  vanta  gran  numero  di  famiglie  nobili,  fra 
fia  diadagiavinsi  S.  Bonaventura  e  S.  le  quali  i  Grazianl,  i  Fichi,  li  Schiantescbi, 
ikwdi  Padova.  i  Rigi,  i  Dotti,  i  Cantagallina,  non  ha  certo 
ftrr  i  BMMiasierì  sopraindicati   restano  di  che  invidiare  per  copia  degli  uomini  oe- 
itoiaSaiurfiolcroi conventi  de*  Minori  lebrì  in  chiart-zza  d'ingegno.  Non  citerò 
ornati  in  S.  Maria  Maddalena  e  quelli  quelli  famosi  in  santità ,  fra  i  quali  dovrei 
lìnannitati  de'Conventuali  in  S.  Fran«  mettere  per  primo  un  B.  Andrea  Dotti  Ser- 
ale de*  PP.  Serviti  in  S.  Maria,  mentre  vita  che  mori  nel  i3i5v  ne  rammenterò 
'■«irimde'CaroaldoUnsi  ed  i  conventi  gli  uomini  distinti  in  valor  militare;  mi 
%KA^«Uniani  e  dei  Grsuili  fniono  già  limitelo  solo  a  indicare  i  più  celebri  nelle 
ÉfHkbe  tempo  aoppressi.  scienze,  lettere  i  d  arti.  Fra  questi  riteiò  un 
1  IMIe  qufste  chiese  pregevoli  per  buone  Antonio  dei  Moroni  dottor  di  derrelali  vi- 
fihff si  aggiunge  il  pnlaao  del  pubblico,  cario  generale  di  FiIip|K)  de* Medici  arciv»- 
■ni  figurano  due  dipinti  a  buon  fresco  scovo  di  Pisa  clic  fìorì  nel  secolo  XV,  un 
Afirtro  della  Francesca,  rappresentanti,  Dionisio  Robrrti,  fra  i  maggiori  letterati 
■•  Il  lUurrf  zione  di  G.  C.  e  1*  altro  la  del  secolo  XIV  Icxiato  dall'  amico  Petrarca  , 
fWHhàone  alla  colonna,  opera  qucst*  ul-  un  Pietro  OLfrardi  filosofo ,  islorico,  e  grr- 
^ «fi Cherubino  Alberti.  cista  di  s«>nin)a  fama  nel  secolo  XVI,  un 
IwHreSinsepolcro  ha  un  teatro,  e  fra  gli  Fr.  Luca  Paccioli  insigne  niatemalico  e  pro- 
*>'e(i  di  {«iftà  conta  due  spedali,  uno  fMr  fondo  gt^metra,  il  quale  nei  Ire  anni  che 
f^iimiif  r  altro  per  i  gettatelli,  e  più  stetip  a  Milano  (i4c)C-(|r))  chiamatovi  da 
■Stille pio  rifabbricato  sul  declinare  del  Lodorico  il  Moro  \.vt  aprirvi  una  cattedra 
**lo  WIII  rd  annesso  al  palazzo  di  resi-  di  matlemalii'he  ,  fu  in  si  stretta  amicizia 
'■niri  migislrato  civico,  dove  abita  an-  con  Lernardo  da  Vinci,  rhr|>er  lui  intagliò 
■•  •'.  erario  rrgio.  in  legno  molti  disegni  inseriti  nel  suo  libro 
^1  è  an  srninario  mantenuto  in  parte  della  Divina  Froporzicne.  —  Citerò  un 
•■  f»lle  entrate  che  serv  ivano  per  ti  nere  Piet  ro  della  Francesca  restauratore  della  pro- 
^ fiovani  a  studio  di  belle  arti  in  Ro-  spettiva  e  pittore  di   sommo   merito,  un 
*  Ena  fa  eietto  nel   1711  dal  vescovo  Mons.  Anton  Maria  Oraziani  letterato  insi- 
di, na  mio  il  vescovo  Marcacci  fu  tra-  gne,  un  Mons.  Giuseppe  Maria  Ijancisi  ai^ 
^Dri  bd  collegio  ch'ebbero  costà  i  chiatro  di  due  Pontefici.  —  Che  K  poi  si 
''•^iti.  Ivi  si  educano  gratis  sei  gio  dovessero  rammentare  i  pittori  piti  distinti 
^poirri,di  nascita  rivile,  e  tutti  i  se-  nativi  di SansqK)lrro  la  lista  sareblie  troppo 
^wti  fOilono  del  benefìzio  delle  scuole  lunga  ,  alla  quale  però  va  in  testa  il  citalo 
■^litilÌTe,  le  quati  sono  in  numero  di  Pietro  della  Francesca  che  fece  molti  buoni 
*^»«  di  calligrafia  e  abliaco,  primi  rudi-  Kolari  ,  cui  succede  in  merito  Raflaellino 
•j*" * fìammaiiai ,  umanità,  rettorìca,  dal  Colle  allievo  distinto  dell'Urbinate  e 
^**«  f  geometrìa ,  morale  e  dogmatica,  di  Giulio  Romano.  Ké  anderebl>e  omesso 


126 


SANS 


on  Cristoforo  GfaeranJi ,  dello  Botine  «  che 
imperò  da  Ra£Diellino  dal  Colle,  e  di  cui  fu 
tcoUro  GìoYanot  de'Vecchi.  Citerei  un  Re- 
migio ed  un  Marcantonio  Cantagallìna  ar- 
chitetti distinti,  oltre  molli  pittori  della  fii- 
raiglia  Alberti,  un  Santi  di  Tito,  ecc. 

La  cilUi  di  Sansepolcro  è  stata  molto  sog- 
getta ai  terremoti,  il  piii  spsiventevole  dei 
quali  fu  nell'anno  1 353, sebbene  con  gran 
danno  essi  si  ripetessero  sul  declinare  del  sec. 
passato,  nel  1781  ripetute  anche  nel  1789. 

Onde  riparare  ai  danni  prodotti  dai  ter- 
remoti del  1 781  corse  sollecito  il  Gran  Leo- 
poldo, il  quale  confortando  gli  afflitti  volle 
munitìcentissimo  si  rifacessero  a  spese  del 
K.  Erario  le  case  ai  bisognosi,  e  che  si  som- 


SANS 

minbtrasse  agli  tltri  il  denaro  sema  finito 
per  rìcostmire  le  abitauoni  caidoie  o  tot i- 
Dose. 

Attualmente  risiede  in  San-Sepolcio  oltre 
il  suo  TetcoTo  un  TÌcarìo  regio,  che  limiu 
Ut  sua  giurisdizione  civile  alla  sola  Coma- 
nilà  di  Sansepolcro,  ma  per  la  criminale  ab- 
braccia le  potesterìe  di  Anghiari,  di  Moo- 
terchi,  della  Pieve  S.  Sle£iDO  e  di  Sestiuo. 
Vi  risiede  un  cancelliere  comunitalivo  che 
serve  anche  alle  Comunità  di  Anghiariy  di 
Monlerchi  e  del  Monte  S.  Maria.  Vi  é  pare 
un  uffizio  di  ricevitoria  del  Registro  ed  no 
ingegnere  di  Circondario.  — -  La  consci  f*- 
sione  delle  Ipoteche  ed  il  tribunale  di  Pri- 
ma istanza  sono  in  Arezzo. 


MO^ISfBIfTV  della  Popolagione  della  Cittj^  di  Sjusepolcmo 
a  quattro  epoche  diverse ,  diliga  per  famiglie. 


Anno 


iMPoatai 


masc. 


fetnm. 


ADULTI 


mase. 


femm. 


conrooATi 

dei 
due 


lOCUMUIT. 
flIOOIJUII 

aaaooLAa] 


Numero 

delle 
famiglie 


Totale 

deUa 

Popoiaz< 


i55i 

1745 
i833 

1840 


385 

• 

534 
575 


3ia 

547 
666 


389 
596 
657 


586 

79» 
855 


699 
x34o 

i36o 


a3i 
ai4 
194 


ii58 

547 
714 
804 


5o4t 
a5a3 
4oa6 

4^97 


CoinnirrA*m  SAKsipouaio. -— Il  territorio 
di  questa  Comunità  occupa  una  superfìcie 
dì  35309  quadr.  dei  quali  1 393  quadr. sono 
presi  dai  fìumi  o  da  altri  minori  corsi  d' 
acque  e  da  pubbliche  strade. 

Nell'anno  i833  vi  abilava  (amiliarmen- 
te una  popolazione  di  6344  individui,  a 
proporzione  repartita  di  circa  219  persone 
per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  imponibile. 

Confìtta  con  tre  Comunità  del  Granduca- 
to, e  per  una  linea  dell*  estensione  di  quasi 
dieci  miglia  dirimpetto  a  ostro,  a  scir.  e  a 
lev.-grec.  con  il  territorio  dello  Stato  pon- 
tifìcio, quasi  sempre  mediante  termini  arti- 
ficiali, se  si  eccettua  circa  \  migl.  mediante 
il  letto  del  Tevere  che  le  resta  di  fronte  a  lib. 

Si  tocca  neir  Alpe  delta  Luna  con  il  ter- 
ritorio della  Badii-'f'edalda  che  fronteggia 
di  faccia  a  grec.,  e  col  quale  il  nostro  di 
Sansepolcro  percorre  per  il  crine  del  monte 
detto  della  Badia  e  per  quello  delle  Matte 


maggiori;  passate  le  quali  Sfaete  trova  di 
fronte  a  maettr.  il  territorio  della  Gom.  di 
Pieve  S.  Stefano,  con  il  quale  poco  dopo  si 
dirige  verso  pon.  mediante  il  fcieso  dell*  À» 
ttro^  e  di  là  lungo  il  fosso  à'Je^alteMo 
e  infine  per  il  borro  del  Bagnolo, 

Griunti  alla  confluenza  del  fosso  del  Fot- 
zano  i  due  terrìtorj  rimonMmo  TAIpe  d^la 
Luna  nella  direzione  di  grecale  percorrendo 
il  suo  fianco  occidentale  per  oltrepaisare  U 
villa  di  Jkoea.  Di  costassù  i  due  territorìi 
della  Pieve  e  del  Borgo  formando  nn  an- 
golo acuto  riscendono  nella  Valle  Tiberina 
superiore  mediante  il  lorr.  Tignana,  eoi 
quale  voltando  a  pon.-lib.  tagliano  la  strada 
provinciale  fra  la  Pieve  ed  il  Borgo  finche 
entrano  nel  Tevere.  Lungo  il  corso  di  cote- 
sto fiume  sotlentra  a  confine  la  Cam.  d* An- 
ghiari, da  primo  medrante  lo  stesso  Tevere, 
poscia  la  nostra  oltrepassandolo  si  dirige  a 
ostro  e  qnindi  a  scir.  rasentando  le  fidde 


S  A  N  S  S  A  N  S                127 

tU  èt\  poggio  di  Monlcfloglìo ,  d*  Anghiarì  e  di  Sansepolcro  sino  n  Cospijà 

^idili^bBdn  11  tlnda  rrgia  di  Urbino,  donde  prosegue  nello  Stato  pontificio. 

tÉmlncoUTerere  lo  Slato  pontificio.  È  provinciale  rotabile  la  strada  della  Val- 

FÉiai|fiori  corsi  d'acqua  che  attra-  le  Tiberina  che  da  Bibbiena  per  PÀlvernia 

«■••  die  bmbisonno  il  territorio  di  e  Pieve  S.  Stefano  porta  a  Sansepolcro  e  Cit- 

fMiG«uùtà,lia?TÌ  il  Tevere  che  lo  co-  tà  di  Castello. 

i||ii  iirisipelto  a  macstr.  innanzi  di  al-  Sono  comtinitative  rotabili  la  continua- 
fcìuMW,iielli  quale  traversa  trovandosi  zione  dello  stradone  fm  Anghiari  e  il  Boi^ 
pr  I  aìf).  tectooK  senz*  argini ,  viene  la-  go,  quella  che  staccasi  da  detto  stradone  per 
iBiiifiaDperto.  —  Più  povero  d* acque  è  condurre  alle  ville  o  casali  di  S.  Fiora  e  di 
l«ir.fifMM, sebbene  questo  scenda  per  S.  Croce,  e  T altra  che  guida  alle  ville  di 
h^iMniio  &ir  Alpe  della  Luna  ;  così  Grìgnana ,  di  Va1-d*Afra  e  del  Trebbio.  U 
Imi.  Jfm,  il  quale  scorre  dentro  i  con-  via  però  che  dal  Borgo  sale  alla  dogana  ed 
tti^KtfaCom.a  macsir.  del  capoluogo.  lU*  eremo  di  Monte-Casale  è  muUittiem. 
hm  pit»  piede  più  d"  una  volta  il  ]no-  I  monti  più  elevati  di  questa  Comunità 
|Miadiraleiiii»Sf¥:ietli  di  possidenti  fron-  sono  quelli  costituenti  il  contrafforte  del- 
iri id  Teme,  autorizzato  infine  dalla  su-  l'Appennino  che  inoltrati  dalle  Balze  fra  la 
pafiocniji,qucllo  cioè  di  arginare  il  det-  Badia  Tedalda  e  la  Pieve  S.  Stefiino  pro- 
*faK4eiilro  il  territorio  comunitativo  di  traendosi  a  Mercatello  verso  il  fi.  flfetauro. 
^pobo ,  affim-liè  le  sue  acque  non  più  Tali  sono  nel  territorio  in  questione  TAl- 
^RRÌnvaltnvenasero  con  danno  grande  pe  della  Luna,  la  cui  sommità  a  confine  con 
iidmli  ompagna,  e  impedissero  che  la  Badia  Tedalda,  sopra  le  più  alte  sorgenti 
ii^  piena  le  opere  di  agricoltura  fosse-  del  Metauro  e  della  Marecchia,  fu  trovata  flal 
■Waale  via  dalle  sue  acque.  A  questo  prof.  P.  Inghirami  br.  ai 83  sopra  il  livello 
^ricadnaia  del  la  Val -Tiberina  toscani  del  mare  Metliterraneo. 
^  Al  principio  della  sua  istituzione  pub-  Rispetto  alla  qualità  fisica  del  territorio 
IfaiH  programma  con  la  prome«a  di  una  in  questione,  esso  può  ristrìngersi  a  due  se- 
*ifKi  io  prraiio  a  chi  risolvesse  alcuni  zioni,  cioè,  al  terreno  di  trasporto  sparso  di 
fiK l'idrometrìa  per  il  più  facile  e  più  molti  ciottoli  trascinati  in  quésta  valle  dai 
^Mo  innanalamento  del  Tevere  dentro  monti  che  la  fiancheggiano  a  destra  e  a  sìni- 
itrirìlncio  della  Comunità  di  Sansepolcro.  stra,  mentre  le  pareti  occidentali  dell*  Alpe 
li(;Qaiiiioti  tratta  di  mrla  traversa  di  della  Luna,  inoltrandosi  verso  Monte-Casale, 
i^iuM  t  confine  con  siltre  Comunità  e  consistono  in  strati  potenti  di  arenarìa  ma- 
■SMifitrri  un*ac('a4leraia  può  far  sen-  cigno  che  alternano  con  sottili  slraterelli  di 
*K  ia iva  focf,  ma  niente  più.  schisto  marnoso  a  fucoidi ,  attraversati  in 
Fntt^Bto  il  Tf\ere  con  nuove  devasta-  varìo  senso  da  larghi  filoni  di  spato  calcare 
*^i^ifvpiii  fliinneg>!Ìava  i  vicini  pos-  candido. 

*^^ifrnerì,sirrhc  nel  Tanno  1889  uno  La  pendenza  de*  canali  che  scendono  a 

•^q(i  in4inpn<ie  mui  «npplìca  al  suo  go»  maestr.  di  Sansrpolcro  rende  nell*  estate  un 

^*S«finrljeii  dr^iissf* concedere  facoltà  gran  servigio  alle  sottoposte  cam|i«igne  per 

*^pMi<lniti  in  riva  al  Tevere  di  potersi  P  industria  de' villici  coloni  che  incanalano 

itf  nn*  >»nciiizionp  occupare  di  pro«  quelle  acque  ad  oggetto  d' inaffiare  e  rendere 

^Ibinprainrlic^ta  impresa.  Sono  già  più  fruttiferi  i  loro  arìdi  campi. 

^*''«BÌ  che  la  supidica  pmletta  fu  rìem-  Le  acque  de'  pozzi  sono  quasi  tutte  gravi 

l^aimc,  nu  il  Tevere  vagando  con-  e  selenitiche,  per  cui  è  invalsa  opinione  fni 

^■lirìprea  piarere  qua  e  là  le  sue  a-  i  medici  di  questa  Comunità  che  da  tali 

^a^tbnnomnlinuo  de* frontisti,  quan-  acque  derìvino  le  ostruzioni  di  legato  e  di 

■  ifmni<|raiitica  ha  fatto  tali  progressi  milza,  alle  quali  vanno  frequentemente  sog- 

*»bAiii«»  poro  servigio  ai  Borghigiani  getti  gli  abitanti  di  Sansepolcro. 

■■'lew.lieflie  il  l'orfstiero  affacciandosi  II  commercio  e  Tindiistrìa  da  cui  nei 

J^'aai^is^iin^  valle  e  contemplando  tempi  della  Rep.  Fior,  era  animala  cotesta 

*^'«ioni  .j»-!  fiume  vi  trova  un  sinltv  rillà,  specialmente  nelle  arti  della  lana,  del- 

'n«i  B^.,tivo  ili  ri\ilìzzazione.  la  seta,  e  nel  traffiro  «lei  guado,  si  mostrano 

^^'*  Ja  niiov:i  siraila  d* Urbino  che  tuttora  ne* suoi  anticbi  statuti  comunitatìvi 

''''<«  'lei  Cerfone  entra  nel  lerrìtorio  alle  rubriche  a5,  35,  46  e  5a. 


tìS 


SANS 


L*  arte  della  seU  e  delU  Uoa  ora  li  può 
dire  estinta  aSàtIo;  quella  del  guado  ebbe  uà 
ilici  taioeato  ^overoativo  nel  1809  che  pre- 
sto spirò  dopo  cessata  la  proibizione  de*  ge- 
neri coloniali  e  poci  innanzi  la  riprìstiua- 
lioue  della  n^iturate  Dinastia  rplicemeate  re- 
gaaate  in  Toscana. 

La  Comuntlà  m<«Qtieae  sei  maestri  di 
M^uole  pubbliche  rammentate  ali*  Art.  «Se- 
miaar$o»  Rii|ietto  ali*  istruzione  delle  fiia- 


SàMS 

cialle  fìinno  da  ma^re  tre  Ohlt$€  àtà 
serva  Iorio.  —  Un  medico  ed  un  chiruifo 
sono  condotti  per  la  città  ed  un  medico-chi- 
rurgo presta  servigio  nella  campagna. 

Nei  sabati  si  tiene  in  Sansepolcro  un  lan- 
guido mercato  di  Tettovaglie  e  menri* 

Cadono  pure  in  Sansepolcro  qi^tUro  fiere 
annuali,  la  prima  delle  quali  nel  gioTfidl  do- 
po mezza  quaresima,  la  seconda  nel  ao  giof -t 
la  terza  nel  i  sett.  •  la  quarta  nel  ao  oU. 


QUADRO  <UUa  Popolazione  della  Comuiuta*  di  Sahìefolcbo 

ra  ^attro  epoche  diverse» 


Nome 
dei  Luoghi 


i^^mmm 


AbocaO 


Sauta«  Croce  nel 
Pian  di  B^rgo 

Sfanta- Fiora  delie 
faille 

Gragnaoo  (i) 

Gricignano 
Metello 
Mistriano 
Montagna 


Titolo 
delie  Chiese 


*-^ 


'mmmmmmmmmimtmi^'^* 


S.  Maria«  Cura 

S.  Croce  «  idem 

SS.  Flora  e  Lucilla,  idem 


SS.  Lorenlino  e  Pergeu* 

tino,  idem 
S.  Biagio,  idem 
S.  Maria ,  idem 
S.  Cristoìano  «  idem 


Diocesi 

cui 
appartengono 


Sansepolcro, 
un  di  GitU  di 
i^istello 
Aoezzo 

Sansepolcro, 
g^k  della  Dioc. 
d*  Arezzo. 
Idem,  idem 
Idem*  gi^  di 
Città  diCastello 
idem,  idem 
Idem,  idem 
Idem ,  idem 
Arezzo 


S.  Michele ,  idem 
MoniL'duglio  (i)  O  l  S.  Martino ,  idem 

S.  Agostino  in  S*  HaHa  \   Sansepolcro , 
de^Serfi ,  Pie? e  igià  di  GtU  di 

SiaacrobCKiinGittà^  >     Castello 

S.  Gio.  Efanflelista,  Cait.  \  Id<;m ,  idem 

S.  ijiccolò  in  9*  Francesco  /  Idem  ,  idem 

Spicciolati  fuori  di  Città  nella  prima  epoca tgoa 


Popolazione 

Avwo    limo 
x55i    1745  1933 


•54 

114 


U7 
140 

34 
3ii 

397 


3671 
1073 


Succ«stelli(i)(*) 
TrebbioaVal-d'Afra 
Val  d*  Afra  (Villa  di} 
Vilb  alla)  {;) 


S,  Bartoloinmeo,già  badia 
S.  Gio.  BaUisU ,  Cura 
S.  Martino ,  idem 
S.  Pietro ,  Idem 


Idem,  idifro 
Idem,  idem 
Idem ,  idem 
Idem,  idem 


ThTJte  ....  Jbif,  if .• 


180 
81 
80 


8413 


aSo 

3» 

177 


188 


39 
161 

84 


aoio 
5a9 


335 

94 

»5aj 


390 


414     US 


!l3l 

60 
107 


4^99 


i«3 

577 


•597 

854 


f84o 


•«t 

169 

aaoi 


6344 


NB.  NtWnltima  epoea  del  1840  oneravano  datfe  Parr.  ettere  .  Jhii,  If,^ 

TOTALM  ....  Jbit.  if.* 

(1)  (♦)  Cf  Pftrr,  della  !ff>in  [i)  nelle  prime  ire  epoche  spettavano  a  Cnm,  li- 
mitrofe, e  éfuetle  eoa  (*)fte/ 1840  mandavano  fuori  di  questaCom,  •  Abit.  if.* 

BUTAMO   ....  Jbit.  &^ 


Té 
•f3 

•89 

4># 

•59 

l34 

38« 

t5 

619 


9^ 


nel 
i36 

ai7 


370 


7iS« 


SANS  SANS  1S9 

—  Qvcttediooefi  «fi  <f.  PUiro  in  Saseo;  5  nel  pÌ0?aDato  del 
FnnUiAcc  Leone  X  con  bolla  Coraioio;  5  nel  pi? iere  di  Campo-Sonaldo^ 
5 1 5,  dalla  quale  fa  dichiarato  il  simile  neU*  arcipreiura  del  Poggio  alla 
<  citU  nobile  ed  il  tuo  nuofo  Latita;  e  i  nella  prepa^lura  di  S,  Sofia. 
i^oco  del  metropolitano  di  Ft«  Il  capitolo  che  fu  accordato  al  ?eacovo  di 
trten  bolla  fa  nominatola  pri-  Santepolcro  consiste  in  is  canonici  con  un 
li  Saotepolcro  V  abbate  di  S.  numero  da  cappellani  e  di  chierici  > .  fra  i 
iPfelìlta Galeotto Graiìani ,  che  quali  tre  digaitarj  col  titolo  di  preposto,  di 
Mtenoli  1 8 settembre  del  i5ao  arcidiacono  e  di  arciprete,  cui  è  annessa 
srcitalo  per  molti  anni  l'ufficio  anco  la  cura  delle  anime  della  cattedrale, 
t   de*  monaci  Gamaldolensi  di  e.  v  e 

li.  ,  eoomte.<l.  U  tu.  chim  ^^  ""  ^"«~'  "  S*»»ouw,. 

yfld  il  claostro  contiguo  in  epi-    i .  Gale  otto  Gratìani^  pk  abbate  di  S.  Gio- 
vanni Efangelista ,  dal  b8  selt.  i5io  al 
»i  posseduti  allora  dalla  stessa         i0  aprile  iSsa. 

fbfooo  Mggrrfpiti  al  patriroonio    s.  Leonardo  Tbrnalntoni^  dal   3i  .igosto 
■MDii  vescofile  di  Saiisepoicro         i5aa,  traslatalo  nel  mano  del  i53g  al 
ioppreste  abazie  dmaldoleusi        Tfscovato  di  Aj:iccio  in  Corsica. 
li  «  di  Dkctano  e  Titì,  col  riser-    3.  Filippo  Archinto^  dall'anno  t539.  Ira- 
IVO  frofeifii/M>re  il  titolo  di  loro        slatato  nel  roano  del  1546  al  vescoxalo 

di  Siduzxo  in  Piemonte, 
isn  terminarono  le  dissensioni    4.  Alfonso  Tontabuoni ,  dalTottubie  del 
te  fri  i  vescovi  di  Città  di  Ca-         i540  fmo  al  1557. 
ibbati  Gamaldolensi  del  Borgo.    5.  Filippo  Tornabwtni ,  dal r  ottobre  del 
disione  dei  vescovi  di  Sanse-         iSS?  al  nov.  del  iSSg. 
il  governo  del  Grranduca  Leo-    6.  Niccolò  Tornabuoni ,  dal   maggio  del- 
eerebbe  non  solo  ileirarcipre-        Tanno  i56o  ali* aprile  del  1598. 
#  A*  Jeró/io  con  tulli  i  po{)oli    7.  AUssandro   Borghi^  dal  giugno   del 
imanità,  ma  ancora  dì  tre  par-        i.'igS  all'anno  iOo5. 
prete  6no  allora  sotto  la  diocesi    8.  Girolamo  Incontri  ^  dal  dicembre  del 
;fD.  Visi  aggiunsero  nel  tempo         iOo5  all'anno  iOi5. 
re  deirablMsia  Nullius  Dioce*    9.  Giovanni  Gualtieri  ^  dal  die.  del  161 5 
IO  e  3a  popoli  appartenuti  alle        al  maggio  del  1619. 
vevH»  Nulliut  di  S.  Maria  in    10.  Fi/i^ipo  5a/iria/i,  dall'agosto  16 19  all' 

anno  1634. 

I.  Z anobi  Medici^  dal  luglio  1634  ali* 
ottobre  del  1637. 
a.  Dionisio  Bassotti^  dal  1 038  al  1654. 

3.  #V.  Cherubino  Btalaspina^  dall'ago* 
sto  i655  all'anno  16O7. 

4.  Gio,  Carlo  Batdo^inetti^  dal  dicembre 
del  1667  al  sett.  del  1671. 

5.  LodoK^ieo  Malaspina  ^  dal  febb.  1672 
all'anno  1695. 

6.  Fr.  Gregorio  Compagni ,  dal  geuu. 
del  1696  al  giugno  del  1703. 

ti  S.  Giovanni  in  Pecchio  ;  5    17.  Gio.  Lorenw  deTilli,  dal  luglio  1704. 
•i  FalmMÙi  5  nel  piviere  di    18.  Bariolommeo  Pucci,  dal  .  .   .  al  .  . 

9.  Raimondo  Pecehioli ,  dal .  .  .  al  .  . 
F^OMeimao;  5  nell* arcipretura  ao.  D'^menico  Poltri,  dal  .  .  .  al  .  .  • 
4  od  pifcre  di  5.  Maria  alla    a  i .  sideodalo  Andrea  Cotui ,  dal  .   .  .  . 

rafcipfcliira  diitf//Vro;  3  nella        al 

li  Migno;  altrettante  spettanti    aa.  Niccolò  Marcacei^  dal  ....  al  .   . 
«  Coramna  ed  all' arcipretura    a  3.  Roberto  Cottaguti ,  dal  ...  al  ..  « 
i  in  Efuis;  4  ueiraicipittuia    14.  Annibale  Cav.  Totnmaii  viveole. 


ir  itola  e  di  S.  ElUro  a  Ga 


Ite  la  dioeeti  della  città  di  San 
Ila  1 35  parrocchie;  cioè,  due 
aJ  pievi,  fra  le  quali  due  badie 
:aoec ,  S.  Maria  in  Cosmedin^ 
m  Gaieata;  1 3  cure  suburbane 
rate;  6  sotto  la  collegii«ta  di 
efmmo;  9  sotto  l' arcipretura  di 
li  ioito  il  pie\ aneto  della  So* 
lo  r  arcipretura  di  Sestina  ;  4 
rtlnsa  di  Montirone;  3  sotto  la 
S,  Giovanni  in  P^ecehio  ;  5 
^•i  Fedmeù  ;  5  nel  piviere  di 
•d  pievaoato  di  Corliano  ;  4 


136 

qUADBO  SlNOTTiCO  deiU  Chiese  parneekimU  édta  DieemeB  «»  Bdamm 
dhiso  per  Pievanali  con  la  loro  popoiaùone  a  fuaiiro  e§ 


NB.  L*  initiaie  (A)  indica  che  quelle  parrocchie  apparieneeamo  l 
ceti  di  Cina  di  Caiieito  ;  T  initiale  (B)  iodica  che  quelle 
negano  già  alia  Diocesi  di  Jreuo;  riaÌMÌale  (C)  mostra  che  fueUe 
appartenevano  alla  Badia  Nullius  di  Bagno;  V  imitiale  (D)  imdiea  eha 
rocchie  apparteaeinino  alla  Badia  Nullius  di  GalaU  ;  tiaiaiede  (E)  K 
fucile  parrocchie  appartenevano  aiC Arcipreshiteraio  NnlIkM 
menie  V  iniùale  (P)  indica  che  quelle  parrocchie  appartemvaao  ù 
Diocesi  di  Monte-Feltro, 


sk 

'iWfflti*  flfli 


Nome 
dei  Pivieri 


Titolo 
delle  Chiese 


ralle 

in  cui  Sono 

situate 


S.  Giovanni  ETangeli- 
sUiCiiltedrale  Arcipre- 
tura  (A/ 

S.  Agostino  in  S.  Maria 
de' Servi  (A) 

S.  Niccolò  in  S.  France- 
sco (A) 

S.  Gio.  Battista  al  Treb- 
bio (A) 

S.  Biagio  a  Grìcigna- 
no(A) 

|SS.  Flora  e  Lucilla  a  S. 
Fiora  (B) 
i.P/e«^/iafoma^-|SS.LaurenlinoePergen-|  «  •  «..     . 
giore    con    lìJ   tino  a  Gragnano  (B)     y"  **'^"n* 

).Pie4 


succursali 


toscana 


4 


.  Pietro  in  Villa  S 

tro  (A) 
|S.  iUaria  al  Melello  co 

S.  Marino  (A)  1 

SS.  Giacomo  e  Crìstofa- 1 

no  a  Misciano  (A'j 
S.  Angiolo  .alla  Biittuta 

detta  comunemente  la 

MunLtgna  (A) 
S.  Martino  in  Va!  d*Af- 

fra  (A) 
S.  Biirtoìommeo,  Badi.i 

Siiccastelli  (B) 
iS.  Maria  d*  AbcK^a  (A) 


SitjiiiAf  segue  ....  Abit.  X*  836i     41 36     6539 


wt^to  pt^ 


131 

iitèrficù  Mie  CìdeH  pmrooehiaii  Mìa  Diogmh  ot  SAtisMFOiiCm 
Fh^am^i  ctn  /«  loto  popoimiono  a  qudLtro . epoche  diverse. 


TUolo 
Mk  Chiese 


Falle 

in  cui  sono 

situate 


-saas. 


S.Siefi^ 
bllcgiaiay 

Mon  eoa 


Val  TiberiiMj 
toteaiM 


molo  A 
ireki^  Ar- 
ua  cofi  9 
reaii 


mrsaU 


ffo  aGa^ 


taaSo  di 
iaiaCo- 

9 


Rtfouro  .  .  Jbiè.  N,^ 

VheieS.  Stefano,  Arci- 
Mtlani  Collegiata  (B) 

SS.  Gi«9omo  e  Grìstofii- 
nd  a  Ofonlalone  (A) 
.tbrtolommroe 
gio  a  Sintìgliano  (A) 
.  BÉÉhhMO  t  Goinpito  {k\ 
.   Antonio  a  Gerbaio 
lo  (A) 

S.  Andrea  a  Mignano  (A) 

S.  Qoirìoo  a  Pian  ne- 
ra (A) 

iS.  Simone  a  Montercbi, 
Aitiprélara  (A) 

S.  Bhgio  a  Pocaja  e  an- 
neri (A) 

S.  Angiolo  a  Padonchia 

e  tfnncMi  (A) 

.  Apollinare  allaYiI]a( 
S.  unrenio  a  Grambaxzo' 

e  annessi  (A) 

.  Retro  a  Ripoli  (A) 
S.  Lorenzo  a  Ricciano  (A) 
S.  LlicaaBorgacciano(A) 
S.  llarìa  a  Ponaco  (A) 
SS.  Sisto  e  Apollinare  a . 

PdKtole  (A)  / 

.  Maria  a  Montironey\ 

Aieipretura  (E)  i 

S.  BTichele  a  Gasale  (E)  J 

.  Andrea  a  Martiglia-f^jjj.jj. j^.,. 

«»  (^        „         „    >  recchia 
.  Paolo  a  Monte*  Ho-I 

mano  (E)  1 

S.  Leone  alla  Miraldel- 1 

i«  (E)  / 


Popolazione 


Ano 
ft55i 


Idem 


S.  Ellrro  a  Galeata  ,  già 
Biidia  Ifulliut  Dioe- 
eesit  (D) 

S.  Maria  a  Cosroedin 
deirisc)1a,  già  Badia 
Jfallius  Dioeceiis  (D) 


Valle  del  Bi- 
dente 

Idem 


83Gi 
1485 

3o7 
339 


lOI 


565 


i08 


3ao 


lai 

204 

54 
Ilo 

64 

984 

973 

149 
i3a 

95 

188 


AMtO 
«745 


1O 


4i36 
1078 

160 

iSa 

114 

38 
40 

435 

993 

395 

i63 
i5 

3i3 
117 

99 
75 
60 

80 

73 

34 

46 

41 
5C 


sSo 


AVIIO 

i833 


6539 
1470 

148 


100 

35 
81 

69 
98 

578 

378 

989 

901 

9IO 

179 

181 

116 

89 

89 

164 

I09 

60 

47 
44 
92 


3o7 


Awao 
1840 


73o6 
1597 

146 

i3o 

73 

97 

74 
3i 

591 

394 
998 

959 
946 

169 

177 

197 

88 

|09 
919 

io3 

68 

65 
53 

97 


333 


Soamk  e  se$ue 


•  •  • 


.Abii.N.^   1Ì473  «193  io56i  i9oi6 


Isa 

Scf  uè  il  QuADw  fiPtoTTteo  driU  Chtese  parroceìtiaii  dtilm  Dìmmmì  ùì  Mm9W9 
diviso  per  Pigvanati  con  la  litro  popolationt  a  quaUro  epoche  dÌ9mn 


Nome 
dei  Pivieri 


Titolo 
delle  Chiese 


ratte 

in  etti  sono 

situate 


Popolauone 


i55i 


1745 


i859 


RvoaTO  .  .  Mit.  Jf.^  1)473 


7.   Pievanato  di 
Si  gì  inno  f  o'7V>- 
lena  con  5  s 
eursali 


8.  Pievanato  di 
Corliano  con  6 
smeeursali 


9.  Pievmnato  di 
Caprese  con  5 
succursali 


IO.  Pievanato  al/a 
Selva  con  4  sue 
eursali 


S.  Maria  di  Tolena»  Pie-1 

se  {A) 
SS.  Fabiano  e  Sebaslia. 

no  a  Brancialino  (À) 

•  Gio«nmno«  Cuully,, Tiberio. 

«uoTo(A)  )  ,^,„, 

p.  Lorenxo  a  Baldigna- 
1  no  (A) 

f  S.  Giovanni  a  Valle  Cai- 
I    da  (A) 

VS.  Stefiino  a  Tizuno  (A] 
S.  Gin.  BiiU.  a  CorliaJ 

no ,  Fieve  (A) 
SS.  Trinità  a  BulcUnel-j 

io  (A) 
S.  liOrenio  alle  Ville  di| 

Roti  (A) 

Niccolòadnaneccia(A)v       icUm 

.  Gio.  Ballista  a  Roti  / 

e  S.  Paolo  a  Cerrelo-l 

le  (A)  I 

S.  Pietro  a  Valsavigoo-1 

ne  (A)  I 

S.  Criitofano  a   Frate!- 1 

te  (A)  / 

SS.  Ippolito  e  daaiano^ 

a  Startina ,  Pieve  (B) 
S.  Lorenio  alle  Torre  ej 

Sovaggio(B) 
S.  Maria  a  Dicciano,  e/       Idem 

Tifi(B) 
S.  Biagio  a  Ccntosoli  (B) 
S.  Giorgio  a  Sai  ut  io  (B) 
S.  Maria  a  Gregnano  (B)j 
S.  Maria  alla  Selva»  Pie-| 

▼e(B) 
|S.  Gio.   Battista   a   Ca-i 

prese  (B)  l        jj^^ 

|S.   Cristofano   in   Mon-f 

n;i  (B) 
S.  P.ioto  in  Monna  (B) 
S.  Maria  a  Zonuno  (B) 


•  17 

190 

385 

3i8 

174 
36 

a8o 

497 
io5 


laa 
45 

781 
5as 


8071 


8t93 

Si 

13» 
se8 

ISO 

18 

38 

■7« 

tlQ 

178 

.61 

sS 

145 

aio 

stS 

148 

47 
63 

169 

157 

173 
18S 


—  I      «•9 


lo56i 
80 

148 
st8 

17« 

7« 
8a 

IO? 

178 

M« 

1*9 

84 

7* 
5i 

«74 

«S7 

179 

174 
5i 
56 

l37 

144 

17» 
i58 

III 


SoMMi  e  segue 


Abit,  N,^  17997   11060   i36ii   I 


0» 


133 

sinorrteo' defU  Chim»e  jurroeehìaU  delia  Diocesi  di  Sjwmmpoìicu^ 
PitHmmti  cofi  la  loro  popolazione  a  quattro  epoche  di^rse 


Titolo 
delie  Cliiese 


Falle 
in  cui  sono 

situate 


Popolazione 


AHKO 

i55i 


RvOBTO  ....  Abit,  H,^  1/997 


li  in 


rmii 


S.  Pietro  e  Pkolo  a  Fre-) 
•ciaiiOy  Pieve  (A) 

'.  Maria  a  Roffellé  (A)  /»  ,  ..  w  .^ 
•  BartolomiDeo  a  Ca-V     . . 
«le  (A)  f  «•"• 

S.  Haria  a  Pralieghi  (A) 

|S.  Eoùlio  a  ViaiiiafgioC  A)j 

'S.  Leone  ai  Palaxii,  Pie- 

S.  Toflunaio  a  Moote-Bo- 1 
lolino  (Ej 
.Angiolo  alla  Badia  Te 

*»W«  (A)  V       ,j^ 

.  LoKDio  alla  Giitel  >      "~ 

^  lacciola(E) 

S.  Hfaftino  a   Montela- 
breve  (E) 

S.  CritloGino  a  Stiavo-j 

S.  Giovanni  in  Vecchio/ 

Pieve  (E) 

L  So6a  in  Marrcchia  (1 
'S.   Arduino  alla   Qco-V       Idem 


gnaìi(F) 
'S.  Niccolò  alla  Peirella- 

•ana(F) 
^S.  Andrea  d^Alfero,  Ar-^ 
^4    dpiftnra  (C) 

Qatrìco  a  Selvapia 
la  (C)  Wal  del  Savi< 

».  Hartino  aI>oniciIio(C)| 
^S.  Niccolò  a  Bfaizi  (C) 
LS.  BIichdeaEiffreddo(C)i 
fS.  Maria  in  Bagno,  Pre-\ 
poiitan,  gili  IfullinsX 

Jl    MKoecesit  (C)  I 

'It^^^'^^  MonlegFMie  J 

T   co(C)  r 

5.   Martino    a    Larcia- 


Idem 


I-I 


365 

479 
298 


AHNT) 
1745 


I  1060 

>44 

188 
194 


3i8 


909 


i598 


494 


414 


—    41 


ARNO 

i8>3 

AKHO 
1840 

i36ii 

i53ii 

i55 

161 

198 
i34 

18S 
148 

i34 
i33 

173 

i55 
108 
196 

164 

160 

164 

160 

490 

473 

145 

164 

198 

143 

64 

67 

984 

991 

191 

983 

I  IO 

III 

HO 

ii3 

«43 

996 

609 

509 

90 

54 

HO 
889 


999 


107 


HO 


99 

6t 
148 
974 

960 
119 
141 


k  e  segue   ....  Abit.  N,*  9533i  141  n  1B579  90676 


1.14 

Segue  il  QaÀoan  tiMorrwo  Mie  Chieit  parmeehìaìi  Mia  thoOMà»  Dt  8Jtnm 
diviso  per  Pir^anaii  con  la  loro  popolazione  a  fuaiirtt  epoche  MifmrH 


Nome 
dei  Pivieri 


Titolo 
delie  Chiese 


\ 


ralle 

in  cui  sono 

situate 


àH90 

i55i 


Popoiael 


IMMO 

1745 


i833    il 


RivoRo  .  .  Abit.  if*  a533i 


16.  Pievanato  di 
S.Piero  in  C  or- 
gano con  tre  suc- 
cursali 


Pieoanato  di  Spi' 
nello  con  tre  suc- 
cursali (*) 


17.  Pie^nato  di 
S,  Pietro  in  Bo- 
SCO  con  4  suC' 
curiali 


1 8.  Pie^anato  del 
Corniolo  con  5< 
succursali 


19.  Pie^anato  c/il 
Campo-S^ynaltlo 
con  tre  saccur- 
sali 


^S.  Piero  in  Gorzano,  Pre-^ 
pofilura  (G) 

tS.  SilTtdore  a  Crooemi- 
te{C) 

kS.  Si  1  veltro  t  Fontech ia- 
ti (C) 

S.  Biirtolomroeo  a  Ves- 

^  »  (C) 

S.  Maria  in  Equis  »  Ar-) 
cipretura  (C) 

S.  Egidio  a  Grocedevo-i 

IÌ!D) 

.  Biagio  a  Rio-Petro-^ 
•o(D) 
S.   Salfadore  a  Riosal- 

so(D) 

1S.  Pietro  in  Bosco  9  Ar- 
ci pretura  (D) 
iS.  flirtino  a  Piane! lo (D)| 
S.  Zenone  a  Galcata  (,D) 
S.  Sfamante  alle  Chieso-( 

le(D) 

S.  Maria  al  Pantano  (D)i 
S.  Pietro  al  Corniolo  ^I))) 
S.   Martino  a  Ridraco- 
.  li(D) 

IS.  Maria  alle  Celle  (D) 
|S.  Paolo  in  Alpe  (D) 
S   Andrea  a  Bisenio  (D)^ 
S.  Benedetto  alla  Barlct- 

S.  Giovanni   Battista   a^ 
GaDi|K)-Sonaldo  »  Pie- 

SS.  Fabiano  e  Si'bastia-^ 

ni)  a  S()escia  (D) 
S.  Cnice  a  Gabelli  (D) 
S.  Martino  in  Villa  (D) 

SiixxA  e  segue  .  . 


>Val  del  Savioj 


Idem 


Idem 


Idem 


789 


43o 


Valle  del  Bi- 
dente        \     3io 


e 
t 


858 

97 


ao8 
1143 

349 


3<3 

1G7 

675 
164 


14111 

686 

•91 
aSi 
145 
3it 

fo 
80 

96 
638 

3t3 

97 
97 

i5 
Ii3 

173 

191 

145 
164 

Ì07 


176 
ioa 


18579 
ia36 

1354 

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41 
141 
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108 
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119 
119 

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.  jibit,  N.^  31393  19181  14681  ti 


V*'  N.  B.   £1  chiesa  nreipretum  dì  S.   Haria  in  E'^uis  è  compresa  nello  S 
linìtr.^r.^,  m.inlanJo  solo  nrl  Grmdfirnto  una  frazione  dei  suoi  abitanti. 


-      / 


/  ^ 


m 

SegDe  il  QvMim}  #f  jrorrtco  Mh  CkUse  pa^rmkìMi  MÌA  U0tìWi  m  SM9nr^^ao 
diviso  per  Pief^naii  con  la  toro  popoiaùone  a  igumpro  epoéh»  iirt/j». 


Néme 
4$i  Pwferi 


Tiioio 


im  cai  Jtmta 


"*«^     '   155 


Popolatone 


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Itlem 


Ifi^cana 


585 


ySS.  PSetro  ed  ApolllM>^ 
/    re ,  Arcipretun  (D) 
lo.FtiMMMo^elkS.  Donalo  a  StrabateoH 
Po^aliaiA-}  ta^  f VaUe  M 

#ni«M<rt  nce-^S.  Eufemia  e  Fleln^-?  ^nic 
€MrmU  f  n^  y 

iS.  Maria  ed  Oarminel 
alla  Gasa  nuova  (D)      / 
^6.  Lucia  a  S.  Sofia,  Pre-> 
j    pOiitQn(D) 
11.  PUommUo  «lil8.tfariaallIonteguÌ4ÌI(0;j 
^.5o^yIVopo.1S.    Faterniaoo   a   Rag- 
ntan  eait  ^imtA  gio  (D) 
iromecmrÉmii  fS.  Martino  in  Villa  ^ 

S.  HargberìU  della  Rofi- 

dinaja(D)  / 

».  'Ihncraxio  a  Sestino(E)^ 

S.  Maria  a  Luccnibiir- 

•«JT-L.^*^  <S.  Donato  aS.  Di>inJo(E)>  g^«diJI»'< 

7  fino  (£) 

1 S.  Tommaso  a  Golcellal- 
to(E) 

>.  Maria  alte  SoTmra,  Pie-) 
▼e(B) 
S.  Maria  a  Gasale  (B) 
S.  Pietro  e  Paolo  a  Pia- 

ncitple  (B) 
i  S.  C1ementeaTopfiole(B 
IS.  Loremo  a  Sorci  (B) 
>3.Fi«9iijMfoiÌel-l$S.FIoraeLucilteaVerly^l  ^ju^in, 
la,  jbi^ora  cori/   raxzano  (B)  V  .  ■*??     ^ 

1 1  succursali   1$.  Andrea  a  Galbino  (B 
IS.  Donato  a  Scojjino  (B)i 
fS.  Andmaeaitigliano(B)] 
S.  BarlolommeoaTorti- 

gliano  (B) 
8.  Biagio  a  Vafalla  fB) 
S.  Sahadore  alle  Corti- 

cdle(B) 


19189 


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SomuA  T0T4LE      .  .  ^A<'.  AV  4«)2oa  aayaò  3onB  32751 


18ft              SANS  SkUX 

84(f^BVBRO  A  LKAL-^rinl.  Lmm  Ha  qaMi  tifiioria  de*  vcmm  Iomiì 

nel  V»i'4*kgw0  solio  Fimiie.  sopra  il  Borgo  San-Slefiiiio  dofé  ocMut  as- 

SAN-SEVERO  delfloburbio  orìenUle  di  Mi  presto,  a¥?e(raiichè  rimperalore  Feiie- 

hamo  Msl- Val  4*  km»  «psIhmk  — Cm.  oiis  ii§o  II  nipote  del  sovrano  testé  aanùiMio 

ebbe  nome  dalle  sua  antica  chiesa  parroe-  con  diploma,  ditto  in  Sanane  neiragono 

cbiale,  attualmente  annessa  alta  cum  di  S.  «lei  iaa6»  assegnò  ai  Sartancst.U  piìvilefio 

Losetiao  a  Pomafo  url|a  Com.  Giur.  Dioe.  concessogli  da  Federigo  I  suo  augusto  avo, 

Gsii^i.'e  quasi  4  migl.  a  le?,  di  Arano.  mercè  cui  da  quetrepooa  in  poi  anoollor- 

~    ftisiede  sulU  eima  dei  poggi  che  sepaOH  gbesi  di  San-Slefano  furono  eraaocuali  éà 

no  le  acque  dell*  Arno  dove  inflnisoe  il  torr.  loro  ▼escovi.  Arro^  a  ciò  un  atto  del  f  la- 

Castra  che  nasce  a  se(t.  di  San-Severo  ed  glio  del  ii35,  col  quale  i  consoli  dd  Co- 

U  <orr«  C^one^  un  cui  lamo  scende  a  lev.  mune  del  Borgo  Sen-Sle&no  venderono  al 

di  &in<Sevefo  per  entrare  col  torr.  maggiore  Comune  di  Sanane  V  uso  a  metli  dell'acqua 

iMl  fiiMBe  Tevere.  de*  mulini  deiii  di  Pitnm  coaapwai  ad 

PrcAnibilmenle  appella  a  coleila  chiesa  di  distretto  di  San-Stefiino;  per  hi  quale  veo- 

San-Sever«  il  ginspadronato  che  su  di  esM  dita  i  Sananest  aoctttarono  gli  uomini  di 

confermò  all'  Abbadia  di  S.  Antimo  in  Val»  San-Stefauo  per  Borghesi  <li  SaRnoa.QuÌQ- 

d*Ofcta  rimp.  Arrigo  (II  con  diploma  dfl  di  aotto  di  ai  luglio  ^1  1*37  furono  ria* 

17  loglio  io5i  diretto  a  Teuzaone  abbate  novate  fra  i  due  Comuni  altre  convenaioni 

di  quel  monastero.  per  conto  de'  mulini  qui  sopra  rammentali. 

La  iMrr.  di  San-Severo  del  suburbio  o-  Passò  io  seguito  il  Borgo  San-Sle€uio  ia 

rieutiie  di  Armo  fu  soppressa  nel  sett.  d^l  potere  de*  Pisani ,  poi  de*  marchesi  liUai|ii- 

itf o3  e  riunito  il  suo  popolo  a  quello  della  na,  quindi  de*  Lucchesi  oomandnti  da  C>- 

cura  più  a  lui  vicina  di  S.  Lorcnio  al  Po-  strucclo,  ai  quali  fu  ritolto  armala  mano  dai 

roafo.  —  F'ed,  Pouajo.  marchesi  Malaspina  e  dalle  (brut  laviate  ia 

SAW-STEFAflO  (BORGO)  m  MAGRA.  Lunigiana  dai  Fiomitini,  sino  a  che  per 

—  Grosso  boi|[o  murato,  che  prese  il  titolo  cura  di  questi  ultimi  il  Borgo  San-Str&ao 

dalla  sua  chiesa  parrocchiale,  ora  arcipre-  venue  cirooodalo  di  mura, 

tura  ($•  Steltno  protomartire).  ^  ft  ca-  Nel  1344  cotesto  Boigo  cadde  in  potere 

poluogo  di  Comunità  nel    Handaniento  e  di   Luchino  Visconti  per  cessione  fiittagli 

circa  migl.  3  }  a  maeslr.  di  8«rsana,  Ptrov.  dal  suo  cognato  Antonio  del  Fieeoo  vctcofo 

di  Levante,  Diuc  di, Luni-Sanana,  Regno  di  Luni ,  sebbene  fiisse  restituito  raooo 

Sardo.  dopo  ai  Lucchesi  mediante  la  pace  di  Pie- 

Risiede  sulla  sponda  sinistra  del  fi.  Ma-  trasanta.  ^>  ^«J.  PianuaA>TA. 

pm  quasi  dirimpetto  al  Cast,  granducale  di  Rispetto  ai  tempi  successivi  il  Borgo  San- 

Albiano,  lungo  la  strada  provinciale  che  da  Slefiino  dovè  seguitare  la  sorte  di  Samaa 

Siriana  rimontando  b  ripa  sinistra  di  detto  suo  capoluogo,  ed  ora  suo  Mandamento ,  al 

fiume  guida  ali*  Antla,  e  di  là  per  Pontre-  cui  Art.  rinvio  il  lettore.  Renai  qui  avv«r- 

mòli  e  la  Cisa  a  IWma.  tirò  che  fu  in  questo  Borgo  dove  nel  1494 

Fra  le  memorie  superstiti  plh  antiche  a  Piero  de*  Medici  lece  il  vile  alto  di  prvsen- 

me  note,  che  rammentino  quello  borgo,  sti-  tare  le  chiavi  di  Sarsana,  Sananello  e  Pie< 

moquelb  delta  controversia  insorta  Ano  dal  trasanta  ai  re  di  Francia  Certo  Vili. 

secolo  IX  e  continuala  nel  susKguente  fra  La  Comunità  del  Borgo  San-Slelatio  dì 

gli  abbati  del  Mon.  di  Bobbio  ed  i  vescovi  lllagra  si  compone  di  due  popoli,  i  quali  nel 

di  Luni,  ai  quali  ultimi  con  senlenia  di  i839contavanoi86aabit.— fVfl.Poasa«o. 
Carlo  il  Grosso ,  e  poscia  da  Ottone  III  fu 

eonlennato  a  titolo  di  regalia  il  mercato    Borgo  San-Ste&no jibie. 

della  pieve  di  Borgo  S.  befano,  mereaio    Ponzano » 

che  si  pratica  tuttora  a  guisa  di  fiera  nel  a 4  «                     ^.  • 

agosto.—  Anche  un  diploma  dell* Imp.  Fé-  ^oriim  .  .  .  jtM. 

derigo  I  spedito  nel  1 181  a  favore  di  Pietro  SAN-STEFANO  in  PANE.  —  ^td.  Vài 

▼escovo  di  Luni,  fra  gli  altri  poisessi  e  pri-  ■«(Piava  SAa-SretAao  n)  con  tutti  i  loogM 

vilegì  confermava  a  lui  ed  ai  suoi  successo-  proprj ,  e  gli  Articoli  SaaTO-SravAivo. 

ri  il  Borgo  Sin-Ste6ino  col  increato  com-  SANT-AGATA  m  MIK^LLO.  -^  ^«4. 

preso  il  bando,  la  giusiiùa  e  il  ditireito,  Aoata  (S.)  il  Coanoocaio  in  Val-di-Sieveui 


SANT  SANI               137 

SUrr-AGffBSE  V  CHIANTI.  —  r«tf.  Giw.  appena  due  Aigl.  «  le^.  di  OitfcIfcMk- 

AamaCS.)  in  Chianti.  co  di  sotto.  Dice,  di  SMininiato»  già  di 

Si?m<:aOCE  «n.  pian  »* ANGHURI  Locca  »  Cottp.  di  Fireoie. 

ia  faKnbcrina.  —  IW.  CaiCNs  (&>  tm  U  eh.  Uni ,  oiii  Santa-Craoe  fo  patria, 

Vum  a*  AaoHuai.  pariando  dell*  origine  di  qoeala  Terra  opinò 

SAffrA4»OCE  nn.  CORVO.  —  I^hL  che  «m  chicM  dedicaU  alU  Siiala4:me ,  o 

GoBfO  (  Moara  a  Puara  dbl)  pvcaio  Bocca  al  f^oiio  S€u%U>  di  Lttcea »  daaaa  oocasieae 

di Magirat é Gqìi^(&  Caoaa ovl)» ai  qvali  a  6ibbrìcara  eotlè  naU' aniioo  dislnrlto  e 

«tìcili  ti  pvò  aggiuigact»  qaalaeaia  km  le  dìoccii  Incoheia  no  patte  cui  fo  dat#  lo 

«aaWast  ddl'Aith.  Aicìy.  di  Laocn  te  ne  alaaio  noaae,  infilata  la  gente,  dita* egli , 

trota  una  MTanno  t  a65  fci«lif  a  all'  aoqni-  dalla  comodità  del  sito  come  opportiwittiaio 

sto  Caio  <ki  don  Lnca  pnoct  dal  raonnilefo  per  acoorrarri  ad  abitarlo, 

di  S,  Grece  al  Corto ,  Dìoc«  di  Luni ,  per  £tM  è  aiin?ertata  dalla  ttrada  provin- 

iattrote  di  qnel  luogo  pio  dì  alcuni  beni  ciale  del  Val-d*Amo  di  totlo,  lungo  la  ripa 

nluatim  Sorbano  del  Vetoovo  pretto  Lucca,  dtaira  dal  fi.  Amo,  tagliata  a  tquadra  da 

in  altra  ptaigan^na  dd  ta^S  ti  iratla  di  dieci  TÌa  travene,  che  tono  qnati  aquid*- 

fcrttnat  intortt  Ira  il  priore  del  Mon.  di  ttai^i  (ra  loro;  totto  il  gr.  a8^  %^'  toag.  od 

S.  Croce  al  Gnr?o  ddla  diooeti  di  Lani  e  il  gr.  i3?  a*  8"  di  laUt.,  qoati  aigi  due  a 

la  Galuecin  dtladiao  luccbete  dair  altia  lib.  di  Focecchio,  circa  4  migl.  a  iMVtr.  di 

ftfit  a  ragirme  dal  poiteito  de*  beni  petti  San<^niato,  e  intorno  a  4  a  l«r»  di  &  Ma- 

fmito  Locca  a  Sorbano  del  Vetcovo  (ìtfi).  ria  a  Monte  ^  %^  migl.  a  pam.  di  Fioanu» 

laollra  ftm  le  carte  del|'i<iapedale  nuovo  ai  a  lev.  di  Pita,  e  ao  a  toir.  di  L«cc»i. 

di  Pita  haTVft  nn  ìatinnnenlo  dnl  6  nov.  Diede  lutlro  aUa  Tetta  di  Santo  Croot  la 

1 140  tcrìtto  nel  borgo  di  Saraans^col  quale  Beata  Critliana  ,  la  quale  aul  declinare  del 

4an  Andren  ifaenacn  o  diacono  della  eh.  di  tee.  XIU  fondò  nelU  tua  patria  un  devoto 

S.  Croca  al^Gorv»  e  dnn  Micbole  monaco  aaoaaatero,  dove  vivonn  tuttnryt  enemplar- 

drila  tteaaa  Moa.  gittranaav»  al  camarliogo  mente  tatto  la  regola  di  S.  Agottino  cir- 

ét  om  Mon.  dm  in  «loun  tmnpo  et»  non  «a  trenta  monache.  -^  Innanai  dell*  attuale 

ritfvittti'D  cfaiaive  vcrUiM  del  ^fim,  dì  Lani.  unica  pairoccfaia  di  S.  Laceaso»  tlata  pnp- 

■Gmttliufnmte  poi  del  140$  l*  abate  di  $.  aia  potoia  prepotituca»  etitlevano  ne*^con- 

IGchéle  de*  Scalm  pfttto  Ftta  diede  licenaa  tomi  di  Santa-Crece  quattro  cbiett  parrac- 

ai  aloanei  di  Su  Gmce  al  Corvo,  Dioo.  di  ehiali»  dal  piviere  di  S.  M4ria  e  Monte,  «Ine 

Laaì ,  iK  pelee  attenaic.  alenni  beni  (  ina),  delle  quali  vcrto  pon.,  S.  TommmsQ  di  t^i- 

Fmalaienfea  con  aerilUva  rugala  in  9^— 90^0  $nale  e  S,  Jndr§a  dei  FqM  Artw^  la 

iìiaMU'H  i5  gann»  del  1442  don  Antonio  lena  5.  Honole  a  Ifugno^a  di  Oiirmfno 
M  Vvm  veaeovo  SèMems^  {sic)  commen-  •  aaMo  l*  antico  pievanato  di  Fablirica  di  G- 

datario  dal  priemlo  di  S.  Croca  al  Certo  goli ,  e  hi  quarta  dalla  pane  di  lev.,  tolto 

rimnmift  spnotoiMaaaanle  il  dello  prioialo  ài  titolo  di  S.  f^ito  di  S.  O^Be,  o  alla 

eelle  mani  del  Peijl.  Eugenio  fV  {Ì9Ì).  mia  del  pievanato  di  Cappiano (  r^d. 

SAfTFik.CaOCE  mtà  GINESTAA il  ^atmUg^  deiU  chiese  dtUa  Di%m9Ì  di 

f^ed,  QieatiBA  eeail  di  Intte  k  ville- e  oa-  Lme^  eom^iaio  mtl  >a6o). 

laliebebann^pettilelereS.  Ceaae.  Goletta-Tercaperqnantonenai  trovi  ne- 

Bjutm^Gmùctf  er  Igiregeae  in  Val-di-  minata  prima  del  tecolo  XIU»  pure  etia  era 

Siete.  —  VilUamgnifiBa  ditlnMtte»  che  (u  già  circondala  di  mura  tinodairanno  iaS<> 

dilCanLOltmBnnUbaldiw,petulcaSear.  cerne rilevmi  dalU  ooUaU  che  si  ha  dell* 

paria  e  le  Pieve  di  Fagne  %,  nella  Com.  e  epoca  in  cai  la  beata Oringa  Cristianaimì' 

^ar.dtScarperie,IKee«eCedip»diFi«enee.  éò  in  quell'anno  il  tuo  taonattero  dentro  la 

In  quella  villa  il  Card,  Ottaviene  aeoolte  Tene  di  Santa-Croce  appoggiato  però  nl/e 

dot  Panlefitt,  ti  ieCark»d:Angi&,  l' impe-  mura  tmtidUàne.  *-  (Laiu,  Odepor.  pag. 

rator  Balduieo  e  molti  altri  principL  «^  894  e  aluoifé)»  Coleste  mura  castellano  fu- 

^ad.  SeAantaiA«  Cemnntla.  «OAO.in  gran  parte  atterrale  dalla  terribile 

SiTTA-GaOCE.SAffTACBaCB,  oS.  iooodaaione  detl* Amo  del  i333.  —  (Gio. 

CBOCE  nel  VaUI*A«M»  inferiore.  -^  Terra  Yuami,  Cronica  Lib.  XI.  cap.  i .) 

frotei  capolmtgo  di  Comunità  non  ohieta  La  villa  poi  di  Hugiumo  o  Muniano^ 

collegiate  (S.  f rttmin  ptepeaitnia ) ,  nelb  atlualmenlc  alia  siuittra  dell* Arus  dirim- 

V.  V.  18 


138              SA  NT  SANI 

petto  a  Siiita-Crocc,  cn  quclk  ttiiM  ch«  Ibnlredi  ne  fmn  11  coote  GaUo  Jhfféh 

im  dato  il  ditiintifo  alla  eh.  di  S.  Donalo  tuo  TÌcario  in  Toieana. 

d*  Olir*  Amo ,  la  quale  prima  del  tecolo  X,  Ali* Art.  Foaaoano  disti»  che  dal  i  «70  in 

•embra  che  fiMse  aUa  destra  dello  stessO^u-  poi  rispetto  al  territorio  delle  Gerbaje  ri  sn- 

me.  Tale  almeno  ce  la  fifara  una  membm-  scitarono  frequenti  ouutiOfCfsìe  Cea  le  Go> 

na  delPAroh.  Ardv.  Luoch.  del  9  aprile  909  munita  di  Fncecohio  »  di  Sanl*-Gcoee  e  di 

pubblicata  nel  Voi.  V.P.  II.  dW/c  Mtemor.  Castelfnneo  di  sotto. 

Lueeh.^  dote  ri  tratta  del  cambio  di  una  Poiché»  a  partiredal  is84« cristo  aBCom- 

casa  masmrìsia  posta  in  heo  Mumamo  im^  promesso  &tto  in  detto  anno  dri  sindaci  dd* 

Irr  /Ciucio  Arno  et  Jrnm  (cioè  fra  1*  Arno  le  tre  Comunità  sunnominate  perrimirttcte 

«  la  Gosciana)  mentre  nel  seo.  XUI  ri  Irò-  le  terlenie  sulle  Gerbsje  al  potcsU  e  capi- 


^  essa  oomprem  nel  piriere  di  Fabbrica   tsno  del  popolo  di  Lucca,  i  quali  adunati 

irOltramo.—  ^td.    con  gH  anriani,  i  consoli  ed  i  oonsigGeri 


di  Gp>li«  che  resta  nril* 

UvQiiAUo  nel  Val-d*  Amo  inferiore.  venerali  del  popolo  in  pubblico  parlamcnlo; 

Questa  ^illa  di  JHugnano  »  o  Mmniamm  »  discussero  k  questione  nel  paiamo  mua^odi 

con  la  sua  chiew  di  S.  Donato  è  f^mmentata  S,  Mtiek9Ì9  in  Foro;  ed  è  lelatifo  alle  sles> 

in  un  btramento  rogato  net  Iranno  1 3i  1  in  se  eonlroforrie  altro  lodo  pronunriato  nd 

£eeU$ia  5.  Damati  iU  Mugnaao.  —  {hàtu^  «7  settembre  del  1  «87  da  Bernardino  del- 

Odeper.  pag.  353.)  hi  Porta  potestà  e  da  Gomdo  di  Brescia  ca> 

ForUva  il  nomignolo  di  Mugmano  un*  pitano  dri  popolo  di  Lucca»  entambi  eletti 
altra  rilla  dote  fu  un'altm  chiem  dedicata  dai  sindari  dri  trs  popoli  prenominali  m 
a  S.  Michele  Arcangelo»  comprem  al  pari  canm  di  confini  territoriali  nelk  Gerb^ 
delk  prima  nel  piriere  della  Fabbrica  di  Ira  k  loro  Comunità.*-  (Lua»  Odeparìe. 
Cigoli  »  ma  soggetta  alla  Com.  e  Giur.  di  pag.  408  e  Mgg.) 
Sanmimato.  —  Ema  è  rammentata  non  so»  Dòpo  però'die  Uguorione  delk  Fagginok 
lamente  da  Già,  Leìmi  nel  suo  Diario  san»  ri  rese  signore  di^a  e  poidi  Lucoa»  (iSiS) 
itainktese»maanoorBnelcatalogodrikobio-  aioune  castelk  dri  Val-d*  Amo  inSeriove»  di- 
te delk  diooeri  di  Lucca  del  tafio  insieme  pem  fino  aUoim  dai  Lncqhcri»  ri  diedero .m 
oon  raUra  di  S.  Danaio  da  Mammm.  miardk  ai  Fiorentini.-^ Di  qMto  ni 

La  più  antica  memoria  autentica  super-  fu  Sanla-Croce»  che  i  Pisani  in  nn 

elite  in  cui  troro  nominata  k  Comunità  di  rimo  di»  innanri  ohe  termtnasse  V 

Saota-Croce  del  ?al-d*Amo  inferiore  è  na  stesso»  conquistarono  insieme  non  S.  Maria 

istmmento  del  97  noT.  iaa4,  col  qnak  i  Monte  e  Csslrifeaneo.  Ma  nril* anso  i3a3 

camarlinghi  ddk  gabrile  de'  contntti  dri  k  stesse  terre  ricaddero  temporariamenlein 

Comune  di  Firenie  avendo  inteso  che  k  potere  delk  genti  di  CastioocioAntelminelfi 

Comumità di Sania^^foea dal  f^ai^Jmo  capitano  genenle  de*Lucchcri,  e  sebbene 

■TCTa  fetto  notificauone  ad  oggetto  di  vcn-  nd  maggio  del  1 3a4  succedesse  battaglia 

dere  I  pascoli  ed  i  boschi  da  pastura  Md-  presso  Castrifranco  tra  le  genri  d^arsae  di 

tanti  alk  Comunità  stesm  per  Tannuo  ntto  Caslmorio  e  la  guarnigione  do*  FSorenllni  » 

di  cento  fiorini  d* oro, ed  avendo  quegli  uf-  che  occupavano  Cestelfeanco»  con    rajuto 

fiskli  esaminato  le  precedenti  ooovenaioni  da  F^ioeoohio  sopragginnto  a-  qoeat*  ultimi 

stata  fette  fra  la  Comunità  di  SantuCrooc  furono  messe  In  rotta  k  Lucchesi.  —  (G. 

ed  il  Comune  di  Firenze,  decisero  di  anul-  VlUJka^  Cfomea  Lih.  iX.Cmp,  ^S^Qm 

lare  e  cassare  k  nolifìcariooe  sopra  indicata,  tolto  ciò  V  anno  dopo  rilo  stesso  Cislnio» 

*-  (Aaoa.  Dm,.  Fioa.  Coite  daUm  Cornn*  ciò  riesci  di  occupale  annata  mano  i  pasri 

niià  di  Santo  Crocè).  fra  k  Gusciaoa  e  l'Amo»  compreoo  il  ptsso 

Cotesto  documento  frattanto  ci  seoopre  del  ponta  a  Csppkno»  il  qnak  fti  preso  od 

non  solo  che  k  Terra  di  Santa-Cvoce  hno  giugno  «Id  i3a5»  ma  tenuto  per  poco  dal* 

dal  iaa4  era  oostitaita  in  corpo  conumila-  l'armata  fiormtina»  mentre  nd  settembre 

t«vo,  ma  che  ì  suoi  abitante  avevano  già  sucecsiivo  tutto  quell*  eserrito  riknase  sooo- 

stabiliti  de*  patti  con  il  Comune  dtFirenie».  .fitto  da  Castruocìo  uri  campi  driPAItopascio. 

dal  quale  Comune  doveva  dipenderaa  quei-  '  Veto  alk  fine  dd  luglio  dd  iSa?  i  Fio- 

k  età  il  popolo  di  Sa  nta-Croce,  siccome  tor-  rentini  con  numeroee  asasoade  e  oon  k 

nò  ad  aisoggeUarvifi  dopo  il  temporariopos-  genti  d'enne  del  duca  di  Cakbria  loro  ▼•* 

sesso»  dal  ia6i  al  1367,  che  a*  nome  del  re  cario  feciono  cete  sopra  Castraccio  nd  Val- 


SANT  SANT  139 

imo  infinriore  ;  per  cui  aicndo  pawilo  U  tUta  dai  reggitori  delta  Repubblica  Fior. 

ìuànm  ,  ooeaparoao  le  Terre  di  Santa-  aooettala. 

Qme ,  di  CMletfraiieu ,  e  di  S.  Maria  a       Quindi  qnasi  nn  secolo  dopo  la  Signorìa 

Iwle,  TvIUbui  delle  quali  podii  giorni  di  Pirraie  con  pn>?TÌtione  del  a8  aprile 

lipo  (s  agoato)  pw&eto  di  aMaUo ,  mentre  1 4  5a  concesse  al  Comune  di  Santacroce  per 

id  IO  agosto  dbbcro  a  patti  aocbe  la  rocca,  sei  anni  una  diminuzione  della  tassa  solita, 

iggnuife  il  Villani  I  eone,  dappoiché  il  a  condizione  che  gli  uomini  di  Santacroce 

tea  di  Calabria  renne  ticario  in  Firente ,  con  qnell*  avanzo  cosfniissero  di  nuovo  i 

h  (pai  con  accadde  nel  3 1  luglio  i  Sà0,  in-  muri  del  loro  castello  stati,  o  rovinati  o  goa- 

laoalU tornala  ilella  detta  oste  in  Firmi»,  sti  dalle  inondazioni  delP  Arno  -^  (  Aaca. 

dhiia  pochi  dì  wh  d'nn  anno  (ag.  1397  )  Din.  PiOa.  Cart&  della  Com.  di  Santa^ 

ritiofòclie  il  Gommie  medesimo,  calco-  eroe^y 

\èd\\  nlario  del  doea  (eh*  era  di  »oo,ooo       Dello  stesso  anno  i^Sa,  sotto  d)  10  ot- 
fisriai)  aveva  Speso  più  di  5oo,ooo  Aorini  tobre  esiste  nell*  Arcb.  Dipi.  Fior,  fra  le 
foro  (circa  7  milioni  delle  nostre  lire  at-  membrane  dilla  collegiata  di  S.  Lorenzo  in 
teli],  lo  die  «irebbe  gran  cosa  ad  nn  ricco  Santacroce  un  istrumento  rogato  in  Roma 
nane;  e  tnttì  qoesti  denari,  soggi  imge  Io  retati  vo  a  II*  elezione  fatta  da  Niccolò  dei  fio- 
Amo,  oKirono  delle  borse  de*norentini.  nàparte  da  Sanminiato,  auditore  del  cardi- 
—  (Cmnie.  eif .  Lib.  X  cap.  3o.)  nal  Giovanni  Orsini,  di  un  siio  sindaco  nel> 
Finamente  per  patti  accettati  in  Firenze  la  persona  del  rettore  della  chiesa  de' SS. 
Hllodl  4  dicembredel  t33o,  nel  tempo  che  Jacopo  e  Filippo  a  Pancole  di  Sanminiato  « 
■a  uttuto  delta  repubblica  Stara  alt'  asse-  affinchè  presentasse  a  chi  spettava  le  lettere 
dio  delta  citl&  di  iMcca,  gli  nomini  di  fk-  apostoliche  onde  il  Bonaparte  fosse  prorrbto 
flsedbo,  di  Santaeroee  e  di  Cawttl frane»  ^  della  chiesa  di  «S.  ^ito  di  Sanfaeroee  per 
Squali  Terre  tutte  erano  siale  Ano  allora  governarla  tanto  nello  spirituale  come  nel 
A  gnardia  de* Fiorentini,  li  sottomisero  temporale.  D<il  quale  mandato  sembra  di 
fi  libcia  rolontk  eome  distrettuali  al  Go-  rilevare ,  che  la  chiesa  di  8,  f^iio  presso  le 
■aae  di  Fircnae^  con  obbligo  di  pagare  quarta  chiesa  parr.  di  S.  Andrea  trattano  due 
Tiàìmo  della  lira,  e  dascnna  di  d»^te  Ter-  mura  di  5ait/<iero0« continuava  parrocchia- 
le r  annuo  tributo  di  un  cero  grande  figu-  le  anco  nel  i45i.  In  quanto  poi  air  altra 
fsto  da  offrini  nel  giorno  della  festa  di  S.  chiesa  di  S.  Tommaso  al  f^ignale^  che  essa 
Giovanai  Battista'  in  Firenze.  •— >  (G.  Vn.-  nel  1 38i  si  conservasse  fra  le  parrocchie  di 
uai,  Cronica^  Lib.  X,  cap.  105).  Saniaeroce  lo  dichiara  la  spedizione  delle 
Dopo  l'inutile  congresso  di  Lerici,  tenn-  bolle  fiitta  in  detto  anno  li  a3  maggio  dal 
to  ael  gcnnafo  del  i334,  essendo  ricomin-  pievano  di  S.  Mi«ria  a  Monte  al  prete  Jaco* 
òata  ta  guerra,  per  non  lasciar  prendere  pò  di  Simone  prf««'ntato  dai  parrocchiani  di 
farsa  al  legato  pontificio  ed  al  re  Giovanni  S.  Tommaso  al  frignale,  e  messo  dal  pieva- 
fi  Boemta ,  le  truppe  fiorentine  ch'esano  no  in  possesso  li  26  maggio  dell'anno  me- 
in  Val-di-?lierote,  cavalcarono  sopra  Borgo  desirao.  —  (  Lami  ,  Odepor.  pag.  678.) 
s  loggnno,  mentre  quelle  di  Lucca  corre-        Rispetto  alla  chiesa  di  S.  Donato  di  Sfa- 
vano sopra  Fuceochio  e  Santacroce,  dove  gnaaa  della  pieve  di  Fabbrica^  altra  cura 
Wvanmo  grande  preda  di  bestie  grosse.  —  antica  di  Santacroce ^eaaa  è  rammentata  in 
(Gu  YnxAai,  Cronica ,  Uh.  XI  cap.  5.)  un  istrumento  del  141 4  per  l'elezione  del 
Ho  gii  detto  qualmente  le  terre  del  Val-  suo  rettore  (  iVì  pag,  agS  ),come  pure  da- 
'    dm»  di  sotto  fino  dal  dicembre  del  i33o  gli  istnimentì  del  i3i5  e  i39a  citati  dallo 

à  enno  sottomesse  come  distrettuali  alta  stesso  Lsmi,  —  (ìpi,  pag.  3f>9). 

!    Signoria  di  Firenze;  ma  dopo  tutto  ciò  gli        Comunque  sia ,  rispetto  alla  soppressione 

ssmini  di  Santacroce  avendo  contemplalo  delle  qnaltra  p.irrorchie  prenominate,  e  del- 

|!i  oneri  dai  quali  il  loro  paese  dal  governo  la  traslaziònt  de'  loro  titoli  in  quattro  al- 

faiCBtittO  era  stato  gravato,  con  delibera-  tari  della  natva  chiesa  di  S.Lorenzo  in  San - 

àooedel  97  genna{o  i356,  o  1357  a  stile  tacroce,  non  resta  dubbio  per  ammettere, 

SBnraae,  risolverono  di  pagare  all'uffizio  che  una  almeno  di  quelle  quattro  chiese 

^regolatori  dell'entrate  e  uscite  del  Go-  (5.  flio  di  Santa-Croce)%\  conservava  cura 

nane  di  Firenze,  invece  dèi  sotiti  aggnvj,  net  1 43a ,  e  che  tale  sì  mantenne  finn  a  tnt- 

liMMama  annua  di  lift  990;  pro^iosizione  to  il  sec.  XV.  Cotesto  &tto  è  dimostrato  da 


140  SANT  SAMT 

un  «ticolo  delle  coftitaizìom  dale  neirepi-  ixHIffiato  la  thkm  fMiroodMdc  £  5.  ìm^ 

scopio  di  Locca  li  98  genn.  i45i  da  Si^  Beato  fu  BaldaMme  Maoni  tcicoto  dtfjK- 

fono  IVenlH  Tetcon>  di  quella  cittfc  in  an.  ca»  dediaDte  bolla  del  i44a.  Due  bsoiù 

«Molo  alla  bolla  spediU  nel  1 44»  dal  Vetc.  aecoli  dofio  i  TCioovidi  SanBunialoaococda- 

BaldaMarre  Manni  suo  antecessore.  moo  al  priore  di  5.  X«ienao  a  SantoOoce 

Nelle  quali  costiuixiooi ,  slate  poco  dopo  U  titolo  di  pEqnsto. 
approfale  dal  Pont.  Niccolò  V,  tiovaoat  re>        Ma  ciòdìe  sende  wngpof  InstroallaTcr- 

gittrati  i  capitoli  riguaràanii  le  txmtroQ^r^  ra  in  diacocso  e  1*  essere atata  cuUa  e  faTcìe 

$U  truU  priore  di  SaatU'-Croce^  ed  icop-  visto  oaacere  verso  la  metà  del  aeoolo  XIII 

pellani  delle  4  chiese  parrocckiali  di  S,  la  vergine  ed  ota  Seaia  CriiiUuta.  Fn  poi 

Fiio^  S,  Andrea^  S*  Tommaso  e  S,  JD^  nel  i a 79  quando  gli  abitanti  di  Santa-uo- 

nato,^'{Odepor.  eit,  da  pag,  3o3  a  309).  ce  donarono  alla  doniclia  predetta  ona  casa 

-  Fu  Teranente  nel  iSoo,  quando  il  ^e-  posta  prrsso  le  mora  caste  liane,  aflincbè  po- 

scovo  dì  Lucca  Felino  Maria  Sandei  con*  tesse  erigervi ,  come  fece  »  un  mooaslefo  di 

verll  le  quattro  parroocLie  topmnominale  monache  sotto  la  regola  di  S.  Agostino,. do- 

in  altreilanti  canonicati  della  priorìa  di  S.  ve  nel  1 186  la  stessa  Cristiana  era  badessa, 

Loremo  in  Santacroce  cui  in  seguilo  vea*  e  la  €^i  cbiem  annessa  (a  dedicata  a  S.  Ma- 

nero  aggiunti  altri  sette,  che  io  tutlo  for-  |fa  Novella  e  a  S.  Michele.  In  fiivore  pertaa- 

marono  1 1  canonici  di  quella  collegiata.  lo  di  quelle  recluse  il  vescovo  di  Locca  IS- 

I3bo  de*parroclii  più  distinti  delia  chiem  fanello  de*  Porcaresi  con  ^lla  del  t6  nar- 
di S.  Loreoxo  (a  Vinceaxo  di  Banduccio  io  1 298  ordinò  che  la  badessa  e  le  mona- 
tKumati  di  Santaeroce ,  il  quale  fino  dalla  che  di  S.  jftiria  e  S.  Michelet  Santa-Gioce 
seconda  decade  del  sec.  XVI  (u  priore  di  co-  restassero  stabilmente  in  clausura  ;  cpnoedcn* 
lesta  ohiesa,  cni  egli  accrebbe  la  dote,  Tarn-  do  loro  (aooltk  di  eleggemi  il  coni<caaore  e 
pliò  e  la  tenne  in  benefizio  anche  dopo  aver  di  potarlo  tu  abitare  per  mi^giore  corno» 
ottennio  nel  i5s9  il  vescovado  d*  Orvieto»  À'^ik  nelle  case  annesse  al  detto  monastcm, 
£glt  mori  nel  1548,  nell'anno  stesso  in  Colesti  privUegj  furono  la  continnminnt 
•cui  «n  di  kii  pronipote,  Gio.  Battista  d'In»  di  altri  slati  apcordati  a  quelle  monache  dal 
Ionio  «K  Francesco  Duonti ,  impello  dalla  cavdinale  legato  in  Toscana ,  Pietro  Vale-^ 
ouria  romana  V  investitura  di  uno  di  -qnó  riano ,  mediante  un  heeve  dMo  in  Firenas 
canonicaU  joUo  il  titolo  di  S.  Tanmiaso, e  li  16  settembre  del  1396,  oonfmnalo  90 
1»  rtmpellaank  ài  S.  Antonio,  posta  nella  anni  d^po  dal  vescovo  di  Lucca  Fr.  Gio- 
•tessa  ehiasi  pamcobiale  di  S.  Loremo  a  vanni  Salutsi  di  Fuoecchio  sotto  di  «6  olL 
Santacroce.— (Anca.  Dbn..Fioa..Corfe^el-  del  1 386  ehe  poi  nel  prìmo  dicembre  M 
la  Collegiata  di  Santacroce*)  1441  anche  dal  vescovo  Baldassarre  Manni 

Della  provenienia  medesima  è  un'  altra  venne  rinnovalo.  —  (  Lahi  ,  Jfois*  EeeU 

pCilgamena  oanlenenle  un  breve  dato  in  Fior.  pag.  195*199). 
&ominialo  li  8  nov.  1654,  col  qaale  Gio.        Nel  faahello  imposto  dalla  Bep.  Fior,  nd 

FranomcoBonaparle  vicario fenerale di  Pie-  dicembre  del  1444  a  tutti  i  popoli  del  eon- 

.Uv  IVesoobaldi  vescovo  di  Sanminiato  in-  tado  jt  distnetto  di  Firenie  e  di  Pisa,  laCo- 

▼eslUXMncirico  Bartolommeo  del  kk  BidoUb  munita  di  SsnU-Croce  compecsa  sen^we  nel 

<lc*Veechianida<Santaoraoe  della  chiem  par-  disticlto  fiorentino ,  trovossi  tassata  in  tao 

nwchiale  di  S.  Lomoco  di  detta  Term ,  eh'  fiorini  d*on>,  quella  di  Fuoeccbio  in  fiorini 

era  fiadronato  di  quel  Coasone,  flianle  la  aoo,  ralln  ^i  Castelfranco  di  aoito  per 

morte  4)el  prioM  Santi  dei  Turi.  fiorini  80,  e  b  Com.  di  S.  Biscia  a  Monle 

II  primo  vescovo  che  esiste  in  priorìa  per  soli  fiorìni  40. 


141 


MfOFiMBNTO  della  Popolazione  della  Tembj  di  SjKVA^toce 
0  quattro  epoche  diverse ,  dieisa  per  fami  glie. 


Amo 

mmso. 

IKftl 

femm. 

AMO 

m09€. 

1.T1 
femm. 

oomumati 

dtt 
dvcMsn 

dei 
ftueMMi 

1 

Numero 

delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popolar. 

iSSi 

— 

— . 

^^ 

... 

.1^ 

»» 

9l3 

rat4 

1745 

406 

391 

5a9 

536 

79« 

95 

469 

9753 

1833 

734 

798 

610 

669 

i394 

73 

783 

49o3 

1S40 

743 

701 

64S 

63; 

i394 

59 

770 

4176 

Cemmmkà  di  Smmia^Croee.  —  11  terrì- 
lorì*  dk  questa  commitli ,  «ffriao  e  ttaccalo 
ia  dna  poniotii  qoari  fgvtlì  ocmp  una  so- 
paMedi  78053  qdadr.,  3o3  de* quali  sono 
ptcsi  da  corsi  dì  acque  e  da  strade. 

^  si  troraTa  nel  1 833  una  popolaxione 
di  8878  abitanti ,  a  proporzione  media  di 
cìnì'79  peraoue  per  ogni  migl.  qnadr.  di 
svolo  isponibne. 

Il  lerrilorio  nel  quale  è  compreso  il  ca- 
plnuffu  confina  dal  lato  di  ler.  con  quello 
rnMuuititivo  di  Fuoeceliio ,  dalla  parte  di 
•or.  «  di  ostro  mediante  TAmo  con  laCom, 
di  Sanminiato ,  e  dal  lato  <fi  grec.  girando 
peraett.  e  pon.  sino  air  Amo  con  quello 
della  Onnuttifi  di  Castelfranco  <fi  sotto;  il 
Mi  ohimo  tcrrìlorìo,  come  si  disse  alPArt. 
C*amaBAM30 


Bt  Sorto,  Comunità f  oisgiun- 
fc  !■  feconda  porviooe  del  territorio  comò- 
nitati^o  di  Santa-Croce  da  quella  del  capo» 
j*<V^  ed  in  e«i  od  i833  abìtarano  3947 
indivMBi  spettanti  alle  due  panoccbife  di 
^'''^'utano  e  £  SlaAli*  Impcfoccbè  quesl*  ul- 
ti^tt  poTEione  di  territorio  disunito  sebbe* 
oc  appartenente  alla  Comunità  di  Santa- 
Cfuoe ,  dal  lato  di  sett.  e  £  pon.  confina 
cou  la  poniope  staccata  della  Com.  di  Gt- 
stelGranco  di  sotto ,  la  quale  ritenta  la  gron- 
da orìenUle  dd  padule  e  lago  di  Bientina. 
1^1  lato  poi  ?ollo  a  lib.  si  tooca  con  il 
tmitorio  della  Com.  di  S.  ìbria  a  Monte, 
■Mdiante  lo  stretto  di  StaHbli,  in  tondo  al 
quale  dirimpetto  a  ostro  ritrora  P  altra  por- 
**<">«  dì  territorio  apcttaote  al  capoluogo 
^  GHlelfranao,  con  b  quale  dopo  csserw 
^  nostra  diretta  da  pon.  a  lev.  forma  un 
angolo  quasi  retto  per  ioifirizzarsi  a  sett. 


Costì  sotti nira  di  iarda  a  Ict.  la  Com.  di 
Focrechio,  ecoD  qu(Sl*uIUma  T  altra  toc- 
ca dirìnif>etto  a  sett.  un  segmento  del  trrrì- 
lorìo  comunitatiTO  di  Montt*CarIo  dote  la 
nostra  ritroTa  la  porzione  disunita  spellan- 
te alla  Com.  di  CasleHninco  di  sol  lo. 

Il  canale  della  Gusdana  ed  il  Poggio- A* 
domo  separano  il  territorio  dd  capoluogo 
di  Santa-Croce  da  quello  staccalo  di  Stafloli 
e  Orenlano,  in  modo  che  quest'ultimo  tro- 
vasi incluso  lullo  nelle  Cerbaje. 

Fra  i  corsi  maggiori  d' acqua  che  altra- 
f  ersano  la  prim:i  ponione  di  questo  lerrilo- 
rio, contasi  r  Amo  il  quale  passa  al  suo  ostro, 
mentre  lambisce  T  estremo  suo  confine  di 
fronte  a  scit.  il  canale  della  Gusdana. 

L'altra  porzione  di  territorio  non  ha  corsi 
d* acqua,  comecdié  lo  rasmll  dal  lato  di 
maestr.  e  di  pon.  il  padule  di  Bienlina. 

Fra  le  strade  rotabili  oltre  la  regia  tra- 
mena di  V«l-di-llicTole  che  passa  per  Staf- 
ioli.  Te  ne  sono  due  prodnciali.  I3na  denomi- 
nata impropriamente  f^ia  Franeeseo^  stac* 
casi  dalls  regia  Lucchese  presso  la  Fiere  a 
HicTole  ardandosi  ndla  direzione  di  sdr. 
per  Monsummano  basso,  Castel  Martini,  Fu- 
cecchio,  SantaOoce,  Castelfranco  di  sotto 
sino  a!  ponle  nuoTo  presso  Bocca  d*l3sda- 
na.  L*  altra  che  è  meramente  1*  antica  Fìa 
Francesca^  appella»  odiernamente  Stra- 
da  Lucchese  romtuta,  Esm  passa  per  il  Gal- 
lerò e  PAlloposdo  e  rasenta  i  lembi  a  grec 
dd  territorio  disunito  di  Slaflbii  e  Orentano 
innanzi  di  aTTÌarsi  per  l' Altcìpasdo  a  Luc- 
ca. —  È  poi  comunitatiTa  Tantica  strada 
che  in  Knca  retta  attraf  ersa  il  lerrilorio  del 
capoluogo,  a  partire  da  Sanla^Croce  fino  al 


142  SANT  SANT 


ponte  omooimo  tal  canale  della  Gofetana»  ft>li  e  di  OitolaooalibmiilBUtìii'ijr»  le  mtt- 

la  quale  di  là  prosegue  nel  territorio  di  Ca-  chie  di  alto  fuito  e  eedae  di  qneràv  Icect, 

ttelfmnco  di  totlo,  salendo  sul  Poggio>Ador*  ontani  e  quercioli,  per  qoanto  dod  ti  van. 

no ,  di  dove  riscende  dal  fianco  opposto  per  chino  poderi  in  meno  ad  ottiaK  pastrt,  le 

riunirsi  alla  f^ia  Prame€9Ca  ^  ossia  pro9Ù^  ultime  delle  quali  foniiseono  copioso  Ibraf  • 

ciaie  Lmeckut  romana.  gio  agli  animali  da  fnitto,  ywiiiifiif  del 

Dissi  che  quest*  ultima  strada  comunità-  genere  bovino  e  porcino, 

tifa  è  antica  siccome  parimenti  antico  è  il  La  popolasione  diSanta-Crooe  è  a«m  b- 

poule  al  passo  della  Gusciana ,  stalo  lortifi»  boriosa  e  le  campagne  sono  ben  uuhi^ats. 

calo  da  nna  torre  nel  modo  che  lo  manife-  Vi  si  conta  una  stamperia  con  tre  conot 

stano  molti  documenti,  e  fra  gli  altri  due  di  pelli,  due  tintorìe  ed  altiettanle  gimldNe» 

deliberationi  prese  dal  gofemo  della  Rep.  re;  1* industria  maggiore  peraltro  di  qii^li 

di  Lucca  negli  anni  1184  e  1387  9  rispetto  abitanti  consiste  nella  ccstmsioiie  de*  navi» 

ai  confini  controversi  fra  la  G>muoitÀ  di  celli  che  condocono  a  Lif omo  e  «  Ftienas 

&inla<<^roce  e  quelle  di  Focecchio  e  di  Ca-  per  trasportirri  generi  intemi  %  o  d*  oltr^ 

strlfnnco  di  sotto.  —  ^ed.  PooQio>AooaiK>.  mare.— Un  altro  genere  d'industria  è  qnel- 

Inoltre  sul  CMuale della  Gusciana  fiuo  dal  lo  che  procacciano  molti Sanlacroceàns  lare 

secolo  XIII  esisteva  un  mulino  con  sleocaja  figli  appena  filiti  adulti  coir  inviarli  per  la 

di  pertinenta  della  Gorounilà  di  Santa>Gro-  Toscana ,  provvisti  di  piochi  e  meachmi  ge- 

oe,  difeso  da  un  fortilizio  a  tenore  di  un  neri  onde  venderli  o  fiime  cambiooon  altri, 

online  dato  li  16  luglio  del  i5o5  dai  reg-  esonerando  così  di  buon* ora  le  kNO&mt- 

gilori  della  Rep.  Fior.  —  (  ^td,  sapra  ).  glie  dalle  spese  di  vitto  e  di  vestiario. 

Pel  qual  mulino  fra  il  G)mune  di  Santa-  In  Sanla-Croce  non  vi  sono  né  mercati 

Croce  e  quello  di  Fucecchio  si  accesero  lili,  settimanali  né  fiere  annuali,  trovandosi  oo> 

che  duravano  ancora  nel  princìpio  del  se-  testa  Terra  molto  vicina  a  Gistelfìninoo  ed  a 

colo  XVI ,  nel  modo  che  può  rilevarsi  da  Fucecchio,  nei  quali  paesi  si  tendono,  oltre 

un  compromesso  e  successiva  sentenza  del  5  varie  fiere  annuali«anoo  mercati  aeltiinaaali 

maggio  i5o5,  data  nella  saU  di  udienza  nel  lunedì  e  nel  mercoledì, 

degli  anziani  di  Fucecchio  da  maestro  Do-  LaG>muniti  mantiene  nel  capoloogonn 

roenico  del  fii  Niccolò  de'Canacci  di  Ftren-  medico,  un  chirurgo,  un  maestro  di  acnola, 

xe  arbitro  designato  nella  causa  che  verteva  ed  un*  altro  maestro  di  scuola  ««a  tiene  ad 

fina  i  due  Comuni  predetti  rispello  al  mu-  pese  disunito  di  Orentano. 

lino  e  steocaja  sopra  W  fiume  Gutehna,'^  Sanla-Croce  vide  nascere  nel  secolo  paa- 

(  4aca.  DiTL.  Fioa.  Carte  delia  Com.  di  salo  due  leUerati,il  più  insigne  de*  quali  fii 

Sania'Croee  ).  il  celebre  proposto  Giovanni  Lami»  d»e  spetta 

In  quanto  poi  al  secolo  che  cnopre  la  sup  alla  prima  metà  del  sec.  XVUI,  mentre  nella 

perficie  delle  due  sezioni  di  cotesto  territo-  seconda  metà  venne  costi  alta  luce  Teradito 

rio,  esso  è  tutto  di  alluvione  sparso  di  dot-  poeta  Averardo  Genovesi,  che  mori  nel  iS^a 

toli  e  di  grosse  ghiaje  di  alberese  e  di  maci-  professore  di  belle  lettere  in  Sanminiato. 

f  no  trascinateri  dal  superiore  MorU^'Alba-  Il  potestà  di  Santa4>ooe  trovasi  in  Cf 

no. —  Assai  produttivo  in  granaglie  ed  in  stelfranoo,  il  vicario  regio  in  Fuceochìo, 

piante  baccelline  e  filamentose  è  quello  fra  dove  sono  la  cancelleria  comunitativi  e  I* 

r  Arno  e  b  Gusciana  ridotto  tutto  a  poderi  uflSzio  d'esazione  del  Registro.  L*ìngepicre 

e  a  eampi  contornati  di  viti  maritate  a  lop.  di  Circondario  sta  in  Sanminiato»  dov*  è  il 

p\ ,  le  quali  danno  molto  sebbene  debole  suo  tribunale  di  Prima  istanza;  la 

tino;  mentre  nel  tcoritorìo  disunito  di  Slal^  «ione  delle  Ipoteche  trovasi  in  Pisa. 


143 


ifUJDBO  della  Popolazione  delia  €o»fviitTA*  di  S^ttTjCàoct 

a  quattro  epoche  ditene» 


in  iMogài 


Titolo 
delle  Chiese 


Qraalaiio(0 

SàRàClOCB 


S.  Loreaio*  Pieve 
Idem  Prc|X)t.  Gollegiala 
S.  Michele,  Cura 


Popolasiome 


Diocesi  di  Sab-ì 


86a 


iliooen  di  snt-ì  i  ooa 
nttoiato,  già  diViat4'>753 
Lucca.  )         ì  «54 


Tor^ta  ....  Jbit.  if .•  jiaulsseg  745 


HB.  iWVit  pamfcdkùt  eonitassegnata  con  la  Ifoia  {%) nelle  ultime  due 
eped^  etUrmeano  nàitn  Cam.  di  CasUlfronco  di  Sotto.  .  .  .  Jbit.  N.* 

BeMTduo  ....  Abit,  N,*^ 


07S8 


Slim.FELICITA  à  CASOtA.  —  Fed. 
CàioLA  ndU  Val-di-Magn. 

—  ▲  OPPILO  nella  ValdìMagra.  *  Pic- 
colo Gas.  000  cb.  parr.  (S.  Pelicila]  pk  fi- 
fiale  della  pieve  di  Saliceto  nella  Q)in.  Giur. 
e  quali  due  migl.  a  ostro  di  Pooiremoli , 
Dice,  medcrima  «  ona  volta  di  LAini-Sana- 
iH«  GtfBp.  di  Pisa. 

lUsiede  nel  fianco  meridionale  di  on  pof(- 
^'die  ha  alle  soe  •|>alle  il  vallone  dclù 
Gordana^  Mentre  gli  sta  davanti  quello  del 
Teglia ,  che  è  sul  confine  meridionale  del 
lerrìlono  comunitalivo  di  Poni  remoli. 

Li  paiiT.  di  S.  Pelicila  a  Op|iilo  nel  18  33 
contava  9 5  abiL 

—  A  FETROGlf  ilio.  —  f^ed.  Peno. 
•BASO  nel  ValnTlrno  aretino,  e  00^  di  tutti 
f:lì  altri  Gm.  o  Vili,  la  cui  eh.  parr.  Ri  de- 
dicala a  S.  Felicita. 

SAirrA.FELiaT4  (PIEVE  m)  à  I-AH- 
QAIfO,  o  A  FALTONA.  —  Ped.  Falioiu 
(Piava  m)  in  Val-di^Sieve. 

SjWTjt'Ftomj^  o  Sjwtj-Fu^mj  {Sobco 
Pi).  —  Fed.  Baitu  nel  Val-d*Arno  infe- 
rìore,  e  ToMMK-Bewft. 

—  A  JfocMTd  onia  a  Ifocero.  —  Fed. 
HooRO  nel  Morr*  Amuta. 

SATTAJ^IORA  o  SAUTA-FLOH  A  (VU^ 
LA  m)  m  Val-Tihrrina.—  r«f.FioaA(S.) 
o  S.  pLoaA  in  Tal-Tiberina. 

SANTA  FIORA  ndU  Val^di-Fiora.  — 
Tem,  (ria  castello  che  fh  contea  e  residenza 
di  una  linaa  di  conti  Aldot»randcachi ,  poi 
dd  ramo  d«*SÌbria  Altendoio  di  S>nta-Fio- 
ri,  e  fioalnueote  de*  duchi  Sibraa-Gaanui  di 


Roma.  —  Atlnalinent^  è  capoluogo  di  Co- 
munità con  chiesa  arcipretun  (SS.  Flora  e 
Lucilla)  nella  Giur.  e  5  migl.  a  scir.  di  Ar- 
ddoaso ,  Dioc.  di  Citili  della  Fieve ,  già  di 
Chiusi  I  Comp.  di  Grosseto. 

Il  febbricato  di  quesU  Terra  è  posto  nel- 
r  estremo  pianoro  meridionale  del  Moni* A* 
mista  sopra  immense  e  disooscese  mpi  di 
peperino  {irachite)  cadute  le  une  sopra  le 
altre  costà  donde  scaturisce  in  perenni  co- 
piosissime fonti  il  fiume  Armino^  che  dopo 
il  secolo  XllI  acquistò  il  nome  del  paese 
dove  trae  la  sua  oiigine. 

Trovasi  ad  una  elevatezza  di  br.  iso8 
misurata  dalla  sommità  del  campnila  defi- 
la chiesa  arcipretnra  che  è  appena  al  livello 
del  palano  che  fii  de*  conti  di  Santafiora* 
fra  il  frr.  aQ*"  14'  e  8"  long,  ed  il  49*  So' 
latit.,  5  migl.  a  scir.  di  Arcidosso;  7  nella 
stessa  direzione  da  Castel-del-Piano;  6  migl. 
a  pon.-lib.  di  Pian-Castagnajo ,  e  8  in  9 
migl.  a  lib.  deirAbbadia  San  Salvadore. 

L«  rimembranza  piìi  antica  di  questa  Ter- 
ra» fra  quelle  a  me  note,  credo  sia  registrala 
in  un  istromento  archetipo  rogato  in  Chiusi 
li  S7  agosto  deiranno  a.*  del  regno  di 
Guido  in  Italia  (  anno  890  ) ,  slato  da  me 
citato  MAri,  VujhCàatàamuo.  Con  queir 
atto  Pietro  abbate  del  Mon.  dd  Hontamiala 
col  consenso  de*  suoi  monaci  coofirrmò  in 
livdlo  a  Lamprando  figlio  del  fu  lldone  le 
case  e  beni  che  egli  teneva  a  fitto  «  oltre  un 
pezzo  di  terra  nel  distrdlo  del  casale  ilei 
Piano  [Pian^estagna/o)  e  nei  confini  ivi 
descritti ,  fra  i  quali  si  nomina  da  un  lato 


144  SANT  SANT 

il  Icrritorio  di  Santa^Piora  eoe.  — -  (Ari».  Mulagigla  e  lUebnmliwn  poHfl  fàé 

DiPL.  Fior.  Carte  della  Badia  Aitdatina),  Ure  i  legueoti  documenti  arehctipi. 

Di  un* altra  carta,  tcritta  nel  giugno  del        II  primo  è  un  atto  del  i3  an.  nH 

II 14,  conservasi  l'originale  ueli* archivio  scritto  dil  conte  Ranieri  cheinioMiài 

privato  dell' erutlito  sig.  Scipione  Borghesi-  conte  Ildebrando  figlio  di  un  altioi 

Biciii  di  Siena.  Essa  è  importantissima,  poi-  debrando.  Il  qual  conte  Ranieri  m 

che  ci  scuopre  qualmente  la  famiglia  de'GG.  petnto  da  Dio  d<ipo  grave  malrtlii  fi 

AJdobrandeschi  era  di  origine  salica^  e  non  sua  guarigione ,  con  qaelP  allo 

longobarda  come  da  molti  ó  stato  suppo-  Mon.  di  S.  Salvadorewl  MoalV 

sto.— «Consiste  essa  in  un istrumento  rogato  te  le  male  consuelodìni  e  ¥11118  dbl 

nel  convento  gik  monastero  della  SS.  Trìnitli  vansi  a  nome  de' conti  Aldobmdadiii 

sul  Mtonte-CaUo  siluato  alla  sinistra  del  h.  le  terre  eh'  erano  di  pertinenB  É 

Flora  e  circa  migl.  uno  e  meizo  a  ostro  del-  Abbadia,  comprese  penltio  mllii 

la  terra  predetta;  il  qùal  monastero  fino  dalla  zione  dei  conti  AldobnndochL  Li 

sua  prima  fonJduone  con  quell'  atto  fu  do-  rinuncia  era  slata  6itla  allre  vollBiif 

nato  alle  monache  cistercensi  di   Monte-  re  di  S.  Salvador*  fino  dalh  aeflièU 

Gel  tese  fuori  di  Sieni  dalla  contessa  Adelasia  ie  Ildebrando  tmo  a«o  e  ripcMti 

restata  vedova  del  G.  Ranieri  Malabranca  //'/tfÀrnucfoitto/Mirv.— (AaCLDiPkl 

degli  Aldobrandeschi,  dai  figli  suoi  Malaga-  Carte  della  Badia  jintiai.) 
gli!  e  Ildebrando  conti  di  Santa-Fiora,  con-        Il  secondo  btrumento,  logsls  adi 

sentendo  a  ciò  anco  le  loro  mogli  conlesse  die.  dell'anno  1047  ,  mnaenla  Ti 

Lupi  e  M<issimilia,  dichiarando  di  profetta-  quietanza  in  quel  giorno  rìnnovs|i( 

re  e  ffi^ere  tutte  fecondo  la  legge  l'tliea.  te  Ildebrando  padre  del  tudddloCl 

Al  quale  allo  si  tn>vanmo  presenti  fra  gli  ri  e  figlio  di  altro  conte  Udebrmuhih 

altri  personaggi  distinti  il  vescovo  di  Ghinsi  le  ad  imitazione  del  suo  fcnilon 

e  quello  di  So.ina  ,  i  quali  pochi  anni  in-  a  dette  visite  nelle  mani  di  T« 

nanzì,  dice  ristrumento  medesimo,  av^  del  Mon.  Amiatino  mediante  il 

vano  consacralo  la  chiesa  predetta  della  SS.  un  anello  d'oro  {carie  eii,) 
Trinità.  Fr:i  i  beni  offerti  da  quei  conti  e        II  terzo  documento  del  101  Si  71 

contesse  fuvvi  un  terreno  posto  sopra  la  chic-  rigiianli  una  precedente  qnieteva 

sa  della  SS. Trinità in^focahalo Monte-Cai'  Groiseto  presso  la  pieve  di  S.  Ibriai 

PO  super  fluvìo  Armino,  — -  Inoltre  furono  re  della  stessa  badia  d-il  conte 

assegnate  al  Mon.  medesimo  varie  terre,  figlio  del  fu  conte  Ridolfo 

vigne  e  selve  poste  in  ^oeabulo  Cellena  ed  fermezza  d*  oro  ricevuta  da  Winii 

in  altri  luoghi,  compresa  una  vigna  {x>sta  baie  del  Mon.  Amiatino.  —  Feim 

presso  il  già  citato  fiume  Armino  ec.  — «  to  ,  f^ol,  Ii  pig.  Sa?. 
FeJ,  MoHTepGaLLKM.  Q:iesto  è  quel  ricchissimo  oonls 

Seguono  a  pie  ilell' istrumento  le  firme  do  ili  cui  fecepiirola  il  Card.  Pieri 

della  coiiles»!  AdeUsia,  de' due  figli  e  sue  nelle  sue  lettere  (Lih.  IV  EpisU  VII);  1 

nuore,  e  quelli  di  sei  testimoni.  Qiiest'al-  mnlesiino  che  insieme  oon  U  di  Wki 

t'j  fu  rog.ito  da  Girolamo  giudice  e  nutaro  cnates«i  GisLi  vedova  del  C.  Bidaif 

dell'  Im|H*ratore.  B'itelUnte,  nel  1007  permutò 

Rispetto  poi  al  fiume  Armino ,  ori  dello  ze  poste  nel  Val  d'  Arno  inierìorr,eli 

della  Piora^  col  primo  nome  è  rammcnluto  d*  Rvola  con  altre  in  Val-«|'  Bla  citi 

in  un  documento  del  i5  giugno  ia4o  italo  i|.t  Benedetto  vescovo  di  Volterra- T 

nel  cam(io  d' assedio  di  So.ini  press»  il  fin-  ipifrl  conte  Ildebrando  che  nel  99Ì 

me  Armino,  (love:i!tnr.i  si  trovav.i  P.niilolfo  ijcv.i  e  Winizzone  abbate  ilei  Mm» 

Faiiaiiella  cipil.in-ìreuer.d*;  di  Ffderi;;>i  II  lino  una  quantità  di  diritti  e  di 

in  T<is(!;inu.  —  (  Àrch.  Dipr.  Fior.  Carte  {{hìHr.tA.i,  rtdlia  tner.t  in  Episcop.^ 

delti  hti'lia  Amiatin'i),  —  f^el.  Sj^jiì.  et  f^olttterr.)^-'  l^eL  Abazia  m 

V  voler  me;rlio  conoscere  gli  ascendenti         Un  «{uarto  istrumento  del  primi 

dei  iMnti  A Idobr.indosclti  qui  sopra  rain nini-  97!  3i:ritto  nella  torte  di  Lstlais  il 

Idi  |»tT  ivilor»  chi*  liiMni isserò sa|>cre  d.i  chi  reinni.i  srnopre  il  paclre  e  l'avo  dd 

ii.is--(.s><!  il  oiMid'  nìnierì,  in.irìto  delti  prc-  li  ricchU^iiii  »  conte  llilebrando  nel 

yiiniinUj  (.'oatoiii  \  U'Li»ij,e  pi<irc<l»:ip)nli  tltìlfo  figlio  Jlel  fa  Gherario  C^ 


SANI  S  A  N  T               145 

trillo  che  questo  C  Ridolfo  Or.i  ripigliando  le  metuorìe  sloriche  re* 

yìpUÈ  posU  fMTSiO  il  H.  Oio-  Intive  al  castello  di  Santa-Fiora  ed  ai   loro 

Ugo  tietto  Campagttatico,  —  dioasli  che  succfdeitero  al  coale  Rintrri 

DiATMO  e  Laitaja.  MalabraiiCii,  dirò ,  qualmenle  uel  dì  8  ^ìiì- 

Kae  del  teoolo  X  viveva  uà  al-  gao  1 144  fu  rogalo  un  islrumento  davanti 

lolib  del  contado  esso  pure  di  la  pieve  del  caslcl  di  Sanla^Fiora  della  dio^ 

Baaccra  da  un  Ildebrando  e  ceti  di  Chiusi:  e  a{;giun|:erò,  come  Rai naido 

Dol  C.  Tedtce  del  fu  Gherardo  arcicanceUiere  e  legalo  in  Italia  deirimp. 

Dtado  Voltenmno  fu  iettimone  Federigo  I  con  diploma  dato  da  Siena  nel- 

ine  di  donaxtone  hiUt  nel  998,  1*  agosto  del  1 163  a  &vorc  della  Badia  di  S. 

ilb  ìmàuL  di  Poggio -Marturi  Antimo,  (ira  i  magnati  presenti  a  quell'alto 

)  dal  marchese  Ugo  figlio  del  fuvTÌ  un  C.  lldebrandino ,  che  ivi  si  dice 

to  stlko.  •—  (PooÒmblu»  Cra--  figlio  del  fa  conte  Uguccione ,  siccome  in 

mdiajtorj)  miti  privilegio  slesso  è  rammentalo  un  C. 

onte  Ridolfo  d*lldebraBdo  prò-  Guglielmo  di  Soana  avvocalo  di  detto  mo- 

leriTÒ  no  altro  ramo  dsi  conti  naslero.  —  (Aaca.  BoaGusi-Bicin  di  Sibra). 

osa  y  ma  di  legge  longobarda ,  Altro  documento  dello  stesso  archivio Bor- 

n»e  orìgiae  queir  Ildebrando  ghesi-Bichi,  scritto  nell*  agosto  dell'anno 

e  nel  107)  divenne  Papa  col  1164,  tratta  delU  promessa  falla  dal  predetto 

gorio  VU.  conte  lldebrandino  del  fii  conte  Uguccione 

«  ndl*  archiTio  del  prelodato  per  se  e  suoi  eredi  al  Mon.  di  Monte-Cel- 

Borgbcsi-Bichi  conservasi  una  lese,  e  per  esso  a  donna  Imildina  abbadessa 

pI  «9  giugno  988,  data  in  lo.  di  queir  asoeterìo  di   mantenere  le  dona- 

(forse  Siiceiano)  per  la  quale  xionì  da*  suoi  antecessori  latte  al  monastero 

brando  figlio  del  fu  eonte  Ghe^  di  S.  Ambrogio  a  Monte-Cellese  ed  a  quel- 

mò  ad  enfiteusi  a  SuCiredo  di  lo  della  SS.  Trinità  sul  Monte-Caho, 

nelà  di  un  possesso  domini-  Nel  mano  poi  del  11 73  un  conte 'Ugo 

Ile  in  due  case  e  casalini  con  fece  dono  al  Mon.  della  Trinità  edificato  in 

f  che  una  in  luogo  detto  Sas»  Monte^aho,  nelle  mani  della  sua  priori» 

fmma)  «  l'altra  nel  paese  di  donna  Soana,  di  4  villici  con  i  loro  teui- 

'  obbligo  di  recare  ogni  anno  menti  e  di  una  ptnsioneannua  di  dieci  soldi 

I  d' arjiento  alla  corte  domini»  lucchesi  per  riguardo  di  una  sua  figlia  a- 

e  lldt-bramlo  predetto  che  era  scritta  nel  numero  delle  monache  della  SS. 

ianm.  -*  ^ed,  Sticciaho.  Trinità.  — •  (  Akcb.  Dipl.  Fica.  Carte  delle 

pere  frattanto  se  quel  conte  II-  Mon.  delle  Trafisse  di  Siena), 

Stirciano  nasceva  da  Gherardo  In  questo  frattempo  era  mancalo  ai  vivi 

Ridolfo  del  contado  di  Rosei-  il  conte  Bfalagagla  figlio  del  C.  Rinieri  Ma- 

'  era  quel  C.  Gherardo  del  con-  labranca  e  della  contessa  Adelasia,  rammen- 

nu  padre  del  conte  Tedice  che  tato  di  sopra  agli  anni  1 1 08  e  1114,  e  la 

ne  al  conte  Rtdoltb  del  conta-  di  cui  morte  è  dichiarata  da  un  isirumenlu 

assistè  air  alto  di  fondazione  deU* Abazia  Aioiatina  del  giug.  i  iai,r<>gato 

Poggibonsi,  e  dal  quale  nacque  nel  castello  d'Arcidosso,  dove  allora  abita- 

ybèranlo,  di  origine  però  lon-  vano  il  C.  Ildebrando  figlio  del  guonduin 

ad  1004  interne  con  la  c<^-  conte  Ranieri  Malabranca ,  e  donna  Lupa , 

i  lai  moglie,  stando  nel  suoca-  la  quale  ivi  si  chiama  vedova  del  C.  flffala- 

iia«  fondò  presso  Chiusdino  la  gagta  fratello  del  C.  Ildebrando  ch'era  nel 

Mmria  di  Serena,  tempo  stesso  di  lei  monduatdo.  —  (  Aaca. 

•  ndr  Arch.  Arciv.  di  Lucca  Difl.  Fioa.  Carie  della  Badia  Amiatina), 

B  istniBienlo  del  1 7  noT.  980  Alla  memoria  dello  stesso  conte  Uguc- 

lalc  ilella  Maremma  di  Popu-  clone,  e  del  figlio  Udebrandino  Ifo^ello 

iule  Guido  vescovo  di  Lucra  apfiella  una  carta  del  die.  ri  Sa  della  Badia 

iekrando  figlio  del  quondam  prenominata,  attualmente  neWArch,  Dipi. 

rào   |5  poderi  di   pertinenza  F  or,^  nella  quale  si  legge,  che  la  routcssa 

i  Sovigliana  sulla  Cascina.  —  Gi^la  lasciala  vedova  dal  fii  conte  rgiin:in. 

A>A  (Pirvi  di).  ne  assieme  col  suo  figlio  e  moiidualdo  couie 


146  SANI  S  i  N  T 

ìldt'hrauditto  I^oifello^  «liiiiUu  in  Gmsseto,  gennajo  laos,  col  quale  il  C  llUelmodii 
ofiiial  monaslLTu  del  M(itit\\iiiiat.i  in  mano  prrdeUo  pilotò  giuniinenlo  «li  fc«lc!t2i  al|4 
ili  RaDicrì  abbate  del  Mon.  stesso  la  metà  testa  di  quella  repubblica,  come  di  dui 
dei  beni  che  AdilalTo  del  fu  Guglielmo  di  qualilà  di  raccuniandaio  peraoaDoiooDd 
Grosseto  ebbe  ad  enfìleusi  dalla  casa  Aldo-  hligudil'ornirealConiunediSienaccBtiiai 
brandesea,  -^  (  iVi  ).  dati  due  \olte  Tanno.  Al  qua!  alto pitibiai 

Non  lascia  |)oi  dubbio  che  questo  conte  la  loro  adesione  la  conicua  Adclasia  mt^ 
uon  fosse  degli  Aldobnindcsclii  un  i-ogito  del  detto  G.  Ildebmndino  ed  i  loro  figliii| 
del  9 a  gcnn.  1 171,  che  ci  scuupre  anche  la  meno  il  C.  ildebrandimo  minore,  Atm 
moglie  del  suddetto  Ildebrundino  conte  Pa-  sempre  sotto  tutela  DclPanno  laiS.Góèft 
Ialino  e  figlio  del  fu  C.  L'«!Uccione,  il  quale  mostrato  da  uu  lodo  del  a  luglio  lailj 
stando  in  Pisa  cun  donna  Maria  dì  lui  con-  nunciato  nclki  chiesa  diS.  MichelcaTi 
sorte  che  ivi  appellasi  Contessa  di  tutta  la  da  L'ggieri  del  fu  Ranieri  di  Riai 
famiglia  Aldobrandesca ,  e  figlia  del  fu  nrhii  10  eletto  dal  cn/ifc //c/e^aji^iwi 
G.  Alberto  di  Prato,  donò  allo  spedale  di  gforedd  una  iurte,  e  dall'ai tn  dai  collii 
Slagno  dei  beni  |>osti  in  Atnognano, -^  nifusio^Giiglitlnio  8  ildebrandim  md 
{  Aicn.  DiPL.  Fior.  Carte  del  JUvn.  di  5.  £0-  che  si  dichiararono  lutti  figli  del  fa  C i 
renzo  alla  MU*olta,  )  —  f^ed,  AnTOuRAao.      debi  andino  e  della  ewiieisa  jideÌ9SÌÈ»\ 

Né  tam|)oco  fia  improbabile  che  a  cotesto    qua!  donna  erasi  rimaritala   a  Ki 
ramo  di  conti  Aldobrandeschi  ap|iartenesse    de*  Visconti  di  Ganipiglia,  talché  qiiaii( 
un  altro  C.  Ildebrandino  di  Toscana^  il    coniugi  enino  i  luloii  del  conte  il  '  ' 
quale  con  suo  testamento  scritto  in  Soana    i^ìno  wiiore,  figlio  di  della  contessi, 
sotto  di  23  ottobre  dtl   iao8  alla  presenza    detto  loiio  fu  assicurala  la  dote  di  milk I 
di  Viviano  vescovo  di  delta  città,  dopo  un    che  d'argento  al  le  due  sorelle  Gemme  F 
Tistoso  legato  alla  sua  consorte  e-  ntessa  Ade-    gherila  mte  dal  G.  lldebraniliiio  eMki 
lasia,  ìnslitui  eredi  i  suoi  figli,  assegnando  di    lessa  Adelasia  ;  per  lu  cauzione  delle 
fnirle,  al  figlio  maggiore  conte //c/e^rd/ic/ino    doli  fu  ipotecato  il  eai/e/ZocT^mV 
Palatino  di  Toscana  i  castelli  di  Monte-    (Aacu.  DirL.  Sak.  Kaleffo  ddCJsi 
(jcmoli,  Monte-Guidi,  Sillano,  Baiignano        Dalla  sorgente  uiedesima derivano gfil 
ecc.,  il  cui  ultimo  castello ,  mediante  istru-    archetipi  si  gucnli  :  il  primo  di  essi  è  ~ 
mento  del  ig  sett.  i93i  rugato  in  Grosseto    ottobre  laat,  col  quale  i  conti  ili 
nel  palazzo  dc*CG.  Aldobrand<-schi,  fu  dato    dino,  Bonijuiio^  Guglieitno  e  lidi 
in  feudo  dallo  stesso  figlio  maggiore  di^l  C.    no  piuniore  figli  del  Tu  conte  ildt 
ildebrandino  Palatino  a  Manto  de' nobili    di  Svan.i  e  della  i*ontess;i  Adrlasia 
dì  Grosseto.  —  (  Aacu.  Dirr..  Fior.  Carte    essi  «  le  loro  cistella  sotto  Tacooi 
del  Sion,  alla  Rivolta  di  Pisa).  —  f^ed.    del  0)mtine  di  Siena,  obbligandosi 
BATicRAifo  e  Belfortr.  Tiarc  alla  detta  ciltii  l'auuuo  ce 

Gli  altri  figli  nel  testamento  del  1  a 08    marche  d'argento.  Gol  secondo  h 
dal  G.  Ildebrandino  l'hiamali  furono  Boni-    rogato  in  Siena  li  27  agosto  iaa4,  ili 
fatio^  Guglielmo^  ildebrandino  minore  e    Bonifazio  degli  Aldobrandeschi  confieil 
le  figlie  Gemma  e  .Margherita.  —  (  Arch.    la  Rep.  senese  nelle  mani  del  suo 
hell'Osfriialk  dfji.a  Scala  di  Sirha).  promis&i  di  procurare  che  gli 

AlPArt.  MoxTK-CnjcoLi  |)OÌ  rammentai  una    Grosseto  si  sottomettessero  a  quella 
convenzione  di-lfS  luglio,  anno  1226,  sti-    blica.  Per  etfetto  di  ciò  un  mese  da 
pillata  nella  chiesa  di  Moiite-Gtnioli  fraqtie-    un  secondo  atto  del  27  seti.  laai  i' 
gli  abitanti  da  uiiaiMrteed  i  conti  Gii  fiUehno    del  Comune  di  Grosseto  inviati  a 
e  Bonifazio  tigli  dtl  fu  vnww  JU  ebrandi  no    raroiindi  osservare  i  palli  già  convcMi 
Paltttino  di  Toscana   ilair.iltia  |aiie.  —    i  quali  rra\i  l'obbligo  di  pagare  0|Bti 
f  Asini.  Dipi..  1-'i«.h.   Carte  della  Cam.  di    \m-  ;S  «li  reiiso  alla  Rep.  senese.  ••{ 
i^vlirna).  I)i-llo  stesso  anno   iaa4,  ma  lic 

Oil(»toC'.//'r/f7/rri/i>///ioi><'ilanli)  fu  padre    innanzi  dell*  istriimento  del  97 
imii  Milo  tic" ce.  itilfhnuidin,,  maggiore,    etmW Guglielmi*  Palatino  fratcllo~dcl| 
Gu;;li*hnov  Bonijti-Jit  ina  di  iiii  .illrn  Ildt-    detU.  conte  Bonifazio  avera  fattoi 
biatt'lino  minore.  Al  pulir  1-  10  a|i|rlla  1111    |ii(t(<M.i  a  quel  Gomunc  ,  di  iinxrui 
.iilothj.f  i*uuiiili-;ìa  Litio  in  .Sima  ni  1  ili  *    rln  •:,\'i  :iiiiiiinì  di  Gios»cto  stSMCio 


SANT  SANI               14Y 

■ntiili  <]a  Senesi ,  obbltgindoti  egli  per  sé  Gregorio  IX  al  potestà  e  popolo  di  Siena, 
e  (AT  i  suoi  fratelli  di  abitare  fisso  iiells  colla  quale  ordina  che  si  debbano  restituire 
dttfc  di  GrosMto,  di  fortificare  il  suo  palazzo  le  robe  tolte  a  diversi  fedeli  e  Tassalli  del 
eoa  la  torre,  di  combattere  occorrendo  e  di  conte  GugHelmo  Palatino  da  un  tal  Guai- 
fine  in  modo  che  i  Grossetani  tornassero  al  oberino  senese  e  compagni.  —  Di  più  per 
volere  de*  Senesi,  dando  a  questi  licenza  di  istrumento  del  a8  luglio  ia37  il  potestà  di 
distruggere  i  muri ,  spianare  le  fosse  e  car-  Siena  a  nome  di  quel  Comune  promise  a 
bonaje  di  Grosseto,  purché  le  case  rimanes-  Gugiielmo  eonte  Palatino  di  Toscana  di 
tuo  illese.  —  {loe.  eii.)  maolenere  il  contratto  di  accomandigia  e 
Trovasi  ivi  sotto  dì  29  agosto  taa4  la  di  lega  fra  esso  e  la  repubblica  senese  stato 
nli6ci  del  C  Bonifatìo  fratello  del  C  Gu^  concluso  nell*  atto  che  la  Signoria  di  Siena 
gUelmo,  il  quale  con  giuramento  aderì  a  vinta  dalle  istanze  di  quel  conte  rilasciava 
quanto  aveva  promesso  il  di  lui  fratello  sotto  ai  Grossetani  il  tributo  annuo  di  lire  aS»  e 
peoadi  mille  mare  he  d*argento.  —  {hcoeit.)  di  altrettante  libbre  di  cera,  che  quel  Co- 
lia che  tali  promesse  dei  conti  Aldobran-  mune  doveva  pagare  alla  Ecp.  sanese  «  a 
deschi  fossero  larvate  Io  dichiara  nna  bolla  condizione  però  che  esso  eonte  Gugiielmo 
(Gretta  tre  anni  dopo  (17  settembre  del  non  esigesse  lui  dai  Grossetani  il  fletto  cen- 
ltì^)  dal  Pont.  Gregorio  IX  a  Guglielmo  so,  né  alcun  altra  cosa  sotto  pena  di  mille 
e  Bonifazio  figli  del  eonte  ìldebrandino  marche  d*  argento.  -»  {loc  eii,) 
Pelatino^  eolla  quale  comandava  loro,  che  Segue  l'atto  di  stipulazione  scrìtto  nello 
se  volevano  la  protezione  della  Sede  Apo-  stessa  giorno  18  luglio  ia37,  col  quale  il 
slolica  dedsteasero  dalle  ingiurìe  fatte  ai  Se-  C.  Guglielmo  prenominato  promise  ai  reg- 
Dcsi, aggiungendo  inoltre  che  lo  stesso  Pupa  gilorì  della  Rep.  di  Siena  di  perdonare  ogni 
avrebbe  potuto  prìvare  quei  conti  àe\  feudo  ingiurìa  che  dai  cittadini  Senesi  tosse  stata 
per  aver  dato  occasione  alP  eccidio  di  Gros-  fatta  a  lui  ed  ai  suoi  vassalli  dopo  il  giura- 
seto  fiiito  dai  Senesi.  -—  (Aaca.  Divl.  di  mento  che  aveva  prestato  lo  stesso  ennte 
StoTA,  Knleffo  delC Assunta,)  prrsso  Scarlino,  a  riserva  però  dei  dirìlli 
Wd  9  aprìledel  1 229  lo  stesso  Poni.  Gre-  verso  il  Comune  di  Grosseto  che  egli  aveva 
gorìolXcon  altra  bolla  diretta  ai  fratelli  prima  della  guerra.  Finalmente  fu  dichiarato 
suddetti ,  CC.  Boni&zio  e  Guglielmo ,  co-  di  non  derogare  in  modo  alcuno  dai  patti 
mandiva  di  restiluireciò  che  eglino  avevano  slati  da  esso  conte  contratti  con  il  Comune 
tolto  ai  Senesi,  nel  tempo  che  questi  ultimi  di  Siena ,  intendendo  peraltro  di  non  esser 
erano  al  servizio  della  chiesa  romana  (iVi).  tenuto  a  mantenere  quanto  aveva  promesso. 
Avvertasi  però  che  sino  dal  a4  sett.  del-  se  non  gli  venivano  restituite  le  suecastelb 
ranno  laaS  cotesto  Papa,  rimettendo  forse  t  quelle  del  conte  ìldebrandino  suo  nipo- 
in  Qimpo  delle  vecchie  promesse  (atte  da  <e.  —  {loc.  eit,) 

Girlo  Sfagno  al  Pont.  Adriano  I ,  sebbene  Inoltre  fra  le  pergamene  dell*  Arch.  pri- 

noo  mai  rfiettuate,  diresse  da  Anagni  al  pò-  vato  del  sig.  Scipione  Borghesi-Bichi  bav- 

testa  e  popolo  di  Siena  un* altra  bolla,  nel-  Tene  una  del  3o  aprile  1229,  scritta  nel 

la  quale ,  dopo  aver  rimproverato  ai  Senesi  daustro  di  S.  Mustiola  a  Torri  presso  Rosia, 

le  oslililè  usate  contro  la  città  di  Grosseto  eolla  quale  si  dichiara  che  ivi  si  presentò  il 

spettante  specialmente  alta  Sede  Jposto-  sindaco  del  Comune  di  Siena  per  esigere 

/ÌAi,  coir  averla  invasa,  devastata  e  incen-  quanto  i  CC,  Palatini  Bonifacio  e  Gu- 

ditta;  siccome  ancora  per  non  aver  obbedito  glielmo  ritenevano  di  pertinenza  delURep. 

ai  comandi  di  Onorio  III  suo  antecessore ,  senese  e  de*  suoi  cittadini ,  conforme  ordi- 

Ofdioava  loro  di  dare  ai  Grossetani  la  sodi-  nava  una  bolla  Apostolica  impetrata  dal  po- 

s&xiooe  dovuta  per  tante  offese  ;  con  tutto-  polo  di  Siena. 

dò  il  Pont.  Gregorio  per  aderire  alle'  preci  Aggiungasi  un*  altra  membrana  apparte» 
dell* Imperatore  e  del  siniscalco  di  Roma  nuti  alla  Comunità  di  Vojterra  del  la  mar- 
eoo  questa  bolla  perdonava  e  rimetteva  i  Se-  zo  i  a56,  dalla  quale  si  scoopre  un  C  C/«fs- 
iMsi  io  aoa  grazia  raccomandando  loro  di  ber/o  fratello  del  eonte  ìldebrandino ,  figli 
non  offendere  i  Grossetani  e  di  esser  devoti  entrambi  del  fu  C.  Guglielmo  di  Soana 
della  chiesa  romana.  -.  {ItHS,  c/f,)  Palatino  di  Toscana ,  mentre  altra  scrit- 
Della  stessa  provenienza  è  un*  altra  bolla  tura  senza  d^te  croniche  appella  ad  un  com* 
in  data  di  Viterbo  9  fèbb.  ta36  diretta  da  proiociso  fatto  fra  i  due  fratelli  prenominati 


fW               »ANT  SA  NT 

tU  uiu  parte  con  il  Comune  di  Volterra  fmito,  padre  ddC.GugiitliBoalUrafifCBlf; 

ilatrallm  per  terminare  la  lite  relativa  alla  «d  altro  istrumenlo  da4o  in  AicidoMO  li  19 

giuriflditione  dì  Monte-Gemoli,  e  della  Roc-  nov.  del  i  a53  Ci  meniiooe  di  un  Gugiieimo 

ca  Si  liana  che  Goolinoa?a  tempre  fra  quel  giuniort  figlio  di  altro  eoiUt  Guglielmo 

Comune  ed  i  fratelli  Confi  lUehrandino  Falaiino  di  Toscana  (  loc,  eit.  ).  — >  Pòrta  la 

od  Umberto  Palatini  di  Toscana,  —  (Aicb.  data  parimente  di  Arcidosso  ob  tono  allo 

DiPL.  Fior.  CoHc  della  Comunità  di  Fol-  dd  10  nov.  i«58,  relativo  alla  rettiUnioM 

terra),  £ilia  dal  iiadaco  della  badia  Amilina  di 

Al  tecondo  di  qaei  due  fratelli,  cke  itstò  lire  9 5  che  quei  monaci  avetano  ricetvlo  a 

ucciio  nel  laSg  dentro  Campagnatioo  y  ap-  mutuo  dal  eonte  Ildebrandinc  figlio  del 

pellò  Dante,  allorché  figurando  d*lnoon«  eonte  Guglielmo  Palatino  di  Totcmmm, 

Inii'e  r  ombra  di  lui  nel  Purgatorio  fra  i  Finalmente  un  quarto  istromenla  della 

superbi ,  (Canio  XI) ,  gli  fece  dire:  eitaU  badia  Amiatina  fu  rogalo  nel  19  fieb- 

lofui  Latino  e  nato  di  un  gran  Tosco,  ^J!,?*'  l?^  ?"  2^'"*'  ^\^^S^ 

Guglielmo  Mdobrandesco  fu  mio  padre.  ^'/T  f  *  ^/^.-^"^-  -  l^«--  ^^ 

V  j  p                            •'             '^  Fi#a,  Carte  Jmutime  ). 

IXilla  sorgente  predelta  provengono  tre  aveva  palaxio  io  Saota*Fiora  naacera  da  oo 

altre  pergamene, che  una  del  6  agosto  19 80,  Bonifaùo  seniore  che  fu  T autor»  de^ooAli 

con  la  quale  donna  MargherìU  oonlessa  Pa-  AldobMmleacbi  di  Simta-Fian,  mentre  Tal- 

hitilia  di  Toscana  figlia  del  fu  eonte  llde-  tro  C.  ildebrandimo  fratello  del  C.  Omher* 

brandino,  dtiaroaio  Bosso  di  Soana,  costi-  lo  ebbe  per  genitore  il  conte  Gugliehnoéd 

io\  il  conte  Guido  di  Monfort  di  lei  marito  ramo  Aldobrsindeseo  di  Soana. 

in  suo  procuratore  per  fxr  la   pace  con  i  Infine  appellano  a  queste  due  branche  di 

conti  Aldobrandeschi  di  Sonta -Fiora.  —  conti  le  capiloliiBioni  del  a8  luflia  1*37 

{Ardi,  cit.)  a  turate  dal  C  Guglielmo  Palatino  e  dal  C. 

La  seconda  in  data  dello  slesso  anno  e  Ildcbrandiuo  da  una  purle  e  dai  rapprcKu- 

giomo  6 agosto  I  a 86  contiene  Tatto  di  con-  tanti  del  Comune  di  Sien^i  dkiir  altra.  Le 

cordia  e  transaxione  fatta  e  rogata  nei  con«  quali  capilolationi  vennero  di  tcaspo  in  Icsm 

fini  del  castello  di  Sanla-Fìoia  tra  gli  Aldo^  pò  confermale  in  Siena  dàk  succesaori  ed 

brandeschi  di  quel  ramo  ed  il  conte  Guido  eredi  di  quei  conti  nel  dì  %%  febb.  ddT 

di  Munfort  come  procuratore  della  sua  mo-  anno  tft83;  nel  18  nov.  del  i35i  eec  — 

glie  contessa  Margherita  figlia  ed  erede  del-  (  Aaca.  Dm..  Sak.  Kaleffo  delPAetmata), 

la  contea  del  fu  C.  Ildebrandino  di  Soana.  Poco  innanzi  della  morte  del  C  lUe- 

Ifellu  terza  carta  sono  nominati  i  conti  di  brandino  giuniore  di  Soana  fti  rogalo  il 

Santa-Fiora  che  ebbero  parte  in  quell*  alto  contratto  di  divisione  (i  i  die.  la^a^t  fr*  il 

di  concordia;  cioè,  t.®  il  conte  ildebran-  tuo  ramo  e  quello  de*CC  Aldobran^taehi 

dino  Novello;  «.^  il  C.  Boni/auo  ;  3.^  il  nati  dal  conte  SonifoMO  seniore  di  San- 

eonte  Enrico  Novello;  4.*  il  C,  Guido,  fi-  la-Fiore. 

gli  tutti  ed  eredi  del  fu  Ildebrandino  di  Toecò  di  parte  a  quest'ultimo  ramo  la 

Bonifazio  conte  di  Santa-Fiora  e  di  donna  Terra  che  diede  il  titolo  alla  contea ,  oltre  s 

Giovanna  contessa  Palatina  loro  madre,  castelli  di  Areidosso,  Atriana,  ora  Triaaa» 

Rogò  colesti  atti  Michele  medico  figlio  di  Samprognano,  Selvena,  Magliano,  MoDle» 

Jacopo  notaro.  —  ( /oco  eiV.  )  merano,  Manciano,  Capalbio,  Serpenna» 

Per  rogito  poi  del  1 297  scritto  nel  caslel  Cana,  Strìbugliano,  Scansano,  Ischia,  Bi^ 

di  SMnl»»Fiora,  fu  fatta  una  nuova  divisione  selle,  Rocca-Stoada,  Sasso-Forte  ce.  lasriatio 

de*  beni  e  dei  castelli  della  contea  Aldobran-  a  comune  con  1* altro  ramo  di  Soana  k  citte 

desca,  tra  i  figli  del  eonte  Ildebrandino  di  di  Masia,  di  Grosseto  e  di  Saturnia,  le  cave 

Bonifaùo  di  Santa-Fiora  ,  e  ciò  col  mezzo  delle  miniere  di  argento  ^ivo  di  Srlvena,  e 

di  polizze  lirate  a  sorte  da  un  fanciullo.  —  le  ragioni  ohe  gli  Aldofarandctchi  aver  pò» 

(  Aaca.  DiFL.  Pioa.  Carte  della  Com,  di  tevano  sopra  varj  pasti  del  contado  di  Ga- 

f^otterra,  )  Siro  e  sulla  città  di  questo  nome,  ecc. 

Fra  le  membrane  poi  dell* Abbadia  S.  Sai-  Provvisti  di  questo  stalo  e  forti  per  tante 

vadure  sul  Monte  Aroiata,  una  del  a  3  luglio  rocche  ebbe  ragione  TAlighieri  quando  nel* 

040  r4mraenta  il  conte  Ildebrandino  de-  Tinveltiva  all'Imp.  Alberto,  per  moslni^lt 


SANT 


SANI 


149 


ii|  «10  te  il  ramo  GhibeUÌDO  de*  OC.    di  SaDla-Fiori,  ch*e]e»CTO  «rbitro  in  una 

v> J  illillnn,  CKlamava  :  controvenia  fra  il  Mon .  ed  il  Comune  preno- 

y    .  minati  rapporto  a  certa  gualchiera  enrtta  mi 

««I    t„iLi  tfr.  iPfnV'r»'-'*  \  Iw^  ^\ìmt  Vito  nel  Monle  Amiata.  —  la  le- 

:  ■   f  i#i  ^n»M.Fw  eom  é  meura.         ^^  ^^  ^  ,p^.,^  ^^^^  ^^^^  ^^j  ^^^^ 

mi  ifclMipi  de*  OC.  dì  Soana  toccò  la    mesM  firmato  dalle  due  parti  nella  penona 
ài  dMB  dilla  quale  prete  il  titolo,  ol-    del  conte  Bonifaiio  stato  eletto  in  arbitro.— 
felilniccMtcHa  di  Piligliano,  Soiano,    Nella  tersi  del  3  settembre  successivo  è  nar- 
lÉB^Ofeirtcllo,  Marsiliana*  Pian  dsla-    rata  la  |iosJxione  della  causa  ;  mentre  nella 
>*i|p^, laudalo,  Boccno,  Perela  ,  (^lel-    quart»  del  i6  sett.  medesimo  trovasi  resa- 
Mas,  Pàknlino»  Monttpinzulolo  ,  o    me  ed  il  deposto  de*  testimoni  fatto  in  detta 
éf  IWcMfl,  Cuif  lioncello ,  Montiviano,   controversia  davanti  al  conte  Bonirazio  nel 
lH*if|alan,Orbelello,Ansi^oni»,  Isola    cassero  di  Santa-Fìom;  e  finalmente  nella 
HCilfe, TiimstCa  BfoBlanto  sulla  Fiora,    quinta  dello  slesso  giorno  i6  Sftt.  1989  fii 
lirt^  Uicoodoli,  BoccB-Sillana,  Mon-    scrìtto  il  lodo  che  pronunziò  in  &inta-Fio- 
fcCimli,  ice.  e  più  k  ragioni  che  la  casa    ra  T arbitro  C.  Bonirazio,  col  quale  fij  con- 
ÉÉfaaJwa  ave\a  sopra  la  Bocra-Albe-    dannalo  il  Comune  dell*  Abbadia  a  demo- 
iB|iwlMÉDrio  ed  altri  luoghi  delhi  Marem-    lire  la  gualrhiera  costruita  sul  fi.  Vivo ,  ol- 
ii li— In  pnslo  pertanto  rcitdilìi  toccala    ire  1*  inibizione  di  eleggere  in  avvenire  gli 
iadidiSosu  passò  in  donna  Margherita    uffiziali  e  ministri  di  quel  Comune  senza 
nifliBd  ernie  del  conte  Ildebmndino,    licenza  degli  abbati  di  S.  Salvadore;  in- 
lli  i  I«fi0,  figlio  come  si  disse  del  C,    fine  V  arbitro  in  quel  lodo  assolveva  il  Co- 
frfUae  pmniort^  il  quale  morì  in  Soa-    mune  dell*  Abbadia  dalla  pc^na  pecuniaria. 
■  sd  na^iodrl  t«84.  LV  altro  istrumento  della  provenienza 

hi  Auodi  ciò  la  contessa  Margherita    medesima  scritto  li  8  gennajo  del  layt  nel 
i  portò  r  ertdilà  di  lU  contea    cassero  di  Arcìdosso  ci  scuopre  un  conte  Um- 
oaenorteìlronlediMonrnrt.    berlo  Palalino  figlio  del  fu  conte  lldcbran- 
»  ma  alto  pubblico  rogalo   in    dinodi  Sun(a-Fioia,econseguenlemente  fra- 
i  sotto  dì  7  lug.  deiranno  ift85    tello  del  conte  Bonifazio  II  di  sopra  nomi- 
lasuGaido  di  Monfort,  come  marito  del-    nato.  Forse  erano  le  mogli  di  cotesti  dut 
^Mbb  liriherita  figlia  ed  erede  della    fiatelli,  G.  Bonifazio  li,  e  G.  Umberto,  don- 
MaASaiidda  una  parie,  ed  il  sindai-o    na  Giovanna  e  donna  Isabella  contesse  di 
ilGBB.di  VoliemdairallrB  parte  com-    Sanla-Fiora ,  le  quali,  per  alto  rogato  nel 
^Ì0dbH  poli-stà  e  Comune  di  Siena    {«alazzo di  Sanla-Fiora  li  8  ott.  ia95,confe»- 
^Mf  k  liti  che  vertevano  fina  essi  risi  el-    sprono  di  aver  rice\ulo  a  frutto  dal  sindaco 
'■fcfiifializione  del  castello  di  Monte-    d«|  Mon.  Aniiatino  numero  960  capi  di  be* 
^rtf  ddle  we  mline.  —  (  Aacn.  Dipl.    stiaroe  stimato  a  ragione  di  lire  55  il  cento 
^C^ruitlU  Ccm.  di  riUterra).  —    |ier  il  tempo  e  termine  di  quallr*anni. 
'n.  Ism-GnaoLi  e  Soaka.  Un  istrumento  |K)Ì  del  a  3  di  giugno,  an- 

^h linci  priò  de*CC.  Aldobrandischi    no  i3o3,  scritto  mi  castello  di  S«inta-Fiora, 
'Wsiàipcnse  assai  presto,  all'incon-    rammenta  un  JiJebrandino  Novello  conte 
^'i  BM  «lei  GC  Aldobrandes  hi  di  San-    di  Sanla-Fjura,  probabilmente  figlio  di  uno 
^emlinnò  fino  al  secolo  XV  a  do-    de* suddetti  fratelli,  il  quale  ricevè  n  loca- 
ia  «olii  pnesi  della  Maremma  e  del    zione  per  un  \cntennio  dai  monaci  d«  1  Mon- 
ica. Avvegnaché  non  meno  di  5    lamiata  i  pascoli  posti  nel  distretto  di  Col lec- 
,  Krilte  tulle  nell'anno  1 989,  ed    chio ,  in  luogo  denominato  la  VaìentinQ^ 
t  si  Mon.  Amiat ino,  appellano  ad    [kt  T  annuo  fitto  di  lire  5o  corlnnesi. — 
fiMf  Bmìfuio  giumiore  figlio  del  C.    (  Abgb.   Dvru,    Fina.    Carte   della    Badia 
^9»éùi§  ji  Boiùfa%,ìo  seniore  ei I  auto-    siesta  ). 

■id  !.■•  lif ||i  Aldobnndeschi  di  San-  Finalmente  fra  le  membrane  della  Badia 
^'^v^taa  di  quelle  carte,  del  93  mar-  dell*  Ardcnghcsca  una  del  io  ginn.  i36'j 
* ttf). coolirne  l'atto  di  elezione  di  due  scritta  in  Siena  contiene  la  condanna  in  lire 
**^(4lodiir abbate  del  Mon.  Araiali-  5oo,  con  la  restituzione  drlly  s(&ta  parie 
*'^QNnuoe  dell*  AhlKHlia  S.  Salvado-  del  Cist.  di  Scansano  in  favoie  di  Spinello 
*'<'tci«|4iiiMrtiere  nel  conte  Bonifazio  11    del  fu  Spinello  de*  Tolnniei  st.iio  s|K)|{lialo 


150  SANI  SANT 

flai  G<  lldebruniliiio  figlio  del  fu  C,  Pietro    occasione  fbrono  tolti  a  quei  conti  i  casldll 

degli  Àldobrandeschi  di  Santa  «Fiora.  — *    di  Samprugwtno  e  di  Scansano^  e  dato  il 

(  Aaoa.  DiPL.  Fioa.  Carie  del  Mon,  degli    guasto  al  paese  intomo  a  Sanla-Fiora  ». 

Angeli  di  Siena),  Ma  dipoi  (soggiunge  il  cronista  arnese) si 

L»  storia  frattanto  non  dimentica  come    iècecoi  detti  conti  l'accordo,  firmato  in  Siena 

i  conti  AldobranUcschi  del  rama  di  Santa-    dai  sindaci  respetti  ti  nel  giorno  i8  novem- 

Fiora  per  avere  abbracciato  il  partito  GhU    hte  delPanno  t33i. 

bellino  furono  spesso  in  guerra  con  il  Co-        A  teuore  di  quel  trattato  originale  en- 

roune  di  Siena.  stenle  nelPArcb.  delle  Riformagioni  diSie^ 

Il  cronista  Andrea  Dei  sotto  Tanno  laSo    na  si  a[»prende,  cbe  fra  i  varj  conti  della 

(a  menzione  di  una  lega  fra  i  fuorusciti  dì    consorteria  di  Santa-Fiora  figuravano  allori 

Siena  e  un  conte  di  SanU-Fiora  contro  il    il  conte  Contieino  figlio  del  G.  Guido,  ed 

governo  senese,  per  cui  in  queir  anno  e    il  conte  Enrico  figlio  di  altro  conte  Enrico 

nei  tre  successivi  le  armi  della  repubblica    nato  dal  C.  Ildebrandino  di  Santa-Fiora,  a 

si  recarono  a  oste  a  Pari,  a  Rocca -Strada,  a    favore  de*  quali  i  Signori  Nove  mosiraroosi 

Santa-Fiora,  a  Scansano  ed  iu  altri  casUlli    generosi,  tostochè  condonarono  loro  i  censì 

occupati  dai  Ghibellini  fuorusciti  e  dai  conti    arretrali  che  sino  dal  i8  ott.  p.  p.  quei  conti 

di  Sànta-Flora,  finché  questi  e  quelli  nel    avevano  promesso  di  («gare  annualmente  al 

1 3oo  furono  astretti  ad  accordarsi  col  Go-    Gumuue  di  Siena. 

mune  di  Siena  che  rese  a  quei  conti  il  ca*  Due  altri  conti  della  slessa  linea  di  S. 
stello  di  Scansano,  i  pascoli  di  Golleochioeoc.,  Fiora,  oltre  i  sopnnominati,  stando  a  quanto 
previa  la  linunzia  fatta  dai  conti  medesimi  scrisse  Orlando  Malavolti  nella  P.  II  ddb 
di  ogni  ragione  che  avessero  sopra  GasUgliun  sua  istoria  sanese,  figurarono  nei  capitoli  di 
d*Orcia.  quel  raccordo,  cioè  un  G.  Guido  (diveno 

Lo  stesso  cronista  ali*  anno  i3o3  aggiun*  dal  ptdre  del  nominato  Coniteino),  ed  un 
gè,  che  in  dello  anno  si  comprò  Talìimone  conte  Stefano  figlio  del  C  lldehrawilno 
per  il  Gomune  di  Siena  dati* abbate  della  Jf (niello;  e  fu  probabilmente  quest'ultimo 
iMidia  diS.SaIvadore(si  leggai/ff'55.  I^t/i-  quel  conte  Stefano  di  Santa-Fiora  cbe  il 
ceniio  e  Anastasio  alle  Tre  Fontane)  per  cronista  Andrea  Dei  lo  dà  morto  in  Slva 
fior.  8000  d*oro  e  possede^Htnlo  i  comi  di  nel  giorno  3  die.  deiranno  t346. 
Santa^Floru  e  per  loro  lo  tenevano.  —  Dobbiamo  pure  allo  scrittore  stesso  con- 
F'ed,  Tal&mokb.  temporaneo  il  (atto  che  ivi  si  narra  di  un 

Di  altre  imprese  militari  tentate  dai  conti  conte  Jacopo,  il  quale  cessò  di  vivere  io 
di  Santa-Fiora  trovasi  menzione  nella  ero-  Santa-Fiora  nel  giugno  del  1 346  latcSando 
naca  stessa  del  Dei  sotto  gli  anni  i3i8  e  ilGr>m.  di  Siena  erede  della  sua  ponionedi 
i33o,  quando  Ghinozzo  signore  di  Sasso-  beni  e  castelli ,  dei  quali  luoghi  però  (a^ 
forte  cavalcò  con  le  sue  masnade  contro  i  giunge  il  Dei  )  i  Senesi  non  poterono  per 
castelli  di  Magliano  e  di  Montemerano,  do-  allora  entrare  al  possesso, 
ve  restò  rotto  dai  conti  prenominati  ;  talché  Neil*  anno  meilesimo  1346  fu  colpito  tb 
fuggendo  egli  sul  territorio  senese  piii  vi-  nn  fulmine  poco^  fuori  del  caste!  dì  Santa- 
cino,  andò  a  ripararei  nel  Ga^t.  dell*  Acoesa  Fiora  il  conte  Pietro  figlio  del  C.  Enrico  e 
di  pertinenza  dei  vescovi  di  Massa;  ma  as-  ni>K>te  di  altro  conte  Enrico,  ed  aggiunge 
sediatovì  dalle  genti  dei  conti  di  Santa-Fio-  il  Dei,  che  nel  novembre  antecedente  nel 
n,  Ghinozzo  alla  fine  fu  costretto  darsi  pri-  castello  dell'Abbadia  San-Salvadore  ere  stato 
gione  ai  suoi  nemici,  che  lo  condussero  nel  ucciso  nell*  istante  da  on  altro  fulmine  il  C 
loro  cassero,  dove  poco  tempo  dopo  morì  Enrico  fratello  del  suddetto  conte  Pietro.  E 
d*  inedia  per  scarsità  di  nutrimento.  co  fi  (soggiunge  il  cronista)  due  fraUlU 

Quindi  air  anno  i33i  del  mese  d'agosto  carnali  in  nove  mesi  morirono  di  saetta  ^ 
lo  stesso  Dei  aggiunge»  come  il  Gomune  di  ohe  ne  fa  gran  danno, 
Siena  avendo  inviato  le  sue  masnadecontro  II  qiial  conte  Enrico  teneva  quasi  per  suo 
i  conti  di  Santa-Fiora,  quelle  si  posero  a  il  Castel  dell'Abbadia  San-Sal  vadose  per  eon- 
oste  ad  Arcidosso^  uno  de'  buoni  castelli  di  cessione  fattagli  dal  Gomune  di  Orvieto,  io 
essi  conti,  e  tanto  vi  stettero  che  il  presero  cui  il  distretto  dell*  Abbadia  era  conipicsa. 
a  patti  avendo  «Ila  loro  testa  Guido  tùl  Rie-  Ma  nel  mese  di  ottobre  del  1 346 1*  abbate 
do  di  Modena  capitan  di  guerra;  nella  quale    del  .Mon.  di  S.  Salvadore  considerando  io 


S  A  S  T  SANI  151 

(|U<I«  «l€«!a(]iiiz.i  IrovavtfSÌ  ilG>niun€  diOi-     Atiloniii  S.ilìiiil;nii  ili  Sifii.i,  maritHto  alla 
1  it-tu ,  iloiiò  al  [io|jolo  a  (!oiniiiie  sim-se  il    c-ouUssa  (.Vcilia   priniogciiita  «H  C.  Giiiilo 
c.i»lfl  «IcirAlibiiilia  S.  Suivailurts  e  ciò  av-     vite  In  rulliiiio  viiW  ilc|!li  AMohrsiiuit'Schi 
«Itine,  •  so|2»iiin|EC  il  cnuiisla  ìk'i)  |K'rcl>è    ili  Sh ii la  Fk ira  v  loi'st*   riillinio  uomo  di 
qtHrir  uLliale  rni  sialo  t»|mlsu  dal  suo  nio-    c|Ui'li*illii&ti't:  aiilirliissima  {inncipia. 
Basterò  d.ii  tigliuoli  del  fu  coule  Enrico  di         Da  cotesto  niatriinniiio  ii:ii:queit)  tre  fcm- 
Suila-FìoRi,  che  ritennero  quel  |Kif'se  in-    mine  e<l  un  solo  iiiascliio,  (ìuìdo  Slorz.i,  il 
fino  al  flebbmjo  delFanno  sussi'^ucnte. —     quale  alla  nioile  del  |iadre  succede   mila 
Fu  allora  che  ^di  nomini  del  i^ist.  drirAl)-    contea  di  Santa-Finra.  Ma  cinque  anni  in- 
India  si  sottomisero  al  Cou.nne  di  Siena;  <  d    nanzi  di  morire,  il  conte  Bosio,  |ier  oifjtetto  di 
acciocché  i  figli  del  fu  conte  Enrico,  (jer  i    assicurare  al  figlio  la  conica  pn-detla,  slrin- 
birilli  sul  castello  e  distretto  |ireindicato  ilal    se  ainicizia  col  Comune  di  Siena  mediante 
pdre   acquistati  non  se  gli  op|toncssen)  a    convenzione  stìpu  ata  li  3o  aprile  del  1471, 
falere  che  con  te  loro  mas.  ade  si  (Nirlisseit)    mercè  mi  il  C  Guido  di  lui  figlio  e  tutti 
A  là,  gli  furono  donali  dal  Comune  di  Sic-    i  suoi  disi^endenli  s*  inlendevano  raccoman- 
B  i5oo  fiorini  d'oro  in  tre  t*j(^hc«  e  così    dati  in  |eriietiio  al  Gmiune  di  Siena  con 
il  castello  deir  Abbadia  San-Sil\.ulore  restò    obblif^o  di  soddis'are  i>nn*anno  a  titolo  di 
libero  ai  s«'n(S*i  che  vi  n>andan>iio  losto  un    censo  u5  ducati  Iar}>lu  per  la  festa  delPAs- 
^fsIÀ  [ji  r  go\ernan'  qiii-{;li  abitanti.  ^-    sunta  sotto  pena  di  3ooo  fiorini  d* oro. -— 
(Si'BAToai,  Script,  iifir,  Iial,T.  \1V.)        (^^am.  Din..  Sar.,  Kahjfo  delVJssvmn.) 
L*Hltimo  documento  deirArcb.  delle  Ri-         Fra  roicsln  rpiil  conte  Guido  Sfoixi  clic 
lonBagioni  di  Siena  che  ci  sciiopre  in  un  C\    nel  1464  pri-^iò  il  IN  ni.  Pio  II,  mentre  piis- 
IUthrandinoimUA\L\\o<ài-\  C.Enrico  giti'    sa\a  rcsl.iledì  quclTiinro  ali*  Abbadia  S. 
i(0''e,  nato  dal  C.  Pietro  di  Smla- Fiora  di     Sah.uiorc  sul  Monl.uni.ita,  a  videre  onorare 
sopra  citalo,  è  delTanno  i36a,  10  genn.—    di  una  sua  >is-.l.i  il  \ìcino  casltllo  di  Siuila- 
Bnta  per  altro  fsnora  ignoto  il  nome  del    Fiora,  ed  il  conte  che  lo  attendeva  ad  ospizio. 
(■Ire  di  quel  conte  Guido  che  prima  dilla         Per  («sserlo  adunque  dello  slesso  Fonie- 
mié  del  secolo  XV,  essendo  restato  scnz;i    f  ce  (  Cputmtni,  P.  II.  Lib.  IX.  )  il  C.  Giii- 
fifli  mescili.  Lisciò  cn-de  della  conica  di    dodi  Rosio  Sforzii  goM  rnò  da  buon  piulrc 
Santa-Fiora  donna  Cecilia  fijiliuula  sua  jiri-    i  .sudditi  che  lo  amavano,  come  persona  10- 
ib"g«nil.i,  la  quale  si  maritò  a  Busio  di    potata  del  loro  san<;ue;  e  fu  quel  C.  (ìuido 
ifu.in  Sforza    Atteiulvlo    di  Coti'>no/a^    sUsso  v\iC  per  alliuilanare  dal  suo  piccolo 
H.q'e  che  dominò  oltre  due   Sitoli  nell.i    .vialo  o^'ui  |Kricolo  di  guerra  si  mantenne 
(vulca  di  Sanla-Fiora.  in  amicizia  con  la  Rcp.  di  Siena,  con  i  du- 

U,.,         e           4              ..    .  e  «.hi  «li  .filano  e  con  i  sieuori  di  Pesjin) dei- 
sti ne  t.o!iTi  .*>i*mzA  Attf;«iwi.o  di  >.4nt4.-  ,      ,         .•      •    i-    •.'.■  1     1.  • 

Fi'  i^  .  :  la  stoM  t.iiuijzlia  Mor/a.  Inoltre,  avendo  tio- 

i"s%,  r.  iici;li  >poiizK-l^FsvniM  i>4i.  i4   <)  .    .  -.ni  1  mr         t.      • 

,.  *  luto  acculisi. ne  I  adercii/a  tled  Imo.  Massi- 

MSO  ALLA  SOrrSF5AUI^F.  UfIL.i  LlKVrRA.  ...  i      .    ,  ,..  ,.         ',         .       . 

millanti  1,  lau*  sua  |oIitica  gli  valse  tanto 

Si' la  grande  famiglia  de* colili  Aldnbran-  clic  il  Pont.  \lcs$;iiitlro  VI  ccn  questa  lima 

ascili  Uà  avuto  di  coito  n«  1  Cav.  couniiiii-  de* conti  Si'orz;!  lu  cr»sli-ctlo  a  desistere  dalle 

«L'iore  Daniello  Beilin';lit(ri  un   dili^cnle  sue  mire  in  i'avoic  del  duca  Valentino. 

icri!t«MC  nelle   Tfotitivt  defili   /Udobntudc^  Il  conte  (ìuido  medesimo  nel  1490  asse- 

<>'&<  pubblicate  in  Sima  nel  1849  |»(r  cura  gnò  ai  Francescani  Uilormali  l'antico  mo- 

^G.Poui,  iiuiizic  che  rccan-no  molla  luce  iiaslero  ili  donne  della  SS.  Trinità  situato 

■li  nomi  csidle gesta  loro;gi-andissìina  e  coni-  nel  distretto  di  S.iiila-Fiora ,  mentre  |k>cÌiì 

f'Wi  «  slata  quella  testé  apportata  alla  linea  anni  dopo  il  di  lui  figlio  Fetlerigo  fondò 

arroti  Siiirza    siieciss.i   iiell.i   contea  di  i  nScan&mo  (anno  1.^07  )  quello  di  S.  Pietro 

S>o!i  Fiora  dal  eh.  conte  I/iH.i  autore  della  abitalo  pur  e$>o  dai  PP.  Riformali, dei  quali 

pti  ira:; d* Oliera  italiana  del  sicolo  in  cui  elaiistri   s<^iri  la  soppressione  nel   iKoij  e 

iiiut.;.i.  —  Devt.>i  peitanlo  a  lui  la  gema-  quindi  la  riapertura  loro  ntl  181  5. 

H'ii  li  più  nniph-ta  e  la    più  esilila  del  I/iiltiino  doninn nio  relali^o  al  suddetto 

umtdt^l't  Sfoi za  0-ilttndnlo dn  Cutigno/ii^  C.  (jiiidti  di  lio.sin  Slinza  mi  si  pnsiiil.i  in 

'*'i  |«r\tniie  tutta  la  conila  di  Siinla  Fiora  una    iiieinl»raiìa    tUlV  .Ircb.   Pipi.    Fior. 

M'tliault;  il  inali iui'>iiio  lilittii.iio  nel  14  io  pioNrniila  <hil!<>  S|edilc  di  ISoniiiizìo, vci iii.t 

••rf  &  >i»»,  tti;IÌM  di  Muzio  bi'.rzi  e  ili  duniM  nclhi  i'mc.i    li   S.uila  Fi  tj  mi   '1  ««ll'il'ic 


153  SANI  SART 

dd  1496.  Con  esM  il  C.  Guido  Stona  <fi  dre  neirotlobn;  del  i575,g1ifiiccedé  neffa 

SiinU  Fiora  conrermavii  un  lodo  del  s8ago-  contea  di  S^nta-Fiora  e  nel  feudo  di  Roc- 

slu  di  detto  anno  sopra  la  lite  che  verteva  calbegna ,  che  allii  sua  morte  (>Ht.   i6»4  ) 

fra  etto  e  donna  Nanna  di  Niccolò  Soderì ni  ritornò  alla  corona  di  Totcana.  Questi  non 

moglie  di  Ugo  degli  Alessandri  di  Firenze*  ebbe  che  una  t'emmina,  per  nome  Caterina, 

a  cagione  di  alcuni  possessi  nel  territorio  dì  ed  un  maschio  naturale  chiamato  Sforzino. 
Bibbione  in  Val-di-Pesa.  Frattanto  succede  alla  contea  di  Santa- 

Jl  suddetto  conte  Guido  di  Bosio  Sfona  Fiora  il  conte  Alessandro  figlio  di  Federigo 
ebbe  da  donna  Francesca  d* Angelo  Farnese,  e  fratello  del  C.  Sfona;  il  quale  fn  eletto 
nipote  di  Paolo  III,  cinque  femmine  ed  un  duca  di  Segni  dal  PonL  Sisto  V  col  diritto 
maschio  per  nome  Federigo,  che  fu  il  teno  di  successione  in  quel  ducato  de*  suoi  di- 
conte di  Sanla-Fiora  del  ramo  Sforza.  Que-  scendenti.  La  moglie  donna  Elcooon»  figlia 
sto  pure  si  fece  ben  volere  dai  vassalli  che  di  Paolo  Giordano  Orainte  nipote  dei  Gran- 
se  gli  mostrarono  fedeli  e  coraggiosi  inooca-  dnchi  di  Toscana  Francesco  I  e  Fetdinan* 
•ione  deirinvasione  tentata  dal  ducaYalen-  do  I,  erasi  separata  dal  marito  quando  fon- 
tino,  per  cui  il  loro  signore  accordò  ai  mede-  dò  nel  1609  in  Santa-Fion  il  monastero 
simi  molti  prìvUegj.  G>lesto  conte  innanzi  di  delle  Cappuccine,  soppresso  nel  1 809  e  ria- 
morire,  (anno  1517),  fece  rogare  un  atto  di  perto  nel  181 5. 

femiglia,  affinchè  hi  contea  di  SanUFiora  IIC.  Alessandro  del  fu  C.  Federigo  Sfot^ 
si  mantenesse  riunita  in  un  solo  de^sooi  tre  za  per  istrumento  del  genn.  t6i6  (stile  co- 
figli  maschi  nati  da  donna  Bartolommea  di  mone)  vendè  al  Granduca  Cosimo  11  per 
Niccolò  Oniai  conte  di  Pitigliano,  e  affinchè  il  prezzo  di  «  1 5,ooo  scodi  romani  la  Terra 
il  detto  stato  si  conservasse  sotto  vincolo  di  di  Scansano  in  Blarcmma,  insieme  al  suo 
primogenitura.  distretto  che  fino  allora  aveva  latto  parte  dd- 

Quindi  alla  morte  del  conte  Federigo  suo-  b  contea  Aldobrandesca  di  Santa-ciora.— 

cede  ne4  governo  della  contea  diSanta-Fio-  F'ed,  ScAiiSàiio. 

la  il  suo  primogenito  Bosio  11,  che  si  accop-  Fm  i  tre  figli  maschi,  che  il  C  Akssan- 
piò  con  donna  Costanza  Farnese,  a  contem-  dro  lasciò  morendo  nel  1 6 3a,  succede  nella 
plaztone  de  la  quale  il  Pont.  Paolo  III  prò*  contea  il  primogenito  Mario  nato  in  Firen- 
iuse  riechezie  e  privilegi  amplissimi  alhi  se  nel  tS94.  Il  Pont.  PmIo  Y  air  occasione 
casa  Sforza  di  SantaFiora.  llforendo  Bosio  delle  di  lui  nozze  con  Renala  di  Carlo  di 
Il  nel  1545  succede  nella  contea  il  C.  Sfor-  Lorena  dei  duchi  di  Guisa  eresse  a  suo  ri- 
sa suo  primogenito  e  fratello  del  cardinal  guardoli  feudo  d'Ornano  in  ducato,  per 
Guido  Antonio.  Paolo  III  lo  aveva  spedilo  assegnarlo  al  conte  prenominato  ed  ai  pri* 
nel  1 540  contro  la  città  di  Penigia  ribel-  mo)ceniti  nati  àA  predetto  connubio, 
latasi ,  quindi  lo  creò  governatore  di  Par-  Ma  gli  enormi  debiti  che  il  C.  Mario  a- 
ma  e  Piacenza,  e  nel  1 548  capitan -generale  veva  (atto  in  gioventù  lo  posero  nel  bisogno 
«Iella  cavalleria  pontificia.  Finalmente  nel  di  vendere  la  sovranità  di  SanlaPion  al 
i55a  fu  inviato  da  Girlo  V  alFimpresa  di  Granduca  Ferdinando  li;  lo  che  fu  effKtnalo 
Siena  col  grado  di  capitan-generale  deliaca-  per  istrumento  del  9  die.  i633  mediante  il 
valleriaitaKanaespsgnuola.Sottomessaquel-  prezzo  dì  466,000  scudi  romani,  col  rite- 
la città,  il  conte  Sforza  venne  eletto  gover  nere  su  di  essi  a  titolo  di  deposito  od  re- 
Batore  della  asedesima,  e  Cosimo  1  gli  die-  gio  tesoro  la  somma  di  scudi  77aSo,  af- 
de  il  comando  delle  sue  truppe  per  condnr-  finché  stasse  in  fevore  di  Ale«sandro  Pai- 
re  a  fine  la  conquista  di  tutto  il  territorio  lavicini  per  ogni  sua  ragione  e  credito  con- 
seoese;  poscia  nel  1 56o  il  di  lui  fratello  tro  il  predetto  conte  Mario  Sforza,  e  scuffi 
cardinal  Guid*  Antonio,  fu  investilo  del  feu  aiS,3oo  per  aviere  il  G.  D.  Ferdinando  11 
do  di  Roocalbegna,  col  diritto  di  far  suoc^  contemporaneamente  infeudato  la  contea  di 
dere  in  ttto  lo  stesso  conte  Sfoi-aa  ed  il  suo  Santa-Fìora  allo  slesso  venditore, 
figlio  primogenilo.  Si  avverti,  come  fira  le  condizioni  con  le 

IKi  donna  Luisa  unica  figlia  del  Bfarch.  quali  la  contea  di&inta-Fiore  fu  ricevuta  sot- 

Pallavicino  PallavÌ€Ìni,alla  quale  il  C.  Sfor-  lo  aocomjndigia  della  Rep.  dì  Siena  trova- 

Zii  nel   1540  si  era  maritalo,  u.H;quero  tre  vasi  questa:  dir  nun  si  potesse  |»ioce<lere  al- 

maschi  ed  una  feromimi.  la  vendita  di  quella  contea  senza  |irecedenle 

Il  primogenito  Fnucesco,  niaiKalo  il  |ta-  licenza  e  coiisciisu  del  Comune  di  Sien«,  ed 


SANI  SANI               153 

ia  raso  «It  conlraYTeniione  si  dichuravaiio  parole:  Maaius  m  G)mitiius  Svortu  Dv\ 

oulli  i  ooolrstti.  Gofi  il  Granduca  di  Toiica-  Siuniak  II. 

oa  coiBCiOTrano  padrone  diSienaedfl  suo  11  conte  Mario  mancò  nel  -16  seUcnibie 
Stelo  in  quel  oonlrallo  fece  esprimere,  die  del  i038,  hiscUiidu  un  solo  tìglio  in  lA>do. 
la  vendita  della  contea  di  S«inta-Fio-  vico,  che  mori  in  S.uit;t-Fior.i  ai  7  marzi» 
«▼ufo  effetto ,  s*  intendeva ,  in  vi-  del  x685  senz^  prole.  Per  efletto  di  ciò  In 
delle  pruGoennate  antiche  ragioni  del-  chiamato  a  signitare  la  linea  de*  conti  di 
h  Rep.  di  Siena  *  clie  al  Granduca  mcdesi-  Sinita-Fiora  il  C.  P«ioIo,  uno  dei  figliuoli  di 
■9  la  •tessi  contea  fosse  devoluta.  Alessandro  nato  dal  C.  Federigo  ;  il  qual 
Ed  «Tvegiiiacbè  poteva  cadere  il  sospetto  conte  Paolo  era  marchese  di  Proceno  dove 
che  b  contea  di  Santa-Fiora  fosse  sottojiosta  nacque  nel  1 2  giugno  t6o3  ,  e  dove  mori 
al  vincolo  di  fidecommisso ,  cosi  anterior-  nel  la  sett.  del  1G69.  Egli  si  era  maritalo 
■mie  alla  stipulacione  del  contratto  pre-  in  prime  nozze  nel  1639  a  donai  Isabella 
ietto,  con  dcJibenzione  del  magistrato  su-  Bentivopli  di  Ferrara,  ed  in  seconde  nozze  a 
ficmo  di  Firenie,  quello  slato  fu  svincola-  donna  Olimpia  figlia  di  Federigo  Cesi,  1*in- 
ìsoMdianle  la  surroga  di  altrettanti  beni  signe  fondatore  delP  accademia  de*  Lincei  di 
Sb^ri  del  conte  Mario  Sfona.  Roma.  Fra  i  figli  di  quest^  ultima  fìivvi  fra 
Convenuti  sulle  condizioni  ed  i  mezzi,  gli  altri  Federigo  II  Sforzii  nato  in  Capra- 
fa  concluso  Tatto  di  acquisto,  e  nel  mede-  rola  nel  14  agosto  1654  che  poi  continuò 
iaofiocno  9  die.  t633  S.  A.  S.  concesse  la  successione  de*  conti  di  Siinta-Fiora.  Le 
b  feudo  allo  stesso  conte  Tenditore  lo  slato  nozz^*  da  lui  contratte  nel  37  fcbb.  del  1674 
tfiontca  dì  Santa-Fion  con  i  vassalli  e<l  il  con  donna  Tàvia  Ces;<rini,  figlia  ed  erede 
mitorio  annesso,  parte  del  quale  nella  dio-  del  duca  Giuliano,  furono  l'oggetto  di  mil- 
coidiCitlà  della  Pieve,  una  volta  in  quella  le  vicende  (ler  le  controversie  suscitategli 
H  Oliasi ,  ed  il  rimanente  spettante  alla  contro  dai  Colonna,  nella  cui  famiglia  era 
iiseesi  di  Soana,  per  tenersi  da  lui,  dai  fi-  entrata  una  sorella  minore  di  donna  Livia. 
fG,  dai  discendenti  ed  eredi  maschi  in  in-  Ma  tutti  gì*  inlrighi  rirscironn  vani,  poicliè 
ililo  con  ordine  di  primogenitura,  e  ciò  me-  la  Ruota  dì  Roma  con  sentenza  finale  del 
fartc  la  somma  di  scudi  romani  ai8,3oo,  ta  febbraio  1697  investì  il  conte  Fctlerigo 
M  quali  il  Granduca  si  dicbiariva  suo  de-  Sforzii-Cesarlni  dei  vasti  palrimnnj  Savelli , 
feoR  per  residuo  di  prezzo  della  compra  Pcretti  e  Cesi  dovuti  alla  sua  moglie  donna 
Uteriormcnte  Citta  della  slessa  contea.  • —  Livia  Ces^irini.  Allora  il  C.  Federigo  Sl'or- 
Tmendo  poi  ad  estinguersi  la  lìnea  masco-  Zii  innr.stò  al  suo  primo  casotto  degli  Slbrza 
liu  del  eonte  Mario,  un  articolo  dt^I  con-  quello  de'Cesarini  e  fu  il  primo  fra  i  conti 
Intto  prescriveva ,  che  la  contea  dì  Siiita-  di  Saiìt;i-Fiora  del'a  nuosa  iMzza. 
Tiora  piissasse  con  gli  stessi  diritti  ed  ordine  II  C.  Federici  Siur/.i-C>sarìni   mori   in 
<i  «Kscendenti   di   Federigo  Sforz.) ,  allora  Rom.i  dove  iìisò  il  •ioiiiiciI:o  lascianclo  dalla 
FnMoootario  apostolico,  di  poi  cardinale,  niorrli(>  Livia  Gaetano  suo  prìnio<;einlo  col 
*d  ia  mancanza  di  questi  ai  tìgli  e  discen-  titolo  di  iliic.-i  *li  S«'<;mì  e  di  (tonte  ili  S.inla- 
^ti  del  conte  Paolo  o  a  quelli  del  conte  Fìoim.  Kgii  nato  noi  167/4  si  maritò  nel  gin- 
^rieo,  due  figli  del  C.  Alessandro  e  con-  gno  del  1703  a  donna  Vittoria  di  I/)ttieri 
■fanteraente  fratelli  del  conte  Mario  pri-  Conti  duca  di  Poli  e  iii{)ote  del  Pont.  Inno- 
■•  investilo.  cenzo  XI IT.  Da  cotesto  niatrìnionio  nacnne 
Il  tal  goisa  i  conti  di  &inta-Fiora,  mercè  ai  io  giugno  170.^  Giuseppe  Sfoiza-Cesa- 
^ttto  saddetto  d*  iofoudazione ,  divennero  rini,  che  tu  il  successore  alla  contea  diS.iii- 
'■editar]  dei  Grandncbi  di  Toscana.  ta-Fiora  ,  e  che,  scldione  morisse  in  Roma 
0  Geescimbcni  ripone  cotesto  Mario  fra  i  nel  di  11  agosto  1744,  ordinò  che  il  suo 
^italiani  per  poche  sue  rime  stampiate  corpo  sì  trasportasse  a  Santa -Fiora   nella 
^fli  applausi  poetici  di  Lionora  Baroni,  chiesa  di  S.  Chiara  delle  Gippuccine,  dove 
^■ebe  il  ninni  nel  T.  XII  de\Sìgìlli  anti-  esiste  un'apposita  iscrizione  in  marmo. 
<^ Se  illustrò  uno  del  C.  Mario,  rappre-  Fra  gli  otto  figli  nati  al  C  (ìinseppeSlbr- 
^vtaate  Tarme  propria  de*conti  Sforza  in-  za-Cesarini   dal    matrimonio  contralto  nel 
MHataa  quella  della  ducale  casa  di  Guisa,  1796  con  donna   Maria  di  Vincenzio  |tiin- 
^cai  naaceva  Renata  sua  moglie,  ed  in  vì[te  Giustiniani,  il  prinogenilo  Filip|>-ì  di- 
fis  a  qnel  sigillo  si  leggevauo  le  seguenti  venne  il  ca|io  delU  lamiglia;  rioè.  duca  di 

V.  V,  «o 


154              8ANT  SANT 

Sf*^ì  e  conte  di  Santa-Flora ,  dove  iiiort  li  '  Due  anni  dopo,  diu  tenleon  daUi  in  Fh 

6  dicembre  1767,  sepolto  pur  esfo  con  i-  renxe  Ii'i3  lugl.  176)  dàllr Praticai  secrHa, 

•crìzione  nella  chiesa  di  quelle  Cappuccine,  dichiarò,  doverli  reinte^rrare  il  feudatario  dì 

Dal  matrimonio  di  esso  lui  (anno  1749)  Sanla-Fiora  nel  diritto  di  esigere  la  isabella 

con  Anna  Maria  Golouna-Barberìnt  ftgUa  di  dell*  estrazione  del  bestiame  dagli  abtlxati 

Giulio  Cesare  principe  di  Palestina ,  venne  di  Casteir*iz<ara,  come  pure  ne!  dazio  delle 

alla  luce  nel  a4  settembre  dell'anno  ap»  legna,  a  ragione  di  una  soma  per  fuoco,  da 

presso  un  fif^lio  in  Giuseppe  Michelangelo-  pagarsi  dai  vassalli  della  Gorounità  di  San* 

Slbrza-Cesarìnì ,  al  quale,  essendo  mancato  ta-Flora,  per  essere  esistite  dette  gravesse, 

di  vita  nelPetà  di  4  anni  succede  il  zio  duca  diceva  quella  sentenza ,  innanzi  1*  infiracb- 

Cnietano  al  di  lui  padre  conte  Giuseppe.  Da  xione  del  i633.  —  (  Aacs.  mllb  Hnoai. 

esso  e  da  donna  Alarianna  di  Michelangelo  m  Fnu) 

duca  di  Sermoneta  nacque  ai  30  luglio  del  Rispetto  poi  al  dazio  della  paglia  che  si 

1 7  73  il  C.  Francesco,  che  fu  1*  ultimo  conte  pretendeva  da  quel  feudatario,  ne  fu  fiiHo  oa 

di  Santa-Fion  di  casa  Sforza-Cesarini.  riservo  coli*  incarico  al  conte  di  giu^ficare 

Avvegnaché  durante  la  vita  del  conte  Gin-  cotesto  diritto  {hi), 
seppe  Sforza-Cesarini  il  Granduca  di  To-  Ma  salito  sol  trono  della  Toscana  ilGno 
scana  Francesco  II,  e  primo  Imperatore  di  Leopoldo  tutti  i  vassalli  dei  feudi  Gnndo- 
questonome,  con  motuproprio  del  3  di-  cali  furono  liberati  da  simili  e  da  Unti  altri 
eembre  1750  ordinò,  che  il  feudo  di  Santa-  aggravi ,  ed  in  quanto  al  duca  Fraocrsco 
Fiora  fosse  esente  dalla  legge  generale  sui  Sforza -Cesarini  figlio  di  Gaetano  conte  di 
feudi  Granducali  emanata  sotto  dì  ai  apri-  Sanla-Fiora  per  i  diritti  eh* egli  esigeva, 
le  1 749 ,  rispetto  ai  casi  seguenti  ;  i.^  che  tanto  utili  quanto  onorifiei,  fo  indennizzalo 
il  conte  feudatario  potesse  continuare  ad  esi-  dal  generoso  sovrano  con  una  rendita  equi- 
gere  la  tassa  di  cinque  paoli  per  famiglia  valente  ai  primi,  mentre  rispetto  ai  seooodì 
dai  vassalli  di  Santa-  Fiorai  di  SelPtna  e  di  restò  investito  nel  1 789  del  priorato  di  Sito- 
Corteif^ecehia^  olire  la  solita  tassa  delle  zap-  miniato  dell*  ordine  cavalleresco  di  S.  Sie- 
pe e  lire,  che  nella  somma  di  scudi  ventuno  ^no  PP.  da  passare  ai  suoi  discendenti  na- 
ffomani  pagavano  gli  abitanti  di  Ca^le/r-^s-  tcbi  e  primogeniti.  —  (LirTà«  Delia  Fa» 
•ara  ;  a.®  che  II  conte  feudatario  potesse  miglia  de*  Sforza  conti  di  S,  JFtarm  ;  t 
continuare  a  godere  del  profìtto  delle  mi-  Abch.  dblu  Kiroaif .  già  eiV.) 
niere  e  dei  minerali  compresi  nel  suo  fendo,  Pino  a  ootesU  ultima  epoca  risiedè  in  S. 
conforme  era  stabilito  dal  motuproprio  dei  Fiora  un  vicario  finidale  nominato  dal  conte, 
14  marzo  1747;  3.®  che  restasse  in  &coltà  dipendente  però,  a  tenore  della  legge  del 
del  conte  di  approvare  il  predicatore ,  il  1 7 5i  per  gli  atti  criminali  dal  vicario  vrgio 
maestro  di  scuola  ed  il  medico,  purché  1*  e-  di  Arcidosso. 

lezione  loro  cadesse  in  persone  suddite  del  Lo  statuto  municipale  di  Santa-Fiora 
Granducato;  4.^  che  la  Comunità  di  Santa-  esistente  nell*  Arch.  delle  Riformagioni  di 
Fiora  fosse  obbligata  a  pagare  il  sale  nella  Siena  è  la  copia  di  uno  piti  antico,  in  cai 
somma  di  scudi  sessanta  al  commissario  del  si  leggono  le  firme  de*  conti  Mario,  Lodo- 
feudo,  e  scudi  quaranta  al  capitan  di  giusti-  vico  e  Federigo  Sforza,  i  quali  nel  secXVII 
mia  destinato  prò  tempore  auditore  del  feu-  signoreggiarono  in  Sunta-Fiora  in  qualità  di 
do;  S.^che  gli  «bìtanti  della  contea  di  Santa-  feudatari  de*Granduchi  di  Toscana. 
Fiora  fossero  obbligati  al  pagamento  delle  Rispetto  alta  pieve  del  capoluogo  sotto 
pigioni  delle  case  dì  proprietà  del  feudatario.  Tin  vocazione  delle  SS.  Flore  e  Ludlta  es» 

Sette  anni  dopo  fu  emanato  un  secondo  era  battesimale  sino  dal  secolo  Xll,  toslothé 

motu|>roprìo,  in  data  del  dì  8  sett.  1757,  un  istruroento  delfArch.  Borghesi-Bichi  dì 

relativamente  alla  vendita  del  tabacco  den-  Siena  del  dì  8  giugno  1144  fb  rogato  in 

ito  il  territorio  feudale  di  Santa-Fiora.  Santa*  Fiora  nella  via  pubblica  presto  la 

Quindi  lo  stesso  Granduca  Francesco  li  pie^ej  ofsia  da\fanti  la  chiesa  di  S.  Fio- 
con  sovrano  rescritto  dei  14  giugno  1761  rts  ;  a  pie  del  qual  rogito  si  firmò  come  le* 
dichiarò  che  il  collegio  medico  dì  Siena  non  stimone  il  prete  Ranieri  pievano  di  quella . 
dovesse  avere  alcuna  giurisdizione  e  diritto  '  Il  popolo  di  Siinta-Fiora  fece'patte  della 
per  far  la  visita  delle  spezierìe  poste  nella  diocesi  di  Chiusi  finché  il  Pontef.oe  Oc- 
contea  di  SautaFiora.  mente  Vili  con  bolla  del  9  nov.  if  ti  eresse 


SANT  . 

io  siiie  fCKOfilé  timi  dclk  Tem  principali 
M  cootiKlo  di  Ghiiisi,  cioè,  QtU  della  Pie- 
te,  aJb  €|tiale  fucono  astegmle,  fra  le  i8 
ctot  batleiifiMli  sUociite  dalla  diocesi  Cbiu- 
siiia«  Uè  panoochie  comprese  tuUora  nel 
Granducato,  ^ale  a  dire,  Cùmporievoli ^  It 
Pime  e  SaatO'Fiora,  Ignoro  se  fu  sollo 
i  dootì  vescovi  di  Città  della  Pie^e  quando 
i  istfori  della  panr.  di  Santa-Fiom  furono 
licoòralt  del  titolo  di  areipreti. 

Gotesla  cliiesa  è  adoma  di  varj  bassori- 
Bevi  di  terra  vetriata  detta  della  Robbia. 

Di  data  più  antica  e  anai  maggiori  sono 
le  memorie  supersiti  relative  al  Olon.  della 
SS. Trinità  posto  alla  sinistra  del  fi.  Pione 
ckca  migl.  uno  e  meizo  a  ostro  della  Terra 
omonima.  Ma  innansi  cbs  quel  claustro  fos- 
te dito  ai  Frati  Francescani  della  Riforma 
(uMM>  1490),  era  slato  abitato  dalle  mona- 
che Qsterofosiy  affiliate  al  monastero  di 
lfonle-€ellese ,  poi  di  S«  Prospero ,  appeU 
ble  finalmente  del  SmUuoeio  «lenirò  Siena, 
pcofeasanti  b  stessa  regola  Cisteroieuse. 

A  provan*  il  giuspadrdnato  che  aveva  la 
Indesm  del  Moo.  di  Monle-Gellese  sopra 
quello  della  SS.  Trinità  sol  Monit-Caho 
emlotto  oeirAfcb.  Borgbesi-Bìchi  di  Siena 
molle  membrane  arehetipe  fra  le  quali  ci- 
terò il  deposto  di  varj  testimoni ,  esaminati 
ael  7  iìebb.  isoS  in  S.  Quirioo  d*Osenna 
d'ordine  de*  legati  pontifici  davanti  un  no- 
taro;  nel  primo  dei  quali  esami  il  prete 
Bafbello  depose,  qualmente  egli  aveva  ve- 
duto non  solo  i  servi  del  Sfon.  della  SS.  Tri- 


SANT 


155 


nità  di  Sfonte-CaliH)  portare  alla  badessa  di 
quello  di  Monte-Gel  lese  presso  Siena  Tan- 
nuo  tributo  di  60  pani  melati  e  pepati ,  di 
3o  forme  di  cacio,  di  un  coltellino  per  cia- 
scuna di  quelle  monache,  di  due  pni  di 
cera  del  peso  di  libbre  la;  ma  che  il  testi- 
mone stesso  aveva  una  volta  accompagnato 
quei  servi  a  recare  il  tributo  prenominato. 
—  La  cosa  medesima  fu  deposta  dal  prete 
Angiolo  da  Petroio,  dal  converso  Cartendo, 
da  un  tal  Gallicano  di  Caffarello,  da  tre  mo- 
nache ,  dal  prete  Guido ,  e  da  varj  altri.     . 

Il  terzo  stabilimento  religioso  è  quello 
della  chiesa  e  monastero  di  S.  Chiara  delle 
Cappuccine,  fondalo  dentro  la  Terra  di  San- 
ta*Fiora  al  priucipìo  del  1600  dalla  contes- 
sa Eleonora  figlia  di  Giordano  Orsini  e  mo- 
glie del  conte  Alessandro  Sforza  duca  di  Se- 
gni. —  La  chiesa  di  questo  monastero  può 
iim  la  cappella  sepolcrale  dei  conti  Sfona- 
Cesarini  di  Sauta-Fiora»  alcuni  dei  quali 
vi  furono  tumulati. 

Il  convento  di  S.  Agostino  eustente  por 
esso  dentro  Santa-Fion  fu  soppresso  fino 
dai  secolo  passato. 

La  chiesa  più  moderna  di  questa  Terra 
è  quella  dell*  oratorio  detto  del  suffragio. 

Il  paese  di  Santa -Fiora  attualmente  Ta 
a)>bellendosi  di  un  museo  di  oggetti  di  belle 
arti,  specialmente  di  statuaria  antica,  che  va 
raccogliendo  in  Roma  un  monsignor  Lu- 
ciani di  Santa-Fiora,  museo  del  quale  molti 
giornali  ed  opuscoli  hanno  con  qualche  pr^ 
dilezione  di  già  parlato. 


MOrjMBNTO  della  Popolauone  della  Tbb9^  01  Sjnrd-FwBJi 

a  tre  epoche  diverse  (i). 


ufauiaai 

ADULTI 

OOMIDOATI. 

BOCLaSlAAT. 

/fumerò 

Totalità 

Aaao 

.      - 

_        ^         _ 

dei 

dei 

delle 

della 

mate. 

feiam. 

masc. 

feinm. 

due  sessi 

due  sessi 

famiglie 

Popolai, 

1745 

269 

ao4 

391 

33o 

45i 

6a 

«7» 

i365 

i833 

279 

a79 

a5i 

5196 

598 

38 

345 

496 

1901 
sao9 

1840 

3a8 

319 

198 

a9' 

634 

41 

53o 

sSoo 

1 

-. 

(1)  Manca  la  Popolaùone  della  prima  epoca ,  quando  la  Terra  di  Saata^Fiorm 
era  domiaata  dai  suoi  Conti  itmaaù  che  divenissero  Jeudaiarj  della  Cotona  Toscana^ 


156  S  A  M  S  A  N  T 

Comunità  di  Santa- Fiora  —  Il  terrì-  riiscnlando  per  y'n  i  pnli  ap^lbriì  è( 

torio  di  questa  Giiiiunitù  ix:cu[)a  ima  super-  Contessa.  Costi  viene  a  coalìiie  il  tofiilR 

ficic  di  4 1 1 92  quadr.,  dei  quali  1 342  spel-  della  Gom.  di  Arcidosio,  e  eon  on  il  me 

tauo  a  corsi  d*acqua  e  a  strade.—  Nel  i833  scende  la  roonlagna  nella  dirraone  é  ti 

\i  abilaTano  4397  individui,  a  projiorzione  lungo  i  termini  dei  Mmtti  enàaii^M 

di  86  |iersoneper  ogni  inigl.  quadr.  di  suolo  Sel^m  e  del  Pratnceio,  trapavaidoi  ^ 

im|>oniliile.  Stello ,  e  Padiglioni ,  6do  a  cbè (kfofl 

Confina  con  sei  Comunità  del  Granduca*  discesa  di  circa  due  migl.  anitSBO  tri 

lo,  e  dal  lato  di  grec.  |»ei'  il  tragitto  di  cir-  strada  provinciale  del  Moni*  Aniili  fall 

c^a  mezzo  miglio  con  lo  Slato  PontiRcio.  cidosso  e  Santa-Fioray  per  di  lii  piwfl 

Iro|)eroccliè  il  terrilorio   dell»  Com.  di  altrettanto  tragitto  nella  dinziooediil 

Santa-Fiorsi  dal  lato  di  scir.  fronteggia  con  fino  acheginngonosullasoramilidclA 

quello  della  Com.  di  Sonino,  a  partire  dalla  ie-Labbro  che  resta  due  ÌNMMie  nifl.il 

ripa  sinistra  del  fi.  Fiora  là  dove  confluisce  di  Santa-Fiora.  Costassù  cesM  la  Giik 

il  borro  «lei  Coiifine,  mercè  cui  i  due  terrì-  Arcido^so  e  soiientni  a  confine  il  t€nii 

fon  entrano  nel  fosso  delle  Carboniere ,  {ler  della  Com.  di  Rocca- Albegna ,  col  ^ali 

dirigersi  verso  lev-gr<  e.  sul   poggio   detto  altro  di  Santa-Fiora  sccndie  il  fra»  fli 

della  Cimarella^  e  quindi  ris<*endere  la  sua  dionale  del  Monte-Labbro  ed  entiasdÉ 

pendice  a  lev.,  di  là  dalla  quale  entrano  nel  ^ol forate^  uno  deMrìl«utarj  del  fiofleU 

torr.  detto  il  Fiume,  I^ungo  esso  i  due  ter-  gna  ;  quindi  meiliante  ti  foHO  prcdèHii 

ritorf  comunitativi  s*  inoltrano  verso  grec.  sano  fra  Rnccii-Albegna  e  la  Trimt^ 

dove  abbandonano  il  torr.  prenominalo  per  abbandonano  dal  lato  di  osifo-lib. 

attraversare  una  umile  montuosità,  le  cui  volgersi  a  scir.  e  salire  m 

acque  fluiscono  in  un  altro  fosso  detlo  esso  artificiali  sui  poggi  che  dividono  a  < 

pure  del  Confine  in  seguito  dirìgonsi  nel  le  acque  dell*  Albegna  da  quelle 

borro  delle  Goraece,  col  quale  entrano  nel  del  fi.  Fiora ,  nel  quale  ultimo  i  dae 

lorr.  Siele  tributario  del  fi.  Paglia.  Costi  lorii  comunitativi  dopo  aTerm  »  il 

pri'sso  incontrasi  il  territorio  dflla  Chiesa  ,  della   Macruehina  mediante  il 

r-ol  quale,  do|x>  varcalo  il  torr.  Sieìe^  quello  Confine ,  sino  alla  sua  confluena  il  H 

della  Com.  di  Santa-Fiora  voltando  faccia  dove  cessa  la  Cora,  di  Kooca-Albegoi  i{ 

a  grec. ,  incamminasi  salendo  ronir*  acqua  torna  quella  di  Sorano. 
Terso  maestr.  lungo  la  ripa  sinistra  del  5ie-         Fra  i  corsi  più  copiosi  di  aeque 

le.  Dopo  un  mezzo  miglio  di  cammino  sot-  srono  e  che  srendono  dal  !a  parici 

tentra  dallo  stesso  lato  la  Com.  granducale  del  territorio  di  Santa-Fiora  può dil 

di  Pian-Castagnajo ,  con  la  quale  la  nostra  me  che  ha  preso  il  vocabolo  dal  pMse( 

entra  nel  Siele,  che  insieme  rimontano  nel-  scaturisce,  S(*bbene  fino  al  tecoloXIDl 

la  direzione  di  pon.  incamminandosi  verso  zatu  esso,  come  dissi  ,  contininw 

le  sue  sorgenti  sul  poggio  del  Nibbio  per  |)e!!arsi  jértnint».  Scaturisce 

arri \ are  sul  fosso  delle  Zolforaie.  Ivi  va-  sempre  perenne  di  mezzo  alle 

riandò  direzione  da  pon.  a  seti,  i  due  terrì-  chitiche  sulle  quali  fu  fabbricato  tt 

torj  entrano  nel  torr.  Scabbia  che  presto  Sanla-Fiora,  donde  precipitoso  db 

attraversano  (ler  salire  mediante  il   borro  accoppiarsi  sotto  Santa-Fiora  al 

j4betoia  verso  la  cima   del  Moni*  Amiala,  done  che  -«iene  dalla  parte  di  grfC. 

che  tnj\ano  al  cosi  dello  Poggio  Pinti  gnofo  e  dal  fianco  superiore  del 

presso  il   Sfosso  piramidale.  Costassù  si  rniala.  Quindi  poco  dopo  vi  si 

tocra  con  i  confini  del  territorio  comunità-  minori  torr.  del  Teglio  e  di  Seabèiétì 

livo  deir  Abbadia  S.  Salvadore,  e  con  que-  a  macslr.  l*  altro  a  scir.  del  fi.  Fiom^j 

.^lo  l'altro  di  Sanla-Fiora  percorre  il  giogo  essi  pure  iierdono  il  loro  nome. 

della  montagna  nella  direzione  dì  grec.  sino  più  ricco  d*  acque  il  fiume  s*ii 

al  Corno  di  Bellaria,  Ivi   i  due  terrilorj  osi ro-scir.  ricevendo  |ier  via  a  dtilnU 

voltandosi  verso  oslro-scir.  scendono  nella  Bifio  e  Tagona,  ed  a  sinistra  lo 

Val-iriiifcmo  e  lungh*essa  la  nostra  trova  il  Carminate,  il  Canale^  il  BHù 

dirimfietto  a  pon.-lib.  il  territorio  della  Co-  fossi  e  borri,  finché  davanti  a  Soan 

munita  di  Castel-del-Piano.  Con  ffuest*  ul-  to  di  lev.  accoglie  il  torr.  CaUiÙK 

timo  {>assa  |>el  Pianella  della  Montagnola^  so  pon.  quello  anche  maggiore  del 


SANI  SANI  157 

cbeÉèwct  nel  Fiora  dirtmpello  alla  Ter-  e  dà  corpi, conr  ancora  per  itlroire nel  leg* 
r«  di  Pilìf  HuKS  Bcnlre  Ire  migl  più  aollo  gere,serì?fre  e  abbaco  ì  figli  di  qoci  yìIIìcì* 
il  Fion  fi  marita  alla  Foixa  /nioua.  Pai-  Un  altro  groppo  di  timili  abitatori  sparsi 
alo  qocsl*ulli»ocoDfliieiile  il  fi.  Fiora  esce  fra  i  cattagnei ,  in  una  contrada  appellala 
flooii  del  territorio  Granducale,  e  solamente  delle  BmgnorOy  ìtoyn  fra  Arcidotso  e  8anttt« 
dimlì  al  p*  ggio  di  Monlanlaccio  ne  hm*  Fiora,  ma  vicina  piii  a  questa  cbe  non  airal*> 
bisee  i  eoofini  dirimpetto  «I  contado  di  To-  tra  Terra,  siccbè  quei  montagnoli  continua- 
Kandla  dello  Slato  Pontificio,  al  quale  d*  no  a  fiir  parte  del  popolo  di  SantN-Fiora. 
aUorsin  poi  appartiene  per  intiero  finché  Fra  le  «sontuoailk  magfriorì  situate  a  con* 
aUraveraando  la  spiaggia  occidentale  del  Cast,  fine,  oppure  comprese  in  questa  Coiminitè, 
é  Montallo  sbocca  nel  mare  Mediterram-o  contasi  una  delle  note  sommità  del  Mon^ 
dspo  una  cinquantina  di  miglia  di  Cam-  te  Amiata  ;  ciré  il  Poggio  Finùy  posto  fra 
■ino  dblla  sua  origine  sol  Mont' Amiata.  il  Masso  PiramidaU  ed  il  Cerno  di  Bei^ 
Eìspelto  a  strade  rotabili  tracciate  nel  /aWa;  la  qual  promìnenxB  fé  riscontrata  dal 
tcrriUMrio  comnnitaliTO  di  Santa-FiorB,  ol-  P.  Inghimmi  br.  1986  superiore  al  libello 
trequelb  prorliiciale  del  Montamiata  che  del  mare  Mediterraneo.  lUsrnla  pure  did 
gin  intomo  a  questa  montagna  passando  lato  di  Kb.  il  territorio  di  Santa-Fiora  una 
prr Castel  del  Piano,  per  Arcidosso,  Santa-  nuda  spianata  detta  il  Macertto  sul  Tertice 
Fion  e  Pian  Castagna  jo,  si  conta  oggidì  co-  del  Monte  Labbro,  alta  più  del  Poggio  Pin- 
sia  pie  d*  una  rà ,  sebbene  malamente  ro-  «1  una  sessHntina  di  br.,  mentre  la  sua  ele- 
tabite.Tale  é  quella  cbe  dal  capoluogo  con-  Talezza  troTasi  di  br.  «045  sopra  il  lifello 
Awea  GastetT-Aitara  ;  tale  é  1* altra  cbe  da  del  mare;  ed  é  costassù  doire  ri  toccano  i 
CaUcir  Asiani  continua  per  la  Sforzesca  ;  territori  di  Ire  Comunilk ,  cioè ,  di  jirei^ 
tale  può  dirsi  pure  un  ramo  cbe  staccasi  dosso,  ài  Kt-eca-Aibegna  e  di  Sania^FiO" 
Ma  strada  suddetta  di  Casteir-Aatnra  per  ra.  Resta  poi  nell*  interno  del  territorio,  daU 
eniditrre  a  Selfena.  Tutte  le  altre  rie  sono  la  parte  di  scìr.  del  capoluogo  di  questa  Go- 
■sahlticre  e  pedonali.  munita,  il  poggio  di  Ci^iteila  veec/na  so- 

la quale  stalo  fbisero  le  strade  a  tempo  pra  Castel f-Aziara,  il  di  cui  Tertice  fu  dal- 
it*  conti  Sfona  di  Santa-Pioni  lo  dicbÌMrò  lo  stesso  astronomo  trovato  ascendere  a  br. 
per  tutti  il  Pont.  Pio  H,  allorcbé  inrilalo,  1900  sopra  il  mare, 
come  si  disse,  dal  conte  Guido  Sfona  (  an-  Per  quel  che  sia  della  struttura  firica  di 
ne  i|9s)  si  recò  dall'Abbadia  S.  Salva-  cotesla  contrada,  dico  cbe  i  suoi  terreni  poa- 
^on  s  Saola-Fiora,  nel  quale  brerc  tragitto  sono  classar»  in  due  serie  afiatlo  diverse, 
^oré  quel  signore  con  gran  fatica  aprire  la  mentre  dalla  cima  del  Monlamiala  rino  al 
^  quasi  impraticabile  per  essere  in  molti  di  sotto  della  TVrra  di  Santa-Fiora,  e  vo- 
hiofbt  impedita  e  cbiosa.  — •  (  Commtnt,  leiido  anche  sino  alPalveo  di  questo  fiume 
Pii  //.  Lib,  IX.)  presso  la  confloenxa  in  esso  della  Sembbia^ 

Attualmente  non  solo  b  strada  provi n-  si  passeggia  quasi  sempre  fra  terreni  vulca- 
óile  che  passa  per  cotesto  tratto  di  paese  é  nici  di  irachite  in  massi  ora  durissimi  ora 
itsts  rrsB  comoda  e  rotabile,  ma  rasenta  an-  fjitiscenti,  e  riducìbili  in  rena.  Tili  massi 
cbe  la  contrada  di  Bagnolo,  sparsa  di  molte  pietrosi  racchiudono  più  o  meno  copiosi  ro- 
ibitssioni  frs  selve  maestose  di  castagni ,  in  gnoni  della  stessa  roccia,  però  più  compatti, 
■nsoa  piccoli  campi,  dove  sul  declinare  di  tinta  più  nerastra,  e  che  contengono  fre- 
^1  sseòlo  X¥III  fu  eretta  una  chiesa  par-  quenti  volte  de*  pezzi  informi  di  piombag- 
v^Kicbiale,  il  coi  popolo  nel  i833 ascendeva  gine  {carburo  difirro), 
V^  td  885  abit.,  aumentalo  di  nn  quinto  II  primo  naturalista  che  visitò  e  descrìsie 
nHTsnao  1840.  —  f^cd,  il  Quadro  della  cotesta  contrada  in  il  celebre  Pier  Antonio 
P^pohuone  della  Terra  di  Sani  a- Fiora  al-  Micheli  allora  quando ,  nel  1 733 ,  imprese 
^/«e  dell*  Art.,  e  BAotfoijo  m  Sauta-Fioia.  a  perlustrare  questa  e  la  vicina  montagna  di 
Gion  inoltre  qUl  aggiungere,  qualmente  Radicofani;  e  tu  lui  il  primo  a  dichiarare 
éB  due  anni  a  questa  parte  per  munificenza  cbe  la  pietra  dagli  abitanti  del  Mont*Amia- 
M  Grtndoca  Lbopoido  II  é  stalo  assegnato  la  appellata  peperino ,  era  quasi  simile  ad 
>1  po{)olo  di  Bagnolo  un  medico  che  insieme  un  granito,  perché  composta  da  tante  par- 
*  <|acl  parroco  esemplai  e  a  ricenda  si  adope-  licei  le  vetrine  bianche  (  feldspato  )  e  nere 
ntib DOQ mio  a  pMdeHa salute deiranime^  (mica  e  turmalina).  Inoltre  egli  agginn-- 


158  SANT  SANT 

feta  eht  limili  criflalli  i  qMaK  fi  riducono  praito  dove  calile  am  cave  di  braocMiiale» 

•a  lamiaelte  per  lo  piti  esttgone,  tnoonlrftnsi  doaiosM  durìssiimi  impeileU  eoo  finuBMenli 

Cà  di  frcqiicuie  nelle  pietre  bianche  fria-  di  rocoeolioliiicbe^.e  di  cui  ai  aervono  i|«ei 
li,  neoUe  le  piii  dure  (  appellale  ami  me  paesani  per  (abbricoe  marine 
di  sotto  )  annodi  figura  eonitmile  a  quella        Form  ad  una  brocoia  conaimile  é  da  iv 
dei  tartufi ,  sebbene  di  maggior  mole.  purtarai  la  grande  acogUcm  di  una  mpe  de- 
Air  incontro  paanito  il  fiume  Fioes  al  di  nominala  la  PieirmJiAtta,  aporgente  aopca 
là  dal  fono  TegUo  e  del  torr.  ScMia  auoi  un  colle  situato  alla  sinistra  del  fiume  Fiora, 
confluenti  più  vicini  alla  Terra  in  disoorM,  fra  il  concento  della  SS.  Trinità  ed  il  es- 
ano a  sinistra  e  V  altro  a  destn ,  cessano  le  poluogo  »  rupe  di  cui  diede  una  cslem  de- 
acogliere  ed  i  massi  staccati  del  peperino,  o  scrisione  Giorgio  Santi  nel  cap.  ii  del  suo 
iraehite^  talché  la  contrada  cambia  affitto  di  Viaggio  al  Monte  Amiate, 
aspetto.  "  Infiitti  di  là  dai  confini  indicati        Inoltrandosi  dalla  Trinità  verso  la  parte 
incoutransi  quasi  per  tutto  rocce  straiificute  superiore  del  Jfonle  Caino,  alle  bticee  sol- 
di calce  carbonata  o  di  macigno,  dalle  quali  tenlrano  rocce  di  gabbro  e  di  serpentino  di 
generalmente  anche  costà  mia  coperto  il  vario  colore,  trovandosi  i  fianchi  del  asonle 
fianco  selleutrionale  e  quello  verso  levante  stesso  sparsi  di  cristalli  di  qm^reo  {altno  di 
del  Monte*Labbro.  figura  prismatica  leriuinati  da  due  piiamidi. 
Alla  destra  del  ù.  citato  e  dalU  Terra  di        Scendendo  dal  castello  di  Selveoa  lungo  il 
Santa-Fiora,  salendo  verso  la  montagna  nel  (osso  delle  ZglJUrt^  e  non  molto  lungi  dal 
P>s*^ggi*re  sopra  massi  di  peperino  o  di  tra»  solfato  di  calce,  scaturiscono  varie  polle  <fi 
chUt^  sentesi  talvolta  rinlruonare  il  suolo  acqua  sulfurea  ferruginom,  che  dcpoaila  per 
al  pasnre  delle  carra  ed  al  calpestio  de*  ca-  via  xolfo  e  solfuro  di  fefto,  il  quale  ultimo 
Talli,  la  qnal  cosa  mi  accadde  di  oaservara  converteai  poi  in  aollato.  A  raoougliere  e  ri- 
Inngo  la  alnda  presso  al  confine  del  territo-  durre  in  vetriolo  verde  cotesto  sol&lo  nei 
rio  di  Santa-Fiora  con  quello  di  Pian-Ca-  secoli  indietro  fu  eretta  costà  una  gran  fid>- 
atagnajo.  Dissi,  ^aari  tempre  si  passeggia  brica,  della  quale  diede  il  Mercaii  uà* etÈi^ 
ani  terreno  lraohilico,slanlechè  vedesi  qual*  la  descrizione  con  figure  nella  aua  Mriaìlo' 
che  punto  del  pianoro  del  Monte-Amiata  do-  tfitea  ^alicana.  Allora  coteato  edifisio  era 
Te  ai  mostra  a  nudo  il  terreno  atraliforme  di    in  pieno  vigora ,  mentra  adesso  è  abhan- 
cake  carbonata  come  quello  che  serve  di  donato  afi&tto. 

base  ai  massi  di  peperino,  o  iracfdte;  ed  è        Risalendo  il  poggio  di  SelTcnà  Teggonsi 

costà  dove  il  calcara  compatto  color  ceciato  a  fiordi  terra  le  cave  del  cinabro,  {solfuro 

è  attraversalo  da  numerosi  filoni  di  spalo  e  di  mercurio)  affogato  nella  marna  argillosi 

di  qnario.  Tale  per  modo  di  esempio  si  tro>  teniaria  non  di  rado  mista  a  delle  rocce  di 

Ta  in  un  tratto  di  strada  che  per  nn  miglio  calce  carbonata  dendritica.  —  La  minicn 

di  cammino  nella  manina  «kl  a5  giugno  soleva  presentarsi  in  sottili  vene  o  filoncini 

1 83o  io  leceva  nel  valtoocello  di  Bagnolo^  di  color  rosso  vivo  turchinaslro,  dai  mioe- 

dnve  comparisce  la  roccia  calcarea  compatta  rologi  riguardata  come  la  più  povera  ;  ma 

spesse  volte  scoperta  dai  massi  di  peperino  coleste  miniere  per  il  loro  poco  Grullo  sono 

che  più  fatiscente  e  friabile  esiste  in  cotesto  stale  qualche  tempo  lasciate  in  abbandono, 
lato  della  montagna,  mentre  durissimi,  ne-        Ripassando  il  fi.  Fiora  per  andare  da  Sei- 

raslri  ed  in  scogliere  enormi  sono  i  massi  vena  verso  il  caslellucclo  di  Triama,  aebbe* 

che  un  miglio  e  meno  più  a  lib.  compari-  ne  quest'ultimo  sta  compreso  nel  territorio 

aoono  in  rupi  a  grandissima  allena  dentro  il  della  Gom.  di  Roccalbegna  merita  di  esser 

paese  e  per  fino  sotto  la  Terra  di  Santa-Fiora.  dal  geologo  visitato  per  le  sue  rocce  ofioli- 

Importante  poi  ne  sembra  la  struUnra  liche  emergenti  da  una  diramazione  auslra- 

geognoslica  del  Mante-Cai^.  ^  ft  CalH>  le  del  Motfie^Labkro^  donde  acalnriaoe  il 

appellato  il  monte  poeto  a  ler.-acir.di  San-  fosso  delle  Zolforaie  tributario  del  fioaae 

ta-Fiora  dalla  sua  nudità,  sebbene  di  Self  a  Atbegna,  —  ^ed,  Tzuiia  m  RoooALaae«A« 
porti  il  nome  la  sua  parte  inferiore.  Costà  ri-        Lo  stesso  Giorgio  Santi  indicò  i  luoghi 

siede  il  convento  dìeila  SS.  Trìnttà  lungo  e  i  nomi  del  territorio  comunitativodi  Smi- 
una  strada  pedonale  che  sale  pure  a  Belv^  ta-Fiora  dove  emergono  delle  acque  miae- 
dere  e  a  Selvena ,  1*  ultimo  de*  quali  luoghi    rali.  Tali  sono  le  sorgenti  gasoae  SJcfua- 

è  un  caatello  aitoatoaoslro-lib.  della  Trinità  forte  presso  il  fosso  degli  Otttani  sol 


SANT 

rrìlorin  Terso  Arcìilono;  Uli  qiirl- 
Tfuafirrmginota- sui/area  presso 
Ile  SS'dJSere  friio  Si'Uena,  men- 
'Ira  /teqma  soìforoga-tindula  che 

prTMo  CasiMmo9a  nella  corte  o 
ii  THmib  ne  fu  parlalo  ali*  .irt. 
«A  9  Cùmmmità. 

Ico  die  qui  appresso  fi  riporta  ba- 
JWsire  lo  stato  progressivo  tirila  po- 
nella  Gjoiunìlii  di  Sunta*Fiora  dal 
mi;  Tale  a  dire  dacché  i  f assalii  di 
niei  al  pari  di  tulli  i  feudi  gnndu- 
o  svincolati  da  molti  aggraTJ  b»ro- 
oaseguenia  di  ciò  lo  stato  ili  oo- 
luioiie  andò  miglionindo  più  che 
■  purt€  agraria  e  nelb  pastorizia 
:he  una  delle  magfiori  sue  risorse 
dopo  quella  delle  selte,  nel  bestia- 
io «  pecorino  e  porcino. 
iesiderare  beniA  che  gli  abitanti  di 
m  prafiUino  maggiormente  della 

delle  acque  perenni  che  costali- 
abbondanti  scatiirisoono  dentro  il 
s  ed  in  un  pendio  mollo  inclinato 


SANT 


159 


per  mettere  in  molo  yarie  mnochìne  opifi- 
ciarìe,  mentre  esse  per  ora  non  danno  il 
int>lo  altro  che  a  poche  macine  da  mulino,  a 
due  gualchiere  e  ad  una  ferrirn,  quando  a 
tante  altre  lucrose  manifatture  cMe  potreb- 
bero servire  di  sussidio. 

La  Comunità  mantiene  due  medici,  un 
chirurgo  e  due  maestri  di  scuola,  oltre  un 
medico  profTisoriamente  mantenuto  in  Ba- 
gnolo a  spese  del  R.  erario. 

Nel  primo  giovedì  di  ogni  mese  si  pratica 
in  Santa-Fiora  un  piccolo  mercato,  che  pren* 
de  il  nome  di  fiera,  li  4  maggio  li  16  e  1 7 
agosto,  sebbene  quest*  ultima  sia  di  qualche 
concorso  specialmenle  pel  bestiame. 

Risiede  in  Santa  Fiora  un  potestà  ed  un 
cancelliere  afnto,  il  primo  di  questi  soitO|iosto 
per  il  criminale  al  vicario  R.  di  Aircidosso, 
e  r  altro  al  cancelliere  comiinitativo  resi- 
dente pur  esso  in  Arcidosso ,  dov*  è  l' in- 
gegnere di  Circondario.  — L*uflfìuo  di  esa- 
zione del  Registro  é  in  Castel  del  Piano,  b 
conservazione  delle  Ipoteche  ed  il  tribunale 
di  Prima  istanza  sono  in  Grosseto. 


QUADRO  d»Ua  Popoiavone  (Min  ComuKtry  di  Sjifrj-FioMjt 

m  ir9  epoche  diarie  {i). 


^m9gài 


Tiioto 
deiie  Chiese 


pgiàGMtC- 


•IbSS.Tri- 
di  5.  Fion 


SS,  Nome  dì  Bfaria ,  Cura 

S.  Niccolò ,  Areipretura 
SS,  Annunziata 

SS.  Flora  eLurilb,  Arcip. 

S.  Stefrno ,  Cura 

S.  Niccola  da  Tolenliiio, 

Pieve 
S.  Gregorio  Miigno,  idem 


Diocesi 
cui  appartengono 


Popolazione 


Gllk  della  Piefe,  già 
di  Gliiusi 
Suana 
Idem 

Città  ili  Castello,  già 
di  Chiusi 
Soana 

Idfm 

Idem 


TorjLB  ....  jibie,  N,^  3793  4397  490'* 


■  ^mmmto  mlP  epoca  del  1640  non  si  conosce^  eonte  dissi  ^  la  Popolazione  della 
U  di  Smnia-Fiora  essendo  allora  contea  libera, 

TA^aONDA  nel  Val-il*Arno  inferio»  di-Fine  nelle  Colline  superiori  piMne.  — 

^ed.  BàBU  m  S.  GoaoA,  C^tema  a  Piccolo  cas'ello  ridotto  a  vil(ii|r|;ioah|iianl(i 

iA,cn«WM(S.)  lungi  «bl la  chiesa  plehana  rhe  le  dinir  il 

rA-LUCE^oSATTA  LUCK.in  Val-  nome  (S.  Angelo)  ca^ioluogo  dì  Comiinilà 


169  SANI  SANT 

• 

nella  G(i«r.  e  oirca  9  migl.  a  ostro  di  Luti,  nak  etbCrole  Ui  queir  Aicb.  Aicif .  TaUmì 
Dioc.  e  Comp.  di  PiaA.  di  una  douaùono  di  beni  e  dccioic  fatta 

,  È  iiluato  sopra  una  delle  più  emiiieiUi  da  Opisxone  vesoovo  al  pievano  dsUa  pìcfe 
colline  superioii  pisane,  le  quali  si  stlaocaDO  di  S  Angelo  MU  Colline^  posta  in  Uo|o 
dal  lato  orientale  con  la  piccola  giogana  de*  «  Fine ,  a  condiziotte  che  d*  allora  in  poi  i 
poggi  che  si  prolunga  nella  linen  di  sett  s  canonici  (cappellani) addetti  •  qoella  ebicu 
ustr.  reno  Gbianni,  Moateraao  e  Is  Ga4el-  vivessero  secondo  Torflioe  regolare  e  cano- 
lina  sino  a  Riparbella.  nioo  insieme  col  prete  Pietro  proposto  delia 

Nella  parte  pid  aHa  del  villaggio  esistono  pieve  medesima,  eoe. 
gli  avanti  della  rocca  con  alcuni  resti  di  Ebbero  (loi  signoria  nel  Ca^  di  Santa- 
ima  torre  di  pietre  quadrate  ed  il  cassero  o  Luce  i  con  li  Ciùlolingi  di  Foceocbio  ^- 
torrione  appartenuti  al  castello  di  S.  Lnce.  datori  della  Badia  di  Morrona.  kA  casi  sppsr- 
,  Trovasi  fra  il  gr.  a8^  14'  di  long*  ed  il  tenne  quel  conte  Ugo  figlio  che  fa  del  C 
gr.  43°  3x'  e  4"  latit.,  io  màgi,  a  grec  di  Uguociooe  di  Guglielmo  Bolgaro,  il  quale 
Rosignano,  19  a  scir.-lev.  di  Livomo e  a3  nel  dì  6  aprile  del  si 09  vendè  alla  Badia 
a  ostro4cir.  di  Pisa.  di  S.  Bartolommeo  «  Horrona  la  metà  della 

Dissi,  che  questo  castello  ripete  il  nouM  eoa  giurisdizione  H^Afni  (Bagno  a  Acqua) 
dal  titobMre  delta  sua  pieve,  (bnclato  in  nn  ed  altro,  eccettuando  il  castello  di  Sanea- 
islrumento  dell*  Arcb.  Atnciv.  pisano  de!  18  £uee con  la  sua  corteo  distretto. E  fu  quaU 
maggio  deiranno  88 7V  edito  dal  Muratori  che  tempo  dopo  quando  gli  Upeningbi  di 
nel  T.  Ili  deHe  sue  Anti^.  Jf.  Ae^i,  Avv^  Pisa»  eredi  de*Gadolingi,  contrastalo  alb 
irnacbè  con  quelPatto  Teudice  figlio  del  fu  mensa,  pisana  alcune  possessioni  comprese 
Teudegrimo  ricevè  a  livello  da  Giovanni  nel  distretto  di  Sania-Luce.  Alia  quai  con- 
vescovo  di  Pim  la  metà  di  una  casa  domini*  troversia  ne  richiama  una  sentenia  pfooun- 
cale  con  sua  corte  compresa  nei  confini  delle  ziata  dai  giudici  e  consoli  di  Pisa,  in  data 
Colline  in  luogo  appellato  Sala  Taehaìii  del  due  dicembre  anno  it35  {^ilt  comn^ 
presso  la  chiesa  battesimale  di  5«j^iige/o.«^  me)  nella  euria  di  Uberto  arcivescovo  ri- 
^ed,  SjihA  DI  SASTd-LucE,  spetto  aU»  lite  vertente  Ira  qnella  menta  ar- 

Totesta  pieve  di  Santa-Luce  è  situata    civescoviìe  da  una  e  dalf  altra  parte  con  nn 
vicina  alla  ripa  sinistra  del  fiume  Fine  un    Visconti  coti  Enrico  e  BBdolfo  fratelK  e  figli 
migl.  circa  a  maestr.  dalle  sue  sorgenti ,  ^ed    delio  GoaUredo;  i  quali  furono  dagli  arbitri 
,un  buon  raigl.  a  pon.  del  castelletto  omo-    condannati,  dopo  aver  tsM  rinunziato  alle 
«imo ,  dove  fu  eretta  più  tardi  una  china    Km»  pretensiani  per  non  «ver  polelo  pra- 
succursale  die  si  dedicò  a  $.  Zueia,  forse    vare,  dice  il  lodo,  che  da  40  anni  addietro 
per  la  somiglianza  del  nome  conl*aUro  del    possedevano  ciò  che  aìla  mensa  pisana  «sn 
castellelto  di  Santa^Luce.  *-  Giova  inoltre    contendeyano  rispettosi  castello  e  beni  dì 
avvertire  qualmente  cotesta  pieve  ebbe  per    Sania-Luee,  — -  {op,  eii.) 
SS.  pironi  €.  Maria  ,  S.  Angiolo^  e  S,        k\V  Art.  RiPAzaiLLà  é  SUto  gik  indicato, 
Gio.  Battista ,  T  ultimo  de*  quali  è  il  tltor    qualmente  gli  arcivescovi  di  I^  nH  iw<^ 
lare  comune  a  tutte  le  chiese  battesimali.    Io  XIII  erano  signori  tanto  nel  tempovak 
Che  se  air  Art.  Fine  di  questa  parrocchia    come  nello  spirituale  di  varie  castellm  dflk 
stante  la  moltiplidtk  de*  santi  suoi  titolari    Colline  superiori  pisane,  fra  le  quali  anche 
ne  feci  di  una  due  pievi,  mi  trovo  ora  in    questa  di  Santa^Lmce;  comecché  dopo  il 
debito  di  correggermi.  Concios'iacbè ,  qua-    laSa  il  dominio  temporale  di  quegli  aici- 
Inra  questa  volta  pure  non  m*  inganno,  mi    vescovi  sul  popolo  di  Santa-Luoe  fosse  limi- 
srrobra  che  alla  pieve  in  discorso  volesse  ri-    tato  al  solo  diritto  sui  maleHzf. 
f<TÌrc  qiieirOpìzxone  vescovo  di  Pisa,  qoan-        Vero  è  ehe  per  molti  anni  gli  arcivescovi 
do  con  breve  del  5  marzo  1046  istituì  nella    di  Pisa  reclamarono  suir  infrazione  del  loro 
pifve  di  Sant* Angelo  delle  Cnlline  un    dominio,  irdovhdoio  aicbitio  di  «{ocll'ar- 
clauslro  di  preti  cappellani  obbligati  a  (ar    civesoovato  possiede  fina  le  tante  wu  perga- 
vila  comune  e  regolare  sotto  gli  ordini  del    mena,  in  cui  si  contiene  nn  istmmento  del 
pievano  loro  superiore.  3o  dio.  i3si  {ftih  eommme)  scritto  nel- 

Questo  documento  stato  pubblicato  dal  P.  la  rocca  di  Monte-Vaso  dove  l*areivcscovo 
Mattei  neirappeudice  alT.  I  della  sua  Bist.  Oddone  investi  un  suo  visconte  della  gìnri- 
EctL  Pis.  fu  copialo  da  una  carta  origi-    tdisione  temporale  delle  tetre  e  castelK  di 


SANT 

Lmee,  ùonmtana  e  ifiM^t- 
■un  rÌHciiie  più  a  quei  pre- 
iMiiwilH— 1  MI  coteiti  pMti  allra  giù* 
■faiw  mtài»  quella  dell*  utile  cluiui- 
■ik*'(ÌMa.lBiaf.  Fu.) 

WiUw  Al  eoo  de*  primi  castelli  del- 
kCdiee^aU'epocadeU* medio  di  Fisa 
■te  alk  «ai  de'FaoKatiiii  sotto  dì  9 
■ni  I4a6  (Hilccemiig),  per  la  qual  to^ 
■ÌMakitaall  olteiinefo  una  eapitolmio- 
»|i>iMiifpnn  di  quelLi  degli  altri  pò- 
rt  èli  isalada  pisuo  cke  si  soUoinisero  ai 
"■MlÌHdDp»  raDquiilo  di  quelb  città. 
niiapilaU  ooDvciHiti  eiavi  T  obbligo  che 
^  Maiai  di  Siata-Liioe  portassero  ogn* 
Via  FigkBHtt OSTO  di  libbre  i5  nel 
#M  drih  fati  Ji  S.  Gio.  BatlisU. 

vidlfUo  fu  perduto  e  ripreso 
ìémm  1496  all'oocasione  della  ri- 
èifmaÀ^  e  fu  alloca  cbe  i  Dieci 
vUa  4  Gom  isoeiD  snuntellare  14  roc- 
V*l  «pi  ^^  MGeasìocie  intorno  a  Sin- 


SANT 


161 


6ÌMMÌ<SiiiU-Luoe,  fn  il  i554 
■8  list  fuao  ìihnaa  a  Gisiaio  I  aocioo- 
^  mIhk  rii  Jfd»»ipni  certe  verterne  che 
""^Sbiv  Goaiae  con  r  Arci  vescovo  di 
i  di  alcuni  beni  oensuarj 
riiis  ArUd  della  mensa  preilelta , 
issmissdi  una  paslun  sul  fiume 


Torà  in  luogo  detto  le  Cannelle'.  ra|)purlu  a 
che  gli  arcivescovi  di  Pisa  inlcndevaiio  ul>- 
bligare  il  Comune  di  Santa-Luoe  a  litigare 
nei  loro  foro  ecclesiastico.  Ha  una  tal  {tn- 
tensione  essendo  stata  reputMti  ingiusta,  quel 
Granduca  commise  la  causa  ai  giudici  di 
Ruota ,  i  quali  decisero  in  &vore  del  Co- 
mune di  Santa-Luce.  —  (  Aaoi.  oma  Ri- 
voaMAo.  m  Ful) 

Li  chiesa  plebana  di  S.  Maria  e  S.  An- 
giolo posta  fra  il  fìumicello  Fiae  ed  il  Cast, 
di  SantOfLuee  era  preposituni  Ano  dal  se- 
colo XI,  siccome  tale  la  dichiarò  la  bolla 
del  vescovo  Opiuone  del  1046  di  sopra  ci- 
tata, e  fu,  se  non  m*  inganno,  la  prima  chie- 
sa battesimale  dove  venne  inlrodulta  la  re- 
gola di  tenere  i  cappellani  a  convivere  ca- 
nonicameute  col  loro  pievano.  £  siccome 
quello  di  Santa  Luce  aveva  allora  tre  preti 
cappellani,  si  {Mio  ragionevolmente  conget- 
turare che  la  stessa  pieve  fino  dal  1046  a- 
vesse  Ire  chiese  sufiraganee,  ridotte  nel  se- 
colo XIV,  fd  ora  similmente  a  due  parroc- 
chie; cioè,  S.  Lucia  nel  castello  di  Sonia 
irfiee,  e  S.  Batioiommeo  a  Pastina, 

La  Comunità  di  Sjnta-Lucc  nei  tem- 
pi scorsi  era  compresa  |ier  il  criminale  sot« 
to  il  capitanato,  quindi  vicariato  R.  di  Lari 
e  per  il  civile  sotto  !a  potcsteria  di  Peocioli, 
attualmente  anche  per  il  civile  dipenile  dal 
vicario  R.  di  Lsri. 


MOfiMBJTO  delia  Popoiavone  del  Castello  ot  Sjhta  Loca 
a  ^matUo  epoche  diverse ,  divisa  per  famiglie. 


ADI11.TI 


moie. 


59 
104 
io3 


femm. 


83 
108 
X19 


COHIITGATI 

dt*i 
due  sessi 


41 

147 
391 


BOCLB-MAAT. 
KR(»LABI 

R  mni'n.Ami 


a 
3 

2 


Numero 

delle 
fami  ^l  ir 


I  2:> 

108 
Ila 


Totale 
df'lln 
l'n/toltiz 


790 


i^  Ce  C%Hnanìià  di  Siata-Luce  nel  i55i  era  separata  da  quella  di  Puma/ a. 

Cmmmilà  di  SnntaLu^e.  —  Il  lerrìto-  Nel  i833  vi  uhitixiiiio   19 MI  |icts>uic,  a 

>  A  questa  G^munìtà  occu[n  uuaiU|K*rri-  pm|M>i-zioiiff  di  ciit:a  82  iinliviiliii  |M:r  "^'iii 

^di  19344  quaiJr. ,   3oo  de* quali  sono  migl.  qu.ulr.  di  suolo  iinpoiiilMlc. 

IH  di  orni  d'acqua  e  da  pubbliche  sii  ade.  Cuutìud  cua  i  tcrriturj  di  stile  Oiuiuui- 


162              SANI  SANT 

tè  ;  dal  lato  di  le?,  ha  quello  di  Chitnm,  di  sino  al  fiio  sbooeo  nel  ftttmieello  Firn  ébm 
fronte  a  grec.  fronteggia  con  la  G>m.  dìL*-  rimontano  nella  direzione  di  gteo.  e  let. 
ri,  dirimpetto  a  maestr.  con  i  territori  co-  fino  dote  confloiioe  in  cmo  il  botro  £«jpc«- 
manitatiTÌ  di  Lorencana  e  di  Orciano  ;  dal-  la.  Ivi  i  dne  territori  dirìgendoti  a  acir^lar. 
la  parte  di  pon.  con  quelli  di  G>lle-Salfelti  poi  a  oilro,  Bnalmente  a  pon.  arrifuio  m)- 
e  di  Rosignano  ;  finalmente  terso  ostro  con  I*  antica  strada  Blaremmana,  o  BtmUm  di 
la  Comunità  della  Castellina-Marittima.  Seauro ,  e  con  essa  camminano  per  bmso 
Il  territorio  di  Santa-Loce  confina  con  miglio  innanzi  di  entrare  nei  botri  Cmmah 
quello  della  Castellina  mediante  i  botri  del  '  e  del  rallino  al  punto  dorerìtoma  ■  ooa* 
Ctuiale  e  del  Fallino  di  Meone  influenti  fine  la  Com.  della  CasteHim-Marittima. 
nel  torr.  Marmorafo.  Con  quesC  ultimo  en-  Fra  le  strade  regie  che  lambifoooo  i  cod- 
trembi  i  territori  s*  inoltrano  da  lib.  a  lev.  fini  del  territorio  diSanta-I/iotnoQTiècbe 
per  circa  due  migl.  aino  al  borro  della  Sw  la  Maremmana.  È  comanitativa  rotabile  h 
ghera.  Costì  sottentra  a  confine  la  Coro,  di  strada  maestra  cbe  dt  Rosignano  oondnoe 
Cbianni,  da  primo  mediante  il  borro  pre-  al  castello  di  Santa-Luce;  tutte  le  altre  vie 
detto,  col  quale  Tariando  direzione  a  grec.  sono  pedonali  o  mulattiere, 
e  quindi  piegando  a  sett.  per  termini  artifi-  Fra  i  maggiori  corsi  d* acqua  ehe  passinn 
dali  arrivano  sul  fosso  detto  della  Fabbrica  o  che  rasentano  il  territorio  di  qneeti  G>- 
e  di  là  entrano  in  quello  del  Mascofo,  Là  munita  si  trovano  i  fiomieelli  Pine  e  TVro. 
dorè  in  quest'ultimo  influisce  il  borro  Fu-  Fra  i  torrenti  più  copiosi  contansi,Hil  con* 
fartllo  i  due  territori  riprendono  la  dire-  fine  occidentale,  il  torr.  StUtHilano^  e  nel 
zione  di  grec.  mediante  il  corso  del  Fufa^  centro  il  torr.  Sabbiena  cbe  bagna  la  base 
rello  medesimo;  finché  abbandonano  cotesto  della  collina  su  cui  ririede  il  castelletto  del 
corso  d*  acqua  onde  salire  il  poggio  nella  di*  capoluogo  finché  si  a? via  nel  fiumicello  Fitte 
rezione  di  sett.  per  termini  artificiali.  —  In  presso  la  confluenza  del  SainUano,  del  qiial 
cotesto  tragitto  essi  attravemno  la  strada  che  fiumicello  sono  tributari  il  torr.  JUaiMo- 
da  Chianni  conduce  a  Pattina^  ed  un  tron-  ra/o  che  lambisce  i  confini  della  Comunità 
co  di  quella  che  viene  dal  castello  di  SaniU"  dirimpetto  a  scir.,  ed  il  torr.  BiseoeoK  cbe 
Idice,  Proseguendo  per  termini  artificiali  scorre  fra  quest*  ultimo  ed  il  5aM/aisa. 
nella  stessa  direzione  di  sett.  i  due  territori  In  quanto  alla  qualità  del  terreno  che 
comunitativi  dopo  un  altro  mezzo  migl.  di  cuopre  la  superfidedi  qaesta  Caosunìtà,  di- 
cammino trovano  la  via  livornese  che  dal  rò,  come  nella  giogana  dei  poggi  che  separa» 
villaggio  della  pieve  di  Santo-Luce  porta  a  no  la  Val-dt-Fine  e  quella  delUTon  dal  vaU 
Cbianni.  Quindi  sotto  il  termine  murato  ione  della  Cascina  la  natura  del  aoolo  è 
della  Serra  di  Chiusi  viene  a  confine  il  galestrino,  cui  serve  di  base  la  calcarea  stra- 
territorio  della  Cora,  di  Lari,  col  quale  il  tifo^roe  compatta,  mentre  nette  ootttiKiv- 
nostro  piegando  verso  maestr.  fironteggia  per  ferìorì  e  per  tuttp  altrove  domina  la  marat 
il  cammino  di  circa  tre  miglia  col  scendere  oonchigliare  certilea.  imrioa  coperta  .éelk 
nel  fiumicello  Tora  sino  passato  il  mulin^  piagge  più  elevate  dal  tufo  arenario-cakair 
secchio  al  termine  del  Paggetto.  Costi  /or-  spettante  al  terreno  terziario  superiore, 
mando  una  brusca  voltata  da  maestr.  a  ostro  Rispetto  ali*  economia  agraria  cotesto  tet^ 
e  poscia  a  lib.  il  nostro  fronteggia  con  il  ritorio  (terrveva  il  capitan  Mariti  nelbcm»- 
territorio  della  Comunità  di  Lorenzana  per  tSnuaziooe  del  suo  Odeporico  MS.  alla  let- 
quasi  due  miglia  fino  al  luogo  de'TVc  ter^  tera  XVIII  anno  1 788)  negli  anni  ubertosi 
mim  sol  Poggio  Gaddo^  e  di  là  per  altre  forniva  circa  barili  milledooefto  4* olio» 
due  miglia  e  mezzo  sino  passato  il  termine  intorno  a  mille  barili  di  vino,  ^a  maggior 
di  Barlunga^  di  dove  scendono  insieme  nel  parte  di  vigna  bassa,  grabo  di  mediocre  qua» 
torr.  Sai^alano^iì  cui  corso  proseguono  di-  iità  «eoa  ^oo^alitt  g'^-^g'**  aaoca.j&oo* 
rimpetto  a  pon.  per  il  tr.igitto  di  un  quarto  Non  vi  erano  praterie  stabili,  abbondava  pe- 
di miglio  avendo  costà  di  fronte  il  territo-  rò  di  boschi  di  alto  fusto,  fra  i  quali  si  tro- 
no dalla  Comunità  di  Col lesal velli.  Giunti  vano  anche  de*  faggi  e  de* tigli:  erano  nelle 
sulla  via  che  da  Caslelnuovo  della  Miseri-  sodaglie  molte  mortelle,  cbe  si  smereiavano 
eordia  guida  ad  Orciano,  sottentni  a  con-  per  le  concie.  Scarso  però  di  bestiame  vac- 
fine  il  lerrìinrio  dell»  Coro,  di  Rosignano  cino,  conlava  circa  800  peoorC  del  paese  e 
jswdiaute  l'ultimo  tronco  del  Suhalano  400  capre.  Vi  etano, evi jsono  tuttora 4 ma- 


SANI 


Ubh  ebt  tre  di  c«ì  •  ob  («laiento»  e  TaUfO 
a  due,  noati  dal  lorr.  SaMeièm. 

Innasiì  r«niio  1776  il  popolo  del  caateà 
di  S.  Luce  eoa  quello  delia  Pie^  forma? « 
GoaBimftà  aepanla  dall'altra  di  Pastina»  «ta^ 
le  riimite  inaieiiie  dal  regoiamenlo  Leopol- 
diao  di  detta  anno  relativo  airoi'faoiazaiio* 
De  delle  Comunità  del  contado  piieno. 


S  A  N  T  163 

La  Comunità  di  Santa  Luce  mantiene  at- 
tualmente un  medico-chirurgo  ed  un  mae- 
stro di  scuola. 

11  vicario  R.,  l' ingegnere  di  Groondario, 
la  cancelleria  comunitativa ,  e  V  uffizio  di 
esaaione  del  Registro  sono  in  Lati  ;  la  cou- 
servaaione  delle  Ipoteche  è  in  Livorno  ed 
il  tribunale  di  Prima  istanza  in  Pisa. 


QUA  BEO  delta  Popolaùone  delia  Comunità  di  Sa&tjì'Lvce 

a  quattro  epoche  diverse. 


Nome 
dti  Luoghi 


Ptftina 
Pomaja  (*) 
SAn4>LiJca(^ 

Idem 


Titolo 
delle  Chieie 


Diocesi 

cui 

appartengono 


Popolazione 


A>1IO 

1840 


S.  Bartolommeo,  Cura 
S.  Stefano,  Pieve 
S.  Blaria  e  S.  Àugelo, 

idem,  già  Preposi t. 
S.  Lucia  nel  Cast<  1  di 

Saala-Luce,  Cura 


I 


—  a« 
S  ^ 

'  a 
9 

.  Jbit.  if.o 


MB.  Le  dae  parrof^hU  contrassegnate  con  F asterisco  (*)  nelP  ultima  epoca 
mandavano  nelle  Com,  di  Lari  e  della  Castellina- Mar iuima.  .  •  .  Abit,  if  .** 


Restano 


.  Abit,  if.<> 


aiit 


sauta-ldcu  a  casa  romana.  *- 

/W.  Cma-Romava. 

—  aSANTA-LUGE.  —  Fed.  Sahta-Ldci, 
e  cosi  di  toUi  gli  altri  luoghi  sotto  il  me- 


SANTArMAM M  A  nel  Val-d'Amo  supe- 
riore. —  f^ed,  BAmoiiA  m  S.    IMUau  nr 

Mamma  ,  e  ^^t— Tff  (S.) 

SANTA  MARIA  a  MONTE  nel  VaM' Ar- 
no inlcriore.  — -  TmI.  Maka  (S.)  a  Monra. 

—  A  CASTELLO  DI  SIGN A.  _  Ted.  Ca- 
natuo  (S.  MAaiA  a)  di  SnaA. 

^  IH  CASTELLO  nella  Valle  del  Ser- 
ehio.  —  F'ed,  Casthxo  (S.  Mabia  m) 

—  n  CASTELLO  nella  Valle  di  Tredo- 
wt.^F'ed,  Caotbuo  (S.  Mabia  m)  di  Tre- 
dono  in  Romagna. 

—  AL  TREBBIO.  —  Fed,  Tmnaio  (S. 
MAaiA  AI.)  nel  Val-d*Amo  pisano. 

S ANTA-MARINA  in  Romagna,  ^  Fed. 
Pabtscro  (  S.  MAai»4  a  ). 

SANTA-PETRONILLA  nelle  Musse  di 
GUà  fuori  di  Siena —  Fed.  ParaomuA  (S.) 


SANTA-REGINA ,  o  REINA  nelle  Masse 
di  S.  Martino.  —  Fed.  RisniA  (S.)  o  S. 
RaniA  nel  suburì>io  di  Siena. 

SANTA  SOFIA  di  MARECCHIA  nella 
Valle  di  Mareocbia.  —  Piccolo  Vili,  con 
rocca,  la  cui  chiesa  parr.  di  Santa-Sofia  ha 
preso  il  distintivo  di  Marecehia  per  tro- 
varsi sulla  ripa  destra  di  questo  fiume,  onde 
anche  distinguerla  dalla  Terra  di  Santa- 
Sofia  sul  Bidente. 

Il  Vili,  di  Santa-Sofia  di  Marecehia  è  com- 
preso nella  Com.  della  Badìa  Tedalda,  da 
cui  dista  circa  8  migl.  a  selt. ,  Giur.  di  Se- 
stino,  Dioc.  di  Sansepolcro ,  già  di  Monte- 
feltro  ,  Comp.  di  Aretzo. 

Trovasi  in  un  pezzo  di  territorio  disunito 
del  Grantlucato ,  circondato  da  ogni  parte 
da  quello  di  Moutefeltro,  ossia  di  Penna- 
Billi  dello  Stato  Pontificio. 

Era  cotesto  paese  insieme  col  vicino  ca- 
stelletto di  Monte-Rotondo  di  Marecehia 
uno  de*  molti  paesi  appartenuti  ai  conti  di 
Montedoglio,  r)ccup:iti  dai  Tarlati,  e  quindi 


164  SA  NT  SA  NT       • 

(In  fièri  dì  Ugoedone  della  Piiffgliiola,  al  dirÉtòecliScai  aM^pMlan(8uLptia)cap9' 

quale  nen  pare  ebe  ?ciiiinro  mi  dopo  I»  luogo  di  GovMUiilli  »  adb  Giw.  e  ékwem  m 

pace  di  Sarzana  del  i35d,  mentre  erano  angl.  a  mUo  diGal^vttrlI^- ^  Som^oi- 

tornati  ifl  potete  dei  cottti  di  Hontedogllo.  ono,fiik  NmiUms  delb  lUKa  ék  S.  MMft  in 

Fo  ano  degli  eiedi  di  questi  luoghi  don-  Goamedin ,  Gonp.  di  Flmii». 
na  1^1»  figlia  del  eoiite  MnaiTalle  di  Gol-        Kiaiede  imifo  la  ripa  tinialNi  del  ^umm 

do,  uHimo  primogenite  maschio  della  prima  Bidente,  eirca  460  br.  aopn  il  livello  del 

razza  de* conti  di  MontedogHo;  la  qoal  don*  mare,  fra  il  gr.  19^  S4'  a"  long,  ed  ilgr. 

na  sol  declinare  del  secolo  XV  essendoti  43^  5?'  Utit.  darantialla  testata  tiniatra  di 

maritata  ad  un  Gonzaga  conte  di  No? etiara  on  bel  ponte  a  tra  Mtate  dM  ntlte  in  oihi 

portò  1  suoi  diritti  sui  feudi  di  Monledo-  vaata  piatta  e  che  si  crade  riedificato  dal  ee- 

glio  nelliT  casa  del  marito.  Dai  figli  di  Cri-  lebra  Ammannato,  mentre  odia  testata  op- 

stoforo  di  Gtof  anni  Francesco  Gonzaga  dei  posta  trovasi  il  borghetto  di  Jformwi,  la 

conti  di  No?elIara  pronipoti  di  donna  Paola,  maggior  parte  del  qnak  entra  nd  teiritotio 

il  Granduca  di  Toscana  Ferdinando  l  me-  dello  Stato  Pontificio, 
diunte  iatmrtiento  del  5  ffiugno  1607  com-        AH*  Jri.  ÌIoktaik»  dtai  ns  carteggio  Ira 

prò  per  il  prezzo  dì  scudi  settemila  il  rillag-  il  1459  e  1461   tenvto  fra  la  Signoiia  di 

gio  còl  distretto  e  ragioni  «tt  Santa^Sona  Firenze  ed  i  llalatctta  eonti  diSogliaeo  fv- 

in  Mareeehia»  latinamente  al  ponte  di  Santa-Sofia  avi  Bi- 

In  seguito  il  Granduca  G>simo  II  con  di-  dente ,  ed  al  borghetto  di  Mcrtmmo. 
ploma  del  a 3  settembre  161 5  eresse  in  feu-        Ora  aggiungerò  qualmente  odio  sIamo 

do  coti  titolo  di  mardiesalo  questo  villaggio  archirio  delle  Riformagioni  liercntiiie  ed- 

col  rieiiio  castelletto  di  0onie»Eoitmdoeom»  stono  gli  atti  fotti  fra  il  Graodnca  CosiaMi  / 

preso  nel  popolo  di  Santa-Sofia^  e  ne  inve-  da  una  parie  ed  i  conti  libertini  ddk  Garw 

ati  il  barone  Fabbrizio  Golloreto,  allora  suo  da  ed  i  Malatesta  daU'dtra,  rispetto  al  Caal. 

maestro  di  camera  e  priore  di  Lunigiana  di  Pendo ,  al  cui  distretto  apparteneva  il 

ileir  online  di  S.  Stefiino,  con  fiicoltà  di  borgo  di  Mortano^t  fotse  il  eastellare  di S. 

passare  nei  suoi  figli  e  discendenti  masdii ,  Solb  posto  ivi  presso  aulla  destra  ddHidulu 
ed  in  mancanza  di  essi  di  poter  nominate       Da  quegli  alti  per tssUo  risolta  die  ti  Ca». 

altri  della  linea  sua  o  di  altra  famiglia,  pre»  di  Pondo  od  luoghi  annessi  appatUaaeva  ai 

via  la  sovrana  approvazione.— (Abcb.  ulu  conti  Vbertini,  e  che  passò  ad  Vahitcata  di 

RiroaMAO.  m  Fn.  )  Rimini  per  ragioni  dotali  allordiè  gli  Ubrr- 

Infatli  il  March.  Fabbrizio  Golloreto  non  tini  s*  imparentarono  oon  la  casa  HdaltMa. 
avendo  ottenuto  figli  par  succedergli  nd        Nel  1 5 Sa  il  eonte  Ubertino  degli  Ubcs^ 

feudo ,  si  valse  dd  riservo  testé  annuntiato  tini  tentò  di  ritornare  al  posti  tao  del  eaatd 

nominando  ano  de* suoi  nipoti  nati  dal  fra-  di  Pondo  e  di  spogliarne  il  Comnoe  di  So~ 

tcllo  IViecolò  Colloralo  previa  1*  approvazicv  gliano,  nella  qude  occasione  isMorae conine 

ne  ottenuta  dallo  stesso  G.  D.  Cosimo  11  con  venia,  ae  cotcalo  Itiogo  foste  dentro  i  eoss- 

diploroa  de'  96  novembra  1 6a  i .  In  tal  modo  fini  dd  Granducato  o  nello  Stalo  dalla  Gbar- 

il  Golloreto  potè  conservare  il  maicchcaato  -sa.  A  tal  fine  il  Pont.  Giulio  IH  con  hrrae 

di  S.  Sofia  nei  discendenti  della  sua  fiimi-  del  17  nov.  i55a,  delegò  due  cardiBdi  ed 

glia,  nei  quali  si  mantenne  fintanto  che  con  un  pralato  per  caamittare  eotetl*  aflìuK.  Jo 

motuproprio  del  G.  D.  Ferdinando  111,  in  seguito  (verso  il  1578)  si  dovettero  esostt- 

daiu  del  19  sHtembre  1794*  il  marchesato  nare^ltre  ragioni  dipendenti  dallo  spoglio 

di  Santa-Snfia  in  Manechia  venne  iucor>  dd  castelli  di  Pondo  e  di  Sogliono  fini   i 

ponilo  alla  Comunità  della  Badia-Tedalda ,  Malateata  ed  un  C.  Ubertino  degli  Ubertini 

nella  quale  tuttora  è  compreso  con  tutte  le  e  consorti ,  siccome  ritulta  dagli  alti  che  ^ 

gravezu  pubbliche  e  comunitative  della  Co-  conservala  nell*  archivio  dì  aopra  citalo, 
munita  medesima  senza  distinzione  o  prì-        Ivi  trovasi  pure  la  memoria,  come  viìk> 

vilegio.  «^  ^ed,  Moara-RoroaDO  m  SiaxA-  dei  signori  di  Pondo  della  casa  Uhertini  , 

Sofia  in  Parecchia,  fece  donazione  del  territorio  e  del  Osi.   di 

La  Parr.  di  Sanla-Sofia  di  Mareochia  nel  Pondo  al  Granduca  Cosimo  I  con  il  coo- 

i833  contava  lai  abit.  senso  di  tutti  gli  dtri  condomini. 

SANTA-SOFIA ,  ndla  Valle  del  Bidente        Sebbene  hi  Terra  di  Santa -Sofia  sia   da 

in  Romagna.  —  Terra  nobile  con  fortilizio  dirai  uno  dei  molti  paesi ,  che  rarantenle  o 


SANT  SANT  165 


%ué  um  ■iiWtnhlwiMì  »oèitie  ttoriebe  SmHa-SoAa,  anrgnò  acU  uoniiiì  dclCcNDO- 
Qifnei  di  aodditlbrc  ki  coriotità  de* lettori»  «e  di  GiMiipotooaldQ  il  castello  di  Suit»-So- 
pne  cofU  cvri»  dove? •  uno  dal  medio  eto  fia  fier  potere  ivi  liberamente  eleggere  il 
m  mi  allo  della  cm  rocea  eriaHmo  tuttofa  loro  inioto  parroco,  e  più  tardi  (anno  \i%5) 
nàta  in  un  ttiplioe  reeinto  aopra  una  col-  V  abbate  e  Biooaci  di  quella  stcaia  badia  li- 
lia»  iilUBla  alla  deatsa  del  Bidente.  nnoxìarono  al  CoBume  di  Firenie  la  giuri- 
lo non  bo  dati  per  decidere  te  i  delti  adiiione  temporale  augii  aoraini  di  Santa» 
rodcri  e  quel  poggio  corriiponder  potessero  So6a  e  di  tutto  il  sno  distretto ,  allorcbè 
al  ctstel  Pondo^  del  quale  bo  testé  parlato  ;  quei  elaustrali  si  posero  sotto  Tacooniandi- 
•pflaofcrò  solamente»  cbe  fra  gli  atti  pub-  già  di  quella  Bepnbblica. 
lìki  dirJla  Bep.  Fior,  trovasi  un  isirumeolo  Inolile  è  da  sapere  cbe  sino  dal  seoolo  XQI 
AcontensioDe  del  a3  giugno  1440  ìtn  il  gli  uomini  di  Santa-Sofia  con  quelli  del  suo 
Comune  di  Fìmae  da  nna  parte  ed  i  conti  distretto  per  istnimento  del  1264  emno  sta- 
Hovello  e  Carlo  de*  Malatesta  da  Socliano  si  accolli  in  accomandigia  dal  Comune  di 
dairahra  parte,  rispetto  ai  confini  tim  santa-  Forlì,  mentre  nel  i4a5  i  terrauani  di  Ga- 
Sofii  e  caste!  di  Ppndo^  U  qual  confinstio-  leata  e  di  tutto  il  territorio,  oompifso  que^ 
ae  ebbe  effetto  ao  anni  dopo. —(i^rcA.  eii»  lo  di  Santa-Sofia,  si  sottoposero,  come  dissi, 
Lib.  IX  dei  Gapit.)*-  Ftìd,  MoavAao.  alla  Rep.  Fior,  mediante  capitolasioni  fin* 
Qieoebè  nt  sia  cB  ciò,  piultosto  mi  limi-  Toreroli  ottenute  dai  Dieci  di  BaKa  di  gnet- 
|nò  a  difc  cbe,  quantunque  i  primi  dina-  m.  —  (Amut..  Gamaia  •-  iimnu  Sior, 
Iti  a  coBBparire  in  Santa-Sofia  fossero  i  si*  ^ior.  Lib.  XIX.) 
fMri  dì  Pondo  e  di  SogUano  della  conaoe-  Gli  stesai  Annalisti  Gamaldolcnsi  inottie 
lena  dei  Mablesla  di  Runini ,  e  se  si  ^uole  ne  informarono  qualmente  Terso  la  metà  del 
•Bebé  crtderla  sottoposta  agli  Ubertini  della  secolo  XIU  Simone  ardf  esooro  di  Bavenna 
Gw^edi  ippeggi  nelF  Ubeilinale,  non  bi-  donò  ditersi  castelli  ai  monaci  delb  badia 
aigm  tampoco  dimmlicara  cbe  colesti  si-  di  Galeata ,  e  cbe  poco  dopo  essendo  stati 
gaori  eiano  alali  foudatar}  degli  arcif escovi  quei  loogbi  ostilmente  occupati  da  alcuni 
di  Ravenna;  e  cbe,  se  tempo  innana  il  Cast,  tinnmetli  dell*  Esarcato,  FarciTescovo  Fi- 
di Sila  Soia  non  esisterà  sotto  il  nome  |»^  lippo  con  le  sue  genti  a  tita  fona  li  ritolse 
m  cbe  porla,  e  la  sua  località  dovettero  ap»  loro ,  nel  qual  conflitto  essendo  restato  oe- 
pMtfMfc  att*AUMMlia  di  Calcala,  o  a  quella  ciao  Ubaldo  abbate  di  S.  Bllero  a  Galeala  . 
delT  iwb  sopra  Sant»»Sofia«  V arcivescovo  predetto,  ali*  occasione  di  con- 
blalli  all'ari.  Abasu  «  Gauata  io  so*  formare  l*eleùone  di  Guido  stato  elHto  in 
spettava  cbe  a  «n  luogo  delbi  Corounilii  in  abbate  dai  monaci  di  Goleata,  rinnovò  Patto 
(fisosBBO  spettasse  un  anale  sulla  sinistm  delp  di  donaiione  di  quelle  castelb  cb*  egli  ave- 
r Appennino,  oni  riferiva  un  reclamo  dui  va  folto  anteriormente  ali* abbate  Ubablo 
poulcfiee  Adriano  1  folto  neiranno  786  a  suo  anieoessnre.  —  (Aaau..  Camai..  T.  ?., 
Cario Mafno  per  i  danni  recati  da ^iiim/ì-  e  DnfkvwnBHhU^.  Bat^mt.  Lib.  VI.) 
hreaio ,  allora  duca  di  Firenie ,  il  quale  Ho  detto  cbe  il  territorio  di  Santa^Sofia 
s*ìaoltaò  con  k  sue  genli  in  Romagna  a  foceva  parte  di  quello  comunilativo  di  Gn- 
devaslare  il  Icnilorio  Sarrinalense  e  segna-  Irata,  e  ta'e  si  mantenne  fino  al  1810  quan* 
iMuenla  la  Cori»  SmstmUma^  cb*fra  in  una  do  dal  governo  di  elioni  b  Terra  di  Santa- 
eoutmda  spettante  all*AbbadM  di  S.  Ibrio  a  Sofia  Ai  eretta  in  capoluogo  di  una  nuota 
Calcata.*-  f^td*  S^asAinnu.  comunità  con  i  popoli  cbe  sonoirdicati  nel 
Cbe  6onl*-Sofia  fosse  castello  sino  dal  se*  Quadro  posto  in  calce  al  presente  Art.  es- 
coio XIII  lo  dimostra  il  follo  raccolto  dag'i  smdocbè  qui  appresso  precede  quello  del 
Annalisli  Canialdolensi  quando  nel  ia64  Jfoi*iifre/ilo  della  popolazione  drl  solo  capo- 
r  abbate  dell*  bob ,  patrono  delb  obies4  di  luogo  alb  solite  quattro  epocbe  diverse. 


166 


MOP'iMB  NTO  àMm  PopolaMne  delia  TVuuu  m  SjB/r^SoPtjt 
a  guanto  epoche  diverse  ^  digita  per  famiglie. 


AVMO 


IMBUBBU 


mate. 


femm. 


i55i 
1745 
i833 
1840 


73 
178 


87 
173 


.. 


199  I    193 


koavn 


mate. 


tao 
181 
176 


femm* 


t4i 
i5i 


OOMIUOITI 

'    dei 
duesòMÌ 


aoo 
3o6 
370 


■OGLIIUBT. 

dei 
due  sessi 


6 


Numero 

delle 
famiglie 

Totiàe 
deHm 

Popolata 

«49 

675 

t6o 

692 

908 

9SS 

•  73 

1096 

Comunità  di  Santa-Sofia,  —  Il  territo- 
rio di  questa  G>nianilà  abbniocia  una  su- 
perficie di  19393  qoadr.  dei  quali  43 1  sodo 
presi  da  corsi  d*  acqua  e  da  strade.  —  Nel 
i833  tì  abitavano  familiarmente sS io  per- 
sone, in  proporzione  di  no  individui  per 
ogni  migl.  quadr.  di  suolo  imponibile. 

Confina  con  tre  Comunità  del  Granduca- 
to,  e  di  (hmte  a  lev.  e  al  capoluogo  me- 
diante il  fiume  adente  fronteggia  per  circa 
un  migl.  e  mezzo  con  il  territorio  dello  Statò 
Pontificio ,  il  quale  ultimo  continua  a  ser- 
Tir  di  limile  dirimpetto  a  grec.  salendo  il 
rio  di  Beda  che  sbooca  nel  Bidente  di  fec- 
cia alla  Terra  di  Santa-Sofia  nel  subborgo  di 
Montano;  il  qual  rio,  dopo  averlo  rimon- 
tato per  breve  tragitto  nella  direzione  di 
scir. ,  lascia  fuori  per  entrare  nella  strada 
che  Mie  il  poggetto  di  Raggio,  la  cui  chiesa 
parr.  rasenta  di  fronte  allo  Slato  Pontificio. 
Costi  voltando  direzione  da  scir.  a  lib.  vie- 
ne a  confine  per  termini  artificiali  il  terei- 
torio  della  Comunitìi  granducale  di  Bagno. 
Con  quest'ultima  lambisce  le  pendici  setten- 
trionali  di  Monte  Gnidi  innanzi  di  entrare 
nel  Bidente  di  Strabatenza  presso  la  sua  con- 
fluenza in  quello  di  Ridraocoli,  1*  ultimo  de' 
quali  Insieme  rimontano  finché  non  trovano 
sopra  la  badia  di  S.  Maria  in  Cosmedin  ali* 
Isola  il  Bidente  del  Corniolo.  Di  costì  cor- 
rono contr*  acqua  in  cotesto  Bidente  per  circa 
un  migl.  e  mezzo  fino  passata  la  parr.  di  Ca- 
belli  nella  direzione  di  pon.,  dove  il  territo- 
rio di  Santa-Sofia  sale  verso  lib.  sul  monte 
e  quivi  attra?ersa  il  fiume  per  entrare  in  un 
suo  influente  destro,  il  fosso  Ajaccio;  con 
r  ultimo  Je*  quali  entra  nella  MacctdadelV 
Opera,  ora  della  Corona,  sul  rovescio  dell* 


Appennino  di  Camaldoli.  Costassù  cessa  la 
Com.  di  Bagno  ^  sottentra  a  confine  dal  lato 
di  lev.  il  territorio  alpestre  di  Premikorr , 
col  quale  il  nostro  di  Santa-Sofia  pqujste 
•otto  la  criniera  dell'  Appennino  fra  il  Mi^ 
dente  dei  Corniolo  di  Campigna  e  le  aor> 
genti  del  Bidente  di  Bidraeeoli.  Panato  il 
Monte-Grosso  entrano  nella  strada  ebe  n- 
senta  la  eh.  di  S.  Paolo  in  Alpe,  di  dove  i 
due  territori  dirigonsi  sul  MonSe-Nuaeo  e 
di  là  piegando  da  grec  a  maestr.  «mtano 
nuovamente  nel  fi.  Bidente  del  Corniolo  ebe 
poi  oltrepassano  alla  confloenia  del  fosso  di 
Catana,  Dopo  aver  corso  per  breve  ttagitlo 
quest'ultimo  fosso  i  due  lerrilorii rimoofeino 
il  conlrafibrte  dell*  Appennino  che  aepata  le 
acque  del  Bidente  del  Corniolo  da  qneUe 
del  Rabbi.  — Arrivati  sopra  le  sorgenti  del 
fosso  del  Giardino  i  territori  delle  due  Co- 
munità di  Preroilcoree  di  Santa  So6a  casi- 
blando  direzione  da  maestr.  a  selt.»cqwsdi 
a  grec.  e  lev.  continuano  a  percorrere  la  gio- 
gana  del  contrafforte  predetto  luttge  i  poggi 
della  Fonie  Bufolo  e  del  Pian  delia  Croce 
passando  sopra  il  Vili,  di  Speada,  donde  ar- 
rivano sopra  le  prime  sorgenti  del  fosso  di 
Fcd-di'Faeto.  Giunti  sul  poggio  della  iSbda 
cessa  il  territorio  di  Premilcore ,  e  aottcnlra 
quello  ddla  Comunità  diGaleata,  ool  q«ale 
l'altro  di  Santa-Sofia  fronteggia  da  primo 
dirimpetto  a  sett.  per  breve  tragitto,  quindi 
di  faccia  a  grec.  per  scendere  dal  conlnSbrtc 
dell'Appennino  della  iSmla  solla  strada  pro- 
vinciale che  i  due  territori  incontrano  alb 
Casa^Nuo^a,  quasi  a  mezza  via  fra  Gaicati 
e  Santa-Sofia,  lungo  la  ripa  sinistra  del  Bi- 
dente, mentre  alla  di  lui  destra  ritoma  a 
confine  il  territorio  dello  Stato  Pontificio,  col 


S  A  N  T  S  A  N  T                167 

tifo  percorrendo  contr*  acqua  il  In  quanto  ai  prodotti  agrarj  la  Comunità 
e  dofìo  un  mif  I.  e  meno  arrÌTa  di  Sanla-So6a  non  abbonda  che  in  foreste 
mia  del  rio  di  Seda  e  di  là  alla  di  alto  fusto,  specialmente  «li  faggi  verso 
iggio,  preno  cui  ritroya  la  Gom.  TAppennino ,  cui  sottentrano  più  in  basso  i 
dì  Bagno.  castagni,  che  danno  alimento  col  loro  frutto 
if glori  corsi  d* acqua  che  attra-  una  buona  parte  dell'anno  a  quei  monta- 
lerrilorìo  comunitativo  di  Santa-  nari.' Ma  nel  ravvicinarsi  alla  Badia  di  S. 
Ili  il  Bidente  del  Corniolo,  il  Maria  in  Cosmedin  ali* Isola,  presso  la  con- 
ricco dalle  acque  raccolte  dagli  fluenza  de*  Ire  Bidenti,  incominciano  i  cam- 
imi  più  orientali,  il  Bidente  cioè  pi  a  sementa  di  piante  filamentose,  di  mais« 
effcaa  e  quello  di  i?idracco/i,pas-  di  legumi,  e  di  cereali,  campi  cui  fanno 
9  in  metzo,  poscia  dal  lato  orien-  ghirlanda  delle  viti  maritate  ai  loppi,  le 
ce  il  territorio  oomunitalivo  di  quali  nelle  vicinanze  di  Santa-Sofìa  forni- 

scono  un  liquore  che  ali* agresto  si  avvicina 
I  strada  rotabile  passa  da  Santa-  piuttosto  che  un  vino  spiritoso. 
\  ha  provinciale  che  staccasi  dalla  Nei  pascoli  naturali ,  esistenti  in  copia 
vese  alla  Rocca  S.  Gasciano  per  costà,  vi  si  nutriscono  nelPestate  branchi  di 
lisi  verso  Gaietta  e  di  là  a  Santa-  pecore  e  non  pochi  animali  ueri. 
égno.  Sebiiene  la  maggior  p^rte  degli  abitanti 
lalagevoli  sono  i  monti  che  fian-  sia  addetta  ai  boschi,  alla  pastorizia,  ed  ai 
ds  macstr.  a  ostro  cotesto  terri-  lavori  di  utensili  in  legno  dolce,  non  man- 
come  il  Monte  della  Fratta,  il  cano  peraltro  in  Santa-Sofia  famiglie  agiate 
fmllaro ,  il  Poggio  della  Soda ,  «  nobili ,  siccome  non  vi  mancano  pure  de- 
ci Piainnteraj  montuosità  poste  centi  abitazioni. 

ite  ed  il  Rabbi ,  ma  tutte  com-  Nou  piccolo  lucro  a  danno  del  pubI)lico 
crrìtorìo  delle  Gora,  limitrofe  di  tesoro  dava  al  paese  di  S.  Sofia  la  facilità  del 
i  o  di  Gaietta.  Lo  stesso  dicasi  di  contrabbando  con  lo  stato  limitrofo  sino  al- 
l'Appennino centrale  della  itfae-  la  notificazione  del  38  giugno  1841,  che 
ì^ra  spellanti  al  territorio  comu-  abolì  il  ikvore  eccezionale  indotto  dal  pan- 
Bagno,  o  a  quello  delle  due  Gom.  grafo  i  dell*  Art.  79  della  legge  de*  19  otiob. 
ne  di  Pratovccchio  e  di  Poppi.  1791  a  riguardo  del  breve  tratto  di  Ufor^ 
icoIS  BiDtim,  Bagro  in  Romagna,  tono  nella  Romagna  ,  ecc. 
Gaimèt A,  Comunità  fa  accennata  Gomecchè  la  stagione  invernale  costà  sia 
a  geognostica  del  suolo  che  eoo-  lunga  e  per  molti  mesi  dell'anno  soggetta 
slm  eosta  di  celesta  porzione  di  alla  neve,  ma  negl*  altri  tempi  il  clima  di 
».  —  Per  altro  sol  confine  orien-  Santa-Sotìa  riesce  temperato  con  aria  pur- 
rritorio  in  questione ,  e  segnata-  gatissima  e  saluberrimo. 
Mndo  presso  b  chiesa  di  Raggio  LaGomiinità  diSanla-Sofìa  mantiene  un 
9  oti.  dell 83s  emersa  di  sotto  a  medico,  un  chirurgo,  ed  un  maestro  di 
»  argilloso  dihiiciajoxxwz  rupe  di  scuola.  -^  Sì  pnlìca  nel  Gapoluogo  un  di- 
lìccH  con  impronte  e  con  gusci  di  screto  mercato  settimanale  oltre  quattro  fiere 
lì  ìillre  specie  di  conchiglie  marine  annuali,  le  qu»li  cadono  nel  17  di  gennaio, 
bivalvi,  delle  quali  ultime  potei  nel  3  maggio,  4  ottobre  e  i3  dicembre, 
oc  alrune  quasi  intiere  nei  valloni  piccole  le  due  prime  ,  di  maggior  concorso 
dei  Bidenti  di  Strabalenta  e  di  di  bestiame  ed  altro  le  due  ultime. 

Golesta  Gomunità  è  sottoposta  pel  civile 
Ila-Sofia  eGaleala  presso  la  spon-  al  potestà  di  Giilrata,  pel  criminale  al  vica- 
I  del  Bidente  si  cammina  sopra  rio  R.  della  Rocca  S.  Gas  inno,  dov*è  pure 
alfstro  azzurrognolo  in  giacitura  l*uffizio  di  esazione  del  Rcgistn»,  mentre  la 
[>re  orizzontale,  ed  in  pochi  Ino-  cancelleria  comunitativn  si  conserva  in  Ga- 
lamie  inclinati,  sempre  però  cor-  le:ita.  L*  ingegnere  dì  Gircouitirio  e  la  con- 
ti a  quelli  della  spnnila  destra  del  servazionc  dell* Ipoteche  sono  in  Modigliaua, 
fronte  ai  quali  le  an|ue  riunite  ed  il  tribiin;fle  di  Primi*  iiiljnz<i  aUa  Eocij 
e  Bidente  si  fecero  strada.  S.  Gtsi:i;iuo. 


tfOdOBO  Idia  PopaUaioiH  Mia  CoMPmiT^  ■  Pantti  oi  SMr^Son^ 
a  fuattn  «/weA*  rfiMTM. 


Titola 
4*1  It  ^hitt* 

Dioetti 

P^Uomìom 

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S.  Bm«d«tb>,  G«f. 

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S.  GÌo.lhiti,i,,PÌew 

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S.  IbrUiaGcMiiwJia, 

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S.  Palorobao.Cun 

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SunL-SowuUÌ 

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SS.  P.b>.no  e  S«b.- 

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S.tt,rtÌM  (inaiami 

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«B.  £i  P.irf.  rfi  ff^^fto  Mr<Mta  «M  /•arteW/ctu^iwaiiia  la  maggior 

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ToT4i.a éKt.  rr." 

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(li  fB    S'  -tetri  t  aoita  arti'  ulilitta  miu^a  K  '  '-    "-.'•    .J:.  j-u.  _»«~ 

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^  Satta-Safij  eatratMa  odia  Otmaaità  di 

Rateata. 

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Inr.<«a  .  .  , 

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SA^V-TEEENZO  *t  MIRE  nel  Gotfii 
della  S|>Mu.  --  Vili.  5iitr  orlo  di  un  teno 
orieaUtedelG<ribLjaeiue,oau  della  Spe- 
iia,aTcnteil  titolo  delta  ani  eh.  pirr.  <S. 
Temila)  nella  Com. ,  Uinila meato  e  mi 
migl.  ■  nueitr.  di  Lerici,  Profincia  di  L«- 
Tunle,  Dioc.  di  Lunl-Sinaiu,  R.  Sirdo. 

HiMcde  Mila  rìn  ilei  mire  nel  Uto  lel- 
lenlrioiule  del  iena  jtaM  di  Lerici  alla  haw 
iDcridioiiale  de'  poggi  Tilirerì  ed  uliTirerl,  i 
quali  chiudaiMla  iponJa  orientale  del  Gtiiro 
della  SpeUa,  nei  di  cui  Ranchi  occìdeuUli 
li  Teggonn  tfane  varie  case  di  campagna  e 
pìncolt  tau.di. 

L' ungine  di  qunto  Viti,  non  puA  eswre 
più  antica  del  martirio  di  S.  Temilo  che  fu 
il  lecfiiiilo  TCMoio  di  Luni  nel  quinto  ie> 
cali  Jiill'Er.iCriitiana. 

Dite»  Sin-Terenio  al  Mare  per  diitin- 
guerlo  dall' altro  detU  l'Unl^ana  chiamalo 
SaD-Teremo  in  Munii,  di  cui  sì  parlerà  nel- 
l'Art, qui  .ipprcuo, 


L'  indu«trì>  maggiore  degli  aliitenli  d' 
quello  Tillaggio  è  la  peaca  pei  gti  mxMi. 
mentre  le  loro  donne  portano  giomalmale 
ed  in  Inltc  le  iligioBi  a  Tendere  qaci  pori 
nelle  Tane  Terre  eCltt*  delta  LanigÌMa.— 
r«i.  Luigi  Comunità. 

Ha  parr.  della  prepoaitun  di  S.  Tereoa) 
al  Uarenet  i81i  contaTi  looS  abiL 

SAUf.TERENZO  »  HONTI  in  Val-d;. 
Uigra.  — >  Cai.  che  porta  come  il  {HVoedeMi 
il  titolo  delta  tiu  chien  parr.  [S.  Temua) 
nella  Com.  Giur.  e  ciraa  migl.cimjnea  lib. 
di  Fitìeixqo,  Dioc.  di  Pontremoli,  pk  di 
Liini-Saruna,  Comp.  di  Piia. 

Rliiede  in  poggio  fra  il  torr.  PeJcMa 
che  gli  «corre  a  oitro  ed  it  Sartine  a  aM. 

Quetlo  Vili,  fu  ano  dei  feudi  de'  Blanh. 
Halaipina  che  lo  ritennero  ancora  nel  i  tgS 
quando  fii  riunito  al  temtorìo  fiormtiao 
quello  di  Pivtuaao;  nella  quale  ORCufione 
peri  ■  marchesi  di  San-Terenio  iloTenero 
giurare  obbtdienu  al  commìsurio  rcndcuk 


SANT  8ANT              169 

ftt  il  CMBuiie di  Flràrae  in  PUiUHio  oui  tolto  Tinfoca^one  de'SS.  Oonenìeo^Gitt- 

iu  irguilo  auche  il  Vili,  di  Sun  Terenzo  in  ttino  nel  pivieredi  Camaggiore,  Com.  Gtur. 

Monti  Tenne  incorponto.  e  circa  migl.  3  ^  a  lev.  di  FireozaolB,Dioc. 

Si  imAt  efae  anticamente  San-Teremo  in  e  Oomp  di  Firente. 
ModU  fi  chiamasse  CasUl-Moro^  ma  più  Trovasi  lungo  il  fi.Santemo  presso  Tan- 
tonli  pcese  il  nome  che  porta  dalla  trasla-  tica  strada  che  anco  nei  tempi  romani  do- 
siooe  che  vi  fa  Citta  del  martire  S.  Terenio  Tera  esistere  fra  Imola  e  cotesta  parte  dell* 
Tooofo  di  Lunì  di  nazione  scozzese.  Appennino  toscano ,  appellata  ne*  tempi  bas- 
ii parr.  di  S.  Terenzo  in  Monti  nel  t835  ti  VAlpe  degli  Ubaldinl^  poi  Fiorentina, 
«ootiTa  476  «bit.                 Gotesta  contrada  ebbe  nome  da  una  chiesa 

SAiTTELLERO ,  o  SANTILARIO  a  presso  un  ospedale  di  pellegrini,  che  fino 

GALEA  A.  -«-  f^ed,  Abaua  bi  Gìliuta.  dal  secolo  XII  soleva  pagare  una  tasta  annua 

SANT-ERMETE  a  S.  ERMO.  ^  ^ei.  alla  Camera  Apostolica  di  Roma  di  dodici 

Ewan  (S.)  A  S.  Eaao.  maraboltini.  —  (  ^rv/.  Registro  Vaticano 

^  DcORTICAJA.—  F'td.  OvncA^  pres-  del  Gird.  Cencio  Camarlingo). 

IO  Pisa.  Attualmente  la  chiesa  di  S.  Pellegrino  é 

SANT-ERMO  delle  Colline  pisane.  —  stata  eretta  in  cura  aggregata  alla  pieve  di 

fìn/.EaMcTB  fS.)  A  S.  EaMO.  Camaggiore  per   decreto  arcivescovile  del 

SA?ITERNÒ  fi.  {Fatrenus  Amnis  degli  97  aprile  1783,  col  quale  furono  assegnati 
Antichi).  —  Questo  fiume  che  dava  il  nome  al  pievano  prò  tempore  scudi  45  fiorentini, 
al  Porto  f^atreno^  situato  sulle  bocche  del  oltre  un  aumento  di  scudi  5o  della  cassa 
Pò ,  è  uno  de*  principali  coni  d*  acqua  che  ecclesiastica  del  regio  diritto, 
nasca  neir  Appennino  toscano.  —  Imperoo-  La  cappellania  curata  de* SS.  Domenico 
cbè  esso  prend«  orìgine  dal  fianco  orientale  e  Giustino  in  S.  Pdlegrìno  a  Santcnio  nel 
dei  monti  della  Futa  fra  questa  dogana  e  t833  contava  178  abit^ 
l'albergo  e  posU  del  Covigliajo,  di  dove  SANTERNO(S.  PIETRO  a)  nella  Valle 
fcende  nella  direzione  di  grec.  percorrendo  del  Santemo.  —  Casale  con  eh.  parr.  già 
il  piano  di  Firenzuola,  dalla  cui  Terra  pasta  nel  piviere  di  Rio-Comaochiaja,  attualmente 
aa  ducenlo  braccia  discosto  verso  il  suo  o-  in  quello  di  Firenzuola,  da  cui  dista  circa 
stro  ;  di  li  piepindo  poco  appresso  da  grec.  mezz«  migl.  a  lev.  nella  Com.  e  Giur.  me- 
a  kr.-scir.  entra  nella  gobi  de'  monti  fra  il  desima,  Dfoc.  e  Comp.  di  Firenze. 
po^  di  Fntta  ed  il  Monte  CoUrHo  fino  Risiede  questa  chiesa  sopra  1*  estreme  fiil- 
alU  confluenza  dd  torr.  Bo^to  che  scende  de  meridionali  del  Monto  Coioreto  a  cava- 
tila sua  destra  dalPAppennino  di  Moscheta.  Itere  del  d,  Santemo  che  toorre  alla  tua  ba- 
gnato la  foce  del  Roifeto  il  Santemo  si  dir  te  e  che  diede  il  distintivo  al  sno  popolo, 
lige  da  tcir.  a  sett.-grtc.  per  bagnare  a  lev.  del  quale  sì  trova  £itta  menzione  fino  dai 
b  base  del  Monte  Coitorelo^  e  a  pon.  quel-  secoli  XII  e  XIO  fra  le  carte  de*  Camaldo- 
la  drl  Campanaro ,  dando  costà  il  suo  To-  lenti.  —  Fed.  Roaoo  a  GoaaAOcaujA. 
ab)*:o  air  antica  chirsa  di  5.  Pettegrino,  e  La  parr.  di  S.  Pietro  a  Santemo  nel  1 83  3 
quindi  Uoibcndo  alla  sua  sinistra  le  hlde  aveva  a43  abit. 

del  monte  su  cui  risiede  b  eh.  plebana  di  SAITT-EUFEanA  m  MOTITALTa  ^ 

^Àflttggiofe;  fino  a  che  pattata  la  dogana  di  Fed,  EirranA  (S.)  m  Mostilto,  ecc. 

CasiiglionGello  di  Fiieninob  il  fiume  eo-  SAIVT-EUGEIflA  a  S.  EUGENIA  nelle 

tn  nel  territorio  d*  Imob  dello  Slato  Pònti-  Matte  di  S.  Martino  di  Siena.  -—  Fod.  Eo- 

fieio.  —  Di  U  «lalla  Terra  di  Catlel  del  Rio  «su  (S.)  nelle  Matte  di  S.  Martino, 

il  Santemo  ripresde  b  tua  prìma  direzione  SAirT-EWElllO  al  BAGNORO.  — 

di  grec  e  dopo  aver  accolto  i  fotti  intorno  Fed,  Raommo. 

^  mna  mcrìdioaali  delb  città  d*  Imob  SAlfT  EUSEBIO  azla  CANOUICA.  — 

ptrcorre  b  pianura  fra  Lugo  e  Matta  Lom-  Fed.  Cahosica  (S.  Eoaoto  alla). 

livdaattnvcrtandoilsMiopaIntlivdel  Fer*  SA?fT.ILARIOACOLOMBAJA.^reil. 

nnte,  nel  cui  lerrìtorio  trova  alb  dettra  Golombua  (S.  Ilazio  a). 

del  Pò  il  suo  sbocco  nel  mare  Adriatico.  'SAiVTO  (AL)  nelb  VaUdi^ferse.  —Gas. 

SANTERXO  (S.  PELLEGRINO  a;  nelb  eui  pmbabilmenle  appelb  il  castelletto  per- 

Valle  del  Santemo  delb  Toscana  trantap-  duto  di  Castiglione  di  Famu ,  che  al  dire 

peanina — Contrada  eoo  cappellania  curata  del  Mabvolti  era  «a  piooolo  castello  fendale 

V.  f.  aa 


170  SANI  SANT 


della  Mui  eaM.  —  AUiuliDCDte  porta  il  fo-  wttu  por ubIibì  alla Uradi  maeilni  die  porti 

caboto  ai  Santo  un  Gtf .  la  cui  cLieia  parr.  è  a  Lari  e  ai  Bagni  a  Acqua,  o  di  Casdana. 

dedicata  ai  SS.  Jacopo  e  Filippo  nella  Com.  Sebbene  il  VUl.  di  Santo  Pidio  non  ab- 

Giur.  e  circa  io  migl.  a  tcir.  di  Uontick-  bia  inditio  di  «Mere  atato  ona  volta  ciccna- 

no ,  Dioo.  e  Comp.  di  Siena.  dato  da  muta  castellane  »  oontiiUociò  nd 

Éisiedc  sul  fianco  australe  del  monte  del*  tempi  addietro  (u  appellalo  castello ,  ione 

la  Serra  di  Petrioh  sopra  la  confloenu  da  una  roeca  cbe  ti  suppone  esistita  nella 

della  Parma  nella  Merse,  e  circa  due  migl.  parte  più  alta  del  pieae  in  luogo  appellalo 

a  poD.  dallo  dxicco  della  Merse  ncirOmhro-  ia  oasttUina ,  ed  U  cui  peiimetro  Grf<desi 

ne  senese.  •—  ^ed.  Castiolìou  dì  Fa^ma,  attualmente  ridotto  ad  uso  di  gianlino  di 

La  parr.  de*SS.  Filippo  «  Jacopo  al  Santo  ana  casa  di  delizia, 

nel  1 833  fo  slaccata  dalla  G>m.  di  Sof  iciile  In  quanto  alla  cbirsa  di  Santo-Pietro  essa 

e  data  a  quella  di  Monticiano.  corrisponde  alla  peir.  di  S,  Pittro  a  So^Ht' 

Ali*  anno  i633  la  cura  de*  SS.  Jacopo  liana  dell*  antico  piTicre  dì  cpiesto  nnaw, 

e  Filippo  al  Santo  contala  99  abit*  da  cui  comparisce  la  prima,  ossia  prioiÌB, 

SA?(TO-MATO.  ^  Fed,  Mato  (S.  Ma-  nel  catalogo  del  ta6o  delle  chiese  appartc- 

MIA  A  S.)  nella  Valle  deirOmbrone  plstojesct  nute  alla  diocesi  lucchese, 

e  Amato  (S.)  a  Vinci.  Uno  poi  dei  documenti  più  vetusti  cbe 

SAN-TOMMÈ  (S.  Tommaso)  nel  Val-d*  rammentino  il  costei  di  Santo-Pietro  può 

Amo  superiore.  •*  Gas.  che  prese  il  titolo  dirsi  cbe  sia  un  istrumento  pubblico  del  la 

dalla  sua  eh.  parr.  (S.  Tommaso)  appellata  nov.  1193  (/fì/f  romune),  rogato  infra  Ca» 

per  contrazione  S,   Tommè  ^  nella  G>m.  #/e//iim  iSanefi  Ferri,  in  casa  di  due  conio- 

Giur.  e  un  roigl.  appena  a  ostro-lib.  di  Mon*  gi,  i  quali  alienarono  alcune  loro  terre  po- 

levarcbi ,  Dìoc.  di  Fiesole ,  Comp.  di  Pi*  ste  ne* confini  di  Camuglìano.  —  (MAam, 

renie.  —  F'ed.  MoirrwAaGm,  Cofnuaità,  Odeporico  delle  Colline  Pisane  Ms.  nel- 

La  parr.  di  S.  Tommaso  a  S,  Tommè  la  Àiecardiana,) 

nel  i833  contava  «87  abit.  ADora  Santo-Pietro  neir  ccclenastico  «B- 

SAN-TOMMÈ,  o  S.  AMATO  nel  MONT  pendeva  dal  vescovo  di  Lucca ,  nel  politioo 

ALBANO.  —  Fed.  Amato  (S.)  a  Savt -A-  dal  Gora,  di  Pisa;  ma  per  vicende  di  goent 

MAIO  A  Vnrci.  cadde  più  volte  in  potere,  ora  dei  Lucchesi, 

SAN-TOMMÈ,  o  SANTO  MATO  inVal^  ora  de*  Fiorentini.  —  La  storia  rammenta 

di-Bure.  — .  Fed,  Mato  (S.  Maaia  ▲  S.)  nel-  fira  gli  altri  un  Aitto  del  1289,  quando  le 

la  Valle  deirOmbrone  pistojese.  armi  delle  Bep.  Fior,  e  Lucch.  occuparono 

SANTO-MORO  in  Val-diBure.  ^  Fed,  Santo-Pietro,  sebbene  nel  1190  fosse  lorori- 

Moao(S.Ì  nella  Valle deirÓrobronepistoJ4 se.  tolto  dai  Pisani.  Lo  riconquistarono  i  Fio- 

SANTONOVO(S.  GERMANO  al)  nel-  rentini  nel   i36a  ed  altemativamrote  lo 

la  Valle  deirOmbrone  pistojese.  —  ^ed.  riebbero  i Pisani;  ma  nel  1406  finalmente 

GaaMAHo  (S.)  AI.  Sabto-Novo.  pervenne  insieme  con  gli  altri  parsi  della 

SANTO-PIETRO  in  Val  d*  Era. .-  Vili.  Val-d*Era  in  potere  della  Rep.  Fior.  Alloca 

che  porta  il  nome  stesso  della  sua  chiesa  parr.  gli  uomini  di  Santo-Pietro  con  altri  popoli 

pre|  asitura  (S.  Pietro  a  Santo-Pittro)  nella  della  Com.  di  Palaja  nel  a3  ottobrp  di  detto 

Com.  e  circa  nn  migl.  a  ostro-lib.  di  Gapan-  anno  ottennero  alcune  capitolazioni,  in  cai 

noli,  Giur.  di  Ponledera,  Dioc  di  Sammi-  eravi  l'obbligo  per  il  Comune  di  Santo-Pie- 

niato,  gìk  di  Lucca,  Comp.  di  Pisa.  tro  di  mandare  ogni  anno  a  Firenze  per  It 

È  un  villaggio  sparso  di  deliziose  case  festa  di  S.  Gio.  Battista  un  palio  del  valore 
signorili,  con  giardini  e  poderi  annessi,  cbe  di  sei  fiorini  d*  oro. 
risiede  nel  ripiano  superiore  di  uda  collina  Sotto  il  dominio  pisano  questo  villaggio 
lufiMìca  alla  sinistra  del  fiume  Era  posta  al  e  popolo  rispetto  si  politico  dipendeva  «kl 
suo  lev.  sulla  destra  della  Cascina  che  resta  capitano  della  Val-d*-Era  ;  ma  nei  statuti  co- 
ai  suo  pon.  lungo  la  strada  rotabile  cbe  da  munitativi  dati  dai  Fiorentini  ai  paesi  oon- 
Capanuoli  per  Santo-Pietro  pei-oorre  il  dorso  quistati  sopra  i  Pisani  Santo-Pietro  venne 
di  quelle  colline  ;  la  qual  via  guida  a  llk>r-  assegnato  pel  criminale  al  vicario  delle  Col- 
rona  ed  a  Terricciola,  mentre  un  altro  tron-  line  inferiori ,  avente  residenza  in  Peecìoli, 
eo  della  medesima  conduce  per  la  villa  di  S.  e  in  quanto  al  civile  al  potesti  di  Poosm«o 
Marco  sulla  Caseina^  la  cui  fiumana  atira-  sino  a  che  sotto  il  governo  Mediceo  cotesto 


SANT  SANV               171 

fu  co  npmo  nel  vicariato  di  Lnri,Goiii.  le,  Giar.  di  Radil:i,  Dioc.  di  Fiet ile,  Gomp. 

(  potctterìa  di  Palaja.  dì  Sien». 

Altiialioente  nel  civile  come  nel  crìmina-  Trutiisi  tuli*  uliiino  S|«one  dei  |JO^gi  che 

kilpofiolo  di  SAiito-Pieiro  é  soitO|H)]ito  al  fiancbe^giiino  a  desi»  il  ìorr,  Maseelione^ 

nuào  R.  diPontedera,  e  {kt  raminini-  poco  inuaniì  di  vuotarsi  uelT  Arhia,  che 

intivo  alla  Comunità  di  Oi|)annoli  slac-  btgna  dal  l.ito  di  |>on.  il  poggio  di  iVi/i/o- 

firta  od  1810  da  quella  di  Palaja.  Sann^  mentre  al  suo  ostro  sorge  il  poggio 

la  CiM  dei  signori  ilei  Torto  in  Pisa  sì-  di  S.  3§artino  a  Luco, 

Ima  nel  Aanoo  settentrionale  della  collina  Era  di  padronato  de*b:irunì  ELicasolì,  sic- 

fi  Saulo-Pieiro,  e  nel  po|jolo  stesso,  appar*  come  tuttora  è  di  data  loro  la  pieve  di  S. 

iBMc  alla  famiglia  Trouci  ;  ed  è  fama  che  Polo  in  Rosso.  —  ^ed.  Polo  (S.)  in  Roas'i. 

MBlà  scrivesse  gli  Annali  pisani  ed  altre  sue  SAXTO  SANO,  o  SANSANO  GHERAR. 

•pere  il  can^mico  Paolo  Tronci  che  lasciò  DI.  —  Gis.  già  castelletto  ridotto  atliial- 

ÌSS.  e  alquanto  imperfette.  monte  ad  una  torre  situata  sojira  il  torr. 

ÌM  chiesa  parroecliiale,  ora  preposiura  di  Sorra  tributario  dell*  Arlùa  n»*l  popolo  di 

Ssnto  Pietro,  sitii«iti  nella  parte  supcriore  S.  Gio.  Battista  skCorsanf*,  Com.  e  circa 

Mia  oolliiia,  è  fabbricata  di  pietre  quadrate  migl.  3  a  (lon.  di  Montermi,  Gì  tir.  di  Buon- 

spparlcoule  forse  a  qualcliealtroedifìziopiù  convento ,  Dioc.  e  0)mp.  di  Sten:i. 

silìoo.— 'Essa  fu  consacrata  nella  terza  do>  Risiede  in  una  delle  colline  più  setten- 

■mica  dopo  Pasqua  dell* anno  I7i5,  cioè,  trìonali  di  Murlo  del  Vescovato.  Ora  non 

!•  anni  <lo{io  aver  ricevuto  il  battisterv) ,  vi  è  che  una  torre  presso  il  torr.  Sor^-a  ad- 

faindo  furono  uniti  a  ccitesta  parmcchiale  detta  alla  tenuta  di  Gors.ino  dei  Bunnsignori. 

i  litoli  della  chiesa  di  S.  Giorgio  e  S.  Cri-  Il  Gigli  nel  suo  Diario  senese  dice  che 

tfoCuM  m  ^iKiraf/i,  oltre  quel  lo  della  disfatta  SfM-Sano  Gherarii  fu  feudo  un  tem[iodei 

pieve  di  S.  Marco  a  Soviglìana, comecché  il  marchesi  Patrìzj,  in-i  innmzi  tu:to  in  quc- 

iscile  dov*esM  esisteva,  attu.il mente  ridotto  sto  luogo  il  Comune  dì  Siena  teneva  un 

adnsiidi  villa  dei  vescovi  di  Sanrainiato,  giusdicf'nte  minore  rome  risulti  da  un  W" 

riacoaprcso  nella  parrocchia  di  doli.  —  bro  del  consiglio  dfftlo  MVa  Campana  del- 

^td.  MàBco  (ViLLi  DI  S.  )  c  S  trtGLidWj  l'anno  1971  nell*  Arch.  Dipi,  di  Siena. 

[Pitrg  Di).  Nel  i6/|0  Santo-Sano  Ghenirdi  contava 

Il  f^polo  di  Sauto-Pietro  conAna  a  seti,  sette  |K>«Ieri  ron  .II4  abit. 

eoo  C^pannoli  e  Gimugliano,  a  lev.  con  SANTO-STEFVNO  EXTRA   MOENIA 

qoello  di  Gisa  Nuova,  a  grec.  con  Prrcioli  di  Pisa.  ^-  ^ed.  Pi»\,  e  Ozzazi  (S.  Stbpaiio 

■eiliante  l'Ern;  a  pon.  con  Gwli,  e  a  ostro  ot.tr'). 

toù  la  [«arr.  di  Sijrfna.  —  m  MAGRA  —  Fed.  Boaoo  Sastto- 

IVnIro  questo  perimetro  esistono  varj  ca-  Stkpakd. 

fliK  €  iKtrghelti  sotto  i  nomignoli  di  Pie  dì  ---  a  >IAR?NASC0.  —  r'erf.  Maiiwasoo 

^://a,  Behedere^  Corsica^  Quarata,  ^1-  e  così  <li  tulli  gli  ali  ri  paesi  clic  hanno  per 

fmnli  e  Capanoli.  eh.  titolare  S.  StcBino. 

La  pre^MMÌtura  di  Santo-Pietro  è  nel  ra-  —  <  PORTO)  —  Ved.  Porto S.  Stufano. 

poirvirt  di  Pon$af«o,  ma  conta  s«»mpre  r<»nie  S\N  VALENTINO  *  MONTE  FOLLO- 

sse  «nflT.jganee  le  cure  di  Casa-Nuova,  di  NICA.  —  f^rd.  ìVTowth  Ft»i.T.««i>iir.A. 

&^na  e  di  Sau-Roffiiio.  _  di  TIVIDOZIO.  —  rvd.  Pieve  di  S. 

Ih  p«rr.  di  S.  Pitiro  a  Santo-Pii-tro  nel  Vai.rstin'i  a  Thk»)7iu  in  Romagna. 

t^33  n»vtr.i\a    io5o  aliil.  S\NVKN\NZIO    in    VaI-di-.\I.iijrj.    — 

S\NT  ).RF/;Ol/)    in    Val-di  Tom.  —  f^ed-  Cwpxrxn*  o  Cfpar*:**. 

Pfd.  Rr.>,i.n  'S.Ì  S\N-VK\ERlOin  Val-li  M:i«ra.^  Vili. 

SANT0.S4N0,  o  S\N-SANO  a  DOFA-  che  jwla  il  1  itolo  ,|,.||a  s-iach.  pk-haii.  ii«l. 

HA.—  /^e/.  Ausano  (S. )  e  IX>faìca.  la  Com.,  M.in<lMiiienlo  r  circa  due  migl.  a 

-—  9CL  CHIANTI  in  Val-d* Arbia.— -  Cis.  pon.-iitiestro  di  VfZ'Jino,  Dioc.  di  Luni-nSar. 

flu\ìlla  signrjrile  che  (K>rta  il  titolo  di  un*  zau.i,  Prrivìnria  di  lje\.uitp,  R.  Siirdo. 

lolica  chiesi  che  fu  (ìarr.  insieme  con  quel-  Trovasi  sul  fianro  mcridi  Miale  del  pog« 

Uri!  \icina  di  Adin^,  eninimbe  riunite  gio  di  V»zz.ini)  a  cnilitiv  dHla  strada  [k>- 

M[jft!iolo  della  pieve  di  S.  Polo  in  Rosso,  stale  fri  Strania  e  la  S;MZÌ.t  sopra  la  bor 

■riti  Gum.  e  circa  migl.  4  a  lib.  di  Gajo-  gutd  di  Miìjlì.uiua  e  dirinipctlu  ai  ous\  detti 


172             SANT  SA9T 

Stagooni^  le  coi  enlanoni  nei  tempi  etti  vi  quest'ultima  iMoceti  oompffeit  nellB  ginrv 

iogliono  nuocere  alla  lalute  de*  suoi  abic.  adizione  citile ,  oMÌa  Del  ooolatlo  di  Siro*. 

Il  Vili,  di  S.  Vcnerìo  doveva  esiatere  fino  Poco  tempo  inEUiifti  la  questione  toAè 

dal  secolo  XII  Irovaodosi  rammentata  la  sua  Indicata,  la  batiiica  di  S,  rinetntic^  per 

chiesa  nelle  bolle  spedite  nel  1149  e  laoa  quanto  con  la  sua  pieve  di  AltoHrra  ék- 

dai  Pbnt.  Eugenio  III  e  Innocenzo  III  a  fa-  pendesse  dal  vescovo  di  Arezzo,  e  che  Toni* 

vore  dei  vescovi  di  Luni ,  ai  quali  confer-  torio  medesimo  fosse  stato  consacrato  nel  se* 

marono  fra  le  molte  chiese  anche  la  piei^e  colo  Vii  da  Striando  veioovo  della  chiesa 

tU  S.  Fenerio.  —  (Uoma&i,  hai,  Saer,  aretina,  e  che  nel  principio  del  secolo  Vili 

in  Epiic,  Saruxnens.)  venisse  ingrandito  da  Luperziooo  vesoovo 

Fatto  è  che  la  vecchia  chiesa  plebana  di  di  Arezzo,  che  vi  consacrò  due  «Ilari  iti  o- 
S.  Venerio  esisie  tuttora  a  pie  del  poggio  nore  di  5.  Quirico  e  S,  LoreminOf  pucc 
del  paese;  ma  per  comodo  de* suoi  abitanti  é  era  dal  vesoovo  senese  contrastato, 
stat»  recentemente  edificata  una  chiesa  nuo-  Nei  primi  secoli  dopo  il  mille  Id  edificalo 
va ,  e  nel  tempo  slesso  dichiarato  parroco  presso  la  parrocchia  di  S.  Vincenzio  un  o- 
assohito  il  cappellano  curato  di  Migliarina  spedale  per  i  pellegrini ,  prova  sufficiente  a 
sottoponendolo  alla  pieve  d*  Isola.  fiir  credere  che  fino  d^alTors  paasavm  di  co- 
li popolo  di  S.  Venerio  fu  unito  nel  se-  stassii  una  strada.  Quindi  &tta  battesimale, 
colo  attuale  alla  Comunitli  di  Vezzano  in-  fii  data  alla  pieve  di  S.  Vincendo  per  sue- 
sieme  a  quelli  di  Bastremoli ,  Tivegna  e  camìe}»  chie^ii  dì  S,  Matuo  a  MtonitimtQ 
della  Piana.  delia  Berarienga^  da  lungo  tempo  aop- 

Ui  parrocchia  plebana  di  S.  Venerio  nel  pressa  ed  unita  alla  pieve  di  S.  Vineenli  a 

i83a  contava  710  abit.  Mònteluco  della  Beranknga. 

SdM'FMiiMtaù  dtV ìsola  Dt  TVao ,  o  del  La  chiesa  di  S.  Matteo  a  tfonlefaien  eii* 

Ttito  davanti  al  Golfo  Lunense.  —  Ftd,  sleva  lino  dal  108 5,  poiché  i  conti  della  Be* 

laoLà  PjkutARu,  e  Poarovamnc.  rsrdenga  ne  cederono  allora  b  padronama 

SAN-VERIANO  nel  Val-d*-Amo  aretino,  alla  loco  badia  di  S.  ^Ivatoie  deHa  Berar* 

—  Fed,  Badia  di  S.  VaaiAao.  denga^otn  ehiesa  parrocchiale  coldisUntiv» 

SAN-VINCEKZIO  A  S.  VINCENTI  in  VaU  del  Honis9ero  cT  Ombroat. 

d*-Ambni.  —  Gasale  che  portava  il  vocabolo  Attualmente  la  pieve  dì  S.  Vrocemio  é^ 

di  Bonus  Pagtts ,  ed  in  seguito  di  S.  Fin^  giuspadronato  de*  baroni  Rioaaoli.  —  Essa 

eenti  dal  nome  della  sua  chiesa  plebana,  un  a  vicenda  con  la  pieve  di  S,  Maria  a  Man» 

dì  Basilica  di  S,  Fincentio  Martire^  posta  ie^Benicki  ha  per  suffraganee  sette  parrac- 

in  Altaserra  sotto  Monte-Lnco  della  Berar-  chiali,  rammentate  alPArt.  Bnucn  (Mom^ 

denga  nella  Gom.  e  circa  migl.  7  a  scir.  di  cui  si  rinvia  il  lettore. 

Gajole ,  Griur.  di  Radda ,  Dice,  di  Arezzo,  Nel  i833  la  pieve  di  S.  VineenzioaS. 

Comp.  di  Siena.  Vincenti,  ossu  a  Mònteluco  della  Beraiden- 

Risiede  fra  le  sorgenti  dell*  Ambra  e  quel-  ga,  noverava  1 8 1  abit. 

le  deir  Ambrella  sul  fianco  orientale  del  SAN-VINCENZIO  a  TORRI.  —  Ftà. 

Monte-Penali  sotto  gli  avanzi  della  rocca  di  Toaai  in  Val-di-Pesa.  Un  eguale  invio  per 

Monte-Luco  che  resta  due  migl.  al  suo  scir.  tutti  gli  altri  popoli  che  hanno  per  titobre 

e  quasi  altrettante  migl.  a  maestr.  della  pie-  S.  Vincenzio. 

ve  di  Monte-Benichi  situata  sul  poggio  op-  SAN  VITALE  rm.  MORTETO  sul  Fri- 
posto  alla  sinistra  dell'  Ambrella^  gido.  —  Fed,  Moztbto  ,  o  Miartio  nella 

La  prima  edificazione  della  chiesa  di  S.  vallecola  del  Frìgido. 
Vincenzio  martire  (5.  Fineenii)  già  orato-  SANVITO  a  BELLOSGUARDO  nel  so- 
rio,  che  si  diceva  anche  basilica^  nel  pieva-  burbio  meridionale  di  Firenze.  —  Gmtrada 
nato  di  Altaserra ,  ora  di  0onte^Benìehi,  e  parr.  (SS.  Vito  e  Modesto)  sparsa  di  rille 
risale  al  secolo  settimo,  e  ciò  per  attestato  signorili  nella  collina  più  vicina  alla  capi- 
di  vecchi  testimoni  stati  esaminati  in  Siena  tale  della  Toscana  fuori  della  porta  S-  Frr- 
nell'anno  716  dell'Era  volgare  davanti  al  diano,  nel  piviere  maggiore  della  Metrop»- 
maggiordomo  del  re  Liutprando  a  cagione  ìitana,  G)m.  e  circa  un  migl.  e  mezzo  a 
di  un'  altercazione  insorta  fra  il  vescovo  di  scir.  di  Legnaja,  Giur.  del  Galluzzo,  Dice,  e 
Siena  e  quello  di  Arezzo  per  motivo  di  gin-  G>mp.  di  Firenze  che  é  mezao  migl.  al  mio 
risdizione  ecclesiastica  sopra  varie  pievi  di  ostro.—  Fed.JkLuomoAMBù  rataso  Fnynaa» 


SANV  SANV              173 

coi  ti  è  da  «Ingiungere  9  che  nella  villa  del  Giar.  di  Sanmanialo,  Oìoc.  di  Volterra , 

inaicbcte  Albini  a  Bellosguardo,  accosto  a  Comp.  di  Firenze. 

quella  edificala  da  Michdozzo  Miche  Ioni,  Trovasi  in  meno  a  vaste  selve  presso  la 

abilò  per  qualche  leupo  il  divino  Galileo ,  sommiUi  de'  poggi  che  dividono  il  vallone 

al  qua]  avvenimento  appella  un'iscrizione  deirEvola  dalla  Valle  dell'Era,  la  prima 

ia  onrmo  sotto  il  busto  di  qurl  grand'  uomo,  delle  quali  situala  a  seit.  ;  l' altra  a  pon-libw 

Li  |iirr.  di  S,  f^ilo  a  Brliosguardo  nel  di  San-Vivaldo. 

i833  contava  3o6  abit.  fìssi.  Se  le  nolisie  del  convento  di  S.  Vivaldo 

SANVrro  A  COLLEGCHIO.  ^  Ted.  non  sono  pììi  anUche  del  secolo  XVl.esseu- 

Couaonno  in  Val-iliPescia.  do  stato  ridotto  a  clatislro  dai  PP.  Minori 

•^aOOLLBGALU.— '  A^ec/.G>i.TBOAixi.  Osservanti,  che  secondo  il  Vadiugo  lo  edifì- 

—  j  CoMsiotfjtMo,  —  ^ed.  CoMsiQtn^iiOf  carono  nel  penultimo  anno  del  secolo  XV 
ePmsA.  Il 499)*  molto  più  antica  è  la  storia  della 

•—  box'  incisa  nel  Val  d'-Amo  superio-  contrada  selvosa  di  Camporella,  come  quella 

le.  —  Pieve  antica  sotto  il  titolo  de'  SS.  che  nei  secoli  XKII  e  XIV  fu  contrastata  da 

Filo  e  Modesto,  già  delta  a  Se^rgnano^  ora  tre  Comunità  limitrofe,  cioè,  di  San-Gimi- 

a  Loffpiano^  o  aitOppiano ,  ridotta  a  prio-  gnano,  Sanminialo  e  Montajooe. 

m  dgf>o  che  gli  onori  plebani  passarono  alla  Anche  i  vescovi  di  Volterra  vi  avevano 

eh.  di  S.  Alessandro  dentro  l' Incisa ,  nella  delle  pretensioni,  per  quanto  lo  dimostrano 

Gom.  Gìiur.  e  circa  3  migl. a  sett.-mirslr.  di  gli  atti  fatti  presso  il  Pont.  Alessandro  IV 

rifiline,  DioG.  di  Firsole,  Comp.  di  Firenze,  rispetto  al  diritto  giurisdizionale  eh'  esn  af- 

Risiede  in  collina  'quasi  mezzo  roigl.  a  foccìarono  sulla  selva  di  Camporena,percm 

lib.  dell'  Incisa.  —  Fed.  Imcha,  e  Ovpiajio,  quel  Pont,  con  breve  degli  8  genn.  ia57 

oLorriAKO  (Piava  di),  eScMMnjMo  nel  Val-  ne  commise  l'esame  e  giudizio  a  tre  sacer- 

d'-Amo  superiore.  doti  delegati  dalla  S.  Sede.  — (Aaca.  Din.. 

SAN-VITO  paasso  LUCCA,  già  a  TVhpa-  Fioa.  Ca^te  delia  Com.  di  Sanminiato). 

caAao.  —  Borgata  popolosa  con  eh.  parr.  Nuove  controversie  si  agitarono  con  mag- 

(S.  Vito)  situata  sulla  strada  [)ostale  di  Pe-  gior  calore  Ira  la  Comunità  di  Sanminiato 

lòa  circa  due  migl.  a  lev.  di  Lucca  ,  nella  e  quella  di  Monlajone  specialmente  dopo- 

cai  Com.  Ginr.  Dioc.  e  Due.  è  compresa.  che  il  territorio  comunitativo  di  quest*  uW 

Questa  borgata  non  porta  altro  distintivo  tima  per  istramento  del  dì  aS  agosto  1^69 
che  quello  della  sua  chiesa  parrocchiale  com-  si  sottomise  al  dominio  e  contado  Borenti- 
presa  nel  piviere  di  Lunala,  la  cui  battesi>  no,  mentre  gli  uomini  di  Camporena  per 
male  è  mezzo  migl.  a  lev.  di  San-Vilo,  con-  convenzione  del  ao  die  ia36  (siile  eofnu» 
lutlochè  la  sua  contrada  si  appellasse  in  ne) si  erano  già  assoggettati  spontaneamente 
Tempagnano^  vocabolo  che  serve  tuttora  di  al  Comune  di  Sanminiato.  Per  la  qual  cosa 
(listinlivo  ad  altra  parrocchia  {S,  Jndrta  in  dopo  il  lodo  pronunziato  nel  aS  oltob.  1  «89 
Trmpa gnano)  nella  quale  sorse  anche  que-  dagli  arbitri  nominati  dal  comune  di  Mon- 
sta  (ti  San-Vito.  —  f^ed.  Timpagxaiio.  Ujone  da  una  parte  e  da  quello  di  Sanmi- 

SAN-VITO  A  ORMINO  in  Val-di-Pesa niato  dall'  altra,  i  sindaci  Sanmin'iatesi,  per 

fed,  Sonaai  (S.  Qunuoo  alla).  atto  rogato  nella  Selva  di  Camporena  li  ai 

—  A  SOFFIGNANO.  —  Fed,  Sovviona-  aprile  1290,  piesero  il  possesso  della  oon- 
ao  nelhi  Valle  del  Bisenzìo.  trada  medesima  deaeri vemlone  i  confini,  e 

SAB'FtTo  in  FsKzuMis.  —  Fed,  CarrA  ciò  nel  tempo  che  per  rogito  separato  ne  ri- 

(S.  Vito  ih)  nella  Valle  delKOmbrone  Senese,  lasciavano  una  porzione  in  affitto  al  Comu- 

—  ìk  Fescoha.  —  Fed.  PiavuiA  di  Va-  ne  di  Monta  Jone.  — (/oc.  cit,) 

«OSA  fra  le  Valli  dtlTOmbrone  e  delPArbia.  Fu  poi  in  una  delle  pergamene  apprtenn- 
SANVIVALDO  01  CAMPORENA  nella  te  alla  Com.  di  Sanminiato,  ora  nel!'  Arch. 
Va1-d*-Evohi.  —  Eremo  antico,  ora  convento  Dipi.  Fior.,  dove  incontrai  la  più  antica  me- 
di Frali  Zoorolanti  già  compreso  nel  popolo  morta  dell'eremo  di  S.  Vivaldo  nella  Selva 
di  S.  Andrea  alla  Pietra^  o  Pietrina^  at-  di  Camporena.  È  un  atto  del  primo  maggio 
tualmente  cappellania  curata  della  parr.  d*  i436,  quando  Fra  Cola  di  Tonda  romito  e 
hno  e  Camporena ,  fra  il  piviere  di  Monti-  governatore  di  detto  oratorio  dichiarò  e 
gnoao  e  quello  di  Gutelfalfi ,  nella  Com.  e  confessò  davanti  agli  uffiziali  del  Comune 
circa  3  migl.  a  oslro-lib.  di  Moutajone,  di  Sanminiato  che  1*  oraf uno,  ossia  eremo 


174  S  A  R  N 

di  S,  FivaUOf  non  solo  en  oomprfto  nel- 
la giorìsdizìone  di  quel  Comune,  ma  di  mo 
giufiMdronato.  -^Ciò  basta  a  dimottrareche 
r oratorio,  poi  eremo,  finalmente  oonfento 
di  S.  Vivalflo ,  esisteva  prima  della  dichia- 
mione  sopri  allogala. 

La  protesta  medesima  fu  rinnovata  nel 
1440  dai  deputali  che  il  Comune  predetto 
teneva  nella  Selva  di  Ciimporenii,  i  quali  ri- 
conobbero die  r  oratorio  di  S.  Vivaldo  si- 
tualo in  quella  Selva  era  di  pertinenza  e 
•otto  la  giurisdizione  politica  di  Sanroiniito. 

Bla  essendosi  riaccesa  lite  tu  tale  giuri- 
sdizione e  padronato  Ira  il  Comune  di  San- 
miniato  *Ja  una,  e  quello  di  Montijone  uni- 
tamente al  suo  pievano  datr altra  parte,  i 
capitani  di  Parte  Guelfa  di  Firenze,  come 

C troni  della  pieve  di  Monta  Jone,  con  den- 
tizione del  19  luglio  1446  dichiararono 
che  Toratorìo  predetto  apparteneva  al  (>>m. 
di  Sanminiato  e  che  esso  solo  doveva  averne 
la  proprieli  ed  il  gìuspadronato  (Zoe.  cit.) 

Nella  fine  dei  secolo  XV  Peremo  di  S. 
Vivaldo  per  concessione  del  Poni.  Aless:in- 
dro  VI  fu  ridotto,  come  si  disse,  a  convento 
dai  Frati  Zoccolanti ,  e  tale  esso  en  anche 
nel  1 554,  allorché  fu  malmenato  dalle  truppe 
Francesi  e  Senesi  nel  tempo  che  [ter  la  Val- 
d*Evola  ritornavano  verso  Siena  con  il  loro 
comandante  Piero  Strozzi  do|K>  una  escur- 
sione militare  fatta  nel  Val-d*Arno  inferiore 
ed  in  Val-di-\ievole.  —  (  Ammiiat.  Stor, 
Fior,  Lih.  XXXr,) 

Nella  chiesa  di  S.  Vivaldo  si  conservano 
molti  lavori  di  statuaria  in  terra  cotta,  ope- 
re tutte  del  cicco  Giovanni  Giannelli,  noto 
comunemente  sotto  il  vocabolo  della  sua 
patria ,  cioè  dei  Cieco  di  Gambassi. 

li»  famiglia  religiosa  di  S.  Viva!d:i  osser- 
Tanilo  una  rigorosa  disciplina  del  suo  insti- 
luto  suole  accogliere  in  penitenza  i  sirerdoli 
caduti  in  qualche  fallo  che  vi  dirigono  i 
vescovi  delle  dirx:esì  più  vicine. 

SARNA  nel  Va!-d'-.4ruo  ciscntinrse.  — 
Cas.  con  eh.  |iarr,  (SS.  Flora  e  Lucill.i)  fra 
la  Com.  di  Chiusi  casentincse  e  quella  di 
Rassina,  o  di  Cistel  Focognano,  nel  |)ivierr, 
Giur.  e  circa  niigl.  1  a  lev.-scir.  di  Bibbie- 
na, Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo. 

Risiede  sopra  i  |>og);i  che  sep:irano  il  val- 
lone del  Corsalone  da  quello  ilei  lorr.  Ifii*. 
sinot  il  primo  dei  quali  scende  al  suo  selt., 
l'altro  al  suo  oslro-scir. 

Hclla  eliiesi  <li  S.  Flora  ili  Sima  sotto  il 
pivicra  di  S.  l|ipoUto  a  Bibbiena  si  la  mcn- 


saat 

tione  in  nns  bolla  del  Ifenl.  iMmfli 
Il 55  in  favore  del  pieviiri  di 
confermata  nel  1*07  dal  Foni, 
so  III.  —  (  AavAL.  Cah&ia.) 

La  parr.  di  Sanu  nel  i833 
166  abit.,  ia8  dei  quali  cntnvsat 
Com.  di  Bibbiena  e  38  in  quella  Hf 
na ,  o  di  Castel- PocognanOb 

SARRIPOLI,  o  SIJRRIPOU(nli 
lis)  nella  Valle  dell' Ombcone 
Vili,  con  eh.  parr.  (S.  Andrm) 
diCireglio,  ossia  di  BriadffliO|Gm| 
Porta  al  Borgo  di  Pistoja  «  Gtar.  ^ 
circa  4  migl.  a  micstr.  di  quest'i 
Gomp.  di  Firenze. 

Risieiie  in  costa  9npn  la  ripa i 
torr.  f^ineiod»  BrumU$Ut^àmk\ 
bilmente  gli  derivò  il  vnosbolo 
Sarripoii ,  ovvero  SurripoiL 

Dubito  che  alla  stessa  oontndi  41 
poli  dehbast  riferire  no  allo  pabli 
ott.  ti6a  rogato  nella  pieve  dlS. 
zio  a  Brandeglio,  o  a  Grrglio,  dsiei 
si  trovavano  il  conte  Guido  e  Is 
Sofia  dì  lui  zia  con  sua  sorella 
quali  di  concerto  diedero  Piai 
popolo  della  pieve  predette  di  tattili 
che  quel  conte  e  conlesse 
la  montagna  di  Pistoja ,  a  partire 
ptdifino  al  fi.  Rrno^  con  i  diritti 
innanzi  godevano  i  Balonesi  ;  |icr 
investitura  gli  uomini  di  dclU  pisif  i 
bligarono  di  pagare  a  titolo  di  f      *"'' 
venti  di  denari  lucchesi,  oltre  il 
ministrare  ai  conti  Guidi  ogni 
festa  di  S.  Martino  40  mine  di 
desinare  tutte  le  volte  che  il  ooale 
fosse  andato  a  Brandeglio.  —  ( , 
Fina.  Carte  del V  Opera  di  5. 
Pitiofa). 

I>i  parr.  di  S.  And  mi  a  Sarrii 
i833  noverava  421  ahit. 

S  VRTEWELTAo  SARTI  ANEI 
la  Valle  dell*  Arbia.  _  Cis.  ch'ebbs^ 
|»arr.  (  SS.  Simone  e  Giuda  )  annc 
polo  della  Bidia  di  RoflTeno  nel  |4i 
Vrsrona,  Cim.  Giur.  e  cin*^  migl.  4 a 
ma^-str.  di  Asciano,  Dioc.  di  AiviMa' 
di  Siena. 

Trovasi  nel  vallonoello  del  fesso 
ia  tributario  destro  mediante  il  torrJ 
del  fi.  Arbia. 

Fu  Sarteanello  uno  de*  villaggi 
nulo  ai  conti  della  Beranlenga,  rami 
(ra  gli  altri  in  un  diploma  del  io5i 


h 


SABT  SABT              175 

irUgbcllì  nei  vescovi  di  Montai  dallr  quali  d  Kuopre  che  fino  ■Incno  dal 

ili  cui  originate  «idi  nell*  Arch.  secolo  XI  il  castello  di  Sarieano  col  suo  di* 

1  lif .  Scipiooc  Borghesi  Bichi  di  sUetto  en  dominato  da  una  stirpe  di  conti 

qnal  diploma  Arrigo  III,  ad  imi-  Onrielani  e  Chiusini  di  legge  salica  ap^^arte* 

gì*  im|ieratorì  Carlo  ,  Loilo^ico  e  noti ,  io  penso  ^  a  un  ramo  dei  conti  senesi 

I  de',  primi  tre  Ottoni ,  cunferurà  della  Berardenga  e  della  Scialenga,  e  conse- 

e  monaci  di  S.  Antimo  in  Val-  guentemente  autori  di  quelli  che  si  dissero 

1  i  diserri  beni,  castelli  e  chiese,  CC.  Manenii  di  ^ar/eano.*- Tale  sembra 

I  cartello  di  Smneanello  posto  nel  quel  conte  Winigildo  marito  della  contessa 

nese.  Teodora ,  nato  da  un  conte  Farolfo  e  dalhi 

la  woLÌk  del  Cast,  di  Snrtcanello  contessa  Adelaide ,  il  quale  per  atto  del  dk 

doluta  dai  conti  della  Berardenga  |»rimo  aprile  io38|  rogato  nel  Caitefh  di 

»;  è  nolo  bensì  che  in  Sarteaneilo  Sarieano  del  contado  di  Chiusi,  ofiii  al 

«IO  per  lunga  etìi  dei  beni  i  conti  Mon.  del  Moni*  Amiata  per  1*  anima  dei  suoi 

o,  derivati,  rome  si  dirà  all'Art,  genitori  e  della  di  lui  consorte  alcune  terre 

iO,  dai  conti  della  Berardinga.  che  egli  possedeva  nei  piviere  di  S.  Maria, 

memorie  supentiti  ne  fornirono  in  luogo  detto  Surripa, 

kunaliiti  Camaldolensi  {Aanal.  k\V  An.  Cnniai  (Voi.  I  pag.  716)  ram- 

laotto  dì  i5  febbiajo  del  io55,  mentai  all'anno  io53  un  Pietro,  o  Petra- 

le  figli  del  fu  Winigildo  conte  di  ne,  sopracchiamato  Pepane  nato  dai  due  co- 

siando  in  Orvieto,  ilonarono  alla  niugi  prenominati,  conte  Winigildo,  o  ^j- 

dì  S.  Pietro  in  Campo  in  Val-ir  nigiet^  e  contessa  Teodora^  nrlKalto  che 

Utifondi ,  alcuni  dei  quali  cnino  il  medesimo  insieme  a  due  fratelli,  Banieri 

he  in  Sarteaneilo.  e  Farof/b^  mediante  istrumenio  stipulato  in 

la  de* SS.  Simone  e  Giuda  a  Sar-  Orvieto  li  a5  ièbb.  dell* anno  io53,  donò 

Bendo  fin  dal  secolo  MV  in  ro-  dei^ beni  alla  badia  de*  monaci  Camaldolensi 

dccfelo  del  vescovo  di  Arezio  del  di  S«  Pic-tio  in  Cim[)0  situata  in  Val-d'Orcia, 

1401  fu  aggngalo  il  suo  popolo  AWArf.  poi  Badia  di  S.  Pirrao  la  Campo 

ella  Badia  digli  Olivetani  de'SS.  fuionocìtati  altri  documenti  dei  tempi  |Kiste- 

IriatoGino  a  Boffeno,  cui  veunero  rlorì  spettanti  ad  un  conte  Winigi,  o  ^t- 

i  aoco  i  suoi  beni.  —  f^ed,  Ba-  nigisi^  figlio  che  fu  del  conte  Farolfo  si- 

mA,  o  a  Ri  rrijio.  gnore  di  Siirtcano,  e  per  cans«guenxa  nipo- 

\k1iO^oSKVr\KS0{Sartranum)  te  del  C  Winigililo  e  di  donna  Teodora. 

Ji-Cfaiana.  — Terra  |Kt(:oIoSiieno-  Ivi  pure  feci  menzione  di  una  lettera  del 

lue  chiese  farnxThiali,  una  delle  Punì.  Gref^orìo  VII  del  a3  genn.  1075  pnb- 

cgiala  sotto  il  titolo  de'SS.  Lr>-  blicatu  dull'Uglielli  nella  storia  genealogica 

jioHìiiari',  capoluogo  di  Comunità  de* conti  di  Marsciaino,  nella  quale  donna 

.  Della  Dioc.  di  Chiusi,  Comp.  di  Wilia  figlia  del  conte  A*dingo  è  notata  fra 

le  persone  più  influenti  in  Chiusi  benché 
in  uu  risalto  di  collina  che  spetta  dimorante  nel  suo  contado.  Era  quella  stessa 
SI ttrnl rionale  dell*  montagna  di  donna  Tf^Hia^  o  Giulia,  moglie  del  conte 
Ila  ri|ia  sinistra  del  fosso  òriato  Pepane^  dalla  quale  nacque  un  altro  Pe- 
vi  torr.  Astrane^  sotto  il  gr.  99^  pone,  terzo  di  questo  nome,  conte  di  Sar- 
e  4a*  59'  4"  latit.  —  Essa  é  atira-  teano,  il  quale  per  istrumi-nto  dei  17  mar- 
ima  strada  provinciale,  fra  mezzo  zo  ma,  previo  il  consenso  di  Pietro  ve- 
■no,a  Cf-tona  e  Chiusi,  circa  10  scovo  Chiusirio,  const-gnò  all' ahi mte  drl 
ar.  di  M'HilePulciano,  6  migl.  Mon.  de' Vallomhmsani  di  Colt  buono  la 
a  dìrMÌone  da  Chiancìano,  5  mi-  chiesa  dell»  SS.  Trinità  a  Spineta  in  Val- 
di  Chiusi,  circa  4  a  maestr.  di  d*Orcia,  fondai»  nel  disti  H  lo  di  Sarieano  dai 
i5  nigl.  a  setl.-grec.  di  Radico-  suoi  genitori  conte  Pepime  e  contessa  ^i7- 
ndo  per  la  montagna  di  Cetona.  la ,  afTinchè  v*  introducesse  una  fioi-zione  di 
wn'ìie  pìh  antiche  genuine  che  ci  quella  famiglia  di  religiosi  e  riduc«SM*  la 
i  qiiesla  Trrra  sono  fra  le  membra-  eh.  della  SS.  Trinità  in  liadia  ilei  la  Con- 
Bidij  dì  S.  Silvadore  sul  Monte  gregasione  di  Vallomhrosa. 
Itaalmesilen«  Il Vrc/i.  Dipi.  Fior,  Disocndcva  pur  anco  dalla  stessa  fiimìglia 


174              SARR  SART 

dà  S.  f^hatdo^  non  fslo  en  oompfetonel-  tioue  in  um  botU  Jet  F»nt.  Adriano  IV  del 

la  giorisdizione  di  quel  Contrae,  ma  di  tuo  ti  55  in  (àwre  dei  pieTaoi  di  Btbbtfita , 

giaa|«dffoaalo.— Giòbaataadimoalrareche  conrermata  nel  iao7  dal  Pèni.  Innooen- 

1*  oratorio,  poi  eremo ,  fiomlmente  oonfento  io  HI.  —  (  Akull,  CAKài.D.  ) 

di  S.  Vivaldo,  etifteva  prima  della  dichta-  La  parr.  di  Sama  nel  i833  oompreodera 

saiione  sopra  allegala.  f66  abit.,  ii8  dei  quali  eotratano  nella 

La  protesta  medesima  fn  rinnovata  nel  0>m.  di  Bibbiena  e  38  in  quella  di  Rssn- 

1440  dai  deputali  ebe  il  Comune  predetto  na,  o  di  Castel- Focogn^ino. 

taoeva  nelU  Selva  di  Campoiena,  i  quali  ri-  SÀRaiPOLI,  o  SURRIPOU  {tuh  Hip»- 

conobbero  ebe  l'oratorio  di  S.  Vivaldo  si-  lis)  nella  Valle  deirOmbrone  pistojete.  — 

tnalo  in  quella  Selva  era  di  pertinenza  t  Vili,  con  eh.  parr.  (S.  Andrea)  nel  piviere 

•otto  la  fiurifldinonepoliiica  diSanminlato.  di  Cireglio,  ossia  di  Brandeglio,  Com.  della 

3Ia  easendosi  riaeoma  lite  so  tale  giuri-  Porla  al  Borgo  di  Pistoja ,  Giur.  Dioc  e 

idiiioiie  e  padronato  tra  il  Comune  di  San-  circa  4  migl.  a  maeslr.  di  quest*  ultima citU» 

oninlato  da  una,  e  quello  di  Alonttfone  uni-  Comp.  di  Firenze. 

temente  al  suo  pievano  dalP  altra  parte,  i  Risieile  in  costa  sopra  la  ripa  sinistii  del 

capitani  di  Parie  Guella  di  Firenze,  come  torr.  lincio  dt  Braalegìio^  donde  pfoba- 

aationi  della  pieve  di  Montafone,  con  deli-  bilmente  gli  derivò  il  vocabolo  corrotto  di 

bwaiioac  del  a^  luglio  1446  diehianirono  Sarripoii  ^  ovvero  Sunripaii. 

ebe  l'oratorio  (wedetto  apparteneva  al  Cons.  Dubito  ebe  alla  stessa  contrada  'K  Sairi- 

4k  Sanminiato  e  che  esso  solo  doveva  areme  poli  dehbast  riferire  nn  atto  pubtdtco  dd  1 6 

la  pvoprietè  ed  il  gìnspadronato  (Zoe.  eit.)  ott.  ii6a  rogato  nella  pieve  di  S.  Pancra- 

Bkella  fine  del  seeolo  XV  Peremo  di  S.  aio  a  Brandeglio,  o  a  Cireglto,  dove  allora 
Vivaldo  per  concessione  del  Pont.  Alessan-  «i  trovavano  il  conte  Guitto  e  la  oontcasa 
dio  VI  fo  ridotto,  come  si  disse,  a  convento  Sofia  di  lui  zia  con  sua  sorella  Adelaide,  i 
dsi  Prati  Zoccolanti ,  e  tale  esso  era  anche  quali  di  concerto  diedero  V  invesUtura  al 
■el  1 554,  allorché  fu  malmenato  dalle  troppe  popolo  della  pieve  predelta  di  lutti  i  terreni 
IVanoesi  e  Senesi  nel  tempo  che  per  la  Val-  che  quel  conte  e  conlesse  possedevano»  nel- 
d'Evola  ritornavano  verso  Siena  con  il  loro  la  montagna  di  Pistoja ,  a  partire  da  Sem- 
comandante  Piero  Strozzi  dopo  una  escur-  potijino  al  fi.  Reno^  con  i  diritti  che  poco 
itone  militare  fiitta  nel  Val-d'Amo  inferiore  innanzi  godevano  i  Balonesi  ;  |ier  la  quale 
ed  in  ValKli-?Vievole.  -^  (  Ammizat.  Stor,  investitura  gli  uomini  di  detta  pieve  si  ob- 
liar. £iA.  XXX rj)  bligarono  di  pagare  a  titolo  dì  esercizio  lire 

Ifella  chiesa  di  S.  Vivaldo  si  conservano  Tenti  di  denari  lucchesi,  olire  il  dovere  som* 

molti  lavori  di  statuaria  in  terra  colta,  ope-  ministrare  ai  conti  Guidi  ogni  anno  per  la 

re  tutte  del  cieco  Griovanni  Griannetti,  noto  lesta  di  S.  Martino  40  mine  di  orso  ed  un 

comunemente  sotto  il  vocabolo  delta  sua  desinare  tutte  le  volte  che  il  conte  prefletlo 

patria ,  cioè  dei  Cieco  di  €fumhttsrì,  (osse  andato  a  Bmndeglio.  —  (  Aaca.  Dm. 

La  Simiglia  religiosa  diS.  Vivaldo  osser-  Fioa.  Carte  dell'Opera  di  $.  Jacopo  di 

Tanifti  nna  rigorosa  disciplina  del  suo  insti-  Piitofa), 

toto  sMole  accogliere  in  penitenza  i  sicerdoli  La  parr.  di  S.  Andrea  a  Sarripoli  nel 

cadati  In  qualche  fallo  che  vi  dirigono  i  i833  noverava  4ai  abit. 

Tesoovi  delle  diocesi  piò  vicine.  S  iRTEAXELLO, o  SARTI AWELl/)  nel- 

SARNA  nel  Val-d*-Amo  casenlinese.  —  la  Valle  dell*  Arbia.  —  Gis.  eh*  ebbe  chiesa 

Gas.  con  eh.  parr.  (SS.  Flora  e  Lucilla)  fra  [Nirr.  (SS.  Simone  e  Giutia)  annessa  al  po> 

la  Com.  di  Chiusi  oasenttnese  e  quella  di  polo  della  Badia  di  RoOTeno  nel  piviere  di 

Rassina,  o  di  Castel  Focognano,  nel  piviere^  Vescona,  Com.  Giur.  e  circa  rotgl.  4  a  (lon.- 

Giur.  e  circa  migl.  3  alev.-scir.  di  Bibbie-  raat^lr.  di  Asciauo,  Dioc.  di  Arezio,  Gomp. 

na^  Dioc.  e  Gomp.  dt  Arezzo.  di  Siena. 

Risiede  sopra  i  poggi  che  separano  il  vai-  Trovasi  nel  valloncello  del  fosso  Arhio- 

Ione  del  Corsalone  da  quello  del  torr.  Ras-  ia  tributario  destro  mediante  il  torr.  Causa 

stma^  il  primo  dei  quali  scende  al  suo  selt.,  del  fi.  Arbia. 

r  altro  al  suo  ostro-scir.  Fu  Sarteanello  uno  de*  villaggi  apparte- 

Della  chiesa  di  S.  Flora  di  S»ma  sotto  il  nntoai  conti  della  Berardenga,  rammentalo 

pivìene  di  S.  Ippolito  a  Bibbiena  si  fa  men-  fira  gli  altri  in  un  diploma  del  loSi  pub- 


8ABT  SABT              %n 

pKcito  diin^btlli  nei  vctcovi  di  Monta]  diiUr  qoali  d  icuopre  che  fino  ■Ikkbo  ibi 

duo  »  e  ti  di  cui  originale  vidi  oeir  Arch.  secolo  XI  il  caaCello  di  Saritaao  col  suo  di* 

Drifalo  del  sig.  Scipione  Borghesi  Bichi  di  sUreUo  en  dominalo  da  una  stirpe  di  conti 

Siena;  col  qual  diploma  Arrigo  III,  ad  imi-  Orvietani  e  Chiusini  di  legge  salica  apparte» 

Uaooe  degl*  im|ieralorì  Carlo ,  Loilo\ico  e  noti ,  io  penso ,  a  un  ramo  dei  conti  senesi 

Lsllarìo  e  de.  primi  tre  Ottoni ,  confermò  della  Berardenga  e  della  Scialenga«  e  conse- 

•ir abbate  e  monaci  di  S.  Antimo  in  Val-  guentemente  anlori  di  quelli  che  si  dissero 

fOicìa,  fra  i  diversi  beni,  castelli  e  cLiese,  CC»  ManetUi  di  ^ar/eoAo.*- Tale  sembri 

b  BieU  dei  castello  dì  Smrttanello  posto  nel  quel  conte  Winigildo  marito  della  contessa 

cootado  Scoese.  Teodora ,  nato  da  un  conte  Farolib  e  dalla 

Se  questa  mtià  del  Cast,  di  Sartcanello  contessa  Adelaide ,  il  quale  per  atto  del  di 

fané  slata  don«ita  dai  conti  della  Berardenga  primo  aprile  io38,  rogalo  nel  Catteiìo  di 

Don  é  nolo;  è  noto  bensì  che  in  Sarteandlo  Sarteono  del  contado  di  Chiosi,  ofiji  al 

conserrarono  per  lunga  età  dei  beni  i  conti  Mon.  del  Mont*Amiata  per  ranima  dei  soni 

à\  Sartcano,  deritati ,  come  si  dirà  alPArt.  genitori  e  della  di  lui  consorte  alcune  terra 

90!  appresso,  dai  conti  della  Berardrnga.  che  egli  possede?a  nel  pi?iere  di  S.  Maria  , 

Fn  le  memorie  superstiti  ne  fornirono  in  luogo  detto  Surripa» 

magli   Annalisti  Camaldolensl  (Aanal,  kìVjiri,  Cnniai  (Voi.  I  pag.  716)  ram-. 

ot.  T.  n.)  sotto  dì  i5  febbiajo  del  loSS»  mentai  ali* anno  io53  un  Pietro,  o  Petro» 

quindo  i  tre  figli  del  fu  Wioigildo  conte  di  ne»  sopracchiamato  Prpont  nato  dai  due  co- 

Sirtraoo,  stando  in  Orvieto,  donarono  alla  niugi  prenominati,  conte  Winigildo,  o  ^i» 

loro  badia  di  S.  Pietro  in  Campo  in  Val-d*  ni  gin ,  e  contessa  Teodora,  nelK  alto  che 

Orda  dei  Utifondi ,  alcuni  dei  quali  erano  il  medesimo  insieme  a  due  firatelli,  Bamieri 

Attuti  anche  in  Sarteandlo.  e  Faroifo,  mediante  ialrumento  stipukto  io 

La  chiesa  de*  SS.  Simone  e  Giuda  a  Sar-  Orvieto  li  a5  ièbb.  dell* anno  io5S»  donò 

tciDeDo  essendo  fin  dal  secolo  MV  in  it>-  dei* beni  alla  badia  de*  monaci  Camaldolensl 

lina,  con  decreto  del  vescovo  di  Arezio  del  di  S.  Pietio  in  Cimpo  situata  in  Val-d'Orcia« 

I  giugno  1401  fu  aggregato  il  suo  popolo  kWArt,  poi  Badia  di  S.  Pibtbo  ik  Campo 

a  quello  della  Badia  di  gli  Olivetani  de* SS.  fuionocitati  altri  documenti  dei  tempi  poste- 

Jaoopo  e  Crìstofiino  a  Rofleno,  cui  veuncro  riori  spellauti  ad  un  conte  Winigi,  o  fFi» 

incurijorili  anco  i  suoi  beni.  —  f^ed,  Ba-  nigìsif  figlio  che  fu  del  conte  Furolfo  si- 

ou  A  BoFOiA,  o  a  RiFFano.  gnore  di  Sarteano,  e  per  consrguenaa  nipo- 

SARTEANO,oSAR'^IANO(5ar/raiiiiiit)  te  del  C.  Winigildo  e  di  donna  Teodora» 

nella  Val-di -ChiiiDa.  — Terra  popolosa  e  no-  Ivi  pure  feci  menzione  di  uua  lettera  del 

bile  con  due  chiese  parrocchiali,  una  delle  Pont.  Gregorio  VII  del  a3  genn.  1075  ptib- 

qoali  collegiata  sotto  il  titolo  de* SS.  Lo-  blicatu  dairUghelli  nella  storia  genealogica 

rroso  e  Apollinare,  capoluogo  di  Comunità  de* conti  di  Marsciano,  nelhi  quale  donna 

edi  Giur.  nella  Dioc.  di  Chiusi,  Comp.  di  Wilia  figlia  del  conte  Ardingo  è  notata  fra 

Areno.  le  persone  più  influenti  in  Chinai  benché 

Risiede  in  un  risalto  di  collina  che  spetta  dimorante  nel  suo  contado.  Era  quella  stessa 

alla  base  settentrionale  della  monlacna  di  donna  ÌVilia^  o  Giulia,  moglie  del  conte 

Cetooa  sulla  ripa  smislra  del  fosso  òriato  Pepane,  dalla  eguale  nacque  un  altro  Pe* 

iafluenle  nel  torr.  Jitrone,  sotto  il  gr.  a^^  pone,  terso  di  questo  nome,  conte  di  Sar- 

W  long,  e  4a^  59*  4"  latil.— Essa  è  altra-  teano,  il  quale  per  isirumento  dei  1 7  mar- 

vcfiata  da  una  strada  provinciale,  fra  messo  10  ma,  previo  il  consenso  di  Pietro  ?e- 

8  Chianciano ,  a  Cetona  e  Chiusi,  circa  10  scovo  Chiusi  rio,  consegnò  all'abbate  del 

oùgl.  a  scir.  di  M'.mtePulciano ,  6  migl.  Mou.  de' Vallorobmaani  di  Colt  buono  la 

nella  stessa  direzione  da  Chianciano,  5  mi.  chiesa  della  SS.  Trinità  a  Spineta  in  Val* 

(d.alib.  di  Chiusi,  circa  4  a  maestr.  di  d*Oreia,  fondata  nel  distretto  di  Sarteano  dai 

Celooa,  e  i5  migl.  a  setl.-grec.  di  Radico-  suoi  genitori  conte  Pepont  e  conlessa  fFil' 

bnl  passando  per  la  montagna  di  Cetona.  ia ,  affinchè  v*  introducesse  una  porzione  di 

Le  memorie  più  antiche  gcnnine  che  ci  quella  famìglia  di  religiosi  e  riducesse  la 

nsiauo  di  questa  Terra  sono  fra  le  membra-  eh.  della  SS.  Trinità  in  badia  della  Con- 

ne  della  Bsidia  di  S.  SaUadore  sul  Monte  gregatione  di  Vallombrosa. 

Aaiiata,  altoalmente  nMArch.  Dipi.  Fior,  Disaendeva  pur  anco  dalla  stessa  Simiglia 


176  SART  SART 

Rimèotto  Aglio  del  C  Pepont  ili  e  fra-  i  Seneti  iavkrono  le  loro  frati  d^amii  a 
fello  del  conte  Hantnte  i  di  tal  nome,  il  oomlNittere  la  Terra  di  Sarifano  ckr  ea|iii- 
quale  Rimhotto  Titente  il  padre,  dopo  es-  gnarono  e  pretero  nel  principio  deir  anno 
sere  stato  emancipato,  con  isirumento  del  ia65.  «—  (Mala^olti,  ÌHor.  di  Si^mm,  P. 
roano  1 1 1 7,  alla  presenta  di  Pietro  vescovo    //.  Lib,  //). 

di  Chiusi  donò  alla  badia  di  S.  Pietro  in  Finalmente  in  un  iUnimenlo  del  18  die. 
Cnmpo  la  metà  della  giurisdizione  che  ave-  i34o,  scritto  in  Getona  ,  trattasi  di  un  tri- 
va  sui  beni  di  Gntiglion  (forse  del  TWnom).  boto  di  grano  che  pagava  annualmente  il 
—  (Anual.  CAMàui.  T.  ai.  Appena,)  Mon.  Amiatino  ad  un  eonte  Manente  di 

Il  Muratori  e  gli  Annalisti  Garoaldolensi  Sarteano  e  alla  contessa  Andrea  sua  moglie 
riportano  sotto  di  39  genn.  laio  la  con-  per  fitto  dì  un  mulino. — (Aaca.  Dm»  FÌ». 
ferma  di  una  sentenza  del  9  ottobre  11 85  Carte  della  Badia  Amiat.) 
a  fovore  del  monastero  di  S.  Benedetto  al  Trovatansi  pertanto  fino  dopo  la  oselk  M 
f^ivo  sul  Montamiata  contro  on  conte  Ma»  secolo  XIV  in  Sarteano  i  suoi  conti,  i  qoRli 
nente ,  che  chiamerò  secando ,  di  Sarteano,  rìoonoscevansi  sempre  ffudalarj  dei  Gocnone 
e  contro  Rimhotto  e  Tancredi  nipoti  ed  e»  di  Siena;  e  molti  di  loro  sitrfiioiio  in  gneen 
redi  del  fu  conte  Manente  primo ,  i  quali  non  solo  quella  repubblica,  ma  ancora  Tal- 
erano  ricorsi  in  appello  in  Siena  davanti  al  tra  di  Firenze.  —  Tale  fu  quel  C.  manente 
Legato  deirimp.  Ottone  IV  contro  i  Qsmal-  che  nel  1293  col  grado  di  contestabile  con* 
dolensi  del  f^i\fo  e  di  5.  Pietro  in  Cam-  dosse  un  esercito  fiorentino  contro  Pisa,  ed 
pò,  —  {Oper,  eit,)  t  cut  discendenti  nel  i3a5  fecero  parte  del- 

Dal  suddetto  conte  Tancredi  figlio  del  la  lega  guelfo  toscana  per  recarsi  in  Val-4i- 
C.  Manente  II  nacquero  due  Tratelli ,  Bui»  Nievole  contro  Gastruocio.  —  Tale  fu  quel 
garello  e  Pepone^Rimbotto,  essi  pure  conti  Neruceio  figlio  naturale  di  uno  de*  conti  di 
di  Sarteano,  i  quali  nel  1919  essendo  stati  Sarteano  che  nel  i339  figurò  fra  le  file  de- 
espnlsi  da  Sarteano  dai  Guelfi  di  Orvieto,  gli  eserciti  fiorentini;  tale  ancora  quel  coote 
nel  So  luglio  di  detto  anno  fecero  lega  'con  Manfr^i  che  nel  t344  fii  vicario  per  b 
Il  Comune  di  Siena.  Hep.  Fior,  in  Pescia  ;  tale  finalmente  era 

Anche  nel  Kalefifo  vecchio  àéV  Areh,    quel  conte  di  Sarteano  che  con  le  genti  del» 
Dipi,  di  Siena  trovasi  un  istruroento  del    la  Rep.  Fior,  nell'anno  1 353  tolse  la  Tetra 
1246  (n.^  38o  a  e.  a5f  ),  dove  si  fa  men-    di  Getona  al  Preletto  di  Vico,  la  quale  61 
zione  dì  Pepone-Rimhotfo  e  di  Manente    poi  rassegnata  al  Legato  del  Papa.— (É—ni 
suo  fratello,  entrambi  conti  di  Sarteano  che    Stor,  Fior,) 

insieme  con  altri  loro  consorti  del  territorio  II  primo  statuto  di  Sarteano  •uper8til€ 
chiusino  tnstituirono  in  loro  rappresentante  nelPArch.  delle  Rifbrmagioni  di  Sena  è 
Ranieri  del  fu  Manente  conte  di  Sarteano  dell'anno  ia65.  In  esso  figurano  f n  le  fii- 
per  rinunziiire  a  favore  del  Comune  di  Sie-  miglie  più  illustri  di  detta  Terra  udOdb*- 
na  ad  ogni  ragione  che  se  gli  competeva  per  nico  Gabbrielli  ed  un  Nanni  Fanelli, 
bovi  di  loro  proprietà  ritenuti  dal  potestà  D»  quello  statuto  frattanto  apparine  che 
della  Rep.  sanese.  anche  allora  il  Comune  di  Sarteano  era  ietto 

NeirÀrch.  medesimo  ( Kaletifetto  n.*  45  da  on  magistrato  di  priori,  i  quali  dove- 
a  e.  ioa  )  sotto  Tanno  1 155  esiste  l' origi-  vano  abitare  per  due  mesi  dell' anno  nel  pe- 
nale dell' acconuindl  già  della  Terra,  giuri-  lazzo  comunale  con  la  paga  a  ciascuno  éi 
sdizione  e  corte  di  Sarteano,  rinnovata  da    eni  di  tre  lire. 

quei  conti  per  il  tempo  di  anni  1 5  avvenire.  Vi  era  un  magistrato  de'  pupilli,  noo 
con  l'obbligo  fra  gli  altri  di  offrire  ogn'  detto  de'c^M^',  per  la  costruzione  eraanteni- 
anno  un  palio  di  scarlatto  alla  cattedrale  di  mento  de'  ponti  e  strade,  un  corpo  di  nffi* 
Siena  nel  giorno  dell*  Assunta.  ziali  per  mantenere  la  Ponte  Brineaa  {Par* 

Ma  nel  1164,  all'occasione  della  solleva-  se  il  Bagno  Santo)  e  per  le  mura  castella- 
zionf*  di  varie  castella  e  popoli  del  contado  ne.  Un'altra  rubrica  assegnava  agli  amba- 
senese  che  ricusarono  di  obbedire  alla  Rep.  sciatori  di  quel  Comune  durante  la  loro 
di  Siena,  anche  i  conti  di  Sarteano  alt'ar-  missione  una  diaria  di  soldi  43  di  moneta 
rivo  di  Carlo  d'Angiò  in  Roma  si  ribella-  cortonese.  Altre  rubriche  sono  retatite  ai 
ron't  d.i  quel  Comune  per  ritornare  amici  varj  corpi  di  arte,  fra  le  quali  una  ordioaTa 
dei  Guelfi  di  Orvieto.  —  Per  la  qual  cosa    di  chiudere  le  loro  botteghe  nei  giorni  fe» 


SART 

ale  ti  ptri  «Iella  prima,  è  la  pieve  di  S. 
a  •  GMHìglìonoello  del  Trìnoro,  siiiu- 
bilcno  &ÌDOO  merìdioDale  dd  la  mon- 
di Gettma  sebbene  più  u  maeslro  e 
lil  territorio  di  Sarteano. 
IWn  in  diacono  ebbe  molli  coaven- 
le  nd  parie,  e  parte  fuori,  fra  i  quali 
die,  una  diCamaidoleosi  e  T  altra  di 
ibronni ,  due  oouventi  di  Franceica- 

0  di  Cappucàni,  ed  uno  di  Clariue. 
illimo  monailero  di  monache  dell* 

di  S.  Franoeico  tolto  1*  invocazione 
Uan  di  ilretla  oitervania  è  V  unico 
nnacrva  dentro  la  Terra, 
imo  oonvenlo  che  fu  de'  Minori  con- 
S  ti  Tuole  fondato  dallo  atesto  S. 
BD^  altro  più  rtcente  era  quello  dei 
■ani  dell*  Osservanza  abijato,  e  forse 

1  dal  B.  Alberto  da  Sarteano  disce- 
S.  Aemardiuo ,  che  mori  nel  1 4  So. 
•  jlatuto  comnnitalivo  di  questa Ter- 
mtalonel  1674,  ordina  darsi  la  so- 
iMtina  ai  Frati  Francetcani  di  Sar- 
Ptr  gli  altri  due  Mon.  de*  C»in;i1do- 
i  S.  Ficlro  in  Campo  e  de*  Vallom- 
di  Spineto  Teggansi  gli  Art.  Badu 
hawo  m  Gmoo,  e  Buha  a  Spikkta. 


S  A  B  T  479 

Nonostante  Sarteano  conta  tuttora  molti 
oratori  pubblici  e  chiese  di  compagnie  lai^ 
cali,  come  quella  d^llu  Nunziata,  della  Mola- 
te, di  S.  Michele,  di  S.  Qrolamo,  e  del  SS. 
Sacramento,  della  Madonna  delie  Pia^te^ 
di  S.  Lucia,  di  S.  Rocco  e  di  Bfaria  Vergine 
di  JBelriguardo  ecc. 

Esistevano  pure  in  Sarteano  due  piccoli 
spedali ,  i  quali  vennero  soppressi  sul  decli- 
nare del  secolo  passato. 

Nelle  vicinanze  di  questa  Terra  e  dentro 
il  tuo  territorio  fu  scoperta  nel  secolo  attuale 
una  copiosa  necropoli  etnisca  che  ha  fornllo 
on  immenio  numero  di  vasi  di  terra  cotta 
finissima  e  di  eleganti  forme  verniciati  tutti 
in  nero ,  talché  molti  di  quei  possidenti  ne 
hanno  formato  una  specie  di  museo,  come 
è  quello  che  visitai  presso  il  dott.  Borselli 
nel  so  ottobre  deli*  anno  i83a. 

Nacque  cosi!  il  B.  Alberto  da  Sarteano, 
e  cotesto  paese  potrebbe  dirsi  patria  del  Pont. 
Pio  III  stante  l' avere  avuto  per  padre  un 
Sarteanese  della  famiglia Tedeschini,  poscia 
Piccolomini  d'Aragona  stabilita  inSienit, 
siccome  da  Sarteano  si  recarono  a  Siena  al- 
tre famiglie  nobili,  come  quella  de* Gori , 
de'Gabbrielli ,  de*  Genuini,  ecc. 


MOVIMENTO  della  Popolazione  della  Tbmmà  dì  Sjtwre^Ko 
a  quattro  epoche  diverse ,  divisa  per  famiglie» 


5 

3 


ixPUBaai 


maic.  femm. 


356 
Sii 
440 


3oo 
397 


ADV1.T1 


mage. 


438 
384 
£3a 


(e  min, 


475 
400 
56f 


fìOH1i:GATI 

dei 
due  sessi 


467 
1191 
I  laa 


BCCr.hSIAllT. 

dei 
due  sessi 


87 
5i 
46 


Numero 

delle 
famiglie 


3i4 
355 
f>8f 
601 


Totale 

della 

Popolai, 


9191 
9193 

9949 

3096 


mmità  di  Sarteano.  — •  Il  territorio 
la  Gomanitii  abbraccia  un j  superficie 
SiquaJr.,  553  de*  quali  spettano  a 
■equa  ed  a  pubbliche  strude. 
1833  vi  abitavano  3937  ìiuiividiiì,  a 
lioae  di  circa  i3o  persone  per  ogni 
iiiadr.  di  suolo  imponibile, 
ma  con  tei  Comunità  ilei  Granducato. 
I  della  Val-d'Oryia  dirimpetto  a  lib. 


fronteggia  con  it  territorio  comunitativo  di 
Radicofrini ,  col  quale  rimonta  il  fi.  preno- 
minalo,:! fMrlire  dalla  confluenza  in  esso  del 
{inao  Spineto^  ossia  del  Foscolo^  col  quale 
fiume  i  duo  territori  salgono  la  pendice  vol- 
ta a  lib.  della  montagna  di  Getona  nella 
direzione  di  lev.,  poscia  di  sett.  finché  arri- 
vano sulU  strada  rotabile  che  guida  da  Sar- 
tiMUi>  a  Badicoiani.  CosU  tottentra  |ier  il 


180               SART  SABT 

cammino  di  civca  un  migl.  il  terrìtorìo  co-  mino  in  due  oppotle  Talli,  ù  afa  nfpote 

munilatÌTO  di  San:Gascianodc^BagDÌ,econ  b  montagna  di  Getona,  |^  detta  Momie' 

questo  il  nostro  perooite  la  schiena  della  Preii,oPmi,  compresa  nella  masstaiapar- 

tnonlagna  per  termini  artificiali  nella  dire-^  te  dentro  i  confini  comumlalif  idi  Sarlmio» 

zione  di  ostro  a  lev.  —  QtaiTÌ  ripiegando  ad  siccome  le  appartiene  la  soc  sommità,  stata 

angolo  acatissimo  Ók  ler.  a  lib.  viene  a  con-  riscontrata  dal  P.  Ingliirami  a  br.  1957,$ 

fine  la  Comunità  di  Getona ,  da  primo  per  superiore  al  livello  del  mare  Bkditemaeo. 

una  stretta  lingua  di  terra  con  la  quale  di-  «—  f^ed.  CaroiiA  (Mostaoha  m). 

rigesi  a  pon.-Iib.»  poi  voltando  bocia  a  grec.*  Fra  le  strade  rotabili  che  attrareraatto  il 

lev.  e  di  là  a  scir.  il  territorio  della  Como-  territorio  di  questa  Comunità,  si  conta  qoel- 

'nità  di  Sarteano  di  conserva  con  quello  di  la  provinciale  denominata  TroPersm  daiìm 

Cetona  oltrepassa  il  giogo  della  montagna  Wa  Ìl.  Romana  alla  pro^ineiait  Cassia^ 

dove  attraversa  la  stnda  provinciale  che  ossia  Longiiudinah  dtlla  Chiana  ;  la  qna- 

staccafi  dalla  Cassia,  o  Longitudinale  Mìk  le  via  passa  per  la  montaigna  di  Ceiooa  do- 

Chiana  alla  Querce  al  Pino,  e  che  conduce  ^  aver  attraversato  la  Terra  di  Sarteano. -* 

per  Sarteano  a  San-Casciano  de*  Bagni  e  di  Sono  poi  comonìtative  rotabili  U  strade  che 

là  sulla  postale  Romana,  la  quale  trova  ali*  partono  dal  capoluogo  per  Cetona,  Cbiost, 

osteria  della  Nocella  di  là  da  Radioo&ni.  Chianciano  e  Ofontepuìciano. 

Dopo  attraversata  la  detta  strada  i  terrì-  In  quanto  alla  qualità  del  terreno  a  eon- 
toni  delle  Comunità  di  Cetona  e  Sarteano  tatto  con  quello  di  altre  sei  Gonromtà,  st^ 
scendono  nel  fosso  di  Cetona,  mediante  il  t€  già  in  quest* opera  descrìtte,  non  starò  a 
^uale  arrivano  sul  torr.  Astrone,  Costi  a  trattenere  di  troppo  il  lettore,  tottocbè  il 
lev.  della  Terra  di  Sarteano  viene  a  confine  il  Sarteanese  dal  Iato  della  Val-d*-Oreia  ai  ri- 
territorio  della  Com.  di  Chiusi  rimontando  duce  per  la  massima  parte  ad  un  terreno  fer- 
ii corso  inverso  del  torr.  Astrone  fino  alla  liario,  mentre  quello  della  montagna  stessa 
strada  rotabile  fra  Sarteano  e  Chianciano,  fino  alla  sua  cima  spetta  ad  mi  terreno  stra- 
do ve  sul  ponte  della  Coilo/a/a  sottentra  di-  tifbrme  secondario  superiore  e  ad  una  roe- 
rimpetto  a  sett.  il  territorio  delhi  Com.  di  eia  calcare-cavernosa  interrotta  qoà  e  là  da 
Chianciano ,  col  quale  il  nostro  prosegue  a  incrostaùoni  di  calcarea  concrexiooata  (fm- 
rìmontare  il  corso  àtW*  Astrone  e  di  là  di-  «tritio);  entrambe  le  quali  *rocce  scuopnmsi 
rigendosi  sul  fianco  occidentale  della  mon-  più  estesamente  nella  pendice  orientale  della 
,  lagna  sale  alla  confluenza  nell*^itrofie  del  montagna  nei  contorni  di  Sarteano,  che  ler- 
Corniolo,  Con  qnest*  ultimo  i  due  territori  mina  con  varj  sproni  sporgenti  verso  grecale 
voltando  il  cammino  verso  lib.  salgono  sul-  fin  Chianciano,  Sarteano  e  Cetona,  alla  di 
la  cima  ^ella  montagna  per  entrare  nel  bor-  cui  base  si  scuopre  la  marna-cerulea  ooochi- 
ro  del  GiimcAeto,  e  quindi  nel  torr.  JVi^/ia  gliare,  e  talvolta  iì  tufo  terùario  marino 
che  scende  In  Orcia  dalle  Foci  del  Castel-  superiore  alla  medesima» 
luccio.  —  Da  colesto  lato  occidentale  della  La  terra  stessa  di  Sarteano  risiede  sopra 
montagna  di  Cetona  la  Comunità  di  Sar-  massi  immensi  di  calcarea  concreriooata , 
telino  incontra  dirimpetto  a  maestr.  il  ter-  talché  le  acque  fluenti  dai  suoi  poggi  sono 
rilorio  comunitativo  di  Pienza,  col  quale  impregna tissime  di  carbonato  di  calce, 
riscende  la  faccia  opposta  del  monte  mede-  Celesta  qualità  di  pietra  calcare  continaa 
simodi  fronte  a  pon.-maestr.,  prima  per  ter*  a  ouoprire  il^snolo  fino  al  lorr.  Astrone, 
mini  artificiali,  poi  mediante  il  fosso  di  6ri-  il  di  cui  letto  peraltro  vederi  sparso  anco  di 
gnano  che  scorre  fra  la  casa  della  fattoria  di  ^ciottoli  di  macigno  e  di  alberese. 
Spineta  e  la  chiesa  già  badia  di  S,  Piet^  A  mezio  cammino  fra  Sarteano  e  Cetona 
in  Campo  finché  alla  confluenza  del  fosso  sul  confine  delle  due  Comunità  lungo  la 
JFoscola  ritrova  sull*  Orcia  il  territorio  co-  strada  rotabile,  presso  la  testata  occidentale 
munitativodi  Radìco&ni.  del  ponte  che  cavalca  il  fosso  di  Ceiona, 

Fra  i  maggiori  corsi  d* acqua  che  bagna»  scaturisce  un* acqua  acidula,  stata  albocia- 

no  il  territorio  comunitativo  in  discorso  hav-  ta  e  chiosa  nel  t83i  d'ordine  del  magi* 

vi  il  fi.  Orcia  che  ne  lambisce  i  confini  a  strato  di  Sarteano. 

pon.-lib.,  ed  il  lorr.  Astrone  che  li  costeg-  Probabilmente  a  quesl*  acque  ai  diede  il 

già  dirimpetto  a  grec.  Fra  questi  due  corsi  titolo  di  Bagno  Santo  perché  creduta  sai- 

d*  acqua,  che  scendono  per  contrario  cam-  rabile  per  molte  malattie,  e  forse  alla  mede- 


SARI  S  A  R  T  181 

«inu  un  dì  asKii  più  copiosa  che  oggi  non  è,  £  altresì  «ero  ch«  a  iKi'onila  ilei  ral:ist(» 
appella  una  rubrica  degli  staluli  vcoi'hidi  Sar-  toscano,  eseguito  quasi  ronlein|)oraDearoenie 
teano  dell'anno  ia65,  in  cui  si  tnitta  delle  alla  pubblicazione  dell* open  precitata  ,  tu 
ingerenie  degli  uffixiali  di  Fonie  Efmena,  calcolato  che  il  terrrno  soggetto  alla  pro- 
li Prof.  Giulj  nella  sua  Statistica  agraria  duzione  agraria,  detratto  il  suolo  preso  dai 
drlla  Val -di-Chiana  indica  tre  ripiani  in-  paipsi ,  dalle  strade  e  dai  irarj  corsi  d*  acqua, 
nansi  di  arrivare  dalla  rifa  dcll*^J<roiie  al-  corrisponderebbe  ad  una  superficie  alquanto 
la  Terra  di  Sartcano.  Il  primo  ripiano  s*  i-  inferiore  a  quella  testé  indicata. 
naiza,  die*  egli,  al  disopra  del  letto  dell*  Nel  rovescio  yyo\  del  monte  che. icquaprn- 
Jgtrotte  circa  7  br.  e  si  estende  in  una  lar-  de  in  Val-d*Orcia,  av\icinandosi  a  Casli- 
gfaciZM  presso  a  poco  di  mezzo  miglio.  So-  glioncello del  Trivoro,  negli  anni  addietro 
pr.t  questo  primo  ripiano  si  alza  una  sco-  in  luogo  appellato  Solafa  nei  possessi  ile* 
glien  «li  tnif ertini  quasi  a  picco  sino  all'  signori  Fanelli  di  Sartvano  si  rinvenne  un 
allena  di  40  br.  che  serve  di  scala  al  se-  esteso  sepolcreto  con  ceutinaja  di  vasi  dì  fi- 
emido  ripiano  composto  al  pari  del  primo  gujtnadi  torme  diverse,  fleuominati  volgar- 
di  calce  concrezionata  e  di  altre  terre  su|ie-  mente  f^asi  Etruschi^  una  parte  de*  quali 
rieri  iciolte  ma  più  fertili  di  quelle  del  ri-  fu  acquistala  dal  Gramliica  Ferdinando  III 
piano  inferiore.  per  1*  I.  e  R.  Galleria  di  Firenze. 

Cotesto  si  estende  in  larghezza  circa  un         Fra  le  maniiallure  princìplì  si  possono 

terzo  di  migl. ,  al  confine  del  quale  incon-  noverare  in  Sarteano  diverse  conce  di  pelli, 

frasi  il  terzo  risalto  coperto  esso  pure  di  tra-  ed  ivi  pure  esistono  alcune  tintorie  con  guaU 

veitino, e  donde  emergono  dalle  viscere  del-  chiere,  oltre  i  mestieri   cnoiuni    a   tutti  i 

h  lena  più  che  altrove  copiose  delle  corrent  i  paesi. 

di  gasacidocarbonico-solforoso,  leqnalifoi^        La  Comunità  di  5>arlcano  mantiene  due 

■ano  le  cosi  dette  Mofeie.  Sopra  cotesto  ter-  nietlici,  un  chirurgo  ed  un  maestro  di  scuola. 

m  ripiano ,  che  è  il  più  esteso  in  larghezza  Le  monache  di  S.  Chiara  destinano  una  Siihi 

degli  altri  due,  risiede  la  Terra  diS;irleano.  contigna  alla  clausura  per  istruire  nei  lavori 

Nelle  ptaggìee  nella  pianura  fraSarleano  donneschi  e  nei  precetti  di  religione  le  liin- 

•I  il  Umt.  Jìsirone  la  contrada  è  coperta  di  ciulle  del  paese. 

olivi,  di  ^ili,  di  gelsi  e  di  altri  alberi  da  Ha  luogo  in  Sartrano  nel  giorno  di  sabati» 
frutto  in  mezzo  a  campi  di  cereali ,  di  ca»  un  buon  mentilo  sellinianale,  oltre  due  tieie 
lup,  di  mais,  di  leguniinacee  ecc.,  mentre  annuali  di  l>es1ÌHiTie  che  \ì  si  tengono  nel 
le  selve  e  le  macchie  di  querce,  o  qnercioli  giorno  n  di  aj^oslo  ,  e  11  di  novembre, 
rivestono  i  fianchi  su]>eriorì  ilei  la  montagna,  l'ima  d()|)0  la  lesta  di  S.  Ijorcnzo  titolare 
Rispetto  poi  alla  estensione  e  raccfdta  dei  di  quella  collegiata,  e  Paltra  nel  giorno  di 
pmdotti  agrarj,  giovandomi  dei  ndcoli  falli  8.  Martino  titolare  ilcll*  altra  più  antira  par- 
dil  Pnif.  Giulj  nella  sua  Statistica  agraria  roccliia.  Questa  Terra  è  una  delle  più  coni- 
delU  Va l-d i-Chiana  (Voi.  I  f»ag.  i65e  »«*gg.)  merciantì  della  Val-«li-(>hi»na  superiore, 
dirò,  qualmente  la  [larte  montuosa  e  boschi-  Risiede  in  Sarteanoun  potestà  dipenden- 
ti di  questa Comimilà  dallo  stesso  autore  fu  te  nel  criminale  dal  Vicario  R.  di  Chiusi. 
valulat.1  in  quadr.  agnrj  14,936,  cioè  :  Vì  è  pure  un  utTìzio  di  rs;«zione  del  Registro, 
ll«ifgiin(eriori,ocolline:^iiarf.iV.<>,6,q36  ^  """  c^^^^^'/riu  romunitativa  che  com- 
Collivati  a  ulivi,  viti,  e  semente  .  3,*5oo  prende  ancora  la  Comunità  di  Cotona.  L  n,- 
U  pianura  destinala  a  sementa  .   r    4,56o  ^^f"*"'^   di  Cmrondar.o     la   con«;i vazio„o 

di-lle  Ipoteche   e<l   il    tribunale   di    fiima 

Totale  .  .  Quadrali  iV.®  34,936  istanz;i  sono  in  Montepulciano. 


ifiì 


QUADRO  deità  Pojfoimtione  delia  Comuuha*  di  S^tutUMO 

a  quattro  epoche  diPerse, 


Nome 
dei  Laogìd 


abbinila  a  Spineta 
GisliglioDcdloilelTri' 

£k  dp^niocinì  di  Sar- 

teatto 
SaetsahO 


Iikio 


Titolo 
delle  Cltiese 


SS.  TrìniUi ,  Cura 
S.  Àiulrca ,  Pieve 

S.  BartoloumMO ,  Gira 

SS.  Loceuio,  e  Apolli- 
nare Collegiata  e  Ar* 
ciprelura 

S.  Martino  e  S.  Vitto- 
ria riunite ,  Frepoiì- 
tura 


Diocesi 

y  cui 

appmrtenfono 


Popolaziome 


AMHO 

1640 


i34 
5oa 


AMBO 

1745 


86 
a37 


i5o4 


ABBO 

i833 


3*4 

389 

968 
1548 


|—  S^^- 


Totale  ....  Jbit,  N.*  Ia758 


a346 


NB.  NeW ultima  epoca  eseivano  da  questa  Comunità  della  parrocchia 
di  Castiglioncello  del  Tr inoro  (*) Jbit.  if.* 

ResTjao AbH.  N»^ 

Air  incontro  entravano  nelP ultime  due  epoche  dalla  parr,  di  S.  Pie- 
tro in  Campo  della  Comunità  di  Pienea  in  questa AUt.  N.^ 

TérjLM Ahii.H.^ 


3()io 


»7 


3937 


AMO 
1840 

3to 

401 

•37 

1617 

1S69 

4oaS 

33 
4001 

t4 


4oa5 


SARTIAiraULO  in  VaW  Arbw.—  Ved. 
SAaTBAMiixo,  cui  ti  può  aggiungere  cbe  co* 
tiìn  posiCileTano  pure  dei  beni  gli  Agosti- 
niani (li  Siena. 

Samtijìko^  o  Sjmtbjno  della  Garfagnana 
nella  Valle  del  Sercbìo ^ed.  GàMstMxmo. 

SARTUftANO  nella  Valle  del  Montone  in 
Romagna.  —  Gas.  con  eh.  parr.  (S.  Biagio) 
cui  Tu  annesso  il  popolo  di  S.  Martino  a 
Seannelloj  etilmmbi  casali  che  furono  feudi 
de*CC.  Guidi,  nella  Goni,  circa  tre  migl.  a 
lev.  di  Tredozìo,  Giur.  di  MoJigliana,  Dioo. 
dì  Faenza  ,  Gorop.  di  Firenze. 

Risiedono  presso  la  sommità  di  nn  con- 
trafforte delPAppennino  di  S.  Benedetto  in 
Alpe  che  divide  il  Tallone  del  TramaxMO 
dalla  Valle  del  Montone,  costà  dove  rìtro- 
tasi  il  Gas.  di  Scannello  e  la  eh.  di  S.  Bia- 
gio a  Sarturano. — f^ed.  Puva  ut  S.  Valbh- 
TIMO ,  e  TaKDOno. 

La  cura  di  S.  Biagio  a  Sarturano,  com- 
preso il  popolo  di  Scannello,  nel  i833 
conlava  141  «bit.,  46  dei  quali  spettavano 
alla  Com.  della  Rocca  S.  Casciano. 


SARZANA,  nn  dì  ScaBSAiio(5ergMnMi) 
in  Val-di-Magra.  -«  QtU  nobile,  già  Bor- 
go  poi  Terra  forte  e  murata  con  cittadella, 
da  gran  tempo  lesidenxa  dei  Tctoofi  di 
Luni-Sarzana.  -*  Essa  è  capoluogo  di  Q>> 
munita  e  di  Mandamento,  avente  nn  tri- 
bunale di  prima  istanza  e  di  appello  dalle 
giudicature  mandamentali  della  proriada 
di  Levante ,  di  cui  in  certo  modo  divide  le 
prerogative  di  capoluogo  con  la  città  della 
Speiia,  xntì  DMMto  di  Gcnom,  R.  Saldo. 

Queste  Mo  gfande  ma  btUm  od  asmi  ds> 
oente  dita  è  titaata  alk  Ute  oKridioosk 
della  collina  di  monte  d^Armelo^  detta  de* 
Cappuccini,  e  poco  lungi  dal  poggio  vitiftfO 
e  olivifero  di  Sarsanello  cbe  si  alza  al  sno 
greo.,  e  che  eastituisoono  gli  ultimi  spRMii 
a  lib.  dell'Alpe  Apuana  carrarese.  —  Giate 
Sirzana  in  una  ridente  pianora  soDa  slads 
postale  di  Genota  cbe  V  attraversa  mU*  •« 
nuiggior  lunghezza,  alla  distama  di  dica 
nn  roigt.  dal  6.  Magra  e  accosto  «Ila  rips 
sinistra  del  torr.  Corcandola, 

Trovasi  cotesU  città  sotto  il  gr.  «7*  37, 


•*• 


S  A  B  T  S  A  R  T                181 

mmà  HO  dì  mm.ù  più  cnpioia  che  oggi  non  è,  £  allresì  «ero  che  ii  lecomla  ilei  mlnslo 
•ppcila  non  rubrica  degli  slaluti  «eot'hìdi  Sar-  toscano,  eseguilo  quasi  conteni|)oraBeMnienie 
iMBodciranDO  ia65*  in  cui  sì  tmlta  delle  alla  pubblicazione  dell* opera  precitata,  lii 
■ptfif  degli  ufiniaU  di  Fonie  Ermena,  calcolato  che  il  terreno  soggetto  alla  pro- 
li FpdL  Giuli  nella  sua  SUiistici  agraria  duzione  agraria,  detratto  il  suolo  preso  dai 
Mi  Val -«li-Chiana  indica  Ire  ripitni  in-  paipsi ,  dalle  strade  e  dai  «arj  corsi  d*  acqua, 
mam  di  arrivare  dalla  riva  MVJsirone  al-  corrisponderebbe  ad  un»  superficie  alquanto 
li  Tcm  ifi  Sarteano.  Il  primo  ripiano  s' i-  ini'eriore  a  quella  teslé  indicata. 
Bi^si,  die*  egli,  al  disopn  del  letto  dell'  Nel  rovescio  |iOÌ  del  monte  che  .icquaprn- 
dMtrm^t  afe»  7  br.  e  si  estende  in  una  lar-  de  in  Val-d*Orcia,  avvicinandosi  a  Oisli- 
^oiipmaoa  fioeo  di  messo  miglio.  So-  glionoello  del  Trivoro,  nepli  unni  addietro 
fTk  qocslo  primo  ripiano  si  alia  una  sco-  in  luogo  appellato  Solafa  nei  possessi  de* 
di  tcavertini  quasi  a  picco  sino  ali*  signori  FantìU  di  Sartrano  si  rinvenne  un 
£  40  br.  che  serre  di  scala  al  se-  esteso  sepolcreto  con  cent  ina  ja  di  vasi  di  fi- 
ripiano  compostosi  pari  del  primo  gujinadi  forme  diverse, fJenominatì  vol^ar- 
é  alee  concreti onata  e  di  altre  terre  su|ie-  mente  f^oti  Etruschi^  una  parte  de*  quali 
lÌKÌolte  ma  più  fertili  di  quelle  del  ri-  fu  acquistata  dal  Granduca  Ferdinando  III 
imo  inieriore.  per  1*  I.  e  R.  Galleria  di  Firenze. 
Cotesto  sì  estende  in  larghezza  circa  un  Fra  le  manifallure  princìpli  st  possono 
di  migl. ,  al  confine  del  quale  incon-  noverare  in  Sartrano  «livei-se  conce  di  (k^IIì, 
■  il  Icno  risalto  coperto  esso  pure  di  tra-  ed  ivi  pure  esistono  alcune  tintorie  con  guai- 
me donde  emergono  dalle  viscere  del-  chiere,  oltre  i  mestieri   comuni    a  tutti  i 
hloiapiii  che  altrove  copiose  delle  correnti  paesi. 

é  gH acido  carbonico-solfbroso,  le  quali  foi^  La  Comunilh  di  5>arleano  mantiene  due 
■BBB  le  eoBÌ  dette  dtoJeU,  Sopra  cotesto  ter-  medici,  un  chirurgo  ed  un  maestro  di  scuola. 
•fifiino,  che  è  il  più  esteso  in  larghezza  Le  monache  di  S.  Chiara  destinano  una  stihi 
dyi  allri  due,  risiede  la  Terra  di  Sarteano.  contigna  alla  clausura  per  istruire  nei  lavori 
Me  piaggiee  nella  pianura  fra  Sarteano  donneschi  e  nei  precetti  di  religione  le  làu- 
ri il  torr.  estrone  la  contrada  è  coperta  di  cinlle  del  paese. 

dii«i«  di  viti,  di  gelsi  e  di  allri  alberi  da  Ha  luogo  in  Sartesinonel  giorno  di  sabato 
in  mezzo  a  campi  di  cereali ,  di  ca»  un  buon  mercato  settimanale,  oltre  due  fiere 
di  mais,  di  legurainacee  ecc.,  mentre  annuali  di  b(*stianic  che  vi  si  tengono  nel 
kidvc  e  le  macchie  di  querce,  o  querelo  li  giorno   ii   tli  agosto,  e  1 1   di  novembre, 
BvStoooi  fianchi  superiori  della  montagna.  ]*una  do|)0  la  festa  di  S.  Lorenzo  titolare 
liipcllo  poi  alla  estensione  e  raccolta  dei  di  quella  rolle^iata,  e  Paltra  nel  giorno  di 
^^éfAìt  agrari,  gìovantlomi  dei  calcoli  falli  8.  Martino  titolare  dell*  altra  più  anlii-a  par- 
41  Prof.  Giulj  nella  sua  Statistica  agraria  roccliia.  Qiu'sia  Terra  è  una  delie  più  comì- 
Mb  VaMi-Chiana  :  Voi.  !  pag.  i65e  sepg.)  mercianti  della  Valdi-Chiaoii  su|)erioro. 
Cn,  qualmente  la  parte  montuosa  e  l)Oschi-  Risiede  in  Sarteano  un  polesth  dipenden- 
ti di  questa  Comunità  dallo  stesso  autore  fu  te  nel  criminale  dal  Vicario  R.  di  Oiiusi. 
«ÙUU  in  quadr.  agrarj  34,936,  cioè  :  Vi  è  pure  un  utTizio  di  esazione  del  Registro, 
Ifmiinfcriori,ooolline:^*i«d.iV.<>,6,o36  ^  """  cancelleria  ro.nunitaiiva  che  coni- 
Cotesti  a  .Uri,  vili,  e  semente  .    3,*5oo  P»^"'**^  ""^.'^^l^'^*  Comunità  d«  Celona.  L  .u- 
Uv»..ra«lestinata  a  sementa  .   .    4,56o  ff"^   di  Creondano     la   couij;rvaz.o„. 

__^  dille  Ipoteche   ed  il    trilmiiale   di    Frim;i 

Totale  .  .  Quadrati  iV.®  24,936  ìstanz^i  sono  in  Montepulciano. 


t8l              SAfiZ  SAHZ 

Carlo  IV  ai  ia«rchetì  Malas,>hM  di  Poidi-  tam  stra$am  mifu§  ad  a^uam  Painmpm» 

novo ,  a  quelli  di  Mulazxo  e  di  0r4iiiala ,  Ì€f€i  ab  inà§  infra  uiqu€  ad  mart  H  4»- 

«d  anche  alla  Rep.  di  Pisa  molli  luoghi  nel  men  Haer^^  et  rtdeundo  per  iptum  /!•- 

diploma  «icl  Vcac.  Pietro  nominali.  man  us^ue  ad  éietam  aqmam  AmoU  p^r 

Che  Saraana  a  quella  età  ed  anche  in-  poniem  de  Badeta^  eie,  —  Aogò  BcnedcUo 
Danzi  fotse  soggetta  ai  Pisani  lo  dichianuio  i  di  maestro  Gambino  aotaro  fiorcoliiio. 
documenti  sincroni  e  gli  scrittori  del  tempo.  Il  secondo  blniroento  dato  in  Sanaaa 
tra  i  quali  mi  limiterò  a  citare  un  Gip.  del-  lisguarda  il  consenso  prestato  dai  caBontct 
la  cronica  di  Blalteo  Villani,  (Lib.  V.  Cap.  luneosi  capitolarmeote  adunati  per  feiifi- 
39)  dove  dice,  che  1*1  rop.  Carlo  IV  alla  fine  teusi  di  Sareaoa  e  del  suo  territorio  oei  tar- 
di raag^o  del  i35S,  non  credendosi  sicuro  mini  di  sopra  indicati;  considerando,  dìee 
iu  Pisa  per  le  novità  soprarvenute,  domandò  il  documento ,  come  tutti  i  diritti  spettaoU 
ai  Pisani  di  volere  la  libera  guardia  di  Pie-  alla  coda  e  chièsa  lunense  sono  occupati  e 
tr<isantaedi  Sarzana,  e  che  gli  Anziani  gliela  dissipati  senza  potere  essere  difesi  dal  prò- 
4Uedero,  sicché  Carlo  vi  maudò  ioconlaaen-  prio  vescovo,  e  considerando  la  sincerità  e 
te  r  imperni rice  eoa  parte  delle  sue  genti.  probità  del  Comune  e  nomini  di  Sanana 

Dissi  poi  io  altro  ra io  opuscolo  de*  Cen/ii  abili  alla  difesa  dei  diritti  e  luoghi  sopra  de- 

suiPAlpe  Apuana  ed  i  Marmi  di  Carro-  scritti,  e  considerata  Piiidigensa  del  VeK. 

ra ,  a  pag.  169,  che  i  vernivi  di  Luni ,  sa-  di  Loni,  et  ^uod  Lunensis  Ecclesia  màU 

beutrati  fino  dal  secolo  IX,  o  X  col  titolo  comodi  ex  inde  percipithat ,  di  folootà  a 

di  conti  nel  dominio  temporale  sopra  varie  consenso  del  vescovo  Gheiardioo  lo  siesta 

terre  della  loro  diocesi,  non  poterono  man*  capitolo  concedè  al  Comune  dì  Saraana  a 

4f-iiersi  neiracquistatosi  splendore  e  feria  da  per  esso  al  suo  sindaco  a  nome  di  pensione 

ptiacipi  mollo  al  di  là  del  secolo  XIIL  In-  annua  i  sopraanominati  diritti  ed  usi  spcft- 

tendeva  allora  di  riferire  al  decreto  irope-  tanti  alla  chiesa  e  caria  lunense  con  Tob- 

j-iale  del  aS  febb.  i3i3,  fulminalo  da  Pog»  bligo  di  pagare,  siccome  il  sindaco  a  noma 

gibonsi  da  Arrigo  VII,  col  quale  volle  desti-  del  Gom.  di  Sarzaaa  pagò  5o  fiorini  d*oro, 

tuire  dai  diritti  temporali  Gherafdino  Mala-  e  inolln  dentro  1*  ottava  del  natale  del  Si- 

apina  vescovo  di  Luni.  gnwa  um*  annua  pensione  di  la  denari  al 

Quiadi  è  ohe  i  Sarzanetì  profittarono  del-  detto  tckovo  o  suo  procuratore, aoe.  Actmm 

la  depressione  del  parlilo  Guelfe,  cui  allora  Saraana  in  saerisiia  Ecclesia  maforis  S. 

aderiva  il  loro  V«ac.  Gherardino,  assente  e  Jfariealhi  presenza  di  var}  testimoaL  — 

ritiratosi  in  Firenze  nel  convento  di  S.  Ja-  Rogò  Giovanni  di  mess.  Rossi  di  Sarzaaa. 

copo  d*  Oltrarno.  —  {Carta  delia  Prima-  Segoe  no  terzo  istnimeato  rogato  in  Sar- 

zf *f le  di  Pisa  del ^  agosto  lii/^tatìV Awcm.  zana  li  6  tett.  ili 6  dal  predalo  notato 

DiPL.  Pmi.)  Giovanni  de*Rossi,  eoi  quale  il  sindaco  del 

A  dimostrare  nn  tal  vero  si  prestano  va-  Comune  di  Sarsana  prese  il  reale  grasse mh 

rii  alti  di  procura,  e  contratti  successivi  del  territorio  sopra  descritto  e  dei  diritti 

copiati  in  pergamena  sino  dal  secolo  XIV  preacoennati  a  nome  del  Comune  di  Sarsana. 

nel  Registro  i^rchio  che  conservasi  nel  pa«  Contuttoché  il  vescovo  Gherardino  al  pari 

lazzo  pubblico  di  Sarsana.  —  11  primo  do-  de'  suoi  antecessori  s' intitolasse  eonte  di 

cumento  del  9  agosto  t3i8  é  un'atto  di  X«ai,  aon  si  può  non  ostante  fissare  a  qual 

procura  fatto  in  Firenze  nella  eh.  parroo-  epoca  precisa  cotesto  titolo  di  eonie  fossa 

chiale  di  S.  iacopo  d'Oltrarno,  col  quale  dato  loro  dagl'imperatori  Car/o^ings'o^at» 

Gherardino  Vesc.  e  conte  lunense  per  se  a  soni^  mentre  que  lo  di  principe  fu  un'ono- 

suoi  successori  a  nome  della  sua  chiesa,  00-  rificensa  concessa  nel  1 355  dall' Imp.  Cario 

stituiva  in  procuratore  Eurico  canonico  la-  IV  ai  prelati  lunensi. 

nense  e  arciprete  della  pieve  di  Trebbiano  Quindi  é  che  i  Sarzanesi  a  pia  o  meno 

per  locare  in  perpetuo  al  Comune  e  oaiver-  lunghi  intervalli  dovettero  dipendere  ora 

sita  di  Saraana  i  diritti  e  gli  usi  spettanti  dai  loro  vescovi,  piii  spesso  dai  Pisani  e  dai 

alU  curia  <*  chiesa  di  Luni  sopra  questacitlà.  Lucchesi,  o  dal  loro  capitano  Gaatruocio, 

e  quelli  fìr\  suo  distretto  giurisdizionale,  a  qualche  volta  ancora  dai  marchesi  Bfalasptaa 

partire  d;tir  acqua  d*  A  mola  scendendo  verso  e  dai  Visconti  signori  di  Milano,  nel  tempo 

SarMua ,  ei  a  S'trtnnn  ultra  versus  Lu-  in  cui  hi  rabbia  de' partili  Guelfo  e  Ghibel- 

nam  a  strata  rouaaa  iitferius ^  et  per  ip-  liuo  dilautava  l'Italia. 


SABl  »AfiZ  t«b 

Ft  «Udì*  ywUljwt^qiMa^  noli  mio  rmàk  k  ÉMlme  <K  Portp^mure^  Sar^a- 
ì  feudalir}  della  Laoigiaiiay  aia  le  tcncy  nello  e  Faicinello  ai  Fiorentini.  Fu  allora 
borghi  e  castella  st  soCUatMfo  al  doiaiaio  cbe4|uetti  ttltimi  tenUrono  di  ooonpafc  an- 
fe»ovile,  ia  ^nìaa  die  infine  aoa  rìmafe  al  cke  Saixana,  difesa  gagliarJamenle  da  Casa* 
opo  delta  chiesa  Inatate  se  aoachè  il  nado  no  Spinola  »  se  non  che  alla  pace  di  Lucca 
tiUila  di  contee  la  fporisdisione  spirituale  del  97  aprile  i4i3  i  Genovesi  riottennero 
della  Lunif  iana.  —  {Oper.  cU.  pag.  170).    dietro  il  rimborso  delle  spese  fiitte  dai  Fio- 

In  pro?a  di  cotesta  verità  ramaenlcrò  rmtini  i  tre  castelli  sopianominali,  —  fW. 
fialocnte  in  Sinaiu  oelT  anno  1 35a,  come  LnroBiio  a  Poavovmaa. 
in  paese  a  oon&ne  firn  la  Lombardia  e  la  Aeoadnta  poehi  anni  dopo  (anno  1491) 
Toscana,  furono  aperte*  e  nel  i353«ooncInse  la  deUirione  di  Genova  a  Filippo  Maria  Vi- 
le tiattatire  di  pnee  (ra  la  Bep.  Fiorentina  sconti  duca  di  Milano  «  fu  cèduto  in  oom- 
e i  di  lei  alleati  da  una  parte ,  e  Giovanni  penso  ali* es^oge  Tommaso  da  GampoFre- 
rnoottti  arrivcMovo  di  Milano  eoa  tutti  i  gaso  la  signoria  di  Sanaaa  eoo  tutta  la  sua 
laoi  aderenti  dall'altra  parte,  giurisdizione  e  territorio, 

lalomo  alla  stmsa  epoca  gli  abitanti  della  Meli*  anno  i4aa  1*  ex-doge  predetta  non 
dUà  di  Sarsuia  acguaci  della  parte  Ghibel-  solo  per  sé  e  per  i  suoi,  ma  ancora  per  Sar- 
liaa  si  posero  sotto  la  proteiione  dell*  Imp»  lana,  per  la  forteua  di  inanello,  Gastelnoo> 
Culo  IV«  ma  al  ritorno  di  questo  monaica  vo  di  Magra,  Borgo  S.  Sleiano ,  Falcinello 
io  Boemia  nacque  tn  i  Sananeri  dri  due  ed  il  Castel  dell'  Amelia  pose  il  tutto  sotto 
psftiti  glande  sedisìone,  per  effetto  delh  T  aoconiandigia  della  Signoria  di  FÌrcnie. 
fosle  i  Guelfi  ohe  avevano  preso  le  redini  Ma  le  vicende  storiche  di  Sananasi  com^ 
dd  governo  farono  espulri  dai  Ghibellini ,  plicarono  nel  rimanente  di  qnel  secolo.  Av- 
i  quali  dicdefo  bea  tosto  il  dominio  della  vegnachè  liiccolò  Piociniiio  nel  1436  tor- 
loro  ritti  e  Bemahò  Visconti  signor  di  Mi-  nando  con  un  esercito  dei  Visconti  in  Te 
hao^  a  patto  che  i  foomsciti  Sananeri  non  scana  passò  di  Lunigiana  dove  fra  gjli  ali  ri 
potesMTO  mai  pia  ritoraaie  in  patria.  Po-  paesi  diede  l*  asmlto  a  Sanane  ed  al  Cast. 
chi  anni  dopo  (i385)  oa  padrone  succede    di  Sananellow 

air  altro  pie  SMoluio  di  Bomabò  nella  per-  Che  se  U  prima,  beochè  munita,  disvè  aprì- 
•ons  di  Cnovanai  Galesao  Visooati  suo  ni»  n  le  porte  alle  forse  di  quel  valoroso  capi- 
potè,  fino  a  che  alla  morte  di  costui  (aaao  tano,  non  gli  riesci  peraltro  dì  avere  Sar- 
140S)  Sarzaaa«  e  Pim  col  Ifro  territorio  per  zanello,  dove  si  era  ritinto  lo  slesso  Tom- 
disposiiioae  testamentaria  furono  assegnale  maso  da  Campo-Fregoso  ad  onla  degli  as« 
di  paÀe  al  figlio  suo  natonle  Gabbrklla  salti  ripetuti  delle  genti  comandate  dia}  Pie* 
Muia.  Beeosai  costai  a  prenderne  il  poe^  dnino.  —  f^ed,  Samumbao, 
sctfo  assistito  dal  generale  Giovanni  Colon-  9fa  en  anno  dopo  la  citlà  di  Sarun»oon 
na  che  pose  il  suo  quartiere  ia  Samna  nel  ferie  castella  del  suo  distretto  fii  ritolta  alle 
palaao  Mercadanti  posto  nella  pimnéC^tT"  armi  del  Visconti  da  un  esercito  fiorentino 
candolm  (ora  de*  coati  Benedetti)!  -—  Ma  il  affidato  alla  condotU  del  duca  Francesco 
Colonna  nel  t3  agosto  del  1404  di  suo  ar-  ShriM^  finché  alla  pace  del  a8  aprile  1438 
bitrio  aliene  aPaoloGaiaigi  sigaor  di  Lue-  Sanane  tomo  sotto  il  dominio  della  Bep. 
GB  per  un  inspeestilo  di  4000  fiorini  d*  oro  di  Genova ,  i  di  cui  abitanti  si  erano  dì 
h  rocca  di  BapafraAta  che  a  titolo  di  pegno  eorto  liberati  dal  governo  del  Visconti  e 
se  anno  iiaami  dalla  rc^^ean  di  Milano  avevano  acclamato  di  nuovo  Tommaso  Fre- 
f  li  en  stata  sfgnits  goso  in  loro  doge.  In  conseguenza  di  ciò  il 

Sia»  alTaasM)  1407  i  Sananeri  obbedì»  nuovo  duca  inviò  al  governo  di  Sarmna  da 
tono  a  Gahbriello  Maria  Visconti,  il  quale  primo  Pietro-Fregoso  suo  nipote,  poscia  il 
nel  140S  emri  rifugiato  nella  loro  patria  da  di  lui  fratello  Spinetta;  1*  ultimo  de*  quali 
¥m  allarmale  eoalro  Ini  per  averla  venduta  per  istrumento  del  1 3  novembre  1 445  rin- 
ù  Fiomatiai;  ari  quale  intervallo  di  tempo  aovòcon  b  Aep.  Fior,  per  so  anni  Tacco- 
Gabbriello  Mttia  ad  insinoaiione  de*€ie-  aaandigia  del  i4«a,  e  finalmente  alle  stesse 
noveri  pose  sé  ed  il  ano  stato  di  Samna  sotto  condizioni  la  vedova  Caterina  Fregoso,  nata 
la  proleaone  del  re  4fi  Francia.  Malaspina  .  per  istrumento  del  36  agosto 

Intanto  il  maiesciallo  BoccicaldOf che  §0-  1458  fece  la  stessa  cosa.  —  (Aaca.Diu.KBi- 
vcnaiva  Geaova  a  nome  del  suo  mooaica.  vosmag.  m  Fttaaac)^ 

V.  r,  «4 


ì»  SAKZ  SÀfZ 


.-.w  i;  >j^,«'.r.   ^&  iiv<  c^r  iSooo  troiai  cbe  insmie  eoa  Pier  fcUori 

94X>a/M,  ^^s/i^^^w),  Br,rr>  Sui-Suf^no  «idU  repubblica,  cbes  n 

•>  t  'É4^,%0%0ii^,  fjiU  u'.'t  t  .»A'.^;ii  cACk^r«9Ì  in  giuu  e  «jj^m;  il  piatfo  al  lemlorìod 

';  i^.^  /,  «f,i>:*z.''>''.*.  ^  cui  L4  Si£i>>rii  «il  UA.  Qalmii  od  |iriiKÌpÌJ  del  14S7 

Vit^.^.t^.  ,ri^yr$  4  S«rzrf;^i^  fiottai  taui  GLioò-  detti  i  IXcci  ili  Balu  aHiMlif  pv^ 

i^  .Aiu  4  ^<tr«'24^i«i»'  li  ^m/suo.  Je  coK  aeccsine  per  la  fiUan  gw 

V'«A-^«  P^f'^ 'V'^t«»tif<n'iitiriesciisediini  riolemione  di  rìcupcrara  ad  o|i 

•1  ^f»itfft*^  V»  'iirri.'Mrano  gti  aiveoioicnU  Li  citta  di  Saruiidi.  Ma  i  Ganfoi, 

yMur.i  e  fufttri^n  ','s^  ne  tucceiJettero.  1*  anìaK»   de'  Fiornitiai   noo  cn 

Itti^f^j.ì^,  utì   1483   Li  polente  £uni-  arnurooo  motti  loro  kpii,  «  kiì 

fi  14  AJorrii  fii  f>mr>««   meni  ito  an   colpo  Fircoe  k  b*  intendeae  aorìtà  alai 

tf»A*utft  \mt  Utf^UriK  ili  fiuiio  Ji  Fiorenti QÌ  leio  3 000  Cinti  in  lem,  qoMiloi 

S4ft^tMt  fnKfAtr.  er4  UsduLi  in  deposilo  da  di  mano  dello  slemo  amio«  dn  Fi 

^ltf4ff4no  IJMliJini  conte  di  Mcrcatello,  che  e^enilo  siala  provvista  di  due  boa 

^r4  ^uìtAìu  tì'x  nurKL»  \tf.r  accordare  coi  Fio-  di  due  pjsuTolauli  la  superìoie  fa 

r«-ritiMÌ  i  rr4fi'ili  l/M'^vinu  e  Agostino  Fre-  Sananello,  questa  fu  avilita  iki  ( 

fr"vi  rit|irtlo  4 Ile  ragiooi  che  i  primi  pre-  che  comliatleroao  anche  il  borgo h 

ìrw\f.%4w,  vipra  Falcinello.  Allora  gli  A-  alla  rocca,  da  quelfoste  predalo  ed  a 

«l'firii  uuilifi  Nil  Agontiiio  Freg<iSo   fecero  rs  la  Signoria  con  b  maggior  dilig 

iMrliio  c'fl  ILiii«:o  ili  San  Giorgio  di  Gre*  sibile  richiamò  da  Pitigliano  il  cn 

wi^.%,  «Ili  vi'iiili:rono  Sanana,  Sananello  nio  Orsini  capitano  gonenle  delli 

«-  (tIi  rfliif  |i.i«'!ki  <Mr:u|Mli  dai  Fiorenlini;  e  blica,  il  quale  con  le  genti  ioTÌali 

(lijf  crifiiiiiivikiij  ifi'iiovi.'M  con  buon  numero  gnori  di  Faenia  e  di  Kombino  la 

«Ij  M1M.1IÌ  h\  n'i:arono  a  prendete  {ìossesiiu  di  altri  condoUierì  ed  alkali,  corse  : 

S.if/^iii.i,  M-^iiilali  \HH'M  appresso  da  Ago-  giana  per  impedire  al  capitaoo dcX 

«tiii'f  FjiyoiKi  ctin  Uint  fanti.  La  qual  cosa  Lodovico  del  Fiesco,  la  conquista  1 

iiMvjin  riiniiiio  du*  Fiorentini,  sibbene  per  ca  che  il  comandante  pei  Fiorenli 

iiil'ii.i,  «Liuto  la  f^iiiTra  col  re  di  Napoli  e  mantenere. Quindi  accadde  ira  idi 

c-iiil  Vncfiiiii  di  Milano,  fi  limitassero  nel-  una  battaglia  cam^Nile  sotto  il  i5  1 

roidiiiiin:  ili  iMpilano  coiiiandunte  di  Suiw  1487, nella  quale  riesci  alcontedi 

MìwWiì  ili  i^iiiinlrtrc  bene  quella  rocca  senza  no  di  rompere  i  nemici  e  di  fiir  pr 

Miliiiir  in  ('(iiit<'<M  rnii  {;li  avvprs;irj  vicini,  il  comandante  loro  Lodovico  ddF 

ni.i  iiiin  rni  iinrivr.i  spirato  Taiino  1483  un  di  lui  nipote.  — «  (Maohavilu 

i|iiHiiilii  III  Sif^niiria  ili  Fin'nic    s(jodi  un  fior,  Lib,   Vili,  ^~  ÀMaua.  ^fo 

e  «ricitii  iiir  tiii|ir«'s.i  (li  S,ir£.ina,  dove  giun-  Lib,  XXf^, 
tu  il  th  II  M'itniiliicsi  iir(Min|H».  F^raporò  ne-        Colcsta  vittoria,  (  soggiunge  il 

i-«'«Miiii  thii.inii  tutlit  (li  (KTuiMfe  Pietra-  velli)  non  sbigolti  in  modo  i  S 

MiiLi  iillm.i  |irt<M(li.ilii  il.ii  (ìtMìovcsi ,  \\cr  la  che  si  volessero  arrendere,  anzi 

•|ii4il  niM  III  ilrliluM-.ilo  ili  !to.siH'nilere  Tini-  mente  si  prepararono  alla  difesa. 
|tir«i  ili  .Siif.iii.i,  V  chi*  l'ar  .si  duvessc  prima        Talché,  dopo  avere  liberalo  la 

•inrlLi  ili  P11M1.1M11I.1  :  l'oimvcliè  qiiest.i  n^  Sarzanelio,  1* esercito  vincitore  si 

h\.%\M*  \ni\\  ciuitiMri.ita  piT  li<  ragioni  dette  tra  Sarziiiu  e  la  Magra,  limitandosi 

.iir./M.  l'i»riii«^Kri  ,  «iivliò  anche  le  cose  d* assedio  questa  città  e  ad  impedii 

«li  Niwiii.i  liiinno  l.iM'i.iti*  oonrtT.iiio.  Ade-  entrassero  vettovaglie,  giacché  pei 

iiioiin  niiiiic  i  l'ituvnliiii  .ille  pro|Hu^itìoiii  1*  impresa  della  uà  conquista  m  i 

iill  Dir  ili  |Mi*r  latte  nel  1 480  dal  IVnt.  In-  ondato  che  vi  abbisognavano  almcn 

iiiHvns<«  Vlll{H*r.u-«vr%Ur^i  ivii  i  iìcuovcsi  ;  sv.ddati,  mentre  nel  campo  fiorei 

V  tu  «t il«iliti«,  «-he  I  pillili  (-(doicro  ai  «e-  o!lrt(xuKavano  i  4O00.  —  Tenta 

t.Mi.li.  .«\«ti\«  .il  Kinr%t  ,li  S.  itioi{:io,  Sai^  diraciio  queste  genti  di  dare  un  as 

^111.4 1  NiitiuiMo.  «•  ilu-  «iiusii  uUnui  «va-  città  dalli  (urte  del  convento  di 

H  ,jMv*.iM  .1»  |Minìi    ruMiMMui.i.    la    qiwl  cr»^t,  ma  non  gli  riesci,  siccome 

•  «vvi  -s)  .i!',ixin.>u  k\>W  il  >m«  cttVuo  [vr  ca-  itlctlo  1*  altro  tentativo  d* impadi 


SJkBZ  SARZ               187 

lmMÌU»,e  dri  citello  dì  Trebbia-  Tlfp.  di  Geno?a,  meno  i  cosi  di  lemitornrir 

a^lifidaeilre  fu  circondala  Sanuna  occnpazioni.  Tale  fa  quella  avvenuta  nel 

biÉk,  Mie  quali  si  cominciarono  a  principio  del  secolo  corrente  per  parte  de* 

kac  wRi  da  ogni  lato  con  5  bom-  Francesi,  terminala  con  il  trattato  di  Vienna 

e6piceole,  tantoché  essendo  del  1814,  m  ree  cui  il  territorio  della  Rrp. 

^ÌBSMs  BM  pirte  di  quel  muro  caste!-  liigure  fu  incorporato  al  rej;no  Sardo,  sotto 

«t  infOMntwi  del  convento  di  S.  il  cui  governo  prosperoso  si  mantiene. 

ckenrÌTi  quasi  di  fortilizio  ai  Chiese  principali  ^  ed  altri  stahllimmti 
■  Mibnòdidare  1* assalto;  ma  nel  pubblici  di  Soriana.  -—  Prima  per  {;nin-* 
ipfilsyienididmtro,  vergendo  appa-  liezza  e  per  onorificenze  si  presenta  la  chic- 
li Cmrd  e«rndo  imminente  V  sa  cattedrale  di  S.  Maria; essi  è  a  frenavate 
ddlahitti^lia,  iieccfx>  intendere  ai  con  colonne  di  marmo  ed  arditiiaimearrafp, 
ignmtidc'Fiorenlini,  nel  cui  che  Targioni  a  buon  diritto  chiamò  man- 
ira'nlodi  corto  Lorenzo  de*Me-  vigliose  per  la  larghezz.i  della  loro  corda,  «* 
il  HigaificOfChe  eglino  si  tro-  senn  catene  né  altre  legature  di  ferro.  Nimi 
■Mi disponi wl  Kconlarsi ,  siccome  av^  parlerò  della  prima  sua  edifirazione  che  ri- 
■■eas  h  im  libem  di  Saruina  che  nel-  montar  deve  al  secolo  Xlf,  mentre  essa  esi- 
I^^BBBÌidiLirBDioilBIagnirioo  si  rimise,  steva  nel  principio  del  ictoo  sotto  la  du- 
■pÌM che iSmnirsi (eccetto (lOchi autori  plice  invocazione  di  S.  Maria  e  S.  Basilio, 
4ÌiabiUioiif]faniaoilai  Fiorentini  urna-  dirò  liens\  della  sua  ampliazione  e  decom- 
!  lattali —>(Amhuu  c  MAcniATiLM,  sione,  la  quale  rìsale  indubitatamente  al  se- 
'<)  colo  XIV,  essendoché  su  IT  architrave  della 
il  ppalo  di  Firentt  grande  alle-  porta  maggiore  si  leggono  scolpite  leseguen- 
éfùtarienpenzione  al  pari  delle  li  parole:  Ann,  BtCCCi*^^»  Questa  pietra 
'  ^<Me  dw  avene  mai  riportalo ,  fu  metta  gȓ  sopra  la  porta;  operafo  9ii' 
|MkBnlle|iirooo  eon  la  Signoria  éftelino  f^imildo.  —  Un  buon  secolo  dopo 
^P"ap  4* bilia. Quindi  non  fa  me-  per  la  pieth  e  munificenn  «lei  larzanese  car- 
PIK  pv  baie  spese  e  molle  fiitiche  di  dinaie  Filippo  Cnìamdrini  fratello  uterino 
■Rwitiiii  s'inasprissero  contro  del  Pont.  Niccolò  V  fu  compita  la  metk  su- 
l^'lvciao  de' Vedici ,  quando  perìore  della  Vecciata  con  fineslrone  a  rag- 
J^*"^  Anita  Sarzana,  (anno  1 494)  giera,  sopra  il  quale  è  scolpito  Tanno  1 473; 
■•■^P"l»«hitr»riamente  in  nomo  della  la  quale  è  tutta  incrostala  di  vecchi  ma 


quale  è  tutta  incrostala  di  vecchi  marmi 

tadl  Pncueoon  Sarzanello ,  Pietra-  di  Carrara,  che  si  vuole  fossero  di  quelli  esi- 

** t  R«  e  Lrorno  a  Carlo  Vili  appena  stili  intorno  all' anfiteatro  di  Luni.  Devrsi 

f***^*»»,  di  dove  col  suo  e^rcilo  pure  allo  stes%o  canlinale  la  gi-aniliosa  cap- 

J*^J«r  noni  all' impresa  di  Najwli.  pella  della  famiglia  Calandrini,  iledicataa  S» 

^lUéfieiratto  impolitico  qiuinto  vile  Tommaso,  che  resta  ikI  capiiellone  a  corna. 

^iiOMUn  la cw  de' Medici  il  furore  del  evangelii  presso  l'aliar  maggiore,  mentre  il 

IjN»  faraaìno  che  cacciò  dalla   rillh  e  cappellone  di  faccia,  detto  della  Purifìcazio- 

■S"**  Reni  con  tutta  la  sua  famiglia,  ne,  fu  posteriormente  decorato  di  un  a  Ita  re  di 

"•■^«aiiii  fece  poi  confiscare  i  beni,  e  marmo  allo  braccia  ao  a  più  onlìni  con  va- 

*/*'^^"nifril)eiri  dello  Stato.  rie  statue  e  Iwssori lievi,  fja  qiial  macchina 

***»  r«iio  dimostrò  quanto   iucon-  nel  secolo  XVII  fu  tras|)Orlala  dall'antico  al- 

^J^  *»*  Ulta  la    determinazione  di  tur  maggiore.  — Ricca  altresì  di  marmi  fini, 

™:  »"|»itecbc  al  ritorno  dell*  esercito  di  statue  e  di  pitture  e  la  cappella  del  Prr- 

V*"^'^''h  Napoli  (anno  1495);  sci»-  ziosissimo  Scingile  situata  Bcci«$to  al  preslii- 

l^fawfrli  pnaatodai  Fiorentini  per  la  tero  nella  navata  a  corntt  epistolae  fra  il 

7^***  Ji  quelle  piazze  forti ,  a  tciioro  cappellone  e  l'aliar  ma;:pinrr,cnì  corrispon- 

^^\\  re  li  era  col  Meilìci  obbligalo;  ile  altra  capp«*lla  n  cornn  fffiin^flii  delta  del 

T* '*P'l*ni  inTpce  renderono  poco  dopo  CrotMfisso,  essa  pure  copiosa  tli  marmi. 
^^  [wr  34,000  ducali    la  cillà  di         Fn  gli  ornamenti  falli  di  recrnle  c>  sialo 

7^'Hll  forte  di  Sarzanello,  cosin-hò  aggiunto  a  questa  chìcs:n»il  grandioso  orga- 

*"<''inpnic^55,-^^^gi,j  dominio  della  Rep.  no  del  Serasii  con  canlori.i  niaesircvolmente 

'*'^'^ilorio  Kirranese, che  rimasi*  in  inl.i^linla,  che  aMu-.u-ci.i  Inlla  la  larphizza 

.*l'(iUBÌJo  labilmente  al  ilominio  dill.i  •leil.ina\  ita  dì  me  4/.'»s  'pr»  la  porla  m.iffgion*. 


188  SARZ  SAB2 

Il  cipitolo  (li  questa  cnltedrelc  è  oompo-        Itlustnmo  quella  ebioi  imIIi  Ifii» 

sto  di  1 4  canonici  ca^iitolari.  Ira  i  quali  due  polcrali  di  nobili  ed  antìdMe  bai|BiÌi|k 

dignità  y  r  arcidiacono  ed  il  preposto ,  oltre  uhm  wnca  dire  del  |iieeoolo  dfpwitB  «ri|Ml 

due  canonici  sopranumerarj.  Cotesto  capi-  da  Gio.  di  BaiAteeio  fiMaspera''  " 

tolo  da  lunga  elii  si  governa  con  i  pro[>ri  di  Gastrticcto  Aiitelmioclli  di 

statuti,  e  nel  suo  archivio  si  conserva  il  fa-  nieri,  e  la  di  cni  motte  Ckop 

moso  codice  Pallavicino,  che  è  il  bulletlt^  del  Targioni  fissò  all' Miao  i3ii,cii 

ne,  o  la  copia  autentica  dei  documenti  e  pri-  il  Tegrìmi  nella  vita  di  GMtrom  bi 

vilegf  della  chiesa  di  Luni  anteriori  al  1 987,  premorto  al  padre  in  età  inalile.  L*i 

anno  in  cui  quel  codice  per  ordine  del  ve-  zione  però  palesa  che  CnsInMeie  cu  fAi 

scovo  Enrico  da  Fucecchio  fu  compilato.  lo  quando  fu  scolpito  il  nononfllB  ~ 

Lo  stesso  Ciipitolo  rappresenta  il  parroco  lui  figlio  Gvuamiefi.  ^-  (C.  PkMMii 

maggiore  della  citth ,  ed  osso  annualmente  dti  Forte  di  SarMuaeilo,  Ibnm 
elegge,  o  con  ferma  due  curai  i  a  nio  vibi  li  suoi        Cortfento  dé'Cappttceim.  ^T 

rappresentanti ,  ai  quali  sfiettano  tutte   le  vento  con  la  china  atmOH  IHI 

prerogative  del  pievano  della  città.  Samna  dal  lato  di  poo.^BacMr 

Chiesa  di  S,  Andrea.  —  Chiesa  antica  ameno  di  Manie  cT  Jfmtdo.  La 

di  una  sola  navata ,  che  aveva  il  titolo  di  dicala  a  S.  Gio.  Bittisla  In 

(neve  fino  dal  st-colo  XII;  ed  in  essa  credè  a6  aprile  del  1578;  CMa  fa 

rUghclH,  che  per  bolla  del  Pont.  Innocen-  me  oon  il  convento  eontigiiD 

10  ìli  del  tao4  fosse  trasferita  da  Luni  la  roosine  contribaite  dai  SananoLlli 

sua  cattedrale.  Sebbene,  in  questa  chiesa  è  abitalo  costantemente  dai FP.< 
pleiuina  si  conservi  Punico  fonte  baltesi-         Non  ooek il  convento ( 

male  di  Sanana,  pure  le  funzioni  tutte  par-  tro  la  città  convertito  «li  cortoin 

rocrhiali  sono,  come  dissi ,  di  (leriìitenza  e>  gante  teatro,  né  quello  delle 

schisi  va  dei  due  cubiti  eletti  dal  capitolo  pre«e  nella  fine  del  molo  XVNl  ti 

«Iella  chiesa  maggiore.  il  locale  dove  CSK  abitmino  • 

In  seguito  la  cliii*sa  di  5.  Andrea  fu  uffi-  e  ad  uflfano  principale  della 

siala  dai  frati  Paolotli ,  ai  quali  venne  con-  loro  clausura  ad  una  piaoi  vaila  ei 
cessa  dal  Comune  di  Sarzana  [ler  deli  ben-        Coliegio  d^  Migslomarj  fiori 

ziotìc  del  a3  ott.  1701  con  le  riserve  ivi  e-  aanii.  «-  Anche qncsta  bella 

sprcsse.  IV  allora  in  ik>ì  i  P.iolotti  abitarono  fiiori  un  terzo  di  miglio  da  Sanamai 

rannessa  e:«nnnica  tino  alla  soppressione  de*  dici  occidentali  del  poggiodi 

me«li'si mi  accaduta  sulla  fine  del  sec.  XVIII.  La  prima  fondazione  di  coli 

Cotvrentodi  S.  Francesco.  —  fja  prima  Missione  è  del  17  35;  dodici  anni 

rref.ione  di  questo  claustro  con  chiesa  assai  ridotla  a  convito  ecclceiaiHeodifillei 

deiH;nte,  situato  fuori  delle  mura  settentrìo-  saccnloli  per  ditpoiiiiaiie  pia  di 

iiali  ilella  citt:i,  si  crede  dovuta  allo  stesso  S.  Maria  Imperiali  del  7  fettemfare  tf( 

Framrsro ,  i<oniecchè  manchino  prove  per  tempi  nostri  per  allo  pubblico  dd 

dimostr.irlo.  Orlo  è  che  un  chiostro  di  frati  t838  Pio  Luigi  Searaèeiii  vi 

<V)nvciituali  esisteva  costà  sino  dal  secolo  due  diocesi  unite  di  Samna  e 

Xin,  sir<H>me  lo  diniostrant»  i  l'adi  indicati  aggiunse  il  capitale  di  ftanclii  ali 

dal  Tar|!Ìoni  nel  Voi.  \(l  de* suoi  Viaggi,  contanti.  1  cherici  di  quello  cali 

dai  quali  inoltre  app:irisce, che  laComiinith  vono  Pistnizione  morale,  leligiem 

dì  Siriana  nel  1461  aveva  ilcslinalo  o|ierai  litica  necesurta  alla  Iqrocdi 
IHT rìfahbrìrive  [tiii  gramlios^imente  la  chte-         Spedale  nau^Kf,^-  B  una 

s^i  e  con\cn(o  di  S.  Franc< $«-•>.  «cfi[>iirf  n'^n  dio&i  eretta  fra  il  i83o  ed  il  liSl 

lù  o|H.>ra  ,  come  narrasi  d.d  W.uliii^o ,  ilei  Pòrta  Nuova,  dove  fu  un  piccolo 

Car^ì.  Filip|K>  Calandrini ,  il  quale  doicnit-  <li  faccia  alla  |iiazza,  giè  clainimi 

ilit'  il  constato  suddetto  tosse  ilerelilUì  e  ali-  risse.  Ksso  è  capace  di  60  e  pik 

luniloiuto  (l.ii  frali  Consentii  di  Frano*  mmiiì,  tutte  \e  sue  oflftiMne  e  quartieri  per 

\Hrp\  il  Pi^ntclVc  a  iiiviar\i  qui  Ili  dtlTOs-  piegali.  —  Xon  pk  che  Samoa 

MT^.iiwi.  (Ksi.iiì*)  i  Minori  Kit'iMm.iti .  ohe  di  s|ie<].di,  ma  questi  erano  piccoli  e  < 

iiii.ilti  \i  S4>it(iilr.ii'(Mio  \vr>'*  i.i  tini  di  quel  «lislauli  dalli  città.  Tale  tra  Ini 

H\x>Io  e  che  lultori  vi  diuioi-.inu.  Lauaro  dt  Lebbrosi  posto  fra  Uibì' 


SARZ 

pollile  che  viene  daH*  A- 

■i^A  fcfo  Irwpo  nìfuin  mo.  Tale  lo  ipe- 

Étanè  &  BmolÌBaiiieo,  IodiìbIo  in  ori- 

fnpv  i  pwn  «  prllcfrini  Milla  slnda 

■Èli  mdmm  (moti  della  Forta-Nnora , 

•^tteaeallcffnlo  nel  aecoloXV  nell* 

é  taifiGan  con  buoti  fasti,  niu- 

i  ki  atta;  allon  quel  piccolo  no- 

■■bfalnapoitelo  dentro  Samna  dirìm- 

d  MM^cro  dì  S.  Domenico ,  fino  a 

iBOfi  awfni  è  flato  convertilo  nel- 

•  pk  fiindioio  spedale. 

4^JMpÌD  e  Smmimario.  —  Sono  due 

iifnnlite,  me  aMri  comode* 

1^  Cipolle  e  decentemente  adomate 

^~  «li  e  ddla  pietà  dell'  attuai  vetcovo 

Agnini  9  ebe  vi  dedicò  in  poeo 

ne  vìMOM,  takbè  1*  Episcopio  di 

■Cfcè  sua  è  stato  reso  mio  dei  più 

t  csaodi  édla  Liguria.  —  In  quan- 

d  Seminano,  oltre  V  averlo  ampliato 

■psse  di  ricevere  70  e  più  senina- 

nlà  unito  una  estcm  daosura  dirim- 

dh  dttadelhv  ed  ha  fatto  innalure 

una  vaga  cappella,  da  aveiw 

in  certe  fieativith  anche  il  pub* 

Vi  sono  tnlle  le  scuole ,  a  partire  dal 

gnamalìcali  sino  alla  teologia  d(H 

K e  morale,  e  vi  si  ricevono  anche  i 
Melari  édk  citlk. 
^fémmpMiieo.'^  L'attuai  palano co- 
~  imlatoe  di  buon  disegno  fii  un  tem- 
l5  dki  commismrio,  o  governatore 
^■fa' man  mandava  coslii  fa  Rrp.  di  Ge- 
KkEnor  situato  nel  punto  più  frequcii- 
ii^àlli  ritta,  fra  la  piazza  Gircantlola,  che 
^fà  vuia,  e  la  piana  dell*  Erbe.  Ha  un 
ferir  qoadrato  con  portico  a  colonne  di 
le  quali  proporzionatamente  si  rì- 
nri  piano  su|ierìore  contornato  da 
rala  di  marmo  simile  ad  altr» 
nromino  superiore.  Ma  eslemamenic 
pubblico,  dove  anche  ti  iidima  il 
di  Prima  lstania,c  stalo  modema- 
itslaurato  con  (ionico  e  temzu  sulla 
dirimpetto  alla  piazm  dell* Erbe,  e 
porta,  terrazzino  e  colonne  di 
davanti  alla  piana  Carcandola,  nell* 
della  quxl  porta  leggesi  la  seguente 

:  CvaiA  OaaATAf  Aaao  i8a5. 

■Blico  palazzo,  di  cui  si  conserva  in 

(arte  il  disegno  nelle  Kale  e  nel  cor- 

^«iificalo  nel  147*  quando  Sarzana 

a  dal  Comune  di  Firenze,  e  quan- 

«é  per  suo  capitano  Andrea  Crcsiér. 


SARZ 


189 


II  Goye  nel  carteggio  inedito  di  artisti 
(Voi.  I.  Apptnd.  II.)  ha  pubblioito  su  que- 
sto rapporto  una  lettera  di  quel  capitano 
diretta  nel  i5  marzo  del  1474  a  Firense 
a  Lorenzo  il  Magnifico.  Eccone  la  copia: 
m.  ìfa^nifiee  Crenerose  F'ir^ete.  — Ser  An- 
»  Ionio  Hyvano  uomo  dolio  ed  egregio  a 
»  me  amicissimo,  viene  costì  all'Eccelsa  Si- 
»  gnorìa  ambasciadore  di  questa  cittì  per  al- 
»  cune  loro  occorrenze  e  bisogni  ei  maxi- 
9  me  perchè  avendo  questi  cittadini  dato 
»  principio  alla  fabbrica  del  Palagio  delia 
»  refidenui  del  capitano  y  il  quale  è  ne- 
»  cesmrio  di  lare,  (cioè  di  rifare)  e  non  es- 
»  sendo  costoro  più  abili  ri  rieno  ec.  man- 
»  dano  a  quella  Signoria,  la  quale  se  gli  aju- 
»  terk  in  breve  tempo  detto  palagio  »r&  allo 
a  sua  perfezione.  » 

Arroge  a  questa  lettera  una  delilicraaone 
prem  in  Sarmna  nel  consiglio  degli  anziani 
sotto  di  4  genn.  1 4  7  a,  dalla  quale  rilevasi  che 
era  stala  decretata  l' edificatone  di  quel  pa- 
lano servendo»  dei  denari  de'  pascoli,  e  di 
quelli  che  ri  mrebbero  ritratti  dalla  vendita 
del  paìazwo  peeehio  che  fu  realmente  nel 
1473  per  sole  lire  3ao  alienalo,  metà  a  Gio- 
vanni Meduseo  maestro  di  grammatica ,  e 
mela  a  Giovanni  Villani  da  Fontremoli  me- 
dico. Ma  l'oggetto  della  spedizione  di  An- 
tonio Hyvani  alla  Signoria  di  Firenze,  di 
cui  parla  la  lettera  qu)  sopra  riportata.  Fu 
per  chiedere  in  nome  del  Comune  di  Sar- 
zana un  imprestilo  alla  Rep.  Fior,  di  lire 
3oo  annue  da  continuarsi  iier  quattro  anni. 

Non  era  pemnco cotesto  («lazzi)  terminato 
quandi)  i  Surzunesi  nel  1484  ri  reseio  ni 
Genovesi,  ossia  al  B;inco  di  S.  Giorgio.  In- 
fatti esso  non  restò  rompilo,  o  almeno  or- 
nato, se  non  che  nel  i554  come  rilevatasi 
da  una  lapida  esìstita  nella  sala  grande  di 
cotesto  edifizio,  la  quale  diceva  : 

lo.  Maria  Spinala  Patrieius  Snr.  prò 
Maga,  D,  Georgii  Magistrata  in  Provin- 
cia Lunen.  inter  caetera  domi  forig^ae 
praeclara  gefia ,  Palatium  perJSeiendum 
ornandumtftie  curavìt, 
MDUV. 

Teatro  Ifuovo.  —  Vago  per  forme  e  per 
ornato  è  il  nuovo  teatro  fabbricato  nel  [irin- 
cipio  del  secolo  XIX  da  una  sorittà  dì  otto 
soli  accademici ,  clie  lo  hanno  recentemen- 
te fatto  ridipingere  t  adornare.  Risiede  da- 
vanti la  piazza  che  fu  clausura  delle  Claris- 
se presM>  la  Porta  Nuova  sulla  strada  del 


JBQr^Poet  ìpank dove fm eomdM^Jlcon-  gasi  Talloni  nel  Voi.  XnàiTwÈfk  Vhfgl 

i^ento  dei  Fmtl  Domenicam.  dove  aono  riportate  ymne  iaerkìoBi  ia  m^ 

Fort^ificavoni  e  mura  di  Soriana.  -—  no  murate  aopra  i  iorffkmi  e  baluardi  ). 
Già  ho  annaosialo  che  Sarzana  fìno  al  te-  A  quel  tempo  Samoa  «ontava  tmfm 
colo  Xil  non  em  che  un  boiìgo  probabil-  porle,  riiiotte  quiaJi  a  una  eola  (  la  PMa 
mente  muralo,  mentre  nel  secolo  susaeguenke  a  Mare)  mentre  ora  sono  quattro  voHale  ve^* 
i  Pisani  che  ¥Ì  dominarono  fecero  innalzarvi  so  i  4  venti  principaii;  cioè  la  Porta  Nwo^a^ 
a  sua  dift«a  luia  rocca  (anno  ia6a) appellala  dirimpetlo  a  lev.  che  fu  aperta  assai  gn»* 
Firma  Fede ,  distrutta  nel  i486  dai  Fio-  diosa  sulla  fine  del  sec  XVIIl  tutta  ék  toar- 
reiilini»  che  tosto  rifiihbricarono  nel  luogo  mo  bianco  di  Carrara;  la  seoomia  voltata 
medesimo  la  cittadella^  che  tuttora  esiste  a  lib.  è  la  Porta  a  Mare  di  dove  escìva  la 
quasi  inlatla,  sebbene  ridotta,  una  parte  ad  strada  postale  che  passando  la  Magra  asvi- 
mp  di  cai^cere ,  etl  altra  porzione  a  caserma  vava  sino  a  Lerici,  mentre  ora  per  la  Spaia 
di  soldati.  £aa*  per  asserto  deir  ingegnere  continua  a  Genova  eoe  La  iem  porta  S- 
.antiquario  sig.  Carlo  Promis,  fu  edi^la  so-  rìmpvtto  a  settrgrco.  appellasi  Porim  JL 
pra  tre  piani  differenti;  da  principio,  dio*  e-  Frat^ceseo  penehèoondooe  alla  vioina  cfctN 
,gli,  si  volle  (are  up  quadrato  di  3o  metri  sa  e  convento  di  questo  nome;  fiualaBCflle 
per  lato,  agli  angoli  delqoale  innaUaronsi  la  quarta  volta  a  pon.  ooMerva  1*  aatieo  vo- 
tole due  torri  vd  nm  maschio  rotondo  nel  eabolodi  PoHa-CaUri^oiìì  Porta  di  Pm^ 
.centro  ;  qu^di  fu  prò!  ungalo  il  qaadrato  si-  ma,  perchè  per  costà  entrava  la  vecekb  fli»> 
119  ^  metri  53,9d,  e  piantale  le  altre  due  da  Romea^  o  Pontramolcse« 
forri  angolari;  finalmente  diventò  un  parai-  Li  oitb*i  di  Sanane  sotto  II  dooMBio  del' 
Jelogramroa  delValt^ua  di  metri  53,ao  e  U  Rqn  «li  Genova  fu  rcaìdeiisa  di  mi  com- 
della  Iqi^ghefza  di  metri  75,6o,  munito  di  missario  governatore  la  coi  atitorilèaì  Hmt- 
;4  tovri  <^U  angoli  f  «li  due  nel  centro  delle  lava  sopra  I  paesi  posti  di  quk  dalla  riva  sà- 
pifcolari  sporgenti  peri  ddlacisconferenza.  -^^tkr*  della  Magra,  e  su  quelli  aUa  Ma  de* 
Xa  forila  della  jiorta  mafftxa,  le  mura  (or-  stra  situali  sulla  sponda  orientale  del  GoHb 
.  tefqente  scarpate ,  V  allena  del  parapetto  e  della  Spezia  fino  al  taglia  attuale  dello 
lo  troniere  |K)sle  a  dne  ordini,  ne  rendo-  .postale  ohe  varca  quei  colU  prieoa  di 
pò  Taspetlo  af£i(to  simile  a  quello  di  tutti,  i  vare  alta  citisi  della  Spnia.     .Sotto  il 
eHStelli  di  quella  medesima  età.-«*-(C.  Pao-  .metempontrio  del  domiffiiofraiioraeSaixana 
.  MH,  Opera  cit,  )  fu  residenza  di  un  sottoprefello  del  dipmlft- 

]>opo  che  fu  cedala  Sarcana  a  Carlo  Vili  mento  degli  Appennini ,  il  dì  cid  fMleNo 

j^inno  X  494) ,  per  dabbenoaggine  del  figlio  risedeva  nella  città  di  Chiavari  ;  efinabiieeir 

,  di  colui  che  vi  aveva  ordinato  la  cittadella  solio  1*  attuale  irovemo  poòdwsi  che  Sariaaa 

testé  descrilts,  quel  sovrano  comandò  di  am-  divida  con  la  Speua  le  prrrogative  dì  capo» 

.  pliare  colesla  fortiiÌMO,.per  cui  vi  si  aggina-  luogo  della  provincia  di  Levante  nel  ducato 

serq  alcune  raezce  lune  al.  di  fuori  ed  un  di  Grenova ,  R.  Sardo,  alla  quale  peoiiasia 

haluardo  di  fronte,  (apponendo  a  queir  u-  speltanosei  mandamenti  o  giudicature ;cìaè, 

peni  avanz^itA  una  porta  cbe/u  chiamata  ^'-  1,^  SaruatWt  a.*  Spesia^  3.®  Lerioi^  4* 

sana^  forse  dalle  tre  armi  di  Pi  ita,  le  quali  feztdwo ,  5.^  XeMMlo ,  6.^  Godano* 

sono  costì  tullon  murate.  —  {Opera  cii,)  Alla  Spezia  risiedono  tutte  le 


Rispelio  alle  mura  urbane,  e(ì  hi  fossi  che  provinciali,  economiche  e  militari,  eiol, 

difendevano  coiesta  città,  per  quél  che  sia  T Intendente  della  provinola,  il  Tetaciere, 

della  prima  loro'costruz'^one^Ii  uni  e  le  alt^  nn  Colonnello  comandante,  00  Diielloie  di 

'esistevano  fino  dal  sec.  XIV,  siccome  rile-  Pulizia  ecc.  In  Sarzana  airinoootto  si  tiCK 

vasi  dagK  statuti  comunttatSvi  di  Sarzana  vano  tulle  le  autorità  gindìsiarìe  eoperiori 

del  iSao,  riformati  itel  Ì357.  fi  altresì  vero  della  slessa  provincia.  Tale  è  an  trìbwMle 

^che.labanoa.di  S.  Giorgio,  dopo  che  ebbe  collegiale  con  tutti  gli  stabilimenli  che  ap- 

ri(;nperato  Sarzana  dai  eomandanti  fmiMcesi  parlengono  direttamente  all'  ordine  giadi- 

,  di  cario  VUl(anno  1 496),  ordinò  ai  capitani  diziario,  siccome  la  oonservatione  delle ipo- 

.  che  manda^va  al  governo  di  questa  città  e  teche,  V  uffizio  del  Registro  ecc.  U  qoal  tri- 

tuo  territorio,  di  ricostruire  le  torri  ed  i  bunale  giudica  io  seconda  istaMa  gli  appetii 

iMluardl  inlorno  alle  mura.  La  qual  cosa  delle  sentenze  date  dai  giudici  di  Maiida- 

eblte  effetto  fra  il  i5t4  ed  il  i53o.  --(Veg-  mento,  le  cui  aUribusioai  sono  Imitale  alle 


SAB2  SAB2               i»( 

fft^  4Ì  pMMtMrìo  lomcDaffio  f  m  qoèllf  «tt  tHsolo  XT1  an  A|;b«Uiio  BeAificci  ì^rteofA" 
dumi  étik  e  cote  timìK  ;  altronde  wcr^e  tU  sullo  distinlo  ed  Hlitore  di  Ud  poenit  Idi  ilio, 
Ihbunaledi  (irìiaaitUiiXiiper  luftekcaiise  i  Bacoanaii;  mentro  nel  leoolo  XVII  si 
tifili» ««IO  alcune  poche  riservale  al  scnalo  rete  eelebie  nel  foro  altro  giurisperito,  Giu- 
di GeooTa  cIm  è  il  tribunale  di  appello  per  seppe  Mascardi,  scrittore  del  conosciuto  trat- 
tano quel  Ducato.  tato  de  Prohatiomòus  ;  final men le  nel  se- 

Uà  giudiij  poi  crìminali  la  coraiieleuxa  colo  attuale  lìorisce  tale  sclenxiato  che  come 

(M  tribunale  di  Sanana  è  limitata  a  quei  vivente,  per  naluni  di  qoesl* opera,  e  per  k 

dililli  cbe  non  importano  pene  maggiori  di  lui  modeslia  non  starò  a  nominare. 

ddlaCRfcere;  lutti  gli  altri  sono  di  coiDpe>  Gwurita*  b  Mawdaiikiito  ai  SAisauA.  — * 

Ina  del  senato  di  Gvno? a.  Lo  slesw  tri-  Stancando  di  notiiie  catastali  sulla  dimen- 

biaale  di  Sanana  fa  le  fuusioni  di  tribù-  sione  superficiale  di  cotesto  territorio  non 

B«l«  di  oommefcio  per  tutti  i  Mandamenti  si  può  indicare  con  esatleExa  quella  della 

Jdln  Provincia.  Comunità  di  Sartana  e  molto  meno  del  suo 

Jèkeiiimatti  recenti  di  Sartana,  •«•Du  Blandamento.  —  È  noto  bensì  cbe  i  confini 

Ire  soni  a  quota  parte  il  materiale  di  Sai^  comunitalivi  di  Sanana  corrispondono  dal 

una  è  migliorulo  assai,  sia  negli  editili  prt-  lato  della  Magra  a  quelli  descritti  da  G. 

tali V  sia  nelle  opere  {Hibbliche;  fra  le  quali  Targioni-Totselli  che  riportò  la  Rubr.  71 

CMaenlerò  :  1  .^  il  taglio  della  grossa  mie  del  libro  primo  di  quei  statuti  munici|MlÌ 

figlia  detta /o  «Servite  pressoi*  a  mica  Porta  (T.  XU.  p.  «4),  cioè,  dal  ponte  di  Ba- 

I  Ibfv  ed  è  di  costà  donde  esce  la  nuova  deUa  su  II*  A  moia  finche  l' Amoia  non  si 

lUaAi  postale  dirimpetto  alb  facciala  poste»  scarica  nella  Blagra,  e  di  là  mediante  que- 

rioce  del  Palauo  pubblico;  a. ^Tamenissimo  sto  fiume  sino  al  mare.  Dirimpetto  poi  a 

piiiggio  fiiorì  della  Porta-Nuova  a  triplici  selt.,  a  lev.  e  a  scir.  gli  antichi  confini  co> 

fie,  tutte  atlomale  di  piante  di  acacie  pini-  mnnitativi  di  Sanana  corrisponderebbero  a 

fcie  e  di  platani  orientali  con  piane  rolon«  quelli  del  suo  Mandamento  attuale  di  qua 

dee  lAtomo  alle  medesime,  come  per  lutto  il  dalla  Bftigra.  Gytesta  giurisdizione  infatti  si 

pMSggio^  Ibraita  di  sedili  di  marmo  bianco;  estendeva  lungo  il  tittorsle  di  Luni  fino  alla 

3»*il  laitrien  delle  strade  parallele  alla  nuig-  foce  del  lorr.  Parmignoia^  il  qunl  tono  ài 

gìorsdeè  Borgo,  e  questa  resa  più  eguaio  acqua  dirimpetto  a  lev.  serve  ora  di  confine 

ed  in  molli  punti  abbassata  sino  oltre  un  sino  alla  sua  sorgente  fira  la  GNnunilà  di 

braeeio,  talché  nella  piana  davanti  alla  cat*  Ortonovo  della  Provincia  di  Levante  e  quel- 

teMc  t^  è  resa  più  svelta  la  sua  facciata  ro-  la  di  Carrara  <kl  Ducato  di  Modena.  In  que* 

slMafinorasolterrataperdue  tarai  di  braccio,  st*  ultimo  tragitto  rasenta  la  strada  postale 

La  città  di  Sanana  ha  uiu  sola  parroo*  di  Grenova  e  due  dogane ,  mentre  dal  lato 

clùa,quelk  deUa  sua  chiesa  maggiore,  dalla  di  grec  verso  sett.  la  giurisdizione  del  Mau- 

qaak  nel  1 8^3  dipendevano  k  due  cappelle  damento  di  Sunana  termina  sul  crine  dt/ 

soflcaganee  de*  subborghi,  quella  di  S.  Las-  poggi  di  Ortonovo  e  Caslelnuovo,  ddi  quali 

sesaa  kv.  e  1*  altro  di  S.  Caterina  a  pon.  riscende  sulla  strada  postak  presso  il  Por» 

Sanana  fu  patria  di  uomini  illustri  nella  tone  di  Caniparola  per  ksciare  fiiori  il  ter- 
iloria,  ndU  spada,  nelk  gerarchia  eccle-  ritorio  modenese  dell*  ex-feudo  di  Ford  ino- 
sisilioa,  nelk  scicnie  e  nelk  lettere.  Sensa  vo,  che  lambisce  e  costeggia  da  tre  kli ,  ri- 
dira  che  in  Sanana  nacque  il  Pont.  Niooo-  montando  per  il  rio  di  Alba  Chiara  verso 
lo  V,  ed  il  suo  fratello  uterino  Card.  Fi-  il  fianco  occidentale  del  poggio  di  Fosdi- 
hppo  Gakodrini;  sema  dar  k  nota  de' por^  uovo,  a  pon.  del  quale  tro?a  il  lorr.  Amnìa^ 
ponti ,  Tesoovi  e  prekti  insigni  ohe  in  Sar^  e  con  esso  riscende  in  Magra.  —  Fra  simili 
isna  ebbero  vita;  senu  ripetere  k  lunga  confini,  sino  dai  primi  secoli  dopo  il  mille, 
lista  che  di  santi,  cardiitali,  vescovi  e  era  compresa  la  giurisdiuone  delk  città  di 
scienskii  diede  pochi  anni  fa  TabbateEraa-  Simna ,  come  risulta  anche  dalla  conven- 
nuck  Geriui  nelle  »m  Notizie  deiia  Luni'  zinne  del  1 3i  7  fra  cotesta  Comunità  e  Ghe^ 
ptmaj  DM  limiterò  a  rammentare  Giovanni  rardino  Malaspina  vescovo  di  Luni.  — (^eti. 
Medoseo  maestro  di  grammatica  in  Sarzana,  la  parte  storica  del  presente  Art,) 
Antonio  Ivani  tarso  scrittore  latino ,  che  Fra  i  maggiori  coni  d*  acqua  che  ba- 
nd secolo  XV  avamato  cuoprì  varii  ufficii  guano  il  territorio  della  Com.  di  &irz.ina, 
in  patria  a  iìiofi,  dtcìò  fra  i  più  distinti  del  contasi  per  primo  k  libera  e  pericolosa  fiu- 


m  SAB2  8ABZ 

B9AM  dalla  M4§t^  la  qmle  in  Umpo  di  doèt  che  ntl  eonaotolo  di  4P.  CBmiifB  StU 

cpfiom  piogge  viga  per  un  letto  imoieiuo  pione  ^^Weano  e.di.C.  Fuitfio  PUco^ 

«eot^  at^oi  e  aenia  oa  pooie,  coUnlo  deu-  (i  34  «nnì  iaoaozi  G.  G  )  4  jnferì  di  Icn»» 

derabiJe  per  non  pie  trattenere  nei  tempi  intorno  a  mille  metri  di  auperficie^  «  apr»> 

di  piena  i  paateggiefi  tnlle  doe  rive.  Se-  fimJarono  nel  territorio  di  Uutti«  e  «e  mtrm 

oondd  per  dimeniiooe  di  letto  è  il  torr.  un  lago.  Ghecchè  ne  sia ,  è  ooni  oert»  che 

Carcaidoia^  il  quale  lambisce  le  mura  oc-  nel  secolo  XU  fin  Lunt  e  la  Magra  ctiatera 

«MdiWtaU  di  Sarx«na  e  dà  il  suo  nome  alU  un  psidule ,  causa  priasaria  della  <ki>iaffi» 

piazza  maggiorf  della  città  per  dovepasmia  ne  di  quella  città.  —  A  dimotiracc  oolmle 

l!  antico  suo  alveo.  fiitto  giora  per  tutti  un  istrumcoto  pubàlioe 

Anche  il  torr,  CarevMeMo  manca  di  pon-  delPanno  11 54,  «8  ottobre*  rioopialoael 

ti  contuttoché  la  Gomunità  di  Sareana  nei  secolo  XtV  nel  Registro  ^teehio  ddU  città 

•uoisiatuli  del  secolo  XIV,  alla  Eub.  46  di  Samna^ool  quale  i  eoiuoU  gtori^tod" 

del  Lib.  I,  orrlioasse  che  se  ne  fabbricasse  witatis  Lune  (sic)  venderoiio  per  lire  otto 

«no  alla  dirittura  della  Porta  Coleri^  ossia  imperiali  al  G>mune  di  Amelia,  de  q«el  gior- 

di  Parma.  -•  Il  terzo  torr.  pia  dei  prece-  no  sino  al  primo  di  maggio  promimo  toh 

ilenti  scarso  di  acque,  tributario  por  esto  del-  tnro,  il  diritto  della  pesoa  ad  paimìt  di 

la  lV(»gra,  è  quello  àéVAmola^  detto  anche  Laaa  per  la  porzione  di  eletto  pedule  spel> 

I4  Giarra  di  Falcinello^  che  scorre  lungo  i  tante  alla  loro  città,  cioè»  tunéo  propa  Im» 

conlìoi  settentrionali  della  stessa  Comunità  nam  ^uaaimnt  se  extendit  distridms  ^ms 

Le  qualità  fisiche  del  territorio  del  suo  a  campo  supra  Peragii  msfme  esd  fmmtm 

Bfandamcnto,  contemplalo  alb  sinistni  del-  fuod  dieitur  Mimerà  etc,  Fn  roi^ato  qsrir 

la  Magra,  in  pianura ,  si  riducono  a  quelle  istrumento  in  Latta  stessa  da  Eorioo  aotan 

di  un  terteno  colmato  da  rena ,  ghiaja  e  imperiale  e  della  curia  lattenseadla  preasnu 

cioUoli  piii  o  meno  voluminosi  di  caUàffea  di  farj  testimoni.  —  Gotesto  documento  fital» 

appenninica,  di  calcaoea  saocaroide  e  di  grès  tanto  ci  airviia ,  che  nel  1 1 54  non  wlo  cai- 

aniieo,  siooome  può  vedersi  nelle  maggiori  steva  nelle  ^icinanie  dì  Luni  na  pedule. 

Cagliate  vecchie  e  nuove  longo  le  strade  macr  ma  che  U  slesm  città  vttiivu  ammìnisliata 

sire  di  quelle  campagna ,  mentie  V  osmtuca  dai  proprj  consoli ,  i  cpiali  davamo  alla  loro 

4v*  poggi  che  dal  lato  di  grec  e  di  seU.  lào-  patria  il  &stoeo  epiteto  di  gtori^sm  eitt4  » 

no  spali ien  alia  valle  consiste  in  strati  di  gloria  che  trapassàcome. un  bnleuo»«»(^cdi 

ailfrìlla  sehistosa ,  altemanii  con  quelli  di  VArt,  preeedemte), 

calcatca-arenaria  color  grigio-giallo,  i  quali        Grià  nel  tao4  per  attestalo  del  (ioni.  In- 

ullimi  vcf  goBsi  spesse  volte  attraversati  da  nocenso  IH  una  delle  ragioni  pcv  IcaaloaMC 

filoni  di  spato  calcare.  la  residenza  vescovile  di  Lutui  m  SnriHic  fé 

In  quanto  poi  al  terreno  lungo  il  Ulto-  per  causa  del  Paria  malsana  di  qiaoUn  città,  e 

rale  fra  la  Marineila  e  la  bocca  di  Magra,  Guido Qivalcanli  di FirtOBB  im eccolo 

air^rr.   MAauiiLL4  ni  Lom  si  disse,  che  (  1 3oo )  essendo  slato  mandato  eoa  dii 

cotesto  suolo  intieraasente  avenoso  era  stato  altri  cittadini  fiorentini  e  ooofìne  a&i 

diaegualmente  ricoperto  da  terra  vegetale  poco  dopo  fu  richiamato  di  là  perriateno 

depositatavi  dalle  inondazioni  delb  Magra  aere  di  quella  contrada^ 
ed  in  parie  ikl  non  lontano  torr.  della  Par-        Relatrvaniente  ai  prodotti  agmj  Stoaaa 

migmolm;  si  disse  ancora,  che  questa  tenuta  è  circondata  da  ridenti  colline  e  dia  ftvtslis- 

innanzi  le  operaiioai  agrarie  intrapeese  daU  sima  e  sana  pianura  «  dove  pwafiemao  gli 

ratinai  fittuario  sig.  MÌgni-GriflBi  di  Sarzana  ulivi ,  le  viti,  i  gelsi,  ed. ogni  SDCtn  d»  firattl 

era  spana  di  acque  stagnanti  e  di  lagune,  le  erborai  trameno  a  variate  piaato  da  scflMa- 

quali  per  trovani  arrestale  dalle  dighe  otom-  la,  mentre  veico  la  marina  nbbosidsmo.pa* 

boli  e  forse  anche  per  essere  infeHori  al  li-  scoli  natorali  ed  artificiali,  sseoome  la  doUo 

vello  itttuale  del  mare,  non  avevano  un  li-  all^ArU  MàaiaaujL  m  Lem. 
bere  sgor^jo ,  sicché  ndl*  estate  quell*  aria        La  GooMmità  di  Savsaaa  bob  mnntiinw 

diventava  oaalsanissima.  medici  né  chirurghi,  salassa  beasà  de*  aaae- 

Rispetto  air  origine  delle  quali  lagune  stri  pubblici  per  le  scoole  di  leggero»  aeri» 

il  prelodalo  Targioni-Tozsctti,  nel  T.  XI,  vere,  abbaco,  e  gsamosaliBa  sino  alla  reHo- 

paf.  oa  de*  suoi  Viaggi,  citò  un  caso  ripor-  vica  inolnstvc  — •  Non  vi<  si  fiumo  saarcatt 

lato  da  ^Wio  Oàic^nCe  (I^  Pnidégiù);  settimanali  ad  onta  ^she 


SABZ  SARZ  I9{ 

U  loroistituzioiM,  fono  hctu^  pernifMeqiiat-  naneio  che  carH^gMfva  con  il  Pont.  S.  Gre- 

Iro  fìn«  «nnnatl  di  bestiame,  le  qinili  cado-  gorio  Bfagno.  Sul  princi|no  del  «eoolo  \ 

no  «etla  domenica  di  Passione ,  nel  lanetA  era  vescovo  di  Luni  Adalberto  1 ,  ti  quale 

dnpo  fci  finta  della  SS.  Trinità,  tiel  4  ag.  e  nel  901  «ssisleTa  in  Roma  ad  un  placito 

nei  14  sett.^—  Per  gli  tfflEàri  economici  e  di  dell' Imp.  L/kIotìco  pubblicato  dal  Piorfii* 

g«Temo  Sanana  è  sottoposta  «If  intendente  tini  nelle  Memorie  della  contessa  MatiMii  ; 

delb'sua  provincia  residente  nella  Spezia,  ed  era  quello  stesso  vescovo  A<lalberto  ch<> 

,      e  ottenne  in  Pkivia  dalT  Imp.  Berencarìo  un 

«»ouà<M«  mi^  oo»^^4  DI  Sam^a  ,^p,i,^^  privilegio  in  fiivoi«  delh.  chiesa 

Blu.  émmo  i6i:à.  ^.  j^^.^  confermalo  più  lardi  ad  Adalber- 

Sin*n4,  Gitili  etuliborghi,  S.  M*t^  io  II  dairimp.  Ottone  I  (anno  963)  e  da 

rrtf,  Galtedrile  ....  Ahit.  IfP  $890  Ottone  II  net  981  al  vescovo  Goltirre'o, 

Sabxaiibuo,  S,  Martino,  Priorìa  .  »  1014  quindi  nel   1098  dall' Imp.  Corrado  il  S:r- 

Ftuavnxo,  SS,  Fabiano  e  Sebattia-  lieo  al  vescovo  Guido:  ali*  ultimo  de* quali 

no,  Prepositura »    ?>9ft  trovasi  data  o  piuttosto  confermata  in  be- 

«•        -  JL»    w o  ^r         nefitio  la  badiola  di  Bnitnato  con  tulle  le 

ToTAtéM  ...  «  AoU*  if .    65oo  à>        •      •  •     •    I  I 

«i^«p.         y^«v    ^^^  chiese,  beni  e  ragioni  da  passare  anche 

Diooisi  ni  Iii7ii»-SAu\aA.  —  kWArt,  Lo-  nei  vescovi  hinensì  suoi  successori. 
an  (Voi.  li  pag.  950)  disM,  die  dopo  man-  kWArt.  CAaaAai  n»mmpnlat  la  donasio. 
cala  oolesta  cittì  al  mondo  politico  ed  alla  ne  fatta  nel  i  i5f  da  Goltot'redo  li  vescovo 
storia  ecclesiastica,  dopo  essere  stale  trasfuse  di  titini  della  pieve  di  S.  Andrea  di  Carrara 
le  sue  onoriAcence  in  Sartana  bisognata  ri-  con  tutta  la  giurisdizione  S|>irituale  di  quei 
chiamare  il  lettore  ali*  Art.  di  quest*  ultima  piviere  al  priore  di  S.  Frediano  ili  Ijuo- 
ciftà,  dove  sarebbero  4ate  indiente  le  vr-  ca.  Lo  ebe  accadeva  due  anni  dopo  cht*  il 
ccade ecclesiastiche  delta  sua  diocesi  non  cbe  Font.  Eugenio  IH  aveva  preso  la  chii^sa  bi- 
le palHicbe  dtl  suo  territorto,  nense  con  tutti  ì  suoi  diritti  sotto  la  fmi- 

Fu  ooirsla  di  lioni  una  certamente  delle  tezione  immediata  della  S.  Sede, 

prime  città  della  Toscana  che  abbracciasse  Non  dirò  del  veseovo   Pietro  firaiiliaie 

la  fede  di  G.  Cristo  tostodiè  in  essa  nacque  dell'  Imp.  Fedengo  I,  cui  concesse  due  pri- 

il  maitire  S.  Eotichiano,  ti  quale  saffi  sol-  vltegi  conformi ,  il  primo  del  «9  giugno 

h  cattedra  di  S.  Pietro  nelPanno  •274  del-  ti 83,  dato  in  Costanza,  r*altro  del  39  lu- 

TEbi  volgale.  gito  ti85,  spedito  da  Sanroinialo;  sitibene 

InMti  la  sede  episcopale  di  Lnnf^rzana  rammenterò  quel  vescovo  Grualtieri,  il  qua- 
noii  rtoBneaoe  aleitn  m^ropolitano,  cssen-  le  nel  laoa  prese  ad  entiteusi  dal  marcbeti 
d«i  suoi  vescovi  sino  dair  orìgine  soggetti  Malaspina  varìe  terre  e  caslelii  della  Lum- 
ai MmBM  Ponlcftoe,  il  qual  privilegio  fa  giana,  e  ciò  nelPanno  stesso  in  cni  ilPòut. 
lom  cuwfeimato  nel  11 49  da  una  bolla  del  Inoooenzio  III  confiermava  alla  chiesa  di  Lu- 
Boni.  Bngenio  HI.  ni  il  prìvilegio  del  Pont  Eugenio  III  «ito 

Hon  si  pnò  nondimeno  accertare  ehi  fes-  anteeessore.  Allo  stesso  vescovo  Goaltierì  fu 
se  il  suo  prìmo  vescovo,  comeedlèriJgbeUi  diretta  altra  bolla  pontifìcia  nel  36  marzo 
abbia  poilo  ia  capoKsla  de*  tuoi  settanta  ve-  1 304,  con  la  quale  il  Phpa  Innocenzo  con- 
scovi «Iella  chiesa  di  Loni-Sarzana  an  Ebe  cede  la  traslazione  e  onorìfioeoze  della  cal- 
deo, (HahH  Deui)^  forse  quello  stesso  efa<e  tedrale  di  Luni  in  Sarzana.  Rammenterò 
nelPanno  3o3  intervenne  al  concilio  di  Si-  inoltre  il  vescovo  Enrico  di  Foceechio  come 
ndcsaa  aeNa  Campania,  e  di  nuovo  nel  334  quello  che  nel  7-38$  ottenne  dalPImp.  Ro- 
ad  mi  concitio  generale  adunato  in  Roma,  dolfo  il  diritto  della  iKcca;  e  fu  quello  stesso 
«Miene  queat'  ultimo  sia  da  molti  tenuto  vescovo  che  raccolse  tutti  i  diplomi,  bolle, 
per  apoofilb.  convenzioni  e  donazioni  relative  alla  chiesa 

AlprirooVcse.Ebedeotnccedè  altro  mar-  di  Luni,  dicendole  trascrìvere  per  mano  di 

tire  S.  IVienao^  cui  PUgMIi  fa  succedere  notaro  nel  famoso  bullettone,  denominato  il 

Tutore  per  terto  vescovo  tunense  interventi-  Codice  Pallavicino,  il  quale  si  conserva  dai 

tt»  ri  sinodo  romano  del  504.  —  Al  maitire  canonici  detta  cattedrale  di  Sarzana.  Final- 

S.  Ceccardo  quinto  vescovo  di  Luni,  di  cui  mente  rammenterò  il  vescovo  Antonio  da 

si  v<ueiauo  i  lesli  neMach.  col  legista  di  Cab-  Camilla,  davanti  at  quale  nelP  ottobre  del 

nasA,  sembra  cbe  sucoedfMe  quel  Vsk*  Ve-  i3od  trattò  il  poeti  IXinle  Alighieri  delle 

V.  V.  35 


19i  SARZ  SABZ 

ooo^izioni  dì  (Mieeoon  unraiootWmafcbtii  m^Hili  aottenUata  il  ttfritork» 

Bfa!«spÌDji.  Al  qual  fesooto  Antoaio^  morlo  col  quale  qiaeUo  «Ielle  Dine.  <li  Laai  e 

od  1 3 1 9,  submirò  Gèenfdino  MiilaipìiMi  gmlo  «la  pon.  a  iib.  si  dirift «ni  owoleGiil* 

che  Al  un  anno  dopo  condannato  daU*  Imp.  taro  dote  trovasi  il  terrilono della  diooon  di 

Arrigo  VII  |jer  aver  egli  abbrac«;iato  la  par-  Genova  e  di  couamvm  eon  cmo  arrivaon  al 

te  Gaella  cunlraria  ali*  Impelo.  -«  (  red,  promontofìo  di  Scitri  di  Levante  «ni  mare» 
rjrt.  prectierOe.)  AìVJln.  LemmàSA  VoL  li  pag    gBg  t». 

Dopo  78  vescovi  fu  eletto  in  qneslv  te-  portai  le  parole  di  un  lodo  dd  lao»  in  coi 

colo  (anno  t8»o)  Pio  Luigi  Scarabelli  prete  tono  dcserìtii  i  oonAnl  aiirgnati  io  qnd 

esemplare  della  Missione  e  inaigne  per  cari-  tempo  alla  diocesi  di  Luoi,  dojpo  cioè  i  «Ine 

U  cristiana.  Egli  ancora  fu  il  primo  vceoo*  primi  smanbmmcnCi  del  diitrètieabbaamit 

v.i  delle  due  diocesi  riunite  di  Saruna  e  di  Bmgnato  e  della  pieve  di  S.  Picls»  « 

Brugnalo.  — •  ^ed.  Bkcoiuid.  Fortovenere. 

Al  veacxnro  prenominato  è  succeduto  nel         Asmi  maggiore  riesel  |«r  la  dionesi  di 

1840  il  benemerito  Giuseppe  Agnini  tutto>  Lnni^Sanana  il  terso  smembromenlo  fiift- 

ra  per  grasia  di  Dio  vivente  vescovo  di  Ln-  t»  nel  1787  allorehè  il  Pont.  Pio  VI 

ni-S<inana  e  Brugnato.  se  in  cattedrale  la  driesa collegiata  di  & 

La  diocesi  di  Luni«Sanana  ba  subito  ria  a  Pontie aaoli^  assegpoaodo  alla  nnons , 

quattro  smembramenti.  Avvegnaché  esn  in  cesi  ta4  parroochie,  comprese  nella  Lnni- 

origine  abbracciava  tutti  i  popoli  della  dio-  giana  e  nella  Versilia  gmuducale»  delle qontt 

cesi,  già  abazia  di  Broguato»  staccata  fino  tre  sole  appartenevano  alk  cattedrale  d& 

dal  1 1 33  dalla  diocrsi  lunense.  In  seguito  Bnignalo.  —  ^ed,  Pohtbbisqu,  Osonaas» 
dal  Pont  Alesiundro  HI  con  breve  del  1 161        II  quarto  ed  ultimo  smembrameoto  cUn 

fu  concessa  alla  cbirsa  arcivescovile  di  Gè-  effieCtodopoil  t8a3  mediante  bolla ddPnol. 

nova  la  pieve  di  S.  Pietro  a  Portovenere  si-  Leone  XII  qmmd»  dichiarò  Hassn-Dk^ln 

no  allora  appartenuta  alla  Dioc  di  Lnni.  tede  di  nn  vescovo  euftaagaoeo  del  «etto* 

Cosicché  innanxi  il  1 1 33  coleste  diooesi  politsaodi  Loeca.->^&mlnfprmeiediet3 

dal  lato  di  Val^-Vam  oomptfendeva  qnssi  panoccbie^  41  delle4|uali  nelle  GarligaMm 

tutto  il  Mandamento  di  Godano,  e  datin  iMsm  staooete  dsUa  diocesi  di  Lneosvepn 

parte  del  mare  arrivava  sino  a  Sestari  di  Ls»  appartenute  a  qtislU  di  Lnnt-Seriaaa»cìoé, 

vante  ;  mentre  dal  lato  delbi  Tcecaoe  eon-  66  esistenti  nella  Lnnigiana,  e  %6  ndhiGei^o 

6nava  con  1* antico  corso  della  F'ersilia  si-  fagnana  alta.  In  compenso  «Iella  qnnl  pwJi 

no  al  Poire  di  Sirada  poco  ìnnanai  di  en-  te  lo  stssso  Pont,  riunì  sotto  il  pigialo  mt^ 

trare  in  Pietrasanta  e  di  là  rimonlando  00-  desimo  di  finni-Sanana  lo  diooesi  di 

lesta  fiumana  abbracdava  Valleochia,  Goiu  guato  non.  lotte  le  sue  pafVXiobie»i 

vafa,  Seravesaa  e  Hoeina  dove,  entrando  nel  do  i  privilegi  aHe  due  cattednli  nsHe 

ramo  destro  ohe  scende  daLeviglienieTer-  da  un  telo  vescovo  col  titolo  di 

rinca ,  i  di  cui  popoli  erano  compresi  nella  «ena  e  SrugnakK  —  ^ed.  Bau— aio> 
diocesi  lunense  con  lutti  gli  altri  paesi  del-       In  oonsegoema  di  ciò  nell'anno  iSS*  le 

la  Versilia  situaU  a  pon.  di  Leviglnni,  sa-  dneDioeesi  dìLnni^SavianeeBeugnalnemi- 

live  TAIpe  di  Terrinca  e  della  Gorchia  per  toveno  lai  pepoK,  %\  dai  quali  spstlsali 

poi  scen«lere  nella GaHàgnanasuperiorsprss-  elle  peima  e  3o  «albi  «oenda»  dove  'm  del- 

ao  Camporgiano  die  fi^eva  parte  del  pieve-  lo  anno  esisteva  one  popoladnne  toieledi 

nato  della  sua  pieve  di  Piana,  siccome  gli  7S015  abiU  spettanti  quasi  lotti  d  Bcysn 

appartenevano  sulla  sinistra  dd  Sercbio  i  Sardo.  —  Disn  qnad  tutti  poiché  eelle  par- 

peesi  di  S.  Romano,  S.  Donnino,  Mli,  rooehìe  posto  km  la  Valle^del^SenlMO  «  k 

S.  Anastasio,  Gragnana  eoe.  sino  alle  sor-  Yd-di  Mwgea  sono  coBapesse  adk  Gas.  dì 

genti  dd  Sercbio  di  Soraggio,  Di  nnelassò  Minuodano  dd  Ducato  di  Luoen ,  Ics  «pel- 

arrivava  lungo  k  cresta  deirAppennino  ohe  tano  d  Dnealo  di  Parma  9  e  ànt  dk  Cosn* 

serve  di  conSne  a  queste  dioocd  di  Tosca-  ddre&-fendodiEoocheMneSnveroddIln- 

na  con  qudk  di  Modena,  Reggio  e  Parme  calo  di  Modena.  Qucst*  nltime  eok  fasno 

ndk  Lombardie,  peemodosoptak cosi det-  perle  ddk  diooesi  dilmgnahK «««JM cor^ 

te  Aipi  di  Soraggio,  di  Mommio^  di  Coits-  renle  anno  però  trovo  U  nucMro  delk  dne- 

poraghena,  di  Moml^-Orimii^  dèlk  Cita  se  parvoochkU  ddla  Dioocd  di  Lnni  Senti 

e  Afonie  Moiitkiiieo.  SuU*uitkno  di  questi  na  eumeiHslo  di  ed  jMice  giii  oeppdUnie  m* 


196  SABZ  SAH2 

Siilo  nel  1436  Mgli  h^mMÌ  ripeluli  <K  Nio  vi  fi  HiceirTo  i  rfslauri  |»iu  urffenti*  i  90»' 
rolò  Piccinino,  quantunque  le  sue  |!enti  pi  eli'  li  vennero  uDohe  sol leciiali  dai  coiuaiiclidi 
«lessero  a  tona  In  vicina  citlà  di  Sarzana,  e  S.  M.  Carlo  Alberto  dopo  avere  egli  nel  4 
nel  1487  quando  i  soldati  fiorentini  se|)|}e-  agosto  del  1837  visitalo  cotesto  (urlilixÀo. 
ro  resislere  alle  truppe  genovesi  che  invisti-  Alte  falde  noeridionali  del  eollt  di  Smr* 
Tono  cotestla  rocca»  ed  infine  allorché  nelT  zancllo  poco  discosto  da  Sannoa  e  mìViu^ 
anno  1494  fu  inutilmente  assalita  dalle  fnr-  gresso  del  bellissimo  passeggio  iuori  di  Fòr- 
ze imponenti  di  Curio  Vili  re  di  Francia,  fa  Nuova  esiste  il  parco  del  Coi^aggùio  tur- 
che r  assediarono  nel  tempo  che  al  quar-  ili  lo  di  pittoreschi  ed  eleganti  reseiliinnies» 
tier  generale  del  re  Carlo  arrivava  Pieit)  zo  a  oleazan ti  giardini  dove  il  marchete  O- 
de*  Medici,  il  quale  fece  consegnare  que-  landini  suo  fondatore  fii  attualmente  piace» 
sto  forte  e  la  città  di  Sarxana  ali*  esercito  volt  dimora. 

francese  rendendolo  nella  stessa  guisa  padro-         Li  popofazione  del  borghdlo  di  Smn»- 

ne  di  Pielras:inla,  di  Pisa  e  di  Livorno,  e  Dello  nel    i535  componerasi  di  circa   4^ 

che  i  l'rancesi  ritennero  liochè  nel  5  mano  fuochi,  aumentati  nel  1747  sino  a  144» cb« 

«lei  i4i)6  il  bastardo  di  Brienne,  eh*  era  a  70  dei  fuochi  roedesimi  nel  villaggio.   Ma 

guardia  di  Sarzaua,  consegnò  questa  citth  e  stante  gli  etìTetti  della  pace  la  eh.  parroccbiala 

Sarzanello  per  una  somma  di  denaro  sbor*  di  Sarzanello  nel  x83a  contava  1014  abil. 
sala|<ti  al  Banco  di  S.  Giorgio  di  Grenova.         S^hz^ko  ,  o  Sjudzdno  di  GAi^j€itjtMjt 

III  memoria  delP  ultimo  avvenimento  fu  fra  la  VaMi  Magra  e  quella  del  Sirriiio.— 

posta  dai  Genovesi  la  seguente  iscrizione  in  Cas.  distrutto,  seppure  non  è  on* lUleraiio- 

marmo  esistente  tuttom  sopnt  uno  dei  tor-  ne  del  Cas.  di  SennezMUta^  compreso  nella 

rioni  di  Siirz-mollo:  Comunità    di  Minucciano.   Di   esm  tcoT»- 

M/^rv>r*T  wwi  M  fatta  menzione  in  una  merobnina  dell* 

MCGGCLXXXV I.  qdihto  me  haeth  aujvs     a^u     k    -      1*  v  .»    1»  »    - 

.  n        r»  Arch.   Arciv.  di  Lucca  sotto  ranno  na}.  A 

««•  .  r,.a__.^_,_.m  .^...«...«'...rb..*^  !««-..  genn.,  allora  quando  il  prete  RachipfaiMk» 

o  r>, esecutore  testamentario  di  Walpraouo  TOKle 

^  e  *  (I  Giovanni  vescovo  di  Lncca  Ira  eli  altn 

ampsAMO  LsTTAKao  tatbitio  bcaoiAWftif .  kamc  •      .  ^  /      l    1^   .        ixr  1         1 

^  ^  e    n  beni  una  saia  che  lo  stesso  Walprando  poih 

^ sedeva  m  loco  Servino  Jiniwtt  Garfamtrm^ 

GunaRAara.  _  .  ,         .    *'.         'io 

le,  compresavi  la  corte  e  terreni  ad  ean  S»^ 

Dopo  una  lunga  pace  gli  ultimi  avvenì-  la  annessi.  — -  (Memos.  Lecca.  Voi.  V.  P, 
menti  militari  spettanti  al  forte  di  Sai-za-  II.)  —  f^ed.  S/ila,  Piazza  e  SnaiiEZxAaA. 
nello  scendono  all'anno  1747,  quando  ali*  Sabzabo,  o  <$eaji£zz^ivo  alla  Marina  lue- 
occasione  della  guerra  della  successione  a-  chese.  —  Castello  perduto,  qiialon*  al  me- 
rendo i  Genovesi  aderito  alla  tega  gallispana  d*^imo  non  rimase  il  vocabolo  di  Ca«tigu»- 
contro  Taustriaca,  il  general  teilesco  Woc-  kr  Ds'Loccni»!,  ossia  di  CAsnacioiicxixo ,  o 
ter,  sceso  con  le  sue  forze  dall*  Appennino  quando  piuttosto  non  fosse,  se  non  il  C^ 
di  Fivizzano,  tentò  inutilmente  il  coman-  ariGuoa  m  VEasiLU  ,  qualche  altro  Cast,  m^ 
dante  di  Sarzanello.  Ma  colesta  escursione  partenulo  ai  nobili  di  Corvaja  e  Valleocliiaii. 
riesci  fatale  al  borgo  posto  sul  pendio  del  Conuiiiqiie  sia,  questo  di  Serrezzano  ooa 
colle  fni  il  forte  suddetto  e  la  città  di  Sar-  è  da  confonderti  col  Serauano^  o  Sanaa» 
zana,  per  motivo  che  quelle  case  al  nemico  di  Magra,  né  col  Saruano  di  Gar/af^mùma^ 
gli  approcci  della  fortezza  agevolavano,  tal-  mentre  i  prìiiii  due  furono  nella  Dioc.  «la 
che  si  demolirono  costà  da  tao  abitazioni.  Limi  e  questo  della  Versilia  spettava  ali» 
—  (C.  Paoms,  Oper,  eit,)  diocesi  di  Lucca.  —  Al  CA9TiGi.ioifK  iia*t>rc> 

Durante  la  dominazione  francese  nei  pri-  ohksi  ed  al  SBMàEtzjito  ci  richiamano  varie 

mi  anni  del  secolo  attuale  fu  decretata  la  azioni  militari,  come  quella  del  ia6i,qtiaa- 

distruzione  del  forte  di  Sarzanello  a  condi-  do  i  Ghibellini  della  Toscana  si  afifrontarona 

zione  che  tale  disfiicimenlo  dovesse  compir^  firesso  Castiglione  di  rtU-diSerehio  ctm- 

si  nel  termine  di  tre  mesi.  Il  qual  tempo,  tro  i  Guelfi  fiorentini  e  lucchesi  »  restati  ai 

come  troppo  breve,  fa  la  cagione  indiretta  di  sotto  con  la  morte  di  Cece  Buondelmoola^ 

che  Timpresa  non  avesse  più  effetto.  Ma  nel  il  qiiaU  venuto  in  mano  de*  nemici  .e  messo 

i8f  5,  dopo  che  la  Rep.  di  Grenova  fu  rìu-  in  groppa  da  Farinata  degli  liberti  per  oiat^ 

nita  al  R.  Sardo,  questo  governo  decixiò  che  parlo,  Piero  Asino  fratello  del  Farioata^per 


SASS  SASS  197 

■Dton  più  simile  «1  tiio  nome  che  nlla  i45o.  Finalmente  a  Sntaa  il  |ìotrsl:i  di  Vol- 

icmìtà  ilei  tli  lui  germano ,  con   una  term  inviava  i  luoi  iifiìciali  per  far  Rigione 

RBi  di  Imo  iiemiotendog lieta  sulla  lesta  ai  reclami  di  quegli  abitanti,  siccome  a|>- 

bìr.  Do|io  di  che  i  Ghibellini ,  dire  io  parisce  dalla  rilbrma  de*  statuti  voltemini 

te  fiorentino,  Sf*gnitando  la  fortuna  del-  deir  anno  1 4 1 1 . 

■■ma,  pnsono  il  Castel  di  Nozuino,        Innanzi  detta  epoca, e  pochi  anni  do|io  il 

"Ibdel  poni*  a  Serrhio  e  nella  Versilia  privilegio  di  Arrigo  VI,  il  Cast,  della  SasKi 

■piAponimno  delle  rocche  di  Hotafo  e  dipendeva  dall'abbate  del  Mon.  di  S.  Pieli-n 

B^rretaano.  — (G.  Villaki,  Cron,  Lib.  a  Monteverdi,  poiché  per  istnimei  lo  del  38 

C.  68,e  Amin.  Star,  Fior.  Lib.  V!,)  agosto  del  iao8  R»nieri  abliate  di  quella 

kilb  4esM  rocca  di  5erreftsano  r/e//a  ^10-  bai!  la  rinunziò  al  Comune  di  Volterni  la 

'"  éi  Lucca   nella   Versilia  appella  un  giuris«lizione  che  il  suo  monastero  ave^asn- 

Nodi  pace  dclTagosto  l'Jsg,  concluso  pra  varii  castelli  del  contado  volterrano,  fra 

Kmtofioli  fra  ì  Pisani  (d  i  Fion'nlini  i  quali  eravi  questo  della  Siissa.  ^^  (G'cika, 

i  i  loro  alleali;  in  uno  dei  quali  ar-  FfotUie  Isior.  di  f^olterrn). 
■  ordinò  che  i  Pisani  non  s* introni  t-        Arroge  che  nel  ia83  S:iR«cino  de' Lam- 

più  nelle  cose  di  Lucca  e  suoi  castel-  b»r«li  di  Volterra  signore  della  Sas»i  vendè 

WBMuaìo  Kotafo^  .fiontecaholi e Serret-  cotesto  pese  ai  Vnltermni,  compresi  i  beni 

i^  il  quale  ultimo  ivi  si  dichiam  com-  che  vi  aveva.  Finalmente  due  secrdi  dopo,  per 

Worlla  diocesi  di  Lucca. -^(0/>er.  eit.)  atto  del  98  hiplio  1474,  il  Gusl.  della  S;iss;i 

BISSA  (C:\STEL  m)  nella  Vut-di-Ccri-  con  m.dti  altri  luoghi  del  vicarialo  di  Voi- 

»  Vill.«  già  Gisl.  con  eh.  plel>ana  (S.  terra  si  sollomise  alla  Rep.  Finr. 
fea)  anticamente  sotto  quella  di  Co-         InaCom,  «li  Vollerni  nei  tempi  scorsi  pos- 

^t  Bella  l!om.  e  cirra  i5  migl.  a  lib.  di  sedeva  nella  Sassn  quasi  tutto  il  sutdo  per 

Ito-Gitini  della  Val-«li-Cecina,  Gìur.  e  slajate  900  circa  con  i  pscnli  e  IkmcÌiì  ,  il 

1^  ék  Volterra ,  Comp.  di  Firenze.  cui  legname  srr\  iva  per  le  mn je  di  Qucr- 

Mlieile  pveMO  la  liase  orientale  dei  Pog.  ceto.  . —  (.Arìtr.  orli.»  Hiformag.  m  Fia.ì 
lilf  invilo  sulla  sinistra  del  torr.  ^frrsis        AlPArt.  Caspllh  di  V»l««liCet!Ìna  di<si, 

CÌKiJia.  —  Imprima  memoria  sufK'rslile  che  il  suo  btillislero  nel  secolo  XV  fu  tr.i- 

b  firn  quella  che  conservasi  fni  le  carte  sportalo  ndlachii'Siidì  S.  Msirliuo  allaSiisvi 

■  CoRiunilà  di  VoMena,  ora  nell^z/rc/i.  già  filiale  di  quella  di  CnstUe^  divemila 

il.  Firr,  È  un  isirumenlo  deirotlobre  allu.ilmenle  cappellnniii  cui'.ita  della  Sasvi. 
M  rogalo  nel  li rrilorio  volterrano  pres-         ()lie  l.i  imut.  dell.i  S.tssii  di|»ei)fl«s$e  dalla 

nel  <Iast.  di  Seren:i,  nd  (piale  il  pi<ve  de*  SS.  (ìio.  Hillista  e  ^)uìrì(0  |)osl:i  .1 

:inln  figlifi  di  :itlro  ij.  (ìlieriido  Cnsf/tt^  nenbbiiinm  una  pro\a  in  una  in«  m- 

con  sua  moolie  Willa   nai.i  dal   fu  brana  del  iKolinb.  108'ji  dil  Moii»di  S.  l/i- 

iuiianlo  di  /r:;j;e  .r#i/iVa,  la  ipiale  per  rriizo  alla  Hixrilhi  di  Pisa,  ora  nell\7rr7#. 

■K  del   marito  viveva  a  lecgr  tango-  Dipi,  Fior,  <—  feii.  JfEizor  1.^  e  SrEntd 

Pi^vemlé  per  lire  ao  al  viseonle  Rolau-  {Piekk  di). 

U  fu  Guido  la  mela  delle  case  mass.iri*         Inlatli  nel  sinodo  volterrano  del   10  no- 

kVegii  pnssetleva  in  luogo  dello  Suisa  vembre  i3'»A  Irmasi  la  pie%e  di  Ciselle  a- 

E viene  di  S.  Giovanni  di  Cateltr.  venie  [ler  sua  sucAMirsale  la  eh.  della  >as4a. 
^  1186  il  cartello  dell»  SnMsfi  fu  Ira         La  sommilU  del  campanile  della  Sìismi  fu 

donali  ila  Arrigo  VI  Hd  Ildebrando  tro\ala  dal  P.  Ingliiramì  C78  br.  sopra  il 

irsrbi  ««scovo  di  Volli  ira.  livello  del  mare  Àlediterraneo. 

coiffla  donazione  però  di  Arrigo  VI         La  prroi'ehia  di  S.  Mitri  ino  alla  Sas<tanel 

rialodtmoslra  Tallo  di  suddilanz;i  i833  no%<ra\a  4?8  abil. 

laimio  in  seguito  gli  uomini  della         SASSAI^BO    in    Val-di-Mapra.  •—  Vili. 

il  Gmune  di  Volterra,  i  di  cui  sin-  con  aulir»  chiesa  parr.  (S.  Michele)   nel 

Mi  is34  riaunziarono  ai  Volterrani  il  pievaualo  di  Veudaso^Oom.  Giur.  e  circa  7 

il  eleggersi  il  proprio  giusdicimle.—  migl.  a  grec.  di  Fi\izz:mo,  T)ioc.  ili  Punire- 

liGDmanità  della  &iss:i  trovasi  una  moli,  già  di  Luui-Sarx.m'i,  Gimp.  di  Pisa. 

he  del  distretto  volterrano  allimta         RìskhIc  sul  fianco  meridioiiide  delTAp- 

18,  quando  il  magistrato  assegnò  ai  pennino  di  Giui|H)ragliena  sopra  la  confluen- 

i  della  Sama  una  tatti  annua  di  lire  za  del  lorr.  detto  lo  Sp*datuceÌQ  nel  Rosa- 


199  8A89  9AS9 

to^  a  poli.  MIA  fbee  di  SanMo  per  dot«  lévenli.  9r  a  m\ì.  di  Qmpi^,  9  MÌfl.a 

jpatei  la  nuova  strada  militare  di  A^ipgki,  tal  ieir.  di  Ontagncto,  if  ini^.  a  p».  «aertf. 

eonftne  toieaao  eoi  ■»Jamw^  ni  meno  «fiv  di  MaMa  Marittima  patmiido  per  i  mauà  « 

•ehft  pMt«rì«  nalarali ,  do?e  Ylfoiio  mH*  •*>  4  mlfl.  a  macitr.  di  Su^cwto* 
ttat«  oopiote  mandre,  come  pure  Ti  pfoipo*        U  paese  dalla  Sattetta  nel  fivo  di  acMea^ 

vano  molte  piante  <fi  castafai ,  eoneocbè  le  oaU  è  slato  dominato  da  ^arj  padvaiii,i  pie 

tbirste  maggiori  onasielano  in  cerri.  aatkbi  de*  quali  compariicc?tio  fion  |^  fta 

Dissi  antica  la  eh.  di  8.  Miekie  a  S^n^  ì  Ptennoccliicsehi,  come  malti  «d  lo  alesw 

fa/&o,  mentre  «ssh  esislefa  sino  dal  aeeob  credeva  «  ma  eon  i  Pannoocbta  dalla  teii- 

Xfl,  essendoché  il  Pont.  Eugenio  Ut  con  glia  Orlandi  di  Pim.  ^  Air  Art  Aa^au  di 

bolhi  del  I S  nor.  1 149  la  confermò  ai  ve-  Moaiaiaaw citai  an  doeotMnto  dal  t  «Sa*  in 

scoTÌdiLnmconlapieTediS.PMo(a¥€n^  cnì  si  paria  di  serie  rsppirsagUe  fiMe  ai  ben 

dMSo)  nf  I  cui  distretto  lino  d*  allumerà  oom-  a  persone  di  quei  monaci  da  9m  Pannoechia 

presa.  —  fW.  Fitib«iio,  C^mtmità.  signore  della  SiiMetta ,  diie  ddki  qmde  stir> 

La  parr.  di  S.  Michela  a  Sassalbo  nel  pe,  Ugolino  e  Ranieri  della  S^sswUm^  mt^ 

t835  contava  S94  abit.  4  aprite  del  1  «38  entrarono  jidla  lega  glé* 

SjfSdUrrwj  o  S^nttrrmJ  nella  Valle  bellina  oonctuna  in  S.  Maria  a  Muwtc  per 

del  Bidentc.«->À  questo  fuogo^ehe  diede  H  dàfn»  comune  ira  molli  nobili  e  CunMnilk 

vocabolo  alla  Cf>rte  Hms9*tmiinm  appartenuta  del  territorio  pisuno. 
air  Abaiia  di  S.  Ellero  a'Galfuta,  supfiango        Anche  Giovanni  signore delb  Sassstlii  n«4 

che  possa  riferire  la  corte  del  Smrto^  se  non  1273  fu  poteslii  di  S.  Maria  a  Montp;,  dova 

pìijitoslo  «lei  |»crdnlo  Castel  di  Smsmito  presso  fu  ucciso  da  quel  popolo.  Da  Gtovaoni  r  da 

Saitta-Sofia,  nella  cui  Gom.  il  8n990  ancon  donna  Bacciomea  di  Boiaano  nacqws  mi 

è  compreso,  Giur.  di  Galeata,  Dioc.  di  San-  mess.  Pino  signore  della  Sasseila*  del  qnale 

sepolcro,  giji  NulUus  dell* Abaxie  di  S.  Ellero  si  fa  mi  naione  in  una  carta  del  1 S  geamìa 

e  S.  Maria  in  Cosmrdin,  Gomp.  di  Ffreme.  1 33o  del  Mon.  di  S.  Marta  di  Pim. 

Air  Art.   AsAnà  nt  Galbata  rammentai        Alla  slcsm  prompia  apparteaeaa  uaiFun- 

r  escursione  finta  da   (^undibrmnio  duca  morchia  del/a  Satttttm  di  Pim,  eba  «si 

4i  Fitemze  sotto  Cnrlo  Magno,  allorché  is83  fu  poleatii  di  Voherm.  Anebe  61  Or» 

ytncò  con  una  schien  di  armati  l' Appenni-  dna  nelle  sue  flotixie  storiche  della  eiSlè  4t 

no  del  Bidente  rocllendo  a  ruba  la  C^rte  VoUerm  [pog.  46)  ebbe  cceasin^a  di  lam- 

fii  Satiamina  di  proprietà  dell' Abazia  di  mentare  alta  melli  del  secolo  XHI  un  Gui- 

Graleata.  -*  È  vero  altresì  che  un  luogo  de-  do  dellii  Sassella  potestà  del  Casl.di  Moa*r- 

nomiato  5afMMo  esisteva  sul  Bidente  di  Val-  verdi.  Quindi  egli  aggiunse  in  nula,  che  i 

bona,  dove  nacquero  i  figli  di  Giovanni  da  signori  deVa  dissella  erano  di  casa  Orlandi^ 

Satseito  de*  nobili  di  Valbona,  i  quali  neir  grande  e  potente  famiglia  pimnab  —  In  can. 

anno  io8a  donarono  all'Eremo  di  Carnai*  ferma  di  tale  ^erHii  il  eh.  Lami  né^W^ 

doli  un  estensione  di  macchia  posta  sulla  9tiie  Letitrarit  di  Fir,  aollo  dk  •)  gin* 

schiera  di  quel  1*  Appennino.  —  f^td,  Sar-  gno  1757  pubblicò  TArt.  qui  appressae 
TA-SoviA.  ^  (AaiTAi..  Camalo.  rom.  I.  ad        •  Hella  eh.  purroechiale  di  ^biiao  deHa 

a/lu.  1083).  diocesi  di  I^irma  esiste  l' iscriiiosm  HfiMi- 

SASSrrTA  fra  Ya  Valle  delhi  Gomia  e  te  relativa  a  un  Fabia  Orlandi  de*  signori 

quella  della  Sferui  di  Ceemu.  — Vili,  già  della  Sassella  in  Toscana.  » 

Cast,  con  eh.  plebana  (S.  Andeea  Avellino)  „  ^       ^ ^^^  ^..^ 

cspoluofo  di  Comunità ,  Ginr.  di  Campi-  «  ^  .  e.  

^s     «.*       ..  w        M  Iwi         r^^^      j*  MataTATiioauaoDMTtacaaEPATmEaSAxmfàa 

incavo  de*  monti  che  dal  lato  di  lev.  chin-  ^^  m^ 

j       ■       ••    *  Vi  A^  .  ^^  IX>Mua  JAOBT,  uiiDt  B8T  SBorrA  Pw»  i^nasTAS 

donoIavalledeHaC>>nm. mentre  vem^  ^^^^  ^^^^^^  ^^^  ^^^  p^^  ^^^^^^ 

coogmngono  n  Monte^  ^"^!^  Saxmta.  Do«.au.  .«1 P.  L. 

con  i  poggi  di  Castagneto  e  della  GherarA^- 

sca  dal  bto  di  maestr.  sulla  Stersa  di  Cecina.       Quantunque  non  ri  oaooaaa  wima  allo 

IVovari  fra  il  gr.  «8^  18*  3"  long,  ed  il  di  sottomissione  al  Comune  di  PIrms  nai 

^r.  43*  8*  latit.,  9  in  8  migt.  a  lib.  di  Mon-  tempo  che  la  fimùglia  (Ghindi  yDssaiIsfa  la 


SASS  SASS  199 

tlAiaol  MIO  dislrello»  tulUfolta  non  li        Miincala  però  quMlM  stirpe,  e  ricadulo  il 

Mf«i«  che  oottfSta  tenuta  non  sia  siala  feudo  alla  ciroen  tlur»le«  con  altro  diplo- 

MMUle  «lentfrìa  degli  Orlandi  di  Pisa,  ma  del  19  ottobre  i563  la  sif  noria  delln 

ti  Dclli  statuti  Fiorentini  del  141 5  il-  Sassetta  fucoiicessii  in  feuilo  da  Cosimo  1  al 

br.  II  del  Tnttalo  3.°  d^  Polii s  offf-  nobile  signor  Antonio  da  Montai vo  per  lè, 

's%  Irotaiì  designala  aooo  la  (amiglia  suoi  figli  e  discendenti  maschi  Irgiltimi  con 

€)i'landi;  e  la  cosa  medesima  con  mug-  ordine  di  perpetua  prìmogeniturii.  —  Do^io 

iciifma  è  ooniérmala  da  una  provvi-  estinti  la  discendensa  maschile  di  Anlonb 

ilella  Signoria  di  Firenze  del   io  giù-  da  MonlaWo,  fu  chiamata  al  majorascato  In 

L4l3t  in  vigore  della  quale  fu  sok|iesi  famiglia  più  prossima  per  {larrntelaf  quella 

lliswa«  e  quindi  con  decreto  del  ao  cioè  dei  Raniirei  della  slessa  patria  spagnuo* 

m  MPaono  stesso  venne  assoluto  dal-  la,  e  fu  disposto,  che  venendo  a  maiicarf 

in  dtllaflìo  della  lesta  Ranieri  ili  Tom-  anche  qurst*  ultima  prosapia  il  feudo  della 

dbfli  ÓHandi  della  Sassetfa;  alla  Sassella  pervenisse  col  rat-lodo  ed  online  me- 

|MM  il  pitdelto  Ranieri  era  slato  con-  disirou  nel  lign<iggio  di  donna  Giovanna  fi- 

■In  dn  Ugolino  Farnese  allora  potestà  glia  del  suddetto  Antonio  da  Montalvo,  eoe. 
■0UC.  G»n  altra  provvisione  poi  del        S  Ilo  il  governo  del  Granduca  Cosimo  II 

Inbre  i5i6  i  due  fratelli  Ranieri  e  Gè-  una  ten tenia  della  Pratica  srgrela,  del  is 

figli  di  Pietro  Paolo  della  Sassella  Cu»  marao  161 3,  dislaccò  la  Saisella  con  il  suo 

fichiaraii  riiNslli  del  Comune  di  Firen-  distretto  dal  conUdo  di  Pisa,  per  riunirlo 

lancile  i  roedciimi  nel  termine  pre-  al  territorio  distreltnale  di  Firenie. 
fe  wma  ai  erano  coitiluiti  davanti  alla        Finalmente  estinto  dalle  leggi  veglienti 

■ìs;  donde  avvenne  che  i  loro  beni  anche  il  feudo  della  Sissetta,  questo  paese  col 

m^nm  d»!  fisco, e  Tanno  sussegui nie,  suo  territorio  fu  eretto  in  Comunità,  sollo- 

Éi  1 4  gennaio,  ti  rogasse  Tatto  di  sotto-  ponendola,  in  quanto  alT  amministrativo,  al 

HW  M  Castel  della  Sassetta.  Quin-  governo  di  Pisa,  e  per  il  crimm^le  e  poliii- 

wm  a  quei  signori  eonlìscati  nelT  ol-  co,  al  vicario  regio  di  Volterra,  finché  con 

ési  iS«4  furono  venduti  al  pubblico  motuproprio  del  3i  dicembre  i836  il  ter- 

|0i.«»»(  Asm.  BBtxa  Rw>«m.  di  Fia.)  rilorio  comunilalivo  della  Sassella  fu  stac* 

■Ili  cbè  s  dinasti  della  Sassetta  frissero  calo  dal  Comi  artimenlo  pisano  eil  assegnalo 

i  pìnant  lodichiara  altro  istrumento  ro-  a  quello  di  Grosselu  e  per  il  civile  e  crirai- 

lellaSaaselta  li  8  febb.  del  1499,  col  naie  dato  al  vicario  R.  di  Campiglia. 
Pirtfo  di  Gio.  Ballista  del  fu  Piilro         La  pi)|>.ilazione  della  Comunità  «Iella Sa»- 

ian  pisano  donò  a  titolo  di  antefatto,  setta  si  riduce  a  quella  della  sola  {larrnoL^liia 

marffimeap^  per  ragione  di  none,  lire  del  suo  ca|)oluogo,  talché  il  nuiviiuento  ac- 

n  Toosmasa  sua  sposa  figlia  di  Pietro  caduto  nella  mnlesima,  rìdiicfsi  a  sole  tre 

^rf  §m  Bnnierl  della  Sisselta.  —  Ri>-  C|K)che,  come  potrà  vedersi  dal  Quadro  che 

mnoenno  del  fu  Francesco  della  Suve*  chiude  T  Art.  di  questa  Oimunità. 
^(Anm   Ikru,  Fma.  Carie  del  JHon.        Comunità  della  5atfer  a. -^Cotesto  ter- 

ft'jtfwfnrr  di  Pisa),  ritorio  comunilalivo  é  limitato  ad  ima  su* 

la  Sassella  col  suo  distret  lo  sol-  perficie  quasi  tutta  montuosa  di  7604  qiiadr. 

linio  «Iella  Rep.  Fior,  e  quindi  nel-  dalla  quale  supeificie  si  debbono  detrarre 

ith  ducale  de^  Medici,  cotesto  |iaese  96  quadr.  |>er  piccoli  corsi  d*  arqua  e  {«r 

«la  Cosimo  I  con  diploma  del  a  5  poche  anguste  strade. 
I  aSlf  >l  MIO  capitano  Matteo  Saba-        NcITanno  i833  vi  abitavano  689  indà- 

IFabrian^  P^  *f%  suoi  figli  e  disrfn-  vidui,  a  proporzione  di  73  (lersom*  per  ogni 

teacbi;  asvnondiè  per  alcuni  osta-  roigl.  quadr.  di  snido  imfiotiibile. 
M  prìa»  investito  della  signoria  della        Confina  con  tre  Comunità.»-  Dì  fronte  a 

rtnoDotrali,  ne  fu  falla  da  Ini  la  re-  sett.  fino  a  scir.  tocca  il  territorio C4»muiiita- 

alU  corona  di  Toscana.,  Allora  con  tivn  di  Monlevenli,  a  parlirtMlal  ììoim  del- 

■t^loBn  dd  i3  marifi  1 543  (stile  crw  le  Fì7/e  dove  accoglie  quello  di  Casavee 

I  In  ilciao  duea  di  Firrnze   conreilé  ekia  fino  al  suo  sbocco  nella  Sierut  di  Cc- 

paaria  In  fini«lo  la  Sassella  a  Pirro  Mu-  eiaa.  Ivi  piegando  ad  angolo  quasi  ivllo 

gii  S.  Gcocsio  icgrelario  di  Cosimo  I  volta  faccia  da  seti,  a  lev.;  e  costà  |ier  il  corso 

nlU  ma  diictndt^ta.  di  cirua  un  miglio  rimonta  b  Sterwa  pi«« 


tm 


SASS 


4elUi  che  pcfi  lascia  fuori  per  aaHie  il  pog'» 
gio  (Iella  Sttffoeeia;  Di  costassi!  medioate 
termini  arlificiaU  voltaDdefiiecia  a  greo.  in* 
Oammiiiasi  a  adr.  verso  il  botro  di  Coras- 
fmtta^  col  quale  entra  nel  lorr.  LodenOf  mer- 
cé cui  dopo  ritrova  quello  detto  del  Bfag- 
sera.  Costi  cessa  il  lenitorio  comunitiitivo  di 
MoQteverdi  e  sottentra  a  confine  l*  altro  di 
Su f  «reto,  che  fronteggia  col  nostro  della  Sas- 
setta cambiando  direzione^  da  primo  verso 
lib.,  poscia  a  pon.*  tinche  dopo  due  buone 
miglia  di  montuoso  cammino  sai  Cape  di 
JHoate  cessa  il  territorio  diSuvereloe  viene 
a  confine  quello  delia  Gherartlcsea.  Con  que- 
st*  ultima  Cooranità  il  terrilorio  della  sa»- 
sclta  percorre  per  due  miglia  il  orine  dei 
fioggi  di  Castagneto  nella  direttone,  da  pri- 
mo di  raaestf .,  poi  di  selt.,  finché  sul  poggio 
del  Carpindo  piegando  a  grec  scende  di 
conserva  con  l*  altro  territorio  nel  botro  del 
Cerato  e  con  esso  in  quello  di  Catwfteekia^ 
merco  cui  dopo  un  buon  migl.  di  disces»  per> 
viene  nel  boiro  delle  faille  al  punto  dove 
la  Comunità  della.  Sassetta  ritrova  il  terri- 
torio comunitativo  di  Monteverdi. 

Non  vi  sono  strade  rotabili,  ma  tutte  pe- 
donali o  mulattiere,  come  quelle  che  da 
Monteverdi,  da  Suveretp,  da  Gampiglia  e 
da  Cislagneto  passano,  o  arrivano  sino  al 
fiaese  della  Sassetta. 

Per  quanto  la  contrada  di  questa  Como- 
nilii  sia  monlnosa,  non  vi  •*  incontrano  prò- 


SASS 

miiKBie  notabili  spettanti  al  suo  Imilasto, 
mentre  a  ostro  gli  si  para  innami  il  Momte* 
CaliHìf  la  cui  sommità  spetta  alla  Coarnsìlà 
di  Camplglia,  e  dirimpetto  a  Itb.  eda  selkle 

cime  de*  monti  della  Gberatdesoa  e  4iM"1s 
verdi  appartenenti  a  queste  due  GoBinmIfci 

La  maggior  parte  dell'  osaatora  di  colerti 
monti  consiste  di  calcarea  cornetta,  b  qua» 
le,  quanto  pie  uno  si  avvicina  al  fianco  set- 
tentrionale del  Monte  Calvo  e  a 
stagnelo  o  della  Gberardesca ,  si  trave 
vertita  in  calcarea  pia  o  meno  grattosa  ^  di 
aspetto  e  proprielà  quasi  aaamovQa. 

Eispeilo  alle  prodnùoai  del  suolo,  qns- 
ito  della  SametU  è  copioso  di  saaooinaadi 
selve  di  castagni  che  coslitnìieoQO  la  fisossa 
maggiore  di  quei  possidemi.  —  I  pascoli  o»- 
turali  si  limitano  a  poche  bestie  boviaec 
cavallioe,  a  qualche  msndcm  di  pecora  e  a 
pochi  animali  neri. 

La  raccolta  delle  granaglie 
li  che  nò,  e  1*  industria  mani 
dirsi  quasi  nulla  alla  Sassella* 

La  Comunità  mantiene  un  nwdioo^bi- 
rurgo.*—  Il  suo  giusdicente  pel  civile  a  «si* 
minale  è  il  vicario  E.  di  Campiglia,  dova 
si  trova  pure  la  sva  cancdlerw  oomimka- 
ti  va  con  r  ingegnere  di  CirooDdario.  L*af> 
fitto  di  esasione  del  Registro  è  in  Piombi* 
no,  la  conservazione  delle  Ipoteche  in  Voi- 
lem  ed  il  tribunale  di  Prima  istasia  in 
Gioiseto. 


paè 


MOVIMENTO  delia  Popolaùoae  della  P^naoccMtét  b  ComvmTA*  dmllj  Smsskttji 

a  ire  epoche  dii^rte ,  dhim  per  famiglie. 


Aaao 


1745 
i833 

1840 


L 


iMauaaai 


mate. 


fi 


46 
80 


i36 


emm. 


33 


lao 


ADULTI 


mate. 


femm. 


47 


fOO 


9« 


«o 


109 


89 


GoarooATi 

dei 
due  sessi 


63 


3o4 


a3a 


BOC3.ISIAST. 

dei 
due  sessi 


Numaro 

detU 
famiglie 


6a 


143 


lai 


Toialiii 
Popolai 


aS3 


0S9 

«78 


SASSETTA  DI  VARA  nella  Val-Ji-Min       È  situato  sul  fianco  meridionaleddr  Ap- 

fSni*"Cas.  con  eh.  parr.  (  Presentazioiie  di  pennino,  chiamato  Monte-Rotondo,  Ira  il 

Maria  Vergine)  nella  Com.  di  Zignago,  Man-  torr.  di  Godamo  e  quello  di  Cm^tigmiéat  i 

demento  di  Godano,  Dioc.  di  Luni-Sanana,  quali  scendono  alla  sinistra  della  V^laswl- 

Provim^a  di  Levante,  E.  Sardo.  la  fiumana  di  Vara.  -«  Fcd,  Zsbbaioo* 


8AS8  8A8S              901 

hàpmr.UàB  Pi«Mrta<i<meA]lmiV«r-  pNtlesol  6.  Sieve  ditasti  al  pofgetis  di 

■Us  SunNi  ék  ¥Mt  nel  i8Sa  afcta  Monte  Sairi.  ^Vti.  Sofà  fi. 

~ia«  «bitaalL  SASSO  (CASTEL  so.)  nella VaMS-Gor^ 

SASSI  ai  GARFAGlf  AÌIA  odia  VaHa  sa-  ma.  —  Vili,  ooo  eastellara  a  parr.  (S.  Bar- 

|MÌafa  M  Serolikk  «-  Vili,  eoa  di.  pur.  totomaeo),  dofc  da  lanfo  Impo  Iti  Uasla- 

(S.  FiT  jiaMì)  «dia  Coat.  e  due  buone  aaigL  a  tato  il  feste  hatterimale  ddla  dialnitla  diie- 

fMu-aaacrtr.  di  Malanaiia»  Gìar.  di  Traaii-  m  pldmia  di  Camumtimm^  alla  q«ale  di* 

lieo,  IKoe.  di  Maiai  Panie ,  già  di  Lmxa,  dd  Gtft.  dd  Snfo  è  ataU  pure  amcMa  la 

foiuno  di  Caatalnnof o  di  Garfiigaaaa,  Do-  oappella  cacata  di  BrmuAwm  oeMa  Goai. 

cala  di  llodcoa.  Gior.eoHiViianMgl.aoatfoddlePòioanMi- 

■ideit  io  aaoote  alla  deitra  ddla  fW--  ee,  Dioc.  di  Ydtcrta,  Goenp.  di  Pisa, 

rìsa  JCMiOy  o  di  Ckjfa/oiioao,  fot  qoeato  Ridede  in  monte  loU'citfeniooaaiiiedei 

cotto  d'aaqoe  a  la  villa  di  S5/Ì0.  coolado  Sterrane,  aopta  la  aoryolt  dd  fi.^ 

Cntette  doe  ville  di  aaotagoa»  S^ib  e  Gamia,  pteNO  la  creata  di  qodli  dal  qoaM 

J^Mh  aa«a  wao  potate  io  oo  iatnnaeoto  patn  la  alrada  pronodale  Mine  tana,  detta 

Nofciaii  dd  %%  giogoo  f  Sa  citato  ali*  Ari.  dd  Ctrro  Bmemóyt  ddla  eoi  aooifldtii  afi- 

ftara  PaaciASA,  od  eoi  pificae  la  aia  pope»-  loppaod  doe  valli,  ciaè,  4vdla  drik  Cor- 

ladane  ndlo  apidtoale  oo  di  cm  comprcou  ola  e  Tdln  oppaata  ddla  uedna. 

lo  00  altro  dooomeoto  ddl*  anno  844 ,  QoeUo  castelletto  benché  pioooks  «l>be  I 

lOifQrtOfddloatcaoiireA.itfrat^.diXntf»  aooi  retton  a  fti  anche  Goiaoniti.  Inpe» 

m^  poèUicato  ndle  MeaMr.  Loodi.  (Tom.  cocche  fli  abttanU  dd  Coalel  M  Sasm 

?.  P.  IL)  d  tratta  di  beni  paiàs  a  8mm  /-  nd  iao4  ptomìmo  dare  afoto  per  «punto 

atlatf  Cnatronoao.  potofaoo  nel  cmo  di  gnerra  al  Voitemoi, 

kWArt.  Eauo  loGAavAaoAaAd  diaw«  che  dd  qoali  b  loro  Commiitk  nd  i  a88  fii  al- 

aatala  vkofeotva  parte  dd  popolo  di  Joffjt  linda  per  Fannnaaaauoadi  Kio  «900.  In 

«ooaodchendi495feamediftoBlainS9/la  qoaolo  apatta  d  ginadieenti  di  qoerto Cast., 

ooa  ofipdb  per  cooioda  ddla  popolaiimie  gli  noadoi  che  nd  laSa  F abiUoano  ddi- 

pìfc  lootea  cblk  eh.  parroechiale;  od  dlor>  benutsoo  di  cikadaroe  la  aedta  d  Gomune 

che  in  fo  iodicata  la  papdadooedell'aooa  di  Volterra,  d  ^oaleOooione  poi  i  Safena. 

ftSa  ddb  parr.  di  Efiio^  io  Pomaa  dT  ned  nd  t3«9  «  rihdlarorio.  —  Ma  b  no- 

alm  dì  8m9n  ateendcnle  a  «04  MX.  in  tidi  pie  impottaole  b  noria  a  qoraio  ca. 

tono,  mentre  a  teoore  ddb  nota  datami  atettetto  d  ttova  in  on  docnmcnio  dd  3| 

ddb  eoncelleria  vemodle  di  Mmti  l>nfole,  aaano  cagé,  vigoadbote  b  ricagoidone 

Sa«i,  «da  r  Mm  di  Susi  rtmÈm»  I79  dl^eooini  aacridioadi  dd  contado  di  Vot 

ahil.  e  aaK  t97  b  com  di  SgSio.  AIT  in-  term  poad  fra  i  Uni  itti  coaranitatbi  dd 

cenlfn  ndb  nota  favoritami  dd  governo  ài  caddletU  di  Cbmta,  di  Cmstiglim  Ber- 

rmkinuuvo  in  Garbgnana  esigevano  nel-  nardi,  di  Mfmi909téi^4k  £ee0Mi,di  Serw^ 

r«HM>  atemo  tt«  arnioni  difma  nelle  dne  annoeddC^wfeldd  5nMn,  pacdioUigfth 

paivncdne dtale coni 004 abit.,eioè:  ramprcd  aataa  b  gjodadjaione  politica  a 

-                                         ^..-   i^o  .  Vollerm.  —  ^ad.  CoaaM  {CjsntAo  ai). 

»«w  con MU.  a.    400  Dal  dnado  diooemna  tanoto  in  Voltma 

Vr?Jf^  '  :  Vff  ;. •  *'*  tttonofèm;*feddiS5«appanaDe,cbeb 

JipidiSmsnedEgbocou...  nj2l  drima  dd  ^jo  «ta  b  priSTeible  ddb 

ToT^LB  .  .  .  Mii.  /f.*ioo4  dbtrotta  pieve  di  CaonNcMono,  dil  coi  pie- 

rad.  HcftAmAoA  nelb  YaUa  dd  Smcbio.  vano  dlom  dipendevano ,  offtie  noceto  dd 

«OMO,  bchieae  di  Mmtte^BséomJo,  di  Cm^ 

SASSI  (MORTE) ndb  VdiHSioiO.~  gnaoo, ddb  HiraéffilB  Fammoeeki^idks  e 

^ed.  McOTvaAM,  d  qoab  Art.  d  poò  ag-  di  Brueoumm, 

gjiioffci',  di  amtm  dato  coarto  nna  da'aa-  Ignaro  Topom  ddb  Irmiatìunc  dd  aacro 

alaibtIieonCeBBMtod  canti  Gnidi,  nd  II 9^,  Ibnte  ddb  pieve  di  Caimogarooo  in  qptéU 

dia*laip.ibrigofl,«odiaao,dairim^  eoa  filide  dd  ^o#ao,  dr  ottima  ddb  ^uali 

nm  ftgbo  Federigo  n.  Ib  pom  onlta  b  oqipdb  di  Broedano.  Ma 

Inobre  ^er  prowinone  ddibecata  ddb  ékt  M  non  aecademe  ae  000  vero>  b  Ime 

Signoda  di  Rrmaa  nd  «  9  M4.  ddTan-  dd  aecdo  XV,  lo  dimadri  on  latromcoio 

no  ta9§  ^aU  caomoi),  ffa  milidiu  nn  dd  3dioenibce  1471  togdodaAnlonitfHa. 

V.  V.  %6 


202               SASS  SA68 

ni  ài  Sttmna,  nel  tempo  che  qacl  letlenHo  diruto  sol  fi.  Ombrone ,  lìoooiiie  lo  cft  ad 

era  cancelliere  del  G>m.une  di  Volterra,  col  ana  chiesa  plebana  (S.  Michele) nells  Gom. 

qaale  si  dichiara,  che  U  giorisdinone  poli-  e  circa  mìgl.  4  a  maestr.  di  Gnigirao^Givr. 

tica  del  contado  di  Volterra  si  estendeva  per  di  Arcìdosso,  Dioc.  e  Gonip.  di  Crosmo. 

coteata  parte  lungo  la  strada  maestra  ehe  fi-  La  rocca  del  Sasso  di  Maremma  risiede 

no  d*  allora  passava  per  il  poggio  di  Bruc-  sopra  un  risalto  di  collina  alla  ainittra  del- 

ciano,  e  di  là  in  diritimra  alia  Pie^e  di  P  Ombrone  che  scorre  sotto  di  essa  due  liti 

Commeisano,  e  da  ^esta  Pit^w  in  linea  di  balestra  al  suo  pon.-maestro. 

rtUa  sul  fiume  Cornia,  seguitando  detto  Trovasi  perciò  a  cavaliere  dcila  strada 

confine  sin  dofe  termina  la  Comunità  di  prò  vinci»  le  detta  la  Traversa  de*  Mtomti^  fa 

Volterra  con  quella  di  8tonte*Rotondo,  eec,  quale  staccandosi  dalla  regìa  GfTosaelaoa  ali* 

Dalla  quale  esposizione  ne  conseguila- che  osteria  de*  Cannicci  ^  passa  cosili  in  bafca 

la  Pie9€  di  Commessane  esisteva  fra  la  V  Ombrone  per  condurre  a  Montaktno. 

Comia'  e  la  stradi  provinciale,  oggi  detta  II  Sasso  di  Maremma  nei  primi  secoK  do- 

del  Cerro  Bucato,  compresovi  fra  gli  altri  pò  il  mille  fu  dominato  dai  conti  deir  Ar- 

il  territorio  di  Castel  del  Sasso.  denghesca  derivati,  io  dubito,  da  un  conte 

In  fine  con  lodo  del  io  luglio  del  iS'jZ  Ildebrando  nato  da  quel  C.  Gherardo,  che 

fu  pronunciato  dai  Commissari  eletti  dal  nel  998  confermò  ad  enfiteun  dei  beni  p^ 

Comune  di  Siena  da  una  parte  e  da  quello  sti  a  Pari  ed  9Ì  Sasso,  «—  Ved.so^psmVArt, 

di  Volterra  dall*  altra  parte,  col  quale  venne-  SAirri-FioaA. 

ro  terminate  le  vertenze  tra  gli  uomini  di  In  seguito  vi  acquistò  de*lalilbiiA  la.Ba- 

Monterotondo  e  quelli  del  Sasso  in  mat^  dia  dell*  Ardengheaca  per  donazioni  ricevo- 

ria  di  confini.  -^  (  Loe.  di»  Ctìrte  della  te  nel  principio  del  secolo  HWL  dai  snoi  si- 

Com.  di  Volterra),  fuori;  e  ciò  innanzi  che  vi  ponedcaae  dei 

Nel  distretto  di  questo  paesetlo  e  degli  al-  beni  lo  spedale  della  Scala  di  Siena.  4  qoe» 

tri  vicini  di  Seraszanoedi  Leccia  emergono  st*ul(imo  ne  richiama  un  istrumento  di  pn^ 

dei  fumacchi  ricebi  di  acido  borico, descrit-  cura  del  i  febbraio  i  aS?,  col  quale  Caccsa- 

ti  agli  Art,  LiooHi  ubi.  Vof.TEaaAao,  Moa-  conte  rettore  dello  spedale  della  Scala  (fi  Sie- 

TB-CcasoLi  e  MoMTi-BoToiroo.  na,  previo  il  consenso  de*  suoi  frati,  eoitilid 

La  pieve  di  S.  Barlolomroeo  nel  Castel  tm  proooratore  incaricato  di  agire  nella  cau- 

del  Sasso  ali*  anno  x833  avciva  55^  abil.  sa  che  detto  spedale  aveva  con  i  comi  éei 

SASSO  (  BADIA  nm.  )  nel  Val-d*  Amo  Sasso  e  con  gli  oblati  e  converti  della  IT*. 
casentinese.  —  Porla  tuttora  cotesto  voca-  gione del  Ponte  del  Sasso. '^{kmtm-'Dm» 
bolo  una  soppressa  badiola  dedicata  alla  De-  Fioa.  Carte  degli  (HÌ9elam  di  Piwtofmy 
collazione  di  S.  Giovan  Battista,  i  ruderi  Arroge  a  ciò  un  altro  istmmeoto  del  a 
della  quale  esistono  sotto  la  cresta  dell'  Al-  luglio  i  a59 ,  mercè  cui  i  monaci  ddla  Ba- 
pe  di  Catenaja  sopra  Vognano,  fira  i'borricbe  dia  Ardengbesca  diedero  facoltii  a  don  Be» 
mettono  in  mesto  cotesto  villaggio^  nella  nedetto  abbate  di  quel  Mon.  di  eleggers  in 
<2om.  di  Subbiano,  Giur.  Dioc.  e  Comp.  arbitro  il  pievano  di  S.  Innocenaa  alla  Pia- 
di  Areno.  na,  onde  poter  transigere  con  Ranieri  rei- 

Fu  questa  badiola  degli  Eremiti  Cattai-  tore  dello  spedale  della  Scala  di  Siena  ri- 
dolensi»  nei  di  cui  Annali  es?a  è  rammen-  spetto  al  giuspadrouato  di  varie  cbiese^aka- 
tata  fino  dal  secolo  XI,  citandosi  iri  una  ne  delle  quali  erano  poste  nel  Castel  del 
carta  del  giugno  1089,  nella  quale  è  fotta  Sasso  di  Maremma.*-  (J^oc.  eit.^  Carie  del 
menzione  della  Badia  di  S,  Giovanni  de-  Mon,  degli  Angeli  di  Siena  ). 
collato  al  Sasso  edificata  sul  monte  nel'  Che  coleste  chiese  del  Castel  del  Saaaafea- 
VAlpe  di  Popano,  In  quel  tempo  vi  era  ab-  aero  semplici  oratorj  me  lo  fii  credete  il  6t^ 
bate  un  tal  Winizzone,cui  succède  nel  i  xoi  to  che  la  pieve  posta  presso  il  castello  del 
r  abbate  Placido.  «-  Anco  fra  le  membra-  Sasso  di  Maremma  esisteva  aoito  il  titolo  dì 
ne  della  badia  dei  Benedettini  di  S.  Fiora  S,  Maria  a  Marturidì  giufpadronato  dei- 
di  ArezBo  eravi  una  carta  del  1973,  nella  le  monache  di  Monte^Uese,  dette  poi  di  S. 
quale  si  fa  mentione  àeW  abbate  del  Sasso,  Prospero  a  Siena.  Infatti  con  istramenlo  del 

SASSO  DI  MAREMMA  nella  Valle  infe-  a8  marzo  1 998,  rogato  in  Siena  nel  Mon, 

riove  dell*  Ombrone  senese.  •—  Piccolo  Cast,  de*  SS,  Ambrogio  e  Prospero  éeiim  Ce- 

csok  rocca  che  ha  dato  il  nome  ad  un  ponte  stelhoeia,  mcss,  Pagno  pievano  della  pieve 


S  A  S  S  S  A  S  S  203 

i^posU  nella  corte  del  Castel  del  moria  da  quel  teiu^io  in  poi  ;  nel  cui  silo  re- 
ità M  Ciugietsa  marittima  {sic),  ri-  stano  tuttora  gli  avanzi  dei  piloni  poco  lun- 
aio  la  sima  pieve  alla  badila  e  mona-  gi  dalla  barca  del  Sasso. 
'.  di  S.  Prospero  di  Siena  come  patrone  Nel  secolo  susseguente  trovo  che  il  G>- 
bftìcvt  medcsinia.  —  (Zoe.  cit.  Carte  mune  e  uomini  del  Sasso  di  Maremma  per 
iÉem,  ielle  Trafisse  di  Siena),  rogito  del  14  die.  i4o3  si  sottomisero  di  li- 
ìcmSà  ikl  Sasso  dì  M>reiiinia,  o  delfAr-  bero  arbitrio  al  Comune  di  Siena  con  alcn- 
■flBca^  si  unirono  ai  Senesi  contro  i  ne  favorevoli  capitolazioni.  —  {ìoc,  cit,) 
Iìmà,  eakitnì  di  1  irò  nel  i  a54  solto^iusero  Cotesto  castello  è  cinto  di  mura  con  una 
14iMailelloalUgìuriSiIiziouediSiena,  in  sola  porta  ed  una  ventina  di  case  dentro, 
piicht  due  anni  do|io  altri  di  quella  con-  mentre  circa  60  sono  sparse  nella  sua  cam- 
Wm  si  annoverano  fn  i  ribandilieil  asso-  pagna.  Gli  abitanti  del  S;i>so  di  Maremma, 
kÉòlk  condanne  fatte  contro  essi  dal  go-  dopo  caduta  Siena  iu  potere  delle  truppe  im- 
■l£Sicni.«-"  (Atea.  Dipl.  Su.)  perla li-medicee  si  soUomiscro  al  duci  C)si- 
%l  1*94  in  sottf nirata,  in  parte  alme-  mo  I  per  atto  pubblico  del  24  agusto  iSSp. 
■iMtta  B|Btnii  dui  Sauo  di  Maremma  Lb  {larr.  plebana  di  S.  Micbeìe  <]el  S:isso 
filale  iimiglia  senese  de*  Buonsignori,  di  Maremma,  cbc  é  di  libera  collazione,  nel 
<i||utcncva  un  mrss.  Guglielmo  del  fu  i833  noverava  5  «4  abit. 

Uqule  adendo  oUennto  il  con-  SASSO  m  CASTRO  nella  Valle  del  Siu- 

à  donna  Emilia  vedova  di  Oliando  ternosoirAppenniuo  di  Firenzuola. —  f^ed. 

ì  di  Ini  madre,  e  da  donna  Vanna  Castro  (  Sasso  di  ). 

èifcM.  Gampolo  de*S.dimbeni  di  lui  SASSO  (  MADONNA  dfx)  nel  Val-d* Arno 

■tf^condaBuonsignore  di  lui  fratello,  cisenlinese. —  f^ed,  Bibbikna. 

^    ùdacodcllaBjdiadiS.Gtlganota  —  (  MADONNA  dkl)  ne*  monti  dietio 

pule  del  cassero  e  (^st.  del  Siis-    Fiesole f^ed,  Iìvbac<)  (^Pievb  di)  nel  VaN 

con  più  case,  fedeli  e  vasàal-  d*  Amo  fìnrenlino. 

i»lM,iifneeniolti  lenimenti,  nei  con-  —  (MONTK)  nella  Valle  del  Bidente.^ 

isiiidaàilti.—  (AncB.  Ditl.  Seti.  Ka-  Porta  cotesto  nome  una  cella  degli  Eremiti 

q^Mliùa.*  100  a  e,  lou.  )  Giinaldolensi  delPAbazia  diGaIeat:i,si:  pìul- 

IdiiySpDi  Biodo  del  fuCàalgiino  conte  losto  non  fu  un  altro  luogo  {Sussetto)  (du* 

éàSm  di  Maremma  vendè  per  liiv  aa  t'ra  nel  distiftto  del  Cust.  di  Pondo  sull.i 

■^m.  allo  S|jeilale  della  Sc;ila  di  Sic-  destra  del  Bidente  diriniiielto  a  Santa-SofM, 

%t(ffeso  a  Ristoro  soo  rettore  una  \eu-  Alla  qual  cella  riferisce  il  testamento  falli» 

'fHlnsima  prie  per  indiviso  dei  diiiiti  "^1    io5g  da  Ugo  conte  di  BtTtinoro  cÌm* 

*MchK  pQoedeva  nel  Cast,  e  corte  del  lasciò  il  Cast,  e  distretto  di  Xonte-Sasso  al- 

■ifc  — (£oc.  cit.  Kaleffb  dell*  Assunta  1»  mcns.!  \ escovile  di  Sarsina.—  l^ed,  Sax^ 

*  Til.)  SJuris'jé  (  Corte  ) 

bieoaimil  vendita  ebbe  effetto  nell'an-  S  ISSO  (  VILLA  nn)  in  Val-di-Sieve.— - 
*d^  per  istrumento  rogato  nel  palazzo  Due  località  nella  stessa  valle  {tortano  il 
■Cmw  di  Siena,  sotto  dì  6  gcnn.  1297  nomignolo  di  Sasso,  una  delle  quali  coni- 
ti «aiiine)  e  poscia  confermata  ai  fra-  presa  nel  popolo  di  S.  Martino  a  Corella, 
tfVcio  e  Cuccio  figli  del  fu  Galgano  Com.  di  Dicoinano,  T  altra  nella  )Kirrocchi.i 
^éd  Sano  di  Maremma.  -*  (  loc,  cit.  )  e  Coni,  di  San -Piero  a  Sicve. 
ivii^  nel  i3i5  un  (al  Cecco  dt*  Buon-  Qurst* ultima  è  più  segnalata  dell*  altra, 
^ik-l  Cast,  del  Sasso  diede  ad  iui-  iiCrcliè  diede  il  \(x;abolo  ad  una  villa  nel 
Miai  Comune  di  Massa  igS  tìorini  d*  Monte  Rezzanico  della  famiglia  il(^*  Meùi^i, 
^■ocQHìe  appaiis<!C  da  una  confessione  la  quale  prosapia  possedeva  nel  Mugello  fi.i 
■'(^btta  dal  ma-fistralo  di  quella  cit-  le  molte  chiese,  ville  e  f.itlorie  anche  qiiel- 
^■04  di  II  aprile  del  i315. —  (Abcii.  le  contrass<ignate  coi  voralioli  di  Sasw  1; 
^^^ Carte  della  città  di  J/asS'i.)  di  Sassuolo, —  f^ed,  S4ssrcn.o  (Vh.i.a  in) 
'd  i>9$  gli  uffiziali  della  Hep.  &  nc>se  in  Mugello. 
g*i  termini  fra  la  corte,  o  distretto  del  SASSO  mS^TOV^;  e  S\SSO  m  SIMON- 
■fc^  Mirrmma  e  quello  di  Cinigiano.  CINO  nella  ValK-  della  Fogli  i.  —  Due  mf>n- 
flfODte  del  Sasso  dovè  rovinare  fra  il  ti  S|)orgeuli  U- 1  »ro  punte  a  forma  di  |>;in«'  ili 
i^iiiil  i3oo  non  trovandosene  più  me-  zucchero,  uau  \icln'>  uir  altro.  »-  Sopra  il 


9Ùl               SASS  SA8S 

Sasso  di  Simone»  t^'è  il  più  ctctato,foitabì-  di  S.  Loca  Hi  SmcwFWle  con  i  htm 
lilo  <k  Cosimo  I  nel  1 566  ud  fortilitb  eoo  n«8sL-»-(A*ai.  Dipl.  Sur.  l(a/e^o  ^eeekio.) 
pretorio  per  la  residenaa  del  CMMlano  di  Se-  Gbe  il  castello  di  Sasso-Forte  nei  •eooil 
stiao,  nella  eoi  parr.  Gom.  e  Gior.  è  oom»  intomo  al  mille  appartenesse  ai  conti  Aldo- 
preso  f  e  dalla  qual  Terra  dist»  meno  di  %  brandeschi  non  ne  lasciano  ihibbio  i  btii 
migUa  maestr.,  nella  Dioc.  di  Sansepolcrot  accennali  afii  jiri,  Roocu-SraASA  ■  Sa«ta« 
già  di  Blonte-Feltro,  Gomp.  di  Arexw.  Pioai,  coi  afghingerò  qu>  la  confernsa  data 

AHorcbè  fn  dato  P  ordine  dal  doca  Go^  dairimp.  Federigo  li  con  diploma  del  «Mg- 
amo  di  ediBcare  sai  ^a#JD  di  Simom  la  gio  taai  spedito  da  Messina  a  CHciic  d*fl- 
ibrtena  che  fi  si  irede»  fa  invialo  il  dise*  debrandino  eomtt  Paladmo  di  Tnteama^ 
gno  per  la  cosimsiont  di  47  case  da  fiirsi  cui  aceordava  non  «alo  la^eittà  di  GroMCto» 
dentro  il  recinto  delle  *sne  mai^  a  spese  na  molti  siim  feàdatarf ,  tra  i  c|iiali  Ugv» 
^elle  GomuniU  seguenti:  al  Com.  di  Sesti*  cìone  di  Saaso4^ofte  ed  i  di  lui  {nielli.  ìeik 
no  ed  ai  1 3  comanelll  sottoposti  sei  ease;*  che  meglio  lo  didiiara  rislmmeal»  di  di* 
allaPiereS.  Stefiinoedidi7eonMinelli*di  tisè  fiitte  nelfanno  ia7a  Hm  \  «soli  dì 
sua  ginrisdizione  undici  case;  alla  Giara-  Sonna  e  quelK  di  Sant»FiorB,  at  qvnti  nl^ 
nità  della  Badia-Tadalda  ed  ai  suoi  1 3  co-  timi  toccò  di  parte  afl^  il  CbsU  prcvlctio 
munelli  sette  case;  a  quella  di  Verghereto  col  suo  territorio. 

con  1  sei  coraunelli  delb  sua  polesieria  sei  Una  delIrnHime  memorie  storidiediqact 

case;  jilla  città  del  Borgo  S.  Sepolcro^  suo  dinasti  si  conserva  fra  le  cnrl^drlfa  óflA 

contado  diciasHte  case.  di  Massa,  una  riéiVAreh,  Dipi,  Stuu  6  «n 

Terminata  Tedificatione  di  cotesto  luogo  atto  rogato  nfl  «9  aprile  i3a6«  col  q^vle  i 

vi  fu  trasferito  il  tribunale  che  stavi^  in  Se»  nobili  fratelli  Nello  detto  Semrp»,  e  #W- 

stino,  e  nel  1567  fu  dato  i!  titolo  di  capi-  già  figli  di  Mangiarne  dr*  PannocebicMi 

bino  al  potestli  del  Sasso  di  Simone ,  con  venderono  al  G>mune  di  Hassa  9  parti  del 

ampliargli  la  giurisdizione  aumentandoci  il  Cast,  e  corte  di  Gerfiilco,  alla  quel  veaidila 

salario  con  f  obbligo  però  di  mandare  ogni  prestò  il  consenso  la  loro  madre  donna  Mhm 

settimana  il  suo  cavaliere  a  Scstino  per  ren-  del  fu  mess.  P^rpome  de*  gigimrè  di  S^mm» 

dervi  ragione.  Dipendevano  allora  per  gli  Forft, 

aflBiri  crìmiùaU  dal  capitana  del  Sasso  di  Finalmente  il  Gsst.  di  Sasso-Forte  vmie 

Simone  le  potesterie  de^a  Badia  Tedalda  e  in  potere  della  Signoria  di  Siena  eoaapnno 

della  Pieve  S.  Sterno.  Però  ne*  tempi  po^.  H  suo  distretto  e  ragioni  per  compra  fottaae 

^tenori  la  giurisdizione  del  capitano  del  Sas-  nel  i33o  dai  conti  Jacnjio  e  Gvido  dcfE^ 

so  di  Simone  venne  trasferita  nel  vicario  R.  Aldobnmdescbi  di  Sanla-Fiora ,  e  Ib  aHora 

di  Scstino.  che  ì  Signori  Nove  della  Rep.  di  Sima  or- 

SASSO  K  SIMONCINO.  —  Fed  Sasso  dinarono  si  disfacesse  quel  oaslalk».  — (Va- 

Di  Smom,  B  Scamio,  Comunità,  lavolti,  ist.  Senes.  P.  II.  ) 

SASSO- FORTE  m  ROGCA-SflUADA  Inoftreair^n.SiiiTA-FioBAfefiitta  pen- 
nella ìfaremma  grossetana.— Cast,  distrutp  zione  di  un  Gbinozso  signor  di  SÉSiD4''orle 
lo  dove  fii  una  diiem  parrocchiale  (  S«  Mar*  eh*  era  in  osl^iMl  eon  il  eonte  fK  Santa-Fioni. 
gherila  e  S.  Luca)  netlft  Com.  Giur.  e  qna-  Anco  YAreh,  Dipi,  Sen,  sotto  ranno  1 939 
si  migl.  6.  n  pon.-  maestr.  di  Roec»SlnKÌla«  conserva  dne  documanti ,  che  uno  relatlsn 
Dioc.  e  Gomp.  di  Grosseto.  alla  nomina  di  un  sindaco  firtla  dal  Ctain 

Pòchi  ruderi  di  cotesto  castello  sussistono  ne  di^  Sasso-Forte  nella  persona  di  Turino 

sulla  vetta  di  un  poggio  coperto  di  massi  di  Cione  dt  dello  luogo  per  stipnlave  an 

di  traehité,  un  màgi,  a  grco.  deUn  Boeen-  contratto  éA  affitto  con  i  sindaci  del  Conine 

Tederighi ,  e  cirea  allRUanlo  a  maes^.  di  di  Siena ,  siccome  con  raltro  deflo  staso 

SasiO'Fanimo.  anno  egli  ottenne  per  lire  600  il  fHt^  di 

La  più  antica  memoria  superstite  a  me  tutte  le  terre  che  il  Comune  di  ^ena  ivi 

nota  di  questo  luogo  suppongo  quella  di  un  per  cagione  di  detta  compra  possedeva ,  cn- 

alto  rogato  li  9  settembre  1076,  col  quale  oettoandone  il  cassero,  o  fbrliliiiow  - 

il  conte  Ildebrando  e  hi  contessa  GidKtta  Le  ultime  notizie  di  questo  casiel  dito»- 
sna  moglie  donarono  alla  chiesa  dt  S.  An-  calo  giungono  ali*  anno  1)^7,  quando  dne 
drea  e  di  S.  Graziano  a  Monle-Massi  il  pa-   fratelli,  Giovanni  e  Mino,  figli  <let  fu  Fknen- 

drenato  della  cappella  di  S.  Margherita  e  ccsco  Conti  doman^kiono  ni  oonaiglin  M 


SASS  SATU               205 

pbfESma  k  fartcìB  di  Stno-Forle.  vano  711  indWuIni.  —  ^nl.  R«icca  Stia- 

•OboL  I^fc.  Sab.  GrmM  Ccmsigi.)  lu»  nel  Rodino  dtUa  popolazioni!  Ji  Rutila 

lUk  tfmìh  del  mootc  di  Sasto-ForU  Comunità.  Voi.  IV  pa^.  801. 

miìMÌ    fcno Kll.  BciU  valle  dovepreu-  SASSO-ROSSO  dtua  GARFAGNANA 

I«ìf0e  per  più  fhm  il  torr.  Forma  tri-  nella  Valle  superiore  del  Serchio.  —  Feti. 

iMb  dai  6.  Mtrtgt  trwanii  quelle  Gts-  Hjuwa  n  Samo-Komo. 

I^cht  cnÉUtoivano  l'anlico  confine  della  SASSUOLO  nella  Val-di-Sieve.  —  VìIIh, 

hnBBB  finMi  Imi  t  dcKrìtto  in  un  atto  che  dji  il  norae  ad  un»  tenuta  nel  (:oi<o1o 

M;  fOHi.  i«5o  con  queste  parole  :  Jfo-  diS.  Maria  a  Cardelole,  C)m.  Giur.  i-  quasi 

;#ffft  imuiiigaiur  adhaec^a  Massa  migl.  3  a  pon.  del  Borgo  S.  Lorenzo,  Dioc. 

«K  Pvniiiiomtm  (di  Scarlino)  ei  a  ^  Comp.  di  Firenie. 

lidi  Saxofono  vifue  ad  JFornoiit  ot  È  situata  cotesta  casa  di  campafinR  sopm 

■pdkBn  (di  hrì)  luf «e  cid  iSnxiim  (Sai-  un* umile  collina  alla  drsira  delfi.  Sieve, 

9UmmmA}oiporJlioniamiatamusque  quasi  a  mcxta  strada  fra  il  Borgo  predetto 

dHìtìamm  H  sieai  trahit  (lumen  Ar-  e  la  Terra  di  San-Piero  a  Sieve. 

il  fi.  (ioffa)  M^ttcarf  usare.'— Feil.  kX^Art,  SAx-Pvao-A-SirrB  dissi,  che  la 

tlscc^  0f)  e  Booc^Stmjdj  «  Co-  tenuta  di  Sassuolo  innanzi  che  passasse  ne* 

Serragli  di  Firenie,  quindi  ne'pn^ti  Filip- 
USBO-FOETINO  m  ROOCA-STRADA  pini ,  e  finalmente  nel  conte  Digny  attuale 
lilblaiaBM  grossetana.  —  Castello  esi-  proprietario  della  medesima ,  apprieneva 
iMitaBriiluitD  al  precedente  <S'a<#o-/*or-  alla  polente  famìglia  de*  Medici.  Al  rhc  ora 
^kcndMSsprepoiìtora  (S.  Michele)  è  aggiungerò,  qualmente  in  questa  villa  di 
•|ftCHi.eGior.  di  Roeca-Strada,  da  cni  Sassuolo  invitato  da  Lorenzo  il  Magnifico 
jtaid^  5  nigl.  vello  maestr.»  Dioc.  e  si  trattenne  il  famoso  aslmlogo  e  teologo  IjO- 
Vj^A  Gmsrto.  renio  d»  Gninia  di  Diromano,  il  quale  mori 
di  SoiM-Forf ino  può  dirsi  il  nel  1496  priore  della  Basilira  di  S.  Loren- 
zi ^la  del  dialnitlo  Cast,  di  Sas-  20  a  Firenze,  autore  di  irarie  oliere  astrolo- 
gi BBitrc  una  incomincia  dove  Tal-  giche  sri  itte ,  rome  egli  di  sua  mano  notò , 
.— Inbtti  il  Mabvolti  al  libro  neìia  Filla  di  Sasstinlo  in  Mugello,  e  che 
Moneconta,  che  i  Senesi  dopo  conservan.<«i  originali  nella  Bihiioiera  I^au- 
il  Gat.  di  Saséo  Forte  con  i  mate-  reniiana.  -^  (Dm.l*  Orsa,  IVoIf  MSS,  ia  off- 
tMìA  «die  lorine  (anno  i33o)  edifica-  ftiunta  nl/n  De\e*hiont  del  MugeUo  del 
^^'^Cm,  ^  StaaO'VoKlino  in  una  più  Brocchi  nella  SihL  del  Semi n.  fior,) 
■jMooiiti.  SATRIA>0  in  Val-Tiberina.  —  Piccolo 
^■■di  è  die  b  chiesa  plehana  di  S.  Mi-  Cas.  la  di  cui  eh.  prr.  di  S.  Leone,  esiste 
Mt&a^Fortino  si  mantenne  perfino  nella  Cum.  e  circa  Ire  migl.  a  maestr.  del 
«aèiliiKSimadigiuspadronatodiquel  Monte  S.  Maria,  Giur.  di  Monterchi,  già 
•*••■"  Cimcistoro.  di  Lippiiino,  Dioc.  di  Città -di -Castello, 
^yiwfcino  delle  Rilbrmagioni  senesi  Comp.  di  Aiezzo. 

"^■naodae  piccoli  statuti  comunità-  Trovasi  Satriano  sulla  crrsta  di  un  po^- 

*f 'd  CMldlo  lU  Sanoforlino,  il  primo  gio  che  percorre  la  valle  fra  i  torr.  Padon» 

*^ MB  è  più  antico  del  1498,  ed  il  ehia  e  Scariola,  tributar)  entrambi  della 

^bddTiBiio  iSaS.  fiumana  Sovarn,  la  quale  poco  lungi  di  là 

»■  ^tt  WJaì  di  Sass-Fortino  si  sottom'sero  si  unisce  al  fi.  Tevere. 

I  ■  *P">M  di  Cosimo  I  per  atto  pubblico  Fu  questa  di  Satriano  una   delle   ville 
il  ^^B^*  1559,  vale  a  dite  due  anni  dopo  comprese  nel  march(-s:ilo  ilei  Monte  S.  Ma- 

II  ^^l0f|li riconosciuto  duca  di  Siena,  ria,  il  cui   cafioUiogo    trovasi  al  suo  scie. 
^1    ''■i  chiesi  prefiosi  tu  ni  nel  1595  aveva  mentre  a  mezzo  migl.  al  di  lei  lib.  esìsie  ti 

^P^phiionedi  45o  abit.,  mentre  nel  Casi,  di  Lippiano. 

^Oiridoila  a  95i.  Sotto  il  governo  I^  parr.  diS.  l/cone  a  Satriano  nel  i831 

^pcii  la  parr.  di  Sasso-Fortino  nel  Cintava  67  abit. 

•««•Un  lino  a  533  persone,  ed  in  SATtRNANA,  o  SATORNANA  (PIK- 

^Mialobrità  del  monte  su  cui  ri-  VE  di)  "ella  V:illc  dell' Onibroue  pistoje- 

Jùaiiiio  pifse  aggiungerò  la  {>opola-  se.  —  Vili,  e  ronlniila  roii  niive  aulica  (S. 

M  18401  quando  ivi  si  novera-  Giovau  B;ittisl.i  )  ed  altra  cura  filiali  (5.  ;Va- 


206  SATU  SATir 

ria  a  Saiurnana)  odia  Goa.  dì  PorU  «I  con  1*  oratorio  drlla  Croce  a  C%a»;  l.*9* 
Borgo,  Giur.  Dioc.  e  circa  4  mif  I.  a  aeU*  Felice  miV  Omhoag  ;  4*  S.  Roniam»  6i 
di  Pisioja,  Gomp.  di  Firenie.  f^ ai-di -Brana  con  T^ìpilorio  di  S.  Mjrd» 

Risiede  in  poggio  prpsio  la  ripa  destra  in  f^al-di'Brana;  5.°  S.  Maria  a  Pitterò 
del  fi.  Ombrone  quasi  dirimpetto  alle  coi-  eon  la  cappella  di  S.  Marta  èl  Casiagno. 
line  deliziose  di  S.  Felice  d*  OmhroBC.  Qyest*  ultima  parrocchia,  già  prioik  di  Pi" 

Dissi  questa  pieve  antica,  poiché  la  si  tro-  Uccio ,  dal  vetcoTO  Scipione  Kicei  ^ivrso 
va  con  la  sua  corte  confermata  ai  vescovi  di  Tanno  1780  fa  eretta  in  chiesa  plehwsfk 
Pisloja  dair  Imp.  Ottone  III  in  un  diploma  .^Per  egual  modo  la  chiesa  di  S.  Maria 
spedito  da  Ronu  li  a6  febb.  del  991  diretto  delle  Gratie  a  Stturnana  sotto  quel  per» 
a  GiovMnni  vescovo  della  cattedrale  pistojeie  lato  divenne  parr.  sitocarsale  di  della  pieve, 
di  S.  Zeno.  La  parr.  plebana  di  S.  Giovan  Eitlista  a 

La  stessa  contrada  òx.StUurnana  è  mm<    Salumana  nel  i833  cootava  599  abit. 
roenlata  in  una  ny^mbrana  del  maggio  985-        La  parr.  di  S.  Maria  delle  Gmzie  a  Ss- 
relativa  ad  un  livello  fatto  dal  vescovo  di    tumana  nell'anno  stesso  aTeva  6ao  abit. 
Pistoja  di  varj  poderi,  uno  da  quali  situato        S4T13RNANA  (S.  MÀRU  dbuc  Gmaok 
in  loco  Saturnana.  a).  ^  f^ed»  V  Art.  precedente  nella  VaHe 

Cotesto  livello  ci  richiama  ad  una  prece-  dell*  Orabrone  pistojese. 
dente  donazione  tàtu  nel  940  alla  eh.  pi-  SATURNIA  nella  Valle  delP  Albegns  ia 
stojesedal  C.  Tegrìmo  figlio  del  fu  conte  Maremma. -^  Cast,  che  fu  citte  di  origine 
Teudegrimo  autore  de*  conti  Gaidi,  il  quale  etnisca,  attualmente  ridotta  a  podie  abita* 
d*  accordo  con  la  sua  consorte  contessa  Ger^  lioni  circondata  da  nuove  mura.  — >  Essa  più 
oisQy  dopo  esserci  »Asegnnto  la  sepoltura  nel-  tardi  ha  dato  il  titolo  ad  un  marchesato  del- 
la <'nttcdr»le  di  S.  Zeno,  donò  alla  stessa  chie-  Granducato  con  dentro  una  villa  signorile 
sa  I  a  poderi  posti  in  varie  {Mfti  del  contado  de*  marchesi  Panciatichi ,  eredi  del  primo 
pistojese,  fra  i  quali  una  situata  in  loco  feudatario  Mamh.  Ximenes  d'Aragona. — 
ubi  Saturnana  sfocatur,'^{CkMKn,de*  Da*  Havvi  costà  nna  chiesa  areiprKuni (S.  Maria 
chi  e  March,  di  Toscana  Voi.  I.)  Maddalena  )  compresa  nella  Com.  Giur.  e 

Al  luogo  me<lesimo  di  Saturnana  appella  circa  mìgl.  6  a  seti,  di  Manctano,  Dior,  di 
altro  documento  della  cattedrale  di  Pistoja  Soana,  Comp.  di  Grosseto, 
del  loaS,  24  aprile,  col  quale  Guido  ve-  Trovasi  sulla  ripa  sinistra  del  fi.  Albegna, 
scovo  di  detta  città  allivellò  varie  case  e  pò-  avente  alla  sua  dòitot  il  borro  Gaiiafa,  e 
deri  con  un  pezzo  di  terra  posto  nella  cotu  davanti  a  ostro  il  torr.  Siottata ,  fini  il  gr, 
trada  di  Saturnana.  —  (P.  Zaocìhu,  Ano-  99®  i  o'  long,  ed  il  gr.  4a^  40' lati!.,  io  mtgl. 
cdota  Pislor,)  t  pon.  di  Soana,  16  a  selt.  di  Cam,  e  circa 

L'Ammirato  il  giovane  nelP opera  sui  3o  mìgl.  per  la  via  trirersa  dalle  rovine  di 
Vescovi  di  Fiesole  del  suo  zio  aggiunse,  di  Rotelle,  tutte  tre  città  etnische  delU  Ma- 
avér  letta  una  lettera  scritta  da  Giovanni  fi-    rcmma  grossetana. 

gì  io  di  Cosimo  I  nel  i566  a  Donato  de*  Me-  Risiede  Saturnia  sulla  sommità  pianeg- 
dici  vescovo  di  Pistoja,  nelU  quale  gli  chie-  giante  di  un  poggetlo  cui  servono  di  giro 
deva  il  codice  del  testamento  vecchio  e  nuo*  rupi  altissime  di  travertino,  le  quali  pre- 
To,  ch'era  nella  pieve  di  Saturnana;  cui  sentandosi  sotto  figura  di  mora  eidopfebe 
quel  prelato  rispose:  che  il  codice  del  nuo-  le  danno  da  lungi  l'aspetto  di  aoa  graiufio- 
vo  e  specchio  testamenio  Io  teneva  presso  sa  sebbene  deserta  città, 
di  sé.  Quindi  egli  aggiungeva  a  Giovanni  :  Un  brano  di  muro  di  grandi  pietre  di 
Inolio  opere  belle  e  buone  come  da  Ser  macigno  riquadrate  situato  ali*  ingresso ,  ed 
F'rancesco ,  e  da  maestro  Guglielmo  BeC'  un  altro  peno  di  muro  dentro  l' unic*  porta 
ehi  potrai  a^ere  inteso,  ecc.  antica  che  vi  da  accesso  per  una  strada  a 

La  pieve  di  S.  Gio.  BaUista  a  Sitnmnna  lastroni  infossati  da  vecchie  carreggìiite.  A 
abbracciava  finoal  declinare  del  secolo  XVIII  questo  poco  riducesi  l'aTanio  antico,  che 
sei  chiese  parrocchiali ,  attualmenle  ridotte  può  dirsi  più  romano  che  etrusco,  di  Sa. 
a  cinque:  cioè;  i.*  S.  Maria  delle  Grazie  turnia,  mentre  affatto  romitni  e  dei  tempi 
a  Saturnana  con  diverse  cappelle  turate,  imperiali  sono  nella  grande  piatxa  rettan- 
fra  le  quali  S.  Sebastiana  a  Fabhiana  e  S.  golare  due  basi  marmoree  con  lunghe  iscri- 
Michele  alla  mia;  a.<>  S.  Lorenzo  a  Uìlo    zioaì  latine,  una  scrltu  in  tre  lati  della  ba- 


SATU  SATU  207 

««cFiltn  lohaciite  di  fronte,  lullon    Jurinini  voeahantur.MncoiHtiSaiurnini 
airiBli4M»tì  U  porta  M  palauo  che  fu    cent*  anni  dopo  si  feltarono  nel  partito  di 
4d  aRkie  feudatario,  altualnenle  rìdot-    Mario  toslocbè  i  generali  di  Siila  nelPanno 
toiiiiadifailoiia.  A  questo  solo  si  limi-    674  di  Roma,  80  avanti  G.  Cristo,  men- 
ta IMs  dò  che  in  compsignia  deir  illustre    tre  con  un  grosso  esercito  combattevano  pres- 
BbaicoCaT.  Osare  Airoldi  nel  giorno    so  Chiusi  contro  Tarmala  del  Cons.  Car- 
li ifnkddr  anno  1834  si  potè  osservare    l>one,  un*  altra  divisione  si  recò  a  Saturnia 
m  Sriunis  roauna,  giacché  dell*  etnisca    dove  vinse  i  solilati  del  loro  avversario.  — 
IM  «ifi  noi«oicere  cosa  alcuna  che  rcal-    (  Appiah.  Auxakds.  in  Beilis  ciViV.) 
■■HtfliafprtencMe.  Nulla  dirò  del  favoloso  iuforlnnio  che  si 

dirò  di  no*  iscrizione  sepolcrale  la-    dice  da  taluni  accaduto  a  questa  città  alFoc- 
iti  rotata  di  epoca  incerta  ,  siccome    casione  dal  primo  arrivo  in  Toscana  de*  Lon- 
iaenti  è  una  specie  di  Camposanto    gobardi,  i  quali  supposero  la  città  di  Sa- 
ib d  la  iailioilo  ne* campi  sotto  il  poggio    tumia  assediata  e  distàtia  dal  re  Autari  o 
•pas  il  Bagno  di  Saturnia,  dove  fuixjno    Rolari,  bensì  scendendo  ai  secoli  di  meno 
IMI  Mie  QW  umane  dentro  fosse  copcr-    avvertirò  essere  stata  essa  signoreggiata  dai 
kéktnni  di  travertino,  senza  alcun  og-    conti  Aldobrandrschi  in  guisa  che  alle  di- 
|iiiiC8ltun,Knia  urne,  senza  vasi  di    vise  del  1379  S:tturnia  fu  una  delle  città 
lM|iii€Odieiiniili  facili  a  acuoprirsi  nei    che  insieme  con  Massa  e  Grosseto  fu  lasciata 
ifriERli  di  etnisco  nome.  indivisa  per  dominarsi  a  comune  dalla  li- 

Icnnncutellanee  le  torri  che  circon-  nea  de*  conti  Aldobrandeschi  di  Santa-Fio- 
ÌM  il  |in)  attuale  della  deserta  Saturnia  ra  e  da  quella  de*  CC.  di  Sonna. 
■■Wrioile  iti  ciottoli  di  sassi  e  calci-  £  altresì  vero  che  Saturnia  dovè  in  se- 
•dpri ddla ma  roeca  posta  nell'angolo  guito  rimanere  per  intiero  ai  conti  Aldo- 
'■■boii  il  tatto  opera  del  sec.  XV,  come  bmiideschi  di  Soana  se  tìa  vero  che  ivi  nrl- 
B^kliiipiiRao.  la  fine  del  secolo  XIll  abitava  la  contessa 

^^■de  Bon  lasciano  dubbio  delPanti-  Margherita  figlia  del  C.  Ildebrandino  detto 
■ft  A  S^anu  scrittori  greci  e  romani  il  Rosso ,  come  erede  unica  di  quella  oon- 
^iBifìdi  ^lla  repubblica,  o  dei  primi  tea  ;  e  seppure  fia  vero  ciò  che  narrasi  dal 
*diddrÌBipero.  Malavolti,  cioè,  che  nel  1299  i  Senesi  ir- 

ne è  Situniia  etnisca  nulla  ci  dico-  ritati  dall*  azione  iniqua  fatta  dalle  genti 
^Bi£cBicitlà  sappiamo  altrodei  tempi  della  contessa  Margheritu  di  Soana,  la  quale 
ptoaiii MiBOocfaè  vi  fu  deilotla  una  co»  abitava  nella  Terra  di  Saturnia  ^  allorché 
■indicitladìni  romani  nelPanno  S^i  U,  svaligiarono  un  loro  commissario,  quel  Co- 
^1^  od  i83  avanti  G.  Cristo,  asse-  ninne  nel  luglio  delTanno  stesso  vi  s[>e(lì  un 
^'BiihflKdisima  il  territorio  Caletra-  esercito  che  prese  a  forza  Saturnia,  mctten- 
^vndicii probabilmente  corrispondere  dola  a  sncco  che  poi  abbruciarono:  talché 
a^aao twitofio di  Montemerano.  —  ^ed.  d*  allora  in  seguito  la  stessa  città,  a  simili- 
*'^^'w>,  0  piuttosto  ai  poggetti  del  tndine  di  Cosa  o  di  Roselle,  divenne  una 
•w^'Ia^pofl'i  c^roji  migl.  3  a  lev.-  spelonca  che  servì  di  asilo  ai  ladroni  di  quella 
^  di  Xaglimo,  dove  nei  tempi  scorsi  ed  contrada  fino  a  che  la  Signoria  di  Siena  nel 
wofyidì  fono  slate  scoperte  urne  cine-  1419  deliberò  di  mandarvi  una  nuova  arma- 
^  *M,  nooete  romane,  lapidi  e  molte  ta  per  disfare  affatto  quel  paese  a  cacciarne 
i^Mlicaglie.  per  sempre  gli  assassini  che  1* abitavano.—- 

^Irtsmfiri  che  condussero  la  Colonia  di    (  Malavolti,  Istor.  Sen.  P,  Il  e  III.  ) 
"l^^va  furino  Quinto  Fabio   Labeone,        NelI'Arch.  poi  delle  Ri formagioni  di  Sie- 
^  Àinnio  Stellione,  e  Tito  Sempronio    na  {Classe  C,  f^ol.  119)  esiste  una  prov- 
■nn, tutti  Domini  consolari, i  quali  con-    visione  della  repubblica  dell'anno  1454, 
^sarano  a  dascuno  de*  coloni  ivi  dedotti    colla  quale  fu  dato   ordina  di  edificare  il 
^/igeri,o  s5oo  metri  quadr.  di  terre-    cassero  diSiitnrnia  a  maestro  Albeiio da Lu- 
ìk—  (T.  Lmi,  Drea-i,  i^.  Lìb.  IX.)  gano  che  lo  murò.  Dtfvesi  pure  riportare  alla 

lae^  Plinio  {Histor.  Natur.  Lìb.  III.  stessa  epoca  la  costruzione  delle  mura  torri- 
Gp  V.;  rammenta  fra  le  colonie  romana  te  di  struttura  moderna ,  delle  quali  ho  fatto 
Mk  Toscana  questa  di  Saturnia,  i  di  mi    cenno  poco  sopra. 

egli  apiielló  Saturnini  ^  qui  ante       lucilo  stesso  Arch.  (Jialtffetto  n,^  82  e 


a08  S  A  T  U  S  4  V I 

1 1  s)  sotto  gli  aDiii  1 46 1  e  1 47 1  li  trovano  battesimtle  di  S,  Gioimmti  e  5.  Salurmm 

le  capitoUsioai  sUte  coocesae  dalla  Rep.  di  sita  loco  H  fitUèms  Fokrìea^  eoe. 
SieiiM  agli  abilaati  di  S.iturnia.  SéToutiowX  VaM'Arno  aretino.— ridi 

Gnduto  però  con  la  capitale  tatto  lo  stato  Sirino  {S,)  ^  Sjtruano, 
aenese  in  potere  di  Cosimo  I  secoodo  duca        Satumo  nel  Val -d'Amo  inferioie.  — 

di  Fireiizp,  gli  abitanti  di  Saturnia  se  gli  Gas.  perluto  nella  parr.  Gom.  e  Giw.  A 

■ollomisero  per  alto  pubblico  del  dì  8  set-  Castelfranco  di  sotto,  Dìoc  dì  SAnmiaiÉtD, 

leinbre  iSSg.  Quindi  sotto  il  Granduca  di  già  di  Lucca,  Comp.  di  Firenie. 
Toscana  Ferdinando  I  Saturnia  col  suo  di-        Fra  le  carte  àtWAreh,  Areiif.  di  Lum 

stretto  fu  eretta  in  feudo  con  titolo  di  mai^  anteriormente  al  mille  testé  pubblicate,  bf* 

chesato  sottoponendolo  alla  giurisdizione  del  vene  una  del  9  giugno,  anno  8go,  itlstim 

capitanalo  di  Saina ,  ed  il  primo  ad  esseme  ali*  enfiteusi  di  una  casa  colonica  polla  Al 

investila  fu  Ristiano  di  Tommaso  Ximenes  ioeo  ubi  dieiiur  Sittumo  di  pertineBaM* 

di  Lisbona  mediante  diploma  del  3  ottobre  la  chiesa  di  S.  Pietro  a  figetimo  (ntisi 

1693  con  facoltà  di  succedergli  i  suoi  figli  chiesa  parr.  di  Castelfranco  di  aotto). 
e  discendenti  maschi  per  ordine  di  primo»        Dello  stesso  Saiurno  nella  parroceliia  di 

genitura,  nei  quali  successori  il  feudo  di  i9.  P/efroa  ^geximo&nnomeoiioaealtil 

Sbitumia  pervenne  mercè  susseguenti  con-  pergamene  della  provenìenxa  di  sopm  eililii 

ferme,  con  V  ultima  delle  quali  fu  accor-  sotto  di  16  giug.  904,  a6  aprile  976,  tee.— 

dato  nel  1738  dal  Granduca  Francesco  II  Feti.  Fioesimo  (S,  Pimno  ^)  nd  IM* 

al  priore  March.  Tommaso  Ximenes,  nei  Amo  inferiore. 

di  cui  eredi,  nati  da  donna  di  quella  stirpe        SAVIGNANO  nella  Valle  del  Bitemuo.'^ 

■saritata  ad  un  Panciatichi  di  Firenze, quel  Vili,  con  eh.  parr.  (SS.  Andrea  e  Dooalnl 

feudo  si  mantenne  fino  alla  legge  Leopoldi-  nel  piviere  di  Soffignano,  Com.  Gnur.  e  ck^ 

Ila  che  insieme  a  tutti  gli  altri  feudi  gran-  ca  5  migl.  a  setC.-grec.  di  Prato,  Dke.  • 

ducali  fu  soppresso.  Comp.  di  Firenze. 

kWArt,  Muaci  dissi,  che  quel  Vili,  in*        Risiede  a  mezza  cotta  mi  fianco  O0eidea- 

uanzi  il  1785  aveva  un  cappellano  cur.ito  tale  del  monte  della  Galvana  a  cavattere  dd 

dipendente  dal  parroco  di  Siaturaia  ;  al  che  fi.  Bisenzio  che  scorre  alle  ine  fiiUie. 
giova  qui  aggiungere,  che  nel  i595  e  di        E  rammentato  questo  casale  in  nn  liln* 

nuovo  nel  1640  U  popolazione  di  Saturnia,  mento  dell*  aprile  1147  tcritlo  in  taldei 

mmprr»i  quella  di  Murci,  ascendeva  a  945  col  quale  Gerardo  detto  Rnffi)  figlio  dd  li 

abit.  mentre  nel  1 7&0  Sìiturnia  contava  sole  Giovanni  del  Fico  di  Saifignano  vendè  per 

8g  fiersonr  non  a3  case,  quando  il  Vili,  di  lire  la  di  dea,  lueek.  alPabbate  di  Pain- 

Bliirci  avevi*  2o5  abit.  —  Fed.  Muaci.  gnano  per  lo  spedale  di  Gombiate  (sol  Hoo- 

Nel  1 833  la. parr.  di  S.  Maria  Maddalena  te  alle  Croci)  un  (lezio  di  terra  posto  in  lar 

a  Saturnia  faceva  173  abit.  go  detto  Monte  fiorentino.  — •  (  Aaca.  Dn. 

SATURNIA  (BAGNO  n).^  Fed.  Baori,  Fioa.,  Carte  defia  Badia  di  PnxfigMu). 
o  Baoxo  di  SATimaiA.  Era  questa  di  Savignano  una  delle  4S  viMl 

Sétroa/n/to  iPisrK  di  S.)  ossìa  di  Fab-  della  Comunità  di  Prato  celebre  se  non  al* 

aaic4  4  Cu  )Li.  <—  Fed,  pABaaicA  nel  Val-  tru  per  esser  patria  di  nn  chiarissimo  pil> 

d'Amo  inferiore,  cui  si  possono  aggiungere  tore  del  secolo  XVI  (Fra  Bartolommeo  dells 

altre  notizie  offerte  dalle  pergamene  delP  Porta)  e  di  un  insigne  scultore  vivente, 

Arak.  Arci^.  Lueeh.  pubblicate  di  corto  (Lorenzo  di  Liborio  Bartolini)  nato  io  St 

net  Voi.  V.  P.  II  e  HI  delle  Memorie  per  vignano  li  ti  genn.  del  1777. 
kcrvirp  alla  storia  di  quel  ducato.  La  parr.  de*  SS.  Andrea  e  Donalo  ■  S^ 

Anteriore  agli  altri  è  un  istramento  del  vignano  nel  i833  noverava  110  «bit. 
1 4  die.  865  riguardante  il  livello  di  duecase       SAVIGNONE,  o  V AL- SAVIGNO!nS  in 

tiLiMarizie ,  o  poderi,  iiosli  in  luogo  detto  Val-Tiberina.  —  Cas.  con  eh.  parr.  (SSi 

IfoJa  pretto  la  Pieife  di  S.  S'iiuraino;  il  Pietro  e  Paolo)  sotto  il  piviere  di  Corlian^i 

qual  luoffo  di  iVot^a  in  altra  carta  del   97  nella  Com.  Giur.  e  circa  4  migl.  •  seti.  S 

«tt.  904  Hi  dichiara  (lostonei  confini  di  Pah-  Pieve  S.  Stefano,  Dioc.  di  Sansei^lcro, 

hrica^  ineiiir*'  con  un  terzo  islnimento  del  di  Città-di-Cistello,  Comp.  di  Arezso. 
07  i«  19  nnns')  Adilongo  vescovo  di  Lucca        Trovasi  in  una  foce  di  monti  sul  fi. 

dit  le  ad  ciitìteii^i  dei  beni  S()eltanti  alla  eh.  vere  dove  esiste  il  primo  e  piò  alto  poftt^ 


SAYI  SAVI  309 

cIm  caraln  U  dello  fittme,  il  quale  aoooglie        Ri«eile*topn  uq  pOf[gio  aib  evi  base 
cosili  le  acque  che  aceodono  al  tao  martlr.    aoorre  a  ter.  la  fiamana  Samoggia  eil  a  pon. 
d#t  valloue  di  Camtnteeia ,  o  Caiamieeia    il  torr*  JlhwuUo,  —  È  uno  dei  molti  ca- 
fulfe  atnda  mulaitieta  che  |jer  FraUiU    tali  o  cattrlluoei  de*  GC.  Guidi,  confenDato 
tale  alle  Bmtwt^  alle  acaiiirigini  del  Tcrere.      per  nu*là  ai  due  firatrlli  CC  Sìmnne  e  Gui' 
Fu  in  orifioe  quatto  catale  uno  dei  lanli    dò  Kwfelio ,  figli  del  G.  Guido  Guerra  VI, 
luoghi  oompictioellaJfa«Mi-^rroiM,doD»*    da  Federigo  11  eoo  diploma  del  1*47  nel 
ir  m1  967  dair  Imp.  Oltone  1  al  nobile  Go^   quale  si  leggono  le  tagoenit  parole  :  item 
Credo  figlio  del  fu  Ildebrando.  —  In  a«*giiilo    medieiatem  giromUt  castri^  Ìt»rgi  H  cur. 
acquiiUroiio  delle  ragioni  topva  f^mi-Smfi-   iU  MuiUiani  ci  e/tts  distridu»  €i  perti- 
gnome  i  oooti  dì  Moniedoglio  e  gli  abbati    mmuiarmm  et  nllarmm  mhteriptwrum^  9i*' 
del  Moa.  del  Trivio,  fra  i  quali  ultimi  uno    dtiieei  SAUon  Sàatii ,  eie. 
di  nooM  Gregorio,  per  allo  pubblico  del  ao        La  contrada  di  S.  Savino  fino  alt*  anno 
dicrmbra  iS^a,  rogato  in  Sapignone^  prò*    177$  costituì  una  delle  24   balìe  della  Co* 
leriò  per  cagione  di  alcuni  diritti  pertinenti    muuilà  di  Mudigliana ,  quando  al  popolo 
alU  findia  del  Trìvio  topra  le  corti  di  Bui-    di  S.  divino  fu  unitdi  U  balka  di  Buta. 
ammo^  Bmidmfglio^  Cirigmomt,  CmUuììC'        Nel  campanile  della  tua  cbieta  ti  eonser* 
•M ,  FirateiU  9  f^al-Soffigiumem  •—  ^ed.    va  una  campana  futa  nel  ttcolo  XIII  dt  una 
kiouao  e  Buiaamua.  forma  singolare. 

Agli  Art.  poi  MASMd'VBwomd  e  Pam  S.  La  parr.  di  S.  Savino  a  S.  Savino  nel- 
SrpAno  fiirono  indicati  Ire  documenti  tcritti  Tanno  i833  noverava  ai3  abil. 
neir  ottobre  e  dicembre  del  134  a,  coi  quaU  SAVINO  (  MOIXTE  S.)  ^  #W.  Moarc 
gli  uomini  di  ^al  Swngmuu  e  di  altre  ville  S.  Savro  in  Val-di -Chiana, 
ecamli  di  qnel  distretto  inviarono  i  loro  SAVIO  fi.  {Sapif)  nelb  Valle  Iranmp- 
tindact  a  Fireoie  per  aotlomctlccsi  al  prio-  pemiina  di  Bagno. -—FinaM  dal  quale  prete 
cipe  Gualtieri  duca  d*  Atene.  il  nome  una  delle  romane  tribfr  (  ia  Smpé' 

Qnetto  C— .  insismr  con  varie  TiUe  e  Cast,  nìn),  e  die  nasce  tol  fianco  occidentale  del 
del  contado  aretino,  per  rogito  del  a8  otlo>  MomU-Corm  tra  ^  appena  un  migl.  a  grec. 
bre  i383,  tornò  sotto  il  dominio  fiorentino;  dal  remo  detUo  del  Tevere,  mentre  quetlo 
il  quale  aUo  quei  popoli  doveUera  ntificare  sotto  il  vocabolo  di  torr.  Bmpiaa^  o  TVi^- 
dnpo  la  ribelltone  di  Areno  del  1 5oa.  —  rimm ,  tcalurìtce  dal  pendio  orientale  del 
IVd.  Mdtsjh'y'Kmmd  e  Pwi  S.  SvavAso.  monte  medrtimo ,  ed  il  reato  snaggiore  del 
La  parr.  de*  SS.  Pietro  e  Ak>  o  a  Sa9i'  Tevere  dal  fianco  auttrele  del  ifom^  Jfml' 
gWHtr,  o  a  FaiSat^ignome^  nel  i833  no-  Zone  die  si  ala  fre  il  Cpraaro  e  quello 
vrrava  70  abil.  detto  della  CrUa  di  S.  ^feerico, 

SAVl!fO  (S.)  presso  Pire.  —  fW.  AsAau  In  guim  che  esiale  cottatsù  una  porxione 
«S.  Savtao.  della  crìniera  dell'Appennino  centrale  il 

S^rno  (5.)  ^  Sjtomko  nd  Val-d*Amo  cui  oonlraSbrle  settentrionale  dirigcsi  ver- 
aretine.— Ghiere  e  Cm  dittrutli,  che  furono  to  il  Mfonie  Commro  dal  ^tfflione  posto  fre 
nd  piviere  di  S.  Stcfiuio  in  Chiattui ,  Core.  Gaouldoli  e  TAIvemia,  tulb  di  cui  duplice 
Giur.  Dioc  Comp.  e  dm  3  migl.  a  teli,  di  acquapendenia  trovano  la  loro  origine  due 
Arrtao.  fiumi  reali,  voglio  dire  il  fVrer^,  il  quale 

Sotto  Vjiri,  GuumA  (S.  Maua  bblla),  dopo  aver  bagnato  le  mare  ddPaUna  dtlà 
alla  qnal  chiem  batlcsimate  fii  unito  il  pie*  si  vnota  nel  mare  Mediterraneo,  ed  il  SmHo 
renalo  di  S.  StcCino  in  Chiasm,  fii  dialo  che  pattando  per  Sartina  (I* antica  capitale 
«n  doenmenlD  dd  17  maggio  1095,  col  degli  Ombri  SarsimUeasi)  tìin^frm  il  di* 
quale  Cottantino  vrecovo  di  Areno  aumentò  ilretlo  di  Crtena ,  ratentando  le  mure  ood* 
al  tuo  capitolo  la  dote  di  varj  beni,  alcuni  dentali  innand  di  entrare  nd  m«re  Adriatico, 
de*  quali  erano  poeti  nel  carele  di  Smtmr-  Lt  prime  fimti  periinlo  dd  Sa^io  t*  in- 
no. —  Fed.  CmtAsgd  (5.  STmrdmo  re).  contrano  poco  lungi  dalla  cbicM  parrocchia- 
SA  VISIO  CS.)  A  S.  SAVOIO  neUa  Vdle  le  e  ibdla  dogana  dd  Monle4>>rnaro,  men- 
dd  iMwme.  —  Vili,  che  conterva  il  nome  tre  il  torr.  ddla  Te^erina,  o  ddb  Bmpiim^ 
ddU  tua  eh.  pare,  nelb  Goni.  Giur.  e  dm  influente  nel  remo  maggiore  del  Trvere,  ha 
migl.  a  {  a  Icr.  di  Modigliana,  Dioc.  di  origine  un  quarto  di  migl.  a  lib.  ddla  do- 
Farua ,  Camp,  di  Firrmc  gana  e  ddb  chiem  predella. 

V.  V.  «7 


210              S  C  A  L  S  C  A  L 

Piccolo  ruKello  in  origine  lotiMle  il  Sa-  SCÀLAEI ,  o  SCALAJO  (  KCMfTE)  nel 
vio  dal  dello  monte  nella  direzione  di  lib.  Val-d*  Amo  superiore.  »—  f^ed,  Abaha  m 
per  voltarsi  presto  a  maeslr.  passando  sotto  Moim-ScALAu,  e  Moirrs*ScAi.Aiu. 
le  balze  del  castello  di  Verghtrelo  dove  pie-  Sojljbi  ,  o  Sc^laiuco  nella  Valle  dell* 
giindo  alquanto  a  grec.  bagna  la  base  selt.  Ombrone  pislojese.  —  Gas.  esistilo  (uori  di 
dell*  Appennino  di  Camaldoli  e  quella  me-  Porta  Lucchese»  o  che  cambiò  T  antico  no> 
ridioiiale  del  monte  Cornerò  che  si  alza  alla  mignolo  in  altra  borgata  sulU  strada  postale 
sua  destra.  Giunto  alla  Terra  di  Bagno  ri-  Lucchese,  nella  Com.  di  Porta-Lucchese, 
volge  il  suo  cammino  a  selt.  lambendo  le  Giur.  e  Dioc.  di  Pistoja,  G>mp.  di  Firenze, 
mura  orientali  di  S.  Maria  in  Bagno  e  poi  Si  è  reto  noto  questo  Scatiwi^  o  Scalari-^ 
quelle  di  S.  Piero  in  Bagno.  Un  raigl.  circa  co ,  perchè  costi  si  fermò  1*  Imp.  Lotlario  I, 
di  là  da  quesi*uIlimA  Terra  il  Sasfto  torce  il  quale  nel  17  genn.  dell*  anno  XXVI  del 
da  seti,  a  lev.-grec.  finché  alla  confluenza  suo  impero,  corrispondente  ali* anno  854 
del  torr.  Para^  eh*  è  8  migl.  sotto  S.  Piero  dell*  E.  V.,  firmò  un  diploma  in  fieivore  «tt 
in  Bagno ,  esce  dal  territorio  del  Grandu-  Roderigo  suo  cappellano ,  in  cui  si  legge  : 
calo  ed  entra  nello  Slato  Pontifìcio,  dove  ActumScalarico  in  territorio  Pistori^nsL 
dopo  il  corso  di  altre  4  migl.  bagna  le  mura  II  luogo  medesimo  con  le  parole  del  di- 
meridionali della  piccola  città  di  Sarsina ,  ploma  suddetto  è  ripetuto  in  altro  privilegio 
quindi  rientra  nei  confini  esUremi  del  terri-  di  Lodovico  II  che  conferma  il  precedente 
torio  granducale  per  passare  a  lev.  del  Cast,  del  suo  augusto  genitore.  —  P'id.  Rosita. 
di  Sorbano.  Diriropelto  a  questo  Cast,  il  Ho  dubitato  cheli  vico  di  5ca/ar/eo  cor» 
Savio  arricchito  delle  acque  che  vi  scendo-  rispondere  potesse  allo  Scalari ^gA  Firn» 
no  a  destra  mediante  il  torrente  Tonante  cio^  dove  i  CC.  Guido  e  Tegrimo  figli  di  un 
dai  contrafTorli  dell*  Appennino  di  S.  Agata  altro  C.  Guido,  nell*  aprile  del  1044  stando 
e  della  Cella  rivolgesi  verso  selt.  per  passare  presso  Pistoja  donarono  a  quella  cattcdraW 
da  Mercato-Saracino,  e  di  là  scendendo  nelr  dei  beni,  alcuni  de*  quali  situati  in  Seiari 
la  pianura  della  Romagna-cesenatica,  dopo  (  leggo  Scalar i).'-^F'edmCA>ua» de* Marck, 
aver  accolto  alla  sua  sinistra  il  grosso  torr.  di  Totcana^  Voi.  I.) 
Barello,  s* incammina  lungo  le  mura  occi«  SCALI  (OPERA  nifiLi)  in  Val-diSìcve. 
dentali  di  Cesena  ,  dove  è  cavalcato  da  un  —  F'ed,  Boaoo  S.  Lobssio. 
bel  ponte,  sulla  strada  postale  romana  per  SCALO  dell' ARANCIO  sotto  i  monti  Li- 
indirizz^rsi ,  dopo  circa  55  migl.  di  cam-  vornesi.  ^"  Varj  sono  gli  Scali  di  mare  che 
mino ,  nel  mare  Adriatico.  presenta  il  littorale  toscano  a  difierenz»  dei 

SAVORNIANO,  o  SAVORGNANO  nella  golfi,  caU  e  porU,  mentre  i  Scali  noo 

Val-Tiberina.  —  Cas.  con  eh.  parr.  (SS.  Bia-  sono  capaci  di  ricevere  bastimenti  di  grosaa 

gio  e  Grislofano)  nel  piviere  del  Ponte  alla  portata. 

Piera,  già  di  Spelino,  Com.  e  5  migl.  a  lev.  Tali  sono  per  esempio,  oltre  il  nominalo^ 

di  Subbiano,  Giur.  Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo,  lo  Scalo  di  S.  Jacopo  alla  marina  di  Livor- 

Risiede  in  monte  sulla  schiena  dell*  Alpe  no,  lo  Scalo  di  Follonica,  quello  del  Botro 

di  Catenaja, bagnato  dalla  fiumana  Somara,  renella  alla  marima  di  Massa  marittima, 

Cotesta  parr.  nel  i833  conlava  a64  abit.  lo  Scalo  di  Avenza,  e  Tallro  di  S.  Giuseppe 

SCALA  (POSTA  della)  nel  Val.d*Amo  alla  marina  di  Carrara  ^  Massa,  Io  Scafo  di 

inferiore,  i—  Mansione  situata  sulla  strada  Portiglione  alla  marina  di  Scarlino, quello 

postale  Livornese  presso  la  XXIV  pietra  mi-  di  S,  Hocco  alla  spiaggia  di  Grosseto  >  txc. 

liare  a  pon.  di  Firenze,  e  XXV  migl.  a  lev.  SCANNELLO  nella  Valle  del  Montone 

di  Pisa,  nella  parr.  di  S,  Pietro  alla  Fon-  in  Romagna.  — >  f^ed^  Saetua^iio. 

te,  Com.  Giur.,  Dioc.  e  circa  un  migl.  a  SCALVAJA  e  LURIANO  nella  Val-di- 

seti,  di  Sanminiato,  Comp.  di  Firenze.  Merse.  —  f^ed.  LcaiAao. 

Cotesta  mansione  e  borgata  porta  tuttora  SCALZI  (S.  MARIA  degli)  o  alla  Ba- 

il  nome  di  Scala  dai  beni  nei  quali  fu  eretta  diuua  nel  suburbio  di  Firenze.  ^^  f^ed, 

la  prima  osteria  appartenuta  allo  spedale  di  Badiusza  al  Pazadiso. 

Sanminiato,  che  fu  manuale  di  quello  di  SCALZI  (S.  MICHELE  de*  )  g^à  ii9  Oa- 

S.  Maria  della  Scala  di  Siena  e  del  quale  ticjjj,  nel  suburbio  orientale  di  Pis;i.  «- 

conservasi  T  insegna  ed  il  vocabolo  dalla  Monastero  che  fu  de* Benedettini  Pulsanti, 

mansione ,  ossia  Posta  della  Scala,  allriroenli  appellali  degli  Scalu,  la  cui  |iii»- 


SCAM  SCAN              211 

è  filUle  della  chiesa  maggiore  di  chiesa  ili  S,  Barioio  di  Fighine,  che  ivi  si 

■iciicaim  quarto  di  miglio  fuori  di  Por-  appella  anche  del  Santo-Si qnnre.  ^^[ii^ì), 

i&B  Piagge  f  nella  Gora.  Giur.  Dioc.  e  Ma  d.i  queir  e(Kica  in  |ioi  incominciar»- 

9«{i^  Pisanu.  —  Ped,  Onteuà  nel  Val-  no  a  nascere  liti  tra  i  priori  di  S.  Birlolom- 

'imo  pisAOo.  meo  a  Scampata  da  una  parte  ed  i  pievani 

SQ411P\TA  (S.  BARTOLOMMEO  a)  della  eh.  di  Figline  dalP altra  pirle. 

idVal-d'Amo  superiore.  — -  Contrada  con  Anco  fra  le  perg:imene  della  prpjiositiira 

Aioi  prioria,  altre  volte  delta  Sam-Siowork,  di  Prato  se  ne  coniano  diverse  sutt»  gli  anni 

iri fivierr, Gom.  Giur.  e  f  migl.  a  lib.  di  ia55  e  isi55  relative  a  un  GivalcaTili  ca- 

fi^ae, Difx.  di  Fiesole,  Gnmp.  di  Firenze,  nonico,  ossia  cappel Ihho  di  S.  Bartniommen 

iìMe  w  di  un  poggetto  alla  sinistra  ci  Scampata,  il  quale  si  era  intruso  nel 

èllvr.  Certìo  e  della  strada  rotabile  che  numero  de* canonici dt'lla  collegiala  di  Prato 

4Grolksctiide  nella  posta  le  aretina  sopra  poco  innanzi  di  c-sse  re  chilo  in  •  iipjiell.iiio 

wtoili  roigl.  a  Figline,  ed  al  ponte  del  vescovo  Gnglielmino  libertini  di  Arrz- 

MM di  pktn  eretto  ivi  presso  suirÀruo.  to,  che  poi  lo  dichiarò  arciprete  e  pievano 

larioonLinu  più  antica  di  questa  chiesa  della  chiesii  di  Cortona.  —  (L.  GruAuim, 

ktoio  fn  le  pergamene  della  Badia  dei  De  fi*  antico  dnmin,  del  f^tsc.  di  Arato), 

IAmIiiiiuuì  di  Pasti gnano, alla  quale  finn  1  monaci  Vallombmsani  conservarono  il 

èfaio  1075  da  dne  fratelli,  Pagano  e  gius{)adronato  ilella  chiesa  di  S.  Barlolom- 

l^nb  fi>li  ili  Ghisolfo,  fu  donata  1*  in  ve-  meo  a  Scnm|Kita  fnio  alP  invasione  francese 

iita  della  chiesa  di  Scampata  con  le  ter-  del   1807.  -—  Essa  attiiiilmente  è  di  colla- 

■  I  pipgio  annasilo,  in  mano  delPabbate  lione  del  Principe, 
lii^erìore  iIclU  Badia  predetta.  Lii  parrocchia  di  S.  B;irtoloinmeo  a  Scam- 

UbMfW  chic»i  di  Scalpata  appella  pala  nel  i833  no\crava  340  abil. 

«AniMniiiinto fcrìtto li  a5 marzo  1 07 7  SCANDICGl  di  GREVK  nel  Vald*Arno 

iiRiliiK nel csitel  d'Azso, col  quale  don-  fiorentino. «^Contrada  deliziosa  che  *ìk  il 

itlota  figlia  di  Pagano  testé  rammentato  titolo  ad  una  chtcsii  piirr<Kchialc  (S.  Mar- 

sdcnm»  del  marito  Kofando  donò  al  tin>  a  Scandìcei)  nel  piviere  di  Giogoli, 

■*■*!«  predetto  di  Passignano  un  pezzo  Com.  e  ap|)Pna  un  mi<!l.  a  ostro  di  Iiegnap, 

^hnpifloprfsso  U  chiesa  di  iS.  ^ar/o/o  Giur.  del  Galluzzo,  Dioc.  e  Gìinp.  di  Fi- 

■  f*ft'9f^  0  Fighine,  rcnze. 
^'twti  chif«  nel  1 1  ;8  era  già  priorato,  Risiede  siili*  fslrcme  CiMn  drì   rolli  rhe 

*^B«f  II)  dìchi.ira  un  atto  rogato  in  Fi  chiudono  dal  lato  ili  snir.  il  Va  l-d*  A  ino  fin. 

^bH  3o  dicvRibsT  diqiieiranno,  inrui  renlino,  siill.i  destra  della  tìiiiii.ina  Greve  <; 

iMadelli  venilila  fatta  daTeiizzo  dti  fu  poco  lungi  dal  [Xtiilc  di  ScaiidiiTi  che  l'at- 

'•Ifliojdi  certe  biade  ad   Alberto  prete  traversa  nella  strada  rotabile  rhe  a  TjTsnaja 

^nt  priore  di  S.  Bartolo  a  Figline^  sLiccasi  dalla  postale  Livornesi*  [ler  siilirc  il 

^^SewifHita.  —  {toc.  cit,)  p^'ggio  di  Mosciauo  e  di  là riscenderc a Tor- 

•vrata  poi  dubbio  che  la  stessa  chiesa  ri  nella  fìiiinana  drlla  Pesa. 

•I»frfii  a  Figuline  non  corrispondesse  a  Sembra  che  la  coni  rida  di  Scandirci  traes- 

"  fB^di^.  B'irtolotnmeo  a  Scampata^  o  se  il  nome  da  una  casa  lorrita  |)OSta  sulla 

■  fci-5/yFiwe;  peioliè  soli»»  qiiesl*  ultimo  Grrve  «li  pn»[iric  tà  ilella  cmitess-i  Willa  nia- 
>>o1j  irovonmment  1I.1  in  un  ronronlalo  drn  del  marrljrsp  Vtio,  la  iiiialc,  nell'anno 
•«lì Jflib.  ufi;  fallo  fra  il  priore  di-Ila  978,  [n*r  istnnmMilo  ilei  3i  niagpìo,  stando 
^CcivHiicj  (li  S'tn-S  g;ni'>re  e  quello  inPis;i,  donò  .l'.l.i  Ridia  d.i  i-mj  rondala  pn-s* 
•■•■Cindi  5.  Angelo  a  FtWellì  ^  la  cui  so  le  muri  de!  primo  m'chio  di  Firenze  fri 
J**?«la  parimente  alla  destra  del  lorr.  gli  altri  b'ni  uii.i  s'i.i  rorlc  (Mista  in  Greve 
*'^;  n^l  ipui  concordato  si  tratta  «Itile  col  castell'*  di  Srandirci  iiisit'iiir  alla  rliie- 
2°*^d4paprsi  dai  n.'SiMlli\i  iio[>oli ,  e  sa  i\i  ♦»sist«'ulo  ed  a  3o  ni.msl    sp'oie  di  po- 

■  iiriUodi  KpoUura.  —  f  iVi).  deri)  spcttanìi  alla  i-.oili-  intihsiina  di  Sc'in- 
'tlioancora  la  stessa  chiesa  è  qualiOca-  dirci  y  i  quali  oreupavano   3oo  moggia  di 

^■■aillodì  obbedien/.-i  preslalu  nel  3i  terre  lavorato,  0  5oo  di  s«)daglie. 

**'ii96  ni-lle  mani  deif  abbate  di  Pas-  Colesta  vistosi  dmiaiione  fu  poi  eonfer- 

■  ^^dd Gerardo  diacono  di  dello  mona-  mala  ai  monaci  della  bailia  fiorentina  da- 

I  ^dop)  (fiere  stato  eletto  in  priore  della  gì*  Imp.  Ottone  III  (8  geun.  looa)  da  Airi- 


2t2              SGAN  SCAN 

1^  1  (14  magigio  loio)»  da  GornMio  t(aprile  no  e  SebatUano  della  dioc-cai  di  Siena,  e  cor 

I  o3o),  e  da  Arrigo  IV  (anno  1 07 4).  —  Anco  letta  di  S,  Giorgio  a  Seandieeio  delb Dioc 

ì  PonteAci  Paiqaale  II  median'e  l>olle  (94  di  Vollerm.  —  (Aica.  Dm.  Fioa.  Carf 

seti.  1 1 08)  e  Alessandro  III  (3o  aprile  1176)  iltUo  Spedale  di  Bonifaùo). 

conTalidarooo  alla  Badia  suddella,  fn  le  al»  E  il  é  spiegala  la  ragione  del  non  avcn 

tre  cose,  la  eorU  di  Grt9o  con  la  Mesa  di  a\uto  efiètio  la  prima  uni'Hie,  a  causa,  dice 

5.  Uortino  a  Seandieei  e  talte  le  posses-  il  breve,  della  revoca  fall»  «lagli  anieccssori 

sioni  che  le  furono  dalla  contessa  Willa  do-  del  Font.  Paolo  11^  e  forse  dal  medesimo 

nate.  — •  fed,  Gretb  a  SesAamoa*  Pio  II.  Avvegn.tchè  fra  le  carie  drgli  Olive- 

In&Ui  ì  monaci  della  Badia  fiorentina  latii  di  Pis.i,.(orii  nfWArek.  Dipi.  Fior,) 

conservarono  fino  ai  temfH  nostri  il  giuspa-  havvene  una  del  ao  agosto  1463  speltanle 

dronato  tanto  della  chiesa  di  S.  Martino  a  ali*  unione  ed  incorporazione  onlinaU  dal- 

Scandicci  come  dell' altra  parrocchiale  ad  Tare-diacono  del  capitolo  dì  Volterra,  come 

essa  vicina  di  S.  Maria  a  Greve.  commissario  apostolico ,  al  diaconato  «klb 

Nel  1435  per  contratto  del  iH  luglio  cattedrale  di  Volterra  della  chiesa  pjebann 
1* abbate  col  consenso  de*  monaci  della  Ba-  di  Gabbreio  presso  Hoatecatini  in  Val-di- 
dia  predetta  diede  ad  enfilensi  a  maestro  Cecina  e  di  quella  di  5.  Mariiao  di  Sea»^ 
Ridolfo  di  Francesco  da  Gniona  medico,  </icrio,  entrambe  della  diocesi  volterrana, 
per  godersi  fino  alla  sua  terza  generazione  —  f^ed,  GjBMaKTo  in  Val-di -Cecina, 
inclusive,  due  poderi  posti  nel  popolo  dì  <S.  Scmnoiccio  nel  Val-d*Amo  pisano.  — 
Martino  a  Seamdied  con  obbligo  di  pagare  Cas.  distrutto  che  fu  nel  pivierr  di  Calci- 
l'annuo  canone  dì  venti  fiorini  d* oro, oltre  naia  verso  Bìentìna,  rammentalo  in  due 
il  laodemio  di  fiorini  a5,  e  di  dovere  spen-  istrumentì  dtWJrcli.  Arciv»  Pis.  del  97$, 
dervi  in  un  decennio  fiorini  cento  fier  mi-  e  del  r  lao  pubblicati  dal  Muratori, 
glioramenli  de*  due  poderi.  —  (Aacs.  Dìpl.  Er^vi  nello  stesso  Val-d*Arno  pisano  nn 
Fra».  Carte  d^lFAreh,  generale,)  altro  Seandieeio  presso  Mezzana  nel  distretto 

La  chiesa  di  S.  Martino  aScandicci  dopo  Ui  Caprona,  cai  appella  una  mrmbmia  in 

il  1807  è  di  data  del  Principe.  ^- Essa  nel-  data  del  1  a  marzo  icSS  fra  quelle  del  Mou« 

Tanno  i83?  contava  186  abit.  di  S.  Michele  in  Borgo  di  Pisa,  on  racrolte 

SCANDIGCI  A  GREVE.  —  f^ed.  Gatva  nelTi<rc/i.  Dipi.  Fior. 

a  ScAanoci.  SCANDOLAJA  nflla  Valle  Tiberina.— 

ScMUDicci  y  o  Scjìhdiccio  {SS.  a^BTiKo  Cas.  con  torre  eh*  ebbe  titolo  di  Cast,  dov* 

e  Gwttùto  d)  nrlla  Val-d'-Era.  ^  Chiesa  è  pure  nna  eh.  parr.  (S.  Maria)  nel  piem. 

diruta  che  fii  sotto  la  pieve  di  Pa^fa ,  altri-  nnto  dì  Ranco,  Com.  Giur.  e  migL  3  a  lib. 

menti  detta  Pie^e  a  Pitti  ^  nella  Corou-  di  Montea*lii ,  Dioc.  e  Corop.  di  Act-zzo. 

nitè  di  Terricciola,  Giur.  di  Peccioli,  Dioc.  Tanto  la  chies:i ,  come  la  torre  dì  Sran- 

di  Volterra ,  Comp.  di  Fisa.  dolajn  trovnnsi  so|^  T  ulliroo  sprone  di  un 

La  chieSM  di  Scandicci  della  Dioc.  volter-  poggio  alla  cui  base  occidentale  scorre  il 
rana  fu  distinta  sotto  il  tìtolo  di  S.Gi'  rgio  lorr.  Cerfwie  Iributiirio  dd  fi.  Tevere  poMe 
a  Seandieeio  in  un  breve  del  P^mt.  Pio  II  a  cMvaltrre  della  sitarla  regia  dclTAdrialico, 
dato  in  Roma  li  18  seti.  i4^8t  ^^  fl"*'^  o  diUrbania  che  passa  lungo  la  ripa sinisira 
ingiunse  ai  suoi  delegati  di  unire  al  lon.  del  Cerfone  a  pon.  del  colle,  della  torre  e 
delle  Brigidiaue  al  Paradiso  in  Pian  di  Ri-  della  chiesa  di  Scandoiafa. 
poli  fm  gli  altri  benrfizii  la  chiesa  di  S.  Nel  difitretlo  «li  questa  parrocchia  è  eoa». 
Giorgio  a  Seandieeio  della  diocesi  di  Voi-  preso  il  castellare  «li  Uontagatello  ^  pfCiso 
lemi.  La  quiile  unione  non  sembra  che  si  al  quale  fu  una  cella  dì  eremiti  GimalJo* 
effettuasse  prima  ilei  90  die.  dello  stesso  Iensi,cui  fu  dato  il  titolo  di  Jùazia.-^  Gli 
anno ,  come  in  altra  carta  si  legge,  sebbene  abitanti  del  caslelletlo  di  Montnguiello  in- 
fu  presto  ritolta  a  quelle  monaclie.  Essendo-  sieme  con  quelli  di  M«ntrrcbi  si  sottomisero 
che  il  Pont.  Paolo  II  successore  dì  Pio  II,  ai  Fiorentini  i3  giorni  dopo  la  villoria  da 
con  breve  del  9  novembre  i464f  comandò  essi  riportala  nel  99  giugno  1440  sotto  An- 
ali* abbate  di  S.  Salvmiore  di  Spugna  ed  al  ghìari.  Gò  basta  a  &r  credere  che  il  castel- 
priore  dì  S.  Pietro  di  Cedda,  stati  già  a  tale  lare  al  pari  della  torre  di  Seandolafa  fosse 
efifello  deleg»lì  «la  Pio  II,  di  riunire  al  nH>-  dnminalr»  dai  Tarlati  a  qnel  tempo  signori 
BMtcro  del  Paradiso  la  chiesa  de*  SS.  Fabia-  di  Monterchi  e  precisamente  da  doaua  Aa- 


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fiaàna  àa  Mootedoglio,  la  c|iuile  era  restata  fr.i  i  conti  AlilobmnileichidiSanla-FioraeiJ 

leilova  ili  BtilolomiiMO  TarUii  siguuri'  di  ilCiiiuiineiUS.ena,  il  quale  tolte  più  volle  e 

qurlb  contraili.  —  f^eti,  AfoiiTKBnHi.  f»oi  rrsc  ai  primi  il  Cast,  «li  Sransiino.  Dissi 

La  chic»  dì  S.  Maria  a  Scamlolaja  «Lil  .-incora  come  fuori  «li  Scansano  fu  <  dilìcato 

lagUo  «lei  1440  in  |joi  è  di  imdruiialo  d«*l-  nel  1G09  un  couTento  pei  frali  Francescani 

lo  Sialo.  *- Etti  fu  eretta  in  priori.i  con  de-  «lelF  Osservanza,  il  quale  esiste  tuUoi-a  in 

crKo  TctooTÌle  del  i3genn.  1733.  liiog^  detto  Peireto^  «love  conliniiaim  ad 

La  pirr.  dì  Scandolaja  a  Bfontagutello,  abitarlo  i  religiosi  della  Riforma  di  S.  Fran- 
ici 1833  contala  80  abit.  cesco,  la  cui  chiesa  porla  per  litolo  S.  Pic' 

SCiNSANO  MILLA  MiEBMitÀ  oaossRAWA  tro  o  Prtreto, 
In  la  Valle  dell'  Albera  e  quella  inferiore        Finalmente  ivi  fu  ptin*  segnalato  il  tempo 

èdV  Ombrone  senese.  «^  Terra  capoluogro  ed  il  niodocol  quale  la  Terra  di  Scansano  col 

fiComanitìi  e  di  giurisdizione  con  pieve  suo  distretto  daiconli  Sforza  di  Sanla-Fioru 

MHegiata  (S.  Gio.  Battista)  nella  Dioc.  di  fu  alienata  alla  corona  di  Toscana.  In  au- 

SMn^Gomp.  di  Grosseto.  mento  a  ciò  friovn  qui  a<r«riungere ,  quaU 

Bìsicde  sulla  schiena  del  poggio,  la  cui  niente  cotcsta  Terra  fu  comprata  ilal  Gran- 
dma è  deoominata  deifli  Olmi  di  Scansa-  duca  Gisirao  II  mediante  istrumenlo  «lei  la 
M, poggio  che  dal  Iato  di  s^tt.  mediante  la  genn;ijo  161 5  per  il  prezzo  lìì  senili  ai  5, 000 
fianana  TVafifftèioediI  Tratubbino  acqua-  da  paoli  dieci  Tuno,  che  scudi  i5,ooo  pa- 
pcode  nel  fi.  Ombrone*  mentre  le  acque  dal-  gali  neiralto  di  Alessandro  Sforza  G.  di 
li|«rte  volta  a  seti,  scolano  ncll' Alliegna.  Simta-Fiora  che  T alienava,  e  per  gli  altri 

Trovasi* Scansano  circa  840  br.  sopra  il  se.  aoo,ooo  fu  convenuto  che  dovessero  es- 
lifello  del  mare  Ofedilerraneo,  fra  il  gr.  98^  sere  rinvt>stiti  in  tanii  beni  slabili  o  luoghi 
S9'  9**  long,  ed  il  gr.  42°  4t'  di  latit.»  14  di  monte  da  ipotecarsi  per  sicurezza  ed  evi- 
sngl.  a  scìr.  di  Grosseto  passando  |)er  la  zìonc  di  detta  comp>a  con  la  speciale  pro- 
tfrìda  provinciale  che  guida  a  Manciano,  il  messii  del  venditore  di  ottenerne  il  Gon- 
fiai allimo  paese  ò  altrettanto ,  sebbene  in  senso  «fa  chinn«|ue  «Iella  su»  famiglia ,  o  da 
direzione  opposta,  distante  da  Scansano,  chi  altro  fosse  stato  di  ragione.  —  (Aaca. 
quanto  qnest*  ultimo  lo  è  da  Grosseto.  dbt.lp.  RiFoiM^oToai  ni  FiaO 

Comecché  sia  cosa  molto  credibile  che  co-         Esiste  pure  in  quelt'Hrchivio  una  rela- 

(^o  paese  esistesse  nei  secoli  auteriuri  al  zioiie  in  dita  «lei   010  seti.    i6a5  fatta  dai 

Biil|«  Miti  qualche  altro  nome,  conlulloc'iò  depiit.iii  iiicaiic.iti  di  rifiTÌre  il  loro  iKircre 

b  storia  di  Sirans-ino  non  comincia  a  com-  so[ira  alcune  doniandc  avanzile  al  governo 

pirire  se  non  che  sul  declinare  del  sec.  XIII.  dalla  Comuni  là  di  Scaii&nio  ;  cioè ,  i  .a  f>er 

Imperoccliè  Ira  le  non  {wcite  scrilturc  iiu.'-  la  grazia  di  edificare  la  canonica  per  il  pie- 
dile,  olire  quelle  stampate,  da  me  \iste,  non  vano  della  eh.  di  S.  Giovan  Battista  in  Scan- 
ali é  riesritn  incontrare  rammentato  Scansi-  sano;  a.a  per  poter  introdurre  in  Scansano 
B»  innanzi  le  divise  falle  nel  1372  fm  i  due  merci,  cuojami  e  [>anni  dalP  estero;  !t.a  nl- 
TàwÀ  dei  eonti  Aldobrandeschi  di  Soana  e  finché  il  potestà  residente  in  Scansiiiio  do- 
di SanU-Fìora,  ali*  ultimo  de*  quali  toccò  vesse  rinnovarsi  ogni  anno  e  non  ogni  tro 
fr« le  altre  terre  della  contea  Aldobrandesca  anni  come  per  il  passalo;  4. a  clic  fossen) 
joche  questa  di  Scansano  coi  suo  distretto,  confermati  al  Gimune  di  Si:ans.ino  i  suoi 

Che  se  con  placito  del  d\  7  giugno  1073  {uirticolari  statuti;  5.a  di  |)Ot«  r  levare  il  sale 

|<«l»bIirato  dal  Muratori  nelle  sue  A  itti-  da  Grosseto,  e  venderlo  al  prezzo  solito;  6. a 

tkiià  dei  Medio  Evo  fu  aggiudicato  alla  Ba-  di  aumentare  il  salario  al  sindaco  (  gonfalo- 

du  del  Moni*  Amiata  la  Rocca  di  Scansa^  niere)  ai  priori  e  camarlingo,  primi  iiltìziali 

•>,  disri  però  air ^rr.  RoccaerrÀ^  o  Roc-  della  Comiiiìità;  7.a  di  [>oler  stabilire  nella 

camtTK  di  RADieorAWt^  essere  stato  ivi  per  corte  di  Scansano  per  cinque  anni  i  pascoli 

staglio  stampato  Scansano  invece  di  •Srn*  {fide)  col  pagamento  del  solito  dazio ,  ecc. 
#•10,  o  ^azanot  vocabolo  di  una  di  quelle        Sottoposto  quindi  il  pareit;  alla  ponde- 

dne  Hoochette.  razione  del  Principe,  in  pie  di  ciascuna  do- 

Pieuiciso  ciò,  rispetto  alle  vicende  politi-  manda  si  trova  notata  1*  inienzione  sovrana, 
ehe  relative  a  cotesta  Terra  rammenterò  co-        Quindi  con  motuproprio  del  1 4  sett.  1 64 1 

me  air  Jirt.  SAirrA-FiomA  furono  indicati  i  la  Comunità  e  Terra  di  S<Mnsano  fu  sotlo- 

teti  accadati  nei  primi  3oanni  dei  sec.  \IV  posta  per  la  ^airte  economica  al  iiiagisti-atu 


214 


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dei  No?e  aonierfatori  dello  Stato,  fino  a  che 
il  Graudaca  Leopoldo  I,  volendo  dare  più 
ntili  e  generose  dtspositioni  a  fiivoredi  tutta 
la  Maremma  grossetana,  con  legge  del  ^  1 1 
aprile  1778  slaccò  questa  dall' amministra- 
xione  economica  e  politica  del  Granducato, 
e  ne  eoslitnì  un  governo  a  sé  sotto  il  voca- 
bolo di  Provincia  inferiore  tenete  ^  corri- 
apondente  presso  a  poco  ali*  attuale  Gom- 

girtimento  di  Grosseto ,  meno  i  Presidj ,  il 
rinctpato  di  Piombino  in  terraferm>i ,  e  le 
Comunità  di  Gampiglia ,  di  Monteverdi  e 
della  Sassetta.  Quindi  con  la  legge  medesima 
tìirono  stabiliti  in  detta  Piovincia  otto  pò- 
testa ,  i  quali  in  virtù  dei  motuproprio  del 
IO  dicembre  1776  entno  stati  qualificati 


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vicarj  regi  eoa  facoltà  di  gindicBre  deatro  al 
confini  loro  asiegtiiiti  tanto  nelle  cause  et* 
vili  come  nelle  cmn inali.  —  I^er  U  prie  po- 
litica e  governativa  sopraintendeva  ai  vicarj 
medesimi  un  commissario  delb  Provincia 
residente  in  Grosseto;  il  qoal  sistema  gover- 
nativo è  stato  esteso  e  rettificato  mediante  i 
saggi  provvedimenti  del  Ginindoca  Lbotol- 
DO  11  felicemente  regnante. 

Scansano  nella  stagione  estiva  e  talvolta 
nei  primi  mesi  di  autunno  è  destinato  a 
starna  de*  giudici  del  tribunale  di  Prima  i» 
starna ,  del  provveditore  della  Cimerà ,  del 
commissario  R.  e  di  molti  altri  uffixiaK  s«- 
periori  soliti  nelle  altre  stagioni  a  ritedcn 
in  Grosseto. 


MOFIMBNTO  delia  Popoln%.  delia  Tbma  di  Scmnsàito  a  ire  epoche  diverte^  (i) 

di9i$a  per  famiglie ,  per  età  e  per  staio. 


Auro 

iMBUBSai 

mase,  femm. 

ADir 
masc. 

LTl 

femm» 

OOKIUQATI 

dei 
due  sessi 

lOCLKtfAST. 

dei 
due  sessi 

Numero 

delle 
famiglie 

Totalità 

della 
Popolai, 

1745 

193 

195 

218 

■  ■ 
I09 

289 

43 

297 

1247 

i833 

«96 

243 

201 

277 

474 

26 

3l2 

i5i6 

1840 

ai4 

a5t 

334 

352 

5o4 

28 

341 

i683 

(t)  NB.  Non  posto  indicare  la  popolazioné*e  le  famiglie  che  nel  1640  abiia^aito  in 
Scantano  f  perchè  etto  manca  nella  Statistica  di  queir  anno,  ahbenehè  coletta  Terra 
fino  dal  16 1 5  m^tse  eetsato^  come  ti  è  detlfó*^  di  ettere  feudale. 


Comunità  di  Scantano.  -—  Il  territorio 
di  questa  Comunità  occupa  una  sujierfìcie 
di  77550  quadr.  2621  dei  quali  spettano 
a  corsi  d*  acqua  ed  a  pubbliche  strade. 

Nel  i833  vi  abitavano  familiarmente 
3i4i  individui,  a  proporzione  cioè  di  circa 
33  persone  per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo 
imponibile. 

Òonfina  con  5Comun  tà  del  Granducato. 
—  Dirimpetto  a  scìr.  il  territorio  di  Scan- 
sano ha  di  fronte  quello  comunitativo  di 
Manciano,  a  partire  dalla  confiuenxa  del 
torr.  ^iVa/o  nel  fi.  Albegnn ,  e  di  là  me> 
diante  il  corso  retrogrado  di  questo  fi.  pren- 
dendo la  direzione  verso  grec.  fino  alla  con- 
flurnzi  del  torr.  Piascone ,  il  quale  sbocca 
dal  lato  destro  nelPAIbegna.  A  questo  p'mlo 


cessa  la  Com.  di  Manciano  ed  entra  a  con- 
fine di  fronte  a  lev.  quella  di  Roccalbegna, 
con  la  quale  T  altra  di  Scansano  rimonta 
verso  sett.  il  torr.  predetto  fino  alletne  sca- 
turìgini salendo  in  cima  ai  poggi  che  sepa- 
rano la  Valle  delPAIbegna  da  quella  dell' 
Ombrone  inferiore  senese,  e  riscendendo  in 
quest*  ultima  per  il  valloncello  di  Acqua- 
9Ìva^  col  quale  arriva  sulla  fiumana  del  7*rtf- 
tuhbio ,  che  oltrepassa  per  entrare  nel  torr. 
suo  tributario,  il  Trasuhhino.  Costì  can- 
blando  direzione  ila  sett.  a  pon.  i  due  ter- 
ritori mediante  il  corso  del  Tratnhbino  dl- 
rigonsi  nella  fiumana  del  Tratuhbio,,  la  qua- 
le dopo  il  tragitto  di  circa  quattro  miglia  si 
vuota  neir  Ombrone.  Però  due  migl.  in- 
nanzi che  vi  entri  la  fiumana  testé  indicala 


SCAN  SCAN               215 

alla  coufluenia  tlel  lorr.  Frosina  cessa  il  raneo.  Rispelto  alla  porzione  di  Scansiinu 
iMTilorìo  comunìlativo  di  Roccalbf^a  e  situata  sul  tianco  selt.  dello  stesso  poggio;  es- 
succ«de  dìrimpello  tenipre  a  seti,  quello  di  sa  è  lao  br.  più  bassa  della  sua  soniinità. 
CampagualiL-o,  uol  quale  1*  altro  di  Scausano  Poche  strade  rotabili,  e  queste  senza  poii- 
conlÌDua  a  dirigeisi  verso  pon.  mediante  il  ti,  aUr.i?crsano1  fiumi,  le  fiumane  ed  i  tor- 
cuTK»  della  fiumana  medesima,  fìncbè  poco  renti  che  passano  per  il  vasto  territorio  di 
dofio  esser  discesi  nel  11.  Ombrone  sottentra  questa   Corounitìi.   È  provinciale   rotabile 
ii  territorio  comunilativo  di  Grosseto.  Qon  quella  che  da  Grosseto  guida  a  Mandano 
qursl' ultimo  I*  altro  dì  Scansano,  piegando  passando  per  Scansano  e  Monle^Merano. 
quasi  ad  angolo  retto,  si  avvia  lungo  il  fìu-  E  in  parte  comun  itati  va  la  strida  che  stac- 
■e,  prima  verso  maestr.,poi  per  breve  trai-  casi  dalla  R.  davanti  allo  Stagno  di  Orbe- 
Io  a  lib.  e  quindi  a  scir.  finché  riprende  la  tello  per  dirigersi  alla  Barca  del  Grazzi  sul- 
finiione  di  lib.  finché  dojio  aver  serpeg-  l'Alhegna,  di  IkdalqnalfiumesaleaMaglia- 
(btocon  1*  Ombrone  lo  abbandona  alla  con-  no  e  passando  ila  Perela  arriva  a  Scansano, 
floenza  del  lorr.  Majano  che  sbocca  in  detp  In  quanto  alla  qualità  del  terreno  in  una 
lo  fiume  fra  U  strada  provinciale  di  Scan-  superficie  quadra  di  oltre  97  migl.  toscane 
uno  td  il  Gtft.  d*  Ischia.  sarebl>e  per  me  impossibile  segnalare  le  mol- 

A  questo  confluente  soltentra  a  confine  te  varietà  di  rocce  che  la  ricuoprono. 
il  territorio  comunitativo  di  Magliano,  col  II  poggio,  per  esempio,  su  cui  risiede 
qsile  il  nostro  rimonta  di  conserva  nella  Scansano  generalmente  è  formato  di  grès  o 
dilezione  di  scìr.  il  torr.  predetto  fino  quasi  macigno,  nella  qnal  pietra  e  stata  ivi  aperta 
alle  sue  sorgenti  che  Irovansi  presso  la  som-  costà  una  cava  per  opere  di  quadro  inipie- 
BUtà  dti  paggio  àìMontiano  ì^eccftio,  dove  gate  nelle  fabbriche  di  quei  dintorni,  men- 
da! lato  di  lib.  si  chiude  la  Valle  delFOm-  Ire  nel  fianco  meridionale  dello  slesso  poggio 
Imoe,  e  si  apre  dirimpetto  a  scir.  quella  verso  la  Val-d*Albegna  scuopresi  la  roccia 
ÌDleriorc  delP  Albegna,  nel  cui  fiume  i  due  calcarea  compatta  che  di  tanto  in  tanto  mel- 
Icrrìlorj  si  dirigono,  prima  accompagnando-  te  fuori  il  capo  dal  macigno  o  dallo  schisto 
li  col  lorr.  Sorra  nel  vallone  dell*  Osa, che  marnso. 

\àì  abbandonano  (ler  proseguire  il  cammi-  Colesla  calcarea  è  attraversata  in  varj  sen- 
ni Verso  oisli'o  lincile  entrano  nel  lorr.  Pa-  si  da  filoncini  di  scialo ,  e  bene  spesiìo  da 
trignoncj  col  quale  per  poco  si  accompa-  quelli  di  quarzo.  Dalla  parte  poi  dei  colli 
^•^no,  e  quindi  lasciano  a  pon.  per  altra-  di  Magliano  soltentra  la  marna  conchigliare 
^tj&ire  la  Mrada  rulabilc  che  guida  da  Ma-  ceiulea,  e  per  lutto  altrove  si  trovano  brec- 
^ii.ii:u  a  Scansano.  G)Slì  dopo  aver  rasen-  ce  silicee,  e  impasti  frammi-ntarj  di  pietra 
tti'j  dui  Irftn  di  [K>n.  il  poggio  di  Fereta  conira  nerastra  disposti  in  b;«nchi  talvolta 
icriidono  nel  torr.  Tortone  e  con  esso  diri-  venati  da  rilegature  di  quarzo  bianco  ofiaco. 
tJt^iì  a  scii.  in  quello  del  f^ioafo  col  qua-  Risi)etlo  ai  prodotti  agrarii,  nel  poggio 
Ir  iI<j|,o  un  miglio  entrano  nel  fi.  Albegna,  iutr)i'no  a  Scansano  esistono  dei  |)oderi  con 
•ioif  la  Comunità  di  Scansiino  ritrova  il  ter-  case  coloniche  stanlechè  Paria  in  Scansano, 
n:orio  comunitalivo  di  Manciano.  essendo  fra  le  meno  infide  della  Maremma, 

f  ri  i  maggiori  dirsi  d*  acqua  che  bagna-  i:ume  dissi,  il  paese  è  desti  nato  al  la  slalatura 

D-^  ì  coaHui  del  territorio  di  Scansano  coi>-  degli  im|iirgati  superiori  di  Grosseto. 

i«si,  4  lev.  il  fi.  Albrgna,  a  selt.  la  fiumana  Le  boscaglie  per  altro  ed  i  pascoli  natu- 

Trasubbio,  a  niaestr.  il  fi.  Ombrone  ed  a  rali  costituiscono  anche  in  questa  Goinuni- 

liL.  il  torr.  Siojano,  tà  dcllii  Maremma  la  maggior  produzione, 

I  pc^'ggi  più  elevati  sono  quelli  di  Scan-  sia  f>er  ridurre  quegli  alberi  in  carbone ,  o 

S4110,  di  Poggio-Ferro  e  di  Montiano-V^ec-  fier  farne  ceneri  da  potassa, sia  per  legname 

<l«io.  *-  Ninna  di  quelle  altezze  [)er  altro  da  costruzione,  per  doghe  da  botte,  ec.  Nei 

irri%a  alle  mille  braccia,  giacché  la  sommila  {tascoii  naturali  poi  vivono  intiere  razze  di 

ilei    (Mggio  di  Scansano  misurala  in  due  cavalli,  molte  vaccine,  branehi  di  pecore  e  di 

(«oli  d*«l  Pad.  Inghirami,  al  così  detto  Pra-  niajali  che  vi  si  propagano  e  vi  s' ingrass^mo. 

tu  degli  Olmi  t  alla  base  della  Croce,  fu  I^a  chiesa  parrocchiale  diS.  Gio.  Battista 

1\nt\é\»  br.  977,  mentre  al  segnale  di  lev.,  a  Scansano  fu  eretta  in  collegiata  nelPanno 

*\{n  ciroa  del  poggio  medesimo,  non  è  che  iGuS.  Kssii  è  preseduta  dal  preposto  pieva- 

br.96a,Siopra  il  livello  del  mare  Mediter-  no,  che  è  V unica  dignità  di  quel  capitolo. 


916 


QUADRO  della  Popolauonf  della  CoMomrJ*  oi  ScMijao 

a  trm  epoche  diserte  (i). 


Nome 
dei  Luoghi 


Monf  Orgitli 

Murei 

Pancole  (i) 

PoWeraijs,  già  al  Cotone 

Pòggio-Ferro  (i) 

ScAMàHO 


Titolo 
delh  C/iieit 


Diocesi 

cui 
appartengono 


S.  Biagio ,  Fiere 
S.  Domeatco ,  idem 
Nome  di  Bfaria ,  idem 
S.  Bfatteo,  idem 
S.  Croce ,  idem 
S.  Gio.  fiattifU ,  Prepo- 
situra Collegiata 


S  3^ 


Bi 


Totale  ....  MUi.  JS."*  1976  3141  36ii 


(i)  NB.  Ce  parroecìde  di  PaneoU  e  di  Foggio-Ferro  erano  tempre  cappeUama 
curcue  neWaano  1745,  la  prima  delle  quali  fa  sottoposta  al  parrooo  di  Montorgudi^ 
la  seconda  al  preposto  pie^a^^o  di  Scansano, 


SCARABÀTTOLE  (POGGIO  m)  nella 
Valle  del  Lamone  in  Romagna.  — -  È  nna 
delle  montuosità  segnalate  dal  P.  loghinimi 
sulla  schiena  dell'  Appennino  toscano  situa- 
to a  scir.  e  poco  lungi  da  Mamdi«  la  cui 
sommità  trovasi  a  1373  br.  sopra  il  livello 
del  mare* 

SCARABONE  suua  CARZA  in  Val-di- 
Sieve.  -*  Castellare  con  TÌIIa  dove  fu  una 
chiesa'  sotto  il  titolo  di  4$.  Giasto  a  Scora- 
àone,  da  lunga  mano  annessa  alla  parr.  di  S. 
Andrea  a  Cerreto-Maggio,  nel  piviere,  Com. 
e  circa  un  migl.  a  lib.  di  Vaglia,  Giur.  di 
Searperia,  Dioc.  e  Corap.  di  Firente. 

Risiede  sul  fianco  orientale  di  uno  apro* 
4ie  che  dirig<^  verso  sett.  dall*  Ueeellatojo 
e  dal  Monte-M(H«llo,fra  il  vallone  della  Car^ 
sa  e  la  va'lccola  della  Marinella, 

In  questo  luogo  doveva  esistere  fino  dal 
secolo  XI  una  casa  turrita,  cui  fu  dato  l'o- 
norevole epiteto  di  castello  dal  Pont.  Crre* 
f  orto  VII,  allora  quando  nel  a8  dicembre  del* 
Tanno  1076  passando  da  Firenze  rilasciò  un 
breve  al  caiiitolo  della  chiesa  fiorentina  ed 
al  suo  vescovo  Ranieri,  cui  velie  confermare 
Ira  i  molti  beni  di  quella  mensa  anche  il 
easU'll't  di  Scarabone,  —  (Ug«ii.li,  Ital, 
Sacr.  in  Archiep.  Plorent.)^^  f^ed,  Caa- 
acTO-M^ttGio  e  Footaejmo, 

dCARLlNO  {Sckarlinam)  nella  Marem- 
ma grossetana.  *-  Cast,  con  chiesa  plebana 
(S«  Martino)  già  capoluogo  insieme  con  Bu- 


rlano di  una  Comunità  del  Prineipnto  4k 
Piombino,  attnalmente  incorporata,  una  par- 
te a  quella  dì  Castiglione  della  Pescaia ,  e 
r  altra  parte  ai  distretti  comunitativi  di  Ma*- 
sa  Marittima  e  di  Gavomno,  dal  quale  ollf- 
mo  paese  Scarlino  dista  circa  tre  migl.  a  Kf». 

BJsiede  sul  fianco  occidentale  de*  poggi 
che  dirigonsi  da  Gavorrano  verso  lib.  fra 
il  Pian-d^'Alma  e  il  padale  di  Scartino^ 
tre  migl.  a  grec.  dello  scalo  di  Portiglìone 
e  appena  due  migl.  a  lev.  del  suo  padule. 

Le  memorie  del  Cast,  di  Scarlino  risal- 
gono per  lo  meno  al  secolo  X  IrovaodoH 
nominato  in  un  btrumenlodel  i8apr.973, 
di  cai  si  conserva  copia  originale  lira  le  per- 
gamvne  delPArch.  Dipi.  Fior,  ivi  pervenute 
dalla  badia  di  S.  Salvatore  nel  Monte  Asta- 
ta; col  quale  istmmento  un  marebese  Lam- 
berto figlio  del  lÌA  March.  Ildebrando,  e  mari- 
to di  Ermengarda  figlb  del  C  Ranieri  oppi- 
gnorò per  diecimila  lire  45  corti  eh*  egli 
possedeva  nella  Toscana  e  nella  Lombardia, 
fra  le  quali  eravi  nna  corte  in  Aimo ,  ana 
in  Setuiino  ed  una  in  Boriano. 

Mi  resta  però  a  sapere  chi  fossequel  aaar- 
chese  Lamberto  che  si  dichiarava  figlio  di 
altro  March.  Ildebrando,  ed  in  qual  modo 
il  territor  o  e  giurisdiirone  di  Scarlino  pis- 
msse  più  tirili  nei  conti  di  Prato  e  di  Hango- 
na,  mentre  a  uno  di  questi,  il  C.  Alberto  fi- 
glio di  altro  C.  Alberto,  è  diretto  un  diplossa 
da  Pavia  deir  Imp.  Federigo  I  iOttodl9ag. 


SG4R  SGAR  217 

M  1 154*  mercè  cui ,  a  tenore  «lelfe  ileler-  cedente,  eioè  del  a  olt.  1 108,  al  Veac.  IMe» 
BiiiM«ioni  preee  in  RÓocaglia  qiicl  lOTraiio  brando  per  la  sua  mensa  vescovile  di  Roselle. 
ifititui  al  Gonle  A.lberlo  di  Pnlo  e  di  !Man-  Comunque  sia  Tatto  di  divise,  ron(^Iii«> 
IIQiia perle  e  per  i  suoi  legiltimi  efedi  tulli  nel  dì  «4  febh.  del  1209,  fra  il  conte  Ma- 
i  Crudi  pQMcdull  dal  conte  Alberto  di  Ini  irhinanJo  ed  il  conte  Rainaldo  fratelli  e  fi- 
avoionami  che  fossero  stati  da  esso  lui  alie-  ^li  del  primo  letto  dei  fu  conte  Alberto  pre- 
sili. Fra  i  feudi  restituiti  al  nipote  lcf({esi  nominato,  non  lascia  dubbio  che  il  domi- 
iu  quel  dipIcNsa  anche  il  Casi,  di  Scariiao  nio  ièiidiile  di  Scarlino  si  conservasse  anche 
CPU  b  sua  fpurinlittoni*,  e  ciò  uel  tempo  nei  figli  del  G.  Alberto  privilegiato  da  Fe- 
■»ÌesiiM>  in  ci«&  ffiì  abitanti  di  cotesto  {lae'  derì(ro  I ,  mereé  cui  toccò  di  parte  al  C. 
le  dipendevano  nel  politico  dal  Comune  di  Raiiialda^  fìra  ^i  altri  castelli  della  Marem- 
Pisa,  siccome  apparisce  da  altro  privilegio  ma,  ftlonte-Rolondo ,  Ga vorremo  e  Searli- 
Moor^lato  ai  Pisani  Ire  anni  prima  (1 161),  no.  »  FmL  (xAvoaaàiio  e  MoaTs-Romano , 
lUk»  stesa»  Federigo  I,  confereaalo  sucocs-  ai  quali  AK.  fu  citato  un  breve  del  Foni. 
livaaente  da  Arrigo  VI,  Ottone  IV,  Fede-  Onorio  IH  del  febb.  1227  esistente  fra  le 
rifo  II  e  Gftrlo  IV  ;  e  siecoaae  meglio  resul-  carte  della  città  di  Massa,  ora  neWAreh. 
Il  dal  #rr#r,  •  Simiuio  dei  Comune  Pigano,  delie  Riformag,  di  Siena^  quando  vennem 

Aifoge  qualmente  per  istrumento  del  a  incaricati  tre  delegati  apostolici  per  esami- 

sitobre  deiranno  1 108  tre  fedeli  donarono  nare  e  decidere  una  lite  fra  i  conti  Gherar- 

allt  mensa  vescovile  di  S.  Loremo  a  RoseU  do  e  Guelfo  della  Gherardesca  ed  i  cavalieri 

le,  alla  qvale  pmedeva  il  vescovo  lldebran-  Gerosolimitani  di  Pisa  da  una  parte,  ed  il  C. 

do,  la  omU  del  castello  di  Soarlino  con  la  Rainaldo  che  ivi  s*  intitola  contedi  Scarlino 

BKlàdI  mam  sua  corte,  compresovi  il  Pa-  dall'altra  parte,  a  cagione  delle  doti  e  di 

da/c,  nel  OKido  che  aveva  disposto  per  atto  altri  diritti  di  pertinenia  di  donna  SHhilia 

diniliaM  volontà  Manieri  dei Jm  come  Quii"  moglie  che  fu  del  C.  Ugolino  nato  dal  con- 

liaontlosotignore.Uqnal  castello  di  Scar-  te  Alberto  e  fratello  del  C.  Rainaldo  pre- 

lino  nella  stessa  carta  diebUnsì  csRfe  nev-  nominato.  Quindi  nel  a 9  maggio  dell*  .in- 

wemÈowàcmUe  Banieridel/uGuiilicione  no  stesso  iaa7  i  giudici  delegati  prvìnun- 

fvooapta  che  il  di  Ini  padre  fece  dalla  siarono  sentenza  in  Siena,  colla  quale  fu  de- 

cooleHa  Malilda,  allora  govematrice  della  cìso,  che  i  cavalieri  Grerosolimilani  di  Pisa 

Taocaaa.  «—  (  Uoaiui,  iutl,  Saer,  in  E^  entrassero  al  posiiesso  della  metà  del  castcl- 

fisr.  Grasaet.)  lo  di  Scarlino,  (/oc.  eit.) 

E  qni  cade  il  destro  di  rammenture  due  Appartiene  allo  stesso  archivio  altra  pò. 

altri  istromentì,  il  primo  de' quali  scritto  in  steriore  sentenci  del  a 3  aprile  laìi,  men'è 

Fisa  li  s«  genn.  elei  1171,  già  citaln  ali*  cui  uno  dei  delegati  a|)ostnlirì,  nella  conti- 

Àff,  Surf^Fasaa  (Voi.  V  pg.  146),  (loiclié  nuazione  della  lite  stessa,  condannò  il  conte 

M  medeoimo  si  ha  la  notizia  che  una  figlia  Rainaldo  in  lire  1 1  o  come  debitore  allo  spe- 

del  C  Alberto,  aorella  del  omte  farivilegiato  date  de* cavalieri  (vcrosolimitani  di  Pìki  per 

da  Federigo  iterasi  maritata  ad  un  lldebran-  conto  di  doti,  di  morgineap^  ossia  di  o/ife- 

di  Soana  conte  Palatino  di  Toscana  e  fatto  ^  e  di  altre  ragioni  spettanti  a  donna 

di  imftn  ia  famiglia  Aldokrandesen.  Subilia  vedova  del  fu  C.  Ugolino  fratello  ilei 

Il  ssewJo  è  una  bolla  concistoriale  del  prefato  G.  Rainaldo.  -— ^  Fed,  G4voaa4ao  e 

Pool.  Clemente  III  diretta  dal  Laterano  li  Moara-RoroaDO  in  Val-<li-Gomia.  —  (  Aacw. 

la  aprile  dell* anno  ti88a  Gtialfredo  Vesc.  Dipl.  Sn.  Carte  della  Com.  di  Marsa). 

|wnsilonii  ed  ai  suoi  soccenori ,  ai  quali  Come  andasse  a  terminare  cotesta  lite ,  e 

conformò,  fra  gli  altri  privilegi  e  diritti  di  se  per  quelle  dne sentenze  il  C.  RiinaMo  re- 

b^mno,  anche  Im  quarta  parte  dei  Cast,  stasse  spogliato  effettivamente  della  met»  dil 

èiSemriimoeonlesueeìùesedi  ùodemte^di  castello  di  Scarlino  ,  la  storia  e  le  carte  da 

Cmreiiee  r^peitieidittretii^piàlaquarta  me  vedute  non  lo  accennano.  Bensì  nell* 

pmrfe  delio  Stagna  e  del  Porto  di  Seariìn'\  Arch.  Dipi.  Sun .  (  Kn  /e/f<>  feeehio  n .®  3  Iff  fi) 

FraUonto  nella  coiicesttione  Citta  nel  ii6.t  esiste  mi  atto  di  rinunzia  (atto  nrl  1741  ibi 
dairimp.  Federigo  I  al  C  Alberto  di  Prato  8Ìn<laco  del  Cast,  di  5>carlino  in  mano  del 
e  di  M^n^niM,  e  coiuiC};ue  Irniente  ropnato  fiotestà  di  Siena  per  ogni  azione  che  il  suo 
drl  conte  lliftehrandino  di  S(»aua,  non  tro-  Comune  a\Tva  contro  quello  di  Siena  a  mo- 
isiì  nicnaione  «Icona  della  donazione  pre*    livodi  un  rmiirc stili  di  So  fiorini  d*on>. 


S18              S  G  A  R  8  C  A  t 

•  Goolallociò  ì  tigli  ed  eredi  del  C  RtW»  il  popolo  di  Sc«K»o  con  il  tao  dWlftflo 

naldo  dì  Monle-Rotondo  coosefrurono  dei  ftoo  «t  fianricello  kham  conuffni  mito  il 

diritti  e  l>eiii  sopra  ScM-lino  ;  al  qual  &tlo  dtoceaatio  di  Grotaeto,  gii  di  Rotelle.  Cbe 

lerrirrbbe  dì  appoggio  on  atto  pubblico  dd  ami  airArt.  M0Uunm{PftrM  09%  una  delle 

1 7  mano  i  aS?  rogato  in  Scarlino,  allordiè  antidnatiae  battewiii  della  dkccM  di  Ilo» 

doona  Mafia  figlia  del  fu  C.  Rainaldo  do-  selle,  sosprllai  die  ^tHaplefeda  fran  fen- 

nava  ad  un  di  lei  fratello  per  nome  AreU  pò  distrutta,  sotto  T  hnocasioMe  dì  S.  Dò- 

pesewo  le  sue  ngìonì  ereditarie  cbe  aiterà  nato,  palme  riferire  alla  ebicsa  e  canonica 

ne*  castelli  e  corti  di  Scarlino,    di  Monte-  di  S.  Donato  presso  Scariilio,  la  qnale  ln>- 

Kotondo  e  della  Tena  di  Colle.  ▼asi  rammentata  nella  bolla  luutw  net 

Altro  docnmento  del  a3  aprile  lagt  rag-  1 1 88  dal  Pont.  Clemente  lU  al  fcsuow  di 

girasi  suir  elecione  di  on  sindaco  latta  dal  Grosseto,  stala  di  sopra  eitala. 

Comune  di  Scarlino,  aAnc  di  persuadere  A  congettura  si  fitta  mi  spingeraBo  le  e- 

i  MaSMiani  che  la  tregua  stabilita  fra  cotesti  spmsìonì  di  qoella  bolla,  nella  qoalc  dopo 

«hie  popoli  sarebSe  stata  sanzionata  dagli  essere  rammentale  le  decime  del  Cuwfei  ài 

Anriani  di  Pisa,  dalla  quale  repubblica  gli  Scarlino,  il  Poni,  toggionge;  €t  ^me^tdd 

Scarlinesi  dipende?ano.  juris  kah§9  in  prMern  eanoniem  {jtfmMnm 

Alla  stessa  città  e  governo  di  Pim  Soar-  Castri),  et  Beile tiam  5.  Dofnmtiemm  pns' 

lino  col  suo  territorio  si  mantenne  soggetto  seteipmihus  i«/>,  ^ume  E/ritenpatm  tmo  pro" 

fino  a  che  nel  1 398  fu  distaccato  dal  do-  prie  speetant. ,  ecc. 

minio  di  quella  per  cederlo  con  Utolo  di  si-  La  pieve  attnale  di  Seariino  Jcdlcaic  aS. 

gnorìa  a  Gherardo  d*  Appiano*  ai  suoi  fi-  Martino  nd  i833  oontanra  Sa8  abil. 

gliuoU  ed  eredi  inneme  con  Piombino,  Bis-  SCARUMO  (PAQULB  m)  ,  gàè  Srjmn 

riano,  Suvereto,  l' Abbadia  al  Fango,  risola  e  Poaro  of  Foenouomr,  nel  Kltofale  to> 

deirDba,  ecc.,  e  ciò  sino  alla  nostra  età,  soano  fra  FoUonioa  ed  il  poggio  di  Sowlino 

quando,  cioè,  il  Principato  di  Piombino,  nella  Com.  Gtur.  e  DIoo.  di  Masaa  Msilt- 

per  effetto  del  trattato  di  Vienna  dd  1814  lima,  Comp.  di  Granalo. 

In  riunito  al  Granducato  di  Toscana.  Eccoci  ad  un  articolo  sóabraao  per  tasto- 

In  tutto  cotesto  intervallo  però  Scartino  ria  e  per  k  geografta  fisìen  dalla  tfai— ma 
non  conta  avvenimento  alcuno  di  qualche  toscana ,  a  volere  alaaeno  acccmiafe,  non 
clamore  meno  quello  accaduto  costà  nel  èko  già  dimostrare,  qnando  e  come  si  toiv 
1 554 ,  quando  lo  Strozzi  priore  di  Capna,  masse  il  Padute  dì  cui  oeCone  qnl  fcrpacnb. 
fratello  di  Piero  comandante  generale  delle  Cotesto  Stagno ,  nompwm  la  ma  csloa 
truppe  Gallo-Senesi  «Ila  dìMa  di  Siena,  gronda,  occupa  una  superikiedi  eiraa  dna 
dopo  aver  fortificato  Port^Eroole  e  latte  im-  miglia  in  longfaena  nella  diicstona  da  Kb. 
barcare  cinque  compagnie  di  ftinti  sopra  tre  a  gree.  e  intorno  a  line  lerm  di  migl.  In  lar- 
galere ,  corse  per  la  via  di  mare  ad  asniire  ghesn,  da  acir.  a  maestr. «—Travasi  fra  Fol- 
improwisimente  il  Cast,  di  Scartino  goar-  Ionica  e  lo  scalo  di  Pértigliooe  longo  Te- 
dato  appena  da  una  compagnia  di  soldati,  stremo  tomboto  di  qoel  litlonle. 
Ed  avendo  il  priore  anzidetto  ordinato  cbe  Ma  quando  questo  seno  di  Sccriino  ces- 
ai smontassero  in  terra  dalle  galere  oltre  i  sasse  di  essere  approdabile  alle  bavelle,  ed 
soldati  tre  cannoni  per  espugnare  Scartino,  in  qual  modo  ìncomincìaase  a  divenive  pa- 
nel tempo  che  egli  andava  esaminando  ifr*  lustre,  ciò  è  taciuto  dalle  memorie  snpersti* 
tomo  il  modo  di  batterlo,  scoperto  to  Strot*  ti,  mentre  i  maraul  del  territorio  aoailine- 
zi  dagli  Scarlinesi  cbe  erano  sulle  mora,  se  non  si  rammentano  prima  delT  nano  itoS 
fu  colpito  da  una  archibusata  nel  fianco,  pec  come  si  accennò  qui  sopra, 
cui  riportato  nella  galera  poche  ore  dipoi  Dubito  ancora  ;  se  a  coCeSto  pcdnle  cbe 
mori  in  Castiglione  della  Pescaja.  —  (Am-  trovasi  fuori  della  dieoasi  grcmstana  o  ae 
«uà.  Stor.  Fior.  Uh.  XXXtV.  )  piuttosto  a  quelto  di  Pian  d*  Alma  tikmn 

Sotto  r  attuai  governo  la  Comnnità  di  volcSHc  il  Pont.  Oenmito  III ,  allorbbè  nd 

Scartino,  meno  Boriano,  fu  per  la  maggior  1 1 88  confermava  ai  vesoovi  éi  Gensseto  la 

parte  riunita  alla  Comnnità  di  Gavorrano,  quarta  parte  del  CoHeih^  deUo  Stagnò  a 

senza  il  pdule  e  la  pianura  verso  Follonica,  Porto  di  Soartino. 

che  fu  data  alla  Com.  di  Massa-Marittima,  Comunque  sia  di  ciò,  to  cindo  cbe  lo  sto- 

Rispetto  poi  alla  giurisdiiione  spirituale,  gno  in  discorso  ncn  «siHesse^  tompi  delT 


SGAR  SGAR              219 

Inpeio  rooMno,  lia  ptrcbè  vion  ne  fu  &lta  ilofellero  nel  perio.lotli  venti  secoli  rieicire 

ncasìoae  alcuna  da  C  Rullilo  Numaziiiuo  limitaiiaiinii  e  quasiché  iiualcolabili. 

nel  sub  Itincnrìo  marìtlimo,  sia  per  tro-  Agli  Art,  Gbomkto  (Voi.  II  piig.  547  e 

lafffià  dentio  il  laslrioo  di  un'antica  strada,  segg.  )  e  Littokals  Toìcano  (  pag.  704   e 

mwtCDttUi  Iòne  alla  consolare  jiureiia  segg.  )  della  presente  opera  io  a?eTO  detto , 

amoiHif  Is^iociiila  lungo  tutto  il  Uttorale  to-  ihe  se  Torigine  delle  [mIijiIì  littoranee  lun- 

Kuio.-^AIle  mie  islanie  gentilmente  ade-  go  il  mare  toscano  si  debba  attribuire  più 

òfM  nei  giorni  sconi  il  Ga? .  commendatore  che  ad  altro  alle  digbe,  ossiano  tomboli  in- 

AksMadro  Manelli  direttore  generale  delle  lerposti  fra  il  mare  e  le  paludi  stesse;  se 

Acque  e  Slnde  e  del  Bonilicameuto  delle  coleste  digbe  ebbero  origine  dalle  materie 

luuBflM»  il  quale  fra  le  notizie  che  le  ri-  mobili ,  dalle  alghe  ecc.,  trascinate  alla 

dnesi,  diede  la  seguente:  «  che  il  piano  del-  spiaggia  dai  fiumi  e  respintevi  dalle  correnti 

FaBlka  TÌa  denlio  il  pedule  di  Scarlino  ap-  marine  e  dalle  traversie,  avevo  ancora  ar- 

fMÌtot  ìa  tempo  di  alta  marea  interiore  al  visato  che,  dove  i  monti  mettono  piede  in 

KveUe  del  waait  Mediterraneo;  ma  che  cote-  mare,  da  ao  secoli  addietro  fino  ad  oggMì , 

tfslìfello  tanto  più  e  diflicilea  determinani  non  apparivano  variazioni  di  livello  stnsi- 

ii  qaanlo  che  lia  detta  via  non  solo  non  è  bile  fra  il  continente  ed  il  pelago  che  li  Iki- 

ia  pìaoov  BU  piescnia  dei  rialti  e  delle  con-  gna ,  mentre  nelle  spiagge   intermedie  ai 

cifili^i  primi  dei  quali  nell*  estate  appari-  capi,  o  ai  semipromonlorj ,  il  mare  tanto 

■000  fuori  dell'acqua,  mentre  i  secondi  vi  più  si  è  allontanato  quanto  più  il  littorale 

Mano  costantemente  sommeni  ».  si  trovò  sottile ,  ossia  più  inclinato  verso 

Alla  quinta  riunione  degli  scienziati  ita-  i* orizzonte,  e  quanto  più  la  spiaggia  si  av- 

limi  iKouta  io  Lucca  nella  seconda  metà  del  TÌcinava  allo  sbocco  dei  fiumi  e  fiumane. 

■oe  di  aett.  1843  fu  discorso  alla  sezione  In  prova  della  qual  cfisa,  ivi  aggiungeva, 

dì  Miaewlogia,  Geologia  e  Geografia  deU  qualmente  con  tutti  gP  interrimenti  della 

F^f^nedeii^Tem  paludose  italiane  luti'  Magra  ,  del  Serchio,  dell'Amo  e  della  Ce- 

gole  spiagge  dei  due  mari,  e  fu  dubitalo  cin»,  gli  avanzi  di  Luni,  quelli  dove  fu 

dal  eh.  A.  di  quella  memoria  che  ciò  sicra-  il  Porlo  Pisano,  la  cala  di  Vada  ecc.  si  man- 

duio  Ibiae  io  tempi  geologici  assai  moder-  tenevano  coslaiilemenle  ad  un  livello  poco 

ai  Y  durante  i  quali  egli  ammetteva  di^rii  o  punto  interiore  a  quello  che  aveva  20  sc- 

periodi  di  soile^Himenti  paniaii  e  di  ai^-  coli  addietro  il  mare  Mediterraneo. 

•mllamenii ttelle  terre  situate  lungo  le  co-  Già  era  st.ito  detto  da  altri  che  i  porti  di 

ale  ^i  due  mari,  Barctiiona ,  di  Marsilia  ,  Gvno^a ,  5iVa- 

Che  se  qualcuno  da  simile  teoria  non  mo-  cusa^  Navarino  e  di  tanti  pam  sul  lido  d<'I 

slfosoi  affatto  alieno ,  citando  ad  esempio  la  MeJiternuuo  conservavansi  nella  stessa  pò» 

UbLricsi  solioniariivi  il  cui  piano  «sisle  lut-  sizione  che  ebbero  al  tempo  della  la  loro 

4«fffa  presto  la  torre  di  Siiila  Liberala  nel  i'oinlazioiif.  — -  T.e  rovine  di  Frcolano  (ag- 

Capo  ArgeuLaro,  quello  stesso  opinava,  che  giungeva  Malte-Brun)  toccano  il  mare  come 

invece  di  aihHtllammti  terrestri,  da  ritie-  Io  toi^cava  quella  città  al  tempo  di  Slniboue. 

ri   sumnuirini  paralleli  alle  coste  j  fhs-  In  quanto  ^loi  alla  fabbrira  sottomarina 

Me  derivata  la  formatone  dellr  paludi  Ut-  presso  la  torre  di  S.  Liberata  al  capo  Argen* 

taramea  lungo  1  due  mari^  Tosco  e  Adria-  turo,  po<*o  sopra  rammentata,  AV  Art. Vonro 

iiec  Ai  fatili  rilievi  seitih» a  che  purgvs.  S.  Strfa.<<o  esternai  il   mio  jiarfre  e  T  uso 

Mera  appoggio  le  materie  moOìii  traspor-  assai  probabile  cui  dovè  essi-ie  d(>stiiiata , 

tele  dai  fiutai  e  che  diedero  origine  ai  cioè,  a  consrrxa  dei  |iesci  clic  WiiadCaeta- 

tamboii  interposti  tra  il  mare  eie  palati,  ria  Domitiana)  fece  costruire  la  potoole  fa- 

A  cotest*  ultima  opinione  aderivano  altri  miglia  njmana  dé*Do/niz/  Enobarbi,inìAn» 

di  qoci  scienziati  citando  innsiinili  «sempi  do  ai  tempi  di  G.  Cestire  sìjjnoriggiaxa  nel 

kiogo  le  coste  delU  Francia,  deli*  America  territorio  Cosano.  —  red.  Orbf.tbllo. 

ssUcntrìoiiale  e  del  golfo  del  Messico.  Altronde  citar  mi  giovano  5  eseropj  ili 

Se  io  avcsii  potuto  interloquire  fra  tanto  avvallamenti  pai-ziali  di  suolo  accaduti  nel- 

smno  avrei  azzardato  dire,  che  i*0(>inionc  la  spiaggia  toscana  in  tcniiù  storici ,  capiici 

éà  sollevameuti  summarini  ,   per  quanto  se  non  altro  ad  attentare  ilella  piccolissima 

a»(lo  analoga  alla  verilìi,  pure  rispetto  alli  variazione  'li  livello,  sia  del  couiineute  li(t<i. 

■ieliamiiiti  di  livello  nel  littorale  tosi  ano  ranco,  sia  d-l  contiguo  mare.  Il  [rin.ocsso. 


S  e  A  R  S  G  A  B                221 

Umm  hominum  terrarum  ^  ptrdirtarHm,  In  gtiisa  che  tulio  il  Paduledi  Scarlino, 

—  ^fd    Via  At'BKLU'XuiJirA  iil  Emilu  m  ciiroprem  Ih  sua  VHSla  gmnil»  palu- 

ScAran.  sire, oggi  occupa  rnov.iK4  3)  ^«aI'^.  i5o8 

lLt|uì  mi  gioTano  le  indicaiioni  Giforì-  I  quali  i5o8  Quatlr.  cquivMl);onoa|la 

Imi  «ial  |inrlotJalo  Chv.  cuinmmtlatore  A.  sufierficie  quadra  di  mìgl.  uno  e  ì 

MaBdli,  nip|M)rlo  ad  alli-o  tronco  di  alnida,  di  Toscana. 
oltre  r  antica  TÌa  che  allravena  il  Pailule 

ilidcarlino,  il  qual  tronco  egli  trovò  rifio-  Conlutlociò  rofiera  sebiN'ne  lunga  nra 

rito  di  ioppe^  o  icbiume  di  ferro,  trauciaio  di  certa  rieicitn  ,  laiche  i  fdanlropi  fiossnno 

|»r  i  pog^riii  M>llo  Scarlinu.  a  ragione  lusingarsi  di  vedere  renliiure  un* 

•  Inoltre  mi  lece  niiere,  che  alcune  ofiere  impresa,  la  quale  niert*è  Pamore  ed  il  buon 

Isiciiiie  fi  trovano,  sia  eacaTando  il  canale  volere  di  un  Princi|ie  saggio  e  bendìco  ren- 

naiflirìo  delle  acque  chiare  presso  le  fon-  derii  purgata  Paria  inlella  ili  c^oleslo  bacino 

^■enla  delle  caleraile  del  Pelatone  ^  sia  della  Marrmnia  Insania,  omle  fia  |ier  succe- 

idb  iingiiB  di  terra  sporgente  nel  Pedule  dere  al  già  nominalo  malsano  PaduU  tma 

di  ScBriiiiOy  dove  esiste  tuttora  una  paiUta-  fertile  pianura  ,  a  pochi  squallidi  e  febbri- 

I*  cbe  leiDbra  essere  stata  il  sostegno  di  una  citanti  abilatori  una  sana  |iopulazìone  (ler- 

^kbc  opera  muraria.  Coslk  furono  rinvc-  manente,  impresa  die  al  |iari  di  lanle  altre 

Mie  delle  aiiella  di  piombo  somiglianti  a  consimili  coronerà  in  fierpetuo  di  vera  glo- 

ftéh  di  grossa  catena,  forse  per  chiudere  ria  e  di  generale  riconoscenza  il  magnanimo 

^  porto  ».  Liornu»  II  che  con  tanta  saviezza  e  ciislan- 

àppellati  adesso  col  vocabolo  di  Pontone  ih  le  cure  sue  generose  vi  rivolse. 
a  Seartino  un  passaggio  di  legname  |ioslo  Scama  {Pahohica  ot)  in  Val-d*E'sa.  — 
atiavenodel  canale  di  comunicazione  fra  il  Parr.  antica  (S.  Andrea)  già  sottoposta  alla 
^HIoBHlale  rd  il  m.ire  dnv*è  una  palizzata  Pieve  a  Caslello,  riunita  sul  drclinan*  del 
■csBB  per  ritenere  i  f*esri  che  vi  entrano  Sfvoln  XVIII  alla  cura  di  S.  Michele  a  Onci 
dil  mare,  la  cui  pesca  soleva  riescirc  co-  stiburliena  di  Colle,  nella  Gom. ,  Giur. , 
picaa  innanxi  le  opere  di  bonificamento  co-  Dioc.  e  circa  tie  miffl.  a  scir.  di  questa  ul- 
■andate  dal  munificentissimo Sovrano  l'eli-  tima  città,  Comp.  di  Siena. 
ceii«i-nte  regnante,  e  innanzi  che  la  com-  Risiede  in  un  risalto  di  collina  fra  la 
■ki^àone  idraulica  a  bili  opere  destinata  vi  strada  provinciale  che  da  Monto-Riggioni 
foncsse  mano,  ora  corre  il  duotleciino  anno,  guida  a  G)lie  e  la  strada  rotabile  che  si  aerasi 
per  colmarlo.  I  priii(*i|iali  intliienti  che  vi  dalla  suddella  per  incamminarsi  sulPKIsa. 
itoecaoo  si  riducono  alla  fiumana  Pecoray  Pra  le  carte  del  Mon.diS.  Fugenio  pres- 
eci al  lorr.  Rigìtdato^  la  (irima  irhe  viene  da  so  Siena,  unite  a  quelle  della  fiadb  di  S. 
sHi.  dai  molili  di  Mas»,  il   secondo   che  Sriivainre  alP  lsr)1a,  huvvene  una  del  7  otlo- 
xt-iide  a  lev.  da  Gravorrano,  monti  in  gran  bre  1 186  srrilta  nella  chiesa  di  S.  Andrea  a 
pane  coperti  di  rocce  pietrose  edi  jKK'a  terra  Scarna,  I» rrifnrio  volterrano.  — (^rcn.  Dirt. 
•riolla  onde  S[<erare  che  il  Padule  di  Svar-  Fior.  Carit  eit.)  .^  f^ed.  Castelio  (  Pievr 
/liti»,  benché  di  baitso  fondo,  possa  bonifi-  a)  e  Onci  in  V.d-<PKIsii. 
rarsi  in  troppo  breve  giro  dì  anni.  La  prr.  di  S.  .\ndre:i  a  Scarna  nfl  174') 

Rispetto  ali*  opera   relativa   al    lyonifira-  noverava  si>li  39  abit. 

mento  del  Padule  di  Scailino  il  Gi\.  com-  SCARPERIÀ  mi. MtCRiix),  gi:i CASTKL- 

■mdatore  prrnoniinMio  mi   ha   trasmesso  SAN-BARN ARA,  nella  Val-ili-Sie\e.  —  Ter- 

gentiliiicttle  i  seguenti  apfiunti.  ra  ngolare  a  forma  di  parallelogramma,  (lo- 

sta  quasi  nel  cenim  della  provincia  tU\  Ifiu' 

I*  11  terreno  palustre  nel  piano  di  gello  con  cliifsa  prr| .osi tuia  (SS.  JiU'0(»o  n 

Scirlino  nelPanno  1898  occupa-  Filippo)  capoluogo  di  floinunilà  ,  se<le  di 

«a Quadr,  2700  un  vicario  regio  e  di  un  rancelliere  coniu- 

**  AllualmeDle  sono  ridotti  a  .  .   »   i35a  nitalivo,  nella  Dioc.  e  Omiparliraento  di 

Feosì  diminuiti  di >   i348  Firenze. 

i^  Lo  Stagno,  o  Chiaro  del  Padule  Giace  in  ridente  pianura,  quasi  tre  migl. 

nel  i8a8  si  estendeva  per  .  .  •   »     i^a  a  selt.  del  fi.  Sieve,  e  un  niigl.  e  mezzo  a 

4*  At  Inai  mente  è  ridotto  a.   ...  »     i56  ostro  dalla  base  meridionale  del  PApfiennino, 

£  oaai  diminuito  di *       s6  due  migl.  a  scir.  dei  dislnillu  caslello  di 


23i             SGAR  SCAB 

AIoiil*AccìaiifOo,allnvemUibll'iMÌIiraitr»»  qmle  vicariato  allon  oaroprciulcva   i  «^ 

«la  postale  di  Bologna  ohe  \uaà  il  giogo  o-  munì  e  popoli  tefroenti  :  Fmiieeiamo ,  ^. 

moDÌmo  per  fcenJere  a  Fircatuola.  Gio,  Maggiore  col  popolo  ili  S.  Marim  di 

È  «itiiata  ootfl»!»  Tcm  firn  il  gr.  %^  V  Ca$ii^  S.  MieMé  di  Fihhim»,  Com.  di 

loog.  ed  il  gr.  44^  Utit.,  ai  migl.  a  seti,  di  Imco^  8.  Sttfimo  di€reztMo;  Cofuume  di 

Fiienxc»  1 1  a  ostro  di  Fireuuiola,  3  loigl.  i'ratawCv^imtmo  col  popolo  di  Mirttèhei' 

a  sclt.-grec.  di  Saii-Pif-ro  a  Sieve,  quasi  4  lo^  S.  Gio^anm  di  Smnmi ,  •?.  Bartoio  W 

migl.  a  maertr.  del  Borgo  S.  Lorenio ,  e  8  Petrose ,  Comtme  di  Tfsituii  col  popolo 

■ùgJ.  a  lev.  di  Barberino  di  Mugello.  di  Fmgna,  Comune  di  Cmsttignetoto  ^  Co- 

L*  origine  di  Scarperia  è  notiiiinia ,  poi-  tmune  e  popolo  di  S.  Croce  degìi  Chmidim, 

cbè,  ollrt)  quanto  ne  scritte  G.  Villani  nella  Comune  di  Hontaeciameo^  Cfmume  di  S. 

tua  Cronica  al  Lib.  Vili,  «:ap.  86,  etisie  tot  ^goia^  Comune  di  FiUunuoiHt ,  Comume 

le  nicnibnine  deir^reA,  Dipi,  Fior,^  per*  di  Guinitingo^  i  popoli  di  S.  CtemettU  a 

venutevi  dair archi viogenrfàle  de* oontratti,  Signmw^  S,  Simone  della  Moeeu^  S.  Jf*- 

uua  deliberazione  delU  Bep.  Fior,  prrta  ckeée  ai  Ferrane ,  S,  Donato  a  Momtae- 

nel  dì  99  aprile  i3o6,  con  là  quale  il  con-  oAio ,  S,  Mariino  a  LmaOf  S»  Andrea  m 

tiglio  dei  cento,  quello  delle  capiludini  del-  Carliano,  S»  Gattino  in  CornóoeiUOf  S. 

le  XII  arti  maggiori ,  il  oontigìio  del  capi*  Lorenzo  a  Moaiepoli,  8.  Benedetioa  Me%» 

lano  del  popolo  e  ditetore  del  (Comune  di  aalia ,  S.  Maria  a  Mertofano  e  8,  Mi» 

Firenxe,  allora  me».  Btmando  di  Slelkito  ekele  a  Lvnena,  —  Rogò  il  decreto  ter  Fi* 

Stellali  di  Fuligno,  ed  il  oooiiglb  del  pò-  lippo  del  fu  ter  Dino  d4  S.  Maria  di  Pineta. 

testa,  eh* era  nieit.  Bino  de*Gabbriclli  da  {impruntia), 

Gubbio,  at>provaroDo  nna  proivitiene  de*  Tale  fu  1* origine,  tali  i  popoli  che  eoa* 

Priori  delle  Arti  •  del  Gondloniere  di  gin-  conerò  ad «bitare  il  aaowCasioidi  8»  Jbr- 

ttizia  di  Fireme ,  U  qnale  tlabiliva  1*  ecKfi-  naèa,  ooolomandolo  di  muraglie  con  varie 

caxione  di  due  Terre,  ohe  una  di  ette  da  stnnle  parallelo  ed  una  piana  oentnde  ecm 

iarti  nel  Mugello,  e  1*  altra  di  là  dalle  Alpi  tuo  pretorio  difato  da  fotti  e  ttcceati.  — Ma 

fiorentine  eon  le  etraiioni  ivideterìtte.  Fra  hi  difam  maggiore  la  faoero  i  tuoi  abilmUi 

i  privilegi  ohe  ti  oonotdevano  ftivvi  qoelk»  ed  una  guarnigione  ooraggiom  allordiè^  ne^ 

di  liberiMe  per  dieci  anni  dalle  impotiiioni  Tettate  del  i35i,  la  truppe  al  terviaio  41 

ordinarie  quegli  uomini  che  vi  ti  recatter»  Giovanni  Viaconti  arcivetcovo  di  MUaoo  cai 

ad  abitarle  con  U  pnvativa  ai  magnati  e  ad  oiaMlata  dair  Oi^ggio  ptneCcamoo  da  B»> 

alcune  famiglie  mugellane  di  potervi  face  logna  nel  Mngdlo,  tioebè  nel  giamo  ao 

degli  acquieti  :  e  eidad  oggetto,  diee  il  de-  di  agotlo  preinitaronti  baldanaoae  davanti 

crelo ,  di  reprimere  e  frenare  la  superbia^  alfa  8aarperia^  cattetlo  a  qaatl*  ora  piaeo» 

degli  Ubaidini^  o  di  altri  dal  Mugello  e  lo,  e  appena  monto  da  nna  (.arte,  e  to- 

di  Oitr'^dlpe  rihellatiei  dal  Comune  di  lamenta  avvallato  da  on  forno  iolomo  e  da 

Firenze,  uno  tteocalo.^ — Ma  tentiamo  le  pcirole  di  imo 

Con  altra  rilbrmagione  del  18  luglio  di  starioo  alleni  vivente,  quale  ti  em  il  crani- 
queir  anno  i  Priori  della  aiti  ad  il  Gonfa-  tU  Bfalteo  ViUaoi  e 
loniere  di  giuttiiia  di  Fireme  ordinarono  »  I  nemioi,  die*  egli,  vi  ibrono  intorno 
di  fabbricare  nelle  parti  dal  Mugello  tolto  oan  tanta  moltitodine  di  cavalieri  a  di  pe- 
rìt|.eiione  di  atett.  Matteo  uffiaiale  del  ca-  doni  dia  oopriaoo  tolto  il  piano,  a  avendo 
pitano  del  popolo  fiorentino  nel  luogo  de-  da  ogni  parte  circondato  il  pieoolo  castello, 
nominato  la  8earperia  una  Terra  di  quel-  fermi  i  campi  loro,  ne  domandarono  la  rem 
la  forma  e  grandexsa  che  detto mcm.  Matteo  a  coloro  che  lo  guardavano,  dicendo,  come 
pretcriverebbe,  fa  quale  doveva  appellarti  i  Fiorentini  non  io  potavano  tocoorrere,  tè 
Castel  di  8,  Barnaba,  a  lode  e  re^orenaa  difendere,  e  ohe  qnando  non  lo  renduaono 
sua^  litciando  in  faooltè  del  nominato  Mai-  tanca  coatratlo  nel  brete  termine  loro  atte- 
teo  di  far  cottruire  i  poaai  e  le  (boti  naeet*  ^oalo,  gli  viootrebbano  per  battaglin  e  la 
sarie,  di  aprire  e  dirinare  le  strade  ne*  luoghi  vita  non  peidonerebbono  ad  aleono. — Gli 
dove  gli  piacerebbe,  e  d'invitare  ad  abiltre  atsediati  per  altro  ritpotooo»  che  volevano 
nel  fa  nuova  Term  gli  uooùni  dei  paeti  che  tempo  a  delibafare;  e  domandalo  qnanlo 
egli  Slesso  avrebbe  indicato  purobè  quatti  termina  volavano?  gli  attediati  mandatonoal 
tpperteneaiero  al  vicariato  del  Mugello,  11  conuadonla  rottedelBiioioQekriapottate- 


S  e  A  R  S  G  A  R             223 

inenle  :  che  coti  loro  onort;  non  vedcano  silo.  Sennonché  i  600  ciivalierì  cjje  si  «lirn- 

cfae  polfsae  enere  meno  lemiio  «li  Ire  anni,  derano  da  Perugia  furono  assaliti  per  via  e 

e  che  dopo  detto  termine  inlendeano  prima  e  sconfitti  presso  l*Olroo,  ali*  egresso  della 

morire  in  sui  merli  piuttosto  clie  darsi  ai  Val-di-Chiana,  dalle  genti  comandate  da  Pier 

nemici.  Fatta  cosi  franca  ed  ardit.i  risposta,  Saccone  Tarlali  allealo  del  Visconti;  donde- 

i  capitani  del  Visconti  maravigliati  ordina-  cliè,  arrivala  a  Firenze  la  noliiia  di  tal  pei-^ 

mnoaollecita  guardia  e  buona  dilesa  ».  dita,  la  Signoria  levò  la  speranza  dMnvia- 

•  I  nemici  oominciarono  prima  ad  assa-  re  il  raccolto  esercito  al  soccorso  delia  Sear- 

lift  il  castello  della  Searperia  con  grossi  /vena  come  era  stato  ordinalo. —  AlloraTo- 

babloochi  per  tentare  ì  difensori,  i  quali  ste  lombarda  suirentrata  di  ottobre,  per  non 

IrsvaiDDO  solleciti  e  maestrevolnu'nte  pre-  partirsi  con  vergogna  dalPassedio  di  quel  ca- 

|Miti  alla  difesa  ».  stello,  essendo  ì  difixii  apparecchiati,  di  buon 

«  Fratlanlo  i  Fiorentini  atlenderano  a  mal  lino  assalì  da  più  parti  la  iSear/ieWa  por- 
■nirctli  maggior  ptesidio  le  rocche  di  Spn-  landò  le  scale  per  darvi  1*  assalto  con  gran 
f8nle,dlì  Monle-Giori,  il  Borgo  S.  Lorenzo,  tempesta  di  grida.  Intanto,  soggiunge  il  Vii- 
Palieciano  e  altre  fortene  del  Mugello,  onde  lani,  quelli  di  dentro  coperti  e  cheti  lascia- 
iMmici  non  potessero  muovere  |«sso  senza  rono  che  i  nemici  valicassero  il  primo  fosso 
icricolo  (li  venire  molestati ,  confortando  ed  entrassero  nel  secondo ,  nel  quale  non 
qurlli  drlla  Searperia  affinchè  atlendessero  era  acqua ,  e  che  accoslassero  molte  scale 
Maprv  più  animosameute  alla  ditesa,  vhe  alle  mura  innanzi  che  gli  assaliti  si  muo« 
si  ogni  bisounio  avrebbono  ajnto  e  soccorso  Tessero.  Appena  |)erò  dato  il  segno  dai  co- 
sollecito  dal  Comune  iì.—(BI.V]u.aiii,C/*o-  mandanti ,  quelli  di  dentro  sollecitamente 
Acn  Lib.  II.  cap.  x4  e  i5.)  cominciarono  dalle  mura  a  percuotere  sopra 

Foco  appresso  lo  stesso  antore  aggiunge,  i  nemici  colle  pietre,  lance  e  pali,  traboc- 
«  uamt  roste  milanese  stando  intorno  al  ra-  cando  legname  addosso  degli  assalitori,  e  ad 
Mei  Mia  Searperia  e  dando  opera  a  (are  di-  onta  che  questi  ultimi  rinfrescassero  spesso 
fini  da  tsaboeeare  nella  Terra  per  rompere  Tassallo  con  gente  nuova ,  gli  assaliti  ani- 
ava  cxm  galli  ed  altri  ingegni  di  legnami  roosamenle  si  difendevano ,  talché  i  nemici 
p9  viaeeria  in  battaglia,  i  P'iorenlini  non  per  mnlip  riprese  di  haitnglie  non  ebhono 
CEHavano  dall'altra  parte  di  assoldare  e  ne-  fodere  di  MCiolai-si  «Ile  mura  ,  né  agli  slec- 
coghefe  genti  d*  arme  e  di  provvedere  abili  cali  ove  le  mura  non  enino  ». 
Cipitaoi  per  soccorrere  il  castello  assediato.  Comitnda^a  quella  valorosa  guarnigione 
Ma  quando  i  conduttori  ileir  oste  sep|M)no  il  nifiilnn  griitrr;«lr  Jarn|in  di  fiore  rnnnr- 
c^  raicivescoTO  Visconti  aveva  lenlaloinu-  stiibiic  tfdfsco,  uomo  leale  e  valoroso,  ni i 
lilmente  i  Pisani  a  rompere  {>ace  ai  Fioreu-  sì  na  iinilo  iin\nltro  valente  rafiilano,  Gio- 
tini, con  tutte  le  loro  forze  si  rivolsoiio  alla  vanni  de^Visdomini  di  Fin'iizf-,  il  quale  \f'g. 
Searperia  e  qnelb  presero  a  tornienlaiTcon  p-iido  mancato  THiitto  de*  Perugini ,  e  ere- 
pewiiise  di  grandissimi  difizii;  talché  giorno  sciula  haldnnxa  nei  nemici;  e  sa^N-ndo  che* 
e  noCle  gettavano  nel  pìccolo  castello  gros-  gli  asM'iliatì  addi  mandavano  sollcrìlo  soo- 
sissime  pietre,  le  quali  rorapeano  le  case  di  corso,  egli  con  granile  ardire,  presi  seco  3o 
doitro  nonché  le  mura  gettavano  a  terra  ;  compagni  più  esjierti  d*armi  e  mollo  corag- 
sicché  agli  asseiliati  conveniva  fare  continua  gingi,  una  nr>ttc  (*on  cotesti  si  mise  nclcam- 
gaena  e  sollecita  guardia  il  dì  e  la  notte,  e  |in  de'  nemici,  non  pensando  giammai  che 
pciciò  scrivevano  a  Firenze  che  sol  Ieri  lasse  il  gente  dei  Fiorentini  s*  intromettesse  tra  loro, 
specoff»  promesso.  I  Fiorentini  in&lti  ave»  sicché  destramente  di  lii  quei  valorosi  entra- 
«■no  già  preso  al  loro  soldo  un  1800  cava-  rono  nella  Searperia. 
lierì,  e  55oo  pedoni  de*  buoni  masnadieri  A  lai  soceoi-so  fiocodopn  si  aggiunse  quel- 
l'Itala, oltre  aoo  cavalieri  mandati  dai  Se-  lo  di  cento  fanti  condotti  da  un  altro  conne- 
afsi,  e  600  eh* erano  in  cammino  da  Peni-  slabile,  cittadino  pur  esso  di  Finanze  ilclla 
pM,  Coa  tale  armata  e  con  numero  grande  ras:i  de*  Medici ,  il  quale  per  vie  opjiosle  di 
di  fanti,  i  Dieci  di  Balia  nel  settembre  sue-  none  |em|>o  sano  e  salvo  con  80  de*  suoi 
cessavo  avevano  ordinato  cJie  quelPesemilo  compagni  entrò  nella  Searperia.  — (Crow. 
laaiciasse  in  Mugello  di  fronte  ai  nemici  so-  riV.  Gap.  14  e  93). 

fn  il  Borgo  S.  Lorenzo  in  luogo  detto  a  liO  storici)  fin  qui  rammentato,  dÌM'or- 

Sm^Donnino ,  dove  Y  oste  era  forte  per  lo  rendo  al  cap.  3o  del  Lib.  medesimo  della 


SSt  SGAR  SGA& 

Cnmioi  fiorealiast  conio  In  Searperiu  ript-  sle  ilgpo  luog»  fiilics  •  ooo  pkoolo  iifrUo 

tMte  dh  Mf a  de*  mmakl,  aon  apecifieè  «li  di  ine  gcaU*  acma  «f tr  bdlo  alcva  «o^ti- 

cfai  fotte  Itola  il  pÌMK>  |ier  fendere  Tuoi  §li  tto,  suonò  e  ntiffeta^oon  la  pecdito  delle  lor- 

cffHli  di  iin  ctMoiiiio  oopcrto  cbe  i  cafNlaoi  ri  e  di  altri  difixii  da  gnem  ». 
deU*otie  con  gnm^aotlo  e  ooo  molto  ttndio        Fataniln  ai  oapitaai  del  Biacione  wtnftU 

copdnoeyaoo  letiarri  ed  oggetto  d*i«padro-  Ut|ieieaiadiviaoer  con  la  fonelsSeeiyit. 

niiei  del  cattello»  U  eilato  antere  peieltio  ria^  tollono  tentare  V  uUirao  rimedio  eon 

non  traiate  io  d^indittfe  la  tlralegioB  con  It  danari  e  laffgki  piemi,  |)er  dire  ooirArieato: 

qnale  i  capitani  fiamnlini  in  qneUa  oece-  *-  (OrUméo /urioio  CmntQ  XV ^  Sr.  i*) 

!Ì!31  •"  i^'^'''^!?!!!!!!^  Fu  U  vincer  sempre  maHaudahU  cosa, 

modo  etimo  ofdioaaono  di  deelto  mUimo        ^.  v_.  _    -^ 

•Ile  »«k  I»  fa.»  f«fo«l.  4dJ.  hcfi.».        ^''^'  "  perfirtuna  o  per  ingegno. 

di  W.  4  è  ^  buem  e  br.  3  in  fondo  9  in        »  Gbe  però  tnldeclinaredeigàontotlMao 

gttita  cbe  acende^a  «a  br.  e  memo  eeilo  i  etti  invitetono  lutti  i  ooooeatabili  ledetcài 

fondaamnli  deUe  nmneatlcUane,  aocioccbè,  con  i  più  pigh  camlierì  di  quella  naaione, 

te  qnrite  cadcatooo  1  ti  trovaate  Taiuto  del  i  quali  nelle  battaglie  date  alla  S^arperm 

detto  lotto  a  diJen  degli  aaaediati.  Nel  lem*  poco  ti  erano  travagliali^  e  dittilo  leeos  m 

posletto  i  comandanti  detlaSoarpenapffov  a  voi  dette  il  cuore  di  vincere  con  farm  e 

vidono  di.teavare  di  là  dai  fotti  per  rintoao>  con  ingegno  qnetta  Tem»  1*  ooom  taveUie 

ciare  la  cava  de*  nemici  innanai  cbe  quatta  votivo»  e  dire  la  paga  doppia  e 

giungeam  aUe  mura.  —  FraHanlo  gli  avver-  piulov  damnmo  a  cnàmno  gtandont.  I 

tari  adoperando  grandi  forae  per  rilmm gli  nettabilie  i  Uno  baccellieri  n  ttcinmne  iu- 

attediati  da  quel  iavoro  condutrane  nn  ca-  sieme,  «  motti  dH'pvetuntuom  vanagloiia  e 

tIeUo  di  legname  in  tu  I  primo  (otto  ceti  piet»  da  avariaia  riapoaano»  cbe  dove  eglino  Ibs- 

tocbe  eon  le  pietre  eombaltevano  quelli  cbe  vero  aicurì  di  avete  ollra  le  eote  pcnatcaae 

erano  Uà  r«i  lotto  e  I*  altro  alla  guardia  ii  deno4i  liariiH  fto»oon  d*ofO^  <i»  neUa 

de*  loro  cavalarìi  io  guim  ebe  cmtii  ti  riuDÌ  vernante  noMe dar^bbeeo  fgemSmSómpmim. 

il  maggiot  nniBira  degli  aaiedianti.  Ma  idi-  1  capitani  proaaiacfo  tenie  ;  e 

funtori  del  fotm  ainlaà  da  eoo  baltttfieri  la  meam  nelle  armala  lalla  Fotte 

deattneti  e  dilcnderii  »  oomballendo  contro  le^  t  Tedctabi  cbe  avevano  pcnmto  di 

r  otte  dalle  mura ,  aetlenoero  due  giorni  lirci  filila  eleiione  di  loo  baooelUcei^ 

mollo  èancamente  l' amillm  non  ptvtaetten-  miiono  ad  etti  1*  impiem  ed  il  fatoin  drUa 

do  cbe  ibam  impedito  il  lavorio  ai  lorogoa*  loro  inleniione;  i  quaU  araaati  eon  le  amie 

alalori;  i  qoaK  acavando  con  grande  mlleeì-  e  con  altri  amati  belliei  tenmolenn  lume 

Indine  in  poeo  tempo  ti  erano  avaitfatii  pret-  a  quella  parie  più  baja  della  Tem  a*ad- 

to  alla  cava  de'  oemid  the  era  glii  alle  80  dkiiaavono.  Allora  tulle  gK  ataodinli  mate 

br.  e  sole  ao  br.  dittante  dalle  mnra«  eqnel*  furono  all'  arme,  e  tilenaieti 


la  lotto  aft>garono  e  gnaalateno»  caocian-    i  loro   lumi  aHetono  lanlo  ohe.  In  aebie- 
dooe  i  cavatori  ».  re  ti  avvieinattero  alle  mura  e  ebc  coatto- 


«  Frattanto  il  capitano  lombardo  (iVioe^    eimm  l'aiaalie,  in  gmm  cbe  eelevo  a  quali 
3i)  radunalo  un-eooaiglio  di  guerra*  veden-   ti  appretmvano,  francamente  ooo  la  bale^ 


veoiee  addotto  il  verno  tenm  aver  vinto  ebne»  con  le  pieter,  legnami  e  paK  al  pori  dn> 

il  citlello,  mcnira  lo  tlrame  manmva ,  ed  gli  allei  cbe  mKvano  tulle  maun ,  |nwMwn 

il  contif  lio  ooneideeando  cbe  partiti  di  là  ali*  improvvim  dagli  aaaediati,  inbncoaieno 

aerebbefocon  loee  vergogna»  decite  di  ten-  dalle  amie  nei  fiotto  une  tepm  1*  altio«  per 

lare  da  capo  la  lurluoa,  «  due  giorni  ap-  aBodo  ebe  feriti  e  aaagagttali  devieUcnor  par- 

pveeaoy  ad  un'ora  niedenkna  innanà  cbe  ti  lire  da  queir  ataalto.  AfllNnr  otte  del  Biteio- 

fiwcewgiomov  ai  diade  principio  alla  batta-  ne,  peréutaogniapetanm  daavem  la  Jneyyw 

glia  con  gli  ameti  proprf  alla  tmlala.—» Idi-  Wn,  nel  di  i6  oH.  ai  pam  in  mavcia  aeno 

fenaori  per  altro  cbe  avevano  prete  maggio*  Bologna ,  e  ogni  teldato  ridnattti  al  «It  là 

re  ardire  per  gli  ataalli  di  già  rttpinti»  al  dell*  alpe  nel  terreno  degli  UfanldÌDà  lora 

9efno  dato  dai  loro  odmandenli  oan  tanto  amici  %,*^ifipti'.eiu  LA.  Il^cmp,  3a«13.) 
impeto  cominciarono  a  carieaaedi  pidfe,  di        Quetta  leaione  per  altro  invece  di  con»- 

pali  agult  e  di  legnanie  i  loeoatialitort^cbe  primereeervi  piulloato  ad  iti  itera  le  furie 

per  fona  ii  ribnllanADO  aildieUo^iicefaè  To»  dell*  arti vetooro  di  Uiàuao,  il  quale  neH' 


SCAR  SGAR  225 

ivo  (  1 3S«  )  onlinò  sopra  i  Mi-  qaal  ti»  fu  ordinata  dalla  Rep.  Fior,  ad 
■poiisione  di  5oo,ooo  ftorini  oggetto  di  teaonra  quella  più  antica  che 
ma  ebe  la  Rep.  Fior,  traiendo  pasiafa  dal  monte  di  Castel  Guerrino  e  che 
natile  9  fieoe  pronlamente  afibr-  di  là  discenderà  nei  Sa nieme  al  Borgo  Cor- 
ri/* éi  S  Barnaba.  «—  In6itti  nocchia |a  in  meno  ai  possessi  degli  Uh»!- 
orsi  ancora  tre  mesi,  che  Toste  dmi.  -*  (Matt.  ViiAàn,  Cronie.  Lib.  X. 
lila  alle  genti   degli  Ubaldini  cap.  67.) 

n  amici  tentò  di  levarsi  1*  onta        In&tti  tanto  a  Firemoola  come  a  Soar- 
ogni  miilo  di  prendere  la  Scar-  peria  era  la  posta  de*  muli  destinati  a  tn- 
piè  che  poshi  dì  innanii  i  sol-  sportara  i  passeggeri  in  lettiga,  •  costì  in 
urdaTano  avevano  fatto  mischia  Scarperia  nel  19  genn.  del  14  Sa  venne  in- 
I ,  onde  en  nata  tra  loro  soon-  contrato  ed  onorato  V  Imp.  Federigo  111 
lissima.  d*  Austria  da  una  gmn  parte  della  nobiltà 
pke  Al  ordinata  eotest* impresa  fiorentina,  mentm  nel  eseguente  il  santo 
llpe  nel  piano  di  Mugello  aSoo  araivescovo  Antonino  con  i  suoi  canonici  e 
Ito  bandiere  di  cavalleria  co»  più  di  ottanta  nobili  e  cavalieri  da  Firenxe 
K  Uheldini ,  delle  qnali  fone,  gli  uscirono  incontro  infino  ali*  Ueeetia- 
;oidale  dalla  patte  della  pieve  fo;o( il  vertice  del  poggio  sol P antica  stnda 
aSo  de^  più  arditi  soldati  a  dì  fn  Montonoli  e  Gercìna).  ««-(AMiua.  Star, 
del  iSSa  [stila  aomuae)  en-  JPior,  Lib.  XXIII.) 
I  cmer  sentiti  nella  Scarperia.         Fino  allom  e  per  altri  90  anni  dopoScar- 
olte,  toggìange  it  Villani,  non  peria  non  fu  soggetta  a  grandi  dimvventure 
ilm  il  cutello  tra  forestieri  e  umane»  né  divine;  ma  una  grandissima  di 
e  f  00  nomini  d*  arme.  Intanto  qnest'  ultimo  genere  le  avvenne  appunto  nei 
4eiilro  vennero  in  chiaro  che  solstizio  di  giugno  dell*  anno  i54a  per  un 
leatperia  era  piena  di  nemici ,  orrìbile  terremoto  che  fiece  danni  nolabi- 
idi>  mtia  tmorte^  atta  morte  ^  lissimi  per  tutto  il  Mugello,  ma  special raeu- 
rilà  si  ferirono  fn  di  loro,  sic-  te  nella  Scarperia,  dove  sembra  che  fosse  il 
nuk:  1to,innansi  che  fosse  dato  centro  di  quel  flagello,  in  guim  che,  scuo- 
«iMlo  ai  soldati  di  fiiori,  qnek  teiklo  fiior  di  maniera ,  mandò  a  terra  gran 
mwniiimtt  in  sulla  piana  ven-  prie  del  paese,  dove  rovinarono  ad  un  tratto 
■le  rolli.  -^  (  0/ser.  eit.  Lib,  quasi  tutte  le  case  con  la  chiesa  parrooc- 
)  chiale  di  S.  Simone,  e  più  di  i5o  persone 
vafl  per  pochi  anni  continuò  a  restarono  morie  sotto  le  rovine,  essendo  as- 
mfel  di  S.  Baranb'*^  poiché  sai  maggiore  il  numero  di  feriti  e  di  stro|>- 
ig^nnse,  e  finalmente  le  restò  pì»li,  senza  calcolare  il  copiosissimo  beslìa- 
•  aiitido.  Ciò  è  dimostralo  da  me  domestico  che  vi  perì.  Il  tremore  della 
■mll ,  uno  de*  quali  sotto  li  8  terra  continuò  sebbene  meno  spaventevole  e 
MM»  1 9 SS  fu  rogalo  nel  castei  rovinoso  per  Io  spazio  di  40  giorni.  —  Ag- 
ìt  «fi  M/itgeilo,  che  si  tkiama  giungeGiorgio  Agricola,  scrittore  contempo- 
—  (  kmem.  Dm..  Fioa.  Carta  ranco,  qualmente  presso  Scarperia  pei  terre- 
moti del  i54a  emerse  di«lle  viscera  della 
i]6i«  ft  marao  (stile  comune)  terra  un  fiumicello  che  puzzava  di  zolfo  e 
ittA  di  un  padre  e  di  un  figlio  che  pochi  giorni  appresso  si  seccò  afTatlo. — 
ryo  di  S.  Agata  presso  la  Scar-  Un  simile  fenomeno  ai  tempi  nostri  si  senti 
i,  air^rf.  iakTk  (S.)  al  Cob-  accaduto  nel  regno  di  Murcia  in  Spagna  per 
mnu  trascrivemmo  dal  capi-  causa  di  forti  terremoti  ivi  accaduti  negli 
ih.  X  «Iella  Cronica  di  Mat-  anni  i8a8  e  99;  ed  un  terremoto  multo 
dimoilrazione  di  smisurato  a-  sensibile  per  il  Mugello  e  per  la  valle  supe- 
e  r  figlinolo.  riora  del  Bisenzio  e  dell'Ombrone  |N^ese 
m  Pma!mior.4  (Voi.  II.  pag.  si  è  |)er  tre  volte   rinnovalo  nell*  ottobre 
■enfalo,  rome,  neir^inno  gìes-  del  cadente  anno  1843. 
une  aprrli  U  ^ìrt*U  M  Gin-         Fra  le  chiese  rovinale  nel   i54a  nel  di- 
rla, qiH-lla  siesM  «Ole  fier  qu^t-  Stretto  della  Scarperia  si  rammenta  1*  antica 
postale  Bolognese  ;  la  |Mrrnccbiale  di  8.  Simone  nella  cura  della 


i! 


CAB 

ile  afcrcinoiuo  lesac-  nell.i 
uiiii  allH  Tdisi  Hiiinioiie 
iliani  alcuni  cmiii  sulJa 
iioichi  di  i,ucrce  U*  a  Ilo 
cil  altrove  e  sul  modo  di 
liti  dì  clie  sono  caf-ari. 
icarprria  da  lungo  tempo 
Icllinai  e  di  allri  tiikbrì- 
iprtlrì  di  ferro,  di*c]uali 
raife  i  mi-reali  e  le  ticre 
[yranducato. 

ttcnJì  ba  luo|[o  in  &ar- 
MliuaDale ,  la  cui  itlitu- 
ilo  quella  del  paese.  Inol- 
ile fiere  annuali,  una  nel 
Mt  f  knmi  a8  e  99  oUu- 
tiioue  fone  della  sua  an- 

o  venne  alla  luce  in  Scar- 


se  AB 


229 


perla  il  ginrrcoosullo  e  abile  politico  Anto- 
nio Moggi  di  San-Gimignanonel  ltin|)oche 
il  di  lui  padre  \i  era  slahililo  con  la  fiitni- 
glia  medico  condotto  della  Comunità.  —  Co- 
ttkta  Cam.  mantiene  costantemente  un  me- 
dico, un  chirurgo  e  due  maestri  di  scuola. 
È  tendalo  in  Scarperia  un  ricio  Afonie 
(io ,  situalo  nel  palazzo  pietorìo,  dove  ri- 
siede il  'vicario  regio  che  estende  la  giurisdi- 
zione criminale  anche   sulle  polfslerie  di 
Barberino  di   Mugello  e  del  Borgo  S.  Lo- 
renzo. —  Vi  si  trova  pure  una  cancelleria 
comunilaliva,  la  quale  abbraccia,  oltre  que- 
sta di  Scarperia,  le  G}m unità  di  SHn-Pier^a- 
Sieve  e  di  Vaglia.  —  LMngcgnere  dì  Cir- 
condario e  l*ufinio  di  esazione  del  Rrffistro 
ti  troiano  al  Borgo  S.  Lorenzo;  la  con- 
servazione delle  Ipoteche  ed  il  tiibunaledi 
Prima  istanza  sono  in  Fiienze. 


I.: 


VO  deità  Popnié»  liane  della  Con  vìi  ha"  01  Scampbki/ì 
a  quattro  epoche  diverse. 


:ia- 


lli 


Titolo 
delle  Chirse 


Diocesi 

cui 
appartengono 


S.  Andrea ,  Priorìa 
S.  Ag:ita,  Pie\e 


S.  Gavino,  Kitluria 

S.  Maria,  Pit\e 

S.  Michele*,  Prioria 

S.  Maria ,  id<  in 

S.  Lorenzo,  idem 

S.  Bartolommi  o  ,  idem 

SS.  Jacu|K>  e  Fili|i()o, 

Preposi  tu  ni 
S.  Gio.  Battista,  Prio* 

ria 
S.  Clemente,  Rettorìa 

Totale  .  . 


al 

li 

i  s 


Abit,  if  .• 


Popolazione 


l55i 


l33 

458 


349 
38: 

97 

»97 
188 

9;8 

189 
65 


2940 


ANMO 
1745 


3o4 
5a9 


aa4 

371 
Ila 

939 

i6a 

144 
I  o6(> 

a59 

33 


ARMO 

iH33 


^.\^^^s 


53o 
8a7 


aa4 

457 
187 
4*7 

«97 
a3i 

i5i8 
338 

I90 


fio  5  Ti 


t  f^offl  eschano  fuori  di  questa  Comunità  dnlle  due  par- 
I  rasterisio  (*) jibit.  A.** 

Bestako Abit.  li,^ 

avano  dalle  tre  chiese  parrocchiali  di  Colduja  ,  Fi /filano 
uori  di  qucito  territorio  cotrMnitati^o Abit,  iV.® 

TOTALB Abit,  iV.*^ 


560 
791 

198 
443 

'9' 
358 

a3t 

940 
i57(> 

3Co 

191 


5oG8 


aaS 


5a4ti 


9S8              SGAB  SCAB 

<i/  Conus  crssa  il  territorio  MU  Cam.  di  wnitt  dal  P.  fogUnni,  eilé4}ii6lia  di  CìB' 
Firenzuola  e  viene  a  confine  dallato  (Upon,-  sUt^Ouérri/iQ  f  ttonkt  191»  tr.  aupifiaft 
naesir.  quello  della  Gomunitli  di  Barberino  al  livello  del  mare  MedtlcrraQe». 
di  Mugello.  G>n  quesiti  Ili  ma  la  liOftivaceB-  Iklolle  slMde  volabili  paetaii*  fitr  il  ICBii- 
de  nella  Val-di-6ieve  diricnpeilo  a  maeMr.  Iorio  in  dkootfK»,  oHm  TaoUca  fioitalf  ohi* 
per  circa  un  migl.  HacLè  trova  il  torr.  Sor*  laUien  ptr  Bologna,  reta  ora  rotabile  dal- 
cella ,  col  quale  i  due  territori  coolinuano  le  Goniimitii  di  FtreoBuola  e  di  Snrfirria 
d  i  conserva  nel  la  direzione  di  ostro  fino  pret-  tanto  nella  salita  ootne  nelki   diaersa  del* 
so  la  confluenza  del  borro  delle  Prunaje,  —  l' Appennino.  È  pcovinciaic  la  sUud»  detta 
Costi  il  territorio  comunitativodiSoarpersa  del  Mugello,  cbe  passa  il  fiume  a  San  Piero 
voltando  faccia  da  pon.  a  lev.  poscia  a  scir.  a  Steve  ptr  eoslegfiare  la  sua  la  ripa  sigi- 
si dirìge  insieme  con  l' altro  per  termini  ar-  stra»  la  quak  liopo  atlvaversata  la  paite  meri- 
tìfietali  verso  il  torrente  Dm^afaao  cbe  at-  dìoaale  del  territorio  comisailativo  lit  Sca»* 
traversa  alla  confluenza  del  botro  delle  Ccn  pena  ai  dirige  sutto  il  Borgo  &.  LofensD  p» 
sucee  mercè  cui  fronteggiano  le  dueComu-  Viccbio  a  Dtooroano.  Staccasi  da  questa  la 
nìtà  per  breve  tragitto  e  poi  trapassano  per  strada  comunilativa  rot«bil«|  cbe  per  Fagoa 
incamminarsi  mediante  termini  artificiali  guida  aScarperia,  dalcuicapoluc^pniooo 
sul  borro  della  Collina^  là  dove  passano  la  alconi  altri  tronchi  di  strade  rotabìlt  per  S. 
strada  comunita^iva  pedonale  cbe  va  a  S.  Agata,  per  Senni,  ecc. 
Agata,  fìncLè  mediante  il  detto  borro  arri-  Rispetto  ai  terreni  che  cuoprooo  il  ler> 
\ano  in  quello  deWAnguidolaj  e  poco  do-  ritorìo  di  questa  Comunità»  la  loro  qualità 
|io  sulla  Si  roda  delia  SeWa.  si  ri«luce  per  k  massima  parte  a  un  grès  an- 
Ivi  soltentra  a  confine  il  territorio  co-  tico  in  strali  alternasti  con  lo  schisto  mar* 
luO&llaìiVD  di  San  Pier-a'^ieve  coi  quale  t4  noao  «  più  di  rado  eoo  lacaloarea  eompatla. 
Iiostio  cambiando  direzione  da  scir.  a  lev.  Alla  base  però  volta  a  lib.  dell' Apfienoino di 
f>ercoiTe  per  breve  tragitto  la  sfrada  predelta;  Castel-Guerrino,  fin  Monte  Poli  e  la  vilb  di 
poscia  voltandalaccia  entrambi  rimontano  Brba|a,  oonlinuandu  per  Monte-Carellt,  di 
bel  cammino  di  seti,  la  strada  di  Gabbiano  mezzo  al  macigno  (gre#  anticù)  trovansi 
ehe  presto  lasciano  a  pon.  per  dirìgersi  a  qua  e  là  rocce  ofìolittcbe  di  gabbro  e  di  ser- 
ie v.  sulla  diaccia  e  di  là  nel  borro  Bimp^  p^niino  stale  già  indicate  agli  Art.  Aoata 
toso,  col  quale litornano  più  sotto  nella  via  (S.)  al  Gemoocuo,  ArpEsaino  TOscAjn»  ed 
stessa  d!  Gabbiano  per  entrare  nei  d«tl«  lofTw  ~ 


LevisanOf  e  con  esso  scendere  nella  strada        Air  incontro  il  suolo  della  gibbosa  valle 

maestra  cbe  da  S.  Piersi-Sicve  conduce  a  intorno  a  Scarpeiìa  è  profbndameotocopcr- 

Searperia.  Di  lì  lungo  il  torr.  predetto  cam-  to  da  un  ttnreoo  di  trasporto  nasto  4ì  ciot- 

minando  verso  ostr.-tib.  dopo  circa  mezao  Ioli  e  di  gbia|e  tnacioatavi  4al  superiore 

miglio  entrano  in  Sieve;  quindi  mediante  Appennino. 

cotesto  fiume  il  nostro  territorio  confina  per  Io  qvanto  alle  pvodaiioni  agvarie  il  ler- 
quasi  Un  raigl.  con  quello  di  S.  Pier-a-Sie-  ritorio  di  qnesta  Gom.  dai  pie  «leU*  Appai- 
vi cbe  ha  dirimpetto  a  lib.  e  poscia  a  osino  nino  sino  al  fi.  Sieve  può  aasomigliani  ad 
fino  alla  conflnenta  del  botro  delle  iVerri-  un  giardino  piuttosto  che  a  una  oampagna 
cine  dorè  iotlentra  il  territorio  della  Co-  ooltivata  a  poderi.  Avvegnaché  se  ai  oona* 
munita  del  Boi^o  S.  Lorenzo ,  da  primo  derano  le  annose  querci  che  fiaDobeggimo 
dirimpetto  a  lev.,  poscia  di  fronte  a  ostro»  le  pubbltcbe  stra<ie ,  la  squiaiteiia  e  copia 
scir. mediante  la  strada  provinciale  e  quella  dei  fratti  e  delle  piante  di  peschi»  meli« 
delta  de*  Cappuccini.  gelsi,  olivi,  e  susini  cbe  lo  rivestono,  le  fire^ 

I  maggiori  corsi  d*  acqua  cbe  lambiscono  qoenti  ville  signorili  cbe  ad  ogui  tiro  d*arco 

i  confini ,  o  cbe  passano  per  il  territorio  di  sono  ivi  sparse,  non  si  può  fare  a  meao  «là 

questa  Comunità,  sono  il  tonr«  Bagtmug  a  dire,  cbe  la  Val-di-Sieve  è  il  pau-adiao  ter-^ 

lev.,  il  Ta^afone  a  pon.,  il  Comocc/no  nel  restre  della  Toscana.  Air  incontro  coperti 

Centro  eil  fi.  ^ei^  a  ostro,  neirubimodei  di  boschi  di  oerri  e  dì  quercioli  tono   ■ 

quali  tutti  ì  torrenti  suddetti  si  vuotano.  fianchi  meridionali  dell* Appeiaii no  dal  tf»»- 

Fra  he  montuosità  dell*  Appennino  che  go  di  Searperia  sino  al  monte  di  Fò,  e  dà 

cbe  chiudono  dirimpetto  a  sett.  il  territorio  là  scendendo  nella  valle  per  le  vaste  tenti 

comiinitati\x)  di  Searperia  y  una  sola  fa  mi-  te  del  Fah^io^  FaoiUh  Erbafot  ecc. 


SCAB 

Già  uà  pQisiilcnlc  afirondiao  lene  otlia 
•nioQe  di  A^roDonia  alla  Terta  AUinionc 
degli  Scienziati  IlaliaDÌ  alcuni  ceoni  sulla 
CMiSBmaioiit  de'  boschi  di  querce  U'  allo 
folto  nel  Mugello  ed  altrove  e  «ul  modo  di 
tfam  lolla  la  tendila  di  cbe  sono  capirci. 

Nelk  Term  di  Scarperìa  da  lungo  irmpo 
eaiile  Tarte  de*  coltellinai  e  di  altri,  fabbri- 
canti  di  arnesi  campetlri  di  ferro  »  de*  quali 
feneri  toglionsi  fornire  i  mercati  e  le  fiere 
in  ntolli  paesi  del  Gianducato. 

Hei  giorno  di  venerdì  ba  luogo  io  Scar- 
pina nn  nMieaio  settimanale  »  la  cui  istitu- 
tione  è  antica  quanto  4|iiella  del  pnete.  Inol- 
tre vi  n  tengono  doe  Bere  annuali,  un4  nel 
14  giugno,  l'altra  nei  giorni  a8  e  «9  olto- 
bcv,  in  commemotaaione  focse  delle  sua  an- 
tica ebicM  litolare. 

Nel  secolo  passalo  venne  alla  luce  in  Scar- 


SCAB 


320 


perla  il  ginrecoosullo  e  abile  politico  Anto- 
nio Moggi  di  San-Gimignano  nel  Itinpocbe 
il  di  lui  padre  «i  era  slabili  lo  con  la  fami- 
glia medico  condotto  della  Comunitò.  —  Co* 
testa  Cam»  mantiene  costao temente  un  me» 
dicoy  un  chirurgo  e  due  maestri  di  scuola* 
È  fondato  in  Scar|jeria  un  ricco  Monte 
pio,  situato  nel  palazzo  pretorio,  dove  ri« 
siede  il  vicario  regio  che  estende  la  giurisdf<« 
zione  criminale  anche  sulle  potesterie  di 
Barberino  di   Mugello  e  del  Borgo  S.  Lo- 
renzo. -^  Vi  sì  trove  pure  una  cancelleria 
comunilativa,  la  quale  abbraccia,  olire  que- 
sta di  Scarperia,  le  Comunità  di  San-Pier-»- 
Sieve  e  di  Vaglia.  —  L*  ingegnere  di  Cir- 
condario e  l*ufiizio  di  esazione  del  Rrgutro 
si  trovano  al  Borgo  S.  Lorenzo;  In  con- 
servazione delle  Ipoteche  «d  il  tribunale  di 
Prima  istanza  sono  in  Fiienze. 


QUADRO  della  Popolazione  della  Comvtni^"  di  Scjìmpbkijì 

a  quattro  epodit  diverse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Cerliano 

Gamoocbio  con  Mon- 

laooianito  e  Ascia- 

•elio 
Gornocofaio 
Fa|!iia 


Mareojano  e  Mezzalla 
Montcpoti 
Pcttone  (•) 
ScttMBAeonrai 
m  del  Ferrone 
Senni  O 

Signano 


Titolo 
delle  Chiese 


Diocesi 

cui 

appartengono 


S.  Andrea ,  Priorìa 
S.  Agat*,  Pieve 


S.  Gavino,  Ri  Morìa 

S.  Maria,  Pieve 

S.  Michele,  Prioria 

S.  Maria,  id«'m 

S.  Lorenzo ,  idem 

S.  Bartolommco,  idem, 

SS.  Jacopo  e  Fili|ipo, 

Prepositeira 
S.  Glo.  Battista ,  Prìo- 

ria 
S.  Clemente, 

TOTJIE 


a  - 

o  2 

§  ^ 
8  e 

•••  ^ 

O     /-S 

.»»  5. 

5^ 


Ahit.  NP 


Popolazione 


ARNO 

1745 


i33 
453 


249 
587 

97 
197 

188 

978 

189 

65 


3o4 
5a9 


aa4 

371 
i3i 

939 

163 

144 
io6ti 

a  59 

33 


ANNO 

i833 


53o 
8ay 


a  24 

457 
187 

4«7 

«97 
a3t 

i5i8 
338 
lao 


3463|5o56 


NB.  Ifeir ultima  epoca  eseivano /iteri  di  questa  Comunità  dalle  due  par- 
rocchie segnate  con  FasUristo  (•) Abit,  N,^ 


RjUTAKO Abit,  H,^ 


Altronde  vi  entrapano  dalle  tre  chiese  parrocchiali  di  Colduja  ,  Figìiano 
e  Gabbiano  poste  fuori  di  questo  territorio  comunitativo Abit.  if .® 


Totale Abit.  N.' 


56o 
79» 

198 
44» 

19' 
358 
aJi 

140 
1676 

36o 


5o68 


395 


5246 


S  e  O  J  S  e  O  P               23t 

SCIANO,  o  SEANO  in  Vatld^Ombroiie  Risiede  siila  base  delle  colline  che  slen- 

PKlofcse.  —  f^ed,  Sbako.  donsi  fino  alla  ripa  destra  della  fiumana 

Scto  *-  f^ed,  Sbjo  nel  Pislojese.  Solfara  fra  la  striida  re^ia  d*  Lrbania  o  del- 

SGO*  (PIANO,  bPIEVE  m) nel  Val-d'Ar-  F Ailrialico  e  la  Terra  d*  Anghiarì. 

so  supcriore.  —  red,  Puii-Di-Scn.  La  parr.  di  S.  Donalo  aScojano  nel  i833 

SOO*  (S.  MINIATO  x).  —  f^ed.  Puk-di-  comprendeva  134  popolani. 

Soó,  Comunità,  SGOLA  (  ISOLOTTO  di  )  siili*  ingresso 

Seoccouiro  ot  Cigoli  nel  Val-d'Amo  in-  del  Golfo  Luncnae,  o  della  Spezia.  —  F'ed, 

feriore.  —  Contrada  che  diede  il  vocabolo  Uolà  iu  Palmabu. 

ad  am  eh.  piirr.  (SS.  Stefiino  e  Lucia)  nel-  SCOLA ,  o  SQJOLA  (PIEVE  a)  ,  anco 

ranlico  lueranato  di  S.  Saturnino  alla  Fab-  ASCUOLA  in  Val-d*E]sa.  —  Fed,  Asccola, 

brica  di  Cigoli ,  Com.  Giur.  e  circa   due  b  Pietb  a  Scola. 

■igl.  a  pDn.-maeslr.  di  Sanrainialo,  Dioc.  SCOPETO. — A  molli,  luoghi  senza  dire 
HMdesìna,  già  di  Lucca,  Corap.  di  Firenze,  dei  perduti ,  è  rrslato  il  vocabolo  di  Sct^ 
Il  Vtumi  nel  suo  Odeporico  a  |Kig.  1 399  peto ,  sufiìcienli  «  indicare  la  qualil2i  delle 
cila  le  parole  di  un  istrumentd  del  93  ago-  piante  che  un  ili  cuoprìvano  quelle  con- 
sto 1907  to^Xo  fuori  d^muri  disila  città  trade.  *-  Cttpremo  li  Scopeti  meno  ignoti, 
di'  Lucca ,  nel  quale  trovasi  fatta  menzione  SCOPETO  in  Va1-d*Arhia.  —  Torre  ri- 
AiinGriiidolto  da  Sanminialo,  scilicet  de  dotta  a  fortilizio  durante  T  ultimo  assedio 
/oco  Seoecoiino,  di  Siena  p(^bo  lungi  dalla  pieve  di  S.  (vio- 
li luogo  di  Scoccolino  sotto  Sanminiato  vanni  al  Bozzone  nella  Com.  e  Giur.  di 
è  alato  anche  da  Giovanni  Iielmi  nel  suo  CaslelnuovodellaBerardenga,Dioc.eComp. 
Dbriotanminialeseal  fehb. dell* anno  1 3i  5,  di  Siena. 

q«aiido  ndla  tomaia  che  fecero  dalla  [Nirle  Fu  questo  un  possesso  della  celebre  farai- 
<M  Borgo  di  S.  Fiora  i  soldati  dì  Uguccio-  glia  Sozzini,  dove  villeggiarono  Mariano  e 
■e  della  Faggiuola,  furono  assalili  dai  San-  Barlolommeo,  Fausto  e  Lelio  Sozzini.  La 
■inalcfi  nel  piano  sotto  Scoecolino.  stessa  torre  di  Scopeto  è  rammentata  sotto 
LigteflsoLelmi  poco  appresso  ivi  aggiun-  dì  17  marzo  del  i554,  da  Alessandro  Soz- 
V,  che  a  dt  «4  aprite  i3i5  (stile  comune)  zini  nelh  sua  cronica  delle  Rivoluzioni  di 
llgoecione  della  Faggiuola  fermò  il  suo  cam-  Siena  puM>licHtc  nel  T.  II  del Py/rc/iiViu  Stu- 
fo a  Santa-Gonda ,  alloggiando  egli  slesso  rico  Italiano. 

Della  Badia,  r che  nel  dì  97  dettò  us(!Ì  certa  Scopeto  nel  Val-irArno  suprriore.  — 
cavalcala  fuori  del  campo  scorrendo  e  »ua-  il»s.  elio  diede  il  titolo  alla  eli.  diS.  Cristo- 
stando  perle  ville  di  Monte  Dontco^  Bacali  fiino  :i  S('op<'io,  che  fu  nrl  piviere  tli  Casciii, 
e  Scoecoiino  injino  a  Fibhiastri  e  a  S,  Com.  e  Giur.  dìRrggello,  Dior,  di  Fiesole, 
Chiara  e  per  ia  via  di  Felcino.  Donde  Comp.  di  Firenze.—- /''^ef/.  Cam:ia(Pìe\ e  a^ 
consegue  clic  la  contrada  di  Scoccolino  era  Scopeto  nella  Val-d*  Kvola.  —  Due  ca- 
silaata  in  collina  fra  Cigoli  e  S.  Chiara  nel  salì  distrutti  nrlhi  stessa  Vallccola,  uno  nel 
•ahurbiooccidentale  di  Sanminialo.— ^ei/.  piviere  di  Barbial  la  ,  Com.  di  Nontajonp, 
Fabbbica  di  Cigoli.  Giur.  di  Sanminiato ,  Dioc.  di  Volterra  , 
SCOGNA  nel  vallone  di  Vara  in  Val-di-  Comp.  di  Finrnze,  e  raltroch'rbbech.  juirr. 
Magra.  —  Cos.  con  cJi.  parr.  (S.  Cristo-  fS.  Jiico|io)  riunita  alla  cura  dì  Balroncvisi, 
&aOj  nella  Com.  e  Mandamento  di  Godano,  |;ià  della  Dioc.  di  Lucca,  ora  di  Sanniì- 
Dioc.  di  Luni-Saruna,  Provincia  di  Le-  niato,Cum.  e  Giur.  luedesìiua.  0>inp.  di 
Tonte,  R.  Sardo.  Firrnze. 

Risiede  in  monte  sulle  pendici  meridio-  Riferisce  al  casale  di  Scopeto  presso  Bar- 

nali  del  poggio  di  Godano  cui  bagna  i  pie-  Inaila  un  istrumenlo  lucchesiedrl  ig  agosto 

di  la  ripa  sinistra  della  fiumana  di  Vara.  1 109  rogalo  nella  canonica  della  pieve  di 

La  parr-  di  S.  Cristofano  a  Scogna  nel  S.  Genesio  sotto  Sanminiato,  col  quale  il 

18)9  noverava  380  abit.  C.  Ugo  del  fu  C.  Tedice  della  Gherardesca 

SCOJA'XO,  o  SCL'JANO  in  Val-Tiberi-  fece  un  cambio  di  beni  con  Rangerìo  vesco- 

na.  *-  Cbs.  con  eh.  parr.  (S.  Donalo)  nel  vo  di  Lucca,  fra  i  quali  possessi  fuvvi  com- 

piviere  della  Sovara,  Com.  Giur.  e  quasi  3  presa  metìi  dei  casali  di  Barhialla  e  di  Sco- 

ntgl.  a  oslro-scir.  di  Anghiari,  Dioc.  di  p^to ^  |»oslì  juxfa  fluviutn  ,  quùd  dcitttr 

^iosepolcro,  già  di  Arezzo,  Corap.  aretino.  Ebula ,  f£c.  —  Era  probabilmente  quello 


238  SGOP  SCOP 

Sea^imio  etuttiUo  dir  mU*mmo  1004  dal  una  «Imlaiione  di  ìwn  e  Tigne  tittMit  ut 
C.  Gherardo  del  fu  G.  Gherardo  per  la  eoe  vari  |N?ieri  de'U  diooeii  fioreatioa,  dof« 
mela  fu  dooato  alla  badiii  di  S.  Bftitìa  di  è  rammeatat*  il  caalello  di  SeopHo  nel  pi. 
Serena  da  esao  lui  fondata  preMoGhimdiiio,  Tiiredi«9.  M^Hiitaa  ^imiitióoio.fMfmìUo 
Appella  pare  a  eoteito  Scopeto  di  Bar^-  documenlo»  in  dtfta  dd  i  oli.  1097,  eeritlo 
biaiia  un  dìplooiJidi  Arrigo  VI  dd  18  ago-  imJ  Moo.  di  S.  Mimato  al  Monte»  è  wta  ag- 
ito, 1186  col  quile  concesse  in  feudo  a  !!•  giunta  di  donazione  lasciata  dalk  Tedova 
debrando  fesoovo  di  Volterra  fra  gli  altri  del  primo  donatario  falla  allo  sterno  flioo. 
luoghi  la  terza  parte  de*  castelli  dì  BarbialU  i<Hto  di  3 1  seti,  di  queir amio,  si  eìtano  fn 
e  di  Scopeto»  mentre  il  vescovo  G  dgaoo  ano  i  honi  donati  quelli  posti  in  Seopoia. 
antecessore  fino  dil  1 9  aprile  itSa  aveva  fiamnentano  pare  cotesto  easlellodoe di* 
compralo  quel  la  stessa  porzione  de*  dae  ea-  pkimi»  «no  di  Arrigo  VI  del  «9  maggio  1197» 
stelli  di  BmrhiaUa  e  di  Scopeto.  —  fod,  e  l'altro  di  Feder^;o  II  del  «9  «ev.  isso, 
Hakiulla»  BALGOKavisi,  GoEAttuio,  e  Vàua  coi  quali  furono  confermati  ai  eonlt  Goidi, 
Gomcaisi.  fra  gli  «Itri  castelli  dd  Mugello,  qndlli  di 

Scopeto  in  Val-di-Sfreee.  —  Non  «0  se    Albo  vino,  di  Pi  maggiore»  di  Monlo45Msi,di 
più  esista  il  nomignolo  di  cotesto  Scopeto  ;    Scopeto,  ecc. 

so  bensìcbeesisleva  nel  secolo  X.  nel  piviere  Nel  1S68  la  ohiem  plefaana  in  diecorso 
di  S.  Pietro  a  Cintoja,  Gom.  e  Giur.  di  minaceiava  rovina  in  gmm»  che  i  suoi  rei- 
G.we,  Dioc.  di  Fiesole»  Gomp.  di  Firenze,  tori  furono  obbligali  ad  ufliziam  per  qital- 
Ai  qual  hiogo»  chiamato  catteiiOi  riferisco-  che  tempo  in  un  offrono  di  compogma  di- 
no  varie  membrane  della  Badia  di  Passigna-  stante  due  tiri  dt  balestra  della  pieve. 
110,  due  delle  quali  del  1 008  rammentano  Fra  i  diversi  oratorj  uno»  die  fu  cara-eolio 
de*  beni  posti  nel  castello  di  Jce^o,  pivie-  il  titolo  di  S,  Jacopo  in  PaM^^  caislcva 
re  di  S.  Fietro  a  Gntoja.  sulla  strada  che  (focheggia  la  ripa  destra 

SCOPETO  (PIEVE  o^,  MoM  a  VlMIflfG'  dd  A.  Sieve  dov*  era  anche  un  ospedale  per 
GIO  ndla  Val-dt-Sieve.  -*-  Pieve  antica  di  i  pellegrini  stato  incorporato  con  i  suol  beni 
recente  restaurala  sotto  T  invocazione  di  S.  dia  eh.  prioria  di  S.  Maria  al  Bovino  me- 
Martino»  nella  Gom.  e  circa  due  migl.  a  diante  decreto  dd  9  maggio  1)94. 
ostro -scir.  di  Vicchto ,  Ginr.  del  Borgo  S.  Dissi  la  pit^e  di  Scopeto  di  reeenie  re- 
Loreuzo,  Dioc.  e  G  imp.  di  Firenze.  staurata,  stante  le  cure  del  dcfìmlo  pievano 

Risiede  sopra  una  delle  colline  che  dal  GaHo  Vtvoli  di  Firenzoola,  che  la  raM  a( 
MonleGiovi  si  distendono  a  sett.  verso  il  fi.  anni  fino  al  i8o5,  nel  qud  periodo  ej»K 
Sieve,  il  quale  bagna  te  sue  falde  a  lev.,  men-  rifece  chiesa  e  canonica,  migliorò  i  poderi 
tre  dal  lato  di  pon.  scende  in  esso  il  fosso  e  le  case  ooloniehe,  parte  deHe  quali  eresse 
Saliracca.  dd  fomlamenU,  talché  avendo  vìstosamenle 

QuesU  pieve,  che  dai  nomignoli  di  5eo-  aumentato  le  rendite  di  oolesla  curs ,  il 
peto  e  f^tmifùecio  dà  a  giudicare  ddl*  an*  pievano  attuale  Gio.  Balkisto  Grifoni  lìoron- 
tico  stalo  selvaggio  del  luogo  che  in  ori-  tino  ha  voluto  tramandarne  ai  posteri  la 
gine  la  circondava,  chiamandola  in  f^imi^  memoria  con  una  iscrizione  fiiUa  pone  nel 
niccioy  o  a  Sc'tpeto,  ootesta  pieve  è  ram*  1843  sópra  1a>  poita  della  sua  eanonica. 
mentala  fino  dui  principio  del  sec.  XI  nell'  Il  piviere  di  S.  MarUno  a  S^peto  eom* 
atto  di  fondazione  e  dotazione  del  Mon.  di  prendeva  cioqoe  cure,  attosAmenlc  ridotte 
S.  Minialo  al  Monte  del  Re  fuori  diFiren-  a  tre  sole  parroeohialr;  ctoè,  t.  di  S.  Ha- 
ze,  cui  il  vescovo  Ildebrando  donar  voHe  fra  ria  al  Bof^ino  con  l'annesso  tegnenle;  a  df 
le  altre  poisessioni  la  metà  del  Gtft.  e  ter-  S.  Jacopo  in  Padmle  ;  S.  di  S.  Andrea  Bnr. 
ritorio  di  Montacuto  compreso  nel  piviere  ft/ono,  ossia  a  Casalieri,  edstente;  4.  dt  S. 
di  S,  ifartino  io  ^iminiccio.  Giusto  a  JHonte^assif  nnita  dhi  parrocchia' 

Ghe  U  slessa  pieve  di  S.  Martino  prendes-  di  ^iec/do  oon  decreto  del  a  a  sett«  1 7  7  S  ;  5. 
se,  oche  dasse  il  vocabolo  ad  un  castello  di  S.Jacopo  a  Afoi^<iciiro/o  aggregata,  prima 
appd lato  5cofefe,  si  può  dedurre  da  due  al-  alla  eh.  di  S.  Pietro  a  Pimaggiore,  dopo- 
tri  documenti  dd  a  sett.  e  i  ottobre  dd  che  essa  fu  unita  al  canonicato  Adimari 
1097  pervenuti  dalla  Badia  di  PasiigoMio  nella  metropolitana  fiorentina,  ed  ora  la 
nell* i#re/i.  Dipi,  Fior.,  il  primo  de*qu<«li,  maggior  parte  dd  suo  popolo  è  dato  dia 
rogaU  presso  il  casld  di  Scopeto  ^  tratta  di    pieve  diSoopeto  e  per  il  reslciilaa4|uelladi 


SCOfi  SGOR               333 

HM.  Fa  un  tempo  di  gìuipedfonalo  paiMre  dopo  la  sua  morie  al  Card.  Antonio 

'•■it  dai  f|iiaU  per  bolb  di  Pio  II  pa»-  Bichi  di  luì  fratello,  e  dipoi  ad  uno  dei  fi- 

À^vii  e  c|iiìiidt  ne*  Baldmotti.  gli ,  eredi  e  successori  del  Gav.  Rulilio  Bi- 

Ufievc^S.  Martino  a  Scopeto  nel  i833  chi  da  nominarsi  dai  primi  due  iiilciidati , 

«nnl^^abit.  Git.  Giovanni  e  Card.  Antonio,  previa  1* 

^^"*  {S.  DowdTO  a)  nel  suburbio  approvazione  sovnna,  finché  alla  morte  del 

^K'àmnA^  di  Firenie.  —  Convento  che  conte  Francesco  di  Firmano  Bichi,  accaduta 

liàfFnli^iQgt^iiiani  detti  Scopetioiftiorì  lì  7  sett.  del  1737,  il  feudo  di  Scorgiano 

v^^Mla  Bòmoa  sul  poggio  di  Colom-  ritornò  alla  corona  granducale. 

W*  f*Ho  di  S.  Ilario  cà/e  Ponti^  o  a  A  Scorgiano  però  gli  eredi  Borgbesi-Bi- 

^*'■■^•«  Gmi.  e  Giur.  del  Galluno,  chi  di  Siena  conservano  una  tenuta  con  il 

^  <  Css^i.  di  Firenie.  —  Fa  disfiitto  palaxxo  incominciato  dal  Card.  Antonio  Bi- 

p  mSm  ièXk  Signoria  di  Firmxe  nel  chi,  ed  una  cappella  con  buone  pitture  del 

ibliirfhJM.  noD  servisse  di  asilo  al  ne-  Cav.  Nasini ,  oltre  una  B.  V.  colorila  dal 

^éÈ  faÉnoD  ad  assediate  la  dtlà.  •—  Paochiarotto.  Anche  l' erezione  di  questa  cap- 

'U.GtoMBOfCofiiMiCè.  pella  fu  fatta  a  spese  dello  stesso  Card.  An- 

nOICLTOUioVal-di-Magra.  —Vili.  tonioBiclii,il  quale  vi  fu  sepolto  nel  1672. 

***^pMr.  (S.  Andrea)  nella  Gom.  e  cii^  Iji  |»arr.  pleb;iua  della  eh.  tU  SS.  Flora  e 

"^■ifl'S  ntL-mcitr.  di  Caprio,  Giur.  Lucilla  a  Scorgiano  nel  i833  noverava  4o3 

i«Dioc.  medesiDiay  già  di  Lu-  abit.,  i36  de*  quali  spettavano  al  territorio 

S(ai|i.  di  Fin.  comuni  lati  vo  di  Monte-Riggioni. 

il  sHiie  lango  ti  fosso  Oracne /-  Scomico  in  Val-d*-Elsa.  —  Cas.  distrutto 

^(^  «A  SDtio  il  fimco  occidentale  del  dove  fu  una  eh.  parr.  (S.  Crisiofano  di 

■Mtbnjo  terre  di  limite  fra  la  Gom.  di  Scorieo)  nel  pievanato  di  S.  Leonino  in 

Cfrisc^bdiFratremoli.  Conio,  Oim.  della  Castellina  del  Chianti, 

iapR.di  S.  Andrea  a  Scoreetoli  com-  Giur.  di  Radda,  Dioc.  di  Colle,  già  di  Fie- 

pèaséele  villste  di  PoHiieeih  e  di  sole,  Gomp.  di  Siena.  —  Teif.  Como  (S. 

^■■*W.  LaOLiao  la). 

hm  té  tS3)  esalava  465  abit.  SCORNKLTX)  in  Val-d i-Cecina.  _  Vii- 
JQOKIAIIO,  0  SGORaANO  in  Val-d*  la  de*  nobili   Inghirami  di  Volterra  nella 
—  VilLconcb.  plebana  (SS.  Flora  e  parr.  di  S.  Leopoldo  alleM(>)«,  Com.  Giur. 
'i^tllievslledcttaa.9eorrtaito(lira/.  Dioc.  e  circa  roigl.  7  a  scir.  di  Volterra, 
^sn  di  rettoria  sotto  la  Pieve  a  Ca-  Comp.  di  Firenze. 
l^-^'lBibpnsioil  rcmfmedi  tre  G^  La  villa  di  Scornei  lo  risiede  sopra  un 
■■Mhié  Colle,  cioè,  di  Casole  e  di  Mon-  poggio  cretoso  sparso  di  filoni  tortuosi  di 
{|^"VP*iiiBfirnltima  delle  quali  innanzi  solfato  di  calce  (gesso)  sotto  ai  quali  appro- 
vili) la  ddti  eh.  ers  compresa,  ora  nella  fondando  il  terreno  scaturisce  Tiicqua  salata 
»&.e6ini|ff.a  lev.  di  Cisoie, Dioc.  delle  Moje  volterrane,  come  in  simil  modo 
*^||n fi)  di  Volterra ,  Comp.  di  Siena,  da  lunghissima  età  la  forniscono  i   sotto- 
'l^dtikNr  occidentale  dd  Monte-  stanti  poggi  del!e  Mofe  di  S.  Giovanni 
■■ionlfa  rìp  destra  «lei  fosso  Tana,  presso  T antica  eh.  prr.  di  S.  liorenzo  alle 
f*'il»Ji  maestra  che  da  Siena  per  la  Mo/e  vtcehie,  —  Ved,  Moji  m  Voi.TKaaA. 
^i^isola  ^da  a  Colle.  Una  delle  carte  del  Cnm.  di  Volterra  del 
^^*l'' di  Scorgiano  ebbero  signoria  i  a3  luglio  laaS  tratta  della  vendita  di  tutte 
"^^^iffiae  Slrove;  ed  è  rammen-  le  terre  che  gli  ospitalieri  dell' Altopiscio 
***>si*nroento  del  iJsett.  i33i  esi-  possedevano  a  Scornello  come  [Miri  mon  io 
^k lefiirte  degli  Agostiniani  di  Sie-  dello Spedalettn  s*:>lto  Agnano in  Val  d*^>a. 
••'•■leBtir^IrcA.  Dipi.  Fior.  Ma  la  villa  di  Scomello  è  anche  più  f.i- 
'^^' il  Vili,  di  Scorgiano  insieme  migerata  per  i  famosi  Scaritù  etruschi  ivi 
2*  'W§ptiolo  dei  Botro,  la  Fietv  a  disse|)olti  d.il  giov.ine  CJiirzio  In^:  hi  rami, 
^«d  altre  possessioni ,  fu  eretto  in  SCORMO  (VILl/ÌNE  a  GORA  nO  nella 

?*«•  titolo  di  contea   dal  Granduca    Valle  dell' Omhrone  pislojcse XWjirt. 

27*dolI,ila|  quale,  mediante  diploma  Goa4  ni  Scormw,  oiuUrasia  fu  di^orso  del- 

^'^(rpoi667,fu  concesso  alcavalier  l'anilatiifulo  ed  nv>  di  miesla   T^ora,  «mI 

^*^i4lfa  Firmano  Bichi  di  Siena  da  ali*  Jrt,  Vobjx  al  Homìo  di  TiaTtLu  si  |Mrlò 


334  SQQT  &GO:T 


o$^9\krt  di  noUo  ipìrìto  e  a^MlMOninMl  fiwBineU»  Fine. 

fiMtaìio,  Étto  A  icmUfe  con  Moipi»  Bt|o«t  U  éUmiottr  iifH»Fii»> urir^to di ^c» 

pttttkì  e  livofi  i  tuoi  «MQiUadÌM  al  pco^  <rMwo  à  dwiy»  »iU'  «tfcaio  confitte  gb- 

ymo  miìgoU  e  indiMUrialf .  rìadìuonale  di  Livorno  tonoicinla  un  di 

SCraiIOnelV»kl*ÀrDO|mno.«*GQO*  M«l»  U  Uioio^  C^^MnMo  niMMiK~r<d. 

Imda  «lie  ha  fernilo  il  tìlolo  m  due  olncte  Uioim»  Conuiaiié. 

(&  Slefitno  m  Smemo  minttrtt  eS.  lf«itnn  Rm  *r  «MMfie  pMi  «ttaHir  mM^  al 

a  5como  m«9f«or«)  nel  pieiantlD.  di  S4  Cm.  •  Piavo  di  Scoinano^iil  Miuntori  ntl 

IiMmù  altfe  Gofii,  €0014  e  mwm  3  nif lia  T.  Ili  ddlB  mm  Am$i%,  0.  Jmfi  f^ldditó 

apon.dtGMfÌBa»Ginr.diPontcdeiM,]Kéa.  nm^m&tAamàtiiX  dÌ9ek.dfei^^i».éà 

a  CoBfw  dir  Pita.  ti  not.  fv^  naila  qpuAe  ai  Malia  di  m* 

Cka  la  Qontouia  di  Jbamo  ti  aUoidctia  anfitcnai  di  hftù  i^partancyti  ali^amnniai- 

Am  It  Gaaa  e  Casdoa*  e  ebe  tino  dal  aeoob  civettatile  piiana  titnali  in  ¥aq  Ini^  dH 

Xdafn^ilnona  ad  an  cattledi^ocil*iil«  Biaiia4lPot«a»ada9d^  wl  yéaiattdl^. 

tiaao  ptaiant,  lo  dkhàini  un  coDltalto,  a»<  Marim  ■€  S.  Gm,  Mttiùim  a  ^ta«niÉaak 

fiteulico  dat  ■  g anrite^  anno ^ya^ pnfcèlkato  campattaat  lattila fn«l«dtilrìWtì«S|lpa> 

dal  Mnraloia  {JiU.  Med.  J^.  T.  Ili),  fatti  dagiiabitanlidtIU  ^^i^i  <tf  ^fri^igw 

aol  qaaàa  itirtmtnte  Aleatico  tatoafo  dt  edi«llii  vici eotataU» dallo  tlatto  pir^antli, 

Ii«  léBiiò  a  dna  nokili  BaHalIft la  maU  M.  M  paata  di  SnoUnano  Aitava  nnawnii  ai 

le  reodite  a  tribul!  aba  al  {dtnMO  di  CSa«  è  laatmenlaio  in  dn^  otri*  pimn  dalnj  a 

aotnadovaiaoofli  abitanti  ddlaviliedi^pal  ai^fin|(nQi34o>NUl*v^4ln  tannila  dUba 

piviart  »  fra  la  quali  è  dctignata  nna  liUé  ftmk  di  laara  fetta  da  un  UdI)oiMMM4lAl 

éi  Stormi  '^  r«d.  GAaonrA.  in  Qkmtdo^  dal  CtfotlMa^it»  Smtrmmài 

Bkf^%o  all'antia»  fealgUa  (diana  dtl  tS«  /«  Collme  mpmmtL^én$mm  (dtefWU 

fnori  da  ^eonto  la  ttotia  raaunanta  molli  linH» irtanaatma)  4ii  CnttMyH  Ti  tmmm^ 

iluliaidHi,  diverti  dai  qnaU  ti  fiamnaiin  fmiim  ^tmH^npftmminm  Ibmti  4a*tft 

nel  1988  al  trtlUto  di  pace  fra  i  Pitant  ad  nrauu  Lortnsant  anmo  i34o»  f ndiitU  jBf » 

i  Gienoveai.  Gli  ttoriei  hsmo  ntcba  nmi-  «err»a  MM.  /mUi..«^  (Awar.  i#dn.  BpÉ| 


alone  di  nn  Blirtolonunto  éa  Scorna  aicao  U  fenétariotialli  piarod.  GìOn 

cilladino  cbe  figatè  nel  prinoifdodel  14001  S»  Mbfia  a  Saolfia^o  anuf^cnda^ 

0  di  nn  Co<ki  ^  •S'como  ^  lui  coatwiea.  ^lello  dalla  dk  aolAonialfiacw  oIIm 

Scorno  cottituiva  un  ooBMinellodaloon»  amatlii  Éiraanm  aptiaiàtoa  4aì 

.ladot  pitano  »  a  aama  tala  è  te^akto  in  al-  alf  •  fabhlàeato  dll  F.  Matlnii  «»ol^«» 

cuna  carta  dal  aecoloXUI  fta  qaelle  della  alnan  panw  di  Cbw>at^  cnllìl 

nonachè  di  &  Silvattro  di  Pita»  aienlaa  la  atnMHo  popolo  di  Sacdrianni  «»'&i 

yOla  di  5o0Mo  e  la  toa  eappaHè  di  S.  Sia*  a  Zaainna>S.  &.  CfiaUifcnan 

fimo  tann  ffioardata  nel  laS^  in  nni- mctth  4*  SS.  binalo  a  Bit|^  a  Mafte 

bfana  i^paftewila  al  Mon.  di  S.  GWwa  alla  S.  S.  llacitnn-  a  .^^mm( 

Inoe  d'Amo,  f^trambe  lìnnilo  mAVAitak.  Vitato  a  Fm§KtmM$  {emm  (dm  fm. 

IhpLFiot\^F(td,€oKn(^.hHmmn>.umM),  can In paait Jmli aUt patwneldn 

So9TB9^m,mSiiutmijmo{Pimmm0moèunk  f»  &  Bufalo. n Sani»  4^^ai»&.& 

»!}  fifa  la  fliM^ort  e  la  Val-dM^na, ina  io  in  ìMi»  o  ih  ^dnln  (ignoM. 

detta  la  PlfaifnaciadSCàtfoPirian«o,oPàa.  JLn  pia«  di  ScMUriann 

€i0ii,  nella  Cani,  e  dica  nn  migL  a  «ncativ,  coli' indicwona  di  Col/a  f. 

di  Onàano,  €anr.  di  Rotignano«  Dìaa.  a  tppelitnti  non  «do  ani  dottato 

Camp,  di  Fita^  m  dal  Cnf  imnafn  nnona  di 

Gli  ai anai  dalla  Pimn  9emàm  éi  Sto^  dal  CoU#  PMM  pmaB  il 

Irìono,  di  laaffotempapaafenala^tilaoaano  patita  tt  piava  pMdclla.  CSà  «•>  Ir  ife 

e  pie  dal  CoDa  Pintmii  talk  dntni  dalla  dm  nn  ialmjnwila  drfa^t|^»t9» 

alk»da  dia  da  GolognoK  patta-  ad"  Oldaio  calo,  dd  Blnialod  fi»  qoalli 

prttao  la  ^  Sottlia»  o  Ihrtnunana,  oW  .^m^  M«.,  nd inalati  Italia  i 

pMMnn  tiro  d'ano  al  ano  pan%,  fai  le  tDa>^  aanladibani  étUaoMMa^  Ptaa. 

penti  dd  torrcnlo  Morrm,  Iribntatio  ddla  ciano  «d  Colim  detto  ComI*  P] 

finmttitf  Torm^  e  qudia  dd  Snlanfana  cito  U  pitie  di  ffruridlii  lo. 


S  E  e  I  SEGA               237 

RoKichello  priore  ili  S.  Pietro  ■  Scano  pn^j^  SfX;  ALARI  urlla  GHRRARDFSCA  {Se- 
■I  Gunarlingo  del  Comune  di  Pistoja  1»  ^-  gniarium)  nel  Ih  SJareiuina  pisiina.  —  Ga- 
bella di  due  partì  di  una  peschiera,  mentre  stellate  dove  ebbero  signoria  i  conti  della 
nel  5  femi.  del  i34i  e  di  nuofonel  ladic.  Gherardesca  nel  popolo  di  S.  Lorenio  aCa- 
deiranno  i34a  lo  stesso  priore,  abitando  sfagneto,  Com.  della  Gheranlesca,  Giur.  fli 
in  Seano,  acquistò  in  compra  un  podere  s|-  Montesciidajo ,  Dioc.  di  Maisa-Marittiraa  » 
tsato  nel  lerrilorin  di  Tiziana.  Gomp.  di  Pisa. 

Finalmente  il  priore  Rustichello  de*  Lax-  Il  castellare  di  Segalarì,  ridolio  agli  a? an- 
leri  comparisce  in  un  atto  del  si  settembre  zi  di  una  rocca ,  risiede  sopra  il  risalto  di 
1J46,  rogalo  in  Seano,  rebtivo  alla  colla-  una  collina  fra  la  vetta  del  monte  che  pro- 
ikme  della  chiesa  di  S.  Biagio  a  Casale  (  di  pagasi  Terso  lev.  dal  Poggio  al  Pruno  e  la 
Pmto),  della  quale  eh.  essendo  uno  de*pH-  Terra  di  Castagneto,  situata  quasi  un  mi- 
tfooi  il  prenominato  Rustichello  di  Vanni  glio  a  scir.  delle  rovine  di  Segalari. 
concorse  per  diritto  alla  nomina  e  investi-  Le  notizie  storiche  del  Cast,  di  Segalari 
tnn  del  nuovo  rettore  di  quella  chiesa.  de*conti  della  Gherardesca  risalgono  al  prin* 
Fa  rogato  pure  in  Seano  un  altro  istru-  cipio  del  secolo  \1,  poiché,  sebbene  il  C. 
mesto  del  16 agosto  1347, col  quale  il  prio-  Gheranlo  nell'atto  di  fondazione  della  Ba- 
re Attstidiello  predetto  diede  in  socio  a  BaU  dia  di  S.  Maria  posta  nel  suo  Castel  di  «Se- 
do di  Buoio  certi  bestiami.  Cotesto  atto  mi  rena  presso  Chiusdino  (anno  1004)  non  fa- 
Kmbnt  r  ultima  memoria  del  priore  Rusti-  cesse  menzione  di  questo  luogo,  è  certo  per 
ciiello,  mentre  nel  17  die.  del  i348  fu  altro  che  i  suoi  successori  donarono  alla 
data  una  sentenia  in  Pistoja  a  favore  dei  Badia  medesima  de*  beni  situali  nella  corte 
fmtelli  Gian-Carlo  e  Barlolommeo  figli  del  di  Segalari.  Lo  dimostra  una  scritta  di  per- 
la Zanno  di  Vanni  de*Lazieri  come  ere-  muta  di  latifondi  falla  nel  2 a  gennaio  del 
di  9  diceva  la  sentenza ,  del  tu  priore  Rusti-  11 58  fra  l'areivescovo  di  Pisa  e  1*  abbate 
ckello  loro  zio.  — (Aaca.Din..  Fioa.,  Cor/e  del  Mon.  di  Serena ,  in  cui  sono  nominali 
éeltOpera  di  S.  Jacopo  di  Pisio/a.  j  i  beni  che  quella  Badia  (lossedeva  nei  con- 
io seguilo  la  prioria  di  S.  Pietro  a  Se:ino  fini  del  Riiy^ualdo^  che  scorre  (dice  il  tlo- 
fu  sottopoita  alla  pieve  di  Tiziana.  —  Essa  cumenlo)  fra  Castagneto  e  Stgaiari.  Ar- 
mi iBJ3  contala  laaa  ahil.  roge  che  uno  de* conti  della  Gheranlesca, 
SEBASTIANO  (S.)  a  PIUVICA.  —  f^ed,  il  conte  Tedice  di  Segalari,  nel  33  luglio 
PscvicA  nella  Valle  dell'Ombrone  pislojese.  del  1 194  {st'le  pisano)  fu  teslimone  ad  un 
Cotesto  richiamo  valga  per  tolti  i  luoghi  giudicalo  tinto  in  Pisa  nella  chiesa  di  S.  Se- 
che  hanno  per  |iarrocchiale  una  chicli  de-  (H^lcro  di  Chinsira.  —  f^ed,  Sf.ttimo  nel 
dicala  a  S,  Sebastiano,  o  ai  SS.  Fabiano  Val-d*Arno  pisano. 

e  Sebastiano,  Resta  a  sa^nre  chi  fosse  stalo  il  padre  del 

bEGCiANO  IH  VAL-Di-M ARINA  nel  Val-  suddetto  conte  Tedice,  cioè,  se  egli  nacque 

d'Amo  sotto  Firenze.  -*  Gas.  con  ch.parr.  da  un  C.  U^ro  raromenlato  ali*  anno  1161» 

:S.  SleCano)  e  Tannesso  dì  S.  Michele  làCu-  e  se  fu  quel  C. Tedice  rhe  negli  anni  11 86, 

pi  nel  piviere  di  Canraja,   Com  .  e  circa  iiga  e  1199  era  potestà  di  Pisa;  o  seppure 

migl.  5  a  selt.  di  Calenzano,  Giur.  di  Cara-  era  figlio  di  quel  conte  Tedice,  la  di  rui 

|iì,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.  moglie  contessa  Preziosa  nel  11 74  essendo 

Risiede  in  poggio  sulla  destra  della  fiu-  rimasta  veilo\a  di  luì ,  stando  in  Pisa  ,  nel- 

oaoa  Jfarina  e  della  strada  militare  di  Bar-  P  ottobre  di  dello  anno  insieme  con  due  fi- 

bmno  di  Mugello,  lungo  il  fosso  denoini-  gli ,  CC.  Tedice  e  Ugolino,  e  con  altri  due 

mtoetso  pure  di  Seceiano,  ni^ioti  CC.  Ugiiorioiie  ed  Ugolino  fratelli  e 

L«  parr.  diS.  Stefiino  a  Seceiano  nel  1 833  tìgli  del  fu  C.  Taurredi  di  Donoralìcf) ,  do. 

noverava  s34  abit*  narono  allo  spedale  tli  Slagno  due  moggia 

StcciJiifo,  o  SKGOtASo  DI  VAL-CéVA  di  lerrcoo.  —  (/oc.  «1/.,  Carte  del  Man, 

nella  Val-di-Sicve.  —  f^ed.  Val-Cava  (S.  di  S.  Lorento  alla  Rivolta  di  Pisa.) 

^-■"ci  m).  Figlio  bensì  del  C.  Tedice  di  Sega  bri  rom- 

SEGCIOXE,  o  SAGCIONE  nel  Val-d'-  parìsce  un  conte  Alberto  che  inconlriamo  in 

^00  Aretino.  —  Ped,  Agata  (S.) a  Saccioub.  Cascina  nelF agosto  del  1  a  1 5,  quello  stesso 

SECI,  o  SIECI    nel  Val-d*-Aruo  sopra  che  fu  eletto  dal  magistrato  civico  dì  Vol- 

'ticnu.  —  Ped.  Suci.  terra  in  suo  podestà,  come  apparisce  da  un 


938  SEGA  SE6G 

atto  del  s  aprile  iss6  icritto  nei  confini  titolo  ancora  (lebbene  dal  fnwn» 

territoriali  «lei  Catt,  di  SegtMlari;  e  fone  no  fbtM  loro  controrcno^  di  cmIi 

era  In  stesso  G.  Alberto  di  Segalari  che  nel  lari,  —  (Am».  mlu  RiioaH««.  m 
ii5a  Tenne  chiamato  per  la  seconda  irolla  a        Atlnalmenle  il  pogfio  di  SSep 

Volterra  ad  esercitarvi  V  uffizio  di  poteitli.  proprietà  particolare  di  un  tale  f 

— (AacB.  Dm..  Fioa.,  Carie  degli  Oli^e»  di  Gsatagiieio  che  ha  ridotto  ^piei 

toni  di  Fisa,  e  della  Com.  di  Folierrm^'^  ad  una  ridente  collina  piantata  a 

Gbciha  ,  Notizie  star,  di  Volterra,)  nli? i ,  piante  che  fiinno  corona  ali 

Dal  suddetto  conte  Alberto  nacque  un  C.  mura  del  diroccato  caslclkie.  —  i 

Guelfo  di  Segalari  eletto  nel  98  agosto  1 3o5  stiohcto  mlla  Guta tanwoà. 
in  procuratore  dai  conti  Ildebrandino  No-        Seomlam  nel  yalnT-Amo  topi 

▼elfo  ed  Enrico  degli  Aldobrandeschi  di  trìmenti  ap^iellato  Ca9i9Ì  Palm 

Santa-Fiora  ad  oggetto  di  Tendere  al  Gomu-  Questo  luogo  perduto  era  nel  pivi 

ne  di  Volterra,  siccome  avTenne  nel  i5  noT.  Vito  a  Scergnano,  Com.  Giur.  e 

dello  stesso  anno  per  il  prexzo  di  lire  «400  migl.  a  pon.  di  FiglinCv  Dioc.  di 

pisane,  il  dominio  utile  e  diretto  delle  t:i-  Gomp.  di  Firenxe. 
line  di  Montegerooli. — {Carte  della  Com.        Emo  è  rammentalo  fino  dal  m 

di  Volterra ,  toc,  cit,)  una  membrana  della  Badia  di  Gal 

Molto  prima  peraltro  di  quesL*  ultima  epo-  ora  neWjirek,  Dipi,  Fior, 
ca  una  delle  membrane  inedite  deir^^rcA.        Smoalmì  ot  SortQ9,ìMW^wàwà 

AreiQ.diPisa  del  7  febb.  11 37  rìsguar-  la  Cascina  di  Va l-d*Era.  —  ^ed.J 

da  un  atto  scritto  nella  cinonica  della  Fri*  jr^  {Pisrt  dì). 
mazialc,  col  quale  i  fratelli  Ugerio  ^  Rolan-        SEGGIAIfO  nella  Val-d*OiCHi. 

«io  figli  del  fu  Lamljerto  di  Scfgalari  dona-  eompottodi  due  borfate*  Sr; gwii 

runo  alla  mensa  arcÌTescoiile  di  Pisa  nelle  e  nuo^^o^  con  una  eh.  prepotilM 

mani  delfArciT.  Uberto  la  quinta  parte  del  (S.  Barlolommeo)»  cui  tono  aw 

castello  e  distretto  ili  Segalari.  Il  qual  rogito  cappellanie  conte  nella  Com.  Gin 

lìi  firmato  da  otto  consoli  della  citta  di  Pisa  migl.  4  a  sett.  di  Castel-tlei-Piaoi 

e  da  varj  testimoni.  Lo  rogò  l3go  cautarum  MontalcinOt  già  di  Cbinri ,  Gomp 

paimnus  ei  À postai  ice  Sedis  Jfotariuf,  di  Siena. 

Fa  parte  del  pnrzicso  Arch.  della  stessa        Trovasi  s'apra  il  risalto  di  un  pi 

Primazia  le  di  Pisi  {Arch,  cit.)  una  carta  forma  parte  del  fianco  occidentale 

del  39  noT.  i3i6,  in  cui  si  fa  menzione  di  Amiata  lungo  il  torr.  P'iao^  pressn 

donna  Tedda  figlia  del  fìi  conte  Guelfo  di  fluensa  drl  fosso  Peira^  quasi  sai 

Seg.i!ari  e  moglie  di  Gtielfo  Btizzaccherino  doTe  arriva  la  regione  trachitiea  dei 

de*  Sisniondi  di  Pisa,  ali*  occisione  che  essa  miata,  in  mezzo  a  teWe  di  grandim 
alienò  un  predio  situato  nel  piviere  di  S.        Una  delle  memorie  più  retaste 

Lorenzo  alle  Corti ,  stato  di  già  comprato  di  questo  luogo  la  fornirebbe  un  1 

dal  C  Bonifazio  conte  di  Donoralico,  e  si»  agosto  858,  esìstente  fi«  le  pergaa 

gnore  della  sesta  parte  del  regno  <li  Cigliari.  Badia  di  S.  SalTadore  sol  Monttf 

Contemporaneamente  al  C.  Gtielib  di  Se-  tiialmente  nfWArch,  Dipi.  Fiiir. 

galari  TÌTCTa  un  Bnnaccorso  conte  pur*  esso  le  si  tratta  di  case  e  terreni  posti 

di  Segalari  e  figlio  del  fu  C.  Galgano  di  Tan-  di  Seggiano  allivellati  da  qaeirat 
credi ,  stato  ererle  per  la  quarta  parte  di  un        Anche  un  atto  pubblico  del  m 

C.  Ugolino  suo  fratello. —  (/oc.  ciV.,  Carte  verte  intomo  la  vendita  hììm  «lai 

del  mfon.  di  S.  Lorenzo  alla  Ricolta.)  srssnrr  alla  Badia  Amiatina  di  ti 

Infine  i  cnntì  di  $eg.ilari  taUnltasi  appel-  di  terra  vignata,  della  misura  di 

larono  conti  di  Donnr.itico,  e  tale  altra  conti  per  pertica  del  piede  del  reLintfi 

di  Castagneto.  Ma  la  bninra  »le'c<inti  di  Se-  il  prezzo  di  ao  soldi, 
galari  della  Glierardesca  si  estinse  Terso  la        Della  proTenienza  raedciiMe  1 

metà  del  secolo  XV  in  una  femmina ,  don-  del  i5  marzo  iioa  promosM»  di 

na  Bartolommea  figlia  del  C.  Gucr/o  di  Ca-  insorta  tra  il  Com.  di  5e«Sfro  pm 

•tapneto.  I.1  quale  avendo  portato  in  dote  al  pendente,  e  quello  di  Pateniiao^ 

marito  Guglielmo  da  OnVi  la  conte:*  di  Se-  lite  avevano  preso  parte  gli  noflri 

Salali ,  i  suoi  discendenti  s^Jllcnlrarono  nel  giano.  —  Ped,  Potf.5TI^. 


SEG6  SELV               239 

!Tci  Mcolo  Xll  oolcfto  panii*si  dislÌDgiic-  Se^giaiio  rhe  dedkoisi  «Ila  difesa  di  quella 

14  ÌB  VMCciiio  € «iioM>, MOCQOie  talc  è  quiili-  cillà.  -—  (Abcb.  Stok.  Ital.  F'fti,  il,) 

luto  d«  un  istrumcalo  del  1 5  gtiin.  1 160,  Lm  \mn,  prcposituni  di  ScggìMiond  1 833 

ari  quale  si  lialta  della  cestiunv  che  fecero  coniava  1868  aliit. 

fiì  ecedi  dei  fondalorì  della  chiesa  di  S.  Seggio  di  Babiìa  nella  Valle  del  Serchio. 

Maria  a  Seg giano  cocchio  in  roano  di  Eu-  —  Colesla  contrada  che  dicile  il  vocabolo 

ilioo  priore  di  detta  chiesa  ai  Caumldolensi  ad  una  eh.  forse  parr.  (5.  Andrea  de  Se» 

iti  Vivo  liei  lore  diritti  su  quella  chiesa.^-  gio)  spettata  alla  Pieve  di  Loppia,  la  quale 

(iacB.  IhvL.  Fioa.  Carte  del  Mton,  di  S.  nello  stesso  piviere  designata  trovasi  anehe 

MiutÌ9Ìm  miP  Jreo  i»  Sienm).  nel  catalogo  del  le  chiese  del  la  Dioc.  di  Lucca 

Già  «li*  Ari.  Nocno^  o  Noglta  wl  Moara  dell*  anno  ia6o.  —  f^eil,  Loppii. 

AmuaA  ù  diife,  che  le  chiesa,  di  S.  Flora  SEGROMlG\0,oSUBGROMlNIO delle 

cttsiita  a  Nocrta  nel  distretto  di  Seggiano  Piiaoaaa  nella  Valle  orientale  di  Lucca.  — 

•lifarleneva  ai  monaci  di  S.  Beneiletlo  del  ^td,  SvBGaoMiaio  rPisva  m). 

?i«o«  dai  quali  pasw  ai  Camaldoleiisi  dìS.  SEI  ANO  di  TIZZANA.  — -  red.  Sbavo. 

Suitiola  a  Siena»  ed  ivi  si  citò  un  istru-  iS'ejo,  o  Scio{f^ieo  di)  nella  Valle  del- 

Bcnlo  del  99  seit.  1175  fetlo  lul  Mon.  del  I*  Ombrone  pistojese.  —  Vico  perduto,  nolo 

Tivo  reltflivo  ali*  assegnazione  ile*  confini  bensì  per  alcune  crarte  pislojesì  pubblicate 

dei  beni  che  apparteDev.ino  alla  eh.  di  S.  ilal  P.  Zaccaria  nei  suoi  dneedoia  ;  delle 

Fioca  a  Nocete»  o  a  AocefD.  quali  una  del  a  novembre  944,  contiene 

La  chiesa  parrocchiale  di  Seggiano  vee-  uu  alto  col  quale  il  C.  Teudicio  figlio  di 

cUb»  oouieochè  lòsse  dedicata  a  S.  Bario-  allro  C.  Teudicio  fece  donazione  di  la  po- 

Inmmen  al  pari  dell*  attuale  di  Segg*ano  deri  alla  cattedrale  di  Pistoja,  qualificandofi 

— Bffa,  non  è  più  l'antica.  in  queir  atto  signore  del  f^ieo  Sejoraun^  o 

Kd  iai6  con  bolla  concistoriale  del  ao  Sci*irum ,  posto  presso  Pistoja. 

die.  Onorio  III  ad  imitazione  di  altri  Pon-  Anche  un  diploma  dell*  Imp.  Ottone  III 

IcM  antCGCMori»  confermò  alla  Badia  di  S.  dell*  anno  997  a  favore  de*  vescovi  di  Pi- 

intimo  varie cbicst»  fra  le  quali  anche que  sloja,  confermato  nel  1 155  da  Federigo  I, 

iladiS.Bulolommeoa5e^e'f'AO.— '(/frc/i.  rammenta  una  corte  in  Se/o,  eh* era  di  per- 

frwmio  di  casa  Borgìiesi-Èicìù  di  Siena),  tinenia  della  mensa  vescovile ,  diversa  da 

Golcsta  parrocchia  comprende,  come  dls-  altra  irorte  che  la  stessa  mensa  possedeva  in 

si  destro  il  suo  perimetro  due  capiteilanie;  Sejano,  o  Sciano  ,  presso  Tiziana, 

la  prima  di  esse»  sotto  il  titolo  di  S.  Bernar-  Selleua  {Baoni  di)  o  di  Cbiapciaiio  in 

diaoal  Co/ojsn^/o,  è  posta  più  in  bas»oun  VaUlì-Chiana.  -—  feii.  Cbiahciamo,  Coma- 

buon  migl.  a  maestr.  di  Seggiano,  fra  il  n/là,  e  Bagm  di  SàLLsaA. 

Vivo  e  il  lorr.  Ente ,  nel  luogo  dove  fu  un  SELC^E  (VIA  obixa)  sotto  Fojano  in  Val- 

aatioo  oonveoto  di  Frati  Gmventuali,  ab-  di-Chiana.  —  f^ed.  Via  Cassia. 

t— dopalo  nel  1782  per  minacciante  rovi-  SEUJE,  o  S1LCIA(VIA;  nella  Maremma 

■a»  Moché   provvisoriamente  il  curato  di  Grossetana  e  sotto  Massa»Lunense.  —  fed* 

9KlIa  cbicta  reoossi  ad  ufliziare  in  altro  Via  AuaeLiA  Nvova  ,  a  Emilu  di  Scaibo. 

onlorio.  L*  altra  cappellania  cur.iU  sotto  SELVA ,  e  SELVE.  _  A  molti  luoghi , 

riavocazioiie  e  vocabolo  di  S.  Giusep|ie  al-  ville  ,  e  castelli  delta  Toscana ,  quantunque 

li  FefciJW»  è  situata  più  in  alto  nel  la  re-  non  siano  più  come  una  volta  coperti  di 

fané  tracbilica  delU  Montagna  alquanto  al  boschi,  è  rimasto  il  nome  generico  di  Sblva, 

è  sollo  de*  £iggi  che  coronano  la  gran  cu-  o  Selve  ,  siccome  restò  lo  specipco  ai  Cast. , 

pah  U  Bfoot* Amiate.  Vili.,  vici  o  casali  di  Castagneto ^  Can^ 

M  circondario  della  prepositura  a  breve  neto ,  Frassineto ,  ischeto ,  Su^fereto,  Pi- 

^Maaia  dalla  Terra  di  Seggiano  esiste  una  neta ,  Lecceta,  Queret-to,  Scopeto ,  fcc. 

Uh  chiesa  sotto  1* invocazione  della  Ma-  Tale  sarebbe  la  SeiiHi  nel  itonteCal^o 

ismaa  deiia  Carità  (abbricata  nel  secolo  presso  la  Terra  di  Santa-Fiora,  la  Srtva  di 

IVI,  e  b  villa  di  Potentino  con  estesa  fat-  Buonconvento,  la  Sel*ut  di  Sionticiano  e  di 

t^  del  March,  del  Monte  S.  Maria.  -^  Praia,  la  i^illa  della  Selva  sopra  la  Lastra 

Md.  PonaTiBO*  a  Signa,  e  quella  anche  più  celebre  de*Sal- 

Scggiano  neir  ultimo  assedio  di  Siena  viati ,  poi  Borghesi  presso  il  castellare  di 

Uè  un  capitano  in  quel  Bernardioo  da  Malmantile»  nel  popolo  di  5.  Pietro  alla 


SERA  SERA               215 

sto  Scniano  uno  dei  tanti  feudi  per  il  aolito  [XMiti  sul  |mssa|^giu  da  un»  in 

tildi  di  ModiglÌMia ,  rammenlato  altra  valle,  o  vallfcola. 

i  nel  firivilegio  conceaw  loro  nel  Noi  ci  limiteremo  a  indicare  fra  i  [uCi  se- 

Imp.  Federigo  II.  gnalati  i  seguenti. 

di  S.  Pietro  ■  Sentano  nel  1 833  SERA  VALLE ,  o  SEHRAVALLE ,  gii 

•bit.  SERRA  nel  Vald^-Amo  casculinese.  —  Gi- 

a  (goeemBTTji  Dt)  in  V-AhiVOrcM,  stellare  con  Vili,  e  eli.  parr.  (S.  Niccolò) 

LoooieTTA,  o  RoccaiTTB  Di  Ridi-  nel  piviere  di  Partina,  Com.  Giur.  e  cir- 
ca 6  migl.  a  seti,   di  Bibbiena,  Dìoc.  e 

^  (S.)  —  f^td.  Zio  (S.)  DI  Cebm-  Coinp.  di  Arexso. 

fi  Val-d*Arno  inferiore.  Trovasi  il  castello  di  Serra,  o  SerravaU 

FAGLIA    in   Valili-Cbiana.  —  /e  nclF  Appennino  di  Camaldoli  sotto  la 

chiesai  parr.  (S.  Maria)  nel  pi-  Badia  di  Prataglia  nella  ri|Ni  dcstnidcl  torr. 

rrntobi,  Coro.  Giur.  Dioc.  e  cir-  Arehiano^  là  appnnto  dove  confluiscono  i 

I.  a  fcir.  di  Cortona,  0>mp.  di  fossi  di  Camaldoli  e  di   Prataglia^  cbc 

uniti  prendono  il  vocabolo  del  torr.  preno- 

mevlio  evo  la  eh.  di  Sepolliiglia  minato,  talché  io  penso  che  a  seconda  delle 

loggio  a  lev.  della  straila  postale  parole  di  IXinte  fino  costassù  salire  dovè 

presso  al  confiiie  del  Granduca-  dopo  la  battaglia  di  Campa Idino  il  ferito 

italo  pontificio  fra  rOsssija  ed  il  capitano  deireaercito  vittorioso,  Bunnconie 

da  MontefeitrOf  la  di  cui  ombra  interro- 

Hm  chiesi  di  giurispadronato  dei  gala  nel  Purgatorio  dall*  Alighieri  rispon- 

orì  di  Cortona,  uno  dei  quali,  deva  al  poeta  : 
III  Reiranno  1370  la  rifece  e 

■stimione  delta  signoria  de*Ca-  Oh^  rispos* egli,  appiè  dei  Caseniinn 

m  di  Sepoltaglia  divenne  di  gin»  Traifersann''ne^aaeh*hanomeÌ'A!rehiano, 

dei  capitani  di  Parie  Guelfa  di  Che  io^ra  CErmo  nasce  in  Appennino, 

li  quali  passò  nei  Granducbi  di  Là  ve  *1  vocabol  suo  diventa  vano 

Arri^io,  forato  nella  gola, 
»  la  Irodisione,  dtstit  itila  peraltro  JFuggettdo  a  piedi  e  sanguinando  il  piano, 
adaiMento,  che  i  vocaboli  di  Se»  (Da»tb  Purgai.  Canto  P.) 
e  di  Ossafa  nascessero  dal  vi- 
ro di  Caibveri  rettati  sepolti  co-  Rispetto  allo  memorie  di  questo  castel- 

gran  vittoria  riportata  sul  Tra-  letto  di  Serra,  o  Serraff alle  soìamenie  mi  è 

ADnibalc  sopra  le  romane  legioni  noto  che  esso  insieme  con  i  vicini  castelli 

dal  console  Flaminio.  di  Gello  e  di  Baazena  intorno  al  mille  era 

0  tempo  a  qnesta  parte,  stante  la  posseduto  dai  nobili  di  Montanlo  e  di  Ca- 
bile abitazioni  dalla  chiesa  p:irr.  prese,  ai  quali  io  dubito  che  appartenesse 
:lia,ilsuoparroeoordinarianM'iite  quel  Guelfo  di  Ranieri  che  nel  11 14  per 

borgKettOy  denominato  il  ili'c-  atto  del  «4  marzo  oflri  le  rendite  di  cotesti 

ovasi  lungo  la  strada  postale  di  luoghi  agli  Eremiti  di  Cimaldoli.  ->-  (An- 

1  la  dogana  dell* Ossa ja  e  la  chio  mal.  Camai.d.  f^oi,  I.  Append,) 

Itela.  E«l  è  costà  in  un  oratorio  Negli  Annali  Oiinaldolensi  sono  rì|)Oitiiti 

>ve  il  parroco  di  Sefiollaglia  suole,  vari  istrumrnti  relativi  a  questo  castello, 

elle  solennità,  giornalmente  uf-  col  primo  de*qiiiili,  rogalo  del  claustro  del- 
la badia  di  Intaglia  nel  nov.  del  11 88, 

.  di  S.  Maria  a  Sepoltaglia  nel  Amadeo  vescovo  di   Arezzo  convenne  con 

iva  336  abil.  Guglielmo  alibsite  di  Pr.il.i<;lia  e  con  alcuni 

pie  spesso  SERRA,  SERRE,  abitanti  di  Marciano  di  edificare  a  S[iesc  del- 

LE,  e  SERRAVALLE.  —  Più  la  sua  mens:i  unc:istelIo  in  5H'ravallc  in  luo- 

;o  «mesti  nomignoli  s*  incontra-  go  appellato  incìsa  da  guardiirsi  in  imme  e 

■  pnnli  e  sono  dati  a  vsrj  fMesi  y^r  conto  dei  vrìirovi  di  Arezzo:  che  nei 
HM,  i  quali  lutti  ripetono  un* e-  cari  di  bisogno  questi  avreMjero  dato  a  cu- 
slogia,  ctor,  dalla  imsixione  to-  stodirc  la  torre  del  esistei  lo  suddetto  agli  aln 

■  cai  si  Irovano,  essendo  quelli  liati  di  Prataglia  insieme  con  la  chiesa  di 


248  SEBA  SERA 

Dopo  la  resa  «li  Seravalle  l  Pistojfsì  pri-  no  Pino  della  Tosa  che  cn  neuit 
{;ìotìt  furono  contlolti  a  Lucca,  ed  agi*  indi-  sloja,  a  nome  del  re  Roberto  di  N 
i;eni  fu  i>crilonato.  Allora  i  Lucchesi  fecero  quali  tutti  stettero  a  parlaineBlaie  i 
ro5iniire  in  Seravalle  una  nuova  rocca  dalla  valle  con  Gastmccio  infiao  a  notte 
parie  che  giarda  la  Val  -  di -fievole ,  e  un  ta.  —  ^erf.  Pistoia. 
irrosso  muro  alla  rof;ca  i*eeckia  di  qnk  ver-  L*anno  di  poi,  nell* aprile  dd  i3 
Si)  Pistoia,  dov*  era,  ilice  il  Villan),  la  pitve  la  mediazione  del  le  Roberto  fa  e 
nuova^  |HT  tener  meglio  a  ubbidienza  gli  la  pace  fra  i  Pisani  ed  i  LoocbcsìdBi 
uomini  di  quel  castello  che  furono  aggre-  te  ed  i  Fiorentini  con  tutti  gli  aUr 
tmti  al  contado  lucchese.  —  (G.  Viu.A!n,  della  lega  Guelfa  di  Toscana  dalPal 
Cronic.  liih.  Vili.  cap.  5a.)  te,  nella  quale  si  oontenera  anche  il 

IMIo  due  nie(*he,  nuova  e  vecchia,  di  te  articolo  :CAeiy«M»nifes<idk'Pk'if 
ST.ivalle,  parla  1* anonimo  delle  Storie  pi-  dessero  le  terre  che  iemei^mmoMi 
stiilfsi  air. «uno  i3i4,  dopn  che  il  governo  di  Lucca,  riierbandosi  Smwsdk 
di  Iiuiv.i  d.i  rguocione  della  Faggiuola,  ap-  avessero  fatio  le  pmei  eoi  ^orf 
|>cna  ùì\o%\  di  quelli  Rcp.  signore,  fu  rìfor-  Dalla  quii  cosa  appafìioe,  che  nd 
malo  a  parte  Gliibrllin:i.  dne  rocche  di  Sera^mlie  dorem 

Allori  ì  Bianchi  e  i  Ghiltellini  di  Pistoja  in  potere  dei  Bianchi  o  Ghibellini 
riroraut»  in  fiucc-i  cavale  trono  a  Seravalle  e  non  più  in  mano  de*  Lucchesi, 
dote  qurlti  dì  ilontro  gli  apnrr>no  le  porte,  ultimi  però  erano  slate  nel  i3aa 
<*  con  alletta* ÌT4  della  moneta  rhe  dicdono  rusciti  di  Pistoja  consegnate,  poid 
a!  iMpitaR««  rM«on.>  :a  ro'ri  nuov-i,  I  t^IA  mo  nell* aprile  di  detto  anno  Caiir 
|ist»^*e«i  clic  cMii'^  noUa  roc^t  «.vrrAiii,  re-  suo  quartier  generale  in  SeriTalle^ 
dtndo  T>enl«iti  li  nit  va.  \'endep9iM  anche  la  cere  i  comraijnri  dell*  Abbate  di  I 
l*m>  ai  fuiMu«.*i(i  fsbihelVmi.  i  q'iali  allori  allora  signor  di  Pistofa,  per  fiirtr 
^*rniivno  di  arriite  amica.  n«*»n  solo  le  due  esao  lui,  come  la  fece  a  patto  di  pag 
nwhr  r.l  il  c-asttllo  di  Ser:i^alle,  m.i  i  strurcio  un  tributo  di  3ooo  fiofii 
|\4<Hi  \i-**ni  a!t.f  Nxr.  fra  ì  quali  |j  Castel'    Panno,  e  di  cacciare  dalla  ciltà  il 

Barunto  con  altri  capi  di  parte  Gì 
ci  de'  Fi  'nenttni.  -^(Gto.  Voxin, 
EÀb.  IX.  C.  146,  e  tsttrie  Pisu^ 
il  tri  l'itti  relati  vi  alle  Tiomde 
Td'.<e  non  jceadJero  se  non  che  n 
de!  i33>,  allori  quando  Castrai 
rd  In^nt:  Ji  Pislojj,  appena  ebbe  1* 
R.'*.u  della  perdita  di  questa  citi 
'•a  n^n-k  de*  Fiorentini  •  corse  da 
P:m  e  -il  Fi  a  Locca,  quindi,  dopo 
ri.:%  òtV:\  miglior  gente  eh*  egli 
.^>*t.  -»  i:  Senralle*  eaTalcòcon  1 
,.>*•  *,••..•••'  .>i-  .  •  •  .  wi.  ::  .""■"  «'  T  s>i*nirr>i  sino  preMO  un  nii| 
y*-  .  .  ..  •  '^  -  V  .  -t  r  *' •  ••  .^•Tì  ,>fn  ♦.  ••'I  sT-i  :»::  uaedìò  e  che  in  ne 
*  •  .V  •  .-•  •    :  V-',    ,•   I  .  •  ••y-f    -•'•*   £  ;  ri*:i  di  riaoqnislare.  Ma 

a:       :.-»..■...••      •  *•    :  ••••-?   •    F*-^z    .' .  .-rri  Ti'.tona  di  GMtmccio,  il  • 
.V  "•  *A  V.*:  s  4.  'tv-f."    —    li      :-".  -••TT:  »r:«re»D  mancò  di  Tifa 

^  •    .*      v^-    -  f'-J»    ?  ««Sfrabre  i3a8\ 

^'  ••>•   r    li    ^-  —  •         j-v-    ••-    *»•.         r«^-«-  :  V  ^•:**i'>  tamo^-jcapitaM 

l  -*        .'»"■•■•.•    ^ -•  V  -  '...  _-j  i:  Finente  inviò  di  wn 

••  i*  •.'  •    *  -       --r.    -•        ■  ;  -n^f  %  P- «••••,  i  di  cui  abitanti 

-    ^  .  r  -   ■-    '  •  r  "  r^:  ?.        .  -r*.  Je*.  *j?  distretto  erano  I 

V     V-    •       :    N     -    l  •  •  f    •        :•*•-    .  TI  i  qjali  Seravalle:  si 

^       •>•»..  ^         •  .- •       ;-••-•    t*  -^t^f-.-»  |339,  concia 

r  -4»    i  .-     -:  i-.  F:*::  1  €  quello  di  Fin 

^  •     .  ^     •.         -     .    •     •  z.-f    ^  il  cvNisr^jre  ai 

••.•.-  .        .V»  •      •  :  ..Tf   f.:.:  .1  :u<cHo  e  le  1 


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SERA  SERA  349 

r  poi  la  Sigooru  di  Firenze  *Uì  casielliini  fìoreutiuì|ier  la  guanlia  delle 

oste  per  (air  guerra  S[)eciiil-  roec/ie  nwM^a  e  veccfùa  di  Seraifalie.  Ojr- 

di  Montocalini,  che  fu  da  essa  rispondono  esse  alle  semidirute  torri  esi- 

«r  fiiBM.  slenii  tuttora  nei  due  opposti  lati  del  pae- 

lesi*  epoca  abbiamo  una  prov-  se  di  Senvalle. 

Up.  Fior,  del  i6oit.  i536  Comecché  dal  1367  in  poi  nelle  rocche 
risarcimenti  ordinati  alle  due  di  Seravalle  si  tenessero  guardie  per  conto 
muoi^a  e  t^tccàia ,  di  Sera-  del  G>mune  di  Firenze,  pure  la  rabbia  dei 
inra  di  detto  castello  per  si-  due  partiti.  Cancellieri  e  Pancialichi,  risor- 
il  decreto ,  della  città  di  geva  di  tempo  in  tempo  con  nuovi  furori 
iacs.  Dm.  Fior.  Carte  del-  in  Pistoja  e  nel  suo  territorio,  sicché  il  loro 
faeopo  di  Pistoja.)  storico  Fioravanti  raccontando  quelli  del 
non  lasciarono  pik  la  guar-  1 5oi  ebbe  a  compiangere  cotanti  feroci  mat- 
ite non  dopo  la  cacciati  del  sacri  de*  suoi  concittadini.  Fu  nel  1367 
quando  Firenze  ricoperò  la  quando  la  fazione  Panciatica ,  animata  da 
fnk  qHella  del  suo  distretto,  un  Seravallese,  si  pose  in  animo  di  pigliare, 
popolo  di  Pistoja  e  debili  al-  siccome  per  mezzo  di  un  traditore  s*  impa* 
in  queir  occasione  si  eman-  dronì  di  una  parie  di  cotesto  paese ,  e  se- 
vai  servitù.  —  «  Fu  per  la  gnatamente  delia  rocca  che  guarda  la  Val- 
dca,  dice  il  Vilbni,  \Cro»  dì-Nievole,  e  dei  campanili  delle  chiese  di 
,  C  «4)  che  si  perde  la  si-  S.  Siefiino  e  di  S.  Michele.  Inteso  ciò  dalla 
to,  di  Pistoja,  di  Sera^alle^  fazione  Cancelliera,  dopo  aver  questa  rao- 
Saa-Gimignauo,  Colle,  Pie-  colto  buon  numero  di  faziosi  armati,  costo- 
Uria  a  Monte,  Mouiopoli  e  ro  si  recarono  a  Seravalle  nella  speranza 
la  e  terre  per  colpa  dei  più  di  cacciare  di  là  il  partito  contrario ,  |)er 
barattieri  cittadini  e  Castel-  cui  seguì  atroce  strage  e  carnìficina  tra  una 
»  parte  e  T  altra.  —  f^ed.  Pistoia. 
Ilo ,  rispetto  a  Seravalle  ag-  Presso  la  torre  orientale  esiste  la  chiesa 
lue  rocche,  i^eccA/a  e  nuova^  plehana  davanti  ad  una  piccola  piazza  dov* 
;uate  dai  castellani  fiorentini  era  il  pretorio  eretto  durante  il  governo  di 
ISA  la  potesieria,  essendo  stato  Cosimo  I  che  dislaccò  la  sua  giuris«lìzionc 
Jesla  di  tutto  l'intiero  seme-  dalla  |iotrsleria  di  [jarciaiio.  — •  Ma  lii  pole- 
scndi  eh"  ebbe  di  regalo.  —  sleria  di  Ser.i\alle  fu  abolita  dalla  leggt;  del 
Fior.  Lib.  IX.)  a  agosto  i838  atTn lamio  le  ingerenze  civili 
rasA  (Voi.  IV.  pag.  419)  si  di  questa  e  della  potestcriadiTizcaiia  al  vi> 
pò  un  nuovo  assedio  Pistoja  caiio  R.  di  Pistoja. 

i:e  rendersi  alle  forze  invia-        A  poca  distanza  diilla  pieve  esiste  la  eh. 

,  e  riconsegnare  a  quelle  la  prioria  di  S.  Michele  di«  Seravalle,  forse 

:el  «li  Seravalle,  le  cui  roc-  T  antica  eh.  di  S,  Michele  ntì  Colle  di  Ser- 

lUmente  dai  Fiosenlini  pre-  ra ,  slata  sottoposta  al  pievano  di  Caloria. 

Cotesto  piviere  abbraccia  nel  suo  circon- 

f  c^rte  de*  Roccettini  di  Pi-  dario  oltre  la  prioria  di  S.  Michele  a  Scia- 

fir  Jrc^t.  Dipi.  Fior,,  una  valle,  la  [jarrocchia  de* SS.  Jaco()oeFilìp(K> 

S56  rammenta  un  Lamberto  alla  Castellina,  ed  allo  stesso  pi\ìerc  sem- 

Nero  di  Firenze  castellano  bra  «:he  apprtoncsse  una  parie  del  territo- 

nva  di  Seravalle.  -«  Inoltre  rio  di  Moniigno,  innaiizichè  la  su.i  chiesa 

uttro  istrunienti  del  i368  e  fosse  eretta  in  battesimale.  —  Si  coulaiauo 

Iti  alPi^rt/i.  generale  dei  pure  in  Seravalle  diversi  oratorj, ed  un  pie- 

I  quello  Dipi.  Fior,  riferi-  colo  s|)edale  |ier  i  |iellegriui  sotto  il  titolo 

»  ed  al  giuramento  prestato  di  S.  Lucia. 


3» 


230 


MOVIMENTO  della  Popo!a%ione  dille  due  Pàmèoccbie  dì  SnutrAttM 
a  quattro  epoche  diiferse ,  divisa  per  famiglie. 


ivruBUi 

ADtTLTI 

ooinvoiiTi 

BCXXI8U8T. 

Numero 

Totale 

Ah  no 

— ^_j_^ 

-^_     _^ 

dei 

sKcniJimi 

delle 

della 

mas€. 

femm. 

mate. 

femm. 

due  sessi 

■  KEGOr.Aai 

famiglie 

Popolai. 

i55i 

— 

— 

— 

— 

.iii. 

... 

148 

809 

1745 

180 

139 

94« 

«77 

134 

4 

177 

965 

i833 

314 

as|8 

••4 

aao 

535 

3 

170 

1^94 

1840 

355 

3oi 

«41 

aSo 

537 

3 

•7t> 

1687 

1 

Comunità  di  Sera^aUe ,  o  Serravalle, 
*-  Il  suo  territorio  abbraccia  una  su|)erficie 
di  13339  quadr.  319  dei  quali  9ono  presi 
da  coesi  d' acqua  e  da  pubbliche  strade.  — 
Nell'anno  i833  tì  si  conlaTano  4867  abit. 
a  praporzione  di  3a4  persone  per  ogni  migl. 
quadr.  di  suolo  imponibile. 

Il  territorio  coniunitalivo  di  Serayalle 
confina  con  quello  di  altre  sette  Comunità. 
Dal  Iato  di  maestr.  fronteggia  col  territorio 
della  Gom.  di  Marliana,  a  partire  dalla  Cor- 
niaceia  de*  Fossi  ^  dove  attraTersa  la  strada 
pedonale  denominata  Montanina^  e  di  là 
entra  nella  Ferra  detta  la  Bolognola,  che 
presto  lascia  fuori  sni  confine  settentrionale 
della  Com.  di  Montecatini  di  Val-di-NicTole. 
Costì  voltando  (àccia  a  pou.si  tocca  col  ter- 
ritorio comnnìtatiTo  di  Monte-Catini ,  col 
quale  il  nostro  dirij^esi  per  termini  artifi» 
ciati  Tetso  la  strada  che  guida  dalla  Castel- 
lina a  Monte-Catini.  Ivi  il  nostro  formando 
angolo  acuto  piega  direzione  a  scir.  per  scen- 
dere nella  Forra  delle  Macchie  sino  alla 
sua  confluenza  in  Nievole ,  il  cui  fiume  ri- 
monta per  breve  tragitto  voltando  la  fronte  a 
sett.  sino  alla  Forra  di  Cagnano\  presso 
la  quale  la  nostra  Cora,  piegando  da  lev.  a 
lib.  si  dirìge  nella  Forra  del  Poggio  alla 
Gnardia^  e  torna  con  essa  nel  fi.  Nievole,  po- 
co dopo  essere  sottentrato  a  confine  il  terri- 
torio della  Comunità  delle  Due  Terre  di 
Valnli-Nievole,  ossia  di  Monsnmmano  e 
Monte- Vettolini.  Per  breve  cammino  le  due 
Coro,  percorrono  il  fi.  Nievole,  giacché  al- 
lo sbocco  in  esso  della  Forra  dtìBecchini 
i  due  territori  dirigendosi  da  lib.  a  scir.  en- 
trano e  rimontano  per  mezzo  migl.  la  For- 
fa  iirenominata,  |)oscia  per  termini  artifi* 


ciali  salgono  sino  al  crine  de*  Menti  di  Set» 
tOj  passando  per  il  Sasso  di  Fusa^  dow 
dopo  aver  tagliata  la  strada  delia  Croce  al 
Monte  piegano  a  scir.-lev.  ^  Bel*^dere^ 
quindi  attraversano  la  strada  pedonale  che 
da  Vinacciano  guida  a  Monte-Veltolini»  fin- 
ché trovano  la  Forretta  del  Con/ine.  Ivi  sot- 
tentra il  territorio  comnnitat  ivo  di  Lampo- 
recchio, col  quale  il  nostro  fronteggia  dirim- 
petto al  Val  d*  Amo  inferiore,  da  primo  per 
mezzo  migl.  nella  stessa  direttone  dì  tctr.- 
lev.  finché  alla  Forra  della  Ciliagia  vol- 
tando a  ostro  per  entrare  nella  Forra  diCer, 
raltOf  che  dopo  due  terzi  di  migl.  abban- 
donano per  entrare  in  quella  dell*  VliPee» 
ehio  proveniente  da  lev.-grec.  Con  qoest* 
ultima  le  due  Com.  salgono  snl  crine  dei 
Monti-di'Sotto  verso  la  strada  di  Cecina  che 
costà  varca  il  poggio.  Poco  dopo  arrivano 
sulla  foce  per  dove  passa  la  strada  di  Lir- 
ciano,  finché,  al  di  là  del  termine  del  Ca- 
stagno segnato  oessa  dirimpetto  a  ostro  il 
territorio  comunitativo  di  Lamporecchio, 
e  viene  a  confine  quello  della  Gom. di  Tii- 
zaiia  che  trova  il  nostro  sopra  le  sorigeatì  del 
rio  Morene,  Mediante  cotesto  rio  le  due  Co- 
munità scendono  nella  direzione  di  grcr. 
in  Val  d*  Ombrone  pistojese  sino  al  Ponle 
d^Asso  sul  torr.  Stella,  Al  di  là  di  quest* 
ultimo  torr.  serve  di  limile  la  strada  comn- 
nitativa  rotabile  che  dal  Ponte  d*  Asso  at- 
sraveisando  la  regia  Pistojese  s*  incammina 
sulla  via  appellala  del  Confine.  Costì  sotlen- 
tra  dirimpetto  a  sett.  la  Com.  di  Porta-Car- 
ratica ,  mediante  la  strada  suddetta  rhe  in- 
sieme con  la  nostra  percorre  nella  direzione 
di  pon^  sino  ai  Pont if  ini,  sui  quali  passa  la 
strada  àcìiiCastelUaa,  Ivi  cessa  la  Gom.  di 


SERA  SERA  351 

allo  e  TÌ(rne  a  confine  quella  <lì  brone  se|Hiranf]o]a  dalla  Val  «ili -{fievole  e  dir 

;beie  ,  da  primo  di  faccia  a  |Min.  poi  rialzandosi  nei  Monti  di  Sotto  dis^iiin- 

B  strada  della  Castellina  disopra^  gono  la  Valle  deirOiii brone  dal  VaUd*Ariio 

k  la  nostra  Coni,  lorna  sul  lorr.  inferiore,  la  coslitnzione  geognostica  di  co- 

s  rimonta  nella  direzione  di  mae*  lesto  braccio  tortuoso  che  scende  dalla  Mon- 

dopo  un  miglio  e  mezzo  lo  lascia  lagna  pislojese  spella  alle  tre  roeoe  com|>atte 

Illa  slnda  di  Monte4Jhiaro  onde  e  stratiformi  dell*  Appennino  tostrano ,  vale 

prec.  a  lib.  intorno  alle  pendici  s  dire,  ali* arenaria,  ossia  macigno^  allo 

i  Mtmit^lùaro  e  di  là  percorrere  schisto  marnoso ,  o  biteiafo ,  alternante  a 

lacstra  che  scende  nella  regia  Pi-  più  sottili  strati  friabili  con  Tarenaris,  suc- 

VuBOcisno.  cedendo  per  terza  la  cdcarea  compatta ,  al- 

i  due  territorj  al  quadrivio  che  èerese.  Mentre  le  due  prime  rocce  (  di  are- 

ndc  della Croee  al  Afon/e eque-  naria  e  dì  schisto  marnoso)  rivestono  gene- 

nciano ,  i  territorj  delle  due  Co-  ralmeiite  la  parte  superiore  del  contraiìbrte, 

ttbiaiidodirecionedamaestr.-pon.  la  terza,  (la  calcarea  compatta)  scuopresi 

rsDO  nella  via  di  Boeea^Bruna  e  ordinariarocnle  sottostante  alla  roccia  schi- 

tcrmini  artificiali  ritornano  sul  stosn.  Per  altro  la  stessa  roccia  calciirea  ve- 

erioce  del  torr.  Stella  presso  Li  desi  nel  |>oggio  di  Seravalle  rivestire  il  do(>- 

ile  Lucchese  che  attraversano  onde  pio  fianco  di  quella  Ibce. 
il  rio  degli  Alharelii^  e  d0|io  sa-        In  quanto  alla  pianura ,  tanto  verso  la 

gio  orientale  della  Castellina  per  Val-di-Nievole,  come  verso  la  Val  le  del  rOm- 

cdiante  termini  artificiali  sul  bor-  brone  pistojese ,  essa  è  profondamente  col- 

orra  Tìtrìnda^  me? et*  cui  piegan-  mata  di  terrìccio ,  e  di  ciottoli  per  la  m«i^- 

Mr.  a  pon.  le  due  Comunità  sai-  gior  parte  di  calcarea  compatta.  $ennoncliè 

fine  de* poggi  per  dove  passa  ia  sul  confine  della  Com.  a  lib.  di  SeraTnlle, 

naie  Mfonianina,  dalla  quale  dì-  lungo  la  ripa  sinistra  del  fiume  Nievole,  U 

IO lett.  sulla  Corniaeeia  dt" Fossi  roccia  calcarea  cambia  colore,  ed  in  grazia 

Mra  ritrova  il  territorio  della  Co-  degli  ossidi  di  ferro  e  di  manganese  vedesi 

Kagliaiui.  convertita  in  calcarea  sublamellare,  in  una 

■gfiorì  e  più  lunghi  eorsi  di  se-  specie  di  marmo ,  di  tinta  rossastra  sparso 

tei  tei  sano  cotesto  territorio  con-  di  vene  bianche  di  spato,  della  qual  nx> 

.  Stetia^  il  quale  scaturisce  fra  la  eia  si  dovè  fiir  parola  ali* Art.  MaasuMMARO, 

e  Sem  valle  scorrendo  per  circa  8  Comunità  delle  Due  Terre  della  Fai- di- 

tMSIr.  a  scir.  quasi  sempre  dentro  Ifìevoie, 

9  dì  questa  Comunità.  —  Al  con-        Rispetto  poi  ai  prodotti  agrarj,  non  solo 
DOrta  Inversa  dopo  le  sue  sorgenti  il  poggio  di  Seravalle,  ma  quelli  di  Vinac- 

hto  di  pon.-maestr.  povero  di  ciano  e  di  Casal-Guidi  sono  ricchi  di  vìgne- 

me  Ifievole  bagnando  le  pendici  ti  disposti  ad  anfiteatro,  di  piante  di  olivi  e 

I  pofgìo  di  Seravalle.  più  in  alto  di  castagni  che  si  risolvono  in 

alle  strade  rotabili,  liavvi  quella  estese  selve  tanto  dalla  parte  della  Castel- 

le  Loochcse  che  passii  per  la  foce  lina  e  di  Magliana,  come  sopra  il  Vili,  di 

le  dove  fu  un  ospedaletto,  presso  Vinacciano  e  lungo  tutta  la  criniera  dei 

ivi  restale  con  nn  arco  a  guisa  Monti  di  Sotto  a  Pistoja. 
iogruoD.  Molte  sono  le  vie  co-        Risie<le  nel  Cast,  di  Seravalle  un  solo 

vO  che  fliaccansi  dalla  strada  sud-  chinirgo.  G>slì  non  si  tengono  né  fiere  an- 

wàmeea  Monlccatini,  oppure  dalla  nuali,  né  mercati  settimanali,  e  di  rosta  non 

fece  per  condurre  a  Viiiacriano,  a  sono  esciti,  che  io  sappia,  uomini  distinti 

l«eee.  ernia  dire  delle  vie  e  viali  nelle  scienze  o  nelle  lettere. 
•già  Pielofeee  è  dalla  postale  Lue-        Il  suo  gius'liciente  civile  e  criminale  è  il 

ino  alle  ville  signorili  sprse  nelle  vicario  R.  di  Pistoja,  nella  qual  città  sono 

tnlali  del  poggio  di  Seravalle ,  e  riuniti  gli  uffizi  della  sua  Ginrpllfria  co- 

E  Sotto,  la  più  grandiosa  delle  munitati  va,  dell*  ingegnere  di  (Circondario, 

IS  la  Magia  di  cas;i  Amali.  dell* esazione  del  Registro,  ilella  rouserva- 

10  alla  slriiltiira  fisica  dei  colli  zionc  delle  Ipoteche,  e  del  tribunale  di  Pri- 
elle  chiudono  la  Valle  deirOm-  ma  istanzii. 


SERA  SERA             2Sf 

Rbprtlo  |M:i  alla  parte  storica  dirò  clic  Spioni»  in  cotesto  moilo  il  rrgìmefeutlale 
colesla  contraila  era  compresa  nei  feudi  im-  nella  Versilia,  e  riunito  il  territorio  di  Cor- 
penali  confermati  nel  1949  da  Federiffo  II  vaja  e  di  Vallecchia  con  quello  di  SeraTe?.» 
ai  nobili  diCoTTaja,  e  di  Vallecchia,  i  quali  e  della  Gipjiella  alla  giurisdizione  lucchese 
a  seronda  del  prlito  guelfo  o  ghibellino  di  Pietrasanta,  gli  ahitinti  della  Versilia 
che  eglino  a  seconda  dei  tempi  cambiavano,  risorsero  a  poco  a  poco  dalle  roTÌne  e  di- 
alcuni  «Ila  Rep.  Lucchese,  mentre  altri  a  struxioni  più  volte  recate  alla  loro  contrada, 
quella  di  Pisa,  sì  rarcomamlavano.  — -  Fed.  Non  rammenterò  in  prova  di  questo  le 
CoiTijA  e  Vallecchia.  diverse  ferriere  fmo  da!  secolo  XIV  esistite 

Importante  per  lu  storia  di  quei  nobili  in  Seravezia;  dirò  bensì  che  un:i  di  esse  nel 

n  rende  un  atto  di  divise  fra  le  due  con-  1375  fu  alienata  per  la  sii.i  parte  eli  un  no- 

sortene  di  Corva}.!  e  di  Vallecchia  concluso  bile  della  Versil  a,  Niccolò  dello  Strego,  nd 

preeso  la  piefe  di  Vallecchia  nel  9  ottobre  Alderigo  .4ntelminelli  di  Ltirca,  cioè,  ili 

del  1319  {siiie  pisano)  negli  orlali  di  uno  una  ferriera   a  laborando  Jerrorum  cum 

di  quei  signori,  Pareiitino,  il  quale  atto  ven-  malho  prope  hospitalr  de  Sera^iitia.  «• 

ne  poi  ntificalo  nei  giorni  susseguenti  da  al-  Il  trovare  i  nideri  di  quella  ferriera  esistenti 

tri  nobili  dì  quella  consorteria  tanto  in  Versi-  lullora  alla  confluenza  dei  due  torrenti  prrs- 

lia,  come  nella  città  di  Pisa  dove  alcuni  di  so  la  chiessi  della  SS.  Annunziala  sul  ponte 

essi  abitavano.  Vero  è  che  in  queir  accordo  dove  fu  I*  antico  spedale  di  Seravezxa ,  rd  il 

non  è  specificata  Seraveiia,  siccome  vi  sono  sapere  che  costà  nel  1 5i 5  teneva  le  sue  adn- 

laamenlali  i  castelli  e  distretti  di  Gorvaja  nanze  la  Comunità  di  Seravezia ,  Corvaja  e 

e  di  Vallecchia,  le  ville  di  Farnocchia  e  dil  Cappella,  non  lascia  più  in  dubbio  del  vero 

Galleno ,  il  castello  dell*  Argentiera ,  le  mi-  nome  di  questa  Terra. 

niere  di  Val-Bona  (Valnii-Castello)  e  del  Gal-  Una  grave  sciagura  peraltro  nel  i/i^g 

lena ,  quelle  di  Stazzema  ,  (credo  della  sua  piombò  sopra  i  Seravezzesi  quando  i  Fio- 

oorounilfc  1  ecc.  —  Né  tampoco  trovo  Sem-  ventini,  deliberata  la  guerra  contro  Lurr»  , 

«Visa  rammentata  in  una  deliberazione  de-  inviarono  costà  due  loro  commissari  di  guer- 

gli  4niiani  di  Pisa,  del  i  die.  i^S^  (1253  ra,  Rinaldo  degli  Albizzi  e  Astorre  Gianni, 

itile  comune)  quando  fu  concessa  a  molti  ma  1*  imprese  di  costoro  furono  infelici  per 

nobili  gliibrllini  di  Cnrvaja  e  di  V^llen^liia  il  m:de  che  recarono  alla  contrada  da  essi 

lacilladinanz.tpisitna.  A  quali  condizioni  vi  invasai,  e  specialmente  agli  abitanti  di  Sc- 

loisero  SKrilti  può  veilersi  rlii  ]ì:itti  .sIm1)ÌIiIì  r:ivc7z.i. 

in  detta  scrittura  pubblicata  fra  i  Diploiiii  l  na  delle  più  belle  pgine  relative  a1l.i 

pisini  da  Flaminio  dal  Borgo.  sloria  «li  cotesto  popolo  fu  quella  su  taleeven- 

In  conseguenza  di  ciò  il  governo  di  Lue-  lo  roaeslre\ol monte  descritta  dal  Segretario 
•  poco  dopo  inviò  un  esert!Ìto  contit)  i  no-  fioieulino  nel  libro  IV  delle  sue  Storie, 
bili  di  Corvaja  e  di  Vallecchia  per  non  a-  h  ft  una  valle,  scriveva  Machiavelli,  pro- 
vere eglino  manlenuti  i  patti  promessi,  assr-  pinqua  a  Pii'lnisant:icliiamalaSeravezKa,ric- 
reniio  Tolomeo  negli  Annali,  che  i  Oitlani  ca  e  piena  ili  abitatori,  i  quali  sentendo  ìa 
della  Versilia  si  diedero  prodi toriamoultf  ai  venuta  dol  commissario  Astorre  Gianni  se 
Pisani,  sicché  nel  genn.  del  ia54  ì  Lucchesi  gli  fecero  incontro  e  lo  pregarono  gli  ac 
spugnarono  e  bruciarono  le  rocche  «li  Vaìt-  retlassi*  jhm*  fedeli  servitori  del  popolo  fio- 
'«il  e  di  Vallecchia.  Che  sebbene  quei  no-  reiitino.  Mfislrò  Astorre  dì  accettare  l'offrr- 
hili  dopo  la  battaglia  di  Montaperto,  e  di  ta,  dipoi  fei-e  occupare  alle  sue  genti  tutti 
BiKivo  quando  passò  da  Pisa  il  reCormdino,  i  passi  e  luoghi  forti  della  valle ,  e  fece  ra- 
ti ricattassero,  non  mancarono  però  i  Lue-  gunar  gli  uomini  nel  principal  tempio  loro, 
chrsi  di  fare  le  loro  vendette  appena  scese  e  dipoi  gli  prese  tutti  prigioni  e  dalle  sue 
in  Italia  Carlo  d*  Angiò ,  tostochè  neir  otto-  genti  fé  saccheggiare  il  pai  se  con  esempio 
hff  del  1369  il  sicario  di  Pietrasiuita ,  d*  crudele  ni  avaro  non  penlonando  ai  luo- 
wdine  del  governo  di  Lucca  cavalcò  coi  sol-  ghì  pii,  ne  a  donne,  cosi  vergini  come  ma- 
cisti francesi  a  danno  de*  nobili  di  Corvaja  ritate.  » 

«di  Vallecchia  distniggendo  in  quell'onca-  Non  din»  del  lacrinu'vole  racconto  che  lo 

Àonelaloro  Pf7/ar/e  JPerai^er/a.-^rGuiDO!f.  stesso  Macliiavellì  mise  in  bocca  ad  alcuni 

CùiTài.  Fragm,  Hitl.  pis.  B.  /.  Script.  Serave/.z«-si  fuggiti  a  Firenze  davanti  ai  Die- 

r  XXlF.)  ci  di  Balia,  ripeterò  solaiueule  la  delibera- 


SEBA  SERA               255 

diciiur  éstt  ew9a  et  mineria  prò  marmfh  «  Nel  Panno  i5ai  del  meie  di  aprile  ¥eii- 
ribus  cwfandis ,  e/c.  ne  in  Firenze  la  prima  colonna  di  marn» 
Adunatisi  ivi,  dice  queli*  alto  pubblico,  per  la  facciala  di  S.  Lorenzo,  eh*  era  br.  la» 
in  numero  di  1x9  persone  a  suono  di  cam-  e  cayossi  dalla  c^xsik  fatta  di  nìào^o  a  Pie- 
pana  ,  more  et  ìoco  consueto  ,  gli  uomini  trasanta,  ed  era  In  quel  tempo  dei  Fiorrnti- 
del  Comune  di  Seravezza  vicariato  di  Pie-  ni,  e  fu  donata  dal  Comune  aiP  Opera  di 
insania»  distretto  della  Rep.  fiorentina,  pre-  S.  Maria  del  Fiore,  e  peii:bè  il  Papa  volle 
seduti  da  due  consoli ,  deliberarono  concor-  i  marmi  si  CH%assinodi  quivi,  donò  all*Ope* 
«Irmenle  per  mezzo  dei  loro  sindaci ,  fra  i  ra  suddetta  fiorini  mille  di  Camera  per  ftire 
quali  eravi  un  Tomeo  del  fu  Luca  Tornei  la  strada,  e  molti  più  ne  spese  la  detta  Ope- 
<Ìi  detto  Comune,  di  donare  alt*  eccelso  do-  ra,  e  per  ancora  si  cavano  questi  pezzi  gran- 
minio  e  popolo  fiorentino  cbe  ne  aveva  fatto  di  con  difficoltà,  cbe  si  trassero  sei  colonne 
preventiva  ricbiesla ,  il  monte  denominato  e  ru|ipesene  quattro  nel  mandarle ,  appeui 
Altissimo^  e  il  monte  di  Ceragiola  situati  fatte  l'avevano,  rotolandole  al  piano,  per 
nelle  pertinenze  di  Seravezza  e  della  Cap-  detta  facciata,  cbe  hanno  a  esser  dodici  di  tale 
pel  la  ,  nei  qoali  monti  (notbi  1*  espressione)  grandezza.  E  faceva  detta  facciata  Micbela- 
//  dice  che  possine  esservi  de*  marmi  da  guolo  Buonarroti  scultore  fiorentino,  cb*era 
cavare.  Quindi  è  cbe  in  adempimento  alla  il  primo  maestro  che  si  avesse  notizia  tra 
fatU  richiesta  il  Comune  dì  Seravezza  con  i  Cristiani;  e  in  oltre  era  gran  maestro  di 
quciratto  donava  alla  Rep.  Fior,  non  solo  pittura,  e  dipingeva  con /a  mano  manca  per 
i  due  monti  prenominati,  ma  tutti  gli  altri  amore  che  lavorava  con  la  mano  destra  di 
luoghi  del  loro  distretto,  nei  quali  fossero  scalpello,  » 

marmi  da  cavare;  inoltre  regalala  il  terreno  Migliorata  sotto  il  governo  fiorentino  la 

da  farvi  la  strada  per  condurli  dalla  cava  condizione  economica  di  cotesta  contrada^ 

fino  al  mare,  ecc.  -»  F'ed.  TArt.  seguente  Seravezza  acquistò,  direi  quasi,  una  vita 

Comunità  di  Seraveua.  nuova,  che  più  prosperosa  riesci  sotto  il  pri- 

Hodetto,cheqneslo  documento  riesce  pre-  mo  Granduca  di  Toscana.  Imperocché  per 

>K>so  per  doe  oggetti  ;   1  .^  perchè  innanzi  comando  di  Cosimo  I  furono  inviali  costà 

Tanno  i5i5  non  si  erano  aperte  cave  di  varj  celebri  arlisli  di  quel  tempo, fra  i quali 

iparmi  né  alla  Cappella,  né  al  monte  Altis-  nmmenlerò  Giorgio  Vasari ,  Gio.  Bologna , 

Simo,  né  in  altri  luoghi  della  Pania  pietra-  Francesco  Moschino,  Vincenzio  Danti,  e 

sentina,  sicché  il  merito  se  non  della  sco-  molli  «Uri  cui  riferiscono  varie  lettere  pub- 

[>er1a,  almeno  delle  prime  cscavazioni  è  do-  blicate  dal  Gaye  nel  Voi.  Ili  del  Carteggio 

Tato  impreteribilmente  ai  Fiorentini  ;   in  inedilo  di  artisti ,  presso  il  Molini. 

ircondo  luogo  queiratlo  rendt'si  imporlan-  RiroonUi  al  tempo  di  Cosimo  I  la  coslru- 

le  perchè  ci  scuopre  il  luogo  dove  gii  uo-  zione  del  rasino  granducale,  oggi  detto  il 

"lini  del  Comone  si  adunavano,  cioè,  al  Palazzo ,  fabbricato  sulla  ripa  destra  del 

disopra  della  confluenza  del  Rimagno  nel  torr.  Ruosina,  due  tiri  d*arco  a  lev.,  di 

torr.  Ruosina^  dove  sino  d'allora  era  un  Seravezza.  Esso  fu  onlinalo  nel  iSSo  dal 

t<onte  detto  della  Cappella  ed  uno  sfidale  Duca  Cosimo  sul  disegno  di  Barlolommeo 

con  chiesa  dedicata  a  S.  Maria  ,  oggi  con-  Aromanriato  per  riposo  di  quel  sovrano  al- 

vcrliu  nell'oratorio  della  Misericordia.  lorcbè  visitava  le  miniere  del  Bottino,  quel- 

A  qoell*  epnca  pertanto  ci  richiamano  i  le  dei  marmi  mischi  e  bardigli  sotto  Slaz- 

primi  «cavi  dei  marmi  nel  monte  ili  Trarnhi-  zeroa,  non  che  dei  marmi  hianchì  del  M.  Al- 

ttrra,  e  in  quello  della  Cappella,  cui  poco  tissimo,  dilettandosi  frattanto  della  [«sca  del- 

«l^pnsuccedemnoi  tentativi  di  Michelagnolo  le  troie  che  vivono  nelle  fresche  e  limpide 

Biion.irroii  inviato  a  Seravezz;i  jkt  ordine  acque  della  rerxi/irt.  —  Anche  il  Granduca 

•l'I  Pont.  Leone  X  a  cavare  ì  marmi  che  si  Francesco  I  suo  figlio  talvolta  preferì  il  sog- 

•iMinavano  alla  facciata  della  basilica  di  S.  giorno  estivo  di  Seravezza.  Finalmente  la 

l/fenzo  in  Firenze.  Granduchessa  Cristina  di  Lorena  dopo  re- 

'n  aumento  di  quanto  dissero  il  Vasari  stata  vedova  di  Ferdinando  1,  dal  quale  ri- 

rf  il  Condivi  rispetto  a  ciò  giova  V  asserto  ccvè  morendo  in  legato  finché  viveva  il  go- 

•li  Giovanni  Gambi  scrittore  con lenqioraneo,  verno  libero  dei  vicariati  di  Montepulciano 

>l  quale  nelb  sua  Cronica  fiorentina  regi-  e  di  Pietrasanta ,  si  recava  a  passare  |iochi 

i^ó  il  Icilio  seguente:  mesi  ddP  anno  nel  casino  granducale  di 


'2Ò6  SERA  SEBA 

Semvcua ,  dose  à  occupava  a  prefcreiizii  fermalo  da  una  boUa  del  Foni.  Giulìi  I 

della  pesca  delle  trote.  data  in  Roma  li  i8  giugno  del  iSojt» 

Questo  palazzo  o  casino  reale  finalmente  vesU  il  Comune  di  Seravcta  dd  gwfii» 

nell'aprile  del  1784  fu  dal  Granduca  Leo-  nato  delPOpeca  di  queUe  due  diiii^dl^ 

|)oldo  I  donato  alla  Gomanità  di  SeraTeua,  oonierfò  fino  al  iSj5,  dalla  q«alei|pKii|; 

ueir  atto  slesso  che  ne  assegnò  una  porzione  poi  si  eleggevano  operai  a  vioodi  b 

alla  residenza  estiva  del  suo  vicaiio  di  Pie-  uomini  di  Seravena  e  quelli  di  Vi 

trAsanttf  e  della  cancelleria  anneaa.  Per  al-  Infine  le  due  parrocchie  Tcnneraie|inl^< 

tro  la  Comunità  di  Seravczza  due  anni  do-  il  patrimonio  della  loro  Open  npiilito 

|>o  ne  fìcrdé  il  possesso ,  allorché  essendo  egual  porsione  fra  le  due 
piaciuto  al  governo  di  erigere  una  ferriera        La  chiesa  pramitun  di 

sul  torr.  Ruosina  nel  luogo  appunto  dove  bitoin  due  epoche  importanti  i 

csislevano  le  conserve  delle  trote,  piacque  al-  ti  e  restauri,  il  più  antico  de*iiiialì(i 

lo  slesso  Granduca  di  stabilire  nel  detto  ca-  non  si  debba  risalile  alla  soa  pciau 

sino  i  magazzini  e  T  amministrazione  di  sione)  dev'essere  poileriore  alle 

queir  azienda,  fino  ali*  anno  i835,  quan-  vazioui  dei  marmi  della  GappellaeJi' 

do  colcsla  azienda  restò  soppressa  (ler  rila-  biserra(anno  i5i7)eMendodi 

sciare  air  industria  privata  tulle  le  ferriere  le  colonne  della  uavaU  di  Ben 

icgie ,  slate  erelte  lungo  il  torr.  Raosina,  in  opera  nel  cono  del  leoolo  XVH 

£  pure  da  av\erlirsi  che  nel  i833  questo  è  che  il  dotto  Gioraniii  Taigieoi-Ti 

casino  R.  ricevè  grandi  restauri  ali*  occasiu-  dal  quale  Seravezsa  fu  visitata  nel  17Ì 

ne  che  dal  Grami uca  LcoroLoo  II  felicemen-  se,  che  la  sua  chiesa  maggioic  fii  fi 

te  regnante  fu  destinato  a  soggiorno  estivo  cala  più  modernamente  culi* «oIìgl— 

per  le  Anguste  sue  figlie  del  primo  letto,  gi  T.  IV,  della  I.  Edi*.  ) 
do\c  esse  nciranuo  stisso  e  nel  1 835  con        Recentissimo  è  1*  ultimo  festamo,  il 

la  Granduchessa  Maria  Ferdinanda,  vedo\a  non  è  più  antico  dell*  anno  i8iS«Fe 

di  Ferdinando  III,  soggiornarono.  che  vennero  rialzate  le  pareli  ddh 

Cìdtse  e  Slahilimenti  pii,  —  La  chiesa  fallavi  una  volta  al  suo  fastigio,  e 

parrocchiale  e  prcposilura  sotto  il  titolo  de*  sta  una  cupola  alla  crocialN. 
SS.  Lorenzo  eBarbei-a  è  di  grandiosa  forma        Nella  Sigresl'ia  oltre  la  copia  dei 

svelta  a  croce  latina.  Ha  tre  navate  con  cu*  redi  si  conserva  una  croce  con  cmòfi 

fM>la  e  due  grandi  cappelloni  alla  crociala,  argento  dorato  in  mezzo  a  delle  69 

La  sua  prima  fondazione  fu  deliberala  ntl  Santi,  fra  i  quali  il  patrono  S.Lor««ff*' 

dì  ai   dicembre  del   1422  dal  Comune  di  sa  è  giudiciita  dagli  artisti  opr^t  drl 

Seravczza,  Cap]iella  e  Cxìrvaia,  previa  Tan-  jolo,  e  [io:  la  la  data  in  niello  del  i^)!* 
iiiK'iiza  di  Francesco  Pictrasanla ,  vescovo  di         La  parr.  di  Scravezza  un  tempo  fu 

Liiiii-Sarzana,  che  concedè  a  quegli  abitanti  della  pieve  di  Vallecchia  fino  a  che 

keullà  di  {)Oterc  innalzare  in  Seravczza  e  fuulo  arcivescovo  di  Fisa  Angiolo  Fi 

dul.ire  una  cliies.1  parrocchiale  sotto  V  ìnvo-  sclii  venne  innalzata  a  prepositon, 

c.izionc  di  S.  Ijorenzo.  Se  non  che  nel  1429  il  suo  ()arroco  fosse  già  TÌcario  furaMii 

do\  è  restarne  sos^ieM  r  esecuzione  stante  il  le  cure  di  Vallecchia,  Cappella, Terneo^ 

l>arbaif>  procedere  del  commissario  iìorenli-  vigliani,  Basati,  Ruosina  e  Querorli, 

no  Astorre  Gianni,  per  modo  che  nel  1441  rocchìe  un  dì  comprese  nella  dìocoiii 

s<)lto  di   14  agosto  nacque  un  decreto  de  1  ni-Sarzana,  edopo  il  1787  assegnale  a 

vescovo  testé  rammentato,  in  cui  si  diceva ,  la  di  Pontremoli,  dalla  quale  furoos 

che  vista  la  nuova  chiesa  di  Seravezza  non  cale  e  date  alla  diocesi  pisana  per 

terminala  uè  doUita,  a  richiesta  di  B<'nc-  Poni.  Pio  VI  del  nov.  1798. 
di-tiodaPis;!  pie\ano  della  chie».i  di  S.  Sic*         .4tlualmcnte  il  piviere  di  SerafCBi 

frulli  di  Vallitichia,  e  col  consenskfì  de^li  uo-  braccia  i  sette  (lopoli  seguenti. 

mìni  delle  (^munita,  deliberò  di  unire  il  ca[K)Iiiono;cioè,  5era(^e^sa,C<]^^/''i 

I  '>|ifdo  di  Seravezz:*  a  quello  della  pieve  |»re-  sina,B/iSMti,L§vigliaiiì^  Ttrrinc^ 

dt-tta  di  Valltochi.s  e  noi  t<.iiiiio  sksso  PO-  c«7(i,  e  la  sua  {K>|»olazione  lutti  il 

]ii-La  della  cliirsa  nuova  di  S.   Lorenz  t  fu  1 8  j 3  as<-endeva  a  7173  abit.  mmlf* 

ricniit.i  a  qucll.i  della  pi*  ve  pitnirmliiala  fi-  anno  184O  era  aumentata  sino  a  8a^* 

iij  a  wmc  au  Jccitlu  \i.aco\iicd(.l  i  jou,  con-  Suut.  —  fc'rf.  Pi-jl  Diocie*|. 


SERA 

Ortaiorio  della  SS.  Annunùata^  o  della 
Misericordia, — Questii  bella  chiesa  ò  stala 
(]i  corto  aSKgnala  alla  com[>agnìa  della  RfU 
s^rìfordw,  una  delle  affiliale  a  quelki  taalo 
fanigerata  di  Fireazfy  ed  i  cui  fratelli  imi- 
lano  carìlatevolmenle  e  con  zelo  esemplare 
Ja  benefica  istiluxione.  Essa  fu   rifondaU, 
non  so  quando,  sul  1* antica  chiesa  dell' o- 
sp«rdale  di  S.  Maria  nella  testata  del  ponte 
di  Serafeua,  celebre  se  non  altro  perchè 
costà  ael  principio  del  secolo  XVI  si  adu- 
uJTji  il  magistrato  e  tutto  il  corpo  corauni- 
taliro  tli  Senvesza.  A  cotesta  chiesa  della  SS. 
Ann>inzÌBta  fu  donato  un  quadro  di  Pie- 
tro da  Corloiu  dal  regnante  Granduca  Lao- 
raiJM»  II. 

Confer^aiorio  Campana^  e  Spedale  an^ 
metro.  «—  Il  conservatorio  per  i  vecchi  im- 
{«otenti  e  per  gli  orfani  de*  due  sessi  fu  fon- 
•blo  nella  propria  abitazione  del  Giv.  Ra- 
nieri Gimpana,  ingrandita  nel  1793  e  aperta 
nel   1794,  otfanni    innanzi  che  un* altra 
l<*'rs'ina  pia  della  slessa  Ciniglia,  il  conte 
Francesco  Cam{Kina,  ultimo  di  cotesta  pro- 
S4pu,  con  testamento  del  mese ....  e  dell* 
anno  1809,  fondasse  a  benefìzio  de*  suoi  con- 
terranei nno  spedale  per  gì*  inferrai,  il  quale 
tu  riunito  ali*  anzidetto  conservatorio. 

Inoltre  Seratexza  conta  da  sei  anni  una 
uslM  di  risparmio  affiliata  a  quella  di  Fi- 
renze, onde  depositarvi  a  fruito  gli  avanzi 


SERA 


257 


settimanali  dell*  operajo  in  vantaggio  della 
domcslicii  economia  q  della  morale. 

Solo  da  due  anni  è  stata  organizzata  in 
Seravezza  una  numerosa  e  bene  istruita  ban- 
da  volontaria  dì  diltttanti. 

Stravozzii  conta  molti  uomini  cospicui 
senza  dire  delle  fiimiglic  nobili  che  sino 
dai  secoli  trapitssali  vi  si  stabilirono.  La  più 
antica  delle  quali  reputo  possa  esser  quella 
di  7b/neo del  gili  Luca  Tb/nei  che  nel  i5i5 
fu  eletto  in  sindaco  dal  suo  Comune  di  Se- 
ra vezza  per  recarsi  a  Firenze  ad  olfrire  a  quel- 
la Signoria  il  monte  Altissimo  e  quello  di 
Ceragiola^  dote  allora  si  volevano  tentare 
le  prime  escavazionì  di  marmi. 

Rammenterò  bensì  fra  gli  uomini  più 
distìnti  di  questa  Terra  un  Padre  Giovanni 
Lorenzo  Berti  nato  in  Seravczzii  nel  1688 
che  fu  teologo  imperiale,  professore  nell' 
università  di  Pisa  ed  autore  di  varie  opere; 
fra  le  quali  un  acclamato  trattalo  di  teolo- 
gia dogmatica  e  una  storia  ecclesiastica.— 
Né  (lasserò  sotto  silenzio  il  Cav.  Luigi  An- 
gioliui  cite  servì  il  governo  toscano  in  qua- 
lità di  ambasciatore  a  Roma  e  a  Parigi,  no- 
minalo in  seguito  consìglier  di  Slato,  man- 
cato ili  vita  nel  secolo  attuale.  —  Non  deb- 
bo parlare  degli  uomini  distìnti  tuttora  vi- 
venti che  in  Seravezza  ebbero  culla  ,  e  che 
per  le  loro  lodevoli  doti  recano  lustro  ed 
onore  a  cotesta  meritamente  nobile  Terra. 


MOFlJiENTO  della  Popolazione  della   Tekka  01  Seuafezza 
a  quattro  epoche  disperse ,  divisa  per  fami  glie. 


Asao 


iS5i 

174? 
i8i3 


iMruBEai 


tna^cAfemm. 


184 
33S 

3ai 


181 
3aa 
267 


ADULTI 


masc. 


i.'»9 
a35 

296 


feintn. 


49^ 
173 

34a 


COKUJUATI 

dei 
il  uè  sessi 


aaa 
616 
640 


eCGLESIAST. 

dei 
due  sessi 


16 

a4 


Sfumerò 

delle 
famiglie 


273 

295 
3a3 
3o5 


Totale 

della 

Popolaz. 


ia66 
la.SS 
1804 
1871 


SBHA  SERA              359 

quella  pattale  fenoTcìe  e  da  una  pi&  ?ic!n.i  È  in  nmio  a  cotetta  quali  là  di  ickisto^ 

al  lido  del  iiiare«  (TanUca  Emilia  di  Scau-  dove  sodo  slate  scoperte  di  corto  copiose  Tene 

rtȓ  cntnmbe  le  quali  sono  tagliate  ad  an*  raccolte  in  filoni  di  mercurio  soUurato.  La 

golo  retto  dalla  ria  rotabile  che  da  Seravez-  parte  più  esposta  ali*  aria  di  oolcsta  roccia 

la  passando  per  Gorra ja ,  Ripa  e  la  Madon-  schistosissiroa  presenta  una  tinta  variegata 

na  di  Querceta  guida  alla  marina.  A  Sera-  selinata  e  lucente;  ma  nella  parte  interna 

TCBa  oolesta  strada  biforca  col  fiume  per  del  monte  le  vene  che  attraversano  cotesto 

cnotinuare  rotabile  verso  lev.  sino  alle  ^o>  sleaschisto  danno  alla  roccia  medesima  un 

iina  sopra  Buosina ,  rimontando  la  valle  coIai*e  carnicino  tanto  più  intenso  quanto 

lungo  la  destra  ripa  della  fiumana,  mentre  più  la  roccia  si  avvicina  alle  vene  e  filon- 

a  sett.  seguita  carreggiabile  per  i  marmi  ciiiidd  mercurio  solfiiralo,  che  ivi  da  soli 

lungo  la  ripa  sinistra  del  torr.  Bimagno  tn* anni(  1840)  si  è  ritrovato. —*E costà  ap- 

pasaodo  fra  il  monte  marmoreo  della  Cap'  punto  sulla  faccia  meridionale  d' una  stessa 

peiia  e  quello  di  TVom^iierra  fino  alla  ba-  collina,  coperta  di  squisiti  vigneti  disposti 

se  del  monte  dUissimo,  a  scaleo  per  filari  in  angusti  ripiani  ;  è  so- 

Delle  prime  mosse  di  questa  strada  si  deve  pra  questo  anfiteatro  natnnle  oonvesK!,  in 

il  merito  al  celebre  Michelagnolo  Bnonar-  taccia  ad  una  pittoresca  veduta  del  mare  che 

roti,  che  nel  1 5 1 7  sì  recò  il  primo  da  Car-  dal  Golfo  della  Spezia  stendesi  sino  al  porti» 

nra  a  Seiavezia  per  tentare  di  cavare  da  di  Livorno,  alle  isole  di  Capraja  e  della  Gor« 

quei  monti  i  marmi  per  la  facciata  di  S.  gona  ;  e  costà,  dove  oggi  si  sono  stabilite  a 

Lorenio  di  Firenie,  la  qnal  opera  vennegli  contatto  Tuna  deiraltra  tre  società  mineri« 

allogata  dal  Pontefice  Leone  X  per  ducati  stiche,  le  quali  hanno  aperto  per  conio  prò- 

40,000  d*oro,  su  di  che  tornerò  a  far  pò-  prio  separate  escavazioni  mediante  pozzi  e 

rota  più  abbasso  al  paragrafo,  tndustrit  dei  gallerie  diverse  donde  estrarre  dai  filoni  ri« 

paese,  trovati  il  cinabro  che  nascondono. 

Rispetto  alla  qualità  fisica  di  cotesto  ter-  Ola  innanzi  di  fiarlare  di  ootcsta  nuova 
ritorio,  a  partire  dalla  pianura  verso  la  via  industria  monlanistica  del  territorio  di  Se- 
FiDÌlia  di  Scauro ,  oggi  appellata  la  f^ia  ravezza,  stimo  op|)ortuno  dovere  indicare  A 
dei  Dianfohf  sino  alla  base  dei  colli  vitife-  volo  d'uccello   a  stniltura  apparente  della 
ri  di  Ripa,  il  di  lei  suolo  trovasi  profonda-  porzione  più  inlema  del  territorio  di  que- 
oifiate  coperto  da  terreno  di  trasporto  e  da  sta  G>miinità,  prose^iienclo  da  Ripa  fino  al 
fiiiaje  trascinatevi  dsii  monti  sovrastanti.  flisligio  di  cotesla  |)orzione  dell*  Alpe  Apua- 
k\U  liase  meriilionale  e  occideutale  dei  na,  la  quale  termina  col  monte  Altissimo. 
colli  di  Ripa  e  di  Sireltoja,  checon  la  detti  Seguitando  il  corso  inversa}  del  vallon* 
piniira  confinano,  sono  addossate  delle  ruc-  cello  che  si  apre  al  litlorale  di  Seravezza  e 
cr  calcaree  cavernose  il  più  delle  volte  in  rimontando  T  alveo  della  ^err i7f/i,  sotten- 
i-irtoA  da  rupi  e  di  bizzarrissime  scoglier'.  trano  sotto  Corvaja  alla  roccia  calcarea  ca- 
S>>ao  esse  dis|joste  e  bene  Sfiesso attraversale  veriiosa  str.it i  di  calcarea  argillosa  fissile, 
«la  irregolari  slralerelli  di  creta  ocricea  che  che  più  in  allo  vegifoiisi  convertiti  in  stoi- 
(l^nuo  al  terreno  una  tinta  laterizia,  talvolta  schisto.  Passato  il  borgo  di  Corvaja  fra  que- 
«Il  sinuose  vene  sptiche,  e  tale  altra  da  sto  paese  eSeravezza  gli  strati  di  sleaschisto 
bOili  e  filoncini  di  quarzo  atlRiversiite.  divengono  più  argillosi,  più  potenti  e  meno 
Framczzo  a  questi*  rocce  alla  base  meri*  ricchi  di  talco,  alternanti  non  di  mio  con 
«iion.ile  del  poggio  di  Strettoia  incontransi  potenti  filoni  ìli  quarzo  bianco  amorfo. 
^W  strati  di  arenaria  calcarea  compatta  a  Dalla  parte  sinistra,  e  a  lev.  della  fiumana 
{(lina  fine,  del  colore  e  deirimlole  della  suddetta  vedesi  alta  calcarea  cavernosa  succe- 
pi'ira  Corte  di  Firenze  utilmente  impiegata  dere  quella  stratiforme  compiila  attraversala 
a  Pieirasanta  per  lastrico  di  quelle  strade,  da  vene  e  filoncini  di  ferro,  i  quali  comu- 
Se  uno  internasi  nella  gola  de*  monti  per  nicano  alla  roccia  una  tinta  talvolta  grigia 
aniljire  a  Seravczza,  vede  a  ponente  della  azzurrognola,  tal  altra  di  color  giallastro, 
itiada  e  del  borghetto  di  Ripa  succedere  alla  Ma  cotesla  calcarea  nel  l'avvicinarsi  al  monte 
i^xtIi  «lalcarea  cavernosa  strali  divers.iroeiite  va  acquiskindo  T  aspetto  di  una  Ciilcarea  sub- 
inclinati  di  uno  sleaschisto  di  color  verde,  granulare,  fino  a  che  essa,  sul  monte  di 
cut  serve  di  mantello  e  di  Ikisc  la  calcarea  Ceragiola  situato  a  lev.  di  Vallecchia,  rome 
leste  indicata.  nel T altro  della  Costa  che  guarda  sett.,  e  che 


SERA  SERA  261 

hreccia  marmorra  mollo  analoga  a  quella  arlisla  per  uiJ-iic  ili  Fapii  Leone  X,  |ioco  o 

«Ielle  HuUna^  o  di  Siazsema,  Una  forma-  nulla  ili  piti  fu  aggiunlo  cbe  ap|)oi lasse  un 

zinne  consimile  è  atJdossiila  allo  {jendicì  (lei-  niaggÌDi'  lume  intorno  alla  finuia  ilisc'ussa 

r  Altissimo  fra  il  burrone  del  f^asajone  ed  srnpnia. 

i  |iOj!g!Ì  che  dirigonsi   verso  Azzano,  dove         Rese  pei  (auto  un  grande  servigio  alla  sto- 
la calcirea  semijjjninosa  ,  quanto  più  si  al-  lìa  delle  arti  Carlo   Frediani  di  Massa  di 
lontana  dairAllissimo  tanto  più  bollos;i  e  CiUT.ua,  a lloirliè  con  i  suoi  tipi  nel   1837 
ravernosa  diventa  ,  (incliè  presso  ii  Vi!I.  di  puhMitò  con  alcune  Notizie  sul  Buonarroti 
AmZnno  essa  perdcsi  e  si  riatfaccia  lo  stea-  un  allo  pubblico  fmo  allorii  sconosciuto,  rcH 
si-li(5l4«,  i  di  cui  strati  meridionali  servono  {;alo  in  Scrav(/z;i  li  18  maggio  i5x5  slato 
di  mantello  al  nioule  marmoreo  della  dtp-  gii:  di  .sopra  indicalo ,  col  quale  cotesto  G)- 
pflla  non  rbe  a  quelli  contigui  che  si  alza-  minic  ,  voUudo  ubbidire  alla  inchiesta  fat* 
lio  ;il  suo  lev.  verso  f  Alpe  di  fi«iSiiti.  tagli  dalla  Signorìa  donò  al  ()0|iolo  lioren- 
La  superficie  territoriale  della  Comunità  tino  il  monte  dell' Altissimo  e  il  monte  di 
di  SeniTezzji  essendo  circa  sei  settimi  mon-  Crraxola  (Oragiola),  posti  nelle  perii- 
tuosi,  ne  conseguita  che  i  prodotti  della  sua  rcn/o  di  SMa\e7Za  e  della  Cappella,  //'  qui- 
|f!aniira  per  quanto  uberlfis;i  non  supplisca-  bus  dicitur  esse  cava  et  mintria  prò  mar' 
00  ni  bisogni  della  |>o|>oIazione.  Al  contra-  morihus  cavandis.  Ìm  qnal  donazione  poco 
rionri{joggi  meridionali  lino  alla  loroestrc-  do{)o,  io  ritengo  che  dal  Comune  di  Firenze 
ma  base  prospenno  vigneti  squisiti  e  bo-  venisse  ceduta  alT Opera  di  S.   Maria   ilei 
selli  di  olivi,  che  costituiscono  un  ramo  di  Fiore;  avvegnaché  quest'ultima  ncll*  otto- 
<.«>mmfrcio  attivo;  sennonché  internandosi  bre  del  i5i8  (forse  alle  istanze  del  Pont. 
Della  valle,  T ulivo  e  la  vite,  ad  eccezione  Ixone  X)  permise  a  Michelagnolo  Buonai- 
di  [joche  località  meglio  esposte  e  arsola-  roti  di  |x>t(  re  condurre  scarpeUini  in  quei 
live,  cedono  il  loro  pesto  al  casta^'iio  ,  ai  monti,  per  estrarne  i  marmi  che  impiegare 
|;ascoli  naturali ,  alle  ptate.  voIe\ansi  nelia  disegnata  facciata  dì  S.  Ia)- 

Musirie  dei  paese.  —  Però  le  risorse  renzo  di  Fiienze. 
maggiori  di  questa  porzione  uiontuos:i  si  ri-         ^la  innanzi  che  ciò  accadesse  Michelagno- 

traggono  dalle  viscere  della  terra,  sia  nella  Io  erasi  recato  a  Sera\ezza  e  prei.isiimente 

^sca^azione  «le*  marmi    ordinarj  bianchi  e  alle  ca\e  di  Finocchiaja  (della  Cap|)clla) 

turi'liini,  sia  in  quella  de*  fìni  e  staluarj,  sia  di  dove  aveva  già  decollato  tre  colonne,  che 

fiulmente  niMa  nuova  i  non  meno pKipizia  due  di  esse  cadendo  si  ruppero  sulla  cava. 

s<^(>()erta  delie  mintele  di  cinabio  per  Te-  Ciò  è  leso  manifesto  non  solo  dalle  lettere 

sini/irine  del  mercurio  litrovato  nel  monte  autograi'c  [Tesso  il  suo  disceudtnle  consi- 

vitifirru  di  Ripa.  glìue  (^\.  Comuio  Buonarroti,  ma  ancora 

Per  quanto  il  fitrmette  l'indole  dcirc»pc-  dal  eontiatlo  stipulato  nelle  stanze  dcirO- 

n,  procurerò  nel r  Art.  presente  iudie.ue  le  pera  di  S.  Maria  del  Fiore  sotto  di  99  ot- 

iodtjilrie  sommarie  sbiettanti  al  ter  riloi  io  co-  tohre  i5i8  fia  Michelagnolo  Buonarroti  ed 

nuuilativo  in  questione,  giaccliè  molte  al-  un  maestio  scarpelliuo  da  Setligitano. 
tre  che  se  gli  associano  traggono  il  mate-         Colisto  contratto  fu  concluso  ben  dieci 

ri^Ie  dalle  due  comunità  limitrofe  di  Staz-  mesi  dopo  (ìrmalo  quello  del  19  gemi.  i.?i8 

if-in.iedi  Pielras:inta,  le  quali  non  saranno,  ha  il  Pont.  Leone  e  Michelangelo  Hiiruai- 

io  s|ii-ro,  dimenticate  agli  Art.  Sta//j^m*,6V  ioti,  merce  del  quale  qiiest*  ultimo  oblili- 

munita f  e  Val-di-Casth.i,o.  gav.iòi  di  lare  [»er  40  mila  ducati  d'oro  a 

Couiinccrcmo    |ier   ouline   di   au/ianità  tulle  sue  spese,  e  a  l'orma  del  modello  dato, 

(i'i  marmi  della  Cappella  che  sca\<insi  tut-  la  facciala  di  marmo  della  chiesa  di  S.  Lo- 

Inra  |ier  lavori  di  quadro  id  altre  opere  ai-  renzo  di  Firenze,  doxe  quel  chiaio  ingegno 

chiteltonicbe.  si  lusingava  di  eseguire  /'  cpt  ra  la  più  gran- 

I>o{io  quel  poco  che  nel'a  vita  di  Miche-  r/«?«i/ /«/^fwr*».  — 'Le Uri. 1  autografa  presso 

lagnofo  Bnoiiiirroli  ne  scrissiTO  il  Vas;iri  ed  il  consigliere  Giv.  Cosimo  Buonarroti;. 
i!0>adivi,  tlopo  ciò  che  innanzi  di  lorodis-         Il  contratto  del  29  ott.  anno  i5i8  che  fu 

^'' Giovanni  Cambi  nelle  sue  Cronache  fio-  rotjalo  nelle  stanze  dell'Opera  di  S.  Maria 

r^ntine  intorno  alla  scoperta  i.Iti  marmi  biaii-  del  Fiore,  esiste  nelTArch.  Gen.  de' (.011- 

ihi  nei  monti  d:  Sravez/a,  0  rtlaliNanunte  tialti  in  Fireu/c  Ita  i  ronfiti  di  ser  Filli  pò 

à\  uiairrco  che  vi  ìu  cavilo  da  quel  divino  «li  Ciom-  di  Giovanni  di  Clone,  e  fu  esliatto 


SERA  SERA               265 

ftMiiili  a  queir  iaUsàpreiiJitore  oo-  del  M.  Ailissimo.  Siirebbe  dcsìderiibìlc  però 
pM  ddilla  A.  dcponlerìa  diversi  io-  che  una  strada  carroziabile  si  api-isse  da  Se- 
■IPMMaUpcr  rofien  inooniiiiciaU ,  cui  ravczzii  a  Pictrasaiila  luogo  la  rifu  sinistra 
li M  .alla  de'  liio^liiy  né  gU  scavi  Citli  del  fiumi',  giaccliè  quella  praticata  alla  bua 
twaài  prina,  né  1* aulico  credito  e  con-  destra  iht  ì  carri  dei  marmi  che  si  portano 
■■B  della  vicina  Carmra  furono  capei  alla  marina,  difficilmente  può  supplirvi,  sia 
kÉhnneoinlerroBipcfe  la  difficile  intra-  per  il  suo  infoisamento,  sia  per  raancania 
ffeLQsÌBdi  ia  «mania  del  Cav.  Borrini  è  in  molti  punti  di  baratto. 
ÌMIh  I  lik  ialcnto  che  ha  scoperto  nei  A  imprimere  nuova  vita  e  cora^sgio  a  co 
Mi  èA  Voate  Altissimo  marmi  i  |mìi  tanta  dura  e  nei  suoi  [irincipj  diffii:ile  impre- 
hi|l|iàcMKlidi,  i  più  pastosi  e  nel  tempio  sa ,  oltre  la  munificenia  del  governo  gran- 
ili i  (in  loUdi  die  abbiano  mai  avuto  ducale,  c«ìucorse  la  presensa  dell*  Augusto 
MUsn&pdb  gli  artisti.  Una  conferma  sovrano  LioroLoo  II,  il  quale  sino  dal  gen- 
^Hicpdpbileme  la  diede  la  visita  da  najo  del  1 81 5  si  degnò  visitare,  e  nel  mar^ 
■tei  À  corto  ad  alcuni,  fra  tanti  altri,  10  del  i^38  tornò  a  rivedere  le  cave  aperte 
^<k  CMtooo  in  Fireme  di  scultori  e  sul  M.  Altissimo.  Egli  potè  in  tali  circo- 
Mii,  cioè,  PawtrSt  PomÙj  Pampa'  stanze  leggere  nei  cuori  esultanti  del  (io- 
■■iCbiMì,  Cam&f,  Magi^  GioiHtnnoui  |)o]o  e  dei  cavatori  quel  rispettoso  amorc- 
^«  FasfacdUoMÌ  e  Dupié^  presso  i  voi  e  volo  che  io,  fino  dal  i8a  6,  mostrai  de- 

BM  Mcoatai  i  marmi  statuari  del  siderio  (  Ahtoloou  del  maggio  i8a6  )  che 

^ìàStàam  di  prima  e  seconda  qualità  ;  si  scolpisse  sulle  marmoree  pareti  ilclla  mon- 

ia, ossia  vena,  anco  tagna  sotto  il  nome  dell*  Augusto  Escursore 

e  gnppi  maggiori  del  naUira-  la  verità  qui  appresso  : 

rt*^-l?l!"°^  **'  P^  Bic  am,t  Mei  Pater,  at^,  Princ^s. 

t  il  eiaminciti  da  lorprendere  '     ^                ^ 

f^teoidiiropera,  non  che  per  il  lo«  Dopo  tuttociò  è  gioco  fona  concludere; 

^iMniuriscndofe  e  grana  oompattis-  che  ad  onta  di  una  forte  volontà  e  del  con- 

2^  I  Bmi  poi  detti  di  seconda  qua-  corso  de*  più  celebri  artisti  del  secolo  XVI 

'^ittcM  pirli  grana,  per  la  solidità  e  era  riserbato  al  regno  di  Liopoldo  II  una 

pMt  «nfifatt  n  avvicinino  a  quelli  palma  sfuggita  di  mano  al  Pont.  Leone  X 

**  |M,  cui  soUmenie  gli  cedono  ri-  ed  al  Grinduca  Cosimo  I. 

fiiial  sknKBMchie  di  tinta  grigio-scu-  Arroge  a  ciò,  come  attualmente  si  cavano 

^■wq«lia)g|ioiiQ essere  sparsi  e  atira-  marmi  anche  dal  duplice  fìaui«o  del  monte 

^ife;c4iqoe^  sroonda  qualità  sono  le  della  Cosia.  —  Io  non  |iarlo  delle  latomie 

^j^— JBBidieri  fiinno  per  le  nicchie  delle  brecce  e  del  bardigtio  fiorilo  sotto  il 

*^^^^iiFirmK.  canal  delle  Mulina;  non  delle  miniere  di 

''^^IcciTvdel  H.  Altissimo  quelle  mercurio  a  Levigliani,  non  di  quelle  di 

■'■•■•1^1  ^uuio  un  marmo  (orse  i!|»iù  piomI)o  argentifero  del  Bollino,  o  di  altre 

***  ^  pi  C4S(lido  di  quanti  finora  ne  produzioni  niiuemli  che  pure  hanno  dato  vi- 

^^raoibeU  moderna  slatuaria.  ta  a  molte  officine,  segherie  e  frulloni,  per- 

«moelnofcro  iletle  ca\e  nuove  di  che  ne  riserbo  a  far  parola  ali* v#r/.STAnRMA. 

"^i  «ttttlaeite  attivale  nel  M.  Altissi-  Co/ncifi/l^i,  nel  cui  territorio  sono  comprese. 

*^*^>cv-^iidleilel  fianco  meridionale  pò-  Indicherò  più  sotto  il  numero  delle  ferriere, 

*  il  aiule  di  Fàleoifaia  fra  il  i^a-  e  di  altri  prodotti  minerali  di  comunità  estra- 

«raiifi^u,  a  ponente  e  le  cave  nee  a  Seravezza  che  il  comodo  e  la  copia 

■■■*««•  e  del  C4iiale  detto  delta  f^inca-  delle  acque  correuti  consigliò  ad  eriaere  den- 

p  ■*''* "1  «10  levante.  tro  i  confini  di  qu<«slo  territorio,  nel  quale 

USI  sai  lii  arraggiahile  conduce  a  pie  primeggia  lo  stabilimento  Paifhiani  a  Valle- 

l^ooolf , f tcniinj  in  un  piazzile,  dove  Vrntoga  con  ferriera  e  fomlcria  di  rame, 

•"■"••ti l«ojn.di,dfl la  Po//'i,  di  Fa/-  Solamente  dal  ixinfronio   di'll' industria 

^**^^Ufin^t^la^  i  marmi  che  co-  «lei  iiMrnii  del  Seravezzi'se,  innanzi  la  in- 

■^  ««.icioo  |)CT  trasportarli  alla  marina  tr.«pns.i  drl  M.  Altissimo  fra  Tanno  i8ao 

""^"il^iuuiNu  tli  sette  inig ila.  e  qii<lla  ilcH'anno  correnlo  1843  si  potrà 

''"^^y^iAU  Cappella  t!  di  Tramhi»  i-iltv.ireqii.il  inoviinciito  .ildiia.iCi{iiislatoiu 

•'^««Irih  fu  prolungata  tino  alla  base  sole  due  dctMdl  <:ulcsto  [Mese. 


/ 


SERA  SERA              2C7 

CifV  adonlati  i  fimltlli  Semab,  (soggiungf  la  damenlo  ti  lien  dietro  nelle  viacere  del  inon- 

lei  lem  )  io  pregammo  a  riirattarsìf  e  di'  te  per  mezzo  di  pozzi  più  o  meno  inclimili, 

fatto  io  efegiù  con  un  Ari,  da  esso  inse-  e  tutti  finora  asciutti,  li  minerale  è  dispotto 

nio  nei  Gioraaie  di  Commercio  di  Fi-  in  filoncini  gli  uni  vicini  agli  altri,  talvolta 

rentey  dei  ^3  marso  1843,  nel  quale  si  riuniti  insieme  in  una  larghezza  che  arriva 

legge:  «  Se  noi  fummo  in  Toscana  i  soli  a  sino  ad  un  piede. 

parlare  agli  scienziati  di  questa  nuova  so-  Cotesti  filoncini  contengono  il  solfuro  di 

stanza  metallica,  i  signori  Giuseppe  ePaiiiei  mercurio  in  cristalli  di  color  rosso  scarlatto, 

fratelli  Semab  furono  parimente  1  primi  I  pozzi  e  le  gallerie  delia  società  Haftner 

eke  con  instancabile  teio  riunirono  lapri-  e  CC.  sono  nel  crntru  del  Pesca  vazione,  fian- 

ma  e  sola  società  che  intraprendesse  lavori  cheggiate  a  destri  <;  a  sinistra  da  quelle  delle 

di  ricerca  nei  terreni  Salvatori  e  Vannucci.  altre  due  società.  Quattro  sono  le  gallerie 

•—  A  ioro  (ai  fratelli  Seraah)  si  deve  la  vera  aperte,  una  delle  quali  si  approfonda  con 

teoperta  iiATiaiALR  di  questa  miniera  ».  un  pozzo  che  fa  mostra  di  avere  i  filoni  più 

Patto  è,  che  dagli  scavi  eseguiti  nel  suolo  ricebi.  I  filoni  messi  finora  in  lavorazione 

acquistato  dalla  società  Semah ,  Gofrer  e  sono  tre,  i  quali  sogliono  Tornire  un  giorno 

CC.  non  solo  si  è  giunti  a  conoscere  essere  per  i*  altro  da  4000  libbre  di  minerale,  che 

questa  di  Ripa  una  buona  miniera  di  mer-  a  calcolo  fatto  produrrebbe  circa  1*  uno  e 

curio  ;  ma  di  avere  già  somministrato  in  mezzo  per  cento  di  mercurio  vivo, 

■eno  di  due  anni  (dal  geliuajo  1849  ai  no-  Ma  i  fonii  di  qiie&ta  società  ,  con  grande 

tembre  1 84 3 )  circa  libbre  14000  di  quel  intelligenza  costruiti  in  Val-di-Castello  pres- 

Belallopuro,  e  dì  averlo  messo  in  com-  so  la  fonderia  del  minerale  di  piombo  ar- 

■lereio  a  Livorno.  gentifero  per  conto  della  stessa  società,  non 

Incoraggiti  da  cotesti  buoni  prìncipi,  non  sono  ancora  in  attività, 

solamente  fii  aumentato  il  capitale  dell*an-  I  forni  della  società  del  barine  di  Mot- 

zidella  società  anonima ,  ma  due  altre  coro-  temart  e  Perier ,  sono  stati  accesi  dopo  la 

pigiiic  hanno  postenormente  acquistato  an-  mia  visita,  cioè,  nel  novembre  del  1843, 

che  più  estesi  appezzamenti  di  suolo  nelle  sicché  non  potrei  indicarne  i  resultamentì 

vigne  di  Ripa,  cioè,  U  s(x:ielà  ffahnereCC,  che  servir  possnno  di  confronto  economico, 

e  quella  del  barone  di  ^or/mnr-r  e /'«riVr.  In  cotesta  porzione  di  monte  il  barone 

Le  gallerìe  di  quest'ultima  furono  visitiite  di  Mfortmart ,  pia  vect^hio  soldato  di  Nafio- 
Bel  37  settembre  1843  da  varj  membri  di-  leone,  fa  la  sua  odierna  dimora  in  una  ca< 
stinti  della  sezione  geologica  del  quinto  setta  angusta  anzi  che  nò ,  cui  è  stalo  dato 
Congresso  degli  scienziati  italiani  tenuto  in  il  nome  di  Palazzina  di  Colle^Buono. 
I«iicra,  i  quali  osservarono  il  solfuro  di  mer-  Elgli  si  è  dt'gn.ito  inviarmi  da  cotesto  de- 
curio in  forma  di  filoncini  ed  arnioni  posti  lizioso  resedio  una  nota  del  passato  suo  in- 
lungo  la  linea  di  stratificazione  di  una  roc-  gegnere  monlanistico  Cailleur,  dalla  quale 
eia  di  steaschisto  quarzoso,  filoni  che  con-  risulterebbeche,  nella  parie  del  terreno  spet- 
tiauano  per  lungo  tratto,  ora  più  ora  meno,  tanteacotesla  società  di  Cotle-Buono^ì  filo« 
^richi  del  minerale  anzidetto.  ni  finallora  conosciuti  erano  due,  e  ciie  due 

in  mattina  del  14  ottobre  1843  accom-  altri  si  cominciavano  a  conoscere  da  alcune 
^«jCnito  dai  sigg.  Avv.  Santini  e  Doti.  Car-  tracce  più  o  meno  ricche  di  cinabro, 
(lucci  di  Senvezza  ebbi  occasione  di  pene-  Uno  solo  per  allora  di  quei  filoni  era  mes- 
Irare  nelle  gallerie  di  tutte  tre  le  società  so  in  escavazione.Tre  gallerie  principali  sono 
mineristìche,  sitoate  assai  vicine  le  une  alle  state  aperte  per  andare  incontm  ai  filoni  me- 
altre,  ed  in  tale  posizione  ridente  che  cote-  talliferi  ;  i.^  La  galleria  Mortmart  situata 
sto  monte  di  Ripa  può  dirsi  fra  i  metalli-  a  pie  del  monte,  la  quale  arriva  ad  una  pro- 
feri Punico  che  sia  rivestilo  nella  sua  su-  fondita  di  1 38  melri  nella  larghezza  di  i , 
perficie  da  nna  vigorosa  vegetazione  di  vi-  40  metri,  e  nell'altezza  di  1,80 metri.  Es- 
gneti,  cui  &nno  corona  più  in  basso  piante  sa  è  tracciata  in  linea  retta,  stata  difesa  nella 
gigantesche  di  ulivi.  sua  volta  e  pareti  da  correnti  e  tavoloni  di- 

Le  gallerie  sono  aperte  a  mezza  costa,  sposti  con  (ulte  le  regole  delParte;  q.^  La 
stili  comode  per  1*  estrazione  del  minerale  galleria  Perier  che  fu  aperta  a  54  metri 
che  incontrasi  internandosi  nel  monte  in  di  sopra  alla  precedente  :  essa  ha  una  pro- 
filoni diretti  da  maeslr.  a  scir.,  ed  al  cui  au-  fondita  di  circa  95  metri  \  "ì^  La  galleria 


QpJDBO  della  Pùpolauone  tielìa  Comunitji^  dm  SEtutrsxz^ 

a  qmaUro  epoche  diverse. 


269 


■ 


Ifame 
dei  Zuogki 


Titolo 
dtlle  Chiese 


iMiU 


l 


Diocesi 

cui 
appartengono 


Popolazione 


AIIMO 

i55i 


(*)  Vallcccbia 


S.  Ansano ,  Gara 
S.  Martino ,  Pic^e 
S.  Antonio  Abaie,  Cara 
S.  Maria  Lanretana,  idem 
S.  iPbolo  Apostolo,  Rett. 
SS.  Lorenzo  e  Eirliera, 

PicTe  Prepositora 
S.  Stefimo ,  Pieve 

Totale  .  . 


^-  è  1.1 


Jbit.  if  » 


173 
3i5 


1366 


AlkllO 
1745 


2480 


«41 
653 


3a5 
ia58 

1735 


ASHO 

i833 


4a*a 


3^7 
io6a 

«455 
36i 

1871 


▲UNO 
1840 


366 

1074 
i3a 

9817 

4a8 

i960 


jfmtessi  proitettienti  da  Comunità  limitrofe 
Nome  dei  Luoghi  \  Comunità  donde  pro^tngono 


ls)?aliecchiaS.Stf-|  Dalla  Comnnilii  di  Pieirasanta 
Caio  Pieve 


Totale 


JbIt,  N} 


Ahit,  N!" 


NB.  £e  chiesa  parrocchiali  contrassegnate  con  V asterisco (*)nel  i%^o 
mandafHino  nelle  Comunità  limitrofo Abit,  19,^ 

Emstano  nel  1840  ...  .  Ahit,N.^ 


|599 


1739 


7675 


85i6 


1938 


6578 


(1)  La  cura  di  Ctrreta  innanzi  il  i834  appartentva  alla  Com»  di  Pietrasanla. 


SEB  AZZANO,  o  Sebezzaico  {Seratianum) 
fri  h  Vai-d*  Orcia  e  la  Va1-di-€omia.  — 
Cut,  e  Borgo  con  eh.  pleban»  iS.  Donato) 
tttJcamfBle  cara  intitolata  a  S.  Michele  che 
fi  sotto  il  piviere  di  Morha,  Com.  Giur.  e 
rìita  8  mig].  a  ostr.-Iib.  delle  Fomarance, 
ttoc.  di  Volterra,  Corop.  di  Fisa. 

Risiede  sulla  eresia  dei  nionli  che  uniti 
>  qadli  di  Monte-Bufoli  chiadono  dal  lato 
(T ostro  e  lib.  il  vallone  della  Tressa  di 
Cecina  t  mentre  nella  taccia  opposta  i  fossi 
£  Semzano  icolano  nel  fiume  Gornia. 

È  inolile  cercare  notizie  storiche  di  que- 
llo luogo  innanzi  il  xioa  quando  il  castel- 
lo di  Sentzano  era  già  dominato  dai  saoi 
l^Babardi.  Tale  era  un  Gherardo  del  fu  Pa- 
gano, che  per  alto  del  1 5  marzo  di  delto 
anno  donò  alla  badia  di  Monte-Verdi  1*  usa- 
fratto  della  soa  porzione  del  Cast,  di  Seraz- 


t^ino  compresa  la  sua  corte  e  la  parte  a  lui 
pt-rtinrnte  della  chiesa  di  S.  Michele  posta 
in  de ttocaslello.— .(  Abcb.Dipl.  Fioa.  Carte 
della  città  di  Massa  ). 

In  seguito  le  abitazioni  di  Serrzano  dove- 
rono accrescersi  ed  il  castello  prendere  la  fi- 
gura di  borgo,  toslocbè  costà  non  solo  esi- 
steva nn*  ospedaJetlo,  per  accogliervi  i  pelle- 
grini, ma  per  di  qua  passava  un'antica  stra- 
da maestra  di  montagna. —  Infatti  fu  rogato 
un  atto  pubblico  del  i  ottobre  1174  nel 
borgo  di  Serazzano,  —  {loc.  e  carte  cit, ) 

Foco  dopo  il  Cast,  di  Serextano  o  5e- 
razzano  (u  dal  re  Arrigo  VI  dato  in  feudo 
con  molli  altri  del  contado  volterrano  al 
vescovo  Ildebrando  Fannoochie«chi,  i  di  cui 
successori  conservarono  alcuni  privilegi  feu- 
dali sopra  gli  abitanti  di  Serazzano,  quan- 
do Tallo  dominio  dt-l  castello  sembra  che 


SERC  SERG  271 

TfT  accollo  il  tdiT.  Freddo'  tiilla  slmla  [iruvìnciale  che  tl<il  Borgo  nie- 

■i»  qKÌadi  rìprvniJeiulo  la  ilinxionc  di  lìb.  dcsimo  ftiiida  h  Burpa. 

taiva  doe  nif  lia  sotto  il  Panie  5.  Piero^  al         II  quinlo  è  il  iiotittimo  ponte  della  Mad- 

A  là  dai  i|u«Jc  il  Sercbio  ai  achiiidc  il  cam*  daìena  sopra  il  Si-rchio  fra  il  Vili,  di  Coiva- 

wimo  vmo   la  ipìaggia  piiaiia ,  facendosi  gna  ed  il  Borico,  fabbricalo  esM»  pure  verso 

hm  le  fsolc  di  Noiiano,  di  Casliglion-  il  i3aa  per  ordine  di  Casliuccio  con  ardilis- 

c  dà  FUcUolc  dir  lascia  alla  sua  de-  situo  arco  e  due  piccoli  archetti  alle  testate. 

ne  alla  misiia  nsenla  i  paesi  di        11  sesto  ponte  fu  edificato  nel  secolo  at- 

Hì  Crraanmina  e  di  Ripafratta.  tuale,  a  tre  archi  davanti  a  Diecinio  slato  ab- 

INpo  OD  tortuoao  cammino  fra  le  radici  battutone!  184 a  da  una  piena  del  Scn*hio. 

àqmà  pO|(^i  niarBBorei ,  il  Scrchio  giunto        11  settimo  è  il  ponte  a  Moriuno,  antichis- 

4nali  al  Casi,  «lì  Nodica  riprende  la  dire-  siroo  {»erchè  rammentalo   sino  dal  secolo 

■■e  4i  Ub.  Uno  a  che  al  larfu  della  ma-  IX.  Esso  tu  rifallo  non  meno  dì  4  volte,  nel 

Hi  fàffa  bmacaroeDle  ila  acir.  a  |ion.-lib.     i38a,  nel  1490»  nv\  i58i,  e  net  1839.^- 

i  «l«>|io  Somiglia  di  cammino  di-  f^ed,  Moauao  nella  Valle  del  Serchio. 

le  nel  mare.  L*otlavo  ponte  è  i|uclto  più  prossimo  a 

lo  ai  |ionli  che  il  Serchio  atlraver»  LiAca,  piantato  alla  base  del  colle  di  S.  Qui* 

on  dì  attraversava»  citerò  {ter  pri-  rico,  denominato  di  Uon-S.-QuUico.  £sso 

dimto  aollo  la  confluenza  de* due  anticamente  era  di  legname,  adente  teUjo  e 

dà  Seraggio^  cioè*  e  di  Minueeic"  catene  ad  uso  di  (Minte  le  vaio  jo  ;  ma  nel  1 363 

He  Iutiera  UQ  peuo  d*arro,  che  i  piloni  furono  fatti  di  pietra.  Sennonché 

ad  an  sao  pilone  restalo  sul  fianco  cotesti  piloni  essendo  stati  abbattuti  da  una 

dei  fiume  a  pie  di  una  fni  le  molte  piena,  il  ponte  fu  ricostruito  di  legname  co- 

i  di  plein  diaspriaa,  sopra  il  di  cui  m*  era,  finché  miuacciando  per  anticliilà  di 

creilo  uno  di  quei  così  delti  rovinare,  nel  1641  fu  rifatto  di  pietrame  dai 

ibile  da  ehi  non  abbia  fondamenti  a  spese  della  Rep.  ili  Lucca. 

supplisce  al  passaggio  di        H  nono  ponte  e  quello  denominato  una 

un  ponte  di  ^gno.  volta  del  Marchtst ,  ed  ora  di  S,  Piero. 

ponte  Intton  esìstente  é  da-  Fu  riedificato  verso  il  1374  come  l'antico 

a  CssIelDUovo 9  ed  ha  nella  testata  de-  di  legname;  ma  nel  i49ai  avendo  bisugno 

di  portone  moderno  die  mette  di  essere  restaurato  quasi  |ier  iutiero,  si  trattò 

appellato  di  S.  Lucia  ^  dal  di  costruirlo  di  pietra;  comi  celie  cotesto  piY>- 

nella  piccola  città  di  Castel-  getto  non  avesse  il  suo  effetto  se  non  die  al 

Quivi  sbocca  la  Thrriia  secca  ^  che  principia  del  secolo  XVIII. 

ài  par  can  un  ponte,  per  dove  passa  la        II  decimo  ed  ultimo  yonìt  dava  il  nome 

provinciale  dcjla  Garlàgnana  che  da  al  paese  del  Ponte  a  Serchio  dirimpetto  ai 

fuiJa  a  Gastelnuovo.  Cotesti  due  Bagni  di  Pisa,  distrutto  probabilmente  come 

dovevano  fino  dai  tempi  del-  dissi  ali*  Ari.  Ports  ▲  Snacaio,  nel  i3i  5,  e 

tre  egli  nella  satira  IV  ai  me-  mai  più  fino  ad  ora  rifatto,  sicché  di  esso 

i  alludeva  allorché  cantava  :  non  restano  che  alcune  poche  rimanenze. 

^  JUMi,  dù9e  da  diverta  fonti  t\  •  j       •  ...  .. 

/t _• -*  j      n  Dei  danni  cravissmii  siiesse  volte  recali 

Cem  tt€mo  romor  eonfondon  r  acque  in.         1  1  e     l-      1 

f-    M .-  -  -,      ,  •    /.      .      '     .-  dalle  incile  del  Serchio,  le  cui  acque  pre- 

Mm  Tamta  eoi  Sercfnofra  due  ponii.      .  .    '     .    ,  1  n.  n    1  n   1-  -r 

*^  '  cipilofe  SI  slanciano  dalla  valle  della  Uarfa- 

1  luau  ponte  diruto  chiamossi  di  Or»  gnìina  sopra  la  profondamente  colmata  pia- 
situato  fra  lo  sprone  di  Per-  nura  di  Lucca,  non  posso  far  parola,  non 
^  e  Piallone  che  sporge  sulla  destra  del  comportandolo  né  la   tenuità  mia,  uè  la 
tee,  e  lo  aprone  di  Riana  che  si  avanza  natura  di  quest*  opera.  Ripeterò  piuttosto 
tf  appoelo  lato.  Cotesto  ponte  dopo  450  poche  indicazioni  desunte  dai  fatti  onde  pre- 
te lovinò  nel  1773,  mentre  fu  innalzato  vare  il  corso  tripartito  che  il  Serchio  ebbe 
pv  teine  del  capitano  Castruccio,  con  un  un  dì  nella  pianura  di  Lucca, 
■b  aaapio  altissimo  arco.  IXilIe  sue  sorgenti  fino  al  Ponte  a  Moria- 
li  qnarto  ponte  chiamalo  a  Co/atvr/to,  no,  vale  a  dire,  per  il  calumino  di  circa  34 
■ch'esso  di  un  solo  arco, cavalca  il  Serchio  miglia  lungo  tutta  la  valle  della  Garfagna- 
due  migl.  a  sett.  del  Borgo  a  Mozzano  na  e  [ler  quella  del  Borgo  a  Mozzano,  il  Ser« 


SERC  SERM              273 

liofcnliiia  (  sono  me  prole  )  la  di  Fivìiuno,  Dicic.  di  l'otilreniuli,  già  di 
per  tempo  del  io  niiiggiu  si  mosiie  Luni-Saniiua,  Oinip.  di  l*js.i. 
|B*FicfO  itt  Gunpo  caTalejiido  dn  un  Risiede  in  mniite  snpru  1111.1  nijieallunii 
liKitineBO  vcno  i  nemict  (pisani)  ri-  base  |)i*cci|«ilii  s|iiiniautc  la  liniiMiia  Aulel- 
Hpndoli  di  battaglia ,  ma  non  volleru  /a«  dii'tiU|K>tlo  alfantìca  pie\c;  «li  (Judi|Kiiilu 
l^pfaorì  de' loro  steccali.  Allora  i  nostrì  che  trovasi  sulla  ri|M  sinistra  della  sli-ssa 
^fUmìo  «Ter  la  battaglia,  passarono  i  fiumana.  —  f^tiL  Alkbiio. 
mni  éei  fiume  del  Serehio;  il  tergo  S£RELLI,iicl  Val  d*Arnociisentincsc.^« 
$9enMÌ  ingrossato  ptr  ac^ua  ritenuta  Gas.  la  cui  eh.  pn.  ^S.  DunaKi^  nel  1786 
^immùd^e per  pioggia  incominciata  fu  unita  insieme  con  un  suo  annesso  (  «V. 
JlJm  non  poterono  passare^  e  quella  Maria  alla  Seha  )  alla  (nir.  di  S.  Maria 
H^CSM  gfran  disagio  e  so ff ratta  di  vii-  alla  Torr«s  nel  piviere  di  Vado  o  del  Cistel 
l|ii  e  di  tutte  cose^  ed  assaliti  dai  ne»  S.  I^icco'ò  a  Strada,  Coro,  inede^iiurf,  Giur. 
^pleltono  tn  sa  qvkle,^ ìsola  ^  factn  lo  di  Poppi,  Dioc.  di  Fiesole,  Gjm|>.  di  Arezz». 
^im  fucila  notte  un  gran  ponte  di  le-  È  |x>slo  sul  fianco  orientale  del  Munte- 
Ili  ^«T  ^f 'ore  sopra  QUEL  MAito  DKL  Miglia jo;  e  tu  cpirstu  Cas.  di  Serelli  uiui 
pli.  E  a  dì  appresso  passò  tutta  de*p:iesi,  che  nel  i3.ig  dil  conte  Mai-co  di 
i  ià  aifuanto  sopra  il  colle  di  S.  Galeotto  dei  conti  Guidi  venn('n>  riiiunzìati 
da¥*  era  un  forte  batti  folle  guer"  alla  Rep.  Fior.  —  f^ed,  Shlva  6  Tuass  uel 
a  Pisani  alla  guardia  dei  pog-  Val-f l'Amo  caKntinrse. 
^PouTM  A  S.  Qateieo ...  «  Il  cu*  La  parr.  di  S.  Dini:ilo  a  Serelli  nel  1 745 
aortfO  (  Malatesta)  volle  che  Toste  cnulava  1 13  abit.  e  nel  i833  ctd  po|iulu  di 
MS*  al  pofgio  quel  di,  e  la  notte  Torre  riunito  ascendeva  a  1 43  ubil. 
fnnde  pioggia,  ma  però  i  Pisani  Sesbua  (  Castel)  rsuso  Coilsuiso.  — 
di  atfunart  il  baltilblle  di  f^ed.  Badia  di  Skrb^a,  e  Ciiilsoino. 

SB:IìBSSA  NU()VA,KVtX:CUlA i^ed, 

akunc  altra  aotiaie  e  rìfleftiioni  j4uskmi ssola  ,  e  Vhvi-Pisà.io. 
Memo  aggiunge  le  Kguenti  :  «  Vrg-  Skbeto  nel  Val-'rAruu  kU|i(»riore.  *-(«». 
UaOitro  capitano  aflbnato  il  caiU|io  che  diede  il  titolo  alli  clu  di  S,  Ani;rh»  a 
i  c  non  poter  tornire  Lucca,  con  i^ere/u  decurata  dell^epilclo  di  Cuthuiicu^ 
vergogna  e  de' nostri  amici  si  stala  da  lunga  iiuno  riun ila  alla  pnoru  di 
bmenica,  a  d)  19  di  inag(:ì>i,  e  Munte-Gonzi,  nella  (^iii.  e  (|u.isi  S  mi);!,  u 
I  di  fuà  dal  Serchio  dontt  era  1^  scir.  di  Cjvri{;lia,  Giur.  di  Stiii  Gii>\anni  in 
a  aiTASiAaoao  Ut  Suraio  rrji  là  via  Val-d'Anio,  l)iiif\di  Kiesole,  Cuinp.  di  Sin- 
e  puoMonsi  a  dì  si  detto  in  na.  —  f'^ed.  MuTtritìnit/i. 
gl<«  (Sfonte-Carlo)  ecc.  »  SERIV^WO,  o»su  SiRZANA,  nella 
quali  espressioni  ne  conseguita  che  Val-di-M.i)fr4.  <"  f^ed.  SAHr.\!<A. 
fiorcniina  ripawò  il  Serchio  per  la  SJbIRK/ZANO,   SKRAZZANO,  o  SA^ 
'Allopaacio  I  l'autore  voleva  intendere  REZZ.ANO  tra  la  Val-di-Ou'nia  e  I.1  Val- 
iOpiù  orieotale  di  quel  fiume  il  qua-  di-Cecina.  —  i''ed.  SxM9.n\n'K 
a  quella  elk  scendeva  nel  piano  di  SEIUCAGNANA,   SKR ICAGN  ANA  ,  e 
tripartito^  e  che  corrispondeva  al-  SILICAGNANA.  —  f^ed.  Sii.h.aomana. 
.  pasasiado  di  coslk  la  via  drll* Al-  Sesighauo  m  BATIGNAXO  nella  V^lte 
h^f'a  ^roACexcafChe  esciva  a  lev.  grosiielaiia  dell*  Om brune  senesi'.  —  i^v 
e  di  là  per  la  Piesfe  di  S.  Pnnlo  distnilto  tlin-c  lii  una  «:li.   (S.  Andrea)  nel 
a  aiceome  tuttora  continua  a  diri-  [iO(iolodiBati;jiMii(»,()um.tìiur.  Oiiii:.(>inifi. 
per  l'Altopascio  al  Gatleno,  a  Fucec-  e  circa  9  ini;;l.  a  selt.>iiiaeslr.di(»rukaelu.  —- 
ktee.  wc.  — >-  Ped.  Vu  Fat^r^.wi.  f^ed.  Badia  di  Srjiiixcu. 
HCHIO  (PONTE  A).^  f^ed.  Poavh  SERLA  in  Val-di-Magra.  ^  Villa  nella 
Itmo*  o  PoaTASSBCKio.  G>m.  di  Gi-npfKdi,  Giur.  Ihw.  e  cirea  6 
^UX)G!f  ANO  nella  Val-di-Magra.  ^  inigl.  a  ostro  di  Poiitreinoli,  Coiup.  di  Pi- 
li eai  eh.  parr.  di  S.  Gemiynaiio  prc»;  !{.i.  —  f^etl.  Gauvi'01.1  in  V.il-i|i>Ma):r:i. 
UNgMilo  JtAieidùo  da  an  altro  ca«k  SKRMKZZANA  ,  o  SKRUAMtiUfiANA 
^eompceii  entrambi  nel  piviere  di  Gì-  nella  Garlagii.ina  su(M>riore.  *-()a».  (t>ii  eh. 
Ur,  Gom.  Giur,  e  circa  migl.  3  j  a  auii-.  parr.  (S.  Maria)  da  cui  difieude  la  <-ap(itlU< 


SERR  SERR              275 

^^^^  (  ALPE  m  )  nel  Val-irArno  ci-  t<*m|ii  |jailerìori  a  signore^rgìare  non  soln 

*.'■'■'  "—  Forta  cotnlo  %orabolo  quel  ir*I  cusììW  di  Serra,  ma  aiiL*orj  a  gridciv 

||*A  Mr  AppenDÌDo  situalo  Ira  Caiual-  del  ffiu^pjtlroiuito  ildla  ìim  pieve. 

l^t  FAlf^cnia  che  sì  alia  a  scìr.  della  Kra  della  slessa  prosapia  il  C.  GuiduBtir- 

MRim  Jcrra, ossia  di  Setra^aHetuìVAr-  gundione,  il  quale  nel  i  i8i ,  come  signore 

■M|  pnwo  )a  cresta  del  Bastione.  di  Serra ,  di  Monswnmano  e  della  f^er* 

a£ft&if  o  SEBIIE  (S.  MINIATO  allb)  ruca  sopra  Mass.i  e  Cozzile,  strinse  alleanza 

™***tì  ^to  S.  Minuto  la  MoKtAMiKO  cqI  Giniune  di  Lucca,  promettendo  di  con- 

ittXaWtfiriio  superiore.  *-  f^ed.  Mokta-  segnare  a  quel  governo  i  delti  cistelti  quan- 

«»'.S.1|iiuTO  al).  do  i  fiucchesi  ne  avessero  bisogno  ali*  oc^ 

•tti^  ROCCA  Di).  —  f^ed,  Sbra-  oasioiie  di  guerre  contro  iPislojesi. — (Pio* 

^'HtiMlVal-irArDocasentinese.  lom.  La;c»s.  /innal.) 

M&i  (VILLA  vuxk  )  in  Val-di-Ce-  Uispcilo  poi  al  giuspiulronalo  della  Fieffe 

^^*-t. UD  medio  con  falloria  omonima  di  Srrra  mi  si  olìVe  un  islrumento  del  i6 

Ms  lobìl  ùmì^lia   \olterrana  de*  conti  rcl)bt"ijo.i343  relativo  ad  una  protesta  latta 

«■fi lìtoito  wlla cnsta  de* poggi  che  sten-  dal  pievano  della  chiesa  predetta,  aU'cHTa- 

'■■ifca  il  fiume  Cecina ,  scorrente  al  suo  sione  di  una  lite  vertente  Ira  i  I^anibardi  di 

Ir^iA  iltorr.  rrofXd,  1* ultimo  de* quali  Montecatini  e  gli  uomini  della  Corounilà 

*MÌi  al  no  IMO.  Della  direzione  di  scir.  d*Ivajo(//t'riif/io?)4k*l  piviere  di  Serra,  per 

•  lioleGiiiiuli  e  ■  maestr.  delle  Poma-  motivo  del  giuspadronato  della  loro  chiesa. 

Mbi» irUi cui Com.  e  Giur.  cotesto  rese-  lunlire  ron  islrumento  del  giorno  iq  luglio 

■*^CMipvso,  Dioe.  di  Vullerra»  Comp«  l'S'Jtrit  rogalo  in  Marliana,  tu  l'alta  transa- 

^'^^Tti,  MoiiT8-Gasioi.i.  /.  une  Ira  il  pievano  di  Serra  ed  uno  di  Ma* 

^CiRA  (P1E\'E  m)  nella  VaMi-Nie-  gliana  |)er  raccomodamento  dei   loro  ini  e- 

^^Reteiiilici  dedicala  gi;i  aS.  Leo-  ifssi.-— (Airn.  Dipi..  Fio».  Ca'ie  deWOpe* 

M^ORs  S.  Sfarla I  con  caslellare  nella  ra  di  S,  Jacopo  di  Pistoia), 

^■■-tdici  6  migl.  »  seti,  di  Marliana,  Ifon  slan»  {hiì  a  rammi-iilaiv  nna   ivrì- 

^''«^■KQe.  ^  Pirtoja,  Comp.  di  Finanze,  zione  romana,  la  cui  lapida  dict&i  trovala  nel 

^5*****  **  notAe  sopra  la  ripa  slnislra  1750  in  colesti  uKmli,  e  di  là  IrasfKUiala  nel 

•■  "•■^  ^^ggiore,  o  Peseta  di  Pe-  salone  del  p:dazzo  comunile  di  Pisloj;i,  \\i 

«■^•1  cai  pQQ.  scorre  il  torr.  della  Pe*  cui  si  legge  il  nome  di  un  M.  Attilio  Se* 

MCI  di  rrl/Mi»  luo  tributario.  rana  che  dedicò  un*  edicola,  o  statua  che 

3t Bai BQo ni  appongo,  credo  questo  il  fosse,  a  non  so  chi  suo  protettore  (uomo  o 

** «ppriUto  Ulta  \olla  delle  Pescia,  nel  divinità)  nella  olimpiade  147,0  alle  calende 

^  M0|o  fiso  dal  Kcolo  decimo  |K)5s<-de-  ili  maggio.  lm|)erocchè  sono  talmeiile  nia- 

l**^*  terreni  i  conti  Cadolingi  di  Fu-  nifesti  in  quella  lapida  ì  raralleri  di  falsila 

"■■»;««ilà  Ji>fencl  13  novembre  dell*  da  non  permei I ere  di  credere  che  il  casal 

■■^Sii  la  ngiio  un  istrumeuto  ripi»rlalo  della  Serra  prendesse  il  nome  da  quelfidea- 

«Ir.  Ziforia  ne' tuoi  anecdota  Pistor,  \o  M.  Attilio  Sfano, 

y^  ^1^ Piscia  majore,  V\\  probabll-  La  pieve  di  S.  Maria,  già  di  S.  Leonardo 

■Me  senih)  nello  stesso  luogo  sullo  fan-  alla  Serrji,  abbracciava  tre  eh.  p;uTocchiali, 

**9>3^>ltnislrumento,  eoi  qua  le  furono  cioè:  S.  Maria  a  Crespale;  S.  Minialo  a 

jy  **  beni  alla  cattedrale  di  S.  Zeno  di  Calamecca;  S.  Barlolommeo  a  Lanciale, 

"*j»*lttwtf  Carolo  figlio  del  fuCCu-  Nel  i833  la  [Kirr.  di  cotesla   pieve  con- 

■""woeiU-mpo  eli  Veli  abitava  apud  casa  lava  38t)  abil. 

^i^ki»stra  sita  Piscia  ( cioè  sul  lìuuu*'}  Sebhm  uk^Lougobami^o  i»k* IHm.^zz^iià. 

ff*y  pittoriensi .    —   (  Camici  ,  </ei  — /^e.V.CvSTFii.ixA  DiSp.avvAi.r.K,e  Sf»4VALf.e 

•Jf^-^JViWfla  T.  I.  ).  fra  U-  Valli  dell' Ombroue  e  ibUa  fievole, 

^^^«esia,  fallo  è  che  in  Serrai,  e  SKRKA   (  MONTE  )  sul  Mt»n{e-Pi<.iHo, 

^^^*fÌM Maggiore,  i  vescovi  di  Pi&loja  —  K  una  delle  prominenze  più  elevale  di 

K^i^aio due  corti,  confermale  Inn.»  nel  quel  gruppo  di  |x»ffgi  clic  seprano  il  Val- 

•JT diirinip.  QiiQng  ]||  g  j^  jijiri  imjrt..  ilVVrno  p';.t:uio  dalla  V.d le  orientale  di  Luc- 

^«'fflalffici  de*  5ei:oli  sucressivi.  i  1,  la  cui  s'MUniii:i,  della  la  Serra  maggiore, 

'^iifKJili  Gqiraja  derivali  dilli   (a-  iit  ri.<i<'onlrala  dal  P.  riifihirami  a  br.  l 'ì^if) 

%'U Cidofinrru  coutinuaionu  anche  nei  x'pra  il  li\cllo  del  mare  Mcdiicrrauc.-. 


SfiST  SEST  27? 


StSTA^O  BOXA  EERARDENGA  ntlla  Travasi  il  Gist.  «li  Ststinofiii  U  gr.  39' 
t^ik  «IrirOiubronc  sracfr.  ^ Gas.  con  cb.  57'  4"  lon«r.  «ti  il  gr.  43**  ia'  8"  lulil..  6 
furr.  [S-  Bartolommco)  filiale  «Iella  pieve  a  migl.  a  leT.  Jellii  Badia-Tetlahla  ,  8  a  ostro 
AvioB,  nella  Com.Gìur.  e  circa  migl.  uno  diil  Catl.  e  monte  di  Car|iegna  nello  Stalo 
t  Kìr.   di  Castelnuovo  della  Benirdcnfa,  iiontificio;  16  migl.  a  grec.  di  Pieve  S.  Ste- 
lline <fi  Afetto,  Camp,  di  Siena.  limo;  18  migl.  a  sett.-grer.  del  Borgo-San- 
Risiede  in  Ta Ile  sulla  np  destra  del  fi.  Sepolcro  lassando  |ier  Monle  Gisale,  e  aa 
^hrnne  lungo  la  strada  rotabile  detta  dei  niigl.  per  la  strada  di  IjrlMnia  che  attra- 
f allestì  un  mig).  circa  a  lib.  dell* antico  verM  Ih  Terra  pontificia  di   Mciralello,  si- 
■raastero  della  Berardenga.  tiiaia  cin'»  6  niigl.  h  scìr.  di  .''«slino. 

Anchr  quesl«i  vill.-i  fu  signoria  de*  conti  Grande  è  la  fiinia,  sebbene  inc:crta  Pori- 

Mb  Sciaienga  e  della  Berardengn,  cui  h|i-  gine,  del  Ciisl.  di  Sestino,  sia  per  i  nionu- 

fvkneia  uno  dì  quei  nobili  che  nel  ioa3  menti  romani  dìc  in  copia  possiede,  come 

«fgnn  al  monastero  predetto  varie  case  mas-  sono  le  iscrizioni,  statue,  urne,  vasi  ed  altre 

wisie,  fra  le  quali  una  situata  nel  casale  reliquie, cose  tutte  che  non  lasc:iano  dubbio 

«i  5^5/ano.  di  avere  questo  paese  appartenuto  al  territo* 

Che  costà  iìno  dal  secolo  Vili  vi  fosse  un*  rio  Umbro*;  sia  per  Tcspresaioni  di  Plinio  il 

craiorì'»,  ossia  basilica  <  dedicato  a  S.  Sim-  vtccliio  che  appellò  questo  popolo  deirUm- 

;!iriano,  lo  palesò  uno  de* preti  «saminati  hrì»  Oppidani  Sentinates. — (Hmt.  Natvb. 

adi' anno  71$  rispetto  alle   pievi  contro-  Lib.  III.  Cap.  14.) 

wnt  «tal  TfsroTO  di  Siena  a  quello  di  Arci-  Infatti  che  Sestino  facesse  parte  della  re* 

» «lidùafanilon  i^i,  che  sebbene  la  basi-  gione  dì  Sentino  spettante  alla  tribù  Zemo- 

ba  éiS.  Simpiieiano  a  Stsiano  fosse  stala  nia  non  ne  lascia  dubbio  la  famos.!  battaglia 

Minta  verso  Tanno  680  da  Vitaliano  ve-  data  nel  544  U.  C  (avanti  G.  C.  ao8)  ai 

«nvo  di  Siena,  lo  flesso  prete  |)erò  era  stalo  Cìalli  nel  contado  senlinate,  |ier  quanto  ag* 

•"Biacralo  dal  diocreìMino  di  Arezzo,  dal  qua-  giunga  T.  Livio,  che  alterato  ne  sia  stalo  da 

IrJipmileva  la  pieve  a  PMina  con  tutte  le  molli  il  rarTonto.  I^  qual  vittoria  meritò 

dm  e  oratori  «onipresi  in  quel  piviere.  al  console  Q.  Fabio  Massino  gli  onori  ilei 

Anrhean  istrunieulo del  marzo  11 65  fu  trionfo,  e  grandi  premìi  ni  soldati  delle  U* 

lapMo  da  Rolando  nolaro  sulla  strada  pub-  gionì  rhc  in  qiirlla  ebbero  parte.  — (T,  Li* 

Uia  vicino  alla  chiesa  dt  iS^ef/flm>,  il  quale  vn.  Dermi,  Lib,  X.) 

lite  verte  intorno  ad  una  permuta  di  Wni  Ma  comecché  dai  monumenti  dissepolti  in 

^flarrin  r«t}>batr  e  monaci  di  S.  SaUalorp  Siglino  \ì  sia  luogo  a  cicdcrc  rhr  ai  timpi 

«  Fùtstebùtta  (Monastero  dtlla  Berarden-  roniani  fossero  cosi  à  terme,  trmpli ,  colle- 

c«  —  ;  Aara.  BoBr;iiFjii*Biciii  in  Sir.!vA.)  gii  ecc.  ecc., comecché  nc-l!*alt.irc  maggiore 

la  porr,  di  S.  B:irlolomnieo  a  Sf  stano  della  sua  eh.  arcipielura  fosse  stala  |)osla  [icr 

ifì  i933  contava  i33  ahit.  mensa  una  base  marmorea,  sulla  quale  al 

SEST4\0  in  Val-d'Orcia.  —  />«/.  Col-  Irmpo  dtlTlmp.  Graziano  fu  collocala  una 

tfffS.  A^OHOO  «a  W  Villa  Torri.  statua  allusiva  al  genio  di  quella  curia  ,  o 

MISTIXGA  (VILLA  m)  nella  Maremma  municìpio,  ronlullociò  la  storia  di  Seslino 

frnmtian»,  —  f^ed.  Bahia  di  Sfatikoa.  fino  al  mcoIo  XIV  si  nascond/- nelle  Iciif  bre. 

StSTIT^iO    (  Sentitium  )  iici.la  MASSA  lm|KT<»ccl;è  duhitcrci  di  anmieltrre  per 

TB.ÌBARIA  nella  Valle  della  Foglia.  — Ca-  gì  nitiiio  un  |MÌvile(!Ìo  dato  in  Viterbo  li  1 1 

€eilo  di  origine  antichissima  con  chiesa  ar-  agosto  del  tjiy^  dnlt*  Imp.  Ottone  1  a  fa\t>ie 

n^rHursi  fS.  Pancmzio;  capoluogo  di  (Jom.  di-l  conte  AUlerico  della  famiglia  gererosa 

e  JìGiur.  «nltn  laDioc.  di  Sanse|ioIcro,  una  dei  signori  di  Girpe^na  (  Carpi nfvrum)  e 

«<-4u  di  >fontc-FeltiYi,  poi  deirnicipniura  in  grazia,  dice  quello  scritto,  deVrvigii  pre- 

'I  SMiiio  Nuliius  Dioecesis  ^  nel  G)mp.  slati  dal  conte  Alderico  nel  fugare  i  Grtri  e 

•j:  4rr2Zo.  Saraceni  dall' estnmc  |»arli  dell* Italia,  per 

Risif'le  sopra  lo  sprone  di  un  paggio,  fra  cui  quclPImp.  conjennò  ad  esso  conte  ed  .11 

•^  ir  («xiti  •  uno  de*  quali  poslo  »  «istro  di  suoi  successori  il  dominio  d(l  nobii  castri' 

*^lino  r;i^alra  il  fi.    Foglia^  msia  l'antico  ht  di  Carprgna  con  lauti  altri  situali  i/f  re- 

/jovrr,   nieiitre  dal   lato  op|)oslo  sotto  un  gione  Finminea  Senvna  ;  fra  i  quali  Vop- 

;  .'1   jiifoh»  j-onle  passa  il  toir.  Seminino,  pidodi  Sistino\et  intra  fimùosCvnram  et 

»  «  -«n  o  dofio  c<>nfliiisce  nel  fiu.  Foglia.  JiarcMam  Seravaifcntf  reruchiuw^  San* 


S?8  SEST  SB8T 

Marinum  «I  demum{o  dimìilÌQin)  Moniis  «luci  Loranio  tuo  nipolf.  -^Gk 

fertirmni^  Hons-Stadius,  Macerata^  P«-  rwiciaie  a  Fnneeioo  Maria  àék  ' 

tracuia,  Foranum^  Scautinum  iWtti,  SuU'  ricupeiara  eoa  le  proprie  knt 

na  (Jone  Suftsa),  Pinna  Billioruin ,  Majo-  stCHO  il  tuo  ducato,  ncm  artanlecifi  I 

ìum  cutn  omnibus  districtibus  et  Pastai-  coftrrllo  di  aderire  alia  coiicwdw  iMii 

lis,  etc,  eie,  gli  Spagnuoli  cdo  Papa  Leoàe  1«  fv| 

Fra  i  tcslimoni  vi  è  firmato  per  giunta  quale  Lorenzo  de*  Medici  rìi 

un  Cesar  Fliscus  Lasfanie  Comes  dapifer,  quel  vasto  ducalo.  Ma  pooo  cgÙ  k 

Molli  archeologi  fjerò  dubiteranno  della  perchè  nel  di  5  maggio  dd  iSif 

sincerità  di  tal  privilegio,  sia  per  le  cspres-  altra  vita»  cui  tenne  dietro  podn 

sioni  inusitate  di  cotesta  scrittura,  sia  per  la  pò  donna  Maria  Mad4lakoa  di 

data,  coni*è  quella  di  Viterbo  del  i5  agosto  sua  consorte,  lasciando  b  imails  fi||b| 

dell*  anno  963,  quando  Tlmp.  Ottone  1  terina  sotto  la  tutela  di  donm  Ali 

dii  nio!ti  mesi  era  tornato  da  Roma  in  Fa-  sini  vedova  di  Piero  de*Medirie£hit 

via  e  di  là  al  Lago  d'Orta,  dove  si  trovava  finvlic  la  iauciulla  Galerina  fiitla 

sulla  fine  di  luglio  e  nell'agosto  stesso  dell*  uanellò  ad  Enrico  U  fc  di  Fnadii 
anno  962.  Lo  che  aoradde  un  anno  innanzi        II  Pont.  Lrone  X  aoooftoii  di  MI] 

che  lo  ilvsìio  imperante  si  {lortasse  alP  asso-  ritenere  il  ducato  di  Urbino  in 

dio  della  rocca  di  San -lieo  presso  Car|)egna  nipote  pupilla,  dopo  aver  fatto 

e  Sesti  no,  nella  qual  rocca  erasi  fortificato  il  le  fortiHcaiioni ,  fu  consegiisto  lo 

suo  ri\aleBeixngario  H  con  la  di  lui  mo-  desimo  alla  Reverenda  Caa 
glie.  Cosa  dunque  si  do«rà  dire  di  un  di«        E  perchè  nella  guem  fatta  pr* 

ploma  s)  fatto?  Per  me  lo  metterei  in  cora-  starlo  aveva  speso  800,000 

pagnia  d*  un'  altra  carta  fabbricata  forse  dal-  la  maggior  parte  de*  quali  furoM  slil 

lo  stesso  autore  con  la  dala  di  Viterboi  alla  ministrati  dalla  Rep.  Fior,  enne 

presenza  dell' Irop.  Ottone,  li  9  dicembie  dai  libri  della  Revcmida  GsaMn,! 

del  962,  India.  V.  ed  anno  XXVI  del  suo  la  Rep.  stessa  era  slata  impoilata 

regno  ed  imiterò,  col  quale  ultimo  diploma  prelese  dare  in  compenso  al 

Ottone  I  concedeva  ali*  ideale  Guido  Cybo  renze  la  fortezza  di  S.  liBOCon 

genovese  tre  castella  nel  Va  l-d' Arno  su|ie*  ed  il  territorio  spettante  al  pivieiedii 

riore.  —  fed.  Mo5tkvakchi.  Per  quanto  riuscisse  grave  alla  Rcpiìl 

Mancato  il  fondamenlo  \)vr  altribuire  il  to,  pure  Paccoido  fu  sanzionato CMI 

caslrllf)  di  Ststiiio  ai  nobili  della  generosa  %8nov.  i5io,  e  nel  giorno 

famiglia  da  Carptg'ia,  diiò  solo  che  cote-  nero  stipulate  con  gli  abitanti  di! 

sto  iNiese  innanzi  il  i5iG  faceva  pirte,  tati-  Irò  e  di  Scstino  le  opportune  oipìl 
to  nello  spirituale  come  nel  tcraix)ra1e,  della        Un  anno  dopo  accadde  la  morlcddl 

giurisdizione  di  Monlo-Feltrr»;  e  aggiungerò,  licone,  in  seguito  alla  quale  il  dotai 

qualmente  molli  |)0|)oli  del  piviere  di  Sesti-  cesco  Maria  ri:icquistò  tulio  il 

iiu,  ecct'tiuato  però  il  ca|K)luogo,  furono  si-  no  le  fortezze  di  &in*Leo,  di  Mafols< 

gnoreggiati   anche  dai  nobili  Faggiuolani,  villaggio  di  Sestino  con  lutto  il 
siccome  può  vedersi  dalle  condizioni  della         Ma  poco  apprcaui  anche  le 

|)are  di  JSarzana  del  i353.  San-Leo  e  di  Ma jolo  dovettero 

Dirò  finalmente  che  Sestino  con  tutto  il  al  duca  di  Urbino,  sicxhèalGoniiuicél 

suo  piviere  nel  iSiG  venn<'  distaccato  fier  renze  non  restò  che  il  solo  e  sterile  Mill 

opera  del  Pont.  Ix^ne  X  dil  ducalo  dì  Ur-  rio  di  Sestino  nella  MÌatsa'T!rahtiria,^ 

bino,  nllorchè  quel  gerarca  della  rhiesii  mos-  trada  che  il  governo  granducale  drlbl 

se  guerra  a  Francesco  Maria  della  Rovere  scana  conserva  tuttora  al  caro  preso difi 

duca  di  Monte-PVltro  e  di  Urbino.  si  800,000  fiorini  d*oro. 

Fu  allora  che  un  esercito  fx>niandato  da        A  prendere  il  possesso  di  cotesti  lsi| 

liorenzo  de*  Medici  duca  di  IVemours  yenc'  la  Signoria  di  Firenze  allora  infi«*Fs 

Irò  e  s' im|t;«iln>nì  dell*  Urbinate,  e  della  cesco  Vettori,  cui  tenne  dietro  poco  A 

regione  Fellrina.  Dopo  di  ciò  Pa|>a  I^nine  Antonio  da  Filicaja  nominato  in  [iriaio  a 

dirbian'i  il  duca  Fiancesco  Maria  della  Ro-  niis&ario,  o  vicario  di  Sestino,  con  Tapli 

vrrr  dtiMiinto  da  quello   siato,  del  quale  n.ipgìo  annuo  di  Goo  fiorini  d*orn.  «—^ 

mediante  bolla  concistoriale  fu  in\estilu  il  VJri.  Fukkxe  Voi.  Il  |iag.  304. 


5EST  SEST  279 

▲llon  fo  che  anche  il  pìeTanalo  di  Sesti-    rispose*,  il  castello  esser  piccolo  e  tutto  pie- 

v>  fu  sl^ocalo  Jalla  cUocciidì  Monte-Feltro    no,  m»  che  rlarcbbono  vettovaglie  e  allo»- 

c  Jìckùralo  Nuiìius  Diotctsis  con  i  17    giumenti  nel  borgo.  Messcr  Piero  montalo 

popoli  lii  quel  «iistrclto;  cioè  :  Sesiino^  Ca-    in  collera  disse  con  malpiglio:  Conoscete^ 

soìr,  CtisteiiaeciciafCoicelialto,  «V.  Dotta-    mi  i^i  ?  Signor  si,  rispose  quell*  altro,  i^oi 

Uà  Castelnufi^H}^  LueimhfirgOt  .^artiglia-    siete  il  signor  Piero  figliuolo  del  signor 

v\  Miraldtlloy  SMonte^La.-^Bn  ve,  -ffonte-    Filippo  Strozzi,  e  vi  siamo  servitori,  ma 

F#r(/jK»,    Monte' Romano ,  Montirone ,  i    V  entrar  dentro  a  vottra  Signoria  non  fa 

FwUmu^  Preseiano,  S.  Giovanni  in  f^rc-    nulla,  e  noi  non  vogliamo  per  amor  delle 

cb'«,  Stiés^foìa^  Rocchetta,  e  Valrnvtno.    donne  nostre.  Allor.i  si  iVrr  chiamare  il  |k>- 

Bnuflrllo  Viirchi  nel  libro  XI,  eBernar-    desia,  il  quale  cniniess'T  Orlando  Gheranli, 

À.'  Srgoi  nel  Uhro  Vili  delle  loro  Storie  fio-    0  tulio  allenilo  il  dimandò  :  per  qual  eagio- 

mlioe,  air  anoo  1 5  36,  ragionando  dei  ten-    ne  noi  volesse  accettare  nella  terra  ;  cui 

Wìvi  Cittì  iIaì  fuorusciti  fiorentini  peri  mpa-    ritpose:  vedete  signore,  egli  non  istà  a 

taiini  del  Borgo-San-Sepolci'o,  entrambi    me;  quattr*  uomini,  i  quali  Jtmno  il  tutto^ 

ncecalano  lo  acAccomalto  da  Fiero  Strozzi    non  vogliono Ma  inesser  Piero  non 

f  (h'sQot  compagni  riportato  a  Sestino  n  ea-  elibe  tanta  pazienza,  perchè  egli  gridò,  ^ei- 
firild  piccolo,  «lice  il  Segni,  e  posto  sui  con-  tro,  dentro.  Allora  fu  trailo  un  arcliibuso, 
iMéfU*  Umhria,  nel  qual  luogo,  forte  per  il  quale  colse  nel  [ietto  il  capilan  Niccolò 
iilQ,  Bcntre  che  Piero  si  sforzava  ire  in-  Strozzi  e  lo  fece  cader  morto  accanto,  e 
nmà  con  i  sooi  400  fanti  scelti,  soprag-  poco  meno  die  addofso  a  colui  che  scrive 
p«lo  dai  paesani  in  qnei  passi  stretti,  fu  ora  queste  cose,  ecc.  » 
vpm  sbaiagliato  del  tutto,  e  vi  morirono  Ali* Art.  Sasso  niSiMOnKfu  avvisalo  qual- 
pie  di  60  die* suoi,  fra  i  quali  il  capitano  mente  nel  i586  Gisìmn  I  eresse  sulla  som* 
AmcoIò  Strozzi  ».  mila  di  cotesto  monle,  quasi  a  picco,  e  che 

Fa  qocì  faoraaciti  appunto  trovavasi  a  resta  circa  4  migl.  a  selt.  di  Sestino,  una 
niStiic  il  lacenlote  Benedetto  Varchi,  sic-  rocca  con  pretorio  per  Hirvi  la  residenzii  del 
csBecgli  steiso  ne  fece  testimonianza  nelle  potestà  dì  Sestino.  Al  suddetto  potestà  es- 
■e  liane,  dove  disse  la  ragione  per  la  quale  sendo  stata  aocresciula  giurisdizione  anche 
ilnnariti  Tolendo  andare  al  Borgo  S.  Se-  nel  criminale,  fu  dato  it  titolo  di  capitano, 
P^er»pB»an>no  da  Sestino, ad  oggetto  cioè  sottoponendo  al  medesimo  i  polesià  della 
é  imciar  la  strada.  «  È  Sestino,  diceva  il  Badia  Tc<lalda  e  della  Piove  S.  Stefano,  fin- 
Vedii,  on  piccolo  castelletto  lungo  un  fui-  che  sotto  i  Grandiichi  suoi  successori  il  ca- 
I  niarilo  chiamato  la  Foglia,  ha  dinanzi  una  pilano  del  Sasso  di  Simone  tornò  a  risedere 
;  pinta,  dove  si  fa  il  mercato,  con  un  borgo  in  Sestina  con  titolo  di  vicario  regio. 
^  fÌKodiote  e  di  botteghe.  Nella  terra  s*en-  Se  fu  nativo  di  questo  luogo  quel  nobile 
I  tn  (KT  aa  ponte,  il  quale  è  dinanzi  alla  porla,  nomo  Ermanno  de*  Guidoni  da  Smino  che 
{  »fia(|ailegionto  raesser  Piero  scnz*Hllr*ar-  venne  potestà  a  Firenze  nel  1 34  7,  siccome 
wcìm^  U  spada  sola,  e  col  cojelto  sfdìbìalo  dissero  TAmmiralo  ed  il  Lami,  converebbe 
fBih  amicia,  chiese  di  esser  messo  dentro;  credere  che  Sestino  allora  godesse  riputazio- 
ni aao  di  quei  (fae  (di  Sestino  elicgli  era-  ne  di  una  Terra  nobile,  giacche  tu  [Kitria  di 
Bifaiifti  incontro  per  onorarlo  in  parole)    personaggio  cotanto  distinto. 


SEST 

C&mmmUè^  affkiiifnMlo  qui  toUmenle  che 
dalla  fwHe  leUcnlrìoiiale  del  terrilorìo  di 
SeiliBo  si  boia  la  marna  ooDdù|liare  cern- 
irà coMmile  a  qnalla  cbc  dcMmna  nelle  ▼•lU 
wbappcaniiie  del  Vollcrraiio  ;  e  che  i  due 
pìonacolì  del  Saaso  di  Siflàooe  e  di  Simon- 
cello  aotto  coperti  di  un  oonaimile  terreno 
leraarìo  medio  alalo  già  70  autil  addietro 
{«rliiatmo  dairiiib.  Gio.  BatliMa  Pamerì , 
il  qaale  trovò  nelle  crete  del  Saiao  di  Si* 
Bone  od  In  qnello  di  Simoocello  parecchi 
corpi  marini,— >(G.  B.  PAmmUf  Diseorto  F 
itUm  Storim  de*  Fossili). 

RiapcUo  alla  produiìoni  agnrie  eme  con- 
tiiloDO  per  la  «laniaui  parte  in  piacoli  na- 
taiali  ed  in  legname  di  alto  fìialo,  cioè»  in 
Ci|giv  abdi  •  oerri  e  castagni  riducibili  in 
traviy  per  cui  la  eontrada  ebbe  inaierae  con 
lotte  lo  Valle  aiqieriore  dd  MeUoro  e  della 
F^gliap  •  cbc  lutlon  conmrva  Tanlioo  nome 


SEST 


281 


di  Massa  Traharia,  —  F§d.  Hiaui-TaA- 

BAAU,  o  TaABAai. 

La  Comunità  di  Scstino  mantiene  un  me- 
dico, un  chirurgo  ed  un  maestro  di  eeuola. 

Gontuttociò  in  Sestino  si  tiene  aetlima- 
nalmente  di  giovedì  un  piccolo  mercato, 
la  cui  origine  è  asmi  remote  e  che  cangiasi 
in  fiera  nel  primo  lunedì  di  giugno  e  di 
ottobre  e  nel  quarto  lunedì  di  agosto,  scar- 
sa la  prima  e  1*  ultima ,  copiosa  la  seconda 
^Mcnlmente  in  bestiame  Taccino. 

Risiede  in  Sestino  un  poteste ,  il  quale, 
rispetto  al  criminale  dipende  dal  vicario  re- 
gio di  Sansepolcro  dov*è  rofisio  di  esaiione 
del  Registro.  Vi  è  una  cancelleria  comuni- 
teiiva,  che  abbraccia  anche  la  Com.  della 
Badia  Tedalda.  L'ingegnere  di  Circondario 
è  alla  Pieve  S.  Sterno;  la  oonservaiione 
delle  Ipoteche  ed  il  tribunale  di  Prima  istan- 
za sono  in  Arezzo. 


QUADRO  deiia  Popolazione  della  Comohitj*  dm  Sbstimo 

a  quattro  epoche  diverse. 


Nome 
dei  Imoghi 


Titolo 
delle  Chiese 


Citale 

Golcdlallo 

S.  Donalo 

LiKeasbargo 

lUrwAi.1*) 

ILitigliano 

Binidelk 

Voate-Povtino  (*} 

BoBle-lonum» 

BoQtivone 

hbai 

Pcticlla.1 

Prcstiano 


Diocesi 

emi 
appartengono 


10 
Vecchio 


S.  Micbele ,  Rettorìa 

S.  Tommaso,  idem 

S.  i>onato,  idem 

S.  MLiria ,  idem 

S.  Maria  e  S.  SoAa,  Pieve  | 

S.  Andrea ,  Rettoria 

S.  Leone ,  idem 

S.  Andrea ,  idem 

S.  PaQ4o,  idem 

S.  Maria,  Pieve  Arcipr.  | 

5.  Leone ,  Pieve 

S.  Niccolò,  Reitorìa 

S.  Barbera,  idem 

S.  Pancrazio,  Pieve  Arcip. 

S.  Giovanni  (in).  Pieve    | 

Totale  .  . 


San-Se^wlcro, 
già  deirArci- 
pr.    Ifuliius 
di  Sestino 
Monte-Feltro 

San-Sepolcro, 
già  dell* Arci- 
pr.   Ifuliius 
di  Sestino 
Monte-Feltro 

San-Sepolcro, 
già  dell* Arci- 
pr.   Nullius 
di  Sestino 
Monte-Feltro 

.  Ahit.  if  .• 


Popolazione 


NE.  Iféle  ultime  due  epocfie  le  parrocchie  contrassegnate  con  V  asterisco  (*) 
rptttapooo  alla  Comunità  della  Badia-Tedaldo , 

Al  contrario  neW  ultima  epoca  entraffano  in  questa  di  Sestino  da  quella  di 
Martcehia Alnt.  N/" 

Totale Abit.  NP 


6s 


aa74 


%.  V. 


36 


282             SEST  SEST 

SESTO  (  ad  Stxtum  iapUiem  )  twl  Val-  AcqniiUioiio  bensì  in  Setto  Tcno  if  Et* 

d'Arno  fiorentino.  —  Grosso  borgo  con  an-  colo  XIII  ona  qaakbe  tignorui  i  TCtooft  dK 

tìcB  ehien  plebana.  ( S.  Martino)  cspoluo-  Firenze^  comeocbe  rispetto  a  rapporti  einli 

go  cB  Coronnità,  e  residenza  di  uno  de*pode-  e  gofematin  i  rettori  o  Ttcarf,  cbe  i  tc* 

sU  tuburbani  di  Firenze»  nella Dioc.  Comp.  eco? i  tì  tenevano,  dipendessero  da!  potestà 

e  quasi  mi  migl.  a  maestr.  della  capitale.  e  dal  gofcmo  politico  della  Hep.  Fior. 

Cotesto  borgo  di  Sesto  è  attraversato  dal-  In  cbe  maniera  coleste  paese  al  pari  <fi 

la  strada  maestra  di  Prato  presso  la  sesta  tanti  altri  del  contado  e  diocesi  fiorentina 

pietra  miliare,  dalla  quale  già  da  gran  tem-  cadesse  sotto  la  ginrìsdizione  economica  de' 

pò  prese  il  vocabolo  di  Sesto.  —Risiede  in  suoi  vesoovi  la  storia  lo  tace»  e  solamenle 

mezzo  ad  mia  fiputtifera  e  ricca  pianura  nota  ne  fii  sapere,  cbe  cotesta  mensa  al  pari  del 

specialmente  per  la  eccellente  qualità  del  capitolo  fiorentino  fino  dal  secolo  XIII  vi 

suo  grano  gentile,  o  eal^elìo.                    .  possedeva  dei  predit  e  cbe  i  suoi  vescovi  per 

Trovasi  fra  il  gr.  a8^  5 a'  long,  ed  il  gr.  enfiteusi  dei  medesimi  esigevano  tributi  da 

43^  5o'  latit.,  citoa  6  migi.  a  maestr.  di  Pi-  diversi  abitatori  di  Setto  e  del  suo  pievana- 

renze,  5  migl.  a  scir.  di  Prato,  quasi  3  mi-  to  ;  oosiccbè  quei  livellari  di  terreni  edicase 

gì.  a  grec.  di  Campi,  altrettante  a  oitro-scir.  dovevano  su  di  ciò  render  ragione  ai  rettori 

di  Calenzano,  ed  un  migl.  appena  a  lib.  ed  agenti  dei  vescovi  fiorantini ,  i  qoali  ri* 

della  cospicua  fiibbrica  delle  porcellane  Gi-  sedevano  in  Sesto.  Fu  perciò  cbe  il  Tesoovo 

nori  di  Doccia.  Giovanni  Mangiadori  verso  il  tafio  scomu- 

Dopo  quanto  fu  detto  agli  Art,  Dacino,  nioò  gli  uomini  di  Sesto  e  del  suo  piviere 
QnAaTO  e  Qduito  non  si  starà  qui  ad  ag-  percbè  avevano  molestalo  il  suo  rettore,  os- 
giungere  il  perchè  questo  al  pari  di  molti  sia  esattore,  rispetto  ai  diritti  e  tributi  non 
altri  luoghi  omonimi  situati  lungo  una  stra-  pagati  alla  menja  vescovile  fiorentina ,  sie- 
da municipale  alla  distanza  di  circa  sei  mi-  come  lo  ftesso  Vesc.  per  la  ragione  mede- 
glia  dalla  città,  si  appelli  Sesto,  sima  aveva  scomunicato  gli  afflzlali  del  Co* 

Per  quanto  la  pieve  di  S.  Martino  a  «Se-  mune  del  Borgo  S.  Lorenzo  in  Mugello. 
sto  Vicina  a  Coionnttta  sia  rammentata  con  A  dimostrare  poi  cbe  quei  rettori  de*  ve- 
quest*  ultimo  nomignolo  in  un* istrumento  scovi  di  Firenze  agissero  da  amministratori 
dell'  anno  858,  pure  sotto  il  vocabolo  spe-  de*  beni  di  quella  mensa ,  anziché  da  giu^ 
cifìco  di  Sesto  essa  col  suo  borgo  è  nomina-  dicenli ,  citar  potrei  molti  fatti  dai  quali 
ta  in  una  carta  di  poco  posteriore  al  mille,  apparisce  cbe  i  veKori  qualche  volta  rioor- 
É  un  rogito  àeW  Archino  delia  MetropO"  revano  alle  armi  spirituali,  quando  non  era- 
Uiaim  fiorentina  scritto  nel  ioaS  di  giù-  no  assistiti  dal  braccio  secolare,  ad  oggetto 
gno»  e  di  già  citato  alVArt.  PaaoniA  di  Moh-  di  ottenere  dai  loro  fittuarj  i  firutti  soiduti, 
Ts-MoaBLtx>.—  (  Lavi,  Sfonum,  Eecl,  Fior,  Quindi  è  che  sotto  di  x6  marzo  1 164  (  stih 
pag.  1419).  Alla  stessa  pagina  il  Lami  ri-  cotnume)  trovasi  una  querela  portata  in  gin- 
porta  Teslratto  di  altro  istrumento  dell'ago-  diziodal  sindaco  di  Giovanni  Mangiadori  ve- 
sto io3i ,  nel  quale  si  tà  menzione  della  scovo  di  Firenae  contro  tre  abitanti  del  po- 
pieve  di  S,  Martino  a  Sesto.  Anche  alla  polo  di  S.  Maria  a  Querceto  nel  pi  viete  di  S^ 
piig.  x43x  lo  Slesso  A.  diede  la  sinopsi  di  sto,  rispetto  ad  una  casa  con  terre  la vontiv^ 
un  contratto  scritto  in  Co/on/tofa  nel  pivie-  poste  in  detto  popolo  ottenute  da  essi  ad 
re  di  Sesto  li  %S  marzo  del  1084.  —  l^ed,  enfiteusi  dalb  mensa  fiorentina.  Su  di  cbè 
CoLoasATA  DI  Sisto. —  AlPArt.  poidaciaA  fu  in  quel  giorno  pronunziata  sentenza  ili 
fu  riportalo  il  sunto  di  altra  scrittura  del  24  fovore  del  vescovo.  ^(  Lami,  lfomcm.£cel. 
aprile  io4a,  dalla  quale  apparisce,  cbe  una  Fior,  pag,  763-764  e  altrove), 
ricca  donna  fiorentina  cede  al  proprio  figlio  Quanto  poi  sia  cambiata  la  fiuxia  di  qne- 
molte  sue  possestbni  e  corti  poste  in  varii  sta  deliziosa  contrada,  lo  indica  il  nome  re- 
luoghi del  territorio  fiorentino,  fra  le  quali  stato  di  Querceto  alla  parrocchia  pia  vicina 
ona  corte  situata  in  Firenze,  una  sulla  JTa-  della  pieve  di  Sesto, oggi  ridotta  ad  una  delle 
ri/ia( fiumana),  una  corte  in  loco  Sesto,  ed  piagge  piii  ridenti  del  piviere  ;  lo  dà  a  co- 
altra  corte  posta  in  Cercina, — Ma  in  quella  noscere  il  vocabolo  di  Gualdo  (  bosco  ) ,  ti- 
cessionc  si  tratta  di  case  e  di  possessioni  di  tolo  ài  un  altro  popolo  dì  questo  piviere;  lo 
terreni  e  non  di  giurisdizione  civile  sopra  dimostrano  i  fianchi  denudati  del  Monte 
gli  abitanti  del  borgo  di  Sesto.  Morello  spettanti  al  territorio  di  Sesto  ,  i 


SESt 

^lì  furono  un  dì  riamiti  di  {nganiMclii 
aMf.  Inoltre  lo  dk  a  divedere  il  luogo  ap- 
pellalo Sei^a  esìstito  nella  parrocchia  slessa 
éi S.  Martino  a  Sesto.  —Servirli  per  dimo- 
«ni«colffSl*n!tinio  Tcro  un  conlniltn  rogalo 
n  Flicoae  II  i  a  lebbra jo  del  1 3 06,  col  qua- 
le éonaa  Bice  restata  TedoTs  di  Ser  Cresla 
ffliodel  famoso  Scr  Brunetto  Latini  del 
yyiu  £  S.  Maria  Maggiore  di  Firenze, 
cane  lutrìce  di  Ticia  e  di  Francesca  figlie 
■i  e  di  fletto  Ser  Cresta ,  autorizzata  da 
dà  BaldoTÌno  suo  niondnaldo,  offrì 
alla  badessa  e  monache  di  S.  Maria 
delle  CoDTertite  di  Firenze ,  in 
■HO  di  Fvisio  inevano  di  S.  Pietro  a  Va- 
|l^  iB  pmo  di  terra  posto  in  luogo  detto 
Il  Sehm  mei  popoio  ièlla  pieve  di  S.  Mot' 
tute  Sesio.  *-  (  Aaca.  Dm.  Fa».  Carte 
£Cetl€Ìlo  e  delia  Badia  a  Settimo). 

0  ptTiere  di  Sesto  fino  dal  1199  com- 
paihis  le  chiese  e  popoli  seguenti  :  1.  Pie- 
wA  S.  Martino  a  Sesto;  9.  Prioria  di  S. 
laeia  a  Settimello  ;  3.  S.  Jacopo  a  Quer- 
atD;4.  S.  Bofuolo  aColotmata;  5.  S.  Ma- 
ma  ^«fo:  6.  S.  Marirf  in  Padule;  7.  S. 
Urib9  a  Sesto  ;  8.  S.  Donato  a  Loneia' 
a»:  9.  S.Giasto  in  Gualdo  ;  io.  S.  SleCino 
nPiasMa;  1 1.  S.  Maria  a  Morello;  la.  S. 
JMtalu  •  Carmignanello.  —  Quest*  ultimo 
ppfo  sol  declinare  del  secolo  XVIII  è  sta- 
li snito  air  altro  di  S.  Silvestro  a  Buffi' 


SEST 


283 


gnann;  così  il  popolo  di  Lonciano  fn  unito 
a  S.  Giusto  in  Gualdo.  —  In  quanto  alla 
eh.  di  S.  Lorenzo  a  Sesto^  non  comparisca 
nei  cataloghi  di  epoche  posteriori  ;  enettam- 
poco  nel  balzello  im|K>slo  nel  14  4  4  dalla  Bep. 
Fior,  per  pivieri  ;  nella  quale  circostanza  il 
piviere  di  S.  Martino  a  Sesto  fu  tassato  nella 
somma  di  81  fiorini  d'oro,  repartila  fra  i 
suoi  popoli  nel  modo  qui  appresso  : 


Popolo  della  pieve  di  Seslo .  .  .  Fior, 

i—  di  S.  Luf'ia  a  Settimello.  .   .   » 

—  di  S.  Maria  n  Querceto  .   . 

—  di  S.  Romolo  a  Colonnata. 

—  di  S.  Maria  a  Morello.  .  . 

—  di  S.  Stefano  in  Pescina.  . 

—  di  S.  Maria  a  Quinto .  .  . 

—  dì  S.  Maria  in  Padule   .  . 

—  di  S.  I>mato  a  T/mriano  . 
•—  di  S.  Giusto  in  Gualdo  .  . 


5 

8 

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IO 

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7 

9 


Somma  .  .  Fior.  Si 

Fra  i  pìetani  più  distinti  di  S.  Martine 
a  Sfsìn  il  dotto  canonico  Salvino  Silvini 
nel  suo  catalofìo  de^Cinonici  della  Metro- 
politana fiorentina  segna  sul  principio  del 
secolo  XIII  un  eanoniro  di  detta  Cattedrale 
per  nome  Arrigo  (coetaneo  ili  Arrigo  da  Set- 
timello) il  quale  fu  anche  nel  laoa  pierano 
di  S.  Martino  a  Sesto. 


MOVIMENTO  della  Popolazione  della  PAnn.  Plebaka  or  Sbsto 
a  quattro  epoche  dii^erse ,  divisa  per  fanti  glie. 


iaao 


iMrnscai 


imase. 


femm. 


muse. 


CUML'OVTl 

dei 
due  sessi 


WXJLFMiST. 
R  aFUOI.ARI 


Inumerò 

delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popolat. 

187 

1064 

341 

aG38 

588 

3399I 

656 

3705 

x55i 
1^33 


1840 


591 
56o 


691 
Sol 


4  Sia 
6a3 


460 
705 


laoa 
f  3io 


« 


lità  di  Sesto.  —  Il  territorio  di  individui ,  a  rigione  di  circa  488  persone 

fKsu  Comunità  abbraccia  una  superficie  per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  imponibile. 

^'  *^?7o  quadr.  dai  quali  sono  da  detrarre  Confina  con  cinque  Comunità.  -*  Dal 

•  :i  quadr.  percorsi  da  acque  e  strade.  lato  di  lih.  e  di  fum.  ha  di  fronte  i  territori 

Vi  4bitav4no  nei  i833    numero  8796  delle  Com.  di  Campi  e  di  Calenzano,  a  par- 


SEST  SEST  285 

Fra  i  coni  d*  acqua  che  bagnano  il  ter-  dì  mulini  e  frantoi  »  niu  che  fui  niscono  co- 
rtlorio  ocMoanitatÌYO  di  Sesto  contansi  soli  piose  fontane  al  parco  re|;io  di  Custello,  ai 
iinù  e  torrentelli,  il  maggiore  de*  quali  è  il  giardini  di  Quarto,  delle  Quiete,  di  Quinto 
^999  mmai9o  deità  Dogaja  che  nuToglie  le  e  di  Doccia  ;  ed  è  da  questo  monte  donde 
aa|ae  ilclb  pianura  fra  Sesto  e  Broziì,  oltre  anticamente  Firenze  ricereva  acqua  salubre 
i  rivi  che  scendono  dal  tlanco  meridionale  {lortatavi  |)er  mezzo  di  acquedotti. 
éà  Monte-Morello  per  via  dei  fossi  Zain'  All'Art.  Castello  DiQuAa-ro  sospettai  che 
hrm  e  BimaggiOm  cotesto  nome  fosse  derivato  dalla  ricchezza 

Bolte  aono  le  strade  rotabili,  le  quali  delle  acque  [lercnui  ehe  discemlouo  fino  co- 
IKROfffono  in  varia  dilezione  il  territorio  di  sta  dal  Monte-Mtirello  e  da  quello  contiguo 
^jticsta  Gomunitii,  senza  indicare  tante  al-  di  Gerciua,  costà  do%e  ne*  tempi  romani 
tre  vie  e  viali  tracciati  in  mezzo  ai  {jossessi  quelle  acque  (  diceva  io^/  probabilmente  al- 
fhvali.  Tale  è  la  strada  maestra  pratese  lacciaronsi  |»er  riievcrle  in  un.i  gran  cistcr- 
dKattnversa  da  lev.  a  pon.  il  territorio  di  na,  ossia  Casteilv  de' fontanieri  antichi,  in- 
Se4o,  e  cbc  passi  in  metzo  al  borgo  costi-  nanzi  di  avviarle  [ter  acquedotti  a  Firenze, 
tante  il  capoiaogo;  tali  sono  le  motte  stra-  Nulla  dirò  ilei  molti  e  squisiti  prodotti 
et  rotabili  comuoilative  di  Quarto,  di  Quia-  di  questo  territorio ,  |)OÌchè  rispetto  alla 
kkdi  Doccb,  ecc.  tracciale  a  pie  del  Monte-  pianura  è  troppo  celebre  il  grano  gentile  di 
HweUo,  e  quelle  tatto  la  strada  maestra  Sesto,  che  a  ninno  è  secondo  fra  tutti  i  gra- 
pntcse  dirette  a  Ferrtola  a  Brozzi,  ecc.  ni  dell'Italia;  non  rammenterò  gli  olivetì, 

5on  dirò  fioi  delle  grandiose  ville  signo-    le  vigne  e  la  quantità  dei  giardinicheador- 
lili,  dille  quali  trovasi  sparsa  e  quasi  co-    nano  ed  arricchiscono  i  fianchi  inferiori 
i«rta  cotcsLi  caaipu|;na,  massimamente  a  piò    del  monto  e  le  colline  che  si  estendono  fino 
«ielle  ultime  pendici  meridionali  del  Mon-    alla  pianura  alla  destra  della  strada  maestra 
le-VoicIlo,  fiacche  ciistà  risiede  presso  quel-    pratese;  solamente  aggiungerò  che  nei  se- 
ta Corsini  TI.   e  R.  Villa  di  Castello  con    coli  della  Rep.  Fior,  la  parte  superiore  del 
4c]ijioao  annesso,  la  R.  Villa  della  PetRtja    Monte-Morello  era  vestita  al  pri  dell' Ap- 
tSM  parco,  mentre  a  lev.  della  Vetraja  fa    pennino  di  Caniiildoli  di  annosi  abeti,  del 
belb  BM»stra  di  sé  altra  grandiosa  villa  si-    cui  legname  si  servi  non  solo  Cosimo  1  per 
gaDrilr  di  Quarto  già  P;isquali,  ora  del  Prin-    le  tra\ature  degli  Uffizj  RR.  di  Firenze, 
ciye  l^miilofr,  ed  al  suo  pon.  si  distinguo-    rnsi  ancora  la  Signoria  della  Rep.  quando 
Bo  inpra  molle  le  ville  Torrigiani  aQuin-    onlinò  che  si  atterrassero  gli  abeti  del  Mon- 
ta, r  quella  Ginori  alla  Doccia,  ali»  quale    te-Moic  Io  per  fare  |)alchi  ed   idtri    lavori 
'itlùmm  t'orma  ccirona  e  corredo  un  vnsto  par-    nel  Palazzo  de*  Signori.  — (  GAYr.,Cflr/e^- 
«•'.f  la  prim.1  ed  unica  fabbrica  di  Porcel^    gio  di  artisti  inedito,  \o\.  III.  Ictt.  5i.) 
^3<  eh' esista  in  Italia.  Sotto  il  governo  Mediceo   il  potestà  di 

Rispetto  alla  struttura  fìsica  del  suolo  di     Sesto  abbracciava  nella  sua  giurisdizione 
qocsla  Comunità,  esso  dalla  parte  del  mon-    civile  anche  il  distretto  di  Fiesole,  sicché 
(e e  coperto  genendmente  di  all)ereS',ocal-    quel  giusdicente  (jorlava  il  doppio  titolo  di 
carei  com|iatta,  la  quale  a  luoghi  alterna     potestà  di  Sesto  e  Fiesole. 
<^  gres  antico  e  con  lo  schistociilciireo-mar-        Lii  Comunità  mantiene  nn  medico,  un 
Mao,  specialmente  alla  sinistra  del  vallone    chirurgo  ed  un  maestro  di  scuola.  —  Non 
del  Ter^oiie;  mentre  la  pianura  è  profon-    vi  sono  mercati  settimanali.  Vi  si  tiene  bensì 
d«nicnte  ripiena  dal   terreno  di  traspfirto    una  fieni  annuale  che  cade  nel  di  39  agosto. 
obslo  a  cioiloli  e  ghiaje  di  alberese.  È  nel         L*  ingegnere  di  Cirrondario  è  quello  di 
flianen  meridionale  del  Monte-Morello, don-     Fiesole;  la  cancelleria  Comunitati^a  sta  al 
de  leaturìsconfì  dalle  rocce  di  alberese  co-    Pellegrino,  1*  uffizio  per  1* esazione  del  Regi- 
;<«r>«  sorgenti  di  acque  limpide  e  perenni,    stro  ,  la  conservazione  delle  Ipoteche  ed  il 
2c  quali  non  solo  alimentano  molti  edifizj    tribunale  di  Prima  istauz;t  sono  in  Firenze. 


SETT  SETT              297 

looltfc  VII  tìco  di  S€Ìtignano^  o  Stpii'  quante  opere  prodotte  nel  brete  corso  di  aS 
HÌttnOf  nel  lerrilorio  pistoiese  è  ranamentato  anni  eh*  ebbe  di  vita,  egli  le  condusse  in  mar- 
ia una  membrana  deir.^rcA.  Jrciv.  Luech.  ino  con  una  mollezza  singolare  •  tanta  pasto- 
ileiraprile  807  pubblicata  nelle  Memorie  sita,  che  alle  morbide  carni  le  rendeva  ras- 
per  servire  alla  storia  di  quel  ducato  (  T.  V.  somiglianti.  Desiderio  inventò  i  suoi  sogget- 
P.  U. }  ;  e  di  on  altro  vico  omonimo  nel  ti  con  una  grazia  infinita,  come  fede  ne  firn- 
pivicft  del  Bagno  a  Ac^um  è  fatta  men-  no  le  sue  sculture  in  Firenze  all'altare  del 
mone  in  altra  carta  dello  slesso  Arch,  Ar-  Sacramento  in  S.  Lorenzo  ed  il  deposito  ele- 
Ù9,  di  Lucca  scrìtta  nelP aprile  dell'anno  gantissimo  del  Marsuppini  in  S.  Croce.  In  fi- 
140,  colla  quale  Willifrido  uomo  Alemanno  ne,  il  Gicognara  conclude, /»iiò  dirsi  che  Par- 
ibiiante  in  toeo  Sepiiniaaa  prese  a  livello  ie  tendesse  alla  perfezione  per  opera  sua. 
i»  Gasprando  pievano  della  cb.  battesimale  Né  solamente  Desiderio  scolpi  in  marmo 
di  5.  Maria  ad  Aquis  alcune  case  con  ter-  ed  in  pietra,  ma  ancora  lavoiò  egregiamen- 
re,  vigne,  uliveti  e  selve  attinenti  a  Ditesta  te  nel  fondere  in  metallo,  siccome  può  ve- 
cLicki  pleluna,  situate  nel  suddetto  luogo  <ii  dersi  nella  base  che  regge  Tantico  bacco  di 
Seteiaiaaa.  —  {Optr.  cii,)  bronzo  nella  galleria  di  Firenze,  la  quale 
SETTIGNANO  {Septinianum)  nel  Val-  da  molti  fu  attribuita  a  I/>renzo  Ghiberli. 
d'imo  fiorentino.  —  Grosso  Vili,  con  eh.  Di  un  maestro  Domenico  di  Alessandro 
fÀorìa  (  S.  Bfaria  )  nel  piviei«  di  S.  Pietro  liorenzi  da  Seltignano  scultore  e  ammini'* 
«Ripolì  Gom.  e  quasi  due  migl.  a  wit.  di  stratore  de*  marmi  per  conto  di  Michelangelo 
Boienano»  Giur.  del  Bagno  a  Ri  poli,  Dioc.  Buonarroti  parlano,  oltre  il  Vasari,  pid  lei- 
tO^ap.  di  Firenze, dalla  qual  città  Scttigna-  tere  e  contratti  relativi  all'escavazione  e  sboi- 
Bo  dista  3  migl.  nella  direzione  di  lev.-grec.  zalure  di  statue  da  terminarsi  da  Michelan- 
Risiedc  sopra  un  poggio  di  macigno  che  gelo,  mentre  il  Lorenzi  dal  i5o8  al  t5i8 
«rve  di  oontinnazione  dal  lato  di  scir.  a  abitò  in  Carrara,  dove  sembra  che  morisse, 
qadU  del  Sfonte-Geceri  e  di  Fiesole ,  ricco  e  dove  fra  le  altre  opere  eseguì  in  marmo 
•I  pari  di  esn  di  cave  di  pietra  arenaria,  per  un  grandioso  deposito  per  il  prìncipe  Gio- 
ca: dal  villaggio  di  Seltignano  da  lunga  etk  vanni  d*  Avita  in  Spagna. 
csoooo  eccellenti  lavoranti  di  opere  archi-  Della  stessa  professione  e  famiglia  I»ren* 
teUoaìcbc  ed  ancbe  di  scultura.  zi  era  quel  maestro  Gio.  Battista  da  Setti- 
5oB  atarò  ■  perdere  tempo  sulFetimolo-  guano  (forse  lo  Scherano)  che  nel  1 568  re- 
fii  di  cotesto  Tillaggìo,  che  per  lionarietk  cossi  con  lo  scultore  Vincenzio  Dunti  a  Se- 
ds  jlcani  fu  creduto  fondato*  dall*  Imp.  Set-  ravezza  per  assistere  all'escat  azione  de'  mar- 
t  «io  Severo,  e  fu  forse  per  tal  motivo  che  mi  nelle  nuove  cave  del  M.  Altissimo. 
iSctltgnancsi  gì*  innalzarono  nella  loro  piaz-  Un  mess.  Luca  del  Caprino  ingegner  di 
2i  Olia  statua  di  macigno.  Scttignano  fu  impiegato  dai  Dieci  di  Biilia 
Avvegnaché  il  paese  di  Seltignano  dove-  a  Firenze,  nel  principio  del  secolo  XVl,  ed 
V   esìstere  molto  innanzi  quell*  Imiieratore,  è  rammentato  nelle  Lettere  di  artisti  state  di 
siccome  lo  dà  a  conoscere  hi  lapida  di  un  corto  pubblicite  dal  Gaye  (  Voi.  II.  ). 
««lerano  addetto  alla  settima  coorte,  della  Ma  ciò  che  più  onora  il  paese  di  Selti- 
tnka  Seupiia^  appellato  P,  f^erio  Setti-  ^nano  è  di  Si«(>ere  che  costà  aveva  poderi  con 
mio,  U  qual  memoria  fu  posta  dal  di  lui  due  case  coloniehe  ed  una  villa  dove  tal- 
itclìo  C .  F'erio  insieme  alla  sua  sorella  Ve-  volta  si  ritirò  Michelangelo  Buonarroti,  %\C' 
rt.a  Septiniana  J*,  F,  JFesM/ei/in.  —  (  Goai,  come  apparisce  dalla  denunzia  tlei  beni  da 
ÌMseript.  Antiq.  Ci^it.  Hetrur,)  esso  stesso  fatta  nel  1 534  »ll*  uffizio  delle  Di^ 
Ma  la  storìa  di  Seltignano  è  la  storia  dei  cime  di  Firenze  {Quartiere  S.  Croce  Gon* 
va*culi  artisti  che  ha  fornito  non  dirò  dal-  fatane  Leon-Nero), 

r  epoca  ignota  di  Settimio  Seveio,  sihhene  In  detta  villa,  la  quaU  e  tuttora  possedu- 
ÒA  risorgimento  delle  Belle  Arti  in  Tosci-  ta  da  uno  dei  discendenti  dello  stesso  Buo- 
na. lm(>erocchè  basta  dire  che  qui  nacque  narrali  che  porla  il  nome  di  Michelagnolo , 
xi*\  pnncipio  del  secolo  XV  Desiderio  da  ed  è  pittore,  conservasi  non  solamente  il 
allignano,  dei  di  cui  lavori  parlarono  con  siitira  da  quel  divino  ingegno  tratteggiato 
;:  lilla  lode  il  Vasari  ed  il  Cico»nuni.  Ij*uI-  a  carlx>ne  nella  ciicin.i,  mentre  villeggiava  in 
ica.i  de*quali  qoalifi«:ò  Desiderio  da  Setti-  Seltignano,  ma  ancora  i  Ricordi  r  le  Lrt- 
gr44s.o  giovane  di  gentile  ingej^no,  e  che,  tere  Aulo^rjft',tU  noi  i  iute  ali*  Art.  Sa- 


2g8              SETT  SETT 

HATOiA»  parte  ilclle  quali  conierva  T  altro  beocfizio  che  dote  poi  penlere  dopo  lunga 

JiicendeBle  oonsigUer  (loMnio  Buonarroti,  lite,  e  ritomanene  in  Settimello  do?e  mori. 

Filialmente  Giorgio  Vasari  parla  con  lode  Lode  sìa  al  parroco  altuale  di  Settimello, 

di  due  scultori,  Alessandro  da  Sctlignano,  il  quale  dopo  il  corso  di  ben  sei  ateoW  ha 

detto  lo  SoftfnMO,  e  Gio.  Battista  dcllostcsM  voluto  erigere  nelhi  sua  chiesa  un  cenolafìo 

camto^  BOB  che  di  Valerio  Goli  pur  esso  marmoreo  n  cotanto  illastre  poeta  con  la  se- 

tàchore.  Bamnenta  infine  Antonio  da  Set-  guente  iscrizione: 
tignano  architetto  che  disegnò  la  chiesa  e 

«onrento  de*  Frati  Gesuati  esìiUta  fuori  di  Hanaioo  SKrTnfBij.nsi 

Porta  a  Finti  fino  al  1 5a8.  —  Anche  all'Art.  Qai  *  Sakclo  *  Cbbnti  *  Xn.  CAuomAiiamiR 

Sbbavbba  sì  trovano  indicatf  i  nomi  di  varj  PLsais'SAcaaiKyTio*  Fuiwfrat  *  Eodosodb*  Fu 

maestfi  da  Scttignanoy  coi  quali  Michelagno-  Schhìm  *  Isiveiam  '  Obbatus  *  pAvpBaaiMAa 

lolliBttattò  per  i  lavori  della  iÌKciata  di  S.  Vitab*  Ircohmoda  *  ELaoiAoo  •  VnniRiiTÌsiiiMn 

liMmio  di  Firenie.  GAUcna  *  Detimis  *  Latium  '  Mkos  *  Sito 

Che  poi  Settignaoo  anche  ai  tempi  nostri  Oasircm  •  Ad  *  FaiscAS  *  VaautrATii  *  Nosmam 

forniscateli  artisti,  da  rivaleggiare  direi quii-  Eaizir  *  Et  *  OasouauM  *  FATaus  *  Nonea 

si  col  fiunoso  Desiderio  basterà  eh*  io  citi  il  lunaraAvir. 
diligente  Luigi  Griovannozii,  le  di  eui  opere 

di  ometo,  siano  esse  di  macigno,  siano  di  JoAiima  *  Mabia  *  Ponxms  *  Hcjfi»  '  hwnn 

narmOydestano  maraviglia  negl*  intendenti.    SAccanos  *  Faioa Ma*  *  FaAtvrArr» 

Im  chiesa  di  S.  Maria  a  Settìgnano  è  a  liioean  *  Fama  '  Avuo  '  Meaiciva  '   Et 

ire  navate  di  padronato  di  quattro  antiche  In^iLnKM  *  OBsQr.isaBaaT  •  Hoc  *  M.    P. 

famiglie  fiorentine,  Alessandri,  Alamanni,  Aaim  *  BIDGCCXXVIII. 
Giugni  e  Falconieri  a  Roma. 

La  sua  cura  nel  i833  aveva  1B09  ahit  Nacque  pure  in  Settimello  sai  cadere  del 

SETTIMELLO  nel  Val-d*Amo  fiorenti-  secolo  XVIII  e  fiori  fino  air  anno  1840  in 

no. «—Borgata  con  chiesa  prioria  (S.  Lucia)  Firenxe  il  padre  Innoremio  Conti  deirOr- 

nel  piviere  di  Sesto,  Com.  ecirca  un  migl.  dine  francescano  de*  Zoceoleuti,  teologo  e 

a  scir.  di  Calencano,  Giur.  di  Campi,  Dioc.  predicatore  distinto, 

e  Comp.  di  Firenie.  La  chiesa  di  $.  liucia  a  Settimello  fu  qle- 

Trovasi  in  piannra  lungo  la  strada  miti*  dificata  nel  1 700  insieme  con  In  eanonVa 
tare  di  Barberino  di  Mugello  eirraun  migl.  dal  priore  di  qnel  tempo  Francesco  Giorgi, 
a  maestr.  del  Borgo  diSiesto,  alla  buse  occi-  Era  compreso  in  cotesla  cura  il  sopfNrrsso 
dentale  del  poggio  delle  Cappeiie^  che  for-  ccmvento  «legli  Agostiniani  Romìlanì,  drtto 
ma  uno  de*  sfironi  meridionali  del  Monte-  delle  Capptile.  —  lia  chiesa  parr.  di  Setti- 
Morello,  presso  dove  termina,  o  incomincia  mello  è  di  giiiS|iadronato  del  Principe. 
Tuberlos:!  pianura  di  Sesto.  Ess»  nel  i833  noverava  890  abil. 

Ma  il  merito  maggiore  di  qnesta  borgata  SETTIMO  (BADIA  a)  nel  VaWAmo  fio- 
è  quello  dì  esser  patria  del  più  valente  [loiia  renlinci.  —  ^ed.  Asabia  a  Sbuimo. 
Ialino  del  risorgimento  ilelte  lettere,  intendo  —  (PIEVE  m  S.  GIULIANO  a)  nel  Val- 
dire  di  Arrigo,  o  Arrighetto  da  Settimello,  d*Amo  fiorentino.  —  Pieve  antica  nella 
applaudito  scrittore  sulla  fine  del  mcoIo  XII,  Gom.  di  GiseUina  e  Torri,  Giur.  «lei  Gai- 
noto  specialmente  per  una  elegìa  intitolata:  lazzo,  già  del  la  Lutra  aSigna,  Dioc.  e  Comp. 
De  divtrsitate  Jbrtttnae  et  phìiosopkiae  di  Firenze,  dalla  qual  città  cotesla  chiesa 
eomsoltUioae^  operetta  stata  una  volta  in  tal  plebana  dista  quasi  5  migl.  a  pon. 
pregio  che  serviva  di  esemplare  per  buona  Risiede  in  mezzo  ad  una  bella  pianura 
latinità  nelle  pubbliche  scuole.  presso  la  strada  postale  Livornrse  posta  al 

inlatti  Filipjio  Villani  nelle  vite  degli  suo  ostro,  e  la  ripa  sinisln  dell*  Amo  si- 
uomini  illustri  qualificò  Arrighetto  da  Set-  tuatH  al  suo  sett. ,  mentre  trovasi  al  suo  pò- 
timello  come  uomo  di  polente  e  leggiadro  iieiite  il  Vili,  di  S.  Colombano  ed  a  levante 
ingegno,  di  tacile  e  pronta  invenzione,  nato  la  rhieS^  della  soppressa  Badia  a  Settimo, 
fld  parenti  contadini  nella  viltà  di  Set  ti  mei-  Li  memoria  più  antica  della  eh.  batte- 
lo  presso  Firenze;  il  qaale  essendosi  dato  siniale  dì  S.  Giuliano  a  Settimo  fu  indicata 
in  gioventù  allo  studio  della  pofsia,  lattosi  dairUghetli  nella  sua //o/m  Sacra^  in  jir- 
prclc  ottenne  la  pieve  di  Caleiizano,  ricco  cftiep.  Fior. ,  dove  fo  riportato  un  istru- 


SETT-  SETT              289 

nrniY  •  lei  724,  merce  cui  il  Tetro  voS|nt.ìoso  fu  lUì»  in  benefizio  hH  un  familiare  ilei  Pnnt. 

*v;!nò  vjr M*  |jQU«ssioiiì  al  c«iiitolo ilella  su*  AlesiNtiulro  V'I.  —  [ Anca,  dulb  RiroftXAoio- 

••stcdrjile.  alcune  del  le  quali  eriim»c«iin(irese  ni  m  Fihf-rkii.) 

'.li^  iiiTiere  diS.  GiiHiaiio<iSeUinio.  —  Allo  4urhe  la  collina  «li  Castel-Pulci  nei  se- 

kifSio  liiofsa  uppella  nii*4ltni  cirla  del  hi-  coli  piii  vicini  al  mille  apprteneva  ai  (ÌC. 

»^i'  774  |>ubblicata  dal  lAini  nei  suoi  Jfrf-  (Jrfdolingi  di  Settimo  e  di  Fucecrhio  come 

^*"t.  Ecci.  Fìttr.  |Mg.  1416.  — -  La  sud-  quelli  che  signoreggiavano  nei  custelkiti  di 

<ir  J  f  fiiei  e  di  Settimo  è  ramraenlata  di  mio-  Moni^ Orlando  »)pi-a  Gangalandi  e  di  i1fo/t- 

«A  m  una  acrillura  dell*  agosto  866,  già  ri-  te  CaseioU  vicino  a  Castel-Pulci^  di  dove 

iiiijtrArt.  BoBQo  S.  Doiiiiiiio,  dalla  quale  quei  conti  nel  principio  del  secolo  XII  fa- 

«l'jMriieblìe  cbe  nel  secolo  IX  la  chiesa  di  cevano  guerra  al  |io|iolodiFirenze.  — /^er/. 

S   Ikrnniriii  «i   Bnr/zi  fosse  compresa  non'  Casciom  (Montk)  e  GAMOALAiiai. 

^ij  nrl  pitiert*  di  S.  Martino  a  Brossi  sic-  Ciò  clic  non  è  da  tiicersi  mi  sembra  la 

'"«e  si  li^ova  nel  lec.  XI,  ma  in  quello  di  notizia  drsunta  da  un  islrumento dell* anno 

i>ilraroo  di  S.  4.«iuliano  a  Settimo.  —  f^ed,  i359,  esistente  nelF^rcA.  Dipi,  Fior,  fra 

lfeB>io  S.  I>->ii!«»o.  le  carte  del  Mon.  di  S.  Donato  a  Torri.  — 

Iftai  più  trerfiienlì  sono  le  memorie  dei  I)a  quel  documento  pertanto  si  vieneascuo- 

«>  'Vi  susst'su*  nti   relative  alla  pieve  di  S.  prire  qualmente  nel  popolo  di  S.  Giuliano 

•mJim**  a  S«-lliino,  molte  delle  quali  s{K't-  a  Settimo  esiste  un  poggetto  rui  fu  dato  il 

I"  A  allr  in^folir^ne  ap|Nirtenule  alla  vicina  titolo  di /Vonfe  i^^a^/ione,  dal  qual  liio- 

iirlM  a  S'Itimn,  iondila,  o  piullfMtoridulla  go  facilmente  derivò  il  gaellìssimo  Baldo 

•  -',  nel  ptinri(ii<>  del  secolo  XI  dal  route  d'jéguglionry  che  condannò  llante  Aligbie- 

t'Urio  ti^lìn  ilei  C.  Cadolo,  autore  dei  Ca-  ri  nella  fN*na  capitale;  talché  il  sommo  fiocta 

-i-tiefi  di  S^llìmo  e  di  Fucecchio,  la  ipial  cìoIIixh)  nell*  Inferno  i  suoi  giudici  severi, 

|ntiB|M  #bl>e  anco  il  ginsfiadronato  di  co-  Baldo  e  Morubaldini,  segnalandoli  entrani* 

i»*a  iiirve.  —  F'erL  Abaxia  a  SrmMO.  bi  in  un  verso  della  prima  sua  Cantica;  cioè: 

UcbieM  a  ire  navate  è  slata  in«;r.uidila 

Àl«  la  m>*l4  d*'l  sei'olo  XVIII  e  aldiellila  //  W//an  d\4guglion  e  t/uel  da  Signa, 
'l«i  f-fW^m»  di  i|tiel  tem|io  Tommaso  (ììani- 

'•••hdì  nriliaule  il  concorso  e<I  ajuti  della  Quimli  aìVArt.  Agi'ulioub  citai   cotesto 
'•'•H&mfglia  Mannelli  soltentrala  patrona  istriimcnto  apprtenuto  al  Mon.  di  S.  Do- 
■'  '1  »:e9Bi  ]>i«*^e,  f^l  alla  quale  S|N*tlano  le  nato  a  Torri,  il  quale  consiste  in  un  rogito 
'(ri  centi Itzie  f«0!»te  nplla  sua  facciala.  s<Tilto  in  Firenze  lì  38  nov.  del  i35a,  in 
I^  piere  di  S.  fìiutiano  nlire  gli  annessi  cui  si  tnitta  di  alienare  la  metà  di  una  casa 
'<B  «Ttlirii  declinali  fi>rse  fu  S.  Michele  |H>!ita  nel  po|X)lo  della  pieve  di  S.  Giuliano 
.ysife  CareiWi)  contava  tlue  altre  par-  aScttimnin  Iuogoap[M;llato,  a/'ié(/e/^o/i- 
:    ''-    "Ir  d.il^  alla  pieve  di  Giogoli.  F-ssa  al-  te  /tfiuglione. 
'     .4  jr-«^le  ald>rari'Ì4  9  chiese*  liliali;  cioè,  Tììi  Cximiinità  del  piviere  di  Settimo  coti 
'     :   ^.  Siefjni»  a  l/finawfj  priorìa;  a.  S.  Ci>-  delil>erazione  della  Signoria  di  Firenze  ap- 
'T.-hino  a  Settitno^  iilciii;  S.  Mattino  alla  provala  dai  collegi,  nel  7  genn.  1870  (stile 
^4.'4i 2.  pi;i  |iri. irato  de*  Monaci  Cislcrrcnsi,  comune)^  fu  im(H)sta  |ier  lire  duemila,  la 
'^-t  rri<^a   inanio^ihilp;  4.  S.   Romolo  a  metà  della  qual  soiiirua  a  carico  della  Co* 
^••'fy^Mi.  priorìa;  5.  S.  Ilario  a  4Ve///mo,  det-  munita  predelta  e  Taltra  metà  da  |Kigar»i 
'-.'  *^.\4  Cnfannueeia,  rettoria;  6.  S.  Maria  dai   Monaci  della  Badìa  a  Settimo,  per  l'or- 
t  ^art-tenutolo  con  Tanm-sso  di  S.  \ndrea  liticare  e  circondare  di  mura  il  fabbricato  di 
•i  B  tgf'lo^  idem;  7.  S.PieIro  a  .Vo/icciti/fo,  quella  Badia,  affinchè  in  temiH>  di  guerra 
>ri .    *».   S.  M.iria  a  .Hontignann,  idem;  vi  si  potessero  ritirare  con  le  loro  cose  gli 
1- >.   I^.»ri'nzn  a  Settì'nn^  tiasloiMl.i  nell.i  uomini  e  famiglie  dì  quel  piviere.  —  Cote- 
.£.ie«-«  «iir  tu  aldMZiadÌ49.  S t/ffaton*  a  Stft-  sta  misura  di  difes;i  può  servire  a  retlìtieare 
r  /••'•.  |.rf*ri.i.  Pe^traM  ivi  scolpita  ìli  unA  pietra  di  mari- 
Fri  le  i.>«:::;ioii  ville  signorili  sp.ii-se  nel  pio,  attiiaimenie  in  gran  parte  logora,  sotto 
■  <^i  n'n  di  «lotesta  pieve  aceeiinerò  «piell.!  dì  ranfie  deKìomunc  di  Firenze  posta  sulKin- 
'  •ifrW-/'w/c<  y  ora  de*  roarclir»i  Riceardi,  girsio  del  \fi.rhi'>  rei  uito  di  essa  Badia. 
:  :'.«  VII  una  capfiella  v>tto  il   titolo  di  S  Nel  lul/ello  ini|t'iMli>  nel    i.;i.i   ila!  (Jo- 
i«<r',^i,  l.«  ipiale  kulla  line  del  secolo  XVI  niune  di   Fiicnzt;  Si»pra  ^li  abit.mli  dello 


*7 


-ti 

■» 


\ 

7 


SIEN  SIEN  295 

SIEKA  (  SaHjit,  aiìlicamenle  Samba)  dio;  nrl  6.^  di  SUna  da  ^U9Ìt  assedio  alla 
nella  ValHÌ*Arbia.  — •  Gita  fccelsu,  stala  ro-  sua  cessione  al  diica  Cosimo  /;  e  7.^  dì 
iiKuia  colonia,  più  tardi  residenza  di  due  ga-  Siena  S4>Uo  il  Govèrno  granducale, 
st<iMi,  economico  e  politico,  immediati  men- 
te soggetti  ai  re  Longobardi,  di\eniita  in  I.  Sirkà  DArx*Fro€4  mov^iiA  a  qcilla 
seguilo  sotto  il  governo  de*  Carolingi  sede  oa*  lohgobardi. 
di  un  Tasto  terrìlorìo,  quindi  capitale  di 

una  repubblica  del  medioevo  nella  Toscana,  Per  quanto  T  origine  di  questa  cìtià  sia 

finalmente  riunita  al  Granducato  fu  fotta  ca-  stata  oggetto  di  lunga  contesa  fra  molti  scrìt^ 

poluogo  dello  Sfato  Nuoto  ^  residenia  co-  tori  de*  secoli  troppo  a  noi  vicini,  conlutto- 

stanle  di  un  metropolitano,  di  un*Universitk  ciò  dobbiamo  convenire  col  Cellario,  qnan* 

e  di  nn  governatore  civile  con  tribunale  di  do  dichiarò  :  Quale  sia  stata  Siena  innanzi 

Prima  istanza,  uno  de*  cinque  Di[iarlimenti  Ttlk  di  Cesare  non  apfiartsce,  né  alcuna  me- 

doganali  e  delle  cinque  Camere  di  snprin-  moria  è  pervenutii  sino  a  noi  che  possa  far 

tendenza  comunitativa  del  Granducato.  fede  de*  suoi  incunabuli,  comecché  si  debbi 

Cotesla  nobile  citlà  vagamente  situata  ri-  essa  credere  dì  una  eia  assai  più  antica, 
siede  sulla  eresia  di  due  S[)roni  di  poggi»  Che  se  rispetto  all'origine  di  Roma  fu 
uno  dei  quali  diramasi  dai  monti  della  Ca-  lauta  divertila  di  opinioni  fra  i  dotti»  molto 
stellina  del  Chianti,  dirigendosi  per  Vaglia-  più  la  è  stata  della  nostra  Siena ,  che  cbl»e 
gli  da  sett.  a  lib.  sulla  strada  postale  sino  a  nome  consimile  ad  altra  cittì  (  Sena^  ora 
Fonte-Becci  dove  si  arcop|iia  all'altro  apro-  Si/iigaglia)  la  quale  fu  parimente  una  del- 
ne  che  slaccasi  dal  Monte-Maggio  nella  di-  le  romane  colonie.  Imperoccliè  alla  città  di 
mione  di  pon.  a  scir.  I  due  Sfironi  riuniti  Siena  tosiana  (slante  forse  rortogralìa  di- 
(la  Fonte-Becci  si  avanzano  verso  Siena  sino  versa,  per  la  quale  SLrivevasi  il  suo  nome  col 
^eno  le  sue  porte  merìilionali.  A  metli  circa  dittongo  {Saena)  non  fìi  aggiunto  altro  dì- 
dHla  cittì,  si  toccavano  i  tirmini  dei  tre  slinlivo  eccetto  quello  di  Sena  Julia  iiidi- 
Tergi  di  Siena,  cioè,  poco  lungi  dalla  Cro-  calo,  un  pò*  Un  di  per  vero  dire,  dall*  au- 
re al  Trataglio  presso  ala  gran  piazza  del  tore  della  Tavola  Peulingeriana. 
Campo,  celebre  per  la  svelta  altissima  torre  Non  so  infatti ,  mi  ris|iondeva  d»  Siinma- 
<ltlU  i^e/  Mangia,  per  il  palazzo  pubblico  rino  il  eh.  Cav.  Bailolomeo  Borghesi  con 
^  per  il  gioco  più  popolare  e  più  allegro  di  una  eruditissima  letlera  del   a5  oli.  1843, 
S»;inli  contar  ne  può  tutta  Italia;  è  costà  dove  non  so  nifalli  che  Siena  di  FJmri.i  sìa  ricor- 
itlue  poggi  riuniti  tornano  a  biforcare  in  due  data  da  altri  degli  antichi,  se  non  che  da 
^mi,  uno  de* quali  dirigrsi  a  scir.  verso  la  Slrabnnc  e  da  Tolomeo  fra  i  Greci,  dii  Pli- 
Porta  Romana,  mentre  Tallro  verso  lib.  sale  nici  e  da  Tacito  fra  i  T^alini,  i  quali  ullimi 
^I  Duomo,  a  Cast'l  teechio ,  e  di  là  sino  ne  assicumno  che  colesta  città  fu  colonia. 
>lla  Porta  S.  Marco,  donde  esce  la  strada  Di-lla  quale  [»eraltn>  non  trovando  noi  falla 
^gia  Grossetana.  menzione  fliiranle  la  repubblica  mni:nia  ,  e 
Trovasi  Siena  sotto  il  gr.  28**  59' di  long,  nqipure,  come  scrìsse  Flavio  Biondo,  ai 
^43°  19'  di  latit. ,  da  600  alle  700  br.  su-  tempi  di  P  *m|)eo  ,  dobbiamo  concludere , 
F'^rìore  al  livello  del  mare  Mediterraneo,  40  che  la  colonia  di  Siena  in  Eiruria  fosse  una 
'^ìgl.aostrodiFircnze,  39  migl.apon.-lib.  drl le  miVi/riri ,  e  non  delle  ci//ck///ie,  sic- 
*^>  Arezzo,  allreltanle  a  grrc.  di  Massa-Ma-  come  era  slata  quella  di  Siuigaglia,che  Se- 
ultima,  e  cirL-«  48  migl.  a  seti,  di  Grosseto,  na,  come  dissi,  denominossi.  —  Alla  qnal 
Ad  oggetto  di  dare  nn  ri|ioso  ai  lettori,  conclusione  (soggiunge  lo  slcaso  Borghesi) 
&U(]<]ÌYÌdcn>  cotesto  Art.  in  sette  capitoli  per  presta  gravissimo  appoggio  il  cognona*  di 
'liicorrere  nel  1  *  di  Siena  òrÌV Epoca  Ro-  Giulia  dalla  Tavola  Peulingeriana  dato  alla 
'J^  sino  a  quella  dei  Longobardi;  nel  a.^  colonia  dì  Siena  nostra.  Sólamente  restereb- 
^>  Siena  dal  tempo  de* Longobardi n  quello  be  da  ricercare  a  quale  delle  tre  deduzioni 
'^'Carolingi;  nel    3.^  di  Siena  dalPetà  di  colonie  militari,  fatte  secondo  la  legge 
^^ralingia  sino  aK origine  della  sua  Re-  Giulia,  questa  senese  appartenesse:  se  alle 
P'^ica  ;  nel  4.**  di  Siena  dairorigi/ie  del-  colonie  cioè  dedotte  da  G.  Cesare,  o  seppu- 
^^  ^'^i  Repubblica  alla  giornata  di  Mion-  re  a  quelle  dei  triumviri,  finila  che  fu  la 
'^peito;  nel  5.®  di  Siena  dalla  giornata  di  guerra  coi  congiurati  Brulo  e  Cassio,  o  siv- 
^^aperlo  alPepocj  del  suo  uliimo  arse-  vero  alle  terse  dedotte  da  Augusto,  sotto  del 


SETI  SETT              291 

S,  Mènimo  dtUa  ai  Bugno  o  Ba-  ne  ili  Pisa  dicbìjininKio,  che  eitenilo  italo  di- 
'  ad  pificie  di  S.  Gueiano),  la  qual  eh.  strallo  i  I  Casi,  di  San4Jatciamù  sembrò  coea 
— ilafa  io  Oda  earla  del  mano  1349  giusta  di  rimanere  liberi  da  ogni  servitù. 
lelltde^aoppfcsiiOliTetaui  di  Pisa.  Ma  innanxi  che  il  cuiello  prenominato 
I  pivìcfe  dì  Settimo  nel  970  dipende-  fesse  disGilto  (soggiunsero  i  querelanti)  i  si- 
Ita^gvcttli  a  t  villatey  alcune  delle  qua-  gnori  di  San  Caseiano  coniinekrono  a  (arci 
mo  iupgnate posteriormente  alle  pievi  rapire  le  nostre  robe,  onde  adirati  (sono  essi 
ifr;  eloè:  JfJfOy  S,  CattianOf  An-  che  i^rUno)  9tnimuf  in  palatio  anie  Dom* 
r ,  Ceiajmm ,  Paaeiaaala ,  Tamia  «  «am  BeatHeem  atfaeeremus  ai  prodama- 
iMifa,  Seomo^  ^isigaano^  Pagaaii~  iionem.  La  marcliesM  inlìitti  lundì  tosto  una 
memfola^  Macerata,  Marciana,  Fer~  penale  di  mille  lire  di  oro  contro  quei  signori 
%  Seiiimo,  Barkn/anOf  Olivia,  Pa»  che  avessero  reeato  alcun  male  ai  reclaman- 
Saieita,  Cifrigiiamo  e  Jfoee,  ti .  .  .  Post  (eonlinua  il  documento)  ciiat 
■italo  dirf,  Casciamo  (S.)  a  Siirrmo  otnnit  poteftaf  ptrdidii  PÌrtuUm,€t  fatii' 
I  inalicalc  le  chiete  di  quel  piviere  tia  moriua  est,  ei  periii  de  terra  noHra  » 
rt«eli37iele  sole  parrocchiali  a  ione  (i  lombardi  dì  San-Casciano)e«p0rifjif 
Inintole  sono  ridotte.  faetre  omnia  mala  noUs ,  sieut  Pagani, 
\  It  diiCK  inscritte  nel  catalogo  del  ef  Saraceni  eie.  —  (Gamici,  Dei  marekesi 
l«d  anche  in  quello  del  1177,  fu  se-  di  Tbicana,  ^o/.  //.) 
■  sotto  il  pievanato  di  Settimo  la  chic-  Io  non  voglio  cretlere  che  tanti  mali  at- 
i.  Pietro  in  Cos'elio  senza  piecimre  Iribuire  si  deblMuo  id  alcuna  delle  due  fi»- 
Mteihf  fosse  cotesto,  lo  che  fa  dubitare  miglie,  le  quali  ebbero  palaszo  e  beni  di  suo- 
Nhk  fi€mre  a  un  costei  di  Settimo  lo  in  San-Casciano  a  Settimo ,  bensì  il  do> 
IMBBla  posseduto  o  dalla  nobii  famiglia  eumento  di  sopra  citato  ci  può  scuoprira  Te- 
^éi  Sa0teaseiani ,  oppure  dalla  prò-  poca  del  hi  distruiione  del  castello  (mionimo, 
li  aoDli  della  Gherardesea ,  che  eh-  dove  nei  secoli  successivi  tro\iamo,  non  ao- 
ftparia  per  molli  secoli  nella  oontra-  lo  i  (rherardesehi  al  i  Saneatciani ,  ma 
m  Gsaciano  a  Settimo.  altri  nobili  pisani.  —  Tale  fu,  per  cs.,  quel 
•ipcvi  decidere  se  ad  alcuna  delle  Lamberto  di  S.  Caseiano,  che  fu  uno  dei 
qui  sopra  indicate,  o  se  ad  al-  consoli  maggiori  della  città  di  Pisa, allorché 
nero  quei  nobili,  o  Lambeirdi  nel  febb.  del  1 188  fier  mediazione  del  Pont. 
^t  Sni-Cofeiimo,  contro  i  qua-  Cleleslino  111,  si  Sfiltuscrìsse  alla  pace  fni  i 
iMBini  del  vicino  casale  di  Cascia-  Genovesi  ed  i  Fisiini ,  giurata  da  mille  cilr 
mI  secolo  XI  avevano  reclamato  da-  ladini  dell'  una  e  dell'  altra  Rep.  Tali  fu- 
rti oimteiM  Beatrice ,  marchen  della  rono  i  due  fratelli  Guido  e  Ranieri  da  San" 
■SyC  che  dopo  di  essa  ricorsero  ai  con-  Caseiano,  un  Cacciagiierra,  tin  Cristiano 
lÉlcleio  della  Primaziale  di  Pisa  per  con  due  figli,  un  Simone  con  Linfr^noo  di 
laioni  de  impiotate  ti  crudelitate  lui  fratello  ed  un  Manfredi ,  tutti  d^i  San- 
vtmm^rdi  de  3.  Caiciano  faeiunt  Caseiano  che  leggonsi  firniiiti  fra  i  mille 
>t  diefaiavando  di  essere  stati  sempre  cittadini  pisani.  —  Arroge  che  nella  nota 
il  Kberiv  di  aver  tenuto  abitazioni  nel  predella  è  registrato  un  Gherardo  da  Setti' 
b  di  5.  Caseiano ,  donee  integrum  ma,  corrispondente  forse  a  quel  C.  Gherardo 
tal  di  non  aver  prestalo  mai  alcun  atto  che  fu  figlio  di  altro  C  Gherardo  e  fmtello 
a  quei  I^mlianli ,  meno  che  il  di  un  G.  Ranieri  della  Ghenirdesca ,  la  di 
ulogli  ris|)ello  alle  cise  che  essi  cui  consorte,  contessa  Erminia,  nel  16  ago- 
di  loco  propri' tii.  liB  quale  ser-  sto  del  1160  (iiSg  stile  comune)  stando 
odi*  obbligo  di  pagare  loro  nella  sua  f^illa  di  Settimo  prestò  il  con- 
dì Icfiu  per  ciascuna  cella  o  ahi»  senso  ad  una  <lonazioiie  di  beni  che  nel 
9  a  coadiiioiie  per  i  fiailroni  diretti  mese  antecedente  fecero  allo  spedale  di  Sta- 
al  qneivlanfi  la  selva  che  essi  gno  il  C.  Ranieri  suo  marito,  il  G.  Gherar- 
— -  Dipoi  s  fèudatarf  di  San-Ca-  do  suo  cognato  e  la  moglie  di  qiiest*  ultimo, 
•  dai  ai  agfimige)  permutarono  il  tri-  i  quali  Ano  d*  allora  avevano  abitazione  in 
Madtfecana  di  legna  in  una  pensione  Pisa  nel  popolo  di  S.  .indrea  in  Ghinzica.  — 
iiMi  i.  Pinalmeate  gli  nomini  di  Co-  (Aaea.  Dipl.  Fioa.  Carte  del  Mon,  di  S- 
rftdkvaati  ai  wppmcflUati  del  Go«m*  ùoreato  alia  Ui>folta  di  Pisa]. 


SIEN  SIEN              295 

SIEA'A  .;  Skum,  anticanifDif  Sàmuà)  dio;  npl  6.^  «li  Siena  da  ffaMasiedio  allj 

Della  V j|^* A rbia.  —  Qua  ccrrlsu,  stala  ro-  sua  cessione  al  duca  Cosimo  /;  e  7.*  di 

m.iiia  coloEiid,  più  tardi  rrsidrma  di  due  ga-  Siena  sollo  il  Go^^rno  granducale, 
s'iliJi,  eci>nomìco  e  politico,  imnardiatiinicn- 

\e  fiìf^lli  ai  re  Lon^bardì ,  divenuta  in  I.  Sip-ka  nAix*Froc\  rom^ra  a  quilla 

^uilo  sodo  il  i^oTcrno  de*Girolingi  sede  db*  lohgobaedi. 
di  on  fasto  territorio,  quindi  capitale  di 

una  repubblica  del  medio  OTO  nella  Toscana,  Per  quanto  T  orifrine  di  questa  citlà  sia 

tisaliBCfile  riunita  al  Gninducito  fu  falla  ca-  siala  oggetto  dì  lunga  contesa  fra  molti  scrìt- 

poluoeo  dello  S^ato  Nuoto  ^  residenia  co-  tori  de*  secoli  troppo  a  noi  vicini,  conlutto- 

itaoie  di  un  metro(M>litano,  di  un*UnÌTcrsilà  ciò  dobbiamo  con? enire  col  Cellario,  quan- 

e  di  sn  goTemaiore  civile  con  tribunale  di  do  dichiarò  :  Quale  sia  stila  Siena  innanzi 

Prìm.!  istinza ,  uno  de*  cinque  Di(iarlimenli  Y  rlk  dì  Cesare  non  apftaristre,  né  alcuna  me- 

crif  inali  e  delle  cinque  Camere  di  anprin-  moria  è  prrrenulii  sino  a  noi  che  possa  ^r 

^tttdenza  comunilativa  del  Granducato.  fede  de*  suoi  incunabuli,  comecché  si  debba 

Goleata  nobile  cillà  vagamente  situala  ri-  essa  creilere  di  una  elji  assai  più  antica, 
àfd^  sulLi  cresi»  di  due  sproni  di  pogjri.  Che  se  rìsfietlo  ali* origine  di  Roma  fu 
3)  dei  quali  diramasi  dai  monti  della  Ca-  tanta  divertila  di  0|)inionì  fra  i  dolti,  molto 
irHUna  del  Chianti,  dirigendosi  per  Vaglia-  più  la  è  stala  della  nostra  Siena ,  ch«'  cbl»e 
rH  da  sett.  »  lib.  nlla  strada  pottale  sino  a  nome  consimile  ad  altra  cill^  (  Sena^  ora 
Fufite-Brcci  (iove  si  accop|>ia  ali*  altro  apro-  Sini guglia)  la  quale  fu  parimente  una  del- 
B«  che  staccasi  dal  Monte-Maggio  nella  di-  le  romane  colonie.  Imficrorcliè  alla  citili  di 
m^-vne  di  pon.  a  srir.  I  due  S|ironi  riuniti  Siena  toscana  (stante  foisc  Toitogralìa  dì- 
6  Fontr-Becri  sì  aran&ino  verso  Siena  sino  vers»,  per  la  quale  si.rìvevasi  il  suo  nome  col 
«^no  le  sue  porle  meriditmali.  A  mclii  circa  dittongo  {Saena)  non  fu  aggiunto  altro  di- 
drfla  dtlji,  si  tocravano  i  tirmini  dfi  tre  slinlivo  eccello  quelU)  di  Sena  Juli*t  indi- 
fcrti  di  Siena,  cioè,  poco  lungi  dalla  Cro-  cato,  un  pò*  tardi  prr  vero  dire,  dall*  au- 
re ti  Tra^tglio  presso  ala  gran  piatta  del  torr  delln  Tavola  Peulìngeriana. 
Cfr«pa,  celebre  per  la  svelta  altissima  torre  Non  so  infatli ,  mi  rìs|ioiideva  du  Sanma- 
<ii'-!a  dtl  Miang'a ,  per  il  palano  pubblico  rino  il  eh.  Cav.  Bartolomeo  Borghesi  con 
e  prr  il  gioco  più  popolare  e  più  allegro  di  una  eruilitissima  IctlLTa  del   35  ott.  1843, 
^fiwati  contar  ne  può  tutta  Italia;  è  costà  dove  non  so  inralti  che  Siena  di  Flniri'i  sia  ricor- 
livcpAggi  riuniti  tornano  a  biforcare  in  due  data  da  altri  dr{>1i  antichi,  se  non  che  da 
r^ci,  niio  (le* quali  dirigfii  a  scir.  verso  la  Slraboiie  e  da  Tulomt'o  fra  i  Greci,  dii  Pli- 
P«ru  Romana,  mentre  Taltro  verso  lib.  sale  nìo  e  da  Tacito  fra  i  Tjatini,  i  quali  ultimi 
>ì  Dygimiì  ^  a  Casi- 1  9ecehio ,  t  ùì  \k  sino  ne  assirurtino  che  cotcsta  città  fu  colonia. 
>  li  Porla  S.  Marco,  domle  esce  la  strada  IMIa  quale  {ifraltru  non  trovando  noi  fatta 
:^7u  Grossetana.  nifiizioiie  durante  la  re[iiiliblira  romana  ,  e 
Trovisi  Siena  sotto  il  gr.  98^  59' di  long,  nqipure,  come  scrisse  Flavio  Biondo,  ai 
e  4i^  19'  dì  latit.,  da  600  alle  700  br.  su-  Icmpi  di  P  «miM-o  ,  dobbiamo  concludere , 
{'«-.iTc  al  livello  del  mare  Mediterraneo,  40  che  la  colonia  di  Siena  in  Etruria  fi>sse  una 
B  sf-  ■  osi  rodi  Firenze,  39  migl.  a  pon.-lib.  dHle  milituri ,  e  non  delle  cifiailtne,  sic- 
"S  4fPzzo,  altrettante  a  grec.  di  Massa-Ma-  come  era  sl.ilu  quella  di  Sinigaglia,Rhe  «S'e- 
r*4ir.a,  e  circm  48  migl.  a  seti,  di  Grosseto,  na,  come  dissi,  denominossi.  —  Alla  qiial 
id  ofgttlo  di  dare  un  ri|M)so  ai  lettori,  conclusione  (so^sgiunge  lo  stesso  Borghesi) 
^>MiviiJen'>  cotesto  Art.  in  sette  capitoli  per  presta  gravissimo  appoggio  il  cognome  di 
itrtrrere  nel  i  *  di  Siena  dalPE^oca  Ro-  Giulia  dalla  Tavola  Peutingeriana  dato  alla 
«^fl^^  sino  a  quella  dei  Longobardi;  nel  a.®  colonia  di  Siena  nristm.  Solamente  reslcreb- 
•:  ^len;»  d^t  t#*ropo  de' Longobardi  b  quello  be  da  ricercare  a  quale  delle  Ire  deduzioni 
•y  C'irò!  ngi  ;  nel    3."  di  Siena  dall'età  di  colonie  militari ,  fatte  secondo  la  legge 
'.'irf*ingia  sino  mW origine  della  sua  Re-  Giulia,  questa  senese  appartenesse:  se  alle 
."  liìUfa  ;  n*"l  .4.®  di  Siena  tUWorigine  del-  colonie  cioè  dedotte  da  G.  Cesare,  o  seppu- 
•  ->  4  Repubblica  alla  giornata  di  Blon-  re  a  quelle  dei  triumviri ,  finita  che  fu  la 
'a^-rfn;  nel  h.^  di  Siena  dalla  giornata  di  guerra  coi  congiurati  Bruto  e  Cassio,  o  siv- 
^«m^perlo  all'epoca  del  suo  ultimo  atte-  \ero  alle  terze  dedotte  da  Augusto,  sulto  del 


S1EN  SIER  297 

^nu  ctUrr  il  bri  igrwppo  tìeWr  Tre  Graiie    disiiii|iegfiiiva  la  piìmii  carica  poi  il  ica  (come 

mtitrKM  auiaicTiA,  uè  il  caiideUbro  antico    fu  il  KasUldo(?u/i4Ìi6erfocugino  di  Ueodalo 

nolenti  nel  DiioiiK»,  Gomecclic  lui  sia  ignota     «escono  sanesc,  nel  tempo  flesso  che  un 

ù  |V(>%eoìenza  loco,  non  tralascerò  di  laiu-    altro  loii|>f»lMrdo  per  nome  Boberto  esen:i- 

■nMare  1*  Arca  di  marmo  scolpita  ad  alto    tav4  V  iiffitio  di  gaUaldo  regio^  o  amroini- 

nkMO  eam  ligure  niilologichf,  lavoro  del    si ralore  d«'*l>eni  della  coronai.  Frattanto que- 

icHpa  dei^ìi   Antonini,  scafala  nei  secoli    sii  due  iifTuiali,  TÌTente  il  re  4riberto  II, 

Immilli  %wàwÈO  air  Opera  del  Duomo,  nel    si  rccanmo  dalla  cillk  alla  Pii9€  a  Paeina^ 

CB  teitibolo  a  guisa  diarcliitravc  vedesi  al-    ad  (»{!gello  d*  impedire  la  visita  diocesana  a 

tailiaente  oiurala.  Liipemauo  vescovo  di  Arcuo,  dicendo  t- 

glino  che  quella  pieve  era,  (siccome  Io  é 
IL  SiaiiA  SOTTO  I  LoMtiOBA&M.  tullnra)  comprcsa  nel  contado  di  Siena,  cioè, 

dentro  i  limiti  della  sua  giurisdizione  poli- 
Se  è  f  cfo  cbe  in  Siena  al  pari  che  in  mol-    tici;  ma  gli  uomini  del  vescovo  aretino  dan- 
te oUà  n^ncsauo  ducumenti  sincroni  atti  a    do  addosso  al  g^staldo  politico  Gundiberio^ 
%imiiiilffare  le  sue  vkrende  politiche  e  civili    l'uccisero.  —  ^ed,  Paciha  (Puve  a). 
aa  traft|N  romani ,  riesce  altretijnto  doloroso        Cbe  se  ad  alcuno  parve  sospetta  V  aulenti- 
••Mcr  eonleaaare  rbe  bisogna  percorrere  uno    cilà  di  quel  documento  redatto,  o  ricopialo 
lidia  di  olire  600  anni  prima  di  arrivare    circa  340  anni  dopo,  ninno  per  altro  pose 
a  Kanprìff^a  quale  fosse  lo  slato  politico  ed    in  dubbio  la  verità  d«*gli  atti  cbe  per  co- 
f  Tir  ri  ijlico  di  culesla  città.  mandamento  del  re  Liutprando,  successore 

E  notoria  abbastanza,  {jerchè  non  vi  sia    di  Ariberto  II,  furono  institiiiti  nelTanno 
dì  qn\  rifielerla,  la  controversia  in-    7i.S  innanzi  a  Gunieratno  suo  messo  regio; 
c«usa  di  diritti  diocesani  fra  il  Vcsc.    e  niuno  si  oppose  alla  sentenza  stata  in  se- 
didima  e  quello  d*Arruo  verso  Panno  713,    giiito  do|io  la  compilazione  di  quel  processo 
Brnlfc  tepviava  neiralta  Italia  il  longobar-    nella  Pieve  di  S.  Genesio  alla  presenza  del- 
éf»  Affdicrto  11;  solamente  mi  gioverò  di  ri-    lo  slesyì  messi)  Gnnteramo,  pronunziata  da 
fàiiaBve  alla  memoria  gli  atti  più  imfior-    quattro   \esco\i   della  Toscana,  cioè,   da 
Uali  allo  SL-opn.  Questi  si  riducono  ai  due    quelli  di  Firenze,  di  Fiesole,  di  Pisa  e  di 
UHI  Kgoe  liti:  uno  alla  prima  sentenza  ema-    Lurca,  assistiti  ila  \arii  teologi  sacerdoti  non 
luìa  in  Sima  sul  principio  del  71 5  nella    cbe  da  molti  teslimnui. 
evie  v«|[ia  presso  la  ehfesa  di  S.  .Vartino        Da  (|iiti  nunitroM  deposti  pertanto  resul- 
ta ladaro^iu  rucsso  e  mag<:iordomo  del  re    t«i ,  cbe  al  ^'aslaldo  regio  Gundiberto,  stalo 
Li«U{«ando;  1*  altro  air  esame  di  ciica  70    ui'(:i.so  v(r»o  il   713  alla  Fies^e  a  Pacino^ 
'cssiaioni  sentili  in  Siena  nelPanno  stessei    in  Siena  era  suaedulo  un  altro gaslaldo  |ìO- 
'^i  nolaro  Guttieranio  inviatoci  da  Pavia  in    litico  per  nome  Warne/irido,  il  quale  ultimo 
««tiifatà  di  messo  regio.  *—1m|ieroccbè  se  dal    nel  715  fu  presente  ali* esame  predetto  dove 
•  nao  Catto  traluce  il  luogo  dove  in  Siena  i    fu  qualifirato  da  due  testimoni  col  titolo  di 
LoagoLardi  tene%auo  tribunale,  col  secondo    giudice.  E  probabilmente  era  quello  stessa 
M  icagono  a  conoscere  le  coudizioni  {ioli-    gastaldo  cbe  i5  anni  dopo  fondò  il  mona- 
ielle  e  civili  «Iella  slessa  città  e  di  una  gran    stero  di  S.  Eugen.o  prc*sso  la  città  di  Sie- 
[«fke  dei  tuo  contado  all'epoca  longobarda,    u^.^^fed.  Abazia  di  S.  CIcgeìiio,  eLcsTinr. 
laoitfc  dalle  espressioni  del  coro|iendia-        Dai  documenti  poi  del  763  sulla  contro- 
tAre*li  quel  processo  si  sciiopre,  che  la  ritta    versa  giurisdizione  eecle^ìaslicii  fra   1   due 
ii  Scena,  compreso  il  suo  contado,  sotto  i    difiresani  rinnovata  risiillu,  ihe  alla  metà 
Lba^olfeardi  non  di[)endeva  dai  duchi  dìTo-    del  secolo  Vili  il  gastnldo  politico  di  Siena 
kuiaa,  a«vegnacl«é  essa  in  quel  lem  |  io  era    ap)  iella  vasi  (raiii^/ie/'/o. 
f  j^ctnala  ed  aaiministrala  {ler  conto  diitt-        Avvertasi  inoltre  che  uno  de*  testimoni 
laiaenie  del  re.  A  ciò  voolionsi  riferire  le    esaminati  nel  7i5  fu  un  vecchio  Siicerdole 

•  «iole  di  quel  compendio  in  cui  si  Ie»<:e  :    stato  ordinato  nella  chiesa  di  S.  Ansano  a 

•  /iio  autem  tempore  senensis  eivitas  eroi  Dolan»,  dove  allora  riposava  il  corpo  di  quel 
^'mtuea.a  ad  manus  Anberii  regis  Lan-  santo,  il  quale  giurò:  che  celesta  chiesa 
tmoiJorum  ■  Ed  è  perciò  che  nel  princi-  mulli  anni  indietro  era  siala  restaurata  dal 
:t»dtrl  brcolo  Vili  trova%ansi  in  Siena  due  gaslalilo  rej;io  Wilierat ,  e  dal  suo  figlio 
^-M  itrf  divene  di  Gastaldi  f  uno  de*  quali    Hutto,  dei  quali  il  detto  sacerdote  nn  tempo 

V.  V.  38 


SI£lf  $1CN              89» 

roniaiM.  Della  qua'  verità  Sìrnt  col  dirifio  sopra  i  iii«i  iMumiiMAlrMli,  i  i|iuU 
w»  territorio  et  IbniMBe  ainpM  cunlWrma  non  |iolB.vaiK>  octiinarsi  al  AicerdcHiio  maa 
arlie  aBoMe  nhiaar  iki  LnogufaMrdi  vrì  fou-  uua  f uà  autori^miagg  .|Mxo(i|aUi  con  ie  lai- 
éde.  Tali  per  aa.  soau  quelle  di  «9.  ^in-  fere  che  i  gnftalfli  <li  'Siena  riiiscÌAVano  a 
ana  md  wtf /caser^ia ;  di  ^.  Donato  iVt  ^f.ro  quelli  che  si  recavano  ia  Areno  {)er  «sierTi 
fcaiita  dal  ev  Ariberto  II,  di  S.  dnsnno  in  da  quel  .fescojfo  ordinali  al  lao^rdosio.  In 
M^fimm^  rUMita  «lofio  b  anela  delatoolo  VII  tene  luo(rn,di  là  si  possono  conoacece  quali 
éà  iBBMaltlo  APii/ara/y  per  non  nMimenlere  fossero  dopo  In  metà  del  secolo  .V,ll  le  condi- 
tane qweHc  stele  ivi  «diiicale  ncila  prinui  aioni  dei  .iiyeUari  di  terre  nel  «loese,  i  quali 
■Aà  dd  ntcolu  Vili.  al  pari  dei  inercanli,  dei  niaiesiri  d*  arte  m 
Bd  {Tìà  d«lto  che  il  più  antico  documen-  ^i  chierici  erano  conleroplali  dalla  Je^ge 
iBi«?ativo  alla  stijrìa  di  Siena  sotto  il  do-  |ier  uomini /<&?ri;  dondeci  tè  ipopoli  italiani 
■■ni"  longobardo  riailirfbbe  alFanno  678  vinti  ddii  Longobardi  non.erauo  ipiù  jiella 
qvodo  povcnrava  oolesta  •città  il  gaslaldo  oondiaione  abietta,  come  quella  in  cui  fu- 
^ìBf^mi  ,  «rbbone  due  aitai  di  quei  lesti»  fono  ridotti  al  tempo  di  S.  Gregorio  Magno. 

•Gaudiooo  «  fotone,  uno  deVqoali  Finalmente  in  quarto  luogo  giova  a?  vertire, 

e   r  altro  ^ttcdbejrcy  fino  dal-  che  la  giurisdiaione  ecclesiastica  in.urlocon 

€65  ciMBO  venuti  a  stabilirsi  nel  la  politica  di  Siena  al  tempo  dei  Longobardi 

naneoe  in  qunlità  di  eo/ofii  ,0  U-  dovè  prender  piede  posteriormente  all'edìl- 

«  evtirantbi  di  condix  one  libera.  lo  di  Rolarì  (anno 643')sÌGCQiueAÌ  nasfrif 

fra  i  IrstiiBoni  del  71$  si  aruopre  rà  in  seguilo  iiU*  Jft,  ^ikka  iDiqcmi.  ' 
io«e  dmi  'We^eiin  corre  di.SfxUuto^ 

Giuristi,  di  Montalciuo,  già  nella  Ili.  Siaiu  sorm  1  CiaoniiiGi  aino  aix*  leocà 

I»  soa  flotto  il  oonladosancse;  ed  nfLUk  «da  aarcisLicA. 
€qBesU|isr  avventura  la  memoria  più  velu- 

tfa  cbe  ii  abbia  ne!  rrgno  Longobardo  de-  Dopo  «ver  .visto  che  Siena  fni  il  secolo 
fHjesrsotaiy- specie  di. nomini  addetti  al  iìiro,  .VII  e  VII!  era  governata  da  un  giudice  .col 
e  detftoati  ancora  a  tutela  de* -monasteri ,  titolo  di  gastaldo  per  conto  e  a  nome  dirat- 
^'laofbi  -pii  ;   lo  che  corrisponderebbe  a  tamenie  de*  re  Longobardi,  .mentre  un  altro 
^alstiiss ,  o  avvocali  delle  chiese  per  le  ■g'islaldo  sopravved<:v«i  ali* economico;  dopo 
^■aficrasio  ammessi  a  giurare.  Dondechè  aver  visto  cbe  in  S.  Siartino  (forse  nel  luo- 
qad  vceebio  /'•eCroise,  che  nel  716  si  qua-  go  tuttora  esislente  poco  lungi  dalla  gran 
bacava  Srnriom  Hegis  de  eurte  que  diai'  -piazta  del  Co/ivo)  era  situata  la.  corte  erg  ia; 
iar  Jecioiio,  era  domiciliato  «a  Seitauo  in  dopo  aver  *trov.-ito  in  questa  oitlk  ^li  ari- 
^d-dTOpcta  (-intese  nel  luogo  denominato  al-  manni^  quasi  ifisdomini  facienti  da /M/rofii , 
tadmcnle  a  S^sta  o  Sesto,  nel  popolo  di  -e  lalvolia  anche  da  giudici  subalterni  nelle 
$.  Angelo  la-Collc,  se  non  piutlf>slu  doT*è  cause  più  solenni;.dopo  aver  dello  che.sotlo 
resti»  pìerc  dì  S.  Restituta,  df*si$rnata  essa  i  Iifingf^liardi  esisteva  il  rcfjin  diritto,  tìo- 
f«ie  in  jTunfio  Sejtiano,  ossia  SeHano).  pò  .tviT  tmvain  md  piviere  di  S.  iRe^iluta 
Gtosluderó,  die  dalla  procedura  del  715  in  Val*d*OrcÌH  ,  una  corte  minore  presednta 
■Ila  eoa tm versi»  ecclesiastica  fra  due  ve-  dagli  ^orioiti  re^ii.e  le  classi  degli  tfomim 
Mei  ssamn  loaggiormente  venuti  in  chiaro,  liberi,  degli  tsereitali,  de*  eh  eriei,  ile*eolo- 
•a  primo  Iuo}:o,  di  un  fatto  citilo  dWMrt.  ni  e  óeiii^eiiarj  cafiaci  difarpixiva  in  gin- 
rasi  ▲?liBvoLa(Vol.  IV./ia^.a44),cioè,cIie  dizio;  dopo  tullocìò  resta  a  dire.oome  nel 
Belle causr  economiche  ilclle  chiese  solto  il  camhùimenlo  del  governo  '1ong«>bardo  alla 
«fillio  de*  Longobanli,  (almeno  al  prin-  discesa  di  Carlo  Magno  in  Italia  (anni  .774 
c<po  ilei  secolo 'Vili)  dovevano  intervenir-  e  775)  la  cittì  e  contado  di  Siena  accogliesse 
^i  i  saessi,  o  nippresenUnti  regii;  in  jecon-  superiormente  ad  ogni  altro  paese  del  hi*  To- 
doluoieo,  dai  l'esame  di  quei  70  testimonisi  ^scana  i  signori  di  legge  salica   venuti  con 
««ciprrlo,  non  solo  quali  fossero  nel  seco-  l'esercito  alla  corte  di  quel  sovrano.  •!  no- 
ia VII  e  Vili  le  condizioni  ecclesiastiche  di  bili  francesi  giunti  alloia  in  Toscana  «sem- 
Siet»  e  di  una  parte  del  suo  contailo,  ma  bra  cbe  preferissero  ad  ogni  altea  citlN^Siena, 
ù^  venuto  a  conoaeere.che  il  giudice  o  <f/i-  (non  sa|)rei  dire  se  per  la  somigliania  del 
Sfaldo  poiiiieoMì  Siena  esercitava  con  più  brio  -nazionale  con  questo  popolo  o  per  al- 
di adeaao  le  ailribu^ioni  del  .re^io  liu)  lustucbè  i  magoali  di  legge  sali^  sono 


300  STEN  SIEN 

comunisfimi  nelle  icrìtture  lanesì  <ìi  quella  di  una  sola  citlà,  d  «r,  che  ipaitHiffvi 
e  delle  |joflcnori  età.  —  Ma  la  condisione  Puetm  super  se  non  hakent, 
de  finii  itali«ni  in  generale,  e  de*Sanesi  in  l>o|iO  di  aver  detto  cfac  sotto  i  itGMdÌBi 
particolare  durante  il  dominio  dei  re  Giro-  gì  le  città  dilla  Tosbasa  OMBMalidili» 
lingi  non  si  pnò  desumere  dalia  storia,  la  le  avevano  alla  testa  del  go^fraoaifrt^ 
fjnala  rispetto  a  ciò  è  rimasta,  almeno  cl/io  do,  stimo  dorerac  eselotlfre  Fisif  ai  |l^| 
sappia,  fiuora  taciturna  e  misteriosa.  se^leva  lo  slesso  diica«  poi  rmtr  diUH^| 

Solamente  dal  debole  birlume  che  ne  Ira-    innaniì  che  vi  fossero iotrihlollt  i 

pela  si  può  conoscere  in  generale,  qualmente        All'Art.  BcBAioaMà  lo dcttOpcklii^j 

nel  r  anno  779  Carlo-Magno  [nibblicò  il  suo    donde  eblie  nome  quella  conia  ttseu  Ui 

primo  Capitolare  pel  regno  longobardo,    orìgine  da  un /f'iitf  fi  figlio  di  BmirfiAl 

cui  succede  qualche  tempo  dopo  quello  sni-    zione  francese  ,  il  quale  troviann  m 

le  teggi  personali  delle  diverse  razze,  o  ca-    a  Lucca  in  qualità  dì  legalo  Jfiri«|k.T 

sle  degli  uomini  abitanti  allora  in  quel  re-    viro  11  (anno  865:>ioiMlsalO|N 

gno  ed  a  lui  soggetti;  mentre  non  prima    o  governatore  di  Siena  ( anno 868  f 

delTanno  801  Girlo  Magno  emanò  P altro        L*uso  poi  dì  dichiarale  b 

Capitolare  risguanlante  le  successioni,         della  legge  sotto  la  quale  ano  vii 

La  conquista  fiero  del  rr^no  longnhar<lo    Girlo  Magno  divenne  tanto  uiii 

latta  da  quel  Magno  portò  una  modi  tira  zio-    Italia  che  ciascuno  serbava  «  difè 

ne  nella  fiarte  governati  va,  talché  a  poche  cit-    orgoglio,  la  qualith  della  pmprìa  1 

tà  della  Toscana  fu  conservato,  ed  a  pochis-    quale  Irasmellevasi  ai  diacendeotì<Ìi( 

si  me  fu  dato  un  governature  col  titolo  di    zione  in  generazione.  Dondcchè  nnfiil 

i/iica ;  le  altre  tutte  enino  preseilute  o  dai    raviglia  se  nelle  carte  saDCSÌ,iaDlo  iti 

conti  o  dai  gasi  aldi   di  origine  francese,    anteriori  come  nelle  posteriori  al  oiir 

Quando  le  città,  oltre  il  conte,  avevano  an     sochè  tutte  le  famiglie  niagtiatisie 

che  il  gastaldo,  quello  soleva  presetlere  al  pò-    chiaravano  di  \ivrre  a  legge  stditm. 

litico,  questo  ali* economico;  il  primo  p.        In  ogni  rovaio  la  serie  dei  < 

es.  aveva  le  attribuzioni  consìmili  a  quelle    Siena  sotto  il  governo  Girolingioè| 

de*  duchi ,  cioè  ,  di  mantenere  gli  abitanti    terrotta  di  quella  de*  suoi  gast9Uif0ls\ 

della  sua  città  e  contado  ubbidienti  alle  log-    regno  ile*  I^ngnlmnli,  avvegnaché  ili  < 

gi  e  fedeli  al  re,  punire  i  miilfattori,  ilìlen-    loronirdi  S'ietì»  di  origine  Sùlicm  ti 

dere  le  vedove  e  i  pupilli  ;  era  [mìì  cura  del    mnndata  tino  a  noi  Im  memoria.  Vnfjm 

gastaldo  come  del  conte  di  riscuotere  l'en-    del  sopra  rammentato /Fiiii|fi,olfi»* 

trate  regie  e  alla  line d* anno  presentarne  in    figliuolo  di  Ranieri,  o  Raghimeri^i 

|>er!iona  il  prospetto  al  tesoro  reale. — (Mar-    tore  iielPanno  867  della  bailia  diS.' 

rrLr«i,  Formnl.  Lih.  i.  Cap.  8.  —  Cario    tore  della  Beraidenga,  atlualaenie 

Trota,  Storia  del  Medio  Es^o  d'Italia,    lata  JUona fiero  d'Ombrane,  —  W. 

f^oi.  I.  P.  f^.)  ZIA  drt.t.a  BrmAana^CA.  i 

Ciò  premesso  aggiungerò,  come  la  città  di         Più  chiai*araente  cotesto  pers(Niag|ìaV| 

Siena  sotto  quella  ilinaslia  tu  presecluta  dai    vasi  (pialifìcato  eonte  della  città  rii  Jil 

conti  di  origine  e  legare  salica.  —  Se  i  di    in  un  atto  di  fiermuta  di  beni  l'atto ■■ 

lui  goveiTialori  estendessero  la  giurisdizione    selle  nelPanno  868.  —  (Arco.  Dos*  ^^ 

su  tutto  r  antico  contado  S'inesc  o  1*  oltre*    Corte  della  Badia  ^miat.) 

passassero,  resta  dubbio  ancora,  con  tutto        Ma  innanzi  che  il  conte  ^itiff  (^ 

che  in  un  placito  tenuto  nel  lugl.  dell*  886    tasse  in  Siena  le  qualità  di govemslH«>i< 

dentro  le  mura  della  ritta  di  Soana  da  Stefano    meno  di  tre  sentenze  solenni  eraca  4i 

vescovo  di  detta  città  alla  presenza  di  Liut-    pronunziate  dai  giudici  sotto  il  trpn^ 

ftraiido  gnstaldo  di  S«)ana,  e  di  diversi  sra-    rolingio  rispetto  alla  giurisdizione  spàm^H 

6f/n\  ve  ne  fossero  due  di  Sima,  uno  di  Chi  11-    che  i  vescovi  di  Arezzo  esenitaT4a*>  ii| 

^i,  ed  un  quarto  di  Pisloja.  — (  Anm.  Din.,    una  parte  del  contado  sanese, loslocU  1* ' 

Fior.  Carte  della  Badia  A  miai. \  ro  diocesi  penetrò  fìno  ai  snburbii  d'^BN 

Comecché  andasse  la  bisogna,  sembra  co-    città.  —  f^ed,  Sifha  Dmcisi. 
sa  indubitata  che  Siena  col  suo  contado  cn-         Mi  limiterò  qui  a  raromenlarr  il  fi* 
trasse  nelP eccezione  indicata  dallo  storico    zio  tenuto  in  ottobre  dell* anno  83)iici> 
Frcdrgdrio,  il  quale  discorrendo  de*  conti    piscopio  di  Siena,  dove  assisterono  im i 


SIEN  SIEN               303 

anni  dopo  per  recursì  a  Roma,  dove  ael  iltuale  In  varj  conladt  ddU  ToicMia,  nella 

giorno  della  PurifteazioDe  (a  feUMrafo  diti  Liguria  e  nel  Parmigiano. 

969)  dal  PonU  Giovanni  XU  gli  fu  poH»  in  Sedici  anni  dopo  fu  restituita  ali*  oppi* 

testa  la  eoimi»  imperiale.  gnomnte  la  stessa  somma  di  1 0,000  lire  da 

Al  ritorno  di  Otione  1  da  Roma  a  Pavia,  donna  Ermengarda  tiglia  del  conte  Hanieri, 

(nssando  da  Eignano  nel  aa  febbrajo  di  quel-  dopo  di  essece  rimasta  vedova  del  predetto 

ranno  96»  vi  sottoscrisse  un  diploma  a  fin-  March.  Lamberto,  assistita  da  Oberto  suo 

vore  del  monastero  del  Monte-Amiata.  Tale  mondiialdo ,  nel  modo  pirscrìtto  da  un  ro- 

ciitastanti  giova  an»  cbe  nò  ad  aecrracen  gito  del  1 7  aprile  989,  fatto  in  Laitnria, 

la  pMbabiliti  che  il  nuovo  imperatore ,  sia*  Un* altro  magnate  si  diede  a  conoscere  in 

BCir  inveri»  del  96ayCome  nelL*  estate  del  un  tersD  istrumento  scritto  pur  esso  nelKa- 

964  aUmvcrsando  la  Toscana ,  passasse  per  prile  del  973  nella  Sorre  di  Lattaria ^  col 

Siena ,  giaocbc  nel  di  i3  mano  del  969  è  qiiiile  il  conte  Ridolfo  figlio  del  fu  Gbersr- 

dato  io-  Lueca  un  sue  diploma  a  favore  de*  do,  uh*  era  stalo  eonte  del  paìa%to^  comprò 

canonici  di  quella  caUrdrale;  ed  in  Lucca  alcune  terre  poste  in  Gampagnatico.  —  f>c/. 

nel  a9  luglio,  e  3  agosto  del  964  furono  Lattaja  ,  e  SàiriA-FioaA. 

emanali  due  altri  privilegi  da  quello  stesso  Finalmente  porta  la  data  di  Siena  un 

ao«ranoi|  il  primo  dei  qoali  ad  istania  delle  quarto-  istrumento  del  nov.  988,  stalo  già  ci- 

■onacbe  di  S.  Giustina  didatta  città,  ed  il  tato  MArt,  CAaaaovau,  dov*è  lalta  men- 

sccondo  inedito  a  favore  della  Badia  di  S.  zione  di  una  contessa  Willa  figlia  del  fu 

Salvatore  sul  Moni*  Amiata.  —  (  Aaoi.  Din.,  conte  Kadulo  di  Fuoecchio ,  lasciata  vedova 

FiOB.  Corte  dtUa  Badia  Amiat,)  da  un  Ranieri  che  fu  pur  esso  conte. 

È  pnre  credibile  rbe  nel  967  Ottone  I  Forse  alla  prenominata  conteMa   Willa 

ripamsse  da  Siena  toslocbè  ila  Ravenna  do-  vuoisi  riferire  un  quinto  atto  pubblico  ro- 

vé  attraversarr  la  Toscana  per  secarsi  a  Voi-  gaio  in  Siena  nel  nov.  del  994 ,  in  cui  si 

terra,  presso  la  quel  città  nel  la  giugno  di  traila  della  vendita  di  una  casn  raassarìzia 

qnelfanno,  in  Monte-Veltrajo,  egli  aai-  porta  in  Oreiano  (forse  Orgiale  dell^Ar' 

sleva  ad  nn  placito  pronunziato  dal  March,  denghesca)  appartenuta  in  origine  a  quella 

Oberto  conte  del  palazso  imperiale.  rontessa.  *-  (Aaca.  Dir.  Fioa.  Carte  delia 

Nulla  per  altro  di  tultociò  accresce  lume  Badia  Amiat,) 

alb  storia  civile  di   Siena  ;  relativamente  Non  saprei  dire  però  da  qual  documento 

s  un  di  cui  vesoovoesuo  capitolo  citerò  un  lo  storico  Malavulti  ricavasse  la  notizia,  cLe 

istrumetilo  dato  in  essa  città  li  7  aprile  del-  ftno  dal  secolo  X  Siena  ottenesse  la  libertà 

]*anno  quarto  del  re^no  di  Ottone  111  (999),  sotto  il  governo  degli  ottimati  per  benefìzio 

in  cui  si  tratta  di  affittare  dei  beni  appar-  eoiicessoìe  riair  Imp.  Ottone  III,  e  che  lo 

lenenti  al  riero  della  chìrsamag{!Ìore di  Sie*  stess»)  sovrano  da  Siena  ripassasse,  quando 

n«.  I^t  quale  islnimento  non  solo  apfiarisoe  dalla  Germania  tornò  a  Roma  a  rimettere 

che  allora  quella  cattedrale  era  retta  dal  i^e-  nella  sede  pontitìcia  P  espulso  Gregorio  V. 

scovo  Ildebrando,  ma  che  io  quel  capitolo  Non  avendo  io  prove  \ìer  corrobora  re  né 

si  conta  vano  non  meno  di  5  canonici  di^ni-  per  infirmare  un  tale  asserto  mi  limiterò  ad 

tarj,  il  Prepasto  cioè,  \*  Areidincono^  il  annunziare  in  iscorcio  i  camliiamenli  radi- 

Prìore  della  semola  del  conto,  il  Primi'  cali  accaduti  specialmente  nelle  forme  mu- 

cero  ed  il  rVnfenuiio.  —  (Facci,  DeiP'esc,  niripali  del  governo  di  Siena  dal  mille  al 

ed  Artiis.diSiena,'^^ kum.  Bobobbsi-Bichi).  mille  diicento  sessanta,  vale  a  dire,  tino  alla 

Rispetto  agli  antichi  magnati ,  che  so-  giornata  di  Moulaperlo. 

g1io«>  trovarsi  nelle  earte  sanesì ,  ne  citerò  .»  «< 

!l..-   ^U^               !•          •                    ¥         1       I      n    !•  I V .  SlESA  DAL  SECtììX)  CHIWCIBIO  ALLA  OloawiTA 

due,  che  uno  di  essi  era  un  laimberto  figlio 

di  un  Mareb.  Ildebrando  (lorse  anche  eoiile)  **'  MoaxAPiaTO. 

il  quale  stantio  nel  suo  rastetletto  di  Valia-  IjC  prime  mosse  d*  armi  fra  città  e  città 

no  sul  r  Ombrane  presso  Gimpagnatico,  per  cominciarono  per  avventura   in   Toscana, 

ialrumento  del  18  apriledell* anno 973,01»-  quando  i  magnati,!  vesiovi  ed  ì  \ìO\ia\\  del- 

piguorò  per  la  vistosa  somma  di  lire  10,000  Palla  Italia  erano  divisi  in  due  partiti,  uno 

non  meno  di  45  corti  cou  le  loro  pertinen*  de^quali  voleva  re  Arduino  princìfie  italiano, 

ze,  chiese,  terre,  mulini,  servi ,  (etleli,  ecc.  Peltro  Arrigo  I  sovrano  tedesco.  Lucca  sem- 

le  quali  corti  in  quel  contralto  si  dichiarano  bra  che  abbracciasse  la  sorte  del  re  italiano. 


S 1 E  N  S I B  N  305 

t  priirìfmii  ni{ipresrn tanti  cJell.1  Irga  Guelfa    1 1  ^7,  ru§rato  dal  f\inrr1Iirrp  Kolamlo  nella 
•fiTiOLdOM,  alb  quale  prc'scdt'\.i  llilcbrando    piazz-i  ili  S.  Cristol'ano  di  Siena  davanti  al 
f«Si*i%o<li  Volterrii,  mentre  UgoVincigiier-    consiglio  del  po()olo  adnnato  in  comuni  col- 
ta ri  rappresentava  la  città  di  Firenze,  un    lotfuio.  Con  il  quale  allo  diversi  nobili  di 
Riatir hello  quella  di  Lucca,  un  Marzi  vi    Sta^rgia  e  Strovc  donarono  al  vescovo  di 
rj  f-tr  la  città  di  Siena  ,  Giotto  a  nome  di    Siena  Ranieri  I ,  capo  civile  ed  ecclesiastiiHì 
brucia,  e  AositMo  |ier  la  citta  di  Arezzo,    di  (piel  Comune,  la  quarta  p:irte  di  Monte- 
Inoiire  TI  si  trovarono  fra  i  testimoni  un    Gistclli ,  una  piazza  nel  Cast,  di  Stn>vp  r 
liA^ldino   console  e  rettore  dell*  arie  dei    due  piaz£c  situale  nel  suo  borgo  con  altift- 
■fr^ntì  di  Sirna  con  molti  personaggi  di    tante  nel  Gist.  e  liorgo  di  Utontacutoìo  sul 
Nmi^lìe  nobili   s.inr$i ,  fra  i  quali  diversi    Monte-Maggio.  —  (  Ancn.  Dipl.  di  Siena  , 
CicriaoiMiU  e  Cacciaguerra  della  Scialeng.i ,    Tom.  I  delle  Pergamene  N.^  14.) 
itila  Berarden^i ,  di  Sarteano,  ecc.  dmecchè  Siena  col  suo  contado  sino  alla 

AiUpresenia  pertanto  dei  personaggi  sun-    morte  di  Manfredi  nel  politico  l'osse  gover- 
■arni n Ili  il  giudice  Ruggero  [ter  ordine  del    nata  in  nome  degli  Imperatori  svrvi,  contut- 
pMoU  di  Siena  nel  giorno.'»  aprile  del  i3o5    tociò  tino  d*  allora  rispetto  al  civile  ed  eco- 
«Stoiifiò  varii  abitanti  di  San-Quirico,  dì    nomici)  essa  era  retta  dai  suoi  consoli ,  clic 
Snote-Fotlonico ,  di  Corsign*tno  e  di  Mon-    a  suono  di  camfKina  facevano  adunare  il  [mi- 
berfaiello,  i  quelli  tutti  conformemente  de-   polo  per  deliberar!*,  o  nella  cb.  di  S.  Cristo. 
paier%  che  Montepulciano  da  5o  e  più  an-    foro,  o  in  quella  di  S.  Pellegrino,  la  prima 
ri  in'fìrirr>  rra  governato  dai  rettori  dei  con-    tuttora  esistente  nella  piazz;i  Tolomei  ,  la 
tt  itero  inni  di  Siena ,  cioè,  a  |Mirlirc  dai    seconda  soppressa  poco  lungi  di  là  ,  e<1  en- 
\mm  deir  Imp.  Corrado  111,  dal  conte  Pai-    trainbi*  situate  nella  parte  centrale  delta  città, 
vnicri ,  ohe  reggeva  Siena  ed  il  suo  con-    Ma  il  primo  giorno  della  vera  libertà  sanese, 
tejo,  Bifntre  durante  il  regno  deirimp.  Fé-    io  dubitem  che  non  avesse  a  datare  innanzi 
dersfo  I  non  meno  di  quattro  conti  prese-    il  mese  di  ottobre  deir anno  1 186,  alTepoca 
éfrmo  al  governo  di  Siena  e  del  suo  terri-    cioè  dell* indulto  die  i  Sinesi  ottennero  dal 
Visio,  coni, «resovi  il  dislretlo  di  Monlepul-    re  Arrigo  VI,  vivente  Tlmp.  Federigo  I  di 
ciìflo.  Altri  4  conti  succederono  al  governo    lui  pdre  con  la  conferma  della  loro  z«*cea  e 
■a  le  come  ministri  di  Arrigo  VI.  Final-    la  libera  elezione  de*  cf^nsoli  e  del  retton*  o 
«rbie  da  quel  processo  risulta  che  un  ulti-    poileslà,  al  quale  si  arronlava  facoltà  di  e- 
■r*  «'tinte  te«l*-sro  sulla  fine  del  secolo  XII    st(*U(lere  la  sua  giurisdizione  sopra  tutto  il 
Vi  Qome  ili  Filipfio  du(M  di  Toscana  resse    contado,  riservando  solamente  ai  giudici  o 
#«u  «il  il  MIO  ronlado,  rom|»reso  '\lontepuI-    messi  «lelT  impero  le  cause  in  ultimo  apfiello. 
r*»o^.  —  [yivtkkT.  yini,  a.  Àei^i,  Difjf.  So.)        Simili  grazie  |K»raltro  furono  prireduto 
Dtl  primo  conte  l'altonieri,  che  fu  figlio    d.i  più  dure  condizioni,  alle  quali  i  Sinesi 
éi  diltro  i-onir  F(»rtegUf*rra,  Taivliivio  delle    do\ellero  sogjjiacerc  dopo  avere  sostenuto 
ninrm>ffioni  di  Siena  conserva  un  atto  del    un  assedio ,  nr>n  saprei  dire ,  se  provocato 
i;  l'jgliii  1 1  5i,  rogato  da  Rolando  giudice    dalFaver  eglino  per  nn  momento  aderito  al 
"anreltierv*,  rol  quale  il  conte  predetto  die-    p.-n-tito  guelfo  o  della  chiesa  nìmana  ,  op- 
^i*  in  pt-gno  al  sindaco  della  città  e  Comune    puff  per  altre  cagioni  a  me  ignote. 
:  Nt-n-i  il  castello  di  S.  Giovanni  d*Asso         Checché  ne  sia  ,  è  cos.i  indubitata  però 
•vo  la  sua  corte  e  distretto, ed  il  Castel  d'A-    die  il  popolo  di  Siena  non  do\è  alienarsi 
««u.  'presso  C/ùusure)  con  tutta  la  corte  a    dalla  gra7Ìa  di  Fnleriifo  I,  «e  non  dopo  la 
condizione  di  riprender  r uno  e  r altro  den-    morte  di.-l  Pont.  AK*ssan(lro  III   loro  con. 
tr»  il  termine  di  dieci  anni.^CAacn.  Dipl.    cittadino,  siccome  dirò  qui  appresso.  Gio- 
SAvrjv ,  Tom.  i  deile  Pergam.  A'.®  ai.)    vano  a  provare  col t'St a  mia  induzione  due 
DjI  qu.d  documento  non  solo  resulta  che    difilomì,  uno  dei  quali  dato  in  Sin-Quìrii^o 
.*  croie  Paltonieri  n-<sceva  da  un  altro  conte    li  27  aprile  del  1 1(17  e  l'altro  del  i«  febb. 
»i«ent«-  n«1  1 1  /ii,  ma  che  fino  di  detto  anno     l 'ìRo  spedito  tU  Monle-l-'iasrone,  col  quale 
1' <ii  lui  pidre  erasi  stabilito  in  Siena,  quan-    Crisliauo  arci\esco\o  di  Magouza  airican- 
i^' pa  <:ol*^t4  città  contava  una  rapprcsen-    rfllt^*e  imperiale,  siirrrdiilo  a  Rinaldo  in 
''ni«  f.  magistratura  sua  propria.  Italia  |  er  riiupctatore  Fedrrigo  I,  donò  al 

A!  'pi-»le  ultimo  vero  serve  di  conferma    Oiiiiunc  «li  Sieu.i  e  j»er  esso  ai  suoi  ronsoli 
ijtf'.;'>p<iM)lii:u  del  dì  1 4  maggio  deiranno    tulli  i  diritti  che  Tlnip.  aveva  net  castello 


StEM  SIEN              30? 

\ìik\  iato  a  quctti  ultimi  dai  Pani.  Alcmil-  nobili  del  eontado  le  loro  posmaiooì  »  ca- 
drò III,  na  ancora  la  guerra  stcMa  ebbe  fine  stelli  e  ^ille  con  lutti  i  diritli  che  gli  Airoo» 
nel  1 175  per  mediaaione  dello  attuo  Fede-  tolti;  5»®  di  a?incoUre  dal  giuramento  quei 
rigo  I  con  un  trattato  in  oonieguenia  del  nobili  che  dai  Saneti  ti  fomera  itati  aatretti, 
quale  furono  rinnnsiati  al  popolo  e  Gom.  di  e  di  asMUere  gli  altri  che  alenerò  eoogin* 
Firenae  da  Gunteramo  Vesc»  eletto  di  Siena  rato  contro  il  gofemo  di  Siena;  6.**  di  do- 
e  dai  consoli  di  detta  città ,  i  castelli,  tìUo  ver  consegnare  agP incaricali  del  re  Arrigo  i 
e  uomini  compresi  fra  il  Castagno  mrelitto  castelli  di  Montagnlo  e  di  Orgia;  7.°  di  pa- 
ed  il  luogo  do?e  la  Buma  mette  in  Arbia,  gare  4000 lire  alio  stesso  re,  600  alla  regina 

Finalmente,  in  virtù  della  pace  generale  e  400  lire  alla  curia  imperiale;  8.^  di  far 

concln»  in  Goslau»  nel  11 83,  e  ibrse  prì*  pace  e  guerra  con  tutti  quelli ,  con  i  quali 

nu ,  trovasi  stabilito  da  varie  popolasioni  venisse  comandato  Inni  dal  re  o  da  alcuno 

italiane  il  sistema  per  reggersi  a  repubblica,  de* suoi  delegati;  9.^  di  mantenersi  in  pace 

Ma  nel  tempo  che  da  una  parte  Federigo  t  col  vescovo  di  Volterra,  con  gli  nomini  dì 

concedeva  privilegi,  o  confermava  i  governi  Montaleino  e  con  altri  fedeli  dell* Impero; 

municipali  a  molli  paesi  e  città  deiritalia  10.^ di  conservare  immuni  da  ogni  sorta  di 

superiore,  dall' altra  parte  egli  voleva  ri-  peso  le  chiese  e  specialmente  quelle  della 

stringere  il  ilominio  di  alcune  altre  delPIta-  diocesi  volterrana  comprese  nel  territorio  o 

lia  media.  —  Slando  airasienione  de*  due  contado  nnesc. 

cfonisti  fiorentini  testé  citati  qnell*impe>  A  queste  condizioni  (termina  Patto)  Fim- 
ranle  nell* estate  del  1184,  oppure,  secondo  penitore  Federigo  ed  il  re  Arrigo  rimette* 
rAmnaìiato  ed  il  Sigonio,  nel  luglio  del  ranno  ìShucsì  nella  pienetza  delta  lorogra* 
1185,  ordinò  chea  tutte  le  città  «Iella  To*  aia,  perdoiundo  tutte  le  offese  che  ai  so- 
scana,  fuorché  a  Pisa  ed  a  Pistoja  si  toglies-  vrani  medesimi ,  ossia  ali*  Imiterò  in  qnal- 
sero  le  regalie  consuete  ed  il  respettivo  con-  siasi  modo  avessero  fello  ;  alle  quali  condi* 
lado,  e  die  i  loro  governi  si  sottomettessero  zioni  Arrigo  VI  avrebbe  concesso  al  Com. 
agli  nflbiali  imperiali,  perché  (aggiungono  di  Siena  reiezione  libera  dei  suoi  ossoli, 
i  due  cronisti  più  antichi)  ■  quando  Fede-  ammessa  però  l' investitura  da  darsi  dall*Imp. 
rigo  Barbamssa  aveva  guerra  con  ^pa  Alea-  suo  padre  e  cosi  dai  di  lui  successori, 
anidro  le  altre  città  avendo  abbracciato  il  La  cosa  singolare  peraltro  si  é  di  non 
fiartito  della  chiesa  erano  state  a  Ini  conlra-  trovare  fra  i  documenti  sincroni  alcuno  in 
rie;  e  fu  nell*  Mnno  1 1 84  che  Tlmp.  stesso  in-  cui  sia  fatta  menzione  dell*  assedio  di  Siena 
viò  un  esercito  ad  assediare  la  citta  di  Siena,  del  1 185,  o  1 186,  né  delle  vicende  a  quello 
ma  non  l'ebbe.  »  -^  Che  però  cotest* ai&re  relative.  —  In  ogni  caso  io  tengo  per  dinio- 
terminasse  ben  diversa;nente  di  quanto  ne  strato  che  un  tale  assedio,  o  quella  guerrs 
scrissero  il  Malespini  ed  il  Villani ,  lo  di-  contro  1;«  città  f*Gom.  di  Siena  non  accades* 
cbiarano  abbastanza  i  duri  patti  imposti  ai  se  nel  1 184  come  fu  scritto  da  Gio.  Villani. 
Sanesi,  allorché  chics''ro  di  tornare  in  gm-  Comecché  il  po|)olo  sanese  innanzi  latine 
Ita  deirimp.  e  del  suo  figlio  Arrig».  Impe-  delTanno  11 86  trovasse  modo  di  riacqui- 
r  teche  durissime  furono  le  condizioni  che  stare  la  grazia  deil*lm[)eratore  e  del  suo  li- 
nei giugno  del  1 1 86  si  esibirono  al  popolo  glio  alle  condizioni  espresse  nell*  indulto 
Cinese  per  riac  juistare  la  buona  grazia  de*  scritto  da  Cesena  li  a 5  ottobre  del  11 85,  si 
due  coronati;  cioè,  i  .^  di  rassegnare  alta  re*  può  altronde  chiaramente  arguire  che  dalle 
già  autorità  il  contado  di  Siena  con  i  beni  principali  concessioni  in  quell'indulto  regi- 
rbe  furono  della  contessa  Matilda  e  del  C.  strale  emerge  un* origine  meno  incerta  dello 
Ugo,  o  die  appartenevano  alla  marca  della  stabilimento  della  repubblica  sanese. 
Toscana  ;  a.^  di  consegnare  alla  [totestà  im-  I  pesi  imposti  al  Comune  di  Siena  dalla 
penale  i  eastelli  e  le  terre  del  contado  me-  scrittura  del  a5  ottobre  11 86  dovettero  con- 
desimo,  e  specialmente  il  caste!  di  San-Qui-  tinnare  per  varj  anni,  lostoché  CDlTatto  sli- 
rico, oltre  le  regalle  spettanti  all'Impero  pulato  li  91  mano  del  1190  nel  Borgo  S. 
tanto  quelle  di  fuori ,  come  le  altre  dentro  Grenesio  a  cagione  di  mille  marche  d'argento 
la  dttà,  fra  le  quali  la  Xecca^  il  P^daggie  somministrate  ad  imprestilo  da  lldebitindo 
ed  il  TeUneo  ;  3.^  di  dovere  i  Sanesi  dal-  Vesc.  di  Volterra  al  marisralco  Enrico  Te- 
l'elà  di  1 5  lino  a  70  anni  giurare  fedeltà  ad  sta  legato  imperiale  in  Toscana ,  si  rilascia- 
Arrigo  VI;  4.^  di  restituire  alle  chiese  ed  ai  vano  al  mutuante  tutte  le  rendite  annuali 


S I E  N  S I E  N  309 

rompma  nel  coalado  nncae.  —  (i^.  ci/,    metili  ilcIP  esercito  fioreiitino.  —  (G.  Vil- 
Pergamena  if.®  87).  lari,  Cntatea  Lib.  VI.  C.  i3.  —  Ahiiikat. 

Fu  in  quell'epoca  medesima  quando  i  Sior.fior,  Lib.  I.) 
Sanesi  riformarono  il  loro  governo  col  de-  Fra  le  principali  condì tioni  di  quel  lodo 
terminare,  che  d* allora  in  poi  il  podestà  si  vi  furono  le  seguetili:  i.^  che  i  Saiiesi  fra 
eleggesse  esclusiTamenle  fra  i  nobili  fore-  la  giorni  dovessero  pagare  8000  lire  per 
siierì.  Realmente  il  primo  podestà  di  Siena  rifare  dentro  un  anno  il  Gisl.  di  Monle- 
nominalo  dopo  colesta  legge  fu  Guido  di  pulciano;  a.^  che  il  Cast,  di  Chianciano 
Rinuccio  da  Orvieto,  cui  nel  iai3  solten-  stato  consegnalo  dai  Sanesi  al  Card.  Legato 
trù  Ubaldo  Visconti  di  Pisa ,  sostituii»  nel-  dovesse  restituirsi  agli  Orvietani,  a  condi- 
Tanno  medesimo  da  Guelfo  di  Ermanno  zione  che  questi  ultimi  lo  riconsegnassero  ai 
di  Faganello  de*  Porcaresi,  sotto  il  qual  uU  suoi  veri  padroni.  —  (  Abcb.  Dipl.  Sax. 
timo  podestà  la  Rep.  di  Siena  fece  accer-  Pergarn,  19,^  307.) 
chiare  di  mura  torrite  il  Cast,  di  Monte-  Sette  giorni  dopo  quel  lodo,  nel  7  luglio 
Riggioni;  e  fu  sotto  quei  primi  podestà  fo-  del  ia35,  furono  stipulate  le  eondizioni  di 
restierì,  che  la  repubblica  sanese  (dal  iai4  pace  tra  i  Sanesi  da  una  parte  e  dair»1tni 
al  laai)  potè  estendere  il  suo  contado  dal-  parte  i  Fiorentini,  Orvietani,  Aretini,  Mun- 
b  parte  della  provincia  inferiore.  tcpulciancsi ,  Colligiani,  Saii-Gimiguanesi , 

JJAreh,  Dipi.  Sem.  conserva  un  placito  Bolognesi,  conte  Guido,  Napoleone  Visconti 
del  i5  giugno  laaS  dato  da  Everardo  di  di  Campiglia,  ecc.  in  un  articolo  della  qua- 
Amfslein  castellano  di  San  -Miniato  e  da  le  si  voleva ,  che  la  repubblica  sanese  ri- 
Rinaldo  duca  di  Spoleto  vicario  per  1*  Imp.  nunziiisse  ai  Fiorentini  tuttociò  che  appnr- 
Fcderigo  II  in  Toscana,  col  quale  si  condan-  teneva  loro  nel  Cast,  di  Poggi  bonsi,  ecc. — 
nava  il  Comune  dì  Montepulciano  in  mille  {ivi,  Pergam.  N.^  3 14.) 
marche  d*  argento,  se  quel  popolo  non  uh-  Inlanloclìè  la  corte  romana  ed  i  suoi  Pon- 
bidiva  ai  sommi  comandi  per  la  pace  da  tefici  continuavano  ad  essere  in  urlo  con 
riformani  in  Toscana.  Quindi  con  altro  bau-  1*  Imperatore  Federigo  II,  accadeva  in  Sie- 
do del  17  giugno  laaS  lo  stesso  Everardo  na  una  riform<i,  in  forza  della  quale  si  cam- 
di  Arncftcin  comandò  al  podestà  di  Siena  biò  il  titolo  al  primo  magistrato  de*  consoli, 
di  tenere  i  Montepulcianesi  per  nemici  de*  cui,  al  jiari  di  altre  cillà  iu  dato  il  titolo  di 
Stinesì,  di  perseguitarli  e  di  (ar  loro  guer-  Priori  del  Comune  di  Siena,  a<;*;iuulo\i  un 
ra.  —  {Loe,  cìt.  Pergarn.  N.^  igf».)  consiglio  di  24  individui  ,  che  si  dissero  i 

Infatti  la  Signoria  di  Sima  neir  anno  ap-  conscivalori  del  portolo.  —  Mi  limiterò  n 
presso  mandò  la  sua  oste  sopra  MonlepuI-  citare  per  ogni  altra  prova  una  riformagione 
ciano;  in  conseguenza  di  ciò  i  Fiorentini  dal  magistrato  predetto  drliltemta  li  a5  lu- 
mossero  le  loro  forze  e  quelle  degli  amici  glio  dell*  anno  1346  nella  chiesa  di  S.  Pel- 
contro  i  Sanesi  a  difesa  de' Montepulcianesi  legrino,  con  la  quale  furono  eletti  tre  siu- 
loro  amici  ed  alleati.  daci  inraricuti  di  recarsi  alla  corte  di  Fio- 

Non  starò  a  ripetere  quanto  fu  scritto  su  ma  \)cr  difendere  dove  occorresse  gì'  inte- 
qicsto  rapporto  alTisfr/.  Qrkrcf -Grossa;  ressi  del  *>>mune  di  Siena.  Forse  una  delle 
Dcitiimpoco  dirò,  come  i  Fiorentini ,  con  cause  fu  quella  provocala  dal  Pont.  Grego- 
luitocliè  aggravati  da  una  scomunica  fui-  rio  IX  contro  il  Comune  di  Siena  con  una 
miuatagli  contro  nel  i5  ottobre  del  ia3a  bolla  diretta  a  quel  popolo  sotto  dì  9  febb. 
'Dome  del  Pont.  Gregorio  IX,  inaspriti  ia36,  colla  quale  si  ordinava  loro  di  rc- 
piutlosto  che  inviliti  da  simili  censure  ec-  stiluire  le  cose  tolte  da  un  tale  Gualcbe- 
<^1(siaiticlie,  nel  ia33  corsero  con  altre  genti  rino  e  compagni  a  certi  vassalli  di  Gugliel- 
d' arme  ad  investire  dalle  fr^  parti  il  giro  mo  degli  Aldobrandescbi  conte  Palatino  di 
Iriangolare  delle  mura  di  Siena;  né  ripeterò  Toscana;  mentre  con  altra  bolla  dell*  anno 
<Am*  essi  continuarono  ne*  due  anni  sue-  precedente  il  Pont,  medesimo  avvisava  il 
^ivi  Ci 334  e  ia35)a  guerreggiare,  talché  (podestà  e  |)0|>olo  s:inese  di  avere  anche  sco- 
li Comune  di  Siena  dovette  chiedere  ai  pri-  municato  ÌMmpcratorc  Federigo  11  ed  i  suoi 
^■quella  pace  che  ottenne  a  patii  onei-n-  fautori  ;  per  la  qual  cosa  sua  Santità  preve- 
«nimi  mediante  lodo  del  Card.  Jacopo  di  niva  i  Sanrsi  aflìnehè  ninno  di  loro  sommi- 
I^Icstina  Legato  pontifìcio  firmato  in  Pog^  nistrasse  alcuna  specie  di  ajuto,  né  prestas- 
fibonsi  li  3o  giugno  ia35  negli  accampa-    se  più  obbedienza  a  quel  so\rano.  —  (Aacn. 


S I E  N  S I E  N  SIC 

dato  ricetto  a  tanti  fuorusciti  esiliati  dalla  ne  di  Federigo  II  di  Ini   pidlpe  con  qnef 

loro  città ,  e  ciò  in  contravvenzione  ai  patti  diploma  dichiarò  di  prendere  Mito  la  siui 

ftabiliti  nella  lega  del  3t  luglio  ia55.  Ma  tutela  la  città,  il  contado,  le  persone  e  i 

i  Saneti  mossi  non  meno  dal  diritto  delle  beni  dei  Sanesi.  *-  [Loe,  eit,  T,  FU  del- 

genti ,  che  dalla  prolezione  del  re  Manfre-  ie  Pergamene  N.^  705,  e  70O). 
di,  col  quale  di  corto  arevano  concluso  un        In  conferma  ed  appoggio  a  tutto  ciò  pochi 

tntlalo  di  alleanza ,  non  diedero  ascolto  a  mesi  dopo  Manfredi  mandò  il  conte  Gior- 

tali  reclami.  Si  aggiunge  che  per  siffatto  prò-  dano  con  titolo  di  suo  vicario  in  Toscana  e 

cedere  la  Signorìa  di  Firenze  tenendosi  o^  cnn  800  cavalieri  tedeschi,  i  quali  arrìvaro- 

fesa  ed  il  popolo  adontato ,  dichiarò  al  Ov  no  in  Siena  nel  dicembre  del  1159.  Arroge 

mone  di  Siena  quella  guerra,  che  riesci  per  che  la  Signoria  di  Sientf  aveva  proposto  ed 

le  conteguenie  la  più  memorabile  di  tutte  il  coiisig  io  del  popolo  sino  dal  loglio  ii58 

le  altre  nella  stona  delle  repubbliche  ita-  approvalo  una  rìformagione  sopra  i  nuovi 

liane  del  medio  evo.  fossi  da  farsi  intomo  alla  città.  —  (  Loe* 

Sebbene  in  questo  come  in  ogni  altro  Cii.  Pergamene,  if."  695  e  709). 
cuo  io  soglia  preferire  a  tutti  gli  storici  di  Frattanto  nella  primavera  del  ii6o  i 
epoche  posteriori  gli  scrittori  contemponineì,  Fiorentini  feciono  oste  sopra  Siena, 
fn  i  qnali  non  trovo  a  queir  età  che  il  fio-  Con  un  gran  corredo  di  gente  costoro,  do- 
Knltno  Ricordano  Malespini ,  stato  per  av-  pò  aver  preso  in  Val-d*Elsn  akone  terre  e 
ventora  il  primo  storico  il  quale  registrasse  castella  del  territorio  sanese,  rivolsero  il 
nelle  sue  cronache  la  battaglia  e  le  conse-  cammino  verso  la  città  accampandosi  foori 
gacme  della  giornata  di  Monlaperto,  con  di  Porta  Gimnllia. 
tutto  dò  non  debbo  dissimulare  che  lo  spi-  ■  Avrenne  che  in  cotesto  assedio  (conti- 
rito  dì  un  caldo  guelfo  influire  dovette  sul«  noa  Ricordano)  nn  giorno  gli  usciti  di  Fio- 
la  imparaialilà  di  quel  racconto.  —  In  vbta  renia  (nel  18  maggio  del  1  a6o)  diedono 
di  dò  spero  di  non  meritar  biasimo  se  mi  mangiare  ai  soldati  tedeschi  di  Manfredi  eh* 
giovedì  alcuni  documenti  pubblici  di  quel  erano  in  Siena,  e  fiittili  bene  avvinazzare 
tempo  estratti  daìVÀreh,  Dipi,  di  Siena^  con  promettere  loro  granili  doni  e  pnghe 
come  «foelli  che  mi  parvero  confacenti  a  doppie,  caldi  di  Tino  uscirono  fuori  Tìgoro- 
rettificare  alcuni  racconti  dello  scrittore  fio-  saraente  ad  assalire  il  campo  de*  nemici ,  e 
rentino.  tale  fu  V  impeto  de^Tedcschi,  che  pochi  de* 
«  In  questi  tempi  (anno  1359),  scriveva  Ri-  Fiorentini  ebbero  tempo  a  mettersi  in  arme, 
cordano  Blalespini al  Gap.  1 63  della  sua  isto-  cosicché  gli  assalitori  fecero  ali*  oste  gran 
ria,  ì  Ghibellini  usciti  di  Fiorenza,  i  qua-  danno ,  e  molti  pedoni  e  cavalieri  presono 
li  eransi  recati  in  Siena  ordinarono  fra  di  la  fuga  ». 

loro  di  mandare  ambasceria  in  Puglia  al  re        Lo  storico  Malavolti  fidando  sopra  uno 

Manfredi  per  averne  soccorso ,  cui  alla  fine  scrittore  anonimo  vissuto  vicino  a  quella 

il  re  promise  di  dare  cento  cavalieri  tede-  età ,  diceva ,  che  in  quel  fiitto  d*  arme  re- 

schi  y  di  che  quegli  ambasci«itori ,  benché  starono  morti  intorno  a  i3oo  de*  nemici ,  e 

turbati  da  tale  sì  povero  dono,  per  consiglio  dalla  banda  «le*  Sancd  appena  370. 

^  BicsB.  Farinata  degli  liberti,  accettarono        Arroge  allo  stesso  assalto,  diversamente  d^i 

pnioMmente  la  proferta  di  Manfredi ,  e  due  opposti  popoli  e  scrittori  narrato ,  un 

tonati  a  Siena  grande  sbigottimento  n*  eb*  decreto  del  giorno  fusseguente  deliberalo 

Unm  quegli  usciti ,  ecc.  »  »  nel  consiglio  generale  della  Rep.  saneseadu- 

Che  però  il  racconto  del  Malespini  debba  nato  nella  chiesa  di  S.  Crislofano,  presedolo 

considerarsi  alquanto  diverso  dal  vero  lo  dà  da  mess.  Francesco  Troghisi  podestà  di  Sie- 

f  conoscere  nn  privilegio  di  Manfredi  dato  na  per  il  re  Manfredi  e  da  mess.  Bufredo 

'B  Luceria  net  regno  di  Puglia  nel  mese  di  delV Isola  capitano  di  quel  popolo  e  Gomn- 

""^ggio  del  I  a 59  e  diretto  ad  lldebrandino  ne,  alla  presenza  del  conte  Giordano,  quando 

1^  Ugo  del  Palano,  ambasciatore  de*Sanesi  fu  risoluto  the  ai  Tedeschi  ed  al  loro  mii- 

iDTiaio  al  re  M  nome  di  ^el  Comune  con  riscalco  si  desse  un  regalo  di  5oo  lire  per 

^garo  di  Postiorla  potestà  e  Boni/a-  menda  delle  armi  e  de*  cavalli,  non  che  per 

*^diGorrano  capitano  dei  popolo  sanese,  ricoropensarii  della  onorala  prova  da  essi 

^<^Kgstto  di  prestare  giuramento  di  fedeltà  data  nella  giornata  antecedente  roniro  i  ne- 

■    'lùel  re  protettore.  Il  quale  ad  imilasio-  mid  dalla  Rep.  senese,  ordinando  inoltra 


312 


SIEN 


che  i  tnkiolii  itati  feriti  in  quell*  azione  a 
S|icte  pubbliche  fossero  medicali.  —  (  Ma- 
I.4VOLTI,  htor.  San.  Parie  11^  Lih.  /.) 

Cotesto  decreto  pertanto  annullerebbe 
quanto  Mggiiinge  il  Malrspini  e  dietro  lui  al- 
tri scrittori  fiorentini ,  Hltorcbè  do{)o  l*  as- 
falto di  topn  indicato,  egli  soggiunge:  i  Che 
i  Fiorentini,  raweggendosi  presono  Tarme 
alla  difesa  contro  ai  Tedeschi,  e  quanti  ne 
useirono  di  Siena  non  ne  campò  nìuno ,  e 
iuUi  furono  morti ,  e  la  insegna  di  itan» 
predi  prefa  e  strascinata  per  lo  campo , 
e  recata  in  Finrenta  ,  e  poco  st^te  V  oste 
che  tornò  in  Fiorenza  ».  —  (R.  Malupimi, 
Oper.  cit.  cap.  164.) 

Inoltre  dalla  deliberatione  preindicata 
resulterebbe,  che  fino  dal  maggio  ia6o  il 
conte  Gionlano  era  in  Siena  in  qoalitJk  di 
iricario  npo  della  Toscana ,  e  non  già  eh* 
egli  fi  arrnasaa,  come  altri  dissero,  molto 
tempo  dopo  quella  giornata  con  1800  cava- 
li'-ri  tednchi.  G?rto  è  però  che  nuove  fenti 
d*armi  ersno  state  richieste  al  re  Manfredi 
da  nna  deputaiione  intiata  in  Puglia  d;il 
Oomune  di  Siena,  il  qual  rinforzo  giunse  in 
Siena  do|io  il  mese  di  maggio  del  1360  in 
com|Mgnia  degli  ambasciatori  sanesi  e  nou 
pk  del  conte  Giordano,  sicché  quel  soccorso 
di  nuova  caTalIerìa  teilescafn  reputato  ai  Sa- 
nesi bastante  per  difendersi  dati* oste  che  i 
Fiorentini  con  le  città  e  terre  della  lega  guel- 
fa Ioaciina  contro  Siena  preparavano. 

Quindi  è  die  Firenze,  ilopo  aver  ricevu- 
to rapilo  promesso  dai  Liicrhesi,  Bologne- 
si, Pistoiesi,  Sanminialesi,  Pratesi,  San  Gì- 
mignanesi.  Volterrani  e  Colligiani,  i  quali 
tutti  erano  in  taglia  co]  Comune  prenomina- 
to, dopo  mgiinata  cotanta  numerosa  oste, 
air  uscita  di  agosto  del  ia6o  si  parti  da 
Fiorenza ,  menando  seco  per  |)ompa  il  Car- 
roccio e  in  altro  carro  apposito  la  campa- 
na chiamata  la  ìftnrtinetla  ;  «  e  andovvi 
(cito  tempre  il  Malespiiii )  quasi  tutto  il  po- 
n  polo  colle  insegne  delle  compagnie,  men- 
«  tre  non  fu  casa,  né  famiglia  che  non  vi  si 
«  recasse,  o  a  piede,  o  a  cavallo,  almeno  uno 
«  o  due,  e  di  tali  anche  più  [ler  casa  ». 

«  Quando  si  adunarono  tutte  coleste  genti 
«  in  sul  contado  dì  Siena  al  luogo  ordinato 
«  in  sul  fiume  Arbia,  chiamato  Morit*Apei^ 
■  lo,  ro*  Perugini  e  Orvietani  venuti  in  aju- 
«  lo  de*  Fiorentini,  si  trovarono  essere  più 
«  di  mille  cavalieri,  (più  di  3ooo  dice  G. 
«  Villani  ),  e  più  di  3o,ooo  pedoni.  In  que- 
«  sto  apparecchio  si  vuole  che  i  fuorusciti 


SIEN 

e  ghiMlini  i  quali  erano  in  Siena  ricorret* 
«  svro  air  inganno  per  taadire  il  Comune  e 
«  |K>poIo  di  Fireuze,  parendo  loro  d*  avere 
«  poca  gente  a  comparazione  de*  Fiorentl- 
li ni  Avvenne  pertanto  che  essendo 

n  la  detta  oste  ne* colli  di  Mont*  Aperto,  i 
n  savj  guiilalori  dell* oste  attendevano  che 
«  per  li  traditori  di  dentro  fosse  loro  data 
«  la  porta  promessa  {di  San-Fieni^  ossia 
Porta  pispini)  .  .  .  Quando  {dalia  porta 
strssa)  viddero  uscire  i  Tedeschi  e  gli  altri 
«  cavalieri  e  il  popolo  di  Siena  invem  lo- 
ci ro  con  vista  di  combattere,  tsbigoltironsi 
«  forte  veggendo  il  subito  assalto  da  essi 
«  non  preveduto;  e  ciò  maggiormente»  in- 
«  quantoché  più  Ghibellini  del  campo,  ve- 
«  dendo  appressare  le  schiere  de*  nemici,  si 
«  fuggirono  dall* altra  parte. Tali  furono  irli 
«  Abati  e  più  altri,  comecché  i  Fiorentini 
«  con  loro  aroisladi  non  lasciassero  di  far 
«  loro  fronte  e  di  attendere  alla  battaglia. 
«  Uffa  siccome  la  compagnia  de*  Tedeschi  ro- 
«  vinosamente  percosse  la  schiera  de* cava- 
te lieri  fiorentini  ov*era  Bocca  degli  Abati 
ft  traditore,  questi  con  la  spada  tagliò  la  ma- 
«  no  a  Jacopo  de*  Pazti  di  Fiorema,  il  qua- 
«  le  tenera  1*  insegna  della  cavalleria  del  Go- 
ff mune,  e  veggendo  i  cavalieri  e  il  popolo 
«  r  insegna  abbattuta  ed  il  tradimento,  si 
«  misono  in  {sconfitta.  E  perchè  i  cavalieri 
«  in  prima  si  avvidono  del  tradimento  non 
«  rimasono  di  loro  sul  campo  altroché  36 
«  uomini  di  nome  tri  morti  e  presi.  Ma  la 
«  grande  mortalità  e  presura  fu  del  popolo 
«I  di  Fiorenza  a  pie  e  dei  Lucchesi  e  Orvie- 
n  Unì;  e  più  di  iSoo  rimasono  in  snleam- 
«  pò  morti,  e  più  di  i5oo  presi  di  quegli 
«  del  popolo  e  de*  migliori  di  Fiorenn  e 
«  de*  Lucchesi  e  de*  grandi  amici  loro  ;  e 
«I  cosi  si  domò  (  termina  il  Malespiai  )  la  rab- 
«  bia  dell* ingrato  popolo  di  Fiorenza.  Ciò 
«  accadde  uno  martevll,  a  dì  4  di  settembre 
n  1160,  e  rimasevi  il  Carroccio  e  la  cam- 
«  pana  detta  Martinella  con  molto  arnese 
n  de*  Fiorentini  e  di  loro  amistadi.  Per  la 
«  quale  cagione  fu  rotto  il  popolo  veeekio 
«  che  era  dorato  (a  Firenze)  mercè  tanis 
«I  vittorie  in  grande  flato  per  anni  dicci.  « 
— (R.  Malmphii,  ìstor.  Fior.  cap.  167.) 
Di  questa  famosa  battaglia  molte  descri- 
zioni si  trovano,  parte  inedite,  parte  stam- 
pale, ma  tutte  di  gran  tempo  posteriori  ali* 
epoca  in  cui  accadde.  Aggiungasi  ohe  i  cro- 
nisti e  storici  sanesi  hanno  più  ilegli  altri 
ed  in  vario  modo  [«rlato  rispetto  al  Dorerò 


SIE2I 

vi  «Ha  friA  ^ÌDiiuU. 


SIEN 


313 


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Ito  e  feilef fiato*  •!!»- 

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a  pifioat,  il»  modo  ila 
NcW  una  liuififiierm  po- 
««•  bnw  bitUflia  «. 
idnau  pcftpDl»  Al  » 
.ShiMMao  quifi  latte  iaTo. 
la  cUlàb  di  Siena 
fltetolotche  pa»dini  peravwn- 
iato  loUocoAeilo.  titolo 
Kai  arabtf  j,  lq— rirhè  di 
ili  dieci  auai  ^uk  aolieB 
$9  bnMcW»  ■»  ilala,da  aoi  dita 


forte  dell*  ufdàiic  popotaao ,  e  di  (fucilo 
de*  peoùlMOtaiai.  -.  (SHàkAvOLTi,  /xlor. 
.Sr<i.  P.  I.  Lìb.  V.) 

V.  Sia|l4.  DOTO  ^à  «g»S4T4  W  Mo9T*  AcMio 

SIMO    AIX*  VUTUtÙ  SUO 


dMdofio  legna  gìoraala  dcK 

«■Ila  h  ToKaaii  ft»  nfecmata 

ighibclliiiB  Q  i  fi  ariate,  iriaoclM  ad 

di  Pica  a  di  BlHMi-lf  a- 

'fli  ak»  pc|ia>i  e  ropabbKchc>a 

•  IT  opfiMtei  partito^ 

BovefMmà  dbpo 

di  Maair  Aperto  qaandot  «olii 

la  loac  danne-  e  igli  «feic^ 

alcania  Bcioffia«aHiiiinB|^ 

Lufica.  Biella  slc«p  qmhiìcm 

«  fbrto,  di  VoUcm,  di  Coite  e 

avvilili  ai  cikimioaD  a 

che  quflti*  aWaia  cilià  rir 

itehalnB|io  cola,  e  aenVdi  asite 

ilbalaaido  di  li^Ma  te  parte 

tda  aftanni  indictio.  (  i  «3a  )  Siena 
ritenaalo  iliwo  foaeoao, 
alte  cu»  teda  uaa  «gnork  000410^ 
ri«  uoiainii  aielti  fiòa.  i 
ai  qnalirìefai  di  govecnaM 
dal  i«3a  riiio  al  196»;  ma 
!ndf>  innata  uaa 
Tia  i^iaa|iialBito.da*Noie 
écM»  pMaa  fimiffiM  di  Siena 
li  al  Nfiaia  MI»  ciu»,  quel  malu- 
i  aHMaiifc  ili  an*  aperta  ed  adinala 
alia  ftne  piavalcero  i 
».  Gò  aonoftaata  questi 
ria  ^gnoriaima 


Una  delle  prime  imprese  de*  Sancsi  TÌtto- 
riosi  lìi  contro  la  Terra  di  Monle|«ulrÌ4no  , 
«  he  il  re  SCinfiredi  ia  segno  delù  loco  fe- 
deltà ,  eoa  suo  diploBU  spedilo  dà  Foggu 
li  «o  nov.  del  1960,  rilasciava  il  libciodo* 
wioio  alGoaane  di  Siena*  lofallinclU  pri- 
ouTcos  suss^fucaie  l*  oste  senese  fa  ìaTìata 
a  Xonleputeiano.  sìochò  quesio  paese  dopo 
qMetebe  nnadì amedio,  nel  luglio  nel  I  at(&, 
trovossi  ooslretto  a  capitolare,  per  edSetlo  di 
cte^  gli  assivdìaU  dovetlcvo  soeordact  facoltà 
ai  SkUMSÀ  di  costruire  dentro  te  tero  Terca 
uaa  forteiai  dalla  quate  finse  Ubcfa  rescite 
daJle  nMRi  casini Isac. 

La  sconfitta  di  MoQt*  Aperto ,  della  cui 
desprizionc  nel  dioembiv  del  i936,  e  di 
corto  nei  gennajo  dal  iS44 1  Terudilo  tipo- 
grafo aaasM  Giiisoppc  Porri,  ba  pubUicelo 
due  uarrmioQÌ  Inttc  daiaiiliflltt  USS.,  qual- 
te  sconfitta,  io  dìosea,  fu  per  i  guelfi,  dulia 
Tosc4nii,  se  alle  grandi  si  possouo  parago^ 
aara  te  minori  cose,  oome  la  baltiiglia.  di 
Vaterteo  per  i  Nappteonici.  dt  lU  Fmocia  ; 
impecocchè  i  ghibellini  viocituri,  dopo  il  4 
settembre  del  sa^,  fiirìasi  e  sitiboadl  di 
vendette  si  geUsmno  sopra  i  paesi ,  sugli 
abitaali  ed  L  gowuroi  «U  pncte  guelfa  disse- 
minati |ifp  UT«>«caaa,  lensa  (wcdonare  alle 
persone  ed.  alte  lorii  robe,  mobili,  o  immo- 
bili che  fossero  state;  talché  è  fsma  doversi 
ulta  fermezu.del  potentissioMi  Farinate  de- 
gli Uberti,  la  soppcessione  del  pnogello  fatto 
dai  gbibellini  magnati  nel  congresso  d*Emr 
poli:,  in  cui  propooevaai  nientemeno  che 
GO«esciare  e  distruggale  da  capo  a.  fondo  Fi* 
rente,  la  città  più  insigne  e  te  piii  eminen- 
temente guelfe  delte  Toscana.  Checrhé  ne 
sia,  Ittita  te  possani*.  itella  repubblica  fio* 
itnAina  rimase  (tequalla  sisonfiUa  abiMtluta 
e  annichilala  al  segno  che  per  cicca  rab- 
bia i  vinciloci  giunsero  air  atroce  barlMi'ii* 
di  alibaUcre  lemfiolture  per  inveire  |ierliiio 
contro  Lmpotì»  benché  virtuosi  ciLtadiiii.— 
^oi.  Fnama. 

Quasi  tfitli  i  |Mrai  e  città  dellA  Titscana, 
Bwno.  poche  cilLì ,  ikipo  il  wltrml»f«  del 

ia6o  cangiarono  governo  e  {lariilo  ;  nel 
tempo  clic  Siena  sciita  ali*  apogeo  della  sua 

4» 


3H  SIKN  SIKN 

florij  vfricfa  umiliali  i  |'Opolt  cliC  furono  'li  BHiivnnnn,  prfK«|«Tii  a  ffiiella  rìuninii 

ìi'ì  lei  più  i-o!t(»iiii  riv:ili.  —  Allora  le  cose  lueis.  PeiricLioio  da  Fgrmo  sicario  orli 

(iijI)IjIìcIk'  dt^'Suncsi  erano  itMie  quali  <iil-  citlà  di  Siena  per  il  colile  Gionlaiio  mio|jc 

Ulorì.inicuic  Uj  un  |ioleiilelorogentiluomOy  desta,  meatn  Gugiieimo  da  Pietmeup 

Proven£.'ino  Satvaiii,  perchè ,  al  dire  del-  era  capitano  del  popolo  e  Coniinif*  «imm 

r  Alighieri  ,  Citerò  anche  un  alto  di  procura  del  3  b|»« 

y.  sto  1969,  col  quale  il  nobile  Pepoiie  di 

M^         t,-        ,  ..*'    f!  Visconti  di  Campieliii  d*Orcui  prestò  imin 

A  recar  Siena  rutta  alle  sue  mani.  ^      1    r  1  ■.!     «  n              i-  e-          ■• 

ik           Ej       ^M  ^    tw  mento  di  fedeltà  «I  Comune  di  Siena  ali 

Uamtk,  Purgai.  C.  fi-  ..             my                 «-fi 

*         "  presenza  di  meis.  Francesco  Stmpitee  al 

G()5i  la  lìoiiMva  (|ue!  pfiela  che  pose  nel  lora  podi-stà  di  dettai  Repubblica,  e  fici 
tuo  liiléino  Ira  i  tr.iditori  Bocca  degli  Abati;  rio  generale  in  Toscana  pel  re  Manfredi.  «- 
e  ri-I  Ufi  teni(K>  medesimo  che  quasi  tutta  (Malatolti,  /ifor.  Sea.  P.  II.  Lib.  II.) 
la  Tuscdua  uljhidiva  al  conte  Giordano,  pò-  Neil' anno  stesso  i96s  cMernln  capiliM 
scia  al  (.>onle  Guido  Novello,  uno  dopo  ]*al-  del  popolo  sanese  mess.  GhtrardimodaPu 
Irò  vicari  gcuerali  del  ghibellinissiino  re  molli  nobili  di  contado  dorellero  aollopofi 
Manfredi.  al  Comune  pre«letto;  non  eocetliiato  il  eooli 
Vogliono  non  ostante  alcuni  dare  al  Pro-  Bonifazio  degli  Aldobrandeschi  di  S.  Pionii 
Teuzario  macgior  virtù  e  più  disinleFi-sse  a  il  quale  non  solo  fa  costretto  a  rinnovare! 
favore  «Iella  sua  (mlria,  |)er»ssere  stalo  colai  patti  dì  accomandigia  del  17  maggio  1  «Sii 
uomo  dofio  la  giornata  di  Moni*- Aperto  sif-  ma  sotlomel tersi  al  governo  di  Siena  a  co» 
taltamenle alieno  dal  tiranneggiare  i  Sanesi  dizioni  anche  più  servili;  fn  le  quali  Mi 
rbc  non  sdegnò  di  lecanicou  altri  cittadini  fu  quella  di  obbligarsi  a  terminare  il  |h|ì 
ambasciatore  a  San-Gimignano,e  nel  ia6i  liizzo  che  aveva  incominciato  a  edificare  m 
coprire  Tuffizio  di  podestà  in  Moiitepulcia-  Siena  nel  popolo  di  S.  Andrea ,  eontigm 
no.  —  Si  crede  altresì  che  ad  ettmare  la  aiie  mura  eatuUane  nel  luogo  oggi  dMli 
memoria  di  quella  vittoria  la  Rep.  sanese  Casteiiar^  de*  MfaioPoiii, 
coniasse  le  sue  monete  con  la  doppia  leg-  Frattanto  la  cittì  di  Lucca  nel  tempo cbi 
genda  :  Sena  ^etus  —  CivUas  Firginis.  troTavasi  obbligata  dalla  foru  predominaoli 
Io  non  so  poi  se  debba  credersi  in  tutta  di  lottoporsi  al  pari  di  molli  altri  paesi  dd* 
r estensione  dei  termini  quanto  scrìsse  lo  la  Toscana  e  quindi  collegani  alla  taglia 
»lorìco  Tommasi  {Storia  di  Siena,  P.  I.)  de* ghibellini  coli* adottarne  i  prìncipi  ^^ 
che  per  maiignità  d*  aicuno  de*  tempi  suoi  garehid,  nel  tempofteMO  il  Font.  Urbano  IV 
mancano  gli  atti  puhhlici  del  Senato  sa-  preparava  la  rovina  della  casa  imperiale  di 
nese  nei V ultimo  semestre  dfi  i960,  tosto-  Svevia,  egida  e  refugio  di  tutti  i  gbibdlini 
che  Iruvansi  in  quelPArch.  Dipi,  alcune  de-  d*Ilalia,  e  segnatamente  di  quelli  di  Toaeaiia, 
1il>erazioni  della  Rep.  sanese  prese  appunto  I  primi  passi  tendenti  ad  abbattere  la  p» 
nel  secondo  semestre  dello  stesso  anno.  tenia  di  quella  dinastia  sovrana  furonofiilli 
Fra  i  quali  do<Mimeii(i  gioverà  rammen-  nel  i963,  allorché  Urbano  IV  adunava  un 
lame  uno  del  di  9.5  novembre  ia6o  rela-  concilio  in  Viterbo  per  esibire  il  regno  del- 
ti vo  al  trattalo  di  fiace  e  società  fra  i  Comuni  le  due  Sicilie  a  Carlo  d*Angiò,  fratello  di 
di  Siena  e  di  Firenze,  stalo  |ioi  approvalo  Loilovico  (il  santo)  re  di  Francia, 
dai  Fiorentini  net  geiinajo  successivo.  Fu  per  efietto  di  una  politica  sifliitla  clic 
Nel  ia6i  continuava  ad  esercitare  a  nome  il  partito  imperìale,  difeso  e  sostenuto  dei 
di  Manfredi  la  carica  di  suo  virario  in  To-  ghibellini  andò  di  roano  in  mano  deci inan- 
Sfvtna  quel  conte  Giordano  che  ebbe  tanta  do  a  segno  da  trovarsi  costretto  di  cedere 
parie  alla  vittoria  di  Mont*Aperto,  e  ciò  nel  ai  guelfi  la  supremazia  politica  in  Toscniib, 
t^mpo  stesso  che  un  altro  vicarìo  regio  di-  dove  il  numero  de'  liberali,  fino  allora  op- 
simi-egnava  in  Siena  T uffizio  dipo<lestà.  In-  pressi  dalla  forza,  ogni  giorno  più  si  faceva 
i^tti  quiiiid'>  nel  dì  10  iiov.  del  ia6i  la  Si-  forte  ingrossando.—  Écosa  notabile  per  la 
gnoria  ili  Sien.i  con   i  quattro  provveditori  storia  della  nostra  penisola  quella  di  vedere 
deir  ii(Hkìo  di  Bicherna  ed  il  giudice  as-  espulsa  e  finalmente  estinta  la  casa  sovraiui 
s^ssore  ilei  consiglio  del  popolo,  radunatisi  di  Svevia  per  effetto  specialmente  deirotlio 
nella  chiesa  di  S.  Oistoforo,  arcettarono  in  di  liritano  IV  \er8o  i  discendenti  di  Fnh^ 
accomandigia  il  Ca^t. ,  uomini ,  e  distretto  rigo  li.  11  quale  avvenimento  rendesi  aucbi 


S 1 E  N  SI  E  N  315 

|4ù  liagolarr,  aHorchè  ti  riflelle,  clic  nrl-  e  che  lìrrliiio  i  Pi<iiiiii  cercassei-o  di  riiuet- 
iwao  »ic«ao  in  cui  ù  chiamava  nella  bacia  tersi  alla  «iiM:t-r£Ìoiu-  ticl  Papu,  (ini  qiialo  fra- 
Italia  C^rlo  di  Anfiò  per  esserrì  incoronalo  no  stali  scorounìi-ati,  <>uiihiUiK*iù  il  governo 
iB  i«  «ielle  due  Sicilie,  in  quelPnnno  u\f  sanpse  do(X>  h  luoric  di  iVIuiifrcdi  si  man- 
piato  si  elcgfcra  in  arcivescovo  di  Milano  lenne  ghibellino.  Ariose  che  Carlo  d^Aiigiò 
*^toBe  Visconti 9  orì|EÌDe  precipua  della  for-  nuovo  re  di  Puglia,  ad  oggetto  di  abbassare 
ii-Ba  e  |in— ima  dei  principi  potentissimi  di  e  comprìmere  il  partilo    im|)eriale,  aveva 
<|tt«Ua  prosapia  nella  Lombardia.  spedito  in  Toscana  prr  suo  %  icario  e  mare- 
All'invito  del  Pont.  Clemente  IV,  succe»-  sciallo  il  conte  Cìuido  di  Monforte  con  8oo 
la  tli  Papa  Lfrlmno,  Carlo  d*Angiò  nella  pri-  cavalieri  tranrcsi.  In  cousegiienit  di  ciò  nel 
■«vera  del  Tanno  i365  partì  dalla  Provenza  luglio  dei  1367  il  4lcito  conte,  e  poi  lu  sles- 
^  mate  acoompagDato  da  Tenti  galere  e  da  so  re  Carlo  con  vigorosa  oste  unita  a  quella 
rito  numero  di  milizie;  lo  che  obbli-  dei  Fiorentini  ricominciarono  la  guerra  con- 
iiliiredi  a  richiamare  nel  regno  il  mag-  tro  i  Sancsi  e  tulli  i  ^bibcllini  clie  iu  essa 
par  Buaero  della  sua  cavallerìa  tedesca  ,  e  città  ed  in  Poggibonsi  eransi  rcfngiali. 
Mlì  i  soldati  sparsi  per  la  Toscana  e  |»er  le        L*  unica  S|)eranz.i  dcgP  imptriali  d*  Italia 
Iwclir.  in  vista  di  ciò  il  Comune  di  Siena  e  dfgli  esuli  ghibellini  era  rifMiita  in  Cor- 
KVDÌnisImre  dovette  un  numero  di  milizie  radino  nato  da  Corrado  figliuolo  legittimo 
lamvisio  del  rv  Mantreili,  come  rìsultada  delPImp.  Federigo  II. 
a  atto  dell*  11  febb.  ia65  {stiU  comune)        A  lui  perciò  i  ghihellini  della  Toscana, 
«•tfkeaie  neirjtfrcA.  Dipi,  Sen,  7*.  f^J/i,  quelli  delTIlalia  supcriore  e  inferiore  in- 
dite Ptrgant^  {19/*  789.)  viarono  messi  in  Germania  per  s<»llecitarlo 
QbiBdi  sulla  fine  delPestate  dello  stesso  come  legittimo  pretendente  di  venire  a  ri- 
■aa  scese  per  le  Alpi  delta  Savoja  in  Italia  prendersi  il  regno  avito.  A  questo  fine  il 
ta'annata  francese,  destinata  contro  il  figlio  giovinetto  Comdino  col  titolo  eh* egli  as- 
artanle  di  Federigo  II  da  Clemente  IVsco-  suuse  di  re  di  Sicilia  calò  a  Verona  armoni- 
■■aicato,atla  qualeostealpariche  achiun-  |>agnalo  da  qualche  migliajo  di  tni|>()e,  le 
^  aoino  si  fosse  recato  a  combattere  con-  quali  a  (joco  a  poco  per  m.mcanzii  ili  |)aga 
^Maafiredi ,  il  Pont,  medesimo  rìpromcl-  tornarono  in  gnm  (Kirk*  in  (ìeiinania. 
k^indulgmxc  plenarie.  Ma  in  questo  rnillenifK)  il  Pont.  Clrnien- 
Ad  un*esefcilo  siflatto,  che  ingrossavasi  te  IV  faceva  di  lutto  per  distacciire  i  |m>|n)Iì 
apnponione  del  suo  avvicinamento  a  Ro-  italiani  dal  parlilo  di  Corradino;  e  VAreh. 
■^  si  unirono  400  cavalieri  Guelfi  fuoru-  Dipi,  di  Si^na  conserva  una  bolla  di  quel 
V»'!  di  Firenze,  dei  quali  fu  fatto  condot-  Pont,  data  in  Vjlcrbo  gli  11  maggio  del  1267, 
t'Oli  il  conte  Guido  Guerra  di  Dovadola,  diretta  al  podestà  e  Signoria  di  Siena,  affin- 
aci menile  che  V  altro  suo  cugino ,  il  C.  che  cotesto  popolo  obbedisse  ai   comandi 
*«uido  «novello  di  Moiligliana,  esercitava  in  apostolici.  In  conseguenza  di  ciò  nel  i  di- 
T<«caai  r  uffizio  di  vicario  pel  re  Mant'redi.  cembre  del  1267  i  rapitrescntanti  del  Oi> 
.Ha  l'ora  estrema  del  governo  della  casa  niune  sanesa  e  della  parte  ghibellina  di  To- 
^vfva  in  Ittlia  era  per  battere;  e  cotesf  ora  si-ana  elessero  in  capitano  generale  per  5 
itole  suonò  nel  porno  a6  febbr.  del  1966  anni  Enrico  figlio  del  re  di  Casliglia,  ul- 
' ulte  comun€\  ^^V\ì  nei  campi  di  Bene*  torà  senalor  di  Roma  con  l'annuo  salario 
*eak»«  fu  in  queir  ullimo  cimento  dove  ri-  di  10,000  lire,  oltre  la  promessa  di  pagare 
A«iefsiiuto  lo  sfortunato  e  coraggioso  Man-  soldi  io  il  giorno  a  loo  soldati  spagnuoli. 
Mi,  il  cui  corpo  esangue  venne  sco[)erto  — (  Abph.  Dipl.  Sev.  delle  Fergam.  T.  IX. 
t  rìounosciutodopo  tre  giorni  fra  i  cadaveri  N.^  858  e  87 1.) 

*i  violi.  — La  morte  di  Manfredi,  appena         Contutlociò  i  Sanesi  con  altri  ghibellini 

di%«lg«Sasi,  recò  tanta  sorpresa  che  fioche  della  Toscana  poco  do|)0  inviavano  al  gto- 

Hirsai  le  città  •   le  quali  avessero  coraggio  vine  Corradino  circa  100,000  fiorini  d*o- 

«1  nrconlo  de* successi  pros|)erosi  di  Carlo  ro,  e  di  altri  denari  tu  anche  provvisto  da'- 

•»  Angiò  di  restare  fedeli  al  partito  ghibel-  lo  siesw  governo  nella  primavera  del  i9(>B, 

itBo.  l>i  quesl*  olUnie  fu  la  citta  di  Siena  ,  allorché  gli  fiagò  per  saldo onze  4200, come 

«  ail  onta  del  minacciato  interdetto  ponti-  da  rirevut<i  dello  sle>so  Corradino  data  in 

&10.   nonostante  che    l'emula  sua  vicina  Pisa  li  14  nia»}!Ìodeiraniio  ia6B. — (Aacu. 

ciforiiuto  il  governo  a  parte  guelfa,  Dipl.  Sax.  terguiu.  T.  IX.  iV.*  3 74.) 


SM              SIEN  SIKN 

AMrcrt hrto  éi  mMii  e  di  fon»  CorraAiiio  A  ì»te  «f^ìift»  ti  fuMw  Jb  Fwf  bw  il  tì- 

|mHI  da  Pìsn  piT  Pofgtbonii  e  Sl«iii>  d««v  ewio  dHi^Obci»  d*Aiif;i&  >ceoMpiinnMo  dà 

inlMe  il  primo  fatto  d' arnri  %i>N)rev«le  i4  lolikii  éi  Ma  wailiwwi^  ^  ^tcHi-dc'  Fioum- 

iooi  aocadolo  nel  Val-d*  Amo  gii|iH*iope  «I  tini  fe  41  dfeoHi  altri  ìmtnm  éai  pacii  étìkt 

ttmft  a  VvMt.  GrdO  niiuore  ftx»  iper  «la  la||4ia^a«l&  IVmbm. 

Toseana  cfAeMa  f»ickohi  twilaglài ,  p«  4«tf  OnìnaU  «  imiiile  mrì  la  faall«|lk>  meU 

tkt  moBtuofio  TU  soperbia  i  {fhìMKdit  Cfht  la  fMe  I«tl6  r«llo««MMifillol*«KKÌlo^i. 

progooiiicarDiio  da  quella  al  «ipdie  4i  f^r*  bellino  con  ||nmdliiì«Da  pvrdila  éf*  Saneti  » 

d«ngo  n  fortune  maggiori.  ai  i|«ali  à  può  «Hit,  «he  il  «dì  i<  giugno 

Fa  allora  che i Saneti  saliti  itt fnmdK ape-  dairantio  \%6^  HmbI  qumi  a4trtit«tito  fu^ 

lanfte  ti  diedero  a  Inotiatv  iMti  ed  atler-  irmo  tiilrElsa«  <|u«mtoil  4k  4  aeurmhve 

hnr«  palasti  ad  atcutie  famiglie  potenti  ao^  étlfittno  laOo  «a  Haio  aoH*  Arina  iliiu- 

aperta.  1  libri  della  ni|;iotte  tra  ^«eHi  tìì  A^  alnao  ai  goellì  •eapeoialiiiente  ai  Fioieaiìni. 

Vhefnb,  legmino  die  nfeiratmo  i«68  ie|fiil  Fochi  de*ìrinti  ai Ml^rtNio;ePrMCBuno 

il  ditfccijDaento  di  ufi  palafeao  dei  To^mm^  Satani,  colof  die  «o%t  amai  ìmmhmì  avera 

donde  furono  letAe  1 3  cdomiifte  di  Aar-  moho  eontrilRiito  «Ila  vittoria  di  Mootaper- 

«IO  e  a6  fra  hafi  e  capitdK.  —  (BicaaHRl  lo,  «iella bHttaglui  iMto  Galle  fa  prean«tvii- 

Lièro  éT  Bntr.  t  Ustùti.  L.  ySi  B.  /W.  tidati%  ed  il  fai»  icapo  pomato  va  filo  «opra 

a5  e  «6.)  una  pieca  pd  -oampo  <de^  nucitorì.  ^-  iVr 

Omtlnitiò  il  ioo  viaggio  da  Siena  Corra-  ^^umio  oolcflb  uomo  tomniffractite  iidlaiaK 

ditto  alla  volta  di  Roma,  senB  far  cima  alcii*  mI  governo  ptAitioa  «Iella  t«a  patria^egli  «ì 

no  ddfae  icomiinidie  tMitit>  lui  da  Gtemen^  nte  commendabile  «rlla  ttoiia  per  «n  aiVf» 

te  IV  ttd  giorno  M  flof«dl  MMlo  is  Vi*  ^  iomma  piiMi  ila  «tao  poto  tempo  émiaiizi 

tedio  TulminiAe,  il  quale  ^oimdice  li  vwifii  eaordtato,  diordè,  fatto  prigioiirflaH* «min 

die  prediccme  la  rovina  di  Gorradino»com-  tito  Angioino  mi  di  lui  amioot  «  mrmu|kff 

pamiooimdor  incauto  giovane  «ooKttDavkN  ktiglia  di  ì  0,000  Aortni  per  dii  ralfm 

ti  ma  che  avviavari  al  mcrifitìo.  daverìo ,  alla  pena  non  pr^ndoli  dentro 

Ben  prtMo  eoidi  pronoMìd  fi  avverai^ne  un  tmapo  dwerminato  di  iiiigU  pei«lenr  la 

nei  ean^i  di  TVigliacoaio,  dove  nel  a3  ago»  teaia  »  tVovtwwfWo  diiftmi  im  tnp|«ln  talla 

Ao  del  I  a6S  con  strana  mutatione  di  scena  gran  piaua  di  Siena  »  ai  poar  nd  aecaNare 

li  vide  rivoltare  la  vittoria  dalla  pMIc  degli  H  dimam  dagli  amid  e  parenti,  takhé  tac- 

Angioini  con  la  prigionia  dell'  infelìDe  -gi^  edta  per  tal  meaBO  ki  aonwna  vdm%  Khei^ 

Vane  Conr^dino ,  che  poi  ndf  ottobre  «uc-  detta  prigione  edalU  morte  1*  amico  prigio^ 

emlvo  dovette  lasciare  sopra  nn  paleo  B  niero.  —  (  Avisia.  Stor.  Ficr.  Lib.  III.  > 

capo  redso  dal  carnefice,  e  cosi  finire  la  no-  Dopo  la  vittoria  riportata  a  Colte  i  Fio- 

biiisiima  casa  di  Svevia  non  aenxa  inCimia  rentini  tentarono  di  aprire  pratiche  di  paee> 

del  fratdlo  di  un  mnlo  re.  aftndiè  i  frudfi  fuoruscili  fossero  ammessi 

Giunta  in  Toscana  la  nuova  della  tcon*  «nco  in  Siena  ;  lo  die^i  ottenne  imi  1*70 

fitta  di  Tagliacono  e  ddla  prigionìa  di  €or^  usediante  un  tvattato  Vra  le  due  càn^. 

radino,  non  è  da  din  in  quahe  arviKmento  Fu  fn  conseguenva  %ft  oiè che  i  Saneai  nd- 

cadessero  i  ghibellini,  nel  tempo  che  gnm*  t'uptile  dd  1^71  doveuero  pagare  ni  vioa- 

di  teAe  si  filcevano  dai  fudfi  che  gfk  da  due  do  del  re  QiHo  (T  Angiò  ni  Toseana  tooo 

anni  erano  tornati  a  dominare  solla  mag^  onte  d' ora  p»  ottenere  con  tale  sborso  k 

gior  parte  della  Toacana.  Due  so>e  citili  ca^  ftMia  t  prMedone  di  quel  sovrano ,  a  ccm- 

pitali  di  àtìt  repubbliche,  cioè  Pim  e  Siena,  edotte  che  ai  faonwciti  ghìi«llini  uon  ai 

dopo  la  morte  di  Corradino  non  Solamente  tesUtoiSsem  i  l«m  aenu  ano  ordine  ;  e  dut 

non  innalzarono  lo  Aendardo  dd  gigNfran-  anni  dopo  <14  giugno  del  ia73)  por  mctno 

cesi,  ma  ilCbmone  di  Siena,  dopo  aver  rac^  di  tm  sindiieo  i  Saneti  promettevano  di  ol»* 

colto  nn  etercilo  di  Tedeschi  e  Spagntmli  fiedire  agli  oMini  della  S.  Sede  ApasMiea 

scampati  dia  battaglia  diTurliaconoedopo  onde  ottenete  rassoltiitone  dalle  cenauve 

aver  affidato  al  comando  di  rtovenxanoSsV  minacciate  dai  Pònt.  Clemente  IV  a  cugione 

vanì  qoafllti  fuorusciti  ghibellini  pota  tu-  deirajuto  ddo  airiiifclioe  Gonndino  e  da 

donare,  nd  giugno  delTanno  ì  269  dichiari  Gregorio  X  rinnonite  per  non  avere  voUnio 

la  guerra  ai  Fiorentini  Dottando  Toste  sol-  riconoscete  il  iv  Csrio  di  Sicilia  nominalo 

to  U  Terra  di  Colle  Sa  Val-dnBUa.  éi  quel  f^  ^i""^  imperiala  in  IViasann. 


S I E  N  S I E  N               317 

-*-  (ftlMA.  Oift..  St».  T.  X  dette  Pergamo  Tàacànm  il  partito  guelfo  net  teiApo  che  na- 
if.* 88S  le  899.)  nìnMV«  quello  de*  suoi  rivali,  con  delibe- 
Ha  4it||tMiMMii€Ute  fion  pattò  gran  lrai*>  mionedel  16  BMiggio  ii8i  inviarono  par- 
pò  che  i  guelfi  fuemadti,  e  riammein  in  le  delle  loro  maaiUKie  ad  asialire  e  diafiire  i 
Sìeoa,|iaco  o  iMlla  cnranilo  i  patti  drlla  pa-  oattelli  dei  contado,  eh* erano  «tati  di  atilo 
ce  fra  i  «hie  Commi  ristabilita ,  istigati  dal  a  molti  ghibeliim  eàiiati^  o  ammoniti, 
cont^  Snido  di  Monfourte»  soaeciarono  dalla  Arroge  a  ciò,  come  varie  città  e  trrrr  del- 
cillà  gli  aMfchi  elnbelliiii.  la  Toscana,  per  quanto  si  fossero  ridotte  a 
SMnoncbè  tm  giugno  del  «173  per  ope-  reggimento  libero,  pure  non  vi  si  poterono 
m  deUPMl.  Gregefto  X, mentre  egli  i^vaen"  se  non  dopo  la  morte  di  Manfridi  stjbil- 
ta  dfe  Sreiu  per  redirn  a  Lione,  i  ghìMIi-  niente  riposare.  Quindi  è  che  essendo  stato 
fil  felino  ffestiiufti  «Ita  fiatria  e  riammessi  vacante  per  lunghi  anni  1*  impero,  Siena  al 
à  parte  delle  prime  msgistratlire.  pari  di  altre  repubbliche  con  la  protrxione 
feltro  pòchi  giorni  dopo  la  partenca  di  degli  Angioini  di  Napoli  polè  liberarti  da 
Ctregorib  X,  tbttòciò  che  per  cura  di  lui  fu  una  soggeiione  immediata  ali*  Imp.  RidoU 
fttto  tenne -guasto  e  rO%«seiato  in  guisa  che  fo.  Il  quale  dopo  le  premurose  rimoslnu- 
S  ghiMlilii  dovettero  di  liei  nuovo  lA>ban-  xe  del  Pont.  Niccolò  111,  che  frullarono  la 
dEnafei}Qéil»  cittfc;  per  li  qualcosa  il  Pont.  Ubera  cessione  alla  S.  Sede  di  tutta  I»  Ro- 
ftllftiitiò  mwfi  scMNUniOI  al  pspolo  saneto,  magna,  e  dopo  che  il  re  Carlo  d* Angiò  ebbe 
Intanto  gli  espulsi  ghibellini  raocoUisi  nella  rinuniialo  al  vicariato  della  Toscana,  queir 
BaWginuia  ttatsetainà  dmiMggiavnBO  il  più  Imperatore  rivestì  del  titolo  di  suoi  vìcarj 
thè  pMentto  i  paesi  del  disìninio  di  Siena,  quasi  tutte  le  Signorie  delle  repubbliche  di 
di  ttUnfeni  the  i  reggitori -delhi  r^ubblica  cotesla  prte  d*  Italia,  prefio  il  pagamento 
(ttttD  1^76)  intiirono  r«steix>nlro  il  Cast.  alU  corte  Aulica  di  una  soMsma  annua  in 
di  Pinrtli,  Atmssitoidi  banditi,  e  tanto  To-  eontanli  a  titolo  di  tributo  o  rf^alla. 
Me  viUcflè  che  lui  ebbe  A  patti.  Quindi  la  L*  Jreh,  Dipi.  Sen.  conserva  fra  le  sue 
SigIMHadi  Setit  eominciò  a  prender  parte  pergamene  (T.  XI  N.^  looa)  un  lodo  del 
nel  regime  politico  di  Massa  cercando  (^gni  i3  ott.  itSo  dato  in  Siena  da  Awopo  di 
Uodo  di  ivere  qnel  Comune  a  sé  soggetto.  Bagnorea  podestà  ,  e  dai  1 6  governatori  di 
lf^ll*anm>  (1^77)  furono  rinnovale  Itr  ca*  quel  G>mune,  col  quale  si  conclusero  gii 
pitolakidnicon  la  città  di  Grosseto,  e  nel  ^eu-  articoli  della  pace  incominciatai  fra  i  gucld 
naie  del  Ì380  {stite  tomnne)  con  la  meilia-  di  dentro  ed  i  ghibelliui  fuorusciti. 
tioite  del  Card.  Latino  si  condusero  nuove  In  virtù  pertanto  di  quel  lodo,  fu  slabi« 
tnttalWedi  paeecon  il  Comune  di  Firenie.  lito,  che  chiunque  cittadino  fosse  stato  al 
Qlitlitutique  la  parte  guelfa  e  la  più  pò-  servizio  della  Rep.  sanese,  e  che  dati*  ago- 
pDÌare  atesse  preso  il  sopravtento  in  Siitia,  sto  p.  p.  non  avesse  ricevuto  condanna  di  ri- 
dove Yiel  1&80  la  Signoria  venne  portala  al  belle,  potesse  ritornare  in  Siena;  che  ai  fiio- 
Vramm>  di  i5  governatori  tutti  dell*  ordine  mscili  di  deatro  non  fosse  permesso  tener 
popoimnOf  non  per  questo  gli  allri  onlini  in  casa  alcun  barone,  o  grande;  che  tutte 
«Iella  città,  nt  i  ghibellini  di  rorlo  rirn-  lep<-rsonedi  casa  Snlvani^Guinigi,  e  Bofim 
Irati,  si  erano  acquetati,  e  tanto  essi  briga-  fi  innanzi  di  tornare  in  Siena  dovessero  ra- 
mno che  fanno  di  poi  furono  espulsi  da  liticare  la  («ce  fatta  dal  toro  sindaco  con 
Si^  diversi  signori  di  case  magnatizie  ed  quelli  di  casa  Tolotmii;  e  che  la  slessa  cosa 
attri  capi  'di  làkione  ghibellina  («r  aver  ten>  facessero  quelli  delle  case  incontri ,  Forie^ 
tato  d'impfedlroftini  delle  redini  del  governo,  guerri  e  Piecofomini,  col  d.iro  mallevadori 
Ma  miOTÌ  segni  dì  perturbazioni  [m>IìIì-  per  Tosservanza  di  dette  p»ci.  Inoltre  li  vo- 
Ae  apparivano  nell*  anno  stesso  in  Sici-  levano  far  contrarre  matrinionj  e  |>arentadi 
lit,  quando  gli  abitaUti  dì  Palermo  dalle  fra  le  dette  famiglie  e  altre  nobili  di  Siena; 
Jttisnoni,  dalla  superbia  e  dalla  libidine  finalmente  a  chi  rompeva  crU»sle  paci  sì  rai- 
«^Ffsticeii  irritati  a  un  suono  di  Vespro  nacciava  la  pena  del  capo;  oltre  l'ordine  di 
«cefo  amn  bissa  sopra  quanti  incontrarono  abolire  la  memoria  delle  parti  Guelfa  e  Gki- 
f»  via  di  qnelhi  naxione.  bellina,  con  lutti  gli  statuti,  libri,  sigilli, 
Pn  in  eonsegnenta  di  ciò  che  i  i5  go-  ecc.  spettenti  a  delle /nirf»  sotto  pene  ad  ar- 
*«nialori  di  Siena  dopo  Tavvenimento  del  bilrio  de*  i5  governatori  del  Cémune. 
>t^  Skilfano,  dit  Indebolì  atsaiastme  In  Sennonché  in  questo  frattempo  essendo 


S I E  N  S I E  N  319 

|iomo  di  loglio,  e  nel  i]|  «dici    il  gran  ghibellino  che  rinnovò  ne* rampi 
éfMtodicijinin  ■mio.  di  Val-di-Nievole  la  Konfilla  di  MonlapiTlOy 

li  pvioreifcalbitorìa  dirò,  qualmente  te  il  Faggiuolano  l'osse  sUto,  dirò  con  il 
•  ipnni (M  putito  ghibellioo  nel  1 3i  i  Malavolli ,  così  prudctile  nel  governare  gli 
■fan  ■  kilii  a  prendere  la  corona  im-  siali  come  mostrò  di  essere  valente  nelPar- 
faik  AiàfD  VII  di  Lneemburgo,  nemico  te  militare,  non  tì  ha  dubbio  alcuno  che 
■naodri  gnelfi,  ì  di  coi  governi  to-  dopo  quella  luminosa  TÌttorìa  efirli  diventar 
In Mdmiedis&re.'—  Siena  e  Pirenie  poteva  Tarbitro  della  Toscana.  AH' incontro 
km  ■  Tonma  le  due  città  che  chiusero  Uguccione  venne  espulso  in  un  giorno  stes- 
bprteiaheeb  al  troppo  ghibellino  Im-  so  da  Pis«  e  da  Lucch,  due  città  sulle  quali 
pallM,cd  il  Bagistmlo  dei  !Vove  tornò  egli  dominava,  nel  tempo  che  la  sua  caccia- 
tfAUiaif  il  bando  d'esclusione  de*  no-  la  rianimò  e  fu  di  sommo  conforto  ai  go» 
ttdfkiiù  pubblici.  verni  di  iiarte  guella  in  Toscana. 

Krihnodiir  inutilmente  tentato  assedio  Vedendosi  in  Siena  le  cose  de*  guelfi  an- 
dMnr,rancito di  Arrigo  VII  poco  do-  dare  prosperamente,  varie  dmiglie  nobili 
F^MÌè  VRSD  Siena  dando  il  guasto  a  lut-  incominciarono  a  tornare  all*obbedienxa  dei- 
^hAé  quei  suburbi,  quando  a  guel  Ib  Signoria.  Di  cotesto  numero  furono  nei 
WKndsee  dai  bagni  di  Macereto  in  i3ao  mess.  Deo  de'Tolomei  e  mess.  Fran- 
^■BMictto  si  rslinse  la  vita,  per  libe-  cesco  Salimbeni  con  altri  loro  aderenti;  ma 
■^■i|iio  timore  il  governo  sanese  e  due  anni  appresso  essendosi  rinnovato  lu- 
Ifeb  Rpabbliebo  guélie  della  Toscana.  multo  contro  il  reggimento  de'  Nove  da  mol- 
ai ia|iiori  Nove,  i  quali  fino  allora  si  te  persone  dell*  ordine  e  della  classe  delpo- 
^Mtamidvl  gastigai e  i  mal  conlenti  polo,  una  parte  di  quei  rivoltosi  fu  presa 
^|^^Simi,o  die  avevano  macchinato  e  decapitata,  mentre  ad  altri  fuggitivi  fu 
*^h(jUà  in  mano  ai  nemici,  poterò*  dato  il  bando  e  dichianti  ribelli.  Accadeva 
'^hnortedi  Arrigo  VII  ordinare  ai  ciò  poco  tempo  innanii  che  i  soldati  della 
^  ^  Imo  oste  di  recarsi  a  sog|riogare  lega  guelfa  di  Toscana  ricevessero  in  Val-di- 
^ioiriKnei  quali  si  erano  rinchiusi  Nìevole  altra  pi&  solenne  disfatta  airAlto- 
f^BMhaà  di  ogni  munixione  provvisti,  pascio  da  Castruocio  Autelminelli,  capitano 
^■hdai  di  Siena,  al  pri  della  rivale  e  polìtico  il  più  valente  delb  sua  età,  per 
^giwwa dentro  delle  potenti  fiimiglie  la  quale  molti  della  lega  guelfa  rimasiero 
9^^ki,  Tde  era  quella  de*  SaKmbeni  morii ,  o  furono  avvinti  al  carro  del  trioa- 
^^  Tillni  gaelb  de*  Tolomei ,  tanto  che,    fiinlr  vincitore. 

||*h  U  hilo  del  I  a8o  di  sopra  ripor-  Quindi  la  città  di  Siena  al  pari  di  Fi- 
^*d  ]6  igoiio  del  i3i5,  giorno  de-  renze  avendo  adottalo  in  suo  vicario  il  duca 
WBiUi  falla  della  giostra  e  poi  della  cor-  di  Calabria  figlio  del  re  Roberto  di  \a|)oli, 
^l^ya  del  Campo,  in  quel  dì  appunto  i  Tolomei  ed  i  Suliml>eiii  ad  insinuazione 
^■IwQBei  riscontrandosi  con  altri  di  dello  stesso  duca  nel  luglio  dei  i3v6  stabi. 
^  Uaheni  si  aflfiruntarono,  si  ferirouo  lirono  per  un  quinquennio  tregua  sc^m- 
^vciftiu,  sicché  mettendosi  in  arme  an-    bievole. 

^"Pf^  chi  da  una  banda  e  chi  d^lT        Dice  lo  storico  Mala  volti,  che  due  anni 

^  jiiva.  Arrestò  alquanto  le  con-    dopo  (iSaS)  il  magislralo  di  Siena  ordinò 

jj^^  jU  liat*  ostilità  r arrivo  in  Siena    il  censimento  delle  (amiglie  della  città,  men- 

^'pÌMipe  di  Taranto  fratello  del  re  Ro-    Ire  era  capitano  del  popolo  mess.  Guido  Ric- 

*l*di  Sieilis  ;  ma  la  vittoria  riportala  nel    ci  da  Reggio.  Ignoro  peraltro  su  qual  base 

yyiadri  i3i5da  Uguocione  delk  Pag-    egli  si  appoggiasse  per  asserire,  che  allora  ii 

fy  "^  Woote-Galini  rianimò  i  ghi-    Terso  di  Cittàt  diviso  in  ao  compagnie,  o 

*!■  tatti  della  Toscana ,  sebbene  questi    coiilrcuje,  contava  4297  iàmìglie;  che  nel 

^MiaiHiu  gran  profìtto  da  ai  favorevo-    Terso  di  S,  Martino  si  trovavano  altre  ao 

^P**li*  Avvegnaché  non  fu  V  vi  città  del-    compagnie  con  3  tao  famiglie;  e  che  nel 

%>fBdfr,  della  quale  allora  anche  Sie-    Terzo  di  Camullia  esistevano  19  compa* 

^^**a  parie,  che  ad  onta  delle  discordie    gnie  con  4364  famiglie,  sommando  in  quel- 

^''ìk  il  suo  governo  popolare  minima-    T^inno  la  ciltà  di  Siena  fino  a  11 71 1  capi 

taiie  altcmse.  di  famiglie,  riparlili  in  59  corapafjuie,  nelle 

^Kìl  vincitore  di  Monte-Catini,  se    quali  però  erano  compresi  anche  i   nobi- 


3S0  SIEN  8ICN 


li.  —  ^Malatolti,  /jfor.  Smm.  Fari9  II,  «lini.  IViùosai  più  btele  e  più  diioàial 

Lib.  V\  )  fligel'o  fu  quello,  (kllfl  pale  del  i34B,  ii 

MeirniHK»  predetto  iSaS  i(  capitano  del  oonsegiieaia  dcUji  quale,  scrÌTeva  un  eon 

popolo  Guido  Hicei  condusse  Toste  mimw  temporaneo  sbimm  ^mgiólQ'  4L  Tww  cliii 

air  impresa  del  GmI.  di  Monlemassi ,  ohe  malo  «/ (vifasio,  seoalMBi  che  niDaiiMrD  d 

non  senza  fatica  [iole  alla  repubblica  con-  quel  contagio  fica  Siena  ed  i  hKgiik(  JffojJM 

qnislare.  11  qual  fatto  fu  |iOÌ  dipinto  nel  pa-  più  di  So^ooo  penonel  \  !  -^  Dal  lugli 

laz£o  pubblico  di  Siena  nella  sala  del  comi-  infino  a H* ottobre  del  1)48  (  aggiunge  I 

glio  per  opera  dd  celebre  Simone  di  Martin  stets»  cronista  )  ■  quella  peste  fu  telneul 

no,  comnnementeappeliato  Simone  Menmi.  micidiale  ohe  HMrimna  uomìn*  e  donn 

Fu  pure  durante  il  capitanato  di  ooteslo  quasi  di  subito;  ed  io  Ap^oU  di  ^Uffu  aot 

Guiib  de*  Ricci,  stalo  più  Tolte  confermato,  terrai  i  miei  figliuoli  ia  una  Cmu  con  I 

quando  nell'aprile  del  i3a9  essendo  insor-  mie  mani,  ed  il  aimile  feoeco   umili   al 

to  tumulto  nella  plebe  a  aigione  di  una  gran  tri  ».  ^^  (  Mua^roa.  Cron.  di  AmUea  Me 

carestia,  vennero  cacciati  d«i  Siena  i  men-  in  ihr,  Italie,  Script.  T.  XV.) 

die  hi,  non  senw  perìcolo  della  vita  di  q>iel  Più  discreto  per  altro  appantee  nu  alti 

capil;ino  che  colia  forca  e  colla  corda  trovò  scrittore  anonimo  pure  saneaeciAato  dnl  Mn 

Il  meizo  di  vendicarsi.  — (G.  ViLLAin,C^o-  voglienti  nello  noie  alla  ceonicn  di  àmàn 

MIC.  Lib.  X.  cap.  118.  —  DoMiaK»  Laasi  Dei,  il  quale  disse,  che  nella  peste  del  i34l 

BiADuoLO,  US.  inedito  intitolalo  sPEcearo  di  65,ooo  booobe  che  allon  (loeva  Sten 

U'm^tro^  dal  March,  Tempi  tette  danaio  (esclusele  Mtasse)  ne  nnaaero  ^vet5,o«i 

n//a  Biblioteca  Laurenzimna  di  Firen%e)»  —  (  Oper,  eia,  i»fi,) 

Non  rammenterò  nna  pace  trattala  in  Voi-  Ftattanto  si  avvicinila  il  linspn  dì  un 

trm  tra  i  sindaci  sanesi  e  pisani  nell'ago-  nuova  rifoemi  provocata  dal  popDlo>  uiiuwl 

•lo  1 3  3o,  stantechè  essa  non  ebbe  effetto  che  per  tacito  consenso  delA'Impeeatort  Cauli  V 

Ire  anni  dopo  ;  non  dirò  in  qual  modo  i  atrivato  in  Siena  nella  vigili*  deUi  SS.  Ai 

M-JMclani,  che  erano  in  lega  con  i  Pisani,  uunxiata  del  i355,  aiochò  nel  gioouo  «p 

nel  i335  si  dassero  ai  Sanesi.  preaso  (a5  roano)  con  grandiaaiuMi  tumuli 

In  quel  fraltem|>o  dopo  fa  nnova  elecione  si  videro  cacciati  dal  palaia»  pubbHou  i  a 

dalla  Signoria  di  Siena  essendo  slato  eletto  gnori  Nove,  ia  luogo  dei  quali  cntràalia  II 

in  priore  dei  Nove  il  cittadino  Simone  d*Ja-  sta  del  governo  rarelveacovo  dì  PaB§n  oo 

co(K>  T«>ndi ,  questi  di  commiteione  de' suoi  titolo  di  vicario  imperiale ,  assistìln  &  un 

eolicghi  recossi  a  (>erliislrare  il  dominio  sa-  Balia  di  ao  cittadini ,  dodici  de*  qnnla  dal 

nesc,  della  qual  visita  diede  relazione  al  Vordne  del  popolo  e  otto  dall' ordàu»  di 

governo,  ed  il  cui  sunto  leggesi  stampato  gentiluominki  Riformalo  in  lalgutsa  il  gc 

nella  storia  puhbli&ita  daGingarta  Tomma-  verno  di  Siena  ,  Carlo  IV  proseguì  U  su 

si,  il  qual  sunto  può  in  certo  modo  reputarsi  viaggio  a  Roma. 

il  più  antico  saggio  di  statistica  economica  Così  alle  grandi  sventure  naturali  drii 

fra  noi  comparso  alla  luce*  pfstc  e  della  carestia  si  aggiuntelo  leciuàl] 

Frattanto  il  Comune  di  Siena,  stante  le  come  fu  questa  del  a5  man»  »355  postai 

guerre  e  le  si>ese  gravose,  nelle  quali  la  Rep.  ai  Senesi  dal  cambialo,  governo,  oaanbiamaa 

fiorentina  cri  involta ,  soccorreva  quest'  ul-  lo  forse  M  più  fatale  »U»  Ioao  KbeitK  smg* 

lima  di  gente  e  di  denari,  specialmente  allo-  me  af)p«rirli  dal  seguilo  de*  faMi  ìetoriek 

raquamlo  nel  luglio  rlel  i343  da  Siena  fu  1  venti-  «letti  d»  Ralia  sui   giocni  (hip 

inviala  gente  armati  a  Firenie  per  dare  un  (3i  mano  1 355)  ordiiiaronoiUis  niayiitial 

br.icrin  alla  cacciata  del  duca  d*  Atene.  di  Dodici  (  qualtvo  per  Tono  )  i  ffuaii  P» 

Rra  slato  di  buon  augurio  Vi  Sinesi  Pan-  piena-  antorilè  dovevano-  risMlePi  in  paAsM 

no  133;  stante  la  pare  con  generale  soddi-  al  pari  de*  signori  Nove  per  dkcideae*  gli  al 

sfizione  fatta  in  pubblico  parlamento  fra  i  fiirì  di  stalo  co»  Fassislania  9-mtto  di  ss 

Siilìtnhrtii  ed  i  Tolomci ,  due  potenti  fii-  buonoraini'  di   fiNnig1ie>  nobili,  iMi  elctf 

iniglii',  sebbene  mancasse  di  eflVllo  quella  essi  pure,  quiillvo  (ler  ognìTecao.;  e  quiel 

tra  i  M.ilavoIti  ed  i  Piccolomini;  ma  riesci  ultimi  costituirono  il  collegi'»  ohe  in  ngiàk 

alirett.uito  trÌAto  l'anno  i  33g  a  cagione  del-  appelloesl  ir*  la  gentiluomÌM. 

U  |»este  bubbonica,  per  cui  nella  ritta  sles-  Arroge  a  ciò  come  nel  giorno  17  del  «sa 

sa  [lerirono   molti  dei  più   reclutati   citta-  diapribfsuoooi9Ì^o>fìi  organtaulo  uaooosi' 


S I E  N  S I E  N  31t 

g1io  genenle  composto  di  400  ciltsdini,  fStertii  plutloilo  che  per  ifiegiiew  i  iumulii 
dei  quali  i5o  dell*  ordine  de*  nobili  e  aSo  intei-ni;  cangiò  col  tempo  la  manien  di  vi- 
di quello  de*|iopolani,  a  condizione  cheque-  vere  e  di  dominare;  fi  volevano  delle  sol- 
sii  ultimi  non  fossero  appartenni!  a  fiiroi-  dalesche  prenolate,  si  volevano  delle  coni- 

Slie  delPordine  de*  Nove;  il  qual  consiglio  p.ignie  estere  di  masnadieri,  di  cui  per  buo* 

oveva  ogni  sei  mesi  esser  cambiato.  na  sorte,  non  si  coniano  più  in  «Iciibì  Iuo- 

En  in  cotesto  modo  sistemato  il  regime  ghi  dell* Italia  che  i  Linzi  della  Sviueni, 
rappcesentativo  della  Rep.  di  Siena  quando  mentre  da  quelle  compagnie  di  soldati  aVi- 
Carlo  IV,  dopo  la  sua  incoronazione  vi  fece  venliirìeri  gì*  Italiani  dopo  il  secolo  XIV 
rilorno,  sicché  trovando  la  città  involta  nelle  etibero  a  soflrire  per  lunga  eia  oonseguenie 
solile  discordie  fra  la  nobilth  ed  il  popolo,  lacrimevoli  e  dolorose, 
credette  opera  facile  di  potervi  stabilire  per  II  Comune  di  Siena  fb  imo  dei  primi  « 
sno  luogotenente  e  governatore  supremo  di  risentirne  i  dannosi  eflètii ,  allovchà  la  Re- 
Siena  e  suo  stato  un  di  lui  parente ,  il  Pa-  pubblica  fìi  mena  a  discreiione  di  una  nn- 
triarca  d*Aquileja.  Dondechè  Cesare  giovan-  meroia  compagnia  di  masnadieri  guidati  dal 
dosi  del  fiivore  della  plebe  riesci  ad  ottenere  cavaTier  provenzale  Fra  Monriale,  cui  cadde 
agevolmente  che  la  Mia,  i  signori  Dodici  nelPanimo  di  raccogliere  una  buona  masu 
ed  il  contiglio  de*  400  riconoscessero  nel  di  soldati,  tanto  a  piedi  come  a  cavallo  (Anr- 
P.iirì.irca  un  nuovo  padrone,  e  che  rìnun-  ^/e),  che  vivevano  col  mestiere  della  guer- 
riassero  al  loro  uffizio  tre  settimane  dopo  ra ,  e  così  taglieggiavano  i  popoli  e  prìncipi 
esservi  stati  chiamati.  italiani.  Imperocché  quella  compagnia  dopo 

Ma  non  era  facile  ad  un  Patriarca  disar*  aver  servilo  il  re  d*  Ungheria  contro  la  re- 
malo potere  leuer  il  giogo  sul  collo  a  citta-  ginn  Griovanna  di  Napoli  ;  dopo  avere  deva- 
dini  fervidi  ed  usati  alla  scelta  de*  magistrali  stalo  la  città  di  Todi ,  si  ridusse  derubando 
proprj.  Infatti  afipena  di  tre  giorni  Girlo  IV  per  ogni  dove  nel  contado  di  Siena,  dal  cui 
erasi  allonLinato  da  Siena,  che  quel  {lopolo  governo  nel  1 354, oltre  molti  regali,  otten- 
corse  ali*  armi  per  rimettere  in  palazzo  i  si-  ne  la  vistosa  somma  di  1 3,Soo  (kirini  di  oro. 

Snorì  Dodici,  sicché  innanzi  che  terminasse  Né  solamente  Siena ,  ma  ancora  Firenae  e 

mese  di  maggio  il  Pitriarra  di  Aquileja  Pisa  dovettero  soffrire  Tonta  di  comprare 

fu  costrrtlo  rinunziare  al  governo  della  città  da  quelle  masnade  una  instabile  pace.— Cosi 

e  del  Irrrilorio  sanese.  cominciò  a  spegnersi  nelle  città  comroer- 

Prattanto  da  coleste  rivoluzioni  politiche  cianli  e  ricche  la  virtii  militare;  così  le  rc- 

rarie  città  e  terre  del  contado  prt^ro  occa-  (Hibhiirhe  e  le  signorie  dell*  Italia  furono 

siune  di  ribellarsi  dai  Sanesi.  Tali  furono  mnst  a  discrezione  di  turbolenti  e  rapaci 

le  città  di  Grosseto  e  di  Massa,  le  Trrre  di  sn)  Jiii<schr,  le  quali  procedendo  terribilmen- 

Montepulciano ,  di  MonUlcino,  di  Casole  e  te  opni  giorno  piii  oltre,  allenirono  per  tanto 

non  poche  altre,  coroeccliè  Cesare  poco  tem-  teiii|K)  la  prosperila  de* popoli,  quasi  fossero 

pò  dopo  a  foi-za  di  genti  estranee  e  dì  armi  sfiiti  (lOchi  i  disastri  che  soffrivano  per  ladi- 

non  proprie  la  capitale  del  dominio  sanese  visione  de*  partili,  per  le  intestine  discordie 

sapete  riaoqnistsrc.  e  per  le  guerre  di  fuori.  «-  A  Fra  Monriale 

Allora  al  magistrato  de*  signori  Dodici  tenne  dietro  il  conte  Landò  pur  esso  con- 

nel  dì  primo  luglio  del  i355  fu  aggiunto  dolliere  di  ona  toldalesca  sfrenata, che  iDo- 

un  capo,  il  capitano  del  |)Opo1o,  dal  di  cui  dici  di  Siena  nel  i357  ebbero  la  debolez» 

arbitrio  dipendevano  i  capitani  delle  oom-  di  chiamare  al  loro  soldo  assieme  con  altra 

pugnie,  ossia  contrade,  ed  i  centurioni  delle  compagnia  d*  Inglesi ,  (anno  i363),  e  len- 

MatS9;  talché  in  luogo  del  solito  capitano  dersi  in  tal  guisa  tribolar)  di  cotesti  ladroni 

del  popolo  scelto  fino  allora  ogni  sei  mesi  pronti  sempre  a  nuove  inchieste  di  danaro  e 

forestiero,  fu  eletto  ogni  due  mesi  nazio-  a  vendersi  al  maggiore  offerente.  Una  però 

naie  dall*  ordine  popolare.  di  coleste  compagnie  sotto  1* insegna  e  titolo 

t  altresì  vero  che  le  compagnie  del  pò-  del  Cappello  comandata  da  un  conte  di  Ur- 
pelo  sanese  non  erano  più  quelle  cbe  con  bino,  fu  combattuta  e  dispersa  presso  Tor- 
tanto  valore  e  scxìjji  essere  salariate  figura-  rìta  i  1  Val-di-Chiana  dalle  genti  saneai  co- 
rono nei  rampi  di  Monl<ipcrto;  non  piò  il  mandale  da  un  conte  Francesco  Orsini ,  la 
ciimpanonr  della  torre  del  Mangia  rhiama-  quale  sconfina  fii  poi  dipinta  inunasjladel 
va  i  cittiidini  ali*  armi  per  dilèsa  de*  nemici  {«liizzn  pubblico  di  Siena. 

».  V.  41 


S I E  N  STEN              32^ 

tatare  fu  eoitrcllo  a  rekrocetkre  e  rìnchiu-  die.  Tali  furono  quelle  die  nel  1370  si  so- 
<kr»i  uel  ^^A»llo  de*  &limbeuì.  fcitaitiuo  dentro  Sìcn»  \)ev  PiuM^lenze  fatte 
"Scn  contento  il   popolo  sanese  di  aver  dalla  compagniti  «ipiiellala  del  Bruco  al  ila- 
rità e  svaligiata  la  cav.dleiia  imperiale,  di  lazzo  del  senatore,  {come  allora  chiamavano 
«ree  Abbattuto  lo  stendardo  e  costretto  lo  il  poitestk)a  quello  pubblico  della  Si^^noria, 
s>«teij  C^rlo  J  reiugiani  nel  |NiIazzo  de*S.i-  airallro  de*Salimbenì,  e  ad  una  comp.ignia 
:«sucQÌ,  volle  anche  assediarvclo.  A  libc-  di  gentiluomini  che  inulilmeiile  preservi  le 
uilo  da  %i  cattilo  pa»so  s* intromesse  il  rar-  armi  per  respingere  quella  pleha{;lia;  sino  a 
4aa!  liegatu  con  alcuni  cittadini,  sia:hé  che  una  mattina  di  luglio, unitasi  illacom- 
CifluIV  lu  costretto  a  lasciare  la  città  senzai  fiagnia  del  Bruco  quella  del  pO(x>lo  armato, 
éSira  iaQOvaxi<>iie.  È  alli-eiì  tero  perù  che  corsero  enlraiube  al  {Milazzo  de*  Signori  di 
finalità  ingiuria  costò  ai  Sanesi  molti  de-  dove  cacciarono  i  quattro  dell*  online  de* 
sari,  ooù  euendo  uso  queirimpcratore  a  Gentiiui»ninì^ed  i  tre  dell'ordine  de*!foi^e 
tìiOann  le  sue  vergogne.  —  (Àmmimato,  che  risiedevano  fra  ìQuitt'Uri  nel  niagistra- 
Sttrìa  Fior,  Lib.  Xiii.)  lo  primiero  della  città,  in  luogo  de\|Ua li  lu- 
DalLt  iuipetuosa  sollevazione  fatta  in  quel-  rou'i  sostituiti  altri  sette  dell*  ordini  de*Po* 
r^aergetite  dalla  plebe  di  Siena,  della  quale  potani.  Ma  non  era  ancora  al  suo  termine  il 
«■  CMinpiosiinile  rinnovossi  alla  nostra  età,  mese  stesso,  quando  quelli  dt^Do Uri,  aden- 
ti sorge  ciò  che  possa  una  popolazione  ar-  do  e  uigiurato  con  alquanti  No*>esehi  e  col 
Bua  del  naturale  valore  contro  truppe  ag-  capitano  del  popolo,  assaltaroio  d*iraprov- 
|«frritev  licn  dirette,  ma  prezzolate.  visf>  armata  mano  nelle  loro  case  le  genti 
Se  però  da  un  canto  i  Saiiesi  per  siflfatta  della  compagnia  del  Br.tco.  Questi  però  ad 
i^reu  crebbero  in  riputazione,  altronde  un  temfK)  stesso  levatisi  a  rumore,  corsero 
h  citlà  loro  rimase  piena  di  tumulti  con  per  la  città ,  ed  unitisi  alla  compagnia  del 
tiAoil  territorio,  nel  quale  gli  esiliali  pò-  po|)oto,  ruppero  e  sbaragliarono  i  congiu-* 
ilici  elevano  continue  depreilazìoni;  tinche  rati,  ai  di  cui  capi  fu  to^to  tagliata  la  testa  , 
(«lo  IV  destinò  la  Signoiia  di  Firenze  ar-  dichiarando  ribelli  i  fuggitivi.  Quindi  fu 
Uii  fn  i  nobili  e  la  classe  de*  popolani,  riformato  il  magistrato  àc*  Quindici  Difen* 
Iiftiana  delle  due  parli  accettò  il  primo,  fori ,  la  de* quali  scelti  fra  i  pnpolani ,  o 
tsolanente  aderirono  al  secondo  lodo  prò-  del  numero  maggiore,  e  tre  dalPorf/iiie 
MJiiuto  li  3o  giugno  del  1869;  nel  quale  de^tfnve,  ossia  dui  numero  minore;  tutti 
m  gii  altri  capitoli  uno  si  era  questo:  che  i  gì*  individui  incinsi  nel  numero  mezzatm 
MCwli  e  popolani  fuorusciti  potessero  rilor-  furono  ammoniti ,  e  quasi  tutti  levati  dalla 
me  io  Siena  loro  |>atria,  ed  entrare  in  tut-  bors<i  degli  cligibili ,  ai  quali  si  aggiunsero 
li  i  magistrati,  fuorché  nella  Signoria  e  nel  àtW  ordine  o  yionte  de*  Hi  formatori  molti 
nmiglio  generale.  Mercè  tali  condizioni ,  artigiani  già  coni, Tesi  fra  i  popolani, 
approvate  «lai  concistoro  della  repubblica  da  Una  simile  riforma  governativa,  che  si  ac- 
■■lalo  e  dai  principali  fuorusciti  dalTal-  costava  molto  a  quella  da  Hiano  della  Bella 
in^  respirò  ;alt|uanlu  otesta  città,  e  la  pace  eseguita  in  Firenze  nel  1994,  costò  la  te- 
ottriia  coutribiii  non  meno  a  recare  ^ual-  sta  al  capitano  del  popolo  ed  ai  gonfalo- 
cbe  sollievo  ali*  agitato  Comune  sanese.  Fu  nieri  dei  tre  Terzi,  cioè,  del  Terzo  di  Città, 
ic  tale  iotervallo  quando  Siena   pervenne  di  S.  Martino  t>  di  (^mullia,  la  pena  del- 
fiu  £icilincnte  ed  in  poco  tempo  a  i-ecu|ie-  P  esilio  e  de'la  Inirsa  a  molli  altri.  —  Sen- 
iore !c  terre  e  castella  del  suo  dominio,  ob-  nonché  un  tal  procedere  inasprì  sempre  più 
^'^Aodo  le  iamiglie  magnatizie  di  quel  con-  1*  ordine  de* Dodici  e  la  classe  dt*  messeri  , 
tjJo  a  sottomettersi  alla  madre  patria.  -^  per  cui  insorgevano  in  Siena  continue  sedi* 
Irrise  die  in  cotesto  ^leriodo  termiuossi  la  zioni,  che  infine,  a  parere  di  un  gra\e  sto- 
tirjia  r(»labtle  fra  Siena  e  Grosseto,  dai  Fio-  rico  rmese,  produssero  la  morte  di  coicsta 
Teatini  molto  innanzi  reclamala  per  recare  a  repubblica.  Anrhe  il  migistrato  deìDieet  di 
F^reoze  te  mercanzie  di  oltremare  che  sca-  Balìa  sopra  la  guerra ,  d'enti)  in  Siena  nel 
ruvaosi  a  Talaraone.  1374  a  similitudine  del  sistema  usalo  da 
^Ihe  se  tutto  ciò  aveva  effetto  per  un  ac-  tempo  imlietro  in  Fiorenza ,  ordinava  con 
6>rÌo  inteciìO  eiJ  una  pacificazione  esterna,  un  suo  bando  di  do\ere  c:treei*are  vG  citla- 
iLiS-.tl  atei  ite  suole  quesl*  ultima  andare  e-  dini  delTordinedei />of//V/,  equinli  li  eoii- 
Mnte  ilalla  comoiozione  di  cittadine  dlscor-  dannava  nella  pena  di  laooo  fiorini  d*oro. 


S I E  N  S I  E  N               38S 

M  a  promellcre  niH  non  a  mantenere,  non   il  toI|(o  di  Siena  per  le  oflbte  ri|icbite  por^ 

solo  non  si  attenne  allecondiiioni  della  le^  tata  da  gran  tempo  ai  suoi  ?icini. 

dei  9  ottobre  del  1 389,  ma  poco  dopo  a^  lu&tii  il  popolo  sancie ,  cbe  ai  sarebbe 

^retamente  si  raunef  giò  per  (are  occupare  dato  piitttoito  al  diavolo  else  ai  Fiorentini  » 

dalle  genti  del  suo  fedele  GioTanni  Ubai-  preferì  amiche  la  pace  dì  sottoporsi  al  Vi> 

dini  la  rocca  di  San-2kIiniato  al  Tedesco.  sconti  Signore  di  Milano.  Fu  allora  che  Orr 

Il  qual  disegoo  esserlo  stato  dai  Fioren*  landò  Mala  volti  con  altri  consorti  di  parte 
tini  scoprrto  e  reso  vano,  non  impedì  ciò  guelfa  della  stessa  puteole  fiiroiglia  sauese  si 
nondimeno  airUbaldini  di  adoprare  ogui  diede  in  accomaiidigia  alla  repubblica  6oren- 
industrirf  per  indurre  ì  reggitori  di  Sieua  a  lina  (a  fehh.  iSgi  siile  comune)  con  tutti  t 
romperla  con  la  Sigooria  di  Pirenie.  Della  castelli  e  beni,  previa  la  protesta  che  làceva 
quale  i  Sanrsi  erano  entrali  in  sospetto,  du-  ciò  perchè  vedeva  in  schiavitù  la  sua  patria* 
bil«ndo  che  i  Fiorentini  nutrissero  »nimo  M»  h*  alternative  ora  fiivorevoli  ora  con» 
contrario  alle  promesse,  e  che  segretamente  trarìe  di  uoa  guerra  desolatrice,  cui  accre- 
piol^ges|effu  i  Montcpulcianesi ,  per  essersi  sceva  infortunio  la  peste  ed  una  spavente- 
<|uctti  di  nuovo  alla  repubblica  di  Siena  ri-  vole  carestia,  cominciarono  a  voltar  gli  ani- 
bellali.  In  vista  di  ciò  il  governo  senese  in-  mi  ai  ragionamenti  che  allo  stesso  scopp 
naosi  che  terminasse  Io  stesso  inese  d*otlo-  un  anno  innanii  il  Pont.  Bonifiaio  IX  ave- 
Ine  del  iSSg  rinnovò  la  lega  fiitta  nel  a  a  va  mosso.  Che  sebbene  le  trattative  affidato 
settembre  di  queir  anno  con  Giovanni  Ga-  alle  premure  del  doge  e  Comune  di  Genova 
leauo,  cosicché  dal  Comune  di  Firenxe  nella  andassero  soggette  a  continue  difficoltà,  final- 
primavera  successiva  fu  dÌLhiarata  b  guerra  mente  nel  a6  gennaio  del  idga  fu  proferite 
nel  tempo  stesso  al  Signore  di  Milano  ed  al  il  lodo.  Fra  i  capitoli  del  quale  cravi  qne- 
0>mune  di  Siena.  sto  relativo  ai  Saaca:  di  dovere  a  questi  eil 

Erano  già  in  ordine  grandi  preparativi  da  ai  loro  aderenti  i  Fiorentini  restituire  le 
tutte  le  parli ,  l<*nto  ile*  Fiorentini ,  cui  si  terre  e  luoghi  oocnpati  dopo  la  lega  del  9 
aeeoflamno  i  Bolognesi ,  i  Perugini  fuoru-  ottobre  1  SSg,  e  viceversa  consegnare  i  Sa- 
sciti ,  i  Carraresi  di  Padova  eil  i  figliuoli  di  neai  i  luoghi  alati  tolti  ai  Fiorentini ,  ecc. 
Bernabò  Visconti,  quanto  dal  lato  de* Sa-  Fu  pure  lodato,  che  il  Conte  di  Virtù  non 
nesi ,  coi  quali  tenevano  il  Conte  di  Virlù ,  dovesse  inlroraellersi  in  alcun  modo  nelle 
la  riilà  di  Perugia,  i  M«iUtesti  di  Rimiiii ,  cose  politiche  della  Toscana,  come  nella  le- 
gli  Estensi  di  Ferrara,  i  Gonzaga  di  M^n-  gn  «lei  9  ott.  1389  era  stato  stabilito, 
tova  ed  altri  loro  allfali.  Si  principiò  una  Memorabile  quanto  generosa  ed  altiera 
guerra  fierissima  nella  l«ombardia  ,  nello  fu  la  risposta  data  da  uno  degli  ambasciato- 
Stato  Veneto,  e  nella  Toscana  specialmente  ri  fiorentini  presenti  a  quel  lodo,  allorché 
dalla  parte  di  VaUii -Chiana  ,  dove  i  Sanesi  uno  dei  delegali  proponeva  a  ciascuna  ilelle 
riebbóno  Locignano  oltre  varie  castella  che  parli  di  dare  mallevadori  idonei:  la  spada 
tolsero  ai  Fiorentini  in  Val-d*Ambra.  (rispondeva  il  fiorentino)  la  spa'ln  sia  ptel- 

Ma  ciò  che  riesci  a  lutti  di  grandissimo  la  che  sodi  x  poiché  Giovanni  Galea%%o  ha 
danno  fu  la  peste  che  infuriò  e  sì  propagò  fatto  esperienMa  delU  nostre  forze  e  noi 

in  Toscana  e  nella  Lombardia ,  sìccbìè  le  delle  sue, 

partì  belligera  oli  dalle  gravose  spese  della  Con  tutto  il  lodo  per  altro  del  gennaio 

guerra  e  dalle  stragi  della  peste  somma-  iSga  il  Contedi  Virtù  non  cessò  d*  intri- 

menle  afflitte  ed  estenuale ,  erano  però  di-  garsi  negli  aflEiri  della  Toscana,  siccome  lo 

spofie  di  dare  ascolto  alle  profiosiiioni  di  dimostra  per  tutti  revento  della  Rep.  di 

pace,  che  a  utilità  comune  verso  la  fine  di  Pisa  che  cadde  in  sua  balia,  e  quella  di  Sie- 

quell'anno  il  Font.  Bonifazio  IX  proponeva,  na ,  con  la  quale  pochi  anni  dopo  (  1396  ) 

Sembrò  in  realtà  ai  meno  appassionati  fn  i  strinse  altri  piti  di  alleansa.  Un  tal  proce- 

SasM  e  i  Fiorentini  esser  cosa  vana  il  vo-  dere  accrebbe  fomite  ali*  inimicizia  fra  i  Fio- 

lersi  oonsomare  del  tutto  per  servire  o  per  rentini  ed  i  Sanesi ,  sicché  da  una  banda 

conlndixe  il  Conte  di  Virtù ,  dal  quale  la  e  dalT altra  si  tornò  a  far  predp  e  s«*nrrerìe 

Toscana  non  poteva  altro  s|ierare  che  una  nei  contadi  respettivi,  sospese,  ma  non  ter- 

spiacevole  e  acerba  servitù.  E  questa  servitù  minate  da  una  tregua  conclusa  gli  1 1  roag- 

^à  si  cominciava  a  conoscere,  dice  il  Mala-  gio  del  1 398,  cioè ,  poco  innanzi  che  da  II* 

ìpoltii  da  chi  non  «m  accecato  dalfodio  che  Appiano  (base  venduto  a  Giovanni  Galeazzo 


S I E  N  S I E  N               327 

de'FM>reatiiii,aoeiiinpiindasSsolloMon-  Dopo  di  ciò  la  lega  falla  sino  dal  1408 
iia%tno.  Riuirì  però  Tana  la  sperania  fri  i  Fiorenlini  ed  i  Sanesi  fu  con  loddiifa- 
afoorìrai  dì  questa  Terni,  sicché  l'oste  zione  scambìcfole  nel  giugno  del  141 6  con- 
tftana  ai  mosse  |«r  inoltrjrsi  alla  con-  fermata.  E  veriimente  dal  141 4,  epocH  della 
I  di  Arraio.  Ma  dopo  averne  tentalo  seconda  pace  stipulata  col  re  Ladislao,  fino 
bienle  r  acquisto,  Ladislao  dovè  retro-  al  1480  non  avendo  il  Comune  di  Siena 
r.eoo  r  esercito  per  Casi  igl  ione -Are*  dei  potenti  nemici  da  combattere,  ebbe  agio 
éovenon  fece  più  di  c|Uf>lloches'H«a-  d*  ingrandire  il  suo  dominio  con  la  sotto- 
MS  a  Montesansavino  e  ad  Arezzo,  me-  missione  di  molle  famiglie  nobili  che  di- 
It  un  grsin  guasto  di  biade  ai  campi  in  vennero  sue  feudatarie. 
Mpo  vicino  %\U  messe  (maggio  a  giù*  Peraltro  la  pace  generale  non  bastò  a  ren- 
iti 1409\  Quindi  è  che  i  Toscani  co-  dere  la  calma  agli  animi  di  molti  cittadini 
o  forte  a  farsi  brfiì*  di  Ini  chia-  e  nobili  banditi  dalla  loro  patria  ,  sicché 
il  re  guit'a  grano;  ed  i  popoli  di  questi  non  cen^assero  di  trovar  modo  per 
e  citili  si  unirono  in  lega  fra  loro  ritornarvi.  —  Era  in  tale  stato  la  cittk  di 
queir  esercito  dalla  Toscana.  Siena  quando  nel  1418  essendosi  falla  la 
■tote  il  trattato  fu  concluso  in  Pisa  (lace  fra  il  Duca  «li  Milano  da  una  parte ,  i 
Iwdi  giugno  di  quelPannn  Ira  i  Fio-  Veneziani  e  Fiorentini  dalT altra  parte,  il 
li,  il  cardinal  Coscia  Legalo  pontificio  governo  sanese  entrò  in  dubbio  di  questi 
llpia,  i  Sanesi  e  varie  altre  Comunità,  ultimi.  Al  che  davano  ragione  le  genti  de* 
■ilaienle  il  reLadislao  venendo  a  buoni  Fiorentini  reduci  dalla  Ijombardia  che  si 
mI  feonaìo  del  141 1  conchiuse  i  ca-  erano  in  parte  avvicinate  ai  confini  dello 
M  voa  pece  con  le  due  repubbliche  stato  di  Siena  con  ordine  di  non  lasciar 
MMC  e  di  Siena.  passare  in  questo  alcuna  merce,  ne  veltova- 
ifmaln  il  prognostico  di  chi  sospettò  glie.  —  Che  sebbene  dietro  le  rimostranze 
hk  la  pace  del  genn.  1 4 1 1  per  parte  di  de*Sancsi  quegli  ordini  fossero  revocati,  or» 
É»»  si  avverò,  giacché  egli  due  anni  mai  il  pomo  della  disconlia  fra  i  due  po- 
hfOfpe  rientrando  ostilmente  in  Roma  poli  era  gettato.  Quindi  é  che  se  i  Fioren- 
tk  STaniando  1*  esercito  fino  a  Pera*  tini,  nel  tempo  che  assediavano  Lucca,  ben- 
kmn  in  atto  di  minacciare  ai  Sanesi  che  poco  innanzi  avessero  mandalo  amba* 
RMcnItni  nnuva  guerra.  Allora  que-  sciatori  a  pregan*  i  Sanesi  che  non  volessero 
li  ivpubblirhe  risolvettero  di  mandare  sopportare  che  un  loro  cittadino,  mess.  An- 
eli quel  re  i  loro  ambasrialori ,  i  tonio  Peirucci,  si  recasse  al  soldo  di  Paolo 
lusem  una  lega  di  sei  anni  a  di-  Giiinigi  Signor  di  Lucca,  la  Signniia  di 
firmala  dai  plrni[iotrnziarj  nel-  Siena  aveva  motivo  di  dubitare  della  loro 
ira  d*  Assisi  sotto  di  sa  giugno  del-  sinrerità  e  buona  fede  sprcialmente  dopo 
It  141 4.  che  il  conte  Francesco  Sforza  generale  del 
minalo  il  negozio  della  lega  Ladislao  Duca  di  Milano  essendo  sceso  con  un  eser- 
tb  deiiflerio  di  voler  conferire  di  al-  rito  in  Toscana  per  proleggere  la  città  di 
li  con  i  sindaci  sanesi  ;  per  cui  Lucca,  aveva  fatto  dire  agli  ambasciatori  sa- 
quella  Signoria  furono  inrarirati  nesi  che  i  governanti  della  loro  |)atria  non 
ini,  uno  dirir online  de^ Bifmr^  si  fidassero  de* Fiorentini  comecché  se  gli 
ile  r altro  di  quello  de^ Nove,  Ma  i  mostrassero  amici.  Si  accorsero  bene  questi 
inv  per  sospetto  che  non  si  tretlassero  ultimi  del  cattivo  uffìzio  fatto  loro  dal  conte, 

Klici  a  danno  della  fiatria  ed  in  pre-  e  volendo  chiarirsi  meglio  dell'animo  de* 

uro*  suscitarono  una  soMevazione  Sanesi,  vcflulo  che  sì  provveile«ano  essi  di 

itteè,  sirehè  fu  d*uopo  per  la  quiete  nuova  gente  d*arme,  la  Signoria  di  Firenze 

B»  clr^fcre  un  terzo  sindaco  del TOr-  mandò  a  domandarn  loro,  rome  a  collegati, 

dbt  Popolani,  Ma  per  buona  sorte  re-  afiito  di  soldati  e  di  vettovaglie  per  1*  im- 

IfHri  Ire  a  Perugia,  vi  trovarono  il  re  presa  divisala.  A  simile  inrliirsla  i  reggitori 

e  gravemente  malato  e  perciò  fu  ri-  di  Siena  risposero,  vhv  T  animo  loro  era  ri- 

sMafioli  dove  neiragoslo  del  Panno  volto  alla  difesa  delle  cose  proprie  senza  far 

ianri,  liberando  cosi  tanto  la  repuh-  ingiuria  ad  altri. 

i 41  Siena  come  1* altra  di  Firenze  da  Occorse  in  quei  giorni  la  morte  di  Papa 

ì  e  liaori.  Martino  V,  autore  di  una  imimrlaule  bolla 


SIEN  SIEN  399 

E  qui  «▼▼erte  lo  ttorìoo  MaliiTolti  che  confìani  Antonio  Petnioci  come  Iraditore 
coloro,  i  quali  gOTemafano  la  città  quando  della  patria  eoo  deliberaiione  del  i3  otlo- 
▼i  arrivò  Tlrop.  Sgismondo,  scfruendo  Te-  bre  1456  fa  dichiaralo  ribelle  0011  la  con- 
sempio  del  1 43a,  avevano  confinato  lungi  da  liica  dei  beni  t  ordinato  il  diifacimeoto  del- 
Sieoa  tutte  le  persone  atte  a  portar  Tarmi  la  sna  fortezza  di  Perignano  in  Val-d*On:ia. 
deir  ordine  de*  Gentiluomini  t  di  quello  In  oonaegucnza  di  ciò  per  deliberaiione 
de*  Da*Uei.  del  eontiglio  del  popolo  taneie  ti  rìnnova- 

Pcraltro  non  era  appena  Federigo  IH  ri-  rone  i  b<Mtoli  degli  uffiij  tanto  della  città 
tornato  ne*  suoi  stali  di  Alem:igna ,  che  una  come  del  conlodo»  riempiendoli  de*  nomi  di 
guerra  In  il  re  di  Napoli  ed  i  Fiorentini  nomini  desideroii  della  quiete  e  della  con- 
fi vide  scoppiare  ;  e  comecché  una  gran  par-  servaiione  della  libertà  e  dello  stato.  Qoin- 
te  di  cittadini  aanesi  non  bramasse  che  il  di  essendosi  scoperti  molti  altri  congiorati 
loro  governo  in  quel  conflitto  prendesse  par-  fra  quelli  rimasti  in  città,  furono  prasi , 
te  a  danno  de* Fiorentini, contuttociò  i  reg-  imprigionati,  processati,  ed  i  maggiori  de- 
f  itori  del  Comune  di  Siena  dovettero  som-  linqoenti  decapitati ,  gli  altri  confinati ,  0 
roinislrare  viveri  e  passaggio  pel  territorio  condannati  in  danari, 
air  esercito  Aragonese.  L*alleania  del  1457  tanto  maggiormente 

Finalmente  ciò  che  nel  primo  anno  del-    dovette  essere  accetta  ai  contraenti,  quando 
la  foerra  (  1 45a  )  non  fu  fatto  ebbe  effetto    si  seppe  che  dopo  la  morte  del  re  Alfonso  il 
nel  successivo,  quando  i  Sanesi  negoziare-    suo  figlio  Ferdinando  duca  diCaUbria  suo- 
no e  conclusero  lega  con  il  re  Alfonso,  seb-    cessogli  nel  regno,  avcTa  domandato  il  pas- 
bene  i  primi  sordi  alle  rimostrante  dell* Ara-    so  al  Font.  Callisto  III  per  il  conte  Iacopo 
goncee  nel  1454  accettassero  la  pece  con-    Piccinino,  nel  1* esercito  del  quale  erasi  er- 
clnaa  in  Lodi  li  1 1  aprile  dello  stesso  anno,    molato  per  capitano  il  ribelle  Antonto  Pe- 
bandile  in  Siena  pochi  giorni  dopo.  Quan-    trucci,  e  molto  più  tal  lega  divenne  impor- 
tunqne  cotesta  pace  fosse  stata  promossa  più    tanto  dopo  la  morte  occorsa  poco  stanto  del 
che  dagli  intoressi  pubblici  da  oggetti  pri-    Pspa  predetto,  nel  cui  ajuto  il  governo  sa- 
vali  per  essere  le  parti  belligeranti  smunto    nese  sommamento  coofidaTa.  Bla  se  rieecl  ai 
dalle  spese  della  guerra,  pure  il  governo  di    Sanesi  dispiacente  la  morte  di  Callisto  III, 
Siena  in  vigore  di  qnella  non  solo  cessò  di    altrettanto  essi  dovettero  rallegrarsi  all'an- 
oflèndere  i  Fiorentini,  ma  fece  intendere    nunzio  dell* elezione  del   nuovo  Pepa  nel 
al  duca  di  Calabria  figlio  del  re  Alfonso ,    Card.  Enea  Silvio  Piccolomini  loro  coocit- 
che  se  egli  continuava  a  tenere  il  suo  cser-    tedino  che  nel  19  agosto  del  1458  assunse 
cito  nel  dominio  sanese  non  dasse  molestia    il  nome  di  Pio  II.  Fu  infatti  un  primo  segno 
ai  paesi  della  Rep.  fiorentina.  di  pubblica  esultazione  quello  di  riabilitare 

In  conseguenza  di  cotesta  tregua,  che  ap-    ad  essere  del  supremo  magistrato  le  famiglie 
pellavasi  pace,  i  Sborsi  tenevano  le  loro  mi-    Piccolomini  eTedeschini,  nell* ultima  delle 
lizie  occupate  in  Maremma  contro  i  conti    quali  era  entrata  une  sorella  del  Papa ,  es- 
di  Pitigliano,  allora  quando  Jacopo  Picei-    sendo  che  già  da  molti  anni  le  due  ^miglio 
nino»  licenziato  dal  soldo  de*  Veneziani,    erano  state  ascrìtte  ali* ordine  de^Geniilup^ 
cnendosi  congiunto  ad  altri  condottieri,  e    mini  e  come  tali  espulse  da  Siena  ;  sicché 
avendo  messo  insieme  un  piccolo  esercito  a    il  padn*  del  Pontefi^  Pio  II  ti  era  stabilito 
guisa  delle  antiche  masnade,  con  moltitu-    in  una  sua  possessione  nella  Terra  dì  Cor- 
dine sì  (alta  vaga  di  pr&la  mosse  guerra  ai    signano,  che  poi  per  benefizio  del  medctimo 
Sanesi,  coi  quali  sebbene  i  Fiorentini  aves-    Pio  II  fb  (atta  città  e  chiamsta  Piente, 
•erofiitto  pace,  non  avevano  stabilito  lega        Uno  dei  maggiori  desideri  di  quel  Pon» 
né  obbligo  di  reciprocamente  difendersi.  —    tefioe  essendo  quello  di  riabilitare  al  diritto 
Una  vera  alleanza  bensì  fra  i  due  governi    delle  magistrature  non  solo  i  Piccolomini 
Ib  conclusa  nel  principio  del  1457  dopo    ed  i  Tedeschini,  ma  tutto  Verdine  dt^Gen' 
cbe  rieacirono  inutili  i  maneggi  ed  i  tenta-    fi/iio/ni/ii,  domandò  ripetutamente  per  nun- 
Uri  di  ribellione  procuriti  contro  la  patria    zj  ed  in  persona,  e  per  mezzo  anche  del  Duca 
dal  noto  Antonio  Petrucci  e  da  Ghino  Bel-    di  Milano  alla  Signoria  di  Siena  un  tale 
lenii ,  due  potenti  cittadini  sanesi ,  onde  ri-    benefizio. 

lurre  alla  devozione  del  re  Alfonso  il  go-        Ciò  poco  0  nulla  valse  a  far  cambiare  si- 

rrmo  e  la  città  di  Siena.  Scoperta  la  quale    sterna  ai  reggitori  del  Comune  di  Siena,  sol 

V.  V.  4a 


S 1 E  N  STEN              33t 

Bt* articolo  ripetere,  polendo  ognuno  ehe  il  certi  acquedotti  per  i  quali  si  conduce  Tao- 

▼oglia  leggerle  nel  Lib.  V.  P.  ili.  delle  sto-  qua  a  (ulte  le  f mli  della  città  nostra  ;  V  al- 

rie  del  MiilaTolti,  il  quale  non  tralasciò  di  tra  che  siamo  per  far  serrare  lo  Zagonasfro^ 

asserire,  che  queste  continue  e  sanguinolenti  e  senza  la  presenza  del  prefato  nuestro  Frau« 

rilbrme  indussero  molti  cittadini  a  cercare  cesco,  tali  cose  non  si  potriano  eseguire,  u 

quiete  e  sicurtà  lungi  dalla  loro  patria.  — •  Segue  la  risposta  del  Duca  di  Caliibria 

Fu  uno  dei  fuorusciti  rientrati  in  Siena  data  dal  castel  Capuano  li  4  febbrajo  1491, 

Pandolfb  Peirucci,  il  quale  ad  imitazione  con  la  quale  Alfonso  avviiìava  la  Biilia  dell* 

di  Lorenzo  de*  Medici,  «p()etlossi  il  Magni»  invio  a  Siena  di  maestro  Francesco,  purcl«è 

yfco,  quando  egli  in  una  di  quelle  sommos*  quella  Signoria  lo  rimandasse  a  Napoli  nel 

se  etiendo  ritornato  in  patria  con  molti  e-  marzo  successivo  come  promelleva. — (Gayc, 

su  li  deirori/ifte  o  Honte  dei  No^e^  nel  di  Carteggio  di  unisti  inedito  f^ol,  /.} 

as  loglio  del  1487,  erasi  messo  alla  testa  di  Passava  da  Siena  il  re  Carlo  Vili  col  su» 

alcuni  soldati  forestieri ,  coiTendo  con  essi  esercito  per  recarsi  alla  conquista  di  Napoli, 

la  città;  e  penetrato  nel  pubblico  palazzo  quando  si  riabilitarono  i  fuorusciti  a  ritor- 

fece  riformare  quel   reggimento  mediante  nareiu  patria,  quantunque  dopo  retroceduta 

nna  Balìa  di  34,  cui  venne  riunita  tutta  Toste  francese  accadessero  in  Siena  tumulti 

l'autorità  della  Signoria  e  del  concistoro,  a  cagione  della  plebe  troppo  inclinata  per 

E  cola  singolare  di  trovare  nella  storia  natura  a  novità,  e  caldamente  incitata  dai 

noeie  una  classe  di  cittadini,  stata  già  con  nobili  dell*  ordine  ò^ Biformatori  e  dt'Po- 

tanta  violenza  dalla  maggior  parte  della  pò-  poloni  rientrati.  In  conseguenza  di  ciò  molli 

polazione  espulsa  dalla  città,  tornarvi  poi  di  quella  congiura  furono  confinati  o  am« 

0011  altrettanta  facilità  a  governarla  in  quel-  monili;  lo  che  (acevasi  per  ordine  secreto  e 

la  ^isa  che  piacque  ai  rientrati.  —  Una  per  consiglio  del  Magnifico  Petrucci ,  or- 

«Iclle  prime  riforme  della  Balìa  de*  94,  co-  gano  e  parte  principale  del  governo,  sen^Ui 

loeocbè  si  rimanesse  presto  senza  efTetlo,  fu  volere  come  tale  comparire, 

quella  di  top|irimere  i  quattro  Monti  o  Or-  Sono  ben  noli  i  dispareri  e  le  consegoen- 

dimi  eoi  ridurli  ad  uno  solo ,  nel  quale  si  ze  fra  Pandolfo  e  Niccolò  Borghesi  suo  tuo* 

dovevano  comprendere  tutti  gli  altri,  in  giii*  cero  intorno  a  molte  cose  che  accadevano 

sa  che  per  Tavvenire  gli  uffizi  della  repul»-  giornalmente  nel  governo,  dondechè  non 

blica  frissero  distribuiti  per  Terzi,  o   per  co i-se  molto  tempo,  che  il  Magnifico  (19 

Rioni  della  citta.  luglio  x5oo)  fece  ammazzare  il  suocero,  per 

Sebbene  fìno  dair anno  1474  la  Signoria  avere  troppo  arditamente  tentalo  di  altra- 

di  Siena,  con  istnimento  del  i3  wav^io,  a-  versare  i  suoi  disegni;  sicché  tolto  via  que« 

veste  stabilito  con  le  maestranze  di  Face  di  si* emulo,  e  spaventati  gli  altri,  1* astuto  Pe« 

Cecco  Paci  ni  e  Antonio  di  Matteo  di  Fran-  trucci  seppe  confermarsi  ogni  dì  più  nella 

ciò  le  coiiilizìoni  per  la  fabbrica  del  muro  sua  tirannide. 

del  Lago  di  Pittra  in  Val  di  Bruna  da  farsi  Era  per  compirsi  il  secolo  XV,  quando 

per  cura  de*  ine«lesimi  (  Arch.  Dipl.  San.  gli  eserciti  Fiorentini  circondavano  Pisa ,  i 

T.   XX^ÌI  Pergamene  If/^  ai3a),  non  Francesi  invadevano  la  Lombardia,  gliSpa« 

sembra  però,  al  dire  del  Malavolti ,  che  a  gnuoli  il  regno  di  Napoli,  gì*  Italiani  e  ma« 

queir  opera  malaugurata  si  mettesse  mano  snadieri  le  Marche,  la  Romagna  e  la  To« 

prima  deiranno  1490 yed.V Art.  Lago  scana  sotto  gli  ordini  del  Duca  Valentino 

01  PtKTMjtj  o  Ljìoo  dsllj  Bbvbia  Vol.  II  figlio  del  Pont.  Alessandro  VI  saccheggiava- 

pafT*  619;  cui  sì  può  aggiungere  la  notizia  no.  Fu  allora  che  il  Valentino  celebre  per 

di  due  lettere  delta  Balìa  di  Siena  scrìtte  li  la  perfidia  e  più  ancora  perunabirbaracru- 

18  e  3t  genn.  del  1499  {stile  comune)  ad  deità  unita  ad  un*ambizione  disordinata  di 

Alfonso  Duca  di  Calabria,  colle  quali  richie*  dominare,  meditò  di  far  uccidere  il  Petrucci 

derasi  al  suddetto  Principe  il  rinvio  di  mae-  per  avere  lo  scettro  di  Siena.  Per  la  qual 

Siro  Francesco  di  Giorgio  architetto  della  cosa  il  Magnifico  considerando  che  in  mez« 

Repubblica,  che  alle  istanze  del  Duca  di  Ca-  zo  a  tanti  preparativi  di  guerre  il  Valentino 

bbria  più  mesi  indietro  la  Balìa  aveva  a  Na«  avrebbe  potuto  facilmente  voltare  1* esercito 

poli  inviato.  »  Al  presente ,  (cito  le  parole  a  danno  suo,  onde  premnnini  da  un  colpo 

delle  lettere) occorrendo  due  cose  importan-  di  mano,  condusse  al  servizio  de*Sanesi  U 

ttsùme,  una,  che  per  essersi  trovati  distrutti  capilauo  Gio.  Paolo  BagUoni  di  PerugiaiCol* 


332               S I E  N  S I E  N 

Irsaiido  ìmieme  l'uua  e  l'ultra  cìUk.  Tanto  reggeva  la  repubblica  avesae  «klibentOy  cbe 
emcuci  rìesoirono  i  maneggi  polii ici  di  Pan-  tulli  quelli  SeiV ordine  de* Mif ormatori  già 
ilolfb  elle  il  governo  di  Siena  icrminò  per  slati  ammonili  s*  inlendesiero  icitiluìlì  al 
allearsi  col  Duca  Valentino,  e  quindi  per  mes-  reggimento ,  coolullociò  i  Saoeti ,  che  fino 
*o  dello  slesso  Pelrucci  ajutare  con  denari  i  allora  erano  stati  governali  dagli  anùci  e 
Pisani  assediali  dai  Fiorentini,  ed  in  seguito  dipendenti  di  Fandolfo,  nel  dì  «9  nano 
fornire  di  soldatesche ,  munizioni  e  vello»  del  1 5o3 ,  per  pubblico  decreto  richiana- 
vaglie  gli  Aretini  ribellatisi  dal  Comune  di  rono  il  Magnifico  in  patria,  conlermandolo 
Firenie;  talché  il  Magnifico  ebbe  taccia  da  nel  magistrato  di  Balìa  com*  era  per  I*  in- 
molti di  promotore  in  Toscana  di  turboien-  nanzi  e  riconducendo  nel  tempo  medesimo 
■e  municipali.                                             ■  agli  stìpendj  della  Rep.il  già  licenxiato  Gìo. 

Frattanto  il  Duca  Valentino  penetrando  Paolo  Baglioni  con  la  soa  compagnia, 
con  le  sue  genti  in  Val  di  Chiana  ed  in  Val  Nel  tempo  che  Siena  in  apparenia  dalla 
d*  Orcia  fiiceva  immensi  danni  h  quelle  con-  Balìa ,  in  sostanza  dal  Magnifico  era  arhi- 
trade,  ponendo  in  pericolo  la  cillà  di  Siena  Irariii mente  governata,  la  Rep.  dì  Firenie 
e  PindoKb  slesso  che  vi  dominava;  sicché  reggevasi  da  un  gonfaloniere  perpetuo, Pier 
quest'ultimo  con  lulla  rNlleansa  dovè  ce-  Soderini,  di  cui  fu  segretario  il  celebre Hi^ 
dera  alla  necessità  ed  alle  istanze  gentili  del  colò  Machiavelli ,  mentre  finora  da  fcgrcla- 
Duca  allontanandosi  da  Siena.  Di  (Ulti  il  Pe-  rio  e  consigliere  del  Pelrucci  il  napolelaiio 
Irucci  nel  18  genn.  del  i  Soa  si  parti  Jì  co*  Antonio  da  Venafro.  Era  il  gonfaloniere  So- 
sia aecompagnalo  da  molli  aderenti,  e  per  il  derlni,  come  lo  definì  il  suo  segratario«  un* 
medesimo  effètto  dorè  licenziare  Gio.  Paolo  anima  del  Limko^  mentre  il  Puruoci  rìn- 
Baglioni  per  farlo  tornare  con  la  sua  compa-  niva  ad  un  animo  forte  molto  senno,  grande 
gaia  a  Perugia.  Frattanto  il  Duca  Valentino  prudenza  ed  nna  fina  politica  arlatamanle 
inviava  il  suo  procuratore  a  proporre  un  velala  sotto  un* astuzia  tenebrosa,  e  talvolta 
trattato  con  la  Rep.  sanese  ed  a  congratu-  ammantala  da  un*  apparente  generoailà  di 
larsi  eon  quella  Balla  che  la  rappresentava  animo,  come  sembrò  quella  di  dare  gì*  im- 
di  avere  liberato  la  patria  dalla  schiavitù  in  pieghi  pubblici  di  pi-eferenza  a  chi  te  gli 
eui  era  tenuta  dal  Magni  fico,  esortando  per  moatrava  più  afifezìonalo.  Il  Magnifico  as- 
^innta  la  Balìa  stessa  a  dichiarare  Rindolfo  nese  ad  esempio  del  fiorentino /'lul^  Mlm 
ad  i  suoi  segnaci  fuoruscili  perpetui  da  Sìe-  patria^  cercava  d*  influenzare  su  tulli  i  au- 
àa  e  dello  stato ,  in  ajulo  del  quale  il  Duca  gistrati  rendendoli  ligj  alla  sua  volontà, 
oflèriva  largamente  ogni  suo  potere.  A  chi  mentre  serbava  al  popolo  nella  montatura 
non  conoscesse  la  dof)piezza  e  la  perfidia  del  degli  uffizj  on*ombrN  d'ITantica  sua  libertà. 
Valentino,  Io  crederebbe  P  uomo  il  più  retto  Tentò  pure  il  Magnifico  di  mostrarat  be-> 
ed  il  più  liberdlr,  non  già  il  più  perfido  ed  nefico ,  sia  nel  distribuire  copiose  limoaine, 
il  più  bugiardo  della  sua  eia.  come  ancora  nel  cattivarsi  1*  animo   degli 

Il  motivo  più  \erisimile|)erò  parve  quel-  artisti  coli*  innalzare  una  qualche  fiibbrìca 
lo  che,  essendo  il  Valentino  assistito  dal  S.  sacra  o  profana,  e  col  fiire  T  amico  de*  ktte- 
Hdre,  cercasse  i  mezzi  più  in4)egni  per  in-  rati  mediante  il  suo  segretario  e  contigliene 
signorini  dì  Siena,  col  progetto  di  dare  in  Antonio  di  Venafro  stato  professore  di  di- 
compenso  a  ^ndolfo  Pelrucci  il  principato  ritto  nella  Università  di  Siena, 
di  Piombino.  Il  quale,  essendo  più  volte  Frattanto  ceasato  di  vivere  Alevandro VI 
chiamato  colà,  addusse  per  cagione  nna  in-  (anno  i5o3)  mancò  al  Duca  Valentino  il 
frrnìtà  o  vera  o  finta  per  non  recarsi  dal  suo  braccio  forte,  e  la  Rep.  di  Siena  ai  levò 
Papa  mentre  era  a  Piombino  (sul  finire  del-  una  spina  davanti  agli  occhi ,  sicché  d*al« 
Tanno  i5oi).  Dondechè  si  ebbe  ricorso  ad  lora  in  poi  quella  Balìa  dominala  con  più 
altro  tneiao  per  cacciare  da  Siena  il  Magni-  sicurezza  dal  Magnifico ,  e  costui  liberalo 
ficOf  il  quale  mentre  dirigevasi  a  Lucca  fu  dai  sospetti  che  sì  lungamente  l'avevano  te- 
tentato  per  roano  di  sgherri  di  trucidare.  nulo  agitato ,  ebbe  comodo  di  dare  nuova 

GAtnetché  in  vista  de* consigli  del  Valen-  forma  ai  tribunali  così  civili  come  crinaina- 

tihbftbdolfe  fosse  dichiarato  fuoruscito  del-  li,  ordinando  che  i  giudici  dovessero  tenere 

la  Repubblica  sanese;  comecché  ai  suoi  com^  udienza  e  pronunziare  sentenza  collegial* 

plici  venisse  inibito  lo  stare  nella  citta  e  mente,  allorché  furono  riunite  nel  magi* 

tuo  territorio  ;  comecché  la  Balla  che  al  lora  strato  di  appello  le  attribuzioni  del  Potestà, 


S I E  N  S I E  N               331 

n^mìcolo  ripetrre,  polenilo  ognuno  che  il  certi  acr|iir(Iolii  per  i  411.1IÌ  si  con4]uce  Tac- 
««glia  trggerle  nel  Lib.  V.  P.  ili.  delle  slo-  qua  a  imte  le  finti  dflla  città  nostra;  Tal* 
ne  del  Hiilavulti,  il  quale  non  Iralasciò  di  tracbesiaimi  (x;i'  tai*  .serrare  lo  Lago  nostro^ 
ire,  che  queste  coDtinae  e  sangiiinulcnti  e  seiizii  la  (jresenza  «lei  (jrctato  iiiaestn>  I'V.iu« 
ÌD«Ìus8ero  molli  cittadini  a  cercare  ccsco»  tuli  cose  non  si  polriano  fscguiic.  m 
e  sicurtà  lungi  dalla  loro  patria.  ~—  Se^ue  la  rispo-sta  del  Duca  di  Cal.dni.i 
Fa  Boo  dei  luoruscili  rientrati  in  Siena  data  dal  casti'l  Cipu.uio  li  4  tebbrajo  I49«» 
li»Jotfo  Petrucci,  il  quale  ad  imitazione  con  la  quale  AIioum)  avvinava  la  B.ilìa  di!l* 
èLorrnzo  de*  Medici,  a[)|iell<issi  il  M^igni'  invio  a  Siena  di  inaistru  Fr.in  -l'Scs  purolié 
/ei,quafMlo  egli  in  una  di  qu>  Ile  som  ino»*  quella  Si';noria  lo  rimaiida^iK'  a  \.i^x>li  uri 
*c»eiido  rilor nato  in  patria  con  molti  e-  niirzosurce$!ii\'>coiue|>r  aiiCitcva. — (Gavc» 
nhéeìV  ordine  o  Motte  dei  ^uPe^  nel  dì  Carteggio  di  Artisti  inedito  fol.  l,) 
n  loglio  «lei  1&87,  erasi  messo  alla  testa  di  Passava  da  Sima  il  re  Culo  Vili  col  suo 
•am  ftoMatì  tbrestieri  »  coiTendo  con  essi  esercito  {>er  recarsi  alla  conquista  di  Napoli, 
bnt'j;  e  penetrato  nel  publdico  palazzo  quando  si  riabilitarono  i  liionisciti  a  ritor- 
ca rìtoraLire  quel  reggimento  mediante  nare  in  ptria,  quantunque  dopo  retroceduta 
ou  Balia  di  -a  4,  cui  \eiine  riunita  tutta  Toste  tnincesc  accailcssero  in  Siena  tumulti 
r«itonlà  della  Signoria  e  del  concistoro,  a  cagione  della  plebe  trop|K)  iuclinata  (nr 
t  caia  singolare  di  trovare  nella  storia  natura  a  novità,  e  caldamente  incitala  dai 
■■OP  una  classe  di  cittadini,  stata  già  con  nobili  dell*  ordine  tìtHiJormatori  v  de'*Po- 
tali  vio!«nxa  dalla  maggior  parte  della  |io*  polani  rientrati.  In  conseguenza  di  ciò  molli 
pbiaone  espulsa  dalla  città,  tornarvi  |)0Ì  di  quella  Cfuigiura  furono  continati  o  ani* 
•Baltieltanta  facilità  a  governarli  in  quel-  moniti;  lo  cbe  facevasi  per  ordine  secreto  e 
b  {IBI  che  piacque  ai  rientrati.  —  Una  f>er  consiglio  del  Magnifico  Petrucci ,  or- 
Mr  prime  riforme  della  Balla  de*  34,  co-  gano  e  [Kirte  principle  del  governo ,  len^n 
■ttcbc  ti  rim««nessf'  presto  scnzii  elletlo,  fu  volere  come  tale  comparire, 
fictb  di  sop'irimereiquattnì  Monti  o  Or-  Sono  ben  noli  i  dis|>areri  e  le  conseguen- 
^'eol  ridurli  ad  uno  solo,  nel  quale  si  ze  fra  Paitdolfo  e  Niccolò  Borghesi  suo  tuo* 
affano  comprendere  lutti  gli  altri,  in  gui-  cero  intorno  a  molte  cose  che  accadevano 
idf  per  !*«▼  venire  gli  uffìzi  della  repuli-  giornalmente  nel  governo,  dondccbè  non 
^  elisero  distribuiti  per  Terzi,  o  (ur  corse  molto  tempo,  che  il  Magnifico  (19 
^i  della  citta.  luglio  i5oo;  fece  ammazziirr  il  suocero,  per 
VKbenc  fino  dalP anno  i ',74  la  Signoria  avere  li'op|Kj  arditamente  tentato  di  altra* 
i^Nfna,  con  istrumrnto  ilei  i3  iuai;*!Ìo,  a-  lers-ire  i  suoi  disegni;  sicché  tolto  via  qiie« 
''«^  stabilito  con  le  maestranze  di  Face  di  sl*euiu!o,  e  S(Mvenlati  gli  altri,  1*  astuto  Pe- 
^^'^co  P-icìni  e  Antonio  di  Matteo  di  Fnin-  truu'i  sc[i()e  (X)nfermarsi  ogni  di  più  nella 
r.j  *e  coniiziniii  per  la  flibbrìca  del  muro  sua  tirannide. 

itlL^godi  Piftra  in  Val  di  Bruna  da  l'arsi  Kra  per  compirsi  il  secolo  XV,  quando 

pr  c'jrsi  de*  ine<lesimi  (  .4kch.  Dipi..  Sax.  gli  eserciti  Fiorentini  ciiTondavano  Pisii ,  i 

^   XX^/i  Pergamene  /T.®  ai?a),  non  Francesi  invadevano  la  Lombardia,  gliSfia- 

s^brj  però,  al  dire  del  Malavolti ,  che  a  gnuolì  il  regno  di  Nafioli,  gì*  Italiani  e  ma- 

^tieiV  oyitra  malaugurata  si  mettesse  mano  snadieri  le  Marche,  la  Romagna  e  la  To« 

frinn  dcir^inno  i4f|0. —  f^ed^V Art.  Lago  scana  sotto  gli  ordini  del  Duca  Valentino 

^r  PtrrMjt  ^  o  Lago  dsilj  Bmvha  Voi.  II  figlio  del  Pont.  .41essandro  VI  saccheggiava- 

*^l.  619:  cui  si  può  aggiungere  la  notizia  no.  Fu  allora  che  il  Valentino  celebre  per 

i'  Juf-  lettere  della  Bidia  di  Siena  scritte  li  la  perfidia  e  più  ancora  perunabirbaracru- 

t^  e  li  genn.  del  1499  {stile  comune)  ad  deità  unita  ad  un*ambizione  disonlinata  di 

Alf-wso  Duca  di  Calabria,  colle  quali  richie*  dominare,  meditò  di  far  uccidere  il  Petrucci 

4*tt»i  a!  suddetto  Principe  il  rinvio  di  mae-  per  avere  lo  scedro  di  Siena.  Per  la  qual 

fc-To  FraT!C«sco  di  Giorgio  architetto  della  cosa  il  Va^ni^co  con.sidiTando  ehe  in  mez- 

R*-;«ibblica,che  alle  is'anze  del  Dura  di  Gì-  zo  a  tanti  preparativi  di  guerre  il  Valentino 

Ltbna  f#iù  mesi  indietro  la  Balia  aveva  a  Na-  avrebbe  potuto  facilmente  voltare  1* esercito 

fili  invialo.  »  Al  presenlc,  (cito  le  {Virole  a  danno  suo,  onde  premunirsi  da  un  col[io 

^*W  lettere* orrorrendo  due  rose  im|>nrtan-  di  mino,  condusse  al  servizio  de*Saiiesi  il 

t:a>:ia%  unj,  cbe  |>er  esserci  trovati  distrutti  capitano  Gio.  Paolo  Baglionidi  Perugia,  cnl« 


SIEN  S1EN              à35 

hfttìtt  dalle  f^uerre,  prima  del  Doca  di  Ur-  delpopolo  dì  Siena  che  si  annullassero  tutti 
bino,  poi  del  romano  Renzo  da  Ceri,  quan-  i  Monti,  ossìa  gli  ordini  iftcchi,  e  che  si  ri- 
do il  gof  emo  di  Siena  dovette  pagare  3oooo  chiamasse  ad  effetto  la  riformagione  del  di- 
ducati  d*oro  per  i  bisogni  dell*  esercito  di  cembre  1487,  con  la  quale  si  tentò  di  ri- 
Garlo  V,  e  ciò  poco  innanzi  che  arrivassero  durre  tutti  gli  ordini  ad  un  Monte  solo,  or- 
lettere  da  Roma  dell*  ambasciatore  cesareo  dinando  che  il  nuovo  unico  Monte  si  ap- 
in  data  dell*  6  maggio  i5a3,  con  le  quali  pellasse  ^e* Nobili  e  Reggenti,  Quindi  nel 
s*  invitavano  i  magistrati  del  Comune  di  mese  di  genn.  dell*  anno  i5a5  fu  costituita 
Siena  ad  una  riforma  governativa  tendente  per  4  anni  un* altra  Balìa  di  78,  lasciando 
a  rimettere  in  patria  ed  a  riabilitare  agl*im-  la  prima  nella  medesima  autorità  col  titolo 
pieghi  pubblici  i  fuorusciti.  La  qual  cosa  di  Balla  maggiore, 
rimase  per  allora  sospesa  stante  la  morte  ac-  Volendo  poi  a  soddis&zione  del  Pontefice 
caduta  del  Pont.  Adriano  VI,  finché  dopo  ristrìngere  in  pochi  rautorìtk  della  Batta 
Y  etaltacione  del  cardinale  Giulio  de*  Me-  il  consiglio  del  popolò  con  provvisione  del 
dici  sol  trono  pontifìcio  col  nome  di  Cle-  17  febbrajo  dell*  anno  stesso  i5a5  elesse  una 
mente  VII  si  videro  in  diverso  modo  gli  Balìa  di  16  cittadini,  investendola  di  ogni 
afiri  di  Siena  maneggiali.  autorità  sopra  le  cose  dello  stato. 

E  perendo  a  questo  gerarca  cosa  difficile  Una  delle  prime  misure  tiranniche  dei 

il  poter  mutare  a  forza  d*armi  lo  stato  di  16  di  Balìa,  sulla  quale  primeggiava  Ales- 

questa  Repubblica,  sulla  quale  aveva  preso  Sandro  Bichi,  fu  Tonline  perentorio  a  tutti 

molte  aatorilà  Francesco  Petrucoi  nipote  dei  i  cittadini  di  dovere  consegnare  qualunque 

cardinal  Alfonso,  egli  ricorse  ali*  industria,  sorta  d*armi  tenessero  in  caas,  o  che  por- 

Chiaoiò  il  Pelruccì  a  Roma  col  pretesto  di  tasserò  in  dosso,  meno  che  una  spada. 

confiermare  la  confederazione  stabilita  tra  la  Bla  il  dì  a 4  del  mese  medesimo  di  febbrajo 

Rcp.  fiorentina  e  quella  sanese,  ma  frattan-  essendo  accaduta  la  gran  battaglia  di  Pavia, 

lo  che  il  F^truoci  con  belle  parole  era  trat-  nella  quale  dagl*  Imperiali  rimase  sconfitto 

teoDto  in  Roma,  sostituì  vasi  in  Siena  nel  1*  esercito  fìrancese  e  prigioniero  lo  stesso  lo- 

magistrato  di  Balìa  Fabio  figlio  minore  di  ro  re,  quasi  tutti  i  governi  d*  Italia  diven- 

Pandolfo  Petrucci  (a6  dicembre  i5a3).  Ma  nero  servi  del  vincitore,  dal  quale  bisognò 

non  arendo  costai  né  l* accortezza  politica,  che  si  redimessero  a  forza   di  danari.  Però 

né  i  talenti  del  padre,  la  sua  grandezza  non  alla  Balìa  di  Siena  ciò  non  bastava ,  stante* 

era  fondata  sulla  benevolenza  de* suoi  citta-  che  un  nemico  interno  assai  più  temibile  la 

dini,  quelli  medesimi  che  avevano  contri-  minacciava  al  punto  che  i  popolani,  sentila 

buito  al  ritorno  di  Fabio,  misero  a  romore  la  buona  fortuna  degPImperiali,  presero  ani- 

il  popolo  sanese,  in  guisa  che  Fabio  dovè  mo  contro  il  governo  dato  loro  da  Clemen- 

ftiggire  un'altra  volta  dalla  sua  patria.  te  VII.  —  In  vigore  di  ciò  nel  6  aprile  del 

La  partenza  di  costui  parve  ai  Sanesi  un  i5a5  un  cittadino  sanese  Girolamo  Severini 

ritorno  alla  libertà,  e  la  Signoria  fece  adu-  ad  esempio  di  Bruto  salì  in  palazzo  e  davanti 

Bare  il  consiglio  del  popolo  pei* trovar  modo  alla  Balìa  maggiore  trucidò  Alessandro  Bi- 

se  era  possibile  di  poterla  mantenere.  chi  principale  dì  quel  magistrato.  Dopo  il 

Conobbero  pertanto ,  sebbene  tardi ,  co-  qua]  fatto  altre  genti  col  Severini  congiu- 

Vno  dtW ordine  de' Nove  che  furono  i  capi  rate  avendo  levato  il  popolo  malcontento  a 

della  cacciata  di  Fabio,  Terrore  da  essi  fatto  rumore,  cacciarono  di  Siena  molti  aderenti 

cedendo  quanto  la  popolazione  insorta   a  delTorc/ine  (fé*  ifo4¥,  e  riformarono  la  città 

nuova  libertà  ed  d\V  ordine  de*  Nofìe  ne-  a  regime  popolare  nemico  del  Pontefice  e 

mica,  li  superasse  di  numero  e  di  potere,  piuttosto  aderente  di  Cesare,  non  senza  una 

Credendo  essi  rimediarvi,  caddero  in  un  ma-  tacita  approvazione  di  Carlo  V  per  tuttociò 

le  peggiore,  come  fu  quello  di  aderire  ai  di-  eh*  era  stato  fatto. 

Kfaìdeiraccorto  Clemente  VII,  il  quale  prò-  Tale  fu  un  tempo  1*  animo  di  colui  che 

lìltò  del  passaggio  per  Siena  di  un*  armata  trent*anni  dopo  con  la  sua  potenza  costrin- 

^  re  di  Francia,  che  dalla  Lombardia  do-  se  un  popolo  eroico  dopo  un  lungo  ed  osti- 

veva  cootinnare  il  cammino  ali*  impresa  di  nato  assedio  a  sottomettersi  disperato  alla 

^*poli,  per  fiirla  trattenere  alcuni  giorni  nel  sua  discrezione. 

Icrrìtorio sanese  e  intanto  cogliere  l*occasio-  E  tale  era  pur  l'animo  del  Pont.  Clemen- 

M  di  fiir  proporre  e  consentire  dal  consiglio  te  VII  che  o  {icr  spirito  di  partito,  o  forse  an- 


336  S I E  N  S I E  N 

CO  di  ?eii<Ietlii,  nel  i  SaG  a  danno  de*Sanesi    che  le  truppe  spignoole  del  deroto  Impcn- 
91  unì  col  po]K>lo  fiorentino,  con  quel  pò-    tore  dassero  il  sacco  alPalnia  ciilà,  e  obbli- 
polo  contro  il  quale  tre  anni  dopo  rìfolte  le    pttaero  il  gerarca  noWenale  della  Romana 
proprie  ainii  e  quelle  dello  stesso  Impera-    ^]hiesa  a  rinchiudersi  nel  Castel  S.  Angelo, 
lorc  per  ridurlo  servo  della  casa  dei  Medici.        La  prfsn  di  Roron  accaduta  nel  »6  mag- 
Infatti  Papa  Clemente  non  soo  tentò  se-    gio  del  i596,  e  la  ritiraU  di  Clemente  in 
gretamenle  d'impadronirsi  di  Siena,  ma  ri-   Castello ,  se  da  un  cinto  ebbe  a  scoraggiare 
corse  alla  forza  aperta  alloraquando  avendo    i  fuoruscili  sanesi,  togliendo  loro  ogni  ipe- 
nesso  insieme,  oltre  i  fuorusciti  sanesi,  nn    ransa  di  rientrare  a  signoreggiare  la  patria, 
numeroso  esercito,  ne  affidò  il  comando  a  va-    dalT  altro  canto  incoraggi  talmente  il  po- 
lenti capitani,  coirordioe  di  marciare  con-    polo  fiorentino  ed  i  nemici  dei  Medici  che 
tra  Siena.  Giunta  T armata  ai  confini,  si    quasi  lumultuarMroenle  a  questa  famiglia 
divise  in  due  corpi,  uno  diretto  per  la  via  pò-    fii  dato  il  bando  ed  i  ca[À  di  quella  prata- 
^tate  romana,  1* altro  per  la  Val-di-Chtana.    piti  dichianiti  di  nuovo  come  nel  1494  ri- 
Col  primo  strada  facendo  assalì  inutilmente    belli  della  patria  per  dare  in  tal  guisa  a  Papa 
Montalcino,  il  coi  presidio  bravamente  si    Clemente  esca  e  motivo  maggiore  di  anire 
difese;  con  il  secondo,  dopo  essersi  unito  per    le  forze  della  Chiesa  a  quelle  di  un  Impera- 
via  a  nuove  genti  e  ad  altri  banditi,  si  di-    tore  potentissimo  onde  disfare  il  governo 
resse  nel  suburbio  settentrionale  di  Siena,    popolare  di  quella  Repubblica, 
dove  nn* armata  di  Fiorentini  accompagnata        Comecché  per  arrivare  a  tale  intento  te- 
da Roberto  Pucci  e  da  Antonio  Ricasoli  suoi    stasse  un  osso  assai  duro  a  rodersi  da  ^«d 
commissarii  con  Toste  papalina  si  accampò   can  mastini ,  non  era  peraltro  il  fiorentino 
fuori  di  Porta Camullia. — E  affinchè  i  Senesi    il  solo  governo  rappresentativo  che  si  voleva 
fossero  da  più  parti  nel  tempo  medesimo    togliere  di  meno  in  Toscana,  mentre  gli 
molestati,  Tammiraglio  Andrea  Dona  assai-   occhi  dei  due  potentati  non  perdellcro  hm 
lava  con  un'armata  navale  i  porti  della  Ma-    di  vista  anche  1*  altro  di  Siena, 
remma ,  sebbene  egli  non  ritrovasse  cor-       Quantunque  tardi,  pure  i  Saneti  si  aeoor- 
rispondenxa  in  quelli  di  dentro.  A  rendere    sero  del  mal  consiglio  preso  dai  loro  Magi- 
sempre  più  fallaci  le  speranze  di  Clemen-    strati  allorché  fornirono  artiglierie  e  %ctlo- 
te  VII  e  dei  ril>elli  si  aggiunse  nn  fervido    vaglie  all'esercito  pontifìcio -imperiale  nei 
amor  di  patria  innato  nei  cittadini  sanesi,    recarsi  che  f<ce  all'assedio  di  Pireme,  e  ciò 
di  loro  natura  anientissimi  ;  i  quali  per  co-    ad  onta  che  i  governanti  di  qoctt'  oltiasa 
lai  procedere  s'infiammarono  a  segno  che    città  tenessero  viva  la  pratica  di  collegare 
lutti  gli  uomini  atti  alle  armi  corsero  sotto    alla  loro  fortuna  quella  del  Comune  di  Sio- 
le bandiere  delle  loro  contrade,  e  animo-    na,  mostrando,  che  se  la  Rep.  di  Firenze 
sumentc  si  mossero  per  andare ,  parte  di    reslava  oppressa ,  la  sorte  medesima  sarebbe 
fronte.^  e  parte  di  fianco  contro  i  nemici ,    toccata  alla  loro  ptria. 
sicché  gli  uni  fuori  di  Porta  Camullia ,  gli        Realmente  non  era  per  anco  Fireme  oa- 
altri  esoendo  dalla  Porta  di  Fontebranda    duta  in  mano  dei  suoi  nemici  quando  da 
contro  l'oste  s'incamminarono.  La  balta-    quelli  che  vi  stavano  ad  assediarla  fu  man* 
glia  fu  breve  ma  sanguinosa,  in  guisa  che    dato  a  Siena  un  agente  dell'  Imperatore  per 
il  nemico  da  tanto  im(>clo  atterrito  si  diede    trattare  coi  governanti  del  modo  di  fervi  rieii- 
presto  alla  fuga  lasciando  in  potere  dei  Sa-    trare  i  fuorusciti.  Che  se  cotesta  dimanda 
uesi  artiglierie, armi,  stendardi,  vettovaglie,    non  ottenne  subito  il  suo  efi*etto,  essa  eoa- 
carri ,  cavalli  e  prigioni.  vertissi  in  comando  aSKilotodopo  la  conqai- 

Gotesta  vittoria  riportata  contro  le  armi  sta  di  Firenze,  tostocbé  l'Imperatore  ordinò 
di  Clemente  VII  e  de' Fiorentini  precede  di  ad  una  porzione  dell'esercito  stalo  fioo  ai- 
poche  settimane  1'  arrivo  in  Toscana  dell' e-  lora  negli  accampamenti  di  quella  città  »  dì 
sercito  imperiale  diretto  a  Roma  contro  lo  avviarai  nel  dominio  senesi.  Bentosto  il  loro 
stesso  Papa  5f)tto  il  comando  del  duca  Cirio  di  generale  Gonzaga  chiese  alla  Signoria  di 
Borbone,  il  quale  attraversando  il  dominio  Siena  di  mandare  al  suo  quartiere  di  Pienta 
sanese  fu  dagli  ambasciatori  della  Repubbli-  persona  con  facoltà  di  stabilira  in  modo  ehe 
ca  largamente  presentato ,  ed  il  suo  esercito  i  fuoruscili  e  ribelli  per  cagione  di  stato  faa- 
di  gran  copia  di  viveri  e  di  armi  ancora  for-  sero  rimessi  nella  loro  patria,  ben  inteso  che 
uito.  Accadeva  ciò  non  molli  giorni  innanzi    se  gli  restituissero  i  beni  confiscali  e  tht 


S I E  N  S I E  N               337 

•■ero  partrcipare  con  lutto  Tordiae ,  o  In  mo^ochè,  icriTeva  lo  storico  tette  ci- 

MCc  dei  !fo^  4gli  uffiEÌ  (Hibblici.  lato,  non  fÌ4  da  raanvigliani  te  coloro  che 

hue  o>lette  condizioni  ptoprie  a  ttabi-  governavano  Ja  città  ,  non  avendo  ottervato 

imguveiao  «titolino  furono pronlainen-  quanto  dairimpemtore  era  ttato  al  gover- 

■Hltmle  dalla  Signoria  di  Sien<i,  che  sino  no  di  Siena  in  quella  lettera  ordinato,  ad 

nmAoendo  sotto  V  iutluenza  impe-  oggetto  di  consenrarti  liberi,  non  è,  diceva 

ebbe  a  br  buon  vito  ad  un  rappreten-  egli ,  da  mara%igliarii  se  dopo  avere  nel 

l4i  Carlo  V,  don  Lopes  di  Sorta,  arri-  i545  cacciato  di  Siena  una  parte  di  citta- 

■dia  citta  alla  tetta  di  una  compagnia  dini ,  per  difetto  loro  bcettero  perdere  alla 

tpagnuoli  e  di  molli  fuorutcili  del-  patria  la  propria  libertà  con  danno  di  tanti 

ì'No^.  E  perchè  due  anni  in-  altri  che  non  ne  avevano  colpa, 
allorché  per  cagione  di  una  rivolta  Intanto  andava  in  Siena  talmente  cfe« 
tota,  r online  de' Ifo^e  fu  etcluto  tcendo  tra  le  diverte  fazioni  la  discordia» 
dal  governo;  e  vennero  t>Ite  ai  parti*  che  una  parte  di  ette  nel  i539  ricorse  alle 
le  armi,  delle  qual  i  fuoruscili  ti  era-  armi  con  intenzione  di  abbatnre  la  gran- 
ili a  Firenze  di  quelle  appartenute  de^  della  famiglia  Salvi  favorita  dal  Oni^a 
li  della  etlinla  Repubblica.  di  Amalfi  generale  di  Girlo  V,  comecdiè 
delto  che  I*  ordine  de*  iVot^,  il  està  in  apparenza  facette  la  tvitcerata  del  po- 
linò  in  Siena  fino  alla  tua  cacciata  polo,  te  il  Duca  ttetto  d* Amalfi  con  la  guar- 
da Carlo  IV,  era  [>opolare,  mrn-  dia  de* tuoi  Spagnuoli  non  vi  aveste  riparato. 
I  suo  ritomo  foretto  con  Pandollb  Quindi   nella  fine  dell*  anno  1541    fa 
i venne  aderente  al  regime  tiran-  mandato  a  Siena  da  Carlo  V  un  tuo  legato 
tlutista;  e  tale  ti  mantenne,  sia  con  ordine  di  riformare  il  governo.  Ma  non 
delle  continue  rivolte  popolari  paso  mollo  tempo  che  parendo  all'ordine 
avevano  caccialo,  sia  per  la  tacita  de*  Po;M>/ani  che  quella  riforma  aveste  ae- 
di potenti  monarchi,  dai  quali  cresciuto  troppo  1*  autorità  ali*  ordine  de* 
liti  furono  assistiti.  I^oi^e  con  detrimento  degli  altri  Monti  ^  ti 
ooleala  volta  non  contenti  che  il  unirono  al  medetimo  quelli  dell'ordine  de* 
iggi mento  gli  avesse  accettati  e  riani-  Riformatori,  e  poiché  non  potevano  eoa 
partecipare  degli  uffizi  governati %'i  Tarmi  tenerli  'basti,  cercarono  di  mettere 
ribelli  avendo  fallo  acquieto  sen-  in  sospetto  il  capitan  di  giustizia  che  vi  era 
li  armi  da  fuoco,  e  quelli  dell*  or-  per  l' Imperatore;  di  modo  che  in  luogo  di 
'Po^po/cim  accorgendosi  che  il  parlilo  don  fjopez  di  Soria  fu  inviato  a  Siena  (la- 

ccrcava  vendicarti  degl* insulti  ri-  gtio  1 54.))  don  Giovanni  De-Iiuna. 
liiaRMrono  una  notte  la  popolazione  Cesare  dopo  aver  assegnato  ai  Sanesi  nuo- 
;  e  sehb«-ne  in  tale  occasione  la  cosa  vo  capitano,  poco  essi  stettero  a  prendere 
senza  effetto,  ciò  ebbe  luogo  nel  anche  costui  in  s- spetto  credendolo  troppo 
.del  1 53 1,  quando  ad  un  nuovo  favorevole  ali*  ordine   dei   Nove,  sicché  a 
Ifmfe  furono  dall'ordine  de* Po-  dì  8  lebbra jo  del  i54^  si  levò  gran  rumore 
de* Riformatori  con  rajuto  della  dall' ordine  de*  Popo/a/ii  contro  quello  de' 
^Mptnli  e  disarmati,  facendo  a  molti  A'ofe, cui  si  unirono  molli  del  Monte  dello 
la  morie  («gare  la  pena.  tie^GetitHuttmini.  *-  In  lale  frangente  esck 
cosa  fu  cos'i  mal  sentita  dalTlm-  fuori  il  capitano  del  popolo,  il  quale  valen- 
te inviando  in  luogo  di  don  Fer-  dosi  del  favore  della  plibv,  riesci  a  superare 
iHiaga  il  Mairh.  del  Va^to  cornati-  la  fazione  contraria,  sicché  il  popolo  dopo 
tuo  eeercito  nel  dominio  sanese,  sfogate  le  private  vendette  cercò  di  rilbrma- 
prtacolò  una  lettera  di  Cesare  scritta  re  il  reggimento  governativo,  dal  qnale  fu 
il  d)  91  febbraio  i&3i   al  se-  dichiarato  (  marzo  del  i545)  che  l'ordine 
oosiglio  generale  della  repub-  de'/VoMr,  incoI|ialo  dello  scandalo  accaduto, 

«  colla  quale   rimprovi'rava    il  fosse  levalo  totalmente  dalla  borta  dei  go- 

Ibd'  Siena  delle  oote  ultimamente  ac-  vernanti  e  da  tutti  i  ra.igittrali,  cui  era  slato 

^^  «oneigliaoilo  il  senato  a  richiamare  fino  allora  ammesso  per  una  quarta  parte.  E 

t^rie  ì   loro  etfhcittadini  slati  di  corto  non  ba«*taiulo  ciò,  fu  licenziala  da  Siena  la 

^  Jtk  l«i.  —  «'N ALAVI iLTi,  istor.  san.  ^uanlu  ^pagnunU  rol  «un  ra^àlano,  fu  tolta 

W.  Lih,  yHi.)  rauiurila  alia  Balia  de  Quaranta  ed  eletti^ 

t.  V-  4' 


83S  StBM  StSN 

«KM Sifoom  òì  Ire  per  ciascuii destre  Mami^  le  artiglierìe  e  muniiKNii  dal  ptlatto  ddk 

eìoè  di  Popokuùy  di  GgtuUuomini  e  di  Ri-  Signoria  si  porUnero  nel  oonvento  di  S« 

fiurmaiori  »  i  quali  insieme  al  capilano  del  Domenico  in  Camporegi. 

|K>polo  ebbero  la  medesàina  autorità  della  Né  luitociò  bastava  per  Sàt  di  Siena  un» 

Ealla  de*  Quarania,  città  ligia  deU*  Imperatore  ;  era  disegno  già 

Ma  non  corse  molto  tempo  cbe  in  Siena  (aito  dal  ministro  di  Cesare  di  aligere  nàia 

continuMido  le  dÌTÌsionì,  le  rapine  e  gli  città  una  ibrtena.  Al  quale  effetto  don  Diego 

Qiuicidj  ritornò  la  guardia  spagnuola ,  goA"  dopo  cavati  i  fondamenti  presso  1*  attuai  Li»» 

tuttoché  la  eiltà  si  reggesse  a  nomo  di  Be-  so,  eon  i  materiali  delle  torri  scapenate  ad 

^bhlica.  Takbé  appoco  appoco  don  Diego  onta  delle  rimostrante  e  preghiere  dei  ma* 

di  Mendoca,  che  risiedeva  in  RomM  in  qea*  gistratiedelpopoloyla  disegnata  cittadella  fi^ 

lità  di  ambosciadore  di  Carlo  V,  insinuava  ceva  innalzare.  — Racconta  Bernardo  Sc^i 

il  sue  sovrano  per  il  bene  e  sicnreua  di  nelle  sue  storie  che  nel  cavare  i  fimdamenU 

quella  città  a  hnì  una  iortena.  inoltre  don  per  erìgervi  la  rocca  fu  trovata  nna  palla 

Diego  cercava  di  persoadere  Cesare  ohe  »  a  grossa  di  ferro  »  intorno  alla  quale  etano 

yiohén  stabilire  ed  assicurare  bene  1*  iWe-  scrìtte  queste  parole:  Nel  giardiao  deUeaio 

no  sno  in  Italia,  sirebbe  stata  cosa  utiledi-  la  forieua  si  farà ,  e  poco  tempo  durerà, 

cbiarare  signore  di  Siena  Filippo  II  suo  (W  k  queste  parole  corrispondevano  quelle  del 

gliuolOy  aceiocebè,  impadronitosi  di  quello  fiimoso  Brandano,  il  quale  andava  gridando 

akilo,  tenesse  in  un  medesimo  tempo  a  freno  per  le  strade  di  Siena:  Invanum  iaèorw^e» 

il  Papa  ed  il  Duca  di  Firenie,  non  impor-  rum  qui  aedifieant  eam,  E  lo  stesso  Segni 

tamà»  altro  la  forteiza  di  Siena»  che  un  cep*  aggiunge,  come  in  quei  giorni  tutti  i  Senesi 

pò  sul  eolio  ad  ambedue  questi  prìncipi ,  e  sbigottiti  e  malcontenti ,  avevano  latta  nna 

diceva^  anebe  un  fieno  air  indomabile  popolo  pubblica  processione  e  con  solenne  pompa 

tanetr.  presentale  ad  un*  immagine  della  B.  Vergine» 

Kel  tempo  che  coleste  pratiche  si  anda-  avola  da  quel  popolo  in  singolare  devoaio* 
ìrano  agiDsndi»^  don  Diego  di  M  endou  ari-  ne  »  le  chiavi  della  loro  città  t  PreMemtiao 
chicita  dei  Signori  di  BMa  tornò  da  Roma-  (disse  il  Mendoia)  i  Seaerif  e  eontegmmu  a 
a  Sieo»!  la  qual  misnra  rì  risolvè  in  danno  M  tog^iono  le  chiudi  di  Siena  da  moiteg» 
de*  governati,  perché  i  Senesi  non  solo  ac-  fio,  a  me  basta  di  aoere  in  mia  podestà 
eetiarono  i  400  soldati  spegnuoli ,  ma  il  Ìi  cAiWi  da  dw^ro. 
lI«-ndoia  stesso  fu  fastosamente  accolto  dal  Non  trovando  i  cittadini  meno  lecito  da 
pubblico  e  dai  particolari  anco  innanzi  che  far  desistere  gì*  Imperiali  da  quell*  impresa, 
r  Imperatore  dirìgesse  da  Augusta  in  data  si  rivolsero  ad  altra  via.  E  benché  il  Duca 
del  iS  giugno  1548  lettere  alla  repubblica  di  Firenze  avesse  fatto  intendere  al  Men- 
di  Siena,  esortando  cotesto  popolo  alla  quie-  dota  che  in  Siena  essendo  sollevati  tutti 
te,  ed  a  fare  quanto  per  sua  commissione  gli  gli  umori  pei  mali  portamenti  suoi  e  del 
veniva  comandato.  Con  tali  facoltà  don  I)ie-  presìdio  spagnuolo,  egli  stesse  bene  in  guar- 
go  il  dì  ultimo  di  ottobre  feee  adunare  il  dia,  perchè  gli  erano  venule  a  notitia  alcu- 
consiglio  del  popolo,  quindi  esortò  quel  se-  ne  pratiche  sospette  di  Enea  Pieoolomini,  ai- 
nalo a  restituire  i  cittadini  del T  ordine  de*  potè  per  via  di  donna  del  Pont.  Paolo  IV,  e 
Moffe  per  una  quarta  |)arte  ntrl  governo,  di  del  capitano  Grirolamo  da  Vecchiano ,  con 
che  tipo  dal  marzo  del  i545  erano  stati  tutto  ciò  il  Mendoia  non  ne  volle  far  conlo« 
privati,  e  che  si  rifacesse  la  Balla  de*  Qua-  Frattanto  Girolamo  da  Vecchiano,  il  quale 
Tanta.  Che  sebbene  il  senato  sanese  di  pri-  aveva  avuto  soldo  dal  re  dì  Francia,  con  5oo 
ma  giunta  non  vi  aderisse,  do\'è  presto  ac-  fiinti  passò  da  Siena  mentre  il  Mendoia  era 
celiare  tuttociò  per  ordine  di  S.  M.  Cesarea,  a  Boma,  ecol  pretesto  di  amicizia  verfo  Enea 
in  guisa  che  la  RqK  di  Siena  fu  organizsata  Piccolomini  conferì  seco  lui  per  parte  del 
a  modo  e  volontà  di  don  Diego  di  Mendoza.  cardinale  Farnese  di  alcune  cose,  fra  le  quali 

Onde  anche  meglio  assicurarsi  dell*  ub-  eravi  la  promessa  mandata  dal  re  di  Francia, 

bedienza  di  un  popolo  poeo  avvetao  ad  ub-  di  restituire  Siena  in  libertà  e  rovinar  la 

bidire  allo  straniero ,  don  Diego  dopo  aver  fortezza,  se  il  Piccolomini  volesse  porgere  ia 

introdotto  in  città  alla  spicciolata  parecchie  causa  sì  pia  ajuto  alla  patria. 

Gcnfinsija  di  soldati  spagnuoli ,  ordinò  che  In  conseguenza  di  ciò  Enea  che  con  Bla* 

Ir  armi  pubbliche  ad  eccezione  di  poche  con  rioBandini  e  con  altri  della  Balia  nutriva 


S I E  N  S I E  N              339 

nnl  amore  Terso  don  Diego,  di  buon  ani-  se ,  tanto  più  <^e  dal  re  di  FruncU  fu  maa- 

mo  fi  aderì.  Lefossiuliora  il  popolo  a  rumo-  dato  a  riseder  io  Siena  Moni,  di  Termctooii 

re,  e  sebbene  fosse  stato  spogliiito  in  gran  titolo  di  governaiore  e  di  suo  capitano  ^ 

parte  delle  sue  armi,  sbigottiti  gliSpagnuoUy  il  quale  lasciava  ai  Sanesi  liberamente  ga« 

si  ritirarono  tutti  nella  fortezza,  mandando  vernare  i  pubblici  affari.  Gbe  se  da  un  cnii* 

prontamente  avviso  al  Duc:i  di  Firenie  di  to  1*  ambasciatore  regio  intento  alla  gunr- 

(ale  sollevazione.  —  Era  il  giorno  dì  S.  dia  della  cittì,  suo  stato  e  marina  assoldava 

Francesco  dell'anno  i55a  quando  il  Duca  gente,  dall* altro  canto  Cosimo  I  si  provve- 

Cosimo,  appena  informato  di  quel  iumullo,  deva  di  milizie,  k  sostenere  la  quale  sprsa, 

fece  accorrere  le  sue  compagnie  di  Val-d*Elsi  oltre  ai  balzelli  e  agli  accatti,  il  Duca  ebbe 

Terso  Siena,  e  senza  attemlere  altro  consi-  ricorso  a  una  gabella  sopra  la  farina  che  pai 

giio  ordinò  ad  Otto  da  Montauto  che  con  i  gava  per  tutto  il  dominio  soldi  tre  e  danari 

suoi  5oo  fanti  entrasse  in  Siena.  Questi  ap»  quattro  lo  stajo,  ed  in  Firenze  soldi  quattro, 

pena  introdotto  per  la  fortezza  vicina  a  Por-  e  dioevasi  che  cotesto  dazio  sarebbe  arrivato 

•a  Gamollia,  la  notte  appresso  uscì  fuori  con  in  un  anno  quasi  a  aoo,ooo  scudi,  ooloom- 

le  sue  genti  e  co!  presidio  spagnnolo  in  or-  puto  fatto  di  tutti  i  sudditi  e  foceslìerì ,  ch« 

dine  di  battaglia,  e  tosto  si  attaccò  znfia  con  si  Cicevano  allora  ammontare  nello  sialo  veo^ 

il  popolo  sanese  armato,  non  senza  la  morte  chio  di  Firenze  e  Pisa  a  900,000  anime, 

di  varj  spagnuoli  e  di  un  maggior  numero  Frattanto  per  la  Toscana  passavano  fiinti, 

di  palietehi;  sicché  il  Montauto  caricato  e  cavalli,  danari  ed  arme  de* Francesi,  senza 

-respinto  dal  furore  della  popolazione  fu  co-  che  fosse  loro  impedito  il  transito  pel  domi- 

aifetto  ritirarsi  in  qnella  rocca,  di  dove  man-  nio  fiorentino,  fingendo  il  Duca  Cosimo  di 

dò  aTviso  al  Duca  che  gli  sollecitasse  nuovi  non  avTertire  quel  caso;  in  guisa  che  Siena 

■occorsi,  giacché  in  quel  modo  non  avrebbe  potette  presto  riempirsi  di  soldati ,  di  Tello- 

potuto  tenersi  fermo  nella  cittadella  più  di  Taglie,  di  munizioni,  di  artiglieria  e  di  ogni 

cinque  giorni.  sorta  di  arme,  Contuttociò  appena  Tlmpera- 

Allora  Cosimo  I,  fra  la  diversità  di  opi-  tore  potè  sbrigarsi  dalle  guerre  che  aveva  in 

nioni  dei  suoi  consiglieri,  accettò  quella  di  Alemagna  e  nelle  Fiandre,  sulla  fine  del» 

non  impaociarrì  in  cosa  alcuna  di  Siena,  e  l'anno  i55a  inviò  a  don  Pietro  di  Toledo 

dopo  Ire  giorni  commise  al  Montauto  che  suo  viceré  a  Nafioli  e  suocero  del  Duca  Co* 

uicisse  dalla  cittadella.  Passali   pochi  altri  simo  l'ordine  di  apparecchiare  un  esercito 

giorni  partirono  gli  Spagnuoli ,  previo  ae-  0{)portuno  per  assalire  Io  stato  di  Siena, 

cordo  fatto  co* Sanesi  di  paitire  della  città  Era  già  l'oste  in  cammino  dal  regno  di 

•  bandiere  spiegate  con  le  loro  robe;  quindi  Napoli  alla  Tolta  della  Toscana,  ed  appena 

r ambasciatore  di  Francia  presso  il  Papa  ve-  era  entrato  l'anno  i553  quando  il  viceré 

nuto  a  Siena  si  fece  consegnare  la  fortezza  in  giunse  a  Livorno  con  1000  fanti  spagnuoli, 

nome  M  suo  re,  che  poi  donò  a  quella  Si-  400  lance  e  mille  cavalleggeri  napoletani , 

f  noria,  lasciando  alla  medesima  Tammini-  quasi  nel  tempo  stesso  in  cui  il  suo  figlio 

«tniione  delle  Scende  della  Repubblica,  ed  don  Garzia  arrivava  con  molta  cavalleria  e 

al  popolo  sanese  l'arbitrio  di  rovinare  dai  con  8000  pedoni  sotto  Cortona. -«Disegna- 

Ibndamenti  V  odiato  fortilizio.  va  costui  d' assaltare  il  dominio  di  Siena,  con 

una  metà  dell'esercito  dalla  parte  di  Val-di- 

VI.  SimA  anL* ULTIMO  Asaamo  snm  Chiana  e  con  l'altra  metà  invadere  la  Ma» 

ALLA  SUA  cEMiOHE  A  CosDto  I.  remoia.  Ma  poco  dopo  essendo  morto  a  Fi« 

renze  il  viceré,  fu  da  Carlo  V  destinato  don 

La  partenza  del  presidio  spagnuolo  da  Grarzia  in  generalissimo  di  quella  guerra, 

Sienn  e  la  distruzione  della  fortezza  a  dispet-  assistito  dal  valente  capitano  Alessandro  Vi« 

lo  dcir  Imperatore  e  senza  l'annuenza  del  telli.  —  Né  intanto  i  Sanesi  restavano  di 

Duca  di  Firenze,  che  pure  fingeva  di  non  provvedere  ai  casi  loro,  poiché  maitre  mon- 

avvertire  quei  casi,  tutto  ciò  decise  il  poten>  signor  diTermes  recatosi  a  Grosseto  ordinava 

lissimo  Carlo  V  alla  distruzione  di  cotesla  che  molti  castelli  di  quella  provincia  si  forti* 

Repubblica.  Né  corse  molto  tempo  che  il  ficassero,  il  governo  della  repubblica  melt«« 

Duca  Cosimo  per  gelosia  di  stato  inviò  ai  con-  va  in  armi  da  1 0,000  fanti  e  da  Soo  esTaU 

6ni  3ooo  de' sooi  soldati  a  guardia  di  tutti  i  leggeri.  Arrogeclie  il  re  Cristianissimo  di 

luoghi  posti  in  TÌcinanza  del  contado  sane»  Francia  fino  dal  novembre  deiraono  pcfue> 


3iÒ              STEN  S I E  N 

dfnte  «fCTa  mandalo  suo  laogolenenlr  in  to  i m penale  t*mTÌò  a  MoDlefollonìcopm* poi 

Siena  il  cardinal  di  Femira,  Ippolito  d*Efle,  innoltrarsi  verso  Pienxa  ^  dov*  era   entralo 

che  offrì  ai  Sanesi  da  parte  di  S.  M,  o^i  con  5oo  fanti  Giordano  Orsini  panato  di 

torta  di  ajulo  per  la  conservazione  e  difesa  corto  al  servizio  de' Francesi;  il  quale  noQ 

della  loro  libertìi.  avendo  avuto  tempo  di  farvi  ripari  da  po- 

Dair  altro  ranto  il  Duca  Cosimo,  sebbene  tere  reggere  ai  colpi  delle  a rtigl l'arie,  gli  par- 
in  apparenza  figurasse  in  tale  emergente  di  ve  meglio  di  abbandonare  la  piccola  Pienza. 
volersi  mantenere  neutrale  fra  i  Francesi  e  Ma  ana  parte  di  quei  soldati  essendosi  ri- 
gl* Imperiali,  non  volendo  senza  profitto  di  tirata  con  Adriano  Baglioni  nel  vicino  ca- 
Cesare  nimicarsi  il  re  di  Francia ,  contutto-  stel  di  Montichiello,  questo  capitano  deli- 
ciò  l'animo  suo  era  propenso  a  giovare  a  berò  di  tenere  forte  il  castello  per  natura 
Cirio  V,  nella  speranza  di  poi  ritrame  lo  del  sito  assai  ben  difeso  ,  nella  speranza  se 
stesso  vantaggio  che  era  toccato  al  Duca  Ale»-  non  altro  di  dare  comodila  a  quelli  dì  Mon- 
Sandro  de'Medici  dopo  la  caduta  di  Firenze,  falcino  di  potersi  fortificare. 

Dondecbè  Cosimo  non  lasciò  opera  alca-  Non  ostante  però  una  coraggiosa  difen,  et- 
na  addietro  per  provvedcni  di  moneta,  al  sendo  mancata  a  quelli  di  dentro  la  mu- 
gnai uopo  giovossi  non  solamente  della  co-  Dizione  e  rimastovi  ferito  il  comandante  Ba- 
piosa  vendita  de*  beni  appartenuti  ai  ribelli,  glioni,  il  presidio  di  Montichiello  dovè  reo- 
ma  dopo  aver  gravato  i  popoli  con  la  ga>  dersi  a  discrezione.  —  f^ed.  MomncnuLuo. 
bella  sulla  farina,  aumentò  anche  quella  del-  Con  questi  felici  principi  griraperiali  si 
];i  carne,  stala  messa  poco  innanzi,  e  ne  ag-  rivolsero  al  castello  di Treqoanda  inutilmen- 
gionse  delle  altre.  Fu  allora  dato  l'ordine  te  guardato  da  3oo  Francesi,  e  di  là  sitpia- 
che  si  fortificasse  il  castello  di  San-Cascia-  sero  nella  Valle  dell' Ombrone  sopra  Boon- 
no,  che  si  munissero  e  che  si  serrassero  in-  convento  per  avvicinarai  a  Monlalrino  nel 
tieme  i  bastioni  incominciati  sul  monte  dì  tempo  che  an  altro  corpo  di  4000  T  deschi 
San-Uffìniato  sopra  Firenze,  e  ciò  ad  oggetto  penetrava  nella  Maremma  sanese,  ecbe  5oo 
dì  tener  guardata  e  sicure  tutta  quella  parte  Spagnuoli  a  Orbetetlo  e  altri  400  sbareava- 
della  citili  di  Oltrarno.  no  a  Piombino  ;  sicché  questi  uniti  a  mille 

Molti  e  in  vari  tempi  scrissero  delle  vi-  soldati  Italiani  e  a  molta  cavallerìa  teota» 
cende  occorse  in  Siena  dall'  epoca  della  cac-  rono  non  solo  di  privare  i  Sanesi  del  mare 
riala  del  presidio  spagnuolo  fino  alla  resa  e  delle  vettovaglie,  ma  di  occupare  la  capi- 
di  detta  città  alle  armi  di  Carlo  V  per  non  tale  della  Maremma  Grossetana, 
aver  io  bisogno  di  qu)  tutte  annoverarle,  ha-  Essendo  però  quesf  ultimo  progetto  ne- 
ttando la  noia  (i)  pag.  X  della  prefazione  scito  vano,  fu  dato  ordine  ai  soldati  Tfdo- 
al  Diario  delie  rote  a^ifenuttin  Siena  dai  schi  e  Spagnuoli  dì  avviarsi  per  il  Volter- 
ao  lugi.  i55o  ai  a 8  giugno  i555,  scritto  rano,  onde  poi  si  unissero  al  grosso  dell'e- 
lla Alessandro  Snitini^  e  per  la  prima  voi-  sercito  di  don  Garzia  per  l'acquisto  dì  Mon- 
ta pubblicato  in  Firenze  nel  Voi.  Il  delC  talcino.  Il  qual  generale  per  giunger  più 
archivio  storico  italiano  insieme  con  altri  presto  ad  impadronirsi  di  quest'ultima  ciltii, 
acconti  a  quella  guerra  relativi.  ricevè  da  Firenze  altri  aooo  fanti  con  buon 

Anche  un   moderno  scrittore  credo  che  numero  di  guastatori  e  fra  le  cose  neceiaarie 

▼ada  preparando  un  romanzo  storico  intorno  alla  sua  impresa  alcuni  pezzi  di  artiglierìa  per 

al  serìo  argomento  àtW  Assedio  di  Siena,  battere  il  castello  che  quella  città  difendeva. 

La  prima  Terra  pertanto  presa  ai  Sanesi  Avendo  don  Garzia  con  cotesta  triplice 
dagl'Imperìali  fìi  Asinalunga  in  Val-di-Chia-  armata  Tedesco-Spagnuola-Medicea  potuto 
Da ,  dietro  la  quale  venne  quella  di  Luci-  abbattere  una  torre  della  fortezza  di  Mon- 
guano  :  e  cosi  incominciò  il  Duca  Cosimo  a  talcino,  attendeva  animosamente  ad  avvici- 
levarti  la  maschera  col  dichiararsi  palese-  narvisì  con  te  trincee,  non  sapendo  che  dalla 
mente  nemico  de' Francesi  e  de*  Sanesi ,  to-  parte  di  dentro  peri  rìpari  fatti  al  castello 
tinche  egli  inviò  una  compagnia  de' suoi  e  alla  città  il  nemico  avrebbe  molto  da  tu- 
soldati  a  presidiare  Lucignano  e  guardarla  dare  prima  di  venire  a  capo  dei  suoi  desi- 
in  nome  e  per  conto  dell'Imperatore;  qnan-  derìi,  mentre  non  era  minore  l'ardire  degli 
tunque  per  antiche  ragioni  della  Rep.  fio-  abitanti,  e  di  un  presidio  di  mille  fanti  toelli 
rentina  avesse  egli  avuto  luogo  di  tenerai  che  solto  il  conte  Mano  Sforza  ed  il  capitano 
Lucignano  per  conto  proprio.  Di  là  l'eterei-  Giordano  Orsini  Monlalcino  difinidevano. 


S I E  N  STEN               341 

blioe  don  GanUera  Tonalo  in  spenniza  S|Kigniio]i,  e  3oocav»I leggeri  m.inlfnuli  per 
i patera  infignoriie  di  cotesto  paeie  per  vin  i  o  mesi,  il  suo  paJitine  s' impegnava  a  pren- 
£  tnllalWe,  ma  ne  tampoco  da  ciò  trasse  dere  sopra  di  sé  I*  im|)resa  di  Sien.i ,  a  con  - 
ikaafrallOy  meno  il  perìcolo  di  perdervi  dizioni  che  da  G:sHre  fosse  poi  ricfimpensato 
h  Tiia,  at  da  una  lentinella  degli  assediati  de*dimari  che  avrcbl»e  speso  cnl  rìcrvere  daU 
aofl  fesse  Italo  aTTcrtito.  la  corte  Aulica  altrelUinto  Slato  in  Toscan;i. 
L'm  simile  aperanaa  arefa  concepito  il  Accettò  Carlo  V  V  offerta ,  lo<l.indo  il  co- 
ka  Goaimo  delle  cose  di  Siena ,  che  per  raggio  e  l'alUiccamento  di  Cosimo  alLi  c;iii. 
■spfggio  di  on  &iWi  capitano  del  popolo  sa  imperiale,  desiderosissimo  ad  ogni  modo 
mmmmemte  afjemfa  si  mnovetse  a  tumulto  di  punire  ì  Senesi  e  di  levare  i  Francesi 
^caeeiame  i  Francesi  col  pretesto  di  chia-  d*  Italia,  tanto  più  che  Piero  Strozzi  nemico 
■Mcil  popolo  a  libertà.  personale  di  Cosimo  era  stalo  di  corto  dal 
Hi  scopinta  In  congiura ,  il  Salvi  con  un  re  di  Francia  dichiarato  comandante  gcne- 
hleUo  sao  canonico  del  Duomo,  e  due  al-  rale  di  tutte  le  sue  armi  in  Italia, 
ki  iaiplicali  nella  trama  medesima  vennero  Disposti  in  tal  guisa  i  mczai,  fu  conceiialo 
Bmdraoali  nella  testa.  il  piano  delle  operazioni,  fu  deliberalo  che 
ItfSTcnlalji  congiura  fu  come  mettere  zolfo  colesla  seconda  guerra  cominciata  nel  gen- 
ti ftooco.    1  Sanesi  di  ogni  ceto,  di  najo  del  i554  i stile  comune)  s'intrapriu- 
li  età,  di   ambo  i  sessi  si  armarono  da  desse  a  nome  dell*  Imperatore  e  del  Dura  ili 
i«  e  sebbene  divisi  fra  loro  per  qua-  Firenze  suo  alleato,  e  che  si  approfiita^se 
Età*  o  per  nascita,  in  quella  emergenza  di  della  buona  f<*de  in  cui  erano  i  Sanesi  per 
masuiM.  pericolo  unitissimi  procecJeronocon  sorprenderli  movendo  improvvisamente  con- 
hapersnsa   di  riacquistare  l*  indipendenza  tro  la  loro  città  il  suo  esercito  innanzi  che 
^  ad  em  loro  ed  alla  patria  si  voleva  to-  arrivassero  le  truppe  promess'*  dairira|MT,i- 
fliere  per  lempre.  tore.  Alla  quale  0|ier.izione  doveva  essrr^^  tii- 
Al  momento  che  quella  popolazione  per  vorevolc  la  circostanza  dell' assenza  da  Siena 
■tri^hi  teoreti  o  per  forza  di  bajonette  e  del  generale  Piero  Strozzi ,  e  la  domesti- 
«■annate  si  vide  in  pericolo  di  perdere  af-  chezza  che  il  Duca  dimostrava  continua- 
patria  e  librrlà,  anche  le  donne  di  ogni  mente  verso  il  cardinal  di  Ferrara ,  rimasto 
in  tale  circostanza  spiegarono  un  al  governo  della  nemica  città. 
rìiolato  ;  e  comecché  la   debolezza  Vedendo  però  Carlo  V  e  Cosimo  de^  Me- 
drl  aemo  non  permettesse  loro  d'imprendere  dici  come  le  vie  slate  fino  allora  adf^perale 
C'Ite  luperiori  alle  proprie  forze,  pure  rìu-  non  riesci vb no  a  conquistare  né  Siena,  ni> 
ttr    Terzi  e  ordinate  in  altrettante  Montalcino,  stabilirono  di  procedere  innanzi 
sotto  diatinte  insegne  e  sotto  il  co-  in  detta  guerra  con  nuove  genti  e  nuo^o  co- 
di   tre  generose  gentildonne,  senza  mandante  generale.  Si  pensò  di  affiiJrfre  cn- 
atira  distinzione  di  preminenza  di  nascita,  tanta  impresa  al  geuenlissimo  marchese  di 
■obìii,  cittadine,  plebee,  tutte  cantando  una  Marigmno,  creduto  d(  rivaio  da  un  ramo 
specie  di  Jfarii/ieie  marciavano  per  squa-  della  famìglia  de*  Medici  uscita  di  Firenze 
droai  a  porgere  materiali  e  a  lavorare  alle  e  stabiìitnsi  in  Milano. 
fortificazioni  della  città,  né  da  tali  opere  de-  Cotesto  marchese,  eh*  era  tenuto  In  quei 
Mleiuuo  finché  non  l'ebbero  terminale.  tempi  per  uno  de* più  abili  capitani  rlic  fos« 
La  generosa  condotta  di  quelle  Amaz-  sero  in  Italia,  fu  condotto  A  soldo  del  Duca 
aoai  meritò  gli  elogj  anco  degli  scrittori  fo-  Cosimo  ,  come  persona  la  più  opportuna  ni 
ivAierì.  T.de  uno  di  questi  fu  il  maresciallo  disegni  suoi.  Tentò  egli  da  primo  di  pren- 
fanceie  di  Jfon/iic,  il  quale,  dopo  la  ciduta  dere  per  sorpresa  la  città  ass<-diata  ,  ma  sve- 
di Siena  trovandosi  alla  difesa  dell'eterna  gli  erano  i  suoi  abitanti,  e  più  svrglio  il 
óftà.  Scriveva  ne' suoi  commentar),  che  a-  generale  Piero  Strozzi  che  quel  numeroso 
9^Mt  voluto  difendere  Roma  piuttosto  con  presidio  eri  venuto  a  dirigere,  laiche  rie- 
^  dome  senesi  che  con  i  soldati  romani,  scirono  friistanei  i  ripetuti  assalti,  diii  quali 
Avvenne  però  che  il  Duca  Cosimo  nel-  però  si  vide  sempre  la  nbbla  del  Marigna- 
r ottobre  del  i553  mandò  il  suo  fedele  se-  no  sfocarsi  b.irbaramenle  sopra  gli  abitinti 
grctarìo  Bartolommeo  Concino  all'Impera-  delle-iV"' ree  soprai  prigionieri  che  la  sua 

tew  per  dirle,  che  ogni  volta  S.  M.  I.  volesse    oste  prendeva Frattanto  che  accadeva  h 

•ctordare  aooo  tanti  Tedeschi,  altrettanti  guermora  nelle  virinanz*,  or^  in  lunttuan- 


342               S I E  N  S I E  R 

i«  dalle  mura  di  Siena,  ma  leropre  drra-  Scannagallo  pretM  Marciano  in  Val-di-Ghta- 
sUndoognor  più  il  paeie  inlomo,  ogni  cit-  na  sopra  i  Saneti  e  Franoeii  ripoctaU ,  ai 
tadiuoy  non  esclusi  gli  ecclesiastici,  sia  della  marchese  di  Marignano  riesci  facile  cosa 
ciltà  come  dei  contado  affronUva  coraggioso  d' impadronirsi  delle  più  fòrti  posiiioai  in- 
qualsiasi pericolo,  ed  anche  la  morie,  per  torno  le  mura  di  Siena, 
difendere  la  patria  perfino  nelle  campagne.  Imjierocchè  questo  genenle  era  coavinto 

Accortosi  il  mirchese  di  Marìgnano  es-  sempre  più  non  esserti  altro  meno  stouro 

sere  cosa  qu4si  impossibile  di  prendere  la  per  impadronirsi  della  città  di  Siena  che 

citiìi  di  Siena  colla  forza  dell*  armi,  si  dovè  quello  di  ridurre  agli  estremi  i  suoi  difen- 

risolfere  a  costringerla  con  afiamarla.  tori  ed  abitanti  per  Tia  della  fiime  ;  sicché 

Se  vi  era  innanzi  qualche  dubbioso,  niu-  egli  dopo  aver  fatto  demolire  tutti  i  mulini 

no  restò  perplesso  dopo  la  condotta  del  mar-  de*coulomi,  dopo  disfatti  i  bottini  o  Ba|iie- 

chesj  di  aHarignano,  che  Cosimo  I  più  che  dotti  che  conduoerano  i*  aequa  potabile  in 

Carlo  V  voleva  finire  la  Repubblica  di  Siena  Siena ,  impose  pene  severìasime  ed  atroci  a 

a  costo  di  disfare  la  stessa  città.  Dondechè  chiunque  ardisse  trasporUre  vettoraglie  di 

gli  storici  fiorentini  meno  sospetti  scrissero  qualsiasi  sorte  nelP  assediata  città, 

senza  mistero  della  risoluzione  assunta  a  Allora  cominciò  in  Siena  una  lacrimevo- 

suo  carico  dal  Djca  Cosimo  di  scacciare  da  le  oostemaiione  cominciando  a  limitani  a4 

Siena  i  Francesi  per  farsi  padrone  di  quella  una  libbra  a  testa  il  gmno  che  poi  fu  ridotto 

città  e  del  suo  stato.  a  mezza  libbra,  finché  mancò  affdto  al  pab* 

Dirò  col  Segni  {istorie  fiorentine,  Lib.  blico  la  sua  dispensa. 

Xif^,)  «  che  questa  guerra  mossa  ai  Sanesi  11  governo  redendo  che  ona  parte  della 

dal  Duca  di  Firenze ,  fu  la  cagione  espres-  popolazione  a  cagione  di  digiuni  e  di  tteoli 

sa  dell'  ultima  rovina  di  Toscana  tutta.  La  era  di  già  scomparsa  dal  numero  de*  viventi, 

somma  di  tutte  le  genti  del  Duca  fra  Italia-  decretò  con  poca  carità  di  mandar  faori  di 

ni,  Spagnuoli  e  Tedeschi,  nei  primi  tre  mesi  città  tutte  le  bocche  iuatili  d*iofermiy  di 

di  quell'anno  radunate,  ascendeva  a  94,000  vecchi  e  di  donne,  e  perfino  dd  gettatelli 

fanti  e  a  mille  cavalli,  ed  il  loro  manteni-  impuberi  giunti  ad  una  certa  età  dcirme 

mento  a  100,000  scudi,  che  tutta  cotesta  e  dell* altro  sesso,  i  quali  appena  diieoitati 

somma  dovè  cavarsi  da  gravene  straordina-  pochi  passi  dalle  mura  urbane  rimanevme 

rie  poste  ai  sudditi  tribolati  sempre  più  da  a  discrezione  di  un  incsombile  nemico, 

un'allliggente  carestia,  la  quale  cominciava  Finalmente  essendo  venuto   meno  ogni 

in  quell'anno  ad  essere  grandissima  ».  umano  soccorso,  nella  lusinga  di  dar  fine 

Primo  pensiero  dell* accorto  Marignano  a  sì  S{»avenlevole  catastrofe,  i  magistrati  sa* 

fu  quello  dì  assaltare  nel  tempo  medesimo  nesi  risolvettero  di  ricorrere  ad  un  aoeocw 

1  Sanesi  in  casa,  nella  Maremma,  in  Val-  do.  —  La  prima  risposta  del  marchete  di 

di-Chiana,  in  Val-d*Orciu  ed  in  Val-d*Asso.  Marìgnano  fu  orgogliosa  quanto  crudele, al- 

In  Maremma  dare  il  guasto  a  Grosseto,  in  lorchè  fece  sa|)ere  agli  assediati  non  esservi 

Val-di-Chiaaa  investire  Chiusi,  in  Val-d*Or-  per  loro  altro  sciroiio  fuori  di  quello  di  aoU 

eia  Pienza,  e  in  VaI-d*Asso  Montalcino,  nel  tomettersi  intieramente  alla  discrezione  del 

tempo  slesso  che  le  sue  genti  in  Siena  oc-  Duca  di  Firenze  ,  se  il  sacco  ,  il  fuoco  e  la 

cnpavano  il  bastione  accosto  alla  Porta  Ca-  rovina  della  loro  patria  volevano  evitare, 

mullia  con  quel  più  che  poterono  avere.  Frattanto  che  si  dava  cotesta  as(>ra  rispo- 

Chc  se  dall'attività  dello  Strozzi  e  dal  sta,  le  armi   francesi    minacciavano  fortcb 

coraggio  de'Francesi  e  de*  Sanesi  una  gran  mente  dal  Piemonte  di  avanzarsi  verso  la 

parte  di  quei  progetti  furono  resi  vani,  non  Toscana,  ed  in  Lucca  e  perfino  in  Firenze 

mancò  peraltro  il  Duca  Cosimo  di  arrivare  si  manifipstava  il  maltalento  de' cittadini  ver- 

presto  al  suo  intento.  Né  guerra  fu  mai  eser-  so  il  Duca  che  voleva  fare  dì  Siena  ciò  che 

citata  con  maggiore  asprezza  e  ferocia.  Im-  Papa  Clemente  VII  era  riescilo  a  fare  della 

perocché  usavansi  cnidcltà   atrocissime  in  repubblica  fiorentina,  e  ciò  che,  al  dire  M 

impiccar  contadini,  in  islorzare  donne,  in  Vasari,  Cosimo  meditava  di  Lucca;  donde- 

ammazzare  innocenti,  ed  in  mettere  a  fuoco  che  ogni  giorno  si  appiccavano  nei  luoghi 

e  fiamma  ogni  cosa.  (  Siom,  loc,  cit,)  pubblici  della  città  di  Firenie  cartelli^in- 

Do{io  però  la  vittoria  del  a  agosto  i554  giuriosi  al  Duca,  e  polizze  col  motto: 

djgl*  Imperiali  e  Duchcschi  nei  campi  di  Francia  e  muoja  f  impero. 


SIEN  SÌEN              343 

D*àtlroDde  a  tal  ponto  era  arrifaU  la  ri<  hramavano  l*aDtioo  governo  aristocraiieo 
salatena  de'  Sanasi  che  piultosto  di  accet*  sollo  la  piolesione  deirimpenilore,  mentre  i 
tare  r  umrlianle  quanto  barbara  proposta  capi  del  Monte  de*  Popolani  essendo  luain- 
del  generalissimo  di  Cosimo ,  si  sarebbero  gati  dai  comandanti  francesi  di  trasferire  al- 
essi  più  volentieri  seppelliti  vivi  sotto  le  ro-  trove  la  sede  della  patria  pericolante,  gladi- 
vine  della  propria  patria  incendiandola  con  cavano  indi£Ferente  che  questa  fòsse  in  Siena 
)e  loro  mani.  o  in  Monlalcino.  Altronde  la  plebe  deside* 
Non  diiò  del  patriottismo  e  fedeltà  in  rando  un  ristoro  sollecito  a  tanti  mali;  in  tale 
querta  guerra  dai  contadini  dimostrata,  to-  stato  di  cose  i  Signori  di  Balia  della  repob* 
siochè  gr  istorici ,  gli  annalisti  italiani  e  bltca  di  concerto  con  il  maresciallo  di  Mon- 
oltramontani,  non  che  le  relaxioui  paniali  lue,  divenuto  1* arbitro  del  governo  di  Sie» 
e  giornaliere  di  una  guerra  cotanto  accani-  Da  9  destindrono  ambasciatori  a  Cosimo  I 
fa,  parlano  assai  rispetto  alla  fermezza  e  00-  per  trattare  le  condizioni  della  resa.  —  Ma 
raggio,  col  quale  i  villani  del  contado  sane-  per  conciliare  le  mire  de' Francesi  e  Tur- 
se  asulivano,  e  assaliti  bravamente  i  resedj  genzade'Sanesi  eon  la  fermezza  del  Duca  si 
duminicalì  difendevano  ;  talché   lo  storico  passò  nn  altro  mese  di  tempo  ;  Analmente 
Ammirato  ebbe  a  concludere,  che  tuttociò  stringendo  la  lame,  fu  firmata  la  capitolasio- 
dorè  succedere  per  efifetto  del  mansueto  ed  ne  nel  17  aprile  del  i555,  un  articolo  della 
amabile  reggimento  tenuto  dai  signori  e  pos-  quale  esigeva,  che  pertullo  il  aa  aprile  stes- 
sidcnli  sanesi ,  per  coi  animi  rozzi  e  villani  so  la  città  di  Siena  dovesse  restare  evacuala 
s* indosserò  di  mettere  a  rischio  la  vita  prò-  dai  Francesi  per  introdurvi  la  guarnigione 
pria  piuttosto  che  violare  la  loro  fede.  -«-  imperiale.  Ia  qual  cosa  avvenne  a  dispetto 
(  kmntu  Stor*  Fior.  Lih,  XXX,)  della  popolazione  che  con  tanti  disagi  sofièrti 
Ha  dopoché  alle  superbe  parole  del  Ma*  in  1 5  mesi  di  assedio,  con  tutto  il  sangue 
rigomio  susseguirono  proposizioni  meno  se-  sparso,  non  avendo  potuto  conservarsi  in  li- 
vere  inviate  ai  Sanesi  dal  Duca  di  Rrenze,  berla,  doveva  tornare  sotto  gli  odiali  Spa- 
>1  suo  governo,  vista  la  perdita  di  quasi  tatti  gnuoli.  Oltrediché  un  altro  articolo  della  re- 
i  paesi  del  dominio  sanese  ;  visto  che  il  sa  accordava  facoltà  di  rifare  una  fortezza  in 
BBaresciallo  Strozzi  non  aveva  potuto  allon-  Siena  nel  modo  che  piuceva  al  Duca  Cosi- 
taoare  il  nemico  dai  contorni  di  Siena,  dove  mo.  Infatti  dopo  introdotti  aooo  soldati  im- 
avtva  devastato  tutte  le  campagne  delle  vici-  periali,  Cosimo  spedì  a  Siena  Angelo  Nicco. 
n.ioze  della  città  per  togliere  affatto  agli  as-  lini  come  suo  luogotenente  incaricato  di  sta- 
srdiati  ogni  speranza  di  raccolta;  considerala  bilìrvi  un  piano  di  governo  composto  di 
l'inutile  diversione  nello  sialo  fiorentino  fai-  persone  non  sospette  (benché  poche  si  sii* 
l>  dall'esercito  francese  condotto  dallo  Stroz-  massero  fedeli  )  ed  atte  a  ridurre  la  città  alla 
u;  visto  inoltre  che  dopo  la  terribile  di-  devozione  dell'Imperatore, cominciando  in- 
sulta nei  campi  di  Scannagallo  era  accaduta  tanto  dal  togliere  le  armi  di  casa  a  tutti  i 
I  eipognazione  di  Casole  e  di  M.issa-Dlaril-  cittadini  e  contadini. 
tiiDa;  -rista  la  mancanza  di  ogni  sorta  di  Un  simile  atto  di  schiavitù,  da  pochi  an- 
tettovaglie,  l'emigrazione  e  la  |)erdìla  ognor  ni  indietro  praticato,  dis|  iacque  talmente 
^"^^cente  de^ cittadini     e  sentito  l'ordine  all'universale  che  si  accrebbero  le  emigra- 
nrbaro  dato  dal  generale  nemico  di  am-  zioni  al  segno  da  dovere  a  furia  di  l>andi 
'^^Bare  tutti  i  contadini  che  avessero  ten*  minacciare  pene  severe  a  chi  abbandonava 
^lo  di  portare  vettovaglie  in  Siena,  costrin-  la  già  deserta  città.  Frattanto  alcuni  deli'an- 
fne  uomini  e  donne  che  uscivano  di  città  tico  governo  repubblicano  ritiratisi  in  Mon- 
I    'ritornarvi;  considerando  perciò  i  magi-  tale  ino  con  i  sigilli  dello  stato  invitavano 
*^  della  Repubblica  non  restarvi  altro  col  nome  di  libertà  i  Sanesi  a  riunirsi  in 
"^  di  salvare  la  città,  risolvettero  di  pre-  queir  ultimo  asilo  della  loro  indipendenza. 
P^  il  Pontefice  Giulio  III  ed  il  Du'ia  di  Furono  perciò  con  altro  bando  ducale 
'^rrar^  a  promuovere  la  pace  a  meno  dure  ricliiamati  alla  capitale  gli  emigrati  con  la 
^^izioni  di  quelle  inviate  loro  di  prima,  minaccia  dopo  un  dato  termine  loro  assegnato 
^on  lutti  i  capi  della  Repubblica  opina-  di  essere  considerali  ribelli  dello  slatoconfi- 
v>ooin  lai  maniera,  quelli  del  Monte  de'  stando  loro  tulli  i  beni.*-~  È  fama  che  all' 
iRi^e,  che  per  sola  necessità  e  sicurezza  prò-  epo&i  suddetta  dentro  la  città  non   rima- 
pni  avevano  aderito  all'ultima  rivoluzione,  nesstrro  più  che  6000  abitanti  di  40,000 


311  S I E  N  S 1 E  N 

che  TI  furono  inn;mzi  Tasiedio.  la  lai  giiin  noti  suoi  fedeli  »  caduti  in  miseria  cotanti , 

k  guerra  civile  cangiuta  in  guerra  politica  che  coloro»  i  quali  solevano  essere  i  più  rìc- 

flirenne  dì  giorno  in  giorno  muggiormenle  chi  e  i  piti  agiati  »  vi  morivano  «li  fame,  cs- 

desolante  e  dÌ9.islrosa.  sendochè  le  loro  possessioni  erano  divenute 

Frattanto  dojìo  qualche  ripugnanza  di  preda  di  amici  come  di  nemici,  in  tempo  in 

Carlo  V  a  confermare  raccordo,  come  era  cui  da  ogni  parte  soldati  e  assassini  scorreva- 

stato  promesso  dal  Duca  ai  Sanesi,  resercito  no  a  depredare  tutto  quel  lerrìlorìo. 
imperiale,  avendo  lasciato  in  Siena  un  forte        Erano  in  tale  stato  le  cose,  quando  nel 

presidio,  si  mosse  per  recarsi  ad  occupare  1 5  dicembre  del  i555  fu  segnato  il  trattato 

molte  terre  e  castella  del  suo  contado  e  del-  di  alleania.  fra  il  re  di  Francia,  il  Papa  ed  i 

h  Maremma  che  tenevano  i  Francesi.  Gar  iffii  suoi  nepoli ,  trattato  che  tennen  oc- 

Non  si  fecero  però  in  queir  anno  imprese  culto   il  più  che  fu  possibile  affinchè  gli 

maggiori  della  conquista  della  forteua  di  Spagnuoli  e  il  Duca  non  si  fortifìcastero ,  e 

Fort*  Ercole  nel  Moni*  Argentario,  per  cui  per  dare  tempo  a  far  venire  la  flotta  Turca, 

si  vuole  che  il  re  di  Francia  levasse  al  ma-  onde  secondare  le  operazioni  meditale.  Co» 

resciallo  Piero  Slrotxi  il  comando  generale  (  esclamava  il  Galluzsi  )  il  fondatore  de" 

delle  sue  armi  in  Italia.  Teatini^  e  il  pia  ardente  prontoiorm  driia 

Intorno  a  questo  tempo  e  neir  anno  me-  InpUfisione  dlffennt  allealo  de*  Turchi 

desimo  i555  arrivò  in  Siena  a  risedere  con  per  sola  ambiuone  di  far  grandi  i  nipoti 

titolo  di  governatore  cesareo  don  Fiiancesco  -^{/fior,  del  Granducato  Lib.  li.  eap,  5.) 
ili  Toledo,  il  quale  seppe  così  bene  fflaneg-        Accadeva  luttociò  nel  tempo  che  Carlo  V 

giarsi  con  i  capi  del  governo  sanese ,  che  cedendo  la  corona  delKImpero  a  Ferdiaando 

Signoria  eB<iUa  d'accordo  rimisero  nelPar-  suo  fratello,  voltava  il  pensiero  alla  quiete 

bitrìo  di  S.  M.  I.  ogni  autorità  senza  limi*  del  ritiro  religioso,  comecché  non  sapesse 

tallone  di  tempo  sopra  la  città  di  Siena  e  risolversi  ancora  ad  abbandonare  1*  amU- 

suo  slato.  Ad  ottenere  cotesta  facoltà  il  To«  zione  di  regnare. 

ledo  trattava  umanamente  il  popolo  di  Sie-  Questa  doppia  rinuniia  del  rogno  di  Spa- 
na ostinato  nemico  del  Duca  di  Firenze.  Co-  gna  al  figlio  Filippo  e  dell*  Impero  al  fn- 
sicchè  Carlo  V  trovassi  qualificato  signore  tello  Ferdinando  fece  credere  che  dovcns 
della  stessa  repubblica  ;  e  dopo  aver  fatto  favorire  i  nuovi  alleati ,  sicché  nel  tenfio 
redìgere  in  valida  forma  ootesfalto  di  schia-  che  a  Pitigliano  il  Duca  Ottavio  Oniui  adii- 
vilù ,  nel  quale  si  annullavano  tutti  i  patti  nava  un  buon  numero  di  gf-nte  d*arnii, 
piò  essenziali  delle  capitolazioni  precedenti,  delle  quali  affidava  il  comando  a  Cornelio 
r  Imperatore  stesso  ne  investi  Filippo  II  re  Bentivogli,  nel  tempo  stesso  Piero  Strosii 
di  Spagna  suo  figliuolo.  comparso  improvvisamente  a  Roma  faceta 

Poco  dopo  essendo  morto  in  Siena  il  go«  sperare  ai  repubblicani  sanesi  di  Montalcino, 

vernatore  d^n  Francesco  di  Toledo  fu  eletto  avvicinarai  il  giorno  di  recuperare  la  patria, 
nello  slesso  ••ffizio  dal  re  di  S(Kigna  il  c:«r-        Per  questi  movimenti  il  Duca,  cui  stara 

dinaie  don  Bfriiardino  di  Mendoza,  detto  a  cuore  di  sventare  simili  progetti,  domao- 

il  Ctrd.  di  Buigos.  *  dava  al  re  Filippo  centomila  scudi  ad  im- 

In  cotesto  frattempo  però  il  Pont.  Pao-  prestilo  per  sostenere  il  peso  della  gnem, 
lo IV Caraffa  si  diodo  a  scoprire decis «monte  ricordando  alla  corte  di  Spagna  «he  SieiM 
nemico  di  Cesure  e  finitore  non  solamente  non  sì  poteva  mantenere  se  non  con  gfao«le 
de* Francesi ,  ma  dì  lutti  ì  fuorusciti  di  To-  sp<sa  e  continua,  né  ubbidieuti  i  soldati K 
soana,  dondecliè  {{l'irafieriali  ebbero  motivo  non  pagandoli  e  saziandoli  di  moneta,  tao- 
di  dubitare  ohe  il  Pap  da  quelle  genti  hs-  to  più  che  i  Francesi  erano  vicini,  e  la  sat* 
sistito  colesse  muovere  le  sue  armi  contro  gliore  genie  di  Siena  fuori  di  paese,  e  che 
il  governo  assoluto  di  Siena,  città  di  mal-  quella  rimasta  dentro  era  quasi  tutta  sua  IM^ 
contrnli  piena  e  di  ogni  cosa  da  vivere sfor-  mica.  Sennonché  il  dissìdio  fra  le  corti  <K 
nita;  l;iutn  più  che  Cosimo  non  poteva  prov-  Francia  e  dì  Spagna  contribuiva  non  |mk'9 
cederla  pei  le  grandi  spese  della  guerra  e  a  interporre  degli  ostacoli  che  si  resero  su- 
per le  ni  igro  raccolte  che  da  tre  anni  To-  che  maggiori  per  la  mala  intelligenza  in- 
scana  tutta  .ifflì^gevano.  Dondecbè  convenne  sorta  fra  Carlo  V  e  il  re  Filippo  suo  figliuolo, 
^l  Dura  fAve  grossi  accatti  di  grano  nelle        Mentre  gli  affari  politici  erano  involti  io 
Sicìlir,  r  sovvenire  molli  gentiluomini  sa-  cot^inta  confusione,  i  miuistri  delle  due  ino» 


SIEN  SIEN              345 

lie.  Bcl  5  iebbnjo  del  1 556,  Menarono  col  Duca  Gmìiuo  le  basi  della  oeseiotte  di 
•  GuBliffccy  una  Iragoa  per  cinque  anni ,  Siena  e  suo  stalo.  Ciò  ebbe  cfietto  nel  dì  'S 
attera  da  Filippo  U  li  la  mano  susse-  luglio  del  iSS?  medìanle  un  trattato  di  al- 
imle,  eoo  la  quale  fa  coni  «auto,  cbe  du-  leanu,  col  quale  Filip|>o  II  fra  le  altre  cosa 
BMcqiael  quinquennio  ciascuna  delle  due  concedè  al  Duca  Cosimo  de*Medicied  ai  suoi 
pÉBBe,  eoatpfesivi  i  r«tpetti?i  alleati,  do-  successori  la  città  e  stato  di  Siena ,  donan- 
«K  riteBCfv  i  paesi  che  tino  a  quel  giorno  dogli  inoltre  in  libera  proprietà  la  tenuta  e 
mfàoeempmìo,  beni  della  Marsiliana,  ■  condizione  cbe  ne 
San  leitoTano  pertanto  senaa  sospetto  lo  restasse  al  re  di  S|ia{pia  il  sovrano  dominio 
«rdilb  parie  dei  repubblicani  di  Blontal-  riunito  a  quello  di  Òrbetello  con Talamone, 
àwcbe  ai  mostravano  avversi  a  condizioni  Pori*  Ercole  ,  Santo  Ste&no ,  Monte-Argen- 
s&iir,  mentce  quelli  del  contado  saoese  taro  ec:.  e  rilasciando  al  Duca  il  pieno  pos- 
ane eacdinl  mente  nemici  degli  Spagnuoli  sesso  di  Porto-Ferrajo ,  a  condizione  di  re- 
mi aMuo  cbe  dei  Tedeschi  ;  cosi  cittadini  stiluire  a  S.  M.  il  restante  dell' isoU  deirEl- 
toHadini  preferivano  piuutUisto  il  giogo  bi  con  Piombino  ecc.  ecc.  —  Intanto  che  si 
husBBe.  Inlaise   dopo  tanto  indugio,  che  trallava  tra  Filippo  II  e  Cosimo  I  della sor- 
InuBò  in  brevi  ostilità ,  la  tregua  ebbe  il  te  futura  di  Siena  e  del  suo  stato,  i  repub- 
■e  cflctlo   piultoeto  per  stancbeaia  delle  blicini  di  Moiitalcino  rompevano  la  tregua 
in  vigore  della  capitolazione;  ed  con  i  Spagnuoli  depredando  terre  e  villaggi, 
n  Toscana  appena  il  Duca  di  Firenze  ebbe  alcuni  de* quali  munivano  di  una  guarni- 
iMifiasmiile  pagato  i  suoi  Tedeschi,  nel-  gione;  e  appena  si  pubblicò  il  trattalo  di  Fi- 
rada  di  lieeusiare  i  capitani  che  avevano  renze  del  3  luglio  lS5^  le  scaramucce,  le 
nella  giserca  di  Siena  donò  loro  una  sorpresi*,  te  reciproche  depredazioni  e  gP  in* 
d*oro,  «lai la  quale,  insegno  dalla  fé-  cendj  tornarono  a  molestare  soprammodo 
di  Marciano,  pendeva  una  me<  quella  provincia  essendo  ormai  decisa  la  sorle 
éflia  eoo  rimniagine  di  S.  Stelano  Papa  I  futura  di  Siena  e  del  suo  slato.  Queir  an» 
{pilfiofBo  Cestivo  del  di  cui  martirio  si  ot-  nunzio,  dice  il  Galluzzi,  riempi  di  timore 
tmae  la  Tittoria)  e  dall'altra  parte  l'arme  i  repubblicani  di  Montilcino,  di  rabbia  e  di 
A  cmi  Medici,  talché  costoro  poterono  chia-  dispetto  i  Spagnuoli,  di  tristezza  e  di  cosler* 
i  priissi  insigniti  in  quell'ordine  ca-  nazione  lutti  i  Sanesi.  Comparve  poco  do|)o 
cbe  Coàirno  I  sei  anni  dopo  in  in  Sienj  don  Giovanni   de  Figueroa  con 
di  quella  giornata  instituì.  mandalo  s|ieciale  del  suo  re  per  consegnare 
Tali  furono  le  apparenze  pacifiche  del  Du-  )a  città  pretlelta  a  don  Luigi  di  Toledo  in- 
ss,  cai  per  altro  non  era  ignnlo  il  mal  ^ni-  rialo  lujii  le  opportune  facollà  dal  Duca  Co- 
mscbe  contro  caso  lui  nutrivano  Sanesi  e  sinio  suo  i^ognalo  onile  riceverne  il  possesso 
PoBcni.  rie  il  cardinal  di  Burgos  soffriva  finale.  Diipo  varj  pretesti  e  difficoltà  fu  gio- 
ik  buon  animo  che  il  magistrato  di  Montai-  co  fona  pertanto  al  nuovo  Duca  di  Siena  di 
sasn  esercitatie  impunemente  i  diritti  e  le  sborsare  una  ragguardevole  somma  di  da- 
pcrogalive  di  aovnmità  col  titolo  di  repub-  naro  ai  soldati  di  quella  guarnigione  tuniul- 
locie,  in  nome  della  quale  si  conia-  tuanti  per  inancanzu  di  paghe  onde  saziare 
neo  delle  monete.  Comecché  molte  la  loro  ingordigia  ;  e  quasi  che  ciò  non  ba- 
ie prove  da  hr  temere  quella  tregua  stasse,  ad  esf  mpio  di  Brenno  sul  Canipido* 
dnnla  e  aesai  lontana  la  pace,  co-  glio,  Cosimo  I  dovette  pagare  in  contanti 
le  proposizioni  fatte  per  conseguirla  l'artiglierìa  e  le  munizioni  esistenti  nei  ba- 
inoti li  per  eaum  specialmente  del  si  ioni ,  comecché  esse  fossen»  pmprietà  del 
Faolo  IV  che  sperava  di  mettere  i  ni-  Comune  di  Siena.  —  Si  cambiarono  iìnal- 
psli  Caraffi  priacipi  in  Siena  e  in  tutto  il  mente  i  prekidj,  e  nel  19  luglio  i557  Moiis. 
iMiilufiOv  conlnttociò  i  progressi  delle  armi  Angelo  Nicculini  luugoU-nente  del  Duca  ,  e 
^sfonoie  spinte  dal  viceré  di  Ifapoli  nello  suo  governatore  della  cittii  e  slato  di  Siena, 
siyo PooiiÀcio  indussero  alla  fine  quel  Papa  ne  prese  formale  |)nssf>.s$o  i|u.isi  ncll'  isiaiite 
a  tiaitate  delU  pace.  Questa  infatti  fu  con-  medesimochela  Hilia/ilcapitanodel  |iopolo, 
«iHai  in  G-tnd  li  i5  sett.  del  i556,  pochi  la  Signorìa  ed  altri  maifistrati  della  spirala 
■ni  ianaiiizi  che  il  re  di  Spagna  incaricasse  repubblica  giuravano  (»bbc<lirii7a  r  (edeltìi  al 
d  tao  castrllaiio  di  Milano  don  Giovanni  de  nuovo  sovrano  nelle  ni.iiii  del  suo  plenipo- 
Figoen»  di  recarsi  a  Firenie  per  stabilire  tenziano  don  Luigi  di  Toledo. 


SIEN  SIEN              347 

lliii«paMilicagi4illoiiMciiioefaeogui  Ji  ciltlk,  e  afUNii  !■  Val-d*Orcia  prr  con- 

■T nano  antcpcMlo  a  quella  di  cji-  giungtrrii  a  quelli  di  Mcnitalcino. 

iddsiMnro  {ladrone  di  Siena  Inianlo  i  c«i|}ì  aaneai  rilÌMli  in  quett*al- 
adailaK  alla  pace  atabìlita  timo  |jaeie  risoUerono  di  mandare  due  am- 
ai 9  Mbnajo  del  i559>  in  un  articolo  del-  basrialori  a  Filante  a  quel  Duca  per  do- 
bfMfp  li  dieem,  che  il  re  di  Francia  do-  mandargli  alcune  grazie,  le  qnali  furono 
mmmféio  «pnào  di  tre  me»  rhiraie  tulle  daCoamio  concedule,  eccetto  quelle  relative 
lifmii  da  fiiemcke  avelie  in  Montalcino  air  autorità  sovrana  ed  alle  rendite  dello 
ila  altre  città  e  Terre  della  Tinta  i-epub-  italo.  In  conseguenza  di  ciò  fu  perdonato  a 
Mica,  e  che  abbandonaise  la  proiezione  dei  ciascuno  ogni  ofieaa  »  riamci tendo  tutti  dal 
SoMB,  rìoanziaudo  a  qualsiasi  ragione  pu-  bando  di  ribelle  con  una  frAnchigi»  a  fiivor 
Ina  piclcii«iere  sopra  quel  paese.  Né  soia-  loro  per  5  anni  dai  debiti  pubblici  e  privali, 
■■le  i  SaacM  di  Vontalcino,  ma  gli  abi-  £  quantunque  ogni  giorno  molti  toma»- 
kili  slcmi  di  Siena  lusingati  dai  ministri  sero  a  Siena  da  Monlalcino,  pure  l'Adriani, 
baeaiv  che  a  detta  loro,  Siena  avrebbe  do-  storico  fiorentino  allora  vivente  »  ci  avvisò 
aria  rimaiBcve  in  stalo  di  liiiertà,  Sfieravano  come  di  cosa  singolare  :  che  fm  tante  città 
i  pater  vivere  e  governarsi  senza  maggio-  e  luoghi  dello  stato  sanese,  tenuti  con  disa- 
Mb  di  alcano ,  riibrmaBdo  a  piacere  il  gio  per  tanti  anni  in  mano  de*  Francesi , 
^ÌMe  delia  loro  patria.  ora  che  per  molli  giorni  furono  in  lutto  li- 
Mi  iDiaolo  alla  curie  di  Francia  si  dava-  beri,  non  se  ne  vide  pur  un*»  che  venisse  ad 
Mgfi  Mdioi  affinché  le  condizioni  con  ve-  offerirsi  al  Duca  ed  a  soltettilamc  la  grazia, 
ìMksì  CBe|gui«npo;  «celie  ben  presto  i  Fran-  n«ime  in  altre  nazioni  si  è  veduto  il  piii  deU 
fliaaattaieiaroDO  a  ritirare  a  poco  a  poco  le  volte  essere  avvenuto. 
llfeaipe  dalle  rocche,  dai  castelli ,  e  dalle  Non  rimaneva  a  far  altro  se  non  che  Tarn- 
élk  da  CBM  nel  ieneae  fino  allora  occupate,  basciatore  spsignuolo  prendesse  la  posseiiio- 
Già  erano  arrivate  alla  bocca  di  Ombro-  ne  di  Monlalcino  e  ne  desse  il  governo  li- 
m  t3  falere  da  Marsilia  per  imbarcare  le  bero  éì  Duca  Cosimo.  Ciò  ebbe  effetto  con 
fMtte  le  artiglierie  de* Francesi,  quando  tutte  le  cerimonie  il  giorno  4  agosto  del 
p»  ■■  Iriaio  caao  avvenne  la  marte  di  En-  iSSq;  alla  qual  consegna  tennero  dietro 
■»  Il  ve  di  Francia, caso  che  fece  ritardare  Chiusi,  Radicofàni,  (àrosseto,  Montepescali 
heaeregiia  delle  piane  sanesi.  E  perché  il  ec**.;  ed  in  tal  maniera  dopo  otto  anni  di 
MMadanle  di  Montalcioo,  Cornelio  fienti-  operazi  ni,  in  cui  varie  potenze  furono  ira- 
s^lio,  poteva  agevolare  molto  il  modo  per  pegnate;  do|io  una  guerra  che  desolò  ed  im- 
alle  armi  dal  Duca,  egli  insinuò  a  jioverì  la  maggior  parie  delPpAiropa,  tutto 
1  che  ad  una  ventina  de*  Sanesi  pib  lo  stalo  sanese  cadde  in  potere  del  Duca  di 
Cra  quelli  di  Monlalcino  Ibsse  data  Firenze,  che  fra  tanti  inlcresMti  più  di  ogni 
piovviaione  a  vita  di  1 S  o  *o  ducati  il  altro  vi  guadagnò ,  meno  ì  RK.  Presidi  di 
r  per  ciaKuno,  mentre  allo  stesso  Ben-  Orbetello ,  che  S.  M.  Callolica  nella  prima 
titolo  di  feudo  il  Duca  volle  asse-  convenzione  si  era  riservali.  -^  Dopo  di 
fiaaeilcaiicllodi  Maglianoin  Maremma.-—  ciò  Cosimo  de*  Medici  potè  licenziare  molte 
laaa  nella  Valle  deirAlbegna.  truppe,  ed  il  presidio  di  Siena  ad  un  minor 
ootesle  belle  promesse  conve-  numero  di  soldati  limitare. 
te  fra  le  parti ,  quando  fu  Cotanta  fortuna  del  Duca  di  Firenze  e  di 
di  trarre  da  Monlalcino  la  gnar-  Siena  suscitò  non  poca  gelosia  ed  invidia  in 
i  icooprìrono  nuove  difficoll.^  ri-  atolli  Principi  d*Italia,  e  per  fino  negli  Spi- 
ai cevdilo  de* soldati  di  molti  mesi  di  gnuoli  eh* erano  rimasti  ad  Orbetello,  i 
pifhe,  pgtitiiiaado  ewi  dì  non  volere  uscire  qoali  cercavano  di  allargare  la  giurisdizione 
é  là  tt  pnosa  non  fossero  stati  saldati.  Però  loro  dal  lato  di  Terraièrma  comprendendovi 
illraiivoglio  con  Tepera  de*  ministri  fio-  il  paese  di  Tricosto  solfo  Capalbio,  che  il 
■ttiifi  «Maineiò  a  trame  1* artiglieria  con  Duca  dovè  cedere  alla  Spagna. 
If  ■aiaiooi  inviandole  a  Bstigaaoo  pressa  Frattanto  la  comparsa  di  una  flotta  Tur* 
fiMMIo,  e  II  mcdesioM}  aveva  &tto  Antonio  cht%cz  nelle  coste  della  Toscana  dava  nn 
àgfi  AlMsii  in  Chioii ,  dove  benché  i  iol-  buon  pretesto  a  Cosimo  I  per  fornire  di  sol- 
mà  si  bmro  alqaaHle  aronotìnati ,  con  dati  e  di  legni  armati  i  porli  ed  i  paesi  dtUa 
gaialfl  •  een  lÉoli*  arte  foriao  levati  Maremma  toscana. 


SICN  SIEN              349 

^ffr#««  ii  Prùf.  Jntonio  suo  ni'  «  che  iultavia  si  va  riducsnào  a  miglior 
^Mf^—  AfgioBfc  ittollfc  il  P.  Ximenrs,  che  ìtforma^  Siirà  inespugnabile.  Ma  (  lo  sUto  ) 
viKta  non  «leve  confondersi  con  la  »  lieneallreg  forlezirclinolUiiinportania.» 
•crilla  qualche  lenifA  innanzi  da  «  Sono  i  Sanesi  molto  accomodati  e  latti 
ledete t  aegrelario  della  Rep.  ve-  »  hanno  drl  su<scfiofi  aiietero  maiadin^ 
Mia  e  ano  inonrioilo  pieaao  Cosimo  I,  nella  »  dustrie  alcune ,  se  non  a  quelle  dell*  a- 
fMie  Ib  dbu  come  semplice  confettura,  che  »  gricoltura  ;  dimodoché  solevano  vivere 
h  popolaEionc  di  tutto  il  dominio  sanese  »  conlinuamenti;  in  una  dannosa  libertà 
dityoca  «iella  sua  sottomissione  a  Cosimo  »  delicatissimamente,  E  le  donne  tutte  pie- 
ér'Medici  cxm  ridotto  a  40,000  abìianti.  »  ne  di  spinto  e  di  lusso  erano  quelle  che 
Se  pcfò  fu  suuirrila  la  relaiione  del  Rasi,  »  facexano  la  città  mollo  più  bella  e  dilet- 
CBstooo  più  oo|M€  di  quella  testé  rammen-  »  levole ,  m^  gli  uomini  ambiziosi  sopra 
IMsdi  rimcanto  Fedeli ,  stato  inviato  nel  »  modo  degli  onori,  [jer  farsi  padroni  deU 
il56  dalla   repubblica  di  Venezia  al  Duca  »  T  entrate  pubblicheed  usarle  a  modo  loro, 
A  Pireaae  affiucbè  gli  riKdrsse  appresso  »  sempre  contendendo  insieme  fino  al  san- 
oon  f  ià  con  tito!o  di  amba-  »  gue,  ammazzandosi  e  taglùindosi  a  pezzi, 
—  (  AsaiAin,  Storia  de"  suoi  tempi  »  ed  essendo  divisi  in  parli  fra  loro,  talché 
i56o»  Lìb.  XVI.  cap,  4.)  »  in  pochi  momenti  furono  ammanati  46 
£  aiacguacbé  la  relazione  di  un  ministro  »  dei  principati  della  cittli,  die  fu  1*  ultima 
il  Fedeli^  può  fornire  notizie  »  loro  strage  ;  di  maniera  che  senza  uscir 
ali*  iodole  del  paese,  ed  al  sistema  »  fuori  di  casa ,  ed  in  casa  propria  stando 
▼o  latrodotloda  Cosimo  de*  Medici  »  sulParme  riescivano  buoni  e  valorosi  sol- 
ai prisai  anni  della  riunione  dello  Stato  »  dati.  » 

allo  Stato  vecchio^  gioverà  «  Ma  finnlmente  le  pazzie  loro  causale 

squarcio.  »  dal  troppo  comodo  e  dalla  molla  morbi* 

lo  sialo  di  Siena  1 36  fra  città ,  ca-  »  dezza  gli  lianno  condotti  io  servitù;  però 

H^i  e  terre  munte,  che  hanno  i  suoi  »  dicono  pubblicamente  che  perfino  a  che 

di  giustizia  repartiti  in  96  pode-  »  non  saranno  tocchi  colle  gravezze  ed  an- 

8  capitanati,  mentre  tutti  gli  >*  garie,  delle  quali  sono  liberi^  staranno 

vicariali,  oltre  infiniti  luoghi  >»  sempre  ne*  termini,  mn  altrimenti  Mran- 

i  e  popoli  di  campagna.  »  »  no  quelli  medesimi  che  sono  stali ,  defi- 

«  Le  cittfc  sono  Montalcino,  Pienza,  Mas-  »  derosi  di  rose  nuove. 

tt«  Grosseto,  Sovana  e  Chiusi.  Ma  Siena  «  Il  che  cnnoMcentlo  ed  intendendo  il  Prin» 

è  qoella  che  ha  il  nome  dello  sialo,  e  che  »  ci|ie,  ci  va  (lonenilo  il  freno  per  levargli 

é  Is  città  principale,  dalla  quale  dipende  »  ogni  ar*iire,  e  |)€r  abbassarli  quanto  più 

il  firremo  ed  il  reggimento  con  «  soliti    »  ['iiò 1* 

Ùrdirni^  Maestrati^  e  Consigli  eolle  di^  *  t  U  città  di  Siena  così  com*é  bella  ; 
§nUà  dai  Palano  f  ove  risiede  sempre  »  nobile  e  accomodata,  msi  é  piena  d*ono- 
Ai  Sigmoria;  dimodoché  i  Sanesi  colla  »  rati  eiiifirj,  di  palaz7i,  di  chiese  e  di  o- 
fonaa  de* soliti  u&j  loro,  non  gli  paren-  »  spilali  ricchi  e  benissimo  governali.  — E 
dsavcr  mutato  governo,  sebbene  la  con-  »  furono  i  Sanesi,  et  sono  più  che  mai  ni* 
imonm  motats,  del  tutto  stanno  quieti ,  ^  roicissiroi  ai  Fiorentini;  a\endo  insieme 
poiché  dal  terrore  del  principe  si  veggo-  »  comi  altuto  più  volte, . . .  .e  dicono  i  Se- 
ve ccMsre  dal  sangue  et  essere  sicuri  dal-  «*  nesi  che  non  potranno  tollerare ,  né  loU 
Is  tiruiaie  de*  loro  polenti  cittadini,  m  »  lereranno  mai  di  essere  solloposli  ai  Fìo- 
■  Sia  ora  nella  città  di  Siena  un  gover-  »  rentini;  ma  che  colla  casa  de*  Medici  non 
vtarr  fcnerale,  che  immetliate  rapftre-  »  avendo  avuto  nimicizia  sop|iortano  esse- 
il  Principe  con  superiore  autorità ,  »>  re  da  lei  governati ,  poiché  a  quella  ve- 


il  qasle  ha  rocchio  a  tutte  lecose;e  sen-     *>  fi'^nn  medesimamente  solto|Misli  i  Fioren- 
a  sna  «pota  e  volontà  non  si  fa  cosa  d*     »  imi,  r  che  aven<lnli  per  compagni  nella 


previa    partecipazione   del  »  misera  servitù,  gli  pare  di  essere  sollevati 

>.  E  delle  selle  città  dello  stato ,     ••  s^S4Ì » 

li  qasli  sono  fortificate  e  custodite ,  la  InCitiì  più  sotto  il  veneto  relatore,  ripor- 

pnacipale  è  Siena  che  per  Io  sito  forlifi*  t^ndo  il  «antn  di  un  abboccamento  da  esso 

cdisdoM,  e  per  la  fortifieaùone  fattavi  avuto  eoi  Duca  Cosimo ,  soggiunge  : 


S I E  N  S I E  N  351 

Nel  I  $79  il  Granduca  Francesco  I  ordinò  »  lo  che  si  opponesse  alla  vendita  de^medcsi* 
no  nuovo  comparlinento  dei  tribunali  nel-  »  mi  impoveriva  direttamente  lo  Stato  »... 
lo  slato  sanese.  11  Granduca  Francesco  1  continuò  per 

NelPanno  i69S  il  magistrato  della  Balla  qualche  tempo  il  metodo  adottato  da  Cosi* 
dì  Siena  fece  una  rappresentania  al  governo,  mo  suo  padre  coir  aprire  o  chiudere  lem^io- 
in  cui  ;si|  diceva,  che  in  Maremma  1*  arte  rarìamente  le  tratte  dei  grani  di  Maremma 
agraria  era  ridotta  a  poco  o  nulla,  percui  le  a  seconda  della  maggiore  o  minore  raccolta, 
due  Granduchesse  tutrici  destinarono  qual-  «  Ma  la  sua  avidità,  prosegue  lo  storico. 
Irò  nobili  Mnesi  per  visitare  la  provincia  gli  suggerì  un  mezzo  di  profittare  di  simil 
infieriore  di  Siena  onde  suggerirne  i  rimed|.  sorta  di  tratte  con  raddoppiare  la  tassa  che 
Non  per  questo  i  costumi  divennero  mi-  prima  era  di  uno  scudo  per  moggio,  portan- 
gitori,  essendoché  il  popolo  trovandosi  ves-  dola  a  due  scudi.  Vide  egli  che,  in  un  de» 
salo  da  leggi  troppo  severe,  spaventato  dalle  ccnnio  essendosi  estratte  moggia  7991,  en 
minacce  e  dal  duro  procedere  da*  PP.  in-  un  bel  colpo  il  raddoppiare  questa  somma, 
quisilori,  cresceva  nelk  ferocia,  e  nel  mal  siccome  egli  fece  nel  1578.  » 
animo  suo  contro  un  governo,  al  quale  non  In  conseguenza  di  tale  aumento ,  se  da 
solo  non  poteva  più  in  alcun  modo  parteci-  una  parte  si  accrebbe  V  erario  del  Prìncipe, 
pare,  ma  ne  era  stato  allontanato  dalla  co-  portò  dall'altro  canto  una  notabilissima  di- 
sti Inikme  monarehica ,  e  tenuto  in  freno  dal-  minnzione  nella  sementa,  ed  uno  scoraggi- 
la fona  anaata  e  dal  cannone.  Àrroge  che  mento  universale  ne*  proprietar j  e  fittnarydi 
on  tal  sistema  invece  di  estinguere  le  pas>  quelle  terre,  ma  non  per  questo  se  ne  co- 
sioni  femenlava  nel  volgo  anzi  che  nò  le  nobbesubito,onon  si  volle  conoscere  la  ca- 
frlie  opinioni  sugi*  incantesimi,  per  modo  gione,  la  quale  spingeva  le  sue  radici  fino 
die  rinqoisiaione  nei  primi  anni  del  go*  ai  tempi  della  Rep.  Mnese  in  un  vecchio 
verno  Mediceo  si  rese  terribile  in  Siena  al  statuto  di  Grosseto  delP  anno  1378. 
segno  che  nel  i  $69  un  Auto  da  Fé  mandò  Cotesti  mali  erano  resi  più  gravi  dalla 
sol  rogo  e  fece  abbruciare  vive  cinque  don-  incertezza  e  crescente  languore  delle  antiche 
ne  convinte  di  avere  rinunziato  al  battrsi-  manifatture  e  dalle  nuove  abitudini  della 
mo,  di  csMrsi  date  al  demonio,  e  di  aver  nobiltà  sanese,  la  quale  nei  tempi  della  sua 
cinrasato  diciotlo  bambini.  —  (Galluizi,  repubblica,  intenti  principalmente  alle  opr- 
Sior.  del  Granducato),  razioni  agrarie  della  sua  campgna,  veniva 

Accadeva  ciò  nelTanno  stesso  in  cui  Go«  distratta  dallo  spirito  cavalleresco  e  impe- 
Simo  I  mediante  molte  cure  e  maneggi  di-  gnata  nel  lusso  maggiore  che  esigeva  una 
plomatici  veniva  incoronato  dal  Punt.PioV  corte  sovrana,  mentre  ogni  giorno  più  di- 
in  Granduca  di  Toscana,  per  cui  ve«lpiido  che  minili  vano  le  raccolte  di  suolo,  accreteen* 
asmdavati  la  fn  sca  sovranità,  tolse  alla  prò-  dosi  il  cumulo  delle  pubbliche  disavventure, 
vincia  più  ricca  di  granaglie  ogni  libertà  Sì  tentò  infatti  di  portarvi  un  rimedio 
framentaria  coir  imporre  una  gabella  nelle  eoli' istituzione  del  Monte  de' Paschi,  sta- 
Slwerame  di  lire  7  ^  sopra  ogni  moggio  bilimento  unico  nel  suo  genere  che  ebbe 
^  grano,  mentre  quattro  anni  innanzi  fu*  origine  in  Siena  nel  1624,  colla  veduta  di 
i^i>iio  date  altre  disposizioni  (i565)  onde  frenare  le  usure  eccessive  nei  cambf  e  di 
violarne  la  tratta  per  la  via  di  mare.  favorire  V  agricoltura,  previa  la  sovrana  ap- 

Al  quale  proposito  lo  storico  del  Grandu-    provazìone  del  3o  dicembre  i6aa,  colla 
^lo  aggiunge  «  che  ai  tempi  di  Francesco  I,    quale  fu  assegnata  per  garanzia  la  somma  di 

*  figlio  primogenito  successo  nel  trono  al  scudi  900,000,  portata  nel  1640  fino  a 
^Gnndoca  Goaimo  I  nel  ministero  fioren-    3oo,ooo,  sopra  VUffizio  de* Paschi  di  Ho- 

*  tino  aveva  preso  piede  la  massima,  che  Io    ^on^»  mediante  il  frutto  del  5  per  cento. 

*  stato  di  Siena  dovesse  servin  a  quello  di        Oltredichè  una  compagnia  di  cento  no- 

*  ^renze  con  Tavanzo  de* suoi  prodotti.  In    bili  fu  istituita  nel  1 691  in  Siena  nella  quale 

*  'Conseguenza  di  ciò  tutto  tendeva  a  ope-  ciascun  individuo  distinto  con  simboli,  ini- 
^  ^re  in  guisa  che  ogni  vantaggio  dello  pi'^sa  e  nome  accademico,  ed  era  una  scuola 
^  italo  sanese  ridondasse  sempre  in  maggior    d*  armi  e  nel  tempo  stesso  di  scienziati.  —  Al 

*  l^enefixio  di  quello  fiorentino;  e  siccome    Granduca  Ferdinando  f ,  essendone  il  capo, 

*  Q<Hi  poteva  entrarvi  altro  denaro  che  per    ^1  data  1*  impresa  del  re  delle  Api  col  motto 

*  "tenodeisuoi  prodotti,  qualunque  vinco-    in  una  medaglia  Ma/estate  to/ifii w,  in ven- 


S I E  N  S I E  N              353 

VMiiiMido  ti  y  allorquando  giunse  alla  inaf-  Bfareinniìi.  «  I  preni  delle  fraeee»  diccTa 
fior  cU  per  aasumere  le  redini  del  gofemo,  egli ,  sono  stabiliti  dai  bisogni  e  dal  oonsu* 
tipfò  talmente  esausto  l'erario  e  rovinato  mo;  i  ricchi  terrieri,  restano  poteri  eolle 
lo  italo  ch'ebbe  pena  a  rimetterlo.  Con  tut-  cantine  e  granai  pieni,  i  terreni  perdono  di 
toeiò  sotto  quel  Granduca  si  tentò  di  iar  ri-  preno ,  e  mancando  il  eredito  allo  stalo , 
sorgeve  l'agricoltura  ed  il  commercio.  Però  viene  a  scemarsi  il  tributo  fondiario.  Una 
■elli  pvorincia  inferiore  Muese  la  decadenia  circolazione  rapidissima  e  continnaU  (  cito 
di  qoel  paese  era  talmente  aumentata  che  a  sempre  le  parole  dell'  arcidiacono  «nese  ) 
pioponione  della  cresciuta  insalubrità  anda-  moltiplica  in  proporzione  i  capitali  e  fa  pro- 
fano diminuendo  le  braccia  pei  Livori  cam-  sperare  tutte  le  classi  di  una  popolazione, 
pestri  non  che  il  prodotto  de'  pascoli  nei  In  questo  modo  scriveva  il  Baiidini  an  se- 
terreoi  che  non  davano  più  altro  utile  ai  prò-  colo  innanzi  che  s' inventassero  le  macchine 
prielarfsenon  quello  delle  ^ie  di  pastura,  e  che  si  trovasse  la  via  di  correre  per  vet- 

Fn  sotto  Ferdinando  II  ordinata  una  nuo-  tura  e  per  battello  a  forza  di  vapora, 
va  vi«ta  per  tpUo  Io  stato  saoese,  nella  qua-  L*  arcidiacono  Salustio  era  talmente  con- 
te si  dovevano  indicare  le  rendite  di  ciascun  vinto  di  tali  verità  «  che  non  darei  per  so- 
pacse,  grande  o  piccolo  che  fosse,  il  numero  »  spetta  (soggiungeva  egli)  nel  giudizio  di 
daTpodiéri,  quello  delle  famiglie  e  de'  rcspet-  »  questa  ciiusa,  se  non  la  condizione  di  per- 
tivi  abitanti.  E  vaglia  il  vero  fu  dalla  vi-  »  sone  che  si  pascono,  dirò  cosi,  di  carni 
sita  dd  1640  che  10  potei  estrarre  la  popò-  »  morte,  cioè,  che  si  arricchiscono  in  un 
baioiie  dello  stato  sanese  della  prima  epo-  »  processo,  nella  rovina  di  una  famiglia,  ecc. 

ca,  la  quale,  se  non  è  la  più  antica,  precede    >•  ecc Ma  essendoché  io  propongo  un 

di  36  anni  quella  del  Gherardini,  popola-  »  edìfisio  che  farebbe  ombra  a  quei  lumi- 

lioQC  riportata  nella  presente  opera  sotto  i  »  nosi  posti  che  essi  godono,  s'ingcgne- 

capolooghi  delle  comunità  di  quello  stato,  »  ranno  eglino  destramente  ad  ingran&ne 

suildiviao  nei  G>mpurtimenti  di  Siena,  di  »  le  difficolta,  ad  esageare  l' imperizia  del- 

GiiiiWtu»  ed  in  parte  dato  a  quello  di  Arezzo.  »  1*  architetto ,   ma   non  si  arrischieranno 

Mii  ta  visita  più  importante  per  i  prìnci-  »  mai  a  dire  che  non  vi  sia  neeemilà  di 

pi  floonomici  dal  suo  autore  sviluppati,  vi-  »  pensare  ad  un  nuovo  regolamento  ». 

sita  che  può  dirsi  fonte  inesausta  d*  impor-  Fuvvi  finalmente  chi  a  questo  regola- 

lautimime  verità,  fu  quella  fatta  nel  primo  mento,  ed  al  Discorso  economico  del  Ban»- 

anoo  fortunatissimo  che  la  Toscana  toccò  in  di  ni  rivolse  il  pensiero, 

lelaiggio  all'  Angusta  Gasa  regnante.  II  Gran  Leopoldo  Principe  filosofo,  e  ve* 

Fu  il  Discorso  eoonomico  deirarcidia-  ra  sorgente  di  sagge  provvidenze  govema- 
eofin  mnese  Salustio  Bandini  scritto  circa  tive,  fino  dai  primi  anni  del  suo  governo 
Tanno  1738,  sebbene  pubblicato  la  prima  granducale  fece  esaminare  i  difotti  onde  ri- 
volta nel  1775;  fu  quel  Discorso,  che  sen-  correre  ai  mezzi  più  opportuni  per  riaanam 
n  tema  di  cadere  in  errore  si  può  dire  che  la  Maremma  sanese.  In  pochi  anni  Leopol- 
dasse  il  primo  slancio  alle  beneficenze  so-  do  I  operò  nello  stato  sanese  assai  più  che 
vrane  rispetto  alla  provincia  inferiore  sanese  non  si  era  fatto  nel  lungo  periodo  del  go- 
per  le  opere  ordinate  dall'  Imperatore  Fran-  verno  Medìceo.  Le  provvidenze  economiche 
ccsoo  I,  quindi  dal  Granduca  Pietro  Leo-  suggerite  dall'arcidiacono  Bandini  furono 
psldo  prodigate,  e  finalmente  con  somma  associate  alle  fisiche  progettate  dall' inge- 
aunifieena  sopra  un  piano  più  generale  e  gnere  idraulico  Pad.  Ximenes.  Si  aboliraoo 
Hi  efficace  dal  Granduca  Lbotoldo  II  foli-  le  gravezze  fiscali ,  si  accordò  la  libertà  ai 
ctmente  regnante  estese  e  continuate.  prodotti  del  suolo,  si  megliorò  l'ammim- 

!lemioo  degli  ostacoli  di  ogni  sorta  Par-  strazione  politica  e  quella  delta  giuftiita,  si 

cìdncono  Bendinì  con  mente  aperta  e  cuore  fornirono  mezzi  per  costruire  case  ai  nuovi 

ittagerrìmo  si  slanciava  contro  le  gravose  ga-  proprietarj,  si  edificarono  ne'  poggi  lontani 

Wllt,  ta  restrizione  delle  tratte,  contro  gli  acquedotti  sino  ai  paesi  di  pianura  persommi^ 

•ppsHi  •  le  proibizioni  e  ta  troppa  moltipli-  nistrare  acqua  salubre  da  bere,  e  tutto  ciò  nel 

^  de'  bandi  ;  e  onde  allontanare  le  care-  tempo  medesimo  che  si  tentava  di  rinfre- 

ilie, con mgiooi  rsconosoiute  valide 40 anni  scare  le  acque  stagnanti,  credute,  se  non 

^Bps,  dimostrava  il  bisogno  di  una  libertà  Tunica,  al  certo  la  causa  più  essenziale  del- 

•Crirala  intesi  in  specie  per  i  prodotti  della  U  malsanìa  della  Maremma  sanese. 

V.  V.  45 


356 


MOVIMENTO  itila  Popolazione  Hrlla  Cìttm'  bì  S»m§id 
a  cinque  epoche  dÌ99rie ,  divisa  per  famiglie. 


kmmo 


1640 
1745 
i833 
1840 
1843 


iMnrBKmi 


mate. 


1688 
9373 
9579 
M78 


femm. 


1499 
9469 

9587 
9466 


ASiyLTI 


masc. 


«439 
983o 

3oo3 

3398 


femm. 


9998 
3678 
3974 
4i37 


2.8 

fi-  2 
6  8 

si 


4434 
658i 
65ao 

6849 


si 


788 
956 

984 
367 


SS 
3  2 

i 


980 

a36 
3oi 

974 


M 

I 


996 

(0— 

364 


3198 
4633 

4S14 
4598 


Toimie 

dtila 

Popoime. 


15998 
I4«4S 
18860 
19646 
9o333 


(1)  Ifegli  anni  i833  e  1840  la  popolazione  degli  Ebrei  e  degli  Acaioltei  fu  ripara 
iUa  aeir  insieme  della  popolatUone  della  città . 


CownaSA*  m  Sbha 

ÌM  Comunilb  di  StcD9  troTUÌ  drcoMrttta 
dalle  mura  urbane  fn  il  gr.  43**.  18'  e  19" 
laltL  ed  U  gr.  98^.  54'  55"  long.  —  La  sua 
maggior  lunghena  è  da  aetl.  a  oatro.-lìb;; 
▼ale  a  dire  dalla  Porta  Gamullia  sin^ìa  fon- 
do alle  mura  di  ? ia  delle  Sperandle  pretio 
Il  Porta  S.  Marpo,  la  quale  distama  si  ^ 
stende  per  gr.  o.  1'.  8"  di  long.  — La  mag- 
gior larghena  della  città  di  Siena  è  qnella 
da  pon.-maestr.  a  lev.-scir.  partendo  dal- 
r angolo  più  occidentale  della  fbrteta  sino 
alla  Porta^Pispini  o  dì  San^f^ieni^  la  qua- 
le abbraccia  gr.  o.  1'  18"  di  btit.  sett. 

Le  mura  urbane  di  questa  città  girano 
poeo  più  di  quattro  miglia  toscane  in  una 
superficie  irregolare  di  41 9,36  quadr.  (circa 
un  messo  miglio  quadr.  )  non  escludendo 
79  quadr.  occupati  dalle  pobblicbe  piaxie 
e  dalle  strade. 

ÌM  popolazione  del  i833  era  di  18,860 
pmone,  quella  del  1843  era  aumentata  fino 
a  9o»333  ablu»  cioè  di  1473  indiridui  di 
più  ,  repartiU  in  4598  famiglie. 

i  contornata  da  due  sole  comunità»  cioè» 
da  quella  delle  Masse  del  Teno  di  Città,  e 
dair  altra  pure  delle  Masse  del  Terso  di  S. 
Martino.  La  prima  si  accosta  alle  mura  ur- 
bene  di  Siena  cbe  dalla  parte  di  settentrione 
girano  per  ponente  fino  a  ostro;  dalla  porta 
di  Camullia  sotto  la  Forteto ,  e  di  là 


per  la  porta  di  Fonte  Branda  ^  paria  La- 
ter  ina ,  porta  S,  Marco  e  porta  Tafi  fino 
alla  porta  Romana  ;  mentre  oostà ,  piuse- 
guendo  a  scir.  verso  lev.  e  grec.  aoUcnlfi  il 
territorio  della  Comunità  del  Tetvo  di  S. 
Martino,  il  quale  passa  raaente  alle  muniK 
Siena  per  porta^Pispini  e  porta  (Mie  sino 
a  quella  di  Camullia, 

Non  si  può  senia  vederne  la  pianta  pre- 
cisare con  quHlcbe  aerila  la  figura  ieonogni- 
ftCM  di  Siena  stante  i  Talloni  cbe  aoendoao 
dal  biforcato  poggio,  lungo  il  quale  si  al- 
zano i  maggiori  templi,  la  sveltissima  Torre 
del  Mangia  e  le  strade  principali  di  cotcsla 
città.  Le  porte  nei  ponti  più  elevati  sono 
quelle  di  Camullia^  di  Laterina^  di  S. 
Marco  t  e  la  porta  Romana.  Le  altre  qua^ 
tro  scendono  in  altrettanti  valloni  cbe  a  poa. 
si  riuniscono  in  un  altro  maggiore  peroocso 
dal  torr.  Tressa ,  e  a  lev.  nei  vnllooi  sui 
quali  scorre  il  torr.  Roteane^  cbe  uno  dopo 
r  altro  poco  lungi  da  Siena  si  voolaiio  nal 
fiumieello  Arbìa. 

Quattro  strade  regie  fanno  capo  a  Siena , 
oltre  quella  suburiMna  detta  di  Pesemja, 
Due  di  esse  sono  postali ,  una  cbe  vi  cntii 
per  porta  di  Camullia  venendo  da  Firenae, 
1*  altra  cbe  esce  da  porta  Romana  per  Radi- 
Gofiini  e  Roma.  Le  altre  due  non  postali 
escono,  la  prima,  dalla  porta  S.  Marco  par 
andare  a  Grosseto  e  nella  aua  Maremma,  e 
la  seconda,  dalla  porta -Pispini  per  Areno. 


S1EN  STEN  357 

Chi  comìdcnt»  la  potitioiie  di  Siena  co-  OMiitt  tono  atai  più  lonlaDi  dalla  città.  Che 
quella  di  una  città  centrale  della  Toaca-  ae  coletta  situaaione  da  un  lato  conirìbuitoe 
na  BMrìdiooale,  non  s'ingannala,  ticcooie  a  rendere  l'aria  elastica  esalabrCfdairaUro 
non  »*  iogaottò  Giofanni  Villani ,  quando  canto  un  oriiionte  aperto  in  meaio  a  falli 
nella  aua  cronica  dichiaiafa  la  Terra  di  Pog-  profonde  rende  il  clima  di  Siena  alquanto 
gibonti  situala  nel  bìlico  deiìa  Ikncaita.       più  rigido  di  quello  che  dovrebbe  oompor« 

La  poaìsione  corografica  priva  la  città  di  tare  la sìtuatione geografica  e  raltexsa  de*suoi 
Siena  non  solamente  di  corsi  d* acqua  che  colli;  cosicché  su  questo  proposito  il  Padre 
ratlnfcrsìno ,  nu  ancora  di  buoni  possi  e  Della  Valle  diceva:  Si  toccasse  a  me  io  scc» 
dì  fontane  copiose  di  acqua  potabile  ed  agli  g/iere  in  Toscana  i  paesi  da  abitar  si  ypug- 
usi  domestici  indispensabilisiima.  Merci  i*  inferno  in  Pisa,  e  i*  estate  in  Sena. 

Per  riparare  a  tanta  necessità  gli  aniicbi  Cerchj  principali  delle  mura  di  Siena, 
Senesi  procuraronsi  varie  fonti  pnbbKche  —  Qualora  si  dovesse  prestar  fede  a  non  pò- 
ricercando  acque  sotterranee  da  lungi  me-  chi  scrittori  di  epoca  tro|>po  modernii ,  hi- 
diante  stillicidj,  non  già  che  essi  volessero,  sognerebbe  dire,  che  la  città  di  Siena  dalla 
coflse  scrisse  poetando  l'Alighieri ,  ricercare  sua  origine  in  poi  sia  stata  circondala  da 
nelle  viscere  de' loro  colli  l'immaginaria  otto  e  perfino  da  nove  giri  di  mura  urbane, 
rieiera  deiia  Diana.  gli  ultimi  sempre  maggiori  di  periferia ,  as- 

Non  vi  é  chi  possa  dubitare  dell*  antichi-  segnando  ancora  a  ciascuno  di  quei  recinti 
là  di  cotesti  sotterranei  acquedotti ,  la  cui  un*  età  del  tutto  immaginaria, 
origine  probabilmente  rimonta  all'epoca  Mancando  pertanto  di  qualsiasi  autorità 
della  colonia  militare  di  Siena ,  siccome  lo  contemporanea  onde  prestar  qualche  cre« 
b  credere  la  magnificenia  e  spesa  grande  di  densa  a  congetture  che  sembrano  affollo  gra- 
quei  lavori,  per  i  quali, al  dire  di  Strubone,  tutte,  né  anche  parlerò  di  una  meno  im- 
i  Bomani  superarono ogn* altra  nasione;  so  probabile  di  tutte,  cioè,  che  il  primo  fiib- 
di  che  mi  riserbo  più  sotto  a  parlare.  bricato  di  Siena  fosse  nel  rìaslto  del  poggio 

Neltampooo  starò  qui  a  intrattenere  chi  chiamato  tuttora  il  Cai/e/ deeeAi'o,  tostochè 
mi  legge  sulla  struttura  geognostioa  del  bi*  pesn  per  tradisione,  che  di  qua  prendesse  il 
forcato  poggio  f  sol  quale  siede  regina  cote*  titolo  l' intiera  città ,  appellata  Sena  ifetus^ 
sta  città,  cousiderandolo  come  una  piccola  innansi  che  lo  stesso  titolo  (base  ripetuto 
parte  del  territorio  delle  due  comunità  so-  nelle  sue  monete. — {Antologia  di  PirenMe, 
barbane,  qoelle  del  Terso  di  Città  e  del  Fase.  XXX.  Giugno  iS^Ì.  pag.  i6). 
IWao  di  S.  Ibrtino ,  alle  quali  richiamo  il  Né  tampoco  fia  da  esaminare ,  se  nel  re- 
lettore.  —  f^ed.  più  sotto,  SiavA,  Comovita*  cinto  del  Castel  veecbio  tenessero  una  volta 
sai  Twaao  m  Citta*,  e  Sooia,  Cohdvita*  dbl  residenia  i  governatori ,  o  castaidi  dei  re 
IWo  m  S.  Ma«t»o.  Longobardi,  ed  i  conti  degli  imperatori  Ci- 

Solemente  dirò,  che  il  suolo  della  città  rolingi ,  siccome  è  fiima  che  vi  risedessero  i 
appatisee  in  generale  coperto  da  banchi  prò-  vescovi  senesi;  mi  fermerò  piuttosto  a  in- 
fondissimi  dì  tofocalcarMtieeogiallo-rossio-  dicare  alcuni  ilocnmenti  meno  equivoci ,  che 
ciò,  volgarmente  appelbto  sabbione^  i  quali  mi  servirono  di  scorta  relativamente  air  epo- 
l^^iM  ipesso  alternano  nelle  parti  più  elevale  ca  del  tenolliflio  e  del  secondultimo  reein- 
con  banchi  altissimi  di  eioltoK  e  di  grosse  to,  anteriori  airattuale  delle  mura  di  Siena, 
ghiaje  della  mole  da  un  uovo  di  piccione  a  Ter%*  ultimo  aerekia^  otsia  gtro  pia 
quetto  di  slmao  ed  insieme  collegati  da  un  mntieo  delle  mura  di  Sienn.  —  A  quf  eio 
ghiline  calcareo^lioeo.  Ma  dò  che  maggior-  recinto,  il  più  angusto  degli  altri  due  pò- 
"■rate  sorprende  è  di  trovare  cotesti  banchi  slerìorì,  io  tengo  per  fermo  che  appelli  Toso 
fonsati  fselnslvamente  di  cioltoK  di  pietn  Inttora  praticato  dal  clero  maggiore  di  Siena 
calcsreo -compatta,  dò  che  basta  ad  ìndi-  di  recarsi  processiooalroenle  nei  tre  giorni 
csre  esservi  stati  tnsdnati  da  long!  alP oeen-  delle  fogadonl  por  i  Teni  della  cUtà  e  di 
dooe  di  alcnae  correnti  ìmpetooee  di  acqnt,    cantare  le  aotifcme  relative  ai  luoghi  dove 

I«  situaiione  elevata  £  Siena  ha  dalla  fnrono  le  mora  e  alcune  porte  del  cerchio 
gy^'  V^^  alquanto  Inngfi  da  sé  i  monti  più  vetusto  di  Siena.—  Eia  già  abbandonato 
P*****^  ddChiantì  e  dirimpetto  a  maestro  e  oolesto  rechito,e  ÌBoonìndalo  il  sceood'ul- 
>  pon.  i  colH  dì  Mootemaggltf  e  deHa  Mon-  timo,  quando  nel  lai)  dal  canonico  Ode- 
mnaola,  mentre  da  tntU  gli  altri  kti  i    rigo  fu  scritto  il  rituale  dd  clero  senese»  il 


358              SIEN  SIEN 

Ui  cui  originale  conBerr asi  in  quella  pob-  Casato ,  ]■  via  àtWe  Marella^  quella  di  S. 

blica  biblioteca ,  dato  alla  luce  nelP  anno  Pietro  alle  Scale  e  àUa  Porta  aiVAreo, 

1766  in  Bologna  sollo  il  titolo  :  Ordo  t^ffi'  Quantunque  né  il  rituale  del  1  si 3,.  né 

ciorum  Eeeietiae  senentis  eie,  —  Da  etfo  un  altro  libretto  antico  registrato  nell'cdi* 

rituale  pertanto  ai  ha  indizio  del  giro  che  zioue  del  1766,  spieghino  1*  abitudine  dì 

sino  d'allora  face?a  la  processione  della  cat-  mettere  il  gonfiilone  attraverso  alle  strade 

tedrale  nei  tre  giorni  che  precedono  la  festa  dove  furono  non  già  dei  teoipj  idolatri^  ma 

dell* Ascensione.  Avvegnaché  nel  primo  gior-  alcune  porte  del  vecchio  recinto,  vi  sappli- 

no  delle  rogazioni  il  clero  della  chiesa  mag-  sce  (leraltro  un  libretto  pubblicato  io  Siena 

fiore  dirigendosi  nel  Terzo  di  Camullia  pas-  nel  1 8 1  o ,  suiP  Ordine  delle  tre  proceM- 

tava,  e  passa  tuttora,  da  S.  Pellegrino  e  da  sioai  delle  Rogaùoni  secondo  Pmso  deUm 

S.  Crìstofano,  due  antiche  chiese  dove  il  pò-  chiesa  sanese, 

polo  teneva  le  sue  adunanze.  Di  coslk  la  Inoltre  un  nitro  MS.  antico  posto  in  noia 

processione  inoltravasi  per  la  strada  che  va  sotto  a  quello  del  1 2 1 3  pubblicato  nel  1766 

alla  porta  di  Camullia,  e  arrivala  alla  di-  dà  a  conoscere,  che  la  processione  del  tens 

strutta  chiesa  di  5.  Donato  alVArco^  dove  giorno  dopo  essere  ritornata  alla  porta  di 

fu  una  delle  prime  porte  di  quel  Terzo,  il  Castel  vecchio  {cioè  suU*  incrociatura  di  via 

clero  fermavasi  cantando  diverse  antifone,  delle  3t tirella  con  quella  del  Casato)^  il 

quindi  faceva  porre  in  allo  traverso  alla  cantore  con  due  altri  accoliti ,  stando  sai 

strada  il  gonfalone,  o  stendardo,  affinchè  vi  limine  portae^  intoona  per  tre  volle  cseah 

passassero  di  sotto  tutti  quelli  che  accompa-  pre  più  a  voce  alla  :  Domine  miserare^  ei 

gnavano  la  processione,  ecc.  il  coro  risponde  :  Kyrie  eleison  ;  dopo  di 

Nel  secondo  giorno  delle  rogazioni  il  de-  che  V  arciprete  del  Duomo  posto  davanti  al 

ro  del  Duomo  entrando  nel  Terzo  dì  S.  Mar-  luogo  dove  fu  la  porta,  dice  l'oraiioiM: 

lino  si  fermava,  da  primo  davanti  alla  di-  Deus  qui  Angelorum  eie. 9  6nita  hi  quale 

strutta  chiesa  di  S.  Desiderio  presso  S.  Gio-  il  clero  ritorna  processionalmente  alla  picvs 

vanni,  quindi  arrivato  alla  Costarella  de*  maggiore  cantando  il  responsorio;  CtetlO' 

Barbieri,  dove  fu  la  Porta  Salara,  in  exita  tem  isiàm  tu  circunda  Domine f  at  JmgtU 

cÌ9ÌiQtis  (antiquae)  cantava  1*  antifona  col*  tui  custodiant  muros  efus^  etc^ 

l'oremu/ ponendo  anche  costì  attraverso  alla  Ho  citato  cotesta  funzione  per  indicsts 

via  il  gonialonecome  a  £. /loAalo  a//* i^rco.  alcune  porte  dei  tre  Terzi  del  cerchio  fik 

—  Di  là  s'inoltrava  alla  chiesa  di  S.  Mar-  antico  dove  si  abbassava  il  gonfiilooe,  cioè, 

tino  dove  il  clero  faceva  stazione  prima  di  nel  Terzo  di  Camullia  alla  distratta  porla 

avviarsi  verso  la  chiesa  di  S.  Giorgio,  e  fra  di  S,  Donato  ali* Arco ,  nel  Terzo  di  S. 

questa  e  1* altra  chiesa  soppressa  di  S.  Mau-  Martino  alle  due  fwrle  distrutte  Salara  e 

rizio  attraversava  il  gonfalone  sulla  strada  di  5.  ifouriVo;  e  nel  Terzo  di  Qttà  a  quella 

che  va  air  Arco  del  Ponte.  di  Sialloreggi  di  dentro  tuttora  in  piedi, e 

Nel  terzo  giorno  la  processione  dal  Duo-  alla  porta  che  fu  nel  quadrivio  fra  la  via 

rao  avviandosi  nel  Terzo  di  Città  passava  delle  Marella  e  quella  del  Casato  ^  porla 

per  S.  Pietro  alle  Scale,  di  là  dalla  qual  che  non  deve  confondersi  con   1* altra  ivi 

chiesa  voltando  per  la  strada  delle  Sfuretia  presso  esistente,  denominata  la  Porta  alT 

si  dirigeva  ali* oratorio  di  S.  Ansano  inCa-  Arco,  la  quale  appartenere  doveva  al  s^ 

stel  oeccldo  ed  alla  chiesa  de'SS.  Quirico  e  condultimo  recinto,  di  cui  ora  ora  debba 

Giulitta,  quindi  scendendo  [>er  la  via  di  parlare. 

Sialloreggi  di  dentro  arrivava  nel  Piano  In  appoggio  alle  porte  ed  al  cerchio  pi^ 

de* Miante/lini ,  [ouìz  piazza  del  Carmine),  antico  fra  quelli  conosciuti  della  città  A 

Dopo  il  giro  di  diverse  chiese  esistenti  o  di-  Siena  mi  giovano  cinque  istrumeQli  inedilif 

strutte  la  processione  soleva  retrocedere  per  dove  sono  nominale  alcune  delle  porle  £ 

la  via  delle  Cerchia  dal  Castel  vecchio  Siena  veediia  molli  anni  innaoxi  YemeS^ 

verso  il  prato  di  S.  Agostino  avanzandosi  di  vero  o  supposto  del  re  Arrigo  VI, 

là  fino  a  Porta  Tuli.  Nel  ritorno  poi  verso  II  primo  istrumenloè  rogato  in  Sieoaad 

il  Duomo  il  clero,  giunto  alla  crociata  della  die.  del  loia  presso  X Arco  di  5.  Domtie\ 

▼ia  delle  Marella  con  quella  del  Casato ,  il  secondo  fu  scritto  pur  esio  in  Siena  nd 

aoleva  e  continua  a  far  metter  il  gonfiilone  29  setL  del  11469  presso  la  porta  Salara^ 

itlni%enoiUa  strada  che  (a  crociata  eoa  il  eatrambi  ctisteqU  ne\ì*Ar€h.  Pipi,  Fmt. 


tifili  SIEN  359 

fb  te  carte  della  badia  di  Amignano ,  ed  il  nansi  queir  epoca;  e  prima  di  tatti  on  paga- 
talo del  4  noTembre  1081  fu  pubblicalo  mento  di  lire  1 19  e  soldi  t*^,fiitloiieirann0 
dal  Muratori,  dove  si  rammentano  non  solo  1199  dai  aamarlinghi  di  Bicberoa  in  ac* 
ì  muri  della  città  di  Siena ,  ma  la  Fonie  conto  di  lavori  per  costruire  le  porte  della 
di  rttrict  e  la  Fonte  Branda,  —  Aggiun-  città  di  Siena  secondo  la  forma  prescritta 
gasi  a  questi  tre  un  quarto  islrumento  del  dolio  Statuto,  — «  {Entr.  e  Uscita  B^  ora 
aS  marzo  II 53  esistente  in  Siena  t<ell*ii'''{r/ik  L,  if.®  ^62  fol,  9.);  a.*  la  vendita  di  un 
Biehi  Borghesi^  nel  quale  si  h  menzione  pezzo  delle  mura  delle  cerchia  antiche  pò-» 
àe\h  porta  Camullia,  sto  nella  via  deiCaSatOf  falla  nel  ia39  die^ 

Quest'ultimo  istrumento  per  avventura  tro  provvisione  de* Signori  Wwfe^  approvata 
è  uno  de' più  antichi  ch*io  conosca  fra  quel-  dal  consiglio  del  popolo  adunato  nella  cb. 
licbe  (anno  parola  della  porta  Camuilia;  di  S.  Cristofano;  il  qual  pezzo  di  muro  fa 
la  quale  peraltro  doveva  essere  più  intema  venduto  ad  un  laaaiolo  abitante  nella  stessa 
di  quella  del  secondultimo  e  del  cercbio  at-  via  del  Casato  per  tutta  la  lunghetta  della 
toale,  giacché  anche  nel  ia6a  presso  il  ca-  sua  casa  ;  3.°  nel  ai  dicembre  del  ia47  i 
stellare  per  andare  al  passeggio  della  Lizza^  deputali  destinati  a  eseguii^  il  dirupo  e 
detto  ora  il  poggio  de* Malavolti^  esistevano  fossi  dalla  parte  della  cxmC  vioauA  ne 
le  mura  antiche  castellane  di  Siena.  -^-^  Sbha,  a  tal  effetto  descrissero  i  luoghi  dov« 
{Fed.in  questo  a  pag,  3 14.)  si  dovevano  fare  i  f«>ssi  ed  il  dirupo.  «« 

Finalmente  il  quinto  ed  nltimo  docn-  (Aaoa.  DiPt.  Saw.  Pergamena  N/*  4a5). 
mento  lo  fornisce  una  pergamena  déìVArch,  Lo  stessa  /irch.  Dipi.  San.  contiene  noa 
Dipl.sanese  fra  quelle  del  T.  V  (N.°  4o5),  deliberazione  del  aa  febb.  1948  (Pergamo 
laqnalesebbene  acefala  contiene  diverse  de-  iV.°  497)  relativa  ai  deputati  nominati  dal 
liberazioni  del  senato  sanese  sotto  dì  97  podestà  di  Siena  per  porre  i  tecmini  intorno 
aprite  del  1946^  che  una  di  esse  ordinava  alla  Piana  di  Fontebranda  secchia  ^  che 
doversi  fare  la  via  antica^  che  usciva  dalla  trovarono  larga  br,  ti  giunga  &r.  Sa;  (ìvi)t 
porta  di  Stallare ggi^  della  larghezza  di  19  4>^  nel  laSo  si  pagarono  lire  833  agli  ope* 
braccia  per  linea  retta;  con  la  seconda  fu  rai  della  porta  di  Camporeggi ^  e  delle 
prescritta  una  strada  nuova  della  larghezza  mura  del  piano  di  Ovile  ^  servendosi  a  tal 
di  braccia  io  che  doveva  passare  per  la  vi-  uopo  dei  denari  della  dogana  dell* olio,  del 
gna  d^Jtcorso^  a  partire  dalla  via  che  an-  sale  e  del  pesce;  e  nelPanno  medesimo  fìi. 
dava  per  Stalloreggi  fìno  alla  piaMsa  di  S.  rono  saldati  tre  periti  per  avere  stimato  il 
Lorenzo.  —  La  terza  deliberazione  prov-  terreno  dove  era  stata  fiitta  la  porta  Follo» 
vedeva  un'altra  strada  che  doveva  passiire,  nica  e  la  piatta  di  detta  Fonte;  5.^  nel 
dai  possessi  della  Badia  di  S.  Donato  {ali*  laSt  si  pagarono  lire  900  a  tre  operaj  del- 
Arco)^  dalle  terre  d' Jacopo  dMIdebrandino  le  mura^  della  porta  Ovile  e  delPanti^ 
e  della  chiesa  di  S.  Egidio  ecc.,  la  qual  via  porto  di  Camporeggi  ;  6.^  e  cinque  anni 
dirìgevasi  dalla  Porta  (nota  bene)  della  dopo  lire  437  ad  altri  deputati  incaricati  di 
Badia  di  S^  Donato  fino  alla  via  che  ve-  fare  costruire  le  mura  e  munitioni  della 
niva  dalla  Porta  S.  Lorenzo  ecc.  •-*  Se-  città;  -j.^  nel  1957  il  G>mnue  di  Siena  pre- 
guono  altri  ordini  per  varie  strade  da  fiirsi  se  ad  imprestito  danari  per  darli  ai  depotati 
dentro  la  città  ,  talché  quella  carta  io  penso  allayció^riea  delle  nuove  mura;  {spogli  del 
che  meriterebbe  di  essere  pubblicata  e  illn-  Benvoglienti).  8.^  finalmente  nel  1959, 
strata.  — -  {Arch.  eit^)  cioè ,  un  anno  innanzi  la  giornata  di  Mon* 

Seeoad'ultimo  cerchio  della  città  di  taperto,  si  riattarono  le  mura  delia  città 
Siena.  «—Dai  molti  spogli  fatti  dal  bene-  dalla  porta  di  Camporeggi  fino  alta  porta 
merito  Uberto  Benvoglienti,  una  gran  parte  di  Follonica,  e  si  diedero  denari  per  fans 
de*  quali  si  conserva  nella  biblioteca  pub-  la  castellaccia  di  S.  Prospero  con  altre 
blica  di  Siena,  sarebbero  da  raccogliersi  non  mura  e  fossi  intorno  alla  città. — {loc>  eit.) 
poche  notizie  confìK:enti  a  dimostrare,  che  Inoltre  una  delle  pergamene  dell'i^rcA. 
il  seoond*  ultimo  cerchio  delle  mura  di  Sie-  Dipi,  di  Siena  (N.^  394)  contiene  una  de- 
na  fu  ordinato  parecchi  anni  innanzi  la  bat-  liberazione  della  Signoria  in  data  del  97 
taglia  di  Montaperto. —  In  prova  di  ciò  mi  maggio  1944,  mentre  era  capitano  generale 
limiterò  a  citere  alcuni  pagamenti  per  i  b-  dell*  Imp.  Federigo  11.  Pandolfo  di  Fasia- 
yfoii  caeguiti^  al  second'idtìmo  recinto  in*    nella,  mercè  la  quale  furono  ektti  in  dcpu* 


360  SIEN  SIEN 

U(i  maeslro  Giovanni  deiropen  del  Duomo,  egli  facene  rimunre  ÌM  pastUria  di  S,  Qui» 

e  macftro  lldebnndino  della  Valle  di  S.  Mar-  rieo  in  Casteheccfiio ,  tee, 
tino  (oiiia  dtl  Montone)  ad  oggetto  di  dar        Nel  1 973  si  spesero  lira  nove ,  aoldi  iri 

ooropioiento  alla  fontana,  lavatojo  e  berera-  e  denari  6  net  racconciatura  dell*  «Af^orld 

tojo  di  Fonie  Folioniea ,  situata  tuttora  fra  della  easiellaecia  alla  porta  di  Cmmmllia 

h  porta  Orile  e  porta  Pispini.  —  Inoltre  nel  quando  il  re  Carlo  (//)  venna  im  Simu. 

ti  febb.  del  1946  {stile  cornane)  Orlando  {loc,  eit,) 

e  Ranuccio  fratelli ,  e  Bernardino  Bfalavolti  Forse  il  pagamento  del  1173  tcrtè  ns- 
▼enderono  al  Comune  di  Siena  per  lire  80  mentalo  fu  uno  degli  ultimi  da  doverlo  fi- 
la loro  poriione  di  un  terreno  posto  in  finrire  al  secondo  cerchio  della  città  di  Sieii; 
Canporeggi  per  ampliara  la  strada.  (iVi  mentre  i  documenti  posteriori,  che  vidimai 
N,  399).  sembrano  appellare  ali*  ultimo  recinto,  qp- 

Fin  qui  rispetto  ai  lavori  (alti  nel  se-  sia  a  quello  delle  mura  attuali.  Golcito  ■!- 
coad*  ultimo  cerchio  innanti  il  settembre  timo  cerchio  eseguivasi  in  Siena  nel  Icmpa 
dell'anno  i960;  ma  le  opere  relative  alle  in  cui  le  fabbriche  pubbliche,  sacre  t  pro- 
mura  castellane,  alle  porte  e  fossi  di  cotesto  fané,  non  che  le  case  de*  privati  egno  m 
secondo  recinto  di  Siena  continuarono  per  tale  movimento  da  imprimere  agli  edifiqdi 
molti  anni  anche  dopo  la  vittoria  di  Mon-  questa  città  il  carattere  del  loro  secolo, cioèi 
taperto.  dal  iSoo  al  1400  inoltrato. 

Infatti  nel  ia6i  d*  ordine  di  meis.  Man-        Cerchio  attuale  della  città  di 

fredi  sindaco  del  Comune  di  Siena  e  de*  1 5  —'Le  più  antiche  prove  da  me 

buonomini  fu  rimborsata  persona  che  aveva  relative  al  giro  attuale  delle  man  e  porte 

flpeM  denari  di  suo  nel  tempo  dell*  assedio  di  cotesla  città  esistono  fra  le  membcsee 

di  Montepulciano  per  spianare  la  strade  fuori  degli  Agostiniani  Romitani  di  Siene,  oia 

ée  fossi  di  Cumulila  Ano  alla  Porta  S,  neWArch.  Dipi.  Fior.  La  prima  di  Ielle 

Maurizio,  —  Nel  1966  si  pagarono  quelli  spetta  ad  un  rogito  del  16  aprile  1*98  rIs- 

che  diiegnarono  i  lavori  dalie  eastellaccia  ttvo  alla  donazione  di  4  case  poele  ■•!  ^ 

di  S,  Agata  e  di  S.  Marco  sino  alla  porta  polo  di  S,  Agata ,  nel  borgo  esistei»  tei- 

della  Feiriee^  e  per  le  eastellaccia  della  tora  fra  la  Porta  air  Arco  a  la  Ferie  fkf; 

fonte  di  Follonica,  Così  nel  1967  furono  le  quali  case  furono  acquistate  per  liie  tea 

date  a  Simone  di  Bulgarino  lire  i5o  per  da  detti  frati  Romitani.  —  Il 

spenderle  nei  mari  delle  castellacela  di  mento  del  1 7  aprile  dello 


Camullia^  di  S.  Prospero  e  di  (hile^  ed  sopra  una  detiberaaione  de*Nove  gOfCiMlan 

altri  cento  soldi  se  gli  Jierono  per  mandare  di  Siena  nel  tfmpo  che  vi  era  poleitii  il  ■* 

la  vena  «lei  potw  di' Frati  Umilieui  nella  moso  Caute  de*Gaibbrielli  da  Gubbio,  rame 

fonte  d*  Gif  ile  {ivi),  —  Nello  stesso  anno  cui  venne  accordata  faooltìi  ai  frali  Bem>- 

1 967  si  pagarono  alcune  somme  ai  depu-  tani  di  S.  Agostino  di  potere  emplien  1> 

tati  destinati  a  far  fare  i  muri  della  costei"  loro  piazia  posta  presso  il  muro  del  Comi     ! 

laecia  della  Badia  nuova ,  come  anche  ei  ne  di  Siena  fuori  la  Porta ,  per  Im  fssAi 

quelli  che  ordinarono  nei  muri  nuovi  della  si  esce  per  andare  a  S,  Agostino  mi  f^    ' 

città  la  costruzione  delle  così  dette  BicoC'  polo  di  S  Salvatore,  —  (/oc.  ait.) 
eke  [guardiole^)  ed  a  coloro  che  chiusero        Non  lasciano  poi  dubbio  che  airnllifl* 

la  porta  de* Provensani  di  sotto  (presso  recinto  di  Siena  debbansi  riferire  alenni  p[ 

]*atlual«  chiesa  collegiata  di  Provenzano)  e  garoenti  negli  anni  i399,  i393  e  i394frll| 

che  disftcero  la  port'i  Salara,  {ivi),  per  ordine  dei  Nofc  agli  operai  inctfisilt 

Nel  1968  il  preindicalo deputato  Simone  di  far  costruire,  ora  i  muri  delle  citffjlift' 

di  Bolgarìno  ricevè  dal  Comune  di  Sieni  al-  eia  della  Porta  S.  Salvatore^  ora  di  nht»   ^ 

tri  denari  per  pagare  i  lavoranti  che  re-  la  strada  nuova  che  conduce  dalle  Fsris 

staurarono  il  palazeo  del  Fescovo^  quando  vecchia  di  Fal-di- Montone  alle  Porinnm- 

passò  di  qua  il  re  Corradino  (  1 967  ).  va  di  S.  Maria  (Porta  Romana),  ed  era  A 

Neir4nno  stesso  vennero  rìmurate  alcune  costruire  la  via  per  la  quale  si  pasraya  dilU 

porte  spettanti  al  cerchio  precedente  com*  Porla  nuova  per  quella  de*  Peruttim  ùkp 

prese  nel  Terzo  di  Città.  Allo  stesso  oggeUo  alla  Porta  S.  Leonardo,  — -  {ioa.  eit,) 
furono  date  lire  i3  e  denari  5  al  deputato         Anche  nel  i398, 1399  e  f33o  gli  opem 

Speranza  di  Boni&zio  Poìrteguerra,  acciocché  con  i  4  prò v veditori  per  conto  del  Comune 


81 EN  SIEN              361 

piCKileraiio  alb  coflnizione  delle  mura  ìtmuì  at\  Te  no  Ji  Camullia  non  meno  dì 

nmo9€  della  città  ^  per  le  qiuU  fu  ordinato  dieci  Tra  Porle  e  Postierle,  cioè,  i .  la  Porta 

di  ritenere  sopra  isalarj  de*  militari,  de*  giù-  di  CamuUia;  9.  di  5.  Prospero  i  3.  di 

sdioenti,  d^Ù  nflUiali  forestieri  e  dei  pole-  Camporeggi;  4.  di  Compensi \  5.  di  Pe^ 

ita,  in  proponione  di  sei  denari  per  lira  del  seaja^  6.  di  Porta  Ovile ^  7.  di  Monte 

loro  onorario,  a  tenore  dello  statolo  senese.  Guattani;  8.  di  Proìfensano;  9.  de*  Frati 

Inoltre  nel  1847  Buoninsegna  di  Bleo  Mf inori,  e  10.  Poriiceiola  de*  Frati  pre* 

aperajo  delle  nuove  nmra  del  Comune  nel  nominati . 

reno  S.  martino  rìoe?é  la. paga  di  i5  mesi  Oltre  le  10  porte  del  Tereo  di  Camul- 

anrelniti;  e  nelPanno  stesso  furono  date  /la  di  sopra  nominate  (nelPanno  stesso  1999) 

mille  Kre  a  Bencifenni  di  Loocìo  operajo  non  si  noveravano  meno  di  1 3  fra  porte  e 

delle  nuove  mttra  per  scnrirsene  alta  co-  portieciole  nel  7*erso  di  Città,  e  la  nel 

ilnixioue  delle  medesime.  —  (  Bicbuna  ,  Terso  di  S.  Martino,  che  qui  rammenterò. 

Libri  di  Bntr,  e  Uscita  B.,  ora  L.  ffP  147  —  Spettavano  a  quest'  ultimo  le  porte  o  po- 

foL  SS.  N.^  210  fol,  i65.  if.**  iSSfoL  iììerìe  i.^ de' Peruttini;nJ*  dì  maestro  Sa- 

169  if.®  9i3/o/.  119  e  i4a.)  lomone,  ^,^ la  porta  àeWUliviera;  S.^del- 

Gotcsle  man  conlinuavansi  anche  nel  se-  la  f^al-di  Montone  ;  6.^  di  S.  Giorgio  di 

colo  susseguente,  siccome  lo  dimostrano  fuori;  7.^  di  S.Giorgio  di  dentro;  8.*  di 

Tarj  atti  esistenti  wìVAreh,  Dipi.  Manose,  S.   Mauritio;  9*  di  San-F'ieni  {Pispini 

fn  i  quali  citerò  per  tutti  un  pagamento  antica);  10,^  di  Castel' Montone  ;  ii.*  di 

di  fiorini  5oo  d*oro  fallo  nel  141 3  alle  mo-  S.  Giovanni;  19.*  e  de'  Peruuini  nuova, 

nache  di  S.  Barnaba  fuori  della  Porta-Nuo-  Quelle  del  Tereo  di  Città  erano  le  se- 

i^d,  OSSÌ4  della  Porta-Romana,  per  il  dan-  guenli:  i.®  Porta  di  Fonte-Branda  ;  9* 

DO  ricevuto  dagli  opera{  delle  mura'  della  de*  Codennaeci  ;   3.®  della    f^eirice  ;   4.* 

cilU;  ed  un  altro  pagamento  di  lire  33455,  di  Laterina;  5.»  del  Pecchioni  ;  6.®  pò- 

soldi  19  e  denari  1 1  Citto  nel  1414  a  mess.  slierla  di  S.  Qairico  in  Castelvecehio;  7.* 

Face  camarlingo  de*  4  provveditori  di  Bi-  del  Borgo  nuovo  ;  8.**  Porta  S.  Marco  ; 

cbenu  per  la  costruzione  delle  mura  ur-  9.^  delle  Sperandie;  10.^  Porta  qlV Arco; 

iMoe.  —rBicuaRA  B.,  ora  L,  N,^  291  fol.  1 1.°  del  Ponte  Nuovo;  %%•  dì  Tufi,  \lP  e 

61,  e  N,^  447  foL  560  di  Stalloreggi,  alcune  di  coleste  porle  per 

Filialmente  uoa  porzione  del  cerchio  al-  altro  appartengono  al  terz*  ultimo  cerchio. 

toale  di  Siena  tu  eseguita  sul  declinare  del  Porte  più  cospicue  della  città,  —  Ho 

sceolo  slesso  allorctó  si  rinchiusero  in  città  già  detto  che  le  porte  attualmente  aperte  in 

il  prato,  il  tempio  eJ  il  fabbricato  intorno  Siena  si  residuano  a  sette,  oltre  la  porta  di 

al  leggio  sul  quale  s*  iansliano  il  convento  Laterina  che  si  apre  solo  momentaneamente 

e  la  diieaa  di  S.  Francesco,  nel  giro,  cioè ,  la  notte.  Fra  le  esistenti  meritano  qualche 

che  dalla  Porta  Ovile  si  distende  verso  la  distinzione  le  seguenti: 

chicH  dìS.  Spirito;  la  qual  sezione  non  era  La  Porta  di  CamuUia  attuale,  cui  deve 

Citta  quando  si  recò  ad  abitare  nel  convento  aver  dato  il  nome  una  delle  Masse,  o  bor- 

predetto  (1469)  il  Pont.  Fio  li,  per  di  cui  gala  di  CamuUia ,  è  citata'fino  dal  sec.  XII 

ordine  fu  messa  mano  a  quel  lavoro. — (Ma-  nelle  carte  deWArch.  Borghesi-Bicbi.  — 

l&volti,  istor.  San.  P.  Ili.  Lijb.  l^.  ]  Fjsa  fu  rifalla  nel  1604  più  grandiosa  sotlo 

[tf  riparti»ooe  della  città  di  Siena  in  Ferdinando  I  presso  Tantica  porta,  però  di- 

Tcni,  ossia  Rioni,  rimonta  ad  un* epoca  versa  dd  quella  rammentala  all'anno  11 53, 

Bollo  remola  chiamandosi  uno  di  essi  7*er£0  e  dall*  altra  citala  ali*  anno  1973. 

di  Città  ,  il  secondo  di  S.  Martino,  ed  il  Sul!* arco  estemo  della  porta  attuale  leg- 

Icfio  di  CamuUia.  Nei  tempi  della  sua  re-  gesi  in  lettere  cubitali  cotesto  invito  ai  fo- 

pubblica  i  T«rzi  di  Siena  si  estendevano  an-  reslieri  che  vi  vanno:  Cor  magis  tibi  Sena 

che  ai  soborbi  coi  vocaboli  di  Matse  del  pandit.  Infilili  io  credo  non  vi  siano  iline- 

Ter%o  di  Città ,  di  S.  Martino ,  e  di  Ca-  rarit  di  oltramontani  che  non  lodino  de*Sa- 

mullia.  In  seguito  le  Masse  costituirono  nesi  rospiLililà  e  la  grazia,  delle  donne  la 

tre  Cofflunilà  suborbaue  dipendenti  nel  ci-  venustà  e  1*  il.irit.'k,  talché  il  tedesco  Sdirò- 

vile  e  nel  politico  dai  magistrati  residenti  Jer  nel  suo  libro  .Ifonumentoram  ìtaliae 

io  Siena.  ehiie  a  definire  le  femmine  senesi ,  deliùe 

Nel  1199  lungo  le  mura  della  città  con-  italiane. 

V.  V.  46 


362  S  t  E  N  S I C  N 

Due  tiri  d*  ano  fuor  della  Porla  di  Ca-  anrti  dopo  di|iinse  dalU  parte  «tema  il  M 

mullia  sorge  fiuo  dal  i  a 58,  sulla  strada  re-  preM^pio  con  un  maravi^lioco  angiolo  Mtualo 

già  postale  il  cosi  detto  Portone  rest<iurato  noli* ai-co  superiore,  guardato  di  sotto  io 

e  forse  rifatto  nei  secoli  posteriori.  Presso  a  su.  Il  baluardo  situato  a  sinistra  di  chi  esce 

cotesto  Fortone  esiste  un'iscrizione  in  mar-  dalla  Porta  Pispini  fu  disegnata  da  Bat- 

mo  sopra  nna  colonna  posta  nel  luogo,  do\e  dassarrc  Peruui. 

dal  vescovo  di  Siena  Ènea  Silvio  Piccolo-  Porta  JLaterina,  Forse  fu  1*  ultima  por- 
mini,  poi  Papa  Pio  IJ,  fu  presentata  ali*  Im-  ta  del  cerchio  attuale  ad  aprini  e  la  prima 
peratore  Federigo  IH  la  sua  fidanzala  Eleo-  a  chiudersi  ai  viventi.  Essa  fu  terminala  d«I 
bora  principessa  di  Portogallo  (  94  febb,  1 5a8 ,  quando  V  nflbio  di  Bichema  sntld 
i45a  stile  comune)  ehe  dice:  dì  1 1  dicembre  di  queir  anno  saldò  Offiii 

^  ET.J    •  www     r^        .  restante  della  spesa  fiitta  nella  Porta  ùatt- 

Caesarem   rtdeneum   HI.   Imp,  et  .^        .  ..       ^VT     .  „^     ^_.. .  , 

r  D    .       f^     »     •.  ^'10  relativamente  ad  una  crottesca  slata 

>/.««,  hoc,e  pnma.n  '"jf^^y  loco.       tu,^„„o,p,one occidentale  Jelpofr 

iaetisqut  Inter  sese  consuitai^ttse  auspi-  !.*•••_•  j  n^  n^-..  a  «a  ...^  5T 

..     ^   ^  <     •    •  j*    .   ■#  aio  che  dinaesi  dalla  Porta  S.  Hareo  e  «h 

etis.  matmoieunt  posteris  tnaieat  Monw  "     „     ,.  »  .    .      _«  %%  ^,„^ n^  ..  r 

\  ^     ^    w%    mwnnr'nrr    rrw    tr  quella  di  Lalenna  per  r  anoio  eolie  di  Cia- 

mentum»,  A»  D,  mCCCCH»  Fi.  aml,  7.  %       e  i      \^ l*    m 

^  lignano,  dove  fn  un  piccolo  cenobio  d'ei^ 

^''*"^''  miti  Gamaldolensi  fondalo  nel  laSS.  di- 

Pariti  Bomana^  già  detta  Porta  Nuova,  strutto  nel  t554,e  la  cui  clausura  nel  1784 
—  Il  maestoso  antipolio  a  ^uisa  di  torrione  fu  ridotta  ad  uso  di  camposanto  per  imi- 
fu  disegnalo  dai  due  fratelli  scultori  e  ar-  marvi  i  defunti  cattolici  sanesì ,  al  solo  Ita- 
chitelli,  Agftstino  ed  Agnolo  di  Siena,  i  sporto  dei  quali  è  limitalo  II  diritto  di  apri- 
quali  ne  diressero  resecuzioue  dopo  il  1 3ao.  re  di  notte  cotesta  porta  della  cittk. 

Nel  1440  fu  dipinu  la  parte  esterna  del        Fonti  Pubbliche.^ Seni»  liandafesut 

torrione,  terminata  nel  1459.  Vi  si  murò  1* origine  dei  grandiosi  acquedotti  di Siens, 

lateralmente  un  frammento  d'iscrizione  de*  mi  limiterò  ad  osservare  oomedal  prioeipio 

tempi  romani,  illustrata  da  altra  moderna  del  secolo  XII  fino  a  tutto  il  XV  nei  rissiti 

postavi  nella  prima  metà  del  secolo  XVIII.  de* poggi  a  sett.  della  eitlà  si  nocogliessero 

Nel  1190  la  Porta  Nuo^j  ossia  Roma»  da  stili icid]  piii  o  meno  profiondi  tante  ae* 

na  non  era  ancora  fatta ,  prova  non  dubbia  que  per  alimentare  non  meno  di  norepub- 

cbe  allora  non  esisteva  il  cerchio  attuale.  bliche  fontane,  senza  contare  la  Ante  Éeed 

Porta  S.  Marco.  — Se  dobbiamo  tenere  eretta  nel  lai 8  quasi  due  miglia  asett.dd* 

per  esatta  la  nota  di  sopra  rammentala  que-  la  Porla  di  Gamulfia. 
sta  [torta  esistere  doleva  fìno  fluiranno  1199.        Tale  fu  la  fbnte  deW  arte  Mia  Lam 

L'antiporto  grandioso,  di  cui  restano  ora  [)o-  aperta  fra  il  laiseil  laao  nel  p&no  di 

chi  avanzi,  era  disegno  del  celebre  architetto  Castel-Montone^  per  cui  poco  dopo  ena  pr^ 

Àddassarre  Pcruzzi.  Ma  il  merito  luaggiore  se  il  vocibolodi  Fonte  di  Fal-di^Monteae; 

l'acquista  oggi  che  si  sta  costruendo  fuori  tale  quella  di /'orla OW/e  che  fu  aumentata 

di  cotesta  |N)rla  un  grandioso  piazz.i1eper  il  nel  ia6a  mediante  la  vena  raccolta  dU  oo 

pubblico  passeggio,  ed  una  nuova  e  più  pozzo  dei  Frati  Omiiiati^  la  qual  fonte 

ampia  strada  regia  per  andare  a  Grosseto  di  qualche  tempo  dopo  essendo  slata  rìfrtla  più 

una  pendenza  assai  più  docile  che  non  era  grandiosa  prese  il  nome  di  Foisfe  Noùm; 

l'altra  strada  regia ,  la  quale  [>er  un  ardilo  e  tale  la  Fonte  di  Follonica  inoomineiaU 

pendio  scendeva  nel  vallone  della  Tiressa.  nell* anno  1349.  Lo  stesso  dicasi  della  Fanftf 

Porta  Pispini  o  di  San- Fieni. —  Que-  in  Pantaneto  che  conta  il  soo  principio 

sta  polla  è  laiiiosa,  sia  per  essere  una  delle  nel  i35a;  della  Fonte  Pispini^  stala  aperta 

più  antiche  del  secondo  cerchio,  sia  perchè  sulla  strada  che  guida  alla  Porta  di  dello 

ìli  costà  es('\  Toste  sanese  per  scenilere  nei  nome;  della  Fonte  del  Ponte  lungo  la  stn- 

rampi  di  Monta|»erto  nel  giorno  della  gran  da  del  corso  che  va  alla  Porta  Rominsi;  coil 

balldgtia,  c/ie y^re /correr /* eròici  i/trof/o;  della  Fonte  di  Pesca/a  e  della  Fonte  di 

sia  pen*.hè  di  qua  [Kirle  anche  una  quarta  sira-  Fetrice,  dove  erano  i  lavatoj  fino  da'  is59- 
da  rfgia,  T  Aretina,  oltre  quella  liaurelana.        Ma  tutte  coleste  fontane  cederono  in  fina  1 

Sopra  la  Porta  Pispini  nel  i3a6  fu  in-  alle  due  fonti  maggiori  di  Siena,  la  Fonte 

iialialtf  il  tvrrioui',  dove  il  Sodoma  ducenf  Branda  e  la  /buie  Ga/a, 


S I E  N  S I E  N              363 

KoQ  TI  è  persona  che  parli  «lì  Siena ,  né  Edifici  ffuMiei  e  ìuoghi  p!à  inrìgmi^ 
forcttìero  che  percorra  la  citU  aenia  ram-  — -Qlerò  prima  di  latto  la  JPiaftM  cfelCaiii- 
iiicntare,  o  lenn  che  visiti  la  copiosa  Fomie  pò.  —  Cotesta  grandiosa  area  ,  che  fa  della 
Sraffa  y  quella  fionle  che  ha  fallo  dire  di  sempre  del  Campo  ^  innanzi  T  edificazione 
se  e  delle  sne  proprietà  immaginarie  cose  del  seoondullimo  cerchio  della  cilU  trova* 
da  fermare  la  luna ,  fonte  da  non  doversi  vasi  (iuori  delle  man  e  della  sua  porta  occi- 
confbodere  con  P  altra  Fonte  Branda  esi-  dentale  denominata  Porta  Satara,  esistita, 
siila  pTCMO  Roména ,  ed  alla  quale  appel-  come  dissi ,  a  pie  della  Via  del  Casato  da- 
tava Uinte  nel  canto  XXX  del  suo  Inferno,  vanti  alla  Costarella  de" Barbieri,  È  la  più 

£  la  Fonte  Branda  la  più  bassa,  la  più  vaga  e  più  gran  piazza  di  Siena ,  singolare 

antica  e  nel  tempo  stesso  la  più  copiosa  del-  per  la  forma ,  per  1*  architettura  degl*  edifiaft 

la  citlh  di  Siena.  Essa  acatorisce  alle  falde  che  la  contornano ,  e  più  che  altro  ner  le 

del  poggio  della  chiesa  parr.  di  S.  Antonio  gioconde  e  magnifiche  fesle  de^Jantim  delle 

Abate,  sotto  le  profonde  balze  sulle  quali  si  contrade.  Essa  gira  da  570  braccia ,  ed  ha 

alia  il  tempio  di  S.  Domenico,  presso  la  Porta  la  forma  di  mezza  conchiglia  incavala.  Tut- 

deila  tuttora  di  Fonte  Branda  ^  dove  non  te  le  acque  che  vi  scolano  entrano  in  una 

•ole  cmtono  copiose  bocche  d*acqua  da  be-  vasta  cloiica  situala  nella  parte  più  depressa 

re,  ma  lavatoj  estesissimi  per  lavare  e  per  davanti  al  palazzo  pubblico,  che  sotterranea 

gnanare  a  comodo  de*  vicini  fabbricanti  di  trapassa  per  av?iarsi  fn  Porta  Tufi  e  Porta 

corde  di  badella,  de*  conciatori  di  cuoia,  iloiiaia  attraversando  la  Valle  del  Montone 

delle  tintorie  e  dei  macelli  riuniti  tutti  nel  onde  mandare  gli  spurghi  fuori  di  città. 

gian  pianale  innanzi  di  arrivare  alla  porta  Dirimpetto  al  palazzo  pubblico  .sopra  la 

preindicata  ;  e  tanta  è  la  copia  delle  sue  acque  Fonte  Ga/a  esisteva  la  curila  della  Mercan- 

che  poasono  metter  in  molo  macine  da  mu-  zia ,  ridotta  più  lardi  ad  uso  di  casino  de*  ' 

lino  ed  altri  edifizf  idraulici.  Nobili  accosto  al  grandioso  palazzo  de*  mar- 

Ia  fila  prima  memoria  dell'anno  iigB  chesi  Chigi ,  stato  innalzalo  al  pari  del  ca- 

fu  registrala  in  una  pietra  che  diceva  :  sino  con  disegno  assai  diverso  da   quello 

Jmi  tmnt  Domini,  tra/ie  teplem,  milk  «'*>'««■'  ««f»  •«colo XIV e XV  che  rendono 

damtnti  ^°  piazza  ed  m  generale  a  tutta  la 

•^   *  cillh  un'impronta  singolare. 

lA^on/e^rafi</ii  fn  in  più  tempi  ri  (atta:  Sino  dal  1 333  cotesta  piazza  fu  aelciala 

la  prima  volta  nel  1346,  come  apparisce  dal  dì  mattoni  ip  costa,  e  nel  1346  intomo  alla 

libro  Entrala  e  Uscita  di  Bicherna  (B.  ora  grande  strada  che  la  circonda  furono  dispo- 

L.  N,^  3.  fot.  ao)  in  cui  è  registrato  un  pa-  sti  i  cordoni  di  pietra)  finalmente  nel  se- 

fameoto  eseguito  per  ridurre  Tacqaa   in  colo  pssnto  vennero  messii  pinoli  di  tra- 

Fonie  Branda  nuova,  e  per  terminare  la  vertino  con  catene  di  ferro* 

fessa  dove  fu  Xt^  Fonte  Branda  vecchia.  Ac-  Vi  sboccano  undici  strade,  fra  le  quali 

cadeva  ciò  nel  tempo  stesso  che  si  restaura-  quella  del  Casato^  dove  furono  le  mura  del 

va  la  Fonie  di  Peeeaja^  la  quale  fu  termi-  più  antico,  o  terzultimo  cerchioj  e  la  larga 

nata  nel  ia4 7,  comecché  la  sua  orìgine  si  salitella,  detta  la  Costarella  de* Barbieri 

fi«cia  rinlire  al  1087,  mentre  non  prima  sul  luogo  delta  distrutta  Porta  Salara. 

del  laSg  furono  costruiti  gli  abbeveratoi  a  Infatti  neiranno  1339  i  camarlinghi  di 

questa  ed  alf  altra  vicina  Fonte  di  f^e-  Bicherna  pagarono  denari  ad  alcuni  mae- 

fnee.  {Libri  citati,  B,  ora  L,  if.**  5.  foU  siri ,  qui  terminaverunt  Campum  Fori  in 

S9  e  39.)  pede  Portae  Salarne.  —  (Aaca.  DirL.  Sak. 

L'altra  fimle  anche  più  celebre  é  la  Fon^  Libri  di  Entrata  e  Uscita  di  Bicherna  ^ 

te  Gafa  nella  gran  piazza  del  Campo,  con«  B.  ora  L.  143  fot,  48.) 

dottavi  non  prima  dell* anno  1 34 3  con  gioja  È  dentro  cotesto  gran  recinto  dove  si  af« 

e  gajctà  aomma  del  popolo  sanese,  per  cui  (olla  una  popolazione  talvolta  superiore  a 

si  acquistò  il  titolo  di  Fonte  Gaja.  —  Ess.i  quella  della  città  per  assistere  nel  giorno  due 

più  lardi  diede  il  sopranome  al  celebre  scul*  luglio,  e  nel  16  agosto  alta  coni  di  io  f.in- 

ton  Giacomo  della  Quercia  per  i  bei  la-  tini  delle  contrade ,  la  cui  fffla  degna  di 

Tori  di  statiurìa  che  intomo  a  quella  nel  nn  poema  piuttosto  ohe  di  nn  Dizionario 

1419  scolpi,  sicché  Giacomo  della  Fonte  geografico  é  stata  recentemente  descritta  coi^ 

fu  4*  allora  in  poi  comunemente  appellato,  entusiasmo  pari  alla  verità  dal  eh.  G.  La« 


366  S I E  N  S I  E  N 

Ho  volalo  riportare  ad  littram  le  esprit*  dicci  inrandi  spartiti  dipinse  le  gfsla  prìnel* 
sioiii  di  cotesti  due  pareri  edelibersiiooidel-  pali  del  Pont.  Pio  II  per  ordine  del  sao  oi-- 
lo  stesso  ^omo  onde  meglio  profare,  che  potè  Pio  III  de*Tedeschini-Picoolomini. 
nriranno  tSsa  accadde  la  sospensione  del-  Nel  centro  di  coteila  gran  sala  ammiriH 
V  Opera  nuotfa  e  la  riedificazione  dell*af-  un  gruppo  di  greco  lavoro  rappresentante 
lifo/e  Duomo  di  Siena ,  il  quale  dietro'  il  le  Tre  Grazie,  ed  alle  pareti  il  cenotafio  del 
parere  dei  noTC  deputati  dovevasi  rifaibbri-  benemerito  goTematoreGialioBianchi,  scal- 
care da  capo:  ^|dod  nciPiATUE  ar  rat  uma  tura  di  Pietro  Tenerani  situalo  pretso  i*al- 
EocLHSU  raioBA ,  Màim A ,  ET  MAsairiGA.  tro  cenotafio  dell*  insigne  anatomico  Paolo 

Che  più?  La  rioostraxioae  deli*  attuale  cat-  Mascagni ,  opera  di  Stefiino  Ricci, 
tedrale  di  Siena  col  legasi  a  roerafiglia  col        Sono  altresì  pregevoli  i  grandi  libri  e»* 

tempo  deirediiicazione  della  pieve  di  S.  Gio-  rali  ivi  esistenti ,  apecialmenteper  le  belle 

vanni  sotto  il  Duomo ,  come  pure  con  la  miniature  in  essi  eseguite  dal  Monaco  Fn 

provvisione  dei  a 3  agosto  1 339  dei  Signori  Benedetto  da  Matera. 
Nove  e  del  gran  consiglio,  ebe  ordinava  ri-        C/ùeta  di  S.  Z>rvMeiiico.— Qoetlo  rbie- 

spetto  air  accrescimento  della  chieu  roag-  sone  edificalo  sopra  una  piaggia  che  spio- 

iriore  nel  modo  dai  maestri  di  quell*  opera  fenda  nel  vallone  di  Fonte-Branda  fo  ineo- 

deaignito ,  qualmente  in  o/MfV  A 'CO  dietae  mincialo  a  innalzant  verso  il  isai  nella 

Bcelesiae  fam  ineepto nihiinminus soiieite  contnda  di  Camporeggi,  quando  gik  il  prì- 

9t eomiintte pritcedaiur.'^tkmcm.DtPh.Skfi.)  mo  pittore  toscano.  Guido  da  Siena»  l'an- 

Fratlanlo  non  deve  ommettersi  per  la  sto*  no  iunanii  aveva  dipinto  ana  tavola  che  in 

ria  dell* arti  ciica  l'epoca  e  gli  autori  che  cotesta  chiesa  si  conserva,  e  quando  il  pih 

architettarono  la  torre  campanaria,  anche  antico  miniatore  sino  dal  iti 3  avevi  colo- 

per  reUìBcare  quanto  fa  scritto  dal  barone  rilo  le  coperte  del  MS.  del  canonico  O'Ie* 

di  Rumohr  e  dal  Romagnoli,  nn  pagamento  rioo  intitolato  Ordo  Offteiorum^  on  nelh 

fililo  nel  1 963  dai  camarlinghi  di  Bichema  biblioteca  pnbblica  di  Siena, 
ad  un  maestro  pisano,  il  quale  terminava        II  convento  di  S.  Domenico,  dov*éhliero 

di  cnoprire  il  campanile  della  chiesa  mag-  stanza  S.  Tommaso  d* Aquino,  S.  Antonino 

giore  di  Siena.  —  (BicnairA,  lÀh,  di  Entr,  ed  il  B.  Ambrosio  Saniedoni,  fa  «dificaio 

«  Uteiia ,  B.  ora  L.  N,^  96  /b/.  17.)  nel  tempo  che  viveva  quest'ultimo  religioso 

Probabilmente  la  fabbrica  del  Duomo  sanese.  Nel  sec.  XV  venne  innalzato  il  cam- 

9eccAio,che  prima  del  i399  si  voleva  ione*  panile,  ed  ingrandito  il  contiguo  clansln). 
stare  con  VOpera  nifO(^,come  chiaramente        Dell*  annfssa  sagrestia  si  hanno  memoria 

Io  dissero  i  deputati  a  quelP opera,  aveva  del  principio  del  secolo  XIV,  come  lo  danno 

relazione  con  Ta ntica  Opera  del  Duomo  di  a  conoscere  diverse  somme  pagate  nel  1 3o8 

Siena,  rammentata  sino  dal  3i  ottobre  taso  e  i3o9  per  spenderle  nella  fabbrica  del  pi^ 

in  una  sentenza  da  due  canonici  sanesi  de*  lazzo  che  si  fiiceva  per  i  Signori  Nove ,  n>> 

legati   dal   Pont.  Onorio   III  pronunziata  gandosi  Tatto  nella  sagrestia  dei  fìratì  Predi* 

neir opera  nnwfa  fuori  della  ehifsa  mag-  calori  di  Ciiroporeggi.(5/io^/i  BenvogHeiUi 

giare  di  Siena.  —  Ted.  Papajako  nella  JffSS.  nella  Bihl.  pubbl,  di  Siena.) 
^al-d^Elsa.  Il  claustro  fu  abitato  fino  all'anno  1784 

La  lunghezza  totale  di  questo  omatissimo  dai  Domenicani,  i  quali  dovettero  cedere 

tempio  è  di  br.  fior.  i53,  la  larghezza  della  chiesa  e  convento  ai  monaci  Benedettini  ve* 

crociata  di  br.  89,  e  delle  navate  br.  49.  nuli  costà  dal  monastero  suburbano  di  S. 

Non  vi  è  Mngolo  che  in  questa  chiesa  sia  Eu^renio  fuori  della  Porta  S*  Marco, 
rimasto  nudo,  a  principiare  dal  pavimento        Chietadi  S.  Francesco.  —  Anche  qn^ 

al  suo  fastigio  e  dalla  ricchissima  facciala  sta  chiesa  vasta  ed  elevata  fu  incominciata 

fino  dietro  al  suo  ooro;  talché  fìa  impossi-  sopra  un  altro  sprone  di  poggio  che  scends 

bile  rinchiudere  in  un  breve  paragrafo  la  sopra  Porta  Qvile. 

nota  sol;imente  delle  sue  bellezze  artistiche;        Dicono  gì*  istorici  sanesi  che  i  due  fratelli 

fra  le  quali  il  pavimento  istoriato  dot  Bec-  artisti,  Agostino  e«]  Agnolo,  verso  il  iSsS 

cafumi  e  da  altri,  il  pulpito  insigne  di  Nic-  architettassero  cotesto  tempio,  e  che  il  cae- 

rolò  e  del  figlio  9UO  Giovanni  Pisano.  dinal  legato  Napoleone  Orsini  ne  gdtasr  i 

È  assai  nota  la  cosi  detta  libreria  del  fondamenti. 
Duomo  di  Siena,  dove  il  Pinturicchio  in        È  vero  peraltro  che  quesU  chiesa  di  ppiOQ 


S 1 B  N  S I B  N  3(rf 

lìaAcio  non  fu  iabbricaU  Untò  ?asUi  come  pero  non  i  stata  pib,  che  ft(  lappi*.  Imporr 
on  si  vede,  mentre  la  più  antica  precede  iàìà  in  lulii,  ciò  fiurebbe  dubitare  che  luite 
di  70  e  più  anni  quella  disegnata  dii  due  quelle  colonne  di  una  dimensione  uniforme  « 
fratelli  prenomiaati;  avvegnaché  il  Comune  avessero  servito  per  una  qualche  basilica,  o 
di  Siena  negl'anni  1249  e  ia$9  ordinò, che  portico  di  Slena  romana* 
si  pagassero  cento  lire  ai  frati  dell*  Ordine  Chietd  di  S.  J postino.  -^  Questa  belta 
de*  Minori  per  fabbricare  la  chiesa  di  S.  chiesa  ha  lina  magnifica  clausura  annessa, 
Franonco.  Essa  realmente  non  fu  ridotta  Convertita  in  abitaxione  per  IM.  eR.  Colle- 
nelta  ferma  grandiosa  che  ora  si  vede ,  se  gio  Tolomei.  Àuche  cotesla  RibbriC»  ii  alza 
non  demo  la  metà  del  secolo  XV.  Profa  ne  sopra  utio  sprone  meridionale  delta  citta  \ 
stano  due  grossi  pagamenti  ordinati  dalla  ed  ebbe  oHglne  fino d^il l'anno  ti 58 quando 
Signoria  di  Siena  sotto  dì  19  giugno  del  il  suo  focile  trovavAsi  fimrì  del  second*iU-* 
14680  ed  anco  4  anui  dopo,  il  primo  di  limo  cerchio  di  Siena. 
^000,  ed  il  secondo  di  1 6000  lire;  etilettuati  Fra  le  molte  pergiimetM!  possedute  dai  Fn^ 
in  mano  degli  opei:aj  della  fabbrica  della  ti  Romitani  di  S.  Agostino  di  questa  città  « 
ituoMi  chiesa  *U  S,  Francesco  di  Siena.  —  cui  furono  unite  quelle  dei  conventi  deali 
(Abgb.  Dm.  San.  Memoriale  if.*  isa  Jbl,  Eremitani  Agostiniani  di  Hosia^  diSesan* 
149,  e  if.^  194/0/.  40.)  ga ,  de*  Fattesi^  di  MonieeeMo  eoe.,  una 

Anche  le  Guide  per  la  citta  di  Siena  ne  scritta  nel  19  ottobre  deH'anno  1962  faceva 
arvisiDO,  che  nel  1448  a  spese  del  Comune  menxione  de*Romilani  Agostiniani  di  Siena, 
fu  accreiciuto  ed  abbellito  il  convento  di  Con  partito  |ioi  del  17  aprile  1 998  i  Si- 
S.  Francesco,  dove  nelP^slate  del  1460  si  gnori  Nove  ed  il  censiglio  della  Campana 
recò  ad  abitare  il  Pont.  Pio  II.  conci  defono  facoltà  ai  Frati  di  S.  Agostino 

Il  primo  claustro  quadrilatero  contornato  di  Siina  di  poter^amplitre  ta  ptana  davanti 
da  un  portico  a  colonne  fu  muralo  a  spese  alla  loro  chiesa.  E  nelPanno  stesso  lo  spe- 
ifi  llìcolnocio  Peironi.  Gli  altri  due  ctaustrì  daliugo  diS.  Maria  della  Sesta  diede  ordine 
più  intemi  si  edificarono  sul  declinare  del  di  vendere  a  quer  Frati  una  carbonaia  com 
secolo  XV  sul  disegno  dato  da  Francrsoo  piazza  situata  presso  il  muro  della  citià^ 
di  Giorgio.  Vi  stettero  i  frati  BUinori  Con-  fuori  della  Porta  mit  Arco  per  andare aS, 
▼entuali  fino  al  1789,  epoca  della  loro  sop-  Agostino,'-' {kwcm.  Din.  Fioa.  Corre  cif.) 
pressione,  quando  nella  chiesa  e  convento  Per  altro  il  tem^o  ed  il  convento  di  S. 
suddetto  entrarono  i  frati  JDomenicani  Ga«  Agostino  nel  secolo  XIII  erano  ben  lungi 
volti,  om  tornati  in  S,  Spirilo.  dallo  stalo  ghindioso  in  cui  1*  uno  e  1* altro 

La  confraternita  di  S.  Bernardino  con-  furono  posteriormente  ridotti.  Imperocché  ta 
tigna  al  primo  ctaiistro  del  convento  sud-  chiesa  più  antica,  fondata  come  si  disse  nel 
detto  è  ricca  di  pitture  a  fresco  di  eccel-  I958,  fu  rifatta  in  due  epoche  assai  dispa- 
ienti arfisli  senesi,  come  il  Sodoma,  il  Bec-  rate,  la  prima  dopo  la  metà'  del  secolo  XV, 
cafiirai,  il  Vanni  ed  il  Paccbiarotto;  pitture  quando  la  Signoria  con  delibéniione  del  dì 
state  tutte  modernamente  ravvivata.  8  ciugno  1468  fece  pagare  ai  Frati  e  capi- 

Càiesa  dei  PP.  Sericiti,  —  Nel  poggio  tolo  di  S.  Agostino  lire  19000  per  la  fab- 
dove  Al  fondata  cotesta  chiesa  esisteva  1*  an>  brica  della  loro  chiesa  ;  e  la  seconda  epoca , 
lica  parrocchiale  di  S.  Clemente.  Essa  nel  quando  nel  1773  fu  ridotta  nello  stato  at- 
1408  minacciava  rovina,  quando  per  or-  tua  le  col  disegno  dell'architetto  Van  vitelli, 
«dine  del  grsn  consiglio  furono  sborsate  ai  Rispetto  ai  tavorì  f^tti  alla  stia  grandiosa 
religiosi  Serviti  lire  4000  per  restaurarla.—  clausura  essi  spellano  alta  fine' del  secolo 
(Aaai.DiPL.SAii.  Jfeffior.Jf.*i99.y*o/.i56).    passato,  nel  tempo  in  cui  vi  abitavano  i  re- 

Finalmente  nel  1 598  si  rifabbricò  da  ca(*o  ligiosi  Agostiniani,  ai  quali  si  debbono  i 
a  fondo  la  chiesa  attuale  col  disegno  di  Bai-  doppj  e  ben  disegnati  chiostri ,  i  còmodi  e 
dsssarre  Pèroixi.  Fu  allora  che  quel  chiaro  numerosi  quartieri.  —  La  grandiosa  scala 
architetto  mise  in  opera  le  belle  colonne  di  peraltro  è  òpera  più  recente  di  Francesco 
marmo  cipollino  deirisola  Eubèa,  le  quali  Paccagnini ,  e  quella  del  vestihuio  esterno 
sorreggono  gli  archi  delta  navata  di  mexio,  dell'architetto  Agostino  Fantastici ,  a  dire- 
lotta  di  grandexza  uniforme,  e  tre  di  esse  sione  del  quale,  dieci  anni  dof»  soppressi  i 
di  un  sol  peuo.  Siccome  poi  cotesta  qualiU  Frali  che  l'abitavano,  nel  x  818  cotesto  spe- 
dì Biarmo  dopo  U  caduta  del  romano  im-   zioso  e  ben  situato  convento  fu  ridotto  ad 


368              SIEN  SIEN 

Ufo  de*  nobili  aluuai  trailocativi  dal  pula»*  fuori  di  Siena  ,  oltre  lo  ipedale  di  S.  Mìe* 

tAì ,  già  Cullei^io  Toloinei ,  riducendo  que-  colò  vicino  alla  chiew  di  S.  Pietro  alla  Bb« 

si*  ulUmo  a  residcnia  dtrl  R.  Governo.  gione ,  assai  dappresso  alla  Porta  (^mullia  ; 

Nfir antico  convento  di  S.  Agostino  di  e  finalmente  nel  1440  vi  fu  incorporata  an- 

Siena  furono  accolli  ad  ospizio  i  Pont.  Gre-  che  la  soppressa  Badia  di  S.  Loreaio  del- 

f orio  X.11  ed  Euf^enio  IV ,  nel   nuovo  yì  V  Ardenghesca  con  tutti  i  suoi  beni, 

dimorò  nel  1799  il  Papa  Pio  VI.  1  frati  Leccetani  che  stellerò  in  S.  Blir 

Chiusa  di  S,  Spirito.  —  Fu  eretta  tino  fino  alla  loro  soppressione,  accaduta  nd 
nel  1345  dirimpetto  alla  Fonie  Pispini^  1783,  fecero  riedificare  nel  tSJj  cotesto 
in  origine  abitala  sino  verso  la  m'*tà  del  tempio,  sebbene  la  facciata  di  travertino  non 
seoob  XV  dai  monaci  Silvestrini ,  dopo  dei  sia  slata  eretta  che  nell'anno  161 3  sopra 
quali  vi  entrarono  i  Frati  Domenicani  Gm-  una  doppia  gradinata  col  disegno  dall*ar- 
votli;  cui  nel  1468  \m  deliberazione  del  chi  tetto  Giovanni  Fontana, 
consiglio  della  Campana  furono  date  lire  Confrattrnita  di  S.  Caterina  da  5ic- 
jsooo  per  riCire  le  mura  alla  loro  chiesa  na,  —  Piccolo  ma  insigne  si  è  reto  qucst* 
di  S.  Spirilo.-^  (AaoH.  Dipl.  Sa*.  Memo^  oratorio  per  le  memorie  della  Santa,  e  per 
riaie  NP  laa.  /?>/.  i63.)  la  copia  e  bellezza  delle  pitture  che  P ader- 
ii Magnifico  Pandolfb  Petrucci  nel  i5o4  nano, 
vi  léce  innalzare  a  proprie  spese  la  cupola.  Trovasi  sulla  strada  maggiore  che  scende 

Nel  1783,  quando  i  fr^ti  Ga volti  furono  alla  piazza  di  Fonte-Branda,  ed  è  ufiiialo 

traslatati  in  S.  Francesco,  la  chiesa  e  con-  <iaglì   abitanti  della   contrada   denominala 

vento  di  S.  Spirilo  fu  cetluta  alPAccatle-  dell* Oca.  Fu  fabbricato  dal  Comune  nel 

mia  Ecclesi^istica ,  poscia  al  parroco  della  1464  dove  era  U  b>')ttega  di  tintoria  del  p^ 

chiesa  appressa  di  S.  M:iurizio ,  fino  a  che  dre  di  S.  Caterina  e  la  casa  in  cui  essa  na- 

liei  1843  vi  ritornò  da  S.  Francesco  la  fii-  Cf|ue.   Li  fìicciata  è  disegno  di   Cecco  di 

tuiglia  de* religiosi  Gavotti.  Giorgio,  nel  frontespizio  intemo  dipinsero 

Ifel  diioslro  annesso  alla  chiesa  si  con-  il  Riccio  ed  il  Folli,  nelle  pareli  laIcniU  di 

•erva  un  affresco  figurante  il  Calvario,  ope-  ihm  parte  il  Pacchtarotto ,  e  dalP  altra  il 

ra  prrgiatittima  di  Fra  Berlolomnioo,  detto  Saliroheni,  la  lunetta  sulP  altare  è  del  So- 

della  Porla.  doma.  Vanni ,  il  Sorri ,  Rutilio ,  Guolaiii 

Chiesa  di  S.  Martino, — Se  questa  non  ed  altri  distinti  pittori  sanesi  laTOnvano 

più  dirsi  delle  piìi  vaste,  né  delle  più  belle  nelle  pareli  della  confraternita  superiore.  Il 

chine  di  Siena ,  è  peraltro  una  delle  più  piccolo  clauslro  superiore  credcM  disegnalo 

«uliclie  dopo  la  cattedrale  ;  siccome  fu   1*  da  Baldass.«rre  Peruzzi. 

unica  a  dare  il  nome  ad  uno  dei  Terzi  della  Collegiata  di  Pro^entaao.  — Questa  d^ 

«:ìltà  e  delle  Masse ,  ed  è  la  sola  tra  quelle  vota  e  frequentissima  chiesa  a  croce  greca, 

della  cittii  che  tiopo  la  caltedr^ile  si  trovi  dove  si  venera  la  miracolosa  immagine  della 

rammentata  al   tempo  de*  Liongobardi.  —  Madonna  delta  di  Provenzano,  fu  eretta  nrl 

Inoltre  la  chiesa  di  S.  Martino  sino  dal  se-  1.^94.  Essa  trovasi  ufficiata  da  un  capitolo 

«»lo  XII,  e  forse  assai  prima,  era  stata  deco-  di  canonici   presediilo  dal  proposto,  ed  è 

rata  del  titolo  e  qualità  d'i cìùtt» cardinale.  Tunica  dignità  di  quest* insigne  collegiali' 

ossia  cura  eon  battistero ,  quando  essa,  che  Stabilimenti  Pii,  —  Spedale  di  S,  Ife- 

in  nel  primo  cerchio  presso  il  borgo  del"  ria  della  Scala.  —  Se  la  Toscana  richii> 

hi  città  di  Siena, dui  vescovo sanese  Ranie-  ma  a  se  1*  attenzione  degli  estranei  per  k 

l'i»  con  breve  del  1 7  settembre  1 168,  venne  numerose  istituzioni  di  opere  di  beneficeotf 

«'oncesu  con  tulli  i  suoi  beni  e  preminenze  che  la  rendono  superiore  a  molle  altre  paiti 

ai  canonici  LMlennenii  di  S.  Frediano  di  deirEuropa  civilizzata,  Siena  ne  conta  tante 

Ijiioca  ;  la  quale  concessione  fu  confermata  da  meritare  di  essere  queste  più  conosciutCì 

liei  secolo  slesso  dai  Pontefici  Alessandro,  f>ercliè  ilanno  anche  a  scoprire  lo  spirilo  e 

Lucio  e  Urbano  III.  —  (Paoci,  Serie  de*  la  civiltà  de^fuoi  abitanti. 

Pese,  e  Arci^.  di  Siena.)  Una  delle  isiiluzioui  di  caritk  per  leqaili 

Nel  1439  per  breve  del  Pont.  Eugenio  i  Saneni  furono  sempre  larghi,  sia  per  id- 

IV,  Iji  sIpsm  chiesa  fu  data  ai  frati  Leccetani  zianilà,  sia  per  lustro,  contasi  quella  dello 

di  S.  Siilvatnre,  tre  anni  dopo  aver  essi  ot-  spiedate  di  S.  Mari^  della  Scala,  cui   |ioste- 

tcuulo  il  priorato  di  S.  Malia  degli  Augeli  riormeute  se  gli  affigliarono  molli  altri  ì|N- 


Sl'fiN  S1EN               369 

hìì  di  cItUi  e  terre  della  Toscana  e  di  altri  di  da  Priamo  fratello  di  Giacomo  della 

Itali  ad  eaiB  lìraitroft.  Quercia ,  ossia  della  Fonie. 

ffoo  resiste  alla  buona  critica  la  Iradixio-  L' ingresso  maggkire  di  S*  Blaria  anie- 

ne  che  un  beato  ciabattino  per  nome  So^  gradus  è  sempre  folto  a  lev.  dirimpetto 

nore  si  no  dal  secolo  IX  fondasse  cotesto  spe-  alle  scaUre  ed  alla  facciata  del  Duomo  ;  le. 

dale.  Imperocché  senza  affermare  o  negare  grandi  soslruzioni  sono  dal   lato  oppodo 

che  costà  dirimpetto  alla  Ceciata  della  cat-  della  fabbrica  che  scendono  forse  per  60 

tedrale  fino  d*  allora  esistesse  un  ospizio  per  br.  nel  sottoposto  giardino  botanico, 

i  pellegrini ,  quando  si  tratta  di  prove  man-  A  questo  stabilimenio  per  i  poveri  inCer- 

cano  documenti,  nei  quali  si  faccia  menzione  mi  il  Granduca  Leopoldo  I  con  motupro- 

di  cotesto  spedale  ;  ne  si  conosce  eh*  io  sap-  prio  del  a  a  ott.  1 779  comandò  si  riuuissero 

pia  memoria  pib  vetusta  di  quella  indicata  varj  ^ledalelti  spars»  per  la  città,  fra  ì  quali 

ìld  un*  istrumenlo  del  16  aprile  10B8,  dal  lo  spedale  di  S,  NiceM  in  Sarto y  di  Jfo- 

quale  rilevasi  che  lo  spedale  di  S.  Maria  del-  nagnese  per  le  partorienti ,  quello  di  S, 

la  Scala  era  in  quel  tempo  di  giuspadronalo  Lucia  per  ì  pellegrini  ;  lo  spedale  di  S.  Se* 

del  capitolo  della  cattedrale  <« Siena.  basliano  per  gli  esposti,  e  Tallio  di  5.  ^n- 

In  conseguenza  di  ciò  1*  arciprete  del  Duo-  ionio  Abaie,  ora  confraternita  della  Miseri- 
mo  a  nome  de' canonici  continuò  a  confer-  cordia,  per  accogliervi  i  pellegrini,  ecc. 
mare  per  qualche  tempo  reiezione  dei  nuovi  Lo  spedale  di  S.  Maria  della  Scala  nel- 
tetlori  di  questo  spedale,  siccome  lo  qualifica  Tanno  laSo  contava  5i4  posseuiooi. — 
un  altro  istrumento  del  3  marzo  1094,  con-  Utilissima  riforma  non  meno  delT  altra  fu 
servati  entrambi  nelT  archivio  della  Scala,  quella  che  comandò  Talienazione  delle  tan- 
Fone  da  cotesla  padronanza  gli  spedalinghi  te  Grande  (tenute)  attinenti  a  cotesto  spe- 
di $•  Maria  ante-gradus  seppero  emanci-  dale;  e -ciò  col  doppio  scopo  di  arricchire  il 
parsi  innanzi  che  dal  concilio  di  Vienna  del  paese  e  di  concedere  i  diversi  predi  a  per- 
t3ii  fosse  stabilita  la  massima,  che  il  go-  sone  che  potessero  renderli  più  fruttuosi. 
verno  de*  luoghi  pii  e  specialmente  degT  o-  In  conseguenza  di  tali  disposizioni  econo- 
spedadi  non  dipendesse  piii  dagli  ecclesiastici,  miche  la  rendita  annuale  di  cotesto  spedale 

Che  questo  però  davanti  alle  tealere  del  fu  ridotta  costante. 
Duomo  non  fosse  in  orìgine  che  un  ospizio  Cosicché  questo  stabilimento  oggi  può 
per  i  pellegrini ,  sialo  esteso  più  tardi  alla  contare  sopra  un  incasso  che  ammonta  an- 
cora degl'infermi,  a  ricevere  gli  esposti ,  a  nualmente  a  .  .  .  .  Lire  1 791404.  — .  — 
distribuire  elemosine  ai  poveri ,  ecc.  me  lo  Senza    le    rendite  annue 
fa  credere  un  allo  del  ia65,  col  quale  Tom-  dello  spedale  degli  E- 
naso  vescovo  di  Siena  concedette  allo  spe-  sposti  che  sono  di  .  »      8,80 a.  ^.  — 

dile  in  discorso  il  prìvileeio  di  tenervi  un  rr                  r  •        .» 

,  ,              ,     '^         **  ■  .           .  ••  Totali  .  .  Lire  i88,ao6.  — .  — 

sacerdote,  mentre  la  anni  mnanzi  il  ve-  ' 

scovo  Buonfiglio  con  altro  breve  aveva  ac-  Spedale  di  S,  Niccolò  degli  Alienati, 

cordato  CkoIIù  al  rettore  dello  spedale  della  —  E  un'  istituzione  moderna  eretta  da  una 

Scala  di  fabbricarvi  una  chiesa  ;  forse  quel-  congregazione  antica  conosciuta  sotto  il  ti- 

Tontorìo  stesso  che  nel  1466  venne  ricdi-  tolodi  Confraternita  de* Disciplinanti,  os- 

fieato  in  maggiori  «limensioni  col  disegno  sia  della  Madonna  soiio  le  f^olte  dello 

Ji  un  tal  Guidoccio  di  Andrea.  Spedale.  Il  locale  di  S.  Niccolò  dopo  aver 

Al  secolo  XIV  spettano  le  immense  so-  servito  alle  monache,  nel  1818  fu  ridotto 

ilmziooi  e  aggiunte  fiitte  a  cotesto  slabili-  per  custodia  degli  Alienali.  Esso  è  caj^ce 

■Knlo  pio,  avvegnaché  nel  x  356  il  Comune  di  circa  60  individui  dementi,  mantenuti 

Siena  pagava  i  tegoli  e  gli  embrici  serviti  mediante  una  retribuzione  roensuale  dalle 

percuoprìre  la yàAftr^Vaiiuot'a  dello  spedale  Comunità  cui  appartengono.  Il  fabbricato 

di  S.  Maria  della  Scala. —(Bicbuha,  Bnir.  risiede  in  un  angolo  della  città  in  prospet- 

e  Usata,  B.  ora  Z.  If.^  ^i^fol.  33.)  tiva  ridente  e  ben  ventilato.  La  prima  mon- 

Sfella  prte  più  antica  dello  spedale,  de-  tatù»  e  direzione  devesi  al  governatore  Gin- 

nominata  tuttora  il  Pellegrinajo ,  esisto-  fio  Bianchi  ed  allo  zelo  del  benemerito  prof. 

no  ancora  gii  «iffrrschi  eseguiti  nell'anno  Giuseppe  Lodoli ,  che  occu possi  anco  della 

8)49  da  liuciano  da  Velletri ,  continuali  cura  de*  tignosi  riuniti  in  questo  stesso  «di- 

nel  1440  da  Domeoioo  Bartoli ,  e  più  tar-  tìzio,  dove  fu  preparato  un  quartiere  «•-. 

r.  r.  47 


pUéì»  pir  ricevere  ccmU  le  doane  gmiride  tidio  per  il  tUIo  Dei  primi  giorni  del  pilet- 

iKCttlte.  perio,  dislrìbuire  elcmoime  à  domicilio* 

-  SiMlMenio  di  Bitndiciià.  —  Quasi  nel  molte  penooe  vergognose.  -^^  Ma  wMtX  più 

ItJHipb  fleiao  che  la  confnleroita  prenomi-  rilevanti  tono  i  tusaidj,  dei  quali  etn  è  col* 

BttUi  iMidava  il  Reelusorio  JègU  Alienati^  lalrice  a  favore  di  coloro  che  ti  dedicano  ai 

I  Sancti  motti  dalla  siluaxione  lacrimevole  buoni  liudì^eciò  per  dispofisioni  bestamen- 

ddia  plebe,  afiàoiala  e  oppreiaa  dalla  care-  larie  fatte  negli  anni  1610  e  i63a  dai  Uti- 

alia  e  dal  tifo^  li  tanarono  votontariamenle  telli  Giulio  e  Deifebo  Mancini ,  t  nel  1^94 

1^  aprire  un  asilo  alla  mendicità  onde  rice-  dai  coniugi  Marcello  Biringuoci  e  Cmio- 

vcrvi  e  nutrirvi  i  questuanti  della  città,  e  dm  de* Vecchia 

•oGogliere  per  pochi  giorni  i  oonTtlewscnti        Gli  alunni  dei  primi,  os^ia  de^  Mancini, 

dbe  ctcivaito  dallo  spendale  della  Scala.  ricevono  per  un  intero  lustro  scudi  60  l*att- 

Déì  rapporti  annuali  di  cotesto  pio  sta^  no  con  obbligo  di  conseguire  la  laurea  dot- 

bilimento  sul  rendimento  di  conti  reki  dalla  torsle,  ottenuta  la  quale  ritirano  altri  60 

depntaitone  gratuita  che  vi  presiede,  si  ri-  scudi  per  le  ìpck. 
leva,  che»  oltre  le  spontanee  oblaiioni  dei        Gli  alunnipiringucci  debbono  Mwrr  già 

cittadini^  lo  slabiliroeniu  è  sussidiato  notd-  laureati  in  patria  per  recarsi  ad  una  delle 

bilmente  dalPlmp^  e  Rw  Governo.  Costì  non  università  più  celebri  italiane,  o  anche  fnorì 

ti  è  traseurata  né  1*  istruzione  religiosai  né  d*  Italia  con  un  assegno  mensoale  di  ti 

qoelia  citile,  ad  oggetto  di  fare  apprendere  scudi  romani  da  durare  per  un  settennio^ 

al  povero  i  doveri  del  cristiano  ed  un*  arte  con  poterlo  prolungare  sibo  a  dieci  anni  té. 

the  ponga  in  grado  i  loit>  figli  di  abbaudo«-  anche  confermarlo.  Era  poi  in  faooltà  della 

Bare  1* abbietto  meatiero  di  accattone;  giac-  stessa  compagnia  di   aumentare  T assegno 

^shè  quelli  che  vi  si  ricevono ,  meno  gP  im«  mensuale  agli  alunni  che  recavansi  a  studio 

potenli ,  sogliono  occuparsi  in  qualche  In-  fuori  d*  Italia.  Però  tanto  gli  uni  oome  gli 

tòro  piroportionAlo  ali*  età,  al  sesso  ed  alla  altri  concorrenti  non  sono  ammessi  per  l'i- 

capacità.  -^  Avvcrliàsi  poi  che  costà  la  re-  lunnato  se  non  sono  nativi  oppure  orìginsrj 

tlusioBe  dei  poveri  si  limita  al  giorno,  giac-  della  città  e  dello  stato  di  Siena, 
che'  al  tramontare  del  sole  essi  Hlomuno        il  numero  medio  degli  alunni  ManriDÌ» 

alle  loro  case,  non  saprri  dire,  se  facciasi  ciò  cui  annualmente  si  conferiva  il  posto,  soteta 

per  economia ,  ossi  vero  per  rispetbre  i  le-  essere  di  tre,  ma  quello  degli  alunni  Birin- 

gami  di  famiglia  e  quella  libertà  personale^  guoci  per  lo  studio  fuori  di  patria  negli  ■(* 

che  uon  suole  ottenersi  ne* reclusori  nottur-  timi  tempi  era  salito  fino  a  i3,  sennoocàè 

ni.  In  vista  della  quale  libertà  molli  accal-  attualmente  cotanta  elargita  è  stata  dioinoì- 

toni  sogliono  riguardare  le  pie  cast  di  la-  ta  e  tolta  la  conferma  del  settennio  per  J^ 

^^oro  piuttosto  come  luoghi  di  gastigo  che  ftinare  invece  una  parte  di  quegli  asiegei 

come  refugio  alla  mendicità.  alla  rimontata  università  di  Siena. 

Compagnia  dè^  Disciplinami  ^  o  detta  «v-  .  «l     •     •  j*  j  .* 

Ma^hmuTsoUo  le  rolie  Mio  Sptdalt.  -  D.$lr.bo..oa.  .nnae  d.  dot. 
n-ii    -•    •     I-          .     u            •.            ^  P**"  P*rlc  di  cotesla  Gon- 

nella stona  di  questa  benemerita  congrega  :  F'^^     %  ^ 

non  farò  parola  avendone  trattato  1* abate     .  ^T  *  *.  '  '\  \.\.         i3,700  — 

i^_4_     ,."^.  ,         , , ,,    .        ,  Annui  sussidi  dotali  di  re- 

U^àngelis  in  un  opuscolo  pubblicato  nel  .       „    .  a 

a  tt  iv-x     ILI  .•  L-».  a      .  £ia  col  tallone .  ...»  »     4,480—-' 

1098.  Dirò  solo  che  la  sua  antichità  è  ante-  tv.:- j-     n    •       j*   1.  •  . 

• t         ^  A  u        •         't  Itoti  di  col  Iasione  di  altri  sta» 

rioie  al  iftoS,  epoca  della  prima  riforma        ....        ^.  ,.  <«. «  ^  _ 

j^»^  «i  -.  ;-.!•      K-A    L     -1  e         bilimenti  di  Siena.  .  .  »  i3,8oo — "^ 

ne  eooi  statuti;   dirò  che  il  suo  scopo  fu  *  - 

tempre  quello  di  rendere  utili  ai  suoi  con-  Totalb  .  .  .  L.  i8,a8o««-' 

ciUadim  i  soccorsi  de*  quali  è   depositaria 

per  disposiùoni  pie  di  benefattori  che  accu-        Siahilimenii  d*  IstruMÌone  ptMiea  «-* 


mularono  in  essa  un  ricco  patrimonio;  a  È  opinione  invalsa  fra  molti  che  in 

onore  della  quale  istitutione  aggiungerò,  che  non  incominciasse  l*  Università  prima  dd 

la  sua  esistenta  fu  rispettata  da  tutti  i  gover-  t3ai,  e  che  ciò  si  dovesse  alle  premure  é 

ui  che  hanno  dominato  in  Toscana.  un  concittadino,  Guglielmo  ToIdbmì,  allon 

I  deputati  di  questa  compagnia  sogliono  professore  nell*  Università  di  Botogm,  il 

^conferire  annualmente  un  numero  di  doti,  quale  condusse  in  patria  la  maggior  paiie 

•imiministnirc  alle  partorienti  povere  i|u  sus-  di  quella  scolaresca  nelk  ctcoottuMUi  di  c^ 


S I E  N  STEN               37f 

iTTF  stjto  condannato  a  morte  in  Bologna  cbc  reca Yano  le  lettere  del  Comune  in  ilWcr- 

uno  di  qne*  scolari.  -^  (GBiaAmnAOct ,  StO'  se  palli  della  Toscana,  onde  invitare  i  tea- 

ria  di  Bologna  T,  11.  P.  IV.)  lari  a  venire  a  siudia  in  Siena.  — -(Bicnav 

Il  Cronista  Dei  forse  fu  il  primo  a  darne  na,  Entr.  e  Uscii*  By  ora  £.  If.^  i^/W.  29.) 

ravviso,  dicendo  «  che  nel  mese  di  maggio  Inoltre  neiraniiò  slesso  1248  si  pagarono 

liei  i3ai  venne  in  Siena  lo  studio  generale  lire  dieci  a  forma  dello  gtaUUo  a  maetlro 

Ji  Bologna.  Ha  poco  tempo  vi  stette,  im-  /'ìe/ro5f»a^juio/o  dottore  in  Fi«ici|.«--(/«0. 

perocché  lo  Cornane  avea  promesso  agli  sco-  eit.  B  5.  fol.  37). 

lari  venuti  da  Bologna  di  far  loro  avere  i  Era  per  avventura  cotesto  Pietro  Spagnii#f 
privilegi  del  convento  {Università)  e  poi  Io  quel  maestro  che  ao  ani|i  prima  fu  pro- 
non  li  poterono  avere,  e  per  questa  cagione  fessore  delle  decretali  in  Bologna,  qu«nd<f 
li  partirono  v.  Non  saprei  dire  se  fu  questa  un  suo  collega  guascone  lo  invitava  a  re« 
la  cagione,  o  piuttosto  1* altra  detta  dal  ca-  carsi  ali* UnivertitA  di  Pkdova  dove  il  mae^ 
Qooista  Pietro  Ancarano,  il  quale  viveva  sul-  atro  guascone  alkm  pfpfessava  la  materia 
la  6ue  del  secolo  XIV,  cioè,  che  i  Sanesi  pat-  stessa.  Ma  per  qui^  motivo  Pietro  Spagouov 
tairono  con  gli  scolari  condotti  da  Imola  a  lo  abbandonaste  la  giurìiprodcnxa  per  pro^ 
Siena  di  pagare  ai  medesimi  seimila  fiorini  fessare  la  sciruxa  fìsica  pon  è  cosa  agevole 
per  riscattare  i  loro  libri  lasciati  in  pegno  a  definire.  — •  (Tirasosoui,  Star,  delia  Lei- 
I  Bologna,  e  dare  ai  professori  Tannua  paga  terat,  hai,  T.  IV,  1*.  /,  Lih,  /.) 
Ji  3oo  fiorini  d*oro,  oltre  il  fornire  per  Che  poi  gì*  inclinabili  delP  Univeriitè  di 
1 6  mesi  gratuita  abitazione  agli  scolari,  con  Siena  risalghino  verso  la  aaetii  del   secolo 
che  il  governo  procurasse  di  ottenere  dal  XIII  lo  dimostra  una  bollii  del  Poni,  In- 
Poulefiee  il  privilegio  al  nnovo  studio  d|  noc.nio  IV  data  in  Perugia  li  a6  BovemlKe 
conferire  le  lauree.  dell*  anno  X  del  suo  pontificato  (t^tfia),  il 
Di  colesta  translazione  medesima  dello  cui  originale  fu  riscontrato  dal  cbiano  Ab, 
itudio  da  Bologna  a  Siena  fece  menzione  Marini  nell'archivio  segreto  Vaticano,  mea* 
Dino  del  Garbo,  nella  dilucidazione  al  se-  tre  una  sua  copia  esatta  esiste  in  un  libro  in 
condo  canone  sopr^  T  opera  di  Avicenna  che  gran  foglio  intitolato  «  Notizie  relative  alV 
dichiarò  compita  li  37  di  ottobre  del  1 3a5,  Unis^ersità  di  Siena  e  catalogo  de*  profes* 
sebbene  egli  la  incominciasse  in  Siena,  mcu'  sori  della  medesima,  dalP  anno  1946  in 
tre  vi  era  professore,  ^riam  ego  Dynus  de  poi,  libro  attualmente  posseduto  dal  pro- 
Florentia  minimus  inter  medicinae  docto-  fessore  di  Siena  Dott.  Giuseppe  Giulj, 
res  incepi  cum  riGViT  sruDWM  IV  cjrtTA'  In  quell»  bolla  diretta  ai   maestri  ^  ai 
TE  Seiijtuvìt,  et  liane  pattern  Avicennae  dottori  pd  agli  scolaci  del V Università  di 
ihi  in  catltedra  legi ,  sed  eam  compievi  eum  Siena  si  dichiarano  essi  ed  i  kidelli  esenti 
Florentiam  redii  propter  illius  studii  di'  dalle  i/nposiùoni,  servitf  ^  aagarie  acCf 
fninutionem  et  anniehilationem.  ecc.;  se  non  che  nell^  dettH  bolla  non  trovo 
Con  tuttooiò  altre  circostanze  mi  spingo-  fatta  menzione  del  diritto  della  laurea,  né 
no  a  credere,  che  in  Siena  assai  prima  del  dei  cancellieri  dell*  Uni  versile  r 
i3ii  avesse  origine  un  liceo,  se  non  fq  una  Arrogeciie  n<-gli  spogli  del  Benvoglitnti, 
compila  Università,  estratti  t\A\VArcli.  Dipi.  San. y  sono  indicato 
Rtalmente  Uberto  Benvoglienli  anche  su  sotto  gli  anni  ia6a,  1367,   1974,  1179; 
ltlen|ipoclo  raccolse  tali  e  tanti  documen-  laSo  e  ia85  diverse  piighe  per  salarj  ad 
'ifi  quali  sembrino  sufficienti  a  dimostrare  alcuni  maestri  e  dottori,  i  quali  Ifggefano 
che  in  Siena  fino  dalla  prima  metà  del  se-  in  Siena,  — >  (Bibi^iot.  Sah.) 
colo  XIII  esìsteva  uno  studio  Che  poi  1' uiifVfrsilk  predetta  nel   i3af 
Sul  qual  rapporto  io  non   rimetterò  in  non  fosse  ancori  stabilita  nella  casa  della 
arapo  la  notizia  re}(ìstrat« in  Bicherna  sotto  Sapienza,  Io  dichiarano,  in  primo  luogo  il 
fanno  i3aa,  quando  i  camarlinghi  del  Co-  jiaga  mento  fatto  nel  i3a9  per  conto  del  G»- 
mune  pagarono  a  tal  uopo  lire  11,  la  e  9  mime  di  Siena  per  la  pigione  di  una  casa, 
a  maestro  Francesco  di  Tura  di  Buonamico,  nella  quale  si  trovavano  i  feaflfali  del  piiH- 
fivvero  rammenterò  una  somma   che  cui  blico  per  rìporvi   i  libri  de'scoUiri;  ed  in 
«1  1^48  diedero  ai  maestri  Pepone,  Gio*  secondo  luogo  lo  sborso  di  lire  17.  16.  — • 
vannino,  a  Giovanni  de* Mordenti  ed  a  mae-  eseguito  nel  i333  dai  camarlinghi  di  Bi- 
itfo  Pietro  Spagnuolo  per  passarla  ai  mesfi  cherna  per  un  semestre  dflhp  pigione  4|cl|j| 


374              SIEN  SIEN 

nasterxi  di  S.  Vigtiìo,  gìk  reiiHenci  de)  Pire»  defe  il  ritrotato  dì  dipivfare  in  nunni,  I** 

Mìo  dd  DtfMHlimcwK»  deir  Ombnone,  sciatiilo  nei  figliaoli  t  s(*goaci   della  qaarlt 

La  direnoAe  M  cotesto  istitut*  é  MàsfUk  epoca  e  delia  saa  nuola ,  nella  quale  fifuvè 

•Ila  conosoiofa  imellifentt  e  bntuni  del  il  Gi¥.  Giuaeppe  Nasini  allievo  tmo  para 

prof.  Fratteeico  Nenci.  Nel  locale  «edcaimo  del  Vanni ,  eoe. 

è  alata  renila  «na  quantitii  di  pillare,  molle  A  conserTasi«nc  poi  dei  noonaneiKi  dell* 
delle  quali  tn  tatole  apparlenate  a  chteae  «  arte ,  aia  pittorica,  aia  statnam,  aia  arcln- 
eooyenti  aoppresii,  dote  <u  trovato  qnanM»  tettonica  della  città  di  Siena  il  Gtsdaea  Lm- 
i  pittori  iaoesi  fecero  di  meglio.  Sono  quel-  poldo  II  fino  dal  1819  iastitni  una  depo- 
le  pittare  disposte  per  ordine  di  età  e  la  pi*  tatiene  affinchè  vigilasse  non  aolameole  ao* 
tiacotMB  pobblioa  taoese  dà  meglio  a  cono»  pra  gli  oggetti  d' arte  cbe  si  trovano  si- 
scere  quanto  fosse  giusta  la  sententa  dell*  A-  toati  nelle  chiese,  conventi  ed  altri  pabUici 
b^te  Lanti  allorché,  sia  perreie«iOfieéfe*co-  stabilimenti ,  ma  ancora  nelle  strade  e  piai- 
kri,  sia  per  V  aria  ralUgrame  e  gafa  eie  *  ae  di  Siena,  compresa  1*  ardiitettnca  4i  lan* 
«•llf ,  caratterixtò  la  pittorica  aeneae  Itela  te  belle  fabbriche  privale  egregiamente  oi> 
MCHoia  fra  lieto  popolo,  -^  Che  se  costà  stratte  di  mattoni  sema  intonaco, 
fosse  rìonila  la  celebre  tavola  dipinta  nel  Aceadetnie  eeierUifiehe  e  letterarie.  -^ 
1130  da  Goido  da  Siena,  ora  nella  oh.  dì  S.  Ì)opo  Firenze,  scriveva  1*  Abate  Tiraboschi, 
Domenico,  e  la  miniature  staU  fatta  sul  MS.  {Stor.  Mia  Lefter,  ital.  T.  f^II.  P.  A 
del  I  ai  3  esistente  in  quella  pubblica  libreria  tib,  /.)  non  vi  ebbe  città  della  Toscana  cbe 
intitolato  :  Orio  Cfffldorum  Senentis  Ee^  in  numero  e  ha  fama  di  letterarie  adnsaoae 
clesiae^  la  raccolta  delle  pittore  dell'  Isti-  sì  potesse  paragonare  a  Siena, 
tato  delle  Belle  Arti  di  Siena  sarebbe  per  Lii  pia  antica  di  tulle  è  quella  de*  Jioaxi, 
ansìanilà  di  autori  la  prima  di  tutta  lulia.  cai  succede  1*  accademia  degl*  Intronati  ,  la 

Osservava  giustamente  il  Padre  della  Val-  prima  nata  ne!  principio  del  aecolo  XV,  la 

le  che  la  scuola  pittorica  di  Siena  spiega  un  seconda  circa  5  lustri  dopo.-^  L' aocodeoaia 

talento  speciale  per  1* invenzione  e  per  Te-  de*  Fisioeritiei  appartiene  alla  ftne  del  sr- 

spresslone.  Neera  difficile^ soggiungeva  TA*  colo  XVII  ;  più  giovane  delle  altre  i  la  TV. 

bete  Lanzi,  studiare  quesf  altima  parte  in  gea^  che  fa  aperta  d->po  la  metà  àt\  jeoolo 

una  eittà  si  nemica  delU  simulauùne  co-  XV 111  dal  più  grande  econombla  de*  suoi 

m*  è  Sietta;  rfoo'  e  per  lo  spirito  e  per  Ve^  tempi,  V  areidiacono  Salustio  Bandtnì.  Non 

ducatione  si  ha  pronto  nella  lingaa  e  nel  dirò  di  un*  accademia  po^ica  dt  dame  si- 

Mìo  ùiò  ohe  si  sente  nel  cuore,  —  Cotesta  nesi  nata  e  protetta  dopo  la  metà  del  seco* 

verità  pronnOziata  da  un  uomo  venerando,  lo  XVI 1  dalla  Gvandochcfsa  Vittoria  deUa 

tmn  toscano  e  non  appaif ionalo ,  onora  tal-  Rovere  dopo  rimasta  vedova  di  Ferdimn^ 

ttanre  il  carattere  dei  Senesi,  che  non  ho  do  II,  le  componenti  della  quale  aiceaderoìa 

potuto  fare  a  meno  di  ripeterla.  tennero  le  loro  adunanse  pobbliebe  amai 

Qaaato  al  numero  degli  artefici ,  Siena  frequentate,  finché  visse  hi  Principessa  prò* 
tlipelto  alla  saa  popolazione  n*  ebbe  molti  lettrice,  dopo  la  cui  morte  si  spense  aacha 
iUichè  contò  molti  cittadini  ;  scemato  però  cotesta  poetica  società.  <—  L*  ioìcadenb  de* 
il  miMero  di  qtiesti,  scemarono  atiobe  i  cui-  Hoaat  fa  soppressa  da  Cosimo  I  avendo  ni- 
tori delle  Beile  Arti,  fintanto  che  sotto  il  go-  gione  di  temere  che  quelle  assemblee  fosse- 
verno  Mediceo  ogni  traccia  di  scuotale  ven*  ro  dannose  alla  pubblica  tranquillità  per  la 
ne  meno.  Sono  della  prima  epoca  oltre  la  fervidezza  de*  Saifesi  assai  pronti  ad  «coca* 
miniatura  del  iai3  e  la  pitturs  del  laao  dorsi.  Alla  sventura  stessa  «Vilous  fu  sog- 
di  Guido  da  Siena  ,  i  mosaici  di  Fra  BItno  getta  1*  accademia  degl*  Intronati^  ma  tanto 
da  Torrita ,  i  dipinti  di  maestro  Duccio  di  1*  una  che  1*  altra  rivìssero  al  principio  ilei 
Boninsegna,  di  Simone  di  Martino,  o  di  secolo  XVII  sotto  il  Grand  aca  Ferdinando  I. 
Simone  Memmi,  ecc.  ^o  Si  distinsero  fra  Frattantoraocademia  degl*  M/ro«a/i  non 
quelli  della  seconda  epoca  il  Raggi,  detto  potendo  più  rìoorgere  al" antico  splendorr, 
il  Sodoma  ,  il  Beccafumi,  il  Pacchierotto,  nel  i654,  si  assodò »d  altra  accademia  det- 
Baldassarre  Peruzzt,  ecc.  —  La  terza  epoca  ta  de*Fi/oiPM</,  nata  clandestinamente  nel» 
comincerebbe  col  Riccio,  o  Bartolorameo  Ne-  t5S6,  e  questa  feoe  il  ouo  nome  «eiraNn 
roai  e  col  Salimheni  seguiterebbe  col  Ga-  degl*  Intronati^  alla  quale  fid  V647  fb 
•oUiri  e  col  Cav.  Francesco  Vanni ,  cui-  si  accordato  |1  gestro  aperto  iiel|Mla9^  {ai|h 


87<              SIEM  SIEN 

fòMcro  Itali  an  tempo  rabaU  e  Teiidttti  i  Innanti  V  iaUodqwic  del  tiitawi  édk 
peto  di  carta  molti  pregefoli  libri  e  memo-  ipoteche  il  Montw  d9*  Paschi  affiib?»  U 
rie  di  antichità  sanesi.  tomme  richieitepià  alla  probità  iadÌTidoak 
Nello  stesso  palazzo  pubblico  si  consir-  che  ali* esame  delle  respettiYe  rirrhftie»  co- 
irano  a  terreno  dae  altri  architi  importali-  mecche  il  richiedente  dotesse  associarti  una 
tissiml.  Il  primo  è  quello  Cibile  o  de*ifo-  o  più  persone  possidcoli  e  solfanti»  le  quali 
tari,  raccolto  nel  i56o  costà,  dofe  sotto  il  stassero  garanti  al  pagamento  de*  frutti  e 
governo  del  Granduca  Leopoldo  I  furono  della  sorte  al  pari  del  mutuante, 
depositati  gli  archif  j  minori  della  meroan-  Del  resto  tutte  coteste  precauiioni  cessa- 
sia,  dell* arti  e  mestieri  con  i  respetti yì  éU-^  rono  dopo  1*  introdozione  del  sittena  ipo- 
ioti,  oltre  una  serie  considerabile  di  pn^  tecario  »  per  cui  inutili  oggi  si  rendono  le 
gamene  ascendenti  in  tutte  a  circa  190O0 ,  doppie  firme,  senza  alcun  obbligo  al  UMnIe 
succintamente  spogliate  dall*  Abate  Pietro  della  restituzione  del  capitale;  il  quale  poi 
Paolo  Pizzetti.  —  Il  secondo  è  V  archino  anche  estinguersi  a  piccole  frMÌoni  che  il 
sottoposto  alla  soprintendenza  della  Camera  Monte  d^Fateìii  riceve  àéì  particolari  dà 
comunitativa  delComp.  di  Siena,  ricco  esso  deposili  in  danaro,  corrispondendo  al  ma- 
pure  di  MSS.,  di  membrane,  di  tìsite  pub*  tuanle,  attualmente,  di  fruito  il  3  |>  per 
bliche  per  la  città  e  lo  stato  sanese ,  eoe.  cento,  mentre  dal  Monie  stesso  s^imptegaao 

L*  archivio  deW  Opera  del  Duomo  è  i  capitati  al  4  {  per  cento, 

neritetole  delle  osscr fazioni  dello  studioso  Monte  Pio.  <—  Piìl  antica  di  qualche 

che  bramasse  dì  recare  qualche  màggiSr  lu-  secolo  è  la  fondazione  del   Monte  Pio  di 

me  alla  storia  di  quel  magnifico  teippio.  Siena,  percbÀ  fu  istituito  sino  dal   1471, 

Vi  è  uno  spoglio  succinto  dì  numero  i586  quando  imprestata  moneta  ooll'oasfa  di  6 

pergamene,  consistenti  in  contratti,  dona-  denari  per  ogni  lira  {%  ^  per  cento).  Fa 

zioni,  prof  visioni,  pagamenti  di  lavori  ecc.  chiuso  e  poscia  nel  1569  riaperto  nel  fid»bii- 

a  partire  dalla  carta  più  antica ,  che  è  del  calo  della  dogana  presso  la  resìdenia  del 

looa  fino  air  nltima  che  scende  al  1780.  Monte  de* Paschi  che  sussidia  il  primo  qua* 

V Archivio  delio  Spedale  della  Scada  lora  gì*  imprestiti  eccedono  il  suo  capitale. 

non  è  fra  i  meno  importanti  di  celesta  città,  L*  interesae  annuo  é  del  5  per  cento,  asa 

per  gli  alti  pubblici ,  sia  per  gli  originali  la  frazione  dei  mesi  suole  calcolarsi  per  m 

statuti  del  pio  stabilimento,  ricopiati  in  lin-  mese  intiero. 

gua   volgare  per  ordine  del  rettore  dello  m               w%        •<•  i*  ..•     »      v 

l^.u  ^m-Jr  l-^n«  fi«ii..«l«  Ji  nr;.!^  '^'"»         Depotiii  foiti     Per  la  somma 


spedale ,  messer  Jacopo  figliuolo  di  Cristo-  _ 

fano  di  Mancino  cittadino  sanese ,  che  nel  a,      w% «MOn        «  ^*  y*     «   » 

17  luglio  deiranno  i3i 8  offrì  tutti  i  suoi  .«,  ^            »        *.               ^.i. 

L^_:  **       ,  ,  «TI         I  11*  1040  ••...»  3o,a7>  ...»  663,000 

beni  a  quel  luogo  pio.  Il  quale  spedalingo  .a;  .    '.                 -o* 

r    ,     i       '        •'^.  I.  1  «841 »  a5,974  ...»  386,000 

fu  da  alcuni  equivocato  con  altro  messer  Ja-  •  ;  »»  /  ^                      » 


oopo  di  Bencivennì,  eh*  era  stato  rettore  del- 
lo spedale  medesimo  neiranno  ia65. 


1843 4i  a5,3f 8  ...»  5oi,ooo 


Fra  la  collezione  delle  pergamene  sonovi        Banca  Senese,  —  È  la  più  recente  e 

più  bui  lettoni ,  o  copie  autentiche  di  con-  ^one  la  più  attiva  istituzione  oommeccìale 

tratti  scritti  dopo  il  1 166.  di  Siena,  essendo  stata  aperta  nel  prino  asag. 

Motitt  de^  Paschi  e  Monte  Pio.  ^  Il  gio  dell* anno  184 a.  Essa  ha  tolta  la  dittcoltà 

Monte  de* Paschi,  la  coi  fondazione  risale  somma  alle  persone  industriaU  di  Irovase 

al  i6a4,  è  un*  istituzione  originale  e  dirò  denaro  pronto  e  per  poco  tempo  a  diacfflo 

propria  di  qnesta  città,  creata  nello  scopo  di  frutto,  dondechè  le  sue  operazioni  hanno 

frenare  le  usure  eccessive  che  riescivano  a  ravvivato  1*  industria  mam&tiurìen  , 


danno  dell*  indostria  territoriale  e  delle  qua-    marciale  ed  agraria  non  solo  della  città,  oh 
si  spente  manifiittnre  del  paese.  di  tutto  1*  antico  suo  stato ,  in  modo  che 


Le  prime  costituzioni  del  Monte  de*  Fa-  colui  il  quale  abbia  visitata  Siena  nelFanno 

ichi  sono  atteggiate  a  seconda  delle  idee  e  1841»  «  poi  rivista  nel  1843,  gli  sembrerà 

dei  pregiudizi  municipali  di  qoelU  età,  stati  trovaria  riaorta  a  vita  nuova, 

tolti  in  gran  parte  ai  tempi  nostri ,  giacché  Con  quanta  celerità  cotcata  banca,  abbia 

non  si  ammettevano  al  godimento  del  ere-  esteso  le  sue  openzioni  lo  dà  a  eonoaoere  il 

idilo  dei  Mouie  dé'PasM  che  ì  Sanesi.  rapporto  fiato  nel  prioM)  anno  da  quella  dir 


SIEN  SIEN  377 

rcsiooe,  e  mcglia  anoon  lo  dimotticrà  il  /ìin/o  Uberto  Bmvoglienii  ccunmina^a  pel 

nppoito  del  lecond*  anno.  mettOf  ed  i  stata  gran  disgrazia  ancfte 

La  Banca  senese  si  aprì  con  un  capitale  per  Lei  che  l*  abbiamo  perduto  ;  ecc. 
di  lire  i5o,ooo;  le  operazioni  dei  primi  Ire        Uomini  più  celebri  nelle  sciente  e  nel' 

mesi  non  oltrepassarono  le   60,000  lire»  /e /e/<ere.  —  Se  dovessi  noverare  tutti  gli 

mentre  negli  ultimi  tre  dell'anno  bancario  ingegni  sanesi  più  insigni  in  varj  get.ert  di 

salirono  fino  a  1 80,000  lire.  ^-  Nel  totale  virtù  iton  mi  bastCrebbiB  un  libro, 
le  operazioni  attive  nel  primo  anno  furono        Ldisciandoa  parte  i  più  Cimosi  per  santità 

di  lire  i,i79»97a.  5.  4  ;  mentre  nei  primi  o  per  eresie,  i  molli  pontefici,  cardinali,  i 

otto  mesi  del  secondo  anno,  cioè,  dal  primo  tanti  prelati  e  distinti  dottori  della  cbiesd 

maggio  a  tutto  dicembre  del  1843  il  suo  the  ebbero  i  natali  in  Siena,  mi  limiterò so^ 

giro  bancario  è  stato  di  lire  1,465,796.  9.  4.  lamenteagli  artisti,  agli  scienziati  ed  ai  leite- 

Indttstrie  principali  della   città.  —  rati  più  conosciuti,  come  sarebbeit?,  per  mo- 

DìàìÌB   prima  esposizione  delle  manilatture  do  d*  esempio ,  un  Folchacchieri ,  che  forse 

eseguita  neir  agosto  del  1843  si  rileva,  che  fu  il  primo  tra  1  poeti  italiani,  siccome  uno 

in  Siena  primeggiano  i  teisoti  di  sela«  di  de*  più  moderni  e  più  distinti  improvvisa- 

lino  e  di  cotone,  i  cappelli  di  feltro  ed  in  tori  riesci  il  remméiitato  Cav.  Pemtti.  Ri- 

sia|olare  modo  gì*  intagli  in  legno.  corderò  Guido  da  Siena,  il  più  antico  fra  i 

Clima  di  Siena,  — >  Innanzi  di  chiudere  pittori,  e  Mino  da  Torrita,  il  più  vecchio  in 

questo  lungo  articolo  non  sarà  forse  inutile  genere  mosaici,  senza  dire  di  un  Beocafumi, 

aggiungere  qualche  parola  rispetto  al  clima  di  un  Raggi  sopracchiamato  11  Sodoma , 

di  quesla  città,  tanto  più  che  la  topografia  senza  citare  fra  gli  architetti  più  insignì  un 

atmosferica  esercita  una  singolare  influenza  Francesco  di  GKorgio,  nn  Baldassarre  Peruz- 

sulla  salute  degli  abitanti.  —  Se  toceaise  zi  ecc.  tutti  capiscuola  Senesi. 
a  me  lo  scegliere  nella  Toscana  do^e  me-        Fra  i  sommi  canonisti  peraltro  rammen- 

^lio  vivere^  dioeva  il  PadreDella  Valle,  da-  terò  Mariano  Sozziili  il  vecchio,  di  cui  fie- 

rei  la  preferema  nelV  inferno  a  Pisa^  e  ce  on  magnifico  elogio  il  suo  concittadino 

nell^ estate  a  Siena,  £)nea  Silvio  Piccolominì,  poscia  Papa  Pio  II, 

Per  verità  il  clima  di  questa  città  Qella  abilissimo  egli  stesso  in  varit  ramidiscien- 

calda  stagione  è  delizioso,  mentre  nell'  in-  ze  non  che  in  belle  lettere, 
▼erno  vi  dominano  frequentemente  i  venti.        Ricorderò  un  Bertolommeo  di  Mariano 

ed  in  special  modo  quelli  di  grecale.  Non  Sozzini  che  tra  i  professori  di  dritto  civile 

io  già  vorrei  dare,  come  dava  quel  buon  non  fu  inferióre  ad  alcuno  del  secolo  XV, 

frate,  al  vento  grecale  la  virtù  di  trasportare  nel  qual  tempo  fn  gli  altri  si  distinse  il  sa- 

neir atmosfera  di  Siena  e  delle  sue  vicinan-  nese  giureconsulto  Bulgarino. 
ce  le  molfcule  saline,  donde  egli  supponeva        Citerò  fra  i  sommi  naturalisti  e  dottori 

che  rtstassero,  dirò  così, conditi  di  brio  gli  un    Mattioli,  un  Birìngucci,  un    Baldas- 

abitanti  di  Siena.  sarri ,  un  Abbate  SòKtani  un  Giulio  Man- 

liiiperocchè  è  innato  nei  Sanesi  un  inge*  eini,  un  Giuseppe  liodoli,  benché  ad  alcuni 
guo  fervido,  sveglialo  e  di  gran  fuoco,  per  di  essi  Siena  non  fosse  stata  loro  culla,  ma 
cui  eccellenti  pittori  e  poeti  escirono  dì  co*  solo  patria  di  affezione, 
sta  ;  talché  iiiun  pittore  prima  dei  Siine  si,  la-  Ris(>etto  ai  più  grandi  scrittori  di  cose  pa- 
sciò  memoria  di  se,  e  niuno  dopo  il  Tasso  trremi  limiterò  ad  où  Orlando  Malavolti,  a 
ed  il  Petrarca  meritò  fra  i  poeti  estempo-  Giugurta  Tommasi,  a  Celso  Cittadini,  a 
ranci  la  corona  d*alloro  che  ottenne  sul  Cam-  Uberto  Benvoglienti,  a  Gii/.  Antonio  Pecci, 
pidoglio  il  saiiese  Cav.  Perfetti.  Gì*  inge-  ad  Ettore  Romagnoli,  mentre  un  nome  che 
gni  di  cotesti  abitanti^  scriveva  Muratori  equivale  ad  un  tesolo  é  quello  dell*  arcidia- 
a  Giovanni  Antonio  Pecci,  sogliono  aifere  cono  Salustio  Rondini  stato  il  primo  econo- 
mali Juoeo:  ella  né  ha  troppo  poco;  il  de-  mbta  del  secolo  passalo. 


V.  V.  ilB 


t7$ 


a  Pofoldiitm  itila  CtrtJ  •  CoMoMtJ  ai  Btm 
«  ein^t  epoelt*  dinrn 


S.  Dotato  all'Arco  in  5.  Mkàtlt  olii 
Badia  nuova  dopo  il  1745 

3.  Martino,  Prìoralo  con  aa>  poi 
diS. Giorgio  Mi^reuanel  ijS], 
pren  ti  Catione  Isratliti€a 

3,  Spirilo,  tiMpoiUto  (la   " 


«Vìi 


.  Giorgi 
nppmto  nel  13  81 
S.  Pellrgrino  tni\tUlo  nel  178I  ncllt 

S.  Pietro  in  Catttl*eeMo,  &altorìa 
S.  Pitlroatìa  JfagiDnc,  eoa  patte  dall' 

■Doetao  della  aoppnai  con  d«'  SS. 

VinctDiio  e  Anaitaiio 
S.  Pietro  a  Olite,  Brllom 
SS. Pimntt PaolOjtnspoTiAìaìiitì  i;8i 

in  S.  Giofanniao  in  Panlaatto 
SS.  Qairieo  a  Giililta  con  I'  aoneaia 

delta  cara  di  S.  Man»,  aoppnsM  nel 

17B3,  e  pirtedellacaradiS  HiutJala 

■Ila  Eon,  toppreua  oei  iSiS. 
S.  Salvatore  la  S.  Agottlao  con  I' 

ncMo  di  S.  Agila,  cara  riunita  Dell  ;83 

a  quella  di  S.  Uuttioia 
S,  Stefano  alla  Lina,  con  1'  ■ 

dì  S.  Barbera  alta  Forino»  e  parte 

della  tnpprem  cun  de'  SS.  Vhucimo 


1381 

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.  Àbit.tf."  15998  iSUi 


9 1 E  N  S I E  N              ST9 

S««A,  GomiiTA*  i»  TwMMO  m  Citta'  ^'«  Plowolmi  V  altri  del  T^^io  di  S. 

Martino, 

Il  lerrìtorìo  di  qiiesU  Gorounitl  oocapa  Queste  due  G>inunitè  suborbane  furono 

una  tnperfìctedi  16488  quadr.,  340  dei  qua-  ingrandite,  allorché  col  regolamento  del  a 

K  spettano  a  corsi  d*  acqua  ed  a  pubbliche  giugno  del  1777  il  Granduca  Leopoldo  I 

strade.  Costì  nel  i833  stavano  fissi  4443  soppresse  la  Uomunltà  del  Terio  di  Ca- 

indÌTÌdoi ,  a  proporzione  di  circa  aa^  abit.  muilia^  ripartendo  S  suoi  17  -«jomonelli  fra 

per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  imponibile,  quelli  delle  Comunità  dei  due  7Vr«ì  super 

Cotesto  territorio  nella  sua  maggior  lun*  stiti,  quelli  di  Città  e  di  S,  Martino.  Pai 

gbexza  da  settentr.  a  ostro  stend^i  per  gr.  tal  guisa  alla  Coro,  del  Terto  di  Città,  ok 

o.  6'  la"  in  long»,  dall* Imbocco  della  P^ia  tre  i  Tenti  oomonelli  antichi,  furono  ag< 

di  Faihriea  nella  postale  Romana  presso  gregali  altri  dieci  fino  allora  appartenuti 

Y  osteria  del  Ceppo  sino  al  Ponte  a  Tref^  alla  Com.  del  Ter*o  di  CamuUia^ 

sa  ;  mentre  la  sua  maggior  larghezza,  a  par*  1  primi  Tenti  comunelll  spettanti  al  7Vr- 

tire  dal  Ponte  di  Larniano^  da  pon.  al  suo  so  di  Città  si  appellafanot  i«  Jgostoli  ^ 

leT.-scir.  sino  alla  Porta  itofuomi  corrispon-  a.  Àrsieeiolit  3.  S,  Appoilinare;  4.  Ca» 

de  a  gr.  o.  6' Bo'' nella lat il.  settentrionale,  sciano;  5.  Certano;  6.  Formicafa;   7. 

Confina  con  il  territorio  di  einqae  Como*  Ponte  Benedetta  ;  8.  Ginestreto  ;  9  Gaii- 
Rita.  —«Dalla  Porta  di  Camullia  lungo  la  gncùto;  io.  Monieechio;  li.  5.  Margke* 
Strada  postale  fino  a  Fonte-Becd  badi  f^n-  rito;  la.  Monsindoti;  iS«  S,  Maffeo;  14, 
te  a  leT.  la  Comunità  àeWe  Masse  del  Ter-»  S,  Maria  in  Tresta;  iS.  Monte  Albueeio^ 
tto  di  S.  Martino,  La  medesima  strada  pò-  16.  Manistero  ;  1 7.  Trofota  ;  18.  Terrena 
alale  da  Fonte-Becci  fino  air  osterìa  delGep-  iano\  tg.  S.  Teodoro;  ao.  Fb/ie, 
pò,  e  dair altra  parte  per  la  Tlaeomnntla-  1  dieci  Comnnelli  stati  rioniti  alla  Co* 
tÌTa  della  Castellina  sino  dsTanti  al  Castagno,  munita  del  Ter%o  di  Città  sono  i  seguenti  1 
ba  davanti  a  seti»  la  Comunità  di  Monte-  t,  S.  Bartolommeo;  a.  S.  Prospero;  S, 
riggif>ni ,  con  la  quale  oonlinna  a  fronteg-  S,  Petronilla;  4.  f^ieo  d^Arhia;  5.  Mar* 
giare  dirimpetto  a  maestr,  per  le  strade  co-  ciano;  6.  Fonte  Beeei;  f .  Uopini;  8.  S,  Dal* 
monitatiTe  del  Pian  del  Lago  e  di  S.  Co*  ma%io;  9.  Badia  a  Quarto;  io.  Castagno^ 
loroba;  finalmente  per  tortuosi  ed  artificiati  Niuna  delle  due  Comunità  delle  Masse 
oonfint  sino  al  fosso  di  Larninno ,  do?e  ba  capoluogo  speolale|  né  conta  alcun  paese 
jottentra  il  territorìo  oomunitatiTO  di  So^i-  murato ,  cosicché  i  loro  rappresentanti  co* 
eitle,  da  primo  dirimpetto  a  pon.  mediante  munitaliri  tengono  le  adunanze  magistrali 
il  fosso  prenominato,  poi  di  fi*ontea1ib.  per  nelle  stanze  della  cancelleria  civica  nel  pa- 
la TÌa  rotabile  della  Montagnuoia  e  per  con*  Isoo  pubblico  di  Siena, 
fini  artificiali  fino  xlla  strada  R.  Grossetana,  Questa  del  Teno  di  Città  non  è  attra* 
cbe  percorre  dalla  Grotta  fino  al  Chtesino,  versata  da  alcun  fiume,  sivrero  da  borri  e 
e  di  là  per  il  borro  della  Fogna,  Su  questo  torrenti,  il  maggiore  de*qiiali  é  quello  della 
atesso  borro  voltando  da  lib.  a  scir,  il  lerri-  TresfOyChe  passato  il  ponte  omonimo  entra 
lArie  in  diseorso  va  incontro  al  torr.  Sorra,  neirArbia;  mentre  i  torr.  Ser penna  e  Rigo 
ebe  separa  la  Comunità  del  Terzo  di  Città  si  vuotano  nel  fi.  Merse. 
da  quella  di  Monteroni ,  cod  la  quale  passa  Tutti  questi  ed  anche  i  minori  corsi  d*  ac- 
nel  borro  delle  ilo  te,  quindi  nel  torr.  7Ve#-  qua,^  attesa  la  molta  loro  pendenza,  sono 
Jtt,  finché  scende  al  Ponte  a  Tretsa  sulla  precipitosi,  trascinando  seco  una  quantità  di 
strada  postale  Romana.  Rimontando  questa  aolle  argillose  cbe  costituiscono  la  masa'ma 
▼ia  regia  trova  dirimpetto  a  lev.-grec.  fino  parte  della  superficie  meridionale  della  Co- 
alla  Porta  Romana  il  territorio  comunità-  munita  in  discorso.<«o-Ditti  la  massima  par- 
tivo del  Terso  di  S.  Martino,  Finalmente  te,  poiché  ne* suoi  confini  a  maestr.  e  a  pon. 
si  iooea  eon  le  mura  urbane  di  Siena  dalla  si  distendono  i  fianchi  orientali  di  Monte 
Porta  Romana  girando  ver«>  Porta  S.  Mar-  Maggio  e  della  Montagnnola,  formati  di  cal- 
co. Porta  Laterina,  e  di  là  voltando  dire»  care  oavemoso  e  roetamoHbsuto.  Fra  le  fiiU 
sionc  da  pon.  a  sett  toeca  la  Porta  di  Fon-  de  meridionali  del  Monte  Mnggio,  ed  il  fott 
te-Branda  per  girare  i  bastioni  estemi  dplla  so  Bigo  esiste  il  noto  Pian  del  Lago,  stato 
Ibrtecza  sino  alla  Porta  di  Camullia,  dove  bonificato  sul  declinare  del  secolo  passato.-** 
iotcila  Comunità  ritrova  sutU  strada  pò-  f^ei.LA0o(Pua  obi,). 


qOADBO  édla  P^mimm  éwilm  dn^  •  ClbiWi  f  m. 

m  cimpn  epoche  àherem 


^3 


\ 

3 


8 

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Titolo  deUo  CkioM 
od  Epoca  dogU  jimm$gi 


•M«MfHWi«a 


S.  Ciooannt^  Fiete  mM^mJMo^  «m  ^ 

■ancfti  di 
S,  Besiderhf  cani  toppiCHi  mIT  anoo 

1787»  • 
3>cialf  mitt^'  di  S.  Morim  dolU 

Scala 
S.  Aadrta  ApogtoHo  con  mia  ponicMw 

della  eon  de*  SS.  Ymotoaio  •  Ana- 

alaaìo  stata  lopprefia  nel  1 783 
S*  Antonio  Abbate^  Ralloria 
S.  elemento  ai  Ser^i^  oon  S.  Mleli^  a 

Gtftd-MfmtoiM  aoppwMo  imo  Tao- 

no  laSo 
S.  CriitofanOi  ftettorla 
3.  Ihnaio  alPAr^e  tu  5.  Miokole  ali 

Badia  nuova  dopo  il  1745 
3,  Mattino^  Priorato  eoa  una 

di  S.  Giorgio  sopprcsio  nel  1 7  83,  coi 

presa  la  Catione  Itraeliiita 
3.  Spirito  f  trasportalo  da  3.  Maari. 

mìo  ed  una  ponione  di  «9.  Giorgio^  %  5998 

soppresso  nel  1785 
3.  Pellegrino  inaìttUiio  nel  1783  nella 

chiesa  della  Sapienza 
3.  Pietro  in  Castehectkio^  Rettoria 
\3,  Pietro  alla  ifa^ione,  eoa  parte  dell' 

annesso  della  soppressa  cura  de'  SS. 

Vincenxio  e  Anastasio 
3.  Pietro  a  Onle^  Bctioria 
SS.  Pietro  e  Paolo^  trasportato  nel  1 782 

in  3,  Giovannino  in  Pantaneto 
SS,  Quirico  e  G'mlitta  con  V  annesso 

della  cara  di  S%  Marco»  soppressa  nel 

1783,  e  parte  della  cara  di  S  Mnstiola 

alla  Rosa,  soppressa  nel  181 5. 
3.  Saldatore  in  3^  Agostino  con  T  an- 

nesso  di  S.  Agata,  cara  riunita  nel  1 783 

a  quella  di  5.  Mustiola 
3.  Stefano  alla  Lizu»,  oon  l'annesso 

di  3.  Barbera  alta  JFortetw.  e  parte 

della  soppressa  cura  de*  SS.  Vincenzio 

e  Anastasio 


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Abit.  W/"  15998  i5S4i   i88t3  I984< 


S I  £  N  8 1 B  N  .381 

•ttfe  4  eonTenii  di  uoaiini»  5  rooniisleri  iblla  PtttUi  S.  M^rco»  e  che  passa  per  que- 
gli donne ,  6  chiese  e  3  altre  corponziooi.  9ta  Gununljè  tino  al  efesino.  Le  spella 
li  Terso  di  Camullia  aireppca  slessa  *Ì4va  pure  la  via  CPgia  SMbiU'hjina  di  PeMcq/a, 
1069  alliroli  con  un  cognone,  $7  eoa  due,  che  da  pQn,  a  le.v.  staccandosi  «klla  Oroaa^ 
1 4  ó>n  più  casati  e  1 70  eredi,  in  lutto  t  3jo  tana  sale  jiino  alla  poflale  Fiorentina. —  Vi 
alìimli,  oltre  4  conventi  di  religiosi ,  a  di  sono  poi  molle  strade  cqmunitative  rotabili 
monache,  loch.edueallreeorponniottipie.  che  si  slaixano  dalle  irgie  prenominale  per 

Tofle  degli  allir.li  delle  Ire  Como-  '^"Z  ',''!,'"]l!Ì^°^''r'"  ""' f*"*** 

niU  delle  M.»e if .•    4„5  l-^-'Ud,  qo«*i  .l««»  ComunM.. 

Z^^^^        Dal  nQTero  qm  appresso  delle  Masse  dfi 

La  statistica  del  161  a  daTa  a  Siena  \n  Terzi  elisali  nelPanno  1640  si  rìle^^ 

nna  popolazione  dt  .  jibii^Tf,^  13679  che  allora  coleste  Orasse» Ville  ocasdli^ascep- 

Ed  a  quella  delle  Masse  dei  Terzi  a  10299  devano  al  painero  dj  $7  e  che  conlavano 

IhTju  .  .  .  Jbit.  nFIz^  I».  popol.»ìope  di  54,4  .bitonli.  ment,« 

"  neU  annp  1745  le  smesse  Mj^sse,  compcese 

Le  statistiche  del  1640,  1745,  i833, 1S40  in  38  chiese  parrocchjali,  ammontavano  in 

e  1843  sono  riportale  nel  Quadro  che  segue,  tulle  a  8704  abitanti. 

Kispetlo  .irindole  del  terreno  cheonopce  j^^^.^  j^,,^       „         ^  ^^^,,  ^,^^  ^^ 
colesla  Comunità  oolrei  dire,  che  1  PQffffi  «  •       •  ». 

situati  sul  confine  a  maestr.  di  questo  le»-        ^«  ._,■#      .  ^     o^  j        -       . 

ritorto  spettano  al  calcare  cavemoto  e  mela-        *-.^    ^    i     •  «    •    j  -^      

e     /^         .     ,       .,  ^    ..    ^ir^^'  «         tiiHi  popolauone  m  detto  anno, 

mortosaio,  mentre  letoUostanti  oolline  av-  '^'^ 

▼icinanti  il  grande  sprone  su  cui  si   di-  i.  Àisiqcioli    .    t   .    t  :4bit,  N,^      3i 

stende  la  città  di  Siena  sono  coperte  al  pari  a,  AgosloVi  t-fftft«**  3i 

dello  s[)rone  medesimo  di . tufo  calcare-sili*  3«  S.  Apollinare  .    .,,...»  59 

oeo  rossastro  giallognolo,  specie. ifi  ia5^'oite  4.  Abhiidi?  Alfiano  ,    ,....»  44 

ieruario  marino  superiore ,  non  di  rado  5.  Abbitdifi  al  Bozzone   ....    »  96 

alternante  con  polenti  banchi  orizzontali  di  6.  S.  Agnolo  in  Tressa    ....    »  95 

ciottoli  di  calcare-compatto  collegati  a  gui-      7.  Bulciano »  68 

sa  di  poudinga  da  un  cemento  silireo-cal-  8.  Borgovccchio   .....•.»  5 a 

care  durissimo.  È  in  questo  tufo  terziario      9.  ^rhiola  .   • »  59 

riooo  di  concbiglie  marine  univalvi. e  bU    io.  S.  Bartolommeo »  8a 

traivi  di  varia  specie,  ed  in  special  modo  di  11.  Casciano  del'e  Masse  ....    »  96 

microsoopiche  polìtalamiche,  é  in  questo  la.  Corsano    .......,.»  91 

terreno  dove  si  ammaestrarono  insigni  na»     i3.  Cqna 9  i36 

tnralisti ,  come  furono  fra  gli  altri  nel  se-  14.  Colle  Malemerenda  .   ....    »  aa 

colo  passato  il  Prod  Annibale  Baldassarri ,  1 5.  Capntja  (all'Osservanza)  .    .   .    »  i63 

FA,  Ambrogio  Soldani,  e  nel  secolo  attuale    i6.Gellole »  96 

il  Prof.  Cav.  Gaspero  Mazzi ,  ecc.  ecc.             17.  Castagno »  ia6 

A  mano  a  mano  che  le  colline  si  a vval-    18.  S.  Dalmazio »  60 

lano,  sottentra  al  tulb  calcare-siliceo  la  mar-    19.  S.  Eugenia »  104 

Da  argillosa,  ossia  il  niaz/a/oite,  che  i  Se-    ao.  Fonte  Benedetta »  70 

ncsi  chiamano  le  erefe,  sul  quale  si  tornerà  az.  Fonte  Becci.    .......>  33 

a  (àr  parola  ali*  Art.  seguente  della  Comu-    aa.  Fomicchiaja »  40 

nilà  del  Terzo  di  S.  Martino.                       a 3.  Ginestreto »  67 

Quali  fossero  le  cause  di  mutazioni  co-    a4.  Galignano »  70 

tanto  repentine  nei  terreni  che  cuoprono  la    a5  S.  Giorgio  a  liipi >»  5o 

contrada  in  discorso  non  si  potrebbe  da  chic-  a6.  S.  Giovanni  a  Collanza  ...»  7a 

chcssia  con  sicurezza  asserire.  37.  S.  Giorgio  a  Papajano    ...»  118 

Volte  strade  rotabili  attraversano  il  ter-    a8.  Isola  d*  Arbia »  98 

ritorìo  di  questa  Comunità.  Fra  le  regie  vi    a9.  S.  Maria  in  Tressa »  io5 

è  quella  postale  Roroaqa  che  serve  di  con-    3o.  Monlaltucdo »  60 

fine  tanto  dalla  parte  settentrionale,  come    3i.  S.  Mafifoo »  80 

dal  lato  meridionale  alle  Comunità  de*  due  — _ 

Terzi.  Havvi  la  regia  (sfossetaiia  che  esce  Somma  e  segue   .  Jbit*  J!f,^  a39yi 


374              S I E  N  S I E  N 

nantero  di  S.  Vigilio,  gì^  residenti  del  Pre-  dere  il  rìtrofito  di  di|ii«gcre  io  namii,  !•• 

fflto  dd  Diparti  mento  deirOnibnme.  sctan<lo  nei  figliaoli  i  s(*goaci   della  quarta 

La  dimiotte  dì  cotetlo  istiluto  è  affidata  epoca  e  della  sua  scuola,  nella  quale  figurà 

alla  cooosoiata  inletligenia  e  bntuni  del  il  Cav.  Giuseppe  Nasini  alliefo  tmo  pure 

prof.  Francesco  Nenci.  Nel  locale  medesimo  del  Vanni ,  ecc. 

è  slata  mnila  una  quantità  di  pitture,  molte  A  conser?asionc  poi  dei  monumenti  dell* 

delle  quali  in  ta?ole  appartenute  a  chiese  o  arte ,  sia  pittorica,  sia  statuaria,  sia  archt- 

eoofenli  soppressi,  dorè  fu  trovato  quanto  tettonica  della  dttli  di  Siena  il  Gtndoca  Laa- 

i  pittori  sanesi  fecero  di  meglio.  Sono  quel-  poldo  II  fino  dal  1 899  insti tnì  una  dqM- 

le  pittare  disposte  per  ordine  di  età  e  la  pi*  taiione  affinchè  ?igilasse  non  solamente  sa- 

nacoteOB  pubblica  sanese  dà  meglio  a  cono»  pra  gli  oggetti  d'  arte  che  si  trovan«i  si- 

icere  quanto  fosse  giusU  la  sentenxa  dell*  A-  luati  nelle  chiese,  oonTenli  ed  altri  pubblici 

k«le  Lanti  allorché,  sia  per  Teletrofie  de* co-  stabilimenti ,  ma  ancora  nelle  strade  e  piat- 

krij^  iia  per  Varia  raUegranie  e  gaja  de*  ne  di  Siena,  compresa  1*  architettam  di  tao- 

aaiii^  cantterìciò  la  pittorica  senese  iieta  te  belle  fabbriche  prifite  egregiamente  eo- 

tmoia  fra  lieio  popolo,  •^  Che  se  oost2i  strutte  di  mattoni  senta  intonaco, 

fosse  riunita  la  celebre  tavola  dipinta  nel  Accademie  teientifiehe  e  iettermrie.  «• 

ISSO  da  Guido  da  Siena,  ora  nflla  eh.  di  S.  Dopo  Firente,  scriveva  1*  Abate  Tiraboaelii, 

Domenico,  e  la  miniature  stata  fatta  sul  MS.  {Star,  della  Lettor.  ItaU  T,  Vlt,  P.  A 

del  I  ai  3  esistente  in  quella  pubblica  libreria  Lib,  /.)  non  vi  ebbe  città  della  Toscana  che 

intitolato  :  Ordo  (fffleiorum  Senentìs  Ee-  in  numero  e  in  fama  di  letterarie  «dnaanss 

clesiaCf  la  raccolta  delle  pitture  dell*  Isti-  si  potesse  paragonare  a  Siena, 

tato  delle  Belle  Arti  di  Siena  sarebbe  per  Li  più  antica  di  tutte  è  quella  de^M&ui, 

amianità  di  autori  la  prima  di  tutta  Italia,  cui  succede  I*  accademia  degl* /nfronof  1 ,  li 

Owf  rf  ava  giustamente  il  Padre  della  Val-  prima  nata  nel  principio  del  secolo  ILV,  b 

le  che  la  scuola  pittorica  di  Siena  spiega  un  seconda  circa  5  lustri  dopo. -—  L*  aecndcmH 

talento  speciale  per  Tinveniione  e  per  Te-  de'  Fisioeritiei  appartiene  alla  fine  dd  sp* 

spremione.  Neeradifieiie^  soggiungeva  l*  A*  colo  XVII  ;  più  giovane  delle  altre  è  la  ffV* 

bsleLnnti,  studiare  quett*aUima  parte  in  geo,  che  fu  aperta  d  >po  la  metli  dei  tnolo 

Ulta  città  gì  nemica  delia  simulazione  co-  XV  III  dal  più  grande  economisti  de'sooi 

fn*i  Siena;  dov"  e  per  io  spirito  e  per  Te-  tempi,  1*  arcidiacono  Saliistio  Bandini.  Hoo 

ducatione  si  ha  pronto  nella  lingua  e  nel  dirò  di  un*  accademia  poetica  di  dame  m- 

Polio  ciò  che  si  sente  nel  cuore,  —  Cotesta  nesi  naia  e  protetta  dopo  la  me tìi  del  seco- 

verità  pronunziala  da  un  uomo  venerando,  lo  XVII  dalla  GrandnchcSBa  Vittoria  delh 

non  toscano  e  non  appanionalo ,  onora  tal-  Rovere  dopo  rimasta  vedova  di  Ferdinta* 

mente  il  carattere  dei  Sanesi,  che  non  ho  do  lì,  le  componenti  della  quale  «ccadcnn 

potuto  fare  a  meno  di  ripeterla.  tennero  le  loro  adunanze  pubbliche  em 

Quanto  al  numero  degli  artefici,  Siena  frequentale,  finché  visse  la  Principessa  pn>' 

rispetto  alla  sua  popolatìone  n*  ebbe  molti  lettrice,  dopo  la  cui  morte  si  spense  aocàt 

finché  contò  molli  cittadini  ;  scemato  però  colesta  poetica  società.  —  L*  4ccademb  ^' 

il  numero  di  questi,  scemarono  anche  i  cui-  Botti  fu  soppressa  da  Cosimo  I  avendo  vt 

tori  delle  Belle  Arti,  fmtanlo  che  sotto  il  go-  gione  di  temere  che  quelle  assemblee  foue- 

verno  Mediceo  ogni  traccia  di  scuola  le  ven-  ro  dannose  alla  pubblica  tranqnillità  perh 

ne  meno.  Sono  della  prima  epoca  oltre  la  fervidezza  de*  Sa ifesi  assai  pronti  ad  acoca* 

miniatura  del   iax3  e  la  pittura  del  laao  dersi.  Alla  sventura  stessa  dt*ilosu  fu  lof* 

di  Guido  da  Siena  ,  i  mosaici  di  Fra  Mino  getta  1*  accademia  degl*  intronati^  ma  ts8«> 

da  Torrìta,  t  dipinti  di  maestro  Duccio  di  Tuna  che  I*  altra  rivissero  al  principio  iM 

Boninsegna,  di  Simone  di  Martino,  o  di  secolo  XVII  sotto  il  Granduca  FcrdinaoiJol' 

Simone  Memmi,  ecc.  — Si  distinsero  fra  Frattanto  1*  accademia  degl* /n/roncli  no* 

quelli  della  seconda  epoca  il  Ra«:gì ,  detto  polendo  più  risorgere  aV*  antico  splendofVi 

il  Sodoma  ,  il  Beccafumi,  il  Pacchiarono,  nel  i654,  si  associò  ad  altra  accademia  «M* 

Baldassarre  Peruzzt,  ecc.  —  La  terza  epoca  ta  de*Fi/o/Fia/i,  nata  clandestinamente  aH- 

comincerebbe  col  Riccio,  o  Bartolommeo  Ne<  t5S6,  e  questa  fuse  il  suo  nome  oell*'!*'* 

roiìi  e  col  Salimbeni  seguiterebbe  col  Gl-  degP  Intronati^  alla   quale   nel    1647  '* 

ioUqì  e  col  Cav.  Francesco  Vanni  y  cui-  si  «ecordato  il  teatro  aperto  nel  ^nlaito  \^ 


S83 


f^VADkO  dMa  Poj^ìOMÌmm  itila  CoitotUTd*  om  Tmmé0  ut  Cittj' 

a  cinque  epoche  dii^trse. 


mg^^ 


Nomt 
dei  àiàoghi 


Giteuno  con  1*  annesio  di 

Gafignano 
San  Dalmaiio  (i) 
Fogliano 
Ginfslrelo 
Harciano  con  gli  annessi 

dì  Fonte  Beoci  e  di  S. 

Martino  (•) 
Monittero ,  o  Munisiero 
Moosindoli  e  Trojola  (*) 
M ontecchio  con  V  annesto 

della  Costa  al  Pino 
S.  Petronilla  a  Camni- 

lun 

Terrensano  con  1*  annes- 
so di  Cedano 

TressB  e  Fonte  Benedetta 

Tolì  con  r  annesso  di  S. 
Apoliinaree  S.  Teodoro 

Uopin! 

Volle  O 


SS.  Giono  9  Ckmente,  FieveS 

S.  Dalmazio,  Cam 
S.  Gio.  Batta»  Prepositara 
S.  Donato,  Cnn 
SS.  Pietro  e  Piiolo  ed  Anto- 
nino, idem 


60$ 


S.  Bartolommeo,  idem 
S.  Pietro ,  idem 
S.  Andrea ,  idem 

S.  Petronilla,  idem 

SS.  Lorenio  e  Midiele ,  idem 

S.  Maria ,  idem 

SS.  Matteo  e  Margherita,  idem 

SS.  Marcellino  ed  Erasmo,  id. 
S.  Bartolommeo ,  idem 

TOTALB  ....  Abii.  N,^ 


{ 


90 

94 

77 
198 

56 

i6a 
a45 

i3a 

171 

175 
957 


61 


43o 

a?9 
ta6 

74 


}  450 

465 

174 
35i 


5ia 
170 

171 
a5i 

a57 
io3 


3879 


9a63 


436 
440 

81 
4»! 

493 
a3i 

448 

55i 

176 

338 
319 

335 

«74 


53a 

i5o 
79 

434 

493 
a38 
453 

5i8 

189 

17» 
341 


149 


4443 


HB.  Le  Pùtr,  tegnate  di  {i) nelle  ultime  due  epoche  spettavano  ad  altre 
Com,f  e  quelle  con  (*)  mandavano  fuori  di  questa  Com,  .  Abit,  N.^ 

Restio Abù.  19.^ 

altronde  entravano  in  questa  Com.  dalle  Porr,  limitrofe  .  .  Abit,  N.^ 

IbTJLt  .  .  / Abit.N."" 


3943 


439 


3533 

573 

4106 


56o 

i5i 
8t 

44t 

5o5 
a4o 
436 

55a 

sol 

4o5 
339 

148 


4059 


610 


3449 
58a 


4o3i 


SiorA,  CommTrA^  tao.  Tiato  S.  BfAiTOfO. 

Il  territorio  di  questa  seconda  Comunitli 
luburbana  abbraccia  una  superficie  di  10,808 
qoadr.,  dei  quali  557  quadr.  spettano  a 
corsi  d*  acqua  ed  a  pubbliche  strade. 

Nel  i833  tì  stanziaTano  4434  abit.,  a 
proporzione  di  quasi  3'98  indÌTÌdai  per  ogni 
migl.  qnadr.  di  suolo  imponibile. 

Il  territorio  di  questa  Comunità  nella  sua 
maggior  lunghezza  da  sett.  a  ostro  è  di  gr. 
o.  6'  5o"  Ione.,  a  partire  dallo  scontro  della 
«trada  della  Castellina  del  Cbianti  col  torr. 


Bottone  sino  al  Ponte  di  Tressa,  e  da  pon. 
a  let.  di  gr.  o.  7'  30"  latit.  dalla  Fonte  Bec- 
ci  ali*  estremiti^  dell*  insenatura  dell*  Arbim 
dirimpetto  alla  così  detta  Catanuova, 

Confina  con  il  territorio  di  quattro  Co- 
munità. Dalla  parte  di  lib.  e  di  pon.  tocca 
le  mora  castellane  di  Siena,  a  partire  dalla 
Porta  Romana  sino  a  qaclU  di  Camollia , 
da  quest*  ultima  sino  a  Fonte  Becci  me* 
diante  la  strada  postale  Fiorentina  ha  di- 
rimpetto a  pon.  la  Com.  del  Terno  di  Città, 
A  Fonte  Becci  tmra  il  territorio  comunita- 
lito  di  Monteriggioniy  col  quale  (ronteggia 


SIBff 

Ss.  Moataedib 

3».  MoMidoU 

94.  S.  Ibi^lierilB 

S6.  S.  Huùlìnio 


9^WÉ 


37.  lltftiaiio. 

38.  Mooteliiafo 

39.&lIiiinlo(aGelkile) 

40.  M anìtlcro 

41.  S.  Piero  a  Paterno  .  • 
4m.  S.  FeCroniUm  .  .  •  . 
43*  S>  nofpcro  •  •   •  •  • 

44«S.BciiiB 

4'*  Hecciaiio  •••••« 

46.  Sellerao 

47.  S.  StefiiDo  t  FteorUe  . 

40.  S.  Teodoro 

49.  TcrmiitDo 

So*  TrQ|(Ha 

Si.Tolfe 

Ss.  Ihinina 

53.  Uopini 

54.  Volle 

55.  Vignuio 

56.  Valnli^agiia  .  .  .  . 
57.Vieod*ArbÌa.   .    .   . 


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80 

106 

38 

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189 

104 

90 


•  • 


5414 


NOTA  dei  titoli  delle  37  MdssB  dì  Sibbj 
che  a^eifcMo  parrocchia  nel  1745  e  loro 
respetti^fa  popolatone, 

1.  Vignano Abit,  If,^    33i 

a.  Monleocbio »    35 1 

Somma  e  segue  .  Jbii.  if  .*    58a 


3. 

4.  Voto 

5. 

8.& 

7 
8.S. 

9.  S. 

lo.  GolloM a 

11*  Fogliano  ••• a 

la. 

i3. 

14.  Gona  •••»• ^^ 

i5«  liiWfìanOa   •   •   •   • 

i0.boladiVoldrÀiUB 

17.  Pitie  al 

18.  T 

19.  Sallfano  • 
fto.PoMÌolo. 
«I.  avaria  te  XMM*. 
•a.Oillolt.  .  . 
o3.  SS.  MallCD  • 
a4.  S.  Angdn  In 
ft5.  Maggiano    •  •    •  •  •  •  • 

SO.  KTVKiaDOU      ••••••• 

a7.Tolfe 

a8.  Sa  Pelfinilift  •    •   •  •  •  • 

a9.  Monindott 

3o.  Uopini 

3i.  Hardano 

3a.  Monteliaca} 

33.  S.  G>1omlia 

34.  Vioo-Bello  e  Monte  Chiaro. 

35.  S.  Reina 

36.  Colte  tfalenwrenda.   •   •  . 

37.  Val-di-pugna 


JhTALm   .   •  JUU.Mf 


m 


385 


QUAIHLO  Mim  Fayolaiiot  dMi  ComuMttM*  dml  Tmmmo  S.  Mmtìm 

a  emqm€  epoche  diverge 


Nome 
dei  Luoghi 


L    - 


BQfiODe(al)(i) 

Cellole  con  T  anneno  di 
S,  Maria  a  Celloie  (9 

CollMiiia  tenta  il  tuo 
annetao  di  Medarie' 
Spennatù  (9) 

Colle  Malemerenda  con 
r  annesto  di  Borgo- 
Feeehio  (*) 

Cuna (a) 

S.  Efigenia 

bob  in  Val  d*  Arbia 

ll»{!gìano 

Monte  Litcaf  con  1*  an- 
nesso di  1^,  Giorgio  ai 
Lttpi  (•) 

Osservanza  nel  Colle  di 
Gipraja 

Paterno 

Ponte  a  Tressa  (*) 

Presciano  (i)(*) 

S.  Regina 

Tolfe 

Val  di  Pngn;«  con  gli  an- 
nessi di  Alfiano  e  di 
Bulciano 

Valli  (•) 

Vicod'Arbi-icon  1*  annes- 
so di  Hontechiaro  (i) 

Vignano  con  gli  annessi  di 
Peeotiie  e  Papa/ano 


Titolo 
delle  Chiese 


$.  Giovanni,  Pieve 
S.  Martino,  idem 

S.  Gio.  Battista,  idem 


SS.  SimoDe  e  Giuda» 


SS.  Giacomo  e  Cristofimoy  i 
S.  Eugenia»  Rettorìa 
S.  Ilario,  idem 
S.  Niccolò,  idem 
S.  Pietro,  idem 


S.  Bernardino,  idem 

S.  Pietro,  idem 
S.  Angelo,  idem 
S.  Paolo,  idem 
S.  Regina,  idem 
S.  Pktemiano,  idem 
S.  Tommaso ,  Santissima  Tri- 
uitii  e  S.  Maria ,  idem 

S.  Marailiano,  idem 
S.  Pietro,  idem 

S.  Agnese  e  S.  Stefiino ,  idem 


ToTAt^e 


•  •  •  • 


Abit.  Jf .» 


Ptipolatione 


AMSO 

1640 


164 

7» 

74 
104 


196 
145 


i«3 
III 

160 
ai6 


4i5 


317 


aSaa 


AHKO 

1745 


359 


66 


III 


3o4 
964 

91 
906 

956 


t6o 

195 
900 

49 
967 

36o 

33t 


3149 


Aaao 
i833 


357 


191 


195 


356 
353 
i39 
993 
995 


196 

198 

947 

a85 
i53 
397 


604 


385 


AURO 
1840 


190 


I4S 


979 
199 

3o6 

999 


989 


4434 


-f 


ffi.  Le  parrocchie  contrassegnate  con  la  nota  (t)  fie//e  prime  tre  epoche 
spettavano  ad  altre  Comunità,  Altronde  quelle  segnate  di  nota  (9)  nel- 
le  ultime  due  epoche  entrarono  in  questa  ed  escirono  da  altre  Comunità, 

dnmessi  provenienti  da  parrocchie  situate  fuori  di  questa  Comunità 
che  nelle  ultime  due  epoche  penetravano  in  questa  del  Terzo  di  5. 
Martino Abit,  IfP 

ToTjtLB  ....  Abit,  N!* 

Altronde  nelle  ultime  due  epoche  dalle  parrocchie  di  sopra  segnate  con 
l*  asterisco  {*)  escivano  da  questa  Comunità Abit,  N,^ 

JUsr^ao  ....  Abit.  xY.? 


419 


Aimo 
1843 


a  06 


i35 


•49 

199 

309 
3o4 


3o9 


4«o 


691 


44i« 


w.  w. 


:f78 


QUADRO  della  PopóUuiom  Mia  CirtJ  #  Comìtnnjt  di  Miggj 

a  cinque  epocIi€  diftrst 


■H 


^mm^ 


99 


•M. 


I 

3 


8 

I 

s 

s 


Titolo  delU  Chiesa 
ed  Epoca  degli  Annessi 


Popolasione 


AMIIO 

1640 


S.  Cio^annif  FieTe  maggiore,  oon  gli 
■nneiti  di 

S.  Desiderio  f  evam  soppretsa  nelT  anno 
1787»  0  ^  ^ 

Spedali  riuniti  di  S^  Maria  della 
Scala 

S.  Andrea  Apostolo  con  una  pontone 
della  con  de*  SS.  Vinceoiio  e  Ana- 
stasio stata  soppressa  nel  1783 

S%  Antonio  Abbate^  Rettoria 

S.  Clemente  ai  Ser^i,  con  S.  Michele  a 
Castel-Montone  soppresso  terso  Tan- 
no laSo 

S.  Cristofano^  Rettoria 

S,  Donato  air  Arco  in  5%  Michele  allu^ 
Badia  nuo9a  dopo  il  1745  I 

•9.  Martino^  Priorato  con  una  pondonel 
di  S.  Giorgio  soppresio  nel  1783,  com 
presa  la  dazione  Israelitica  | 

S.  Spirito-  trasportato  da  S.  MauriJ 
aio  ed  una  porsione  di  S.  Giorgio,\  %  $ggS 
soppresso  nel  178) 

S.  Pellegrino  ìnaÌAÌaìo  nel  1783  ncli 
chiesa  della  Sapienza 

S,  Pietro  in  Casteheeekio^  Rettoria 

S,  Pietro  alla  Magione^  con  parte  del  11 
annesso  della  sopprena  cura  de'  SSJ 
Vincenaio  e  Anastasio 

$,  Pietro  a  Oifile,  Rettoria 

SS.  Pietro  e  fao/o,  trasportato  nel  1 782 
in  S,  Giovannino  in  Pantaneto 

SS,  Quirico  e  Giulitta  con  l*  annesso 
della  Cora  di  S«  Marco>  soppressa  nel 
1783,  e  parte  della  cura  di  S  Mostiola 
alla  Rosa»  soppressa  nel  181 5. 

S.  Salvatore  io  <Sv  Agostino  con  T  an- 
nesso di  S.  Agata,  cura  riunita  nel  1783 
a  quella  di  S.  Mustiola 

S.  Stejano  alta  Lizia^  con  l'annesso 
di  S.  Barbera  alla  Fortetza  e  parte! 
della  soppressa  cura  de*  SS.  Vincenùol 
e  Anastasio  / 


1 


▲Mao 
1745 


75o 
533 


53o 
1383 

2490 

|390 

606 

ÓSa 

484 

iii5 

1475 


ioa4 


535 


4aao 
i833 


Àiiao 
1840 


1986 


8fto 


858 
840 


971 
i589 

3589 


i538 


78a 

971 

5i8 


i55a 

387 

Boa9 


io63 


5ao 


«97? 

«3» 

801 
911 


1007 
1694 

94aa 


1679 


837 

1074 
619 


1649 
458 

af39 


I104 


65o 


AUMO 
1843 


s537 


678 


891 
1060 


1007 
1660 

aSos 


1O19 


8o3 

1109 
648 


i6i4 
458 

1950 


1117 


681 


TorjiL9 


•  »  «  » 


Abit.  ff.^  15998  i554i    i88i3  19846  ao33} 


a  cinque  epoche  diverge 


385 


Nome 
dei  Luo(fhi 


Bostoiie(al)(i) 

Gel  Iole  con  l'anneno  di 

S,  Mfaria  a  Celloie  (9 
Collaiixa    tenta    il    suo 

anneMo   di    Medvie-' 

Spennatù  (9) 
Colle  Mvlemerenda  con 

r  annesso  di   Borgth 

f^eeehio  (*) 
Cuna  (1) 

5.  Efigenia 

boia  in  Val  d' Arbia 

If.itfgiano 

Monte  Listraj  con  1'  an- 
nesso di  S,  Giorgio  ai 
Lapi^) 

Osserfanza  nel  Colle  di 
Gipraja 

Paterno 

Ponte  a  Trt-ssa  (*) 

Presciano  (i)(*) 

S.  Hegida 

Tolfe 

Val  di  Pugna  con  gli  an- 
nessi di  Aifiano  e  di 
Butciano 

V:illi  f) 

Vicod'Arbì-icon  l'annes- 
so di  Montechiaro  (i) 

Vignano  con  gli  annessi  di 
Pecorile  e  Fapa/ano 


Titolo 
delU  Chiese 


$.  GìoTanni,  Pieve 
S.  Martmo,  idem 

S.  Gio.  Battista,  idem 


SS.  Simone  e  Giada,  idem 


SS.  Giacomo  e  Grìstofimo, i 
S.  Eugenia,  Rettoria 
S.  Ilario,  idem 
S.  Niccolò,  idem 
S.  Pietro,  idem 


S.  Bernardino,  idem 

S,  Pietro,  idem 
S.  Angelo,  idem 
S.  Paolo,  idem 
S.  Regino!,  idem 
S.  Patemiano,  idem 
S.  Tommaso ,  Santissima  Tri- 
nitii  e  S.  DAaria ,  idem 

S.  Marailiano,  idem 
S.  Pietro,  idem 

S.  Agnese  e  S.  Stefiino ,  idem 
T0TAt,B  ....  Jbit.  N.^ 


Poptilaùone 


A  Mao 

1640 


164 

79 

74 
104 


196 
145 


i«3 

III 
95 

160 

56 

916 


4i5 


397 


9599 


AMKO 
1745 


359 
66 

III 


3o4 

964 

91 
906 

956 


t6o 

195 
900 

49 
967 

36o 

33i 


ARMO 

i833 


3149 


357 


191 


195 


356 
353 
|39 
993 
995 


196 

198 

947 

aSS 
i53 
397 


604 


385 


AURO 
1840 


190 


umo 
1843 


906 


14S 


i35 


a7a|   •49 

1 99     >  a9 
3o6     309 


4434 


VB.  Le  parrocchie  contras sepiaie  con  la  nota  (i)  fie//e  prime  tre  epoche 
spettavano  ad  altre  Comunità,  Altronde  quelle  segnate  di  nota  (9)  nel- 
le ultime  due  epoche  entrarono  in  questa  ed  escirono  da  altre  Comunità. 

Annessi  provenienti  da  parrocchie  situate  fuori  di  questa  Comunità 
che  nelle  ultime  due  epoche  penetravano  in  questa  del  Terzo  di  S, 
Martino Abit.  ITP 

ToTjthB  ,  .  .  .  Abit,  N/* 

Altronde  nelle  ultime  due  epoche  dalle  parrocchie  di  sopra  segnate  con 
r  asterisco  {*)  estivano  da  questa  Comunità Abit,  N,^ 

B^itAKo  ....  Abit.  xY.? 


999 


989 

i36 
i65 

399 

975 

148 
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689 

995 

4ia 


4474 


3o4 


3o9 

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149 
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935 

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407 
4S81 

578 


617 
5io9 

691 


43o3|44i^ 
49 


386               STEN  S I E  N 

DIOCESI  DI  SIENA  TBra  crisUnia ,  interreniie  «1  oovcillo  lale- 

ninenie  del  649.  L*  Ugbdli  nella  sua  Italia 

Fra  le  tante  opinioni  emesse  da  sommi  sacra  in  Episcopis  Senensibus  fece  suoce- 
scrìttorì  sali' orìgine  del  Tesoofato  e  Dio>  dere  a  Mauro  net  658  il  veiooTo  Andrea,  a 
cesi  di  Siena,  mi  sembra  la  più  ragionevole  questi  nel  670  Gualterano,  a  lui  nel  674 
quella  che  ha  dato  a  cotcsta  ciltk  un  vescovo  Gerardo,  indi  Vitaliano  che  intervenne  al 
avanti  la  discesa  de*  Longobardi  in  Italia,  sesto  concilio  romano  sotto  il  Pont.  Aga- 
Avvegnaché ,  se  dalla  famosa  questione  fra  tone  nel  679.  Quindi  non  so  con  quanta 
il  vescovo  di  Siena  e  quello  di  Arezzo,  inco-  verità  queir  A.  (àcesse  succedere  a  Vitalbno 
mìlicbla  fino  dal  712,  si  rileva  che  il  pri-  nel  689  un  vescovo  Lupo ,  e  ad  esso  Caori- 
ino  vescovo  restituito  a  Siena  dopo  Tingres-  sio  nel  739,  mentre  fu  omesso  Magno  11 
so  de*  Longobardi  in  Toscana  appellavasi  slato  vescovo  di  Siena  tra  il  700  ed  il  703 
Bburo  ;  e  che  questi  reggeva  U  chiesa  sa-  come  dai  deposti  dei  testimoni  CMoinati  nel- 
nese  sotto  il  regno  di  Rotari ,  non  ne  con-  la  lite  del  7 1 5  rilevasi, 
segue  che  innanzi  la  venula  de*  Longobardi  Rispetto  poi  alla  giurisdizione  citile  toUo 
in  Toscana  i  Sanesi  non  potessero  miete  il  i  Longobardi,  una  buona  poizionc  di  terri- 
loro  vescovo.  Infatti  sembra  che  ciò  dichia-  torio  sanese ,  spettante  fino  d*  allora  ai  dio- 
rasse il  prelato  aretino  Luperziano  nella  con-  cesani  di  Arezzo,  dipendeva  dai  gattaMi  po- 
troversìa  suddetta  quando,  nel  715,  affer-  litici  della  città  di  Siena;  ed  è  egualmente 
mava  che  sino  dal  tempo  antico,  ed  innanzi  cosa  indubitata,  che  nello  slato  attuale  il 
la  venuta  de^Longobardi,  Siena  aveva  avuto  perimetro  della  Diocesi  sanese  è  uno  dei  «è 
▼esoovo  proprio.  piccoli  vescovati  antichi  della  Toscana.  Es> 

Con  tale  ingenua  confessione  pertanto  sendochè  i  suoi  confini,  dalU  parte  di  lev., 

ogni  discreto  lettore  si  persuaderà  che  il  di  grecale  e  di  maestr.  della  citlk»  *PP^*^ 

vescovo  Eusebio f  il  quale  assistè,  nel  465,  arrivano  alle  4  miglia,  e  di  poco  lo  sliesso 

sotto  il  Pontefice  Ilario  al  concilio  romano,  perimetro  oltrepassa  le  sette  miglia  dalla  yat^ 

dove  si  firmò  Epitcopus  Senensis^  fosse  ve-  te  di  pon.  e  di  settentrione, 

scovo  di  Siena  in  Toscana  piuttosto  che  di  La  porzione  più  estesa  della  Dicceli  cc- 

Sinigaglia  sulle  coste  dell*  Adriatico.  desiastica  di  Siena  comparisce  nella  dii^ 

Cliecclie  ne  sia,  ho  giii  protestato,  che  non  sione  di  ostro  sotto  la  confluenza  ddrAi^ 

Intendo  risalire  con  ciò ,  né  a  quel  Lucife»  bia  fino  passata  quella  della  MerseocirOoi- 

Ho  che  rCghelli  e  molti  storici  sanesi  sup-  brone  saucse. 

fiosero  il  primo  vescovo  di  Siena  verso  il  Donde  ne  consegue ,  che  se  cotesta  Dio- 

3o6  dell'Era  cristiana,  né  io  pretendo  ri*  cesi  nella  direzione  di  seti,  a  ostro  si  dilata 

montare  ai  primi  tempi  in  cui  il  popolo  sa-  in  una  lunghezza  di  oltre  3o  migl.,  allnm- 

nese  da  S.  Ansano  fu  redento  con  l*  acque  de  la  sua  maggiore  larghezza  da  lev.  a  poo. 

battesimali.  UoUo  meno  sarebbe  impresa  non  arriva  alle  ao  migl.,  avvertendo  che  b 

d*  oggidì,  dopo  che  ne*  secoli  scorsi  per  tanti  porzione  più  stretta  trovasi  appunto  neicoo- 

altri  riesci  opera  perduta  il  rintracciare  fan-  tomi  della  sua  cattedrale. 

fico  perimetro  della  Diocesi  di  Siena.  Impe-  Contuttoché  la  Diocesi  di  Arezn  sicsten- 

mcchè,  se  dovessimo  tenere  per  vera  l*  opi-  desse  fra  TOmbrone  e  la  Chiana ,  fra  Vhao 

nione  esternata  dal  Borghini  e  da  altri,  che  e  1*  Orcia,  abbracciando  gran  parte  del  tcrri- 

i  contini  antichi  della  diocesi  civile  di  una  torio  politico  sanese,  ciò  non  ostante  querta 

città  servissero  di  norma  a  quelli  della  sua  di  Siena  é  stata  posteriormente  decimata, 

diocesi  ecclesiastica,  bisognerebbe  concio*  allorché  nel  i59a  il  Pont.  Qemente  VUI 

dere,  essere  stato  giusto  il  reclamo  dei  ve-  eresse  in  Diocesi  quella  di  Colle,  tagliai* 

scovi  di  Siena  contro  quelli  di  Arezzo,  alato  dole  dalla  parte  di  settentrione  il  piviere  di 

più  volte ,  sebbene  con  poco  successo ,  rin-  S.  Agnese  sopra  Poggibonsi  e  quello  di  Li' 

novato,  a  meno  che  si  debba  credere  che  liano  del  Chianti,  mentre  a  pon.  della  ciUi 

quando  la  fede  di  G.  Cristo  fu  abbracciata  staccò  da  questa  stessa  diocesi  il  piviere  di 

in   Toscana   le  giurisdizioni  eccli  siastìche  Marmerà ja  nella  fifontagnuola  di  Siena. — 

non  corrispondessero  più  con  quelle  poli-  fed.  Collb  (Diocesi  di). 

tiche.  —  f^ed.  Fiaiau  e  Locca,  Diocesi.  La  chiesa  vescovile  senese  fu  eretta  in 

Comunque  sid  di  ciò,  certo  è  che  Mauro  metropolitana  neiraprile  del  1459  dal  Pont. 

Tcscovo  di  Siena  eletto  nel  687  o  638  del-  Fio  II  con  bolla  data  in  Siena ,  dove  allon 


SIEN  SIBN  3g7 

sede?»  tcfco^ro  il  moiwco  diiMildoleiise  Ah*  non  potendo]»  equivocare  eon  k  psm>cchia 
Ionio  Tedeschìni  nei  Piccolomini  delle  fii*  di  S.  Hfattario  di  Chiusure  in  G>in.  di 
miglia  del  Pontefice,  il  qaal  nuofo  arcive*  Bnonconvento,  che  fa  della  Diocesi  arelina, 
SCOTO  fu  nel  tetapostuio  decoralo  del  pai-  e  ora  di  quella  di  Pieosa. 
lio  per  se  e  per  tulli  i  suoi  successori.  Con  Esislevano  nella  Diocesi  nnese  neiran- 
b  bolla  stessa  Tennero  assegnati  per  suffra-  no  1745  numero  118  chiese  parrocchiali , 
ganci  al  nuoro  metropolitano  i  tcscotì  di  riunite  attualmente  in  11 1  parrocchie,  16 
Soana ,  di  Chiusi,  di  Grosseto  e  di  Bfassu*  delle  quali  dentro  te  mura  di  Siena  e  95 
Marittima.  repnrtite  per  la  campagne  in  ondici  tìc»- 
Dopo  la  lite  più  volte  accesa  fra  i  dioce-  riati  foranei ,  siccome  apparisce  dai  Quadro 
sani  Aretini  e  Senesi  una  delle  bolle  conci-  sinottico  qu)  appresso  registrato, 
storiali  pi&  antiche  comparse ,  in  cui  si  tro-  La  Diocesi  di  Siena  oltre  la  metropolitana 
Tano  rammentate  le  chiese  battesimali  della  con  un  capitolo  di  canonici  mitrati,  sei  di- 
Diocesi  di  Siena,  reputo  quella  data  in  La-  gnità  canonicali  ed  un  numero  di  mansio- 
temno  li  ao  aprile  del  1 189,  che  il  Pont,  narj,  di  cappellani  e  di  chierici ,  conta  den- 
Glemente  III  diresse  a  Buono  vescovo  di  tro  la  citl^  un'insigne  collegi» ta  nella  chic* 
Siena,  cai  confermò  non  meno  di  96  chiese  sa  di  S.  Maria  dì  Provenzano ,  ed  un  semi* 
balletimali  con  molte  cappelle  e  loro  perii-  nario  vescovile  con  tre  conservatorf ,  4  mo- 
nente,  cioè:  la  Pieve  di  S,  Agnese^  quelle  nasteri  di  donne,  ed  uno  di  monaci,  sei 
di  Ziiiano ,  di  Lomano ,  di  Asciata ,  del  fraterie,  quallro  delle  quali  in  città ,  e  due 
Botmona^  di  S.  Martino  in  Grania^  di  S,  nei  suburbj  delle  Masse, 
Cristiisa  a  Lucignano  d*Arbia,  di  Spren^  Ma  i  monasteri  in  colestà  città  nei  secoli 
ISO,  di  S.  NauariOf  di  Saturniano  (forse  trascorsi  erano  talmente  numerosi  e  popò, 
di  Saltennano  )  di  Aneafano  (  o  Mont*An»  Iati  che  per  raffirenare  tanta  manìa  vi  fu  hi- 
tieo)  ài  Monte  Godano,  {onCase-NuotH}!  e)  sogno  perfino  di  un  breve  pontificio,  il  di 
di  S.  Giorgio  in  tallona,  (ignota)  la  pieve  cui  originale  cnnserrasi  nell'  Arch.  Dipi. 
dìCoppiano,  o  di  Monte  Peicim,  quella  ^on,  (  Tom,  XXf^ll  delle  Pergamena 
di  8.  Innocenza,  le  pievi  di  Carli ^  di  i^.^ais3). 

Mario,  di  Credi,  di  S.  Cristina  in  Cafó,        È  una  bolla  data  in  Roma  li  97  aprile 
oltre  le  chiese  di  S.  Maria  nel  borgo  di  1463,  anno  V  del  pontificato  di  Papa  Pio  II, 
S.  Qiiirico,  di  Casciano  (di  Mario)  e  di  con  la  quale  il  Pontefice  nominato  inibì  di 
S.  Maria  in  Tressa,  le  pievi  di  Cor  sano,  fabbricare  nuovi  monasteri  nella  città  e  sub- 
di  Rirema,  di  Rotia,  di  Pentoìina^  di  borghi  di  Siena  poiché,  dice  la  bolla,  ve  ne 
So9lciUe ,  di  Fogliano ,  di   S,  Giusto  a  erano  più  di  quello  che  fosse  conveniente, 
Casciano  (delle  Masse)  e  di  Marmoraja,  e  di  tanti  ordini  di  religioni,  ed  in  tanto 
Sono  state  qui  omroesse  le  pievi  di  Op-  numero  che  non  vi  si  poteva  conservare  la 
piglio ,  e  di  5.  Valentino  (  forse  a  Monte  castità  claustra'e  ;  perciò  Pio  II  dava  ordi- 
FoUonico)  come  quelle  che  allora  dì()ende-  ne  al  vescovo  di  Siena  di  dover  sopprime- 
vano ed  erano  comprese  nel T  antica  Diocesi  re  quei  monasteri  che  credesse  meglio  con 
di  Arezzo,  e  però  da  dovers'  escludere  da  le  respettive  dignità  abbaziati,  e  che  si  riu- 
qoeita  di  Siena ,  seppure  non  erano  quelle  nisse  con  i  loro  beni  e  famiglie  ad  altri 
due  altre  pievi  a  me  ignote.   Egualmente  monasteri  nel  modo  che  avesse  conosciuto 
ignota  mi  resta  la  pieve  di  5.  IfoMiorio,  più  conveniente. 


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3.  S.  Antonio  Abete 
4*  S.  Ueflamle  nelfai  SS. 
G>noeuooe  ai  S«fl 

5.  S.  Grìttofiuio 

6.  S.  Donato  In  S.llieMa 
allaJadMiwoM 

7.  S.  Marlinoan  poiiei» 
del  popolo  di  S.GÌOISÌ0 
•oppreno  nel  t783  e  ' 
naxione  Israditica* 

enTA*  m  Smmk  e  auelB,  S.  Bkarìaioin  S.  Si 


slaiate  in  aiirw  ckk'ì 
S9  suptr  Siiti 


efaicK  panoochiali.       con  porzione  del  1 
IIB.  in  eoi€sio  pine-     ao  popolo  di  S. 

#e  maggiore  dalla     al  Seminario 

jecQPida  airuliimaU.  S.  Pellegrino  nella  Sa-^tSQQl 

eftoea   furono  sopA  pienaa 

presse  sei  /Nuroe-Po.S.  Pietro  in  GastelTeodik 

chiede ^yaiiro  /ra* |ti.S. Pietro Bujo in S.Gto 

Tannino  in  Painlaneto 
||9.  S.  Pietro  alla  magione 
con  porzione  del  popolc 
aopprcMO  de*  SS.  Vincen- 
zio e  Anastasio 

1 3.  S.  Pietro  a  Orile 

1 4.  S.  Onirico  in  Caste!  vec- 
chio con  r  annesso  di  S. 
Marco,  e  parte  del  popolo 
di  S.  Ofustiola  alla  Rosa 

1 5.  S.  SaUatoreinS.  Ago- 
stino con  la  porzione  del 
popolo  di  S.  Mustiola 

16.  S.  Sledoo  alla  Lizza 
con  gli  annessi  di  S  Bar- 
bera in  Fortezza  e  poiw 
zione  della  cura  de*  SS. 
Vincenzio  e  Anastasio 


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5oirira  e  segne  .  .  Abii.  Jf."  15998  sS54i   i88i3  i^^ 


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npartii^mei  i%  f^kariaii  forttnei  con  ia  toro  popoiaùom 

a  ùinque  epoche  dvftrM 


Nome 
dei  Pitieri 


Titofò 
deiU  Chiese 


Popoiaùone 


Aimo 
1640 


Bipotro  AbU.  N.^  16998 


1.  ViOAiuto  M  Caiciamo  ooxb  M  amb 


Casc'uiDo  delle  Muse 
con  I*  annetto  dì  Ga* 
log  nano  e  Agottolt 

Valle 

Terrcniano  e  Gorlano 

Trctn  (m)  e  Fonte- 

Bencdella 
S.  Hkilnaiìo 
Ilofiini 

S.  Petronilla 

lUfftiano 

Maróano  e  FonteBeoci 

Mnnistcro  (al) 
Tufi  eon  tre  annetti 


Santa  Colomba 


17.  SS.  GiiittoeCl«nen< 
le.  Pieve 


18.  S.  Haroiliitto,  Gura 

19.  S.  liorenao  e  S.  Bl 
chele»  idem 

ao.  S.  Maria,  id 


I- 


ai.  S.  Dalroaxio,  idem 
aa.  SS.  Maicellino,  Pietro 

ed  Kntnio,  idem 
aS.  S.  Petronilla,  idem 
a4.  S.  fliccolò,  idem 
aS.  SS.  Pietro  e  Paolo» 

idem 
ad.  S.  Bartolommco,  id. 
a7.  S.  Matteo  con  i  SS. 

Apollinarv    Teodoro    e 

Margherita 
a  8.  S.  Pietro,  Fiere 

19B.  Nel  neonato  di  Cateieno  delle  Masse 
dalla  prima  airukima  epoca  furono  sop* 
presse  sei  cmre 

n.  VicAiUTO  ML  Bonon 


1 

Bonont  e  Lamiano 
Fitemo 

Tignano  eon  Peoorìle 

e  Papafano 
Otserfania  al  Colle  di 

Capraia 
Montelitcaj ,    oon    S. 

Giorgio  a  Lapi 
Tolfe 
Prmciano 
Val  di  Pngna,  Badia 

Alfiano  e  Bniciano 
Rma 


99.  S.  Giotanni  Batlittà, 

Pieve 
3o.  SS,  Pietio  e  Pholo, 

Cura 
3i.  S.  Agnete,Idem 

3a.  S.  ^emardino,  giii  S. 

Mariti  idem 
33.  S.  Pietro,  idem 


34.  S.  I^temiano,  idem 

35.  S.  Pbolo,  idem 

36.  S.  Tommaao  con  SS. 
Trinila  e  S.  Maria,  itiem 

37.  S.  Regina,  idem 

Somma,  e  ttgqe  .  •  4kit,  N!^ 


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1843 


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27749 

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MhCkim 


174S  I  18SS  I  iSi*  ila 


Rtfwwo  Jkii.  Jf.«  asoSS 


Vico  «TArbia  e  Mao   38.  S.  Pietro,  IcHorii 

tochiéio 
S«  Eugenia  89.  S.EB90iiia| 

NB.  ifW  f^ieariato  dei  Boawoim  éaiUt  frimm  «I- 


in.  VicAKUio  m  Boomxnnrufo 

40.  SS.  Pielio  6  PmIo, 

Fiere 
41  •  S*  LofeniOf  Picpoilta 
4a.  S.  Miebele,  Pieve 
43.  S.  Andrea,  Gaia 


AMMieaoveolo  0  Gag- 

giolo 
Pensema 

Gntigiion  del  Boeoo 
Montaoto  Giateppi,  e 

Orni  de*  FniU 
Spieniia  a   SeiiYalle 
Abbadia  Ardeofi 
Fiaua  e  Salteniiano 
Cbitei  Duofo  e  Tane* 

redi 
Bibbiano  Giaglieicbi 


44.  S.  Lorenio,  Pieve 
43.  S*  Andrea,  Cnn 

46.  S.  Innocenaana^Pi 

47.  S.  BartolommeOyGnni 


48.  S.  Lorenao,  idem 

NB.  Ifei  f^icariaio  di  Buonconvtnto  dalla  prima 
air  altitna  epoca  furono  soppresse  tre  cure 

IV.  VicAiiATO  m  CoasAao 


Conano 
fijgDaja  e  Lestine 

Piletta  e  Faltignano 
Radi  di  Greti 
Gamprìano  e  S.  Laz- 

xerello 
Pilli 
Magnano 


49.  S.  Grio.  Batt.,  PieTe 

50.  SS.  Vincenaio  e  Ana- 
sUsio,  Gura 

5i.  S.  Andrea,  idem 
Sa.  S.  Pietro,  idem 

53.  S.  GioTHnni  Deoolla- 
to  e  S.  Lazzero,  idem 

54.  S.  Salvatore,  idem 

55.  S.  Giacomo,  idem 

IVB.  iVe/  f^icariato  di  Corsano  dalla  prima  al' 
l'ultima  epoca  furono  soppresse  tre  cure 

V.  VicàauTO  DI  MonaaiGGiom 


Monterìggioni 

Poggiolo 

liornano 


no 


56.  S.  Maria  Assunta,  Pieve 

57.  idem^  Gura 

58.  S.  Gio.  Batt.,  Pieve 

59.  S.  Gio.  Evang.,  Gun 


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il  QvjÉBao  StHOTTfco  Mh  Partotekie  Mia  DtocMsi  dì  Sìbba 
r9partii€  mti  is  Ficariaii  foranei  eoa  la  loro  Papolanoao 

a  ein^e  epoche  diverse 


if(OMff 

dei  luoghi 


Querce  Grossa  •  Pe 

trojo 
Recì»Do  e  Chiocciola 
FuDgaja  e  Colle  (al) 


Titolo 
delle  Chiese 


Popolazione 


Aimo 
1640 


BiPOBTo  Ahii,  N.^  93*57 


60.  S.  Giacomo  e  S.  An- 
gelo, Cura 
6i.  S.  Bartoìomnieoy  idem 
69.  S.  Michele  e  S.  Loreo- 
xo,  idem 

NB.  Ifel  Vicariato  di  Monteriggioni  dalla  pri' 
ma  alt  ultima  epoca  furono  soppresse  tre 
chiese  parrocclùali, 

VI.  VlOàBUTO  DILLA  CaMOVICA  A  CaBlRO 


Canonica  a  Cerreto  con 
Cerreto  Ciampoli 

Pieve  Asciala  con  Ca- 
ligoaiio  e  Scivoli 

Cellole  e  Fontignano 


Gerreto 

Vagliagli  «  Caschine 


63.  S.  Pietro,  Pieve 

64.  S.  Gio.  Battista,  idem 


65.  SS.  Bfartiao  e  Minia- 
to, Cura 
66v  S.  Giovanni ,  idem 
67.  SS.  Crislofiino  e  Bar- 
tofommeo,  idem 

19B.  Ifel  Vicariato  della  Canonica  a  Cerreto 
fra  la  prima  e  V  ultima  epoca  furono  sop- 
pressi quattro  popoli, 

VII.  VlGABUTO  DI  S.  LOBBHXO  A  MiasS 


Val  di  Mene  (in) 
Eecenza 


Jesa 

Santo  (  al  ) 


68.  S.  Lorenzo,  Pieve 

69.  S.  Gdovanni  Battista, 
idem 

70.  S.  Michele,  idem 

7 1 .  SS.  Jaco|iO  e  Filippo, 
Cura 


Vili.  VlCAaUTO  DI  MOMTIBOIII 


lionteroni  con  Arbiola 

Cuna 

Quinciano 
Ponte  a  Tressa 
Grania  con  Ponzano 
Leouina  con  Eipa  Me- 
dani 


7 a.  SS.  Giusto  e  Donato, 
Cura 

73.  SS.  Jacopo  e  Cristo- 
fimo,  idem 

74.  S.  Albano,  idem 
7d'.  S.  Angelo,  Pieve 

76.  S.  Martino,  idem 

77.  S.  Bartolommeo,CurB 


191 

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III 


ARMO 
1745 


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911 


395 

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357 

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AURO 

1840 


33764 
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394 
693 
373 

i37 
474 


ARMO 
1844 


34195 

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987 
141 


969 

937 

491 

98 


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3^7 

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907 
969 


399 
568 
S70 

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918 

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89 


390 

390 

197 
i58 
9o5 

977 


SoMMM  e  segue  .  .  Ahit,  iV.»  ^6996  99490  37589  38969  39966 


393 


il  Qvjomt  SimuTTfCù  MU  ParrocehU  étUa  Dmoast  ot  Stmm^ 
r9purtit9  lui  t%  ^iemriaii  fiiranei  eon  ia  iofo  Popoiauome 

a  ««fife  epoche  dÌ9erS9 


Ifmme 
dei  Lmoghi 


Itola  (TArbia  con  Bor- 

fP>f«cchio 
Colle  UaletiMreoda 

G)l latita  con  Htrtlane- 

Si^nnazzi 
I«uci|?naQo  d'Arbia  con 

S.  Maria  al  Pino 


Titolo 
detU  Chiese 


Popoiaùone 


BiFoero  Ahit.  N.^  «6996 


78.  S.  Iburiot  Con 

79.  SS.  Simoiìe  e  Giuda, 
idem 

80.  S.  GioTanni  Decolla- 
to, idem 

81.  S.  Giovanni  Baltisla, 
Piefe 


NB.  ifW  rieariato  ài  MoiUeroni  dalla  prima 
aWmf Urna  epcea  furono  sopprent  tei  atre 

IX.  VMUaUTO  DI  ClTITlIXA  U  PlU 


Coltella  di  Pari  con  I' 
Abbadia  Ardenghetca 
Catpnovole 
P*ganico 
M  *ntantico 
Fari 


8a.  S.  Rlaria  in  Moniihu»^ 
Pieve 

83.  S.  Gio.  Evanir.,  idem 

84.  S.  Michele,  Preposi!. 

85.  S.  Tommaso,  Pieve 


86.  S.  Biagio,  idem 

KB.  H  popolo  soppresso  deW  Abbadia  Arden- 
ghesca  era  compreso  nella  Dioc,  di  Grosseto 

X.  Vie  AIUTO  BI  MuaLO 


Blu  rio  di  Vescovado 
Crevole 
Siin-Giiislo 
Bflonle  Pescini 

Cuciano  di  Vescovado 

Monte  Pf riuso 

Vallrrano 

Sovifioano 


87.  S.  Fortunato,  Pieve 

88.  S.  Ot'ilia,  idem 

89.  S.  SaKalore,  Cura 

90.  SS.  Pietro  e  Pteolo, 
Pieve 

9 1 .  SS.  Giusto  e  Clemen- 
te, idem 

9a.  S.  Michele,  idem 

93.  S.  Donalo,  Cura 

94 .  S.  Stebno,  idem 


NB.  Le  parrocchie  di  Blurlo  di  Vescovado  nel' 
la  prima  epoca  mancano  della  loro  popola- 
zione ,  per  trxere  sfati  allora  ^uei  popoli 
feudatari  degli  Arci^f escomi  di  Siena. 

XI.  VicAaiATO  m  Baaomtou 

BamntolicouVitecrin|95.  S.  Pietro,  Cura 
Fogliano  1 9».  S.  Gio.  Batt.  Preposit. 


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193 

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III 
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106 

6fl6 

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101 
III 


484 

f5i 


SoMM^etepie  .  .  Abit.  N,^  98993  3365o  43999  44867  450^7 


m 


il  ^4<Mo  SiMorwiOo  i^lU  BarroéchU  Mia  Dmocméì  di  Si^m^ 
rwpariU9  ati  i»  Vicariati  foranei  con  la  loro  PopoloMÌone 

a  cinque  epoche  di^rt§ 


l-^^n!"^    ■    l^   V 


éti  Mmogki 


'M'     M 


Pilli 
Snidile,  al  Ponte  o/- 

h  SpimOf  o  alk  Pie» 

n^eeeàia 
GkìIrIo  con  Fonte 

IcBcildU  e  Fjormi- 

luutecchio  con  UGo- 
ÉM  al  Fino 

IGendo  alla  SeWji 
iBBiiadoli  ODO  Tro- 
TiUe  (alle) 


Titolo 
delle  Chiese 


*    !■* 


I  I! 


Popolazione 


ANHO 

1640 


Mipoèto  Jbit.  N/'  28993 

393 


97.  StBaftolommeo, Pieve 
96.  $.  Gio.  BfU.,  PieTA 


99»  S.  Donato,  Cara 


100.  S.  Apdrca,  idem 

loi»  S.  Sterno  Cara 

101.  S.  Pietro,  idem 

io3.  S.  Bartolommeo,  id. 

^  Sw  Nel  ^ie^iato  di  Barontcli  dalla  prima 
dt  ultima  epoca  compariscono  quattro  po- 
poli di  mono 

Xn.  ViCAiuTO  m  Rotu 


,1 


loiia 

Snidile  (al  Castello) 

<K|ia  (Castel  d*) 

hatolioa 

Uia  a  Torri 

Iraina 

SG|Uano 


i4>4.  S.  Gio.  Ball.  Piere 
io5.  S.  Lorenzo,  idem 

106.  S.  Bartolomraeo,  id. 

107.  S.  Biirlolommeo,  ìd. 
yo8.  S.  MujiUoIa,  Prioria 
109.  S.  Michele,  idem 
Ito.  SS.  Fabiano  e  Seba- 
stiano, Cara  . 


Db  Wel  Vicariato  di  Sosia  fra  la  prima  e 
t  ultima  epoca  non  eomparisconp  soppres- 
rioni  di  parrocchie 


a;? 


177 


a75 

66 
989 

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ARNO 
1745 


33650 

499 
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▲NllO 

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1840 


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359 

1 

44867 
587 

65^ 


410 

644 
a69 

87 
a8i 

354 
38o 


1 


79 


453 

8ft 
»38 

149 


AVMO 
1843 


45037 

$aa 


474 
63o 
333 
100 
398 
3o4 
416 


»« 


436 
149 


454 
64* 
3o5 
io3 

«90 

«87 

439 


Tor^LM Jbit,  Tip  3i39i    37285  47920  49669  4966$ 


1^       I    !■ 


RECAPITOLÀZIONE 

U  Numero  .totale  delle  Parrocchie  della  DiocEst  m  Sieha  comparisce 

NelPanno  1640  di  Popoli  NP  i5i  (*)  con  Abit,  NP  3i39i 

NelPanno  1745 »  118 »  37285 

Hell'anno  1843 >»iio »  49665 


f)  Mfemo  iljeudo  di  Mario  di  Vescovado. 


So 


301  STEN  S I E  N 

COXPARTiMEIfTO  èdNESE       «»no»»ci  del  Gnadneato,  con  nolopio. 

prìo  del  primo  novembre  iSaS  Tenne  ag- 

ConU  legge  del  i8  marzo  1766  lo  Stato  giunto  il  quinto  Compartimento  di  Areno 
•anese  fu  diviso  in  due  governi  separati»  che  formato  in  gran  parte  di  quelli  di  Fireo« 
uno  spettante  alla  Provincia  inferiore,  capo*»  le  e  di  Siena.  Nella  quale  occasione  furono 
luogo  Grosseto,  e  1*  altro  alla  Provincia  su-  smembrate  dal  Coroparlimento  sancse  le  Co- 
ptriorecapo  delta  quale  fu  la  città  di  Siena,    munita  di  Val  di  Chuna  \  oioè,  di  Chiosi, 

Con  a  tra  legge  del  27  giugno  1814  fu  Celona,  Sartcano,  Cbianciano,  Torrita,  Asi- 
variala  denominaxione  a  tutte  dae  le  Pro-  nalunga  e  Lncignano,  mentre  con  altim  ieg- 
?.nci«  sanesi,  al  pari  della  fiorentina  e  della  gè  dell* anno  1840  fa  staccata  dal  Goropar* 
pisMna ,  sostituendovi  il  titolo  di  Comparti-  iimento  sanese  la  Comunità  di  Monli«i  per 
menti,  ed  affidandone  la  direzione  ad  un  assegnarla  a  quello  di  Grrosseto, 
soprintendente  per  la  parte  economica  delle  Con  altro  motuproprio  del  39  dieembft 
respctti ve  Comunità  dei  luoghi  pii  comu»  1840  fu  rinnovato  il  dipartimento  della  So* 
nitiilivi,  oltre  la  sorveglianz:i  alle  deputa-  printendenia  generale  alle  Comunità  dd 
zioni  de*  fiumi,  eli*  esazióne  della  tassa  di  Granducato  di  Toscana,  ad  oggetto  d'Invi- 
l'amiglia,  alla  collezione  de*  fondi  necessiirj  gilare  ali*  esalta  osservanza  della  legislazioos 
al  roanlenimento  delle  strade  provinciali,  e  comunitativa,  come  pure  rispetto  «Un  direi 
per  la  |Mirle  economica  ai  lavori  delle  strade  zione  del  nnovo  catasto, 
niedesìme  e  di  qutlle  regie.  Il  Comparti  pento  di  Siena  «Itiialmcntr  è 

A I le  quattròCH mere  di  soprintendenza  co*    formato  di  33  Comunità  compiete  in  ua> 
munitativa,  ossia  ai  quattro  Compartimenti    dici  Csncellerie  comunitative. 


'■*     ■!     ■      I  inr*  ,^^1—^1^^^^ 


STRADE  REGIE  E  PROVINCIALI  CHE  ATTRAVERSAUfO 
IL  COMPARTIMENTO  SANESE. 

te-S.<^vino  trova  il  Comp.  aretino,  -*  In 

1.  Strada  Regia  postale  Romana.  — »  questa  strada  nel  1843  è  suto  coslruiln  on 

Dai  confini  della  Com.  di  Poggi bousi  con  bel  ponte  nuovo  che  attraversa  il  torrente 

quella  di  Barberino  di  Val  d*  Elsa  fino  al*  Bottone* 

1*  osteria  ilella  Torricella  in  Com.  di  S.  Ca-  3.  Strada  Regia  Suhurbana  oeeiéeutO' 
scian  de*  Bagni,  attraversando  le  Com,  di  /e  di  Siena,  —  Staccasi  dalla  regia  postale 
Poggibonsi  e  di  Monle-Reggionierasentan-  Romana  presso  la  Porta  di  Camullia  e  per 
do  i  confini  delle  Cora,  suburbane  del  Terzo  Pescjtja  scende  nel  torr.  TV-essa  per  con- 
dì Città  e  del  Terzo  di  S.  Martino  prima  di  giungerai  alla  strada  R.  Grossetana  che  trova 
arrivare  e  do|)o  escita  dalia  città  di  Siena;  alC/«Vxi/io</i  «9.  CaWo.— Nell'anno  1843 
quindi  |)ass.inilo  per  le  Com.  di  Monleroni,  è  slata  corretta  e  resa  questa  strada  più  age- 
di  BuonconvciUo  ,  di  Montalcino,  di  San-  vole  nella  salita  di  Pescaia. 
Quirico,  di  Castinlion  d*Orcia,  delPAbba-  4.  Strada  Regia  Grossetana. — Esce 
dia  S.  Siilvadoie,  di  Radicofani,  e  di  S,  Ca-  dalla  Porta  S.  Martro  scende  per  la  Corta 
scian  de*Bi{;ni.  —  \el  1843  sono  stati  fatti  a  Fabbri  in  Tressa^  quindi  risale  la  Co- 
dei  lavori  per  correggere  P ardua  costa  di  sta  al  Pino  attraversando  la  Com.  delle 
Ricorai,  non  che  al  ponte  del  Forraone.  Masse  del  Terzo  di  Città,  poscia  i  terrìto* 
a.  Strada  Regia  da  Siena  ad  Areziù.  rii  comunitalivi  di  Sovicille  e  Murlo,  dove 
—  Dalla  Porta  Pispini  della  città  di  Siena  passa  la  Mense  sul  ponte  a  Macereto ,  di  là 
altraversauilo  la  Com.  del  Terzo  di  S.  Mar-  inoltrandosi  nella  Com.  di  Monticiano,  eii- 
tino  e  |>er  breve  tragitto  quella  d*  Asciano,  tra  in  quella  di  Campagnatico  sino  al  ponte 
Essa  rasenta  per  lungo  tratto  la  vallecola  del  di  Petrioto  sulla  Parma,  |)onle  dovecomiu- 
torr.  Riena  in  Com.  di  Castelnuovo  della  eia  il  Com|iarti mento  di  Grosseto. 
Berardcnga ,  quindi  passando  |>cr  quella  di  Nel  1843  ed  anche  nelKanno  attuale  si 
Ra{)olaiio  Siile  sul  monte  diPalazzuolodove  lavora  fuori  della  Porta  S.  Marco  in  qvest< 
sul  confine  occidentale  della  Com-  dclMou-  strada  per  rendere  meno  ripida  1*  ardua  m- 


SIEN  .    SIBN              ài» 

lite  Mia  Coffa  a  Fabbri^  onde  «rrifare  ai  dirige  •  MoalUt  «oernh  •  S,  Gin.  4tkmo 

pift  agevolmente  dal  piano  delb  2Wjm  e  a  Torrenicrì,  sale  a  BlooUleiBo,  quindi 

»lla  Porta  S«  Blaioo.  per  Poggio  alle  Mura  giunge  ufi  confine  del- 

e_       ,.  la  Gom»  '£  Gimpagnatiooi  dove  ai  Cmmmeei 

Snum  Paoviacniu  ^  ^^.^  ^„^  ^^  ^  Gnmelana. 

j.  Abrwia  Ckimmigimaa.  —  Entra  «el  9.  5/raila  M  Jfonfe  Amimta,  -»  Slac- 
GoMpartimento  aaneae  al  confine  delta  Gom.  cast  dalla  regia  poilale  Eomaoa  aNa  poala 
di€rreve  con  <|nella  di  Radda»  iì  di  cui  dell  1  PtMÌef ina,  e  lalendo  a  GaUtglion  d*Or« 
tcfritorìo  atlravena  dirigendo^  nella  Gom,  da  di  U  ti  dirige  nel  Gomp.  groMetano 
di  Gojok  fino  alla  strada  E.  Arelina  die  passsoflo  per  Gàstd  del  Pianoi  Arrìdoaio  e 
inooalra  ndla  valleoola  di  Biena  per  arri-  Santa-Fioni  di  dove  ritoma  nel  Gomp,  sa- 
vare al  ponte  detto  di  Griiio  suirOmbrone  nese  a  Pian-GislagnafOt  per  scenderà  sulla- 
in  Gom.  di  Gaslelnoovo  della  Berardenga.  strada  regia  postale  Romiinaal  pónteaEigo 

a.  Strmia  da  Lt^nt  alia  f^al-dUBiem  in  Gom.  di  S.  Gssciano  de*Baf>qì. 

nm.  — .  Dopo  rimonteta  la  Val  d*  Ambra  h.StFoJaTra^ftrsadaUa^^iartfjmfh- 

cntn  nel  Gompartimento  senese  nel  pogeio  numa  ^tdartOa,  —  Parta  dalla  vin  àid* 

di  Montalto  per  dirìgersi  al  ponte  di  Onilo,  delta  sotto  Pian-Gastagnafo  dirigendosi  «jier 

3.  Strada  Laurefaaa,  -««^  Staccasi  dalla  la  S6>rKSoa ,  dov*  entra  nel  Gampartimento 

E.  Aretina  presso  il  ponte  delle  Tap^nu  grossetano  «  nel  quale  prosegue  per  S.  Gio- 

d^JrUa  pasnndo  per  il  territorio  di  Aida-  vanni  delle  Gonieo,'<  Sarano*  Pitigliaoo  ree. 

no^  di  Rapolano  e  dìTrequanda,  sul  di  cui  9.  SUf\àéa  da  Siena  o  Masia^  *«•  Slao> 

confioe  trova  la  Gom.  di  Asinalonga  del  casi  sulla Gosla  alpino  dalla  fegiaGrossHat 

Gomp.  aretino.  ■  na  fino  alla  strada  sejsnente  di  Foficmwa. 

3.  Strada  da  Siena  a  Cortona ,  o  de*  so.  Strada  da  Poffgibongi  a  FW/oni- 

^«/lr#t.  —  Staccasi  dalla  H.  Aretina  penso  «•.  —  Strada  magnifica  cbe  staccasi  dalla 

il  ponte  di  Griiio  soli*  Ombrone  In  Gom.  postale  Romana  presso  al  ponte  sulla  Stag^ 

di  Gsstelnuovo  Benrdenga ,  di  Ik  per  Ra-  già  pasmndo  per  le  Gora,  di  Poggi bonsi,  di 

jiolaoo  ed  i  P'alhn  arriva  sol  confine  del*  Cdlle,  di  Gasole,  di  Radieondoli ,  di  Éld> 

la  Gonst  di  Lucignano  spettante  al  Gomp*  di  là  dalla  quale  mira  nelle  Gom,  di  Rton* 

aretino.  tierì  e  di  Massa  spellunli  al  Gomiiartiroenlo 

5.  Strada  traversa  del  Sentino,  —  Di-  grosMiano,  e  «lenirò  questo  arriva  al  pónte 

ramasi  dalla  strada  qu)  sopra  nominata  in  imbarcatore  a  Follonica. 

Gom.  di  Rapolano  per  arrivare  sulla  strada  f  i   Sirad'i  da  Siena   a  Volterra»  — 

Zamretana  cbe  trova  presso  S.  Gimigna*  Slaccasi  dalla  strada  regia  Romana  presso 

odio  dentro  la  slessa  Comunità.  Monlerìggion'i  fino  a  cbe  a  Monte-Mledoli 

0.  Strada  traversa  de*  Monti»  —  Entra  entra  nella  strada  provinciale  volterrana  pas* 

nel  Gomp.  sanese  sol  confine  d*A.Mnalunga  e  sando  per  le  Gora,  di  Monteriggioni  |  di 

per  il  territorio  oomonitativo  di  Trequanda  Colle  e  di  San-Gimignano, 


PROSPETTO  dtlh  Ce/tanilò  dal  CaM»4trtmtMto  S^mIiM 

tlribail€  ptr  Caitctltrrit  eoa  la  reipttliva  tuptrfiàt  t  popolatioi 


ToT^tt  .  .  .  .  W.'  g(t;i4o 


S I E  T  S I E  V               397 

SIEPI,  oSin  (S.  MjauadSepes)  nel-  Sìetta  ■  nome  della  chiesa  di  S.  Niccolò, 

li  Vil-d'Elsa.  —  Era  un'antica  chiesa  par«  ficante  per  morte  del  suo  rettore,  fu  incari- 

roocbiale  nel  piviere  di  S.  Agnese  in  Gbian-  cato  di  eleggere  in  tale  uffizio  il  prete  Vanni 

ti,Com.  della  Castellina,  Giur.  di  Ridda,  di  S.  Romano  in  Val-di-Brana.  —  (  Aaca. 

Dioc.  e  Gmip.  di  Siena.  Ditl.  Pioa.  Carie  eiiaie,) 

Se  non  fosse  apocrifo  il  diploma  attrì-        SIEVE  (PONT ▲) f^ed,  Fortassibvi. 

builo  a  Carlo  Magno  in  favore  della  Badia  --  S.  PIERO  a).  —  ^ed.  Sak-Piu*  a 

di  Nonanlola,  si  crederebbe  cbe  la  corte  di  Siava. 

Siepi  con  la  chiesa  di  S.  Maria  fosse  staU  SÌEVE  fiumana.  —  Cotesto  corso  d*ae- 

donata  tino  dal  sec.  Vili  ad  Anselmo  santo  qua  attraversa  la  provincia  del  Mugello  po- 

abbate  di  quel  cenobio.  sta  fra  il  giogo  delPAppennino  fiorentino  e 

Fatto  è  cbe  la  chiesa  diS.  Maria  alle«S<e-  la  diramazioue  subalterna  di  Monte-Morel- 

pì,  Sterpi f  o  Peseaje^  del  pievanato  di  S.  Io,  Monte-Senarìo ,  Monte-Rotondo  e  Mon- 

Agnese  è  rammentata  nello  Statuto  fioren-  te-Giovi ,  la  di  cui  giogana  di  monti  separa 

liDo  del  i4i5  al  Lib.  V  tratUto  IV  rubr.  la  Vat-di-Sieve  dal  Val-(l*Arno  sopra  Firpn* 

94,  dove  SI  parla  della  Lega  del  Chianti,  le,  nel  modo  stato  accennalo  %\V  Art.  Ap- 

eoDsistente  in  68  popoli,  fra  i  quali  nel  pi*  ptirinifo  ToacAvo. 

viere  di  S.  Agnese  iu  Chianti  esisteva  anche  k\V  Art.  poi  Mugsllo  fu  avvertito ,  cbe 

il  popolo  di  5.  Maria  alle  Siepi,  la  (ertile  e  amena  provincia  ,  volgarmente 

Lo  stesso  popolo  di  S.  Maria  ad  Sepet  appellata  il  U ugello  ^  nella  quale  ebbero 
trovasi  registrato  nel  catalogo  delle  chiese  origine  due  celebri  e  potenti  prosapie,  gli 
della  Diocesi  di  Colle,  cui  fu  ceduto  il  pi-  Ubaldinì  ed  i  Medici,  non  abbraccia  T in- 
fiere di  S.  Agnese,  sebbene  ivi  si  dichiari  tiera  Val-di-Sieve,  poiché  la  parte  sua  orien- 
che  a  quel  tempo  la^h.  di  Siepi  non  era  tale  fino  dai  tempi  della  repubblica  fìoren- 
più  parrocchia ,  per  cui  il  suo  popolo  non  tina  designossi  coi  vocaboli  di  piviere  di 
fo  tampoco  rammentato  nella  statistica  nu-  Acona  e  di  montagna  di  S.  Godenzo. 
nierica  del  i55i.  Il  lato  settentrionale  alla  sinistra   della 

SIEPI  (MO?n*E)  in  Val-di-Merae.  —  fiumana  che  irriga  nella  sua  maggior  lun- 

Fed.  Abazu  DI S.  Galoavo,  Fiosni  B  MoMTt  ghetta  la  Val-di-Sieve  è  fiancheggiato  da 

(PiiVE  n)  A  Maixiavolo.  una  porzione  centrale  deW Appennino  io- 

SIETINA   (PIEVE  a)  nel  Val -d* Arno  scano^  a  partire  dalla  Futa  passando   dal 

sretino.  —  Pieve  antica  sotto  l*  invocaiio-  mont^  di  Castel  Guerrino ,   dal  Giogo   di 

ne  di  S.  Maria  Maddalena,  riunita  nel  1770  Scarperia,  Colle  di  Casaglia,  Belforte  e  Alpe 

alla  chiesa  di  S.  Michele  al  Cattelluedo^  di  S.  Godenzo  sino  alla  Falterona.  —  Dal 

nella  Com.  e  circa  due  raigl.  a  lev.  di  Ca-  lato  orientale  staccasi  dall*  Appennino  dflla 

polona,  Giur.  Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo.  Falterona  la  montagna  della  Consuma  che 

Trorasi  alle  radici  orientali  del  monte  di  chiude  la  Valle  da  quella  parte ,  mentre  la 
Cipolona,  presso  la  ripa  destra  del  fi.  Arno,  circoscrivono  a  occidente  i  monti  di  Han- 
dirimpetto  al  Castel  di  Giovi ,  dove  l' Arno  gona ,  di  Monte-Cueeoli  e  della  Caldana, 
torcendo  cammino  da  ostro  a  pon.  devia  Da  Monte-Cuccoli  prende  origine  la  An- 
dai contomi  d'Arezzo.  — -  f^ed,  Capolosa.  mana  che  dò  il  nome  alla  valle,  scende  alla 

La  pieve  di  S.  Maria  Maddalena  a  Sieti"  irilla  del  Torracchione  sotto  Barberino  di 

na  in  S.  Michele  al  Cattelluocio  nelFanno  Mugello,  dove  tributa  le  sue  acque  il  grossa 

1833  noverava  $49  abit.  torr.  Stura  che  viene  da  sett.  dall*  Appen- 

SiETTJ  (S.  Niccolò  j)  nella  Valle  del^  nino  della  Futa  dopo  essersi  unito  ali*  altro 

rOmbrone  piste jese.  —  Chiesa  e  comunello  della  Lora,  A  questo  punto  la  Sieve  pie- 

da  lunga  mano  perduti,  dei  quali  però  tro-  gando  alquanto  il  cammino  a  ley.  accoglie 

vasi  fatta  menzione  in  due  pergamene  del  per  via ,  alla  soa  destra ,  presso  San-Pier  a 

capitolo  di  Pisloja.  Con  la  prima  di  esse,  Sieve  il  torr.  Carta,  quindi  i  fossi  di  Car- 

scritta  nel  17  maggio  laSi,  il  preposto  della  detole ,  dì  Faltona ,  di  Fistona  ,  di  ^al- 

cattedrale  di  S.  Zeno  confermò  reiezione  ca\^a  e  di  Corolla ,  ì  quali  raccolgono  le 

del  nuovo  rettore  della  chiesa  di  «S.  Nic-  acque  di  Pratolino,  di  Monte-Senario  e  di 

colò  a  Sietta ^  mentre  con  l'altro  istru-  Monte-Rotondo,  quindi  i  borri  del  Bonino, 

rapnto ,  rogato  in  Pistoja  li  a8  genn.  del-  e  di  Baldraeca  che  scolano  dalle  pendici 

l'anno  i3oo,  il  sindaco  del  Comune  di  settentrionali  del  Monte-Giovi,  a  pie  del 


398               SIEV  SIBV 

quale  la  fiumana  stessa  cambia  direiione  per  ?e1to  del  maire  MeJilemiieo ,  alcune  delle 

fol^re  il  suo  cammino  da  le?,  a  ostro ,  ac-  quali  elevatesie  possono  servire  di  noma 

cogliendo  dal  fianco  orientale  del  nominato  alle  penderne  della  fiumana  Sie?e  che  dal 

Monte-Gion  i  torr.  di  Cohgnoie  »  di  dir-  primo  ponte  delia  Ce^atlina  fino  alla  sua 

goinenna  e  di  Par  meta ,  finché   la  Sieve  coufluenza  in  Arno  mostra  una  inclinazione 

passa  dafanti  alla  Terra  del  Pontassiete  per  di  br.  173.61,  come  dalla  nota  qui  appm* 

vuotarsi  poco  dopo  neirAmo,   34  migl.  so  apparisce: 
lungi  dalie  sue  scaturigini. 

Dil  lato  sinistro  della  fiumana  entrano  Altezze  otrenst  sopra  illif^lo dei  Mjbm 

nella  Siete»  dopo  il  torr.  Stura  soprano-  Medìteuejéeeo  in  Braccia  fioreniine, 

minalo»  il  Tava/ano^  il  Rimoioso  ed  il  prese  harometrieamente  mei  181 S  iìl 

Lecitone  che  scendono  dall*  Appennino  di  Cai^.  GiwHtnni  de  Baiiiom. 
Castel  Guerrino,  quindi  il  Bagnane^  VEita^ 

il  GaUaja,  ed  il  Botiena^  ì  quali  raocol-  Appennino  sopra  Casagìia  nella 

gono  le  acque  dell* Appennino  del  érìo|ro,  strada  Faentina   .  .  .  Braccia  it^^,ee 

di  Raweuoio  e  di  Belforte,  — Tralascio  i  —  Al  Giogo  di  Searperia  .  .  »  i5a6.7i 

minori  corsi  d* acqua  intermedi  per  fiirmen-    k  Baetmolo «1109.58 

ùone  del  Godenso  torrente  più  considera-  Sai  Monte -Morello^  giogana  se- 
bile  che  viene  dalla  montagna  di  quel  nome        condaria  .  ». »    734.s5 

e  che  perde  il  suo  vocabolo  passata  la  Terra  A  Pratolino^  sulla  strada  poetale 

di  Dicomano.  Finalmente  rammenterò  la        Bolognese »    81$.  11 

Moscia  e  la  Rufino ,  due  torrenti  che  in-    A  Bontà »   864.54 

grossano  la  Sieve  con  le  acqne  raccolte  dal    A  Searperia »    Sag.is 

fianco  occidentale  della  montagna  di  Con-  A  Barberino  di  Mugello  ...»    4a5.77 

suma.  Nella  Sie^^  Acque  medie  sotto  il 

Varf  ponti  attraversano  lungo  il  suo  corso  primo  ponte  della  Cavallina  »   411.84 

la  Sieve  ;  il  più  alto  di  tutti  è  quello  detto  —  Acque  medie  solto  il  ponte  di 

dellaCa^/Ziita  sulla  strada  militare  di  Bar-        San-Pier^a-Sieve »   SS7.00 

berino  di  Mugello  :  il  secondo  trovasi  sotto  —  Acque  medie  sotto  il  ponte  del 

il  poggio  di  Campiano  nella  strada  postale        Borgo  S.  Lorenzo »    9i«*77 

Bolognese  ;  il  teno  è  a  San^Pier  a  Sieve ,  —  Acque  medie  sotto  il  ponte  a 

dove  passa  la  strada  provinciale  del  Mugel-        f^iechio »    307.10 

lo  ;  il  quarto  resta  dirimpetto  al  Borgo  S.  —  Alla  confluenza  del  torr.  DicO' 

^orenco,  sul  quale  passa  la  strada  provin-        muffo  nella  Siei^ »    166.47 

clale  Faentina;  il  quinto,  che  porta  il  nome  —  Alla  confluenza  della  ^ìei^enel 

dì  ponte  B  Sagginale  t  è  uno  de*  più  anti-        fiume  ^nto i>    i5o.i3 

chi  per  dove  io  dubito  che  passasse  1*  antica  A  f^iechio^  piazza  del  Castello.  »    359.75 

yia  Cassia;  dirimpetto  al  sesto  è  f^ieehio^  A  Dicomano ,  Acqua  media  del 

il  settimo  resta  davanti  al  borgo  della  Ru-  torr.  Dicomano  sotto  il  ponte  »   176.S3 
JSna^  r  ottavo  rotto  è  di  fronte  a  Monte- 

Fiesoicy  il  nono  trovasi  ali*  ingresso  del  La  Val-dirSieve  comprende  undici  Go- 

Pontassieve ,  e  il  decimo ,  il  più  moderno  munita  con  due  Vicariati  reg{  (  Searperia 

di  tutti ,  resta  a  un  tiro  d*  arco  sotto  il  pre-  e  Pontassieve)  e  due  Potesterie  (  Jffergo  S. 

cedente  per  servire  di  tragitto  alla  strada  Lorenzo  e  Dicomano).  Alcune  di  ootnle 

regia  Forlivese  e  alla  postale  Aretina.  Comunità  peraltro ,  oltrepassando  i  lioiiii 

Il  Cav.  Giovanni  de  Baillou  nel  181 5  della  Valdi-Sieve ,  sono  stati  calcolati  ap- 
instiluk  in  molti  punti  della  Val-di-Sieve  va-  prossimativamente  i  Quadr.  della  loro  sa- 
rie osservazioni  barometriche  per  designare  perficie  territoriale,  e  quelli  de*respetlin 
le  loro  altezze  relative  superiormente  al  li-  abitanti. 


S89 


PROSPETTO  deìtt  ComuinTd^  elCenirmno  nella  VAL^Di-SiZrE 
con  la  loro  superficie  territoriale  in  Quadrati  agrarj  e  respetiiva  Popolazione 


mÈM 


Nome  delle  Comunità 


•mf^rf^^ 


Superficie 

territoriale 

in 

Quadr,  agrarj 


Popolazione 

deir 
anno  i833 


VlOAMlATO  DI  ScAlPBJkU 


I.  Barberino  di  Mugello,  per  la  parte  compresa  nella 

Valdi-Sieve Quadrati    345oo 

3.  faglia,  per  la  parte  compresa  nella  Va'-di-Sìete  »  i565o 

3.  San  Pier  a-Sie^e »  loGS? 

4.  Searperia »  ^3353 

5.  Sor^o  S.  Lorenw »  4aCi39 

6.  Ficcalo »  43944 

VlCAaUTO  Vt^  PORTAitlSVS 

7.  Dicomano 17474 

8.  San-Godengo^  per  la  parte  compresa  nella  Valle    »  a8«oo 
9«  Landa »  i56oo 

Bc  Pelago^  per  U  porzione  compresa  in  questa  Valle  »  10400 
II.  Pontasne^e,  per  la  sola  porzione  compresa  nella 

Valle  sudUeita »  iSSoo 


Totjèlb  delia  superficie 


dbit,  8430 
a45o 
2746 
5o56 
10730 
8S8a 


ioxi 
a385 
a435 

47fii 


4106 


Quadr,  «59997     Jkit,  55711 


SIGILLINE  (ROCXIi).  ^  Fed.  Rocca 
Smkluia. 

SIGISMONDO  (S.  )  A  G  A  JOLE.  -*  Tei. 
Gaiolb.  —  Cotesto  avTÌso  serm  per  qnahin- 
qne  akro  luogo  ohe  avesse  per  titolare  S. 
Sigismoado. 

SIGUANO  in  VaUTibenna.  — Gas.  con 
eh,  pJebana  (S.  Maria  di  Telena)  nella 
Com.  Giu#.  e  quasi  4  migl.  a  ostro  di  Pie- 
ve SanSlcfano,  Diop.  di  San-Sepokro,  giii 
di  Areno,  Gomp.  aretino. 

Risiede  presso  I»  ripa  destra  det  Terese 
9cir  antica  diocesi  di  iLrezio ,  e  whi  in 
qotlb  di  Ciltè  di  Gastallo,  conia  per  equi- 
voca fii  indicato  con  Y  iniziale  (A)  nel  Qua- 
dro sinottico  delle  panroccbie  detla  Diocesi 
di  San-Sepokro  (Voi.  V.  pag.  i3a.)  — 

Fed,  TiLEiiA  (Plsra  m  S.  Maaia  di) I  po- 

poK  di  Sigliano  Sintlgliano  e  Scbianlacap- 
pa  dell»  Val  Tibefia»  si  sottomisero  al  Go- 
■lune  di  Firenze  nnilaaiente  ad  altri  castelli 
e  vitlate  con  alto  de*  3i  agosto  i835,  e  nel 
ni  dicerabre  successilo  ratilkapono  le  ca- 
pitolazioiM  cbc  vennero  loro  accordate. — 

fW.     MORTBOOGLIO. 

Il  popolo  di  Sigliano,  ossia  di  S»  Maria 
di  2W«aa,  nel  i&33  ceaUva  80  abil. 


SIGNA  (  CASTEL  m  )  nel  Val-d'  Amo 
sotto  Firenze.  «-  Cast,  con  parr.  (S.  Maria 
a  Castello  )  nella  sottostante  pieve  de*  SS. 
Gio.  Battista  e  Lorenzo  alla  Beata  a  Signa^ 
c\C  è  Capoluogo  di  Comunità,  nella  Giur.  di 
Campi ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze. 

Tanto  il  Castello  di  Signa  come  la  pieve 
si  trovano  solla  destra  ripa  dell*  Amo  pres- 
so la  confluenza  del  Bisenzìo,  dirimpetto  al 
primo  ponte  cbe  da  Firenze  a  Pisa  caval- 
casse il  fiume  maggiore  della  Toscana ,  il 
Csstello  sopra  nn  ultimo  poggio  fra  quelli 
cbe  sì  dirigono  dal  monte  di  Artimino  ver- 
so IcT.,  nel  gr.  a8*  45'  latit.  e  43*  46'  8* 
long.,  drca  migl.  7  a  pon.  di  Firenze,  un 
quarto  di  migl.  a  maeslr.  della  posta  di  La- 
stra a  Sìgna  e  della  strada  regia  Livornese. 

Comecché  fino  dall*  anno  746  si  ram- 
menti un  rettore  della  cbiesa  di  S.  Maria  in 
CastellOf  una  delle  sue  memorie  più  anti- 
cbe  reputo  quella  di  un  istrumento  d^lla 
contessa  Willa,  scritto  in  Pisa  li  a3  dicem- 
bre 97  7,  quando,  fra  gli  altri  doni  ftitti  alla 
Badia  fiorentina  dalla  stessa  donna  fondata , 
trovai  nominata  una  chiesa  senza  titolo  po- 
sta nel  Castel  di  Signa  con  la  sua  corte  e 
quaranta  mansi  ad  essa  annessL 


400  SION  S I G  N 

Rispetto  poi  «Ila  pieve  di  Sigoi citerò an  mento  dell'  1 1  agosto  laSa,  dairabalePuc- 

atto  dell'anno  96/I, quando  Raimbaldo  te-  cinclli  nelle  Memorie  di  Pese»  riportalo, 

icovo  di  Firenze  donò  al  capitolo  della  saa  contutlociò  ignorasi  tutto»  V  epoca   della 


Ut  anni  dopo  (967  )  dal  Tescoyo  Sicbdmo    struire  un  ponle  sulla  strada  pubblica  cbe 
tuo  successore  fu  confermata.  metteva  in  Arno.  «  Vedendo  egli  (dice  il 

In  quanto  all'orìgine  del  Castel  di  Si-    Poccinelli)  che  ingrossandosi  coletto  fians 
gna,  ed  al  nome  di  Exinea^  mi  unirò  al    r\  pencolavano  molli  pellegrini ,  Alloccio 
giudìzio  di  un  illustre  letterato  toscano  che    supplicò  il  vescovo  di  Firenze  acciò  ordì- 
dichiarava  essergli  ignota.  Con  tuttociò  il    nasse  ai  paesani  del  vicinato  di  edificare  im 
paese  di  Signa  è  da  credersi  di  origine  piul-   ponte  nel  luogo  dove  gik  era  nn  navalestro, 
tosto  antica  ;  sia  che  uno  voglia  considerare    Ed  avendo  quelle  genti  condisceso  alle  i- 
la  sna  situazione  sullo  sbocco  di  due  valli,    stanze  del  loro  pastore,  AHuccio  ebbe  la 
di  quelle,  cioè,  del  Blsenzio  e  del  Val  d'Ar-    gloria  di  veder  costruire  sull'Amo  il  primo 
tio  fiorentino;  sia  che  si  rifletta  trovarsi  esso    ponte  che  si  conosca  fuori  di  Firenze ,  nel 
sulla  testata  dell'  unico  ponte  che  prima  del    territorio  però  della  sua  diocesi.  —  Ora  tf- 
secolo XII  attraversasse  l'Amo  fra  Firenze  e    giungerò  io,  che,  non  conoscendosi  altro 
Pisa;  oppure  che  si  consideri  che cost^  l'Amo    ponte  sull'Arno  dentro  la  diocesi  fiorentina, 
cessa  nella  stagione  estiva  di  essere  navi-    meno  questo  di  Signa,  ciò  obbliga  a  cr^ 
gabife,  ovvero  che  si  voglia  credere  essere    dere,  che  al  luogo  medesimo  dote  sboccan 
esistito  nei  tempi  posteriori  al  mille  davanti    una  strada  pubblica  proveniente  da  Cajwpi, 
a  Signa  uno  scalo  per  le  merci  che  dal  Porto    da  Prato  e  da  Pisloja,  refìerire  dovere  il 
Pissno  a  Firenze,  e  viceversa  da  Firenze  al    ponte  pochi  anni  dopo  il  1100  dal  pHilo 
Porto  Pisano  si  recavano.  Arroge  a  ciò  qual-    fiorentino  ordinato.  —  ^ed.  Poirra  a  Su»*, 
mente  Signa  ottenne  il  primato  rapporto  al        Forse  al  disegno  di  cotesto,  o  del  tecoodo 
lavorio  d'intrecciare  i  teneri  e  bianchi  steli    ponte,  appella  il  modello  riportato  in  una  vce- 
di  paglia  per  Cime  cappelli  per  il  bel  sesso,    chia  campana  della  eh.  parr.  di  S.  Maria  al 
in  guisa  che  il  Proposto  Las!  ri  nel  suoCa^-    Gistello  di  Signa ,  fusa  nel  1966,  mentita 
petto  di  Paglia  chiamò  £'  indusfre  Signa,    quello  rifallo  dopo  il  i3a6  deve  rifiorire  il 
onor  drl  tosco  regno;  costi  finalmente  dove    ponte  del  Sigillo  del  Comune  di  Signa,  e 
nn  suolo  ubertoso  fornisce  agli  abitanti  ol-    Taltro  scolpito  sopra  l'architrave  della  porta 
tre  il  necessario  alla  vita;  tali  ed  altre  con-    maggiore  della  pieve  attuale  di  S.  Gio.  Bit- 
sidcrazioui  non  potevano  a  meno  di  non    lista  a  Signa.  —  Comunque  sia  di  ciò,  oo 
far  prosperare  coleste  popolazioni,  rispetto    ponticello  a  Signa  tn.  rovinato  nel  1978, 
alle  quali  Signa  in  proporzione  del  suolo    siccome  Io  die  a  conoscere  la  causa  per  la 
che  occupa  figura ,  come  si  dirà  ,  la  più  pò-    quale  in  detto  anno  fu  concesso  il  fonie bit- 
polata  Comunità  del  Granducato  di  Toscana,    tcsimale  alla  chiesa  parr.  di  S.  Martino  « 
Che  il  porto  di  Si$rna  però  non  sia  da    Gangalandi  compresa  nel  piviere  di  Signa, 
confondersi  con  il  Porto  di  Metto ^  cos)    ma  situala  nell'opposta  ripa  dell'Arno,  per 
detto  dalla  villa  di  Mezzana  ivi  esistita,  lo    essere  stata  interrotla  la  comunicazione  con 
dava  a  conoscere  un  i strumento  del  dì  1 1     la  sua  pieve,  stante  la  caduta  e  rovina  del 
marzo  iSifi  {stile  fior.)  citato  HV  Art,    ponte  sull'Amo. —  ^ei2.  GAHOAi^Ainii. 
PoaTO  m  Mexzo,  dal  quale  apparisce,  che  il        Ma  un  nuovo  ponle  nel  1987  era  gii  sta- 
Porto,  o  F'illa  di  Mezzana,  fu  edificato  a    lo  rifabbricato  costì ,  essendo  esso  rammcn- 
quel  tempo  da  Lotto  di  Paganello  di  Firenze,    tato  in  una  carta  del  4  ottobre  di  qneiranoo 
Peraltro  che  in  Signa  fosse  un  mercato    e  in  altra  del  18  (ebb.  1989  {stiù  /Sor.)  ri- 
di generi  anche  nel  secolo  XII  lo  dichiara    late  ali*  Art.  Porti  a  Sigma.  Doveva  essere 
un  altro  islromento  del  t  ott.  1 149,  scritto    quel  ponle  stesso  che  nel  98febb.  del  1 396 
presso  r  Arno  nel  mercato  di  Signa,  *-    {stile  comune)  per  ordine  di  Caslraocio  fa 
(AacB.  DiPL.  Fica.  Carte  di  Cestello).  tagliato,  allorché  le  tue  genti  diedero  il 

Comecché  àìYArt.  Poirn  ▲  Siok4  io  ab-    guasto  al  Castel  di  Signa. 
bia  citato  nno  dei  documenti  più  antichi        Riferiscono  puy  alle  vicende  storiche  di 
rispetto  a  quel  ponte,  quale  era  un  istru-    cotesta  contrada  di  Signa  a  della 


S 1 6  N  S 1 6  N  401 

ne  dell*  Amo  che  V  «ttìcìi»  le  nothie  le^   per  la  ooafinaikme  dei  beni  fpetlanti  ai  fìrtm- 
foeoti.  tisti  delVAroo.  Con  oua  delle  quali  proT- 

Neiranno  laSa,  a  di  ii  agosto,  un  tal  Tiaioiii  del  97  maggio  del  ì33i  i  deputati 
Fona  del  fa  Renuccino  di  Donato  da  Signa  Marco  di  Bosso  Strow,  Naddo  di  Cen- 
concedeva  licenza  ali*  abbate  e  monaci  della  ni,  priore  di  S.  Bartolo  in  Firenze^  e  ilo- 
Badia  a  Settimo  di  poter  fabbricare  una  pe-  nitri  Perusù  determinarono  di  far  demo^ 
sea/a  oeirArno  (ino  alla  mela  del  ftome  lire  tutte  le  peseafe  e  mulini  dell' Arno, 
dalla  parte  del  mereatale  di  Signa.  Sino  a  partire  dal  Ponte  a  Signa  fino  alla  Ter^ 
dal  4  marzo  del  ta35  {stile  comune)  il  pie-  ra  di  Caprafa,  non  ostan:e  la  protesta  fatta 
vano  de* SS.  Giovanni  e  Lorenzo  a  Signa ,  dall'abbate  di  Settimo  ;  per  cui  la  Signoria 
stando  a  Gangalandi,  prefio  il  consenso  dei  comandò,  che  la  ricompensa  da  darsi  al  roo- 
canonici  della  sua  pieve  avea  venduto  al  nastero  medesimo  per  le  peseafe  e  mulini 
Mon.  di  Settimo  per  lire  aS  e  d«nari  6  di  di  sua  proprietà  non  superasse  li  35oo  fio- 
moneta  pisana  una  peseaja  posta  nel  fi.  Amo  rini  d*  oro,  e  che  dentro  otto  giorni  fossero 
presso  il  ponticello  di  Fiamorto  (forse  Fiu-  atterrati  e  distrutti  tutti  quegli  edifizj  idran- 
me  morto],  —  f^ed,  VArt,  Lisraà  ▲  Smha.    liei  lungo  il  designato  corw  dell* Amo.  Do- 

Nel  1 968  con  atto  pubblico,  rogato  in  Si-  pò  di  che  fu  data  facoltà  ai  nominati  d*im. 
fna  li  IO  gennaio,  tre  possidenti  del  luogo  porre  per  la  somma  preindicata,  oltre  le  spe- 
▼endevano,  ciascnno  per  la  sua  partr,  per  se  occorrenti,  i  popoli  e  comunità  che  a  ve- 
ti prezzo  di  lire  40,  al  Mon.  di  Settimo  U  vano  interesse  a  tale  demolizione,  per  poi 
porzione  di  un  mulino  e  di  una  peseaja  versare  quella  somma  nelle  mani  dell*ab- 
col  suo  porto  nell*  Amo  presso  Signa  in  bate  e  monaci  di  Settimo ,  cui  intanto  il 
luogo  detto  Giuncheto.  governo  fiorentino  assegnava  a  titolo  dicao- 

Dieci  anni  dopo  con  istramento  del  a  5  zione  il  Poggio  di  Semi  fonte  con  le  sue 
febb.  1978  fu  fatta  denunzia  ali*  assessore  appartenenze  ed  otto  tavole  di  cambisti  po- 
del  capitano  di  Parte  Guelfa  in  Firenze,  ste  in  Mercatonuovo,  di  rertinenzti  del  Co- 
qualmente  Jacopo  del  fii  Kinaldo  Pulci  ed  mune  di  Firenze.  .—  f^ed,  ParaoGNAiio  in 
B  suoi  eredi  erano  obbligati  a  conservare  la  Val-d*Elsa,  e  Smmifohtb. 
^#ea/a  col  porfo  situata  nell*  Amo,  terri-  Quest* ultima  deliberazione  peraltro  pre- 
torio di  Signa^  sotto  i  mulini  di  Fresco  cede  di  29  mesi  la  strabocchevole  piena  del- 
(Freseoòaldi)',  ptr  cai  nel  io  dicembre  sue-  TAmo,  la  cui  forza  atterrò  dentro  Firenze 
ocsiivo  fii  pronunziata  sentenza  opportuna,  gran  parte  di  tre  ponti ,  allagando  dì  sotto 
—  0^ed,  Maiouo  (S.)  a  Siora,  la  qual  chic-  alla  città  tutto  il  piano  di  Settimo ,  di 
sa  fo  parrocchiale  annessa  non  a  S,  ^ito  Campi ,  di  Bro%ù  e  di  Sanmoro  infino  a 
a  Luciano^  come  ivi.  fa  detto,  ma  a  5.  Mi»  Signa,  — -  (Gio«  Villatc,  Cronica  Lib.  Xi. 
niato  a  Signa^  nelU  Com.  medesima.  Cap,  /).  Dondechè  T anzidetta  misura  dei 

Airitfr<.LaaraA  A  Smua  io  scrìtto,  che  nel  deputati  alla  demolizione  de'mniint  snl- 
t3i9  per  contratto  del  i3  giagno  1* abbate  PArao  non  fia  da  confondersi  con  quelle 
e  suonaci  della  Badia  a  Settimo  affittarono  prese  dal  Comune  di  Firenze  dopo  i  guasti 
per  due  anni  i  mulini  maggiori  del  loro  prodotti  dalla  piena  straordinaria  accaduta 
monastero  posti  nel  fi.  Amo  dirimpetto  a  nel  1  novembre  i333,  allorquando  la  Si- 
Signa  nel  pop<do  di  S.  Martino  a  Ganga-  gnoria  con  prorvisione  del  i3  marzo  i335 
landi  per  l'annuo  canone  di  70  moggia  di  {stile  comune)  ^  mentre  era  podestà  il  Cav. 
frano.  A  favore  pertanto  di  quei  mugnaj.  Mannello  da  Massa  della  Marca ,  e  capiUno 
«lei  contadini  della  Badia  a  Settimo  e  delle  del  popolo  il  Cav.  Napoleone  da  Gantagallo, 
persone  che  avevano  bisogno  di  recare  il  lo-  proibiva  l'edificazione  di  qualsiasi  mulino, 
IO  grano  a  macinare,  Castmccio  Antelmi-  gualchiera  o  peseaja  nel  fiume  Amo  meno 
nelli,  mentre  accampava  col  suo  esercito  da-  che  fossero  distanti  oltre  aooo  br.  dal  Pon» 
▼anti  al  Cast  di  Signa ,  con  decreto  de'  a6  te  a  Robaoonte  verso  oriente,  e  4000  brac- 
frbbraio  i3a8  concedeva  salvooondoUo.  —  eia  al  di  sotto  del  Ponte  alla  Carrafa  dalla 
(AacB.  Dipi»  Fma.  Carte  di  Cestello).  parte  di  occidente.  ^  (  Aacik  Dm..  Fioa. 

A  colesti,  ad  altri  mulini  ed  alle  pesca/e    Carte  di  Cestello), 
Ira  la  Lastra  ed  il  Cast,  di  Signa  appellano        Però  la  piena  del  i333  non  sembn  che 
Tarie  deliberaziom  dei  depoUti  eldli  dalla    recaste  molto  danno  al  Ponte  di  Signa  con- 
SigBorii  di  Finuie  fra  il  i3i9  e  il  i54o    tinuindoti  a  passare  sopra  quello  stato  ri- 


m  SI6N  SIGN 

fallo  dal  Comune  di  Fireuw  nel  1 827  dopo  bandonò  il  paeie  di  Sigaa  dofio  averk 

pbe  il  più  antico  fu  laglialo  da  GdStruccio.  ligialo  e  meaio  a  fuoco, 
li  qual  capilaoo  sioo  dal  ag  aeltembre  del        Di  ootal  dialraaioae,  e  della  Cbrtifioi 

i3a5  era  venuto  cou  la  tua  oite  a  Lecore  e  riedifìcazione  del  castello  e  del  pon 

in  sul  contado  di  Firente ,  e  il  di  sepruente  Sìgna  tratta  il  Manni  nelle  sue  oaseni 

pose  il  quiirlier  (generale  nei  colli  di  Signa.  sopra  il  sigillo  XIV  del  Voi.  II  dc*^ 

Talché  i  cavalieri  e  pedoni  de*  Fiorentini  amichi^  dove  si  d^  copia  di  un*iacrì 

che  erano  costà  per  (are  afforzare  il  castello,  in  pietra  esistente  tuttora  sopra  la  pori 

ceduta  Toste,  abbandonarono  il  paese  e  fu-  castello  medeùmo  verso  pon.,  dalla 

rono  si  mal  consigliati  che  non  tagliarono  esce  la  strada  che  guida  a  S.  Btiniaio  < 

il  |K>ntc  sojira  PArno  ecc.  •—  (G.  Villami  gna,  Vedesi  aldi  sopra  di  èva  lo  sic 

Cronica  Lib.  IX.  Cfip.  317).  grande  dei  re  Angioini  di  Napoli ,  a  e 

E  poi,  soggiunge  il  Villani,  a  <lì  a8  feb-  quello  del  Giglio  fiorentino,  ed  alla  si 

bnijo  il  capitauo  lucchese,  raccolta  sua  gente  nistra  Tarme  spettante  alla  Pmrie  <Sb 
liece  ardere  Sigaa  e  tagliare  il  ponte  sopra         L'iscrizione  dice:  Aaiio  Dnauii  ma 

TAmo ,  e  abbandonò  la  Terra ,  dopo  avere  ma  VAaris  Taaaà  db  Smiia  bbstbucta 

per  dispetto  de*Fiorentini  fatto  battere  costi  Pia  CASTaoocniii  ir  GniiaaLLiiioa  os  S 

moneta  piccola  con  T  impronta  delT  Impe-  st  aoBaa^nn  akik)  BBAUHFicàTA  vuir 

ntore  Ottone,  e  chiamaronsi  quei  denari  dato  iLLuvrau  Panicvia  Domivi  DOan 

Castrurciai.  —  (  Cronica  cii.  Lib.  IX.  aou  HiBautALEii  wx  Skiliab  Rbgu  pbi 

cip.  338  r  339).  Quindi  TA.  medesimo  ag-  airis,  Ducis  GALAaaiAi,  ac  bjds  Viqai 

giunge,  {Lib,  X.  eap,  5.)  «  che  nello  stesso  aaaALtt,  n  Domimi  Fi.oaaimAa,  rea  aaa 

anno  i3a6,  a  di  14  seltembrf  fu  ordinato  MiLrraM  Domimum  FaDeatcìuM  dk  Taoc 

d-ii  Fiorentini  di  riporre  e  di  afforzare  tanto  pìuUogtoTaoommo)  nFiaiis  Fi.ODKmw 
S  gna  come  Gangalandi,  e  cos)  fu  fiitlo;  e       Esistono  tuttora  due  porle  castellane  e 

S  ;;na  fu  murala  con  alte  e  forti  torri  ;  ac*  parte  delle  mura  e  delle  torri  che  nel  p 

e  >rilaudo  immunità  e  grazia  a  quei  terraz-  facevano  corona  al  castello  di  Signa ,  ; 

Zani  che  vi  fabbricassero  le  case  ».  •—  Ri-  a  prova  nel  1397,  quando  la  Si|;noria( 

spetto  a  Gangalandi  {Lastra)  fu  ordinato  renze,  essendo  per  deliberare  la  goern 

di  r'porre  il  prse  più  d*  appresso  la  pieve  Irò  Giovanni  Galeazzo  ViMonti ,  le 

di  Si<!na,  avvicinandosi,  cioè,  ali*  Amo  d'armi  che  il  Signore  di  Milano  tenv 

prfS9o  il  capo  del  ponte  omonimo.  Siena,  guidale  dal  conte  Alberigo ,  I 

Keci(Misi  i  fossi,  ma  non  si  compiè  allora  una  scorreria  nel  contado  fiorentino  fi 

Toprra  [ioc.  cit.).  —  Che  |)erallro  le  forti*  Signa,  intorno  al  di  cui  castello,  dopo 

ficaziuni  intorno  a  Signa  si  ordinassero  ap-  dato  il  guasto  alla  Lastra,  quelle  tra| 

|>fna  acciiduta  la  battaglia  delT  Allopascio,  accamfiarniio.  Ma  quantunque  per  due 

Jo  dichiara  una  provvisione  del  27  settembre  ni  lo  corabaitessoro,  non  vi  fraero  altro 

1  laG,  con  la  quale  i  Dieci  della  Balìa  di  lo  che  di  avervi  lasrinli  molti  morti  « 

Guerra  diedero  fucolla  al  monaco  don  Do-  gran  numero  di  feriti.  —  (  Ammou  ì 

nato  ed  a  fra  Taddeo  converso  della  Badia  di  JF'ior.  Lib.  XVI  ). 
Set  tiiuo,  deputati  dal  Comune  di  Firenze  al-         AIT  epoca  della  riedificazione  dei   4 

le  fortificazioni  del  Castel  di  Cappiano,  di  di  Signa  deve  riportarsi  la  ricostruzioi 

spc'ntlere  lire  1 100  di  fiorini  piccoli  nelle  ponte  rotto  da  Castniccio;  e  reputo  eh 

Jortijicazioni  del  Casfelto  e  ponte  di  Signa,  la  figura  di  ipiel  ponte  con  una  torre 

—  (  Aaca.  DiFL.  Fida.  Carte  di  Cestello),  testala  destra  circondalo  dai  gigli  An| 

Dòihlechè  essendo  corsi  soli  tre  giorni  dal-  che  servi  fioi  di  arme  al  Comune  di  S 

la  provvisione  suddel la  alT arrivo  dclToste  siccome  può  vedersi  nel  sigillo  illustrali 

lucchese  in  sui  colli  di  Signa,  dovette  man-  Manni  ed  anche  nella  facciala  della  p 
care  il  temuto  |ier  mandare  a  effetto  quella         In  quanto  alla  chiesa  di  S.  Maria  a 

deliberazione,  tostochc  alla  com[)arsii  di  Ca-  slol  di  Signa,  essa  doveva  esistere  innai 

slruccio  il  presidio  fiorentino  abhanilonò  il  niille,  poiché  sino   dalTanno  977,  < 

cislcllu  di  Signa  senza  neppure  tagliare, co-  dissi,  dalla  cont«*«sa  Willa,  madre  «lei 

me  dissi,  il  [Mmtc  sulT  Arno.  chese  Ugo,  fu  donata  alla  Ridia  fìorei 

Bensì  ebbe  cura  di  fare  ciò  il  capitano  una  chiesa  in  detto  castello  ;  la  quale  i 

ucuiico,  allorché  egli  colle  sue  genti  ab-  zionc  vcuuc  couferniata  al  Mon.  mede 


401 


SIGN 


braccia ,  oltre  gli  abitanti  del  pi? iere  di  Si- 
gna  situati  alla  sinistra  delPArno,  altre  care 
più  lontane,  mentre  dei  popoli  di  Signa  e 
di  Leeore  fino  dai  tempi  della  Rep.  Fior,  si 
fecero  due  Comunità  separate  sotto  la  pot^ 
steria  di  Campi,  talché  a  quell'epoca  rìfinrir 
de?e  il  sigillo  del  Comune  di  Signa  illn- 
•trato  dal  Manni  (^o/.  //.  Sigili.  XIK) 
In  simil  modo  Signa  si  mantenne  finebè 
lasuaComunitk  unitamente  alt*  altra  di  Le- 
c»re  per  motuproprio  del  a 3  maggio  1774 
▼enne  riunita  a  quella  di  Campì,  dalla  quale 
sotto  il  goferno  francese  venne  staccata  al* 
lorchè  nel  x  808  Signa  per  decreto  Napol 


SIGN 

nieo  fu  eretta  in  Gononità  eon  lei  popoli. 
-^  l^ed,  il  Qodom  della  tua  popoiokiom 
in  calce  al  presente  aiiieolo. 

Fu  da  Signa  il  teologo  agostiniano  Fr. 
Bfartino  priore  di  S.  Spirito  di  Fiieme,  or- 
namento del  ino  Ordine,  confessore,  legata- 
rio ed  esecutore  testamentario  del  celclm 
GioTanni  Boccaccio;  e  fu  eiiandio  Priore  di 
S.  Bfaria  al  Castel  di  Signa  V  autore  di  «1 
comento  contemporaneo  al  Boeaceio.  — 
Da  Signa  inoltre  ebbe  orìgine  la  nobii  bai* 
glia  àtoruhaldini  di  Firenie,  che  diede  alh 
Rep.  Fior,  ed  anche  al  Granducato  varf  fog^ 
getti  distintiasimi  in  ginrispmdraiiedallm. 


MOriìtENTO  della  Popolaùone  della  CoMuntry  or  Sìqk^ 
a  cinque  epoche  diverse ,  divisa  per  famiglie» 


Anso 

IMPU 

masc. 

BBBI 

ftmm. 

ADO 

mase. 

LTI 

fàmm. 

coirroo&Ti 

dei 
due  sessi 

lOCLUU- 

•Tua 

SBOOLAai 

Numero 

delle 
famiglie  ^ 

Totale 

della 
Popolai 

i55i 

— 

.^ 

mmm 

' 

.^ 

._ 

3A4 

A004 

1745 

— 

— 

— 

— 

— 

— 

S56 

3355 

i833 

1009 

894 

839 

840 

ao56 

t6 

998 

5654 

1840 

io3i 

899 

986 

953 

ao58 

14 

1071 

594  r 

1843 

1002 

8Sa 

936 

looi 

2164 

!l3 

1078 

S958 

.i 
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t 

t 

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I 
I 

1 

ki 

a 

I 

a 


Comunità  di  Signa,  -^  Il  territorio  di 
questa  Comunità  faceTa  pirte  di  quella  di 
Gimpi,  quando  con  decreto  Napoleonico  del 
1808  fu  eretta  la  Com.  di  Signa  separita- 
mente  da  quella  di  Campi,  pel  cui  distretto 
fu  eseguila  nel  x8i3  la  mappa  catastale. 

Il  territorio  pertanto  della  Comunità  di 
Signa.  nel  i833  occopaTa  una  superficie  di 
4902  quadr.,  349  dei  qu:tli  spetta  vano  a  cor- 
si d* acqua  e  a  pubbliche  strade,  mt^itre  ne* 
gli  altri  4553  qu^dr.  in  detto  anno  viveva 
uni  popolazione  di  5654  persone,  a  propor- 
zione di  mille  individui  per  ogni  miglio 
quadr.  di  suolo  imponibile;  tsilchò  questa  di 
Signa  comparisce  la  più  [lopolos»  Comunità 
di  campagna  del  Granducato  di  Toscana. 

Confina  con  i  territorj  di  altre  qu^ittro 
Comunità  ;  dal  lato  di  scir.  e  ostro  ha  di  fron- 
te laC)munità  della  Lastra  a  Si{;ni«  median* 
te  il  corso  delPArno,  a  partire  dirimpetto  al- 
la filaccia  che  sbocca  in  Aruo  e  di  là  lun- 


go il  detto  fiume  fino  allo  sbocco  in  esso  del- 
rOmbrone  pistojese.  W  altre  tre  Comonilh 
limitrofe  sono,  quella  di  drmigoano  a  pon^ 
la  Com.  di  Campi  a  sett.  e  la  Comunità  di 
Broni  da  lev.  a  scir. 

Fronteggia  con  la  C  un.  di  Carmignano  rì« 
montando  dal  suo  sbocco  in  Arno  il  tortno* 
so  giro  dell' Ombrone  pistojese,  col  qnalt 
rasenta  le  ultime  falde  de*onlli  diComeana. 
di  Pilli  e  di  Montalbiole  fino  al  Ponte  delP 
Asse  sulla  strada  regia  pistojese.  Costà  ces- 
sano i  confini  della  Com.  di  Carmignano 
con  questa  di  Signa,  il  di  cui  territorio  vol- 
tando direzione  <ia  sett.  a  lev.  pert*orre  la 
strada  regia  pistojese  di  conserva  con  U  Com. 
di  Campi  passan<lo  in  mezzo  al  borgo  di  S. 
Pier  a  Pon'i  fino  al  Fnso  Beale^  don 
trova  il  Ponte  de'  Mulini  che  cavalca  U 
strada  regia  pistoj<*se. 

Ivi  alia  Com.  di  C4mpi  sottentra  1*  altra 
di  Brozzi ,  con  la  quale  la  nostra  voltando 


1 


S I G  N  S I G  N  405 

U.-.'u  lia  Mrtl.  »  lev.-icir.  ti  Jirì^  da  primo  olio  e  fino  s<|uidili,  meulre  U  pianura  è 
a.'ib.  ycr  il  inasto  Htale,  col  qiuila  euln  lerlilÌMÌina  in  cereali,  in  miiìt,  in  legumi, 
at\là  tìuaianji  de!  fiiieiizio,  il  di  cui  alveo  in  alU'ri  di  loppi  ecc.  ed  in  {lasture ,  |ier 
«Dindi  liao  al  Ì*o#tfe  di  S.  Mom^  pasiata  cui  il  bestiame  tpecialmeole  liuvinu  cnjli- 
iioatflueuza  io  eMo  del  Fosso  Macinante,  tuisce  uno  dei  rami  più  importanti  di  lu* 
hi  lucia  a  pou.-lib.  il  Bisruiio  e  V  Ìsola  ero  e  di  commercio  alUvo  [jer  i  possidenti 
k'MsMa/  |jer  «lirigeni  lungo  la  filaccia    terrieri. 

arfl'inio  flìriiii^»elU>  alla  Comuaità  della        Anche  le  acque  del  Fosso  Macinante  e 

Ifl^a.  quelle  deir  Arno  tono  di  un  prolitlo  gior- 

■alle  strade  rotabili  fiinno  caj»  al  Ca-    naliero,  le  prime  ai  mugnai  di  S.  Moro,  le 

rteiioc  Pieve  «li   Signa,  la  maggior  [urte    seconde  ai  navicellai  di  Signa. 

deMe  quali    veu|$o»o  dal  Fonie  alt  Asse        Ma  T  agialesza  e  la  pros|K;rità,  consegueii- 

mà\à  regia  pigiafese  e  dalla  strada  inili-    za  dell*  aumenlata  popolazione  di  Signa,  de- 

ia^di  Barberino  di  Jfii^e//Ov  quelle  del-    vesi  alla  celebrità  dei  suoi  eappelli  di  |m- 

UrifH  siiiÌ4tra  deirAruo  passano  Lulle  sul    glia  che  lavorarou:»i  iuU'inzi  che  altrove  con 

l^oaCc  di  Signa,  senza  dire  della  strada  re-    grande  maestria  e  solerzia  dagli  abitanti  di 

fu  pistoiese  else  |ier  quasi  tre  miglia  dirìm-    questa  e  delle  limitrofe  Comunità. 

petto  a  selt.-grvc.  rasenta  il  territorio  di        Fu  il  bolognese  Domenico  Michelacci  il 

faola  Gomunitìi.  primo  che  intr<xlusse  e  che  incominciò  a 

A  Ire  si  riducono  i  principali  corsi  d*  ac-    commerciare  con  P  estero  i  cap^ielli  di  |m- 

^tà  die  I;«mbiscono  i  ooulini  comnnitativi    glia  di  Signa ,  ossia  di  Firenze ,  di  che  la 

diSigoa;  a  ostro  1'  Amo,  a  pon.  l'Ombro-    («lese  una  lapida  posta  sopra  il  di  lui  avelb 

Kv  e  a  lev.  il  Bisenzio,  il  quale  entra  nel    nella  chiesa  (larr.  di  S.  Miniato  a  Signa, 

Ivrilorio  di  Sigoa  nell*  ultima  sua  seùone    dove  egli  tu  srfmlto.  E!ua  sola  può  servire 

«paco  ìnnaozi  di  Tuotani  uell' Arno  presso    di  lume  alla  storia  di  una  manifattura  che 

il  Fonie  di  Signa.  formò  la  princi|»ale  ricchezAa  di  ooteslacon- 

11  Icrrcuo  dt  Signa  spetta  a  due  epoche    trada.  Eccone  le  pacolc: 
Aferir,  quello  dei  colli  di  S.  Minialo  e  del 

cMlcl  di  Sigila,  la  |»arte  dei  poggi  formati  Hic  jaget 

dischisto  uiaruoso  e  di  calcare-com|Mtto  di  I>0MiRicu«SBS4STiAnusMicBn.AGciDiBoiioiiiA, 
fiala  pltiiublca  ,  volgarmente  appellato  co-  Qui  OMinna  pkimus  causiìs  Amucis  vbruidit» 
l^nhinn^  le  quali  due  rocce  propsigansi  fino  NovoquK  istititto  gommiscio  palsis 

c»^-à  del  luoute  d*  Arti  mino;  mentre  la  sot-  Se  Siunam  riniTiMOa  uitavit 

loAijnie  i^i^nura  verso  lev.  è  stala  profonda-  Anno  D.  MDCCILILILllL.  tutio  aoRAS  au- 
amte  colmata  dallf  torbe  delPArno,  non  gusti 

ckr  d^l  F'otso  Beale  e  dal  Fotso  Staci-  Pao  viso  sui  oc  hìc  Tuha  mmuto  Ueum 
aajt'e  che  slioccano  entrambi  nel  Bisenùo  pzKCATa 

prr^  il  coiiliiie  oricnlale  della  Comunità. 

La  aeziuae  fra  il  Bisenzio  e  1*  Arno  chia-  Se  è  vero  che  gli  Olandesi  innalzassero 
■ala  tullom  isola  de*  Renaf  devesi  proba-  una  statua  a  colui  che  trovò  il  mododicoii- 
blamilr  ali*  rllello  ilelle  colmale  prodotte  servare  le  aringhe  |ior  farne  commercio  al- 
difepi  la  piena  del  i333econtinalaper prov-  Pesterò,  con  più  ragione  i  Sigiiesi  avreb- 
visifNie  liella  Signoria  di  Fircnxe  degli  ii  Ikt<i  dovuto  scolpire  un  mausoleo  alla  me- 
àfoAo  I  36i .  "^^Fed.  sopra  png.  4oa).  moria  di  1)oiueni''o  Mirhelaeci. 

Li  Stessa  cosa  è  accaduta  nella  pianura  La  Comunità  di  Signa  mantiene  una  le- 
jO|ailrìuosi  rasente  la  strada  regia  pisloje-  vatrice  ed  un  maestro  di  scuola.  Il  giusdi- 
je  che  «"onserva  Tautica  sua  denominazione  «xnle,  il  cancelliere  0)inunilativo  e  Tinger 
di  Paiule,  ^u«fri*  del  CimMid.irio  della  Comunità  di 

Tinti  i  prodotti  Jgrarj  nrcessarj  alla  vita  Sign.i  risie«lono  in  (Inopi;  la  coii.iervazione 
aibhiid4iio  nel  territorio  di  Signa:  le  viti  e  tlcIT  |[ioleciiL>  ed  il  tribunale  di  prima  I- 
gli  uLii  cuoiwuuo  i  colli  intorno  e  dauuo    alanza  sono  in  Fiituzc. 


V,   V. 


5a 


404 


SIGN 


SI6N 


braccia ,  oltre  gli  abitanti  del  pif  iere  di  Si-  nieo  fu  creila  in  Gonnnità  eoo  lei  popoli, 

gna  situati  alla  sinistra  deirArno,  altre  core  -^  f^ed,  il  Qodumo  della  tua  popoieMiam 

più  lontane,  inentre  dei  popoli  di  Signa  e  in  calce  al  pieieate  aiiieolo. 
di  Leeore  fino  dai  tempi  della  Rep.  Fior,  si        Fu  da  Signa  il  teologo  agosliniMio  Fr. 

fecero  due  Comunità  separate  sotto  la  potè-  Bfarlino  priore  di  S.  Spirilo  di  Fiicme,  or- 

steria  di  Campì,  talché  a  quell'epoca  rifimr  namenlo  del  sao  Ordine,  confessore,  legato- 

deve  il  sigillo  del  Comune  di  Signa  illn-  rio  ed  esecutore  testameotario  del  oeMm 

strato  dal  Manni  (^o/.  //.  Sigili,  XIF'J)  Gio?anni  Boccaccio;  e  fa  eiiandio  Priore  di 

In  simil  modo  Signa  si  mantenne  finché  S.  Bfaria  al  Castel  di  Signa  1*  autore  di  «■ 

la  sua  Comunitk  unitamente  air  altra  di  Le-  comento  contemporaneo  al  Boceaedo.  ~- 

core  per  motuproprio  del  aS  maggio  1774  Da  Signa  inoltre  ebbe  origine  la  nobii  faad- 

▼enne  riunita  a  quella  di  Campi,  dalla  quale  glia  àtoruMdini  di  Pirense,  che  diede  alh   ■ 

sotto  il  gOTerno  francese  venne  staccata  al*  Rep.  Fior,  ed  anche  al  Granducato  mf  ao^  * 

lorché  nel  1 808  Signa  per  decreto  Napoleo-  getti  distintissimi  in  giorispnidenii  ed  alim.  * 

MOf^IMENTO  della  Popolazione  della  ComvntTA*  or  Siqkj  ^ 

a  cinque  epoche  diserte ,  diPisa  per  famiglie.  ' 


il 


Amko 

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mate. 

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femm. 

COaiUGATl 

dei 
due  sessi 

■OCLBSU- 

arici 

SBGOLAai 

Numero 

delle 
famiglie  ^ 

ToiaU 

della 
Popolai 

i55i 

._ 

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— ii. 

.^ 

..i. 

3A4 

aooi 

1745 

— 

— 

— 

— 

— 

— 

S56 

3355 

i833 

1009 

894 

839 

840 

ao56 

16 

998 

5654 

1840 

io3i 

899 

986 

953 

io58 

14 

1071 

594  f 

1843 

1002 

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1078 

5958 

4 
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1 

1 


Comunità  di  Signa.  -^  I|  territorio  di 
questa  Comunità  faceTa  parte  di  quella  di 
Ciropi,  quando  con  decreto  Napoleonico  del 
1808  fu  eretta  la  Com.  di  Signa  separata- 
mente da  quella  di  Campi,  pel  cui  distretto 
fu  esegnila  nel  181 3  la  mappa  catastale. 

Il  territorio  pertanto  della  Comunità  di 
Signa.  nel  i8is3  occupala  una  superfìcie  di 
4902  quadr.,  349  dei  qu^li  spettavano  a  cor- 
si d* acqua  e  a  pubbliche  strade,  mentre  ne- 
gli altri  4553  qundr.  in  detto  anno  viveva 
unn  popolazione  di  5654  persone,  a  propor- 
zione di  mille  individui  per  ogni  miglio 
quadr.  di  suolo  imponibile;  tsilchè  questa  di 
Signa  comparisce  la  più  popolosa  Comunità 
di  campagna  del  Granducato  di  Toscana. 

Confina  con  i  territorj  di  altre  quattro 
Comunità;  dal  lato  di  scir.  e  ostro  ha  di  fron- 
te la  C>munità  della  Listra  a  Signa  median* 
te  il  corso  deirArnn,  a  partire  dirimpetto  al- 
la f^iaecia  che  sbocca  in  Amo  e  di  là  lun- 


go il  detto  fiume  fino  allo  sbocco  in  esso  del- 
r  Ombrane  pistojese.  L^  altre  tre  Comonilà 
limitrofe  sono,  quella  di  Carroigoano  a  pon.* . 
la  Com.  di  Campi  a  seti,  e  la  Comunità  di 
Broni  da  lev.  a  scir. 

Fronteggia  con  la  C  un.  di  Garmignano  ri- 
montando dal  suo  sbocco  in  Arno  il  tortoo- 
so  giro  dell'  Ombrone  pistojese,  col  qoalt 
rasenta  le  ultime  falde  de*ooUi  diGometni« 
di  Pilli  e  di  Montalbiolo  fino  al  Ponte  deiP 
Atte  sulla  straila  regia  pistojese.  Costà  ces- 
sano i  confini  della  Com.  di  Garmignano 
con  questa  di  Signa,  il  di  cui  territorio  vol- 
tando direzione  «la  seti,  a  lev.  percorre  la 
strada  regia  pistojese  di  conserva  con  la  Com. 
di  Campi  passando  in  mezzo  al  borgo  di  S. 
Pier  a  Ponfi  fino  ai  F^ìtso  Reale^  doro 
trova  il  Ponte  de*  Mulini  che  cavalca  U 
strada  regia  pisloj<*se. 

Ivi  alla  Com.  di  Campi  sottentra  I*  altra 
di  Brozxi ,  con  la  quale  la  poilra  voltando 


SIGN  SIGN               405 

1  seti,  a  lev.-icir.  ti  Jiri^  da  primo  olio  e  vino  KfuUilì,  nieatre  b  pianura  é 

.-r  il  Fosso  Rtule^  col  quaU  eulm  ferUlistiaia  io  cereali ,  iu  mais,  in  legumi, 

oMiUi  del  fiiieiizio,  il  di  cui  alveo  in  alberi  di  loppi  ecc.  ed  in  pasture ,  (ler 

rìiKf  al  PotHe  di  S.  Mom^  pasiata  cui  il  bcfliaoM  apecialiiieole  bovino  c«mIì. 

susa  in  csMo  del  Fosso  Macinante,  luisce  uno  dei  mmi  più  iinportanli  di  Iu- 

I  a  poa^ib.  il  Bisrniio  e  V  Ìsola  ero  e  di  commercio  allivo  per  i  possidenti 

r  per  «lirigefsi  lungo  la  f^iaecia  lerrieri. 

»  dininpello  alla  Coaumilii  della  Anche  le  acque  del  Fosso  Macinante  e 

quelle  dell*  Arno  sono  di  un  profitto  gior- 

iUmcle  colabili  fiinao  capo  al  Ca-  ualiero,  le  prime  ai  mugnai  di  S.  Moro,  le 

leve  di  Signa ,  la  maggior  [Kirte  seconde  ai  navicellai  di  Signa. 

ili    Yeu^oiio  dal  Poait  alt  Asse  Ma  1*  agiateiza  e  la  pros|M;ritìi,  ounseguen- 

US  pisiojesm  e  dalla  strada  tniii-  za  dell*  aumeuiata  popolazione  di  Signa,  de- 

^^r-òerino  di  Mugello^  quelle  del-  vesi  alla  celebrila  dei  suoi  cappelli  di  pa- 

lialra  dell*  Arno  passaiio  tulle  sul  glia  che  lavorarousi  innanzi  che  altrove  con 

Signa^  senza  dire  della  strada  re-  grande  maestria  e  solerzia  dagli  abitanti  di 

sse  eiie  per  quasi  tre  miglia  dirìm-  questa  e  delle  limitrofe'  Comunità. 

rt-t.-greo.  rasenta  il  lerrìtorio  di  Pu  il  bolognese  Domenico  Michelacci  il 

imunita.  primo  che  introdusse  e  che  incominciò  a 

1  riducono  i  principali  corsi  d*ac-  commerciare  con  Testerò  i  cappelli  di  pa- 

Laji&biJGoao  i  ooulini  comunitativi  glia  di  Signa,  ossia  di  Firenze,  di  che  la 

;  a  oslro  I*  Arno,  a  pou.  l*  Ombro-  pulese  una  lapida  posta  sopra  il  di  lui  avello 

sv.  il  Bisenzio,  il  quale  entra  nel  nella  chiesa  |«rr.  di  S.  Miniato  a  Sign^ , 

>  di  Signa  neir  ultima  sua  sezione  dove  egli  fu  sepolto.  Essa  sola  |miò  servire 

inanxi  di  vuotatili  uell' Arno  presso  di  lume  alla  storia  di  una  manifattura  che 

di  Signa.  formò  la  (irincipale  riochetza  di  ootesta  coa- 

reao  di  Signa  spetta  a  due  epoche  tmda.  Eccone  le  pacole  : 
quello  dei  colli  di  S.  Miniato  e  del 

i  Sigila  Ita  parie  dei  poggi  formati  Hic  jacbt 

0  marnoso  e  di  calcare-compatto  di  DoMiRiCDfSBaàSTiANUsMicBiLAGciDiBoiioiiiA, 
icabletA ,  volgarmente  appellato  co-  Qui  omniom  psimus  gausias  Awalis  vbruidit, 
',  le  quali  due  rtnxe  propngansi  fino  Nutoquk  isTiTirro  ooMMiacio  palsis 

1  louute  d*  Artimiiio;  mentre  la  sot-  Si  Smiiam  fimitimos  ditavit 
pianura  verso  lev.  è  stata  profonda-  Anuo  D.  MDCCXXILllL.  tutio  ioias  au- 

»l ina ta  da llr  torbe  deli*  Arno,  non  gusti 

Fot  so  Reale  e  dal  Fosso  Staci-  Pao  vibo  aaas  Da  hac  TuiaA  muro   Ueum 

;he  shoccano  entrambi  nel  Bisenùo  ruackJE 
[ì  contine  orientale  dejla  Comunità. 

ifùone  fra  il  Bisenzio  e  V  Arno  cliia-  Se  è  vero  che  gli  Olandesi  innalzassero 

Allora  isola  de""  Renaj  devesi  proba-  una  statua  a  colui  che  trovò  il  modo  di  con- 

.le  air  eUelto  delle  colmate  prodotte  servare  le  ariuglie  per  farne  commercio  al- 

I  piena  del  1 33  3  e  confinata  per  prov-  Testerò,  con  più  ragione  i  Sigiiesi  avreb- 

della  Signoria  di  Fiit'nze  degli  ii  bero  dovuto  scolpire  un  mausoleo  alla  me- 

■  36i .  -^{^^ed,  sopra  pog.  4oa).  moria  di  Domenico  Miclielaeri. 

lessa  cosa  è  accaduta  nella  pianura  La  Comunità  di  Signa  mantiene  una  le- 

iuosi  rasente  la  strada  regia  pisloje-  vatrice  ed  un  maeslro  di  scuoU.  Il  giusdi- 

coQserva  Tauiica  sua  denominazione  cenle,  il  cancelliere  Comunitativo  e  l'iiige- 

iiile.  ^uere  del  Circondiirio  della  Comunità  di 

i  i  prodotti  agrarj  n<*cfssarj  alla  vita  Si^n.i  risiedono  in  Campi;  la  conservazione 

Ilio  nel  territorio  di  Signa:  le  viti  e  dell*  Ijioleche  ed   il  tribunale  di  prima  I- 

ki  cuopt'ouo  i  colli  iuLonio  e  dauuo  stanza  sono  in  Fii'caze. 


V.  ▼. 


5a 


QVJDKO  4M»  Popetmùoat  itìlm  CamnanJ  *t  Siawé 


SIGNilf  A  *  FRUSmETi  mI  Til-J*Ar^       Se  non  nolrf  Udm  anta  t,  an  diplaW 

no  nfMlinMe.  —  Due  Oi.  ad  po(icilo  di  deir  Imp.  Canwlo  I  iM  ■*  ly|lw   laSla 

S.  Ef  idio  ■  FrMtinHa ,  Ci>ia.  ■  circm  kì  faTMc  dclb  Badia  fiormlipi ,  in  cui  é  n^ 

Biigl.  ■Nli.-mMil.  diChiuiidHGuenlinD  nralalo  un  luogo  di  Sigmmnn,  U   (irl^ 

Glur.  di  Poppi,  Didc.  e  Comp.  dì  Armo.  nannwU  delli  chicM  di  S.  Gtmto  ■  S> 

Colnti  due  unii  del  conlàdo  arrtiuo  n  gotno  nrtbbe  quctU  riporliu  dal   \ji^ 

•otUmiiero  al  Uomaac  di  FirrnK  per  iHo  nei  luoi  MoamMeiHa  Eed,  Ft9r.{pa§.^ 

del  iG  ^«uDaJD  t  JS5  (/(iJr  comune)  loiln  Tanao  ia7a,  quando  era  nllaic  4 

Anche  Del  1 34a  con  atto  del  17  dicem-  S.  Giotto  a  Sfilano  il  prete  Iacopo.  —  &» 

brr  gli  Doiaìai  <K  Fnnineta  e  di  Sipnina  cbe  alla  pmg.  1 1 3S  dell'Opera  citata  lioMri 

del  conlado  d' Arcuo ,  tic-irÌJto  di  Campi  Io  iteato  prete  Iacopo  rctlore  della  chic*  4i 

(  aollo  Bihbieaa  )  elnfcro  il  loro  lindaeo  Sifoano  nel  numero  de*  perraehì ,  che  Hi 

pet  intiiHo  a  Fireniea  ^ innre  [edellk  al  3  aprile  del  i*80  aaiifterano  ndla  cbi^ 

pcìncipc  lìuallieri  Duca  d*  Atene  nuoTo  ù-  toaigiore  ad  nna  rianione  del  clem  fiotMT' 

fnuie  delle  ciltà  di  Fireate,  di  Areiao  e  lino  e  dei  parrvchì  della  atfMi  dioceii. 
toro  giuriadìiioni.  —  (  Aaca.  Baixa  Riroa-         Finalatmle  )a  eora  dì  S.  Gìurioa  StgM 

Hionvi  m  Pia.  )  —  Fed.  Faiaaueri   nel  no  fu  rcgiatrata  Era  le  toburbane  ilelU  pina 

Val-d'Amo  cawnlinete.  maggiore  ari  cala lofo  delle  eh ieae  della  di» 

SIGNANO  M  GREVE  nel  Val-d'Amo  cmì    lìarrntiiu  oompilatn  nel    fiufoo  M 

Mito  Firenv.  —  Cai.  eoa  eh.  parr.  (S.  Giù-  1 199,  al  pan  cbe  nei  utalof  hi  potleriori. 
tto)  liliale  ilella  metropiolltam  ftorenlina,        I^  jiarroccbia  di  S.  Giudo  a  Sipiano  nri 

nella  Cam.  di  Legnai^,  Gìur.  delGallnno,  iSll  novera»  >]B  abil. 
Dioc.  e  Comp.  di  Firenu.  SIGIANO  t»  FAGSA  inVil-di-Sien.— 

Riiicdc  in  pianura  fra  la  ri|ia  lìniilradel-  Cai.  con  ehien  parr.  (S.  Clemente)  nel  pi- 

riruoe  la  alrada  Kfia  Lìtoihm.  fiere  di  Fifiiat  Goa.  Giut.  e  quali  tra  Hk- 


SILA  SILA               407 

{]■  a  «il.  di  Serperla  »  Dioe.  t  Coinp«  di  Soraggio  eniTi  on  ponte  di  malerìale  che 

Firme.  una  piena  nel  1 578  portò  ?ia,  rifililo  di  te- 

Eotrde  alle  falde  meridionali  dell*  Ap-  gname  nel  i585. 

fnnioo  nu  il  fio^  di  Scarperia  e  il  mon-  Dal  parroco  di  Stilano  dipende  il  rappel- 

^  S  GaMel -Gaerrino ,  topra  uno  sprona  lano  delle  Capanne  di  Siitano  poste  circa 

(Aetfendriì  lungo  la  ripa  destra  del  torr.  dae  miglia  più  in  allo  veno  le  getsaje  di 

ttf'nm^^  a  pon.  della  strada  detta  delGrto»  Soraggio  sollo  il  giogo  di  quell*  Appennino 

^  ^  f  A'  Semrperia  che  condoof  a  Firenuiola.  chiamalo  AtW OtpedaUtto, 

Gniesta  chiesa  parrocchiale  fino  dal   se-  Nei  disfreno  delle Ga^ninne  di  Sìllanosca- 

9^  Xlf  almciio  eia  filiale  della  piere  di  tiiriscono  le  più  alle  sorgenti  del  Srrchio 

Agaa,  tìeromc  lo  dichiara  il  catalogo  del  che  diccsi  di  Soraggio^  co%\  appellalo  ilal 

1199  di  aopra  citato.  popolo  di  qoeslo  nome.  ^—  Al  dire  del  Va- 

EMTBdo  essa  per  fccchiena  nTinata ,  fii  lisnieri  il  Vili,  di  Sillaiio  produsse  alcuni 

iwMcata  dì  pianta  nel  principio  del  sechilo  uomini  chiari  in  medicina,  fra  i  quali  egli 

Z?Ifl  a  spese  del  Granduca  Cosimo  111,  per  contata  un  Giovanni  Laurenzi  ed  un  Gio« 

OB  fioo  d'allora  il  sovrano  della  Toscana  vanni  Lemmi. 

V  divenne  il  legittimo  patrono.  La  Comunità  di  Sillano  nel  i83a  con- 

Im  pnrr.   di  S.  Clemente  a  Signano  nel  lava  1901  abit.  repartili  come  appresso  : 

1833  coni sTa  I  so  abit.  n      ,     ,.  g,..,                        ^..            . 

SIG!f  ANO  w  FIVIZZAKO  in  VaMi-Ma-  '•  ^^P"'^  ^'  *''«"••  •  .•  • /,  ^^^'     *«« 

gru  —  ^rrf.  S0L1..4.  !•        -       Capanne  di  salano  »     ,7, 

SIGIANO  m  VAGLIA  in  VaWiSieve.    f       -       ^'''.'^"^ •     '^? 

^rW    P,«..-II.,«*A  e  Vaolu.  J-        -        natii  sopra .     aJ5 

SILANA  (ROCCA),  o  SILLANO  in  Val-    ^'       ^       foraggio ._83o 

diCecina.  — —  ^ed.  Rocca  S^aha.  Totalb  ....  Jibit.  1901 

SILANO,  o  SILLANO  i«lla  GAarAOKAHA 

BriU  Valle  superiore  del  Serchio.  —  Vili.  SITJkNO  :CAPA^NE  m).  —  fVd.  VArt. 

eaa  soprastanti  ruderi  di  un  Castel larr  e  rhie-  prt  cedente. 

a  preposilura  (S.  Rirlnlomraro)  ra|ioluogo  SILANO  (PIEVE  di)  fra  la  Val-di-Pesa  e 

C  Coen,  nella  Giur.  e  circa  5  migl.  a  seti.-  la  VaUdi -Greve.  —  Pieve  antichissima  sotto 

■arsir,  di  Camporgiano,1>toc.  diMana-Dii-  il  titolo  di  S.Pietro,  nella  Com.  Giur.  e 

et-',  già  di  Ijvini-Sarzana,  Due.  di  Modena,  circa  due  migl.  a  pon.  di  Greve,  Dioc.  di 

K  posto  sul  fianco ocrid«>nta1e del rApi>en-  Fiesole,  Comp.  di  Firenxe. 

siao  omonimo  fra  due  torrenti ,  il  primo  Risiede  sulla  cresta  de*  poggi  che  sepa- 

dif  quali   appellato  Serchio  di   Soraggio  rano  Tacque  della  Greve  da  quelle  della 

seende  al  suo  lev.,  mentre  passa  al  suo  pon.  Pesa ,  lungo  la  strada  rotabile  che  da  San- 

il  lorr.  dei  due  casali  di  Dalli,  Gaseiano  per  Mercatale ,  Macerata  e  Silano 

Una  delle  più  antiche  rimembranze  di  si  unisce  a  Pantano  alla  regia  Chiantigiana. 

qaeMo  Inogo  di  Sillano  incontrasi  in  una  Molle  pergamene  appartenute  alla  vicina 

orla  deir  Areh.  Arriv,  lucchese  del  genn.  Badia  di  Passignano  fanno  commemoraiione 

79I,  cilai»  alPi^rf.  GAivAonANA.  di  questa  pieve;  la  più  antica  delle  quali 

Silano,  o Sillano,  fu  una  delle  villate del-  scritta  in  Passignano,  piviere  di  S.  Pietro 

la  ricaria  di  Camporgiano  che  nel  t34o  il  a  Silano,  nel  marzo  dell*  anno  884.  A  quel- 

G^atuDc   di    Firente  acquistò  dal   March,  la  succedono  altre  carte  del  mano  903,  del 

%HnHla  Malaspina,  ed  al  medesimo  nello  maggio  941,  settembre  957,  febhrafo  985, 

''40  tempo  ril.isciò  con  titolo  d'investi-  maggio  986,  nov.  987,  luglio  988,  gen- 

Isn  (eada!e.  —  f^ed,  CAnmaoiAVO,  dove  fu  nafo  989,  agosto  990,  marzo  993,  giugno 

iaiicaio,  che  tulli  i  parsi  dì  questa  Vicaria  993,  ottobre  e  novembre  990,  per  trsla- 

riVimarono  poco  dopo  sotto  il  dominio  Lue-  sciarne  molte  più  scritte  dopo  il  mille,  nelle 

ch^<e,  finché  nel  1 446  si  diedero  volontaria-  quali  è  fatta  menzione  della  stessa  chiesa  sot- 

m^Me  ai  marchesi  d*Esle  di  Ferrara.  tomatrice  di  S.  Pietro  a  Silano. 

Vtistono  ancora  nella  parie  superiore  del  La  pieve  di  S.  Pietro  a  Sihno  fu  con- 

vB-^fite  dì  Sillano  i  fondamenti  della  sua  an-  fermata  ai  vescovi  di  Fiesole  dai  Pontefici 

tir*  rocca,  della  il  eattellaecio.'-^U%  pre»*  Pasquale  II  e  Innocenzo  11  con  bolle  del 

w  «ipra  il  naso  orientale  del  Serckio  di  mano  ioo3  e  del  novembre  xo34. 


408  SILI  SI  MI 

Essu  fra  ili  antico  pmlronatodeir illustre        NH  iSSa  la  parr.  di  S.  Hioeolò  a 

faiiiii(;lia  Ghiranlini  di  Firrncr,  cui  è  ritor--  cano  contava  497  aliil. 
naia  {NT  rinunzia  fatta  dal  patrono  ultimo         SILICO,  o  SIIjLIIX)  di  GAirAOMMA 

Miiuelti.  —  Fra  i  pievani  di  Silano  é  noto  la  Vullc  auperiore  dc-l  Sercliio.  —  Vili, 

qui'l  Matteo  di  Franco  delia  Badessa  ^  vh,  parr.  (S.  TjoreniQ),  di  rui  fa  pairlc 

spcdulingo  dclBigallo  e  poeta  faceto,  die  nel  che  il  |Mipolo  soppretw»  di  S.  Jiu-opo  a 

1492  fu  riinonico  fiorentino  assai  commen-  prafa^  nella  G>ni.  e  cirea  un  miglio  e  n 

dato  dal  Poliziano,  e  ben  visto  dalla  sua  a  lev.-scir.  della  Trm  di  Fieve-Fosri 

Rep.,  dalla  quale  ottenne  per  i5  anni  Tu-  Giur.  di  Castel-Nuovo,  Dioc.  di  Masn 

sufrutlo  de*  bagni  di  S.  Giuliano  presto  Pisa,  cale ,  testé  di  Lucca ,  ÌKic.  di  Modena. 

La  pieve  di  Silano  ha  sotto  la  sua  giuri-        É  posto  alla  b-isemeridionalr  drlPAi 

sdiiioiie  quattro  popoli, cioè;  i."S.  Maria  a  nino,  \olgarmentc  ditto  VAlpr  di  S» 

ticchio  Sfaijgìo;  t.^  S.  Maria  a  Bignana;  iegrino^  lungo  un  fosso  omonimo,  ci 

3.^8.  Martino  io  ^alle;  4.^  S.  Biagio  a  per  confine  a  si:ir.  il  popolo  di  Ceter 

Pattignano  con  1*  annesso  di  S.  Andrea  al  a  pon.  quello  della  PiePe-Fo»riana,  a 

Foggio  a  f^entOy  so^ipresso  nel  1780.  V Appennino ,  a  lib.  e  ostro  il  fi.  Ser 

La  cura  di  S.  Pietro  a  Silano  nel  i833         lai  eh.  di  S.  Lorenio  m  Siliro  al  |«a 

contava  soli  42  abit.  quella  di  S.  Jaco|)0  a  Capra/a  Irovas 

SILICAGNaNA,  S»ACAiiua4,  o  Sibica-  minala  nella  bolla  di  Alessmdm  II! 

GMAHA  DHXA  GABrAGHAHA  nella  Vallc  supe-  II 68  al  pievano  della  Pieve-Fiisciana  , 

riore  del  Scrchio.  — >  Vili,  con  chiesa  pan*,  anni  innanzi  che  fossero  riunite  (anno  1  : 
(S.  Martino)  nella  Cnro.  e  circa  un  roigl.  11         Attualmente  la  eappellania  del   Cu 

fnrec.  di  S.  Romano,  Giur.  di  Castel-Nuovo  Capra/a  è  dcdirata  aS. Lucia.  — /Vrf 

di  Gaifagnana ,  Diur.  di  Massa-Ducale ,  già  praja  nella  Valle  del  Serchio. 
di  Lucca ,  Due.  di  Modena.  La  cura  di  S.  I^n'nzf)  a  Si  lieo  con  ! 

Tmvasi  in  (loggio  fra  le  radiri  delKAp-  nesso  diCipraja  mi  i839  contava  5oo 
pennino  di  Cor  fino ,  che  ha  al  suo  grrc. ,         SiLPiccidtto ,  o  Sohrictuno,  -^ 

ed  il  fi.  Sen^hìo  che  scorre  al  suo  jion.-lib.  Subbiano  nel  VaUPAmo  casentineiir. 

Fino  dal  754  posseileva  una  corte  in  Se-        SILVESTRI  (MONTE).  —  /  W.  Mi 

raeanianaW  pisano  VTalfredo,  o  il  di  lui  Sii.vrsTBi. 

cognato  lucchese  Gundualdo ,  assegnata  da         SILVESTRO  (S.)  alu  CONVERT 

essi  in  dote  con  altri  beni  al  Mon.  di  S.  —  ^"Vc^.  Cowebtojb.,  e  così  degli  altri 

Pietro  aPal.izzuoloin  quell'anno  stesso  fon-  ghi  che  hanno,  o  che  ebbero,  per  e 

dato  presso   Montoverdi   in  Val-di-Gornia  titolare  S.  Silvestro, 
nella  Maremma  Massetana.  SIMIGNANO,  nella  Valle  superion 

La  chiesa  di  S.  Martino  a  Siliragnana  TElsa.  —  Gas.  che  fu  castelletto,  del  e 

(5<rr/irririiri/ia)  è  rammentata  in  una  IkiUh  conserva  il  nomignolo  una  eh.  parr.fS 

diretta  nel  1168  dal  Pont.  Alessandro  III  gno)  con  Tannesso  di  S.  Maria  a  Ba* 

al  pievano  della  Pieve -Fosciana.  ^  F'ed.  Montagna  nel  piviere  di  Molli,  Gfm.( 

PuvKpFosciAifA.  e  quasi  5  migl.  a  pon.  di  Sovicille,  Dir 

Li  parr.  di  Silicagnana  nel  i832  contava  Colle,  e  innanzi  di  qnvlla  di  Volterra,  G 

3o5  abit.  di  Siena. 

SILICANO,   o   SILLICANO  ni  Gabva-         Risieile  sul  rovescio  della  Montagnn 

G!fAiiA  nella  Valle  supeiiore  del  Sercbio. -—  Siena  lungo  la  strada  rotabile  che   | 

Vili,  con  eh.  parr.  (S.  Niccolò)  presso  il  ca*  per  Pieve  a  Scuola  a  G)lle  Ixisso. 
sale  di  Filicaja  nella  Com.,  Giur.  e  circa         Fu  Simignano  uno  de* castelletti  d< 

4  migl.  a  oslro-scir.  di  Camporgìano,  Dioc.  bili  di  Staggia,  da  alcuni  de^quali  nel 

di  Massa -Ducale ,  una  volta  di  Lucca,  D«jc.  venne  .sottomesso  al!a   Re|».  di  Siriiji 

di  Modena.  (Abch.  Din..  Fiob.,  Carte  dì  5.  Kmci 

Tanto  il  Vili,  di  Siìieano  come  il  Gas.         Un  {Kirroco  di  questa  chiesa  scrìsse 

di   Fiìicnja  sopra  un  poggio  a  pie  della  lettera  a  S.  Caterina  da  Siena   pubi» 

Pania  Serra  nelPAIpe  Apuana.  tra  quelle  del  Padre  Burlatnarchi.  Il  ca; 

Fu  questa  di  Siìieano  una  delle  chiese  di  ^imi/rnuno,  ilemolito  nel    i3i(>,  a 

filiali  della  Pieve  Fosciana  mmmentata  nel-  tenera  allora,  al  [«ari  dell* altro  di  Ba 

la  lK>lla  pontitìcia  del  1168  testé  indicata.  Montagna,  alla   làmiglia  miignatiù 


S I N  T  SITE               409 

Fnrinj  di  Casole.  —  Ved.  Radi  di  Morta-  nome  loro  ti  rrraisr  h  Firenze  prr  |imlare 

CIA ,  e  Macho  (S.)  A  SiMickAMO.  >il  prìiiciiic  Gu^lliiri  Duca  il*  Alene  ;;iiira- 

la  finrr.  di  S.  Ma^oo  a  Siniignnno  eoo  mento  di  frdi'llà  comr  signorr  gviifrale  di 

TmiicMo  di  RjhIì  di  MonUgna  nel   i833  Firenze  e  del  suo  dominio.  —  (Abcb.  I>ifl. 

nolana  944  abitanli.  Fma.,  Carfe  delPjire/s.  fen.) 

SIMONE  (So  A  MONTERCHI  nella  Val-  Forse  riferisce  a  questo  luogo  nieflesiroo 

kTibcTiiui.^— /^e«l.  MuHTKAcai,  e  così  di  quella  corìe  di  Sitrignano  {sic)  che  Tlmpe- 

talli  gli  «Il ri  po|ioli  rhe  avessero  per  lito-  nitore  Ottone  I  nelT  anno  967  dona\a  ad 

farei  SS.  Simone  e  Giuda.  un  suo  fedele  con  molti  altri  luoghi  della 

SIMONA  (SASSO  di)  nella  Val-diFo-  Biatsa  rerona  (giurisdizione  di  Pie\e  S. 

fla ^ctff. Sasso  di  SmOHB, e  SurriRo Co-  Stefano)  e  nei  distretti  di  Chiusi,  della 

mmuiiò.  Sadia-Tedaìda  e  di  f^erghereto.  —  /^e</. 

SI?SAT1G0,  o  ASINATICO  (PIAKO)  nel-  Mjssj  Femonm, 

b  Voutagna  ili  Pittoja.  —  Fed.  Auvatico  11  priore  de'SS.Barlolommro  e  Giorgio  a 

(ISado).  Sintigliano  gode  il  |irÌTÌlegio  di  sedare  fra  i 

SI9IGERNA,  finmana  in  Val  Tiberina.  —  canon irì  della  collegiata  di  Pic\r  S.  Stefnno. 

^■B  corto  precipitoso  d*  acque  che  trae  le  La   parrocchia  di  Sintigliano  nel   i833 

■epiù  alle  sorf^i-nli  dalla  sommità  del  ifoji-  noverava  1 00  ni. il. 

teFarewto  e  da  le  {irndici  orientali  del  J/o/i.  SIRIGNANO,  o  SFRIGXANO  in  Val  di- 

Ir  di  P^nna  sopra  l'AlTemia.  —  Gitcsla  Sitve.— f^ei/. Cautagho  in  Val-di*SieTe. 

fisBan.-!    prrmle  il  nome  di  Singerna  an-  SIRO  (S.)  a  CASCIA  nel  Val-d*Arnu  su- 

rhe  iananzi  di  arcnglicrc  dal  lato  destro  le  periore.  -^  l^s.  che  conserva  il  nome  dell.1 

aei|ur  ifi  1  fosso  Trite  sta ,  il  quale  discende  sua  eh.  |)arr.  mi  piviere  di  Cascia,  Com. 

dj  I  coni  orni  del  monte  di  Chiusi  casf-ntiu(  se.  Gtur.  ecirca  due  migl.  a  o>tro-til>.  di  Reg- 

]Vi|«  di  ciò  \»Siagerna  piegando  di rirzione  gello,Dioc.  di  Fiesole,  Gonip. di  Fin nze. — 

^  acir.  Il  r«tro  rasenta  a  seti,  il  poggio  di  f^ed.  Cakcia  (S.  Siau  a). 

CipresT,  «love  riceve  i  copiosi  Irìhuti  che  vi  La  jiarr.  di  S.  Siro  a  Cascia  nel  i833 

]««fODO  dal  lato  di  |ion.  i  due  torrenti  Cor-  conlava  144  ahit. 

iamcAim  e  Camnjano.  Di  là  dopo  aver  co-  SISTO  (  S.  )  ai.  PINO  nel  VaI-d*Amo  pi- 

s^f^pMlo  la  liase  del  poggio  di  Caprese,  di-  sano.  -*  f^ec/.  P>ko  ( S.  Siato  ai.). 

nv.^lto  alla  chiesa  di  Tilì,  la  Sint;enia  di-  SITFX:CHlO  (  Sitìrhittm)  fra  la  Va'-di- 

venula  fiumana  riprende  la  prima  direzione  Morse  e  I.1  Viil-d*£lsa.  — dst.  |ienIulo  dove 

^  maestr.  a  scìr.  l)agnando  le  falde  delpog-  fu  una  chiesa  (S.  Giovanni)  nei  |iossessi  e 

fello  di  Hocea-Cignata,  fìnchc  innanzi  di  distretto  della  [wrr.  di  S.  Flora  in  fai  di- 

Hrivarv  al   colle  di  Monte-Doglio   cotrslo  5rroi>e ,  oni  di  «Scorcia /?o,  sul  ronfine  de I- 

fsmo  d* acqua  dopo  il  cammino  di  circa  iG  Panliea  Dioc.  di  Vulleint  coiif|iie!l:i  di  Sie- 

niglia  perde  il  suo  nome  nel  fi.  Tevere.  —  n:i,  .sicomie  lo  fu  sui  eonfìni  giurisdiziimali 

^*d.  CApariE  Comunità.  dt'lkO>niiinit:'i  di  Monleriggioni  con  f|uelli 

Sl?iTIGLlA\0  (  Sintilianum  )  in  Val-  di  Soueille  e  di  C^isolc. 

Tiberina.  —  Gas.  con  eh.  prioria  (SS.  Bar-  Il   luogo  di  Silecehio  siluido  sul  Monte 

tafenmeo  e  Giorgio)  nella  G)m.  Giiir.  e  Maggio  do|)0  il  sor.  X  apiiarlt-nevii  ai  iiohili 

■«no  migl.  a  grec.  di  Pieve S.  Stefano,  Dioc.  Franz^si  di  Slaggìa  e  Slrove  ;  il  qnnl  vero 

AS.  Sepolcro,  una  ^olla  di  Citlà-di-Caslello,  ap(>;iris<:e  ilallc  carte  deirAhlMilia  ili  S.  Sal- 

C^np.  dì  Arezzo.  vsitore  alTIsol»  liuiiite  a  quelle  di  S.  Fu- 

É  |v«io  in  collina  lungo  la  strada  mulat-  genio  :il  Munistero  iieir.«Vrc/i.  Dipi,  Fior. 

ticra  lr;«cciata  sulla  distni  del  lorr.  Colle-  Fra  le  coirle  |xrlanlo  di  detta  Aldi.idi>'i  ne 

^j/ro  per  salire  suirAp|ienn*uo  ii|>|K.'lIalo  citerò  una   del   4  giugno  iitiS  rog.iiii  nel 

il  Pottgln  della  Zucca ^  ìli  dove  alle  sehe  |H)gpio  di  M.d-Bf>rgo,  in  cui  si  traila  di  una 

iaprriori  di  castagni  sofleutrano coltivazioni  vendita  alla  Badi;i  pienominala  di  iene  che 

dicamfrt  r  di  vigne.  i  nobili  di  Sln«:gia  p«i<s«'drvano  da  Collo  a 

Nel  i3;a,  a  di  6  dicembiT,  gli  nomini  Gistagnolo  fìno  a  S.  Giovanni  di  Siteccltio 

•bl  Comune  di  Sintigliano  e  di  Cordo» ica  in  Monte-Maggio  ,  ere. 

dtl  efjulailo  aretino,    e  del  viscontado  di  Anche  una  |  terga  mena  della  Riidia  di  P.is- 

^erona^  stando  in  Cttlle-Franciano^  fecero  signano  delPanuo  1 1  5(>  raninicnta  il  Cast. 

maialalo  in  le»la  di  un  sindaco,  ailiuchc  in  di  Siteccltio  nel  Icrrilorio  sincsc. 


410              SOAN  SOAN 

Mii  Cloche  importa  iiMggìomenle è, die  |mcìU  piultotlo  vmu,  miiifalerebbe  che 

questo  luo^  tìi  Siterehio  fu  dichMinitu  miI  non  ImiiIo  poca  ■llon  eiter  dnvefa  In  |m>- 

coiifioe  delta  dioci  si  di   Volterra  da  ona  polatione  di  questo  fiaete  che  ora  a  booa 

bolla  del  Pont.  Alessandro  III  del  a3  aprile  dirìtio  può  chi^inacii  la  ciUfa  di  Gcrraaid. 

1179*  —  f^ed,  VoLTEEBA  ,  Diocni.  Inoltre  avvertirò,  che  Soana  noti  solo  et- 

SMILEA  nella  Valle  dell' Ombrone  pi-  aere  doveva  florida  al  tempo  degli  Elnuchi 

il^jese.  —  Villa  signorile  de*  nobili  Covoni  e  dei  Romani,  ma  ancora  sotto  il  doanio 

di  Firenie,  il  cui  fabbricato  ha  l'aspetto  di  de* Longobardi,  de'Carolingi  e  degli  Olto- 

un  fortilizio  coronato  da  beccatelli  f  d»  mer-  ni,  siccome  lo  dimostra  più  che  la  Inditi» 

li  sulla  strada  provinciale  Monialete^  alla  ne  la  sua  storia  politica  ed  eocletiafllica. 

•inistra  della  fiumana  d*  /tgliana  e  di  con-  Non  risalirò  ai  tempi  aniichiitimi,  po&- 

tro  alPantico  monastero  disfallo  di  S,  Sai-  cbèsedi  tintele  città  dell*  Etmrìa  con  grM- 

vatore  in  Agna  nel  po(x>lo ,  Om.  e  quui  de  parsimonia  fu  discorso  dagli  vrittorì  dd 

meno  miglio  a  lev.-scir.  della  pie\edi  Mon*  Lilio,  di  questa  di  Stana  fu  dello  lanlo  pn- 

tale,  Giur.  e  Dioc.  di  Pisloja,  Girap.  di  Fi*  co  da  non  ne  saper  quasi  nulla  innaori  la 

renie.  -^  ^ed.  Ausia  nella  Valle  dcirOm»  conquista  che  ne  fece  la  Rep.  di  Roma«  e 

brune  pistojese ,  e  Mortali.  solamente  uno  acriltore  italiano  vissuto  nel 

SOANA,  SOVANA  { Suona)  nella  Valle  primo  secolo  deirEn  Cristiana  (C  Plinio 

delh  Fiora. -^Cillà  etrusca  quasi  deserta,  il  Tecrbio)  lasciò  scrìtto,  cbc  Soma  fa  nM 

sebbene  conservi  con  la  cattedrale  il  titolo  delle  nomane  coinnie, 

dell'antica  sua  diocesi,  mentre  il  vescovo  Di  alcuni  monumenti  sepolcrali ,  trovali 

siede  Della  vicina  Terr^  di  Pitigliano,  Kjam,  nel  1843  nelle  colline  un  màgi,  e  nean 

di  Sorano,  da  cui  dista  4  niigl.  a  lil>.,  Giur.  circa  a  maestro  di  Soana,  fu  btia  meniiow 

e  tre  migl.  a  mat»lro  di  Pitigliano,  Gomp.  nel  Bulleltino  dell*  istituto  di  corrìspoodca- 

di  Grosseto.  ta  archeologica  di  Roma  pel  letlembre  dtl 

Risiede  in  una  pianura  eh*  è  5oo  br.  su-  1843,  dove  lo  scuopritore  ingleie  tig.  Aia* 

periore  al  livello  del  mare  MeiJiterraneo  so-  sley  dava  la  noiiiia  di  aver  trovalo  nei  Ino* 

pra  uu  terreno  di  tuia  vulcanica  solesitn  prò-  ghi  denominati  il  Poggio  Prisca^  la  Gnim 

inndaiueiile  inlorno  da  due  fossi,  Cnltsino  la  Pola,  la  Poniana,  o  in  quelle  vicinane 

e  Piccioìana^  che  poco  Iun(!Ì  da  Soana  si  molti  avanii  di  monumenti  antichi,  ch'^ 

nuotano  a  ponente  nel  fiume  Fiora.  gli  non  dubitò  di  cmlerìi  sepolcreti  etra» 

Questa  citrii  già  l'nrte  |jer  |>osiiione  quasi  sebi  tagliati  nel  luPi;  talché  in  quella  sw 

isoluti,  (ter  le  sue  mura,  e  |ier  ta  gente  che  lettera  conclude:  non  essergli  altrove  neeorsa 

]*abit.i\a;  questa  cillk  che  continuava  a  go-  cotanta  varietà  quanto  in  Soana  di  sepolcfi 

verna i-si  con  le  pn^prie  leg^i  quando  vi  ar-  scolpiti ,  su  molli  de' quali  sono  iscriiioni 

rivaroiio  i  Lnngohanli;  che  |)er  lunga  età  (suppongo  etnische;  di  poche  parole.  «  Ciò 

fu  nsideiiza  ile'  prciprj  gaslaldi,  de*  vescovi  »  non  pertanto  (  termina  il  sig.    Ains'ey) 

e  di  una  polente  prosapia  di  Gontt;  questa  »  non  mi  venne  fiitto  di  scuoprire  resto  v^ 

città  che  nel  Tesiate  del   1240  fu  cafiace  di  »  nino  di  eirusche  mura  ». 

lar  fronte  ad   un  esercito  di  Federigo  II  e  D.1I  primo  al  sesto  secolo  di  G.  C.  ab^ 

a  soslemre  un  :issfilio,  è  ridolta  in  cotanto  biamo  una   lacuna   insor montabile   per  li 

misero  sinto  che    la   sua   popoliizione  nel  manranci  di  scrittori  toscani,  e  I.1  neceiiilè 

18I3  non  olire]  lassai  a  64  |)ei-sone.  di  legfeenie  gli  av\eniiiienti  in  istorici  loro 

Diceva  a  ra^iìoiK-  il  Santi,  rlie  I*  ambilo  nemici ,  o  veneratori  di  Roma,  i  quali,  dì* 

considtnbile  delle  sue  miiraje  strade  direi-  ceva  il  Pìgiinlli,  non  ci  danno  mai  a  vederi 

te  e  parallele,  ltiii|;lie  cìrra  mezzo  miglio  e  i  |k>j)OIì  Rlruschi  sotto  un  beli' aspetto.  OH 

fi.'inclieg^iale  ila  numerose  case,  ora  semidi-  abitanti  di  varie  città  di  quesLi  provincii 

rute,  o  alf.«Uo  iTivìnale,  gli  avanzi  del  cas-  avendo  ottenuto  l' onore  della  citladinana 

sero,  del  |ialazz  >  df*siioi  Guili  e  di  un  ac-  romana  a  poro  a  poco  ne  presero  l' imlole,  i 

ijMidotlo,  tiiitociò  m  istrci-ehhe  ahhaslanza  coshimi  ed  i  sentimenti.  I>i  quel  lempo  per> 

uello  scheletro  stesso  di  Saina,  rhe  essa  fu  tanto  le  virende  degli  FJniKhi  in  generale 

gi.indi' e  r.i;;^uard«-«ole,  quando  l'istoria  e  e  de'Soanesi  in  partiroLire  si  confomlono 

Irf  tradiiione  non  lo  assiciinsscm.   Al  che  con  quelle  di  Roma,  finclic  dopo  niinalo 

aggiungasi  qualmente  la  suacitteilrale,  edi-  il  romano  impero  torna  a  sentirsi  parlamli 

fletta  verso  la  mela  del  secolo  XI,  di  una  ca-  Soaua  governala  con  leggi  proprie*  ^  Te* 


f 


S  O  A  N  8  0  A  N               411 

Éìmone  di  qunl*  ultimo  fallo  è  S.  Grrgo-  clonò  ni  Mniw  di  S.  Pietro  «  pMlmuolopret- 
m  MafBO  in  una  leltcn  KritlB  li  io  nuig-  so  Monleferdi  quattro  caie  oiainmi«  per  ti- 
po drlP/A^is.  X  (anno  SgS)  a  Maurilio  ni«ilio  deiraninw  sua,  di  quella  del  oonle 
e  Vitaliano  comandanti  un  eiereìto  de*  greci  Rodolfo  e  della  coiileasa  Erinr-ngarda  di  lui 
id  Latin.  moglie,  non  che  di  Matilda  e  d*  Imilda  lì- 
lleppare  ho  dati  safficienlt  per  anicurare  glie  del  conte  Rodolfo  prenominato.— (Aaca. 
eke  quel  G.  Ildebrando  fmlello  di  Geremia  Dipl.  San.) 

locofo  di  Lucca  Bglio  dell*  abate  Erìpran-  A  buon  conto  con  qunt*atto  sì  irienea 
^  feflir  r  autore  (te* conti  Aldobrandèschì,  acuoprire  un  altro  conte  maremmano  per 
U^lo  più  che  eglino  non  compariscono  di  nome  Rodolfo  che  fu  marito  di  una  contessa 
erigine  iongobarda^  masi? vero  dì  i^gge sa-  Ermengarda,  e  perciò  diverso  dal  conte  Ro- 
Ub&^  siccnnie  lo  indicava  una  merobiana  au-  dolfo  del  coutsido  roaellense  che  fu  marito 
tograCi  del  iriugno  ti  14  citata  airitfrl.  Sax-  della  contessa  Willa  e  padre  del  C.  Ilde- 
ffi-FioKA  (  Voi.  V.  pig.  144);  e  netlampoco  brando  mondoaldo  della  madre  nelPaono 
dkò  che  e|Blino  Jerivaascr  da  quel  marchese  1007.^-  ^ed,  BAmA  a  Sfuoma,  e  Graosaaro. 
I«iaberto    marito  della  contena  Ermcng.tr-  Gontottociò  ignoro  ancora  se  il  G.  Ro- 
da, il  quale  nel  973,  stando  nel  suo  i*astel  dolfo  marito  d*  Ermengarda  era  fratello  di 
ék  VaUano  presso  Gampagnatico,  oppignorò  quel  G.  Gberenlo  padre  ilei  G.  Teudice  del 
per  10000  lire  45  corti  e  castelli  con  chiese  territorio  volterrano,  ovvero  di  quel  G.  11- 
cbc  f risedeva  nei  contadi  di  Ghiusi,  Castro,  debrando  che  trovammo  nel  1 7  nov.  del 
TaaBanella,  Soana,  Rosei  le,  Popu  Ionia,  Par-  980,  in  Vignale  di  Maremma,  per  ricevere 
ma,  e  Gavi  nella  Liguria;  gioverebbe  b  nsì  a  livello  dal  vescovo  di  Lucca  dieci   case 
afla  Storia  qualora  si  sapesse  sotto  qua I  legge  massarizie,  o  poderi  di  pertinenia  della  pi^ 
queir  Oherto  monduald«>  della  con-  Te  di  Sovigliana  in  Val-di-Gascina. 
Ervoenf^rda,  slata  moglie  del  predetto  Ma  per  tornare  alla  dinastia  dei  conti  di 
l^mberto,  il  quale  Oberto  assistè  Soana  di  casa  Aldobrandesca,  non  starò  a 
al  eontratto  del  1 7  aprile  989 ,  allorché  la  rammentare  il  famoso  Gard.  lldebrandino 
itoH  vedoTS  riacquistò  dal  prete  Roppran-  di  Soana  salito  nel   1073  sulla  cattedra  di 
ii  prr  le  loooo  lire  le  45  corti  oppigno-  S.  Piero  col  nome  di  Gregorio  VII,  mentre 
Rie  nel  973  dal  Mamb.  Lamberto  stato  di  non  mi  è  riescilo  trovare  il  suo  nome  neil* 
in  marito. -—(  AiGB.  Din.  Fioa.  Corfe  A-  albero  genealogico  di  quella  prosapia;  né 
«lafiite).  debbo  qui  ripetere  quanto  fu  detto  di  essa 
In  tnlti  i  casi  se  i  conti  Aldobrandeschi  tAVÀrt,  Samta-Fioba  ,  se  non  per  nominare 
£  Soana  erano  di  ori^iae  salica  non  dove-  un  vescovo  di  Soana,  Viviano,  che  nel  la 
VMO  aver  che  fare  con  il  conte  Gherardo  del  ottobre  1908,  assistè  in  Soana  nel  palauo 
eontado  volterrano  che  fìi  padre  di  un  al-  degli  Aldobrandeschi  al  rogito  del  testamen- 
Ira  C.  Gherardo  signor  del  Gasici  di  Se-  to  dettalo  da  Ildebrando  degli  Aldobrande- 
■ma  prpSBo  la  Terra  di  Ghiusdino,  toslocbè  aedi  conte  Palatino,  nel  quale  atto  ai  di- 
qocsl'nUimo  neiPatto  di  fondazione  (anno  chiarano  eredi  i  diversi  fìgli  suoi,  il  primo. 
iao4 ideila  Biidia  di  Serena  si  dichiarava  genito  de* quali  appellavaai  come  il  padre 
^tegge  longobarda.  Era  questi  probabiU  lidebrandino,  ehi:  §i  àìwK  maggiore  per  di- 
■mle  frAlello  di  un  altro  G.  Ildebrando  che  stìnguerlo  da  un  altro  fratello  pupillo  il  quale 
tovamnm  rammentato  in   un    istrumento  ebbe  nome  di  ildfhrandino  minore. 
bedieie  del    17  nov.  980,  rogato  in  Vi-  Al    conte  lldebrandino  padre  spetta  un 
fsaie  nella  Vat-di-Gomia,  ed  in  una  mem-  trattalo  inedito  esistente  nell*  Ard»,   Dipi» 
kaaa  «Jel  «9  giug.  988  esistente  nell*  Arch.  sanese^   coiiclnso  nel   14    nov.  dell'anno 
Isrfbest-Bichi  di  Siena.  T9o3,  fra  esso  conte  e  la  Rep.  di  Siena,  ri- 
%m  debbo  ommettere  frattanto  il  nome  di  guardo  allo  stiihilire  il  prezzo  e  la  quantità 
«eoDle  Rodolfo  che  visK  nel  principio  del  del  sale  che  alla  Rep.  sfossa  doveva  ven;lere 
■bdIoXÌ,  probabilmente  di  origine  salica,  il  dettu  conte  lldebrandino  di  Soma  come 
lictome  lo  fa  dubitare  una  carta  del  dì  8  padrone  di  Grosseto  e  del  suo  distretto. 
Himio  toso  scritta  nel  monastero  di  Mon-  Questo  doiuiroento  frattanto  servire  po-> 
tneréi,  con  la  quale  donna  Perìsinda  chia-  Irebbe  a  confermare  che  innanzi  il  laoJi  i 
naia  Betizia  figlia  di  Tursinglo  di  naùone  conti    Aldobr^mlearhi    di  So^na    er^w^  in 
hmkum ,  e  pelò  nvcnte  a  tegge  saliem ,  guerra  contro  il  Comune  di  Sienj  seguaoe 


409              SI6N  SI6N 

ftUo  dal  Gomuiìe  di  Firense  nel  i  Sa?  dopo  bandonò  il  paese  di  Sigmi  dofio  «ferlo  sit- 

cbe  il  più  aniico  fu  lagiielo  de  Casiruocio.  ligialo  e  meaao  a  fuoco. 

Il  f|ual  capitano  aìdo  dal  99  settembre  del  Di  ootal  distraiione,  e  della  fiNrliScnione 

i3a5  era  tenuto  eou  la  tua  oste  a  Lecore  e  riedifìcauone  dd  castello  e  del  ponle  di 

in  sul  oonlado  di  Firenie ,  e  il  d)  sefruente  Signa  (ratta  il  Manui  nelle  sue  osservatiooi 

posa  il  qnartier  generale  nei  colli  di  Signa.  sopra  il  sigillo  XIV  del  Voi.  U  de*  SigUU 

T'ftlchè  i  cavalieri  e  pedoni  de^  Fiorentini  amichi^  dove  si  dà  copia  di  ua*iscniioiK 

die  erano  costà  per  da^rt  afforzare  il  castello,  in  pietra  esistente  tuttora  sopra  la  porta  dd 

iieduta  Toste»  abbandonarono  il  paese  e  fu-  castello  medeùrao  verso  pon.»  dalla  qaak 

ipno  si  mal  consigliati  cbe  non  tagliarono  esce  la  strada  che  guida  a  S,  Mimiaio  a  Si' 

il  ponte  sopra  TArno  ecc.  — ^  (G.  Villaki  ^ta.  Vedesi  al  di  sopra  dì  essa  lo  ilaiai 

Crnaica  Lib.  /X.  Cnp,  317).  grande  dei  re  Angioini  di  Napoli,  a  desln 

E  poi,  soggiunge  il  Villani ,  a  dì  a8  feb-  quello  del  Giglio  fiorentino ,  ed  alla  sua  n> 
brajo  il  capitano  lucchese,  raccolta  sua  gente  nistra  Tarme  spettante  alla  Pmri€  Gutijk, 
fece  ardere  Signa  e  tagliare  il  ponte  sopra  L*  iscrixione  dice  :  Aaiio  Domibi  Moooun 
FAmo ,  e  abbindonò  la  Terra ,  dopo  avere  ma  mabtis  Taaai  na  Swva  nasraDCTA  mr 
per  dispetto  de*Fiorentini  fiitto  battere  costi  rea  CAtrauocniM  ir  Gnuaauuaoa  sa  Shba, 
moneta  piccola  con  T  impronta  delT  Impe-  bt  naflii^aaTi  àmmo  aBAsamoàTA  man  uàth 
ratore  Ottone,  e  chìamaronsi  quei  denari  bato  iLLutrau  Paiacipia  DoHun  anenu  G&- 
(Jasiruceini,  —  (  Cronica  cit.  Lib,  IX,  aou  HnausALiii  r  Sicn.ijui  Haoia  pauaM» 
c%».  338  e  339).  Quindi  TA.  medesimo  ag-  ama,  Duci»  CALAaauc,  ag  aava  ViGAanai- 
giunge,  {Lib.  X.  eap»  5.)  «  che  nello  stesso  bssals,  ct  Domuii  FiiOaaaTiABy  rea  — i— -- 
anno  1 3a6,  a  di  1 4  settembre  fu  ordinato  Ma.mM  Domimum  FeoaaionnB  na  Taaaos  (0 
dai  Fiorentini  di  riporre  e  di  affinare  tanto  piuttotioTwoamaH})  arniis»  FioaBamosaH. 
Signa  come  Gaogalandi,  e  cos)  fu  fiitto;  e  Efislooo  tuttora  due  porte  castellane  e  gna 
S  gna  fu  munta  con  alte  e  forti  torri  ;  ac-  parte  delle  mura  e  delle  torri  che  nel  poggio 
9  >rilaudo  immunità  e  graxia  a  quei  terrai-  &cevano  corona  al  castello  di  Signa  »  msai 
Zani  che  vi  fabbricassero  le  case  ».  —  Ri-  a  prova  nel  1397,  quando  la  Signoria  di  Fi- 
spelto  a  Gaogalandi  {Lastra)  fn  ordinato  renie,  essendo  per  deliberare  la  gnena  con- 
dì r'porre  il  paese  più  d*  appresso  la  pieve  tro  Giovanni  Galeauo  VÌMonti  ,  la  geati 
di  Signa,  avvicinandosi,  cioè,  alT  Amo  d'armi  che  il  Signore  di  Milano  leBeva  m 
|iri>S8o  il  co;n>  </e/ />oit/e  omonimo.  Siena,  guidale  dal  conte  Alberigo,  fincro 

Fecionsi  i  fossi,  ma  non  si  compiè  allora  una  scorreria  nel  contado  fiorentino  fino  a 

ropem  {ioc.  cit,),  —  Che  |»erahro  le  forti-  Signa,  intorno  al  di  cui  castello,  df>po  avsr 

ficazioni  intorno  a  Signa  si  ordinassero  ap-  dato  il  guasto  alla  Lastra,  quelle  truppe  fi 

pena  aocadutii  la  battaglia  delT  Alto|)ascio,  acramfMrono.  Ma  quantunque  per  daegio^ 

iodirhiara  una prov\isione del  27  settembre  ni  lo  coiubaitessrro,  non  iri  froeio  altro  frirt> 

1 3a5,  con  la  quale  i  Dieci  della  Balla  di  to  cbe  di  avervi  lasciati  molti  morti  ed  0a 

Guerra  diedero  facoltà  al  monaco  don  Do-  gran  numero  di  feritL  —  (  Awami    Sisr. 

nato  ed  a  fra  Taddeo  converso  della  Badia  di  JPior.  Lib.  XVi  ). 

Settimo,  deputati  dal  Comune  di  Firenze  al-  AIT  epoca  della  riedificazione  M  essici 

k  IbrtifìcazioDi  del  Castel  di  Cappiano,  di  di  Signa  deve  riportarsi  la  ricostruaioncdd 

spendere  lire  1 100  di  fiorini  piccoli  nelle  ponte  rotto  da  Gastniccio;  e  reputo  che  sia 

Joriijicaiioni  dei  Casfelio  e  ponte  di  Signa,  la  figura  di  quel  ponte  con  una  torre  salb 

— -  (  AacB.  Dm..  Fioa.  Carte  di  Cestello),  testala  destra  circonilalo  dai  gigli  Angioiai 

Dondechè  essendo  corsi  soli  tre  giorni  dal-  che  servì  poi  di  arme  al  Comune  di  Signa, 

la  piovvisione  suddetta  alT  arrivo  dell* oste  siccome  può  vedersi  nel  sigillo  illustralo  dsl 

lucchese  in  sui  colli  di  Sigila,  dovette  man-  Manni  ed  anche  nella  facciata  della  pievt^ 

care  il  tempo  (ler  mandare  a  effetto  quella  In  quanto  alia  ehiesa  di  S.  Maria  al  Qt 

deliberazione,  tostochè  alla  comparsa  di  Ca-  stel  di  Signa,  essa  doveva  esistere  innanai  il 

straccio  il  presidio  fiorentino  abbandonò  il  mille,  poiché  sino  dalTanno  977,  cosM 

castello  di  Signa  senza  neppure  tagliare, co-  dissi,  dalla  contessa  Willa,  madre  dal  ■a^ 

me  dissi,  il  fionle  sulT  Arno.  chese  Ugo ,  fu  donata  alla  Badìa  fioratiai 

Bensì  ebbe  cura  di  fare  ciò  il  capitano  una  chiesa  in  detto  castello  ;  la  spiale  doB^ 

nemico,  allorché  egli  colle  sue  genti  ab-  zionc  venne  confermala  al  Mon. 


SOàN  SUAN               413 

Hd  eoo  il  Ilio  dislidlo  dovenc  restare  ia  reggia  eil  un  castello  con  raolte  fortiikiiuo- 

wiuie  In  ì  iluc  rami  AldobraiicU-scbi.  ni.  —  f^ed.  Pitkìliaho,,  al  cui  Art,  fu  ac- 

loollre  fumno  esclusi  da  quelfatlo  i  ca-  cenniita  la  simìc  «Jc' colili  Ordini  di  Sama 

felli  ddlr  iioeeheite  e  di  iScar/ì'io,  n-stan-  fuKi  airalieuiiziuuL'  della  contea  al  Gramlu- 

h  però  ouiiTeuulu  di  lare  la  divisione  fra  ci  Ferdinsiud»  I,  iiit'diante  contrailo  del  9 

kìerre^  caslellì   ecc.  cbi*  tenevano  in  feu-  giugno  1604, cunfcrinaloni'l  10  ottobre  del 

^  dair  abJjale  tlelle  Tre  Fontane.  Final-  1606  dal  conte  fieri«>ld<)  Oisini  fratello  del 

■r«ttf.tnche  i  paesi  della  casa  Aldobrunde-  C.  (àio.  Antonio  cessionario. 

ma  posii  ad  veaciivato  di  Volterra,  com'è-  Un  fallo  cbe  non  inferita  di  essere  trala- 

OBO  BadtcnnJoti  ^    BeIJorte  ^   JHonte^re-  sciato  mi  sembra  quello  di  avere  i  Soanesi, 

^oiif  Moni^UMuidi  t  salano,  *lowesMo  ^o  mciili*e  erano  vassalli  de' conti  Orsini,  |>ro- 

étak  in  oomuoe  fn  i  due  rami  di  conti.  vcichIo  iv  I  4  settembre  1477  una  delibera- 

A  dans  linaluieute  maggior  validità  al-  zioue  1I.1  Ha  Signoria  di  Firenze,  |)er  la  quale 

ristruiBento  ili  c«)tal  divisione  il  conte  11-  essi  furono  ammessi  alla  ciltadinania  fìoren- 


tiidiao   tli   Soaaa  prometteva  a  quello  lina.—- (  AacH.  dille  RiroiMAO.  di Fibkmm), 
A  SbaU-Fior^  di  ottenere  fra  due  mesi  ra|i-  Ma  la  città  di  Soaiia  che  dava  il  nome  ad 
|R^asionr  dal  Pontefice  allora  rrgnante.  un  vasto  territorio,  e  che  conserva  tuttora 
Dopa  colesi*atlo  il  conte  Udebraudino  di  con  la  cattedrale  il  titolo  al  suo  vescovato; 
a  diede  facoltà  a  quello  di  S-mla-Fiora  quella  città  che  per  molli  secoli  fu  resiilenia 
A  •celliere  a  pi sicrre  una  delle  due  porzioni  e  rapitale  della  più  |iotente  dinastia  marem* 
che  tutela  con  i  |ialli  e  condizioni  ivi  de-  mana,  ilal  secolo  X  II  in  [loi  videsidi  mano 
KriKlr;  sicrché  quesl*  ultimo  conte  scelse  e  ri-  in  mano  abbandonala  dai  vescovi,  ilal  capi- 
sce di  sua  |iarte,  oltre  i  |iacsi  sopri  nomi-  tolo,  dai  suoi  principi  «■  dai  citladini  che 
■iIa,  aoche  la  Tern  di  Magliano  con  gli  familiarmente  vi  abilav.uio. 
■tei  castelli,  ville,  e  li;ironie  ec«;.  nominate  Gli  storici  s:iii«-si  all'anno  1410  ci  avvi- 
■nenlo  prcindicato.  AIT  incontro  il  sano  irhe  la  loro  Rq».  essemlo  in  queiraiino 
e  di  Sanlv-Kiora  rinunziò  e  ccilè  libe-  in  guerra  col  conte  Bertoblo  Orsini,  una 
te  a  (lurllo  di  Soaiia  la  Terra  di  Pian-  mano  tlelle  sue  masnaiU'  sorprese  la  cillà  di 
naiu  con   molli  altri  paesi  nelPistrii-  Soana;r  mrdianle  la  virtù, dice  il  Malevolti, 
■rato  di  ilivisione  designati.  di  un  tale  Antonio Querciola  da  Lticigiiano, 
Già  ali*  Art,  f3BBKTM.LO  fìi  avvisato,  die  montato  sopra  la  ri|»a  della  città  dove  non 
r«blMte  delle  TVi*  Fontane  lino  dal  i'jGq  erano  mura,  e  s<giiilito  ila  una  {urie  dell* 
svcva  invc-stile  a  titolo  di  lifudo  il  conte  11-  esen:i lo,  entrò  in  So.ma,  sicché  senz.iop|Hifi- 
^ebrandiiio,  drilo  il  Fosso,  di  Soaiia,  del  zioiie  di  alcuno  la  città  e  la  vììcva  slessa  fu 
i«aA.  e  giurisdiiione  di  Orbetello;  la  tjuale  da  quelle  genlì  pi*eslo  acquistata. 
■«mìlura  fu  \^ìì  ii' 1  iaH6  rinnovala  rr»n  Accid-lraqucslo  tempo  ilfatto  dellacam- 
ls  contessa  Margherita  di  Soana  tiglia  unica  |i;ma  maggiore  che  da  questa  calledrale  fu 
^  erede  del  coiile  lldebrandino  pienomi-  trasportala  in  Siena  v  collocata  nel  campa- 
rlo. Cosi  mìV  Art,  Sauta-Fioba  fu  detto,  nile  del  Duomo,  «love  si  conserva  tullora 
che  la  coatea  Aldobrandesca  toccali  di  (larte  col  vocalwlodella  Satana,  ConfiTma  cotesto 
sic  lldebrandino  figlio  del  C.  Guglielmo  vero  una  i»rta  delT  Arch.  di  qnell*OiK>ra 
AS«aiu,  alla  sua  morte,  che  arca<lde  nel  (N.*  i3fji),  riguardanle  una  SiTitlura  ilei 
1 1^4  «pervenne  in  tieni  mente  nel  la  ilella  sua  141 1,  con  la  quale  Toiierajo  drl  Duomo  di 
tflia  contrts.*  Margherita,  la  quale  si  era  Siena  domandava  la  somma  di  fiorini   aoo 
Uifalaata  vi  conte  Guido  di  Monforle.  d*oro  per  le  spese  r,ct'orr«'iiti,  oltre  un  nu- 
[lb  ■imi le  connubio  nacque  una  sola  fem-  mero  di  soMali,  ad  ougrtto  di  {Hilcre  traspor- 
■ina  AiiasiMsia,  la  qual  donzella  esseiitlosi  tare  a  Siena   la  della  raiiipana  senza  impe- 
■iriL«ta  al  conte  Riimano  di  Gentile  di  Ber-  dimenio  delle  genti  ilei  conte  Hertoldo  Orsi- 
■•IfioOrsini  [Xirtòin  quella  cas.i  magnatizia  ni  e  ili  chiunque  altn>;  le  ipiali  domande 
^>  KiMfu  tutta  U  contea  di  Soana.  furono  dalla  Signoria  pienaiiieiile  acrordate. 
Vrnuti  i  signori  Orsini  [ladroni  dello  sta-  Che  però  la  cillà  di  Soinia  Imo  d*  allora 
to  .llilti|iraiii|rsi:«»,  abban<lotiarono  |m>cu  do-  da  molli  ahil.inti  inilì^irni  loss**  siala  aldian- 
1^  r aulica  resilienza  della  t'iilà  elrusi*u  di  donala   lo  dii  hiirixa  lo  storico  prenomina- 
&Mn-i  diteniita  iiil'rìla  fM-r  malaria,  e  si  sia-  to,  .illorchè  ne  av\isò,  che  i  sindaci  della 
kbruuo  in  l'itigliano  dove  fabbricarono  la  città  predetta  con  atto  pubblico  del  39  set- 
▼.  V.  .Si 


SIGN  SIGN              105 

Ctccia  «la  seti.  »  le? .-icir.  ti  dirìge  da  primo  olio  e  vino  iqaùiiti,  mentre  la  pianura  é 

u  lib.  per  il  Fosso  tìtale,  col  quaU  cnUa  ferUlisMoia  in  cereali,  in  mais ,  in  legumi, 

nella  fuimana  del  fiiienzio,  il  di  cui  alveo  in  alberi  di  loppi  ecc.  ed  in  pasture,   |ier 

secundj  tino  al  Ponte  di  S.  Moro ,  pasiata  cui  il  bettiame  apeoialiiieole  bovino  coali- 

la  confluenza  in  esso  del  Fosso  Macina/ite.  tuisce  uno  dei  rami  più  importanti  di  lu- 

Ivi  lascia  a  poa.-lib.  il  Bisenzio  e  V  isola  ero  e  di  commercio  attivo  per  i  possidenti 

de*  Menai  per  dirigersi  lungo  la  Fiaecia  terrieri. 

ueir  Arno  dirimpetto  alia  Comuaità  della  Anche  le  acque  del  Fosso  Macinanie  e 
Lastra.  quelle  dell*  Arno  sono  di  un  proiìito  gior- 
Molte  strade  rolabili  fiinno  capo  al  Ca*  naliero,  le  prime  ai  mugnai  di  S.  Moro,  le 
dello  e  Pieve  di  Signa ,  la  maggior  p;irte  seconde  ai  navicellai  di  Signa. 
delle  quali  veugono  dal  Ponte  alt  Asse  Ma  T  agiatezza  e  la  prosperità,  ooosegiien- 
sulla  refìa  pisio/ese  e  dalla  strada  inili-  za  dell*  aumentata  popolazione  di  Signa,  dc- 
tare  di  Barberino  di  XugeliOi  quelle  del-  vesi  alla  celebrila  dei  suoi  cappelli  di  pa- 
ti ri|M  sinistra  dell*  Arno  passano  tutte  sul  glia  che  lavorarousi  iun««nzi  che  altrove  con 
Ponte  di  Signa,  senza  dire  della  strada  re-  grande  maestrìa  e  solerzia  dagli  abitanti  di 
già  pistoiese  che  per  quasi  tre  miglia  dirìm-  questa  e  delle  limitrofe' G>inuBÌtà. 
petto  a  sett.-grec.  rasenta  il  territorio  di  Fu  il  bolognese  Domenico  Michelacci  il 
questa  Comunità.  primo  che  intcodusse  e  che  incominciò  a 
A  fresi  riducono  i  principali  corsi  d*ac-  commerciare  con  Pesterò  i  cappelli  di  pa- 
qua  che  lambiscono  i  confini  comunìtativi  glia  di  Signa ,  ossia  di  Firenze ,  di  che  là 
«li  Signa;  a  ostro  l*  Arno,  a  pou.  1* Ombro-  palese  una  lapida  posta  sopra  il  di  lui  avello 
ne,  e  a  lev.  il  Bisenzio,  il  quale  enlm  nel  nella  chiesa  |mrr.  dì  S.  Miniata  a  Si(Kirf  , 
territorio  di  Signa  nell*  ultima  sua  sezione  dove  egli  fu  sepolto»  Essa  sola  può  servire 
e  poco  innanzi  di  vuotai-si  nell*  Arno  presso  di  lume  alla  storia  di  una  maniCattura  che 
il  Ponte  di  Signa.  formò  la  principale  ricchessa  di  ootesta  con- 
fi terreno  tÙ  Signa  spetta  a  due  epoche  inda.  Eccone  ìe  parole: 
diverse,  quello  dei  colli  di  S.  Minialo  e  del 

Castel  di  Signa  f^  parte  dei  poggi  formati  Hic  jackt 

di  schislo  marnoso  e  di  calcare-comfMllo  di  DoMuncusSaRASTuausMicHiLÀociDaBoMOifiA, 

tinta  plumbtea ,  volgarmente  appellalo  co-  Qui  omniitm  psimus  causi&s  Akulis  vaiftuDir, 

lomUinn,  le  quali  due  rocce  proptigansi  fino  NovoQua  istituto  oOMMaacio  palsis 

costà  del  monte  d*  Artimiuo;  mentre  la  sot-  Sa  Siunam  naiTiiios  ditavit 

tostante  pianura  verso  lev.  è  stata  profonda-  Anno  D.  MDCCXXXIX.  tutio  moiias  au- 

raente  colmata  dalle  torbe  dell*  Arno,  non  gusti 

che  dal  Fosso  Reale  e  dal  Fosso  Staci-  Pap  viso  aaaa  Da  aie  Taaaa  iiaano   Dìum 

naif/e  che  sltoccano  entrambi  nel  Bisenùo  rancàTa 
presso  il  confine  orientale  di^la  Comunità. 

La  aeaùone  fra  il  Bisenzio  e  l*  Arno  chia-  Se  è  vero  che  gli  Olandesi  innalzassero 

mala  tuttora  isola  de*  Renaj  devesi  proba-  una  statua  a  colui  che  trovò  il  modo  di  coii- 

bilmente  aircilello  delle  colmate  prodotte  servare  le  aringhe  per  farne  commercio  al- 

<lopo  la  piena  del  1 333  e  confinata  per  prov-  Testerò,  con  più  ragione  i  Siguesi  avreb- 

visione  della  Signoria  di  Firenze  degli  ii  bero  dovuto  scolpire  un  mausoleo  alla  me- 

<gosto  i36i.  -^{f^ed.  sopra  pag.  4oa).  moria  di  Domenico  Michelacci. 

Li  stessa  cosa  è  accaduta  nella  pianura  La  Comunità  di  Signa  mantiene  una  le- 
scquitrìiios*  rasente  la  stiada  regia  pisloje-  vatrioe  ed  un  maestro  di  scuola.  Il  giusdi- 
*che  conserva  Tantica  sua  denominazione  cenle,  il  cancelliere  Coinunilativo  e  Tinge- 
rli Palule,  filiere  del  Circondiirio  della  Comunità  di 
Tutti  i  prodotti  agrarj  nrcessarj  alla  vita  Signa  risiedono  in  Campi;  la  conservazione 
^ImuUiio  nel  territorio  di  Signa:  le  vili  e  delT  Ifioteche  ed  il  tribunale  di  prima  L 
^  ulivi  cuoprouo  i  colli  iulorno  e  danno  stanza  sono  in  Firenze. 


v,  V. 


Sa 


406 


QUJIDRO  dtUa  Popola$ion€  della  Comuair^t*  oi  Sìqbj 

«  CMfiw  epoche  di99rs9. 


Homm 
dei  Luoghi 


LecoreO 


(Pieve  di) 

(GMtellodi) 
(S.  Miaialon) 
(S.  Moro  ■)  n 


TiMo 
delh  Chi9i9 


Popolazione 


àMMo  I  Ano 

1745  i8S3 


S.  Angelo  io  $•  Bia- 
gio ^  RettorU 

S.  Pieliu  f  idem 

SS.  Gio.  BatiUU  e  Lo- 
feoio.  Pieve 

S.  Maria,  Priorie 

S.  Minielo,  Rettoria 

S.  Blauro,  idem 


TOTétt,M 


Abit.  if  .• 


HB.  DaUo  Parrocchie  eomiraetegaaie  eoa  F  asterisco  C)  ^^^^  »^ 
timi  tre  epoche  eecivano  fuori  di  questa  Comunità  •  jihit.  NP 

BcsTéuo Abit.  if  .* 

JW opposto  nette  aitiate  tre  epoche  entravano  dalle  cure  di  5.  Cre- 
sci a  Campi  odi  S.  Piero  a  Ponti  nella  Com,  di  Sigma .  dhit, 

TmMM A^.  N.^ 


553 


5169 
4S5 


5654 


Amw 
1840 


9tft 

400 
t8i3 

881 
55a 

i55i 


6ii5 


679 


5438 
Sab 


5941 


«no 

184S 


407 
iMi 

9S0 

4t3 
i583 

6074 


Sai 


55Ss 

8048 


SIGlf  AffA  a  FRASSIIf ETÀ  nel  Val^Ar- 
no  caflenliDese.  —  Due  Gm.  nel  pofiolo  di 
S.  Egidio  a  Fnnineta,  Gom.  e  circa  tei 
mìgl.  a  lett.raaest.  di  Chiusi  del  Cktentino 
Giar.  di  Poppi,  Dioc.  e  Gomp.  di  Arezzo. 

Gotfvli  due  cavali  del  contado  aretino  ti 
iottomisero  al  Gomune  di  Firenie  per  atto 
del  16  genoajo  i385  {stile  comune) 

Anche  nel  i34a  con  atto  del  17  dicem- 
bre gli  nomini  di  Fmstineta  e  di  Sigiiana 
del  contado  d*  Arezzo ,  vicinato  di  Campi 
(  totto  Bibbiena  )  elessero  il  loro  sindaco 
per  inviarlo  a  Firenze  a  fiorare  fedeltà  al 
principe  Gualtieri  Duca  d*  Atene  nnovo  si- 
gnore delle  città  di  Firenze,  di  Arezzo  e 
loro  giurisdizioni.  —  (  Aaca.  mua  Rvoa- 
HAoiORi  m  Fn.  )  —  Fed.  Fiassuiita  nei 
Val-d'Amo  casentìnese. 

SIGNANO  m  GREVE  nel  Val.d*Amo 
•otto  Firenze.  —  Gas.  con  eh.  parr.  (S.  Giu- 
sto) filiale  della  metropolitana  fiorentina, 
nella  Gom.  di  Legnaja,  Giur.  del  Galluzzo, 
Dioc.  e  Gomp.  di  Firenze. 

Risiede  in  pianura  fra  la  rifia  sinistra  del- 
P  Amo  e  la  strada  regia  Livomme. 


Se  non  vuoisi  tener  conto  di  an  diplw 
deirimp.  Corrado  Idei  aa  luglio  io38i 
£ivore  della  Badia  fiorentina,  in  cui  è  nwr 
mentalo  un  luogo  di  Segnano^  la  primi 
memoria  della  chiesa  di  S.  Gioslo  a  Si- 
gnano  sarebbe  quella  riportata  dal  Laai 
nei  suoi  monumenta  Eeel.  Fior,  (pag»  9Ì) 
sotto  Tanno  1970,  quando  era  rettore  di 
S.  Giusto  a  Signano  il  prete  Iacopo.  —  An- 
che alla  pag.  1 1 35  delPOpera  citala  trova* 
lo  stesso  prete  Iacopo  rettore  della  ehicsa  di 
Signano  nel  numero  de*  parrochi ,  che  etA 
3  aprile  del  ia88  assisterono  nella  chic* 
maggiore  ad  una  riunione  del  clero  fioicr 
tino  e  dei  parrochi  della  stessa  diocesi. 

Finalmente  la  eora  di  S.  Giusto  a  Skptt 
no  fo  registrata  fra  le  snburbane  della  pieve 
maggiore  nel  catalogo  delle  chiese  della  dio- 
cesi fiorentina  compilato  nel  giugno  dd 
1 199,  al  pari  che  nri  cataloghi  posteriori. 

La  parrocchia  di  S.  Gioslo  a  Signano  nd 
i833  noverava  «38  abìt. 

SIGNANO  m FAGNA  in Valdi-Siete. - 
Gas.  con  chiesa  parr.  (S.  Clemente)  nel  pi- 
viere di  Fagna,  Gom.  Giur.  e  quasi  Irtmi^ 


SILA  STLA               407 

rfia  ;i  setu  di  Scarperìa  »  Dioc.  e  Comp,  di  Soraggio  eniTÌ  on  ponte  dì  materiale  che 

Fimae.  una  piena  nel  1578  portò  fiif  rìfiitto  di  le- 

Rbiede  alle  laide  meridionali  dell*  Ap-  gname  nel  i585. 

pnaiao  fra  il  fiogo  dt  Scarperìa  e  il  mon-  Da)  parroco  dì  Sillano  dipende  il  cappel- 

Ip  £  Gmlel -Goerrino ,  lopn  ano  sprona  lano  delle  Copomie  ili  Sillano  poste  circa 

càesleudesi  luogo  la  ripa  destra  del  torr.  due  miglia  più  in  allo  verso  le  geasaje  di 

£i«^flM^.  ■  pon.  della  strada  detta  delirio»  Soraggio  sollo  il  giogo  di  quell*  Appennino 

l^éi  Scmrprnm  che  conduce  a  Firrauola.  chiamalo  MVOfpedaleiio, 

Golesta  chiesa  parrocchiale  fino  da)  se-  Nel  distretto  delle Gaf «a nne  di  Si Dannsra- 

mio  XII  almeno  era  filiale  della  piere  di  turiscono  le  più  alle  sorgenti  del  Srrehi» 

Fi^na ,  aiecome  io  dichiara  il  catalogo  del  che  dicesi  di  Soraggio,  così  appellato  dal 

lagf  <fi  aopra  citato.  popolo  di  qnesto  nome.  -^  Al  dire  del  Va- 

Essendo  es»  per  Tcoehieiia  rovinata ,  fii  lisnieri  il  Vili,  di  Sillano  produsse  alcuni 

risMcata  di  pianta  nel  princìpio  del  secolo  nomini  chiarì  in  medicina,  fra  i  qnali  egli 

XVUl  a  speie  del  Granduca  CSosimo  111,  per  oonlara  on  Giovanni  Latirenii  ed  on  Gio« 

mi  fiso  d' allora  il  sovrano  della  Toscana  vanni  Lemmi. 

■  divenne  il  legittimo  patrono.  La  Comunità  di  Sillano  nel  1 83a  con- 
Ls  parr.  di  S.  Clemente  a  Signano  nel  tava  1901  ahit.  repartiti  come  appresso  : 

|8J3  conlava  laoahit.  n      ,     ..  «...                         ^..^ 

5IGMAWO  m  FiVIZZANO  in  VaWi-Ma.  ^-^opolodt  Sellano,  ..  ..Abu.     496 

^  ^  r«l.  SoL«a4.  !•        -       Capanne  di  salano  n     ,7, 

SIG?IA?IO  m  VAGLIA  in  VaWi-Sieve.    f*       "*       DalUiono »     169 

-  r^   P»Ta..M«aotA  e  V*ai:u.  J'        ""        f"      '^^''' "     2^^ 

SILAHÀ  (ROOCA),  o  SlLLAtfO  in  Val-    ^'       ^       Soraggio ii_83o 

diCrana.  »-  ^ed.  Roocà  Sn.A«À.  Totaui  ....  Ahit.  1901 

5ILAWO,  o  SILLANO  mlla  Gavaorawa 

■Ha  Valle  superiore  del  Serchìo.  ^  Vili.  SILANO  :CAPA^NE  m).  *  rad.  VArt, 

va  soprastanti  mderì  di  nn  castellai*  e  rhie-  pr«  cedente. 

■  airpositura  (S.  Bartoloromro)  capoluogo  SILANO  (PIEVE  m)  fra  la  Val-di-Pesa  e 
CGom.  nella  Giur.  e  circa  5  migl.  a  selt.-  la  Val-di -Crreve.  -i- Pieve  antichissima  sotto 
MHlr.  di  Ganiporgiano,Dioc.diMatsa-Dii-  il  (itolo  di  S.  Pietro,  nella  Gom.  Giur.  e 
Ciy,giì  di  Lvini-Sarxana,  Due.  di  Modena,  circa  due  migl.  a  pon.  di  Greve,  Dioc.  di 

É  posto  sol  fianco occidfoitaledHrAppen*  Fiesole,  Gorop.  di  Firenie. 

sinoosaoniroo  fra  due  torrenti,  il  primo  Risiede  sulla  cresta  de* poggi  che  sepa- 

Squali  appellato  Serrhio  di   Soraggio  nino  Tacque  della  Greve  da  quelle  della 

nnde  al  ano  lev.,  mentre  passa  al  suo  pon.  Pesa ,  lungo  la  str«ida  rolahile  che  da  San- 

iltorr.  dei  due  casali  di  Dalli.  Gasciano  per  Mercalale,  Macerata  e  Silano 

Cna  delle  più  antiche  rimembrarne  di  si  unisce  a  Panzana  alla  regia  Chiantigiana. 

^Msio  loogo  di  Sillano  incontrasi  in  una  Molte  pergamene  appartenute  alla  vicina 

Olla  deiry#rrA.  Arriv.  lacchcM  de)  genn.  Badia  di  Pasaignano  fanno  commemorazione 

79!.  ciial.i  alTi/rr.  GAavAOMAVA.  di  questa  pieve;  la  pih  antica  delle  quali 

Silano,  o  Stilano,  fu  una  delle  vii  late  del-  scritta  in  Passignano,  piviere  di  S.  Pietro 

h  vicarìa  di  dmporgiano  che  nel  i34o  il  a  Silano,  nel  marzo  cleiranno  884.  A  quel- 

C>**a«ine  di    Firenze  acqnistò  dal   March,  la  succedono  altre  carte  del  marzo  903,  del 

%Befta  tfalaspina,  ed  al  medesimo  nello  maggio  941,  settembre  957,  feblirafo  98$, 

^«0  tempo  rihariò  con  titolo  d*  investi-  maggio  986,  nov.  987,  loglio  988,  gen- 

^^  lìendale.  —  Flr/I.  Campoiouvo,  dove  fu  najo  989,  agosto  990,  marzo  999,  giugno 

ia'KMto,  che  tutti  i  parsi  di  questa  Vicaria  993,  ottobre  e  novembre  990,  per  Irala- 

li^niarono  poco  dopo  sollo  il  dominio  Lue-  sciame  mollr  più  scritte  dopo  il  mille,  nelle 

^^«,  finché  nel  1 448  si  die<lero  volontaria-  quali  è  fatta  menzione  della  slessa  chiesa  sot- 

otriìf  ai  marchesi  d'Este  di  Ferrara.  tomatrìce  di  S.  Pietro  a  Silano. 

Kfiiiono  ancora  netta  parte  superiore  del  La  pieve  di  S.  Pietro  a  Silano  fu  con- 

l'ante  di  Sillano  i  fondamenti  della  sua  an-  fermata  ai  vescovi  di  Firsote  dai  Pontefici 

iWi  meca,  detta  il  ea ftel laccio. '— Ut  pre»-  Pasquale  II  e  Innocenzo  11  con  bolle  del 

w  «opra  il  ffiBO  orientale  del  Serchìo  di  marao  100 3  e  del  novembre  io34. 


408               SILI  SIMf 

Està  era  «li  antico  pmlronatodeir  illustre  Nel  i83a  la  parr.  «li  S.  Hìooolò  a  Sili- 

famiglia  Ght'rartlini  «li  Fìrencr,  citi  è  ritor-*  cano  «K>nlava  4*7  alni. 

nalM  |ier  reniiDzia  fatta  dal  patrono  nllimo  SILICO,  o  SILLIOO  m  Gabfaobaiia  Dfl- 

Maittlti.  -«  Fra  i  pievani  «li  Silano  è  noto  la  Valle  superiore  «lei  Sercliio.  -^  Vili,  cao 

quel  Matteo  di  Franco  della  Badesstt ,  eli.  parr.  (S.  Lorenzo),  di  cui  fa  parie  aa- 

ipeiLilingo  del  Bigallo  e  poeta  iàceto,  cbe  nel  che  il  popolo  soppitmo  di  S.  Jacopo  a  C'a- 

149*  fu  canonico  fiorentino  assai  commen-  /va/c,  nella  Giro,  e  circa  un  niì|Elio  e  meno 

dato  dal  Poliziano,  e  ben  TÌsto  «lalla  sua  a  lev.-scir.  del Im  Terra  di  Pieve-Fosrian, 

Rep.,  dalla  quale  ottenne  per  i5  anni  Tu-  Giur.  di  Castel-Nuoro,  Dine,  di  MasM-Do- 

safrutto  de*biifmi  di  S.  Giuliano  presso  Pisa,  cale ,  testé  di  Lucca  »  Dnc.  dì  Modena. 

La  pieve  di  Silano  ha  sotto  la  sua  giuri-  È  posto  alla  b.ise  meridionale  «Irli* ApTen- 

sdisione  quattro  popoli, cioè;  i."S.  Maria  ■  nino,  \o1garmenle  dello  VAlpe  «li  S,  Pel- 

f^ieehio if aggio;  9.^  S.  Maria  a  Bignana;  UgrinOy  lungo  un  fosso  omonimo,  cLe  ba 

3.^  S.  Martino  in  frolle;  4.®  S.  Biagio  a  per  confine  a  seìr.  il  popolo  di  CeMeroae^ 

Patsignano  con  1*  annesso  di  S.  Andrea  al  a  pon.  quello  della  Pieve- Foteiana^  a  irti. 

Foggio  a  Pento,  soppresso  nel  1780.  V Appennino,  a  lib.  e  oslro  il  fi.  Sertkh. 

La  cun  di  S.  Pietro  a  Silano  nel  i833  La  eh.  di  S.  Lorenzo  a  Siliro  al  pari  4i 

contava  soli  4 a  abit.  quella  di  S.  Jaco|io  a  Capra/a  trovasi  no- 

SILICAGNANA,  SaiACÀViAHA,  o  SiaiGA-  minala  nella  bolla  dì  Alessmdm  III  del 
ovAMA  DKLUi  GASPAGMAnA  nella  Valle  supe-  11 68  al  pievano  della  Pieve-Poaciana ,  106 
riore  del  Serchio.  —  Vili,  con  chiesa  pan*,  anni  innanzi  che  fossero  riunite  (annoi 374-) 
(S.  Martino^  nella  Com.  e  circa  un  migl.  11  Altu:ilnienle  la  cappellania  del  Gm.  «li 
grec.  di  S.  Romano,  Giur.  di  Castel-Nuovo  Capra/a  è  dedieata  a  S.  Lucia.— »fVd. Ci- 
di CarlagnanM ,  Dioc.  dì  Hassa-Du(»Ie ,  già  peaja  nella  Valle  del  Serchio. 
di  Lucca,  Due.  di  Modena.  La  ciim  dì  S.  lion^nzo  a  Sìlico  con  l'an- 

Trovasi  in  fioggio  fra  le  radici  delPAp»  nesso  diCapraja  mi  i83i  contava  5oo  sbit. 

pennino  di  Cor  fino,  che  ha  al  suo  grec.,  Silpiccijìmo  ,  o  SohFictuno,  —  Pe4, 

ed  il  fi.  Serchio  che  scorre  al  suo  pon.-lih.  SuaaiAMO  nel  VaUPAmo  casenlinese. 

Fino  dal  754  posseileva  una  corte  in  Se-  SILVESTRI  (MONTE).  —  i'ed.  Mom- 

raeaniana  il  pisano  Walfredo ,  o  il  di  lui  Sn.vK8Tai. 

cognato  lucchese  Gunduahio ,  assegnata  «la  SILVESTRO  (S.)  iixa  CONVERTOJE 

essi  in  «Iole  con  altri  beni  al  Mon.  di  S.  —  Ped.  Cohvutojb.,  e  così  degli  altri  Ino* 

Pietro  a  PalMzzuolo  in  quell'anno  stesso  fon-  ghi  che  hanno,  o  che  ebbero,  per  rhirsi 

dato  presso   Monteverili   in  Val-dì -Comia  titolare  S,  Silvestro, 

nella  Maremma  Massetana.  SIMIGNANO,  nella  Valle  superiorrdel- 

La  chiesa  di  S.  Martino  a  Silicagnana  TElsa.  -*  Cas.  che  fu  castelletto,  del  quale 

(^eracaimfia)  è  rammentata  in  una  bolla  conserva  il  nomìgnolo  una  eh.  parr. (S.Bti- 

dirella  nel  1168  «lai  Pont.  Alessandro  III  gno)  con  T annesso  dì  S.  Maria  vkXaéiJi 

al  pievano  della  Pieve -Fosciana.  —  Ped,  Montagna  nt\  piviere  di  Molli,  Gum.  Giur. 

PiBVB-FoaciAiiA.  e  quasi  5  migl.  a  pon.  di  Sovicille, Dior. di 

La  parr.  di  Silicagnana  nel  i83a  contava  Colle,  e  innanzi  di  quella  di  Volterra, GoBp. 

3o5  abit.  di  Siena. 

SILICANO ,  o  SILLICANO  m  Gaiva-  Risiede  sul  rovescio  della  Monlagnob  «li 

OSARA  nella  Valle  supeiiore  del  Serchio.  —  Siena  lungo  la  strada  rotabile  che  guida 

Vili,  con  eh.  parr.  (S.  Niccolò)  presso  il  ca-  per  Pieve  a  Scuola  a  G>lle  b:isso. 

sale  di  Filiea/a  nella  Com.,  Giur.  e  circa  Fu  Simìgnuno  uno  de* castelletti  de*oo- 

4  migl.  a  oslro-scir.  di  Camporgiano,  Dioc.  bili  di  Staggia,  da  alcuni  de%)uali  nel  116) 

di  Massa-Ducule ,  una  volta  di  Lucca,  Due.  venne  sottomesso  ali»   I\ep.  ili  Siena.  — 

di  Modena.  (  Aacn.  Din..  F101.,  Carte  di  S,  Eugenie.) 

Tanto  il  Vili,  di  Silieano  come  il  Cas.  Un  parroco  dì  questa  chiesa  scrìsse  uas 

di   Fiìieaja  sopra  un  poggio  a  pie  della  lettera  a  S.  Caterina  da  Siena  pubblirais 

Pania  Seren  nelPAlpe  Apuana.  tra  quelle  del  Padre  Burlaroacchi.  Il  castella 

Fu  questa  di  Silieano  una  delle  chiese  di  5imi/?niiiio,  demolito  nel   i3i6,  afifar- 

filiali  della  Pieve  F«)sciana  rammentata  nel-  ten^vn  allora,  al  pari  dell* altro  di  Kaii^ 

la  bolla  pontificia  tlel  1168  Ielle  indicata.  Montagna^  alla  làmiglia  ma^iialiiia  del 


S I N  T  SITE               409 

Pktìiu  di  Casolc.  —  Fed.  Radi  di  Mokta-  nome  loro  si  rrcaisi*  n  Firenic  |*rr  pml^re 

cji ,  e  Magmo  (S.)  A  SiMiGKAiio.  ul  Iirìiici()C  Guallkri  Dura  (rAu*nt-  {jìiiri* 

La  purr.  di  S.  Mn^no  a  Siniignnno  (?oo  nirnlo  dì  fi-dcltà  come  tìgnorv  generale  di 

fannesM)  di  Radi  di  Monlagna  nel  i833  Firenze  e  del  tuo  dominio.  —  (Aicn.  Ditl. 

c»dIj>«  a 44  abitanti.  Fior.,  Carte  deirAreh.  ^en.) 

SIMONE  (So  A  MONTERCHInelIa  Val-  Forse  riferisce  a  questo  luogo  nieilesimo 

le  Tiberina f-^ed.  UoKTuuai,  e  così  di  quella  corie  di  Sitrignano  {sic)  che  Plmfie- 

^Hli  gli  nitrì  po|ioli  che  avessero  fier  lilo-  ratorc  Ottone  I  nelT  anno  967  donava  ad 

brc  ì  SS.  Mnione  e  Giuda.  un  suo  fedele  con  molli  allri  luo^jlii  della 

SIMONA  (SASSO  di)  nella  Val-diFo-  Massa  Verona  (giurisdizione  di  Pie^e  S. 

^ia. —  ^«tf.SASao  DI  SiMOm,  e  SnrriRO  Co-  Stefano  )  e   nei  distretti  di   Chiusi  ^  della 

mamtò.  Badia -Tedaida  e  di  F'er gii  ereto.  —  f'ei/. 

SWATJGO.  o  ASINATIGO  (PIATO)  nel-  M^ssj  Pemonj, 

b  BlouUgna  ili  Pistoja,  —  Fed,  Asikatico  11  priore  de'SS.Bartolororoco  e  Giorgio  n 

\  PuDO  ).  Sintigliano  gode  il  prÌTÌlegio  di  sedtrc  fra  i 

SlNGERIf  A,  fiumana  in  Val  Tiberina.  —  canoniri  della  collegiati  di  Pìe^ r  S.  Slefinio. 

E  Bn  ccMso  precipitoso  d* acque  che  trae  le  La   parrocchia  di  Sinligliano  nel   i833 

wepiù  alle  sorg<-nlì  dalla  sommila  del  JKfon-  noverava  i  on  al>il. 

te  Fileno  e  da  k  pendici  orientali  del  ^on-  SIRIGNANO,  o  SFRIGXANO  in  Val  di- 

ff  di  Penna  sopra  T  AWeraia.  —  Cotcsla  Sitve.—  ^et/.  Cartacho  in  Val-di-Sieve. 

fiaaan.-!   prvmle  il  nome  di  Singerna  an-  SIRO  (S.)  a  CASCIA  nv\  Val-d\4rno  su- 

ri'c  innanzi  di  accogliere  dal  lato  destro  le  periore.  —  Ciis.  che  conserva  il  nome  delb 

•rtjne  df.l  fosso  Triiesia ,  il  quale  discende  sua  eh.  porr,  nt'l  piviere  di  Cascia,  (>)m. 

t34iconlorni  del  roonlediCliiusicaM-nliuise.  Giur.  e  circa  due  migl.  a  oMlro-lib.  «lì  Rcg- 

I^t«  di  ciò  ìaSingerna  piagando  direzione  gello,  Dìih:.  di  Fiesole,  Conip.di  Firenze.-^ 

ék  fcir.  a  fslro  rasenta  a  selt.  il  poggio  di  f^ed.  Cakia  (S.  Sia»  a). 

Ci{,resr,  doTe  riceve  i  copiosi  trìbuli  che  vi  La  purr.  di  S.  Siro  a  Cascia  nel  i833 

ITtano  dal  lato  di  |ion.  i  due  torrenti  Car-  contava  144  abit. 

hmehim  e  Camajano.  Di  là  dopo  aver  co-  SISTO  (  S.)  al  P1^'0  nel  Val  irArno  pi. 

t'<?giato  la  liase  del  poggio  di  Caprese,  di-  Siino.  —  Ved.  P>ko  (  S.  Sisto  al). 

riB^irlto  alla  chiesa  di  Tiiì,  la  Sinperna  di-  SlTFCCHlO  {  Sitichitim)  Ira  la  Va'-di- 

muia  fiumana  riprende  la  prima  direzione  Morse  e  la  VulMrElsa.  — Gist.  {jenlulo  dove 

^maeslr.  a  scie,  bagnando  le  falde  del  pog-  fu  una  chirsa  (S.  Giovanni)  nei  |)OSsessi  e 

fello  dì  Rocca-C  ignota^  finché  innanzi  di  distretto  della  fiarr.  di  S.  Flora  in  fai  di- 

«rìiare  al   colle  di  Monte-Doglio    cotesto  «S/rrnv  ,  oni  di  •Scnr^tn/io,  sul  Cfinfine  ilrl- 

nno  d'acqua  dopo  il  cammino  di  circa  16  1*  antica  Dioc.  di  Volici  ni  con  quella  di  Sie- 

■iglia  perde  il  suo  nome  nel  fi.  Tevere.  —  n:i,  siccome  lo  fu  sui  confini  giurisdizionali 

^ed,  Capkfsc  Comunità.  delle  Conninità  «li  Montensgioni  con  quelli 

SINTIGLIANO  (  Sintiìianum  )  in  Val-  di  Souiille  e  di  Gisole. 

Tif*erìna.  —  Gas.  con  eh.  prioria  (SS.  B;ir-  11   luo<;o  di  Sitecchio  situido  sul  Monte 

lolnminco  e   Giorgio)  nella  Com.  Giur.  e  Maggio  dopo  il  sec.  X  ap^iiitlfurva  ai  nobili 

ik<zzoniigl.  a  grec.  di  pieve  S.  Stefano,  Dioc.  Franzesi  di  Staggia  r  Slrr»ve;  il  qii.il  vero 

JiS.  Sepolcro,  una  volta  di  Cillà-di-Gislello,  apfKirisee  dalle  carte  dcirAbba'lia  di  S.  Sal- 

CiDp.  di   Arezzo.  vatore  alT Isola  tinnite  a  quelle  di  S.  Ku- 

É  \f^\o  in  collina  lungo  la  strada  mulat-  genio  al  Miinistero  wvWJrch.  Dipi.  Fior, 

tiera  Inicciala  sulla  distra  del  torr.  Colle-  Fra  locarle  pertanto  di  <letla  Aldi.idi.i  ne 

destro  ^n-r   svilire  suirApfienu'iio  iippcllalo  citerò  una   del   4  giu<;no  11C8  rog.ita  nel 

il  Poegìn  delia  Zucca ^  là  dove  alle  srhe  [ingHio  dì  M,d*Bori:o,  in  cui  si  Irall.i  di  una 

SQp^riori  di  castagni  sotlentmno coltivazioni  vendila  alla  Badi.i  preiiomin.il.i  di  iene  che 

^  Cd  DI  pi  r  di  vigne.  i  nobili  di  Sta<:gia   possedevano  da  (^>lle  a 

N*-l  1343,  a  «iì  6  dicembre,  gli  uomini  Cistagnolo  fino  a  S.  Giovanni  di  Sitecchio 

'H  Comune  di  Sintigliano  v  di  Cordunica  in  Moni  e- Maggio  ,  ecc. 

•kl  contailo  aretino,    e  del  viscontado  di  Anche  una  pergamena  della  Badia  di  Pas- 

Veroaa.  si'dnfìo  in  Colle- Fra nciano^kcefo  signano  deiranno  1 1  50  raninunla  il  Catt. 

nundalo  in  testa  di  un  sindaco,  aifiuchc  iu  di  Sitecchio  nel  territorio  siucsc. 


410  SOAN  SOAN 

Mii  dò  che  importsi  niifrgioniiente  è, che  picili  piultoHo  Tuta,  rnifiifalefebbe  cbe 

questo  luogo  di  Sitecehio  l'u  dichìanitu  aul  non  tanto  poca  allon  esier  ilofeta  la  piv 

ooiiAdc  della  dioc«  si  di  Volterra  da  una  polaiione  di  questo  |mcie  che  ora  a  biioa 

bolla  del  Pont.  Alessandro  III  del  93  aprile  diritto  può  chi^mani  la  città  di  Gerraaìa. 
1179.  —  ^ed.  VoLTPjuiA  ,  DiocBsi.  Inoltre  aTTfrlirò,  che  Soana  non  solo  «- 

SMILEA  nella  Valle  dell' Ombrone  pi-  lere  «loveTa  florida  al  tempo  degli  ElnMchi 

sl'ijese Villa  signorile  de*  nobili  Gofoni  e  dei  Romani,  ma  ancora  sotto  il  dom  dm 

di  Firenxe,  il  cui  fabbricato  ha  1* aspetto  di  de* Longobardi,  de*Carolingi  e  degli  Olio- 
un  fortilizio  coronato  da  beccatelli  e  da  roer-  ni,  sircome  lo  dimostra  più  che  la  tradir- 
li sulla  strada  provinciale  Montaiese^  alla  ne  la  sua  storia  politica  ed  eDcleiiaslica. 
sinistra  della  fiumana  d*  jé gitana  e  di  con-  Non  risalirò  ai  tempi  anticbissimi, 
tro  air  antico  monastero  disfatto  di  S.  Sai-  che  sedi  tulle  le  città  dell*  Et rnria  con  (^ 
fiatare  in  jégna  nel  pofiolo ,  Om.  e  quui  de  parsimonia  fu  discorso  dagli  scrittori  M 
meno  miglio  a  lev.-scir.  della  pie«edi  Mon-  Laiio,  di  questa  di  &iana  fu  detto  tanto  p»* 
tale,  Giur.  e  Dioc.  di  Pisloja,  Gorop.  di  Pi-  co  da  non  ne  saper  quasi  nulla  innaoti  In 
ri-nze.  ---  ^ed.  Ausia  nella  Valle  deirOm-  conquista  che  ne  fece  la  Rrp.  di  Roma,  t 
broue  pislojese ,  e  MuaTALs.  solamente  uno  scrittore  italiano  vissuto  mI 

SOANA,  SOVANA  {Suona)  nella  Valle  primo  sfcolo  dell* Era  Cristiam  fC  Plinto 

de!U  Fiora.  ^Citlà  rtrusca  quasi  deserta,  il  Terrbio)  lasciò  scritto,  che  Soana  fa  nai 

Sibl»cne  consterai  con  la  cattedrale  il  titolo  delle  romana  eolanie, 
dell* antica  sua  diocesi,  mentre  il  vescovo        Di  alcuni  monumenti  sepolcrali ,  trovali 

sii^e  nella  vicina  Terra  di  Pitigliano,  t4»m.  nel  1843  nelle  colline  un  migl.  e  men» 

di  Sorano,  da  cui  dista  4  migl.  a  lib.,  Giur.  circa  a  maestro  di  Soana,  fu  fatta  meniiottl 

e  tre  migl.  a  iuae»tro  di  Pitigliano,  Gomp.  nel  Bullettino  dell*  istituto  di  corrìspoodco- 

Ji  Grosseto.  la  arclieidoglca  di  Roma  pel  setlembfv  iM 

Risiede  in  una  pianura  eh*  è  5oo  br.  su-  1843,  dove  lo  scuofiritore  inglese  sig.  Aia* 

perìorc  al  livello  del  mare  Moliterraneo  so-  sley  «lava  la  noiiiia  di  aver  trovato  nei  Iva» 

pra  un  tcrren»  di  tuia  vulcanici  solcato  firo-  gbi  denominati  il  Poggio  Prisca^  la  Graf* 

ìrnidaiueiite  inlorim  da  due  fossi,  Cniesino  ta  Paia,  la  Poniana,  o  in  quelle  vicinaaat 

e  Pieciolana^  che  poco  lun^fi  da  Soana  ti  molli  avanxì  di  monumenti  antichi,  vh*a» 

vuotano  a  ponente  nel  fiume  Fiora.  gli  non  dubitò  di  crederli  sepolcreti  etnt* 

Questa  cittj  già  torte  |jer  imiitìone  quasi  schi  tagliati  nel  tufo;  talché  in  quella  bmb 

is«»l.«l.i,  |ier  le  sue  mura,  e  |ier  la  gnitr  che  lettera  conclude:  non  essergli  altmve«tcmr«B 

]*abil.iva;  quesla  città  che  continuava  a  go.  cotanta  varietà  quanto  in  Soana  di  Srpolcffi 

veriiani  con  le  pniprie  leg(j[i  quando  vi  ar-  scolpiti,  su  molli  de* quali  sono  iscriiioai 

rigarono  i  L^ngobanli;  chi*  |ier  lunga  età  (supfiongo  eirusche;  di  |iot*he  ftamle.  «  Ciò 

fu  rtjideiiza  «le*  proprj  gaslaldi,  de*  vescovi  »  non  pertanto  (  termina  il  sig.    Aìnt*rf} 

e  t]i  mia  polente  prosapia  di  Conti  ;  questa  a  non  mi  venne  (atto  di  scuoprire  resto  !»• 

città  che  neli*rsl:ite  del   1*40  fu  ca|iace  di  »  nino  di  eirusrhe  mura  ■. 
lar  fronte  ad  un  «'S«'rcilo  di  Federigo  II  e        D.1I  primo  al  sesto  mtoIo  di  G.  C.  a^ 

a  soslcmre  un  :iss(ilio,  è  rìilfilta  in  cotanto  biamo  una    lacuna   insormontabile   per  In 

misero  sLitu  clic    la   aiia    popolixinne  nel  manranx-i  di  scrittori  toscani,  e  U  neeettilè 

1HI3  non  ollre|>;is«i%a  64  fiersone.  di  leg«;enie  gli  av%c'ninienti  in  istorici  loro 

Diceva  a  ra^jioiif  il  Santi,  rlie  1*  ambilo  nemici,  o  vrneiatnri  di  Roma,  i  quali,  et* 

CDiiMdLribìlc  delle  sue  mura  Je  strade  diiiet-  ceva  il  Pignoni,  non  ci  danno  mai  a  vi 

te  e  [Mi-alicle,  Iniiglie  circa  niezin  mìglio  e  i  |io[iolì  Kiruschi  sotto  un  beli*  aspetto, 

iiancheg^iiitc  da  numerose  c-ise,  ora  seniidi-  abitanti  di  varie  città  di  qiiest.i  provìi 

rute,  o  alfallo  ruvinalc,  gli  avanzi  del  cas-  aveu'lo  ottenuto  1* onore  della  cittadinanM 

aero,  del  |ialaz£  •  dc*sufit  Otuti  e  di  un  ac^  romana  a  poro  a  poco  ne  presero  1*  indole*  I 

q'iidolio,  tiii|(K'i«>  m  )stn*rehlir  aldiMStanza  costumi  ed  ì  sentimenti.  IXi  quel  temfai  pe^ 

nello  scheletro  «icsii»  ili  Sama,  che  essa  fu  tanto  le  vii'cnde  degli  Etnischi  in  generale 

gi.indi' e  r.i<:^u.irdi  \oIe,  quando  1*  istoria  e  e  de'Soanesi  in  particolire  si  confondono 

li»  tradiiione  non  lo  assicurassero.   AL  che  con  quelle  di  Roma,  finché  dopo  ruinalo 

aggiiiiigrisi  qualnH*nte  la  suacatteilnle,  edi*  il  romano  impero  titma  a  mentirsi  {wirlaerdi 

fic.ita  verso  la  metà  del  secolo  U,  di  una  ci-  Suaua  fovemala  eoo  leggi  proprie.  —  Ti- 


S  O  A  N  8  0  A  N               411 

riittonr  di  quett*  ultimo  fatto  è  S.  Grrgo-  clonò  ni  Mniw  di  S.  Pietro  «  Piilatiiiolopret- 

rio  Magno  in  una  lettera  lerìtia  lì  io  mag-  ao  Monteferdi quattro caaemuiaamie  per  ri- 

gio  deir  indi*,  X  (auno  SgS)  a  Mnorìiio  medio  delP anima  Mia,  di  quella  del  ooule 

e  VìtaluDO comandaoti  uo  «eretto  de*  greci  Roilollb  e  della  coiiteasa  Erinf-n^sarda  dì  lui 

•ci  Lnio.  moglie,  non  che  di  Matilria  e  d*  Imilda  fi- 

?(c|ipare  ho  dati  safficìeoti  per  asicurare  glie  del  conte  Ro<lolfo  prenominato.— (AacM. 

che  quel  C  Ildebraiido  fratello  di  Geremia  Dipl.  Saw.) 

vcKOTo  di  Locca  figlio  dell*  abate  Erìpran-  A  buon  conio  con  quest*  atto  sì  Tiene  • 
^feae  r  autore  die* conti  Aldobrandeschi,  icuoprire  un  altro  conte  maremmano  per 
iMlo  pìb  che  eglino  non  compariscono  di  nome  Rodolfo  che  fu  marito  di  una  contessa 
enfine  ìongohorda^  masivvero  di  1^$$^  sa.  Ermengarda,  e  perciò  diverso  dal  conte  Ro- 
fieiK,  siccome  lo  indicava  una  membrana  au-  dolfo  del  contado  roaellense  che  fu  marito 
iBgnCi  del giu|nno  ti  14  citata  airitfrl.  Sam-  della  contessa  Willa  e  padre  del  C.  Ilde- 
n-FmKA  (Voi.  V.  pig.  144);  e  neltampoco  brando  mondualdo  della  madre  nell'anno 
firè  die  eglino  derÌTasscr  da  quel  marchese  1 007.  >~  f^eri.  B^mÀ  a  Sfugha,  e Gbossbto. 
Uaberto  marito  della  contessa  Ermcng^r-  Gontullocìò  ignoro  ancora  se  il  G.  Ro- 
^  il  quale  nel  973,  stando  nel  suo  i*astel  dolfo  marito  d*  Ermengarda  era  fratello  di 
£  Vi'ìano  premo  Caropagnatico,  oppignorò  quel  C.  Gberanlo  padre  del  G.  Teudice  del 
fcr  10000  lire  45  corti  e  castelli  con  chiese  territorio  volterrano ,  ovvero  di  quel  G.  11- 
dke  [fomedeva  nei  contadi  di  Chiusi,  Castro,  debrando  che  trovammo  nei  1 7  nov.  del 
T«Kanc1b«  Soana,  Roselle,  Pòpiilonia,  Par-  980,  in  Vignale  di  Maremma ,  per  ricevere 
B,  e  Gbvì  nella  Liguria;  gioverebbe  b  nsì  a  livello  dal  vescovo  di  Lucca  dieci   caso 
aih  Aorio  qualora  si  sapesse  sotto  qnal  legge  massarizie,  o  poderi  di  pertinenia  della  pi^ 
fi«cva  qoell*  Oherto  mondualdo  della  con-  ve  di  Sovigliana  in  Val-di-Cascìna. 
IBM  Ermcngiirda,  slata  moglie  del  predetto  Ma  per  tornare  alla  dinastia  dei  conti  di 
■uchetc  liiinherto,  il  quale  Olierto  assistè  Soana  di  casa  Atdobrandesca,  non  starò  a 
domtratto  del  17  aprile  989,  allorché  la  rammentare  il  famoso  Caid.  Ildebrandino 
tfns  vedova  riacquistò  dal  prete  Roppran-  di  Soana  salito  nel  1073  sulla  cattedra  di 
4  per  le  toooo  lire  le  45  corti  oppigno-  S.  Piero  col  nome  di  Gregorio  VII,  mentre 
Mi  nel  973  dal  Mamh.  Lamberto  stato  di  non  mi  è  riescilo  trovare  il  suo  nome  neli* 
ki  ssarito.  — - (  Abqì.  Dipl.  Fioa.  Corfe  A-  albero  genealogico  di  quella  prosapia;  né 
■/ctioe}.  debbo  qui  ripetere  quanto  fu  detto  di  easa 
la  tutti  i  casi  se  i  conti  Aldobrandeschì  wWJrt.  SAaTA-FioaA ,  se  non  per  nominare 
I  Soana  enino  dì  origine  saìiea  non  dove-  un  vescovo  di  Soana ,  Viviano,  che  nel  23 
naoaver  che  fare  con  il  conte  Gherardo  del  ottobre  1908,  assistè  in  Soana  nel  palauo 
OBBlado  volterrano  che  fn  padre  di  un  al-  degli  Aldobrandeschì  al  rogito  del  testamen- 
to C.  Gherardo  signor  del  Castel  di  Se-  to  dettato  da  Ildebrando  degli  Aldobrande- 
ma  nrrsao  la  Terra  di  Chiusdino,  tostochè  sedi  conte  Palatino,  nel  quale  atto  si  di- 
facst* nltimo  neH'allo  di  fondazione  (anno  chiarano  eredi  i  diversi  fìgli  suoi,  il  primo- 
1004  )  della  B<idia  di  Serena  sì  dichiarava  genito  de*  quali  appellavasi  come  il  padre 
aUgfe  longobarda.  Era  questi  probabiU  //fleòrainliiio,  che  si  disse  maggiore  per  di- 
wate  fratello  di  un  altro  C.  Ildebrando  che  stinguerlo  ila  un  altro  fratello  pupillo  il  quale 
trovammo  rammentalo  in   un   istruraento  ebbe  nome  di  Udehrandino  minore. 
laechoe  del   17  nov.  980,  rogato  in  Vi-  Al    conte  Ildebrandino  padre  spetta  un 
faale  nella  Val-dì«Comia,  ed  in  una  mem-  trattato  inedito  esistente  nell*  Ardi.   Dipl, 
brasa  del  a 9  giog. 988  esistente  nel r  Arch.  Sftnese,   concluso  nel   14    nov.  dell'anno 
fcfgfacJt^Bìchi  di  Siena.  Tao3,  fra  esso  conte  e  la  Rep.  di  Siena,  ri- 
3I00  debbo  nmmettere  frattanto  il  nome  dì  guardo  allo  stabilire  il  prezzo  e  la  quantità 
■leonle  Rodolfo  che  vise  nel  principio  del  del  sale  che  alla  Rep.  stessa  doveva  vendere 
seenlo  XI,  probabilmente  di  origine  ralicOy  il  detiu  conte  Ildebrandino  di  Soana  rome 
skcmoe  lo  fia  dubitare  una  carta  del  dì  8  pa<frr>ne  di  Grosseto  e  del  suo  distretto. 
fiph(>raio  to^o  scritta  nel  monastero  di  Mon-  Qttesto  documento  frattanto  servire  po- 
Irverdi,  con  la  quale  donna  Perisinda  chia-  Irebbe  a  confermare  che  innanzi  il  iao3  i 
mala  Belìzia  figlia  di  Turainglo  di  nazione  ronti    Aldobr;«n<le9rhi    ili  Soana    erano  in 
ftamcem ,  e  pcfò  TÌTente  a  itgge  saiiem ,  guen'a  contro  il  Comune  di  $icn.i  seguaoe 


4ta  SOAN  SOAN 

ilei  |Mrtilo  ghibellino,  mctilre  <lopo  detto  à\U  preteau  Ji  DfeivitlfcscovoiliSoaiMpili 

anno  quei  signori  si  unirono  alla  parte  ght-  altri  nubili  kestimuni.  GouqueirUtrumenta 

bellina,  o  imperiale,  nella  quale  dovettero  il  conte  lldebrandiuo  del  fu  C.  Bonifinin  *ii 

conservarsi  nel  omaggio  dell*  anno  laai ,  SjiiLi.Fion  da  unn  parte  ed  il  conte  IMr- 

quandn  cioè  il  conte  lldebrandiuo  maggiore  brandino  del  fu  C.  Guglielmo  di  Soana  djU 

ottenne  d^ill'  Imp.  Federigo  II  un  ampio  pri-  i'  altra  |Nirte ,  veom-ro  alla   divisione  dd 

vilegio  s[jeditogli  da  Messina.  [laesi  e  feudi  del  contado  Aldobraodesco  ud 

Arrogo  a  ciò  una  lega  stabilita  nel  a  ot-  modo  seguente: 
tobre  di  detto  anno  fra  il  G>mune  di  Siena        Dj  uuìi  parte  fu  assegnato  al  conte  ll(J^ 

ed  t  conti  Aldobrandeschi  di  Soma ,  per  brandino  di  Soan»  la  città  di  questo  non», 

aiutarsi  recìprocamente  nelle  guerre  che  fos-  i  castelli,  abitanti ,  distretti  e  leiurisiliiioui 

•ero  per  insor^^re  contro  di  loro,  salvo  il  di    Pitigliano  ^   Orbttello^   Àarsiliana, 

Papa,  1*  Imperatore  ed  il  Comune  di  Pi-  Sorano ^  e  f^itono.  IXiir altra  parte  fuitiao 

sa.  —  (  AacR.  Dcplom.  SAviaa  T.  II  Mie  destinati  pel  conte  Udebramlino  di  Sjola- 

Pergmmene  !f.^  147  e  148.)  Fiora  i  castelli  di  Santa  Fiora  ^  Areiiop- 

Quali  (bfwro  allora  i  feudatari  soggetti  xo,  Sel^na,  Roecastra'ia^  Cumpagaaiieo, 

ai  conti  Aldobrandeschi  di  Soana  lo  dimo-  Castiglion  tPOrcia  con  i  loro  distretti  ccr.» 

slraildipbraa  imperiale  del  laai,  col  qua-  oltre  la  poiiioue  del  Cist.  e  curia  di  JTmi- 

le  Federigo  II,  dopo  aver  confermato  ai  conti  te- Massi  spettante  agli  Aldobrandeschi,  nl- 

Aldobrandescbi  la  città  di  Grosseto,  ricr>-  vo  il  diritto  sull*  Argentiera  di  Sel^tae 

nosceva  come  subfeudatari  dei  conti  mede-  che  il  coule  di  Soana  doveva  percepirne  la 

timi  i  nobili  di  casa  ParmiechiescIU^  i  fra-  metà  insieme  col  conte  di  Santa-Fiora. 
felli  di  Falcoruse^  i  signori  di  S'tssoforte,        Inoltre  furono  comprese  in  «letta  divisio- 

Manto  di  Grosseto  ed  i  conti  €r/urarJe-  ne  molti  altri  luoghi,  sui  quali  i  conti  Al- 

echi  figli  di  Gherardo  da  Fignaìe^  il  conte  dobramleschi  pretendevano  avere  dell*  n- 

lugbinroo  da  Biserno,  Guido  Visconte  si-  gioni.  Tali  erano  Pia/i-Caf/a^ita/o,  Aspre- 

gnore  di  Monialto,  Ugolino  figlio  ilei  Vi-  tulo^  Boeeno,  Cauei  di  Marciooo^  Proee- 

seonte  di  Campi  glia,  il  conte  Bonifazio  di  no,  Castel  del  Piano^  oltre  gli  affitti  di 

Cibiteli  a  deir  Ar  Ung/iesea  con  tutti   di  PtUentino,  Monte  Pinsutoii^  Catti gUmt' 

sua  casa;  Panfollin  di  Colle y  Gregorio  di  cello,  StUarn'a^  Palmula, Ginestra,  Moa- 

SanGimignano  ;  Cacdaconte  e  fratelli  dei-  tiano ,  Jfonfe-Pescali ,  Sui^reto^  Giaamt' 

la  Sein tenga  )  Rainaldo  di  Colle  e  tutti  di  tri  e  Castel  d*  Argentaro  (  salvo  il  diritto 

sua  fimiiilia,  i  Visdomini  di  Massa  ^  Ma-  della  contessa  di  Orbetello  loro  madre)  gli 

nello  de*  Scolari  (per  Batignano)  cun  i  di  affini  di  Giuncar i co ^  Tricosto,  Capalbio, 

lui  fritelli  ;  Bernardino  di  Magliano  ed  al-  Montnato^  Scansano^  e  Sassoforte;  i  dirìtli 

tri,  i  quali  tutti  in  quel  diploma  sono  chia*  che  aW  Aiiiolirandeschi  avevano  in  Perrte, 

mali  fedeli  delP  imperatore  e  del  Conte  in  Boccalbegna  ^  ia  Calegiano^  in  Tatti, 

■iUebraniinn  di  Soana  e  possessori  di  feudi  R^y^i,  Cagntno^  Pietra  Rossa  ,  sulle  torri 

che  riconoscevano  dal  conte  di  Soana  e  dai  di  Monte  Torliam  con  Moscona;  gli  alfitli 

suoi  predecessori,  ecc.  (Thchia  e  ili  Rostile^  i  diritti  sopra  C'iife/ 

Dallo  stiss  )  conte  Ildebraudìno  maggio-  Marino  nel  Giglio,  s(*pra  Scerpenna^  Man- 
re  nacquero  i  <liir  fratelli  Guglielmo  e  Bo-  cia/10,  Cinigiann,  Cana^  Triana^  Stribit- 
nifazio,  genitori  di  due  altri  oinli  per  nome  gliano,  Ansedoaia,  Pietra,  Batignano, 
similmf'ntc  lldi'hramliuo,  i  quali  furono  au-  Stertigliano,  Grrfalco,  Castro, Monte-Me- 
tori  di  due  contee  separate;  cioè,  dal  conte  rano.  Sala,  Moattpetrtlla,  ecc.  con  tutte 
Guglielmo  siiiMolto  un  lldebrandiuo  che  le  corti  e  gius|»ailn>nati  delle  chiese  in  quel- 
fu  stipite  della  branca  ili  Soana,  e  dal  fra-  le  curie  cciiupreso,  oltre  il  diritto  del  pedag- 
telfo  Bonifazio  un  altro  conte  lldebrandiuo  gio,  de' pascoli,  ecc. 
che  divenne  aut>)re  della  branca  dì  Santa-  La  qual  divisione  fra  i  conti  Aldobno- 
Fiora.  deschi  di  Soana  e  quelli  di  Santa-Fiora  r^ 

Neir  Aim:k.  Dipi..  San.  T.  X.  delle  Per-  sto  conclusa  nel  modo  seguente: 
gam^nr  {S.^  gaij)  si  conserva  I'hIIo  aulcn-         «  Che  per  tulle  le  Terre  poste  alla  drsin 

litro  ili  divisione  nigato  nel  dì  1 1  dicembre  cai  di  qua  del  tiumc  Oiuhrone  fosse  tenuto 

1274  pn>s<i>  il  castellare  di  Montecuccoli  il  conte  di  Soana  a  dividerle  con  1*  altro  di 

d^l  notiro  Pelistro  di  Graziano  d*Orbetellu,  Sauta-Fiora ,  e  che  anche  la  città  di  Grof- 


SOAN  SOAN              413 

ido  eoo  il  fuo  distrano  dovcfse  restora  io  reggia  ed  uo  CMleUo  eoo  molte  fortiÌìcnÌQ-| 

oomune  fn  i  «lue  rami  Aldobrandescbi.  oi.  —  f^ed.  Pitioluko,,  h1  cui  Art,  fu  w> 

Inoltre  (urono  esclusi  da  queir  itilo  i  ca-  cennatu  la  seiie  de*  conti  Oniui  di  Soìiq^ 

stelli  delle  Bocchette  e  di  5car/«rio,  rt^lao-  fino  airalieuHziuue  della  coolea  al  Graudu-, 

do  però  convenuto  di  fare  la  divisione  fra  ca  Ferdinando  1,  mediante  contralto  del  g^ 

le  lerre,  castelli  ecc.  che  tenevano  in  feu-  giugno  1604,  confermalo  nel  lootlobredel 

do  dair  abbate  delle  Tre  Fontane.  Final-  1606  dal  conte  Bertoldo  Orsini  fralellodel 

mente  anche  i  paesi  della  casa  Aldobrande-  G.  Gio.  Antonio  cessionario, 

•ca  posti  nel  vescovato  di  Volterra,  com*e-  Un  fatto  che  oon  merita  di  essere  trala* 

nno  BadicondoU^    Beìjorte  <,   Monte-^MC'  sciato  mi  sembra  quello  di  avere  i  Soanesi, 

mo/i,  Monte'-Guidi  e  SiilanOf  *ìofesttno  go  menlre  erano  Tassalli  de' conti  Orsini,  pro- 

dersi  in  comune  fra  i  due  rami  di  conti.  Tocato  ni-1  4  settembre  1477  una  delibera- 

À  dare  Hnalmente  maggior  validità  al-  xione  da  Ila  Signoria  di  Firenze,  perlaquale 

ristrumeulo  di  colai  divisione  il  conte  lU  essi  furono  ammessi  alla  cittiidinania  fioreo- 

debraiidino  di  Soana  prometteva  a  quello  lioii.— •(  Amca.  dili.b  RiroaMAO.  diFiremm), 

di  SanU-Fiora  di  ottenere  fra  due  mesi  Tap-  Ma  la  città  di  Soaua  che  dava  il  nome  m\ 

pfovazione  dal  PonteAce  allora  regnante.  un  vasto  territorio,  e  che  conserva  tuttora 

Dopocotesfattoil  conte  Udebrandino  di  con  la  cattedrale  il  titolo  al  suo  vescovato^ 

Soaoii  diede  iMColtà  a  quello  di  Santa-Fiora  quella  città  che  per  molti  secoli  (u  resideoia 

di  scegliere  a  piacere  una  delle  due  porzioni  e  capitale  della  piìi  fiolente  dinastia  marem* 

che  voleva  con  i  patti  e  coadizioni  ivi  de*  mana,  dal  secolo X  II  in  poi  videsidi  mano 

scritte;  sicché  qneil*  ultimo  conte  «oelse  e  ri-  in  mano  abbandonala  dui  vescovi,  dal  capi- 

oevè  di  sua  parte,  oltre  i  paesi  sopra  nomi-  tolo,  dai  suoi  principi  e  dai  cittadini  che 

nati,  anche  la  Terra  dì  Magliano  con  gli  fitmiliarroenle  vi  abitavano, 

altri  castelli,  ville,  e  baronie  ecc.  nominate  Gli  storici  sniesi  all'anno  1410  ci  avvi* 

neirislrumenlo  preindicato.  Ali*  incontro  il  sano  che  la  loro  Eep.  essendo  in  quelPMiino 

coule  di  SaQt>i-Fiora  rinunziò  e  cede  libe-  in  guerra  col  conle  Bertoldo  Orsini,  una 

nimente  a  quello  dì  Soana  la  Terra  di  Pian-  mano  delle  sue  masnade  sorprese  la  città  di 

GiliUguaju  con  molli  altri  paesi  nelTislru*  Soana;  e  mediante  la  virtù,  dice  il  Malevoitt, 

mento  di  «iivisione  designati.  di  un  tale  Antonio  Querciola  da  Lucignano^ 

Già  ali*  /irt.  Obktu.i.0  fu  avvitato,  che  montato  sopra  la  ripa  della  città  ilove  noa 

Tiibbale  delle  7Vi'  Fontane  fino  dal  1269  erano  mura,  e  seguitilo  da  iiiui  |Mrle  dell' 

aveva  investito  a  titolo  di  feudo  il  conte  11-  esercito,  entrò  in  Soana,  sicché  senza  opposi- 

debrandino,  detto  il  Botso^  di  Soaua,  del  zione  di  alcuno  la  città  e  la  rocca  stessa  fu 

^>ast.  e  giurisdizione  di  Orbelello;  )a  quale  da  quelle  genti  presto  acquislaU. 

investitura  fu  poi  h«1  ia86  rinnovata  con  Accadde  a  questo  tempo  il  fiitlo  della  cam^ 

la  contessa  Margherita  di  Soaoa  figlia  unica  pana  maggiore  che  da  questa  cattedrale  f« 

^  erede  del  conte  lldebrandioo  prenomi-  trasportata  in  Siena  e  collocata  nel  campa- 

ixto.  Così  air>^r/.  Saita-Fioiu  fu  detto,  oile  del  Duomo,  dove  si  conserva  tultom 

che  la  contea  Aldobrandesca  toccata  di  parte  col  vocabolo  della  Satana.  Conferma  cotesto 

aie.  Udebrandino  figlio  del  C  Guglielmo  vero  una  carta  dell*  Arch.  di  quelP  Opera 

di  Soana,  alla  sua  morte,  che  accadde  oel  (N.*  i3gt),  riguardante  una  scrittura  del 

1184,  pervenne  intieramente  nella  della  sua  141 1,  con  la  quale  l'operajo  del  Duomo  di 

figlia  contessa  Margherita,  la  quale  si  era  Siena  domandava  la  somma  di  fiorini  aoo 

impalmata  »l  conte  Guido  di  Monforte.  d*oro  per  le  spese  occorrenti,  oltre  un  nu- 

O»  simile  connubio  nacque  una  sola  fem-  mero  di  soldati,  ad  oggetto  di  potere  tras}>or- 

mina  Anastasia,  la  qual  donzella  essendosi  tare  a  Siena  la  detta  campana  senza  impe- 

marìuta  al  conle  Romano  di  Gentile  di  Ber-  di  mento  del  le  genti  del  coule  Bertoldo  Orsi- 

loldo  Oisini  portò  in  quella  casa  magnatizia  ni  e  di  chiunque  altro;  le  quali  domande 

di  Homa  tutta  la  contea  di  Soana.  furono  dalla  Signorìa  pienamente  accordate. 

Venuti  i  signori  Orsini  padroni  dello  sta-  Che  però  la  città  di  Soana  fino  d'  allora 

lo  Ahlubrandesco,  abbandonarono  poco  do-  da  multi  abitanti  indigeni  fosse  stata  abhan- 

po  l'antica  residenza  della  città  etnisca  di  donata  lo  dichiarava  lo  storico  prenomina- 

Soana  divenuta  infetta  per  malaria,  e  si  sia-  lo,  allorché  ne  av\isò,  che  i  sindaci  della 

bilirouo  in  Pitigliaao  dove  fabbricarono  la  città  pretletla  con  atto  pubblico  del  %^  set- 

V.  ▼.  53 


414               SOAN  SOAN 

lembre  1414  •ollomisiro  al  Comune «liSie-  riale;  talché  la  Sif^norla  «li  Siena  totlo  ili 

Ila  i  |HM:iii  uomini  rettali  in  Soaoa,  pi-r  cui  3o  lUiiggio  driramio  i54a  «crisse  al  mo 

f  rrggiluri  del  Cuuiune,  s^jernmio  i-i|Mrarfr  a  archiletlo  Anlouio  Maria  Lari,  ineulrc  lUfa 

culaiilo  danno  ,  concederono  a  chi  tornava  in  Orbetello,  allineile  si  rt-caswì  a  Soana  aj 

ad  a bi lare  in  S^uina  |iriviltgj  ed  eseniioni  esaminare  col  gunfalunicre  della  cillà  lo  M» 

|M;r  i5  annidai  pubblici  a{:gra%j,  oltre  Tini-  to  decadente  della  sua  rocca,  ed  inlormasM 

munita  per  un  egiial  |ieriodo  di  tempo  cir*  la  Signoria  del  modo  e  della  spesa  ueocm- 

ca  i  dt'bili  ci \ ili.  ria  |ier  restaurarla. 

Kd  avvegnaché  in  cotesta  citili  erano  ri-  Nella  risposta  scritta  da  Soana  li  6  gi» 

masti  soli  96  abitanti,  la  Signoria  medisiioa  gno  successivo  il  Ijari  avvisando  la  Sìgnorii 

ordinò  a  ^vore  di  quelle  l'aiDÌglie  ciie  vi  di  Siena ,  dopo  esaminati  da  cima  a  rondi 

l'ossero  tornale  stabilmente,  di  somministrar  tulli  i  bisogni  di  quella  rocC'i,  dichianiM 

loro  tre  moggia  di  gnno  da  restituii  lo  dopo  che  essa  non  potrebbe  stari*  peggio  di  quclk 

un  quinquennio,  con  varie  altre  Iranchigie  ctie  sta,  e  che  se  non  vi  si  riparava  al  |i8| 

e  succorsi  pecuniarj.  Dondechè  in  gr.izia  di  presto,  sarebbe  andata  in  malora  in  guiia  di 

tali  liberalità  75  di  quelle  famiglie tornaro-  non  poterla  più  abitare. -^(Gati,  Carteg» 

no  in  detta  città,  ed  ebbero  moilo  di  rassettare  gio  inedito  di  /iriisiif  Voi.  111.) 

le  abbandonate  abitazioni.  Quindi  il  magi-  Il  Manni  nell*  illustmre  un  sigillo  «lelli 

strato  civico  eletto  per  la  conservazione  di  Gimunilà  di  Sdana  ne  diede  1*  iroproali 

buaiia  y  vedendo  che  questa  cominciava  a  consistente  in  un  leone  rampante  cbclicai 

riempirsi  di  abitatori,  diede  ordine  che  si  fra  le  grinfie  le  chiavi  di  S.  Pietro  palrum 

rifacesse  o  che  si  restaurasse  il  palazzo  pub-  della  città,  mentre  è  noto  che  il  leone  riM 

blico  affinchè  |iutisse  servire  di  abitazione  pante  era  lo  stemma  degli  AldohrandcKlij 

al  giusdicente.  di  Soana  e  dei  conti  Orsini  loro  suociMiiift 

Che  infatti  ^loco  dopo  risedesse  in  Soana  Che  la  città  predelta  foMe  in  gran  dee» 

per  il  G>iuune  di  Siena  un  potestà,  lo  di-  denza  nel  principio  del  secolo  W  sì  è  wm 

mostra  il  fitlto  del  i43i,  mentre  vi  esercì-  dulo  più  sopri,  e  che  tale  infortunio  nelt^ 

ta\a  r  uilìzin  di  |ioteslà  Alberto  Attesi  e  quel-  colo  successivo  andasse  sempre  più  aiimctt 

lo  di  castellano  Nanni  di  Antonio  Micheli,  landò  Io  dirliiara  la  lettera  della  Signorii 

■otto  dei  quali  i  Stianesi  si  ribellarono  alta  di  Siena  di-l  3o  maggio   -54a  e  la  risp  tU 

Re|i.  di  Siena  per  darsi  al  otnte  Gentile  fi-  dell*  ingegnere  Anton  Maria  Lari.  Dond» 

glio  del  fu  conte  Bertoldo  Orsini.  Pei-altro  clié  non  de\p  recare  sorpresa,  se  una  en> 

Ire  anni  d»|K>  la  città  di  Stana  col  suo  di-  sceiite  makiuìa  in  qiulla  ronlnda  n'*n  pcv 

stretto  riass«)ggi'tlossi  ai  re»giloii  sanisi  me-  mise  nel  secohi  XVII  ai  Mainotii  invi^ 

dianle  accordo  fatto  tra  la  Signoria  ed  il  dal  Granduca  Cosimo  III,  né  alla  colnofa 

C.Grentile  Orsini,  il  quale  |ioi  appena  entra-  àt*  Ltìrenesi  tr.iS|)ortatavi  nei  firimi  and 

to  in  Soana  fu  ucciso  improvvisamente  da  del  Grandiicilo  di  Francesco  lì  (  verso  il 

uno  de*  suoi  abitanti.  In  consegiiei. za  di  ciò  i  1740)  di  potervÌM  stanz-are  e  manlencn*| 

Piliglianesi  corsei-o  arin:iti  a  Soana  fR'r  ven-  talché  tanto  questi,  come  quelli  soompi^ 

dicare  la  morte  del  loro  signore,  nella  qiial  vero  afflitto  dal  numero  de*  viventi, 

circostanza  [loscro  a  ferro  e  tutico  il  |Mese.  I^lla  statistica  numerica  del  174$  app» 

Uno  drgli  ultiiiiidocuiiieiiti  relativi  a  Ut  risce,  che  alloni  esistevano  in  Snnna  Si  b< 

conoscere  che  Su:uia  anche  nel  secolo  XVI  miglie  di  Lorenexi^  e   14  di  esse  in  Sof» 

era  retta  da  un  giiis>lirenle  sa nese, esiste  fra  no;  delle  quali  famiglie  oggidì  non  si  e» 

le  carte  della  Uidiudi  Ripoli,  ora  ueir^rc/i.  |if»!ice  più  uè  anche  la  stir|N,*. 

Dipi.  Fior.  É  1111  islriiiiienlo  de!   ai   ff*b-  I/e  cause  fìsiche  che  di  età  in  età, da  ri» 

bnjo  1544  rogato  in  Soiina  ae\ pafaiMO tiel  que  secoli  a  questa  [Nirle  influire  dovetlcn 

potestà^  in  cui  si  tratta  della  vendila  di  una  cotanto  sulla  nials-mia  di  Sujo;i,  sembra  a 

vigna  |K)sla  nella  corteo  distretto  della  città  me,  e  cn-do  Sfmhreià  a  molli  altri,  un  mV 

di  SotUM  in  luogo  ap|H*llato  Prisca^o  Fot;-  stero  irresoluto,  uè  fìa  esso  così  |ier  fivlli 

gio  Pri§ea^  luogo  do\e  appunto  n<'l   1843  con  stnlisf^zione  risolubile  da  odoro  che  li 

fuioiio  sco|K-rti,  Oline  dissi,  degli  avanzi  di  o(H'ii|uno  di  prn|M)silo  a  lr>ltare  tirila  mai' 

moniiineiili  einisclii.  santa  delle  Maiemme.  —  Rts|  ietto  a  Ila  sai 

D* allora  in  |h)ì  mlrsta  città  an<ió  si'mpre  statistica  loimgeiirira  ne  terrò  |iarola airw#rf. 

più  declin.iodo  in  pO|Mlazioue  ed  in  mate-  Subaiio,  Comunità. 


SOAN  SOAN               415 

Io  qoanto  «Ite  vicende  storiche  di  Soana*  tido  di  Ghiuii;  di  frcciv  a  maeslr.  e  pon.  il 

dopo  riunita  al  Granducato,  rinvio  il  lettore  contado  e  Diocesi  di  Roselle,  e  da  pon.  a 

air  Art.  PmoLiAHt}  ;  stilanieiile  ne  incombe  ostro  il  mitre  Mediterraneo  comprese  te  iso- 

ajr^iungere,  che  la  Gimunità  «li  Soana  fino  lette  del  Giglio  e  di  Giannutri,  oltre  il 

al  declinare  del  secolo  pissalo ,  oltre  le  due  Promontorio  Jrgeniaro, 

parrocchie  che  tuttora  si  conservano  dentro  AIP  Art.  OaBariLLO  (Voi.  III.  pag.  676) 

la  città,  comprendeva  altri  quattro  popoli,  fu  indicata  una  sentenza    prondnzi>«ta  nei 

cioè,  di  S.  Martino  al  Poggiopefato ,  di  S.  ia3odal  delegato  pontifìcio  che  staccò  dalla 

Ao«lrea  a  Mfontebunnn^  di  S.  Giovan  Bat-  giurisdizione  vescovile  di  Soana  il  popolo 

tisla  alla  f^iiia  dvlV  Elmo,  e  di  S.  Maria  di  Orbetello  per  assegnarlo  al  superiore  del 

a  CoriePeechia^  altre  volte  detta  a  Cellena.  Mon.  delle  Tre  Font^me^  \  di  cui  abbati 

I^  statistica  degli  aiutanti  della  G)mu-  commendatarj  lo  conservano  tuttora  con  la 

nilà  di  Soana  del  i545,  stando  ai  dati  del  cura  delTIsoladel  Gi^/io  e  Taltra  del  Porto 

diligente  Ettore   Romngnoli,  ascendeva  a  S.  Stefano»  1* ultima  delle  quali  fu  cappel- 

i73a  persone,  mentre  quella  del  1640  era  lania  della  pieve  d*0rbetello. 

ridotta  a  495  abit.  Nel  1745  le  due  parroc-  L*  Ughelli  diede  la  serie  dei  vescovi  di 

chie  della  città  di  Soana,  comprese  le  fami-  Soana,  a  partire  da  un  ignoto  vescovo  (Tad- 

glie  venute  di  Lorena,  contavano  a5a  in-  dino)  cui  successe  Maurilio  fino  alPanno 

dtvi«luì,  69  dei  quali  indigeni  e  i83  fo-  1730,  alla  qual  serie  mi  sembra  che  si  dcb- 

restieri.  baao  aggiungere  alcuni  altri,  come  sareb- 

Le  stesse  due  parrocchie  nel  1 83.1  nove-  he  per  es.  quel  vescovo  P.  (  forse  Pietro  )  che 

ravino  tutte  insieme  soli  64  popolani  in-  intorno  al   107»  assisteva  Rodolfo  vescovo 

digeni,  i  quali  nel  1840  erano  aumentati  a  di  Siena  nella  funzione  relativa  alla  colloca- 

i3o,  oltre  gli  avventizi  ebevi  tornano  nella  zinne  del  corpo  di  S.  Severo  sulfaltare  di 

fredda  stagione.-—  ^ed.  il  Quadro  della  S.  Sebastiano,  situato  sotto  la  confessione 

popolai'oae  della  sua  Diocesi  e  U  Siati-  dell'antico  Duomo  di   Siena.  —  (Paoci, 

Stic*  medica  della  Maremma  per  Tanno  1841  de*  P^ese,  e  Arcivescovi  di  Siena). 

del  dott.  Antonio  Sidvagiioli.  Alla  stessa  serie  deve  aggiungere  pure 

SOA!lA,  o  SOVANA  (DIOCESI  di).—  quel  Viviano  che  fu  vescovo  di  Soana  nel 
L*  istituzione  di  colesta  chiesa  matrice  non  principio  del  secolo  XUI,  e  che  nel  i3o8 
deve  essere  più  antica  del  sec.  VII  dell*  Era  fu  presente  al  testamento  dettato  in  Soana 
Cristiana,  tostocbè,  se  Soana  innanzi  quella  nel  proprio  pa'azzo  dal  conte  lldrbrandino. 
età  avesse  avuto  vescovo,  il  Pont.  S.  Gre-  Fra  le  carte  della  Badia  Amiatina  esiste 
gorio  Magno  non  avrebbe  tralascialo  di  no*  on  istromento  del  3  fehbr.  i  a8o ,  rogato 
minarlo  nella  lettera  che  diresse  ai  due  mae-  nella  eh.  cattedrale  di  S.  Pietro  di  Soana, 
stridei  mìliti  comandanti  uu  esercito  del  ed  una  sentenza  del  7  marzo  sucressivo,  pro- 
greco imperatore  nel  Lazio ,  destinati  a  fiir  nnnziata  nel  palazzo  vescovile  di  Soana  dal 
fronte  alT invasione  del  duca  Longobardo  di  suo  vescovo  David.  —  (  Aaca.  Dipl.  Fioa  ) 
Sfjoleto,  il  qual  duca  cercava  al  pari  de*  Cotesta  Diocesi  conta  quattro  chiese  col- 
Greci  r  amicizia  del  popolo  di  Soana.  legiate,  oltre  la  ciiltedrale  di  Soana  rifab* 

Serve  di  appoggio  a  tale  congettura  il  bricala  semplice  ma  grandiosa  dal  vescovo 
non  trovare  in  Soana  rammentato  alcun  ve-  Ranieri  verso  la  metà  del  secolo  XI;  lo 
scovo  innanzi  il  regno  di  Rotari ,  tostochè  che  venne  dichiarato  dal  Pont.  Niccolò  II  in 
il  primo  diocesano  di  questa  città  compari-  una  bolla  del  \^  aprile  1061  diretta  a  Vi- 
ste in  Maurizio  che  nel  680  si  firmò  al  se-  tale  preposto  di  quel  capitolo  nelPalto  di 
ilo  concilio  Costantino|)o'itano  Episcopu*  confermare  a  quel  clero  varj  beni  e  privi- 
Sfonensts,  legj.  —  (Muiat.  Ani.  M,  Aet^i.^  Diss.  6a). 

Pino  d*allora  la  Diocesi  diSoan-i,  model-  Il  capitolo  dì  Soana  ba  quattio  canonici 

laodosi  sul  perimetro  della  diocesi  civile,  con  una  sola  dignità,  quella  del  preposto, 

cbveva  abbracciare  il  contado  che  i  gastaldi  che  è  pure  il  |iarroco  della  caltetlrale 

Longobardi  allora  governivann,  avendo  dd  Fra  le  4  chiese  collegiate  havvì  quella  in- 

hto  di  ostro  e  scir.  la  Diocesi  e  contado  di  signe  di  Pitigliano  dichiarata  in  quest'anno 

Tufcanella;  dirimpetto  a  lev.  e  grec.  il  con-  concattedrale.—  Nella  stessa  Diocesi  esisto. 

l«doe  Diocesi  di  Castro,  ora  di  Acqua^ten*  no  46  parrocchie,  come  risulta  dal  Quadro 

dente;  di  froote  a  sett.-grec.  la  Diocesi  e  con-  che  segue  qui  appresso. 


420  sopì  S06N 

■malo  a  Rcmhi  prì^iooiero  il  conte  Gio.  i.  Pieve  di  Snffignano  ,  ;  .  AbU,     i53 

Fnmoefco  Goauga;  per  la  qual  cosa  il  Du  a.  Cura  di  S.  GauUenvo,  ...»     1 14 

ca  aspetta v«  tempo  a  valersene.  3.       —       Moniauio •       63 

SOFIGNAKO»  o  SOFFIGNANO  nella  4.       —       FMiugnano »     |6« 

Valied«lBisenùo.—-Villata  sparsa  di  avanzi  5.       —       Mag/io »       6% 

di  torri  con  antica  chiesa  pleùìina  (SS.  Vito  6.       —       Fakio »       5i 

t  Hftxieslo)  nella  Gora.  Giur.  e  circa  7  mi-  7.       -—       Pannigno •       33 

glia  a  sett.-grec.  di  Prato,  Dioc.  e  Gomp.  di  8.       —       Sa^ignano •       84 

Firenie.  9.       —       JHeretto »       54 

È  una  contrada  situala  sul  fianco  occiden-  -,  ^ . .  ■ 

late  del  monte  Calvana  dirimpetto  al  sotto-  ictrkiM  .  .  .  jSM.     780 

alante  borgo  di  Valiano  ed  alla  tenuta  dei        Nel  1745  il  piviere  sudiletlo  riunito  ooae 

Mutinaecio,  oggi  in  4  popoli  contava  84 7  abitanti*  i  qoili 

La  memoria  taperstite  piò  vetusta  della  nel  i833  erano  aumentati  sino  a  1016 

pieve  di  Soffignano  dubito  sia  rimasta  in  un  ^.. 

isliumenio  dell* aprile  10*4  citato  all'in.  a^f         '*'*.„ 

jp^;^^  ^  dell'anno  i833 

Contasi  Soffignano  fra  le  45  ville  del  di-  i.  Pieve  di  S.  Vito  a  Stagnano  .  •    M 

stretto  giurisdiiionale  di  Prato  :  e  forse  i  a.  Cura  di  S.  Martino  a  Fabio.  •  «      94 

pochi  avanti  di  torri  ivi  iniomo  dispersi  3.    —    de*  SS.  Giusto  e  Clemente 
•tanno  ad  iudiciire  che  costà  pure  dovettero  a  Fall  ugnano  ....  »     a34 

esistere  dei  resedj  signorino  case  dominicali.  4.    —    di  S.  Andre»  a  ^oi^/^iiaito  ■     iso 

Nel  i55i  la  pieve  di  Soffijcnano  contava  m  «••.  « 

otto  cbiew  parr.  senxa  dire  di  quelle  più 

antiche  di  S.  Maria  a  Bibhiano  e  di  S.  Pie-        Nel  pO|tolo  di  Soffiguano,e  precitamcnte 

tfo  a  Capogiiano  ;  cioè,  1 .  San  Gaudentio^  nel  suo  annesso  di  5.  Godendo  soila  rifa 

ora  oiatorìo  presso  la  villa  S,  Godrtiw  del  sinislm  del  Bisenaio  in  luogo  detto  fieÙ 

Bonamici;  ò  nii  annesso  della  pieve  con  la  lana  fu  eretto  pochi  anni  fa  un  edifisie 

•eguente;  a.  S.  Barlolomroeo  a  Moniauto;  idraulico  dai  signori  Bonamici  per  fendm 

3.S.  Martino  a  Mf aglio,  slaccalo  dal  [lopolo  le  canne  ed  i  corpi  di  trombe  di  piombo, 

di  Stagnano  e  dato  attualmente  a  queHo  —  f^ed.  Biaaaxto,  e  PaATO ,  Commmità, 
di  Fabio;  4.  S.  Andrea  a  Sa^ignano,  cura        SOGLIO  o«.l4  ROMAGNA  nelb  Valle 

esistente;  5.  S.  Martino  a  Fabio^  esistente  <lel  Mr>iitoDe.  —  Ots.  con  parr.  (^.  Asa- 

con  due  annessi,  uno  de* quali, Cat^a/^/i ano  nino)  nella  Coni.  Giur.  e  circa  6  migl.  a 

antichissimo  e  1*  altro  moderno,  !Haglio\  m;«fstr.   dì    Galcitu ,   Dine,    di   Bertinofo, 

6.  SS.  Giusto  e  Clemente  a  Faltugnano,  Coinp.  di  Firenze.  : —  Fed.  DoaaiBO  (S.}  0 

esistente  con  gli  annessi  seguenti,  7.  S.  Stel'a-  Soglio. 
no  a  Farmi ^no,  e  9.  quello  di  3f eretto,  la  \v»tt.  dì  S.  Donnino  iu  Soglio  nel 

Varie  di  queste  villate  sono  siale  rara*  i833  coniava  a65  ahtt. 
mentite  in  un  documento  aiPArt.  Pasmigno.        SOGLIO  (MONTK,  o  GIOGO  obl)  Ira  b 

I!  giuspadronato  della  chìtsa  plebana  di  Talterona  e  G«maldoli.  — -  Fed.  CAMAtaou, 

Soffignano  passò  nella  famìglia  pratese  Bo-  e  Psatovhocrio,  Comunità. 
naniici  per  bolla  del  Pont.  Paolo  II  del  7        SOGNA  in  Val  d* Ambra. ^  Gas.  eh Vhbe 

waiio  1468,  eil  il  primo  investilo  dui  mio-  titolo  di  Casi,  con  eh.  prr.  (S.  Tommaso) 

vi  patroni  comfiarisce  nel  1482  un  Niccolò  filiale  della  pieve  di  Altaserra  in  Monte- 

del  fu  Francesco  Tosinglii,  il  quale  seppe  Benichi,  Coro,  e  circa  6  raìgl.  a  «islru  dH 

rivendicare  alcuni  beni  distratti  dal  patri-  Bucine,  nella  Giur.  di  Montevarchi»  Dioc 

monio  di  «letta  pieve.  e  Comp.  di  Arezzo. 

Lo  stesso  pievano  Tosinghi  nel  1494  fn         Risiede  in  poggio  lungo  il  lorr.  Luti' 

fatto  canonico  della  nielrO|)olitana  fion'nti-  gniinello  che  sceu'ie  dal  moole  di   Palai* 

na,  ed  ebbe  in  successore  alla  stessa  fiìeve  zuolo  in  Ambra  alla  sinistra  della  stfwb 

di%ersi  individui  della  laroiglia  Eonumicì.  maestra  che  passai  di  costà. 

Nel  i55i  il  piviere  de*  SS.  Vito  e  Mode-        Fu  questo  di  Sogna  uno  de* castellucci 

sto  a  Soffignano  comprendeva  in  nov-  pò-  dei  conti  libertini  di  Arezzo  citalo  AVArt. 

poli  780  abit.  come  afipresso:  Ratals  con  altri  appartenuti  «  queidinsfti* 


te  il  QtijtDw  delle  46  p*»rroeehìe  compirete  mila  DfocEst  ot  Soawj 
con  la  loro  popoiatione  a  quattro  epoche  diveree 


m 


ome 

Titolo 

PopoiaMÌonc 

'Àtoglii 

delle  Chiese  Parrocchiali 

AXVO 

AIMO 

Aimo 

Aiiao 

174'^ 

i833 

1840 

1843 

MiPOMTO  .  .  jébit,  if." 

loSia 

i88i5 

20969 

«0735 

S.  Stefiino  Proiomarlire,  Cui» 

S67 

476 

Su 

54* 

S.  Niccolò,  Pir^e 

a63 

333 

363 

398 

■ 

S.  Gre|;ori<>  Magno,  Pieve 

3a 

3o 

34 

34 

•  SOTAXA,  Città 

SS.  Pietro  e  P^olo,  Callcdrale 
con  Pre{iosituni 

57 

«8 

55 

68 

S.    Maria    e   S.    Marniliano, 

59 

36 

75 

4s 

Pieve 

S.  Niccolò,  Prqiositum  e  Col- 

79« 

iii5 

i«o8 

io83 

legiata 

lUno 

S.  Gin.  Battista,  Pieve 

»64 

348 

354 

376 

itf(9) 

S.  Maria  Assunta,  Areiprelun 

— 

i57 

167 

173 

S.  Bernardino,  Pieve 

33a 

s6a 

*74 

«79 

w(io) 

S.  Pio  Papa  e  Bfartire,  idem 

— 

79S 

7i5 

735 

IbTjtLt  ....  Jhit,  iV.* 


i»ai4  ai3sa  ^47*5  «4465 


»  nel  1745  appartene9a  alla  Diocesi  di  Castro  in  Acquapendente^  fu 
a  nel  1786  con  la  parrocchia  di  Proceno  dell*  antica  Diocesi  di  Soana. 
6  Man  Ì4no  fu  staccato  dalla  Diocesi  di  Acquapendente^  già  di  Castra^ 
aio  con  il  popolo  di  Onano  cìie  spettanza  alla  Diocesi  di  Soana. 

di  Mon torio  non  esiste  nel  catalogo  del  1745  di  questa  Diocesi, 
prima  del  1785  ^ra  cappel Ionia  sottoposta  alla  pie^e  di  MonlorgiAlL 
occhia  di  Prii  icci  fino  al  1 785  era  cappellania  curata  dipendente  dal  pie- 
tamprugnano. 

di  Po|;gio-Perro  prima  del  1785  era  cappellania  compresa  nella  pie*^  di 
• 
ìlaurne  di  Pori*  Ercole  nel  1745  non  i  registrala  p  perchè  allora  ero 

nei  BH.  Presidj  di  Napoli, 

di  San-Quirioo  a  San-Quiricliino  innansi  il  1 78S  era  cappellania  sotto  la 
S.  Maria  «JcIP  Aquila. 

i  TaUmone  s'ignori  la  popolazione  del  1745,  perdtè  la  sua  cura  a  quel 
I  sotto  il  dominio  dei  RR,  Presidj  di  Napoli, 
vk  fino  al  \%oS  fu  cappellania  sottoposta  air  Arciprete  di  RoceMegaa, 


(  PIEVE  A  )  nel  Val-d'Arno  ct- 
'  Pieve  aulica  sotto  il  titolo  di 
>  con  Gas.  annesso  nella  Com. 
igl.  a  Icv.-scir.  dì  Caslel-Foco- 
.  dì  Bibbiena,  Dioc.  e  Comp.  di 

preisn  la  ripa  destra  dell*  Arno, 
blla  t'onfltienza  in  esso  del  torr. 
[itafi  suir  ingresso  supcriore  del- 
rdlo  Ul  S.  Mauuinte. 


La  pieve  di  Socana  è  ranmeolaUi  in  uà 
istrumento  del  1079  fra  quelli  apparlru«iti 
alla  Badia  di  Arezzo,  cilato  »\V  jirt.  Mah 
HA  (  S.)  A  Sax-M AMAVTi,  mentre  del  luogo 
dì  Socana  è  fiitta  menzione  in  un  isiru- 
mento  del  telt.  1008  pubblicato  negli  An- 
nali camaldolensi.  (Voi.  I.  Append.) 

Cotesla  pieve  abbraccia v»  un* eslesa  coor 
tnida  nella  quale  furono  circa  16  cure. 

Esia  attualnieDie  ha  soltopoale  tre  sole 


42-i               SOLI  SOLI 

l'Aiiko,  mentre  al  suo  ostro  pana  la  strada  che  l'Imp.  Federigo  I  con  diploma  del  «9 

postale  Pisana,  lungo  uua  via  rotabile  che  luglio  ii85  concedè  a  Fitlnjsuo  benaffetto 

staccasi  dalla  regia  alla  testata  sinistra  «lei  vescovo  di  Luni  anche  il  castello  di  Solfcri 

ponte  a  Greve  |ier  condurre  a  Ugnano^  ecc.  con  le  sne  ville  e  giuristlizioni  ;  comecché 

Una  delle  reminiscenze  di  questo  Vili,  il  Cast,  medesimo  col  suo  territorio  dipeo- 
couservasi  fra  le  carte  del  Mun.  di  S.  Ap-  desse  immediatamente  dai  marchesi  Mala- 
pollonia  di  Firenze  riunite  a  quelle  dello  spina  del  ramo  del  Miirch.  Guglielmo,  co- 
Spedale  di  Boiiitazio,  ora  nell*  Jrch,  Dipi,  gino  di  Corrado  fjintieOfMukm  dei  Mala- 
JF'ior,  —  È  un  con. tatto  del  marzo  io8s,  spina,  detti  [>oi  dello  Spino  fiorito^  ffìra  i 
mercè  cui  fu  acquistato  un  podere  nei  con-  quali  erano  questi  di  Solìera,VemioolaBosi, 
torni  di  SoUcciano  dalle  vicine  monache  di  e  Fivizzano,  tutti  discesi  dal  March.  Ofoerto, 
S.  Maria  a  Montignano,  patrone  della  chiesa  che  nel  998  rinunziò,  come  si  disse,  le  qual» 
di  S.  Pietro  a  Solicciano,  finché  cotesto  di-  tra  pievi  al  vescovo  ili  Lami, 
dito  pervenne  nelle  monache  di  S.  Appol-  Il  Cast,  di  Sotiera  con  quelli  di  Momei- 
Ionia,  cui  le  prime  furono  riunite.  -—  f^ed^  goli^  Agnino  e  Ceserani ,  nspetto  al  ci  vile 
MomnoMàKO  wi  Val-d*Arno  sotto  Firenze,  e  politico,  continuarono  a  dipendere  dii 

Rispetto  air  ubicazione  del  villaggio  di  March,  di  Fivizzano  fino  a  che  quelle  pò* 
Solicciano  veggasi  un  istrumento  del  di  8  polazìoni  per  atto  pubblico  del  6  woàrm 
maggio  i334  appartenuto  al  Mon.  di  S.  1477  fjt//e/f or.)  si  sottomisero  al  Comune 
Felicita  di  Firenze,  e  ripoitalodal  Lami  al-  di  Firenze,  dal  quale  ottennero  le  slesK  fa- 
la  pag.  Il 65  de* suoi  Uonum,  Eeel.  Fior,  vorevoli  capitolazioni  che  si  coneedevano 

Trovandosi  nel  po|Jblo  di  Solicciano  una  cou temporaneamente  al  (lopolo  di  Fivitano. 

villa  col  vocabolo  di  /Ignano,  che  fu  de^Me-  E  siccome  un  tale  acquisto  non  sembra 

dici  di  Firenze,  ed  un  oratorio  annesso  sol to  va  alla  Rep.  Fior,  bastantemenle  tlabililn 

r  invocazione  di  S,  Mmria^  sembra  proba-  senza  riportarne  la  cessione  delle  ragioni  da 

bile  che  allo  stesso  oratorio  di  S.  Maria  di  quelli  che  vi  potevano  avere  interesse,  ood, 

Agnano  voleste  riferire  un  islnimento  del  mediante  deliberazione  del  7  sett.  1 48a  di- 

ioo3,  col  quale  il  conle  Lottario  Kglio  del  retta  a  NerozzoDel  Nero  capitano  della  Rep. 

fti  C.  Cadolo  donò  alla  badia  di  S.  Salva-  Fior,  in  Fìvizzmo,  fu  dalla  Signoria  riso- 

tore  a  Settimo,  fra  gli  altri  beni,  quelli  at-  luto  che,  fino  a  nùov*  ordine  fossero  ImneMÌ 

Unenti  alla  chiesa  di  S,  Maria  d^  Agnano  nel  governo  de*  castelli  di  Soliera  ^  di  A- 

ed  il  giuspadronato  dell* oratorio  medesimo,  gaino  e  di  Ceserano  il  March.  Gmbbrielto 

cai  allora  davasi  il  nome  generico  di  mana-  Malaspina  di  Fosdinovo,  e  che  al  di  lai  ni- 

stero.  —  yed,  Aomako  in  Val-diSieve.  potè  March.  Leonardo  si  concetletiero  ìd 

La  parr.  di  S.  Pietro  a  Solicciano  nel  feudo  i  castelli   di  Regnano  y  Castiglùm' 

1 833  noverava  6a 5  abit.  cello  ^  Lunignano  e  Monte  de^  Bianchi ^ 

SOLIERA  in  Val-di-Magra.— Vili.,  già  tutti  nella  Lunigiana. 

Cast,  con  pieve  antica  (S.  Maria  Assunta)  Per  effetto  dì  ciò  i  due  marchesi  prrdftti 

nella  Com.  Giur.  e  quasi  4  migl.  a  lib.  di  per  sé,  e  per  i  loro  eredi  e  successori  dona- 

Fivizzano,  Dioc.  di  Pontremoli,  stata  di  Lu-  rono  e  rinunziarono  al  Comune  di  Firenii 

ni-Sarzana,  Comp.  di  Pisa.  tutte  le  ragioni  che  ai  medesimi  in  qualm- 

Risiede  presso  la  confluenza  del  Rotaro  que  modo  si  potevano  appartenere  snpn  i 

nell'Aulella,  a  sett.  del  ponte  sul  quale  ca-  castelli,  distretti  e  uomini  di  Fiviu/am^ 

valca  la  strada  militare  Modanese  che  passa  Comcuto,  GroppnS.  Piero^  Monte  C/darò^ 

per  Fivizzano.  Sassatbo ,  f^errueola-Bosi,  ecc.  ecc. 

Si  hanno  memorie  di  questa  pieve  fino  Fa  parte  della  storia  poHtic«<  di  Solifft 
dal  998,  quando  il  March.  Oberto,  con  atto  una  relazione  di  mes«.  Franctteo  FifnM 
pubblico  del  a6  luglio  rogato  nel  Brolio  di  sopra  le  conveniioni  state  nel  1468  stipo- 
Carrara,  rinunziò  a  favore  dei  vescovi  di  late  fra  la  Rep.  Fior,  ed  il  March.  Gab* 
Limi  il  giuspadronato  che  aveva  sopra  quat-  briello  di  Fosdinovo  rei»  ti  va  mente  al  patto 
tro  pievi  di  Lunigi.ma,  fira  le  quali  notasi  di  Vendola  e  del  Bardine  per  gli  aomini 
questa  dì  Soliera,  pieve  che  fu  confermala  ai  di  Soliera  e  sne  ville,  quando  fii  conve- 
vescovi  Lunesi  dai  Pont.  Eugenio  ili  (anno  nulo  far  pagare  a  quei  popoli,  pcrogni  som 
1 149)  e  Innocenzo  III  (laoa).  di  raeroanzir  che  transitavano  per  i  delti 

Fu  in  conseguenza  di  tale  g iospadronalo  territori,  denari  nove  imperiali,  corrìspoB- 


411 


Segii«  il  QtTjtDM  delle  46  parrocchie  eomprete  nella  Diocesi  di  Soahj 
con  la  loro  popolazione  a  quattro  epoche  diverte 


Nome 

Titolo 

t 

Popolasionc 

de"*  Luoghi 

delle  Chiese  Parrocchiali 

AHVO 

AMO 

AMNO 

Axao 

1745 

i833 

1840 

1843 

Ripoàto  .  .  dibit,  N/* 

io54a 

i88i5 

20969 

20735 

37.  SeUa 

S.  Stefano  Protomartirie,  Cura 

«67 

47« 

Sii 

54* 

38.  Selvena 

S.  Niccolò,  Piete 

a63 

333 

363 

398 

39.  Srorzetca 

S.  Gregorio  Magno,  Piefe 

32 

3o 

34 

34 

40.  S0AHA9  oSO¥AII A yCiVr^ 

SS.  Pietro  e  P^olo,  CaKedrale 
con  Prepoti  tura 

57 

28 

55 

68 

41.  Idem 

S.    Maria    e   S.    Maniiliano, 
Pieve 

59 

36 

75 

4s 

4 a.  Sonino 

S.  Niccolò,  Prepositara  e  Col- 
legiata 

79« 

iii5 

1208 

to83 

43.  Stribiigliano 

S.  Gin.  Battista,  Pieve 

264 

348 

354 

376 

44.  Tatamone  (9) 

S.  Maria  Assunta,  Arciprelura 

— 

15? 

i«7 

173 

45.  Trian» 

S.  Bernardino,  Pieve 

33a 

262 

»74 

«79 

46.  Vallcrona  (io) 

S.  Pio  Papa  e  Martire,  idem 
ToTjtLK  ....  Abit.  19 ^ 

-^ 

722 

7i5 

735 

12214 

2l322 

247»5 

24465 

(i)  Capalbio  nel  1745  apparteneva  alla  Diocesi  di  Castro  in  Acquapendente^  fa 
p-r mutata  nel  1786  con  la  parrocchia  di  Proceno  del V  antica  Diocesi  di  Soana, 

{%)  Nei  X786  Man  uno  fu  staccato  dalla  Diocesi  di  Acquapendente^  già  di  Castro^ 
e  permutalo  con  il  popolo  di  Onano  e/ie  spettwfa  alla  Diocesi  di  Soana. 

(3)  La  cura  di  Montorìo  non  esiste  nel  catalogo  del  1745  d^  questa  Diocesi. 

(4)  Pancole  prima  del  1785  ^ru  cappellania  sottoposta  alla  pieve  di  MonlorgìiklL 

(5)  La  parrocchia  di  Pi-ti  icci  fino  al  1785  era  cappellania  curata  dipendente  dal  pie 
vano  di  Sanipnignano. 

(6)  La  cura  di  Pof^gio-Perro  prima  del  1 785  era  cappellania  compresa  nella  pieve  di 
Scananno. 

(7)  La  popolazione  di  Port*  Ercole  nel  1745  non  i  registrala  ^  perchè  allora  ero 
compresa  nei  Bit.  Presidj  di  Napoli, 

(8)  La  cura  di  San-Quirìoo  a  San-Quirichino  innansi  ì/  1785  era  cappellania  sotta  la 
pi^-ve  di  S.  Maria  dell*  Aqoila» 

(9)  Anche  diTaUmoae  s*  ignorai  la  pnpoìasione  del  1745,  perdiè  la  sua  cura  a  quel 
tempo  era  sotto  il  dominio  dei  RR.  Presidi  di  Napoli. 

(io)  Vallerofu/«o  al  iSo5/u  cappellania  sottoposta  air  Arciprete  di  Roccalbrgna, 


SOCANA  (PIEVE  a)  nel  Val-d'Amo  ca- 
sentinese.  —  Pieve  antica  sotto  il  titolo  di 
S.  Antonino  con  Gas.  annesso  nella  Cora, 
e  quasi  3  roigl.  a  Icv.-scir.  di  Castel-Foco- 
gnano,  Giur.  di  Bibbiena,  Dioc.  e  Comp.  di 
Areno. 

È  situata  presso  la  ripa  drstra  delPAmo, 
poco  lungi  dalb  confluenza  in  esso  «lei  torr. 
SoliggioTy  quasi  sulP  ingresso  saperìore  del- 
la gola ,  o  slretlo  di  S.  Marnante. 


La  pieve  di  Socana  è  ranoieotata  in  uà 
istromento  del  1072  fra  quelli  apparlrn«iti 
alla  Badia  di  Arezzo,  citato  »\V  Art.  Mam- 
ma (S.)  a  Sax-M AMAMTB,  mentre  del  luogo 
di  Socana  è  fiitta  menzione  in  un  islru- 
mrnto  del  iett.  1008  pubblicato  nt-gli  An- 
nali camaldoleosì.  (Voi.  I.  Append.) 

Cotcsla  pieve  abbracciava  un* estesa  coar 
trada  nella  quale  furono  cirr^  16  cure. 

Esia  attualmente  ha  sottoposte  tre  sole 


424              SOHM  SOMH 

del  3  febbrnfo  i353  {stile  comune)  con  de*qaii1i  furono  concLininili  come  ribelli  e 

U  qnale  la  Signoria  ilepalò  i  cittaflini  Ame-  ghibellini  con  aeiitenza  del  si  luglio  i3oa 

rigo  deiia  Sommafa,  Caslello  di  Lippo  del  dal  potestà  Giiite   de*  Gabbrielli  da  Gub- 

Beccuto,  e  Benedetto  di  Gio?annì  Stroni  a  bio.  —  f^ed,  GAnaariRO. 

fortificare  il  easteiio  di  CaUn%ano  per  dì-  Anche  Io  f fortunato  Arrighelto  da  Sei- 

fenderlo  dall*  incursione  dell* armata  del  Vi-  timello  sembra  che  nelle  sue  poesìe  talvolta 

•conti  che  in  quel  tempo  era  penetrata  dalla  si  appellasse  Sommarit^niis,  sebbene  in  aU 

Lorabartlia  nel  contado  fiorentino.  cune  slampe  si  legga  Sammarientit^  dalla 

llal  i38o  al  1608  mancano  le  carte  spet-  TÌcinanza  di  Settimello  a  Somma ja. 
tanti  alla  famiglia  della  Sommaja  per  con-  1  tre  popoli  della  contrada  di  Sommaìs 
tinnanie  tutta  la  discendenza.  Sappiamo  so-  sotto  il  piviere  dì  S.  Donato  a  Caleniano 
lamen te  dall' illustrazione  del  Manni  al  si-  furono  riuniti  in  due  parrocchie  dopo  che 
gilloXIll  del  Voi.  IX  de' suoi  Sigilli  an-  quella  diS.  Michele  venne  annessa  allacun 
ric/ii,  che  Francesco  figlio  del  celebre  gin-  di  S.Roffiniiino  a  Sommaja.  —  Attualmente 
reconsiillo  Lelio  Torelli  ebbe  per  moglie  tanto  quest*  ultima  parr.  come  V  altra  di 
Maria  figlinola  di  Raffaello  della  Somma/a^  S.  Stefano  a  Sommaja ,  altrimenti  detta  a 
nella  cnì  famiglia  pervenne  il  padronato  del-  Brancoli^  la  prima  di  padronato  della  no- 
ia chiesa  di  S.  PierBuonconsìglio  in  Merca-  bil  famiglia  dei  conti  Bardi  Serselli,  la  se- 
to-vecchìo,  per  donazione  fiilta  dai  popolani  conda  del  March.  Ginori ,  gi2i  de*  Monaci 
al  suddetto  Lelio  Torelli.  Da  questa  Maria  Cisterci^nsi  di  Settimo,  sono  state  aficgnste 
della  Sommnja  e  da  Francesco  Torelli,  alia  nuova  pieve  «li  S.  Niccolò  a  Calenzano. 
soggiunge  il  Manni,  nacquero  Antonio  ca-  Nel  iR33  la  parr.  di  S.  Stefano  a  Som- 
▼aliere  Gerosolimitano,  HafTaello  cavaliere  roaja,  o  a  Brancoli  contava  1*9  abit. 
di  S.  Stefano,  e  un  altro  Lelio  che  fu  pag-  Neil*  anno  slfsso  quella  de*  SS.  Raffioia- 


gio  nero  di  Cosimo  I.  no  e  Michele  a  Sommaja  noverava  %i% 

In  questo  tempo  la  storia  ricorda  pare  SOMMANO  (MONTE)  in  Val-di-Nievole. 

un  Pier  Francesco  </e//a  «Somma/a  cavsi bere  —  ^ed,  BIoksdmmAiio. 

di  Malta,  che  nel  difendert-  un  assalto  dato  SOMMANO  di  SORBANO  in  Romagna, 

dai  Turchi  li  3  giugno  del  i565  al  caste!  —  Frd.  Montalto  di  SoasAiio. 

di  S.  Ermo  in  quell* isola,  egli  vi  restò  SOMMO-COIX)G!VA,  o  SUMMAXOLO- 

ucciso.  NI  A  nella  Valle  del  Serdiio.  —  Cast,  con 

Il  giijspadronato  delln  chiesa  di  Sommaja  eh.  p:irr.  (S.  Frediano)  nell'  antico  pìvicrt 

nel  3o  maggio  del  1608  fu  riniinzialn  dal  di  Loppi  a ,  ora  di  Barga  ,  Com.  Giur.  me- 

Cav.  Antonio  del  fu  Francesco  Torelli  al  desiran ,  dalla  qual  Terra  Sommo-Cologna 

senatore  Giovanni  di  Girolamo  della  Som-  dista  circa  due  migl.  a  seti,  nella  Dioc.  di 

ma/a  ed  ai  suoi  discendenti.  Pisa,  già  di  Lucra ,  Comp.  pisano. 

Finalmente  con  bolla  del  ao  ott.  161 4  Risiede  in   monte  alla   destra  del  torr. 

il  Pont.  Paolo  V  concedè  facollli  a  Mons.  Corsona,  fra  i  casali  di  Alhiano  e  di  Cato- 

Girolamo  <fe//a  «Somm a/o  referendario  dell*  gnano. 

una  e  T altra  segnatura  di  |K)t(>rsi  ordinare  Ebbero  signorìa  in  Sommo-Cologna  fine 

sacerdote  in  tre  domeniche  da  scegliersi  a  dal  secolo  X  i  signori  Rolanilinghi  di  Loo* 

suo  piacere.  {Carte  cit.)  ca ,  quando  il  vescovo  Teudegrìmo  per  atto 

Questi  fu  quel  Mons.  Girolamo  della  Som-  del  30  luglio  g83  allivellò  a  Gio.  del  fa 

roaja  che  lasciò  molti  spogli  di  notizie  pa-  Rodilando,  e  che  poi  nel  1 8  giugno  del  994 

trie  riuniti  attualmente  nella  biblioteca  Ma-  il  vescovo  Gherardo  di  lui  successore  coo- 

gliabechìana  a  Firenze.  fermò  a  Rolandino  figlio  del  suddetto  Gio. 

Im  contrada  di  Sommaja  oltre  all'aver  di  Rodilando,  1* enfiteusi  di  dieci  poderi  at- 

(bmilo  il  vocabolo  a  tre  popoli ,  (  S.  Ste-  tinenti  alla  chiesa  plebana  di  Loppia  con  le 

fimo,  S.  Ruffiniano  e  S.  Michele  a  Som-  decime  solite  pagarsi  a  quel  pievano  dagli 

maja)  lo  diede  anche  ad  un  resedio  o  villa  abitanti  delle  ville  di  detto  piviere;  cioè, 

eircondata  da  molti  poderi  componenti  una  Loppia,  Biana,  Trepignana^  Caseio^  MaU 

fattoria  che  fu  dalla  nobile  famiglia  Dini  di  &o,  Alhiano^  Catugnano,  Sumtna  Columim^ 

Firenze  da  pochi  anni  indietro  alienata.  Barga  ,  Pignnna ,  Granìo,  Pedoni^  Seg» 

Inoltre  ebbero  signoria  in  Sommaja  i  sì-  gio,  ^etio,  Mf andana,  Tilio,  Coreglim^ 

gnori  di  casa  Goidalolti  di  Firenze,  alcuni  Amseeeho  {sic) ,  Grimignana^  Lecsia^  iÀ- 


SOLA  SOLI 

Oh  ìMru mento  del  4  Mrlt.  1375  iiieM.  SOLANO  forr.  nel  V^l-d' Arno  cueniiii*- 
^^«i tiglio  Ji  Tebiiltlo  degli  Ubertiiii,  tLiu-  nr.  —  0>te>lu  cono  d*acquM  na«ce  nel  &iu- 
i'  otl  suo  ciislel  dì  Sigila,  (tee  un  allo  di  ko  urieuUle  del  uioiile  di  f^allombrosa  to- 
diu-bìjrjzione,  che  il  di  lui  ^dre  Tebaldo  pn  il  Ci»t.  «li  Montt  Jk.gnafOf  e  ?à  iu- 
ncti  venduto  alle  monaclie  Cislcrcii'Ubi  di  ^rosM adoni  per  vìm,  tinche  dopo  esser  paisii- 
^■  Fnn^irro  pniso  Siena  per  lire  160  un  lo  soiio  Crùca  e  Castel  S.  Niccolò,  ba^^oa  il 
tcu'i  ili  terra  posto  nel  distretto  di  Querce-  bor^n  di  Sirad'i,  che  tro?a  un  miglio  in- 
Ur.4M.  —  (Akcb.  Dm.  Pioe.  Carie  delle  uanzi  discaricaisi  nel  11.  Arno  sollo  il  ponte 
Trafitta),  nuovo,  sopra  del  quale  [Mssa  la  slrada  pro- 
Anche  VArch,  Dif^L  di  SienJ  conserva  viuciale  iJasentinese,  quasi  diriuipello  al  pÌ4- 
n  i»iriiiiiento  del  6  «ili.  1186  dato  in  Ca.  no  di  Campaldino. 

t^tiici^Uberiini^voX  quale  il  nobile  Uber-  Solami  a  (Ad).  "  Miinsiona  sulla  ^ia 

tÌMo  ia  Sogna  figlio  del  fu  Gualtieri  fece  Clodia,  —  f^ed.  Sommaìa. 

no  procuratore  Rinaldo  di  mess.  Orlando  SOLATA  nel  Val-d*Arno  sufieriore.  — 

KiIiioUi  per  ratiticare  i  capiteti i  di  una  tre-  Cas.  con  eh.  parr.  (SS.  Jacopo  e  CrisioCino) 

fié  £itla  col  Comune  di  Siena.  nel  piviere  di  Galatrona,  Coni,  e  circa  4 

Li  parr.    di  S.  Tommaso  a   Sogna  nel  migl.  a  lib.  dei  Bucine,  Giur.  di  Monte- 

tèìì  coniava  86  abit.  varchi,  Dioc.  e  Camp,  di  Arezzo. 

M^JAN A,  B  SOJANELLA  nelU  vallecoU  Trovasi  sulla  cresta  de*  poggi  interposti 

^  Cascina.  — -  Due  castelletti  riuniti  sotto  fra  la  fiumana  deli'  Ambra  ed  il  lorr.  Tri- 

■aa  cfaics«  parr.  (S.  Andrea  a  Sofana)  con  gesimo^  osiia  diC<i/ioir/W,alle  sorgenti  del 

fii  ^oneasi    dì  S.  Martino  a  Sojanella ,  e  quale  risiede  la  cbie^  di  Solata^  la  cui  pò- 

4i  S.  Sl«£iOO  a  Ckianiina,  già  a  Sofana,  polazione  nel  i833  ascende\a  .%  106  abit. 

r^Jiili  un  tempo  della  distrutta  pieve  di  So-  SOLI  (S.  MAI\lAA)nclìa  Val-di  Siev«.— 

ngUana  ,    nella  Com.  e  circa    4  migl.    a  Cistellare,   la  di  cui   {»arr.   iu  riunita  nel 

■Mstr.  di  Terricciuola  y  Giur.  di  Peccioli ,  1787  .illa  cura  di  S.  Michele  dLueìgliano, 

ttoc.  di  San-Miniato,  una  volta  ili  Lucca,  enti-ambe  nel  pievunato  di  S.  Giovanni  a 

p.  di  Piia.  Pelrojo,  Com.  e  circa  3  migl.  a  seti,  di 

Tanto  So/ana,  quanto  So/anella  si  tro-  San-Picr  a  Sieve,  Giur.  di  Scarperia,  Dioc. 

alla  base  occidentale  diT  colli  che  se-  e  Comp.  di  Firenze. 

{arano  li  Tallecola  della  Cuf  e  ina  dalle  Vid-  Si  distinse  dal  castelletto  di  Soli  un  ramo 

le  deirEni.  lungo  la  strada  rotabile  che  sa-  degli  Ubaldini  del  Mugello  che  lo  (lerdero- 

Ji  a  Morrona  e  a  Terricciuola.  no  |ier  ribellione  i  discendenti  di  quella  stir- 

La    parr.  di   S.  Martino  a   Sojanella  fu  pe,  per  quanto  la  ciiiesa  parr.  fìno  dal  se- 

«ppi'gs  a  nel  i345»eil  il  suo  popolo  riunito  colo  XllI  fosse  di  giuspaiironato  della  meuM 

J  quello  di  S^jana;  i  quali  due  caslellelli  >escovile  iìorentina. 

per\euuero  nei  Gambacorti  di  Pisa  innanzi  Gli  Uiialdini  peraltro  continuarono  a  pos- 
tile nel  sett.  del  1496  sotto  le  mura  di  So-  sedere  costà  dei  beni  allodiali  con  una  vii- 
•ioj  restasse  colpito  ed  ucciso  il  generoso  letta  compresa  nel  dislrelio  di  Sili. 
Pier  Capponi  «  dopo  avere  con  dignitosa  e  Che  in  Lucigliano  \io\  sino  dal  m^.  XIV 
ardita  Buniera  salvata  Firenze  sua  patria  dal-  esistesse  un  buon  fortilizio,  lo  dirhiar<'>  Mat- 
Porgoglioso  procedere  de*  Francesi  e  dalle  teo  Villani  nella  sua  Cronica,  ali* occasiona 
saK>ilatc  firetensioni  di  (^rlo  VII!  loro  re.  che  i  Fiorenlitii  nel    i35a  v'introdussero 
Ln   islriimento  del  a 5  aprile   i4o5  del-  molte  vettovaglie  |ier  provvisionare  il  loro 
It  biidia  di  S.  Michele  in  Borgo  di  Pisa  ram-  eseicito  contro  quello  del  Visconti  di  Milano. 
a^Tì\4    fina  chiesa  de'  SS.   Michele  e  Ste-  Cotesti  due  popoli  riuniti  nei  i833coii- 
Ci»-t  j  Soj«n.-i  nel  piviere  di  S)vigliana.  lavano  344  abit. 

Li  parr.  di  S.Andrea  a  Sojana  nel  i833  SOLKXJIANO  nel    Val-d'Arno   fiorenti- 

]y>VfriTa  85o  abit.  no.—  Vili,  con  eh.  parr.  (  S.   Pietro)  nel 

SOJ  VNKL.LA.—  ^ed.  l'Art,  precedente,  piviere  di  S.  Giuliano  a  S«-ltiiuo,  Coni,   e 

SuLjtJ^  di  «Soncf.f^w.^  nella  valU'colii  di  un  migl.  circa  a  j;rec.  <i(*ll.i(lt»eliiiiaeTorri, 

Cai*,  ini.  —  f^ed.   S*'riGU.4NA  {Fiewe  di).  Giur.  della  liaslra  a  Signa,  Diuc,  e  Comp. 

S'MAJO   scL    VINCI)   nella    Valle   del-  di  Fiu-nzi-. 

i'Orniti^ae  pislojcse.  — -  Ved,  ScALdài^  o  K  5Ìtuato  in  mezzo  a  una  pianura  bugna- 

ScdLAM^eo.  ta  a  lev.  dalla  fiuuiHna  Greve,  a  sett.  dal- 

v.  V.  54 


426  SORA  SOBA 

dittagli  da  Aoto  prete  «hitante  nel    f^ieo        Esiftono  in  questo  territorio  abbondrali 

Capo  Marta  allivellò  a  questo  i  beni  di  cave  di  gesso. —  f^e*i.  GABFJkOHABA. 

della  Cella  posti  nel  f^ico  Marta  e  nel  Ca-        La  £)aiT.  di  S.  Martino  «  Suraggio  nel 

sale  Cuiiano  consistenti   in  orti,  vigne»  i83a  conlava  83o  abit. 

prati,  selve  eoe.  per  Tannuo  canone  di  de-        SGRANA  nella  Val-di-Nievole.  —  Cast. 

nari  i  a  moneta  di  .9.  Pietro.  con  eh.  parr.  (SS.  Pietro  e  Paolo)  già  filiale 

FinHimeiite  lo  stesso  casale  di  Supano^o  della  pieve  d*  Aramo,  nella  Cona.  e  circa 

Svpfino  è  rammentato  nella  bolla  pontificia  migl.  i  J  a  maestr.  di  Vellano ,  Giar.  di 

spedita  da  Niccolò  II  nell*  aprile  del  io6t  PcMia,  Dioc.  medesima,  nna  volta  di  Lucca, 

al   preposto  e  canonici  della  cattedrale  di  Gomp.  di  Firenie. 

Soana,  al  cui  capitolo  confermò  fra  le  altre        Risiede  in  monte  sulla  ripa  dcstsa  della 

cose  le  terre  che  esso  possedeva  nel  casale  Peseia  Maggiore^  ossia  Pefcia  di  Peseta, 

SupanOy  o  Sopano,  fra  Vellano ,  Castel  vecchio  ed  Arano. 

SOR  AGGIO   DI   GARFAGNANA   nella        Fra  le  piii  vetuste  reminisceose  m^ 

Valle  superiore  del  Serchio. — Contrada  con  stiti  di  questo  luogo,  nel  Voi.  V.  P.  lUdd- 

eh.  parr.  (S.  Martino)  nel  piviere  di  Piazza,  le  Memorie  la'xhesi  sono  venuti  alla  liict 

Com.  di  Sillano,  Giur.  e  circa  6  migl.  a  varii  istrumenti  del  secolo  X,  in  coi  è  Cilla 

sett.  di  Gamporgiano ,  Dioc.  di  Massa-Do-  menzione  del  Cast,  di  Sorana  situalo  sai 

cale,  giji  di  Luui-Sarzana,  Due.  di  Modena,  poggio ,  detto  allora  di  monte  Peiriimie. 

La  contrada  di  Soniggio  non  ha  Cast.         Bla  la  rocca  diSorana  occupa  nella  ttorii 

né  casale  proprio,  comecché  da  essa  pren*  militare  del  »eoolo  XIV  un  posto  distinto, 

da  il  distintivo  non  solo  la  eh.  parr.  di  S.  tostocbé  essa  fu  presa  di  mira  dai  Fiorentin 

Martino  a  Soraggio,  ma  ancora  il  ramo  mag-  che  1*  occuparono  e  perderono  nella  goerrs 

giore  del  Serchio,  che  costassù  fino  alla  sua  di  Lucca  del  i33o  e  che  poi  riebbero  dai 

unione  col  Serehio  Minuccianese  conserva  Pisani  alla  pace  conclusa  in  San^Minialo  li 

il  nome  del  Serchio  di  Soraggio,  i5  nov.  del  i343.  Fu  perduta  di  noofo 

Sono  bensì  comprese  nella  cura  di  So-  nel  i35a,  quando  il  presidio  fìorcntioovn- 

/aggio  le  villate  di  Rocca,  di  Erica  ^  di  ne  cacciato  da  Sorana  did  le  genti  di  Castme* 

yìHa,  di  Camporanda,  di  Melello  e  di  ciò  Aiitelminelli  conte  di  Coreglia. 
f^ieaglia.  Riacquistata  poco  dopo,  i  Fiorentini  da- 

Il  territorio  della  parr.  di  Soraggio  con-  veltero  rìperderla  nella  guerra  che  nel  i36t 

fina  dal  lato  di  lev.  e  scir.  con  T  Appenni-  si  riaccese  con  i  Pisani ,  dai  quali  la  ric^ 

no  di  Gorfìno  e  di  Borsigliana  ;  dirimpetto  bero  alla  pace  di  Peseia  pubblicata  in  Fi- 

a  ostro  giunge  sul  fiume  Serchio;  verso  (H>n.  renze  il  primo  di  settembre  delTanno  1 36(. 

ha  la  parr.  di  Sillano;  e  dal  lato  di  sett.  Finalmente  nel  1371  gli  uomini  di  Soraoa* 

e  maestr.  mediante  il  dorso  dell*  Appenni-  di  Castelvecchioedi  lutto  il  distretto  ooar 

no  arriva  sui  confini  di  Gozzano  e  di  altre  nilativodi  Vellano  si  sottomisero  stabilact- 

bicocche  spettanti  al  Ducalo  di  Reggio  in  te  alla  Rep.  Fior.,  dalla  quale  ottennero  b- 

Lombardia.  vorevoli  capitolazioni.  — •  ^ed.  VauLAiai. 

Gli  uomini  di  Soraggio  dopo  il  trattalo        Nel  1 385  insorse  nna  passeggera  diflèr» 

di  pace  concluso  nel  1441  fra  il  Comune  za  per  causa  di  confini  e  di  pastore  ffs  il 

di  Lucca  e  quello  di  Firenze,  cui  qnella  Com.  di  Sorana  e  quello  di  Pontito  di  Vii" 

popolazione  si  era  assoggettata,  vennero  re-  la-Basilica  nella  giurisdizione  luoebese. 
stituiti  ai  Lucchesi  col  loro  distretto.  La  parr.  de*  SS.  Pietro  e  Paolo  a  Sorsot 

Neil* anno  1446  gli  abitanti  di  Soraggio  nel  i833  noverava  406  abit. 
si  sottomìsero  spontaneamente  con  altre  dieci        SORANO   nella  Val-di-Fiora.  —  Tem 

Terre  della  Garfagnana  superiore  al  Duca  murata  e  stivata  di  abitaiioni  con  chicv 

Borso  di  Ferrara,  fino  a  che  per  atto  pub-  collegiata  (  S.  Niccolò)  capoluogo  di  Cs* 

blico  del  «4  luglio  i45[  la  camera  ducale  munita  nella  Giur.  di  Pitigliano,  Dioc  di 

accordò  ad  enfiteusi  al  popolo  di  Soraggio  Soana ,  Comp.  di  Grosseto. 
i  pascoli  e  boschi  della  così  detta  Alpe-Faz-        Risiede  sopra  una  rupe  di  tnCs  vnkaaies, 

•uola  posti  sul  rovescio  deirAppennino,  nei  nella  cui  sommità  esiste  la  rocca  ed  alla  «0 

confini  territoriali  di  Gozzano,  col  paltò  di  base  occidentale  scorrono  le  firinelbnti  dd    - 

condurre  in  ciascun  anno  nn  orto  tìvo  a  Lente ,  il  quale  dirìgesi   verso  PitiglisDO,    j 

Modena. -"-  ^td.  liuM^Tàxam^,  mentre  nelle  scogliere  inlomo  a 


S  0  M II  S  0  M  M            423 

ènti  9  un  solilo  fiorviitino,  e  per  il  fman  Bopnlo  con  i  suoidiscrndrnliyHUtoreilpiù 
A  FmlUrone  «Irn^irì  sri  im(«rìali,  ecc.  -»  r«  iudIu  di  quei  nobili,  da  o^^ni  obbligo  di 
iAm.  onxc  RiroBH^o.  oi  Fiicnu).  tervilù  nelTallo  in  cui  funinoa  lui  Tenduti 
La  pieve  aA:iitr(*luni  di  S.  Miirì»  Assunta  dr^li  «  fletti  |>i)Slt  nclln  corte  di  Somma/a. 
I  Solien  nel  1 833  c«m(ava  447  abit.  Giunta,  uno  de*  figliuoli  di  detto  Bo|anlo, 
SOVBRA  (  PENNA,  o  ALPE  oi)  —  f^ed.  mediante  islruroento  del  14  maggio  ia(  J 
AihApuava,  e  CAaTKunrOTODiGAivAGKiiHA.  fece  acquisto  da  persona  del  po|iolo  di  S. 
SOXMAJA  {Sommaria)  nel  Val-d*Arno  RufBniano  a  Soromaja  di  nn  pezzo  di  terra 
fiointino.  —  Vili,  già  Cast,  cbe  ha  dato  il  fier  soldi   5o;  ed  il  medesimo   Griunla  di 
Biaea  tre  chiete  parrocchiali,  S.  Andrea,  Boj.irdo  nel  3i  genn.  drl  1171  comprò  da 
!i.  Rafioiano  e  S.  Michelea  Somma ja.  Tu  1-  altra  pi'rsona  del  pO|)olo  di  Settimello  altri 
IÌBi  delle  quali  fa  riunita  a  S.  Ste&no  a  beni  per  il  prezzo  di  lire  69.  Qualche  tem- 
SMmaja  ncH* antico  piviere,  Com.  e  due  pò  dopo  (ai  ottobre  1273)  due  fratelli  che 
■  ueaiì^l.  a  lev.  di  Calenzano,  Giur.  di  furono  figli  di  Giunta  di  Bojardo  compra- 
Giapi,  £Koc.  e  Gorap.  di  Firenze.  rono  allri  effetti  in  Sommuja  ;  mentre  un 
Trovasi  la  contmda  di  Sommija  sull*e-  terzo  figliuolo  di  Giunta  di  Bojardo  è  ram- 
flnma  pendice  occidentale  del  Monte  Mo-  racntMto  in  altra  scrittura  del  18  ottobre 
iHIn,  a  lev.  della  strada  militare  di  Barbe-  1290,  nella  quale  si  tratta  della  promessa 
riso  di   Mudilo,  ilove  alcuni  dubitarono  da  lui  fatta  ad  Alamanno  del  fu  Alamanno 
che  ftisM  sittiala  la  mansione  ad  Salaria  iie*Bruiiel!eschi  del  popolo  di  S.  Leone  a 
4ella  via  C7/o</iOy  che  veniva  da  Lucca  e  Pon-  Firenze  di  pagargli  per  la  fèsta  di  Tutti  i 
tiCB*»li,  ravuraentata  negl' Itinerari  antichi.  Santi  lire  6a  e  mezzo  per  1*  acquisto  da  lui 
—  ^ed,  Gai.uixaiio.  fatto  di  diversi  effetti  posti  nel  popolo  di  S. 
Che  fiao  dal  secolo  XII  in  Sommaja  vi  Lucia  a  Settimello.—  Rogò  Tatto  il  notaro 
CMMaUfa  ana  torre,  cui  fu  dato  il  nome  Latino  Latini  fratello  di  Bnnaccorso  e  del 
di  laslello  •  si  può  dedurre  da  on  atto  pub-  notissimo  Ser  Brunetto  Latini, 
fclice  del  6  marzo  i  x33  scrìtto  nel  castello  Di  due  fratelli  nati  da  Dolce,  uno  dei  tra 
di  Som/noria.  In  reallà  sotto  nome  di  ca-  figli  di  Ginnta,  trovo  fatta  menzione  in  un 
Blc]|>>  aoa  torre  esisteva  presso  la  chiesa  di  istrumento  del  18  ott.  i3i4  quando  Fran- 
S.Slc€ino  a  Sommaja,  siccome  lo  dichiara  cesco  e  Bartolo  del  fu  Dolce  di  Giunta  di 
iBB  bolla  data  in  Viterbo,  che  il  Pont.  Gre-  Bojardo  della  Sommaja  comprarono  un  pez- 
fario  IX   nel   6  ottobre  del  ia37  diresse  zo  di  terra  posto  a  Valmiano  nel  popolo  di 
atrabate  e  monaci  della  Badia  a  Settimo,  S.  Maria /Va /e  due  ^ari/ie  (a  Tnivalle?) 
cai  fra   le  altre  cose  confermò  il  padronato  Uno  di  essi ,  Bartolo  di  Dolce  di  Giun- 
Mla  chiesa  di  S.  Stefano  presso  il  Castel-  t:i  di  Bojardo,  abitava  nel  popolo  di  S.  Lucia 
la  di  Sommaja  rr.n  le  sue  pertinenEe, —  d*  Ognissanti  quando  nel  di  8  apr.  del  i33i 
^Lavi,  JfoRif/n.  Bccl.  Fior.)  acquistò  un  credilo  di  otto  fiorini  da  pa- 
Goteslo  |»a«lronalo  poi  della  chiesa  di  S.  garsi  da  un  tal  Dino  del  fu  Bene  del  popolo 
Striano  a  Sommaja  dovè  provenire  dai  conti  di  S.  Ruffininno  a  Sommaja;  e  nel  i335  il 
C»1oliupi   fondatori  della  Badia  a  Settimo,  medesimo  B  rtolo  comprò  da  un  altro  Dino 
sioDome  lo  dà  a  conoscere  quel  G.  Uguc-  del  popolo  di  S.  Maria  a  Morello  per   il 
ciane  del  fu  C-  Guglielmo  Bulgaro  che  nel  prezzo  di  lire  5o  un  appezzamento  di  terra 
7  mano  del   1090  confermò  la  donazione  posto  in  luogo  denominalo  Boscatello  nel 
fclta  dai  irenitori  suoi  di  alcuni  beni  situati  distretto  di  •$.  Maria  a  Morello. 
ioSonimaja,  in  Monte-Morellweda'trove.  "  Nel  i346,  li  37  marzo,  donna  Lapa  ve- 
^cd   MovTK-MnitKLLO.  dova  d«  I  siiildctlo  Bartolo  di  Dolce  di  Ginn- 
La  cosa  meno  dubbia  è  che  dalla  contra-  ta  della  Sommaja  istituiva  fra  i  suoi  pro- 
da di  Sommuja  prese  il  casato  un'estinta  curatori  Jaco[K>  figlio  suo  e  del  già  ì'artnlo; 
pmaipìa  magnatizia  di  Firenze,  la  quale  si  mrnlre  in  altro  atto  del  18  ottobre  1 38o  è 
dÌMe  dei  nobili  della  Sommaja  ^  siccome  falla  menzione  di  un  Andrea  figliuolo  del 
apparisce  da  alcune  memorie  che  si  conser-  fu  Birlolo  delia  Sommi ja  abitante  allora  nel 
vano  attualmente  neW  Areh.  Dipi,  Fior,  po|)olo  di  S.  P.incrazio  a  Firenze. 

La  più  antica  di  tutte  consiste  in  un  atto  Fra  le  lettere  della  Signoria  di  Firenze, 

del  i5  giugno  1199,  col  quale  i  primi  si-  il  Gaye  nel  suo  carteggio  inedito  di  artisti 

fBori  della  Sommaja  emanciparono  un  tale  (  f^ol,  /.  Append.  li.  )  ne  rammenta  una 


421 


SOMM 


<]tf]  3  fcbbrnjo  i353  [stile  comnne)  con 
];i  quale  la  Signoria  ilepntò  i  ci tla<li ni  Ame- 
rigo ilella  Sommafa,  Castello  di  Li[ipo  del 
Beccuto,  e  Benedetto  di  Giovanni  Strozzi  a 
fortificare  il  cartello  di  Calentano  per  di- 
fenderlo da  ir  incursione  del  Tarmala  del  Vi- 
sconti che  in  quel  tempo  era  penetrata  dalla 
Lombardia  nel  contado  fiorentino. 

IHil  i38o  al  1608  mancano  le  carte  spel- 
lanti alla  famiglia  della  Sornmaja  {^er  con- 
tinuarne tutta  la  discendenza.  Sappiamo  so- 
lamente dall' illustrazione  del  Manni  al  si- 
gillo XIII  del  Voi.  IX  de' suoi  Sigilli  an- 
tichi, che  Francesco  figlio  del  celebre  gin- 
reconsiillo  Lelio  Torelli  ebbe  per  moglie 
Maria  figliuola  di  Raflàello  della  Somma/a, 
nella  cui  famiglia  pervenne  il  padronato  del- 
la chiesa  di  S.  PierBiionconsiglio  in  Merca- 
to-Tecchio,  per  donazione  fatla  dai  popolani 
al  suddetto  Lelio  Torelli.  Da  questa  Maria 
della  Sommufa  e  da  FVancesro  Torelli, 
soggiunge  il  Man  ni,  nacquero  Antonio  ca- 
valiere Gerosolirailano,  Raflàello  cavaliere 
di  S.  Stefano,  e  un  altro  Lelio  che  fu  pag- 
gio nero  di  Cosimo  1. 

In  questo  tempo  la  storia  ricorda  pare 
un  Pier  Fr;»ncesror/e//a*Somwri/acav:iliere 
di  Malta,  che  nel  difendere  un  analto  dato 
dai  Turchi  li  3  giugno  dfl  1 565  al  caste! 
di  S.  Ermo  in  queir  isola,  egli  tì  restò 
ucciso. 

Il  giiispadronnlo  dell»  rliiosa  di  Sommaja 
nel  3o  maggio  del  1608  fu  riniinzi^ito  dal 
<^v.  Antonio  del  fu  Franrrsro  Tonili  al 
senatore  Giovanni  di  Girolamo  d^lla  Som- 
ma/fi  eil  ai  suoi  «lisrcnthnli. 

Finalmente  con  bolla  del  20  ott.  1614 
il  Pont.  P;iolo  V  concetlè  lacollìi  a  Won«. 
Girolamo  della  iSowm  a/a  referendario  del  T 
una  e  T altra  segnatura  di  |K)ttrsi  ordinare 
Siieerdote  in  tre  domeniche  da  scegliersi  a 
suo  pi;icere.  (Carte  cit.) 

Questi  fu  quel  Mons.  Girolamo  della  Sorn- 
maja che  lasciò  molli  spogli  dì  notizie  pa- 
trie riuniti  attiialmenti* nella  biblioteca  Ma- 
gliabechiana  a  Firenze. 

la  contrada  di  Sommaj.i  oltre  ali*  aver 
fornito  il  vocaliolo  a  tre  popoli,  (S.  Ste- 
fano, S.  Rufilìniano  e  S.  Michele  a  Som- 
maja  )  lo  diede  anche  ad  un  resedio  o  villa 
eircondala  da  molti  poderi  com[>onenti  una 
fattoria  che  fu  dalla  nobile  famiglia  Di  ni  dì 
Firenze  da  pochi  anni  indietro  alienata. 

Inoltre  ebl>ero  signoria  in  5>omniaja  i  si- 
fnori  di  caia  Goidalotti  di  Firenze,  alcuni 


SOMM 

de*  quali  furono  «HNidannati  aoiie  nielli  1 
ghibellini  con  •rtilenia  del  ai  luglio  i3m 
dal  poteste  Gante  de*  Gabbrirlli  lii  i^ 
bio.  —  fed»  GAmmrmno. 

Anche  lo  ifortunalo  Arrighclto  à  S^ 
ti  mei  lo  sembra  che  nelle  tne  poràe  liliilh 
si  appellasse  «SommariViiiif,  sfUmeiad» 
cune  slampe  si  legga  Sammarientis, 
Ticinanza  di  Settimello  a  SoDBMia. 

I  tre  popoli  della  contrada  di 
sotto  il  piviere  di  S.  Dnnatn  ■ 
furono  riuniti  in  due  parroorbie  Alpi 
quella  di  S.  Michele  venne  annesai  ab 
di  S.  Ruffiniano  a  Sornmaja.  —  AUaiI 
tanto  qupst*  ultima   parr.  come  Tate 
S.  Stefano  n  Sommuja ,  altrimenti  4dl 
Brancoli ^  la  prima  di  padronato  àék 
bil  famiglia  dei  ronti  Bardi  Scfselii^h 
conda  del  March.  Ginori ,  già  dr 
Cistfrctisi  di  Settimo,  sono  slatr 
alla  nuova  pieve  «li  S.  Niccolò  a  Ca 

Nel  i833  la  parr.  di  S.  SleCino  1 
roaja ,  o  a  Brancoli  cnntava  isg  aduL 

Nell'anno  stesso  quella  de* SS 
no  e  Michele  a  Sommaja  noccnfa  111 

SOMMANO  (MONTE)  ìoVaMi-Ti 

—  ^ed,  MnxnraivAiio. 
SOMMANO  DI  SORBANO  in 

—  l^fd  Mo!(TAi.To  DI  SoaaAno. 
SOMMO.(X)IX>G\A,  n  SOM 

MA  nella  Valle  del  Sercbin.  -  La. 
eh.  p.irr.  .'S.  Frediano)  neir.iniiro 
di  Ijoppia ,  ora  di  Barga  ,  Gnm.  Gior. 
deAÌm:i,  d.tll.i  qiial  Terra  Somn 
dista  circa  due  migl.  a  seti,  nella  Di«. 
Pisa,  già  di  Luca  ,  Cnrap.  pisano. 

Risiede  in  monte  alla  destra  del 
Corsona ,  fra  i  casali  di  Albiaoo  e  di 
guano. 

Ebbero  signoria  in  Snmmo-ColofaB 
dal  secolo  X  i  signori  Rolandinghi  di 
ca  ,  quando  il  Tesc.<iTo  Teudegrimo  yB 
del  ao  luglio  g83  allivellò  a  Gio.  àà 
Rodilando,  e  che  |ioi  nel  iSgiognodrl 
il  vescovo  Gherardo  di  lui  sucoraioit 
fermò  a  Rolandino  figlio  del  soddftto 
di  Rodilando,  T enfiteusi  di  dieci  poM 
t inculi  alla  chiesa  plebana  di  Lofifù 
derime  solite  pagarsi  a  quel  piemia 
abitanti  delle  ville  di  detto  ^aviere; 
Loppio,  Riano^  TVepignana^Casti», 
boj  Alhiano^  Catu^nano^  Sumitia  Celi 
Barpa  ,  Pi  gonna ,  Graniti^  Pedam, 
gin,  t^eiio,  Manciana ,  Tilio,  Ctfr^ 
Amtectho  (xir) ,  Grimignona,  Lete*» 


a 


SOFF  SOPÌ                419 

La  parr.  dì  S.  Clemenle  a  Soctaiuiè  di  dell' cstinU  famiglia  Carducci  patrona  della 

j^us|iadroiiato  de*  signori  Dini  e  Murelli  di  eh.  cui  sottcnlrò  la  casa  Peoori-Giraldi. 

Pireoze.  —  Essa  nel  t833couUva  a7aabi(.  Il  parroco  di  S.  Maria  a  Soffiano  nel  1186* 

II  popolo  poi  di  S.  Maria  a  SociaOdi  neH*  asiitlè  ad  un  sinodo  lenulo  in  Firenie  nella 

inno  slesso  noverava  ao5  persone.  pieve  di  S.  Ileparata,  poscia  melropoiilana 

SODERÀ  (S.  QUiaiOO  alla)  in  Val-  di  S.  Maria  del  Fiore, 

lì  Pesa.'-  Gis.  con  eh.  parr.  cui  fu  annesso  La  parr.  di  S.  Maria  a  Soffiano  nel  i833 

I  pfipolo  di  S.  Vito  a  Ortimino  nel  piviere  noverava  5oa  abit. 

li  S.  Pielro  in  Mercato,  Com.  Giur.  e  circa  Soffi jtao^o  Sofìjho  di  Cioo£i  nel  Val- 

migl.  afa  lev.  di  Montespertoli,  Dioc.  e  d'Arno  inferiore.—  Gas.  perduto  che  fu  nel 

Coin|u  di  Firenze.  piviere  della  Fabbrica  di  Cigoli,  Com.  Giui . 

Risiede  su  11*  altipiano  de*  colli  che  nella  di  San-Miniato,  Dioc.  niedesìnia,  gih  di 
lin-iione  di  lev.-grec.  a  pon.-lib.  fiancbeg-  Lucca,  Comp.  di  Firenze, 
^iano  di  contro  a  lib.  il  torr.  f^irginio,  a-  Varie  carte  òtW  Areh,  Arch,  lucchese  ^ 
^endo  nel  1* opposto  lato  la  Pesa,  lungo  lastra-  testé  pabblicate  nelle  Memorie  per  servire 
Ja  rotibile  che  passa  sul  dorso  di  quei  colli,  alla  storia  dì  quel  Ducato,  rammentano  co- 
La  memoria  più  antica  di  cotesto  Cas.  testo  luogo  dì  Soffiano^  tre  delle  quali  del 
iella  Soderà  la  fornisce  una  membrana  del  secolo  X;  la  prima  del  febbrajo  941  scritta 
It  maggio  1071,  esistente  nell'ABca.  Dipl.  io  Soffiano  piviere  dì  S.  Saturnino  a  Puh» 
Pioa./rn  le  Carte  della  Badia  di  Passim  brica^  la  seconda  del  a  a  aprile  954;  latena 
^nano ,  scritta  nel  poggio  di  Muttrajo.  ^-  data  essa  pure  in  Soffiano  nei  febb.  dei  967. 
f^ed,  PoGcto  A  f^BNTo.  —  f^cd.  Cigoli  ,  e  FABaaioà  m  Giqoli. 

La  chiesa  di  S.  Quirico  alla  Soderà  più  SoFruMo^  o  Som  Atto  di  Fellàìio  in 

ardi  fu  di  giuspadronalo  de* Machiavelli,  ora  Val-di-Nievole.  •— Un  altro  luogo  di  Soffiano 

M-r  due  voci  degli  eredi  del  March.  Ran-  {Suffianum)  nel  piviere  di  S.  Tommaso 

^i ,  e  per  una  voce  del  Principe.  di  Arrbna  è  rammentato  in  altra  carta  del- 

Il  popolo  della  Soderà  innanzi  il  1745  VArck,  Arci^,  Lucch,  del  37  aprile  980 

va  gii  riunito  a  quello  di  S.  Vito  a  Orti-  pubblicata  nel  Voi.  V.  P.  Ili  delle  Mvmorie 

nino,  che  nel  i833  contava  i3o  abit.  dì  sopra  rammentHte. 

SODERÀ  in  Val  d*Ema.—  Porta  pure  il  SOFIA  (S.)  nella  Valle  del  Bidente  in 

nome  dì  Soileta  una  villa  signorile  de*Bar-  Romagna.  —  f^ed.  Sarta-Sofia. 

:oli ,  poi  Ombrosi  con  annesso  oratorio  (S.  —  (S.)  oiMARECCHIA. —  f^ed.  Sarta- 

Marco)  nel  popolo  e  piviere  di  S.   Maria  Sovia  di  Maibcchia,  cui  deve  aggiungersi, 

leirimpruneta,  Cora,  e  Giur.  del  Galluzzo,  che  nel  i558  il  Cast,  di  S.  Sofìa  dì  Marec> 

[Hoc.  e  Comp.  di  Firenze.  chia  era  possclnto  dal  conte  di  Novellara 

SorrEifj^  o  SirFENA  (Castello  di)  nel  Gio.  Francesco  Gronzaga,  il  quale  aveva  |io- 

^al-d*Arno  supcriore.  —  f^ed.  Badia  a  Sor-  sto  sé  stesso  con  questo  suo  Cast,  sotto  l'ac- 

rniA,  e  Castel- Fa  arco  di  sopra.  comandigia  di  Cosimo  I  Duca  dì  Firenze. 

SOFFI A?H!)  nel  Val-d*Arno  fiorentino.— -  In  proposilo  di  eiò  raccontava  I*  Adriani 

Contrada   deliziosa  nei  colli  del  suburbio  nella  «^/oria  e/e* tuoi /e//t/ii  (Lib.  X.Vcap.  5) 

3eci«ien1a1e  dì  Firenze,  che  ha  dato  il  suo  che  fu  mandata  costà  «nn  te  armala  dal  Card, 

rocabolo  alla  eh.  parr.  di  S.  Maria  a  Soffia  Caraffa  nipote  beneaffello  del  Pont.  Paolo  IV, 

00,  succursale  delta  pieve  maggiore,  nella  il  quale, ad  istanza  della  conlessa  di  Pi:in  di 

Com.  e  circa  un  mi^fl.  a  ostro  del  borgo  di  Meleto  favorita  ilal  Card.  Vitelli,  pretendtva 

l^^nufa,  Giur.  del  Galluzzo,  Dioc.  e  Comp.  avere  delle  ragioni  sopra  cotesta  bicocca  dì 

Ji  Firenze.  S.  Sofia,  per  cui  le  sue  genti  coslrinero  il 

La  contrada  di  Soffiano  situata  in  pianura  Gonzaga,  che  si  era  ritirato  nella  rocca,  a 

li  distìngue  <Liir  altra  fK>sla  in  collina  <le  rendersi  ed  a  uscire  per  forza  da  quella  pos- 

Dominandosi  la  prima  Soffiano  basto,  e  la  sessione,  asserendo  che  la  giuris<lizione  del 

iecond.1  Soffiano  alto.  detto  Cist.  (posto  dentro  i  confini  di  Mon- 

Quc'St* ultima  è  la  più  ridente  per  la  vi-  tefeltro)era  della  chi(>sa  Romana...  Lsi  qiial 

male  di  Firenze  e  suoi  contorni ,  fier  essere  cosa  parve  molto  grave  al  Duca  Cosimo,  che 

ifKtfKi  di  ville  signorili ,  di  vaghi  giardini ,  se  ne  dolse  prima  col  Card.  Caraffa  e  {»oì  col 

ili  vigneti,  oliveti  ecc.  Piesso  la  eh.  parroc-  Pa|ia,  |ierehè  olire  la  possessione  di  S.  Sofìa 

chiale  di  5o/}?aii0  d/to  esiste  r aulica  torre  tolta  per  fona,  quelle  masnade  avevano 


426              SORA  SOBA 

fiitfaigli  (la  Anto  prete  abitante  dcI    f^ieo  Esistono  in  questo  territorio  abboodiBli 

Capo  Sfarla  allivellò  a  questo  i  beni  di  cave  di  gesso. —  f^eJ.  Gabfmwaha. 

della  Cella  posti  nel  f^ico  Marta  e  nel  Ca-  La  fiarr.  di  S.  Martino  a  Soragg io  nd 

Saie  Cuuano  consistenti   in  orti,  vigne,  i83a  conlava  83o  abit. 

prati,  seWe  eoe.  per  Pannuo  canone  di  de-  SGRANA  nella  Val-di-Nierde.  —  Cdit. 

nari  i  a  moneta  di  .9.  Pietro.  con  cb.  parr.  (SS.  Pietro  e  Pbolo)  già  filiale 

Finulmente  Io  slesso  casale  di  SupanOyO  della  pieve  d'  Aramo,  nella  Com.  e  circi 

«frisino  è  rammentato  nella  bolla  pontifìcia  migl.  i  J  a  maeslr.  di  Vellano»  Giar.  4i 

spedita  da  Niccolò  li  nell*  aprile  del  1061  Pescia,  Dioc.  medesima,  una  volta  di  Luco, 

al   preposto  e  canonici  della  cattedrale  di  Gomp.  di  Firenie. 

Soana,  al  cui  capitolo  confermò  fra  le  alire  Risiede  in  monte  sulla  ripa  destn  delli 

cose  le  terre  che  esso  possedeva  nel  casale  Pescia  Maggiore,  ossia  Petcia  di  Peseta, 

SupaaOf  o  Sopano,  fra  Vellano,  Castel  vecchio  ed  Arano. 

SORAGGIO   DI   GARFAGNANA   nella  Fra  le  piii  vetuste  reminisceme  saper 

Valle  superiore  del  Serchio. — Contrada  con  siiti  di  questo  luogo,  nel  Voi.  V.  P.  lUJd- 

eh.  parr.  (S.  Martino)  nel  piviere  di  Piazza,  le  Memorie  la'xbesi  sono  venuti  alla  luce 

Com.  di  Sillano,  Giur.  e  circa  6  migl.  a  Tarii  istrumenli  del  secolo  X,  in  cui  èfrlli 

seti,  dì  Gamporgiano,  Dioc.  di  Massa-Do-  menzione  del  Cast,  di  Sorana  situalo  sd 

cale,  gik  di  Luiii-Sarzana,  Due.  di  Modena,  poggio,  detto  allora  di  monte  Peiritmh. 

La  contrada  di  Soraggio  non  ha  Cast.  Bla  la  rocca  diSorana  occupa  nella  aloni 

né  casale  proprio,  comecché  da  essa  pren*  militare  del  secolo  XIV  un  posto  distinlo, 

da  il  distintivo  non  solo  la  eh.  parr.  di  S.  tostocbè  essa  fu  presa  di  mira  dai  Fìorentisi 

Martino  a  Soraggio,  ma  ancora  il  ramo  mag-  che  1*  occuparono  e  perderono  nella  garrn 

giore  del  Serchio,  che  costassù  fino  alla  sua  di  Lucca  del  1 33o  e  che  poi  riebbero  àà 

unione  col  Serekio  Minuccianese  conserva  Pisani  alla  pace  conclusa  in  San-Miniato  li 

il  nome  del  Serehio  di  Soraggio,  i5  nov.  del  i343.  Fu  perduta  di  nooit 

Sono  bensì  comprese  nella  cura  di  So-  nel  i352,  quando  il  presidio  ftorenlinoffi- 

/aggìo  le  villate  di  Rocca,  di  Erica,  di  ne  cacciato  da  Sorana  dalle  genti  di  Ctstiee- 

yaia^  di  Ceunporanda,  di  Meltilo  e  di  ciò  Anlelroinelli  oonte  di  Coreglia. 

P'ieaglia,  Riacquistala  poco  dopo ,  i  Fiorentini  <k- 

II  territorio  della  parr.  di  Soraggio  con-  vettcro  rìperderla  nella  guerra  che  nel  i36s 

fina  dal  lato  di  lev.  e  scir.  con  V  Appenni-  si  riaccese  con  i  Pisani ,  dai  quali  la  nA* 

no  di  Gorfino  e  di  Borsigliana;  dtrimfielto  bero  alla  pace  di  Pescia  pubblicala  in  Fi- 

a  ostro  giunge  sul  fìume  Serchio;  verso  pon.  renze  il  primo  di  settembre  delPanno  1 3tf(. 

ha  la  parr.  di  Sillano  ;  e  dal  lato  di  sett.  Finalmente  nel  1371  gli  uomini  di  Sorwa, 

e  maestr.  mediante  il  dorso  dell'  A|>penni-  di  Castel  vecchio  e  di  lutto  il  distretto  eoBS' 

no  arriva  sui  confini  di  Grozzano  e  di  altre  nilativodi  Vellano  si  sottomisero  stabìlaci- 

bicocche  spettanti  al  Ducato  di  Reggio  in  te  alla  Rep.  Fior.,  dalla  quale  ottennciob* 

Lombardia.  vorevoli  capitolazioni.  -—  ^ed,  Vbllaso. 

Gli  uomini  di  Soraggio  dopo  il  trattalo  Nel  1 365  insorse  una  passeggera  di6bf» 

di  pace  concluso  nel  1441  fra  il  Comune  za  per  causa  di  confini  e  di  piuture  In  fl 

di  Lucca  e  quello  di  Firenze,  cui  quella  Com.  di  Sorana  e  quello  di  Pontito  di  VD- 

popolazione  si  era  assoggettata,  vennero  re-  la-Basilica  nella  giurisdizione  lucchese, 

tliluiti  ai  Lucchesi  col  loro  distretto.  La  parr.  de*  SS.  Pietro  e  Paolo  a  Sono* 

Nell'anno  1446  gli  abitanti  di  Soraggio  nel  i833  noverava  406  abit. 

sì  sottomisero  spontaneamente  con  altre  dieci  SORANO   nrlla  Val-di-Fiora.  —  Tb» 

Terre  della  Garfagnana  superiore  al  Duca  murata  e  stivala  di  abitaaìoni  con  àèm 

Borso  di  Ferrara,  fino  a  che  per  atto  pub-  collegiata  (  S.  Niccolò)  capoluogo  di  G»* 

blico  del  «4  loglio  i45[  la  camera  ducale  munita  nella  Giur.  di  Pitigliano,  Dioe.  A 

accordò  ad  enfiteusi  al  popolo  di  Soraggio  Soana ,  Comp.  di  Grosseto, 

i  pascoli  e  boschi  della  così  detta  Alpe-Faz-  Risiede  sopra  una  rupe  di  taCs  vnkatini 

uiola  posti  sul  rovescio  delTAppennino,  nei  nella  cui  sommità  esiste  la  rocca  ed  alfa  ^ 

confini  territoriali  di  Gozzano,  col  paltò  di  base  occidenUle  scorrono  le  prime fiMti  ^ 

condurre  in  ciascun  anno  un  orto  tìvo  a  Lente ,  il  quale  dirìgesi   vcrr>  PitigK*"» 

Modena.  -^  Ftd,  Alm-Fasuoi^.  mentre  uelìe  acogliere  inlorao  a 


SORA 

no  stale  sevvalc  denlto  quel  terreno  tdWeo 
gmndiose  e  bette  eeatioe. 

Lu  Terra  di  Sor«oo  è  posta  fra  il  gr.  49^ 
41'  lotit.  ed  il  fr.  29"*  33'  e  5"  loog  ,  circa 
tnigl.  4  a  grec.  di  PitigUano,  3  |  a  grec.- 
!•▼.  di  Soana»  migl.  H  n  ostro  di  S.  Gio« 
'Vanni  d(dle  Contee,  e  intorno  a  migl.  1 1 
m  ostro)ib.  dal  Poole  Ceotioo  sulla  strada 
poflalc  dì  Bona. 

Fu  la  terra  e  (Kslretto  di  Sorano  antica 
signoria  dd  conti  Aldobrandeschi ,  perve* 
nula  col  fatto  di  dÌTtsione  del  1274  al  ramo 
de*  conti  di  Soana  e  Pitìgliano,  dai  quali 
passò  con  fàena  giorìsdinone  nella  casa  prin- 
oipesea  degli  Orsini  dt  Roma  ,  che  domina- 
rono assolutamente  in  Sorano  e  nei  paesi 
della  contea  Aldobrandesca  di  Soana  6tto 
•ll'anno  160S,  epoca  dell'  atienatione,  e 
rtonlcmesuaal  Granducato  di  Toscana;  dopo 
dì  che  i  conti  Orsini  ed  altri  signori  otten- 
nero  molti  paesi  della  stessa  contea  come 
Itndaitarj  Granducali.  Tale  fa  per  on  Bonr- 


SORA 


427 


bon  del  Monte  il  feudo  di  S.  Mmrtino  al 
Poggio  PelaiOf  concesso  nel  x  65o  al  March; 
Pier  Franc(!sco  del  Mcmte  S.  Maria,  al  di 
cui  erede,  il  March.  G)Stmo  Bourbon  del 
Monte,  venne  rinnovata  la  concessione  me- 
desima nelfanno  1738.  Tale  è  1* altro  fen- 
do del  Monte  FitoMO  concesso  l' anno  1 654 
al  conte  Fabrizio  de^Barbolani  di  Monta- 
cnto  con  titolo  di  marchesato. 

Le  vicende  storiche  della  Terra  di  Sora* 
no  essendo  comuni  a  quelle  di  Pitigliano^ 
rinvio  i  lettori  a  quest'ultimo  Art»  ed  a 
quanto  ne  disse  1*  autore  del  Fiaggio  Pit» 
torico ,  dove  parlando  di  Sorano  aggiunge: 
che,  per  nna  costante  fatalità,  gli  Onipi 
suoi  feudatari ,  essendo  slati  sempre  intenti 
in  strana  guisa  a  spogliarsi  scambievolmente 
e  ad  insidiani  persino  la  vita ,  non  lascia- 
rono mai  in  pace  i  popoli  a  loro  sottoposti  » 
e  con  i  proprj  odj  e  sfrenata  voglia  di  ven- 
detta e  sposero  miserabilmente  quei  vassalli 
a  dividersi  in  partiti ,  ecc.  eoe. 


MOVIMENTO  della  Popolazione  della  Tbpmjì  di  Sodano 
a  quattro  epoche  diverse  y  dii^isa  per  fami  glie. 

{IfB,  Mauca  ìa  popolazione  dell'anno  1640  quando  Sorano  continuava  ad  essere  feudo 
granducale). 


Ahho 

IMFIi 

masc. 

rasai 
femtn. 

▲JM 

mase. 

fLTJ 

fenun. 

COHJDOiTI 

dei 
due  sessi 

RCCLEAUST. 

dei 
due  sessi 

Numero 

delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popola», 

«7450 

ia6 

104 

«3 

139 

3o8 

a8 

938 

798 

i83S 

189 

196 

ta9 

166 

410 

i5 

a53 

iit5 

1840 

ao4 

186 

i58 

189 

460 

II 

a58 

iao8 

1843 

i8a 

145 

i63 

i85 

414 

14 

*73 

io83 

(*)  Nel  1 745  W  erano  in  Sorano  46  Loreneti  non  inalatati  nel  presente  Quadro. 


Comunità  dt  Sorano,  —  Il  territorio  dì 
questa  Comunità  occupa  65355  quadr.,  dei 
q'»ali  91 35  spettano  a  corsi  d'acqua  ed  a 
pnbbliche  strade. —  Nel  i833  vi  abitavano 
^miliarmente  383 1  individui,  a  proporzio- 
ne di  circa  48  penone  per  ogni  migl.  quadr. 
di  suolo  imponibile. 

Confina  con  quattro  Comunità  del  Gran- 
dnoalo  e  per  ta  parie  di  lev.  con  lo  Stato 


Pontifìcio.  -^  Essa  ha  di  fronte  dirimpetto 
a  sett.-maestr.  il  territorio  coihuiiitativo  di 
Santa  Fiora  lino  al  fosso  Rigo ,  che  è  uno 
degli  influenti  a  destra  del  fi.  Fiora  ;  di 
fronte  a  pon.-maestr.  il  territorio  comuni- 
tati  vo  di  Sorano  si  tocca  con  quello  della 
Com.  di  Roccalbegna;  di  faccia  a  pon.  ed  a 
lib.  ha  la  Com.  di  Marciano;  e  dirimpetto  a 
ostro  e  scir.  trota  il  territorio  della  Com. 


428  SORA  SORA 

di  PitigKano,  con  la  quale  la  nostra  di  So-  dieci  tecoli  fé  cotanto  malefiche  eoae  lodi- 

nino  si  accompagna  fìncbè  arriva  sai  confine  vennero  in  seguito,  sicché  il  paese,  illon 

dello  Stato  Pontificio.  fu  generalmente  più  popolato. 

Poche  strade  rotabili  attraversano  qae-  Senza  bisogno  di  esagerare  sairioipor- 
ft'angolo  estremo  del  Granducato,  una  del-  tanza  della  fìsica  stmtlura  e  della  variftà  na- 
ie quali  sarebbe  il  tronco  fra  Pitigliano  e  golare  delle  rocce  nettunixoey  plulooicbc  • 
Sonino  ila  far  parte  della  strada  provinciale  vulcaniche  che  cuoprono  il  territorio  die»- 
Troifersa  che  deve  slaccarsi  dall*  altra  via  testa  G>munitk,  mi  limiterò  a  overraie, 
provinciale  del  Monte  Amiala  presso  la  con-  che  la  ()arte  montuosa  posta  a  tett.  dì  &>- 
fluenia  del  torr.  Senna  nella  Paglia,  e  pas-  rano,  a  partire  dalla  ripa  destra  del  lorr. 
aare  per  la  Sfonesca,  S.  Quirichino,  Sorano,  Fiume  fìno  alle  sorgenti  del  Lenttf  trotsa 
Pitigliano,  Bilanciano  e  la  Marsiliana  per  rivestita  quasi  generalmente  da  rocce  stri* 
condurre  sulla  via  Aurelia  davanti  air  istmo  tifìcate  e  sedimentarie,  state  però  qoh  e  là 
di  Orbetello.  sconvolte  e  semi  metamorfosate  da  filoni  mt- 

Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua  che  bagnano  tallici,  o  da  rocce ofioliliche. — AH*  incoaliD 

il  territorio  di  Sorano  si  contano ,  oltre  il  dalle  scaturigini  del  lorr.  Lente  e  del  km 

fiume  Fiora^  varj  torrenti  suoi  tributar) ,  Calesino  fino  al  fi.  Fiora  il  suolo  oompari- 

come  il  Lente  f  il  Calesino  ed  il  PicciO'  sce  quasi  per  tutto  rivestito  da  profondi  bai- 

/oiia,  il  primo  de*  quali  scende  dai  poggi  chi  di  tufa  e  dì  altre  rocce  deciaamenic  v«l- 

a  maestr.  di  Sonino,  e  gli  altri  due  circon-  caniche  senza  il  benché  minimo  indìiio  A 

dano  e  scalano  il  piano  di  tufa  vulcanica,  crateri  sottomarini, 
sni  quale  risiede  la  deserta  cittk  di  Soana.        Non  solo  in  tutto  il  paese  cinonviciiio  si 

Una  delle  prominenze  più  elevate  del  ter-  capoluogo  di  questa  Comunità,  andando fcr« 
ritorio  in  discorso  é  quella  del  Monte  Vitoz-  so  il  suo  confine  orienti«le,  ma  ancora  inol- 
io che  si  alza  circa  iSgo  br.  sopra  il  livello  trandosi  nello  Stato  Pontificio,  trovasi  ut 
del  mare  Mediterraneo,  i  di  cui  contrafforti  terreno  vulcanico  consimile  a  quello  di  Se- 
dal  lato  di  lev.  e  dì  sett.  stendonsi  nella  V^l-  rann  e  di  Pitigliano,  •—  f^ed.  Prbbumo 
di-Paglia,  mentre  quelli  che  si  diramano  Comunità, 

Jferao  pon.  e  lib.  inviano  le  loro  acque  sii-        Ed  è  poi  singolare  che  nei  contorni  di 

irestri  negli  influenti  del  fi.  Fiora.  Sorano  come  nel  Pitiglianete  f ' incontnas 

Risiietto  alla  struttura  fìsica  della  con-  banchi  di  tufa  vulcanica  nei  quali  si  ra^ 

trada  compresa  nella  Comunità  di  Sorano  chiudono  ciottoli  e  ghia  je  di  rocce  sedioBCih 

io  dubito  che  poche  altre  del  Granducato  tarie  ;  prova  a  parer  mìo  non  dubbia,  che 

offrano  al  naturdista  un*  anomalia  più  sin-  le  ceneri  vulcaniche  furono  posteriori  alla 

golare  di  questa,  rispetto  specialmente  alla  formazione  delle  rocce  nettuniane  coi  spel- 

stalistica  medica  della  Maremma.  tano  i  ciottoli  predetti,  stati  già  dalle  aeqae 

Imperocché,  se  la  situazione  astronomica  correnti  rotolati  innanzi  che  comparissen 

o  fìsica,  terrestre  o  marittima,  sono  da  ri-  costà  le  ceneri  dei  vulcani  sottomarini.  Ao- 

guardarsi  come  elementi  per  servire  di  nor-  che  nei  contorni  di  Sorano  come  allaCortr 

ma  alla  filosofìa  della  statistica,  cesserebbero  del  Re,  presso  alla  strada  rotabile  fia  Fit^ 

essi  dì  essere  tali  nella  Comunità  di  Sorano,  gliano  e  Sorano,  esistono  dei  banchi  di  csl- 

Ddcchè  la  storia  degli  uomini  è  cono-  care  concrezionato  (travertino)  ed  aoqv 
scinta,  sappiamo  che  le  condizioni  fìsiche  termaliacidule,  dal  deposito  delle  quali  quel 
del  suolo  fra  Sorano  ed  il  fìume  Fiora  sono  travertino  a  poco  a  poco  si  andò  foroiaoiio. 
state  sempre  nn  profondo  letto  di  ceneri  Tali  sono,  per  esempio,  le  sorgenti  de* l'- 
abbandonate da  vulcani  sotto-marini  com-  gnoli,  e  di  S.  Maria  delV  Aquila^  attornia 
parsi  in  epoche  anteriori  alla  storia;  ed  è  te  ed  emergenti  da  grandi  scogliere  di  Ifs- 
egualmente  nolo,  che  in  molti  luoghi  della  verlino. 

Comunità  di  Sorano  alle  ceneri  vulcaniche        Sul  Monte  Citerno^cWé  distante  no  fli- 

servono  di  base  rocce  stratiformi  e  massìc-  gì  io  e  mezzo  da  Sorano,  dal   lato  d*ortitf 

ce,  alternanti  con  depositi  di  acque  più  o  il  Santi  indicò  alcune  scogliere  di  caloRS 

meno  ricche  di  acido  carbonico.  È  altresì  fissile-rossigna,  mentre  lungo  laftndalal^ 

vero  che  V  una  e  Taltra  contrada  fu  sempre  stra  presso  il  pubblico  fontanile  trova* aas 

dominata  da*  prìncipi  medesimi,  sebbene  le  breccia  c^ilcire  atta  a  rifìorire  qnella  stn^* 

condizioni  sue  almosfcrìche  non  apparivano  Anche  in  nn  risalto  dello  sleiao  mools  «d 


SORA  SORA              439 

fiineo  oppoflo  a  sett.  dirimpetto  alla  T«rra  che  togliono  minacciare  la  vita  dell*  nomo; 

di  Sonno,  denominato  Poggio  Bifidi ,  e*  né  alcuna,  cb*  io  sappia,  delle  cause  sanita- 

sistonocHve  di  calcarea  rossa  venata  di  bian-  rie  derivanti  da  inondazioni,  da  comparsa  di 

oo  quasi  pellacida  e  semigranosa,  mentre  ristagni  palustri,  da  nudità  sopravvenuta  nel 

alla  base  dello  stesso  poggio  si  rìafiaccia  la  snolo,  da  imboschimento  di  terreni  ecc.  ecc. 

tuù  vulcanica  consimile  alle  scogliere  sulle  nulla  di  tutlociò  ha  sconvolto  che  si  sippia 

quali  risiede  la  Terra  di  Sorano.  Al  contrario  la  sua  configurazione  corografica,  né  cambia- 

proteguendo  il  viaggio  da  sett.  verso  mae-  to  l' indole  fìsica,  o  la  giacitura  geognostica 

•tfo  apariscea  pie  del  monte  delC  Elmo  ogni  di  alcuno  dei  due  paesi  di  sopra  nominati. 

Inccia  di  terreno  vulcanico  e  sottentrano  Per  conseguenza  non  sembra  tampoco  che 

rocce  stratiformi  e  sedimentarie  bene  spesso  deiba  attribuirsi  cotale  infortunio  alla  can- 

alterate  dal  gabbro  rosso  che  le  avvicina,  e  giata  loro  situazione  topografica,  sia  per  la 

dalle  rocce  olìolitiche,  le  quali  sono  quasi  per  distanza  di  Soana  dal  lido  del  mare,  la  quale 

tutto  subalterne  alle  nettuniane  di  sopra  in-  è  ma»giore,  sebbene  di  poco,  a  quella  di 

«liote.  Pitigliano,  né  alla  sua  elevatezza,  tostochè 

Talee  la  roccia  calcarea  di  tinta  rossastra  Soana  trovasi  ad  un  livello  di  sole  60  br. 

penetrata  da  particelle  usbestine,  la  quale  inferiore  a  quello  di  Pitigliano,  né  alla  com- 

Uovasi  nel  Poggio  delia  Croce  presso  la  parsa  di  paludi  che  non  esistono,  né  alla 

f^ilia  deWElnio,  poggio  che  può  riguar-  natura  del  suolo  identico  fra  1*  una  e  1*  altra 

darsi  una  diramazione  meridion.de  del  Jffoa-  coiitmda.  Quindi  è  che  cotest*  anomalia  ne 

fr  yiloBto,  mentre  gli  sproni  a  lev.  di  co-  obbliga  a  dover  contemplare  come  effetto 

testa  montuosità  restano  coperti  di  tufa  vulca-  piuttosto  che  causa  di  malaria  la  rottura  de- 

nica  disposta  in  banchi  piùo  meno  potenti,  gli  antichi  acquedotti  e  la  dispersione  dell* 

dentro  cui  scorrono  incassale  a  grandi  prò-  acqua  potabile  che  quelli  couducevano  nella 

fondita  strade  mulattiere  e  corsi  d*  acqua,  città  di  Soana  ;  siccome  sono  egualmente  da 

tm  qoal  tufa  simula  qualità  che  la  fanno  p.f  riguardarsi  come  effetto  piuttosto  che  cauta 

ren  analoga  a  quella  di  Soana,  di  Sorano  e  di  malaria  le  selve  e  foreste,  non  saprei  se 

di  Pitigliano,  e  continuando  per  lo  Stato  Pon-  diminuite  o  aumentate  intorno  a  Soana,  il 

tificio,  a  Farnese,  a  Onano,  Valentino,  Pro-  non  libero  scolo  dei  due  fossi  Calegino  % 

ceno,  ecc.  fino  al  di  là  del  Lago  di  Bolsena.  Piccioìana^  i  quali  ritenendo  in  eslate  ac- 

Cutt^ta  qualità  di  roccia  quanto  è  facile  qua  stagnmte  e  putrescente,  sogliono  am- 

a  scavarsi ,  altrettanto  è  silscettibile  di  ac*  roorbare  Taria  di  quelle  vicinanze. 

quistare  consistenza  dopo  essere  slata  esposta  k\V  Art,  Badu   di  Calvrllo  citai   una 

alParia,  siccJiè  nel  poggio  di  Soraiio  più  che  bolla  del  Pont.  Alessandro  VI,  inviata  nel 

io  Pitigliano  vi  sono  stale  (agliate  grandiose  i4  maggio  del  1496,  ai  Soanesi,  con  cui 

cantine,  alla  cui  bellezza  suol  corrispondere  accordava  facoltà  che  dalla  Badia  di  Cai' 

la  bontà  dei  vini  bianchi  asciutti  e  spiri-  t^eZ/o,  situala  in  un  luogo  del  suo  contado 

tosi,  che  le  ben  coltivate  vigne  dei  suoi  con-  reso  malsano,  quella  famiglia  di  Vallom- 

lorni  producono,  e  che  sogliono  costituire  brosani  si  potesse  trasferire  nella  loro  città, 

Qua  delle  maggiori  risorse  agrarie  del  paese  alqyale  effetto  i  Soanesi  si  esibivano  di  fal>- 

pcr  Tciito  che  suol  farsene  nella  Grossetana  bricare  un  nuovo  claustro,  e  di  assegnare  a 

Karemma.  quei  cenobiti  una  confacente  dote. 

Che  se  poi  uno  rivolge  i  passi  da  ostro  a  Ma  la  storia  municipale  di  Soana,  e  queU 

lib.  della  Terra  di  Sorano,  vedrà  in  mezzo  la  della  G)ngregazionc  Vallombrosana  tace 

■ifo«i  Calesino  e  Picciolana   la  malsana  sul T  esecuzione  della  bolla   pontifìeia  pre- 

deserta  città  etnisca  di  Soana,  situata  in  una  detta,  né  più  si  parla  della  traslazione  della 

pianura  di  tufa  vulcanica  profondamente  sol-  Badia  di  S.  Benedetto  di  Calvello,  le  cui 

Cita  (U  quei  due  botri,  ed  in  una  giacitura  memorie  cessano  dopo  un  decreto  della  Ca- 

*Kitto  consiroile  alla  Terra  di  Pitigliano.  mera  apostolica  in  data  del  a5  ottobre  x6i3 

ScoQoncbè  quest*  ultima  va  aumentando  an-  spedito  in  favore  di  don  Marco  Brocchi  abate 

Malmeote  di  popolazione  che  non  fugge  Te-  del  Mon.  di  S.  Benedetto  di  Calvello  contro 

>l*le,  mentre  Soma,  oltre  ad  essere  oggi  scar-  Ottavio  Saracini  vescovo  di  Soana. —  0^ed, 

iNMiiia  di  abitanti,  quei  fiochi  che  vi  restano  Badia  di  Calvello. 

kHj  calda  stagione  rischiano  di  lasciarvi  Anche  il  Cast,  di  lUontehttono^  già  nella 

b  vili.  .^  Eppure  oiu:. a  delle  cause  generali  Com.  di  Soana,  ora  in  quella  di  Sorano, 

V.  V.  55 


430 


SOBB 


nel  1499  era  in  rovina  al  pari  dì  Unii  alici 
Gabellali  resiati  in  coivsia  coninula. 

Con  recente  noUficaxione  del  20  giugno 
1844  è  staio  istituito  una  nuova  dogana  di 
tena  classe  nelb  Coin.  ili  Somno,  in  luogo 
detti  S.  Quirictùno  t  dipendente  dal  doga* 
niere  di  seconda  classe  di  Pilig'.iano,  con 
r  indieaiioiie  delle  strade  permesse  prati- 
carsi per  giungere  alla  nuova  dogana. 

La  Comunità  man: iene  tre  chiriughi  re- 


SORfi 

sideali  in  Ut  paesi  diversi,  oHsc  wà  asi- 
Siro  ed  una  maestra  di  scuola. 

Risiedè  in  Sorano  fino  al  1 840  un  giu- 
sdicente civile ,  riunito  Mitualmenle  al  Vi- 
cario R.  di  Pitigliano,  dov*  è  i*  uftào  « 
esaiione  del  Registro  e  la  sua  canoelleriaCa* 
muuitativa.  L*  ingrgnere  di  Circondario  abi* 
ta  in  Arcidosso ,  la  oooscrvasionc  ddls  Ipe- 
teche  ed  il  tribunale  di  prÌMa  hlania  mm 
in  Grosseto. 


QUADAO  della  Popolazione  della  Comvnìta*  dm  So, 

a  quattro  epoche  diverse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Aquila  (dell*) 

Casiellottieri 

Calabbio 

Elmo 

Monle-Biiono 

Monte-Vi  tozzo 

Montorio 

Poggio -Pelato,  o  S. 
Martino 

SàTi  '  Griovanni   delle 
Contee 

*  San-Qiiirico,  o  S. 
Qu  inchino 

Sun-Valentino,  oStri- 
bugliano 

Soana  con  i  Lorenesi 
esistenti  nel  1745 

Idem 

SoaAHo  con  46  Lore- 
nesi nel  1745 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Maria  ,  Cura 

S.  Barlolommeo ,  Arciprel. 

S.  Lucia  ,  Pieve 

S.  Gio.  Rttl.  Decollalo,  id. 

S.  Andrea,  idem 

S.  Giacomo  maggiore,  idem 

S.  Maria  ,  Cura 

S.  Martino ,  Pieve 

S.  Gi'^vanni  e  S.  Caterina 

delle  Rote,  idem 
SS.  Gio.  Baitisla  e  Quirico, 

idem 
S.  Valentino,  Cura 

SS.  Pietro  e  Paolo,  Cattedr. 


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=  fi. 


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K     • 


O 


S.  Maria  cS.Marailiano,  Cura 
S.  Niccolò,  Collegiata  ed  Ar- 
cipretura 

Totjìle  .  .  .  Abit.  iV." 


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Ilo 

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169 

168 

999 

379 

ai7 

a8 

36 
il  i5 


a86i|383i 


^  La  porr,  di  San^Quirico  a  San-Quirichino  nelle  ultime  due  epom 
che  mandava  nella  Com.  di  Piiigliano Ahit,  N,^ 


ai3 
i36 
969 
3ai 

35i 
S06 
196 

357 

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61 

41 

1088 


Rbstaho Abit.  Ì4a59j4i77 


SORBAJANO  in  Valdi  Cecina.  —  Vii- 
lata,  dalla  quale  prendeva  il  nome  im  ospe- 
daletto  (S.  Giovanili  a  Sorbajano)  nel  pi- 
viere di  Gabbreto,  ora  nella  parr.  Cora,  e 
circa  un  roigl.  a  lib.  di  Monte-Catini  nella 
Val-tli-Cecina,  Giur.  e  Dioc.  di  Volterra, 
Comp.  di  Firenie. 


Risiede  in  poggio  dirimpetto  al 
di  Capocciano  pre&io  1*  ingrasso  delle  n^ 
vate  miniere  di  rame  di  Monle-Calini.  " 
Attualmente  conserva  il  vocabolo  aulico* 
Sorbajano  una  villa  della  nobii  casa  la^ 
rami  di  Volterra.  —  ^ed.  Gabiuuoo^  e  M^ 
tb-Catihi  di  Val-di-Cecina. 


SOBB  SORB               431 

SOEUimiLO  preno  Lnoca.  — *-  Vtd^  ti  eoafen.l«»^  oòn  la  conindi  dd  Sòrb^mo 

TArt.  feguefUe  Soabako  dkl  Giurnix.  {Sahurhanum)  del  ^etco^o  in  gmziti  dellift 

SOaBA?fO  KL  GIUDICE  (già  Suburba-  (lossetsiont  che  ivi  teneva  la  infensa  di  LoeiSà . 

nmm  Lei  Jmdieis)^  alloalmente  SORBA-  Accresce  peao  a  questa  congettura  il  sape- 

NELLO  presso  Lucoa.  **  Sorgala ,  la  cui  re  che  la  memoria  di  £feone  Gittéicè^  o\ìrt 

chiesa  parr.  di  S.  Giorgio  era  ana  delie  su-  non  essere  anteriore  ai  tempi  di  Ottone  I, 

burbane  della  chiesa  maggiore  lucchese  in-  il  Suburbano  è  rammentato  in  una  eatlà 

nanzi  che  tenisse  incorporata  nel  pi?ieredi  del  3i  dicembre  854,  quando  nn  prete  ot- 

S.  Paolo  in  Gurgiie,  Gom.  Ginr.  Dioo. ,  tenne  a  lifello  dui  vescovo  di  Lticòi  beni 

Due.  e  circa  migl.  a  }  a  scir.  di  Locca.  di  pertinenta  delln  chiesa  di  5.  Maria  Fo^ 

Risiede  in  pianura  alhi  base  settentrio-  ritporta  posti  in  Subarbano  (Sorbano)  in 

naie  del  monte  di  S. Giuliano,  fra  il  canale  luogo  appellato  /soia;  i  quali  beni  confi- 

d«ir  Oswri  e  quello  dell*  Oitereiò  poco  navano  da  un  lato  con  la  via  pubblica,  dal- 

luQgi  da  altra  borgata  omonima,  il  Sorba*  1*  altro  lato  coirO^teri.  «—  (Mbmoh.  Ltrooa. 

no  del  P^Éseo^o.  ^ol,  r,  /».  f /.) 

Portò  Sorbanello  il  distintivo  di  Sorba-  Un  istrumento  dell*  archivio  capitolare 

no  dei  Giudice  stante  i  molli  beni  chepos-  dato  sotto  Tanno  1 177  (Man.  Luco*.  Fb/. 

sedeva  costì  nei  secoli  X  e  XI  la  nobil  fa-  /^.  P,  li,  )  rammenta  un  canonico  della 

miglia  lucchese  discesa  da  Leone^  stato  G4u»  cattedrale  di  Lacca,  per  nome  Leone,  il  qua- 

dice  in  tempo  dei  primi  tre  Ottoni ,  che  le  dopo  avere  acqui ìitalo  dei  beni  In  Sotba- 

diede  il  tuo  nome  alla  Postierla  di  Leone  no  del  f^sseo^<,  doe  anni  dopo,  divenuto 

Giudice ,  alla  chiesa  denominata  tuttora  di  vescovo  di  Chiusi ,  li  donò  al  capitolo  di 

S.  Maria  del  Giudice  sotto  il  Monte  Pi-  S.  Martino. 

sano ,  ecc.  —  Fed.  GmoioB  (S.  Mabia  do.)  A  questo  stesso  Sorbano  del  Feseoffo  de- 

e  Mavoa.  Locca,  (^o/.  F.  P,  111,  nei  do-  vesi  riferire  una  bolla  del  Pont.  Alessandro 

emme/tei  del  981,  983,  986,  ecc.)  II  (Anselmo  vescovo  di  Lucca)  diretta  nel 

Cotesta  borgata  venne  distinta  col  voca-  1068  al  clero  e  popolo  lucchese,  col  la  quale 
bolo  di  Sorbanello  anche  da  un  istmmenlo  proibiva  ai  vescovi  lucchesi  di  tendere  o  in- 
veiranno mille,  rogato  in  Locca  li  ii  no*  feudarei  beni  del  vescovado,  compresi  qurlti 
tembre,  allorquando  il  vescovo  Gherardo  af-  posti  nella  Filla  Suburbanù,  —  {loe,  cit.) 
fitto  a  due  Ebrei  diversi  petzi  di  terra  si-  La  parr.  di  S  Lorenzo  a  Sorbano  del 
toati  in  Sorban-fllOy  stati  di  dominio  di»  ^exrm^o  nel  i83s  contava  343  popolani, 
retto  della  chiesa  di'S.  Maria  Branca,  già  SORBA?fO  01  ROMAGNA  nella  Valle 
detta  di  S.  Maria  Foritporta.  "-'(MEMom,  del  Savio.  -^  Cast,  con  chiesa  ptebana  (S. 
Cftf*)>  — *  Fed,  t/ért.  LorocA.  Egidio)  capoluogo  di  Comonitk,  siccome  lo 

La  eh.  parr.  di  S.  Giorgio  a  Sorbano  fu  di  Giur.  sotto  il  vicariato  R.  dr  Bagno 

^e/ (?iWice,  altrimenti  detta  in  «Sòr6anei/o  nella  Dioc.  di  Sarsi oa ,  Comp.  di  Firenze, 

nel  i83a  contava  347  abit.  Risiede  sopra  un  poggio  sulla  ripa  sini- 

SORBANODBLVESGOVO(5ii6ar&a#itf/it)  stra  del  fi.  Savio  nel  gr.  29^  49'  o"  long,  e 

presso  Lucca.  —  Altra  villata  con  eh.  parr.  43*  36'  o"  latit.,  dirimpetto  alla  confluenza 

(S.,  Loreoso)  già  anburbatta  della  cattedrale  del  torr.  Tonanief  •  cavaliere  della  piccohi 

^  S.  Martino,  ora  filiale  della  pieve  di  S.  e  spopolata  città  di  Sarsina  che  gti  resta  un 

Paolo  in  ^iir^ìf e,  nella  Gom.  Giur.  Dioc.  quarto  di  migl.  discosta   dal  lalo  di  lib.. 

Due.  e  quasi  3  migl.  a  scir.  di  Lucca.  mentre  un  migl.  e  mezzo  al  suo  greo.  esiste 

Trovasi  itnsao  Sorbanello  fra  laripii  sini-  il  paese  di  Monte^ astello ^  e  nel  lato  op- 

itra  lìeW Oi%eretto  e  la  destra  dell'  Otxori.  posto  del  fiume  ad  egual  distanza  verso  ostro 

Molti  istrumenti  dell*  Arch.  AtcÌ9,  di  il  Cast,  di  Appeggio^  luoghi  tutti  compresi 
Lucca  rammentano  1*  tino  e  V  altro  Sor-  nella  legazione  di  Urbino,  Stato  Pontificio. 
hano,  sebbene  pochi  tra  quelli  finora  |mb-  L*  esempio  del  Sni^no  di  Locca  ,  derì- 
blicati,  qualora  se  ne  eccettui  uno  dell*  1 1  Tato  dalla  voce  Suburbano  ci  scoopre  bcil- 
nov.  anno  mille,  distinguono  il  Sorbano  mente  T etimologia  di  cotesto  Sorbano,  con- 
ile/ FeteoQo  ilal  Sorbano  dei  Giudice ^  o«-  templato  qual  subborgo  {Subarhano)  della 
sia  dal  So^ban'llo.  vicina  città  di  Sarsina.  —  Fed.  gli  Art.  pre- 
Dubito  per  altro  che  il  Sorbano  detto  di  cedenti  di  Sombamo  ml Gmmca,  e  Sobaaho  mt* 
Leone  Giùdice  yo»  esiilassa,  o  almeoo  eba  Vasoovo. 


432 


SOBB 


Le  TÌoende  polilicbe  di  Sorbano  farono 
per  lunga  eU  comuni  a  quelle  «Iella  TÌcina 
città  dì  Sartina ,  che  era  situala  suireitre- 
mo  confine  degli  Umbri  Sarsinaiensì,  falla 
più  tardi  sede  di  un  ?escovalo,  dello  anche 
BMente,  per  cui  i  suoi  presidi  presero  il 
titolo  di  Conii  di  Bobio. 

Che  Sorbano  sino  dai  (empi  più  remoli 
fosse  sotto  la  giurisdizione  dei  vescofi  di 
Sarsina,  ossia  Bohi*:nsiy  lo  dichiara  fra  gli 
altri  un  diploma  da  Federigo  II  nelPottobre 
del  laao  concesso  a  quei  prelati,  dove  si 
rammenta  fra  i  luoghi  spettanti  a  quella 
mensa  il  castello  di  Sorbano  con  la  sua  cor- 
te stato  poi  tolto  ai  vescovi  medesimi  dai 
nobili  Faggiolani  e  quindi  riconsegnato  per 
sentenza  del  1372. 

li  nobili  della  Faggiuola  che  si  erano 
impadroniti  di  Sorbano  e  di  Sarsina,  si  sue* 
cederono  gli  Ordeìaffi  Forlì;  quindi  cad- 
dero in  potere  dei  Hfalaiesti  di  Cesena  e  di 
Ri  mini,  poi  di  Cesare  Borgia,  ossia  del 
Duca  Valentino,  e  finalmente  vennero  occu- 
ltati militarmente  dai  Veneziani,  sino  a  che 
acquistarono  dominio  in  Sorbuno  e  nei  luo- 
ghi di  sua  giurisdizione  gli  Ubaldini  della 
Carda  e  di  ^ppeggio  con  alcuni  signori 
libertini  di  Romagna  raccomandati  di  Gio- 
vanni Galeazzo  Visconti  di  MiUno. — Appena 
morto  cotesto  potentato  (anno  i4oa)IaRep. 
Fior,  inviò  in  Val-d i-Bagno  nn  corpo  di 
truppe  sotto  gli  ordini  di  Jacopo  di  Alaman- 
no Siilviali,  uno  dei  Dieci  di  Balia  di  guerra, 
il  quale  non  solamente  cacciò  da  Bagno  e 
dalla  rocca  di  Cortano  i  conti  Guidi  ri- 
belli della  sua  Hep.,  ma  ancora  spogliò  di 


SOBB 

molti  castelli  che  possedeva  in  Bomtgna  m 
altro  ribelle,  Andreinodi  Biocdoiief  li  Ubir- 
tini.  —  Se  Sorbano  fosse  tolto  a  qacsl*olli> 
mo  o  ad  altri  nemici  di  Firenie,  la  stona 
noi  dichiara  ;  bensì  un  atto  pubblico  dd  il 
™Agg>o.  liaè,  registralo  nel  1*  i#rcA.  delle 
Riformagioni  di  Firenze  ne  fa  sapere,  che 
gli  uomini  di  SorbanOj  di  Mtontalto^  di 
Ballato,  di  Cattelnuotfo ^  di  Teuo^  di 
Tomba  e  di  BforUoriolo  si  sottomisero  tsUi 
insieme  al  dominio  fiorentino;  nella  quale 
occasione  furono  concesse  loro  diverse  csei- 
zioni  per  un  tempo  determinalo,  pmrogals 
poi  fino  al  1546,  tempo  in  cui  restarsao 
sospesi  generalmente  simili  privilegi  a  talli 
i  popoli  del  distretto  fiorentino. 

Con  lettera  della  signoria  della  RepuFior. 
del  18  febb.  i453  fu  incaricato  in  qualità 
di  Commissario  della  Rep.  Gherardo  Gaa- 
bacorli  signore  di  Bagno  per  le  fortificasioM 
di  Viesca,  di  Bobbio  e  di  Sorbano.  —  (Gàvi, 
Carieggiodi  Artisti  ined.  Foi.  l.  jipp,  il,) 

Nel  1 5o8  davanti  alla  Signoria  di  Fila* 
ze  fu  portata  una  lite  per  lontrovcnie  in- 
sorte fra  gli  uomini  di  Sorbano  ed  il  eapi- 
tolo  della  cattedrale  di  Sarsina ,  di  cai  noi 
conosco  Tesilo.'  —  (Pioaui,  Lessico  sts- 
rico  diplomatico,  T,  FI.  MS.  meitJrtk 
delle  Biformag,  di  Fir.) 

In  seguito  Sorbano  col  suo  territorio  d- 
sendo  passato  dalla  Rep.  Fior,  nel  Gni* 
ducalo  venne  designalo  per  capoluogo  H 
vicariato  tanto  pel  ci  "'e  come  pel  erìfli* 
naie,  cangiato  poscia  in  una  polesterìa  ni- 
nure,  la  quale  finalmente  venne  uich*eai 
soppressa  nell'anno  1814. 


SfOFiìtENTO  della  Popolatione  del  Castello  dì  SonM^mo 
a  cinque  epoche  diverse ,  divisa  per  famiglie^ 


Alilo 

IMPDBiai 

masc,\femm. 

ADD 

mase. 

ITI 

femm. 

CONroOATI 

dei 
due  sessi 

■CCLUIA,- 

8TICI 
8BOOLA.ai 

Numero 

delle 
famiglie 

ToiuU 

delU 

PopoléU 

i55i 

— 

—. 

.. 

_ 

.. 

.^ 

SI 

^ 

1745 

i3 

IO 

a6 

16 

40 

I 

«5 

106 

i833 

41 

36 

21 

a6 

78 

I 

38 

904 

1840 

37 

34 

a8 

36 

74 

I 

37 

aio 

1843 

3a 

a8 

a8 

39 

88 

1                       39 

906 

SOBB 

Oomuniià  di  Sorbano,  — >  Il  terrìtorSo 
di  questa  G>iiiunità,  compren  una  fnxiooe 
ifoIaU  dal  Granducato,  occupa  una  superfi- 
cie di  II 079  quadr.,  dei  quali  33o  spet- 
tano a  corsi  di  acqua  e  a  poche  strade  mu- 
lattiere comunali. 

Vi  si  troTSTa  nel  i833  una  popolazione 
lissa  di  III 6  indÌTidui,  a  ragione  di  83 
«bit.  per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  impo- 
nibile. —  Confina  con  tre  Comunità  del 
Granducato  di  Toscana  e  per  il  restante  fron- 
teggia con  lo  Slato  Pontificio,  il  cui  terri- 
torio in  più  luoghi  entra  dentro  a  questo  di 
Sorbano  al  punto  che  una  piccola  frazione 
del  medesimo  (/a  Tomba)  posta  sulla  ripa 
sinistra  del  torr.  Tonantet  quasi  3  miglia 
a  ostro  di  Sorbano,  è  circondata  in  tutti  i 
lati  dallo Suto Pontificio.  La  sexionediRul. 
lato  dirimpetto  a  scir.  ha  dirimpetto  il  ter- 
ritorio di  Bagno  spettante  al  Granducato. 

La  sezione  poi  di  Monloriolo  posta  a 
ostro-lib.  di  Sorbano  è  contornata  dal  lato 
di  le?,  a  grec.t  e  dirimpetto  a  pon.  e  maestr. 
dallo  Stato  Pontificio  sino  a  che  il  distretto 
di  questa  Com.  termina  in  una  lingua  di 
terra  acutissima  che  arrira  sulla  sponda  de- 
stra del  Savio.  —  Solamente  di  fronte  ad 
ostro  il  torr.  Fara  e«J  il  Rio  Maggio  ser- 
vono dì  confine  al  territorio  comonisativo 
dì  Sorbano  con  quello  della  Com.  gran- 
ducale di  Verghereto,  e  segnatamente  con  le 
due  sezioni  di  CornMo  della  Faggiuola  • 
di  Monto  Giusto^ 


SOBB 


433 


Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua  che  passano, 
o  che  bagnano  i  congni  di  questa  Comunitlb 
contami  il  fi.  Sa?io,  il  torr.  Tonante  e  quelli 
della  Para  e  del  Rio  Maggio^  o  Maggiore, 

Gol  regolamento  del  19  agosto  177$  fa 
organizzata  la  Comunità  di  Sorbano ,  com- 
peta di  sei  comunelli ,  quanti  sono  i  suoi 
popoli  attuali. 

È  inutile  discorrere  di  strade  rotabili  in 
un  paese  frastagliato,  montuoso  e  situato 
quasi  in  mezzo  ad  uno  Slato  estero  ed  a  con- 
fine con  altre  Comunità  non  meno  aspre 
e  malagevoli  a  passeggiarsi. 

Rispetto  alle  qualità  fisiche  del  snolo  es- 
sendo esse  analoghe  a  quelle  discorse  MAri. 
Baqho  Comunità,  rinyierò  il  lettore  a  quel- 
lo e  all'  altro  articolo  di  VaBoataaro,  Comu» 
nità,  —  In  quanto  ai  prodotti  del  snolo,  la 
maggior  risorsa  territoriale  si  riduce  a  ca* 
stagne  ed  alla  pastorizia.  Quindi  é  che  il 
latte  di  ootesta  contrada  fu  decantato  pei^ 
fino  dai  poeti  di  Roma  (Silio  Italico), 

In  quanto  alle  cause  della  popolazione  de- 
crescente anzichenò  nella  parte  transappen- 
nina  del  Granducato ,  gioverà  quì  ripetere 
ciò  che  fu  avvisato  dWArt.  Babia-Tbdauu. 

Il  giusdicente  di  Sorbano  è  il  vicario  H. 
di  Bagno  dove  trovasi  la  sua  cancelleria  Co- 
munitativa  con  Y  uffizio  di  esazione  del  Re- 
gistro. LMngegnere  di  Circondario  e  la  con- 
servazione delle  Ipoteche  sono  in  Modiglia- 
na;  il  tribunale  di  prima  Istanza  rinedealla 
Rocca  S.  CsKianow 


QUADRO  della  Popolazione  della  ComuwirJ*  di  So^bjìmo 

a  Cénque  epoche  diverse* 


Nome 
dei  Luoghi 


Montalto,  o  Siommano 

Montoriolo 

Bullrfto 

Soemkwo 

Tezzo 

Valbiaiio  a  Castelnooo 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Salvatore,  Cura 
S.  Casciano ,  idem 
S.  Biagio,  idem 
S.  Egidio,  Pieve 
S.  Bartolommeo,  Con 
S.  flilaria ,  idem 


a  -a 


3  srs 

?  g  o 

8.  e 


Totale 


Abit.  ^.» 


AMBO 
l55l 


937 

3«9 

89 
Ila 

i3i 


i337 


Popolazione 


Anno 
1745 


i34 
186 
118 
106 
ii5 

49 


708 


Anne f ti  di  tptesta  Comunità  nelle  ultime  tre  epoche  provenienti 
dallo  Stato  Pontificio  mediante  tre  porr,  estere  .  .  Abit,  Jf  .* 

ToTdhM Abit,  if.« 


Anno 
i833 


io5 
a5i 

"99 
904 

i3o 

61 


166 


iti6 


Aimo 
1840 


104 
aii 
i3o 
aio 
i3o 
73 


195 


Ainro 

1843 


to53 


8« 
aaa 
i33 
ao6 
tao 

7« 


178 


1014 


434              SORB  SORC 

SOaBELLO  I  PERETO  della  VaMi-  SORGI  in  Val-Tiberìna.  —  Gtf.  die  la 

Pierle  in  V.fl-Tib«TÌDa.  —  Due  villalf  sul  Gist.  con  eh.  parr.  (  S.  Lorraio  )  oel  pi- 

confine  a  grec.  del  Granducato  con  lo  Stato  viere  di  S.  Maria  alla  Savara  ^  Com.  Givr. 

Pontificio,  nel  |)0{x>lo  di  S.  Andrea  a  Pe-  e  quasi  due  migl.  a  oatro^cir.  di  An|fhia- 

reto,  G>in.  Giur.  e  circa  io  migl.  a  grec.-  ri,  Dioc.  di  San-Sepolcro ,  gii  di  Amm, 

lev.  di  Cortona,  Dioc.  di  Qttà-di-Castello,  Comp.  aretino. 

Coinp.  di  Arezzo.  E&iste  sopra  una  collina  alla  liniilra  del- 

Per  le  notizie  storiche  di  Sorbello,  dal  la  fiumana  5o«Hira,  hra  la  strada  regb  di 

quale  prese  il  titolo  uno  dei  rami  de*  mar-  Urbania  e  la  Terra  di  Anghiarì. 

chtji  del  Monte  S.  Maria  »  invierò  il  let-  Fu  il  castelletto  di  Sorci  dominato  un 

tore  agli  Jri.  Mortk  S.  Mabià,  e  PiaiLt  tempo  dalla  nobil  (amiglia  Pichi  di  San- 

(Valih). — Imperocché  il  territorio  di  5or*  .Sepolcro,  a  molti  indifidui  della  quale  il 

^//o  insieme  con  Peirtlia,  Pereto  e  f^aU  Cast,  di  Sorci  prestò  ricovero  in  occasioiie 

^i-/*ier/e  formava  parte  del  feudo  imperiale  di   brighe  di  pattilo,  siccome  il  Casi,  di 

del  Monte  S,  Maria  ^  innanzi  che  Giovan  Eiscio  servi  di  rifugio  ai  Goncci  ed  ai  Gn- 

Matteo  March,  di  Sorbello  per  atto  del  94  ziani ,  due  altre  nobili   famiglie  di  detta 

agosto  1478  fosse  ricevuto  in  accomandigia  città.  —  ^ed.  SAnaroLcao. 

dalla  repubblica  fiorentina,  la  quale  fu  rin-  Gli  abitanti  di  Sorci  si  sottomisem  al  «kv 

iiovata  nel  a6  agosto  i558  dal  March.  Lo-  minio  fiorentino,  come  parte  del  dislrslto 

dovico  con  il  Duca  di  Firenze  Cosimo  I.  aretino,  per  atto  del  19  giuguo  i385. 

Ia  parr.  di  Sorbello  e  Pereto  nel  t833  La  parr.  di  S.  Lorenzo  a  Sorci  nel  i833 

conUva  364  nbit.  contava  aa5  abit. 

SoRMOLjTico  in  Val-di  Cecina,  altrimenti  Somcijìno  (  Pitrt  Dt),o  Suraamo  nella 
detto  Sorboiaiieo  ai  Caif altari,  —  Gas.  Val  di  Merse.  —  Pieve  da  lunga  mano  di- 
perduto  dove  fu  una  chiesa  sotto  T  invoca-  ruta  che  fu  sotto  Tinvocazione  di  S.  Giovai^ 
zione  di  S.  Gioffan/d  a  Sorbolntico  nel  pò-  ni,  nella  Com.  e  Giur.  di  Radicondoli»  Dioct 
polo  di  S.  Leopoldo  alle  Saline,  Com.  Giur.  di  Volterra ,  Comp.  di  Siena. 
Dioc.  e  circa  6  migl.  a  scir.  di  Volterra ,  Esìsteva  fra  Belforte  e  Montalcinello»  dae 
Comp.  di  Firenze.  popolazioni  già   filiali  della  chiesa  pleba- 

La  chiesa  di  S.  Giovanni  a  SorbolatieOj  na  di  S'ardano ,  nella  cui  canonica  ebbt 
o  ai  Cavallari^  sebbene  diruta  ha  lasciato  luogo  un  piacilo  della  contessa  Matilde  'm 
il  suo  nomea  uno  de* migliori  pozzi  delle  diita  del  io  aprile  iioo  a  fìivore  di  Ragi- 
Moje  Volterrane;  e  fu  nel  distretto  di  S.  nierio  vescovo  di  Lucca.  Al  qual  placito  ai- 
Gioi^anni  a  Sorbolatico  ^  o  ai  Ca^fallariy  sisleroiio  i  nobili  Rolando  di  Pagano  di  Cor- 
dove  nel  sec.  XIII  possedeva  beni  la  man-  sena,  Ritnierì  di  Bulgarello,  Opizio  di  Gw- 
sione  deir  AltoiKiscio ,  stati  alla  medesima  saga,Fraolmo  di  Pichena,  Pietro  di  Wal* 
confermati  dal  ùnp. Federigo  II  con  privi-  fredo  di  Pichena,  Sasio  di  Bibbianello,  e 
legio  deir  aprile  1^44.  —  f^ed.  Aonàao  molti  altri.  L'oggetto  fu  per  definire  noa 
(OspiOÀLiTTO  di)  in  Val-d*-£ra,eMojBVoL-  lite  da  Ardiogo  giudice  e  da  Ubaldo^ 
TBiaiBB.  Carpineta  a  &vore  di  Ruginiero  vescovo  di 

La  chiesa  di  S,  Giovanni  ai  Cos^allari  Lucca  e  suoi  successori  contro  Bernardo  e 

esisteva  air  epoca  del  sinodo  diocesano  del  Ranieri  figli  di  Ardingo  (  conte)  e  loro 

IO  nov.   i356.  ed  attualmente  si  appella  consorti,  i  di  cui  genitori  fino  dal  tempo 

de* Cavallari  un  podere  posto  dove  fu  la  del  vescovo  Anselmo  (Papa  Alessandro  11)* 

detta  chiesa  delle  Saline  vecchie,  erano  obbligati  di  alloggiare  e  di  acconps- 

SORBOLO  DI  VARA  in  Val-di-Magra.-«  gnare  a  Roma  con  3o  uomini  a  cavallo ui* 

Gas.  con  eh.  parr.  (S.  Lorenzo)  nella  Com.  volta  l*anno,  se  occorreva,  i  vescovi  di  Ì4K- 

di  Follo,  Mandamento  di  Vezzano,  Provin-  ca.  —  (Mkmob.  liucca.  Voi.  IV.  P.  II.) 

eia  di  Levante,  Dioc.  di  Luni-Sarzana,  Re-  Anche  il  Pont.  Alessandro  Ili,  con  li* 

gno  Sardo.  bolla  del  a3  aprile  1179  diretta  a  U(|00e 

Risiede  alla  sinistra  della  fiumana  f^ara  vescovo  di  Volterra,  cnnferraò  alla  chicli 

sulle  pendici  settentrionali  dei  monti  che  volterrana  la  pieve  di  Sorciono;  ed  ilGt*- 

£uino  spalliera  al  Golfo  della  Spezia.  chi  aggiunse,  che  la  pieve  sud<letta  doffvi 

La  parr.  di  S.  Lorenzo  al  Sorbolo  nel  essere  colle  gioia  ^  desumendolo  egli  da  o» 

i83a  contava  168  abit.  atto  del  i36o  a  favore  del  Comune  dì  B^ 


S  O  R 1  S  0  V  A              435 

folle,  per  locazione  di  beni  »  tUlo  fatto  «In  La  filla  gik  castelletto  di  Sorico  trovasi 
dae  canonici  di  eaa  pieve  a  nome  di  Gio-  sulla  sommila  di  un  colle  ulival<»cliesi  alia 
tiBoi  di  Xilauo  loro  superiore  e  piegano  alla  sinistra  della  Peseia  Maggiore  o  Pe- 
di  SorvfOfio.  Rispetlo  alla  quale  collegiata  scia  di  Pejc/a,  a  cavaliere  della  stessa  città, 
navieiò  i  miei   lettori  ad  altri  articoli  di  Tmito  Sorico  come  Ripa  sono  riconlati 
pieri  joliche  che  davano  ai  loro  cappellani  sino  dal  s(t:olo  X  nelle  carte  deìV  Areh, 
illilolo  di  canonici t  stante  la  vita  comune  Arcisf,  Lucch.,  una  delle  quali,  scritta  li 
che  allora  facevano  insieme  col  pievano.  io  nov.  dell*  anno  mille,  tratta  del  fìtto  di 
ilfi^rr.    PA^mnA ,  o  Paheha  del   pi*  quattro  case  masserizie  (poderi)  poste  a  Sa- 
nte di  Soreiano  fu  dato  il  sunto  di  un  ulto  rico,  state  allivellate  da  Gherardo  vescovo 
pabblÌGO  tiel  ia53,  col  quale  Rinaldo  pie-  di  Lucci  a  Sigifredo  del  fu  Ti-udegriroo  de* 
vano  di   Soreiano  con  Licfnxa  di  Ranieri  nobili  di  .If ^ofia.  —  Memob.  Locca.  Voi.  V. 
icnovo  di   Volterra  riniinxiò  all'abbate  e  P*  HI),  ^ed.  Guikto  di  Pugia  e  Maoha. 
■oaaei  di   S.  Galgano  in  Val-di-Merse  le  Souìpolb  ,  o  Summipùle  in  Val  d'-£lsa. 
1  muli  4  chiese  hliali ;  cioè ,  di  Pap'ena^  —  Gas.  perduto  che  dieile  il  vocabolo  ad 
A  Searpegiano ,  di  Grepine ,  e  di  F'espe-  una  chiesa  della  pirvee  Gom.  di  Montajon^', 
m —  ^ed.  MoiiTi  A  ^AUiA'vovo^e  Papbua,  Dioc.  di  Volterra ,  Gomp.  di  Firenze. 

L*  antico  piviere  di  S.  Giovanni  a  5or^  Possedeva  beni  in  Sorripole  il  capitolo 
cìfli-f  doveva  Abbracciare  una  grande  esten-  della  cattedrale  di  Volterra  fino  da  quando 
Muc  lerrìloriale.tostochè  comprendeva  sot-  Pietro  vescovo  di  quella  chiesa  nel  972  ,  o 
li  la  floa  giurisdizione  ecclesiastica  i  popoli  974»  assegnò  in  dote  ai  suoi  canonici  mol- 
ti Xootalcinelloydi  Belibrte  con  tre  speda-  ti  predj ,  fra  i  quali  un'  intiera  sorte  posta 
ktti,  le  chiese  del  Gomocchio  a  Radicon-  in  luogo  denominato  Surripule,  —  fVd. 
dalia  di  Mozzrllo,  di  Falena  ,  di  Tremoli,  MoaTAiova. 

4i  Elei,  di  Travale,  di  Hontpverticalo,  di  SOKRIPOLI  nella  Valle  dell* Ombrane 

iRziaiio  preno  Travale ,  ili  Tramonti,  di  pislojese.  —  ^ed.  Saiupoli. 

Cflaglla,  dì  Pap^na,  o  Papiena  ,  di  San-  SOTTANO  (VEZZAXOi  «SOPRANO. —- 

Pffiano,  di  Valloria,  di  Grepiua,  e  la  ca-  ^ed.  Vui4:«o  in  Val-di-Migra. 

wmtca  di  Gabbro,  in  tutte  ao  chiese,  le  SOVA  nel   Val-d*-Amo  Gasentinese.  — 

^mU  caislevano  anche  nel  x356  ,  come  ri-  Torr.  che  scende  dalle  pendici  roiridionalì 

irib  dal  loro  novero  nel  sinodo  della  dio-  del  monte  di  Gamaldoli ,  il  quale  si  scarica 

flsi  di  Vollem  più  volte  citato.  nelTArno  dirimpetto  al  poggio  di  Poppi, 

SoactAHo  {  PiErg  Dt  S.  Gbbfasio  d.  ^»  dopo  aver  bagnato  alla  sua  destra  il  piano 

^ed.  Phlago.  di  Gimpaldino. 

SORGNANO  nel  valloncello  di  Las?envi  SOV AGGIO  a  TORRE  nella  Val-Tibe- 

inpn  Carran. *-Vi!l.  con  eh.  parr.  (Nati-  rina.  —  Due  Gas.  con  chiese  riunite  (SS. 

vita  di  Maria  )  filiale  della  chiesa  collegiata  I/orenzo  e  Andrea  )  nel  piviere  e  Gom.  di 

^  Carrara,  da  cui  trovasi  circa  un  rai^l.  a  Gipresc,  Giur.  di  Pieve  S.  Stefano,  Diot*.  di 

■aestr.  nella  Com.  e  Giur.  medesima,  DIoc.  S.  Se|)olcru,  già  di  Arezzo,  Gorap.  aretino. 

^  Katsa-Ducale,  già  dì  Luni-Sarzana,  Due.  Possedevano  in  Sovaggio  e  nei  luoghi  fi- 

^  Modena.  nitimi  i  nobili  di  Galbino  e  di  Caprese  fino 

Risiede  in  monte  presso  il  confine  oomu-  almeno  dal  srcolo  XI,  tostochè  uno  della 

liuti vo  di  Carrara  con  quello  di  Ortonovo  loro  stirpe,  Alberto  di  Ranieri  col  suo  fi- 

M  R.  Sardo.  —  La  chiesa  di  Sirgnaiio  fu  giio  Ranieri ,  nel   1088,  donò  alla  vicina 

civsta  in   parrucchìale  nel   a  dicembre  del  badia  da  esso  fondala  in  Deciano,  dov*era 

>59o.  Essa  nel  i83a  contava  ao8  abit.  —  abate  Gamaldolense  Pietro  di  lui  fratello, 

^ti.  CaaaAaA.  tutti  i  bini  che  possedexa  in  Deciano  ^  in 

SORUX)  a  RIPA  sulla  Pescia  Maggiore  Sn^aggio  e<l  altrove  lungo  la  tiumaua  della 

■flU  Val-di-Nievole. —  Villa,  un  dì  Cast.  Singerua.  —  f^ed,  Caprbsr. 

dte diede  il  titolo  ai  signori  di  Sorico,  e  La  parr.  de* SS.  Lorenzo  e  Andrea  a  So- 

^  una  eh.  parr.  (S.  Pmspero)  eli  lungo  ^tggio  e  alla   Torre   nel   i833   noverava 

^CBpo  riunita   alla  sottostante  cun  di   S.  iS;  ahii. 

l'^rénzo a  Cerreto ,  nel  piviere,  Com.  Giur.  SOVA\A,o  SOA\'A,cillà. —  f^ed.  Soara. 

t circa  migl.    i  |  a  selt.  di  Pescia,  Dioc.  SOVARA  (PIKVE  della)  nella  Va  1-Tibe- 

■edcsifna,  già  di  Lucca,  Com p.  di  Firenze,  rina.  «-  Pieve  antica  suVVo  V  \uNQ(&ia\v)\\'& 


/ 


436  S  O  V  A  S  O  V 1 

della  SS.  Annunziata  nella  Com.  Glur.  e  /u/ie,  di  Haneo,  di  Scartola  ed  Erchi,  alli 

circa  un  fuigl.  a  lih.  di  Angliiari ,  Dioc.  di  cunMueuza  dell*  ultimo  dt^c|Uj|i  U  Suvan 

&insepolcro,  «iù  di  Arezzo,  Gimp.  pure  di  si  \uola  nel  Te?ere,  due  migl.  eira  a  auwi 

Arezzo.  str.  di  Ciltji-di-Ciiste!lo. 

Colesta  chiesa  batlesiniale  ricevè  il  no-        SOVIClMJi:,   o  SliCll.LE  (  Siiffiett- 

mignolo  d.illa  fiumana  che  la  rasenta  dal  tum)  in  Val-di-Mcrse.  —  Vili,  un  di  Gasi. 

lato  occidentale.  con  M)tluslanle  antica  pieve  (  &in  Gin.  Baf. 

Il  pie?ano  della  Solfara  fino  dal  secolo  lisl;i)sul  lorr.  Spino  ^  volf!iirmenle  apprl- 

XII  portava  il  titolo  di  arciprete,  e  con  lata  la  pieve  dil  Ponte  a  Spino ^  malrici 

esso  luì  canonicamente  vive\ano  i  suoi  cap'  della  battesimale  più  moderna  di  S.  liOrni> 

pellani  canonici  ,  siccome  lo  dimostra  un  zo,  situala  dentro  il  %illagf;io  di  iio\icillCy 

istrumenlo  del  I2a3,  (piando  egli  col  suo  eh* è  capoluogo  di  Gora,  e  di  Giur.  nelli 

Cipilolo  Hcconlò  ai    monaci   Gamaldolensi  Dioc.  e  Comp.  di  Siena, 
facoltà  ili  fare  nella  Si's^jra  una  gora ,  che        Sovicille  risi«>de  alle  falde  orientali  delti 

pa»Misse  per  i  beni  della  pieve.  —  Nell'ere-  (Uontdgiiolii  di  Siena,  a  cavaliere  della  siri* 

zione  della  diocesi  di   Sjn-Se{iolcro  (anno  da  maestra  di  Rosia,   nel   gr.   38**   53'  i^ 

i5i8)cotesta  pieve  tu  staccata  d^lla  diocesi  long,  e  43^  19'  o"  latit. ,  circa  7   migl.  a 

di  Arezzo  con  tutte  le  cure  sue  hliiili.  lib.  di  Siena;   i3  a  lev.  di  Radicondoti» 

Sono  attualmente  ^uflraganee  della  pieve  altrettante  a   maeslr.  di  Monlcroni  «  e  iS 

suddetta  le  seguenti  undici  («rrocchie  ,  i.  migl.asett.  di  Muntiriano. 
Ciistilif  t  S.  ]dan.i;  a.  Pianrtioiet  SS.  Pie-         Deirorìgine  e  vicende  di  questo  loof» 

tro  e  Paolo;  3.  Topple  ,  S.  Clemente;  4.  è  inutile  di  far  ricerca,  tro\and(>si  apprM 

Sorci,  S.  [iorrnzo;  5.  ^erraiiano,S.  Fio-  ramiiienl.do  sittto  nome  di  Sufficilium  'M 

ra;  6.  Ga/bi'no,  S.  Andrea;  7.  Scofano,  S.  un»  Mia  del  Pont.  Alessìindru  III  del   %$ 

Donato;  8.  Ctttif;tiano,  S.  Andrea;  9.  Tor^  aprile  1 1 79,  iliretla  a  Ugone  vescovo  di  Vol- 

iif;lianOf  S.  Baitolommeo ;  io.   fa/aita  ,  terra,  in  cui  si  descrìvono  i  confini  della HM 

S.  Biagio;  li.  Cortteelief  S.  Salvatore.  diocesi;  cioè,  ab  Elsa  usque  ad  mare^  it 

Fra  i  pievani  della  Sovara  verso  la  fine  a  termino  (fui  es9  juxtra  Siiicìtium,  rf  «ft 

del  seix>lii  XV  contasi  un  liOrenio  di  Ave-  aiio  qui  ett  prope  SaffieìUum ,  ei  ab  aOm 

rardo  S<  rrislori  che  fu  dottore  in  decreti,  qui  ett  prope  T'ori  Ai,  ec.  «•  P'ed.  Voif 

canonico  della  nietio(Kdì tana  fiorentina,  rag-  trira  '.Diocesi  di\ 
guardf'\ole  {»er  pirla  e  virtù.  Do(k>  questa  si  affjcria  1*  altra   liolla  del 

Imi  i*hirs.i  |il(li:iiia  della  SS.  Annunziata  ao  ajirile  11 89  del  Pont.   Clemente  III  ■ 

alia  Somara  mi  i833  contava  ao5  abit.  Bono  vcmxivo  di  Siena,  in  cui  si  confinw 

SOVARA.  Fiumana  che  nasce  nel  le  pen-  mano  fra  le  altre  cose  la  pie\e  ed  il  castclto 

diri  australi  ilelTAIpe  di  r^iteiiaja.  Ingros-  diSo\icille;  donde  è  credibile  che  i  suoi 

sala  (la  \arj  borri,  alla  ehiesa  di  Saxfornia-  abitanti  in  quel  tenifio  di[M'ndessero  dai  «•• 

no  pie^a   din  zione   da  scir.  a  lev.  finché  sco\i  di  Siena  anco  nel  tenifH  ira  le.  —  F*oni 

raciolli  altri  corsi  d*ac(pja,  Irai  quali  il  lu  uno  de*  siibreudatarj  di   Stnicillr  quel- 

torr.  Cfrfnne  suo  tributarioal  di  MJpra  della  TArnolfo  di  Daniello  che  nel  ia:>i  ottenM 

pie\e  del  Ponte  ttllu  Piera,  la  Somara  gi-  licenza  dal  senato  s.inese  di  riarquisi  ire  la 

rainlo  da  sett.  a  lev.  verno  le  falde  di  Moti-  signoria  di  Sovirillr.  —  (Aam.  Dipl.  Sav. 

lauto,  riprcnile  la  sua  firima  din-ziiMie  di  Contici,  tirila  Campana  anno  detto  C^^,^ 
scir.  {HT  rasentare  alla  sua  destra  il  c<»lle  di  Anche  nel  ia59  la  Signoria  eoi  consiglio 

(ìilbino,  alla  ministra  quello  di  Anjjliiari.  del  |>opolu  s.inet«e  ordinò  di  non  l'are  accunlo 

Qiiimli  dopo  ;ivir  bagnato  il  prato   della  con   Aldobrandino  da  Sovicille ,  forse  il  ri* 

pir^fe  di  Sovara,  rarrogliendo  per  \ia  tutti  \ale  di  detlo  Arnolfo.  —   toc.  cit.) 
ì  \i'*sìt\  che  \i  seiilano  dai  |K)ggi  sovrastanti,         Nel  ia6o  il  castelli  di  S<ivicille  fu  |ima 

s*  inraniniiiia  s<ilto  un  fmnte  nuovo  che  at-  dai  Fiorentini.  —  LK*|<o  quel  temfM»  trovo 

traxersa   la    stiada    regia  d*t'rbunia,    [lOco  che  gli  abitanti  di  So\icille   si    diedero  i 

innanzi  di  entrate  nel  territorio  «lello  Stato  propij  ^lululi,  contandiiS«ne  uno  del  1 19!» 

Piinlilìcìo.  iltiTtìi  rastnta  le  pendin  setten-  riformato   ^u  anni  do|Ht.  Ma  nel  1  3J3  So«i- 

tritniali  drl  {xiggio  di  (!iterna  |ter  poi  rìce-  cille  eoi  tirino  eastelleltu di  Tojano  fu  preso 

\ere  a  Ministra  il  ;.'ro«si)  Iribiiln  della  Gora  e  abbruciato  dalPe»! reilo  pisano  rj|iitaiiilO 

d^éin^hiari  e  a  destra  le acf|ue  dei  torr.  Ccr-  di  Ciu|io  dt  gli  Scolari. 


SOYI 

Ihm  meno  tfortanaU  per  coletto  paese 
rioD  b  fìsita  oslile  falla  nel  1 391  <ia  Luigi 
il  Cipiu  condollicre  de*  Pìoreulinì  ;  avve- 
gMcbé,  se  egli  non  prese  il  caslello,  recò 
praitro  molto  danno  alle  abiUaiooi  e  predj 
M  SBo  Icrri  Iorio.  —  (  BIalatolti»  istoria 
im,  P.  //.  ùih.  IX.) 

I«  Ibfftificasioiii  maggiori  di  Soficille  si 
bìmooo  a  due  torri  di  pietra,  che,  sebbene 
■«se»  eri^tono  anoon  salla  piana  del  vil- 
llpD  attuale. 

Q^ialu  paese  rimase  deserto  dalla  peste 
UT  anno  i53o  «  per  la  quile,  dice  il  Gi- 
^,¥Ì  morirono  qoasi  tulli  gli  abitanli. 
Qta^fi  è  che  nella  statistica  del  1640  la 
papalsmoiie  di  SoTicille  oomparisce  scarsis- 
HiL  —  (  ^e^.  a  pie  deiPJriieolo.  ) 

M  principio  del  secolo  XV  risiederà  in 
Saricille  un  TÌcario  o  giusdicente  di  nomi- 
ni M  oottsiglio  della  Campana. 

Derdule  1*  assedio  delle  truppe  imperiali 
■afieee  intomo  a  Siena  il  capitano  Come- 
ia  Bcnti voglio  spedito  a  SoTÌcille  da  Piero 
balli  e  disfece  nn  grosso  corpo  di 
iielBe«  benché  queste  poco  dopo 


SOVl 


437 


si  ricattassero  con  usura  devastando  tutta  la 
contrada. 

Rispello  alle  due  chiese  plebane  che  con- 
ta Sovicille,  quella  più  modenia  di  S.  Lo- 
renzo, situata  nel  paese  >  è  rammentata  lino 
dalla  prima  metà  dei  secolo  XV.  —  11  qua- 
dro del  S.  Lorenzo  ivi  esistente  è  opera  del 
Gasolani,  la  S.  Caterina  fu  colorita  dal 
Volpi. 

Assai  più  antica  è  la  sottostante  pieve  di 
S.  Gio.  BattisU  al  Ponte  dello  Spino ,  a- 
vente  canonica  fornita  di  claustro. 

Cotesta  chiesa  è  a  tre  navale  con  pilastri 
e  capitelli  rozzamente  scolpiti  sul  macigno. 
—  Esiste  neir  abside  dietro  T  aitar  maggiore 
una  tavola  di  Santi  slata  dipinta  nel  seco- 
lo XVI  dal  Negrotti,  detto  il  Riccio, 

I  bassorilievi  esistiti  sullo  slesso  altare 
furono  trasportali  nel  Duomo  di  Siena  e  col- 
locali accanto  alPallare  di  S.  Ansano. 

Nel  pretorio  di  Sovicille  vedesi  un  buon 
affresco  ordinato  dalP erudito  sanese  Celso 
Citiadiui  nel  tempo  che  vi  fìi  potestà.  — 
(RoMAoaoLi,  Cenni  stor.  art,  ai  Siena  e 
tuoi  contorni). 

MO^IMKNTO  della  Popolaùone  della  PtMrM  di  S,  Lobsnzo  in  Soficille 

divisa  per  famiglie^  a  cinque  epoche  diverse. 


I 


Ano 


iMPuaaai 


wnase. 


ftmm. 


1640 

i833 
1840 
1843 


93 

1x9 
101 

106 


68 
107 

90 

84 


ADULTI 


114 

99 

134 

i37 


emm. 


76 

79 

98 

104 


CORIUOATI 

dei 
due  sessi 


148 
938 

aio 


BOCLBBUST. 

dei 
due  sessi 


I 

3 
I 

X 


Numero 
delle 

famiglie 


3x 

Sa 

98 
io3 
106 


Totalità 

della 
Popolai. 


371 
5oo 

644 
63o 

643 


Comunità  di  Sovicille,  —  II  territorio 
flowmilalivo  di  Sovicille  occupa  una  su- 
prrfirìe  di  41007  quadr.  1143  dei  quali 
SMM  presi  da  corsi  d' acqua  e  da  strade.  •— 
Vi  si  trovavano  nel  i833  abit.  7410,  in  ra- 
poae  cioè  di  circa  149  individui  per  ogni 
■ifi.  qu^idr.  di  snolo  imponibile. 

Gmftna  con  sette  Comunità  ;  dal  lato  di 
BKizoflì  ha  I9  Gìm.  di  Moatician'),  a  par- 
lirc  4  «ir.  dallo  sbocco  nel  fiume  Mt^rse  del 
kwì  apfirllato  il  Rio  Castellano;  il  quale 
rimonU  salendo  il  poggio,  donde  jjoi  ri- 
V.  V, 


scende  verso  selt.  mediante  il  fosso  di  Cin- 
cera,  col  quale  i  due  territori  comunitativi 
tornano  nel  fi.  MerSe.  Ivi  sotlenlra  dirim- 
petto a  pon.  la  Com.  di  Chiusdino,  da  pri- 
mo mediante  il  cotso  del  fi.  Merse,  di  poi 
per  mezzo  di  un  suo  influente,  il  lorr.  Rea- 
sa ,  e  dei  fossi  di  Filicaja  e  di  Rigo-Sta- 
gno, coir  ultimo  de' quali  i  territori  delle 
due  Comunità  rimontano  prima  nella  dire- 
zione di  lib.  verso  il  poggio  di  Moiilarrenli, 
poscia  piegando  a  maestr.  s'incamminano 
i>cr  il  ijodere  di  Campriano.  K  qiicsl<»  j»o- 


4  W  S  0  V I  S  0  V I 

dece  viciip  a  coitfìiìf  tll  iVonle  a  ma  slr.  il  diterraneo,  e  T altra  stil  caiDfMnile  di  Per» 

ItTrilorio  della   CoiuiMiità   <ii  Casol; ,  che  /i//ia,  la  citi  cima  fu  nscoiitraU  SSHbr.so* 

mietila  con  quello  di  Snicillc  per  lermiiii  ppj  lo  slesso  livello. 

artificiali  sino  alla  Montagnola  di  Siena»         Molte  strade  rotabili  altrafenano  cotesto 

dove  passala  la  villa  di  Gelsa  sottenlra  di-  territorio,  tanto  dalla  parte  della  Val  di  Mrr- 

rimpctto  a  sett.  la  Coro,  di  Monterlggioni.  te,  come  da  quella  della  Val-d'£ts4 ;  e>l è 

Con  quest*  ultima  T altra  di  Sovicille  fron-  appunto  nella  schiena  ed  alla  l>iise  oo-iJi-n- 

teglia  mediante  il  torr.  //r/ia/io  fino  al  pon-  tale  della  Montagnola  dov*é  stata  a{ier:a  U 

te  che  lo  cavalca  sulla  strada  comuuitativa  strada   provinciale  attualmente  in  c»slru> 

che  guida  a  Celsa.  Al  ponte  iV  /itnano  viene  zione,  la  quale  dalla  Valle  dell'Elsa  enin 

a  confine  la  Com.  del  Terzo  di  Citth,  la  in  quella  della  Merse  percorreodo  quasi  io 

quiile  tocca  il  territorio  di  Sovicille  dirim*  linea   retta   la  vallecola  superiore  di  /7o- 

petto  a  grrc.  Hno  alla  strada  regia  Grosseta-  sia,  —  Tagliano  il  territorio  di  questa  Co* 

na ,  sulla  quale  i  due  terrìlorj  piegando  a  munita,  dil   lato  della  Va1-di-MerK,  Li 

lev.,  si  dirigono  verso  la  costa  di  S.  Rocco,  strada  regia  Grossetani   e   |e  corounilat.te 

Giunti   sul  fosso  della  P^gna  davanti  alla  rotabili  dirette  a  Rosi»,  a  Mont*Arrenti ,  t 

chiesa  di  S    Salvadore  a  Pilli  la  Com.  di  Sovicille,  a  Tonni  ed  alle  molte  ville  si* 

Sovicille  trova  quella  di  Monteroni,  don  la  gnorìli  della  Monlagn-ila. 
quale  la  prima  contìnua  a  fronteggiare  di-         In  quanto  alla  struttura  fisìc»del  suole^ 

riin;>etto  a  lev.  lungo  il  fosso  della  Fogna^  rilorio,  qualora  si  eccettuino  i  piani  di  Rosii 

e  per  breve  tragitto  mediante  termini  arti-  e  di  Sovicille  spettanti  a  terre  di  alluvione, 

ficiati,  fìnchè  sul  fosso  JUaeeretino  trova  la  tutt«  la  parte  montuosa  costituente  la  outa 

Com.  di  Murlo.  Serve  a  queste  due  Com.  Montagnola  di  Siena  consiste  io  rocce  di 

di  confme  dal  lato  di  scir.  il  detto  fosso  e  calcarea  e  di  schisto-argilloso  plutooinalr  e 

poscia  la  via  R.  Grossetana  fino  air  osteria  di  rese,  le  prime  in  gran  parte  cristallioe,  le 

Fiiefta ,  passata   la   quale  il  territorio  di  seconde  lucenti  e  ardesiacbe,  siccome  fii  io- 

Sovieille  piega  a  ostro  mediante  il  foss(i^«er-  dicalo  ali*  Art.  MoHTAonoLà  di  SinA,  coi 

eiola'to  per  entrare  nel  fi.  Merse,  che  trova  p«r  brevità  rinvio  il  lettore.  —  Solameatc 

dirimpf>tto  alla  confluenza  del  fosso  di  i7/o*  aggiungerò  qu),  che  olire  i  luoghi  dclU 

Ca<lef l'ino  dove  ritornano  i  cunfini  territo-  MonTAOiioLà  in  quelTArt.  rarameotati,  rcia- 

rial!  della  Com.  di  Monticiano.  tivamente  alle  cave  de* suoi  marmi,  povoos 

Fra  i  maggiori  corsi  d*acqua  che  passano  aggiongersi  altre  località  di  quella  pio-ola 

o  clip  rasentano  questa  Comunità,  dopo  la  giogana  alte  n  fornire  il  marmo  giallo  ed  il 

Merse  che  ne  lambisce  i  stioi  confini  a  ostro-  così  rietto  Broccatello  di  Siena  ;  come  pt> 

•cir.  si  coniano  i  lorieuti  fìosiac  Serpenna,  tra  riscontrarsi  a^li  articoli  Cklsa, Cktotìu, 

rntr.imhi  lril)utarj  della  M'i'se  slessa,  min  Gallega,  Spakkocchia,  Sucbua,  ecc. 
Ir:-  suliespalie  della  Montagnola  e  dei  poggi         Rispetto  ai  prodotti  di  suolo  essi  sono  di 

di  Sovicille  ad  essi  annessi,  nascono  le  pri-  vario  genere,  selve  di  lecci  nella  parte  p«4 

me  fonti  «lei  fiume  Elsa.  roonluosa,  vigne  ed  ulivi  nelle  |jendici  in* 

Non  vi  sono  in  questa  Coraunìlà  grandi  feriori  de'poggi,  campi  di  granaglie  ed  orti 

prominenze  montuose  per  quanto  il  territo-  nelle  piagge  e  nella  pianura, 
rio  nella  maggior  parie  resti  coperto  da  pog-         Risiede  in  Sovicille  un  potestà  sotto  h 

gi,  e  che  la  Montagnola  di  Siena  ne  oxupi  giurisdizione  criminale  del  governo  di  Sic 

1.»  porzione  maggiore.  *—  Due  delle  prime  na;  l'i   gegnere  di  Circondario  e  la  c^nctì- 

elevatezze  di  questa  [>iccola  giogana  furono  feria  Comunilaliva  sono   in  Radicomloli , 

misurale  dalPad.Gio.  Inghimmì  nella  som-  Tuflìzio  di  es;izione  del  Registro,  la  con- 

mità  delle  torri  della  villa  di  Celsa  trovala  servazione  delle  Ipoteche  ed  il  Iribuoiilrdi 

B91  br.  superiore  al  livello  del  mare  Me-  prima  1sIhiiz,i  si  lru\jno  in  Siena. 


439 


QUADRO  della  Popolagittne  fìeìla  Comunità*  di  SortcìLLt 

a  ^^fìique  epoche  dix^eise 


Nome 
dei  Luoghi 


Titolo 
delle  Chiest 


AfKMJano 
Rignaja  O 

Balli 

Eiron!oli 
Brenna 

Cerreto  alta  Selva 
Fogliano  (*) 
FronUjinaiio  e  Fi- 
Iella  ^') 
Jcw  (•) 
Merse  (•) 
Molli 
Monlepeiciiìì  (*) 

Orgia 

Perni na  (t) 

Pilli 

Pilli 

Keecnza 

Rosia 

al  Sunto  (♦) 

Siioignano  e  Radi 

di  fifonta<:na  (a) 
SoTÌcitleti/  Ponte 

dello  Spino 
Sovicille,  CiSlelIo 
Sligliano 

Torchi  O 
Tonni 

Torri 


S.  Barto!orotDeo,  Cnni 
SS.  Vinci  nzio  e  Ana* 

stasio ,  idem 
SS.  Giusto  e  Clemen* 

le,  Piexe 
S.  Pietro,  Pieve 
S.  Michele,  Cina 
S.  Sle  ano,  i<I<ni 
S.  Gio.  B.!U.,Pre|>08. 
S.  Andrea,  Cura 

S.  Michel** ,  Pieve 
S.  Loreuio ,  Pirve 
S.  Gio.  Ball.,  Piexr 
SS.  Pielro  e  Va  \o  ^ 

Cura 
S.  BarloloninKO 
S.  Gio.  Balt.,  Pieve 
S.Barìolomm  o,Pie\e 
S.  Salvatore  ,  Cu  ni 
,  S.  Gio.  Ball. ,  Pieve 


ildcm 

:  SS.  Jacopo  e  Filippo 
S.  M  >gno ,  Cura 

S.  Gio.  Battista,  Pieve 

S.  Lorenzo,  idem 
SS.  Fabiano  e  Seba* 

stiano 
.S.  Maria ,  Pieve 
SS.    Barlolornmio   e 

Qui  lieo 
S.  Musliola ,  Prioria 

Totale  .  . 


Diocesi 

cui 
sprttann 


Colle 
Siena 

Colle 

Siena 
Idem 
Idem 
Idem 
Idem 

Idem 

Idem 

Colle 

Sic  ua 

!d<m 
Colle 
Idem 
Idem 
Idem 
Idem 
Idem 
Colle 

Siena 

Idem 
Idem 

Voli  erra 

Colle 

Siena 
Jbit.  if.» 


Popolazione 


anno 

1640 


ARMO  ]    AMMO 
18401 1843 


l33 
198 

06 
94 
90 

a4o 
235 

88 


271 


900 


I09. 


i53 


35  11 


«67 

443 
195 
101 

186 

a52 
1^5 
184 
ioa 


aaa 

a4o 

174 

120 

393 

429 

176 

332 

66 

161 

25 

309 

61 

7» 

a36 

175 

40 

5oo 

359 

101 

85 

19S 


555 1 


277 

4:? 
354 

83 
i5i 
i59 

4i5 
264 
178 
108 


266 

457 

3o4 

88 


159 


269 

333 

— 

248 

617 

587 

442 

454 

244 

237 

410 

474 

99 

— 

90 

237 

569 

553 

644 

63o 

3  80 

416 

«57 

.i. 

14^ 

l52 

28r 

298 

7410 

6319 

Annessi  che  nelle  ultima  epoca  entravano  in  questa  Comunità  .  .  .  Ahit 

Totale  .  .*  .  .  Ahit, 


434 


274 

484 
287 

95 


18] 


3o5 
282 
596 

44a 
218 

454 
264 

529 

642 
439 


i36 


290 


16S 


6  506 


SoriQhidnÀ  {Pieke  di)  sulla  Cascina  iu  litolare  della  pieve  medesima  ,  nel  popolo 

Val-d*Eni.  —  Pieve  distrutta ,  che  fa  sotto  di  Cevoli,  Com.  Giur.  e  circa  4   migl.  a 

rinvocaskme  di  S.  Maria,  poi  di  S.  Marco,  lev.  di  Lari ,  Dioc   di  San-Miniato,  gi^  dt 

allualmenle  ridotta  con  la  sua  canonica  ad  Lucca, Comp.  di  Pisa, 

uso  di  r///«,  delta  di  ^.iTeiffodair ultimo  Ali*  Art.  Mamk>  (Villx  diSar)  in  Val- 


440               SOVT  SPAN 

d*Rni  furono  indicate  le  principali  vicende  SPALAlflIl  (  S.  MARIA  a  )  nel  Val-d* 

ttoriche  di  cotesla  cb.  plebana ,  cui  vi  sa-  Arno  ouentiuese.  —  Doe  casali  nooniat , 

rebbero  da  aggiungere  alcuni  ittrumenti  dei  (  Spaiarmi  di  sopra  e  Spaianni  di  soit^) 

secoli  IX  e  X  dell*  jireh,  Arei9,  Lueeh.  nella  slessa  cura  soito  il  pi? iere  di  S.  lla^ 

pubblicati  nel  Voi.  V.  P.  II  e  III  delle  Me-  tino  a  Vado,  Gom.  e  circa  nigl.  i  f  a  lib. 

morie  per  servire  alla  storia  di  <fM  Du-  del  Castel  S.  Niccolò,  Giur.  di  Poppi,  Dice. 

caio.  Tale  sarebbe  per  esempio  on  atto  del  di  Fiesole,  Gomp.  di  Armo, 

ai  dicembre  887  rogato  in  Lucca;  tale  un  Sono  posti  in  costa  alla  defila  del  lorr. 

altro  del  1 7  nov.  980  rogato  in  Vignale  di  Solano,  Le  sue  vicende  istorìdie  eaendo 

Bfaremma,  entrambi  relativi  ad  enfiteusi  di  comuni  a  quelle  del  Castel  S.  Nieoolò«  lia- 

beni  spettanti  alla  pieve  di  Somigliano,  vierò  il  lettore  a  quel  1* articolo. 

SOVIGLUNAnel  Val-d*Arno  inferiore.  La  parr.  di  S.  Maria  a  Spaimmi  nel 

— ^  Vili,  con  eh.  parr.  (S.  Barlolommeo)  i833  noverava  i48abil. 

filiale  della  pieve  d'Empoli ,  nella  Com.  e  SPALTENNA  (PIEVE  m)  pretioG«ìofe 

circa  6  migl.  a  ostro  di  Vinci,  Giur.  di  nella  Valle  superiore  delPArbia.  — -  Pieve 

Cerreto-Guidi,  Dioc.  e  Compartimento  di  antica  che  fu  sotto  T invocaxione di  S.  ^^ 

Firenze.  ria  a  Spaltenna^  innanzi  tutto  di  S.  Pie- 

Risiede  snlla  ripa  destra  dell'Amo,  quasi  irò  in  Aifenano^  finalmente  dopo  il  170! 
dirimpetto  alla  Terra  di  Empoli  sulla  con-  di  S.  Sigismondo  a  Gajole^  dove  lo  In- 
fluenza in  Amo  del  rio  de"  Sforticini.  slocato  il  suo  fonte  battesimale  con  gli  onori 

Esiste  in  Sovigliana  un  priorato  di  Ga-  plebani,  nella  Com.  di  Gajole,  Ginr.  di 

valieri  di  Malia,  ora  commenda  Rondinelli  Radda,  Dioc.  di  Fifsole,  Corap.  di  Siena, 

con  fattoria  omonima  ed  annesso  ospizio  che  La  pieve  di  S.  Maria  a  Spaltenna  è  Mh 

ha  l'obbligo  di  alloggiare  per  una  notte  i  mentala  nella  bolla  del  Pont.  AnaslatioI? 

passeggeri,  questo  e  quella  ìndifiendenli  diretta  li  a 3  dicembre  del  ti 53  al  vesoavo 

dalla  chiesa  parrocchiale  di  Sovigliana.  di  Fiesole,  mentre  in  quelle  di  Pasqoale  II 

Il  parroco  di  S.   Bartolommeo  a  Sovi-  (too3)  e  Innocenzo II  (io33)  la  sleMa  pirvt 

gliana  nel  ia86  assistè  al  sinodo  diocesa-  era  sotto  il  titolo  di  S.  Pietro  in  A^em» 

no  fiorentino.  no,  —  Cotesta  parrocchia,  di  aulico  gin* 

Spicchio,  Sovigliana  e  Collegonzi  hanno  spadronato  delle  nobili  famiglie  Rieaaoli  t 

un  medico  condotto  mantenuto  dalla  Co-  Firidolfi ,  è  rammentata  fino  dal  mille  ipN 

munita  di  Vinci. —  ^ed,  Vmci,  Comunità,  cialmente  nelle  membrane  della  Badia  M 

La  parr.  di  S.  Barlolommeo  a  Sovigliana  Co'tibuono.  —  F'ed,  Avimaho  (S.  Pma?  v) 

nel  i833  contava  4o3  |>opolani.  e  Gajolb.  

SOVIGNANO,  o  SUVIGNANO  in  Val-  SPANNERECCHIO  (TORRE,  e  PIE?E 

d*Arbia.  —  Cas.  con  eh.  parr.  (S.  Stefano)  di)  nella  Valle  dell' Ombrone  pislojcse.— 

una  volta  S.  Lucia,  già  compresa  nella  Co-  f^gd.  MontbCdgcoli  (Piava  di)  e  Valm> 

munita  di  Monteroni ,  da  cui  è  3  roigl.  a  Bear.  (Pikw  di). 

ostro  ,  attualmente  in  quella  di   Buoncon-  SPANNOCCHIA  in  Valdi-Mene.  — Vii- 

venln,che  è  migl.  4  circa  al  suo  scir.,Giur.  la  signorile,  già  Cast,  o  casa  tonila,  eoo 

medesima,  Dioc.  e  Comp.  di  Siena.  fattorìa  omonima  della  nobile  fiimiglia  s»- 

Risiede  sulla  cresta  di  una  collina  mar-  nese  de' conti  Spannocchi  nella  parr.  di  & 

nosa  che  fa  parte  di  quelle  interposte  fra  i  Maria  ai  Monti  di  Malca volo, ora  a  Frosini, 

torr.  Siile  e  Sorra^  entrambi  i  quali  sono  Com.  Giur.  e  circa  9  migl.  a  lib.  di  Oria- 

tributar)  delPArbìa.  sdino,Dioc.  di  Voi  terra,  Comp.  di  Siena. 

La  chiesa  di  Snvignano  cambiò  titolare  La  tenuta  di  Spannocchia  fa  parte  ilelb 

dopoché  nel  1713  fu  riedificata  dalla  Oiroi-  Montagnola  posta  alla  destra  del  torr.  Adim 

glia  Piccoloroìni  sua  patrona  ,  dalla  quale  e  della  strada  che  viene  da  Chinsdino,  poeo 

ebbe  in  dono  la  tavola  del  santo  titolare.  al  di  sotto  di  Castiglion  Balzetii ,  ch'è  si 

Si  ha  memoria  «lei  Cas.  di  Sovignano,  o  suo  lib.  nel  popolo  di  Brenna ,  mentre  «si- 

Suvii-nano  in  un  istrumento  del  1171  esi-  ste  al  suo  grec.  dentro  la  tenuta  medesint 

stente  fra  le  membrane  àeWArch.  delV  O-  la  chiesa  profanala   degli  Eremili  Agosti- 

pera  del  Duomo  di  Siena,  niani  di  S.  Lucia  a  Eosia  con  anne«o  da'- 

Li  fiarr.  di  S.  Stefano  a  Sovignano  nel  stro  attualmente  ridotto  ad  oso  di  casa  eo- 

i833  contava  97  abit.  Ionica.  —  ^ed,  Eiimo  di  Roau. 


S  P  A  Z  S  P  E  D              44i' 

n  poggio  pertanto  dì  SpinnoeebM ,  le  ti  Luaro  a  SpoBtaQenio^  o  allt  Fornaci^  óe- 

dm  ■rtfSBÌooe  alla  gola  altn  venata  dal  Tcti  allapietk  d«*tignorì  Fortefucrri  di  Pi- 

teir.  Marim  ,  può  dini  una  conliauaxione  ttoja  che  gli  aurgnarono  una  dote,  per  cnl 

dissello  «li  Monlc-Arrenli  «  tanto  più  che  ne  divennero  i  patroni. 

nae  apfwriioe  la  fisica  ttnittura  di  co-  Dello  spedale  di  S.  Lnnaro  a  Spttavcnto 

porsione  «li  Montinola  rispetto  alle  si  trovano  ricordi  fra  le  carte  deirOpcra  ili 

-  calcnree  alate  metamorfosate  da  filoni  S.  Jacopo  di  Pistojn  dei  secoli  XHI  e  XIV. 

■Ballici  «li  ferro  ossidulato,  idrato»  ecc.  Faceva  parie  del  distretto  di  SpazuTento 

éi  qBaiì  fnrotto  esse  convertite  in  marmo  la  porzione  della  contrada  di  Gropponi  <le- 

fÌB  o  iBciio  critlallino  e  macchiato.  nominata  Paterno  rammentala  con  lo  S|)e- 

Bella  ¥ilki  di  Spannocchia  sul  declinare  dale  predetto  in  nn  istrumenlo  del  is85« 

dd  secolo  passalo  fii  accolto  ad  ospizio  il  comunque  più  di  un  casale  di  Paterno  nel 

laralista  Giorgio  Santi ,  quando  perlu-  lerrilorio  pislojese  esistesse  fino  dal  secolo 

flsna  lo  Slato  taoese;  e  net  1 834  fu  ofiferla  Vili,  trovan«io  un  tale  da  Paterno  irstì- 

•dite  feacffoaa  ospitalità  al  Cav.  Cesare  Ai-  mone  all'alto  di  fondazione  del  .Mon.  di  S. 

■Hi  in  ooapagnia  dello  scrivente  reduci  Bartolorameo  di  Pisloja  (anno  767). 

A  naa  escornone  di  studio  per  le  Marem-  La  chiesa  de*  SS.  Lazzaro  e  Maria  Mad- 

■sdiGmeecto,  di  OrhelelloeSoana.  dalena  a  Spaszavento  nel  i833  noverava 

àXTAri,   PnnoLniA  (Piava  di)  fu  citato  847  abit. 

m  istaanento  del  zi  febbrajo  i3zi  con*  SPAZZAVENTO  (S.  ANDREA  l)  io  Val- 

a  provare  che  fino  d'allora  ,  se  non    di-Pesa.  —  F'td.  PAsaiaiiAao. 

la  famiglia  de'Ca  Psnnoocbiescbi  SPED ALAGGIO,  SPED ALETTO,  SPE- 
iTa  in  oolesU  parte  della  MonUgnola.  DALE ,  SPEDALINO ,  SPEDALUZ20  , 
8pAa9^co  presso  Lucca.— Gas.  perduto  e  STALE,  ecc.  —  f^ed,  OsFanàLs,  cui  si  po- 
sali volte  rammentalo  innanzi  il  mille  tranno  aftgiungere  i  nomi  seguenti: 
carte  àtWArek,  Arch.  Lueeh,  reta-  SPEDALACC10  alul  LASTRA  sulla  stra- 
ai  piviere  di  Montuolo  {Flesso)  due  da  postale  Bolognese.  —  ^ed.  LAirzA  sopra 
t  qoaii,  del  1*8  luglio  981  e  del  19  lu-  Firenze. 
^983  fuvtNio  pubblicate  nel  Voi.  y,P.  Ili  SPEDALE  m  S.  ALUCCIO  sul  Monte 
èOt  Memeor,  Lmeek.  Albano.  >-  f'^ed.  Aluocio  (S.) 

M^msMuo  nel  Val-d*Amo  casentìnese.  —  —  di  Bmiccols  in  Val-d*Orcia  —  Fed, 

GB.dislnillo  nel  piviere  di  Pai-lina,  Coro,  e  Ospkdalk  di  Iìsiocola. 

6ar.  di  Bibbiena,  Dioc.  eComp.  di  Arezzo.  ^   di  CROCE-  BRANDEUdANA.  — 

Dd  Gas.  di  Spuringo  trovaust  memorie  FeL  Caoca- Beasi dblli ama. 

ìMarMal  mille  fra  le  carie  della  Raglia  di  —  del  DOCCIO.  —  Fed.  Oszillo. 

Sbaau  ,  oaMa  di  Poppi,  una  delle  quali  del  —  di  PERCUSSINA.  —  Fed.  Psacos- 

t^  lozi  fo   pubblicata  dalPAb.  Camici  sima  (S   AvDaaA  w\. 

■nb  soa  continuazione  de*  March,  e  Duchi  — -  del  Pbjto  del  F escoro»  —  Fed. 

'  Toacana.  Alpi  (  S.  BAaTOLOmuo  ih). 

SPAZZA  VENTO  nella  Valle  delPOmbro-  SPEDALETTO  nell*  Appennino  di  Gar- 

■  piftofese.  —  Borgo  atira  versato  dalla  slm-  ra<!nana.  —  Fed,  Sov  aggio. 

Sportale  Lucchese  con  chiesa  parr.  (SS.  —  dello  presso  Pisa.  —  Fed,  Vu  Emi- 

lÀvo  e  Maria  Maddalena)  una  delle  su-  lia  DiScAuan.nRoMBA. —  Presso  questo  Spe- 

Wrhaoe  della  cattedrale  di  Pisloja,  nella  r/a/r//o  Pietro  Farorac  capitano  generalo  dì 

Gdb.  di  Porta-Lucchese,  Giiir.  Dioc.  e  circa  un  estorcilo  fiorenlino  nel  1 363  fece  conia- 

^■igl.  a  pon.-lib.  di  Pisloja,  Comp.  di  re  moneta  con  impronta  offensiva  ai  Pisani, 

^RBie.  contro  i  quali  combatteva. 

Jfel  Inogo  della  eh.  di  S.  Lazzaro  a  Spaz-  SPEDAI.ETTO  ni  AGNANO  in  Val-^rFra 

Bventoera  un  antico spedaletlo  per  i  lebbre-  —  Fed,  Aonamo,  e  Lajatico  in  Val  tV  Era. 

•  porto  alla  base  australe  del  colle  di  C/Vir-  SPED4LETTO  in  Val  d'Ortia.  —  B«>r- 

**^*»io  poco  Iiinpi  dalla  borgata  (Ielle /or-  gala  con  eh.  parr.  moderna  (S.  Nircolò) 

■sn  e  del  ponte  che  ivi  presso  attraversa  la  nella  Coro.  Giur.  Dioc.  e  circa  4  niigl.  a 

'f^  regia  Locchcse  sul  lorr.  Stella.  ostro  di  Pìenza ,  Comp.  di  Siena. 

L* edificazione  della  chiesa  attuale  di  S.  Risiede  lungo  T  antica  strada  postale  m- 

'a  Maddalena ,  riunita  al  litolare  di  S.  mana  tracciala  sulla  destra  ri|>a  deirOivia 


4ia              SPES  S^EZ 

fra  la  conflaenza  del  torr.  Trtssa  e  quella  Fabiano  e  Scbnsliano  a  Spesela  con  i  tuoi 

del  fosso  ^/im ftrico.  Forse  sino  costji,  st'  non  b<'ni,  ilella  quale  conserva  il  padronaln. -« 

piuttosto  allo  S pedaletto  di  Briccole^  la  f^ed.  Badia    di  S.    Mabia  nr  Gosmoni,  e 

Signoria  di  Siena  nel  1389  fece  accompa-  Sakta-Sofia  nclta  V<i1le  del  Bidente, 

gniire  da  una  scelta  coniiliva  il  re  Carlo  11  La  parr.  de*  SS.  Fabiano  e  Sebtsliano  a 

d'Angiò  mentre  ritornava  a  Na(K)li.  Spescia  nel  i833  noverava  «27  abil. 

Era  alla  distanza  dì  circa  4  miglia  più  SPEZIA  (  5/?e<ffa)  nel  Golfo  Lunense, 

innanzi  verso  ostro  1* altro  più  antico  Spt'  ossia  della  Spezia.  —  Città  moderna,  teslè 

dalrtto  di  Briccole  presso  Ca^lfl-f^ecchio  Terra  nobile  ,  aniicaroetite  castello  con  sut- 

mlla  C-ìra.  di  Kadicofani.  —  ^ed.  Castel*  tostante  borgata,  capoluogo  militare  e  yo- 

TSGOHio  in  Val-d*Orcia.  litico  della  Provincia  di  Levante,  di  un 

La  parr.  di  S.  Niccolò  allo  Sp^dalefto  Mandamento  e  della  propria  Comunità  con 

nel  i833  noverava  89  abit.  chiesa  collegiata  (S.  Marta  Assunta)  nella 

SPKOjLtmo  DEL  PONTE  ALLA  PERGOLA  Dior,  di  Loni-Sarzana,  Regno  Sardo, 

nella  Valle  deirOmbronepistojrse.  —  ^e//.  Questa  crescente  e  giovane  città  è  posta 

Pbboola  (Pohte  alla).  fri  il  gr.  27**  «9'  o'  long,  ed  il  gr.  44*  6' 

SPEDALUZZO  DEL  BAGNO  a  BIPOLI  5"  lalit.,  circa  9  migl.  a  pon.  di  Sariana, 

nel  Val-d'Arno  fiorentino,  t-  f^ed.  B^gko  passando  per  la  strada  postale  di  Oen'^va; 

A  RiPOLi,  Comunità  ^  e  Bigallo  dell*  Ap-  migl.  3  ]  a  marslr.  di  Lerici,  andando  per 

FARiTA.  mare,  4  a  sett.  di  Porto-Venere,  e  quasi  60 

—  A  SAN  PELLEGRINO  sul  fi.  Santer-  mio|.  a  scir.-lev.  di  Genova. 

no.  —  r'e'/.  Sartrrico  (S,  Pellegmwo  a).  È  |)0sta  nel  centro  di  nnanfiteatro«  taeui 

—  a  PITlGLIUOf^O  in  Val-di  Greve. —  arena  è  coprrta  d.dle  acque  di  un  costante- 
f^ed.  GaavE ,  Comunità,  mente  placido  seno  di  mare,  mentre  1  colli 

SPELoncA  (  Ekemo  di  )  sul  Monte  Pisano  che  alTanfiteatro  strsso  ed  a  varie  anse  Chi* 

nella  Valle  inferiore  del  Serehio.  —  f^ed,  no  spalliera  sono  rivestiti  di  vigneti,  di  oR* 

Ekfmo  ni  S.  Aftrornn  sul  Hontb  Pisako,  veti ,  di  case,  di  chiese  e  dì  villaggi. 

SPENWZZl  E  MEDANE  in  Val  dVAr-  Alla  Spezia  le  onde  marine  sono  appena 

hia. —  t^ei,  Collanxa  e  Mi-dake  Spr^w-yj-.i.  4  in  5oo  braccia  lontane  dall* abitalo;  eJé 

SPERTOLI  (  MONTE ).^^ec/.  Morte-  dìrimf>clto  alla  città   dove   è  stalo  aperto 

apRRTnri.  sulla  riva  del  mare  un  largo  viale  della  Iod- 

SPESCIA  nella  Valle  del  Bidente  in  Ro-  ghrzza  di  circa  uti  miglio,  fiancheggiato  A 

m:ign;i.  —  Due  Cas.  (  Spescia  di  sottn^  e  allieri  frondosi ,  i  quali  interrompono  fli 

Spenda  di  sopra)  con  eh.  parr.  (SS.  Fa-  ardenti  raggi  del  sole,  mentre  lasciano li- 

bi:>no  e  Sbjistiano)  r\v\  pivifre,  Cora,  e  bora  al  passeggere  la  visuale  di  un  golfo  il 

cirr^  3  migl.  a  [lon.  di  Sji nta  Sofia ,  Giur.  più  singolare  e«I  il  p'.ù  bello  di  qiianlialln 

di  Gairala  ,  Dioc.  dì  Sansepoìcro ,  g'k  .V«/-  ne  fece  niitura  intorno  al  Mediterraneo. 

iiuf  della  B.idia  di  S.  Maria  in   Cosmedin  Un  torrione  semidiruto  situato  sul  colle 

dell'  IsoU ,  Comp.  di  Firenze.  posto  alle  spalle  della  citià  di  S'eiii,  open 

Riposano  i  due  Cas.  sul  fianco  orientale  del  Duca  Filippo  Maria  Visconti  di  Milani 

del  monte  appellalo  Pian  deUnCroce^  Wa  le  le  mura  castellane  con  la  r»>cca  dal  lato  «fi 

sorgenti  del  rio  Sasso:  quello  di  Speserà  grec.de,  quelle  e  questa  costruite  dalla Kep» 

di  sopra  sulla  ripa  sinistra,   e  1*  altro  di  di  Genova  intomo  alla  slessa  città,  in  meno 

Spefcia  di  sotto  alla  destra  del  rio  predetto,  a  giardini  di  agrumi  e  di  fruiti   \  più  deli- 

Ebbero  signorìa  un  tempo  costà  in  Spe-  cali  e  meridionali,  ecco  a  un  dipresso,  ifl>" 

scia  i  iiohili  di  Slrabalenza,  dì  Valbona  e  bene  in  scorcio  la  situazione  magica  di  ntn 

di  Ri.lraccoli,  feiidalai]  dei  Malatesla  di  Ri-  cillà   dr'Ia  quale  fioche  rivali  in  simil  f^ 

mini,  i  quali  signori  fino  dal  secolo  X.I  do-  nere  potrebbero  coniarsi  in  Il.i?ia.     ' 

naronoalla  Badia  dell'Isola  sul  Bidcnle  le  Le  deboli  mura  che  circondano  l'antifo 

decime  che  pagar  dovevano  gli  abilanli  di  parse  di  Spezia,  fatte  per  difenderla  dai  pi- 

.V/»eTc/rt,  la  qnal  donazione  fu  poi  nel  1179  rali  di  mare  pinllosto  che  dai    l.idrnni  H" 

dal  Pontefice  Alessan«lro  111  confermala.  tfrr.i ,  rimasle  da  5oo  braccia  disoste  *W^t 

M:i  nel    i.«»a4   un   altro  Pontefice,  Cle-  onde  marine,  è  fama  che  all' epoca  della  loro 

mente  VII,  ammensò  all' arcispedale  di  S.  costnizione,  quasi  5  secoli  indietro,  fo^s^ 

M.iria  Nuova  di  Firenze  la  ehiesa  de' SS.  lKignat#  dai  flutti  marini,  quando  cieè  w- 


SPEZ  SPEZ              443 

lesto  graodioso  seno,  lusciò  il  nome  di  porto  ThIc  è  fra  gli  altri  an  tea'.ro  magnifico 

«li  Luni  per  quello  di  Golfo  delia  S^Ua,  innalzalo  fra  la  spiaggia  e  la  Spezia,  teatro 

Anche  Flavio  Bion  Io  scrittore  del  secolo  che  non  sgradirebbe  di   avere   qu<iliiii({ue 

XV  chiama  il  Golto  dtlla  Spezia  SinusLu"  oipiialt ,  non  che  una  città  più  popolosa ,  e 

nensig^  e  f^eneris  Portus^  soggiungendo  ,  dirò  anche  più  propensa  alla  musica  ed  alle 

ch*t  il  paese  della  Spezia  era  un  castello  rappresenlanie  dramiuatiche. 

ittfooo  circondato  di  mura  circa  60  anni  in-  La  chiesa  collegiata  di  S.  Maria  alla  Sf>e- 

u^Dzi ,  vale  a  dire  sul  declinare  del  seco-  zia  fu  edificata  terso  la  metà  del  secolo  XV 

lo  XIV;  comecché  non  manchino  scrittori  a  tre  navate  sopra  un  disegno  non  troppo 

che. facciauo  risalire  P origine  della  Spezia  felice;  il  suo  capitolo  è  preseduto  dalPar- 

ad  un  ignoto  villaggio  sorto,  chi  sa  quando,  cìprete  pievano  col  titolo  di  abate  eh*  è  V  u- 

s  ilio  il  vocabolo  di  Bagno  Antico,  nica  sua  dignità. 

Comunque  vada  la  bisogna,  la  cosa  me-  Del  resto  altre  chiese,  se  non  egualmente 
no  dubbia  è  che  la  Spezia  era  un  piccolo  grandi,  più  belle  della  collegiata,  conta  co- 
luogo  quando  la  Rep.  di  Genova  nel  no-  testa  città,  una  delle  quali  ci  sembra  quella 
^embre  del  1^76  lo  acquistò  con  altri  ca<  suburbana  di  S.  Francesco  dei  Frati  del- 
stfl letti  di  quei  contorni  da  Niccolò  di  Te-  T Osservanza  stata  di  curio  restaurala,  nel 
dice  Fivschi  conte  di  Lavagna  e  ni(»ole  del  di  cui  apside  dietro  1*  aitar  maggiore  si  am- 
Pont.  Adriano  V,  al  quale  nel  1  a  Saera  stato  mira  un  quadro,  o  a 'ico/ia  ad  alto  rilie\o 
ceduto  in  feudo  dal  v(Sco>o  di  Luni.  —  di  terra  invetriala  della  Robbia,  rappreseu- 
f^td,  MAarti^A,  e  VazzAao.  tinte  1*  incoronazione  di  Maria  Vergine. 

Anclie  il  Giustiniani  nei  suoi  Annali  gè-  Non  dirò  della  chiesa  soppressa  e  profa- 

o  ivesi  scritti  nelle  prime  decadi  del  sec.X Vi  nata  de^Romitani  Agostiniani  situata  deii* 

ne  avvisava,  qualmente  a  tempo  suo  le  fami-  tro  la  Spezia;  né  di  un  oratorio  assai  de* 

glie  della  Spezia  non  arrivavano  a  400.  volo  uffiziato  da  una  compagnia  secolare; 

Essa  è  attualm«-nte  piena  di  nobili  edifizj,  ma  non  debbo  tralasciare  di  rammentare  al 
di  giardini,  di  passeggi  pubblici,  e  di  case,  forestiero  che  capila  all:i  Spezia  la  bella  si- 
le  quali  di  anno  in  anno  si  vanno  costì  au-  tuazione  del  convento  de*Cippuccini  posto 
«Dentando,  specialroenle  dacché  la  Spezia  sopra  un  ultimo  sprone  de*  colli  che  fanno 
fu  dichiarala  città  cou  residenxa  del  capo  spalliera  dalla  patte  di  lev.  alla  città,  sulla 
politico  e  militare  della  Provincia  di  IjC-  foce  della  nuova  strada  postale,  e  apf»ena 
■vanle  nel  Ducalo  di  Genova,  e  dopoché  vi  si  due  tiri  d*arco  distante  dalla  Sfiezia,  donde 
formò  una  stazione  postale,  mediante  la  nuo-  si  scuopre  tutta  la  ridente  cosliera  occiden- 
va  strada  corriera  aperta  lungo  la  Rivieia  tale  del  Golfo,  ed  una  gran  parte  ancora  dei- 
orientale  per  Genova.  —  Né  minore  van-  1*  orientale. 

faggio  risultar  doveva  non  solo  alla  Spezia,  Mancano  per  ora  alla  Spezia  le  grandi  ca- 
ma  agli  a'*itanti  tutti  del  Golfo  t>eì  grandi  se  di  commercio,  mentre  i  suoi  traflSchi  ma- 
lavori  di  Napoleone  decretati ,  e  quindi  so-  riiiareschi  si  riducono  al  cabotaggio  dei- 
spesi  per  la  sua  infausta  camfMigna  di  Mo-  folio,  %ino,  agninii  ed  altri  pro-lotti  a- 
sca.  Però  una  maggiore  floridezza  potrà  pre-  grarj  del  paese,  al  trasporto  dei  pietrami 
pararsi  a  cotesta  novella  Cartagine,  tostoché  di  macigno  che  cavansi  nei  |M)ggi  a  poii. 
un  desiderato  ponte  che  cavalchi  il  fiume  della  Spezia,  ai  marmi  di  Portovenere  e  di 
vagante  della  Magra  sia  per  offrire  un  pas-  Carrara}  alla  pesiu  ed  a  condurre  i  {tasseg- 
saggio  libero  e  continuo  alle  strade  regie,  geri  in  battello  intorno  al  Golfo, 
postali  e  militari  che  da  Pisa,  da  Reggio  Fra  gli  uomini  più  distinti  in  scienze 
per  Fivizzano  e  da  Parma  per  Ponlremoli,  ed  in  lettere  la  Spezia  contava,  nel  sec.  XV 
S:«rzana  e  la  Sfiezia  si  dirigono  a  Genova,  un  Bartolomineo  Fazio,  nel  secolo  XVIlt 
a  Torino,  ecc.  ecc.  e  viceversa.  un  Luigi  Isengardo ,  e  nel  principio  del  se- 

Inoltre  la  topogratica  situazione  della  Spc-  colo  attuide  un  Giorgio  Viani ,  ecc.  Chi  ne 

zia  é  resa  ragguardevole  per  se  stessa  dalla  voltsse  una  più  lunga  lista  legga  le  Memo. 

dolce   1em[ieratura  del  clima,  dallo  stalo  rie  storiche  delle   Lunigiana   delV /ibb, 

|iiù  s;ilubre  dell* aria,  dai   bagni  di  ma:e  Em.  Gerirti, 

ivi  introdotti  in  estate  e  dai  comodi  edifìzi  Risiedono  nella  Spezia  1*  intendente  della 

cbe  si  vanno  coslruendo  di  uuo\o  dirim-  Provincia,  eii  il  coiuandanle  militare,  cui  è 

(ietto  al  suo  Golfo.  afiidata  ancora  la  polizia  di  tutta  la  Provin- 


456  STAG  SI  AG 

Yollcmoo»  fiorenliiiOy  lanefe  e  fietolino  ;  ttico  ed  «Uri.  ttando  nella  diicn  di  Sem^ 

nelln  cui  donaxioiie  envi  compresa  la  4.U  na,  territorio  vollermiiOa  riouDiiaroiio  «Ih 

parte  della  corle  di  Staggia.  — '.Aaca.  Diri..  Badia  predella  ogni  loro  diritto  aulla  chioi 

Fkm.  Carie  di  S,  Eugenio  al  Munistero),  e  beni  di  S.  Maria  di  Staggia^  mentre  nel- 

Lo  alcsioTegrimo,  sopracckiamato  '/Vu a-  Tanno  stesso  1 1 86,  con  diploma  del  a8  ago- 
io,  figliuolo  della  coattisa  j49a ,  per  rogito  sto,  Arrigo  VI  a  tìtolo  di  feudo  rilasciava  ad 
del  ai  febbraio  ioa6,  stando  nei  suo  ca-  Ildebrando  vescoto  di  Volterra  fra  gli  altri 
stello  di  Staggia  offri  in  dono  alla  Badia  paesi  la  mdk  dei  castelli  di  Staggia  e  di 
di  S.  Salvatore  deli*  Isola  alcune  sostarne  Montagutoio  sul  Monte-BIaggio. 
ivi  designate.  Arrogo  la  notixia  di  quattro  iatrumcnli 

Sono  della  proveniensa  stessa  i  documenti  dtìVAreh,  Dipi,  San,  del  14  magg.  11 S;, 

seguenti;  un  isirumenlo  del  4  febb.  1001  27  ftbb.  11 56,  del  genn.  ii63  e  del  17 

rogalo  nel  Castel  di  Staggia  terrìiorio  voi-  aprile  1167.  -—  Trattasi  nel  primo  di  un 

terrauo,  cbe  dicesi  di  proprietà  di  donna  donazione  £itta  da   Panio  di  GoUdo,  di 

Ava  figlia  del  fu  C  Ziinobi  e  vedova  d*llde-  Ugolino  di  Soarzo  e  d.i  Ranieri  di  Guaui^ 

beando  d* Isalfreilo ,  in  occasione  che  essa,  lino  al  Comune  di  Siena  in  mano  di  Bs- 

col  consenso  di  Tegrimo  e  di  Benizzone  nieri  vescovo  di  quella  città  della  quarta 

suoi  figli  e  mondualdi,  donò  alla  Badia  di  parte  di  Monte^aiielli,  di  una  piana  dea- 

S.  Salvatore  dell'  Isola,  da  essa  lei  lòndala,  la  Irò  il  Cast,  di  Stroi^e ,  e  due  nel  suo  kr- 

cbiesa  di  S.  Cristof^ao  presso  il  borgo  deU  go ,  di  una  piazza  nel  Casi,  di  Honteagih 

risola  con  42  case  e  cascine  in  queir  istru-  tolo  e  due  altre  piazze  nel  borgo  di  qucils 

mento  descrìtte,  oltre  le  decime  de* beni  stesso  castello.  La  qual  donazione  fu  Gaia 

dominicali  con  otto  servi  e  serve,  il  lotto  coram  omni  popuio  in  comuni  eolicfmo 

compreso  ne  Uà  sua  corte  di  Strove.  in  platea  S.  Crittophori  digitati  s  Seim- 

Nel  3o  aprile  del  1048  il  nipote  di  dello  rum.  —  Col  secondo  istrumento  Ranuecis 

T^egrimo,  per  nome  Guido  del  fu  Gherardo,  di  Staggia  con  Bernardo  e  Guazziolino  suoi 

e  la  sua  consorte  Oliva  del  fu  Vivenzio,  stau-  figliuoli ,  ed  Ottaviano  con  Rustico  di  Soa^ 

do  in  Terresano  firesso  il  Cast,  di  Fumai-'  zo  si  obbligarono  col  governo  dì  Siena  da* 

gallo ,  territorio  Siinese ,  venderono  a  Si-  vanti  al  vescovo  Ranieri  suo  capo  poìitico 

chelmo  del  fu  Corrado  la  loro  metà  del  ca-  ed  ecclesiatico  di  seco  allearsi  contro  il  Oh 

stello. e  corte  di  Staggia^  T ottava  parto  mune  di  Finanze,  promettendo  di  GOM^ 

de* castelli  di  Strui^ ,  di  Bueeignano  e  di  gnare  ai  Saiitsi  a  titolo  di  pegno  il  Cast,  dì 

varj  altri  luoghi  in  quel  r«>gilo  indicali.-'  5/ro(^c,  e  la  torre  di  Montagutolo  sul  Moa- 

{iac.  eie.)  te- Maggio  nel  termine  di  8  giorni  dopo  la 

Fra  inifMili  della  citata  conlessa  Ava,  come  richiesla  latta  dalla  Signoria.  — -  Gol  tem> 
sigtiort  di  Sitfgjfia  ,  nimuienlei'ù  un  Tcgri-  islruinculo  del  geou.  11 63  UbMidino  del  k 
roo  che  fu  icscovo  di  l'o|)ulonia ,  nato  da  Ugolino  di  Soarzo  rinunziò  al  Comune  «li 
un  altro  Trgiinio  detto  Teuzzo^  il  qual  Siena  nelle  mani  del  \escovo  |)redettoogAÌ 
vescovo  neir  1 1  marzo  del  1061,  stando  nel  diritto  che  aveva  sulle  terre,  castella,  e  no- 
Casl.  di  Stroi^e,  ricevè  Ja  Sìcliclino  del  fu  minatamente  sopra  Staggia  e  sopra  ogni  al- 
CJbrrado  per  donna  Adailela  sua  sorella  figlia  tro  luogo  situato  fra  Foggibonsi  e  Porla  & 
di  Tegrino,  ossia  di  Teano,  lire  40  |)cr  mullia,  a  patto  però  di  annullare  coicsta ri- 
valuta delhi  quarta  |Nirle  del  Cast,  corte  e  nunzia  qualora  lasciasse  de* figli  maschi.  >* 
chiesa  di  Strove  che  il  loro  fNidre  Teuzto  11  quarto  atto  finalmente  del  97  aprile  1167 
aveva  ceduto  precariamente  alla  Badia  del-  è  relativo  ad  una  lettera  sottoscritta  nel  Cui. 
risola:  per  cui  Te^rriino  in  quelPatto  ne  di  SanQuirico  in  Val-d*Orcia  daRaiualils 
fece  u  Sichelmo  quietanza,  {loc,  cit.)  arcivescovo  di  Magoiizaearcicancellieredd- 

luoltre  nelle  carte  della  stessa  Badia  riu-  1*  Impero  a  nome  di  Federigo  l,cunlaqiia- 

nile  a  quelle  di  S,  Eugifnio  al  Munistero  le  viene  confermata  la  donazione  che  feccn 

si  leggono  più  nomi  di  Soarzo,  i  quali  prò-  al  Comune  di  Siena  Ranuccio  di  Staggia  e 

babìlmcnto  dieilero  il  casato  ai  iiohili  saneai  Guido  di  Soarzo  de*  signori  di  Montagutolo. 

de*iVoar«'  che  furono  pur  essi  signori  di  —  (Aaca.  Diri»  Sah.  T.  1.  delle  Pergt»' 

Staggia  e  di  Strade,  —  Tale  è  un* allo  del  A*.®  1 4>  94,  3a  e  36.  ) 
•iTt  sellembre  1186,  e  del  di  8  ottobre  se-        Con  tultociò  peraltro  i  signori  dìStagf^iSf 

guepte ,  coir  ultimo  de*  quali  Soarzo,  Ru-  di  Montagutolo  e  di  Strove  dorettero  ^l^ 


I 

SPE2  SPEZ              445 

■r;  t.*  cb«  lUl  pronioDlorio  di  Porto- Ve-  mento  e  roveiciamcnto  dei  inedetinii ,  per 
■mi|uclU  roucw  f*  inlema  nei  monti  che  cui  la  ;»oa<ff/i^(2,  sebbene  apparentemente  i?i 
ijpiJI  g^i'no  il   lato  occidenlalu  del  Golfo  si  mostri  iufcriort'  alla  roccia  calcarea  cura- 
tmàuì  di  là  di  Pignone  in  Val-di-Vara,  Ira  patu,  tutta?ia  dovrebbe  essere  meno  antica, 
li  cai  pfomineuxe  si  trovano  quelle  di  Co-  Ma  lasciando  a  {tarte  ogni  sorta  di  con- 
ngHm^  di  Sm^taCroce^  di  Parodi  ecc.;  3.^  gcttura  (tentazione  cosUnte  de*  geologi)  ed 
CÀI  U  sicM  roccia  nei  poggi  di  Fabiano  e  attenendoci  ai  puri  Fatti,  il  Prof.  Sismonda 
^Ila  Speùa  fa  allernaodo  con  varie  qua-  in  quella   memoria   concludeva  :  che  nei 
HU  dì  achisli  argillosi  e  marnosi,  non  che  monti  attorno  al  Golfo  delia  Spexia  esiste  il 
oitlnli  «li  calcarea  compatta;  4.®  che  la  terreno  del  /taf le determinato  dai  fossili  che 
loto  stratificazione  si  mostra  disordinata  in  rinchiude,  comecché  questi  s'incontrino  an- 
mmIo,  che  in  alcuni  siti  gli  striti  teggonsi  che  nelle  rocce  ad  esso  immedialameate  so- 
piegati  e  quasi  inarcati,  come  tali,  per  e-  frapposte;  dondechè  egli  sembra  di  avviso, 
«■pào,a|ipariicono  alle  cave  di  marmo  nero  che  cotesti  fatti  avvalorati  da  altri  possano 
t giallo  aperte  nel  seno  delle  Grazie,  ecc.  aprire  la  via  alla  divisione  dei  terreni  in- 
Però  il  terreno,  sol  quale  è  stata  edificata  feriorì  alla  calcarea  compatta  ed  al  oiaci- 
l«  Spezia,  spelta  a  quello  di  alluvioiie  recente  gno  che  mostransi  da  un  capo  ali*  altro  in 
amónante  dirimpetto  a  maestr.  e  pon.  cou  tutta  la  catena  degli  Appennini, 
i  iioffi  calcarei  argillosi  di  Fabiano,  e  dal  Aggiungansi  ai   delti  lavoii  quelli  fatti 
lato  di  !cv«  con  le  rocce  di  arenaria  creta-  nel  Golfo  della  S{iezia  dal  Prof.  Civ.  Paolo 
«■,  alla  quale  aolleutra,  a  scir.  di  Miglia-  Savi,  dal  March.  Pareto  e  da  altri  illustri 
ma,  il  trireno  di  alluvione  dei  così  detti  naturalisti  prima  e  dopo  del  Sismonda,  o|- 
Sia^mmi  ,  mentre  nei  poggi  sovrastanti  si  tre  quanto  sopra  lo  stesso  argomento  è  stato 
néÉwcrn  la  calcarea  stratiforme  cimipatta.  discusso  nel  settembre  del  1843  alla  quinta 
la  generale,  conclude  il  Prof.  Cav.  Si-  Riunione  de* scienziati  in  Lucca,  dove  alla 
aonda  nella  memoria  teste  citata,  le  due  sezione  di  geologia,  minenlogia  ecc.,  pre- 
AnazAzioni  di  monti  che  formano  Tanfìtea-  acro  {urte  uomini  insigni  italiani  e  oUra- 
tale  bacino  del  Golfo  apfiartengono  alla  montani,  fra  i  qnali  iiltiroi  il  celebre  0#na- 
fcn— zioae  appenninica ,  o  giurassica.  Ha  lius  (Tffallojr  faceva  voti ,  affinchè  la  qu&- 
idalibio  sta ,  se  sieno  o  nò  tutte  della  for-  slionc  tuttora  irresoluta  sulPctà  delle  rocce 
■BÌooe  dei  lf<ff#e,  terreno,  del  quale  pare  costituenti  l*  ossatura   de*  monti  del  Giolfoi 
et  non  lascino  dubbiezza  i  fossili  scoperti  della  Spezia  fosse  per  essere  dimostrata  me- 
li prima  volta  dal  Guidoni:  ovvero  se  ivi  diantc  fatti  incontrastabili. 
«Slatto  altri  tcrrrni  di  quella  stessa  serie.  Nella  pendice  settentrionale  del   poggio 
Avvegnaché,  soggiunge  il  Prof,  torinese,  di  Pitelii,  a  |KK:a  disianza  dalli  Stagìioai 
Inppo  debole  luce  su  tale  argomento  ne  e  dal  mare,  sul  contine  della  Gim.  della 
paife  la  sovrapposizione  delle  varie  rocce  di  Spezia,  il  >k*rtolotti  nel  suo  f^iaggio  per 
fari  monti  a  cagione  de*  grandi  sconvolgi-  la  Liguria  Starittima^  indicò  la  sco|iertadi 
nCDti  che  ne  «ovviarti nmo  costà  quasi  com-  alcune  sorgenti  ili  acque  minerali  sulfuree 
pniamenle  P  ordine  loro  cronologico.  gassose  usate  dagli  abitanti  nella  stagione 

1  fossili  confusi  con  le  piriti  di  ferro  esi-  de*  bagni. 

Heado  soltanto  nella  costa  nccideatale  del  Rispetto  ai  prodotti  agrarj  il  Golfo  della 

Golfo  hanno  fornito  argomento  al  Cav.  Si-  Sfiezia,  e  segnatamente  la  porzione  compresa 

monda  da  dubitare  che  gli  strati  di  calca-  nella  G)muoità  in  discorso  produce  in  <*o. 

mncra  e  le  poudinghe  della  giogana  o-  pia  agrumi, olio,  vino  ed  erbaggi.  Inquanto 

Dtatale  sieno  di  formazione  più  recente  e  [ìoì  agli  uliveti  del  Golfo  ne  restò  amm- 

vpnpposli  alle  rocce  fossilifere,  ed  al  miirmo  rato  lo  stesso  Petrarca,  che  avrebbe  preti - 

ff^po  nero  macchiato  di  Portovenere,  il  rito  volentieri  questa  alla  contrada  di  Atene 

fble  domina  nella  giogana  occidentale  fra  per  fame  la  residenza  della  divinità  pagana, 

i'C«st.  di  pignone  e  Pisola  ilella  P.dmaria.  Minerva.  —  f^ed.  Lesici. 

laiìfle  lo  stesso  geologo  ebbe  a  sosi)etlare  Sono  alla  Spezia  varie  conce  di  pelli ,  al- 

rv,  per  r  elevazione  ili  versa  delle  due  ca-  cune  fabbriche  di  mobilia  r  di  seggiole, 

>n.%  per  la  discordanza  e  la  manca nz.1  della  fatte   piuttosto  alla  pisana  che  alP  usn   di 

rtftispondenzj  relativa  negli  strati,  fosse  ar-  quelle  di  Chiavari,  oltre  tulli  i  m<'slieri  ne- 

raduto  nei  monti  del  Golfo  uno  sdrucciola-  cessarj  ai  romnilj  iliHa  vita. 

T.  ▼.  '»7 


458  STAG  STA6 

Niccolò  di  Guido  FnmiCH.finilelloiiooiolo    lo  hi  FiiCD»  li  s6  Icbbnfo  iS83  (Hflr 

di  Mutciatlo,  BM  «nooni  di  neit.  Bteeio^  tfomii/i«),doveioiio  nominati  iqiMtlio'fi|li 

dol  quale  ultimo  penonaggio  non  conoaco  di  Ranieri  nipoti  di  Celerina  Lupi.  InolUf 
altro  documento,  meno  una  fenlena  di  leo-     mediante  lodo  proferito  dagli  arbitri  ad  14 

munica  fulminala  nel  i3aa  da  Donusdeo  aprile  del  i383  fra  donna  Caterina  del  fa 

veMOVo  di  Siena  delegato  dal  Papa  Gio-  Anionino  di  Niccolò  Fnnicri  da  una  parte, 

tanni  XXII  contro  gli  ufl&iiali  di  quel  Co-  e  Bello  del  fu  Tarno  del  Bene  Inlofc  de* 4 

muoe.  La  quale  loomunica  provocò  un  ap*  figli  del  fu  Ranieri  di  Antonino  Fnaani 

palio  al  Pontefice  fcrìllo  nel  cassero  di  Stag-  dall'  altra  parte,  furono  aggiudicati  a  deam 

già  oontro  la  aentema  del  vescovo  Doousdeoy  Caterina  dt*  Frantesi  diverti  prcdj  «lorfi 

cfct  aveva  ordinalo  di  vendere  i  beni  a|>par-  iiel  popolo  di  S.  BlLirìa  a  Lrocbi  dislnlla 

ICBcnli  a  Niccolò  Franteti  fraicUo  de*  de»  di  Staggia,  a  titolo  di  rimborso  di  400  fia- 

fmmti  Miccio  •  MtuciaUo,  e  non  tanto  quel-  rini  d'orocbe  la  stcìn  donna  Caterina  avcw 

li  aitnati  dentro  Siena  quanto  ancbe  altri  dato  per  dote  a  Verde  sua  nipote  figlia  del  di 

del  ino  territorio,  e  ciò  ad  oggetto  di  rim-  lei  fratello  Ranieri  con  animo  peiiò  di  li- 

bonave  la  Camera  apustolica  di  7641  fio-  valersene. 

rini  d*oro.  Nella  qoal  somma  era  stato  con-  Un  mese  dopo  donna  Cslerina  era  tona- 
dannalo  Niccolò  Framesi  in  Corte  romana  :  la  a  Padova ,  toitocbè  con  atto  del  io  «ai- 
€  quindi  scomunicato  per  non  averla  pagata,  gio  i383  rogalo  in  quella  città  eMB*  ale- 
tanto  più  cbe  in  vista  di  cotesta  moni  il  de-  noro  del  lodo  pronuntialo  in  Fircnm  mI 
bilore  dava  aoipello  di  eresia,  fcc.  —  {loe,  14  aprile  preocdente,  qualifica  i  veri  poiwi 
•U.  T.  XVIII  delie  Pergam.  If^  1 5o6).  sori  dei  suoi  pred}  situati  nel  popolo  di  SL 

▲  maggiore  intelligeaxa  della  causa  del  Uaria  a  Lecchi.  Il  quale  atto  fu  nlifiala 

ddnlo  preindicalo  è  da  sapere,  cbe  nella  da  donna  Verde  sua  nipote  nel  19  maggia 

banca  diella  società  di  Muiciatlo  Frantesi  e  del  i384.  —  {loe.  cit,) 
compagni  mercanti  fiorenlini  sino  dal  1296         Inoltre  fn  le  marobrane  degli  AgoiliniBm 

ii  deporitava  il  denaro  cbe  alcuni  collrltorì  di  Siena  avvene  una  del  ao  giug.  1S14  KriNB 

delle  decime  apoatolicbe  solevano  r«iocogli(>.  nel  Cast,  di  Staggia ,  con  la  quale  il  nobile 

in  in  Toicana.— (Aacu.  Dm..  Fiom.,  Carie  Niccolò  del  fu  Guido  de'Franacai  rinunàò 

é^BoeeeUim  di  Pistofa).  a  favore  di  Tignacelo  di  Baldo  dc*Tolomei 

Fra  i  figli  di  Niccolò  Franiesi  varie  mero-  di  Siena  ad  ogni  diritto  che  avcmt  cootra 

brano  appartenute  allo  spedale  di  Bonifaaio  gli  eredi  di  Biagio  di  Tolomeo  ileTTolo- 

di  Firenae,  oltre  quelle  dell*  j4re/i.   Dipi,  mei  per  dipendenza  di  1 100  fiorini  d*flm» 

San,^  rammentano  un  Antonio,  o  Anioni-  e  per  altre  lire  aoo  di  sua  pertinenm.  — 

nOt  particolarmente  allorché  qutrsti  alla  pre-  (Aaca.  Dipl.  Fioa.  Carte  eli,) 
sema  del  di  lui  padre  Nircolò  nel  5  {.'(rnnajo        M:i  che  colesti  individui  della  stirpe  dt* 

1337,  stando  nel  cassero  di  Staggia,  ricevè  Franzesi  di  Staggia  nonfoassero  i  lolidios- 

i3oo  fiorini  d*oro  a  titolo  di  dote  che  porlo  sii  di  essa  làraigliace  loscuopre  fra  gli  alili 

ad  Antonino  di  Niccolò  Franzesi  il  procu-  un*  istru mento  rogalo  in  Firenze  li  la  h- 

ralore  della  sua  fulura  sposa  donna  Cina  h-  glio  del  i375,  nel  quale  è  rammentalo  il 

glia  di  Francesco  del  fu  Cino  d*Ugo  {Cinu^  procuratore  di  donna  Caterina  Franaesi  ae* 

ghi  )  cittadino  «nese.  Lupi  da  una  parie,  e  Napoleone  del  fii  Gio- 

Da  cotesto  matrimonio  di  Antonino  de*  vanni  de*  Franzesi  dalT  altra.  Dairultioa 
Franaesi  e  di  Cina  dé'Cinughi  nacque  non  de*  quali  probabilmente  derivò  il  ramo  che 
solo  donna  Caterina  cbe  fu  moglie  dì  Boni-  si  stabilì  in  San- Gì  mi  guano.  —  (Aaca.  Dvk 
fazio  Lupi  March,  di  Soragna  e  fondatore  Fioa.  Carie  delV  Osped.  di  Bonifacio). 
dello  spedale  di  Bonifiizio  in  Firenze,  ma  Finalmente  di  un  Guido  di  Niccolò  di^ 
ancora  uu  maschio  appellato  Ranieri,  il  qua-  Franzesi,  e  conseguentemente  di  un  ftalclla 
le  Uscio  quattro  figli  pupilli,  cioè,  Stefano,  di  Antonino,  zio  di  Caterina  Lupi,  fece  ■«» 
Verde,  Lorenza  e  Piera.  Può  servire  di  pro-  zìone  una  provvisione  della  Signoria  di  Fi* 
va  a  ciò  un  istrumento  rogato  io  Padova  renze  deiranno  i36i,  nella  quale  sì  lagi^ 
li  «4  lebbra jo  1375,  pel  quale  donna  Gale-  na  della  vendita  filila  da  esso  Guido  naili- 
rina  de* Franzesi  accettò  1*  eredità  di  Cina  mente  ad  altri  consorti  #Vaiiae/i  al  Cuaidar 
sua  madre  e  di  /Linieri  suo  fratello;  e  se.  di  Firenae  per  18,000  fiorini  d*oro  dH  ca- 
gna lamenle  lo  prova  un  atto  di  |»rocura  scrii-  stello,  giurisdizione  e  iagioi|i  tallo  cari 


5PE2  sysz             HI 

tMHtlle  mI  ttDo  di  Lsffici  e,  voHmiiIo  da  poUonieo era  Malo  dÌTÌ«^to  di  ooilfiiira  vm 

prÌBBO  ?eno  il  CMpo-G>rvo,  ▼itili  la  delixio-  |fniod«  araeiMil^* 

la  pìatlaforme  di  Uarahiiifi  e  di  Telaro  alla  Procedendo  ytt$o  il  fondo  del  Golfo  ai 
baae  ooeidentale  del  monte  di  San -Marcel*  raienla  in  battello  la  |mula  di  Fetuino^  sii- 
lo; indi  dirinando  il  caanmino  da  acir.  a  Irò  villaggio  Tetualo  situato  sul  corno  de- 
hb.  atlraveffM  la  bislunga  baja  arenosa  che  atro  di  una  piccola  anaii  detta  di  Cadimare 
Meta  davanti  alla  grande  imboccatura  del  da  un  villaggio  omonimo  che  gli  isesla  in 
Golfo,  sebbene  coperta  da  pie  di  ai  brao-  meszo  fra  Fezuuto  a  Maroia, 
eia  di  maret  givi  intorno  allo  scoglio  della  Costà  sulla  punta  setienirìonale  del  pie- 
Scuoia^  dove  fu  un  fbrtilixio,  alternilo  nel-  colo  seno  AìCadimare  nell' avvicinarsi  allo 
r  altimo  iinno  del  secolo  passato  dMlla  forte  ioalo  di  Marcia  vedrà  a  fior  d*  acqua  den- 
inglese,  e  fiaalmente  rasenti  la  costa  sei*  Ilo  le  onde  marine  circa  5o  br.  distante  dal 
tenlrionafe  della  piccola  Trinacria  o  isolet-  lido  la  {amo»  polla  d'acqua  dolce ,  ogget* 
la  della  Palmaria  innanzi  dì  entrare  nella  to  di  grsnde  curiosità  per  chi  %isita  il  Gol- 
▼aaia  caU  o  seno  di  Porto- Venere.  fb  della  Spexia.  Ma  il  viaggiatore  d«%e  te*^ 

Qui  il  passaggero  prenda  terra  davanti  nersì  in  riserbo  di  non  prestare  cieca  fede 
■Ila  piaaaa  del  castello  per  salire  soiriro-  ai  racconti  de*  b«rc«)oli  che  gli  dicessero 
BMnente  alta  rupe  di  quel  promontorio  onde  avere  estratto  in  certi  tempi  da  quella  polla 
godere  in  meuo  alle  rovine  del  tempio  di  sollo-marìn<i  dell* acqua  dolce  per  bevere. 
S.  Pietro  di  una  (irospettiva  magoiBca  del  ImiKTocrhé  essa  consìste  in  un  circolo  di 
mare  Toscano  e  Ligustico,  di  una  lunga  circa  14  braccia  di  periferìa  con  un  motA 
spiaggia  che  dal  lato  di  lev.  I*  oechio  ac-  espansivo  in  guisa  ^  V  onda  marina  full* 
compagna  sino  a  Livorno,  e  dal  luto  di  orlo  del  circolo  viene  ad  essere  quasi  re- 
pon.  ftno  alla  peuisob  dì  Sestrì ,  mentre  a  spintu ,  né  dentro  di  esso  circolo  si  può  en* 
>B«ggiore  distania  in  metxo  al  mare  appa-  trare  col  battello  senza  (are  gran  fona  di 
riacooo  quasi  nebknose  le  isole  della  Gor-  remi,  e  molto  meno  fermarrisi  venendo  spin- 
tona, di  Gaprafa  e  della  Gorsicaj  quando  to  alla  periferìa  dalla  forza  espansiva  della 
•otto  i  suoi  occhi  le  onde  manne,  urtsn-  polla,  e  senza  vedere  la  fonte  d'acqua  salso* 
do  roroofoee,  passano  e  ripassano  per  nn  dolce  alzarsi  nemmeno  on  palmo  supenor- 
■ogQStocanalecbe  separa  riso 'Cita  del  la  Fai-  mente  al  livello  delle  acque  del  frollo,  le 
maria  dal  promontorio  di  Porto-Venere.  quali  costà  approfondano  da  aO  br.  fìoren- 

Risceodcndo  di  costà ,  il  viaggiatore  ri-  line.  —  Fed,  Maìola. 
monti  nel  palischermo  per  rasentare  'a  cala  Dopo  aver  soddisfatta  cotesla  curiosità  il 
detta  delle  Castagne ,  poi  quella  de*  Corsi  viaggiatore  potrà  smontare  al  lido  di  Maro- 
dove  fn  il  Forir  S.  Maria  (atto  saltare  ìq  k,  onde  fiire  un  buon  miglio  a  piedi  per  la 
«ria  dagli  Inglesi  nel  1800,  ed  egli  allora  deliziosa  costa  detta  di  S.  Vito  lungo  la  slra- 
«otrerà  nella  cmIa  di  Farignano ,  in  (ondo  da  rotabile,  la  quale  sbocca  nel  largo  stra- 
alla  quale  sorge  il  vasto  Lazzeretto  omoni-  done  Bancheggiato  di  alberi  sempre  verdi  « 
■so.  Er4  (ra  questo  sprone  e  quello  suo  vi-  stato  aperto  lungo  la  spiaggia  della  Spexia  » 
ano  delle  Grazie ,  dove  voleva  Napoleone  Cui  resta  davanti  il  Grolfo  a  guisa  di  teatm. 
che  si  erigesse  una,  nuova  città.  Avvegna-  Dopo  visitata  la  città  ed  il  vicino  colte 
cbè  a  questa  di  Varignano  resta  contigua  la  dei  Cappuccini  il  forestiero  potrà  rienlnns 
▼aste  cala  appellala  delle  Grtutìe  da  un  roo-  nel  battello  e  proseguire  senza  fermarsi  il 
naatero  soppresso,  ora  chiesa  parr.  con  an-  suo  caiproino  acqueo  verso  Lerici ,  giacché 
nesso  villaggio  situato  nel  centro  di  cotesto  dal  lato  orientale  del  Grolfo  i  poggi  scendono 
icoo  df  mare  ;  al  quale  vei^  pon.-maestr.  meno  sinuosi  in  mare^sesiecoeltui  laspiag- 
•erve  di  spalliera  il  monte  deUa  Castellana,  già  de*  Stagnoni^  posta  a  ostro  della  via  1  <>• 
Sulla  punta  settentrionale  della  cala  delle  stale  di  Genova  presso  Migliarina.  Avvegna- 
^rm%Ì9  esisteva  il  Forte  Pexzino  innanzi  che  gli  sproni  di  S.  Barlolommeo  e  di  S. 
che  etsn  nel  181 4  venisse  smantellalo  e  ab-  Teresa  non  servendo  di  scalo  ai  bastimenti» 
baitnto  dal  cannone  degl'  Inglesi.  sono  noti  solamente  per  esservi  state  costà 

GoleUo  nltiuM  sprone  serve  di  riparo  dal  delle  batterie  a  difesa  del  Golfo.  Col  pro- 
lalo  destro  alla  cala  che  segue,  sebbene  essa  montorìo  di  S«  Teresa  si  chiude  dal  lato  de- 
sia alquanto  piò  aperta,  denominata  di  Po-  atro  il  vasto  seno,  ossia  la  cala  di  Leriei  , 
Bigamia  f  lungo  la  quale  dal  governo  na-  in  un  rccciso  della  quale  sorge  il  villaggio 


448              SPEZ  SPEZ 

ài  Scn-TennBO  al  Mmw  «»  Dilla  Terra  •  Ione  •  di  lau.  —  CdUUj  popoktMm  Mlh 

rocca  dì  Lerìci  situata  sulla  pania  sinistra  buona  stagione  emigrano  hi  gran  parte  pir 

ilei  la  soa  cala  si  ritorna  alla  spianata  di  Ma-  recarsi  ne*  piani  della  Loabnrdia  ad  altea- 

ralunga  dirimpeilo  ali*  isola  della  Palnaria.  dere  ai  lavori  dei  campi ,  di  dorè  rilomano 

Uno  de*  maggiori  pregi  di  questo  Golfo  self  autanno  riportando  in  patria  pocài  ri- 

è  U  raslità ,  accoppiata  alla  bctlitk  delfac*  sparmj. 

cesso  e  delKegresK»,  alla  profondità  del  a.  Gli  abitanti  della  eeeoada  ipeeie  ipd- 

suo  fondo  ed  alla  sicuresM  delle  sue  cale  tano  alle  popolaaionl  obo  m  avvicinano,  e 

rapaci  di  ricerere  un  gran  numero  iK  grossi  obe  vivono  lungo  la  spiaggia  del  mme.  G>- 

baslimenti  e  di  poter  questi  avvicinarsi  pres-  testi  popoli  si  mostnmo  in  genenle  più  sf^ 

so  la  ripa  ;  le  quali  cose  riunite  presentano  glieli ,  di  maggiore  ingegno ,  •  meno  ma 

Vantaggi  incalcolabili  tanto  ai  bastimenti  da  di  costumi ,  coltivano  la  vita  »  T  olivo  •  gli 

gnerra  qnanto  ancora  ai  mercantili.  agrumi ,  e  recano  a  Genova  per  via  di  msn 

i  prodotti  del  loro  aaolo.  L*  indoitria  sgri- 

SeandmfU  ài  profondità  di  parie  cale  im  cola ,  la  pesca  ed  il  cabotaggio  qiaeiaimcnis 

metri  francesi,  desunti  dalia  carta  idra*  dal  Golfo  a  Genova ,  e  vieeverm ,  aswlii 

grafica  pubbiicata  nei  Fol.  /^  della  scono  quasi  latte  le  fisicbe  loro  fimoltà.  Li 

Correipnndanee  Aitronomi^ue  du  Ba^  donne  trasportano  ogni  giorno  peaee  ad  al- 

rom  de  Zach  (Gènet  i8ao).  tri  prodotti  a  Samna  e  nei  pami  limMiaii 


In  Lerìci  inoltre  vi  si  trova  un  pìccolo 

Nei  seno  di  Lerìci  davanti  alla  sua  piai-  liere  per  la  costroxione  di  barche  aciem- 

la  lo  scandaglio  profonda  .  .  Metri  %  lili,  ed  il  paese  è  più  degli  altri  aniasala  ia 

In  meno  al  seno  di  Lerici »  fl  qoalcbe  commercio  marittimo.  In  Portata 

Pira  il  Cast,  di  Lerici  e  Bfaralonga  .  »  5  nere  per  lo  più  ti  Uvonno  dalla  rcmmias 

PVa  il  Vili,  di  San-Terenio  al  Mare  e  grossolani  merletti  di  lino. 

la  punU  di  S.  Terem »  5        3.  La  lena  qualità  delle  papolaaioni  di 

Nel  seno  di  Portovenere  davanti  alla  questa  Pn^incU  è  cmnprm.  tali,  si 

Mia  «•«.  »  A  !■'*•  ^'  ^'  Magm.  E«».  diceva  il 

sua  piana  ._ ■  o  r. .     ?,,^.    ^.^  j':*xj- 


Nella  cala  de'cirri  !  .'                  ,'  '  .  io    }^^*  ""^'•*«^  generalmente  d'indole  milp. 
Diventi  ai  forte  S.  Maria -  io    bene  accoslumaU ,  e  già  ittica  di         - 


Al  laneietto  di  v'arignan;  '/.'/..^    6    «^.  l«>grafi«menle  «II*  To-tna  atlmfe 

^  Vi  SI  raccolgono  in  abboodaaa  i  daai 

Nel  seno  delle  Grazie »     4    di  Cerere,  di  Pomona,  di  Bacco  e  di  Prispa. 

davanti  a  Paoicaglia  e  nePa  sua  cala  »     S    Non  vi  si  fiibbricano  cbe  pochi  lessali  H 
Davanti  la  spiaggia  della  Spezia.  .  .  »     i    tela  di  lino  e  di  canapa,  bordatini  diesasps 

Alla  spiaggia  de'  Stagnoni »     a    e  cotone ,  coperte  di  lana ,  meni  panai  fa 

gli  agriooltorì ,  cappellini  di  paglia  per  k 
Spbua  ,  PaoviKcu  m  Lavim.  contadine  e  mobili  per  i  dttadiini. 

I^  Provincia  di  Levante  comprende  sf 

La  Prorincia  di  Levante ,  della  quale  il  Comunità  repartite  in  sei  Mandamenti  s 
GolfodellaS.ezia  costituisce  una  gran  parte,  giurisdizioni  civili.  Alcune  di  quelle  Sf 
oflfre  una  configurazione  tale  che  per  l' in*  Comunità  escono  Inori  del  penaactio  pl^ 
lliienzi  degli  elementi  topografici  possono  i  scrìtto  alla  presente  Open.  Tali  tono  qoillr 
suoi  popoli ,  al  dire  del  Brrtolotti ,  repar*  le  situate  nella  Riviera  orientale  a  poa.  < 
tirsi  in  tre  maniere  diverse.  Porto-Venere ,  come  L^anto ,  Bio  Mcf 

I.  Il  popolo  di  Val-di-Vara  segregato  dal  giare.  Monte  Rotto,  Deiea,  Framara,  f 
mare ,  che  tiene  veramente  del  monte  e  del    Carro, 

macigno,  suol  essere  povero,  sudicio,  rozzo.  Ogni  capoluogo  di  Blandamento  ba  ■■ 
ed  abita  per  lo  più  i  dirupi  donde  le  acque  giudice  civile  con  un  segretario  beienttfet' 
fluiscono  nella  Vara,  m  nn  suolo  alpestre  xioni  e  veci  di  caiicelliefe.  Nelb  città  é 
e  sterile  anzi  che  nò ,  atto  a  fornire  segale,  Sarzana  però  risiede  il  tribonale  eollqpair 
grano ,  patate ,  castagne ,  poco  vino  e  meno  ^\  prima  Istanza  della  Prorìncia  ean  tetri 
olio,  dove  non  si  conoace  altra  manifiittun  gK  sUbilimenti  tpeitonti  all' oleine  gitila 
cbe  qnella  di  rotzi  tesniti  di  canapa,  di  co»   ciario.  — •  Ved.  SsaaimA.  1 


449 


Nome 
dei  J£itwgM 


I.  Ameglia 
9.  AnteMio 
3.  Arcolt 


4«  Bastremoli 

5.  Bergttjsana  (*) 

6.  Bevorioo 
7-  Biiisia 

S.  BoDflssolfe 
9*  Bolano 

10.  fiorgbetto<K  Vara 

1 1 .  Bozaolo  C) 
I».  Bnioelli 

i3.  Brugnalo,  Ci7là  (*) 

t4.  Cadmiare 

t  S.  Carnea 

i6.  Carpena 

1 7.  Casale  (*) 

i8.  Casoinan 

1 9.  Castel  Qtt»?o  dì  Ma^ 

«o.  Caitiglioiie  dì  Bo- 
lano 
^i.  Cerri 

na.  CbiasoU,oChii9oU 
*i3.  Cornice  {*) 
a4.  Corsara 
«5.  Fabiano 
a  6.  Falcinello 

a 7.  Feuano 
a  8.  Follo 

ag.  Godano  (*) 

3o.  Groppo  di  Godano 

Si.  laola con  Migliarini 

unite 
3a.  Lerici 

33.  Marinasco 

34.  Marola 

35.  MonterotMT 


ruolo 

MU  Chiese 


S.  Vintensio  Martire,  Pieve 
S.  Lorenao,  Rettorìa 
SS.  Stefìmo  e  Blargberìta, 

Piero 

S.  Andrea,  Prepositnra 
S.  Croce,  Aicipretura 
S.  Caterina,  idem 
S.  Martino,  idem 
S.  Caterina,  idem 
S.  Maria  Assunta,  Pieve 
S.  Carlo,  idem 
S.  Antonio  Abate,  Prioria 
S.  Manriiio,  Arciprelura 
S.  Pieiro,  Cattedrale 
S.  Maria,  Rettoria 
S.  M»ria  Aisunla,  Rettoria 
S.  Niccolò,  Rettoria 
S.  Martino,  Arciprplora 
S.  Michele,  Preposi!  ara 
S.  Maria  Maddalena,  Arci- 
pretura 
S.  Remigio,  Rettorìa 

S.  Anna,  Pieye 

S.  Michele,  Rettoria 

S.  Colombano,  idem 

S.  Michele,  Preposilura 

S.  Andrea,  Rettoria 

SS.  Fabiano  e  Sebastiano, 

idem 

S.  Gio.  Battista,  Arcipr. 
SS.  Martino  e  Leonardo, 

Preposilura 
S.  Blbria  Assunta,  Rettoria 
S.  Siro  Vesc,  Arcipretura 
SS.  Jacopo  e  Filippo,  Pre- 
positura 
S.  Francesco,  Idem 
S.  Stefiino,  Arcipretura 
S.  Vito,  Prepositnra 
S.  Maria  Assunta,  Rettoria 


Comunità  e  Standamenti 
cui  spettano 


Comunità 


^landamenta 


Amelin 

Godano 

Aroola 

Folk) 

Godano 

Beverino 

Brugnalo 

Bonassola 

Bolano 
Borghetto 
Zignago 
Beverino 
Brugoato 

Specia 

Follo 

Ricco 

Pignone 

Pignone 

Castelnoovo 

di  Magra 

Bolano 

Trehiano 
Godano 
Godano 
Beverino 
Spella 
Sanana 

Portovenere 
Follo 

Godano 
Go<lano 
Spezia 

Lerici 

Spezia 

Spezia 

Bonassola 


s- 


liCrici 

Godano 
Vezzano 

Godano 

Godano 

Spezia 
Godano 
Levanto 
Sarzana 
Levanto 
Godano 

Spezia 
Godano 

Spezia 
Vezzano 

Spezia 
Levanto 
Levanto 
Sarzana 

Sarzana 

Lerid 

Godano 

Godano 

Spezia 

Spezia 

Sarzana 

Spezia 
Veztano 

Godano 
Godano 
Spezia 

Lerici 

Spezia 

Spezia 

Levante 


75a 
ioao 

371 
765 
670 

4«i 
l6ai 

34* 
iSa 

30O 
800 
480 
aò8 
ii3 
480 
57* 
«398 

3oo 

aia 

IOA 

400 

3a6 
408 
596 

819 
400 

164 

385 
636 

a8io 

978 
659 


5oiirtf^  e  segue  ....  Jhit.  ff.^  a  199 3 


450 

Scf  iM  il  Qvdom  della  Po/nlMotM  dtUé  Cùmowit^  mll^  Pmr^9ùtM  mi  Lar^étn 
comprese  dentro  il  perinuiro  della  preseaio  Oporm^  airammo  tftJa. 


Ffom€ 

Tiiolo 

Comunità  e  i 

• 

Handamenti 

-li 

CUI  spellano            \ 

-     '1 

dei  Luoghi 

delie  Chiese 

—  '      ^^^*^ 

_ii 

• 

Comunità 

Mandamento 

1 
Ripono  .  Abit,  N.* 

'  sia93 

36.  Monte  Marcello 

S.  Pietro,  Prepoailura 

Ameglia 

Lerici 

417 

37.  Nicola 

.SS.  Jacopo  e  Fili|ipo,  idem 

Orlonovo 

Sanana 

800 

38.  OrloQovo 

S.  Martino,  Arci|iretura 

OrlonofO 

Sarzaoa 

io8a 

39.  Faiiivarnia 

S.  Lorenio,  Re'.loria 

Riocò 

SpesU 

%U 

40.  Pauigagliao/iSeGra- 

S.  Andrea  in  S.  Maria  del- 

Portoveoere 

^% 

8sa 

ut 

le  Grazio,  iilt^m 

4 1 .  Pegazzaoo 

S.  Micbelf*,  idem 

Spezia 

Spesim 

4e« 

4a.  Piana  di  Satolla 

S.  Maria  e  S.  Rocco,  idem 

Follo  ^ 

Vezzano 

35a 

43.  Pignona 

S.  Croce,  idem 

Grodano* 

Godano 

if» 

44*  Pi}!iiune 

S.  Maria  Assunta,  Arcipr. 

Pignone 

Letanto 

M 

45.  Pilelli 

S.  Bartolommeo,  Rettoria 

ArcoU 

Vezzano 

3f» 

46.  Polverala 

S.  Niccolò,  idem 

Follo 

Vezzano 

«•9 

47*  Punxauo 

S.  Michele,  Arcipr. 

S.  SteCioo  di 
Magra 

Sanana 

9<9 

48.  Plinio 

S.  Cristoforo,  Preposit. 

Ricco 

Spezia 

499 

49.  Pugliaaca 

S.  Maurilio,  Arcipr. 

Borgbetto  di 
Vai^ 

Lefanlo 

igS 

5o.  Pugliola 

SS.  Niccola,  Lucio  •  Lo- 
renzo, Rettoria 

Lerici 

Lerici 

619 

5i.  Riccio 

S.  Croce,  Arcipr. 

Ricco 

Spern 

H* 

52.  Rio  di  Vara 

S.  Giuitina,  Rett. 

Godano 

Godano 

36o 

53.  Ri|ialla  in  Vara 

S.  Niccolò,  Preposi t. 

Borgbetto  di 
Vara 

Lefanto 

9* 

54.  Saraana,  CiUà 

S.  Maria,  Cattedrale 

Sarzana 

Sarzana 

5«9t 

55.  Sarzanello 

S.  Beuedeilo,  Pieve 

Sarzana 

Sarzana 

1014 

56.  San- Benedetto    di 

S.  Benedetto,  Rettoria 

Ricco 

Spezia 

59* 

Vara  (•) 

57.  San-Oiorgìo  di  Va- 

S. Giorgio,  idem 

Bonasiola 

Levanto 

lU 

ra  (*) 

58.  San-SlefanoC^or^o) 

S.  Stefano,  Arcipretun 

S.  Ste&no  di 

Sarzana 

S|S 

di  Maj^ra 

Magra 

59.  San-Terenxo  al  Mare 

S.  Terenzio,  Prepositura 

Lerici 

Lerìci 

laaS 

60.  San-Venerìo 

S.  Venerio,  Pieve 

Vezzano 

Vezzano 

?"• 

61.  SaMelladi  Vara 

PreseuiazJoiie  di  Maria  Ver- 
gine, Rettoria 

Zignago 

Godano 

Iti 

6a.  Scojfna 

S.  Crislofiino,  Arcipr. 

Godano 

Godano 

tls 

63.  Serra 

S.  Gio.  Decollalo,  idem 

Lerici 

Lerici 

4»» 

64.  Se%lA  di  Vara 

S.  Maria  e  S.  Marco,  idem 

Godano 

Godano 

39* 

65.  Sorbolo 

S.  Fiorenzo,  Relloria 

Follo 

Vezzano 

168 

66.  Sp<>tìa,  Città 

S.  Maria  Assunta,  Colleg. 

Spezia 

Spezia 

4o5a 

67.  Telaro 

S.  Giorgio,  Rettoria 

Ameglia 

Lerìci 

l9» 

Som 

fét  e  segue  . 

.  .  .  Abit  N 

.•4«oSI 

451 

9ompréM  dentro  il  pgrimeiro  Mia  prtswntt  Opero,  alt  anno  1 83s. 


Ifomt 
dei  Luoghi 


«i.  Tivegfia 

69.  TorpianaeValgioo- 
cala 

70.  Trebiano 

71.  Val  dì  Pino 
7».  Vallerano 

73.  Vezzano  soprano 

74.  Yesiano  sottano 

75.  Zigoa^  (Pieve  di; 


Tiiolo 
delle  Chiese 


S.  Lorenxo,  Arcìpr. 

S.  Martino  e  S.  Andrea, 

idem 
S.  Michele,  Pieve 
S.  Gio.  Elitista,  Prepotit. 
S.  Apollinare,  Rettoria 
SS.  Siro  e  Prospero,  Arci- 

pretara 
S.  Maria  Assunta,  Pieve 
S.  Pietro,  Arcipretura 


Comunità  e  mandamenti 
cui  spettano 


Comunità 


Mandamento 


OD   S     * 


RipoBTO  .  Jhit.  N.^  46088 


Follo 
Zignago 

Trebiano 

Ricco 
Venano 
Vestano 

Vessano 
Zignago 

ToTdLM   .    . 


Vessano 
Godano 

Lerici 

Spesia 

Vessano 

Vessano 

Vessano 
Ciodano 


36o 

a57 

600 
587 
370 
680 

783 
665 


....  Ahit.  N.^  50390 
HB.  /  luoghi  contrassegnati  con  asterisco  (*)  #0110  compresi  nella  Dioc.  di  Brugnato, 


SPIAGGIA  HILL' ARDENZA.  —  red. 


—  m  COLLELUNGO.  —  ^ed.  Covut- 
Kimoo  DI  GaosMtTO ,  a  ^étLBttriitj. 

—  m  FOLLOniCA.  — ^erf,  FotLomoA. 
— •  Bi  LAVENZA.  «~  Fed,  LAvaasA ,  a 

CAaaABA,  Comunità, 

^  DI  MASSA  DI  CARRARA.  —  Fed. 
BtàaaA-DiTOAx.B ,  Comunità, 

—  DBixA  PADDLETTA  di  LIVORNO. 
—^  Fed,  Lfvoaao,  Comunità,  Li  slessi  rìn« 
vii  per  le  altre  Spiagge  del  littorale  toscano. 

SPIANATE  nella  Valdi-Nievole.  —  Con- 
trada con  cb.  parr.  (S.  Michele  nlle'SpiO' 
nate)  nella  Com.  Gior.  t  circa  migl.  3  §  a 
wir.  di  Monte>Garlo,  Dioo.  di  Pescia,  Comp. 
di  Firense. 

Trovasi  in  messo  alla  pianura  delle  Cer- 
iMJe  fra  la  strada  regia  Traversa  della  Val- 
di-Nievole,  e  quella  provinciale  Lucchese* 
Bomana^  ossia  Francesca  detP  Altopa^ 
eeio^  circa  due  migl.  a  lev.  delPAItopascio, 
messo  migl.  a  pon.  della  base  dei  colli  più 
•eltentrìnmili  delle  Cerbaje. 

L*  orìgine  della  parroorbia  delle  Spia- 
nate non  è  più  antica  del  1494,  nel  quale 
anno  fu  eretta  la  sua  chiesa  fiarrorchiale 
iotto  r  ìnvoeaifODe  di  S.  Michele  Arcan- 


gelo, fiocome  apparisce  da  una  reiasione 
ministerale  diretta  nel  5  febbmjo  del  i6a3 
(stile  comune)  alla  reggensa  del  Granduca 
Ferdinando  ti,  quando  in  cotesl* ultimo 
anno  gli  uomini  delle  Spianate  vennero 
esonerati  dalT  obbligo  di  recarsi  processio- 
nalmente  a  Monle*Carlo  nei  giorni  di  S. 
Andrea ,  di  S.  Sebastiano  e  di  S.  Maria 
Maddalena,  ed  in  non  so  quali  altre  solen- 
nità dell*  anno.  •—  (Aaoa.  oaLLa  RjaoaMAO. 
m  Fiaaasa). 

Per  edificare  roteata  chiesa  delle  Spianate 
fb  impiegata  una  parte  dei  materiali  del- 
r  antico  ospisio  e  chiesa  di  S.  Nasario  alle 
Cerbafe  Tuno  e  1*  altra  poco  lungi  dalla 
chiesa  nuova  della  Madonna  della  Quer- 
cia. ^~  Fed,  quest'ultimo  articolo. 

La  parr.  di  S.  Michele  alle  Spianate  au- 
menta vistosamente  in  popolasione,  giac» 
che  nel  1745  essa  non  contava  più  che  781 
parrocchiani  ;  nel  i833  questi  ascendevano 
fino  a  1339;  e  nelTanno  1839  TÌ  si  nove- 
ravano 1468  individui. 

SPICCHI.4J0LA  in  VaWEra.  —  Bor- 
gata con  eh.  parr.  <SS.  Jacopo  e  Crislofano) 
con  l'annesso  di  Monte  Pieini  nel  piviere 
di  Pignano,  Coro.  Giur.  Dioc.  e  circa  migl. 
3  a  lev.-scir.  di  Volterra,  Comp.  di  Firense. 


450 

Scf  iM  il  Qv^oao  delia  Po/ÈoiMotM  dtUe  Cùmowit^  ùéllm  Ptn^retM  mt  LmrM 
eotmprest  dentro  il  perimHro  della  preseiUe  Ofterm^  aitammo  tftJa. 


Nome 

Titolo 

Comunità  e  J 

• 

Wandamenti 

•,< 

CUI  speueno             \ 

■■ 

dei  Luoghi 

delie  Chiese 

Comunità 

Mondamente 

it 

1 
Ripono  .  Jkit.  Jf,* 

'  n 

30.  Monte  Maruello 

S.  Pietro,  Prepaallure 

Araeglia 

Lerici 

37.  Nicola 

SS.  Jauopo  e  Fili|i|)0,  idem 

Ortonofo 

Sariana 

38.  Orlonovo 

S.  Mariiuo,  Arci|»retura 

Ortonofo 

Sarzana 

39.  PadivarinM 

S.  Lorenio,  Rettoria 

Riocò 

Spezia 

40.  Faiiìtfa^liao/iSeGra- 

S.  Andrea  in  S.  Maria  del- 

Portoveoere 

Speiift 

le  Grazie,  idem 

41.  Pegazzano 

S.  Micliele,  idem 

Spezia 

Spezia 

4 a.  Piana  Jt  Balolla 

S.  Maria  e  S.  Rocco,  idem 

Follo  ^ 

Vezzano 

43.  Pi(Enoiia 

S.  Croce,  idem 

Grodano* 

Godano 

44.  Piginone 

S.  Maria  Assunta,  Ardpr. 

Pignone 

Lefanto 

45.  Puerili 

S.  Rartoiomroeo,  Rettoria 

ArcoU 

Veiiano 

4d.  Polvcrala 

S.  Niccolò,  idem 

Follo 

Vezzano 

47.  Puuxauo 

S.  Michele,  Arci[)r. 

S.  SteCino  di 
Blagra 
Ricco 

Sarzana 

48.  Poniò 

S.  Grittoforo,  Preposil. 

Spezia 

49.  Pu^^liaica 

S.  Maurizio,  Areipr. 

Borgbetto  di 
Vara 

Lefanlo 

So.  PuglioU 

SS.  Niccola,  Lucio  •  Lo- 
renzo, Rettoria 

Lcricì 

Lerici 

5f.  Ricuò 

S.  Croce,  Arcìpr. 

Ricco 

Spezia 

52.  Rio  di  Vara 

S.  Giustina,  Reti. 

Godano 

Godano 

53.  Ri|Milla  io  Vara 

S.  Niccolò,  Pr?posit. 

Rorgbclto  di 
Vara 
Sarzana 

Lepanto 

54.  Sarzana,  CiUà 

S.  Maria,  Cattedrale 

Sarzana 

55.  Sa l'M nello 

S.  Benedeilo,  Pieve 

Sarzana 

Sarzana 

56.  San-Bcneaelto    di 

S.  Beneiletto,  ReUoria 

Rkoò 

Spezia 

Vara  {*) 

57.  San-Oiorgio  di  Va- 

S.  Giorgio,  idem 

Bonasiola 

Lepanto 

ra  \  ) 
58.  San-S(craiioCA>r^o) 

S.  Stefano,  Arcipretura 

S.  Sle&no  di 

Sarzana 

di  Ma}(ra 

Magra 

59.  San-TereuzoalMare 

S.  Terenzio,  Prepositura 

Lerici 

Lerici 

60.  San-Venerio 

S.  Venerio,  Pieve 

Vezzano 

Vezzano 

61.  Sa»s«na  di  Vara 

PreseulazJouedi  Maria  Ver- 
gine, Rettoria 

Zignago 

Godano 

61.  ScoifQa 

S.  Crislofiino,  Arcipr. 

Godano 

Godano 

63.  Serra 

S.  Gio.  Decollato,  idem 

Lerici 

Lerici 

64.  S^ta  di  Vara 

S.  Maria  e  S.  Marco,  idem 

Godano 

Godano 

6.'i.  Sorbolo 

S.  Tiorenzo,  Relloria 

Follo 

Vezzano 

66.  Spezia,  Città 

S.  Maria  Assunta,  Colleg. 

Spezia 

Spezia 

67.  Telaro 

S.  Giorgio,  Rettoria 

Ameglia 

Lerici 

Som 

rm^t  e  segue  . 

.  .  .  Alni  n 

•4 

it<^ 


451 

jomo  Mht  Popoìatiom  Mìe  ComviutJ'  omzmj  Pmrwctj  dì  LmrjtwTm 
ìprrnm  dtniro  il  ptrìmtiro  tUUa  prwstnte  Opera,  alt*  anno  i83s. 


Notna 

Tiiolo 

Comunità  e 

Mandamenti 

A. 

-^  ^  ^7» 

cui  spettano 

S.      3 

iti  Lmoghi 

delle  Chiese 

iiii,_ 

_ 

OD   S     • 

»  ^  d 

• 

Comunità 

Mandamento 

1 
RiPOBTO  .  Jhit,  19, 

1 

®  46088 

aiWffM 

S.  Lorenxo,  Arcìpr. 

Follo 

Vessuno 

36o 

l|.T«[Haiii  •  Valgian- 

S.  Martino  •  S.  Andrea, 

Zignago 

Grodano 

a57 

crii 

idem 

y^lpìtmo 

S.  Michele,  Piete 

Trebiano 

Lericì 

600 

K.iadiFiiio 

S.  Gio.  Biiltitta,  Prepoùt. 

Ricco 

Spezia 

587 

I^Talleriiio 

S.  Apollinare,  Rettoria 

Venano 

Vessano 

370 

I^ÌOMM  Mfraiio 

SS.  Siro  e  Prospero,  Aroi- 

Vessano 

Vessano 

680 

1     . 

prelura 

il  j^TcBUK) /or/ano 

S.  Maria  Assonta,  Pieve 

Vessano 

Vessano 

783 

ll^&|itSO(Piflfedi; 

S.  Pietro,  Arcipretura 

Zignago 

Ciodano 

665 

TorjLM Jbii,  N.^  50390 

jll/faofl/  etmirafgtgnoH  con  atttriseo  (*)  sono  compresi  nella  Dioc,  di  Brugnato. 


ffliGGTA  m.' ARDENZA.  —  red. 


-  m  GOLLELUNGO.  —  red.  Colu- 
m  GaniRTO ,  a  FéiLEnTtiiéi, 

-nFOLLO?IICA.— ^erf.  PoLiomcA. 
-•  ai  LAVENZA.  —  Ted.  Latbhsa  ,  a 
buia,  Comunità, 

-  Il  MASSA  m  CARRARA.  —  Ted. 
WlVjcALa,  Comunità, 

-  «ILI  PADDLETTA  di  LIVORNO. 
^^td,  Lrroaiio,  Comunità,  là  stessi  rìn« 
*2^  le  altrr  Spiagge  del  lìttorale  toscano. 

llANATE  nella  Val-di-Nief  ole.  —  Con- 

con  eh.  parr.  (S,  Michele  alle'SpiO' 

Quella  Gom.  Gior.  e  circa  roigl.  3   }  a 

^•di5lonte>Garlo,Dioo.  diPescia,  Comp. 

Tionn  in  messo  alla  pianura  delle  Ger- 
^  fb  |ji  strada  regia  Traversa  della  Val- 
Miefole,  e  quella  provinciale  Lucchese* 
ossia  Francesca  dell*  Alt opa- 
circa  due  migl.  a  lev.  dell' Altopascio, 
Bsigl.  a  pon.  della  base  dei  colli  più 
i  delle  Gerbaje. 
L*origioe  della  parrocchia  delle  Spia- 
Meaoo  è  più  antica  del  1494,  nel  quale 
iVK>  fa  eretta  la  sua  chiesa  ftarrorchiale 
■i»  !*  ÌDToeatfooa  di  S.  Micliele  Arcan- 


gelo,  siccome  apparisce  da  ona  reiasione 
ministerale  diretta  nel  5  febbrajo  del  i6a3 
(stile  comune)  alla  reggensa  del  Granduca 
Ferdinando  II,  quando  in  cotest*  ultimo 
anno  gli  uomini  dellif  Spianate  vennero 
esonerati  dalP  obbligo  di  recarsi  processìo- 
nalmente  a  Monte^Carlo  nei  giorni  di  S. 
Andrea ,  di  S.  Sebastiano  e  di  S.  Maria 
Maddali'na,  ed  in  non  so  quali  altre  solen- 
nità deiranno.  ^  (Aaca.  dbllb  Rifobmao. 
DI  FiBBaia). 

Per  edificare  rotesta  chiesa  delle  Spianate 
fu  impiegata  una  parte  dei  materiali  del- 
l'antico  ospisio  e  chiesa  di  S.  Nazario  alle 
Gerbaje  l'uno  e  l'altra  poco  lungi  dalla 
chiesa  nuova  della  Madonna  della  Quer^ 
eia.  —  rìed,  quest'ultimo  articolo. 

La  parr.  di  S.  Mirhele  alle  Spianate  au> 
menta  vistosamente  in  popolazione ,  giac- 
ché nel  1745  essa  non  contava  più  che  789 
parrocchiani  ;  nel  i833  questi  ascendevano 
fino  a  1339;  ^  ne) Tanno  1839  vi  si  nove- 
ravano 1468  individui. 

SPIGCHIAJOLA  in  Val-d'Era.  —  Bor- 
gala  con  eh.  parr.  ^SS.  Jacopo  e  Cristofano) 
con  l'annesso  di  Monte  Pici  ni  nel  piviere 
di  Pignano,  Gom.  Gìur.  Diuc.  e  circa  migl. 
3  a  lev.-scir.  di  Volterra,  Gonip.  di  Firenze. 


454  SPU6  STAB 

fio  mi  Cmrhne  fu  raccoBMiKltla  alla  chiesa  Dalla  dnaa  di  S.  Hioeolò  fa  tmlocata 
plcbaiia  di  Vaglia.  —  La  parr.  di  S.  Maria  nelF  attuale  di  S.  Blarìa  a  Spmgmole  una 
a  SpofpBole  è  comprata  con  i  aooi  aoDCffi  buooa  latola  di  Noatra  Donna  dipinta  nclb 
nel  piviera  di  S.  Giovanni  a  Petrojo,  Gom.  prima  metà  del  lecolo  XIV. 
e  circa  due  migl.  a  lib.  di  Sao«Piero  a  Sie-  La  parr.  di  S.  Blaria  e  S.  Niccolò  a  Spn- 
vcy  Giur.  di  &arperìa,  Dioc.  e  Goa^».  di  gaole  nel  i833  contava  33o  abit. 
Fifenie.  SQUARCIABOOOOIII  (DOGANA  m)  in 

Risiede  in  collina  alla  sinistra  del  torr.  Val-di-Nievole .  —Dogana  di  seconda  claae 
CaÌM0  e  della  strada  postale  Bolognese.  nella  tesUta  sinistra  del  ponte  che  cavalca 

La  memoria  piti  antica  del  Cast,  e  torre  la  fiumana  Pesda  di  Collodi^  lango  fao- 
di  Spagnole  credo  si  conservi  nell*  allo  di  tica  strada  maestra  del  ComJSntf  nolte  pair. 
Ibndauone  del  Mon.  di  S.  Pier  Maggiore  di  di  S.  Vito  a  Gollecchio,  Com.  Ginr.Dioe.  e 
Firemev  del  a  7  febb.  1 0O6,  al  qoale  la  Con-  eifoa  due  migl.  a  oatro-lib.  di  Poscia,  Compi 
datrice  donna  Grisla  del  fa  Rodolfo  vedova    di  Firenae* 

di  Ano  di  Pagano  lasciò  molti  beni,  e  fra  Trovasi  soli* estremo  confine  oocidantais 
questi  la  quarta  parte  del  castello  di  Spu-  del  Gnndocato  con  quello  orientale  de!  ìh» 
gnole»  compresa  la  torre,  corte,  o  distratto,  calo  di  Locca,  suH* antica  strada  masotiu  che 
col  giuspadronato  delle  chiese  di  5.  Maria^  da  Lucca  attraversando  i  Co//i  Mie  Ikmat 
di  S»  Martoiommeo  e  S.  Niceoiò  a  Spu-  entrava  nel  distretto  di  Pesda  sol  /msSf  di 
gmoit.^^  (  Aaca.  Din..  Fica.  Carie  del  Mon.  Sfuareiaboeconi,  per  dirigerà  diritta  a  poa. 
smddeito  ).  alla  stasione  degli  Mberghi  e  di  là  air  oo|»> 

Era  costì  in  Spugnole  un  fortiliaio  sei^  daletto  di  S.  A1loccio,dove  attuai Baenlepsi- 
▼ito  sotto  la  Rep.  Fior,  di  avanposto  alla  n  la  nuova  strada  postale  che  oosth  diverge 
capitale,  cosicché  nel  1 35i  per  ordine  dei  il  suo  csroroino  da  pon.  a  aettentr.  per  ooa- 
Dicci  di  Balia  di  goem  il  Cast,  di  Spu^    durre  a  Pcscia. 

gitole  Tenne  monito  e  afibnato  contro  le        Era  cosi)  in  S^uarciahoceom  nn  bor* 

truppe  del  Visconti  di  Milano  penetrate  nel    ghetto  fino  dal  secoto  XIV,  mentre  nel  Si 

Mugello.  —  (M.  Vn&Aai,  Cromie,  Lib,  II,    ott.  del  i3a7  fu  scritto  in  questo  borgo aa* 

cn^.  ifi.)  istruroento  esistente  utWAreh,  Dipi,  Pier, 

Sono  compresi  in  questo  popolo  di  8pu'    fra  quelli  deirOpera  di  S.  Jacopo  di  PistAfk 

gisolt  il  borgo  di  Tagliaferro  e  la  villa        Che  poi  la  via  di  Sfuarciaboeeomi  fnm 

con  la  vasta  tenuta  del  7Ve6&ìo,  gih  della    Tunica  strada  maestra,  oltre  quella  non  meoo 

casi  Medici,  ed  ora  de* religiosi  dell'Oralo-    antica  dell*  Altopascio,  per  attravermn  h 

rio  di  Firenxe,  nota  per  avervi  abitato  con    Val-dì-Nievole  lo  dava  a  conoscere  all'aBao 

b  madre  il  giovinetto  Cosimo  I»  finché  dal     i53o  nelle  sue  storie  Benedetto  Varehi,  il- 

Trebbio  corse  a  Firenxe  a  occupare  il  tro-    lorcbè  il  capitano  calabrese  Maramaldo  eoa 

no  vacalo  per  morie  data  al  prente  di  lui    marcia  fonata  corse  a  barricare  il  ponte  ii 

Duca  Alessandro.  Squarciahocconi  per  impedire  il  pasn^tpe 

Esiste  tuttora,  sebbene  afiktto  cadente,  in    al  Ferruccio  che  meditava  con  le  genti  A 

questa  medesima  cura,  T  antica  chiesa  par-    esbo  raccolte  in  Pisa  di  liberare  dalTaW* 

rocchìale  di  S.  Niccolò,  riunita  sino  dal  se-    dio  la  cittì  di  Firente  sua  patria.  Per  il 

colo  XIV  a  questa  di  S.  Maria  a  Spugnole,    quale  intoppo  il  Ferruccio  dovè  rivolfrni 

È  desse  fabbricata  secondo  T  antica  liturgia    verso  Villa -Basilica   rimontando  la  Valk 

cristiana,  nella  parte  superiore  divisa  per    Ariana  e  passare  per  sentieri  raontuon  ed 

i  catecumeni  e  per  i  penitenti,  e  avente  la    iro^ienii  prima  di  arrivare  a  San-Marodlo 

confessione  nella  parte  sotterranea.  e  a  Cavinana  ;  dove  oel  a  agosto  deirsaw 

Nel  i365  le  due  chiese  parrocchiali  di    preindicato  ricevè  la  morte  dallo  stesso  Ma- 

S.  Blaria  e  S.  Niccolò  a  Spugnole  erano  sta-    ramaldo  soo  nemico  personale.  —  ^cd. 

te  già  riunite,  siccome  lo  dichiara  un  alto    V/ért.  Fiaansa  Voi.  II  pg.  «17. 

del  3  luglio  di  quell*  anno  rogato  nella  bor-        11  doganiere  di  seconda  classe  di  Sqm^ 

gate  di  Tagliaferro.  »-  Della  eh.  di  S.  Bar-    ciabo/coni  sopraintonde  anche  al  postola* 

tolommeo  a  Spugnole,  rammentata  nel  do-    ganale  di  Montechiari, 

cnmento  del  febbr.  1 066  di  sopra  citato,  non        Srjewté  in  Val-di-Greve.  —  Gas.  che  fa 

ne  trovo  alcun*  altra  memoria.  —  (  Aaai.    nel  piviere  dì  Silano,  Com.  e  Gìur.  diGie* 

Dm..  Fm.  Cu^  deirOsped.  di  Bonìfaùo).    ve ,  Dioc.  di  Fiesole ,  Gomp.  di  Firenie. 


STAF  STA6  455 

È  quello  Gis.  nminentato  in  varie  carte  Sotto  lostfliio  locabolo  di  StafiUè  raa- 
del  Ih  Badia  di  PasaigDaao,  in  una  fra  le  al-  mentala  la  sIchb  contrada  in  altra  carta  della 
tre  del  maggio  1004  ed  in  altra  del  lomag-  Gom.  di  Foceochio  del  17  aprile  1198  ci- 
gio  1074,  r  ultima  delle  quali  fu  acritla  in  tata  àlVJri,  Gaijoao  (Dobama  dbl). 
ootcalo  luogo  di  Siakbia  territorio  fioren-  Che  peraltro  nel  diftxetto  di  5<a^^(>/i  fino 
lino. .—  (AacB.  Dipi..  Fioa.  Cor/,  cit,)  dal  aecolo  XII  acquislamero  beni  i  manaio- 

STABBIA  nell»  Val-di-Niefole.  —  Gas.    narj  dell*  Altopaicio,  lo  dichiara  per  luUi 
con  eh.  panr.  (SS.  Pietro  e  Paolo)  nella  Gom.    un  iitru mento  del  a 9  maggia  1 1 83  esistente 
Giur.  e  circa  migl.  3  f  a  maeitr.  di  Gerre-    fra  le  membrane  deir^^reA.  Dipi,  Fior,^ 
to-(9UÌili,  Dioc.  di  San-Miniato,  già  di  Lue-    appartenute  alla  Gom.  di  Fuceochio. 
ca ,  Gomp.  di  Firenze.  Inquanto  alla  chiesa  parrocchiale  di  Sftaf- 

Risifde  alla  base  occidentale  del  monte  foli  sotto  il  piefanato  di  S.  Maria  a  Monte, 
Albano,  fra  la  gronda  orientale  del  pedule  la  si  tro?a  citata  in  un  privilegio  del  Foni, 
di  Fuceochio  e  la  strada  provinciale,  cosi  Eugenio  IIMel  6  genn.  11  So,  ed  anco  nel 
delta  Franctsca^  la  quale  attraversa  il  pae-  catalogo  delle  chiese  df  Ila  diocesi  di  Lucca 
se  di  Monsummano  basso*  del  ia6o,  l'uno  e  I* altro  rammentati  ali* 

Comecché  il  luogo  di  Stabbia^  dal  quale  Art.  Mabia  (S.)  ▲  Moara. 
prete  nome  una  delle  fattorìe  delle  RR.  Poe-  Gome  poi  la  contrada  delle  Ctrhaf^^  com- 
■easioni,  ai  trovi  rammentato  sino  dalfapri-  presa  nel  distretto  di  Stafifòli,  fosse  riunita 
le  I  «44  in  un  diploma  dell*  Imp.  Federi-  alla  Gom.  di  Santa-Ooce ,  Io  disse  il  Lami 
1^  II  in  fiivore  delU  mainsione  d*Allopascio,  net  suo  Odeporico,  dove  si  riportano  diverse 
cui  furono  confermati  i  beni  che  essa  posse-  sentenze  relative.  Nettampoco  starò  qui  a 
leva  in  loco  Stahia^  ciò  nondimeno  la  cura  ripetere  quanto  su  tale  rapporto  fu  avviato 
Jl  Slabbia  può  dirai  una  popolaaioue  uno-  agli  Art,  GAaraL-FaAROO  m  Sono,  Fucao- 
ra  che  sorse  in  mezzo  alle  colmate  del  fi-  caio  e  Sàwtk-Caoa.  nel  Val-d^Amo  inforìore, 
:ino  padule,  giacché  Stabbia  non  ebbe  par^  ai  quali  per  brevità  si  rìuf  ia  il  lettore, 
rocehia  innanzi  la  metà  del  secolo  XVIII,  La  parr.  di  S.  Michele  a  Stafibli  nel  i833 
ed  il  tuo  |iopolo  andò  di  tal  nuiniera  au-    conlava  571  abit. 

mentando,  che  nel  1 833  contava  1140  abit.,  STAGGIA  in  Val-d'Elsa.  — Gssl.  murato 
iccrrsciuti  nel  1840  fino  a  laSg  individui,  con  rocca  e  chiesa  plebana  (S.  Maria  As- 
—  P'ed.  Sam-Mwiato,  Diocui.  sunti)  già  filiale  di  quella  di  S.  Pietro  in 

Stabbi  dito.  —  ^ed.  AaLuno  In  Val-di-    Castello^  nella  Gom.  Giur.  e  circa  4  migl. 
Serchìo.  a  scir.  di  Poggibonsi ,  Dioc.  di  Golle ,  una 

STAFFOLI  (Casimm  Staffili)  nella  Val-    volu  di  Volterra ,  Gomp.  di  Siena. 
li-Nievole.  —  Vili,  con  chiesa  parr.  (S.        Il  paese  ,  che  risiede  in  pianura,  è  altra- 
Michele,  già  S.  Andrea  )  antica  filiale  della    versato  ililla  strada  postale  fiorentina ,  ed  è 
pieve  di  S.  Maria  a  Monte,  nella  Gom.  e    fiancheggiato  dal  torrente  omonimo  della 
nrca  4  miei,  a  selt.-maeslr.  di  Sanla-Groce,    Staggia, 

Sinr.  di  Gistel-Pranco  di  Sotto,  Dioc.  di  Fu  questo  castello  antica  signoria  de* no* 
San-Miniato,  uua  volta  di  Locca,  Gomp.  bili  di  Strove  e  di  Staggia  di  legge  so- 
li Firenze.  fica ,  ossia  di  orìgine  franoese ,  dalla  qua! 

Rbiede  presso  le  fiilde  settentr.  dei  colli  nazione  essi  presero  il  casato  de*Fnuuesif 
letti  delle  Gerba je ,  lungo  la  strada  regia  famiglia  illustre  che  varf  genealogisti  fecero 
Tint^ersa  della  Val-di-Nievole,  fra  il  Pog-  discendere  dalla  contessa  Ava,  hi  qual  donna 
fio  Adorno  e  1*  estremo  gol  lo  situato  a  scir.  fu  per  i  Senesi  come  divenne  per  i  Toscani 
irctfo  la  così  delta  Dogana  del  Grugno  lutti  la  gran  contessa  Matilda. 
«1  Lago  di  Bientina.  Uno  de*  documenti  superstiti  più  vetusti 

A  questo  luogo  di  Staffali  {Staffili)  du-  relativi  alla  contessa  Ava  ed  alla  sua  prole 
silo  che  voglia  riferire  una  carta  dell'anno  credo  consista  io  un  atto  del  39  aprile  994 
$48,  7  agosto,  pubblicata  nel  Voi.  V.  P.  II  relativo  alla  donazione  fatta  a  litolodi  asor- 
lelle Memorie  lucchesi;  nella  quale  trattasi  gincap  da  Tegrimo  figlio  dd  (a  Ildebrando 
li  nn  fitto  di  beni  conceduto  da  Ambrogio  d'Isalfredo  e  della  contessa  Ava  di  Zsnobi  » 
rcsoovo  di  Lucca  a  un  tale  di  Staffili ^  con-  a  fiirora  dì  Sìndrada  figlia  di  Guido  Visoonle 
lislenle  nelb  metà  di  un  podere  posto  nello  sua  futura  spom,alla  quale  ssaegnÒ  la  qnar- 
itesio  loogo  di  Staffili.  la  porte  dei  beni  che  possedava  nei  contadi 


456  STAG  SI  AG 

Toltcrraoo»  fiorentino»  nncfe  e  fietolano  ;  stioo  ed  litri,  stando  nella  chicn  di  Se^r- 

nella  cui  donazione  envi  compressi  la  4. la  na,  territorio  follerrano,  rinunsiarono  alla 

parte  della  corte  di  Staggia.  — 'Aaca.  Dipl.  Badia  predetta  ogni  loro  diritto  lulla  chica 

FiOB.  Carie  di  S,  Eugenio  ai  Munittero),  e  beni  di  S.  Maria  di  Staggia^  mentre  nel- 

Lo  steaaoTegrimo,  iopraccLiamalo  Teu^  Tanno  slesso  1 1 86,  con  diploma  del  a8  ago- 

ao,  figliuolo  della  contesa  À*fa^  per  rogito  sto,  Arrigo  VI  a  tìtolo  di  feudo  rilasciafa  ad 

del  24  febbrajo  ioa6,  alando  nel  suo  ca-  Ildebrando  vescovo  di  Volterra  fra  gli  altri 

stello  di  Staggia  ofirì  in  dono  alla  Badia  paesi  la  mdk  dei  castelli  di  Staggia  e  di 

di  S.  Stivatore  dell*  Isola  alcune  sostanze  Jfon/aga/o/o  sul  Monte-Alaggio, 
ivi  designate.  Arrogo  la  notizia  di  quattro  istrumenli 

Sono  ilella  proTenienxa  stessa  i  documenti  dtWJrch.  Dipi.  San,  del  1 4  magg.  1 1 9;, 

segueuli;  un  isirumenlo  del  4  febb.  1001  a;  febb.  11 56,  del  genn.  ii63  e  del  97 

rogato  nel  Castel  di  Staggia  terrtiorio  voi-  aprile  1167.  —  Trattasi  nel  primo  di  una 

terrano,  cbe  dicesi  di  proprietà  di  donna  donazione  fatta  da   Fanzo  di  Cottolo,  da 

Ava  figlia  del  fu  G.  Zanobi  e  vedova  d*llde-  Ugolino  di  Soarzo  e  d.i  Ranieri  di  Guazio- 

brando  d*  Isalfredo ,  in  occasione  cbe  essa ,  lino  al  Cumnne  di  Siena  in  mano  di  Ra- 

col  consenso  di  Tegrimo  e  di  Benizzone  nieri  vescovo  di  quella  città  della  quarta 

suoi  figli  e  mondualdi,  donò  alla  Badia  di  parte  di  Monte-CaUeliif  di  una  |Hazza  dea* 

S.  Salvatore  dell'  Isola,  da  essa  lei  fondala,  la  Irò  il  Cast,  di  Strofe ,  e  due  nel  suo  hot» 

cbicsa  di  S.  Cristof^iio  presso  il  borgo  del-  go ,  di  una  piazza  nel  Cast,  di  Monieagih 

risola  con  4a  case  e  cascine  in  queir  istru-  tolo  e  due  altre  piazze  nel  borgo  di  questo 

mento  descritte,  oltre  le  decime  de* beni  stesso  castello.  La  qoal  donazione  fu  (atta 

dominicali  con  otto  servi  e  serve ,  il  tutto  eoram  omni  populo  in  comuni  eoiioguio 

compreso  nella  sua  corte  di  Strove.  in  platea  S,  Cristopkori  ci^itatis  Setim- 

Iffel  3o  aprile  del  1048  il  nipote  di  detto  rum,  —  Gol  secondo  islrumento  Ranuoào 
Tegrimo,  per  nome  Guido  del  fu  Gberardo,  di  Staggia  con  Bernardo  e  Guazzolino  suoi 
e  la  sua  consorte  Oliva  delfuVivenzio,slaii-  figliuoli,  ed  Ottaviano  con  Rustico  di  Soa^ 
ilo  in  Terresano  (iresso  il  Gasi,  di  Fumai'-  zo  si  obbligarono  col  governo  di  Siena  di> 
gallo  ^  territorio  sunese,  venderono  a  Si-  vanti  al  vescovo  Ranieri  suo  capo  pojitioo 
cheimo  del  fu  Gorrado  la  loro  metà  del  ca-  ed  ecclcsialico  di  seco  allearsi  contro  il  Co- 
stello.e  corte  di  Staggia  ^  T ottava  parta  mune  di  Firenze,  promettendo  di  cons^ 
de* castelli  di  Stro^ ,  di  Bueeignano  e  di  gnare  ai  Sautsi  a  titolo  di  pegno  il  Cast,  éi 
varj  altri  luoghi  in  quel  rogito  indicali. -^  Strovt,c  la  torre  di  Montagutolo  sul  Moa- 
{hc.  cit,)  te-Maggio  nel  ItTniiae  di  8  giorni  dopo  la 

Fra  i  ni|K*ti  della  rilala conlessa  A%a,  come  ricbiesla  falla  dalla  Signoria.  —  Gol  teno 
signori  di  Slagfjia ,  rammenleiò  un  Tegri-  islrunieuto  del  genn.  ii63  Ubaldino  del  fii 
mo  die  fu  vescovo  di  l'opulonia,  nato  ila  Ugolino  di  Suai-zo  rinunziò  al  Gomune  ili 
un  altro  Trgiiiuo  detto  Teuzto,  il  qual  Siena  nelle  mani  del  \escovo  |>redello agoi 
vescovo  neir  1 1  marzo  del  loCi,  stando  nel  dirillo  che  aveva  sulle  terre,  castella,  e  no- 
Gasi,  di  Strove,  ricevè  da  Sichclino  del  fu  niinutameule  sopra  Staggia  e  sopra  ognial- 
^Jorrado  per  donna  Adailela  sua  sorella  figlia  tro  luogo  situalo  fra  Foggibonsi  e  Porla  Ci- 
di Tegrino,  ossia  di  TeutzOf  lire  40  per  mullia,  a  piittoperò  di  annullare  celesta  ri- 
valuta della  quarta  |Mirle  del  Gasi,  corte  e  nuiizia  qualora  lasciasse  de* figli  maschi.  " 
chiesa  di  Strove  che  il  loro  padre  Teuzzo  11  quarto  allo  finalmente  del  27  aprile  1167 
aveva  ceduto  precariamente  alla  Badia  del-  è  relativo  ad  una  lettera  sottoscritta  nelCisl. 
risola:  per  cui  Tegrimo  in  quelTalto  ne  di  SanQuirlcn  in  Val-d'Orcia  daRaiuakIo 
fece  a  Sicbelmo  quietanza,  (/oc.  cit,)  arcivescovo  di  Magoiizaearcicaucellicredcl- 

inoltre  nelle  c^rle  della  slessa  Badia  riu-  T  Impero  a  nome  di  Federigo  l,con  laqua- 

nite  a  quelle  di  S,  Eugrnio  al  Munistero  le  viene  confermala  la  donazione  che  fcceio 

si  leggono  più  nomi  di  Soarzo,  ì  quali  prò*  al  Goiuuiie  di  Siena  Ranuccio  di  Staggia  e 

babilmenle  diedero  il  casato  ai  nobili  sanesi  Guido  di  Soarzo  de*  signori  di  Montagutolo. 

de*  Soanti  che  furono  pur  essi  signori  di  —  (  Aaca.  Dipl.  San.  T.  I.  delle  Ptrgam, 

Staggia  e  di  Stroi'e.  —  Tale  è  un* alto  del  iV."  1 4,  a^,  3a  r  36.  ) 
•2-2  sellembrc   1186,  e  del  di  8  ottobre  se-        Gon  tutlociò  peraltro  i  signori  di  Staggili 

guente,coirullimo  de* quali  Scarso,  Ru-  di  Montagutolo  e  di  Strove  dovettero  rite- 


STAQ  STAG  45V 

lenit  o  ritornare  «1  dominio  dei  luoghi  fo^  Rofe  nel  lenpo  ohe  fi  iabbricafi  iqaello 
Nn  indiceli,  totlocliè  nel  14  telt.  del  iisO  delle  Repobblice  nelle  piena  del  Gempo. 
ler  perle  dell*  abate  e  monaci  dell*  laola  fa  II  qoel  fallo  è  dinioitrelo  de  une  rìlonna- 
isibile  petizioue  al  Poul.  Onorio  111  oonlro  i  gìone  esiilenle  fire  le  pergamene  di  queir 
lobili  Ranoccio,  Gruellerolto,  Berengario  e  Areh,  Dipi,  (T.  XVII N.*^  iSgo),  cbe  poi^ 
ienieri  signofi  di  Slaggia ,  onde  obbligarli  te  1*  indicetione  tegnente:  jieium  Senti 
I  restituire  alla  Badia  dell*  laola  i  beni  itali  («5  aprile  i3io)  ifi^/o/to  Mfusdaiiarmm 
lonali  dai  loro  predecessori ,  e  da  essi  me-  in  Concistorio  Dominorum  Noifem, 
lesimi  a  quei  monaci  confermali ,  beni  cbe  Lo  stesso  archivio  senese  fra  gli  eltri-  d<v 
li  dichiarino  situati  fra  Siena  e  Poggi bonsi  cnmenli  relativi  ai  Frenxesi  di  Sleggie-  ne 
la  UQ  lato,  e  dell*  altro  lato ,  a  partire  de  contiene  uno  del  so  dicembre,  enno  i3o8, 
Wonie'^asone  sul  Monte -Maggio  lino  el  riguardante  la  promessa  bile  ei  Signori  Nove 
0Sorgo  di  Gena  solla  strada  Francesca,  —  govematorì  di  Siene  dal  milite  Nioeolò  di 
[  Aeia.  DiPL.  Fioa.  Carte  della  Badia  delP  Guido  Frenxesi  cittadino  unese,  di  non  con» 
isola  im  quelle  di  S,  Eugenio  al  Munim  segnare  ad  eltri  che  el  governo  di  Siene  il 
fiero).  suo  cassero  di  Treqnande,  sotto  pene  di 

Do renle  cotesti  reclami  gli  nomini  di  ao,ooo  lire.*- Cotesto  documento  pertanto 
Staggia  per  meno  di  un  atto  pubblico  del  conferme  ciò  che  fu  detto  all'  jirt,  Bàbià  m 
IO  agosto  iaa7  si  unirono  al  Comune  di  MoHra-Mirao,  vale  a  dire,  che  Niccolò  di 
Poggibonsi,  fia  cosa  facile  che  in  quell*  epoca  Guido  Franiesi  ere  fratello  di  Bf  nscielto  e 
il  distretto  di  Slaggia  rimanesse  compreso  non  figlio  come  lo  fiirebbe  credere  le  fiin- 
in  qncsl*  ultima  Comunità.  taslic»  iscrixione  del  reliquiario  di  S.  ikoca 

Gih  abbiamo  indicato  come,  fino  dal  1 1 56,  riportale  tlVjirt,  FiQLm. 
i  Fiorentini  tentassero  di  estendere  le  loro  Ere  bensì  figlinolo  di  Bfoscielto  il  nobile 
frontiere  verso  Siene,  per  cui  gì*  istorici  Roberto  Freniesi  di  Staggia ,  sol  conto  del 
più  antichi  noo  nascosero,  qualmente  la  quale  nel  3x  maggio  i36i  fu  proferite  sen- 
guerre  del  1 1 55  fra  il  Comune  di  Firenze  tcnxa  in  Siene  del  giudice  oolleterele  del 
e  1*  ellro  di  Siene  si  muovesse  (ter  cagione  conservatore  di  quella  repubblica  contro 
delle  cestella  che  confìnavano  col  loro  con-  donna  Angiola  vedove  di  Soexo  Selimbcni, 
ledo.  (R.  MALwnin,  Istoria  fior.  Cap,  So),  nella  sua  qualità  di  tutrìce  de*  figli;  eolle 
—  Lo  slesso  dicasi  della  guerra  terminata  quale  sentenza  fu  deciso  di  dover  riconoece- 
nel  X166  per  mediazione  del  Pont.  Alessa n-  re  Roberto  di  Muscialto  Franzesi  pacifico 
dro  III  col  trattato  di  S.  Donalo  in  Poggio,    possessore  del  Cast,  e  corte  di  Cignone,  Inol- 

Meno  equivoca  nel  tratto  successivo  ap-  tre  un  alto  del  di  11  marzo  1370  {siile 
perisce  la  storia  politica  di  Slaggia  e  dei  comune)  scrìtto  in  PÌ€M»Firan%eMe  sopre 
dinasti  che  vi  signoreggiarono.  Figline,  ci  scuopre  qualmente  le  moglie  di 

Uno  de*  più  famosi  tra  i  signori  di  Stag-  Roberto  di  Muscialto  Kranzesi  era  delb  ce- 
già  si  mostra  quel  Musciatlo  o  Musetto  di    sa  Selimbeni,  per  nome  Tarlete  di  Bem- 

Gnido  Franzesi ,  che  nel  i3o3  accolse  nel    bo (Zoe.  eii,  T.HSWl  delU  Pergam, 

suo  cassero  di  Slaggia  il  conte  di  Nogarel  in-    NP  1 789  ). 

vieto  segretamente  da  Filippo  il  Belio  re  Una  carta  del  3  seti.  1396  fra  quelle  del 
di  Francia  con  una  mano  di  soldati  Ira  ve-  Mou.  di  Nicosia  neiri^rcA.  Dipi.  Fior,^ 
stili  in  livrea  per  recarsi  con  essi  per  vie  seri  Ita  nel  popolo  di  S.  Maria  a  Soflìano,  fa 
traverse  e  sorprendere  il  Pont.  Bonifazio  Vili  menzione  di  donna  Antonia  figlia  di  Pie- 
nel  sno  palazzo  in  Aoagni.  rozzo  Strozzi  restala  vedova  di  un  Muscialto 

Io  premio  del  la  qual  opera  è  credibile  che,  di  Roberto  Frenzesi,  nelle  sue  queliUi  di 
se  Muscialto  Franzesi  non  ricevè  in  dono  tnlrtce  di  Roberto  Franzesi  di  lei  figlio,  nel 
da  Cerio  di  Valois ,  appena  fatto  vicario  R.  tempo  che  esse  adiva  1*  eredità  del  marito, 
dc^  Fiorentini ,  il  fortilizio  di  Carmignano,  Dalla  linea  pertanto  di  questo  Roberto 
ottenesse  almeno  dallo  stesso  re  di  Francia  sembra  che  derivassero  i  Frantesi  della 
qoel  magnifico  reliquiario  della  S.  Croce,  di  Foresta ,  signori  di  Pian- Francese ^  il  cui 
che  fu  falla  menzione  affli  Art,  Fiolihb,  e  ultimo  fiato  terminò  in  una  monaca  di  S. 
Gseeoac  (S.)  nel  Val-d*Arno  superiore.  Appollonie  di  Ficenze.  —  Fed,  Ceeeoer 

A  quelle  età  Musciatlo  Franzesi  possedeve    (S.)  nel  Vel-d'Anio  fiorentino, 
oo  paUzio  dentro  Siena,  affittato  ai  Signori        Piìi  ricco  di  notizie  si  mostra  il  ramo  di 


458  STAG  STAG 

Niccolò  di  Guido Fnnutiì, fimlello Boo  lolo    lo  hi  Fiicmè  li  %6  Icbbnfo  iS8S  {siiU 

di  Mutciatlo,  BM  aDOOca  di  inett.  Rteeio^  eoOTiiA«),dovefoiioiiomÌDati  i  quattro fgll 

dol  quale  uilimo  penooaf  gio  non  conoaco  di  Ranieri  nipoti  di  Calerìna  Lupi.  Inoltinr 
altro  documeotOy  meno  una  teotema  di  aeo-     mediante  lodo  proferito  dagJi  arbitri  ad  «4 

aunica  fulminata  nel  i3aa  da  Donusdco  aprile  del  i383  fra  donna  Caterina  dei  lu 

icaeovo  di  Siena  delegato  dal  Papa  Gio-  iinlonino  di  Niccolò Franieti  da  una  parte, 

faani  XXII  contro  gli  ufl&iiali  di  quel  Co-  e  Betto  dd  fu  Tano  del  Bene  tutore  de*4 

mune.  La  quale  loomunica  provocò  un  ap*  figli  del  fu  Ranieri  di  Antonino  Franaoi 

palio  al  Pontefice  acrìtto  nel  cassero  di  Stag-  dall'  altra  parte,  furono  aggiudicali  a  donai 

fiaoontrobsentenia  del  vescovo  DonusdeOy  Gilerina  àt*  Franteti  diversi  pradf  «tuati 

cba  aveva  ordinalo  di  vendere  i  beni  appara  nel  popolo  di  S.  Maria  a  Lrochi  distrrllo 

ICBcnti  a  Niccolò  Franteti  fratello  de*  de»  di  Staggia,  a  titolo  di  rimborso  di  400  Aia- 

fmmii  Siedo  •  MmsciaUo^  e  non  lauto  quel-  rini  d*orocbe  la  stesn  donna  Caterina  avevi 

li  aitnati  dentro  Siena  qnanto  ancbe  altri  dato  per  dote  a  Verde  sua  nipote  figlia  del  di 

del  suo  territorio,  e  ciò  ad  oggetto  di  rìm-  lei  fratello  Ranieri  con  animo  però  di  ri- 

bonaie  la  Camera  apustolica  di  7641  fio-  valersene. 

rini  d*oro.  Nella  qoal  somma  era  stalo  con-        Un  mese  dopo  donna  Caterina  era  torai- 

dannalo  Niccolò  Franscsi  in  Corte  romana  :  la  a  Padova ,  tostocbè  con  allo  del  ao  astf- 

€  quindi  icomunicato  per  non  averla  pagata,  gio  |383  rogato  in  quella  città  eam,  a  le- 

tanto  più  cbe  in  TÌsta  dì  cotesta  roon  il  de-  nore  del  lodo  pronuncialo  in  Fireme  nil 

bilore  dava  sospetto  di  eresia,  ecc.  —  {loe.  14  aprile  preocdenle,  qualifica  i  veri  pomi 

•t^.  T.  XVIll  delle  Pergam.  if .*  1 5o6).  sori  dei  suoi  predj  situati  nel  popolo  di  S. 

A  BBaggiore  intelligeou  della  causa  del  Uaria  a  Lecchi.  Il  quale  atto  fu  nlifioris 

ddnlo  preindicato  è  da  sapere,  cbe  nella  da  donna  Verde  sua  nipote  nel  19  aaaggia 

banea  diella  società  di  Mniciatlo  Fr^niesi  e  del  i384.  —  [loc,  cii.) 
conqmgni  mercanti  fiorentini  sino  dal  1296        Inoltre  fn  le  marobrane  degli  Agoalinisni 

ai  depositava  il  denaro  cbe  alcuni  collritorì  di  Siena  avvene  una  del  ao  giug.  1S14  ■eriUt 

delle  decime  apostoliche  solevano  raccoglie-  nel  Cast,  di  Staggia ,  con  la  quale  il  nobile 

I»  in  Toscana. — (Aaca.  Dm..  Fiom.,  Carie  Niccolò  del  fu  Guido  de^Franiesi  rinnariè 

d^Boeeeiiini  di  Pistoja).  a  làvore  di  Tignacelo  di  Baldo  de*lV>loiMÌ 

Fra  i  figli  di  Niccolò  Franiesi  varie  mero-  di  Siena  ad  ogni  diritto  che  avesaa  conila 

Kiane  appartenute  allo  spedale  di  Booirazio  gli  eredi  di  Biagio  di  Tolomeo  «ié*  Tsla- 

di  Firenae,  oltre  quelle  dell*  Areh,  Dipi,  mei  per  dipendenza  di  1 100  fiorini  d'ars, 

San,f  rammentano  un  Antonio,  o  Autoni-  e  per  altre  lire  aoo  di  sua  pertinenm.  — 

no,  particolarmente  allorché  questi  alla  pre-  (Aaca.  Dipl.  Fioa.  Carte  di,) 
sema  del  di  lui  padre  Niccolò  nel  5  ^rnnafo        Ma  che  cotesli  individui  della  stirpe  dt* 

1337,  stando  nel  cassero  di  Staggia,  ricevè  Fmnzesi  di  Staggia  nonfosssero  i  solidioi- 

i3oo  fiorini  d*oro  a  titolo  di  dote  che  portò  sti  di  essa  famiglia  ce  lo  scuopre  fra  gli  alln 

ad  Antonino  di  Niccolò  Fmnzesi  il  procu-  on*  istrumento  rogato  in  Firenze  li  la  hh 

ralore  della  sua  futura  sposa  donna  Gna  d-  glio  del  i375,  nel  quale  è  rammcnlalo  il 

glia  di  Francesco  del  fu  Cino  d*Ugo  {Cinu^  procuratore  di  donna  Caterina  Franassi  ae* 

ghi  )  cittadino  «nese.  Lupi  da  una  parte,  e  Napoleone  del  fii  Gio* 

Da  cotesto  matrimonio  di  Antonino  de*  vanni  de'  Franaesi  dalT  altra.  Dairultioa 
Franiesi  e  di  Cina  de'Cinughi  nacque  non  de*  quali  probabilmente  derivò  il  ramo  cbe 
solo  donna  Calerìna  che  fu  moglie  di  Boni-  si  stabilì  in  San-Gimignano.  —  (Aaca.  Dm. 
fiizio  Lupi  March,  di  Soragna  e  fondatore  Fioa.  Carte  deW  Osped,  di  Bonifaùo). 
dello  spedale  di  Bonifiizio  in  Pirenae,  ma  Finalmente  di  un  Guido  di  Niccolò  de* 
ancora  un  maschio  appellato  Ranieri,  il  qua-  Fmnzesi,  e  conseguentemente  di  un  fraldla 
le  Uscio  quattro  figli  pupilli,  cioè,  Stefano,  di  Antimino,  zio  di  Caterina  Lupi,  fece  mea- 
Verde,  Lorenza  e  Piera.  Può  servire  di  pro-  zione  una  provvisione  della  Signoria  di  Pi- 
va a  ciò  un  istniroento  rogalo  in  Padova  renze  dell*  anno  i36i,  nella  quale  si  fagio- 
li «4  febbrajo  1375,  pel  quale  donna  Cale-  na  della  vendita  filila  da  esso  Guido  nnils- 
rina  de*Franzesi  accettò  1*  eredità  di  Cina  mente  ad  altri  consorti  #Vaitae/i  al  GouMine 
sua  madre  e  di  Ranieri  suo  fratello;  e  se.  di  Firenae  per  18,000  fiorini  d*oio  del  ca- 
gnatamente  lo  prova  un  alto  di  iwocura scrii-  stello,  giurisdizione  e  mgìoqi  tutte  cbe  i 


SJkQ  ST16  45» 

frmmmsi  vKfwm  topn  SUfgk,  im  pop»*  k  tni|fi  ckie  coiidMc«u  ìm  Tomnii  il  «•• 

inioiM  €  lerrìtorio.  L»  qs»!  pnfw  fo  poi  pìlwo  Nioeolò  PkeinÙM.  —  (Gaot*  Cor. 

a|ipro?ata  dbi  coUcgj  dalli  Eep.  «oa  decitto  tagpoéi  Artisti  imtL  ^W.  /•  Apfftmi.  ii^ 
in  data  del  «7  otU  deiranoo  stcanr  i36t.— •        fai  rallli  oelPanno  i4$a  ai  aooanpò  da* 

(AaoB.  BiUB  Rflponua.  ai  Fai.)  fwlì  Stagfia  U  dftto  eapi^no  can  im  fn* 

Vtrò  non  totii  i  beni  allodiali  dofdtaio  dio  lulmae  diaocao  io  Totoana  a  dan— 

comprendcni  io  qoel  oontralto»  toitocbènal  da'Pioreolioi*  Ma  par  «{Oiiolo  il  Piocioioo 

■  385,  per  allo  dà  la  BMffia  rogalo  in  Fa*  ipfram  tV  ìmiìutmmnfnn^  non  hi  polè  aii 

dova  9  donna  Caterina  de*  Fiaoaeai  moflie  re,  talebi»  ciwnda  arnvalD  il  fiooio  Hfra 

del  March.  BooifiMÌo  Lopi  suo  nondnaldo  lamcola  caocartato  da  ehi  dava  a  Ini  ipe^ 

donò  fra  i  rifi  allo  spedale  di  S.  Gio.  Bat-  rana  di  enirare  in  Arotao»  saotsa  il  caaspo 

UaU  edificalo  in  Firenae  dal  di  lei  oonsorla  da   Slagyia,  dÌDoado:  /•  /o«eao  •  pmà9 

in  via  S.  Gallo  un  peaao  di  icrra  posto  nel  Siaggim  »  né  «o  #t  mi  €9rò  ArÉmo. 
Comune  di  Staggia ,  contado  fiorentino.  —        D*  allora  in  poi  il  Casi,  di  Slaffia  non 

(/oc.  dt.  Cane  dtWA'U  di  CmUmaia.)  presenla  naemoria  di  rilievo  »  aappnra  non 

Neir  anno  stcao>  (  3i  dicembre  i385  )  la  ù  foglia  tener  «onte  della  fuenn  mosn  noi 

repubblica  di  Venezia  in^iò  a  doona  Gito-  1498  ai  Piortniini  dal  re  Alfonso  d*  Aro» 

rìna  moglie  del  March.  Boniiaaio  Lupi  un  gona  e  dal  Pont.  Sisto  IV,  soma  dire  della 

diploma  che  Tammetlera  alla  cittadìnaiia  aMmiaionì  aoorasciula  al  Gasi,  di  Staggia  io 

▼eneziana.  —  (toc.  eii.  Carta  tklt  Osped.  oocaatone  deirasssdio  nlbmo  di  Sieoa. 
di  Bomif  )  Nel  i83S  la  porr,  di  S.  BUria  a  Staggii 

t,  poi  oom  notoria  che  i  due  coniugi  sod«  contava  033  abil. 
detti  dichiararono  crede  uiiivenale  dei  loro        STAGGIA,  Icrr.  nel  Val-d*  Amo  ossan- 

beni  r Ospedale  di  Bonifinio ,  coi  asiegna>  tinew.  —  P'ed.  Sru  Commmtà. 
nino  per  faecatoritesUmentarji  consoli  del-        STAGGIA  torr.  in  Val<d*ElsB.  —  t  il 

PArte  di  CalÌBMb.  coro»  d*aoqoa  dal  quale  preas  il  non»»  il  c»> 

Finalmente  un  alto  del  4  fel>b.  1548»  cai-  aitilo  di  Staggia ,  eoi  il  forr.  slaiso  bagna 

alcnte  fra  le  carte  di  S.  Marta  di  Pisa ,  pura  le  OHira  da  grse.  a  Maeslr. 
oeir^rcA.  Dipi.  Fior^  ci  scuopre  on  Ma-        Esso  nasce  ndla  aommità  orientala  dal 

acialto  de*Franaesi  stabilito  in  San-Gisai-  poggio  di  Fonte-Rotoli ,  doe  migl.  a  lev» 

gn^no ,  canonico  di  qoella  collegiata  e  ret-  della  Gistellina  dirigendosi  vaiio  ostro.  IW 

lore  della  chtcn  de*SS.  Blatleo  e  Biagio  di  vanti  a  Querce  grotta  attrawrHi  la  strada 

dHto  Comune,  il  quale  possedeva  terreni  nel  rotabile  della  Giitellioa  per  aoaegllfrs  dal 

Spolo  (WMn  vicina  villa  di  Caaale.  —  In-  lato  di  pon.  il  tributo  ohe  gK  reca  il  botvo 

ti  l'antioa  linea  sopenlìto  de*Fnnaesi  M  di  S.  Leonino  in  Canio\  qoiodi  saande  a 

^gf<o  traslocata  a  San-Giroignanosi  omo-  pie  del  poggio  di  Reseianot  dove  voUaodo 

lieoe  tuttora  decorosamente  in  questa  ulti*  fima,  priasa  a  pon.  poaaia  a  «acstr.i  t^in* 

BM  Terra.  esmmina  longo  il  fianeoorianala  del  poggio 

Rispetto  alle  islituxioni  di  pietà  esistite  di  Montar iggioni.  Di  costà  rasentando  a  do» 

tu  Staggia  ricorderò  on  oapedaletto  presso  stra  hi  strada  postale  di  RooM  passa  fra  Rtn- 

la  ehicaa  parrocchiale  amaaensato  con  i  aooi  cine  e  ÙMliglioocello  per  acc^ieredal  lato 

beni  airAfcispedale  ^  S.  Maria  Nuova  nel  della  Caatallina  i  torr.  ^00  e  Gagiinno. 

s5i4  per  breve  del  Pont.  Leone  X.  Arricchito  da  questi  e  da  aUti  minori  fotti 

Era  però  cosa  naturale  che  i  Fiorentini  paam  davanti  alla  villa  d^Pini  divergendo 

dopo  racquieto  del  Cast,  di  Slaggb  pensas-  per  breve  tratto  il  cammino  da  seir.  a  maestr . 

ano  a  fortificare  coletto  punto  ioqnrtanta  e  poi  a  lib.  per  attmvermre  tolto  on  ponto 

di  loro  frontiera  circondandoto  di  mora  ca-  di  pietra  la  strada  postale  Romaoa  che  ri* 

otellane,  comecché  da  alcuni  storici  aancai  paam  un  miglio  aotto  per  tornare  a  lev«  dd* 


ai  aUrìboMca  b  priasa  edifieaaione  al  Co-   la  medcaioM,  e  che  per  TnltiaMi  voHa  al. 
di  Siena,allorchè  nel  1973  era  in  pò-   traverai  di  là  da  Pa^bonsi  poco  innamf 


ce  eoo  i  FiorentinL  di  vuolani  neirElm  sotto  la  via  i^  t^ra- 

lofotti  ìm  Signorìa  di  Firemeeoo  pfowt-   ^«rso  BaoHMoa ,  dopo  no  giro  tortuoso  di 


tMme  del  i5  fohb.  i43i  oedioò  agli  operaj   area  17 
di  S.  Maria  del  Fioie  di  ter  fovtifteara  eoi-       STAGGIAMO  nel  Val#Amo  aratioo.^ 

di  Staggia  temendo  del-  Caa.  con  eh.  porr.  (SS;  Fkwno  UeiUa) 


460  STAR  iikÈ 


poi  S.  Florm  pUeéia^  una  delle  tiiburlNiiie       Risiede  sul  flaoco  tettcntrloinle  di 
delle  piefe  di  Areno,  dalle  qoal  città  dista    teloeo  della  Benrdeoga  pravo  le  tor^gwti 
due  «ligi,  a  le?,  nella  Com.  Giar.  Dioe.  e    del  torr.  Figesimo^  o  di  CapateM^  fin 


CofBp.  medetimo.  selve  di  castagni  e  naturali  pasture. 

Risiede  in  collina  fra  11  torr.  CoHro  ebe        Fu  questa  una  delle  Tille  che  po«edcUao 


gli  scorre  a  selt.  e  la  strada  regia  d*l}rbania  i  conti  Guidi  dalla  parte  di 

Incelata  dal  lato  del  suo  o^ro.  la  quale  insieme  a  quelle  di  Moncione,  di 

Gotcsta  parr.  di  Simg^no  trofasi  ram-  Pietnversa  e  di  molte  altre  vennero  ad  c« 

menlata  in  wìì  istrumcnti  della  cattedrale  eonlrrmate  da  Arrigo  VI  •  da  Federigo  0. 

■relina  dei  secoli  Ticini  al  mille ,  uno  dei  — -  f^ed,  Moaciom. 

quali  delFagosto  xo3o  tratu  di  una  per*  La  parr.  di  S.  Martino  a  Starda  udì  83S 

muta  fra  Teodaldo  vescovo  di  Areno  e  Tab-  contava  iga  abit. 

bete  del  Mon.  di  SS.  Plora  «  Lucilla,  cui  STARMI  AMO  nel  Yal-d*Anio  fiorenltae. 

il  primo  fra  le  altre  cbiese  cede  questa-  di  —  Gas.  da  cui  prese  il  titolo  una  chiw 

S»  Fiora  minare,  o  piccola  con  la  corte  parr.  (S.  Maria)  da  Ire  secoli  riunita  slb 

di  Staggiano,  Da  un  istrumento  del  giù-  sua  pieve  di  Cercine ,  nella  Gom.  Gior.  • 

gno  loSg  rogato  nel  Cast,  di  Staggiano  si  quasi  4  raigl.  a  grec.  di  Sesto,  Dioct  f 

scuopre ,  ebe  alla  Badia  di  S.  Flora  di  A-  Gorop.  di  Firenze. 

reno  furono  ofierti  in  quell*  anno  alcuni  Risiede  in  poggio  presso  quello  MVUt' 

beni  poeti  nel  contado  aretino,  piviere  di  eellatafo,  a  pon.  della  strada  poetale  IMo- 

S.  Maria  in  Gradi,  in  luogo  appellato  5/a^-  goese.  —  È  rammentato  da  Matteo  VìIImì 

giano,  nella  sua  Cronaca  fiorentina  al  libro  XI 

Inblli  in  un  atto  del  i385  esiste  una  cap.  88,  allorché  nel  i364  le  compageie 

prova  di  ciò,  quando  1* abate  del  Mon.  di  d'Inglesi  e  di  Tedeschi  co* guastatori  Fissai, 

S.  Flora  di  Areno  conferiva  la  rettoria  di  quando  il  Com.  di  Pisa  era  in  guerra  eoi 

M.  Fiora  piceoia  di  Staggiano  nel  pieve-  Fiorentini ,  arsono  palagi ,  rìccbi  abitorì  e 

nato  della  chiesa  di  S.  Maria  d*  Areno.  Alla  molli  cattmenti  nel  pian  di  Sesto  e  per  le 

quel  pieve  maggiore,  con  decreto  del  genn.  coste  di  Monte-Morello ,  dove  essendosi  ae- 

laSi,  dal  proposto  della  cattedrale,  poi  ve-  campali ,  alcuni  di  loro  pasnrono  VUeed- 

scovo  Grugiielmo  Ubertini ,  vennero  aasog-  iato/o  e  per  Starniano  entrarono  in  Pe> 

tettati  i  rettori  delle  chiese  di  S.  Biagio,  teina  in  Val-di-Cana  ecc.  —  Fed.  £net 

di  S.  Bartolommeo,  di  S,  Flora  piccola,  ma,  Pbsciha.  di  Monte-Morello ,  e  S01O, 

di  S.  Fiorenzo,  di  S.  Lorenlino,  di  S.  Nic«  Comunità, 

colò,  di  S.  Salvatore ,  di  S.  Giorgio  e  di  S.  STARTIA  a  BATTIFOLLE  nel  Val-d* 

Giustino  presso  Arezzo.  Arno  casentinesp.  —  Cat.  con  cb.  parr.  (S. 

Dopo  la  soppressione  della  Badia  aretina  Lorenzo),  cui  è  stato  riunito  il  sopprcMo 

il  ginspadronalo  della  eh.  parrocchiale  di  popolo  di  S.  Maria  a  Casccsi,  nel  piviere  di 

S,  Flora  piccola  a  Staggiano  è  passato  nel  Vado,  Com.  e  circa  due  migl.  a  lev.  di 

Principe.  Monle-Mignajo ,  Giur.  di  Poppi ,  Dioc.  di 

La  parr.  di  SS.  Flora  e  Lucilla  e  Stag-  Fiesole ,  Corop.  di  Arezzo, 

giano  nel  i833  nQverava  349  abit.  Risiede  in  costa  sulla  ripa  destra  del  torr. 

STAGNO  DI  ORBETELLO.  ■—    Ted.  i?//J^/io  sol  fianco  sclt.  <lel  Poggio  di  *«*• 

r  Articolo  Orsktcllo.  tijolle  dove  fo  una  rocca,  sede  primaria  del 

—  u  PORTA  —  Fed.  Lago  di  Pozta  ramo  de* conti  Guidi  di  Poppi,  ai  quali  dd- 

—  (  PONTI  m)  presso  Livorno  —  Ted.  V  Imp.  Federigo  11  f»  confermato  in  feudo 
Poanoi  Stagno.  non  solamente  il  Cast,  col  Poggio  di  Bet^ 

—  oaL  PONTONE  m  SCARLINO.  Ted.  tifolle  ,  ma  ancor»  la  villa  di  Starila  eoo 
ScÀKLiwo  (Padulr  di).  tolli  gli  altri  luoghi  in  quel  diploma  nomi- 

STALE  —  Fed.  Ostalr  e  Ospitalz  in  nati. 

Val-tli-Sieve  sull*  Appennino  della  Futa.  I  due  popoli  di  Battifblle ,  tanto  questo 

STARDA  nel  Val-d'Amo  su|ieriore.  —  d'ìSttirtiay  come  T  altro  del  Cast,  sul  Pog- 

Gas.  con  eh.  parr.  (S.  Martino)  nel  piviere  gio  di  Battifolle ,  furono  sotto  la  giurisifi- 

di  Galatrona,  Gnm.  e  circa  5  migl.  a  lev.  di  zinne  deiruffiziale  di  MnirraMiGNAjo  fino  di 

Gajole  ,  Giur.  di  Radda  ,  Dioc.  di  Arezzo ,  quando  nel  1 359,  stante  la  vendita  fiilta  dal 

Gomp.  di  Siena.  conte  Marco  del  fu  Galeotto  Gnidi  di  varj 


STAZ  STAZ             461 

catMtli  coiBt>*si  nei  pivieri  44  Vada  e  di  Irta  in  qa»!  moilo  gli  asceDclenU  Jei  nobili 

Moote-Mignaìo ,  il  Comune  di  Ektw/m  me*  di  Goimija  e  di  VaHec'bia  acquìita»ero  al- 

q«iit6  il  dominio  in  cotcila  parie  del  Ga*  Ioni  giuntdixione  aopra  gli  nbiUnti  delle 

sfolino,  cbe  cfaiamò  MoKtAotiA.  FiOBKirrwA«  THle  di  Staneroa  e  di  Pomeiaana  ,  per  con* 

La  parr.  diS.  Lorenso  a  Stoftim  di  Bat*  oeaiione  cioè  di  €pbei«rdo  fesco? o  di  Locca, 

tifoUe  nel  i833  aveva  89  abit.  il  quale  col  conaeoso  del  loro  padre  diede 

STAZZàMO  nella  Valle  deirOrobrone  in  l'eudo  ni  figli  del  visconle  Fraolmo  U 
pistojese.  —  f^ed,  gli  4ri.  Abazia,  n  Foa*  metà  delle  rendile  e  decime  ohe  gli  abilanli 
tutà-Taokà,  e  Bacio,  dove  è  mmioenlalo  delle  ville  di  Slazzema  e  Pomezzana  sole- 
un  privilegio  del  March.  Bonifazio  a  favore  vmuo  pagare  annualmente  al  pievano  di  S. 
del  a  Badia  di  Taona ,  cui  fra  le  altre  cose  Felicita  in  Massa  di  Fersilia  presso  Pie- 
done i  suoi  possessi  di  Stanano»  Il  qual  Irasanta. 

privilegio  fu  riportato  dal  Muratori  nelle  Anche  nel  catalogo  delle  chiese  della  dio- 

sofitfftf.  </e/tf.  £(^0  al  settembre  del  Tanno  ceti  lucchese  compilato  nel   ia6o,  questa 

s.^  del  Pout.  di  Giovanni  XVIIl  e  3.^  di  di  S.  Maria  di  Slazzema  trovasi  compresa 

Arrigo  I  re  d'Italia,  Indie.  H  o  111,  vale  a  sotto  il  piviere  di  S.  Felicita,  fìno  a  che 

dire  alPanno  1004,  o  ioo5.  dopo  avere  il  suo  rettore  nella  vìsita  dioce- 

STARTINO,  o  STAKTINA  (PIEVE  di)  ama  delPaprile  i65i  ottenuto  i|  battistem 

in  Val-Tiberina.  —  f^ed,  CAPataa.  come  semplice  coirà,  il  veso^o.di  Locca  Pie- 

STAZ2i£MA(.$/(tf/iìema)  nella  Valle  del-  Irò  Rota,  mediante  altro  decreto  del  16  mar- 
la  Versilia.  •—  Vili,  con  chiesa  pld>ana  (S.  zo  i65a,  innalzò  la  chiesa  di  Slazzema  al 
Maria  Assunta  )  capoluogo  di  G>monità ,  grado  di  plebana,  cui  furono  assegnate  per 
nella  Gior.  e  circa  4  roigl.  a  lev.  di  Sem-  filiali  le  parrocchie  di  S.  Michele  a  Par- 
tezxa.  Vicariato  di  Pietrasanta  ,  Dioc.  an-  noecftid  e  di  S.  Sisto  a  Porruttana,  — 
ticaroente  di  Xiucca ,  ora  di  Pisa,  nel  cui  (Aaca.  Aaciv.  Lucca.) 
G>mp.  è  compreso.  Attualmente  il  piviere  di  Slazzema  ab- 

Risiede  sopra  un  monle  alpestre ,  altra-  braccia,  oltre  i  due  popoli  di  Farnocchia  e 

versato  dalla  strada  mulattiera  che  per  la  di  Poraezzana,  quelli  MV^éipe  di  Statie* 

Petrosciana  varca  T  Alpe  Apuana  alte  Boe-  ma,  di  Pruno  e  f^oiegno ,  del  Cardoso  e 

ehttte  di  Forno  Folasco,  o  di  Stazzema,  StaìÌPtntre  e  di  Betignano, 

poste  un  migl.  a  lev.  della  Pania-Foraia,  Il  paese  di  Slazzema  è  rammentato  non 

donde  si  scende  per  balze  aopra  Trasillico  solo  neiristrumento  del  3o agosto  991  ripor- 

e  Gallicano  nella  Valle  del  Serchio.  tato  nelle  Memor.  Lucch.  (Voi.  V.  P.  111.) 

È  un  villaggio  composto  di  pia  borgate  ma  ancora  iieir  alto  di  divisione  del  9  ot- 

nel  fianco  di  una  branca  dell*  Alpe  Apuana  fobre  iai9  fatta  fra  i  nobili  di  Corvaja  e 

in  mezzo  a  castagneti,  e  sovrastante  alle  sor-  quelli  di  Vallecchia,  oltre  una  bolla  del 

genti  della  fiumana  Versilia,  che  costassù  Pont.  Gregorio  IX  del  i93f . 

porta  il  nome  di  Canale  delle  Mulina,  Dair archivio  poi  delle  Riformagionì  di 

Trovasi  fra  il  gr.  43.®  59'  8"  lalit.  ed  Firenze  si  ha  la  notìzia  ufficiale,  cbe  Stat- 

il  gr.  97.®  58'  a*'  long.,  circa  800  br.  so-  tema  con  la  sua  vicaria  composta  del  paese 

pra  il  livello  del  mare  Mediterraneo ,  otto  omonimo  e  delle  ville  del  Cardoso ,  Far^ 

miglia  a  grec.  di  Pietrasanta  ,  passando  per  nocchia  y  Galleno,  Levigliani ,  Pomessa^ 

la  vn  rotabile  di  Seravezza  ,  e  sei  migl.,  na,  Prunoe  Polegno^  BetignanoeTerrin* 

attraversando  il  poggio  di  Farnocchia  per  £4,  con  atto  pubblico  del  27  ottobre  1484 

scen«lere  in  Vat-d  i-Castel  Io,  tre  malagevoli  e  si  sottomise  al  domìnio  fiorentino,  dal  quale 

rìpide  miglia  a  lib.  del  piogo  della  strada  ottenne  favorevoli  capitolazioni,  aumentate 

che  per  il  varco  della  Petrosciana  scende  per  altre  consecutive  dichiarazioni  dfl  ai 

nelh  Valle  dal  Serchio.  marzo  successivo  ,  finché  tutto  cotesto  ter- 

Agli  Art.  PiETaAsAirrA  e  PoMezzAaA  citai  rìtorio  comonitativo  nel  19  novembre  i5i 3 

una  carta  lucchese  del  3o  agosto  991,  dalla  venne  confermato  al  capìtanalodì  Fietrasan- 

quate  appariva,  che  in  quella  età  i  (lopolidi  ta,  dopo  avere  i  Slazzemesi  mediante  sin- 

Poraezzana  e  di  Slazzema  erano  sottoposti  dnci  rinnovalo  Tallo  di  sottomissione  senza 

«Ila  pieve  di  S.  Felicria  in  Val-di-Cislello,  derogare  ai  benefizj  concessigli  nel   1484. 

ossia  in  Massa  di  Fersilia.  Questo  parse  acquistò  qualche  aumento  • 

Inoltre  d^l  documento   medesimo  sì  ri-  di  fortuna  e  di  popolazione  sul  detlinare 

V.  T.  59 


462 


STAZ 


del  secolo  XVI,  più  cbe  dai  lavori  delle  sue 
miniere  del  fiolliuo,  di  Levigliani  e  di 
Terrinca ,  dalle  escavazioni  copiose  de*  mar- 
mi  mischi,  ossia  delle  brecce,  state  scoperte 
nel  i565  sopra  il  Ponte  Sia%%emete^  o  del- 
le Mulina f  vale  a  dire  qualtr*  anni  innanzi 


STAZ 

che  ivi  presso  sì  scavanero  \  bardigli  fc 
riti.  Di  entrambe  le  quali  varietli  di  marni 
il  Granduca  Cosimo  I  fece  molto  uso  ndb 
sua  capitale ,  siccome  può  rilevarsi  dal  car 
leggio  ine«lito  di  artisti  dei  Gaje  {F'ol,  III 
passim  ),  e  dalle  opere  soperstiti  in  Fiicne. 


XOFIMENTO  della  Popolazione  del  f^iLLAOcio  di  Stazzema 
a  cinque  epoche  di^ferse^  divisa  per  famiglie. 


Ahho 

IMPUBEKl 

masc.^Jemtn. 

ADU 

masc. 

LTI 

femm. 

COHIDOATI 

dei 
due  sessi 

lOCUUU- 

•TICI 
•BOOLAai 

Numero 

delle 

famiglie 

Tàimlt 

della 

Popolai. 

i55i 

— 

~^ 

.— 

^.. 

... 

... 

118 

63o 

1745 

141 

i3i 

i56 

183 

339 

8 

aai 

94« 

i833 

i56 

i35 

129 

160 

3o8 

IO 

184 

898 

1840 

198 

i3o 

i5o 

198 

36o 

II 

198 

977 

1843 

i5o 

196 

148 

194 

34a 

9 

197 

1039 

Comunità  di  Statsema,  —  Il  territorio 
di  questa  Comunità  occupa  una  superficie 
di  9i853  quadr.  547  dei  quali  spettano  a 
corsi  d' acqua  e  a  strade. 

Nel  i833  vi  stanziavano  5a4o  individui, 
a  proporzione  di  198  abit.  per  ogni  migl. 
quadr.  di  suolo  imponibile. 

Cotesto  territorio  confina  dal  lato  di  lib. 
fino  a  maeslr.  con  due  Comunità  del  Gran- 
ducato  (  Pietrasanla  ,  e  Seravezza  )  dal  lato 
di  sett.,  di  grec.  e  lev.  con  le  Com.  di  Va- 
gli di  Sotto  e  diTrasillico  nella  Garfagnana 
del  Due.  di  Modena,  e  dalla  p:irte  opposta 
a  jcir.  e  a  ostro  con  la  Comunità  lucchese 
di  Camajore. 

Fronteggia  dirimpetto  a  lib.  con  la  Com. 
di  Pietrasanta,  a  partire  di  là  dalla  chiesa  di 
Culla  sul  contrafìfortc  occidentale  del  Mon- 
te Gahbarij  pssato  il  qual  giogo  dirigesi  da 
scir.  a  maestr.  sul  fianco  meridionale  del 
Mxtnte  di  S,  Anna  sino  verso  il  varco  occi- 
dentale di  Monte  Ornato^  le  di  cui  oppo- 
ste pendici  prendono  il  nome  della  Costa 
ed  acquapendono  nella  fiumana  P^ersUia  fra 
Ruosina  e  $eravezz«i.  Giunti  i  due  territori 
presso  il  palazzo  regio  sulla  Versilia^  viene 
a  confine  l:i  Com.  di  Seravezza,  con  la  quale 
r  altra  di  Stpzzema  entra  |iella  detta  fiuma- 


na, e  passando  sotto  il  ponte  del  palauù 
rimontano  il  corso  della  Versilia  6noaRiio> 
Sina,  dove  i  due  territorj  comnoitaUvi  ab» 
bandonano  a  pon.  la  fiumana  per  dirìfRsi 
a  sett.  contr*  acqua  pei  canali  di  Betigmam 
e  di  Terrinca  ;  quindi  rimontando  i  eoo- 
tluenti  di  Basati  e  del  Giardino,  ulgoDo 
sul  pizzo  deir  Alpi  Apuane  sino  alla  fece 
delPAlpe  di  Corcbia.  Oltrepassato  cotesto 
giogo  le  due  Comunità  continuano  a  fron- 
teggiare insieme  dalla  parte  della  Valle  del 
Serchio  per  il  canale  del  Freddane^  incam- 
rainanilosl  con  questo  verso  la  fiumana  della 
Turrita  secca. 

A  cotesta  confluenza  cessa  dal  lato  di 
maestr.  il  territorio  granducale  della  Co- 
munità di  Seravezza,  e  snttentra  a  conSoe 
di  faccia  a  sett.  la  Coro,  di  Vagli  di  Scilo 
della  Garfagnana  modanese,  con  la  quale 
cammina  di  conserva,  mediante  la  fiamaaa 
della  Torrita  seccOy  o  di  Castelnuo^o^  cbe 
scende  dal  fianco  settentrionale  dell*  Alpe 
A))uana,  detta  la  Penna  di  Sumbra  ^  ed  is 
seguito  per  il  confluente  f^erghe  che  ri- 
monta verso  ostro.  Quindi  piegando  dagrer. 
a  scir.  i  due  territori  salgono  sulla  Pania 
della  Croce ,  e  per  il  Monte^FonUo  »  di- 
rìgono verso  il  varco  della  strada  di  Pe- 


S  T  A  Z  S  T  A  Z               463 

tnsdmma  sopra  le  torgenli  della  fiumana  nrgcnlifero  «lei  Galleno  e  del  Bottino ,  o 

■cdeàina.  Con  questo  i  due  territori  comu-  quelli  che  diramansi  dal  monte  Gabbari  di 

Illativi  per  corto  tnigttto  risceodoao  nella  ferro  carbonaio  e  oligisto  del  Monf  di  S. 

ikemaat  di  grec.  Bncbè  al  termine  del  For-  Anna  ,  ecc.  ecc. 

«•  ^9lasco  ripiegando  proteguono  la  dire-  Rispetto  alla  struttura  fisica  e  (>iacitura 
none  verso  scir.  do?e  rasentano  la  chiesa  geognostica  del  terreno  di  cotesti  mouti,ram- 
ii  S.  GioTsnai ,  presso  la  quale  incontrano  mento  per  diritto  dì  anziunilù  le  osserva- 
li fiumana  della  Turrita  Cava,  zioni  di  Gio.  Targioni-Tozzetti,  che  fu  forse 
i  questo  punto  il  territorio comunitativo  il  primo  scrittore  a  darne  una  idea,  quando 
4i  Slàiieaia  trova  dirimpetto  a  scir.  quello  al  T.  VI  pag.  1 13  de* suoi  Viaggi  in  Toscana 
IsBcfacse  di  Gamajore, col  quale  si  dirige  da  (edizione  secondai)  ali* occasione  di  descri- 
■ir.  a  lib.  per  termini  artificiali  passando  vere  la  valle  di  Versilia ,  e  precipuamente 
Amoti  al  poggio  e  Vili,   di  Pomezzana ,  la  pendice  dell'  altissima  Alpe  di  Pietra- 
fnndi  salgono  sol  Monte  di  Croce  nel  fian-  Pania  dal  lato  che  acquapeude  verso  il  ma- 
■  ■RÌdionale  del  Monte  Gabbari  fìnchè  re  Tirreno,  diceva:  che  cotesti  monti  nella 
■rifano  alla  chiesa  di  Culla  ^  di  Ik  dalla  fi/a  origi/ie  sembravano  tulli  andantemente 
fttle  la  Com.  di  Stazzema  ritrova  il  lerri-  costrutti  di  grossìssimi  filoni  di  marmo  neU 
Ivio  comunitativo  di  Pietrasanta.  la  prte  superiore,  e  nel  basso  di  sasso  mor- 
la  questo  territorio  non  vi  sono  grandi  /o.  Egli  aggiungeva  ,  che  questi  filoni  nelle 
Poi  d'acqua,  comecché  nei  suoi  monti  ab*  pendici  del  monte  di  Stazzema  mostravano 
kÌMO  origine*  a  pon.  la  fiumana  Versilia  ^  di  essere  colla  testata  più  alta  diretti  a  mezzo 
da  scir.  quelle  della  Petrotciana  e  della  giorno,  colla  più  profonda  a  tramontana. 
Urrita  Cava.  —  Non  vi  si  contano  tam-  Che  cotesto  sasso  morto ,  di  cui  si  ser- 
ica strade  rotabili  eccetto  quella  che  da  vono  quelle  genti  per  fabbricare  le  loro  ca- 
Seravesza  rimontando  la  sponda  destra  del-  se,  corrisponda  al  macigno  schistoso  dì  tin* 
b Versilia  passa  da  Ruosina  per  arrivare  al  ta  plumbea,  lo  diede  a  conoscere  lo  stesso 
haie  Siazzemese,  o  delle  Mulina;  tutte  Giovanni  Targioui  alla  pag.   i34  di  quel 
kallrr  sono  ^ie  mulattiere  e  pedonali.  Av-  Voi.  ed  in  molti  luoghi  dell*  Opera  citata. 
Hwcbè  il  territorio  di  questa  Comunità  è  Che  poi  il  macigno  sehistosOyO  sasso  mar- 
M>de*piii  inclinati  e  montuosi  di  quanti  fo,  nei  monti  di  Stazzema  sovrapponga  gè- 
Ari  ne  presenta  il  Granducato  di  Toscana,  neralmente  alla  gran  massti  marmorea,  o  si 
li  per  la  frequenza  degli  sproni  dell'Alpi  voglia  dire,  alla  calcarea  plutonizzata  dell*  Al- 
ipoane  che  Io  cuoprono,  sia  (ler  la  loro  ri-  pi  Apuane,  è  un  fatto  stato  verificato  da 
Hnza   ed   elevatezza   sopra  il  livello  del  molti  valenti  geologi  della  nostra  età. 
■are  Mediterraneo.  Uno  dei  naturalisti  toscani  che  imprese 
Tali  sonoy  per  esempio,  tralasciando  tante  nel  secolo  attuale  a  studiare  i  terreni  ed  i 
Are  montnosità,  la  Pania  delia  Croce  che  fenomeni  geologici  intorno  all'  Alpi  Apua- 
tslza   3k88   br.   fìor.  ;  il  Monte  Forato ,  ne,  fu  il  Prof,  pisano  Paolo  Savi,  il  quale 
k  cui  cima  fu  calcolata  trovarsi  all'eleva-  nel  18I0  pubblicò  nel  nuovo  Giornale  de' 
tena  di  aoog  br.  ed  il  Monte  Gabbari  che  Letterati  di  Pis:i  (\.  5o)  un  catalogo  rngio- 
vriva  all'altezza  di  ^896  br.  sopra  il  li-  nato  di  alcune  rocce  caratteristiche  della  for- 
*rilo  del   mare  Mediterraneo  ;  monti  tutti  mazìonc  del  m  icigno  di  Toscana ,  alterate 
alpestri  e  singolarissimi  per  la  forma  acuta,  dal  contntto  di  quelle  di  trahocco\  e  nel  nu- 
per  le  qualità  dei  terreni,  e  fier  la  varietà  e  mero  successivo  del  Giornale  stesso,  ali*  oc- 
foantità  de* filoni  metalliferi  che  nelle  loro  casione  di  trattare  delle  brecce,  ossia  dei 
viscere  racchiudono.  Infatti  fra  le  ardesie  si  mischi  di  Stazzema  che  trovnnsi  sulla  ripa 
coniano  le  lavagne  delCardoso,  fra  i  marmi  destra  del  canale  delle  Mulina  lungo  la  via 
I  no  notissimi  i  bardigli  fioriti  e  le  brecce  che  [)orta  a  Stazzema,  il  |>rclodalo  pi'ofessore 
di  Stazzema,  sebbene  volgarmente   cono-  indicò  le  argille  schislosc  convertite  dalla 
idute  col   nome  di  mischi  di  Seravezta^  calcarea  saccaroide  in  schisti  lucenti  ;  ed  il 
per  non   dire  dei  marmi  bianchi   scoperti  macigno  in  una  specie  di  steascliisto,  men- 
nell'Alpi  di  Levigliani,  diTerrinea,  ecc. — •  tre  in  quanto  alle  brecce  di  Stazzema  dubitò 
la  quanto  poi  ai  filoni  metalliferi ,  sono  co-  che  fossero  state  in  t:il  modo  alterate  da  un 
aoscinti  da  tre  secoli  quelli  di  solfuro  di  filone  ferrifero  che  il  professore  stesso  aveva 
mercorìo  di  Lievigliani^  i  filoni  di  piombo  incontrato  in  quelle  vicinanze. 


461                S  T  A  Z  S  T  A  Z 

Pili  rt*ceiiti  (li  liilte  sono  le  bi«vi  ossit-  Più  imporlauli  per  la  storùi  melBllurgi' 

vazioni  fuOe  nel  settembre  del  1843  diilla  ca  Ji  questa  Coinauilà  sono  i  filoui  «li  sol- 

sezione  geologica  del  congresso  de*  scenziali  furo  di  pìonibo  argciitirero  ,  che  con  quai< 

tenuto  in  Lucci ,  dulie  quali  resulterebbe,  che  altro  metallo  (antimonio  e  rame  ioli» 

che  1:1  breccia  niarmorra  di  Staizenia  fosse  rati)  tornirono  materia  di  antiche  e  di  ■• 

stala  alterati  da  una  iniezione  di  materia  dente  più  |icGuliari  cscavazioiii  nei  luoghi 

plutonica   coiiijHJStn  di  una  siiecie  di  jén-  denominati  il   Bottino  ^  il  Gaiteno  ecc., 

fiòoiite,  n  (li  sostanza  talcosa,  la  qualesu|>-  filoni  e  vene  che  attraversano  la  roccia  di 

^>oseroess(>rvi  siala  penetrala  mediante  lescre-  steaschislo  quarzoso  alla  sinistra   della  &■' 

ftolalure  della  c-alcare»  saccaroide,  i  di  cui  ma na /fiioWna,  o  della  f^erfi7ia.  La  minicai 

Inimmentt  furono  da  ess.i  ivi  collegati.  di  piombo  argentifero  del  Bottino  ,  diocv» 

Aggiungasi  intine  qualmente  alle  brecce  no  i  scenziati  della  sezione  geologica  delli 

ili  Stazzema  serve  ili  letto  un  terreno  sica-  quinta  riunione  di  Lucca,  allorcliè  nel  a) 

schisloso,  predominante  nel  corso  montuoso  sett.  del  1843  si  diressero  nella  Valle  di  S» 

della  Versilia  e  dei  canali  suoi  tributarj.  nveiza  :  «  1j  roinie»  del  Bottino  oonsifli 

^k>tto  quasi  simili  rapporti  si  presentano  in  un  filone,  la  cui  matrice  è  inlienmicali 

le  brecce  sulla  opposta  |ien(lice  orientale  quarzosa,  contenente  diverse  sostanze  miavi 

flel  monle  clic  guarda  il  villaggio  di  Far-  rali  nelle  quali  predomina  la  gmiena  mr» 

nocchia,  ed  é  cosili  donde  cavasi  il  marmo  gentijera,  —  11  filone  è  di  una  spesseai 

bianco  e  bleu,  ossia  il  6dr<li^/io/!oriVo, che  variabile  (comprendendo  le  vene  filiali), 

si  mantiene  di  un  uso  più  esteso  e  più  con-  talcbè  fu  calcolato  |iotesse  arrivare  fino  ■III 

linuato  di  quello  delle  brecce Stizzerocsi.  potenza  di  un  metro,  ed  è,  dicoaoo  esri, 

Checché  ne  sia  di  tutto  ciò,  è  certo  per  parallelo  alla  stratilicaiione  delle  roocM] 

altro  che  coleste  brecce  non  si  conoscevano  per  modo  che  esso  forma  una  Jìenditmwm 

prima  delPanno  1 565,  epoca  la  più  remota  dal  N.  N,  O.  al  S,  S.  £.  (  da  macMr.  a 

delle  sue  cave  ;i|terle  per  ordine  di  Cosimo  I ,  scir.)  —  Cotesto  Jilone  è  stato  in  var/  tmm» 

che  le  mise  in  grande  uso  in  Firenze,  sit  pi  scavato ^  ed  ora  i  lavori  di  scavo  jmM 

per  colonne  nelle  piazze  pubbliche,  sia  per  alla  profondità  di  9 00  braccia, 

stipiti,  sia  per  altri  lavori  di  ornalo  nel  lem-  Tulle  le  circostanze ,  soggiungeva  il  ra- 

pio  maggiore  e  nella  sua  reggia.  latore  di  quella  gita  geologica,  serabfaoB 

Anche  nella  va llecola  percorsa  dal  ca/ia/e  quivi  dare  l)uona  speranza  di  succeMOt  * 

dei  Ciirdoro,  situala  a  settentrione  e  dirim-  gij  è  stala  estratta  notevolissima  qoantilk 

petto  al  canale  dvlle  Mulina  o  della  ^er-  Ji  minerale,  sotto  la  direzione  del  sig.  V^ 

silia  ,  la  formazione  calcarea  è  meno  gra-  gni;  lalcliè  quei  scienziati  videro  con  coi 

nosa  e  più  dciTÌs-imentR  stratificata.  Al  quale  piacimento  i  prc[>arati%i  che  andavano  ^ 

terreno  si  assricìano  il  macigno  e  lo  schi-  rendosi  costh  per  la  lavorazione  della  m^ 

«ito  iiianioso  [bixciajo)c\ìc  cosili  trovasi  me-  niera  argentifera  precitata,  -^f'etl,  gli 

tamorros.ito  e  convertito  in  steaschisto  lu-  Arobrtirr4  e  RroMiiiL. 

('ente;  ed  é  queir anlesia  segnalali  da  Ciio.  Maggior  servizio  al P industria  del 

Targìoni  sotto  nome   di   pietra  da  fumi  reca  la  fiumana  f^ersilia,  tostochè  le 

di  Ruosina  ,  e  (irima  di  tutti  dal  Cesalpino  acque ,  senza  dire  de*  mulini ,  a  partire  «lai 

«otto  il  vocabolo  di  sasso  argentino  inai'  Ponte  Stazzemese  mettono  in  moto  varie 

ternhile  al  fuoco.  macchine  idrauliche,  parte  delle  quali  aon» 

Colesta  formazione  strasrhislosa  varia  nei  comprese  nel  territorio  comuni  tal  ivo  di  Slai^ 

suoi  romponenlt  lino  a  che,  nella  pendice  zem.i.  E  siccome  per  Tarte  delle  canne  da 

«et  tentrionale  delio  sprone  che  divide  lavai-  schiop|K}  a  cilindro  acquislossi  riputaziona 

lecola  del  Cardoso  da  quella  percorsa  dai  il  pese  di  Ruosina ,  per  egual  modo  teppa 

canali  di  Terrincn  e  di  Betignano ,  torna  distinguersi  il  villaggio  di  Famocchia  per 

a  svilupparsi  la  calcarea  saccaroide  bianca,  la  fabbrica  delle  forbici  dì  acciajo,  ecc.  — - 

rui  serve  di  base  la  stesila  roccia  steaschistos;f  f^ed.  FAKitoccffiA. 

finn  alTAIpe  marmorea  della  Corcìda  sopra  I  prodotti  agrarj  di  questa  contrada  si  li* 
Terrinca  e  Ijevigliani.  Ed  e  in  questa  roc-  raitano  ai  castagni ,  che  e  il  grano  de* Sta» 
eia  steaschislosa  dove  incontransi  le  vene  e  zemesi,  alla  segale,  alle  palate,  a  poco  lino 
filoncini  metallici  di  mercurio  solfurato,  o  nei  luoghi  meglio  esposti,  ed  ai  pascoli  ai- 
ri/la&ro  di  fjevigliani.  pini,  dove  si  condncono  in  etlate  alcirat 


STAZ 

mandre  di  capre  e  pecore.  La  ponionc  pe- 
raltro più  vicina  al  giogo  deir  Alpe  ApmDa 
suol  fornire  ottinne  pastore  stante  ià  fie- 
scbezia  e  fìoezu  dell*  erbe  di  quei  prati  al- 
pini quasi  spogliali  di  alberi  di  alto  fusto, 
fra  i  quali  esistono  le  faggete  cresciute  a  sten- 
to fra  gli  spacchi  marmorei  di  quel  soolo. 

11 'prelodato  Giovanni  Targioni-Touettì 
nel  varcare  il  giogo  delle  Bocchette  di  For- 
no Volasco  per  scendere  a  Stauema,  raccolse 
nelle  crepature  e  fessi  di  quei  massi  marmo- 
rei  rarissime  piante  botaniche,  ed  in  mag- 
gior copia  ve  le  trovò  sol  principio  del  secolo 
attuale  il  Prof.  Bertoloni  che  nel  1819  pub- 


STAZ 


4a5 


biicò  in  Bologna  una  /Torà  déiPAipUpua'' 
ne  nelle  sue  Amoeniiaies  leaiicae. 

L'olivo  nel  territorio  di  questa  Comu- 
ni là  non  si  vede  che  in  qualche  basto  or- 
nale volto  a  meuodì. 

La  pieve  di  S.  Maria  Assunta  di  Staue- 
ma è  a  tre  navate,  incrostata  di  pietre  squa- 
drate di  arenaria ,  marmo  venato  e  brcoeia. 
Attualmente  il  piviere  dì  Stanema  spetlaate 
alla  diocesi  di  Pisa  comprenda  nella  sua 
giurisdixione  ecclesiastica  sette  popoli,  doè; 
I.  StaBMema;  a.  Farnoec/ùa;  3.  Meiignm' 
no  ;  4.  PomeMzana  ;  5.  C^rdoso;  6.  Pruno 
e  f^oUgno;  7.  e  VAlpe  di  Siaùtema, . 


QUADRO  della  Popolatione  della  ComuntTjf  di  SrAntmA 

a  cinque  epoche  diverse 


Nome 

Titolo 

Diocesi 

■ 

Popolatone 

dei  Luoghi 

delle  Chiese 

CUI 

AKaO 

AHMO 

Aimo 

Alno 

unro 

%r 

, 

spettano 

i55i 

1745 

i833 

1840 

1843 

Alpe  di  Stazzema 

S.  Antonio  Abate,  uni- 

Pisa,  già  di 

391 

419 

43i 

0  di  JPefrof ciana 

la  a  S.  Giov. ,  Cura 

Lucca 

Cardoso  e  flialin- 

S.  Maria  Assunta,  id. 

Idem 

9« 

196 

344 

37S 

377 

ventre 

Famoccbia 

S.  Michele,  idem 

Idem 

33o 

647 

718 

748 

899 

Galleno  (i) 

38 

—— 

— . 

— 

— 

Levigliani 

Vilazioue  di  Maria,  id. 

Pisa,  già  di 
Luni-Sarzana 

934 

363 

590 

606 

583 

Pomezzaua 

S.  Sisto ,  idem 

Pisa,  già  di 
Lucca 

a3a 

3aa 

367 

38t 

356 

Pruno  e  Volegno 

S.  Niccolò ,  idem 

Idem 

340 

495 

659 

706 

739 

Retignano 

S.  Pietro ,  idem 

Idem 

ai3 

385 

455 

5i9 

536 

Staizema 

S.  Mar.  Assunta,  Pieve 

Idem 

63o 

940 

898 

977 

io59 

Terrinca 

SS.   Clemente  e  Co- 

Fisa, già  di 

36o 

592 

818 

8oa 

809 

lombano  ,  Cura 

Luni-Sarzana 

Totale  ....  Abit.N,^ 

a477 

3940 

5a4o 

Nelle  ultime  due  epoche  entravano  dai  popoli  di  Ruosh 

riffe  di 

'  Sera^etsa 

in  questa  Comunità 

... 
•  ■  • 

.  Abit.  Jf  .• 
.  Abit.  if.* 

355 

3a6 

ToTdLK 

5885 

6088 

[1)  Gli  abitanti  di  Galleno  dopo  la  prima  epoca  compariscono  nella  cura  di  Muoitna. 

STAZZEMA  (  ALPE  di).  —  Tei.  Ah-  STEGCHI  in  VaW Elsa.— Gas.  dove  fu 

roaio  (S.)  neir  Alpe  di  Stazzema.  una  chiesa  parr.  (S.  Giovanai  )  filiale  della 

—  (MULINA  di).  —  red.  Stazzuia,  pieve  di  Caf/e//o,  da  lunga  mano  rìoniU 

Comunità.  all'Abbadia  dell* Isola,  nella  Com.  di  Moo- 

STAZZEMESE  (  PONTE  ),  ossia  Pohts  terìggioni,  Giur.  di  Sovicille,  Dioc.  già  di 

DCLU  Mni.niA. —  Fed,  Staxzema,  Comunità.  Volterra,  ora  di  Colle,  G>mp*  di  Siena. 


466              STEF  STEB 

La  parr.  dt  S.  Giovanni  a  Stecchi  fu  di  Morìano*  -*  Fed,  BfoMuro  nel  li  Valle 

■mmentata  illa  badia  predelta  da  un  breve  del  Serchto. 

del  Pont.  Bonifacio  IX,  dato  in  Eoma  il  II  piviere  di  Santo-Slefimo  nel  catalogo 

primo  dicembre  del  1404,  col  quale  incor-  del  1160  comprendeva  cinque  core  :  cioè; 

poro  alla  citata  Badia  la  chiesa  e  beni  delle  i.  S.  Martino  in  frignale  (eflistenle),  s.  S. 

parrocchiali  di  S.  Giovanni  a  Stecchi  e  di  Tommaso  a  Casiagnori  (idem)  ;  3.  S.  Mi* 

S.  Martino  a  Strofe  —  (Aaca.  Dm..  Fio«.  chele  di  Farci  (soppressa)  4.  S.  Andrea  al 

Carte  di  S,  Eugenio  al  Manistero),  Greco  (idem)  ;  5.  S.  Gaasiano  a  Muùg^em 

STEFANO  (SANTO)  à  SANTO-STE-  (esistente).  —  Ved,  Giaco  e  Foici. 

FANO  fra  la  Valle  dell*  Elsa  e  la  vallecola  La  parr.  delU  Pieve  di  S.  Stefano  od 

dell*  Evola.  ^- Gas.   con   antica  eh.  parr.  i83a  contava  45 1  popolani. 

(  S.  Barlolommeo)  nel  pievanato  di  Gojano,  STEFANO  (PORTO  SAN).— ^««1.  Poi- 

Gom.  «  circa  ire  migl.  a  sett.di  Montajooe,  to  S.  Stivavo  e  AiGirrAio  (Momc). 

Giur.  dì  San  Miniato,  Dioc.  di  Volterra,  STELLA,  torr,  nella  Valle  deirOmbro- 

Gomp.  di  Firenze.  ne  pistojese,  —  É  un  corso  d*  acqua  che 

Trovasi  sulla  strada  appellali  Maremmana  prende  origine  dal  poggio  orienlale  di  Seri- 
lungo  la  cresta  delle  colline  cretose  che  se-  valle,  raccogliendo  per  via  quasi  tulli  i  borri 
parano  la  Val  d*  Elsa  da  quella  d*  Evola,  e  fossi  che  fluiscono  d.ii  Monti  di  sotlOf  oi- 

Sebbene  cotesto  casale  fosse  compreso  da  «ia  dalle  pendici  settentrionali  del  Mootf' 
Lorenzo  Boniuconti  fra  le  ville  e  castella  -  Albano  ,  fìno  a  che ,  dopo  il  corto  di  circa 

della  giurisdizione  di  San-Mìniato,  con  tut-  14  migl.  nella  direzione  per  lo  più  ila  maest. 

tociò  il  popolo  di  Santo-Stefano  dopo  il  a  scir. ,  passato  il  Ponte  alla  Stella  sulla 

i36i  ha  fililo  sempre  parte  della  Gom.  di  strada  regia  pistojese  si  unisce  airOmbroor. 

MonUjone Fed.  Mo«taìokb.  STELLA  (GAPO  dkli.4)  nelP  Isola  dell* 

La  parr.  di  S.  Barlolommeo  a  Santo-Ste-  Elba.  —  Fed.  Gapo,  o  Porta.  dbu.a  Stilla. 

fanonel  i833  conlava  198  nbit.  _  (FORTE)  a  PORT*  ERGOLE.  — 

STEFANO  (SANTO)  in  S.  GIUSTO  nei  Fed.  Pobto  m  Eicolc 

sobborghi  di  Volterra.  —  ^eif.  VoLTiiaA.  -.  (GOLFO  dilla),  o  GOLFO  MA- 

—  IN  BOSGO  ai  MONTEVECGHIO.  —  DIELLA  nell'  Isola  dell*  Elba .  --  Fed.  Pòi- 
Fed,  MoRTiviocMio  di  Romagna.  to  LuKaoHi,  Comunità. 

—  A  BOTENA.  —  red,  Boteha  in  Val-  —  (PONTE  dilla).  —  Fed.  P articolo 
di*Sieve,  e  Viocmo  di  Muoillo.  Stilla  torr, 

—  ALLE  BUSCHE ,  o  AL  POGGIO  ALLA  SrEttTiGNAito  ,  Steutiumuo  ^  UKolla 
MALVA.  —  Fed.  Bobcbb  (S.  Stevaho  allk)  STEgauLiétNo,  nella  Valle  inferiore  dell*  Oro- 
e  cosi  degli  altri  luo^rbi  che  hanno  per  li  lo-  brone  sanese.  —  Gist.  distrutto  dove  fu  una 
lare  della  loro  cnra  S,  Stefano.  eh.  (S.  Andrea)  nel  popolo  e  Gom.  di  Gam- 

—  (BORGO  SAN)  in  Val-di-Magra.  —  pagnalico,  Giur.  di  Roccastrada,  Dioc.  e 
f^ed,  Sah-Stepano  (Boioo).  Gomp.  di  Grosseto. 

—  (  PIEVE  SAN  ).  —  Fed.  Piava-S.  Ste-  Fu  signoria  de*  conti  Aldobrandescbi  daU 
PAIO  in  Val-Tiberina.  in  suhfeudo  ai  conti  della  dinastia  AnIenga, 

—  (PIEVE  di  S\N)  nella  Valle  del  Ser-  siccome  apparisce  nelPatto  di  divisione  dfl 
ehio.  — Pieve  antica,  il  cui  popolo  abhrac-  tH  n  die.  1^74  fra  i  due  rami  de* conti  di 
eia  altri  due  annessi ,  cioè  di  Porci  e  di  Saina  e  di  Sanla-Fiora  riportato  in  questo 
Greco,  nella  Gora.  Giur.  e  circa  6  migl.  a  Voi.  a  pag.  413. —  In  seguito  vi  acquisla- 
scir.  di  Pescaglia,  Dioc.  e  Due.  di  Lucca,  rono  podere  col  giuspadronato  della  chiesa 

Risi«*de  in  poggio  alla   destra  del  lorr.  di  S.  Andrea  in  Stertiliano  le  monache  dì 

Freddano  fra  le  villate  di  Forci  e  di  Greco.  Monte-Gellese  presso  Siena,  confermalo  alle 

Appella  al  villaggio  di  S.  Stefano  a  Mo-  medesime  da  una  bolla  concistoriale  data 

rano  e  non  a  questo  della  pieve  un  lodo  dal  Pontefice  Alessandro  IH  nel  1175  in  Fe- 

pronunziato  verso  il  1080  tra  Anselmo  ve-  renlino  di  Campana.  —  (  Aaca.  BoaciEsi- 

scovo  di  Lucca  ed  Illa  vedova  d*  Ildebrando  Bicbi  di  Siena.) 

di  Guido  rispetto  alla  giurisdizione  di  varii  STERZA  ^luma/te.  —  Due  corsi  d* acque 

villaggi,  fra  i  quali  si  aggiudicarono   alla  nel  distretto  della  stessa  diocesi  di  Voltem, 

mensa  vescovile  di  Lucca  la  villa  di  S.  Ste-  ì  quali  si  vuotano  in  due  fiumi  diversi,  la 

fano,  la  quale  ai  dice  compresa  nel  distretto  Sterza  della  Cecina^  e  quella  delVEra. 


S  T  E  B  STIA               467 

Non  è  così  facile,  (liceva  su  questo  propo-  Risiede  in  roonle  fra  le  sorgenti  dti  torr* 

silo  Gio.  Targioni-Tozzetli,  1*  assegnare  la  Gena ,  Confini  e  Strulla  ^  tutti    tributari 

ragione  per  la  quale  gli  uomini  siensi  de-  dello  i9/a^gia  in  cui  si  ^notano  innai^ù  di 

terminali  a  chiamare  col  medesimo  nome  arrivare  a  Poggibonsi. 

dae  fiumane  tanlo  vicine;  e  non  solo  fiumi  Anche  cotesla  bicocca  di  Sterzi  ebbe  per 

diversi,  ma  monti ,  castelli,  villaggi  posti  feudatari  imperiali  i  conti  Guidi,  comecché 

in  contrade  diverse,  siccome  bene  spesso  in  nella  prima  metà  del  secolo  XII  nel  Gas.  di 

questo  Diftionario  per  la  sola  Toicana  ognu-  Stcni  dominassero  alcuni  nobili  feudatari 

no  può  verificare.  appellati  Lombardi  di  Sierù,  Sotto  cotesto 

La  Steruidella  Cecina  nasce  sulle  spai-  titolo  vengono  essi  designati  da  un  istmmen- 
le  del  poggio  al  Pruno  dirimpetto  al  Vili,  to  pubblico  del  ii39t  mercè  cui  Ranieri 
di  Canneto,  che  lascia  alla  sua  destra  insie-  vescovo  di  Siena  nelfalto  della consacnuo- 
me  con  ì  poggi  di  Monte  Rufuli  e  di  Quer-  ne  delia  pieve  di  S.  Agnese  in  Chianti  con- 
ceto, mentre  alia  sua  sinistra  tmgna  le  pen-  fermava  a  quel  pievano  tuttociò  che  i  Lam» 
dici  orientali  del  poggio  al  Pruno  sulle  6arJi  c/i  5/eru  solevano  dare  di  tributo  al* 
quali  si  trovano  i  paesi  di  Caselli  e  della  la  mensa  vescovile  di  Siena. 
Sassa,  fino  a  che  alla  base  selt.  dei  colli  di  Io  non  ricercherò  se  i  Lombardi^  o  no- 
Guardistallo  e  di  Monte -Scoda jo,  dopo  il  bili  di  Sterzi,  furono  della  consorteria  de* 
corso  di  circa  la  migl.  nella  direzione  di  signori  di  Staggia,  dirò  bensì  che  nelle  corti 
ostro  a  settentr.  cotesla  fìumaua  perde  il  e  Cast,  di  Staggia ,  di  Lecchi  e  di  Sterù 
suo  nome  appena  sbocca  nel  fiume  Ceci-  possedevano  dei  beni  dinasti  di  Staggia  e 
na,  alla  distanza  di  8  in  9  migl.  lungi  dal  Strove.  Rammenterò  fra  gli  altri  quel  Te- 
mare,  grimo  figlio  d*  Ildebrando  e  della  celebre 

La  Sterza  delCEra  trae  origine  dal  fian-  contessa  Ava,  il  quale  nell*  atto  di  contrarre 

co  sett.  dei  monti  della  Castellina  Mariti i-  matrimonio,  nel  29  aprile  del  994,  donò  a 

ma  e  di  Ripalbella,  dai  quali  dirigesi  per  titolo  di  morgincap  alla  novella  sposa  Sin- 

tortuoso  cammino  da  ostro  a  grec.  sopra  un  drada  figlia  di  Guido  Visconte  (  di  Siena) 

prf>fondo  vallone,  cui  fanno  spalliera,  asini-  la  quarta  parte  de*  beni  che  egli  possedeva 

sira  Monte- Vaso  con  i  poggi  diChianni,  ba-  in  quattro  contadi,  fra  i  quali  si  raromen- 

^nando  il  castellare  di  Strido  e  di   la  in-  tano  ivi  le  sue  corti  di  Sferu,  di  Lecchi, 

nnltrandosi  verso  Tantica  pieve  a  Pitti  sotto  di  Staggia,  ecc.  —  f^ed.  Staggia. 

il  f>oggio  di  Terricciuola,  mentre  lascia  alla  Sotto  la  Rep.  Fior,  gli  uomini  di  Steni 

sua  destra  quelli  di  Miemo,  di  Pietmcassa  facevano  parte  della  lega  del  Chianti,  i  di 

e  di  Lajiilico.  Dopo  di  che  la  Sterza  arriva  cui  statuti  e  ordinamenti  furono  scrìtti  nell* 

sulla  strada  regia  (ie//e5fi/i/]e  che  attraversa  anno   i386,  innanzi  che  i  nomi  dei  popoli 

M)tto  nn  nuovo  ponte  di  pietra  un  miglio  componenti  delta  lega  fossero  registrati  ne- 

innanzi  di  vuotarsi  nel  fiume  Era  che  trova  gli  statuti  fiorentini  del   141 5,  dove  sono 

do|)o  14  miglia  di  cammino  dirimpetto  al  rammentati  i  popoli  di  Stenti  e  di  f^er- 

|Ki«!gio  di  Monlccchio  fra  la  pieve  di  Fab-  Leto,  —  Queste  due  parrocchie  sono  stale 

brìra  e  la  Terra  di  Peccioli.  riunite  dopo  la  metà  del  secolo  XVllJ. 

Hanno  è  vero  coleste  due  Sterze  breve  II  popolo  di  S.Niccolò  a  Sterzi  con  quel- 
corso  in  \aIloni  profondamente  infissati,  lo  di  S.  Donalo  a  Verzeto  nel  i833  non 
ma  importantissimi  sì  mostrano  al  natura*  ascendeva  più  chea  141  abit. 
lista  i  loro  terreni  relalivaoiente  alla  qua-  STIA  («Stadia)  nel  Val  d* Arno  casentine- 
Jilà  diversa  dei  filoni  minerali,  e  delle  rocce  se.  — Terra  illustre  con  antica  chiesa  pie- 
che  in  cotesti  poggi  si  conten<!ono,  siccome  hana  (S.  Maria  Assunta)  ca|)oloogo  di  una 
ognuna  può  vedere  agli  Articoli  Mortb-Ru-  Comunità,  stata  anche  capoluogo  della  con- 
VOLI,  Moiitb-Vaso,  Ripalbclla,  Moitte-Ca-  tea  di  Porciano,  de* conti  Guidi,  appellala 
Ti:ii,  Lajatico,  Comunità,  Mibmo,  ecc.  del  Palagio  di  Stia,  poscia  Palagio  Fio- 

STERZI  in  Val-d*Elsi«.  —  Gas.  con  eh.  tentino,  nella  Giur.  e  appena  un  nigl.  a 

parr.  (S.  Niccolò)  cui  è  annesso  il  popolo  di  sett.-maestr.  di  Pratovecchio,  Dioc.  di  Fie- 

S.  Donato  a  Ferzeto ,  nella  Com.  e  circa  sole,  Gomp.  di  Arezzo, 

fine  migl.  a  pon.  della  Castellina  delChian-  Risiede  presso  la  confluenza  io  Amodel 

li ,  Giur.  di  Riilda ,  Dioc.  di  Colle,  già  di  torr.  Staggia  dal  quale  la  pieve  e  la  con- 

Stena ,  Gomp.  senese.  trada  presero  il  nome,  sopri  la  testata  tini- 


468               STIA  STIA 

Sin  «lei  primo  ponle  chi;  attualiiMiite  cavai-  tli  Palagio  dentro  e  di  Palagio  fuori  una 

cu  TAriio  dopo  disceso  dal  monte  della  Fai-  parte  della  contrada  superiore  di  Stia, 

leroua  ,  ossia  da  Capo^Arao ,  situalo  alle  Fu  appellata  Palagio  dentro  la  ponìonr 

spalle  di  Stia ,  sopra  la  strada  comunitativa  di  alcune  case  poste  in  Stia  vecchia  che  se^ 

rotabile  che  staccasi  dalla  provi ucialecasen-  vono  per  abitazioni  di  contadini,  mentre 

tinese  al  di  là  di  Romena.  più  in  alto  circa  un  sesto  di  miglio  cttsteri 

Trovasi  Stia  nel  gr.  43^  5i'  8"  latit.,  e  on  piccolo  csislflletto,  ossia  casa  lorrìta ,  <k- 
99®  18'  o"  long,  quasi  due  migl.  a  seti,  di  nominalo  Palagio  fuori  ^  nome  che  in  se- 
Romena  ,  mezzo  roigl.  a  scir.  della  torre  di  guito  rira»se  noti  solo  alla  casa ,  ma  «neon 
Porciano,  il  simile  a  ostro  dell'antico  Pa-  alla  Comunità  di  Stia,  designala ,  come  fu 
lagio  di  Sita,  nn  migl.  a  maeslr.  di  Prato-  testé  accennato,  sotto  il  vocabolo  di  Pala- 
vecchio,  otto  migl.  a  ostro  del  Capò-d*Arno  gio  fiorentino. 

e  circa  altrettante  a  pon.  dell'Eremo  di Ca-  La  Terra  di  Stia  nuo^  fu  riOilU  nel 

roaldoli.  i4oa,  due  anni  dopo  che  la  Rep.  Fior. 

Fu  il  Castel  vecchio  di  Stia  con  la  corte  ebbe  caccialo  dalla  sua  resitlenia  il  coote 

9  territorio  annesso  tra  i  fpudi,  come  dissi»  Antonio  Guidi  da  Palagio,  il  quale  nel  tìgt 

de*CG.  Guidi  del  ramo  di Porciano,\  quali  aveva  figuralo  in  un  tornèo  fatto  in  Firen- 

tennero  palano  in  Stia  vecchia  nel  luogo  ze,  dove  condusse  40  uomini  con  la  diviu 

denominato  tuttora  il  Palagio,  donde  pre-  bianca  per  allegrezza  della  pace  fatta  in  Gf- 

sero  il  distintivo  non  solo  quei  dinasti ,  nova  fra  la  Rep.  Fior.,  e  Giovan  Galctzsn 

quanto  ancora  la  Comunità  di  Stia,  la  quale  Visconti  di  Milano.  Bla  nel  1400  essendoli 

fino  al  declinare  del  secolo  pnssato  si  ap-  ribellato  ai  Fiorentini ,  abbracciò  il  parlila 

pellò  dei  Palagio  Fiorentino,  dello  slesso  signore  di  Milano  ali* occasione 

Una  delle  memorie  superstiti  più  Tetusle  di  una  nuova  guerra  contro  la  Repubblid. 
in  cui  si  rammenta  il  ramo  de'  conti  Guidi  Dondecbè  il  conte  Antonio  Guidi  fn  co- 
di Stia,  insieme  alla  sna  pieve  fu  pubblicata  stretto  dalla  forza  de' Fiorentini  ad  abbia- 
dagli Annalisti  Gamaldolensi  sotto  l'anno  donare  le  terre  che  per  antica  successione 

io54 È  un  atto  di  donazione  scritto  nel-  posseiieva  e  che  la  Rep.  riunì  in  nn  solu 

l'aprile  di  detto  anno  nella  camera  del  pie-  corpo  di  G>munità,  appellandola  del  Pc/o- 

vano  di  S.  Maria  siloala  in  Stis-  nel  Casen-  gio  Fiorentino  ;  nella  qual  circostania  fu 

lino,  citato  altre  volle  agli  Art.  Gavueski,  assegnato  alla  Comunità  medesima  perarme 

^  SraoGNAHo;  dal  qual  documento  apimriftce,  un   leone  mmpante  con  una   bandiera  in 

che  il  donatore  fu  un  conte  Guido  figlio  campo  hinnco  rnlrovi  un  giglio  roKso.  — 

•lei  fu  C.  Alberto  di  legge  e  origine  Ri-  Ved.  Papia!vo  ilei  Casentino,  e  Moutk-Mcz 

paaria.  —  f^ed.   Appbhdicb  alla   presente  zawo. 

Opera.  Lsi  terra  di  Stia  attuale  pertanto  può  dir- 

Che  i  conli  di  Porciano  fossero  anche  i  si  moderna  perchè  edificata  nel   luogo  df-l 

dinasti  di  Paìagio^o  di  Stia  vecchia  lo  dà  borgo  di  Stia  vecchia,  di  cui  conserva  tut- 

a  conoscere  lo  storico  fiorentino  Ammirato,  torà  la  forma,  sulla  ripa  destra  della  Stas- 

allorché  all'anno  i358  rammenta  un  conte  già,  dove  fu   costantemente  la  sua  chìe«4 

Francesco  da  Porciano  a\  sersìzio  de' Fio-  plebana.  —  Questa  fra  il  secolo  XI  e  XIII 

rentini  e  comandante  di  mi  corpo  di  cavai-  fu  rifabbricata  a  tre  navate  di  pietra  di  ni.i- 

leria,  il  (piale  dallo  slesso scrillore  all'anno  cigno  del  monte  virino,  avente  colonne  con 

i163,  venne  designato  col  titolo  di  conte  sopra  ca[)ilelli  rozzamente  scolpiti  e  dilft^- 

Francesco  da  Palagio.  Che  questo  conte  renlì  fra  loro.  Lia  sua  facriala  ,  stata  riedifi* 

/VarrceTco  fosse  lo  stesso  personaggio  di  6rttx-  cala  alquanto  più  intemamenle  nel  secolo 

r/o  Fra/tcexco  de' conti  Guidi  di  Modigliana  passato  per  ampliare  la  strada,  era  incm- 

inorlo  nel  1369  Io  dava  a  congetturare  Io  siala  egualmente  di  pietra  di  macigno,  nt 

storico  medesimo,  tostochè  disse,  qualmente  deformata  dal  tempo  e  dai  ghiacci,  ed  averci 

in  quell'anno  era  stata  presa  dalla  Signoria  sopra  la  porta  maggiore  un  rozzo  ed  infor- 

di  Firenze  la  tutela  de*  figliuoli  del  conte  me  bassorilievo.  —  Attualmente   Unto  Ir 

Guido  Francesco  e  dei  loro  castelli.  —  pareli  della  facciata  come  quelle  dell'in- 

f^ed.  Poppi.  terno  furono  intonarale  ili  calcina. 

k\V  Art.  poi  Palagio  DELCAsKnnno  fu  in-  Dell' antichità  della  prima  chiesa  pleh<ina 

dicalo,  come  ritenesse  costan temente  il  nome  di  Stia  fa  leMimonianza,  oltre  l'alto  di  fon- 


STIA 


STIA 


460 


ikikom  M  Ho»,  dì  &  WkàÈlù  tk  Ifeoto 
sopra  FiffCiiKt  nuiiBMiitelo  alTAit*  Loti* 
UMO,  Mico  r  btraiBeiilo  6M  aprile  io54 , 
fHÌil«  aella  oiaMtai  del  pietaMo  di  Slia. 

Appella  poi  «ila  pie?*  altaafo  di  Stia,  dop» 
ribU»,  U  eaUlego  delle  ckiew  dellft  dioceii 
fiesolaiu  del  1299;  nel  quale  furono'  lodi» 
oaledied  clueae  Btiali  delb  sleiM  batteri- 
iMle«  i|daltricaadole  cooae  apprewo  s 

I.  S.  nana  a  JPof^jtim  Prioria  eaìMenle, 
(dataiiel  17^3  alla  pieeedi  Ptatoeeoebio)* 

a.  S.  Biagio  a  Ama  (nei'  idSi  mrgoali 
aUa  plefe  Maldetta). 

3.  8.  Vito  «  £o#meiie  (idea). 

4.  S.Ijoreoa»aPereìaiio(oar»eMStflnK»). 

5.  S.  Niccolò  del  Laga^  poi  a  JfoKle. 
Mt«M«io  (dii  lunga  dk  dialiiitta  e  unita 
alla  ieguente)« 

6.  S.  SaUalore  n  Boiilica  (cnmtrMkh 
taU  inS.  Andrea  a  Ga^iat^i). 

7.  &  StefiuM»  a  Tml9ia  (ora  in  S.  Cri- 
ilìna  a  Papiano). 

8»  S.  Romolo  a  Caliamo  (dala  nel  i83i 

alla  pieve  di  Praloteochio). 
9.  S.  Angelo  a  Pradgiiaao  (  riunita  alle 

cura  di  S.  Giacomo  aiia  FiUrn), 
lo.  S,  Giosia  (obieia  ignota). 


iillnàhnenrta  il  pi? lere  di  Stia  conaiste 
nelle  letle  parrocebie  leguenti  : 
1 .  Pìete  di  S.  Maria  Amunla  a  Siia, 
a.  S^CriilinatfFa^^àano. 
%.  S.  LoreniD  a  Poreiano, 

4.  S.  Andrea  a  Gai^sorri, 

5.  SS.  Primo  e  fVlieiano  a  F'aiiacelole, 
9.  S.  Giacomo  aUa  f^iHa, 

7.  S.  Bartolommeo  aCaHelCatiagna/ó, 
Nd  contagio  del  t6So  la  popolatone  di 
Sila  restò  Vitalmente  ailitta  e  decimata  ;  la 
ffoale  sventorAi  diede  occasione  al  icapitano 
Amottto  Goretti  di  scrivere  un*elegb  ita* 
liana^  il  di  cui  MS*  consertasi  d»i  suoi  di- 
SDCndenlI  ed  eredi  conti  Gorelli  di  Stia. 

Fra  gli  nomini  ptù  distinti  la  Terni  di 
Sita  c<Mita  nn  Bernardo  Tanucci  nato  co- 
il)  nel  90  febbrafo  1698,  educato  nelle  bel- 
le lettere  da  Andrea  Tanucci  prolbaiore  in 
Pisa,  dot*  ebbe  a  maestro  In  giurisprudenza 
Giuseppe  Averani ,  e  do?e  lo  stesso  Bernardo 
ottenne  una  cattedra  di  quella  Uoiversltà. 
Passalo  da  Pisa  a  ffapoli  con  V  Intante  Don 
Girlo,  poi  rè  delle  Due  Sicilie,  il  Tanucci 
sotto  il  di  lui  figlio  Ferdinando  tV  potè  dive- 
nire  primo  ministro  di  Stato  ,  e  quasi  arbi- 
tlro  di  tutti  gli  afiari  pubblici  di  quel  reame. 


MaflMB&TO  digita  Popolauotte  delta  Tbuuj  dì  Sti^  divisa  per  famiglie, 

a  cinque  epoche  diverse. 


Aaao 

iMra 
iMa#e. 

mi 

fimm. 

masc* 

LTl 

femm. 

comuoift 

dH 
du<*séÉSi 

acCLestA»*. 

d«i 
due  sessi 

Numero 
dette 

/hmiglie 

TófaUeà 

detta 
Popola*, 

iSSi. 

— 

-*. 

^■■■A 

— 

56 

a93> 

,  «745 

96 

90 

,  145 

184 

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158 

173 

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451 

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1840 

188 

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240 

1338 

1843 

199 

169 

a33 

176 

444 

9 

147 

iaa9 

Comunità  di  Siia,  —  Questa  G)munit2k 
occapn  una  superficie  di  17509  quadr.  dei 
<{uali  440  spettano  a  corsi  d'acqua  e  a  stra- 
de. —  Vi  abitavano  nel  i833  individui 
1568,  a  ragione  di  lac  persone  per  ogni 
migl.  quadr.  di  auolo  imponibile. 

11  territorio  comonitalivo  di  Stia  confi- 
na con  sri  Gomuoilii  del  Granducato,  Ire 
delle  quali  spettanti  alla  Val-di*Sief e  (cioè  : 
S.  Godemo ,  Londa  e  Pelago)  due  al  Val- 


V.  V. 


d*Arno  casentioese  (  Mònie-Mignajo  e  Pra- 
toveccbio)  ed  una  alta  Valle  transappennina 
del  Rabbi  (Premilcore). 

A  sett.  si  tocca  con  quella  di  S.  Godenso 
sul  monte  della  Falterona ,  sul  d'i  cui  spror 
ne  volto  a  roaestr.  sottentra  il  territorio  del- 
la Com,  di  Londa,  col  quale  si  accompagna 
per  il  tragitto  di  circa  6  migl.  sino  sopra 
il  monte  della  Consuma.  Costassù  trova  di- 
rimpctto  a  pou.  la  Cota.  di  Pelago ,  con  la 

60 


470  STIA  STIA 

quale  si  ilirige  presso  la  Tetta  della  Gonsu-        Non  parlerò  della  suppotts  ilnula  di  As- 
ma nella  strada  vecchia  Caseotinese.  Ifi  voi-  nibale  cui  die  occasione  la  scoperta  di  va- 
iando faccia  da  pon.  a  ostro  sottentra  la  rie  anticaglie  di  merito  e  di  epoche  diverK 
G>m.  di  Monte-Slignajo,  mediante  la  atra-  state  trovate  presso  la  distratta  chiesa  del 
da  vecchia  suddetta.  Dopo  circa  due  mìgl.  Lago  a  Monie^Me^sano;  stantccbè  dovrò 
viene  a  confine  la  G>m.  di  Pratovecchio,  nel-  tornare  su  quest*  argomento  al  Summaino, 
la  direzione  da  primo  di  maestr.  per  ter-  Ari,  Lago  (5.  Niccolò  dkl), 
mini  a rtitìcialiy  poi  di  scir.  mediante  il  bor-        1  principali  corsi  d* acqua  che  tccndoBo 
ro  «li  Bimaggio  sino  alla  sua  confluenza  in  dai  monti  sopra  Stia  sono  due ,  rAmo  a 
Arno.  Il  corso  inverso  di  questo  fiume  nella  maestr.  e  la  Staggia  a  sett  Quesl*  ultìina 
direzione  di  settent.  serve  di  limite  alle  due  fiumana,  che  non  si  secca  tampoco  nella  calda 
Com.  sino  alla  confluenza  in  Arno  del  borro  stagione,  presta  da  gran  tempo  agli  indo- 
delia  Madonna^  situato  fra  Stia  e  Pratovec-  striosi  abitanti  di  cotesta  contrada  grandi 
chio.  A  cotesto  sbocco  il  territorio  comuni-  servigj ,  talché  i  compilatori  del  calendario 
tati vo  di  Stia  voltando  da  sett.  a  grec.  ri-  Gatentinese  per  Tanno  1840,  discorrendo 
monta  il  borro  della  Jfddonna, quindi  sale  di  Stia,  esclamavano:  Ecco  il  iolo  parse 
il  monte  per  il  fosso  di  (rai'fVerri.  Dopo  per-  della  provincia  ove  il  tuo  animo  si  apre 
corso  cotesto  fosso  il  territorio  di  Stia  arriva  a  un  conforto ,  perchè  costì  vede  le  forze 
sul  giogo  di  Gamaldoli ,  al  di  là  del  quale  della  natura  chiamate  dalP  arte   a  contri- 
cessa  la  Comunità  di  Fratovechio  e  sotlen-  tribuirc  ali*  industria  di  una  intiera  popò- 
tra  dirimpetto  a  grec.  quella  transappennina  laaione  ....  Talee  lo  s|)ettacolo  che  Stia 
di  Prcmilcore.  Con  il  territorio  di  questui-  ora  presenta.  I  due  grandi  edifìzj  di  laoi- 
lima  ^  nostra  di  Stia  fronteggia  lungo  la  fìcio  (cito  lo  stesso  Calendario  <lel  1840) 
cresta  della  Fallerona ,  dirìgendosi  a  seti,  sostenuti  da  un'accomandita  di    100,000 
del  capoluogo  sopra  le  più  alte  sorgenti  del  lire  toscane,  nei  quali  solevano  aliora  coa- 
borro O/a,  A  quel  punto  ritorna  a  confine  sumarsi  in  anno  comune  iao,ooo  libbre 
un  appezzamento  disunito  della  Comunità  di  lana,  3o,ooo  d*  olio ,  e  a5,ooo  libbre 
di  Pratovecchio,  con  il  quale  il  territorio  di  di  sapone,  fornivano  al  commercio  aSoo 
Stia  ripiega  nel  Val-d*Amo  casentinese,  prì-  pezze  di  panno  di  tutte  le  qoalilfty  comprese 
ma  scendendo  lungo  il  borro  O/a,  quindi  en-  le  casiroirre  e  le  flanelle, 
trando  nel  torr.  Staggia  in  cui  Taltro  con-        Inoltre  vi  si  trovano  due  cartiere,!  di  cui 
fluisce.  Costì  voltando  direzione  da  ostro  a  pistoni  sono  messi  in  moto  dalle  acque  del- 
pon.^Iib.  dopo  mezzo  miglio  attraversa  la  la  Staggia  nel  popolo  di  Papiana  sopra  la 
^^fggia  per  salire  sol  poggio  di  PorcicuWy  Terra  di  Stia,  dove  si  consumavano  in  dello 
e  poscia  per  la  via  di  Stontalto  o  di  bocca  anno  1 3 0,000  libbre  di  stracci  per  ridurli 
Pecori/ia  ritornare  sulla  Falterona  dove  per  in  3oo  balle  di  carta  di  varie  qualità.  Vi 
termini  artificiali   trapassa  il  Capo-d*Arno  esiste  ancora  una  ferriera,  nella  quale  fi 
per  arrivare  sulla  cresta  della  montagna  al  purgano  circa  libbre  600,000  di  fvmccio 
punto  in  cui  ritrova  la  Com.  di  S.  Godenzo.  fuso  a  Follonica  riducendolo  atto  a  diveni 

Fra  le  più  note  montuosità  comprese  nel  lavori  per  le  ordinarie  officine, 
territorio  comunitalìvo  di  Stia  tre  furono        Tulli  cotesti  opi fio j  nel  1840  occupavano 

misurate  trigonometricamente  dal  eh.  Pad.  circa  36o  persone,  3ao  delle  quali  serri* 

Inghirami,  la  sommità  cioè  della  Fallerò-  vano  alle  due  fabbriche  di  lanifirj,  i  di  cui 

Ha,  il  Capo  d^  Arno  ed  il  poggio  di  Por»  fondatori,  i  signori  Ricci  e  fratelli  Beni,  im* 

cinno.  \a   prima  di  esse  fu  ritrovata  br.  rilano  molta  lode  per  avere  a  grande  rìschio 

a8a5  superiore  al  livello  del  mare  Mediter-  delle  loro  fortune  dato  un  plausibile  eseoi- 

ranco,  il  secondo  br.  a3ao,  ed  il  terzo  br.  pio,  confacente  a  dimostrare  che  il  genio 

1077  sopra  il  livello  preìndicato.  industriale  non  era  totalmente  bandito  (U 

Una  sola  strada  rotabile  passa  dal  ponte  coleste  contrade, 
di  Stia  per  entrare  nella  Terra  ,  e<l  è  quel-        Esiste  inoltre  dentro  Stia  una  fabbrica 

la  che  staccasi  dalla  provinciale  casentinese  mollo  accreditata  di  cappelli  di  feltro, 
per  dirigersi  verso    T  alto  Casentino  gui-        Al  di  fuori  del  [»acse  la  maggior  ptf*' 

dando  alle  Terre  di  Stia  di  Pratovecchio  ,  della  popolazione,  o  si  procura  occupaziooe 

innanzi  di  rientrare  nella  strada  provinciale  ai  lavori  recandosi  dalP  ottobre  al  maf;'|' 

che  ritrova  nel  piano  di  Campaldino.  in  Maremma  ,  oppure  attende  alla  pasion* 


STIA 

sia ,  al  tfakio  dt^ìl  «lieti  disili  nMmbfna , 
alla  oottnistone4i  vaai  Tinarj  e  di  icg|^ 
bini  ordioarf  di  fiifgio,o  alle facooide agra- 
rie. In  quello  territorio  comosttatifo  ai  cai- 
•cola  ohe  rioerioo  nutrìmeoto  nell*  estate  da 
199O00  anintali  lanuti,  -ed  in  tntte  le  sta- 
f  ioni  da  45o  capi  di  bettiame  ▼acoino,  con 
piii  eirea  900  roajaU. 

Eispellé  ai  maggiori  prodotti  agrarj  della 
contrada ,  poiiono  casi  ridarsi  a  granaglie , 
a  cavagne  ed  a  irino.  L*olio  non  comparisce 
nella  statistica  di  queala  GMnmiità,  comec- 
•chè  non  manchi  qualche  locatiti  dote  ve- 
geta e  frattifica  knohe  1'  uIìto. 


STIA 


471 


La  Goamnità  di  Stia  manliofte  un  me- 
dico ed  un  chirurgo. 

Vi  è  un  mercato  settimanale  che  il  po- 
polo di  Stia  ifecc/tim  ottenne  dalla  Rep. 
Fior,  sino  dall*anno  i5oa. 

Emo  ha  luogo  nel  giorno  di  martedì,  e 
tre  piccole,  fiere  annuali  cadono  nel  16  ago- 
sto, nel  ai  novembre  e  at  dicembre. 

li  potesti  ed  il  cancelliere  Corounitativo 
riàedoao  in  Pratovcochio,  rufisio  d*esa- 
sione  del  Registro,  e  1*  ingegnere  di  circon- 
rio  sono  in  Poppi ,  la  conservazione  delle 
Ipoteche,  ed  il  tribunale  di  prima  Istanza 
si  trovano  in  Arezzo. 


QUADRO  delU  PopolawioM  Mlm  ComowtVA'  01  Stìj 

a  cinque  epoche  dÌPtrse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Castelcastagnajo 
T^aviaerri  O 

Grazie  (alle) 

t}ualdo 

Purciano  (*) 

Stu  nuova  e  veccfiia  (*) 

Vallucciole 

Tilla 


Titolo 
delle  Chiese 


Popolazione 


fa 

a 
o 


S.  Bartolommeo,  Cura 

S.  Andrea  già  S.  Salva- 
tore Basilica,  idem 

S.  filaria,  idem 

S.  Stefano,  Prioria 

S.  Lorenzo,  Cura 

S.  Maria  Assunta,  Pieve 

SS.  Primo  e  Feliciano, 
Cura 

S.  Jacopo  con  l'annesso 
di  S.  Angelo  di  Pra- 
tiglioni.  Prioria 

Totale  ....  Ahit.  N.^ 


01 


366 
i5i 

ii5 
i33 
406 
617 


33o 


9118 


ai7 
119 

81 
186 
x65 
7*5 
a6o 

i53 


1906 


i56 
i63 

Ilo 

171 

aao 

ia97 

3i9 

i3a 


171 

i35 

180 

a3o 

x5a9 

364 
x66 


3568 


IfB.  Le  parrocchie  etmtrartegnaie  eoa  VasUrisco  (*)  nelle  ultime  due 
epoche  mandaiHMo  fuori  di  questa  Comunità Abit,  Jf.^ 

RssTAito  ....  Abit.  If.^ 

Air  incontro  nelV  ultime  due  epocfte  cntrawano  da  due  Comunità  limi» 
•refe  infuesta  di  Stia Ahit.  Jf.® 


3o97 


390 


2737 


170 


971 
173 

laó 
189 
a3i 

1434 
37» 

168 


29^8 


3ii 


9647 


STIAPPA,  o  SCHIAPPA  di  ViLaa-Bàn. 
tàck  sulla  Pesoia  di  Collodi.  —  VUI.  con  eh. 
psrr.  (S.  Maria  Assunta),  nel  piviere  di 
S.  Quirico  di  Ariana,  Cam.  Gior.  e  circa 
6  migl.  a  settenlr.-greoale  di  Villa*Bisili- 
ca ,  Dioc.  «  Due.  di  Lucca. 


ToTJLB Abit.  if.*  |«907 


Risiede  sul  fianco  meridionale  dell* Ap- 
pennino, di  Battifblle  a  pon.  dcJki  Pettha 
di  Collodi^  fra  il  rio  Stiappa  ed  il  rio-  di 
Ponte  che  serve  di  oosfise  al  territorio  del 
Dnoalo  di  Lucca  con  quello  di  Caslelvccchio 
di  Vellano  nel  Granducato.  • 


472  STIA  STIB 

11  popolo  dì  Sliiippa  ti  fotlomìwftir  armi  STU¥OLà ,  t  SGHUTOLi  arih  Ve- 
di Fìrmie  nel  9  giugno  del  t43o,  «II*  oc-  di*Blareechia.  -—  Gm.  oca  dbkn  pur.  (S. 
cMMNie  della  facm  moin  dai  Fioffcntìni  al  Gmlofiiiio)  nel  pievanalo  dr*  raiani ,  Gai. 
gorenio  di  Luoca,  cni  Slìappa  fa  ratiUrito  e  circa  due  nifi,  a  lev.  della  BklÌB  Teèd- 
per  oonventìooe  alabilita  nel  t44i*  <la,  Grtar.  di  Settìtto,  Dioe.  di  San  Swftà 

La  contrada  di  Stiappa  ba  tatto  parie  ero,  un  dì  dell* areipMura  ifmiiimt  diS^ 
oottanlrroente  del  piviere  di  S.  Qnirioo  di  stino ,  Gomp.  di  Aictao. 
Velbno,  altrimenti  dello  d* Ariana^  come  Era  questo  di  Siimif^ia  odo  dei  popli 
poò  vedersi  nel  catalogo  delle  chiese  delb  deirarBìpresbìteralo  di  Sesliiio  Mneoati  In 
diocesi  di  Lucca  compilato  nel  ia6o  non  il  i5i6  e  il  iSao  dalla  diocesi  di  Menls- 
menoclie nel lecartedrir Ardi.  Arci v.Loedi.  feltro ,  allorché  la  detta  areipsdiin  In  di- 
anteriori al  mille.  chiarata  NMius  Diceeems» 

Nel  popolo  di  Stiappa  lungo  la  strida  di        La  chiesa  e  contrada  di  Sliavob  faeepsrte 

quel  giogo  che  varca  in  Val-di-Linsa  esisteva  della  comunitii  di  MmUe'Fonimo  finché  csl 

uno  spctlaletlo  per  i  pellegrini,  rammen-  regolamento  del  24  luglio  1775  enlnaibi 

tato  nelPanno  ia6o  nel  catalogo  prenomi-  qoei  popoli,  vennero  inoovporati  aib  Gdbl 

nato.—  Teli.  Amava  (Valli)  e  VklarBa-  delb  fiadia-Tedalda.  —  Fed.  Bloaivl^oa» 

tlLKA.  UBO  e  SaSTlHO. 

Iji  parr.  di  S.  Haria  a  Stiappa  nel  i83a        La  parr.  di  S.  GrislofiuBo  a  SUasola  ad 

contava  389  abit.  i833  conlava  64  abil. 

STIAVA,  e  SCHIAVA  (Scialba)  nclb  Ma-       STIBBIO  nel  Val-d*Amo  inMofe.  — 

Tina  di  Vbreggio.  —  Contrada  spam  di  case  Vili,  eh*  ebbe  titolo  di  Cast,  eoo  eh.  parr. 

signorili ,  die  dà  il  sno  nome  ad  una  vilb  (S.  Bartolommeo)  nell*  antieo  pievanato  di 

rwb  del  Daca  di  Locca,  e  ad  nna^.  parr.  Fabbrica  di  Cigoli ,  Com.  Giur.  e  dna  4 

( si  Ibria  Assunta)  nel  pievanato  d*  Elici,  migl.  ■  pon.  di  San-Mfainto ,  Dine,  -meds- 

Gom.  Giur.  e  circa  4  migl.  a  grec.  di  VU-  sima ,  gik  di  Locca ,  Gomp.  di  Fimue. 
veggio ,  Dioc.  e  Doc.  di  Locca.  È  sitoato  sopra  il  rissilo  di  nna  coffias 

La  contrada  di  Sliavaé  situata  snlb  pen-  tofacea  meno  migl.  circa  a  ostro  ddb  sin- 

dice  ofddentale  de*  colli  che  si  stendono  dal  da  regb  Livornese ,  quasi  un  migl.  a  gr^ 

monte  di  Quicsa  e  di  Hioetro  verM>  Mon-  cale  e  sol  confile  del  terrì torio oomnaitativa 

tnmito,  coperti  <fi  rìccbe  e  ben  intese  col-  di  Montopdi. 

ti  valloni  di  olivi ,  di  vigneti  e  di  vaghi        11  Cast,  di  Siièòio  è  rammentato  nei  dì- 

resedii  resi  quanto  mai  deliiiosi  della  posi-  plomi  concessi  al  Comune  di  Pisa  dagf  Issp. 

xione  e  dolceiia  del  clima.  Federigo  I  e  II,  Arrigo  VI,  Ottone  Iv  e  Gsr 

Questa  contrada  di  Stiava  {Sciala)  è  lo  IV:  sebbene  rispetto  alla  giurisdiiiaoe 

rammentata  in  un  btramento  del  19  nov.  civile  il  popolo  di  Stibbio  aach* allora  km 

994  deir^rcA.  Areiv,  Luech.^  pubblicalo  compreso  nel  distretto  di  San -Miniato.  Al 

neUe  JfcMor.  per  servire  alb  storia  di  quel  quale  fu  tolto  per  ibna  d*  armi  nell*  eslate 

Ducato,  (Voi.  V.  P.  III.),  quando  il  Vese.  del  i3i4  da  Uguccione  della  Faggiuola  si- 

Tendegrimo  allivellò  a  Gherardo  figlio  d*In-  gnore  di  Pisi  e  Lucca,  poi  restituito  ai  Saa- 

ghilAredo  ed  ai  nioi  figli  dell* uno  e  l'altro  miniatesi  dopo  la  pace  cenciosa  in  Wapsli 

sesso  le  decime  della  pieve  di  S.  Ambrogio  nel  maggio  del  i3i7,  finché  col  trattato  del 

(onS.  Pantaleone)  e  S.  Gio.  Battista  #f//ìci,  1347  fra  il  Comune  di  Firenze  e  qodbdi 

le  qoali  dedme  solevano  pagani  alla  stessa  San-Miniato  vennero  confermate  a  qoest*al- 

chìem  battesimale  dagli  uomini  ddle  ville  timo  tutte  le  terre  e  castelli  appartenoli  al 

di  Mattm  (Masmrosa)  Riseituh  (Ricetro)  suo  distretto,  eccettuale  le  Terre  e  castelfi 

Seìtt^a ,  Mfomiìgciano  ecc.  di  Montafone^  Castelnuooo^  Cofamo,  Stf^ 

Nella  contrada  di  Stiava  la  Rep.  di  Loc-  Quintino^  Barbialla^  Tbnda,  Cigoii^  Mm- 

ca  aveva  eretto  una  rocca  per  tenere  in  do-  iebìcehieri ,   Siibbio  e  Leporaja,  I  qaali 

vare   i   nobili  di   quel  contado,  quando  luoghi  medbnte  nuovo  trattato  del  iS^i 

rimp.  Federigo  I  versoi!  iiSa  ordinò  a  furono  djchbrati  immedbtamente  toffsUi 

qoei  governanti  che  fosse  demoli  U.*—  FW.  al  Comune  di  Fireme.  —  Vtà,  BaaaiifM, 

Mort^Maovo  Lmcnasa,  a  Hicarao.  Giooli  ,  MoirrANnm ,  ecc. 

La  parr.  di  S.  Maria  a  StimHt  nel  i83a        Dlal  caUlogo  dalle  chiese  ddl*  aaties  dis- 
contava 7^5  abit.  cesi  di  Locca  scritto  od  1  960  apparisse  é^ 


8TIC  STtC              I7S 

^nmììw^mièiè^SilMotmmmapotkiaì-  fl^.  «m.»  UMImio  dUUa  «locnds  ilonelM 

la  piefe  di  Fabhtk»  ai  €ig«U.  ^  nobili  Ui  Slìetiaeo  ;  yiui  Mie  quali  M 

La  panoeeliia  di  &  BarlokMMMoa^lì^-  %g  9«nBato  i  %Bo  eomieoe  l'atto  di  gioni- 

Wael  f  BIS  coolsf»  1177  «bit.  Dm  |MVt«  Mento  pMilalo  iti  nano  del  potestà  di  SicMi 

pnè  dd  ano  dirtrilìo  nd  iftSg  fa  dato  alia  da  Ranieri  di  Rinaldo  «gnor  di  Stiociano 

mmn  pai*,  di  S.  Maria  •  San-Bonano  in  di  difendere  qoel  GooMine»  eoe.  Un* altra 

Gòanuiilè  di  Blontopoli.  —  TeA  Roauvo  pc^ganena  loritta  in  Siena  U  17  Inglio  del 

(Sàa)  nel  Val-d'amo  inferìoie.  i%H  nel  potano  di  Guido  di  Gofo  »  nel 

STIGGUIIO  (^i^MÌMMi  )  a  PESCAIA  qnale  abitafa  Gnido  di  Baeoio  de*  GoakMdi 

nella  Valle  dcèl^OoilnPooe  laneie.  -—  One  podertà  di  Siena  nel  lenfio  cbe  FandoUb 

Gm.  il  primo  de'qoali  ool  Ulolo  di  Gait.  di  PaiianeUa  eia  eapilano  gcMiale  in  To- 

1m  ana  eh.  pldbana  {88.  Cooeeiioae)  nella  fcana  per  Federigo  II ,  veite  intomo  aU*#* 

Cmn.  Giar.  e  oifca  8  migi.  a  oalro  di  Roc-  aaaM  di  pie  teaUoMni  fiiUodatanlial  potè- 

caitiada  »  Bioc.  e  Camp,  di  Gffoweto.  età  *  ad  oggetto  di  «pere  :  ae  la  corto  iape- 

Riaiedono  entnonbi  in  poggio,  il  Cai.  naie  aieta  dominio  nei  oomnni  di  5làs 

diPeaoalaanlla  ttndamtalnle,  edilCaet.  9Uma,lMmfm^Mimi€  Ittm^y  MmfOt^ 

di  Stiociano  nn  migl.  a  lev.  della  etada  J^ro,  MmU'OtgiaU.eCoiomit Cm  qnei  to- 

medeiima  tracciata  fri  Monte-Fttoali  e  Roo-  stimoni  risposero:  die  la  corto  imperiale  non 

ea-Stmda.  aveva  in  essi  altro  dominio,  meno  qnello  di 

¥n  le  memorie  superstiti  pie  mtosto  di  rioerere  annoalascnte  dal  Cornane  di  Stio- 

Stieciano  debbo  citare  mia  aaembrana  detl*  ciano  denari  a6  per  (beotare,  cocettnati  pere 

Jnk,  Borghesi-JKehi ^  SieuB,  sorilto  nd  i  m^li,  le  Tcifove,  I  pupilli  ecc.;  cbe  H 

giemo  ^9  giugno  dd  98S  m  loco  Siii^  Gonu  di  Zaumfa  soleva  pagargli  nn  egnd 

anno.  È  un  oootratlo  mercè  cui  il  conto  H-  daaio,  Jfonle  Xeont  36  denari  per  feedace 

ddroiiJo  dd  fa  noni»  Gktrmrdo  diede  ad  con  le  solite  eocedoni  ;  e  cbe  tie  dd  fanda» 

enfiteusi  ad  uu  suo  feudatario  la  metà  di  tor}  ivi  Dominati  davano  per  cadauno  «^* 

una  poMessiooc  daaainieale  posto  nei  confini  e  uno  dia  corte  Aldobrandesoa  «4  morcmìi 

di  J^iau,  pia  due  poderi  con  cam  e  cam-  (#tc)  per  la  feste  di  S.  Stefeuo.  1  Comuni  poi 

lini ,  cbe  uno  di  esri  dtuato  in  luogo  detto  di  MontOrsafo  e  Mon^Orgimk  pagavano 

Sauo  (  di  Bfareeama)  e  Taltro  in  Iseo  et  denari  a6  per  foootere,  qndlo  dd  -ColOfie 

fmmio  mA»  éUiiwr  Pari,  con  l*  obbligo  al  denari  36  con  le  cceeiioni  prenominate, 

filtaario  «fi  rcmre  ogn*  anno  dodid  denari  -      Con  istrumento  pd  dd  a6fiugno  1173 

d*  argento  al  la  corte  dcosinicalc  dd  suddette  i  dgnosi  di  Stirdano  dovettero  formdaMA» 

conte  Udehramio  poete  in  /eoo  SitUmno.  te  assoggettarsi  al  partito  gnelib ,  attom  do» 

In  seguilo  rammenta  la  ;i{eve  di  Sii^ÒQ'  miuanto  in  Siena,  dove  lieri  di  Ranieri  da 

no  una  bolla  di  demente  III  diretta  nel  Cmppueeiw»  signore  di  Stiociano ,  in  no» 

it  aprile  del  1 188  a  Groalfredo  veseovo  di  me  proprio,  dd  sud  figli  ed  evedi  giurò  di 

Gffomelo,  al  quale,  non  cbe  d  sud  sueoes-  stare  d  comandi  dd  Causane  di  Siena,  di 

sori ,  ooofermò  tutte  le  cbiem  della  diocesi  ndifioare  il  eonlratto  e  giurameirto  tatto  nd 

grossetana,  compremvi  h  pievedi  Slicdano  ag  genn.  xa5o  da  Rinieri  suo  padre  e  dd 

eoa  le  sue  cappelle.  <^*-  Citerò  im>ltre  un  Comune  di  Sticoiano;  e  ciò  ndl  atte  di  ri* 

diploma  dell*  ìmp.  Ottone  IV  spedite  da  cetcre  la  torre ,  cassero ,  e  fartene  di  Stio- 

Ssn-Miniato  li  Si  ott.  del  1*09  in  fevore  ciano  dd  rindad  ddla  •Signoria  di  Siena» 

della  Bidia  di  San^lgano  in  VaKdi^Merse,  cbe  te  liberarono  d  tempo  stasso  ddle  eoa* 

eui  eonferarnva  i  beni  cbe  qud  Mon.  posse*  danne  datagli  acsgione  dell'assedio  di  Poi^ 

deva  nette  corti  di  Stieoiano  e  di  Inttaja.  noli  fette  ndr  anno  precedente  dd  soldati 

Anco  locarte  appartenute  agli  Agostiniani  del  re  Carte  di  Napoli  al  asrddo  dd  G». 

di  Siena,  ora  néVJrek,  DijfS.  Pit,  danno  mone  di  Siena ,  e  per  le  mberte  dd  dette 

a  coooSeere  cbe  fino  dal  scodo  XIII  qud  signoeedi  Stiociano  agli  abitanti  de* Comuni 

fiuti  possedevano  beni  in  Slicdano,  siccome  di  Roooe-Tederigbi  e  di  liasm.  A  cautda 

lo  prova  un  istiumento  del  1 7  genn.  xa88,  di  tutto  dò  41  ddteRanied  dorè  conssgna 

in  cui  d  trttta  ddte  verterne  insorte  fin  il  rs  d  Saned  il  figlio  in  astaggia.  <ÌÉlnii 

pierano  della  cbism  dì  Slicdano  ed  i  Rn-  eoo  delibMaiiane  dd  dì  S^nov.  1978  fette 

mitani  di  S.  Agostino  di  Siena.  prssso  bi  cbiem  dd  caste!  di  Ifamu  Zaanu 

Finalmfute  motte peiPgamene  deU'.dr«A.  i  siwfam  dd  Comuno  di  Siena  pidbiBsnna 


474  STIC  STrC 

Ranieri  del  fu  Banierl  di  Stieciaoo  di  rile*  sin'iaci  delb  repubblica  di  Siena  il  Afiio 
nere  in  alcano  de* tuoi  caslelli  de*  fuonncili  ed  il  nipote  suo  per  statici, 
ribelli  della  Repubblica.  Anche  nel  19  a-  Finalmente  con  altro  atto  pubblico  iti- 
prile  del  is8i  il  conte  Guido  Salfattco  di  pniato  in  Siena  li  a3  ottobre  t  Sai  i  oo- 
Dovadola ,  allora  potestii  di  Siena ,  col  con-  bili  di  Stiociano,  Nello  e  Basterfio  fratrili 
senso  dei  consoli  delle  arti  e  del  consiglio  e  figli  del  fu  Ranieri,  e  Bindino  di  Neri  per 
della  Campana,  nominò  un  procuratore  del  Ildebrandino  fratello  e  per  Tavena  fi^io 
Comune  per  ricevere  da  donna  Uguocionella  del  fu  Neri  di  altro  Neri,  e  per  Rinaldo  M 
vedova  di  Ranieri  seniore  da  Cappuuscitmo  fu  Fazio  di  Neri,  consorti  e  signori  di  Sti& 
e  da  donna  Cella  vedova  di  Neri  giuniore,  ciano,  volendo  ritornare  ali*  obbedieniia  del- 
entrambi  signori  di  Sticciano,  in  nome  prò-  la  Signorìa  di  Siena ,  sottoposero  alla  Rep. 
prio  e  dei  loro  figli ,  la  ratifica  di  tutti  i  sancse  se  stessi  ed  i  loro  successori  con  il 
contratti ,  e  convenzioni  stipulate  fra  Neri  castello  e  nomini  di  Stiociano  con  fiMollà 
figlio  di  detto  Ranieri  ed  i  suoi  antecessori,  a  questa  di  potere  abbattere  da  capo  a  fendo 
ed  il  Comune  di  Siena,  oltre  il  fiir  prestare  il  castello,  e  di  traalocare  gii  abitanti  in  si- 
giuramento  agli  uomini  di  Stiociano  di  non  tro  luogo,  giurando  di  essere  Gaeifi  e  di- 
.locettare  in  dello  castello  ribelli  e  banditi  fensorì  della  chiesa  sotto  pena  di  10,000 
della  repubblica  di  Siena,  ecc.  ecc.  fiorini  d*oro. 

In  conseguenza  di  ciò  con  altro  istru-        Un  altro  istrumento  della  Com.  di  ll«- 

mento   del   17  ottobre    1289,    rogato   in  sa  del  ao  marzo  i3ii  esistente  ntWJrtk. 

Slìcciano ,  Niri  e  Fazio  figli  del   fu  Neri  citato  indica  parie  dei  confini  territoriali  di 

di  Ranieri  da  Sticciano  in  nome  proprio  Stiociano,  tostochè  ivi  si  dice,  che  il  Gsst. 

e  dri  loro  fratelli  e  consorti  promisero  al  di  Lattaja  confinava  con  le  curii  di  Slic- 

Comnne  di  Siena,  e  per  esso  ad  un  suo  ciano  e  di  Mont^Bfassi.  —  F'ed,  Lattua. 
sindaco  di  ricevere  in  Stiociano  i  soldati        Inoltre  un  Bindo  di  Nello  da  SUodano nel 

della  repubblica  e  di  permettere  che  il  Co-  1449  ottenne  grazia ,  a  contempbzione  di 

mune  predetto  potesse  disfiire  le  mura  del  donna  Paola  Appiani  signon  di  Piombioo, 

detto  castello  ,  eccettuate  però  a 5  braccia  che  la  sua  fiitura  sposa  potesse  portare  vesti 

per  parte  vicino  alle  due  porle ,  con  che  gli  proprie  di  una  gnn  conlessa, 
abitanti  delle  case  che  erano  attaccate  a  quel-        Il  Gis.  dì  Petea/a,  ora  tenuta  privati, 

le  mora  fossero  di  Parte  Guelfa.  formala  un  annesso  del  distretto  e  domi* 

Però  i  signori  di  Sticciano  alla  comparsa  nio  di  Sticciano ,  nel  cui  popolo  fino  da 

di  Arrigo  VII  in  Toscana  si  gettarono  di  tempi  andati  era  compreso, 
nuovo  nel  partito  ghibellino,  tinche  man-        Ma  nel  1461  il  Cast,  di  Sticciano  con  là 

cato  queir  impfralore,  dovettero  ricorrere  a  corte  e  tenuta  di  Pesca ja  pervenne  nella  casi 

Siena  per  chiedere  misericordia  alla  Signo-  Piccolomini  di  Siena  per  vendila  fattane  dal 

ri».  Si  rileva  tuttociò  da  un  istrumento  del  medesimo  Bindo  di  Nello  con  le  giorisdi- 

ai  ott.  i3i4  stipulato  nel  cassero  di  Stic-  zione  e  diritti  dei  terreni,  paschi  e  selie, 

ciano ,  in  cui  si  contiene  1*  atto  di  giura-  promettendo  il  Piccolomini  di  offrire  api* 

mento  prestato  in  mano  del  sindaco  del  Co-  anno  nel  giorno  delPAssunta  un  cero  di  lib* 

mune  di  Siena  da  Bindino  del  fu  Neri  da  bre  a5  alla  cattedrale  di  Siena  ;  alla  qaal 

Stiociano,  e  da  Nello  suo  figliuolo  in  nome  ultima  condizione  erasi  obbligato  in  fitfcia 

ancora  d*  altri  loro  consorti  e  signori  di  'alla  Rep.  Bindo  di  Nello  venditore, 
quel  castello,  con  la  promessa  di  ritornare        Infiliti  il  nuovo  feudatario  nel  1470  ot- 

alPobbeflienza  della  repubblica  e  d*  inalhe-  tenne  una  sentenza  dai  quattro  ministri  del 

rare  sul  cassero  e  torre  di  Sticciano  le  inse-  Monte  de*  Paschi  e  del  Sale  di  Siena,  in  cui 

gne  della  Balzana  sanese,  di  rinunziare  ai  si  diceva,  che  i  possessori  di  Sticciano  (In 

privilegi  slati  loro  accordati  dalPImp.  Ar-  quali  eravi  Madonna   Antonia   nipote  prr 

rigo  VÌI  e  di  obbligarsi  al  censo  consueto  sorella  ilei  Pontefice  Pio  II)  non  erano  teaati 

annuale  verso  la  Rep.,  col  rinnovare  le  con-  alla  gabella  per  la  vendila  della  Bandita 

venzioni  state  firmate  nel  ia5o  da  Ranieri  di  Sticciano,  Alla  qual  sentenza  sanbk 

4m  Cappueeiano  loro  avo  e  bisavo,  sotto  conforme  una  deliberazione  fiitla  nel  i485 

|ien:i  di  mille  marche  d*  argento.  Quindi  per  dai  quattro  di  Bichema,  con  la  quale  si  di' 

esecuzione  di  ciò  il  sopraddetto  Bindino  chiaro  questo  luogo  ed  i  suoi  abitanti  lib^ 

con  atto  del  a 3  ottobre  i3t4  consegnò  ai  ed  esenti  dalle  tatM  del  Comune  di  Sicoi- 


S  T I E  S  T 1 6               475 

n  oslaate  il  collegio  (li  Balia  dopo  dì  Fireuxe  del  141 5,  Lib.  V,  Tralt.  II. 

icesso  nel  1495  m  Silvio  ed  Eucn  Rubr.  94,  nel  piviere  di  S.  MaictUioo  in 

ini  facohk  di  eslrarre  per  mare  a5o  Chianti  fu  notalo  aolio  il  vocabol  o  di  SiUlh 

i  gfiino  col  pagamento  di  4  carli-  il  solo  popolo  di  S.  Bartolomnico. 

«gio  sempre  che  fosse  del  mocolto  STIGLIANO  ,0  STILLIANO  in  Val-di- 

ilo  di  Sticciano,  non  sembra  cbe  Merse.  — >  Vili,  che  ebbe  titolo  dì  Cast.  000 

!gio  avesse  efiettotoslocbè  era  stata  eh.  parr.  (SS.  Fabiano  e  Sebastiano)  nel 

npo  serrata  per  tulli  Idi  tratta  del  vicariato  foraneo  di  Boiia ,  Com.  Giur.  e 

U  Maremma  sanese.  circa  4  mìgl.  a  ostro  di  Sovicille ,  Dioc.  e 

este  ed  altre  ragioni  sviluppate  dal  Gnmp.  di  Siena. 

Paolo  Vinta  in  una  sua  relaiione  Risiede  in  poggio  sul    fUnco  orientale 

1. 1677  quando  appunto  i  Piccolo-  della  portione  della  Montagnola  di  Siena 

laudavano  la  conferma  di  quelTe-  posta  alla  destra  del  torr.  Bosia^  il  quale 

non  che  di  venire  esonerali  dalle  passa  sotto  il  Gas.  di  Stigliano  due  migl. 

i  uomini  d*  arme  e  cava  leggieri,  fu  innauxi  di  vuotarsi  nel  fi.  Merse. 

U  Cosimo  I:  OtS9r9tseli  la  som*  Io  non  saprei  dire,  se  a  questo  luogo  di 

Ite  se  gii  accresca  o  scemi  pun-  Siigliano^  o  al  vicino  castelletto  di  Brenna 

-  (  Aaca.  DBixc  RurOAMAo.  di  Fia.)  afipartenessc  quel  forlilisio  diruto  posto  sul- 

r.  della  SS.  Concexiooe  a  Sliccia-  la  cresta  del  poggio  a  cavaliere  di  Stigliano^ 

133  noverava  289  individui.  volgarmente  appellalo .  Siena  vecckia  ,  so 

hk  nel  Chiami  allo.  —  Cas.  dove  bensì ,  che  tanto  Stigliano  come  Brenna 

.  prr.  (S.  Barlolommeo)  nel  pi  vie-  furono  due  castelletti  dei  conti  «lell*  Arden- 

fafcellino,  Com.  di  Grajole,  Giur.  ghcaca ,  i  quali  fino  dal  secolo  XU  cedettero 

,  Dioc.  di  Arezio,  Comp.  di  Siena,  il  f^ìuspadronalo  della  chiesa  de*SS.  Fabiano 

carte  superstiti  della  Badia  di  CoU  e  Sebastiano  di  Stigliano  alla  loro  Badia  di 

lovasi  fatta  menzione  fino  dal  se-  S.  Lorenzo  dell*  Ardenghesca  ,  confermatole 

li  casale  di  Stielle  nel  Chianti.  in  seguito  dai  Papi  Celestino  IH  con  bolla 

na  volta  che  se  ne  parla  è  per  av-  del  1 7  aprile  1 194  *  e  Gregorio  I\  con  al- 

n  un  islruroento  del  a5  maggio  tro  breve  d«l  aa  self.  ia38.  Ma  la  giiiristli- 

L  Vly  anno  secondo  dell*  impero  zione  civile  di  Stigliano  e  quella  del  suo 

I»  dove  si  tratta  della  vendila  di  distretto  dopo  una  lunga  controversi»  avuta 

xie  di  giuspatronato  della  chieftì  fra  il  Comune  di  Siena  e«l  i  conti  delPAr- 

tino  |K)Sta  nel  vocabolo  SteuJa^  deiighesca  p4rr  lodo  del   «7  ro.iggio  laoa, 

nel  piviere  di  S.  Marcellino  in  «lovellc  rinuiiziarsi  alla  repubblica  con  al- 

Irimenli  detto  in  Chianti.  tri  fiacsi  in  quel  lodo  desoritti.  —  (Mala* 

•  AvAJic  (S.  MAICU.1.W0  in)  r.ini-  volti,  Istur,  San,  P.  I,  Liòr,  if^,) 

le  chiese  antiche  del  suo  pivìe*  Stigliano  fu  una  «Ielle  contrade  devastale 

questa  di  S.  Martino  di  Stenla^  uel  i33a  in  una  scorreria  falla  costà  da  un 

sevo  contitolare  deirallm  di  S.  «'sercilo  pisano  comandato  da  Ci  npo  Sco- 

Bco  di  Stielle.  litri,  e  di  nuovo  nel  1 387  da  una   banda  di 

porti n te  è  un  secondo  isiruiuento  Brettoni   guidala   da  Gio.  Belcotto,  final- 

!>>llibuoiio  neirsifroslo  del  1 136,  mente  nel  iJgi  da  un  coqn  di   Inippe  fio- 

iratlasi  di  una  douiizione  falla  a  rulline  capitanate  da  Luigi  da  Capua. 

sa  dal  nobile  Ranieri  di  Guido  Ìm  chiew  attuale  è  moderna  ,  il  cui  pa- 

ponuone  del  castello  e  corte  di  dronato  pussò  dallii  Badia   di'IT  Ardenghesca 

I  piviere  di  S.  Marcellino  in  «i/i'a-  in  quella  di  S.  Mii^tiida   a  Torri.  — •  1  con- 

irdia  del  qual  castello  egli  teneva  t«M-ui  di  Sligi iano  offrono  un»  lielhi  pros|N't- 

ni  e  searioni,  tivn  pittorica  ,  lalcliè  vi  si  trovano  varii  re- 

>  istruroento  del  3  giugno  1194  sedi  si  gnorili  di  Suiif^i,  fra  i  qiiMlì  si  con- 

Mftso  la  chiesa  di  S.  Niccolò  di  tano  le  ville  Vecchi ,  Placidi,  Venturi ,  ecc. 

<  cbe  indicherebbe  che  in  queslu  Ija  |iiirr.  de*  SS.  Fabiano  v  S<*hastiano  a 

iSffDDO  più  oralorii,  o  che  alla  sua  Stigliam»  nel  i83i  conlava  38o  abit. 

roccbiale  fu  cambialo  il  titolare.  STI(;LIAN0,   o   STILLIANO   in    Val- 

rbe  fra  i  popoli  della  L(>ga  del  d'Elsa. —Cas.  la  cui  eh.  parr.  di  S.  Jacofio 

portali  negli  itatuti  del  Comune  è  stata  unita  con  S.  Maria  al  Borgo  Tcochìu 


470  S  T I L  S  T I N 

al l.i  curn  di  S.  Matteo  a  Grana jolo ,  nd  pi-  Tolt.  1007  pubblicalo  «bll'l/ghelli  nriU 
«ien  di  Monlerappoli ,  Con.  Gnor,  e  eiica  tua  india  Saera ^  nel  quale  ti  tratta  di  m 
4  mìgl.  a  fett.  di  CaHel-Fiorenliiio  9  Dioc.  permuta  fra  il  venovo  di  Volterra  da  aat 
«  <^iii|).  di  FircDie.  parte  e  la  Tcdova  del  oonte  RodoMb  dì  Bi»> 

Della  signoria  ch'ebbero  i  conti  Gnidi  ielle  col  figlio  Ildebrando^  aatore  dei  eoolì 
topn  Stigliano  e  sulla  eh.  di  S.  Jacopo  fu  Aldobrandeichi  di  Soana,  dall*  altra  fiaile, 
discorau  air^rf.  Moara  Ramoi,!,  ai  quali  i  quali  ultimi  oederono  a  Benedetto  nmvo 
dinasti  lo  slesso  luogo  fu  confermalo  dai  di  Volterra  per  la  aua  mema  in  eambìodi 
{•rivilegj  im|ieriali  di  Arrigo  VI  e  di  Fede-  altri  beni  posti  in  Val-d'  Elia  b  melli  da 
rigo  II  ;  sulamente  aggiungerò  che  i^  rei-  f rntisette  poderi  con  la  metk  del  mip- 
lore  della  eh.  di  S.  Jacopo  a  Stigliano  nel  dronato  di  una  chicsB  dedicala  a  S.  Mariit 
I  «86  assistè  al  sinodo  diocesano  tenuto  nel-  la  quale  ivi  si  dichiari  posim  im  iam  tt 
la  cattedrale  di  Fìrenae  li  3  aprile  di  qnel«  JamtoubidiciturStiiiiaMa^^mmBatifmstÈ 
V  anno.  —  Fed.  GaAiujouo  di  Val-d*Èlia.    /fumo  jirm  infra  eomitaU^  «C  itnilori» 

STIGNANO  (Siinianum)  nella  Val-di-  Pistorieawi ,  ecc. 
Nievole.  —  Cast,  con  eh.  prr.  (S.  Andrea)  STINGHB,  fra  la  Val-di-Pcne  b  Vakfr 
■eirantico  piviere  di  Pescia ,  Gom.  Gior.  Greve.  —  Cast,  diruto  che  ha  cbto  il  titolo 
e  appena  meixo  migl.  amaeslr.  del  Borgo  a  ad  una  eh.  parr.  (S.  Fietm)  cui  è  annMi 
Buggiaoo,  altrettanto  a  lib.  del  castello  di  la  con  di  S.  Martino  a  Monte-ftinaldi  nd 
Buggiano  alto,  Dioc.  di  Pescia,  gih  di  Lno-  piviere  di  intano ,  Con.  e  Gior.  fMllo 
ca ,  Gomp.  di  Firenze.  di  Greve  e  questo  di  Radda»  nelb  Dbe.  H 

Risiede  coleslo  castello  sopra  un  risalto   Fiesole ,  Gomp.  di  Firenae. 
di  collina  che  resta  a  cavaliere  della  strada        Gli  avanti  del  casteibre  delb  Sttnck 
postale  liucchese.  sono  rimasti  sepolti  sul  dono  del  monte 

NelPassedìo  di  Lucca  del  ii3a,  dopo  omonimo,  il  cui  fianco  orientale  aeiiBS- 
1*  arrivo  di  un  soccorso  venuto  di  Lombar-  pende  in  Pesa  e  1*  occidentale  In  Greve, 
dia  sotto  il  comando  del  oonte  Francesco  Fa  il  castello  delle  Stinche  de" nobili  Ga- 
Sforai,  le  genti  de*  Fiorentini  che  presidia-  Talcanti  di  Firenie  seguaoi  del  partito  gi- 
vano Stignano,  non  solo  si  dovettero  riti-  bellino,  i  quali  nel  i3o4  rìbclbrono  ^ìck 
rare  di  costh,  ma  il  conte  Sforza,  che  aveva  questo  insieme  con  altri  fortiliij  alb  malie 
cavalcato  iu  Val-di-Nievole,  vi  léce  danni  patria;  donderbè  il  Comune  di  FiremencB* 
assai,  fra  ì  quali  prese  e  guastò  il  Cast,  di  agosto  dello  stesso  anno  mandò  b  sua  aite 
Stignano  innanzi  dì  relroc(>Jere  verso  Lucca,    a  combatterlo,  e  dopo  averlo  preso  fu  disfirtlo 

Se  altro  merito  non  avesse,  sarebbe  assai  conducendo  a  Firenze,  gli  abitanti  che  vi  n 
quello  (li  coleslo  piccolo  castello  che  vide  trovavano  dentro  i  quali  furano  messi  tn  i 
fra  le  sue  mura  venire  alla  luce  in  tempi  primi  nelle  carceri  nuove  delle  Stineke.^ 
assai  distinti  due  grandi  uomini  di  stato;  Dopo  di  che  le  truppe  fiorentine  si  lecaiceo 
cioè ,  verso  la  metà  del  secolo  XIV  Coluc-  a  combattere  per  la  slessa  causa  il  csstrilo 
ciò  Salutati ,  celebre  scrittore  e  cancelliere  di  Moutecalvi,  stato  pur  esso  dai  Gavalanli 
della  Rep.  Fior.,  e  sul  declinare  del  secolo  ribellato.  —  (  G.  Villmii,  Cronie.  Uh- 
XVIIl  il  cav.  Aurelio  Puccini  sommo  poli-    F^iil  Cap.  75). 

tico  e  giureconsulto  insigne  che  importanti  Che  peraltro  il  castello  delle  Stìncbe  pia 
incarirbi  disimpegno  in  Firenze  nei  primi  tanli  si  restaurasse  e  che  nel  paese  vi  lo^ 
40  anni  del  secolo  attuale.  nasse  gente  ad  abitarlo,  lo  dichiarò  il  Bao- 

La  parr.  di  S.  Andrea  a  Stignano  nel  i833  ninsegni  nelle  sue  storie  fiorentine,  quando 
aveva  586  abil.  disse,  che  nell* autunno  del  i45a  te  gceli 

Stìllìanj^  o  Stilli  ano  nel  Val-d'Arno  deiresercito  napoletano  del  re  Alfonso  d'An- 
inferiore.  —  Vili,  o  Cas.  perduto  dove  fu  gona  dalla  Castellina  del  Chianti  lèceropiA 
una  eh.  sotto  il  titolo  di  S.  Maria  presso  il  ravalcate  e  scorrerìe  nel  contado  fiorrntìooi 
fiume  Amo,  nella  Diocesi  e  antica  Giur.  di  una  fra  le  altre  insino  presso  airimprnoeH 
Pittoja.  quando  occuparono  ostilmente  Pietnfi(l<r 

Non  conosco  1*  ubicazione  di  cotesto  luo-    Grìgnano,  poi  \tiforttt%a  delle  Siiittkt^ 
go  che  nel  secolo  X  doveva  esistere  presso    e  fra  pochi  giorni  r  arsono^  ere. 
la  rìpa  destra  dell'Amo  sotto  la  Golfolina.        Il  popolo  di  S.  Pietro  alle  Stinche  ««<> 
IXirebbe  a  credere  ciò  un  istmroenlo  del-    dal  i63a  per  decreto  vescovile  fu  rimilo' 


STRA  STB  A              477 

quello  di  S.  Martino  a  Monte' Ainaldi,'^  t^ìVOpera  del  Duomo  di  JFirénze  nel  se- 

i^ed,  MoifTB-RniALoi  in  Val  di-Pesa.  colo  XV  fu  toUu  armata  mano  ai  conti  Guidi 

La  parrocchia  de*  SS*  Martino  e  Pietro  n  di  Romagna  e  del  Casentino,  uno  dei  quali, 

Monte -Rinald  i ,  o  alle  Stinclie  nel  i833  nell'anno  1402  1*  aveva  affittala  agli  Eremili 

coniava  180  abit.  di  Cama Idoli ,  ai  quali  la  ritolse  nell'anno 

STINE,  ESTINE  b  LESTINE  in  Valnli-  1 43o  il  conte  Francesco  de'Guidi  di  Poppi, 

Mene.  —  f^ed,  Lasniia.  o  di  Battifulle,  finché  per  ribellione  di  co- 

STOMENNANO  in  Val-d'Elsa.  —  Gas.  stui  per  ordine  della   Rep.  fiorentina  nel 

ridotto  a  casa  di  campagna    dove   fu  una  1440  fu  cacciato  da  tutti  i  suoi  doniinj  ilei 

cappella  nel  popolo  di  S.  Mariti  al  Poggiolo,  Casentino  e  di  Romagna.  Poco  dopo  quella 

Com.  e  circa  due  migl.  a  scir.  di  Monterig-  Signoria  con  provvbione  approvata  nel  10 

gioni,  Giur.  di  SovicJlle«  Dioc.  e  Corop.  oli.  del  x44a  assegnò  all'Opera  di  S.  Ma- 

Ui  Siena.  ria  del  Fiore  le  macchie  di  liidracoii  e  di 

Trovasi  alla  sinbtra  della  strada  postale  Strabatenta  con  dichiarazione  però ,  che 

che  da  Firenze  guida  a  Siena  lungo  la  foce  qualunque  cittadino  del  contado  fiorentino 

che  SI  avvalla  lungo  le  pendici  orientali  del  potesse  lecitamente  tagliare  di  quel  legna* 

Monte-Maggio.  me  con  pagarne  al  carnai  Ungo  di  detta  Ope- 

Qursto  luogo  già  posseduto  dalla  nobil  ra  dieci  soldi  per  traino  all'uso  del  Casen- 
(àraiglia  sanese  degli  Accarigi ,  ed  ora  ar**  tino,  onde  erogare  quel  dazio  nella  spesa 
ricchito  di  belle  coltivazioni,  di  statue  e  di  delle  fortezze  da  farsi  in  Pisa  a  carico  di 
grandiosi  viali  dai  signori  Griccioli  di  Sie-  delta  Opera  presso  il  Ponte  alla  Spina,  — 
na,  attuali  proprielnrj  della  tenuta  di  Sto-  KWArt,  Poggio  alla  LAsraà  fu  aggiunto , 
niennano^  si  è  reso  noto  per  esaere  slate  con-  qualmente  gli  uomini  di  5/ra6a/ea ui  e  quel- 
eluse  costà  nella  chiesa  di  Stomennano  sotto  li  del  Poggio  aUa  Lastra  ^  di  FMona  e 
dì  II  giugno  del  ia54  le  condizioni  di  pa-  di  Ridracoli  ottennero  posteriorioeute  da- 
ce  fra  i  Sanesi  ci  i  P'iorentinì  nel  temfio  gli  uffiiiali  di  Torre  di  Firenze  l'uso  di  una 
die  questi  ultimi  assediavano  Monteriggio-  parte  della  macchia  dell'*  Opera  compresa 
ni.  —  f^ei.  MoHTcaKsoioici  e  Siima..  ne' loro  distretti.  La  qual  macchia  nel  pri- 

STRABATEKZA  nella  Valle  del  Bidente  ino  decennio  del  secolo  corrente  fu  affittata 

in  Romagna.-»  Cast,  ora  Gas.  con  eh.  parr.  dal  governo  d*  allora  agi  Eremiti  di  Camal- 

(S.  Donato)   nella   Cora.   Giur.  e  circa  7  doli,  ed  attualmente  incorporala  ai  beni  deU 

niigl.  a  maestr.  di  Ragno,  Dioc.  di  San-Se-  le  RR.  possessioni.  -^  f^ed.  Valbona. 

poterò,  già  sottoposta  alle  Badie  NuUiuf  L^  parr.  di  S.  Donato  a  Strabatenza  nel 

dell'Isola  e  di  Galeiita,  Comp.  di  Firenze.  x833  noverava  ao5  abit. 

Risiede  sullo  sprone  dell'Appennino  che  STRADA.  —  Sotto  cotesto  vocabolo  ge- 

a  lev.  dell'Eremo  di  Camaldoli  staccasi  dal-  nerico  e  assai  comune  sono  indicale  non 

la  catena  per  scendere  in  Romagna  fra  il  solo  tutte  le  strade  pubbliche,  varie  delle 

Bidente  di  Ridmcoli  e  cpiello  di   Straba-  quali  saranno  descritte  sotto  gli  Art,  Vn, 

lenza,  attraversando  la  macchia  dell'Opera  ma  ancora  diverse  chiese  parrocchiali,  paesi, 

di  S.  Maria  del  Fiore,  attualmente  della  Co-  e  contraile  poste  in  più  luoghi  della  Tosca- 

rooa  di  Toscana.  na.  Tralasciando  di  prlare  di  quelli  perduti, 

Fu  il  Cast,  di  Strabatenza  dominalo  un  non  che  degli  ospedaietti  posti  sulle  anti- 

tempo  dai  nobili  di  Bertinoro,  signori  de'  che  vie,  cui  è  rimasto  il  vocabolo  di  Strada, 

Cast. di  f^albona,di  Strabatenta, iìe\  Pog^  mi  limiterò  ai  vici  e  parrocchie  tuttora  esi- 

già  alla  Lastra t  di  Pietrapatza,  iVt  Ridra-  stenti  che  conservano  il  nomignolo  generì- 

coiiecc;  ed  uno  di  loro,  UgodiBleda,  fino  co  di  Strada,  mentre  per  quelli  specifici  di 

dal  1091  arricchì  la  Badia  di  S.  Maria  in  Strade  consolari, postali,  regie,  proif inda- 

Cosmedin  alV Isola  sul  Bidente  di  varj  beni  li,JerrcUe  ecc,  invio  il  lettore  agli  Art.  Vie. 

di  chiese,  fra  i  quali  probabilmente  furonvi  STRADA  nel  Val-d'Aroo  casentinese.  — 

quelli  della  eh.  di  Strabatenza,  stata  poi  Grosso  borgo  nel  luogo  dell'antica  pieve  di 

eretta  in  Eremo  appellato  di  P'albona.  S.  Martino  a  Vado,  sotto  il  Castel  S,  I9ic' 

Rispetto  alle  vicende  della  macchia  di  colò,  i  di  cui  uffiziali  comunìtativi  risie- 

Strabatenta  agli  Art.  CoaMiou>,  e  Poggio  dono  costantemente  nello  slesso  borgo  di 

ALLA  Lastaa  dissi:  che  colesla  selvosa  p^n-  Strada,  Giur.  e  circa  3  migl.  a  maestr.  di 

dicedi  Appennino  innanzi  che  pervenisse  Poppi,  Dioc.  di  Fiesole,  Corop.  di  Arezzo. 

V.  V.  61 


.il»  S  T  B  A  S  T  K  A 

Risirtlc  lungo  la  rifia  sinisln  del  torr.  i*ra  Iributiiri'i  «Iella  IfciJka  Gimaldolente  ili 

Solano^  a  pie  del  poggio  sul  quale  fu  edifi-  Agitano  in  Va l-tJ' Ambra,  eil  aveva  l'onevc 

rato  WCast.  S.  Kiccolò^  quasi  un  mìglio  di  mandare  ogn^auno  a  quei  cocollalì  mì 

a  pon.  delPArno  e  del   nuovo  ponte  sul  mortadelle,  uno  stijo  di  castagne  colle  ^  !• 

quale  fiassa  la  strada  provinciale  Cssenti-  moneta  di  sei  denari;  sennonché  nelT anno 

nrse,  fra  i  gr.  39^  al'  o'^  long.,  ed  il  43^  predetto  1974  fu  convenuto  fra  le  fiarli  di 

44'  5"  latil.,  quasi  4  migl.  a  ostro  di  Pra-  ridurre  I*  annuo  tributo  a  nove  soldi  di  buo- 

toverchio  e  un  migl.  nella  stess:i  diresione  na moneta. —(Gax.  ì^knni%\^Odepor.MS. 

dal  Borgo  alla  Collina.  dei  Catentino  nella  MarueelUana), 

Deir  origine ,  nome ,  e  storia  di  questa         Li  pieve  dì  S.  Martino  a  Vado  nel  1 390 

gross;!  borgata  furono  drtte  poche  (mrole  al-  contava  1 7  fiopolì,  ridotti  attualmente  a  1 3; 

rArt.CAirrF.LS.Niccoi.ò.  — Resta  ad  aggiun-  cioè  1.  la  Pieve  di  S.  Martino  a  ^ado  ;  s. 

gere  qualche  cosa  su U* antica  sua  chiesa  pie-  S.  Niccolò  a  f^ado;  già  nei  Castel  S,  Jfiw^ 

bana  sf)tto  T invocazione  di  S.  Martino  che  coiò  (riunito  alla  pieve);  3.  S.    Angelo  • 

si  disse  in  Terdinula^  e  più  (!omunemente  Cetiea ,  o  al  Po/mioio  ;  4.  S.  Pancraxio  ■ 

a  Fado^  forse  p<'rchè  costà  presso  si  gua-  Ceiiea;  5.  S.  MirÌ4  a  Cetica  ;  6.  S.  An« 

dava  il  ìorr.  Soltmo,  drea  a  Terzelli  ;  7.  S.   Biagio  al    Poggim 

Pi  questa  cliies.1  plebma  si  hanno  noli-  di  Bnttifidltf;   8.   S.   Donato  a    Ttrzeiii 

zie  lino  dal  1098  in  un  isirumento  di  do-  (  sopresso  nel  1786  r  riunito  alla  cura  M» 

n:izionc  al  Mon.  di  S.   Miniato  al  Monte  gucute);  g.  S.   Maria    a   7*orre  ;     io.    A. 

si(»()r;i  Firenze;  viile  a  dire  molto  innanzi  (rio.  Biittista  al   Frato\  11.   SS.   Pietro  % 

1.1  riedifieazione  della  rhirsa  «li  f^ado^  la  Donato  a /?ar/i4/io;    la.  S.   Margherita  ■ 

quale  rispetto  alla  sua  architettura  mostra  Qnorie  ;   i3.  S.  M;«ria   a  Spaianni'    14, 

molla  assomigliiinza  con  quella  delle  pievi  S.  Niccolo,  già  8.  Pietro  a  Ristonchi\  iS.SL 

di  Romena  e  di  Montemignajo;  ed  è  coni*  Maria  a  C^airr fi  (soppresso  nel  1771  e  anila 

f-sse  a  tre  navate  con  archi  a  sesto  intero  sor-  Ma  p.-irr.  seguente);  16.  S.  Lorenzo  a  Si§^ 

n'tii  da  colonne  di  macigno  con  capitelli  di  tia  idi  Batit/otie);  17.  S.  Maria  della  Sei» 

varie  figure  roz&miente  scolpili  con  lunghe  ^o  (chiesa  soppressa  e  aggregata  a  S.  Jaeap9 

e  strette  finestre  a  ferito).!.  a  Tariigiia  nel  piviere  di  Romena). 

Fu  questa  chiesa  restaurata  nel  1745  in-        La  pieve  di  S.  Martino  a  Vado  con  é^ 

sieme  con  la  canonica  dal  pievano  France-  creto  vescovile  del  6  aprile  i83o  fu  quali* 

SCO  Gatteschi  di  Strada  [ter  essere  stata  ro-  iicita  Prrpositura, 

vinata  in  parte  da  ima  piena  del  torr.  So-        Ma  cotesta  bastesimale  trovando^  polla 

Inno.  I^'ggevasi  in  una  e.impana  del   suo  sulla  ripa  sinistra  del  torr.  Soiano,  e  la  inw 

(-.impanile  Tanno  199.5  incili  fu  fatta;   lo  ra  di  Strada   sulla  destra,  il  pievano  nei 

<-|ic  |»olrebbo  fornire  un  ilato  di  pr^ibabi-  giorni  piovosi  si  reca  a  fare  le  funzioni  M 

lit.'i  rlie  non  mollo  innanzi  quel  tein[M»  co-  suo  ministero  in  un  onitorio  pubblico  ca* 

Icsi.i  iliieM  CIMI  la  torre  eainpiinariu  fosse  stente  nell.i  piazM  ili  Strada, 
siala  rietliluMla.  Di  Strada  dell*  fmpritnrta^  e  non  di  quc^ 

Fallo  è  rlic  ess.i  sullo  il  titolo  di  S.  Mar*  sta  del  (liscntiiiofii  Gannii  JUazzuoli^dtUa 
lino  ili  Tt-rdinniiiy  e  non  in  f^ado,  si  trova  «la  Slnul.i  (Kiela  distili  lo  e  amico  del  Petrar- 
laiiinientata  in  un  diploma  ilrlPaprile  lo^K  e.i.  —  f^ed.  Sra^nA  iir.i.i.*  lMPaiT!ik.T«. 
speilitii  in  Firenze  ilallMinp.  \rriir«  il  San-  Di  Strada  bmsi  del  Casentino  cri  na- 
to, .1  favore  del  Mon.  di  S.  Miniato  al  tivo  RirU»Ituiiinc«)  (i.dtesrlii ,  seldiene  ve» 
iMoiile,  e  solio  lo  stessi)  vo(:;ib()|i)  di  Ter-  iiisse  it(»s1.'i  da  l'isloja  il  di  lui  a\o,  che  ffl 
dinula  la  pieve  medesimi  venne  designala  litosofo  e  medico  esjterlo  elello  nel  i^^s  da 
dai  Poni.  Pasipiale  II  e  Inii-ieenzo  II  in  dii«*  (Cosimo  1  tra  i  riformatori  dello  studio  pi- 
liollr  eonsimili  t'ooressc  nel  lool  e  io3'{  sano,  dove  e^rli  st«-sfo  euopri  una  cattedra  di 
ai  v(y.-ovi  ili  Fiesole.  medicina,  innanzi  di  essere  diehiarilo  ai^ 

S'ilanimle  il  Poni.  \iMslasio  IV  ih'I  suo  iliialro  didlo  stesso  (vrandiira   (}iìSÌmo  I  e 

lii'e\e  S|iedilo  ori  .'ti  ilicembre  1 1 '1 1  a  Ko-  poi  di   IVaiircsiv»  I  suo  tiglio  e  siteors«)re. 
d'ilffi  \i-si't>vo  di  Fi<-so|r>,  ili.slingiK'  la  |iir\e         Ina  villa  signorileili  e.isi  Galteiirhi  rom- 

di  S.  Martino //i  Trrdinuia ,  vou   rcpitelo  presa  nel  |tofK)|o  di    friifi,  n  di   Strada^ 

I  iic  riinsi'r\a  tullora  ili  f^aio.  in-iraiino  i83a  è  st.ita  romrrlila  e  ridotta 

il  picviiuo  di  questa  cliitsiiiufianzi  il  1274  |kt  uso  di  un  Seminano  dioccKiiio  con  1 


S  T  R  A  S  T  R  A                479 

fonili  lasciiili  ila  una  Tedova  Galleschi  pfr  Si   trovsino  qiirsle  due  cliirae   lungo  U 

noi  cnn^ref!»  «li  preti  novelli  ed  istruzione  strada  niiivslra  Ciiiunligiiin»  ,  S.  MaitiiHi 

Jichierii:ì.-—I^eil.  Castel S.  X1CCO1.Ò,  e  Vaimi  circa  3  rai^l.  più  a  seti,  di  S.  Crislofauo. 

;S.  Mabtiso  a).  Nello  ilesso  luogo  diSiratia  nel  nov.del 

I«  parr.  di  S.  Martino  a  f^ado  nel  i833  1094  tu  rogalo  un  allo,  cui  quale  il  nobiltà 

OQDla\a  907  nbit.  Azz'j  del  fu  Pietro  da  Strada  rinunziò  a 

STR4DlDiCORTENOVÀnelVal-d*Ar-  Rodoll'o  Abale  del  Mon.  dì  Passignano  lo 

■D  siiperìonr.  —  ^ed,  EiiPOf.i.  decime  di  tulle  le  terre  dominicali  che  il 

STRADA  (CAPO  di)  nella  Valle  deirOm-  dello  nionaslero  siveva  acquistalo  dai  Liini- 

ÌNOne  pitlojeM. —  Groiia  borgata  lungo  la  bardi  di  Robbiana  nel  luogo  diiS/ror/a.— 

inda  rrgia  Hoilanese  fuori  della  Porla  al  (  Arco.  Dipl.  Fioh.  Carte  della  Badia  di 

Borgo  di  Pifloja  ne*  {lOpoli  di  S.  Maria  As-  Passignano.  ) 

mtj  in  Gora^  e  di  S.  Maria  a  Getto,  Com.  Forse  il  merito  maggiore  di  questa  con- 

f  fin  le  migl.  due  e  le  due  e  mezzo  dalla  Irada  é  quello  di  aver  dato  il  suo  nome  al 

Portasi  Borgo,  Giur.  e  Dioc.  di  Pisloja,  celebre  Zanolii  ù*  Strada  poeta  laureato. 

Gomp.  di  Firenze.  Il  quale  Ziinobi  era  figlio  di  Giovanni 

Fu  indicata  col  nome  diC"^  di  Strada  Mazzuoli,  dettolo  Stradino,  che  fu  maestro 

h  parte  estrema  dello  stradone  che  esre  fuori  di  grammatica  del  Boccaccio,  slato  amico 

é  Porla  al  Borgo  fmchè  esso  torce  alquanto  del  di  lui  tìglio  Zauobi  siccome  Io  fu  pure 

'  pon.  lasciando  al  suo  lev.  la  nuova  strada  il  Petrarca.  Ksso  {>er  alteralo  di  Filip|)0  Vil- 

ùopolda  che  tale  il  monte  della  Collina  lani,/fi  dalla  sfitta  di  Strada  di  lungi  a 

per  fidare  a  Bologna  passando  dalla  Por-  Firenze  Sri  miglia.  IJondechè  non  fia  que- 

RCIa,  mentre  ni  suo  pon.  rasenta  la  rifta  si-  sta  villa  da  conlòud€rsi,comcad  alcuni  par- 

nistra  del    fi.  Ombrone.  —  f^ed.  Assurta  ve,  con  il  borgo  di  Strada  del  Giseiiliuo. 

'S.  SI  amia)  di  Posta  ai.  Bosco ,  Pistoia  ,  e  Al  qual  vero  aggiunge  maggior  i^eso  la  no- 

BssTA  AI.  BoBGO.  tìzia,  clie  il  padre  di  Zinobì  nel   i3a5  es- 

STRADA  IH  DOCCIA  nel  Va1-d*Arno  so-  sendo  stalo  fatto  prigioniere  alt*  Alto|)ascio, 

fn  Firmxe.  —  Contrada  che  ha  dato  il  no-  dove  combattè  nelle  fde  dell*  esercito  fin- 

■e  a   due  chiese  parr.  (  S.   Michele  e  S.  rentino,  come  nativo  di   un  luogo  apparte- 

PielR»  a  Slradri)  nel  piviere  di  S.  Andrea  a  nente  al  contado  di  Firinxe,  non  poteva  es- 

Dtaccia,  Gom.  Giur.  e  circa  3  migl.  a  selt.-  sere  di  Strada  nel  Casentino,  essendo  noto 

Da^str.  ile!  Pontassieve,  Dioc.  e  Comp.  di  abbastanza  che  il  Castel  8.   Niccolò  con  il 

Firenze.  suo  territorio  non  fu  incorporato  al  conla- 

L(i  chiesi  di  S.Pietro  a   Strada  trovasi  do  di  Firenze  se  non    dopo  il   i34a.  — 

fitoat^  sulla  ripa  destra  della  fiumana  Sie-  f^ed.  Castel  S.  Niccolò. 

ve  in  luo^o  detto  Strada.  Ess;i  dopo  tessere  La  parr.  prioria  di  S.  Martino  a  Strada 

ftita  riunita  a  quella  di  S.  Maria  a  Fios^oli  ha  due  annessi,  cioè,  S.  M<tria   a  Monta' 

porta  \a  doppia  intitolazione.  —  ^ed,  Doc-  ^^to  e  S.  Pietro  a  Doglia.  Essa  è  di  |ia. 

CIA  'S.  Ahdssa  a).  dronalo  della  faraistia  Giienirdini;  sul  ron- 

Lm  chiesa  |K>i  di  S.  Michele  a  Strada  fu  lo  della  quale  citerò  un  curioso  islrumenlo 

rìonila  da  lungo  pezza  a  quella  di  Pitelìa  del  3  aprile  i3o5  esistente  wfiWAreh.  Dipl. 

nello  stesso  piviere,  ed  il  suo  rettore  nel  Fior,  fni  le  carte  dello  SfK'dale  «li  Bonifa- 

1986  assistè  ad  un  sinodo  dioces^ino  nella  zio;  mercè  cui  1*  Abate  del  Mon.  di  S.  Maria 

pieve  maffgiore  di  S.  Reparata  di  F'irenze.  degli  Scalzi  (la  Badiuzza  in  Pian  di  Ri- 

I  pofioli  riuniti  di  Strada  e  Novoli  nel  poli)  non  fiolendo  conservare  i  beni  e  le 

t633  ascendevano  a  aoi  abit.  |>ersone  spellanti  al  suo  monastero,  a  moli- 

STR.4DA     dell'  IMPRUNETA    in    Val-  vo  della  guerra  e  scorrerie  che  allora  afflig- 

TEma.  —  Borgata  e  contrada  che  dà  il  ti-  gevano  la  città  e  conlado  di  Firenze,  e  tro. 

inlo  a  due  eh.  (Kirrocchiali ,  a  S.  Martino  a  vandosi  .il lori  il  suo  '  lauslro  in  mrzzn  di 

Strada  ed  a  S.  Crislofano  a  «S/rd'/^i,  cnlrani-  nna  pofìolazione  prn*ersa,  «ilando  egli   in 

le  filiali  fKlIa  pieve  ilelT  Irapruneta,  la  prì-  Firenze, si  risoUè  di  affiliare  pi  r  anni  diiri 

ma  nella  Com.,  Giur.  e  circa  3  migl.  a  lev.-  tutti  i  beni  d^l  suo  ronvriilo  ad  un  tal  Cio- 

«rir.  del   Galluzzo,  la  seconda  nella  Coni,  ne  del  fu  Pcgojniio  de*Glicrardini  canoniro 

Giur.  e  quasi  6  migl.  a  sett.  diGic^e,  Dioc.  delle  eh.  di  S.  Martino  a  Strada  per  Tao- 

e  Comp.  di  Firenze.  nua  pensione  di  lire  180. 


4S:0  S  T  R  A  S  T  R  A 

Lei  p:«rr. (liS.  Martino  a  Slrada  nel  i833  della  Rocca  S.  Ciscìauo,  la  seconda  nella 

noverava  785  abtl.  Com.  Giur.  e  circi  tre  migl.  a  mactt.  dìGa- 

La    [larr.  di  S.  Crislofano  a  Slrada    di  leala,  Dioc.  di  Bertinoro,  Gomp.  di  Fireiur. 
giufpadronalo  de* conti  Bardi  nel  i833  con-         A  colesta  contrada  posta  sulla  ripa  dcstn 

taf  a  419  abil.  del  Rabbi ,  in  luogo  appellato  Faiea^ia, 

STRADA  (S.  ANDREA  a)  in  Val-irElsa,  credo  riferire  debbisi   nn  islruraenlo  del 

altrimenti  detto   S.  Andrea  alle  Grazie.  1269,  col  quale  un  sindaco  di  Forik  nalifo 

—  Borgata  con  eh.  parr.  suburbana  di  Col-  di  Strada  a  nome  di  della  città  promise  ai 

Iff  nella  cui  G>m.  e  Giur.  è  situata,  appena  monaci  di  S.  Maria  in  Gosmedìn  ali*  Isola 

mezio  migl.  a  ostro  di  Colle  allo,  Dioc.  di  conservare  alla  Badia  predetta  tulli  i  suoi 

medesima,  già  di  Volterra,  Comp.  di  Siena,  diritti,  fra  i  quali  quelli  che  avera  in  luogo 

Risiede  nelT  altipiano  di  Colle  alto  sulla  denominato  Strada.  —  (Arval.  Cakald.) 
sinblra  della  slrada  provincialecheda Colle        STRADA,   o   STREDA  di  VINCI  nel 

comluce  a  Volterra.  Val-d'Arno  inferiore.  —  Gas.  eoo  cura  nuo- 

Questach.  di  S.  Andrea  a  Strada,  innanzi  va  (S.  Barlolommeo)  nella  Com.  e  circa  due 
che  la  pieve  di  Colle  fosse  dichiarala  calle-  roigl.  a  lib.  di  Vinci, Giur.  di  Cerrelo^ui- 
drale,  dipendeva  dalla  battesimale  de*  SS.  di ,  Dioc.  di  Pistoja ,  Comp.  di  Firenie. 
Giovanni,  Faustina  e  Ginlitta  sull'Elsa,  ora         Risiede  sulla  «trada  tracciata   lungo  b 
ridotta  ad  oratorio,  siccome  apparisce  fra  le  cresta  dei  poggi  cretosi  che  da  Vinci  coodaee 
altre  bolle  [lontìfìcie  da  una  del  Tanno  II  ao  a  Cerreto-Guidi,  talché  sembra  probabile 
diretta  dal  Pont.  Calisto  U  a  Teuzzone  ar-  che  il  nome  di  49/re</a  possa  essere  un'an- 
ciprele  di  quella  eh.  plebana,  cui  confermò  tica  corruzione  di  Strada. 
i  privilegi  de*  suoi  antecessori.  Pasquale  H        La  parr.  di  S.  Bartolommeo  a  Streda^  o 
e  Gelasio  II.  Ivi  pertanto  sono  indicale  fra  Strada  nel  i833  contava  167  abit. 
lecbiese  filiali  di  detta  pieve  quelle  di  S.  Mi-        STRADA  (PONTEa)—  Fed.  Pom  a 
chele  a  Onci,  di  S.  Maria  nello  stesso  Bor'  Stbada  ,  a  PirrmASAirrA ,  Comunità, 
^,  di  S.  Maria  di  Spugna,  di  S.  Salva-        STRADANO  nella  Val-di-Magra.  —  Gm. 
tore  in  Colleveecltio,  di  S.  Niccolò  nel  Ca-  compreso  nel  popolo  di  S.  Martino  d*Albia- 
stelmio^o  di  Colle,  di  S.  Andrea  a  Stra-  no,  Com.  e  Giur.  medesima,  Dioc.  di  Pon- 
ila, di  S.  Biagio  presso  la  pieve  di  S.  Ippo*  tremoli,  già  di  Luni-Sarzaua,Gorap.  di  Pisa. 
lito  di  Colle,  ed  una  parte  dei  popoli  di        Gli  uomini  di  Stradano,  di  Albiaooedi 
Quarta/a,  di  9tenznno  e  di  Lano,  oltre  le  (^aprigliola  si  sottomisero  contemporanr»- 
decime  dovute  dai  popoli  di  Sentano  e  di  mente  alla  repubhlici  fiorentina  sotto  li  « 
Uliveto.  fcbbrajo  1 404  (  stile  fiorentino  )  e  nel  gior- 

La  parr.  di  S.  Andrea  a  Slrad;i  nel  i833  no  medesimo  riceverono  da  quel  governo 

conlava  ao8  .ibìl.  favorevoli  capitolazioni,  siccome  apparìfcf 

STRADA  (S.  MICHELE  a)  in  VaNd*  El-  da  iin^  relazione  sotl0()osta  da  Paolo  Vìnti 

sa.  — Contrada  con  eh.  parr.,  cui  fu  annes-  al  Granduca  Cosimo  I  in  data  del  i3  novcm- 

so  il  popolo  di  S.  Lucia  a  Strada  nel   pie-  bre  1.173.  —  (Aacn.  dellk  RiroBM.  di  F11.Ì 
vanato,  Com.  Giur.  e  circa  mezzo  migl.  a         L*  Ammirato  rammenta  un  conte  Neri  <ii 

seti,  di  San-Gimignann,  Dioc.  di  Colle,  già  Tancredi  de'conli  Guidi  di  Porciano  inviato 

di  Volterra,  Comp.  di  Siena.  commissiirio  verso  il  1410  dalla  Signori*  «k 

Risiede  in  rosta  a  pie  della  collina  posta  Firenze  nella  Lunigiana,  al  quale  con  Idtf- 

a  cavaliere  della  strada  rotabile  che  guida  re  dtd   18  agosto  furono  raccomandali  ^H 

ai  Cappuccini  di  San-Gi  mi  guano.  uomini  ili  Albiano,  Stradano  e  Capriglio' 

Nel  sinodo  volterrano  del  i356  la  chiesa  la.  —  (Manri,   Sigilli  antichi   ^ol,  ^• 

di  S.  Michela  a  Strada  è  qualificala  col  di-  /V.^  9.)  —  ^ed.  Pobciaho. 
sliiitivo  di  canonica.  —  Coleita  parr.  neir        STRAPETEGNOLl  nel  Val-d'Amo  »• 

anno  i833  contava  299  popolani.  scntinese.  -^  Vico  la  cui  parr.  di  S.  Barto- 

STRADA  DI  ROMAGNA  nella  Valle  del  lommeo  fu  soppressa  nel   1779  ed  il  mk» 

Rabbi.  —  Contrada  dove  fu  un  ospizio  dell*  popolo  raccomandato  per  la  maggior  pirt' 

Abazia  di  S.  Maria  in  Cosmedin  dell'  Isola  al  prroco  di  Tartiglia ,  nel  piviere  di  Ro* 

fra  la  parrocchia  di  S.  Maria  a  Montalto  e  mena,  Com.  Giur.  e  circa  migl.  due  e  Wt- 

quella  di  S.  Zenone,  la  prima  nella  Com.  e  zo  a  lib.  di  Pratovecchio,  Dioc.  di  Fifsolr* 

circa  5  migl.  a  grec.  di  Premikore,  Giur.  Comp.  di  Arezzo.  —  Ved.  Tabtigl». 


STRI 

Ij  cun  dì  S.  Bartolo  a  Strapclegnoli  nel 
17^5  conlaTi  99  popolani. 

STaATINA,  o  STARTINA  (  PIEVE  di) 
—  f^etì.  Capheab  in  Val-Tìkfniiii. 

STR£DA  «—  ¥^ed.  STHàDA,  o  Stuebà  di 
ViBa  nel  Viil-ii*Ariio  inferiore. 

SrMETTjt  [rtLLj  Di).  —  red.   Mouts 

STRETTOJA  deuji  VERSILFA  nel  lit- 

tanle  dì  Pictrasanta. — Gas.  e  (loggio  omo- 

■iao  Dcrlla   parr.  di  S.  Maria  Laurelana  , 

Um.  Giur.  e  circa  4  migl.  a  pon.-niaeslr. 

^  Pietrasanta ,  Dice,  di  Pisa ,  una  volta  in 

9«fllj  di  Liuni-Sarziina ,  Corop.  pisano. 

If  Gas.  di  Strettoia  trovasi  in  un  seno 
^  po{rgi  che  sì  avanzano  dal  Carchio  \er- 
so  li  Ligo  di  Porta  fra  il  monte  della  Pa- 
ialina  ed  il  poggio  di  Bipa^  dirimpetto  al 
man  ed  a  cavaliere  del  Lago  prenominato , 
ialomo  a  b-jsclii  di  olivi  colossali,  mentre 
Bei  fianchi  del  poggio  di  Streitofa  sono 
piinLjlì  sui  niiissi  di  calcarea  cavernosa 
aolti  filari  di  vili  basse. 

Gulesla  contrada  è  |>osla  sul  confine  del- 
ie due  Cotnunità  di  Seravezu  e  di  Pictni- 
udU,  mrnlre  il  distretto  di  Streito/a  ìLWa 
prte  -volta  a  inaest.  e  a  pon.  confina  col 
territorio  di  Montignnso  della  Cora,  luc- 
chese e  djl  IhIo  di  lev.  e  grec.  con  la  Com. 
gmnrJncale  di  Sernvezza. 

STRIBUGLIANO  {Strabulinnum)  nella 
Valle  fieli'  Ombrone  di  Grosseto.  —  Vili. 
^he^  fu  Cas.  e  poi  Gisl.  con  eli.  plebnnn  (S. 
Gio.  Battista)  nella  Com.  Giur.  e  circa  5 
nigl.  a  |.ion.  di  Arcidosso,  Dice,  di  Soiina, 
Comp.  dì  Grosseto. 

Risiede  sul  fianco  occidentale  de*  ()0<;gi 
•  he  ;u>pnr;ino  il  vallone  di  Zancona  «la  quel- 
kj  delle  Jffel ficee j  sofìTiì  le  di  cui  sorgenti 
§i  trova  il   fiaese  di  Slrihuglinno. 

La  mernoriii  più  anliut  di  qiirstn  ciisale 
reputo  quella  di  una  p«>rmiita  di  beni  fiilta 
in  Roselle  nell'anno  868  fra  Winigi  con- 
te d«-lla  eitld  ili  Siena  e  quattro  fratelli  figli 
dr!  fu  Prfroiie  della  ci  Uà  di  Chiusi,  i  quali 
pf-l^rono  alcune  lerre  e  boschi  posti  nei  ca- 
iaili  •ffinìano  e  Litiniano  presso  il  fiume 
jtlbrgna  invece  di  rase  ron  beni  di  suolo 
«ftuate  nel  càUile  S ira  bui  inno. —  f^ed.  Bo- 
^ELLE  ^  c  PiaaKTTi  neìlc  sue  Antich.  To- 
icane  T.   ÌI.  pag,  339. 

Cotesto  casale  poi  è  rammentato  col  titolo 
=ii  castello  in  una  membrana  del  7  nov. 
'•2o6  si:ritta  in  SlriMliano^  dalla  quale 
•i^'itiirisre  che  due  testimoni  di  Tosranella 


STRI 


481 


deposero,  qualmente  le  monache  di  S.  Am- 
brogio di  Alo  n  lece  Mese  presso  Siena  posse- 
devano iSmansi  posti  nella  corte  del  Cast, 
di  Stribulliano  ;  sul  ([uale  castello  e  sopra 
le  I  ersone  che  l'abitavano  le  monache  sud- 
dette avevano  una  certa  giurisdizione  e  do. 
minio.  —  (Ascu.  Dipl.  Fior.  Carte  deltu 
Badia  Amiatina.) 

Anche  in  Slribusliano  ebbero  talvolta 
giurisdizione  i  conti  Aldobrandeschi  di San- 
ta-Fiora,  tostocliè  il  conte  Jacopo  di  Bonifa- 
zio del  ramo  di  Santa-Fiora  (>er  testamento 
del  1346  lasciò  al  Comune  di  Siena  alcune 
sue  ragioni  sopra  i  due  castelli  di  MonliceU 
lo  e  di  Slribugliano. 

Nel  popolo  di  S.  Gio.  Rittista  a  Slrilni- 
gliano  è  compresa  la  tenuta  ì\e\V Abbando- 
nato ,  nome  che  rammenta  la  sua  trista 
sorte  se  non  si  vuole  piuttosto  riferire  ad 
un  antico  ospedalello  esistito  costà  col  no- 
me di  Trabhandonatn,  —  f^ed.  AiiriDO.S5r). 

Li  parr.  di  S.  Giovan  Battista  a  Stiibii- 
gliano  nel  i833  conlava  348  abil. 

STRirX)  nella  v.illecola  dell.»  Sterza  di 
Val-d'Era.  —  Cislellare  che  diede  il  titolo 
di  conti  ai  signori  di  Strido  deireslinl.< 
famiglia  pisana  ile* f^enrrosi ,  di  cui  furono 
credi  i  nobili  Pesciolini,  siccome  lo  avev.i 
dato  ad  una  chie&i  plcbaiia  ,  attualmente 
cap|>ellania  del  capitolo  di  Vnltt^rra,  nel  (>o- 
polo  di  Mieiuo,  Com.  di  i\lonlecatini  di 
Val-di-Cecina  ,  (iiur.  e  Dine,  di  Volterra  , 
Conip.  di  Firenze. 

Il  Castel  di  Strido  alquanto  famigerato 
nella  storia  civile  per  i  suoi  dinasti  e  nella 
naturale  per  il  suo  lignite,  è  ridotto  at- 
liiatmenle  ad  una  f.ittoria  del  semin.irio  di 
Pisa,  per  la  parte  del  suo  antico  distretto  si- 
tuata in  Com.  di  Ripalbella,  Dioc.  e  Comp. 
di  Pisa,  mentre  un*  altra  porzione  è  com- 
presa nella  Com.  di  Montecatini  di  Val-di- 
Cecina  ,  Giur.  e  Dioc.  di  Volterra. 

Esistono  tuttora  nella  sommità  di  una 
collina  fra  la  Sterza  e  il  borro  di  S.  Cer-" 
bone  poche  vestigia  delle  mura  castellane 
della  torre  di  Strido. 

Sebbene  sopra  cotesto  Cast,  avesse  gìuit- 
sdizionc  il  vescovo  di  Volterra,  fu  esso  pri 
lunga  età  oggetto  di  questione  con  i  metro- 
polilani  della  chiesa  pisana,  siccome  fu  detto 
agli  Art.  RiPALBFXT.\,  Montfvaso,  ecc. 

Nonostante  in  Strido  fino  dal  secolo  XII 
ebbero  dominio  alcuni  conti  di  origine  pi- 
sana. Tale,  per  es.  era  quel  Cani.  Gualfredo 
figlio  del  conte  .\irigo,  chca'ienò  a  Villana» 


482               S  T  B I  S  T  B  O 

jircivetcovo  di  Pisa  diversi  beni  [Misli  inVul-  AH* Art.  Gvinniro  in  Val^rEra,  dove  la 

di-Slerza  nei  distretli  di  Btonte^aso  e  di  casa  Pesciolini  di  Pisa  (lossiede  una  tìJU 

Strido,  con  lenula  annessa ,  e  nel  giornale  A|fnrio 

Ciò  nonostante  il  Cisl.  con  la  sua  corte  losi'^iio  N.®  a3,  all'anno  i83a,  fu  riportala 

dal  re  Arri^  VI  fu  concesso  in  feudo  per  un'ampollosa  iscrizione  de* conti  Cenerosi 

metà  al  Vesc.  di  Volterra  Ildebrando  Pannoc-  ^i  iS/ri^o ,  in  cui  si  parla  della  decadcoa 

chieschi,  mevliantc  diploma  del  a3ag.  1 186.  immaginaria  del  Cast,  di  Gbìzxano. 

Quindi  nel  1 198,  essendo  insorta  lite  fra  La  pieve  di  Strido,  della  quale  è  restalo 
il  Comune  di  Vollerni  e  Ubaldo  arcivesco-  il  nome  generico  ad  una  chiesa ,  da  lan|^ 
vo  di  Pisa  a  cagione  del  dominio  di  Siri-  mano  slata  aromensala  con  i  suoi  beni  al  ca- 
do, di  Ripalbella  e  di  alcuni  casttllucci  del-  pitolo  della  calledmle  di  Volterra ,  esisterà 
la  diocesi  Volterrana ,  fu  rimesso  il  giudixio  come  ballesimale  anche  nelfanno  1 356;  av- 
a  due  arbitri  nominati  dalle  parli,  i  quali  vegnacbè  la  si  Irova  registrala  come  plebana 
nel  37  agosto  stando  in  LMJatico  decisero  nel  catalogo  delle  chiese»  ospizj  e  abbaile 
la  causa  a  favore  drgU  arcivescofi  di  Pi-  di  detta  diocesi ,  compilato  nel  10  noveni- 
sa.  —  f^ed,  RiFÀLBKLLà.  bre  del  i356. 

Cantuccio  86  anni  dopo  (1384)  il  Cast.  Allora  nel  piviere  di  Strìdo  esistefa  U 

di  Strido  fu  uno  di  quelli  dati  in  pegno  ai  cappella  di  S.  Michele  a  Carpagnam» 

Fiorentini  da  Ranieri  vescovo  di  Volterra,  STROVE  in  Val  d'Elsa.— Vili. giSiGML 

itella  lusinga  di  essere  ilifeso  contro  i  Pisani,  e  contrada,  dalla  quale  presero  titolo  laooo- 

Quindi  è  che  i  conti  di  Strido,  sebbene  tnida  di  f^al'di -Strofe  con  due  chiese  parr. 

feudatari  degli  arcivescovi  pisani ,  dovettero  ora  riunite  (SS.  Martino  e  Pietro  a  SiroH) 

giurare  fedeltà  alla  Rep.  di  Firenxe.  Acuid-  nella  Com.  e  quasi  raigl.  3  a  pon.-lili.  dì 

de  un*  eguale  sottomissione  sotto  dì  1 1  gen-  Munteriggioni»  Giur.  di  Sovicille,  Dice,  di 

najo  ia85  (stile  comune)  anche  rispetto  agli  Colle,  già  di  Volterra,  Comp.  di  Siena, 

abitanti  del  castello  predetto.  Siede  alle  falde  selt.  del  Monte-Bfagfio 

Di  qual  famiglia  fossero  allora  i  conti  di  fra  la  Pieve  a  Castello  e  l'Abbadia  di  S. 

Strìdo,  se  dei  f^enrroti  di  Pisa,  o  di  altra  Salvadore  dell'  Isoia, 

rasala,  non  è  cosa  facile  oggi  rìn tracciare.  Vi  ebbero  dominio  sino  dal  secolo  deti- 

Bensì  l'atto  di  giuramento  nel  dì  1 1  genn.  mo  i  nobili  detti  di  Staggia  e  Siro^e^  sic- 

ia85  prestalo  dagli  abitanti  e  dai  feudatarj  come  fu  indicato  agl'articoli  Abasii  bbl'I- 

del  Casi,  di  Strido  darebbe  motivo  a  sospet-  sola.  Staggia  r  Strezi,  ai  quali  per  amor  di 

tarr,  che  i  conti  di  detto  luogo  potessero  es-  brevità  rinvio  i  lettori.  —  Solamente  qoi 

sere  gli  autori  de' conti  f^enerosi,  alla  qiial  aggiungerò  che,  mentre  Staggia  era  corapiv- 

consorleria  a^^parlenevano  un  Giov.  Battista  sa  nel  territorio  fiorentino,  Strovc  dìpfii* 

del  fu  Guido,  un  Trinca  ed  un  Ghino  fra-  deva  dal  governo  di  Siena, quindi  in  quelf 

teili ,  un  Gino  del  fu  Tancredi ,  un  Nerino  jérc/i.  Dipi,  al  Kalefetto  vecchio %o\\o  Tao- 

del  fu  Guidingo,  un  Guido  del  fu  Perendolo  no  laai,  a  carte  109  n.^  173,  si  nolana  i 

del  fu  Guidone,  tulli  conti  dì  detto  castello  confini  fra  Staggia  e  Strove, 

iìrroati  in  dttlo  atto  del  gennajo  ia85.  In  Slrove  poi  sino  dal  secolo  XII  la  mra- 

Più  tardi  il  conte  Cino  del  conte  Cristo-  sa  vescovile  sanese  aveva  i)OS8essioni,  toa* 
fano  frenerò  ti  con  suo  testamento  lasciò  fermate  al  la  medesima  da  una  bolla  del  Pool- 
creile  del  castello  e  corte,  oggi  tenuta  di  Clemente  III  diretta  nel  1189  a  Buono v^ 
Strido,  ì  frati  Domenicani  di  S.  Caterina  di  scovo  di  Siena.  La  qual  cosa  ci  richiama  si- 
Pisa,  dai  quali  i  beni  nieilesimi  sono  pas-  la  donazione  del  14  magg.  1137  che  ditelli 
sriti  al  seminario  pis;ino  eretto  in  S.  Caterina,  signori  di  Staggia  e  Stmve  fecero  a  Raaicn 
Quantunque  in  seguito  le  nobili  famiglie  vescovo  di  Slena  della  quarta  |Nirte  di  Bina- 
Pesciolini  di  Pis:i,  e  di  S^in-Gimignano  leu»  te-C^slelli ,  di  una  piazza  dentro  il  casldtli 
tasserò  di  riassumerne  i  diritti  col  titolo  di  Strove  e  due  nel  borgo  annesso,  eoe. 
conti  di  Strido,  come  asserti  discendenti  Finalmente  citerò  due  atti,  del  1 5  aprii' 
della  famiglia  f^entrosi ,  nou  lo  poterono  1946  e  i5  luglio  ia63, coi  qnali  alcuni '< 
ottenere,  e  nettampoco  i  (rati,  ai  quali  rooU  Slrove  venderono  a  Ghinibaldo  del  fo  Si- 
to meno  si  conveniva.  —  (Paghimi,  Lessico  racino  marito  di  donna  Sapia  deirAligkicri 
isterico  Diplomat.T.  VII  MS,  neWArch,  diversi  pezzi  di  terra  posti  nella  corte  «^ 
delle  Riformag.  di  Firenie,)  Siro  ve ,  in  luogo  detto  Cerhaju, 


I 

STRO  SUBB               483 

Rìfpttlo  alla  eh.  di  S.  Pietro  a  Strare,  dronato  di  quest'ultima  chiesa;  oltre  la 
(SU  noti   solo  fu  rammentata  nel  catalu||[o  Jortezui  di  Strozzavalpe,  —  (  Aaca.  Dm. 
MsinfNjtf  Tolternino  del  i356,  ma  nella  FìQwì,  Carte  di  Cesieiio.) 
taH  cJiicsa  fu  rog»lo  nel  aS  mano  iao4  «  Nel  contorni  della  villa  di  Strozta vol- 
li istruairalo  reliitivo  alla  vendita  fatta  da  i«edi  Poggibonii,  (dice  un  !US.  pubblicalo 
iMfìoDfJel  Tu  Soiino  e  da  Altarocca  sua  niu-  dal  P.  lldeibnso  nel  T.  XI  delie  Delìzie  de- 
f    !""'  ^^**  «Ji:ir  Isola  di  quanto  quei  co-  gii  Eruditi  ecc.)  gli  Adimari  una  volta  ci 
Mp  possrclevano  nella  corte  di  Muntigu-  avevano  da  cento  poderi  ed  il  suddetto  for- 
life  io  luogo  detto  Agli.-^{ioe,  eit.)  tilizio  di  Strozz-ivolpe  uscì  di  casa  Adimari 
^p>rr.  «li  S.  Martino  a  Strove  nel  i833  per  una  figliuola  di  Gio.  Battista  Adimari, 
^***^  3i3  abit.  la  quale  erasi  maritata  in  casa  Rinuccini.  m 
STRQZZ4VOLPE  in  Val-d*E!sa.~  Vii-  Le  quali  parole  ci  fanno  strada  per  in- 
ksìpiorile  che  fu  de*  nobili  Salimbeni  di  dagare  T  epoca  e<l  il  nome  della  donna  A' 
ftna  ora  della  famiglia  Cepperello  di  Fi-  dimari  entrata  nella  famiglia  Renuccini,  e 
nne,  fìibbricala  sul  modello  di  una  rocca  sapere  da  quale  degli  Adimari  essa  nascesse. 
•so  fossi  inlorno,  ponte  levatojo,  mura  a  Neil*  albero  genealogico  della  illustre  pro- 
*^rpB  •   torrioni  contornali  da  merli  e  da  s^pia  Rinuccini  compilato  dal l*  erudito  suo 
dentelli,  il  tutto  in  ottimo  stilo.  È  com-  bibliolccario  Giuseppe  Ajazzi  si  trova  ap- 
pMs  nel    pO|iolo  di  Talcione,  Gom.  Giur.  punto  die  sul  declinare  del  secolo  XIV  don- 
t  circa    nii|;].   i    J    a  lev.  di   Poggiboiisì,  na  Elisabetta  di  Filip|)0  d'Alamanno  Adi- 
Dine,  di  Colle,  gii  di  Siena,  Gomp.  senese,  mari  erasi  impalmata  a  messer  Ginodi  Fran- 
Kisiede   in  collina  ali* elevatezza  di  420  cesco  ili  CinOf  o  Renuccinu,  ed  è  quel  Ci- 
W.  sopra  il  mare  sulla  ripa  sinistra  del  fosso  10  medesimo  dalla  cui  ligliuolanza  si  pri- 
A  Taicion^  che  scende  dal  lato  di  grec.  {«ago  la  linea  dei  marchesi  Rinuccini  attuali. 
^  vuotarsi  nel  lorr.  Corfini  poco  innanzi  K  vero  altresì  che  nello  slesso  albero  gc- 
^^■Inire  con  questo  nelh  Staggia.  nealogico  trovasi  un  secolo  dopo  altra  don- 
^  Dubito  che  Sirosza^olpe  nel  secolo  XIl  na ,  Caterina  Adimari ,  maritala  a  Niccolò 
"  "n^H lasse  i9corfìcatfo//>e,  siccome  me  lo  fa  di   Giovanni  Rinuccini  del    ramo  estinto 
■^xUare    un  atto  di  donazione  del  nov.  nd  1675.  —  (  Ricohdi  Stohici  di  Fuirro 
ti 54  latto  da  Pietro  di  Rolandino  alla  Bìh  Riifucciai  ecc.  pag.  ia6  e  fegg.) 
Aa  dall* Isola  presM  Staggia  di  tutU  le  ter-  STRUMI  nel  Val-d*Arno  casentinese.  » 
fftcfae  possedeva  in  Scortiea^ipe ,  a  Po-  Gas.  ch'ebbe  chiesa  parr.  (S.  Fedele)  di 
*■**  ecc.  padronato  de*  conti  Guidi  di  Baltifolle,  stala 
Crmie  poi  la  villa,  o  fortilizio  privato  di  riunita  alla  cura  di  S.  Fedele  di  Poppi,  nel 
wMiavolpe  passasse  ne*  Salimbrài  dì  Sie-  piviere,Gom.Giur.ecircaunmigl.aniaestr. 
sa  è  £icile  ad  arguirlo,  tostochò  un  Benuc-  di  della  Terra,  Dioc.  e  Gomp.  di  Arezzo. 
c>sSalìmbeni,  imparentatosi  con  la  contessei  Trovasi    sopra    un   poggio   bagnalo   dal 
lar^beriia  ultima  erede  de* conti  Alberti  di  borro  di  Strami^  detto  anche  borro  RoviU 
«eraìo  e  Miingi^na,  acquistò  dei  dirilti  au-  te.  —  Luogo  celebre  |)erchè  coslù  in  Stru- 
c^  in  varj   luoghi  della  Val-d*£lsa ,  dove  mi  i  conli  Guidi  sino  dal  secolo  X  fonda- 
^srì  conti  ebbero  signorie  e  castelli.  rono  la  prima  badia  di  S.  Fe<lele  a  Sirumi; 
laialli    la   fortezza    di    Strozzavolpe   [>cr  molto  innanzi  che  fosse  traslocata  dentro  Pop- 
Mnimenlo   del  3  luglio   i38i    fu  venduta  [«.  —  /^rc/.  ^/i^r/.  Badia  di  Poppi  e  Poppi. 
*  Brmanlo  di  Duccio  di  Gorso  degli   Adi-  Anche  la  parrocchia  della  Badia  di  S.  Fé- 
^■rì  di  Firenze  con  tutti   i   beni  attinenti  dcle  a  Sirumi,  per  decreto  vescovile  del  34 
*Mofa  a  floDiia  Baldesca  figlia  di  Benuccio  aprile  1781  venne  unita  alla  cura  abbaziale 
^imhffni,  dopo  essere  reslata  vc«lova  di  di  S.  Fedele  di  Poppi. 
waavirY»  Malevolti  di  Siena,  mediante  il  La  f»arr.  di  S.  FeiJelc  di  Sirumi  nel  1745 
fcio  ili   fiorini  aoo  d*oro  che  ricevè  dal  aveva  89  abitanti. 

«owpratorc.  Il  quale  acquisto  consisteva  in  SUBBIANO  nel  Val-dWrno  anelino.  — 
■■  podere  con  5  pezzi  di  ferra  fKìsli  nel  Borgo  con  pieve  arciprelura  (S.  .Maria)  ca- 
lciolo dì  S.  Maria  a  Lecchi,  ed  in  altri  f>oliiogo  di  Gomunità,  siccome  In  fu  ancora 
■^«uamenti  situati  nelle  parrocchie  di  S.  diGiur.,  atUialmciile  sotto  il  vicarialo  R.  di 
Xaria  a  Takione  e  di  S.  Martino  a  Luco;  Ai'ezzo,  Dioc.  e  Gomp.  medesimo, 
■impresavi  la  metà  (ler  indiviso  del  giuspa-  Trovasi  fra  il  gr.  ag^  28'  o"  long,  ed  il 


481 


SUBB 


43^  35'  o'  lalit.  lungo  la  strada  provincule 
caseniincw,  alla  sinislra  del  fiume  Aruo, 
sotto  lo  itrelto  di  S.  Mainante,  dove  TArno 
dal  bacino  casenlinese  s*  introduce  per  la 
gola  di  S.  Marnante  nel  Val-d* Arno  di  Are^ 
zo,  circa  8  migl.  a  lelt.  di  questa  città,  quasi 
la  raigl.  a  ostro-scir.  di  Bibbiena  e  5  migl. 
a  grcc.  di  Cipolona.  —  Fed,  kwnofi. 

Fra  le  membrane  dell' Arch.  della  catte- 
drale aretina  esistono  memorie  di  questo 
Subbiano  (ino  dal  i  o  1 5 ,  mentre  il  vescovo 
di  ArezaLO  Elemberto  in  detto  anno  lasciò  a 
quel  capitolo  molle  rendite,  fra  le  quali  la 
nona  parte  dell*  usufrutto  di  tutte  le  corti 
della  sua  mensa  vescovile  eccetto  quella  di 
Subbiano,  le  corti  di  Silpiceiano,  di  Prato^ 
maggio  ecc.  La  stessa  donazione  fu  poi  con- 
fermata al  capitolo  di  Arezzo  dall*  Imp.  Arri- 
go detto  il  Santo  mediante  diploma  del  ioao. 

AÌV  jiri.  Soci  fu  citato  un  istrumento 
scritto  nel  castello  di  Subbiano  li  3  ottobre 
del  1080,  relativo  ad  una  vendila  fatta  al 
rapitolo  predetto  di  beni  situati  nei  distretti 
di  Soci ,  di  Leona ,  di  Galiano ,  di  Sesto 
ecc.,  brni  tutti  confermati  ai  canonici  di 
Arezzo  da  un  privilegio  dell*  Irap.  Arrigo  VI 
dato  in  Siena  li  8  di  ottobre  dell' anno  iigi, 
e  innanzi  ancora  (anno  11 63)  dal  vicario  del- 
l' Imp.  Federico  I  in  Toscana,  col  quale  fu 
dato  ordine  di  mettere  in  possesso  il  prepo- 
sto della  cattedrale  aretina  della  torre  di 
Subbiano  tolta  violentemente  da  Ugo  di 
Guittone,  dollii  torre  e  castello  di  f^icionti 
in  Val-diChiana  stati  presi  dai  figli  di  Al- 
berto di  Gipannole  e  della  villa  di  Doma 
nel  piviere  del  Toppo  slata  occupata  arbi- 


SUBB 

trariamente  da  Gualfreduccio  di  Sassuolo, 
ecc.  -»  (AacB.  dclla  Gìttbmi.  hi  Ambo.) 

Rispetto  al  dominio  temporale  di  Svh- 
bianOf  esso  pervenne  per  una  metà  nei  oooti 
Guidi ,  i  quali  ne  ottennero  la  conferma 
dagP  Irap.  Arrigo  VI  nel  1 191  e  da  Federi- 
go II  nel  laao. 

In  seguilo  Subbiano  fu  dominalo  dai  Tar- 
lati  di  Pietraraala,  uno  dei  quali,  Pier  Sac- 
cone, nel  1 338  lo  sottomise  con  tutto  ilooa- 
tido  aretino  alla  Rep.  Fior.,  dal  governo 
della  quale  gli  abitanti  di  Subbiano  si  di- 
staccarono dopo  la  cacciata  del  Duca  di 
Atene,  fìncbè  con  atto  pubblico  del  1 3  di- 
cembre 1 384  si  sottoposero  di  nuovo  al  Co* 
mune  di  Firenze ,  e  nel  marzo  tHurgtmitf 
ricevettero  le  loro  capitolazioni. 

Una  delle  antiche  riformagioni  degli  sta- 
tuti municipali  di  Subbiano  porla  la  data 
delPanno  1475,  a  tenore  de*  quali  gli  no* 
mini  di  Subbiano  non  dovevano  enere  gn- 
Tati  di  tasse  o  imposte  altro  cbc  col  mcns 
dei  loro  governanti ,  il  quale  privilegio  fe 
loro  confermalo  dalla  Signoria  di  Fireme 
per  provvisione  del  i5o6t 

Alla  chiesa  plebana  di.  Subbiano  fu  aa- 
nesso  il  soppresso  popolo  de*  SS.  Jacopo  e 
Cristofano  a  Baciano.  Essa  a  vicenda  om 
le  pievi  di  S.  Maria  a  Galenaja  e  di  S.  Har- 
lino  sopr'Amo  contano  per  suffragance  le 
cure  di  S.  Maria  a  Bibbiano^  di  S.  Apolli- 
nare a  Bei  fior  e,  e  di  S.  Lucia  a  Cenine. 

La  pieve  di  Subbiano  die  è  di  antico giv- 
spailroiiato  del  c:i|>ilolo  aretino,  venne  erri- 
la in  arcipretura  con  decreto  vescovile  ilH 
16  maggio  1756. 


^OFIUENTO  della  Popolaùone  del  Castello  e  Bomgo  di  Svnatjvo 
a  cinque  epoche  dii^erse ,  disfisa  per  famiglie. 


Anno 


i55i 
1745 
i833 
1S40 
1843 


IMPCBBRI 


•l> 


muse.',  tt/nm. 


Gì 
1 12 

.•>8 


47 
99 
90 


ii5 


ADULTI 


rnasc. 


fernm. 


90 
94 
93 
9» 


i53 
laa 

87 
i39 


CONIUGATI 

dei 
due  sessi 


aa6 
3oo 
a8o 


ECCLESIA- 
STICI 
SECOLARI 


6 

a 
1 
8 


Numero 

delle 
famiglie 


60 

83 

lai 

i4a 
i(>8 


Totale 

delh 

Popolai. 


a68 
4»8 
655 
667 
693 


1 


SUBB  SUBB              485 

Cof/matià  di  Subbieuio.  —  Il  terrìlorio  con  la  Coin.  ili  Arezzo,  da  primo  dirimpcUo 
H^tirsta  Comunità  occupa  una  superficie  a  scir.  mediante  il  corso  MhiChiassa,  |Mì- 
éi  aa356  qu.idr.,  677  dei  iiuuli  spetliino  a  scia  piegando  direzione  da  M).  a  fion. -mac- 
ini d'acqua  e  a  pubbliche  strade.  —  Nel  str.  quindi  a  [)on.  e  finalmrnte  di  nuovo  a 
i8S3  esisteva  costì  una  popolazione  fissii  di  lib.  [ht  arrivare  siiirArno  chi*  trova  pressi» 
1966  persone,  u  proporzione  di  1  io  abit.  Monte-Giovi  di  fronte  alla  pieve  diSietina, 
peroonì  uiìgl.  quadr.  di  suolo  imponibile,  dove  ritorna  a  confine  laCom.diCapolona. 
Coofìn;!  con  sette  Comunllà.  Dal  lato  di  Una  delle  mnnluositìi  più  elevate  di  que- 
pOB.  si  tocca  con  la  Com.  di  Gipoluna  me-  sto  territorio  è  quella  delPAIiie  di  Catenaja, 
Jianle  il   corso  delTArno,  che  rimonta,  a  trovala  dal  Pad.  Inghirami  '^399  br.  su|>e- 
pulire  dalla  £>a§na  sotto  Itfontcgiovi  quasi  riore  al  livello  del  mare  Mediterraneo. 
iinmpelto    alla   pieve   di   Sielina   passando  Pni  i  principali  corsi  d'acqua  che  ba- 
per  il  Ponte  a  Ciliano ,  e  dopo  avere  rascn-  gnino  il  territorio  di  questa  (>)munità  con- 
Mo  il  borgo  di  Subbiano,  trova  lungo  la  Usi  T  Arno  che  ne  lambisce  il  confme  per 
ripa  sÌDÌslra  del  fmme  l'osteria  del  Travi-  varie  miglia  dalla  parte  di  pon., mentre  dal 
fiBle  prvsso  lo  stretto  di  S.  Riamante.  Costi  Iato  dì  scir.  e  di  ostro  enira  e  presto  esce 
Jave  r  Arno  piegando  direzione  da  sett.  a  dal  territorio  comunilativn  di  Subbiano  il 
poa.  riceve    la  confluenza  del  torrentui:cio  grosso  lorr.,  o  fuiniana  Chiassa. 
Mrilia  cessA  la  Com.  di  Gipo1on;i  e  sotlcn-  Rispetto  alle  strade  rotabili,  do[K>  quella 
tnquell.i  «li  Cistelfucoguaiio,  da  primo  ri-  provinciale  casentinese che  {Kissa  per  il  bor- 
■DDtando  con  l'altra  per  breve  tragitto  V  godi  Subbiano,  quasi  tutte  le  altre  sono 
Imo  stesso,  che  abbandona  per  volgersi  da  mii!aili<'re,  e  |iedonaIi. 
■tt.  a    grec.   [ter  termini  artiticiali ,   do%e  II  suolo  che  cunpre  i  fianchi  de' monti  e 
iopo  un  mezzo  miglio  incontra  sulla  strada  de*  poggi    di  cotesta   Comunità ,  a  prtire 
provinciale  il  territorio  «Iella  Com.  di  Chiusi  dalla  cresta  dell'Alpe  di  Gitenaja  sino  alla 
osentinese  e  poco  dopo  quella  di  Chitigna-  gola  di  S.  Marnante,  consiste  in  polenti  strati 
BO,  ci>n  la  quale  arriva  nel  iott.  Ras  Sina,  di  macigno  alternanti  con  piccoli  straterelli 
Ifi  piegando  direzione  a  scir.  Siile  per  ter-  di  schisto  marnoso,  mentre  in  pochi  punti 
Mini  artificiali  sul  fianco  sett.  dell'Alpe  di  si  afT.iccia  la  terza  roccia  appenninica  della 
Cdenaja  avviandosi  di  conserva  sul  poggio  calcarea  compatta  (alberese  o  colombino), 
ielb  JF'onte  ni  Bat;nolo  verso  il  giogo  più  In   quanto  ai  prodotti  agrarj  di  questa 
der.'ito  ilei  r Alpe  di  Catenai»,  nella  cui  som-  Comunità,  nella  parte  più  el(r\ata  esistono 
KÌtà  trova    dirimpetto  a  lev.   la   Com.  di  foreste  di  faggi  e  pa!>tiire,  a  mezz;i  costa  selve 
Ciprea.    Con    quest'ultima  la  nostra  pif-  di  castagni,  e  nei  (>oggi  vicini  a  Subbiano 
pndo  cammino  da  srir.  a  ostro  percorre  il  vigneli  a  ripiani  che  forniscono  un  \inos(]ui- 
(riO'kle  dell'Alile  di  Citenaja  sino  al  terrai-  sito  ed  il  nioscidi'Ilo  più  famigerato  della 
Dr  dcrìl.i  Srroscia  j  dove  snltenlra  a  confine  valle  casentinese. 

ili  .'ronte  .■  Irv. ,  poscia  a  sett.  e  finalmente  l/an<;iisla  pianura  poi  lungo  la  ripa  si- 

Ji  n'iovo  a  lev.  il  territorio  della  Com.  di  nislra  dell'Arno  è  rr>perta  fia  un  terreno  di 

io^hijri.  Con  questo  il  nostro  percorre  lo  trasporto,  ass«ii  feri  ile  e  coltivato  a  .sementa, 

iftfi'sni^  meridionale  dell'Alpe  stessa  di  (Ài-  Fu  in  Subbiano  iin.t  polesleria  minore 

triLij^,  il  cui  versìinle  orientale  acquapende  soppressa  nel   i8;o,  il  cui  giiisdisi'rnle  era 

in  Vat-Tib;  rina  mediante  la  fiumana  della  sotlo;  oslo  pel   criiiiiiiale  e  pel   politico   al 

Scifora  „  In  quale  attraversa  per  salire  con-  vicario  U.  di  Arezzo. 

(r'acqu.1  pel  t'osso  di  f^albulino  sui  poggi  che  Tj:i  Com.  di  Subbiano  mantiene  un  medi- 

ii^drino  la  vallecola  della  Solfara  tributa-  co,   un   chirurgo  eii  un  inaeslrodi  scuola. 

Kj  di  l  Tfvcre  dall'altra  dilla  Chiassa  tri-  Si   pralicano  nel  suo  capoluogo  due  fiere 

luLiri.i    dell' Arno.   In    quest'ultimo   corso  annuali,  la  prima  ih  Ile  ({u.ili  cade  nei  giorni 

d'»:ip.u  voltando  faccia  a  scir.   il   territorio  di  lunedi  e  marledì  della  IVnlecosIc,  la  se- 

fr-nunitalivo  di  Subbiano  ollre[>assa  il  fosso  coinla  nel  giorno  xk)  di  srllerubre. 

'J*i.li»  ih-lla  y/aremma  poco  innanzi  di  arri-  Li  sua  ciincelleria  Coniiinil.iliva.  T  inge- 

»ar  ■  a'I' iJstena  del   Chiavarett»  i  ilo^c  ri-  gnere  di  f)iicondari'>,  rnlfi/iti  di  esazione  del 

ir.^-i  1,1  fiumana  della  C'/</r25'.(''i  che  percorre  Regisin» ,   la  roiiserx.r/.ione   delie  Ipoleelie, 

(«r  {l'erbe  braccia  fino  alla  lonlluenzii  della  il  giurisiiieeiile  ci\ile  <>  criiuiii.ile  ed  il  tri- 

f'hiassaccia.  Ivi  incomincia  n  fronteggiare  buii.ile  di  piiina  Islaur.i  sono  in  Arizzo. 

▼      T.  Tl'JI 


QUdDRO  dtlta  Popolatioru  dell»  CamamtTJ'  a 

a  ciiujtte  epoche  diverta. 


SIIBBORGO  ORIENTALE  di  AREZ-    conlraJa,  ad  un  lorr.  t  ,d  uà  u^ 

TX).  —  frd.   AiiFrxu.  delinquale  contnidi  i  comprai  nel' 

—  ni   SATT  ALESSANDRO  à.  VCL-    della  Caseriicu  e  Torri,  mralR  I>  | 

TERRA.  —  f^e<l.  VoLTKKat,  e  cosi  ili  tutti    map^^iore  >ictla  alla  Cam.  di  Stai 

pM  altri  siiblmrclii ,  dillp  città  di  Tnirana.     io  Val-.lÌ-Pna,que1laiottoli  pnlcM 

SUItliROMIMO.uStXÌROMIGNO.—    la  Usin  ^  Si^na,  quniamtto.lf» 

fri/.  ScGi'iMicHn.  di  San-CMciano,  nella  Dice,  e  Covf 

SI  BIJRBWO.  —  red.  SoMAHci.  n:n«. 

SliCCASTELLI   (BADIA    *)  —    fed. 

Blu»  A  SccciSTEUi  in  Val-Tibmna. 

^vccjo^  {PiKrt  ol  S.  GiorjKKt  oi)  Cagiano  tccnde  nclU  liunuDiiW' 
nella  Valle  ilei  Reno  bolofntie.  —  f^ed.  ponte  di  &rtiAJa,  un  meiin  nifl- 
dallH  coaduenu  del  torr.  fvfW  i 
Unii  delle  rìiaembrjnie  (àii  ati 
cavile  di  Su^anit  cuiuct^uì  Ìu  uw  ■ 
Ila  del  dì  18  mino  1104,  «ciiliia 
na  lerritorio  fiorenlim,  in  coi  a  n 
Tanni  clic  Iia  dnli>  il  nome  ad  una  rileu    tuno  dei  beni  della  Bidii  di  ^ 


1 


SU6R  SU6R               487 

poiU  in  Foltignano  e  a  Siepi  nel  pmere  di  col  quale  Pietro  vescovo  di  detta  città  alli- 

S.  i^cse  ■  Mortennano  in  Val  d*Elsa.  —  vello  un  podere  dell»  sua  mensa  vescovile 

(Aaoi.  Din..  Fioa.  Cari,  della  Badia  di  posto  nei  confini  di  Suffromigno,  in  luogo 

PtsiigH.)  detto  Castiglione,  mentre  la  chiesa  pleba- 

In  quanto  alla  pieve  di  S.  Giovanni  in  na  di  S.  Gio.  Battista  e  S.  Lorenzo  a  Su- 

Smgana  il  Ijiini  ne' suoi  Jionum.  Eecles.  gromi^o  dichiarasi  nella  carta  medesima 

ftor,  riporta   una  bolla  concistoriale  del  situata  in  luogo  denominato  Campo  Cara- 

1194  firmala  in  Verona  dal  Font.  Lucio  IH  sca,  —  (Mnoa.  ìjcvcn,  T.  V.  P.  III.  f^ed, 

afirvore  del  Mon.  di  S.  Miniato  al  Monte,  anclte  due  carie  del  18  maggio  948). 

il  qosiie  confermò  fra  ^li  altri  l^eni  tutti  Quali  e  quante  fossero  le  ville,  i  di  cui 

fwfli  che   il  Mun.  predetto  possedeva  nel  abitanti  solevano  pa<;.irc  le  decime  al  pie- 

pìvicre  dì  ^.  Gii»anni  in  Sugana,  vano  dì  Sugroraigno  ,  o  a  chi  per  esso ,  Io 

Nel  aecolo  XIII  colesta  pieve  era  matrice  dichiara   un   istrumenlo  del    i    nov.  988 

£  tette  popoli,  oltre  la  cb.  plebana  S.  Gio-  scritto  in  Lncca,  col  quale  il  vescovo  IsaU 

iHini  in  Smgana\  ed  erano:  i.  S.  Stefano  fìredo  allivellò  le  chiese  di  S.  Maria  diGra- 

«  Gmbbioia  ;  9.  S.  Niccolò  a  Cipollaiico  guano  e  di  S.  Quirico  sottoposte  alla  pieve 


(entrambi  annessi  alla  pieve ^;  3.  S.  Maria  di  Sngromigno  compresa  la  metà  dei  beni 
iik  Momoia^  esistente  con  il  seguente  an-  ad  esse  chiese  pertinenti  oltre  5  poderi,  due 
wemo;  4.  S.  Leonardo  alla  ^uereio/a  ;  5.  S.    de*  quali  posti  in  Petrojo,  il  terzo  in  ^al- 


7*orri,  esistente;  6.  S.  Pietro  a  g^^no,  il  quarto  a  Caminata,  ed  il  quinto 

MwHt^paldi^  idem;  7.  S.  Niccolò  a  Piti'  con  casa  e  mulino  presso  la  stessa  pieve; 

fnano,  tdem.  più  una  vigna  situata  in  Paierno^ùtìe  peszi 

D  popolo  della  pieve  di  S.  Giovanni  in  di  terra  vignata  in  f^ereilUano,  altro  pezzo 

Sfapa  nel  i8S3  contava  997  abit.  in  Uzena  presso  Peirofo,  nn  terzo  vigneto 

SCGHBRA.  —  Fed,  Suvcaà.  in  luogo  appellato  Ceruliano,  un  pezzo  di 

SUGHERELLI.  -—  f^ed,  Suvuolla.  terra  con  querceto  e  selva  in  luogo  detto 

SDGHERETO.  —  Fed.  SwuutTO.  al  Sundrio,  nno  in  luogo  appellato  Campo 

SUGaOMlGNO,  SEXÌROMIGNO  {Sub-  Mfomilio,  ed  un  pezzo  dì  terra  arabile  posto 

§rominió)  nella  Valle  del  Serchio.  —  Con-  tra  le  due  Tiane  .  .  .  Inoltre  quel  vescovo 

todi  che  serve  di  nomignolo  ad  un'antica  concedè  allo  stesso  ftttuario  tutti  i  tributi 

pieve ''S.  Liorenzo)e  ad  un  rio,  il  qualescen-  soliti  darsi  dagli  abitanti  delle  ville  e  luo- 

ét  al  suo  lev.  dal  poggio  sovrastante,  nella  ghi  compresi  nel  piviere  di  Sugromigno , 

Com.  Gior.  e  cirra  migl.  4  {  a  sett.  di  Ca-  cioè,  PuUciano ,  Camigliano ,  Pia/ole, 

pnnorìt  Dice,  e  Due.  di  Lucca.  Vercilliano,   Laiiano ,  f^iacava.  Luco, 

Risiede  in  mezzo  a  bellissime  ville  si-  Sfondano,  Ifiucciann  ^  tignale,  Collec- 

IKirili   del  Ducalo  di  Lucca  verso  le  fai-  ehio,  Mareianula,  A Ifiano,  Casale,  Pe- 

4e  meridionali  del  monte  detto  le  Pissorne,  trojo.  Casti  f^lioru ,  Coprile,  Casa'Jtfet- 

ntto  un  poggelto,  sul  cui  dorso  sembra  che  tana.  Canale,  Colle,  Sala,  Paterno^  Std- 

HJiteiie  un  castellare,  fr.i  la  R.  Villa  di  M.ir*  datico ,  Pinalo ,  Sanprugnano ,  Pillano , 

bi  e  quelle  signorili  di  Carni gliann  dei  Mar-  Colle- Paratieo ,  Ceruliano  ,  Rimontere , 

chcsi  Mansi  e  di  Petrofo  non  più  di  7  migl.  Casalino,  Marcigliano^  Caseìna,  e  Vepre. 

■  frec.  di  Lucca.  Nel  catalogo  delle  chiese  della  diocesi  di 

La  pieve  è  a  tre  navate  con  colonne  di  Lucca  compilalo  nel  ia6o  il  piviere  di  Sn- 

fnnilo  servite  ad  edifiiì  romani  con  capi-  gromigno  comprendeva  otto  chiese  parroc- 

tcili  di  m:irmo  diseguali  e  di  rozza  scultura,  chiali  e  due  spedalelti ,  cioè  ;  i.  S.  Maria  a 

All*^r/.  Prraojo  DxSvoioinoifo  dissi,  che  Gragnano;  a.  S.  Quirico  a  Petrofo;  3.  S. 

fMSti  due  luoghi  si  trovano  rammentati  in  Michele  a  Cami^liano;  4.  S.  Frediano  a 

wrie  carte  delT^rcA.  Arciv.  Lucch.  del  f^algiano;  5.  S.  Andrea  a  Caprile;  6.  S. 

■woloX  recentemente  pubblicate  nel  Tomo  Pietro  a  Sfarci  gitano;  7.  S.  Colombano  (a 

VP.  Ili  delle  Memorie  per  servire  alla  sto-  Sagmmignn);  8.  S.  Antonio  {a  Sagrami- 

ria  dì  qael  Ducato.  gf^o);  9.  Spedale  di  S.   Concordio   a  ili- 

Rispetto  al  castellare  da  me  supposto esi-  montere;  io.  Spedale  di  S.  Rirlolommeo  a 

*ito  sopra  il  poggetto  che  resta  a  cavaliere  Gramigna, 

della  pieve  di  Sugromigno  citerò  un* istru-  Attualmente   il   piviere  di  Sugromigno 

sento  del  9  gia^o  939  rogato  in  Lucca,  conta  sei  chiese  parrocchiali  ;  i.  S.  Lorenzo 


488              SUSI  SUSI 

a  Sugromìgno  y  Pieve;  a.  S.  Frediano  a  La  rocca  di  Susinanatrofati  in  un  rìnilo 
f^algiano  con  1*  annesso  di  Petro/o;  3.  S.  di  [loggio  bagnato  dal  lato  occidentale  dal 
Michele  a  Camigliano  ;  4.  S.  Andrea  in  fiume  Senio,  mentre  la  chiesa  abbaziale  di 
Caprile  con  V  annesso  di  Marci  gitano  \  5.  Bi(hCesare^  è  posla  in  vicinanza  del  fiome. 
S.  Nicolao,  già  S.  Maria  a  Gragnano  ;  6.  kWArt,  Palizzoolo  di  Romaoha  fu  detto 
S,  Colombano  {a  Sugromigno).  Quest*ul-  qualmente  Susinana  faceva  parte  dei  poi- 
tima  chiesa  porta  il  distintivo  del  f^esco^o^  sessi  compresi  nel  Podere  degli  Ubaliimi 
stantechè  la  mensa  di  Lucca  possiede  beni  o  Afi  Pagani ,  così  detti  da  uno  per  nome 
di  suolo  ed  una  villa  signorile  nel  portolo  Pa^a/io  che  diede,  o  che  prese  Tocabolo dal 
stesso  di  S.  Colombano.  —  Fed.  Saii-Co-  Castel  Pagano  nella  stessa  valle.  Ih.  uno 
uowMkno  A  SiGaoMiono.  di  essi  derivò  quel  mess.  Pagano  di  Susi' 
La  pieve  di  S.  Lorenzo  a  Sugromigno,  o  nana ,  il  di  cui  fìglio  Bonifazio  nel  i»56  ft 
Segromigno  nel  i83a  noveraTa  3x48  abit.  maritò  alla  contessa  Margherita  fìglia  delC 
SUIGILLE.  —  Fed.  Sovicillb.  Guido  di  Modigliana  e  sorella  del  gbibclli- 
SuLPicijNo  {PiEFB  DI  S.  GiorjNHi  /ir),  nissimo  capitano  C  Guido  Novello. 
—  Fed.  Gàpoloha.  Dal  detto  matrimonio  nacque  donna  Al- 
SuMMoroHTK.  —  Fed,  SsMiroMTE,  biera,  la  quale  per  atto  pubblico  rogato  nel 
SuMBtPjt  in  Val-d i-Pesa.  —  Contrada  che  i  aSo  in  Porciano  alPoccasione  di  maritani 
fu  a  Bipoli  del  Fescovo  presso  la  fiumana  a  Giovanni  figliuolo  di  Ugolino  degli  Ubal- 
Pesa  e  Tospedaletto  di  Caliajolo^  nella  dini  da  Senni,  alla  presenza  del  suo  avo  ai- 
parr.  di  Monte  Campolese ,  piviere  di  Cam-  temo  C.  Guido  di  Modigliana  rinunziò  ai 
poli ,  Gom.  e  Giur.  di  San-Casciano ,  Dioc.  fratelli  di  lei  Simone  e  Bonifazio  e  a  Pa|»> 
e  Comp.  di  Firenze.  nino  del  fu  Pietro  di  Pagano^  come  pure  a 
Questo  luogo  di  Surripa  è  rammentato  favore  dei  figli  del  C.  Guido  di  Modigliana 
in  due  istrumenti  della  mensa  Arciv.  di  Fi-  suoi  cugini,  tutti  i  suoi  diritti  ereditari*.  — 
renze,  il  primo  de' quali  del  1 3  febb.  x  1 40,  (P.  Ildbvohso,  Delizie  degli  EruditìT,  ?l].; 
r altro  del  9  giugno  x  174  ,  citati  dal  Lami  Di  Maghinaldo  fìglio  di  Pietro  di  /'«fa- 
né* suoi  JUonum.  EccL  Fior,  a  pag.  734.  no  //parla  piii  a  lungo  T istoria,  esegua* 
SURRIPA  nel  Monte  di  Cetona.  —  Con  tamente  il  Limi ,  il  quale  supponera  ebe  i 
trada  esistiti  nella   montagna  di  Cetona ,  primi  possessi  di  Susinana  fossero  perfcoati 
della  quale  trovasi  fatta  menzione  in  una  in  Maghinardo  suddetto  dai  vescovi  fioRS- 
membrana  dell'Abbadia  Amiatina ,  scritta  tini,  stantechè  cotesta  mensa  fino  dal  sr- 
nel  primo  aprile  del  io3o  nel  castello  di  colo  XI  riceveva  tributo  di  vassallaggio  di* 
Sarteaiio  giurisdizione  di  Chiusi.  È  un  allo  gli  uomini  del  caslel  di  Susinana.  —  Uqoal 
di  donazione,  col  quale  il  conte  Winildo  3Jagiiiiiardo^  non  lasciando  altri  figli, ce- 
fìglio  del  C.  Farolfo  de*no1)ili  di  Sarlcnno  celto  una  femmina  per  nome  Andrea,  de- 
ofiiì  alla  Badia  del  Monlamiata  per  rimedio  stinò  la  sua  eredità  alla  figlia  medesima,  !■ 
deir  anima  sua  ,  di  quella  di  Teodora  sua  quale  poi  essendosi  maritata  a  un  Ubaldini 
consorte  e  dei  suoi  genitori  conte  Farolfo  e  portò  in  questa  casa  il  podere  de*  Pagm* 
contessa  Teodora,  terre  e  ease  che  possedè-  Frattanto  il  nome  di  Maghinardo  tornA 
va  nel  piviere  di  S.  Maria  in  luogo  appellato  a  rinnovarsi  nel  nuovo  ramo  degli  Ubaldioi 
Surripa  nel  contado  di  Chiusi.  —  (Arch.  del  Podere.  Tale  fu  un  Sfa  giti  nardo  No- 
DiPL.  Fior.  Carte  cit.  )  i^e//o  tiglio  di  Giovanni  e  padre  di  Giofa^ 
SuEKtPOLE  DI  MONTAJONE  in  VaI-d*EI-  chino  e  di  Ottaviano  rammentati  più  volte 
sa.  —  Fed.  Sorripole.  agli  j4rt.  Frassino,  Loizols,  PjiGjtito{CJ' 

SUSINANA  nella  Valle  del  Senio  in  Ro-  stel)^  Palazzuolo  ecc. 

magna.  ^- Cast,  che  diede  il  titolo  ad  un  JXfag/ii/ia/<2oifoi»e//o  figliuolo  di  Giovan- 

raroo  dagli  Ubaldini  delti  Pagani  da  Susi-  ni  degli  Ubaldini, stimato  il  primo  guerrieto 

nana^  poscia  ad  una  Ridia  di  Vallombrosani,  di  sua  famiglia,  diedeche  fare  assai  alle  genti 

ronvertita  attualmente  in  parrocchia  secolare  della  Rep.  Fior,  state  più  volte  inviale  tia 

sotto  r  invocazione  di  S.  Maria  a  Susinana,  il  ia5o  ed  il  i38x  neirAlpe  e  nel  Poderi 

appellata  anche  a /7io-C?fArr,  nel  piviere  di  degli  Ubaldini,  sia  quando  nel   i35o  fu- 

S.  Giovanni  a  Misileo^  Com.  e  circa  tre  rono   presi  ì  Cast,  di  Monlegenumoli ,  di 

migl.  a  selt.-grer.  di  Palazzuolo,  Giur.  di  Montecolorelo  e  di  Bordignana  ntW dipi; 

Marradi,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.  sia  quelli  di  Lozzole  e  di  Vignano  nel  Po- 


1 


SUSI  SUVE  489 

ien^  dove  ad  onta  delle  larghe  promesse        Ma  ]a  Badiu  di  Susìoana  nel  secolo  XYI 
Alle  dai  comandanti  fiorentini  ai  loro  sol-  ^ra  già  ridotta  a  commend»,  mentre  il  Pont, 
drti,  non  poterono  espugnare  le  rocche  di  Clemente  VII  con  bolla  dell*  ii  febb.  iSag 
«SajMaiia  e  di  F'al''<t  Agnello  per  la  fbr-  conferì  il  priorato  abbaziale  di  S.  Maria  di 
ima  dei  aito.  Hity-Cesart  della  Congregazione  di  Valloni* 
Al  Mag/àinaiJo  ff tubilo  11  degli  Ubai-  brosa  ul  monaco  vallomhrosano  don  Berna r- 
dbì  spelta  il  fatto  della  resa  del  castel  del  do  di  Cosimo  Valgi  migli  con  assegnarli  su 
FrmMsimo  nel  /'odrre  caduto  in  mano  de*  quella  Tannua  rendita  di  40  ducali  d'oro. 
Fioccnliai  nel  1373  dopo  essere  stalo  deca-        Anche  il  Punt.  Pio  V  con  bolla  del  14 
pètalo  come  ribelle  il  prenominato  Maghi-  oli.  1 568 diede  rinvestitura  del  prioratoab- 
■iTilo  degli  Uòaidini.  baziale  di  S.  Maria  in  Rio-Cesare  ad  altro 
Im  trista  fine  di  costui  rese  più  attento  monaco  vaIlombros:tno  D.  Gio.  Gualberto 
alla  difesa  del  sno  castello  di  Susinana  Gio-  Valgi  mìgli,  cui  succede  don  Arcangelo  Val- 
lasni  Gieliuolo  di  Ateo  degli  Ul  aldini,  il  gimigli,  monaco  della  Congregazione  stessa 
^•alc  aiacdiato  dalle  truppe  inriatefi  da  Fi-  mediantr  breve  s|»edito  da  Roma  dal  Pont. 
ifBV  si  sarebbe  per  lungo  tempo  difeso,  se  Sisto  V  nel  5  aprile  dell* anno  i588. 
egli  non  fosse  stato  tradito  da  un  suo  do-        Nel  1 669  era  suo  abbate  commendatario 
■citico  ;  e  così  ebbesi  non  solo  la  rocca  di  il  monaco  Giuliano  Rilli  nobile  fiorentino, 
Mmrinmna  ,  ma  ancora  l' altra  di  Val^A-  che  in  detto  anno  abitando  in  cotesto  prio- 
gmetto^  e  poco  dopo  venne  in  potere  della  rato  abhazbile  commentò  i  privilegi  ponti- 
Icp.  il  Cast,  di  Tirli neir Alpe\  il  quale,  ficj  concessi  alla  Congregazione  di  Valloni- 
ridire  deirAmmirato,  fu  1* ultimo  castello  brosa,  ed  in  special  modo  quello  ottenuto 
degli  Ubaldini  che  cadde  sotto  il  dominio  dal  Pont.  Gregorio  XI. 
Ùa  Rep.  Fior.— («^'or.  Fior.  Lih,  f^Ill.)        Fiuiilmente  sotto  il  governo  di  Leopoldo  I 
Xa  non  per  questo  gli  Ubaldini  cessaro-  la  Batlia  di  Susinana ,  o  di  Rio^esare  fu 
Badi  accendere  fnoco  e  inanimire  i  popoli  totalmente  soppressa  ,  ed  il  suo  parroco  dì 
dri  Podere  contro  la  Rep.  Fior.  Uno  di  data  regia  venne  dichiarato  inamovibile. 
M  era  lo  stesso  Griovanni  figlio  d*Azzo  che        La  prioria  abbaziale  di  S.  Maria  a  Susi- 
sei  s 37 3  do'vè  cedere  la  rocca  di  Susinana.  nana,  o  in  Rio-Cesare y  nell'anno  i833 
Seunouché  i  Dieci  della  Guerra  per  solle-  contava  3o3  abit. 

iasione  insorta  appresso  nei  popoli  di  Susi'  SU  VERA  ,  o  SUGHERA  ,  a  SUGHE- 
^ema  e  del  Frassino  col  consiglio  della  Si-  RF.LLA  nella  V^l-deirElsa.  •—  Gas.  che  ha 
gnoria  deliberarono  di  spianare  entrambe  dato  il  nome  ad  una  villa  della  nobil  (ami- 
oselle  rocche.  Imperocché  gli  Ubaldini  pre-  glia  Perfetti  di  Siena ,  dove  spesso  rìtiravasi 
tendevano  nientemeno  di  ria  vere  cotesti  due  a  meditare  il  celebre  improvvisatore  Cav. 
castelli  come  sr>ettanli  alla  casa  loro.  (Amia.  Bernanlino  Perfetti. 

.ffflr.  Fior.   Lth,  XT.)  Allora  fu  mandato        Risiede  alle  f^ldeoccid.  della  Montagnola 
ordine,  sotto  il  dì  i  giugno  del   1387  ,  al  nel  f  opolo  della  pieve  di  S.  Gio.  Battista  a 
vicario  del   Podere  fiorentino,   già   degli  Mensano,  cui  fu  annessa  la  cappella  di  S. 
Vtaidinif  di  levare  la  campana  del  Comune  Andrea  alla  Sugherello,  Com.  Gior.  e  circa 
di  Sosinana  ed  inviarla  a  Figline  in  pena  5  migl.  a  lev.  di  C»8ole,Dioc.  di  Colle, 
delia  ribellione  di  quel  popolo.  —  F^ed,  Fi-  giìt  di  Volterra ,  Comp.  di  Siena ,  la  qual 
cun.  ^oi,  11  pag,  i33.  città  resta  intorno  alle  migl.  la  al  suo  lev. 
Al  di  sotto  della  rocca   di  Susinana  fu         1  resodii  della  Sughera,  e  Sugherella 
eretta  nel  secolo  XII  la  Badia  di  S.  Maria  a  nei  primi  secoli  dopo  il  mille  appartenere 
Sio^esare ,  o  dir  sì  voglia  di  Susinana.  dovevano  ai  conti  deirArdenghesca  ,  fonda- 
Uno  de*  più  antichi  documenti  pervenuti  da  tori  della  Badia  di  S.  Lorenzo  dell' Arden- 
qoella  eh.  abbaziale,  ora  fra  le  earte  della  ghesca  sotto  Civitella  di  Pari;  dai  quali 
Badia  di  Ripoli  nell'^rr//.  Dipi.   Fior. ,  dinasti  venne  ad  essa  donala  la  villa  della 
consiste  in  un  istrumento  del  i  maggio  j^^Z  Sughera  con  la  chiesa  e  beni  di  S.  Andrea 
serilto  nella  chiesa  di  S.  Lorenzo  sul  Mar-  alla  Sugherella,  il  tutto  confermato  alPAb- 
tfno(ora  a  Mtiano),  col  quale  Pagano  del  badìa  di  S.  I>orenzo  deirArdenghesca  me- 
fu  Pietro  di  Pagano  del  Podere  vendè  air  diante  bolla  del  1 7  aprile  1 194  da  Celesli- 
abale  di  S.  Reparata  di  Marradi  per  lire  16  no  III.  —  (Aanr.  Dipl.  Fiom.  Carte  di  detta 
e  soldi  4  dnepenidi  terra  posti  in  Jffarzeno,  Radia  in  quelle  degli  Angeli  di  Siena  ). 


490  SUVE  SDVE 

kWArt,  Batioramo  liissi ,  che  i  lignorì  stn  del  fi.  Cornisi  nel  gr.  s8^  so'  4"  long, 

della  Sughera  furono  anche  i  Vikconti  di  e  43®  5'  o"  latit.,  3  mifl.  a  grec.  di  Cui- 

Balifnanoy  cioè,  i  feudatari  dei  conti  Aldo-  piglia,  5  a  scir.  della  SasKtta,  circa  i«  mU 

brandeschi.  Se  egli  no  appartenevano  a  Itaca-  glia  a  selt.-grec.  di  Piombino»  e  14  in  i5 

sa  Ardengbetca,  oppare  come  altri  Togliono  a  pon.  di  Massa-Marittima, 
air  estinta  famiglia  Gbiandaroni  di  Siena,        L*  etimologia  naturale  di  qaciU  Terra  ó 

lascio  la  cura  ad  altri  di  rintracciarlo.  scuopre  essere  derivata  da  qualche  foresta  dì 

Finalmente  il  territorio  della  Sughera  di  sugheri  {Quercus  Suber)  piante  state  pili 

Ossole  è  rammentato  in  una  delle  carte  del  che  oggidì  assai  frequenti  nelle  toRane  H^ 

19  settembre  iSaa  degli  Agostiniani  Ro-  remme.Dondechè  ilG}m. diSavereto  inse* 

mitani  di  Siena ,  riunite  attualmente  nell*  giiito  prese  per  suo  stemma  un  leone  laM- 

Areh,  Dipi,  Fior,  pante  sopra  i  1  pedale  di  nna  pianta  di  wolAkìo, 

Nel  principio  del  secolo  XVI  il  dominio  In  quanto  alla  storia  di  Suverelo,  w  sae 
della  villa  della  Sugfiera  passò,  al  dire  del  memorie  risalgono  al  secolo X«  qoando  od- 
Tiiio,  in  Niccolò  della  Rovere  nipote  del  Tapriledel  973  un  March.  Lamberto  figlio 
Pont.  Giulio  li,  innanzi  che  fosse  acquistala  del  fu  Ildebrando  oppignorò  45  corti  e  Ol- 
io compra  nel  i53o  dalle  nobili  case  Saracioi  stelli  posti  in  diversi  contadi  della  !!■«.■ 
e  Chigi.  Finalmente  nel  1 751  cotesto  luogo  ma  ecc.  fra  i  quali  ia  eorie  e  castH  H 
apparteneva  al  Cav.  Bernardino  Perfetti,  dalla  Su9ereio  posto  nel  contado  di  Popotoria. 
qaal  famiglia  ^lassò  per  eredità  nella  nobil  Nei  secolo  XJ  Suvereto  era  signoreggialo  «b 
casa  Fortini  ed  ora  ne*  Borghesi-Bichi.  un  conte  Rodolfo,  il  di  coi  figlio  conte  Cfo 

SUVERA  in  Val  d*  Era.  —  Gas.  già  Cast,  con  la  soa  consorte  contessa  Gnnlitta,  ttands 
con  eh.  parr.  (  SS.  Pietro  e  Gerbone  )  nell*  in  Monle-Pescali ,  per  atto  pabbllco  dd  is 
antico  piviere  di  Castel^Falfi^  Gom.  ecir-  maggio  1081 ,  consegnò  al  sindaco  di  lo- 
ca 4  migl.  a  maestr.  di  Monta  Jone,  Giur.  selmo  vescovo  di  I^cca  il  soo  Gattello  e 
di  San>M iniato,  Dioc.  di  Volterra,  Gomp.  corte  di  Suvereto  mediante  il  regalo  di  a 
di  Firenie.  anello  d*  oro  con  la  promessa  di  non  mal» 

Risiede  fra.i  Cut.  di  Tonda  e  di  Tojano  stare  né  esso,  né  i  suoi  socceaaori.  —  (Ib- 

sella  cresta  delle  colline  cretose  che  sepa-  iioa.  Locca,  f^.  i^,  P.  li.) 
rano  le  acque  del  torr.  Carfalo  tributario        Era  senxa  duhbio  figlio  di  questi  doeo^ 

dell*  Era  da  quelle  che  fluiscono  in  E^ola.  niugi  nn  altro  conte  Rodolfo  nato  dal  C 

Cotesto  casale  di  Suvera  col  suo  distretto  Ugo  e  da  Giulitla,  il  quale  nel  1099  ma 

fn  dato  in  feudo  nel  1 1 86  da  Arrigo  VI  a  la  sua  moglie  contessa  Gisla  e  la  di  lai  w^ 

Ildebrando  P;mnocchieschi  Vesc.  di  Voller-  dre  G.  Giulitta  figlia  del  fu  Marchese  Gt> 

ra,  e  più  tardi  la  sua  chiesa  nel  x5a8  asse-  glielmo  di  Corsica  donò  alla  cattedrale  é 

guata  in  benefizio  da  Clemente  VII  a  Be-  Massa  la  metà  del  suo  castello  di  Triemm^^ 

nedetto  Baldovinctti  di  Firenze  vescovo  di  fVri.  Tbicasi. 

Ancona.  —  (  Aaca.  Dm.  Fxoa.  Carte  della        Non  lascia  poi  dubbio  che  volesse  rifr- 

Cata  Accolli),  ri  re  allo  stesso  personaggio  qnel  conte  Bo- 

SursBj  Dt  i7o«iair^ffo  in  Val-di-Fine  —  dolfo  di  cui  nel  i  io5  si  dice  vedova  la  co*' 

^ed,  RoaiovÀKo.  tessa  Gisla,  la  quale  per  istmroento  ropls 

La  parr.  de*  SS.  Pietro  e  Gerbone  alla  Su-  li  ao  genn.  di  detto  anno  nel  Cast,  di  h^ 

vera  nel  i833  noverava  944  abit.  eia  in  Val  di  Gomìa,  previo  il  consenso  di 

SUVERETO,  B  SUGHERETO  {Sahe-  Uguccione  suo  figlio  e  mondualdo,  doaò ■ 

return)  nella  Val-di-Gornia.— Terra  mu-  tenore  del  testamento  del  G.  Rodolfo  di M 

rata  già  Cast,  con  gli  avanzi  dì  sovrastante  marito  alcuni  beni  alla  Badia  di  Monlever 

rocca,  la  cui  chiesa  arcipretora  (S.  Giusto)  di.  —  F'ed.  Laocu  in  Val-di-Comia. 
anticamente  era  dedicata  a  S.  Cipriano. —        Comunque  sia,  nel  princìpio  dd  aeeolv 

Essa  è  capoluogo  di  Gom.  nella  Giur.  di  XllI  il  domìnio  signorile  di  Saverero  sp* 

Campiglia,  Dioc.  di  Massa-Marittima, Gomp.  parteneva  ai  conti  Aldobrandeschi  di  Soaas, 

•di  Grosseto.  cui  venne  confermato  nel  laski  da  nn  di* 

Risiede  in  pianura  fra  due  colli,  uno  dei  ploma  di  Federigo  II,  oltre  Tatto  di  di- 
quali viene  da  pon.  e  propagasi  dal  Monte  visione  di  stati  e  beni  fra  i  dne  nim  di 
'Co/t^o,  r  altro  si  stende  dalla  collina  di  ffe/-  quei  dinasti  del  die.  ia74,  stati  Fnoe 
cedere  situata  al  suo  sett.  lungo  la  ripa  de-  T  altro  citati  ali*  ^rl.  Soaba. 


SUVE  SUVB  491 

A  coofennai  di  cotcHo  fero  gioTerà  pore       G>1  teno  iitnimenlo  M  i  mano  1987 
iafiare  qaatlio  documenti,  i  «li  cui  origi*   mets.  Guglielmo  potestà  ili  SuTereto  con  i 
mli  coQservansi  fm  le  membrane  della  Go-   capitani  e  contiglieri  di  detta  Terra  cleeKro 
mmmik  dì  dUaMtanntWJreh,  Dipi,  di  Siena»    un  sindaco  per  recarsi  avanti  i  magoificì 
n  primo  «le*qnali  è  un  lodo  pronunziato    aignori  GC.  Uberto,  Bonifiaio  ed  Enrico 
id  A  I  agcisto  ia35  nella  chiesa  di  S.  Mi-    (ntclli  e  figli  del  fu  G.  lldebrandino  di 
èek  io  SuTereto  alla  presenia  del  pievano    Sa  ala-Fio»  conte  Palatino  ad  oggetto  di 
li  S.  Gpriaoo  di  Surereto  e  del  cappellano    prestare  ai  GG.  medesimi  in  nome  degli  00- 
Idb  ducsa   di  Biserao;  col  quale  Ude-    mini  di  Sovereto  il  giuramento  di  fedeltà,  e 
•mdo  Tcsoovo  di  Pòpulonia  e  Massa  con    per  stipulare  l*  atto  di  conferma  delle  fran- 
ale Sabino  dell'Ordine  de* Frati  Minori  di    chigie  in  £iTore  del  Gomune  prf^letto. 
L  Fianccsco,  nella  qualitii  di  arbitri  eletti        Finalmente  col  quarto  isirumento  del  14 
«  decidere  «leone  vertente  fra  diversi  Vi-    febb.  1 997,  rogato  nel  caste!  di  Santa-Fion, 
lanini  e  nobili  di  Suvereto  da  una  parte»    i  conti  Bonifacio,  Enrico,  Giigliemo  ed  li- 
ri  il  Comune  di  detU  Terra  dall'altra,  lo-    debrando  fratelli  e  figli  del  fu  C  Ildebran- 
cbe  i  nobili  suddetti,  i  quali  tene-    dino  di  Santa-Fiora,  venderono  per  il  prez- 
on  feudo  dalGom.  di  Suvereto,  doves-    zo  di  lire  106  mon.  pisana  a  donna  Ban- 
■  questo  l'annua  responsione  del    decca  figlia  del  fu  Niccolò  Mezzoconte  da 
dente  a  lire  trenta,  e  che  al  detto    Santa-Fiora,  e  moglie  del  nohil  nomo  Gar- 
si  oMervaase  in  tutte  le  sue  parti    do  del  fu  Ugolino  Pecorino  da  Suvereto,  la 
il  gianmenlo  di  fedeltà  da  essi  prestato.        terza  |Nirte  del  territorio  di  Gasal-Lungo  ivi 
Momo  alla  stessa  epoca  il  Gomune  di    nei  suoi  limiti  descritto.  — >  (Aaca.  Dvl. 
favesdo  ed  i  saoi  nobili,  fier  atto  pubblico    Sak.  Carte  di  Massa-Siarittiata), 
nplnnrl  z»37  (stile  comune)  nella  chiesa        Dopo  cotesti  fatti  autentici  lascerò  ad  al- 
di 5.  Dnlmasio  sotto  il  Gast.  di  S.  Maria  a    tri  giudicare,  se  i  Visdomini  di  Massa  della 
■onte*  ti  colle||arono  con  tutti  i  Gomuni  e    fiimigliaGa/iaaanel  principio  del  sec.  Xlli 
«bili  pimni  a  favore  della  |iarte  ghibelli-    fossero  stati  padroni ,  come  dice  il  Gesaretli 
H.  -^  (  Lt^ao,  Jfoa.  BeeU  Fior,)  nelle  sue  Memorie  della  Diocesi  di  Populo- 

Gbe  però  quei  Visdomini  non  si  adatlas-    nia ,  insieme  con  altri  loro  consorti  del  ca- 
al   giudizio  pronunziato  dagli  arbitri    stello  di  Suvereto. 

ali ,  lo  fa  credere  un  reclamo  del        Frattanto  per  la  storia  civile  di  qnesta 
del  Gomune  di  Suvereto  presentato    Terra  i  documenti  di  sopra  citali  ci  confer- 
ii GroSKlo  li  4  febb.  del  ia43  a  Pandolfb    mano  il  fatto,  che  Suvereto  fino  dal  secolo 
fi Fasiane Ila,  capitano  generale  dell' Imp.    Xlll,  sebbene  fosse  feudo  de* conti  Aldo- 
Federigo  11  in  Toscana ,  acciò  volesse  ob-    brandeschi ,  era  costituito  in  comunità  con 
Uigare  diversi  di  quei  nobili  a  pagare  le    statuti ,  uffiziali  e  consiglieri  proprj ,  oltre 
«pwft*'  comnnitative,  come  uomini  di  detta    la  (acoltìi  di  eleggersi  annualmente  un  po- 
Tcrra;  liocbè  dopo  diversi  atti  esibiti  da  una    testai  forestiero ,  mentre  i  Visdomini ,  o  no- 
i  dairaltra  parte,  fu  emanata  sentenza  nella    bili  di  Suvereto  figurano  come  altrettanti 
eSttediale  di  S.  Lorenzo  a  Grosseto ,  per  la    subfeudatarj  di  quel  Gomune. 
fiile  il  preiato  capitan  generale  dichiarò        Anche  nel  Breve  pisano  del  1 3  85,  noto 
qaei  ngnori  tenuti  a  pagare  la  lira  dei  loro    volgarmente  sotto  nome  del  Conte  Ugolino, 
Wni;  ma  non  già  del  censo  o  tributo  an-    alla  rubrìca  18  del  Lih.  IV,  doTe  trattasi 
ano  che  il  Gomune  di  Suvereto  soleva  re-    della  via  da  frignale  a  Searlino ,  sì  niro- 
liibuìre  ai  conti  Aldobrandeschi  di  Soana.    mentano  gli  uomini  di  Suvereto  obbligati 
Arroge  un  altro  istrumento  del  127 1, col    al  pari  di  quelli  di  Garapìglin,  di  Piombino, 
^le  lldebrandino  con  te  Pabti  no  figlio  del    di  Vignale,  di  Scarlino  occ,  a  concorrere 
conte  Guglielmo  di  Soana ,  a  relazione  del    all'impresa  di  detta  via,  onde  risolvere, 
■o  giudice  assessore  decise  in  favore  del    previa  rinterpeltazione  dei  loro  consigli  co- 
Gafflune  di  Suvereto  sopra   un  ricorso  in    munitati  vi,  se  doveva  a11arg:irsì  e  diboscare 
appello   fatto  da  Uguccione  di  Rauicri  da    intorno  Tantica  via  {Emilia)  esistente  lun- 
Sogbereto  e  da  altri  nobili,  i  quali  preten-    go  il  littoralo,  a  p.irlìre  dalla  Torre  S.  Vin- 
<lemio  di  non  essere  obbligati  a  pagare  al    ccnzio.  —  ì^ed.  Scakliuo  (Pabulk  di). 
Cumune  suddetto  i  dazj  per  i  loro  beni  |ki-        Avvenne  {kìco  dopo  un  fatto  che  non  me- 
trìmonialì.  "  [Carte  eii.)  rita  di  essere  trascurato  per  conoscere  qual 


499              SUVE  SUYE 

numìen  sì  praticava  a  quell'età  pev  oonier-  Hispetlo  a  eillAxj  lacrì  SoTeiflo  nei  pria 

vare  i  cadaveri,  che  poi  l'imbalsamarono,  secoli  c]o|)o  il  mille  ebbe  la  laa  pieve  Amnì 

Avvegnaché  le  croniche  pisane  (i/i  MuaiT.  del  [mese  in  luo^ro  appellato  ifim^wlaccaii 

R,  li.  Script.  T.  XF.)  ne  avvisano,  che  dove  dicesi  tattora  la  Pi'eiv  secchia,  Em 

essendo  sialo  risoluto  dai  capi  delPesercito  aveva  per  titolare  S.  Cipriano,  siccome  li 

di  Arrigo  VII,  morto  in  Buonconvenlo  li  a4  levasi  d»  varie  carie  della  città  di  Mm 

agosto  del  i3i3,  di  portare  il  suo  cadavere  Marittima,  e  fra  le  altre  da  una  del  18  fcb^ 

a  Pisa  per  erìgervi  un  mausoleo  in  quella  brajo  1364,  con  la  quale  il  prete  MaincMl 

Prìmaziale,  quando  il  convoglio  fu  giunto  pievano  di  S.  Cipriano  a  nome  della  ma 

a  Suverelo,  (a  seti.)  si  cosse  il  cadavere  di  pieve  da  una  parte,  ed  il  sindaco  del  G» 

queirimpenilore  per  spolparne  le  ossa.  —  mune  di  Suvrreto  dall'altra  parte,  feeo^ 

Nella  guisa  medesima  sentesi  che  fu  operato  compromesso  nel  prete Bomhello  pieranodi 

due  anni  dopo ,  al  termine  della  battaglia  S.  Giovanni  di  Gampiglia  a  motivo  di  «ri 

di  Monte^Xlitini ,  quando  nel  Cast,  di  Bug-  controversia  nata  fra  loro  rispetto  al  1uq|I 

giano  si  cossero  molti  cadaveri  di  capitani  di  Monte' Bonutoio  e  suoi  i*onfini.  —  Il 

distinti  per  trasportare  le  loro  ossa  a  Pisa,  conseguenza  l'arbitro  con  suo  lodo  diekii 

—  (G.  Lelmi  ,  Diario  Sanminiai.)  rò ,  qualmente  il  Comune  di  Suverelo  éB 

Ma  per  tornare  alla  storia  civile  e  politi-  veva  go  dere  del  diritto  del  pascolo  e  di  M 

ca  di  Suverelo;  che  questo  paese  anche  nel  legna  nel  territorio  di   Sfrnte^Bonufoi^'^ 

secolo  XIV  si  reggesse  sotto  il  governo  del-  mentre  i  pievani  di  S.  Cipriano  polcfaal 

la  repubblica  di  Pisa  lo  dichiarano  varj  pò-  farlo  lavorare,  goderne  l'usufrutto,  allogai 

desta  che  inviavansi  coslà  da  qufgti  Anzia-  i  mulini ,  ecc.                                                 i 

ni. — Tale  fu  nell'anno  i337  il  (^v.  Jacopo  Nel  secolo  stesso  esisteva  dentro  il  Caél 

di  Buzzacchirino  de'Sismondi,  cui  succede  di  Suverelo  una  chie»i  ddlicata  a  S.  Wl_ 

nel  i338  il  nobile  Bacciomco  de' signori  chele  Arcmgelo,  e  fuori  del  paese,  dcnM 

di  Corvaia  e  Vallecchia,  il  quale,  adunati  i  però  i  confmi  di  Suvereto,  esisteva  tul  pM 

consiglieri  e  capitani  di-l  Comune  di  Su  ve-  gio  di  Monte  Pitti^  circa  roigl.  i  {  a  pw 

reto  nella  sala  di  quel  palazzo  comuni  tati  vo,  ìib.  della  Terra ,  un  convento  di  Frati  Af4 

propose  di  prendere  a  mutuo  lire  400,  sic-  si  ini»  ni  Homi  la  ni  con  chiesa  dedicata  a  j| 

come  nell'anno  antecedente  erano  stale  pre-  Ilario,  soppresso  alla  meta  del  secolo  XVÌ 

se  ad  imprestilo  dal  Comune  medesimo  lire  d^l  Pont.  Innocenzo  X,  del  quale  convcnt 

300  |>er  donarlo  al  mafinifico  Bonifazio  No-  esistono  tuttora  (K>chi  ruderi.  R.immentao» 

\ello  conte  di  Donoratico  e  capitano  gene-  testo  luogo  pio  una  oirla  del  a8  sHt.  ufi 

rale  di  Pisa.  —  (Aacn.  Dipl.  Fioa.  Carte  scritta  nel  distretto  di  SuQpreto  neìia  eìSé» 

della  Primaziale  di  Fisa).  sa  di  S.  l furio  de* Frati  Romitani  di  S% 

Ma  più  di  ogni  altra  cosa  lo  dimostra  la  Agottìno.  —  {loco  eif.) 

disposizione  arìutrarìa  stata  presa  d^l  caiti-  Km  inoltre  dentro  Siirerelo  un  piccoli 

tano  generale  Gheranlo  di  Aftpiano,  allorché  convento  di  frati  Minori  Conventuali  eretti 

nel  1 399  vendè  lu  Rep.  di  Pìsii  al  Conte  di  sulla  fine  del  secolo  XIII,  stato  soppresso  ma 

Virtù  signor  di  Milano  col  riservare  per  ac  principio  del  secolo  corrente.  —  Della  chi» 

e  per  i  suoi  erodi  la  signoria  di  Piombino  sa  di  S.  Michele  a  Suvereto  si  è  di  già  6IM 

con  le  isole  dcIPElba,  di  Pianosa,  di  Monte  parola  sotto  Piuino  ii35,  quando  in  CM 

Cristo  e  le  Terre  ili  Suvereto,  di  S(*arlino,  fu  pronunziato  un  lodo. 

Buriano  e  della  BadioLi  nelle  M.iremme.  Anche  di  una  percettoria  di  S.   Antonie 

Dopo  Tanzìdctto  avvenimento  (Kilitiro  la  di  Vienna  esistita  fuori  delta  porla  di  solli 

storia  di  Suverelo  sì  associa  :i  quella  de'Prin-  trovo  due  fra  1«  membrane  del  Big.illo  di 

cipi  di  Piombino  che  ne  furono  signori  tino  Firenze  nell*. Vrc/i.   Dipl.  Fior,  iJi  prìiM 

ili  principio  del   secolo  attuale.  Nel  quale  consiste  in  un  atti>  del  ai  giugno  1  483, ool 

friiltenipo  accadde  nel   1440  l'assalto  dato  quale  il  vir:irio  generale  del  mon^istero  di 

al  Cist.  di  Suverelo,  d.d  capitano  di  ventu-  S.  .Antonio  di  Viennii  nel  Delfinato,  standl 

ra  fiuldaccio  dWngliiari,  che  non  reslitu)  in  Firenze  nel  con  vento  di  S.  Antonio,  eoa* 

ai  signori   di  Piombino  se  non  mediante  ferì  al  ra  noni  co  di  quell'Ordine  fri  Plein 

mille  fiorini  d*oro  fattigli  pgare  da  donna  Girteri  la  |)ercettoria  di  S.  Antonio  abbatfl 

Paola  Colonna  vedova  di  Gherardo  II  d' A p-  n  Suvereto  nella  diocesi  di  Massa,  dipea- 

piano  rimasta  alla  testa  di  quel  princi|Kito.  dente  da  quella  di  Firenze. 


SDVB  SU  VE                493 

[4  Mvoaiii  e  Torigiiuile  di  yiM  liolU  del  flueuu  del  Liolro  de' JfoxioiM  ,  mercé  rui  i 
itf  irli,  «lei   i5i9  direlU  ibi  Pool.  Giù-  lerriloij  delle  due  CumuDÌU  dirigeadusi  a 
iit  II  ajraicivricovo  di  Napoli  ed  ai  ficarf  ostro  giungono  al  Urrmìnedclla  Querce  Cro* 
driraiuvCKOf  o  di  Firrote  e  del  veioovo  di  data.  Qui  cesia  la  Coni,  di  Musa  MarìltiiDa 
Vnllefia  per  pcucunra  la  ricupeniione  de*  e  sotteokra  diri  napello  a  ostro  quella  di  Piom- 
feai  delle  percrllorlc  di  S.  Aalonio  ili  Cam-  bino,  da  primo  mfdiantp  la  strada  detta  dei» 
figli  ■  e  di  Su  verde  in  Cifofe  del  pmsetlora  le  Seniineiie^  che  |>ercorrono  per  un  migl. 
drile  0edt-»im«  Liodof  ioo  Àdimari  canonico  circa  di  tragitto  a  maestr.  e  di  là  per  la  stra- 
nia caUrUnle  fiorenlina.  da  del  PuntonetlU  rmclié  al  Iwtro  del  Ri- 
Li  pte^e  attuale  di  S.  Giusto  esiate  fra  la  teeeo  sollentra  la  Com.  di  Campiglta.  Om 
ma  dìetla   porla  di  toilo  e  1*  antiporto  di  questo  territorio  l'altro  di  Su vercto  rimonta 
Suicfvlo.  Vi  ti  trota  una  gran  Tasca  olia*  il  botro  soddetto  fino  a  pie  del  poggio  dei 
^■8  4m  Iravcrtino  ebe  aerfc  da  lan^  eth  Costei  S.  Lnrenio^  e  di  là  ripiegando  da 
fsr  il  ^Rlc  halletinulc.  seti,  a  pon.  passa  per  una  lunga  linea  di  ter- 
Beomic  tiev* essere  la  cappella  di  S.  Tom-  mini  artitìciali  attraversando  il  fiume  Gornia 
■av>rrril«  ia  BeWeilerr«  noiae  di  un  colle  donde  salire  di  conserva  sulle  spalle  del 
eB«pioc"lo  villaggio  situalo  dalla  parte  di  Munte  Pitti,  e  del  Moni  e  Calvo,  tinche  al  ter* 
srti.  a  cavigliere  di  Suvereto,  dove  si  rilira  miue  i\e  Tre  Spicchi  sollentra  la  Coro,  del- 
ìitaiAlr  iiiìM  parte  della  sua  popolaxione.  —  la  Gherardesra.  Con  questa  l'altra  di  Suvv- 
'cd.  BBz.vKBBaB  m  Suvaafcvo.  reto  fronteggia  per  circa  un  migl.  nella  di- 
Ris|«ilo  al  Movimento  della  popolazione  rezione  di  selt.,  dopo  di  che  la  nostra  trova 
Mia  Mia  Comunità,  essendo  questa  limitata  dirimpetto  a  seti,  la  Com.  della  Sassella, 
alla  sala  |jarrocchia  diSuvereto  viene ripor-  camminando  di  conserra  con  essa  per  ter- 
Wa  in  line  dell* Art.  mini  artificiali  lungo  il  crinale  de' poggi, 
Commteiià  di  Smifereto.  —  il  territorio  poscia  sul  fianco  orientale  di  quello  di  Re- 
A  yrsla  Comunità  occnpa  una  superficie  digatli,  per  scendere  nel  lorr.  Matsera  n- 
dì  16343  quadr.  dei  qaali  7)7  speiUno  a  tuato  di  contro  a  grec.  Costì  ))resso  la  con- 
cani  d'acqua  t  a  strade.  —  Nel  iB33  vi  fluenza  del  lorr.  suddetto  nel  fi.  Cernia 
shilaTauo  ramiliarraenle755  persone,  a  prò-  trova  la  Com.  di  Monteverdi  che  tosto  ab- 
|Wsiunc  fli  quasi  "%%  indi\idni  per  ogni  mi*  bandooa  ))er  arrivare  sui  conimi  della  Com. 
flio  qoadr.  di  suolo  imponibile.  di  Mussa  Miirìttima. 

Goofiua  con  quattro  Comunilk,  e  per  un  La  prima  confinazione  del  territorio  co- 

Bigmenlo  con  la  quinta  di  Monte-Verdi.  ^-  munitalivo  di  Suverelo  fu  stabilita  col  Co- 

Trava  la  prima  dì  Massa  Mariltima  dirim-  raune  di  Massa  fra  i  sindaci  de'ilue  paesi 

pilo  a  ler.  •   Inngo  il  fiume  Corni»,  col  nell'anno  1404,  mentre  un  anno  dopo  ven- 

fuale  scende  dalla  confluenza  in  esso  del  nero  determinati  quelli  ron  il  Comune  del- 

t«T.  Matterà  fino  all'  antico  alveo  della  la  Sassella  del  contado  di  Pisa;  e  nel  14S3 

C^rmiarcia  nella  direzione  di  seti,  a  ostro  fun)iio  piantili  i  termini  fm  la  il  territorio 

Hcicè  «li  quest'ultimo  corso  d'acqua  il  ter-  di  Suverelo  de'signnrì  di  Piombino  e  quello 

mono   di   Suverelo   voltando  Caccia   verso  della  Com.  di  ('««mpi^'Iia  della  repubblica 

fNC.  penetra  nel  lorr.  Stilia  sino  allosboc-  fiorentina.  —  (Aaca.  Uun.»  Sjm,  Carte  di 

ea  tu  emo  del  botro  del  Caglio.  Massa  ). 

Gusti  «ale  nella  dimione  ili  scir.  col  ho-  Fra  i  corsi  maggiori  di  acqua  che  altra* 
Irò  sudd^lo  nel  poggio  del  Seccoiiiccio  sino  versano  cotesto  territorio  mutasi  il  fi.  Cor- 
sila Jf  rra  a/ Ca/f /io.  Ivi  piegando  cammino  nia,  e  fra  le  strade  rotabili  havvi  la  regia 
di  srir.  a  ostro  scende  le  pendici  meridio-  Maremmana,  dalla  quale  staccasi  a  Caldana 
•ali  del  iioggio  predetto  per  entrare  nel  bo-  di  Campiglia  un  Ironco  di  via  che  guida  a 
Ilo  dei  Borgogaano,  e  di  lii  scendere  nella  Suverelo.  Tolte  le  altre  sono  strade  roulat- 
rasidetl»  f^tiUe  di  BoneoBruito  fino  alla  tiere  ,  o  malamenle  rotabili. 
rtnda  di  Caltalnnga,  A  quel  punto  varian-  Rispetto  alla  qualità  e  struttura  del  ter- 
do  cammino  ila  lib.  a  m^cstr.-pon.  percor-  reno,  esso  varia  in  ragione  della  posizione 
Ria  strada  tìi  Caltalanga,  attraversando  con>grani-a  detU  contrada,  ridncendosi  quel- 
qaMla  comunale  diretta  dal  Castel  di  S.  !/>>  lu  dei  poggi  intorno  al  capoluogo  a  rotxe 
tmtn  prrMonlioni,  quindi  entra  nel  liotrn  ap| tenni nicbe,  mentre  \erso  i  monti  die  si 
àtWjie^Ha  xTera,col  quale  arriva  alla  con-  aliano  a  maestr.  di  Suveieto  fra  la  Sassella 
T.  V.  63 


404 


SUVI 


e  Ompiglia  il  terreno  in  gnn  parte  confi- 
tte in  rocce  calcaree  plulonizzate;  e  final- 
mente il  suolo  della  pianura  lungo  il  fiume 
trovasi  coperto  da  un  terreno  di  alluirione 
sparso  di  ciottoli  e  ghiaje  in  tutta  la  Valle 
inferiore  della  Cornia, 

IVrciò  che  riguarda  i  prodotti  di  suolo, 
essi  riduconsi,  nella  parte  montuosa  a  selve 
di  castagni  e  pascoli  naturali,  nelle  pendici 
e  nella  pianura  a  campi  sativi  tramezzati  da 
vigneti  e  da  uliveti,  piante  che  vennero  so- 
stituite in  gran  parie  a  quelle  di  Suvero^  da 
cui  sembm  cosa  naturale  che  Su9ertio  o 
Sugfiereto  traesse  il  nome. 

Nella  parte  bxssa  e  segnatamente  nella  te- 
nuta della  Casetta  di  Cornia  nel  suolo  di 


svec 

questa  Gomuoità  sono  state  negoile  in  di- 
verse epoche  delle  piantagioni  dì  alberi  d« 
frutto,  di  gelsi  ecc.;  e  nella  ripa  destn  àt\ 
fiume  sotto  i  mulini  di  Cttrma  fu  di  rc^ 
cente  stabilita  per  cura  di  alcuni  orloculiorì 
francesi  una  copiosa  pepiniera  eoo  pianto- 
naja  di  mori  bianchi  e  di  gelai  delle  R- 
lippine. 

Il  giusdicente  di  Rovereto  t«ito  pel  ci- 
vile come  per  il  criminale  è  il  vicario  R. 
di  Gimpiglia,  nella  qual  Terra  si  tiovano 
r  ingegnere  di  Grcondario  ed  il  canoelline 
Gorauiiitativo.  L' uffizio  di  esaaioiic  del  ft^ 
gistro  è  in  Piombino,  la  conservarione  delle 
Ipoteche  in  Volterra,  ed  il  tribunale  di  pi* 
ma  Istanza  ora  è  in  Grosseto. 


MOFIMBNTO  della  Popolazione  della  Con.  e  Pj^ttoecaid  di  Suraufm 
a  tre  epoche  diverse  (i),  divisa  per  fami  glie. 


Aavo 


i833 
1840 
i8i3 


iMPDaami 


mate,  femm 


94 
i56 


i5o 


loi 


144 


i45 


▲OVLTI 


mase. 


lag 


107 


176 


femm. 


84 


79 


i34 


CONJITGATI 

dei 
due  sessi 


138 


388 


386 


aoauusT, 

dei 
due  sessi 


6 


Numero 

delle 
famiglie 


fjS 


aoS 


•34 


Totale 

della 

Popola* 


878 


994 


(i)  Manca  la  popolazione  delle  prime  due  epoche  (i55i  «  1745)  per  essere  aìlor» 
Suvereto  sotto  il  principato  di  Piombino. 


SU  VERO  (CASTEL  m)  w  VAR\  nella 
Val-di-Magra.  —  Cast,  con  chiesa  arcipre- 
tura  (S.  Giovan  Battista)  già  capoluogo  di 
feudo,  ora  dì  Com.  insieme  alla  Bocchetta 
di  Varay  nella  Giur.  di  Tresana,  Dioc.  di 
Brugnato,  Due.  di  Modena. 

Air  Art.  RoccRaTTA  m  Vara  si  disse ,  che 
tanto  il  Cast,  di  Suvero  come  il  Vili,  della 
Rocchetta  appartenevano  ai  marchesi  Ma- 
laspina  derivati  da  un  Rinaldo  ultimo  dei 
cinque  figli  di  Gioan Spinetta  II,  cui  toccò 
nelle  divise  del  1 535  il  feudo  di  Bastia, che 
Rinaldo  permutò  con  un  di  lui  fratello. 

La  parr.  di  S.  Gio.  B^tt.  a  Su  vero  nel  18  3  a 
contava  4a5  ahit.  —  f^ed.  Rocchitta  di  Vaba. 

SUVICILLE.  »  red.  Sumillb  nella 
▼al-di-Merse. 


SUVIGNANO.  —  red.  SovmuM  m 
Val  iV  Arbia. 

SVEGLIA  (già  riellia)  nelU  vallccob 
ilei  Mugnone  sopra  Firenze.  —  Gas.  ooa 
eh.  parr.  (S.  Andrea)  nel  piviere  di  Xoo* 
tereggi,  Com.  del  Pellegrino,  già  di  Fìffolf, 
Giur.  Dioc.  e  circa  tre  migl.  a  sett.  dì  Fie> 
sole,  Comp.  di  Firenze. 

Risiede  presso  la  ripa  ileslr^  del  lorr.  M»- 
gnone  presso  alla  base  orientale  del  po^ 
di  Montorsoli. 

Nel  catilogo  delle  chiese  della  diocea  «li 
Fiesole  compilatone!  1999  trovasi  lacbicBi 
di  Sveglia  nel  piviere  dì  Monlereggi  sotto  il 
titolo  S,  Andrea  di  Fiellia. 

La  |Nirr.  di  S.  Andrea  a  Sveglia  nel  i83) 
•ontava  3o3  popolani. 


T 


J.  Mmmg^mo^  o  TdBtjwo  nella  Valle  in- 
fcriofe  del  Scrchio.  -^  Gas.  «Iota  Ai  una  eh. 
■air.  (S.  PoDSMno)  net  piviere  di  Rigoli, 
Cm.  e  Giur.  de*  Bagni  di  S.  GiulianOy  Dioc. 
eCo^p.  di  Pian. 

Fino  dal    a 3   lebbra jo  de]  1048  con  allo 

■nito  ÌD  Pisa  donna  Ingalrada  figlia  del  fu 

Gherardo  e  vedova  d*  Ildebrando,  col  con* 

m»  di  Guido  detto  Signoretto  suo  nipote  e 

■andualdo,  donò  alla  chiesa  maggiore  di 

firn  alcani  beni  posti  nei  confini  di  Tabia- 

■a,  Gonsistcnli  in  uliveti,  selve,  orto  ecc. 

ImUic  è  qael  Tabiaao  nel  cui  piano  esisle- 

nw»  ancora  nel  secolo  XV  quelle  paludi 

irile  quali  varj  impenlori  fecero  dono  alla 

dkoB  ma^ipore  di  Pisa,  paludi  che  ftjrono 

■BiinenUtc  in  una  carta  degli  Olivetani  di 

Tìb  scritta  nel  principio  del  secolo  XV.  — 

(Aan.  Diri..  Fioa.  Carle  della  Primaziale 

t  deg/i  Olivetani  di  Pita,)  —  ^ed.  Ri- 

mu  t  PiavB  DI  ). 

Tmmì^»o  nella  Maremma  grossetana.  — 
Vieo  perdalo  dove  fu  una  chiesa  plebana 
b  Bfonl*  Orsajo  e  la  distrutta  rocca  di  Por- 
noli,  nella  Com.  e  Giur.  di  Roccaslraila, 
Dioc.  e  Comp.  di  Grosseto. 

Coo  de*  più  antichi  atti,  scritto  in  Tobia» 
m  terriiorio  di  Roteile ,  è  ilei  novembre 
959,  esistente  fra  le  carte  degli  Agosliniani 
£  Siena,  ora  neir.ifrcA.  Dipi.  Fior. 

In  una  bolla  poi  del  1x88  spedita  dal 
fbnl.  Clemente  III  al  vescovo  di  Grosseto 
■  trova  confermata  a  quei  diocesani  la  pieve 
fi  TMano  con  le  sue  cappelle,  diritti  e 
porìidizioni.  —  f^ed.  SAssopoaTS. 

Una  carta  inedita  delP  Arch.  Borgbesi- 
Bichi  di  Siena  in  data  del  8  marzo  l'^ai 
àicuopre  che  la  pieve  di  Tabiano  della 
Dbicesi  di  Grosseto  allora  era  di  giuspadro- 
nato  delle  monache  di  Monte  Celjese.  È  un 
iHmmento  scritto  nel  monastero  s(i«ldetlo, 
col  quale  U  badessa  donna  Duchessa  in 
nome  delle  sue  monache  costituisce  in  prò* 
curatore  uà  prete  con  facoltà  di  nominare 


persona  idonea  a  cuoprire  il  posto  di  pie' 
vano  nella  pie^e  di  Tabiano^  e  di  prcseu-* 
tarlo  alla  detta  badessa  per  riceverne  l' in- 
vestitura. 

Infatti  la  pieve  di  Tabiano  fu  confermato 
al  Mon.  di  Monte-Cellese  da  una  bolla  con- 
cistoriale del  il  75  spedila  da  Alessandro  III 
da  Ferentino.  —  {Arch,  Borghesi  cit.) 

TAENA  nel  Val-d*Àmo  casenlinese. — 
Gis.  con  eh.  parr.  (S.  Jaco()o),  cui  fu  an- 
nesso il  popolo  di  S.  Margherita  a  Rosina 
nel  piviere,  Com.  e  circa  un  migl.  a  mae^ 
str.  di  Chitigiiano,  Giur.  di  Bibbiena,  Dioc. 
e  Comp.  di  Arezzo. 

Tanto  il  Gas.  di  TViena  come  quello  di 
Rosina  sono  situati  in  poggio  sulla  ripa  de- 
stra del  torr.  Rassina  quasi  dirimpetto  al 
Cast,  di  Chitignano  e  poco  lungi  dalle  sca* 
turigini  dell'acqua  acidula  di  Chitignano, 
della  di  cui  contea  i  due  Gas.  facevano  parie. 
—  f^ed,  CBirioa^no. 

Le  parr.  riuuile  di  Taena  e  di  Rosina 
nel  i833  conlavano  a55  abit. 

TAGLIAFERRO  nella  Val-di-Sieve.  — 
Contrada  con  borgata,  nella  Com.  e  circa 
migl.  i  \  a  sctt.  di  Vaglia,  Giur.  di  Scar- 
perla,  Dioc.  e  Corap.  di  Firenze. 

Incontrasi  cotcsta  borgata  sulla  ripa  sini- 
stra del  torr.  Garza  lungo  la  strada  |)OBtale 
Bolognese  dove  già  fu  un  antico  osf)e(Ja letto 
con  chiesa  (S.  Andrei  )  destinalo  ad  accoglie- 
re i  pellegrini. -«-Dalla  borgata  dì  Taglia- 
ferro ebbe  tìtolo  una  delle  73  leghe  della 
Rep.  Fior,  in  cui  furono  compresi  quasi  tulli 
i  popoli  delle  Comunità  di  Vaglia  e  di  S* 
Pier  a  Sicvc,  siccome  può  vedersi  ^  egli  sta- 
tuti fiorentini  slati  riformali  nel  x4i5. 

Sotto  il  regime  di  Cosimo  1  la  lega  di 
Tagliaferro  si  com[K>neva  dei  27  popoli  se- 
guenti; I.  S.  Andrea  a  Cerreto  Sfaggioy 
a.  S.  Stefano  a  Pi.tcina;  3.  S.  Pietro  iu 
Calicarta;  4.  S.  Minialo  al  Colle;  5.  S. 
Michele  a  Fonteboiia,o  alle  Macchie;  6.S. 
Jacopo  a  FestiglianOf  o  a  Pratolino  ;  7 .  S. 


496               TAGL  TALA 

Cresci  a  Marci  moti;  8.  S.  MarÌM  a  Carmi-  NH  1569  la  chifia  abniale  ili  TaKliafoni 
gnanello;g.S,'S\eco\ò Si  Ferraglia;  lo.S.  fu  reftaiirata  e  quindi  sollo  di  %9  oiiobif 
Maria  a  Spugnole;  11.  S.  Niccolò  a  Spu-  dello  sieuo  anno  dal  veicovodi  FitsolcAn- 
gnole  ;  1  a.  S.  Romolo  a  Bivigliano ;  1 3.  S.  giolo  da  DiaocHo  oonfagrala. 
Lorenzo  m  Penatole;  14.  S.  Biagio  a  Cor-  Finaln»entf  con  lodo  dell*  8  aprile  i7ia 
ione;  i5.  S.  Alessandro  a  Signano;  lO.  S.  tra  il  preposto  e  capitolo  della  eolle|[iaUdi 
Andrea  a  Pietramensola;  17.  S.  Mirtino  Pigline  ed  ì  Vallombrofaui  restò  coaTeniia 
a  Briano;  18.  S.  Piero  a  fraglia;  19.  S.  la  permuta  dell* oratorio  di  S,  Mmrim  al 
Giusto  a  Paterno;  ao.  S.  Maria  a  Pater»  Ponte  Rosso ^  spettante  al  detto  capitolo, 
no;  ai .  S.  Piero  a  Sie^e ;  ai.  S.  Lorenio  con  la  eh.  parr.  di  S.  Bortolommeo a Sca»- 
a  Gàkbiano;  a3.  S.  Jacopo  a  Coldaja  ;  94.  S.  pata  di  giuspadronato  della  GoagftfaMK 
Giusto  a  Fortuna;  aS.  S.  Michele  a  Liei»  fallombrosana;  e  ciò  ad  «fiotto  di  poter  tra- 
filano; a6.  S.  Sterno  a  Cornetoie;  «7.8.  iferirc  al  Ponlt  Bosso  il  nonailcio  eoa  h 
Michele  a  Lemiano.  —  I  primi  venti  pò-  famiglia Tallombrotaiia di  Tagiiafmm^i/ttm- 
poli  spettavano  alla  Comunità  di  Faglia^  gli  teche  qoest*  ultimo  chiattro  Binaeriava  io> 
Mltimi  sette  a  quella  di  S.  Pier  a  Sie^.  Tina.  In  consegutina  di  ciò  profb  Tappra- 

Tanto  la  contrada  di  Tagliaierm,  come  Tazione  ottenuta  dal  cardinair  Ardiimo  pi»- 

parei  distretti  di  Vaglia  e  di  S.  Piero  a  lettore  della  Coogregazioiic,  nel  Aoltoa^g- 

Sicfo  erano  sottoposti  alla  medenma  lega  e  gio  del  1711 ,  in  memoria  di  eoicsia  p«- 

potettà,  quando  nel  1417  furono  riuniti  alla  mula,  furono  scolpite  tre  iaerudoai ,  aas 

potesteria  di  Fiesole,  finché  per  deliberazio-  lelatifa  al  tcscoto  di  Diaceelo  che  allon 

ne  del  i4a4  vennero  dati  alla  potesteria  del  presedeva  la  diocesi  di  Fiesole,  Ta^lfa  «aa 

Borgo  S.  Lorenao.  —  Finalmente  nella  sta-  Tarme  del  Poni.  Orbano  Vili,  lollo  del 

listica  dell'anno  iSSi  la  lega  0  contrada  di  quale  fh  eseguila  la  permuta,  e  nna  lem 

TAgliaferro  trovasi  compresa ,  come  attuai-  iscrizione  con  Tarme  aboziale  topi»  la  porli 

mente,  sotto  la  potesteria  e  vicarialo  di  maggiore  eht  narra  la  storta  dìella  Imb- 

Scarperia.  sione  ed  i  personaggi  che  vi  ebbero  psrie. 

Lo  spedale  di  S.  Lorenio  a  Tagliaferro  Questa  Badia  restò  sopprcwa  nel  181C» 

è  rammentato  qnale  stazione  di  pellegrini  ed  II  suo  parroeo  d*  allora  in  poi  iato  ìm- 

nel  regolamento  latto  dalla  reggenza  del  movibile. 

Grandoca  Francesco  II,  e  Imperatore  1  di  La  chiesa  di  S.  Maria  al  Fonie  RoM^iiift 

quel  nome,  pubblicato  in  Firenze  li  18  a  Tagliafunl,  nel  i833  noverara  6S9  aUt 

novembre  del  1751.  TAGLIATA  (TORRE  della)  alb  lf»n- 

TAGLIAFUNI  (BADIA  di)  nel  Val-d'Ar-  na  delPAnsedonia.  _  Fed.  LinoaAu  To- 
no superiore.  —  Cotesta  badia ,  una  delle  kano  ,  e  OaamLuo  Comamtà. 
antiche  della  Con^gazione  vallombrosana,  TAGLIATA  di  MURLO  in  Val  di-Mer«. 
una  volta  sotto  il  titolo  di  8.  Maria  di  ^  Villata  nel  (lopolo  de' SS.  Gitislo  eOit- 
Iferana^  venne  traslocata  nel  secolo  decorso  mente  di  Gisciano  in  Vescovado ,  Gòbi,  e 
in  S.  Maria  al  Fonie  Bosso  che  resta  sulla  circa  tre  migl.  a  pon.  di  Murlo ,  Gior.  di 
strada  regia  appena  mezzo  miglio  a  maeslr.  Montalcino,  Dioc.  e  Gomp.  di  Siena, 
di  Figline ,  nella  Com.  e  Gius,  medesima  ,  TALAMONACCIO  (TOREE  »)—  fei. 
Dioc.  di  Fiesole,  Corop.  di  Firenze.                VArt,  srgnente.                      

All'Art.  Badia  di  TAGLuvoai  fu  detto  che  TALAMONE,  e  TELAMOIfE  sol  li^ 

questo  monastero  sollo  il  titolo  di  S.  Ma-  del  mare  toscano.  — Cast  con  porlo  diri»> 

rta  di  Iterano  fino  dal  secolo  XI  fu  fondalo  petto  al  promontorio  Argentaro ,  oosia  Pf^ 

pei  Vallombrosani,  mentre  esso  trovasi  ram-  montorio  di  Vaiamone ,  la  coi  eh.  atcifaV' 

mentalo  nella  bolla  del  8  agosto  1090  del  tura  (S.  Maria  Assunta)  è  comprets  oelb 

Pont.  Urbano  II  a  fiivore  di  quella  Riforma  Com.  Giur.  e  circa  i  a  migl.  a  maeslr.  dì(^ 

monastica  di  S.  Benedetto.  betello,  Dioc.  di  Soana,  Comp.  di  GroMrto. 

Uno  dei  più  antichi  abati  del  Mon.  di  Risiedeil  castello  di  Talamone  sopra  aai 

Tagliafuni  trovasi  indicato  in  nna  membra-  rupe  che  sporge  in  mare ,  e  che  dal  bto  A 

na  deir  1 1  maggio  dell'anno  11 98,  appar-  pon.  serve  di  sprone  al  suo  antico  porto  a 

tenuta  alla  Badia  di  Monte  Scalari,  ora  nel-  circa  70  br.  sopra  il  livello  marina  Uri 

VArch.  Dipi,  Fior,  fra  le  carte  del  Mon.  corno  orientale  del  porto  nel  medio  evo  fa 

di  S.  Vigilio  di  Siena.  innalzala  una  torre  di  difm,  situala  firaf^ 


TALA  TALA               497 

UirooQeela  fboedcllafiaaMNUiOlfa,  tppel-  mui  dalle  quali  riconobbe  Li  ICfU  dell* env, 

lata  oggidì  h  torre  di  Taiomonmecio.  credulo  fondatore  di  Vaiamone;  città  dve 

Il  casleìlo  è  ctroon<lalo  di  mura,  con  roo-  Me  speciol  euito  il  dio  Gio^t, 

ea  sovrastante.  Il  porto  sebbene  sia  formato  Anche  nel  cronico  monetario  del  Passeri 

da  una  grande  ansa  capace  di  ricovenrvi  un  si  riportano  monete  dtlla  lecca  di  Talamone 

dì  i  navigli  dalle  fortune  di  mare,  trovasi  coniale  nell'anno  490  di  Roma, 

attualmente  in  tal  guisa  colmalo  da  tanta  Ma  lasciate  da  parte  tante  congetture  ed 

rena  ed  ingombro  da  alghe  in  guisa  che  le  etimologie,  la  meno  dubbia  sembra  quella 

felucbe  stesse,  quando  soeo  caricbe»  dìffi-  che  Talamone  sia  di  fondazione  etrusca  ;  su 

dlmenie  possono  approdarvi.  di  che  furono  concordi  Polibio,  Slrabone, 

Inoltre  presso  ed  intomo  al  porto  o  cala  Diodoro  Siculo,  Tolomeo  e  Plutarco  fra  i 

di  Talamone  suol  ristagnare  una  quantità  di  Greci;  Plinio  e  Pomponio  Mela  Cira  i  Latini, 

acque  terrestri  stantecM  le  arene  e  le  piante  Concorre  poi  a  corroborare  cotesto  fello 

marine  spinte  dalle  traversie  vi  rialsanocon*  la  situazione  del  porto  circoscritto  fra  T  al- 

linnanente  le  gronde,  in  modo  tale  che  nel-  tual  Talamone  e  la  torre  di  Talamonaccio , 

la  calda  stagione  que*  ristagni  Immandano  punto  centrale  deirBlruria  marittima ,  luo- 

on  fetore  insopportabile, corrompendo  l'aria  go  adaltatissimo  al  commercio  innanzi  che 

intorno  che  i  venti  trasportano  ad  ona  lon-  cotesto  seno  di  mare  si  rendesse  malsano  ed 

tanania  incalcolabile  a  danno  delle  popola*  incapace  al  riparo  delle  navi  che  trleggia- 

aioni,  e  specialmente  di  quella  di  Magliano.  vano  nel  Tirreno. 

Sarebbe  un  mancare  alta  storia  se  io  pas-  Di  Tatamone  frattanto  e  del  suo  porto  si 

1  sotto  silenzio  un  antere  moderno  che  fii  menzione  eziandio  in  Fabio  Pittore  verso 


eoi  finto  nome  di  Ferdinando Circhidio  rae-  gli  anni  di  Roma  5a8  o  $99,  allorché  av- 

eolse  in  mezzo  airoscurìta  ed  alla  scarsezm  venne  non  mollo  lungi  di  costà  la  battaglia 

delle  memorie  spettanti  a  Tahimone  materia  fim  mi  ord«  immensa  di  Galli  e  gli  eserciti 

Ilota  da  formarne  due  tolnmi  in  8.^,  il  riuniti  dei  due  consoli  romani  C.  Allìlio 

primo  dei  quali  solamente  è  slato  pubbli-  Regolo  e  L.  Emilio  Papo. —  f^ed.  gii  Jr^ 

calo  in  Firenze  nel  i8a4  sotto  il  titolo  di  tieoii  Goumma  di  Bubiaho  e  OiacTaubo. 

Muoan  aTOMaDiDBLC.*AimG0  chobbimoTa-  Ma  la  spedizione  marittima  più  segna- 

■^MOKB,  eoe.  lata  per  Telamóne  accadde  87  anni  innanii 

Volendo  egli  discorrere  delF  origine  di  Pera  volgare  quando  vi  approdò  una  flotta 
Talamone,cui  ha  dato  repitelo  di  ciVlà alt-  di  G.  Mario  reduce  dairAfifrìea  in  Italia 
<tea,  distingue  il  vecchio  dal  nuovo  paese,  per  abbattere  con  il  suo  partilo  quello  del- 
^  L* A.  peraltro  riprova  non  tonto  il  dello  1* implacabile  di  lui  competitore  L.  Siila, 
di  Diodoro  Siculo  là  dove  asserisce,  che  qae>  Appena  smontalo  a  terra  con  la  cavalleria 
ito  porto  ebbe  il  nome  da  un  Telamone  Mauritana  e  molli  italiani  a  lui  fedeli,  Mario 
compagno  degli  Argonauti,  ma  ancora  le  pa-  pubblicò  in  TaUmone  un  edillo  che  pro- 
iole  del  Volterrano  che  lo  fiiceva  derivare  da  metteva  libertà  ai  servi  purché  fossero  ve- 
un  Talamone  tro/ano  approdatovi  dopo  la  noti  ad  arruolarsi  sotto  le  sue  bandiere.  Don^ 
guerra  di  Trofa.  11  nostro  Carehidio òdi  sen-  deche  il  celebre  capitano  in  pochi  giorni 
timentocbe  il  nome  di  Telamone^  o  Ta-  raccolse  una  quantità  de'  più  giovani  ed  ani- 
f^mone^  posm  essere  derivato  dal  verbo  cai-  mosi  che  caricò  in  40  navi.  Allora  esibì  la 
deo-siro,  Telam,  cioè,  of^imere,  diripe»  sua  opera  a  Giona,  il  quale  dopo  cacciato 
re,  nome  che  si  confa  (secondo  lui)  sopra  dal  consolato  con  poderoso  esercito  raccolto 
ogni  altra  oom  ai  corsari.  in  varie  parti  deli*  Italia  aveva  mosso  guer- 

«  Dunque  (soggiunge  egli)  Telamo,  così  ra  ai  consoli  di  Siila.  Frattanto  Mario  con 

«  il  Porto  come  il  Promontorio,  era  il  ni-  quel!*  armamento  non  solo  incrociava  per 

•  *J2  *f  *l  forte  de' corsari.  »  mnre  onde  impedire  il  passo  ai  viveri,  e  im- 

^  il  eh.  abate  Lanzi,  lungi  dall' adotta-  padronirsi  di  quelli,  ma  inoltrandosi  verso 

re  simili  favofose  derivazioni  opinava,  che  il  la  spiaggia  di  Roma,  sbarcò  le  sue  truppe  in 

«onie  fosse  etrusco,  e  dato  a  questo  luogo  Ostia,  e  di  là  s' incamminò  con  esse  a  Roma; 

dall  incurvatura  del  suo  porto.  —  [Saggio  e  di  prima  giunta  avendo  preso  il  monte 

rfi  Lntgma  Btrusem  Fol.  IL)  Gianicolo,  quindi  impadronitosi  dell'  etema 

Infetti  Garehidio  si  occupa  nelb  prima  par-  «Ma  ,  Mario  fi^  orribile  macello  di  quelli 

^  ad  tUastrare  ileune  monete  etnische ,  in  che  reputava  suoi  nemici,  o  poco  amici. 


498  T  A  L  A  T  A  L  A 

AiTìifveiiirocnto  di  C.  iH»rio  fu  di  i\u»\-  diftfndert  il  loro  alMte»  e  monaci  eoo  i  suoi 

che  anno  jioslerìore  quello  di  L.  Domizio  l>eui  e  castelli  dalle  viuleiite  iiiccialiiieiilr 

Eiiobaiko  senalore  di  Roma,  la  cui  lami-  dei  cuulì  di  S.  Fiora.  In  outueguenia  di  chi 

glia  signoreggiava  nel  lerrilorto  Cosano.  Im-  fu  onlinalo  di  segnalare  mediaule  confini  b 

perocché  fu  ai  tempi  di  G.  Cesare ,  quando  giurisdizione  di  Talamooe  da   qualunque 

quest*  uh  imo  assediava  Marsiglia  che  Domi-  altra  corte  o  castello  che  appartenesse  ai 

zio  Enobarbo  spedì  dai  porli  di  Subeosa  e  conti  prenominati.  — -  (  Aaca.   Dipl.  Fa». 

di   Talamone  navigli  armati  a  soccorso  de*  Carte  Amiatine  e  AacB.  Dipl.  SAana.) 
Marsiglie>i.  Col  secondo  islrumento  del  io  luglio 

Alla  stessa  famiglia  patrizia  si  debbono  i3io  l'abate  stesso  in  nome  dei  suoi  mo- 

non  solo  le  Cetarit  Domisiane  esìstite  nei  naci,  attesa  P  accettazione  filila  dal  Cooumc 

contorni  di  Porto  S.  Stefano,  ma  ancora  di  Siena  del  monaco  Amiatino  don  Ben» 

▼arie  lapidi  relative  a  L.  Domizio  Enobar^  detto  in  pievano  di  S.  Maria  di  Taiamoae, 

Ao,  ai  suoi  servi  e  liberti,  non  che  ad  una  rimuove  il  suo  antecessore  don  Ildebrandioo 

officina  di  terraglie (yf^ii/ìne  Domitiane)  per  e  conferma  in  detta  pieve  il  nnofo  pairoeo, 

non  dire  di  una  vasta  conserva  d* acqua,  investendolo  ancora  delP amministraiions 

delU  quale  esistono  tuttora  grandiosi  avanzi  de' bèni  spettanti  alla  parrocchia  plebana  di 

presso  la  Torre  delVUomOy  dove  posterior-  S.  Maria  di  Talamone,  —  (Aacn.  Dw* 

menle  si  vuole  che  fosse  posta  una  bugiarda  Fma.  Carte  /iiniai.) 
iscrizione ,  nella  quale  si  leggeva  Thermae        Era  già  da  qualche  anno  il  porto  di  Ti- 

Dioeletiani,  «— >  (Caighidio  ,  X)per,  cit,)  lamone  tornato  in  potere  de'Saoesi,  quando 

Ora  quel  fabbricalo  è  residuato  ad  una  nel  giugno  del  i3a6  vi  giunsero  dia  Pn^ 

Italia, che  ha  una  facciata  lunga  br.  a8,  tri-  venaa  sopra  io  galere  400  soldati  di  civil- 

partilu  e  corrispondente  ad  altrettante  stanze  leria,  i  quali  passarono  a  Firenze  col  dosi 

della  lunghezza  di  47  br.  e  larghe  8;  diviie  di  Calabria.  —  Una  nnova  visita  ebbe  IV 

da  muri  reticolali,  nei  quali  vi  è  una  porta  lamone  nel  i3a8  da  Piero  d'Angona  allo^ 

di  comunicazione  che  termina  nell*  ultimo  che  d'accordo  con  Lodovico  il  Bavaio  !■• 

recinto  con  emissario ,  donde  esci  vano  le  vestì  e  prese  cotesto  porlo  e  castello, 
acque  per  entrare  in  una  conserva  tuttora        Innanzi  quel  tempo  però  il  Cast.  dìTsb- 

csistente  circa  aoo  br.  distante.  In  cotesto  mone  era  stato  conquistato  da  alcuni  nobili 

edifizio  raccoglievasi  l'acqua  potabile  per  ribelli  di  Siena  seguaci  del  partito  di  li^ 

uso  pubblico,  la  quale  vi  scendeva  dai  monti  rigo  VII,  per  cui  il  potestà   della   rqidb- 

che  le  sovrastano  dalla  parte  di  maestr. ,  blica  sane^  nel  4  novembre  del  i3ia  chbt 

oggi  appellati  i  poggi  della  Bella  Sfarsilìa.  a  pronunziare  sentenza  di  morte  contro  co* 

Dopo  tultociò  una  laguna  di  molli  secoli  loro  che  si  erano  impadroniti  della  rocn 

interiompe  la  storia  di  Tulamoue,   tilché  di  Talamone.  —  (Ahch.  DirL.  San.  Kaieft 

fino  ul  1 3oo  questo  paese  non  torna  a  ram-  dell* Assunta  n.^  957.) 
mentarsi,  se  non  quando  il  Cast,  col  porto        Inoltre  nello  stesso  Arch,  Dipi.  San.  e- 

e  distretto  di  Talamone  erano  pervenuti  in  sìste  una  provvisione  del  7  seti.  i3ai  scritli 

dominio  dei  monaci  della  Badia  di  S.  Sai-  in  Siena  da  sei  deputati  eletti  dai  Sigoon 

vadore  sul  monte  Amiata.  Nove  ad  oggetto  di  provvedere  in  modo  clic 

In  prova  del  qual  vero  citerò  due  istru-  il  castcl  di  Talamone  fosse  abitalo  da  quelli 

menti ,  col  primo  de' quali,  del  i5  aprile  che  avevano  ottenuto  dal  Comune  di  Siena 

i3o3,  l'abate  del  Moo.  predetto  ,  consen-  il  terreno  dentro  il  [laese  col  ricevere  terre, 

tendovi  il  suo  rapitolo ,  costituì  in  sindaco  casalìni  ed  altri  incoraggiamenti  allo  scopo 

il  monaco  don  Pietro  daCornetocon  facoltà  di  stubilirvi  il  loro  domicìlio 
di  vendere  al  Comune  di  Siena  il  porto,  la        Che  nel  progredire  del  secolo  XIV  Tal»- 

corte  e  beni  di  Talamone,  ad  eccezione  di  mone  divenisse  lo  scalo  principale  mariltioio 

una  chiesa  di  S.  Pietro,  che  dicevasi  fon-  della  Rep.  di  Siena  lo  dichiara  il  Irallalo 

data  in  luogo  Ca^o.  Inconseguenza  di  ciò,  da  essi  concluso  nel  i357  coi  Fiorenlìoiti 

nel  la  seti,  dell'anno  stesso  i3o3,  i  reggi-  quali  ultimi  si  risolvettero  di  abbandonare 

tori  della  repubblica  sanese,  stando  nel  pa-  il  Porlo  Pisano  e  vo'tarsi  invece  a  Talnioo- 

lazzo  abitato  dalla  Signoria,  ricevettero  il  ne.  In  vigore  di  quelle  convenzioni  iSan» 

Mon.  Amialino  con  i  suoi  beni  sotto  la  prò-  promiseeo  acconciare  il  porlo  col  mettervi  I« 

teziune  del  Comune  di  Siena ,  piometleudo  guardie,  restaurare  le  stiade  che  da  Siena  vi 


TALA  TALC               499 

conducerano  e  fiibbricanri  gii  «ìTierfbi.  Ar^  Finalmente  nel  i554  il  Cast,  cnl  porlo  e 
roge  «  tutlociò  la  nota  delle  g.ibelie  per  i  dislrello  di  Talamone ,  e  la  maggior  parte 
generi  d*  introduzione  e  di  estrazione  cbe  de*  paesi  che  per  due  secoli  e  mezzo  hanno 
in  quel  tempo  si  conduceirano  a  Talamone;  formalo  lo  Slato  de* HE.  Presidj,  fu  preso 
nota  che  fu  pubblicaU  dal  Pagnini  nel  Voi.  da  una  flotta  spagnnola,  in  nome  della  qual 
IV  della  tua  Opera  sulle  Decime.  potenza ,  poscia  di  qnella  di  Napoli ,  Tala- 
Già  6no  dal  giugno  14x0  incontrossi  nei  mone  fu  presidiato  fìno  a  che  alla  restaura* 
paraggi  del  monte  Argentare  una  flotta  di  zione  del  goferno  granducale  (1814)  Ta- 
Lailblao  re  di  Napoli  do^e  incontrò  quella  lamone  con  tntle  le  altre  terre  e  castelli  de* 
della  Rep.  Fior.;  ma  quest'ultima  essendo  RE.  Presidj  Tenne  consegnato'  alla  Corona 
stata  rotta  e  dispersa,  Talamone  cadde  in  granducale  di  Toscana.  — »  f^ed.  OBatTKixo. 
potere  del  TÌncitore,  sebbene  fosse  ben  pre»  La  pieve  arcipretura  di  Talamone  sino 
sto  recuperato  per  opera  del  conte  Franoe*  dal  iSioera,  come  si  è  indicalo,  sotto  Tin- 
•co  Sforza  capitano  de*  Fiorentini.  Tocazione  di  S.  Maria,.ed  alla  medesima  nt 
Che  poi  le  concessioni  del  governo  di  apjpella  una  causa  insorta  nel  1348,  ali* oc- 
Siena  a  benefizio  degli  abitanti  di  Talamone  casione  che  i  monaci  Amialini  pretendevano 
si  estendessero  anco  in  (aTore  di  coloro  cbe  il  giuspadronato  della  medesima:  per  cui  con 
si  recavano  a  stabilirsi  familiarmente  in  Or*  atto  del  90  maggio  di  detto  anno  essi  no- 
betello,  dopo  che  quest*  ultimo  paese  era  ca*  minarono  nn  procuratore  per  difendere  le 
duto  in  potere  della  loro  Rep. ,  lo  dichiara  ragioni  di  quel  monastero  davanti  al  Card, 
una  deliberazione  presa  nel  concistoro  sane-  Pietro  Bertrand  tcscovo  di  Ostia,  a  ciò  de- 
se  li  97  marzo  del  i433,  con  la  qnale  fa  legato  dalla  S.  Sede. -~(AacB.  Dm..  Fiok. 
proTYeduto,  che  a  bonificamento  e  conserra-  Carte  della  Badia  Amiat,) 
none  di  Orbetello  chiunque  si  fosse  recato  Rispetto  allo  stato  fisico,  ed  alle  cause  più 
stabilmente  ad  abitarlo  avrebbe  goduto  delle  plausibili  della  malaria  di  Talamone  e  dei 
franchigie  medesime  di  quelli  che  abitavano  paesi  che  dal  lato  di  terra  lo  aTvicinano  re* 
nel  porto  e  Cast,  di  Talamone,  eccettuata  la  densi  gli  Art.  Maoliaso  e  OaarrcLLO,  Com. 
pensione  cbe  il  Comune  di  Siena  accordala  \m  parr.  arcipretura  di  S.  Maria  Assunta 
alle  persone  che  abitavano  dentro  il  paese  di  a  Talamone  nel  i833  noverava  1 57  abit. 
Talamone.  —  (  Aaca.  Dipl.  Saw.  T.  XXVll  TALAMONE  e  PENETO  nel  Val^I'Amo 
delle  Pergamene  n.^  9097.)  aretino.  —  Due  popolazioni  da  lunga  età 
Nel  1 596  per  difetto  di  opere  di  difesa  il  riunite  (  S.  Pietro  a  Talamone  in  S.  Miiria 
Cast,  di  Talamone  fu  preso  da  una  flotta  a  Peneto)  entrambe  sotto  la  pieve  maggiore 
Pontificia  sotto  gli  ordini  dell* ammiraglio  di  Arezzo,  Com.  Giur.  Dioc.  e  Corop.  mc- 
Andrea  Dona.  -—  (Malatolti,  Stor.  San,  desimo.  — •  red.  Pwito  (S.  Maria  a). 
P.  in.  Lib.  I.)  TALA  VERNA  (VILLA  m)  nella  Val-di- 
E  qui  cade  il  destro  ricordare  una  reta-  Magra.  —  f^ed.  Gaoppoi.i  in  Val-di-Magra. 
xione  fatta  nel  i53i  alla  Signoria  di  Siena  TALCtONE  in  Val-d*ElsA.  —  Vili,  che 
dair  ingegnere  Baldassarre  Peruzzi  incari-  ha  datò  il  vocabolo  ad  una  chiesa  (  S.  Ma- 
calo  di  esaminare  e  riferire  il  suo  parere  in-  ria  a  Talcione  )  cui  fu  annesso  il  popolo  di 
tomo  ai  ripari  da  Cirsi  in  diversi   luoghi  S.  Stefano  a  Talcione,  nella  Com.  Giur.  e 
della  Maremma  sanese.  Nella  quale  relazione,  due  roigl.  a  lev.  di  Poggibonsi,  Dioc.  di 
rispello  alle  mura  del  Cast,  di  Tabmone  il  Colle,  gih  di  Siena,  Comp.  sanese. 
Peruszi  dichiarava,  che  dalla  parte  d'A/fri-  Rìsile  sopra  nn  colle  presso  la  villa  di 
co  esse  non  superavano  rattezza  di  un  brac-  Strozzavolpe,  costà  dove  possedeva  beni  il 
ciò  circa  sopra  terra,  per  cui  il  relatore  ta-  gran  conte  Ugo,  il  quale  nel  998  assegnò 
cera  sentire  il  bisogno,  di  terminarle  per  alla  sua  Badia  di  S.  Michele  in  Marturi 
essere  di  facile  scalo  verso  il  mare  ai  Turchi  sopra  Poggibonsi  due  poderi  posti  in  TaU 
ed  ai  Mori  «  né  vi  andranno  a  finirle,  diceva  eione,  —  Più  tardi  vi  acquistarono  giuri- 
li Peruzzi,  più  che  canne  i5o  di  muro  ».  —  sdizione  i  conti  Gnidi ,  uno  de*  qnali  nel 
{GkY^Carteggio  ined,  di  Artisti,  Fd,  il.)  1 155,  fece  una  permuta  dei  beni  medesimi 
Non  corse  però  gran  tempo,  dacché  il  paese  posti  presso  la  canonica  di  Talcione  con 
di  Talamone  nel  i543  fa  scalato  e  saccheg-  altri  di  pertinenza  della  Badia  predetta.  — 
giato  dai  Turchi  della  flotta  comandata  dal  In  quanto  poi  alle  controversie  insorte  fra  i 
Barbarossa.  —  Fed,  OsaanLLO.  vescovi  di  Firenze  e  di  Siena  rispello  alta 


500 


TALL 


TAXL 


fìoritditioiit  lU  qattU  ooaUMla  fcJiii  VArt, 
Pooonoirsi. 

Due  utrumenti,  che  ooo  Yeno  la  fine 
del  secolo  XI  (1069)  e  f  altro  so!  prìacipio 
del  XII  (1004),  rogiiU  nel  caslel  di  TWci'o* 
««,  danno  a  conoscere  qualmente , in  qoel 
freltcìnpo  il  distretto  civile  di  Taleione 
era  pussato  dal  lerrìiorio  sanese  in  quello 
fiorentino,  mentre  ristrumento  del  1089 
fu  rogato  nel  Cast,  di  Tàloione ,  contado 
sanete^  ed  il  secondo  nel  territorio  Jioren» 
tino.  —  (Amai.  Dm..  Fiom.  Carte  della 
Badia  di  Passign.  t  di  S,  Eugenio  pret^ 
io  Siena),  —  f^ed,  Aoaiss  (S.)  in  CktantL 

ÌM  chiesa  di  S.  Maria  a  Taleione  nel 
1 5o8  fu  ammensata  con  i  soni  beni  ali*  ar« 
cispedtile  di  S.  Maria  NnoTa»  il  qoale  n« 
consenra  il  giuspaidronato. 

La  parr.  di  S.  Maria  a  Taleione  nel  t833 
no%eraTa  i5a  abit. 

TALLI  nel  Va1-d*Amo  casentinese.  — 
Vili,  pk  Cast,  con  eh.  plebana  (S.  Niccolò) 
capoluogo  di  Gorounitkf  nella  Giinr.  diBib« 
biena ,  Dioc.  e  Gorap.  di  Areno. 

Risìerfe  S'apra  un  poggio  omonimo  nel 
monte  che  propagasi  dalla  così  delta  Alpe 
della  SS.  Trinità ,  fra  il  gr.  «9*  a8'  4" 
long,  ed  il  43^  3o'  6"  latit.,  6  migì.  a 
maeslf.  di  Subbiano,  circa  i3  migl.  nella 
stessa  direzione  da  Arezzo ,  e  intorno  a  8 
migl.  a  ostrolib  di  Bibbiena. 

Fu  il  Cast  di  Talla  per  qualche  tempo 
signoria  de*  conti  Dbertint  di  Chitignano, 
ai  quali  «la  alcuni  genealogisti  Tenne  inne- 
stata per  via  di  donne  la  Gimiglia  Concini 
per  far  credere  che  dal  castel  di  Penna  dt- 


cliUbtrllnidiTalkidtrifi 
Concini,  sebbene  nato  da  un  ag rìeollore  nei 
f  ilkggio  di  Penna  presso  Tenranuovn.  — 
P'ed,  Parai  nel  Val-d*Amo  sapenofc 

Meno  dubbia  è  la  patria  delb  nobil  la- 
miglia  degli  Accolti  di  Acexxo  che  ckI  di 
Ponienano  castal  letto  so)>ra  Talla  iloaìaaio 
in  qualche  modo  anch'esso  dai  conti  liber- 
tini, i  quali  sino  dal  scc.  XII  cederooo  oas 
parte  di  diritti  topn  alcune  chiese  del  pi. 
▼iere  di  Pontenano  alla  Badia  dellm  S6.  Tii. 
ni  là  posta  nelPAlpe  Mperìoce  denlfo  il  peri, 
metro  territoriale  di  qocsla  sterna  Gnouiaici. 

Infatti  un  atto  del  a  nov.  t3i9  rifoaffds 
1*  immissione  in  possesso  della  chiesa  di  S. 
Lorenzo  a  Bieciano  data  dal  prete  Si 
pievano  di  S.  Paolo  a  Pontenano, 
cntore  a  ciò  costituito  dalF  abate  del 
della  SS.  Trinità  nelf  Alpe.  L* alto  fo 
nella  villa  di  Bieeiano  di  sopra  »  dorica 
la  chiesa  di  S.  Lorenzo ,  mentre  ana  caiti 
del  10  luglia  i3i9  tratU  de*coafim  ddk 
parr.  dì  S.  Lorenzo  a.Bieeiano  di  sopra 
con  quelli  della  cnm  tuttora  etbtenta  di  & 
Maria  a  Biceiano  di  ioUo* 

1  nobili  di  TVIIa  della  consorteria  étti 
libertini  come  segnaci  deiraràvcsoovo  vi. 
sconti  air  occasione  della  guem  M  i35i 
fijrooo  incinsi  nella  pece  di  Sanaoa  del 
i353,  finché  nel  marao  éA  i383  TbUs, 
come  castello  del  contado  aretino  ti  rese  alfa 
Signoria  di  quella  Rep.  dopo  che  Azao  di 
Finibceschino  degli  libertini  ebbe  conaegnats 
ai  Dieci  di  Balia  di  guerra  i  sooì  caolelE 
situati  nel  contado  di  Areizo ,  e  che  fn  ac- 
cettata neiraccomandigia  della  Eepnbblia. 


ifOn MENTO  della  Popolazione  del  Castello  dì  Tjlljé 
a  cinque  epoche  diverse^  dÌ9Ìsa  per  famiglie. 


Ah  NO 

IMrCBIRI 

masc.  femm, 

1 

ADO 

masc. 

1.T1 
femm. 

COMIUOATl 

dei 
due  sessi 

BCCLBSU- 

8TI0I 
SBOOLAJtl 

Numero 

delle 
famiglie 

Totale 

delta 

Popolai 

i55i 

... 

^. 

.» 

... 

«. 

34 

aoi 

1745 

47 

38 

5o 

6t 

9« 

3 

67 

»97 

i833 

80 

72 

8a 

78 

i36 

4 

io5 

45a 

1840 

74 

7» 

85 

ioa 

158 

4 

i*7 

494     J 

1843 

68 

54 

70 

99 

i8i 

4 

toa 

47«     j 

TALL  TALL,            501 

Comunità  dì  Valla,  -—  Il  territorio  co-  Fra  le  maggiori  roouluosità  contusi  queU 

muuiUlìvo  di  Talla  occu[ni  17,690  quadr.  la  «leirÀipc.di  S.  Trinila,  che  si  alza  quasi 

4«a  dei  quali  spellano  a  corsi  d*  acqua  e  a  br,  «6 5 o  aopra  il  livello  del  mare  Medi- 

slr^de.  Nel  i833  vi  si  troTtvano  aoao  in-  terraneo. 

«Hviilni  a  proporzione  di  circa  95  persone  11  Salotto  ed  il  Talla  sono  i  due  mjg- 

|)er  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  imponibile,  gìori  corsi  d'acqua  che  attnnrers^no  il  ter- 

Dirò  con  i  compilatori  del  Calendario  ca-  ritorìo  di  cotesta  Comuml2i ,  comecché   la 

«eatiaete  per  Panno  1839,  che  questa  G>-  contrada  si  troyi  solchila  da  numerosi  piccoli 

manità  si  distende  per  l'Alpe  di  S.  Tri-  fossi»  fìra  i  quali  il  Capraja  ed  il  Carda, 

nita,  per  ripidi  seni  e  per  gioghi  formati  da  Ad  eccezione  di  un  tronco  di  strada  ro- 

inonti  che  da  quella  in  vaiiie  direzioni  si  di*  labile  che  per  circa  un  miglio  slaccasi  dalla 

ramano.  provinciale  a  Rassina  per  entrare  nel  lerri- 

Confina  con  quattro  Comunità.  Dii  primo  torio,  comunitalivo  di  Talla  percorrendo  la 

mediante  la  giogana  dell*  Alpe  di  S.  Trinila  ripa  destra  dell* Arno,  tutte  le  altre  vìe  sono 

«ssa  fronteggia  dirimpetto  a  pon.-libccon  il  mulatliere  e  pedonali. 

territorio  della  Comunilk  di  Loro ,  a  par-  La  struttura  fìsica  dei  monti  del  territorio 

tire  dal  giogo  del  Poggio  Cappone  sino  al  in  discorso  consiste  generalmenle  Jn  strati 

termine  delle  Capanaine ,  dove  dal  Iato  di  di  macigno  alternanti  con  Io  schisto  mar- 

lib.  sotlentra  il  terrìlorio  de' Due  Comuni  noto  ^biscia/o)  e  più  di  rado  col  calcale 

distrettuali  di  Lateriiia ,  col  quale  il  terri-  compatto  {alberese),  —  f^ed,  GAariL-Foco- 

lorio  di  Talla  arriva  al  termine  della  Sciita,  ohavo.  Comunità. 

Costì  infalti  voltando  (accia  da  Ub.  a  scir.  I  prodotti  del  suolo  si  riducono  a  foreste 
il  territorio  dì  Talla  trova  di  fronte  quello  di  querci,  a  praterie  naturali,  ed  a  selve  di 
delle  Com.  diCapolona,  col  quale  ti  acoom-  castagni,  per  quanto  nelle  colline  inferiori 
pagna  da  primo  per  termini  artificiali,  a  par-  e  più  meridionali  si  coltivi  con  qualche  in- 
tire da!  fosso  Doeeia^àì  poi  mediante  quel-  dustrìa  la  vite,  e  vi  proaperìno  in  eopia  le 
lo  della  Fonte  al  Topo  entrambi  si  ao-  piante  dei  gelsi.  La  Comunitii  di  Talla  é 
compagnano  nel  borro  di  Zenna.  Ivi  cessa  stata  eretta  con  decreto  Napoleonico  Bèl- 
la Com.  di  Capolona  e  viene  a  confine  Tal-  Tanno  1809  smembrandone  il  tuo  terri- 
tra  di  Castel-Pocognauo,  da  primo  dirìm-  torio  dal  1* a nlMa  Comunità  di  Castel  Foco- 
petto  a  ley.  poscia  di  contro  a  grcc.  dove  gnano. 

mediante  i  fossi  del  Martinelli  e  del  For»  La  popolazione  di  questa  Comunità  tut- 
menone  arrivano  sul  torr.  Salutìo^  il  quale  sitte  per  la  maggior  parte  dei  prodotti  delle 
rimontano  per  mezzo  migl.  nella  direzione  selve  di  castagni,  e  delle  praterie  naturali 
«li  lev.  a  pon.  finché  lo  attraversano  alla  faislenti  nei  popoli  dì  Caprafa,  di  Pahona 
confluenza  del  fosso  Sonano ,  che  percor*  e  di  Pontenano  di  sopra, 
rono,  nella  direzione  di  sett.-maest.  passalo  II  paese  di  TViUa  manca  di  mercati  tetti- 
li quale  entrano  dal  lato  di  ler.  nel  borro  manali  e  di  fiere  annuali.  —  La  sua  antica 
«lei  Cornìo/o,  verso  cui  si  dirigono  piegando  chiesa  parrocchiale  di  S.  Niccolò  risedeva 
SI  grec.,  poi  a  maeslr.,  finché  dopo  un  buon  sopra  una  rupe  che  precipita  sulla  destra 
tnigl.  di  salita  trovano  nell'opposto  fianco  del  fosso  Laifamone  alla  sua  confluenza 
il  lorr.  Carda.  Mediante  qnett'  ultimo  le  nel  borro  di  Capraja, 
Comunità  di  Talla  e  di  Castel -Fooognano  Al  luogo  di  quella  chiesa  ridotta  ad  uso 
(ronteggi.'ino  per  un  miglio  e  mezzo;  quindi  dì  sepolcreto  conservasi  tuttavia  il  vocabolo 
la  nostra  lascia  fuori  il  torr.  Carda  per  av-  di  Castello,  —  In  Talla  risiede  il  solo  mk- 
▼iani  di  fronte  a  maestro  sul  poggio  di  Fra-  gistrato  civico,  mentre  il  suo  giusdicente 
idino,  e  di  là  voltando  faccia  da  maetlr.  a  civile  é  in  Bibbiena,  la  cancellerìa  Comu- 
f ree.  arriva  sull'Alpe  di S. Trinità  passando  nitaliva  in  Rassina,  T  uffizio  di  esazione 
davanti  ai  mderi  di  questa  Badia  per  ginn-  del  Registro  in  Poppi,  l' ingegnere  di  Cir^ 
f eie  sol  giogo  del  Poggio  Cappone  dove  condario ,  la  Conservazione  delle  Ipoteche 
ritoma  a  confine  il  territorio  della  Coro,  di  ed  il  tribunale  di  prima  Istanza  si  trovano 
Loro.  nelU  città  di  Arezzo. 


T.  V.  ,  64 


502 

a  ciaf  ma  apochm  àWtrt». 


m.  Za  Parroediia  di  Bagno  ttgttat»  om  Faiivitoa  (*]  nelU  mltimu  Auifuk 

apparteae*»  ad  altra  Comunità.  : 

TiHBDKA  (  ALPE  E«a.i,i  )  lopra  Hiiwi  qo*Ii  iprtUnno  in  quali* «u»  alU  Qmt-    | 

DnoFc.  —  Fed.  Alfi  Arnuii  k  Muu-Do-  nilù  limitroh  di  Angfaiurì. 

<uLi,  ComunUà.  TARTAGUA  ndli  Vil-di-Ton.  —  G» 

TANCREDI  (CASTEL-NUOVO).— Tnl.  che  ebbe  chim  parr.  <S.  Criirin.)  do»  b 

CUTU-NDOVO  TurcBun.  tiaslocaUi  tj  [licTC  Ji  Gello-MaHiccioaiCS- 

TANONA.oTAONA (BADIA*). —rcd.  Uartloo  in  CoZ/iru)  innanii  clic  tmtm 

Aiiiu  DI  FoiTiNA  Tuo».  unila  alta  cura  di  S.  Ermo  ■  S.  Erarte, 

TAPPO\E(X»inVit-<IÌ-M3gr).  — Ci*,  nella  Cum.  Giur.  e  cinzii  migl.  4aiidi«£ 

ncircK-Tcudadi  Varano  (ull'AppcnDinn  Tn  L>ri,  Dine,  di  Sin-NinÌHto ,  ^!à  di  I«m, 

l'Alpe  di   Cam^ioiagbFna   e  HoorOrsafo  Camp,  lii  Pisa.  —  ^cif.  Guxo  HurlocMt- 

pRMO  le  più  alte  sortemi  del  lorr.  Tava-  TAHTIGLIA  nel  Val-d'Arno  cnntiw- 

roneiiellaparr.diS.Haria  di  Apelli,Com.  le.  —  Cjs.  con  eh.  parr.  (S.  Jacopo),  ai 

e  circa  1  migl.  a  maestr.  di  Varano  ,  Giur.  fu    anoKita   la  cura  di  S.    Hartolomaro  ■ 

di  Liccianu,  Dioc.  di  Haua-Ducale,  già  di  Slrapclegnoli ,  nel  pìiTanalo  di  Roana, 

Luni-SanaDH.Duc.  di  Modem.  -~  Fed.  Cora.  Gi or.  e  circa  due  mlgl.  ■  lib.iliFn- 

ViBAHO.  to-Vecchio,  Dioc.   di   Fiesole,   Coup. 'i 

TARSIGNANO  nella  Valle-Til.eriiu.  —  Areno. 

C<*.  con  eli.  parr.  (S.  Gio.  Baltista)  nella  Riaìede  *ul  fianco  orientale  del  naatr 

Cuin.  Giur.  e  circa  4  migl.  a  oitro-lib.  di  itìta  Coatuma  fraleiarfenli  del  iamot» 

Hunlerchi,  Dioc.  di  San-Sepolcio,  gii  di  b  la  strada  proTiociale  Coentineae. 

Areuo,  C 'inp.  aretino.  Quando  nel  1779  fu  uniloal  parfoo*  ' 

Risiede  in  poggio  sulle  pendici  Mllenirio-  Tortiglia  il  lopprcuo  pnpolo  di  Suap'l'' 

nati  del  Monte-Hirian»  presso  la  ripa  sini-  gnoli ,  una  (umane  del  medesimo  UMCÒai 

%\ndt\iort. Padonrkia.—^ed.ìiairtKuxi.  parrochi  di  Sai»  e  ili  Poppima. 

La  p.irr.  di  5.  Gin.  BaltiiU  a  Tanìgiiano  La  |iarr.  di  S.   Jacopo  a  Taitiflia  «l 

nel   i833  coniava   11]  popolani,   la  dei  iB3J  contara  aiS  abil. 


TASS  TATT  303 

TARTIGUESE  nel  Val-d' Arno  supe-        flel  nov.  del  i3io  gli  nomini  «le!  Oiit. 

riore.  -—  Vili,  eoa  eh.  |Hurr.  (S.  Miria)  uri    del  Tasto  elessero  un  sindioo  per  presen* 

pÌTÀere*  Cora.  Giur.  e  circN  due  nii((I.  h    tursi  dnvaiili  la  Signorili  di  Firenie  «d  e- 

«ir.  di  Figline,  Dìoc.  di  Fiesole» Conip.  di    sporre,  qualmente  il  loro  parse  e  disin-tlo 

Fiivnir.  era  contimianiente  niolestito  d<iglì  libertini 

Trotaii  fopn  nna  piaggia  alla  ilestradel-    e  «lai  Pazzi  del  Va|-d\4mo,  nemici  della 

b  ■Imla  poftiile  aretina  quasi  a  mezu  via    parte Guel£i;  e  che  il  castello  medfsiino  con 

fca  le  Terre  di  San-GioTanni  e  dì  Figline,    le  sue  appartenenze  trorandosi  dentro  i  con- 

INitJe  la  beni  nel  popolo  dì  S.  Maria    fini  del  contado  fiorentino ,  a  nome  del  suo 

al  Tartigliere  Luca  della  Robbia  celebre   Comune  faceva  utanza  alla  Signorìa  ,  aifin- 

■alloffv  in  terre  Tctrìale.  Ln  qnal  cosa  si   che  il  Cast,  ilei  Tasso  col  suo  territorio 

■nnifestn  in  una  denunzia  di  beni  falta  in    fone  riunito  al  territorio  4X>munilativo  di 

Fireme  nel  1457  agli  uffiziali  delle  Deci-    Montevarchi.  Dondecbè  con  rìforroagione 

mt  di  Xuea  M  Simont  di  Marea  della    del  nov.  dello  stesso  anno  fu  dichianto,  che 

BMia^  stata  ri|ior1ati  dal  Gaye  nel  Voi.  I    il  Gasi,  del  Tasso  col  suo  distretto  facease 

èà.  Cmrt^ggio  inedito  di  Artisti  sotto  il    parte  della  Lega  di  Montevarchi  nel  Sesto 

I-*  LXXI.  di  S.  Piero  Schcraggio  senza  però  essere  sot« 

Dhlla  cienuttzia  medesima  risulta ,  che    topnsto  a  gravezze  maggiori  di  quelle  oon- 

Emta  e  suo  fratello  Marco  di  Simone  poe-   soete  affine  di  meglio  provvedere  alla  tua 

Mlevano  nel  popolo  di  S.  Maria  al  Tarti-    difesa. 

f  lìcM  Del  Valdamo  di  aopra  la  terza  parte  Se  coletta  legge  ebbe  effetto  »  ed  in  caeo 
di  an  podere  che  dava  di  rendita  ao  slaja  affermativo  per  quanto  tempo  si  mantenesse 
di  grano,  e  che  il  detto  Luca  della  Bobbio  in  vigore,  io  Pignoro;  so  bensì  che  negli 
iBon  era  giunto  ali* età  di  anni  58 ,  vale  a  statoti  fiorentini  del  i4i5  il  Cast,  del  Tas- 
dkr  nato  nel  1400.  so  era  tornato  a  far  parte  della  lega,  Com. 

ÌM  chiesa  parr.  di  S.  Maria  al  Tartigliese  e  polesteria  di  Terranuova.  -—  Fed.  Trb- 
fan  dal  1175  da  Rodolfo  vescovo  di  Fie-   aamvova. 

sole  fn  aMegnala  alla  nuova  eh.  plehana  di        La  parr.  de*  SS.  Jacopo  e  Filippo  al  TaS' 
Figline,  staccandola  da  quella  di  Gaville.    lonel  i833  contava  491  abit. 
^  red.  FiGi.niB.  TASSONARA   nella  Val -di-Magra.  ^ 

La  parr.  di  S.  Maria  al  Tartigliese  nel  aliata  compresa  nel  popolo  dì  S.  Maria  a 
|333  conlava  aSn  abit.  Ricco,  Coro.  diTerrarossa,  tealèdi  quella  di 

TASSAI  A  (S.  CLEMENTE  alla)  nella  Ragnone ,  Giur.  medesima,  Dioc.  dì  Pon- 
Viil-di-Sieve ,  o  a  MONTE- GAROSO.  —  trpmolì ,  stsita  di  Iiiini-Saruna ,  nel  Corop. 
^arf.  Moura  Caboso  ,  1  GAasA-VaccBiA.  di  Pisa.  —  Fed.  Riooò  di  Tebbabossa. 

TASSO  (CASTELLO  D«.)  nel  Vald*Arno  TATTI  {Taetae)  nella  Val-di-Rmna  in 
ssperiorr. -~  Cast,  con  eh.  piirr.  (SS.  Ja-  Maremma.  —  Cast,  con  eh.  plebana  (S. 
topo  e  Filiptio),  coi  furono  annessi  i  popoli  Maria  Assunta)  nella  Com.  Giur.  e  circa  1  o 
di  S.  Maria  e  di  S.  Stefano  al  Tasso  nel  migl.  a  lev.-scir.  di  Massa-Marittima,  Dioc. 
piviere  di  Gropina ,  Oim.  Giur.  e  circa  un  e  Gomp.  di  Grosseto. 
■igl.  a  lev.-scir.  di  Terranuova ,  Dioc.  e  Risiede  in  poggio  fn  immense  foreste 
Goin|B.  di  Arezzo.  presso  le  sorgenti  del  lorr.  Follonica  che 

Risiede  fra  Terranuova,  Ganghereto,  Ca-  svendono  dal  lato  di  ostm  del  sno  poggio 
tiiglion-Ubrrlini  e  la  ripa  destra  dell'Arno,  e  quelle  del  Gonfiente  che  precipitano  al 
sopfv  nna  piaggia  di  sabbione,  rhe  ha  ser^  suo  lib. ,  avendo  Prata  a  sett. ,  Pemlla  a 
rito  di  cimitero  ad  nn  gnin  numero  di  gì-  pon.,  i  ruderi  della  rocca  di  Pietra  a  ostro, 
guitcsclii  quadnifiedi  di  razze  pcrrlnle,  e  e  i7ocra-7Vrf eri g/ii  dal  lato  di  lev. 
dei  quali  si  f  tarlò  nelTArt.  Castf-l-Fbanco  Una  delle  più  antiche  memorie  di  questo 
n  aopmA ,  e  si  tornerà  a  parlare  in  quello  di  luogo  la  trovo  fra  le  carte  degli  Agostiniani 
TaaaAauOTA,  Comunità.  di  Siena  provenute  da  quelle  della  Badia  a 

Fa  il  Castel  del  Tasso  uno  dei  fendi  dei  Sestinga.  È  nn*attodi  loc<icionc  del  19  fcbh. 
eonii  Gnidi  confermato  loro  dagli  Impera-  1069  fatto  dall*  abaie  del  Mon.  di  S.  Bario- 
lori  Arrigo  VI  (i  19:)  e  Federigo  II  (laao)  lommco  a  Sestinga  della  metà  di  case, chiese 
sehliene  si  trovi  doniinat  >  dai  loro  subfeuda-  e  terre  ottenute  in  donazione  da  detto  Mon., 
tarj,  gliUbertint  ed  i  Pazzi  del  Val-d*Arno.    i  quali  beni  si  dichiararono  posti  in  luogo 


TAVO  TEGL               5«> 

tgpn  iirek-ftudo  di  Vmmoo,  putendo  (n  mifl.  e  nella  eoi  Gom.  eGiur.  è  comprftii,, 

]«  fimtia  e  UooÌMia  e  di  là  tolto  U  Pievt  a  Dìoc.  di  Fulojt,  Comp.  di  Fireiiae. 

Honli ,  per  entrare  poi  nel  lerrilorio  gran-  La  contrada  di  Tavola  nei  trcoli  caduir 

ducale  di  Terrarotta ,  le  cai  rauraorien-  cotliltiÌTa  una  delle  44  lille  del  dislvetla 

tali  bmbjtee  innanà  di  Tuotarti  dopo  8  di  Prato.  —  Ritpetlo  al  movimento  prò» 

in  9  miglia  di  rovinota  ditceta  nel  fiume  gretsivo  della  tua  popolaaione  batta  ripe- 

Magri.  tere  qvanlo  fìi  indicato  totto  gli  Art,  Fi- 

TjrKHj ,  o  TjrEMWj  nella  Val-d'Arbia.  stojAi  Diocefi^eVìJ^rotComunità, nri quali 

—  Gm.  penluto  teppure  non  fu  il  borgo  fu  detto» che  la  popolazione  della  parr.di  S. 

di  Taverna  dell*  Art.  teguente  dove  fu  nna  Maria  Maddalena  alla  Tavdfa  nel  i55i  era 

cappella  (S.  Bartolommeo)  di  giutpadro-  di  toli  979  individui  »  quella  dell*  anno 

nato  delle  monache  di  Monle-Cellete,  con-  1745  di  549  abit.  mentre  nel  i833  vi  si 

fermata  loro  insieme  con  la  pieve  di  Tabio'  contavano  903,  e  nel  1840  flnoaQSdahit. 

no  ed  altre  chiese  dal  Pont.  Alessandro  III  TEGCIOLI  (PONTE  a)  o  ▲  TEGCIOLB 

mediante  una  bolla  concistoriale  data  nel  nella  Valle  dcirOmbronc  pitlojete.  -^  fc 

1175  in  Ferentino.  —  ^ed,  Tjmumo,  un*  antico  ponte  che  cavalca  il  fiume  Om- 

.  Inoltre  in  Tavena^  in  jirbioia,  in  ^e-  brone  dirimpetto  alla  chiesa  di  S.  Maria  a 

seona  tee.  pottedevano  beni  i  monaci  Be-  Gel  lo,  nel  cui  popolo  è  compreto  per  roelk, 

nedetlioi  di  S>£ogenioalJffiiii>fero  pretto  circa  due  migl.  a  tftt.-maettr.  di  Pittoja, 

Siena ,  ticcome  apparitce  da  due  diplomi  Gomp.  di  Firenie. 

degrimp.  Arrigo  IV  (4  giugno  1081)  e  Rammenta  fr^i  gli  altri  cotesto  Ponte  a 

Federigo!  (8  agotto li 85.) «^  (Aacn.Boa-  Teeciole  un  itimmenlo  del  Vescovado  di 

omi-lBbcai  m  Sibha,  c  Dm..  Fioa.  Carte  del  Pistoja ,  ora  nell*  Arch.  Dipi:  Fior,  rogato 

Man,  di  S,  Eugenio),  nel  Comune  di  Gello  li  16  agosto  del  1 486, 

TAVERNA ,  o  TAVERNE  d*  ARBI  A.  —  nel  quale  trattasi  del  fitto  di  un  mulino  con 

Borgo  sulla  testata  sinistra  di  un  ponte  omo-  le  terre  annesse  posto  al  Ponte  a  Teceiofe 

nimo  che  cavalca  il  fi.  Arbia,  e  sul  quale  ne/  Comune  di  Gello  con  1*  onere  delFan- 

patta  la  strada  provinciale  Zattrrla;?a  presso  nuo  fanone  di  57  ornine  di  grano,  e  slaja 

la  chiesa  di  S.  Ansano  a  Dofana  e  quasi  sul-  tre  di  fave. 

ringretsodel  valloncellodiMonUperto,nel  TEDALDA  (BADIA)  nella  Valle  di  Ma- 
popolo  di  S.  Paolo  a  Presciano  sul  confine  rcrrhia.  —  Fed,  Badu  Teoilda. 
della  Com.  Giur.  e  circa  6  niigl.  a  pon.  di  TEDERIGHI  (ROCCA)  in  Mareroro».-. 
Castelnoovo  Berardinga,  con  quella  delle  FhI,  Rocca  TsDiaioai. 
Masse  del  Terzo  di  S.  Martino  Dioc.  e  Comp.  TEGA  (BADIA  a).— r  Fed.  Baou  a  Trga, 
di  Siena,  che  trovasi  4  migl.  al  suo  maexi.  do^ie  fu  inviato  il  lettore  ali*  Art.  BAmA  m 
Ebbe  forse  questo  luogo  il  nome  di  Tn-  Silvamokoa  ,  confusa  con  questa  di   Teftti , 
t^erne  (ad  2*a&enia/)  da  qualche  antica  man-  mentre  la  chieta  della  Badia  di  S.Salva- 
tione  lungo  una  ttiada  romana  che  doveva  tore  a  Selvamonda  è  posta  sulla  ripa  sini- 
condurre  a  Siena.  atra  del  lorr.  Zerma  nel  popolo  di  Ripnn, 
Il  bel  ponte  a  tre  arcale  che  cotlli  cavalca  ora  Com.  di  Capolona ,  quando  la  Badia  di 
TArbia  è  opera  dell*  ingegnere  Pietro  Fer-  S,  Antonio  a  Tega  è  una  cura  della  Com. 
roni  ordinata  nel  1787  dal  gran  Leopoldo  di  Orlignano,  la  quale  nel   i833  contava 
in  laogo  di  un  ponte  antico,  di  cui  si  Irò-  76  abit.  —  Fed,  Oitiomaiio,  Comunità. 
Tane  memorie  nel  i353  fra  i  libri  del  con-  TEGLIA  (S.  MARIA  ni)  nella  Val-di-Mi- 
siglio  della  Campana  nelP^rc/i.  Dipi.  San,  gra.  —  Contrada  che  ha  dato  il  nome  ad  un 
—  ^ed,  V  Art,  precedente.  torr.,  gik  delio  Capria  destra  e  ad  nna  eh, 
TAVOLA  (S.  MARIA  MADDALENA  al-  p»rr.  nella  Com.  Giur.  e  circa  tre  migl.  a 
la)  nella  Valle  delPOmbrone  pislojese.  —  osim  di  Pontremoli,  Dioc.  medesima ,  stala 
Ontr«da  compresa  nelle  RR.  Cascine  del  di  Brugnato,  nel  Comp.  di  Pisa. 
Po^rgio  a  Cafano  sulla  ripa  tinittra  del  fotto  Risiede  la  chiesa  sulla  ripa  sinistra  del 
Ooga/a  che  entra  nelfi.Ombrone  presso  il  torr.  omnniroo'poco  innanzi  che  qnrsii  cn-  , 
foggio  a  Cajano  dow  il  fiume  stesto  è  ca-  tri  nella  Magra  diriropello  alla  conf1iien7a 
ralcalo  dal  primo  ponte  di  ferro  totpeto  per  dell*  altro  torr.  Copria  sinistra,  entrambi 
guidare  dalla  tlrada  rfgia  alla  eh.  di  Tai^o-  designati  come  limite  meridionale  al  distri-t- 
a  ed  a  Prato,  dalla  qual  citlfa  etia  ditta  3  io  dell*  antico  Comune  di  Pontremoli  con 


EL^ 


TEHP  TENE              507 

GM>  ilel'.i  Spctia  pfcno  la  riva  «lei  mare  e  doli  figli  del  fu  Jfnicauio  del  vico  di  Tem- 

■el  meridiaDo  del  promontorio  occidentale  pantano  in  rettori  della  cbieia  di  S.  Miniato 

di  Pòrtovroeic.  a  Sesto.  —  (Memor.  cU,) 

ÌM  pttrr.  di  S.  Giorgio  al  Telaro,  o  Tel-  Più  tardi  riccTè  dei  tributi   da  cotesto 

laro,  nel  i839  aveva  398  abit.  Tempagaano  la  chiesa  di  S.  Pietro  di  Ro- 

TELERIA  (PIEVE  di)  e  SIGLIANO  in  ma,  sircome  rilevasi  dai  registri  vaticani  di 

fal-Tlberina.  —  Chiesa  plebana  sotto  V  in-  Cencio  Camerario. 

«oosioae  di  S.  Maria  nel  Cas.  di  Sìgliano,  La  parr.  di  S.  Prospero  ■  Tempagnano 
CoflB.  Giur.  e  circa  4  migl.  a  ostro  di  Pieve-  di  Diecimo  nel  i83a  contava  «7 1  abit. 
l-Slcfriio ,  Dioc.  una  volta  di  Areno»  ora  TEMPAGNANO  m  LUNATA. ^Gontra- 
di  Saa-Sepolcro ,  Gomp.  aretino.  da  con  cb.  purr.  (S.  Andrea)  nel  piviere 
U  pÌTÌere  di  Telena  e  Sigliano  attuai*  di  LunaU ,  Com.  Giur.  Dioc.  e  Due.  di 
ante  conta  5  parrocchie  succursali ,  cioè  ;  Lucca,  dalla  qiuil  ciltii  la  chiesa  di  S.  An- 
l.  Brancialino  prioria,  con  fonie  battesima-  drea  a  Lunata,  situata  presso  la  strada  po- 
li; «.  Gaslelnuovo  ;  3.  BaUUgnano;  4.  Val-  stale  Pescialina,  trovasi  circa  due  migl.  a 
ìisilda  ;  5.  e  Tiziano.  —  ^d.  Siuluvo,  e  lev.  di  detta  città.  —  Nei  secoli  più  vicini 
flav-Saros^ao  (Diocati).  al  nostro  fu  aggiunto  al  piviere  di  Lunat«i , 
TELLARO  n  LEEICI.  —  ^*d.  Telimì.  «d  alla  contrada  di  Tem|>agnano  anche  la 
TBMPAGNANO,  o  TEM  PANI  ANO  di  {Nirr.  di  S.Vito.  — Ted.  Lunata  (S.  Vito  a). 
■BCIMO  in  Val-b'  Ottavo  nella  Valle  del  La  parr.  di  S.  Andrea  a  Tempagnano  nel- 
cUo.  ^Gas.  che  ha  dato  il  titolo  ad  una  (*  anno  1 839  contava  40 5  abit. 
r.  (S.  PrvMpero  )  nel  piviere  di  Diecimo ,  TENDOLA  in  VaMi-Magra.  —  Vili,  eoo 
del  Borgo  a  Monano.Giur.  del  Ba-  eh.  parr.  (S.  Caterina)  nella  Com.  Ginr. 
fVy  Dioc.  e  Due.  di  Lucca.  e  quaii  3  migl.  a  selt.  di  Fosdinovo,  Di«ir. 
Diie  ville  con  questo  vocibolo  esistono  di  MHSs:i-Diicale,  già  di  Luni-Siinana,Duc. 
Mlon  ael  Ducato  di  Lucca,  una  con  chiesa  di  Mcnlena. 

delicata  ■  S.  Andrea  in  Tempagnano  nel  Risiede  sulle  spalle  del  monte  ili  Fosdi- 

fivive  di  Lunata  situata  a  lev.  di  Lucca,  novo  lungo  la  strada  mililiire  Mo«l;inese, 

Falbi  al  tao  sett.  in  Val-d*  Ottavo  sotto  fm  i  casali  di  Pulica  e  di  5.  Terento  da* 

rinvocasàone  di  S.  Prosfiero  a  Tempagaa-  Bionti^  presso  al  confine  sett.  deirexfeudo 

■i  nel  piviere  dì  Diecimo.  ili  FosJinovo  con  la  Com.  granducale  di 

t  credibile  che  a  qucst*  ultimo  luogo  vo-  Fiviczano. 

lose  rirerìre  una  cirta  delPWrc/i.  Jrciv,  di  Ln  prr.  di  S.  Caterina  a  TendoLi  nel 

Lneca,  in  data  del  a5  die.  765,000  la  quale  |837  a\eva  378  nbit. 

aitale  jéuritperto  del  vico  ariana  {Eia-  TENER  ANO  in  Valxli-Magra.  --  VìM. 

9»)  donò  tutti  i  suoi  beni  alla  chiesa  di  con  eh.  {»arr.  fS.  Michele)  nella  Coni.  Giur. 

S.  Agata  in  Tempaniano^  di  cui  egli  era  e  circa  6  migl.  a  ostro  di  Fivizxano,  Dine. 

Malo  foiidiitore  e  rettore.  di  Pon tremoli, già  di  Luni-Sarzana,  Corap. 

Alla  stesa  chiesa  di  S,  Agata  in  Tem.  Ji  Pisa. 

perniano  appella  un*  altra  membrana  lue-  Risiede  Tenerano  sul  fianco  settentrio- 

ckcse  del  1*8  maggio  873.— '(Mkmok. Lucca,  naie  del  monte  della  «S/N>/feriiiif,  ossia  di 

?ol.  IV.  P.  I  e  li.)  Tenerano,»  ^TOi  br.  sopri  il  livello  del  ma- 

Inoltre  il  pio  uomo  Tassillone  con  suo  re  Mediterraneo,  mentre  il  giogo  del  monte 

Intiimento  ilei  ag  l'ebb.  7G8  lasciò  molti  fu  riscontrato  dal  Pad.  Inghiraiui  ali* altezza 

beni  a  varie  chiese,  fra  i  quali  una  casa  [to-  di  i8o3  br.  sopra  lo  slrsso  livello, 

sii  in  Tr.npaniano.  —  Anche  nel  a 3  sett.  Esso  divide  il  territorio  meridionale  di 

ikl  770  Tannaìdn  con  due  figli  donarono  Fivizzano  da  quello  settentrionale  di  Car- 

s'U  i-hiesa  di  S.  Pietro  da  essi  fondati  in  rara,  e  trovasi  fra  terreni  calcarei  melamor- 

Tempaaiano ^  Jote  essi  abitavano,  tutti  i  fosati  e  cavernosi,  talché  Tenerano  é  nolo 

loro  Ijeni.  —  {Memor.  eit.)  ai  naturalisti  per  le  sue  marslose  caverne. — 

Più  S]iecial  mente  al  Tttnpagnano  di  Die-  Ess^»  faceva  fKirte  <Iei  fenili  de' marchesi  M.i- 

cimo  sembra  che  debl>iinsi  riferire  i  docu-  laspina  deìr Aquila  «piando  i  suoi  aliilanli 

mniiì  Mgiienli;  e  prima  di  tulli  un  allo  insieme  .1  (|ucllì  kV  I^tlann  s\  sotlomiseio 

•Mr.4nno  8^9,  i5  selt.,  col  quale  Pieiro  alla  Rcp.   Fior,   por   :iM«»  pubblico  «lei    i> 

vescovo  di  liucca  costituì  due  fratelli  sacer*  aprile  i5ci;.  —  /W.  Inolaud. 


508              TEBE  TEBE 

f^Ute  neirArvh.iJelle  Ait'urmagiuni  uoa  del  monte  Fegaieii  alU  dettn  M  lorr, 

rcljzi'Hic  giurìdici  «otto  di  atì  luglio  i554  Fegona  lutij;o  ]j  slnda  ducale  aperta  sulk 

al  rn.«gislrjlo  degli  Otto  dì  Pnitìua  Citta  da  sprune  meridionnlv  dvir.4p|iennino  di  RoB< 

Friiiceico  Forelli  sopra  alcane  verteuze  tra  din:«ja.  —  11  Aev.mo  Pad.  Ptof.  Micheli 

|[li  imiDini  diTeneranodaundparteeqaelli  Berlini  nelle  osservazioni  trigonometricki 

di  (brilla  e  Rateino  d^iraltn  parte  per  ri-  fdlte  nel  Duetto  di  Lucca  trovò  la  tommiti 

S|Milo  ad  alcuni  .li  terreni  denominati  Sa-»  del  cimpanile  diTereglio  a  ioa5,3  br.  ìm 

iato,  e  raldi-Prat'i,  chrsi  sopra  il  livello  del  mare. 

Li  [wrr.  di  S.  Michele  a  Tenerano  nel  In  questa  occasione  rettificherà  on  equi 

ff833  iioverav.-!  1H9  |io{Kd4ni.  Yoco  di  p.irole  occorso  a  pag.  874  del  Voi; 

TMHTKMMJifo,  u  Tii9TKf/Ni!fo  {Roccj  jt)  II  di  quest* 0[)^ni  tlove  dissi,  che  le  bracelÉ 

in  V<i|-d*Or(:irf. —  ^ed.  Rocca  D*OaciA,  e  lucchcrsi  stanno  alle  br.  fior,  come  io,oooi 

CàsncLioif  n'Oacià.  10,117  invece  di  dire,  che  le  braccia  IM 

TEMUTA  n  ACONA  neir  Isola  dtU*Elba.  stanno  alle  lucchesi  come  1 0,000  a  10,1  if . 

—  ^ed.  AoNA ,  a  Pokto  Lurgohi.  Il  popolo  di  Tereglio  nel   secolo   XHI 

—  ni  COLTAIVO.  —  ^^l.  GoLTAHO.  continuava  a  far  parte  della  pieve  de*yo«ri 

—  DRL  FITTO  DI  CECINA.  — re(I.Fir-  di  Villa,  comecché  innanzi  il  mille  foM 
T»  IH  Crcima.  soggetto  allapievc  distrutta  di  S.  SteTaiio  1 

—  ni  SANROSSORE    —  Fed.   Sam-  BargL  —  Terf.  Moari  m  Villa  e  f^ngé 
RiMsoai ,  e  CiiciMB  RR.  di  Pisa.  Téuehzama, 

— .  DEL  TOMBOLO.  —  f^ed.  Toh»olo  11  popolo  di  S.  Maria  a  Tenglio  nel  i8St 

(Tbruta  dil)  e  Porri  m  Staoho.  Gli  stessi  ascendeva  a  653  individui, 

iiivii  ris|)etlo  a  tutte  le  contrade  designate  TKUMnzdnA  (F'ìllj  di)  nella  VaI-di-EÌi 

sotto  il  vocjbolo  generico  di  TVmifa,  o  ma.  —  F'ed.  Momti  di  Villa,  e  Villa  T» 

gran  fattoria.  aaasAKA. 

TI-X)I)0R0  (S.)  a  porta  tufi  nel  su-  TERENZ  ANO,  o  TERENZI ANO  nel  V«|i 

burliio  ineridionMle  di  Siena,  dm.  delle  d*Arno  fiorentino.  —  Gas.  con  eh.  priofii 

Mrfsse  di  Città,  Giur.  Dioc.  e  Comp.  sane-  S.  Martino)  nel  piviere  di  Remole,  GbÌA 

se.  —  Ij4  chiesa  sotto  il  titolo  de* SS.  Teo-  Giur.  e  circa  4  migl.  a  scir.  di  Fiesole, ■!• 

duro  e  Fr^liano,  esistita  di  contro  al  mo-  treitante  a  lev.  di  Firenze,  nella  cui  DÌoih 

ii.ist''ro  di  Monte  Olivete,  fu  riunita  con  la  e  (^mp.  è  compreso. 

di!»lrij|ta  chiesa  e    Mon.   di  S.   Margherita  È  situalo  in  |iog(!Ìo  sulle  pendici 

iillii  i:iir.i  di  S.  Matteo,  o  di  S.  Maffeo  e  dion:di  di  quello  di  Sellignano  ed  a 

di  S.  Apotlinare,  liere  della  villa  privata  di  Moni* Albano. 

Il  f'daiiinrllo  ili  S.  Teodoro  a  Porla  Tnfì,  L*  origine  di  questo  nome  dev*efsere  ■•- 

rfimunrmrnte  scilo  il  titolo  di  S,  Maffeo  lica  seppure,  come  sembra,  derivò  dai  pQ»J 

nel  1 3  i  7  aveva  un  piusdlcenle  minore.  —  S'essi  ch«  costà  poterono  avere  le  genti  1^ 

Nel  (i  o  7  ^'in^Mio  del   i5.'i4  i  Sanesi  con  le  mane  della  famiglia  Teremia, 

truppe  francesi  soffrirono  in  cnlesla  contraila  Rammenta  cotesto  Gis.  di  TerenzanoanÈ 

gravi  |>er(li(«'  iLillc  truppe  imperiati-medi-  membrana  del  marzo  1140  scritta  nel  boTi 

rec>  »uidate  dal  March.  d\  Marignano;  nella  gu  di  Monfuguto  presto  S.  Ellero,  relativa 

qiiair  circoitaiizarrano  siale  allcrrale  molle  ad  uni  rinunzia  in  f«\ore  dei  monaci  delh 

ra»c  nrj  popnio  di  S.  Mir«!lierita  con  Tin-  Vallomhrosa  di  tulli  i  diritti  che  uno  nveta 

lenzione  dì  costrnir\ì  un  bistionr  di  difesa  sopra  alcuni  beni  |k)sIì  in  questo  Tfreniano» 

tifila  città.  ^Diario  dfl  .Sozum  nel  F'ol.  //  —  (\arn.  Dipl.  Fioa.  Carte  dì  f^al/omhr,) 

r/e//*i^re/i.  iS/or. //fi/.. <— /'^eti.SiUf A (Maub  Tja  pirr.  dì  S.  Martino  a  Tereiizaiio  nel 

ni  Citta').  i833  conlava  137  a!iil. 

Ki  parr.  di  S.  Teo.loro  e  S.  Maraherìla  in  TRRFAZ  VNO  r  TURL^GO  in  Va  Mi- 

S.  Mitl*H>nel  1833  coiiliva  3 19  alili.  Ma^ra.  »-  D'ir  Cas.  sotto  nua  so'a  parr. 

TFKEGI.IO  nella  Valle  del'Senhìo.  —  (SS.  Jjcojìo  e  Filippo>,  nel  piviere  di  Codi- 
Vili.  ((MI  eh.  jwrr.   S.  Maria  Assunta!  pia  |xmte,  (>ìm.  Giur.  e  «lue  in  Ire  migl.  a 
fili.i|f*  «Iella  picTP  di' Monti,  di  Villa  nella  scir.  di   Fivìzzano,  Dìoi*.   ili   Ponlremulì, 
Coni.  Giur.  ^  ijiiasi  Ire  iiiijjl.  a  s<'ir.  di  Co-  |;i.'i  di  Liini-S;ir7ana,  Comp.  di  V\%.i. 
l'Cfrlì-i  ,  Dior,  e  Due.  di  Lucca.  Colesti  due  casali  rìsie  Inno  sullo  «prone 

Riiicde  in  ftoffio  sul  Haiico  occidenl.d«  del  monte  omonimo,  i|uellu  di  Terenzitma 


TEBE  TERR               509 

dal  lato  di  icir.  mciilre  il  Gis.  Ji  Turiamo  Pdola  A  Riccio  (eh.  suflVrfganea  di  Sepot» 

è  Jirìni|ieUo  a  OMCstr.                          j»  taglia);  3.  S.  CrisloHino  alT  Ossaju, 

[^{HiiT- ilìTerenianoeTurlagonel  i893  La  Badiola  di  S.  Bartolommeo  a  Ba^ 

ODBlava  169  «bit.  ciaiia^  conipresM  in  cotesto  piviere,  è  da 

TERENZANO,  o  TERRENZANO  rillb  gran  tempo  distrutta.  —  f^ed.  BAcuLLà. 

Vamk  m  Citta*.  —  ^ed.  Tebruiaiio.  Fra  Terontola  0  rOss.ija  esiste  I.1  dogana 

TBBgMMég.fo  in  Val -di -Cecina.  -*  Cu.  omonima  di  secondi  classe,  il  cui  doganiere 

Istrutto  che  diede  il  titolo  ad  una  eh.  nel  sopravvede  a  quella  di  terza  classe,  cioè, 

pivieic  «li  GabbrHo^  ora  di  Monte-Catini  Xercataie^  Passaggio  in    Va  Mi-Pieri  e, 

i  Tal-di-Gecìna,  Gom.  medesima,  Giur.  alle  dogane  di   S.  Andrea  di  Sorbelio  e 

t  Dioc.  di  Voi  terra ,  Camp,  di  Firenze.  dei  Due  Termini. 

k  T^renEono  nei  secoli  Medicei  fu  eretto  La  parr.  di  S.  Gio.  Ritlisla  di  Terontola 

«  Mlilizio  dai  primi  Granduchi  di  Toscana  nel  i833  aveva  7 1  7  ^bit. 

pv  lavorare  la  miniera  di  rame  che  cerca-  T£»riM0L4  {  S.  9i Murino  tn,)  —  Fed. 

«■  oelle  YÌscere  de' poggi  di  Monle^ilini.  Vado  rPiiva  di  S.  Martin.»  a). 

TERENZO  (S.)  AL  MARE.  —  Fed.  Sai  TERRA  del  SOLE  nella  Valle  del  Mon- 

TaanQ  al  Mabi.  tono  in  Romagna.  — -   Terra  murata  con 

TERENZO  S.)  DC*  MONTI.  — Ted.SAH  chiesa  plebana  (S.  Rf{Mrata)  capoluogo  di 

Ttaiavi  DB*  Morti  in  Val-di-Magra.  Gom.  e  di  Giur.  con  dogana  di  prima  classe 

TEREIVZO  (POGGIO  S.)  —  Fed,  Poo-  nella  Dioc.  di  Forlì ,  Comp.  di  Firenze. 

«»  S.  TaanvJ  nelU  G^Hìignana.  Risiede  in  pianura  sull.i  ripa  sinistra  del  fi. 

TERINE,  o  TERRINE  sul  Gerfone  in  Montone  lungo  U  strad» regia  Forlivese sull* 

Tii-TiberÌDa  «^  Chs.  con  eh.  parr.  (S.  Aga-  estremo  e  più  avanzjto  confine  della  Roma* 

ti|  nel  piviere  di  S.  Gasciano,  Gom.  Giur.  gna  granducale,  nel  gr.  i\P  37'  o"  long,  e 

Kk.  e  Gomp.  di  Arezzo,  dalla  qual  cittji  44®  1 1'  3"  latit.  quasi  5  mìgl.  a  ostro-lib. 

h chiesa  dì  Tenne  trovasi  8  migl.  a  scir.  delia  cilt^  di  Fori),  i  o  niigl.  a  scir.  di  Faen- 

Risicde  sul  fianco  occidentale  del  Monte-  za,  circa  8  a  |)on.  di  Forlì  ni  jiopoli,  6  a  selt. 

lirana  a'Ia  destra  del  lorr.  Cer/òne, quasi  diDovadols  un  luigl.  nella  stessa  direzione 

^  ni^;!.  d  grec.  della  pieve  di  S.  Cascia-  da  dstro-Garo  e  10  a  grec.  di  Modigliana. 

•a.  —  La   pO|jolazione  di  S.  Agata  a  Te-  L'origine  di  questa  Terra  e  del  suo  nome 

dar  oel   i833  ascendeva  a  237  abil.  è  ben  conosriutu,  lostochù  essa  fu  open  del 

TLRME.  — '  f^ed.  Bugivi  e  Bagho.  Granduca  Cosimo  I ,  il  qualt*  mentre  faceva 

TEKMINI  (DOGANA  uà  dub)  nella  Vai-  tracciare  nel   i565  il  giro  delle  sue  mura, 

Jì^i.iiM. —  f^et/.  CoBToaA  (Co/iittfii/d)  e  colpi  il   momento  in  cui  il  sole  coperto  al- 

^drt,  veuente.  lora  dalle  nuvole  comparve  ad  illuminare 

TERF.NTOLA,  o  TERONTOLA  in  Val-  i  fonilamenli  della  Terra  designata,  per  cui 

•li-llLì^na.  —  Borgata  con  eh.  plfbana  (S.  volle  dare  al  nuovo  paese  il  iiouic  di  £1.10- 

'Jm.  Fvaiigelist.i)  nella  Goni.  Giur.  Dioc.  e  poli  {Città  del  Sole.) 

Circi  mi  «si.  5  a  oslro-scir.  di  Cortona,  Comp.  Nel  ^iro  delle  munì  di  Ttrra  del  Sole, 

Jj  Arezzo.  che  è  di  un  pui-allelogi'aniiu.(,  solidissimi  ba- 

Tru%  jsi  lungo  la  strada  postale  di  Perugia  slioni  ne  fortitkauo  i  quattro  angoli  con  ca- 

pitts»  il  confine  del  Gr.inducalo,  circa  un  seuialle  ed  un  grandioso  cammino  coperto. 

mìi\.  A  seU.tìe]\A  Dogfina  dei  due  Termini.  Ijc  due  {xirte  sono  munite  di  fortilizio; 

Li  picVk'  t li  Terontola  nel  1400  |X)rla\a  quella  volta  a  pou.  che  guida  a  Castro-Caro, 

1*1  Jistintivo  di  Baeialla,  siccome  fu  detto  è  denominati  porta  fiorentina;  sopra   la 

1  '  |Uf  ir  .Ai'tirolo.  quale  risiedeva  il  comanilante  delPartiglie' 

Li  pieve  antica  di  Baeialla  verso  la  metà  riu  ;  nella  |>orla  op|K)sla  dirimpello  a  Forlì, 

^1  »cco|o   XV  esisteva  presso  il  lago  Trti-  appellal.i /lor/a  romana,  abitava  il  coman* 

MBiriio  «loie  adesso  è  un  pinlere  della  meii-  dmte  della  piazzi,  ed  attualmente  vi  risie- 

Mvncovil«r,  appellalo  il  Querelane.  de  il  dof^aniere. 

Il  pisit're  di  Bictalla  ,  ora  di  Terontola  ,  Cotesto  |Mese  tabhric.ilo  per  sicurezza  del 

p-nU  tre  chiese  sufifragiince  ;  i.  S.   Amlrea  Giaiidurato  nel  piano  estuino  di  (!I.iSlio-Ciro 

j  Bi^'iUa  ,  slata  unita  .1  S.  Liti|K>ldo  all.i  suo!  diitiìngnersi  in  d  uf  stzio[ii,i7  óor^oyfo- 

FfitéAf'a,  -2.  S.  Maria  »  SrpoltiigUa  con  gli  reatino  ed  il  bornn  romano.  Ia^  sue  ahita- 

<ii!tri  ili  S.  Lucia  e  di  S.  Francesco  di  ziuni  sono  distriijuilc  iu  quattro  rfrup^.i  iso- 

\    V .  65 


510 


TERB 


Inti,  nel  ueolfo  de*  quali  è  una  gnui  piaua 
reiUngolare  attra versala  dalla  slraiU  re^ia 
fn  porta  e  portai  dove  si  trovano  la  cium 
ancipwluréi  ed  il  prelorio. 

INer  effettuare  una  tale  opera  mililare  0>- 
sìmo  I  obblifEÒ  tutte  le  comunità  delia  Ro- 
nh^na  granducale  a  fobbricare  dentro  la 
mura  della  nuova  Tem  un  certo  numero  di 
case  a  misura  del  loro  estimo,  delle  quali 
le  slMse  Comunità  dovevano  ritenere  il  do- 
minio ed  ap;tìgionarle  a  loro  rischio  e  pro- 
fi  tlo,  U  qual  cosa  si  apprenile  da  un  bando 
del  1 8  agosto  i565.  Lo  ssesso  Granduca  a 
sicurexza  del  nuovo  stalo  fino  dal  i56i  de- 
signò di  forlificare  a  pon.  della  capitde  la 
cillà  di  Pistoja,  a  lev.  quella  di  Areno,  ed 
a  ielt.  pKSio  S.  Pier  a  Sieve  nel  Mugello 


TERR 

nel  1 569  eresse  la  grandiosa  forleiai  di  S. 
Uarli^  — .  F'ed,  MAanao  (.Poaras^  m  S.) 

La  Memoria  perUnio  |iiù  antica  delb 
contrada,  dove  tu  edificata  la  Term  del  Sole, 
credo  sia  quella  della  tua  eh.  plebana  di  S, 
Reparata  riedificati  nel  set'olo  XVII  sol  io 
lo  stesto  titolo  dentro  la  Terra;  mentre  1*  an- 
tica chiesa  esiste  tuttora  veiso  lib.  fuori  del- 
le sue  mura.  AH*  Art.  GAarao-CABO  citai  an 
documento  del  4  nov.  1118  scritto  prtsw 
la  slessa  |Meve,  la  quale  per  una  quarta  voce 
tu  di  gì iispad rosato  dei  monaci  Caasaldo- 
lensi  della  soppressa  badia  di  S.  Maria  Fo- 
riiportatn  di  Forlì. 

Fino  hI  1775  laComnnitii  di  Castro-Can 
comprendeva  nella  sua  giurisdiiaone  aack 
la  Tcrr.1  del  Sole. 


MOFiMENTO  Mia  Popolazione  della  parrocchia  di  TVaa^  uel  Solk  (1) 
a  ^uaitro  epoche  diverse ^  divisa  per  famiglie. 


Ambo 

mate. 

•Rtl 

ADO 

mate. 

LTI 

Teintn, 

GOHIUUATI 

dei 
due  sessi 

ROCLasiA*T. 

dei 
due  sessi 

Numero 

delle 
fami  gì  it 

lUaliii 

della 
Popolai. 

1745 

«7 

i5 

3o 

5o 

8t 

7 

So 

170 

i833 

«3 

79 

93 

l33 

•49 

8 

«77 

654 

1840 

,8 

1  la 

io5 

121 

ago 

4 

194 

73o 

1843 

107 

100 

I0.5Ì 

i»a 

387 

5 

197 

716 

(i)  Nella  prima  epoca  del  i55t  la  Terra  del  Sole  non  esistendo^  non  ti  pnirfhk 
per  consegueni'i  indicare  allora  la  iiopolauone ,  meno  quella  della  pietre  di  S,  titfc 
rata  presso  Castro-Caro. 


Comunità  di  Terra  del  Sole.  —  Il  ter- 
ritorio di  questa  Comunità  occupa  una  su- 
[)erfici«'  toltile  di  10,373  quadr.  4a5  dei 
quHlisonn  presi  da  corsi  <r  acqua  e  da  pul>- 
blicbe  strade.  —  Nel  i833  vi  si  trovava 
una  |>0|H>litxione  indi|;ena  di  SSog  iibil.  a 
ragione  di  circa  a68  individui  |ierogni  mi- 
gl.  qiiHdr.  di  snolo  imponibile. 

0)nfìna  con  una  sola  Comunità  del  Gran- 
diiciito  quella  di  Dovmlola,  con  la  quale  per- 
com>  (ler  termini  artificiali  circa  tre  migl. 
diriin|)etto  a  |)on.-lib.;cioèa  partire  del  rio 
di  Brirvlla  confluente  a  destra  della  fiumana 
Samoggitt ,  il«»ve  ris:ile  il  t'osso  MVAet^ua 
Salata^  finché  dopo  varcalo  il  fiume  Mon- 
tone trova  alla  sua  sinisira  il  fosso  Come- 


roto ,  che  rìmonla  di  faccia  alla  Com.  di 
Berliiion>  tiello  Slato  Pontificio.  Con  fW 
la  nostra  da  primo  fronleggia  mediaiilr  il 
lurr.  Bresinn  con  cui  disci'U<le  nel  rio  Mvm- 
tignano ,  di  là  <lal  quale  ripiegando  da  0- 
8ti-oa  lev.  e  poi  M  sftl.  lorna  ad  a%  vicinarli 
p  r  ter. nini  arlifìciali  ilIa  rip»  ileslra  «lei 
torr.  Bretina  che  ritrova  pressoché  al  w" 
sb  iccu  nel  fi.  Montone.  (>)sti  |)er  una  li  uri 
quasi  |Mr;i!lel!i  sulPaUt-odel  Montone  cnrrr 
poco  disi-oslo  dd  ess-i  |icr  un  niigl.  e  iitcno 
(MSSiiiiilo  davanli  alla  rocca  di  Castro-lliro 
ed  alle  mura  castellane  di  Terra  del  SoIti 
finché  a  un  quarto  di  m\^\.  a  grec.  di  n» 
Terra  soltentni  a  confine  il  lernturii)  Cf>inu* 
nitativo  di  Forlì  pur  esso  del  o  Stalo  Pua- 


TERR  TBRR               511 

tilMo.eeoii  «no  attnifcm  per  due  Tolte  RiiooalnifHlan  tnK  acque  efiuflcMne  in 

il  fi.  Montofie;  quÌDdi  oltrepiissa  dì  facciii  ■  molte  roaUltle  glanduliri  e  tcfofoloee  luro- 

«II.  h  ttndm  regia  PorlivcKy  di  le  dalla  noene  ei(»erìmraUite  con  gnn  tijocetiD  in 

qnle  continua  il  cminiino  vefio  lelt.  fin-  tali  affezioni  morbuse.  Quindi  è  sperabile  di 

Aè  al  hiogo  detto  Calanehiat  piegando  redere  presto  allacciate  quelle  sorgenti,  e 

bwBUuientc  da  seti,  a  pon.  e  quindi  toI-  innHlnte  delle  fabbriche  con(aeenti  per  u- 

lasdo  dìmione  a  ostro  il  territorio  di  Terra  sarte  in  bngno ,  come  si  propone  di  f«ire 

dd  Sole  ri  dirìge  dal  poggio  del  Falcone  il  doti.  Niccola  Frassineti  che  ora  ne  è  il 

m  quello  del  Aro  finché  giunto  al  luogo  di  proprielarìo.  Frattanto  possiamo  annunziare 

Maga^oiiima  il  territorio  ddla  Coro,  di  che  quinto  prima  sarti  pubblicala  la  loro 

Terra  dei  Sole  mediante  un  augolo  acutis*  analisi  chimica  come  ci  ha  promesso  il  pn^ 

MBo  toma  a  dirigersi  da  ostro  verso  maestr.  fato  nostro  amico ,  Prof.  Targinni-Tozzetti , 

■U  pogfio  della  chiesa  di  ConPtr  sei  le,  dal-  altualramteoccuptoad  ultimarne  il  lavoro. 

k  cai  pendice  meriilionale  scende  nel  vai-  Tanta  è  la  copia   delle   ac  ;ue  minerali 

hae  della  Samoggia^  dove  ritrova  nel  rio  sparse  per  il  territorio  di  Terra  del  Sole, 

Mm  Bureiia  il  territorio  «Iella  Gom.  gran-  che  il  medico  condotto  dì  quella  Terra,  il 

te«Ie  di  Dovadola.  dott.  Giiisfp|ie  Goerrazii  nel  i84t,pubbli- 

Fra  i  roBf!giorì  corsi  d*  acqua  che  altra-  co  una  sua  memoria  sulP  Aequa   Martiaie 

vaiano  qoerto  della  Terra  del  Sole  non  tì  detta  del  Rio  delle  Pietre,  la  quale  scatu- 

é  che  II  fi.  Montone t  siccome  fra  le  strade  risce  in  vicinanza  di  Castro-Garo.  Eccone 

foiabili    non  si   può  contarne  altre  dopo  1* ubicazione  indicatane  dall* autore  preno- 

fKlh  ivg:ia  Forlivese.  minato.  «  Veno  la  parie  più  inferiore  della 

Kispetlo  alle  qualità  fisiche  di  cotesto  ter-  »  Valle  del  Montone  dove  vanno  a  termi- 

ribrio  nchiamerò   alla  memoria  del  mio  »  nare  le  minori  montagne  che  seguitano 

iMIofc  gli  articoli  CAsrao-CAao  e  s|iecialmen-  »  il  fiume  di  dello  nome,  presso  la  ri|>a  sini- 

it  l>»rADni^,  Comanitd,  dove  feci  avvertire,  »  stra  del  medesimo  alla  distanza  di  400 

cfceieolli  estremi  della  Gom.  di  Terra  del  »  passi,  e  dì  soli  i5o  dalla  nuova  slraifa 

Sslecflprciiilniente  quelli  di  Castro-Caro,  a  »  regia  Forlivese,  un  miglio  lontano  dalla 

fvtirc  dal   Falcone  verso  il  poggio  Siro,  »  Terra  di  Caslrocaro,  in  prouimità  di  |m- 

SBao  coperti  di  un  tufo  nliceo-calcare  pò-  »  recchie  sorgenti  d'acqua  salsa,  sotto  estese 

SDSo  di  tinta  ora  gialla,  ora  rossigna  e  tal-  »  cave  di  tufo,.e  sulla  sponda  destra  del  rio 

volta  grigia,  pieno  zeppo  dì  molluschi  del  »  detto «fe/ZeP/efre  scaturiscono  alcune  pìc- 

fnere  d'ostriche,  veneri ,  pettini  e  di  altre  »  cole  vene  di  quell'acqua  minerale  da  pò* 

fMÌe  di  spoglie  di  conchiglie  marine,  per  »  tersi  facilmente  allacciare  e  riunire  in  un 

bpiù  bivalTÌ  e  disposte  per  famiglie,  am-  »  solo  getto.  »  Essa  è  limpitlissima  con  leg- 

ucckiate  in  guisa  da  dare  appena  a  cono^  gero  o«]ore  e  deciso  sa|K)re  ferruginoso.  Li 

ttre  il  cemento  col  quale  furono  esse  col-  tua  temperatura  metlia  è  di  poco  superiore 

Il  pie.  Cotesto  tufo  in  molti  luoghi  riposa  a  quella  dell'aria  atmosferica  nelle  temperate 

npra  una  marna  argillosa  di  tinla  cerulea,  stagioni.  —  Kis|>etlo  alle  qualità  cliimiche 

Ifarsa  di  frammenti  di  altri  coqii  organici;  lo  slesso  autore  discoprì  in  lihh.  100  di  qiif^ 

■entre  dallo  stesso  suolo  quasi  a  fior  di  ter-  si' acqua  mai  siale  i  corpi  seguenti:  Acido 

n,  e  apiirofondandosi  di  poche  braccia,  pul-  carbonico  pollici  cubici  90.  —  Aria  almo- 

Uaao  acque  pregne  di  cloruro  di  sodio  sferica  pollici  cubici  35.  —  Sotto-carbonato 

-nle  marino)  in  copia  tale  che  forse  da  co^  di  ferro  gr.  108.  —  Carbon.4to  di  calce  gr. 

iMa  proprietà  gli  antichi  diedero  il  nome  48.  -~  Solfato  di  calce,  grani  i(>3.  —  Sol- 

C  Castrum  Saltubii  ai  castello  che  poi  si  lato  di  Magnesia  gr.  a6.  —  Mmi:lor:ito  di 

4hk  Crnsiro^Caro.  soda,  ossia  cloruro  di  sodio  ^nv/ ma/'iiin\  gr. 

Il  Prof.    Antonio  Targioni-Tozzettì    ha  198.  —  Idroelorato  di  magnesia  gr.  36.  — 

Boperto  nelle  acque  salse  di  Castro-Caro,  ol-  Silice  gr.  17.  —  Ulateria  estrattiva  vegeto- 

ke  il  cloruro  di  sodio  ed  altri  soli  comuni  animale  gr.  as.  — Totale  gr.  Ci 8. 

1  BKilte  acque  minerari ,   una  gran  quan-  La  Comuni  là  di  Terra  del  Sole  mantiene 

tit^  d*  jodio  ed  in  proporzione  superiore  di  nn  medico ,  un  chirurgo  eil  un  maestro  di 

«BBt  a  quello  di  consimili  aeque  d' Italia,  scuola  nel  Capoluogo;  il  chirurgo  risiede 

ed  inoltre  le  indagini  analitiche  gli  diedero  in  Castro-Caro  dove  si  praticano  due  mer- 

s  oanoioera  una  noa  seam  dose  di  bromo,  cali  settimanali,  cioè  nel  martedì  e  nel  sa- 


512 


TERR 


TEBB 


ImIo  f  oltre  due  flkre  anniuili  le  qaalì  ca- 
dono oel  1 7  geooak)  e  nei  1 6  agoilo. 

in  Terra  del  Sole  un  potestà,  il 


no  ;  costà  do^e-trorasi  1*  ofitìo  di 

del  Registro. 

L'ingegnere  di  Qroondarìo,  la  eanctl- 
quale  per  le  cause  civili  abbraccia  anche  la  leria  Gomun itali  va ,  e  la  consrrvaxione  dei- 
Goni,  di  Dovadola  e  per  le  Grìminali  dipen-  1*  Ipoteche  sono  iu  Modiglìana,  il  tribunale 
de  dal  Vicario  regio  della  Eooca  S.  Cascia-    di  prima  Islania  nella  Rocca  S.  Cssciano. 

QUADRO  della  Popolaziont  della  Comvmita*  di  Tkbuj  del  Soik 

a  cinque  tpoehe  diverse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Bagnolo 
Gastro-Caro 

Cerreto  in  Salu- 

Gpnverselle 

Gualdo 
TVniA  DBL  SoLa 

Visano 

Volpi 

Zola 


Titolo 
delle  Chitse 


S.  Tommaso ,  Cura 

SS.  Niccolò  e  France- 
sco t  Pieve 

S.  Pietro  in  Fineu- 
li*  t  Cura 

SS.  Jacopo  e  Cristo- 
(ano  ,  idem 

S.  Antonio  Abate,  id. 

S.  Reparala,  Pieve  ar- 
cipretnra 

S.  Maria ,  Cura 

S.  Gio.  Battista,  idem 

S.  Maria ,  idem 

TOTALB  .    . 


Diocesi 

cui 
spettano 


Forlì 
Idem 

Idem 

Idem 

Bertinoro 
Forlì 

Idem 
Idem 
Idem 

.  Ahit.  ir,"* 


Popolazione 


1073 
178 

347 


5l2 


ano 


i35 

808 

934 

199 

79 
170 

76 

57 
364 


1959 


Annessi  provenienti  nelle  ultime  tre  epoche  da  tre  parrocchie  po- 
ste nello  Stato  Pontificio Abit,  NP 

ToTJLÉ  ....  Abit,  NS* 

Altronde  dalla  parrocchia  di  Cerreto  contrassegnata  con  V  asteria 
SCO  (*)  Mie  ultime  tre  epoche  escivano Abit,  N.^ 

jRestjho   .  .  .  Abit.  If.** 


917 
>499 

948 
166 

654 

109 

46 

969 


89 


3393 
84 


3309 


179 

1640 

975 
i5i 

if4 
73o 

i38 

77 
ao3 


87 


3587 
80 


35o7 


174 
i6ir 

h: 

144 

111 

716 

144 

61 

»7« 


Hi 
3631 

8S 
3543 


TERRAFINO  nel  Val-d*Arno  inferiore.— 
P'ed.  Ad  riireSf  ed  Emjpoli  Comunità, 

TERRAJO  nel  Vald*Arno  superiore.  — 
Gas.  già  Cast,  la  cui  eh.  panr.  (S.  Niccolò) 
dell*  antico  piviere  di  Gropina  era  nella 
Com.  Giur.  e  circa  due  migl.  a  scir.  diTer^ 
ranuova ,  Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo. 

Trovavasi  presso  la  ripa  destra  deirArno 
sopra  una  piaggia  di  sabbione^  dove  fu  un 
piccolo  fortilizio  de*  CC.  Guidi ,  ai  quali  lo 
tolsero  nel  1993  i  Fiorentini  con  altre  pos- 
sessioni che  qne*  signori  tenevano  nel  Val- 
d*Arno  superiore.  —  f^ed,  Loao,  e  Virsca. 

Esistono  memorie  del  castelletto  di  Ter- 
Js/o  ÌD  un'  istrumento  scritto  iu  Loco  nel 


luglio  deiranno  io65  appartenuto  alU  B^ 
dia  di  S.  Trinità  dell'Alpe. 

La  parr.  di  S.  Niccolò  al  Terraio  cbr 
nel  1833  contava  91  abii.  fu  soppressa. 

TERRANUOVA,  o  TERRA-NUOVA,  pi 
Castel  S,  Mama  nel  Val -d*  Arno  supe 
riore.  —  Cotesta  Terra  non  più  antica  dd 
1337  ^u  in  origine  designata  sotto  il  voca- 
bolo di  Castel  Santa  Maria ,  titolo  dclls 
sua  antica  chiesa  parr.  cui  più  lardi  veuoe 
annessa  la  cura  di  S.  Niccolò  a  Ganghere 
to.  —  È  Terra-Nuova  capoluogo  di  Gom.  e 
di  Giur.  nella  Dioc.  e  Comp.  di  Armo. 

Risiede  essa  alle  falde  roerìdionali  dei 
colli  che  servono  di  base  al  monte  di  Fka- 


TEBR  TERB  513 

tonuffio  ciica  br.  %%o  Bopn  II  livello  del  Gtttel-F>iiieo  «lì  Sopra ,  {mieia  nelle  Valli 

nan ,  lunffn  la  rìfia  destra  del  torr.  Ciof'  di  Sieve  e  del  Sanlemo»  oonr,  hi  Searperui 

ftmma  nel  |;r.  43°  33'  5"  lalil*  e  nel  ag**  e  Firenuola,  le  quali  tolte  pmenlano  un 

14'  6"  lon|r. ,  quasi  4  migl.  a  lev.  di  San-  ffiro  di  mnm  torrìle  rettan|!olare  eon  qua^ 

Giovanni  ,  due  a  seti,  di  Montevarchi,  4  tro  porte  poste  alia  metà  de' quattro  lati  con 

niel.  a  nslro-lih.  di  Loro,  6  a  scir.  di  Ca-  strade  interne  rettilinee  e  parallele  aTenti 

ftcl-Fninco  di  Sopra,  e  intorno  n  18  mìgl.  in  meno  una  piana, 
a  niarslr.  rli  Armo.  I  Tarf  provvedimenti  dati  dalla  Rep.  per 

Che  Terra -Nuova  nel  secolo  in  eoi  fn  edificazione  di  Terra-Nuova ,  si  estesero  dal 

edificala   si  appellasse  Castel  S*  Maria  di  1337  fino  al  1348;  fra  i  quali  fuvfi  queslo, 

€amgkereto  ^  non  ne  laicia  alcun  dubbio  che  la  Terra  di  S,  Maria  (otae  lunga  brar- 

ma  scrittura  del  dì  9  febb.  1 366,  con  la  eia  470,  e  che  avesse  dì  larghezica  br.  946 

qnalc  P  abate  di  S.  Trinità  dell*  Al{)f,  alla  con  altre  particolarìlh  ivi  indicate. 
presenza  di  varj  rettori  dipendenti  da  quel-        La  chiesa  arcipretura  esiste  nella  piazza 

h  Badia,  accora  fiicollb  al  priore  di  S.  Gior-  di  mezzo ,  benché  dentro  la  Terra  sieno  al- 

fio  fora  S»  Fnnceuro)  a  Grangherelo  di  alie-  tre  quattro  chiese  parrocchiali ,  comeccliè 

me  dne  pezzi  di  terra  posti  nel  distretto  del  il  loro  popolo  abiti  alla  campagna.  —  Vi 

Caffé/  di  S.  Maria  di  Ganghereto^  situati,  si  trova  pure  un  monastero  di  Benedettine 

■no  nel  piano  di  Cioffrnna ,  1*  altro  nella  (SS.  Annunziata)  con  educande  in  convillo, 

ttmÈroda  del  Petto,  —  ^ed.  GAacHurro.  aventi  T  obbligo  quelle  clanstnili  d*  istruire 

Dilla  Hiatnizione  del  Gist.  di  Ganghe-  gr.«tuilamente  le  fanciulle  del  paese,  men- 

Rlo  dominato  dagli  Uberlini  e  demolilo  tre  rispetto  ai  maschi  vi  provvede  la  Gomu- 

kI  1371  per  ordine  della  Rep.  Fior.,  sorse  nità  stessa  mediante  un  buon  maestro  di 

miglio  al  suo  lib.  in  forma  assai  re-  letteratura  italiana  e  latina. 


fatare  il  Castel  S.  Maria  di  Gnngìiereto^  Ma  il  maggior  lustro  che  a  Terra -Nuova 
sppeUato  in  aeguilo  Terra-Nuwa.  Il  pri-  derivò,  è  quello  di  esser  patria  «li  Poggio 
■D  decreto  della  Signoria  di  Firenze  per  la  Bracciolini^  dove  pare  che  venisse  a  stabi- 
Ma  eoslmùone  porta  la  data  del  gennajo  lini  Cuccio  di  lui  padre  disceso  nel  Castel 
1399,  nllorquandofo  deliberato  quanto  ap-  S.  Maria  dalKalpesIre  rocca  di  Lanciolina 
pTSv>:  Trts  Tefraejitint  in  partibtts  f^al-  sopni  Loro;  e  fu  probabilmente  in  Terra- 
lis  Arni^  duo  in  planitie  de  Casa  Z/brr-  Nuova  dove  nel  febb.  del  i38o  nacque  quel 
tini  (cioè,  Gistel -Franco  e  Terra-Nuova)  segretario  della  Rep.  Fior.  —  Dìshì  proba- 
alim  fujcta  hurgum  Plani  Alberti  (San-  6i7/ne/t/e,  toslochè  altri  attribuirono  cotanto 
Giovanni  )  prò  honore et  furisditlone  Com.  onore  al  villaggio  stesso  di  Lanciolina. 
Floreniiae  ampliando,  etc.  Agli  Art,  CAsncuoic-UBRaTìai,  eCiaccMi 

Ma  il  Cast,  nel  piano  di  Casa  libertini  fu  accennata  una  scrittura  roatrimoni:i1e  ro- 

MD  ebbe  il  suo  principio  innanzi  il  i337,  ^rnia  nel  i338  nella  villa  dt  Cinretli  da  ser 

eJ  allora  la  Rep.,  per  rhiamarvi  tulli  gli  uo-  If uccio  (  forse  Guccio  )  di  ser  Poggio  na- 

■ini  delle  villale  e  mstella  vicine,  accordò  tivo  di  Castiglion-Ubertini. 

loro  alcnne  franchigie  onde  levare  quei  vas-  Se  questo  sfr  Nuccio,  o  ser  Cuccio^  naio 

ttlli  per  r  affatto  di  sotto  alla  prepotenza  e  da  un  altro  ser  Poggio  fu  Tavo  del  nosiio 

giurisdizione  dei  conti  Guidi,  e  degli  Uher-  Bracciolini ,  il  quale  nacque  da  ser  Gur- 

lini.   L*  esempio  degli  abitanli   del   Tasto  ciò  di  Poggio  di  Guccio,  httognvrehhetìirc 

*ili,  come  dissi,  soggetti   agli  Uberlini,  col  Recanali,  che  1*  uffizio  di  iiolaro  fosse 

^sino  dal  i3io  supplicarono  la  Signoria  slato  per  alcune  generazioni  ereditario  nella 

ài  Firenze  a  volerli  liberare  dalle  vessazioni  famiglia  del  Foggio.  —  {^ed.  G.  SarFamn, 

4n  loro  lirannetlì ,  starebbe  a  confermare  f^ìta  di  Pogeio  Bracciolini  tradotta  dai- 

qoalmente  quei  signorotti  non  avevano  ab-  r  avvocato  Tommaso  Tonelli,' 

Wdofiato  il  brutto  mestiere,  rimproverato  ]|  famoso  Coluccio  Salutati  in  una  lelle- 

bro  dair  Alighieri ,  di  fare  cioè  alle  genti  ra  a  Pietro  Turco  esistente  nella  biblioteca 

té  alle  strade  orribil  guerra.  Riccardìana  ,  e  riportala  in  ap|)endire  ilal 

Alla  pianta  della  Terra-Nuova  sembra  che  eh.  traduttore  della  vita  di  Poggio  Braccio- 

«rvisiero  di  mo<lel lo  altri  paesi  costruiti  in  lini  testé  rammentato,  ci  scuopre  uno  zio 

quel  tempo  per  ordine  della  Rep.  Fior.,  nel-  del  Poggio  in  un  altro  notaro,  quale  fu  ser 

lo  Steno  Valdamo,  come  San -Giovanni  e  Mie/tele  Bonghi  diTerra-Nuo\fa,  Inoltre  il 


51i 


TEBB 


TERB 


BcaocMHioi  Steno  didiMiò  Tent-Niiofft  mi» 
IHriria  in  una  e|iUloU  icrìlU  da  Rona«  e  ri- 
puilala  nel  VoU  1  delle  Memorie  dell*  ÀfiC»- 
demiii  Valdaraeie,  che  li  appelU  di  Poggio 
jftr  onorare  la  memoria  del  Braociolini  «  il 
<|uale  in  una  eua  villa  di  Terra-Nuova  ebbe 
in  animo  di  stabilire  alcune  eon^rÉauomi 
ietUrarie^t  di  terminare  cosili  i  suoi  dì.«» 
Arroga  che  a  confessione  di  Poggio  slesio  , 
en  «uà  TolooUi  nella  prima  meU  del  tceolo 
XV  di  adornare  di  statue  e  di  altri  monii- 
menti  marmorei*  medaglie  ecamci  il  rese- 
dio  che  teneva  presso  Terra-Nuova ,  dove 
nei  tempi  estivi  non  dirado  soleva  egli  re- 
carsi da  Roma  invitandovi  qualche  chiaro 
ingegno  della  sua  età. 

Nrl  mentre  il  Poggio  a  tale  scopo  di  utile 
riposo  destinava  la  sua  villa  dei  contomi  dì 
Terra-Nuova ,  o  piuttosto  di  San-Giovanni 
presso  IIIonte4}arlo,  quando  i  frali  dell*  Os- 
servanza innaliavauo  costà  un  loro  convento, 
in  quel  mentre  egli  riceveva  dai  Fiorentini 
■na  teslimoniansa  di  fiivore  e  di  stima ,  to- 


slochè  eoo  pobblko  dcerelo  la  Signorìa  or 
dinò  di  esentare  il  Poggio  ed  i  mmn  6gli  da 
ogni  pubblica  gr^vcoa. 

Ciò  starebbe  a  dimostnre  che  quella  ri- 
formagioae  fosse  posterion  al  nobile  mairi- 
Beonio  che  il  Bnociolioioontrssat  ani  fmtit 
deiranno  i435vqoando  egli  sT impalmò  wA 
una  figlia  di  Ghino  di  Blanenta  de*  Booi^ 
delmonti  di  Fircnae. 

La  chiem  parrocchiale  di  S.  Harìa  a  1W* 
n-Nuova  fu  eretta  io  arcipretun  eoo  d^ 
ereto  vescovile  del  7  maggio  1737»  e 
altro  decreto  del  3o  gennaio  1790 
aggregala  alla  cura  medesima  la  prioria  di 
S.  Niccolò  a  Ganghereto. 

L*  altra  prioria  di  S.  Biagio  ai  JTori  ii 
Terra-Nuova  fu  eretta  in  prepositura  alfe» 
casìone  medesima  dell' ereiione  in  anipr^ 
tura  della  cura  di  Terra-Nuova  -»  Le  ahie 
Ire  chiese  |iarroochiali  situala  dentio  le  asav 
di  Terra-Nuova ,  ma  che  hanno  b  pepob* 
sione  nella  campagna ,  sodo,  io  ciàis, 
quelle  di  Penna ,  Pemima  e  Tais: 


MO^i MENTO  della  Popolaùone  di  TsMaj-Nuor^t  a  cinque  epoche  diarie, 
digita  per  famiglie  »  compreso  il  popolo  di  S.  Biagio. 


Aaao 


IMrUBKlI 


masc. 


t55i 
1745 
i833 
1840 
1843 


134 

148 

199 
a  06 


femm. 


9» 
173 

187 
198 


ADULTI 


mase. 


143 

176 

996 


femm. 


«79 
"77 
184 

•    193 


coamoATi 

dei 
due  sessi 


a3o 
4oa 

4^4 
4a6 


ROCLUUJIT. 

dei 
due  sessi 


10 
8 
9 

IO 


Numero 

Totale 

dello 

dello 

famigiit 

Popolm$> 

764 

i3o8 

173 

79" 

soft 

1084 

«3i 

ta6S 

a3i 

laSg 

Comunità  di  Terra- Nuft9a.  —  H  terri- 
torio di  questa  ComiinilJi  ocrnpa  unii  su- 
perficie di  qiiadr.  aiooa,  dei  quali  614 
circa  S|ietlHno  a  corsi  d*  acqua  ed  a  pubbli- 
che strade. 

Nel  1833  vi  abitavano  Gafio  indivìdui, 
in  prcporzone  di  circa  9  38  [lersoiie  per  ogni 
migl.  qo.idr.  di  suolo  im|ionibile. 

Confina  con  sette  Comunità.  Di  contro  a 
ostro  mediani  e  il  corso  delPArnobadi  fron- 
te,  da  primo  U  Cim.  di  Montevarchi,  a  par- 
tire dallo  shocco  in  Arno  della  via  pedonale 
delle  Corniole  finché  trova  nella  riva  op- 
posta del  fiume  io  sbocco  del  fosso  del  Qutr- 


eh.  CosU  sotlentra  a  confine  la  Gnb.  dì 
San-Giovanni,  con  In  quale  la  nostrs  froo- 
teggia  dirimpetto  a  lib.  mediante  il  cono 
dell'  Amo  fino  al  di  sotto  ilella  foce  in  eoo 
del  torr.  Cinffenna;  di  U  dal  quale  entnis- 
hi  i  territori  lasciano  fuori  V  Arno  e  vol- 
tando dimione  da  lib.  a  raaealr.  entrano  e 
tosto  atira  versano  il  borro  delle  ^fWe,  pK- 
correndo  per  breve  trailo  la  strada  rotabile 
della  Badiola^  lungo  la  quale  arrivano  pH 
borro  di  R'ofi  presso  la  confluenta  in  h»> 
del  fosso  di  Castelfranco^  il  qu.-ile  ulttiao 
rimontano  fino  allo  sbocco  in  easo del  borro 
Remteeìolo.  Gnsil  viene  a  oonfine  la  Goa. 


TEBB  TEBB               5t5 

di  C«lellnineo  di  Sopn,  eoo  In  quale  V  al-  strMla  proTinctHle  VitUbniew,  IriGCÌata  Inn- 
tra  di  Tem-Nuova  rronteggia  laBanaì  tulio  go  gli  alti|itiini  cb«  portano  il  Tocabolo  di 
(iiriiBpelto  ■  |ion.y  poi  a  maeilr.  mediante  Pian  ira  9^igne^  Pian  di  Jfesv,  Pian  ili 
il  bono  di  Ceriignano  che  insieme  rìmon-  Badiee^  o  delle  FU  le ,  Pian  di  Scò ,  ecc. 
Lino  nella  ditmone  di  let.  fino  al  ponte  di  É  in  meno  a  coleste  piagge  coperte  di 
Certigiamno Balìa  strsida  proTiucìale  de*  5effe  sabbione,  denominalo  nel  paese  sansino ,  è 
Pomi,  A  cotesto  punto  soltentn  il  tenilo-  cosi»  dove  sogliono  trovarsi  sepolti  grandi 
fio  comaoitalÌTO  dì  Loro,  col  quale  il  no-  quadra[)cdi  del  genere  eie ianti,  roaslojonti, 
itro  di  Terra-Nuova  voltando  faccia  a  grec.  ippopotami  con  allrì  mammiferi  di  s|>ecie 
p-reonv  lungo  la  strada  provinciale  predetta,  perdale,  talché  non  vi  è  naliimlislu  che  non 
4i!hi  quale  sì  rilira  presso  la  ripa  destra  del  visiti  nel  Vd|-d*Arno  superiore  il  Icrrilorio 
Qtjffmnm  per  poi  attraversare  cotest*  ulti-  di  Faella  nella  Gimunilà  di  (Castelfranco  e 
■•  corso  d'acqua,  circa  mexzo  migl.  al  di  quelli  di  Ganghereto  e  del  Tiisso  nel  di- 
sotto di  Lrf>ro ,  quindi  ritornare  sulb  strada  stretto  di  Terra-Nuova  ,  e  (K>chi  di  loro  ri- 
pfovìm-iale  iBcdesima  che  continua  a  per-  tornano  di  là  senza  aver  scoperto  e  acqui- 
concre  di  conserva  con  la  Corn.  di  Loro  stato  qualche  frammento  di  quei  carcami. — 
fiw>  al  borro  di  Lnreiaceio,  P'ed.  gli  Jrt,  Faelul  e  Gasobbuto. 

Gosfk  cambiando  direzione  da  scir.  a  ostro  I^  Terra^Ttuo^a ,  o  piuttosto  dal  virino 

H  krrilorto  delUGom.  di  Tern-Nuova  trova  villaggio  di  Penna  Irisse  origine  Bartolom- 

CfimpetlD  a  lev.  quello  de*  Due  Comuni  mf-oCocicini,  che  dall'oscurità  della  ca|Mn- 

èrtretluali  di  Interina, ossia  di  Castigiiom-  na  |ussò  a  figurare  fra  gli  splendori  della 

Fièoeahi^  col  quale  il  nostro  costeggia  me-  reggia  di  Cosimo  1,  del  qual  sovrano  sepfie 

disnie  il  borso  pretletto  e  quello  del  Lort'  cattivarsi  il  favore,  in  guisa  che  egli  ebbe 

aSiche  presto  attraversa  per  dirìgersi  verso  la  vanagloria  di  fondare   la  nobiltà  nella 

pSQ.  salir  piag^  di  ^/ferefOy  dove  trapassa  sua  fiimiglia,  e  di  fare  promuovere  il  lui 

litnrr.  A§na^  finché  giunto  al  cosi  detto  fratello  Matteo,  parroco  delle  faille  {Pian 

^•gìiìoio  trova  il  territorio  della  Gom.  di  tra  P'ig'iie)  al U  sede  vescovile  di  Cortona. 

ùàliglion-Uherijni.  Con  quest^ ultima  Tal-  Morì  in  Terra-Nuova  nel  1761,  sebbene 

In  di Terra-IVuoi a  dirìgendosi  verso maestr.  nativo  di  Livorno,  Domenico  Sfonizzini, 

fHBi  [ter  varj  borrìciatloli  fino  sotto  la  cosi  maestro  di  belle  lettere,  ed  in  archeologia 

értla  Faggeta  ,  di  là  dalla  quale  volta  fac-  storica  riguardante  il  ValnrArno  suf>eriore 

01  da  scir.  a  lib.  e  arriva  sulla  strada  pedo-  non  poco  versato.  Una  parie  dei  di  lui  MSS. 

alle  dr Ile  Comio/e,  mercè  cui  riscende  nel-  conservansi  nella  biblioteca  del  Seminario 

riroo  di  fronte  alla  Com.  di  Montevarchi,  fiorentino  fra   quelli  raccolti   dal    pievano 

Fra  i  corsi  naggiorì  d*  acqua  che  lambì-  DeWOgna  rettore  dello  stesso  Seminario. 
VOQO  o  che  attraversano  il  territorio  di  que-  Ma  il  letterato  che  offusca  lutti  i  prece- 
da CoariMiiilà,  dopo  T  Amo,  conlansi  i  grossi  denti  fu  Poggio  di  Cuccio  Bracciolini,  del 
torr.  Cioff^nnn  e  Vjégna,  entrambi  1  quali  quale  si  è  già  discorso  in  questo  ed  in  qual- 
iDnidono  da  Praio»nagno ,  il  secondo  per  che  altro  articolo  della  presente  ofiera. 
■toccare  in  Arno  poco  sotto  il  Ponte  al  La  Com.  mantiene  un  maestro  di  belle 
loni//o;  r^ltro  per  entrarvi  passato  di  un  lettere,  un  medico  ed  un  medico-chirurgo, 
aiglioil  capoluogo  di  Terra-Nuova. —  f^ed.  Vi  sono  due  fiere  annuali,  nel  primo  lu- 
lc2iA  nel  Val -d* Arno  superiore,  e Giovffjiha.  nedi  do|K)  la  a.da  domenica  di  giugno,  e  in 

Molte  strade  rotabili  passano  per  questo  quello  do^K)  la  4. la  domenica  di  settembre. 

lerritorìo,  la  prìma  delle  quali  è  la  FaltìaT'  Risiede  in  Terra-Nuova  un  [intesta  di  leraa 

srir,  ossìm  la  provinciale  dt'' Sette  Ponti;  la  classe,  che  nel  civile  estende  la  sua  giuri- 

wainda  è  quella  che,  passato  PArno  davanti  sdizioiie  anche  sopra  i  po|)o]i  della  Comunità 

d  Giglio,  sticcasi  dalla  poslale  Aretina  (>er  di  fjoro  e  della  soppressa  polesterìa  di  Ca- 

«nivare  alla  barca  sulPArno  e  nella  opposta  slel-'-Vanco  di  Sopra,  sottoposto  per  la  parie 

ripa  rìmontare  la   destra  del  Cioffenna^  o  politica  Cficl  criminale  al  Vicario  R.  di  S>in- 

Ginffennuj  prima  di  entrare  dojio  un  scarso  Giovanni;  dove  sono  1*  ingegnere  diCircon- 

raij^lio  circa  in  Terra-Nuova,  e  costà  dira-  dario  ed  il   cancelliere  Comiinitalivo.   — 

Alarsi  |ier  Loro  e  per  Ganghereto.  L*  uffizio  di  esiizione  del  Registro  è  in  Mnn- 

Non  vi  sono  monti  dentro  la  Comunità,  tevarchi;  la  conservazione  ddle  Ipoteche  ed 

ria  piagge  e  colline;  sulle  quali  percorre  la  il  tribunale  di  prima  Istanza  sono  in  .4rezzc>» 


qOAOKO  MU  PcfuUtiama  Mia  Combmita'  »>  Ttunt^uor^ 
a  eJNfM  tpoeAa  di»tm 


TERRAROSSA,    TERRA -ROSSA   in  pn  un'dUripa  ch«lii  alU  mi  dnln  nI- 

Val'iliHi^n.  —  Qiit.  con  borgo  e  chien  l'ingmia  oritnlulc  una  rocca  ■^iia  di  iw- 

purroccliùlr  (S.  Oio.  blliiu)  cipol>i°P"  *!'  rione,  ed  il  lorr.  CivigUa,  ■  ostro  il  T»- 

Caro.  nelUGiur.  iliRigaoncDioc.  (liPoD-  varone ,  e  dil  biodi  pon.  il  fi.  Hign, 

lieiuuii ,  gii  Jj  LuDÌ-Sanatu ,  Coin|i.  di  nel  quale  entrambi  uonfliiiscono. 
FIm.  Rìiieik  TemRoitB  «oIId  il  gr.  Kl,"  ti! 

II  birfodiTtfrraRoan.iltnTcrulodalU  3"  IH  il.  e  17'  I7' 4"  long.,  quaii  Sratfl.l, 

*ti'U  proTindìilt  PontremolcM,  trovui  to-  Iib.  di  Bkgnane,  migl.  i  {  ■  *ell.  di  A«ll* 


TEBB 

e  ciffM  1 1  da  §Bmm  nella  tÈmm  direiione; 
i  4  ostr.  di  VìlUfniiea  e  i3  migl.  ■  tcir. 
di  PuotrenwJi. 

Fu  Temi-Hoiia  (ieiulo  de'auinhcsi  Ma- 

lupLoii  'Ji  VilUfraaca  pervenulo  nel  14C0 

fiKilMale  UD  atto  «lì  diviie  nella  linea  de* 

Mirch.  di  BiUtia,  di  Lucciana,  di  Su  vero, 

iKTernRoisa  eoe.  derivala  dal  luarchese 

Giovanni  Spinetta  U  nel  Blarcli.  Fiorom 

momie^  uno  de*  fìgli  tuoi,  il  quale  continuò 

li  iirjnca  de*  marchesi  di  Bastia  e  Terra* 

IflHa.    Dia  questo  FiommonU  nacque  il 

■iichese  Fabbrixio,  il  quale  per  alto  pub- 

Uko  del  a 4  seti.   1  Sgg  fu  ricevuto  in  acco. 

woiiìgia  perpetua  dai  Granduca  Perdi nan- 

ét  I,  |ici  feudi  di  Bastia  e  dì  Terra-Rossa  con 

iiHpettÌYÌ  distretti.  Fiù  lardi  per  contrailo 

irl  14  gennaio  1O17  (stile  fiorwniino)  iti- 

paUto  a  nome  del  Granduca  Cosimo  II,  lo 

march*  se  vendè  ni  la  Corona  di  To- 

napfiffcwntata  da  Niccolò  dell*  An  tei  la 

fv  scudi  a 4 eoo  il  feudo  di  Terra- Rossa 

soilamente  ai  beni  allodiali  in  esso  iacor- 

parati  9  cioè  scudi  laooo  per  la  ragioni  e 

bni  feudali,  e  altretlaaU  somma  per  i  beni 

diodiai ì.  In  arguito  di  tale  acquisto  gli  abi- 

iMti  di  Tem-&oss9  prestarono  giuramento 

li  fedeltà  al  nuovo  loro  sovrano,  il  quale 

soD  rracritto  del  6  giugno  1618  confermò 

à  BKd*aimi  lo  statuto  psiziale  di  ootesla 

Gamunità. 


TEB  R 


517 


in  seguito  il  GraiiduCfi  Ferdinaiivo  II  cuu 
diploma  del  ai  die.  irta8  tresite  in  reuilu 
grau ducale  Turraross.!  cui  borgoiiuuvu  uou- 
ccdeiiJolo  eoo  le  ra<;ionì  ad  l'sso  8()elt.iiiti  a 
Manfredi  da*  m:irclii>si  Milaspioii  di  Filiit- 
tiera  ed  ai  suoi  figli  e  discendenti  miischi  , 
finché  per  morte  dell*  ultimo  March.  Man- 
fredi Malaspiuii  (anno  17 80)  il  feudo  di 
TerrarossH  ritornò  alla  Corona  granducale, 
e  no  fu  preso  possesso  a  nome  di  S.  A.  K. 
con  istrumenlo  del  18  genn.  succtssivt»  — 
(  Amen.  DCLLa  RvoiiuaiOMi  di  Fia.)  —  f^td. 

VAri.  FlLATTlBBA. 

Dieci  anni  innanzi  mediante  un  re^olu- 
mento  pireiale  del  «4  febb.  1777  il  Gran- 
duca  Leo|>oldo  I  prescrisse  i  confini  terri- 
toriali della  Com.  di  Terraross.i  nei  limili 
delia  sua  giurisdizione  feudale  risi  retti  alla 
parrocchia  di  S.  Gì  .  Battista  di  detto  luo- 
go, circoscritti  dall*  ultimo  tronco  del  torr. 
Tasfarone,  e  per  il  cor«o  di  circa  un  ini^l. 
dal  fiume  Magra.  Finalmente  ali*  attivazione 
del  nuovo  catasto  (anno  i833)  fu  aggiuuld 
alla  Com.  medesima  la  sezione  della  parr. 
di  Ricco  situata  Oltre-Magra  con  le  loro 
villate,  mentre  dal  lato  sinisir>  dello  stesso 
fiume  fiirono  aggregate  alla  G»m.  di  Terra- 
rossa  le  parrocchie  di  Fornai i  e  di  Itftrit- 
so  appartenute  fino  allora  a  quella  di  Ba- 
gnone.  —  f^eJ.  gli  Art.  FoanoLi ,  Mutuo 
e  RiQQÒ  m  TaaAAaoASA. 


MOf^iME^TO  della  Popolazione  della  P^moccmu  01  TsMà^tosi^ 
a  quattro  epoche  diverse  ^  divisa  per  famiglie. 


Kwmo 


iMraaRti 


inase. 


femm. 


174  > 

1843 


45 
3o 
60 
46 


5a 

38 

«4 
43 


ADOLTI 


masc.  femm. 


127 

80 

t3 

9G 


lag 

lOI 


OOKjrOVTl 

«lei 
due  Mssì 


3i 

16H 
i6u 


r.CCLIMIAliT. 

dei 
(lut>  spssi 


\ 
3 
3 
3 


If amaro 

delle 
famiglie 


5) 

74 
76 

78 


Volale 

della 

Popolo  z 


I 


388 
407 
455 

449 


Comunità  di  Terrarossa.^—U  Icrrilo-  |KjpoIazionc  di  17)1  abit.  a  projKtrziune  di 

rio  di  questa  Comunità  dopo  l*  attivazione  circa  a65  individui  per  ogni  mìgl.  quadr. 

iieli*:ittuale  ciitasto  (i833)  occup  una  su-  di  suolo  imponibile. 

pfrficie  di  qu^dr.  57()8,  dei  quali  5.'i5  spet-  Il  suo  territorio  è  allrnvcrsato  da  se[{.  a 

tann  A  coni  d'acqua  ed  a  strade.  o:»lro  d.il  riuiiic  M.igr;i.  L.i  porzione  situala 

Vi  si  trovava  nell*  anno  medesimo  una  alla  sinistra  del  fiume,  dov' e  il  ca(>oluogi), 

¥.  ▼.  66 


518 


TER  R 


froiileg|>io  a  scir.  rafcliante  il  lorr.  Tà^a* 
rtine^  Itosela  per  termini  artlfìcÌMli  dirim- 
|ictto  a  ostri»  e  ler.,  con  T  «fendo  di  Aulla 
flel  Dui!,  di  Modena,  e  dal  lato  di  grer.  di- 
trcfiassalo  il  torr.  predetto  ti  tocca  con  Tcx- 
fciido  di  Licciana  parimente  del  Due.  di 
Modena,  con  il  qualt-  territorio  l'altro  di 
Tèrrarossa  dirigeii  nel  lorr.  Cmglia  ciie 
ctitramlù  rimontano  di  conserta  per  circa 
un  migl.  di  tragitto  nella  direzione  di  lib. 

a  grec. 

!lle«rMnlc  il  gii  rammentato  torr.  Cici- 
glia (lofio  lasciata  fuori  la  Gom.  di  Licciana 
il  territorio  della  Gom.  di  Terra-Rossa  trova 
dirimpetto  a  grec.  quello  comunitatifo  di 
Biignone  del  Granducato,  finché  attraTer 
iato  il  torrente  Steno,  salendo  |)er  termini 
artificiali  i  poggi  Terso  maeslr.  entra  nel  ca- 
liate Sfrlaseo  dove  incontra  a  niaestr.  l'es» 
feudo  di  Villafranca  del  Due.  di  Modena. 

Con  questo  rlsoende  sul  fl.  flibgr»,  alla 
destra  del  quale  ritrova  per  breve  Ingilto 
presso  la  ripa  del  Anme  il  distretto  parroc- 
cliiale,  di  Lusuolo  s|iettante  alla  Gom.  di 
Bagnone,  poscia  continuando  il  corto  delb 
Magra  si  tocca  dal  lato  medesimo  con  il 
territorio  delPei-feudo  Estense  di  IVesana 
frònteggia  per  circa  un  miglio  fino  alla  eon- 
floenza  del  torr.  Peruiù.  Passato  il  qoal 
punto  TolU  fatìsia  da  pon.  a  ostro  per  diri- 
gersi dirimpetto  ali*  rz-reudo  diGìovagallo 
sul  lorr.  Cifolagna  die  serve  di  confine 
nella  direzione  di  lib.  a  lev.-grec.alla  Com. 
di  Terra-Rossa  e  a  quella  dell*  ex-feudo  di 


TEBR 

PotnetK.ina  Ano  al  suo  sbooeo  in  Hagm, 
il  cui  corso  raselita  dal  lito  sÌBÌsln>  |ier 
arrivare  alta  oonfluenta  del  Tavmrone  dove 
rìtitnra  il  leMlorio  oomunitativo  di  Aulla 
dH  Dlitiriio  di  Modena. 

Rispettò  alt*  indole  del  sodio,  ai  imiclDtli 
Hgmrj,  ed  alle  pie  istitaiibni  di  qilesta  Go- 
mrinilìi  Veggasi  ciò  clie  Tu  detto  m\V  Jrt. 
BAoàoa^,  Corhanità,  ed  il  Gilmd^Hb  Lu- 
nete  [iiét  Tanno  i839,  dove  HierilaiiMile 
furono  rammentati  con  lode  i  bmèfiti  resi 
alla  sua  pitria  dall* ottimo  avvocato Tooclri. 

Brevi ,  ma  rovinosi  corsi  d* acqua  bagna- 
no il  suo  territorio ,  tali  sono  la  Magra  ad 
il  Tai^arone  per  tnlascnre  di  raiiinentaft 
i  torrenti  minori ,  tutti  privi  di  ponti. 

Non  vi  so: IO  in  questa  Comunità  monti, 
m:i  sole  colline  e  pendici  di  ptiggi,  eoo  nn 
sola  strada  rotabile,  la  Pontrcinoleae,  att» 
versante  il  suo  capoluogo. 

Attualmente  b  Gomunill  di  Terra-Rian 
oonl{Mm«si  di  quattro  popoli ,  trp  dei  quali 
contnlsegnati  nel  soltopf>stoQinHlrocon  n 
asterisco  (*)  furono  staccati  nel  i833  dalb 
Gom.  di  Bbgnone. 

Vi  si  pratica  tana  fiera  annuale  nel  gions 
98  gliigrto  consistente  specialmente  In  fcr 
sttame  vaccino. 

Il  glurisdicente  di  Terra  Rossa  è  il  vicari» 
R.  di  Bagnooe ,  dove  trovasi  1»  sua  cancel- 
leria corounitaliva;  1*  uffizio  di  csaiionedd 
Regista),  r  ingegnere  di  Gtrconiiario,  h 
conservazione  delle  I|ioleche  ed  il  trìlMiDilc 
di  prima  btansa  sono  in  PontremolL 


QUADRO  della  Popolatione  della  Comuitiry  di  Tmbm^bosmj 

a  quattro  epoche  difterie. 


Jfome 
dei  Luoghi 


Fomolì  * 
Merizzo  * 
Ricco  ♦ 
Tèrrarossa 


Titolo 
delle  Chiete 


S.  Michele ,  Rettoria 

Mero ,  idem 

S.  Maria ,  Pieve 

S.  Gio.  Battista  ,  idem 

TOTJLE 


Diocesi 
cui  spettano 


PopoÌQ%iom9 


Tutti  i  pò 
|ioli  «{iettano 
alla  Dioc.  di 
Poh  tremoli. 

.  Abit,  N.^ 


Anmesti  che  n^lV  ultiWta  ^poca  del  1843  pro^^tngono  Aalla  parrfxchia  esiera 

di  Olinola Mit.  ytr.* 


Restano 


.  A  bit. 


TEBB  TEB«  519 

TEERiROSSA  kill'  ISOLA  diix*  EL-    colo  XIII  la  chiesa  parr.  ili  S.  Pietro  al  Tcr- 
BA.  —  f^ed.  PoKTo  LusauiiB,  Comunità,    rcuu   t|uali  fica  vasi   canonica.   —  fLsta   n«( 

—  jML  MONT  AEGENTARO.  —  f^ed.    i833  contava  3 io  abit. 

Aiamiao  (Mo^b,  o  Pbovomtouo).  TERRE-NUOVE  nella  GARFAGNANA 

—  DI  NIEVOLE Gas.  che  da  il  titolo  aelU  Valle  su[Miriore  del  Serchio.  —  Le  Terr 

ad  una  eh.  (larr.  (S.  Lucia)  nella  Com.  e  re  e  villaggi  di  S<iss\ ,  Bqnianq ,  Cqtaif- 

circa  migl.  uno  e  mezzo  a  ostro  di  lizzano,  co^  f^ito/u,  di  Ceseruna^  f^agU  di  spijfQ. 

Gìur.  e  Dioc.  di  Pescia ,  Coipp.  di  Firenze.,  f^agii  di  sopra,  e  San-Donn  no^  che  ne) 

È  una  pan.  dì  non  vecchia  da.t^  eletta  24  luglio  i45i  ti  diederp  voloptarij^nvente 

sui  bivio  della  strada  regia  Lucchese  eoa  a  Borso  d*  Esle  marchese  di  Ferrara^  sj  (fjr 

quella   antica  di   Squarciabpccooi ,   dalla  stinsero  col  nome  di  7*erre-iViioyr^per^^re 

quale  sì  stacca  la  comunìta^iva  rotabile  di  state  1*  ultime  ad  eleggersi  la  soj^ezione  aj 

Monte-Garlo.  —  F^ed.  Ubbavo,  Cotnunità.  march^i  Estensi^  chie  ne  tata^tQ^q  fin^  vl- 

I^  parr.  di  S.  Lucia  a  Terrarona  nel  caria  sottoposta  al  giusdicen^  «^   Qas^- 

i833  noverava  549  abil.  Nuovo  di  Garfa^iiana.-^/^ei/.  GiifjttfWAiiA. 

TguiA  Walda  ,  o  GV4LDA  nel  Val  d*Ar-  TERRENS.4N0 ai^B  MASSEoi  QXTfk" 

no  pisano  ^  kXVArt,  Goalda  {PtmrE  di  di  SIENA  in  Val-d'Arbia!  —  Gas.  CQj»  eh. 

9»  Xabma  01  Temuà)  dubitai  che  cotest»  parr.  (S.  Lorenzo)  cui  fu  annessa  la  cur^  di 

pieve  fosse  stala  sul  Monte-Pisano;  ma  in-  S.  Michele  a  Gorlano,  nel  vicariato  foranep 

dagini  posteriori  mi  assicurarono  che  essa  di  Gaacìano  delle  M««ie ,  Gom.  della  Maaf^ 

esisteva  sul  confine  orientale  della  Dioc.  pi-  di  Gittà ,  .Giur.  Dioc.  Gomp.  e  circa  due 

sana  dentro  peraltro  T  antico  perimetro  di  migl.  a  pon.-lib.  di  Siena, 

quella  di  liucca  fra  Pontedera  e  Ponsacoo  ;  Trovasi  alla  base  del  po^ìo  di  LqooelQ 

per  modo  che  la  pieve  di  Terra  JFalda  presso  le  sorgenti  del  torr.  Sorrfl. 

è  sinonima  ^eiralt»  che  si  disse  di  ^p-  Fra  le  carte  del PArcb.  dello  ^^ledal/B  dd- 

piano,  traslocata  ora  in  Ponsaceo.  —  f'^ed.  U  Scala  di  S^ena  una  diel   la^a  rsBiiqimenta 

Pboisciaho  ,  e  Poiuagco.  la  pfinrocchia  f^\  S.  Lorenzo  a  Terr^osano^ 

TERRENO  (S.  PIETRO  al)  nel  Val-  alla  quale  nel  i568  fu  unita  raltradì^. 

d*Arno  superiore.  —  Guntrada  che  serve  di  Michele  a  Gorsano  nominata  in  un  dìplyom 

vocabolo  ad   un'antica  parrocchia  priorìa  dell' Imp.  Arrigo  IV  del  108$,  a  ^voredje) 

nel  piviere  dell*  Incisa  ,  Gom.  Giur.  e  circ?  Mon.  di  S.  Eugenio  presso  Siena. 

4  migl.  a  iiiaeslr.  di  Figline,  Dioc.  di  Fie-  I  casali  di  Terrensano  e  di  Aiyicc.ìoli  nel 

sole ,  Gomp.  di  Firenze.  secolo  XIV  avevano  un  sindaco jcome  si  disse 

Risiede  sopra  uno  sprone  orientale  del  all'Art.  Suha  (Mamb  di  Gitta*.) 

Monte-Scalari  detto  il  poggio  alla  Croce ,  Poco  lungi  da  Terrensano  è  la  beUissima 

presso  le  scaturigini  del  torr.  di  Rimaggio  villa  di  Belcaro  che  il  nobile  Paolo  Garaa- 

cbe  passa  rasente  al  convento  del  f^ieafo.  Jori  bisavolo  dell'  attuale  proprietario  Giu- 

Nel  1438  era  priore  di  S.  Pietro  al  Ter-  seppe  Gamajori  nel  1721  acquistò  dalla  fa- 

ffcno  il  sacerdote  Bernardo  di  Giovanni  Ben-  miglia  T^ra|]plini•  —  ^ed.  Bblca|u>. 

venuti  9  fondatore  di  un   canonicato  nella  La  parr.  di  S.  liorenzo  a  Terrensano  nel 

Metropolitana  fiorentina,  rettore  e  governa-  i83  *>  contava  176  abit. 

9ore  del  Mon.  di  S.  Pier  Maggiore  in  Fi-  TERRIGGIO  in  Val-dUFine.  —  Tf nutg 

KDze;  alloraquando  con  testamento  del  aa  la  quale  ebbe  pure  il  nomignolo  dì  Doglia 

giugno  dell'anno  preindicato  fra  gli  altri  da  un'antica  eh.  p;irr.  che  eaiste^-a  costà, 

legati  pii  fondava  una  cappellania  in  S.  Pier  compresa  nel  piviere  di  Pomaja,  Gom.  e 

Maggiore  a  condizione  chÀ  il  cappellano /irò  circa  tre  miglia  a  scir.  della  Gastellina-Ma- 

iempong  abitasse  una  sua  casa  situata  nella  rittima,  Giur.  diRosignano,  Dioc.  e  Gomp. 

via  di  S.  Pcocolo ,  nel  popolo  di  S.  Pier  di  Pisa. 

Maggiore,  e  che  insegnasse  la  grammatica  ■  La  tenuta  del  Terriccio  situata  in  piag- 

i5  alunni.  Per  la  qual  fatica  avrebbe  rice-  già  alla  destra  del  lurr.  Tripesco^  allual- 

vulo  dai  consoli  dell*  Arte  della  Lana  l'an-  mente  de'  principi  Pnniatowsrhi,  fu  de*c«)nti 

nuo  stipendio  di  3o  fiorini  (foro,  ecc.—-  Gaelani  di  Pisa  >  stati  anche  patmni  della 

[  Aaca.  Ihwt'»  Fioa.  Corte  del  Mo^asitrg  distrutta  chiesa  di  5.  Donalo  a  Doglia,  la 

di  Bosano  ).  quale  contrada ,  per  cagione  delle  guerre  , 

Non  solo  in  det|a  epoca^ m^  fioQ  <U1  le-  .4^U**ptt|e>  «  ^^^  anche  della  deteriorata 

a 


520  TERB  TBBK 

qualità  del  1*  aria;  etiendo  rìmatla  tpo|)olita  hmt  ootapfém  nel  piviere  di  OiMinii  tMIo 

Ja  cara  di  Doglia  Venne  so|)pretsa  netl*  anno  la  diocesi  di  Pita,  etia  fino. dalla  prima  mrtk 

1492  e  unita  a  quella  di  S.  Giovan  Battista  del  secolo  XIII  fu  rionita  alla  curi  di  Te^ 

Decollato  alla  Castellina ,  a  condizione  per  rìcciuola  »  come  lo  dk  a  eonotoere  vn  atto 

altro,  che,  quando  si  fossero  riedificate  dicci  pubblico  del  «7  aprile  1944  rogato  in  Pisi 

osse  nel  distretto  di  Doglia^  ossia  del  Ter-  nella  chiesa  di  S.  Grìstofano  in  Chimica  alla 

riccio^  e  che  quelle  fossero  continuamente  presenza  di  varf  lestimoni»  tn  i  quali  due 

abitate,  la  chiesa  di  Doglia  dovesse  toraare  nativi  di  Terrieeiuola» 
ad  esser  parrocchiale  con  i  suoi  beni,  arredi        Allora  la  parrocchia  di  qaeiU  Tem  en 

sacri  ed  entrate,  senza  pregiudizio  dei  suoi  soffraganea  della  pieif9  di  Pava^  ossia  pìen 

patroni.  •*  Qò  apparisce  da  un  atto  pub-  a  fif/i.  Ed  ivi  esistè  un  castelluocio,  il  quale 

blico  rogato  da  Pietro  Roncioninotaro  della  si  crede  che  nel  i43o  venisse  smantellato 

curia  Arciv.  di  Pisa.  —  Fed,  Doglj  o  Do*  affatto  dai  Fiotentini  con  altri  paesi  della 

o&M  in  Val-di-Fine.  Val-d*En.  Ridotta  quindi  la  pieve  di  Pavm 

TERRICCIUOLA.  —  Terra  con  eh.  ar-  in  cadente  stato  fu  abbandonata  dai  suoi 

cipretun  (S.  Donato)  sostituita  alla  sua  an-  pievani  che  trasportarono  il  Ionie  liattcsi» 

tica  matrice  di  S.  Gio.  Battista  a  Pava^  male  con  tutti  gli  altri  onori  nella  chiesa  di 

detta  comunemente  la  Pieve  a  Pitti  ^  ca*  S.  Donato  In  Terrìocioola.  Inbtti  nel  1439 

poluogo  di  Comunità ,  nella  Giur.  di  Pec>  risedeva  costì  il  pievano  di  Pava  Antoois 

doli ,  Dioc.  di  Volterra ,  Comp.  di  Pisa.  di  Michele  dì  Fisa ,  rettore  nel  tempo  stens 

Risiede  Terricci uola  sul  dorso  de*  poggi  della  chiesa  di  S.  Donato  in  Terrieciooh. 

tufacei  cbe  separano  le  acque  della  Giscina  Dondechè  dopo  queir  epoea  il   parroco  di 

da  quelle  dell'  Era  e  della  Sterza ,  non  più  Terricciuola  principiò  a  intitolarsi  pievam 

che  3oo  br.  elevata  sopra  il  livello  del  mare  di  Pava,  di  Terricciuola  e  di  Castelvee^ 

Mediterraneo.  chio,  Infiitti  della  riunione  di  eoicsie  Ut 

Trovasi  fra  il  gr.  a8®  19'  5"  long,  ed  II  chiese  trovasi  fiitla  menzione  nella  viiib 

43*  3i'  8"  latit.,  quasi  tre  migl.  a  lib.  di  diocesana  del  1576  eseguita  dal  Castel'i  if^ 

Pecdoli,  poco  meno  a  lev.  dal  Bagno  a  Ac-  scovo  di  Volterra.  —  f^ed.  PjrJ  (Pnrt 

qua,  o  di  Casciana,  5  migl.  a  scir.  di  Lari,  01)  in  Val-d'En. 

appena  un  migl.  nella  stessa  direzione  da        Uno  dei  popoli  eomprcsi  nel  distratto  p^ 

Morrona,  intomo  a  io  migl.  a  ostro  di  Pon-  viere  di  Pava  era  quello  de' SS.  Pìetrs  t 

federa  e  i5  migl.  a  roaestr.  di  Volterra.  Michele  a  Gnilica  :  sulla  quale  villala,  bos 

La  porzione  più  antica  di  Terricciuola ,  che  sopra  Terricciuola  e  qualche  altro  a* 
dove  fu  la  sua  rocca,  è  occupala  in  gran  stello  di  Val-d'Era  mostrava  di  avere  qiul- 
parte  dalla  piaz»,  davanti  alla  quale  risiede  che  pretensione  il  vescovo  Ranieri  di  VoN 
in  luogo  anche  più  prominente  la  chiesa  ar-  terra,  allorché  per  atto  del  dì  11  geonajb 
cipretura  con  l'annessa  canonica,  slata  pur  1984  li  rinunziava  al  Comune  di  Firentf* 
essa  fondata  sopra  le  mura  del  vecchio  cas-  In  seguito  di  ciò  gli  uomini  di  Terrieeiaole^ 
aero.  .—  Cotesto  tempio  è  a  tre  navate  con  di  Guilica  ecc.  prestarono  giuramento  (Ti 
cinque  archi  di  grandezza  mediocre,  avendo  fedeltà  ali»  Rep.  Fior.,  finché  tornati  sollo 
esso  di  lunghezza  br.  3o  t  di  larghezza  hr.  il  Comune  di  Pisa,  essi  seguitarono  il  par- 
ai -f  con  cinque  altari.  —  Fu  ampliato  a  tito  del  più  forte  mantenendosi  fedeli  a  qo^ 
spese  comuni  per  rescritto  sovrano  del  i5  st' ultimo,  che  poi  abbandonarono  quando 
luglio  1784,  mentre  T  antica  parrocchia  Terricciuola  cadde  in  potere  della  Sigoona 
non  aveva  che  una  soia  navata  costrutta  però  di  Firenze,  siccome  apparisce  dalPallo  di 
in  gran  parte  di  [)ietre  quadrate.  sottomissione  del  90  ottobre  1406  degli  abi- 

El)be  orìgine  Terrìcriiiola  dal  ricino Ca-  tanti  di  Terricciuola   e  di  Morrona,  ci» 

stehecchio ,  dove  esìste  un  oratorio  lungi  poco  dopo  la  conquista  fatta  dì  Pisa. 
dall'  abitato  sotto  V  invocazione  della  SS.        Nel  1496  Terricciuola  fu  lolla  di  nnoTO 

Concezione  di  Maria,  altre  Tolte  detto  delki  ai  Fiorentini  dai  sollevati  Pisani ,  ma  poro 

Madonna  dì  ìfonterosso ,  sulla  cui   porta  stette  a  tornare  sotto  il  dominio  dri  primi, 
maggiore  vedest  scolpita  in  marmo  l' arme        1^.  compresa  in  questa  Comunitlh  una  del* 

di  Terricciuola,  consistente  in  tre  torri  pò-  le  più  cospicue  pievi  della  diocesi  turchese, 

ste  triangolarmente.  ora  rìilolla  ad  uso  di  Villa,  detta  di  S.  Mar* 

Quantunque  la  chiesa  di  CaHelveeehio  co  a  Sovi glioma;  della  qoal  pieve  erano  fra 


TERB 

Ift  altre  ftgKaK  le  parrocchie  di  8o)«na  e 
Soì-inellji,  stale  rìoaile  tino  tlal Tanno  i34fl 
in  una  fola  cura. 

Nel  1 4 1 5  questa  Comunità  dipendeva  dal 
f  icario,  o  capitano  della  Val-d*Eni  superiore 
e  inferiore ,  ed  era  nella  potesteria  di  Laja- 
tico;  attualmente  spetta  a  quella  diPeccioli, 
TÌc»riato  regio  di  Pontedera. 

Intorno  air  abitato  della  Terra  di  Terric- 
rìuola ,  e  specialmente  in  vicinanza  della 
•uà  pie?e  ai  trovano  molte  Ibsse  anticbe ,  p 


TERB 


521 


òuekf  da  granOf  alcune  delle  quali  Tengono 
sempre  allo  stesso  uso  adoperate  ;  esse  fu- 
rono aperte  nel  lufo ,  dove  pure  sono  slate 
fcavale  molle  cantine  al  pari  che  a  Ldri,  a 
Gisciana  ed  iu  molti  paesi  di  quelle  col- 
line. 

Nel  1491  la  popolazione  della  chiesa  pie- 
bana  di  S.  Donalo  in  Terrìcciuola  non  era 
maf^giore  di  aSa  abit.;  quella  del  i77oam- 
monlò  a  872  individui;  nel  1788  contava 
904  anime  e  nel  i833  noverava  ia3a  abil. 


MOVIMENTO  della  Popolazione  della  Tmwm  dì  TtmeeiuoLj 
a  cinque  epoche  diverse  ^  divisa  per  famiglie. 


Anso 

iMPtraami 
masc.  femm. 

ADO 

masc. 

1.TI 
femm. 

oonrooATi 

dei 
due  sessi 

BOCLBSIA- 

8TICI 
SBGOLAai 

Numero 
delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popolau 

i55i 

-— 

•^ 

... 

._ 

... 

_ 

89 

493 

1745 

io5 

74 

i38 

161 

ai8 

7 

i36 

703 

i833 

i59 

195 

189 

ai7 

466 

8 

ai8 

ia39 

1840 

398 

3o5 

IQO 

ai3 

5i6 

5 

a38 

i5a7 

1843 

ao5 

aoi 

a33 

•39 

436 

8 

998 

i3ao 

Comunità  di  Terricciuola.  —  Il  lerri- 
torio  di  questa  Comuoitìk  occupa  una  su- 
perficie di  ia,ao8  qiiadr.  dei  qu^li  441 
spettano  a  corsi  d*iicqua  ed  a  pubbliche 
strade.  —  Nel  i833  vi  si  trovava  una  popo- 
bxione  di  a8i5  individui,  a  proporzione 
ragguagliatamente  di  192  abit.  per  ogni 
Bigi,  quadr.  di  suolo  imponibile. 

Confina  con  cinque  Comunità.  —  Dal  lato 
di  acir.  e  lev.  del  capoluogo  fronteggia  col 
territorio  della  Coro,  di  Lajalico  in  potere 
il  corso  della  fiumana  Sterni^  a  partire  dal- 
ia confluenza  in  essa  del  borro  della  GriU 
laja  fino  a  che  la  Sterza  entra  nell'Era.  — 
Mediante  quesl*  ultima  più  grossa  fiumana 
la  Coro,  di  Terricciuola  ha  di  fronte  a  sett. 
Taltra  di  Peeciolì  fino  allo  sbocco  in  Era  del 
lorr.  Boseianot  col  quale  voltando  faccia  da 
sHt.  a  maestr.  rimonta  il  toir.  predetto  di 
conserva  col  territorio  coniunitativo  di  Ca- 
pannoli,  salendo  con  esso  i  p«)ggi  finché  at- 
traversiilo  il  borro  di  Boccanera^  per  breve 
spazio  (lercorre  la  stnda  chedn  Terricciuola 
guida  per  Morrona  a  Santo  Pietro  ,  che  poi 


lascia  alla  sua  destra  poi  riscendere  la  pen- 
dice opposta  del  poggio  che  acquai  pende  nel- 
la Caverna:  nella  qual  fiumana  entrano  i 
due  terrilorj  mediante  i  borri  di  Mfigliari^ 
no  e  di  Botr^ne.  —  Sulla  Cascina  sollenira 
a  confine  dal  lato  di  pon.  il  territorio  delh 
Coro,  di  Liiri,  con  la  quale  1*  altro  di  Ter- 
ricciuola rimonta  verso  lib.  la  Caseina  fino 
dirimpetto  al  torr.  Fine  suo  tributario.  Co- 
stì cessa  la  Coro,  di  Lari  e  viene  a  confine 
con  là  nostra  quella  di  Chìanni,  da  primo  ri- 
montando il  corso  retrogrado  della Cafci/ta 
fino  pH'sso  le  sue  sorgenti  che  trova  nel 
monte  stesso  dove  dal  lato  opposto  scaturi- 
sce il  borro  di  Sondrìa.  Con  quest*  ultimo 
infatti  il  territorio  in  questione  entra  nel 
botro  della  Grilla ja  e  con  esso  ritorna  nel- 
la Sterza  delVEra  dìrim|)etto  al  territorio 
comunitativo  di  T^jatico. 

Tre  dei  maggiori  corsi  d*arqua  servono  di 
confine  naturale  al  territorio  dì  questa  Co- 
rounitài ,  cioè  la  Sterza^  V  Era  e  la  Cascia 
ma.  Mancano  perft  de*  grandi  corsi  d*  acqua 
che  attraversino  cotesta  contrada ,  sirchè  i 


522 


TEKB 


mulini  diTcrrioeiiiola  incontniiM  waìVBrm^ 
o  «ulta  Caseina^  o? vero  Milla  Sterna, 

Noo  vi  tono  grandi  montuosità,  la  mag» 
giore  delle  quali  è  uno  sprone  del  Mon» 
te  Vaso  situalo  sopra  le  sorgenti  della  Co* 
seina. 

Molte  strade  rotabili  pasnao  per  Ter- 
riociuola ,  una  delle  quali  è  la  pfovinoialo 
dell'  Era,  dove  sboccano  varie  altre  vie  ma^ 
•tre  comunitatiTe ,  oltre  quelU  che 
per  Caso'WuùOa  e  guida  al  oapoloogo, 
■a  rammentare  quella  diretta  per  Morrona 
uè  la  strada  votabile  che  passa  alla  desim 
della  Canina  dentro  i  oonfini  tecrìtoirìali 
di  questa  Comunità. 

Rispetto  ali*  indole  del  suolo  ed  ai  pfo- 
dotti  agrari ,  dirò,  quanto  al  pjrimo^  che  i 
poggi  di  Terrìociuola  oonsistono  in  tufi  ter- 
siarj  superiori  di  arenarìa-oslcare  ricchi  di 
molluschi  nnifaWi  e  bivalvi  marini,  men* 
Ire  nelle  pendici  che  acquapendono  ndP  Era 
sottostanno  ai  tufi  le  nume  cerulee  conchi- 
gliari  subappennùuj  le  quali,  di  rado  si 


TEHB 

seoopfooo  dalla  parte  ooctdwlalt  detti  Cm- 
tqiaa;  lakhè  qoest*  altìmc  pia  rieehc  A 
fossili  marini  si  trovano  a  pon.  di  Tcfrio* 
oùiola.  in  quanto  al  aBcoodoaggJMqyròchs 
iì  «nolo  lafiMseo  è  in  «enemle  pia  ddl*  al- 
Isp  oonlaoente  a  6uni  prosperare  gli  ulivi, 
«ili,  e  molli  alberi  da  firutto,  il  ptodollo 
dei  quali  generi  «iole  sovrabbondare  mi  cos^ 
onmo  degli  abiUnlL  Però  dalla  porle  di  ostro 
di  Tevriociuola  verso  le  sorgenti  della  Cm- 
seinm  i  poggi  sono  seatiti  di  selve  e  di  air 
scoli  naturali  per  il  bestiame  lanulo  e  bo- 
vino; i  qnali  nHimi  ^peciolmrnle  csislo- 
no  nei  luoghi,  <)ove  il  terreno  si  aotlia 
più  sterile  ed* indole  magnesiaca  aigillosa, 
Kanisiimo,  e  bene  ipcno  privo  dì  XftUaui 
fossili. 

Il  potestà  di  Terriedoob,  la  suo  canoelleris 
Qomunitativa  e  I*  ingegnere  di  Qirooodarit 
sono  in  Peocioli ,  1*  uffizio  di  efazione  dd 
Registro  in  Lari,  la  oonsfrvaiioms  delle  tpoi* 
teche  in  Livonpo,  il  tribunalf  di  prino 
{itanza  in  Pisa. 


QUADRO  della  PopdaùoaM  ddfa  Comvatt^  9t  TMfmtcciV9i^ 

a  Cinque  epoche  dherse 


Bome 
dei  luoghi 

Titolo 
delle  Chiese 

Diocesi 

cui  spettano 

▲ano 
i55i 

Poi 

AHIIO 
1745 

polaeiome 

Anm   Aimo 
i833   1840 

184S 

Casa-lfuova 

Morrona 
SojaoaeSo)anella 

TaaaioaiDOiià 

S.  Bartolommeo,  Ret- 
toria 

S.  Bartolommeo,  idem 

SS.  Andrea  e  Martino, 
idem 

S.  Donato,  Arcipretura 

San-Miniato, 
già  di  Lucca 
Volterra 
San-Miniato, 
già  di  Lucca 
Volterra 

i5a 

069 
493 

•49 

196 

546 

7o3 

«73 

4^0 
854» 

i»3ft( 

3oS 

5a4 

9'"i 

1607 

4* 

•9) 

931 
iSso 

Jane  f si  prooenit 
compresa  neUi 

Totale  ....  Abit,  N.^ 

'nii  nelV  ultime  due  epoche , dalia  pan 
1  CoflB.  di  Lari 

1066 

rocehit 

•  •  .  < 

1694 
Abit 

^i5, 
titoli 

SS 

Tor^Le  ....  AbU,  N."^  |33i5|3i2S 


TERRINGA  mu.*  ALPE  APUANA  neHo 
Versilia.  —  Vili,  con  eh.  parr.  (SS.  Cle- 
mente e  Colombano)  nella  Com.  e  circa  tre 
migl.  a  maestr.  di  Stazzeroa ,  Gior.  di  Se- 
mvexia.  Dice,  di  Pisa,  già  di  Luni-Sarvana, 
Conip.  pisano. 

Rivede  sul  fianco  meridionale  deìVAlpe 


Apuana  appellala  di  Terriaea  olla  dsrti» 
di  un  canale  omonimo  che  scorre  fira  pr^ 
fondi  burroni  per  unirsi  al  torr.  Retigeeee 
e  quindi  con  esK>  vuotarsi  nella  fìumaiM  ^ 
Ruosina, 

La  prima  memoria  superstite  di  qorrta 
villaggio  conservasi  nel  Icstameiilo  scritto  •• 


TERZ  TESO  S93 


Ltoon  K  tg  fcbb.  del  fM  da  on  fWfìMM  qltarl»  pwle  di  em  oon  ifdoi  bfiii  nel  to66 
figlio  del  h  AuriMiio^  il  quale  fra  le  «I-  Tenne  asiegnata  in  dote  oon  molte  allre 
tre  cene  «anf^  al  Mon.  di  uiniaìore  la  tna  ckieie  dei  contorni  di  Pirenit  al  Mon.  di  S. 
porzione  di  beni  che  pòMedem  in loeo  TVT"  Pier  Maggiore  dalla  tna  fondatrice»  donna 
rini».— (Marni.  Looqb.  To/.  IF.  P.  /.)   Giala  vedota  di  Ano  di  Pagano.  Il  padro* 

Pino  dal  secolo  XVIII  farooo  segnalati  unId  della  ateata  chicM  di  Teramo  in  ae- 
DeirAlpe  di  Territtoa  marmi  blandii  e  brei>-  gnito  passò  per  ona  parie  nella  iàmigUa 
ciati,  comecchò  non  tì  si  trofi  alcuna  cara»  GnaMerolU,  obe  poi  lo  donò  ai  conti  Bardi^ 
Quelle  di  piombo  ai^nttfero,  aperte  nel  mentre  per  un*  altra  parte  pcrfenne  nel 
sec.XVI  nella  roccia  sleaschistosB  cbegliser*  Prìncipe  euccesso  alle  moiMohe  di  S.  Pier 
fé  di  ganga,  furono  da  lunga  mano  abbando*  BiaggiòVe.  ^^  fW»  Monia4*Mja. 
nate ,  stantecfaé  la  loro  prodatìone  em  in(e«       La  cura  di  S.  Lucia  a  Tenano  nel  1 853 

riore  alla  spesa  deireseavatiotie,  sicché  qve^    contane  1 1  a  abit.         

gli  alpigiani  ritornarono  al  loro  antico  «n.  TERZELLI,o  TERZELLEnel  Valnl^Ar- 
sinme  di  agricollori  e  di  pastori.  no  «jasenlintee.  —  Gu.  con  cb.  parr.  (S. 

Terrìnca  diede  in  ter)  teitapi  nomini  fl¥8*  Andrea)  nel  piriere  di  Vado ,  Com.  e  ap- 
gliati  e  distinti  nella  R^.  letteraria ,  ft*  I  pena  nn  migl.  a  pon.  del  Castel  S.  Niccolòy 
quali  rammenterò  on  Pr.  Antonio  Tognoc-  Oior.  di  Poppi ,  Diot.  di  Fiesole^  Comp.  di 
ài  de'Fmti  Osserranli  predicatore,  teologo,   Areifeo. 

e  autore  del  ThMOtrum  BiHiteO'MUmrito*  Risiede  in  piaggia  alla  sinistra  del  torr. 
rsiiis  pubblicato  in  Firense  nel  i08».  Solano  ^  pttmo  lo  sbocco  in  esso  del  rio 

La  parr.  de*  SS.  Clemente  e  Colombano  detto  Ri  figlio.  -*  9^9d,  Vado  (S.  MAarmo 
a  Terrìnca  nel  t833  contova  878  abit.  a)  a  CAar8L-S.*NiooOi.ò  Comunità. 

TERRINE,  o  TERINE  (S.  AGATA  a).—  La  parr.  di  S.  Andrea  a  Teraelli  nel  1 8SS 
Fed.  Taama  sul  CeHboe.  Bovcrira  3o4  abit. 

TERROSSOLA  nel  Val^Amo  cassutl-  TERZIERE  (CASTIGUOH  m)  in  Val* 
liete.  —  Vili,  con  cb.  pair.  (S.  Matteo)  cui  di-Magra ^  —  Féd.  GaStmlioii  oa.TniaitaB. 
fu  annesso  II  popolo  di  S.  Jacopo  a  Gm-  TERZO  m  CITTA*.  -*-  Fod.  VAh.  Sm* 
Icocbio  nella  Com.  Giur.  e  circa  migl.  due  nà  (Ttato  di  Crta*.) 
e  ttietio  a  oilro^lib.  di  Bibbiena»  Dioc.  t  —  m  DONCIANO.  — red.I>oiiimio(PiBr 
Oomp.  di  Armo.  va  m  S.)  in  Val-di«Pierle. 

Risiede  sulla  ripa  destra  dell'  Amo  sotto       -^  m  MERCATALB.  —  Fté.  Mbmsata- 
It  cowfltietwi  del  torr.  Contdonty  e  dirim-    ni  in  Val-di-Pierle. 
pMIo  al  ctMtellare  di  IH (mtfcchie.  -^  m  S.  MARTINO.  —  Ftd.  Suha  (Tan- 

La  chiesa ,  già  parr.  di  Gasaleocbio  al*   no  m  S.  MAirmo.) 
tsmu  circa  ntecao  miglio  a  ostro  di  Terror       --  m  PIERLE  a  V4L«-VIC0.  —  Fod. 
•ola ,  fu  unita  a  quest* uHima  parrocchiale    PtaiLa,  a  VAL^Dt-PiaiLB. 
•on  decreto  vescovile  dell* ottobre  1778.*-       TERZOLLE  iorr.  nel  Val -d* Amo  lio- 
Fed.  CASALiooaio  nel  Val-d'Amo  casenti-   mlino. -^  Esso  ha  origine  nel  fianco  orien- 
nese,  e  BuamiA  Conmniiò.  tele  del  Monte-Morello  fra  P  Uecellato/o 

Gli  abitenti  di  queste  dtfs  cure  riunite  ed  il  poggio  di  CmUigìiom  di  Cereina^  e 
lael  t833  ascendevano  a  ao«  inditidui.         4à  il  suo  nome  ad  un  profondo  vallone,  il 

TERZANO  nel  Val-d*Arao  fiormtino.  ^  tinaie  presK  la  già  Villa  Medicea  diC«#«gw 
Qo§.  con  eh.  parr.  (S.  Lucia)  nel  piviere  di  gi  sbocca  nella  pianura  suburbana  di  Fi- 
fi.  Pietro  a  Ripoli, Com.  Giur.  e  circa  migl.  rente  passando  sotto  il  Fonie  a  Bifredi  per 
dee  e  meno  a  lev.  dèi  Bagno  stesso  di  Ri-  andare  dopo  sei  miglia  di  cammino  a  con- 
poli ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenxe.  fondeiv  le  sue  acque  oon  quelle  del  torr. 

è  posto  in  costa  fra  il  )[K>ggio  dell*  Incon-  Mugnone ,  che  trova  poco  innan»  di  arri- 
tro  e  di  Monte-Pilli ,  a  sHt.  della  strada    fare  al  Ponte  di  S.  Donato.  —  Fed.  Sdto 

tecia  Aretina  che  sale  alla  Terrei»  Poni  e  tre    Comunità. 

lAigl.  a  maestr.  da  S.  Donato  In  Collina.       TESO  (TElfUTA  dcl)  nella  Monlagna 

Se  non  prendo  errore ,  la  chiesa  di  S.  ^  Pìstoja.  — «  Tenuta  regia  lungo  la  cn  ste 
I^cia  a  Tersa  no  dovrebbe  corrispondere  a  delf  Appennino  tra  il  monte  Crocicchio  e 
^[tirila  di  FaPaìe  stata  fino  d»!  secolo  Xf  di  la  macchia  deirOrsìgna  nel  po|ioln  ili  S. 
pudrohato  della  casa  Rennccinl ,  mentre  k    Gregorio  alla  Jforrjcu,  Ciwn.,  Giur.  e  circa 


32f  TBVE  TEYE 

6  migl.  a  le?,  di  Sm-MarcoUo ,  Dkic.  di        Quindi   io[|r(MMDdufli  per  tm  mediante 

Pisloia,  Gomp.  di  Firenze.  varj  lorreoli  e  fiumane  il  Tevere  pcioorre 

Qucsiri  tetiula  deslÌD;ita  alla  propagazione  1*  angusta  pianura  della  Val  •Tiberina  lo- 
di una  nuova  abetina ,  fornisce  adesso  fre»  scaua ,  {issando  fra  Anghiari  e  la  ciUi  di 
sche  (Hi^lure  alle  RR.  razze  cavalline  che  vi  San-Se|)olcro  per  poscia  edlrvre  nel  lerrilo> 
passino  festiva  stagione  venendovi  dalla  rio  di  Città  di  Castello  dello  Stato  Pontili- 
R.  Tenuta  di  Coltano  (losla  fra  Pisane  Li-  ciò.  —  f^ed,  Balm  (S.  MAmu  <ALLB)t  Hoars 
voruo.  —  f^ed,  Sax-Maicux^  Comunità,  GoaoNAau ,  e  Savio  fi. 

TMUPjtscio.oTBVPJsso nella  Val-di-Cor-        TEVERINA  (VILLA  di)  nella  Val Tibe- 

nia.  —  Piccolo  torr,  tributario  del  fiume  rina.  —  Vico  die  ha  dato  il  nome  ad  una 

Cornia,  da  non  confondersi  con  il  TeapO"  eh.  parr.  (S.  Bartolommeo)  con  Panuesm  di 

scio  {Altopaseio)  della  Val-di-Nìevole ,  ed  S.  Andrea  a  ^o/Z^Pai/ie,  nella  Goni.  Giur. 

entrambi  rammentali  fino  dal  secalo X  dal-  Dioc.  e  circa  6  migl.  a   lib.  di   GorluiM,. 

le  scritture  MVArch.  ArcÌ9,  di  Lur.cà  ^  Gomp.  di  Arezso. 

segnatamente  il  Teupaicio  della  Val-di  Cor-  Risiedo  sopra  uno  sprone  del  montecbe 
nia  ,  a  cagione  di  un  mulino  [tosto  presso  propagasi  fino  alle  spalle  di  quello  di  Gnr- 
<juvl  torrente  posseduto  con  altri  beni  «li  Iona  fra  i  torr.  Minimella  e  SeamOf  co- 
suolo  da  quella  mensa  vescovile.  —  f^ed.  Irambi  tributar)  del  Tevere. 
CouniNo  'CoiiTjtDo)^  Tmicjsi  c  F^ito  (Sjh)  Ebbero  signoria  nella  vilU  di  Tererìoi 
in  VaMi-Gorni».  fino  dal  secolo  XII  i  marchesi  del  Monte  S. 

Del  Tiupascio  di  cotesto  Valle  parkmo  Maria,  imperocchò  uno  di  essi ,  il  marclitse 
due  {strumenti  dell'aprile  908,  e  sett.  943,  Ranieri  111  e  la  sua  moglie  donna  Trafa, 
mentre  siietta  ali* altro  Teupaseio  presso  il  figlia  che  fu  del  conte  Tasso ,  per. alto  pub- 
Lago  di  Sesto,  o  di  Bientina  una  carta  del  7  biico  del  genn.  1 104,  rogato  in  Pitiliano  di 
maggio 95a della  provenienza  medesima.-—  Città  di  Castello,  investirono  il  piiore  ed 
(Mkbioi.  I^orb.  T.  V.  P.  ni.)  eremili  di  Camaldoli  di  lutto  ciò  che  da  èw 

TEUPASCIO,  o  ALTOPASCIO  In  Val-  coniugi  aveva  ottenuto  Bernardino  di  Sida. 

di«!Vievole.  —  ^ed.  Altopàsoio.  nia  de*  signori  di.Ciprese  e  fondalorc  dalli 

TEVERE  fiume.  —  Il  fiume  più  istorico.  Badia  d*  Anghiari,  riservandosi  peraltro  qua 
ma  non  il  più  maestoso  delP  Italia.  Esso  ha  due  coniugi  i  feudi  di  Bibbiaao^  dì  fn^ 
origine  in  Toscana  da  due  fonti,  il  più  co.  rina  e  della  rocca  di  Deeeiano,  «^  ^cd. 
pi(»so  dei  quali  scaturisce  limpido  fra  le  Bibbi  aro  di  Val-Tiberina. 
balze  di  maci«;no,  mentre  1*  altro  ramo  na-  .  La  cura  della  Villa  di  Teverina  Ano  dal 
sconci  fianco  meridionale  del  Monte-Cnrna-  sec.  XV  era  unita  ali* altra  di  f^aile-D^Mt 
ro  circa  un  migl.  a  niaestr.  della  pieve  delle  che  fu  di  padronato  del  pofiolo. 
Balze  fra  il  monte  della  Cella  di  S.  Albe»  Nel  i833  cotesta  cura  conlava  una  popò* 
rico  l.i  rufie  detta  iXtSassani,  ed  il  Honte-  lazione  di  3iB  abit. 
Cornerò.  Troviinsi  entrambi  i  fonti  a  circa  TEVERONE,  o  TAVARONE  ion.  io 
3000  br.  su|)eriori  al  livello  del  mare  sotto  Val-di -Magra.  —  Scaturisce  dalla  più  alta 
il  gr.  43^  48'  o"  lalit.  e  29°  45'  o"  long,  cima  dell'Alpe  di  C«m|ioragheiia sotto  il  fo- 
li ramo  miiioi*c  porta  il  nomignolo  di  /fei-  caboto  di  Canalone  percorrendo,  da  priaio 
pinn^  o  Teverina^  e  dopo  aver  corso  due  nel  territorio  modanese  di  Varano  a  ouofìiM 
buone  migl.  verso  ostro-scir.  si  accoppia  al  col  grandu&ile  di  Fivizzano,  sul  fianco  op- 
primo tronco  del  Tevere  eh*  è  mezzo  migl.  posto  al  Laghetto  Sguincio ,  dal  cui  eiois- 
a  niaestr.  della  pieve  attuale  delle  Balze  ^  sario  prende  origine  il  fi,  Ensa  dì  Pirsu. 
1.1  quale  tn>vasi  a5  migl.  in  linea  retta  di-  Quando  il  Canalone  è  dis^^eso  a  Varano 
stilile  dal  Capo  d'Arno  del  Casentino.  trova  un  altro  torrente,  la  Tana  ^  che  fi 

Uà  coleste  inospite  balze  il  Tevere  per-  fluisce  dal  lato  di  lev.  —  Cresciuto  in  tal 

corte  fra   le  cupe   foreste   dell*  Appennino  guisa  di  acque  il  Ctf/ia/o/ie  prende  il  distia* 

detto  del  Bastione,  che  lascia  alla  sua  de-  livo  di  Tt Nerone  ^  o  TaiHirone ,  e  di  !••* 

«Iva,  e  quelle  del  [xiggio  de*  TVe   Feseo9Ì  e  romoroso  dirìgesi  da  grec.  a  lib.  fra  gli  ei* 

delia  Zucca,  che  l.imbisce  alla  sua  sini-  feudi  della  Bastia  e  di  Ucciana  ,  («r  poi 

&!r>,  ili n.iiizi  di  scendere  nel  vallone  della  costeggiare  dal  Iato  di    scir.    il    territtiria 

Masxft  l^frona  (di  Pieve  S.   Stefano)  e  di  gramlucale  «li  T^rrarnssa  che  lascia  alla  »w 

bjguare  le  mura  orientali  del  suo  capoluogo,  destra  |XJCO  inuauù  di  vuotarsi  nel  fi*  ^' 


T I G  L  T 1 6  N               535 

g^m  che  trova  dopo  circa  14  migl.  di  un  sotto  esiste  F oratorio  di  S.  Andrea  di  Seg» 

tortuoso  e  discosceso  cammino.  gio,  già  cappella  sufifraganeM  della  pieve  di 

TEZZO  nella  Valle  del  Savio  in  Roma-  Loppia,  rammentata  nelle  Memorie  lucchesi 

gna.  — Gas.  con  eh.  parr.  (S.  Bartolommeo)  sotto  gli  anni  g83  e  994  non  che  nel  cala- 

uella  Com.  e  circa  un  mìgl.  a  sett.  di  Sor-  logo  delie  chiese  di  quella  Dioc.  compilalo 

bano,  Dtoc.  di  Sarstna  ,  Comp.  di  Firenze,  nel  is6o. 

Risiede  sopra  uno  sprone  deirAppennìno  La  popolaiione  di  S.  Giusto  al  Tiglio  nel 

posto  alle  spaile  di  Sorbano  nel  punto estre-  i833  ascendeva  a  883  abit. 

model  territoriogranducalecon  losUtoPon-  TfGNANO(S.  MARTINO ▲)  o  alliFON- 

tificio  cui  spetta  il  vicino  paese  di  Mercato-  TI  in  Val-d*Elsa.  —  ^ed,  Fomn  (S.  Maa- 

Saracino.  Tino  alle),  ovvero  a  Tiomaxo  ,  al  quale  Art. 

La  cura  di  S.  Bartolommeo  al  Teuo  nel  si  può  aggiungere,  che  appellano  al  Tigna» 

1 833  contava  i3oabìt.  no  del  piviere  di  S.  Ippolito  a  Castel-Fio- 

TIARA  (Casetta  di)  nella  Valle  del  rentino  non  solo  due  istrumenti  del  a8  nov. 

Senio   in  Romagna.  —  f^ed.  Cisbtta  m  1349  ,  e  16  febbr.  i  ^ So  {stiie  comune)  to* 

TiAKA.,  cui  debbo  aggiungere,  qualmente  il  gati  nel  borgo  di  Tignano,  distretto  di  Ca- 

piviere  sotto  il  quale  fu  una  volta  la  cura  stel -Fiorentino ,  ma  ancora  una  sentenza 

della  Casetta  di  Tiara  era  quello  di  Misi-  data  nel  3i  agosto  1408  dal  rettore  della 

Irò ,  ma  ora  è  stata  assegnata  ali*  altro  di  chiesa  di  S.  Martino  a  Tignano  incaricato 

Camafr;;iore.  da  Alberto  arciprete  di  Colle  e  da  Antonio 

TKjrlJANO.  —  f^ed,  Tuxiaiio.  Santi,  commissari  in  questa  parte  del  cardi- 

TIGLIO  nella  Valle  del  Seft:hio.  ^  Due  uale  Baldassare  Gossa  Legato  a|ostolico  in 

▼il late,  Tiglio  di  sopra,  e  Tiglio  di  soiio,  Toscana  ,  relativamente  ad  una  permuta  di 

sono  comprese  nell.i  purr.  di  S.  Giusto  al  benefizj  ecclesiastici.  —  (Aaca.  Jhn.  Fioa. 

Tiglio ,  piviere  di  Loppia ,  Com.  Giur.  e  Carte  del  Mon.  di  5.  Donato  a  Torri^  o 

circa  due  migl.  a  lev.  di  Barga  ,  Dioc.  di  in  Pol^rosa ,  dtlP Areh.  Gtn,) 

Pisa  ,  stata  di  Lucca ,  Comp.  pisano.  TIGNANO  (S.  ROMOLO  a)  in  Val-d'EI- 

Risiedono  in  poggio  fra  il  torr.  AniachB  sa.  —  Un* altro  Tignano  nella  stessa  valle, 
gli  scorre  a  lev.,  mentre  da  questo  lato  me-  con  castellare  e  eh.  parrocchiale,  alla  quale 
dianle  VAnia  ha  di  fronte  il  territorio  di  fu  annessa  la  vicina  cura  di  S.  Tommaso  a 
Coreglia,  avendo  al  suo  pon.  il  torr.  Ti*  Tignano,  entrambe  nel  piviere  di  S.Pietro 
glio  e  la  pieve  di  Loppia  dentro  al  distretto  in  Bossolo,  Com.  e  circa  un  migl.  a  lev. 
di  Barga.  di  Barberino  di  Val-d*Elsa,  Giur.  di  Poggi- 
li paese  del  Tiglio  esisteva  sino  almeno  bonsi,  Dìoe.  e  Comp.  di  Fireuae. 
dtl  secolo  X  sotto  il  pievanato  di  Loppia,  Esiste  cotesta  contrada  sopra  noa  collina 
siccome  fu  avvisato  agli  Art,  Sommo-Colo-  tufacea ,  alla  cui  base  orientale  scorrono  le 
tìRA  e  Baioa,  di  eui  gli  abitanti  del  Tiglio  prime  fonti  del  torrente  Dro9e, 
•egoitarono  la  sorte.  Imperocché  il  suo  popò-  Al  3o  giugno  del  i3o7  diversi  uomini 
lo  soiMì  il  dì  7  nov.  i34a  senza  precedente  del  popolo  di  S.  Romolo  a  Tignano,  di  S. 
capitolazione  si  sottomise  al  Duca  d*  Atene  Pietro  in  Bossolo  e  diS.  Michele  a  Casaglia, 
riconoscendolo  per  signore  di  Firenze  e  del  (  ora  suo  annesso  )  stando  nel  campo  lìoren- 
tuo  stato.  lino  davanti  a  Gargonza  si  presentarono  al 

Per  altro  il  castello  del  Tiglio  nella  guer-  giudice  collaterale  del  podestà  e  capitano  di 

ra  del  t35a  fu  occupato  da  Francesco  Ca-  guerra  del  Comune  di  Firenze,  Ferrantino 

stracani  signor  di  Coreglia,  che  dovè  resti-  Malatesta.  -^  ^ed.  Gaagorza. 

luirlo  al  Comune  di  Firenze  a  tenore  della  Trovandosi  un  tale  documento  fra  le  car- 

pace  di  Sarzana  del   i353,   previa  la  de-  tedi  Cestello,  dà  luogo  a  dubitare  che  in 

molizione  delle  fortificazioni  del  Tiglio,  ed  questo  Tignano  possedessero  i  monaci  della 

a  condizione  che  in  avvenire  non  potesse  Badia  a  Settimo,  tanto  pih  che  ai  Cister- 

esa-re  più  in  alcun  modo  ridotto  a  castello,  censi  medesimi  il  Pont.  Gregorio  IX  con 

—  Fed.  VArt,  Baboà.  bolla  del  16  ottobre  1937  confermò  fra  gli 

La  contrada  del  Tiglio  si  divide,  come  dis-  altri  beni  quelli  dì  Tignano ,  o  Tiltiano, 

si ,  in  due  villate,  in  quella  del  Tiglio  di  Che  poi  costà  vi  fosse  un  castello,  lo  di- 

sopra  ,  dove  fu  il  castello  e  dove  trovasi  la  mostra  noa  provvisione  della  Signoria  di  Fi- 

[Nirr.  di  S.  Giusto,  mentre  nel  Tiglio  di  renze  del  dì  8  aprile  i38i,  la  quale  ordi- 

V.  V.  67 


S'ift  TINO  T I  R  L 

iiava  di  ripurare  i  muri  M  Castel  di  Ti-  È  uo  pìccolo  Cis.  |ioslo  lungo  b  ttrada 
giuao  del  contado  fiorentino  per  una  tersa  nueslm  rotabile  alla  sinitln  del  torr.  Crt- 
|Kirte  f  eh*  erano  diroccati ,  mentre  con  altra  i^o/e  tributario  dell*  Ombrone  fra  Bf urlo  e 
provvisione  del  aa  ag.  dello  stesso  anno  fu-  Indica  sotto  la  filla  vescovile  della  B^a, 
rono  assegnati  55o  fior,  d'oro  per  la  ripara-  -—  ^ed.  Muaio,  Comunità, 
ùooe  delle  mura  di  Poggibonsi,  e  nel  ai  Tikellì  in  Val^rElsa.  — •  Gas.  perdulo 
aprile  del  Panno  successivo  fu  dato  ordine  di  dove  fu  una  eh.  perr.  (S.  Lorenio)  nel  pi- 
forlificareilCast.diBfarcialla. — (GiTsCar-  viere  di  S.  Laolino  in  Gonio,  Gom.  della 
leggio  ined.  di  ArtiHi.  Fot,  /.  Jpp.  li.)  Castellina  del  Ghianti ,  Ginr.  di  Radda , 
ùk  parr.  di  S.  Bomolo  a  Tignano  nel  Dioc.  di  Gol  le,  già  di  Fiesole»  Gomp.  di 
i833  contava  414  abit.  Siena.  —  P'ed.  Uono  (S.  Lnuiio  m). 

TIGì^OSO  (  MONTE).  ^  Ted.  Morti-  TmriHitjao^o  Tmbtmhwjho  io  Val-d*Or 
o^i'iso.  eia.  —  f^ed.  Rocca  d*  Obgia. 

TILLIANO ,  o  TIGLIAIVO  nel  Val-d*Ar  TiRLI  di  GASTIGUOM  maa  PESGAJi 
uo  sopra  Firenie.  — Vili»  signorile  nel  pò-  nella  Maremma  Grrossetan^.  —  Vili,  con 
polo  di  S.  Amlrea  a  Doccia ,  Gom.  Giur.  e  chiesa  parrocchiale  (S.  Andrea)  odia  Com, 
circa  tre  migl.  a  tett.  del  Poutassieve,  Dioc.  Ginr.  e  circa  6  migl.  a  setL  di  Gasliglien 
e  Gomp.  di  Firenxe.  della  PeKaja  9  Dioc.  e  Gomp.  di  GnMscto. 

Siede  presso  la  cresta  del  Monte  di  Groce  Risiede  il  Vili.  prc«o  U  ctnMi  di  un  mon- 
che separa  il  piviere  di  Monte  Fiesole  da  le  omonimo  sopra  le  sorgenti  del  tocr.  Jm- 
quello  di  Doccia  presso  le  sorgenti  del  torr.  pio^  che  scende  dal  lato  di  scir.  nel  padek 
Sieei ,  e  appena  un  meno  migl.  a  greo.  di  Castiglione  davanti  la  Badioim^  mealie 
della  pieve  di  Doccia.  dalla  opposta  pendice  le  acque  soolano  ad 

Nel  secolo  XIII  gli  uomini  diTigliano  torr.  Rigo^  il  quale  mediante  il  fiumicello 
erano  feudatari  dei  vescovi  di  Firenze ,  alla  jiltna  si  vuota  nel  mare  Toscano, 
cui  mi^nsa  apparteneva  la  villa  diTigliano  Una  delle  pib  antiche  rimembniBKdd 
col  lem-no  intorno.  Infalli  per  rogito  del  4  monte  di  Tirli  e  del  lorr.  Ampio  la  Inno 
seti.  ia87  i  popolani  di  Moute-Mesole  e  in  una  donatione  fiitta  neiranno  8iSi  0 
della  villa  di  Tigliano  giurarono  fedeltà  alU  83o  dall*  Imp.  Lodovico  Pio  al  Mon.  diS. 
mensa  fiorentina  nelle  mani  del  vescovo  An  Antimo  in  Va1-d*0rciay  cui  assegnò  in  Jole 
drea  Moni»  e  nel  1 4  ottobre  del  1 3oa  ripe-  tuIlM  la  piirte  orientale  del  Ho'Ue  di  Tirli^ 
terono  Io  stesso  giuramento  d.ivanti  al  ve-  salendo  fino  alla  sua  sommità  per  la  ^M 
scovo  Loltieri  della  Tosa. — (hàm^  Mfonum.  dei V  Ampio,  ^^  Ved.  Ampio  (Vallb  biu>*)> 
Ecr.l.  Fior.)  Anche  fra  le  cirte  della  Btidia  di  Sestingi 

TINAJA  (TENUT  A  dilla)  nel  Val-«r  Arno  conservasi  un  istrumento  degli  11  sfoilo 
inferiore.  —  Era  un  possesso  della  Corona  1 1 18,  col  quale  Bernardo  vescovo  di  RMelk 
conquistalo  sotto  il  governo  Mediceo  me<lian-  diede  a  locaxione  a  quei  monaci»  e  dieci  at- 
te la  colmata  deWArno  vecchio,  e  quindi  ni  dopo  rinnovò  loro  il  livello  di  una  mHk 
nel  1786  alienalo  dopo  esservi  stata  eretta  dei  possessi  che  alL«  sua  mensa  afipaflnW' 
una  chiesa  parrocchiale  sotto  l' invocnzione  vano,  i  qu^li  erano  situati  fra  il  fiussierilo 
de*  SS.  Michele  e  licopoldo  alla  Tinaja,  nel  Alma  ed  il  paduledi  Castiglione,  coniprcsifi 
piviere ,  Com.  Giur.  e  circa  migl.  1  J  a  la  contrada  di  Tirli,  —  (Asfìn.  Din..  Fna. 
grec.  di  Empoli,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.    Carte  degli  Agostiniani  di  Siena,) 

Trovasi  in  pianura  sul  la  ripa  sinistra  del-  Arroge  a  ciò  una  bolla  di  Clemenle  lU 
TArno  fra  le  chiese  di  Corte-Nuova ,  e  di  del  1 1 88  diretta  a  Gualfredo  vescovo  di 
Limite,  quella  solfo  la  Dioc.  di  Firenze  e  Groiselo  dove  si  rammentano  le  deciar  ikl 
questa  situala  alla  destra  del  Bume  sotto  la  popolo  di  Tirli  da  pagani  al  pierano  é 
Dioc.  di  Pistoja.  — -  F'ed,  Empoli.  Buriana, 

La  parr.  de*  SS.  Michele  e  Leopoldo  alla  Ma  il  monte  di  Tirli  si  rese  celebrr  nd* 
Tinaja  nel  i833  noverava  959  abit.  la  storia  ecclesiastica  per  l*  eremo  rhrroiti 

TINONI  (VILLA  di)  nella  Valle  delFOm-  fondò  il  crocesegnato  S.  Guglielmo  sotto  if 
brone  sanese.  —  Villa  nel  popolo ,  Com.  e  vocabolo  di  Stabulum  ilixii ,  del  qnale  * 
circa  mezzo  migl.  a  selt.  di  Murlo  del  Ve-  fece  parola  tkWAri,  Eanio  m  S.  GwMiLa» 
SGovado,Giuf.  (U  Blontalcino,  Dioc.  e  Gomp.  Del  resto  il  caslellello  di  Tirli  non  pf*- 
di  Siena.  tenta  per  se  stesao  alcuna  parlioolarità,  «*<■*' 


^  per  lo  più  n  suo  popdlose^tilo  hi«orle  iMbe  in  Titli,  Mhtoondo  tiò  4a  «da  seù- 

dd  G>iiione  di  Gistìgitone  della  Pe8etja,dd  tenia  proBamiala  eo«U  «el  t*  agoalo  1409 

quale  da  gran  tempo  fiwe?a  parte;  cornee-  da  Donalo  Acda]oli  di  Firente,  allora  vìca- 

che  neir  atternalita  delle  marciali  e  polilS-  rio  dell'Alpi  fiorentine,  «^(àais.  Dm..  Pioi., 

che  vicende  che  accaddero  nel  secolo  XIT,  Cmrie  Mia  Compagnia  di  Scorpena.) 

ed  anche  nel  XVI,  il  popolo  di  Tirii  dopo  es*  Gonhitto  ciò  il  popolo  di  Tirli  e  di  altri 

serti  dato  ad  Alfonso  re  di  HapoK ,  fli  da  castelletti  vicini  al  confhie  Pontificio  sol  de- 

qoeslo  re  regalato  ai  Piccolomini  di  Ara-  clinare  de)  secolo  XV  si  erano  ribellati  dal- 

goiia  col  paese  di  Castigtion  della  PeKsja  e  la  repnbblica ,  alla  quale  volontariamente 

lutto  il  suo  distretto,  finché  il  tutto  fu  ae-  tornarono  a  sottomettersi  per  atto  del  ai 

quìslalo  nel  1 508  dalla  consorie  di  Cosimo  seft.  1489. 

de* Medici  primo  Granduca  di  Toacana.  Dopo  La  parr.  di  S.  Patrizio  a  Tirli  nd    1 833 

di  che  Tirii  con  Castiglion  della  Pescafa  fii  novefiva  5a8  ahit. 

consegnato  alle  forze  del  Duca  di  Flmne.  TITIGNANO  nel  Val  d*Amo  pisano.  — 

«—  f^ed,  Gastiqlioii  diu.i  Pbscaìa.  Vili,  con  eh.  parr.  (S.  Ilario)  nel  piviere  di 

La  parr.  dì  S.  Andrea  a  TirK  Del  s83S  S.  Lorenzo  alle  Corti ,  Com.  e  circa  migl. 

■scendeva  a  363  abiL  4  f  a  pon.  di  Oiscina ,  Giur.  di  Ponledera, 

TIRLI  DI  FIREIfZtJOLA  nella  Talle  del  Dioc.  e  Corop.  di  Pisa. 

Sanlerno.  -—  ChsI.  con  chiesa  prioria  (S.  Risiede  in  pianura  fra  la  strada  postale 

Patrìzio)  nel  piviere  di  Camaggiore,  Com.  livornese  ed  u  fosso  petcfdo^  dirimpetto 

Giur.  e  circa  7  migl.  a  lev.  di  Firenzuola ,  alla  Badia  di  S.  Savido  a  Montione  me- 

Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.  diante  la  slesMi  strada  postale. 

Trovasi  sulla  ripa  destra  del  Ji.  Santemo  Del  luogo  di  Titignano  dette  Corti  trovo 

nelle  pendici  settentrionali  del  monte  Fom-  memorie  fino  dal  secolo  XI  nelle  carte  del 

zola  che  separa  la  Valle  del  Santemo  da  Mon.  di  S.  Michele  in  Borgo  di  Fisa,  ora 

quella  del  Senio,  sul  confine  del  Granducato  neWJrch,  Pipì,  Fior»  e  segnatamente  in 

con  lo  Stato  Pontificio  dalla  parte  d^Imob.  on*atto  di  donazione  al  detto  Mon.  falla 

Il  Gist.  dì  Tirli  nei  primi  secoli  dopo  II  nel  maggio  delfanno  1077  di  terre  poste 

mille  dipendeva  dagli  Ubatdini  di Snsinana,  in  Montione y  in  SeWalonga^  a  Coìognola 

o  del  Podere  fino  a  che  per  testamento  del  e  a  Tiiignano.  —  Anche  le  Tecchie  mem- 

j36a  Giovacchino  di  Maghinardo  da  Susi-  brane  della  Primaziale  di  Pisa  rammentano 

nana  rinunziò  tutte  le  ragioni  che  aveva  sei  cotesto  luogo. 

castelli  deWJlpi  e  del  Podere  alla  Rep.  Attoalmente  nel  popolo  diTitignano  presso 

Fior.  Ma  solamente  dicci  anni  dopo  i  figli  la  strada  postale  esiste  una  grandiosa  villa  si- 

e  nipoti  di  Ottaviano  di  Maghinaitlo  da  Su-  gnorile  della  casa  Upezzinghi,  gik  de*CeoIi. 

siiian8,del  ramo  denominato  delle  Pi^no/e,  La  parr.  di  S.  Ilario  a  Titignano  nel  i833 

(  anno  i373)  rinunziarono  alla  Rep.  Fior.,  noverava  604  abit. 

mediante  il  prezzo  di  7000  fiorini  d*  oro,  ad  TIVEGNA  m  VARA  in  Val-di-Magra.  — 

ogni  pretensione  sopra  i  castelli  del  Podere  Vili,  con  eh.  arcipretnra  (S.  Lor^'nzo)  nella 

e  dairi^/^i^or^/i/ifif  e  segnatamente  sopra  Com.  di  Follo,  Mandamento  e  circa   due 

quelli  (li  Susiriana,  di  Ttrli  e  di  Lottale ^  migl.  a  maestr.  di  Vezzano,  Dioc.  di  Ltini- 

i  quali  erano  caduti  poco  innanzi  in  potere  Sarzana ,  Provincia  di  Levante»  R.  Sardo, 

dei  Dieci  di  Balìa.  —  Terf.  Vitsamo. 

Comecché  il  Comune  di  Firenze  fosse  La  parr.  di  S.  Lorenzo  a  Uvegna  nel 

«tato  costrrtto  inviarvi  truppe  ad  assediare  t833  contava  36o  abit. 

quei  castelli,  gli  abiUnti  di  Tirli ^  non  ri-  TIZZANA  nella  Valle  deirOmhrone  pi* 

cevendo  lo  sperato  soccorso  ,  dopo  alcuni  stojese.  —  Cast,  con  chiesa  plebana  (S.  Bar- 

ffiorni  di  assedio  dovettero  darsi  in  potere  tolommeo)  capoluogo  di  Comunità,  nrlla 

della  Signoria.  Per  modochè  può  dirsi  col-  Giur.  e  Dioc.  di  Pistoja,  Comp.  di  Firenze, 

r Ammirato  essere  stati  questi  gli  ultimi  ca-  Gli  avanzi  delle  mura  castellane  di  Tiz^- 

stelli  degli  Vbaldìni  pervenuti  in  potere  del  zana  sono  nella  sommiti  d*  una  deliziosa 

Comune.  collina,  che  serve  di  base  settentrionale  al 

Air^rr.  FniRnooLi  fu  avvisato ,  che  la  Mont' Albano,  circa  mezzo  migl.  a  pon.  della 

residenza  del  vicario  pel  Comune  di  Firenze  strada  regia  fVa  il  Poggio  a  Cajano  e  Piatoja, 

nell'Alpi  fiorentine  sembra  che  (osse  staU  nel  gr.  43*  5o''  6'  long.,  e  98^  40'  o"  la- 


528  T 1 Z  Z  T I Z  Z 

tìl.,  3  in  4  mif!l.  a  maestr.  del  Pofigio  a  al  pÌTÌere  «li  Lamporecchio^  di  dovr  arrì- 

Cajano,  sette  raigl.  a  icir.  di  Pittoja,  due  Tava  alla  chiesa  di  S,  .Martino  in  Campo 

migl.  a  sett.-maeslr.  di  GannifnMDO,  e  quasi  ed  alla  pieve  di  Senno  ^  vale  a  dire  finn 

Ire  migl.  dalla  sommità  del  Monte  Albano,  alla  GomiiDità  dì  Titiana  inclusÌTe.  —  \m 

denominata  la  7*orre  di  S.  Allaccio,  qual  pieve  occhia ,  t  tenore  di  un  islro- 

Chi  volesse  prestar  fede  ad  un  privile|rio  mento  del  la  febb.  i3i6,  citato  atlVft. 

attribuito  a  Csrlo  Magno  in  favore  della  Ba-  Scano  di  Tubeama  ,  era   compresa    in  quel 

dia  di  Nonan loia,  potrebbe  credere  che  fosse  tempio  nel  distretto  di   Carmignano,  cicè 

questa  la  corte  di  Tiitano^  ivi  rammentata,  dopo  che  Tizxana  con  molti  castelletti  del 

per  quanto  altri  luoghi  omonimi  si  trovino,  suo  territorio  per  allo  pubblico  del  so  •- 

o  si  trovassero  allora  nella  Toscana  grandu-  prile  i3o6  furono  ce<luti  alla  Rep.  Fior.— 

cale.  Mollo  meno  vi  sarà  chi  possa  lasciarsi  f^ed.  PiarojA. 

▼incere  dalP  etimologia  che  alcuni  archeo-  Ma  non  fu  molto  slabile  questo  possnso 
logi  diedero  a  queste  contrade ,  come  deri-  tostochè  i  Carmignanesi  con  tutti  gli  abitanti 
▼azione  della  gente  romana  Tiziana  y  nel  dì  quel  distretto  nel  i3i4,di  consen»  della 
qual  caso,  I* origine  di  simili  paesi  rimon-  Signoria  di  Firenze,  ritornarono  sotto  il  re- 
terebbe ad  un* epoca  assai  remota. Senza  ap-  gime  degli  Anziani  di  Pisloja,cui  i  Tìas- 
proTare  né  oppormi  a  tutlociò,  io  mi  limi-  nesi  restarono  soggetti  sino  a  che  d*  aocoido 
to  per  ora  a  fiire  osservare  ai  miei  lettori ,  con  molli  altri  che  abitavano  nel  fianco  irt- 
che  la  storia  di  questo  castello  non  comincia  tenlrionale  di  Moni*  Albano,  denominalo 
a  comparire  prima  dell*  anno  laSi  quan-  àe^  itomi  di  sotto  t  nel  4  aprile  del  i35i, 
tunque  il  paese  fin  d*  allora  si  trovasse  dì-  vollero  tornare  immediatamente  tolto  il  f^ 
feso  da  mura  castellane  e  da  una  rocca  ocas*  gime  della  Rep.  Fior, 
aero  sotto  la  ginrisdizione  di  Pistoja.  «- Es-  In  questo  fnillem{io  il  castello  di  Tiziaea 
sendochè  Riconlano  Malespini  nel  cap.  i5o  fu  occupalo  dai  Lucchesi,  (gingno  i3s5) 
della  sua  Storia  fiorentina  poneva  sotto  1*  an-  quando  si  aocamf)ò  nel  suo  territorio  ^rr^ 
no  laSi,  eGio.  Villani  nel  Lib.  VI  cap.  49  cito  della  lega  guelfa  loicatta  capitanalo  di 
della  Cronica  ripeteva  ali*  anno  ia5a  un*  Raimondo  diCanlona,  e  disfatto  tre  ani 
impresa  militare  latta  dai  Fiorentini,  quan-  dopo  dal  valoroso  Castniccio  sotto  TAIIo- 
do  si  recarono  a  oste  davanti  Pisto}a,  gna-  pascio. 

stando  il  paese  intorno,  nella  quale  occasio-        Un  nnoTO  e  più  estero accaropmento  ebbe 

ne  posero  l*  assedio  eziandio  al  castello  dì  luogo  nel  iSgi  intorno  a  Tizzana,  qiuaJo 

Tizzana,  che  a  dì  34  giugno  dello  slesso  Giovanni  Augut  generale  di  un  numeroso  ^ 

anno  ebbono  a  patti.  sercito  della  Rep.  dì  Firenze  seguitava  eoo 

Attualmente  però  non  restano  del  fortìli-  la  spada  alle  reni  un  altro  esercito  mibnfie 
zio  di  Tizzana  altro  che  deboli  tracce  di  mura  comand;ilo  da  Jacopo  del  Verme,  con  la  <li 
dirute  intorno  alla  sommitìi  del  colle,  e  scarsi  cui  retroguardia  costi  presso  ìmpegnoni  la 
fond;«menti  della  sua  torre,  o  cassero  deno-  yanguardia  fiorentina ,  obbligando  il  ne- 
minato  cr>stantemenle  la  rocca.  Una  piazza  mico  a  sgombrare  il  territorio  ed  il  distretto 
quadrangolare  situata  dentro  al  vecchio  re-  della  repnbblira,  do()0  aver  lasciato  sol  Cam- 
cinto  ha  da  un  lato  la  rhjesa  plebana  diriro-  podi  battaglia  un  buon  numero  di  morti  e 
petto  alla  casa  che  servi  da  pretorio,  raen-  non  pochi  prigioni. 

tre  porla  il  nome  di  pìei^e  vecchia  nnsem-         \a  pieve  attuale  di  Tizzana  è  dedìrati» 

plice  oratorio  situato  più  in  Uisso  nella  via  S.  Bartolomroeo,  ed  è  suo  annesso  la  rb.«li 

prinrifMir  che  scende  alla  chiesa  di  Seano;  S.  Michele,  oltre  un  oratorio  accosto  ad  un 

talché  vi  è  luogo  a  dubitare  che  costà  fosse  soppresso  S|)edaletlo  dedicalo  a  S.  Giovan- 

r antica  pieve  di  Tizzana.  ni  Decollato.  Sono  filiali  di  questa  balle»- 

Infatti  nei  vecchi  st.4tuti  di  Pistoja,  pubbli-  mate  il  priorato  e  canonica  di  S.  Pietro  a 
rati  dal  Muratori  e  dal  P.  Zaccaria,  alla  ru-  Seano  ,  sebbene  attualmente  il  suo  popolo 
brica  lai  dove  si  parla  di  confini  territoriali  eia  chiesa  stessa  spettino  alla  Com.  lini- 
di  quel  contado,  si  dice  che  essi  estende-  trofa  di  Carmìgnano,  e  non  già  a  quella  di 
▼ansi  verso  la  montagna  pistojese  fino  al  ca-  Tizzana ,  come  fu  stampalo  al  sno  artimlo. 
stel  della  Sambuca^  a  pon  fino  al  fiume  Inoltre  fa  parte  del  pievnnato  in  divonn  la 
Nievfìle ,  a  lev.  fino  a  Montemurlo  e  di  là  cura  di  S.  Michele  a  r'ignole ,  altrimenti 
nei  Monti  di  sotto  fino  alla  pieve ,  ossia  delta  a  Carpineta. 


T  O  R  N  T  O  R  N               539 

TOA^ffA,  e  TORGNA  nella  Val-Tiberi-  come  [)or  il  loro  castello,  distretto  e  uoinini 

IH.  —  Cas.  con  eh.  |)arr.  (S.  Oio.  Kran-  ili  Torniellu  con  la  penate  di  mille  marche 

etiiilj}  nella  Cora.  Giiir.  Dioc.  e  circa  mi-  d' affienii».  —  (ARni.  DirL.  Sa»,  T.  IF'  dfi. 

il.  iasett.  dì  Cortona,  Coni p.  di  Arezzo,  le  Pergamene  n."  445,  e  Comigì.  deila 

Risiede  Mille  spai  le  della  monla^ma  di  Cor-  Campana  n.^  4 5.) 

k»j,  apfwllata  V  yéUa  di  S.Egidio  nella  In  cons<'{!ii(nz:i  di  tale  snttomissìonc  i 

rifu  ifestm  e  scilo  le  prime  sorgenti  del  torr.  signori  di  Turniclla  nelTanno  successivo 

Jtttore  Iribulario  del  Tevere.  (laSi)  furono  aniinessi  alla  cittadinanza  di 

iocosto  alla  chiesa  di  Tornia  esisteva  un  Sifna  (ivi  Censì  gì.  ecc.  n.®  47.) 
amo  de*  monaci   Camaldolensi ,  abhando-  Nonostante  quei  piccoli  baroni  tornarono 
11(0  verso   li%    fine   del  secolo  XVI  quando  presto  a  ribellarsi  alla  madre  patria,  stanlo- 
fK^iì  eremiti  si   ritirarono  nell'eremo  su-  che  nel  ia53,  dopo  aver  costretto  la  Sipio- 
pffiore  di  S.    Egidio,  già  detto  di  Monte-  ria  di  Siena  a  invilire  delle  milizie  a  Tor 
/Scriyhsciaudo  in  T^ornìa  un  sacerdote  per  niella  ,  che  acquistarono  {ht  battaglia,  nel 
fiwipegiiare  1'  uffizio  di  parroco.  consiglio  del  popolo  sancsp  fu  deliberato , 
la  p:irr.  di    S.    Gio.  Evangelista  ai  Tor-  che  i  prigioni  di  Torniclla  con  Alberto  v 
ùnel  i833  aveva  187  abit.  Guido  di  Ranieri  si^jnori  di  quel  castello  si 
TORMELLiA    in  Val-di-Merse.  —  Vili,  tenessero  l>en  cnsloiìi ti  in  prigione  (/oc.  eif. 
cWfu  Cist.,   con   chiesa  plebana  (S.  Gio.  a  carte  64).  Anche  nel  la.'iS  fu  pn)gettalo 
faiiftJ  )   il    cui    popolo  è  compreso   nella  in  consiglio ,  se  doveva  rilasciarsi  libero  il 
G».  Giur.  e  circa  6  migl.  a  selt.  di  Hoc-  figliuolo  di  Alberto  di  Turniella  che  conli- 
aitniia ,  Dioc.  e  Comp.  di  Grosseto.  nuava  ad  essere  prigioniero  di  Stato,  sic- 
Risietie  sulla  schiena  de*  poggi  che  prò-  come  tre  anni  innanzi  erano  siali  liberati 
pgaasi  verso   grec.  da  quelli  di  Rocca  Te-  dalle  carceri  gli  altri  due  fratelli  Alberto  e 
il«ri£hi  e  di  Sassofortino  per  separare  il  vai-  Guido  figli  del  fu  Ranieri  di  Torniella. 
bne  della  Furma^  fiumana  tributaria  delta  Due  altri  figli  di  qucsl* ultimo  signore 
Xcffse   d^tle    vallccole  del  Gretano  e  del  compariscono  in  un  atto  MV/4relt.  Dipi. 
£aiso,  due  lorr.  che  scem^ono  u  vuotarsi  San.  del  laTiQ,  quando  mess.  Ranieri  del 
prewo  Paganico  nel  fi.  Ombrone.  fu  Ranieri  di  Torniella  in  nome  proprio  e 
La  pieve  di  Torniella  con  la  distrutta  cap>  di  Ranieri  del  fu  Alberto  di  lui  nipote  e 
prila  di  S.  «9<cfif/era  è  nominala  tra  quelle  mess.  Melano  del  fu  Ranieri,  tutti  de^si- 
'.j'iferra.ilc  ai  vescovi  di  Grosseto  dal  Pont,  gnori  di  Torniella,  giurarono  davanti  al 
C!em«:nte  III  mercè  di  una  bolla  concisto-  |)otesl.'t  di  Siena  di  osservare  i  (mtti  stati  ad 
riile  data  in  Liateraoo  li  la  aprilcr  del  1188.  essi  prcstTÌtti ,  fra  i  quali  di  non  edificare 
Fu   il    Cast,   di  Torniella  dominato  un  fortezz:i  alcuna  in  Torniella,  purché  eglino 
iem^«  d.i  una  consorteria  di  nobili  detti  i  godi^ssrro  del  privilegio  di  cittadini  Siinesi. 
kic-Kiri   di    Torniella  e  di  Succiano^   ai  — {Kaleffo  delV/Issunta^  e  Kaìeffo  s^ee- 
•jQali  ap|)aTlenr\aqiiel  Ranieri  che  nel  ia33,  chio  n.^  8 1 3  e  Hi.\.) 
\ift  atto    pubblico  del   17   maggio  rogato  Per  isirumento  drlPanno  i^fii   scritto 
nella  chtes.-!  di  Monticiano ,  unitamente  ad  presso  il  Mou.  di  S.  (ìaig.ino  in  VaUIi-Mer- 
on  suo  tìglio,  Alberto,  allivellò  in  perpetuo  s(>  mess.  Rug{!Ìero  del  fu  Ranieri  di  Tor- 
li Comune  e  uomini  di  Torniella  tutti  i  niella  con  altn»  f)ei'Soiiug<;iu  di  Monticiano 
tieni   di   suolo  che  ivi  {XMsedeva  a   condi-  vendè  tutti   i   pascoli  ehe   possedeva   nella 
z'oni,   le   quali  furono  anche  ratificale  da  corte  di  I*iltaja  per  il  pri-'/7.o  di  lire  1  8  s:i. 
olonnu  Diana   moglie  di  detto  signore.  —  nesi.  — (Anni.  Dipi..  P'ior..  Carte  del  Con\^. 
\Bca.  DiPL.  Saw.  Kaleffo  deW  Assunta  n.*  dei  SS.  Pietro  e  Paolo  a  I^f otiti  ciano.) 
^07  a  carte  698.Ì  Nel  i3aa  sotto  dì  Do  dieenibre  prr  alto 
Kr<tno  figli   de* due  coniugi  sopranomì-  rogitto  nel  cassiTo  di  Toinielhi  il   sindaco 
*Mti  oltre  .\Iberto  anche  Guido  ed  Ugo,  i  dell.-i  Rop.  sanese  prese  il  [«ossesso  della  stt^s- 
■4*i4li   neri  29  genn.'ijo  del  i^5o  (stile  fio-  sa  roera  .i  e.ii;ì(ine  ddl.i  iiiiirosit:ì  di  (|uei 
rfntino)  insieme  con  Ranieri  di  RinaMo  si-  eomunislì  por  lissearretiMle. — 'Anrii. Dipf.. 
juiire   di   Sticciano  loro  pdre ,  stando  in  S<x.  Kaifff'o  dfir  Assunta  n."  Si:">,  e  T, 
0:'>-*iol''» ,  davanti  al  potestà  di  Sieiu  iiifss.  Xf^Iii  dt^ìlc  Pt'rf;atnt/ée  n."  i5«><).": 
f'e-itilio  ^   ifiiirarono   ubbidien/.i  e    sotto-  Cìraii  parte  d«l  leriil'iiii)  di  ToniÌL-llii  ik-I 
"iisjìijiic  al  Comune  sanese  lauto  i>cr  essi  144^  fn  «icquislato  in  coiiq>i-a  dalla  faiui^dia 


530              TIZZ  TIZI 

Il  molo  gd Mirino  delle  oollhM  di  Tii-  IJI'^rt.  pare  di  Cuoaahuo  Ai  «TiiMia 

Bua  iDOitrMi  atmi  propitia  noo  «oloalb  il  lclUiK,qii«1aieBte  tedue  partocchiediS. 

>ìt«,  cb«  aoiià  al  perì  che  ■  fiiiiiigiienii  Hidielc  •  di  S.  Biegio  ■  Vignale,  iielttBa»- 

lornuce  ano  dei  vini  più   brilUnli  «  pìd  »  Uifiiioiie  ecoDOinicsdeIGnnducmIo.f» 

iqaiiiti  del  idoIo  toecaDo,  ma  anoon  all'  rono  rionilc  alla  GoinaitiU  di  Timoa. 

Iilitaeda  motte  altre  frulbi  delicalc.  Pino  al  dot. del  i83S  riiicdè  in  Tiium 

lutali!  la  Mcundd  rìiarsa  de'  poHÌdenli  di  un  polntì ,  lof^xeno  dalla  legfc  del  a  ago 

queale  luoto  coiuiile  nell'  olio,  delle  cai  *la  iSJS  ube  riunì  la  iiu  gturitdiiiooc  al 

fiante  «odo  caperti  i  colli  e  le  più  amili  TÌcarioH.di  Piil>>ja,doien  troiai* nuca» 

pendici  Hit  raoole,  cooipRte  nel  terrìtorìo  celleriii  ComunililiTa  ,  l' iogegoere  di  Cit- 

liizaDeir.  —  Le  granaglie,  I  gelti  ed  ogni  condirio  e  la  eoniemaiaue  delle  Ipoteche. 

•(Ira  ipecie  di  frutti   aoao  di  ngo  pioeolo  L' uiìiiodicaiiioiiedcl  Regirim  è  inPi» 

profillo  ai  poatideiili  di  cotanta  contrada.  to.  Il  tribunale  di  prima  blania  in  nilapi 

QUdDBO  itila  PopolaiitHu  iella  CoMOgird'  Oi  Tixxjma 
a  eiitfu*  rpaehe  iiverrt. 


It)  fi  popolo  di  Cartro  e  Conio  iteBratiivatione  del  Calatiojit  date  alla  Com"^ 
di  Capra/a  nel  ^al  t  Arno  ii^erlor*. 


TOBB  TORR              541 

tOERB  (S.  MARIA  a)  nel  VaM'Amo  è  cooipneto  nella  Gom.  Gìur.  Dioc.  e  Dac. 
aaentiiicee.  -^  Gonlnda  con  eh.  parr.  cui  di  Lasca  ,  dalla  qual  città  disia  intorno  a 
h  rianito  nel  1986  il  popolo  dì  S.  Donato  migl.  5  al  suo  maestr. 
a  Serrili»  nel  (uviere  di  S.  Martino  a  Vado,  Sono  due  casali.  Torre  di  sopra  e  7*orre 
Con.  e  circa  migl.  1  ;  a  sett.  del  Gaitel-  di  sotto,  posti  in  collina  sulla  ripa  sinistra 
S.-?fiooolò,  Giar.  di  Poppi»  Dioc.  di  Pie-  della  Freddano  e  deKa  strada  provinciale 
sale,  Gomp.  di  Areno.  che  da  Lucca  rimontando  la  fiumana  stessa 
GolesU  chien  di  Torre  esiste  sulla  ripa  passa  per  Monte^Magno,  donde  poi,  la  slessa 
ten  del  lorr.  ilio  mexio  mìgl.  a  pon.  del  via  scende  pel  fianco  opposto  a  Gamajore 
iMfO  alla  Collina ,  i  di  cui  popoli  riuniti  fino  alla  strada  postale  di  Genova. 
■ri  i833  asceuflevano  a  143  abit.  Io  dubito  che  debbasi  riferire  a  questo 
Touc,  o  ToMMi  DI  Maubmmm  nella  Valle  luogo  di  Torre  una  permuta  fatta  Df  1  754 
Umore  dell*  Ombrone  sanese.  —  Cast,  di-  fra  il  duca  Alberto  longobardo  e  Walpnndo 
tallo  nella  G>m.  e  Ginr.  di  Gampagnatico,  tcscovo  di  Lucca  di  beni  appartenuti  ad  un 
Ohe»  e  Gomp.  di  Grosseto.  tale  Auriperto  pittore  regio,  nel!»  quale  per- 
ii Gaft.  di  Torre,  o  Torri  di  Maremma,  muta  si  rammenta  una  casa  massarizia  con 
n  eomprcao  fra  i  fèudi  dei  conti  dell' Ar«  terra  vignata  posta  presso  una  chiesa  nel 
ImgbeKa»  cui  appartenevano  Ugolino  e  Ra-  vico  detto  alla  Torre, 
Hedo,  che  nel  4  febb.  del  iao5  donarono  Ghe  il  luogo  stesso  di  Torre  dasse  poi  il 
d  Cornane  di  Siena  una  piazza  nel  casteldi  titolo  ad  una  chies:i  plebana  sotto  V  invcx^a- 
bm  eoo  facoltà  di  potervi  costruire  una  zione  di  S.  Martino  lo  specifìca  un*  altra 
Ime  della  circonferenza  di  3o  braccia  e  di  carta  del  29  maggio  935  pur  essa  delP^re/i. 
So  br.  di  altezza.  —  (Abgb.  Dol.  Sam.  Ka-  Arei^,  Luceh.  —  È  un  allo  col  quale  Cor- 
Igfb  Secchio  n.®  84  e  85.)  rado  vescovo  di  Lucca  ordinò  ed  installò  il 
Rei   i3o5  esisteva  in  Torri  un  giudice  pievano  della  pieve  di  S.  Martino  posta  nei 
■iaore  eoltoposlo  al  potestà  di  Siena.  Però  confini  dì  Torre  in  Iuo};o  dello  Conca.  — 
mi  i3to  il  paese  di  Torri  era  slato  incor-  (Meaoa.  Locca.  T.  IV.  P.  II.) 
ponto  col   suo  distretto  alla  ginrisdizione  Frattanto  la  pieve,  che  poi  si  :iMelIò  di 
civile  di  Paganico,  comecché  fino  dal  1278  S.  Niccolò  a  Torre  nel  ia6o  avev»  sotlopo- 
Ame  slata  smembrala  una  porzione  del  suo  sle  quattro  chiese  ed  un  osiiedalello  per  i 
Ibtì  Iorio  per  assegnarla  alla  corte  medesima  pellegrini;  cioè,  S.  S:erano  di  Gagliano , 
di  Pa^ranico.  —  f^ed,  Paoahico  nella  Valle  S.  Maria  di  Monte  Catini;  S.  Lorenzo  alla 
deirOmbrone  sanese.  Cappella  ;  S.  Frediano  iV/trsina,  e  Tospe- 
TORRE  DI  MERCATALE ,  ossia  di  S.  dale  di  S.  Maria  di  Albereto;  chiese  parroc- 
REPARA.TA  nel  Val-d*Amo  superiore.  —  chicli  tuttora  esistenti,  meno  quella  di  S. 
Tali,  con    torre  e  chiesa  parr.  (S.  Biagio)  Maria  di  Montecatini  riunita  alla  cuni  di 
filiale  della  pieve  di  Galatrona  nella  Gom.  S.  Ix>renzo  alla  Cappella  e«l  il  distrutto  o- 
c  circa  3  inigl.  a  pon.  del  Bubine ,  attuai-  spedale  di  S.  Maria  tV Albereto,  —  f^ed. 
mente  aolio  la  Giur.  di  Montevarchi,  nella  Lors^iko  (S.)  alla  Cafpuxa. 
Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo.  La  cura  della  pieve  di  S.  Niccolò  a  Torre 
Ija  torre  risiede  in  poggio  sulla  ripa  de-  comprende  i  casali  di  Torre  di  sopra,  Tor- 
stra  liei  forr.  Trigesimo,  o  di  Caposeholi,  re  di  sotto,  e  quelli  di  Quercia  e  Cerreto. 
mentre   il   vilLiggio  di   Merc:ita1c  e  situato  Essa  nel  i83a  contava  491  abit. 
dalla  parte  sinistra  del  torr.  medesimo.  TOllllE  a  PONI.  —  f^ed.  Qcoka. 

Fu  questo  luo<^)  uno  de' ostelli  del  Vi-  TORRE  e  SOV AGGIO  in  Val-Tiberina. 
«ontado  di  Val-d* Ambra  dei  conti  Guidi  ,  ■ —  f^ed.  Sovaugio  e  Torrf. 
posto  sotto  l'accomandigia  del  Comune  di  TORRE  S.  VINCENZIO  sul  lido  del 
Arezzo  sino  a  che  i  suoi  abitanti  nel  i335  mare  Toscino.  —  Antico  l'orlilizio  de*  Pi- 
si diedero  alla  Rep.  Fior.  —  t^ed.  Ambra  sani  nella  spiaggia  fra  il  territorio  della Glie- 
ViiC'iTKTAVio  (m  Val  d^).  Bucine  e  Mekcatalk  rardesca  e  quello  di  Cirapi^Iia  ,  nella  cui 
n  Va^-d^Ahdha.  parr.  Com.  e  Giur.  la  Turre  S.  Vincenzio  v 
TORIVE  (PIEVE  m)  nella  Valle  del  compresi,  Dioc.  di  M.i.ss.'i-Marit  li  ma,  Comp. 
Serchio.  —  Questo  luogo  die  ha  dato  il  li-  clie  fu  di  Pisii,  ora  di  Gi'ossetu. 
tolo  ail  un'antica  rhicsii  plfhana  (S.  Mar-  Trovasi  sul  lido  del  mare  sopra  un  t(*r- 
Tioo  i>*  Freddano,  |)oi  S.  Niccolò  a  Torre)  reno  Irachilico  che  dalle  colline  di  Duuu^ 


512  TORB  TOUR 


r^tichìno  li  ilende  nno  dcnlio  al  pela|ro ,  Innocemio,  AnnUsio  e  AIcMiadro  coafar< 
mente  Ih  Tfcchia  ttradii  Smiiia  di  Seamro^  mò  al  monastero  pmiomimio  ancbe  la  chi» 
Oi-A  regiii  Maremmana,  tulio  sbocco  del  bor-  la  di  S.  Hlaria  di  Tontoicrì.  — (A^.  Boa 
ro  di  jée^ua^ii^a,  fra  il  gr.  a8*  ii'  8"  ouai-Bicn  di  Siaai). 
long,  e  43®  6  4"  latil.,  5  migl.  a  macslr.  Che  gli  abati  però  di  S.  Aniìmo  eteid 
di  Caiupiglia ,  9  a  irli,  di  Po|»u1onia ,  0  a  lasserò  in  Torrenierì  ana  qualclie  Mutnrill 
li  il.  di  C«siiignefo,  e  cirra  16  migl.  a  ostro  tpni|>orale  sì  può  congetturare  «Ut  trofaii 
di'fla  Borea  di  Ocin^.  colfsio  [Mese  nei  tempi  addietro   follo   li 

D 'ir  qmc  I  di  (|uestii Torre  e  del  distintivo  giurisdizione  dei  dominatori  di  BfoiilalcÌB« 
clic  porla  il  luogo  di  S.  Vincenzio  mancano  Infilili  liietro  Tesarne  dì  molli  letlimoai 
notizie  iiiileiiliclie,  comecché  U  chiesa  di  S.  con  lodo  del  a8  aprile  lagS  furono  posti  , 
Vinrenzio  si  trovi  rammenlata  dal  Breve  pi-  confini  fra  la  corte  o  distretto  di  Torwiiii rt 
sjno  del  ia85,  denominato  del  Conte  Ugo-  quello  di  Monlrtlcino  e  altri  |iaeti  limitioll 
lino,  nel  quale  al  Lih.  IV.  cap.  18  si  fiarla  i  quali  nel  a8  aprile  del  1178  la  Rcp.  4 
della  via  q^iae  est  fuxta  mareprope  S.  ^in-  Siena  nel  consiglio  della  Campana  conferma 
eentium,  eie. —  ^rd.  Sc^aLiiio  (Pamilb  m).    «>  (Aaca.  Dipl.  Sam.  7*.  Xi^.  deiie  Per 

Più  nota  è  la  Torre  S.  Vincenzio  per  la  gomene  11.^  1177  e  1178). 
vittoria  riportala  costà  nel  17  agosto  i5o5  Finalmente  in  un  rogito  del  i5  nsam 
dn  un  esercito  della  Rep.  Fior,  contro  il  i355  scritto  in  Siena  sì  riporta  una  ittti 
c.i|)ilaiio  di  ventura  B^irtolommeo  d*Alvia-  lenza  pronuntìata  in  nome  del  Comune  41 
no  mentre  tentava  di  s  «ccorrere  l'assediata  Torrenierì  contro  un  tal  Grifo  di  ser  holi 
citlà  di  Pisa.  —  ^rd.  Cakfiolu.  dn  Moiitalcìno,  al  di  cui  suocero  aveva  ril» 

T"Bta  Beccai.  —  Eldie  nome  di  Torre'  sciato  rusulrutto  ili  un  po«lcnr  posto  nel  di- 
Bfrehf  ima  casa  torri ta  a  guisa  di  castello  stretto  di  Torrenierì  e  che  il  prO|irictarin 
posseiluU  dalia  famiglia  Strozzi  nelle  vici-  destinava  alle  sue  due  figliuole  con  Tonen 
Danze  di  Carmignano.  —  La  qnM  torre  fu  di  pagare  ogn*anno  al  Gomnoe  di  Tim» 
preia  e  atterrata  dalle  genti  di  Cutruocio  nien  il  canone  di  lire  53.  -^  (An 
Antel#:nellì  nel  d)  1 1  ottobre  del  i3a5.  -*  Fioa.  Corfe  della  Badia  Amiat,) 
^e4.  Poooio  A  Cajaro,  e  Gio.  V11&AHI9  Cro-  Lo  statuto  saoese  del  1 406  onlinò  di 
niem  Lib,  ÌX,  eap.  3 18.  tificare  il  caste!  di  Torrenierì; 

torrenierì  in  VaM* Asso.  ^  Borgo  fino  dal  1400  si  trovi  nelIVrcA.  .Mie  U 
già  Gasi,  con  mansione  postale  e  chiesa  pie-  (brmagioni  dì  Sien^,  al  Vo*.  IV.  della  1^ 
ban;i  (S.  Maria  Maddalena* nella Com.Gìur.  gione  di  4gi)Stino  dì  Ugolino  di  Vierìt  li 
e  circa  4  roigl.  a  grec.  di  Montalcino,  Dioc.  somministrazione  dì  lire  3410  Cilta  alPop» 
metlesima,  già  di  Arezzo,  Comp.  dì  Siena,    rajo  destinato  a  fiibbricare  b  rocca,  oeÀI 

Risiede  in  valle  nella  ripa  destra  del  fiu-  di  Torrenierì. 
micelio  4sso  sul  quadrìvio  della  stndapro-  l^  parr.  di  S.  Marìa  Maildalena  aTnnfb 
TÌnciale  che  di  costh  si  dirìge  per  settentr.  a  nierì  nel  i833  contava  393  ahit. 
S.  Gio.  d*Asso  e  per  lìb.  a  Monlalcino ,  alla  TORREOXE  a  GUGTJELMESCA  bcIIì 
terza  posta  da  Siena,  mentre  è  attraversato  Val-di Ghiana.  ^Cas.  che  prende  il  tiVil» 
dalla  strada  regia  postale  che  da  Siena  per  da  un  torrione^  t  che  lo  dìeile  alla  ch.pafff. 
S.  Quirìco  comliice  a  Roma.  di  S.  Carlo,  «loslituila  alU  ili^ipilla  cara  di 

Per  qusinlo  il  nome  slesso  dì  Torrenierì  S.  Muria  Maddalena  a  Gugfi'ìmesea  nel  m^ 
(Tnrrit  Iferii)  ci  dia  un  indizio  del  primo  burhiosellentrionaledi  Oirton4,Cora.Gìyr. 
foniblore  di  questa  casa  turrita  che  fu  prò-  e  Dior.  medrsim.i,  0>mp.  dì  .\rrzzn. 
bahilmeule  un  Ranieri  «le*  signori  di  S.  Trovasi  appena  un  terzo  dì  mìglio  dk 
Quirìro,  tultaviii  ignorasi  la  storia  antica  dì  stante  ilalla  città  fuori  la  |»i»rta  Montaaiam 
cotesto  pacìM*.  È  rerto  l)ensi  che  il  giuspa-  sullo  sprone  del  nubile  di  Cortona  che  soen- 
dronato  delh  sua  eh.  apfuirlenne  in  tempi  de  dair/#//a  di  S.  Et^idin  or^^^ì  U  ilìrala 
remoti  alla  Badia  di  S.  Antimo  in  Val  d*  torre,  ouia  torrione  di  Get^fateo^  altri» 
OrriM  ;  la  qual  cosa  si  rileva  fra  le  altre rar-  menti  appellalo  d^tla  Gngiietmeiea. 
te  ila  una  holU  concistoriale  del  ao  dicem-  AH*  ,4rt,  Guuuilhdica  in  V^t-di-Chiam 
hre  iai6  che  il  Pont.  Onorio  III  diresse  fu  detto,  che  da  questo  liio(o  prete  il  titola 
da  Roma  a  U|ro  abate  del  Non.  dì  S.  4n-  la  chiesa  demolitM  fli  S.  Micia  Madilalena  a 
limo,  con  la  quale  ad  imitazione  dei  Pont.    Gagtielmesea  ^  stata  riunita   nel    i5io  a 


TOLF  TOMH              533 

si  sottomisero  alla  Rep.  Fior.,  iliiUa  quale  riunito  col  re^colameoto  del  a  griugno  1774 

otienaeru  alcuni  privilegi,  confermali   di  alla  Gom.  del  Terzo  di  S.  flfarlìno.  —  fù. 

tempo  in  tempo  ,  e  fmaimeute  ad  essi  «m-  Siuia  (Comuhità*  do.  Taito  S.  Maitiik>.) 

pliati  dal  Gntnducii  Gio.  Gastone,  noo  o-  La  parr.  di  S.  Paterniano  alle  Tolfe  nel 

stante  che  gli  uomini  di  Tojano  all'arrivo  i833  contava  i53  abit. 

di  Carlo  Vili  avessero  imitato  1* esempio  di  Tollbmjì  {S.  Sf^u  di)  nella  Val-di- 

Pisa  col  ribellarsi  alla  Rep.  Fior.  Cecina.  —  Chiesa  da  lunga  mano  distnitla, 

La  chiesa  plebaiia  di  S.  Gio.  Battista  a  che  diede  il  nome  ad  uno  degli  antichi  pozzi 
Tojano  nel  i356  conservava  sollo  la  sua  delle  Jftoje  di  Monlegemoli ,  nella  Gom. 
giuhslizione  le  seguenti  p;irrocchiali;  1.  S.  Giur.  e  circa  5  migl.  a  maestr.  delle  Poma- 
Giorgio  a  Scaldicelo  (amrneusata  con  i  rance»  Dìoc.  di  Volterra,  Gomp.  di  Piw. 
suoi  beni  nel  1464  al  monastero  del  Para-  Nel  febbrajo  «lei  1954  fu  rogalo  nella 
diso  in  Pian  di  Ripoìi);  9.  S.  Giusto  a  chiesa  di  7b//«/tt  un  atlo  di  procnra  a  nome 
£>€goU  (eretta  in  plebana);  3.  S.  Stefano  di  del  Comune  di  Volterra  con  un  sindaco  del 
Battagliola  (non  esiste);  4.  S.  Andrea  a  Comune  di  Colle.  — -  (Aaca.  Dipl.  Fioa. 
Tofano  (riunita  alla  sua  (>ieve).  Carte  della  Com,  di  Volterra.) 

La  parr.  di  S.  Gio.  Battista  a  Tojano  nel  Anche  il  Cecina  sotto  Panno  1954  ràm- 

i833  contava  5o6  individui.  menta  reiezione  di  un  sindaco  |ier  parte 

TOJANO  DILLA  MONTAGNOLA   nella  del  Gom.  di  Volterra  per  causa  delle  Mofe 

Val-di-Merse.  — -  È  una  contrada  sterile  e  e  del  Cast,  di  Monte-Gcmoli. 

sassosa  dalla  parte  di   Lecceto,  fertilissima  Tollb  {l^iLLjiiuorA  ^).  —  Ved,  Fil- 

nelU  pianura  che  avvicinasi  verso  il  Ponte  t,dnvorM  [PtBrt  di)  sopra  Montepulciano. 

alloSpino,  nella  parr.  di  S.  Giusto  a  Balli,  TOLLI  (VILLA)  nella  Valle  deirOrcia- 

Gom.  Giur.  e  quasi  due  raigl.  a  grec.  di  —  f^ed,  Villa-Tolli  di  MoirrALoifO. 

Soficille,  Dioc.  di  Colle,  già  di  Volterra,  TOMBA  nella  Vaile  del  Savio  in  Roma- 

Gomp.  di  Siena,  dalla  qual  cititi  cotesla  vii-  gna.  —  Gas.  nella  eh.  pan*,  di  S.  Gatsiano 

latii  di  Tojano  dista  circa  5  migl.  a  pou.-lib.  a  Montoriolo,  Gom.  e  circa  tre  migl.  a  ostro 

Presso  il  diruto  fortilizio  di  Tojano sor^e  di  Sorbano ,  Giur.  di  Bagno,  Dioc.  di  Sai^ 

la  villa  Chigi-Farnese  avente  una  sala  con  sina,  Gomp.  di  Firenze, 

affreschi  di  siile  cortonesco.  É  una  frazione  del  territorio  comanitali- 

Porta  pure  il  nome  di  Tofano  un*  altra  vo  di  Sorbano  circondata  da  ogni  parte  dal 

villa  signorile  nello  stesso  popolo  di  Balli,  territorio  Pontificio  della  Legazione  di  Ur- 

ora  de*  Fondi  di  Siena.  bino,  situata  sulla  ripa  sinistra  del  torr. 

.    TOLFE  (S.  PATERNIANO  allb)  nella  Tonante,  alla  cui  destra  trovasi  il  distretto 

Val-d^Arbia.  —  Contrada  che  prende  il  vo-  Granducale  del  corounello  di  Montoriolo. 

cabolo  da  una  chiesa  p:«rrocchiaIe  nelle  Mas-  É  cosa  incerta  se  questo  nome  di  Tomba 

se  di  S.  Martino,  vicariato  foraneo  del  Boz-  traesse  origine  al  pari  di  quello  di  Tombe 

zone,  Giur.  Dioc.  e  Corap.  di  Siena,  da  cui  presso  PAnsedonia  da  una  qualche  antica 

trovasi  9  raigl.  distante  \erso  grec.  necropoli,  quando  la  vicina  città  era  capi- 

È  posta  sopra  le  colline  cretose  fra  la  ripa  tale  degli  Umbri  Sarsinatensi.^— ^e</.  Soa- 

destra  del  torr.  Bolgione  e  quella  sinistra  baro  ,  Comunità, 

del  Bottone.  TOMBOLO  (TENUTA  del)   fra   Pisa  e 

La  chiesa  delleTolfefu  eretta  in  parrocchia  Livorno.  —  f^ed.  Pisa  Comunità. 

allorché  le  donne  del  vicino  monaslerinodi  TOMBOLO  di  CASTIGLION  dilla  PF.- 

S.  M.iria  della  Croce  nel   1446  per  bolla  SCAJA.  —  Fed.  Paddlb  di  CastioliOii  dcl- 

del  Pont.  Eugenio  IV  furono  traslatate  den*  la  Pescaja  ,  r  Gbossrto. 

tro  la  città  di  Siena.  TOMBOLO  (  ISTMO  dcl)  lungo  lo  Sta- 

Uua  delle  menzioni  della  chiesa  parr.  di  gno  di  Orbetello.  —  P'ed.  Obbbtillo,  Co- 

S.  Paterniano  esiste  in   un*  inventario  del  munita. 

1448  aeìVArcfi.  Arch.  di  Siena.  —  Co-  TOMMÈ  (S.  TOMMASO  A  S.)  nel  Val- 
testa  chiesa  è  stata  recentemente  restaurata.  d*Arno  superiore.  —  Ved.  Sar-Tommb*  a 

Vi  sono  pitture  del  Lorenz«'tti.  Il  Croci-  MoRTevAscni,  cui  si  può  aggiungere  la  no- 

fisso  è  opera  ili  Francesco  Vanni.  tizia  delPepoca  aulici  di  quelle  campane  , 

Nel  t347  le  Tolfe  facevano  Comunità  ed  la  maggiore  delle  quali  dicesi  fusa  nel  iSao, 

avevano  un  sindaco  nel  Terzo  di  GiiuiiUia,  e  la  minore  nelPanno  1344. 

V.  V.  68 


.=:34  TONI)  T  U  N  D 

TOXDA  in  Val-irKm.  -—  Cut.  con  eli.  M»ica,  fece  ronndato  di  procura  al  suo  mi- 
|)iirr.  (S.  Niccolò)  nella  Gim.  e  circhi  tre  rilo  {xir  transigere  col  Comune  iji  S.in-Mi- 
nii»l.  a  mitosi,  ili  Monlajone,  Giur.  di  S;in-  niitto  ris(ìetlo  alle  rapine,  (jiiasli  ed  inrrnilj 
Minialo,  L)iuc.  di  Volterra ,  Conip.  di  Fi-  fatti  dni^W  uomini  di  S.in-Minialo  nel  di- 
renze.  si  rei  lo  e  Cjislello  di  Tonila,  rome  fNire  di 

Risiede  sulla  sommità  di  una  collina  ero*  concord:ire  per  la  porzione  spellaulf  a  della 
los^i  presso  le  sor<((Miti  del  torr.C<fr/ri/o  che  conlc*s»i  intorno  ai  ser\i<!J  ila  prestarsi  al 
ffli  scorre  sotto  nella  direzione  di  scir.  a  Giniune  di  San  •Minialo,  stante  Taliena- 
macslr.,  mentre  la  iiumuuadeiri?i^»/ascen-  zionc  che  fece  sino  dal  it  seti,  laìi  drila 
tic  dal  suo  lalo  orientale  nella  direzione  di  quarta  |Mrle  del  castello,  corte  e  uomini  di 
ostro  a  seti.  Tonda.  —  (/oc.  eii.  e  Lami,  ^on.  Eed. 

Non  bisogna  confondere  questo  Gist.  di    Fior.  pag.  357.) 
Tonda  con  altro  Castel  di  Tenda  in  Lom*        Che  il  castello  di  Tonda  non  toccasse  per 
h:irdia,  dal  quale  prese  il  distintivo  l'infe-    intiero  alla  pnfnomin:ila  contessa  Matilda  lo 
lice  Beairire  di  Tenda.  dichiaravano  ^li  alti  seguenti.  Il  primo  del 

Erano  {;Ii  nomini  di  Tonda  in  stato  li-  dì  ii  agosto  1267  rogalo  in  5iin->liniato  è 
liero  quando  Tlmp.  Ottone  IV  con  diploma  un  isiruniento  di  procura  fallo  dai  conti- 
dei  a8  die.  laia  asso^'nò  in  feudo  a  due  glieri  del  G)mune  di  San*Minialo ,  pres^ 
nobili  fratelli  pisani,  Vrntilio  e  Guido  ed  duli  da  Bruno  de;;li  Ulierli  di  Firenze  suo 
ai  loro  eredi,  il  Cisl.  di  Tonda  con  tutte  le  potestà,  in  testa  di  alcuni  sindaci  incaricati 
sue  pertinenze,  corte,  abitanti,  ecc.  —  di  comprare  |)er  conto  di  dello  Comune  da 
(AacH.  Dipi..  Finn.  Carie  della  Com,  di  Guido  boccio  del  fu  conte  llanleri,  da  donna 
San^MUniato.)  Lucchese  sua  moglie  v  da  Gaddo  loro  fif^lio 

Quindi  con  altro  privilegio  dato  in  Pisa  la  metà  di  tutto  il  Cast,  e  corte  di  Ton. 
li  4  genniio  ia2i,Corr.ido  vescovo  di  Spi-  da  nel  distretto  di  S.in-Miniato.  —  ||  s^. 
ni,  cancelliere  e  legato  imperiale  in  Italia  condo  isirumento,  scritto  in  S:in-Minialn 
confermò  a  Venti  1  io  seniore  ed  a  Ventilio  nello  stesso  giorno  11  ag>isto  19A7,  è  un 
gìuniore  figlio  di  Guido  del  fu  Ildebrandino  altra  procura  in  testa  dei  sin'Iaci  mrilrsirai 
ili  Pisa  la  tenuta  del  Gonfo  di  Macerata,  cui  si  acrordava  fac(dlà  di  acf|ui«tare  in 
ed  il  Castel  di  Tonda  con  il  suo  tlislrelto  compra  p«T conto  del  Comune  di  San«Mi* 
ecc.  nella  slessa  guisa  che  era  stalo  concesso  nialo  la  sesia  prie  del  castello  di  Tonda  e 
dair  Irnp.  Ottone  IV  ai  suddetti  fratelli  Ven-  sue  (>ertinrnzr  da  donna  Contelda  fistia  del 
lilio  e  Guido  iloc.  cit  )  fu  f^entilio  rnagfiiore^  e  vedova  ili  Villano. 

Inseguito  il  C.ist.  di  Tonda  (>assò  per  I^i  qual  vendila  della  si'sta  |Mrle  del  C;i»t.  di 
^i^  di  donne  in  un  conte  liinieri  della  Tonda  venne  realmente  eseguila  ron  mgiio 
Gliernrdesca,  siccome  Io  provano  i  due  doru-  del  5  settenibre  di  dello  anno  scritto  tirila 
liienli  seguenti.  Il  primo  del  19  agosto  ia3i  villa  di  Leccia  delle  Colline  pisine,  median- 
fu  indicalo  an\'/rr.SA!«Mi!<iiTo,  ed  il  secondo  te  il  prezzo  di  I: re  lOG.  i!t.  ^,  vabiland'» 
tuttora  inedito  fu  rogalo  in  Pi&i  nel  palazzo  a  lire  iriille  il  costo  totale  della  corte  e  ra- 
dei coniugi  conte  H.uiieri  PiecnlinntW  Set-  stello  di  Tonda.  Quindi  nello  stesso  sionio  e 
timo  e  ffotg/teri^  tiglio  dil  tlefinitoC.  Ugo-  luogo  i  sindaci  di  Sm-Miniato  eom[>r.ininn 
lino  e  della  conti ssa  Matilda  sua  moglie  d.ii  coniugi  testé  nominali  e  da  Ga<M<»  l>iro 
nata  dal  fu  f^entilio  tW  Pisa.  Ijìi  qiial  donna  figliuolo  le  cinque  parti  iiivriulutf  del  Casi, 
col  consenso  del  marito  alienò  irrevoiabii-  e  corte  di  Tonda,  |M'r  il  prezzo  inialedi  lire 
niente  fra  i  vivi  per  il  prezzo  di  lire  cento  833.  6.  8.  —  (lor.  cit,) 
a  Orlamlo  di  Gualtieri  pi'wuritore  e  rap-  Nel  137»)  il  Cist.  di  Tuiida  «•«»!  suo  di- 
presentante  del  Comune  di  S.in-Minialo  la  stretto  fu  slaccalo  dalla  Gimunita  di  San-Mi- 
quarta  parie  di  tulio  il  castello,  distretto  e  nialo,  e  assegnato  a  quella  di  Monlajone  nirr- 
diritti  di  Tonda.  —  (toc.  cit.)  cè  alcune  convenziimi   slaliilile  li   07   frb- 

Quindi  pcratlodel  i  3 agosto  laSa, scrii-  br.ijo  delPanno  predetto  In  i  Fiurentioi  rd 
to  in  Pisi,  nel  |i.ila/zo  di  sua  abitazione  jh»-  i  Sanminialesi,  —  l^ed,  MoyTjkMìyw  e  Si!i- 
slo  in  Cliiiuica  ,  la  stessa  donna  Matilda  Mimato.  —  [  Araai.  Din..  Fi«»*.> 
niDglic  dtrl  conte  Ituiieri  giuniore,  dello  Nel  calal»»go  dille  chiese  drlla  ilioi-jsi  ili 
/'irro/iVio,  col  consenso  dei  suiii  congiunti,  Vulicrra  compilalo  nel  ij*»!»  e?ii%li%j  nrl 
tiiiido  di  M.inginni)  e  Kudolfniu  di  Guido    Gi>l.  di  Tonila,  o  nel  suo  distretto  uno  S|n* 


TOBB  TORR  515 

iUr  beni  di  nolo  sena  l'aolorìxijixìone  del  zione  di  an  muro  lungo  la  strada  macflra 

goferno.  presso  il  ponie  alle  Mosse, 

Ma  a  qaeslJi  taddelta  epoca  del  i3o9  le        Poco  dopo  ]a  riforma  del  monastero  di 

■Doache  di  S.  Donato  a  Torri  avevano  ab-  S.  Maria  Maddalena  questo  di  S.  Donalo  a 

kiniooalo  h  regola  di  S.  Agostino  per  Torre  ricevè  de*  guasti  dalle  truppe  lucchesi 

qwlfa  Cislercciise  di  S.  Bernardo.  condotte  fino  coslà  nel  1 3^5  da  Castruccio 

Ciò  è  dimostralo  anche  da  un  documento  degli  Anielmìnclli  do|)o  la  vìlloria  deirAI- 

ÌMdilo  dol  S7   luglio  i3o7  ,  col  quale  il  topascio.  — -  Ved,  Poara  alle  Motsa. 

fìcvino  di  Fi  lettole  in  nome  del  cardinal        Ma  il  danno  magiiiorc  recato  ai  questa 

Xipolcone  Orsini  legalo  della  S.  Sede  in  clausura  fu  durante  Tuli  imo  asiedio  di  Fi- 

Toicana  fece  precetto  alla  badessa  e  mona-  rense  (i5a9-3o)  quando  le  monache  di  S. 

cke  di  S.   Donato  a  Torri  àtW  Ordine  CU  Donato  dovettero  ritirarsi  in  città  in  ana 

tkreense ,  die  ricusavano  di  accettare  per  porzione  del  Mon.  di  S.  Maria  Maddalena, 

■ooaca    una   figlia  di  Gerì  da  Prato.  —  mentre  cotesto  di  Polverosaservl  di  caserma 

(iaea.  Dipi..  Fiom.  Carte  di  S.  Donalo  in  alle  truppe  tedesche  deirimp.  Carlo  V,  e  ili 

jFei^erosa),  quartiere  al  loro  comandante  il  conte  de 

Gù  per  contratto  del  i5  maggio  i3o9  Za/i(iro'f;oellaqua1e  occasione  quegli  os|>iti 

laìoHIo  del  fu  Folco  Porlinari  (  il  figlio  incomodi  sciuparono  il  bel  cenacolo  del  re- 

dd  Cradalore  dell* Arcispedale  di  Firenze)  fetlorìo  dipinto  da  Masaccio. 

iveva  venduto  a  diverse  donne  recluse  per        Sotto  il  dominio  però  de*  Granduchi  ]e 

U  preizo  di  38o  fiorini  d*oro  un  podere  pò-  donne  Gislercrnsi  tornarono  ad  abitare  il 

^bojaori  io  tnmra  nuove  di  Firenze  nel  pò-  loro  antico  monastero  di  S.  Donalo  dove 

polo  di  S.  Lorenzo,  {loe*  cit,)  si  mantennero  fino  alla  soppressione  ordi- 

Intorno  all'epoca  stessa  le  monache  G-  nata  dal  governo  francese  nel  1809,  mentre 

Stcsccnsi  di  S.  Donato  dovettero  riformare  il  la  sua  parrocchia ,  soppressa  dopo  la  metii 

ribsdalo  isonastero  di  S.  Maria  Maddalena  del  secolo  XVllI,  ali* anno  1745  coniava 

ddic  Convertite  presso  la  Porta  a  Pinti.  a8o  abitanti. 

Olive    i  documenti  riportati  dal  Richa        Fu  dopo  Tanno  181 4  che  il  magnanimo 

nelle  tue  Chiew  fiorentine  havvene  uno  del  Niccolò  DemidoiT  acquistò  dai  respeltivi  pro- 

im  pngao  i3aa  esistente  ntW Arch,  Dipi,  prietarj  il  convento  con  i  terreni  annessi 

Fior,  fra  quelli  del  monastero  di  S.  Pier  alla  chiesa  di  S.  Donato  e  molli  altri  ter- 

■aggiore,  dal  quale  si  comprende ,  che  le  reni  posti  alla  siuistra  della  strada  regia 

monache  di  S.  Donalo  a  Torri  fino  dal  29  Lucchese  ;  sicché  in  un  breve  giro  di  anni 

gennajo  preceileute  avevano  ricevuto  in  dono  si  vide  in  quel  suolo  sorgere  palazzi,  e». 

da  don   Rustico  ahale  dtlla  Badia  Vallom-  scine,  filande  a  vapore,  parchi  e  giarJini  di 

brasana  di  Crespino  il  monastero  di  S.  Ma-  delizie,  aiin»entati  ed  abbelliti  d*ogni  ma^ 

ria  lladtUlena  delle  Convertite  nei  (>opolo  niera  dal  di  lui  successore  e  figlio  princifie 

di  S.  Pier  Maggiore  di  Firenze,  e  che  nel  Analolio  Deiniilofr.  11  quale  in  onore  della 

«9  maggio  dello  stesso  anno  i3q3  una  |  arie  principessa  Matilde  Bona[>arle  sua  Sf>osa  ha 

delie  loonachc  di  S.  Donato  a  Torri  entrò  a  dedicato  alla  medesima  cotesto  sontuoso  rc- 

rìforroare  il  monastero  di  S.  Maria  MaiJda-  sedio  ,  chiamandolo  Villa  Matilda'. 

lena,  detto  poi  di  Cestello,  ecc.  —  (Aaca.        TORRI,  o  TORRE  mGALATRONA 

DiTc.  Fiom.  Carte  eit,)  J^ed,  Galàtsovià, 

Meritano  pure  di  wserc  citati  due  docu-        TORRI  (S.  MARGHERITA  a)  in  Val-di- 

roeuti  della  provenienza  medesima,  uno  de*  Marina  —  Ved,  Tnaai  i»i  Cabraìa. 
quali  del  primo  aprile  1454  riferisce  al  le-        TORRI  (S.  MICHELE  a)  —  Gis.  con. 

st^m^-iilo  di  mess.  Jacoiìo  del  fu  Giovanni  chiesa  parrocchiale  e  1*  annesso  di  S.  Ix»- 

di  Miitleo  Villaui  nK'rc:nilc  fioriMiliuo  che  ronzo  a  Torri  nel  |iivicrc  di  S.  Giovanni 

bsi  io  I4  r«'iidita  annua  «li  q5  tioriiii  d*om  in  Sugana,  Com.  e  circa  7  iiiigl.  a  ostnwhh. 

alU  l'apiM-'tla  da  esso  f.iliUriiMla  in  onor  di  della  CiSellina  e  Toni  ,  Giur.  della  Lastra 

S.  Jacopo  nella  cliici^i  dei  l'I*.  Servili  ili  Fi-  a  Sipna,  Dioc.  e  Conip.  di  Firenie. 
rmze;  mentre  1* altro  del    ^6  iio\.   i4(j4J         Uisiede  in  rolliiu  sulle  leudiri  nirridio- 

spclla  ad  un  decreto  tle^'li  ufììziaii  ili  Torre,  u.ili  dei  |>oì;<!Ì  della  Hoiuola  liiii<,'o  ta  strada 

Col  quale  si  permette  al  priore  della  chiesa  loinunale  elio  da  ìlarciuoia  Ktudc  iu  l\:».i 

dì  S.  Donato  di  fiotcr  prosi'{juii-e  la  cu&lru-  al  ponte  di  Gerhaja. 


536  TOPP  TOPP 

mò  in  beneCzio  aJ  capitolo  aretino  la  pieve        • sì  ntmfuro  mecorte 

al  Toppo  con  le  fue  rendite  e  beni.  i»e  gamhe  tue  alia  giostra  del  Thppo, 

È  poi  notabile  il  luogo  del  Toppo  per  due 
filiti    importanti,  uno  relativo  alla  storia        Aggiungerò  infine  che  la  Terra  Oher- 

idraulica  della  Chiana,   T altro  alUi  storia  ienga^  fier  la  quale  fu  clamorosa  lite  nel 

militare.  Uispetto  al  primo  fatto,  esso  ci  secolo  XI,  estendeva  i  suoi  posacssi  anche 

scuopre  che  la  Chiana  ne*  secoli  immediata-  nel  piviere  del  Toppo.  —  ^ed,  Cmiusvè4 

mente  posteriori  al  mille,  e  forse  molto  tem-  Obkmtbhg^, 

pò  innanzi,  dirigcTa  il  suo  corso  con  lento        11  distretto  della  pieve  ili   S.  Maria  al 

andamento  da  seti,  a  ostro  jier  recarsi  me-  Toppo  innanzi  il  secolo  XV  comprendeva 

diante  il  fi.  Foglia  nel  Tevere,  tantoché  essa  molle  chiese  parrocchiali,  non  poche  delle 

nei  secoli  XI  e  XII  bilicava  e  quasi  inerte  quali  dopo  la  rovina  della  chiesa  balten* 

stagnava  fra  la  Pieve  al  Toppo  e  le  contraile  male  divennero  plebane  esse  stesse.  Tali  sono 

di  Alberoro  e  Pulicciano.  Quindi  le  sue  ac-  le  chiese  diS.  Marco  d* Alberoro^  di  S.Qui- 

que  a  seconda  della  forza  e  direzione  dei  rico  di  Batti  folle ,  o  Ficione  pieeola^  di 

venti ,  piuttosto  che  in  ragione  della  indi-  S.  Maria  a  Civitella  e  di  S.  Biagio  a  Cig' 

nazione  del  livello ,  dirigevansi  una  parte  giano.  Le  altre  cure  esistenti  tuttora  sono 

verso  Chiusi,  una  porzione  più  o  meno  niag-  la  prioria  di  S.  Biagio  a  Tegoleto^  S.  Aiw 

giore  verso  Arezzo.  Il  qual  latto  importan-  ^elo  a  Ruscello^  S.  Andrea  a  Oliifelo^  S. 

lissimo  è  stato  di  corto  dimostrato  da  un  Gio.  Ballista  al  Castel  d*OiÌ9eto^  S.  Martino 

insigne  politico  e  dottissimo  idraulico  con  >  l^iecione  maggio  e  S.  Angelo  a  Cormia. 
la  illusi  razione  di  una  pergamena  della  Ba-        Sono  ridotte  a  semplici  oratoti»  oppure 

ilia  di  S.  Flora  di  Arezzo  riunita  fra  quelle  profiinate  e  distrutte,  le  chiese  di  S.  Nicoob 

dell*Arch.  del  capitolo  aretino.  Al  fatto  me-  a  Darne ^  S.  Laurentino  a  Loreto^  S.  Pie- 

(lesiroo  possono  servire  di  conferma  due  i-  tro  a  if afono ^  SS.  Angelo  e  Luciano  di 

strumenti  dell' ag.  1044  e  delPapr.  1079  itf/6eroro ,  S.  Egidio  alla  l'eira ,  S.  Maria 

pubblicali  dal  Camici  nella  sua  continua-  a  Gaenna^  S.  Angelo  a  Casale^  S.  Stefano 

zione  alfa  serie  dei   marchesi  di  Toscana  a  ^eprone^S.  Tommaso  a  Ficeiome  pie- 

(Voi.  I).  Avvegnaché  il  primo  di  essi  tratta  colo,  S.  Croce  a  Malfiano^  S.  Biartino  a 

della  demarcazione  de* confini  di  terreni  si-  Loreto^  S.  Pietro  a  Poppiano,  S.  Lucia  a 

tuati  nei  contomi  di  Rìgutino  e  di  Puliccia-  Campi gliano  ecc.  —  Fed,  Bama  al  Poh». 
no  fra  il  capitolo  di  Arezzo  e  il  March.  U-        TOPPO  a  FIGHINE.  —  Fed.  Ficusi, 

{!iiccione  figlio  del  March.  Ranieri  del  Monte  o  FioainB  e  Fr^ssiueto  in  Val  di*Chiana.AI 

S.  Maria,  dove  è  rammentato  un  fosso  si-  qual   ultimo  articolo  si  potrà  aggiungere, 

tuafojlra  le  due  Chiane ,  a  cominciare  dal  q  uni  mente  la  R.  tenuta  di  Frassinvlo  in- 

cac/oC/iiaf/no  sino  dirimpetto  a  Pu/icria/m.  nunzi  lutto  fu  goduta  |»er   grazia  sovraiu 

Allo   stesso  elfetto  srmbra   che   riferisci  dal  celebre  artista  e  biografo  aretino  Gior* 

1*  altro  islrumenlo   dclT  aprile    1079,  col  gio  Viisari ,  siccome  apjiarisce  da  una  sua 

quale  la  contessa  Sofìn  vedova  del  fu  March,  lettera  inedita  del  a6  luglio   i556  scrìtu 

Arrigo  del  Monte  S.  Maria  alienò  al  cipi-  da  Arezzo   a  Burlolommeo  Concini  a  Fi* 

tolo  della  cattedrale  di  Arezzo   la  quurlii  renze,  affinchè  egli  facesse  conoscere  al  Duca 

parte   de*  l)oni    pervenuti   in  sua  proprietà  Oisimo  I  le  seguenti  espressioni:  n  ehe  i 

i*on  titolo  di  morgincap ,  e  che  dichiara  si-  miei  grani  eh*  io  ricolgo  in  JFrassinelOt 

Inali  in  Pulicciano  e  nel  suo  distretto  ,  ol-  mi  faccia  grazia  senia  pre  giudisio  suo  e 

Ire  quelli  che  possedeva  nel  piviere  dì  S.  mio  gV  in  fossi  per  tenerli  al  fresco  an  me' 

Miistìola  a  Quarto,  lun^o  la  via  del  Toppo  se  e  metzo  nelle  Josse  /i  nella  villa  ee,  * 

di  Fighine  fino  in  Palude^  sulla|Iinra  di  cui  il  Duca  mcn^sm-.  Sua  Eccellenza  è  een- 

(ujnfine  fra  la  corte  dì  Pulicciano  e  quella  tentissima. —  Anche  in  altra  lettera  del  dì 

•li  Pilli,  —  Fed,  FiGLisTR  e  Pclicciako  in  8  gennaio  i557  lo  stesso  Vasari  rammenta 

Val-ili  Chiana.  al  Concini  il  favore  ricevuto  da  Cosimo  1  dì 

L'altro  Tatto  relativo  alla  storia  militare  tenere  quel  poco  di  grano  che  aveva  nelle 

ri<;ii.irda  la  distatta  de'Sanesi  stati  sorpresi  fosse  alla  sua  posi-tessione  di  Va1-di-Chiaiii« 

•ligli  Aretini  nel  ia88  al  passo  del  Toppo,  dove  per  suo  vitto  vi  erano  ancora  da  160 

•1  (piale  incontro  riferir  volle  prima  di  ogni  staja  di  grano  ;  e  con  questa  lettera  ne  ce^ 

•dtm  I>.intc  Alighieri,  quando  cantò  cava  una  fede  per  non  essere  molestato.  — 


TOBR  TOBR               547 

r'uMnlMìlc  b  eonoetnone  di  Pio  II  «Iella  dell»  Cas*liina  ^  tiWn  quale  faroao  anneiti 

ImJm  iIcMB  eoo  talli  i  tuoi  beni  hIU  menu  i  (tofioli  top|Mvtsi  di  S.  Martino  a  Torri  e 

«a?cieoTÌIe  di  Sima ,  i  di  cui  meirofioli-  di  S.  Quirico  al  Fi  echio, 

tant  eooiininno  lutlorti  a  passarvi  aunuaU  In  mi  libra  di  ricordi  ap|Nirteniilo  alla 

■cole  qualche  ttin|io  in  Tilli'frgi^tiira.  pieve  di  S.  Vincenzio  a  Torri  li';2g<*si  il  se- 

Li  purr»  di  S.  Musliola  a  TcNrrìiiel  i833  giienle  appunto  :  «  Giteslo  libio  Iti  inco- 

eoQlaTa  981  «bìl.  mincialo  nel  7  .i|roslo  ilei  i4a5.  Per  grazia 

TOHRl  (S.  NIGCOm*  a)  in  Val-di-Pesa,  d' l.kiio,  di-Ila  SS.  Vergine  e  di  S.  Vince  nxo 

Ma  Tollji  di-tlo  5.  Nicer*fò  a  Cata  /Irta,  protettore  e  capo  della  Comunità  di  Torri 

—  CiS.  con  eh.  parr.  ne!  piviere  diS.  Vin-  e  della  sua  rhiesa  pleÌKina,  della  quale  era 

emzio  «  Torri ,  Coro,  e  quasi  8  niìgl.  a  o-  pitrono  mess.  Palmerio  del  fu  Andrea  Pan- 

tfru  lib.  (Iella  Casellina  eTorri,Gior.  della  doUiui  con  1* annessa  conipa^rnia,  canonica, 

Ijvira  a  Signa,  Dine,  e  Cxirop.  di  Firenze,  cortile  e  pozzo  in  ii'<-zzo.  » —  Fu  allura  che 

"»  #Vil.  CjiSd-AtaA  in  Va!-<li-Pesa ,  cui  si  ad  istauz;i  del  prete  Stefano  di  Pirro  Bonsi- 

4c«r  ^ggii:ng<  i-e,Ghc  il  gjiuspadronalo  della  gnori  pievan.)  di  della  chiesa,  e  ili  altri  par» 

cfci'«i  «li  S.  Nicoolòa  Torri  spetit  attoalmen-  rochi  ivi  presenti  come  testimoni,  furtmo  pò- 

le  al  Pr.ncìpe.  sti  i  termini  ai  possessi  della  pieve  di  Torri 

lai  parr.  di  S.  Nicoolò  a  Torri  nel  i833  e  alla  gora  dM  mulino  di  delta  pieve  situalo 

Dovmva  86  abit.  lungo  la  Pesa. 

TORRI  (PIEVE  m)  io  Val-di  Pesa. —  Più  sotto  peraltro  si  leggono  le  parole 

Fwi.  ToKBi  (S.  VnNnmo  a).  seguenti:  Istt  I/ber  est  Pìrh'jt  S.  ^incetm 

—  (PIEVE  01)  in  Valdi-Secchio.^  fU.  lii,  -.  Anno  Pmini  StCCCLXXXiili^ 

Tesaa  (Piava  M  S.  Nicola  a).  di^  ÌF  mentì t  manii   Dotninus  Pinus 

TORRI  (S.  STEFANO  a)  nel  Va1-d*Arno  Rossus  ffe  Flor^ntìafaetu^fuit  pìehanus 

wo'^rm  Firmie.  — Contrada  con  chiesa  parr.  et  electut  per  poi'ifios  virot  eanonieof 

CHI  fu  anoeiaoda  lunga  mano  il  popolo  di  istìut  pfebisi  videlieetj  ler  Francitcum 

&  Rarlotonmro  a  Musignano  nel  pievanato,  reciorem  de  Pis'gnnno^  ter  Angelum  re» 

Co^  «  circa  due  roigl.  a  seti,  di  Rignano,  etorem  de  BaronceUit  prope  Floreniiofn^ 

Giiir.   tlel  Ponlassicve,  Dioc.   dì  Fiesole,  ser  Stepftanum   rectorf/n  S.  Prora U   ìm 

GoMfi.  di  Firenze.  Fltrentia^domìnum  Ifir/iofnum  q'ionlmm, 

Risie«le  in  monte  alla  sinistra  delPAmo ,  Purci  prioi  em  de  Lepore» ja^  tn-  p'*re  lle^* 

Mila  ttrada   comunìlaliva  die  da    Rotano  in  Chrittn  Putn't  et  df>mìnì  tui  Dotnimi 

per  Volognano  e  Torri  si  dirige  a  Rignano.  AntfrU  df  Acciijotis  lune  Praesaìis  eteri 

Fu  quetlo  di  Torri  uno  «lei  possessi  ilei  si-  fiorentini^  etc. 

gnori  da  Qnoin  e  Volognano  sino  almeno  Finalmente  tì  si  dicliiara  che  il  dell« 

dal  •cvtkio  XII,  siccome  può  defluì  si  da  un  mess.  Pino  Rossi  quando  fu  eletto  pievano 

irtnimento  del  a6  luglio  ii5i  scritto  in  S.  ili  Torri  era  r.  tiore  della  chiedi  di  S.  Ali- 

Siefiino  a  Torri  esistente  fra  le  |)ergamene  ch'-le  ;i  Tf^ofa/'a  e  canonico  de  SS.  AftO' 

Mb  Radu  di  Val  lomhrosa,  nel  fi^rc/i.  Dipi,  ttoli  >li  Firenze  (  non  priore  de*  SS.  Ajio. 

'^^^ —>  Allre  due  membrane  del  a8  mag-  stoli,  tiiolo  atlril)uito}!li  da  una  supiiosla 

fio  e  8  ottobre  iao5  rammentano  cotesto  Irllera  di  Cyìo\anni  BfHn!4ecio)  e  eap;ellauo 

luogo  di  Torri  con  la  eh.  di  S.  Stefano  nel  della  chiesa  m;)irì!Ìore  di  Santa  Reitarata  ili 

pirirre  di  Rignano  (iVi).  Firenze.  —  (  MS\  nella  Biblioteen  del  Se-- 

Vi  è  ila  dubilare  che  rìferiviero  ad  un  mino'^io  J!or.) 
luogo  nel  popolo  di  S.  Stefano  a  Torri,  quan-  Irt  |»ieve  di  S.  Vincenzio  a  Torri  nel 
do  i  due  rralelli  Ruggiero  e  Filip)io,  figli  secolo  XIII  comprendeva  set  le  cure,  ridotte 
del  fu  Alberto  da  Qttona  stando  in  Volo;jua-  attualmente  a  tn  ;  cioè,  i .  quella  di  S.  Mar- 
no, nel  6  giugno  del  iaa6 alienarono  alcuni  lino  a  Tnrri  (  soppresM  1;  a.  di  S.  Lorenzo 
bfoi  di  quei  contorni  ali*  abate  Benigno  di  a  Tórri  (iilem);  3.  «li  S.  Maria  a  .ìiarcìntn 
Vallorobrosa  (/oc.  cit  )  —  Terf.  Quora.  (esistente);  4.  di  S.  Niccolò  a  Torri  (iilein-; 
La  parr.  di  S.  Sterno  a  Torri  nel  i833  5.  dì  S.  Quirico  al  recchio  (soppress,i) ;  tt. 
contav»  443  abit.  di  S.  Andrea  al  Colle  ili  m);  7.  e  diS.  Mi- 

TORRI(S.  VINCENZIO  a)  in  Val  di-Pesa,  chele  a  C^istiglinni  (esistente". 

—  Pieve  aniica  che  ha  dato  il  nome  alla  La  pirr.  plehana  di  S.  Vincenzio  a  Torri 

contrada  e  ad  uoa  Comunità,  unita  a  quella  nel  i833  contava  367  abit. 


538  TORI  TOBN 

ca  del  IO  maggio  910  relalWa  tir  enfiteusi  beni  e  decime  della  piere  éi  S,  Paolo  in 
di  una  quarta  parte  di  beni  e  rendite  del  Gurgite  con  i  tributi  doTulì  alla  ateitachie- 
pievanatodi  Gamsijore  con  le  decime  dovute  sa  battesimale  dagli  uomini  delle  TÌIIe  com- 
dagli  abitanti  di  quelle  ville,  fra  le  quali  é  prese  in  quel  piviere,  fra  le  quali  si  nomi- 
rammentato  il  vico  di  Torcigliano.  na  questa  di  Toringo,  —  (  Mmoa.  Ldoch. 
Anco  il  Pont.  Alessandro  II  vescovo  di  P'oL  IV,  P.  II  e  Voi.  V.  P,  II  «  ///.) 
Lucca  mediante  breve  dell*  11  ottobre  1061  —  Ved.  Goaco  (S.  Paulo  ih),  GomuTB  e 
rinnovò  T  enfiteusi  a  favore  de*  figli  di  Ghe-  Massa  MAaiiAjA. 

rardo  appellato  Moretto  per  la  metà  de*be-  La  parrocchia  di  S.  Pietro  a  Toringo  nel 

ni  che  essi  ottennero  di  quelli  delle  pievi  i83a  contava  279  abit. 

di  S.  Pietro  a  Nievole,  di  S.  Maria  diPetcia  TORNANO,  o  TORNIAMO  ilei  Chianti 

e  di  S.  Ste&no  a  Gamajore  con  i  tributi  in  Val-d'Arbia.  — Gas.  eh*  ebbe  titolo  di 

delle  loro  ville,  fra  le  quali  si  nomina  an-  Gasi.,  la  cui  parr.  (S.  Quirìco)  fu  riuniti 

che  cotesta  di  Torcigliano.  —  (  Mimoi.  da  lunga  età  alla  chiesa  plebana  di  S.  Vir 

Lvoca.  Voi.  V,  P.  IH)  Cellino  in  Valle  ^  ossia  in  A^ane^  nelh 

La  parr.  di  S.  Michele  a  Torcigliano  nel  Gomunità  e  circa  6  migl.  a  ostro  di  Gaìole, 

i839  contava  147  popolani.  Giur.  di  Radda,  Dioc.  di  Areno,  Coup. 

TORCIGLIANO  m  MONSAGRATI  nella  di  Siena. 
Valle  del  Serchio.  —  Vili,  con  chiesa  parr.  Risiede  in  poggio  sulla  ripa  tinittra  del 
(S.  Bartolommeo)  nel  piviere  dì  Val-d*Ol-  torr.  JUarsellone  dove  fu  una  torre,  nel- 
tavo,  già  di  Monsagrati ,  Gom.  Giur.  Dioc.  l'antico  confine  del  contado  fiomitino  col 
e  Ddc.  di  Locca,  dalla  qual  città  il  Vili,  di  sanese.  —  Cotesto  Gas.  di  Tornano  infatti  si 
Torcigliano  dista  circa  8  migl.  a  sett.  rammenta  nel  lodo  emanato  in  Poggibomi 
Risiede  in  poggio  alla  destra  del  Serchio  li  4  giugno  del  i9o3,onde  precisare  i  eon* 
fm  il  torr.  Pedogna  e  quello  di  Val-éTOi-  fini  dei  due  territorj.  Col  qual  lodo  fu  drli- 
taifo.  berato,  che  i  consoli  sanest  dovessero  coas^ 
La  parr.  di  S.  Bartolommeo  a  Torcigliano  gnare  ai  fiorentini  da  lì  alle  prossime  calm- 
nel  i839  contava  386  abit.  de  di  luglio  iao3  la  possessione  oorponle 
TORINGO,  oTURINGO  nel  piano  orien-  del  Cast,  e  torre  di  Tornano  e  di  pronet- 
tale  di  Lucca.  — -  Vico  con  eh.  parr.  (S.  tere  di  non  dare  aiuto  ad  un  tale  Gnaniel- 
Pietro)  nel  piviere  di  S.  P^olo,Com.  Gior.  lotto,  né  ai  di  lui  compagni  che  volosero 
e  circa  Ire  migl.  a  lib.  di  Capannorì,  Dioc.  contrattarne  1* acquisto, 
e  Due.  di  Lucca.  Che  quel  Guaroel lotto  fosse  figlio  di  un 
Risiede  in  pianura  alia  sinistra  del  Ibsso  Meziolombardi  lo  dichiara  un  atto  di  ven- 
Ozzeretto  e  alla  destra  àeW  Oz%ori  fra  la  dita  del  4  ottobre  1917  fatta  da  esso  e  di 
villnta  di  Sorbano  del  Vescovo  e  la  Piece  altri  parenti  suoi  al  vescovo  di  Firenxeddli 
di  S.  Paolo ,  appellata  in  Gurgite.  torrr,  palazzo,  case  e  beni  di  suolo  ad  elio 
Varie  membrane  dell*  Arch,  Arciv,  di  ed  ai  di  lui  consorti  appartenenti  nel  o- 
Lucca  fanno  menzioni^  di  questo  luogo ,  al-  stello  e  corte  di  Torniano.  Infatti  nelfoste»- 
cuue  delle  quali   furono  pubblicate  nelle  so  mese  (la  ottobre  1917)  il  vescovo  di 
Memor.  Lucchesi.  —  (Voi.  IV.  e  V.)  Firenze  concedè  al  predetto  Guamellotloe 
Da  una  di  quelle  del  4  giugno  1 1 1 7  ap-  suoi  colleghi  a  titolo  di  enfiteusi  il  Cast,  e 
parisce,  che  presso  il  luogo  di   Turingo  distretto  di  Tornano,  previo  giuramento  di 
passava  un  corso  d*  acqua  ,  o  fosso  appellato  fedeltà  allo  slesso  vescovo. 
Doga j a ,  corrispondente  probabilmente  al  Ignoro  per  altro  se  quei  signori  di  Tot 
fosso  dcirOsseref/o ,  mentre  da  altra  raem-  nano  erano  della  consorteria  de*Ricafoli; 
brana  del  798  si  rileva  che  il  Gas.  di  Turine  so  l>ensì  che  un  TcbaMo  del  fii  Ridolfo  (pro- 
zio era  situalo  presso  Vico  GundualdOyóoye  babilmenle  del  ramo  Firidolfi)neì  settem- 
iu  rodilo  queir  istrumenlo.  —  [Oper.  cit.)  bre  del  1 1 16  abitava  in  Tornano ,  che  fino 
Anche  un*  altra  membrana  dell*  8  agosto  d'allora  era  nella  giurisdizione  Fiorentint^ 
8^n  scritta  in  loco  Versiciano  rammenta  quando  egli  con  I\)rpora  del  fu  Ansaldo  su 
le  rhi(*sodi  «9.  itfar/ai/t  ^fir^cVe  presso  Tu-  consorte  donò  alcuni  beni  posti  airinófl 
rin<;ocdi  S.Petronilla  a  ^aiTarATacina/a).  alla  badia  di  Collibuono.  —  (  Aaca.  Dipl. 
Finalmente  due  altri  rogiti  del  i  nov.  Fioti.  Carte  della  Badia  di  Coltibmono).^ 
926  e  988  trattano  di  enfiteusi  fatte  dei  Ved.  AvAifR(S.  Makciklino  m). 


T  O  R  R  T  O  R  R               5i0 

Sebbene   manchino  documenli    relativi  7  nov.    lol?  leniilo  nel  contado  sanese 
airepoca  precisj  delia  foDdaiione  ilei  Mon.  nel  p'^iere  di  S,  Costamo  a  Turrita  ,  nel 
di  Torrita  ,  ti  ah  che  coleslii  linlia  estsievu  cas.ik'  ili  Atcianello,  \xmA\o  in  seguilo  ncl- 
6bo  dì«l   secolo  X.  Fiiiinn  fi'ile  ili  ciò  due  \a  Gim.  di  Montcpiilriiiiio,  davanti  ni  conte 
privilegi  itagli  anni  933  e  9)9  concessi  dai  Adalberto  mrssn   deirimj).    Oiriado.    Allji 
R  Ugo  F  LolUri»  ai  monaci  di  S.  Klora  e  cui  presenza  Cf)m|virvr  1*  avvocato  ilei  Non. 
S.  LÓcilU  prrsso  Arvxzo. —  f^ed.  ^li  Arti-  Ainialiiio  \wt  rrlainair  i  beni  e  la  chiesa 
eiA*  leftè  indicali.  ili  «9.  Apollinare  in /•Woniano ,  Puna  v 
L*ab4l«  Cimici  nella  sua  Gunlinnaiione  gli  altri  stati  donali  al  Mon.  di  S.  Salva- 
Jei  Aire  lieti  di  Toscana  della  Rena  pnb-  dorè  sul  Monte  Amiala  dalla  contessa  Wi  Ila 
Uieò  un  istrnmenlo  del   10  ottobre  io3o  vedova  del  G.  Ranieri  col  consenso  dei  CC. 
icblÌTo  ad  una  permuta  Fatta  alla  presenta  Bernardino  ed  Ardingo  di  lei  figliuoli, 
del  TctcOTo  Tedaldo  d.i  Rodolfo  abate  di  S.  Che  la  chiesa  poi  di  S.   Apollinare  in 
/Tara  a    Turrita,  nella  quale  fierrouta  si  Fero/i/aio  fosse  situata  dentro  ì  confinì  della 
Hwinciila  ancori  il  Cagale  di  Torrita  del  Coro,  di  Torrila  lo  dichiara  un'altra  raem- 
eamtada  aretino,  brana  della  stessa  provenienza  del  9  lang- 
Dopn    la  traslazione  del  Mon.   predetto  gìo  1334  scritta  in  camera  delT  abbate  del 
arila  B.idia  «lenirò  l.i  città  di  Arezzo  (anno  Mon.  Amiatino ,  nel  mentre  che  questi  in- 
1196)  1.1  chieti  di  S.  Flora  a  Torrita  con-  vestiva  un   monaco  della  sua  famiglia    iu 
liana  e  conl'nna  tuttora  ad  esw^re  una  delle  rettore  e  capf»ell.ino  della  eh.  di  S.  ApoU 
pamjochi^li  suburbane  di  Arezzo.  linarein  Ffrnniano ,  la  qual  chiesa  ivi  si 
Ea*i  nr-1  i833  contava  986  abit.  dichi.ira  posta  in  91  onte-Fol Ionico.- — f^ed. 
TORRIT.\  S'»tto  MonTK-Foixnwic»  in  Val-  Monte  FoLLO!fir% ,  o  Foixotuco. 
AOiian^i.  —  T*Tra  nobile,  ca(K>luogn  di  Inoltre  la  pieve  dì  S.  (Costanzo  a  Torrita 
Gooinnilh  nella  Giur.  di  Asinalunga,  Dìoc.  trovasi  rammciiluta  ira  qui-llc  del  contado 
ài   Pienca  ,  {^ià  di   Arezzo,  0)uip.  aretino,  sanese  comprese  però  nella  diocesi  aretina. 
Questa  Terra  dì  forma  ovale,  contornala  delle  quali  Immone  vescovo  di  Arezzo  nelP 
£  oiiira  Inrrile,  risiede  intorno  alla  cresta  anno  1045  cede  l*  amministrazione  alle  di- 
di  Boa  collina  tufacea ,  in  mezzo  a  vigorose  gnilh  del  capitolo  della  sua  cattedrale. 
collivazioni  di  olivi  e  di  vigne,  alia  cui  L* abate  De  Angelis  nel  libro  delle  Noti- 
kae  scorre  a  lev.  il  fosso  Cornio ,  mentre  zie  isteriche  critiche  di  Fr.  Giacomo  da 
dai  lalo  eli  maestr.  nasce  ai  pietli  della  stessa  Torrita  citò  un  istrumenlo  di  pace  del  a 
collin.i  il  torr.  Fufta.  ottobre  iao8  fra  i  Fiorentini  ed  i  Sanesi  , 
Tr»»vasi  fra  il  gr.  4 3®  10'  \"  lalìt.  ed   il  nel  quale  li-a  le  condizioui  a  carico  de*Si- 
*9"  a5'  4"  long,  davanti  alT ubertosa  V.i'-  nesi  er;«\i  quella  di  far  pare  con  gli  uomini 
di  Chiana  che  gli  si  a|)re  a  lev.  nella  ilire-  di  .ffonte-Fttlonicn  ^  di  Torrita  e  di  altri 
zi<*tie  di   C  irtona,  circa  6  niigl.  a  sett.   di  paesi  del  Sanese  stati  aderenti  dc^Fìorenlini. 
Mi>tileptilciano,  4   niigl.  a  st:tr.  di   Asìna>  A  quell'epoca,  opinava  il  De  Angelis,  po- 
'"og».  10  a  grec.  dì  Pienza  ,  intorno  a  10  lerono  falibricarsi  le  attuali  mura  caslellane 
nìgl.  a  maestr.  dì  Cliiusi  i3  miglia  a  scir.  di  Torrita  ci  aprirsi  le  tre  porte,  cioè,  a 
di  Sienii  e  miglia  aa  da  Arezzo  che  trovasi  lev.  Porta  Carina^  a  pon.  Porta  a  Pago  ^ 
al  suo  sci I. -grec.  a  mezzo<lì  Porta  a  Sole.  —  Ma  ,  oltre  che 
L'orìgine  di  cotesto  Illese  si  n.isoonde, al  una  di  quelle  f)ortc  non  fu  eilificata  dalla 
piri  ili  «quella  di  moliis^imi  altri ,  nella  ca-  Rep.  sanese  primi  del  ia5i,  è  certo  a*lresi 
iigine  de' secoli,  comecché  possa  essere  stalo  che  le  sue  mura  sono  opera   mollo  poste- 
labliricato  e  difeso  da  alcune  torri,  donde  riore,  siccome  lo  dà  a  conoscere  un  Bendi- 
trjsv  il  nume,  ma  in   un  terreno  abitato  me/ifo  c/i  Co/irt  sotto  Tanno  1428,  in  cui 
drilli  antichi  Eiruschi  e  Romani.  —  Chec-  si  legge  :  che  rivedeva  la  ragione  Tommaso 
che  ne  sì.t  esso  peraltro  sino  dal  sìtoIo  XI  «li  Vannino  firaf«i  .1  f fio.  di  Biigio  o^teraio 
fra  decoralo  della  sua  chies.i  plehana  di  S.  (hllc  munì  ciir  si  tacevano  in  Torrila. 
ty.isl.Tiizo.  Avvegnaché  scnzii  Insogno  di  con-  Lo  stesso  Arch.  Dipi.   San.  nel   T.    II 
l'in-li're  con  questa  Terra  i  documenti  spct-  delle  Per^tttnt;nr  'n.*^S»)ì  contiene  copia  dì 
t.i:ili  ."ill.i  Torrita  de*Benedellini  diS.  Flora  un  privilegit>  deirimp.  Ollonc  IV,  dato   li 
■li  \ii'Zzo,  V Ardi.  Dipi.  /^/or.  conserva  fr.i  27  agosto    i^io  nella  Badia  di  S.   Salva- 
■'  •Mite  della  Badia  Amiatina  un  placito  del  dorè  sul  '>lontWnii.ila,  cui  ({itale  concedcx.i 
>.  V.  7" 


540  TORR  TORR 

Bolgherini  di  Siena.  La  remera  che  pone-  TORRE  a  CASTELLO  nella  Valle  del- 
«leva  la  tteisa  prosapia  tolto  Tomiella  sulla  P  Ombrane  siinese.  —  Forliliiio  che  ila  il 
Parma  fu  ceduta  ad  enfiteusi  nel  1743.  titolo  ad  una  eh.  parr.  (S.  Maria)  em  Tao- 
La  parr.  plebana  di  S.  Gio.  Ballista  aTor-  nesso  di  S.  Salvatore  nel  piviere  di  S.  Vìtn 
niella  nel  i833  noverava  3a6  abit.  in  Creta,  fili  in  Ftrsuris^  Cu«.  Giur.  e 
TORO  (PIAN  DO.)  nella  Valle  Ir^nsap-  circa  6  raigl.  a  seti,  di  Asciano ,  Dioc.  di 
|iennina  del  Reno.  —  f^ed.  Pulii  iulTubo.  Arezzo,  Comp.  di  Siena, 

TORRACCHIONE  nella  ValiliSuya.  ^        Risiede  sopra  un  colle  creloao  alla  destri 

Ftd,  Barbbriho  di  Mcouxo  ,  Comuniià.  della  strada  regia  deiia  Biena  che  ^m  Siena 

TORRACCIA  (S.  CLEMENTE  alla) —  per  Palazzuolo  entra  in  Val-diOiiana  per 

^ed,  GaicKAvo  in  Val-di-Pesa.  andare  ad  Arezso. 

T0RRAN0,oT0RANO  nella  Val-di  Ma-        Nel  distretto  di  Torre  a  Caildlo  porn- 
gra.  —  Cas.  con  eh.  |>arr.  (S.  Geroignano)  dono  due  ville  signorili  con  poderi  le  bih 
nella  Coni.  Giur.  e  circa  due  niigl.  a  lib.  bili  fnrosapie  sanesi  Piccolomini  •  Cinughi. 
di  Pontremoli,  Di<jc.  medesima,  già  di  Lu«        Innanzi  tutti  vi  ebbero  signorìa  i  coati 
ni-Sarzan» ,  Coinp.  di  Pisa.  della  Berardenga  e  della  Scialenga  ,  i  qusH 
Sonodnevillate,  7*orra/io<fiio;>roe  7*or-  nel   1175  sottomisero  la  Torre  a  CastHIo 
rano  di  toito^  f)osle  entrambe  in  poggio  fra  con  la  sua  corte  alla  Rep.  di  Siena, 
la  ripii  destra  di-1  torr.  Gordana  ed  il  fosso        La  parr.  dì  S.  Maria  alla  Torre  a  Castello 
di  7*orra/io  sopra  i  cosi  detti  5frefn'</i  Già-  nel  i833  contava  347  abit. 
redo^  nimmentatiair^rf.  Baboa  e  GoaiuiiA.        TORRE  (  S.  GIORGIO  aula  )  nel  Val- 
li» parr.  di  S.  Gemignano  a  Torrano  nel  d*Arno  inleriore.    —  Cas.  con  nuova  eh. 
i833  contava  207  abit.  parr.  odia  Com.  Giur.  e  circa  4  migl.  a 
TORRE.  —  Se  si  dovessero  indicare  in  sett.  dìFucecchio,  Dioc.  di  Saii-Hinialo, 
questo  Dizionario  tutti  i  luoghi  che  conserva-  Gomp.  di  Firenze. 

no  o  che  ebbero  il  distintivo  di  Torre^  7*or-       Questa  chiesa  probabilmente  ha  preso  il  di- 

firetOy  Tt'rriceila  o  Torri,  non  finirei  co-  stintivo  che  porla  dalla  Torre  di  Bofaioio 

sì  \>er  4retta.  È  mio  scopo  di  rammentare  presso  il  padule  di  Fucerchio  fra  il  PomUa 

quelle  contrade  che  diedero  il  vocabolo  di  Cappiano  e  Masiereiia,  —  Ped.  Foobv> 

Torre,  Torrteelia,  Torri  o  simili  a  qual-  Adobxo. 

clierhicsa  parrocchiale,  casale,  villa  o  Castel-        La  parr.  di  S.  Gregorio  alia  Torre  nel 

lo.  Coloro  ()oi  che  bramassero  conoscere  i  i833  contava  679  abit. 
nomi  delle  Tórri  situate  lungo  il  liltorale,        TORRE  a  CONA,  o  a  QUONA.^  Ped, 

\e  comunità  ed  i  circoodarj,  in  cui  souo  Quoka  Sdfira  il  Ponlassirve. 
comprese  basterà  per  esse  V  Art.  LuroaALi        TORRE  dm.  LAGO  alla  marina  di  Vi-v 

ToKAMO.  reggia.  —  Conlr.<ilacon  borgata  e  eli.  |un. 

TORRE  DEGM  AGLI  nel  Val-d'Arno  sol-  (S.  Giusepiie)  (It-unminiila  la  Chiesa  nunvu, 

to  Firenze.  —  Villa  signorile  che  prentle  il  nrl  piviere  di  Massaciuccoli,  Com.  Giur.  e 

nome  da  una  torre  grundiussi  innalziitH  dalla  circa  Ire  migl.  a   lev.-grec.  di  ViareggiOi 

famiglia  nobile  Pancintìchi  alT  occidente  di  Dioc.  e  Due.  dì  Lucca. 
Firctire  nelT  antico  popolo  di  S.  Donato  a         La  Torre  del  L.igo  giace  presso  lagrouiU 

Torri,  ora  di  S.  Crislofano  a  No  voli,  piviere  occidenlale  del  Lago  ili  Massaciuccoli,nien- 

di  S.Slefiino  in  Pane,  Com.  del  Pellegrino,  tre  la  Chiesa  nuova  fu  eretta  un  terzo  ili 

Giur.  di  Fiesole,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze,  migl.  al  suo  pon.  lungo  1*  antica  vi.«  rr^i^ 

Risieile  in  pianura  lungo  la  strada  mae-  che  da  Pisa  dirigesi  aPicIrasanta  per  Viarrg* 

stra  di  Polverosa,  un  quarto  di  migl.  a  mae-  gio. —  Fed,  Tiago  (Tosaa  dcl). 
slr.  della  chiesa  e  villa  signorile  di  S.  Do-        TORRE  (S.  MARIA  alla)  nella Val-d'Fbi 

nato  a  Torri,  o  in  Polverosa.  inferiore.  —  Cis.  con  eh.  parr.  nel  pivinc 

Fra  le  particolarità  della  Torre  degli  Agli  di  S.  Pietro  in  Mercato,  Com.  Giur.  e  circa 

havvi  quella  di  esser  derivnto  ilal  suo  giar-  8  migl.  a  maestr.  di  Moutespertoli,  Dioc.' 

dino  il  primo  frutto  di  limoni,  che  per  la  G>mp.  di  Firenze. 

singolarità  <iel  suo  ibridismo  ehl>e  titolo  dì         Risiede  sopra  una  collina  tufacea  ycek^ 

Bizzarria.  fra  VOrme.  e  V  Orniello. 

TouÈS  Bsvjti.  —  Ved.  Bastia  nel  Val-         Ij:i  (larrocchia  di  S.  Maria  allaTorrf  iK' 
d* Arno  inferiore.  i83J  contuvu  i83  abit. 


TORR  TORR  651 

Ii^ImIo  finon  an  IcrreDO  cretaceo  conchi-        Il  più  folle  ciuto  De  Angelis  aggìun{;e, 

fliare  tino  alla  profondila  di  cento  bnccia.  che  ì  Torrìlesi  nel  priocipio  del  leoolo  XVI 

AU'epiKa  pertanto  del  1428  il  |>opoIo  di  intrapresero  a  rendere  piti  decente  la  loro 

Torrila  doveva  aver  riacquistato  la  buona  patria,  sia  con  1* ingrandimento  di  fabbri- 

gnua  dei  gOTernanli  di  Siena.  Avvegnaché,  che  particolari ,  sia  con  la  fondazione  di  o- 

oltre  quanto  si  dirà  fra  poco,  ciò  apiiarisce  spizj,  di  fratemile  e  di  chiese,  finché  nel 

da  ana  deliberazione  presa  dai  Signori  Nove  i553  conquistala  dalle  armi  aiislro-ìspano- 

■d  IO  die.  del  I4a5,  che  decretarono  per  medicee  Tornita  con  il  suo  terrilorio  fu  riu* 

Torrila  un  poieslà  di  prima  classe;  al  cui  nito  nel  iSS?  alla  corona  di  Cosimo  I,  ed 

«rivo  annuale  i  Torritesi  a  forma  de*  loro  in  seguilo  ai  Gninduchi  di  Toscana  suoi  sue- 

rtaUili  solevano  presentare  il  regalo  di  due  cessori,cui  i  Torritesi  restarono  costante- 

piia  dì  polli,  due  staja  di  biada,  due  quarti  mente  fedeli. 

di  Tino,  sedici  pani ,  una  soma  di  paglia  e        Chiese  e  stabilimenti  pubblici  di  Tor^ 
fibbie  sei  di  candele.  rila.  —  Torrila  attualmente  ha  una  sola 
Hel  secolo  decimoqoarto  era  accaduto  sotto  chiesa  parrocchiale ,  cioè ,  la  pieve  de*  SS. 
il  paese  di  Torrila  (10  aprile  1 358)  un  san-  Costanzo  e  Martino,  riedificata  sulla  fine 
gmno»  Callo  d*armi  fra  le  masnade  perugine  del  secolo  pasato.  L' antica  esisteva  fuori 
cqaelle  senesi»  dove  quesl*  ultime  restarono  del  paese  in  luogo  denominalo  la  pie^  vee- 
■onfiUe  con  guasto  del  paese  e  del  contado,  ehiaj  comecché  più  tardi  quella  pieve  ve- 
lia più  ancora  i  Torritesi  risentirono  i  nisse  dedicata  alla  ^rK/onna  </e/ri7/iVo.  Et- 
^oai  della  guerra,  negli  anni  i363e  i383  sa  era  arciprctum  quando  nel  1648  fu  in- 
faando  nei  suoi  contomi  ebbero  luogo  due  nalzala  a  collegiata  in  concorrenza  con  l'al« 
fine  battaglie  date  dalle  truppe  sanesi ,  la  tra  delle  SS.  Flora  e  Lucilla  ;  ad  entrambe 
prina  ad    una  compagnia  di  avventurieri,  le  quali  è  comune  il  capitolo,  composto  di 
4elladel  Cappelletto^  nella  quale  fu  fatto  nove  canonici  con   5  dignità,  Arciprete ^ 
prigioniero  il  loro  comandante  duca  diFel-  Preposto,  Primieero,  Arcidiacono  e  Te- 
tio  e  di  Urbino,  T  altra  quando  i  Torritesi,  soriere,  -^  La  pieve  dentro  al  paese  fu  più 
sebbene    coraggicsimente  resistessero  alle  volte  restaurata  e  ingrandita ,  siccome  può 
prìsae  aggressioni  del  capitano  di  ventura  congelturarai  dalle  iscrizioni  ivi  esistenti. 
Bslditto  da  Panicale,  dovettero  finalmente        In  quella  delle  SS.  Flora  e  Lucilla ,  fon- 
cedcre  a  quelle  masnade  che  saccheggiarono  data  in  più  piccola  dimensione  nel  secolo 
lutlo  il  paese  a  guisa  di  avidi  ladroni.  XIV,  furono  innestati  dei  restauri  nel  se- 
In  Tisla  di  tanta  fedeltà ,  e  dei  danni  dai  colo  XVII. 
Torritesi  ricevuti ,  il  Comune  ili  Siena  nel        Havvi  costi  un  altare  di  S.  Antonio,  dove 
a8  aaaggio  del  141 9  deliberò  di  condonare  si  ammira  una  tavola  dipìnta  nel  sec.  XIV,  e 
loro  tutti  i   debiti  per  gravezze  e  dazj  non  vi  si  conserva  in  marmo  scolpila  nell*  anno 
pagati,  accordando  ai  medesimi  varj  privilegi  1444  Tarme  della  famiglia  Pecorai,  dalla 
edesenxioni.  —  (Ds  Aigilu,  Optra  cit.)  quale  discendeva  al  fuirere  di  alcuni  il  &- 

Lo  stesso  De  Àngelis  fu  di  parere  che  la  moso  Ghino  di  Tacco, 
cbirsa  di  S.  Flora  ed  il  pretorio  con  la  sua  Esistono  dentro  Torrila  altre  due  chiese, 
torre  esistenti  in  Torrila  potessero  essere  o-  S.  Croce  e  la  SS.  Annunziata ,  nell*  ultima 
pera  della  restaurazione  di  questa  Terra,  co-  delle  quali  é  da  vedersi  un  quadro  del  Vanni 
mecche  sulla  facciata  della  chiesa  medesima  rappresentante  TAnnunziazione. 
ù  legfa  Tanno  i43o  della  sua  edificazione.  Lo  spedale  di  Torrila  istituito  per  i  pel- 
AÌTitfrt.  GuASDAviixa  DI  ToaaiTi  fu  det-  legrini ,  aveva  nel  secolo  XVI  un*  ammi ni- 
to, cbe  cotesto  luogo,  di  cui  attualmente  é  slrazione  separala  da  quella  di  una  pia  con- 
restato il  vocabolo  a  pochi  poderi,  aveva  grega  secolare  denominala  la  Fraternità ^ 
una  cb.  parr.  sotto  Tinvocazione  di  S.  Ste-  cui  esso  con  i  suoi  beni  nel  1611  fu  riunito, 
fano,  stata  riunita  fino  dal  1473  alla  chies:i  Annessa  a  questa  falibrica  vi  è  la  scuola  co- 
plebana  de*  SS.  Costanzo  e  Martino  a  Tor-  munitaliva,  che  nei  tempi  andati  estendeva 
rita.  Dissi  ancora  che  da  questo  slesso  vico  i  suoi  insegnamenti  anche  alle  belle  lettere, 
di  Guarda9alle  prese  il  casato  un»  nobile  Tutlocìò  diede  motivo,  dice  il  De  Ange- 
(amiglia  di  Torrila,  alla  quale  appella  un  i-  /'V,  ad  innalzare  in  Torrita  dopo  la  metà 
strumento  del  sett.  iSa;  ed  una  riforma-  del  secolo  XVllI  un  teatro,  stato  restauralo 
gione  della  Rep.  di  Siena  dell*  agosto  1444.  nel  Tanno  1824.  Anche  costi  fu  eretta  una 


542  TORR  TORR 

mticbìno  si  ttende  fino  dentro  al  pekfo ,  lonocentio,  Aoattasìo  •  Aleniodfo  eoafier- 
msenle  la  Ycochia  sIfmIii  Emilia  di  Seomro^  mò  al  monastero  prenofoioalo  aocbe  la  chic- 
om  regia  Mareoimana, tulio  sbocco  ild  bor*  sa  di  9.  Maria  di  Torreoierì.*— (Ambu  Boa- 
ro di  Acifua^iiHi ,  fra  il  gr.  98^  1 1'  8"  oaiai-Bicn  01  Sioià). 
long,  e  43**  6  4"  lalit.,  5  migl.  a  maestr.  Che  gli  abati  però  di  S.  Aotimo  caeici- 
di  Ganipiglia ,  9  a  sett.  di  PopulooU ,  6  a  tasserò  in  Torrenierì  una  qualclie  autorilè 
111*,  di  Gislagneto,  e  circa  16  roigl.  a  ostro  temporale  si  può  congetturare  dal  trovare 
della  Bocca  di  Ocin».  cotfslo  paese  nei  tempi  addietro   aotto  la 

D.*ir  epoc  I  di  questaTorre  e  del  distioti?o  giurisdizione  dei  dominatori  di  Mootalcino. 
che  porta  il  luogo  di  S.  Vincenzio  mancano  Infiliti  dietro  l'esame  di  molti  tettinoai, 
notizie  autentiche,  comecché  la  chiesa  dì  S.  con  lodo  del  a8  aprile  lagS  furono  posti  i 
Vincenzio  si  trovi  rammentata  dal  Breve  pi-  confini  fra  la  corte  o  distretto  diTorrenim', 
sano  del  ia85,  denominato  del  Conte  Ugo-  quello  di  Montalcino  e  altri  paesi  linitrofi; 
lino,  nel  quale  al  Lib.  IV.  cap.  18  si  fiarhi  i  quali  nel  98  aprile  del  1178  la  Rep.  di 
della  via  gnae  est  fuxia  mare  prope  S,  ^in»  Siena  nel  consiglio  della  Campana  confermò. 
eeaiium^  eic.^^i^rd,  Scìlbliro (Pàduls  m).    —  (Aaoa.  Dipl.  Saw.  T,  XÌf^,  delie  Pef' 

Fiù  nota  è  la  Torre  S.  Vincenzio  per  la  gomene  n»^  1 1 77  e  1 1 7B  ). 
vittoria  riportala  costà  nel  17  agosto  i5o5  Finalmente  in  un  rogito  del  i5  mano 
da  un  esercito  della  Rep.  Fior,  contro  il  t355  scrìtto  in  Siena  si  rìporia  una  sen- 
c^pilaiio  di  ventura  Bartolomraeo  d*  Alvia-  tenzM  proni>nciata  in  nome  del  Cnmuoe  ili 
no  mentre  tentava  di  s  «coorrere  l'assediata  Torrenierì  contro  un  tal  Grìfo  di  ser  Pbolo 
citift  di  Pisa.  —  f^ed.  Cahpiolu.  dtk  Montalcino,  al  di  cui  suocero  aveva  rìla- 

7*'iaaa  ffffccjri.  —  Elibe  nome  di  Torre-  sciato  l'usufrutto  di  un  podere  posto  nel  di* 
Bfcehi  una  casa  torrìta  a  guisa  di  castello  stretto  di  Torrenierì  e  che  il  pfoprictario 
posseduta  dal !a  famiglia  Strozzi  nelle  vici-  destinava  alle  sue  due  figliuole  oon  Tonpre 
nanzedi  Carmignano.  —  LaqdM  torre  fu  di  pagare  ogn'anno  al  Comune  di  Turre* 
presa  e  atterrata  dalle  genti  di  Castruocio  nierì  il  canone  di  lire  53.  —  (Aaca.  ìkt%. 
Anlet^nelli  nel  di  1 1  ottobre  del  i3a5.  —  Fioa.  C^urte  della  Badia  A  miai.) 
^e4,  Foggio  a  Canaio,  e  Goo.  Viz&Aai,  C/o-  Lo  statuto  sanete  del  1 406  ordinò  di  hf- 
mea  Lib,  iX,  eap.  3i8*  tificare  il  Castel   di  Torrenierì;  oooBCcdiè 

TORRENIERÌ  in  VaM'Asso.  -^  Borgo  fino  dal  1400  si  trovi  uelIVrcA.  iMle  Ri- 
già  Cbst.  con  mansione  postale  e  chiesa  pie-  fbrmagioni  di  Sienn,  al  Vo!.  IV.  della  ra- 
lNin»(S.  Maria  Maddalena^ nella Com.Giur.  gione  di  Ag«>stino  di  Ugolino  di  Vieri,  h 
e  circa  4  migl.  a  grec.  di  Montalcino,  Dioc.  somministrazione  di  lire  3410  fatta  al^op^ 
medesima,  già  di  Arezzo,  Comp.  di  Siena,    rajo  destinato  a  fiibbricare  la  rocca ,  oosM 

Risiede  in  valle  nella  ripa  destra  del  fìu-  di  Torrenierì. 
micelio  Asso  sul  quadrivio  della  strida  prò-  La  parr.  di  S.  Maris  Maddalena  aTorr^ 
▼inciale  che  di  costà  si  dirìge  per  settentr.  a  nierì  nel  i833  conlava  393  abìl. 
S.  Gio.  d'Asso  e  per  lib.  a  Montalcino ,  alla  TORRKONE  a  GUGUELMBSCA  dsHi 
tersi  posta  da  Siena,  mentre  è  atlmversato  Val-di -Chiana.  —  Cas.  che  prende  il  titolo 
dalla  strada  regia  postale  che  da  Siena  per  da  un  torrione^  e  che  lo  diede  alla  eh.  parr. 
S.  Quirìco  conduce  a  Roma.  di  S.  ChHo,  sostituita  alh  diftinitla  con  di 

Per  quanto  il  nome  stesso  di  Torrenieri    S.  Maria  Maddalena  a  Gug/i'lmesea  nel  »• 
(  Turrir  Nerii)  ci  dia  un  indisio  del  primo    burbioseitentrionaiedi  Cortona, Com.Gittr. 
fondatore  di  questa  casa  turrita  che  fu  prò-    e  Dioc.  medesima,  Comp.  di  Aresao. 
babiimcnte   un   Ranieri  de'signorì   di  S.        Trovasi  appena  un  terzo  di  miglio  di- 
Quirìco,  tuttavia  ignorasi  la  storia  antica  di    stante  dalla  città  fuori  la  porta  Manfanim 
cotesto  paese.  É  certo  bensì  che  il  giuspa-   sullo  sprone  ilei  monte  di  Cort<»na  che soen* 
dronato  della  sua  eh.  appartenne  in  tempi    de  ónWAlta  di  S.  Egidio  presso  la  dirsU 
remoti  alla  Badia  di  S.  Antimo  in  Val  d'    torre,  ossia   torrione  di  Gerfaleo^  altri- 
Orcia  ;  la  qualcosa  si  rileva  fra  le  altre car-    menti  appellalo  della  Gugliefmevea, 
le  da  una  bolla  concistoriale  del  90  dicem-        All'  Ari.  Gdgliu.mi8CA  in  Val-di-Chiam 
bre  i9i6  che  il  Pont.  Onorio  III  diresse    fu  detto,  che  da  questo  luogo  prese  il  titolo 
da  Roma  a  Ugo  abate  del  Mon.  di  S.  An-    la  chiesa  demolita  di  S.  M-irìa  Mad^lalnvi 
timo,  con  la  quale  ad  imitazione  dei  Pont.    Gugiielmesea ,  stala  riunita   nel   tSis  * 


TORR  TORR  553 

noauo  i  terrìlorj  «Ielle  prenominate  Gom.  che  nel  1800  cesio  di  cenare  nella  Foenna 
fino  al  fosso  della  Buca ,  doTC  viene  a  con-  perchè  destinalo  a  colmare ,  come  ha  fallo , 
fine  quello  della  Gom.  di  Montepulciano ,  la  pianura  Torritese. 
eoo  coi  r  altro  di  Torrita  confin-i  per  lungo  Fra  le  maggiori  monluosilà  comprese  in 
tratto  9  da  primo  mediante  il  fosso  de*  cotesto  territorio  ha??i  quella  di  Jfnn/e- 
Grìlioniy  tributario  il  più  alto  del  torr.  So'  Follonica  che  presa  al  convenlo  de* Minori 
i^TOj  poscia  mediante  il  5a/arco stesso  che  Osservanti  può  essere  un  cento  di  br.  circa 
lasciano  fuori  per  rntrare  alla  sua  sinistra  inieriore  al  livello  di  Monlepulciano.  La 
■et  botro  del  /'fan  dell* O/rio,  donde  scen-  qua!  ciiià  fu  risconlratii  d»!  Prof.  Padre 
doffO  nel  fosso  delle  Balte»  Quindi  passando  Giovanni  Inghiiami  Mìa  sommila  della  lor- 
fra  piagge  cretose  nella  direzione  set letrio-  re  del  f>alazzo  pubblico  ascendere  a  1076 
■ale,  fagliano  la  strada  provinciale  Laurea  br.  sopra  il  livello  del  m»re. 
tBita  che  viene  dii  Gaarda^alle  e  da  Tor-  Il  Prof.  Giulj  |>oi  nella  sua  Statistica 
fila,  fino  a  che  voltando  alquanto  direzione  agraria  della  f^al-di^Chitma  indicò  per 
a  gice.  passano  presso  il  podere  del  Confine  approsimaiione  la  Terra  di  Torrita  a  5oo 
attraversando  \a  pianura  lungo  i  torr.  ^i^/t-    br.  sopra  il  mare. 

■s  e  Fuga,  Finalroenle  i  due  tcrritorj  ra-  Ris|ietlo  ali*  indole  del  suolo  che  cuopre 
inUndo  la  ripa  destra  del  torr.  Fuga  ar-  il  territorio  di  questa  Gomunità,  oltre  quan- 
rivano  sul  Can*MÌ-}faestro  della  Ghiana  di-  lo  fu  indicalo  per  la  parte  montuosa  ali* 
BBpetto  alla  0)m.  di  Gortona.  Art.  Muiitb-Foli/>hico,  Voi.  IH  pag.  394, 

Due  strade  provinciali  attraversano  il  ter-    aggiungerò  le  osserv.tzinni  fatte  dui  Prof. 
rilorio  di  Torrita,  cioè  quella  Zo/t^i/ufiì-    Giulj  neirO|)era  testé  rammentala,  dove 
amie 9  o   Cassia ^  che  guida  da  Ghiusi  ad    disse,  che  3oo  br.  al  di  sopra  di  Torrita 
Arezzo  passando  a  pie  del  poggio  di  Torrita,    compariscono  da  primo  gli  strati  di  calce 
e  l'altra  della  Laurttana  cht  da  Siena  per    carbonata  comf)alta(a/Aerefe)  in  quella  farle 
Aióano    e   Asinalunga  sbocca  nello  Slato    del  Monte-FoI Ionico  eh*  è  situata  fra  mezzo 
nmtificio  presso  Vallano  dopo  esser  passata    giorno  e  [«nenie,  cui  sovrappongono  strali 
dalb  Terra  di  Torrita.  «-•  Sono  poi  coron*    di  marmo  ordinario  grigio,  sui  quali  è  fab- 
■ilative  e  rotabili  le  strade  che  da  Monte-    bricato  il  paese  di  Monte-Follonico.  —  La 
palciano  e  da  Pienza  per  Monte -Follonico    parie  montuosa  e  coltivabile  di  questa  Go- 
conducono  a  Torrita.  munitlk  (seguita  a  osservare  lo  stesso  A.)  sa- 

prà i  corsi  maggiori  di  acqua  che  percor-  rebbe  formata  nelle  sue  maggiori  elevatezze 
tono  o  che  rasentano  il  territorio  di  questa  di  calce  carbonata  pietrosa ,  ma  decomposta 
Coanioitfa,  oltre  il  Canal  Maestro  tt\  il  torr.    dalle  meteore. 

So/orco,  i  quali  ne  Lirabisconoi  confini,  uno  Molle  colline  sono  di  struttura  simile  a 
1  grec.  Patirò  a  scir.,  si  contano  il  Foenna  quella  delle  pendici  di  Montepulciano,  ma 
e  la  Fuga  che  il  conte  Fossombrnni  para-  i  colli  che  circondano  il  capoluogo,  ed  in 
gooò  a  quelli  dell*  Aifrica  che  portano  arene  ispecic  quelli  che  stendono  la  loro  basever- 
d* 011)9  f»er  aver  ridotto  quei  luoghi  palustri  so  il  CanaUMaestro  sono  assai  fertili,  sic- 
a  terre  collivabili.  Rispetto  ul  padule  che  come  fertilissima  è  la  maggior  parte  della 
ori  secoli  Inipassali  esisteva  nella  pianura  pianura  di  Torrita,  coperta  da  un  terreno 
di  Torrita  fra  il  CanaUJiaestro  ed  il  corso  recentissimo  di  tniS|)Orto. 
delb  ^oenaa,  esso  da  qualche  tempo  fu  con-  Rispetto  al  lif^nìte  da  noi  accennalo  nei 
vrrtito  in  fertili  )>odrri,  ^r.m  parte  de*  quali  contorni  di  Monle-Follonico,  aggiunge  il 
ipelUno  alla  fattoria  della  Gorona  della  def-  Prof.  Giulj,  che  quello  del  fossatello  d'  Or- 
r  Abbadia. -—^e<f.  Carte  Idrauliche  sullo  hi  gitano  presso  alla  sua  confluenza  nel  tor- 
stato  antico  e  moderno  della  ^al^diChia-  rcnte  7*roi^e  si  trova  in  strali  alti  anco  qnat- 
aa  dei  Cav.  Alessandro  IH  anetti.  (Firen-    Irò  braccia. 

ae  i8a3.  )  Gol  regolamento  governativo  del  a  gin- 

Fra  i  molti  fossi  che  raccolgono  le  acque  gno  1777  1^  Gomunità  di  Torrita  fu  for- 
del  piano  inferiore  di  Torrita,  il  più  singo-  mata  dai  popoli  di  Torrita,  di  Montc«FoI- 
lare  di  tolti  è  quello  della  Fufia  ,  che  ri-  Ionico  e  di  Giliano,  l'ultimo  de*qnali  co- 
ceve  le  acque  della  Doccia  MV Amorosa ,  stituiva  una  piccola  Gomunità  unita  al  co- 
del  Soraggioio  che  v'influisce  bW Abbadia,  monello  di  Goardavalle. 
e  del  CorniOf  il  quale  scende  da  Torrita  e        In  quanto  ali*  arti  e  manifulture,  oltre  la 


S44  TORR  TORR 

TORRI  (  S.  DONATO  a  ]  o  m  FOLV&  feroce  Saladino.  —  (  Aaai.  Dm..  I^om.  Cor 

ROSA  nel  Val-d*Anio  sotto  Firenie.  — -  te  del  monastero  di  S,  Donato  a  Torri), 
Monastero  celebre,  ora  Tilla  magnifica  del        Ai  canonici  regolari  Agoatiniaai  subcn- 

Principe  Deniidoff  denominata  rilìa  Ma-'  trarono  nel  monastero  di  S.  Donato  i  fiati 

tOde^  un  migl.  a  pon.-maestr.  di  Firenxe,  Umiliali  (anno  laSg)  che  ti  reslarono  fina 

con  eh.  contigua,  siala  una  delle  parr.  su*  ali* anno  laSi ,  epoca  in  cui  gli  Umilitti 

barbane,  attualmenle  riunita  a  quella  di  S.  recaronsi  in  S.  Lucia  presso  OgninaDli  di 

Crìsiofàno  a  NoVoli ,  nella  G>m.  del  Pelle*  Firenze. 

grìno,  Giur.  di  Fiesole,  Dioc.  e  G>mp.  di  Che  però  cotesla  traslaxìone  non  aocadeae 
Firenze.  innanxi  la  metà  deiranno  laSo  lo  h  cono- 
Questo  luogo  è  celebre  per  tre  fatti  im-  scere  un  istrumento  da  noi  citato  alP^rr. 
portanti,  due  antichi  ed  uno  moderno;  cioè,  Goma  d*  Oorusahti  ,  scritto  nel  maggio  dd 
il  I.®  per  essere  stata  predicata  costà  nel  laSo,  mentre  era  priore  del  convento  diS. 
X187  la  seconda  crociata  ai  Fiorentini,  e  Donato  a  Torri  fra  Ruffino  dell* ordine  de* 
consegnato  a  Pasto  dei  Pazzi  loro  duce  lo  Frati  Umiliati. 

stendardo  fregialo  della  croce  del  popolo;        Coerente  a  cotesto  Tero  è  un  breve  di 

a.**  perchè  il  convento  di  S.  Donalo  a  Torri  Giovanni  Mangiadori  vcsooto   di  FircnK 

servì  di  primo  ostello  ai  Frati  Umiliati  che  del  a8  settembre  laSi ,  nel  quale  ti  esprì- 

nel  19 39  portarono  in  Firenze  Parte  della  ne:  che,  volendo  egli  provvedere  alla  chie- 

Lana  ;  ed  il  terzo  modernissimo  per  la  con-  m  di  S.  Donato  a  Torri  restituitagli  dai 

versione  magica  di  questo  convento  in  un  Frati  Umiliati ,  destinava  la  mcdcsinia  in- 

Tasto  palazzo  di  delizie  adorno  di  giardini ,  sieme  al  convento  annesso  e  alle  snppdlet- 

di  due  parchi  attraversali  da  una  via  regia,  tili  sacre  per  le  monache  Agostiniane  di  S. 

io  mezso  a  nuovi  edifìzj  di  vario  genere,  Casciano  a  Decimo,  a  condizione  che  vi  si 

fra  i  quali  contasi  una  grandiosa  filanda  a  trasferissero  ad  abitarlo.  Inoltre  con  altro 

vapore  con  telaja  numerose  per  fabbricare  breve  dello  stesso  giorno  vi  aggiunse  b  àih 

in  grande  drappi  di  seta.  nazione  di  tutti  i  beni  appartenuti  al  eoo- 

Trovasi  la  villa  di  S.  Donalo  a  Torri  vento  stesso,  consistenti  in  cinque  poderi 

sulla  ripa  destra  del  torr.  Mugnone^  fra  il  posti  in  vicinanza  dello  stesso  monastero.—* 

ponte  di  S»  Donato  e  il  ponte  aite  Mosse  {toc,  citato), 

lungo  la  strada  regia  Pesciatina  o  Lucchese,        Che  le  monache  di  San-Casciano  si  tra- 

in  mezzo  ad  un  vago  e  grandioso  giardino  slocassero  presto  in  S.  Donato  lo  dichiaia 

creato  e  adornato  dal  prìncipe  Deraidoff  di  fra  gli  altri  il  testamento  della  contessa Boh 

palazzi,  viali,  lemp)  e  statue  con  grandi  trice  scritto  nel  Tanno  1278,  col  quale  fra  i 

piantagioni ,  e  ridenti  praterie,  davanti  alle  molti  legali  lasciò  lire  cinquanta  alle  dea- 

RR.  Cascine  poste  al  suo  ostro  e  poco  lungi  ne  del  monastero  di  S,  Donato  a  Darri 
dalla  villa  della  Torre  degli  Agli  situata  al        Anche  una  provvisione  della  Signorìa  di 

suo  maestro.  Firenze  del   19    aprile    1809   autorìzzan 

Non  è  credibile  però  che  da  quest'ulti-  roess.  Spina  degli  Spini  di  Firenze  a  poter 

roo  rcsedio  de*  nobili  Fanciatichi  prendesse  vendere  alle  monache  di  S.  Donalo  a  Torri 

il  vocabolo  di  Torri  la  chiesa  di  S.  Donato  un  podere  con  casa  e  corte  posto  nel  detto 

in  Polverosa  ,  avvegnaché    la   Torre  degli  popolo  vicino  al  monastero.  La  qual  vendi- 

Agli  è  di  un* epoca  assai  posteriore.  la  ebbe  effello  me<]ianle  isirume  to  del  11 

Infatti  il  monastero  di  S.  Donato  a  Torri  novembre  successivo  a  favore  delle  mon>- 

sino  dal  1 187  era  abitalo  dai  canonici  re*  che  di  S.  Donato  che  acquistarono  il  detto 

golari  Agosliniani  quando  nel  febbraio  del<  podere  per  il  prezzo  di  lire  aaao  da  nies. 

Panno  successivo  fu  consacrata  la  lorochie^  Gierì  di  Mainello  Spini,  da  Piero  e  Vanni 

sa,  nella  quale  occasione  Gerardo  arci vesco-  di  lui  fratelli ,  da  Spina  ilei  fu  Uf!0  Spi»t 

vo  di  Ravenna,  delegato  dal  Pont.  Qemen-  da  Simone  del  fu  Gherardo  del  Bello  e  da 

te  III,  predicò  al  popolo  fiorentino  la  se-  Giovanni  del  fu  Neri  di Cam6io,  tulli  dclb 

conda  Crociala,  ed  il  priore  di  S.  Donalo  a  società  mercantile  degli  Spini  {loe,  cit.)', 

Torri  donò  una  superba  bandiera  al  capi-  documento  a  parer  nosti*o   importante  in 

lano  Pazzo  de*  Pazzi  conduttore  di  quella  quanto  che  può  servire  a  confermare,  che 

moltitudine  di  crocesegnati  alla  conquista  di  fino  dai  tempi  della  repubblica  fiorentina  le 

Gerusalemme ,  stala  presa  poco  innanzi  dal  coqwfazioni  religiose  non  potevano  aciioi- 


TORB  TOBR  545 

sur  beni  di  suolo  sema  raotoritzatione  del    tione  di  an  muro  lungo  U  strada  mt«slni 
governo.  presso  il  pofite  alle  Hosse. 

Ma  a  questa  suddetta  rpoca  del  1 309  le  Poco  dopo  la  riforma  del  monastero  di 
monache  di  S.  Donato  a  Torri  aTevano  ab-  S.  Maria  Maddalena  questo  di  S.  Donalo  a 
bandooalo  la  regola  di  S.  Agostino  per  Torre  ricevè  de*  guasti  dalle  truppe  kiechcsi 
quella  Cistercense  di  S.  Bernardo.  coadolte  fino  cosili  nel  t3a5  da  Caslmccio 

Ciò  è  dimostralo  anche  da  un  documento  degli  Anteirainclli  dopo  la  vittoria  dell*  Al- 
incdito  del  «7  luglio  i3o7  >  col  quale  il  topascio.  — -  f^ed,  Fom  alle  Mossa. 
|»ie?ano  di  Filettole  in  nome  del  cardinal  Ma  il  danno  maggiore  recato  a  questa 
Napoleone  Orsini  legalo  della  S.  Sede  in  clausura  fu  durante  V  ultimo  assedio  di  Fi- 
Toscana  fece  precetto  alla  badessa  e  mona-  renxe  (i  5a9-3o)  quando  le  monache  di  S. 
che  di  S.  Donato  a  Torri  dell*  Ordine  CU  Donato  dovettero  ritirarsi  in  citlfa  in  ona 
siercente ,  che  ricusavano  di  accrltare  per  porzione  del  Mon.  di  S.  Maria  Maddalena, 
monaca  una  figlia  di  Gerì  da  Frato.  «-  mentre  cotesto  di  Polverosaservì  di  caserma 
(Aara.  Dipl.  Fiom.  Carie  di  S.  Donato  in  alle  truppe  tedesche  deirimp.  Carlo  V,  e  «K 
Polverosa),  quartiere  al  loro  comandante  il  conie  de 

Già  per  contratto  del  iS  maggio  i3o9  ZaiMiron;  nella  quale  occasione  quegli  ospiti 
Mainetto  del  fu  Folco  Portinari  (  il  figlio  incomodi  sciuparono  il  bel  cenacolo  del  re- 
dei  fondatore  dell*  Arcispedale  di  Firenze)  fet torio  dipinto  da  Masaccio, 
aveva  venduto  a  diverse  donne  recluse  per  Sotto  il  dominio  però  de*  Granducht  le 
il  prezzo  di  38o  fiorini  d*oro  un  podere  pò-  donne  Cistercensi  tornarono  ad  abitare  il 
9X0  fuori  le  inmra  nuo^e  di  Firenze  nel  pò-  loro  antico  nranastero  di  S.  Donato  dove 
polo  di  S.  Lorenzo ,  {loe,  eit,)  si  mantennero  fino  alla  soppressione  ordS» 

Intorno  all'epoca  stessa  le  monache  Ci-  nata  dal  governo  francese  nel  1809,  mentre 
stereensi  di  S.  Donato  dovettero  riformare  il  la  sua  parrocchia ,  soppressa  dopo  la  BMtà 
rilasciato  monastero  di  S.  Maria  Maddalena  del  secolo  XVIU,  ali* anno  174S  contava 
delle  Convertite  presso  la  Porta  a  Pinti.         a8o  abitanti. 

Oltre  i  documenti  riportati  dal  Richa  Fu  dopo  Tanno  1814  che  il  magnanimo 
nelle  sue  Qiiese  fiorentine  bavvene  uno  del  Niccolò  Demidoff  acquistò  dai  respellivi  pro- 
ta  giugno  iSaa  esistente  neir^rcA.  i!>i/»/.  prietarj  il  convento  con  i  terreni  annessi 
^or.  fra  quelli  del  monastero  di  S.  Pier  alla  chiesa  di  S.  Donato  e  molti  altri  ler- 
Maggiore,  dal  quale  si  comprende ,  che  le  reni  posti  alla  sinistra  della  strada  regia 
monache  di  S.  Donalo  a  Torri  fino  dal  99  Lucchese  ;  sicché  in  un  breve  giro  di  anni 
gennajo  precedente  avevano  ricevuto  in  dono  si  vide  in  quel  suolo  sorgere  palazzi ,  ca» 
«la  don  Rustico  abate  della  Badia  Vallom-  scine,  filande  a  vapore,  parchi  e  giardini  di 
brosana  di  Crespino  il  monastero  di  S.  Ma-  delizie,  aumentati  ed  abbelliti  «fogni  ma- 
ria Bladdalena  delle  Convertite  nel  popolo  nien  dal  di  lui  successore  e  figlio  principe 
di  S.  Pier  Maggiore  di  Firenze ,  e  che  nel  Anatolio  Demidoif.  Il  quale  in  onore  della 
99  maggio  dello  stesso  anno  iS^a  ona  f  arte  priueipesfa  Matilde  Booaparle  sua  sposa  ha 
«Ielle  monache  di  S.  Donato  a  Torri  entrò  a  dedicato  alla  medesima  cotesto  sontuoso  re- 
ri  formare  il  monastero  di  S.  Maria  Madda-  sedìo ,  chiamandolo  f7//a  Maiildr, 
lena ,  detto  poi  di  Cestello ,  ecc.  —  (Aaea.  TORRI,  o  TORRE  m  GALATRON A.  -. 
Dipi..  Fioa.  Carte  eit,)  V^ed,  GAULvaoiiÀ. 

,  Merìuno  pure  di  essere  citati  due  docu-  TORRI  (S.  MARGHERITA  à)  in  ValMli- 
roenli  della  provenienza  medesima,  uno  de'  Marina  —  ^ed,  Toaai  ai  Cabkua. 
quali  del  primo  apnle  1454  rìferisce  al  te-  TORRI  (S.  MICHEI£  à)  _  Cas.  con. 
stiimeuto  di  mess.  Jacopo  del  fu  Giovanni  chiesa  parrocchiale  e  1*  annesso  di  S.  Ln- 
di  Matteo  Villani  raercinte  fiorentino  che  renio  a  Torri  nel  piviere  di  S.  Giovanni 
lascio  la  rendila  annua  di  a5  fiorini  d*oro  in  Sugana,  Cora,  e  circa  7  raigl.  a  oslnvlib. 
alla  cappella  da  esso  fabbricala  in  onor  di  della  Cisellina  e  Torri  ,  Giur.  della  Lastra 
fS.  Jacopo  nella  chiesa  dei  PP.  Serviti  di  Fi-  a  Signa,  Dine,  e  G)mp.  di  Firenze, 
rcnze;  mentre  T  altro  del  a6  nov.  1466  Risiede  in  coli in:i  sulle  pendici  meridio- 
spella  ad  un  decreto  degli  nfiiziali  di  Torre,  u.ili  dei  poggi  della  Romola  lungo  la  strada 
col  quale  si  permette  al  priore  della  chiesa  comunale  che  da  Marciuola  scende  in  Pesa 
di  S.  Donato  di  poter  proseguire  la  costru-    al  ponte  dì  Gerbaja. 


5«6  TORB  TOBR 


Fu  qupsta  cura  un  tempo  annem  a  quel-  stk  di  Siaia  di  polere  edificale  diit  Mafiiii 
la  di  S.  Al.iria  di  Marciuola  uvl  (Nfiere  di  sulla  Mene  con  alcune  coudixioni  tantum, 
Torri,  dalla  quale  venne  staccala  nel  1 782,  in  quel  conlr.illo  rogalo  in  della  BmImi  li  tS 
e  quindi  resliluita  al  pi\iere  di  Sugana.         gennaio  ilei  ia44,  sfile  comune.  ^  (Amb. 

La  piirr.  di  S.  Michele  a  Torri  nel  i833  Dipl.  Sa«.  Kaleffo  delCAsxunia  n  *  786.) 
coniava  367  abil.  kW.'Irt,  poi  Campaokatioo  fu  «letica  ebe 

TORRI  (S.  ÌUUST10L4  k^  in  Vnl-di-  una  |>.irle  di  quella  conlrada  era  powduia 
Merse.  —  Antica  Alwixia  di  monaci  Valloni*  dai  monaci  di  S.  Mtisliola  a  Torri»  losloebè 
brosani,  ora  chiesa  parrocchiale  con  ann«>ssa  cirua  Tanno  1979  h  diedero  ad  enfileosi  a 
▼ilhi  signorile  nella  Coin.  Giur.  e  circa  tre  Donus<l€o  di  Loileringo  dcTolomei  di  Si<- 
migl.  a  ostro  di  Sovicille,  Dioc.  e  Gomp.  di  na  per  la  retribuzione  annua  di  una  libbra 
Sieiu.  di  pe()e.  Al  chcf  giova  aggiungere  un  istm- 

Risiede  in  un  risalto  di  collina ,  alla  cui  mento  del  i3  nov.  ia8i  scrillo  neibi  badia 
base  passa  il  torrente  Bnsia  lasciando  il  di  S.  Lorenzo  dell' A nlenghetca,  00!  quale 
Cast,  di  Rosìa  alla  sua  sinistra  ,  mentre  la  don  Placido  abbate  del  Mon.  di  S.  Mufliula 
chiesa  di  S.  Mustiola  a  Torri  trovasi  alla  a  Torri  notifuò  ai  monaci  deirArdengbcsca 
Mia  dcslra.  la  licenza  slata  accordata  dal  Pont.  Ifioeo- 

kWArt.  Alfiaho  rBioiA  di  S.'^aiaiTA  »)  lo  III  ili  potere  alienare  per  la  tomiM  di 
indicai  Pepoca  e  i  molivi  per  cui  questa  di  lire  iSoo  sanesi  alcuni  beni  del  lUon.  dS 
S.  Bfusliola  a  Torri  nel  i S i o  accolse  i  Val-  Torri,  situati  nel  distretto  di  Monle-Vcr* 
lombrotani  ddla  Badia  predelta,  allorché  di  sulTOmbrone,  con  altre  poMeasioni  di 
sembra  che  prendesse  il  doppio  titolo  di  S.  quei  contorni  nello  slesso  ooolnitto  dcm- 
IVinita  e  S.  Mustiola  a  Torri.  gnate/ — (Aaoa.  Ditl.  Fioi.Car<»  MM9tL 

kìVArt,  poi  Badia  di  S.  Muanoi^  a  Tomai    degli  Angeli  di  Siena), 
Ai  indicato  Tanno  1 189  come  quello  delUi        Sul  declinare  del  secolo  XII,  te  non  h 
fiMhJaiione  del  suo  monastero.  piuttosto  nelle  prime  decadi  dei  aeoolo  m^ 

Un  isirumenlo  per  altro  del  5  oimbre   seguenle,  il  Mon  di  S.  Mustiola  a  Torri  h 
anno  1 1 58  esistente  mWArch,  Dipi.  S^^n,    tassalo  per  due  soldi  lucchesi  da  pagata  aa- 
dimostra  che  la  Badia  di  Torri  esisteva  da    nual mente  alta  S.  Sede,  come  apparisce  dsl 
nolti  anni  innanzi.  Avvegnaché  con  quelT    registro  Valicano  di  Cencio  Gamerarin. 
atto  rogato  nella  curia  de*  consoli  di  Siena        L»  stessa  Badia  di  Toni  trovoari  no  ICM* 
presso  la  chiesa  di  S.  Paolo  don   Arnolfo    pò  affigliata  a  quella  de'Vallombroaani  di 
abate  del  monastero  <ti  S.  Mustiola  a  Torri^    Coliibuono.  Essa  conta  fra  i  primi  tuoi  ab> 
previo  it  consenso  dei  suoi  monaci,  concedè    bali  commendatari  il  vescovo  di  Siena  Gab> 
al  Comune  di  Siena  rappresentalo  da  Ra-    brielto  Condeiroerio,  poi  papa  Eugenio  IV; 
nieri  vescovo,  ila  U«;olino  di  Barola,  ila  Ma-    e  fu  circa  40  anni  dopo  che  il  Pool.  Pio  II 
higalia  e  da  Donusdeo,  inlli  cons  'li  di  della    (anno  1462)  dichiarò  abbati  perpetsi  di  S. 
cillii,  il  |>og»!Ìodi  Jfo/2<ageiln  con  le  sue  per-    Mustiola  a  Torri  gli  arcivescovi  dì  Siena  i 
linenze,  situato  sopra  il  tiume  Ao^ìa  con    quali  d*  allora  in  poi  goilono  della  ba^ 
l'obbligo  ili  man<larp  al  monastero  di  Torri    medesima  Tuso  e  Tentrate. 
nel  giorno  ili  S.  Miisiiola  un  cero  di  tre  lìb*        Cotesto  claustro  soffri  |»iù  volte  dei  gnasti 
bre.  —  {Knltffo  ffecchio  n,^  36.)  dalle  soldatesche  nemiche,  fra  le  quali  é 

Questo  alto  «;iovH  anche  4  reltilicarequan-  nota  nella  storia  T  escursione  fatta  fino  costi 
lo  solfa  fede  drl  Gìgli  fu  ripetuto  àWArt,  nel  i33a  da  Ciupo  Scolari,  e  più  tardi  dopo 
Mohtjìgvto  Dì  rAL-Dt'RostjÉ.  la  resa  di  Firenze  (anno  i53o)da  una  maao 

OiM  agginn(;erò,  cualmriitp  uno  de*pri-  di  soldati  imperiali  che  visi  acquartierarono, 
mi  abbati  Vii llombrosa ni  di  Torri  per  nome  capitanati  da  don  Ferrante  Gonzaga, 
liotiario,  nel  1 189  lece  consacrare  la  chiesa  La  chiesa  di  S.  Mustiola  a  Torri  é  di  ali* 
della  stessa  Ridia  da  Bono  vescovo  di  Siena,  tica  struttura  rinchiusa  nel  pittoresco  cba- 
assistito  da  lldebrandino  vescovo  di  Volter-  stro  del  monastero  con  portico  a  colonne 
ra,  da  Martino  vescovo  di  Massa-Marittima,  sottili  senza  base  e  con  capitelli  lavoriti  1 
e  da  Giialfreilo  vescovo  di  Grosseto. —  ( Ti-  figure,  a  uccelli  e  a  fogliami.  L'interno  dd- 
sio,  Istoria  inedita  di  Siena  MS.)  la  chiesa  con  5  altari  ha  T  aspetto  di  ua*a^ 

Nrl  1^44  era  abbate  di  Torri  un  don  chitettura  semplice  con  tettoja  a  cavalietti.-* 
Alberto,  il  quale  ottenne  licenza  dal  potè-    Nel  claustro  esiste  un'iscrizione  del  146* 


TORR  TORR               547 

rigainbnie  b  eonomone  di  Pio  II  della  delb  Casdlina ,  allii  quale  faroao  annetti 
\màìm  flcMB  eoa  Inlli  i  suoi  beni  alla  mensa  i  (lOfioli  tuppretti  di  S.  Martino  a  Tórri  e 
araTCKovile  di  Siena  «  i  di  cui  meirofioli-  di  S.  Quirico  al  Fi  echio, 
laai  ooatiniwDO  lullorj  a  passarvi  auiiual-  In  mi  libro  di  ricordi  ap|Nirteniito  alla 
■unte  qualche  trni|)0  in  ?illi'{rgÌ4tiira.  pieve  di  S.  Vincenzio  a  Torri  le^sgcsi  il  se- 
La  pirr.  di  S.  Musi  iota  a  Torri  nel  1 833  guenle  appunto  :  «  Gileslo  iibio  In  inco- 
CoolaTa  981  abil.  mincÌHlo  nel  7  rt|r(>slu  del  14^5.  Per  grazia 
TOBRI  (S.  NICCOLO*  a)  in  Val-di-Peta,  d' lihlio,  dtllii  SS.  Vergine  e  di  S.  Vincenzio 
■na  Ttilta  drtlo  5.  Niceofò  a  Cara  /trra.  pioteliore  e  capo  della  Comiinilà  di  Torri 
—  Cas.  con  eh.  parr.  nel  piviere  di  S.  Vin-  e  della  sua  chiesti  pleiKina,  della  quale  em 
onzio  a  Torri  ,  Com.  e  quasi  8  niigl.  a  o-  patrono  rnesu.  Palnierio  «lei  fu  Andrea  Pun- 
slM  lib.  della  Casellina  eTorri,Ginr.  della  doUini  con  Pannessii  conii>a<;nÌ4,  CHnimica, 
laaira  a  Signa,  Dine,  e  Comp.  di  Firenze,  cortile  e  (tozzo  in  u'fzzn.  » —  Fn  allom  che 
"»  f^eJ,  Cjisj-JMSd  in  Va?-<li-Pesa ,  cui  si  ad  isianz;i  del  prete  Stefano  di  Pirro  Bonsi- 
devr  «ggìi:ng;re,che  il  gjiuspadronalo  della  gnori  pievan  )  di  della  chiesa, e  dì  altri  (lar* 
cbiftadiS.  N icoolò a  Torri  spellt  attuai men-  rochi  ivi  presenti  come  testimoni,  fu rtmo  pò- 
kal  Pr.ncipe.  sti  i  termini  ai  possessi  della  pieve  di  Torri 
fai  pan*,  di  S.  Nìooolò  a  Torri  nel  i833  e  alla  gora  del  mulino  di  delta  pieve silualo 
■oveniTii  %6  abit.  lungo  la  Pesa. 

TORRI  (PIEVE  m)  in  Val-di  Pesa. —  Più  sotto  peraltro  si  leggono  le  parole 

fc^.  Tonai  (S.  Vmcaiaio  a).  seguenti:  Iste  li  ber  est  Plebi»  S.  Fincttm 

—  rPIEVE  w)  in  Val  di-Serchio.^  fW.  lU.  —  Anno  D  mini  MCCCLXXXilIi^ 

Teaac  (Piava  m  S.  Nicola  a).  di€  IF  menùt  mariii   Dotninus  Pinus 

TORRI  (S.  STEFANO  a)  nel  Val^TArno  Bossus  de  Flor^ntiafaeiwfuU  plebanus 

K»} ni  Fìrmie.—- Contrada  con  chiesa  parr.  et  electut  per  poxHdos  virot  eanonieat 

cai  fu  annetto  da  lunga  roano  il  popolo  di  istius  plebisi  videlicet ,  ser  Franciteum 

S.  BarlotomnBeo  a  llusignano  nel  pievsinato,  reciorem  de  Pis'gnano^  ser  Angelum  rgm 

Cam,  e  circa  due  roigl.  a  tett.  di  Rignano,  etorem  de  BaroneeUit  prope  Floreniiain^ 

Giur.   del  Ponlasneve*  Dioc.   di  Fiesole,  ser  Step/tanum  rectorfin  S,  ProruH   /# 

Goaap.  di  Firenze.  Fli-rentia^  dfminum  Ifirltofaum  q'tonlmm 

Risiede  in  monte  alla  sinistra  delPAmo ,  Purcì  prioi  em  de  Lepor-tja^  tei-  p->re  ìle^^ 

talla  strada   comunilaliva  che  da    Rotano  in  Chritto  Ptitris  et  dr.mini  sui  Dntnimi 

per  Volognano  e  Torri  ti  dirige  a  Rignano.  /tn^^H  dr  .-tcciifolis  fune  Praesalis  eieri 

Fu  quetlo  di  Torri  uno  «lei  potsessi  ilei  si*  fiorentini^  eie, 

gnori  da  Qiiona  e  Volognano  sino  almeno  Finalmenle  vi  si  dichiura  rhe  il  della 

dal  aei-olo  XII,  siccome  può  dedursi  da  un  me.9$.  Pino  Rossi  quando  fu  eletto  pievano 

iUninaento  del  a6  luglio  11 5i  scritto  in  S.  ili  Torri  era  nitore  .Iella  chie»i  di  S.  Mi- 

Stefano  a  Toni  esistente  fra  le  i^ergamene  cb'-le  ;i  Tcf^ofaja  e  cwi^mieo  'le"  SS.  ^/n»- 

ddla  BbdiadiVal(ombro8a,nellVrc/«.  Pipi,  sfoli  Ji  Fireme  {non  priore  de*SS.  A]>o. 

Pior.~^  Altre  due  membrane  del  a8  mag-  stoli,  titolo  atlrihuilo<.'Ii  da  una  snp;<osla 

|:io  e  8  ottobre  i9o5  rammentano  cotesto  lettera  di  (yioxanni  B^x^tvicrio)  e  eap;-ellatio 

luogo  di  Torri  con  la  eh.  di  S.  Stefano  nel  della  chiesa  m:i{!^iore  di  Santa  Reiianita  di 

piviere  di  Rignano  (iVi).  Firenze.  — (91 S,  nella  Biblioteen  del  Se-- 

Vi  è  da  dubitare  che  rìferi«sero  ad  un  mina '^  io  fior.) 

luogo  nel  popolo  di  S.  Stefano  a  Torri,  qnan-  [^  pieve  di  S.   Vincenzio  a  Torri   nel 

do  i  due  fratelli  Ruggiero  e  Filip))0,  figli  secolo  XIII  comprendeva  sette  core,  ridotte 

del  fu  Alberto  da  Qttona  stando  in  Volo;.Mia-  aitnalmenle  a  In  ;  cioè,  i.  quel!»  di  S.  Mar* 

00,  oel  6  giugno  del  i  a a6 alienarono  alcuni  lino  a  Torri  (  soppressa  <;  a.  di  S.  Lorenzo 

beni  di  quei  contorni  ali* aliale  Benigno  di  a  Torri  (idem);  3.  di  S.  Maria  a  Mnreinltg 

Vallombrosa  f/oe.  cit  )  —  Frd,  Qdora.  (esistente);  4.  di  S.  Niccolò  a  Torri  (idem; 

La  parr.  di  S.  Stelano  a  Torri  nel  i833  5.  ili  S.  Quirico  al  Secchio  (soppres.s:i) ;  6. 

contava  443  abit.  di  S.  Amlrea  al  Colle  Cui  m);  7.  e  diS.  Mi- 

Tr>RRI(S.  VINCENZIO  a)  in  Val  di-Pesa,  chele  a  C^istifilioni  (esistente  . 

—  Pieve  antica  che  ha  dato  il  nome  alla  La  pirr.  plehana  di  S.  Vincenzio  a  Torri 

contrada  e  ad  una  Comunità,  unita  a  quella  nel  i833  conlava  367  abit. 


MS  TOBR  TORB 

TORRICELLA.  —  Varie  località  porta-  dn  qualche  anno  innantì  dal  Pont*  Paiqsa« 

no  il  nomignolo  di  Torricella.TAÌì  tono  la  le  II,  (anno  t  loo)  confermato  da  Innooa»- 

Torrieeiitt  sotto  il  popolo  di  S.  Maria  n  S.  io  II  (anno  1 1 3 1)  e  nel  1 990  da  Federigo  II. 
Aiiìiiio  nella  Valle  dell*  Orabrone  pistoiese  ;        GotesU  chiesa  di  S.  Maria  a  Torriedtio 

la  Torrictlla^  ora  la  Torraccia  in  Pesa  trorasi  distinta  da  quella  di  5.  Manina  in 

sotto  la  pie?e  di  Pinzano  de*  signori  detti  Colle  nel  catalogo  delle  chiese  della  diocesi 

di  TomeeUa;  la  Torrieella  nel  pi  fiere  di  di  Lucca  cornili  lato  nel  isiGo,  quando  en- 

Viocbio  riunita  al  popolo  di  Rostofo^  appac^  trambe  le  dette  chiese  erano  contenipUAefni 

tenuta  ai  conti  Guidi;  la  Torrieella  di  LuiC'  le  suburbane  di  quella  città.  —  ^eo.  Cotta 

ciana  in  Val-ili-Bisenzio  ;  quella  di  S.  Ste-  (S.  Marthio  m). 

fiino  a  Gastigtioiii  nella  Cora,  di  Pèlago;  e        TORRICCHIO  in   Val-di^NieTole.  — * 

la  Torrieella  di  Nebbiano  nella  Coni,  di  f^ed.  Tnaaiocno. 

Gajole;  le  ultime  delle  quali  hanno  dato  il        TORRIONE.  —  Ved.  Toiuom  à,  Go- 

'vocaljolo  ad  altrellaute  chiese  parrocchiali.  ouBLHtsoà  in  Val-di-Chiana. 
—  f^e^l,  Grignatio  in  Val-diPesa ,  Luiccu-        TORRITA  in   Val-diChiaoa.   ^  Due 

RA,  Nebdiaro  c  ToKRicKLLA  ucl  Chianti  alto»  luoghi  tolto  il  nome  di  Torrita  nella  tlcm 

e  ToRRicELL.%  DI  ViccRio  ìo  Val-di-Sie¥e.  Talle  hanno  indotto  molti  ad  applicue  ad 

TORRICELLI    di  LUICCUNA    nella  una  piuttosto  che  ad  altra  di  quelle  coat»- 

Valle  del  Bisenzio.  — -  f^ed,  Luigciasia  ,  cui  de  i  documenli  che  vi  riferitooao;  il  cmle 

ti  può  aggiungere  la  notizia  di  un  istru«  cioè  di  Torrita  del  contado  e  distretto  di 

mento  scrino  li  3 3  giugno  del  i353  alfa  Arezzo  posto  tuli' ingreito  delU  VaUt^Ghia- 

Torricella  vicino  alla  chiesa  di  S.  Michele  na,  luogo  celebre  per  esservi  stato  il  priiao 

a  Loicciiina  del  contado  pistojese.  —  Nello  Mon.  di  Benedettini  tolto  rtnvocatkmedcl- 

ttesso  villaggio  di  Torrieella  nel  a6  otto-  le  SS.  Flora  e  Lucilla,  e  la  Terra  di  Tor- 

bre  del  i333  fu  rogato  un  istrumento  di  rita  tolto  Monte  Follonico  compresi  nd 

vendila  di  due  pezzi  di  terra  alienati  da  due  contado  lanese.  Noi  designeremo  il  prism 

fratelli  del  popolo  di  S.  Michele  della  Tor-  tolto  il  vocabolo  di  Torrita  della  CUmta 

ricella.  —  (  Arch.  Dipl.  Fior.  Carie  della  de*Monaci ,  e  la  teconda  tolto  il  titolo  di 

Badia  di  Hipoli  e  di  S,  Bartctommeo  di  Terra  di  Torrita  tolto  Moate-FoUooioo  os- 

Pisiofa  ).  poluogo  di  Comunità. 

TORRICELLA  m  VICCHIO  In  VaMi«       TORRITA  »  o  TURROTA  imua.  Gbbia 

Sieve.  —  Cas.  ch'ebbe  eh.  parr.  (S.  Nicco-  dc'Mokaci  in  Val-di-Cbiana.  —  Gonlnaii 

lo)  da  lunga  eia  riunita  al  popolo  di  S.  celebre  sopre  una  vaga  col  li  ai  dove  fu  eretti 

Martino  al  Rossojo  nel  piviere  di  Corella,  la  prima  chiesa  abbaziale  de* Beneilellini  dì 

Com.  e  circa  migl.  a  |  a  grec.  di  Vicchio,  Arezzo,  conservala  parrocchia  sotto  ranlia 

Giur,  del  Borgo  S.  Lorenzo,  Dioc.eComp.  invocazione  delle  SS.  Flora  e  Lucilla,  nel 

di  Firenze.  — •  Fed,  Rasojo,  o  Rossojo  (S.  piviere  maggiore  di  Arezzo,  Gom.  Giar. 

Martino  At).  Dioc.  e  Comp.  medesimo,  dalla  qual  dlli 

TORRICCHI,  o  TURRICGHI  in  Val-di-  la  chiesa  delle  SS.  Flora  e  Lucilla  a  Torrita 

Sievp.  —  f^ed,  Tuhhicchi.  trovasi  circa  3  migl.  al  suo  lib. 

TORRICCHIO,  oTURRICCHlO  nel  pia-        Esìste  la  collina  di  Torrita  fra  la  foce 

no  orient.  di  Lucca.— Cas.  la  cui  eh.  di  S.  delPOlmo  dove  passa  la  strada  postale  (fi 

Maria  fu  ammensala  a  quella  di  S.  Martino  Perugia  ed  il  Canal-Maestro  della  Chiana 

in  C>lle  nella  Com.  Giur.  e  circa  tre  migl.  sull*  ingresso  settentrionale  di  cotesta  vallf. 
a  lev.  di  Gipannori,  Dioc.  e  Due.  di  Lucca.        Agli  Art.  Badia  di  ToRatTA  e  Caw$au 

Risiede  alla  base  occidenlale  del  poggio  Obektesga  di  Val-di-Chiana,  appellata  ali- 
di Monte-Cirio  fra  quello  di  Porcari  e  Tal-  che  Chiusura  di  Torrita -^  e  Ccrrrta,  0 
tro  di  S.  Martino  in  Colle.  Cerreto Obkrtbs&o^  furono  arcrnnali  T»rii 

È  reso  noto  special  niente  cotesto  luogo  di  ìslruraenti  del  secolo  XI  relativi  non  solo 

Torricchio  da  un  diploma  dell*  Inip.  Arri-  ai  possessi  ilei  monaci  Beiìedrtlini  di  Am- 

go  V  s{>edilo  d.i  Verona   li  ai    maggio  del-  zo  posti  nei  contorni  del   Mon.  delle  SS. 

1*  anno   mi,  col  quale  fra  le  altre  cose  Flora  e  Lucilla  a  Torrita,  ma  ancora  al* 

conformò  alla   Badia  di  S.    Benedetto    di  l'antica  Badia  fondata  costì  in  unacollioet- 

Polirone  sul  Pò  il  ciuspadronalo  della  chic-  ta  ,  detta  tuttora  di   S,  Flora  presto  Copo 

sa  di  S.  Maria  in  Torricchio ,  concettò  gih  di  Monte  e  la  Cliiuta  de^ Monaci, 


TORB  TOBR               540 

Sebbene   numcbìno  documenli    relRtìvi  7  nov.    1037  leniilo  nel  contado  sanese 
air  epoca  precisa  «iella  t'oaJiiiione  del  Mon.  nel  pì^iertr  di  S,  Cosiamo  a  Thrrìta  ,  nel 
dì  Turrita^  ti  sh  che  cotesU  Hulia  esisteva  c:is-ile  di  Ateianello^  InismIo  in  segnilo  nel- 
fioo  à*\  secolo  X.  Fanno  fede  di  ciò  due  \a  Com.  di  Monlepiilrifiiio,  davanli  al  conle 
pritile^j  itegli  anni  933  e  gSg  concessi  dai  Adalberto  messo   delPIrop.   O>t'rado.   Alla 
re  Ugo  e  LolLirin  ai  monaci  di  S.  Flora  e  cui  presenzji  comprvo  T avvocato  del  Mon. 
Si  Lucilla  presso  Arezzo.  —  f^ed.  %\\  Arti-  Amiaiiiio  |>rr  r<rlamaic  i  beni  e  la  chiesa 
coli  leslé  indicati.  di  «9.  Apollinare  in  Feroniarw  ,  J*  una  e 
UabaUr  Cimici  nella  %w\\  Conliniiaiione  gli  altri  stilli  donati  al  Mon.  di  S.  Salva- 
^' lurchesl   di  Toscana  della  Rena  pub-  dorè  sul  Monte  Amiala  dalla  contessa  Wi Ila 
Uieò  UQ  istrii mento  del  io  ottobre  io3o  vedova  del  G.  Riinieri  col  consenso  dei  CC. 
itbtÌTo  ad  lina  |ierrauU  falla  alla  presenza  Bernardino  ed  Ardingo  di  lei  figliuoli. 
lU  vescoTO  Tedaldo  d'i  Rodolfo  abate  di  S,  Che  la  chiesa  poi  di   S.  Apollinare  in 
Fl9ra  a    3\/rrf<a,  nella  quale  fierroula  si  Fero/iia/to  fosse  situala  dentro  i  confini  della 
aameiiU  ancor.i  il  Casale  di  Torrita  del  Coro,  di  Torrila  lo  dichiara  un'altra  mem- 
tmtado  aretino.  br.ina  della  stessa  provenienza  del  a  raag- 
Dò|^    1.1   traslazione  del  Mon.   predetto  gio  i3a4  scritta  in  camera  delP  abbate  del 
■Ila  Bjdia  dentro  la  città  di  Arezzo  (anno  Mon.  Amiatino,  nel  menlre  che  questi  iii- 
1196)  U  chies:i  di  S.  Flora  a  Torrita  con-  vestirà  un   monaco  della  sua  famiglia   in 
tiauò  e  conlinn.1  tuttora  ad  eswre  una  delle  rettore  e  capitellano  della  eh.  di  S.  ApoU 
pvnicchi^ili  snbtirbdne  di  Arezzo.  linare  in  Fernniano  ^  la  qual  chiessi  ivi  si 
Essi  nel  i833  contava  a86  abit.  dichi:ira  posta  in  BIonte-Follonico.  —  f^ed. 
TORHIT\  s<»tlo  MoarK-FoLLOinci  in  Val-  Moictc  Follo51c\  ,  o  Foli-owico. 
fi4}hian».  —  T'Tra  nobile,  capoluogo  di  Inoltre  la  pieve  ili  S.  Costanzo  a  Torrila 
Gomnnilà  nella  Giur.  di  Asinalunga,  Dioc.  trovasi  nimmenlata  fra  quelle  del  contado 
di  Pienca ,  gii  di   Arezzo,  Comp.  aretino,  sanese  comprese  però  nella  diocesi  aretina. 
Questa  Terra  di  forma  ovale,  conlornalj  delle  quali  Inimone  vescovo  di  Arezzo  nelP 
di  mura  torrile,  risiede  intorno  alla  cresta  anno  1045  cede  l'amministrazione  alle  di- 
di  una  collina  tufacea ,  in  mezzo  a  vigorose  gnith  del  capitolo  della  sua  cattedrale. 
eoliivazioni  di  olivi  e  di  vigne,  alla  cui  L* abate  De  Angelis  nel  libro  delle  IVoti- 
kae  scorre  a  lev.  il  fosso  Cornio ,  mentre  zie  isteriche  critiche  di  Fr.  Giacomo  da 
<bl  Ktlo  «li  maestr.  nasce  ai  piedi  della  stessa  Torrita  citò  nn  istrumenlo  di  pace  del  a 
Cfdliai  il  lorr.  Fuga.  ottobre  iao8  fra  i  Fiorentini  ed  ì  Sanesi , 
Trovasi  fra  il  gr.  ^3®  10'  4"  lalil.  ed  il  nel  quale  Ira  lo  condizioni  a  carico  de'S*- 
19®  a5'  4"  long,  ilavanti  alT ubertosa  Val-  nesi  eri\i  quella  di  far  pare  con  gli  uomini 
4i  Chiana  ohe  gli  sì  apre  a  lev.  nella  dire-  di  !U onte- Foli onico  ^  di  Torrita  e  di  altri 
zìoiie  (]i  C  >rtona,  cin'a  6  migl.  a  seti,  di  paesi  del  Sanese  stati  aderenti  de*Fiorentini. 
MiMiirpulcicino,  4  migl.  a  scir.  di  Asina-  A  queir  epoca,  opinava  il  De  Angeli5t,  po- 
Jun^a,  to  :•  grec.  dì  Pienza  ,  intorno  a  20  lerono  fabbricarsi  le  attuali  mur;t  castellane 
migl.  a  maestr.  ili  Chiusi  i3  miglia  a  scir.  di  Torrita  ed  aprirsi  le  tre  porte,  cioè,  a 
di  Siena  e  miglia  aa  da  Arezzo  che  trovasi  lev.  Porta  Carina^  a  pon.  Porta  a  Pago  ^ 
al  suo  seti. -grec.  a  mezzodì  Porta  a  Sole.  —  Ma  ,  oltre  che 
L'origine  di  roleslo  paese  si  nasconde, al  una  di  quelle  porte  non  fu  eilificala  dalla 
p«rì  ili  «^tiella  di  moltissimi  altri ,  nella  ca-  Uep.  sanese  prinm  del  ia5i,  è  certo  a'tresi 
ligine  de' secoli,  comecché  possa  essere  stato  che  le  sue  mura  sono  opera   mollo  poste- 
r^bbricalo  e  difeso  da  alcune  torri,  donde  riore,  siccome  lo  dà  a  conoscere  un  Bendi- 
tmss»^  il  nome,  ma  in  un  terreno  abitato  meifo  c/i  Colf/ sotto  Tanno  1428,  in  cui 
«l«-lì  antichi  Etruschi  e  Romani.  —  Chec-  si  legge:  che  rivedeva  la  ragione  Tommaso 
cJiè  ne  sia  e$50  peraltro  sino  dal  secolo  XI  di  Vannino  orafo  a  Gio.  di  Biagio  o|H»rnio 
erdi  decorato  delLi  sua  chiesa  plehana  di  S.  delle  munì  dir  si  facevano  in  Turrita. 
t^Mlaiizo.  Avvegnaché  senziì  bisogno  di  con-  Lo  stesso  Ardi.  Dipi.   San.  nel  T.    Il 
j'MiiJiTe  con  questa  Terra  i  riocumenli  spel-  delle  Perf^nmfnr  fn."  8<)^  contiene  c<»pia  di 
!.iiii.i  .illa  Torrita  de'Benedettini  diS.  Flora  un  privilegio  delPlmp.  Ottone  IV,  dato   li 
'Ji  Arezzo,  VArch.  Dipi.  Fior,  conserva  fra  27  agoslo   i-jtio  nella  Badia  di  S.   S.dva- 
I'  'Mite  delU  Badia  Amialina  un  piacilo  del  dorè  sul  MoulWmial.i,  cui  (piale  eoncedexa 
V.  V.  70 


550               TORB  TORB 

ia  feudo  al  nobil  uomo  Spadaeorta ,  ai  di  i  suoi  abitanti  ti  manlcneaieio  Meli  lih 

lui  fralelli  e  nipoti  i  castelli  diTorrita,del-  Rep.  sanese. 

la  Ripa,  di  Bcttolle,  della  Fratta,  di  Gitano  jPer  simili  ed  altri  casi  resultereblw,  cke 
e  di  altri  luoghi  di  quei  cootomi,  i  quali  i  Torritesi  fossero  stati  Guelfi  pialtotlo  che 
erano  slati  per  T  innanzi  conceduti  in  feudo  Ghibellinìi  giacché,  dopo  la  battaglia  di  Be- 
ai fu  co«i/e  Waifredo  delia  F'alle, — (Aia.  nerento  che  pose  il  regno  in  potere  di  Carlo 
Din..  Sah.  Carta  ciiata),  d*Angiò,  venne  restituito  a  Torrila  il  su  po- 

AlPArl.  BcTTOLLB  rammentai  cotesto  di-  testa.  —  Né  minore  fu  il  timore  crebbero 

ploma  sotto  l'anno  laog,  invece  che  fu  i  Sanesi  di  perdere  questo  paese,  allorché 

scritto  neir  agosto  del  laio,  epoca  nella  Tboco  de^  Pecorai^  o  dt*  Monaceseki  deiU 

quale  Ottone  IV  emanò  altri  privileg)  a  (a-  Fratta  tentava  d'insignorirsi  di  Toftila, 

ifore  di  quella  Badia.  — •  f^ea,  TArt.  Sibiia.  siccome  poco  dopo,  sebbene  per  bre?c  Icas- 

Che  però  da  cotesti  privilegi  dati  da  un  pò,  colesta  Terra  coli*  ajuto  de*  Fiorentini 

Imp.  scomunicato  ottenessero  quei  signori  cadde  in  potere  di  Deo  di  Guccio  di  Guelfe 

assai  poco,  lo  dimostrano  i  fatti  seguenti  :  e  di  altri  di  lui  fratelli  della  nobil  fiimiflia 

avvegnaché  fino  dal  laoa  il  villaggio  di  Toloraei  di  Siena. 

Ciliano  era  stato  abbruciato  dai  Sanesi  alP  Dondeché  i  Signori  Nove  per  decreto  del 
occasione  della  guerra  contro  i  MontepuI-  dicembre  i3a9  inviarono  genie  d*  armi  ai- 
cianesi.  (Aaca.  DirL.  Sia.  Kal^o  delVAS'  pitanate  dal  conte  Ruggieri  di  Dovadoia  al- 
9unta  nP  67);  e  che  nel  i ai 4  i  signori  di  lora  potestà  di  Sieni^  per  assediare  Torrila, 
quel  castelletto  concederono  al  governo  di  che  dopo  qualche  mese  di  resistenia  eadde 
Siena  facoltà  di  erigere  sopra  il  poggio  di  in  mano  degli  assedianti,  i  quali  devasta- 
ci liaiio  una  torre  a  difesa  delle  sue  genti  rono  tolta  la  contrada ,  disfeceodo  le  sue 
contro  i  Montepulcianesi  (loc,  c'U,)  *  Fed,  mura  castellane.  -*  (Da ,  Cromie,  janei»). 
C1X.1AH0.  Che  però  le  mura  attuali  debbano  ripor- 

Simili  fatti  darebbero  quasi  a  credere  che  tarsi,  come  si  disse,  ad  un*  epoca  posteriore, 

alloi-.i  i  Sanesi  ilnbilassero  della  fede  de*Tor-  e  forse  a  quella  del  i4a8,  lo  (à  credere  il 

ritesi,  massimamente  dopoché  Carlo  d*Ao-  dito  già  indicalo,  cioè  di  estere  alale  in 

giò  re  di  Sicilia ,  con  privilegio  spedito  da  detto  anno  rivedute  in  Siena  le  rmghm  a 

Teano  li  8  dicembre  del  i  a68,  aveva  con-  Gio.  di  Biagio  operajo  rispetto  Ma 

cesso  a  Donusdeo  di  Lotterìngo  de*Tolomei  MÌone  delle  mura  di  Tàrrita,  —  (Ai 

di  Siena  a  titolo  di  feudo  nobile  i  castelli  di  vkum  Rivobmao.  m  Sirsa  f^oi»  9^t  d€*i 

Monte  •  Follonico   e   di  Monticchiello.  —  dimenti  di  Conti  ^  Classe  B), 

(Abcb.  Ditl.  San.  T.  IX  delle  Pergamene  Né  quel  lavoro  poteva -dirsi  terminalo  nel 

n.^  878].  1498,  poiché  anche  nel  1464  si  oonlioo»- 

Comunque  andasse  la  bisogna  ,  fatto  é ,  vano  a  fabbricare  in  Torrita  le  mura  caslcl- 

che  dalla  metà  almeno  del  secolo  XI II  e  nel  Une  da  maestro  Saracino  da  Como.  -— (loc. 

susseguente  la  Terra  di  Torrita  divenne  il  eit.  Classe  C,  Voi,  CXIX.) 

baluardo  de' Sanesi  in  tutte  le  guerre  che  Che  più?  nel  i5a8  dal  magistrato  di  Bi- 

bene  spesso  si  riaccesero  fra  essi  ed  i  Mon-  lia  di  Siena  fu  decretato  che  col   disegno 

tepiilcianesi,  come  può  rilevarsi  dall'Opera  del  celebre  architetto  Baldassarre  Penna 

dell' Ab.  I>e  Angelis  di  già  citata  e  dagli  si  restaurassero  le  mura  di  Torrita.  —  (Dk 

jirt.  MoNTR -Follonico,  e  Montb-Pulckàno  Angblis  Opere  eit,) 

di  questo  Dizionario.  Coleste  mura  sono  di  mattoni,  state  con* 

Nel  ia5i,  il  consiglio  generale  della  Cam-  tornate  da  torri  quadrale,  7  delle  quali  tut- 

pana  <Ii  Siena  per  deliberazione  del  3i  ot-  torà  esistenti ,  e  due  demolite ,  oltre  che  k 

tobre  ia5i  ordinò,  che  si  fortificasse  Ter-  ire  porte  antiche  sono  difese  da  torri.  Di» 

rita  e  vi  si  fabbricasse  una  porta,  dove  poco  tre  porte  antiche,  stanteché  nell'anno  i8i6 

dopo  (6  nov.)  furono  inviate  a  tale  eOetto  ne  fu  aperta  una  quarta  sotto  la  già  Frs- 

quattro  maestranze  con  l'ordine  di  dar  la  ternita  nella  direzione  della  strafla  princi- 

paga  ai  balestrieri  che  erano  alla  guardia  pale  della  Terra,  la  quale  viene  ora  corre* 

di  cotesla  Terra.  data  all'estremità  superiore  del  paese  di  so 

Anco  nel  1^70  dallo  slesso  consiglio  del-  vasto  piazzale  per  le  fiere;  ed  a  poca  Ji- 

la  Campana  fu  deciso  di  rinviare  a  Torrita  stanza  di  là  sta  forandosi  presentemente  on 

il  polGstà  [>er  invigilare  che  questa  Terra  ed  pozzo  artesiano,  la  di  cui  trivella  ha  scan- 


TORR  TORR               651 

'Ji^iùlo  fioon  an  terreno  cretaceo  conchi-  II  più  volle  citalo  De  Angelis  aggiunge, 

gliare  sino  allm  profondila  di  cento  braccia,  che  i  Torrìlesi  nel  principio  del  lecolo  XVI 

lirefMxai  pertanto  del  1498  il  popolo  di  intrapresero  a  rendere  pìiì  decente  la  loro 

TorriU  doveva  arer  riacquistato  la  buona  patria,  sia  con  T ingrandimento  di  fabbri- 

fittia  dei  gOTemanti  di  Siena.  IvTcgnachè,  che  particolari,  sia  con  la  fondazione  di  o- 

ollic  quanto  si  diri  fra  poco,  ciò  apparisce  spizj,  di  fratemite  e  di  chiese,  finché  nel 

di  ana  deliberazione  presa  dai  Signori  Nove  i553  conquistala  dalle  armi  aiistro-ìspano- 

ad  IO  die.  del  1495,  che  decretarono  per  medicee Torrita  con  il  suo  territorio  fu  riii* 

Torrita  on  potestà  di  prima  classe;  al  cui  nito  nel  iSSy  alla  coron»  di  G>simo  I,  ed 

arriTo  annuale  1  Torritesi  a  forma  de*  loro  in  seguito  ai  Gninduchi  di  Toscana  suoi  sue- 

statuti  solevano  presentare  il  regalo  di  due  cessori ,  cui  i  Torritesi  restarono  costante- 

paja  di  polli,  due  staja  di  biada,  due  quarti  mente  fedeli. 

4i  vino,  sedici  pani ,  una  soma  di  paglia  e  Chiese  e  stabilimenti  pubblici  di  Tot- 
fibbie  sei  di  candele.                  '  rifa.  —  Torrita  attualmente  ha  una  sola 
Kel  secolo  dccimoqnarto  era  accaduto  sotto  chiesa  parrocchiale ,  cioè ,  la  pieve  de'  SS. 
il  paese  di  Torrita  (10  aprile  1 358)  un  san-  G>stanzo  e  Martino,  riedificala  sulla  fine 
fainow»  Catto  d'armi  fra  le  masnade  perugine  del  secolo  passato.  L'antica  esisteva  fuori 
e  quelle  senesi,  dove  quest'ultime  restarono  del  paese  in  luogo  denominato  la  />iet*e  t^ec- 
Msnfitte  oon  guasto  del  paese  e  del  contado,  chia^  comecché  più  tardi  quella  pieve  ve- 
lia più  ancora  i  Torritesi  risentirono  i  nisse  dedicata  alla  ^o^on/ia  «/e/rC^/iVo.  Es- 
«faoni  della  guerra,  negli  anni  i363e  i383  sa  era  arcipretnrj  quando  nel  1648  fu  in- 
qnando  nei  suoi  contomi  ebbero  luogo  due  naizata  a  collegiata  in  concorrenza  con  l'aU 
battaglie  date  dalle  truppe  sanesi ,  la  tra  delle  SS.  Flora  e  Lucilla  ;  ad  entrambe 
ad   una  compagnia  di  avventurieri,  le  quali  é  comune  il  capitolo,  composto  di 
del  Cappelletto t  nella  quale  fu  fatto  nove  canonici  con  5  dignità.  Arciprete^ 
prìfioniero  il  loro  comandante  duca  diFel-  Preposto^  Primicero^  Arcidiacono  e  7>- 
tn  e  di  Urbino,  l'altra  quando  i  Torritesi,  foriere.  -^  La  pieve  dentro  al  paese  fa  più 
sebbene    coraggiosamente  resistessero   alle  volte  restaurata  e  ingrandita ,  siccome  può 
prìae  aggressioni  del  capitano  di  ventura  congetturarsi  dalle  iscrizioni  ivi  esistenti. 
Baldino  da  Panicale,  dovettero  finalmente  In  quella  delle  SS.  Flora  e  Lucilla,  fon- 
cedcre  a  quelle  masnade  che  saccheggiarono  data  in  più  piccola  dimensione  nel  secolo 
latto  il  paese  a  guisa  di  avidi  ladroni.  XIV,  furono  innestati  dei   restauri  nel  se- 
In  'vista  di  tanta  fedeltà ,  e  dei  danni  dai  colo  XVII. 
Tarritesi  ricevuti ,  il  Comune  di  Siena  nel  ELivvi  costi  un  altare  di  S.  Antonio,  dove 
a8  maggio  del  141 9  deliberò  di  condonare  si  ammira  una  tavola  dipinta  nel  sec.  XIV,  e 
loro  tutti  i  debiti  per  gravezze  e  dazj  non  vi  si  conserva  in  marmo  scolpita  nell'  anno 
pagati,  accorda  n  do  ai  medesimi  va  rj  privilegi  1444  l'arme  della  famiglia  Pecorai,  dalla 
ed  esenzioni.  —  (De  Aaou.»,  Opera  cit.)  quale  discendeva  al  parere  di  alcuni  il  fà- 

Lo  stesso  De  Àngelis  fu  di  parere  che  la  moso  Ghino  di  Tacco, 
chiesa  di  S.  Flora  ed  il  pretorio  con  la  sua  Esistono  dentro  Torrita  altre  due  chiese, 
torre  esistenti  in  Torrita  potessero  essere  o-  S.  Croce  e  la  SS.  Annunziata  ,  nell'  ultima 
pera  della  restaurazione  di  questa  Terra,  co-  delle  quali  é  da  vedersi  un  quadro  del  Vanni 
mecche  sulla  facciala  della  chiesa  medesima  rappresentante  T  Annunziazione. 
si  legga  Tanno  i43o  della  sua  edificazione.  Lo  spedale  di  Torrita  istituito  per  i  pel- 
Air^rr.  GuAmDAVAxxi  DI  ToKKiTA  fu  del-  legrini,  aveva  nel  secolo  XVI  un' ammini- 
to,  cbe  cotesto  luogo,  di  cui  attualmente  é  si  razione  separata  da  quella  di  una  pia  con- 
restalo il  vocabolo  a  pochi  poderi ,  aveva  grega  secolare  denominata  la  Fraternità , 
una  eh.  parr.  sotto  l'invocazione  di  S.  Sle-  cui  esso  con  i  suoi  beni  nel  1611  fu  riunito, 
tano,  stata  riunita  fino  dal  1473  alla  chiesa  Annessa  a  questa  fa)>brica  vi  è  la  scuola  co- 
I^ebana  ile' SS.  Costanzo  e  Martino  a  Tor-  munitaliva,  che  nei  tempi  andati  estendeva 
rila.  Dissi  ancora  che  da  queslo  stesso  vico  i  suoi  insegnamenti  anche  alle  belle  lettere, 
di  Guardavaile  prese  il  casato  un»  nobile  Tuttociò  diede  motivo,  dice  il  De  Ange- 
famiglia  di  Torrita,  alla  quale  appella  un  i-  /i>,  ad  innalzare  in  Torrita  dopo  la  metà 
strumento  del  sett.  i327  ed  una  riforma-  del  secolo  XVlll  un  teatro,  stato  restaurato 
gione  della  Rep.  di  Siena  dell'agosto  1444.  nell'anno  1824.  Anche  costi  fu  eretta  una 


552  T  O  B  B 

«Ielle  solile  accademie  lellcniric  che  prese 
iht  nome  cil  emblema  quello  che  Itillora 
uontierva  ih  Oscuri. 

Ma  la  co^a  che  fa  molto  onore  a  questa 
Terra  è  quella  di  essere  stata  la  |Mtria  di 
Fra  Giacomo  da  Torrila ,  primo  ristoratore 
deir arte  musi vuria  in  Italia,  e  autore  dri 
iuo<aÌGÌ  fatti  nel  laaS  nella  tribuna  di  S. 
Giovanni  in  Firenze,  e  più  lardi  in  Roma. 


TOBB 

Non  menu  nolo  nella  storia  mìUtarc  è 
quel  Ghino  di  Tacco  da  Torrita  credulo 
drJlii  l'ami  ([Ha  Pecorai ,  o  come  altri  vo- 
gliono delia  casa  Monaceschi,  il  quale  Ghino 
tornì  ar|2c»mento  al  Boccaccio  per  una  delle 
sue  cento  Novelle. 

Finalmente  Torri ta  ha  dato  molle  tàni- 
miglie  nobili,  fra  le  quali  le  già  citale  dei 
Pecorai  e  de*  Guardava  Ili. 


MOFlStENTO  della  Popolatione  della  Teuèa  di  Tobmitm 
a  cinque  epoche  diverse  y  divisa  per  famiglie. 


Auro 

iMruBiai 

ADULTI 

COHinOATI 

dei 

EOCUtSIAST. 

dei 

Numero 
delle 

Totale 
della 

mas  e. 

femm. 

masc. 

femm. 

due  sessi 

due  sessi 

famiglie 

Popolai, 

1640 

— . 

^^ 

_ 

— 

.. 

174 

1745 

1745 

3ii        a8i 

338 

355 

670 

a3 

348 

1978 

i833 

418 

364 

447 

414 

998 

»3 

461 

«594 

1840  C*) 

5io 

462 

473 

4ia 

950 

17 

5i5 

a8a4 

18430     458 

4x8 

485 

44» 

948 

>9 

5l9 

«770 

NB.  {*)  Le  frazioni  degli  abitanti  della  parrocchia  di  Torrita  che  negli  anni  1840 
e  1843  escivano  fuori  di  Com.  non  si  sono  contemplate.  »-  Ved.  V  ultimo  Qniaao. 


Comunità  di  Torrita,  —  Il  territorio 
di  questa  Ck>munità  occupa  una  superfìcie 
di  16540  quadr.  46a  dei  quali  spettano  a 
corsi  d'acqua  ed  a  pubbliche  strade. 

Nel  i833  \i  si  trovava  una  popolazione 
«li  3731  abit.  a  proporzione  di  186  perso* 
ne  (ler  ogni  migl.  quadr.  di  terrilorio  sog- 
getto  air  imposizione  fondiaria. 

Confìna  con  cinque  Comunità  del  Gran- 
ducato, 4  delle  quali  alla  sinistra  del  Canal 
Maestro,  e  una  alla  sua  destra.  —  É  que* 
st* ultima  la  Com.  di  (x>rtona,  con  la  quale 
r altra  di  Torrita  fronteggia  dirimpetto  a 
grec.  per  mezzo  miglio  mediante  il  Canal 
Maestro  della  Chiana  ,  a  f»artire  dalla  con- 
fluenza del  torr.  Fuga  dirimpetto  al  rio 
delle  Chianacce  fino  allo  sbocco  del  fosso 
7b/ta/i/e.  Costà  lascia  il  Canal  Maestro  ^er 
rivolgersi  a  sett.  di  fronte  al  territorio  co- 
raunilativo  di  Asinalunga,  con  il  quale  que- 
sto  di  Torrita  cammina  di  conserva,  da  pri- 
mo mediante  il  corso  retrogrado  del  fosso 
Tonante,  quindi  per  la  via  comunale  detta 
del  Restane  y  e  di  là  andando  incontro  alla 


corrente  del  fosso  Fratta,  sol  quale  attn- 
versano  la  via  provinciale  Lauretana  dirim- 
petto ai  poderi  di  Guarda^alle.  In  fine  la- 
sciano a  lev.  il  fosso  predetto  per  eolme 
nella  strada  Lauretana  e  dirigersi  a  pon^ 
maeslr.  nel  fosso  della  Doccia  di  Amorosa 
che  rimontano  verso  la  sommità  de*  poggi»  la 
cui  faccia  meridionale  acquapende  nel  Val- 
d*Asso.  Strada  faceo«lo  il  territorio  di  Tor- 
rila  trova  di  fronte  a  maeslr.  la  Com.  di  Tre- 
(|uanda  ,  con  la  quale  continua  a  percorrere 
verso  le  sorgenti  della  Doccia  prenominata 
fier  arrivare  presso  quelle  del  torr.  Tro9t 
sulla  sti-ada  comunale  che  da  Trequanda 
conduce  a  Monte-Fol Ionico. 

Di  costì  per  termini  artificiali  dirimpetto 
a  pon.  percorrone  insieme  il  crinale  de*  pog- 
gi che  dividono  le  due  valli  finché  alla  Co- 
saauova  sotlentra  a  confine  il  territoriodcl- 
la  Com.  di  Pienza  ,  con  la  quale  1* altra  di 
Torrita  fronteggia  nella  direzione  da  lib.  a 
grec.  mediante  termini  artificiali  per  arri- 
vare sulla  via  rotabile  di  Montepoldana 
Lungo  il  corso  di  qncst'  ulUma  via  conti- 


TORR  TORR  553 

Dvauo  i  territori  delle  prenominate  Gom.  che  nel  1800  eestò  di  versare  nella  Poenna 
fino  al  fosso  della  Buca ,  doTC  viene  a  con-  perchè  destinalo  a  colmare ,  come  ha  fililo , 
fine  quello  della  Com.  di  Montepulciano ,  la  pianura  Torritese. 
con  coi  r altro  di  Tortila  confini  per  lungo  Fra  le  niaguiori  monlnotità  comprese  in 
IrAfilto ,  da  primo  medbnte  il  fosso  de*  cotesto  territorio  liavvi  quella  di  Jfon/e- 
Griltoniy  tributario  il  più  alto  del  torr.  Sa-  Follonico  che  |)resa  al  con\enlo  de* Minori 
iarco,  poscia  mediante  il  5a/arco  stesso  che  Osservanti  può  essere  un  cento  di  br.  circa 
lasciano  fuori  (ler  entrare  alla  sua  sinistra  inferiore  al  livello  di  Montepulciano.  La 
nel  botro  del  Piali  deirO/mo,  donde  scen-  qual  cìlià  fu  risconlratii  ilal  Prof.  Padm 
dooo  nel  fosso  delle  Balie,  Quindi  passando  Giovanni  Inghirami  d^lU  sommila  della  tor- 
(u  piagge  cretose  nella  direzione  setlet rio-  re  del  palazzo  pubblico  uscendere  a  1076 
naie»  lag>1ìano  la  strada  provinciale  Laure^  br.  sopra  il  livello  del  mare. 
ra4«  elle  viene  da  Gunrda^alle  e  da  Tor-  Il  Prof.  Giulj  poi  nella  sua  Statistica 
hta,  fino  a  che  voltando  alquanto  direzione  agraria  della  f^ol'di'C/tiana  indicò  per 
a  fice.  pausano  presso  il  podere  del  Con/Zoe  apprusimazione  la  Terra  di  Turrita  a  5  00 
allraversando  la  pianura  lungo  i  torr.  Ftten-    br.  sopra  il  mare. 

ma  e  Fuga,  Finalmente  i  due  tcrrìtorj  nn  Rispetto  ali*  inJole  del  suolo  che  cuopre 
smlando  la  ripa  destra  del  torr.  Fuga  ar-  il  territorio  di  questa  G)munitii,  oltre  quan- 
rivano  sul  Canni» Uiaestro  della  Chiana  di-  lo  fu  in<Iicato  per  la  parte  montuosa  ali* 
rinpelto  alla  Gom.  di  Cortona.  Art,  Morte- Followico,  Voi.  Ili  pag.  394, 

Due  strade  prorinciali  attraversano  il  ter-    aggiungerò  le  osserv.izioni  fatte   dal  Prof, 
rilorio  dlTorrita,  cioè  quella  Zon^i/ncfì-    Giulj  neirO|)era  testé  rammentala,  dove 
■c/e,  o   Catsia,  che  guida  da  Chiusi  ad    disse,  che  3oo  br.  al  di  sopra  di  Turrita 
Arezzo  passando  a  pie  del  poggio  di  Torrita,    compariscono  da  primo  gli  strali  di  calce 
e  r  altra  detta  Laur etana  che  da  Siena  per    carbonaia  compita  (a/^erese)  in  quella  { arte 
Asciano    e  Asinalunga  sbocca  nello  Stato    del  Monte-FoI  Ionico  eh*  è  situata  fra  mezzo 
Fontificìo  presso  Vallano  dopo  esser  passata    giorno  e  [jonente,  cui  sovrappongono  strati 
dalla  Terra  di  Torrita.  —  Sono  poi  corno*    di  marmo  ordinario  grigio,  sui  quali  è  fab- 
■ilati've  e  rotabili  le  strade  che  da  Monte-    bricato  il  paese  di  Monte-FoUonico.  —  La 
polciano  e  da  Pienza  per  Monte -Follonico    parte  montuosa  e  coltivabile  di  questa  Co- 
conducono  a  Torrita.  munita  (seguila  a  osservare  lo  stesso  A.)  sa- 

prà i  corsi  maggiori  di  acqna  che  percor-  rebbc  formata  nelle  sue  maggiori  elevatezze 
reno  n  che  rasentano  il  territorio  di  questa  di  calce  carbonaia  pietrosa ,  ma  decomposta 
CoBniDità,  oltre  il  Canal  Maestro  ti\  il  lorr.    dalle  meteore. 

So/orco,  i  quali  ne  lambiscono  i  confini,  uno  Molte  colline  sono  di  struttura  simile  a 
1  grec.  l'altro  a  scir.,  si  contano  il  Foenna  quella  delle  pendici  di  Montepulciano,  ma 
e  la  Fugn  che  il  conte  Fossoinbroni  (ara-  ì  colli  che  circondano  il  capoluogo,  ed  in 
gonò  a  quelli  dell*  AiTrìca  che  portano  arene  ispecie  quelli  che  stendono  la  loro  basever- 
d'oro,  [ler  aver  ridotto  quei  luoghi  palustri  so  il  Canale  Maestro  sono  assai  fertili,  sic- 
a  terre  coltivabili.  Rispetto  al  padule  che  come  fertilissima  è  la  maggior  parte  della 
nei  secoli  trapassali  esisteva  nella  pianura  pianura  di  Torrita,  coperta  da  un  terreno 
di  Torrita  fra  il  CanaUMaestro  ed  il  corso  recentissimo  di  trasporlo. 
della  Foenna^  esso  da  qualche  tempo  fu  con-  Rispetto  al  lif^nite  da  noi  accennato  nei 
vertilo  in  fertili  poderi,  gran  parte  <le*  quali  contorni  di  Monte-FoI Ionico,  aggiunge  il 
Sfatino  alla  fattoria  della  Corona  della  def-  Prof.  Giulj,  che  quello  del  fossateJlo  d*  Or- 
r  Abbadia. «—f^e</.  Carte  Idrauliche  sullo  bigUano  presso  alla  sua  confluenza  nel  tor- 
stato  antico  e  moderno  della  f^al-diChia-  tenie  Trove  si  trova  in  strati  alti  anco quat- 
na  del  Cav,  Alessandro  Manetti,  (Firen-    Irò  braccia. 

le  i8a3.)  Col  regolamenlo  governativo  del  a  giu- 

Fn  i  molli  fossi  che  raccolgono  le  acque  gno  1777  '^  Comunità  di  Torrita  fu  for- 
del  piano  inferiore  dlTorrita,  il  più  singo-  mata  dai  popoli  di  Torrita,  di  Monte*Fol- 
lare  di  tulli  è  quello  della  Fuf^a  ,  che  ri-  Ionico  e  di  Ciliano,  l'ultimo  de* quali  co- 
ceve  le  acque  della  Doccia  MV Amorosa ,  stituiva  una  piccola  Comunità  unita  al  co- 
dei  Soraggiolo  che  v*influisce  M Abbadia,  munello  di  Guardavalle. 
e  del  CorniOf  il  quale  scende  da  Torrita  e        In  quanto  ali*  arti  e  manifatture,  oltre  la 


5St                TORB  TOBR 

bbbik*  <1)  TCiri  ■  llloole-Folloaìeo,i>  con-  luirtedl  di  nuggio,  net  0  «gofto  e  nel  jn- 

Udo  in  ToiriU  due  buone  bbbriche  di  cip-  mo  nieicolcdl  di  iriienibre. 

pdli  di  Altro  e  Ire  linlorie,  odi  M*ui»  di  Con  la  legge  del  >  agMto  iSIS  Tu  «op- 

wta  e  vari  (miloi  da  olio.  preno  il  paleilk  di  Torrila,  e  riunita  U  Mn 

In  TonìU  fi  tiene  nn  piccolo  mercato  giuriidiiione  al  liearìo  di  Atinalunga,  don 

•Mlimanale  nel  giorno  di  ubilo  in  un  piai-  é  la  oncellerij  Cura  uni  latin.  L' ÌDgegnen 

«ile  ridotta  aitualoiente  ■  locale  per  il  givo-  di  circondi  rio  risiede  io  Fojiao,   l'ufliiio 

co  del  pallone.  dì  emione  del  Regiitro,  la  c«iuerTaiioaj 

Vi  hanno  luogo  pure  (  fiere  annue,  le  dell' Ipoleche  ed  il  tribunale  di  Prima  h 

quali  cadono  nel  1 7  gennajo ,  nel  lecoiido  ilanta  sono  In  Honlepukiano. 

QUADRO  della  Popoìanont  drlla  Comokitj'  01  Toèuta 
a  cianite  tpaekt  ài»ert€. 


TORRITE  della  GirbgDana.  —  Un  »ÌI.  U  leconda  Tiumana  appellala  Torrim  ii 

laggio  con   Ire  direni  cani   d'acqua  che  Gallicano,  awt  M\iPtlro$tiaaa,ùtvMt 

•cendono  dall'Alpe  Apuana  portano  il  nome  nel  Serchio  fra  Gallicano  e  Barp,  e  la  lem 

di  rocn/oe  TorriU;  »1e  a  dire  la  Tor.  iU  TWrila  Cava  cht  li  uni«*  al  Serchìn 

rito  Caaa ,  \»  Tarri'ta  dì  Gallicano,  o  di  dìrimpelio  allo  ibocco  MVAitia  lai  «m- 

Peirotciana,  e  la  Torrila  Secca  ;  V  ultima  fìne  merirliouale  della  Gjrfagnana. 

delle  quali  ji  cnneiun^  al  Sere/ilo  pre*io  La  [irimi  di  colcite  Ire  limpide  e  preci- 

CistelnuoTO  di  Garfagnana  ,  pitoie  tiiimane  Irae  la  tua  ori)!Ìae  alquaDlo 

Qui  do„e  argenuo  Ìl  corto  *"?"  '"'"''"  *"""'  ''''"'"'  K'^t^l'^^ 

La  T^rr!,^  ^;.,,„./-                ,■  ni.tali.i  di  Seraveiu.  lerrilono  del  GranJit- 

M-a  A  arnia  aiicingUe  t  itco  viene  .      r>-   ..           ■        .  <■                .    ■    ji 

J  —..r.'r...'  ._.  _       .      1  e       !■  calo.  Dt    A  scende  pel  fiinco  auslnle  drl- 

^  maritarti  mitamoroto  u  Sirchto.  ,,.,      ,          .     ,    d          j-  c      i         _«. 
I  Alpe  denafninata  Penna  di  Sombra  e  ptf' 

t  quella  iteita  fiumana  della  Torrila,  sando  |«r  Careggine  accoRlie  per  ria  fn 

della  quale  l'Arioslo  cinlò  (satira  IV).  rupi  mannorFe  i  lurrenli  Rontano  e  Saitì 

Quitcesi,do^edadiv,r,efan,i  P^r  ba^n.re  in  seguito  ie  mura  dd  «lUf 

Con  eterno  rumor  eon/on^oa  Vaeque  ^'O  d.  Ronl.no  che  trota  crea  due  m.gl- 

tm  Torma  col  Serckio  fra  due  ponti.  «"P"  9'*'''^°"'=!^'  P^'^'e""'  '  ''•'*•  " 

'  accoppia  al  home  aercnio. 

In&tli  il  Serchio  paisà  costì  tolto  il  ponte  h»  Torrila  di  Gallicana  derin  da  vu 

delio  di   S.   iMcia,   e  la  Torrita  Secca  groua  sorgenle,  della  la /'e((V(C(ana,pi«c 

Mtlo  il  ponie  ■ppelltto  della  Madonna.  v>  la  cimi  dell'Alpe  omonima  sotto  il  mw 


TOBB  TOBT               555 

di  ana  malageTole  itnda  mulaltiera  che  at-  con  degli  avanù  di  una  caia  caduta  ;  e  le 
trarersa  Ij  parte  orìenlale  dell'Alpe  Apoa-  acque  termali  trapelando  per  altra  fia  ti 
■a.  Nasce  tra  Forno  f^olasco  del  Modanese  univano  a  quelle  del  micino  fiume.  L'altro 
ed  il  territorio  comunitativo  di  Siazzema  bagno  caldo  ai  tempi  del  Valtisnerì  era  con 
del  Granducato.  Di  costassù  precipitando  la-  qualche  diligenza  conservato  con  i  suoi  se- 
scia  alb  sua  destra  la  Pania  delia  Croce  di  li  intorno  di  marmo  e  con  stanza  a  volta 
passando  fra  Vergemoli  e  Trassilico,  accre-  di  mattoni.  In  contiguità  del  bagno  eranTÌ 
scinta  per  tia  da  vari  fossi  e  ornali  che  la-  due  acquedotti,  uno  d'acqua  caldissima, 
leralmente  riceve,  finché  di  sotto  alla  rupe  T altro  di  acqua  limpida  e  freschissima,  le 
marmorea  dell' fremo  di  Calomini  entra  quali  acque  si  prendevano  a  piacere  me- 
nel  territorio  lucchese  di  Gallicano,  nella  diante  due  roftinef. 

qoal  coQtrada  trova  il  Serchio,  in  cui   la  Circa  vent'anni  dopo  però  un  gran  terre- 

Torrifa  di  Gallicano  perde  il  suo  nome,  molo  accadutone!  1747  portò  Io  siacelo  to- 

[^   borrita  Cava  finalmente  ha  il  suo  tale  a  quelle  già  cadenti  terme,  le  cui  ro- 

prìacipio  da  varj  rami  nell'Alpe  di  Stazze-  vine  furono  segnalate  dall'abate  IX^menico 

■a,  i  quMli  insieme  riuniti  s'inoltrano  a  I^lcchi  nelle  sue  Memorie  istoriche  della 

scir.  bagnando  i  confini  settentrionali  della  Garfagnana  (Lucca  1785)  poste  circa  aoo 

eomuaitk  lucchese  di  Pcscaglia  ;  quindi  la  passi  distante  dal  villaggio  di  Torrite  sulla 

fiuaiana  scorrendo  nella  direzione  di  lev.  ripa  destra  della  fiumana  omonima. 

sbocca  nel  Serchio  in  un  luogo  appellato  II  paese  di  Torrite  nel  i83a  formava  una 

Torrita  Cava  dal  letto  che  quelle  acque  sì  sezione  della  Comunità  di  Castelnuovo,  la 

scavaroDO  fra  quelle  ripide  pietrose  balze,  cui  cappellania  contava  340  abil. 

Vi  è  qualcuno  che  ha  dato  il  nome  dì  TORSOLI,  o  TORSOLE  in  Val-di-Gre- 
Torrriia  anche  al  torr.  Poggio  che  scende  ve.  —  Gis.  con  eh.  parr.  (S.  Gaudenzio) 
dal  fianco  orientale  dell'Alpe  detta  la  TViifi-  nel  piviere  di  Gaville  ,  Com.  Giur.  e  circa 
knra  per  entrare  \io\  nel  Serchio  alle  pitto*  tre  roigl.  a  scir.  di  Greve  ,  Dioc.  di  Fieso- 
retchc  fzruglie  di  gabbro  che  trova  dirim-  le,  Comp.  di  Firenze, 
petto  al   paesetto  della  Sambuca.  -—  Fed.  Risiede  presso  il  giogo  de' monti  che  se- 
Fdcgio  S.  TiBiasi  in  Garfagnana.  parano  le  acque  del  Val-d'Amo  fiorentino 
TOaHITE  (VILLAGGIO  di)  presso  Ca-  da  quelle  della  fiumana  di  Greve ,  sopra  le 
fRunroTo  u  Qknkomkuk  nella   Valle  del  sorgenti  del  torr.  Cestio  di  Gaifille, 
Serchio.— Piccolo  Vili,  con  cappella  curala  Due  istrumenti  del  secolo  XI  appartenuti 
(SS.  Trinità)  nel  po)X>lo,  Com.  e  Giur.  di  alla  Badia  di  Passìgnano  rammentano  questo 
Castelnuovo,  che  resta  quasi  un  migl.  al  luogo  nel  piviere  di  S.  Romolo  a  Gaville,  o 
loo  leT.-grec.  nella  Dioc.  di  Massa-Ducale,  in  Cortule;  il  primo  de' quali  fu  scritto  in 
già  di  Lucca,  Due.  di  Modena.  Pietrafitta  li  37  luglio  io5o,  e  l'altro  li  i5 
Risiede  sulla  ripa  destra  della  fiumana  gìuf^no  1  oSo  nel  distretto  di  Greve  presto 
di  Torrita  Secca,  ed  ha  per  confine  a  lev.-  i7  Castel  di  Torsoli  nel  piviere  di  S,  Ro- 
grec.  il  popolo  di  Castelnuovo,  a  ostro-scir.  molo  in  Cortule,  —  (Aaca.  Dipl.  Fioa.  Car- 
ta a  maest.  quello  di  Ronlano   mediante  te  citj)  —  Ved.  Gavili^r. 
l'alveo  della  Torrita  Secca,  Iia  parr.  di  S.  Gaudenzio  a  Torsoli  nel 

Rispetto  al  paesetto  di  Torrite  all'^rf.  i833  contava  lag  abit. 

Prtb  FoacuMA  citai  un  istrumento  lucchese  TORTA  (S.  LUCIA  allaÌ  ossia  ir  PIN- 

del  a 8  giugno  9 5 a,  nel  quale  fu  notata  an-  ZA.NO.  —  Fed,  PinzAno  e  Tosika. 

che  1.1  villa  di  Torrite,  la  quale  probabii-  TORTIGLIANO  in  Val-Tiberina.  ^Gis. 

mente  ebbe  origine  dalle  distrutte  sue  ter-  con  eh.  parr.  (  S.  Barlolommeo)  nel  pieva- 

me,  descrìtte  da  Antonio  Vallisneri  nel  suo  nato  della  Sovara,  Com.  Giur.  e  circa  tre 

Viaggio  per  i  monti  di  Modena  ed  in  una  migl.  a  ostro  di  Anghiari ,  Dioc.  diSan-Se- 

lettera  diretta  verso  il  1726  al  doti.  Giù-  polcro,  già  di  Arezzo,  Comp.  aretino, 

seppe   Avanzini.  Vi  erano  presso    Torrite  Siede  questo  Cas.  sul  fianco  meridionale 

(scrìveva  Vallisnieri)  antichissime   terme,  del  poggio  detto  di  S.  Veriano  ,  dove  i  mo* 

dove  egli  commendava   la  diligenza  degli  naci  Camaldolensi  di  quella  badia  fino  dal 

antichi ,  mentre  si  stupiva  della  negligenza  secolo  XII  ottennero  beni  in  dono, 

dei  moderni.  —  Uno  di  quei  l>agni  termali  La  |)arr.  di  S.  Burtolommeo  a  Tortigliano 

di  bella  struttura  fu  trovato  pieno  di  sassi  nel  i833  contava  83  abit. 


556  TOSO  TOSC 

TOSCANA.  GRANDUCALE.  —  La  San-Hiniato,  di  Empoli,  di  Fueeeehio, 

Toscana  Gmnducaie,  compreso  il  terrilorio  del  Pontatsie^e  e  di  Searperia, 
trilli  MI  pfteiin  ino  e  quello  di  oUremagrii,  ti         Nel  vicarinto  di  San-Gìo^anni  fu  fO|^ 

ttsleiiilè  d:«l  gr.i(lo  37^  ai'  h1  3o^  aMi  long,  press.!  la  poiesifrìa  del  Bucine,  che  si  riunì 

orieuUte»  e  dal  gr.   4a^    16' al  44®  10' di  a  quella   di    Monlevarclii  :  cosi  T  altra  di 

Util.  setlenlrionale, calcolando  il  punto  più  Crfstel-Frauco  di  Sopra  venne  riunita  alU 

orientale  nella  Coin.  di  Seslino  e  quello  più  potesteria  di  Terranuova.  Al    Ticiirìato  dì 

oocidenlale  nella  Cam.  di  Zeri,  mentre  il  San^Sfiniato  fu  riunito  dalla  slessa  legge  la 

luogo  più  meri'liondle  lo  faccio  nell*  iso-  soppressa  potesteria  di  Montajone,  e  quella 

lotto  di  Giannutri  e  la  porzione  più  setten-  di  Palaja   raccomandiUa  alla   potesteria  di 

trìonale  di  là  da  Piancaldoli  in  Com.  di  Fi-  Peccioli.  Al  TÌcariato  d*Empoli  fu  assegnala 

reosaola.  la  potesteria  di  Moni  elupo  con  i  territori  di 

Gotesta  bella  porzione  d'Italia  giacendo  Petrojo,  Sovigliana  e  Spicchio.  -—  Nel  TÌca- 
qoasi  nel  centro  della  sona  temperata  del  rialo  del  Pontastìe^e  fu  staccato  dalla  potè- 
nostro  Emisfero  e  ad  una  elevatezza  media  sleria  di  Dicomano  il  popolo  di  S.  HIarìa 
della  sue  valli  di  circa  35o  braccia  sopra  il  ali*  Eremo  e  riunito  al  TÌcariato  della  Al- 
livello del  mare  Mediterraneo ,  essa  che  per  ea^S.-C asciano.  Nel  vicariato  di  Scar|ieri« 
una  lunga  linea  di  quasi  cento  migl.  geo-  furono  soppresse  le  potesterie  di  Barberino 
grafiche  confina  col  mare ,  mentre  i  fianchi  di  Mugello  di  Vicchio,  e  ridotto  a  potesteria 
deir Appennino  Toscano  Toltali  fra  occidente  il  vicariato  di  Firenzuola,  tutti  sottoposti  al 
e  ostro  la  difendono  dai  venti  settentrio-  vicario  di  Searperia. 

naii ,  coleste  ed  altre  favorevoli  prerogative  11.®  Dipendono  dal  Grovemo  di  Livorno 
giustamente  meritarono  alla  Toscana  il  ti-  oltre  i  due  commissari  di  quella  città  il  Ti- 
tolo di  giardino  delV  Europa*  cario  di  Rosignano,  dalla  cui  giiirìsdisiooe 

bona  che  supplisce  a  quelli  di  Guardistallo 
La  Divisione  araministniliva  della  To-  e  di  Gistagneto  stati  soppressi, 
scana  Granducale  è  poco  diversa  da  quella  III.^  Difiendono  dal  Governo  di  Pisa  i  vi- 
che  esisteva  nel  i836,    indicata  all'  Jri,  cariati  di  Pietrasanta,  di  Pontedera,  di 
GRANDUCATO  di  TOSCANA  ;  dove  però,  Fieopisano^  di  Barga  e  di  Lari,  al  quie 
rispetto  alla  Divisione  ecclesiastica  fu  detto  ultimo  fu  riunita  la  giurisdizione  civile  dH 
erroneamente,  che  V  arcivescovo  di  Bologna  potestà  di  Chianni  che  fu  soppresso, 
ed  il  vescovo  d*Imola  avevano  <!Ìiirisdìzione  IV.®  Dipendono  dal  Governo  di  Siena  i 
sopra  una  parte  della  Toscana  trasappennina,  vicariati  di  Asciano^  di  Casale  ,  di  Colle^ 
mentre  essi  1*  ebbero  fino  ali*  anno   1786.  di  Siontalcino  e  di  Radda.  Con   I.1  stesu 
Mollo  diversa  pert>  dalTanno  i836,  epo  legge  fu  :ippcllala  dì  Rosia  la  potesteria  di 
ca  in  cui  fu  compilato  queir  Art.,  è  la  Di-  Sovicille,  e  riunita  alla  giurisdizione  civile 
visione  governativa  e  giudiciaria  della  To-  dì  Poggibonsì  qtiella  che  sì  su|»prrsse  di 
scana  Granducale,  mentre  a  tenore  del  mo*  Barberino  di  Val-d*Elsa.  Anche  il  noovo 
tuproprio  del  a  agosto  i838  il  Granducato  vicariato  di  Asciano  comprende  i  territori 
rispetto  agli  effetti  governativi  e  giudiciarj  della  potesteria  dello  stesso  nome  e  dell' ai- 
fu  distribuito  in  5  Governi,  cioè;  i.  di  Fi'  tra  di  R:ipoli«no  che  si  soppressero.  Alla  po- 
rente\  a.  di  LiiHtrno;  3.  di  Pisa;  4.  di  testeria  poi  di  Radicomloli  fu  riunita  quella 
Sienn;  S.  e  dcW Isola  delP Elba;  ed  in   7  soppressa  di  Chìusdino,  mentre  1* altra  di 
Commissariali  re  gii  j  vale  a  dire;   1."  dì  Murlo  fu  aggregata  alla  giurisdizione  civile 
Pistofa;  a.°  dì  Arezx/ì,  3.®  di  Grosseto;  del  vicariato  di  Montalcino. 
4-^  dì  Montepulciano;  5.°  della  Rocca  S,  V.^  Dipende  dal  Governo  delPIsola  del- 
Casciano;  6.**  dì  FoU§rra,  e  7."  in  quello  TEIba  il  solo  vicarialo  ili  Portoferrajo^AU 
di  Poniremoli.  cui  giurisdizione  civile  venne  riiinila  la  sop- 

I.°  Furono  compresi  sotlo  il  Governo  di  pressa  potesteria  di  Porto-Ijongone. 

Firenze  i  tre  commissari  della  capitale  sol-  VI.®  Il  Commissariato  poi  di  Pìstoja  ab- 

toposti  al  commissario  regio  creato  con  mo-  braccia  i  vicariati  di  Pescia,  di  Pistofa  e 

tuproprio  del  i  dicembre  1840;  ed  inoltre  tìi  San-Mareel lo  con  le  ptitesteric  delPAIIiv 

tacevano  parte  del  Governo  medesimo  i  vi-  pascio,  gih  di  Montecarlo,  di  MonsuroniaDO, 

cariati  regii  di  Prato,  di  San4rio9anni ,  di  del  Bfontale ,  della  Sambuca  e  di  Borgo  a 


TOSC  TOSC  557 

Bafgaoo,  roltinui  delle  quali  tenne  sop-    dorè,  quella  di  Torrila,  la  cui  giurisdistooe 
presB  e  quiodi  riprislinata  in  vigore  della    fu  affidala  al  vicario  di  Asinalunga  con  al- 


del  a  a  aprile  1843.  La  stessa  cune  modificazioni  aggiunte  nella  nolifica- 

legge  del  9  agosto  i838  riunì  alla  giuri-  zionc  de!  a 9  aprile  1843. 
sdizione  civile  del  vicarialo  di  Pistoja  i  ter-        Furono  pure  soppresse  le  potesterie  di 

rilorì  àtWt  potesterie  di  Seravalle  e  di  Tiz-  Chianciano  e  di  San-Cascian  de*  Bagni ,  la 


che  ai  aoppressero.  prima  delle  quali  fu  riunita  per  la  sua  giu- 
VII.^  Il  Commissarialo  di  Àrrzzo  com-  risdiztone  civile  ai  vicario  di  Monlepulcia- 
piende  i  vicariali  di  Arezzo,  di  San-Sepol-  no,  e  rallra  a  quello  di  Radicofani. 
ero  ,  dì  Gasliglion-Fiorenlino ,  di  Cortona ,  Rispetto  al  Gommissarinto  regio  della  Roc- 
del  Uoale  San-&ivino  e  di  Poppi.  ca  S.  Casciauo  fu  già  avvisalo  alla  pag.  568 
Ndla  slessa  occasione  furono  soppressi  i  del  Voi.  Il  di  quesl*  Opera  »  che  esso  fu 
TÌearàU  di  Aogbiari,  di  Pieve  S.  Stefano  e  eretto  con  molupropiio  del  7  seti.  i837,  e 
di  Seslino  che  si  ridussero  a  potesterie  dello  che  estendeva  la  sua  giurisdizione  govema- 
Hesao  nome  ;  e  fu  riunito  alla  potesleria  di  liva  e  politica  sopra  i  quattro  vicariali  della 
lippiano  il  territorio  di  quella  del  Bfontcr-  Romagna  Granducale;  cioè,  di  Bagno,  di 
di,  finché  con  la  notificatione  del  aa  aprile  Marradi,  di  Modigliana  e  delia  Rocca  S. 
1843  mio  soppressa  la  prima  e  ripristinata  Casciano  ;  nella  quale  ultima  Terra  con  Io 
in  sua  vece  la  seconda.  Furono  eziandio  sop*  stesso  motuproprio  fu  instituilo  un  tribunale 
prcMe  le  potesterie  di  Civitella,  di  Strada  e  collegiale  di  Prima  istanza,  mentre  vennero 
di  Bassina  riunendo  la  prima  alla  gìurisdl-  soppresse  la  potesleria  di  Palanuolo  e  di  Pre- 
liooe  civile  del  vicario  di  Monte  S.  Savino,  milcore,  la  prima  riunita  alla  giurisdizione 
b  seconiii  a  quello  di  Poppi  e  ruilima  alia  civile  e  criminale  del  viairio  di  Marradi ,  e 
poicsteria  di  Bibbiena.  Per  simil  modo  la  1* altra  incorporala  al  vicarialo  della  Rocca, 
giurisdizione  civile  del  potestà  di  Subbiano  II  Commissario  regio  di  Ponlremoli  ab- 
fu  riunita  a  quella  del  vicario  di  Arezzo.  braccia  i  due  vicariali  tli  B.i<;none  e  di  Fi- 
Yllf.^  Il  Commissarialo  di  Grosselo  ab-  viziano,  mentre  quello  di  Volterra  si  limila 
bracci'i  i  vicariali  di  Arcidosso,  di  Pi  figlia-  alla   giurisdizione   della   città   e  comunità 
no,  deir  Isola  del  Gìglio ,  Orbetello,  Massa-  dello  stesso  nome  eil  al  perimetro  giuridico 
Sfaritliiua,  Gimpiglia,  Piombino,  Grosselo,  della  potesleria  di  Poroarance. 
Rocci-Slrada,  e  Scansano.  Dalla  slessa  legge  Con  lo  stesso  moluproprio  del  aag.  i838 
venne  soppressa  nel  vicarialo  di  Arcidosso  fu  data  una  nuova  orgiinizzizione  per  Tam- 
Li  potesleria  di  Cini»iano,  ripristinala  poi  minislraziouc  dePa  giustizia  in  tulio  il  Gran- 
con  nolificazioiìe  del  9  settembre  x8^4,  la  duralo,  sia  rispci  lo  alle  atti  ibuzioni  de'pode- 
polesleria  di  Monlieri,  riallivala  con  iiolifi.  sia,  de*  vicarj  regi,  de* tribunali  collegiali 
azione  dal  aa  aprile  18 '1 3, clic  abolì  quella  di  Prima  istanza  slaliiliti  in  Firenze^  Li. 
di  Praia,  sottoponendo  la  sua  gìniisdizione  vorno^Pisa^Siena^Pistofay  Arezzo^Gros- 
rivile  al  vicario  di  M^ssa-Mariltima.  Inoltre  seto,  Montepulciano,  San-Miniato,  e  Rocca 
furono  ridoni  a  potesterie  i  \icariali  (li  Man-  <S.  Casciano  \  come  ancora  ;ig1i  allriboli 
ciano  ediCastiglion  della  Pescaja,  restando  dell* unica  Cotte  Regisi  nella  capitale  e  della 
inppresa  la  potesleria  di  Cimpignalico  ,  e  Real  Consulta  da  l'ormarsi  in  Corre  •S>u/7rema 
affidala  1.1  sua  giurisdizione  civile  a  quella  di  Cassazione  uei  casi  di  ultima  istanza. 
del  vicario  di  Rocca-Strada.  In  si'guilo  eoa  motuproprio  del  aa  agosto 
Con  la  notificazione  dot  a  a  aprile  1843  1840  vennero  accordali  i  tribunali  colle- 
fu  ilistarc:ilo  dalla  giurisdizione  della   polc-  giali  di   Pi  ima  isliiuz;i  anche  alle  cillà  di 
steri.!  di  Porlo  S.  Stefano  il  popolo  dì  Pori'  Ponlremoli  e  di  PorloCeirajo. 
Ercole  eil  aggregalo  alla  giurisiJizione  civile  Finalmente  con  la  le<:^e  del  a  scllcmbre 
e  criminale  del  vicario  di  Orbeiello.  1842  nel  Com|)arlìmenlo Grossetano  venne 
IX."  Nel  Commissari.! io  dì  Montepnlcia-  creila  la  nuova  Comuniia  del  Jffontnrgen- 
no,  la  cui  giurisdizione  abbraccia  i   vica-  taro,  capolno<;o  delhi  quale  fu  dichiarata 
rÌ4ii  delTAbbadia  S.  Salvadore,  .4siu:iUiiìg:i,  la  Terni  di  Porto  S.  Slci'iino  distaccando  il 
Chiusi,  Montepulciano,  Pienza  e  Radico-  suo  territorio  dnlla  Comunità  di  Orbetello, 
f^ni ,  restarono    so|)pressc    la    poicsteria  di  cui  fu  dato  in  compenso  il  dislrcllo  terrilo- 
Pian -Casta gnajo  incorpf>randol.i  alla  <!Ìuri-  riale  del  pof>olo<li  Oipalbìoapparleuuto  fìno 
S'iizione  del  vicario  delPAbiiadia  S.  Salva-  allora  alla  Cumuuilù  di  Manciano. 
▼.  T.  71 


558 


Tose 


TOSC 


IfiTMKBO  DtitE  Cjucellibue  Comueìtj-    Luogo  di  Hetiiengo  Nom^  dette  Ci 
Tir  E  E  DELLE  LOBO  CoMU/tiTJ*  MEt  ciitQUE        àc  Ca/tceUieri  e      nità  comprese  m 
CoMPJÈTiMENTi  DELLd  TùMCAìfd  GèjE'        delle  CancetterU      ciascuna  CameeU 

Comuniiaihe  teria  ComumUÉ. 


DUCJLE, 


I.  CovrAiTiMiirro  Ftomurmio 

Luogo  di  Residenta  Nome  ddle  Coma- 

de  Cancellieri   e  nità  comprese  in 

delle  Cancellerie  ciascuna  Cancet^ 

Comunliati^  l^ria  Comuniiat, 


I.  Bagno 

9.  Barberino  di  Mu' 
gello 


i  Bugno  in  Eomagna 

<  Sorbano 

(  Vergbereto 

I  Barberino    di    Mu- 

<  gcllo 
(  Vemio 


17.  Goleata 


1 8.  Galluzzo 


ig.  Greve 

«o.  San-Marccllo 


a  I .  Marradi 


3 .  Borgo  S.  Lorenzo  I  yj^^Jq  *  >  • .  Sam-Mikuto 


_  »  mBuffffiano 

4.  Borgo  Baggiano  ]  j^.*^  ^  Co«ile 


5.  Campi 


6.  San^ asciano 


Galenano 

Campi 

Signa 

Ì  Barberino  di  VaU* 
Elia 
San-Gaiciano 
Monlespertoli 
i  Castd-Fiorenlino 
7.  Castel- FiorentinoX  Certa  Ido 

(  Monlajone 

o    j^     .  VI*  jè\,  Castelfranco  di  Sotto 

i    C'Ueì franco  d,\^  ^^  ^  „^„,^ 

ai  Sotto  t  HM     ,      II* 

\  Monlecaliroii 


a  3.  MopMfiiWA 


34.  Hontummano 


a5«  Paicu 


a6.  PuTOjA 


9.  Cerreto 

10.  Dicomano 

1 1 .  Empoli 


la.  FlBAOLI 

i3.  Figline 

14.  FIRENZE 
i5.  Firenzuola 

16.  Fucccchio 


Cerreto 

Vinci 

Dicomano 

San-Godenzo 
(  Gipraja 
\  Empoli 
(  Moutelupo 

Broxzi 

Fiesole 

Pellegrino 

Rovezzano 

Sesto 

Figline 

Reggello 

FlEKlf» 

Firenzuola 
S  Sanla-Croce 
f  Fuceccliio 


a  7 .  Potesteric  di  Pi 
sto/a 


a  8.  Pontassieve 


99.  PaATO 


3o.    Bocca   S.   Ca 
sciano 


ÌGaleala 
Sanla-Sofia 
Bagno  a  Ripoli 
Catenina  e  Torri 
^Gallusio 
I  Lastra  a  Signa 

V  Legna  ja 
Greve 
Gatigliano 
San-Mareello 
Piteglio 
Marradi 
Palamiolo 
San-Miniafo 
Montopoli 
Modigliana 
Tredoato 

(  Monte^^blini  di  Vii- 

^     di*!fiefole 

(  Monsommano 

(  Monte-Carlo 

YPeacia 

jUtaano 

V  Vellano 
Pistoja  (GlU) 
Porta  al  Borgo 
Porta  Girratica 
Porta  Lucchese 
Porta  S.  Mareo 
Cantagallo 
Lamporecchio 
Marliana 
Montale 
Sambuca 
Seravalle 
Tizzana 

ÌLonda 
Pelago 
Pontassiere 
Rlgnano 
rCarmignano 
<  Mon ternario 
(Prato 
[  Dovadola 

V  Portico 
<Prerailcore 

f  Rocca  S.  Caaciano 
\  Terra  del  Sjle 


TOSO 

Luogo  di  Residenza  Nome  delle  Coma* 

de^  Cancellieri   e  nità  comprese  in 

delle  Cancellerie  ciascuna  Cancel- 

Comunitative  Uria   Comunitat, 


T  0  S  G  559 

Luogo  di  Besiden%a  Nome  delle  Coma- 
de*  Cancellieri  e  nità  comprese  in 
delle  Cancellerie  eitucuna  Cancel- 
Comunitati9e  Uria  Comunitat. 


3i.  Scarperia 


3a.  VOLTEIKA 


S.  Piero  a  Sic  ve 
Scarperia 
Vaglia 

Monte-Catini  di  Val- 
li i-Cecina 
Volterra 


Totali  nel  CoMPAiTimirTO  Fioibrtxho 
Cancellerie  3 a,  Comunità  91. 


II.  CoMPAKTIMeZfTO  PlSÀMO 


33.  Bagnone 

34.  Barga 

35.  FÌ9Ìzzano 


36.  Guardistallo 


37.  Lari 

38.  LivoMO 

39.  Peccioli 

40.  PirraAJAiiTA 

41.  Pisa 

4s.  Pomarance 
43.  Pont  edera 


/  Albiano 
\  Bagnone 
^Groppoli 
\  Terrarossa 
I  Barga 

ÌCasoia 
Fi  viziano 
Bibbona 
Casale 
Obera  rdesca 
Guardistallo 
Monlescudajo 
Chianni 
Colle-Saiiretti 
Fauglia 
Lari 

Lorenzana 
I  Livorno 
Lajalico 
Peccioli 
Terricciola 
Pietrasauta 
Seravezza 
Slazzeroa 

Bagni  di  S.  Giuliaao 
Cascina 
Pisa 

Veccbiano 
Castel  nuovo  dì  Val- 

di-Cecina 
Pomarance 
CapannoH 
Paiaja 
I  Ponsacco 
Pon  tederà 


45.  PoiTOFBMUJO 


/  Calice 
l  Capri o 
44.  PoHTiEMOLi         /Filalliera 

f  Ponlrrmoii 
\Zeri 

Ì  Longone 
Marciana 
Porioferniio 
Rio 
/Castellina  marittima 
I  Sanla*Luce 
€  Orciano 
ì  Riparbella 
(  Roaignano 
(  Bientina 
4  7 .  Ficopisano        2  Ca  Icina ja 

(  Vicopisano 

ToTAi«  MEL  CoMpAiTmnrro  Pdaiio 
Cancellerie  1 5,  Comunità^  5 1 . 


III.  CoMPAirnuniTO  Sihesb 


46.  Bosignano 


48.  AlfbadiaS.  ^o/A  Abbadia S.SaWadore 

\  Pian-Castagna  jo 
Asciano 
Rapolano 


madore 
49.  Asciano 


Trequanda 
Chiusdino 
5o.  Chiusdino         \  Elei 

Monticiano 

Colle 

Monteriggiont 

Poggibonsi 
5a.  5an-6rfW^iiaiio[San-GimigDano 

Buoncon  vento 


5l. GOLLB 


53.  MoRTAxxaao 


54.  San^uirico 


55.  Badda 


56.  Badico/ani 


Montalcino 
Sfurio 

Ì^Casliglion  d*Orcia 
San-Giovanoi  d*Atso 
Pienza 
San-Qairìco 
!  Castellina  in  Chianti 
Cavrìglia 
Gajole 
Radda 
K  S.  Gascian  doT  Bagni 
(  Radicofani 


860 


tose 


Tose 


ùuogo  di  Rtsidenia  Nome  delle  Comu"  Luogo  di  ttesiderua  Nome  delle  Comm» 

d^  Co9tceltieri   e  nità  comprese  in  de'  Cancellieri   e      nità  comprese  in 

deUe  Cancellerie  ciascuna  Cancel-  dMe   Cancellerie      ciascuma  Caneel- 

Comuaiiaiii^e  leria  Comuniiat.  Comunitative             Uria  Comuniiai. 


57.  Radicondoli 


rCasole 
ì  Radicondoli 
(  Sovicillc 
CaslelnuoYO  -  Berar- 

ileuga 
Blasse  del  Teno  dì 

Città 
Maase  del  Terzo  di 

S.  MartÌDO 
Monteroni 
Siena 


Tinàia  Hu.  GoMriiTiifKiiTO  Senisf. 
Cancellerie  11,  Comunità  33. 


58.  SlCRA 


IV.  GoMPAimnino  AMmo 


59.  Angtóari 

60.  Amo 

61.  Asinalunga 
69.  Bibbiena 


SAngbiari 
Monte  S.  Maria 
i  Arcuo 
'Capoloiia 
(Subbiano 

ÌAsinalonga 
Tornila 
Ì  Bibbiena 
Cbiusi  in  Casenlino 


^,  /-»     s  I  sf  TO'  ^  lA? Castel  S.  Niccolò 
63.CastelS,riiccolò}  ^    ^ 

^  Inontemignajo 
64.  Castiglion-Fio 
remino 


Castiglion  -  Fioren- 
tino 
JChianciano 
Cbiasi 
I  Corlona 
C  Fojano 
l  Marciano 
Castelfranco  di  So- 
pra 
San-Giovanni 
Loro 

Pian  di  Scò 
TerranuoTa 

69.  MoRTEPULCUiio    I  Monlcpaiciano 

i  Ci  vitella 

70.  Monte  S.  Savinof  Locignano 

[  Monte  S.  Savino 


65.  Chianciano 

66.  Coatoha 

67.  Fa  fono 

68.  San-Giovanni 


71.  Uontevareìd 


Bucine 

Casliglion  Dbeilioi 
Due  Comuni  distrd' 

tuali  di  Lalerìna 
Lalerina 
MonteTsrcbi 
Pergine  di  VaI-d*Am- 

bn 


l-^Pie^S,Stefano\^^^^^^ 

Orligoano 

Poppi 

Raggiolo 

Pratoveccbio 

Stia 


73.  Poppi 

74.  Pratoveechio 


75.  Rossina 


C  Castel 
l  Cbilì( 
(  Talla 


-Focognaoo 
Chi  tignano 


\Cetona 
C  Sarteano 
K  Monterchi 
f  San-Sepolcro 
i  BadU-Tedddi 
{  Seslino 

Totale  hel  CoMPAariMEwTO  Aumo 
Cancellerie  ao,  Comunità  48. 


76.  Sarteano 

77.  Sah-Skpolcbo 

78.  Sestino 


V.  COKPABTIMEKTO  GkOSSETAIK) 


C  Arcidos 

}  Castel  del  Piano 

(Cinigiano 

ÌCampiglia 
MontCTcrdi 
Sassetta 
Suvereto 
^  Santa-Fìora 
f  Rocca  Ibegna 
8a.  Isola  del  Giglio\  Giglio 

/  Castiglion  delU  F^ 

83.  GiowiTo  2     sraja 

(  Grosseto 
r  Gavorrano 

84.  MA8SA-9lAiimiiA^Massa-Marittiiiu 

(  Moniieri 


79.  Arcidos  so 


80.  Campì  glia 


81.  Santa-Fiora 


Tose 

Lmo§o  di  Residemaa  Nome  delie  Camtt- 
Je'  Caiutllieri  e  nilà  comprese  in 
delle  Caacellerie  ciascuna  Cancel- 
ComunitaiÌ9e  Uria  Comumtat, 


85.  Obbctkllo 

86.   PlOMBUlO 

87.  Pitigliano 

88.  Eoceattrada 

89.  Scansano 


ÌMonlar^enUro 
Orbelello 
I  Piombino 
ì  Miinciano 
<  Piligliaoo 
(  Soruno 
cCiiiDpagDatico 
^Roccaslriida 

SMagliano 
Scansano 


TOTAIX   HEIi  CoMPAKimmO  GlOSiCTAMO 

Cancellate  1 1,  Comunità  %S, 


RIEPILOGO 

Ve!  GcHDparliiDento  fio- 

Ttniìno Cancell,  N.^  3 a.  Cam,  if.®  91 

I^cl  Piniio w  i5 <■  5t 

Nrl  Seime »  II »  33 

5«ir  Aretino  ....   »  20 »  ^8 

Nel  Gronelano  .  .  .  »  11.  .  .  i  .  »  aS 

ToTAU  l  Cancella  »  89.  .Com.  »  348 

AìVAn.  GRANDUCATO  soiro  il  para- 
gnib  DiTuiowB  Ilgouomica.  e  Sopeeficie  tea- 
BirouAu  resta  da  aggiungere  la  nuova  isli- 
tttxioae  della  Soprintendenza  generale  alle 
Comunità  del.  Granducato  ordinata  col  mo- 
tuproprio «lei  29  dicerobre  1840,  mercè  cui 
i  cioque  Provveditori  delle  Camere  di  So- 
printendenza comunilaliva  debbono  coma- 
Dicare  alla  Sopri nleodenz<i  generale  tutti  gli 
afijri  delle  Comunità  e  luoghi  pii  di[K-n- 
tienli  che  non  sono  autorizzati  a  risoUere 
eoo  la  loro  facoltà  ,  ed  il  Soprintendente 
^enenle  render  conto  al  Sovrano  di  tutti 
'{uegli  Ira  gli  affari  predetti  che  non  può  ri- 
solvere con  le  facoltà  siale  a  lui  conferite. 

Inoltre  il  Soprintendente  medesimo  ha  la 
direzione  sujieriore  del  Cilasto,  al  quale  fu 
rianito  rarcbìvio  delle  antiche  Decime  Gran- 
ducali ;  ed  in  ordine  al  motuproprio  del  5 
penn-jjo  1844  gli  fu  affidala  la  direzione 
dell' arruolamento  mi  liti  it;  del  Granducato. 

Alle  città  del  Compartimento  di  Firenze 
è  da  aggiungersi  Modigliana  ,  ed  al  Com- 
partimento di  Pisa  la  città  di  Pittrasanta. 


Tose  561 

Con  la  isliluzione  poi  di  una  nuova  Co- 
munità, intitolata  del  JUonif' Argentare ^ 
quelle  di  Terraferma  nel  Granducato  tono 
salite  al  numero  di  a43,  dondechè  con  le 
4  Comunità  delP  Isola  dell*  Elba  e  una  del- 
l' Isola  del  Giglio  sommano  248  Comunità 
nella  Toscana  Granducale.  — >  Delle  quali 
isole  attualmente  si  conosce  la  loro  su|>erti- 
cic  quadrata;  mentre  quella  dell'Elba  com- 
presa risola  di  Pianosa  nel  totale  ascende  a 
quadr.  68125,98,  corrispondenti  a  roigl. 
quadr.  84,82,  e  T  Isola  del  Giglio  a  quadr. 
6431,1 5,  pari  a  roigl.  quadr.  8,01. 

Nello  stato  attualo  rettificata  la  superfìcie 
territoriale  di  ciascuna  Comunità,  risulla, 
che  il  Comp<irtimento  Fiorentino  abbraccia 
una  su))erficie  totale  di  quadr.  1909746,76, 
pari  a  migl.  a3 78,54.  — Che  il  Comparti' 
mento  Pisano^  compresevi  le  Isole  dell'Elba 
e  della  Pianosa ,  abbraccia  una  suiierfìcie 
totale  di  quadrati  1010658,96,  pari  a  migl. 
toscane  ia58,79;  che  il  Compartinunto 
Senese  occup  una  superfìcie  totale  di  qua- 
drati 975165,98,  pari  a  miglia  1214, 63; 
che  il  Compartimento  Aretino  abbraccia 
una  superficie  tolale  di  quadr.  1106910,53, 
equivalenti  a  migl.  1378,69;  che  il  Com- 
partimenlo  Grossetano ,  compresa  l' Isola 
del  Giglio,  abbraccia  quadr.  14466431,13 
equivalenti  a  migl.  quadr.  1801,67.  —  Sic- 
ché tutta  la  superficie  della  Toscana  Grandu- 
cale comprese  le  Isole  prcindicaie  ascende  a 
quadr.  agrarj  6448913,36,  corris{)ondeati 
a  miglia  losraiie  quadrate  8o3a,33. 

Dalla  quale  su|>erficie  totale  sono  da  de- 
trarre quadr.  9964  3  j  ,  come  beni  che  la 
legge  eseniò  dall'  imposizione  fondiaria ,  ed 
in  quadrati  191949,76  consistenti  in  corsi 
d'acqua  ed  in  pubbliche  strade,  con  una 
popolazione  che  nell'aprile  del  1844  asccn- 
de\a  a  i, 53 1,740  abitanti. 

I  prospetti  posti  in  calce  al  presente  ar- 
ticolo con  la  recapitolazione  della  Popola- 
zione^ delle  Famiglie  e  della  Superficie 
territoriale  di  ciascuna  Comunità  dti  5 
Compartimenti  della  Toscana  Granducale 
darà  meglio  a  conoscere  la  po|>olazione  reci- 
proca dei  5  Compartimenti,  presa  la  media 
proporzionale,  concedendo  rispetto  al  Com- 
partimento Fiorentino  ciò  che  si  detrae  dalla 
Val-di-Sieve  e  dal  popolatissimo  Val-d'Amo. 
Cosi  il  Compartimento  Pisano  supplisce 
con  la  sua  popolosa  valle  e  con  la  popolatis- 
sìma  città  di  Livorno  ai  deserti  della  sua 
pianiva  tra  Pisa  Livorno  e  bocca  di  Serchio. 


563              TOSG  TOSO 

Parimente  il  Compartimento  Aretino  Gì*  in^neri  infine  dei  9  Cireondarj  del 

deve  cedere  porzione  dei  suoi  abitaoli  delle  Compartimento  Grossetano  risieilooo  in 

Valli  della  Chiana  e  dell*  Amo  alle  più  de-  Jrcidosso,  Campigiia^  GaPorranOf  Gros- 

•erte  contrade  della  Eidia-Tedalda  ,  di  Se-  seto^  Massa-Marittima^  OrbeieUo^  Piom^ 

Itine  ecc.  —  Finalmenle  il  Compartimento  bino^  Pitigliano ,  e  Roccastrada. 

€rrossetanOf  il  più  spoiiolatodi  tutti  influisce  AWa  itesìui  paj;.  597  si  (hiò  aggiun^re  la 

talmente  sulla  Statistica  della  |>opolazione  nolizin  f-he  la  lunghezza  delle  strade  regie 

della Toscìina Granducale  che  es«a  noncom-  nclKottobrc  del  1844  era  di  7G1  miglia  to- 

parÌKC  come  dovrebbe  il  paese  più  popolalo  scanc  e  i:lic  le  strade  provinciali  nel  1844 

d'Italia  e  forse  anche  di  tutta  Europa.  percorrevano  miglia  iot6,i6. 

In  quanto  piii  spetta  al  DiFAiTiMBHTomxLB  AWArt.  GRANDUCATO  m  TOSCANA 

Acqua  aSTmADB  si  può  aggiungere  a  quel  pa-  doveva  aggiungersi  pure  il  paragrafo  relativo 

ragrafo  (Voi.  11  pag.  497  e  svggO  che,  oltre  alle  Diarxiosii  postali  del  Granducato*  h 

le  attribuzioni  conferitegli  dal  motuproprio  luoghi  di  a mmìnisl razione  e  distrìbozione 

del  3i  die.  1834,  ritiene  quelle  ancora  che  delle  RR.  Poate;  ai  giorni  di  arrivo  dei  cofw 

gli  furono  assegnate  dagli  altri  due  motu-  rieri ,  o  staffette  a  Firenze  e  a  quelli  delle 

propri  del  3  die.  i838  e  del  99  die.  1840.  loro  («rtenze  dalla  capitale,  rìierbando  al- 

Finalmentecon  motuproprio  del  3  luglio  Vj4rt.  Vir  bboib  POavAu  1*  indirazione  delle 

1840  furono  riformati  i  Circondar)  degl' in-  stazioni  pestali  per  il  cambio  de*  cavai  li. 

gegneri  e  soppressi  i  posti  di  ajuto  suddivi-  Trorasi  nella  capitale  rispettar  ilo  e  diic^ 

dendoli  in  tre  classi,  cioè,  la  nella  prima,  zione  principale:   oltre  5  direcioni  subai- 

ai  nella  seconda,  e  35  nella  terza  classe,  terne;  1.  Livoiao;  a.  Pisa;  3.  SiUA^diie- 

in  tutti  numero  68 Circondar),  94  dei  quali  zioni  di  i.ma  classe;  4.  Aanao;  e  5.  P^ 

nel  Compartimento  Fiorentino;  16  nel  raAsAirri,  direzioni  dì  a. dj  ciane. 

Pisano;  8  nel  Senese;  11  nell'i^rcr/i/io;  Otto  sono  i  luoghi  di  amministrazioae ; 

e  9  nel  Compartimento  Grossetano,  x,  GaoiMtTo;  a.  Prkm;  3.  PmtuA;  4.  Pav 

Gl*  ingegneri  de*  24  Circondar)  del  Com-  tsdcba;  5.  PoirraaiiOLi  ;  6.  PosforaaaAJO  ; 

partimento  Fiorentino  risierlono  in  Bagno,  ^,  RAmcor*9ii;  8.  Voltebea. 

Borgo  S.  Lorento,  Campi,  San-Caseiano,  I  paesi  per  la  dislrihnzione  delle  lellcre 

Castel- Fiorentino f  Empoli,  Fiesole,  Fi'  attualmente  ammontano  a  38»  reperdti  ia 

gliney  Firenze  (per  la  divisione  seltentrio-  4  classi  ;  tre  delle  quali  nella  i.ma,  Em- 

naie)  Firenze  (per  la  divisione  meridio-  poli,  Montepulciano  e  Piombino;  6  nella 

naie),  Fueeeehio,  Galluzzo,   San-Mar-  ^.da  classe ,  Corloita ,  Orbetello ^  Pontas» 

cello.  San •  Miniato ,  Modigiiana,  Mon-  si^ve ,  S.  QuìrieOy  S.  Miniato ^  e  Massm- 

sommano.  Montale,  Palazzuolo,  Peseia,  Marittima;  i5  nella  3. za  classe.  Borgo  S. 

Pisfofa,  Pontassieoe,  Prato,  Rocca  S.  Zorenzo,  Campiglio,  Caseina,  Castigiiam 

Caseiano  e  f^olterra.  Fiorentino,  Figline,  FÌQÌz*ano ,  ^«n, 

Gr  ingegneri  de'  16  Circondar)  del  Com-  Lastra  a  Signa,  Lueignano,  Monie^ar» 

partimento  Pisano  risiedono  in  Rognone,  ai  chi ,  Pog^ibonti ,  Prato ,  Rocca-San-C»' 

Bagni  di  S.  Giuliano,  Barga,  Fivi  zzano,  sciano,  Rnsìgnano^  e  SanGio^^nni;  final- 

Guardisi  allo  ,  Lari  ,  LisPorno  ,  Peccioti  ,  mente  spettano  alla  4. la  clasic  le  1 4  seguenti; 

Pietrasanta ,  Pisa ,  Pomnranre  ,  Ponte-  Asciano ,  Bagnane ,  Bibbiena ,  Bibbona , 

dera,  Poniremnli ,  Portoferrajo,    Rosi"  Colle,  Dicomano,  Firenzuola,  Marradi^ 

gnnno  e  f'icopisnno.  Modigiiana,  Peccinli,  Pomaranre,  Poppi^ 

Gr  ingegneri  degli  8  Circondar)  d«d  Com-  Porto  S.  Stefano  e  San-Sepolero. 
partimento  Sanese  hanno  la  loro  residenza 

in  Asciano, Castelnuovo-Berarlenga, Col-  ^^^^s^^ 

le,  Montalcino ,  Radfla,  Radico/ani,  Ra-  riiiirv»r 

dieondoli,  e  Siena.  A*"^  ««•"  ^""«  "  F1RF:>ZE 

GÌ*  ingegneri    degli    11    Circondar)  dol  — 

Compartimento  Aretino  risiedono  in  A-  _,  ,,             .       ,.  w-  .^^j\  ^ti^  »^^  ^ 

B*LE-         ^.          p*           o^  Nella  mattina  di  Lunedi  aite  ore  Q. 

rezwo,  Bibbiena,  Cortona,  Fofano,  San-  *  *"                                                      ^ 

GiwHinni,  Montepulciano  ^  Monte  S.  So"  5/a/r<^t/a.  Dati*  Inghilterra,  Francia,  Spa- 

^ino,  Monte^rchi ,  Pieve   S.    Stefano ,  gna ,  Portogallo ,  Gibilterra,  Colonie,  parie 

Poppi  e  San^Sepolcro,  della  Svizacn,  Piemonte,  Genova,  Saruna, 


Tose  TOSG  503 

I,  PietFBtrate*  Lucci,  PonUcmoli,  Sa-  Siaffeiia,  Di  Peicia ,  Pisloja  e  Prato. 

pMOCf  Fitìnano,  livonio,  Pisa  e  stradale»  Procaccia.  Da  Greve. 
Imrì  e 


Cor  ri  «TV.  Da  Roma,  Napoli,  Radioofa-        j^^,, ^,..       ..  -.        j,     ,, 

ni.  Gra«cto.  Sialo  degli  &  Pre«dj,  Siena,  ^'''^  '^^""^  ^'  ^^^^  ^"'  ^  V- 

stradale  e  Vollerra.  Staffetta.  IMV  Inghilterra,  Francia,  Spa- 

Staffetta»  Da  Peseta ,  Pistoja  e  Prato.  §na  ecc.  come  nel  lunedì ,  meno  Ponlre- 

^^  moli ,  Bag none  e  FÌTÌiiano. 

Welta  mauina  del  ifartedi  alle  ore  9.  S^ilìJ'SU.'^*"'''  '  '^'"- 

Carriere,  Dlilla  Germania,  Russia,  Prus-  ^ 

sia  ,  Fmsì  basri ,  Belgio ,  altra  parte  della  ^^,|         .. .  _  ^.-  «•  l  «      tt 

S*^».  .  Dilm..!. ,  Levale .  TriUe ,  Ve-  "'"'^  ""«'"''  *  *'^'"»  «''•  «^^  »• 

,  Panna,  Piacenza,  tutta  Tltalia  su|»e-  Corriera,  Dalla  Germania,  Russia,  Pro»* 


!,  Bologna ,  Firenzuola,  Borgo  S.  Lo-  sia  ecc.  come  nel  martedì, 

e  parte  della  Romagna  Toscana.  Corriere.  Da   Roma ,  Napoli ,   Radico- 

Corrlmre.  Dilla  Francia ,  Spagna  ecc. ,  iàni  ecc.  come  ne!  lunedì ,  più  Massa*Bfa- 

nel  Lane<]i,  più  le  lettere  dell*  Isola  ritlima. 

UrEllM,  della  Maremma  pisana  e  di  Piom-  Corriere,  Dall*  Inghilterra,  Francia,  Spa- 

fctDO,  meno  quelle  di  Pontremoli,  Bagnone,  gna  ecc.  come  nel  martedì. 

Firiizano.  Staffetta,  Da  Perugia,  Marche,  Foligno 

Carriere,  Di  Perugia ,  Marche,  Fuligno,  ecc.  come  nel  lunedì ,  meno  Pontremoli , 

Gorioon  V  Gasliglion-Fiorentino ,  MontepuI-  Bagnone  e  Fivizzano. 

cbno.  Areno  e  stradale.  Valle  Tiberina,  altra  Staffetta,  Da  Pescia ,  Pistoja  e  Prato. 

parte  della  Romagna  Toscana  e  Dicomano.  Procaccia,  Da  Greve. 

Simffetta,  Da  Pcscia ,  Pistoja  e  Prato.  .^ 

Pneaeeia.  Da  Greve.  ^^^^  mattina  di  Domenica  alle  ore  9. 

Vetta  mattina  di  Mercoledì  alle  oreg.  -^rii^ella^n' Inghilterra, Fra^^^^ 

^  gna  ecc.  oilne  nel  martedì ,  meno  la  Ro- 

Siaffriia.  Dall'  Inghilterra,  Francia,  Spa-  magna  Toscana, 

ptt ,  eoe.  come  nel  lunedì ,  meno  Pontre-  Staffetta.  Dalla  Germania ,  Russia  ecc. 

■olì ,  Bagnone  e  Fivizzano;  più  Volterra,  come  nel  mercoledì. 

Wasarance  e  Peccioli.  Staffetta,  Da  Roma,  Napoli,  Radicofani, 

Siajffeita.  Dilla  Germania,  Russia,  Prus-  Massa-Marittima  ,  Siena  e  stradale. 

sia ,  ecc.  come  il  martedì ,  meno  Parma  e  Staffetta,  Da  Pescia ,  Pistoja  e  Prato. 

Piaeenza  e  la  Romagna  Toscana.  

Siaffetta,  Da  Roma,  Napoli,  Radicofani,  — — i^^i»»— — — — 

..  Ì~^- ~"?*  ?^^  '""^^'  ""'"^  Volterra,  p^„„„  „^^,  LaTTaaa  Dà  FIRENZE 
più  Haan-Manttima. 

Staffetta,  Da  Pescia ,  Pistoja  e  Prato.  ^ 


^  Nel  giorno  di  Lunedì  a  ore  4  pomerid. 

Nella  mattina  di  Giovedì  alle  ore  9.  Staffetta,  Per  1'  Inghilterra ,  Francia  , 

Corriere. Dalla  Germania,  Russia,  Prus-  Spagna,  Portogallo,  Gibillerra,  Colonie, 

sia ,  come  nel  martedì.  P»«'*c  della  Svizzera,  Piemonte,  Genova, 

Corriere.  Da  Roma,  Napoli  ecc.  comenel  Saraana,  Massa,  Pietrasanla  ,  Lucca,  Li- 

loneilì,  meno  Grosseto  e  Slato  degli  Ex  vorno,  Pisa,  e  stradale,  San-Miniato,  Lari 

Presidi.  e  Volterra. 

Corriere.  Dall'  Inghilterra,  Francia,  Spa-  Staffetta.  Per  la  Germania,  Russia,  Prns- 

pna  ecc.  come  nel  lunedì,  più  lettere  del-  sia  ,  Olanda,  Belgio,  altra  parte  della  Sviz- 

risob  deirElba ,  di  Piombino  e  della  Ma-  wra,  Dalmazia ,  Trieste,  Levante,  Venezia , 

remma  pisana.  *"**^«  ^'  IIaVva  superiore ,  Parma  ,  Piacenia , 

Staffetta.  Da  Perugia  ,  Marche,  Foligno  Bologna  ,  Firenzuola  e  Borgo  S.  Lorenzo, 

ecc.  come  nel  martedì.  Staffetta.  Per  Prato ,  Pisloja  e  Pescia. 


564               TOSC  TOSC 

Nei  giorno  di  Martedì  a  ore  Ji  pomerid.  Nel  giorno  di  Sabato  a  oro  4 

Corriere,  Per  la  Germania,  Russia,  Pnis-  Corriere,  Pier  la  Germania,  Russia,  Pn«- 

sia ,  ecc.  come  nel  lunedi ,  meno  Parma  e  sia  ecc.  come  net  marleiU ,  fiiii  {«cr  Parma 

Piacenia,  più  per  una  parie  della  Romagna  e  Piacenza. 

Toscana.  Corriere.  Per  Roma  Napoli ,  Siena  coi. 

Corriere,  Per  Roma ,  Napoli  e  per  tallì  come  nel  martedì  e  giovedì, 

{(li  allri    luoghi   indicali  negli  arrivi  del  Corriere,  Per  Perugia,  Marche,  Foligno 

luneilì,  più  per  Mass^-Mariltima.  ecc.  come  nel  marleilì  e  giovedì. 

Corriere. Per  ringhìlterra, Francia,  Spa-  Staffetta,  Per    IMnghil lem,  Francia, 

gna  e  (>er  lulli  gli  altri  luoghi  indicali  ne-  Spagna  ecc.  come  nel  martedì, 

gli  arrivi  del  lunedì,  più  per  la  Maremma  Staffetta,  Per  Prato,  Pistoja e  Pefcia. 

pi^na ,  Piombino  ed  Isola  dell* Elba.  ProctMceio.  Per  Grcfe. 

Staffetta,  Per  Perugia,   Marche,  Foli-  ^ 

pno.  0  ,«r  lui.i  gU  altri  luoghi  indiali  ne-  ^^                 Dom.nicaaore  4 promerid. 

gli  arrivi  del  martedì.  ^                                             ^'^ 

Staffetta.  Per  Prato,  Pisloja  e  Pescia.  Corriere,  Per  ringhilterra,Francia, Spt- 

Proeaceìa,  Per  Greve.  gna  ecc.  come  nel  martedì,  meno  Bagnonc« 

1^  Poni  remoli  e  Fi  vistano. 

Staffetta,  Per  Roma,  Napoli,  Siena 

Nel  giorno  di  Mercoledì  a  ore  4  pomerid.  come  nel  mercoledì. 

Staffetta,  Per  Prato,  Fisto{a  e  Piscia. 
Staffetta,    Per    T  loghi  Morra  ,  Francia, 
Spagna  e  per  gli  altri  luoghi  indicali  negli 


arrivi  dd  mercoledì.  Il  rapporto  tra  la  {lopolaiione,  il  nui 

Staffetta.  Per  lu  Germania, Russia,  Prus-  delle  Himiglie  e  quello  delta  sua  estensione 

sia  e  per  tulli  gli  altri  lunghi  come  negli  lerrilnria le  che  si  offre  qui  appresso  dispetto 

arrivi  del  mercoledì,  piìi  Parma  e  Piacenza,  in  tavole  sinolliche,  direi  culGinja  checon- 

Staffrtta,  Per  Roma,  Napoli  e  per  lulli  gli  sideralo  in  %v  slesso  e  disgiunto  da  ogni  «I- 

allri  luoghi  indirai i  negli arrivMi  domenica,  tra  noiiiia  stntislira  diverrebbe  una  cognU 

meno  Massa-M.iritlìma.  zione  insìpnificanle  da  rui  ne  teoriche  ne 

Staffetta.  Per  Prato,  Pistoja  e  Pescia.  pratirlie  consegue  11  zr  si  (lOliTbbero iledom. 

^^^  Ma  allorrhr  il  }Ì n^f intento  ilella   (lopola- 

zione  della  Toscana  Granducale  «ia  preso  m 

Nel  giorno  di  Giovedì  a  ore  ^  pomerid.  e[XM*lie  diverse   determinate  e  Ira   loro  da 


una  serie  di  anni  dis^iiunte,  potrebbe  fb 

Corriere.  Per  la  Gcrininia,  Russia,  Prus-    gio\:ire  a  fareonoscere  in  quali  lunghi  delle 

sìa  ecc.  come  nel  niurleilì ,  più  per  Parma    Toscana  il  Sfoltimento  comparisce  più  pro- 

e  Piacenza.  gressivo  dove  si  mostra  quasi  stazionario, ed 

Corriere.  Per  Roma  ,  N'ajV)!!  ,  Radicofa-    anche  relro«^r.ido.  —  Dai  quali  Prospetti^ 

ni ,  Siena  ecc.  rome  nel  martedì.  allorché  siano  fondati  sO|ir.i  dati  meno  in- 

Corriere,    Per    T  In «jh!! terra,  Fnincia  ,    certi  |ios«il)ili,  lo  slatisLi  ed  il  polilirn  poe- 

S|Mgna  ecc.  come  nel  martedì.  sono  esaminare,  setnlloriò  si.i  dipeso  da  rir- 

Staffttta.  Per  Perugia,  Marche,  Foligno    costanze  fisìrhe  o  ]ioliticlie,  da  malattie  epi- 

ecc.  rome  nel  martedì.  demirlie,  da  un  lungo  perìo«lo  di  pace,  np> 

Staffetta,  Per  Prato,  Pisloja  e  Pescia.        pure  dalla  loro  fv>sizione  più  o  meno  favo- 

Procaccia.  Per  Greve.  rita  ilalla  natura  del  suolo,  dalla  vicinana 

a  lunghe  strade  rotabili,  a  fiumi,  a  canali, 
a  laghi,  a  [lorti,  e  conseguentemente  più  o 
Nrl  giorno  di  fenerdi  a  ore  4  pomerid.     meno  a  |iortala  di  passaggi  o  arrivi  di  mer- 
ci ,  di  persone  ree.  ecc. 
Staffetta.   Per    T  Inghilterra ,    Francia,        Nel  1844  esìstevano  nel  Gran«lucalo  io85 
Spagina  ece.  come  nel  mercoledì.  ecclesiastici  S(*colari,  2684  regolari,  e  35ii 

Staffetta.  Per  Prato,  Pistoja  e  Petcia.        monache,  talché  comprendendo  1<*  ohiale. 
Procaccia.  Per  Gre\  e.  ascendeTano  a  7 1 3  o  eccleiiaitici  de*  dnc  ieMÌ. 


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Mt<  NllMlrira>lei«alnlaBd»  ti  pimM  rih> 
«•ìmMcmU  Gdn.di  SMriao  e  4Mlte-f  it' 
«nidMWt  oMm  dm,  ili  Zf«rt,  amln  Jl 
Iao|«.(iih  MMdbnlh  h'faano  ncUT  iH^ 
lati»  ài  GkamOn  •  U  ponhiM  pM  nUmk 
trioiMte  di  Ù  d>  FfaneildoU  ih  CtM.  API' 


GdImu  Mk  |wnMM  d'ildk  fÌMM4» 


livlto  M  ■ 
WM  Iwfi  Uln  di  <|mU|  oMto  algl.  |M- 
fNBebesaBBMaaÌB««,iMktni  faMU 
dttfifptailMToMuM  Muta  fta  omd«Me 
mofbn  U  difawlMa  Ad  «Mti  «Uantria» 
nali ,  Minte  «d  alti*  favoraroti  p*Bit§HliB 
gìMUMtoto  iMriiaraao  ■Ila  Immu  il  tà- 
taloM  Simrdìto  it/F  EtÈffm. 


I«  Diririone  ■iiiaÌDÌMniH*a  ddk  IV 
•HMGnado&lt  A  poco  Anna  da  ^ttalla 
oka  oiita»  ne)  i8)6,  indiala  all'  Jrt, 
GRANDUCATO  m  TOSCinA;  don  perù, 
liipella  atli  DiTiiions  ecelniutica  fa  detlo 
erraBEaiiienlE,  che  l'arciTescoTa  ili  Bolo|in> 
eil  il  ittcoyo  d'Imola  H*e*iiDo  gin  riadlt ione 
K>pn  uu  parie  dell*  ToKnDitraupiienmiM, 
mentre  eui  1* ebbero  (ino  all'inno   i-jM. 

Molto  iliverM  però  dall'anno  t836i  epo- 
01  iacai  fu  compilito  quell'Art.,  è  la  Di- 
virioDc  foveroatiii  e  giudicìiria  della  To> 
■caoa  Granducale.  meDlrr  a  tenore  dtl  nM> 
tuproprìo  liei  a  agoito  i838  il  Granducato 
rùpetto  a^li  cffelli  f[n*ern<ilivi  e  liadiciarj 
fu  diilribuiin  in  5  Gorerni,  cioè;  i.  di  fi- 
rcMe;  1.  di  Livnrno;  ]■  rlì  Pira;  4.  di 
Sima;  S.edeìyltelaMrEI6a;ti  in  -r 
CanuutMariali  rigii ,  jii\t  a  dire;  t.'  di 
Pittofa  1  a."  di  Aretut,  5."  di  Gnwnfo; 
t-*  dì  Mtmttpultlano\  5.°  della  Booca  S. 
Cottiano;  6."  di  Foturra,  e  •).'  in  quello 
di  PoMfoittU. 

1."  Furono  oompreai  tolto  il  Governo  di 
Firenie  i  tre  Gommiisarì  della  captale  fot- 

tiipropriodel  i  dicembre  iSio;  ed  inoltre    1 

lÌKenno  parie  del  Governo  medenino  i  vi' 

canati  regii  di  Prato,  di  JmA'mmw,  di    M  HtoMe ,  Mia  fc^ 


TOSG  TOSC               557 

S  raltima  delle  quali  tenoe  top-  dorè,  quella  di  Torrita,  la  cui  ginriadixioae 
[uin«]i  riprislÌDala  in  irigore  della  fu  affidala  al  vic^irio  di  Asioalunga  con  al- 
one del  aa  aprile  i843.  La  flessa  cune  modificazioni  aggiunte  nella  nolifica- 
!  Q  agosto  i838  riunì  alla  giuri-  zione  del  ai  aprile  1843. 
:ivile  del  vicariato  di  Pistoja  i  ter-  Furono  pure  soppresse  le  poteslerie  di 
e  potesterie  di  Sera  valle  «  di  Tiz-  Chianciano  e  di  San-Caician  de*  Bagni ,  la 
si  soppressero.  prima  delle  qnali  fu  riunita  per  la  sua  giu- 
I  Commissarialo  di  Arrzzo  com-  risdizioue  civile  al  vicario  di  Monlepulcia- 
ricarialì  di  Arezzo,  di  San-Sepol-  no,  e  1* altra  a  quello  di  RadicoCini. 
istìglioo-Fiorenlino ,  di  Cortona ,  Rispetto  al  Gommìssariato  regio  della  Roc- 
*  San-&ivino  e  di  Poppi.  ca  S.  Gasciano  fu  già  avvisalo  alla  pag.  568 
tessa  occasione  furono  soppressi  i  del  Voi.  il  di  quest*  Opera ,  che  esso  fu 
li  Aogbiari,  di  Pieve  S.  Stefano  e  eretto  con  motuproprio  del  7  seti.  1837,  e 
che  si  ridussero  a  potesterie  dello  che  estendeva  la  sua  giurisdizione  goTema- 
le;  e  fu  riunito  alla  potesteria  di  tiva  e  politica  sopra  i  quattro  vicariali  della 
il  territorio  di  quella  del  Blouter-  Romagna  Granducale;  cioè,  di  Bagno,  di 
)  cou  la  notificazione  del  aa  aprile  Marradi,  di  Modigliana  e  della  Bocca  $. 
b  soppressa  la  prima  e  ripristinata  Gasciano  ;  nella  quale  ultima  Terra  con  lo 
e  la  seccmda.  Furono  eziandio  sop-  stesso  motuproprio  fu  inslituito  un  trifaiànaie 
lotesterie  di  Gvitella,  di  Strada  e  collegiale  di  Prima  istanza,  mentre  vennero 
,  riunendo  la  prima  alla  giurisdi-  sopprnse  la  potesteria  di  Palaaoolo  e  di  Pre- 
te del  vicario  di  Monte  S.  Savino,  milcore,  la  prima  riunita  ella  gìurisditione 
a  quello  di  Poppi  e  P ultima  alla  civile  e  criminale  del  vicario  di  Marradi ,  e 
di  Bibbiena.  Per  simil  modo  la  T altra  incorporata  al  vicariato  della  Rocca, 
»ne  civile  del  potestà  di  Subbiano  II  Commissario  regio  di  Ponlremoli  ab- 
a  quella  del  vicario  di  Arezzo.  braccia  i  due  vicariati  di  Rignone  e  di  Fi- 
I  Commissarialo  di  Grosseto  ab-  vizzano,  mentre  quello  di  Volterra  si  limita 
icarìati  di  Arcidosso,  di  Pitiglia-  alla  giurisdizione  della  città  e  comunità 
loia  del  Giglio ,  Orbetello,  Massa-  dello  stesso  nome  ed  al  perimetro  giuridico 
.  Gampiglis,  Piombino,  Grosseto,  della  potesteria  di  Pomarance. 
ida,  e  Scansano.  Dalla  stessa  legge  Con  lo  stesso  motuproprio  del  aag.  i838 
pressa  nel  vicarialo  di  Arcidosso  fu  data  una  nuova  orgiinizzazione  per  Tam- 
*ia  di  Cinigiano,  ripristinula  poi  ministrazionedePa  giustizia  in  lutto  il  Gran- 
azione  del  9  seltembi'e  1844,  la  ducato,  sia  ris[)el lo  alle  attribuzioni  de'pode- 
di  Alonlieri,  riattivala  con  notifi.  sta,  de*vìcarj  regj,  de*  tribunali  collegiali 
1  aa  aprile  18^ 3, die  abolì  quella  di  Prima  istauza  stabiliti  in  Firenze ^  LU 
(ottoponendo  la  sua  giurisdizione  ^orno^PisaySiena^ Pistoja^  Arezio^Gros- 
icario  di  Mussa-Marilliroa.  Inoltre  setOy  Montepulciano^  San-Miniato,  e  Rocca 
olii  a  potesterie  i  vicariali  ili  Man-  i^.  Casciano;  come  ancora  agli  attriboii 
Casliglion  della  Pescaja,  restando  dell* unica  Coile  Regia  nella  capitale  e  della 
la  polesleria  di  Carop:ignalico  ,  e  Real  Consulla  da  formarsi  in  Corre  «9tt/»rema 
sua  giurisdizione  civile  a  quella  di  Cassazione  nei  casi  di  ultima  istanza. 
I  di  Rocca-Strada.  In  seguilo  cou  motuproprio  del  aa  agosto 
notificazione  del  aa  aprile  184!  1840  vennero  accordati  i  tribunali  colle- 
lo  dalla  giurisdizione  della  potè-  giali  di  Pi  ima  istanza  anche  alle  città  di 
'orlo  S.  Stefano  il  popolo  di  Pori*  Ponlremoli  e  di  Poiioferrajo. 
aggregato  alla  giurisdizione  civile  Finalmente  cou  la  legge  del  a  settembre 
e  del  vicario  di  Orbelello.  1842  nel  Compartimento  Grossetano  venne 
*l  Commissari<ilo  di  Montepulcia-  eretta  la  nno\a  Comunilìi  del  Moniargen^ 
ì  giurisdizione  abbraccia  i  vica-  taro,  capoluogo  della  quale  fu  dichiarata 
ibbadia  S.  Sdlvadore,  Asiiialunga,  la  Terra  di  Porto  S.  Stefano  distaccando  il 
lonlcpulciano ,  Pienza  e  Ridico-  suo  territorio  dalla  Comunità  di  Orbetello, 
amoo  soppresse  la  potesteria  di  cui  fu  dato  in  compenso  il  distretto  lerrito- 
agnajo  incorporandol.1  alla  giuri-  riale  del  pofiolo  dì  Capalbio appartenuto  fino 
€l  ficario  dell'Abbadia  S.  Salva-  allora  alla  Cornuuità  di  Slanciano. 


V. 


t  OS  e  # IfiI 

itoMMW  9MEXM  C^aOMtUÈUB  CéMtWfTJ^  ^MOf^  i^l  HÌMfcH  Ito  M( 

TirM  M  DELLE  £0M> CoMUKtTjf  MEt  QiW^M  ^"  CMUitimi  •      iM  MM 

CotiPdMTtMKwn  DELLj  ToseAWét  CrÉLi«»  d§tU  CsMAMt    dhHMfl 


L  CoaFAMMiiiTo  F: 


JC«o«o  A'  Residenta  Nome  MU  Camm-  '7' 
éU*  Caneeilitri  9  mtà  eomprmm  ìh 
d9ÌU  CanettÌ€rì§  eimtamm  CmmeeU 
ComumiaiÌ99  t^rim  Cammmtét,    18.  €Mlkum 


i  Bugno  in  BÒBHfu     tg.Bnv 


I.  Jiifw  iSorbano 

(Venhereto 

1  Gileiiinio 

5.  Ctttnpi  }  Giaipi 

r  Aifberiiio  di  VaM* 

6.  Saa-Cateiano     <  «     5    . 

i  San-QisciaDo 

'  Moatespertoli 
(  Gutel-Fiorenlino 

7.  Casiei'Fioreniinol  Certa  Ido 

(  Monlajone 

8.  Castelfranco  di\^}l^^?'^^'^^^^ 
disotto  <  S.  Maria  a  Monte 

K  MontecaWoh 


Sotto 
9*  Cerreto 

10.  Dicomano 

11.  Empoli 


la.  FiBaoLB 


i3.  Figline 

14.  FIRENZE 
i5.  Firenzuola 

16.  Fucecchio 


Cerreto 
Vinci 
Dicomano 
San-Godenxo 
(  Capraja 
<  Empoli 
(  Moutelupo 
Broszi 
Fiesole 
Pellegrino 
Rovezzano 
Sesto 

Ì  Figline  * 
Reggello 
FiaKHZB 
Firenzuola 
S  Santa-Croce 
?  Fuceccliio 


muMmrroii 


•9. 


i5.  Pkacu 


Verbap 
Pistop(GM 
_  Porla  il  M] 
16.  PifTOjA  clVuiaOnrii 

Porla  Lmch 
Porla  S.fti 
Cuilapllt 
LuipaRolìi 

'""■'        )SSL 

SemaBe 
Tinm 
(Loii^ 
ÌPeb^ 
ìPuiUMiiwr 
rRignino 
(Cwaifoai* 

(Pm» 

ÌDatadob 
Rooci&Gdj 


a8. 


ag.  PaATO 


sciamo 


TOSO 

sidenui,  Nome  delie  CornH" 
Uieri  e  nità  comprese  in 
icellerie  ciascuna  Caneei' 
ti9e  Uria   Cotnuaitai. 


TOSG 


589 


Luogo  di  Residenia  Nome  delle  Comu' 
de*  Cancellieri  e  nità  comprese  in 
delle  Cancellerie  ciascuna  CanceU 
Comuniiatìve  Uria  Comunitat. 


S.  Piero  a  Sic  ve 
(tf  <  Scarperia 

Vaglia 
Monte-Catini  di  Val- 

di-G^ìina 
Volterra 

.  CoMPiarnairro  FiomEMTiiio 
Urie  33,  Comunità  91. 


loifPABTniUfTO  PlAÀMO 

/  Albiano 
1  BagQone 
^Groppoli 
(  Terrarossa 
I  Barga 

Ì  Caso  la 
Fi  viziano 

Bibbona 

Casale 
tallo     l  Gherardetca 

GuarJislalIo 

Monlescudajo 

Chianni 

Colle-Salvetti 

Fauglia 

Lari 

Lorenzana 
I  Livorno 

Lajatico 

Peccioli 

Terricciola 

Pielrasauta 
rrA         <  Seravezza 

Stazzenia 

Bagni  di  S.  Giuliano 

Cascina 

Pisa 

Vecchiano 

CattelnuoTO  di  Val- 
tee        ^     di-Cecina 

Poroarance 

Capannoli 

Paiaja 

Ponsacco 

Pon  lederà 


44.  PoMTatiiou 


45.  PoiTOVUUUJO 


46.  Bosignano 


47.  Ficopisano 


Calice 
Capri  o 
Fi  lattiera 
Pontremoli 
Zeri 

Ì  Longone 
Marciana 
Portorerrajo 
Rio 
/Castellina  marittima 
I  Santa-Luce 
ì  Orciano 
è  Riparbella 
[  Rotignano 
i  Bientina 
<  Calcina ja 
(  Vicopisano 


Totale  mel  CoMriiTiiiiirro  Pisavo 
Cancellerie  1 5,  Comunità^  5 1 . 


IH.  CoMPAATIVmTO  SiHUB 


48.  JbbadiaS.  £a/A  Abbadia S. Sai vadora 

^  Pian-Castagnajo 
Asciano 
Rapolano 


vadore 
49.  ji sciano 


Trequanda 
Chiutdino 

So.  ChUudino         \  Elei 

Monticiano 
Colle 

Monterìggioni 
Poggibonsi 

5  a  •  San  -Gimignano  f  San  -Gim  igna  no 

/  Buononn  vento 


5t.  Goixi 


53.  M0ST1LQPK> 


54.  San^uirico 


55.  Radda 


56.  Radieofani 


9  Montalcino 
I  Mudo 

ÌCastiglìon  d*Orcia 
San-Giovanni  d*Atso 
Pienza 
San-Quirìco 
!  Castellina  in  Chianti 
Cavrìglia 
Gajole 
Radda 
K  S.  Gascian  da'  Bagni 
?  Radieofani 


f  ose 

M  CmmctUkfi  9      mtà  lumftàtir  in 
.  C9mmtiktti9€  ierim  €4 


fwtf  ■  di 
etite 


yk€m 


57. 


iDatCnaa 

ImBAI 


58.  SmiA 


(Cttole 
{RadicofidoU 
(Sofioill* 
CislelDiiofo  -  Bcnr- 
denga 

Imm  del  TflfM  di 
Citlk 
[ìUmtt  del  TMn'di 


il 


ToTAut  «Ili  Co». 
CamùdUrU  11, 


Stai 
33 


?W! 


'^ 


X 


G4MA1 


1?.  Comàxnamnù  k 


lUh 


^  Monte  S.  Maria 
ir  Arezzo 
'Cipoloiia 
(  Subbiano 

Asinalonga 

Torrila 

Bibbiena 

Cbiusi  in  Casentino 

63.  Ca*/e/5.  mccoìò\  S"*^  *•.  *''=f°'* 

Montemignajo 


60.  Aaano 

61.  Asinalunga 
61.  Bibbiena 


73.  Pofl^" 

74. 
7S. 

7«. 

77. 

78.  Sesiiito 


ToTiLB  HBL  GoMPaanmna 
CanctUtrie  scs  Coam 


64.  Casti glian •Fio 
rentino 


Castiglion  -  Fioren- 
tino 
ÌChianciano 
Chiusi 
I  Cortona 
C  Fojano 
(  Marciano 
Castelfranco  di  So- 
pra 
San-Giovanni 
Loro 

Pian  di  Scò 
.  Terranuova 

69.  MoirraFOLCUMO    |  Moolepolciano 

iCivitella 

70.  MonU  S,  Savinof  Lncignano 

{  Monte  S.  Savino 


65.  Ch̀uiciano 

66.  GOBTOIIA 

67.  JFofano 

68.  San-Gio^anni 


V.  CoMPAMTUuato  Gmi 

79.  Areiiotso  ICstlel^ 

(Cioigìi 

80.  Campiglia         <"'***' 


rSavcff» 
81.  Sania-Fioru      jjj^l^ 

8a.  Isoia  M  GÌsUo\  Gìglio 

/Galligli 

83.  GRoamo  {    saìi 

(GraMcM 


84. 


(Hoalì 


TOSG  TOSC              Wl 

siderna  Nome  delle  Cam»-  Con-  la  istiluzicme  poi  di  Qua  nuova  Co- 

lieri    e       nità  comprese  in  munilà,  intìlolala  del  JUoìUe^Argentaro^ 

cellerie      ciascuna  Cantei-  quelle  di  Terraferma  nel  Granducato  tono 

i(«              Uria  Comunitat,  salile  al  numero  di  a 4 3,  dondecbè  con  le 

4  Comunità  dell*  Isola  delPElba  e  una  del- 
r  Isola  del  Giglio  sommano  248  Comunitlk 

SMontargenlaro  nella  Toscana  Granducale.  — -  Delle  quali 

Orbetelio  ìsole  attualmente  si  conosce  la  loro  sa|ierlì- 

I  Piombino  eie  quadrata;  mentre  quella  ileirElba  com- 

C  Manciano  presa  T  Isola  di  Pianosa  nel  totale  ascende  a 

no          <  Piligliano  quadr.  68ia5»98,  corrispondenti  a   raigl. 

\  Sorano  quadr.  84,8 a«  e  T  Isola  del  Giglio  ■  quadr. 

.         C  Ciropagnatico  6481,1 5,  pari  a  migl.  quadr.  8,01. 

^Roccastrada  Nello  stato  attuale  rettificata  la  superficie 

^Mugliano  territoriale  di  ciascuna  G>munità,  risulla, 

'            \  Scansano  cbe  i  I  Campar Umento  Fiorentino  abbraccia 

,    .          ^          •.*     r  pan  a  migl.  3378,54. — Cbe  il  Conuiar/i- 

lerie  11,  Comunità  a5.  "^    ^    o*  ^               -^      •  1   1    1    1  m^il 

*  meiifo  Fua/io,  compresevi  le  Isole  del  ILIba 

^"^~""'""""~"""-^—"^~~  e  della  Pianosa ,  abbraccia  una  superficie 

RIEPILOGO  totale  di  quadrati  1 01 0658,96,  pari  a  migl. 

toscane  1258,79;  che  il  Compartimento 

.    .  Senese  occupa  una  superficie  totale  di  qiia- 

roenlo  no-  i.»       r/»^o          •          •!•           .1.* 

ff   aro  «     r»  ^    ivo  drati  075165,98,  pan  a  miglia  iai4,63; 

*  '  *  '                                 ^,  una  superficie  totale  di  quadr.  1106910,53, 

'   *  '  *           g  equivalenti  a  migl.  1378,69;  cbe  il  Cam- 

.•..»3o.  ....»     4  partimento  Grossetano  ^  compresa  rìsola 

*®  •      •'"•••*•*     '^  del  Giglio,  abbraccia  quadr.  i446643i,i3 

7aneeil,  s  89.  ,Com,  »  a48  equivalenti  a  migl.  quadr.  1801,67.  — Sic- 
ché tutta  la  superficie  della  Toscana  Grando- 

iìRANDUCATO  sotto  il  para-  cale  comprese  le  Isole  preìndicate  ascende  a 

KB  tooMOMicA.  B  SuPEanoiR  TEI*  quadr.  agrarj  6448913,36,  corrispondenti 

a  da  aggiungere  la  nuova  isti-  a  miglia  tositine  quadrale  8o3a»3a« 

Soprintendenza  generale  alle  Iklla  quale  superficie  totale  sono  da  de- 

I  Granducato  ordinata  col  mo-  trarre  quadr.  99643  l  ,  come  beni  cbe  la 

29  dicembre  1840,  mercè  cui  legge  esentò  dalT  imposizione  fondiaria ,  ed 

^veditóri  delle  Camere  di  So-  in  quadrati  191949*76  consistenti  in  corsi 

oomunitativa  debbono  comu-  d* acqua  ed  in  pubbliche  strade,  con  una 

»printeodenza  generale  tutti  gli  popolazione  cbe  nell* aprile  del  1844  ascen- 

^rounitù  e  luoghi  pii  dipen-  deva  a  i, 531,740  abitami. 

»n  sono  autorizzali  a  risolvere  I  pros[jetti  posti  in  ealce  al  presente  ar- 

facoltà,  ed  il  Soprintendente  ticolo  con  la  recapitoìauone  della  Popola- 

ler  conto  al  Sovrano  di   tutti  sione ^  delle  Famiglie  e  della  Superficie 

\  afiari  pretlctti  che  non  può  ri-  territoriale  di  ciascuna  Comunità  dti  5 

p  Cicoltà  sl»tc  a  lui  conferite.  Compartimenti  della  Toscana  Granducale 

ìoprintendente  medesimo  ha  la  darà  meglio  a  conoscere  la  popolazione  reci- 

>erioi-r  del  Ciluslo,  al  quale  fu  proca  dei  5  Compartimenti ,  presa  la  media 

liviodelleanticheDecìmeGran-  proporzionale,  concedendo  rispetto  al  Com* 

lordine  al  motuproprio  del  5  partimento  Fiorentino  ciò  che  si  delrae  dalla 

4    gli  fu  afìTidala  la  direzione  Val-di-Sieve  e  dal  popolatissimoVal-d*Amo. 

nenlo  milil  ire  del  Granducato.  Così  il  Compartimento  Pisano  soppliice 

del  Compartimento  di  Firenze  con  la  sua  popolosa  valle  e  eoo  la  popolatiti 

ersi  Modigliana ,  ed  al  Com-  sima  città  di  Livotno  ai  deserti  della  sua 

i  Pisa  la  città  di  Pietrasanta.  pianivi  tra  Pisa  Lìvorao  e  bocca  di  Seicbio. 


569              TOSG  TOSC 

Parimente  il  Compartimento  Aretino  Gì*  inge|;neri  infiae  éà  9  GmM 

(le?e  cedere  porzione  dei  suoi  abitanti  delle  Compartimento  Gronetem  rin] 

[Chiana  e  di-irAmo  alle  più  de-  Areidotso^  Cmmpigiim^Goemram 


Valli  della  Chiana 

•erte  contrade  della  Badia -Tedalda  ,  di  Se-  xefo,  Massa-Mmriitimm^  McteUa 

ftino  ecc.  —  Finalmente  il  Compartimento  bino^  Pitigiiano^  e  Boeeoilfoie. 

Crrossetanoy  il  più  spopolalo  di  tulli  influisce  Alla  slessa  pa^ .  597  si  può  aspi 

talmente  sulla  Statislica  della  popolazione  notizia  rhe  la  lunfrhc»  delle  Un 

della  Toscana  Granducale  che  essa  non  cora-  nelP  ottobre  del  1844  era  di  ;6i  ■ 

parisce  come  dovrebbe  il  paese  più  popolato  scane  e  die  le  strade  proviociili  1 

d'Italia  e  forse  anche  dì  tulU  Europa.  percorrevano  miglia  1016.16. 

In  qnanto  poi  spetta  al  DivARTnKiiTo  delu  AÌVArt.  GRANDUCATO  ■  TI 

Agqob  ESrmADc  si  può  aggiungere  a  quel  pa-  doveva  aggiunger»  pvreìlparagnl 

ragrafo  (Voi.  Il  pag.  497  e  segg.)  che,  oltre  alle  Diaanoxi  pntrALi  dd  Graadi 

le  attribuzioni  conferitegli  dal  motuproprio  luoghi  di  amministraiioiie  e  di* 

del  3i  die.  1834,  ritiene  quelle  ancora  che  delle  RR.  Poste;  ai  giorni  di  afri« 

gli  furono  assegnate  digli  altri  due  reotu-  rieri ,  o  slaffelle  a  Flicnae  e  a  qa 

propri  del  3  die.  i838  e  del  ag  die.  1840.  loro  partenie  dalla  eapilalc,  rM 

Finalmente  con  motuproprio  del  3  luglio  VArt,  Vn  aaou  roavAu  V  indiraù 

1840  furono  riformati  i  Circond.irj  degP  in*  stazioni  pestali  per  il  cambio  dr*c 

gfgneri  e  soppressi  i  posti  di  ajuto  suddivi-  Trovasi  nella  capitale  Fliprtt'^n 

dendoli  in  tre  classi,  cioè,  ia  nella  prima,  zinne  principale:  olire  5  dimia 

ai  nella  seconda,  e  35  nella  terza  classe,  terne;  t.  Lnroaao;  a.  Pma;  3. Si 

in  tutti  numero  68 Circondar},  a4  dei  quali  zioni  di  i.ma  classe;  4.  Ainm; 

nel  Compartimento  Fiorentino;  16  nel  TaASAarà,  dirviioni  di  9.didaM. 

Pisano  ;  8  nel  Senese  ;  1 1  nell*  Aretino  ;  Otto  sono  i  laoghi  di  amaùaii 

e  9  nel  Compartimento  Grossetano,  i.  Gsosmto;  a.  Pascu;  3.  Ppmii 

gì*  ingegneri  de' 34  Circondar)  del  Com-  tkmba;   S».  Poarauiou;  6.  Poh 

partimento  Fiorentino  risie<lono  in  Bagno,  7.  Raugopaxi  ;  8.  VoLvaaaA. 

Borgo  S,  Lorenzo^  Campii  San-Caseiano^  I  paesi  per  la  disirìbozione  de 

Castel- Fiorentino  ^  Empoli^  Fiesole  ^  Fi-  altnalmenle  ammontano  a  18,  r 

gline  y  Firenze  (per  la  di\isionc  settenlrio-  4  classi  ;  tre  delle  quali  nella  1 

naie)  Firenze  (per  la  divisione  meridio*  poli,  Montepulciano  e  Piomhim 

naie),  Fucecchioj   Galluzzo,   San-^far-  a. da  classe ,  Coreoiia  ,  Orhetello 

cello  t  San -Miniato^  SI  odi  gì  tana  y  Mon-  si  ève,  S.  Quirico,  S.  Miniato, 

summanOy  Montale,  Palnziuolo,  Pescia,  Marittima;  i5  nella  3.za  cUite, 

Pisfofaj  Pontassieve^  Prato,  Rocca  S,  Lorenzo,  Campiglio^  Caseìne, i 

Cascinno  e  P^olterra.  Fiorentino^   Figline ^  Fìqìuom 

Gr  ingegneri  de'  16  Circondari  del  Com-  Lastra  a  Sìgna,  Lueignino,  . 

partimento  Pisano  risiedono  in  Bagnane^  ai  chi ,  Pos^gibonsi ,  Prato ,  Beeci 

Bagni  di  S.  GittHuno,  Barga,  FìvitzanOj  sciano,  Bnsignano,  e  SanGirea 

Guardistallo  ,  Lari  ,   Lis^orno  ,  Peccioli  ,  mente  spellano  alla  X.ìa  chfw  le  1 

Pietrasanta ,  Pisa  ,  Pomnrance  ,  Ponte-  Asciano ,  Bugnone ,   Bibbiena , 

dera^  Ponfremnli ,   Portoferrajo ,    Rosi'  Colle,  Dicomano ,  Firensuola, 

gnnno  e  f^icopisnno,  Modìgltana,  Peccioli,  Pomaran 

Gr  ingegneri  degli  8  Circondari  d«'l  Co'n-  Porto  S,  Stefano  e  San-Sepoln 
partimento  Sanese  hanno  la  loro  resilienza 

in  Asciano, CastelnuovO'Berarlenga,CoU  ^^^s^^^^— 
/e,  Montalcino ,  Radda,  Radicofani^  Ra- 

dieondoli,  e  Siena.  Amairo  d«.le  Lcrruz  »  FIR 

GÌ*  ingegneri    degli    n    Circondar)  del  ^        

Compartimento  Aretino  risiedono  in  A-  _,  ,,             .        ..  »       r.    ir 

'^   ».fi-          ^    .          «7  •           e a  ella  mattina  di  Lunedi  alu 

resso,  Bibbiena  y  Cortona  ^  Fojano  ,  San- 

Giof^xnniy  Montepulciano  ^  Monte  S .  Sa-  5/a/7Vf//i.IXiiringhiltem.Fr 

pino,  Montevarchi  y  Pieve    S.    Stefano,  gna  ,  Portogallo ,  Gibilterra.  Cok 

Poppi  e  San'Sepolcro,  della  Svizicra,  Piemonte,  Gcoon 


Tose  Tose              50» 

mnla,  Lucca,  Pontrcmoli,  Bi-  Staffetta,  De  Peicia ,  Pisloja  e  Prato. 

euDo,  LtvorDO,  Pisa  e  slradale»  Procaccia,  Da  Greve. 

Iliniato.  ^ 

D,  Rom,   Napoli .  lUdicof.-  jf^„^  ^^,.^  ^  ^       ^  ^, 

,  Sialo  degli  Ex  Presidi,  Siena,  «^«^  y. 

>llerra.  Staffetta.  IhW  Inghilterra,  Francia,  Spa- 

.  Da  Peseta ,  Pistoja  e  Prato.  gna  ecc.  come  nel  lunedì ,  meno  Pontre- 

^^  moli ,  Bagnone  e  FiTitiaiio. 

lina  M  Martedì  alle  ore  9.  ^Jf"":  ^fT  '  *^»'«'*  «  ^*^-    ' 

^  Procaccia.  Da  Grere. 

Dalla  Grermania,  Russia,  Prus-  ^ 

.» ,  Belgio .  •!»«  I>!«te  dell.  ^^„    ^     .^^  j. 

Imazia,  Levante,  Trieste,  Ve-  ^^  y. 

a.  Piacenza,  tutta  1* Italia  supe-  Corriere.  Dalla  Germania,  Eiissìa,  Pru»» 

na  ,  Firenzuola ,  Borgo  S.  Lo-  sia  eoe.  come  nel  martedì, 

della  Romagna  Toscana.  Corriere,  Da   Roma ,  Napoli ,   Radico- 

D^lla  Francia ,  Spagna  ecc. ,  fani  ecc.  come  nel  lunedì ,  pid  Bfaste-BCa- 

jnedi ,  più  le  leltere  dell*  Isola  riltima. 

Ila  Maremma  pisana  e  di  Piom-  Corriere,  DalP Inghilterra,  Francia,  Spa- 

]uelle  di  Pontremoli,  Bagnone,  gna  ecc.  come  nel  martedì. 

Staffetta,  Da  Perugia,  Marche,  Foligno 

D.I  Perugia ,  Marche,  Fuligno,  ecc.  come  nel  lunedì ,  meno  Pontremoli , 

itiglion-Fiorentino ,  Montepul-  Bagnone  e  Fivizzano. 

»  e  stradale,  Valle  Tiberina,  altra  Stqffetta.  Da  Peacia ,  Piitofa  a  Prato. 

Eiomagna  Toscana  e  Dicomano.  Procaccia.  Da  Greve. 

Da  Peseta ,  Pistoja  e  Prato.  ^ 

'^^  '  Ifella  mattina  di  Domenica  alle  ore  g. 

'ina  di  Xercoledi  alle  ore  9.  Staffetta^WlaghilleTn, Fransi., Sp.- 

^  gna  eoe.  oitoe  nel  martedì ,  meno  la  Bo- 

.  Dair  Inghilterra,  Francia,  Spa-  magna  Toscana. 

me  nel  lunedì ,  meno  Pontre-  Staffetta,  Dalla  Germania ,  Rustia  eoe. 

»ne  e  Fivizzano  ;  più  Volterra ,  come  nel  mercoledì. 

;  Peccioli.  Staffetta,  Da  Roma,  Napoli,  RadicoCani, 

Dalla  Germania,  Russia,  Prus-  Massa-Marittima  ,  Siena  e  stradale, 

le  il  martedì ,  meno  Parma  e  Staffetta,  Da  Pescia ,  Pistoja  e  Prato. 

I  Romagna  Toscana.  

Da  Roma,  Napoli,  Radicofani,  ^^^^^ 

ime  nel  lunedì,  meno  Volterra,  p^,^„a„  ^„  L„^  „,  FIRENZE 
anitima. 


Da  Pescia ,  Pisloja  e  Prato.  ■  

^  Nel  giorno  di  Lunedi  a  ore  4  pomerid, 

Uina  di  Giovedì  alle  ore  9.  Staffetta,  Per  V  Inghilterra ,  Francia  , 

Dalla  Germania,  Russia, Prus-  Spagna,  Portogallo,  Gibilterra,  Colonie, 

1  martedì.  P**^^  ^^ll>  Svizzera ,  Piemonte ,  Genova , 

Da  Roma,  Napoli  ecc.  comenel  Sanana,  Massa,  Fietrasanla  ,  Lucca,  Lì- 

10  Grosseto  e  Stalo  degli  Ex  vorno,  Pisa ,  e  stradale ,  San-Miniato,  Lari 

e  Volterra. 

Dall'  Inghilterra,  Francia,  Spa-  Staffetta.  Per  la  Germania,  Russia,  Prns- 

e  nel  lunf«lì,  più  lettere  del-  »i«  ,  Olanda ,  Belgio,  altra  parte  della  Svix- 

Slba ,  di  Piombino  e  della  Ma-  lera,  Dalmazia ,  Trieste,  Levante,  Venezia , 

,.  tutta  r  lUlia  superiore ,  Parma ,  Piacenza , 

Da  Perugia ,  Marche,  Foligno  Bologna ,  Firenzuola  e  Borgo  S.  Lorenzo. 

I  nartftdì.  StaffeUa.  Per  Prato ,  Pistoja  e  '^  "'' 


564              TOSC  TOSC 

Ilei  giorno  di  Martedì  a  ore  li  pomerid.  Nel  giorno  di  Sohoto  m  i 

Corriere,  Per  la  Germania,  Russia,  Pnis-  Corriere,  Per  U  Gvrmn 

tìa ,  ecc.  come  nel  lunedì ,  meno  Parma  e  sia  ecc.  come  nel  aartcìTi 

Piacenza,  più  per  una  parie  della  Rom;igna  e  Piacenza. 

Toscana.  Corriere.  Per  Roma  N 

Corriere,  Per  Roma  ,  Napoli  e  per  talli  come  nel  martedì  e  |;iofed 

gli  altri    luoghi   indicati  negli  arrivi   del  Corriere.  Per  Perugia, 

lunedì ,  più  per  Massa-Marillima.  ecc.  come  nel  martedì  e  gi 

Cornerà. Per  ringhilterm, Francia,  Spa*  Staffetta.  Ver    ringhi 

gna  e  per  tulli  gli  altri  luoghi  indicali  ne-  Spagna  ecc.  come  nel  mari 

gli  arrivi  del  lunedì,  più  per  la  Maremma  Staffetta.  Per  Prato,  P 

pisansi ,  Piombino  ed  Isola  dell* Elba.  Procaccia.  Per  Greve. 

Staffetta.  Per  Perugia,   Marche,  Foli-  ^ 

cno,  e  ricr  tulli  gli  altri  luoshi  indicali  ne-  «^  ,    .           ,.  _ 

I-       •  •   I  I  _    .   n  *^el  giorno  di  Domenica  € 

gli  arrivi  del  martedì.  ^  ^    ^  %••  «^vnwrw«wii 

Staffetta.  Per  Prato ,  Pistoja  e  Pescia.  Corriere.  Per  V Inghilte 

Procaccia.  Per  Greve.  gna  ecc.  come  nel  martedì, 

^  Pontreroolì  e  Fi  vi  nano. 

Staffetta.  Per  Ron»  9 1^ 

Nel  giorno  di  Mercoledì  a  ore  ^pomerid.  come  nel  mercoledì. 

Staffetta.  Per  Pmlo,  P 

Staffetta.    Per    T  Inghilterra  ,  Francia ,  in^TfcfìÉ 

Spagna  e  per  gli  allri  luoghi  indicati  negli  ^^^^m^mm^ 

arrivi  del  mercoledì.  II  rapporto  tra  la  |wpola 

Staffetta.  Per  lu Germania, Russia,  Prus-  delle  famìglie  e  quello  dell 

sia  e  per  tutti  gli  altri  luoghi  come  negli  territoriale  che  si  offre  qui 

arrivi  del  roercolodì,  più  Parma  e  Piacenza,  in  tavole  sinottiche,  direi  o 

5rei^rfra.  Per  Roma,  Na[>oli  e  per  tutti  gli  sideralo  in  se  stesso  e  dissi 

altri  luoghi  indicati  ne^'li  arrivici  domenica,  tra  notizia  st.i listici  i]i%erri 

meno  Massa- Ma  ri  11  ima.  zione  insignitlcmli*  di  ini 

Staffetta.  Per  Prato ,  Pistoja  e  Pescia.  praticlie  cons«>giiciize  si  \^{ 

^^p.  Ma  allorché  il  }iiKÙmrn 

zione  della  Tosc.ini  Gr^inii 

Nel  giorno  di  Giovedì  a  ore  ^  pomerid.  e|)Oche  diverse   ddri  minai 

una  serie  di  anni  i]is::iuntf 

Corriere.  Per  la  Gei  m  mia,  Russia,  Prus-  ^io\are  a  far  ronost't- re  in  q 

sia  ecc.  come  nel  inarlcfii ,  pi»  per  Parma  Toscana  il  Mo^imentn  con 

e  Piacentii.  gressivo  dove  sì  roostn  quj 

Corriere.  Per  Roma  ,  \apoli  ,  Radicofa-  anche  retro«;r.ido.  —  DmI  c 

ni ,  Siena  ecc.  come  nel  martctlì.  allorché  siano  fonditi  soi  r. 

Corriere.    Per    V  In«2liillerra  ,  Francia  ,  certi  possibili,  lo  st.itisli  eJ 

Spagna  ecc.  come  nel  martedì.  sonoesamin.irc,  se  tiiltooio 

Staffttta.  Per  Perii«jia,  Marche,  Foligno  costanze  fisiche  n  pnliiiclif, 

ecc.  rome  nel  marlcilì.  demirhe,  d.i  un  lungo  peri 

Staffetta,  per  Pr.ito,  Pistoja  e  Pescia.  fuire  tlalla  Ioni  p>sizìnne  i 

Procaccia.  Per  Greve.  rita  dalla  natura  ilei  sii'»lo 

^^  a  lunghe  slmile  roiabìli, 

3  laghi,  a  [«Olii,  e  consi*:;» 

Nfl  giorno  di  frenerai  a  ore  4  pomerid.  meno  a  (tori .ila  ili  p4ss.«::gi 

ci ,  di  persone  ree.  ri-c. 

Staffetta.    Per   P  Inghillerra ,    Francia,  Nel  1844  esistevano  iifM 

Sjiagn.i  «"ce.  come  nel  mircoledì.  ecclesiastici  secoLiri,  a6Ri 

Staffetta.  Per  Prato,  Pisloja  e  Pescia.  monache,  talché  comprenri 

Procaccia.  Per  Greve.  ascendevano  37230 ecclesia! 


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Humebo  delle  Cjucellìeeie  Comueit^-  Luogo  di  Xesidenta  Nomo  dtlU  Ci 

TtrE  E  DELLE  LOBO  CoMffMiTJ*  jff  f  ctHQOE  dc  Canctiiteri  €      nità  comprese  m 

CoMPJMTt MENTI  DELLA  Toscahj  GmjW'  delle  Cancellerie      ciascuna  CamceU 

DUCALE.  ComuniiatÌ9e             Uria  Coummtat. 


I.  CoHPAATwaiTo  Fiouirmo 

Luogo  di  Residenta  Home  delle  Coma- 
de^  Cancellieri  e  nità  comprese  in 
delle  Cancellerie  ciascuna  CanceU 
Comunitative  ieria  Comuniiat. 


I.  Bagno 

a.  Barberino  di  Mu- 
gello 


i  Bugno  in  Romagna 
<  Sorbano 
(  Vergbereto 
(  Barberino    di    Mu- 
gello 
Vemio 


-  «  r  ^  Borgo  S.  Lorenzo 
Z.BorgoS.Lorenw^y.J^y^^^ 

—  „  CBugfiano 

♦•  *»■«»  i»»««««>  i  jtSL  e  Cottile 

ì  Ca tentano 

5.  Campi  ^  Campi 

fSigna 

(  Barberino  di  Val-d* 

6.  San^asciano     JsaSoMciano 

(  Montetpertoli 
(  Castel-Fiorenlino 
'j  ,Castel-Fiorentinoì  Certa Ido 

(  Monlajone 
a    ^     .  ir  j.l  Castelfranco  di  Solfo 

S.  Caftelfrcnco  *)  s.  Maria  a  Monte 

di    Sotto  /   M         a  11* 

\  MontecaiToli 
Cerreto 
Vinci 
Dicomano 
San-Godenzo 

(  Citpraja 

{  Empoli 

(  Moli  tei  upo 
Brezzi 
Fiesole 
Pellegrino 
Rovezzano 
Sesto 

C  Figline 
'  Reggello 


9.  Cerreto 

10.  Dicomano 

11.  Empoli 


la.  FiBJiOLi 


i3.  Figline 


14.  FIRENZE 
i5.  Firenzuola 

16.  Fucecchio 


FiaRMSK 

Firenzuola 
S  Sanla-Croce 
f  Fucecchio 


17.  Goleata 

18.  Galluzzo 

x^.  Greve 

90.  San-Marcello 

ai.  Mar  radi 
a  a.  Sam-BIiiiuto 
a 3.  MoDMUAVA 

a4.  Monsummano 
iS.  Pkioa 


96.  PlITOiA 


17.  Potesterie  di  Pi 
sto/a 


98.  Pontassieve 


ag.  PaiTO 


3o.    Bocca   S.   Ca 
sciano 


K  Galeala 
{  Sanla-Sofia 

Ì  Bagno  a  Ripoli 
Catenina  e  Torri 
Galluzzo 
Lastra  a  Sìgoa 
Legna  ja 
'  Gre?e 

Cutigliano 

San-Marcello 

Piteglio 

Marndi 

Palazzuolo 

San-Miniato 

Monlopoli 

ModigliaiM 

Tredozio 
^Monle<}BtinidiVal* 
i    di*!lieTole 
(  Moniamiiiano 
(  Monte-Carlo 
YPeacia 
jUzzaoo 
\  Vellano 

Pistoja  (atUi) 

Porta  al  Borgo 

Porta  Cdrratica 

Porta  Luccbete 

Porta  S.  Marco 

Cantagallo 

Lamporecchio 

Marliana 

Montale 

Sambuca 

Seravalle 

Tizzana 

ÌLonda 
Pelago 
Pontassieve 
Rignano 
^Carmignano 
<  MoDtemurlo 
(Prato 
f  DoTadola 
V  Portico 
<Premilcore 
I  Rocca  S. 
\  Terra  dc!  S^le 


TOSG 

ùmago  di  B9sidmMa  Nome  delle  ComH" 
de  Camceilieri  e  nità  comprese  in 
delle  Cancellerie  ciascuna  Caneel» 
Comutmitatiffe  Uria   Comuaitai. 


TOSO  559 

Luogo  di  Residenia  Nome  delle  Coma- 
de?  Cancellieri  e  nità  comprese  in 
delle  Cancellerie  ciascuna  Canee!- 
Comuniiative  Uria  Comunitat, 


3i.  Searperim 


3 a.  VoLTimmA 


S.  Piero  a  Sic  ve 
Scarperia 
Vaglia 

Monte-Catini  di  Vai- 
ci i-Cecina 
Vollemi 


Tot  AIA  iiKL  GoxPAiTiMiifTO  Eboeuitiiio 
Cancellerie  Sa,  Comunità  91. 


II.   COKFAATIIUIITO  PlftÀMO 


33.  Bainone 

34.  Sorga 

35.  FMezano 


36.  GaardUtallo 


37. 

38.  LiTomao 

39.  Peccioli 

40.  TmmAMAWtx 

41.  Pisa 

4t.  Pomarance 
43.  Pontedera 


/  Albiano 
1  Bagnone 
1  Grappoli 
(  Terrarossa 
I  Barga 

ÌCasoIa 
Fi  aizzano 
Bibbona 
Casale 
Gherardeica 
Guard  istallo 
Montescudajo 
Chianni 
Colle-SaWelti 
Fauglia 
Lari 

Lorenzana 
I  Livorno 
Lajatico 
Peccioli 
Terricciola 
Pietrasauta 
Seravezza 
Stazzenia 

Bagni  diS.  Giuliano 
Cascina 
Pisa 

Vecchi  a  no 
Castel  nuovo  di  Val- 

di-Cecina 
Pomarance 
Capannoli 
Palaja 
Pon  sacco 
Pontedera 


45.  PoiTOVUUUJO 


Calice 
Caprio 
44.  PoMTitMOu  ^Filaltifra 

Poni  remoli 
Zeri 

Ì  Longone 
Marciana 
Portoferrajo 
Rio 
/Castellina  maritlinm 
I  San  la-Luce 
1  Orciano 
§  Riparbella 
(  Rosignano 
L  Bienlina 
^T.  Fieopisano        <  Calcina ja 

(  Vicopisano 

ToTAZ«   MEL  CoMPiiTmiirrO  PiaAiro 
Cancellerie  1 5,  Comunità ^  5 1 . 


46.  Rosignano 


madore 

49.  Asciano 

50.  Chimsdino 
Si.  Colli 


in.  COMPAATIVKIITO  SuVESE 

48.  JòbadiaS.  ^a/.UbbudiaS.Salvadora 

(  Pian-Caslagnajo 
Asciano 
Rapolano 
Trequanda 
Chiusdino 
Elei 

Monliciano 
(|  Colle 

<  Monteriggioni 
y  Poggibonsi 
5a.  San-GimignanoX  San-Gimignano 

/  Buoncon  vento 
J  Montalcino 
I  Murlo 

t  Casliglion  d*Orcia 
1  San-Giovanni  d^Asso 
I  Pìenza 
(  San-Quirìco 
(  Castellina  in  Chianti 
\  Cavriglia 
i  Gajole 
(  Radda 


53.  MOHTALCOIO 


54.  San-'Quirico 


55.  Radda 


56.  Radico/ani 


K  S.  Cascian  de*  Bagni 
(  Radicofani 


590               TBAP  TRAP 

Risìctle  sul  fuinco  rom«lioiiaIe  del  monte  xo  i33i  fni  il  pretletlo  Ricuoli  da  una  p■^ 
«li  Pralouiagno  circa  due  inigl.  innaiixi  di  te,  e  Aghinoljfb  di  Bettino  Grasso  degli 
arrivare  al  tuo  veri  ice,  sotto  la  dislrulta  Ubertini^  pìuUofiocbè  Aghìoolfo  de' coati 
Mucca  Gmieeiarda,  fra  la  confluenxa  dì  due  Guidi,  dall*  altra  parte  il  castello  della  Trap- 
corsi  d*  acqua ,  che  davanti  al  [nese  di  Loro  paim  e  quello  di  Laneiolina  con  i  loro  di- 
ti uniscano  A  Cìtffenna»  stretti  e  giurisdizioni,  restarono  alla  famiglia 

Tanto  il  Castel  della  Trappola^  come  la  Ricasoji.  Sennonché  il  Cast,  della  Trappole 

#oeco  6rificcitrt/a  furono  (ler  lungo  tempo  lino  dall*  ottobre  del   i3i4  en  caduto  io 

posseduti  con  titolo  di  feudo  dai  nobili  Ri-  potere  della  Rep.  Fior.,  siccome  rilevasi  dal 

di ,  i  quali  portHno  tuttora  nel  loro  bla-  testé  citato  scrittore  conlemponneoGìo.  Vii* 

scolpito  il  turrito  castello  della  Trap-  lani  al    Lìb.  IX.  cap.  272  della  tua  Go- 

pola.  nica.  Dondeché  resulterebbe,  che  nel  i3s9 

All'Art.  Rocca  Gumciaida  fu  detto,  che  1»  Rocca  G.iiceiarda  apparteneva  ai  Fani, 

essa  per  lungo  tempo  prese  il  distintivo  che  ed  il  Castel  della  Trappola  agli  Ubertini, 

porta  da  un  Guieeiardo  tì\  Loro,  i  di  cut  dai  qu.ili  passò  nei  conti  Guidi  di  Roména, 

figli  nelle  prime  decadi  del  secolo  XIII  la-  per  retaggio  provenuto  da  una  donna  degli 

sciarono  ai  conti  Guidi  di  Modigliana  fra  libertini  maritala  ad  Alttsandro  conte  di 

le  diverse  corti  e  castelletti  anche  la  Rocca  Romena.  —  Ved.  LAacioLiaA. 

Guicdarda  sopra  Loro.  Molle  altre  notizie  relative  alle  vicende 

Per  quanto  sia  credibile,  non  saprei  pe-  del  Gist.  della'  Trappola  e  de'tooi  dinasti 
raliro  asserire,  se  quel  Guieeiardo  fosse  possono  aversi  da  una  relazione  di  me», 
stalo  uno  de* consorti  degli  Ubcrlini ,  o  de*  Francesco  Vinta  fatta  nel  So  mano  del 
Pazzi  tiel  Vrfldamo;  dirò  bensì,  che  il  Gist.  i56i  alla  Pratica  segreta,  nella  quale  tratta- 
delia  Trappola  nel  i3a3  era  |>osseduto  dai  si  diffusamente  dell*  origine  e  privilegi  della 
Pazzi  del  Valdamo  seguaci  della  parte  ghi-  famiglia  Ricasoli  desunti  dalle  pergamene 
liellina,  allorché  i  suoi  abitanti  si  ribella-  che  il  Vinta  ivi  dice  di  avere  esaminate, 
nmo  da  quei  loparchi  |»er  darsi  al  Comune  Può  servire  pertanto  di  schiarìmeDlo  a 
di  Firenze,  la  cui  Signorìa  spedì  alla  Trap-  tiitlociò  ed  a  quanto  fu  pubblicalo  da  noi 
pola  gente  armata  a  custodia  del  castello.  ali*  Art.  Laneiolina  una  sentenza  del  t8 

Mostrandosi  però  quel  presidio  negligen-  maggio  i335  proferita  dairEseculore  deplì 
te,  fu  qiifiilo  improvvisamente  assalito  dalle  ordini  di  giurisdizione  del  Comnn^  di  Fi- 
genti  de*  Pazzi  ,  i  quali  potettero  occupare  renxe  conim  rocss.  Bindaccio  de*  Ricasoli. 
una  delle  sue  (lorte  ;  e  quantunque  i  Fio-  nella  quale  sentenza  si  dichiara,  che  i  n- 
renlinì  vi  :irrorressero  j»er  riprendere  la  stelli  e  corti  della  TVfl/i/w/tf,  di /Joccn  Cji.'c- 
Trappoìa  ^  lutto  ri  uscì  inutile,  |JOÌrlìè  in-  ciarda  e  loro  annessi  appartenevano  co» 
gassatisi  st'inpre  più  i  nemiri  eon  rajulo  piena  ragione  al  Comune  di  Firenze,  co- 
itegli  Arelini  ronveime  al  presidio  fiorcn-  me  quelli  che  |M»r  l*  avanti  erano  slati  pos- 
tino alibandonarc  quel  rasteìlo.  seduli  da  Gert^zzn  di  J fenolo  di  me^s.  Gm- 

Tanto  asseriva  lo  storico  conlem[)oraneo  gttelmo  de'  Pazzi  ribelle,  Imndilo  e  come 

Giovanni  Villani  nella  sua  (ironica  (Lil».  IX  t.ib' rondannato  d:d  Comune,  ecc.  ecc. 

eap.  370.)  Dal  qual  attestalo  riscllu ,  die  il  Ciò  non  ostante  il   dominio  diretto  ikl 

Cast,  dfll.i  Trappola,  ilofK)  «>ssere  sialo  pre-  siiddello  castello  e  rocca  continuò  a  godersi 

so  ai  Pazzi,  nelPanno  Messo   ilaT,  dovè  dai  Rieasfdi,  fineliè  |ier  provvisione  dell» 

toriian>  in  |iolere  de* medesimi  edepli  Ul)er-  Siiinoria  di  Fin-nze  del   5  dicembre  iS;* 

lini  di  Solleiia  loro  consorti.  fu  di-lilieralo  di  ricuperare  tulle  li'  forten*' 

Dalle  notizie  raccolte  da  un  nobile  sin-  e  f^iurisdizioni  conlinanli  al    dominio  tìo- 

dioso  fiorentino  sulte  vicende  del  Cisl.  della  renlino.  K  fu  allora  che  gti  uomini  del  Casi 

Trappola  e  «lei  suoi  signori,  le  quali  si  ac-  «Iella  Trappola  indipendcnlfmente  dai  laro 

cord.uio  in  gran  parie  con  quelK*  esistenti  signori,  per  atto  pubi  lieo  «lei  94  dicemlift 

nelPArch.  «Ielle  Riformazioni  di  Firenze,  dello  «lesso  anno  1374,  s[ion tanca meotf  si 

risulti,  che  fino  ilall'  anno   ilig    messer  sottoposero  alla  Rep.  Fior. 

Bimlaecio  di  Alhertano  dei  Ri«'asoti  coni-  Infalii  In  Signoria  con  successiva  rifor- 

prò  ila i  Pazzi   la  Rocca  Guicciarda  ni  il  ni;ij:ionc  «lei  aR  marzo  137.S  drlilterò,  dif 

\ì0^^ìn  S.  Clemente ,  ossia  di  Prato^alh,  in  queste  e«l  in  altre  fort«iz<»  stale  riunii»- 

e  successi\amente|»crconlntto  «lei  3i  mar-  al  dominio  fiorentino  con  la  provvisione iNl 


TOSG 

Cmogo  di  BtiUeiua  Nome  delle  Cam»- 
de*  Cancellieri  e  nità  comprese  in 
delle  Cancellerie  ciascuna  Cancel- 
Comanitati^H  Uria  Comunitat. 


85.  Obbrbixo 

86.  PlOllBIHO 

87.  Piiigliano 


!  Moli  tar|!en taro 
Orbelello 
I  Pioinbino 
'  Manciano 
Piliglìaoo 
Sonino 

S8.  aoctaftrmla       iCamp.gn.f.co 

f  Roccaslrada 

A       0     .       ^  SMagliano 

60'  Scansano  ia 

^  (  Scansano 

ToTàXM  KB.  CoiffAlTIMEirrO  Gmosutaiio 


Cancellerie  11,  Comunità  s5. 


RIEPILOGO 

Ilei  Gomparlinento  fio- 

RDtiooConcW/.  if .•  3a.  Com.  N,^  91 

TIel  Pmbiio »  i5 »  5i 

il<-l  Senese »  II »  33 

!lclt'  Arelino  ....   »  30 »  48 

!lel  GroneUno  ...»ii...;.»  aS 

Toxjxi  •  Caneeii.  »  89.  .Com,  »  248 

Xir  Art.  GRANDUCATO  solto  il  para- 
palo  DlTUlOHB  tbOHOMlCA.  B  ScPEBFICIK   TEB' 

BTOBiAu  resta  da  aggiungere  la  nuova  isli- 
tuiioDe  della  Soprintendenza  generale  alle 
Comnnilà  del  Granducato  ordinata  col  nio« 
tapfO[ino  del  %g  dicembre  1840,  mercè  cui 
i  cinque  Proyveditorì  delle  Camere  di  So- 
printendenza corounilaliTa  debbono  comn* 
okare  alla  Soprintendenza  generale  tutti  gli 
affirì  delle  Comunità  e  luoghi  pìi  dipen- 
denti che  non  sono  autorizzati  a  risolvere 
con  la  loro  facollà  ,  ed  il  Soprintendente 
l'energie  render  conto  al  Sovrano  di  tutti 
quegli  tra  gli  affari  predetti  che  non  può  ri- 
iolvere  con  le  facoltà  siate  a  lui  couferile. 

Inoltre  il  Soprinlcndenle  medesimo  ha  la 
direzione  su|)eriorc  del  Calaslo,  al  quale  fu 
riunito  r  archìvio  delle  antiche  DecimeGran- 
ducali  ;  ed  in  ordine  al  moti)[)ro[)rio  del  5 
gcnnajo  1844  gli  fu  afRdala  la  direzione 
del r  ^irruola mento  roililirc  del  Granducato. 

Alle  città  del  Coroparlimcnio  di  Firenze 
e  da  aggiungersi  Modigliana  ,  ed  al  Com- 
partimento di  Pisa  la  città  di  Pietrasanta. 


TOSG  561 

Con  la  istiluzione  poi  di  ana  nuo?B  Co- 
munità, intitolata  del  U onte- Argentante 
quelle  di  Terraferma  nel  Granducato  tono 
salite  al  numero  di  243,  dondechè  con  le 
4  Comunità  dell*  Isola  delPElba  e  una  del- 
r  Isola  del  Gìglio  sommano  348  Comunità 
nella  Toscana  Gnuducale.  •—  Delle  quali 
isole  attualmente  si  conosce  la  loro  sa])ertì- 
cic  quadrata;  mentre  quella  dell'Elba  com- 
presa rìsola  dì  Pianosa  nel  totale  ascende  a 
quadr.  68125*98,  corrispondenti  a  raigl. 
quadr.  84,82,  e  V  Isola  del  Giglio  a  quadr. 
6431, i5,  pari  a  roigl.  quadr.  8,01. 

Nello  stato  attuale  rettificata  la  superficie 
territoriale  di  ciascuna  Comunità,  risulla, 
che  il  Compartimento  Fiorentino  abbncciw 
una  superficie  totale  di  quadr.  1909746,76, 
pari  a  migl.  2378,54.  — Che  il  Comparti' 
mento  Pisano,  compresevi  le  Isole  delPKlba 
e  della  Pianosa ,  abbraccia  una  superficie 
totale  di  quadrati  ioio658>96,  pari  a  migl. 
toscane  1258,79;  ^^^  i'  Compartimento 
Senese  occupa  una  superficie  totale  di  qua- 
drati 975165,98,  pari  a  miglia  1214, G3; 
che  il  Compartimento  Aretino  abbraccia 
una  superficie  totale  di  quadr.  1106910,53, 
equivalenti  a  migl.  1378,69;  che  il  Com- 
partimento  Grossetano ,  compresa  V  Isola 
del  Giglio,  abbraccia  quadr.  14466431,13 
equivalenti  a  migl.  quadr.  1801,67.— -Sic- 
ché tutta  la  superfìcie  della  Tosicaoa  Grandu- 
cale comprese  le  Isole  preindicate  ascende  a 
quadr.  agrarj  6448913,36,  corrispondenti 
a  miglia  tosiane  quadrate  8o32,32. 

Dalla  quale  su|)erficie  totale  sono  da  de- 
trarre quadr.  29643  j  ,  come  beni  che  la 
legge  esentò  dalP  imposizione  fondiaria ,  ed 
in  quadrati  191949,76  consistenti  in  corsi 
d* acqua  ed  in  pubbliche  strade,  con  una 
popolazione  che  nelTaprile  del  1844  ascen- 
deva a  i,53i,74o  abitanti. 

I  prospetti  posti  in  calce  al  presente  ar- 
ti colo  con  la  recapito/azione  delia  Popola- 
zione^ delle  Famiglie  e  della  Superficie 
territoriale  di  ciascuna  Comunità  dei  5 
Compartimenti  della  Toscana  Granducale 
data  meglio  a  conoscere  la  [>opolazione  reci- 
proca dei  5  Compartimenti ,  presa  la  media 
proporzionale,  concedendo  rispetto  al  Com- 
partimento Fiorentino  Cloche  si  detrae  dalla 
Val-di-Sieve  e  dal  popolatissimo  Val-d*Amo. 
Cosi  il  Compartimento  Pisano  supplisce 
con  la  sua  popolosa  valle  e  con  la  popolatis- 
sima  città  di  Livorno  ai  deserti  della  sua 
pianiva  tra  Pisa  Livorno  e  l>occa  di  Sercbio. 


S82  TRA?  TRAY 

PopoLAsioiiB  DIL14  ComùnTtk*  M  Tmmoìoo       I  nomi  di  TM9mlh  •  Tramùmd 

all' Aimo  i839.  eiii  ttcìti  Pidca  ddhi  tiUiatiofie  di  tiaiE 

luoghi.  ÀTfcgOKliè  il  rra^€  ddb  Vii- 
JFalfbricfie  (S.  Jacopo) .  .  Ahli,  ff^    t^^    di  Ceeiiu  risiede  fn  k  bsie  setteotriondt 

Gragliana{S,  Marco) »     is5    del  poggio  di  Jfoof ieri  e qaelU  della  Ccr- 

Trasolioo  (S.  Pietro) »     569    noia  cfi^i/a/eo,  tolta  destra  del  a.  GeÒM. 

Fatico  sopra  {^,  Michele)  ....  »     344        Fu  antica  signoria  de*  eooti  Pkooocchi^ 

Malico  sotto  (S.  Jacopo) »     490    Khì ,  di  uno  dei  quali  si  fece  meotiooe  al* 

rr^  jk:»    ITO       Ae    ''•''*•  SAHTA-Pioaà ,  quando  nel   n  Inclis 

nei  191 5«  a  causa  di  uifitioae  di  beni ,  h 
TRAMONTI,  o  TRAMONTE  m  THE-  proclamato  un  lodo  nella  chiesa  di  S.  K- 
DOZIO  nel  Tallone  del  7Vn#piiisso.—- Cu.  la  chele  presso  7VaMi/e  da  mesa.  Uggieri,  0 
cui  chiesa  fu  da  luogo  tempo  riunita  al  pò-  Ruggieri,  del  fu  Ranieri  de*  PknnMiiicsehi 
polo  di  S.  Maria  a  Ottigoano,  nella  Gm.  eletto  in  arbitro  dai  diversi  fratelli  e  figfi 
e  circa  due  mìgl.  a  lib.  di  Tredoxio,  Giur.  del  fu  G.  lldebmodino  degli  AkM>nDdc8chi 
di  Modigliana ,  Dioc.  di  Faeoxa ,  Gomp.  di  di  So»na  e  Santa-Piora. 
Firense.  —  ^ed,  TaBoooo  Comunità.  Della  proTcnienia  medesima  tkMÀfdt. 

TMAMotiTt  in  Val-di-Geoina.  —  Fti.  TaA-    Dipi,  sanese  sono  tre  istruraenti ,  il  priao 
▼albìu  Val-di-Gecioa.  de*  quali  del  3i  mano  laSo,  relativo  ad 

TtLATALDA  nel  Val -d* Amo  pisano.  —  una  donazione  fatta  a  Ranieri  signor  di 
Gas.  perduto  dove  fu  una  eh.  pan*.  (S.  Tom-  Travate  dal  conte  Ruggiero-Gottoffredo  del 
maso)  nel  piviere  e  Com.  di  Calcina ja,  Giur.  In  G.  Rinaldo  de*  conti  Alberti  di  Monte- 
di  Vico-Pisano,  Dioc.  e  Gorop.  di  Pisa.  rotondo.  Gon  il  secondo  istmmento  del  19 
È  fiittM  menzione  di  questo  casale  fino  dal  aprile  i3a9,  scritto  nel  Castel  di  Travate,  gli 
780  neir  atto  di  fondazione  della  Badìa  di  uomini  di  questo  luogo  per  meno  dei  lom 
S.  Savino  presso  Pisa,  e  più  tardi  nel  cala-  rappresentanti  confessarono  a  Gnddo  del  fii 
logo  delle  chiese  della  diocesi  pisana  com*  Ranieri  da  Tra  vale  e  ad  altri  nobili  di  cass 
pi  lato  nel  1379,  in  cui  si  trova  in  Jicata  fra  Pannocchieschi  di  essere  stati  sempre  ver 
quelle  del  piviere  di  Galcinaja  la  chiesa  di  salti  di  quella  fiimiglM,eelieil  detto  Castells 
S,  Tommaso  a  Tra^alda,  ool  suo  cassero  fu  continummenla  aotto  k 

Arroge  che  nel  secolo  XI  aveva  signoria  giurisdizione  loro, 
in  Travalda  un  nobile  BeriA>rdo  figlio  di  Finalmente  col  terso  istmmeDto  del  Se 
Gherardo,  il  quale  stando  in  Travalda  nel  aprile  dello  slesso  anno  i399,  rogato  ia 
1099  per  alto  di  sua  oltiroa  volontà  lasciò  Travah^  tutti  della  casa  Pannocchieschi  di 
diversi  beni  alla  chiesa  di  Tra9aldap  alla  Travale,  e  quelli  di  C asti giion^ Bernardi 
Primaziale  di  Pisa  ed  alle  Badie  di  S.  Sai-  della  consorterìa  medesima,  fecero  loro  si»' 
valore  a  Sesto  e  di  S.  Stefano  a  Cìntoja.  -—  daco  il  rettore  della  chiesa  dì  S,  Miche» 
(Ahhal.  Camald.  Ad  hunc  annum.)  a  Travale  per  sottomettere  al  Comune  di 

TRASUBBIE.  —  Portano  il  vocabolo  di  Siena  ^utti  i  loro  castelli ,  fedeli  e  beni  eoa 
Trasubbie  due  grossi  torr.  che  scendono  dal  promettere  alla  repubblica  obbedienza  per- 
fianco  occiden  tale  del  Jffonte  Labbro,  uno  dal  petua.  — -  {loc,  eit,  T.  VI  e  XVIII  delie  Pif- 
lato  di  maestro,  T altro  verso  pon. ,  i  quali  gomene  n.*^  454,  i5oa  e  i5o3.) 
avanzandosi  nel  r  ultima  direzione  l<isciano  M0I  te  al  tre  membrane  del  la  Gom.  di  Bfsaa 
in  mezzo  il  poggio  di  Gana,  fìnchè^llo  il  riunite  nello  stesso  Arc/t,  Dipi.  San.  ram- 
colle  di  Polveraja  sì  riuniscono  in  un  solo  mentano  i  Pannoccheschi  signori  di  Tnvale 
alveo  per  andare  a  perdersi  nel  fi.  Orobrone  nei  secoli  Xlll  e  XIV. 
dirimpetto  al  poggk>  di  Moscooa  dopo  circa  Tale  è  quella  del  sa  sett.  1997,  mercè 
19  migl.  di  serpeggiante  cammino.  cui  Bernardino  e  Gione  da  Trtsvale  ddb 

TRAVAIJS,  o  TRAVALLE  in  Val-di-Ge-  famiglia  Pannocchieschi  vendettero  al  Gom. 
cina.  —  Gast.  alla  cui  chiesa  parr.,  ora  pre-  di  Massa  alcune  loro  miniere.  —  f^ed' 
positura  di  S.  Michele,  fu  annessa  Taltra  di  MAasA-MAaiTTUfA.  -—  Tate  è  1* altra  deirii 
S.  Stefano  a  T^ro/io/ifi,  filiale  della  distrutta  noy.  i3oi,  con  la  quale  Pannocchia  del  fa 
pieve  di  Sorciano^  nella  Com.  Giur.  e  quasi  Guglielmo  di  Travale  fece  una  permata  di 
migl.  5  a  pon.  di  Ghiusdino,  Dioc.  di  Voi-  beni  con  Bonifazio  e  Gaddo  figli  di  meo- 
terra  ,  Gomp.  di  Siena.  Ranieri  dei  Pannocchieschi  di  TravaU»  -* 


TBAV  TRAV               583 

^ed.  GiTonàRo.  Tala  è  um  ttm  del  to  leniamo  una  Tendila  fatta  nel  ita 5  dai  sì- 
nano  1 3oa ,  nelLi  quale  si  rammenta  un  gnori  della  Tosa  del  loro  castello  di  Tra- 
credito di  Pannocchia  del  fu  Gruglielmo  ^le  alla  Repubblica  di  Firenze,  e  per  essa 
de*  Panoocchieschi  di  TroMMie^  ed  altra  del  a  Giovanni  da  Vilerbo  allora  vescovo  e  pre- 
9  aprile  i394  che  nomina  un  Niccoluccio  «dente  di  quel  G>mune.  -—  (  P.  Ilduohso, 
del  fu  Dino  de'  Pannocchieschi ,  signori  di  Ihliùe  degli  ErudUi  T,  VII,) 
Trwfalty  Crtrjedco^  e  Catti glion- Bernardi.  Inlalti  dai  documenti  delPArch.  delle  Ri- 
Non  farò  menzione  di  un  trallAto  di  pace  Ibrm^gioni  di  Firenze  apparisce ,  che  cote- 
concluso  li  a3  sett.  i3a6  fra  il  Comune  di  sto  castello  passò  nel  Comune  predetto  con 
Monticri  e  gli  uomini  di  Massa^  di  Jfovi-  due  atti  separiti  del  ao  mano  laaS  {stile 
terotondo^  Tramale ^  eoe,  {loe,  cit.  )  comune\  in  vigore  de* quali  fu  venduto  per 

Nel  i357  i  •ignori  Angelo  del  fu  Nello  mezzo  del  vescovo  prenominato  al  Comune 
di  Bernardino  ,  Francesco  del  fu  altro  Ber-  di  Firenze  dai  figli  di  Tignoso  di  Lamberto, 
nardino ,  e  Crisiofiino  del  fu  Puccio,  tutti  e  di  Guidalotto  pure  di  Lamberto,  dai  fi- 
de* Pannocchieschi ,  venderono  al  Comune  gliuoli  pure  di  Catalano  della  Tosa  e  da 
di  Siena  per  lire  iioo  1*  ottava  parte  delca-  altri  consorti  per  lire  5oo  di  denari  pisani 
stello,  distretto,  giù risdizione  e  uomini  di  il  castello,  distretto,  beni,  coloni,  ièdeli. 
Tramale.  —  (Aacn.  Dipl.  San.  Kaleffo  Ne^  e  tutta  la  giurisdizione  sopra  il  Cast,  mer 
ron.^  145.)  desìmodi  TVot^o/Ze. 

Anche  nel  i38a  mess.  Grabbriello  dì  Pa-  In  questo  luogo  di  Trivalle  nacque  quel 
lodino  Pannocchieschi  signore  di  Tramale  Gonaccio  di  Puccìno,  che  nel  i333  fu  con- 
trovasi fra  gli  allirati  dal  Comune  di  Siena  dannato  nella  testa  dal  poteste  di  Firenze.— 
nrgli  atti  del  Consiglio  della  Campana.  «-«  (Gio.  Vtujuri ,  Cronica  Lìb.  X.) 
(  Aaca.  DiPL.  Sax.  Carte  cit,)  La  parr.  di  S.  Maria  a  Travallenel  |835 

Nello  statuto  speciale  di  Travale^  scritto  contava  19A  abìl. 

nell*  anno  i544   ed  esistente  ntll*  Arch,  TRAVERDE  in  Val-dì-Magra.  —  Gas. 

delle  Riformag,  di  Siena,  sì  notano  gli  con  chiesa  parr.  (SS.  Filippo  e  Jacopo)  nel- 

openj  della  chiesa  de*  SS.  Michele  e  Ste-  la  Coro.  Giur.  e  circa  un  migl.  a  sett.-mae- 

fiino  di  Dragale.  atro  di  Pontremoli,  Dioc.  medesima,  già  di 

Il  paese  e  uomini  dì  Travale  si  sottomi-  Luni-Sarzann  ,  Comp.  di  Pisa, 
sero  alle  truppe  Austro- Ispano-Medicee  nel  Cotesto  casale  prese  il  nome  di  Tra^erde 
dì  due  die.  del  1 554,  e  di  poi  alla  corona  di  dal  trovarsi  a^la  sinistra  della  fiumana  Ver* 
Toscana  sotto  li  ai  agosto  del  155;  senza  de  e  sulla  destra  di  un  torrentello,  o  ca- 
li riservo  di  alcun  privilegio.  naie,  ch'ebbe  pure  il  nome  dalla  detta  fiu- 

La  parr.  de*  SS.  Michele  e  Silvestro  a  roana,  in  cui  poco  dopo  va  a  congiunger- 

Travale  nel  i833  coniava  45i  individui,  si.  —  ^ei.  Vaamt  i;i  Val-di-Magra. 

TRA  VALLE  di  CALENZANO  nel  Val-  Le  parr.  de*  SS.  Filippo  e  Jacopo  a  Tra- 

d*Amo  sotto  Firenze.  —  Cas.  già  Cast,  con  verde  nel  i833  conlava  107  abit. 

eh.  parr.  (S.  Maria)  nel  pi?iere,Coro.  e  cir-  TRAVERSAGNA  in  Val-di-Nievole.  — 

ca  due  migl.  a  roaestr.  di  Calenzano,  Giuf.  Contrada  con  chiesa  plebana  (SS.  Trinità) 

di  Campi ,  Dioc.  e  Corap.  di  Firenze.  la  cui  popolazione  si  estende  nelle  Coro,  di 

Risiede  sopra  una  costa  del  monte  della  Massa  e  Cozzile,  di  Monte  Catini  e  del  Bor- 

Calvana  tra  il  vallone  della  Marina  e  la  go  a  Boggiano,  comecché  la  sua  chiesa  sia 

Valle  del  Bisenzio,  donde  è  facile  di  sup-  compresa  nel  territorio  comonitativo  della 

porre  1*  orìgine  del  suo  nome  al  pari  di  prima,  Giur.  del  Borgo  a  Buggiano,  Dioc. 

tanti  altri  luoghi  consìmili ,  come  di  Tra'  di  Pescia,  Comp.  di  Firenze. 

co//e.  Tramonte,  Trapoggio^  ecc.  La  pieve  della  SS.  Trinità  a  Traversagna 

Dubito  però  che  volesse  riferire  a  questo  fu  eretta  sul  declin.ire  del  secolo  XVIII,  e 
luogo  un  alto  rogato  in  Travaìle  nell* otto-  nel  i833  contava  1343  abìl. 
bre  del  i  oo3  relativo  al  fìtto  di  un  mu-  TRAVIGNE  (PIAN)  nel  Val-d*Amo  su- 
lino  con  un  pezzo  di  vigna  posto  in  Piagut'  penore.  —  Conlra<la  a[)erta  sopra  1*  ullirao 
nese  presso  Prato  ed  il  cui  originale  esiste  fra  ripiano  del  roonle  di  Pratomagno,  dalla  qua- 
le membrane  del  Mon.  dì  S.  Bartolommeo  le  prende  il  nomìgnolo  la  eh.  parr.  di  S. 
Ji  Pistoja,  ora  neir^tfre/i.  Dipl.  Fior,  Lorenzo  in  Pian^Tra- Vigne   nel   piviere 

Appella  senza  dubbio  al  Tracolle  di  Ca-  di  Gropina,  Com.  Giur.  e  circa  due  migl.  a 


581               TREB  TREB~ 

pon.-roaestr.  dì  Tcmniiova,  Dioc.  e  Gorap.  eoa  altri  patti  della  Val-di-Hagn  ,  Ano  f 

Ji  Aivzzn.  —  t^ed.  Piah-Tra-Viomk.  che  Trebiano,  catiulo  la  potere  dei  oobiii 

TRRBANA  di  RoroMgn^  nel  Tallooe  del  Maicardi  di  Sarzana,  fu  da  quetti  Tendoio 

Tramaz^'y.  —  Gm.  che  dà  il  Tocabolo  ad  nel  i3  giugno  del  ia85  alla  Rep.  di  Ge- 

un  fK>[iolu  (S.  Michele  a  Trebaiia)  oelU  Goni,  nova,  con  altre  Tille  TÌGÌne  al  dello  castello, 

(il  Treilozio,gik  iti  quella  di  Purtico,  Giur.  compreso  il  loro  distretto  e  giuriailixione. 

(ieìla  Rocca  S.  Gasciano ,  Dioc.  di  Faenza,  Per  altro  Trebiano  insieme  odo  Lrrici 

Comp.  di  Firenze.  nel  secolo  \IV  fu  riconquistato  dai  Pìsidì, 

Siede  Trebana  suite  spile  deirAppenni-  per  cura  dei  quali  nel  l'iai  fu  Inaalsita  b 

no  di  S.  Beneilelto  presso  dove  si  stacca  il  rocca  quadrata  esistente  tuttora  topra  il  pae- 

contraiTorte  che  inoltrasi  lira  le  fiumane  del  se  con  gli  stessi  strambotti  toolpili  come  i 

Trcuna'ito  e  di  f^alle  Acereta,  Lerici  contro  i  Genovesi.  —  fVi.  Loia. 

La  chiesa  di  Trebana  era  di  padronato  Quindi   Trebiano  dopo   173  anni  vide 

dei  vescovi  di  Faenza  sino  da  quando  uno  per  breve  tempo  un  altro  padrone,  allomU 

di  essi  fjcr  nome  Pietro  nelPanno    io63  una  parte  dell* esercito  di  Garlo  Vili  appena 

(6  maggio)  donò  al  santo  monaco  cardinale  arrivata -a  Sarzana  (1494)  occupò  ai  Gcoo- 

Fier  Damiano  per  i  suoi  eremiti  di  Gamu-  vesi  anche  Trebiano. 

gno  la  metà  dei  bmi,  chiese  e  decime  com-  Finalmente  i  colli  di  Trebiano  danno  un 

I  rese  nel  pìcv.inato  di  S.  Valentino  presso  Tino  spiritoso  ta'chè,  io  penso,  cbc  dai  vi* 

Tredozio,  a  riserva  leraltro  delle  chiese  di  tigni  di  questa  contrada  prendeste  il  voca- 

Trehaniiy  Madrignano  e  ndigiìano.  bolo  la  vite  detta  comunemente  Trebia.no, 

Nel  secolo  XIII  la  chiesa  di  Trebana  era  La  Gomunitli  di  Trebiano  è  conipotta  di 

stata  ceduta  in  padronato  ai  monaci  Garoal-  due  soli  popoli,  cioè  : 

duitnsi  di  S.  Ippolito  di  Faenza. — (Ammal.    r*^^^:  /  c     a  ^\ -u^ -1     •« 

g>            ^7  1   tv  Cerri  (S.  Anna  pieve)  che  nel  i83a 

Gamald.  Voi.  I.)  ^^^^^                 *'        '        j^.^    ^o  ,3, 

Gli  abitanti  di  Trebana  si  diedero  al  Go-  -,^  ,  .^  '  /e  "m-Il'i'  -'i  *— ,\    l    'it 

,.  «•               •             .    j  I    •IO'»  7^reoia/io(S.  Michele  idem)  che  r an- 

mnne  di  Firenze  nel  i  agosto  del  1 383.—  .     ^        .                   '                   _ 

rr  J    r-  e    ir  rr  nO  SteSSO  contava a   60O 

^e.i.  FiBVE  DI  S.  VALaimao ,  a  Tmaocuo.  __ 

Ìm  parr.  di  S.  Michele  a  Trebana  nel  Totalv.  .  .  .  Abit,  Jf.*  83a 
i833  contava  99  abit. 

TREBBIANO,  o  TREBIANO  in  Val-di-  TREBBIO  {Trivium.)  -—  Non  meno  ili 

Magra. —  Gast.  con  eh.  ptebapa(S.  Miche-  otto  ville,  poggi  e  casali  sotto  il  titolo  di 

le)  ra;>o1uogo  di    Comunità,   nel   Manda-  Trebbio  rsìstono  tuttora  nel    Granducato; 

mento  di   Ltrici,  Dioc.  di  Luni-Sarzana  ,  cioè,  il  7'r<'4^/o  <lel  Chi;«nii,  il    Trebbio  tVi 

Provincia  di  Levante,  R.  Sanlo.  S«'slino.  il  Trebbio  fra  Modigliana  e  Dova- 

È  |>oslo  in  pog>>io  fra  Aix:oIa  e  il  monte  iJol.i,  il  Trebbio  di  San-Sepolcio,  il  Trebbio 

pia  detto  Caprionc,  ora  di  5.  Marcello,  Ma  sulLi  Sovara,  il  Trebbio  di  San  Pier-a-Sieie, 

«It'Sira  dt'llì.  Magra  e  «Iella  strida  che  guida  e  quello  del  Pontassievc ,  senu  dire  delU 

da  Sarz;ma  a  Lerici,  da  cui  Trebiauo  dista  Terra  del  Trepplo  di  Gantagallo ,   né  della 

circa  due  migl.  a  grcc.  distrutta  rocca  e  chicsii  di  S.  Maria  al  Trtb" 

Il  Castel  (li  Trebiano  con  la  sua  pieve  b'o  di  Cascina  nel  Val-d*Arno  pisano, 

fmo  dal  secolo  X  era  di  giuspadronato  dei  TREBBIO  xxl  CHIANTI  nella  VaM*  Ar- 

\escnvi  di  [.uni,  avvegnaci)è  il  Cast,  fu  con-  bia.  —-Gas.  gi:i  Gast.  dove  fu  una  eh.  prr. 

fermalo  a  quei  conti  prelati  con  diploma  del  (S.  Niccolò  al  Trebbio)  da  lunga  mano  so|>* 

9ma!;gio  963dairimp.  Odone  I  e  [>iìi  tirdi  pressa,  nel  piviere  di  S.  Giusto  in  Salcio, 

(  1 1S4  )  dall*  Imp.  Federigo  1.  Rispelto  alla  (^m.  Giur.  e  circa  ungi,  due  a  lih.  di  Rad- 

sua  pieve  lo  accennano  le  bolle  poiiliiìcie  di  da,  Dioc.  di  Fiesole,  Comp.  di  Situa. 

Etigenio  11I(  I  149)  e  Innocenzo  III  (  i  3oa  )  Oltre  quanto  fu  accdìualo  alPArt.  Ca- 

dirette  ai  vesrovi  di  Limi.  stellina  del  Chianti,  vi  è  da  aggiungere, 

Nel  sec'do  Xlil  gli  aliitanli  del  Cast,  di  qualmente  di  cotesto  Gast.  del  Trebbio  e 
Tn-biano  dovetti  HJ  aprire  le  porle  a  diverbi  dei  suoi  signori  sMncootrano  notiiie  nel  se- 
padroni,  fra  i  quali  i  Pisani  che  lo  lenevaiio  colo  XII,  toslochè  nel  1193  i  suoi  dinasti 
nel  ia56,  quando  nella  pace  conclusa  fra  concedettero  facoltà  alla  Rep.Fior.  di  mei- 
(ssi  ed  i  Fioreutini  (  a3  seti.  ia56)  dovei-  ter  presidio  e  di  poter  munire  a  sua  volontà 
tero  consiguaie  a  questi  ultimi  Trebiano  ì\  Casi,  d^ì  Trebbio  ed  i\  Castiglione,  oCb' 


T  R  E  B  T  R  E  B               585 

Stellina  de  Trebbiesi,  a  condìxionc  che  la  Rispetto  ti  monte  flel  Trebbio  ed  alle  fue 

Uep.  (iifcndesse  come  causa  propria  quei  si-  ostricaje  vedi  l'^^rf.MooioLUiiA,  Comu/ii/^. 

^nori  e  i  loro  possessi. —  (Akch.  D:pl.  Fjoi.  La  popolazione  della  cura  di   S.  Maria 

Carte  del  Jfon,  delle  Trafisse  di  Sien-t  ).  in  Trebbio  nel  i833  ascendeva  a  i5i  abit. 

Anco  neli'  Arch.  privato  «le*  nobili  senesi  TREBBIO  del  PONTASSIEVE  nel  Vaì- 

Borfjliesi-Bichì  esiste  una  membrana  dfl  1 7  d'Arno  sopra  Firenre.  —  Gis.snl  Monte  di 

febb.-rijo  1 187  (  stile  comune  >,  la  quale  ver-  Croce  nel  popolo  di  Galjga,  piviere  di  Doc- 

te  sopra  un  lodo  proferito  nella  chiesa  di  St  eia,  Gom.  Giur.  e  circa  5  migl.  a  roaestr. 

Gio.  E\ange]ista  a  Quercia  Grossa  a  causa  del  Pontassieve,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze, 

di  nn,i  vertenza  fra  la  balessa di  Monte  Cel-  Ebbero  signoria  in  questo  Trebbio  i  Te- 

le  fé  e  la  badessa  di  S,  Bfar'ut  in  Colle  nel  scovi  di  FìrenzeiCome  può  rilevarsi  dai  do- 

Clii.inti ,  del  quale   ultimo   Mon.    furono  cumenti  de' secoli  XIII  e  XIV  indicali  dal 

palroiii  i  signori  del  Trebbio,  finché  autsli  Lami  nei  suoi  Monum,  Eccles.  Fior, 

ultimi  con  alto  pubblico  del  1 3  ging.  1 194  TREBBIO  di  SAN-PIER  A  SIEVE  nella 

riniinziarono    alla    badessa  e  monnche  di  Val-di-Sieve.  — -  Villa  a  guisa  di  fbrliliz'o 

M-mte-Celìese  ogni  padronato  che  avevano  che  da  il  suo  nome  ad  una  vasta  tenuta  nel 

ncl!a  chiesa  cMon.  di  S.  Maria  in  Colle.  popolo  di  Spugnole,  piviere  di  S.  Giovanni 

Riferisce  pure  a  questo  Trebbio  una  prov-  a  Peirojo,  Gom.  e  circa  due  loigl.  a  [lon. 

TÌsione  della  Signoria  di  Sima  del  I  «51,  che  di  San-Pier  a  Sie?e,  nella  Giur.  di  Scar- 

ordinò  di  marciare  con  il  suo  esercito  sopra  peria ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze, 

il  Cast,  di  Trebbio.  —  (  Abcb.  FhPL.  San.  Gotesla  villa  del  Trebbio  è  |iosia  nel  pog- 

C ondigli  del/a  Campana^.  gio  onioniroo  a  pon.  della  strada  postale  Bo- 

TREBBIO,  o  TREPPIO  diCANTAGAL-  lognese,  allato  ad  un  oratorio  che  fu  della 

LO.  —  f^ed,  Tbeppio.  famiglia   sovrana   de*  Medici ,   atlualmente 

Tmbbbkì  [S.  M^niA  Ah)  nel  Val-d*Arno  de'P?.  Filippini  di  Firenze-,  lasciata  loro 

pisano.  —  Cast,  distrutto  suTa  ripa  sinistra  ne!  1648  con  l'annessa  tenuta  da  Giuliano 

<l<  ir  Arno  ch'ehhe  nome  della  sua  chiesa  Serragli ,  nel  quale  ere  passata  cotesta  vasta 

pnrr.  nel  piviere  di  S.  Casciano  a  Settimo,  e  fruttifera  possessione. 

Coni,  e  circa  3  mig^  a  pon.  di  Cascina  ,  È  nota  specialmente  la  villa  di  cotesto 

Giur.  di  Pontedera,  Dioc.  e  Comp.  di  Fisa.  Trebbio,  perchè  i\i  abitava  la  vedova  di 

F\\   uno  de'ras;<lli  dtl  contado   pisano  Giovanni  de'Medici,  detto  delle  iJa'jrfenere, 

preso  nel  febbrajo  «!el  i43t  da  Niccolò  Pie-  ed  il  loro  figlio  Cosimo,  allorché  questo  gio. 

cinirio,  riacquistalo  nel  gi'Jgno  successivo  vinetto,  avvisato  dai  suoi  amici  delPassas- 

<lofH>  1 5  giorni  di  assedio  dai  Fiorentini,  sinìo  del  Duca  Alessandro,  prtì  alP istante 

fier  ordine  del  cui  go^prno  poco  dopo  il  dalla  sua  villa  del  Trebbio  per  recsrsi  a  Fi- 

rastello  di  S.  Maria  al  Trebbio  venne  de-  renze  a  prendere,  come  fece,  le  reclini  di 

rnoWXo.  quel   governo.    —   Fed,    YArf,    Fiamu, 

TREBBIO  ni  MODIGLIANA  fra  il  vai-  Voi.  II  pag.  aaa. 

Ione  del  Marzenn  e  quello  della  S'imog^  TREBBIO  di  SAN-SEPOLCRO  in  Val 

fìa.  —  ^.  un  monte  con  chiesa  (.9.  Maria  Tiberina,  detto  in  Val-à^Afra,  —  Cas.  con 

in  Trebbine  cho  sì  alza  sino  a  xo5a  br.  so-  eh.  parr.  (S.  Gio.  Battista)  nel  pievanale 

pra  il  livello  del  mare,  presso  la  cui  som-  maggiore.  Coro.  Giur.  e  Diuc.  di  San-Se- 

m:ià  esiste  la  sua  chiesa  parr.  nella  G»m.  polcro .  da  cui  dista  circa  un  migl.  <  scir., 

Grinr.  e  circa  due  migl.  a  scir.-lev.  di  Mo-  nel  Comp.  di  Arezzo. 

digliana ,  Dioc.  di  Faenza,  Comp.  di  Fi-  Trovasi  in  pianura  presso  la  ripa  distm 
'*^'"^'^'  del  torr.  i^/'a,  appena  mezzo  migl.  disco- 
li monte  del  Trebbio  e  attraversato  da  una  slo  dal  fi.  Tevere  che  scorre  al  suo  lib. 
strada  rotahilccheguida  da  Modigliana  sulla  La  chiesa  |)arr.  del  Trebbio  di  San-Se- 
regia  Forlivese  tra  Dovadola  e  la  Rocca  S.  f «olerò  dicesi  anche  in  Fal'd:'/ifra  dal  tor- 
Oiwriano,  lasciando  al  suo  grec.  la  chiesa  icntello  omonimo  che  scende  in  Tevere  dal 
di  S.  Maria  in  Trebbio.  monte  superiore. 

Era  questa  una  delle  ville  de* conti  Gnidi  T^  parr.  di  S.  Gin.   Battista  al  Trebbio 

di  Modigliana,  confermata  ai  medesimi  da-  nel  i833  conta^a  ifig  nbit. 

gr  Im,  .    Arrigo  VI  con  diploma  del  1191  TRFTÌPJO  rC.VSTIX  nrr.),  oggi  detto  S. 

e  dd  led^rigo  H  nel  1247.  lìONMX)  uclla  Valle  della  Foglia.  — Ca- 


586  TBEC  TBEC 

stdlan*  nel  popolo  di  S.  Donato,  ptTÌere,  popolo  di  S.  Jacopo  a  Trwctmia^  eoi  ank 

Gom.  Giur.  e  circa  un  migl.  a  maeitr.  di  Matteo  del  fu  Ghino  del  popolo  di  S. Ifaib 

Sniino,  Dioe.  di  San-Sepolcro ,  frià  ifn/-  tino  a  Lucardo  abitante  in  lV«cc«te  nriì- 

UtÈ9  dcirArtriprelnra  di  Scalino,  Gomp.  di  tuì  alla  cbicti  di  S.  ìmaa^  di  detto  looga 

Amo.  ^  tre  peni  di  lem  posti  nello  itcMo  popolo, 

È  situalo  lopra  uno  sprone  di  po|;gio  in  i  quiili  aveva  acquistalo  od   1377  per  il 

mmo  a  due  formili,  i  quali  sotto  S,  Do^  pmxo  di  5o  fiorini  d'oro  dagli  uifiaiall  dd 

mata  là  riuniscono  iosieme  per  dare  il  nome  Comune  di  Firentt  ali*  occasione  di  una 

al  ^i.  Fonila  y  o  ali*  Isauro  degli  antichi,  guerra  contro  lo  Stato  Pontificio. 

Appella  a  cotesto  Trebbio  un  istmmenlo        La  parr.  di  S.Jacopo  a  Dreeemim^  o  T#c- 

drl  24  giugno  1390  nigato  nella  cappella  di  eenio  nel  i833  contava  I9«  abil. 
Cermo  presso  Sesti  no  ,  col  quale   donna        TàKc^tSM ,  Tucjst  e  Tmìcmmì  in  Val-A- 

Agnrs*  del  fu  Donato  di  Mlratojo ,  vedova  Gomia.  •—  f^td,  Tucami. 
di  Giovanni  abitante  nel  castri  del  Trebbio        TtECMBsa^  detto  anche  TmBOiCt^  nel  Val- 

cd  altre  due  donne  maritate  venderono  per  d'Arno  pisano. — Gas.  perduto  dove  Ai  naa 

lire  95  a  Ugolino  del  fu  Guadagno  di  Ga-  cappella  intitolata  a  S.  Frediano  nel  piev»- 

slelnuovo  nella  Massa-Trsharìa  le  ragioni  nato  e  Gom.  di  Galdnaja,  Giar.  di  l^eoA 

che  gli  spettavano  per  eredità  patema  e  ma-  sano ,  Dioc.  e  Gomp.  di  Pisa. 
tema  sopri  una  casa  posta  in  Gasici  nuovo        lo  non  saprei,  se  questo  nooM  di  Trtdid 

nel  piviere  dì  Sestino  e  tre  peni  di  terra  derivasse  dalla  tredioesinui  pietra  aigliait 

compresi  nel  distretto  del  citalo  castello.  —  posla  costà  presso  alle  tredici   miglia  snlls 

(Aacu.  DivL.  FioB.  Carie  delVAreh.  Gtn,)  slraJa  f^iearese^  o  di  Piefisoitfe, dirft beoÉl, 

È  della  provenienza  medesima  altro  bira-  che  in  Tredici,  ossia  in  TreeSkege^  possi  Je» 
menlo  dfl  19  febbnijo  1404,  col  qu^le  va  beni  e  servi  U  mensa  pisana.  Gò  si  ri- 
donna Ghiam  del  fu  Fraoceschello  moglie  leva;  1.  da  un  giudicato  in  favoic  di  qnrfls 
di  Marm  iM  fu  Amadeo  del  cafttel  di  nicns4  arcivescovile  pronuniiato  in  nn  ari* 
ftonie'Bomano ,  stando  nella  vilU  di  Val-  1*858;  a.  da  un  contratto  cnfitcnUco  del  i5 
di-Golle  del  popolo  di  Xante  -  Bomano  ^  ottobre  975  di  beni  spettanti  al  piviere  £ 
provincia  di  Massa  Trabarìa ,  previa  Paulo-  ^ieo-Fùri  (Gilcinaìa)  concevi  da  Aiberiss 
rin-isione  del  marito,  vendè  un  peno  di  Vesc.  di  Pisa  ai  due  fratelli  marehai  Obn^ 
terra  posto  nella  curia  del  ea%iel  di  Monte'  lo-Obino  ed  Adalberto  figli  del  marehsn 
Bomano  ere.  Oberlo  conte  del  palazao  di  Ottone  I  ;  3.  di 

TRFRIAXO.  —  Ved,  Tbobiaiio  nella  una  sentenza  di   BaUluino  ArciT.  di  Fin 

Val-di-Maora.  confermata  dal  Pont.  Grleslino  III  con  bfe- 

TRKCENTA ,  o  TRECENTO  (Caj/miif  ve  del  3  novembra  1193  in  làvocv  ddk 

Trrgentae)  in  Val-d*Elsa.  —  Vico  spiccio-  pieve  di  Calcinaja.  —  (Muaat.  Jni,  M, 

lato  rhVliho  tìtolo  di  castello  con  eh.  |Mirr.  j4e*^i.  T.  111.) 

(S.  Jiropo)  filiale  tlellA  pieve  di  S.  Pietro        Anco  nei  cataloghi  antichi  delle  diien 

in  Merrain,  nella  Gnm.  Giur.  e  intorno  a  della  diocesi  di  Pisa  si  fa  menzione  del  vim 

tre  miglia  a  scir.  di  Monlesperlolì ,  Dioc.  e  di  Tredici,  o  Treehete^  e  della  sua  cbicn 

Gomp.  di  Firenxe.  di  .5.  Frediano. 

Risiede  sul  fìanco  sellentrionale  del  pog-        Il  padronato  della  qnal  chiesa  di  S.  Fri' 

giodi  Lucardo  presso  le  prime  fonti  del  dinio  a  7*re<l/c<  sino  dalP anno  84 4 con  br^ 

lorr.  Prestile,  che  uno  deMribularj  del-  ve  del  Poni.  Sergio  II,  fu  donato  insieme s 

l'Elsa  presso  Cistel-Fio remino.  quel'o  delle  chiese  di  S.  Benedetto  a  Jfon- 

Si  hanno  memorie  di  cotesto  Trecento  ,  te-Calboii,  e  di  S.  Villorio  a  Treggi  tja  «Ila 

ora   Trecento ,  sino  dal  secolo  XI  in  due  Badia  di  S.  Salvadore  presso  il  Lago  di  Se- 

fine  .lell.i  B^ilia  di  Rissi i;n;« no,  la  prima  sto,  ossia  di  Bienlina.  —  (Anhal.  Gahau. 

delle  quali  del  1069.  e  T  altra  del  1086,  Voi.  I.) 

siriite  entr-mbe  in"  Trecento.  —  (  Abch.        TRECIANO  in  ValTiberìna.  —  Gas.  U 

DwL.  FioB.  Carte  eit.)  cui  eh.  pirr.  di  S.  Giusto  fu  riunita  a  quelli 

Di  epocd  »s&ii  posteriore  è  un  istrumenlo  di  S.  Maria  a  Zenzano  nella  Gom.  e  circs 
deirXrch.  seneralc  di  Firenze  esistenle  pur  un  mijfl.  a  lib.  di  Gaprese,  Giur.  della  Pie- 
ce^ nel  Dpf.  Fior,  in  cui  trattasi  di  un  ve  S.  Ste&no,  Dioc.  di  Sansepokro»  gi^^ 
contrailo  del   12  maggio  i383  rogalo  nel  Areno,  Gomp.  aretino. 


TBED  TBBD              587 

Risiede  in  monte  sol  fianco  orientale  del*  (P.  luavoitto,  Ddi%Ì9  degli  Eruditi  to^ 

r  Alpe  di  Catenaja ,  luogo  la  TÌa  molattieffa  scani ,  T.  Vili.  ) 

che  da  Cafirese  sì  dirìge  su  quella  sommità.  kWJri.  OotadoiiA  fa  aggiunto,  che  dopo 

Il  Gis.  con  la  chiesa  di  Treciauo  fa  do-  k  morte  del  G.  Ruggieri  di  Marcovaldo  di 
nato  dai  signori  di  Caprese  agli  Eremiti  di  Dovadola  sottentrò  ne'  suoi  diritti  il  di  lui 
Camaldoli  è  confermato  loro  dagl*  Imp.  Fé-  figlio  G.  Guido  SaWatico,  il  quale  nlliroo 
derìgo  I  con  diploma  del  i3  no?.  ii54f  da  conte  nel  1971  stipulò  alcuni  patti  con  ai- 
Ottone  IV  con  privilegio  del  6  no?.  1909»  tro  suo  cugino,  il  G.  Guido  di  Romena  ed 
e  d»  Girlo  IV  con  diploma  del  1 7  mam  il  Gomone  di  Tredoxio. 
■  355.  —  f^ed,  ZmàMO,  hi  pure  fu  affisato, qualmente  nel  i3i5 

TRECOLLE  nel  Val-d'Amo  pisano.  —  il  conte  Ruggieri  II,  figlio  del  suddetlo  G. 

^ed.  Caix:i  (TaicoLu  m).  Gruido  Salvatico,  fu  infettito  con  diploma 

Tmedici  nel  Val-d*Arno  pisano.  •—  Fed.  del  re  Roberto  di  Ifafioli ,  protettore  della 

TuEcaBsM.  parte  Guelfa  di  Toscana»  di  tutte  le  ragioni 

TREDOZIO  C  Treudaeium)fìt\  talloae  che  aver  potè  nel  Gist.  e  distretto  di  Tre- 

del  Tramalo  in  Romagna.  -»  Gastello  che  dozio  il  conte  Manfredi  figlio  del  fu  conte 

diede  il  titolo  di  contea  ad  un  ramo  de*  GG.  Guido  NotcIIo  di  Modigliana,  per  essere 

Guidi  di  Dovadola ,  ora  capoluogo  di  Go-  stato   dichiarato  ribelle  della   Repubblica 

munita,  la  coi  chiesa  parr.  (S.  Michele)  Fior,  e delU  Ghiesa,  come  partilante  Ghi- 

bencbè  batlesimale  è  sottoposta  alla  pieve  bellino. 

di  S.  Valentino,  nella  Giur.  di  Modigliana,  Al  conte  Roggieri  II  di  Doradola  sococdè 

Dioc.  di  Faenza ,  Gomp.  di  Firenie.  nella  signoria  di  Tredoiio  il  di  lui  figlio 

Risiede  in  valle  sulla  ripa  destra  della  Maroovaldo  II,  e  a  qneati  il  fratello  suo  G. 

fiumana  del   TVomaato,   detta  anche  di  Francesco  padre  del  G.  Malatrsta.de' conti 

Trtdotio^  nel  gr.  99®  94' latit.  e  44^  5'  9"  Guidi  di  DoTadòla.  Morto  però  nel  1407 

longit.,  circa  6  roigl.  a  ostro<jcir.  di  Modi*  il  conte  Francesco ,  i  suoi  4  figli   fiirono 

gliana,  altrettante  a  pon.  della  Rocca  S.  Ga-  riceruti  in  «(comandigia  dalla  Signoria  di 

sciano,  6  a  lev.  di  Mamdi ,  e  io  migL  a  Firenze  con  i  loro  beni,  vassalli  e  castelli, 

lib.  di  Dovadola^  fi«  i  quali  quelli  di  TredoMÌo  e  di  Monte- 

La  più  antica  memoria  superstite  di  qae-  SaeeOf  fino  a  che,  per  contratto  del  3o  lu- 
tto castello  reputo  quella  dell*  8  sett.  896  glio  1496,  la  Rep.  Fior,  acquistò  dal  G.  An- 
citata  air  Ari,  Pieve  di  S.  Valbmtiho,  dalla  Ionio  di  Bandìno  da  Monte  Granelli  le  ra- 
quale  apparisce,  che  la  signoria  di  Tredozio  gioni  che  se  gli  competevano  su  quei  caslelli; 
spellava  alla  contessa  Ingelrada  di  Modiglia-  e  finalmente  nell' ottobre  del  i4a8,  dopo 
na,  passata  a  seconde  nozze  col  conte Teude-  aver  respinto  dalla  Romagna  toscana  un*ar- 
grimo  de* conti  Gnidi. — Rammenta  poi  una  mata  del  Duca  Filippo  Maria  Visconti,  la 
corte  di  Tredozio  altro  documento  del  1 060,  Re p.  Fior,  riebbe  il  Gtft.  di  Tredozio  tenuto 
o  1061,  quando  S.  Pier  Damiano  dirooren-  fino  allora  dal  G.  Guelfe,  uno  dei  4  figli 
do  neir  Eremo  di  Gamugno  dell*  Abazia  del  G.  Malatesta  de'Guidi  di  Dovadola,  stato 
Camaldolense  di  Valle- Acereta  divise  egli  dichiarato  ribelle  della  Rep.  Fior.  ;  e  nel 
stesso  i  possessi  dell*  uno  e  dell*  altro  luogo  dì  99  dello  stesso  mete  il  popolo  di  Trcdo- 
pio,  assegnando  ali*  Eremo  tulli  i  beni  posti  zio  fece  a  quella  U  sna  totale  solloroissione. 
nella  parte  montuosa  di  quel  vallone,  non  Tredozio  in  seguito  divenne  capoluogo 
eccettuati  quelli  che  ì  Garoaldolensi  aveva-  di  una  Gomunitk  e  residenza  di  un  potesti, 
DO  in  Tredozio.  —  f^ed,  Modiouìha.  la  cui  giurisdizione  civile  comprendeva  i 

All'anno  i963  accadde  in  Dovadola  nn  comunelli  delle  Cappelle ^  di  S.  Martino  a 

alto  di  divisione  fra  il  G.  Guido  Guerra  li  Scannello,  di  S.  Giorgio  a  Rosala,  di  S. 

ed  il  G.  Ruggieri  figliuoli  del  fu  G.  Mar-  Michele  a  Tredotio,  di  Tramonti ,  di  O/- 

covaldo  di  Dovadola  e  della  contessa  Bealri-  tignano  ,  Peneta  ,  Sarturano ,  Scarwana , 

ce  di  Gapra ja  da  una  parte ,  e  dall'  altra  e  della  Pievt  di  S,  talentino. 

parte  il  conte  Guido  del  già  G.  Aghinolfo  Ma  nella  organizzazione  generale  delle 

dì  Romena  loro  cugino,  rispetto  ai  diritti,  Gomunità   del    Granducato  comamlata  da 

^di,  beni  e  vassalli  che  quei  dinasti  pos-  Leopoldo  I  col  regolamento  del  ai  ottobre 

sedevano  in  Romagna  e  segnatamente  rap-  1775  fiirono  riuniti  a  questa  di  Tredozio 

porto  al  castello  e  distretto  di  Ti-edorio.^»  i  tra  Gomuni  di  TVevIoaio,  di  Cm%*ano  e  di 


578               TOSI  TOSI 

TOSI  nel  Viil-<]*Amo  sopra  Firenie.  —  lomisiione  dvi  Kltorì  della  cura  di  Toiiiui, 
Vili,  cou  cbicsii  prr.  (S.  Andrea  prioria)  reclamarono  contro  ^\ì  Eremiti  di  Carnai- 
uel  piviere  di  Pilianu ,  (U^m.  Giur.  e  circa  doli  che  ricusavano  olibedienia  alU  picie. 
raigl.  6  a  selt.  di  Re|fgello ,  Dioc.  di  Fie-  Frallanto  il  [trìore  del  S.  Eremo  nel  a5 
fole,Comp.  di  Firenze.  agoslo  ii3i|  avendo  aduodlu  a  cuniigiKi 
Risiede  alle  f»lde  occidenlali  del  monte  nella  chiesi  di  S.  Margherita  i  consoli  di 
di  Vallorohrosii,  dal  qual  monastero  trovasi  Tosina,  fere  loro  prometltre  di  ctinsenrare 
quasi  Ire  migl.  a  lih.  presso  la  ripa  sinistra  i  beni  della  chiesa  predetta,  di  tener  conio 
del  lorr.  falcano  di  S,  Ellero^  in  mczio  a  delle  raccolte  e  delle  decime  5{M.ilanli  a  del- 
selvc  di  c;ist.igni ,  etl  a  cavaliere  di  pochi  ta  chies:«.  Qiiinili  con  altro  rogito  scritto  li 
campi  seminativi  S|Mrsi  di  ulivi.  a8  nov.  laSi  nel  S.  Eremo  di  Camaldolì 
Fanno  menzione  di  questo  villaggii»  al-  Io  stesso  priore  di  consenso  de*  suoi  Canal- 
cune  membrane  :in  lidie  della  su^ierioreBa-  doiensi  insti  luì  T  Eremita  don  Giunta  in 
dia  di  Vallombrosa,  il  cui  monastero  fa  sindaco  |)er  im^iedi re  che  ulcu no  del  |inpo lo 
|iarte  del  distretto  piirrnn^hìale  di  Tosi.  di  S.  Margherita  a  Tosina  non  facesie  alcun 
Uno  di  quei  rogiti  del  maggio  1147  fu  |Kitlo  e  concordia  col  pieTano  di  Pomino,  e 
scritto  nella  chiesa  di  S.  Andrea  a  Tosi.  non  gli  accordasse  alcun  diritto  su  delta 
kìVjéri,  Qvo9\  citai  un  istrumenlo  del  chi«>sa.  Anche  nel  14  gena,  del  i»78  il  r«- 
37  luglio  II 89,  dal  quale  a|)parÌ5ee,  che  paiolo  del  S.  Eremo  di  Cima  Idoli  costituì  in 
i  signori  da  Qunna  |>o<»edcvano  beni  in  [>rocunitore  don  Geranio  priore  generale  dì 
Tosi  ed  in  Ititlo  il  suo  distretto.  quella  Congregazione  aflìnchè  agisse  in  una 
Fra  le  carte  dell'Arte  di  Calimala  nel-  causa  con  Vieri  de'Cerchi  rispetto  al  diritlo 
YAreh,  Dipi,  Fior,  si  trova  un  testamento  di  padronato  della  chiesa  di  S.  Margherita 
rogato  nel  popolo  di  S.  An  Irea  a  Tosi  ilei  j  Tosina.  Finalmente  4  anni  dopo  («  gena. 
a6  giugno  1 363,  col  quale  Bernardo  del  ia8i)  in  vigore  di  un  compromesso  falln 
fu  Giovanni  del  |iopolo  ili  S.  Stefano  al  in  F'irenic  fia  i  sindaci  degli  Eremiti  di 
Ponte  di  Firenze  dichiara  suo  erede  uni-  Cmialdoli  da  una  parte  eil  i  figli  tiel  fu  Fi- 
versale  Duccio  dvl  fu  (l-irroccio  degli  Al-  lippo  da  Quona  e  ^oiognano  dall* altra 
berti  de]  popolo  di  S.  Remigio  pure  di  Fi-  |iarle  fu  stabilito  dagli  arbitri,  che  nei  casi 
renze.  di  elezione  il  rettore  di  Ti>sina  si  dovesse 
Ìa  parr.  di  Tosi  innanzi  il  1R09  era  di  nominare  dal  priore  di  Cmialdoli  eoi  ron- 
giuspadronato  de*  inou.ici  di  Vallombrosa,  senso  e  appnivazione  de*  |wtroni.  —  CAara. 
siccome  lo  furono  quasi  tutte  quelle  diri  pie-  Difl.  Fiob.  C«r/r  //f/  ìHonastero  dì  S.  Mi- 
vanalo  di  Pitia na.  —  red.  Pitia» i.  c/tele  in  Borgo  di  Pitti). 

fia  cura  di  S.   Andrea  a  Tosi  nel  i8ì3  Varie  altre   nn-mbrane  ili    questo  mona- 
conlava  670  abit.  siero  ap|)«>ll.»nn  alla  rbiesa  dì  Tosina  ed  ai 
TOSINA   in  Vii-di -Sieve.  —  Cis.  con  suoi  iNitnm»,  fra  le  quali  ne  eilerò  uni  del 
cura  ■  S.  Margherita  ')  n<  1  [)iviere  di  Pomi-  5  luglio  1 1 8f»  scritta  nella  chiesa  di  S.  Mar- 
no, Coni,  e  eirca  4  migl.  a  grec.  di  Pelago,  gherita  a  Tosina,  donde  si  rileva,  rhe  da 
Giur.  del  Pontsissievc ,  Dioc.  ili    Fiesole,  molli  anni  indietro  il  priore  dfl  S.  Eremo 
Comp.  di  Firenze.  di   Camaldoli  era  in  «lirillo   d*  istituire   il 
Trovasi  sul  ri.incosi-ttenl  rionale  del  mon-  retloie  della  ehiesa  predella,   mentre   rou 
le  della  Coii»iima  nella   \alIiH:ola  percnrs.!  queirallo  fu  deliberalo  formalmente  dai  rjj»- 
ilal  lorr.  Bufino  a  destra  ilella  straila  prò-  pellani  ,  conversi ,  familiari  e  da  lutti  i  {u- 
vinciule  che  staccasi  dalli  regia  |>oslale  Aie-  Imni  e  |k)|>oIo  di  Tosina  diafìTtlare  la  cbieM 
lina,  cirea  mezzo  migl.  a  selt.  del  Posterìa  di  di  S.  Margherita  con  le  sue  possessinni  e  di- 
Borsclli  ed  altrettanto  distante  dulia  ri|iii  si*  ritti  a  dim  Piacilo  priore  di  CmiaMoli  rd 
nistra  del  lorr.  prenominato.  ai  suoi  8UCcekSf>ri ,  con  fat-oltii  d*instiluire 
Nel  II  8r>  i  signori  da  Quona  e  Vologna-  in  detta  canonica  T  abate  e  monaci  della 
no  erano  poltroni  della  eh.  di  S.  Margherita  Congregazione  Camaldoleiise  ,  salvo  il  ciò- 
a  Tosina^  (loichc  in  detto  anno  la  rilascia-  spadronato  e  T approvazione  dei  eonsoìidti 
rono  con  i  suoi  beni  al  priore  del  S.  Eremo  Pineianesi  ^  ossia  del  po[iolu  ilell.i  Torim 
di  Camaldolì.  (Pinciauo)  nel  piviere  slesso  di  Pomino. 

Ma  i  pievani  di  Pomino,  nel  cui  distretto  Iji  chiesa  arrocchiale  ili  S.  M.ircl>rrita 

è  compreso  il  popolo  di  Tosina,  esigendo  sot-  a  Tosina  nel  i833  contaTa  660  ÌDdividui. 


TBED 

landoli  Della  diitiSone  di  lef.f  poieia  di 
Olirò  e  finalmente  di  poo.  fioo  albi  ilrada 
pedonale,  che  da  Tredozio  ialt  in  qaelb 
giogana  per  poi  ditoendere  nella  Valle  del 
Montone  sulla  strada  regia  Forlivae  Ara  la 
Rocca  S.  Casciaoo  e  Portico.  Lungo  la  stct- 
sa  via  pc«lonaile  il  territorio  di  Tredosìo fron- 
teggia con  quello  comunitatifo  di  Pbrtioo, 
da  primo  mediante  la  via  predetta,  poscia 
per  il  (omo  appellalo  dell*  ^cf uà /radda. 
finché  questo  confluisce  nel  botro  di  Jlfon- 
talto,  che  le  due  Comunità  rìmootana  oonti^ 
acqua  per  tornare  sul  giogo  del  oontraflRirte 
dove  si  riavvicinano  alla  airad»  pedonato 
testé  indicata.  Di  eostl  girando  da  maestro 
a  ostro  le  due  Gomuaità  discendono  alquanto 
nella  Valle  del  Montone,  di  dova  foltandoat 
a  pon.  ritornano  sulla  giogana  del  TVo- 
mazMo:  nel  q«al  tragitto  attraversano  la  via 
mulattiera  che  da  S.  Benedetto  in  Alpe  con- 
duce a  Tredozio,  di  là  dalla  qualt  ritorna  a 
contine  il  territorio  comunitatifo  di  Marradi. 
La  fiumana  del  TVivitaaso,  attra?ena  da 
ostro-iib.  a  seti,  il  territorio  di  questa  Co- 
mollila,  nel  quale  ha  origine  anche  la  vai* 


TBED 


589 


Itoobi  deirilolfi ,  benché  la  niSiiBa  parte 
del  di  lei  eorso  luferioro  sia  nel  territorio 
di  Modigliana,  presso  la  qua!  città  le  due 
finmane  si  uniscono  alla  lena  di  riel/e  ebe 
costà  perdono  il  loro  nome  nel  Mmneno, 

La  sommila  dell* Appennino  di  Tramano 
fii  riscontnta  airaltesia  di  16B0  braccia 
sopra  il  livello  del  mare. 

La  qualità  del  suolo  consiste  nelb  mag- 
gior parte  in  aoacigno  ai^lloso  0  fissile, 
meno  nel  vallone  inferiore  che  suol  essere 
ricoperto  da  terreni  lenuiij  0  di  allotione. 

Iie  tbmte  e  lo  praterie  naturali  rivestono 
le  balte  superiori  dei  conlmlibitl  che  fian- 
cbeggiano  la  fiumana,  cui  sotlentrMio  le 
selve  di  castagno,  e  nella  parto  più  basn  i 
gelsi  ed  altri  frutti  sparsi  nei  campi  semi- 
nali a  granaglie^  a  mah  ed  a  piente  fila- 
mentose. 

Il  giosdicenle  di  Tiedono  é  il  vicario  di 
Modigliana,  dove  sono  l' ingegnere  di  Gr- 
condario,  il  conservatore  delle  Ipoteche  e 
Tuffiaio  per  Tesatione  del  Rfgtotro«  La  can- 
celleria Gomnnitativa  ed  il  tribunale  di  Pri- 
ma istanza  si  trovano  alla  Rocca  S.  Gmciano. 


QUADRO  della  PopolaMlone  dtllaCoMuiitTj*  01  TàsDCMto  a  5  epoche  di9erse. 


Nome 
dei  Luoghi 


Titolo 
delle  Chiese 


Gannetole 

Ostello  (*) 

Ciizzano  e  Santino 

Oliign^no  con  Tra- 
monti 

Perete 

Rasata  (io) 

Sarturano  oon  Scan* 
nello  {*) 

ScariHOa 

TlUKlBO 

San  -  Valentino  (*) 


S.  Eustachio ,  Cura 
S.  Maria ,  idem 
S.  Maria ,  idem 

S.  Bfaria ,  idem 

S.  Andrea,  idem 
S.  Giorgio,  idem 
S.  Biagio  e  S.  Mai^ 

tino,  idem 
S.  Lorenzo ,  idem 
S.  Michele ,   Priorìa 
S.  Valentino ,  Pieve 

ToTjtLK   .    .    . 


Diùeesi 

spettano 


Popolaùone 


jiaao 
i55i 


Faema 

Idem 

Berti  noro 

Faenza 

Idem 
Idem 

Idem 


75 
86 


Arno 
1745 


Idem 
Idem 
Idem 

Ahit.  if.» 


199 
8i 

77 
88 
ai7 
389 
190 


9398 


9» 

9» 
107 

968 

t»7 

60 

195 

«9 
54J 

9U 


1876 


NB.  Le  Olire  Contrassegnate  con  V asterisco  (*)  nelle  ultime  tre  epo» 
e/te  mandavano  faori  di  questa  Comamità Abit*  if  .^ 

Mbst^ko  ....  Abit.  ]f,^ 

A  It ronde  nelle  stesse  tre  epache  entrammo  da  quattro  cure  di 
Comunità  limitrofe  comprese  nello  Stato  Pontificio ,  Abit,  If,^ 

ToTÀtm  ....  Abit,  if  .** 


Aimo 
i833 


189 
|3S 

353 

tS9 
83 

i3i 

89 
663 

390 


9090 


|39 


Aimo 
1840 


196 
i38 

369 

i85 
7« 

199 

91 
93i 
340 


1951 


179 


9123 


9450 


990 


AHao 

1843 


aio 
iSa 

369 

900 
86 

t39 

1*7 

960 

970 


993o 


964 


9493 


917 


9976 

996 


9  509 


▼  .  ▼. 


590               TBE6  TREM 

TRBQGIAJA.  ^  Molti  luogU  col  non»  TREGOLB,  o  TaEGOU  du  GHUH- 

di  Tregipajii  esiitoDO  io  TotciinR;    Treg-  TI  io  Val-<l*Arbìi.  —  Gas.  eoa  eh.  pavr. 

giafa  di  Gìogoli  presso  Fi rr Die;  Treggia/a  (S.  Lorenzo)  nel  (Jiviere  di  S.  Giuto  io 

di  Porta  S.  Marco  presso  Pi^toja,  Treggia/a  Salcio ,  G)m.  e  circa  tre  migf .  ■  tcirw  della 

di  Palaja  nella  Vald' Fra,   Tresgiafa  di  Castellina,  Giur.  di  Ridda.  Dioc.  di  Fm- 

VacGole  presso  Lucca,  Treggia/a  ili  Bib-  sole,  Coni|).  di  Siena, 

biella  nei  Casentino;  Treggìa/a  di  Moi>«  Risile  in  ftog^^io  sulla  pendice  orientile 

temifsnajn  par-  nel  Caseiilino.  di  quello  di  Fonterutoli^  sopra  le  più  alle 

TREGGlAJà  (  Tregiaria  )  in  Val-d*E.-a.  soisrnti  «lei  numicello  Aibia. 

•^  Vili.  f;ik  Cast,  con  cb.  |Mirr.  (SS.  Lorenio  È  mminentitto  coleslo  luogo  io  ana  rarm- 

e  Barioloinmeo)  oelP  antico  piviere  di  S.  brina  «leirallobre  ioo3  esibente  oeir^/irft. 

Gervasio,  Com.  e  circa  5  nii|;l.  a  maestr.  di  DifU.  Fior,  fra  quelle  della  Badia  di  Golti- 

Palajd,  Giur.  di  Pracioli,  Dioc.  ili  Sau-Mi-  buono,  relalitaalla  rinnovasìone  d'un  eo- 

niato,  leià  di  Lucca,  Comp.  di  Fisa.  BCeusi  di  beni  posti  nel  pirìcre  di  S  Gintfo 

Risiede  sopra  una  collin<i  lufiiCf a  zeppa  di  in  Salcio  per  l*Hniiiio  canone  di  cinque  de- 

coocbi|(lie  marine,  a  a3o  br.  incirca  sopra  nari   d*  argento  da  pagarsi  al  proprielario 

il  li  velici  ilei  mare  Mediterraneo,  sulla  de-  Teoderico  del  fu  Ildebrando  nella  Mia  oorle 

atra  dell'idra.,  passala  la  confluenza  del  Ba-  posta  in  Tremale, 

giio,  diriin|)ello  a  Pondero  ed  a  cavaliere  L«  p-irr.  di  S.  Lorenzo  a  Tregoii^  o  e 

della  atrmla  rotabile  che  da  Monte-Foacoli  TWir'^/e  nel  i8B3  noverava  sic  abil. 

guida  a  Pontedera.  TREG0ZZ4N0  nel  Val-irArno  aralino. 

La  memoria  |>iù  vetusta  che  io  conosca  di  «^  Gas.  on  eh.  parr.  (S.  Michele)  e  Pan* 

quello  TreggUfa  ris:ilirebbe  al  98o,quao-  neaso  di  S.  Cecina  a  Lihìiiaf  nel  piviere  di 

do  Gruido  vescovo  di  Lucca  dictJe  ad  en(V-  S.  Polo,  Cora.  Giur.  Dioc.  Gorap.  e  ciiti 

teusi  la  met&  dei  beni,  decime  e  tributi  3  migl.  a  seti,  di  Areno, 

spettanti  alla  pieve  Hi  S.  Gervasio  in  Val*  Risiede  lungo   la  strada   rotabile  Mia 

d* Eni.— Anche  T/frc^.  jirci^.  /'iJ.  pos-  Chiassa   alla   sinistra  del  torr.  omonime 

•iede  una  carta  del  io  seti.  itaO  pubblicata  prftso  la  base  meridionale  del  poggio  di 

dal  Muratori ,  nella  quale  è  rammentalo  il  Monlegìovi.  — -  ^ed.  Livbia. 

riodiTreggiajaCTVejiaria)  presso  quello  di  La  chiesa  di  Tregozzano  era  di  gimpi- 

Aliea.  —  (MuaAT.  ^/i/.  9t,  Arvi  T.  IH.)  drnnato  del  capitolo  ilella caf le«lrale  dì  Arrt» 

Pili  Histinlaraente  la  cura  di'*  SS.  Loren-  xo  fino  dal  secolo  XI.  — -  (Letierw 


zo  e  BartolomiDeo  a   Treffgiaja  ò  specifì-  istoricht  di  un  anonimo  Aretino^ 

rata  nel  catalogo  delle  chiese  della  dioresi  La  cura  riunita  dì  Tre{!Ozz.4iiu  e  di  Lib> 

di  Lucca  scrino  nel  ia6o  insieme  ad  altre  bia  nel  i8ì3  contava  356  «ibit. 

due  chiese  di  S.  Vittore  e  S.  Michele  situate  TREMOGGIANO  nel  Val-irArno  casro- 

pure  in  Tre "giiija,  la  prima  delle  qu.i1i  ui'U  tiiiese.  —  Cas.  giii   Cast,  eli*  ebbe  chiesa 

r  844  fu  donala  alla  Badia  del  Lago  di  Se*  parr.  (S.  Giovanni)  riunita  al  popolo  dì  (Tel- 

alo.  —  Fed,  Gaavisio  fS.)  in  V.d-d*£ra,  e  io  nella  Gom.  e  Giur.  e  circa  5  roigl.  a  grec 

TtLBCHBsE  nel  Val-d'Arno  pisano.  di  Bibbiena  ,  Dioc.  e  Corop.  di  Areizo. 

Inoltre  una  cappella  dedicala  a  S.  Maria  Trov.isì  alla  siiiistn  del  Coriabne  preso 

a  Treggia/a  della  slessa  diocesi  lucchese  la  via  che  sale  all' Al vernia  e  a  Chiosi  dd 

trovasi  citata  in  un  islrumento  di  locazione  Casentino. 

rogato  in  Pisa  li  7  marzo  ia83  {stile  p'sa-  Appartenne  questo  Cas.  di  Tremoggiano 
no).  —  (AacH.  Difl.  Fioa.  C<irie  del  Capii,  ai  nobili  di  Chiusi  e  Caprese,  dai  quel!  fu 
di  Pistpfa.)  ceduto  agli  Eremiti  di  Camaldoli ,  confer- 
ii Comune  di  Treggia ja  si  sottomise  alla  mato  lom  da  bolle  pontifìcie  e  dai  prìvi- 
Rep.  Fior,  con  atto  del  ao  ottobre  1406.  legj  degli  Im|)eralon  Federigo  I  (i3  nov. 
I  contorni  diTi-eggiaja  presso  Palaja  sono  11 54)  Ottone  IV  (6  nov.  1209)  e  Carlo  IV 
sparsi  di  resedj  priv.iti,di  ville  signorili,  di  (17  marzo  i356). 

copiosi  vigneti  e  uliveti.  La  eh.  \)0Ì  di  S.  Giovanni  di  Tremogr 

La  parr.  de* SS.  Lorenzo  e  Bartolommco  giano^orA  soppressa,  era  compresa  nel  pivi^ 

a  Treggìaja  nel  i8!l3  contava  745  abit.  redi  Bibbiena,  coorerniata  a  quei  pievani 

TRFGGI  ANA  nella  Valle  della  Magia.  —  dai  Poni.  Adriano  IV  nel  iii  9,  e  Innoceii- 

^ed.  TaaiAaA.  zo  III  nel  1207.  —  Fed,  Gwlw  sau^Aaim 


TBCM  TREP              691 

tRÉMOtJnX)  in  VaMiTora.  —  VHI.  TRFPIGNAXA  {tyipignana  e  Trepi. 
^àCast.  con  eh.  parr.  (SS.  Fabiano  eSeba-  nianà)  nella  Valle  de]  Scrchio.  —  Gas.  che 
■tiano)  e  gli  annessi  di  S.  Lorenio  a  Colle-  ha  dato  il  titolo  ad  una  eh.  parr.  (S.  Martino) 
jtlberti  e  di  S.  Lucia  a  Gerle  ^  nell* antico  gi&  del  pievanato  di  Loppia,  ora  sotto  qi^el- 
piviere  di  Tripallo,  Com.  e  quasi  nu  migl.  lo  di  Gallicano  nella  Gom.  e  Giar.  mediisi- 
■  maeslr.  di  Lorenzana,  Giur.  di  Lari,  Dioc.  ma,  Dioc.  e  Due.  di  Lucca, 
dì  San-Miniato,  una  Tolta  di  Lucca,  Comp.  È  rammentato  in  più  membrane  deri- 
di Pisa.  YArch,  Arci9,  Zticeh.  anteriori  al  mille. 

Risiede  in  una  collinetta  cretosa  alla  de-  fra  le  quali  una  del  5  noT.  7^7,  edita  dal 

stra  del  fiumicello  Torà,  fra  Lorenzana  e  Muratori  nelle  j4nt.  3t.  j4e9i,  ed  altra  del 

Faugtia,  sulla  strada  rotabile  che  perTripal-  18  giugno  994  pubblicala  nel  Voi.  V.  P.  Ili 

lo  guida  a  Litri.  delle  àfrmorie  Lucchesi  più  volle  citate. 

Si  fa  menzione  di  cotesto  villaggio  nella  La  chiesa  di  S.  Martino  aTrepignana  tro- 

Visita  diocesana  fatta  nel  iod3  da  Giovanni  ▼■si  inserìla  sotto  il  piviere  di  Loppia  nel 

Tcsoofo  di  Lucca.  calalogo  delle  chiese  della  Dioc.   lucchese 

Appellano  altresì  al  Comune  di  Tremo-  Scritto  nel  i960.  -—  ^ed»  Lopnà» 

leto  due  isirumenti  del  16  maggio  e  9  nov.  La  parr.  di  S.  Martino  a  Trepignant  nel 

del  i334  relalivi  a  vendile  di  terre  poste  t83d  conlava  t6i  abit. 

nella  corte  di  Tremoleto  delle  colline  supe-  TwEPiatiÀtio  di  Sesto  a  Moeìjwo  nel- 

riori  pisane.  la  Valle  del  Serchio.  —  Gas.  esistito  sotto  la 

La  chiesa  allnale  di  Tremoleto  fu  edifì*  pieve  di  S.  Maria  a  Sesto,  detta  ancora  1 

eata  di  pianta  nel  1787, ed  il  luogo  delTan-  Dueenta^  nella  Gom.  Giur.  Dioc.  Due.  « 

fica  fu  ridotto  ad  uso  di  camposanto.  La  sua  circa  migl.  6  a  selt.  di  Locca, 

parrorchia  confìn»  a  lev.  con  la  cura  di  S.  Anclie  di  questo  luogo  ha  fatto  mentìone 

Ermete,  a  ostro  con  quella  di  Lorenz  ma,  fra  gli  altri  un  istrnmenlo  del  3  ott.  943. 

a  sett.-grec.  con  il  popolo  della  pieve  di  —  (MriiOK.  I^ora.  Voi.  V.  P.  IH.) 

Tripalle,  ed  a  pon.-mieslr.  con  la  cura  di  TREFPIO  di  GAfiTAGALIX)  nella  Valle 

Fauglia.  —  Essa  è  bagnala  a  lev.  dal  tnrr.  del  Reno  bolognese.  — *  Grosso  Vili,  cou 

Morra  j  a  seti,  dalla  fiumana  ìsota ,  a  pon.  eh.  plebana  (S.  Michele)  nella  Gom.  e  circa 

€Ìal  torr.  Rio\  e  a  ostro  dal  fìumicel'oTora.  mif!l.  sei  a  selt.-maestr.  diGanlagallo,Ginr. 

Il  Gast.  o  Vili,  di  Tremolelo  si  sottomise  del  Monlale,  Dioc.  di  Pistoja ,  gill  di  Bolo- 
ai  Gom.  di  Firenze  nel  )5  ollobre  14  06;  che  gna  ,  G)mp.  di  Firenze, 
sebbene  riescisse  9Ì  Pisani  90  anni  dopo  di  Risiede  sulle  spalle  orientali  di  unospro- 
rioccuparlo,  nelTanno  stesso,  di  nov.,  fu  ri-  ne  dell*  Appennino,  il  quale  prolungasi  verso 
tolto  dai  primi  clìe  fiondai  1407  In  avevano  lo  Stalo  Pontificio  fra  i  due  valloni  della 
aottopnslo  al  potestà  di  Crespina  dipendente  Lìmentra  orientale  e  centrale  in  mezzo  ad 
per  la  giurisdizione  f>olitica  e  criminale  dal  estese  foreste  e  castagneti. 
TÌcario  di  Lari.  — -  ^e//.  Cimpiuìl.  Il  possesso  promiscuo,  spirituale  e  tempo- 
La  parr.  de*  SS.  Fabiano  e  Sebastiano  a  rale,  del  territorio  compreso  nei  pievanati 
Tremolelo  net  1833  contava  3^3  abit.  di  Treppio  e  della  Sambuca  fu  cagione  di 

TREMOLETO  nel  Vali]* Arno  casentine-  frequenti  ostililà  fra  i  Bolognesi,  cui  spet* 

ve.— Gas.  cOn  eh.  parr. (S.  Martino) nel  pie*  tavano  quei  paesi  nello  spirituale,  ed  i  Pi- 

vanalo,  Com.  Giur.  e  circa  due  migl.  a  ostro-  stojesi,  ai  quali  appartennero  nel  temporale, 

lib.  di  P()p()i ,  Dioc  e  Comp.  di  Arezzo.  Gili  nWJrt,  Fossato  si  disse,  essere  stato 

£  situato  in  poggio  fra  Poppi  e  Raggiolo  quello  uno  de*  castelletti  che  insieme  con 

in  mezzo  a  selve  «ìicislagni  e  nell'amico  co-  Tre pf^o  ^  Sambuca  ^  Torri  dopo  lunghe 

mvkfì^Wo  tW  Frantola.  —  l^ed.  Porvi,  Com.  rontrovi-raie  nel   1^19  fu    rivendicalo  dal 

Il  po|iolo  di  S.  Mattino  a  Tremo'elo  nel  Com'ine  di   Pistoja    per  sentenza   proferita 

a  dicembre  del  i34a  lece  un   mandato  di  dall'arbitro  della  raus-i, Card.  Ugo  vescovo 

procura  per  prestar  giuramento  di  fedeltà  d* Ostia;  ma  che  pochi  anni  dopo  il  Pont, 

in  Firenze  al  Duca  d*  Alene  come  signore  Onorio  III  diresse  lettere  ai  Pistojesi  nel  a8 

generale  di  Firenze,  di  Arezzo  e  loro  contado,  febbraio  laai   direndo,  che  al  G.  Alberto 

— «'.AacH.  Din..  Fio».  Carte  dell' Arch.  gen.  )  di  Prato  erano  stai  i  concessi  in  feudo  i  caslel- 

fja  parr.  di  S.  Martino  a  Tremolelo  nel  li  di  Monticelli,  Mingono,  Fossato  e  Tor- 

i8i3  noverava  149  ahil.  ri,  castelli  che  il  Pont,  asseriva  essere perve- 


582               TftA?  TRAY 

PopoLixioiiB  DILLA  CoHirìitTA*  M  Tmmoìoo  I  oooiì  dì  Tfù9tdh  •  Tramomi  dumo 

ALL*Aiiiio  i839.  eiii  ttdti  ridca  ddhi  titiudtioiM  di  nnili 

luoghi.  ÀTfCfOKliè  il  Traomie  delk  Val- 

Fahbriclt9  (S.  Jacopo) .  .  AUt.  if  .^    687  di  Ceeiiu  risiede  fra  k  iMte  tettaotiioDale 

Gragliana\s.  Marco) »     laS  del  poggio  di  JfonriVi  e  quella  della  Cor- 

Tramilioo  (S.  FieCro) .  .......     569  noia  <litir«/a/eo,  folla  detira  del  fi.  Cecilia. 

fatico  sopra  {^,  Michele)  ....  »     344  Fu  antica  signoria  de*  eooli  Pannocchie* 

Malico  sotto  (S.  Jacopo) »     490  echi ,  di  ano  dei  quali  ti  fece  meniàone  al- 

oel  iai5y  acautt  di  difitionedi  beni,  Al 

TRAMONTI,  o  TR\MONTE  di  THE-  proclamalo  un  lodo  nella  cbien  di  S.  BG- 
DOZIO  nel  Tallone  del  7Vama»o..i* Cu.  la  chele  pretto  Trapale  da  meat.  Uggieri»  o 
cai  chiesa  fu  da  luogti  tempo  riunita  al  pò-  Ruggieri,  del  fu  Ranieri  de'Pannoochiesehi 
polo  di  S.  Maria  a  Ottignano,  nella  Com.  eletto  in  arbitro  dai  di?eni  fratelli  e  figli 
e  circa  due  migl.  a  lib.  di  Tredosio,  Giur.  del  fa  C  lldebnndino  degli  Àldobrandesdii 
di  Modigliana ,  Dioc.  di  Faeoxa*  Gomp.  di  di  Soana  e  Santa-Fiora. 
Firense.  —  ^èd.  Tamoiio  Contunità,  Della  proYenienxa  medesima  neìVJrek. 
TMjtMotiTt  in  Val-di4>oiiia.  —  Fti.  Tba-  Dipi,  sanese  sono  tre  istninienli ,  il  primo 
▼jiLBin  Val-di-Gecina.  de* quali  del  3i  mano  laSo,  relativo  ad 
TtLdréhDA  nel  Val -d'Amo  pisano.  —  ana  donazione  fatta  a  Ranieri  signor  di 
Gas.  perduto  doTC  fu  nna  eh.  pan*.  (S.  Tom-  Trafile  dal  conte  Ruggiero-Gottoffredo  del 
maso)  nel  ptriere  e  Gom.  di  Calcinaja,  Giur.  fu  C.  Rinaldo  de*  conti  Alberti  di  Monte- 
di  Vico-Pisano,  Dioc.  e  Gomp.  di  Pisa.  rotondo.  Con  il  secondo  islromento  del  «9 
È  fiittM  inenxione  di  questo  casale  fino  dal  aprile  1 3aa,  scritto  nel  Castel  di  Tn?ale,  gli 
780  neir  atto  di  fondazione  della  Badìa  di  uomini  di  questo  luogo  per  meno  dei  loro 
S.  Stfino  presso  Pisa,  e  più  lardi  nel  cata-  rappresentanti  confessarono  a  Gaddo  del  fii 
logo  delle  chiese  della  diocesi  pisana  oom-  Ranieri  da  Tra?aie  e  ad  altri  nobili  di  casa 
piUto  nel  1379,  in  coi  si  trova  indicata  fra  Pannocchieschi  di  estere  ttati  tempra  ^a^ 
quelle  del  piviera  di  Galcinaja  la  chietadi  talli  di  quella  fiimiglia,  e  che  il  detto  cattelln 
5.  Tommaso  a  TrwHtlda,  ool  tuo  cassero  fu  continuamente  lotlo  la 

Arroge  che  nel  secolo  XI  aveva  signoria  giurisdizione  loro, 
in  Tnvalda  nn  nobile  Bernardo  figlio  di  Finalmente  col  terso  btmmenlo  del  3o 
Gherardo,  il  quale  stando  io  Tra valda  nel  aprile  dello  slesso  anno  iSaa,  rogalo  in 
logg  per  allo  di  sua  ultima  volontà  lasciò  Travah^  tutti  della  casa  Pannocchieschi  di 
diversi  beni  alla  chiesa  di  Travalda,  alla  Tramale,  e  quelli  di  Castigiion-Bernardi 
Primaziale  di  Pisa  ed  alle  Badie  di  S.  Sai-  della  consorteria  medesima,  fecero  loro  sin- 
vatore  a  Sesto  e  di  S.  Stefano  a  Cìntoja.  -—  daco  il  rettore  della  chiesa  di  S.  iiieheU 
(Ahhal.  Camald.  jdd  hunc  annum,)  a  Tra^e  per  sottomettere  al  Comune  di 
TRASUBBIE.  —  Portano  il  vocabolo  di  Siena  ^utti  i  loro  castelli ,  fedeli  e  beni  con 
Trasubbie  due  grossi  torr.  che  scendono  dal  promettere  alla  repubblica  obbedienza  per- 
fianco  occìden  tale  del  ^oiif  e  Labbro,  uno  dal  petna.  — -  {toc.  eit,  T.  VI  e  XVIII  deiie  Per- 
laio di  maestro ,  1* altro  verso  pon. ,  i  quali  gomene  n.^  454,  i5os  e  i5o3.) 
avanzandosi  neir  ultima  direzione  lasciano  Molte  altre  membranedella  Gom. di  Maaa 
in  mezzo  il  poggio  di  Cana,  fìnchè^tlo  il  riunite  nello  stesso  Areh,  Dipi.  San.  ram- 
colledi  Polveraja  si  riuniscono  in  un  solo  mentano  i  Pannoccheschi  signori  di  Travale 
alveo  per  andare  a  perdersi  nel  fi.  Ombrone  nei  secoli  XIH  e  XIV. 
dirimpetto  al  poggk>  di  Moscona  dopo  circa  Tale  è  quella  del  sa  sett.  1997,  mercè 
la  migl.  dì  serpeggiante  cammino.  cui  Bernardino  e  Gione  da  Travale  delb 
TRAVAIJS,  o  TRAVALLE  in  Val-diGe-  famiglia  Pannocchieschi  vendettero  al  Gom. 
cina.  —  Cast,  alla  coi  chiesa  pan*.,  ora  pre-  di  Massa  alcune  loro  miniere.  —  Frd. 
positura  di  S.  Michele,  fu  annessa  1* altra  di  MAasA-MAairrufA.  —  Tale  è  f  altra  dell*  11 
S.  Stefano  a  7*ra//io/i/i,  filiale  della  distrutta  nov.  i3oi,  con  la  quale  Pannocchia  del  fu 
pieve  di  Sorciano,  nella  Com.  Giur.  e  quasi  Guglielmo  di  Tramale  fece  una  permuta  di 
migl.  5  a  pon.  di  Chiusdino,  Dioc.  di  Voi-  beni  con  Bonifazio  e  Gaddo  figli  di  rofsi. 
terra ,  Gomp.  di  Siena.  Ranieri  dei  Paiinoocfaieschi  di  Tra9ale.  -* 


TBA?  TRAV               583 

^«^  Gàit— i— ,  lUa  è  UM  ttm  del  to  ie/uamo  una  Tendila  btia  nel  i  aaS  dai  si- 
iBan»  i3o9  9  neUi  quale  si  rammenta  un  gnori  della  Tota  del  loro  castello  di  Tra- 
cffdilo  di  Pkenoochia  del  fu  Gruglielmo  ^ie  alla  Repubblica  di  Firenze,  e  per  essa 
de'Fanaoociiieichi  di  Trtwaief  ed  altra  del  a  GioTanni  da  Viterbo  allora  vescovo  e  pre- 
9  aprile  i3a4  che  nomina  un  Niccoluccio  sidenle  di  quel  G>muDe.  —  (  P.  Ilmfomso, 
(M  6i  Dino  de*  PannoGchiescbi ,  signori  di  Ihliùe  degli  Eruditi  T,  ^li.) 
Tn^mitfGtrfmleo^eCasiigUon'Bernardi.  Intani  dai  documenti  delPArcb.  delle  Ri- 
HoD  farò  meniione  di  un  iraltAto  di  pace  Ibrmagiooi  di  Firenze  apparisce,  che  cote- 
ooocloM  U  »3  seti.  i3a6  fra  il  Cìorouue  di  sto  castello  passò  nel  Comune  predetto  con 
MoHtieri  e  gli  nomini  di  Uasta^  di  Jfovi-  due  atti  separati  del  ao  mano  laaS  {ttiU 
Utviomdo^  Trainile 9  ecc.  ((oc.  di.  )  comune)^  in  vigore  de*qua1i  fu  venduto  per 
Nei  i357  i  aignori  Angelo  del  fu  Nello  mezzo  del  vescovo  prenominalo  al  Comune 
di  Bernardino  ,  Fiancesco  del  fu  altro  Ber-  di  Firenze  dai  figli  di  Tignoso  di  Lamberto, 
nsidiiio ,  e  Crìstofiino  del  fu  Puccio,  tutti  e  di  Guida  lotto  pure  di  Lamberto,  dai  fi- 
de* Pbnooochicsehi ,  venderono  al  Comune  gliuoli  pure  di  Gitalano  della  Tosa  e  da 
diSieo«  per  liretioo  l'oliava  parte  delca-  altri  consorti  per  lire  5oo  di  denari  pisani 
tfello,  distcetlo ,  giurìfdizìone  e  uomini  di  il  castello,  distretto,  beni,  coloni,  ièdeli, 
f^raonUm  —  (Aacn.  Dm.  Sax.  Kaleffo  /fé-  e  tutta  la  giurisdizione  sopra  il  Cast,  me- 
ro  «•*  1 4 5.  )  desimo  di  Tranfalle. 

Anche  nel  t38a  mess.  Gabbriello  di  Pa-  In  questo  luogo  di  Travalle  nacque  quel 

bdiiio  PìannoGcbieschi  signore  di  Tramale  Gonaccio  di  Pucci  no,  che  nel  i333  fu  con- 

taovaai  fra  gli  allirati  dal  Comune  di  Siena  dannati  nella  testa  dal  poteslà  di  Firenze. -~ 

mrf\\  atti  del  Consiglio  della  Campana.  «-«  (Gio.  Villahi  ,  Cronica  Lib.  X.) 

(Aaca.  DiFf..  San.  Carte  cit,)  La  parr.  di  S.  Maria  a  Travalle  nel  |833 

Nello  statuto  speciale  di  Tratfale^  scrìllo  conlava  196  abil. 

■eir  anno  1544   ed  esistente  ntlP  Arch,  TRAVÉRDE  in  Val-di-Mugra.  —  Cas. 

éeUe  Mijormag^  di  Siena,  si  notano  gli  con  chiesa  parr.  (SS.  Filippo  e  Jacopo)  nel- 

Qpeiaj  della  chiesa  de*  SS.  Michele  e  Ste-  la  Com.  Giur.  e  circa  un  migl.  a  sett.-mae- 

fiàodi  Dragale.  stro  di  Pontremoli,  Dioc.  medesima,  già  di 

il  paese  e  nomini  di  Travale  si  sottomi-  Luni-Sarzana  ,  Comp.  di  Pisa. 
KTo  alle  truppe  Austro- Ispano-Medicee  nel  Cotesto  casale  prese  il  nome  di  Trameni  e 
A  due  die.  del  1 554,  ^  di  poi  alla  corona  di  dal  trovarsi  aJila  sinistra  della  fiumana  ^er* 
Tosmna  sotto  li  aa  agosto  del  155;  senza  de  e  sulla  destra  di  un  torrentello,  o  ca- 
li riservo  di  alcun  privilegio.  naie,  eh*  ebbe  pure  il  nome  dalla  detti  Au- 
la parr.  de*  SS.  Michele  e  Silvestro  a  mana,  in  cui  poco  dopo  va  a  congiunger- 
TroQaie  nel  i833  contava  45i  individui,  si.  —  ^ei.  Vaamt  in  Val-di-Magm. 

TRAVALLE  m  CALENZANO  nel  Val-  La  parr.  de*  SS.  Filippo  e  Jacopo  a  Tra- 

f  Amo  tolto  Firenze.  —  Cas.  già  Cast,  con  verde  nel  i833  conlava  107  abil* 

eh.  parr.  (S.  Maria)  nel  piviere,  Com.  e  cir-        THAVERSAGNA  in  Val-di-Nievole 

a doe  migl.  a  maestr.  di  Calenzano,  Giuf.  Contrada  con  chiesa  plebana  (SS.  Trinità) 
di  Campi ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.  la  cui  po(>oIazione  si  estende  nelle  Coro,  di 
Risiede  sopra  una  costa  del  monte  della  Massa  e  Cozzile,  di  Monte  Catini  e  del  Bor- 
Calvana  Ira  il  vallone  della  Marina  e  la  go  a  Buggiano ,  comecché  la  sua  chiesa  sia 
Valle  del  Bisenzio,  donde  è  facile  di  sup-  compresa  nel  lerri  torio  comunità  li  vo  della 
porre  1*  orìgine  del  suo  nome  al  pari  di  prima,  Giur.  del  Borgo  a  Buggiano,  Dioc. 
tanti  altrì  luoghi  consimili ,  come  di  Tra*  di  Pescia,  Comp.  di  Firenze. 
co//e.  Tramonte f  Trapoggio,  ecc.  La  pieve  della  SS.  Trinila  a  Traversagna 
Dubito  però  che  volesse  riferire  a  questo  fu  eretta  sul  decliri.irc  del  secolo  XVIII,  e 
loogo  nn  alto  rogato  in  TVovaìle  neiroKo-  nel  i833  conti4v;i  i343  abil. 
hre  del  ioo3  relativo  al  fitto  di  un  mu-  THAVIGNE  (PIAN)  nel  Val-d'Arno  sii- 
linoGon  nn  pezzo  di  vigna  poslo  xn  Piazza'  perìore.  —  Contrada  aperta  sopra  T  iillimo 
nese  presso  Prato  ed  ti  cui  originale  esiste  fra  ripiano  del  monte  di  Prttomagno,  dalla  qua- 
le membrane  del  Mon.  di  S.  Barlolommeo  le  prende  il  nomignolo  la  eh.  parr.  di  S. 
di  Pistoja,oni  xktWArch.  Dipi.  Fior.  Lorenzo  in  Pinn-Tra-rigne  nel  piviere 
Appella  senza  dubbio  al  Tra^alle  diCa-  di  Gropiuu,  Coni.  Giur.  e  circa  due  migl.  a 


R81  TREB  TR  EB 

|ton.-mii(«tr.  di  Tcrranuova,  Dioc.  e  Camp,  con  altri  patti  della  Val-di-l|a|nra ,  Ano  « 

(li  Anzzn.  —  r'ed.  PuH-TaA-ViuMK.  ch«  Trebiano ,  caiiulo  In  potere  dei  noiiiu 

TRKHA.NA  di  RomH|rni  nel  vallone  del  MaKanli  di  Sarzana,  fu  ib  questi  venduto 

Tramatz\  —  Cus.  che  dà  il  vocabolo  jil  nel  i3  f(iugno  del  ia85  alla  Rep.  di  Ge^ 

un  fiO|iolo|.S.  Michele uTrclKiiiH)  n:'llri  Coni,  uovn, iciu  hIik  ville  vicine  al  dellocastel  o. 

Ili  Trnlozio,  »iii  iu  quella  di  l'urlico,  Giiir.  coiu|irt::(i  il  loro  distrailo  e  giuriailizione. 
lieMd  Rof'ci  S.  Ciisciano,  Dioc.  di  t'aenzii.        Per  aiiro  Trebiano  iniieme  con  lirrìci 

(^imp.  di  Kiriiizc.  nel  ktoIo  \IV  fu  rieonqnistato  d.ii  l'is^ni, 

Sied"  Trcbana  solfe  s|K<11e  delTAppenni-  per  cura  dei  quali  nel  i  Jai  fn  inualL«|j  la 

no  di  S.  Bcnfdtito  presso  dove  si  slacca  il  rocca  quadrata  esistente  tuttora  sopra  il  pae- 

rontralfarte  che  in-iltriisi  fr»  le  fiumane  del  se  con  gli  slessi  slntnibolti  scolpili  come  a 

Trama'iio  e  di  frolle  Acereta,  Lerici  contro  i  Genovesi.  *—  ^ei.  I^aaici. 

La  chies»  di  Trebana  era  di  padronato        Quindi   Trebiano   dopo   173  anni   vide 

dei  vescovi  di  Faenza  sino  da  quando  uno  per  breie  tempo  un  altro  padrone,  allon  l.è 

di  essi  |i<'r  nome  Pietro  nelPanno    io63  una  (mrle  dell* esercito  di  Carlo  VII!  ap|.rua 

{Ci  miglilo)  donò  al  santo  monaco  cardinale  Hrrivala  a  Sardina  (1494)  occupò  ai  Geno- 

FierD.imiano  (ht  i  suoi  eremiti  di  Gannì-  vesi  anche  Trebiano. 

(.'HO  la  metà  dei  beni,  chiese  e  decime  cora-        Finalmente  i  colli  di  Trebiano  drinno  un 

>  rese  nel  pìfT.m.ito  di  S.  Va'entino  presso  vino  spiritoso  la'chè,  io  penso,  che  dai  vi- 

Tredr)zio,  a  risirva  }  erallm  delle  chiese  di  ligni  di  quesla  contrada  prendesse  il  voca- 

"^reh/ina^  Malrignano  9  f^idigliano.  bolo  la  vite  detta  comunemente  Trtbio'io, 

Nel  stuolo  XI 11  Iu  chiesa  di  Trebana  era         La  ComunitJi  di  Trebiano  è  coropotla  di 

sl.ita  cellula  in  paitrntialo  :ii  monaci  Carnai-  due  soli  popoli,  cioè  : 

dubnsi  dì  S.  Iiipol ilo  di  Faenza. — (Ahmal.  g^ ^- ,  e     a  \    v^ ^1     o* 

..  \'  \   t\  Cerri  (S.  Anna  pieve)  che  nel  i83» 

tAMALD.  >ol.  I.)  ^^^^^  ......  Abit.  !f^  a3s 

Gli  nhiLinti  di  Trehan-i  si  diedero  al  Co-  ^    ,.     '  /o' «'..*• '.'  .'•  '   \    •     *,t* 

, ....  ,  .11    ,a->  T^rewa/i'iCS.  Michele  idem)  che  r  an- 

ni nur  di  hi  ri'nze  nel  I  a<msto  del  i383.—  .  .  - 

wr  ...  ^.   V  rr  no  Stesso  contava ■  600 

A  e  :.  I  irvi:  di  ^.  v  ALrimao ,  a  Tbidosio.  ^__ 

(ja  pMrr.  di  S.  Mirhele  a  Trebana  nel  ToTA:.r  .  .  .  Ahìi,  If.^  83« 

i833  rcinlava  99  abit. 

TWLBIÌlANÒ,  o  TREiilAXO  in  Val-di-        TREBBIO  {Tri^flum.)  —  Non  menn  di 

>i»;!r.i. —  C:isi.  con  eh.  plehiina(S.  Miche-  otto  ville,  popgi  e  ctyili  s)!!'»  il  titolo  di 

]«.■  (-.ijioliiopo  di    (Comunità,   nel    Manda-  Trehbo  isislono  tiilicra   nei    Gntndiir^tn  ; 

iiirnln  di    litiiii,  Dior,   di   IiUni-Sarz.iiia  ,  cioè,  il  Trfbbin  i\v\  Chìinù^  il    Trrbh.fi  »',i 

rioviiicia  <li  Ki-\anlr,  R.  S;«nlo.  Ssluio,  il  Trebbio  fia  .M')dì(!ti«in.i  e  Diva- 

F  I n>W)  ili  |iOj»:jio  li.i  Alluda  e  il  monle  •Kd.i,  il  Trebbio  di  San  S«'p!>lf:io,  il  Tir^t'io 

pl.i  li' tiot^iprif-iH  ,  ora  di  ^.  Marcello,  \ì\\a  miII.»  S)\jira,  il  Trebbio  di  Sin  Piei-.i-S:e*r, 

•  'islia  d(|  li.  M.i»ia  (  tiella  slnda  che  {fiiida  e  quello  d«*l  Pontassieie,  stnz.i  dirn  delia 

ila  S.ir/ina  a  Ijcriii,  da  cui  Trebiano  disia  Tt'ir.t  dt'l  Treppio  di  Cantngallo,   né  ihlla 

ciira  diir  iiii^!.  a  ;!i< e  di^trntli  rr:c'c»  e  chte«;i  di  S.  Maii.i  al  Trth» 

Il  rasiti  <li  Tnl.iaiio  con  la  sua  pie\e  60  di  Cascina  nel  VMlir.Arno  pisano. 
Onr>  dal  ^(Tolo  \  era  di  ^lusfiadrunalo  dei  TREBBIO  nu.  CHIANTI  nel-a  Val-J*  Ar- 
vesro\i  di  Inni,  uv\ef!iia>'ìit'  il  Casi,  fu  con-  hit  -— Gis.  ^ià  Ca»t.  do^e  in  una  rh.  pjrr. 
fcriiMto  a  (|'.i(i  c>Miti  ]iU'!ali  con  •liplonia  drl  (S.  Niccolò  al  Trebbio)  da  lun;.M  mano  »u|»* 
f)  maL'^'io  i)r).'{  dall' Iiiiji.  Celione  1  e  [liìi  laidi  |  n'ssa  ,  nel  |>ivicre  di  S.  Giusto  in  S^iUìo, 
(118;'  dairiiiip.  Fc(Ì<.t':<!0  I.  Ris[K-llo  alla  (à>iii.  («ìur.  e  cina  ungi,  din' a  lih.ii'Rid- 
sua  |<i(\f  III  iuviiiiiaiio  K  bolle  (l'iiHilitii*  di  da,  Dioc.  di  Fiesole,  (^>mp.  di  Niuia. 
Eii^"nio  111  ;  I  1 '|i)  V.  lonocinzo  III  ^ijos)  Olire  quanto  fu  aciinuaio  air\rt.  T'a- 
dire Ile  i%,  \<'vii\i  ili  Lkmì.  stellina  del  Chianti ,  y\  i   da  ag|!iun(.'irt:. 

Nel  >ec  •!!>   \lll  ^'!i  .l'.iit.iiiii  del  Casi,  di  qualiiienU'  di  coUsto  Casi,  del   Trebbio  e 

Tnliiaiiuil'ivdlii'i.iiriiK-  Ir  |.oiti-  a  dntiki  ilei  suoi  signori  s*inconlrano  nolizic  nel  s«* 

|>.iilioui,fia  1  ipiali  i  rovini  rlic  io  UntAai.fi  colo  XII,  loslochè  nel  1  iij}  i  suoi  diu.uii 

nel    ia5f>,  quando  lidia  pace  ronclus;i  Ita  (.oncedetlero  faeoll.i  alla  Rep.  Fior,  di  i!i*t- 

(SHÌ  (d  I  |-'iort>iil.ni  f  a3  stll.  la^r»;  dovei-  tir  (iresidio  e  di  {lolcr  rounirv  a  sua  volonlj 

teru  coiiH^'iiaie  a  qiitsii  ultimi  Trebiano  il  Cast,  dei  7*rr^iocdil  Cditi^/ii^e, uC'a- 


T  R  E  B  T  R  E  B               385 

Stallina  de*  Trebbiesi,  n  condmoiic  cfafl  Ih  Rìfpetlo  ti  monte  del  Trebbio  ed  Rlle  fue 

Kq).  (lilc*ncle0e  come  causa  propria  quei  si-  octricaje  vedi  Vjért.ìtlon'MUkuht  Comunità, 

poori  e  i  loro  poswssi. — (Aicb.  D:rL.  F;oa.  La  popolazione  della  cura  di   S.  Maria 

Carte  del  3^on,  delie  Trafisse  di  Sieri't  ).  in  Trebbio  nel  i833  ascendeva  a  i5i  abit. 

Anco  neir  Arcb.  privalo  de*  nobili  sintesi  TREBBIO  del  PONTASSIFA'E  nel  Val- 

Bnrphesi-Bichi  esìste  una  membrana  dt-l  1 7  «KArno  sopra  Firenze.  —  Gas.  s:il  Monte  di 

f'bb.-ajo  11%*]  (stile comune  ^,  la  quale  ver-  Croce  nel  popolo  di  Galjga,  piviere  di  Doc- 

lefO|ira  un  lodò  proferito  nella  cbies»  di  S.  eia ,  Cam.  Giur.  e  circa  5  migl.  a  roaeslr. 

Gio.  E%angelista  a  Quercia  Grossa  a  causa  del  Ponlassie?e,  Dioc.  e  G)mp.  di  Firenze, 

di  an4  vertenza  fra  la  balessa  di  JInntt'  Cel-  Ebbero  signoria  in  questo  Trebbio  i  ve- 

lete  e  la  Ladfssa  di  S,  Bfnrin  in  Colle  nei  scovi  di  Firenze,  come  può  rilevarsi  dai  do- 

Chi.inti  ,   del  quale   ultimo   Mon.    tiirono  cumenli  de*  s<toIì  XIU  e  XIV  indicali  dal 

pironi  i  signori  del  Trebbio,  finché  ani  sii  Lami  nei  suoi  Monum.  Encìes.  Fior, 

ultimi  con  alto  pubblico  del  i3  gin».  1 194  TREBBIO  di  SAX-PIER  A  SIEVE  nella 

rìniinzifirono    alla    b:idessa  e  moni'che  di  Val-di-Sie?e.  —  Villa  a  guisa  di  t'orliilz'o 

X  nte-CeVese  ogni  pidnmalo  clie  avevano  che  da  il  suo  nome  ad  una  vasta  lonut.»  nel 

De]!4  cliicsa  r  Mon.  di  S.  M:<ria  in  Culle.  (popolo  di  Spagnole,  piviere  di  S.  Giovanni 

Riferisce  pure  a  questo  Trebbio  una  prov-  a  Pflrojo,  Com.  e  circa  due  luigl.  a  |ion. 

Ttsione  della  Signorìa  di  Siena  del  ia5i,  che  di  San-Pier  a  Sieve,  nella  Giur.  di  Scar- 

ordìiiò  di  marciare  con  il  suo  esercito  so; ira  perla ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze, 

il  Qsi.  ili  Trebbio,  —  (  AaoR.  Dipl.  San.  Cotesta  villa  del  Trebbio  è  yosin  nel  pog- 

Ctmtigli  della  Campana^,  gio  omonimo  a  pon.  della  strada  postale  Bo- 

TREBBrO,  o  TREPPIO  diCANTAGAL-  lognese,  allato  ad  un  oratorio  che  fu  dtita 

I^>  —  ^ed.TwÈTVjo,  famiglia  sovrana   de* Medici,  attualmente 

TbkbbioìS,  Mahia  Jh)  nel  Val-d'Arno  dc'P?.  Filippini  di  Firenze,  lasciata  loro 

p»iino.  -^  CasL  distrutto  sut'a  ripa  siiiÌ5tr.i  ne!  1G48  con  l'annessa  tenuta  da  Giuliano 

«l'M'Arno  eh* ebbe  nome  della  strj  ehiisa  Serragli,  nel  quale  era  passala  colesla  vasta 

pnr.  nel  piviere  di  S.  Cas'jiauo  a  Settimo,  e  fruttifera  {«ssessione. 

Oì*n.  e  circa  3  migt.  k  pon.  di  Cascina  ,  È  nota  specialmente  la  villa  di  cotesto 

Giur.  di  Pon  tederà,  Dioc.  e  Comp.  di  Fisa.  Trebbio,  [terchc  i\i  «ibitava  la  vedova  di 

Fn  lino   deVas;<-1li  del  contado   piscino  Giovanni  df'ftlediri,  detto  delle  ^a'jrfrnere, 

[T«i  nel  febbrajo  «lei  i43i  da  Niccolò  Pie-  ed  il  loro  figlio  Cosimo,  nllorrl.c  questo  gio« 

rinirio,  riacquistato  nel  giugno  succrssivo  vinetto,  avvisalo  dai  suoi  amici  delTassas- 

<^po  i5  giorni  di  assedio  dai  Fiorentini,  sinio  del  Duca  Alessandro,  pr!ì  alP istante 

f-cr  ordine  del  cui  governo  poco  dopo  il  dalla  sua  villa  del  Trebbio  per  recj'rci  a  Fi- 

«■aslpllo  di  S.  Maria  al  Trebbio  venne  de-  renze  a  prendere,  come  fece,  le  redini  di 

"Olilo.  quel   governo.   —  Fed,    YAr.   Firfuzb, 

TREBBIO  DI  MODIGLIANA  fra  il  vai-  Voi.  Il  pag.  aaa. 

J^ne  dei  Marzenn  e  quello  della  Simrg^  TREBBIO  01  SAN-SEPOT.CRO  in  Val 

f  «•  —  H  un  monte  con  chiesa  (,9.  Maria  Tiberina,  detto  in  Val-d^Afra.  —  Gjs.  con 

w  Trebbio^  elio  si  alz;i  sino  a  xo5a  br.  so.  eh.  parr.  (S.  Gio.  Ballista)  nel  pievanalo 

IT.1  il  livello  del  mare,  presso  la  cui  som-  maggiore,  Com.  Giur.  e  Dioe.  di  San-Se- 

w  là  esiste  la  sua  chiesti  parr.  nella  0>m.  poterò,  da  cui  disia  circa  un  migl.  ^  scir. , 

'»  iir.  e  circa  due  migl.  a  scir.-lev.  di  ?»Io-  nel  Comp.  di  Arezzo. 

'ifli.mn  ,  Dioc.  di  Faenza,  Comp.  di  Fi-  Tiovnsi  in  pi.inura  presso  la  ripa  drstm 
^'■n*^-  (!'j1  torr.  ///J'fl,  iippena  mezzo  mi«2l.  disco- 
li monte  del  Trebbio  e  altra vrr&ito  da  ima  sio  d.il  fi.  Tevere  che  scorre  ni  suo  lib. 
^'r:id:i  rotabile  che  guida  da  Modigliin.isiill.i  Li  chiesa  |»arr.  del  Trebbio  di  San-Se- 
^?ia  Forlivese  tra  Dovadola  e  la  Rocca  S.  f «olerò  dicesi  anche  in  FuI-d'Afra  dai  tor- 
CiSf:,iino,  lasciando  al  suo  grec.  la  chiesa  itiilello  omonimo  che  scende  in  Tevere  dal 
«Il  S.  M.nia  in  Ti-ebbio.  morie  sufieriore. 

Kr.i  questa  una  flelle  ville  de'rnuli  Gnidi  Ut  parr.   di  S.  (Vn.    Pallisti  :il  Tiddiio 

«li  Modi^lì;ina,  ennfermala  ai  niccle.'inii  di-  nel   iR'JÌ  cnr.l.t'..T  iCf)  -bij. 

^l'Im,  .    Arrigo  VI  con   diplom;i  del  1191  T^J-mf)  aASTÌl-  t.m;-,  orr.;  ,]v\\n  S. 

tii  Itd'-rigo  II  nel  1247.  l.OXVTO  ueH.i  Nallc  della  To-lia.  —  Ci- 


586  TBBC  TBEG 

fltelliin*  nel  popolo  di  S.  Donalo,  pi? iere,  popolo  di  S.  Jacopo  a  TVfpnifa,  eoi  qink 

Coro.  Giur.  e  circa  un  migl.  a  magitr.  di  Ualleo  del  fu  Ghino  del  popolo  dì  S.  ■m^ 

Sntino,  Dioc.  di  San-Se[)olcro  «  fnà  Nàh  tino  a  Lucardo  abitante  in  Tneemim  ragU. 

iiuf  deirArciprelura  di  Sestino,  Gomp.  di  tuì  alb  cbicaa  di  S.  Jacopo  di  detto  loofo 

Arraio.  tre  peixi  di  lem  poUi  nello  Heno  popolo , 

È  tiloalo  fopra  uno  sprone  di  poggio  in  i  quali  afera  acquistato  nel  iJ^^  per  il 

ramo  a  due  torrenli,  i  quali  sotto  S.  Do-  preiso  di  So  fiorini  d*  oro  dagli  uffiaiall  dd 

nodosi  riuniscono  insieme  per  dare  il  nome  Comune  di  Firenie  ali*  occasione  di  una 

al  fi.  Foglia  j  o  ali*  Isauro  ilegli  antichi,  guerra  contro  lo  Stato  Pontificio. 

Appelb  a  cotesto  Trebbio  un  istrnmenlo        La  parr.  di  S.  Jacopo  a  TrtcmUa^  o  Twt* 

drl  34  giugno  1390  i\»gato  nella  cappella  di  etaio  nel  i833  contava  \%%  abit. 
Cerrclo  presto  Sestìno  ,  col   quale   donna        TaacJta ,  Tmcjìì  e  Tucjst  io  Val-di- 

A(;nfS'  del  fu  Donato  di  Miratojo^  ?edova  Gornia.  —  #VI.  TaiOASt, 
(li  Giovanni  abitante  nel  castf  l  del  Trebbio        TatcMttMt  detto  anche  Ttaotet^  nel  Val- 

ed  altre  due  donne  maritale  vrnJerono  per  d*Anio  pisano.— Gas.  perduto  dove  la  nna 

lire  g5  a  Ugolino  del  fu  Guadagno  di  Gì-  cappella  intitolata  a  S.  Frediano  nei  piera» 

slelnuovo  nella  Masia-Trabarìa  le  ragioni  nato  e  Gom.  di  Galcinafa,  Ginr.  di  VieoPi. 

che  gli  spettavano  per  eredità  patema  e  ma-  sano,  Dioc.  e  Gomp.  di  Pisa, 
tema  sopri  nna  casa  (losla  in  Castelnuovo        io  non  saprei,  se  questo  Dome  di  Tndiai 

nel  piviere  di  Sestino  e  ire  peni  di  terra  derivasse  dalla  tredicesima  pietra  nigliara 

compresi  nel  disi  rei  lo  del  citato  castello.  «^  posla  coslà  presso  alle  tredici  miglia  aulb 

(ABca.  DipL.  Fioa.  Carie  delVAreh.  Gen,)  strada  Ficarese^  o  di  Piefisafife«  dirò  bensì, 

È  della  provenienza  medesima  altro  istm-  che  in  Tredici ^  ossia  in  Treckeee^  poste d» 
mento  M  ag  febbrajo  1404,  col  quale  va  beni  e  servi  la  mensa  pisana.  Giosi  ri- 
donna  Chiara  del  fu  Franceschello  moglie  leva;  i.  da  un  giudicato  in  favore  di  qnella 
di  Marro  del  fu  Ania«lro  del  cattel  di  mensa  arcivescovile  pnmuniiato  in  Pi»  nd- 
Monle-Romano  ^  stando  nella  villa  dì  Val-  1*858;  a.  da  un  oontntto  cnfitcntioo  del  i5 
di -Colle  del  (»|)olo  di  Monte  -  Romano  ^  oltobre  97)  di  beni  spettanti  al  piviere  di 
provincia  di  Massa  Trabaria ,  previa  Tauto-  9^icO' feltri  (Gslcinaìa)  concessi  da  Alberico 
rinazione  del  marito ,  vendè  un  peaw  di  Vese.  di  Pisa  ai  due  fratelli  marche»  Ober- 
terra  poslo  nella  curia  del  cas/e/  di  Monte'  lo-Obiuo  ed  Adalberto  figli  del  mareliest 
Romano  ecc.  Obcrto  con  le  del  palazzo  di  Ottone  I  ;  3.  da 

TRFRIANO.  —  Tee/.  Tanauao  nelb  una  sentenza  di   Balduino  Arciv.  di  Pisa 

Vatdi-MaoRi.  confermata  dil  Font.  Celestino  III  con  bre- 

TRECE?iTA  ,  o  TRFXiENTO  {Caslrum  ve  del  3  novembre  1 193  in  favore  della 

Tregentae)  in  Val-d*Elsa.  —  Vico  spiccio-  pieve  di  Calcinaja.  «^  (MuaAT.  ^ni,  Jf. 

lato  rh*c1ìhr  titolo  di  castello  con  eh.  |»arr.  jia^i,  T.  III.) 


rS.  Jacopo)  filiale  della  pieve  di  S.  Pietro  Anco  nei  cataloghi  antichi  delle  chi 

in  Merratn,  nella  Com.  Giur.  e  intorno  a  della  diocesi  di  Pisa  si  fa  menzione  del  vico 

tre  miglia  a  tcir.  di  Montespertoli ,  Dioc.  e  di  Tredici,  o  Trechese^  e  della  sua  chien 

Comp.  di  Firenze.  di  S.  Frediano. 

Risirnle  sul  fianco  set lent rionale  del  pog-  Il  padronato  della  qnal  chiesa  di  5,  F/e- 

gio  di  Lucardo  presso  le  prime  fonti  del  cfio/ioo  7*re<liei  sino  dall'anno  84 4  eoo  bre> 

torr.  Prtttile,  che  uno  de*  tributar}  del-  ve  del  Poni.  Sergio  II,  fu  donalo  insieme  a 

r  Elsa  presso  Castel-Fiorentino.  quello  delle  chiese  di  S.  Benedetto  a  Ifon- 

Si  hanno  memorie  di  cotesto  Trecento ,  teCalboii,  e  di  S.  Vittorio  a  Treggi  i/a  alla 

ora   Trecento,  sino  dal  secolo  XI  in  due  Badia  di  S.  Salvadore  [iresso  il  Ltgo  di  Se- 

r.irte  della  Rulia  di  Passignano,  la  prima  sto,  ossia  di  Bientina.  —  (AmiL.  Cama&o. 

dille  (jiiali  del  1069,  e  1*  altra  del  1086,  Voi.  I.) 

iriiite  enhamhe  in   Treeenia.  —  (  Aaca.  TRECIANO  in  Val-Tiberina.  —  Cas.  la 

DiPL.  Fina.  Carte  cit.)  cui  eh.  parr.  di  S.  Giusto  fu  riunita  a  quella 

Di  efK)ca  assai  posteriore  è  un  isirumento  di  S.  Maria  a  Zenzano  nella  Gom.  e  circa 

«leirArch.  sencrale  di  Firenze  esistente  pur  un  migl.  a  lib.  di  Caprese,  Giur.  della Pie- 

f*io  nel  Dfpt.  Fior,  in  cui  trattasi  di  un  ve  S.  Stefano,  Dioc.  di  Sansepokro*  già  di 

contrailo  del  la  maggio  i383  rogato  nel  Arezzo ,  Comp.  aretino. 


TBED  TRED  597 

Rincdt  in  monte  ani  fianco  orientale  del-  (  P.  iLoavoMao ,  DeiUU  dwgli  Eruditi  to- 

r  Alpe  di  Gatenaìa,  lun^  la  via  mulattiera  scani ,  T.  Vili.  ) 
ebc  da  Gapreie  ti  dirige  su  quella  sommità.        kWArt,  Dovàdola  fu  aggiunto,  che  dopo 

li  Gtf.  eon  la  chicm  di  Treciano  fa  do-  la  morte  del  C.  Ruggieri  di  Marcovaldo  di 

mio  dai  signori  di  Caprese  agli  Eremiti  di  Dovadola  sotlentrò  ne' suol  dirillì  il  di  lui 

Gimaldoli  è  confermato  loro  dagl*  Irap.  Fé-  figlio  G.  Guido  Sulvatico,  il  quale  ultimo 

derigo  I  eon  diploma  del  i3  nov.  i  i54f  da  conte  nel  1971  stipulò  alcuni  |»hI1ì  con  nl- 

Oltone  IV  con  privilegio  del  6  no?,  laog»  tro  suo  cugino,  il  C.  Guido  di  Romena  ed 

e  da  Carlo  IV  eon  diploma  del  17  marw  il  Comune  di  Tredozio. 
i355.  —  yti»  ZmkKO,  Ivi  pure  fu  avvisalo, qualmente  nel  i3i5 

TRBCOLLE  nel  Val-d'Àrno  pisano.  —  il  conte  Ruggieri  11,  figlio  del  sud.letio  C. 

Tté.  Calci  (Teagollb  m).  Guido  Salvatico,  fu  investilo  con  diploma 

TmEDici  nel  Val-d*Arno  pisano.  «—  f^ed,  del  re  Roberto  di  Naftoli ,  protettore  delta 

TatcMMsM.  parte  Guelfa  di  Toscana,  di  tutte  le  ragioni 

TREDOZIO  (  Trmdaeium)  nei  Tallone  che  aver  potè  nel  Cast,  e  distretto  di  Tre- 

del  Tramatito  in  Romagna.  «^  Castello  che  dozio  il  conte  Manfredi  figlio  del  fu  conte 

diede  il  titolo  di  contea  ad  on  ramo  de' CC.  Guido  Novello  di  Modiglìana  ,  per  essere 

Guidi  di  Oovadola ,  ora  capoluogo  di  Co-  stato   dichiarato  ribelle  della   Repubblica 

muniti  «  la  cui  chiesa  perr.  (S.  Michele)  Fior,  e  della  Chiesa,  come  partitaute  Ghi- 

heochè  battesimale  è  sottoposta  alla  pieve  bellino. 

di  S.  Valentino,  nella  Giur.  di  Modigliana,        Al  conte  Ruggieri  TI  di  Doradola  succede 

Kqc.  di  Faenia ,  Comp.  di  Firenze.  nella  signoria  di  Tredoiio  il  di  lui  figlio 

Risiede  in  valle  sulla  ripa  destra  della  Marcovaldo  II,  e  a  questi  il  fratello  suo  C. 

finmana    del   TVomasso,   delta   anche  di  Francesco  padre  del  C.  Malatrsta  de* conti 

Tndoùo^  nel  gr.  19®  i4Matit.  e  44^  5'  a"  Guidi  di  Dovadola.  Morto  però  nel  1407 

kogiLy  circa  6  migl.  a  ostro-scir.  di  Modi-  il  conte  Francesco ,  i  suoi  4  figli    furono 

flianap  altrettante  a  pon.  della  Rocca  S.Ca-  ricevuti  in  accomandigia  dalla  Signorìa  di 

•tàanop  6  a  lev.  di  Marradi,  e  io  migU  e  Firenze  con  i  loro  beni,  vassalli  e  castelli, 

lib.  di  Dovadola^  fiv  i  quali  quelli  di  Tredoxio  e  di  Monte- 

Im  più  antica  memoria  superstite  di  qoe-  SaceOf  fino  a  che,  per  contralto  del  3o  lu- 

Mo  castello  reputo  quella  dell*  8  sett.  8g6  glio  1426,  la  Rep.  Fior,  acquistò  dal  G.  An- 

citala  alt*  Ari,  Piiva  di  S.  Valcmti«o,  dalla  Ionio  di  Bandino  da  Monte  Granelli  le  ra- 

quale  apparisce,  che  la  signoria  di  Tredozio  gioni  che  se  gli  competevano  su  quei  castelli; 

ipctlava  alla  contessa  Ingelrada  di  Moiliglia-  e  finalmente  nel  1*  ottobre  del   1428,  do()0 

Da,  passata  a  seconde  nozze  col  conte  Tende-  aver  respiato  dalla  Romagna  toscana  un*ar- 

fri  mode*  con  ti  Gnidi. — Rammenta  poi  una  mata  del  Duca  Filippo  Maria  Visconti,  la 

eorte  di  Tredozio  altro  documento  del  1060,  Rep.  Fior,  riebbe  il  Cast,  di  Tredozio  tenuto 

o  1 06 1,  q  iiando  S.  Pier  Damiano  di  mora  n-  fino  allora  dal  C.  Guelfo,  uno  dei  4  figli 

do  ncir  Eremo  di  Gamugno  dell*  Abazia  del  C.  Malalesta  de' Guidi  di  Dovadola,  stato 

(^maldolense  di  Valle-Acereta  divise  egli  dichiaralo  ribelle  della  Rep.  Fior.  ;  e  nel 

stesso  i  possessi  dell*  uno  e  dell*  altro  luogo  dì  ag  dello  slesso  mese  il  popolo  di  Trcdo- 

EHo«  assegnando  ali* Eremo  tolti  i  beni  posti  zio  fece  a  quella  la  sua  totale  soilomissione. 
nella  parte  montuosa  di  quel  vallone,  non         Tredozio  in  seguito  divenne  capoluogo 

'ccetliiati  quelli  che  i  Camaldolensi  aveva-  di  una  Comunità  e  residenza  di  un  potestà, 

DO  in  Tredozio.  —  f^ed.  Modiguìna.  la  cui  giurisdizione  civile  comprendeva  i 

All'anno  ia63  accadde  in  Dovadola  un  comnnclli  dello  Cappelle ^  di  S.  Martino  a 

alto  di  divisione  fra  il  C.  Guido  Guerra  II  Scannello,  di  S.  Giorgio  a  Rosata,  di  S. 

ed  il  C.  Ruggieri  figlinoli  del  fu  C.  Mar-  Michele  a  Tredosio,  di   Tramonti ,  di  Oi- 

covaldo  di  Dovadola  e  della  contessa  Beatri-  tignano  ,  Peneta  ,  Sarturano  ,  Scarzana , 

ce  di   Capraja  da  una   parte,  e  dall*  altra  e  della  Pieve  di  S,  f^alentino. 
parte  il  conte  Guido  del  già  C.  Aghinolfo        Ma   nella  organizzazione  generale  delle 

di  Romena  loro  cugino,  rispetto  ai  diritti,  Coraiinilà    del    Gr.inducato   comandata  da 

vetìéìy  beni  e  vassalli  che  quei  dinasti  pos-  Leopoldo  I  col  regolamento  del  ai  ottobre 

sedevano  in  Romagna  e  segnatamente  rap-  1775  furono  riuniti  a  questa  di  Tredozio 

porto  al  (ostello  e  distretto  di  Tredozio.—  i  tre  Comuni  di  Tredozio, dì  Cazzano  e  di 


588 


TRED 


Satiuratio,  quiiiilo  il  priinu  Ji  quei  (V- 
rauiii  comprentli^xa  ì  piipoli  di  S.  .VIi<:liule 
in  Tretioiin,  di  S.  M.iria  in  Oiii'^nttna  o 
(li  Tramonti,  di  S.  Maria  in  Castello,  di 
S.  Lorrn£:i  in  Scarvina ,  e  porzione  de* 
pO[>aIi  di  S.  ^''ulmtinOytW  S.  Cesario  a  Ce- 
sat-i ,  di  S.  Giuliana  in  Qaerciolano,  di 
S.  Eustachio  in  Cannetole,  di  S.  Giorgio 
e  di  S.  Martino  in  Collina, 

SWArt.  PiRvB  DI  S.  Valeutimo  inoltre  fu 
aggiunto,  che  pn'ssio  Tredozio  uei  tempi 
scorsi  esisteva  un  raonaslero  di  recluse  sotto 
la  regola  di  S.  Domenico ,  iraslatovi  da  al- 
tro luogo  di  la  distante  circa  un  miglio,  de- 
nominato Affrico., 

Infatli  nella  Sla.'ittica  della  popolaiionc 
della  [(arrocchia  di  Tredoiio  del  1745  tigu- 


TRED 

rano  60  eoclesiailici  deMue  sessi  ,  10  dri 
quali  «.iccrdoii,  e  5o  monache,  mc^ilre  'e 
{Morsone  maritale  di  entrambi  i  «.tmì  allora 
non  su  fiera  va  uo  tutte  iasienu;  il  numero  di 
setlant'i  ! 

Nello  stato  attuale  entrano  ocl  Icrrilurio 
della  G>rounilà  dì  Tredozio  alcune  iVaiioni 
di  po()oli  provenienti  dalle  G>munilà  lini- 
Irotf,  siccome  a|i|)ariscr  dal  Quattro  '..'tl'a 
[lOpoi.iKionc  di  tutta  la  Comunità  ^losto  in 
fìne  al  presente  articolo. 

Nel  i388  terminò  i  suoi  giorni  in  Tr««> 
dozio  per  causa  di  veleno  ilalogli  in  ua.i  ri- 
lÌGsima  casa  Antonio  Visconti  della  Scala  •!!• 
sellato  da  Bernabò  suo  padre  signor  di  Mi- 
lano. —  (Aiuua.  Star.  Fior,  ) 


JiG^^niENTO  della  Popolazione  della  P^bmccbi^  di  Tmi  ot  g§o 
a  ri  tfii-  .' poche  di\ferse,  disfisa  per  fami ^  Ut. 


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10 

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9''o 

Conmrìit<\  di  Tfcloziiì.  -—  Tii  C'Miiuni- 
là  di  TrcJiuio  .il)bi>i  ci.i  «1..1  »'i;  (iHcie  di 
f  8330  qn.idr.  d.ii  f|'i.ili  s mo  l'.i  it  '.r.irir  170 
«piadr.  ficr  mis'  l'.u'ii'.n  «*  siritli".  —  Vi  si 
trov.iv.i  nel  iSll  uim  |»>);ir>!.tzi.:iic  di  aia3 
abit.  a  |)ii>^Mjizioue  i.t^^r;i.i;!li.il.iiii(iiledi  iH 
individui  {wr  ogni  aii^l.  .[ii.idr.  di  »uolo 
iiupi>nibil> . 

ContjM  con  il  lerrìt'irio  (li  quattro  Comii- 
nitj  lielGi-.iniiucilo. —  Dirim|ietlo  a  lib.  ha 
ili  Irouie  il  tenitori)  comunitativo  di  T-Lir- 
radi,  a  (urli re  d.il  più  allo  i?<nitraiF>rtc  del- 
rAiiiieuniiio,  do\e  si  :,<  hiude  il  \allun.'  del 
Tredozio  o  del  Tranmzuì  pen^oriemio  in- 
siemi' il  suo  lalooccidt  iit.ile  fino  al  lo:;y.)  di 
Camporelìo.  \\\  cesN.1  il  terriiorio  di  M.ir- 
railì  e  soltentia  a  eotinne  dirim;irllo  a  sett. 
quellii  ili  Mo<li<!li.iiìa  C"l  ipiale  V  altro  di 
Tredozio  jccnde  nella  fuiiu.ina  dt  1  Tramai- 
90  mediante  il  fosso  di  Camporello.  (juin* 


di  ceguìland)  f>er  b;ive  lr.i;:itiO  il  ouin  del 
Tnitnazzo  iiella  dilazione  di  gre:',  «he  [ikH 
abbiu'lonano  alle   |i»ru  sp.i!l«*,    si!^itnii  «m 
le  \tK  fidici  urcideiitali  di  i  ix";;;:!  che  st  j>.irin'i 
a  lei.  il  \.iIlone  del  Tra/naz-^n  liiH.i  t.illi- 
coja  deir/^a/a,  la  qiMler^N.i  a!  sti<>nii<  n'r. 
Arridati  i  dui*  tcriit.MJ  s'.illi  cnsl.i  ili  qii<  1 
po^gi  mediante  un  gii'o  lorlnos  1  «rgii  :;j  J^ 
termini  arli(*:ciali,eoir)iio  -li  ri'usiM  ■  uelli 
direzione  di  ostro  siili  1  e:ii):<  i.i  l'e*  r  r(r.i:'- 
furti   occidentali    della   Vali*-  •b!    ^T  iiifi  •• 
iìno  al  [log^  io  della   }fac.in  .Ci»:*  ^-'Man- 
do  faccia  .1  lev.  ariiv.iitrt  .il  [  *  It  re  drlla  (.'li- 
panni,  al  ili  là  ibi  i{i!.il(  eib>ii'  >   i   ini.i'in 
della  Cjm.  di  Mudiiii  mm  e  s  mI«  nlraii'i   j  fi- 
li della  Rrtrci  S.  Cis<':-nio.  (  !"i  qih  N!.t  l'.il- 
tra  di  Tndoziii  per.-  un  (•' 1  !.-  '■■i    ;  -.•  j: 
gan.i  degli  spi-.):H  1  he  'iall'A't.f  .|i  S.  ì)*,.*- 
detto  seendoii'i  Ir.i  la  Valle  del  !M<':J'  re  mI 
il  vallone  del  Trumuizo,  da  piiU'j  liiiuit* 


TBED 

ìmèM  nclb  dimlont  di  le?.  »  |iaieM  di 
ofliio  •  finalanitf  dì  poo.  fiso  alU  tlfada 
pedonale,  che  de  Tredoiio  lalc  in  quella 
fio|im  per  poi  diieeodere  nelle  Valle  del 
SlonioBe  aalli  sinda  refia  Forlì  vcae  Am  le 
AoGCB  S.  Gasciaao  e  Portico.  Lango  la  flet- 
ti TÌe  pedonale  il  terrilorìo  di  Tredosìo  fron- 
lc|gie  con  quello  oonauniUlìfO  dì  PDrIico, 
da  primo  medbnle  la  via  predeilay  poicla 
per  il  foieo  appellalo  dell*  Jc^tia  frwddo^ 
finché  qnctlo  coofluitee  nel  bonco  dì  Jfoe- 
folto,  che  le  due  GomuniU  rimootano  conlc^ 
acqua  per  tornare  tul  f  iogo  del  o(HilraSR>rte 
dote  ti  riavricinaBo  alle  ttnde  pedonale 
ime  indicala.  Ut  ootll  girando  de  meeitn» 
aotlro  le  «lue  Gomuoità  ditecodono  alquanto 
eelh  Valle  del  Uontone*  di  dote  fotlandotì 
a  pon.  ritornano  tutla  giogane  del  TVo- 
eiasao:  nel  qeal  tragitto  altra  vernino  la  via 
nalatiieni  che  da  S.  Benedetto  in  Alpe  con- 
duce a  TreJoaio»  di  là  dalb  quale  riloma  a 
confine  il  terrilorìo  comanitaliro  di  Bfarcadi. 
Li  fiumana  del  TVomaato,  attrafersa  da 
«Iro-lìb.  a  aelU  il  territorio  di  quette  Co* 
nani  là,  nel  quale  he  origine  anche  la  fai- 


TBED 


589 


leoole  deiriMa ,  benché  la  mettima  parte 
del  di  lei  corto  tulerìore  tia  nel  territorio 
di  Modig!iana«  presto  la  qual  città  le  due 
fiumane  si  unitcono  alla  lena  di  Falle  che 
cosili  perdono  il  loro  nome  nel  Marwtno. 

La  sommità  dell'àppenoìno  di  Tramano 
fii  rìtcontnta  airatteiaa  di  1680  hraecia 
topra  il  livello  del  mare. 

La  qualità  del  suolo  consiste  nella  mag- 
gior parte  in  macigno  argilloso  e  fissile, 
meno  nel  vallone  inferiore  che  suol  estere 
ricoperto  da  terreni  teniarj  e  di  alluvione. 

Le  forrale  e  le  praterìe  naturali  rivetlono 
le  balie  tuperìorì  dei  contraflTorti  che  fian- 
cheggiano la  fiumana,  cui  tottentrano  le 
tclve  di  catlagno,  e  nella  parte  più  batm  i 
gelsi  ed  altri  frulli  sparai  nei  campì  semi- 
nali a  gnuiaglie,  e  maii  ed  e  piante  fila- 
mentose. 

Il  giotdicente  dì  Tredosio  é  il  vicario  di 
Bfodìgliena,  dove  tono  1*  ingegnere  di  Qr- 
condarìo,  il  oontervatore  delle  Ipoteche  e 
Puffiiio  per  Tetaiione  del  Regtttro.  La  can- 
cellerìa Gomunitati  va  ed  il  tribunale  di  Pri- 
ma ittanza  ti  trovano  alla  Rocca  S.  Gmciano. 


QUADRO  deità  Popola9lotie  dellaCoMuntry  di  Tbedomio  a  5  epoche  diserte. 


Ifotme 
dei  Lmoffhi 


Titolo 
delle  Chiese 


Gmnelole 
CMiello  C^ 
Cuz&inn  e  SamtioQ 
Otiignano  con  Tra- 

monli 
Prreta 
Ronla  (in) 
Sarturano  ood  Scan- 

nelln  (♦) 
SoriNna 
TaMomao 
Sm-Valcutino(*) 


S.  Euttachio ,  Gira 
S.  Maria ,  idem 
S.  Maria ,  idem 

S.  Bfarìa ,  idem 

S.  Andraa,  idem 
S.  Giorgio»  idem 
S.  Biagio  e  S.  Mar- 
tino, idem 
S.  Lorenzo ,  idem 
S.  Michele ,   Priorìa 
S.  Valentino ,  Pieve 

TOTJLM  .    .    . 


Diocesi 
cui 

spettano 


Popola%ione 


amo 
i55i 


Faema 

Idem 

Berti  noro 

Faema 

Idem 
Idem 

Idem 

Idem 
Idem 
Idem 

Jbit,  N.^ 


AURO 
1745 


75 

86 
198 
ti7J 

iga 

81 

77 

88 
ai7 
38a 
190 


a398 


9« 

9a 

107 

968 

117 

60 

195 

89 
543 
ei4 


1876 


5B.  Le  etire  eentratiegnate  con  P  asterisco  (*)  nelle  ultime  tre  epo» 
cltt  mandavano  faori  di  questa  Comunità ......  Abit,  If.^ 


AURO 

i833 


189 
133 

353 

i39 
«3 

i3i 

89 
663 

Sao 


90^0 


i39 


Avao 
1840 


196 
138 

36a 

185 
78 

199 

91 
93i 
340 


Aimo 
1843 


aio 
i5a 

369 

aoo 
86 

t39 

107 
960 
370 


Mestano 


.  Ahit.  NP 


A  it ronde  nelle  stesse  tre  epoche  entras^ano  da  quattro  cure  dì 
Comunità  limitrofe  comprese  nello  Stato  Pontificio ,  Abit,  N,^ 


Totale 


.  Abit.  if  .• 


1951 


17» 
21  a3 


a45o 


aao 


a93o 


a64 
^494 


«493 


ai7 


9976 


996 

9  509 


v.  ▼. 


590              TREG  TREM 

TnBGGlAJA.  _  Molti  luo|[bi  col  noint  TREGOLB,  o  TBEGOU  bu  CHLUI. 

<Ii   Trr|(}ei;«]a  esiflono  in  Toscana;    Treg-  TI   in  V«l-d*Arhia.  —  Ca».  con  cb.  )*arr« 

giti/a  di  Giogoli  presso  Fi  rfnxe;  Treggia ja  (S.  Lorenzo)  nel  |iÌTÌerr  di  S.  Giulio  in 

di  Porla  S.  Marco  press»  Piiktoj.!,  Treggia/fi  Salcio ,  Cova,  e  circa  tre  migl.  a  scir.   della 

di  Pjlaja  nella  Yal-d*  Fra,   Tre'igiaja  di  (àiiaellinii,  Ginr.  dì  Ridda .  Uioc.  di  Fie» 

ViiL-coie  presso  IjUcc^,   Treg;;ia/a  ili  Bib«  sole,  Q)mp.  di  Siena, 

biella  nel  Casentino;   Treggia/a  di  Aloit-  Risiede  in  ftog^fin  snMa  fien dire  orientale 

teiiii^'ii;ijo  pur-  nel  Cusenliiio.  di  quello  di  Fonterutoli ^  vipra  le  più  «Ite 

TREGGIAJA  r  Trrgiani  )  in  Val-d*Era.  soi«fnli  del  riumicello  Ailiia. 
-:-  Vili,  tfiii  Cist.  con  eh.  |Hirr.  'SS.  Lorenio  È  rainmenlato  (.'oleslo  liionu  in  una  ineoi- 
*'  Banoluniiiieo  •  nelT  aulico  piviere  di  S.  hnna  il«*irollobre  loo 3  esistente  nell'.'/r^A. 
(■«Tvasio,  (^)m.  e  circa  5  nii^sl.  a  n:aeslr.  di  Dipi.  Fior,  fra  quelle  delLi  Bailid  di  Gulli- 
Palaja,  Giiir.  ili  Peecioli,  Di«)c.  di  SauMi-  buono,  relaliva  alla  rinnovazione  il*  un  co- 
nialo, ifiìi  di  [jiieca,  C/iinp.  di  Pisa.  fiteusì  di  beni  (m>sIì  nel  piviere  di  S  Giusto 

Risicile  sopra  una  coIIìih  tufacea  zeppa  di  in  Salcio  per  l*iinniio  canone  di  cinque  de- 

«'oii<:bi|{lie  marine,  a   a^o  br.  incirca  s<)pni  nari   d*  ar^reiilo  da  fiatarsi  al  pro^irieUrio 

il  liicllo  liei  luarc  Medìlerraneo,  sulla  de-  Teoilericn  del  l'ii  Ildebrando  uelU  sua  corte 

slru  tivl r^ru,  pasS'ita  la  confluenza  del  Bo-  posla  in  Tre^fofe. 

giit'f  dirini|ielio  a  Ponsacro  ed  a  cataliera  Li  pirr.  di  S.  T/orenzo  a  Tregf*ii,  o  ■ 

della  »lrai|.i  roialiile  che  da  Moiile-Fuacoli  Trfgnfe  noi  i813  noverava  «io  abìt. 

guida  a  Ponledeia.  TREX^OZZANO  nel  ValdVArim  arrtino. 

La  memoiia  piii  vrtuslache  io  ronoieadi  -^  (las.  r'*n  eli.  f>arr.  (  S.  Michele)  e  Tan- 

qurslo  TreggUfa  risilirebbe  al  98o,quan-  netto  di  S.  ('ecil>a  a  T/biaa ,  nel  piviere  di 

do  Guido  vescovo  di  Luce»  diede  ad  eii(V>  S.  Polo,  Orni.  Giur.  Dioc.  G»ni|>.  e  cìrei 

teusi  la  mela  dei  beni,  d*H-ime  e  tributi  3  mi}» I.  a  seti,  di  Areico, 

spfltanli  alla  pie\«  di  S.  Gcrvasio  in  Val-  Risi' de  lungo   la   strada   rotabile  lielle 

d*Era. —  Anche  Pz/rc*^.  Arcì^,  PÌ9.  ^hìì^  Chitussa   alla   sinislni   del  lorr.  omooimo 

siede  una  (Mfta  del  io  s<'tl.  1196  pubblicata  pn'sso  la   base  meridionale  del  fiOggSo  di 

dal  Minatori,  nella  quale  è  rammentato  il  Honlegiovi.  — -  f^ed.  Litiu. 

riodiTi«2!giaja(7*''e9iar/a;presso  quellodi  La  cbies.i  di  Ti*e»oTzaDO  era  di  giuipa- 

Aliea.  —  fMrsiiT.  Ant,  M.  A^^i  T.  III.)  dmnato  del  capiioln  ilellacaVleiIralcdi  Arri- 

l'iii  fljstinlamente  la  cura  di*SS.  Loren-  zo  lino  dal  secolo  Xt.  —  '.Lettera  criticUt 

Z(»  e  Farldlomnieo  h   Tre'^giajti  è  8(»coitì-  isforicfie  di  un  anonimo  Aretino.) 

f-^la  nel  cal-.ilo<;o  delle  (  hifse  della  diocesi  L.i  cura  riunila  di  Treiiozzuio  e  di  Lib- 

di    Lucca  srriiio  nel  1 9(1(1  iii.sieine  ad  altre  bia  nel  iSlt  eonlnv^  3.'i5  abil. 

duu  cliii-se  di  S.  V.llore  e  S.  Michele  situate  TRKMO(>r>IANO  nel  ValirArno 


pun- ìiiTk  j^«!Ì.*j.i,  la  |irini,i  delle  qii.ili  uil-  tineae.  —  Cis.  già   Ci»!.  cli*ehlte  chi 

r  8.1 4  iìi  doii.il.i  .i!!««  R.nii.-i  del  Lrigo  di  Se-  p.irr.  (S.  Giovanni*)  riuniLi  al  jiopolu  à\GeÌ- 

sio.  —  ^ed.  GraT\sio  'S.)  in  V.il-d'Era,  e  lo  nrllj  Com.  e  Giur.  e  circa  5  mifel.  a  grec. 

TuKCHesE  nel  Val  d'Arno  piscino.  di  Bibbiena  ,  Dìoc.  e  Gjmp.  di  Arezzo. 

Iiiolire  ima  r.ippdl.i  delirala  a  S.  M.iria  Tnjv  •&!  alla  siiii«ln  del  Coria/o^e  preSK» 

a   Trt^gg'aja  dell.i   Aieysii  diocesi  luccluse  la  via  che  sale  ali*  Alvernia  e  a  Cbiu>i  del 

trovasi  cit.ila  in  un  islruiiienlo  di  Inrazione  Cisenlino. 

rogiti)  in  Pi<a  li  7  nì.irzo  luK'l  [siile  p^su-  Apcarlmne  qiieMo  r.as.  di  Tn^mopipiano 

/IO!.  —  f  \iicii.  DiPL.  Kioa.  Catle  del  Capii,  ai  nobili  di  Chiusi  e  Claprese,  dai  queli  fu 

di  Fisti*  fu.)  ceduto  as:li  En-mili  di  Cuna  Idoli ,  confer- 
ii Oiiiiune  di  Treg<.'iaja  si  solioniise  alla  malo  loro  ila  Inille  (Htnlificie  e  dai  privi- 

Rep.  Fior,  con  .ilio  del  ao  ollohre  1406.  Icgj  de<;li  Im|iernlori  Fcilerigo  I  11  3  no?. 

I  contorni  iliTreg»iaja  |.r<«s<>  Pal.ija  sono  11 54)  Oitone  IV  (6  nov.  1209)  e  Carlo  IV 

Sfiiirsi  ili  re«u'ilj  privili, ili  ville  signorili,  di  (17  marzo  iìil6\ 

copiosi  vicinili  e  ulivi  li.  !«!  eh.  poi  dì  5.  Giovanni  di  Tremog" 

Tài  p.irr.  de*  SS.  Txtrcuzo  e  Railolonimco  giano,  nr.i  M>ppre»s.i,  eia  compresa  nel  pivie> 

a  Tr^(!«.M:ij.i  n<-l  iKl't  coii|j\ii  7;^  .ihit.  redi  Bibbiena,  conleiniala  a  quei  pierani 

TRF.(;(;i\N.A nella  Valle  della  Magia.—  dai  Pont.  Adriano  IV  nel  1 1 1  5,  e  Innocen- 

f^td.  TaKìiAR4.  Z'>  IH  nel  1107.  —  f^ed.  Gai.LD  B«ij.*Aa4Ti. 


TBEM  TREP              691 

YBEMOLETO  m  Val-di  Torà.  —  Viti.  TRFPIG!VàXA  {Tripignana  e  Trepi^ 
l^kOul.  eoo  eh.  pirr.  (SS.  Fabiano  e  Sebi-  niana)  nella  Valle  del  Svruiiio.  —  Ois.  rhe 
rtiano)  e  gli  «Dnein  di  S.  Lorenxo  a  Colie'  ha  dato  il  titolo  ad  una  rh.  parr.  (S.  Martino) 
Jttberti  e  di  S.  Lucia  a  Gerle  ^  nell*  antico  già  del  pievanato  di  Loppia,  ora  sotto  quel- 
piviere  dì  Trìpallo,  Com.  e  quait  uu  niigl.  lo  di  Gallicano  nell.!  Gom.  e  Giur.  mtdiìsi- 
a  Bacslr.  di  Loreniana,  Giur.  di  Lari,Dioc.  ma,  Dioc.  e  Due.  di  Lucca, 
di  San-Bf iniato,  una  folta  di  Lucca»  Comp.  K  riinimmtato  io  più  membrane  é»U 
di  PìH.  VArch,  Arciv.  Lnech.  anteriori  al  mille. 

Risiede  in  una  oo^linelta  crelOM  alla  de-  (Va  le  quali  una  del  5  noY.   757,  edita  dal 

rtn  del  Bumicello  Torà,  fra  Lorenzana  e  Munilori  nelle  Ant.  M,  Aevi,  ed  altra  del 

Fauflia,  sulla  strada  rotabile  che  per  Tripal-  1 8  giu|!no  994  piibhIicHla  nel  Voi.  V.  P.  Ili 

lo  guida  a  Lari.  delle  Sifmorie  Lucchesi  più  volle  citale. 

Si  fa  meoxione  di  coles'o  villaggio  nella  Ija  cbiesa  di  S.  Martino  aTi'epignana  tro- 

visila  dioccttna  làlta  nel  ioi3  da  Giovanni  vasi  inserita  sotto  il  piviere  di  Loppia  nel 

icauuio  di  Lucca.  cntalogo  dille  chiese  della  Dioc.   lucchese 

Appellano  altresì  al  Comune  di  Tremo-  scrìtto  nel  i960.  • —  f^ed,  Loppu» 

klo  due  ittrumenti  del  16  maggio  e  s  nov.  La  parr.  di  S.  Martino  a  Trepìgnana  nel 

éA  i334  relativi  a  vendile  di  terre  poste  xSSa  contava  x6i  abit» 

Bdla  corte  di  Tremoleto  delle  colline  supe-  TnBPiGLuito  di  Sksto  d  Moatdwo  nel- 

rieri  pisane.  la  Valle  del  Serchio.  ^-  Gas.  esistilo  sotto  la 

Im  chiesa  allnale  di  Tremoleto  fu  edifl-  pieve  di  S.  Miiria  a  Sesto,  detta  ancora  a 

ala  di  pianta  nel  1987,  ed  il  luogo  del  Pan-  Dueenta,  nella  Com.  Giiir.  Dioc.  Due.  e 

ties  fa  ridono  ad  uso  di  cam^iosaiito.  fja  sua  elica  inigl.  6  a  selt.  di  Lucca. 

pinorchifl  confina  a  lev.  con  la  cura  di  S.  Anclie  ili  qneslo  luogo  h.i  fatto  menzione 

EmelCy  a  ostro  eon  quella  dì  Lorenuna,  fra  gli  altri  un  istrnmento  del  3  oti.  943. 

"a  ietl.-grrc.  con  il  popolo  della  pieve  di  —  (Mi^oa.  Luoch.  Voi.  V.  P.  III.) 

Trìpalle ,  ed  a  pon.-maesir.  con  la  cura  di  TREFPIO  di  CAISTAGALLO  nella  Valle 

Fauglia.  —  Essa  è  bagnala  a  lev.  dal  torr.  del  Reno  bolognese.  —  Grosso  Vil|.  enti 

Morra  ^  a  seti,  dalla  lìuro^nn  Iso^a ,  a  pon.  eh.  piehana  (S.  Michele)  nella  Com.  e  circa 

dbl  lorr.  Rfo\  e  a  ostro  dal  fiumiceloTora.  mì^ì.  sei  a  sett.-maestr.  ili  Oinlagallo,  Giur. 

n  Cali,  o  Vili,  di  Tremoleto  si  sottomise  del  Montale,  Dioc.  di  Pisloja  ,  gih  di  Bolo- 
si  Com.  di  Firenie  nel  s5  ottobre  1 4  ofì;  che  gna  ,  (>>mp.  di  Firenze. 
sebbene  riescisse  ai  Pisani  90  anni  dofK)  di  Risiede  sulle  S|;alle  orientali  di  unospro- 
rioccupeirlo,  nelTanno  slossn,  di  nov.,  fu  ri-  neilelT  Appennino,  il  quale  prolungasi  verso 
tolto  dai  primi  che  finn  dal  1  407  In  Avevano  lo  Sialo  Pontificio  fra  i  due  valloni  della 
•oUopnslo  al  potestà  di  Crespina  dipendenle  Lt'mrntra  orientale  e  centrale  in  mezzo  ad 
per  la  giurisdizione  |K>lìlìca  e  criminale  dal  estese  foreste  e  castagneti. 
vicario  di  Lari.  —  f^e^ì,  CiMPni.  Il  possesso  promiscuo,  spirituale  e  tempo- 
La  parr.  de^SS.  Fabiano  e  Sebastiano  a  rale,  del  territorio  compreso  nei  pievanali 
Tremoleto  ne*  i833  coiilav»  3^3  ahìt.  di  Tre[»fiio  e  della  Sambuca  fu  cagione  di 

TREMOLETO  nel  ValnlVArno  casentine-  frequenti  oslililà  fra  i  Bolognesi,  cui  spet- 

le.— Gas.  cOn  eh. parr. fS.  Martino) nel  pie-  t^vnno  quei  |>.iesi  nello  spirituale,  ed  i  Pi- 

vanalo,  Cora.  Giur.  e  circa  due  migl.aoslro-  stojesi,  ai  quali  appartennero  nel  temporale, 

lib.  di  Poppi ,  Dlo«'.  e  Comp.  di  Arezzo.  Già  nWArt,  Fossato  si  disse,  essere  stato 

È  situalo  in  poggio  fra  Poppi  e  Raggiolo  quello  uno  di^Vaslclietli  che  insieme  con 

in  mezzo  a  selvedicislagni  eneli'aniicoco-  Treppio ,  Samhnra  ^  Torri  dojjo  lunghe 

raunello  di /Voi5o/fl.  — ^'e^.  Porpi,  CoA»i.  roiiln>vri-sie  n«'I    1919   tu    rivendicato   dal 

Il  po|iolo  di  S.  Ma:tino  a  Tremo'elo  nel  Com  me  di   Pisloj;i    per  senlenzu   proferii» 

a  dicembre  del  i34a  fece  un    mandalo  di  d:iir.'irbilro  della  i*nus:i,  (ìard.  Ugo  vesco\o 

procura  per  prestar  giuramenlo  di  fedeli.^  d*()sliii;  m.i  che  pnriii  anni   dopo  il  Poni. 

in  Rnnie  al  Duca  d'  Alene  come  signore  Onorio  III  diresse  Icitcrc  ai  Pistojesi  nel  a8 

generale  di  Firenze,  di  Arezzo  e  loro  conUdo.  febbraio  i-jiai    dicendo,  rhe  al  C.  Alberto 

—  '  AacB.  DfM,.  Fior.  Carte  deirArch.  gru.  )  di  Prilo  erano  jitat  i  concessi  in  fendo  i  castel- 

I*a  parr.  di  S.  Martino  a  Tremoleto  nel  li  di  9fnnnce/li^  Mangona^  Fmsaiof!  Tor. 

1833  noverava  149  aUit.  r/,  Ciislelli  che  il  Pont,  asseriva  essere  pene- 


V«al«  M 

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Il  Coiui 
R«p.  Fior 

*fni  ili  I 


TREK 


TREQ 

Oitarto  fallo  è  dinoitnlo  di  an  itlra- 
■calo  rofjÈto  ht  Sima  li  ao  die.  1 3i  3 ,  col 
qatle  Niooh  di  Guido  Framrsiy  fnilello 
di  Muadatlo  «  pponisc  a  Guocio  del  fu  Gre* 
forìo  priore  de*Sigiiorì  Nove  governalori  dì 
Siena  di  non  Tendere  uè  cedere  in  alcun 
■odo  il  castello  e  corte  di  Treqiuinda  senza 
il  eoa«iiao  della  Signorìa  tolto  pena  di  li- 
re aooooy  per  coi  diede  mallevadoria;  e 
■el  giorno,  mew  td  anno  medctimo  lo  atesso 
marfa  Prameai  msaegnò  al  Cunuine  pre- 
detto tulle  le  ragioni  ed  azioni  che  aveva 
eanlro  i  Trcquandcii  per  il  credilo  del  ca- 
BQoe  amiao  di  lire  aaS  di  un  quinquennio 
«iftralo,  e  dal  Trequanriesi  non  pagalo.  — 
(Akb.  Dm.  Sin.  r.  Xr//  delle  Ptrga» 
mette  «.*  1414  e  Kmleffo  delV  Assunta 
■.*  806.  ) 

Flnalmenle  nel  T.  XXIV  delie  Petga- 
mem  n.*  i83l  dello  stesso  Arek.  Dipi. 
fBmrv— i  un  rogito  del  i5  marzo  1379 
seritlo  in  l^efuoido ,  mercè  cui  i  rapfire- 
mlanli  di  questa  Q>munil2i  venderono  a 
Gmnino  di  liMcio  abitante  in  Monle-Lifrè 
per  il  preno  di  due  fiorini  d*  oro  un  |iezzo 
di  ferra  poeto  nella  curia  di  Trequanda  in 
hii»feo  dello  Prono  di  Eosso. 

Questo  cartello  fnltanlo  fu  uno  dei  primi 
iovefliti  •  presi  dalFoste  Austro*lspano*Me- 
dioco  udr nltima  guerra  di  Siena,  nella 


TBEQ 


593 


qo»l  ciRoelann  quei  lerraiiani  ebbero  a 
soffrire  non  poche  avarìe. 

La  chiesa  attuale  de' SS.  Pietro  ed  An- 
drea a  Treqnanda  insieme  ali* annesso  clao- 
slro  appartenne  ai  Frali  L'milÌHli,  mentre 
l'antica  pieve  esisteva  a!  pan  dì  moltissime 
altre  m  ir  aperta  campagna. 

Neir  nltirao  altare  a  eornu  epistolae  di 
questa  chiesa  esule  nn*urna  dipinta  sul  fare 
delTAlbani  dove  si  conservano  le  ceneri  del- 
la beata  DonicellaCacciaconli  presso  il  corpo 
del  B.  GuifJodi  lei  figlio. — L*  altare  di  casa 
Fi(  ri  di  Siena  ha  un  afiW  sco  del  Sodoma  rap- 
presentante r  Ascensione  alquanto  defierito. 

Nella  cappella  della  villa  su|)eriore  del 
Colle  spettante  alla  £imiglia  S|Ninnorchi  di 
Siena  conservasi  un'antica  tavola  d* ignoto 
autore.  Presao  la  villa  medesima  esisteva 
r  Eremo  di  S.  Egidio  abitato  da  S.  firmar» 
dino  e  da  S.  Giovanni  da  Gapistrano.  La 
chiesa  di  detto  Fremo  fu  riedificala  nel  1 599 
a  spese  di  Claudio  Soccini. 

Sono  dei.tro  la  Terra  diversi  oratorj  pub* 
blici  ufRziati  da  compagnie  secolari. 

Fu  a  Ti-equanda,  e  non  a  Scrofiano  dove 
nel  i839  trovai  il  preposto  di  quella  chiesa 
pressoché  centenario. 

Trequanda  conta  fra  i  suoi  santi,  olire  la 
beala  Donnìcella  e«I  il  di  lei  figlio  Guido, 
un  beato  Pietro,  il  quale  mori  nel  1499. 


MOVIMENTO  della  Popolaiione  della  Teauj  di  TasquJMiht 
a  cinque  epoche  diverse ,  divisa  per  famifflie. 


kmmo 

iMPuasai 
masc.ljemm. 

ADI] 

mase. 

n.Ti 
femm. 

CONIUGATI 

dei 
due  sessi 

ECCLB9U- 

STICI 
SBCOI^ai 

Numero 

delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popoinz, 

1640 

— 

— 

mm^ 

__ 

•« 

... 

60 

483 

1745 

97 

68 

97 

104 

176 

4 

100 

546 

i833 

143 

i3a 

lai 

109 

384 

a 

i5o 

79« 

1840 

i54 

i59 

149 

ia7 

3a8 

a 

]63 

9«9 

1843 

ia4 

107 

i39 

i34 

^88 

4 

i57 

796 

Comunità  di  Trequanla, —  Il  trrrito-  Nel  1 833  abitavano  in  questa  Comunità 

rio  comonilativo  di  Triquanda  abbmccia  a365  individui,  a  proporzione  ragguaglinl:!- 

una  superficie  di  937.'! 5   quadrati   agraij,  mente  di  circa  85  persone  per  ogni  miglio 

dei  quali  748  S{iettauo  a  corsi  d*  acqua  ed  quaJr.  di  suolo  imponibile, 

a  |Hibbliche  slnde.  Confina  con   5  Corounilà.  —  I>i  seti,  a 


591              TRBQ  TBEQ 

le?,  fronle^i  con  quella  dì  Arinalanga,  a  lo  Amo,  il  di  cili  eono  retrogrado  è  rìniw* 

partire  dalla  strada  proviociale  Laoretana,  tato  dai  terrìtoij  delle  dee  Com.  fino  aita 

con  la  quale  dopo  un  )»refe  tragitto  dirim*  confloenia  del  (omo €ranghereio»  Iti  dirin- 

petlo  a  seti.  ToMa  faccia  a  grec.  finché  trofs  petto  a  pon.  cessa  la  Gom.  di  Sé  Giovaa 

il  borro  del  Romitorio  di  S.  Egidio^  e  con  d*  Asso  e  Tiene  a  confine  quella  di  Asciano 

esso  scende  nel  fosso  dell*  Ermeiéia;  quin-  mediante  sempre  il  corso  inverno  ilell'  Asso, 

di,  attraversando  il  detto  fosso  e  la  strada  da  primo  dal  lato  di  pon.  poscia  dirÌD|ielto 

corounilalì?a  rotabile  che  da  Trequanda  si  a  maestr.  sino  a 'le  sorgenti  del  fiiimicrllo 

dirige  Terso  ler.  ìnVa1-di-Chiana,  entra  nel  predetto,  che  trovano  lungo  la  stnMia  pro- 

lx>rro  della  Pietra  influente  nel  torr.  Ma-  linciale  Laurrtana,  dove  a'rìta  dalla  pria 

'gìione  che  \ier  breve  tratto  rrmonla,  donde  di  seti,  il  territorio  della  Gom.  di  Aaina" 

arriva  sino  al  fosso  che  viene  da  ostro  detto  lunga. 

il  ^0(^. i/o. Trapassato qnrst*  ultimo,  i  due  ter-  Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua  che  lamlii- 
rilorj  comonitativi  di  Trequanda  e  di  Asi*  scono,  o che  attraversano ìllerrìtorìo  coma- 
nalunga  scorrono  il  crinale  de*  poggi  sino  nilal ivo  di  Trequanda  contasi  per  priaao  il 
alla  strada  provinciale  che  dalla  Endiadi  Si-  fiumicelio  Asso»  mentre  fra  i  secondi  baffi 
cille scende  alla  Fratta  in  Val-d i-Chiana;  la  il  torr.  TVoi^e  influ  ole  nel  fiutnicelln  pn» 
quale  strada  i  due  territori  cnmunilativi  al-  detto  fiiori  peraltro  di  questa  Gomnnitk. 
traversano  presso  Sicilie  per  òirìfrersi  a  scir.  Molte  strade  rotabili  rasentano  o  guidalo 
•lilla  via  rotabile  che  passa  per  Guardavallt  al  capoluogo.  Fra  le  provinciali  cmiiasi  la 
e  Torrìta.  Laureiana  ,  e  quella  Traversa  de*  Moati, 
CosU  cessa  il  territorio  della  Gom.  di  la  prima  delle  quali  r^isenta  per  breve  lia- 
Asinalunga  e  sottentra  dirimpetto  a  grrc.  gìtlo  il  crine  seti,  dei  monti  di  Trequands 
quello  di  Torrìta,  con  il  quale  TaUrfi  di  e  T altra  che  da  S.  Gio»  d*Asso  per  Montisi 
Trequandafrontrggia,  (la  primo  mediante  la  e  Sicilie  scende  alle  Muricce  in  Val-di- 
detla  via ,  poscia  per  una  lunga  linen  di  Chiana.  Sr>no  comnnilative  rotabili  le  vie 
termini  artificta'i  fino  al  fosso  di  ^aMi-  che  da  TrfH]n;inda  si  dirìgono  verso  pon.  a 
Capa,  dove  sotlenlra  a  confina  dirimpetto  a  Belsedere,  verso  seti,  ad  Atinaiaaga^  nella 
scir.  mediante  il  detto  fosso  il  territorio  del-  direzione  di  grec.  alla  Fratta  io  Val-di- 
la  Gom.  di  Pienza,  quindi  di  fironte  a  ostro  Chiana;  verso  scir.  a  Petrofo^  di  fronie  a 
mercè  il  torr.  Tro9e,  ne*  quale  il  fosso  di  ostro  a  Monti  si  ^  a  Monte- Li  frè^  a  Castei* 
di  f^al-di'Cupa,  influisce,  fino  a  che  pie-  Muxz',  ecc. 

gando  da  pon.  a  ostro  lib.  quello  dì  Tre-  Una  deMe  prominenze  maggiorì  de!  terrì- 
quiinda  torna  di  fronte  a  scir.  Giunti  en-  torio  di  Trequanda  è  quella  su  coi  rtsiMe 
trambt  i  tcrrilorj  al  («nle  che  caviilca  il  il  ca|)oluogo.  —  Inoltre  colrjita  di  Trequan- 
fosso  dì  f^al'di-Cupa  snila  str.«da  rotabile  da  è  T  ultima  Coronnilà  del  Co  m  parli  mento 
di  Castel-Muzzi  qurllo  della  C^^m.  di  Tre-  sanese,  clic  nella  direzione  dì  sar.  confina 
quanda  piegando  a  lih.  arr'va  a!  ponte  del  con  il  Comp.  di  Arezzo, 
mulino  di  S.  Anna  snl  torr.  Tro^e,  A  co-  Ho  gi-i  dclto,  che  la  parte  orientale  del 
testo  punto  le  due  Comunità  ahlvindonano  territorio  romiinil^tiTo  diTref]Uiinda  acqua- 
la strada  rotabile  predelta  per  srgiiilare  il  jienile  in  Viil-di-Chiana,  mentre  la  porzione 
corso  del  torr.  prenominalo  in  direzione  di  maggiore  di  esso  è  compresa  nel  Val— I* Asso, 
pon.  finche  alta  ronf1iirnz:i  in  esso  del  fosso  RÌ3[)elto  poi  aMa  qualilN  dominsinle  del 
Stagnelli  che  viene  da  pon. -marstr.  cessa  terreno  de* suoi  poggi,  oltre  quanto  dii«i 
il  territorio  corounilalivo  di  Pienza  e  sot-  air^^r/.  Prraojo  di'^'requanda,  ajrgìnneerò; 
trentra  a  ronfine  quello  della  G)m.  di  S.  i.^chefra  Petrofn^  3fnnte-LJrè^  r  afonie 
Giovan  d*Asso.  Con  questo  il  territorio  dì  Calcili  sporgono  fuori  grandi  ma«i  ili  esl- 
Trequanda  me<liante  il  torr.  preilello  arriva  cirea  cavernosa  attraversati  da  filoncini  e 
allo  sbocco  in  esso  del  fosso  Bandita  del  iene  di  Ferro  ossidato,  (stali  forse  la  causa  del- 
Sallo,  che  di  conserva  rimontano  nrtla  dì-  la  loro  conversione  in  calcare  semi  granoso;; 
rezione  di  seti,  fino  alla  strada  rotabile  che  a.°  che  simili  rocce  cavernose  si  rìafl'ricciaiio 
dalla  Val  d* Asso  guida  a  Trequanda.  Costì  intorno  alla  Terra  dì  Trequanda,  mentre  i 
entrano  nel  borro  di  Cometa  e  con  questo  fi:inchi  inferiori  del  suo  poggio  sono  coperti 
dopo  un  roigl.  circa  di  csmmino  nella  di-  di  Irrre  bolarì  dì  una  tinta  giallo-rossistrv, 
rezione  di  maestr.  imiioccano  nel  fiumìcel-  con  vene  di  ferro  solforalo;  3.^  e  clic  que- 


605 


u 


u. 


BACA,  OBACA.  —  Vtà.  OsAflà.  N«tlo  »lesso  roonle  àAVUecellina  eiisto. 
VBAGOv  o  LOBAGO.  —  f^tà,  Lobìco.  no  gli  avaazi  di  uo  roonaitero  di  Benedcl- 
tCCELfATOJO  (MOTTE  dux*).  —  Uni,  poi  di  Cittercenti ,  indicalo  zW Art. 
tiNM  pruiuinenu  sii  IT  antica  ttra«la  mac-  GaoMno,  la  cui  elcTateua  riicontrata  dal 
tta  Bolognesp  situala  fra  Gattiglion  di  Cer-  Prof.  P^dr.  Inghirami  fu  calcolata  dalla  toni- 
dna  e  Pnilolino;  in  guisa  che  venendo  da  mii^  del  supeislite  tuo  campanile  ascenden- 
InbtgiM  e  dal  Mugello  si  scuoprì?a  dalPUc-  te  a  br.  593,5  sopra  il  lifcllo  del  mare  sol- 
fri^9^o\f%  Im  popolosa  Talle  di  Firenxe,  per  tostante.   —  ^edf.   VdhEwr%itd  (  Tbhutj 
cai  r  Alighieri  cantava  che  a  tempo  suo  :  dbllj  ). 
'  m                          '  »    wK    .       1  UCCELLO  (  PIZZO  D*  ).  —  ^tà,  Altk 

A  I  - ._  wT^  n^,^*^  Apuakìl  e  Gasol4,  Comnmià, 

Dai  metro  Ucceìlaio,o  (BADIUZZA  »).  _  ree.  Ba«»»4 

(Fabaduo  Canto  XV.)  .,          i  v  i  j»à                  w         ••««— 

^                                '  A  Uabi  nel  Val-aAmo  sopra  Firenze. 

TkWU^cellaiojo  porta  il  nome  un  pò-  UGIONE  torrente ,  talvolta  LvatomE,  -* 

drrr  dri  March,  tla  Cisligl  one.  Ved,  LiYoaiio,  Comufàià, 

kìVAn  ScAarnu  (|Mg.  aaS  dì  c^upsIo  UGLIAN^^ALDO   in    Valdi-Magra.  — 

Vol.^ai  disse, che  intìuo  aìVUeeeliato/o  nel  Vili,  con  chiesa  parr.  (S.  Bartolommeo)  nel 

99  genn.  tkl  1459  (#/i7e^or.)  su  11* antica  pivieredi  Codiponte,  Gom.  e  circa  due  roigl. 

slnda  Bolognese  arrivò  da  Firenze  una  no-  a  ostro-acir.  dì  Cisoia ,  Giur.  di  Fivizxaiio , 

bile  comitiva  preseduta  dal  santo  vescovo  Dioc.  di  Poiitremoli,  pk  di  Luai-Sarzana , 

Aotoniuo  ail  oggetto  di  onorare  V  arrivo  Gomp.  di  Pisa. 

deirioip.  Federi|fo  III  che  per  la  via  pre»  Siede  sul  fianco  settentnnnale  òtWAlpc 

drtla  recavasi  a  Siena  a  inanellare  la  sua  fi-  Apuana  detta  il  PUio  d'Uccello  presso  il 

danzala  Prinri|w«H  Eleonora  di  PortogaU  confine  della  Lunigiana  Granducale  con  il 

lo.*—  t^td.  Scavo,  Comunità  (ivi pag.  a8i.)  lerriiorio  di  Minucciano  del  Due.  di  Lucca. 

liCOELUKRA   (  MONTE  dill*)  nelh  Porla  cutesta  villata  il  qualificalo  di  U^ 

Montagna  di  Pisloja.  ->  È  una  delle  mag-  gliatt'CaUo  per  distìnguerla  da  un* altra 

gìofi  prominenze  lungo  la  cilena  delTAp-  inferiore  bico4;ca  appellata  Uglian^FredJo. 

pennino  pislftj«-se,  la  cui  sommila  fu  segna-  -—  Sono  entrambe  situate  sul  fianco  mede- 

Uia  dal  Prof.  P^dre  G.  Inghirami  a  3079  si mo  del  Pi sao  «TC^cce/Zo,  quella  fredda  più 

br.  su|ierìore  mI  livello  dei  mare  Mediterra-  bassa  dell*  altra,  e  tutte  due  sotto  uua  stes- 

nco.  — -  ^ed.  Siir-MAKciLLO,  Comunità,  sa  parrocchia. 

UCCELLINI  (MONTE  onx*)  lungo  il  Comecché  frigida  sia  U  situazione  di  en- 

lilloralc  Grossetano.  —  È  una  montuosità  trainbi  cotesti  Ugliani,  pure  dicesi  Uglian» 

che  si  alza  qu^si  isolata  alla  sinistra  della  Freddo  quello  che  ha  meno  ore  di  sole  del- 

hocca  d*Omlirone  fra  P  Alberese,  la  strada  Taltro  designato  sotto  il  vocabolo  di   £/- 

regia   MaremmaiM  e  Talamonc,  mentre  i  glian-^aldo. 

Ihilli  m:«rini  t>a}!nano  la  base  del  monte  di  Già  dissi  air>#rf.CAsoLA  (Voi.  Ipag.  5i4) 

Ucrrllina  alla  Cala  di  Forno.  che  colui  che  passeggerà  |>er  cotesla  contra- 

Cr>le»lo  monte  diramasi  a  r>slro  |i<-r  il  lit-  da  forse  non  stenterà  a  credere  che  fu  fra  i 

tora'e  fino  ^lla  punta  dove  risiede  il  Casi,  di  profondi  e  intersecati  valloni  e  canali  della 

TiUraone,  ed  è  ne*  suoi  fianchi  orientali  Valle  orientale  della  Magra  dove  {Liguri 

dovf>  esistono  la  tenuta  di  CoUeechio  e  le  Apuani  apparivano  ali*  improvviso  per  as- 

lorri  della  Beili  ìHarsiUa  indicate  AVArt,  salire  e  taglieggiare  i  romani  eserciti  che  ri- 

CoLLErraio,  nelle  antiche  possessioni  de*mo-  tornarono  più  volte  pei  senlieri  orribili  e 

Baci  Amiatini  delle  della  f^jtt.Btirtii4.  profondi  della  Gartagiiana  in  quelli  di  Val- 

▼•  ▼.  77 


5M  TRE8  TIKS 

TRESi^A,  e  TRBGiAlf  A  In  Val  Ji-Mn-  uno  dei  q«iH,  Ereoltp  per  coatatto  cftt  éà 

fen.  —  Giil.  eoa  eh.  p>rr.  (5.  Giorgio)  già  iS  die.  1574  vtndó  a  PnneeMO I  Gnadan 

feudo  de*iiiarebeiiBfalaipiiiA,oni  capoluogo  di  ToMsaiia  le  ?iile  e  oatelli  di  XamoJb. 

di  uaaCom.e  dìGiur.  nel  Tìcariato  fiiraneo  ilìceò,  Cmm&fta  e  Lutmm  Mqoiauie  eoi 

di  Gìo?agiillo ,  Goterao  di  AuUa  e  Foidi-  oonaeiuo  dell'  Imperatore ,  e  qaindi  aggi» 

novo ,  Dioc.  di  Hasia-Ducale ,  già  di  Ludì-  gate  con  i  loro  dialrelti  alb  giuiMiiiem 

Sa  runa ,  Due.  di  Hoilena.  di  Gittiglione  del  Tcniece ,  oca  di 

Risiede  sopra  una  collina  sulla  ripa  de*  ne.  •>*  ^cid.  BMwon. 

stra  della  Magra  fra  i  paesi  di  Grappoli  e  di  Trasana  peraltro,  si  comer? ò  mf            __ 

Ricco  spelUnti  alla  Toicana  Granducale,  MalaspinadiVillarraneallBoel  llOTeb.To» 

avendo  al  suo  ni.ies(r.  il  Cast,  ononimo  e  ■  nu»o,  contro  il  quale  nel  1794  si  riMlaro- 

Jib.  Giovagalb  dello  steiso  Sx-Femdo.  no  quei  popoli,  siali  in  seguilo  per  Ire  l«- 

Trovasi  fra  il  gr.  «7®  35*  long,  ed  II  gr.  stri  sotto  il  dominio  italiano  francese  find4 

44*  i5'  5"  lalil.,  circa  3  migl.a  maeetr.  di  mediante  il  IraUalo  di  Vienaa  dcirollohra 

iulfa,  6  a  gree.  di  Rignooe, quasi  7  mìgl.  1814  questo  con  gli  altri  Eifrndi  Hai» 

a  ostro  di  Filaltiera  e  S  ■  ofiro-scir.di  llii-  spine  pasiA  nella  casa  rsganalt  di  ModeH. 
Ijhq. 

Trtsana  continuò  a  kr  parte  del  marcile-  Porouaiosni  d«&&  Cemnntk*  m  Tnmiet 

Mio  di  (wio^agailo  fino  a  che  il  ramo  di  ail'aimo  i833 

qiiri  marcheii essendosi esliiito teno la  metk  ^._.      fi^  «•     »    e            ^&    va     . 

L«^!oXIVilfcudodirrrii«fae«io-  l'T^d'^ri!!^^'      *Ì; 

^guUo  tornò  al  Uonco  principale  de*muw  ^-^^  ^^"^^1^          r'.'  •   'v    ^^ 

cb^diHula»o.           ^      ^  Cahrjjg«i.(SS.ftosi€«>eG.ler.oa) 

Ollra  quAulo  fu  delio  alPi^ff.  GiOTAOAb-  -,  "™*  V  r-*  '-'x'-i *  • 

•  I     ^    jt:  r»^m»^^i:  TaitXBA,  (S..  Glorilo)  id^m  •  •  .  •  •  3oo 

LO.  aggiiinieero  nspello  al  piesc  di  Catteoii  ^^^^}  ,.  uJil^mA  kwmU^mÈmrm  .  «!• 

già  comiirrau  in  quel  feudo  che  eia>  è  ram-  \^^'*^t^T!!^^'^^^  ! 

Lnl»la^el  ,>rivi!egio  d*  invrslitura  con-  C'^^V^^^Tl^'*'"  l  :  ,•  '  '  '  *'* 

cesso  nel  .0,7  a-IPImp.  Arri'-o  IV  ai  due  ^^^S^ioi^ .  (S.  I^reoio)  ulem  .  »  «40 

fraielli  Ugo  e  Folco  mardiesi  d' Esle,  e  cbe  T^rju  •  .  •  Mài.  if.*  eJ?! 
dopo  varj  passaggi  nel  princi|rtO  del  1400 

lo  steisr»  fintdo  toccò  a  Gio.  Jacopo  de'  mai^  TRESAIVTI  in  Val  d'Elsa.  —  Gm.  eon 

chesi  di  Mutazso,  che  divenne  signora  di  eh.  prioria  (S.  Bartolommeo)  nel  pivieradi 

Treftittd ,  Gioif&galhf  CdtteoU^  Be^erimo,  S.  Pietro  in  Mercato,  Gom.  Giur.  e  circa  3 

jiulla,  Biboìajtcc  mi  gì.  a  ostro  di   Monlespertoli ,  IHoc.  e 

Uno  <lei  discendenti  dei  BILirclì.  di  Mu-  Gorop.  di  Firanie. 

lano,  Obiocìno  del  fu  Gio.  Jacopo,  per  la  Risiede  in  valle  presso  la  ripa  sinistra  del 

divisione  di  famiglia  del  1408  continuò  la  torr.  Presale  fra  Monlespertuli,  Gertaldo, 

linea  dei  marchesi  suddetti,  finché  un  di  lui  Castel-fiorentino  e  Lucanie, 

nipote,  Giacomo  Ambrogio,  insieme  al  pa-  ti  («rrooo  della  cura  di  S.  Rirlolommco 

dre  J4CO{)o  del  fu  Match.  Gio.  Jacopo,  nel  a  Tresanti  nell* aprile  del  1*86  asrislè  in 

a 4  settembre  14 5i,  vendè  ilC^I.  di  Bibola  Firenie  ad  un  sinodo  del  clero  fiomitiiio 

al  March.  Giacomo  di  Fosilinovo,  quindi  tenuto  nella  chiesa  di  S.  Repanta. 

liberò  Beverino  ai  Genovesi  e  finalmente  La  chiesa  di  S.  Barlolommco  a  Tremati 

alieno  il  costello  col  dÌ!ilretto  dell*  Aulla  al  è  di  padronato  de*  March.  Riccardi, 

geueralc  Adamo  Ceuturìoni.  Ebm  nd   1 833  noverava   143  popolani. 

Frattanto  i  Gist.  di  Tresaua,  Ricco,  Bri-  TRESCHIETTO  in  Val-diMagra.  -^  Pic- 

nu,  Mailriguano  ed  altri  nelle  divise  del  colo  Cast,  con  eh.  parr.  (S.  Gio.  Battista) 

1408  erano  toccati  al  sio  di  Giacomo  Am-  nel  vicarialo  foraneo  di  ràeffd,  Gom.  e  cii^ 

brojrio,  al  Mareh.  Obiocinu  fratello  d*Jacopo  ca  6  migl.  a  grec.  di  Vilbfiranca  e  Filetto, 

suo  (Milre.  Dal  di'ttoObiccino  pertanto  discese  Giur.  di  Aulla,  Dioc.  di  Massa-Ducale,  già 

quel  March.  Guglielmo,  contro  il  quale  nel  di  Luni-Sarxana,  Due.  di  Modena. 

1 5a8  si  ribellarono  i  vassalli  di  Gio^fagaìlo^  Risiede  siili*  Appennino  drt  Moiit*  Onajo 

di  Tresana  e  ili  Barbaratco ,  cbe  1'  ucxi-  a  confine  col  territorio  superiore  di  Bagno- 

S(-ro.  Suficrsliti  al  padre  restarono  i  di  lui  ne  e  con  la  cresta  del  Mont*Orsaio,  la  di  rnì 

tigli  Cirio ,  Ercole  e  Franocjai  Guglieloso ,  scbiciia  acquapende  nel  Ducato  di  Parma. 


TRES  TBES              59T 

TitKhieUo  dieile  ti  titolo  ad  iln  fcudo  tenen ,  dì  ctrlo  permnttfi  con  altn  pmr. 
de'  BMichcfli  Milaspina  di  Filailien,  toccato  della  Dioc.  di  Mrenie,  nella  Gom.  del  Felle- 
mediaole la  diviiione  del  i35i  a  Giovanni  grìno,  Giur.  di  Fiesole,  Gomp.  di  Firenie. 
appellato  Berretta  figlio  di  Niccolò  Marche'  Risiede  sul  pianoro  iU>J  poggio  situato 
Mf/o;  it  qual  feudo  componevasi  del  ca|io-  alle  spalle  di  quello  della  Latira  sopra  Fi* 
luogo  di  Tresehieiio  con  le  ville  di  Agno^  reoxe ,  fra  le  scaturigini  de'  torr.  Magnane 
/«,  Corlaga,  Finale^  Jera^  Leorgio^  Pa*  e  TeruUie ,  assai  d' appresso  alla  strada  pò- 
lestra,  Siaz^oae  e  ^ico.  «^  Ma  cotesto  feti-  stale  Bolognese  che  resta  al  suo  le?.,  e  tre  mi- 
Io  III  aitai  pretto  suddiviso  fra  Giovanni  glia  innanzi  di  scendere  a  Firenze, 
fianiore  e  Cbzio,  due  fratelli  nati  da  Fede-  Sino  dal  secolo  X  possedevano  beai  in 
rigo  detto  il  Tedesco  figliuolo  che  fu  di  Trespiano  i  nobili  di  Cercina  e  quindi  i 
Giovinnl  Berreiia.  Al  primo  frattanto  di  Cattaui  di  Firenze  stati  patroni  della  chiesa 
^i  aipoli  toccò  di  parte  TresefieUo^  al  di  Trespiano ,  poco  lungi  dalla  quale  esi- 
Kcoodo  Coriagay  Jera^  f^ico^  ecc.  steva  un  caritatevole  ospìzio ,  o  spedalelto , 

Il  Blarch.  Giovanni  giuniore  nel  1499  cai  fino  dal  1976  lasciò  per  testamento  un* 

ippcDvò  lo  statuto  di  Tretchtetto. — L*ul-  elemosina  la  contessa  Beatrice  di  Capraja. 

tiow  feudatario  di  quella  linea  fu  un  March.  Fu  questo  uno  degli  spedali  soppressi  dal 

Ferdinando,  il  quale  nel  1698  vendè  il  suo  capo  della  reggenza  conte  di  Richecourt  con 

frodo  al  Gmnduca  Cosimo  III.  Cotesto  &tto  notificazione  del  1751. 

motivò  una  lunga  controversia  fra  il  Gran-  Questa  contrada  da  60  anni  è  spopolata 

duca  che  lo  aveva  acquistato,  i  March.  Ma-  di  viventi,  popolatissima  però  di  morti,  per 

lasplna  di  Fìlaltiera  autori  del  ramo  di  Tre-  esserci  slato  destinato  il  Camposanto  della 

schietto,  che  lo  pretendevano,  ed  il  Fisco  capitale  del  Granducato, 

imperiale  che  do[io  la  morte  del  marchese  La  chiesa  parr.  di  S.  Lucia  a  Trespiano 

Ferdinando  venditore  (  1 743),  entrò  al  pos-  fu  permutala  nel  1 795  dal  diocesano  di  Fie» 

SC9W  per  caducità  del  feudo  predetto.  sole  con  quella  fiorentina  di  S.  Martino  a 

Che  sebbene  Tlmp.  Carlo  VI,  alle  preci  Mensola,  siccome  fu  indicato  air>#rl.  Man- 
di Bernabò  March,  di  Fi  lattiera,  facesse  re-  sola  (S.  Mabtino  a). 
slitairgli  il  feudo  di  Treschielto,  appena  al  La  parr.  di  S.  Ijucia  a  Trespiano  nel  1 833 
Hardi.  Bernabò  mancò  la  vita,  il  Fisco  im-  contava  999  abìt. 

penale  tornò  a  riprenderne  il  possesso  che  TRESSA,  TREISA  o  TRESA  torr.  nella 

ritenne  senza  far  conto  delle  fervorose  istanze  Val-d*  Orcia.  —  È  un  breve  corso  d*  acqua 

del  March.  Manfredi  figlio  ed  erede  di  Ber-  che  scende  in  Orcia  dal  fianco  occidentale 

nabò  prenominato, e nettampoco della  dotta  df'l  monte  di  Totooa  in  Comunità  di  Mon- 

scrillura  presentata  al  Consiglio  Aulico  dal  tepulicia no,  passando  per  Montichiello  in 

profiesaore  pisano  Avv.  Megliorolto  Maccio-  Com.  di  Pienza,  da  non  confondersi  però 

ni.  —  Finalmente  Treschietlo  col  suo  ter-  con  altro  torr.  Tressa  sotto  Siena  eh*  è  tri- 

ritorìo  fu  dato  in  feudo,  da  primo  al  prin-  butano  delPArbia. 

cipe  Coloredo  di  Vienna,  in  seguito  al  prin-  TRESSA  torr.  suH*  Arbia.  -«  Fed,  TAr 

Hpe  Corsini  di  Firenze,  finché  sul  principio  tie.  seguente. 

del  secolo  attuale  fu  occupalo  dai  Francesi,  TRF^SA  (S.  MARIA  m)  nella  Val-d'Ar- 

e  nel  1814  riunito  alti  Stati  Estensi  di  Lu-  bia.  »  Parrocchia  antica  snhurbana  della 

nigiana ,  fra  i  quali  attualmente  si  conser-  pieve  maggiore  di  Siena,  posta  alla  sinistra 

va.  —  F'ed.  Villafbavcì  e  Filetto.  del  piccolo  torr.  omonimo,  sotto  i  colli  cr^ 

La  parr.  diS.  Gio.  Elitista  a  Treschlttto  tosi  di  Siena  e  quelli  dell'antica  Certosa  di 

nel  i839  contava Abit,  NP  943  Bei-Riguardo,  dove  il  torr.  Tressa  ha  ori- 

I«i  cura  di  S.  Matteo  a /era.   ...»   a5i  gine,  alla  destra  della  strada  regia  Grosse- 

lia  cura  di  S.  M4ria  a  f^ico  ....   «  963  tana,  nella  Com.  delle  Masse  del  Terzo  di 

T,   .       I-  !•  Al  •»  j-ii'i?  e  ..  i«  vo    T  Citti,  Giur.  Dioc.  e  Como,  di  Sienn,  dalla 

Totale  degli  Abit.  dell  Exleudo  If.nSg  ,  '....  ,      1     ,.  «   m#     •    •    /»»           . 

^                                          *   ^  qual  città  la  eh.  di«V.  Jaanatn  Tressa  tro- 

TRESPIANO  (  Trans  pianum)  nel  Val-  vasi  intorno  ad  un  mezzo  mi^l.  al  suo  lib. 
d\\nifi  fiorentino.  —  Borgata  e  contrada  Tantoqucsla  cura,  come  T altra  di  5.  i^n- 
r-'iii  eh.  parr.  (S.  Lucia)  già  S.  Marina  Tre-  gelo  in  Tressa^  o  al  Fonte  a  Tressa^  pre- 
spiano,  una  delle  antiche  suburbane  della  seit)  il  vocabolo  dal  torrcnlelio  Tressa  che 
cattedrale  di  Fiesole ,  alla  cui  Dioc.  appar-  le  avvicina. 


098  TBBV  TRIA 

U  oonlrada,  o  la  Masfa  di  TrtSim^  è       T&IANA  m  SANTA  FIORA ,  àlUt  à- 

nmnieiitata  in  una  membrana  archelipa  del  ruAndy  nella  Valle deirAlbc^^. — Cast. eoa 

giugno  1 081  icrilla  in  Siena ,  nella  quale  eh.  parr.  (S.  Bernardino)  nella  G>ni.  e cìfta  3 

Uatlafi  della  donatone  fiitla  a  due  fratelli  migl.  a  lev.  di  Roccalbegna^Ginr.  di  Aiti- 

di  alcuni  beni  situati  nel  borgo  di  Porta  dosso,  Dioc.  di  Soana,  Comp.  di  GtomcIo. 
Gamullie,  air01ÌTO,  al  Castagno,  in  Tressa^        È  posto  sopra  un  risalto  di  poggio  di  no- 

«  Quarto  ed  in  altri  luogbi  dei  contorni  di  ce  ofiolitiche  a  occidente  del  contrafibric 

Siena.  -*  (Aacu.  Din..  Fioi.  Corte  Mia  che  dal  Monte-Labbro  s* inoltra  Terso  scif. 

Badìa  di  Passignano.)  fra  le  Valli  della  Fiora  e  deirAlbegna,  U 

Alla  chiesa  di  S.  Maria  in  TrciMi  sul  de-  dote  ha  origine  il  fosso  delle  ^oZ/bmle, 

clinare  del  secolo  XVllI  furono  riuniti  gli  uno  de*  tributar)  del  fi.  Albegna. 
abitanti  vicini  alle  mun  di  Siena,  i  quali        AìVJrt.  Jtuabj  dm  Sor^mA  inviai  il 

aolevano  fiir  parte  delle  parrocchie  limitrofe  lettore  a  questo  di  TaiAXA  mS.  Ficma  ;  giae- 

situate  però  dentro  la  città.  che  fra  le  carte  antiche  i  vocaboli  di  Trimm 

Anche  1*  altra  Jfa#/a  di  Fonte  Benedetta  si  leggono  scritti  unitamente  al  segnacaio 

qel  Ter^yo  di  Città  era  oomprrm  nella  cura  {A  Triana),  Tale  era  quel  vico  di  Miriam 

di  S.  Maria  in  Tressa  ;  la  quale  parr.  nel  del  contado  di  Soana  rammentalo  in  una 

|833  avefa  338  abit.  membrana  rogala  di  sgosto  deiranno  8aa 

TRESSA  (S.  ANGELO mV—rei^. Fon-  nella  città  di  Soana;  tale  fu  Y Atriaaa, 
Te  A  TaassA  in  Val-d*ArbÌB,  cui  si  può  ag-  patria  di  un  Pietro  di  Jiriana,  che  nel  le- 
giungere  le  notiaia  di  un  testamento  olo-  glio  dell*  886  in  qualità  di  avvocalo  assiitc 
grafo  scrìtto  in  Siena  in  lingua  volgare  li  ad  un  placito  tenuto  dentro  le  mun  di  Ssa- 
18  febbrajo  1288  (vale  a  dire  io  anni  dopo  na  dai  gastNldi,  dal  vescovo  di  detta  dttà» 
il  testamento  volgare  della  conlessa  Beatrice  da  diversi  scabiui  e  da  altri  giudici,  in  fe- 
di Capnja)col  quale  il  testatore  Memmo  vore  del  Mon.  del  Montnroiata.  ^(Aaok 
del  fu  Viviano  del  popolo  di  S.  Desiderio  Ditl.  Fioa.  Carte  della  Badia  Amiat.) 
di  Siena  fra  i  varj  legati  lasciò  alln  chs»  di  In  seguito  il  castello  di  Triana  fu  doìni- 
S,  Maria  deila  Étiserìeordia  di  Sitaa  una  nato  dai  conti  Aldobrandeschi  di  S.  Fiora,  i 
vign«  posta  nel  popolo  di  S.  Angelo  in  quali  nel  i388  venderono  il  feudo  di  Tii^ 
Tiesse.  —  (Aace.  Din..  Fmi.  Carte  di  S,  na  per  fiorini  898  a|la  famìglia  Pificoloaùu 
AgOMtiao  di  Siena,)  di  Siena  ;  un  remo  della  quale,  dopo  aver 

TRÉ-VALLI.  —  Fed.  TaivAixa.  preso  il  distintivo  lìt' Signori  deila  Trio- 

TRE-VILLE  nella  Valle  del  Montone  in  na ,  possiede  tuttora  la  parte  maggiore  del 

Romagna.  *—  Contrada  coroposla  di  tre  vii-  suo  ilisi retto. 

late  che  costituirono  un  comonello  fra  i  Esìste  neirArrh.  delle  Riformagioni  di  Fi- 
popoli  di  S.  Benedetto  in  Alpe  e  dì  S.  Maria  renze  unn  procedura  sul  diritto  e  giurìfdi- 
in  Carpine,  il  qual  corounello  nel  1776  fu  clone  territoriale  della  sigoorìa della Trians 
riunito  alln  Coro,  di  Portico,  che  trovasi  in  una  scrìllura  presentata  nel  i683  al  tri- 
circa  6  migl.  a  lib.  delle  Tre-nUe^  nella  bunale  della  Pratica  segreta  in  Firense,  fia 
Giur.  della  Rocca  S.  Casciano,  Dioc.  di  i  Piccolomini  di  Siena  ed  i  Mancini  di 
Faenza  ,  Comp.  di  Firenze.  Cortona. 

Trovasi  sul  crinale  dell*  Appennino  che  Altro  esame  sullo  stesso  feudo  della  Tria- 
de S.  Benedetto  in  Alpe  s*  inoltra  verso  sett.  na  fu  inslituilo  ad  istanza  del  conte  Spinello 
fra  la  Valle  del  Montone  ed  il  vallone  dfl  Piccolomiui,  nel  tempo  che  egli  tentava, 
Tramatto.  —  Fed.  Poaiico,  Comunità,  sebbene  invano,  di  liberarsi  dal  vigore  del- 

TREVINA  nella  Valle  Tiberina  toscana,  la  legge  del  ai  aprile  1 749  relativa  alt*  ahcv 

— •  Cas.  con  eh.  parr.  (S.  Crìstofano)  nella  lizione  delle  giurisdizioni  feudali. 
Com.  e  circa  migl.  3  a  ostro-lib.  del  Monte        La  parr.  di  S.  Bernardino  alla  Triana  nel 

S.  Maria,  Giur.  di  Monterchi,  Dioc.  di  Cit-  i833  contava  a6a  ahit. 
tà-d i-Castello,  Comp.  di  Arezzo.  Tbianj  {Pisre  di)  già  di  Atmuìwj,  poi 

Risiede  sul  punto  estremo  del  Granduca-  di  F'jti^Tnjaj  in  Val-di  Tore.  —  Eraque- 

to  alla  destra  del  torr.  Aggia  fra  il  posto  sta  una  pieve  da  lunga  roano  distrutta,  che 

doganale  di  Gioiello  ed  il  vico  dì  Paterno,  ha  lasciato  il  suo  vocabolo  ad  una  villa  si- 

La  parr.  di  S.  Cristofano  a  Trevina  nel  gnorile,  denoroìnata  ora  f^eltriano^  nrl  |io- 

1833  noverava  i85  popolani.  polo  di  Cres|>ina,  Com.  e  circa  3  migl.  a 


T  R I  e  T  R I C               599 

^nc,  di  Fanglis,  Giur.  dì  Livorno,  Dìoc  di  a  confine  con  il  Guaido  del  Re  e  la  chiesa 

San-MinÌHlo,  già  di  Lucca,  Gomp.  di  Fi«i.  di  S.  Regolo^  ora  Madonna  del  Frassine, 

Li  villa  di  f^altriano  trovasi  in  pianura  Anche  nell*  Arch.  Dipi.  San.  fra  le  car- 
ni biso  Crespina  alla  linistn  della  strada  te  della  Gom.  di  Maisa  ae  ne  conserva  una 
rotabile  che  da  Vicarello  (ruida  a  Lari.  del  maggio  793,  in  cai  si  nomina  un  ahi- 

Molte  carte  deWJreh.  Arci^.  di  Zucca  tante  del  Cast,  di  TricaeL 

avanti  il   mille  rammentano  cotesta   pieve  in  seguito  il  castello  predetto  col  soo  ter- 

dcdicita  a  S.  Maria,  siccome  lo  provano  fra  rìtorio  pervenne  in  potere  della  contessa 

le  altre  due  membrane  del  941  e  983,  con  Giuliita  e  del  suo  figlio  Rodolfo,  la  qual 

raltima   delle  quali,  del   16  agosto,  Teu-  donna,  gik  rammentata  agli  Art.  Leccia  e 

degrimo  vescovo  di  Lucca,  stando  nel  Cast.  Suvbbito  ,  flopo  restata   vedova   del  conte 

Ji&  Maria  a  Monte,  allivellò  per  T^onuo  Ugo,  nel  1099  donò  alla  mensa  vescovile 

cmao  di  ioidi  7  |  di  argento  i  beni  della  di  Massa  la  metà  del  Cast,  e  distretto  di 

pieve  di  i9.  itfar/a ^^/ria/ia con  le  decime  TVieaii,  mentre  pochi  anni  dopo   l'altra 

dovute  dagli  abitanti  delle  ville  di  Triana,  metà  del  castello  e  pertinenze  di  Tricasi 

Cretina  ,  Lari^  Perignano^  Lllliano,  fu  donata  dalla  gran  contessa  Matilde  ai  ve- 

iaea/nnOf  Prec^ano^  Casta ^nerehiOf  fai-  scovi  di  Massa  e  Populonta  ;  in  guisa  che 

lemeuii  {sie) ,  Luciana  e  Carpineta»  questi  prelati ,  divenati   liberi   signori   di 

InGitli  nel  catalogo  delle  chiese  della  Dioc.  cotesto  luo^o,  lo  assegnarono  in  feudo  a  di- 

Imehcw  del  1  s6o  furono  designale  sotto  il  versi  nobili  di  Massa  e  di  Suvereto. 

pivicie  di  Triana  le  1^  chiese  seguenti;  i.  Concorrono  a  conferma  di  luttociò  alcuni 

S.  Loreaio  ■  Castagnecehio  (perrluta);  9.  istruroenti  del  sec.XIII  es'stenti  neWArc/i, 

S.  Andrea  a  Perignaao  (ignota);  3.  S.  Nic-  preiletto  fra  le  carte  di  Massa  ,  fra  le  quali 

coiòdi  F'al'd^Agnano  Isie^  idem);  4.  S.  ne  rammento  per  tutte  due  del  1  a  agosto  e 

Martino  a  Sierpa/a  (idem);  5.  S.  Cristofìino  ai  novembre  del  1989,  suffi«:entì  a  dimo- 

a  idliano  (idem);  7.  S  Lorenzo  a  Montai-  strare  che  il  territorio  di  Tricasi  era  posse- 

Aono  (idem);  7.  S.  Lucìa  a  Perignano  (esi-  duto  da  più  persone ,  dalle  quali  ne  fa  alio- 

stenle);  8.  S.  Maria  e  S.  Leonardo  di  Ltiri  nata  porzione  al  Com.  di  Massi. 

(csislrnte);  S.  Michele  a  Ladano  secchio  Gotcsta  promiscuità  di  dominio  utile  e 

(rinnila  alla  seguente);  io.  S.'  Martino  a  diretto  eccitò  varie  volte  delle  controversie 

£n9afano  nuwfo  (esistente);  11.  SS.  Ste-  fra  i  vescovi  di  Massa  ed  i  loro  feudatari,  le 

600  e  Michele  a  Crespina  (riunita  alla  se-  quali  terminarono  col  dovere  questi  resti- 

gnente);  19.  S.  liucia  a  Crespina  (esistente),  tuire  alla  mensa  di  Massa  un  territorio  nudo 

Air^r£.  Cbkspira  poi  fu  detto,  che  nel  di  case  e  inselvatichito,  annesso  alla  parte 

14 1 3  le  due  chiese  parrocchiali  di  Crespina  superiore  della  bandita  di  Marsiliana,  de- 

funno  riunite  in  una,  siccome  skWArt.  Labi  nominato  tuttora  il  Campo  alla  Lite,  — . 

fa  indicato,  e  che  il  vescovo  di  Lucca  con  fed.  MAasiLuiiA  di  MAssA-MARirrnaA ,  cui 

decreto  del  io  dicembre  1379  diede  licenza  si  possono  aggiungerei  vistosi  bonificamenti 

al  parroco  di  S.  Leonardo  a  Lari  di  tenere  agrarj  fatti  di  corto  dal  vescovo  attuale  a 

il  ballislero  per  la  ragione  che  era  stata  di*  quella  episcopale  bandita. 

strulla  la  pieve  di  Triana.  Tàìcosro^  o  Al  Tm9Costo  nella  Valle  in- 

7>ic^5f,  Ttec^si,  o  Tmiccjsi  nella  Val-  ferìore  della  Fiora.  —  Piccolo  Cast,  da  liin- 

le  della  Cornia.  —  Cast,  distrutto  nel  luogo  go  tempo  distrutto  nel  distretto  parrocchiale 

della  bandita  vescovile  della  Marsiliana  ^  di  Capalbio,  Cim.  Giur.  e  tra  le  9  e  le  10 

nella  Gom.  Giur.  Dioc.  e  circa  5  raigl.  a  roigl.  a  lev.  di  Orbelello,  Dioc.  di  Soma, 

P<)n.  grec.  di  Massa-Marìltima ,  Gomp.   di  Gomp.  di  Grosseto. 

Grosseto.  Io  pongo  celesta  distanza  fra  il   Tric(u 

Della  ubicazione  del  Cast,  ili  Tricasi  non  sto  ed  Orbetcllo  siip[)onendo  che  il  po<!gio 

v>\o  esistono  indizj  in  un   istriimento  del  5  di  Minteti  col  sovrastante  castellare  detto 

g^nnajo  1519  4  rammentalo  nW  Art.  Massa-  la  Castellacela,  e  d.4  taluni  C'ipMbiaccio, 

M*iiTTiM*,  ma  ancorn  in  altri  iIpI  scc.VIll.  fosso  il  |X)^gio  sul  quale  esisteva  la  rocca 

Avvegnaché  all'.^rf.  R^om  Vp.Trr.OMFJcsi  ci-  di  Tricnfto. 

in    lina   pcrparopna  d*WJrc/i.    Arrisa,    di  Cotesto  Castellaccio  pertanto  è  situalo 

LiHtca  scritti  neiraprile  754,  tlove  è  falla  sulla  sommità  di  un  m"»nliccilo  circa  due 

menzione  del  territorio  e  Cast,  dì  Tricasi  miglia  a  lib.  di  Caplbio ,  ed  altrettante  a 


000               TRir.  TRIP 

gw€.  ikl  JLaghtttQ  di  S.  Fiottano  t  dulia  aknii  nolb  «mi  Onini  itt  Bkmm  dorò  il  ■» 

Wa  Jurtiia ,  il  quale  Catitilaeeio  aulto  rito.  —  ^e^.  Obbriuo  c  Gatumo. 

noma  dì  Moaiwii  tu  docritlo  dal  Santi  nel  TRINITÀ  (S.)  m  ALPI  ANO.  _  ru. 

T.  li  tiel  aiio  Viaggio  per  la  Toteana  mi'rì*  Badu  k  Auiavo,  e  Ptoma  (Val  di). 

dionalt,  dove  ai  legfce  qnanlo  appraMo  :  —  n  Alf  E  o  u  ALPI.  —  Fod,  àsàmk 

m  Contiate  MotUeti  in  an'area  piana  cir-  u  S.  TaiarrA  bbll'Alvi. 

ooUre  di  cim  aoo  piedi  di  dUmetro ,  cii^  TRINITÀ*  (SS.)  di  MONTE^CALVO  ael. 

oondata  da  un  muro  di  pietre  tenia  cemento  la  Valle  della  Fioca.  »  ^td.  gli  Art,  Hoa* 

con  terrapieno  al  di  fuori  come  un  battione  te-Gulbib  ,  e  SAaTA-Pioaà. 

latto  a  acarpa  e  contornato  da  un  fotao  ora  TRINITÀ  (S.)  u  SPINATA.  -*  ^td.  Ba- 

ripieno.  Ottetto  battione*  largoalla  baae  cir-  ma  a  SriavrA,  e  eoA  di  tulle  le  allie  chicae 

ca  a9  piedi,  è  circondalo  da  un  altro  ha*  parr.  che  hanno  per  tilolafe  la  SS.  Tiiniik. 

tlioncello  di  terre  lafonlo  etto  pure  a  «arpa  TRINORO  (GASTIGLIONGELLO  ml>ì 

e  die  gira  parimente  intorno  ad  un  tecondo  «^  Figd.  CunoLiomcMLLO  ml  TanoaA. 

ripiano.  A  quatto  tecondo  baiUonoello  ter? e  TRIPALLE ,  o  TRIPALLO  ddic  Colli» 

di  baae  un  teno  battione  di  lem  timile  al  ne  pisane  nelb  Val  di-Tore.  —  Caa.  eoa 

aeeondo,  per  modo  che  dal  teno  al  primo  Inditj  di  un  forti liiio  diruto  e  di  mi*anlìfli 

hatlionc  avvi  la  ditlanxa  di  circa  76  pi<^i.  —  chieaa  plebana  (SS.  Gio.  Bittitla  e  lIarlÌM)b 

Nel  primo  più  interno  e  tuperìore  perìm^  altri inentì  delta  di  Fal-d^ itola ,  da  lunga 

tro  esifllono  le  tracce  di  un  ingretto,  nei  fian-  età  riunita  alla  cure  de*SS.  Jacopo  e  Criti^ 

chi  etlemi  del  quale  trovanti  i  fondamenti  fàno  a  Tripalle,  nella  Com.  «  etica  3  migL 

di  due  torrioni  rotondi  fiibbricali  anch'etti  a  lef.^rec.  di  Pauglia,  GSur.  di  lifomo, 

di  pielni  tenia  cemento.  L*area  intema  di  Dioc.  di  San-Miniato,  una  volta  di  lateaB, 

coletto  casttllaccio  è  coperta  di  lamie,  di  Comp.  di  Pita. 

aceri ,  di  cornioli ,  di  tambrutchi  e  di  altre  II  paetelto  con  la  chieaa  di  Tripaila  li- 

pianle  talvaliche  tenia  indisio  alcuno  di  ticde  in  di  una  collina  tufacea  alb  dcilm 

cate.  »  del  lorr.  itola  lungo  la  tlnda  rotabile  cba 

Lo  ileaso  Santi  nel  talìn  aulla  cima  dS  da  Cretpina  guida  a  Fauglia. 

Monteii  icuo|»rl  verso  la  parie  tu |ierìore  del  Le  memorie  di  quctlo  lungo  comìociaao 

moole  dal  Ulo  di  nieiAiNli  e  di  Inmoutana  a  fiirti  conoioere  nel  teoolo  Vili  fìa  le  etile 

copiose  torgeiiti  di  iict|iu  jiotaliile  limpida  e  degli  Areh,  Arei^.  pitaao  e  ktccAete,  una 

leggera,  le  quali  dis|)erdevansi  {ter  il  poggio,  delle  quali  è  del  780 ,  quando  i  tre  nobili 

Lascen»  liieoiigctlurachc  ne  dedusse  quel  fralelli  pìsaui  fonilamau  presso  Calci  \»  Ba- 

▼iaggialurc  ,  e  sulamciile  avvertirò;  che  un  dia  di  S.  Stvino,  InislaUta  [loi  a  Monlione 

cartello  apiwllalo  Al  Tricoslo  fu  compreso  più  d* appretto  a  Pisa,  alla  quale  laacìarono 

nella  Cimosa  donazione  falla  alla  Badia  delle  fra  i  molli   beni  una  loro  corte  posta  nel 

Trp-Pontane ,  o  ad   Aquas  Sahias ,  del-  dittrello  di  Tripalio. 

rAnsedonia  e  tuo  Icrrìlorio,  nel  quale  ti  Anche  una  membrana  del  39  aprile  907, 

trova  specificato   eattrum   Trieottricum ^  pubblicala  nel  T.  V.  P.  Ili  delle  Mrmtirie 

eceUsiam  S.  Fridiani  (forse  S,  Floriani)  per  servire  alla  sloria  tle!  Ducalo  lucchese, 

eu/n  lacu  piccolo  f'uxta  eum  posilo  ecc.  tratta  dell* investitura  data  da  Fietro  vrtcufo 

Le  quali  uhi  me  piirolfì  sembra  che  deb-  di  liucea  della  pieve  di  S.  fu».  Battista  e 

liano  corrisfKJuJere  al  Laghetto  di  S,  Fio-  S.  Martino  tita  in  loco  et  finihut  Trip^- 

riano  poco  distante  dal  monte  della  costei'  /o  al  prete  Alio,  o  Azume,  sialo  eletto  in 

laceia  di  Xonteti,  e  che  io  sospetto  essere  pievano  della  ni(*desima. 

stalo  il  Gist.  del  Tricosto.  La  pieve  vecchia  di  Tripallo,  che  porlià 

Dai  monaci  delle Tre-Fontane  il  Casi,  del  anche  il  distintivo  di  S.  Giovanni  in  FaU 
Tricosto  con  Capalbio,  TAnsedonia,  Orbe-  dettola  y  esìsteva  a  pie  della  collina  prptso 
fello  e  sue  perliuenie,  nel  1 269,  fu  rilasciato  la  ripa  destra  del  fiuroicello  itola ,  circa 
in  feudo  al  conte  lldebrandino,  il  RottOj  de-  mezio  miglio  dislanle  dalla  cura  attuale  de- 
gli A'dobrandrscbi  di  Soana ,  quindi  nel  dicala  ai  SS.  Jacopo  e  Crislofano. 
laSO ,  e  di  nuoTO  nel  1 3o3,  fu  rinnovalo  Està  en  fabbrì&itn  tutta  di  pietre  aquadra- 
il  feudo  a  favore  della  contessa  Margherita  te,  ed  il  capitano  Giovanni  Mariti  ne  ha  la- 
unici  figlia  del  siidilettu  conte  lldebrandino,  scialo  una  minuta  dcscrÌKÌoiie  col  disegno  nel 
la  quale  porlo  tulli  i  suoi  feudi  e  giurìsili-  T.  IV  del  %\\Q  Odeporico  MS.  delle  Coliint 


TRIP  TROJ               60t 

fùmu  cMtleiilt  in  Firenie  nelU  Biblìoma  1  |)opoli  di  Tripalle ,  di  BfonlaHo ,  Fan- 

EktiirduiiM.  glia,  Trenioleto  e  di  altri  cutellctli  di  qiiei 

Golest«i  antica  china  finalmeDle  fu  proTa-  contorni  nel  i385  si  ribellarono  alla  Repw 

naU  nel  1 78->,  e  quindi  TenduU  al  March.  pia:ina  per  isligaùone  dei  figli  di  Daranizzo 

Manfredi  Malaspina  di  Filaltiera ,  il  quale  della  Glurardisca  conti  di  Moul£-Scuda ju ; 

cooferti  quel  (empio  in  una  liu.ija,  coniec-  ma  essi  dovetlero  ben  presto  ritornare  ali* 

che  fino  diil  secolo  XVI  servisse  più  che  al-  obbedienza  di  quel  Comune,  cui  restarono 

troad  uso  di  magazzino  di  grano;  e  allora  ligj  fino  ali*  ottobre  del  1406,  quando  per 

la  canouica  fu  ridotta  dal  suddetto  acqui-  atto  pubblico  del  20  di  qutl  mese  si  sotlo- 

Rote  a  caia  colonica. Quaranl* anni  innanzi  misero  al  Comune  di  Firenze,  dal  quale  si 

che  la  detta  pieve  fosse  profanata ,  credeva  conce«lrtlcro  alle  po|Kiluzioni  designate  al- 

il  Mariti  che  fosse  slata  restaurata,  arguen«  cuni  priviirgj,  e  che  Tanno  do^x)  approvò 

dolo  egli  dall'anno  1745  segnato  nei  ca-  gli  sbluti  parziali  di  Cnspina  e  di  Trillile. 

ntlclti  della  sua  teltoja.  Oajtli  slaliiti  del  1 5 1  o si  rileva,  che  ai  due 

Secondo  il  caLdogo  dell*  estimo  fatto  nel  Comuni  predetti  di  Crespina  e  Tripalle 

1160  delle  chiese  della  diocesi  di  Lucca  la  enino  sl:iiì  riuniti  L  due  corauncUi  di  Mi- 

pieve  di  T'ripaiio  aveva  dì  renJita  annua  lire  liana  e  di  Ltecia, 

3oa.  —  Erano  allora  sue  filiali  le  chiese  se-  Lo  statuto  poi  fiorentino  del  14 15  neav- 
guenli  ;  1.  SS.  Fabiano  e  Sebastiano  a  Tre-  visa,  che  i  popoli  di  Tri|ìalle,  di  Fauglia, 
maleio  (ora  pieve)  ;  a.  S.  Stefano  a  Fiechio  Monlalto  e  Crespìua  eran^»  sollnposti  alla  giu- 
(demolita)  ;  3.  S.  Lucia  di  Gerlo ,  o  Gfllo,  ris<lizionc  civile  del  polistli  di  Rosìgnauo ; 
(aoocMa  a  Tremoleto);  4.  S.  Giusto  di  Pa-  dalla  quale  passarono  sotto  la  civile  e  cri- 
^itofio  ( demolila  e  riunita  alla  seguente);  minale  di  Lari,  di  do^e  al  principio  del 
5.  S.  Lorenacj  di  ^'oif^/ia (pieve  prepositu-  secolo  XVI!  ritornarono  e  tuttora  si  m.iii- 
n);  6.  S.  Michele  al  Poao  (demolita);  7.  tengono  sotto  quella  di  Liv.itno  ,  quando , 
S.  Hfaria  di  Stonialto  (idem  e  riunita  a  cioè,  fu  formalo  quel  nuovo  cì^itanaio. 
Tripallo);  8.  S.  Michele  di  .ffelefro  (i^no-  Il  pofiolo  di  Triglie  confina  .1  lev.  con 
tu);  g.  (SS.  Ja«o[io  e  Cristofuno  a  Tripalle  li  cura  di  Crespina,  a  scir.  con  il  ix>{»olo 
'iatlualinriilecurj  sotto  la  pieve  di  Fauglia);  di  S.  Ermo,  a  ostro  con  le  cure  di  Tremo- 
lo. S.  Lorenzo  di  Collo-Alberti  (ora  in-  leto  e  fx>renzana ,  a  lib.  con  Fauglia  ,  a 
terdella  connessa  alla  cura  di  Tremoleto).  pon.  con  Colle-Salvetti,  ed  a  selt.  con  il 

Nel    1G37  il  fmpolo  della  pieve  de* SS.  popolo  di  Cena ja. 

Gio.  Battista  e  Martino  di  Tri  pai  lo  ,  o  di  La  p:irr.  de*SS.  Jacopo  e  Cristofano  aTri- 

ralnf  /sola  fu  riunito  a  quello  de' SS.  Ja-  palle,  o  Tripallo,  nel  i833  ave\a  75 1  abil. 

copo e  Cristofano  a  Tripdlr,  la  qiial  cU.  è  di  Tutumrìta,  —  Ved,  Litorro. 

giuspadronalo  a  vicenda  della  nobile  lami-  TRI  VALLI,  e  talvolta   TRAVALLE  e 

fflia  Lanfiranchi  di  Pisa  e  dei  vescovi  di  San-  TREVALLI.  —  Fed,  Travalle. 

Miuialo.  Uno  di  questi  prelati ,  Alessandro  TRIVIO  (ABBADIA  dei.). —  f^ed.  Abazia 

Strozzi,  con  decreto  degli   1 1  ottobre  i635  del  Trivio,  e  Moktk  Coromaro,  o  Coa:«ARo. 

»ol!o|jose  la  delta  cura  di  Tripalle  alla  pieve  TROGHI.  —  Borgiila  die  prende  il  li- 

Ji  Fau{;lia.  tolo  da  un  piccolo  torr.  nel  Val  d*  Arno  bu- 

I»  quanto  alla  storia  diH  paesello  di  Tri-  periore,  atlravcrsata  dalla  slnida  i-egia  An-ti- 

fjhille,  oltre  quanlo  fu  annunzialo,  n^giun-  na,  fra  il  borgo  di  Antica  e  quello  ili  Palaz- 

p'-rò  una  bolla  del  P<uil.  Anastasio  IV  degli  zuolo  deirincis:i.  — Il  torr.  tli  Troghi  slific- 

8  seti.  II 53,  con  la  quale  furono  confermati  ca  in  Arno  ali*  ingresso  su|irriorc  dil   Pian 

d  I  capitolo  del  la  PrimazialediPisiii  beni  che  d*  Isola  nel  po|)olo  dì  S.  Cristofano  a  IVr- 

«sso  possedeva  nel  Cast,  e  corte  di  Tripalle,  licaja,  Cora,  di  Rignano,  Giur.  ilei  Pontiis- 

e  che  furono  concessi  a  quel  clero  dalla  con-  sieve,  Dioc.  di  Fiesole ,  Corap.  di  Firenze. 

t'^si  Beatrice  marchesji  e  governatrice  della  La  borgata  di  Troghi  è  anche  nota  a  ci- 

Toscana.  —  Taoxci,  Ann.  Pis.)  gione  di  nna  fiera  annuale  che  vi  si  pratica 

Ebliero  in  seguito  signoria  in  Tripsille  i  nel  primo  lunedì  di  a<;nslo. 

nobili  Upezzinglii,  i  Lanfranchi  e.l  i  ronli  TROJA  (CAPO  orlla^.  —  Promontorio 

della  Gbcrardesca,  uno  dei  (piali,  il  oonle  II-  a  lev.  del  seno  di  Piombino  con  torre  td 

dcbr.tnilino,  nel  1270  rinunziò  i  suoi  dirilli  e  un  |>oslo  don,inalc  «li  Icr/.;»  classe  di|it'nd<rn- 

dominio  utile sopraTrìpalle alla  Rcp. di  Pisa,  le  dal  doganiere  di  r'ollonica  nella  Cum. 


60S  TUFI  TUOB 

•  Gìnr.  di  Gafomno ,  Dkie.  e  Gomp.  di  di  Siam  Cfl  «Ile  chiese  rianile  de' SS.  V«f- 

Groieto.  — -  Fed,  Capo  tmuLu  Tmia,  e  Lr-  teo  e  MarghcrìU  a  Tufi ,  cui  è  aniMSK  u- 

TOB4LI  TmoAMO.  con  la  cappella  de*  SS.  ApollinATS  e  Teo- 

TROJAIfi,  o  TR4JANA  nel  Val-d'Amo  doro  nella  Gom.  del  Teno  <!:  Cillk ,  Gtur. 

•aperiore.  -^Cas.  che  fìi  Gasi.,  la  cui  parr.  Dioc.  e  Gomp.  di  Siena  ^  ùalla  qoal  cillk  li 

de*  SS.  Fabiano  e  Sebastiano  è  compresa  nel  chiesi  <li  S.  MaUeo,  e  Masseo,  è  a|ipena  oa 

pievanalo  di  S.Giustino, Gom.  Giur.  e  circa  teno  di  migl.  a  ontn). 
Smigl.agrec.  diTemnuoTa,Dioc.eGomp.        La  eh.  di  .S.  Margherita  titoata  in  ?ilk 

dì  Areno.  fuori  di  Porta  a  Tufi  fu  in  orìgine  un  no- 

Risiede  suir  altipiano  de*  poni  attrsTcr»  nastero  di  suore,  alle  quali  il  Gom  une  di 

Hti  dalla  strsda  de*  Sette  Pont$  fira  le  sor-  Siena  nel  1284  mandava  un*  elenmsina  che 

genti  dell*  Aseione  e  deir^^«a.  conlinuò  a  somministrarle  annualmente  fino 

Vi  ebliero  signoria  gli  Ubertini  e  quindi  al  1 509,  e|ìoca  della  soppressione  di  qad- 

il  Comune  di  Areno,  finché  gli  abllanti  rascetcrio.  —  Allora  alla  chìes.-i  di  S.  Mar 

della  Trajana  sotto  di  98  maggio  1344  si  ghcrlla  fu  dato  un  parroco   inamorihilf, 

aottomisero  alla  Rep.  Fior.  che  stabilì  la  sua  canonica  in  una  parie  del 

Una  membrana  della  Radi»  di  Valloro-  contiguo  claustro,  ed  ebbe  per  annessi  i 

brosa  del  genn.  it 06, scritta  uel  Gast.  della  popoli  de'comunèlli  di  S.  Matteo  e  de*SS. 

Tre/amif  tratta  della  donazione  di  una  por-  Apollinare  e  Teodoro  a  Tiàfi, 
lionc  di  terre  situale  nel  Cast,  e  corte  della        Uel  1288  Rinaldo  Malavolti,  e  nel  i3o8 

Tto/ami  bua  da  due  figliuoli  del  fu  roess.  Bernardino  Piccolomini  lasciarono  per  t^ 

Ugone  degli  Ubertini  alla  Badia  di  S.  Tri-  stamento  de'  considerabili  assegni   e  dola- 

iiìta  a  fkmfe  Ben^ìetta ,  ossia  in  Alpe,  aioni  al  monastero  di  S.  Vargherita. 

La  parr.  de*SS.  Fabiano  e  Sebastiano  alla        Ma  nella  guerra  ultima  di  Siena  eotcsla 

Trafaita^  o  Trojana^  nel  i833  contava  contrada  già  popolosa  ebbe  a  soffrire  grifi 

a 56  abil.  danni  dagli  assediati  e  dagli  assedianli,  mea- 

TROJOLA  MLu  MASSE  m  CITTA*  in  tre  i  primi,  neir  aprile  del  i553  •  e  poscia 

Val-d*Arbia.  —  Gas.  eh'  ebl>e  parr.  (S.  Lu-  nel  maggio  del  1 554,  rasarono  ooat&  un  bo^ 

eia)  unita  nel  1476  alla  cura  dì  Monsindoli,  go  ili  cirra  14  case,  ed  i  secondi  nel  giiigao 

nella  Gom.  del  Teno  di  GiUk  ,  Giur.  Dioc.  successivo  assalirono  con  loro  vantaggio  ìbo- 

e  Comp.  di  Siena,  la  qual  città  trovasi  cir-  ri  di  Porta  Tufi  le  truppe  francesi  e  sanea. 
ca  3  migl.  al  suo  sett.  È  compreso  nel  popolo  di  S.  Matteo  a 

Era  questo  uno  de*comune11i  delle  Maase  Tufi  il  soppresso  Mon.  di  Monte-Oli  veto  ed 

di  Città  posto  nella  collina  di  Monsindoli  il  casino  Piccolomini  con  1*  annessa  C4ppel la 

fra  la  Tressa  e  Im  Sorra^  il  quale  nel  prin-  di  S.  Apollinarf. 

cipio  del  secolo  XIV  contava  il  suo  sindaco,         La  parr.  de*  SS.  Matteo  e  Margherita  a 

stato  soppresso  nei  tempi  Medicei,  e  forse  Tufi  nel  i833  contava  319  po;^lani. 
prima.  —  Fed,  Morsirdoli  e  Sicha,  Coma»        TUORI  in  Val-di  Chiana.  —  Cis.  con  eh. 

nità  DCL  Tkrio  di  Citta*.  parr.  (S.  Giorgio)  nel  piviere  di  Ballifolle, 

TROVE  torr. in Val-d* Asso.  —  Ted. Taa-  già  di  riciorae  piccolo,  Cora,  e  cinsi  3 

QUAHOÀ ,  Comunità,  d>ìkI<  >  lev.-grec.  di  Civitella,  Dioc.  Gior. 

TUBBIANO  in  Val-Tiberina.  -^Cas.  con  e  Comp.  di  Arezzo, 
eh.  parr.  (S.  Donato)  nel  piviere, Gom.  Giur.         Risiede  in  cosi»  lungo  il  fosso  Ftngoiu 

e  circa  un  migl.  e  mezzo  a  lev.  di  Anghiarì,  a  cavaliert*  del  Gas.  di  Sfagliane  ^  o  Jfa- 

Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo.  gitano  e  della  strada  regia  ap;<e1lataZoiif»- 

Risiede  sul  fianco  occidentale  delle  col-  tudinale  della  Faltii-Cfiì'tna. 
line  che  da  Anghiari  s'inoltrano  verso  la         Fra  ]p  carte  della  confraternita  della  Nun- 

strada  regia  d*Urbania  a  S.  Leo,  lungo  la  ziata  di  Arezzo  una  del  i354  ramnienU  no 

via  corounitativa   rotabile  che  slaccasi   da  Giovanni  di  Tuori  (se  non  fu  fialio  ili  un 

Anghiari  per  sboccare  nella  regia  predetta.  Tura)  pittore  aretino.  —  (  Left,  critiro^O' 

La  parr.  di  S.  Donato  a  Tubbiano  nel  riV/e  d'un  Aretino  pni;.  47.) — Fed.  Fh 

i833  contava  aoa  individui.  ciomk  piccolo  (S.  Qoimco  a), 

TUFI  (S.  MATTFO  a)  kelle  MASSE  di         La  parr.  di  S.  Giorgio  a  Tuori  non  eri- 

CITTA'  in  Val-irArbia.  — Contrada  che  ha  steva  nel  i55i.  Essa  nelPauno  i833  no- 

dato  il  nome  ad  una  delle  porte  della  città  verata  196  popolani. 


TUBI  TURI              603 

TUBA  (  DOGANA  vola  )  prcno  le  cale*  Né  Umpoco,  diceTB  il  Pagnìni,  ti  conpren- 

nlte  del  pedule  dì  bicQlina  lun^  il  ai*  de  donde  l'Ughelli  nella  lua  Italia  tacrm 

naie  Inprrìale  della  Sereiaa.  —  f^ed.  Buoi-  abbia  dedotto  il  titolo  di  conti  di  Turicchi 

TUA.  Comunità»  die  presero  i  ¥eaco?i  di  Fieaole. 

TURANO,  uWolla  TORANO  in  Val-di-  11  primo  luogo  in  cui  •*  incontra  ram- 
ila^. —  Cm.  con  cb.  parr.  (  S.  France-  Dentala  la  corte  di  Turieeki  coucena  ai 
w>)nel  piviere  di  S.  Fkolo  a  Vendalo,  G>m.  ireacovi  fieaolani  dai  re  d*  Italia  compariace 
Giór.  e  circa  migl.  due  a  grec.  di  FÌTÌzzano,  in  una  bolla  del  Pont.  Pkiquale  11  diretta 
Dioc  dì  Ponlremoli»  già  dì  Luni-Sarzana,  nel  1 1  o3  a  Gio? anni  Vesc.  di  Fietole ,  al 
GoBp.  di  Fin.  qnale  confermò ,  fra  gli  altri  Inogbi  :  Co- 
Hisicde  pmao  la  base  orientale  del  monte  strum  Jgnae^  Curiem  Turrieehi  et  Catti'. 
dello  Montaiini  solla  deitra  del  fosso  cbe  lionis ,  sieut  ex  regis  eoneessione  eee/e- 
«■de  dal  poggio  di  Vendaso  fra  ì  grossi  siae  tuae  eoilata;  e  come  regia  concessione 
lOT.  Mammio  e  Botaro.  lì  stessi  luoghi  della  mensa  firsoliina  nelle 
\m  pnrr.  dì  S.  Francesco  «  Tarano  nel  boi  le  successi  wed^Innocemo  111  (anno  ii34) 
i833  conlava  70  popolani.  di  Celestino  li  (anno  1 143)  e  di  Anastasio  IV 

TURICCHI,  o  TORRICCHI  in  Val-di-  (anno  11 53)  si  trovano  indicali. 
Skvc.  —  Vili  con  eh.  prioria  (  S.  Pietro  )  È  però  cosa  indubitata  che  tulli  i  diritti 
nrl  pivieR  della  Rata^Com.  e  circa  8  migl.  dell'  impero  essendo  passati  nella  corona  di 
a  seti,  di  Pelago,  Giur.  del  Pontassicve,  Toscana,  doveva  appartenervi  anco  Talto 
Uoe.  di  Fiesole,  Corop.  di  Firenze.  dominio  della  contea  di  Turicchi.  Fu  cre- 
Troraoi  a  pie  del  poggio  della  Rata  pres-  dato  infiliti,  che  cotesto  alto  dominio  fesse 
so  la  ttrada  regia  Forlivese  longo  la  ripa  si-  tacitamente  dai  vescovi  di  Fiesole  ricono- 
nisln  della  fiumana  Steve,  circa  mezzo  sciulo,  tostochè  la  Comunità  di  Turrieehi 
migl.  sollo  la  confluenza  del  torr.  Moscia,  per  atto  pubblico  del  aS  giugno  1398,  pre- 
Fa  eolesto  villaggio  antico  fendo  de*  ve-  vio  il  consenso  del  suo  vescovo,  si  diede  in 
scovi  dì  Fieaole,  per  cui  essi  portarono  il  aooomandigia  per  anni  dieci  alla  Rep.  Fior, 
titolo  di  conti  di  Turicchi.  Infatti  che  il  Comune  di  Firenze  mante- 
In  tutte  r  occasioni  che  il  Comune  di  Fi-  nesse  costantemente  illese  le  ragioni  di  alto 
reme  tentò  di  esercitare  atti  di  giurisdizio-  dominio  sa  Turicchi  lo  dichiara  1*  annuo 
ne  sopra  la  contea  dì  Turicchi  insorsero  fie-  tributo  che  i  snoi  abitanti  al  pari  dei  fea- 
re  controvenie  che,  sebbene  temporarìamen-  dalarj  Camaldolrnsi  di  Moggiona  e  del  po- 
tè decise,  non  hanno  mai  portato  ad  un  re-  polo  di  S.  Michele  a  Trebana  nell*  Appen- 
iollalo  decisivo  ad  oggetto  di  stabilire  la  na-  nino  di  Tredozio  dovevano  recare  ogni  anno 
torà  di  cotesto  territorio  feudale.  a  Firenze  in  un  cero  di  libbre  sei  nel  gior- 

£  quantunque  sotto  il  governo  della  di*  no  della  festa  di  S.  Giovanni  Battista, 
nastia  felìcrmenle  regnante  se  ne  offrissero  Inoltre  nelFArch.  delle  Riformagioni  si 
varie  occasioni,  ciò  non  ostante  fino  al  go-  conserva  nna  relazione  presentala  da  Fran* 
verno  del  Granduca  Leopoldo  1  non  si  è  cesco  Vinta  nel  1 8  agosto  1 563  ad  istanza 
conta  la  cosa,  eh*  esier  potrebbe  soggetto  di  degli  uomini  di  Tnriochi  pr-r  alcune  gra- 
una  dissertazione  non  inutile  a  dimostrare,  vezze  che  voleva  imporre  loro  il  vescovo  di 
che  in  tutti  i  tempi  i  sovrani  dei  territori  Fiesole ,  nella  quale  scrittura  si  prendono 
nei  qoali  è  compreso  quel  tal  feudo,  hanno  ad  esame  le  prerogalive  di  questo  luogo  sta- 
li diritto  di  disporre  del  medesimo,  salvi  i  bilite  con  sentenza  del  i3  marzo  i564  (x/ì- 
pattì  espressi  nei  diplomi  speciali.  le  comune)  dal  consìglio  della  Pratica  se- 
Fra  i  privilegi  cbe  su  questo  proposito  greta.  In  altra  relazione  di  Paolo  Vinta  del 
possono  allegarsi  reputo  il  più  antico  quello  la  agosto  i574,  ad  oggetto  di  ovviare  .ii 
dell*  Imp.  Corrado  1  dato  in  Roma  nel  1 097,  conlrabandi  che  si  facevano  dagli  uomini  di 
col  quale  confermò  a  Jacopo  Bavaro  Vesc.  di  Turicchi ,  il  Granduca  rescrisse  :  //  Vinta 
Fiesole  tutto  ciò  che  il  Vesc.  Rcgirobaldo  dica  al  Vtsewo  (di  Fiesole),  che  se  non 
suo  antecessore  aveva  acquistato  nei  contadi  consente  alV  opinione  della  Pratica^  S. 
fii  trenti  no  e  fìesoiano  ,  e  poco  dof>n  con  va-  A,  gli  annullerà  V  esenzione^  perchè  non 
lidati  da  altro  privilegio  deirimp.  Arrigo  11.  la  vuole  in  suo  pregiudizio.  —  (Akch. 
In  quei  diplomi  peraltro  non  è  fritta  men-  imclt.k  RiFoaMAOioni  di  Pia.  Lessico  Stor. 
?i(>itc  siiecialc  del  Urritorio  di  Turicchi.  Diplom.  ) 


801              TURR  TDTO 

SqI  declinare  del  tecoloXVUI,  !■  eontei  Tomcemm  ou  Cmum  In  Val-di-tV" 

di  Turìcchi  fu  iinnalUU  dalle  leggi  vigenti  m,  —  Cai.  perduto  che  fu  nel  pitiere  di 

nel  Granducato.  S.  fliarìa  a  Sfiallenna ,  gii  di  S.  Pietro  a 

fja  pan*,  dì  S.  Pietro  «  Torìcchi  nel  fremano,  nella  Goin.  di  Gajolc,  Ginr.  di 

i833  noverava  347  abit.  Radda  ,  Dioc.  di  Fìeiole,  Gomp.  di  Siene. 

TURRIGCH10,oT0RRIGCHI0inVal-  Di  cotesto  tìco  è  filila  raenzione  in  ■■ 

di  II ietole.  — -  Casi.  doTC  fu  nna  piccola  lor-  ìiIramentodeirilrtfA.  Hi/»/,  i^ior.  cmlenic 

re,  da  cui  prese  il  nomignolo  la  chiesa  par-  fra  le  carte  della  BidiadiGoltiboono.  È  ■■ 

roochìale  della  SS.  Concezione  nella  Gom.  contratto  del  ai  maggio  11 93  scrìtto  bcIIì 

e  circa  due  migl.  a  ostro  di  Usano,  Ginr.  Fiila  di  Castello  del  terrilorìo  fiorentino» 

e  Dioc.  di  Pescia,  Gomp.  di  Firenie.  col  quale  Ridolfo  del  fn  Rolando eSefia  del 

Risiede  in  pianura  fra  la  fiumana  della  fa  Sìchelmo  sua  moglie  Tenderono  alla  Bi- 

Peseia  nuova ^  la  straila  |ioslale,  la  villa  di  dia  di  Gollibuono  per  il  preoo  di  lire  5  b 

BcllaTÌsta  e  il  borghetlo  degli  Alberghi.     ^  testa  parte  delle  terre  che  qnei  ooniagi  pai* 

Non  è  da  con'òndersi  questo  luogo  di  sedevano  nella  villa  di  Ttunrieekio  dd  pi- 

Tiirriccliio  con  altra  chieu  di  Torricchio  viere  di  S.  Maria  a  Spaltenna.                    * 

esistita  pressoS.  Martino  in  Gol  le  ali*  oriente  TURL4GGI0  nella  Val-di-Sieve.— Gas. 

di  Lucca,  alle  quali  ultime*  eh.  riferiva  un  che  diede  il  vocabolo  ad  una  eh.  parr.  (S. 

hreve  ilei  Pont.  Pasquale  II  spedito  sulla  fine  Minialo)  attualmente  riunita  al  popolo  di 

del  Secolo  XI  ali*  ab.ite  di:l  Mon.  di  S.  He-  S.  Andm  a  Gimoggiano,  già  nel  pievanalo 

DcJetlo  di  Polirone  sul  Pò,  stato  poi  confer-  di  S.  Gavino  Adiraarì,  ora  in  qadlo  di  Bafw 

malo  nel  11 34  dal  Pont.  Innocenzo  HI, col  berino  di  Mugello,  Gom.  medesima,  Giar. 

quale  donavansi  alla  Badia  di  Polirone  pa»  del  Borgo  S.  Lorenzo,  Dioc.eGomp.  diFÌ« 

trona  dì  quella  di  S.  Salvatore  a  Sesto  nel  renie. —  Fed.  GiMioaiAiiOy  e  Aanuai  (S. 

territorio  Inccbese,  le  chiese  di  Torricchio  Gavtvo), 

e  di  S,  Martino  in  Colle.  TURLAGO  a  TERENZAlfO  in  VaUB- 

Inflitti  nel  catalogo  delle  chiese  della  dio-  Magra.  —  ^ed.  Tiaui*ao,  cui  ai  poò  ag* 

cesi  di  Lucca  del  i960  si  trova,  come  Ai  giungere,  che  quel  popolo  spettava  al  pie- 

detlo  airArt.Toaaicano,  la  chiesa  di  questo  vanalo  di  Codiponie. 

luogo  e  quella  ili  5.  Martino  in  CoUe  fin  TUSSUfO,  o  TDSSINO  m  MODIGUA- 

le  suburbane  di  detta  città.  NA.  —  fed.  VÀrt,  Toasnio. 

Sembra  piuttosto  appellare  o/  Turricchio  TUTO  (S.  BARTOIjOMMKO  iw)  ossia  a 

della  Val-fli.Nie¥olc  quel  Torricchio  degli  GREVE  nel  Va Id* Arno  fiorentino.  —  Con- 

Ad  ira  ari  di  Firenze,  la  cui  torre  dai  Ghi-  trada  con  eh.  parr.  nel  piviere  di  S.  Alet- 

bellini  vincitori  a  Mont aperto  dopo  il  lafio  Sandro  a  Giogoli,  Goni,  e  circa  un  migl-  a 

fu  atterrata  con  le  case  ed  un  palazzo  annes-  lev.  della  Casellina  e  Torri,  Giur.  della  I^- 

so.  —  (P.  lf.DcrOH80,  Delizie  degli  Entditi  sin  a  Signa ,  Dioc.  e  Gomp.  di  Firmze. 

toscani.  Voi.  VII.)  La  parr.  di  S.  Rartolommeo  in  Tulo  nel 

I^  |Kirr.  della  SS.  Concezione  al  Tur-  i831  noverava  3ir>  abit. 

rieehio  o  al  Torrierhio  nel  i833  contava  TUTONA  (MONTE  mV  —  ^ed.  Ma<itb- 

iiafi  abit.,  36o  de*quali  entravano  nel  ter-  rvTLci&ao,  Comunità^  e  VihLAWuorA  ^/'iv* 

ritorio  limitrofo  della  Comunità  di  Pescia.  re  ot). 


605 


u 


u. 


BACA,  OBACl.  —  Ved,  Oiao*.  Nello  »lesso  monle  àAVUeeeUina  ditto. 

VBAGOt  o  LOBAGO.  —  F'ed,  Lob&co.  no  ^\ì  avanzi  di  uo  raoiiastero  di  Benedel- 

tGCELraATOJO  (MOTTE  dul*).  —  Uni,  poi  di  Cistereenti ,  indicato  tAV Art. 

ftuiM  pruminensa  siilP  antica  strada  mae-  Gaomcto,  la  cui  eleraleiza  riscontrata  dal 

tfn  Bolognese  situata  fra  Casliglion  di  Ger-  Prof.  P.idr.  IngbiFsmi  fu  calcolata  dalla  soiu- 

cina  e  Pratolino;  in  guisa  che  Tenendo  da  miià  del  superstite  suo  campanile  asceuden- 

Bnkigmi  e  dal  Mugello  si  scooprìTa  dairUc-  le  a  br.  593,5  sopm  il  lÌTello  del  mare  sot- 

edlalofn  la  popolosa  valle  di  Firenae,  per  tostante.   —  f^ei,   VéhKntìttd  (  Temuta 

cui  l*  Alighieri  cantava  che  a  tempo  suo  :  dbllj  ). 

V                          •.■#.!  UCCELLO  (PIZZO  d).  —  r«l.  Alk 

n  f  ^    .     rr     il  »  •  Apuaha  e  Cjasola.  ,  Comunità, 

Dai  no.^  C^ccW;-^.^^^  ^,  _           ^^^ 

^                                 *  k  Unai  nel  Val-d^Arno  sopra  Firenze. 

HtìVi/'-eeliaio/o  porta  il  nome  un  pò-  UGIONE  torrente,  talvolta  Logiome,  — 

drrr  d«*i  March,  ila  GistigI  one.  ^ed.  Livoaico,  Comunità, 

kìV^rt  ScAapEBiA  (pag.  3ti5  di  questo  UGLIAN-CALDO   in    Valdi-Magra.  — . 

Voi.)  si  disse,  che  infìoo  tWUeeetlatojo  nel  Vili,  con  chiesa  parr.  (S.  Bartolorameo)  nel 

99  genn.  ilei  1 453  {ttiUfinr,  )  suU*  antica  piviere  di  Codiponte,  Gom.  e  circa  due  migl. 

strada  Bolognese  arrivò  ila  Firenze  una  no-  a  oitro-acir.  di  Cisoia ,  Giur.  di  Fivizzauo , 

bile  comitiva  prrseduta  dal  santo  vescovo  Dioc.  di  Pontremoli,  già  di  Loni-Sarzana , 

Anlooiiio  a<i  oggetto  di  onorare  V  arrivo  Gomp.  di  Pisa. 

dririoip.  Federigo  III  che  per  la  via  pre-  Siede  sul  fianco  seltentrionale  MVAipe 

della  recavasi  a  Siena  a  inanellare  la  sua  fi-  Apuana  della  il  Pino  d* Uccello  presso  il 

danzala  Prinri|w>ssa  Eleonora  di  Portogal-  confine  della  Lunigiana  Granducale  con  il 

lo.  —  ^ed.  Saaro,  Comunità  (ivi  pag.  a8i .)  terrilorio  di  Minucciano  del  Due.  di  Lucca. 

UGCELLIERA   (  MONTE  dkll*)  nelLi  Porta  cotesla  villata  il  qualificato  di  U- 

Miinlagna  di  Pisloja.  —  È  una  delle  mag-  gUaii'CaìIo  per  distinguerla  da  un* altra 

giori  prominenze  lungo  la  Milena  deirÀ(>-  inferiore  bicoi!ca  appellata  Uglian' Freddo. 

pmuino  pisloj«'se,  la  cui  sommila  fu  segna-  «—  Sono  entrambe  situate  sul  fianco  mede- 

l^ta  dal  Prof.  P^dre  G.  Inghirami  a  3079  sìmo  del  ficco  «TC^cce/Zo,  quel  la  fredda  pi  (k 

br.  su|icrìore  :ìI  livello  del  mare  Medilerni^  bassa  dell*  altra,  e  tutte  due  sotto  uua  stes- 

nro.  —  f^ed.  SAifMABCii:.i.o,  Comunità.  sa  parrocchia. 

UCCELLINA  (MONTE  d«.l*)  lungo  il  Comecché  frigida  sia  U  situazione  di  en- 

littorale  Grossetano.  —  È  una  montuosilà  tvambi  cotesti  Ugliani,  pure  dicesi  U^ian» 

che  si  alza  qu.isi  isolata  alla  sinistra  della  jFre</<lo  quello  che  ha  meno  ore  di  sole  del- 

l)occa  d*Ombrone  fra  1*  Albert-se,  la  strada  1* altro  designjto  sotto  il  vocabolo  di   U- 

rrgia  Maremmana  e  Talamonc,  mentre  i  glian-Caldo, 

tluili  m:irini  lagnano  la  base  del  monte  di  Già  dissi  air/^rf.CASoi.A(Vol.  Ipag.  5i4) 

Ucrrilina  alia  Cala  di  Forno.  che  colui  che  passeggerà  [ter  cotesta  contra- 

Coieslo  monte  diramasi  a  ostro  fior  il  lit-  da  forse  non  stenterà  a  credere  che  fu  fra  i 

tora'e  fino  alla  punla  dove  risiede  il  Casi,  di  profondi  e  intersecati  valloni  e  canali  della 

T.il»moiie,  ed  è  ne*  «noi  fianchi  orientali  Valle  orientale  della  Magra  dove  i  Liguri 

dote  esistono  I.1  tenuta  di  CoUeecfiìo  e  le  Apuani  apparivano  alP  improvviso  per  as- 

l'>rri  della  Belbi  Marsilia  inriicate  .ìWArt.  salire  e  taglieggiare  i  romani  eserciti  che  ri« 

CoLLtrrnio,  nelle  antiche  possessioni  de*mo-  tornarono  più  volle  pei  sentieri  orribili  e 

Daci  Ainiatini  dette  delia  f^^LEiiTiM4.  profondi  della  Garfagnana  in  iiuelli  di  Val- 

T.  V.  77 


606  UGNA  ULIG 

di-Magra  ■  inTeiUre  qncgl*  indomiti  mon-        Etisie  (Ino  al  1 366  fra  Ugnano  e  S.  ìknh 

Un<irì.  —  f^fdm  MiMuociAiio.  nino  a  Brotzi  una  peicaja  con  mulino  di 

Una  grande  sciagura  accaclde  pochi  anni  proprietii  della  nobii  famiglia  Ganaoci  con- 

or  sono  agli  abitanti  di  UgiianCaido  t  sorte  de'  conti  Alberti ,  siala  demolita  il 

freddo  in  conseguenia  delle  grandi  acosse  quell'anno  per  ordine  della  Rcp.  Fior, 
di  terremoto  succedute  a  pie  del  Pìmo  dPUe»        Fra  le  alluyioni  dell'  Amo  una  fn  qatlb 

otllo^  il  giganle  della  Pania»  per  cui  su-  del  1620  che  atterrò  molte  case  in  Ugnano, 
bissarono  molte  di  quelle  povere  capanne^        IXill*  atto  pertanto  di  donaiione  del  nof . 

recando  ad  alcuni  individui  la  morte  «  a  a  101 1  si  rileva,  che  allo»  il  giiupadromto 

lutti  un  disastro  indescrivibile.  della  chiesa  di  S.  Stc&no  a  Ugnano  appB^ 

La  parr.  di  S.  Bartolommeo  a  Uglian-  teneva  ad  un  fiorentino,  il  quale  Io  rinoa- 

Caldo  nel  i833  contava  aa3  abit.  liò  ai  monaci  della  Badia  a  Sctlimo; 


UGLIAN-FREDDO  in  Val-di-Uagra.  —  poi  in  seguito  la  collaiione  della  itc«a  chi^ 

Ftd^  Titfrf.  precedente.  sa  pervenisse  nella  mensa  arciveKovile  di  Fi- 

UGLIONE  in  Val-d'Elsa. — Gas.chedie-  renar,  io  lo  ignoro.  Altuaimenle  eMa  è  di 

de  il  vocabolo  ad  una  eh.  parr.  (S.  Niccolò)  padronato  del  Principe, 
il  cui  popolo  fu  riunito  alla  cura  di  S.  Bar-        La  stctm  chiesa  fu  rinnovala  dai  fcnda- 

lolommeo  a  Eilanuolo  nel  niviere  di  S.  roenli  nel  i8a8  ed  arricchita  di  molli  wh 

Pietro  in  BoBiolo,Gom.  di  Barberino  di  Val-  redi  e  maiseriaie  con  portico  e  nuova 

d*£lsa,Giur.  di  Poggibonsi,  Dioc.  e  Gomp.  nica  ann< 


dì  Firenae.—  V^à.  pALAaauoLO  fra  la  Valle       La  parr.  di  S.  Stefiino  a  Ugnano  nel  i83S 
deirElsa  e  quella  delb  Pesa.  contava  673  abit. 


UGNANO  (l7/tìiMiMi)nel  Val-d'Amo  fio-        ULIGNANO  in  Val-dTIsa.  —  Gss. 

remino.  —  Vili,  con  eh.  priorìa  (S.  Stefk-  chiesa  parr.  (S.  Bartolommeo)  nella  Così. 

no)  nel  piviere  di  S.  Giuliano  a  Settimo ,  Giur.  e  circa  miei,  due  e  neuo  a  teli,  di 

Gom.  e  circa  due  migl.  a  seti,  della  CsmI-  San-Gimignano,  Dioc.  di  Colle,  già  di  Vol- 

lina  e  Torri ,  Gìnr.  della  Lastra  a  Signa,  terra ,  Comp.  di  Siena. 
Dioc.  e  Comp.  di  Fireme,  la  qua!  citlk        Risiede  sopra  liT ripa  sinistndeirElfa  alle 

resta  4  in  5  migl.  al  suo  lev.  falde  settentrionali  diel  monte  di  San4aiflri- 

É  posto  in  pianura  sulla  ripa  sinistra  del-  guano,  dirimpetto  al  Casi,  di  Vico  ailmls 

FAmo,  circa  messo  migl.  sotto  la  confluenaa  nella  ripa  opposta  dell*  Elm. 
in  esso  della  Greve,  e  quasi  un  mìgl.agrec.        A  quesl*  Ulignano  di   San-Gimignaw 

della  Badia  a  Settimo,  sulla  strada  comuni-  anzi  che  ali*  Ulignano  di  Val-d*Era  sembra 

tiitiva  rotabile  che  al  Ponte  a  Greve  slaccasi  che  debba  riferire  il  privilegio  di  Arrigo  VI 

dalla  regia  postale  Livornese  per  condurre  del  a8  agosto  1188  a  favore  d*Ìldebnndo 

a  Solicciano,a  Montignano  ed  a  Ugnano.  Panocchieschi  vescovo  di  Volterra,  quando 

Il  paese  di  Ugnano  è  rammentato  in  molle  gli  accordò  con  titolo  feudale  fra  i  mollica- 
carte  della  Badia  a  Settimo,  la  prima  delle  stelli  e  luoghi  della  sua  dioeeai  Ulipmw^^ 
quali  del  ao  novembre  101 1  tratta  delPof-  Puliceiano,  Gambani^  Colie- Mi useiii  tee. 
feria  falla  in  Firenie  da  Giovanni  del  fu  Dai  vescovi  passò  queit*  Ulignano  sotlo  il 
Giovanni  al  Mon.  di  Settimo  di  tutti  i  ter-  domìnio  del  Comune  di  &in-Gimignano(aB- 
reni,  case  e  chiese  pervenutigli  dalla  patema  no  ii5i),  per  cui  i  suoi  abitanti  si  trovano 
eredità  nei  contadi  di  Firenze  e  di  Fiesole,  compresi  negli  statuti  compilali  dai  San-Gi- 
fra  i  quali  beni  si  rammentano  quelli  posti  mtgnanesi  nel  ia55;  econ  tulio  cbè  i  prelati 
in  Ugnano  con  la  chiesa  di  S.  Stefano  ifi  vollemmi  ottenessero  privilegio  dalfliap. 
fino  d*  allora  esistente  nd  piviere  di  S.  Giù-  Carlo  IV  in  conferma  di  quello  di  Arrigo  VI, 
liano  a  Settimo.  eglino  non  poterono  più  eserdiare  sopn 

Altra  carta  del  i3  giugno  i3io  riguar-  colesto  Ulignano  altra  giurìsdi^onc  men» 

da  r  affitto  per  anni  due  dei  mitìini  mag»  cbè  la  spirituale. 

giori  di  detta  Badia  situali  nel  fi.  Amo  nel        La  parr.  di  S.  Bartolommeo  a  Ulignano 

popolo  di  S.  Martino  a  Gangalandi,  dato  dai  nel  i833  roiitava  174  «bit. 

monaci  della  Badia  a  Settimo  a  due  fratelli        ULIGNANO  in  Vald*Era Vili,  eoo 

del  popolo  di  S.  Stefano  a  Ugnano  per  eh.  prr.  (S.  Pietro)  nel  piviere  di  Nera, 

r  annuo  canone  di  70  moggia  di  farina.  *-  Com.  Giur.  Dioc.  e  cinque  in  sei  migl.  a 

(Alca.  Dm..  Fioa.  loc,  di,)  grec.  di  Volterra ,  Comp.  di  Firenae. 


U  L I V  U  LI  V                 607 

EìsKvlono  laoto  Ui  villa  come  la  eh.  |arr.  nose  che  servono  di  nuintrllo  al  oionte  del- 
la cresta  delle  colline  cretose,  alla  cui  la  Verruca,  rupi  pittoresche  a  vedersi,  uli- 
orientale  scorre  hi  così  detta  £#  a- rVfa  lissime  ali*  arie  edificatoria  ,  iroporlanli  a 
e  dal  lato  opposto  il  borro  S traila^  di  là  dal  studiarsi  dal  geologo ,  il  quale  osservar  può 
quale  si  aliano  i  colli  della  Nera,  la  pietra  brecciata  e  calcarea  d*Ulivelo  niol- 

Fino  dal  principio  del  secolo  XI  possedè-  te  fiale  racchiudente  avanzi  di  corpi  ani- 

vj  beni  in  Ùlignano  il  capitolo  di  Volterra  mali,  in  più  parti  cavernosa,  siccome  su  lai 

eimlermali  al  medesimo  dati*  Imp.  Arrigo  I  proposilo  è  da  leggersi  fra  le  altre  una  giu- 

coa  diploma  del  1014  dato  nella  villa  di  diziosa  descrizione  del  Prof,  pisano  Gav.  rao- 

Fatiam  presso  la  città  di  Pisa.  •— (  ^ei.  lo  Savi.  — -  Fed,  ViooPisamo,  Comunità. 

PȈVol.  IV  pag.  3ia.)  Del  comuncllo  di    Uliveto  e  ilelle   due 

Olifnano  dà  il  suo  nome  ad  una  faltoria  chiese  di  S.  Salvatore  e  di  S.  Pros{iero  (anno 

tua  rcsedio  signorile  della  nobii   famiglia  menzione  varie  carte  degli  archi vj  pisani 

laghirami  di  Volterra.  dal  secolo  X  al  XIV,  fra  le  quali  una  dtJ 

ÌM  parr.  di  S.  Pietro  a  Ulignanonel  i833  970  edita  dal  Muratori.  —  Ma  la  memnri.i 

aveva  iSg  ubil.  più  aulica  io  leputo  quella  della  Badia  di 

ULIVETI  nella  Val-di -Sie\ e. —-  f^ed,  S.  SM«ino  a  Montione,  fondata    nel    780 

OuTCTA  m  Muoaixo.  sulla  ripa  destra  dell*  Arno  in  luogo  detto 

ULIVETO,  o  OLIVETO  m  LIVORNO.  Ceraiiolo  ntl  distretto  di  Uliveto,  rovinata 

««  Ped^  OLnrcTO  m  Liv)«aiio,  e  Liiidrr.  nel  secolo  l\  da  un'alluvione  delTÀrno  in 

UUVETO.o  OLIVETO  (VILLi  m)  nella  luogo  dove  tuttora  esistono  vistosi  ruderi, 

V^lnfElsa.  —  Villa  torrila  e  grandiosa  già  detti  la  Badia  ^  seppure  non  sono  quelli 

di  eua  Pucci,  ora  per  eredità  della  fiimìglia  della  sua  vecchia  parrocchia. 

Srrristori  nel  piviere  dì  S.  Appiano,  Com.  Anche  la  Badia  di  S.  Michele  in  Borgo 

e  Giur.  di  Poggibonsi,  Dioc.  e  Comp.  di  di  Pisa  sino  dal  10^4  fiossedeva  beni  nel 

Firenze.  piviere  di  Caprona  nel  casale  di  Crespigna 

A  quest'Uliveto  io  stimo  che  debl>ano  no,  mentre  altra  carta  del  3i  ottobre  1096, 

rilerire  varie  carte  della  Badia  di  Poggio  pubblicità  nel  T.  Ili  degli  Annali  Canial- 

Mmrtmri  (sopirà  Poggibonsi)  a  prtire  da  dolcnsi,  tratta  dell* enfiteusi  di  varie  terre 

quelle  della  sua  fondazione.  che  il  Mou.  di  S.  Michele  in  Borgo  (miisc- 

lucila  tenuta  di  quest'Uliveto  furono len-  deva  in  Uliveto  e  presso  la  chiesa  di  S  S.tN 

lati  dal  March.  Carlo  Pucci  i  primi  es[>eri'  valore.  Chi  sa  che  il   9ton.  di  S,  Saha- 

Benti  di  marnare  il  raattajonecol  so\rastan-  iore  a  Piemonte  rammentalo  in  altra  niem 

te  tub  sabbioso.  —  f^ed,  Babbrmisio  di  Vai.-  hrana   citala   dal   Padre  Granili  nelle   sue 

o* Emak  Comunità  e  Mkliito-Ridolfi.  Epist.  sulle  Pandette,  non  fosse  quello 

ULIVETO  soraA  CAMBIANO   in   Val-  della  chiesa  parrocchiale  di  Uliveto,  i  cui 

d'Elsa.  — -  Gas.  nel  po|}olo  di  S.  Jacopo  a  avanzi  dal  popolo  vengono  indicati  col  tì- 

Voltigiano,  già  di  S.  Bbirtolommco  a  Cam-  tolo  generico  di  BadiaJ 

biano,  nel  piviere  di  S.  Pietro  in  Mercato,  La  cura  attuale  di  S.  Salvatore  a  Uliveto, 

Gom.  Giur.  e  circa  migl.  4  a  pon.  di  Mon-  o  Olivelo,  nel  i833  noverava  801  abit. 

tcsperloli.  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.  ULIVETO  (CASTEL  d  )  in  Val-diChia- 

Risiede  sai  poggi  cretosi  che  separano  la  na.  —  Fed.  Olivrto  di  Ci  vitella. 

Va|.d*ElH  dalla  vallecok  deli'  Ormello.  —  ULIVETO  (  MONTE  ).  —  Fed,  Monte 

^*d.  Voltici  AMO.  Olivrto. 

ULIVETO,  o  OLIVETO  sotto  la  Vemrca  UurETO  nella  Maremma  Massetana.  — 
nel  Val-d'Amo  pis;mo.  —  Borgata  merita-  f^ed.  OurETO  di  Mj^BytMÀ^  cui  si  pti(> 
niente  appellala  Uliveto,  la  coi  eh  parr.  di  aggiungere,  che  di  un  ciistel  tV  Oliveta  dei- 
Se  Salvatore  con  l'annesso  di  S.  Prospero  la  diocesi  di  Massa  esistono  i  ruderi  nei  pò»- 
a  Uliveto  S{»ettava  al  piviere  di  S.  Casciano  gi  della  Gherardesca,  dal  quale  ebbe  il  vn- 
a  Settimo,  ora  a  quello  di  Caprona  ,  nella  caboto  una  distrutta  pieve  della  dioresi  ili 
Com.  Giur.  e  circa  sei  migl.  a  pon.  di  Vico-  Massa  e  Pupiilonia,  {S,  Quirico  d*  Oliveto) 
Pisano,  Dioc.  e  Comp.  di  Pisa.  siccome  lo  ilichiara  un  istrumento  del  dì  8 

È  un  borgo  attraversato  dalla  strada  pro>  nov.  ga3  i-o<;:ito  in  Cornino  nella  eh.  Hi 

vinciate  Vicarese,  o  di  Piemonte  fra  la  ripa  «9.  Giusto  relativo  ali*  enfiteusi  di  una  casa 

destra  dell'Amo  e  le  rupi  calcaree  e  caver-  massariziii  [podere)  \\oè\'a  in  luogo  detto  Oli' 


008               UOPI  CIBI 

•rfo  ili  proprietà  delli  phrfc  di  S,  Quirieo  La  parr.  ik'SS.  Mnicdlioo  td 

sita  OliveiOf  nel  conlailo  «li  Populonw,  dai  IJotiini  nel  i633  L-ontav«  S35  abil. 

trtcovo  Uoicliuio  conorflH  ad  un  fair  Ali-  UaBAMA  (S.  MARIA  a)  nei  Y^ViTktm 

mundo  per  V  annuo  ccnio  di  i  a  denari  d*  ar-  iioienlino.  —  CL.  che  fu  pamecbiale  aggi** 

crnlo.  —  (  Asci.  Boaoiw  Bicai  m  Siima  e  pila  a  S.  Michele  aCafli|Elionc  nel  pieiamiu 

GuABcm  t  Memor.  dtitm  Ditte,  di  Mmaa  di  Cereina ,  Con.  Giur.  e  ciia  4  nifi*  ■ 

pag.  9»  e  93  ).  frec.  di  Saio ,  Dioc.  e  Gmp.  di  Fìrsm. 

Dir6  infine  che  trattano  di  questo  Uliveto  Fu  costà  presso  un  pìccolo  Meo.  di  dea* 

diverK  altre  carte  dell'Aaca.  Aaiav.  m  Loo»  ne  riunito  nel  1739  a  quello  di  S.  OnJim 

CA,  una  delle  qnali  del  a6  afoslo  deiranno  in  Fireme  mentre  la  eh.  pamccbialtv  di 

7O8  fu  pubblicala  dal  Muratori  nel  T.  1  cullaiinne  de*niaivbcsi  da  Casliflionev«B 

delle  sue  Aulichità  del  Medio  Eto,  do\e  si  stala  aopprena  nel  I7a8.  —  f^mà,  riMBai 

rammentano  due  padroni  di  barche  abitanti  URBANA  in  Val-di-Pma.  *-  Yllla  eaa 

in  ìeoieslo  Vitato ,  o  Oiii^Ho,  cappella  (S.  Antonio)  nella  parr.  de* SS.  filn 

ULMIANO  (  fFaimiaiium  )  nella  Valle  •  Qnirioo  alla  Soden  e  Ormino  aoHO  tt 

iiiiericire  del  St-a-hio.  —  Contrada  che  ebbe  piviere  di  S.  Pietro  in  Mercato,  Com.  e  Ginn 

due  chiese  (S.  Biafio  e  S.  Martino)  riunite  di  Mootcspertoli  Dioe.  e  Comp.  dì  Fim- 

a  qursl*  nltima  parr.  nel  |iiviere  di  Rigoli ,  le.—  f^ed,  MaacAvo  (S.  Fmam  m). 

Cum.  Giur.  e  circa  due  migl.  a  pon.-maestr.  URBANO  (S.  MARIA  ▲)  in  ¥aI-d*Erj. 

de* Bagni  di  S.  Giuliano,  Dioe.  e  Comp.  di  -•Cas.  con  oratorio  (SS.  Anountiala)  drt> 

Fini.  lo  il  Homìtitio^  nella  parr.  Con.  e  un 

Ebbero  signoria  in  quest*  Ulmiano  i  tre  migl.  a  lib.  di  Capannoli,  Giur.  di  Rml^ 

fralf  Ili  pÌMini  che  nel  780  fondarono  la  Ba-  itera,  Dioc.  di  San-Bliniato,  già  dì  lineai 

dia  di  S.  Savino  presso  Uliveto ,  poscia  a  Comp.  di  Firn. 

Monlione  in  vicinanu  di  Pisa ,  i  quali  fra  t  posto  presso  la  slrada  rmaUle  di  & 

gli  altri  Leni  le  assegnarono  nna  loro  corte  pannoli  a  Santo-Piero  lungo  le  eoUiat  ohe 

posta  in  Ulmiano  presso  il  Serchio*  scendono  In  Cascina.  La  diicn  auddclto  fa 

Alti-e  carte  del  Mon.  di  S.  Michele  in  riedificala  di  pianta  nel  i7Ai,oooBII  la  w^ 

Borgo  e  della  Primaxiale  di  Pisa ,  ora  nel-  pollo  noi  1748  il  dotto  Rurasio  GianHiI 

VAreh,  Dipi.  Fior,  rammenlano  qucsl'UI-  di  Albiano  in  Lunigiana  profemoie  di  tt^ 

miano  nel  piviere  di  Riftoli.—  ^ed.  Rig*iu.  sofia  e  medicina  ncH*  Università  dì  Firn. 

La  parr.  de*  SS.  Mai  lino  e  Biagio  a  Ul-  UttBdtio^  o  ViLhd  ÙBBétm^  nella  Valb 

miano  nel  i833  noTirrava  5^3  abil.  del  Sarchio.  ^  Villa  ilo?e  fu  nna  eh.  porr. 

UNGI.  ^  rtd.  Orci  in  Val^*£lsa.  (  S.  Michele)  auncisa  al  |iopolo  di  S.  Lo- 

UOPINI  DKLLK  MASSE  nella  Val-d*Ar-  rviizo  a  Morinno  nel  pievanalo  dì  S.  Matm 

bìa.  ^  Con  Inda  con  eh.  (Mrr.  (SS.  Mjrcfl-  a  SefiOt  altrimenti  detta  a  Jforiaito,  Gnm. 

lino  ed  Erasmo  )  nel  viciiriato  forMneo  di  Giur.  Dine,  e  Due.  di  Lucca.  — -  F'wd,  Mo- 

Cajciano  delle  Masse,  già  nella  Com.  delle  auao  nella  Valle  del  Serrhio. 

Masse  del  Teizo  di  Cillà ,  ora  in  quella  di  URBECH,  o  ORBECH  nel  Val-d*Affno 

Monleriggioni ,  Giur.  dì  Sovicillc,  Dì<h:.  e  casentinese.  —  Contrada  di  nome  ignoto, 

Comp.  di  Siena,  dalla  qual  cillà  la  cbitsia  alata  fendo,  nel  popolo  di  S.  Cristina  a  Pf 

d*  L'opini Irovasi  ciira  Ire  migl.  a  maestro,  piano,  già  di  S.  Stefenon  fWefo,  nel  pie- 

Risie<le  in  «?olI.na  fra  la  sliada  postale  vanato  di  Stia,  Com.  Giur.  e  dalle  •  alle  4 

Fiorrnlìnj  e  quella  provinciale  della  Castel-  migl.  a  seti,  di  Pralovaocbio,  Dioc.  di  Fi^ 

lina  presso  S.  Dalmaiio,   Monlt-.iriosu  e  sole,  Comp.  di  Ansio. 

Fonie- Becci.  —  Coslì  in  Uopini  fu  uno  spe-  Cotesta  contrada  di  Urheeh^cht  roslitui- 

dalettu  con  cbies.i,  S.  Croce,  (ler  i  pellegrini  sce  il  lerri Iorio  disunito  della  Comunilà  di 

donato  l'uno  e  Paltra  dal  B.  Giovanni  Co-  Pralovecchio  è  rinchium  fra  il  tcrrilorioco» 

tombini  alla  com|Mgnia  de*  Diseipiinaii ,  mnnitativo  di  Stia  secondo  i  termini  afipo- 

ora  della  Madonna  sotto  1*  ospedale  di  Siena,  sti  nel  novembre  del  i565. 

stalo  abolito  nel  1 754  ed  acquislato  nel  se-  La  contea  di  Urktch  appartenne  vn  lem* 

colo  attuale  dal  eh.  pittore  Francesco  Nenci,  pò  ai  conti  Guidi  del  ramo  di  POrcianofino 

il  quale  ha  ridotlo  la  chiesa   di  S.  Croce  ali*  estintione  di  quella  lìnea,  la  quale  nel 

annessa  a  detto  spednle  ad  uso  di  onlorio  i5oa  residuala  in  una  fi  mmina,  dmina  O^ 

dove  esiste  un  quadro  di|iinto  dal  Casolani.  slama  maritata  a  Massone  di  Gregorio  d*  An* 


URBE  USEL               609 

|laarì«  aeir  agoilu  «lei  i53a  ottenne  «lai  /VrmKe  «I  punto  donile  pai lìoinio.  —  ^cif. 

nuovo  governo  «lucale  di  Fi  reme  per  lè,  per  Peatoviooiio  e  Stia  Comunità. 

ì  noi  figli  e  per  lutti  i  diiceDdcnli  roaichì  Per  effetto  della  quale  provvisione  i  Vii, 

dunnle  la  «Iella  linea  il  titolo,  (EÌurìsdizione  di  Urbech  dovettero  rinuniiare  a   favore 

e  dominio  della  contea  di  Urbeeh  e  della  della  corona  di  Tofcana  ogni  ragione  clie 

na  fiorlesia,  previo  il  pagamento  della  lolita  aver  potevano  i  conti  Guidi  del  lumo  «li 

tuia  e  deir annuo  tributo.  Forciano  e  di  Urbech  sul  padronato  della 

Qaìndi  il  Duca  Coiimo  I,  avendo  stimato  pieve  di  S.  Alaria  a  Stia. 
Opportuno  di  determinare  mrglio  i  confini  Nel  iSgi  il  Granduca  Ferdinando  oo- 
fi  quella  contea,  dopo  aver  riunito  alla  sua  mandò,  che  i  conti  di  Urbech  prendesse! o 
oaraoa  una  porzione  di  quel  terreno  con  la  V  investitura  come  gli  altri  feudatarj  gran- 
villa  di  Campodtmieo^  con  provvisione  del  ducali,  e  così  fu  continuato  fino  ali* ulti- 
so  diorrobre  i56i  i  Nove  conservatori  della  mo  ram|iollo  della  casa  jfaasoni  d' Anghia- 
giurisdiKaoiiee  dominio  lioreniino  deliberi-  ri,  il  quale  terminò  con  la  vita  della  con- 
noo  di  ristringere  dalla  parte  di  Papiano  il  lessa  Maria  Mjddalenu  Gellrude  fiieli^  di 
territorio  di  Urbech,  e  dilutarne  invece  i  Giovanni  Mazzoni,  e  vedova  di  Raflaelln 
confini  Terso  la  sommila  dell*  Apfwnnino  Nardi  moria  in  Firenze  nel  1747. 
della  Fai tcrona,  |>rcndettdo  |ier  limite  a  lev.  A  quesl*  epoca  pertanto  la  contia  di  Ur- 
li lorr.  O/a,  becb  tornò  alla  corona  granducale  solio  il 

Cotcìla  innovazione  frattanto  essendo  sta-  governo  de*  vicarj  di  Popfii;  finché  il  Gran- 
la  rìeoaosciuta  lesiva  alla  Corona  ,  fu  mì-  duca  Francrsco  II  e  primo  Imperatore  di 
■oliala  eoo  altro  decreto  del  16  seti.  i569,  questo  nome  con  diploma  del  1756,  conferì 
e  «topo  varie  riflessioni  e  perizie  eseguita  una  la  contea  di  Urbech  al  marchese  Carlo  Gi- 
nuova  icnninazione  di  confìni  come  da  una  nori  che  ne  prese  il  possesso  nel  18  aprile 
protTisioae  «lei  4  novembre  1 565  apparisce,  di  quciranno,  e  che  lo  ritenue  fino  alla  leg- 

Mediante  quesl' ultima  cnnfìnazione  si  ri-  gè  suirestinxicme  dei  feudi  granducali. 

bsciaropo  ai  conti  di  Ui  bech  della  casa  Maz-  Ubci^ho^  o  Umcuuj  {i^iLtd)  in  V«t- 

zimi  d' Angbtarì  tutte  le  case  elamiglie  del-  d*Orcia.  —  Clìiamavasi  riu.A  i/aciAHM  o 

la  villa  di  Papiano,  comprese  quelle  di  Cai-  Feudo  UtcìANOf  la  villa  detta  poi  di  S.  Rc- 

ciaaìi,  determinando  i  confìni  ilei  suo  di-  stiluta,  la  quale  è  più  volle  rammentala 

slieUo  come  appresso  ;  cioè  :  Cominciando  nella  controversia  fra  i  vescovi  di  Siena  e 

inbarnsultorr.  Staggia  sotto  la  via  della  quelli  di  Arezzo.  Una  pergamena  della  Ba- 

Foraaet  «lei  poggiolìno  di  ^aile,  e  segui-  dia  Amiatina  del  novembre  gg4  dichiara , 

lan«]o  la  via  che  tra  le  ^igne  di  Falle  gui-  che  in  cotesta  villa  d' Ureiano  posieticva 

dava  ■  Poreiano  sino  al  luogo  dello  il  ife-  beni  la  contessa  Willa  ,  o  Gisla  ,  probubil- 

spaio,  continua  lungo  la  Éanditefla  detta  mente  la  vedova  del  C.  Ranieri  degli  Ar- 

dé' Conti  fietUviadeila  Collina.  Di  là  sis  «lengheschi  citata  ali*  Art.  CAKamof.!  e  al- 

gailaoilo  per  le  Fonii  di  Montaìto  saliva  trove. 

il  poggio  di  Cfl/ciiKi/a  mediante  il/ofjo  al  USCIANA  (CANALE  m).  —  fed,  Gn 

^«po,  quindi  per  la  Bocca  a  Pfcorìle^  e  sgiana. 

Moatiilei  giungeva  sulla  cima  dell*  Appen-  USFLLA,  o  OSELLA  (  PIEVE  a)  alln; 

nino  della  Falletona.  Di  costassù  dopo  per-  volle  della  a  PiiaicaAiio  nella  Valle  del  Bì- 

cofaa  «iella  giogana  per  il  tragitto  di  cirra  un  senzio.  — •  Pieve  antica  sotto  1*  invoraziom' 

teno  di  miglio  lungo  la  via  della  Carrata,  di  S.  Lorenzo,  nella  Cora,  v  ciriM  4  niigl. 

detu  in  seguilo  i^ia  de"  Conti  furono  appo-  a  scir.  di  Canlagallo,  Giur.  «li  Mercutale , 

sii  i  lermini  alla  dirittura  del  fosso  do>e  in-  già  del  Montale,  Dioc.  di  Pisloja,  Conip. 

eominciano  le  più  alte  fonti  del  lorr.  O/a,  di  Firenze. 

mercè  cui  sì  riscende  l* Appennino  sino  ai  Trovasi  sulla  ripa  destra  del  fi.  Bisenzio 

prati  dell* O/a;  di  là  seguitando  per  la  via  lungo  la  strada  provinciale  che  lo  rìnionla 

della  Chiusa  arrivava  al  Cerro  al  Sottone  fmo  a  Mercalale,  nel  punto  donde  si  schiude 

fino  a  che  mediante  il  fosso  di   f^adarello  la  valle  omonima  dalle  falde  meridionali 

entrava  nelP  O/a,  e  con  questo  ritornava  dei  Monte-Piano  a  quelle  settentrionali  del 

nel  lorr.  Staggia  al  ponte  a  Biforco.  Di  Monte  della  Costa, 

costà  secondando  il   letto  dello  Staggia ,  Senza  dire,  che  a  cotesta  pieve  doveva 

ricuciva  al  primo  termine  sotto  la  via  della  riferire  il  diploma  concesso  nel  a 5  ftbhrajo 


810  U  S  r  G  D  S 1 6 

4bI  907  ihirimp.  Ottone  III  al  YCtooto  Gio-        Quella  di  S.  Lommr  ?  enne  leMaMnta  M 

vanni  ili  Pisloja»  cui  firai  le  altre  pievi  con-  iSia,  come  fU|i|ion|Eo  dall' anno  acolpilB 

fermò  quella  di  S.  Lorenio,  mi  fermerò  ad  miU*  archìtniTe  drlla  tua  porta  aDltn  rimi- 

altro  documento  relativo  a  coloi  che  in*  lione  ieguenle  :  Si  cor  itòm  ormt  ^  im^mmmm 

oanii  il  1189  powedeva  il  giuipadronalo  lingua  iabnrai.  Di  sopra  alla  porU  mté^ 

della  pieve,  ed  ai  patroni  che  ne  succedettero,  sima  nel  1*  intemo  della  chiesa  vi  è  sr|[Balo 

t  un  istrumento  del  aa  aprile  1 189,  ci-  il  fìomo  della  sua  oonsacraiiiHie  nel  primo 

tato  agli  Art.  CAanoLioiiciixo  e  Mmluha  in  maMÌo  1 707  fetta  da  Mona.  Pogiri  wacevo 

Val-di-Biseniio ,  dove  si  tratta  della  dona-  di  San -Miniato.  Sebbene  semplice  prioria 

■ione  fetta  da  Stefeno  del  fu  lldebrandino ,  ooiesla  chi««i  ottenne  allora  il  b>llisiero. 
consentiente  la  sua  moglie  donna  Onesta»        Lalorrecampanariafuinnalialanr1 1686 

di  tnttociò  che  egli  possedeva  nel  castello  e  con  due  caropane  esistile  nel  vcochio  eam- 

corte  di  Castiglione  {Catti gliimeeilo)^  in  panile,  in  una  delle  quali  era  scolpilo  A.  D. 

fevoff«  della  Ridia  di  Vajano,  alfe  quale  HOGCK  Jtfredn.  Jlieim/m  ^, 
donava  nel  tempo  slesv>  il   gius|Nidronato        L* altra  campana  fusa  nel  i33S  Ai  ridila 

delta  pieve  tli  S.  Lorenio  a  Piwgnano  nel  i565  a  S|iese  del  popolo.  Camumima 

{UtelU)  eon  quello  delle  chiese  di  S.  An-  Usilia^  A.  D.  MDLXV. 
dica  a  CaMiigliome,  di  S.  Martino  a  SekU        Varie  carte  del  Mbn.  di  S.  Martino,  e  S. 

gnaito  e  di  S.  Maria  a  Migliaita.  —  (  Aaai.  Marta  di  Pisa  dei  primi  secoli  dopo  il  mille 

Dvl.  Fiua.  Carte  d^la  Badia  di  Bipoii),  riferiscono  a  questo  Utiglimtto  éel  Bmgma 

Ai  sinodo  poi  tenuto  in  Pistoja  li  a8  a  Je^a,  o  dtiie  Cotiìna, 
aprile  del  i3i3  assislè  il  pievano  detta  eh.        La  maggior  parie  delle  pietre  di  qwslo 

dì  S.  f  iorenxo  in  Val-di-Bisenxio  con  i  let-  Usìgliano  spettano  a  strali  imroeori  di  Infe 

tori  delle  cure  suflìragnuee  di  Sekigaaao  e  lenticolare,  i  quali  rontinuaito  vcno  Fari» 

di  Marliana, — Sono  compresi  nel  piviere  »cio  e  S.  Ermo.  -^  La  cura  di  S.  Lofcmn  a 

di  Usella,  oltre  cotesti  ultimi  due  popoli,  Usiglian  diljirì  nel  iSSSeonlavn  45SabiL 
quelli  di  S.  Salvatore  a  rafano,  di  S.  Mi.        USÌGLIANO  n  PALMA,  in  ValnT  Ere, 

niato  a  Pupigliano  e  di  S.  Caterina  a  Gri-  gik  dello  USIGUANO  dbl  VESCOVO.  — 

cigiiana.  Vili,  appellato  un  dì  Gasi,  eon  eh.  pair. 

Porta  il  vocabolo  d'  CJsella  un*  vicina  (SS.  Pietro  e  Paolo)  nel  Capeatrto ,  Con.  t 

feltoriache  fu  de*  conti  Alberti  di  Vemìo,  eìrca  nn  migl.  a  arti,  di  Pslapi,  Gior.  di 

|K>i  dei  conti  Bardi,  ereditata  ora  da  nno  Peccioli, Dine,  di San-Hìnialo, gii  di Lnees« 

de*«»iili  Guiccìanlini  di  Firenxe.  Gomp.  di  Pisa. 

Attualmente  il  patronato  della  pieve  di        Risiede  sulla  sommitli   di    una   eollina 

Usella  spella  ai  March.  Riccanli  di  FireoM.  marnosa  presso  le  sorgenti  del  torr.  CAìiref- 

II  testé  defunto  pievano  di  Uiella  fn  ne/Za ,  e  lungo  la  stnda  che  da  San-Minia- 

r  uliimo  discendente  della  famiglia  donde  io  guida  a  Pklaja. 
uscì  il  celebre  artista  Lorenxo  Gli i berti.  Fn  detto  Usigiiano  dei  Feseo^  slanle* 

Il  popolo  della  pieve  di  S.  Lorenio  a  che  v*  ebbero  signorìa  i  veacovi  dì 

UselU  nel  i833  coniava  6a3  abil.  per  donatioue  fetta  nel  io78da1b  grani 

USÌGLIANO  M  lARI  nella  Valle  di  Tora  team  Matilde  al  vescovo  di  quelfe  cilti,  qi 
sulle  colline  pisane.  —  Questo  Gas.  cono-  di  confermata  ai  prelati  suoi  sooeessori  ds 
scìulo  per  il  tito*are  di  una  delle  sue  chiese  Arrigo  VI  (anno  1194)  da  Ottone  IV  (an- 
{S,  Frediano  delie  Ca^e  conserva  1*  altre  no  1 309)  e  da  Carlo  IV  (anno  1 365)  oltre 
dedicala  a  S.  Lorenzo,  la  quale  cure  verso  una  bolla  pontificia  di  Celestino  III  del  ai 
la  fine  del  secolo  XVIII,  fu  riunita  al  po>  aprile  1199,  nctlu  quale  questo  possesso  iM- 
polo  di  S.  Nicolao  a  Casciana ,  ed  on  resti-  la  mensa  vescovile  lucchese  è  rammentalo, 
tutta  parr.  nel  Capnsesto ,  Cora.  Giur.  e  In  vista  di  tale  doiiaiione  e  conferme  in- 
circa un  miglio  e  mezzo  a  mtio  ili  Lari ,  sorsero  forti  conti-se  fra  i  vescovi  di  Lom 
Dine,  di  San-Miniato,  già  di  Lucra,  Comp.  e  gli  Anziani  di  Pisa,  ai  quali  Tatto  domi- 
di  Pisa.  nio  di  Usigliano  di  Pal.ija  r  ni  stato  enne  tsm 

Le  due  chiese  di  S.  Fretìiano  alle  Cave  d^gl*  imperatori  di  sopra  nominati,  finche  il 

e  di  S.  Lorenzf)  a  L'«igliunof«imno  rfp'isti-a-  Pont.  Martino  IV  con  bievc  del   1384  d^ 

te  nel  catalogo  delle  rhiese  dell»  Dioc.  ili  legò  arbitri  per  d*«idrre  colali   verteow, 

X^icca  coro[iilalo  nel  lafto.  siccome  risulta  dal  lodo  a  tal  uopo  proana- 


UZZA  UZZA               6fl 

laalo ,  rome  coi  fa  lafciato  l'olile  dommio  È  uno  dei  castelli  del Caimtino  che  dof» 

dì  UttglÌBim  ili  INila ja  alla  chiesa  lucchese  la  cacciata  del  Dura  d*  Alene  fii  confermalo 

e  quello  diretto  alla  Rep.  di  Fin.  —  (Dn.  dall*  Imp.  Carlo  IV  al  Comune  di  Aimo, 

BoBoo  ,  Diplom.  pis,)  quando  la  stessa  citlà  si  era  emancipala  dal 

La  pair.  de* SS.  Pietro  e  Paolo  a  Usi-  dominio  fiorentino,  comecché  la  rocca  di 

fliano  di  Faiajanel  1 833  contava  i66  abil.  Uuìino  fosse  stata  riconquistata  dalle  ami 

USINIflA  inVal-d*Arbia.  — Antica  Massa  di  quella  Rrp.  fino  dal  13^3. 

del  TcTK»  di  S.  Martino  tolto  la  parrocchia  Ciò  apparisce  da  Tane  carie  àeWjireh, 

ili  S.  Pietro  a  Paterno ,  nella  Giur.  Dioc.  Gtn.  passate  in  quello  Dipi,  Fior,  Fra  le 

Camp,  e  appena  4  migl.  a  icir  di  Siena,  quali  ne  citerò  una  che  senxa  equivoco  ap- 

Uùninm  è  situata  sulla  ripa  sinislni  del-  pella  alla  rocca  di  Uvano  del  Casentino  , 

rirbia  pMftita  la  confluenza  del  torr.  Bta-  icrìtia  nel  castello  predetto  li  18  febb.  del 

Mie, e  quaéi  dirimpetto  al  Borgo  Fecehio^  i36i  {stile  cotnune)  nel  tempo  in  cui  un 

la  quale  cnQlrada  comprenderà  nel  suo  di-  nfiziale  destinato  dalla  Signoria  di  Firenie 

Aitilo  i  casali  di  Pecorile  9  M  Renaccio  alla  &bhrica  dei  muri  o  restauro  delle  for- 

pMi  alla  destra  deirArhia,  dove  nel  1370  tesie  di  Uaaao  e  di  Civitella-Sfcea  con- 

oiileTa  nn  fionte omonimo  raramenUito nel-  segnò  a  due  maestri  muratori  io  moggia  di 

le  calie  deiri#rcA.  Dipi,  sanese,  calcina.  —  f^ed,  CirrnLLi-SiocA. 

In  uria  membrana  del  6  nov.  1  s63  degli  La  parr.  di  S.  Donato  a  Uziano  era  di 

Agnatiniani   Romilani  di  Siena ,  ora  neil'  collazione  dell*  abate  di  Capolona,  che  poi 

Jrek.  Dipi,  Fior,  trattasi  della  vemlitafiit-  alternò  con  i  tcscotì  di  Arezzo, 

la  da  ano  di  Utinina  di  nn  pezzo  di  terra  Essa  nel  i833  conlafa  i36  abit. 

per  lire  14  di  denari  sanesi,  posto  in  Usini-  UZZANO  in  Val-di-Grere.  —  Villa  tU 

M,  luogo  detto  Con/Senti.  gnorile  con  tenuta  annessa  e  chiesa  parr.  (S» 

Altra  vendila  del  1 8  aprile  1 265  fa  Ritta  Martino  a  lizzano)  nel  piviere  di  Monlefio- 

ìb  Siena  alla  presenza  del  prete  Ugo  rettore  rallcy  Com.  Giur.  e  intorno  a  nn  migl.  a 

della  chiesa  di  Usinina  consistente  in  tre  sett.  di  Greve,  Dioc.  di  Fiesole,  Gomp.  di 

pezzi  di  terra ,  due  dei  quali  posti  in  Con*  Firenze. 

fiemii  ed  il  terzo  in  Benaceio ,  lutti  nella  Trovasi  alla  base  occidentale  del  poggio 

contrada  di  Utinina,  — -  Infatti  il  Gas.  di  di  Cintoja  presso  la  ripa  destra  della  finma* 

Benareio  trovati  poco  lungi  da  Urinino  fra  na  Greve  sulla  strada  provinciale  Chianti- 

i  torr.  Rilungfì  e  Bozzone  sotto  Paterno ,  giana. 

stala  villa  de*  Vallombrosani  di  S.  Trinità  È  da  questo  Uzzano  donde  trasse  origine 
di  Allìano,  orj  della  nobile  famigliii  Pelnirci  e  e  isalo  1*  illustra  famiglia  fiorentina  de*  no- 
di Siena.  -—  f^ed.  P&TKa:io  millb  Missa  m  bili  da  Uttano  slati  patroni  della  chirsa 
S.  MABTmo.  —  Rispetto  al  Gas.  di  ^eeo»  che  i  conti  Gipponi  di  Firenze  suoi  eredi 
riVe,  Ved.  Yuaiao.  tuttora  conservano;  mentre  la  villa  signo- 

USURANA  (VILLA)  sulla  Vara  in  Val-  rile,  disegnata  da  Andrea  Orgagna,  da  lun. 

di-Magra.-^  Una  delle  villate  comprese m*I  ga  mano  (forse  per  causa  di  donne) è  perve- 

popolo  di  Madrignano,  Com.  e  Giur.  di  nula  con  la  fiiltoria  annessa  nella  nobii  fa- 

Galiee,  Dioc.  di  Pontremoli,  già  di  Liini*  miglia  Maietti  pure  di  Firenze. 

Siriana ,  Gomp.  di  Pisa.  —  f^ed,  Calkr.  AH*  Art,  Gmivk  ,  Comunità  ,  a  proposito 

UZZANA  nella  Valle  della  Sieve.  —  Cas.  dei  colli  di  Uizano,  di  Pantano  e  di  ^er- 

nelpopolo  di  S.  Lorenzo  a  ViIlole,Com.  razzano  compresi  nel   distretto  di  quella 

di  Vicchio ,  Giur.  del  Borgo  S.  Lorenzo,  Comunità,  dissi,  che  olire  il  rammentare 

Dioc.  e  Gomp.  di  Firenze. —  ^ed.  Vili^olb.  essi  tre  illustri  famiglie  fiorentine,  sonò  ce- 

UZZANESE  (CHIESINA)  in  Val-dìMie-  Icbrì  per  la  qualità  eccellente  dei  loro  vini; 

Tole.  .M  f^ed,  CaiuiNA-UuAHPJia.  equi  aggiungerò, che  ali* Uzzano  di  Greve 

UZZANO  nel  ValirArno  casentinese.  —  appartenne  il  virtuoso  Niccolò  di  Giovanni 

Cas.  con  chie&i  parr.  (S.  Donato)  net  )iivirre  dei  nobili  da  Uzzano  celebre  nella  storia 

Com.  e  circa  migl.  i  f  a  grec.  di  Ortigna-  fiorentina  del  secolo  XIV,  rammentato  ron 

no,  Dioc.  e  Gomp.  di  Arezzo.  lode  dagli  scrittori  di  quella  età  e  dn  temf)i 

Risiede  in  costa  sulla  rip  sinistra    del  posteriori ,  colui  rhe  |M>r  un  suo  testamento 

lorr.  Trefi^ina,  un  migl.  innanzi  che  esso  rogato  li  17  dicembre  i/«3o  deputo  i  rnn- 

sli*x:chi  nelTArno.  soli  dell*  Arte  de* Mercadanti  di  Calimala  a 


613               UZZA  UZZA 

ttMilÌDiMre  la  bbbriei  da   nio  incomin-  UZZlXOin  VaMi  Nirvolt.*— Tem,ftk 

ciala  ed  a  prendere  b  direaione  del  colle-  Casi,  con  chicci  «rcÌ£ireluRi  (SS.  Jacopo  e 

gìo  nel  Inolio  dello  la  ^«a  d9ÌÌa  Sopirne-  Martino)  capoluogo  di  Gomunilà,  ndli 

■• ,  di  qnell'eilifiaio  che  fti  poi  rìdollo  a  Gìur.  e  circa  uu  migl.  a  lev.-adr.  di  Pnesi, 

frrraglio  per  le  fiere  ed  ora  ad  nao  delie  Dioc.  medesima ,  già  di  Loeca ,  Gompi  di 

RR.  Scuderìe  {olim  musÌM^  hediw  muiit)  Firenie. 

cdifiiio  che  Niccolò  da  Unano  deitiaava  RifiedesallafiMciamerìdioQalediBnpo^ 

a  collegio  e  Inogo  di  tlndio  per  i  pofcri  fio  coperto  diolÌTichestendeai  dairoriole 

aoolari.  di  Peada  veno  Buggiano  allo  »  ■  eavalioe 

aia  al  ritorno  dall* esilio  di  Godalo  Ta-  della  strada  postale  Lucchese,  donde  si  da- 

ére  Mia  Patria ,  essendo  stati  espolsi  da  mina  tntU  la  Valle  di  Nietolc,  il  Val-d'Ana 

Firenie  Ridolfo  di  Bonifiitio  da  Paniano  •  inferiore»  il  Monte-Pisano  e  la  Valle  orien- 

mia  d-l  fu  Onofrio  di  Palla  Slroni,  cilla-  tale  di  Lucca. 

dini  fiorentini  mal rìcolati  nell'Arte  de* Mer-  Uno  de*docamenli  più  antichi   velalifo 

eaddoli  e  doe  dei  prorTi^lilori  della  saddetta  alla  slorìa  civile  di  Uzsano  fa  citalo  airao- 

Cmsa  Mta  Sapiema^  TO*cn«lo  gli  altri  con-  no  laoi  wtWArt.  PaioA,  quando  i  eonsoli 

soli  di  detta  Arte  Tenire  airclezione  di  altri  e  consiglieri  dei  popoli  di  Peseta ,  di  Usai- 

due  proTTcditori  in  luogo  dei  due  esiliali,  no,  e  dì  ViTinaja  determinarono  i  oon6ni 

mediante  un  atto  pabMico  del  a 7  seti*  1 434»  delle  respettife  loro  comunilii.  — ^  Allo  slcs- 

•erilio  nella  casa  di  uilienia  di  della  Arte,  pò-  so  Art,  pertanto  rinvio  il  lettore,  dove  tn>- 

polo  di  S.  Cecilia,  furono  surronti  in  loro  vera  rammentati  i  consoli  di  Usano  in  db 

vece  Aalorre  di  Niccolò  Gherardini,  e  Bar-  eompromesso  del  14  mano  1*98  dito  io 

tolo  di  Bartolo.  —  (Aaca.  Dipl.  Fm».  Cari9  Locca  coti  i  consoli  di  Peseia  per  lUhìKri 

MVArtt  di  Calimaia).  i  confini  del  territorio  comnnitativo  fraqoei 

Avvertasi  che  il  testamento  di  Agnolo  fra-  doe  paesi . 

fello  di  Niccolò  da  Unano,  che  nel  1 406  fa  Ma  gli  abitanti  di  Uuano  al  pari  di  qoeHi 

il  primo  vicario  invialo  a  Lnri  dalla  repob*  di  Pescla  e  di  allri  castelli  della  Val-di-Nie^ 

blira  fiorentina ,  è  scrino  li  3  ottobre  del  volo  non  pervennero  in  potere  dei  Fiore»* 

I4a5  e  conservasi   fra  le  pergamene  del-  tini  prima  del  i33g.  D'allora  in  poi  Li  n» 

VArek.Gta.  de*Gontratti  esistenti  nel  Dipi,  ca  di  lizzano  ebbe  un  castellano  ei|  il  pafM 

^MT.  In  ordine  a  quello  pertanto  Ffieeoiò  un  polestù  che  v*inviiiva  il  Gom.  di  Fimae. 

di  Giovanni  dé'Caiia'U  ttUszaaOf  citta'  Infatti  fra  le  carte  dell' /IrcA.  Gen.  pn^ 

dina  e  mercante  fiorentino  ^  abitante  nel  venute  in  quello  Dipi.  Fior,  esistono  di- 

popolo  di  S.  Lucia  de* Stagnoli  (om  pa-  veni  atti  rli  elezione  e  possesto  prrso  per 

Uzio  C^^iponì)  costituito  da^Htnti  ad  Ame*  conto  de IIm  Rpp.  Fior,  dai  castellani  della 

rrgo  Corsini  arcitf escovo  di  Firenze  ^  a  rocca,  e  «lai  potestà  della  Terra  di  Uzzaao. 

Dino  Peeorif  ad  Antonio  Accia  foli ,   a  Fra  i  tanti  ne  citert)  nno  de*  più  unticliì. 

diofi  Mariano  Guadagni,  a  don  Ardito  del  18  settembre  t343,  pochi  giorni  dopo 

delVAntella,  e  a  don  Matteo  Bucelli  ca-  la  cacciata  del  Duca  d'Atene,  quamio  dalb 

noniei  della  cattedrale /iorentinay  espose:  Signoria  di  Firenze  fu  eletto  Ohi berto  di 

gaaimente  il  defunto  di  Imi /rateilo  An*  Nerio  Ghi  berli  del  popolo  di  S.  Michele  in 

gelo  fra  1  molti  legati  nel  suo  testamento  Palchetto  per  castellano  della  rocca  di  Ut- 

ordinò,  che  si  spen  ietsero  cento  fiorini  sano,  dove  aveva  preso  possesso  il  giorno  ia- 

d'oro  nella  pittura  della  tavola  delta  cap^  naozi  (i  7  settembre)  il  nuovo  potesti  bm- 

pella  maggiore  di  detta  chiesa  parr,  di  ter  Corso  Bosticci ,  entrambi  cittadini  fia- 

S.  Lucia  de* Malnoti,  e  si  assegnassero  rentini.  Rogò  Tatto  di  elezione  str  BaUs 

in  dote  per  la  chiesa  medesima  mille  fio-  di  Chele  d^Aguglione  giudice  e  ootaro.— 

rini  dei  Luoghi  di  Monte  al  frutto  del  4  (  Aaca.  DirL.  Fioa.  Carte  eit.) 

per  cento,  dichiarando  patroni  di  detta  Non  è  {icm  da  conibnJersi  questa  Tcm 

chiesa  esso  Niccolò  fratello,  e  dopo  lui  le  di  VaMi*Nievole  col  castello  di  Uezsoo  dd 

figlie  ed  eredi  di  detto  Angelo,  quindi  il  Casentino,  dove  in  quel  tempo  medesioM»  il 

priore  de'  Camaldolensi  degli  Angeli  di  governo  fiorentino  teneva  un  castellano. 

Firenie,  ecc,  ecc.  AH*  lizzano  bensì  della  Val  •  di  -  Nievob 

La  parr.diS.  Martino  a  Uzzauo  nel  i833  appella  un*  altra  scrittura  della  provenieati 

contava  166  individui.  quando  i  signori  Otto  conservatori  dcfr 


UZZA 

<Mtcne  e  nooiw  dello  Stato  tìarmliiio  nel  <K 
3«  Dov.  ii5o«  fecero  cooiPfQiMre  ni  |io«kslà 
«lei  Cobi»  <Ji  IJma«  la  rocca  di  della  Terra 
«•I  comdojo  e  killatojo ,  alati  rìlabbricati 
a  faviBa  dejl'ìi  onliiii  «iella  NfMibblica  ( iti). 

2lel  €  luglio ^1 1353  il  nuovo  caitellaDo 
Iwiohì  ili  Cono  Ekci  rieevè  la  comegna  dal 
aMrlUiiio  vecchio  delia  rocca  di  UiLino,  e 
Ai  qaeflo  aleiia  Ziinobi  di  Corso  Eicci  che 
«fin  auffio  «3S6  paasè  catlellano  nella 
iOBca  ài  %'eJliino,  e  nel  i36i  la  quella  dd 
Qm.iU  Soci  nel  Gaseolino,  mentre  nel  1 343 
CDlefloaenoaaggto  fu  castellano  nella  Tem 
di  S.  Mnrin  a  Monte.  — ./oc.  cU.) 

KeUanan  (iti  iS53  ia«ui  Z^nobi  Ricci 


UZZA 


«t3 


tenne  la  guardia  dellj  rocca  di  lizzano  i  aìn- 
daci  di  UiUe  le  Goroonltli  della  Vulnli-Xie. 
▼ole  per  allo  del  3  dicembre  stabilirono  i 
palli  per  lassarsi  respellifiimenle  allo  sti- 
pendio assegnalo  al  vicario  della  Val-di -Nie- 
vole,  non  che  per  le  sfiese  dei  castellani  cbe 
la  Rep.  Fior,  inviava  indetta  Valle,  per  cui 
loccirono  alla  Comiinilà  di  Uzianolire  471 
aunue.  —  ^ed.  YArt,  Prbgia. 

Ho  dello  già,  cbe  il  po|iolo  di  S.  Martino 
a  Uzzano  era  compreso  iiell*  antica  diocesi 
di  Lucca ,  sotto  la  pieve ,  ora  Ciittedrale ,  di 
Piscia ,  dalla  quale  dipendevii  anche  il  (io- 
polo  dk  S.  Bartotommeo  alla  Costm  spet- 
lanle  alla  GoK|inità  di  lizzano. 


MOFtMBlfTO  itila  Popola  tiene  delia  P^tmoecau  di  Ummmo 
a  cinque  epoche  diserte ^  dMfa  perjami^iie. 


Anno 


i55i 
1745 
i833 

1843 


iMruaaai 


masc. 


lai 
107 

117 


fèmm. 


.9«   1 
118 

i«7 

tao 


ADULTI 


mmie. 


f'emm. 


|37 
Ito 


COaìUGATI 

dei 
due  sessi 


BOCLKBIAIT. 

dei 

due  sesti 


a«5 

68 

93 

199 


940 
a«6 

a58 
248 


47 

IO 
IO 

II 


Numero 

delie 
famiglia 


Tittale 

della 

Popolai. 


309 
180 
i39 
146 
143 


I49« 
865 

58i 
717 
735 


Utaaito  Comuaità,  — >  Il  territorio  co- 
■unil«tivo  di  lizzano  occu(iti  3701  quadr. 
agrarj,  m  dei  quali  sono  presi  da  corsi 
d^^qita  e  da  pubbliche  Stmde. 

M  iS31  yi  abitavano  34 1  a  individui, 
a  ragione  di  circa  760  persone  (>er  ogni 
MÌgl.  qimdr.  di  suolo  imponibile. 

Il  lenilono  di  questa  Comanìtà  è  for- 
naio da  una  «t riscia  lunga  non  meno  di 
sette  miglia  e  stretta  dove  mezro ,  dove  un 
terzo  e  dove  un  roigl.  o  poco  più.  La  por- 
tone più  larga  è  fni  il  capoluogo  e  la  strada 
postale  di  Iiucca,  mentre  la  più  strella  tro- 
vasi pTPMo  il  Ponte  Uzzanese  lungo  la  stra- 
da regia  Traversa  della  Fai  di-ffieoole, 

Oosiiina  con  4  Comunità  ;  dirimpetto  a 
I«v.  ha  di  fronte  il  territorio  comunitalivo 
«lei  Borgo  a  Buggiano  a  partire  Jal  rio  di 
Sorieo  sul  monte  di  Pescia  fino  al  tosso  di 
Sibolla  nella  pianura  della  Val-di-Nievole, 
e  mercè  Io  stesso  fosso  fronteggia  [ìet  un 


T.  ▼. 


terzo  di  miglio  dirìmpetlo  a  ostro-lib.  con 
la  Gira,  di  Fuceccbio,  da  primo  per  fa  stra- 
da rotabile  del  Carro^  poscia  |ier  la  regia 
Traversa  della  l'al»di-NiesH)le.  Quintti  di 
fronte  a  (lon.  confina  con  il  territorio  co- 
munitalivo di  Monte-Carlo,  dove  per  la  stra- 
da  Traversa  predetta,  e  dove  [ler  il  (osso  di 
Moate^arlo  cbe  (Xii  lo  ultra  versai  sulla  via 
che  conduce  al  Vili,  della  Chiesina  Uzza- 
nese. A  questo  punto  cessa  il  territorio  di 
Monte-Carlo  e  soltenlra  quello  di  Pescia , 
col  quale  1*  altro  della  Com.  di  Uzziino  si 
tocca  lungo  la  via  di  dello  Vili,  in  mezzo 
al  quale  passa ,  poscia  per  la  stessa  strada 
Traversa  della  Fal^di-ìf  tesale y  finché  dopo 
mezzo  migl.  i  due  territori  entrano  nella 
strada  ooraunilativa  rotabile  che  conduce 
sulla  Fia  Francesca ,  la  quale  viene  da 
Squarcirtbocconi ,  e  che  lasciano  sulla  Pe- 
scia maggiore.  La  qua!  fiumana  le  due  Co- 
uiunilà  rinionlanu  ()er  un  terzo  di  mi»l.fin- 

78 


614  VIZ  k 

vhè  mm  tnlnino  in  un  tuo  confluente  iinl- 
slre  che  poi  abbiinJonano  a  pon.  per  prole- 
fruire  il  cammino  ■  sell.  lungo  la  tìm  «iHla 
ai  Confine  fino  al U  eh.  di  ^.  Eroismo,  Co- 
lt) trovano  un  Tofio  omonimo  che  rìmiia- 
tano  per  un  altro  mezzo  migl.  e  che  poi  la- 
iciano  a  pon.  di  Uzzano  per  proieguire  la 
•alila  mi  poggio  dé^Pianaeci^  finché  per  la 
▼ia  pedonale  di  Bei  sene  te  ti  dirigono  lul 
rio  di  Sorico  dove  si  ritrovano  i  confini 
della  Comunilk  del  Borgo  a  Buggiano. 

Fra  le  stnde  rotabili  che  a  lira  vena  o 
che  raienla  il  terri Iorio  di  questa  Gom unità, 
olire  la  regìa  postale  Lucchese  e  quella 
Trailer  sa  delia  f^al-di-Niemfti  n  conia  la 
If^ia  Francesca  di  Squarciahocconi ,  lenza 
dire  delle  molte  vie  rotabili  che  itaocanaì 
dalla  regia  (loatile  |ier  condurre  a  Uuano, 
a  Hlonle  Carlo,  ecc. 

Rispetto  alla  qualità  del  terreno  ed  alla 
ina  coltivazione,  Puna  e  Paltr^  eiwndo 
conlimili  a  qurlle  già  indicale  alle  Gomu- 
nilà  limilrofu  di  Pcscia  e  del  Borgo  Bug- 
giano,  rinvierò  il  lettore  ai  delti  articoli. 

Gol  regolamenlp  sovrano  del  »3  gcnnajo 


UZZA 


177S  fu  ordiiMlft  rorfBDÌmiioae  dcibC^ 
nunili  di  Unano,  la  quale  cn  wiggilh 
per  la  giuriidizìooe  civile  cene  per  l' alta 
criminale  al  vicario  rrgio  di  FmcU  ancht 
innanzi  la  legge  del  3o  Mitcabre  1779  li- 
guardaotc  la  rimontalun  ile*  iribunah. 

Goo  quel  regolamento  pertanto  fa  mmia 
dato,  che  questa  Gomuaitii  oomprtodcMC  i 
popoli  leguenti  ;  1 .  U%%nno ,  con  de*  SSL 
Jacopo  e  Uartino;  ».  CoKtt,  SS.  BbiIaIob. 
meo  e  Stefimo  ;  3.  rorrvccAio,  o  TWm- 
ehio^  SS.  Gonceiione  4.  Chiesima-UtMnm 
99 ,  S.  Maria  delUi  Neve.  —  In  quanlo  «Ui 
nuova  cura  di  S.  Lucia  a  Terrmrogsa  » 
aendo  cm  alata  imlìtoila  più  Urdì ,  ano  ■ 
trova  ivi  nominata. 

La  Comunità  di  Urnno  manticlle  nn  m« 
dico-chirurgo  ed  un  maetlro  di  scuola. 

Il  giuidicente  della  Gom.  di  lizzano  é, 
come  dilli,  il  vicario  regio  di  Pescia,  ndb 
qual  cillk  li  trovano  la  oincellerìa  oomunì- 
tativa,  l'ingegnere  di  Ciroondario  e  TufizÌD 
di  esazione  del  Regiilro.  —  La  conserva- 
zione delle  Ifioleche  è  in  Pisa  ;  il  trilMiub 
di  Prima  Istanza  in  Pìitoja. 


QUADRO  della  Popolawlone  della  Comvsin^  m  Umm^kù 

a  cinfue  epoche  dÌ9erM9 


Nome 
dei  Luoghi 


Chietina  Uzzane- 

•eC) 
Costa 

Terra  rossa  (*) 
Tiirricchìo  (*) 
UuAao 


Titolo 
delie  Chiese 


Diocesi 

cui 
spettano 


S.  Maria  della  Neve,!       Pescia 
Rettoria 

SS.  Bartolommeo  e  Sil- 
vestro, ìdfm 

S.  Lucia,  idem 

SS.  Concezione,  idem 

SS.  Jacopo  e  Martino,  1 


Popolmzion9 


AHHO 
1745 


Aaao 
1745 


ARMI 

i833 


1564 
|59 


Pieve  ircìpretura      |  Lucca 


Idem,  gih  di 
Lucca  V   .   ^r 

Pneia       {'«^'J    - 
Idem        1         /  798 
Idem,  già  di  I         1    865 


Totale  ....  Abit,  N?  li 469 13386 


a564 
143 

Illa 

58 1 


Annessi  prwfenienti  nelle  ultime  tre  epoche  dalla  parrocchia  di 
Ualoechio Alni.  N* 

Totale  » 

Altronde  ne  esci^ano  dalle  parrocchie  contrassegnate  con  f  aste- 
risco C)  » 

ResTAMo,  .  •  .  Ahit,  K^ 


4949 


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4964 
i55a 


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AMBO 

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1843 

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865 

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4064 


▼  ACG  VAGC  613 

VaSXO  {Uthimm\  talTolta  AUZZO  nella  VAreh.  Dipi.  Fior.,  nel  quale  trillasi  del 

Yallc  drir  Ombrono  piftojett.  —  Gmtrada  fitto  di  un  pesco  di  tona  posto  nel  distretto 

che  I»  dato  il  vocabolo  ad  nna  eh.  parr.  panocdiiale  dì  Ui%o ,  o  jiutso, 
(S.  Lorenzo  a  Uno)  nel  piviere  di  Sofumo-        La  p^rr.  dì  S.  Lorenio  a  Uzzo  nel  i833 

«■,  Goni,  di  Porta  al  Borgo,  Giur.  Dioc.  oonlaTa  457  abil. 

e  dica  5  migl.  a  selL  di  Pisloja ,  Corop.  di        UZZO  (CROCE  a)  nell»  Valle  delPOin- 

Fircnte.  brone  pislojese.  -^  Appellasi  Va  Cn>ce  a  Uz- 

Kiiicile  in  monte  presso  le  sorgenti  del  so  uno  dei  varchi  dell*  Appennino  pistojfse 

famieeJlo  Brmma^  il  quale  dà  il  suo  nome  fra  la  TalUcola  della  Brano  Iribularia  ilel- 

id  nna  Tillecola.  T  Orobmne  e  quella  della  Llmentra  die 

Fa  ropto  costà  in  Uzio  (  Utho  )  davanti  porta  le  sue  acque  nel  fi.  Reno  di  Bologna. 

alb  cbicM  di  S.  Lorenzo  un  isSrumralo  Da  qnrsto  varco  io  suppon^ro  rhe  passasse 

M  ■  5  ottobre  iai3  esistente  fra  le  carte  una  vecchia  strada  pedonalo, totluché  in  qiie- 

ddr  Opera  di  S.  Jacopo  di  Fitto jii.  sto  varco  rostaisìi  esisteva  un  ospe«lalctlo, 

Bammcnla  pure  lo  stesso  luogo  di  Uzzo  detto  ili  Brana ,  il  cui  rettore  assislè  al  si- 

■na  carta  del  a  febbrajn  1975  fra  quelle  del  nodo  pistojrsc  neir aprile  del  1 3i  3.  ^  (P. 

csptioto  della  cattedrale  di  Pistoja  ,  osa  nel-  Zaccabia  ,  Ànecdot.  Piàtor.) 


V 


V 


ACCHERFXX^IA  nel  Va1-d*Amo  su-  nnrigno ,  un  di  cui  smisumlo  masso  dif<le 
periore.  -—  Contrada  che  ha  dato  il  voca-  occasione  nel  secolo  VI  ad  un  solenne  mi- 
bob  Btl  un  borro  influente  nelP  Arno  fra  rarolo  operalo  da  Dio  per  intercessione  drl 
San-Giovanni  e  Figline  e  ad  una  eh.  parr.  vescovo  S.  Frediano. 
(S.  Sftlvatore)  nel  piviere  di  S.  Pancrazio  a  In  seguito  si  trovano  ricordi  della  con- 
Gavriglia»  Com.  Giur.  e  circa  due  migl.  a  Irada  di  Vacroli  in  una  membrana  dell* 
pon.  di  San-Giovanni ,  Dioc.  di  Fiesole,  anno  719  esistente  neir^^rrA.  Arch,  Lue- 
Comp.  di  Arezzo.  eh.  rcLilivamenlead  un  lodo  pronunzialo  in 

Risiede  in  piaggia  Inngo  la  strada  rolabi-  favore  ilei  Vesc.  di  Lucca,  il  quale  rerla- 

lechc  slaccasi  dalla  postale  Aretina  al  podere  mava  alcuni  beni  della  sua  mensa  vescovile 

detto  del  Poreeliiito  per  guidare  a  Vacche-  situati  in  Vaccoli. 

reeeia,  a  S.  Donato  di  Gastelouovo»  ecc.  Non  poche  altre  pergamene  dello  slesso 

Vacchcreccia  anticamente  formava  un  co-  Areh,  Àreh.  anteriori  al  mille,  furono  pub- 

raundlo  da  perse, come  lo  dichiara  fra  gli  blicale  nelle  Memorie  lucchesi  più  volle  ci- 

altri  un  documento  dell*  8  genn.   laB^  fra  tale,  nelle  quali  si  mmmenla  cMosla  villata 

le  carte  della  Badia  di  Passignano,  ora  nel-  di  Vareoli.  Tali  sono  quelle  del  a 4  agosto 

YAreh,   Dipi,  Fior.  —  ^erf,    pAncaizio  806,  dell'  83?,  e  871 ,  del  4  ottobre  9  J5, 

(S.)  a  CATauLU.  e  del  a4  ilicenihie  943,  ecc. 

La  parr.  di  S.  Salvatore  a  Vacchcreccia  Piìi  Urdi  dal  Vili,  o  Cisl.  di   Vaccoli 

■el  i833  contava  194  abit.  prese  il  dislinlivo  una  famiglia  lucchese  che 

VAOCOLE,  o  VACCOLI  nella  Valle  del  si  appellò  dei  nobili  di  V^ccoìi. 

Serchio.  —  Villata  popolosa  e  spicciolata  con  II  P.  Cianelli,  nel  Voi.  Ili  delle  Memorie 

eh.  parr.  (S.  Lorenzo)  cui  fu  annesso  il  snpra  indicale,  ali*  occasione  di  discorrere 

popolo  di  S.  Salvatore  a  fiaccali ^  nel  pie-  in  quelle  dtt'conli  nii*nli,  o  vahts^ori^  del 

vanato  antico  di  Massa-Pisana  ,  ora  di  S.  territorio  lnccliese,  destinò  un  /t/rf.aiLam- 

Maria  del  Giudice,  Com.  Giur.  Dioc.  e  Due.  banli  di  P^arcnli  e  del  vicino  ora  dislriillo 

di  Lucca,  dalla  qual  città  Vaccoli  trovasi  castelletto  di  Coteroizo ^  cihmdo  fra  gli  al- 

circa  4  migl.  al  suo  ostro.  tri  un  iMrnmenlo  del    1040   relativo  alla 

Risiede  alle   falde  orientali    del    Monte  fondazione  del  Mon.  di  S.   Pantaleone  sul 

Pisano,   poco  lungi  dalle  antiche  cave  di  Monte-Pisano,  la  cui  chiesa  era  stata  edi- 


616  VADA  VADA 

iicMla  due  ■nni  prìiM  dni  signori  dì  Vari'ofi  fopra  le  iilie  |Mhi«R  di  ^màm , 

che  iieiranno  1040  U  doiuirono  h^Iì  |Kre«  h  credere  ehe  fisne  quella  Tilb  nel  Im|9 

iiiiU  di  dinardoli.  Iki  quello  e  da  allri  i-  dello  oggi  la  ^Hiamm^  porta  a  pie  del  pa|b 

•iniinenli  ivi  pubkricali  appariioe  ImcIìschu-  gio  dì  Rotìgiiano  iwì  puawMÌM  Sig.  Saf- 

dcnu  dei  nobili  di  ^aecò/e,  o  ^aecuìL  vHIi,  da  cut  ebbi  in  dono  il  lìgillo  di  ■• 

Anche  la  chiesa  ili  S.  Lurenso  a  yaeeoli  figiiNnujo  in  cui  erano  aeolf*tlu  le  parali^ 

era  anticanieule  dì  padronato  di  quei  nobili,  Heguie  ^ivat^  simile  a  mitilo  iodicaio  dal 

perciò  il  Gaiielli  nel  dare  la  serie  di  quei  Prof.  AnUMiio  Tstrgìoni-Toiselli  e  Swopert0 

signori  cilò  alfanno  1010  tra  Cunecsdo,  dì  corto  a  Monlaioelo  cai  mafcbìo.  J!asì# 

appellato  Cunitio ,  figlio  di  Siseinondo  che  F^i^as.  —  (Jaatisi  deUe  Atptm  di  Mmt" 

fu  padre  di  altro  Sisemondo,  il  quale  Cu-  iateeiodef  Frof. predeito  pag.  i^immUm), 
iierailo  allivellò  in  dello  anno  la  sua  por-        Il  di  lui  afo  Gio.  TargiuDÌ-TonrlH  wA 

xione  della  chiesa  di  S.  Lorenio  a  Fa^oii^  suoi  Viaggi  dìeile  una  giusta  idea  del  post» 

o  Faeeole.  di  Fatia^  dicendo  :  che  h  sua  siosin»  di- 

II  castello  di  f^QCOoU^  a  seconda  delPAn-  pende  da  due  teeche^  una  lielle  qiali  deno- 

nalista  Toloromeo  da  Lucca,  o  piuttosto  il  minata  Fai  di  Feifv^  è  quella  che  piopri^ 

vicino  castelletto  di  CoieroikW  nel  1088  fu  raenle  cosliloìsoe  il  nolo  e  la  smi  iaibiri 

dislrutlo  dal  popolo  lucchese  :  comecché  in  tura  situata  a  scir.  del  porlo,  aggiuageadoi 

dello  anno  il  Casi,  di  Faceole  o«ia  di  C(h  che  il  suo  ingresso  non  è  c»^i  fàcile  a  pm- 

terozMO  non  esìstesse  più,  toslochè  un  docii-  dersi  dai  piloli  non  pniici.  >*  La  iiesM 

menlo  scritto  nel  1079,  tr«ittando  del  Cast,  dubbia  iraboccalon  fu  assai  bene  draeriila 

di  Faeeole  situato  io  collina  sollo  Caie-  da  Rutilio  lIuniBiiaBO  nel  suo  IlinenMp 

rosso ,  dìcliiara ,  essere  stato  in  monte  et  allorché  cantò  : 

coli  nel  i83a  contava  i  lai  abil.  Agli  Jri.  TjIttoiiu  Toaouai,  Gfwmmao^ 

VADA  (  Fath  Foiaterrana).  —  Perlo  e  Sovaasro  (Paddli  ai)  fn  detto:  che  la  ah 

antico ,  e  oni  cala  Inquenlala  e  capace  a  ri-  di  Vada  con  davanti  il  tuo  bonoo  di  wnmit 

ceverc  i  Ifgni  di  nirzzo  bordo  in  uua  insl^-  si  naulencva  tulloia  quasi  a  im  dipiets» 

natura  del  mure  toscano  difesa  da  una  torre  com'c'ni  al  tempo  di  Bulìlìn  Ifumaiìaao, 

nrm»ta  per  ({Uiinria  del  porto,  fra  la  foce  del  ilal  quale  fu  descritto  il  difficile  ingresso  in- 

iì.  Fine  e  quella  del  fi.  Cecina,  il  cui  inese  dicalo  fino  d* allora  da  due  antenne  che  ■ 

«•bbe  una  parr.  plekana  (SS.  Gio.  e  Paolo)  praticavano  costà  alla  sua  imbooi'alara  ; 

da  lunga  miino  riunita  a  quella  de* SS.  Gio.  _        .  ^' ^-•^* . l       j- 

«  lu..-^   n    •  I         I     •      •        -1  incertas  geamnm  dkstrimumt  aràarejnm- 

e  Ilario  a  Hosignano  che  resta  circa  tremigl.  ,^  *^ 

al  suo  seti,  nella  Gora,  e  Giur.  medesima,         r%^'*  ^^-  1;— ->-  ^m^»^^  -  j 

Dioc.  e  Comp.  di  Pisa.  Dtjtxns^  offerì  Um,*  .Oer^*  uA,. 

Questo  porto  celebrato  da  Cicerone,  da  Se  devesi  prestar  fede  alla  Tavola  di  fra- 
Plinio  e  ila  Kulilio  Nuinaiiano  apiiella^asi  tìnger,  ed  ali* Itinerario  dì  Antonino,  è  da 
fino  il*  allora  Fada  ,  foru*  a  cagione  della  credere  che  passaste  da  Fa*ia  fino  dai  lea»- 
sua  |iosizìoiic  pilustre  ,  v  Fada  Foiaterra-  pi  della  Rep.  roro.m^  la  strada  consolli rr  Am» 
na ,  |>er  la  ragione  che  nei  tempi  della  re-  reità  nuo*fa,  della  |)oi  Emi/in  di  Scmmro, 
pubblica  romana  doveva  essere  compreso  giacihè  la  Tavola  Peni iugrnaiia  segna  costi 
nel  contado  volterrano,  il  quale  probabii-  una  mansione  di  quella  via.  —  /Vd.  Via 
mente  estendevasi  da  questo  tato  sino  al  fiu-  Emiua  n  Sc&iiao. 

micelio  che  porta  tuttora  il  nome  di  Fine,        Non  si  sa,  diiò  col  Targioni,  quando  per 

—  Feti.  A-FiRE.  la  prima  volta  ^«la  fosse com(ima  nel  icr- 

kWArt»  |)oi  ALBino  Cecwa  {FiLLj  di)  ritorìo  pisano,  comecché  non  lascia  alcim 

rammentandomi  della  descrìiione  fatta  ver-  dubbio,  che  le  saline  esìttcssi-m  nrl  Fitlo- 

so  il  4 1 5  o  4ao  tlal  consiilan^C  Rutiliu  Nu-  rale  ili  Vada  l'asserto  di  Rulilio  Nunwiiano 

nuuiano  nel  suo   llini'rario  inariltiiuo  do-  che  le  raiurocntò.  Che  esse  poi  coiilinnaa- 

|if»  ('S»rrc  slun'ato  n  Vada  per  lassare  uua  sero  anche  nei  secoli  longolianiìri,  ne  Cinno 

notte  neik  vilki  suddclla,  iliceudola  situata  prova  \arie  membrane  degli  Arwk.  Aràw. 


VADA  VADA               61T 

dì  PS»  •  di  Lai»,  t  Fatto  Ji  fbndnloDe  Gi&  air  Art.  RonaaAao  Ai  iMiOi  ebe  la 

ddli  BmIni  di  RiUiiooIo  prcsio  Moolefenlf  mcnn  arcSvescoTÌle  ili  Pili  aequiilè  tatti 

(aooo  754)1  nel  quate  il  rammenlano  le  «fu-  poasnri  fra  Rosignano  e  Vada  per  iIcNiatioiifl 

li«c  di  i^aia  |MM0eJule  almeno  in  |!arle  fallagH  sino  ilal  tecoln  Xi  dal  Slnrch.  Gol- 

dal  nobile  lui»  (bnU^iore  Walfredò  figlio  del  tifredo  di  Toscana  e  dalla  contessa  Beatrice 

ftt  Ralgauso  di  Fisa.  sua  consorte y  alla  qual  donax'one  sembra 

Tre  allri  Diibìli  frateMi  pìsiini»  che  ne?  che  Tnlrsse  ri rerire  il  diploma  imperiale  del- 

;8o  fooclaitino  la  Badìa  di  S.  Sjtìoo presso  Tlmp.  Corrado  II  che  nel  11 39  concedeva 

Calci,  donarono  al  lo  stesso  luogo  pio  h  loro  alla  mensa  medesima  anco  il  ploeiio  e  U 

parte  de>Vt*  Ai/iife  i»l  padronato  della  c/iie-  fotiro  di  f^ada  e  di  lìosignano^  mentre 

«a  de*  SS»  Gìo9tinni  e  Paoio  di  F'ada,  La  ali*  epoca  steasa  confalidavu  tutto  ciò  il  Pouf, 

qual  chiesi  trovasi  qualificala  plebana  in  un  Inuucenio  II  quando  accoi^dò  agli  arci\e- 

aiio  fNibblioodairAn-h-  Arcìv.  di  Pisa  del  scovi  di  Ksa  il  giusfndronalo  della  pieve 

i€  aprile  1043  relativo  airnirrta  di  alcuni  de* SS.  Giovanni  e  Pjolo  di  Vaila. 

Wai  Gitii  alla  chiesa  di  S.  9fu»ia  e  S.  Qui'  Arroge  a  ciò  qualmente  fioco  innanzi  (16 

r̀o  m  Mfnxi^  atto  che  fu  rognlo  in  loco  et  setlerobfv   1 1 36  )  don  Bnhindo  abate  del 

finiòms  t^mia  propt  tcehsin  et  pltbe  S,  Mon.  di  S.  Felice  a  Vaila  aveva  venduto  ad 

/aJkeJiAÌ#.  — (MoaAT.  Anùq.  Med,  Je^^i  Uberto  arcivescovo  di  Pisa  fier  la  sua  meii«a 

F.  ///.)  una  leriii  psirte  di  terreni  che  il  suo  Bfon. 

Sino  da  quella  remota  e!^  sembm  per-  possedeva  in  Fisa, 

tnlo  che  i  Pisani  estendessero  la  loro  giù-  5el  1 177  i  due  frateMi  eonte  Gheranin  e 

risdaione  politica  ed  ecclesiastica  anche  .1  conte  Banifrì  del  fu  altro  conte  Gheranlo, 

Vadip  per  cui  il  Cast,  col  suo  porto  cVal  stando  in  Vada  nel  capilnlo  ili  detto  mona- 

lora  in  poi  lo  troviamo  in  potere  di  quella  stero,  fecero  dono  al  me«lesimo  dì  9.5  peni 

Bepubblica  ,  la  quale  nel  iia5  fece  forlifi-  di  terre  posti  nel  distretto  e  pivù  re  diBi4Ì- 

eirb,  e  cingerlo  di  mura.  Il  piacito  e  fo»  guano,  e  segnatamente  nel  borgo  denomì- 

'<ro  dello  stesso  porlo  fu  lionato  dairimp.  nato  Circctro. 

Gomdo  n  a  Balduino  primo  arcivescovo  di  Dipoi  donna  Erminia  contessa  moglie  del 

PisB  eoa  diploma  del  19  lugl.  1 139.  predetto  C.  Banieri,  dal  suo  cjslirllo  di  Mf*n- 

Ma  nei  aecolì  i^itteriori  al  mille  molte  tescuda/o,  e  donna  Adelasia  inoglie  del  C. 

carte  «dative  alla  Eidia  di  S.  Felice  a  Vada  Gherardo  sopra  nominato,  stando  nel  Cast, 

da  ìmtÈ^  eie  disfiilta  esistono  ntW*  Arca,  di  dia/<//5/a//o,  confermarono  la  stessa  do- 

Dipi,  Fior,  fra  quelle  delle  monache  di  S.  narione. 

Paolo  airOrlo  di  Pisa,  cui  quel  monastero  Con  istnimenlo  poi  del  a5  giugno  trgo 

con  i  sDOi  beni  fu  aromensato.  don  Beneilelto  abate  del  Mon.  stesso  di  Vada 

Cifneocbè  si  trovino  delle  elezioni  di  abati  alienò  un  pezzo  di  terra  della  sua  Badia  si- 

M  Sion,  di  S.  Felice  a  Vada  dite  fino  del  luato  nei  confini  di  Vada  e  Bosignano. 

io3o^  pare  le  carte  dì  quella  pro%enìenia  Anche  nel  i  luglio  del  1306  ilon  Bar  ne 

BON  tono  più  antiche  del  Somaggio  1040.  abate  del  Mon.  predetto  si  obbligava  |u- 

i  01»  isimrornlo  rogato  nei  confini  di  gare  alla  mensa  arcivesr-ovile  dì  Fisa  T  an- 
CeNtA/e^so  (Gastelnuo%o  della  Misericoitlia)  nuo  censo  dì  04  denari  nuovi  dì  monof» 
col  quale  due  fratelli  venderono  al  prete  pisana  per  Toso  delle  acque  del  fiume  A'.'/ie, 
Andrea  un  pezzo  di  terra  con  villa  e  case  a  partire  dalla  sommità  del  bnsro  di  Rosi- 
«oaesar  poste  nel  loro  Catfel  di  Fada.  gnano  sino  al  mare.  —  Fed.  RnsicxiTcn. 

In  quanto  alla  storia  politica  le  croiMcbe  Ma  non  era  ancora  atanzat»  il  secolo  XIII 
pisane  riportano  ali* anno  1079,  o  1078,  che  il  Mon.  di  S.  Felice  a  Vada  era  ridoilo 
Qoa  visita  ostile  fatta ,  sebbene  senza  sue  al  solo  abate  e  ad  un  monaco,  siccome  lo 
cesm,  da  una  flotta  genovese  al  Porlo  di  manifesta  un  rogito  del  i3ai,ro|  qunlr  don 
^ada\  ma  ciò  che  non  riesci  loro  nel  1079  Rustico  abate  di  S.  Felice  a  Vada  col  con- 
aocadde  in  una  seconda  comparsa  fatta  nel  senso  di  Roracrio  unico  monaco ,  chr  esi- 
li afida  altra  flottiglia  genovese,  quando  sleva  in  quel  monastero  e  dei  consoli  di 
s*  impadronì  di  Vada,  che  sembra  ritenesse  f^ada  ,  affinò  la  metli  di  un  mulino  posto 
fino  al  1 165,  epoca  in  cui  essendo  slato  ri-  presso  il  ponte  Ji  Fine. 
preso  fLai  Pisani  il  porto  di  Vada  ,  qiii^I  Co-  Nel  1144  vcrlcmln  controversia  fra  Vaììa- 
muue  deliberò  di  iarlo  riattare  e  foitificare.  te  del  Mon.  di  S.  Felice  j  Vada  ed  il  |ii^ 


618              VADA  VADA 

irvDo  dì  «k Ilo  luogo  lofm  il  dirillo  dt*de*  del  io  febbnjo  dell* anno  fegoenlc  ;  e  CM 

Alali ,  fu  ooropromcMa  U  lite  in  Vitale  er»  luUocliè  od  t43i  Veda  IbeM  italo  oecapÉto 

dfcicso\o  di  Pila,  il  quale  con  lodo  del  ai  dalle  armi  milanesi  comandale  da  Viccolè 

geonajo  1245  dicliiarò,  che  tulli  qoelli  che  Piocioino,  alla  pace  del  i433  eoIcMo  paeK 

morivano  nelle  case  della  pirraxhia  del-  tornò  a  loltonieUeni  alia  Bep.  Fior.t  It 

rAbaaia  di  S.  Felice  in  Vada ,  li  leppellii-  quale  quattro  anni  dopo  eoo  piPffiriene 

•ero  in  delta  china,  e  che  tulli  coloro  che  del  i3  febbnjo  1437  oHind, eht  ■  picpe- 

▼eniMefo  di  nuofo  ad  abitare  in  detto  Cai!.,  raaefo  de*  maganiui  e  Waém  ed  alla  Tmt€ 

o  che  fiiblNncaMero  abilasiooi  nei  confini  <f .  f^ineenùo. 

della  pieve  di  Vada,  si  seppellinero  appieiBO  Uno  «irgli  ultimi  falli  iiloriei  nlalÌTÌ  ni 

queit*  ultima.  —  (/oc.  eU.)  paese  di  Vada  lembn  quello  deir«nlw 

IHil  quel  lodo  serobm  non  solo  apparire,  purtalovi  nell* inferno  del  i45n  da  no  a^ 

che  la  chiesa  ilei  Mon.  di  Vada  fosse  parroo-  mala  del  re  di  Hapoli ,  quando  il  cmlcllano 

chiale,  ma  che  il  suo  popolo  abitasse  dentro  fiorratino  senta  fisr  rrsistenta  per  denaio 

il  paese,  mentre  la  piete  di  Vada  secondo  il  diede  in  mano  il  castello  di  Vada  ai  Ibao» 

solilo  esser  doveva  situala  nell*  aperta  cam-  letani,  i  quali  Tanno  dopo  eoslretli  dai  rio 

pHfna.  rentini  a  (lartime  vi  posero  il  lìioco.  Depe 

Ma  il  Mon.  di  S.  Felice  a  Vada  continuò  di  che  la  Signoria  lece  demolire  afillo  g*l 

per  più  poco  ad  essere  retto  ed  abitato  dai  avanù  di  quel  castello ,  che  poò  diro   ~ 

monaci ,  mentre  nel  ia55  vi  erano  entrale  fitto  dell* ultimo  caterminio  di  Vada, 

le  donne.  A  queste  infatti  è  diratla  una  bolla  Dissi  effetto  piuttosto  che  ohms.  in 

del  pontefice  Alessandro  IV,  con  la  quale  or-  che  la  contrada  era  divenuta  ioaiiilalNlapsr 

dina  che  quelle  recluse  stessero  sotto  la  r^  m^ilssnia  senia  dubbio  provenula  dal  vaila 

gola  de*  Frali  Predicatorìf  e  In  dichiara  una  pedule  di  acque  terrestri  e  marine  e  dairiM- 

leconda  bolla  dello  stesso  pontefice  del  19  boschilo  terreno.  -*  ^ed,  RossBaAao. 

settembre  laS?  diretta  ali*  abaie  Gislficen.  VADA  (PADULE  «)  nel  littonlc  ~ 

sedi  S.  Panlaleone  della  diocesi  di  Lucca  ed  no.  —  La  più  antica  memofìaedese 

al  guardiano  dei  Frati  Minori  di  Pisa,  af-  del  padulesalsodi  Vada  suddiviso  io  laghetti 

finché  assegnassero  il  monastero  di  S.  Fé*  comunicanti  in  mare  per  pioooh  fama  osa 

lice  a  Vada  con  lutti  i  suoi  beni  alle  mo-  angusta  foce  difen  da  catentle,  ladobbiaasa 

nache  di  S.  Agostino  di  Wa  Bomta  vicino  sino  dal  principio  del  secolo  V  a  Rulilia 

a  Pisa,  le  quali  suore  avevano  abitalo  il  Numasiano ,  allorché ,  dopo  avere  egli  ap- 

Moii.  «le* SS.  Filippo  e  Jacopo  di  Castana  prodalo  al  porto  di  Vada,  si  recò  a  dorisife 

dra ,  a  condizione  di  pacare  esse  monache  nella  sovrastante  villa  del  senatore  C  Ai* 

una  pensione  vilalisia  ali* abaie  di  Vada  a  bino  Cecina  ,  cantando: 

«I  un  Miro  nio.,»co  di  quel!»  B.J».  SuUe,^at  ruiae  *aeat  odMpeUan  *mlim» 

Rwpdto  al.  pieve  .1.  Va.!»  e.1  .11  unione  Ifam^ehtKeenseturnoJiÙusaftmpmlm*. 

del  «IO  popolo  .  quello  di  gougnano,  te-  ^„«„a« /erre».* </»*/•« cWita/Siii. 

oasi  quest  ultimo  articolo.  ^  m  Imìjsj^         t^,--.       -«  /    ìl-       '^^ 

IliU>rn.ndo  rmunto  ,ÌU  so.  fiori,  civile  j^^  "^  %,g7Z,s  adZrit  Sfrliu"^^. 

mincialo  a  fondarsi  dal  Cora,  di  Pisa  un  ^         f^                         ' 

faro  daviinti  al  porto  di  V.iJa  nella  secca  «•        ^\'       .       _     t     ....     ^     i  j--  « 

.(.pellala  Fal-dTretro,  e  che  nello  .Ululo  r^"* ^"'^^'^'^  «'«"'"'  «««-*«-r 

pii.no  del  „85  furono  «.segnali  ,«r  Ul  I.-  UtJt^UiUes  torrida  durn  k^mut. 

voro  3oo  denari  luiani  il  mese,  oltre  le  va«  r*       •  •     ^                 ^.«^               ■     ni. 

.                       V.,    .   /  v:*  "  •'^  *  Conciffiuni  aenm  natica  coamtua  Pkm' 

ne  esentioni  e  privilegi  che  il  governo  con-  C                                       * 

cedeva  a  coloro  che  fossero  andsli  ad  abitare  »,  ^^  * .    ^^^  .^  ^^»tm  ^t^^^  — •• 

>_  ^  j^    .                  Ili-      L      -.-  •  ^  f^o*"'  aesit^  erusta  eatorm  coti, 

in  ^oaa;  Sfgno  non  dubbio  che  colesla  ^ 

spiaggia  sino  d*  allora  era  nulsina  ,  a  ca-  A  questo  slagno  marino  eil  alle  sue  nlinc 

gione  probiibil mente  delle  acque  salse  miste  appellano  varii  istrumenti  dri  secoli  longo- 

alle  dolci  e  sUgnanli  in  qoel  |ndule.  bardi  e  carolingi,  i  di  cui  arehelipi  si  eoo- 

Fìnalmente  do|tfi  \arìe  virrndc  il  porto  servano  negli  archivi  arcivescovili  di  Fin  e 

col  |Hiese  di  Vada  nel  i4o5  c^ilJe  in  mano  di  Lurca;  il  più  antico  de* quali  é  quella 

de*  Fiorenlini,  ai  quali  si  soUomi>e  per  atto  del  754  quando  possedeva  parte  di  coicsit 


YAGL  VAR  L  «19 

fltf/iM  il  noibileWiIfmlo  fondatore  del  Mon.        VAGLI  SOPR4.  —  U  parr.  di  Fngti 
di  S.  Bictn»  ■  Mmiuolo.  topra  risiede  sulle   balie  mannone  della 

Anco  ahre  mrflibnine  di  quel  secolo  del-  Tarobiira  ,  ed  è  uno  de*  |iafsi  più  eletali 
r  Arcb.  Arrìv.  di  Looea  rammentano  It  ta-  della  Garfiignanti  posto  alla  destra  dt\  Ser- 
lìmtdi  f^sdla,  alcune  delle  quali  furono  pub-  cbio,  circa  io  mi|!t.  a  maeslr.  di  Gastelnuovo, 
blkmedal  Maralorì  nelle  tue  ^nf.  M.  Aeifi,    e  6  migl.  a  lib.  di  Garoporgiano.  II  suo  pò. 

kWAri.  RomaAM,  Cumuniià^  dissi  pn*  polo  confina  a  seti,  e  grec.  con  quello  di 
re.  cbe  riipello  alla  migliorala  oonditione  Roggio^  a  scir.  con  If^agli  fo#to,  a  pon.c^ 
alasoiferici  della  pianura  di  Vada  e  delle  so*  la  cresta  della  Tarobura  del  Ducalo  di  Miissa, 
fnsUnli  colline  di  Bosigoano,  ciò  è  domto  ed  a  maestr.  con  il  dialrelto  lucchese  di  Mi- 
alle  aamcntate  coltivaiionì  di  quel  suolo  »    nucciano. 

alle  folle  boscaglie  tagliate  ed  alle  rislretle        Esiste  fra  coleste  balte  nella  calcarea  ca- 
padliline  ulte  di  Vada.  Temosa  una  grotta  a  più  aperture,  mollo  pro- 

V.IDO  B  GELLO  nella  talleoola  del  Co»  fonda,  nella  qn^le  si  annidano  ed  escono  a 
maform,  ^  Fed,  Gallo  di  CAM4joaB«  storme  i  gmeehi,  specie  di  piccoli  corri. 

VADO  (S.  MARTINO  a)  nel  Val-d'Amo  In  Fagli  sopra  si  addila  tuttora  la  casa 
CHmtincar.  —  Pieve  antica  già  della  di  S.  do?e  nacque  il  medico  filosofo  Simone  Si* 
Xifflioo  iit  Terimula^  cui  fu  annesso  il  pò*  moni  che  nel  secolo  XVI  abbracciò  la  Ri- 
polo  di  S.  Niccolò  a  Fa^o,  forma  prima  di  GaUino,  poi  di  Lutero,  per 

Trorati  sulla  ripa  sinìsini  del  torr.  So-  cui  fu  scomuniciito. 
Imo,  dirimpetto  al  Casi.  S.  HìcgoIò  ed  alla  \m  parr.  di  S.  Lorenzo  a  Fagli  sopra  nel 
aallortanle  Terra  di  Slrada,  nel  cui  popolo  iSBa  coniava  61 5  abil. 
rmo«  f  allra  sono  comprfsi ,  nella  Gom.  VAGLI  SOTTO.  —  Distante  quasi  due 
di  Castel  S.  Ifieoolò,  Giur.  di  Poppi,  Dioc.  miglia  ed  in  luogo  più  basso  trovasi  il  Til- 
di Fiesole,  Comp.  Aretino.  —  Fed,  Cajtbl  laggio  di  Fagli  sotto  capoluogo  di  Comu- 
&  Ifioaobò  e  SraànAuel  ValnTAmo  casenli-  niti,  la  cui  porrocchia  di  S.  Regolo  confina 
■cse,  cai  si  può  aggiungere,  che  anche  co-  a  grec.  con  quella  di  Coreggine^  a  lev.  e 
sii  ebbero  padronania  fino  dal  secolo  XI  scir.  con  1*  altra  di  Ca/rriccAia,  a  ostro  con 
almmoi  conti  Guidi,  toslochè  il  conte  Gui-  la  cura  d*  tsoia  Santa  e  la  cresta  deirAlpe 
do  del  fa  C.  Tegrimo  stando  in  Strumi,  di  Penna  di  Sombra  nei  confini  ilei  lerri- 
■ri  saano  del  1099,  donò  alla  badia  di  S.  torio  di  Straoetta  compreso  nel  Granduca- 
Fedele  a  Stromi  le  decime  dei  beni  domi-  lo  di  Toscana,  a  pon.  con  Fagli  sopra^  ed 
■ieali  cbe  possedeva  nel  Casentino,  fra  i  a  seti,  con  il  popolo  di  Bog^io. 
quali  è  rammentata  una  corte  in  Vado.  —  Nel  territorio  di  Fagli  sotto  trovansi  a 
(Casbci,  Continuatione  (/e*  March,  di  7b-  contatto  della  calcarea  marmorea  masse  ofio- 
«Mila  del  Cap.  della  Rena,)  litiche,  fra  le  quali  esiste  del  solfuro  di  rame 

Le  parr.  della  pieve  di  S.  Martino  a  Va-    non  di  rado  mineralizaalo  insieme  al  ferro 
do  ne!  18 33  contava  907  abil.  solforoso. 

VAGLI  DI  GARFAG^  AN  A  nella  Valle  su-        La  popolasione  di  Fagli  sot/o  nel  1 839 
periore  del  Serchio. .»  Due  villaggi  omo-    ascendeva  a  809  individui, 
nimi  (  Fagli  sopra^  e  Fagli  sotto)  danno        Fanno  parte  della  stessa  Comunità,  ol Ira  i 
il  titolo  ad  una  Comunità,  di  cui  è  capo-    due  popoli  leste   indicati   quelli  di  jirni 
luogo  il  Vili,  dì  Fagli  sotto,  verso  il  Montaltissimo  e  V  altro  di  Roggio 

Esistono  entrambi  i  paeselli  nel  fianco  situalo  più  in  basso, 
orientale  dell'Alpe  Apuana,  delta  la  TVim-  Cotesti  quattro  popoli  nel  iSSa  contava- 
Wa,  lungo  la  strada  tracriiila  su  quell'Ai-  no  lutti  insieme  1968  indivìdui,  cioè: 
pc  fra  Gastelouovo  e  Massa-Ducale  nel  secolo  i.  Jrni  (S.  Margherita)  .  jihit.N,^  919 
passalo  per  ordine  di  Ercole  III  Duca  di  9.  Roggio  (S.  Bartoloromeo)  ...»  SaS 
Modena.— Tanto  1*  uno  come  l'altro  vii-  3.  Fagli  sopra  (S.  Loreiiso)  ...»  61 5 
laggio  conta  la  sua  chiesa  parrocchiale  (S.    4.  Fagli  sotto  (S.  Regolo)  ....  »    809 

U>ren^  .  r,,K  sopra ^  S.  Regolo  ,  Ta-  ^^^^^^ ^^^  ^.— 

eli  sotto)  già  filiali  della  pieve  di  Piazza ,  ^ 

n*lla  Dioc.  di  Luni-Snrzana,  ora  sotto  quel-  VAGLIA  (^fl/Zea")  in  Val -di -Sicve.  —  Bor- 
ia di  Massi-Ducale,  Giiur.  dì  Camporgiano,  go  con  chiesa  plehfina  (S.  Pietro),  cui  funiiio 
Due.  di  Modena.  annessi  più  po()oIi.  È  capoluogo  di  Comu- 


«28                V  A  L  D  V  A  L  D 

<lt*r;i  l'Vnf ìiliikIo  I  (  1 8  kH.  1^99)  vrnìsir  in  memi rifi clic  U  inciela  imnirsiiiM  ffàhner 

lolniiiMto  |iiulliMiln  contro  TiivitlilH   iìt^U  e  CC.)  nlme  ì\a\W  tue?  miniere  di  RÌ|m  uri 

ui)iiMiii,clie  coiiiro  la  ilrrilitii  dellii  lulura.»  PielrasMiiliiio. —  fed.St.tiAvuEà.^Comunìià. 

iJw  M*  un  lungo  corso  di  unni,  diceva  il  VAL-DI  OXJINA.  —  f^ed»  Cecima  b  Vai.- 

Prol*.  Anioiiio  T^rfjiuiii-ToZM'Ili,  nipote  del  le  iiri.r.A  Crcima. 

tJi.  <ìio\4nni ,  ili   iMiii  n-Lizione  scifiilifìcH  VAL  DI-IJHIO  in  Val-di-Chianj.  •*•  C^- 

di   i:oli'stc  niiiiitn*  pubUliciU  in  Livorno  Iriilu  del'»  (piale  (miia  il  noiur  iiii'iinlii-4 

mi  1834:  «  Clic  sé  un  lung»  cono  di  juni  cIiìcm  |ileb.in«  (5.  Storia  in  /^i/.</i-CAio ) 

ìnlermiUinieulc  [tnìoìì  senza  che  si  cercasse  e<l  iiii.i  sua  cura  filiale  IS.  Slargfterit*  U 

di  riallivare  queste  miniere,  ciò  fu  colpa  f^ai-tii  Cfiìo)  cilaU*  eolnimlie  a^Ii  articoli 

di  triste  circostante  {lolitiche  anzi  che  pò-  Caio  (Pikvi  m  Val-di)  e  Cmo  (ò.  Maiubi- 

vertli  delle  preiudicate  miniere,  come  tla  kit  a  iti  Val-di)  come  anche  air^^rr.  C%m-i- 

alcunì  fu  dubitalo  ».  (m.i  •tc-F'iiirf.mtiho,  Co/fiicii/à,  ai  quali  %uca- 

«  Tutta  la  massa  de*  {w^f^ì  pro|)ap.iti  dal-  bitli  invio  |i«*r  brevità  il  lellorr. 

rAI|ie  di  Farnoochia  fra  la  fiumana  ^ersi-  VAL-DI  CORNI  A.  —  Fai.  GoBiii*,Cot. 

ita  eil  il  lorr.  Baccalofo  è  costituita  (so|;-  nino  Conr^no^  e  Vallb  oojjl  Couiu. 

leiunge  questo  scienziato)  ila   uno  schislo  VAL  IVKLSA.  —  f^ed.  Cua  e  Vaixs 

qiiai-zo-talcoso,  il  quale  nelle  parti  su|M.TÌori  dri.l*  Ab!«o  isruinaz. 

termina  in  un  calcare  cavernoso, ed  in  allo,  V\L  i)*R>IA.  —  ^mf.  Ema. 

superiormente  alle  miniere  dell*  ArtientU-  Vii,  IKEIVA.  —  /W.  £aA. 

ro,  in  un  calcare  giurai  fico  alquanto  ^ra-  VAL-D'KVOIJI.  ^  re-/.  Kyola. 

noso,  ma  meno  cristallino  di  quello  dei  VAL  DI-FI NK.— fW. Valli mlla Piai. 

Rionlt  più  interni  deirAlfie  Apuana  sopra  VAL-UI-FIORA.  —  f^ed.  Valle   dilla 

tieni vezza  e  Carrara  ».  Fioia. 

«  Il  minerale  del  piombo  solfunto  ir-  VAfj-lVIBOLA  ìnRomagoa.  — Due  coni 

gentìfero  trovasi  qualche  volta  proiuiscuato  d*ac(pia  nella  Romagna  Gramliicale  pim- 

€on  del  ferrosoliurato  disposto  in  ramiricanli  dono  il  vucaliolo  dal  torr.  /Ma,   uoo  che 

Tene  e  filoncini  in  mezzo  alla  pietra  stea-  (lercorrc  la  base  occidentale  ilei  monte  Jf<- 

•cliistosa,  ma  in  ragione  elicsi  rimonta  ver-  landra,  e  che  iiiHuisce  nel  Lamone  al  di  là 

io  sei t.  la  giogana  deir^r^f/if xVra,  la  mi-  dei  confini  del  Granducato;    1* altro  rhc, 

■cela  de* solfuri  di  antimonio  e  dello  zinco  do|)o  aver  |iercorsn  un  vallone  fra  la  Valle 

si  fa  nn  |ioco  maggiore  ».  dfl  Montoni'  rd  il   vallone  del  TVam  irso, 

Ijc  S[iese  falle  in  cotesti  monti  dalla  prima  entra  iikI   .ìtarteno  presso  Mii«li;.'lijna. — 

società    metallurgica,  riattivata    verso    il  /V/.  Tapo-tzio  .  e  Moimumaha,  Comunità. 

i83o,  fumilo  grandiose,  sia  |ier  incanalare  VAL-iriS()L\  .  PIKVK  di)  nella  Val-di- 

Ir  acque,  sia  per  aprire  nuove  gallerie  di  Tom.  —  IV /.  TiiiPAi.f.F  ìPuti  w). 

ricerca  e  di  scolo,  sìa  [ler  la  edificazione  di  V\L-DUL1MA.  —  /V/.  Lim%  e  Vaixi 

ruote  idrauliche,  di  magazzini ,  di  forui  e  mi.  SficHio. 

a|iecialmentc  per  la  costruzione  di  un  lungo  VAL-DI-MAGRA.  —  riri.  MAcai ,  Ìaj- 

fdifìzio  di  materiale  (ter  rompere  con  molli  ickhana  ,  f  Vaili  dv.m.a  Mauia. 

|>ìstoni  mossi  dalle  acque  e  fier  lavare  il  mi-  VAL-D1-MAIU\\.  —  ft-ti.  Maiiha.  Ma- 

lierale  riducendolo  in   slìcft.  Kdilìzio  au-  kinvi.la  ,  e  (^ai.fkx^tiiì  ,  f 'owu/iifà. 

nieiitato  dalla  società  attualo  sotto  la  dire-  VAL  DIMKKSA  .  o  MKRSK.  ^   f'ed. 

sione  di  un  eccellente  monlanista  che  ha  Mkhhr,  e  Vìi.i.k  mi.i.* Ombroshe  sAaiac. 

introtlotto  per  la  riduzione  dello  tlich  in  VAL  DI-N'KVOLK.  —  f'cd.   Miivolb  e 

piombo  argentifero  ,  niediantc  la  cop|>ell.i-  Vam.k  iwi.iMbro  iNmiioar. 

«ione   metodi    ecoiiomici    significanliisimi.  VAI<-lVt>KCI  V. —  leJ.  0«riA  e  Vaili 

T.ile  e  un^i  tromba  a  granile  rilinilro  a  do|».  M<>^TAi.(:i!(iF«f-  nFu/Ovnoai  SAaisi. 

pie  valvole  di  ferro  fuso  m»«<a  dille  acque  V\L-DM)T1' \\ t)  nella   Valle    ilei   Srr- 

rorrenli  per  solfiare  nel  tempo  stesso  e  ali-  cliit».  —  /V/.  Htt***»,  o  Ottas»». 

ineiitare  sei  gnn  torni  a  C(>p|>ella  nella  sui-  \'\L  l>'()S\.  —  /e./.  <Ì4a  fiumana,  e 

tostante  fornace.  T.i le  è  il  lueiod'i  ivi  mes<o  \  ai.i>  hìi  i.' Vi.ntr.^A. 

ili  pratica  d*  impie<:.ire  \ier  tali  fusioni  del  \  \L*i**f  )S\KI.  —   f'fl    Osftm  .  O^ri. 

rarbn II  fossile,  e  quiii«li  si-rvirsi   ilei  ror/i.r  Osfanr-i,  \  u.i.f.  nn.i.' A>»u  pisano  e  Pi*a, 

cht  ne  resulta  [ler  la  riduzione  de]  cinabro  i'vmuni(ù. 


V  A  G  L  V  A  G  L               621 

Comuiwità  di  Faglia.  —  Il  temiorìo  dì  hlivi  cortnno  nella  direzione  di  self,  i  mkro 
«|iK«ifl  Comuni  là  occupa  unu  superficie  di  lungo  la  strada  antica  lasciando  a  le?,  il  R. 
^u<«dr.    16657,  ilei  quali   333   spellano  a  parco  di  Pratolino  fino  a  Montorsoli ,  doTs 
corsi  «li  acqua  e  strade.  —  Dentro  cotesto  troTano  la  strada  regia  |>ostale  Bolognese, 
perimetro  nel  i833  ahilaTa  una  pojiolizione  sulla  quale  poco  dopo  cessano  i  due  territori 
éì  9689  intiiridui,  a  ragione  di  i3a  per*  coniunitativi  di  Vaglia  e  di  Sesto,  e  Tiene  a 
tane  |ier  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  im-  confine  il  territorio  Gom.  dì  Fiesole.  Con 
poolbile.  questo  l'altro  di  Vaglia  fit>nteggia,  da  primo 
G>afina  con  5  Comunità.  —  Dirimpetto  per  la  strada  regia  predetta,  poscia  mediante 
a  grcc.-leT.  |>er  corto  tragitto  si  tocca  con  alcuni  rivi  che  scendono  nel  torr.   Blugno» 
il  territorio  della  Com.  del  Borgo  S.  Loren-  ne,  che  i  due  lerritorj  attraversano  ad  og- 
»,  a  partire  dal  giogo  delle  C^roci  sulla  getto  di  montare  nell' oppoma  pendice  dei 
strada   provinciale  antica  delle  Sala  Jole,  pOL'gì  delle  Salajole   fino  verso   l'osteria 
èonde  scende  col  lorr.  fino  alla  eh.  della  delTOImo  e  quindi  arrivare  mercè  del  torr. 
Mmdonma  di  Poleanfo j  ì\ì  voltando  faccia  Carpine  sul  giogo   delle  Croci,  dove  la 
da  gTCc.-ler.  a  ostro  lascia  quel  torr.  per  en-  Com.  di  V.<glia  ritrova  dirimpetto  a   lev. 
Ir4re  in  un  liorro  suo  tributario,  col  quale  quella  del  Borgo  S.  Ixirenzo. 
dirìgendosi  sul  poggio  sino  al  convento  di  II  più  copioto  corso  d'acqua  che  attraversi 
IbaleSenario  gli  gira  attorno  per  quindi  il  territorio  di  qtiesta  Comunità  è  il  lorr. 
riicmilere  nella  direzione  di  maestr.  sulla  Carza,  lungo  la  cui  sponda  sinistra  fii  trac- 
slnda  comuni  Lai  iva  della  Soderà  verso  la  ciata  la  strada  regia  jioslale  Bolognese. 
Sdpfcrssa  Badia  del  Buonsolazzo.  Di  costà  Fra  le  maggiori  eminenze  montuose  che 
inotnzi  di  «rrivarea  ff  ri  arto  soft  entra  da  pri-  fanno  corona  al  suo  territorio,  comecché  la 
iiioJirim]irllo  a  maestr.  poi  a  pon.  la  Com.  cima  di  alcune  di  esse  spelli  ad  altre  Co- 
di San  Piero  a  Sieve,  con  la  quale  T altra  muniti^,  contasi,  a  ostro  V  Uceeìlatot'o,  a 
di  Vaglia  arriva  sul  torr.  Carta  alla  con-  lib.  il  Monte-lliorelin^9»\\,  il  Trebbiateti 
Humzj  del  l'osso  dfl  Cartone,  che  entnimbi  a  scir.  il  Monte  Senario,  l' ultimo  de*qua- 
i  due  lerritorj  rimoulano  verso  maestr.  sul  li,  misurato  dal  campanile  della  chiesa  fu 
poggio  del  Titrhbio  fino  alla  confluenza  del  trovato  1436  br.  su[)erioreal  lirellodel  ma- 
fesso  Barino  nel  Cartone.  Cosi)  dirim|)etlo  re  Mediterraneo. 

a  pon.  viene  a  ronfine  la  Com.  di  Gilen-  Relativamente  alla  fisica  stnillnra  e  in- 
uno,  con  la  quale  la  nostra  formando  un  dolc  delle  rocce  che  cuoprono  il  lerrilorio 
«ngolo  rienlianle  sale  sulla  schiena  del  pog*  di  questa  Comunità  ,  per  quello  che  mi 
|!Ìodi  Vaglia  donde  |>oscia  riscende  (ler  an-  riesci  di  ossen'arc  lungo  la  vallecola  della 
dare  incontro  ud  alcuni  borriciattolì  che  at-  Carvi,  mi  sembrò  vedere,  che  i  poggi,  dai 
Inversa  sul  fi.inco  sei  leni  rionale  del  pog-  quali  è  fiancheggiala  cotesta  vallecola,  quelli 
gin  di  Scarabone  e  che  poi  rimonta  dirim-  del  lato  destro  scendendo  dal  Monte  Sena- 
petto  a  pon.  finché  trova  sotto  Monle-Mo-  rio,  sono  coperti  in  gran  parte  dall'arenaria 
fello  il  borro  de'  JUatsoni,  col  quale  arri-  calcare  (  macigno)  e  dallo  schislo  marnoso, 
TI  alla  SMH  sorgente  i)er  salire  sulla  cima  del  [blsciajo)  sotto  cui  in  molti  luoghi  si  affac- 
lYonle-Morello.  Sopra  questa  sommità,  pas-  eia  la  calcarea  compatt.i  (a/6ereie);  la  qual 
S4lr  le  sorgenti  del  borro  di  R'maggio,  fra  ultima  roccia  mostrasi  allo  scoperto  nel  fìan- 
le  due  prominenze  del  monte  predetto,  cessa  co  sinistro  della  stessa  vallecoh  scendendo 
la  Com.  di  Calenzano  e  sottentra  di  fronte  dai  contrafforti  deW  Uccettaiofo  e  di  Sion 
a  lib.  V  altra  di  Sosto,  con  la  quale  la  nostra  te-gorello  sino  alla  strada  regia  Bolognew 
di  Vaglia  riscende  dal  Monte-Morello  nella  disposta  in  strati  assai  potenti  ed  inclinatis- 
dìrezione  di  scir.  e  poi  di  grec.  mediante  il  simi,  calcarea  ottima  non  solo  a  far  calcina, 
€o%o  del  torr.  CirsMo/a,  che  lasci»  fuori  do-  ma  ancora  a  fornire  copiose  scaturigini  di 
|M)  un  niì>il.  dì  discesi!  per  enlniri*  nel  bor-  acque  potabili,  donde  facilraente  derivò  il 
rodM  Boccaccio  fino  dirìm))Clto  .-1II.1  eh.  di  vocabolo  al  vicino  l>or{;hett»ili  Fontebona, 
S.  Jiichele  aìU  Itfaccìùe  ;  (J.t\anli  :iPi  qua-  silu:ito  sulla  strada  regia  Bolognese  alla  pri* 
Io  volLtudo  diif'zione  a  scir.  poi  di  scir.  a  m.i  posta  da  Firenze. 

untale  e  di   nuovo  a  scir.   :trri\ii  sulTan-  Il  tianco  medesimo  da  lunga  età  essendo 

%u.A  «.Irida  Bolcjgnese  dell'  Vrcellatojo.Mle-  ricoperto  da  m.iccine  di  allo  fusto  e  cedue, 

dirute  quest'ultima  i  due  tCMritorj  coinuui-  poitò  da  quelle  probabilmente  il  vocabolo 

r.  v.  79 


«30               VALE  VALG 

{«Iblo  iH  S.  ^alenHno  a  Fregiano,  Della  celilo  alsuoconsnrUUUerrinoJì  Uberto  lui 

Ohii.  e  cinM  iui|[l.  a  u  grec.  ili  Soraoo,  tu  i:iò  die  f>li  .ippiirli-ncvj  nel  r;i!kile  r  rort^ 

Gìiir.  ili  Piligliaiio,  LUoc.  di  Sudai,  Goni(».  di  SiiiihivDO.  —  (Arijh.  Ihri..  Fh>«.  CVirfe 

di  Grusieto.  ^^^  Mon.di  S,  Hichrlr  in  Borgo  di  Pis'r. 

In  f pianto  ali*  epoca  dell*  r regione  dì  ole-  l>ell.i  stesu  iMOvcnicnzi  é  una  irn  inhrdna 

sia  chicKi  p.irioccÌiiale  ne  fornifci.*  un  indi-  del  ao  stU.   ia65  scrilLi   nel  lioigo  di  S. 

zio  non  diibliio  una  niembraiia  archcti|ia  Ma m.i n U* ,  nella  qu.ile  $i  tratta  dt-l  libello 

|ierveniiti   dal  ni:i;;istralo  del  Bigallo  nel-  concesso  ila^li  Eremiti  di  Cimildnli  ad  U- 

V /ire/i.  Dipi.  Fior.  ~^  Trallnsi  ivi  di  una  berli  no  Novello  à.*  Valenz-mo  di  un  loro 

delibeni7.ione  del  ag  giu{;ao  i438  presa  dal  po>lf;re  |kisIo  in  quella  curii,  e  rbe  gik  egli 

Comune  di  Sorano  per  at!ie9n.ire  la  dote  al  teneva  in  affilio. 

rettore  della  nuova  chi'»i  di  5.  f^altntina  Nel  Imitato  del  1 337  ritto  fr:i  il  Comune 

posila  nel  tcniinenlo  di  Fregiano ,  mercè  di  Firence  e  Pier  Saccone  Tarlati  a  n<iae 

cui  le  fu  a9«e)!nntoirrevocabilmeiile|)ercon-  del  Comune  di  An'zzo  furono  cumprrfi  i  fi- 

griia  del  suo  rettore  una  tenuta  di  pert-nea-  gli  e  nijioti  di  Grifftlo  e  di  Guglielmo  da 

sa  del  Comune  di  Spirano  [Mista  in  luogo  f^aleninno ,  ai  quali  si  accordarono  le  me- 

detto  il  Ironie  di  S.  faleniino.  —  Rogò  «Ini me  esenzioni  e  immunità  che  godevano 

Tutto  nel  ilislretto  di  Fregiano  Ser  Guido  dal  (>tm.  di  Arexso  i  signori  di  Pitiraroala. 

del  fu  S«r  Guido  del  Cist.  ili  Pitigliano.  Anche  md  Irattato  di  pace  fallo  dal  Duca 

Ijb  cura  di  S.  Valentino  ili  Sorano  nel  d'Alene  signore  di  Firenic  con  i  Pisani 'anno 

i833  coniava  917  aliit.  i343)  fu  slabililo,  che  i  signori  da  Falem- 

VALENZANO  nel  Val-d*Arno  casentine-  zano  ed  ali  ri  rollegjli  od  Cora,  di  Arcuo 

se.  ^-  Cast,  con  chiesa  parr.  rS.  Maria^  nel  s' inlemlessero  liberati *dai  bandi  e  n^liluiti 

picvanato  di  S.  Lorentino  a  Fallona,  Com  ai  beni  che  {Kissedevano  innanzi  quella  giirr- 

e  circa  migl.  5  ■  seti,  ili  Subbiano,  Giur.  ra.  —  (Ammie.  Sior.  Fior.  Lib.  r*///  e  iX.) 

Dioc.  e  (^>mp.  di  Arezzo.  Fliialnicnle  i  signori  da  Valenzano,  sol  lo- 

Risicth-  in  costa  sulle  pendici  dell*  Alpe  posero  essi,  i  castelli  di  Valenzano,  V 'gogua- 

ilelta  di  Vogognano  un  miglio  e  m<'zzo  sopra  qo  e  Kaltona  con  le  Ioni  |ierliiirnsCy  gìu- 

allc  piagge  che  stendnnsi  fino  alb  ripa  sini-  risdizioni ,  uomini  ecc.  alla  Rep.  Fior,  per 

•Ira  dell*  Amo  dirim{ietto  allo  stretto  di  S.  atto  pubblico  dtl  16  marzo  i386  'siile  co- 

Mamantff.  muné)  e  nel  so  miggio  successivo  ottennero 

Da  questo caslellelto presero  il  titolo  i  no-  le  loro  rapitolizioui.  —  /Vr/.  VfNi-i«.5i%Tin. 

bili  Ubcrtini  da  Valenza  no  consorti  di  quelli  fja  parr.  di  S.  .M.iri.i  a  Valeiiziiio  aitii.il- 

da  Chitignaiio,  uno  dei  quali  nel  laai  ce-  mente  di  (ladronalo  di  cas.i  Rontlinelli ,  nel 

de  alla  Radia  di  Sei  va moudu,  fondala  nel  1 833  contava  141)  abit. 

909  da  (;riffulo  o  Grifibne  suo  antenato,  il  VALKllANO,  ò  VALLKK  INO  ni  Ml'R- 

^insfiadronato  della  chiesa  di  S.  M-iria  pò-  Lf).  —  /^er/.  VALiKt^xo. 

sta  fuori  del  castello  tli  Valenzano,  e  quella  fALitniAno  (.V..  ut   T^MCD-gm.  —  Ped. 

ancora  di  S.  Niccolò  com pn'Sa  dentro  il  ca-  Tarnnino  in  Roni:if>iia. 

stello  trslè  nominato.  —  (Anhal.  Camu.d.)  VALGll!\(.*ATA  e  TORPIANA  mif«4  lì 

Discendenti  del  noiuitiatoGrin'olofurtmo  VARA    nella   V.il-4li-^rii:r.i.  —   Ihie  di. 

due  fratelli ,  Griir»  f  R.iniei'i,  il  primo  de*  compresi  in  una  (larr.  -  S.   Andrea,  nella 

quali  stando  in  Arezzo,  nel  mano  del  I  ia4,  Com.  di/igiiago,   M.iii«laim-iito  «*  rin-j  4 

e  1* altro  nel  marzo  del  1118,  venderono  al  migl.  a  grtc.  ili  ttod'ino,  l>iuc.  di  Luni- 

priore  ileirEremo  di  Camaldoli  la  loro  |)or-  Sarz.ina ,  Regno  Sinlo. 

zinne  di  due  mulini  posti  nel  fi.  Arno  nel  Risieilono  presso  la  rima  del  Mnnte-Ro- 

piviere  di  S.  Kleuterio  {Salutìo)  nel  caule  tomlo  fra  le  sorgenti  del  lorr.  di  Zìgnaco 

di  Lrirennno,  in  luogo  detto /7erno/i.  Final-  a  confine  col  territorio  delli  Coni,  di  Zeri 

mente  nell*  aprile  del  i  i3o  mesi.  Panzo  di  del  Granducato.  —  f'^d.  Ziu.^auo. 

Ranieri,  standf»  in  Lorenniio  presso  la  chie-  L.i   |>arr.  di   ValgiuneaLi  e  Torpiana  mi 

Si  diS.  Vilale,  ventlè  al  priore  diCimaldoli  i83a  aveva  a^7  abil. 

la  sua  porzione  de* suiM<'lti  fine  mulini.  VAl^iKNOnri.i.i  PlZ/OR\F  n*ll.iVillr 

Sino  il.iMebbr.ijo  ilrl  1 1 1(|  il  dello  Gì  ilio  nrieiit.i!e  liurhese.  "  (lis.  rmi    t  li.    pjir 

del    fu  Giifiiilo  tirino  in   Atrzzu  un  altn»  (S.  Freili.-mo    e  l\iiin<«Hii  di  S.  Oniiiio  a 

islruiuento ,  cui  quale  egli  vende  |m.t  soldi  Peirvjo  iii-l  pi\iei'c  di  Sii<;ituiii<:fi<*,  Coni. 


VAIA  V  A  J  A                623 

^^.éQLi^KO  BMLt^  CatAasjt.  —  Gu.  di-  e  eirai  7  roigl.  a  teli,  di  Pnto,  Dioc.  di 

quatto  cIm  ha  dfeto  il  nio  nome  il  torren-  Piiioja,  Gnmp.  di  Firente. 

tdlo  Fagliamo ,  le  cai  acque  scolano  da  Cotesto  borgo  è  attnversalo  dalla  ilnifla 

Monte  GìoTÌ  nell'Amo,  serfendo  esso  in  provinciale  che  rimonla  la  sponda  destra  del 

pan  parte  di  confine  dal  lato  di  sett.  alla  Bisenzio  sino  a!  Mercatale  di  Vernio. 

Gdh.  di  Arcuo  e  a  quella  di  Subbiano  la  Oltre  quanto  fu  dello  air^^rf.  Badia  m 

coi  ullima  lambisce  a  oslro  del  suo  capo-  Vajako  aggiungerò  qui,  essere  cotesto  borgo 

hogo.  •»  Ftd.  AaoBO,  Comunità,  popolato  da  gente  industriosa  ,  sia  nel  la- 

F4tow,iAmo  Dt  GjLtie^Ko  nella  Valle  del  ?or.ire  le  terre  come  in  altri  mestieri. 

Sercbìo.  —  Gss.  che  fu  nel  popolo  di  Trep-  È  compresa  in  gran  parte  nel  popolo  di 

pignano,  Gom.  e  Giur.  di  Gallicano,  Dioc.  e  Vajano  la  tenuta  della  casa  Vaj  di  Prato  de- 

Dac.  di  Lucra.  nominala  il  9fuiinaeeio, 

VAGLIAMO,  oVALIANO  in  Val-di-Ce-  Ln  parr.  di  S.  Salvalo^  a  Va{ano  nel 

Cina.  -^>  Fed,  Rocca  Silaha  e  Mo«Tr-CA-  i833  norerava  343  abitanlt. 

snuA  éì  Valnli-Gecina.  Vajano  [PiarB  dì  S.  Lomehxo  a)  delta 

Faqm.ìa9o^  o  f^AUJMt  di  CAiirAuifATi-  anchc  a  Cerba/a  nella  Val-<li-Nievole.  — 

e*.  ^  Fed,  Galiaho  nella  Valle  deirOm-  Cbiem  dinila,il  eni  battislem  con  gli  onori 

hronc  lanese.  plekini  fu  Iraslatalo  nella  chirsa  di  S.  Mi- 

VAGLIE ,  o  VAGLI  di  Cortona  in  Val-  chele   a   Monte-Vetlolini ,  già  sua   M'wìe , 

TiberìfiJ.  —  Vìllala  con  eh.  jiarr.  (S.  Cri-  C»»m.  e  Giur.  delle  Due  Terre  di  Fai  Hi- 

ito^aao)  nel  distretto  di  Monlagn;i ,  Coni.  Nicffole  ^  oa^ia  di  Monsiimmano  e  Monte 

Giur.  Dioc.  e  circa  9  migl.  a  grrc.  di  Cor-  Vrtlolini ,  Giur.  di  Pr^ria  ,  una  vollu  di 

tona .  Gomp.  di  Arezzo.  Lucca ,  Comp.  di  Firenze. 

Risiede  in  piaggia  sotto  il  Cast,  di  Pog-  k\V  Art,  MoNra-VarroLnii   fu   indicata 

5*0.11  alla  sinistra  del  torr.  Uinimella ,  in-  1*  ubiciizione  degli  aranti  di  cotesla  chiesa, 

fluente  nel   Nestore  poco  innanzi  che  co-  appellati  tuttora  della  pieve  a  Fajuno. 

lest*  ultima  fiumana  si  mariti  al  Teveir.  [|  primo  documento  a  me  noto,  nel  quale 

Fu  questa  pillala  di  Faglie  uno  de*  feti-  si  cita  la  cura  che  fu  pl<bana  di  Vajano^ 

A  de*  marchesi  del  Monte  S.  Maria,  di  Po-  risale  alPanno  773  ,  dove  si  traila  dell' of- 

trella  eoe.  da  non  confondersi  però  col  Cast,  feria  di  alcune  soslanze  fatta  alla  pieve  di 

di  Valìano  in  Val-<li-Chiana ,  dove  quei  to-  S.  Ijnreiizo  a  Vajano.  —  (  Memob.  Luom. 

parchi  nei  primi  secoli  do|)0  il  mille  ebbe-  T.  IV.  P.  1). 

ro  sigooria.  —  Veà,  Valiamo  in  Val-di-  Nr!  T.  V.  P.   Ili  dell' Ojiera  testé  citala 

Chiana.  furono  poi  dati  alla  luce  tre  isInimeiHi  senili 

La  parr.  di  S.  Cristofiino  a  Faglie  nel  nel  luglio  del  936 ,  relativi  alla  |>ieve  di 

i833  contava  142  abil.  Vnpno;  col  primo  de*qn»1i,  rogato  li  1 1 

VAJALLA  ni  ANGHIARI.  —  Feà.  Va-  luglio  di  detto  anno,  Corrado  vescovo  <li 

LiALLA.  Lucca  investi  Pietro  figlio  del  fu  Leone dei- 

Faìaha  nel  Val-d'Arno  superiore.  —  la  chiesa  battesimale  di  S.  Gio.  Battista  e  S. 

Gas.  distrutto  dove  fu  una  chiesa  sotto  il  Txìrcnzo   tita  loco  Cerbaria,  ubi  dìeitur 

titolo  di  S.  Martino  nel  piviere  di  Gropina,  FajtinOj  con  tutte  le  sue  giurisdizioni,  poa- 

Com.  e  Giur.  di  Terranuova,  Dioc.  e  Comp.  sessi,  decime  ecc. 

di  Arrxao.  —  Fed,  GaopiaA.  Il  secondo  atto  scritto  li  14  di  detto  me- 

VAJaNA  DI  SORANO  nella  Val-diPaglia.  se  riferisce  hI  livello  fatto  dallo  slesso  pie- 

—  Piccolo  torr.  che  scende  dal  fianco  au-  vano  di  S.  f  xirenzo  a  Cerbafa  in  ioeo  Fo/a^ 

strale  del  Monte  Vilozzn,  a  seti,  tli  quello  no  a  favore  di  Gotlifredo,  di  tulle  le  posses- 

«leir  Elmo  pi  r  vuotarsi  nel  torr.  Fiarrreedi  sioni,  chiese)  edifizj  ecc.  spellunli  a  quella 

là  nella  Paglia. —  Fed.  S-^nk^n,  Comunità,  pieve  ,  sia  di  beni  dom'nicali  ^  quanto  di 

VAJAKO,  ora  LAVAJANO  nel  V,it-d'  Ar-  beni  massarizj  y  nìdionatiei  ^  o  tributar/ ; 

no  inferiore. —  Fed,  Tjav^jano,  e  Valiaito.  accordando  tutto  ciò  per  F  annuo  censo  di 

VAJANO  nella  Valle  del  Bisenzio. —  Bor-  otio  soldi  Tanno,  con  T obbligo  peraltro  al 

go  con  chiesa  prioria  contigua  all'  antica  fittiiario  di  fure  uffiziare  la  detta  pieve. 

h»'\\'d  deTallorobrosani,  sotto  il  litolo  di  S.  Pinalmenle  con  altro  islnimenlo   dello 

Salvatore  a  Vajano, cui  fu  annesso  il  pof)olo  stesso  giorno,  mne  ed  anno,  rogato  cornei 

di  Casif  nel  piviere  di  Usella,  Com.  Giur.  due  precedenti  in  Lucca,  il  pievano  medesi- 


(>n               V  A  L  B  V  A  L  B 

luo  iiUÌTcllò  air  uliilhiHrio  iieMo  tì«'ltifretlo  Trovati  pmao  U  ri|M  tìv%Ué  ili  1  fi.  Swio 

le  decifn«cl)«ilove%anualla  sua  pi«\cg)iiio*  fircoiitliilo  da  lr\.  »  tnìto  e  |i«*i>.  dA  lir* 

mini  delle  ville  ad  eSKi  foggelle  ;  ciuè  di  ritorio  PoDlificio.  ^- ^ed.  Som  a  no. 

yajano^Cerba/a,  iVeru guano  {f.Moììfum-  Ijb  fnirr.  di  S.  Ilaria  a  <^stilniio%o  di 

iHiino)  Ronco  e  Lardano^  con  1*  oneri'  di  Valbiano  oel  i833  noverava  dentro  a\  ter- 

pa({are  io  Lucca  per  mezzo  de!  rappreseu-  rilorio  fsranducale  lioli  6i  aldt. 

tante,  o  minittro  del  fìliuario  predetto,  1*  an-  VAIjBONà  ,  o  VALBL'OM A.  —  A  varie 

DUO  tributo  di  sette  ioidi  d'iirf;ento.  ccinlrade  in  Toscana  lii  d.ilo  il  vocalioln  di 

Dubito  che  debba  riferire  a  cotesla  pìtìve  f^albona.  Tale  fu  la  ^albana  e  1*  Ere*no  di 

di  Vajano  un  altro  isirumento  lucchese  del  f^aibona  in  Va l-d i-Castello  Del  Pietr.is.«n- 

3 1  luglio 983,  quando Teudegrimo  vticovo  tino,  la  Faibona  ut\  piviere  di  S.  Pieiro 

di  Lucca  allivellò  a  Gherardo  del  fu  Cune-  in  Bossolo  in  Val-di-Prsa ,  la  ^alùont  m 

rado  i  beni  e  decime  della  pieve  di  S.  Giù.  Val-iPAmbra;  una  nel  piviere  di  Pattina 

Battista  e  S.  Paolo  (invece  di  S.  Lorenzii)  nel  Casentino;  altra  F'albuonan^}  Miij.'ell<i, 

sita  loco  ubi  dicitur  f^ajano  prop*  Cer^  e  due  nella  Romagna  granducale,  la  prinu 

ba/'a  Mtoetia  tic,  •—  (Oper,  cii.)  nel  fiopolo  di  Albano,  Coni,  e  Giiir.  ili  Vn- 

Ikl  catalogo  poi  delle  chiese  della  iliocesi  digliana-,  e  la  Kconda  nella  Valle  del  Bi- 

Juccbese  compilato  nelP  anno  i  a6o  si  ap-  denle  dello  di  f^utbuona,  \ti>\tiAo  di  Hidra- 

prende,  che  la  pieve  di  S.  Lorenzo  a  Va*  coli,  Com.  e  Giur.  di  B.«pno,  lliuc.  già 

fono  anco  a  quel  tempio  conservavasi  matri-  Ifullius  di  S.  Maria  in  Cmmrdin  all'  Isola, 

ce  delle  cinque  chiese  seguenti  ;  i.  S.  Mi-  ora  di  San-Se|Jokro,  Comp.  di  Firenze, 

chele  a  Sfontt  bettolini ,  (tlove  fu  lras|Kir-  Rispetlo  a  quest*  ultima  Falbnonn^  agli 

tato  il  titolo  e  battistero  della  pieve  di  Va-  Art.  CoanioLo,  Piwgio  alla  fjASTa%,  Hioa*- 

|ano);  a.  S.  Silvestro  a  Lardano;  3.  S.  a>Li  e  SraAaATRszA  fu  dello,  che  i  signori 

Vito  a  àÌonsnmmano\  4.  S.  Donnino  nel  di  quesl*  ultima  contrada  di  Valbuona  eb- 

territorio  pigtojese^  ora   ilello   a  Castel  b<To  signoria  nell*  Ap|)enntn»  del  Bidente 

Martini;  5.  S.  Niccolò  a  Cecina,  innanzi  che  vi  soltenlrassin»  i  conti  Guidi, 

Ma  il  documento  del  936  di  sopra  citato  poi  la  Rep.  Fior,  ed  i  Cimalilnlensi. 

ci  fa  conoscere,  qualmente  fìno  d*  allora  la  È  quel  territorio  di  Vaibaona^d^  di  cui 

pieve  di  Vajano  con  i  suoi  beni  e  chiese  si  no|>ili  fu  falla  menzione  da  S.  Pier  IXimia- 

(xmcedeva  in  commenda  anche  ai  secolari,  no  al  Cap.  69  de* suoi  Opuscoli,  e  piii  lanli 

siccome  a  (|ueslt  coniiniiò  a  coiiffrirNÌ  dai  li  rammentò  Gio.  Boccaccio   nella   quarta 

vescovi  di   Taicca  «I   trnifio  dei  fioveiiio  ili  Novella  ilella  quinta  giornata  tiri  D«H:ami*- 

Gistruccio,  tostdcluMie  tu  investito  un  nirss.  n>ue,  e  priinn  di  lui  D.tiile  Alighieri  nel 

Tedici  di  Pisloj.1. —  VeJ,  (Jastej.-Martini,  cauto  \1V  del  suo  Purgatorio. 

Ckabaja  in  Val-(li-Nicvole,  e  Mao;ia.  Finalinenlr  i  si<;noiidi  r ttt buona  (umno 

VAJAXO  -.DOGANA  di.  in  Val-4li-\ie\o-  eoui[)|-esi  eoo  quelli   dell.i  Fai;:;inola  e  ili 

Je.  —  Porta  cotesto  vocìiIh>!o  uu  |m)sI'|  tlo-  du/e/  ////èroiiella  |  .ice  Ult.i  ni I  ai  iiiaiz** 

ganaie  di  terza  cla!is<.' situalo  sullo  mmIo  uh-  i.'ior  fra  i  Fioreutiiii  eit  il  Duca  di  Milano, 

ridionale  del  p;idu'e  di  Bieiitina  |i<k*m  luir/i  del  quale  (|ui-i  si^imui  S!';:ui(.iri>no  le  pirli, 

«lalla  dogiina  di  seconda  clas:»e,  ihlt.i  drUf  Kinaliiienle  il  M.min  illu>lro  due  sisilli 

Panora,  dalla  quale  questa  di   Vajano  iJi-  tic' si>;iiori  di  f'ulbuoiut^  k'\wìì\\ì%  di  Limzo 

|)cnde,  comprese eiitr.iiiihe  nel  diii.irt>iiieiilo  er.illrrjdi  Hi^ont:  i^Vul.  XVIII.  Sigilli  W 

doganale  di  Pis.i,  Oim.  di  Bientina  ,  Giui.  e  \,  dove  cil.i  iiii.t  scrittura  del  i333  in  cui 

di  VÌGO-Pis;ino,  iJioc.  e  Conip.  di  Pì.h.1.  si  raiiiiiienta  un  Ii<  uziiio  del  fu  M.mfreili  di 

VAL  ACERETA. —  Vtd,  Acr.ni.rA  (Aaa-  Vaibona. —  Aiiclie  il  Pa^'iiiui  nel  suo  I>t- 

SIA  Di)  e  AcFHKTA  (Vallh).        .  sico  stofìco  dì|iloiM.itico,  M^»S.  nelle  Riliir* 

VAL- ARIANA.  —  Ved.  Ariasia  (Vaij.k  .  magioni  di  Firenze,  rironla  un  atto  di  ae- 

VAfj-BENEDI'TrTA.  —   Vtd.  Bahia  di  comandìgia  per|ietua  alla  Rep.  Fior,  latto  li 

Vai.  rH>KDKTTA  ,  K  Vat.i.r  Ekiukokita.  7  ginn.  1401  .stile  fi^r,-  ilaGualtieri  figlio 

VAI-BIANO  nella  Valle  del  Savio  in  Ro-  dì  S.ilvatoiu  «li  fa/'nt/ii^  il  »jii:ilo  .is«iri  e*- 

maj,.       — Cast,  delti/ C'a(/e/'if^o»>o  con  «II.  .srn*  si;;!!"!!^  de'Ci^t.  iji  l'iilbtum  ,  lii  Cu" 

parr.  iS.  Maria:  nclli  Coin.e  eina  tri.  iiiÌì:'.  v/e/'i/iov'o  e  d'I  Pojji'lo. 

a  itl>.  di  Soioino  ,  Giur.  di   Rigiio,  i)ì';r.  P-.h  •  .lij.ni  /  ui7j'i'«'.'ri<'<it!  >  il  it'>miiiiii  drl 

di  baisiiia  ,  Comp.  di  Finaze.  cu:iti    i-i.iii'ty  >  lii  D'i'ii-  '!i,  il  qu.ilc  e  «n 


V  A  L  e  V  A  L  C              623 

■Uodel  ai  «fitMlo  i43osoltopofP9èeditnoi  Yirj  ontoij  e  yVìe  signorili,  fru   i  quAli 

feudi  alir arcoinandi{>i«  della  Rep.  Fior.,  Vonìorìo  dì  S,  Cerboìm  \w»\fì  in  un  colle 

fiocbè  nel  luglio  del  1440  per  tradimento  vicino  alla  piere;  romtorio  della  Madonna 

di  lui  lutti  i  tuoi  castelli  furono  incorpo-  delta  della  Febbre ^  di  c<isa  Alamanni,  nel 

nli  al  dominio  fiorenitno.  —  i^ed.  Ridea-  monte  superiore;  romlnrio  in  luogo  detto 

CDM  a  PooQio  AULA  Lastba.  agli  Oc/li,  e  quello  di  S,  Blitfiio  vicino  al 

YALBUJA,  o  VàLLE-BL-Jà  ndhi  Valle  sofipresso  spvdaletlo  di  Sagginale  sulla  stru- 
del Serchio.  *-  Fed,  Moars  S.  Quiaico.  da  maestra,  dov'è  un  borjshetto  e  ponte  omo- 

VALBURA  sul  Lamone  in  Romagna.  *-  nimo,  difiendenle  dal  Bigallo  ;  il  quale  s|n'. 

tooB  vai lecola  celebre  per  copiosa  e  lunga  dalello  nel   i5i6  era  di  |>w]ronalo  di  mi 

ea<iata  di  acque ,  le  quali  precipitano  a  ri-  Mariotlo  di  ATeranlo  de*  Medici,  quandr» 

piani  nel  Lamone  dall*  Appennino  di  Gre-  cotesto  luogo  non  aveva  altro  che  la  Irniie 

ipino  nel  distretto  parrocchiale  di   quella  entrati  di  5  fiorini  d*oro  Tanno.  —  ^ed. 

iOppcvsM  Badia,  Gom.  Giur.  e  circa  4  migl.  Sagoinalk. 

a  Kb.  di  Marradi ,  Dior,  di  Faenza ,  Comp.  Anche  alla  villa  signorile  di  Arliano  si 

iK  Pireme.  —  Fed.  MAaaAm,  Comunità,  trovano  vestigia  di  una  chip5M;  come  fu  in- 

VAIX:ARIA,  o  VALCAVRIA  dì  Galeala  dicalo  hWArt,  AauAvo  e  AaLiAwiao. 

in  Rnmaiena.  —  ^e*l,  SraAn^  di  Romagna.  La  parr.  ilella  pieve  dì  S.  Cresci  in  Val- 

VALCAVA(PlEVEmS.CRF.SClA)nel.  cava  nel  i833  noverava  817  »bil. 

Il  Val-di-Sìcve. —Pieve antica  sotto  la  Com.  VALGORTESE  in  Val  d*Arbia.  _  Villa 

Gior.  e  circa  tre  mìgl.  a  scir.  del  Borgo  S.  dove  fu  un  castelletto  chf  diede  il  titolo 

LorenaOy  Dioe.  e  Comp.  di  Firenze.  alla  chiesa  distrutta  di  S.  Egidio  nel  piviere 

È  posta  alla  destra  della  fiumana  Sieve,  e  popolo  di  S.  Maria  a  Paciiia  ,  Goin.  Giur. 

|H««o  la  base  settentr.  del  poggio  di  Mon-  e  circa  migl.  uno  a  lih.  di  Gsislelnnovo-Re- 

t^Bànaldi^ed  a  maeilr.  di  quello  del  Monte  rardenga,  Dioc.  di  Arrzro,  Gomp.  di  Siena. 

Giovi  lungo  il  borro  di  9^alcnva.  Risiede  sopra  nn:^  collina  cretosa,  la  rui 

Golesla  è  una  delle  pievi  più  antiche  della  base  snlla  destra  è  liirohila  diti  torr.  ^aUntti 

Dioc.  fiorentina,  tantoché  il  Tjnmi  supfxìsf,  quasi  di  fronte  al  castdliin-  di  Orginh^  la 

che  potesse  risalire  al  secolo  IV  dell*  E.  V.  dove  si  dilata  alquanto  l,i  Viillc:  dcirAriiia 

Il  suo  vecchio  fabbricato  di  pietra  concia  per  entrare  nei  campi  di  >ioni:i|ior(o. 

fa  TCSlanrato  nel  17  io  per  ordine  del  Gran-  Cotesta  bicocca  di   f^tilrof/ttse,  ora  c«isi 

dura  Cosimo  III.  di  campagna,  figura  nella  storia  militare  ed 

Tanto  essa  come  la  rocca  di  Monte-Ri-  in  quella  (mlitira  de*  suoi  diiusli. 

naidi  con  diverse  villate  dei  contorni  s\teì-  Infatti  il  castello  di  fatartese  fu  preso 

tavano  ai  vescovi  di  Firenze;  al  che  serve  e  disfatto  dai  Fiorentini   do|H}    la   vittoiia 

Hi  prova  non  solo  l'opera  del  Ijami  intilo-  che  essi  riportaiono  sopra  i  Saiiesi  negli  anoi 

Illa  Monum,  Ecel,  Fior.,  ma  un'altra  di  laoa  e  1307.-— Ri&petlc  ai  dinasti  di  #^a/- 

qiialche  anno  anteriore  del  canonico   St.  cortese  sono  esu  rammentati  in  varie  carte 

Antonio  Mozzi,  dell*  Areh,  Dipi,  Fior,  fra  quelle  appar- 

Quindi  per  volont^i  dello  slesso  Cosimo  III  tenute  alla  Badia  di  Collibuono,  una  delle 

la  delta  pieve  venne  ammensata  ai  PP.  Gè-  quali  del  19  settembre  1 173. 

suiti  di  Firenze,  finché  alla  loro  soppres-  Anco  V  Arch.  Dipi.  S*tn.  contiene  vaij 

siooe  fu  data  allo  spellale  di  Bonifazio,  ora  rogiti  del  secolo  XIII  rpbti\i  ni  signori  di 

all'Arcispedale  di  S.  Maria  Nuova.  ^aleortese,    cui   Sfiettavano   due  fratelli. 

La  pieve  di  S.  Cresci  in  Valcava  antica-  Ugo  e  Ranieri,  figliuoli  del  fu  Ugo  di  fral- 
mente contava  dieci  rhirse  parr.  sue  filiali,  cortese,  i  quali  nel  1Q44  prestarono  giura- 
ndone attualmente  alle  4  seguenti;  i.  S.  mento  di  fedeltà  al  Comune  di  Siena ,  sei 
Ansano  a  Montacera/a  con  gli  annessi  di  anni  innanzi  che  uno  dì  essi,  Ranieri ,  assi- 
S.  Stefano  a /"icime,  o  a  ^o^i/eirera/\i,  dello  stesse  ad  un  lodo  emanato  nel  laSa  nella 
anche  a  Monte- Pulieo,  e  quello  di  S.  Mar-  chiesa  di  Travale.  —  P^trfl.  TiiAVAr.E. 
gberita  a  f^alcava;  a.  S.  Donalo  al  Cistio  Finalmente  i  sl;;nori  r|i  Falrortese erano 
ron  la  cura  soppressa  di  S.  M:iri<i  a  Fab-  feudatari  ile'CC.  Aldobramleselii  di  Marem- 
brir.a  ;  3.  S.  Quirico  a  Olheta,  o  Uliveta;  ma,  siccome  risulta  da  un  diploma  di  Fede- 
4-  e  S.  Romolo  a  Campestri.  rigo  II  dato  in  Messi n.i  uri  mangio  del  laii 

Inoltre  nella  cura  di  S.  Cresci  esistono  a  favore  del  conte  lldebran(iinu  di  Soana. 


626               VALD  VALD 

VAL.IVAFRA  nella  Val-Tiberìna  Ioki-  VAL-DI-fiURfi  CPIEVE  m)  nella  VaHe 

na.  —  Due  Cat.  con  due  chieie  parracdiiali  dell' Ombroof  |iiilojeie.  ^  Dee  pievi  anii- 

porlano  il  distintivo  di  fai-d^Afra^  cioè  la  che  portano  il  vocabolo  di  Val-di •Boie.iliivc 

parr.  di  S.  Martino  in  t^aì-d^ ATra^  e  quella  tono  tiluale,  una  GÌoè«  di  S.  Gio.  Balliiia  ia 

di  S.  Gio.  Ballisti  r1  Treb'HO^  delia  essa  yal-4i  Barn  p)à  delta  a  MoHteuteeoii  ^  o 

pure  in  f^mì-d'A/ra,  nella  Com.  e  Gìor.  di  a  Spantereechio^  e  l' altra  d<  S.  Quirico  a 

S.  Sepolcro ,  Dioc.  meilesima ,  giè  di  Glia  Fai-dùBure^  entrambe  nella  Gom.di  Porla 

di  Gistc'Ilo,  Comp.  di  Arcuo.  S.  Marco,  quella  diiUnle  due  niiglij  a  scU. 

Entrambi  colesti  due  popoli  presero  il  di  Pisloja,  questa  c-rca  mig!.  Ire  a  lcv.-f  ne, 

vocabolo  dal  torrenleMo  Ajra  che  soeuile  della  stessa  città,  alla  cui  Gaor.  e  Dioe.  ap- 

da  Monte  Gasale  nel  fi.  Tevere  sul  confine  parteuironu  nel  Comp.  di  Fiienie. 

della  Toscana  granducale  con  il  lerrituriodi  Di  quest'ultima  fu  dato  un  cenno  M 

CillJi  di  GaBlello  dello  Sialo  ponliricio.  —  Ari.  Quiaicu  '  Piava  m  S.)  in  VaUi  Buie, 

la  chiesa  dì  S.  Gio.  Ballista  in  Val-d^Afrm^  Resta  a  dire  una  parola  dell'  a  tira  ili  S.  Gio. 

o  al  Trekbio  Irovnsi  in  pianura  più  vicina  Ballisia  a  JffMfeeiiccn/i  o  a  S^am^greeekì^^ 

alla  eonfluenxa  delP  AJ*'m  nel  Tevere,  ma  cui  furono  annessi  i  popoli  di  iMpicekum 

quella  di  S.  Martino  in  Fal-d^Afra  risiede  e  di  CUit$iamo^  due  vii  late  situale  nelluii- 

più  in  allo  sulla  ripa  destra  del  torr»,  circa  co  oociileulale  a  maeslr.  della  chiesa  pie 

due  migl.  a  selt.-grec.  di  Stn-Sepolcro,  e  bana;  la  quale  risiede  tolla  sommili  di  un 

dirimprllo  al  convento  e  dopna  di  Monte-  pofr{tio  di  macigno  che  diivmasi  dall'  Ap* 

Gasale,  compresi  nella  slessa  cura.  pennino  pìsiojrse  fra  bi  Coliimm  e  la  to^ 

La  parr.  di  S.  Gio.  Battista  al  TrMìo^  o  presm  Badia  di  Foafe»TmùHm 

in  Fai-dAfra,  nel  i833  contava  169  abiu  11  piviere  di  S.  Gio.  BalUsU  di  TW-d^ 

La  cura  poi  di  S.  Merlino  in  Val  d^  Afra  Bure  ba  sotto  di  se  le  seguenti  sei  eh.  par^ 

nell'anno  stesso  noverava  169  indivìdui.  mccbiali;  i.  S.  Pietro  a  CunAegiimi  s.  Su 

VALD'AGNA.  —  Fed.  Aoma  obi.  Mon-  Silvestro  a  Saato  Ht*rù\  3.  &  Ales»o  a 

TAut  e  MoaTALR,  Comunità,  Bigiano \  4.  S.  Mìcbele  «  Baglio;  S.  S. 

VAL  D'AGNELLO  nella  Valle  del  Senio  Mai linoa  /«ao;  0.  S.  Niccolòn  Gormimmjm. 

in  Romagna.  —  Con  Inda  che  prese  il  no-  La  cura  della  pieve  di  S.Gio.  BalliUa  di 

me  da  u  n  Castel  lare  degli  Uba  Idin  idi  Sasina*  Val-diBure  nel  iS33  conlava  i389  abil. 

na«  consegnalo  ai  Fiorentini  nel  1375,  nella  VAL-DI-C.ASC1ANA.  --  Kaà.  Gumaa* 

Gom.  di  PalanunlOfGiur.  di  Mar  radi,  Dioc.  fiumana  ^  e  Lisi,  Comunità 

e  Comp.  di  Firenze.  —  Fed.  PAiJiiajoui  VAL-Iil-CAdTELLO  nel  Pictrasantino. 

m  RoM4Ga4.  —  Contrada  clie  ha  dato  il  titolo  ad  un'an- 

VAfi-D'AGNETO  di  Bagno  in  Romagna,  fica  cliiesa  plebana  {  S.  Feiieiia  U  Fml- 

-^  Fed,  Bagno  Voi.  I  pae.  »3S.  di'CnsieUo)  gik  a  Massa  di  Fersiiim,  r»ri 

V.Afj-D*AMBI\A.  —  Vrd,  AvaaA ,  a  Am-  oratorio  pubblico  nHla  f  arrocchia  di  S.  M»- 

BiA  (ViiroRT4no  DI  Vai.-d  ).  ria  Maildaleiia  di  Val-tli-CaslelKCnra.Giur. 

VAL-n*ARBIA.  —  Fed.  Abbia,  Morta-  e  quasi  due  migl.  a  grec.  di  Pielra^m'a, 

iVBTo  e  VALLaanenioiB  ncLL'OaiaaoRK sARrsa.  sotto  la  Dioc.  di  Pisa ,  u->a  volta  di  Lucca , 

VAI/-D*ARNO.  —  Ved.  Abro,  e  Vallb  Gomp.  i>isano. 

o  Valli  mll'  Abro.  La  vallecola  di  Val-di-CmiUlio ^  che  ap- 

VAIrD*ASSO.  —  Fed.  Asso,  Abm>  (S.  peìhvast  di  Falhtiopa ,  è  attraversala  dal 

Giovar  d')  e  TaffocARDà ,  C(*munith.  torr.  Barraiofo,  che  scende  ilal  monte  coik 

VAL-DI-BAGNO.  «^  Fed.  Vallb  dbi.  dello  d.lia  Maìdahna  innanii  d'intluirri 

Savio.  il  fosso  nhe  viene  dui  m^Mite  di  S    Anun  ^ 

VALDI-BISENZIO.  —  Fed,  Bobrcio.  il  quale  vi  enira  presso  la  eh.  parr.  di  S, 

VAL-DI-BRAN4.  —  ^ei/.  Vallb dìu.'Om-  Maria  Ma  Idalenn,  e  che  dopo  4  in  5  nk^%\<. 

BBona  PisrojKaR  ,  PmrnjA  ,  Comunità  ,  a  Pi-  di  discesa  attraversa  sotto  il  |<inle  dì  Boc- 

•TOJA  (PoBTA  AL  RoBoo  B  PuRTA  S.  Mabco).  calojo  1.1  Stradi  iKistale  ili  Gì  nova  per  a%- 

V ALDI-BRUNA.—  Fed.  Maksa-Mabit-  xiar»i  nel  litlurak*  ili  Molrone,  e  di  la  in 

Tiwi,  Comunità,  Padl'lk  di  CAfrioLiORR,  mare  circa  8  nii^'l.  u  hi»,  dalle  sue  sorfcnli. 

e  Vallb  iRPRamaR  dfi.l*Oiirb  'ne  sarbiuc.  WVArl.  Castcllo  {Val  di',  slato  ommesftj, 

VAL-DI-bURE  ni  ila  Valle  deirOmbrone  doveva  io  dire,  qua)  minte  Massa  di  Fer- 

l»ìsloje8e.  —  Fed.  Bcaa  (Vai.  m^.  silia  Java  il  distintivo  alla  pic^e  antica  di 


V  A  L  D  V  A  L  D  6?7 

S.  GìoTaimi  e  S.  Felicila  in  Ta/rfì  Castel-    canale  inlorno  a\  quiile  esistono  molle  loppe 
lo,  di  CHI  hanno  &llo  meniionc  molte  mcm-    di  ferro  ,  residuo  della  foroarc  ove  antica- 
biàne  ò^WArck,  Jreh.  Lucch.^  una  «Ielle    mente  ti  fondeva  la  vena  del  ferro  che  sca- 
qiial'i  icrilU  nel  a5  sell-  983,  fu  citala  alP    vatasi  dai  filoni  di  qurl  monte,  come  pure 
Ari.  Mo«TR  RoTiijo ,  o  RoTAM.  dal  moiile  Arsiccio  sopra  rerzagUa,  Iro- 

Pérchè  poi  colesla  valircola,  qualificata  yando  in  piii  luoghi  copiosi  massi  di  vena 
m  «lì  cnl  t'*to!o  di  Falbuona,  prendesse  il  di  ferro  allo  scoficrlo  i». 
nome  di  Fai  di-C astelh ,  non  saprei  de-  Ma  il  minerale  più  ricercato ,  quello  che 
durlo  tenia  dire,  che  costà  sopra  un  risnllo  in  varj  tempi  ed  a  riprese  destò  nei  Gran- 
di pofff^ioiicì  primi  secoli  do[io  il  mille  fn  duchi  e  nei  particolari  il  desiderio  di  cosli- 
«difìcala  ana  rocca, che  pre«,e  che  per  lun-  tuire  costk  no*  impresa  metallurgica  furono 
fo  tempo  porlo  il  vocabolo  generico  di  Co-  le  copiose  vene  di  galena  argentifera,  oi- 
ife//o,  ed  ora  di  Castiglione.  sìa  di  piombo  foffuraio  argentifero  che  nei 

Della  pieve  antica  di  S.  Felicita  e  S.  monti  pietrosi  di  f^albuona ,  o  di  Tal-di- 
Gio.  Battista  in  Val-d i-Castello  fu  reso  conto  Castello  si  nascondono, 
air  Art.  PiaTa*i»irrA.  dove  resta  da  reltifi-  lo  non  siarò  a  ripetere  quanto  dissi  nelF 
cMela  parola,  ivi  trsiscoisn,  dicendola  at-  Opffa  attuale  alt* /frf.  AioEiiTiaaA  del  Pie- 
Ital mente  p^'olanata  f  men\n  essa  conser-  Irasantino  (Voi.  I  pag.  lag  e  sfgg.)  dopo 
Tisi  come  oraiorio  pobb'ico.  avere  riportalo  le  parole  di  un  islrumenlo 

l>rlla  struttura  fisica  dì  coiesla  ^aìleeola    del  9  ottobre  laig,  col  quale  sideterraina- 
diede  il  primo  importanti  notizie  Giovanni    vano  fra  le  consorterie  dei  nobili  diCurvaja 
Targioni.Tosaelti  sino  dal  173»  nel  Voi.  IV    e  quelli  di  Vatlecchia  i  confini  delle  miniere 
dt*MOÌ  Viaggi,  edixi'^.ne  prima,  allorché  di-    argentifere  di  f^al-di- Castel  lo  e  di  Fai  di- 
scorrendo  del  Viaggio  da  Pieirnsana  a    Ruoùna  quando  fu  stabilito,  che  le  Ar- 
Fiteechioy  ne  avvisava:  che  innanzi  di  en-    gentiere  di  f^albona  e  del  Gailfno  appar- 
IrafC  nella  rai-di-Castello,  dalla  parte  sìni-    tenessero  ai  signori  di  Valleci:hia ,  e  le  Ar- 
Sila  la  pendice  df  I  monte ,  che  è  una  conti-    genterie  di  S/aizema  (cioè  del  Bottino  e 
nnnioiie  di  quello  di  Pielrasanl;*,  er^i  d*  pie-    di  altri  luoghi  della  f^al-di  Ruosina)  spet- 
tm  hreeeiata  con  terra  rossa  iRaukalk]  ve-    tasserò  ai  signori  di  G>rvaja. 
siila  di  boschi  d*  olivi,  mentre  a  mano  destra        Dissi:  che  nel  1 348  anche  la  Rep.  pisana, 
è  posta  la  pianura  che  termina  nel  mare,    nel  trattalo  che  fece  con  i  valvassori  della 
la  quale  è  ricoperta  da  un  terreno  rosso,  ed    Versilia  ,  si  riservò  le  regalle  di  quelle  mi- 
è  coltivata  ad  uso  di  campi  da  seraenia.  niere,  e  che  il  Granduca  Cosimo  I  ed  i  suoi 

Entrando  egti  in  Val-dì-('aslello  ne  de-  due  figli  (Francisco  f  e  Ferdinando  I)  dal 
scrìveva  la  sua  corografìa  così:  «  Giunsi  ad  i538  al  settembre  del  1593  le  stesse  mi- 
iina  chiesa  delta  la  Pieve  di  Val-dì  CasteMo    nìere  riattivarono. 

(S.  Fn.icTrA)  situala  all' imboccatura  di  un*        Aggiunsi  ancora,  che  le  vene  più  copiose 
angusta   e  tortuosa  vaHc  formala  per  una    di  piombo  argentifero  estraevansì  allora  dal- 
parie  dalla  continuazione  del  monte  di  Pie-    le  miniere  del  Bottino  sopra  Runsina  e  da 
Insania,  il  quale  porla  diversi   nomignoli,    quelle  delI'i^r^e/iliVa  in  F'al-di-C astello. 
Ai  f^alleechia^  Galtena  ^  S.   Anna^  Ar^        Finalmente  dal  breve  pros{)etlo  che  ivi 
gentiera  e  Fa^nocchia ,  finché,  ricurvan-    diedi  (pag.  1 3 1)  suW Entrata  e  Uscita  dì 
dosi  per  Monte  Pretty  per  lUonte  Regoli  e    coleste  miniere,  preso  i.egli  anni  della  mag- 
Monte  Bota/o  y  rilonia  nella  pianura  alla    gior  lavorazione,  non  trovandosi  il  frutto  di 
sinistra  del  canale  che  percorre  coiesla  v.<lle    esse  corris|)ondente  alle  spese,  lasciò  indub- 
foc. ...»  Quindi  lo  stesso  A.  soggiunge  :  *    bio,  se  ciò  accadesse  piuttosto  che  per  pò- 
Principiai  a  rimontare  la  Falle  di  Castello    verta  di  miniera,  per  malizia  o  per  ignono- 
per  la  strada  che  conduce  a  5.  Anna;  giunsi    za  de*  montanisti  che  vi  presiedevano, 
a  Castello  villaggio  sciolto,  che  resta  in         Finalmente  chiusi  quell'Art,  con  le  pa« 
basso  alla  destra  del  canale,  dove  osservai    role  seguenti:  «  Gli  arnesi  ritrovati  nelle 
molti  massi  di  pietre  ferrigne.  Di   Va  salii    gallerie  deW Argentiera  dai  nuovi  impre- 
per  nn  monte  formalo  di  pietra  brtcciata    sarj  di  questa  abbandonata  risorsa  mincri- 
e  coperto  di  selve  di  caslagni  per  arrivare  a    slica,  e  V  ubertoso  prodotto  de* filoni  nictal- 
Fileechio;  donde  seguitai  a    salire   verso    liferi  costà  risronl rati,  starebbero  a  giusli- 
Vertagìia  o  Verznlla ,  così  dello  da  un    fìcare  il  sos[>etlo ,  che  il  decreto  del  Grau* 


618               VADA  VADA 

vano  di  «Itilo  luogo  topn  il  dirillo  dt*de«  del  io  febbraio  dell*aaiio  Mgaenle  ;  e  CM 

filali ,  fu  oompromcMa  la  lile  in  Vitale  ar>  luUocbè  od  143 1  Vada  feeMitalo  oeeoprio 

cifcicso^o  di  Pila,  il  quale  eoo  lodo  del  ai  dalle  armi  milaocsì  oonandale  da  Riocolò 

gennaio  1245  dicbiarò,  cbe  tulli  quelli  cbe  Piocinino.  alia  pace  dei  i433  eoIcMo  paeK 

morivano  nelle  case  della  pirroccbia  del-  tornò  a  Mlloaielleni  alia  Rcp.  Fior.v  U 

TAbasia  dì  S.  Felice  in  Vada ,  si  leppellis-  quale  quallro  anni  dopo  eoo  pfovviàonr 

aero  in  della  china,  e  che  tulli  coloro  che  del  i3  febbrajo  1437  ofdinòt  che  ■  picpa- 

▼eniatero  di  nuovo  ad  abitare  in  detto  Cail.,  raMero  de*  maganiui  a  Faém  ed  olla  Tmt9 

o  che  fiibbrìcaiaero  abitasiooi  nei  confini  S,  ^nemaio. 

ddla  picTe  di  V«da»  ti  aeppelliiieco  appiCMO  Uno  itegli  ultimi  fatti  iiloffici  rclalifi  al 

quest'ultima.  —  (/oe.  cU,)  paeM  di  Vaila  aembia  quello  dciramedki 

Ihil  qual  lodo  sembra  non  solo  apparire,  portatovi  nelP inverno  dei  i45s  da  no  ai^ 

ehe  la  chiesa  del  Mon.  di  Vm]4  fosse  parroc-  mata  del  re  di  Hapoli ,  quando  il  cmldlano 

chialf ,  ma  che  il  suo  popolo  abitasse  dentro  fiorentino  senta  br  rraislensa  per  denaio 

il  pnese,  mentre  la  pieve  di  Vada  secondo  il  diede  in  mano  il  castello  di  Vada  ai  Rapo- 

solito  esser  doveva  situata  nell* aperta  cam-  letani,  i  quali  Tanno  do|ioeostfclli  dai  Ro 

pHfna.  rentini  a  partirne  vi  posero  il  fiiooo.  Dopo 

Ma  il  Mon.  di  S.  Felice  a  Vada  continuò  di  che  la  Signoria  lece  demolire  a&lto  gH 

per  più  poco  ad  essere  retto  ed  abitato  dai  avansi  di  quel  castello ,  die  puiò  dirri  Vtf' 

monaci ,  mentre  nel  ia55  vi  erano  entrale  /elfo  dell* ultimo  calerminio  di  Vada, 

le  donne,  k  queste  infatti  è  diretta  una  bolla  Dissi  effluito  piuttosto  die  eaiisa.  in  ?ÌBla 

del  pontefice  Alessandro  IV,  con  la  quale  or-  die  la  contrada  era  divenuta  ioabilabiloptf 

dina  che  quelle  recluse  slassero  sotto  hi  r^  maltinM  senia  dubbio  provenuta  dal  varto 

gola  ile'  Frali  Predicatorit  e  lo  dichiara  una  pedule  di  acque  lerreslrì  e  narine  e  dalP  im- 

seconda  bolla  dello  slesso  pontefice  del  29  boschi to  terreno.  -*  ^ed.  Ro—ino. 

settembre  laS?  diretta  alP  abaie  Gistcreen.  VADA  (PADULE  «)  nei  littonlc  Toib»- 

sedi  S.  Panlaleone  della  diocesi  di  Lucca  ed  no.  — •  La  più  antica  memoria  e  dcseritioae 

al  guardiano  dei  Frali  Minori  di  Pisa,  af-  del  pedule  salso  di  VadasoddiviPiin  laghetti 

finché  assegnassero  il  monastero  di  S.  Fé*  comunicanti  in  mare  per  piooola  fama  eoa 

lice  a  Vada  con  tutti  i  suoi  beni  alle  mo-  angusta  foce  diresa  da  cateratle,  ladobbii 

nache  di  S.  Agostino  di  ^ia  Bomta  vicino  sino  dal  principio  dei  secolo  V  a 

a  Pisa ,  le  quali  suore  avevano  abitato  il  Numaiiano ,  allorché ,  dopo  avere  egli  ap- 

Mon.  (le* SS.  Filippo  e  Jacoi»  di  Castati'  prodalu  al  porlo  di  Vada,  si  recò  a  dormire 

dra ,  a  condiaione  di  paj^are  esse  monache  nella  sovrastante  villa  del  senatore  C  Al* 

una  pensicme  viMliiia  ali* abate  di  Vada  e  bino  Cecina  ,  cantando: 

Ri*|xllo  .1.  p.e»e  <I,V^..I,  e.1  .11  unione  Kanu/uehoceeasHurnJ^taltmfml»,. 

del  100  popolo  ,  q,..llo  d.  Bougnano,  te-  ^„«„ai7ferr«.></»e/iVee.Wa«#Sn*, 

Ri?"            r,:  Tn           .         ••.  MMfiict^ueUa^*  potuta fcltmrigm. 

Ril.rn.ndo  frilUolo  alU  so.  slor»cif  .l«  j^^  ^  «Ig^,|„  adZnt  Syrim,  igZt. 

mincialo  a  fondarsi  dal  Com.  di  Pisa  un  ^        i^                        ' 

faro  davanti  al  porlo  di  V-iJa  nella  secca  «-        •;'       .            ^,     ...           >    -%  . 

appellata  ral-di-f^tlro^  e  che  nello  statuto 

piono  del  .  3  85  forino  .M.K<»'i  P«'  J«"  >«-  Vtfi^ latice*  lorrUa  imrH  h.m»*. 

wro3oo  Jen.ri  p.«n.  .1  m«,,  oUk  le  t.-  Coacipiunt  «tnm  nati^  coagula  fko^ 

ne  eseniioiii  e  privilegi  cbe  il  governo  con-  /"                                       • 

cedr».  .  eoloro  che  fodero  «n.Uii  «I  .Wure  ^    ,^.,        .^  ^^.  ^^  ^ 

in  raaa;  sfgno  non  dubbio  ehe  cotesta  ° 

spiaggia  sino  d*  allora  era  nMlsma  ,  a  ca-  A  questo  slagno  marino  ed  alle  sue  nline 

gione  probiibii mente  delle  acque  salse  miste  appellano  varii  istrumcntì  dei  secoli  longo- 

alle  dolci  e  stagnanti  in  quel  padnle.  bardi  e  carolingi,  i  di  cui  archetipi  ai  eoo- 

Finalmeiite  do|i(i  \arie  vit-endc  il  porlo  servano  negli  archivi  arcivescovili  di  Firn  e 

col  iMCMf  di  VmìIj  nel  i4o5  cadile  in  mano  ili  Lurca;  il  più  antico  de* quali  è  quello 

de*  Fioreulini,  ai  quali  si  soltomi«e  per  allo  del  754  quando  possedeva  parte  dì  colcatc 


y  A  G  L  V  A  r.  L               «19 

«bJ/im  ti  BobìIeWilfreilo  fondatore  del  Mon.  VAGLI  SOPR4.  —  U  pirr.  di  FagU 

di  Su  Retro  a  Pblaxxuolo.  topra  risiede  tulle   balie  marmoree  della 

Anco  altre  nembmae  di  quel  secolo  del-  Tarobura  ,  ed  è  uno  de*  fnesi  più  dr^ati 

r  Arch.  Arci?,  di  Lucea  rammentano  U  «a-  della  Garfiignanji  posto  alla  destra  dfl  Ser- 

Umtéi  Fàdaf  alcane  delle  quali  furono  pub-  chio,  circa  io  mi|!l.  a  maeslr.  di  Gastelnuovo, 

bikiledal  IMunlorì  nelle  tue  ^/if.  Jf.  jie^i.  e  6  migl.  a  lib.  di  Garoporgìano.  Il  suo  pò- 

ÀÌVjirt.  HoosiABo,  Commmtàt  dissi  pa*  polo  onnfina  a  seti,  e  grec.  con  quello  di 

re,  che  rispetto  alla  migliorata  eonditione  Roggio,  a  scir.  con  f^'agìi  fo#/o,  a  pon.  cpo 

atmottcrica  della  pianura  di  Vada  e  delle  iO*  b  cresta  della  Tambora  del  Ducato  di  Minsa, 

▼mlanti  colline  di  Bosigoano,  ciò  è  domto  ed  a  maeslr.  con  il  dislrello  lucchese  di  Mi- 

alle  aumentale  coltivaiioni  di  quel  suolo ,  nucciano. 

alle  lulle  boscaglie  tagliale  ed  alle  ristrette  Esiste  fra  coteste  balte  nella  calcarea  ca- 

paduline  salse  di  Vada.  vemosa  una  grotta  a  più  aperture,  molto  pro- 

V.IDO  B  GELLO  nella  Talleoola  del  Ca*  fonJa,  nella  quale  si  annidano  ed  escono  ■ 

mmform,  —  ^ed,  Gaiao  di  Gamajomu  slorme  i  gmeehi,  specie  di  piccoli  corri. 

VADO  (S.  MARTINO  ▲)  nel  Val-d'Amo  In  f^agli  sopra  si  addita  tuttora  la  casa 

oscntinese.  —  Piere  antica  già  dt* Ita  di  S.  dote  nacque  il  medico  filosofo  Simone  Si- 

Xartioo  in  Tertlnula,  cui  fu  annesso  il  pò*  moni  che  nel  secolo  XVI  abbracciò  la  Ri- 

polo  di  S.  IlicGolò  a  Ì^a*io.  forma  prima  di  Calvino,  poi  di  Lutero,  per 

TroTasi  sulla  ripa  sinistra  del  torr.  So-  cui  fu  scomuniciito. 
liso,  dirimpetto  al  Cast.  S.  Niccolò  ed  alla  ìm  parr.  di  S.  Lorenzo  a  Fagli  sopra  nel 
soiiosianle  Terra  di  Strada,  net  cui  popolo  i83a  contava  6i5  abit. 
Tono  e  f  altre  sono  eomprrsi ,  nella  Gom.  VAGLI  SOTTO.  —  Distante  quasi  due 
di  Castel  S.  Niccolò,  Giur.  di  Poppi,  Dioc.  miglia  ed  in  luogo  più  basso  trovasi  il  Til- 
di Fiesole,  Corop.  Aretino.  —  Ted.  Castbl  bggio  di  Fagii  sotto  capoluogo  di  Comn- 
S.  NmcObò  e  Sti4da  nel  VaI-d*Amo  casenli-  Dita ,  la  cui  porrocchia  di  S.  Regolo  confina 
■cse,  coi  si  può  aggiungere,  che  anche  co-  a  grec.  con  quella  di  Coreggine ,  a  lev.  e 
sii  ebbero  padronania  fino  dal  secolo  XI  scir.  con  I*  altra  di  Ca/»rfccA/a,  a  ostro  con 
almeno  i  conti  Guidi,  toslochè  il  conte  Gui-  la  cura  d*  IscUm  Santa  e  la  cresta  delPAlpe 
do  del  fa  C.  Tegrimo  stando  in  Strumi,  di  Penna  di  Sombra  nei  confini  del  terri- 
Dfl  mano  del  1029,  donò  alla  badia  di  S.  torio  di  Straoena  compreso  nel  Grandaca- 
Fcdele  a  Slmmi  le  decime  dei  beni  domi-  to  di  Toscana,  a  pon.  con  Fogli  sopra,  ed 
■icali  cbe  possedeva  nel  Casentino,  fra  i  a  sett.  con  il  popolo  di  Boggio. 
quali  è  rammentala  una  corte  in  Vado.  —  Nel  territorio  di  Fagli  sotto  trovansS  a 
'.CAsiia,  Contiauatione  tié'  Sfarek,  di  7b-  contatto  delta  calcarea  marmorea  masse  ofio- 
semna  dei  Cap.  della  Rena»)  litiche,  fra  le  quali  esiste  del  solforo  di  rame 

I41  parr.  della  pieve  di  S.  Martino  a  Va-  non  di  rado  mineraliztalo  insieme  al  ferro 

do  nel  1833  contava  907  abit.  solforoso. 

VAGLI  M  GARFAG?CANA  nella  Valle  sn-  La  popolazione  di  Vagli  soito  nel  1 83* 

periore  del  Serchio.  .»  Due  villaggi  omo-  ascendeva  a  809  individui, 

nimi  {  Fagli  sopra,  e  Fagli  sotto)  danno  Fanno  parte  della  stessa  Comunità,  oltre  i 

il  titolo  ad  nna  Comunità ,  di  cui  è  capo-  due  popoli  testé   indicati   quelli  di  jirni 

loogo  il  Vili,  di  Fagli  sotto.  verso  il  Montaltissimo  e  T  altro  di  Roggio 

Esistono  entrambi  i  paeselli  net  fianco  situato  più  in  basso, 

orìenlnle  dell'Alpe  Apuana,  detta  la  Tarn-  Cotesti  quattro  popoli  nel  i83a  contava- 

hara,  lungo  la  strada  tracciiita  su  quell'Ai-  no  tutti  insieme  1968  individui,  cioè: 

pc  fnCaslelnnovo  e  Massa -Ducale  nel  secolo  i,  Arni  (S.  Margherita)  .  Ahit,N,^    219 

passato    per  ordine  di  Ercole  III  Duca  di  a.  Roggio  (S.  Bartoloromeo)  ...  a    3^5 

Modena.  — Tanto  1*  uno  come  T  altro  vii-  3.  Fagli  sopra  (S.  T^oreiizo)  ...»    61 5 

laggio  conta  la  sua  chiesa  parrocchiale  (S.  4.  Fagli  sotto  (S.  Regolo)  ....  »    809 

^"'":  f"'"fff  ,^^^~  ^  ^:  ^'^r  p"  ^"^  ToTJL, Jbit.  N.^T^Eb 

tlt  sotto)  già  filiali  della  pieve  di  Piazza ,  ^ 

nt' Ila  Dioc.  di  Luni-Snrzana,  ora  sotto  quel-  VAGLIA  {Fallea)  in  Val-di-Sicve.  —  Bor- 
ia di  Massn-Diicaie,  Giur.  di  Camporgiano,  go  con  chiosa  plehan»  (S.  Pirtro),  cui  furono 
Due.  di  Blodena.  annessi  più  po()oli.  K  capoluogo  di  Corau- 


028                r  A  L  D  V  A  L  D 

ilrm  Ferdinumlo  1  (itt  feM.  1S99)  wenitat  in  mrmirinchelasucielà  iiHNleiiina(i7aAiirr 

liflminiiln  {liultuilo  conino  l*«vi(Jità  degli  e  CC)  esine  dalle  sue  miniere  di  Ripa  ori 

«tini ini,  che  contro  la  sterilità  della  natura. »  Pietrasanlino. —  f^ed.  Saa^vaanL,  Commmiè. 

Che  se  un  \unfio  corso  di  anni,  diceva  il  VAL-DI  CECINA.  —  f^ed»  Cbciva  a  Vài.- 

Prof.  Antonio  Tiirfsiuiii'Tozzelli,  nipote  del  lb  della  Crcìka.. 

i-Ji.  Giovanni,  in  una  relazione  scientifica  VAL-Dl-CHiO  in  Va1-di-ChÌMaa. «-Coa- 

di  coleste  tninicre  pubblicata  in  Livorno  tnda  dcl-a  quale  porla  il  nome  un^aolioi 

nel  1834:  «  Che  sé  un  lungo  corso  di  anni  chiesa  plebaoi*  {S,  Uaria  in  f^ai'di4Jk»\ 

interrottanicnte  passò  senza  che  si  cercasse  ed  una  sua  cara  filiale  (5.  Siargheril^à  in 

di  riattivare  queste  miniere,  ciò  fu  colpa  f^al-diCkio)  citate  entrambe  agli  artieoli 

di  triste  circostanze  fiolUiche  anzi  che  pò-  Caio  (Piava  la  Val-di)  e  Gito  (S.  MAacat- 

Tcrtji  delle  preindicate  miniere,  come  «la  bita  m  Val-di)  come  aoclie  alP^rf.  Cash- 

■Icuni  fa  dubitato  ».  uuim-FiuaaMTiao,  Comunità fUÌ  quali  nm- 

«  Tutta  la  massa  de' poggi  propagati  dal-  btilì  invio  |ier  brevità  il  lettore. 

TAlpe  dì  Farnocchia  fra  la  fiumana  ferf/-  VAL-DI  CORNIA.  —  Fai.  Gouìu,Cm- 

iia  ed  il  lorr.  Baccalofo  è  costituita  (sog-  jrfjro  Cohtjdo^  e  Vallb  uujlx  CoAma. 

I^iunge  questo  scienziato)  da   uno  schisto  VAL  D*KIjSA.  —  f^ed,  ELaA  e  Vaui 

quarso-talcoao,  il  quale  nelle  parti  superiori  dell*  Abro  laraaioaB. 

termina  in  un  calcare  cavernoso,  ed  iu  allo,  VAL  1)*E>1A.  —  ^td,  £■▲. 

•uperìormente  alle  miniere  dell'  Argende-  VAL  IVERA.  —  fed.  Eba. 

ra,ia  un  calcare  giurastieo  alquanto  gra-  VAL-D*EVOIJl.  — >  /V/.  E¥Oi.a. 

noto,  ma  meno  cristallino  di  quello  dei  VAL  DI-FINE.— fU.ViixKDa&LAFiBi. 


monti  pl^  intemi  dell'  Alpe  Apuana  sopra  VAL-Dl-FIORA.  —  f^ed,  Vaux 

Seravezza  e  Camni  ».  Fioba. 

m  II  minerale  del  piombo  solfurato  ar-        VAlf-D*IBOLÀ  in  Romagna Dueeoni 

genlilero  trovasi  qualche  volta  promiscuato  d'acqua  nella  Romagna  Graiuluoale  picn- 

oondellèrrosolAiralo  disposto  in  ramilicanti  dono  il  vocabolo  dal  torr.  iÒoia,  uno  che 

▼eoe  e  filoacini  in  mezzo  alla  pietra  atea-  percorre  U  base  occidentale  del  monte  Jff- 

■clìistosa,  ma  in  ragione  chea!  rimonta  ver^  landra^  e  che  influisce  nel  Lamooe  al  di  li 

so  seti.  la  giogana  dell* i^r^/i'ìera,  U  mi-  dei  confini  del  Granducato;    l' altro  cIm, 

•cela  de*solfiiri  di  antimonio  e  delio  zinco  dopo  aver  fiercorso  un  vallone  fm  la  Vslk 

si  fa  un  poco  maggiora  ».  del  Muntone  ed  il  vallone  del  TVamasse, 

Le  spese  fatte  in  cotesti  monti  dalla  prima  entra  nel   Marttno  presso  Modijfliaiu. — 

società   metallurgica  j  riattivata   verso   il  /'V/.  Trkdokio  ,  e  Momoi.iaha  ,  Comunità. 

i83o,  furono  grandiose ,  sia  per  incanalare  VAL1)MS0L4  (  PIF.VE  m  )  nella  Val-di- 

le  acque,  sia  per  aprire  nuove  gallerie  di  Tura.  —  feti,  Tkipallf.  (Piava  di). 

ricerca  e  di  scolo ,  sia  per  la  edificazione  di  VAL-DI-LIMA.  —  Fed,  Lima  e  Vaiai 

ruote  idrauliche,  di  magazzini ,  di  forni  e  del  SRacaio. 

•fjec'ialmente  per  la  costruzione  di  un  lungo  VAL-DI-MAGRA.  —  Fed.  Haqba,  Lo- 

eilifizio  di  materiale  per  rompere  con  molli  icioiaica  ,  e  Valle  della  .Maoiia. 

fiistoni  mossi  dalle  acque  e  per  lavare  il  mi-  VAL-D1-MAIU\A.  — •  Fed.  Mabiba,  Ma- 

uerale  riducendolo  in   slich.  Edilìzio  au-  birflla  ,  e  Caleheako  ,  Comunità. 

inentato  dalla  società  attuale  sotto  la  dire-  VAL  DIMERSA  ,  o  MERSE.  ^  Fei. 


sione  di  un  eccellente  montanista  che  ha  Mrbsb,  e  Ville  DELL'Oscaaoaa  bavi 

introdotto  per  la  riduzione  dello  slieh  in  VAL  DINiEVOLE.  —  Fed.  Niavou  e 

piombo  argentifero ,  mediante  la  coppella-  Valle  dei.t.*  Aaao  irfebiobb. 

zione  melodi   economici   significantissimi.  VAI/-l)*OIlCIA. —  Fed.  OaciA  e  Vaui 

Tale  è  una  tromba  a  grande  cilindro  a  do|).  Mo!iTArx:i?inr.  DEi.L*OmBoaB  SAaasa. 

pie  valvole  di  ferro  fuso  mossa  dalle  acque  VAL-IV OTTAVO  nella  Valle   del  Scr 

rorrenti  per  soffiare  nel  tempo  stesso  e  ali-  chio.  —  Fel.  Ottavo,  o  OrrAan. 

mcntare  sei  gran  forni  a  cop|iella  nella  sot-  V\L-D*0SA.  —  FeJ.  Osa  fiumana,  e 

tostante  fornace.  Tale  è  il  metodo  ivi  messo  Vallp  DF.i[/Ai.Bi--i;!fA. 

in  pratica  d' impiegare  per  tali  fusioni  di?l  VAL-i)*OSARI.  —  /W.   Osabi  ,  Oon. 

carbou  fossile,  e  quindi  servirsi  del  eoc/m  CUrur-nn  ^  Valle  dell*  Abko  pisabo  e  Piu« 

che  ne  resulta  per  la  riduzione  del  cinabro  Comunità, 


y  A  G  L  V  A  G  L  62t 

Comutiià  di  Vagita,  —  II  terrìlorìo  di  t»tifi  connno  nella  dimionf  di  s«lt.  a  mkr» 

qiic«ta  Comiinilà  occupa  una  superfìcie  di  lungo  la  strada  antica  lasci.indo  a  !«▼.  il  R. 

qusidr.    16657,  *Jc*  quali   333   spellano  a  parco  di  Pratolino  fino  a  Montorsoli ,  dote 

corsi  ili  acqua  e  strade.  —  Dentro  cotesto  trovano  la  strada  regìa  postale  Bolognese, 

perìmetro  nel  i833  abitala  una  popolazione  sulla  quale  poco  dopo  cessano  i  due  territori 

di  0689  individui,  a  ragione  di  i3a  per-  comunìtativi  di  Vaglia  e  dì  Sesto,  e  viene  a 

•rtne  per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo  im-  confine  il  territorio  Gom.  di  Fiesole.  Gin 

fonibite.  questo  Paltro  di  Vaglia  fronteggia,  da  primo 

Confina  con  5  Comunilk.  "  Dirimpetto  per  la  strada  regia  preiletla,  poscia  mediante 
a  grec.-lev.  {ler  corto  tragitto  si  tocca  con  alcuni  rivi  che  scendono  nel  lorr.  Magno» 
il  territorio  della  Oom.  del  Borgo  S.  Loren-  ne,  che  i  due  terrilorj  attraversano  ad  og- 
»•  a  partire  dal  giogo  delle  Croci  sulla  getto  di  montare  nell* opposta  pendice  dei 
strada  provinciale  antica  delle  Saia/ole,  poirgi  delle  Salajole  fino  verso  T osteria 
donde  scentle  col  torr.  fìno  alla  eh.  della  delTOIrao  e  quindi  arrivare  men«  del  lorr. 
Madoitma  di  Paleanto ^  W\  voltando  faccia  Carpine  sul  giogo  delle  Croci  ^  dove  la 
da  grcc.-ler.  a  ostro  lascia  quel  torr.  per  en-  G)m.  di  V.iglìa  ritrova  dirimpetto  a  lev. 
tnre  in  un  borro  suo  tributario,  col  quale  quella  del  Borgo  S.  Tjorenzo. 
dtrìgendosa  sul  poggio  sino  al  convento  di  11  più  copioso  corso  d*aequa che  attraversi 
Monte  Sen.! rio  gli  gire  attorno  per  quindi  il  territorio  di  questa  Comunità  è  il  torr. 
rìscenilere  nella  direzione  di  maestr.  sulla  Carza,  lungo  la  cui  sponda  sinistra  fu  trac- 
slreila  Gomunitiiliva  della  Soderà  verso  la  ciala  la  strada  regia  {tostale  Bolognese, 
aopiiressa  Badia  del  Buonsolazzo.  Di  costà  Fra  le  maggiori  eminenze  montuose  che 
innanzi  dì  arrivarea  0ria/io  sol ten tra  da  pri-  fanno  corona  al  suo  territorio,  comecché  la 
no  Jirim]irtlo  a  maestr.  poi  a  pon.  laCom.  cima  di  alcune  di  esse  spelli  ad  altre  Co- 
di San  Piero  a  Sieve,  con  la  quale  T  altra  munilK,  contasi,  a  ostro  t*  Ucerllatnfo,  a 
di  Vaglia  arriva  sul  lorr.  Carta  alla  con*  lib.  il  Monte^JioreUn^  9  Si-U,  il  Trebbio,  ed 
Huenudel  fosso  del  Cariane,  che  entrambi  a  scir.  il  Stonle  Senario,  T  ultimo  de*qua- 
i  dae  terrilorj  rìniniilano  verso  mae>tr.  sul  li,  misurato  dal  campanile  della  chiesa  fu 
fioggio  del  Trebbio  fino  alla  confluenza  del  trovato  1436  br.  su[)erioreal  lÌTellodcI  ma- 
fesso  Bacino  nel  Cariane,  Cosi)  dirimpetlo  re  Mediterraneo. 

a  pon.  viene  a  confine  la  Com.  di  Gilen-  Relativamente  alla  fisica  stnitlun  e  in- 
tano, con  la  quale  la  nostra  formando  un  dole  delle  rocce  che  cuoprono  il  terrilurio 
angolo  rienliante  Mie  sulla  «dliena  del  pog>  di  questa  Comunità  ,  |ter  quello  che  mi 
gio  di  Vaglia  donde  |ìOscia  riscende  [>er  an-  riesci  di  osser\'arc  lungo  la  vallecola  della 
dare  incontro  ad  alcuni  borriciatloli  che  al-  Carta ^  mi  sembrò  vedere,  che  i  poggi,  dai 
Inversa  sul  fianco  sellenirionale  del  fxig-  quali  è  fiancheggiata  cotesta  vallecola,  quelli 
gin  di  Scarabone  e  che  |k>ì  rimonta  dirim-  del  lato  destro  scendendo  dal  Monte  Sena- 
petto  a  pon.  iiuf'hè  trova  sotto  Monle-Mo-  rio,  sono  co(M>rli  in  gran  parte  dall*  arenaria 
nrllo  il  borro  de*  Massoni,  col  quale  arri-  calcare  {macigno)  e  dallo  schislo  marnoso, 
va  alla  sua  sorgente  [ìer  salire  sulla  cima  del  {bìsciajo)  sotto  cui  in  molti  luoghi  si  aflac- 
Monle-Morello.  Sopra  questa  sommità,  pas-  eia  la  calcarea  compatta  {alberese);  la  qual 
Site  le  sorgenti  del  borro  di  R'/naggio,  fra  ultima  roccia  mostrasi  allo  scoperto  nel  fian- 
le  due  prominenze  del  monte  predetto,  cessa  co  sinistro  della  slessa  vallecola  scendendo 
U  Com.  dì  Calenzano  e  sollentra  di  fronte  dai  contrafforti  dtW  UceellcUofo  e  di  Sion 
a  lib.  r  altra  di  Sesto,  con  la  quale  la  nostra  te-Morello  sino  alla  strada  regia  Bolognese 
di  Vaglia  riscende  dal  Monte-Morello  nella  disposta  in  strati  assai  potenti  ed  inclinatis- 
dimione  di  scir.  e  poi  di  grec.  rafdlante  il  simi,  calcarea  ottima  non  solo  a  farcalcina, 
co%ri  del  lorr.  Canuoia,  che  lasciii  fuori  do-  ma  ancora  a  fornire  copiose  scaturìgini  di 
|>u  un  migl.  di  discesa  \ìer  entrar'^  nel  bor-  acque  [lolabili,  donde  facilmente  derivò  il 
fi»  dfl  Bntcaccio  fino  dirimjK'tto  alla  eli.  di  vocabolo  al  vicino  borghelloili  Fontebona, 
S.  Michele  alle  Macc/iie  ;  <l.i vanti  alla  qua-  situato  sulla  strada  regia  Bolognese  alla  pri« 
1'-  vollan>lo  ilirr'zionc  a  s<:ir.   poi   di  srir.  a  ma  posta  da  Firenze. 

gnti^U'  e  di   nuovo  a  scir.   . irriva  s'ilTan-         Il  fianco  niedesiino  da  hin{;a  età  essendo 

fica  strada  Bolognrse  dell*  Ut:cellalojo,^\e-  rii;»»perlo  da  macchie  di  alto  fusto  e  cedue, 

diaute  quest'ultima  i  due  tCDrilorj  i:umiini-  poitò  da  quelle  probabilmente  il  vocabolo 

V.  T.  79 


62S 


VAGL 


alla  parr.  Hi  S.  Michtie  alle  Macchie^  già 
dHta  a  JPotttebotta;  cumccchè  molle  lelvc 
non  raanchiao  dal  lato  o|ì|xmIo  Gno  a  Sion- 
<r-^MarÌ6 ,  la  cui  loromitìi  è  ooronaU  di 
alieii  9  meftlre  i  tuoi  fiaachi  looo  votili  di 
buachì  di  paline  di  castagno  e  di  calete  lel- 
%e  di  qiM«t*  ultima  pianta  altenwnli  eoa 
campi  fativi)  odo  vigne  e  oliteti. 

CoIcMa  Al  nna  delle  Gomunilà  evelti  nel 


VAGL 

1810  dal  governo  ffiBocee.  EHitoUoil|o- 
verno  Mediceo  (aceva  parte  della  Lrga  di 
T«gIialcrro  compoata  di  ai  po^  ~ 
dicati  air  jtri.  TAouAraaao. 

11  mo  giusdicente»  la  cancellerìa 
nitativa  e  V  ufiiio  di  emiione  del  Brgìsim 
sono  in  Scaiperia;  ringecnen  dì  Ciica» 
dario  trovasi  nel  fioigo  S.  Lorcmo  «d  il 
tribunale  di  Prima  ìMama  in  Fi 


QUADRO  della  Popolaàione  della  Comummtjì'  dì  Fdtaujt 

a  cinque  epoche  dÌ9Ci^»e, 


Nome 
dei  ùmoghi 


Bi  vigliano  con  il  mo- 
nastero di  Monte» 
Senario 

Cerrelo-Slaggio  con 
Scarabone 

Ferraglia 

Macchie  (alle) 

Macioli 

alterno  e  S.  Maria 
a  Ctirmignanello 

Piscina  (in) 

Pralolinu ,  o  fati 
glìano 

Spugnole  (*) 

Vaou4  con  diversi 
|Mipo1i  annessi 


Titolo 
delie  CkUie 


S.  Romolo,  Bettorìa 


S.  Andrea  »  idem 

S.  Niccolò;  idem 
S.  Micli«rle9  idem 
S.  Ci  caci  f  Pieve 
S.  Maria  »  Rettoria 

S.  Stefano ,  idem 
S.  Jaco|K> ,  idem 

S.  Mdrìa  e  S.  Niccolò 
S.  Pietro,  Pieve 


Popeia%ion€ 


Fiesole 


Firenie 

Idem 
Fiesole 

Idem 
Fireme 

Idem 

Fiesole 

Fin-nse 
Idem 


La  parr.  di  Spugnole  segnata  di  asterisco  [*)  dopo 

là  prima  epoca  spetta  ad  altra  Comunità, 
Annessi  pro9enienti  da  cure  limitrofe  .  .  Abit.  If.^ 

Totale  ....  Ahit,  19 P 


343 


164 

108 
45 
85 

•54 

98 
90 

379 
309 


409 


i56 

109 

64 
Ili 

194 

81 
355 


598 


1833 


437 


180 

919 

i55 
971 

i39 

98 
38o 


70: 


tao 


1840 


471 


166 

i85 

154 
999 

laS 

88 
359 


785 


1849 


466 


176 

191 

186 

309 

198 

100 

3tìi 


761 


ii5 


VAGUÀGU  nella  Valle  dell*Arkìa.  — 
Vili,  già  Cast,  con  chiesa  parr.  (S.  Cristo- 
fano) ,  cui  da  gran  tempo  è  stato  annesso  il 
popolo  di  S.  Bartoloromeo  a  Caschine ,  nd 
vicariato  foraneo  della  così  delta  Canon ica 
a  Cerreto,  Com.  Giur.  e  circe  ta  migl.  a 
Macstr.  di  Castelnonvo-Berardenga,  Dioc.  e 
Corop.  dì  Siena ,  dalla  qval  cittìi  Vagliagli 
dista  circa  migl.  8  a  lett. 

Siede  sulb  cresta  dì  nn  poggio  provenien- 
te da  (fvello  di  Fonteratoli ,  le  cai  pendici 


orientali  RCf]iiapendono  nel  fi.  ArKia,  mentre 
dal  fianco  0|)poslo  le  acque  scendono  nel 
torr.  Staggia  tribittarìo  dell*  Elea. 

Trovasi  Vagliagli  lungo  la  atiada  rotabile 
delhi  Castellina  avendo  al  suo  grecale  la  via 
comunilativa  rotabile  di  Radila,  pivsso  gli 
antichi  confini  della  diocesi  fieeolana  e  «M 
contado  fiorentino,  con  quelli  della  diocesi 
e  contado  sancse. 

La  parr.  di  S.  Crìstu&no  a  VaglLigli  nel 
i833  conto  va  43o  abit. 


VAIA  V  A  J  A                623 

P^fB&fifW»  BMttj  Cmtjst^,  —  Gm.  di-  e  circa  7  migl.  a  tett.  di  Pnto,  Dioc.  di 

Amilo  die  ha  dito  il  rao  nome  al  torren-  Pistoja,  Gom[K  di  Firente. 

tello  Fagiiamo ,  le  coi  acque  scolano  da  Cotesto  borgo  è  altniTenalo  dalla  slnula 

Monte  Gìotì  nell'Arno,  servendo  esso  in  provinciale  che  rimonta  la  S|x>nda  destra  del 

gran  parte  di  confiue  dal  lato  di  selt.  alla  Bisenzio  sino  al  Mercatale  di  Vernio. 

Com.  dì  Arezxo  e  a  quella  di  Subbiano  la  Oltre  quunlo  fu  dello  all*^!^.  Baua  m 

coi  ultima  lambisce  a  ostro  del  suo  capo-  Vaiaito  agginngeròqul,  essere  cotesto  borgo 

luogo.  —  Fté.  AaoBO,  Comunità,  popolalo  da  gente  industriosa  ,  sia  nel  la- 

F^GVumo  Dt  GjLLie^KO  nella  Valle  del  vomre  le  terre  come  in  altri  mestieri. 

Serchio.  — Gas.  che  fu  nel  popolo  di  Trep-  È  compresa  in  gran  parte  nel  popolo  di 

pignano.  Gora,  e  Giur.  di  Gallicano,  Dioc.  e  Vajano  la  tenuta  della  casa  Vaj  di  Prato  de- 

Ouc.  di  Lucra.  nominata  il  Sfuiinaeeio. 

VAGLIANO,  OVALI  ANO  in  Val-di-Ce-  La  parr.  di  S.  Salvatore  a  Va|ano  nel 

Cina.  -^  Ftd,  Rocca  Silama  e  Mortw-Ga-  i83S  noverava  34S  abitanti. 

Sfiuo  41  Val-dt-Gecina.  Vajano  {PtErM  di  S.  Lomehmo  a)  delta 

FAGtiAtro ,  o  Vauawo  di  Campaokati-  anche  a  Cerhafa  nella  Val-<ii-Nievolc.  — 

e.  —  Fed,  Galmaho  nella  Valle  dcirOm-  Ctiiesti  dimla,  il  cui  ballistero  con  gli  onori 

hmie  «mese.  pleb.ini  fu  lr.is1iil»to  nella  chif*sa  di  S.  Mi 

VAGLIE ,  o  VAGLI  di  Cortona  in  Val-  chele   a    Monlf^Veitolini ,  già  sua   filiiile, 

Tiberifu.  —  Vi  Hata  con  eh.  |»arr.  (S.  Cri-  C»»m.  e  Giur.  delle  Due  Terre  di  Vai  4i- 

Ilo  ano)  nel  distretto  di  Monlagn;i,  Coni.  Ifievole  y  omia   di  Monstimroano  e  Monte 

Giur.  Dioc.  e  circa  9  migl.  a  grrc.  di  Cor-  V«>liolini ,  Giur.  «li  IV»cia  ,  una  volta  dì 

Uhm  ,  Comp.  di  Amzo.  Lucca ,  Comp.  di  FireniP. 

Risiede  in  piaggia  iotlo  il  Cast,  di  Pog-  A\V  jért,  MoHra-VarroMai  fu   indicala 

gf'ofii  alla  sinistra  del  torr.  Bfinimelta ,  in-  l' ubirasione  degli  avanti  di  colesla  chiesa, 

fluente  nel  Nestore  poco  innanzi  che  co-  appellati  tuttora  della  pieve  a  Va/ano. 

lest*  ultima  6umnna  si  mariti  al  Tevere.  Il  primo  documento  a  me  noto,  nel  quale 

Fu  questa  virala  di  Vagite  uno  de*  feii-  si  cita  la  cura  che  fu  pl<  bana  di  Vajnno , 

ii  de*  marchesi  del  Monte  S.  Maria,  di  Pe-  risale  ali* anno  773 ,  dove  si  tratta  dell* of- 

tiella  ecc.  da  non  confondersi  però  col  Cast,  feria  di  alcune  sostanze  fatta  alla  pieve  di 

di  Valiiino  in  Val-di -Chiana ,  dove  quei  lo-  S.  liorenzo  a  Vajano.  —  C  Mbmob.  Luccn. 

parchi  nei  inimì  secoli  do|io  il  mille  ebbe-  T.  IV.  P.  1). 

ro  signoria.  —  Fed.  Valiamo  in  Val-di-  Nel  T.  V.  P.  III  dell' Ojiera  testé  citata 

Chiana.  furono  poi  dati  alla  luce  tre  islruraeuli  scrìtti 

La  parr.  di  S.  Cristofiino  a  Vaglie  nel  nel  luglio  del  936 ,  relativi  alla  frieve  di 

1 833  contava  143  abil.  Vaj;ino;col  primo  de*qn.ili,  rogato  li   i  e 

VAJALLA  u  ANGHIARI.  —  Vtd.  Va-  luglio  di  dello  anno,  Corrado  vescovo  >li 

LiAixA.  Lucca  investì  Pietro  figlio  del  fu  Leone  dei- 

Vajaha  nel  Va1-d*Arno   superiore.  —  la  chiesa  battesimale  di  S.Gio.  Battista  e  8. 

Gm.  distrutto  dove  fu  una  chiesa  sotto  il  Tjonnxo  tita  loco  Cerbaria,  ubi  dìcitur 

titolo  di  S.  Martino  nel  piviere  di  Gropina,  Vajano^  con  tulle  le  sue  giurisdizioni,  pos- 

Gom.  e  Giur.  di  Terranuova,  Dioc.  e  Comp.  sessi,  decime  ecc. 

di  Arrzan.  —  Ved,  Gropiva.  Il  secondo  allo  scritto  li  14  di  detto  me- 

VAJANA  DI  SORANO  nella  Val-diPaglia.  se  riferisce  al  livello  fatto  dallo  slesso  pie- 

—  Pìccolo  torr.  che  scende  dal  fianco  au-  vano  di  S.  Lorenzo  a  Cerbafa  in  ioeo  Vafa* 

strale  del  Monte  Vìtozzo,  a  selt.  di  quello  no  a  favore  di  Goltifredo,  di  tulle  le  posses- 

dcirElmofMT  vuotarsi  nel  torr  Fiumeedi  sioni,  chicsei  edifizj  ecc.  sfiellanli  a  quella 

là  nelUPn^lia. —  Vrd.SmKno, Comunità,  pieve ,  sìa  di  beni  domenicali ,  quanto  di 

VAJANO,  ora  LAVAJANO  nel  Val-d*  Ar  beni  massariif  ,  aìdionatiei ,  o  tributar]  \ 

no  inferiore. —  Ved,  Tjavaìaho,  e  Valiai»o.  accordando  tulio  ciò  |ier  l'annuo  censo  di 

VAJANO  nella  Valle  del  Bisenzio. —  Bor-  olio  soldi  Tanno,  con  l'obbligo  peraUro  al 

go  con  chiesa  prioria  conligua  all'  antica  fitluario  di  fjre  uflfiziure  la  detta  |iieve. 

Badia  de*Vallombros;ini,  sotto  il  titolo  di  S.  Finalmente  con  altro  islmmento   dello 

Salvatore  a  Vajano, cui  f»  annesso  il  po|)olo  stesso  giorno,  mese  ed  anno,  rogato  cornei 

di  Catif  ucl  piviere  di  Usella,  Com.  Giur.  due  precedenti  in  Lucca,  il  pievano  medesi- 


621               V  A  L  B  Y  A  L  B 

Ilio  iilkifcllò  air  allilHiHrio  iHfMo  Gollifmlu  TroTwi  pmio  la  ri|Ki  ilnkd  lUI  fi.  Svtìo 

le  citicimcchciìovetanualla  iua  pi«%C|[lii  no-  lircoiiiJaio  da  \t\.  a  cMiru  e  |i<*ii.  dA  Ur- 

mini  delle  ville  ad  essii  «oggelle  ;  cioè  dì  rilorio  Pontificio.  —  f^ed.  SoBami». 

ya/ofiOfCerbaf a t 'Verugìiatio  (i'.Montum-  f  jh  parr.  di  S.   Maria  a  (^slilniio«o  di 

mano)  Banco  e  Lardano^  1:011  V  onere  di  Valbiano  oel  i833  noverala  tieoliv  .il  ler- 

pa|||are  io  Lucca  \ìer  meno  del  rapprcien*  ritorio  granducale  soli  61  al»it. 

tante,  u  ministro  del  fìlluario  predetto,  1*  ju-  VAIìBON A ,  o  VALBLON  A.  —  A  Tari*; 

DUO  Lributo  di  sette  t(ddi  «rarirento.  ronirade  in  Tofcaua  l\i  dato  il  vocaUiln  di 

Dubito  cbe  debba  ril'vrire  a  cotesta  pi^vo  f^albona.  Tale  fu  la  Faibo/tit  e  1*  Ere*no  di 

dì  VajaDO  un  altro  istruiiicnto  lucxbese  del  Faibona  in  Val-di-Castello  nel  Pictr^s-m 

3i  luglio 983,  quando  Teudfitrinio  vitcovo  tino,  la  Faibona  nel  piviere  di  S.  Pirtro 

di  Lucca  allifellò  a  Gherardo  del  fu  Cune-  in  Bossolo  in  Val-di-Pi'sa ,  la  Falboni  m 

rado  i  beni  e  decime  della  pieve  di  S.  Giù.  Val -d'Ambra  ;  una  nel  piviere  di  Partina 

Battista  e  S.  Paolo  (invece  di  S.  Lorenz^j)  nel  Casentino;  Mitra  Faibuona  nei  Mufiell-s 

sita  ioeo  ubi  dieitur  Fajano  propv  Cer-  e  due  nella  Romagna  granducale,  la  pnnu 

baf'a  Moetia  eie.  —  {Oper,  cii.)  nel  |iopolo  di  Albano,  Coni,  e  Giur.  di  M<>. 

Dal  catalogo  poi  delle  chiese  della  iliocesi  digliana-,  e  la  seconda  nella  V.ille  ilei  Ki- 

Juccbese  compilato  nclPanno  laGo  si  ap-  dente  dello  di  Fulbuona,  |ir>}i«du  di  Ridra- 

prende,  che  la  pieve  di  S.  Lorenzo  a  Va'  coli,  Com.  e  Giur.  di  B.i|!nu,  Dioe.  gi^ 

/OMO  anco  a  quel  tempo  conservavasi  matri-  Ifuiiius  di  S.  Maria  in  Cosmrdin  all'  Itola, 

ce  delle  cinque  chiese  seguenti  ;  i.  S.  Mi-  ora  di  San-Se|ioU ro,  Cump.  di  Fircnir. 

chele  a  Monte  bettolini ,  (dove  fu  traspcjr-  Rispetto  a  quest*  ultima  falbnonii,  agli 

tato  il  tilolo  e  battistero  della  pieve  di  Va-  /irt,  Gokmiolo,  Poouio  alla  I^srat,  Ribba* 

jano);  s.  S.  Silvestro  a  Lardano;  3.  8.  culi  e  SraAaATRxzA  fu  dello,  che  i  signori 

Vito  a  dionsummano;  4.  S.  Donnino  nel  di  quest'ultima  contrada  di  Faibuonm  eb- 

territorio  pisto/ese,  ora   detto   a  Castel  beru  signoria  nelP  Ap|icnninc»  del  Bìdeott 

Martini;  5.  S.  Niccolò  a  Cecina,  innanzi  che  \i  so Iten trassero  i  conti  Guidi, 

Ma  il  documento  del  936  di  sopra  riluto  poi  la  Rep.  Fior,  ed  i  CimaMnlensi. 

ci  fa  conoscere,  qualmente  fino  d'allora  la  È  quel  territorio  di  Falbuoam,d^  di  cui 

pieve  di  Vajano  con  i  suoi  beni  e  ciiirsc  si  nobili  fu  fatta  menzione  da  S.  Pier  I>imia- 

ooncedeva  in  cuinmcnda  anche  ai  MX-'oluri,  un  al  Cap.  6*  de' suoi  Opuscoli,  e  più  lardi 

siccome  a  qucsli  coniiniiò  u  t'oiiferirMÌ  dai  li  rammcuiò  Gio.  Boccarcio   nella   quarta 

vescovi  di  Lucca  al   l(Mn|x>  del  ^uveiiiodi  Novella  detla  quinta  gi<fniuta  ilei  Drrame- 

Oislniccio,  lupinelle  ne  tu  inve<ilii(»  IMI  niess.  rotie,  e  primi  di  lui  Duile  Alighieri  nel 

Tedici  di   Pi^tuja. —  FeJ.  (jASTFj.-M.tHii.^i,  canto  \1V  del  suo  Pitigalorio. 

Ckibaj^  in  V:il-<li  Nìe\ulc,  e  Mau:«a.  Fiiialinciitc  i  si<!n<MÌiii  Ftilbnona(wonu 

VAJANO  ^D(XiANA  di;  in  Val-di-\ie\o-  rumprisi  con  (|iicl!i   ih  Ha  Fai;i;t;tola  e  di 

le.  —  Porla  colesto  voc.iliolo  un  |iosl>i  ilo-  df.f/e/  i^/»^roiifIIa  |acc  lail.i  ntl  ai  inaiz-t 

gallali?  di  terza  cla.s!«<.'^illlillo  muIIommIo  iiu--  i.;(ii  fra  i  Fiortntiiii  t>l  il  Duca  di  Milano, 

ridionale  del  padu'c  di  Bìciitina  |mh'u  liiii'/i  dfl  t|iiali*  (pii-i  si^'noii  s-;:iiit.iriino  le  pirli, 

ilalla  dogana  di  scrcoiida  claSM',  «Idta  dr.'ìf  Kinalmeiitr  il  M.iiiiii  illiiNln»  due  !ii«!illi 

Panora^  dalla  quale  i|iie<ila  ili   Fa/uno  iJi-  dc*si;.Miiiri  di  /'ii/6i<o/jij,cliruni>  di  Littzza 

{leiide,  comprese  eiitninhc  Ufi  di|i;ir(ìiiicul(i  e  raltnidi  Hli;tmi'  ,VoI.  XVIII.  Sigilli  1\ 

doganale  di  Pis.i,  Cf)in.  di  Bientin.i ,  Gnu.  e  Xi  dove  cii.«  iin.i  »criUiii'.i  del  ii33  in  cui 

di  Vico-Pisano,  Dioc.  e  Cnmp.  di  Pisi.  si  raiiinienta  un  l/<  ozino  del  fu  Manfredi  di 

VAL  ACERETA.  —  Fed.  AcLHhri  (Aba-  Falbona. —  Anche  il  Paj.'nini  nei  suo  I^i- 

SIA  Di)  e  AcFHKTA  (Vai.lk).        .  Mco  slorìco  dipioiualicii,  Itl^S.  nelle  Rifur- 

VAL-ARIANA.  —  Fed.  Ariatia  (Valle  .  nia^'ioni  di  Firenze,  ricorda  un  alto  di  ar- 

VAr#-BENKDI*7rTA.  —   Ftd.  Bahia  01  coiiianiligia  [>er|ielua  alla  Rep.  Fi(»r.  ulto /i 

Tal  n^NKiMTTA  ,  r  Vai.lp.  Besvp.detta.  7  grilli.  140',  :  stile  fi"r.   da  Giuli  ieri  tiglio 

VA!.BIAN0  nella  Valle  ilei  Savio  in  Ro-  di  S.iiv.iloic  ili  fal'jom,  \\  quale  .-«s^n  t^ 

xnn^i. .    — Cast,  dellw  Cac/f//ttfOi«o  con  «  li.  st-n:  «i^nuic  de*  (ì.ihI.  di  luihona  ^  di  t"u- 

parr.  iS.  Maria iiicl!:i  (x»iii.  e  ciria  trtiiii::!.  ..7e/'i/xo*»o  e  di  I  Pit::::i-itci. 

a  lib.  di  Soiii.ino  ,  (jrinr.  di   H.i>;no,  Di'n  .  r.-.si  tiliitni  /  az/i'^u-'/z "<'!■■•  il  dominio  «It-l 

di  baiMua  ,  Coinp.  di  Firenze.  cuuu    1  t.<ii-(y*  i!i  l)i;!<:<  ';.,  il  quale  t.  mi 


YALC  TALC              6J5 

«Ilo  del  91  ■|ensloi43oiollof)Off  sèrditnoi  Tarj  onloij  e  TÌUe  ti|inorìli,  frii   i  quiiU 

feudi  «lir  acGoniandigia  della  htp,  Pior.,  Vontorìo  di  S.  Cerboim  \ìO§\p  in  un  colle 

fUichè  nel  Iu|eIìo  del  1440  per  Iradiroenlo  Ticino  alla  pieTe;  Fonitorio  Miti  Madonna 

di  lui  tulli  i  Mioi  castelli  furono  incorpo*  detta  della  Febbre ,  di  caM  Alananni,  nel 

nli  al  dominio  fiorentino.  -—  ^ed,  Rmai-  monte  superiore;  Ponlnrio  in  luogo  dello 

001.1  a  PòGoio  AI1.A  LAini.  agii  Ochi^  e  quello  di  S,  Biaf^ìo  vicino  al 

VALBliJA ,  o  VALIiE-BlTJÀ  nella  V^lle  soppresso  speilaletto  di  Saf;giwiie  sulla  slra- 

del  Senhio.  —  Fed.  ìUoHTa  S.  Qunico.  da  maestni,  dov*è  un  bor|Jietlo  e  ponte  omo- 

VALBURA  sul  Lnmone  in  Romagna.  *-  nìmo,  di|)endente  dal  Bigallo  ;  il  quale  s|n'' 

È  noa  Tal lecola  celebre  per  copiosa  e  lunga  dalello  nel   i5i6  era  di  |»a(lronalo  di  11» 

cadnU  di  acque,  le  quali  precipitano  a  ri-  Mariolto  di  Averanlo  de*  Medici,  quandi» 

piani  nel  Lamone  dall*  Appennino  di  Gre-  cotesto  luogo  non  aveta  altro  che  la  Irnue 

^ino  nel  distretto  purrocchiiile  di  quella  entrata  di  5  fiorini  d'oro  l'anno.  —  Fed, 

soppressa  Badia,  Gom.  Giur.  e  cirra  4  migl.  SAoniaALR. 

a  Kb.  dì  Marradi ,  Dioc.  di  Faenza ,  Corop.  Anche  alla  villa  signorile  di  Arliano  si 

di  Firraie.  -^  Fed.  MAasAm,  Cotnunifà,  trovano  vestigia  dì  una  chiesa;  «ime  fu  in- 

VALCARIA,  o  VALCWRIA  di  Gaietta  dicalo  aWjirt.  Abliavo  e  Arliaiii«o. 

in  Romagna.  —  Fed,  SrajiD^  di  Romagna.  La  parr.  della  pieve  ili  S.  Cresci  in  Val- 

VALCAVA (  PIEVE  nS.  CRESCI  a) nel-  cava  nel  i833  noverava  817  ahil. 

laVal-di-Sicve.  — -Pieveantira  sotto  la  Com.  VALOORTESE  in  Val  «PArbia.  —  Villa 

Givr.  e  circa  Ire  migl.  a  scir.  del  Borgo  S.  dove  fu  un  castelletto  che  diede  il  titoli» 

Lorenao,  Dioc.  e  Gomp.  di  Firenze.  alla  chiesa  distrutta  di  S.  F^'idio  nel  piviere 

È  poeta  alla  destra  della  fiumana  Sie\'e,  e  popolo  di  S.  Maria  a  Pacina  ,  Com.  Giur. 

picwi  la  base  seltentr.  del  poggio  di  Mion-  e  circa  migl.  uno  a  lib.  di  Caste Innovo-Oe- 

te^Mtaaidi^ed  a  maeslr.  di  quello  del  Monte  rarilenga,  Dioe.  di  Arezzo,  Gomp.  di  Siena. 

Giovi  lungo  il  borro  di  Falcava.  Rìsieile  sopra  unii  collina  cretosa,  la  cui 

Golesta  è  una  delle  pievi  più  antiche  della  base  sulla  destra  è  luroliila  d.il  lorr.  JUalenai 

Dioc.  fiomilina,  tantoché  il  f^mì  supfMsr,  quasi  di  fronte  al  casIclLin-  ili  Orginlr,  là 

che  potesse  risalire  al  secolo  IV  dell* E.  V.  dove  si  dilata  alquanto  U  Valle  dell' 4ilii,i 

Il  suo  vecchio  fabbricato  di  pietra  concia  per  mirare  nei  campi  di  >loiii,'i|icrto. 

fa  Tftf aurato  nel  17  io  per  ordine  del  Gran-  Cotesta  bicocca  di   Fnlrm-ifse^  ora  casii 

dura  Cosimo  HI.  di  campagna,  figura  nella  sloiìa  mililiire  eil 

Tanto  essa  come  la  rocca  di  Monte-Ri-  in  quella  politica  de*  suoi  ilinasli. 

naidi  con  diverse  vi  Hate  dei  contorni  sfiet-  Infatti  il  caslf  Ilo  di  f'alcortvse  fu  preso 

lavano  ai  vescovi  di  Firenze;  al  che  serve  e  disfatto  dai  Fiorentini   do|Mi   la   vittoria 

dì  prova  non  solo  1*  opera  del  f^mt  inlilo-  che  essi  riportaiono  sopra  i  Sanesi  negli  ani»i 

lata  Monum.  Ecel.  Flor,j  ma  un'altra  di  laoa  e  1907.  — Ris{)ftlu  ai  dinasti  di  f^o/- 

qiialche  anno  anteriore   del  canonico   X.  cortese  sono  essi  rammentali  in  varie  carte 

Aatonio  Utotzi.  dell*  /irch.  Dipi,  Fior,  fra  c|uelle  appar- 

Quindi  per  volontà  dello  slesso  Cosimo  III  tenute  alla  Badia  di  Goltibuono,  una  delle 

la  delta  pieve  venne  ammensatii  ai  PP.  Gè-  quali  del  12  settembre  1 1 73. 

soiti  di  Firenze,  finché  alla  loro  soppres-  Anco  V  Arch.  Dipi.  S*in,  contiene  vari 

sìooc  fu  data  allo  spellale  di  Bonifazio,  ora  rogiti  del  secolo  Xllf  relati\ì  :ii  signori  di 

alPAreispedale  di  S.  Maria  Nuova.  Falcnrtese j    cui   S|iellav»no   due  fratelli. 

La  pieve  di  S.  Gn'sci  in  Valcava  antica-  Ugo  e  Ranieri,  figliuoli  del  fu  Ugo  di  Fal- 
nente  contava  dieci  rhirse  |)arr.  sue  filiali,  cortese ^  i  quali  nel  1744  prestarono  giura- 
ridotte  attualmente  alle  4  seguenti;  i.  S.  mento  di  feileltà  al  Comune  di  Siena ,  s«>i 
Ansano  a  Mfontaeerafa  con  gli  annessi  di  anni  innanzi  che  uno  di  essi,  Ranieri,  assi- 
S.Stefano  a /Viime,  o  a  ^o/ilcirerA/Vf,  detto  stesse  ad  un  lodo  cni.in:<lo  nel  laSa  nella 
anche  a  Monte- Pulico^  e  quello  di  S.  Mar-  chiesa  di  Travale.  —  F^H.  Travalk. 
gherita  a  Falcava  ;  3.  S.  Donalo  al  Cistio  Finalmente  i  sl(;noridi  Falrortese enno 
con  la  cura  soppressa  di  S.  M:iri:i  a  Fab-  feudatari  de'CC.  Aldobr»nili'si:hi  di  Marem- 
brica  ;  3.  S.  Qiiiricn  a  Oliveta,  o  Uliveta;  ma,  siccome  risulta  da  un  diploma  di  Fedc- 
4-  e  S.  Rom'^Io  a  Campestri.  rigo  II  dato  in  Messin.i  nrl  m:<ngio  del  i  aai 

Inoltre  nella  cura  di  S.  Crosci  csi.stono  a  favore  del  conte  Udcbran.iiuo  di  Soaua. 


tt34  V  A  L  L  V  A  L  L 

d'Orciaie  Ji  (ante  alice  BumaiM  ch«  cn-  VALLE  RF.NBDETTA.  ^  Fed.  Rnt- 
Irano  nei  varj  bacini  del  fiume  OmAroiie    mtt4(Valu). 

MMew ,  mnilre  nella  Romagoa  Granducale  VALLE  BUONA.  —  Fed,  VAtMiomk^  cai 
•pelUnoallaclaMedeiMi/AMiila  fa//e-^ce-  ti  può  airgiungere,  che  un  altro  luogo  di 
reta^  quelle  del  Tramaiw,  delVIbola^  del  Falbuona  etisie  nella  Gom.  di  VergbrKlo 
Marseno  e  della  Someggia ,  le  cui  acque  da  non  conroinlerai  con  la  Faibuomm  di  R^ 
aouo  tulle  Iribularie  Jvl  fiume  Lamone.  dncoli. —  Fe'i.  VEacsHaarro,  Conuniià. 

Per  egual  modo  TtN-ma  uu  uailoae  il  Rab-  VALLE-CALDA  mila  Val-Tiberina.  — 
fti,la  cui  fiunMoa  ù  vuoU  nel  fi.  Montotte;  Git.  con  Rocca,  detta  Roeea^^igmMta^  la 
e  chiamo  i^/e  superiore  de*  Tre  Bidenti  cui  eh.  parr.  (S.  Giovanni  ErangelifU)è 
quella  che  sì  riunisce  sopra  Sjnti  Sofia  in  compreM  nel  pievanaCo  di  Sigliano.  aiimsm 
uu  solo  alveo  ilavanti  airantica  Badia  diS.  Tmieno^  Gom.  Giur.  e  circa  5  migl.  •  oalm 
ILiria  in  Gosmedin  dell*  Isola.  di  Fiere  S.  Stefano,  Dìoc.  di  Sen-Scpolaot 

Rispetto  alla  Faite  superiore  del  Te^^ertt    gìii  di  Areuo ,  Gomp.  aretino, 
rìgiunio  per  talloni  suoi  tributar]  quelli        La  chiesa  di  Valle-Galda  al  pari  delh 
percorsi  nel  Irrrilorio  Granducale  dalle  fiu-    Rooca-Gignata  risiede  sopra  un  poggcilo  ài 
mane  Singerna^  So^ara^  Cerfone^  ecc,  gabbro  sulla  sponda  sinistra  della  fiumana 

Gonsidcro  pure  comeMiZ/oAÌ  quelli  della    Sinfiermu,  —  Fed.  Rocca  GmaiATA. 

FersUia ,  del  Frigido .  deir^l^eiisa ,  ecc.        VALLECCHI  A  (  Fallieulm) Goatiada 

compresi  nelU  Valle  della  Magra  ;  della  dote  fu  un  castello  che  diede  il  tllolo  ai 
Torà  e  del  donnone  nel  FaUCArno  pi-  nobili  di  V^llccchia,  a  pie  del  quale  emla 
MJio;  quelli  della  Bruma  e  della  Fossa  1*  aulica  chiesa  plehana  (S.  SteGino  a  FmU 
nella  Felle  Grossetana  delPOmbroae  sa-  leeekia)  nella  Gom.  Giur.  e  quasi  Ire  migl. 
iieM,  e  quello  delFOra  nella  Falle  delFJi-  a  sett.  di  Pietrasanti ,  Dìoc  di  Pittp  ama 
hegfUf  comecché  coleste  fiumane  sbocchino  volt  i  di  Lunì-Sarzana ,  Gomp.  pisano, 
quasi  tutte  direttamente  nel  mare.  Il  Gasi,  diroccato  di  FalÉeeekim  cn  po- 

In  quanto  alle  ^alleeole  o  ifallieelle  »  sto  soprv  un  poggio  omonimo  anila  smisln 
comprendo  in  questo  numero  tutti  i  coni  della  fiumana  Fersilia^  aitoalmeale  di  S^ 
d*acijua  che  dopo  breve  cammino  si  vuotano  ravenui^  a  cavaliere  della  borgata  •  dclb 
nel  mare  9  o  chv  influiscono  in  aliri  fiumi  chiesa  plebana  situala  in  pianare  pnsao  il 
u  fiumane.  Tali  sono  fra  ì  primi  la  Pormi-  Ietto  antico,  ora  gora  del  tonvole  nicdcmmo. 
gnnla^  il  Ba"caio/ot  il  Coinujore^  il  torr.  Delle  vicende  storiche  dei  signori  di  Val- 
Cfuoma  ,  il  fiumieeilo  Alma ,  il  Cliiarone  lecchi»  furono  dati  rarj  cenni  agli  Art.  Cao' 
ecc.  senza  dire  di  tanti  altri  torrenti  che  col  taja  ,  PiaraitAavA,  SaaAvauA  e  altrove  «  sic- 
nome  antico  di  fiumi,  attualmente  di  co-  che  non  st^m  qui  a  ripetere,  che  i  primi 
noli ,  tì'i  fossi  t  (li  borri  9  di  riVi ,  e  simili  «  dinasti  di  Valleccliia  furono  feudatari  dr*«e- 
\frs3ino  le  loro  acque  nelle  fiumane,  o  in  scovi  di  Lucca,  |ioi  della  sua  repubblica, 
qiiiilrhe  tiiime  rralc .  finché  emenilojti  suddivisi  in  varie  oonsor- 

VALLE  AGEIIFTA,  o  VALLE  della    lerie,  una  |iarle  si  conservò  fedele  alla 
FIUMANA.  ~  Vallone  tributario  della  Val-    dre  patrìj,  mentre  l*  altra  sì  diede  follo  Pi 
le  dfl  Lamone  che  confina  a  pon.  col  lerri-    comandigia  «lei  Gomuiie  di  Pisa, 
torio  delle  Comunità  di  Murradi  e  di  Modi-        Giìi  dissi ,  chi*  i  primi  nobili  di 
gli^na  ,  a  |X)n.  con  quelle  di  Portico  e  di    e  V.illccchi:i  com|nrisoono  col  titolo  di  Fi^ 
Trrduxio;  e  le  di  cui  più  alte  surgenti  scen*    sconti  tino  iImI  kcoIo  X  almeno.  Tale  fn 
dono  dalla  sinistra  costa  dell' A|i))enn ino  di    quel  Fisconte  Fraolmn  che  nel  98 3  pnsM 
Bri  forre.  —   Fed.  Ab  ah  4  ni    AciacTA ,  e    deva  beni  in  Monte-Petri  sopra  il  piviere 
Acr.RKTA  Wllr  m)  ili  Rum;icii.i.  di  S.  Felicita  di  FersUia^  ora  oratorio  ia 

VALLE   A    DAME,  o  VALLE  DAME    VaMi-Gastello. --  Fed.  Memi*  Roràjo. 
mila  Val-Tibcrina.  —  Fed.  TavaaiiiA.  Padre  di  detto  Fisconte  Fraolmo  hi  mi 

ViLLE  ALBBGNA.  — /^ed.  Vallb  dbl-    altro  Fraolmo  ciUto  in  molli  docomcati 
L*  %.Bn»!«A.  deWArc/t.  Arci^.  Luceh,  uno  dei  qnalì  fi- 

VALLE-ARIAYA.  —  Fed.  Abuiià  (Val-    monta  ali* aprile  91 5. 
LE  )  R  Pcscu  MiiiORB  ,  o  RI  Coi.LODi.  Anchc  il  P.  (ri:ineUi  nel  T.  11!  delle  Me- 

FALLE's4srBs,  —  Frd.  Valle,  o  Valu    morie  luixhesi ,  discorrenilo  dei   nobili  di 
(CAkTBL  DI  j  SOPRA  KoLLoaicA.  G>rvjja  e  Vallecchia  disse ,  che  contala  Ira 


V  A  L  L  V  A  L  L               615 

i  [irimi  VAlTauori  di  i|ud  Gist.  un  Fraol-  Cela  poilo  in  pianura  fra  Pìetrasanla  e  Ilipa, 

n'*  Hglio  di  altro  Fraol mo ,  siccome  rile-  tutti  popoli  che  innanzi  il  1798  erano  coni- 

>.tsi  da  un    istruroento  dello  slcsso  Areh,  presi  nella  diocesi  di  Luni  e  nel  pievanato 

AfCÌ9,  Lucch,  del  9^18  (ti  Iii^dio)  pubbli-  antico  di  Vallecchi» ,  della  quale  ultima  at- 

calo  ne]  Voi.  V.  P.  HI  delle  Memorie  teslè  tnalmente  ti  conserva  filiale  la  sola  cura  di 

citate.  -—  y^ed,  Sugrosugho.  S.  Antonio  a  Cerreta. 

M4  il  loogo  di  Valleechia  {Falleeule)  è  II  popolo  della  pieve  di  S. Slc&no  a  VaN 

noimeiitato  in  altra  pergamena  più  Tetusla  lecchia  nel   i833  contala  3914  nbit.;  dei 

dello  Steno  Arch.  Arei^,  Luccft.^  da  una  quali  i3i5  individui  spettavano  alla  Com. 

cioè  del  10  maggio  843,  quando  Berengario    di  Pietrasanta,  gli  altri  a  Seravczza Ved, 

vescovo  di  detta  città  allivellò  ad  un  tale  <^  Prospetto  statistico  delle  Com,  di  Pn- 

lodiperto  figlio  del  fu  Ratiperto,  della  città  tiasauta  e  Seiavroa. 

ii  Luni^  Tarie  case  massarizie,  una  delle  F'jìllk  CvniCBist ,  o  Cbumichisì  ,  ora 

quali  posta  in  loco  ValUcule  di  pertinenza  di  BArxxmivisi.  —  Ved.  Balcorrvisi. 

della  cattedrale  di  S.  M»rlino.  ^  Con  altro  VALLE  nnx'ALBEGNA.  —  È  la  penul- 

istramento  del  17  maggio  88a  il  Vesc.  Ghe-  tinta  Valle  o  bacino  australe  della  Toscana 

nrdo affiliò  a  Gunerado figlio  di  Causeramo  granducale,  la  quale  si  apre  sulla  pendice 

doe  chiese  con  i  loro  beni  situati  in  diverse  meridionale  del  Monte-Labbro,  nei  di  cui 

contrade,  fm  i  quali  effetti   eravi  una  casa  fianchi  si  staccano  i  suoi  conlrafTorli   che 

Bissarizia  posta  in  f^alleeole  di  pertinenza  ««^parano  la  ^alle  d^lPAlhrgna  da  quella 

M  Mon.  ili  S.  Maria  al  Corso  di  Lucca. -*  dell*  O/it^rone  inferiore  sanese  situata  alla 

{Wemttr.  eit.  Voi.  V.  P.  IT.)  S"a  destra  «  mentre  resla  dal  suo  lato  sini- 

Agli  Art,  AacKiTiEmA,  Coevaja,  ■  Val-  *lro,  ossia  orientale,  la  Valle  della  Fiora. 

H  Ca9tex.i.o  furono  indicati  in  succinto  i  Comprendo ,  come  già  ho  detto ,  nella 

falli  relativi  alla  storia  politica ,  economica  Valle  dell*  Albegna  anche  il  vallone  del- 

td  ecclesiastica  di  cotesta  contrada.  VOsa^  quantunque  la  sua  fiumana  dopo  non 

Anche  Tolomeo  da  Lncca  nei  suoi  Annali  lungo  tragitto  sbocchi  dirrlt:imenle  in  mare 

cita  la  contrada  di  Vallecchia  alT  anno  1 1 70,  fra  la  bocca  dell*  Albegna  ed  il  porlo  di  Ti- 

slala  dai  f/ncchesi  a  quei  visconti  devasta-  lamone. 

i«;  ì  quali  signori  nel  1192  erano  tornati  Cotesta  Valle  abbraccia,  oltre  il  promon- 
air  obbedienza  di  quella  repubblica.  Ma  torio  del  Monf  Argentaru,  il  territorio  ili 
<?lioo  se  gli  ribellarono  di  nuovo  nel  1^54,  tre  Comnnilb  del  Granduralo,  ed  una  por- 
tanche  in  quest*  ultimo  anno  gli  Anziani  zione  di  quello  di  tre  altre.  —  Vi  spellano 
di  Lacca  inviarono  un*  esercito  contro  i  rat-  P<*r  intiero  i  terrilorj  delle  Comunità  di 
lani  ili  Cnrv.ija  e  di  Vallecchia  con  ordine  iiocealbegna,  t\ì  Magliano  e  tVi  31  onte- Ar- 
di disfare  lutti  i  loro  castelli  per  inos^cr-  gentaro\  mentre  vi  appartengono  per  una 
Tanza  di  patti,  e  perchè  si  erano  ilati  prò-  [lorzione  quelli  delle  Cninnnilà  di  Mancia- 
ditoriamenle  ai  Pisani.  —  {Op.  cit,)  "o,  dì  Orbe/ elio  e  di  Scansano.  —  Ved. 

Già  nìV^rt,  Skkavrzka  fu  avvisalo,  che  Albeuha  fi. 

la  giurisdizione  di  Vallecchia  abbnicciava  la  Fni  FOsa  e  PAIbegna  lungo  il  fosso  Pa- 

masiima  parte  del  distrrttocomunilalivo  di  trignnne  circa  3  raigl.  a  ostro  di  M:igliano 

Smvezza  oltre  una  piccola  parte  di  quello  nella  primavera  del  1844  sonostali  scn|irrli 

di  Pietrasanta,  e  che  la  chiesa  già  sua  fìli:ile  gli  avanzi  di  mura  di  una  rillà  da  lunga 

de*SS.  Lorenzo  e  Barbera  di  Seravezza  fu  ruano  perduta,  ed  il  cui  ambilo  fu  calcolato 

fondata  verso  il  i5oo,  quantunque  sola-  di  circa  tre  miglia. 

Dente  dopo  il   1798  essa  venisse   slacrata  Sarebbe  un  bel  campo  di  ricerche  per  gli 

|<rr  affatto  dalla  sua  antica  pieve  ed  eretta  archeologi  desiderosi  di  rintracciare  i  resti 

in  preposiUin.  Allora  furono  assf>gnali  alla  della  da  gran  tpm|)o  distrutta  cìllù  etrusia 

nuova  preposilura  i  popoli  di  S.   Martino  di  Ca/É-Zm,  se  l'avarizia  non  avesse  disfallo 

alla  Cappella^  di  S.  Paolo  a   Riinùna^  ili  quelle  mura  per  costruirvi  sofwa  con  i  m:i- 

S.  Ansano  a  Basati^  di  S.  Mari:i  a  £ei'/.  leriali  distittemli  una  nuova   .strada   rfit.«- 

filiani,   di  S.  Clcmenle  a    Terrrnru,  r.|   il  bile,  l.i  quale  d.i  Magliano  scende  in  Albc- 

piu  iiìodenio  di  S.  Maria  Liurelan.ta  Quer-  gua  alla  Barca  della  del  Grazzi. 


6:t(i 


i' HOS P ETTO  (Uiia  Scpu^tcìe  QVAiMàTA  e  delia  VoruLka*»»m 
dMa  V.\Ll.k  DELL'  AfcBEGW  e  dei  Vau^mi  m.oi  tubctau 

ne^/i  aitm  i833  f  1844. 


KOXB  DEI   riPOLL'OGHl 

IMLLK 

COMLMT.i 


SUPERFICIE 

TBBRITOBULE 

131 

QCADRATI  AGRiU 


NLTMERO 

DEGLI    ABIT19ITI 


XKL  1833 


!<nEL  18U 


I.  Rocchi  begna 

a.  Mandano,  per  1/4  circa 

3.  M^^liaiio 

4.  .MoiiUr{e»:nlHro  (nuotra) 

5.  OuBTKLLo(cUià^/7cr  'e  circa 

6.  Scausano,  per  f/s  ciVca 


48460,31 
74»34,7i 

73IOI , 23 
17486,33 

Ioo5o3, IO 
367^*3  ,  75 


3«99 
1931 

ioS3 

403O 

1047 


3483 

1984 
1017 
3io3 
*93i 

lOQO 


I 


Totali 


N.' 


340409,31 


ii38 


o 


I  36o8 


Dal  Prospetto  qti  espotto  resulta^  che  in  una  superficie  territmale  di  fumireti 
agrarf  340409,33,  pari  a  migl,  toscane  434  quadre  ^  W  largfieggiaì^a  nel  i833 
una  popytai'one  indigena  di  ii38oa6i7. ,  a  proporzione  di  quasi  37  persone  per 
ogni  migl.  qua. Ir. ^  popolatone  cresciuta  nel  1844  di  3338  individui^  ma  che  nper- 
litotnente  superano  di  poco  /«Ss  persone  per  ogni  miglio  quadrato. 


VALLE  DELL*  ARBIA ,  o  VAL  o*ARBU. 
—  fc  il  primo  Tallone  del  ÌMcìno  superiore 
deirOinbroae  sanese  percorso  ilall'Arbia, 
Iribularia  del  fiume  preaimennalo ,  cui  si 
Bi:irila  daiaiilì  alla  Trrra  dì  BiionconTenlo, 
alla  sc«on>li«  |K)Sta  da  Siena  a  Roma. 

Oilcsta  fiuraina  è  divciiulu  celebre  nella 
storia  [KT  ciusa  d<'lla  l>attaglia  di  Monta- 
pcrto,  e  |HT  trovarsi  nr>l  suo  vallone  la  città 
stessa  di  Siena.  -—  F^ed.  Valle  supebi)»! 
irtLLt,* Omuaotìp.  .s.v?iup.. 

VALLE  dkll'ARNC^.  —  Se  si  dovesse  con- 
sidfrare  j;rolo^»icanii*nle  celesta  Valle  oon- 
vcrrt'cbbe  farne  uni  sola,  a  partire  dalla  mt- 
{Tenie  fino  allo  sbocco  dello  stesso  Tiume  nel 
ULire;  avvcffnachè  non  solo  i  geologi,  ma 
molli  {reografi  inoilerni  considerano  tutta 
una  Valle  quella  che,  meilianle  rauiilica- 
zioni  secondarie  di  una  catena  princi|»ale 
siiddividesi  in  valloni  subalterni  al  corso  di 
un  fiume  reale. 

Persuaso  mi  mostrai  di  tale  opinione  sino 
da  quando  dWjért.  Aitio  di  quest*0|>era 
divisi  la  Valle  dclTArno  in  sei  bacini,  cioè; 
I  °  del  Val-d'Arno  catenfinese;  3."  del 
Fal-tt  Arno  aretino  \  3."  del  Val^'Arno 
superiore-,  4.**di.'l  f^ al  d'' Arno  fiorentino; 


5."  del   FalnVArno  inferiore-^  e  6.^  del 
l^al-d^  Arnm  pisano  ^  ni  limo  suo  bjcìno. 

In  quello  stesso  Art,  fu  data  un*  idei  a 
vol(^  d*iiccellu  dello  stalo  fisico  dei  sei  baci- 
ni suiiiiomitiali  e  Tu  indicala  apjHtMsioiili- 
vaniente  la  pendenza  relativa  degli  >lnii 
b.icini  dall*  origine  di  Capo  d' Arno  sino 
alla  sua  foce  in  mare. 

In  coiist'giienza  pirrtanlo  di  ciolesla  divi- 
sione io  cooLeiciplerò  come  aUinenic  subal- 
terne ai  sei  bacini  delT  Amo,  tulle  quelle 
valli  o  sfaìUmi,  le  cui  tìumane  Iribulaoo  le 
loro  acque  in  uno  dei  bacini  di  so(m  in- 
dicati. 

Per  modo  che  io  debbo  includere  nel  ba- 
cino supcriore  del  Val-irArno  casfoliorfr 
tulle  le  ^JLÌli  minori^  sballoni  e  valUeoU 
che  scendono  nell'Ai n>  iu  quel  {iriiDi>  lu- 
ciuo  ;  li»  stesso  dicasi  non  solo  dcj^li  altri 
cin(|iic  bacini  dell*  Arno,  ma  di  quelli  «lei- 
rOiiiliroue  sanrse ,  del  Sorchio,  ecc.  ecc. 

Se  non  che,  entrato  V  Arno  nel  ÌM-:ino 
aretino  ed  in  quello  inferì  ore,  &i  prnitn- 
laiio  due  anomalie  nel  corso  bip«riil'>'ii  t.Uf 
fiumane;  \o»lio  dire  della  elitaria  e  «le"' 
0<»r;/'i,  |K)icliè  una  parte  delle  acque  iK'ih 
Chiana  sì  rivolge  a  ostro  ynit  avviar»!  mi 


VALL  VALL               637 

Trvpre  ;  per  c^l  modo  una  parte  deir{H-  va  •  eoQ|tian|[ersi  al  monta  di  Seechieta 

ztrr't  |>ìrg4ndo  da  tcir.  a  pon.  entra  aotlo  lopra  la  Vallombrosa,  e  questo  ni  monti  di 

n  >me  di  Bogio  nel  I^ifo  di  Bientina  e  con-  PratO'ifagtto  m  àftWÀlpt  di  S.  Trinità  , 

sqsuen temente  nel   Fai -d^ Arno  inferiore  fino  a  che  il  fianco  orientale  di  qaesl*  uU 

allo  sboix»  della  Seressa ,  mentre  la  por-  timo  scende  a  chiudere  dal  lato  di  pon.  il 

tioot:  occidentale deli*02ftcfri  spetta  alla  Val-  Bacino  casentinese  dirimpetto  allo  stretto 

k  del  SccciiiOy  in  cui  quei  fiumioello,  o  di  S,  Maauutte, 

forno ,  dirigesi  patuta  la  dogana  di  Cera-  Fanno  parte ,  come  dissi ,  dì  cotesto  ba- 

•omma.  ciao  tutti  i  valloni  e  valieeoU  delie  fìu- 

Finalmente  un  teno  ostacolo  lo  fornisce  mane  e  torrenti  che  fluiscono  nelPAmo  den- 
ti sesto  bacino  deir  Amo  per  la  Valle  infe-  tro  i  limiti  teste  designali.  Tali  sono,  alla 
riore  «Jel  Serchio  da  Ripatratta  al  mare,  li  sinistra  VArchitmo  ed  il  Corsalone,  ed  alla 
fuale  sdione  si  contemplerebbe  come  una  destra  il  Solano  ed  il  Salutio. 
farle  del  Fal-d^  Arno  pisano  ^  qualora  si  II  bacino  del  Vat-d*Amo  casentinese  con- 
drbba  riflettere  all' antico  sbocco  del  Serchio  fina  dirimpetto  a  grec.,  mediante  il  giogo 
arir  Amo  sotto  Pisa,  come  ancora  se  con-  dell*  Appennino,  con  la  Valle  superiore  del 
templare  si  dovesse  la  pianura  fra  Pisa  e  Smvìo  ,  da  lev.  a  scìr.  con  la  Val-Tiberina 
Pieiras^nte  priva  coro*  è  di  ramìficasioni  se-  Toscana,  di  fronte  a  ostro  con  la  Valle  del- 
cotHlarie  dì  poggi  da  servire  di  limile  e  di  l'Arno  aretino,  dirimpetto  a  lib.  raedianta 
separazione  naturale  fra  i  due  fiumi  nel  6a-  \  monti  di  Pnito-Magno  e  dell'Alpe  di  S. 
eiao  pisano.  Altronde  quando  si  pensa  che  Trinila  con  la  Valle  dell'Arno  superiore  , 
il  Serchio  do|io  un  lungo  tragitto,  già  da  mentiv?  resta  dirimpetto  al  suo  pon.  e  mae- 
■olii  secoli  si  è  aperta  una  foce  sna  prò-  slr.  la  Val-di-Sieve  ed  a  settentrione  di  lii 
fria  in  mare,  debbo  riguardare  la  sua  Valle  dalla  Falterona  e  dall'Appennino  di  Ca- 
stratamente da  quella  del  sesto  &aci/io,  os-  ma  Moli  si  aprono  le  Valli  superiori  del 
Mi  ilella  Falte  deWArno  pisano.  Montone^  del  Savio  e  dei  Tre  Bidenti. 

Premesse  coteste  brevi  avvertenze,  rìpren-^  S}iettano  a  cotesta  Valle  del  Gisenlino  due 

do  il  discorso  per  designare  la  superficie  ter-  celebri  Eremi  edificati  da  due  insigni  fon- 

litoriale  della  Valle  dell'Arno  con  la  popò-  datori  di  Ordini  religiosi, cioè, Cama/<<o//, 

biiooe  in  ciascuno  dei  suoi  bacini,  dai  quali  da  S.  Aoroualdo,  a  1*  Ahernia^  da  S.  Fcan- 

csciudo  la  superficie  e  la  popolazione  di  al-  cesco  d'Assisi, 

ruw-  Gnraunilà  fuori  del  Granducato.  AlP^^rf.  GASBinnco  indicai  la  popolazione 

VALLE  neu'ARNO  CASENTINESE,  o  con  la  superficie  territoriale  delle  iSGomu- 
VAL-D'ARNO  C.4SENT1NESE.  —  È  il  aita  ch'io  comprendeva  neih  regione  ca- 
|a-imoctl  il  più  allo  bacino  dell'Arno,  cir-  aeatiaese,  comecché  il  territorio  di  due  di 
CQ«ritlo  dall'Appennino  della  Falterona^  esse  {Subbiano  e  Talla)  si  estenda  in  parte 
«hive  ha  origine  il  fiume  maggiore  della  To-  nel  contigno  Bacino  del  Val-d'Amo  aretino. 
auna  ;  il  qual  bacino  è  fiancheggialo  a  le-  Che  però  detraendo  a  queste  due  Comu- 
Vinte  daìV Appennino  di  Cainaldoli  e  del  nità,  per  approssimazione,  un  terzo  della  loro 
JWr/ioiise ,  «b  cui  si  staccano  i  contrafibrti  su |)erficie  territoriale  e  della  respetliva  po- 
rrli* i#/i?rr/siVi ,  dfl  Monte  Foresto  e  del*  polazioiie,  aggiungerò  il  restmte  al  secondo 
VÀlpe  di  Catenaja ,  mentre  la  bi«se  occi-  Bacino  contiguo.  Quindi,  avendo  potuto  in 
dratale  di  queat'  ultimo  monte  scende  sulla  seguito  rettificare  meglio  non  tanto  lasuper- 
ri|M  dell' Arno  allo  stretto  di  5.  Uamante.  fìcie  quanto  il  numero  degli  abitanti  del 
Uii<*iie  poi  a  pon.  il  Bacino  casentiruse^  Casentino  nelle  altre  undici  Comunità  ,  sia 
alla  destra  della  Falterona^  il  monte  della  per  quella  dell'anno  i833,  come  del  i84tt 
CoojMims,  il  quale  girando  da  puu.  a  ostro  trovo  che  ne  risulta  il  Prospetto  seguente. 


«' 


638 


PROSPETTO  delia  SuFunncn  qdadmìta  •  della  Popolauovs 
del  ¥AL-D*ARNO  CASENTINESE  e  dei  Viuon  nroi  tukitabj 

negli  anìd  i833  e  1844. 


IfOHB  DEI  CAPOLUOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO           1 

DELLE 

TB8R1TOBIALS 

DBOLI    ABITAHTI      || 

COMUNITÀ 

III 

QUADRATI  ASlABi 

un.  1833 

un.  1811 

X.  Bibbiena 

a53ii,64 

446a 

5o33 

a.  Gaslel-Focognano 

10919,75 

«734 

9705 

3.  Gastel-S.-NicGolò 

19117,89 

3741 

4941 

4.  Cbilìgnano 

43191,55 

949 

1007 

5.  Chiusi  nel  Casentino 

99898,34 

1939 

9195 

6.  Monle-Migiiajo 

i3o75,94 

1570 

1990 

7.  Ortignano 

5590,49 

854 

906 

8.  Poppi 

984o5,63 

5901 

5659 

9.  Prato- Vecchio 

99563i ,93 

3707 

4189 

IO.  Reggiolo 

5i95,7o 

700 

707 

II.  -Stia 

17948,90 

95lO 

•9tt4 

19.  Subbiano,  per  Vs  circa 

15354,99 

1879 

1900 

i3.  Talla,  per  */z  circa 

Totale   ....  Jf,^ 

19097,56 

i35o 

.««.  1 

451599,40 

3i589 

uu.» 

VALLE  DELL'  ARNO  ARETINO ,  o 
VAL-D*  ARNO  ARETINO.  —  È  il  secondo 
bacino  dell'Arno  circoscritto  dalla  parte  del 
Casentino  dallo  stretto  di  S,  Hf amante,  e 
dal  lato  inferiore  dalla  Falle  deW Inferno, 
Esso  è  fiancheggiato  alla  sua  destra  dall'Alpe 
di  S.  Trinità ,  ed  alla  sinistra  dall'  Alpe  di 
Catena]»  <  dai  poggi  che  passano  alle  spalle 
di  Arezzo  per  innoltrarsi  nella  VaMt-Chtana, 
mentre  all'occidente  di  Arezzo  scendono 
fino  alla  Falle  dell'Inferno  i  colli  orientali 
della  Val-d'Ambra. 

Fra  le  maggiori  fiumane  tributane  del- 
l'Arno in  celesta  sezione  contasi  la  Chiana, 
a  (>artire  dal  Pian  della  Biffa,  posto  a  ostro 
di  Chiusi,  fino  alla  Chiusa  de*  Monaci, 
di  dove  la  Chiana  scende  nel  Val  d*  Arno 
art'lino. 

Cotesto  bacino  pertanto  confina  a  lev.  con 
la  Val-Tit>erina  Toscana  mediante  il  crine 
de'  poggi  che  dalT  Alpe  di  Catenaja  si  diri- 
gono per  r  Alta  di  S.  Egidio  verso  il  Tra- 
sioieno;  a  scir.  con  la  Val-di-Chiana  Ponti- 


ficia; a  ostro  con  i  valloni  MVOreia,  e  del- 
VAsso  mediante  la  montagna  di  Cetoaa,erf 
i  poggi  che  s'inoltrano  per  Montepoldaav 
e  Trequanda  ;  a  lib.  con  la  Valle  dell' Ola- 
brone  sanese  mediante  i  poggi  di  Rigosf- 
gno  e  di  Palazzuolo;  ed  a  pon.-macslioeoa 
la  Valle  dell'Amo  superiore. 

In  conseguenza  di  ciò  tulle  le  Comoaità, 
i  di  cui  territori  acquapendono  in  VaMi- 
Chiana,  o  neirÀnio  dentro  i  limiti  dai* 
gnati,S{>e(tano  al  Bacino  aretino,  eoo  Fit- 
vertenzii,  che  alcuni  di  essi,  come  Ci^t^U, 
Trequanda,  Cortona ,  e  quelli  ancora  delie 
Com.  di  Chiusi,  di  Chianciono^  di  Sarte*- 
no,  di  Aresto,  di  Talla  e  di  Subbiano  estea* 
dendosi  in  altre  Valli  contigue,  mandaao 
in  quelle  una  porzione  di  abitanti.  Inol- 
tre è  da  avvertire,  che  nella  stessa  Val-di- 
Cliiana  Toscana  tributaria  del  Bacino  areti- 
no entrano  varie  po()olazioiii  C'imprese  nel- 
lo Stato  Pontificio ,  delle  quali  non  Aedo 
parola  per  ignorare  la  loro  snper6cie  ed  il 
numero  degli  abitanti. 


%3» 


PROSPETTO  della  StfFuncic  QDAiHUtA  t  della  Pomlahokb 
del  VAL-D*  ARNO  ARETINO  e  dei  Vaixoih  waoi  mmnAMt 

negli  anni  i833  e  1844. 


1 

NOME  DEI  GAPOLUOfiHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

DCLLB 

TBERITORIALB 

DEGLI  ABITANTI 

1 

IV 

s^^^^"""*"-^ 

COMUNITÀ 

QUADRATI  AGSABI 

NBL  1833 

NBL  1844 

I. 

Akuzo,  per  9/{o  circa 

101545,73 

27076 

99875 

a. 

Asinalunga 

22874,64 

7187 

7674 

3. 

Capolona 

13874,29 

1940 

9994 

4. 

Casliglion  Fibocchì 

75oo,6i 

708 

920 

5. 

Caslìglion  Fiorentino 

39291 ,61 

10046 

10985 

6. 

Ch lanciano,  per  Va  circa 

5370,74 

1079 

1078 

7. 

Camn  (città) /yer  S/t  circa 

ii34o,5o 

2279 

9429 

8. 

GiYitella,  per  f/e  circa 

a47i«,48 

4049 

4282 

9- 

GoaTORA  (città) /ler  Vs  circa 

80144,48 

17578 

i855i 

IO. 

Fojano 

11746,84 

6425 

6808 

II. 

MoirrapuLciAHO  (città) 

48420,98 

ÌOI97 

Il  108 

la. 

Monte  S.  Savino 

25961,70 

6695 

70o5 

i3. 

Rapolano,  per  ^fn  circa 

4811,40 

65o 

704 

«4. 

Sarteano,  per  9/t  circa 

16603,34 

9602 

6019 

i5. 

Subbiano,  per  1/$  circa 

7677,48 

935 

995 

16. 

Tal  (a,  per  ^j%  circa 

2710,78 

682 

738 

«7- 

Torri  t« 

17001,88 

3731 

4oo3 

18. 

Trcquanda,  per  t/s  circa 
Totale  .  .   •  .   NP 

i583o,io 

«577 

1943 

450419,58 

io5436 

1      117333 

VALLE  DELL'  ARNO  SUPERIORE,  o 
VAL  D'ARNO  DI  SOPRA.  --  PorU  cotesto 
Tocabolo  non  già  il  primo ,  ma  il  terzo  ba- 
cino delPArno,  detto  superiore yO  di  sopra^ 
per  essere  situato  superiormente  a  quello  del- 
la capitale  della  Toscana,  nella  guisa  mede- 
sima  cbe  tiene  qualificato  per  f^al-d^Arno 
inferiore^  o  di  sotto,  il  quinto  bacino  al  di 
sotto  della  tortuosa  Gola  della  Golfolina. 

Comincia  il  Val-d'Amo  su{)erìore  dalla 
•Oli  detta  frolle  dell'Inferno,  la  quale  tro- 
▼asi  fra  la  Gola  delt  Imbuio  e  il  Ponte  a 
f^aliCf  o  al  Romito. 

kWArt,  AaRO  si  disse,  cbe  dopo  panata 
la  Fa/Ze  delV  inferno,  e  precisamente  al 
Ponte  ai  Romito  poco  innanzi  che  sbocchi 
nel  fiume  il  torr.  Jigna ,  l' Arno  cammina 
per  18  miglia  in  un  più  Tasto  ed  ubertoso 
baeino  nella  direzione  non  più  da  ler.  • 
pon.,  ma  da  scir.  a  maestr.  dopo  aver  torto 
agli  Aretini  disdegnoso  ii  muso,  sino  •  che 


il  bacino  si  ristringe  e  quasi  si  chiude  dt- 
vanli  air  Incisa  dove  TAmo  incontra  nel 
suo  cammino  un  nnofo  ostacolo  pietroso  » 
le  cui  rupi  di  macigno  costà  come  MÌÌaGoia 
dell'imbuto  andò  scalzando  per  dilatarsi  nel 
Pian  d^ Isola  innanzi  di  restringersi  nno- 
▼amente  davanti  al  Ponto  a  Rignano, 

Cotesto  canale  situato  fra  il  terzo  ed  il 
quarto  bacino  non  è  meno  lungo  del  pre- 
cedente, fra  la  Gola  delP  Inferno  e  il  Pomo 
al  Romito ,  correndo  per  circa  6  migl.  fra 
le  balze  meridionali  del  monte  di  Reggalo 
e  le  propagini  che  tì  scendono  dal  poggio 
di  Torre  a  Quona, 

ATTcgnachè  V  Arno  si  fieoe  strada  firn  due 
opposti  contrafforti,  dofe  esiste  un'angusta 
Tallicella  della  lunghezza  di  sopra  indicata 
piena  di  scabrose  scogliere  di  macigno  e  di 
calcare  ruinifbrme ,  in  mezzo  alla  quale  al 
racchiude  il  così  detto  Pian  d*  /#ol«,  fino 
a  che  TAmo  arrivato  davanti  a  Rignano  fin 


610 


V  ALL 


]«  base  oieriilioiHileM  poggio  di  S.  EiÌ9ru 
e  quella  wUenttiotiBle  Ui  Tàrrt  a  Qumajee»- 
sa  il  bacino  del  fal-itArno  super iort  e  ti 
■pre  quello  fioreniino,  •—  f^ed,  kmito. 

Fra  i  oiNggiori  influeuli  di  queslo  lerxo 
bacino  contanti ,  a  «nìalni  la  fittmana  dcl- 
VAmhra^  che  dà  il  wo  nome  alla  coti  delta 
Wttl-it Ambra  ^  mentre  entrano  nella  clave 
Aei  torranti  {irincipali,  che  icendono  dal  lato 
■letM,  il  CerMì  di  Ca^riglia^  il  Cestio 
éi  Ga9ÌUe  ed  il  Mulinaccio  di  Pian-Fran^ 
tete.  *—  Air  incontro  d^l  lato  destro  del 
f^al  d^Amo  di  sopra  entrano  nella  seùone 
medetima  del  leno  bacino  il  torr.  Agna 


V  A  L  L 

di  Lanciolina^  M  Citfèm'ta  éi  Loro^  \\ 
Faelia ,  i  liiie  MUseki^  cioè  quello  Simuh 
tana  ed  il  Beseo  CaserSe ,  infine  il  CAir* 
Simone  di  Beggello, 

Sono  comprese  in  queslo  stesso  bacino  cif- 
ra 1 5  Gomimilk  del  GrawiucatOy  alciine  delle 
quali,  come  quelle  di  Ci^iteiia^  di  Beggtlh 
e  di  Rignan»»  mandano  una  parie  d»t  Ima 
tirrrilur|  ed  abitanti  nei  bacini  limilrufi,  le 
quali  frazioni  sono  state  alaccale  a|ipnMM- 
miitif aniente  da  questo  tene  |ier  a%a>  gn^rk, 
in  (quanto  alla  Comunllh  di  C/m/eJla ,  al 
Fai^Arno  mrtliao ,  «  rispello  alle  altiBr 
due,  al  Faid'jérnofioreaiiiio, 


PROSPETTO  delta  SumnciB  QVànaATA  e  delia  PopoLAairaB 
della  VALLE  DELL*  ARNO  SUPERIORE  e  dei  Vallomi  sooi  t«i 

negli  wmi  i833  e  1844- 


ABI 


1             IfOMB  DII  CiPOLCOaHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

1                                     DBia.K 

TBiaiTOlULK 

DMLI  ABITARTI 

W              COMUNITÀ 

IM 

QUADRATI  AttRABJ 

tlKLlflSIS 

rrlISU 

1        1.  Bucine 

38335,83 

«77« 

6a49 

1        a.  Castel-Franco  di  sopra 

10723,76 

a565 

»?•« 

1        3.  Castiglion-Ubertini 

3a55,a4 

4i8 

Sm 

1        4.  Cavrìglia 

17687,97 

3677 

3905 

1        &.  Civitclla  per  4/e  circa 

4991 »79 

810 

857 

1        6.  Fighne  e  incisa 

«9043,99 

10758 

I9i39 

1         7.  San-Giovanui 

6487,34 

38^7 

4364 

1        8.  Lalerìna 

7001,67 

18)9 

1990 

1        9.  Loro 

25587,87 

4126 

4683 

iH^ii  ,66 

8o3o 

857a 

1       II.  Pergine,  0  Val-d^Afobra 

I 3800, So 

1694 

1938 

1      la.  Piiin-di-Scò 

5757,61 

«434 

«588 

1      iS.  Reggello,  per  a/4  circa 

!iH533,65 

7398 

744» 

1       14.  Rignano ,  /ler  V3  ciVea 

io5'i6,  87 

3tia6 

Sa83 

1      i5.  Terra  nuova 

1                          Totale  .  .  .  ,  if .*» 

ai6i4 198 

598» 

65ia 

2  57801 ,46 

691&0 

6;5o4 

VALLE  DELI/ ARNO  FIORENTINO,  o 
VAL-D*  ARNO  di  FIRENZE.  —  K  il  più 
centrale  bacino  della  Toscana,  atendo  in 
meno  la  sua  melropolì.  Es»  aprcsi  sodo  la 
Gola  di  Rignano  e  si  chiude  allo  Stretto, 
ostia  al  Masso  della  Golfolina  passata  la 
confluenza  delf  Ombrone  pialo jese.  —  Per 
conseguenza  sboccando  net  q  arto  suo  ba- 
cino le  lunghe  e  cfipiose  fìumiinf  della  Sie^e^ 


della  Grtve,  del  Bisemio  e  deirOaskasr 
pisiojesey  secondo  il  siste  ma  <ia  ase  prefirri- 
to,  del^no  appartenere  al  Foi^Armf»- 
reatino  tulli  i  valloni  perconi  dalle ^m- 
diude  fiumane  sue  tributarie. 

Giunto  TArno  allo  Stretto  di  Bigisem, 
ed  apertasi  una  nuova  foce  fra  le  csinn' 
propagi  ni  dei  [>oggi  di  Tórre  m  Quoms  e 
di  Reggello ,  incgmincia  il  Fal^Arm  ^ 


y  A  L  L  V  A  L  L               641 

Firtnwe ,  il  qaale ,  4opo  avere  accollo  per  iiKNlesiroa  alle  balie  ili  Girone  fra  Quinta 

Tìa,alb  «Ifvtn  \  precìpiioii  torr.  del  fU  e  i7otfe;»sa/fO,  qiundo  la  ilnula  regìa  del  Poa- 

covo  di  S.  Ellero  e  «lei  falcano  dì  Peiag0^  lasueve  Tu  porlaU  più  veno  il  aonle. 

sognile  a  rìrevcve  dal  lato  niedetìrao  a  poca  1  masiimi  dauiii  però  del  trailo  d'Arno 

diitania  ^Ha  Terra  del  Poiilaifievc  la  grò*-  dalla  confluenta  ddJa  Sieve  fino  alla  capì- 

m  Hnmana  della  Sìe»^.  lule  aembrano  accaduti  nella    pÌMiura  fra 

Il  hiofocono,  la  pendenia ,  e  la  qoaa-  Bovesiano  e  Pireoie,  slanle  il  rin^orgo 

tità  dn  piTcipilosi  coni  d'rtcqya  che  vuo-  delle  tue  acque  per  le  frequenti  peicajf , 

laaiì   in  oolesla  fiumana  nel  (leroorrere  il  argini,  grandi  pigooai,  palizzate,  ecc.  ecc. 

Vagello,  faam>  palese  a  chicclinsia  non  Gò  diede  impulso  al  dolio  e  zelante  Gio- 

aolo  ^«ali  e  quanti  nHMsi  essa  debita  sira-  vanni   Targiooi-Tozzetti  dì  presentare  nel 

leiaare  dalP  Appennino  della  Futa  fino  ali*  1767  al  Granduca  Leopoldo  I  una  ditimi- 

ilpe  di  S.  Godenzo ,  ma  ancora  riempire  e  n*  di  alcuni  progeità  latti  nel  secolo  XVI 

rialzare  il  suo  alveo  nei  luoghi  di  minor  per  sahart  FirenMe  dalie  inonda ùanideU 

declive,  danneggiare  i  ponli   e  recare  in  /*  ^/"no,  aggiungendovene  uno  di  suo. 

IraBfjo  dì  continue  dirotte  pioggie  gravis-  Nelle  notizie  topografiche  pubblicate  nel 

simi  gaasti  «I  Fal'^Arno  fiertniino,  1 84 1  nella  ^iiida  di  Firenze^  alT  occasione 

Se  «no  voglia  percorrere  la  storta  dei  del  leno  Congresso  degli  Scienziati  italiani, 

danni  recali  a  Firenze  dalle  alluvivMii  prò-  discorrendosi  del  corso  dell* Arno  nella  Val- 

vennte  specialmente  dalle  copiose  piene  del-  le  sopm  e  sotto  alla  ciltli  di  Firenze  fu  dello, 

b^terr,  non  m  dovrà  maravigliare  di  tante  che  cotesto  fiume  aveva  percomo  tre  bocitU 

inondazioni ,  cui  trovossi  soggetta  la  ca^ii-  innanzi  di  arrivare  in  questo  di  Firenze; 

tale  della  Toscana,  essendo  bastanlemeiite  la  qual  città  fu  calcolata  roigl.  69  \  italiane 

nolo  r adagio  che  dice:  Arno  non  eresee  distante  dUÌ Capo d* Arno  nomniaudo  verso 

9e  Sie^e  nnntmefce,  le  sorgenti  del  fiume,  e  migl.  55  4  scen- 

Già  ukVjirt.  Slava  fu  indicata  la  penden-  dendo  da  Firenze  alla  sua  foce  in  mare, 
ss  barometrica  4ài  ootesta  fiumana;  e  U  fu-  Ivi  ancora  fu  avvisato;  cbe  alla  confluen» 
roBO  rainmentaiì  i  torrenti  principali  di  lei  za  della  Sieve  V  Arno  era  già  dis^-eso  dalle 
Irihatan,  non  die  la  superficie  del  ano  vai-  sue  sorgenti  aaoo  br.  fiorentine,  pari  a  me- 
lone, noto  più  comoormente  sotto  il  vora-  Iri  1393,98,  e  che  quando  esso  entrava  iu 
bolo  di  Mugello^  ed  il  numero  de* suoi  abi-  Firenze  lungi  circa  10  miglia  dalla  ron- 
lanli  all'anno  i833.  Qui  perlanto  aggiuii-  fluenza  predella,  era  disceso  altre  45  brac- 
gcrò  la  popolazione  intiera  del  Mugello cott-  eia ,  ossiano  metri  »6,a6.  Inoltre  fu  indi- 
ptrm  nel  Fai-d^Arno  fiorentino  ali* anno  calo,  che  in  oolesla  Val'e  centrale  delPArno 
i835,  come  ancora  1*  ultima  del  1844.  cortfluivauo  4  fiumane  e  varj  torrenti;  cioè, 

È  indubitato,  che  considerando  Tangustia  dal  lato  destro  sopra  Firenze  hi  Sieve ^  e 
della  Valle  passata  la  confluenziidelUSicve,  sotto  la  capitale  il  Bisen%iù  e  V  Ombrane 
TAmo  «on  poteva  variare  di  alvro  fino  al-  pistoiese  ;  mentre  dal  lalo  sìnislra  sotto  Fi- 
Beno  olle  balze  di  Girone^  loslochè  esso  è  renzc  vi  enlrava  la  Greve \  e  che  i  torrenti 
eoslretto  a  acorrere  sempre  a  pie  (l«-i  pog^i  più  noti  suoi  trìbularì  erano  alla  destra  ,  il 
o  colline  che  scendono  fino  alla  rifM  siiii&tra  Sieci^  la  Mfenfola,  V  Affrico  e  il  Mugnone 
da  FtA^gnmno  ,  da  Stirunsù  ,  da  niìama-  od  alla  sinistra  il  Rimaggio  M  Piau  di  Ri- 
gna  e  da  Candeii ,  ed  alla  sua  destra  dai  (ioli  eil  il  fingane  del  Pian  di  Seti  imo. 
callidi  i8(^ifo/e ,  delle  S^eci  ^  delle  Falle  Parlando  poi  delle  inondazioni  più  ler- 
sino  alle  balze  di  Girone ,  eoe.  ribiii,  cui  in  varj  tempi  è  slata  soggetta  la 

fnfMtti  molte  volte  dalle  piene  dell*  Arno  città  di  Firenze,  acceunavasi  fra  le  più  anii- 

lÌM  rovìaiHa  la  slrada  maestra  fra  le  Sieei  e  le  che  quella  accaduta  nel  novembre  del  1 1 77, 

Falle ,  la  quale  fu  decrelalo  si  rifacesse  nel  quando  rovinò  una  pila  dell*  unico  ponte  , 

1479  ^  ^*  nuovo  nel  i5i6,  finché  la  piena  ora  denominato  P«>«/e  i^ecc&io.Do^to quella 

«lei  1740  avendone  disfatto  costà  una  por-  del  1 177  le  più  disastrose  furono  in  segnilo 

zione,  costrinse  il  magistrato  de*  Capitani  le  piene  che  accaddero  nel  5  die.  i  a88;  nel 

di  Parte  ad  aprire  una  nuova  strada  più  iu  i  maggio  i3o4;  e  Tallra  fatalissima  del  i 

■Ilo,  rinnovandosi  più  volte  cotesto  lavoro  nov.  1 333.  Alle  suddette  tennero  dietro  una 

fino  ai  tempi  nostri.  Un  simile  provvedi-  nel  ao  ott.  i38o;  altra  nel  i3sett.  1.547; 

mento  era  stato  preso  pel  tronco  ili  slrjJ.i  senza  dire  delle  pione  più  noie  e  più  vicine 


642  VALL  VALL 

alili  oottia  Ci h,  comit  furono  quelle  del  1679»        Che  |ioi  il  piano  delle  cìMh  altmvemt^ 
del  1740,  del  1758  e  1800.  Ma  la  più  n*^    dall*  Arno,  ognor  più  sia  andato  riali^n- 

cenle ,  la  più  eslesa ,  la  più  lunga ,  e  Iòne  dosi ,  lo  dichiarino  sopratullo  quelle  di  Fi- 

per  Firenie  la  più  disastrosa  è  stala  l'allu-  reme  e  di  Pisa,  i  di  cui  primi  lastrici  di 

TÌone  accadala  nel  3  no?,  dell'anno  1844.  mattoni  in  costa,  sebbene  non  più  antichi 

Finalmente  nella  slessa  Gf«i<la  fa  dato  un  del  secolo  XIll,  si  trovarono  sepolti  dalle 
cenno  dello  stato  fisico  del  Val  d*Arno  fio*  due  alle  quattro  brarcia  sotto  il  lastrico  at- 
rentino sprcialmente  nella  sua  pianura,  di-  tuale.  -^  f^ed.  gli  Ari,  FiaKaac  e  Pisa. 
cendo  :  qualmente  la  figura  corografica,  e  la  Rispetto  poi  al  perimetro  «iella  Valle  dei' 
fisica  struttura  de*  monti  che  fanno  spalliera  l'Arno  Jinrentino,  dotendofisi  includere 
dal  lalo  di  ostro  air  Appennino  toscano,  non  le  Talli  minori,  o  Paiioni  suoi  tributari , 
che  lo  stalo  del  suolo  jiercorso  dall*  Aruo,  a  come  sono  quelli  della  5iri^ ,  delibi  Greife , 
partire  dalla  sua  sorgente  fino  a  Pisa,  dareb-  del  Bisemio  e  dell*  Onthrone  pisiofen,  ne 
bero  a  supporre,  che  nei  varj  bacini,  o  vai*  consegue,  che  essa  estendendosi  dal  lato  di 
late  sopra  e  sotto  Firente,  fossero  stati  in  seti,  e  grec.  dall*  Alpe  di  S.  Grndenio  fino  al 
tempi  remotissimi  tanti  laghi  innanzi  che  monte  delle  Piatire  sopra  Pisloja;  e  dalla 
r  impeto  progressivo  delle  acque  correnti  parie  di  scir.  a  lib.  dai  poggi  di  Cinlofa  e 
corrodesse,  scalcasse  e  rovinasse  mediante  delle  Stinehe  fino  a  quelli  della  Romola 
Timpeto  del  fiume  g'i  strati  inferiori  ili  ma-  e  del  Malmamile^  vengono  a  comprender- 
cigno  che  fif^vano  barriem  ali*  Arno  nella  visi  tulle  quelle  Comunità  il  cui  territorio 
Gola  di  S,  Marnante  sul  primo  bacino,  in  acquapende  nel  detto  Bacino \  avvertendo 
quelle  di  Monte  Gimù  a  Capoiona  e  nella  però  che  alcune  di  esse  estendendosi  nei  As- 
Gola  drlP imbuto  ali*  ingresso,  al  centro  ed  eini  ad  esso  limìtrofi,  trovansi  qiiì  caliolate 
airepresso  del  secondo  Incino;  nelli  Stretti  per  approssimazione,  tanto  rispetto  alla  tu- 
deii  inetta  e  di  Rignano  fra  il  terzo  e  perficie  territoriale,  come  rapporto  al  no* 
quarto  bacino;  nella  Gola  della  Grolfolina  mero  degli  abitanti.  Tali  sono  per  et.  laGi- 
prima  di  entrare  nella  quinta  vallata,  e  munita  di  S,  Cardano  posta  fra  la  Val-di* 
nelle  Chiuse  fra  la  Botta  e  Monte  Calvolf\  Greve,  la  Val  di-Pesa,  al  pari  di  quelle  della 
fra  Cnleinafa  e  l^ieo-Pisano  allo  sbocco  Casellina  e  Torri  e  della  Lastra  a  Signa. 
dell*  ultimo  biiciiio  dello  slesso  fiume.  Dirò  la  cosa  medesima  della  Gom.  di  Car. 

I  deposili  dell*  alluvione  e  di  trasporlo,  mignino,  post»  fra  il  f^al-d*jimo  fiorent-'no 

gli  avanzi  di  foreste  abbattute  e  ridotte  in  e  quello  inferiore;  delle  CumuniD  di  i7i* 

lignite ,  le  ossa  di  grandi  quadrupedi   di  gnnno  e  di  Beggello  che   mandano   gran 

razze  perdute  e  sepolte  nello  pìag^ie  del  Ba-  p^rte  del  loro  trrrilDrio  e  degli  abitanti  nrl 

cino  aretino ,  nel  superiore  ed  inferiore  a  Val-d* Arno  superiore ,  mrnlre  la  Com.  di 

Firenze^  gì*  immensi  e  profondi  banchi  di  Srrrasfalle  spelta  al  V.il-d'Amo  fiorentino 

ghi<ije  e  di  ciottoli  riscontrali  nconsidenibi li  ed  tnrerìorr.  Dicasi  lo  slnso  delle  Com.  di 

altezze  ne* primi  5  ffoci'/ii,  tiiltoniò  agpttiii-  Cantagallo,  della  Porta  al  Borgo  sopra 

gert-blic  [leso  al  1*  ipotesi,  che  il  corso  dell*  Ar-  Pistoja  ecc.  porzione  dei  di  cui  terrilnq 

no  nei  tempi  anteriori  itila  Storia  fosse  ini-  spettano   alla    VuUe   iransappennina  del 

pedìto  dalle  viarie  angustie  disopra  indicate.  Beno  bolognese  ,  dove  sar.innf»  rijiortate  le 

Ad  iiif*f{)oc.i   molto  |K>slerìore   {lertinto  frazioni  che  mancano  ai  Bacino  dei  f^al- 

debbono  riferirsi  quegli  l'io/o/f  1  e  quei  bi-  d* Arno  fiorentino. 

sarni  che  al  p.iri  di  molti  fialiislri  marezzi         Inoltre  S{»ettanoaI  Bacino  fiorentino  doe 

si  formarono  nei  diversi  Bacini  dell*  Arno  santuari  insigni  stati  abitali  dai  ibndatori  di 

sopr^  e  sotto  a  Firenze.  due  Ordini  religiosi ,  cioè,  la  Badia  della 

Quindi  è  ehe  la  storia  dai  primi  secoli  del-  Vallombrosa  fondata  da  S.  C«io.  liiialberlo, 

TK.  V.  finoalXVrammentH  nel  Val-d* Arno  e  V Brema  del  Monte-Senario  abitalo  dai 

<Ii  sopra  a  Firenze  V Isola  del  Mritule,tne\  7  Fondatori  dell*  Ordine  de' Servi  di  Maria. 
VaUPArno  fiorenl ino  il  ffiiar/io  sotto  Zar-        Detratte   le  Comunità    testé   arceniiate, 

lungo  fra  il  Pian  di  Ripoli  eii  il  Guarlone;  quelle  totalmente  tributarie  del  F'al-^Arno 

Vìrolotto  suir  inpresso  di  Firenze  antica,  fiorentino  si  riducono  a  53.  alle  quali  nnite 

Virola  ed  altro  Bisarno  nel  Pian  di  Set-  le  9  precedenti  costituirebbero  4*  Comu- 

limo,  nel  Valdarno  inferiore  ecc.  ecc.  —  nilà,  comprendendo  fra  queste  le  due  di  già 

l^ed.  Ar!«o,  BifAaao,  Abho  Biauco^  ecc.  conteggiate  nel  l'al-d^Arno  superiore. 


PROSPETTO  dtUa  Shiovmm  qnuaiM  •  '«'('  Pt»psi,uNn 
iti  VAL  D'ARNO  *  ifej  TuM»  woi  nuvtui  ae$li  aami  i83I 


644  VALL  VALL 

VALLE  DBLL*ARM)  IMPERIOU,  •       Inlàui  wirtoDO  lulton  §n  Monlccchin  e 

VAL  O* ARNO  DI  SOTTO.— U  quinto  Im-  Bìoiiìim  te  anlteka  liwace  M  oDfw  4l»ir 

cino  «li  colesU  Valle  è  anche  più  Taato  del  Arno  fra  Bienlina  e  Gafciniija  lungo  una 

IMveeiIcnle,  atonie  éke  ■  desi»  riceft  te  ac-  via  rotal>ite  cIm  goida  al  I^ip»  o  IMib 

qne  tiil&e  dielte  Val-di  Ifievole  e  delte  Valte  omonimo,  vìa  die  l'Arno  lia  «oliilo  lieo^ 

orìenljile  Lucchese  mcdianlo  §li  cnùiiBrii  quiitire  alt*  occasione  della  terrìbite  plot 

9Ìt\VUseiana  e  delle  due  Seresse^  che  nel-  del  3  novembre  1844. 
la  quinta  lesione  dell'Ano  dal  lalo  deliro       All'Art.  Biumiri  lu appanlo* che  il  rid^ 

fluiiLtmo»  mentre  vi  entrano  dal  lato  alni-  umeiilo  progreni? o  del  fondo  di  quel  I^|t 

atro  le  fiuinaue  della  Peta^  àtWElsa^  dell*  aemhm  accaduto  in  oonsegueoia  del  rail**Ì# 

£i^oia^  delta  Chieeina^  della  ChUcinetìa  e  alveo  dell'  Amo,  a  danno  dette  aoggiacearf 

dell'  Era^  con  lutti  gP  iufltienli  minori  che  campagne.  Che  poi  coti  fesie  accaduto,  tedlip 

vi  portano  le  loro  acque.  —  fn  conarguenia  mostravano  tinti  provvedi  menti  iifa«oli4 

di  che  il  Bacino  in  dÌKorso  si  estenile,  di-  presi  a  tale  scopo,  fra  i  quali  quello  di  av» 

rimpallo  a  maeslr.  e  selt.  dalla  sommilh  del  re  dovuto  rialiare  più  volle  le  aoflic  «M^ 

nioute  delle  PtEzorne  e  di  Matti  folle  sino  cateratte  agli  emistar/  del  Lago  fiicdcli^ 

aIlaMoiitu|fnuola  diSienapofllaalsuoscir.e  affinchè  in  tempo  di  piene  qociU  noa  dk 

ostro,  e  lino  alla  fincia  occidentale  dei  monti  venghino  immissarj  delP  Amo* 
del  Chianti  ;  come  pure  dal  Monte  Miccioli       Sono  compresi  |ier  P  intiero dcain»  il  p» 

•  dal  Gomocchio  sino  al  Monte-Pisano.  rìmetio  di  cotesto  bacino  i  lerrilor]  di  Sl 

Nelli  qiial  lr<iTeria  si  conia  da  seti,  a  Coroonitii,  oltre  le  due  di  Ca|aiuiori  e  df 

ostro  un'estensione  di  circa  %o  migl.,men-  Villa-ltesìlica  del  Ducato  di  Locca, 


tre  nella  direzione  opposta  dal  Masso  della  vi  spettano  per  una  poniouc  altre  17  Oni 

Golfolina  sino  a  r teo-Pisano  la  traversa  munita  del  Granducato,  siccome  risulla  d4 

non  arriva  alle  aS  migl.  toscane.  Prosfictlo  seguente  del  Val-^Arno  éÌ90U§ 

All'Art.  CàunnAìk  che  posi  suir  ingresso  con  i  tuoi  valloni  subalterni,  rìpelendo  qi| 

del  Val  d*  Arno  pisano  fu  detto,  che  nei  l'avviao,  che  delle  due  Gomnnilh  dèff  Do« 

tempi  della  Repubblica  l'Amo  correva  a  set-  cato  di  Lucca  non  conoscendosi  Pesi 

tenl rione  di  Calcina ja ,  in  goisa  che  questo  della  loro  snpt  rììcie  territoriale,  aè  il 

eislello  rimaneva  nella  ripa  sinistra  e  non  viroenlo  della  popolasionc  dette 

filila  destra,  come  lo  è  oggidì  del  fi.  Amo.  mi  limito  a  indicare  la  aoh  popohii 

Citai  a  tal  proposito  una  lettera  del  i3a6  dell'anno  i839. 
dell'  Arciv.  ili  Pisa,  con  la  quale  concedè  al        All'i^rf.  Abno  fu  detto,  che  il  cono  di 

)Mrroco  di  Rienliiia  facollk  di  alziire  nella  testo  flnme  (ter  40  e  più  miglia,  da  Signa  a 

•uà  chiesti  il  fonie  liatlesimalc  per  ragione  Pisa,  innanzi  il  i835  non  contava  alna 

die  fra  Bienlina  e  Ca  teina  ja  correndo  il  fin-  ponie  di  materiale  che  lo  attraversasse, 

me  Arno  si  rendeva  pericoloso  molle  volte  tre  dopo  quell'epoca  per  opera  dello  st 

il  passaggio  (ti  quet  ri«;me  \ìtr  portare  i  fan-  ingegnere  Rodolfo  Cistìnelli,  farooo 

cinlli  a  bailezzart*  alla  pieve  di  Calcinaja,  ficati  nel  corso  di  8  anni  a  spese  di  società 

dalU  quale  allora  Bienlina  ilifiendevii.  anonime  tre  solidissimi  ponti  altravenodck 

Arroge  a  ciò  una  |>ergameua  inedita, del-  1*  Amo;  il  primo  sopra  Bocca  d'Kisa, quasi 

TArch.  Dipi.  FW.  proveniente  dalla  Badia  nel  centro  della  Valle  inferiore  dell*  Amo; 

a  Settimo  e  da  Cesidio.  —  È  un  contratto  il  secondo  presso  la  Bocca  d*  Usciana,  ed  il 

di  aflitto  fatto  net  lò  luglio  del  1476,  col  terzo  recenlisfìmo  di  una  eoslnnione  mirs- 

quale  gli  Ufiìziali  di  Torre  di  Firenze  loca-  bile  presso  U  Bocca  ilella  Zambra  di  Gild 

rono  ai  Frali  Agostiniani  del  convento  di  n<l  V-il-tPAmo  pisano. 
Nicosia  nella  Valle  di  Ci  lei  il  pasto  della        Nel  Prns|  ietto  segtienfe  al  numem  drgli 

nave  sul  fiume  Arno  ira  Bienlina  e  ^ico-  abitanti  compresi  nel  Bacino  del  ^aldarm 

Pisano ,  in  luogo  detto  Ualtras^erso ,  per  inferiore  si  è  aggiunto  quello  delle  due 

Tannilo  canone  di  3  fiorini  d'oro  larghi  ed  Comunità  del  Ducalo  di  Lucca,  segnale  eoa 

a  condizione  di  dover  rinnofare  il  fitto  me-  V  asterisco  (*),  il  cui  territorio  è  quasi  tulls 

desialo  ogni  29  anni.  tributario  di  cotesto  Bacino, 


PROSPETTO   MU  SDPwnm  qdumwi  >  i^ta  VoiùfiMOm* 
del  VALir  AHNO  ISFERIOBB •  dti  Tulom  mii  ti 
ntgli  amni  xSì3  t  ,%H. 


616 


Segue  il  PMosPMTro  tUUm  SvnavKiB  quànuTA  e  deiim 
dei  VAU>*  ARNO  INFERIOaE  «  dei  Vallou  imn 

aegU  mnni  i833  e  1844. 


Non  Dn  CAPOLUOdHl 

SUPERFICIE 

NUMERO          1 

uniM 

TMRITOUALB 

DIGLI  ABITANTI      | 

COMUNITÀ 

ili 

QUADiAH  A6BABJ 

NBL  1833 

1IB.18W 

RlPOftTO    .    .    . 

.  ^.**  549387.03 

i6535o 

185535 

38.  Montetailinidi  VrI  di  Nievole 

88a3,o6 

5399 

5966 

3^.  Monie-Lttpo 

7174, 3a 

4399 

4755 

3o.  Aloiitenggioiii,^fr  s^i  circa 

9ia36,5a 

9099 

9938 

4f*  Monlftpertoli 

36a6o, 19 

7046 

7563 

49.  Monlofioli 

4286,67 

»97i 

3989 

43.  Piilajii 

^6463,84 

8345 

9196 

44.  Ptfccioli 

27008,01 

5oi5 

5654 

45.  Pucu  (città) 

7643,78 

1 1070 

II 845 

4ft.  Poggi  botiti. 

ao5a5,67 

5497 

6971 

47.  Ponsaeco,  per  *'s  circa 

4359,49 

1953 

-9990 

48.  Pon tederà,  per  S/i  circa 

8i33,3o 

5883 

6494 

40.  lUdiLi 

«3379,89 

9608 

309l 

5 1 .  Serniviitle,  per  Vs  circa 

1983,00 

758 

8S3 

5 a.  Terricciola 

19648,89 

9815 

3985 

53.  Uxzano 

37oi|i3 

3419 

4010 

54.  Vico  Pisano,  per  4/4  circa 

4076,87 

9370 

9703 

55.  Vinci 

i53o3,99 

5596 

(897 

50.  VoLTEMA  (  ciltk  )  per   S/3 

55i86»64 

6706 

8553 

circa 

Totale  .    .   .    .  ]V° 

836874*59 

348928 

979958 

VALLE  DELL'  ARNO  PISANO,  o  VAL 
D  ARNO  DI  PISA.  —  Coleslo  dell»  della 
Tdvcana  costituisce  V  ultimo  ed  il  più  popo- 
loso b:iciiio  iinco  senziiromprciidenri  la  Val- 
le del  Serchìo,  comecché  una  volta  essa  vi 
:i(i|i:u'tenessc  innanzi  che  il  Serchìo  per  un 
ejiiiiiiino  suo  proprio  entrasse  nel  mare. 

Dondcchè  la  Valle  nlttiale  del P Arno  pisa- 
no non  oltrepassando  a  pon.  i  nmtini  ter- 
ritoriali della  Gomunilà  di  Pisii,  ed  in  |>arle 
(|iielli  della  Com.  de'  Bagni  dì  S.  Giuliano, 
termina  alla  foce  del  Fiume  ^or£o,  che  entra 
in  mare  fra  le  bocche  del  Serchio  e  deirAmo. 

Già  fu  avvitato  il  lettore  all'Art.  Arho 
(BoocA  n')  che  il  rialzamento  ed  il  progn>s- 
sivo  allontanamento  del  liltoralc  da  Pis:< 
era  dimoslnito  non  solo  dalle  torbe  e  tom- 
boli che  in  una  spiaggia  sottilissima  depo- 


sitavano continuamente  i  due  fiumi  Arno  e 
Serchio ,  ma  ancora  dalla  teslimonìaoti  é 
Strabone ,  che  nella  sua  oper4  storicofe» 
grafica  dichiarò,  qualmente  inlomo  airepa* 
ca  della  nascita  di  G.C.  la  bocca  deirAm» 
era  lontana  da  Pisa  soli  90  siadj  olimpici. 
corrtS|M)n denti  a  due  migl.  geografklke. 

P.  Stala  opinione  di  alcuni  ,  che ,  lanlo  il 
Serchio  da  Ripafratta  alla  marina,  quanta 
TArno  sulT  iu<;resso  ilella  Valle  pisana,  bi- 
forcando sudili vidrsien)  le  loro  acque  fra  il 
letto  maggiore  diretto  per  Pisa  ed  il  Mio 
minore  diretto,  uno  per  V Osarti  Paltn 
per  r^r/ioccio  nel  canale  palustre  di  CaUi*- 
brone  a  pon.-maestr.  di  Livorno.  —  f^td. 
OsABi,  e  Arnaccio. 

Comunque  sia  di  ci<S,  conlf*inplan«lo  uni  il 
Biicino  pisano,  fa  d*  uo[k>  abbracciare  in  cu*^ 


VALL 

loii  solo  Uilli  gì'  iqflucnli  (kiU  9m  4««lni , 
I  partire  «Ja  Vico-FUnno  la  giù  »  ma  aycora 
lelU  sua  sinistra ,  dalle  ForiMcetle  sino  ai 
Monti  LÌTomesi ,  cosicché  da  questo  tato 
vengono  ad  esser  compresi  nel  delta  pisano 
i  valloni  del  Zanmme ,  del  Fùfso  Neate , 


VALL 


647 


«MU  Torm  eMrioM  F0Uaie(ino  al  di 
lìi  di  Monte-Nero,  meolre  alla  sua  de^lrn 
r  Arno  accoglie  la  Cambra  di  Caiei ,  ed  e 
fiancheggiato  dalle  Ibtse  di  Fipìnaia  ,  di 
Malin9tntre  ecc.  le  quali  entrano  in  mare 
eoi  FitttfK  Morto. 


PMÙSPETTO  Mia  SvFaBvicu  qoktmkjk  e  deità  Potolaziore 
dei  VAL-D*  ARNO  PISANO  9  dei  VAixoai  suoi  taisutau 

negli  anni  i833e  1644. 


S 


S 


NOME  Dgl  CAPOLUOOBl 

DELLE 

COMUNITÀ 


X.  Bagni  J)  S.  Giuliano,  per 

*/8  circa 
9.  Chianni  per  I/4  circa 
3*  Giacina 

4.  Golle-Saltellt 

5.  Pauglia 

tt.  Lari,  p§r  Va  ciica 

7.  LiToaMO  (città) 

8.  Lorenzana 

9.  Santa-Luce,  per  ^fi  eh 
IO.  Orciano,  per  S/s  circa 
li.  Pisa  (ciltà) 
la.  Ponsacco,  per  ^/j  circa 
i3.  Pontedera,  per  */«  circa 
14.  Vico-Pisano,  per  8^4  cin 

Totale  . 


circa 


circa 


SUPERFICIE 

TBftBITOftUtB 

in 

QOADtÀTI  AfiUABJ 


18075,04 

9044,50 
a3i5o,5o 

36717*04 
aoia6,75 

S9»5,I7 

27878,55 
5761,86 
6589,34 
a38o,66 

58972.9$ 
1937, a3 

1711,00 

19340,59 


a3f Sol ,68 


NUMERO 

DB6LI  ABITANTI 


NBL  183S 


9088 

998 
i44o5 

55i7 

4936 

1953 

75*73 

i377 

i8y4 

478 
37237 

868 

1963 

7110 


NBL18U 


io355 

ia66 

i6367 

63o6 

5740 

mail 

79800 

1445 

3o58 

519 

43i3i 

ioi3 

3147 

8108 


i63o85 


180486 


Dalla  seguente  Recapitolasione  risolta, 
che  nel  i833  esisteva  nei  sei  Bacini  delFAr- 
110  in  una  superfìcie  territoriale  di  Quadp. 
3935665,31,  pari  a  roigl.  toscane  3655  ^/t 
circa,  una  popolazione  di  991,771  abitanti 
corrispondenti  a  circa  371  ^/s  per  ogni  raìgl. 
quadrato;  mentre  la  popolasione  del  1844 
ascendendo  a  1,084,090  ìndivfdui  veniva  a 
corrispondere  a  un  dipreno  a  poeo  più  di 
396  abitanti  per  ogni  miglio  quadrato. 

Se  poi  si  prende  n  esaminare  la  superfìcie 
del  f^ai-d*Arno  Fiorentino  di  7374 68, 57 


q«adMt>,  corrbpondente  a  oirca  906^  miglia 
quadre  loscaiw,  si  troverà  che  nel  i833  vi 
eran»  eostà  circa  4ao  individui  per  ogni 
miglio  quadrato,  «umcttlali  nei  1844  lino 
a  45o  persone  per  ogni  migl.  come  sopra. 
Ma  il  Bacino  dei  Ftd-it  Arno  Pitano 
comparisce  H  più  popobto  di  fuMa  la  To- 
scana ;  avvegnaché  in  nna  saperfìde  di  circa 
388  miglia  quadrate  (  33r5oi  ,68  Qnadr. 
amrj  )  esso  contava  nel  i633  per  ogni  mi- 
glio 566  inditidni,  e  nel  1844  è  arrivalo  .1 
636  persone  per  ogni  miglio  quadralo. 


G48 


RECAPITOLAZlOSE  Miti  SoNinoii  mirmiuLB  e  M/a  PoMt.«iin«r 
delle  Comitnìtà  enmprfte  nei  sei  BACINI  DFLI/AHNO 

negli  anni  i833  «   1844* 


NOME 

SUPERFICIE 

NUMERO 

DKI 

mUTOlULB 

DBOLI   ABITAHTI 

UACIM  DELL'  ARNO 

IR 

QOADIATI  ACBAM 

NBL  1833 

NBL  18U   1 

I .  Valpd*  Armo  CAsciiTiaiSK 

45i599,4o 

3l589 

3480R 

a .  Val-d*  Abvo  Abitiiio 

450419,58 

To5436 

I1430I 

.1.  Val  d*  Abno  Sumiomi 

^37801 «46 

61360 

67504 

4 .  V«L-D*  Abito  FiOBnTmo 

7*7468,57 

380473 

407739 

5.  Val  d  Aero  Irvibiobr,  ilei  mi- 
la la  ftiiprrficie  terrìiorÌHle  e 
il  Num.  (Ifgli  Ahitanli  di  due 
Girounilà  del  Ducato  di  Lue- 

836874, Sa 

348918 

979R58 

cu  conipresi  nel  Bnrino  sud- 
tirilo 

6.  ViLD*  Arno  Puaro 

TOTALR    .     .    .    .     if  ® 

a3i5Ai,68 

i63o85 

180486 

«935665, Ri 

99«77" 

1084090 

VALLE  DFLL*  ASSO.  —  red.  Asso  (Val 
B*)  e  Vallr  mll^Ombrori  Saresr  net.  Baciro 
m  MomrALcmo. 

—  DRi.!.'  ASTRONE.  —  Fed,  Cktora  . 
Comunità^  e  \'ai.l»  superiore  della  pAor.iA. 

—  ni  B\r.NO  ITI  ROMAGNA.  —  red. 
Bacno,  Comunità  n  e  Valle  def.  Savio. 

—  lux  BIDENTE.  -  red.  Valle  deTre 

BlDItRTI. 

—  DEL  BISENZIO.  ^  Ved.  Biseneio  e 
Valle  dri.l*  Arno  fiurentiro. 

—  DI  CAIÀjI.  —  red,  (^Aixi,  Zamrra  di 
Caix:!  ,  e  Valle  dri.l*  Arro  pisano. 

—  DELLA  CASCINA.  —  red,  Casctha  , 
Era  ,  E  Valide  dell*  Arro  inperiore. 

—  di  CASTEIiLO  nel  Pietrasanlino.  — 
red,  Val  im-Castbli/). 

—  della  CFX:INA,  o  VAL-diCECINA.  — 
Di  colesU  Valle  {len^orsa  da  una  fìuniaDa 
iinf>ettios.i,  che  dopo  il  piro  di  circa  40  mi- 
filiri  scarica  le  sue  acque  dirclUimente  nel 
mare  loscano,  è  stala  Dilla  menzione  ali* 
Art.  Cecina,  dove  furono  iiHl<rali  i  princi- 
pali inllueiiti  suoi ,  il  corso  che  teneva;  e 
fu  anclic  dello  che  esia  era  per  il  geologo 


una  delle  Valli  più  importanli  del  GfiiiJR- 
CRto ,  sta  per  la  qua  liti  delle  rocce  ;  sb  prr 
le  qiiantitk  dell*  acido  borico  e  dei  sali  Bu- 
rini che  ivi  si  raccolgono  ;  sia  per  le  iBollr 
acque  salse,  come  ancora  per  i  melalli,  prri 
zolfi  e  le  niofcle  che  sciituriscono  nei  valloiii 
della  medesima. 

Resta  qui  a  dare  un  cenno  della  suffrii- 
cie  quadrala  e  ilella  |K>polaRÌone  delle  0> 
munita  che  per  intiero  o  in  parte  sprilflim 
a  questa  Valle  sotto  le  solile  due  indicile 
egioche. 

Nella  quiil  Valle  comprendo  anche  IcG»- 
munita  limitrofe  poste  sulla  pendice  occi- 
dentale del  Poggio  al  Pruno,  comeochè  emt 
lira  la  bocca  di  ìlecina  e  la  Torre  S.  Vin* 
cenzio  versino  i  loro  torrenli  diretlamcolc 
nel  mare  toscano. 

Dui  Prospetto  seguente  apparisce,  che  li 
Val  di  Cecina  con  i  valloni  e  vallcoole  an- 
nesse in  una  superficie  territoriale  di  quAdr 
318667,85  pari  a  migl.  toscane  396  '  «ti 
erano  nel  i833  abil.  34319,  (H|uÌTaIenli  ' 
circa  61  1,3  per  migl-,  e  nel  1844  abit.  ;i 
per  ogni  migl. 


619 


PROSPETTO  della  Sururicu  quanuta  e  della  P6mi.auoma 
della  VAL-UI4;£C1NA  e  dei  VAuoai  •  Valuoou  mvim 

ne^/i  aiMi   i833  e  1844. 


HOME  DEI  CAPOLUOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

DUXC 

mUTORIALS 

OBOLI   ABITANTI 

IR 

*^-^^^^^~~— * 

COMUNITÀ 

QUAintATI  AQRAU 

1IBL1S33 

!fBLl8U 

I.  Bibbona 

95807,99 

814 

f597 

9.  Casale 

4ai9«9« 

817 

938 

3.  Casole,  per  */s  eirca 

91639,87 

«974 

9008 

4.  CaslelQUovo  di  Val  di  Ceciiui 

18794.31 

9981 

«549 

5.  Elei 

19655,39 

1991 

1199 

6.  GherarJesca 

4i33o,89 

9476 

3o3o 

7.  Guardistallo 

6909,31 

ÌI40 

1406 

8.  Monlecalìni  di  Val  di  Ceci- 

98061,98 

1746 

9037 

na,  per  ^8  circa 

, 

9.  Moniescuda)0 

5759,73 

93o 

io59 

Io.  Mooieverdi,  per  ^/$  circa 

9473,89 

956 

333 

II.  Poniarance 

73535,94 

4884 

5670 

19.  Radicoadoli,  per  ^j%  circa 

19964,09 

f3i6 

I44« 

i3.  Ri{Mrbella, 

99997,76 

Ì1I9 

1809 

14.  VoLTuaA (città)  per  ^/s  circa 
Totale  ,  .   ,  .  N? 

97593,99 

3159 

3776 

318667,85 

94319 

98783 

VALLE  DFXLA  CORNIA,  o  VAL  di-COR- 
NL4.  •—  KWArt,  CoamA  nviii  dissi ,  die 
questo  creduto  il  £ivoloso  li.  Linceo  scatu- 
risce sulla  schieua  occidentale  diii  monti  di 
Gaslelnuovo  di  VaUli  Cecina,  circa  94  migl- 
]un«;ì  dalla  su.i  foce  nel  mare  di  Piombino, 
dopo  che  esso  ha  attraversato  quel  padule, 
il  quiilc  per  le  re<-enli  opere  idrauliche  fi  va 
a  bonificare.  Aggionsi  ancora ,  qualmente 
per  tre  dirt^ioni  diverse  nascono  in  cotesti 
monti  due  fiumi  eil  una  fiumana,  la  Cernia 
cioè  a  ostro,  la  Cecina  a  settentrione,  e  la 
Merse  a  grec.-lev. ,  e  che  nello  sviluppo 
delle  loro  Talli,  e  valloni,  sul  fianco  meri- 
dionale e  settentrionale  delle  stesse  montuo- 
•ili  che  di  là  si  diramano,  manifestansi  al- 
cuni fenomeni  naiarali ,  a  vero  dire ,  non 
inolio  antichi,  sebbene  importanti  e  singola- 
rissimi per  la  storia  fìsica  di  cotesta  contrada. 


Avendo  ivi  indicalo  i  principali  influenti 
della  Cor/iiA,  rinvierò  a  queir  Art.  il  mio 
lettore  per  limitarmi  qui  a  designare  nel 
sottoscritto  Prospetto  la  quantità  ap|HroMÌ- 
roativa  dei  quadrali  agrari  oomprrst  in  co- 
testa  piccola  valle  e  quello  de*  suoi  abilanli 
nelK*  solite  due  epoche  del    i833  e  del 

1844 

Dal  qnale  Prospetto  risulta  che  nella 

traile  della  Comia  comprendo  anche  le 
Comunità  poste  fra  la  Torre  S.  Vincenzio 
e  Torre  Momia  presso  Vignale^  conicechè 
le  loro  aeque  si  dirigono  al  mare. 

Questa  valle  pertanto  occupando  nna  su- 
perficie territoriale  di  1 59 109, 58,  pri  a 
raigl.  toscane  189,  vi  si  trovavano  nel  i833 
abitanti  7491  a  ragione  di  39  individui  per 
migl.  e  nel  1844  abil.  48  per  ogni  migl. 
quadr. 


650 


J^BOSPBTTO  della  Sdprafkv  quAMUTA  e  Mlm  ft>POi.Ano«c 
Mia  VAL-Di-OORNIA  #»^/i  anm  i83S  e  1844. 


IfOMR  DEI  CAPOLUOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

DUiLC 

TnUTOUALB 

DIGLI    ABITANTI 

m 

M                . 

,  ^^^ 

COMUNITÀ 

QOADMATI  AGIAU 

un.  1833 

NBL  1814 

1.  Ciim|iiglia 

3358a,ia 

9141 

38S0 

a.  MatM-Mjrillima,^r  ^j^cirea 

43087,99 

9953 

9387 

.ì.  Piombino 

40680,01 

i583 

9071 

4.  &tt<tta 

7671,94 

689 

768 

5.  Siivereto 

97080,99 

755 

io3o 

TOTAM  .   .    .    .  2f  • 

i5aio9,58 

74ai 

qio6 

VALLE  DiLL^ELSA,  —  red,  Elia,  e 
Valli  nuL'AiHo  iufriiobr. 

VALLE  Dm.*  ERA.  —  red.  Eaa,  c  Vai. 
is.  nnx*  Amo  iRtuiomit. 

VALLE  iin.i.A  FINE,  o  VAL-hFINE. 
-*-Piccol:i  Valle  percorsa  dal  fiumicello 
Fine^  die  incomincia  ilalle  colline  auilnili 
pisane  fra  Santa- Luce  e  Orciano,  {ler  quindi 
sboccare  direllamcnte  in  m«rc  fn  RinigiM* 
no  e  Vada. 


Comprendo  in  questa  piccola  Valle  a»* 
che  la  fallcool  1  del  Chicmm  e  di  altri  io* 
fluenti  che  scemlono  dalla  faccia uctideatote 
dei  monti  Livornesi  Terso  il  mare.  «-  Cbt 
però  spettano  alla  Valle  della  Fise  in  parte 
o  totalmente  le  5  Goraunila  tegimili,  It 
quali  occupavano  quadr.  6 56 5 3, 7 S  pari  a 
mi([l.  toccane  76  circa ,  dove  iooeavano  nel 
i833  abii.  90  circa ,  e  nel  1844  ciffcn  107 
per  ogni  mi  gì.  toscano. 


PROSPETTO  della  Sdpebvicia  quaiaata  e  della  Popolasioiib 
della  VALLE  mlla  FINE  negli  anni  i833  e  1844. 


" 


. 


NOHK  DEI  CAPOLUOGHI 

Dri.i.R 

COMUNITÀ 


SUPERFICIE 

TBBRITOMIALB 

la 

QI7ADBATI  AGBABJ 


I.  Ciftellina-Marittimii 
9.  (^hiannì  per  ^/a  circa 

3.  S.  Luce,  per  */8  circa 

4.  Orciano,  per  </|  circa 

5.  Rosipnano, 

Totale  .  .   . 


iV/ 


i33o3, 78 
45ai ,00 

I 3095, 83 
1190,39 

.Hi54a  ,75 


63653,75 


NUMERO 

DEGLI    ADITAUTI 
NBL  1833     I     NBL  1844 


ia84 

499 
iafi3 

a  39 

399H 


4365 
S89 

1379 
959 

4876 


7913      I  8454 


VALLE  iMLLLA  FIORA,  o  VAL-di-FIO-  sino  sotto  Montallo  in  mare,  entri  quasi  per 

RA.  —  K  questa,  dopo  la  f^al  le  superiore  intiero  nt-l  contado  di  Toscanel  la  dello  Sl^to 

della  Paglia^  la  più  meridionale  delLi  T«»-  Pontificio.  — Gnicsla  fu  appellata  un  lempn 

scani ,  per  quanto  la  sua  sezione  inferiore,  ^alle  del  fi.  Armino^  e  non  prima  del  se- 

a  partire  ilal  così  dello  Ponte  delVAbaie  colo  XIII  prese  il  nome  di  Fiora  dalla  Tem 


VALL 

«li  Santa- Fiora,  donde  la  tua  più  oopion 
e  perenne  sorgente  acalarìace ,  a  cirea  1 1  oo 
brace,  aopra  il  livello  del  mare. 

XWJrt.  SAMTA-FioaA. ,  Comunità  ^  fu  in- 
ilicalo  r  andamento  di  questo  fiume  preci- 
pitoso incassato  in  gran  parte  nel  terreno 
balcanico  sotto-marino.  Ivi  si  accennarono 
ancora  alcuni  dei  suoi  principali  influenti, 
finché  esso  scorre  nel  territorio  o  sul  con- 
fine del  Granducato,  mentre  V  ultima  sezio- 
ne di  circa  i5  migl.  di  tortuoso  cammino 
ifjetla  allo  Stato  Pontifìcio,  dove  dopo  una 


VALL 


651 


cinquantina  dì  roigl.  di  cammino  il  fi.  Fio 
ra  tomo  si  perde  nel  mare  Ifedilerraneo. 

Nel Fnw/ittto  seguente  è  riportata  la  quan 
tità  approssimativa  del  territorio  col  nume- 
ro degli  abitanti  delle  Comunità  del  Gruit- 
ducato  che  spettano  alla  f^alle  delia  Fiora, 
dal  quale  risulta,  che  in  una  superficie  di 
1 5160,78  quadr.  pri  a  migl.  188  '/t  coi^ 
rispondente  nel  i833  in  una  popolazioni* 
di  io5ai  a  quasi  55  abil.  per  ogni  miglio 
di  11395  individui  arrivavano  6oabit.|ier 
ogni  miglio  quadr. 


PROSPETTO  delia  SupaRpicia  quadbata.  e  dtlla  Popolazioub 
delia  VALLE  della  FIORA  negli  anni  i893  e  1844. 


IIOHB  DEI  CAPOLUOGHI 

IWU.C 

COMUNITÀ 

SUPERFICIE 

TEBIITOIIALB 

IR 

QI7ADRATI  AGIAU 

NUMERO 

DBGtI    AUlTARtl 
NKL  1833         RKL  18U 

t.  San  In  Fiora,  per  3/ 4  circa 
9.  Manciaoo,  per  V4  fìirca 

3.  OjiacTBLbO  (città)  per  1/e  circa 

4.  Pitifiliano 

5.  Sondo,  per  ^/$  circa 

ToT^f.E    ....    iV.** 

31900, 6a 

a47ii>57 
aoioo,6a 
aygoa.aS 
44993,74 

3398 

644 
804 

3a73 
a5oa 

3638 

66/ 

586 

3675 

a834 

1^1608,78 

loS'AT 

1139.^ 

VA  L[£  SUPERIORE  DELLA  FOGLIA.-^ 
È  uno  de*  tiumi  noto  ira  gli  antichi  sutlo  il 
vocabolo  iV Isauro  ,  che  nasce  sulla  sìiiislra 
costa  delPApfienuino  ccnlrale,  ed  in  rot-zzo 
alla  provincia  montuosa  della  Jf aria  TVa- 
baria  nelle  Comunità  di  Sesti  no  e  dellsi  Ri- 
di ji-Ted.dda,  il  cui  territorio  è  bagnalo  sul- 
le prime  mosse  da  tre  fiumi  reali;  a  lev.  dal 
Mfeiauro ,  a  pon.  dalla  Marecchia  ;  e  nel 
centro  dal  fì.  Foglia,  il  quale  ultimo  p04u> 
lungi  dalle  sue  varie  sorgenti  prende  il 
nome  di  Foglia  sollo  la  Terra  di  Sostino , 
e  lo  conserva  fino  al  mare  Adriatico,  in  cui 
entra  davanti  alla  citlà  di  Pesiiro,  percor- 
rendo quasi  per  intitn)  nella  provìncia  di 
Urbino  e  Montc-FeltH)  dello  Stato  Pontificio. 

Ho  dello  che  tre  fiumi  reali  l>;i{|;ii.ino  co- 
tc*sic  nuMiluosil.'i  eiiii)|irc$e  nelle  Coni,  di 
Sestiiio  e  della  Ridii  Tedalda.  Avve-inaelic 
il  cas.ilc  e  (Mi|K}h>  di  Castel lacrii ila  siR'Ita  |ier 
iiilìvro  alla  Valle  del  Melaurn,  dove  enlniiiu 


per  una  metà  i  corsi  di  acqua  che  scendono 
da  Monte  la  Bre^e  ,  s[)etlando  t*  altra  metà 
che  scorre  dalla  pendice  orientale  f Mio  str»- 
so  moule  alla  traile  della  Mar eethia,  \w\U 
quale  è  compreso  1*  intiero  popolo  di  S.  Gio- 
vanni in  Secchio  della  0>m.  di  Sestino. 

Ad  eccezione  di  quest'ultima  popolazione 
tutte  le  altre  della  (xim.  di  Sestino  versano 
le  loro  acque  nella  Falle  della  Foglia.  Vi- 
ceversii  due  terze  fiarti  circa  del  territorìu  ili 
ÌUonte^Fortino  della  Com.  di  RaJia-Tf>lal 
da  spettano  all.i  Potile  della  Foglia ^  ed  il 
restante  a  quella  della  Marrcc/iia, 

Dal  prosjn'lto  se>>ueiile  [lerfaiito  appiiriscr, 
clic  la  Falle  superiore  della  Foglia,  S|n*I- 
tanle  al  territorio  del  Granducato  oc(:n|MV.i 
quadr.  i7')Rati6,  pari  a  mì»lìa  ai  e  sy^, 
dove  nil  iK'ì.ì  esistevano  i^aa  aliitanli  |»ari 
a  67  ahit.  \h:v  miglio  quadr.  ;  mentre  nr-l 
18  ì4  vi  erano  1.^99  e(|uivalcnti  a  76  indi- 
vidui |>er  ogni  miglio  quadr. 


Coi 


PROSPETTO  dwlla  SururiuB  quamati  9  Mia  Popolaiiosc 
drtla  VALLE  SUPEHIORK  UELL4  F()GUA  fu^/i  «inni   i833  e  1844 


NOSK  Dn  CAPOLCOUHI 

DILLI 

COMUNITÀ 

SUPERFICIE 

TEBIITMULB 

m 

QUADRATI   A6IARJ 

NUMERO 

DUOLI  ADITANTl 
NRL  1833          NEL  18U 

1 .  B41IÌ.1  TeilaliJa,  per  4/io  circa 
a.  Sesti  110,  ptr  9/3  ciVca 

Totali   ....    /V.® 

1138,95 
16343,91 

64 
i358 

7« 
i5a8 

I738a,i6 

14^3 

1590 

VALLE  DI  FOLLONICA r^il.  Valli, 

e  Valli  (Putì  01}  fopn  Follonica. 

VALLE  Du.  FRIGIDO.  —  f^cd.  M assa- 
IXjcali  ,  Comumità. 

VALLE  DIU.MBOLA.—  Tee/.  Modigliaha 
Comunità ,  e  Valli  Mmimic  dki.  Ijamoici. 

VALLE  DOL*  INFERNO.  —  Due  «ngu- 
tie  ed  orriile  gole  fioilano  il  vocabolo  Ui  f^al- 
ie  dclC  inferno^  una  che  scende  ii:il  uionlc 
dìTirli  veno  il  padule  di  Casliglion  della 
Pi'icajd  ,  e  1*  allni  cosliluiti  dal  collii  dell* 
Arno  fi  a  il  Imcìiio  Aretino  ed  il  tu(icriore, 
nienirc  nella  parte  del  Marino  Aretino  eli- 
ale  lo  tlreiio  del  Stonte  di  Rondine  ,  09si.i 
deir/m&ff/o,  dove  TAnio  inaimi  di  entrare 
iictU  Gola  deir  imbuto  è  attraverMlo  da 
IMI.4  |i«'!MMJ.i  rnii  mulino  r.lit'  [kji'U  il  nomi- 
pnuiii  della  l«iculil.'i  sotto  Tanliro  Puntu  a 
Suritino  ^  sili  quale  |Kitoj  la  \ti:cliij  slraib 
■allibile  dt:^ Sette  l'onti,  OH<iia  f^aldarnese. 

Kntnito  r  Arno  nella  Gola  dtlt  Imbuto 
Ir  sue  ac«(ue  curroiM)  s|mi manti  \M:r  la  prò- 
l'onda  {lietnisa  f^allc  del V  Inferno  a  rice- 
vtTe  dal  lato  desln  |:li  m:oIi  del  Iosm)  Doc- 
cia e  ilei  rio  di  Rondine^  le  falde  «lei  cui  \to^- 
gio  lambisf!e  innanzi  ili  iKigiiari'  quello  ilvl 
lidie  dove  risii\le  il  Cast,  di  Pena»!,  Qui 
r  Arno  dal  lato  sinistro  arco^lif  il  tributo 
dai  Inirri  d«'Ìlo  5/i^t/ri/e//o,  di  Montotit  e  di 
altri  minori  rMÌ  iiinaiui  di  s\iiìiolarsi  da 
cote»la  rii|i,i  tortuosa  i^ola  della  traile  del» 
t Inferno  |»er  arri^ait;  al  Pontf  a  fratte ^  «) 
al  Riunito^  dove  do|if>  «.iica  (iiii|iie  migl. 
di  ati^'iiklissimo  canale  tei  mina  l.i  fratte 
drir  énffrno^  v  m  apre  il  liTio  liacin<i  del 
V.d«r\rn«»  s»HN.'riorr. 

VALLE  SLPLKIOHK  dm.  LIMONE  noi 
Il  ltMiii,iii||.i  (iraiidijc.ilf.  —  Miiitre  |.i  Valli; 
«u|ri'riorc  dii  Liiiiìmk  Loni'  mila  U'imigna 


Granducale,  la  Valle  inferiore  Sfitlla  |irr  io* 
liero  allo  Slato  Pontilìcio.  AIT^rf.  Lamoss 
furono  indicate  le  origini  di  questo  fiuoi^ 
che  al  |)arì  di  molli  altri  ha  origine  sulb 
sinistra  o»sla  dell*  A|i|iennino,  dov*é  chia- 
mato volgarmente  col  vocabolo  generico  di 
JFiumana,  Esso  prende  il  nome  di  ftume  do- 
po che  si  è  maritato  a Ih^umana  Samoggim 
fiitta  più  copiosa  di  acque  dal  Startene^  od- 
ia quale  ultima  fiumana  influiscooo  da  vanii 
a  Minligliana  altre  tre  minori  fiamam^  le 
quali  scendono  dall*  A|ipennÌDO  di  Tredoiio 
e  di  Valle. 

Incombe  alt uatnienle  indicare  la  maggio- 
re liingliezxa  e  larghezza  di  colesta  ^alle  lo- 
periore  dei  Lamone  nella  Romagiu  Gran* 
durale,  la  quali*,  a  {virlire  dalla  sua  origine 
sul  ^i>t^t,o  Colia  diCaS'tgìia^ì'uìO  al  di  la 
della  cura  di  Tassino  sul  Marzeno,  arriva 
a  rinui  17  niigl.,  |ier  una  traversa  da  lili.  a 
sett-gnt:.,  mentre  la  larghezza  maggiore  di 
cotesto  primo  liacino  del  Lamonf,  calcolali 
dal  giogo  del  iiir>iile  di  Quen'ìolano  a  lev 
sino  a  quelli  di  Pravalico  e  di  GamlieraMi  a 
fion.-maeslr.  può  dirsi  di  cirea  i5  m  gì.  di 
eorda . 

In  questo  iwnmctro  pertanto  si  compren- 
dono appmssinialitainente  le  sigucnti  su- 
perficie leriiloriali  e  quella  ik-gli  abilanli 
di  alcune  Comuni  la  della  Romagn  1  tosrani, 
come  dal  Pro^ffrtto  elio  segue.  Dal  «piale 
risulla  che  la  Italie  superiore  dei  Limone 
oci'U)iata  nel  (ìran-liicato  una  su|ierfW'ie  di 
ein-a  Qiiailr.  ()Hii7,piri  a  miglia  laa  to- 
scane, in  una  |iO|>olazione  di  i433ti  abitanti 
|>el  i833,  die  corris|ionde  a  117  |Hr  oj:uì 
luigi,  quidr.,  e  nel  il^^\  essendo  aoiuriila- 
ti  f.i  jKipo'azione  fili')  a  i5()t|7,  eipiiviFra 
piMo  più  di  I  S6  iibit.  |)er  ogm  migi  qiuii 


653 


PROSPETTO  Mia  Svpnncn  ^adsatì  e  delU  Popolasioiib 

Mia  VALLE  SUPERIORE  DEL  LiMONK  spetianu  alla  Bohaora  GiAimucALft 

€  M  Vallomi  suoi  tubutau  negli  anni  i833  e  1844. 


KOMB  BKI  GAPOLUOaU 


COMUNITÀ 


i>UPERFICI£ 

TEKUTORULK 

m 

QUADRATI  AGRARI 


NUMERO 

Degli  abitatiti 


NBL  1833 


NBL  18i4 


I.  MMrradi 

«.  MomoLiAMA  (nitià) 

3.  Portico,  prr  I/0  cima 

4.  Terra  del  Sole,  per  V«  circa 

5 .  TreJozio 


453a5,8o 

99714,07 

3oi5,oo 

1797, Il 

18335,87 


658a 

4774 
3i9 

540 

9ia3 


L 


Totali 


.  if.^i 


98ii7f85 


14338 


7164 

5378 

353 

597 
a5o5 


15997 


IW  Quadro  qui  sopra  espotto  resuH'i  che  nella  Valle  superiore  del  Lnmone  in  una 
tmperfie$€  di  quadr.  9K1 17  ,85,  pnri  a  circa  laa  mi  gì,  toscane  ^  nel  i833  abita\Hino 
14338  indiWilui^  a  ragione  di  circa  1 1 7  ^ /'s  pertone  per  migl.  quaJr.^  popolatone  ere'- 
tamia  nei  1844  <ii  1659  individui  ^  ^ale  a  dire^  di  14  abit,  di  piià  per  ogni  migl. 


VALLE  m  LAVEUZA,  o  AVENZA  ,  e 
MK&'AVENZA.—  red.iJiMMkWLà^Comunità, 

VALLE  MLLA  MAGRA.  —  Includo  nella 
Valle  drllti  Magra  tutto  il  terrìlorio  com- 
proD  nella  Luni|n«na,  che,  •  partire  da  set- 
ICDtrionc,  arrita  sul  giogo  delT  Appennino 
drlla  Gsa  ,  e  dal  lato  di  lev.  dal  collo  del 
M&mte  7V4,  propagìne  meridionale  del- 
TAIpe  di  Mommio  »  a  selt.  da  Monte  Pisa- 
■ino  deir  Al|ie  Apuana ,  e  dalla  parie  di 
poii.-iih.  dai  eontrafibrtt  che  scendono  dal 
Moote  Gol  taro  dal  Monle -Rotondo  per  Go- 
dano* e  Malborghetlo ,  dove  ha  origine  la 
fiumana  della  F'ara ,  sino  al  promontorio 
occidenlale  del  Golfo  della  Spezia  e  di  là 
lungo  il  mare  sino  alle  Ca/e  della  Versilia, 

lo  questa  stessa  Valle  pertanto  comprendo, 
oltre  le  aeque  che  scolano  direllamenle  o 
indirettamente  nella  Magra  ,  tutte  le  valle- 
eole  che  per  hreve  Iregillo  scemlono  in  mare 
dai  fianchi  meridionali  dell'Alpe  Apuana. 
Tali  fono  quelle  della  tallecola  di  Orlonovo 
mediante  il  l^rr.  Parmignola ,  l'allra  di 
Mpenma  o  del  Carrionf  di  Carrara^  la  vai- 
kcola  del  Frigido  di  Massa-Duciile ,  quella 
di  MontigaosOj  e  1*  altra  della  F'ersilia,  la 
cui  fiumana  ciistiluiva  anticamente  il  con- 
line  orient.ile  ilelU  Liinigiani. 


Gik  air^rC.  SpuiA  fn  inHicHta  la  popo- 
lazione di  50390 abit.  della  Lunigiana  Sar- 
da, presa  nelTanno  i839  e  composta  di  aS 
Comunità  sotto  sei  Mandamenti,  ai  quali 
popoli  sono  da  aggiungerne  tre  altri  (Corro, 
e  due  Carrodani)  spettanti  alla  stessa  Valle 
ed  allo  stesso  Regno  Sardo,  i  quali  nel- 
Tanno  i83a  contavano  insieme  1991  abit. 
Ho  indicalo  la  sola  popolazione  della  Lu- 
nigiana Sarda,  lostochè  non  conosco  qnal 
sia  la  sua  superfìcie  territoriale.  Lo  stesso 
debbo  dire  delle  Comunità  ilella  Lunigiana 
Estense ,  se  da  queste  si  vogliano  escludere 
le  due  Comunità  del  Ducalo  di  Massa-Du- 
cale ,  die  contano  un  catasto. 

Riepilogando  pertauto  nel  seguente  Pro- 
spetto  il  numero  delle  Comuni  là  comprese 
nella  Valle  della  Magra  con  la  loro  |)opola- 
zione,  indico  quella  dell'anno  i83a  |»er  la 
Com.  del  Regno  Sardo  e  del  Ducato  di  Mo- 
dena e  per  due  del  Ducalo  di  Lucca ,  com- 
prese in  lulto  o  in  parte  nella  Val-di-Magra. 
In  quanto  alle  Comunità  del  territorio  di- 
sunito ilei  Gran^liicato  ,  lanlo  della  Luni' 
giana ,  come  della  f^ersilia  è  indicala  U 
loro  res|ieltiva  sui>erHrie  Icrrilorialr  e  v.o\ 
numero  dfgli  abitanti  alle  solile  due  C|K>elia 
del.i833  e  1844* 


V.    f. 


654 


PROSPETTO  Mìa  abrmiaa  nuufouiM  e  Mh  Poms^kman  dMm  VALLE 
0ELLÌ  MAGEA»  Vaulosi  •  Vaixmou  ooimoirB  m^i  ammi  t83S  •  1844 
per  le  Comunkà  del  Gaanoiica»»»  •  nel  i83»  per  taite  le  aitre. 


JKfjftOL  Bn  GàVOLCOQHI 


COMUNITÀ 


SUPERFICIE 

TiaUTOlIALI 

ni 

QUADRATI  AQMAU 


I.  N.*  »3  Gomonilk  del  Regno  Sirdo 
indictte  ali*  Ari.  Spuu»  compresi  i 
tre  popcdi  tUti  ivi  tnlafciati 

9.  Bfoolifnoflo,  nel  Ducato  di  Lacca 

3.  Minacciano,  ideo,  per  3/|  circa 

4.  Maaaa  Dncak,  nel  Ducalo  dì  Modena 

5.  Carrara,  idem 

6.  Aalla,  idem 

7.  FoadinoTO,  idem 

8.  Ftletio  e  Villa  Franca,  idem 

9.  Mnlaiio,  idem 
to.  Rocchetta  di  Vara,  idem 
1 1 .  Tretana  e  Giovaf;allo,  idem 


q* 


Ignota 


idem 
idem 

Circa  «7  mi$L  geogr» 
Circa  %o  migl,  (j^  gcog. 

Ignota 

idem 

idem 

idem 

idem 

idem 

Il     ni  '     i.n  i.,!— ^ 


NUMERO 

IHMU  AnTARTI 


5i68i 


r378 

1388 

iiSfta 

rt5i7 

4«88 

43e8 

9aia 

«539 

Mi 


§5538 


Seguono  le  Comunità  del  Territorio  disunito  del  GaAsnccATO  m  eomprwM 


NOME  DEI  CIPOUJOfiHI 


COMUNITÀ 


^^9* 


I.  AlbÌHno 
9.  Bagnone 

3.  Calice 

4.  Caprio 

5.  Cascia 

6.  Fìlalliera 

7.  Fivizzano 

8.  Groppoli 

9 .  PicTii4«AirTA  (  cillà  ) 

10.  Poaraniou  (ciiU) 

11.  Seravezxa 
1  a.  Stazxema 
t3.  Terra-RoMa 
14.  Zeri 

ToTàLB    . 


SUPERFICIE 
TBaarroRiALB 

nr  QuADiÀTi  AoaAij 

I  II  ■■■> 


NUMERO 

DIGLI    ABITARTI 

USL  1833^1    fnctisa 


if/ 


35^0,67 

io5r 

ti59 

18339,88 

5617 

4805 

ia3a6,67 

9739 

3ooo 

549«t47 

ii55 

1981 

ia6ii,56 

9477 

9573 

4960,64 

835 

849 

66575,69 

19679 

i3679 

9580,37 

719 

7«7 

14509,00 

777» 

6893 

4ia63,69 

9939 

toi65 

11619,64 

6oa7 

6718 

99400,40 

55i3 

6ti6 

57»8,i9 

406 

lySo 

33446,66 

4068 

4698 

366145,35 


60977 


66386 


BECAPITOLAZIONE 


655 


Valloni  e  Vallouì  oonligiie  hUìi  V«il.ili-  \  (      5i68i 

^  SHelUnli-l  Ducalo  J.  Lucca         ?  n^»  ««^^ ^*''.  ^V.o  ^       ^^^^ 

—  Gorapiese  ne^ii  Siati  Estensi          j  /     41091 

•—-Sri  Tcrrilorio  disuuito  «lei  Granducato,  nel  i833 9     ()oa'-'' 

ToTALt 4bit.  ÌV,«   ,558i5 

Daiia  presente  Reeapitola%ione  deile  Cent  unita  comprese  nel  fa  Lunigìanny  calco- 
iando  ptr  ora  la  superficie  terriioriale  spet tinte  al  Granducato ^  appìrisce,  c/ie  in 
«66145,35  quadr,  etfuisf.ihnti  a  circa  migl,  33 1  '/g*  r/ofe  nel  i833  fibita\^uno  60^77 
individui,  a  proporz  one  di  qnaù  i8a  per s*  ne  per  ogni  migl.qundr,,  mentre  /te/  1844 
esteruio  la  popolazione  aumentata  di  6089  abitanti,  viene  a  corrispondere  quasi  a 
«00  perstme  p»r  ogni  migl.  quadr.  toscano. 


V.iLLK  SUFERIOKE  pFxLv  MAREC- 
CHIA.  — É  il  tronco  più  alpestre  «;  prim.i- 
rio  ilei  Huiue  M.ireccliia,  il  quale  nasce  da 
più  scaturigini  nella  Siasxa-Trab'tria  sulla 
taccia  settentrionale  MV  Aipe  della  L'ina, 
r  su  quella  del  Foggio  delia  2 acca,  men- 
tre uno  ilei  torrenti  superiori,  il  Sonnatel- 
io^  scaturisce  poco  lun^i  dalle  Salse  del 
Tt^ere  a  uree,  del  poggio  iletlo  de*  Tre  Ve- 
scoiai  j  il  quale  lorr.  Sonnatello  ilopo  6 
niigl.  circi  di  cammino  alla  sinistra  di  co- 


lesla  Valle  entra  nel  fiume  sul  confine  del 
I  erri  torio  di  S.  Sofia  di  Mareccliia  compreso 
nrlla  Toscana  Granducale. 

Dal  Prospetto  cbe  segue  resulta ,  che  la 
superficie  di  cotesla  Valle  spettante  alla  To- 
scana Granducale  ascende  a  quadr.  89163,  Jo, 
pari  a  migl.  48  ^/k  toscane,  dove  si  toccano 
i  terrilorj  di  tre  Comunità  del  Graniluciito, 
le  quali  mandairano  tutte  insieme,  nel  i833 
ahil.  a3i7,aproporzionedi  47  S/eindiTidui 
|)ermigl.quadr.,  cresciuti  sino  a  5i  nel  1844. 


PROSPETTO  della  Svmviciv.  quadbata  e  della  Popolazione 
della  VALLE  SUPERIORE  della  MARECCHIA  negli  anni  i833  e  1844. 


NOME  DEI  CAPOLUOGHI 

DELLK 

COMUNITÀ 


I.  Bailia  TedaMa,  p'r  «'^o  rirca 
a.  Sestine,  pte  1/3  cima 
3.  Veigherelo,  per  l/g  cin:a 

Totale  ....   iV'.° 


SUPERFICIE 

TERRITORIALE 

III 

QUADRATI  AGRARJ 


30748,89 
4060, 14 

4354,^7 


NUMERO 

DEGLI  ABITANTI 


NEL  1833 


39163, 3o 


1733 
339 
245 


a3i7 


NEL  18H 


18  a  7 
38a 
271 


3480 


VALLE  DEL  MARZEXO.  —  red.  >Io- 
DsauAHA,  Comunità ,  v  Valle  .firpEaioaKOEL 

VALLE  SUPERIORK  dfl  METAURO. 
...  f^ed.  ScftTtNO ,  Valle  «lUPFaioaE  della 
Foglia,  e  Recapitolazionp.  generale. 

VALLE  DEL  MONTONE  nella  Romagna 
Granducale.  ^  È  la  Vaile  più  estesa  della 
Romagna  compressi  nel  Granducato  di  To- 
I,  attraversata  da  un  fiume  reso  celebre 


da  Dante  .Alighieri,  il  quale  nel  Canto  XVI 
del  suo  Iiìiernoparagonjva  il  rimbombo  che 
faceva  1*  acqua  tinta  che  cadea  nel  settimo 
girone,  a  quella  del  fiume 
w  C/re  si  chiama  Acodacheta  suso,  atlante 
w  C/ie  si  divalli  giù  nel  basso  letto 
»  Ed  a  Forlì  di  quel  nome  è  vacante. 
»  Rimbom^ta  là  sovra  San- Benedetto 
•*  DalVAlpe  per  cadere  ad  una  scesa 
»  Dove  dovria  per  mille  esser  ricetto. 


656 


V  ALL 


Agli  Art.  Atre  di  S.  Bcmiditto  ,  e  Mor- 
TO!«B,  facendo  menzione  del  vario  nome  por- 
lulo  iJiille  dÌTers.>  seiioni  di  quesU  Valle, 
dissi ,  che  né  Polibio,  né  T.  Lìtio,  uè  allri 
storici  o  geografi  antichi  rammentarono, 
che  io  sappiti ,  sotto  qualsiasi  nome  cotesto 
Huroe  ;  comecché  le  membrane  lUfennati, 
nelle  quali  trovasi  ricordo  di  cotesto  lungo 
corso  d*  dcqua  che  bagna  le  mura  occiden- 
tHli  della  città  di  Forlì,  lo  designassero  cqI 
nome  generico  del  fiume  di  ForCi  {fiuìfias 
Lmensis)^  vale  a  dire,  di  quel  fiume  che 
.inche  al  tempo  dell*  Alighieri  a  Forlì  di 
f/ttel  nome  era  secante. 

Ma  il  sommo  pnet.i  losco  chiamò  Acqua- 
cheta  la  Valle  più  alta  del  SJonloiie  suso^ 


VAL  L 

Hiua/e  che  si  disHilli  già  nei  batto  ieito^ 
tacendo  anch*egli,  come  dopo  la  cadiila  dì 
Aequaeheia  sotto  la  badia  di  S,  Meme^ 
detto  cotesto  fìame  prendctK  il  nome  dì 
Jfontone  f  tpììo  il  quale  ultimo  vocabolo 
scorre  fìn»  al  di  \k  della  erra  del  Sofe. 
dove  accoglie  il  tributo  della  fiumana  diri 
Rabbi. 

lì  vallone  pertanto  del  Rabbi,  nel  cai  cen- 
tro risie<l(f  il  pane  ili  Premi  Icore  ^  capoluo- 
go ili  una  Comunità ,  ileve  Cir  parte  della 
Valle  del  Montone,  col  ili  cui  cnrso  d*acqiia 
la  fiumana  del  Rabbi  si  accomuna  ,  quao* 
lunqiie  coteata  unione  del  Rabbi  col  fiunM 
Montone  accada  fuori  drlia  Roma|;na  Gi«h* 
ducale. 


PROSPETTO  della  ^upuncii  QuinaATA  •  defla  PoporAnnsiB 
della  VALLE  DEL  MONTONE  e  del  Vallom  rn.  Rarh  suo  tributario 

nrgli  anni  i813  e  1844. 


NOME  ORI  CAPOLI'OGHI 

DKI.LF 

COMLN  ITA 


SUPERFICIE 

TERRITORI  ALB 
Ol'ADRATI  A6RARJ 


NUMERO 

DFQI.I    ABITATTTI 


XFL  1833 


I.  Dovadola 

a.  Portico,  ptr  *'«  circa 

3.  Prrmilcorf ,  per  3  '|  circa 

4.  Riicra  S.  Casciano 

5.  Terni  di-l  S)li',  per  */6  circa 

T«»TAi.e   ....  iV." 


ii36a,74 
I. '1074, 45 

a92  8(),57 
ir)i.ìK,a4 
8<n5,  "l'i 


I 


I  8o5ao,.ì5 


i8(>'» 

'xont'ì 
a. iti  7 
9-or 


II» 7  T) 


XEL  Iftli 


3917 

i;83 
ao33 
3o-- 


I  70i)6 


Dnl  sopra  esposto  Prosprllo  puh  rilf  Sfarsi  quale  e  quanta  sia  per  approssimatione 
la  superficie  ie*ritoriale^  e  In  popolntione  delle  Comunità  drl  Granducato  comprese 
in  cotesto  frolle  Transappennina  ^  cioè  in  quadr.  SoSao,  .i.'i,  equivalenti  a  circa  mi- 
iflia  100  •/!,  drve  nel  i83  3  abitavano  10735  persone^  a  ragione  di  circa  107  abit. 
per  ogni  mii^l.  quudr.,  mentre  nel  1844  e tsendo  cresciuti  di  1  36o  persone,  loie  au- 
mento portava  tutta  la  popolazione  repartitamente  divisa  ad  abit.  1  ao  ^  e  per  ogmi 
miglio  quadrato  toscano. 


VALLE  NERA.  —  ^ed.  Val^wì  m  Mxa- 
aAN  nella  Romagna  (ìraiuliiiMlc. 

VALLE  orLLA  NIEVOLE.  —  P'cd.  Nir.- 
TOLR ,  e  Valli  dell*  Aaao  impkmork. 

VALLE  o«.l'OMBRO\E  SANKSE.— K 
qurstu  dopo  1*  Arno  il  secomlo  fiume  reale 
che  attraversa  il  Gnindiicato  in  una  direzio- 
ne quasi  opposta  a  quella  degli  ultimi  5  ha- 
rìni  sotto  Arezzo  percorsi  tlairAino*  lo  dissi 


in  direzione  quasi  opposta  consiilrrando,  che 
il  corso  drir()inl)roncnflla  Provincia  supr> 
riorc  sauese  è  diretto  da  selt.  a  ostro,  iiien< 
Ire  quello  della  Provincia  inferiore,  varian- 
do alquanto  direzione,  piega  verso  liti. 

Dividendo  pertanto  la  f^alie  deiP Om- 
brane sanete  in  quattro  bacini,  nel  primo 
di  essi  comprenderò  la  città  etl  i  previ  di 
Sima  con  il  vallone  dell*  Arbia,  a  parlìn 


VALL 

dw-  monti  del  Chianli  e  dal  Monle-Maf gio 
fiM  alla  ^U  fra  la  Badia  delU  deiVAinien- 
gM  a  sinislra  ed  il  poggio  di  Bibbiano  Giu" 
gUeMcAi  alla  tua  dvslre,  e  chiamo  qocito 
primo  il  Bacino  di  Siena  dtUa  cillii  prin- 
cipale che  gli  dà  il  nome. 

Includerò  nel  secondo  Bacino  il  cono 
lortuuio  deirOmbrone  sanete  dalla  gola  del- 
la Badia  Ardtnga  fin  sopra  la  confluenza 
deirOrcia  quasi  di  fronte  a  Blonle-Anliro  ; 
nel  quale  Iragitlo  il  fiume  predetto  accoglie 
i  oopion  tributi  che  gli  recano  dal  lato  de- 
tfro  le  acque  del  vallone  della  9ferse;  e 
chiamo  questo  secondo  Bacino  della  ^alle 
itirOmbront  sanese  col  titui<>  di  MontaU 
ciao  dalla  citla  che  lo  avvicina. 

Srgnalerò  il  leno  Bacino  sopra  la  con- 
Boema  dell* Orcio  fino  alla  gola  d*  Ischia 
^Ombroncy  nel  quale  tragitto  oltre  che  gli 
portano  il  tributo,  a  sinistra  la  fiumana  del- 
VOrcia  ed  i  lorr.  Metacce  e  Trasubbie^  ri- 
ceve dal  bto  destro  quelli  dei  torr.  Lonzo  e 
fircCojso;  distinguendo  questo  terzo  Barino 
odI  nome  della  Terra  di  JPa^aiicodallasua 
ttolnlilà  quasi  in  mezzo  a  colesta  sezione. 

Finalmenle  appello  quarto  Bacino  della 
Fmtie  deir Ombrane  sanese  quello  che  |H>rla 
il  Dome  della  capitale  della  Maremma  sa- 


VALL 


657 


nese ,  Grosseto ,  di  dove  l' Orobrone  dalla 
$cia  d'Ischia  scende  fino  al  mare. 

Comprendo  in  quest'ultimo  Bacino  tutti 
i  valloni  tributar]  diretti  o  indiretti  che 
fluiscono  nel  quarto  Bacino  deiVOmbrone 
sanese,  sia  che  entrino  direttamente  in  mare, 
sìa  che  vi  si  rechino  per  mezzo  delle  due 
foci  dello  stesso  fiume;  la  prima  delle  quali 
vi  sbocca  meiJiante  il  suo  antico  alveo  sotto 
Ja  torre  della  Trappola,  e  P altra  vi  fluisce 
per  i  ninali  diversivi  che  tendono  a  bonifi- 
care il  Padule  di  Casliglion  della  Petcaja. 

Dondechè  considero  come  altrettanti  val- 
loni compresi  nel  Bacino  Grosse/ ano  quelli 
della  Bruna  i  della  SwfaZa  ^  della  Fossa  e 
di  lutti  gli  iilln  corsi  d*  acqua  che  si  per- 
dono nel  Ridille  tesiè  nominato. 

Riprendendo  pertanto  a  segnalare  la  su- 
perfìcie lerriloriale  e  gP  individui  che  abita- 
vano nel  i833,  e  nel  1844»  nel  primo  As- 
ci/io  di  Siena ,  dopo  avere  inilicalo  a  volo 
d*  uccello  sol  lo  gli  Art.  Asciamo,  Bonacoa- 

VKHTO  ,     BlRABDCnOA     (  CASTELnilOvO     DUXA  )^ 

SiEMA  (Tia«  di)  ecc.  ecc.,  la  natura  dei  terreni 
di  colesta  Valle  su^ierìore  delTOmbrone,  mi 
limilerò  qui  a  riepìlogMre  i  terrilorii  e  mu- 
ni  tati  vi  e  la  popolazione  di  ciascun  bacino 
di  colesta  Valle  elle  duee{)Oche  già  indicale. 

PBOSPETTO  della  Scpupicik  TiiuiiToaiàLK  e  della  Popolaiiohi 

daUa  VALLE  SUPERIORE  du.l*OMBRONK  SANblSE  ossia  dei  Bacimo  m  Suha 

ooiipiiui  I  Vallohi  suoi  TaiBUTABj  nef(li  anni  i833  e  1844. 


HOME  DEI  CAPOLUOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

DILLI 

TEKRITOBUI.E 

DEStl  AllTAflTI 

COMUNITÀ 

IM 

QCADRATI  AttABJ 

NEL  1833    1 

1 

NEL   1844 

t    Asciano 

63385,36 

6356 

6575 

s.  Buonvnnvenlo 

18765, !l5 

2379 

2586 

3.  Castellina  in  Oh  lauti, /ler  4/3 

9642,10 

998 

114» 

circa 

4.  Gastelnuovo  Berardenga 

51957,03 

7124 

7953 

5.  Gajole  per  I/4  circa 

28197,00 

3291 

3433 

6.  Masse  del  Terzo  di  Gittk 

16828, i5 

4a34 

4069 

7.  Delle  del  Terzo  S.  Martino 

17364» 68 

4359 

4457 

8.  Vonteriggioni,  per  I/4  circa 

7»34,9« 

758 

809 

9.  Monteroni 

30981 ,6a 

2'^64 

3339 

IO.  Murlo, per  ^/s  circa 

11126,74 

601 

767 

1 1 .  RapoUno,  per  A/5  ciVca 

19945,62 

2602 

2816 

la.  SiivA  (ci Uà) 

484. «3 

18860 

2o588 

i3.  Sovicille  per  I/4  circa 

10537,00 

1843 

i65i 

1                           Totali  ....   ^.** 

28564<)0'> 

1        56170 

594H8 

658 


V  ALL 


Dkil  Prospetio  aiilccc«lciite  «ppartfte,  che 
il  primo  Bmìoo  della  ^alie  dMOmhrom^ 
sanete  oocu|mi  quailr.  185649,70,  |iari  a 
migi.  folcane  355  S/4  circa;  nella  quale  ra- 
peificie  nel  i833  ubiiavano  56170  penone, 
a  ragione  di  quaii  1 58  abil.  per  ogni  migl. 
qiiadr.  portali  nel  1844  fino  a  circa  167  in- 
dÌTÌrltii  per  ogni  migl.  quadr. 

VALLK  DfXL'OMBRONE  SANESE  ostia 
del  BACINO  M  MONTALiClNO.  —  Que»U> 
•ecnnilo  bacino  ilei  la  falle  delV  Ombrane 
da  lev.  a  pon.  abbraccia  circi  3o  migl.  lu- 
tcaoet  a  partire  dalla  fommilii  del  poggio 


V  A  LL 

di  Mootalcìiio  tino  a  quelli  di  Miiatieri  e 
di  Radiuoudoli  »  e  da  oflro  a  kIL,  da  Mo». 
lalcino  timo  fino  alla  Bfoolagoola  dì  Sieaa« 
occupa  per  approtMmaaione  una  auperBcie 
di  «19660,63  quadr.  pari  a  miglia  «73  */t 
toscane  rìp.iriili  nelle  tegucnli  Comunità  del 
Granducato. 

Nella  qual  tuperficie  di  miglia  «73  *f% 
quailrale  nel  i833  etittevano  187 «6  abi* 
tanti,  pari  a  68  persone  per  ogni  miglio 
quad.  e  nel  1844  troranflovisi  1981*  in- 
dividui, corrìspoudono  a  7*  pcffvma  par 
ogni  miglio  quadr.  totcanu. 


PROSPETTO  deila  Sopaanaa  TUaiTOaiu.!  e  deità  PorOL48K»n 
della  VALLE  mll^OUBIìONE  SAlfESE,  ossia  del  Baafto  m  Bfonabcmo 
a  nai  Valluri  suoi  TaiaoTÀaj  itegli  anni  i833  t  i834. 


NOUB  DKI  CAPOIXOaBi 


COMU!f  ITA 


I.  Giiu|iagnaliuo,  ^r  4/g  cirta 
9.  Cliiiisdino 

3.  S.  Gin.  il* Atto,  p^r  V4  circa 

4.  MiMiialcin's  per  Vi  circa 

5.  Moniìciano 

6.  Moni  ieri 

7.  Murlo,  ptfr  */s  circa 

8.  Kiilicoiii|i)!i,  fter  t/3  circa 

9.  Soviriilc,  /fcr  34  circa 

Tntktjn  ....  /V* 


SUPERFICIE 

TBUITOIIALB 

la 

QTAIHIATI  AORAU 


l7a65,oo 

4o5i6,66 

36oi,oo 

34889,34 
3i85of8o 

3i 195,45 

99951  ,48 
6489,00 

3i6i ì,oo 


9i9t»6u,()3 


NUMERO 

BftOLI  ABITàHTt 


NBL  1833 


593 

3643 
33i 
3945 
io3i 
9  564 

I90I 

658 
«ìSSo 


i87«6 


1M4 


548 
3048 

35i 
3985 

9077 
3994 

i534 

791 

49^4 


I    19819 


VAfXE  CFATRXLE  dh.!.*  OMBRONK 
SANESE,  o  BACINOdiPAGANICO— È 
il  terzi»  eil  il  più  esteso  Barino  di  colesta 
Viille,  il  quale,  a  rifarti  da  lev.  si  estende 
dal  fìanco  occidentale  delle  montagne  di  &• 
Iona,  di  Hadicofani  e  del  Moni*  Amiala  ,  ed 
arriva  a  pon.  sino  sui  monti  di  Toniiella 
e  di  Belagajo  per  una  traversa  non  minore 
di  5o  migl.  toscane,  mentre  dal  lato  di 
grrc.  confina  con  i  poggi  di  Trequanda  so- 
pra le  sorgenti  della  fìum.ina  /Ìyfo,  e  di- 
rimiiello  a  ostro-lib.  giunge  sino  .id  Ischia 
tulio  sbocco  della  Valle  Grossetana  per  una 
Imea  di  oltre  40  miglia  toscane. 

Le  linmane  tributarie  di  questo  Bacino 


sono,  a  lev.  TOrcia  ilupo  aTer  et»  arcolio 
i  copiosi  tributi  del  Xaneotu^  del  Fotmcm 
e  deir^ffo;  quindi  vi  tcendooo  dal  fianco 
occidentale  del  Monte  Amiata  i  grt>aai  lorr. 
delle  Mclacce  e  delle  Trasuhhie^  mrntftt 
dal  lato  dcttro  dell' Ombrone  tprtlallle  al 
Bacino  di  Paganico  vi  |iorlano  le  loto  a^ 
que,  ilai  monti  di  Ruci'atlnida  e  di  Civilelh 
i  torrenti  del  Linto^  dd  Creiwto,  trnm 
dire  di  altri  minori  corsi  d*  acque.  —  Mh 
tuperfkie  approasimativa  di  cotesto  Aimo 
si  può  rilevare  quanto  sia  più  scarsa  la  pi^ 
polazione  relativa  delle  rptpettiTeComimilA» 
in  proportiune  dei  Bacini  del  f^al-d'jimo. 
Avvegnaché  in  una  supoficie  tccrilonalB 


VALL 


V  ALL 


650 


di  qaadr.  4o94<(>  9 1^  9  p«rì  a  dtcìi  niglii  li  contaTano  3iB8a  «bit.  che  appena  arri- 
si o,  nel  i833  vi  ti  trovavano  3o66i  iodU  vavano  a  6a  ^l%'\mr  niigl.  quailr.  —  f^eti. 
vidui,  equivaleoti  a  circa  60  penone  per  in  fine  deirArtio.  la  iecapitofazione  dei 
ogni   migl.  quadr.  ;  mentre  nel  1844  ▼*  4  bacini  della  Valle  deirOmbrone  sancse. 

PROSPETTO  4eUa  SuFuncia  TimrrfmiAu  e  deità  Poromaoiri 

delia  ViLLE  CENTR^LQ  DELL*  OaiBRONE  3ÌNESE,  ostia  Bàcmo  m  Pagakko 

compresi  i  Yalu»i  TamiTABj  «e^/^  anni  i833  e  1843. 


ROlfB  Om  CAPOLUOOm 

DaLLK 

COMUNITÀ 


* 


SUPERFICIE 
TnmrroKULB 

QOAimAn  A^UIJ 


I.  Abbadia  S.  Salvadofe,  per 

4/4  ci  rea 
%.  Arcidoito 

3.  CampagnaticOy/ier  </$  circa 

4.  Cartel  del  Piano 

5.  Gaaliglion  d*OitUi 

6.  Cinigiano 

7.  S.  Gio.  ^kuo^per  8/4  circa 

8.  Monti Idno, /ler  4/f  cirea 

9.  Pienxa 

I  o.  S.  Quirìco 

I X.  Radicofiini ,  per  >/$  circa 
ta.  Rocca  Strada ,  per  l/|  circa 
i3.  Sìcansann,  ;»e^  ^j%  circa 
14*  Treqoanda,  ;ifr  l/s  eii 

Totali  . 


circa 


6756,01 

a7i68,77 
863a4,9a 
•9071,71 

31797,41 
59433,84 
t 0808, 00 
34889,94 
35809,18 
19419,95 
93098,60 
95399,41 
96794,89 
79i5,oo 


409469,16 


NUMKRO 

DRCII  ABIlAliTI 


yxwt  1893 


"fy 


iq37 

4365 
96i3 
4587 
1710 
3o58 

994 
3945 

«989 
1587 
1610 
io5i 

1047 

788 


NBL  1844 


3o66i 


lo56 

4848 
9740 

4575 
1879 
3o33 
io53 
3985 
987S 

1647 
1690 

1144 
1090 

970 


3i8M9 


VALLE  INFERIORE  dui.' OMBRONE 
SANBSE,  orna  BACINO  m  GROSSETO. 
-*  È  il  quarto  bacino  deirOmbrone  cbe 
cortilnitee  la  Valle  più  ubertosa  e  nel  tem- 
po ftCMO  la  più  malefica  della  Maremma 


Goletta  Valle  prende  orìgne  alla  deitra 
deirOmbrone  dal  crine  de*  monti  di  Hoc- 
CMtrada,  di  Snum>  Fortino,  di  Rpcca-Tede- 
ffigbif  a  di  Prata  lituati  a  roaritr.  di  Grot- 
wlOy  ciica  95  migl.  toscane  lungi  dalla  riva 
del  naarc,  mentre  a  lev.  dell'Orobrone  ti  chiu- 
de r  ultimo  ilio  bacino  con  i  contnflbrti 
che  aoéndooo  dai  monti  di  Scansano  per 
Montiano  vecchio  e  T  Alberese.  —  A  circo- 
aeritlo  al  suo  pon.  dalli  sproni  cbe  slaccansl 


fra  Preta  e  Masm-MarìHima  dirìgendosi 
%\V Accesa^  e  di  111  per  Gavomno,  Giunca* 
rìco  e  Tirli  fino  al  mare. 

Entrano  in  questo  bacino  per  intiero  o 
in  parte  i  territori  più  estrai  e  meno  popò* 
Iati  delle  Como nitli  del  Gramliicato  come  si 
può  vedere  dal  seguente  Prospetto  e  dalla 
Recapitolaùone  generale  delle  Valli. 

Dal  seguente  Prospetto  resulta  cbe  il  qm^ 
to  Bacino  della  Falle  delPOmbrome  Sa^ 
nese  occupa  una  superficie  dt  quadr.  agvarf 
36o3o9,97,  pan  a  448  Vs  ">igl.  quadr., 
dove  nel  i833   esistevano  abìl.    11397  m' 
proponione  di  95  circa  per  ogni  «Mfilioi 
cresciuti  nel  1844  fino  a  i98o5  abit.  etrri-*' 
spondentl a  98  Kidivtdvl parogni-niigl.cMai 


«60 


PMOSPSTTO  deità  Svfwunam  tobitobuib  t  Mia  Poroi.AaMB 

Mim  VALLE  mh.*OHBKO?IB  SÀ?lfiSE  aggia  M  Bmomo  di  Gkmhto 

o'WpftFsi  I  VAUfim  SUOI  TAnoTAU  negii  anni  i833  e  1844. 


NOMB  Bei  CiPOLUoaai 

DCLUl 

COMUNITÀ 


SUPERFICIE 

TIRKITOIIALB 

IH 

QITADtATI  AGIUU 


NUMERO 

DB6LI   AmTANTl 


siEL  1833 


NBL   18U 


I.  Casliglion «Iella  Pescai j {nito^Hi) 
a.  Gjvormno,  per  4/t  circa 

3.  GroMPio 

4.  MntM  Mirili  irai, /»«rf/3  circa 

5.  Roccatir.icl«,  per  S/4  circa 

6.  Scinsan  »,  per  */s  circo 

TOTALK  ....  if.** 


6oi38,oi 
35416,41 
I 18956,68 
43087,94 
7.5988,35 
9674»  ,70 


1718 
3aa7 

9953 

3i59 
i"47 


1744 
l3oi 
a8.Sa 
a387 
343i 
1089 


3Go3o9,97 


Il  397 


ia8A4 


REC AP ITO L  AZIONE  delia  Sittuficik  TiBinnkiALK  e  delia  Popoi.Anox« 
delie  Comunità    comprese   nei  quattro  BACINI  DELL*  031BR0NE  SANESE 

negli  anni  i833  e   1844. 


NOME 

DBT    BACINI 

DELL'OMBRONE  SANKSE 


SUPERFICIE 

TBBBITOIIALB 

m 

QUADRATI   ÌGRAIU 


NUMERO 

DEGLI  AilTANTI 


**  NRL   1833  NBL  1814 


|- 


ì 


I .  Runif o  m  Sirh  ì 

a.  Baciro  di  Moutai^iivo 

3.  BACINO  DI  pAG4niCO 

4.  Bacino  di  Giossrro 

TOTALR   .    .    . 


.T.« 


985649,70 
919660,63 
409469, 16 
36o3o9,97 


1975089, 46 


56170 
18796 
3o66i 
Il  397 


I  ir)i)54 


59488 

I9^>a 
3i&89 
19804 


193986 


VALLE  OMBROSA.  —  Ved.  Vallom- 

MOSA. 

VALLE  Da.L*OiciA.  —   T'ed.   Oecia   c 

Vallk  «JrirOMBioHK  Sarbm  nel  3.^  BAano. 

.  VALLE  D«ij.*OSA.~r«</.  Osa,  e  Valli 

tttLL*  AlBIORA. 

VALLK  SUPERIORE  DTLLA  PAGLIA.— 
kWÀrt,  Paglia  fu  «Ictlo  che  coltalo  fìiime 
ha  •rigine  nel  G»n(luc«ito ,  e  {iricìsiiau'ule 


nel  fianco  orientale  del  Monte  Araìata  ila  va- 
rie fonti,  le  quali  prendono  cotlanìi  il  vo- 
c:<i:oIo  <Ji  Paglia  e  di  Paqlioia, 

Qui  ne  incornile  indicare  approssimali- 
T.-(meute  U  su^terfic  e  territoriale  eil  il  na- 
mero  drjfli  sibitanli  delle  OmiiniUi  gpet« 
tanti  al  Gniiiducato ,  che  sono  comprese  in 
|mi-|e  o  in  tulio  nelU  frolle  superiore  deh 
la  Puglia  A\\t  solite  due  e|iOGhe. 


66t 


PROSPETTO  deilm  Supuficw  quàraATA  e  deììa  Popolabioiir 
della  VALLE  SUPERIORE  DELLA  PAGLIA  e  dei  Vallohi  «doi  tubutau 

negli  anni  i833«  1844. 


1             H OHK  DU  CAFOLUOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

TKftRlTORIALB 

DEGLI   ABITANTI 

DKLLB 

IV 

\ 

^_^^__^_ 

COMUNITÀ 

QUAD14TI  AflKAU 

NBL  1833 

NBL  iai4 

I.  Abbadia  S.  Sai vadore,|»er  9/4 

20968,04 

3l22 

3i68 

area 

9.  S.  Catciao  de'  Bagni 

26795,21 

2747 

2882 

3.  Celona 

i5566, t5 

ai.i9 

2156 

4.  Chianciano,  per  ^1%  circa 

5370,74 

1080 

1078 

5.  Cmiusi  (ciltk)^'*  1/3  circa 

5670,94 

Il  39 

1214 

1      6.  S.  Fiora,  per  f/4  circa 

10633,54 

1099 

1212 

1      7.  Pian  Gtstagoiajo 

ao3i2,o5 

269.3 

2848 

1      8.  Radii  ofani,  per  4/s  circa 

I I 549,30 

8o5 

845 

9.  Sarteano,  per  </$  «rea 

83oi,8i 

l302 

i354 

1 0.  Sorano,  per  Vs  circa 

Totale  .  .    .   .   iV.*» 

22496,72 

I25l 

1410 

158963.80 

I73I7 

18167 

VALLE  DCLLA  PECORA  nella  Maremma 

lan<«.  ^-^  È  lina  delle  più  corte  e<l  angu- 

Valli  della  Miremma  centrale  del  Gran- 

Ilo,  il  corso  del  cui  fìumicello  fu  gik 

\09\V  /Irt,  Pbcoba. 

Emo  scaturisce  dal  fianco  meridionale  del 

paggio  di  Monte-Bamboli,  e  dopo  avere  ac- 

oftllo  nel  suo  alveo,  alla  sinistra  le  tiepide 

Hque  de*  lorr.  Roana  e  Renelle ,  i  quali 


scendono  dal  fìanoo  australe  del  monte  di 
Massa  Marittima,  ed  alla  sua  destra  le  acque 
che  fluiscono  fra  la  Marsìliaiia  e  Montioni 
cotesto  fìumicello  dirigesi  a  scir.  a  impela- 
garsi nel  mare  mediante  il  Padiile  di  Scarlino. 
Ho  compreso  in  questa  piccola  Valle  una 
terza  parte  della  Comunità  di  Massa-Mari t« 
tima,  S's  della  soppressa  Gom.  di  Scarlino  e 
Buriano,  e  la  metìi  dì  quella  di  Gavorrano. 


PROSPETTO  della  Supreficie  quadrata  e  della  Popolakiohi 
della  VALLE  SUPERIORE  DELLA  PECORA  e  delle  Valliooli  coaTiova 

negli  anni  i833  e  1844. 


NOME   DBI  GAPOLOOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

OKLLK 

1 

TERRITORI  A  LB 

DEGLI   ABITANTI 

IN 

_^ii 

COMUNITÀ 

QCADRATI  AGRARJ 

NEL  1833 

NEL18U 

a.  GiTorran  >,  per  ^/j  circa 

35416,41 

1718 

i3ot 

i.  Maasa- Marittima    (.  cillh)  per 

43087,92 

2253 

2387 

*'3  ciiea 

3.  SiMrlino  e  Buriano,  per  V^ 

472^3,00 

2291 

1735 

arca 

Totale  ....    .V.'' 

146737,33 

6262 

5423 

V.  ▼. 


84 


662  y  A  L  L 

VjtLhM    RaMISTA,    f^td,    VAlAAMIfTA 

(Villa  di)  nel  Val-d'Arno  inferiore. 

VALLE  SUPERIORE  dbl  RENO  BO- 
LOGNKSE. — Cotesto  fìu me  nasce  sul  rove- 
Mio  (leir  Appennino  più  meridionale  e  più 
interno  della  Toscana,  cioè  sul  giogo  delle 
Piastre^  appena  7  migl.  a  maestr.  dalla  cit- 
Ui  di  Pistop.  —  Il  pìccolo  Reno  da  quella 
sommità  percorre  un  alveo  leggermente  in- 
clinalo da  lib.  a  grec*  lungo  un  angusto  Tal- 
lone sino  a  Ponte- Pefri,  Ni  gli  recano  tri- 
buto, dal  Iato  sinistro  i  due  lorr.  Btarefca 
•  Bardellone,  quindi  più  sotto,  a  Praccbia, 
riceve  dalla  slessa  prie  le  acque  dell*  0/*/i- 
gna,  mentre  sul  confìne  estremo  della  Co- 
munità della  Sambuca  se  gli  unisce  dal  Iato 
destro  la  Limentra  pia  occideniate  dello 
Sftedaleiio;  essendoché  le  al  Ire  due  Li  men- 
tre ,  ia  centrate  e  /*  orientale ,  si  vuotano 
nel  Reno  dentro  lo  Stato  Pontificio. 


▼  ALL 

La  lungbeisa  maggiore  della  F'aile  supe- 
riore del  Reno  nel  territorio  del  Grandu- 
cato può  valutarsi  da  lib.  a  grec.  di  ciia 
14  roigl.  toscane,  a  partire  dairAppeaniao 
del  Piastrajo  fino  al  confine  delù  Coa. 
della  Sambuca  ;  mentre  la  sua  maggior  Ur 
gbetza  geografica  trovasi  nella  direzione  4i 
pon .-maestr.  a  lev.*scir.,  a  partire  dal  lili 
di  maestrale,  dal  monte  àe\V Uceelliera  fina 
alPAppennino  che  dirigesi  verao  le  sorgfdà 
deWe tre  Limentre y  sul  gio(^  de* monti,! 
quali  separano  i  Valloni  delle  tre  Lime^ 
tre  dalla  cosi  delta  Val^i^Bure, 

Spettano  a  cotesta  porzione  trasappenniap, 
per  intiero  il  territorio  della  Cora  unità  deOi 
Sambuca,  e  per  una  porzione  quelle  di  Par- 
to al  Borgo,  di  Cantagallo  e  di  Som  Mar* 
cello  oltre  una  frazione  del  popolo  di  Plr» 
neta  spettante  alla  Com.  di  È^teglio^ 
dal  Prospetto  che  segne  paò  rìleTanL 


PROSPETTO  della  Supuuncii  quàimatà  e  della  PoFOLABon 
delle  Comunità  che  occupano  la  VALLE  SUPERIORE  ml  RENO  BOLOGNESE 

negli  anni  i833  e  1844. 


IfOMB  DBI  CAPOLOOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

DCLUt 

TBSUTORULB 

DEGLI    ABITARTI 

IN 

^^_    1 

N-^^^^""****" 

COMUNITÀ 

QUADRATI   AGRARI 

NBL  1833 

NBL18U 

I .  Sambuca 

3^967,59 

a63a 

5oi3    1 

a.  (Cantagallo,  per  il%  circa 

1^293,06 

a35i 

1691 

3.  Porla  al  Borgo,  per  t^^  circa 

9'9"f«« 

3189 

369« 

4.  San -Marcello,  per  </3  circa 

8344,67 

i6oa 

i568 

5.  Pileglio  ,  per  </50  circa 

Totale  ....   if.° 

399 ,00 

61 

59    . 

53o88 , 44 

9836      1         iao«3    i| 

VALLE  DELLA  SAMOGGIA.  —  Ved. 
Tuia  dkl  Solb,  Comunità. 

VALLE  SUPERIORE  do.  SANTERNO 
neir  Afipennino  di  Firenzuola.  —  Lascio 
agli  Arf.  Santeino  e  Fimrnkuola,  Comunità, 
la  descrizione  deiriindamento  di  questo  fiu- 
me e  del  terreno  sul  quale  scorre ,  per  dire, 
che  attualmente  io  comprendo  nella  Valle 
superiore  del  Santerno  tutta  la  Comunità  di 
Firenzuola,  abbenchè  alcune  rr.izioni  di  es- 
sa entrino  nelle  Valli  contigue  Tra nsappcni- 


ne  e  Cisappennine,  siccome  conto  fra  le  pri- 
me quelle  del  {X)[>o|(>  di  Bruscoli ,  le  csi 
acque  scendono  nel  fiume  Reno,  quelle  ed 
po(K>lo  di  Piancaldoli  postp  alle  sorgeoli 
del  Sii  laro,  ed  il  popolo  di  Caprenno  prtafi 
la  dogana  delle  Pili  gare  sul  fiume  Idìee, 
lutti  corsi  d*  acqua  che  fluiscono  oelPAdriati- 
co. —  Lo  stesso  dirò  dello  Stale  compreso  is 
parte  nella  Com.  di  Firenzuola,  unica  fruìo- 
nedi  quel  territorio  di  qua  dall*  Appennios 
acquapendente  nella  fiumana  della  Siete. 


«63 


PROSPETTO  delia  Svpiwian  qijaoaata  e  della  Pofolauovi 
della  VALLE  SUPERIORE  DEL  SANTERNO  negli  anni  i833  e  1844. 


NOIfB  DEI  CAPOLOOGHI 

DILLE 

COMUNITÀ 


Firenzuola 


SUPERFICIE 

TEBRITORIALE 

IH 

QUADRATI  AGRABJ 


NUMERO 

DEGLI    ABITANTI 


8or74,i5 


VALLE  SUPERIORE  do.  SAVIO  in  Ro- 
magna. —  Celesta  sezione  del  Sa^io  com- 
presa nel  vicariato  di  Bugno  fa  distinta  da- 
gl*  istorici  fiorentini ,  non  che  dai  politici 
col  vocabolo  di  F^al  »  di -Bagno  ^  comecché 
nella  Falle  superiore  del  Savio  eniri  an- 
che ^a  Comunità  di  Sorhano  qasindo  questa 
non  fiiceya  pjirle  della  Fal-di-Bagno. 

Air  Ari.  Savio  fu  discorso  in  succinto 
della  sua  origine  e  del  suo  andamento  in- 
nanzi di  sboccare  nel  mare  Adriatico  da- 
vanti a  Cesena ,  sicché  non  mi  resta  che 
accennare  l'estensione  approssimativa  e  la 
popolazione  della  sua  f^afle  superiore  spet» 
tante  al  Granducato.  —  La  quale  porzione 
di  Valle  presa  da  lev.  a  pon. ,  cioè  dalla 
aomroilà  del  monte  di  Pastorale  y  presso 
il  giogo  dell*  Appennino  fra  Frataglia  ed  il 


Bastione,  si  estende  linearmente  circa  14 
miglia  toscane,  mentre  dalle  spalle  del 
monle  Aquilone  ^  posto  a  sett.^  delle  sca- 
iDrigini  del  Tevere,  e  da  quelli  della  Cella 
S.  Alberigo  e  delle  Balze,  andando  da 
scir.  a  sett.  fino  al  poggio  di  Ballato ,  essa 
Valle  corre  per  una  traversa  di  circa  t5 
roigl.  toscane. 

Panno  parte  della  frolle  superiore  del 
Savio ,  per  ìnliero  la  Com.  di  Sorbano , 
per  metà  la  Com.  di  Bagno  e  per  S/4  quella 
di  Verghereto,  siccome  dal  Prospetto  se- 
guente apparisce. 

Della  Com.  di  Sarsina  e  di  quella  di  S. 
Agata  dì  Monte-Feltro,  sebbene  in  totalità, 
o  in  parte,  comprese  nella  Valle  superiore 
del  Savio  non  faccio  parola ,  spettando  am- 
bedue allo  Stato  Pontificio. 


PBOSPBTTO  della  Supisficu  quadrata  e  della  Popolauorb 
della  VALLE  SUPERIORE  DEL  SAVIO  negli  anni  i833  •  1844* 


NOME  DEI  CAPOLUOGHI 


COMUNITÀ 


SUPERFICIE 

TERRITORIALE 

IN 

QUADRATI   AGRARI 


I.  Bagno,  per  i/%  circa 

a.  Sorb  no 

3.  Verghereto,  per  B/i  circa 

Totale  ....   iV.® 


34193, 3i 
11079,29 
a6ia5,65 


71398, a5 


NUMERO 

DEGLI  ABITANTI 


NEL  1833 


3aa6 

977 
1494 


5697 


NEL  1844 


3486 

io34 
i6a5 


6145 


VALLE  SUPERIORE  del  SENIO  in  scano,  il  quale,  a  partire  dal  monte  Carzo- 
Romagna.  —  È  uno  dei  fiumi  che  Kende  lano,  dirigesi  da  lib.  a  grec.  per  la  P'alle  di 
«hi  fiinco  settentrionale  deirAppennino  to-    Palattuolo ,  bagnando  le  mura  occidentali 


664 


V  A  LL 


VALI 


(li  (|iifsto  ca(K)lmigo  di  Comunilà,  finché  fìciu;  talché  la  f^aiie  tmptriort  dei  Semìo 

dofio  circa  io  migl.  di  cammino,  al  di  lotto  può  dirsi  circoicrì  Ila  ad  oodìprvsao  dal  iitri- 

della  eh.  plebana  di  MisiUo  qxììta  nel  ter-  metro  della  Gorounilli  testé  citata,  della  quale 

ritorio  e  diocesi  d*  Imola  dello  Slato  Fonti-  si  trova  qui  appresso  il  solito  Prospetto. 

PROSPETTO  d€Ìia  SuFiancn  quainuta  e  delia  Popolauosk 
della  VALLE  SUPERIORE  DEL  SENIO  negli  anni  i833  e  1S44. 


NOIfB  DBI  eAVOLUOem 

DILLI 

COMUNITÀ 


Palaxzuolo 


SUPERFICIE 

TBKKITORIALI 

IH 

QUADRATI  AGIABJ 


3i9a*>99 


NUMERO 

DB6LI   ABITANTI 


NBL  1833 


3i65 


NBL  18U 


3333 


VALLE  DI  SERAVFZZA.  —  red.  Sa- 
aAviKÀ,  FirrmASAiiTA,  Comunità^  e  Vibsilu. 

VALLE  DCL  SERCHIO.  —  Dopo  che  co- 
lesto  fiume  si  aprì  un  alveo  ed  una  foce  soa 
propria  nel  mare ,  e  che  il  corso  delle  sue 
acque  debba  dirsi  esteso  anziché  breve,  è 
d^uopo  fare  della  frolle  del  Serehio  un 
articolo  a  parte,  saddividendo  in  tre  bacini 
quelli  delle  sue  acque,  dall'origine  fino  al 
mare,  cioè,  nella  Pialle  del  Serehio  sane- 
ricrei  compresa  nella  Garfagnana;  nella 
F'alìe  del  Serehio  centrale ,  nella  quale 
siede  la  ci  Uà  di  Lucca,  e  nella  Valle  del 
Serehio  inferiore,  ossia  di  Marina,  in  cui 
si  trova  la  nuova  città  di  Viare^igio. 

VALLE  DRL  SERCHIO  SUPERIORE.— 
Considero  per  primo  e  più  allo  Bacino  del 
Serehio  quasi  tutta  1*  ani  ira  Provincia  della 
Garfagnana,  a  partire  dalla  foce  del  Monte 
Tea  fra  le  sorgenti  dei  due  Serchj ,  quello 
cioè  di  SfinuecianOf  altrimenti  denominato 
Fiume  di  S.  Michele ,  e  1* altro  dì  So^ag- 
gio ,  fino  allo  stretto  dove  shocca  nel  Ser- 
ehio la  fiumana  della  Torrita  Cava. 

Già  a.\V/iri.  Gaifagnana  designando  i  lì- 
miti di  colesta  Vaile  superiore  dissi,  che  la 
sua  lunghezza  era  di  circa  ao  migl.  geogra- 


fiche da  maestr.  a  scir.  e  che  la  tua  larghci^ 
xa  media  da  grec.  a  lib.  fti  cootidenla  ap» 
prossimali vamen le  di  circa  lamifl.  linearii 
calcolando  -la  sua  supc  rficie  letale  pretto  • 
poco  a  a4o  migl.  geografiche  quadr. 

Air^rr.  poi  SiBcmo  indicai  i  augfiori 
tributi  dì  acque  che  aumentano  quelle  ad 
Serehio  lungo  tulio  il  suo  eono,  il  qoak  ot 
trepasia  le  5o  miglia  dalle  tue  torfcali  Bm 
al  mare  ;  e  dissi ,  che  nel  primo  Baeimà 
della  Garfagnana  il  Serehio  accoglie,  dal 
lato  destro,  ossia  dall*  Alpe  Apuana,  il  lorr. 
di  Poggio j  la  Torrita  di  Ca5telnuo^fo,qf»tU 
la  di  Gallicano  e  la  Torrita-Cava^  menli« 
dal  lato  sinistro  scendono  in  Serehio  daU 
r  Appennino  di  Cor  fino  il  torr.  di  Cmsii» 
gì  ion- Lucchese,  dal  Barghigiano  il  CorfoM^ 
e  dai  monti  di  Goreglia  Pi^ffiìii,  il  quale  «Ir 
timo  lorr.  chiude  dal  lato  sinistro  il  prioso 
Bacino  del  Serehio ,  nella  di  cui  estremi Ifc 
inferiore  trovasi,  sul  lato  destro  il  Icrritorìo 
comnnitalivo  di  Gallicano  del  Ducato  di 
Lucca,  e  dal  lato  sinistro  quello  di  Barga 
della  Toscana  Granducale ,  1*  unica  Comu- 
nità, della  quale  per  ora  si  conosce  la  quan- 
tità della  sua  superficie  territoriale  e  la  pò» 
polazione  alle  solite  due  epoche. 


^»65 


PMOSPETTO  delle  Govdiuta*  comprese  per  intero  o  in  parie 

neiia  VALLE  SUPERIORE  DEL  SERCHIO  e  nei  Vaixoki  suoi  tmbdtam 

con  V  indicazione  dei  tre  Stati  cui  appartengono* 


HOME  DEI  CIPOLCOGBI 
unxK 

COMUNITÀ 


SUPERFICIE 

TBRBITOEIALB 

IN 

QUADRATI  AGBAIU 


NUMERO 
DEGLI   ABITANTI 

NEL  1833         NEL  1844 


I 


GRANDUCATO  DI  TOSCANA 


I.  Bargi 


19441 ,o3 


6790      j 


7x5« 


DUCATO  DI   MODENA 


I.  Gaileluuovo  di  Garfagiiana 
a.  Cam|jor^ìano 

3.  Garti^lioD-Locckeie 

4.  Pieve  Poflciana 

5.  Carcggine 

6.  Piazxa 

7.  Foiciandora 

8.  Mulaoaiu 

9.  Giiiucugnano 

10.  San-Romano 

11.  Sillaoo 
I».  T»asilico 
i3.  VrtgliSoUo 

14.  VergpiDoli 

1 5.  Villa  Colemandina 


Ignorasi 


Totali  .  ^.® 


DUCATO  DI  LUCCA 


I.  MìnuGciano,  per  f/3  circa 
a.  Gallicano 


S  Ignorasi 

Totale  .  ^.**| 


3393 
i838 
a356 
a6a5 

i347 
1745 

788 
ai3i 

898 
1487 

It)OI 

9i65 
1968 
1640 
1930 


9891  a 


3773 


Zta  popola- 
^zione  è  dflC 
anno  i83a. 


695     ìl^a  popolai. 
3078     ^è  del  i83a. 


RECAPITOLAZIONE 

G^xnnocKTO  mT(ìiickvA{ popolatone  del  i833) J^bit,  iV.       6790 

Dt-ckTO  m  Mow.v A  (popolazione  dei  i83a) »    a8aia 

Dogato  di  Lucxu  [idem) »      ^773 

Totale Abit.  ^.°  3877^ 


666 


V  A  LL 


VALLE  CENTRALE  no.  SERCHIO.  — 

Mollo  più  vasta  e  più  importante  per  Tarj 
rapporti  è  il  secondo  Bacino  di  questo  fìa- 
lae,  il  quale  abbraccia  anche  il  Vallone  del- 
la Lima,  a  partire  dal  Bosco  lungo  suir Ap- 
pennino di  Pisloja  fino  alla  sua  confluenza 
nel  Serchio.  Nel  quale  tragitto,  lungo  la 
Lima,  sono  comprese  le  più  industriose  po- 
polazioni della  montagna  pistojese,  ed  i  Ba- 
gni di  Lucca. 

Se  per  un  lato  includo  nella  Falle  cen- 
trale del  Serchio  tutto  il  vallone  della  lÀma^ 
dall*  altro  lato  escludo  da  cotesto  bacino  la 
pianura  orientale  di  Lucca  sul  riflesso ,  che 
le  acque  le  quali  scendono  dal  monte  delle 
Piaome  per  la  Fossa  I9uova  e  per  il  torr. 
Leccio  vanno  a  scaricarsi  al  pari  del  Bogio, 
{fiìB  Oizeri)  nel  Lago  di  Sesto  ossia  di 
Bientina  ;  Lqgo  che  roandu  il  rifiulo  delle 
sue  acque  per  mezzo  di  canali  emissarj  nel 
fi.  Amo  presso  Vico-Pisano.  In  vista  di  tut- 
tociò  ho  dovuto  escludere  per  intiero  dal 


V  ALL 

Bacino  centrale  del  Serchio  le  due  Goar 
nità  più  orientali  del  Ducato  di  Lucca  eia- 
eluderle  invece  nel  quinto  Bacino  dell* Arai. 

Con  tutto  ciò  cotesta  Valle  centrale  eh 
più  vasta  di  tutte  le  altre  spettanti  al  So- 
chio ,  stante  che  essa  conta  da  sett.  a  oiba- 
lib.,  vaie  a  dire  dell*  Appennino  di  Bosm 
lungo  sino  allo  stretto  di  Ripa(«Ua,  hi 
lunghezza  non  minore  di  38  migl. ,  in  hi 
larghezza  ad  un  dipresso  di  1 5  migl.  gio- 
grafiche. 

Fra  i  maggiori  corsi  d' acqua  che  auoMS- 
tauo  quelle  del  Serchio  nel  sao  Bacilo em- 
troie,  oltre  la  Lima,  conta nsi  a  destra  i  Ior. 
Pedogna  e  Freddana,  e  a  sinistra  la  FregL 

Delle  Comunità  Lucchesi  nod  conosce»' 
do  ancora  la  superficie  effettiva  di  quei  \» 
ritorj ,  mi  limito  ad  indicare  la  popolatisi 
del  i83a,  mentre  |>er  le  Comunità  del GffSfr 
ducalo^  oltre  la  superfìcie  territoriale,  wà 
specificata  nel  seguente  Prospetto  la  ktt 
popolazione  a  due  epoche  diverse. 


PROSPETTO  delle  Comunità*  comprese  per  intero  o  in  parte 

nella  VALLE  CENTRALE  DEL  SERCHIO  e  nei  Valloni  siroi  TanoTABJ 

con  V  indicazione  dei  due  Stati  cui  appartengono. 


ROME  DEI  CAFOLUOGfll 

DILLB 

COMUNITÀ 


SUPERFICIE 

TBERITORTALB 

IN 

QCADIATI  AGRARJ 


NUBfERO 

DEGLI    ABITANTI 


NEL  1833 


NEL  18U 


GRANDUCATO  DI  TOSCANA 


I.  Culigliano 

a.  S.  Marcello ,  per  8/4  circa 

3.  Pileglio,  per  *»/50  circa 

TOTALR    .     .     .     »     N. 


18956,65 
18776,00 
14292,63 


5aoa5 , a8 


ai99 
3604 
3074 


8H77 


aSii 

35«9 
991S 


8951 


DUCATO  DI  LUCCA 


I .  Bagno  dì  Lucca 
a.  Borgo  a  Mozzano 

3.  Camajore,  per  </3  circa 

4.  Coreglia 

5.  Lucca  (città  capitale) 


Ignorasi 


i 


8o56 
9631 

4574 
3733 

58758 


f  La  pnpoU' 
^  SI  Olle  è  deft 
\anno  i83s. 


Totale  .  19  ^\        8474» 


recapitolàzione 

GuLunocKTO  mTosckuk  [popolazione  del  i833) ^bit,  N.^     8877 

Ducato  di  Lucca,  {poplatione  del  i83a) *   8475» 

Total» ^hit,  N.^  936*9 


868 


YALL 


VALL 


Qui  tolamente  aggiuD^serò ,  che  la  Valle  fratte  superiore  del  Te^erm  da  lev.  a  poo. 

Tiberìaa Toscana  non  eccede  nella  soa  lun-  CJilcolata  dalla   gommila    dell*  Alpe  detti 

ghezia  da  teli,  a  icir.  le  i6  migl.  geografi-  Luna  sino  a  quella  di  Catena/a^  si  csIcbiIi 

che,  e  che  la  maggior  larghezza  della  slessa  per  una  corda  di  circa  la  migl.  gcogiafick. 

PROSPETTO  della  Sursanaa  QUAnaATi  e  della  PopoLàsioaB 
della  VALI£  SUPERIORE  DEL  TEVERE  spettante  al  Grakducato 

negli  anni  x833  e  1844. 


MOMB  DEI  GAFOLUOGHI 

SUPERFICIE 

NUMERO 

nauji 

TBRRITORIAI.K 

DEGLI    ABITARTI 

COMUNITÀ 

in 
QUADRATI  AGRAU 

NEL  1833 

NBL  1841 

I.  Anghiari 

38093,66 

6543 

6392 

a.  Aaano  (ci Ita)  per  ViO  circa 

II171  ,72 

3oo8 

3319 

3.  Caprese 

19533,84 

i558 

1701 

4.  CoaToaA  (citU)  Vs  ^^''^^ 

aoo36, la 

44>9 

46)8 

5.  Monte  S.  Maria 

ai3oo,3o 

a59E 

2689 

6.  Montcrchi 

84^9,65 

2456 

9640 

7.  Pie?e  S.  Stefano 

45504, 85 

36^6 

4076 

8.  SAKitcpoLcao  (citlà) 

26702,83 

636o 

7923 

9.  Verghereto,  per  «/g  circa 

Totale  .  .   .  .  /f  /» 

4354 ,27 

245 

«71 

195117,24 

3o8>6 

3a949 

VAT.I.E  DEL  TRA  MAZZO.  —  f^ed.  Trb- 
lX>zio  e  Valle  SupenionF.  d^l  Lamonp. 

VALliE  DELLA  VARA.  —  J''ed.  Vara,  e 
Valle  dixla  Magra. 

VAFiLE  DELLE  TRE  ACQUE  kfllMSOLA 
DiLL^ELBA.  — -  Fed.  Isola  dct.l*Elba. 

VALLE  DEI  TRE  BIDENTI  in  Romagna. 
...  Comecché  cotesic  Ire  fiumane  riunile  in 
un  solo  fiume  percorrino  per  molte  miglia 
nella  Romagn.i  Pontificia  per  un  alveo  loro 
proprio  che,  prima  sodo  nome  di  Bidente^ 
poi  di  Ronco y  si  dirige  verso  il  mare,  con 
tulio  ciò  mi  resta  qualche  iJtihbio  per  qua- 
lificare il  Bilente^  siccome  al  suo  arlicolo  lo 
chiamai, ^£<me  rea/e,  sia  n  Ice  he  davanti  alle 
()orte  di  Ravenna  il  Bidente  si  unisce  al 
Montone  in  un  alveo  comune  ad  entrambi, 
il  quale  acquista  il  titolo  di  Fiumi  uniti. 


titolo  che  conserva  per  poche  miglia  ii 
di  vuotarsi  nel  mare  Adriatico. 

Non  starò  a  ripetere  qui  ciò  che  fa  iat' 
calo  al r Art.  Bidente siiirandamenlo  eaoflt 
speciale  delle  tre  fiumane,  le  quali  luUr  s^ 
scono  sulle  spalle  dell'Appennino  di  G^ 
maldoli  nelle  foreste  MVOpera  sotto  i  ia> 
caboli  di  Bidente  di  Strabatenza ,  di  ^ 
dente  di  Ridracoli ,  ossia  di  f^alèo^t* 
di  Bidente  del  Corniolo  ;  t  quali  tre  li- 
denti  si  riimischino  in  uno  solo  (bvaatiilb 
sof)pres<»a  Baclia  di  S.  Maria  in  Cosmesi» 
air /sola  dentro  la  Romagna  Granducik* 

Inilicherò  bensì  nel  seguente  Prospetloli 
superficie  terrilori<tleed  il  numero  degli  abi* 
tanti  delle  Comunità  del  Granducato ,  chi 
per  intiero,  oppure  in  parte,  sono  compit* 
nella  Pialle  superiore  dei  Tre  Bidenti. 


Viti  VALI.K  Da  TRE  UlDETITI  mgli  mniù  iSSS  e  1844. 


OBI  CiNLCOSHI 

iMUNITÌ 

SUPERFICIE 

QOiMAtl  IMAU 

NUMERO 

OI«LI   ilItAKTt 

in  Runugiu,  pw  </« 
ìcir«,/MrV4"rt» 

I9»»>,j3 

3«,a 
•S04 
e«8 

34M 

3(»S 

6,4 

TotiM  . ...  ir." 

BSSi*,*7 

«057 

10107 

ILAZIONE'  GENERALE  detta  Sminai  ocìduti  e  Potouiiotnt 
epiche  dtt  lft33  t  Htl  t8U  rfe'/e  Coiniitm'  fmpnt»  tutte  VALLI 
4PPENIVINE  •  CISAPPENMNB  tptttaMi  alla  TOSCANA. 


TAVOr.A  I.  VALLI  TRANSAPPENNINE 


ri  TOH  IL 
VILLI  CISirPEKKIME  DEliili  TOSCAKA 


I 


fAll  VALL               671 

Ihììm  prconlfl^  M/mpUpffiùom  gene^  Aoche  uo  ìHrameutodeir  1 1  die.  1 046,  ro- 

rmk  pertanto  lÉjPolUf  MÉB  p^le  ai  o  ts  gito  nel  castello  di  PaHortUe,  IralU  d«rl- 

Valli,  quiilon'viiglii  §if^ptHf9f9k  la  fiiccolii  1* offrila  liilla  alla  Badia  «li  Stating.i  di  ili- 

fmiooe  spc|l«pU  a  i|aella  fB|i«iioiiore  del  verri  beni  posti  in  luogo  afif iellato  ralìe 

lfriaun>»  il  GnnduviiP  in  Trrra  f«  rnia  (los-  ntHa  f^al  ài  Cornia.  —  (  Aaca.  Din.  Fioa. 

lifde  {saÌ9Q  9rfofw)  Quadr.   6633539,67  Cane  di  S.  rlgoUinodi  Òirna,. 

afvivalenli  ■  pirca  (ipét  laigl.  quadr.  io-  lo  non  az/iirderei  imiouuan',  le  quello 

Kaiic,  dot*  m  nel  ||53  una  |iO|ioliiiionedi  luogo  ili  /'u/Zr  fu  il  castello  di  faiie  Aspra 

i>S74i547    iildi%iilti|,  salili  nel  1844  ad  della  Dioc.  di.  Poi »u Ionia  nniounirflo  in  un 

l,5oS«io5    abiteBlI,   coli*  avvertenza   che  ìslrunienio  drl  «4  nov.  1108  csislenle  nel- 

■aManu  quelle  dell*  Isole  dell*  Elba  e  del  TAkb.  Dipi..  Fiob.  Uè  le  carte  dilla  Badia 

GiffWs  nllff^  gli  nbil.  ilei  Granducato  coro-  ili  FHSsignano;  sembra  bf'nsì  npiiellarr  a  oi>- 

fSCH  aoilo  |ianPOchie  esiere.  testo  casleltelto  un  lodo  del  9  marzo  1149 

Qò  cbe  per  altro  può  cuslituirc  differen-  proferito  in  Siena  da  Ranieri  vescovo  di  deU 

■  4i  calcoli  dirim|N;ito  alle  Tavole  date  ta  citlii,  flato  a  ciò  delegato  dal  Poni.  £u* 

Mio  TArt.  ToacABA  Gbaiiiidgalb  dipende  da  genio  111  rispetto  ad  una  lite  che  esisteva 

•rirtc  di  numeri  che  sarauno  iu  appresso  fin  il   capitolo  di  Massa  ooutro  i  monaci 

MiiitU.  della  Badia  di  Seslinga,  relativamente  al 

Db!  eonfroulo  pertanto  delle  popolazioni  giospadronalo  della  chiesa  di  S.  Andrea  di 

■dk  varie  Valli  spettanti  alla  Tuicana  Gran-  traile  ;  con  il  qual  lodo  fu  couscnrato  ali* 

éycalc,  ai  può  concludere,  che  Ira  quelle  Ci-  abaie  di  Stai  ioga  la  collazione  di  della  cbie« 

Mppnuiuc  la  Vahe  deirimo  e  segualamen-  sa,  meutie  rispetto  alle  decime  fu  deciso,  che 

ì»'\\Baelmo  /*ixajso mostrasi  una  delle  con-  i  coloni  dovessero  pagarle  a  quel  prrQco« 

liadc  più  popolale,  nieolre  le  più  scarse  dì  da  cui  erano  solili  ricevere  i  sacramenti,  e 

papolaiiooe  appariscono  la  FaìU  dM  AL  precisamente  il  lialtesimo. 

hegnm^  ed  il  quarto  Bacino  delV  Omòfone  Con  altro  istruroeuiu  del  fibbrajo  1161 

mmts€n  —  Rispetto  poi  a*le  Valli  Transsp-  Giovannello,  figlio  di  Fratmo  o  firaolmo^ 

peBoioe  per  ciò  che  speli  a  al  la  Toscana  Gran-  nativo  della  Maisiliana  con  Gagliaua  sua 

4Mde  moalrasi  la  più  fiopolala  di  tutte  la  sorella  venderono  a  Udebrandìno  di  Arri* 

Wimlie  superiore  dei  Reao  Bolognese.  golo  da  Fornoli  lutti  i  loro  beni  ed  ogni 

VALLEf  ^  VAXiLI  sripra  FOLLONICA  ngìone  che  avevano  nelle  corti  di  Xoniio^ 

■fila  Maremma  Maaseluua.  —  Sclteletru  di  ni  e  di  Falie^  a  |arlire dalla  MarsHiana  fino 

c«iell«>  con  eh.  plebana(SS.  Concezione)già  al  (^t.  di  Scarlino.  —  (  Aaca.  Dm.  Sab« 

S.  Andrea,  allualmmlc  riimila  alla  nuova  Cartr  driìa  eiilò  di  Matsa\ 

cà,  plebana  di  S.  Leo|>oldo  a  Follonica ,  Il  G>Mrelli  nelle  sue  memorie  sulla  Dio» 

arila  Cou.  Giur.  Dioc.  e  circa  10  migl.  a  cesi  di  Populonia  rammcnla  un  lodo  del  19 

oilio-lib.   di   Massa -Marittima,  Comp.  di  febbrajo  1  a  1 7  pronunziato  in  una  vertenza 

GivMselo.  fra  Alberlo  «ew-ovo  di  Massa  da  una  (larte 

Risiedono  i  ruderi  del  Casi,  di  ^a//e,  o  ed  i  canonici  della  sua  callediale  dairallra 

Fmi/if  kopra  uu  risaliti  di  pu^g io  circa  un  parte,  iu  cui  è  I'hUm  rouizioni'  di  una  [mt- 

■igl.  a  maeslr.  «lei  Forni  di  Follonica,  uu  mula  lia  quel  capi lolo  che  aveva  ctdulo  ni 

■ìgl.  e  mezzo  a  self,  della  Sfiiaggia  ed  al-  vtsco\o  Ildebj andino anltussore  di  Albrilo 

livllanie  a  ostro  della  si  rada  regia  Marem-  alcuni  terreni  in  cambio  del  casUllo  di  F'ai- 

■aua  e  della  tenuta  di  Vignale.  /e,  sue  pertinenze  e  gioriidìxioue. 

Pochi  casolari,  dove  nelT infida  stagione  Air^rr.  Massa  Mabittima  (Voi.  Ili  pag. 
sriglìono ricovrarsi  alcuni  |Mislori  o  lavoranti  142)  citai  un  atto  pubblico  del  ai  genn. 
delle  sottofiosle  furine  ili  ferro  a  Follonica,  laao  (i/i7e yfor.)  relativo  al  giurarountcì  prt'- 
oastituiscono  oggidì  la  pO|)olazioiie  del  Cast,  stalo  da  varj  diilinli  Masselani  di  ris|)etlare 
di  Paiie ,  ossia  Faili.  —  Però  esso  è  ram-  il  vescovo  Allicrlo,  il  suo  capitolo,  i  vicedo- 
mentalo  fino  dal  secolo  IX  in  una  membra-  mini  ed  i  Ioni  beni,  con  la  promessa  di  pa- 
na dell*  isfrcA.  Arci^.  Lucca,  del  214  olio-  gare  il  debito  tallo  coi  Saiicsi  per  riscallnre 
hre  884  ,  nella  quale  si  rammentano  dei  il  Cati.  di  FaHe,  ch'era  slato  oppignorato 
beni  che  la  mensa  di  Lucca  possedeva  a  Fai'  al  conte  Rinaldo  de*  CC.  Alberti  di  Monte- 
/e,  nel  territorio  della  Val  di  Coniia,y?/i/6iii  rotondo.  —  P'ed.  per  il  restante  V  Art. 
Cornino.  —  (  Blesi  ;b.  Locca.  T.  V  P.  11.)  Follobka  e  Vionalk  di  MAai^juiA. 


672  V  A  L  L  VALI. 

VALLE  (PONTE  a).  —  Air  /tri.  Amo        VAMìK,  o  VALIJ  (S.  SALVATORE» 

(Voi.  I  pag.  t38)  diKorreniio  lielU  diga  iu-  nel  Viil-d*ArDo  fioi-eiiUiiu.  —  Cit.  la  cui  ck 

ter|)oata  fra  il  Val-<l*Arno  anitiiio  ed  il  Val-  parr.è  filiale  della  |Me%cdi  Monlcloro,  urUi 

d'Arno  superiore ,  ouia  fra  il  secondo  ed  il  Com.  Giur.  e  circa  5  migl.  a  nweslr.  del  Poa- 

teno  suo  bacino,  dissi ,  clie  incomincia  la  tassìeve,  Dioc.  dì  Fifsole,  Comp.  di  Fimnr. 
Gola  detr/mbuto  ,  ul  di  sotto  della  quale        La  purr.  di  S. Salvatore  in  ^a//e,o  Ta/- 

ire  niigliii  ciica  le  acque  delP  Arnu  incon-  /<i  nel  i833  noverava  ai5  abiu  Ggdeiqaili 

franti  un  nuovo  ostacolo  pietroso  la  /^a//e  entravano  nella  Com.  di  Fiesole. 
Jeir  Inferno,  ìk  dove  il  monle  di  Prato-        VALLERAXO  di  MUaiiOin  Val^i-Ver- 

Magno  spinge  la  sua  buse  sopra  la  Terra  di  se.  —  Piccolo  caslellftto  con  eh.  |iarr.  ;S. 

Lalerinii,  mentre  dal  Uto  oji|josto  scendono  Donato)  nel  vicariato  foraneo,  Com.  e  ciio 

fino  ali*  Arno  i  poggi  dì  F'al-i' Ambra.  migl.  5  a  fion.-lìb.  di  Murlo,  Giur.  di  Mna- 

Da  cotesto  lato  trovasi  il  Ponte  a  FalU^  lalcino,  Dioc.  e  G)nip.  di  Siena, 
di  cui  si  hanno  noliiìe  fino  dall' iinno  1 198        Risiede  sopra  un  poggio  coperto  di 

in  un*i  bolla  del  Punt.  Clemente  IH,  nella  ofiuliiiche,  dallv  quali  sì  eatrae  il 

quale  si  rammenta  1* ospedale  del  Ponte  a  nero,  o  seqienlina  di  Vallemuo,  raaat"  ik- 

Futle  nel  piviere  di  Laterina.  Inoltre  nella  signate  dal  Blocchi  nella  tua  cljstirMMiioM 

storia  fiorentina  di  Ricordano  (Gip    191)  e  delle  rocce.  -—  fed.  Hublo,  Cinnunilà. 
iiellii  Crtmica  di  Giovanni  Villani  ali* anno        La  |Kirr.  di  S.  Donalo  a  Vallerano  ael 

1968  (Lib.  V  Gap   24)  si  rammeiila  coteste  i833  contava  94  popolani. 
Ponte  a  Valle  a  pro|iosito  di  un  fiitlo  d'        VALLERONA  nella  Valle  inlerioiv  ìM- 

armi  ivi  accaduto  a  vantaggio  del  re  Corra-  TOmbrone  sanese.  —  Vili,  con  eh.  i^rr. 

dino  e  dei  suoi  Ghibellini  contio  un  corpo  (S.  Pio)  già  cappella  curata  solfo  l'aicipcv- 

di  truppe  al  servizio  di  Carlo  d*Angiò.  —  tura  di  Roocalbegna,  dalla  quale  è  dififiie 

Ftd.  LATEaiMA,  Comunità,  circa  due  migl.  a  |ion.  nella  Com.  om^ 

VALLE (S.  MARTINO  la)  nelLi  Val-di-  sima,  Giur.  di  Arcidotso,  Dioc.  di  Sutfi. 

Greve.  —  Contrada  con  eh.  parr.  cui  è  an*  Comp.  di  Grosseto. 
nctso  il  popolo  di  S.  Bartolomroeo  in  f^i/-        Trovasi  sul  fianco  occidentale  «li  uDo^f» 

le,  nel  piviere  di  Silano,  Com.  Giur.  e  circa  ne  del  Monte-Labbro  che  divide  la  Villi 

tre  migl.  a  maestr.  di  Greve,  Dioc.  di  Fie-  dell'Ombrone  da  quella  deiràlbcgua, ■»■ 

aole ,  Comp.  di  Firenze.  tre  nel  fianco  orientale  risiede  il  capoloof* 

Risiede  sul  fianco  orientale  dei  poggi  che  della  sua  Comunità,  aopra  al  quale  sDryesB 

sepiiraiio  il  vallone  della  Greve  da  quello  le  fonti  dell' Alliegna,  eisendctchè  t  (oni»* 

della  Pesa  fra  i  fxipoli  di  Macerala,  di  Lu-  tuati  davanti  al  Vili,  di  Valleronii  mtnvi 

ciano,  di  Vicchio-Magjiio  e  di  Silano.  nel  torr.  meridionale  delle  Trasubbie  t  C'-ì»- 

Kbl>ei-o  in  questo Gis.  di  Valle  signoria  e  seguentemente  S))Ctlano  al  terso  bacino  àt\- 

podere  i  Cavalcanti  ed  i  Gberardini,  ai  qudli  l'Onibrone  sanese. 

Iirobabiiroenle  apjmrlennero  i   due  ffnlelli         La  cap{>ellanìa  curati  di  Vallemna  ikd)- 

Ubaldo  e  Guido  figli  di  Walfiedo,  che  nel  cata  a  S.   Pio  fu  eretta   in   |>amjccliia  v^ 

s  di  giugno  del  991,  stando  in   Ficchio-  i8o5.  —  Ved.  S<U!f4  (Dinceai  m) 
Maggio  de*  Lombardi ,  venderono  la  metà         liu  cura  di  S.  Più  PP.  e  Martire  1  Vall^ 

di  due  sorti  (losle  nel  Cas.  di  Valle  piviere  roiia  nel  i833  conlava  799  abit. 
di  Silano,  provenienti  da  Lìlifredo  fifilio  di         Vallbse  nel  Val-d'Arno  casentinrsp.  ^ 

Adalardo;  ai  qual  Litifredo  appella  nn'aU  Cas.  |ierdulo  nel  piviere,  Coin.  e  Giur.  ^ 

tra  memWrana  del  seti.  9.57  scritta  in  Vie-  Bibbiena,  Dioc.  e  Comp.  di  Ama», 
chìo.  —  Era  poi  figlio  di  IjilifreJo  un* altro        È  ramnienlato  cotesto  casale  in  un  ifin'* 

Litifredo  che  nel  nov.  del  999  alienò  a  4  mento  del  maggio  1017,  col  quale  la  cor 

iratelli  figliuoli  di  Walfredo  suildello   dì-  lessa  Gemma  figlia  del  fu  conte  Gi«lol^t>-" 

versi  effetti  posti  nel  Poggio  di  Valle  presso  tore  de*Cadolingi  di  Fuceccbio,  stando  a 

la  chiesa  di  S    Martino  nel  piviere  di  S.  Arezzo ,  concedè  a  livello  a   Leone  «Irl-* 

Pietro  a   Silano  giudicarla    fiorentina.  —  Orsuue  la  metà  di  un  s'io  (>ns<«*sin  situ«* 

(AacH.  DirL.  Fioa.  Carte  di  Passignano  ,  nel  pi\iei-e  ili  S.  Ippolito  a   BMie»«^\^ 

—  Ved.  ViocHio  MàoGio  ni  GatTs  cas.de  di  Vali f se  jier  l' annn^i  can-"ai«  ■ 

La  parr.  «ir*  SS.  Martino  e  Uailolommeo  due  slaja  di  grano  e  uno  di  pine  secche.  ' 

in  Valle  nel  i833  no\erav.i  142  aliit.  (Aara    DrM.i  CArrrna.  01  Anvuo.] 


Y  A  L  L  V  A  L  L                  67S 

VALLESI  M  RIGOMAGXO  in  Val-di-  (fata  con  eh.  |Nirr.  nel  pivim  di  Cornac- 

Chiana.  —  Gii.  dove  fu  un  Mon.  di  kfo-  chinisi.  Con.  Giur.  e  quasi  due  mi^l.  a  idi. 

sliniant  Romilani  nel  popolo  di  S.  Marcel-  di  Firencaola ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firrnie. 

lino  a  Rifrnmagno ,  Com.  Giur.  e  circa  6  Trovasi  sullii  vecchia  strada  che  da  Bo- 

migLa  naeslr.  di  Atinalunga,  DioG.eComp.  logna  |)er  rul/i  saliva  siili*  A)»|)enni no  di 

di  Armo.  (^stcl-Guerrino  per  scendere  di  lassù  nel 

Risiede  sul  varco  dei  monti  per  dove  Mugello. 
pMA  il  lorr.  Foenna  lungo  la  sua  ripa  Fu  costì  dove  il  Card.  Ottaviano  degli 
sinislni ,  rasente  la  strada  provinciale  delle  Ubaldini  nel  1994  ricevè  i  delegali  del  Co- 
Fold  o  delle  faìlesi ^^uxì  miglio  circa  a  inune  di  Bologna  per  ritlificare  a  nome  del- 
Oitro-lìb.  di  Rigomagno.  la  sua  conforteria  la  vendita  fatti  ai  Boto- 
li ronvenlo  degli  Agostiniani,  ora  disfallo  gnesi  del  Cast,  di  Ca^renno.  •'—  f^ed,  Ca- 
COB  U  chiesa  di  S.  Maria.  <x//e  faiìesi  ^  fu  vrrxho. 

riedificalo  nel  laS?. —  Ciò  afiparisce  da  un  Nella  slessa  borgata  di  falli  suiranlica 

hrCTc  flel  aa  aprile  laS?  dato  in  Lalcrano  strada  (tostale  di  Bologna  nei  secoli  nuilati 

dal  Pont.  Alessiindro  IV,  col  quale  si  ac-  esisteva  uno  S|iedaletto  (ler  i  |iellegrini. 

eonlavano  40  giorni  d*  indulgenza  a  coloro  L:i  («arr.  di  S.  Barlolommeo  a  rolli  nel 

ehc  facessero  elemosina  per  la  riedifìcjiiione  i833  contava  ai 4  abil. 

della  chiesa  ile*  Frali  Romitani  .li  S.  Hnria  VALLI  (S.  CIPRIANO  à)  in  Vald^Era.--- 

«"e  f^atltsi  deir ordine  di  S.  Agostino  nel-  Contrada  con  eh.  pan*,  gih  ospizio  sotto  il 

b  Diocesi  di  Arezzo.  —  (  Atea.  Dipi..  Fioa.  titolo  di  S.  Cipriano,  cui  è  annessa  la  cap- 

Cmrte  del  Concento  di  S,  Sgottino  di  pella  di  S.  Orsola  a  Ri|ialbella  nel  piviere 

Siemm\  di  Villamagna,  Coro.  Giur.  Dioc.  e  circa 

Anche  la  Rep.  dì  Siena  nel  ia6o assegno  due  inigl.  a  maestr.  di  Volterra,  Comp.  di 

ai  Romilani  delle  fallesi  un* elemosina,  Firenze. 

che  continuò  negli  anni  successivi,  sii'come  Siede  sopra  la  diramazione  a  macslr.  ilei 

rilevasi  dai  vecchi  statuii  di  quel  Comune,  monte  di  Volterra,  ed  ha  al  suo  lev.  la  fiu- 

Si  pratica  oggidì  alle  Italiesi  una  fiera  mana  dell* Era,  0  ostro  e  {ton.  il  liorro  di 

dì  bestiami  nel  giorno  a 3  di  maggio.  —  Arpino, 

Fìri.  AaiRALciioi ,  Comunità,  !/>  spedale  di  S.  Cipriano  rammentato  nel 

GALLESI  (MONTE)  mila  Val -dì-Ma-  si iio<lo  volterrano  del  i356  fu  riunito  nel 
gra.  —  È  una  villa  situata  sulla  rnsla  di  i383  ron  altri  spedalctli  a  quello  diS.  Ma- 
nn fioggio  bagnato  a  pon.  dal  torr.  Arci'  ria  Mad<lalena  in  V<dierra  |>er  hreve  del 
nano  presso  la  sua  confluenza  nel  Posaro,  vescovo  Simone  de* Pagani.-^  fed,  RirAi.- 
parr.  di  S.  Lucia  a  Collecehìa^  Coni.,  Giur.  bella  presso  Volterra. 
e  circa  4  migl.  a  lih.  di  Fi\iz7>ino,  Dioc.  La  |iarr.  di  S.  Cipriano  a  Valli  nrl  i833 
diPontrenioli,  già  di  Luni-Surzana,  Comp»  novnava  436  abil. 
di  Pisa.  VALLI  fS.  MAMIL1AN0  a)  in  Val-d*Ar- 

A  cotesta  villa  di   fallesi  (  fallesius)  Ina  nel  siibiirbio  meridionale  di  Siena.  — 

dubito  che  volesse  riferire  il   March.   Ad.iN  fed.  Mamimaho  (S.^  a  Valli.' 

brrto  di  Toscana  nelPatto  della  fondazione  VALLI  ^S.  QUIRICO  allk)  o  alla  FKL- 

delU  Badia  di  Aulla  (anno  884),  col  quale  CE.         fed,  Fr.Lcz  (S.  CKiirico  alla). 

fira  gli  altri  beni  assegnò  a  detto  monastero  V.ALLI  (S.  SALVATORE  la).  — •  fed, 

delle  case  e  dei  terreni  posti  nella  \iHa  di  Vallr,  o  Valli  (S.  SAi.vAToaik  ia). 

fallesi.  fjtLLiCELtoLi  i>i   (4inT9Diao  in  Val-di- 

YALLFTTA,  quasi  faìlfmla  fallicfl-  Merse.  —  Ois.  f>crduto  dove  fu  una  eh. 

la.  ' —  Diverse  loraliL'i  «N'Ita  Toscan.-*  con-  (wrr.  (S.  Pietro)  dn  luogo  tempo  riunita  alla 

servano  il  vocabolo  di  f allena^  \wr  desi-  prrpositura  diS.  Miphrìr  a  Cliiusdino,  nella 

gnare  una  piccola  convallo.  Tal<?  s;in>l>l)e  la  Com.  medesima,  Giur.  di  Radicondoli, Dioc. 

f alletta  di  Salviano  nella  Cora,  ili  Livor-  di  Volterra,  Comp.  dì  Sirna. 

no,  la  f alletta  in  Com.  di  Collesdvetli ,  la  eh.  di  S.  Piilro  a  Vallicelloli  fu  notata 

la  f alletta  di  Modigliana  nella  parr.  di  S.  li  prima  del  piviere  di  Chiusilino  airr|»oca 

Savino,  ecc.  del  Sinodo  volterrano  ilei  io  nov.  i35G. 

VALLI  (S.  BARTOLOMMKO  a)  nella  rjLtuiN^no,  o  fjucsMSo  in  VaUli- 

Vdille  liansap^icnnina  del  Sanlerno.  —  Bor*  Torà.  —  Cas.  perduto  dove  fu  una  chiesa 


674  YALL  VALL 

(S.  Michele)  nel  pie\aiHilo  di  S.  Lorenio  in  Eremo  detolo  delle  Celle*  nolo  eoauiif- 

Pìima,  Com.  di  Col le-Snl velli,  Giur.  e  Dioc.  meole  eoi  Toeibolo  di  PantdisimOf  e  miflii 

di  Livorno,  già  di  Pisa,  Cuinp.  |iii«no.  -^  3  Vs  >  KÌr.  del  mHgnifìco  rciedìo  dì  Pm- 

Ftà.  Piazza  iPtfrE  dì  S.  Lozehzo  W)  e  Urno  «olio  Mii)eiiiile. 
AfisRUio  (CArru.L*j.  Non  vi  è  italMho,  non  vi«|efiaiocc  di  ol- 

f^ALLiNKTào,  o  f^ALiNETzo,  {PtsrK  D§).  ircnioolì ,  il  quale  vciiciido  in  Fireaie  |jcy 

—  y^d.  RiPALBiLLi  in  Val-di-Cccina.  ammirarne  le  fue  belltue  traacuri  di   re- 

VALLISONSI,  o  VALISONZI,  delle  Col.  carsi  nella  cald.i  tii»fuut  al  rorajnlico  moole 

line  pisane  in  Val-di-Tora.  —  Villa  signo-  ed  alla  Ridia  di  Vallombrosa. 
rile,  slato  uno  de*  casali  compresi  nel  di-        Il  (grandioso  stiu  Cibbriciio,  che  meUe  ia 

slrello  di  Crespina,  ora  nella  Com.  Giur.,  è  mezv)  alla  clausura  una «/ei^da,  M/a  e  rie* 

iniorno  a  un  mìgl.  ^/%  a  pon.-lib.  di  Lari ,  ea  chiesa ,  fa  contrasto  alle  rufie  (breslr  ed 

Diijc.  di  San*MiuÌHlo,  una  volta  di  Lucca ,  alle  sem|ire  venli  praterie  che  lo  ciicuiidaao. 
Comp.  dì  Pisa.  Avv(*giiacliè  la  oaluia  selvaggia  del  \m^ 

Li  villa  signorile  di  Vallisouxi  è  siluatii  go,  la  tinta  nerastra ilelle selve  di  abeli  chi 

nell'alto  di  una  deliziosa  collina  cui  fanno  Io  fiancheggiano,  alle  quali   annosi   Ctggi 

corona  altri  miuon  colli  costituenti  uu*  a-  fanno  corona,  la  caduta  delle  acque  fpumeg- 

mrna  vallcola. — La  villa  di  Vali isoiizi  cou  gbnti  del  torr.  falcano  di  S,  Ellero  che 

i  pf»deri  annessi  passò  dai  Ciappelloni  nella  romorcggia   fra   rupi   immense  di  cadenti 

casa  Scotto  di  Pisa,  ed  attualmente  ne*  Prin-  macigni;  Terba  al  i  fiorì  montani  che  cuo* 

eipi  Corsini  di  Pirrnie.  —  ^ed.  CacsnvA,  prono  i  tappeti  di  quei  prati ,  i  colpi  dell* 

VALLI^PKRGA ,  ou«  WALPERGA  in  scurì  che  abbattendo  le  antenne  naturali  de- 

Val-di  Fine. — Nome  dì  orìgine  longobarda  gli  abeli,  inlerrotlamente  in  quel  sìknùn 

rìmasto  ad  nn  colle  ofiolitico  presso  le  Due  rintronano,  tuttociò  offre  ■  chi  eonfcnpla 

Badii'  lurllii  cura  di  Poinajii,  Com.  della  Gì-  la  Vallombrosa  un  aspetto  di  malinconica 

stellina  -  Marittima  ,  Giur.  di   Rosignano,  solitudine  tendente  al  racooglincnlo  ed  alb 

Dioc.  e  Corap.  dì  Pisa.  medilaiione  religiosa  ed  assai  oonfinenle  per 

Ho  detto  cotesto  vocabolo  di  orìgine  lon-  fornire  malerìa  di  serìe  rìflesiioni,  Mcoone 

gobarda  derìvandnlo  esso  dai  posseni  che  le  offrì  nel  sec.  XV  al  divino  Arìotlo  nel  san 

aveva  nel  dìM retto  dì  Vada  una  nobii  donna  Orlando  Furioso ,  e  più  lanii  ali*  ìngieK 

(ler  nome  f^alpergtt  ^  moglie  di  un  Gof-  poeta  Milton  nel  suo  Paradiso  perdmto, 
tredo,  che  trovo  laminenlala  in  una  carta         II  primo  de*  quali  qualificava  fino d*  allora 

(leir.VrrA.  Arcì^.  LitccU.  d*  ITanno  768. —  la  Radia  della  Vallombrosa 

(  MmOK.  l.nrcii-  T.  IV.  P.  I.)  »•  t  j#        •  i-    • 

-,    .  .  .       .     •  11     f  Ricca  e  befia,  ne  men  religiosa 

hii  III  s-^Miitn  rosi.i  una  tenuta  della  fa-  b        .  1  •   -  --^ 

.,.-,.      ,.       ...        ,      ,,,  E  cortese  a  chiunque  ^1  venia, 

mii;ha  UpMZifi<'lii ,  attuai  mente  (leii.i  casa  ,^,  vVii     e.  ««  i 

li      I    ■   •   1-  «■       li-       •     L-  ■  I  .•  CC^AHTO  X.A.tl.  Siama  36.) 

liosrlmini  ili  Pisa,  la  di  rui  c-hifsa,  rnioiia  ^ 

ail  oratorio  privato,  fu  concessa  nel  1178  Non  starò  qui  a  riptlcrr,  risitfttoallasto- 
dal  Poni.  Alr»»an<lro  HI  alla  pie«c  di  S.  ria  primtiva  di  rotcsla  IVidia,  quanto  fn  det- 
Maria  a  Fine,  ed  in  seguito  alle  Due  Radie  to  altrove,  e  scj^itatamenieagli  Art.  Alviabo 
che  in  Walisperga,  o  Walperga^  possi'de-  (S.  Elluio  ni)  e  Magkalk,  ne  ciò  che  difse 
\aiio  beni  fino  d.il  1043.  (MraAt.  Ant.  M,  prìma  di  me  P abate  don  h'etlele  Soldani  né 
Ae^l  T.  III.)  —  f^ed.  Radie  ^Lk  Due)  ,  Ca-  Fninri'ti!0  Fontani  nel  suo  fia^gio  piilori- 
srM.LiN\-MAaimiiA  ,  Comunità  ,  e  Pomua.  en  della  Totcana:  siv vero  ajigiungem,  che 
VVLl/ÌMBROSA  ,  VAr/)MBRO.SA  ,  e  il  prìmo  Frnno.li5  Maria  drAe/uabeila. 
VALLF  OMBROSA  nel  Val  (f  Arno  horeu-  ossia  di  rallombn»sa ,  nel  1043  era  gii 
lino.  —  C*'lebre  Ridia  sul  monte  omonimo,  stato  edificato  da  S.  Gio.  Gualberto  primo 
gih  detto  Monte  Tahnrra  ^  in  origiue  F.re-  iatitiilon^  di  qiiflla  Conerfeazion^  monisti- 
mn  sotto  il  titillo  di  S.  Maria  d  A<'(fuuheUa  ra,  lostochè  uu  pio  fiorentino  con  atto  del  «7 
nel  (io|)o)o  di  S.  Andrea  a  Tosi  che  resta  agosto  di  quelPanno  donò  alcuni  beni  al 
mipl.  a  t^j  ;i|  suo  m.iestr. ,  Com.  Giur.  e  Mon.di  S.  Jf^irìa  ri*  A'quabefla,  —  ^Asca. 
circa  6  migl.  a  sHl.  di  Rpgpello,  Dioc.  di  Din..  Fioa.  Carte  della  rallomhmsa). 
Fiesole,  Comp.  di  Firenze,  dalla  qual  ritta  Infatti  nell'anno  1039,  Cfiora  della  dona- 
li monaslf-ni  di  Vallombrosa  dista  circa  mi  zìmir  fatta  a  S.  Gio.  Guai lierto  da  Itta  bade«- 
gl.  18  a  lev.,  un  quarto  di  migl.a  NCtr.  deir  sa  del  Mon.  di  S.EIleni,  1*1  mp. Corrado  I  con 


▼  ALL  VALL  675 

•DO  privilegio  onnfinmiò  ai  monaci  riUrali  D'issi  che  le  chìe»  della  Vallombrosa  fu 
coB  S.  Gk».  Gualbciio  iu  Vallombrosa  lutti  abbelliU  e  rifalla  ne!  secolo  XV.  Al  qual 
i  itmtt  ili  aTiili  da  esse  mooache  in  dono ,  eccolo  ci  richiama  il  bellissimo  attico  di  mdr- 
c  fu  probabilmente  allora  che  il  santo  ftm-  mo,  Inislalalo  in  fondo  alla  chiesa ,  il  quale 
diloffcse^ò  il  luogo  per  edificare  costassù  fu  falto  nell*  ottobre  del  1487  sotto  il  ^o- 
la  prima  B^dia  di  S,  Maria  della  poi  di  verno  del  Patì.  Abate  don  Filippo  Francesco 
ymUmnhrosa,  de  Melani  di  Firenze,  siccome  ap}iarisce  da 

Arroge  a  ciò  un  atto  pubblico  del  mag-    da  un'apposita  e  lunga  itcrìiiune. 
gio  1068  Berillo  nel  Mon.  di  Rosano  suU        Mon  farò  parola  né  della  struttura  nèdel- 
r  Amo,  col  quale  il  conte  Guido  di  Po|>pi    le  belleue  della  chiesa  atiiiale,  la  quale 
e  b  oootessa  Erroellìna  sua  consorte  rinun-    Irionlii  in  mezzo  del  chiostro,  cisendo  essa 
iìmooo  a  S.  Gio.  Gualberto  i  loro  dirìiti    siala  esattamente  dcscritlH  dalP  autore  del 
•■I  nioisCe  Tahorra  { il  monte  oggi  dello  di     Piaggio  pittorico  della  Toscana. 
SeeckiHa)nt\  cui  fianco  occidentale  risiede        Due  l>u(ini  secoli  do|io  la  i^liiuzinne  del- 
la Oblia.  la  Gingreg^zione  di  Vallumbrusa(ne1  is55) 
Alla  slesm  donazione  servì  di  conrcrma    v«'iinefo  riuniti  a  qnrsia  Ridia  i  beni  di  S. 
■Il  m  scrii  tura,  rogata  in  Strumi  presso  Pop-    Ellero,  le  cui  mona<'hr  l'urono  Iraslalate  a 
pi  K  3t  gennaio  1 104,  mercè  cui  la  con-    Firenze,  a  condizione  che  1* aliale  e  monaci 
Icma  Emilia  di  consenso  del  suo  minilo  C.    di  VaMombrosa,  viienli  le  recluse  stale  in 
Gaido  oonlermò  la  donazione  del  io(i8  latta     S.  Kllero,  dovessero  ricevere  un  vitalizio  e 
dal  eoate  Giiiilo  di  lei  snocero  alla   felice    conservare  fuso  dil  verchio  loro  monastero, 
memoria  éeW  abate  maggiore  Gio.  Gnal^        Intorno  a  quel  tem|K>  mrdfsimo  fu  edi- 
k^^k>  nella  persona  delTahate  e  cardinale    ficaio  sopra  il  risalto  di  una  riii>e  THreroo 
Bernardo  {Uberti)  che  allora  prrseilfva  alla     dello  delle  Cr//e,  più  noloaliiialni<'nti>  sotto 
S.  Goiijcreg.isioneValIorobrosana,  e  |>er  e»so     il  vocabolo  di  farcK/ij/no ,  luotro  in  ogni 
«1  di  lui  rappresentante  don  Tendorìro  pre-     tempo  Siintjinienle  frequentato ,  e  nel  prìn- 
pnilodeilaV.iltombrosa.  Allaqual  Uadineasa    cipìo  del  secolo  XIV  dal  roonaro  Viilloni- 
donnn  concedè  molli  terreni ,  rase  e  chiese,     brosano  be»to  Giovanni  dii  GiitignHno  di 
^M»  ego  (cito  le  parole  dell* islrumento )    Gambassi abitato, sicché dairErenio|ireilt>|lo 
AflAent,  tenere ,  ef  potsidere  9ita  tum^  9el    fa  poi  appellato  il  B.  Giovanni  dal/e  Celie. 
olii  per  me^  sicui  mihi  e^nerunt  per        II  quale  be:ito  mosliò  nei  suoi  te r»i  scritti 
ehmrtuiatm  donationis^  et  scriptum  .fioM     come  assai  bene  si  possono  associtirc  s;inlilà 
otacAf  Cam  utraque  ripa  (  f^icani)  a  Me-    di  costumi ,  amore  per  lo  studio  e  purs;»- 
uudt  Mt^ue  ad  Fbjìctam  jugum  Alpisete.    lezn  di  lingua  italiana  nello  scrivere. — 

omnia  in  ituegrum  infra  dreni tum     f^ed,  Gatighano  di  Gambaskt. 

itium^  tieut  fuii  reeta  per  curttm  de  Ma-  Né  debito  pssare  sotto  silenzio  aver  ser- 
omAiMcutn  ecclesia  ibidem  posita,  et  eum  vi  lo  cotesto  Eremo  di  spirituale  e  S|iunlan«-o 
cune  de  PAziAMo^ifuemadmodumefio pra.  ritiro  a  molli  altri  distinti  religiosi  della 
prieiario  nomine  liabere  et  tenere  videor  stessa  Gongr«'guzione  Val lombrosana,  i  quali 
ex  parie  jam  dicti  viri  m^i  ete,  —  Rogò  alla  purezza  del  vivere  congiunsero  1* amore 
r  islrumento  il  notaio  Lamberto.  alle  scienze  ed  alle  belle  arti,  cime  tu  il 

!fè  debbo  lacere  del  la  cclehre  contossa  Ma-    chiaro  botanico  Don  Buono  Faggi,  e  per 
tilde  munìfica  beneraltrice  di  questa  Badia    ultimo  Z'on  JEitnco^u^/òrr/ riprislinatore 
cbe  arricchì  di  beni  e  di  |>ri\ilc'gj  amplissi-    in  Toscana  del  Parte  del  hi  scagliola. 
mi  concessi  alla  Congregazione  preseJuta  dal        Ora  questo  locale  |ier  h:  cure  dell*  Abiile 
piimìmoCard.  Bernardo  liberti.  attuale  di  Vallombrosa  don  Silvano  Gori , 

Accresciuto  col  fervore  religioso  il  nume-  e  del  suo  camarlingo  don  Vìtaliiiuo  Ctjrcrlli 
ro  de' monaci  si  pensò  a  eilificare  nel  seirolo  è  stalo  talmente  abbellito,  e  resone  più  co- 
XV  in  Vallombrosa  una  più  vasta  clausura  modo  1* accesso,  che  di  Eremo  angusto  e  di 
con  chiesa  più  decente.  Il  suo  monastero  penitenza  veilesi  ridotto  ad  un  vero  ParU' 
frattanto  fo  in  più  tempi  e  sol  ih  il  governo    disino  terrestre. 

di  vaij  prelati  dello  stesso  Ordine  religioso  kWJrt.  AiAni  ni  PAMioNAifO  fu  indicata 
accresciuto,  abbellito  e  uel  i6,'|0  decoralo  Tepora  nella  quale  il  potenle  abate  Ruggieri 
di  magnìfica  facciata  dal  Padre  Abate  don  de*  Biiondelnionti,  dopo  avere  sul  declinare 
Averardo  Niccolini  di  Firenze.  del  secolo  XIII  governato  per  motti  anni  \a 


876               VALL  VALL 

celf  bre  Batlia  di  P.nisigiiano,  nel  i  «98  potè  (gcnn.  1819)  potrà  leggere  un*  appoiila  imi* 

$.ilire  lui  primo  gradino delln  gerarchìj  Vul-  lione  in  nurmo  esiilciile tollo  il  porlieodcl- 

lombrosana  ficendosi  dichiarare  Abate  gè-  la  chiesi  di  Vallombrosii. 

nenie  di  quella  GniigregHXÌone ,  e  fu  etto  VALIjO.\1BROS4  (MONTE  bclla).— 

medesimo,  che  nel   30  ngosto  dell*  anno  Qiif sto  monte  di  cui  f^inno  {nrle  qiiellì  già 

i3oa  ottenne  d»Ila  Signori»  diFìrenic  nnn  denominati  Tnbora  e  Ac^tàohtlia  si  elria 

proTvisionc  assai  favorevole,  quella  cioè  di  fra  il  Val-d*Arno  lìoreiilino  e  quelloddC^ 

potere  render  nigionc  per  m(>zzo  de*  suoi  semino  avendo  al  li  su4  base  meridionale  il 

TÌsconli  o  \icarj  nei  castelli  e  distretti  di  torr.  dicano  di  S.  Eliern^A   maeslfo  le 

Mlttgaate  e  di  Ri s tonchi  ^  come  pare  nelle  sorgenti  del  dicano  di  Ptitgo  r>l  il  pog- 

▼il  le  di  7bxf ,  di  S.  Mari  ino  a  Fagiano  e  gio  della  Croce  ìfecchia  di  S,  Minialo  in 

di  Catiliatìo  o  CaUcciano  sotto  Magnate.  Alpe  col  monte  delb  ConMnma ,  mentii 

Il  quale  Abate  Ruggieri ,  mentre  riseileva  dalla  parte  di  scir.  il  monte  ili  Secckieia  si 

nel  palazzo  drl  Guartone  stili*  Arno  dìrini-  annesta  con  i  gioghi  più  occidentali  di  Rn* 

petto  .dia  Badia  di  S.  Salvi,  nel  16  agosto  toni:igno. 

1 3  iCgiorno  penultimo  della  di  lui  Tita, del-  Passato  appena  di  niezvi  mìglio  il  vaio 

tò  il  suo  testamento  col  quale  rimordendole  edifizio  della  Grancia  vallorabrocana  di  Po* 

la  CAscienzii ,  volle  che  fossero  restituiti  alle  terno,  di  cui  si  fece  parola  al  suo  ailiianlo, 

Badie  di  Passìgnano  e  della  V.illombrosa  gli  do|jo  avere  coslefegiato  di  costà  la  base  a«- 

■rreili  preziosi  ed  i  vasi  siicri  di  argento  che  strale  eil  orientale  del  poggio  di  Magnale, 

eglidiirsintc  il  suo  governo  si  era  arbitra-  avendo  sotto  i  piedi  la  profonda  ripa  del 

riiimcnte  a(ipropri.<lo.  —  f^eii.  GuAai.oaR.  torr.,  si  arriva  al  [ionie  sul   falcano  di  S. 

Questa  insigne  Bad  a  si  conservò  di  se-  Ellero.  Alla  sinistra  del  quale  ha  {itìdcì- 

colo  in  secolo  devola,  cotios:i  di  monaci  pio  la  s:iliia  del  monte  della  Vallomliroti. 

esemplari  non  meno  che  cortesi  e  dotti,  K-  Di  là  il  viaggiatore  lasciando  alla  sua  de- 

no  a  che  ali*  invasione  delle  truppe  francesi  stra  il  povero  villaggio  di  Tosi  coperto  da 

(anno  1808)  ogni  ordine  mon.istico  fu  ro-  una  selva  di  castagni,  continua  per  circa  uu 

vcscialo  e  con  ino  caddero  i  primi  s:intuarj  miglio  e  mezzo  di  salita  in  meixn  ai  raslagoe- 

del la  Toscana.  Allon  il  monastero  della  Val-  li ,  finché  fra  le  colonne  delle  Croci  loilei»- 

lombitMa  (  1809)  non  solo  fu  vuotato  dei  Iraiio  le  piante  di  abelo  tramezzate  di  quan- 

raigliori  oggetti  di   belle  arti ,  ma   venne  do  in  quando  da  verdi  praterie,  dove,  pie»* 

indiscretamente  dila|iiihlo  ;  al  Ioni  In  hella  so  una  vasta  peschieni  a  mezza  costa  del  rooiH 

clnc>:i  riera  di  ikiiite  reliquie,  ili  arn^li  sa-  te  omoiiiinn,  ed  in  mi  insenatura  del  f^fc»- 

rri,  di  vasi  ili  argento,  di  tavole  di  pittori  no  di  S.  Ellero  si  erge  a  guisa  ili  turrita 

dislinli  Irovossì  spogliata;  allora  la  dovisio-  regìa  alpestre  la  gramìiosa  Bailia  di  Valloin- 

sa  e  celebre  biblioteca  di  questa  Badìa  co-  brosa.  ^-  Due  terzi  di  mìglio  sopra  la  Ba- 

|>ioSii  di  coflicì,  di  rarissimo  odizioni  di  li-  dia  gli  abeti  cominciano  ad  alternare  con 

bri  e  di  opere  pregevoli  degli  stessi  monaci  le  vecchie  piante  di   ra|*gi ,  le  quali  dorai- 

della  Val lomhros:!  furono  messe  quasi  direi  nano  più   in  alto  quasi  sole  fra  amene  pn- 

a  riib.1  ed  in  gran  [mvIc.  disperse.  lerie  irrigate  e  mantenute  sempre  verdi  da 

Finalmente  al  ritorno  ilei   legittimo  so-  limpiili  ruscelli  di  acque  silvestri, 

vrano  in  Toscana,  anche  la  Vallombros.-i  ri-  Per  uno  che  ami  d'occuparsi  nella  con- 

sorse,  e  sì  rìpo|iolò  dì  mon:<cì,  in  gnìs;i  che  Icmplazione  della  natura  ,  diceva  a  questo 

ritoriiandoairanlìrospicniloreesvi continua  pro|M)sito  1* abate  Fontani,  non  vi  ha  forse 

a  fiiirire  ali*  ombra  della  pristina  dÌ!«cìplìna  altro  luogo  in  Ti»scana,  dove  nel  suo  orrido 

e  della  vallila  protezione  dell*  Angusta  Fa-  egli  la  po$«».i  ravvisare  più  attraente  e  rose* 

miglia  felicemente  regnante.  stos.i  quanto  nel  monte  della  Vallombrosa. 

t «hi  poi  foss<*  curioso  ili  conoscere  1* epo-  Non  è  qui    luogo  d'individuare  i  sor> 

rbe  diverse  della  primi  fondazione,  che  al-  prendenti  e  variali  punti   di   vista  che  prc- 

riinì  con   Talule   V.illoinbros.ino  don  Fé-  sentano  i  contorni  della  Vallombrosa ,  non 

lille  Soldini,  alttibiiinino  ali*  anno   101  5  le  sìmetrielr  disposizioni  degli  alieti   inlro- 

anzi  elle  ih>p<i  ;  riti   voleiise  s.ipere  1* epoca  dottivi  dai  dìsi*e|ioli  di  S.  Oio.  Gualberto; 

dell' :ip|ir(i\;i7.ioiie  drll.i  nuova  (*rf»ii;;reg»£Ìo-  rì|M.icrf*)  bensì  ciò  che  mi  disse  un   vecchio 

ne  fanno  ioìÌ;ilellas»ppiessìoiic(oll.  1810)  ed  esemplare  Vallombnis.1110  restato  do[v^  il 

r*  della    i-i{iri^liiiazì«Mie    di    eutesta    Badia,  181»   |iei   del  tempo   solo    in  quel  gran- 


VALP  VARA               677 

ÀÌ090  ipoglialo  mboBstero  :  cioè ,  che  egli  Giar.  e  circa  4  migl.  •  scir.  di  Gunijore, 

ia  aieziD  stilè  tpuiote  selve  di  castagni  ri-  Dioc.  e  Due.  di  Lucca, 

puntò  i  delicati  meli  di  Svezia ,  i  quali  se-  È  situato  in  poggio  lungo  la  strada  antica 

ni  mciso  accolo  innanzi  vi  recava  un  mo-  della  Freddano  (  torse  la  Francesca  )  dove 

naco  di  nazione  inglese,  ma  il  di  cui  frutto  fu  uno  S|)e«lHle  [)er  i  viandanti  e  (K-llegri- 

sicn  ìmbaslNf^Iilo  ;  egli  mi  aggiunse,  che  ni.  —  f^ed,  Macabio  (S.) 

mmlre  Cii  solo  costassù  andò  |>ro{)agiindo  per  La  parr.  di  S.  Martino  a  Valpromaro  nel 

le  nude  praterie  sopra  100,000  abeti;  e  che  i83'ji  noverava  308  abil. 

pn-  di  lui  cara  fu  seminala  nei  prati  alpini  VAL  SAVIGNONE  nella  Valle-Tiberina 

nna  qualità  di  grano  detto  Anrìrìoio  {tri-  toscana.  —  f^ed.  Hfjssjt'F'BaoitJf  Piava  S. 

b'cirni  hihernum  spica  rubra  L.  )  il  quale  SrarAao  e  Savionohb. 

Mcìitf  preiso  la  sommità  del  monte  vegeta,  VàLTKIANOdi  GENAJA. —  ^ed.  Tàtd' 

gr4niice  e  fruUifìca  assai  bene,  talché  con  nj  {Pie re  di), 

qiKMo  importante  cereale  i  monaci  della  Val-  VARA,  e  VAL  m  VARA  nella  Magra.  — 
l«Hnkrosai  suppliscono  alle  pristine  cullare  Gotesta  fiumana  che  dk  il  titolo  ad  nna  val- 
Mlo  spella  e  della  segale,  senza  dire  della  le  secondaria  ,  ossia  oallone  versante  le  sue 
copiala  raccolta  ihe  da  qualche  tempo  usasi  acque  nel  fì.  Magra ,  è  attraversata  nella 
•  Olii  dei  bulbi  di  ottime  palate,  ecc.  parte  superiore  dalla  nuova  strada  postale 
Kiapvtio  al  mantenimento  di  quelle  selve  di  Genova  che  dalla  Spezia  entra  in  Val- 
la»'iò  un'utile  lavoro  il  sacerdote  Valtom-  di- Vara  rimontando  la  medesima  fino  a  Mal- 
bfasa:io,  già  ciroarlingo  di  Vallombitisa,  don  borghetlo  per  avviarsi  di  là  a  Genova  lungo 
Jmhtiio  Fornnini  nel  suo  Saggio  sopra  la  Riviera  di  Sestri  di  Levante  ecc. 
ttttUiià  di  ben  confermare  e  preservare  le  Una  delle  sorgenti  piti  alte  di  questa  fin- 
forettey  pnbMii'ato  in  Firenze  nel  iSaS.  manaesce  dai  limiti  prescritti  alla  presente 
VALLUCGIOLE  nel  Val-d*Arno  casenli-  Opera,  mentre  nasce  sulle  spalle  occidentali 
■eie.  —  Gas.  con  eh.  parr.  (SS.   Primo  e  de*  poggi  che  diramansi  dal  Monte  Gottaro. 
Feliciano)    nel   pievanalo,  Gjio.   e  quasi  Rispetto  ad  una  parte  della  fisica  strut- 
4  migl.  a  roaestr.  di  Stia ,  Giur.  di  Prato-  tura  di  cotesto  vallone   meritano  di  esser 
vfochio,  Dioc.  di  Fiesole ,  Comp.  di  Areno,  lette  le  osservazioni  del  Prof.  Angelo  Sismon- 
Risiede  sul  fianco  meridionale  del  mon-  da  accompagnate  da  nna  carta  geognostica, 
le  della  Falierona,  ed  è  la  parrocchia  che  pubblicale  nel  T.  IV.  Serie  11  delle  Memo- 
più  si  avvicina  alta  cresta  di  quell*  Appen-  rie  della  R.  Accademia  delle  Scienze  di  To- 
nÌDo,  ed  alle  sorgenti  del  Capo  d'  Amo,  le  rino.  Le  quali  osservazioni  mirano  a   fiir 
quali  scorrono  a  pon.  della  chiesa  de*  SS.  conoscere  non  tanto  la  natura  delle  rocce 
Primo  e  Filiciano  a  Vallucciole.  sulle  quali  scorre  la  ^ara  dentro  il  terri- 
La  parr.  slessa  di  Vallucciole  nel  i833  torio  del  R.  Sardo,  ma  1* andamento  della 
cantava  3r9  abit.  stessa  fiumana,  la  cui  orìgine  più  remota  si 
VAL5ERA  nella  Valle  del  liamone.  ^-  nasconde  fra  i  monti  del  Ducato  di  Parma , 
Gm.  eoa  eh.  parr.  (S.  Pii'tro)  nel  piviere  mentre  il  ramo  destro  della  medesima  nasca 
Com.  e  Giur.  di  Marradi,  Dioc.  di  Faenza  nelP  Appennino  Ligure.  —  Di  costà  per- 
Corop.  di  Firenze.  —  I^  parr.  di  S.  Pietro  tanto  la  Fara  dirìgendosi  verso  lev.-scir. 
I  Vainera  nel  i833  contava  56  abit.  raccoglie  alla  sua  destra  i  fossi  che  scolano 
VALPIANADBLLAMAar.MMA  MAsscTAMAin  in  essa  dai  poggi  òi  C arredano  ^  òì  Bor* 
Val-di-Ptaora.  —  Borgata  lungo  lo  stradone  ghetto,  di  Ricco,  di  Beverino  e  di  Falera^ 
che  da  M.tssa  guida  a  Follonica,  dirimpetto  no,  |30ggi  tutti  che  fanno  spalliera  al  golfo 
allaCAieia  nuova,  e  (X>co  lungi  dalla  diruta  ed  alla  città  di  Spezia, 
pieve  di  Fignale,  —  È  celebre  Valplma  per  Si  vuotano  poi  dal   Iato  sinistro   nella 
le  sue  ferriere  mosse  dalle  acque  dei  torr.  Fara  i  torr.  che  scendono  dall*  Appennino 
Bouna  e  Fenelle  nella  parr.  Com.  Giur.  di  Godano,  da  Monte- Rotondo  e  dal  Come- 
Di«.  e  circa  6  migl.  a  oslro-lib.  di  Massa-  viglio,  tra  i  quali  rammenterò  il  torr.  Ca- 
Marittima,  Gnnp.  <li  Grossi  lo.  —  Fed.  Fol-  vrignola  alli  Rocchetta  di  Vara,  e  VUsurO' 
Lnsuc*  e  Mama  Makittima,  Comunità,  na  di  Calice,  fìncliè  alla  base  meridionale 
V  \LPROM  \R0  ■  Falle  Prumaria )  nel-    del  poggio  di  AUiLino  la  Fara ,  do|K)  circa 
U  V.illc  d«-l  Strchio.  —  Ciis.  con  eh.  |»arr.  16  miglia  di  cammino,  si  accoppia  e  si  con- 
■S.  Martino)  nel  piviere  ili  S.  Macario,  Com.  fonde  col  fiume  Miigra. 

86 


878  VARA  TAIL 

Fumo  pirte  di  questo  alleiti  f  a  nitro  VIRGHI»  o  WABCBl  (MORTBV  - 

della  fiumann,  il  pofiolo  di  Carro  comprcto  f^ed,  Moars-VAacn  nd  ¥al-d*  Amo 

ndlB  Dioc.  di  Genova  e  Tiulien  Coma-  riure. 

n'ììk  di  Carrodano  rormata  di  due  popoli  VARIGlf  AlfO  nel  Golb  della 

(Girrodaiio  superiore  e  Carrodano  inCerìore)  Sen^i  o  caVa  eon  vasio  e  comodo 

unii  ire  popoli  compresi  nel  Miindaniento  fabbrifmlo  a  civaliere  di  un*an 

di   Cà9anfo  M  Regno  Sardo  «  stali  trala-  sopra  lo  sprone  che  separo  qucMn  dalFi 

•riati  nel  Prospttio  Haiistieo  aoncaso  ali*  cala  coiit<|riia  delle  Graule» 

Ah»  SfEBk»  Ali  documenti  pubblicali  dal  Hvrin 

Sono  pure  situale  aHa  destra  della  Fara  nelle  Amichila  Estensi  ai  ha  la  iioliria,db 

le  Gorounitii  dì  Arcala^  di  Btvtnno^  di  in  Var'goaoo  fino  dal  secolo XI  poHedRM 

Borgheffo  di  Fiora ,   di  Boitaftoia ,  di  beni  i  marchesi  Estensi  »  i  Malaepina  e  km 

Foiin^di  Pignone  e  di  Ricco;  spellano  poi  contorti.  Infiliti  a  cotesto  luofeo  ne  lU» 

al  sinistro  lato  del  Tallone  medesimo  le  Co-  roano  due  istromenU  tcrilli  nel  diilfclla  é 

munita  di  Brugnaio^  di  Baiano  (in  parte),  Arcoln  li  6  genn.  io 56  e  3  actl.  loSftì  al 

di  Godmno  e  di  Z'gnago^  tullf  comprese  primo  de* quali  un  Harcb.  Guiilo  igBodri 

nella  Provincia  di  Levante  del  R.  SanlD.  fu  marchese  Alberto  doo&,e  col  weeotÀmm 

Altronde  appartengono  al  territorio  di-  March.  Olierlo  di  lui  fralello  aunfcrmè  li 

•unito  della  Toscana  Granducale,  dallo  stes-  doodiione  dilla  dal  primo  al  monastind 

•o  Ilio,  i  paesi  di  faliee  e  Feppo^  ed  al  S.  Veoerio  neiriwla  del  Tino,  delie  p» 

Ducalo  di  Modemi  quelli  di  Su^tro  e  Boe^  sioni  di  beni  di  loro  perlinenst,  porti  il 

rheita  di  Fara.  —  FeJ.  ali*  Art.  Vaub  il  Farignano^  Fanicagiia^  Cigmmm  e  H» 

PWaearro  araTianoo  najLà.  Valu  dblla  Ma-  aaao.  —  Ftd,  Famao  e  Paaiof  la 

•SA  a  vALboai  ABBusr.  Il  Lazzaretto  di  V^irignano  fo  frbbriaH 

VARANO  in  Val-diMigrs.  ^ Cast,  che  dalla  renubblica  di  Genova  nel  piiafifiii 

fu  capoluogo  di  un  feudo  de*  March.  Mala*  del  secolo  XVIII  »  ridotto  nn  aeaolo  dsp 

•pina,  con  eh.  parr.  e  arciprelora  (S.  Nio-  dal  governo  fiancese  ad  uso  di  Ragna  fa 

colò)  nel  cui  popolo  è  compresa  la  rocca  di  forzali. 

Topifmeiltf  Gom  Ginr.  e  circa  roigl.  3  a  Attualmente  mediante  i  lavori  cbf^  diys 

gree.  di  Licciana,  Dioc  di  Massa -Ducale  f  ceduto  il  paese  al  Regno-Sardo,  ùnommt 

già  di  Imni-SaRana,  Due  di  Modena.  guili  coslii,  il  locale  di  Varignano  è  Mi 

Risiede  in  monte  sopra  la  oonfluenaa  del  ridotto  all'uso  primitivo  di  Lizsarello,  ad 

Canalone  nel  Tatforone  che  scende  dalla  po(X)lo  dì  Panieaglia  in    S.    Maria  A 

aoromilà  drlPAIpe  di  LioNri  presso  il  con-  Graùe^  Com.  di  Porlovenere,  Mandammli 

fine  del  lerritorio  comnnitalivo  di  Fiviz-  della  Spezia,  Dioc.  di  Luni-Sanana,  R.S» 

sano  del  Granducato,  col  quale  fronteggia  do.  ~^Fed,  Srau  (Golfo  dola). 

versn  scir.  di  Vanno.  VARLUNGO  {Fadum  Lomgmm).'^ÈK' 

L*exreudo  di  Varano,  di  cui  facevano  par-  gala  nel  suburbio  orientale  di  Firene  OM 

te  Apella  e  Tavernelie  con  altre  villale,fo  eh.  parr.  (S.  Pietro)  filiale  della  pieve  é 

dei  marchesi  Miilaspìna  dì  Olivola  toccato  Ripoli,  nella  Com.  di  RoYenano,  Giar.C 

nelle  «lÌTÌse  del  1975  a  Franceschino  figlio  Fiesole,  Dioc.  Comp.  e  circa  nn  migL  • 

del  March.  Bernabò  di  Obìcìno  I ,  dal  qua-  mezzo  a  lev.  di  Firenze, 

le  discesero  tre  fratelli  figli  del  fo  March.  Dell* orìgine  palosire  di  qoeala  eontiaJi 

Marco,  stati  tulli  tre  uccìsi  nel  giorno  mede*  soggetta  spesso  ad  allagarsi ,  lo  didiisn  i 

•imo  (anno  1 41 1)  da  un  capitano  della  rocca  noroe  Fado  longo  oormtlo  in  Farlmngè^t 

di  T\tifernelle ^  cioè  due  di  essi  in  Varano,  meglio  ancorti  il  vicino  €rmariome^  eom 

e  uno  in  Olivola ,  sollevando  contro  quei  luogo  dove  1*  Amo  si  guadava  nella  gai* 

tininnetti  i  popoli  di   Forano  ^  Apella  e  che  lo  guadò  costii  nel  i3iS  V <mtile d 

TaQerneile  per  darli  al  Duca  di  Mmlena ,  Arrigo  VII.  —  Vtd.  GoiiBbnn  (Viixa  ■■} 

siccome  avvenne  di  Catto.  -—  Neil*  exfeodo  È  Variungo  ona  borgata  aparsa  di  casr,  d 

di  Varano  «iste  1*  antico  Gis.   di  Apelìn  ville,  orti  e  poderi  fra  il  popolo  di  S.Sshì 

presso  la  distrnlta  Radia  di  Linari.  —  Fed.  e  qoHlo  di  S.  Andrra  a  Rovnaano,  fra  b 

ApBLLà,  e  Barta  di  LmAai.  stradone,  che  i«e  dalla  P*irla  alb  Groret 

La  parr.  di  S.  Niccolò  a  Varano  nel  1 83a  la  ripa  destra  deirAmo,  cut  Irovasi 

aveva  369  abit,  la  eh.  parr.  di  S.  Pielfo  a  Farìamga. 


VABL  YABL  679 

La  quale  cUch  m  cfede  rammenUU  fino  tio  Vìviani  ed  a  Pier  Francetco  SilTani  di 
dal  secolo  Vili  quamlo  vi  poswdeva  una  studiare  bene  la  causa,  e  quindi  esporre  il 
earte  la  Badia  di  Nonantola.  loro  parere  e  suggerirne  il  rimedio.  Bla  que* 

kW  Ari.  RoTBiAao  citMi  no  istrumcnto  sii  due  ultimi  con  rt-laiione  del  3  giugno 
del  3  luglio  1077  relatÌT0  alla  conferma  di  t65i  dichiiinirono  dì  essiTe  del  parere  mr- 
no*  donaiione  falla  al  cipiloto  del  Duomo,  desimo  cha  aveT;ino  esternato  sino  da  quan- 
allora  in  S.  GioTanni  di  Firenze,  da  un  Adi-  dosi  recarono  a  visitare  1»  delta  sezione  dell* 
miri  figlio  del  fu  Bemurdo  degli  Adimarì  e  Arno  con  il  Torricelli,  con  Alessandro  Hir- 
d«Gaidia  de* Cerchi  vedova  di  Ubaldo  Adi-  lolot.i,  e  con  iìjix'io  dei  Bisinco,  cioè:  che 
■ari  sua  cognata,  abitanti  poco  lungi  dalla  il  lavoro  da  S.  lyirtnzino,  dirimpettu  a  Rt>. 
cbicsi  di  S.  Rtf|i:irala  in  Finnze  (nel  Corxo  vczz-mo,  si  ficesse  di  muro  e  non  di  pali  e 
delio  lultoTi  degli  éidimari)^  i  quali  ntfri-  che  si  iurlificasse  e  si  allungasse  la  paliz- 
rnso  al  Duomo  metlesimo  alcuni  beni  che  zara  della  la  stecca ja  reale  Hi  ^nrlungo 
cai  pnaedevano  in  Varlungo  e  a  Roveizano  arcanlo  air  argine  del  podere  de*  Castelli; 
sotto  il  piviere  dì  S,  Pietro  a  Bipoli^  già  infine,  che  ai  facesse  un  l'osso  onde  cotlrin- 
dctio  a  Qmario.  gene  1*  Arno  a  tornare  nel  suo  letto. 

U  tratto  |iiù  importante  deirAmo  sopra  A  Braccio  Manelti  ed  al  Padre  Famiano 
Pifenie  è,  diceva  il  Morozzi ,  da  Roveznno  Michelini,  entrambi  allievi  di  Galileo,  fu  da- 
atta  Zeoca-Veocbia,  come  quello  che  da  due  la  la  soprintendenza  di  quei  ripari,  ma  tanti 
fertili  pianare  è  messo  in  mezzo;  ed  è  in  vi-  furono  gli  ostacoli  frapposti  dai  possidenti 
sta  di  ciò  che  il  citato  Morozzi  nel  suo  Ra-  frontisti  che  dovettero  essi  rinunziare  alla 
gionaioento  sullo  stato  antico  e  moilerno  del-  commissione  affidatagli. 
TAmOv  citava  le  frequenti  relazioni  d*inge*  Finiilmenle  nel  i564  fu  apf  trovato  il  pru- 
gneii  fiitte  dal  1371  al  1714  onde  riparare  gello  di  Vincenzio  Viviani,  cioè,  di  aflR>r- 
ai  gnaili  apportati  dalle  piene  dell*  Amo.         zara  il  muro  reale  alla  Zrccn  Feeehia^  lo 

Quali  danni  recasse  costà  la  spaventata  che  fn  egregiamente  effettualo;  ma  il  fosso 
pieoa  del  i38o  si  può  arguire  dalla  so wen-  da  esso  luì  proposto  non  venne,  almeno  per 
tioBe  aooordata  al  rettore  di  S.  Pietro  a  Var-    allora,  eseguito. 

loafo  a  cagione  dì  quanto  aveva  sofìTerto  la  Lo  stesso  Vincenzio  Vìviani  fu  il  prescelto 
il>iM  chiesa  per  un  mulino  ivi  presso  fab-  a  soprainlendere  alla  porzione  deirAmo  da 
hrìcato  suirÀmo.  II  qual  mulino  fu  mal*  Varlungo  a  Firenze,  in  guisa  che  al  me- 
lacnato  di  nuovo  dalla  piena  del  1 7  agosto  desimo  appartengono  diverse  relazioni  fiitle 
I45S  quando  1*  Amo  ruppe  nel  piano  di  al  Magistrato  della  Parie,  una  delle  quali 
l^ariungo  presso  la  steecafa  del  detto  mu-  del  a8  die.  1673  traila  di  restaurare  la  xfec 
lino,  coir  uscire  dal  suo  letto  infino  alle  ea/a  reale  di  Farlungo.  —  (F.  Moaoan, 
fflun  della  città.  Oper.  eit.  P.  IL) 

Avvertasi  che  di  un  mulino  esislilo  nel  Gotesta  steccaja  di  Varlungo  peraltro  ser- 
popolo  di  S.  Pietro  a  Varlungo  e  portato  vi  di  motivo  ad  un  mercante  casentiiiese^ 
via  dair  impeto  delle  acque  nel  mese  di  Bastiano  di  Luca  Tanzini,  di  recare  da  Stia 
■aggio  141 5  fece  menzione  un  islramento  a  Varlungo  nella  seconda  metà  del  sec.  XVII 
dialo  dal  Morozzi.  la  sua  fabbrica  di  pannilani.  —  Allo  slesso 

Co  noo  ostante  continuando  1*  Arno  a  Bastiano  si  deve  pure  una  filanda  di  seta  che 
danneggiare  in  questa  sezione,  nel  primo  ot-  pose  nella  propria  abitazione  a  Varlun^io, 
lobredel  1465  fu  fatta  un  imposizione  di  abitazione  che  fu  dai  suoi  bisnipoti  nel  18 xg 
fiorini  8939  per  riparare  ai  danni  che  cote*  alienata  ed  attualmente  posseduta  da  un  Ber- 
ilo  fiome  fiioeva  dal  mulino  di  Varlungo  in-  felli  di  Firenze, 
sino  alla  Pescaja  della  J^ecca-'f^ecc/iia,  Assai  più  nolo  è  f^arlungo  per  aver  da- 

Mia  le  piene  venute  in  seguito  nel  genn.  lo  argomento  a  diversi  chiari  uomini  di 
del  1466,  negli  anni  i5oa,  i5o4  e  1547,  scrivere  in  prosa  e  in  versi  di  luoghi  e  per- 
quellc  del  i557,  del  i6ai  e  del  1647  re-  sone  che  rammentano  la  contrada  di  f'tir» 
canmo  nel  tragitto  fra  Varlungo  «  Firenze  lungo.  —  Citerò  fra  gli  altri  Giovanni  Boc- 
danni  incalcolabili ,  talché  dopo  la  piena  caccio,  il  quale  compose  una  novella  sopra 
del  1647  1^'^  accennala,  il  Granduca  Fer-  due  villici  ed  un  prete  da  Varlungo;  quello 
dinando  li  ordinò  ad  Alfonso  Parigi,  a  Fran-  stesto  che  scrisse  pure  in  ottava  rima  il  suo 
Cesco  ElavCy  ad  Annibale  Cecchi,  a  Vincen-    Ninfale  Jiesotano  personificando  ì  due  tur- 


680  VARN  VABR 

TCDtuoci  Affrico  t  Slensoia  che  dai  colli  di  >isie  al  medesiiDo  di  coinoilo  pei  aocainfaT*i 

Hajano  e  cU  Settigoano  scendono  in  Arno  la  sua  armata.  -—  (  Àacii.   dbu.b  HifOiaM 

dentro  i  conBni  di  Vari  ungo.  Piii  tardi  Var-  di  Pia.  ) 

lungo  diede  argomento  al  grazioso  Idillio         All'  epoca  del   sinodo  volterrano  del  ir- 

del  Lamento  di  Cecco  da   farlungo  del  vembre  i356  esisteva  costà  sulla  strada  ptib* 

Baldovini,  e  ad  altri  due  Idillj  dello  stesso  blica  un  ospcdalctto  sotto    il   titolo  di  S 

genere  dell*  abate  C/df io.  Maria,  da  lungo  tempo  soppresso  e  riunii 

La  parr.  di  S.  Pietro  a  Varlango  nel  i833  con  i  suoi  beni  a  Ma  chiesa   peirr.  il:  S.  G;i- 

contaTa  397  abit.  Tanni  Evangelista  a  Varna  ;  la  quale  |>arT 

VARNA  in  VaI-d*Elsa.  —  Vili,  già  Cast,  nel  i833  contava  377  abit. 
la  cui  cb.  parr.  (S.  Giovanni  Evangelista  )         VARRAMISTA  (VILL 1  di)  nel  Va!-d*àr 
è  compresa  nella  Gom.  e  presso  il  confine  no  inferiore.  -^  Questa  grandiosa  villi  «i- 
a  grec.  del  territorio  dì  Montajnne,  dalla  gnorile  de' marchesi  Capponi  prese  il  t'^.e 
qnal  Terra  il  Vili,  di  Varna  dista  circa  4  di  l^arramista  da  quello  più  antico  dì  ^«z/- 
migl.,  nella  Giur.  di  Sanminiato^  piviere  /e  Ramista,  —  Essa  risiede  in   una  docile 
di  Gambassi,  Dice,  dì  Volterra  ,  Gomp.  di  co'lina  non  più  che  90  br.  superiore  >l  li 
Firente.  vello  del  mare  Mediterran<  o ,  fra  il  t'nr. 
Risiede  sul  dorso  dei  colli  che  sì  propa-  CMecinella  e  la  posta  de*  cavalli  di  Cu'r! 
gano  dalla  pieve  diChianni  verso Catìgnano  del  Bosco,  nel  popolo  che  fu  di  S.  Rrnif.'i'- 
e  Varna  sino  alla  ripa  sinistra  dell*  Elsa,  fra  in  r'alie  Ramista^  notalo  nel  ratahug'^  drl 
la  stessa  fiumana  che  gli  resta  a  grec.  ed  il  le  chieM  appartenuto  alla  diocesi  dì  Lucca 
rio  di  Chiannif  che  scorre  al  suo  pon.  del  ia6o  che  fu  sotto  la  distrutta  pie\e  «li 
La  memoria  più  antica  a  me  nota  rela-  Lat^afano,  riunita  &ino  d* allora  a  qutlLi  di 
tìva  a  cotesto  paesetto  di  Varna  credo  che  Moiile-Caslello ,  nella  Com.  Gìur.  e  ciia 
sia  un  atto  pubblico  rogato  in  Varna  nel-  4  migl.  a  lev.  di  Pon'edera  ,  Dioc.  di  Sio- 
Tanno  iio5,  col  quale  i  due  fratelli  CC.  minialo,  già  dì  LnctM ,  Gomp.  di  Pisa. — 
Ugo  e  Lottarlo,  figli  del  G.  Guglielmo  de*  /V/.  Lj  fÀJÀno  {PiErs  di\ 
Cadolingi  di  Fncecchio,  diedero  rinvesti-        VARRAZZiNO  di  LAMPOREXHK). 
tura  di  una  loro  corte  posta  in  Giermagnano  '—  Gas.  presso  la  sommità  del  Monte  Alht- 
a  diversi   loro  fedeli.  Neil*  anno  medesimo  no  nel  popolo  di  S.  Baronto,  Com.  e  rirc^ 
li  stessi  dne  fratelli  rinunziarono  alla  Ridia  due  migl.  a  setL-maeslr.  di  Lamporecchio, 
di  Fncecchio  la  metà  delle  rendile  che  essi  Giur.  e  Dioc.  di  Pisloja,  Comp.  ili  Firniir. 
ritraevano  dal  loro  castello  e  distretto  di  C»-         Pi'cndeva  il  nom^*  da   qiif*sio  Inojn  r:i 
tignano  presso  Varna. —  f^ed.  Canon  ano  m  Asrcterio  ili  monache  s<)ltr)  il    tilol  •  •)•  >• 
Gajoassi.  Marti  no  a//<iCafa/iuo>'/i  tìi  f'arrtizza  /o,c  1 
Che  Varna  però  si  meriti  un<«  più  remot.1  riferisce  fra  le  altre  iin.i  carta  dtl  inni  ni    ' 
orìgine  lo  f:mno  credere  le  anticaglie  e  le  di  S.   Mercuriale  a  Pisl'ija   del  19  L>ni*.': 
urne  cinerarie  trovate  ne* suoi  contorni.  10^7,  col  qu.<le  Martino   vedovo  di  Ftiioii 
Vi  fu  ancora  chi  dubitò,  che  da  ciieslo  iJooò  alle  monache  di  S.  M.irtiim  Hi  /V 
paese  traesse  il  soprannome  il  Virgilio  del  razzano  la  chiesa  di  S.    Mimiri.iU-  rii  Pi 
medio  evo,  Lorenzo  f^arnense  ^  HUlore  del  sloj.i.D.^I  monastero  di  f^firrazz^tnnvsìs'.^i-r 
poema  epico  sulla  conquista jalta  dai  Pisnni  mo'ti  rieordi  nei  secoli  posierioii  tra  li^mriu 
nel  principio  del  secolo  XII  delle  Isole  Ba-  braiie  <li  quello  di  S.  Mi-i-curiale,  orj  ikIì' 
Icari ,  seppure  non  debba  per  sb.-iglio  degli  /r/rr/i.  Dipi.  Fior.,  coufacenti  a  dimostiir- 
amanuensi  leggersi  quel  f^arnense  per  T'or-  che  nei  contorni  di  f^arratzann  t>no  J'^l- 
ntnse ,  cioè  di   f^orno  nel  Lucchese,  piut-  lora  p-:ss«'devano  beni  i  ronli  G  ii«Ii. 
tosto  che  di  Varna  in  Val-d*Els:i.  Ma  il  Mon  di  S.  Mirtino  di  f'^ttrr-izz^n' 
Riferisce  bensì  a  questo  casale  una  lette-  uel  1173  era  già  unito  a  quello  ili  S.  Meo  >i- 
ra  della  Signoria  dì  Firenze  del  6  mar^o  riale  di  Pisloja  ;  uvNej^naehè  nel  3o  ::i-j:'n 
i3i3  diretta  al  suo  vicario  nelle  parti  di  di  detto  anno  tre  person'*   pie   in\es!tr'-t 
Val-d*£lsa  ,  residente  in  Certaldo,  con   la  nome  del  Mai.  di  S.  M  tifino  J:  f'':rr. :■_■.: 
qnale  se  gli  ordina  di  far  resislenZiialPeser-  donna  .\pn('sa  hailctsi  di  q^ielKi  di  S.  M-. cu- 
cito di  Arrigo  VII  che  dal  T  assedio  ili  Firen-  riale  di  un  podere  posto  in    ^i.'ìano,    j 
M  si  dirigeva  in  quelle  prti,  e  di  faranclic  Montale);  e  me«'lio  amrora  lo  dieKiita  un 
incendiare  la  villa  di  Vania  acciò  non  scr-  islruiucnlo  del  i3  luglio  1269   ii-bliu'  -- 


VECC  VRCC  ORI 

U  vendi!»  fallii  m\  un  converso  M  Mon.  in  detlo  Gisl.  con  le  lerrr  i«l  rmi  (i|i|iiirle* 

di  ^.  Mercuriale,  cuslixle  (ler  conio  ili  dt-lto  uenti  nella  misura  di  tre  moggia,  tita4tt 

Mon.   clell.1  chiesa  di  S.  Murlino  a  f^urrat"  nel  monte  di  Oli^eto. 

tmno,  ili  un  pexz<>  ili  ti  rni  (tosto  presso  f^ar-        Colesta  chiesa  di  S.  Frediano  a  f^eeehia" 

razzano  in  luogo  duiio  la  Croce.  no  era  di  antico  giusp«dronatodcl!a  basilica 

VASO  (MOCTE).  —  Feé.  Mohtf-Vaso  de' SS.  Vini.enzìo  e  Frediano  di  Lucra,  sic- 

cd  il  ScTruMBNTO.  come  lo  dichiara  nn'iiltra  caria  di  quello 

^KccmiALniji.  —  fed.  PoKTB  A  SucRio  slfsso  Arc/t.  jérch.  quando  nel  1016,  Gri- 

e  r  Ari.  seguente.  mizzo  Vesc.  di  Lucci  allivellò  fri   le  altre 

VECCHIANO  '.f'fc/tf/iiiw)  nella  Valle  in-  cose  la  chiesa  di  S.  Frediano  a  f^errfiiano 

ferìore  del  Serchio.  —  Co  trada  com|iosta  di  [ndronalo  di  quella  de*  SS.  Vincenzio  e 

di  due  |K)poli,  S.  Alessandn>  a  f^ecrJtìano  Frediano  di  Lucra,  —  (  I^lEM'im.   Luocti. 

mmgginre ,  e  S.  Frrdiano  a  Veechiano  mi-  T.  IV  e  V.  P.  Ile  III.Ì 

■are,  li  prima  piefe  gik  fìliale  della  batte-        Arrogeche  una  membrana  del  19  nov.  984 

simale  di   Higoli,  e  la  seconda  cura,  una  rammentai  (Vìssesfi  che  aveva  nei  contini  di 

tolta  compresu  nel  piviere  di  Pugnano.  —  Arena  la  chics.i  di  S.  Frediano  di  Lu(«a. 

È  Vecchiano  capoluogo  di  una  nuova  Co-         Da  quanto   rinoni  è  sialo  iiidiiuto  a|i|)a* 

Buniift  staccala  nel  1810  da  quella  de*  Ha-  rìsce,  che  prima  del  mille  non  meno  di  due 

gni  dì  S.  Giuliano,  sotto  la  Giur.  roedfsi-  chìeiM;  |Mìrtavano  il  v«M:aho|o  di  f^ece/tiano, 

ma  nella  Dìoc.  e  Comp.  dì  Pisa.  una  dr-dìcata  a  S.  Frrdiano ,  cura  Inllora 

Rinede  in  pianura  sulla  rifu  deslm  del  esistente,  e  l'altra  a  S.  Michele ^  da  lungo 

Serchio  nel  gr.  43^  4'  latil.  e  98^  3'  long.,  lero))0  siala  eretta  in  pleb^ma  sotto  il  viica- 

qoasi   3  migl.  a  [lon.-maeslr.  de*  Bagni  di  bolo  di  S.  Michele  a  Ponte  a  Srrc/tio , 

S.  Giuliano  ,  migl.  4  ^/9  a  Kit.  di  Pisa  ,  e  cui  fu  annessa  la  chieda  dì  S.  Fili)|>o  a  f^ec- 

8  a  lib.  di  Lucca.  chiallzia, 

Fta  le  memorie  superstiti  per  ora  cono-  Oltre  la  suddetta  chiesa  di  S.  Frediano 
iciute,  la  più  antica,  che  rammenti  cotesta  |jort:iv.i  il  distintivo  di  Feccliiano  nel  se- 
oonlnda  ,  comparisce  in  una  carta  del  aK  coluX!  un*allra  cappella  dnlicala  a  «V.  ^ar- 
•elteiubre  anno  762,  pubblicata  nel  T.  JV.  /o/rwim^o,  la  quale  nel  io5fi  tu  donala  al 
P.  I.  delle  Memorie  lucchesi^  mei*cc  cui  rajiitohi  dilla  PrimaE.ate  di  Pisa,  e  che  nei 
IVredeo  Vesc.  di  Lucca  |>ermulò  con  il  rit-  seroli  (nìi  mndrrni  l'n  ammensata  alla  pieve 
lore  della  chiesa  diS.  Frediano  alcune  moj;-  di  S.  Alessuidro  a  Vecchiano. 
gladi  terreno  in  cambio  di  53  moggia  di  al-  Finalmonte  ali*  Art.  Cella  pfl  Pmte 
In  terra  sbiettante  alla  chiesa  di  5.  Miche/e  Rustico  nel  Monte  Pisjino  citai  un  istiu- 
posta  in  Vecchiano.  mento  del  3o  marzo  i7o5,  col  qua!e  L-hal- 
II  secondo  documento  è  deli*  agosto  78G  do  Arciv.  di  Pisa  donò  al  superiore  dei- 
scritto  invecchiano,  relativo  alla  donazione  1"  Eremo  di  detta  Cella  d»*' beni  posti  nei 
Citta  da  uno  di  questa  contrada  dei  beni  che  confini  di  Vecchiano  maggiore  con  un  colle 
il  di  lui  avo  fondatore  della  chiesii  di  S.  coltivato  n  oUxi  ed  il  sottostai. te /9n</ri/e. 
Pietro  presso  le  mura  di  I^ucca  aveva  asse-  Dal  catalogo  delle  chiese  della  diocesi 
guato  a  quella  chiesa  in  Vecchiano,  i  quali  pisana  compilalo  nel  luglio  del  1371  {stile 
beni  erano  situati  alla  destra  e  sulla  sinistra  comune)  si  apprende,  che  a  quel  tempo  la 
del  fiume  Serchio,  cioè,  ultra  fi.  Austrclo  chiesa  ora  pieve  di  S.  Alessandro  a  VeC' 
ti  de  ista  parte  Serclo,  chiano  taieva  parte  del  pie vauato  di  Ri- 
Anche  nel  giugno  delTanno  956  il  Vtsc.  goti,  mentre  le  alliC  .-ip|jarlenevano  al  pi- 
di  Lucca  Corrado  allivellò  dntr&i   beni  di  \ieie  di  Pugnano. 

suolo  che  la  chieda  di  S.  Pieiro   Somaldi         II  defunto  Ab.  Domi  nico  Berlini  nel  com- 

fuori  di  Lucca  posse  diva  nei  confini  di  Vtc-  pll.ire  il  Voi.  IV  delle   Memorie  per  servire 

chiano.  La  quale  enfiti  usi  vtnne  |>nie  lin-  ali*  isloij.i  del  Ducalo  di  Lucca  ,  trovando 

Dovala  per  alto  pubblico  lìv-I  12  oltobre  9^8  in  Vicrhiano  nel  secolo  X   la  chiesa  di  S. 

a  favore  dei  primi  afFitluatj  dal  vesco\o  liic-  Fre(li:ino    di    giiispadron:<lo    della    bisilica 

cbcse   Adalon^o;  da  quello  sttsso    vtscovo  omonima  di   Lucca  credè,  che  lino  a  Vtc- 

che  per  rogito  scritto  in  Lihtj  nel   4   di-  elii;ino  :i  (juella  età  esU-iiiUNSi  ro  la  loro  giu- 

rerobre  del  9G7   aveva  aifilIaU)  ad   uno  da  ri.sdiziom;   ì   vescovi   inrrj.isi,  e  «lie  questo 

Vecchiano  la  chiesa  di  S.  Frediano  posi.i  paese  tosse  uno  dei  punii  t.slicmi  della  loro 


68t 


TECG 


alar  parte  di 


diooeil  inoaiut  che 
qiielb  di  Pin. 

Che  però  il  fiaipadronato  di  ona  o  di 
pia  chiese  ed  il  poiteiio  de*  loro  lieni  noo 
afCMe  che  lare  punto  né  poco  eoo  b  giorì* 
fdiaione  eoclesiaslioi,  fu  altrove  in  più  luo- 
ghi di  quest'Opera  ifvertito«  e  legnita- 
mrnle  MArt,  Lucca,  Dioccn,  e  Vaaaooà 

(BfoRTC  dilla). 

Alla  nuova  pieve  di  S.  Alessandro  a  #^M- 
ehiano  venne  assegnata  la  parr.  di  S.  Fre- 
diano suddetta ,  cui  fu  annesio  il  popolo  di 
5.  Jfori'a  in  CaifeZ/o,  oltre  la  cura  di  S.  Pie- 
tro a  Malavenire  con  la  parr.  soppressa  di 
S.  Lorenxo  in  Foggio^  pia  la  cura  di  S.  Si- 
mone a  Nodier, 

Celesta  contrada  fu  ripetute  volle  il  teatro 
di  elioni  hellicose  fra  i  Pisunip  i  Lucchesi  ed 
i  Fiorentini,  siccome  fu  avvisato  agli  Art. 
AvARa,  OvAoaio-Riooio,  Mstato,  e  Nodka. 

La  flessa  contrada  di  Vccchiano  per  lungo 


VECC 

tempo  è  stata  compre»  nelb  potmcrìa  di 
Ripafratla  «  traslalala  nel  aeeolo  deooiao  m 
Bagni  di  S.  Giuliaùo.  —  Essa  ai  maDlcnoe 
sotto  il  dominio  dei  Pimni  finché  qumii  eoo- 
servarono  le  rocche  della  Basila  di  Nodim 
ea  e  di  S.  Maria  m  Casieiio  prese  e  di- 
roccale dai  Fiorentini,  la  prima  nel  t43i, 
e  Taltia  nel  r436,  ìnnanii  di  rieonaegnare 
il  paese  al  Comune  di  Piaa.  —  Fed.  ?fo- 
uoA  e  CiSTRLLO  (S.  Mabu  m)  nella  Valle 
inferiore  del  Sercbio. 

Da  Fecchiamo  trasse  il  essalo  una  illo- 
stre  fiimiglia  pisana ,  alla  quale  ae  ooo  a|^ 
partennc  quel  caldo  ghibellino  Cima  dm 
Fecehiano ,  compreso  fra  i  banditi  di  sialo 
nella  prima  resa  di  Piai  del  1406,  vi  doveva 
apfairtenere  il  nobile  Giroiama  da  Ftp- 
Mano  sialo  capitano  di  gucm  soUo  Pier 
Luigi  Farnese,  quando  alla  morie  del  l^sa 
Alesnndro  de*  Medici  (iSS?)  egli  medilo 
di  rimettere  in  libertà  la  sua  patria. 


MOFIXENTO  delia  Fopoiaùoae  delie  dme  FjewtcemiM  ai  FuùcmèAwo 
a  einftte  epoeJke  dii^erse,  dieisa  per  fami  giie. 


Armo 


i55i 
1745 
■  833 
1840 
1843 


iMruaaai 


mate. 


116 
381 

384 
35o 


femm. 


118 
«73 

394 
3a6 


ADULTI 


mascìfemm. 


97 

160 

aa5 

3a6 

973 

3oi 

340 

349 

OOBIlIttATI 

dei 
fi  uè  sessi 


«lei 
due  seMÌ 


»«4 
657 

73a 

699 


8 
6 
5 


Numero 

delie 
famiglia 


05 
166 

994 
3i6 

33a 


Toimle 

della 

Fopaiat, 


5i9 

:«■ 

1870 
9090 
ao46 


Comunità  di  Feechiano.  —  li  trrritorio 
di  qunta  G>muQÌtà  wTcìip  una  su^ierficie 
di  193I9  quadr.  dei  qii.ili  868 qtiailr.  sono 
presi  iJa  corsi  d'acquii  e  d.i  pubbliche  stra- 
de. —  Vi  si  trovava  nel  |813  una  popola- 
sione  di  4989  individui,  a  |>roporxioiie  di 
917  abit.  per  ogni  migl.  quadr.  di  suolo 
im|K>nibile. 

Confina  dentro  terra  ,  dirimpetto  a  lev.  e 
scir.  con  una  sola  Gìiniinilà  del  Grandu- 
cato, mentre  di  fronte  ;i  selt.  e  maestr.  si  toc- 
ca  col  territorio  del  Ducalo  di  Lucca  e  dal 
lato  di  |K>n.  con  il  lillor.de.  —  Termina 
col  m^re,  a  prtire  fidila  lMK:t:a  del  Serchio 
fino  passato  il  fortino  di  Migliarino  ,  di  là 


dal  quale  per  una  serie  di  termini  artificiali 
trova  dirìm|)etto  a  maestr.  il   territorio  «^ 
munitativo  di  Viareggio  del  Durato  di  Iaio> 
ca,  col    quale  T altro  di  Vccchiano  arriva 
sino  al   Lago  di   Maisaciuccoti ,   la  ili  cui 
granila  serve  a  questo  di  confine  verso  self 
finché  giunge  sullayòiia  Barra  che  dopo 
breve  tragitto  ollrefiasfa  per  tlirigeni  1 
diautr  termini  artificiali  da  pon.  a   lev.  1 
poi  a  grrc.  sulla  strada  comunitativa  rota 
bile  di  Filettale  t  con  la  qiule  si  aecompa 
gna  alla  barca  di  Ripafratla.  —  Mediaah 
r  alveo  del  Serchio  sottrentra  a  confine  di 
ri  muletto  a  lev  .-scir.  lungo  la  sua  jipa  sinì 
stn  la  Comunità  dei  Bagni  di  S 


VEGG  TECG              683 

eoa  b  qnilc  peworic  il  cammino  tortnoto  peo  eht  ìa  stiperfieie  delle  tue  acfue  è  at- 

dcl  Scniìbio  medctimo  per  Nudkii  BUaUveii-  tuulmenie  più  alta  dei  teiti  delle  case  di 

lic  e  TorretU  fioo  al  mio  fboeoo  ìd  mare.  Ferrara. 

Fra  le  tlnde  rotabili,  oltre  quella  aulica  Rispetto  air  ìoilole  del  snolo  di  questa 
poaule  di  Viareggio  che  dalla  Torretta  fino  Gomuoiti  esso  può  limitarsi  »  due  specie 
al  «klere  dei  coufioe  attraversa  nella  tenuta  diterw,  i  .^  a  quello  di  trasporto  che  riveste 
di  Ifìglìarìuo  il  terrtlorio  di  questa  Comuni-  tutta  la  pianura  fino  ai  tomboli  lungo  la 
tàasi  novera  quella  oomunitatÌTa  che  rimonta  spiaggia  dì  Miglinrino;  e  hI  calcare  in  gran 
la  ripa  destra  del  Serchio,  passando  per  Ma-  parte  cavernoso  che  serve  dirò  quasi  di  noe- 
laventre,  Nodica,  Veccbiano,  Avane  e  Fi-  ciolo  ai  poggi  di  Fileltole  e  di  Avane,  e  che 
lettole.  Inoltre  da  Veochiano  si  slacca  la  così  io  oonsidi'ro  come  una  estrema  pro(iagine 
della  Tia  LiMgo-0onie^  la  quale  guida  nel-  orientale  dell'  /Ìlpe  jipuana,  la  quale  me- 
Tanlien  ir/ìoda  Francricaal  borgo  diQuie-  diante  il  monte  di  Quiesa  e  quello  di  Bal- 
ta dopo  aver  rasentato  le  bidè  del  poggio  bano  corre  a  congiungersi  con  il  Monte 
di  Mamacìuocoli.  Pisano. 

Fia  i  corsi  principali  di  acqne  che  altra-  Ad  ecceiìone  pertanto  di  quelle  due  col- 
venauo,  o  che  rasentano  il  territorio  di  que-  line  dove  frutliAca  maravigliosamente  fino 
sia  Comunità,  contasi  per  primo  il  fi.  Ser-  dal  secolo  Vili  Pulivo,  tutta  la  subiaoenle 
chio,  il  quale  costanlrmenle  dal  lato  di  scìr.  pianura  è  un  letto  palustre  che  Tarteidrau- 
Bc  lambisce  i  confini  ;  tutti  gli  altri  sono  lica  de*  Pisani  ha  saputo  in  gran  parte  bo- 
fossi  di  scolo  per  ricevere  le  acqne  della  soa  nificare  medianteybrre  di  seolo,  fra  le  quali 
pùnurap  le  quali, o  per  la  foMa  di  Migliari'  le  due  maggiori  di  Fossa  Magna  e  Fossa 
no  inviansi  al  mare,  oppure  per  la  Fusta  della  Barra.  Alla  quale  ulliroaybxiaiodu- 
J^a^An  e  per  la  Barra  entrano  nel  Lago  hi to  che  appelli  il  diploma  delIMrop.  Cor- 
di Maasaciuocoli.—  rV<I.Fo«A  Magna.  rado  li  concesso  nel   ii38  a  Balduino  Ar- 

Air  ^ri.  Pisa  ComarrA*,  dopo  avere  in-  civescovo  di  Pisa,  cui  confermò  fra  gli  altri 

dicalo,  che  nel  territorio  fra  Veccbiano  e  Ri-  beni  anche  i  paduli  presso  Avane,  e  la  fossa 

pafralla  1* alveo  del  Serchio  dovè  nei  secoli  o  fosse  della  Barra  o  Barra  come  fu  co- 

Inpusati  variare  di  Ietto  perscostani  da  Pi-  piato  in  quel  diploma  ;  curtem  de  Affane 

n,  aggiungeva  (Voi.  IV.  pag.  377)  che  an-  cnm  b*Hfario  et  morìa  (sic)  et  omnibus  sui  t 

chr  nei  secoli  intomo  al  XIV  la  pianura  pertiaentiis,  terrai  in  padule  pisana  ju* 

intomo  alla  città  di  Pisa  era  sparsa  di  per-  seta  auaaAS  positas  eie. 

nicioai  ristagni  di  acque.  Che  una  gran  piirle  dei  possessi  della  Co- 

Infrtli  se  si  considera,  che  il  letto  attuale  rona  d*  Italia  fino  dai  primi  Imperatori  di 

del  Serchio  nel  distretto  corounitativo  di  occidente  fosse  derivata  dagli  acquisti  falli 

Veochiano  e  de*  Bagni  di  S.  Giuliano  è  più  lungo  le  rive  del  mare  e  quelle  de*  fiumi,  si 

elevato  della  pianura  adiacente  in  guisa  che  è  già  detto  altrove  e  tornerò  a  dirlo  nelPAp- 

il  cono  di  quel  fiume  viene  rinchiuso  fra  pehdicb  alla  presente  0|  era.  Quindi  non  de> 

dne  polenti  argini  che  lo  aocom(Mgnano  sino  ve  recare  sorpresa  se  il  territorio,  attual- 

al  mare,  ne  conseguita  che  \e  fosse  ed  i  mente  compreso  nella  Cora,  di  Veccbiano, 

eanali  del  territorio  di  Veccbiano,  non  pò-  fino  dai  secoli  longobanlici  spettasse  al  re- 

lendo  sboccare  nel  Serchio  debbono  scolare  gio  lìsco,  quindi  ai  governatori  della  Marca, 

neoeisarìamente  nel  Lago  di  Blassaciuccoli,  dai  quali  poi  si  dispensava  alle  chiese,  o  ai 

oppure  nel  mare.  particolari.  —  Fed.  gli  Art.  Atakb,  Ca- 

Assai  trista  sarebbe  per  cotesta  pianura  vAaoioaaooio,  MiLAVRaraK,  MiOLuaiao,  ecc. 
r  applicazione  della  massima  esternata  da  Rispetto  allo  stato  seroipalustre  della  pia- 
Gioja  nella  sua  Filosofìa  della  Statistica,  al-  nura  di  questa  Com.  posta  tra  il  Serchio  ed 
lorchè  discorrendo  (P.  I.  Lib.  Il  cap.  a.)  il  Lago  di  Massaciuccoli  rammenterò  il  mo- 
delle allusioni  e  corrosioni  d^ fiumi  am-  lodo  di  Olanda  inutilmente  introdotto  co- 
rnette come  costante  verità,  1*  innalsamento  sta  nel  secolo  XVII  da  un  Olandese,  che 
progresùi^  deW alveo  de"  fiumi ^  e  tra  gli  ebbe  in  mira  di  asciugare  quel  terreno  col 
argomenti  che  egli  adduce  in  prova  di  ciò,  fabbricarvi  de*  mulini  a  vento,  i  quali  rie- 
cita  quello  del  Po,  dicendo,  che  quel  gran  scirono  inoperosi. 

fiume  dnir  epoca  in  cui  è  stato  rinchiuso  La  Comunità  di  Veccbiano  mantiene  un 

tra  dighe,  lia  inaalutto  im  modo  il  suo  al'  medico  chirurgo. 


681 


VECC 


vece 


Il  giiiiiliceiile  ili  quella  Coijiuuitài  risie-  rauiiìUiÌT>i,  ruliliio  di  cmiuDe  del  Argi- 
lle 4  i  Rigai  tli  S.  Gitiliaiiu,  cluv*è  il  «uu  «Irup  h  cuuserviiuoiie  liclle  Ifiutirche  e*!  il 
iii};<{!ir-i«diCiic:oit.|,irii>.  |ja  oaiicelltria  (^    Iribiiiulc  di  priiu.i  LiUuia  koiio  iu  Pìm. 

QUADRO  della  Popolazione  della  ConutitTd'  di  FBcemtAWo 

a  cinque  epoche  di^vrse. 


Nnine 
de*  Luoghi 


Titolo 
delle  Chiese 


AvHnr 
Filrlloli! 
MhI.i\  entra 

NinIiim 

Vmx.'biavo  maggiora 
roii  r«iiiim<iodi  S. 
Miiriii  ini^flello 

Vct-chiano  minore 


S.  <ìiisl'.iiii ,  Pirve 
S.  Miiurizi» ,  Helloria 
S.  plein»,  id«-in 
SS.  Stinoiic  e  Giiid.!,  \*\. 
S.  AlfMìiiidi'u,  Pieve 


|S.  Frediano,  Rettoria 


Popolaùone 


fiig; 


3o9 


Totale  ....  Abit.  A".»  |i36o   i8a? 


*"        ""  ■ 

j^*^^^ 

_ 

ANIIi> 

Aimn 

A191 

18II 

1840 

1843 

700 

738 

7»5 

904 

9^7 

1001 

7WH 

899 

79» 

7*7 

744 

77» 

1160 

I33l 

1939 

710 

8^q 

807 

4981» 

Iì438 

5317 

VEXHIEDA  (  VIIJA  di)  sulla  Vara  in 
Va|-i|i.Mi>fr4.  —  rV7.  (\mcr. 

VECXHIKNA  o  VHCCH1ENN.4  (f7ae/e. 
iM  >  nella  Valle  della  Ciriiia.  —  Castellare 
che  Jieile  il  titolo  ad  un  coiuunello,  ora 
bin-lÌM  cuinpre&i  spillo  l.<  ciint  di  Monte  Ro- 
t«iiìi|o«  ili  cui  disl.i  r.in-j  dui' inì^l.  1  lUi'Str. 
nella  t'oni.p  Giur.  e  t;inM  \'\  mi;:!.  «  niiic- 
•Ir.  <lì  M«ss.ì  Mirilliin.i,  Diiw.  di  Volterra, 
Comp.  d;  (ìi-ossrin. 

Ri>i«dr  sulli' priidiri  orcideiil.ili  ilei  |X)^- 
gi  d«iu<le  «ur^'e  U  (^iiiii.i  tri  i  Lifi'>ni  di 
aei'ln  hnrico  del  Siswj  c  il  Lago  sulfureo 
dì  Monti*  Rotondo. 

Sarehhe  lrop|>i>  n  mola  l.i  Conisellura  so  a 
quislo  lu«»j;o  di  f^ecrhi^na  eorris|>ondesse 
ralln>  di:ur)iiiinalo  ai  f^inclene  finihm 
^ol*tii-rrtfriSf^\\vcnn\v  Cu  Ifilo  in  un.i  nnpiii- 
lii'.iiii  lei  ilìci'iiilui  8'Ì9  puidilicaU  nel  Vul. 
V  P.  Il  delle  VtfMor.  Lucch, 

iKi  confìlli  eorininili  di  f^ecchienn.  eon 
quelli  de!  Saffo  v  di  Casti ^lion  Bfnitrdi^ 
firesv)  d"Vf  acni.-ii.iiio  un  di  i  liuiiti  del 
Gr)iniiuello  ili  (Utrnia^  tu  il.itu  un  cenno 
■llWrr.  CoHSi.t,  \\.m\..  di^lrulto. 

Il  l'Ili  \olii'  lo.|.il>)(ìio.T.ir;;ioui-Tozzetlì 
neNii.i  Vi.i^r./,  T.  IV.  V  »■  VI  parlando  di 
qurjlii  lu'ii,»-»  dissr,  rh»;  il  G•^l.  rovinilo  di 
f' e*'*'ht("i  I  ii)iir.iiiif*ilr  .i|i[Mrteiiiie  ai  ve- 
kcuvi  di  Volinr.i,  mi  ■fi»:  tu  rivjso  a  ferro 


e  Tuono  dai  Voltemni  nel  ia35  ;  conMcché 

ad  essi  |kknì  innanzi  •ivessedirrlio  una  bolla 
il  Pont.  Gregorio  IX  |ier  esorlarli  a  ilesìste- 
r»  dalle  ostilità  contro  il  vescovo  Pigano 
de*  Pann(x:chieschi  ei]  1  suoi  vassalli,  aecom- 
|>a»iiinilo  i  consigli  alle  inìnac(.*e  di  scunii- 
iiiiM,  .illi-  iinaii  coteslo  pofiolo corrisfioie eoi 
hniiov.ire  i  dinui  rontrn  le  terre  e  i:.«4l*-lU 
del  (H'oprìo  \i*«4'ovo,  suoi  ft-deli  e  vassalli. 

Im(i)rl.inlissiin.i  re|iulerci  |ier  la  storia 
iialiirale  dì  iim-sia  contrada  la  notìzia  iii- 
scril.i  d<<  Ziiu.liia  ZktIiìo  Volterrano  in  un 
roilire  (*sisteiitc  nella  Ma;;liibrcliiari.i 'Oliss. 
WIll.  (>jd.  7*)  ni'l  quale  m  lro\a  rav«i«) 
dulli  cii<ii|iars.i  re|ienlin:i  avvenuta  ncll* an- 
no i3io  di  una  s,iecie  dì  Lagone  Ltt/^u- 
ni)  pruMì  il  l«n»j.'o  ap^M'llilo  f^Uena  .Torse 
•1.1  ltg<;i*rji  ^er/f/iii),  —  P^ed.  Lauosii  Vot- 

l£RR^M,  e  (/tR!«|i   l'i. 

VKCClIIPT'n)  in  Val-ilì-Magra.  —  Cai. 
con  i:li.  |urr.  ^S.  Rirtoloniinen)  nella  Com. 
e  Giiir.  di  Vnlla ,  Dioc.  di  Massa-Ducale , 
gi.'i  di  L'iui-Sirzina,  Due.  di  Moilma. 

(^)t('Sto  {K>|Mdo  elle  lece  parte  del  rriitlo«li 
.\ulla  ó  |>osl<i  in  po^^io  sulla  «nistra  del  fi. 
M«::ra  Ira  T  A  niella  e<l  il  Tax^arnne. 

Li  ii.irr.  ili  S.  Biiloloinnieo  al  Vecchiet- 
to nel  iRì:»  ei>ntav.i  0174  a  bit 

VRCCHIO  ;C:VSTEL>.—  r«/.  CoTu.- 
ViuiHio  01  Vtr.i.  iMti. 


T£LL  VELL  685 

VECCHIO  (G.4T4BBIO)  nella  Val-dU  esiste  la  Tetusta  chiesa  plebana  di  S.  Tom- 
Fiora.  ^  f^td,  Catabbio.  oìMoaCastel-F'eecfùotO  in  F'alie-jiriana, 

—  (  MO.TTE).  —   fed.  Hons  Vioguo         L»  sloria  più  .mtica  di  Vellano  può  dirsi 

in  RafDagna.  quella  della  sua  pieve  di  S.  Martino  di  A  ■ 

^  (S.  QUIRIGOn)  in  Val-di-Pesa.  —  i^elfana,  o  a  Fellano,  le  di  cui  memorie 
Cos.  il  cui  popolo  di  lunga  elk  fu  soppreuo  risalgono  al  secolo  X  almrno,  siccome 
nel  piviere  di  S.  Giovanni  in  Sugana ,  nei-    lo  dimostrano   Mlcune  carte  pubblicale  di 

la  Cbm.  e  Gìur.  di  San-Gasciano ,  Dioc.  e  corto  nelle  Memorie  Luccìiesi^  già  citate 

Gomp.  Ji  Pirenie.  agli  articoli  di  Massa  b  Coxzilb,  e  Obaca, 

VECOLI,  o  VECOLEnelli  Valle  del  Ser^        Al  primo  di  essi  Art.  furono  riportate  le 

chic.—-  Gas.  con  eh.  parr.  (S.  Maria  e  S.  parole  di  un  istrumento  del  a8  aprile  979, 

I^renzo)  nel  piviere  di  S.  Macario,  Gom.  dal  quale  appariva,  che  la  pieve  di  S,  Mar- 

Giur.  Oioc.  Due.  e  cicca  5  migl.  a  maeatr.  tino  a  Vellano  fu  data  a  reggere  insieme 

di  Lucca.  air  altra  di  5.  Maria  di  Massa  a  quello 

Eisìirde  sulla  cresta  de*  poggi  che  dira-  stesso  prete  e  rettore  che  nel  7  giugno  dell* 

B4IISÌ  a  grec.  del  monte  di  Quiesa  fino  al*  anno  medesimo  allivellò  la  metà  dei  beni 

b  ripa  destra  del  Serchio,  separando  la  vai-  delle  due  pievi  con  i  tributi  e  decime  do- 

lecoja  della  Freddana  da  quella  della  Con-  vute  «lagli  abit.4nti  delle  ville  comprese  in 

tetsara^  e  la  cui  altezza  misurata  dal  Pad.  quei  due  pivieri;  fra  le  quali  villate  sono 

GrQ.  Prof.  Michele  Bertini  dalla  sommità  nominate  Feilann^  Obaea^  ossia  Ohacula, 
del  campanile  della  chiesa  di  Secoli  fu  ri-        Infatti  anche   nel   catalogo  delle  chiese 

sronlmta  essere  693  br.  lucchesi  superiore  delle  diocisidi  Lucca  compilato  nel  ia6o 

al  livello  del  mare  Mediterraneo.  —  Ved.  la  pieve  di  A^fellana^  o  di  ^e//aao  cooti- 

XiCAmio  (S.)  nuava  a  mancare  di  cure  filiali. 

La  parr.  di  Vecoli  nel   i83a   noverava         Inseguito  fu  eretta  in  battesimale  la  eh ie- 

141  abit.  sa  di  Sorana,  che  fu  una  delle  succursalt 

VEXHA790  DI  MODIGLIANA  nel  vallone  della  pieve  di  S.  Tommaso  in  Falle- Ariana^ 

del  Tf«iloKÌo  in  Romagna.  — Gas.  che  diede  ossia  di  Castel- Feee/tio. 
il  titolo  ad  una  eh.  parr.  (S.  Michele)  e  ad        In  Vellano  come  in  lizzano  esistette  fino  al 

oaa  delle  balìe  della  Gom.  di  Modigliana,  secolo  XVIII  inoltrato  un  Mon.  di  suore, 
itiualroente  riunita  alla  cura  di  S.  Maria  in        In  quanto  spetta  alla  storia  politica  di 

Castello,  Gora,  di  Tredozio,  Giur.  di  Modi-  Fellano  ce  ne  dà  un  qualche  indizio  un 

glÌAna,  Dioc.  di  Faenza,  Gomp.  di  Firen-  di)dnra;i  concesso  nel  dì  9  agoslo  i333  dal 

le.—  Fed,  Modioliasa,  Comunità,  re  Giovanni  di  Boemia  ad  una  nobile  fami- 

^Ctìjr«4tf  DI  Villa-Basilica.  —  ^e(2.  Villa-  glia  Pesctalina,  quando  accordò  a  molli  in- 

Basilica.  dividui  della  consorteria  Garzoni ,  ivi  no- 

FEQMtATosj  nella  Versilia.  —  Gas.  la  minali  e    rappresentati  da  Garzone  del  fu 

cui  distrutta  chiesa  di  S.  Lucia  in  Feghia-  Barloloinmeo  di  Pescia,  per  causa  delle  spese 

fo/a  faceva  parte  del  piviere  di  S.  Felicita  da  essi  sostenute  e  delle  imprese  fatte  onde 

a  Massa  di   Fefsilia  in  Val*di-Gaslello ,  conservare  al  governo  di  Lucca  la  provìncia 

nella  Gom.  e  Giur.  di  Pietrasanta,  Dioc.  di  della  Val-di-Nievole,  concedè  loro,  io  di- 

Piu,  già  di  Lucca,  Gomp.  pisano  -»  Fed,  ceva,  come  pure  ai  figli  ed  credi  di  cassi  Gar- 

PirraAsARTA.  zoni  a  titolo  di  feudo  il  castello  di  Vellano 

VELIi4N0,   già   ArELLjso  nell.i  Val-  in  Valdi-Nievole  con   i  diritti,  persone  e 

di  Nievole.  ^*  Terri  già  Giit.  con  eh.  pie-  territorio  annesso. 

h^na  '^SS.  Sisto  e  Martino  in  Avellana  y  o        II  qual  feudo  di  Vellano  nel  i355  fu  con- 

a  Fallano).  È  capoluogo  di  una  Gomunità  fermato  dalT  Imp.  Girlo  IV   con  altro  di- 

nella  Giur.  e  circa  4  raìgl.  a  seti.  diPtsciu,  ptoma  dato  in  Pisa  li  ^5  gennajo  a  fovore 

Dioc.  ineilesima,  una  volta  di  Lucca,  Gomp.  del  nobile  Giovanni  figlio  del  fu  Garzone 

ili  Firenze.  di  Pescia;  mentre  pochi  mesi  dopo  Plmp. 

Riùetle  in  poggio  scilo  la  confluenza  di  stesso  pass.iiido  da  Pietrasanta,  nel  3  giugno 

•l-.e  rami  della  Pescia  maggioi e,  o^Vd  Pe-  del  1 355,  tornava  ad  accordare  ìnfeudoalla 

scia  Ji  Pescia,  fra  il  gr.   a8^  a 3'  long,  ed  ronsorleiia  Gartoni  di  Pescia  la   villa  «li 

il  gr.  4i^  57'  3"  latit.,  quasi  due  migl.  a  Gaslel  Vecchio  nella  vic<iria  di  Valle  Ariana, 

scir.  del  Castel- Vecchio  di  Vellano,  dove  contado  di   Lucca,  nella   qual    villa  dice 
V.  t.  87 


tm 


VELL 


▼  BLL 


che  non  lì  era  pid  che  ana  ventina  d8  no- 
mioiy  o  capi  di  fiimiglia  :  in  yua  circa  9i» 
ginti  homines  esse  dicuniur. 

Ma  che  cotesti  debbono  contaisi  fra  i  tanti 
diplomi  che  si  rìlasciaTano  per  iropingaare 
hi  cassa  delU  Camera  aulica  senxa  gran  frutto 
di  quelli  che  li  dovevano  pagare,  lo  appalesa 
la  storia  del  luogo  slata  indicata  MÀrt»  So- 
sjkMk  di  Vellano,  in  un  tempo  cioè,  in  cni 
il  Cast,  di  Vellano  dalle  roani  de*  Lucchesi 
cadeva  ora  in  potere  de* Pisani,  ed  ora  de* 


MOVIMENTO  dello  Popolatione  della  Temua  dm  TmM.Mutmo 

a  cinque  epocìèe  diverse ,  dieisa  per  famiglie. 


r. 


FioreniSnt,  ti  quali  poacia 
Pescia  del  1 364  ;  <B  vigore  della  qvafe  p- 
nomini  di  rW/ono,  di  CasfeUFeeèkietét 
gli  altri  paesi  componenti  allualmeotcemoh 
Comunità,  ad  onta  dei  diplomi  haperàé. 
dovettero  prestare  ginrametilo  dk  fedellk  rfb 
Reo.  Fior.  —  Veii,  Sobava. 

D*al]ora  in  seguito  la  storia  dEi  FeOami 
accomuna  a  quella  delle  altre  conti  adi  éA 
Toscana  Granducale  sottopoatejal  Tìrariié 
I,  alias  del  b  Val-di-Ifievolc. 


Aaao 

IHPll 

masc. 

fBaat 
femm. 

ADI] 

rHase, 

n.Ti 
femm. 

OOVIDOATl 

dei 
due  sessi 

BOCLBSU- 

•TIGI 
SBOOLàBI 

Numero 
delie 
famiglie 

deUm 
Popelmi, 

i55i 

*. 

.., 

m^ 

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•i» 

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15? 

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1745 

115 

109 

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169 

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176 

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94» 

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1840 

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169 

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10 

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.... 

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i«4 

170 

17* 

370 

ti 

979 

97f 

Comunità  di  Sellano,  —  Gotesta  Co- 
nìt&  abbraccia  una  superfìcie  territoriale  di 
7384  quadr.  746  dei  quali  sono  presi  da 
corai  d*  acqua  e  da  pubbliche  strade. 

Nel  f 833  vi  abitavano  aSaa  individui, 
a  ragione  di  3io  persone  per  ogni  miglio 
quadr.  di  suolo  imponibile. 

Confina  per  montuosi  e  brevi  tragitti  con 
cinque  Comunità  del  Granducato,  e  per  una 
più  lunga  linea  dirimpetto  a  pon.  e  maestr. 
con  lo  Stalo  lucchese. 

Dil  giogo  del  Formlcolajù  sol  monte 
Bordoni^  do\e  cessa  la  Toscana  Granducale 
e  la  Comunità  di  Pileglio  entra  il  territorio 
comunitativo  di  Villa-Basilica  dello  Stalo  di 
Lucca,  col  quale  queslo  di  Vellano  fron* 
teggia  dìriropelto  a  s«'tt.  da  primo  medianle 
il  Rio  maggiore  t  una  delle  sorgenti  più 
alle  che  scende  nella  Pescia  maggiore ,  a 
grec.  di  Vellano  finché  rimonta  il  Rio  di 
Ponte  ^  allra  sorgente  che  viene  a  ra»estro 
di  Vellano  da  11*  A  spenni  no  di  Castel- Vec- 
chio^ ed  entra  pur  esso  nell;*  Pescia  mag^ 
giore  davanti  al  Cust.  di  Soraua.  Quindi 


mediante  il  corso  detta  st< 
nua  a  fronteggiare  dirimpetto  a  pon.  fino  d 
ponte  sulta  strada  provinciale  rotabile  ck 
sale  a  Ventano.  A  quel  ponte  il  territorio  è 
Vellano  lascia  a  lev.  la  Pescia  per  indiria 
urai  a  pon.  sulla  costa  de*  poig^  cbe  tept- 
rano  la  Valle  della  Pescia  meaggiere  4 
quella  di  Collodi.  Giunto  al  torr.  Teq^ 
la^  lo  altrvena  per  avviarai  a  lib.  anapc 
mediante  termini  artificiali  fino  al  PoggieS 
Rometa  alfa.  Ivi  cessa  il  terrttorto  coaraai- 
tativo  di  Vilbi-Basilica  dd  Ducalo  di  Laos, 
e  sotientra  quello  delhi  Com.  di  ^nàa  éé 
Granducato.  Con  questo  V  altro  dì  felU 
no  fix)nleggiii  da  primo  diriropetto  a  ostro, 
metliantela  d^ta  fiumana,  poscia  di  Croolra 
lev.  rimontando  I*  alveo  della  Pesete  mag- 
giore a  partiir  dal  ponte  di  Pietra  Boona  fiat 
alla  confluenza  del  riodelC /tsino^  e  di  là  éi 
qutsto  rio  toma  a  fronteggiare  dirìmpeflo  a 
ostro  lungo  la  stessa  fiumana  con  la  Caeu 
medesima, che  lasuia  sul  poggio  àl'Agmmelk^ 
dove  trova  laCom.delBorgoaBuggtaBO.Gna 
quest'ultima  la  nostra  per  tanmai  arlificèsli 


VELL  VELL  687 

tilesullMnGO<MGÌdniUiletlclpoggio<]*i^^iM-    che  e  inorysoiche ,  il  quale  macigno  è  ili- 
■r//o,  «ìlio  a  cìit  entra  nei  no  di  Serra  a    sposto  ìd  poteuti  ttrati  (liTenaDiente  incli- 
Ctuùt  contro  il  cono  dei  quale  tale  nella    nati  ed  alternanti  con  sottili  slralerelli  di 
ilimumc  di  lev.  a  scir.  lino  oltrepassala  la    bisciiijo,  o  schisto  marnoso,  mentre  costà 
oonflucuia  del  rio  delle  Treserre.  Costà  si    più  raramente  si  ritrova  allo  scoperto   la 
toast  sul  giogo  del  monte  con  il  territorio  di    calcarea  straliforme  compatta,  la  quale  sei^ 
Masi  e  Conile,  da  primo  diriropelto  a  ostro,    yìr  suole  di  base  alle  due  rocce  prenominale, 
poi  di  froole  ■  lev.  mediante  una  via  pe-        In  quanto  ai  prodotti  agrarj,  la  vile  e 
dooale,  die  poi  lascia  per  entrare  nt-llayor-    1*  ulivo  (  due  qualità  di  piante  che  costitui- 
rà deitm  di  fellunOm  In  colesla  forra  in-    scodo  la  riccbesza  maggiore  delle  Comu- 
eonlra  il  territorio  della  Com.  di  Marlijna,    uità  di  Pesci»,  di  Uxzano  ecc.  )  sp><risoouo 
con  il  quale  scende  il  monte  nella  direxio-    per  raflàtto  al  disopra  della  T<'rn  di  Velia- 
ne  di  seti,  e  poi  di  maeslro  per  entrare  nella    no,  dove  non  s' incontrano  che  selve  di  cm- 
Petcioia  di  Fellitno  che  rimonta  di  fronte    stagni  e  foreste  di  cerri,  di  querci,  opjmre 
a  scirocco  lino  allo  sbocco  in  essa  dellayor*    di  lecci,  iramexzate  da  praterie  naturali. 
fu  di  Confinem  Costà  cessa  il  territorio  co-        Qual  fosse  la  coltura  di  colesla  montuosa 
■uniUlivo  di  Bfariiana  e  sottentra  in  quelle    contrada  nei  secoli  anteriori  al  mille,  si 
alture  ilirimpetto  i  grec.  Taltro  di  Pileglio,    può  arguire  dai  documenti  pubblicati  nelle 
mi  quale  il  nostro  si  accompagna  fino  sul    Memorie  Lucchesi,  fra  i  quali  citerò  per  tutti 
■onte  Bordoni  dove  ritrova  sul  giogo  del    un  istmroento  del  i  luglio  910,  in  cui  si 
Fonmicoiafo  il  territorio  lucchese  di  Vii-    tratta  di  una  permuta  di  beni  situati   in 
I^Baailica.  Obaeula  presso  Vellano,  dove  sono  indica- 

li più  copioso  corso  d*  Hcque  che  passa  per  te  cento  moggia  di  terreno  coperte  di  piante 
qonta  Comunità  è  quello  delta  Pescia  di  di  castagni.  Lio  che  serve  a  confermare,  che 
trscia^  o  Pescia  maggiore.  Fra  le  strade  queir  albero  benefico  delle  nostre  montagne 
rotabili  coniasi  quella  provinciale  Pescia'  fino  d^iì  secoli  longobardici  erasi  propagato 
Ima  che  sale  su  11* alpestre  fianco  dei  monti  nella  Toscana.  —  ^ed.  Omàc^  Flom^,  e 
•opra  Vellano,onde  raggiungere  dopo  un  Obaculj  di  VELLAifo, 
giro  muotuoso,  praticalo  in  luoghi  frigidi  La  Comunità  di  Vcllano  roanliene  un  Chi- 
Cil  anco  ventosi ,  la  strada  regia  Modanese^  rurgo  e  4  maestri  di  scuola  residenti  in 
BclL  quale  la  Pesciaiina  sbocca  sulla  ripa  Vellano,  Castelvecchio,  Pietrabuoua  e  So- 
auistn  della  Lima   presso   le  ferriere  di    raua. 

Mammiaoo.  La  Cancellerìa  comunitativa,  il  Giusdi- 

Ilia(ictto  alla  struttura  fisica  del  terreno  cente,  T  ingegnere  di  Circondario  e  1*  uffi- 
che  riveste  colesla  regione  alpestre  ,  vi  si  zio  di  esazione  del  Registro  sono  in  Pescia, 
Kuopre comunemeute  la  pietra  arenaria,  ma-  la  conservazione  delle  Ipoieche  in  Pisa,  ed 
Ugno, coutcuente  avanzi  dì  sostarne  organi-    il  tribunale  di  Prima  istanza  in  Pisloja. 


^VdDBO  itOm  n^«lM«  MI»  Comtmtt^  at  fw 


S 


% 


VGUHU.oTEBO^tA  in  Til-d'Onà*.  aDtiei  picn  mlb  Om.GHur.eil  m  «qrl-i 

—  VìIIé  a  gvuÉ  a  brtiliiio  nel  popolo  di  lib.  di  Vieo-PJHno,  Ditte.  >  CiMap.  4i  Ffa. 
CMldnuoTO  dell'Abile,  Com.  Ginr.  Dioc         t  Barn  iletle  pib  deliw 

•  ara  7  migl.  ■  aUrO'Kif .  di  HonUlcino,  IiufO  la  «radi  provinciale  Via 
Gonp.  di  Sima.  fdifna  a  mi.  dal  n 

EitiedeMillaripad«il)addrOreia  Jirim-  molra  da  qudlo  della  Ter 

petto  alla  confluenia  del  lorr.  Xaaeoita,  ottro  e  pon.gliworrcuaai  vieiaorAn^ìi 

CM'a  deirfnie  di  Aicidoun,  doie  k  rimi  un  clima ainiuinio  e  lErap«TstoÌB  foSm^ 

cli'eti«t(Me  uo  ponte,  del  quale  li  indicano  iw*lk  Tcgelana  e  frulliEiciao  allo  Mnpeitok 

le  icati^  al  Ino^  dello  il  poalaeào.  pimile  più  delicate  >li  igrutDÌ. 

TroTeai  alle  falde  meridiooili  del  poggio  Una  delle  pib  anliche  meraorie  diqoab 
di  CaMelnuoTo  dell'Abate  pmno  le  cktc  borgata  e  della  lua  picTcdrdicala  ■  S. Gia- 
de! l' ala  ImiIio  Mccaroide  Ji  calce  carbntala,  vinai  Billìilii,ed  a  S.  Pietro  in  luagodrlW 
bianco,  eolorilo  e  Teoalo,  le  quali  chic  an  a//a  fena,èdt'II*annag75  qnandoÀlhnica 
tempo  tnna  oompreie  in  colnta  tenuta,  tckoto  di  Piia  concedè  ad  cnfiirun  ai>l« 
gik  comunella.  fi^li  del  tu  March.  Obeho  conte  iM  S.  Fr 

ÌM  TÌIIa  di  Velona  ipparteneri  alla  fa-  Imo  molli  beni  delle  pirri  di    Fito  filn 

■niglia  Acca rìgi,  quando  nel  i{oi  fu  prita  {Caleinaìa},  e  ili  S.  Giovanni  alla  fé 

dai  Fiorentini, all'occauoaedelbgueiTj  die  nu.  —  (  Hnaii.  Aat.  M.  Aevi  T.  '.) 
■noiBero  ai  Seneii  perchè  li  erano  dati  al        A  S.  Gionnni  alla  Vena  vi  «ra  Hnofcrii 

I>uci  di  Milano,  r  che  poi  retliluirono  alla  nelt'  Amo,  dove  tino  dai  tempi  CanKofi 

pace  del  6  Hprile  i4o4;  una  delle  cui  con-  loleTa  pattarti  quella   ipecie    di    Atvo  le* 

diiioni  fn  quella  di  ritaiciare  al  Giraune  gio,  che  Finora  e /'Incito  apjielTaTaai,  il  qud 

di  Siena  Jfo/ua^ufo,  Sdfoli,  Seorgiano,  daiioCorrado  II  come  re  d'Italia  tuo  diploaa 

CmMlelnuovo  delT  Jiale  ,  la   Feroaa,  (o  del  ig   u^lio  iiSS  rilaK:iò«  Bilduino  iicf- 

rf/nna)cCig/iiianne1lerminediioeior-  «eicovo  di  Kh  con  altri  diriili  della  c«f» 

ni.  (Amwi.  Ster.  Fior.  Uh.  XVI.)  m  d'Italia,  fra  i  quali  il  Fodro  m  PUtù» 

VELTRAJO  (  MONTE).  — ''e<f.  MoH-  di  ''im  ^■Meri«rara(VÌcoPiaa»o)e  dJ  i. 

ia-Vn,Tauo,  e  VoLTiaat.  Giovanni  alia  ftaa. 

VtNA   [S.  GIOVANNI    lua)  nel  Val>         Finalmenle  nel  Breie  Pisano  ilei  lo  •M 

d'  Arnu  piano.  ^  Borgata    popolou  con  C.  UeuliuualL  ruhiica  Sa  del  Ub.  IV.  im- 


VENE  TEBC  «89 

ÌMÙ  di  eiKficm  lungo  PArao  daf  li  uomrai        Li  pMT.  di  S.  Qiiirieo  a  Veneri  nel  i83« 

di  S.  Giovanni  alla  Vena  e  da  quelli  dei  novenva  889  »bil. 

TilLagieio  tU  Geuli  un  pomicino  della  br-        VKNERIO  (SAN)  in  Val  di  Magra.  — 

glicna  «Imenu  di  Ire  |  ieiii  (di  Liulprando?)  ^ed.  Sa*  Vbkuio. 

■clh  al  rada  di  Piediiiionle  tra  S.  GnovNiiiii         Fkpms  ìuIIh  Pffici»  maggiore —  ftd.FwF- 

alla  Vena  e  Geuli.  —  f^ed.  Vico-Pisamo  Co-  mia,  e  CASTra^Viocnio  di  VvLi.Aao. 

muuùià.  VEPPO  (CASTEL  m  )  sulla  Vani  in  Val 

La  idefe  di  S.  Giovanni  alla  Vena  nel  *  di  Milgrrf.  —  f^ed,  Calick. 
1371  coniava  le  leguenU  fdìali,  t.  S.  Bar-  VERAZZAHO  in  Val^i-Greve.—  Villa 
tolomineo  di  Scheitocoio,  9.  S.  Lorenio^'  aignorile  eoo  tenula  anneiaa  nel  pofjolo  di 
CrMiin;  3.  S.  Martino  (idem);  4.  S.  Miiria  di  S.  Martino  a  Valle,  Com.  Giur.  e  circa 
(idem;;  5.  S.  Donalo  (idem).  —  Allualmenle  due  miglia  a  maeilr.  di  Greve,  Dioc.  di  Fie- 
li suo  pievinaii)  comprende  le  |Nirr.  di  S.  sole,  G>mp.  di  Firente. 
Giovanni  alla  ^ena,  S.  Andrra  a  Cucigliana  Questo  resedio  con  fallorìa  annessi  è  no- 
e  di  S.  Quirico  a  Lugnano.  lo  per  essere  stala  coslh  la  culla  de*  nobili 

Im  buffiiala  di  S.  Giovanni  alla  Vena  lia  da  Veranano,  i  dì  cui  discendenti  conserva- 
rlo fn  gli  uomini  illustri  nel  secolo  passa-  rono  fino  ali*  ultimo  fiato  cotesto  luogo  in 
la  il  consigliere  di  Mulo  Leonnnlo  Frullani.  venerazione  forar  di  aver  dato  il  casato  alla 

La    parr.    plebana  di  S.  Giovanni  alla  prosapia  fion-ntin  •,  alla  quale  «ipparlrnne  lo 

Vcoa  nel  i833contiva  1^85  abil.  scuoprìtore  della  Lunigiana  nell'America sel- 

VE^  ANZIO  A  CEPARAKA.  —  f^ed.  Cu-  tentrionale.  La  lenuU  omonima  col  nsedio 

fiaAva  in  Val-di  MMgni.  di  Verr.-zzano  nel  secolo  attuale  è  stala  la- 

VENDASO  rS.PAOL()  a)  in  Val-di-M^  seiaU  dalPuIlimo  fiaio  di  quella  stirpe,  al 

già.-—  #Vd.  Paolo  (Piava  n  S.)  a  VaanAso.  serondogenilo  della  nobii  casa  Vaj. 

VE2IERE  nel  Val  d*Ariio  aretino.^        Sino  dal  secolo  XII  si  fa  menzione  di  11  li- 

Gh.  eoo  eh.  parr.  (S.  Giusto)  nel  piviere  veti  e  vigneti  posti  nel  distretto  di  Verazzano 

di  ^^rala.  Coro.  Giur.  Dion.  e  Comp.  di  in  una  membrana  della  Badia  di  Paisijiiiano 

iftno,  dalla  qiial  cittì  il  Gas.  di  Venere  del  19  mar»  itSo  scritta  in  Fii:chio  de 

liovasi  circa  4  migl.  a  m.ieslr.  Lombardi  (  Vicchio  Maggio  ).  -*  F«^<'-  Vic- 

Sicde  in  pianura  sulla  ripa  sinistra  del»  cuo  Maooio 
r  Amo,  quasi  di  contro  al  colle  della  sop-        VERAZZANO  in  Val-Tiberina.  —  Cus. 

ptOM  llndin  di  Capolona,  sotto  la  voluta  gib  Cast,  con  eh.  parr.  (SS.  Flora  e  Lucilla) 

che  COSI)  presso  Ta  l'Amo  da  ostro  a  lib.  nel  piviere  della  Sovara,  Com.  Giur.  e  circa 

ÌM  chien  dì  S.  Giusto  a  Venere  fn  di  pa-  4  mgl.  a  lib.  di  Anghiari,  Dioc.  di  Sanse- 
dfooato  della  cafa  Roselli  di  Ait-uo,  eredi-  poterò,  gik  di  Arcuo,  Comp.  aretino. 
lato  per  donna  dalla  famiglia  Lippi  di  ijuel-  Risiede  fra  le  sorgenti  del  torr.  Cestola 
b  stessa  citlh.  presso  la  sommità  dei  poggi  die  tanno  spal- 
la parr.  di  S.  Giusto  a  Venere  nel  i833  lieni  alla  città  di  Arezzo  ed  al  suo  bacino. 
oonlMva  147  abii.  Questo  Cai.  di  Feratzano  al  r«ri  del  vi- 

VEEIERE  (  PORTO). —  Ved,  Poavoya-  cino  paese  di  Tappole  inturno  al  mille  ap- 

■■■  del  Golfo  della  Sjiezia.  («rtcneva  al  capitolo  della  cattedrale  di  A- 

VESVERI  della  Vaih-'/triana,  o  della  Pe-  reixo ,  confi  rmalole  da  diversi  imperatori , 

iCM  d!i  Coiiodi,  —  Gisl.  con  rliirsa  parr.  fra  i  quali  Federigo  1  che  col  mezzo  del  suo 

(S.  Quirico)  nel  piviere  di  Collodi,  una  voi-  legato  conce«lè  ai  canonici  di  Ai'ezio  Tuno  e 

ti  di  S.  Pietro  in  Caro|ìo,  Om.  e  Giur.  di  1*  altro  easlelln,  slati  entrambi  occu|mIì  più 

Villa-Basilica,  Dioc.  e  Une.  di  Lui-ca.  lardi  dai  Tarlati  che  li  ritennero  finciiè  nel 

Deir  aolichità  di  questo  ca&lello  diede  |384  (lassarono  in  (lolere  della  Rep.  Fior. 
nocenoo  il  I^dr. Ciancili  nel  Voi.  Ili  delle        La  parr.  delie  SS.  Flora  e  Lucilla  a  Ve- 

Memorie  Lucchesi  quando  disse,  che  di  cole-  razzano  nel  i833  noverava  iGi  ahil. 
sto  luogo  era  stalo  signore  un  Arrigo  del        VERCIANO  in  ViiUTil>erin.i.  — Cis.  vnn 

fa  Guarnieri  autore  dcha   famiglia    ^nleI-  eh.  parr.  (S.  Michele)  nella  C(>m.  del  Mon- 

niinelli  di  Lucca,  il  quale  con  testiirocnto  le  S.  Maria,  (ìinr.  di  Monlerrhi,  JYkh:.  di 

<le«li  8  ottobre  ioo5  làscio  mille  fiorini  di  CilL'i  di  Castello,  Com|>.  di  Anzzo. 
oro  Ai   poveri  da  levarsi  dalle  rendite  del         È  |iuslo  in  i»ianiira  alla  sinistra  del  |oir. 

suo  caaiello  di  Veneri.  '^88^^  tribulurio  del  Te^eie  sotto  Città  di 


YEHG  TER6 


GmIbÌIo  picMo  r  cfliwo  oooAae  del  tam*  colo  XT  m  adlivan  il  t^c 

torio  del  Gr4iidiiGato  con  TalliQ  della  Le-  liolo  ileeentalo  del  Mettbioli. 

fatiuoe  di  Penigiu  dello  Sialo  Pootiftc».  È  uoa  carta  del  Hoa.  di  S.  Eugeaio 

Nella  eura  di  V«reiaoo  alla  dciUa  detl-  ao  Sirna  eMilcale  nell*  Area,  Ospi,  Fiat. 

Aggi*  Irofaii  la  dogana  di  confine  del  6rio-  icrilU  nel  giorno  7  gennaio  1401,  acUa 

/eiio^  fammentaU  al  ino  articolo.  quale  sì  Ualla  della  vendili  per  5o  fiorini 

La  |iaiT«  di  S.  HichcU  a  Fiarncno  nel  d'oro  dì  un  campo leniinalo a  gaiigdimfi 

i833  oonU«a  78  abit.  fenuto  posto  in  luogo  detto  il  Caiewàn/e 

VERDE. /kimoim  in  VaWdi-ICagra.  —  nel  diatmio di  Vergelle  oontulo  aane»;  il 

y<id,  MiAtà  /Immtf  Ponaonu e  Zeai, C^  qua!  campo  da  Fmooeieo di GofoGori  Sm- 

fftitMttém  fedoni  di  Siena  injnooN  prapriot  di  moi** 

VERGAIO  nella  Valle  dell*  Ooibrone  pi-  dn  e  di  ma  mofdie,  fu  alienalo  a  Maramo 

atofew.  —  Cu.  dove  fn  nna  chiem  parr.  Piiaicagnolo  di  Siena. 

(S.  Martino  •  Ftrgmjo)  riunita  alla  parr.  Ma  il  merito  maggiore  di  eoletin  bìeoem 

di  S.  Lorenio  a  Umo,  Gom.  della  Porta  al  è  quello  di  aver  dato  a  Siena  ilano  BafiHllo 

Borgo^Giur.  e  Oioe.  di  Piatofa*  Comp.  di  nel  celebre  pittore  Gio.  Antonio  Rogyi,drtF 

Firenie.  to il  SoiloaM, cbe  ebbe  i  natali  in  Vergdli 

VERGELLE,  ulvolia  VERGELLE  in  e  non  in  Vcradli  cittk  del  Piemnain, giee- 

Val-d* Amo.— Vili,  già  Gasi,  con  eb.  parr.  (S.  me  da  molti  aooi  biegnfi  fii  opinato,  etaale 

I^Nemo)  nella  Com.  e  quali  3  mìgl.  a  oetro-  Ione  T  equivoco  della  patria  di  lui,  la  quale 

hb.  di  S.  Giovanni  d*  Aw.gik  Alwle  della  anche  F^^tlk  o  rtmlU  hi  appellBla. 

vicina  pieve  di  PoiWy  nella  Giur.  di  Mon-  Di  ciò  là  teMimonianta  fra  gli  altri  nn 

falcino,  Dioc.  di  Pienu,  nmi  volta  di  ▲-  docuoMnlo  del  t%0  pnbblicnin  difH  Ab- 

reao ,  Gomp.  di  Siena.  naliati  GimaldolenMt  e  mtlaKrillo  da  «n  irf 

ifc  li  Inalo  «opra  una  collina  cretom  poeta  Gio.  i/e  Ftrcdiis  lindaeo  della  Badii  di  & 

alla  dcMm  della  fiumana  deir^tf^jo.  Pietro  in  Gimpo  in  Val-d*  Oicia,  napello  ad 

Se  nel  secolo  Xtl  quoto  cas«le  fiweva  una  cooveniione  fatta  fra  il  Cnmiine  di  Mo«» 

prie  del  territorio  di  S.  Giovanni  d' Amo  tcpuleiano  e  la  Badia  predetta. 

è  credibile  che  dipenderne  dal  ounte  Palio-  Vergelle  lofiiri  non  poco  per  cagioat  da 

nieri  figlio  del  conte  Fortigoem  di  Siena ,  Icftemoli  che  Milla  fine  del  aeeolo  XVIII  afr 

il  quale  |ier  atto  pubblico  del  14  lugl.  1  i5t  fliiKro  il  vicino  Monte  Olivelo  maggiora, 

diede  in  pedino  per  dieci  anni  al  aindaco  La  parr.  di  S    Loreino  a  Vcifelle  nel 

della  cilU  e  popolo  di  Siena,  il  caatrllo  di  i853  coniava  1)7  abit. 

5.  Giovanni  d^Ano  con  tutu  la  lua  corte  VERGEMOLI  m  GARFAGNANA  nella 

o  dislreiio,  più  il  caslcllo e  territorio  d*i^i'B-  Valle  superiore  «lei  Scrcbio.  —  Cai.  cip^ 

Ma  «  di  Chiusure,  lufif(0  di  Com.  eoo  eh.  parr.  (  SS.  Quirioo 

Ai  conte  P^llonieri  sotlenirò  nel  posaraio  e  Giulitti)  mrll.i  (ìiur.  di  TriiaMliou,  Di<ic. 

diS.Giov.  d*  Asso  «  luoidinlomi  la  nobile  di   Massa-Ducale,  una  volta  di  Lucca,  Ite. 

famiglia  Gori-Pannilini  di  Siena,  cui  spella  di  M'Nleiia. 

tuttora  r  oratorio  di  S.  Pietro  di  Aaso,  esi-  Risiede  in  monte  tnl  fianco  orientale  del- 

slente  nel  giardino  della  villa  che  quei  ai-  la  Pania  detta  Mia  Croce,  alla  einiitn 

gnori  pQMiedono  in  S.  Giov.  d*  Amo,  e  che  della  Torritadi  Galiieatto  e  delU  viaappd- 

r  erudito  Ettore  Romagnoli  dubitò  che  (bue  lala  di  Petroiciana,  per  la  quale  li  varca  quell* 

r  antico  battistero  di  Pat^,  coniervando  una  Alpe,q 


,  quasi  due  mìgl.  a  maestr.  di  TnMsilico. 

facciala  vetusta  ed  un  sottemneo  a  guisa  del-  Si  ha  memoria  di  ootrsto  villaggio  di  Vcr- 

le  romane  basiliche.  gemoi  i  (  Firgtmulo  )  nelle  carte  lucchesi  drl 

Ivi  esiste  una  tavola  rappresentante  S.  secolo  X  pubblicate  nel  T.  V.  P.  111.  di 

Blaria  della  Neve  dipinta  dal  Pelmni.  quelle   Memorie,  quando  Ftrgemoli  eoo 

Nel  laSi  il  consif[lio  detto  della  Cam-  TraMiiUeo^  i  due  Valieki  ed  altri  luoghi 

pina  di  Siena  decretò,  che  il  Gasi,  di  ^er*  erano  compresi  nel  piviere  di  Galliamo. 

gelie  tosse  muralo  a  spese  de*  popolani  e  nel  Infatti  la  chiesa  sotto  il  titolo  di  S.  (^lùr 

1371  vi  fu  assegnato  un  giusdicente  mino-  rico  a  f^ergtmoti  trovasi  raiuroenlata  suite 

^-  —  Atiiulroente  questo  luogo  è  ridotto  quel  pievanalo  nel  catalogo  delle  cbirse  dcl- 

*d  un  meschino  caaiile.  la  Dioc.  di  Lucra  compilato  nel  t«6o.  I^ 

Nel  territorio  di  Vergelle  anche  nel  se-  qual  chiesa  fu  poi  rcstaucata  nel  |638. 


VERG  VERG  09i 

I^  Gcmiaiiilà  di  Verfcmoli   nel  t83«  che  sì  «In  al  tuo  poo.  mcnlreil  monte  Go- 

contava   i04oalnL  leparlìti  nelle  lefucnti  mero  trovali  al  mogrec.;  eoe! h  dove  le  acque 

dn^oe  eeiioni  ;  correnti   del   fi.  &tio  corrowro    la  parte 

a.C«v^<i;^i'i«anne«alla.eguenlei.  445  Jj;Jfi=«~  onenta le  delF Appennino  prein- 
3.^el/egnWto.S.M.ria  adNìvet,  "^^;^  ^^  .j  ^^  ^30  ^^.  g.  ,,^.^  ^  ^  ., 

X  F^^rial^L'À  P»nl^'id   !  !»I  ^'  *»'  **'  '*^"*'  »  '"  '®  niigl.atelt.deir 

4.«»^io^*w,  ^r«?»«oo,  id.  .  «99  AlTemia,  6  a  poD..in:.fttr.  delle  Balie  del 

"**"*"■ Ul_  cima  del  Monle  Cornerò,  ed  altrettante  a 

TerA&B  •  .  .  Akii,  N^  1640  raaettr.  dalle  torgenti  del  Savio. 

Una  delle  più  antiche  memorie  di  qoetto 

▼ERGFHE,  e  PIETRA-LATA  in  Val-  paete  rìnle  ali* anno  986,  o  987,  quando 

d'Eia*.  —  Bocca  dirata,  ora  villa  tignorile  cotlk  nrlla  parie  più  orrida  dell*  Appennino» 

dilla  quale  conurva  il  titolo  la  parr.  di  S.  fra  la  Tatcana,  1* Umbria  e  In  Romagna,  ti 

Hmimlo  ile  f^ergenit ,  o  di  Fergfittf  cui  ritirò  S.  Romiialflo  per  tlabilire  ralla  punta 

fc  aggiegata  la  cura  di  S.  Gio.  di  Pietnh  oecidenlale  del  pacte  topra  rovinote  balie 

£nln  nel  piviere  di  Scuola,  Gom.  Ginr.  e  ed  a  cavaliere  del  fi.  Savio  una  delle  prime 

ciffBa  5  migl.  a  lev.  di  Catole,  Dioc.  di  Gol*  Badie  della  tua  Congregazione  di  Camaldoli. 

k,  giù  di  ▼ollerra ,  Gorop.  di  Siena.  Fu  poi  da  eoteeta  Badia  che  prete  incremen- 

II  poggio  ofiolitico  di  Fergtne  corrìtpon-  to  la  villa,  poi  catlello  ili  Yergherrio* 
drBlc  alla  Tilla  di  Beilaria^  dove  etiileva        Dopo  che  l' antico  monattero  degli  Eie- 

Du  cMlellelto  fatto  rovinare   dal  Comune  miti  Cimaldolenti  di   Verghereto  in  parte 

di  Sima  nel  1389,  quando  lo  poneilcva  il  franò  nel  tottottante  fiume  per  la  ruturadel 

fanoao  Pietro  Tolomei;  attualmente  ewi  un  poggio  tu  cui  giaceva,  venne  riedificalo clau- 

ivfledio  Mia  nobile  fiiroiglia  Bargagli.  — -  ttro  echìetadentro  il  parte,  convertendo  in 

f^ed.  pRTaA-LjiTÀ  OÌU.A  llloaTAOiroi,A.  tcgnito  V  antico  locale  nel  rampo  tanto  del- 

VERGHERETO  «  CARMIGNANO  nel-  la  parr.  attuale  di  S.  Michele, 
la  Valle  deirOmbfonepittojete.— Gat.con        Li  Badia  di  Verghereto  ti  reggeva  con  le 

eh.  parr.  (S.  Pietro)  nel  piviere,  Gom.  Gì  or.  coiiituiioni    proprie  innanzi  che  etm  per 

e  eiraai  3  migl.  a  tcir.  di  Carmignano,  Dioc.  bolla  del  Poni.  Leone X  del  10  giugno  1 5i  5 

di  Pìaloja,  Gomp.  di  Firenze.  fotte  incorporata  al  tuperiore  Eremo  di  Ca- 

RiticJe  tul  fianco  orientale  del  Monte*  maldoli. 
Altuno,  ad  una  elevatezza  di  circa  53o  brac-        Prìm»  però  di  quel  tempo  gli  abitanti  ili 
ria  fior,  sopra  il  mare  Mediterraneo,  fra  i  Verghereto,  non  saprei  dire  («rqual  fillodi 
popoli  di  S.  Gritlina  a  Pilli ,  di  S.  Martino  hcitchi ,  erano  tributar)  della  Badia  de*  Be- 
ìd  Gimpo  e  di  S.  Michrie  a  Gomeiina.  ne<leltini  di  S.  Maria  del  Trivio,  antico 
\m  porr,  di  S.  Pietro  a  Verghereto  nel  Mon.  dislrullo  fra  il  Monte  Goronaro  e  le 
1833  noverava  149  abil.  fiendici  nhentali  dell'Appennino  di  Pnita- 
VERGHERETO  nella  Valle  tuperiore  del  glia.  Certo  è  che  nel  i359  il  Gatt.  di  Ver- 
Sfvio.  -^  Ignobile  vecchio  castello,  che  te  gherelo  conlinuava  a  prestare  un  tal  quale 
■on  ebbe  origine  crebbe  in  famn  per  una  omnggio  agli  aliati  del  Trivio;  siccome  lo 
pk  fla  gran  tempo  distnitla  Badia  di  Ere-  dimostra  un  alto  pubblico  del  «9  agoilo  di 
■liti  Camaldolentì  sotto  il  titolo  di  S.  Mi-  dHto  anno,  col  quale  i  sindaci  del  Cnm.  di 
chele,  la  cui  chiesa  di  S.  Michele  servì  pure  Verghereto  sutabilirono  la  iira  o  tassa  pre- 
di parrocchiale  al  villaggio.  diale  da  pagarsi  ai  monaci  del  Trivio  loro 
È  capoluogo  di  Comunità ,  siccome  lo  fu  domini  ;   mentre    rispetto   al     vassallaggio 
di  Ginr.  civile,  or4  tutto  quella  del  Vicnrìo  verto  i  Camaldolensi  i  Verglieretani  solevano 
R.  di  Bagno,  da  cui  Verghereto  disisi  circa  recare  ogni  anno  una  cesta   di  lichene^  o 
5  migl.  a  tcir.  nella  Dioc.  di  Sarsìna,  Gomp.  musco  dei  loro  boschi  alla  Badia  maggiore 
di  AreizQ.  di  Fonte  Avellana, 

Risiede  coletto  paete  topra  un  angutto         Sarebbe  presunzione  1*  applicare  agli  a« 

«prone  di   terreno  friabile  che  serve  qmsi  scrnilrnli  degli  Uliertini  del  Casentino  e  ili 

di  cavalcavia  ali*  Appennino  di  Ginialduii,  Romagna  un  diploma  di  Ottone  1  del  96,1, 


692 


VERG 


TESO 


eul  t|iiile  qiidrtiD|ienitorecoiiferniòiii  fieii- 
ilu  ad  uu  Ul  Guol'ralo  una  |ionioat  del 
liffrilorìo  al|ialre  putto  in  Hagao*  1* Al  vmia, 
le  Gom.  della  Badia  Teiblda,  di  AHonlefellfo 
e  di  Pieve  S.  Slmkno  (già  delU  JTafM,  poi 
f^iseoaiado  di  f^erona)\  «•  f^ed,  Bajna 
Tkoalba  e  PiHTB  S.  Stuavo.  è  wXiftù.  eota 
incerU  che  i  OC.  Guidi  lo  acquiftaMero  in 
tiOiii{jni  nel  laaS,  nvferodiròicheiiel  1404 
i  Fiorenti 01  cacciarono  «la  ootetU  contrada 
non  si>lo  i  conti  Guiili  di  Baiano,  nu  00 
Andreiuo  degli  Ubertini,  ai  quali  fìiioiio 
tolte  nella  fai-di-Bagmo  Sa  fra  cailella  e 
roeelie  |ief  avere  em  nelle  anteccdcniì  guei^ 
le  iMllagliale  nel  Casentino  ed  in  Val-Ti- 
beiindy  ieguitato  il  partito  del  Duca  di 
Milano. 

IXi  (|uetr  epoea  in  poi  il  territorio  dì 
Verglierrlo  tutto  dì  7  novembre  1404  fu 
incoqionito  a  i|uello  del  contado  di  Areoo, 
nel  di  si  retto  horentiiio,  mentre  la  Terra  di 
S.  Mari»  di  Bugno,  il  Borgo  di  S.  Piero 
in  Bagno  con  U  rocca  di  Gonano  ed  altri 
|iaesi  delta  Onnunitli  ili  Bagno  ori  trattalo 
delh  retn  di  Pi^  furono  oonoetti  a  Giovanni 
Gamliaeorti  e  suoi  eredi,  eoa  obbligo  di 
mandare  annualmente  il  palio  «  Firemeper 
la  fesU  di  S.  Giovanni  Bittìita. 

Anche  nel  1470  intortero  aleane  diflì- 
rrme  di  confini  Tri  qucau  Gom.  e  Taltni 
di  S.  Agata  del  Monte-Feltro,  nella  giuri- 
sdizìniie  di  Urbino. 

Armare  a  ciò  qiinnlo  disse  il  P>ignini  nel 
suo  Lc»sico  slurico  di|>loni.ilicu  dflle  Rifor- 
magioui,  allorché  discnrrtnJo  dei  castelli 


dì  r«rgWvfb«  JKmAv  Cormmtm^  Bmim, 
Potimi  deiimCHim,  t^mi-d^Agaeia  ed  altri 
luoghi  di  f^at'di-àagt»  avvimva:  che  «m 
parte  di  quei  cattellelli  appartcfievano  cgH 
Ubertini  lunansiche«lalU  Rrp.  Fior,  famwi 
confiseali  ad  An«lrraecio  di  qaelh  finniglii 
a  cagione  di  ribellione  commfMB;per  cai  eoa 
allo  pubblico  del  7  nov.  1404  ciaKmto  di 
quei  oomuiielli  stipulò  Tiilnimenlo di  eolio* 
raitsione  alla  Rep.  in  mano  dei  Dicci  di  la- 
ila,  dai  quali  ottennem  le  loro  eaplloiaiiiini. 
Quindi  lo  tinto  A.  soggiunge:  che  con  alto 
del  t5i4  i  tignorì  Ribi malori  ddln  Stale 
di  Firenae  stabilirono  le  coadìMoi  kIbIìvc 
alle  gabelle  da  pagarli  dal  GomwM  di  Ver* 
ghereto. 

in  arguito  Veigherrto  pamè  oca  b  ecric* 
Itone  del  govenM  Aorenltiio  collo  i  DécU 
poi  Granduchi  di  cam  Mdliei,  e  de  qt<i 
sotto  l' AugutU  Dinattia  Actlro4jDff«m  Ih 
licemente  rrgiiaule. 

Fu  nella  Gomunith  di  Verg ImrIoi,  e  pn^ 
cinmenle  neih  Fagginofaidi  Comelodcudc 
tiatse  orìgine  e  nome  il  potente  UguccioM 
dei  nobili  di  Gomelo,  detti  della  Faggiuola, 

IXil  movimento  delle  Fopoiamoae  di 
quetto  paese  che  si  riporta  qui  cffuesso,  si 
vede  chiaramente  quanto  dia  eie  diminuita 
«Iella  prima  epoca  in  poit  onda  cpplicMC 
a  cotrita  oootiada  le  cause  mwlecime  che 
furono  indicate  mWJÈri,  Bama  Tbum. 

Fu  tnlamenle  nel  1840  che  Vrrghcrrlo 
con  la  sua  Gomunilk  per  motuproprio  So* 
vrano  venne  slarcalo  dal  Gompartimenlo  di 
Areno  e  dato  a  quello  di  Firrnae. 


MOFiHENTO  della  Popolazione  della  Pjmèoccmij  d§  F^tfamuaEto 

a  cifUfue  epoclie  diverse ,  divisa  per  famiglie. 


Aann 

AMPI 

m'tve. 

J'rtntìi. 

adi: 
muse. 

LTI 

jtmni. 

COHIDUATI 

dei 
due  sessi 

KCCLaiAkT. 

dei 
due  sessi 

Numero 

delle 
famiglie 

Tkitahtàì 
iielia    1 
Popoiat. 

i55i 

— 

— 

— 

— 

— 

— 

i5a 

854 

I7i-^ 

78 

67 

lO'i 

108 

i34 

3 

83 

49S 

i831 

95 

60 

80 

8a 

118 

6 

64 

441 

1840 

9» 

58 

98 

86 

i33 

5 

66 

47. 

i8.i3 

91 

4« 

i»8 

97 

laa 

5 

67 

469 

VBKO  YEBG                893 

Comiuuià  éi  ^trgktrto,  —  IltccriU»-  con  laGoni.  di  Smvìiui  dello  Slato  Pbalificio, 

IO  alpcslre  di  qiUfSbi  Gomuniià  ootupa  mM  fincbè  diffìmpello  a  selL-OMeslr.  trofa  iltrr- 

jpertìcie  gii>bos)i  calcolata  fino  a  34^34  rilorio  di  Égno.  Con  questo  rimontaDdo 

U4dr.  agrarj,  dei  quali  7 1 0  quadr.  lono  ?eno  la  cima  deli'  Appennino  di  Gorezzo 

resi  da  coni  d'acque  e  da  strade.  —  Vi  ne  percorce  il  crine  nella  direzione  di  Itb. 

[auslafa  nel  i833  una  popolazione  di  1984  per  il  tragitto  dì  circa  sei  migl.  dopo  di  che 

bii.  a  proporzione  di  quasi  47  individui  per  cessa  la  Comunità  transappennina   di  Ba-^ 

gni  migl.  quadr.  di  suolo  imponibile.  gno  e   aoUentra  dirimpetto  a   lib.  quella 

Coiifiua  con  cinque  Comunità  del  Gran-  cisappennina   di  Chiusi  del  Casenliuo,  con 

acato»  ma  dal  lato  di  lev.  e  per  alcun  trat*  la  qiMle  la  nostra  di  Verghereto  continua 

ì  verso  grec.  e  seti,  h»  di  fiònte  il  lerrita»  a  percorrere  la  criniera  di  queir  Appeuni- 

iodi  Montefellro  e  quello  di  Sarsina  dello  no  per  a'.tre  due  miglia,   dopo   le   quali 

lato  Pontificio.  incontra  sopra    le  sorgenti   del   fosso   di 

Dirimpetto  a  scir.  si  tooca  per  circa  un  Moniioni  il  territoriocomonitalivo  di  Pieve 

ligi,  e  mezzo  con  il  territorio  Granducale  S.  Stefiino. 

ella  Badia-Tedaldo  mediante  la  sommitii  Goa  questo  voltando  ikocia  da  lib.  a  ostro 
el  poggio  appellato  de*ZVe  Vescovi  sino  a  percorre  la  cresta  dell*  Appennino  a  scir. 
uello  per  dove  passa  la  strada  detta  della  del  BattUme  sopra  la  distrutta  Abizìa  del 
?rrra.  GmU  voltando  faccia  da  scir.  a  lev.  Trivio,  quindi  attmversa  la  via  dairAlverUta 
Hlenlraa  confine  lo  Stalo  Pontificio  di  Mon-  alla  Pieve  S.  Stefiino  per  scendere  roediuu- 
i-feltro,  lia  primo  mediante  la  strada  sud-  te  ilfosso  del  Fondo  nel  fiume  Tevere.  Lo 
etta,  poscia  per  termini  artificiali  dirigen-  che  accade  poco  dopo  di  avere  questo  fiume 
losi  a  lev.  della  Pieve  delle  Balze  e  quindi  acoullu  il  lorr.  Rapina,  Costà  girando  col 
leir  Eremo  di  S.  Alberico  finché  trova  la  lortuo^  letto  del  Tevere  da  scir.  u  seti,  e 
ia  del  Fo^f  io  che  si  dirige  verso  la  Ce//a.  poi  u  ler.  dopo  mezzo  migl.  di  giravolte 
^stì  forma  un  angolo  rientrante  scostau-  neatlraversa  l'alveo  per  saltre  nella  direzione 
tosi  e  poi  ritornando  nella  stessa  vìa;  dove  di  scir.  mediante  il  fosso  del  Pian  di  Gu» 
citando  faccia  a  ostro  e  poscia  a  scir.  e  a  glielmo  m\  lianco  occidentale  del  pogeio  de' 
ev.  entra  nei  rami  riuniti  delle  due  Pare^  Tre  f^esewi  presso  quello  della  Zucca , 
he  percorre  per  quasi  un  migl.  fino  presso  sulla  cui  sommità  ritrova  dirimpetto  a  scir.  il 
Ila  villa  di  Pastorale  nella  sezione  di  lerritorìo  comunitalivo biella  Badia-Tedalda. 
Riessa  e  Mfoate-GiusiOf  cioè,  poco  inuanzi  Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua  che  bagna- 
li trovare  la  confluenza  nella  Para  del  no  cotesto  alpestre  distretto  si  coniano  due 
9SS0  dei  Campi.  Allora  esce  dal  letto  di  fiumi,  il  Tevere  ed  il  Savio,  entrambi  i  quali 
[uesla  fiumana ,  di  cui  rasenta  per  breve  nascono  da  due  opposte  pendici  deirA|>peu- 
ratto  la  ripa  destra,  quindi  voltando  (accia  nino  delle  Balze  e  di  Monte-Coronaro;  ciuè, 

ostro  si   dirige  per   mezzo  migl.   verso  dirimpetto  a  ostro  il  Tevere  che  termina  per 

ev.  fioche    ripiegando  di  là  a  maestr.   e  attr.i  versare  la  città  di  Roma  poco  innanzi  di 

oi  di  nu  ovoa   lev.  e  infine  a  seti,  sale  entrare'  bipartito  nel  mare  Mediterraneo;  e 

ul  poggio,  in  cui  sorge  il  rio  delle  Siepi,  nell'opposto  fianco  dello  slesso  Appennino  il 

)a  coicsta  sommità  s'inoltra  per   termini  fi.  Savio  che  s'incammina  a  setlenl.  e  poi  a 

rtifìciali  nella  direzione  di  maestro  fino  al  grec.  fino  a  Cesena,  al  di  sotto  della  qual 

moggio  dove  termina  lo  Stalo  Pontificio  e  città  entra  nel  mare  Adriatico, 

oltentra  a  confine  il  territorio  della  Com.  È  in  mezzo  al  territorio  di  questa  Comu- 

granducale  di  Sorbano,  con  la  quale  l'altra  nìlà  dove  si  stacca  da  Honie-SilPesiro,  e 

li  Verghereto  s'incammina  alla  volta  di  mae-  precisamente  dal  Basiione^  la  catena  centrale 

Ir.  sulla  cima  del  poggio  detto  di  Valbona.  àtW  Appennino  che  Italia  parte ,  e  la  di 

>>s(i  voltando  direzione  da  maestr.  a  pon.  cui  giogana  diretta  verso  l'antica  Badia  del 

orre  di  poggio  in  poggio  fino  a  che  dopo  Trivio  passa  per  Bfonte*Coronaro  e  di  là  per 

lue  migl.  di  cammino  rientra  nella  Para,  i  Sassoni  sino  alle  Balie  del  Tevere;  ed  ò 

à  dove  confluiscono  in  essa  alla  sua  destra  forse  in  questa  Comunità  dove  s'incontrano 

ibssidi  Sfa^eàì  Jlfero.  Mediante  il  cor-  le  più  alte  sommità  di  quella  porzione  di 

o  della  Para  la  Com.  di  Verghereto  con-  Appennino  rhe  separa  il  Bacino  dell*  Arno 

inoa  a  confinare  di  fronte  a  grec.  con  l'ai-  casentinese  dalle  Valli  superiori  del  Savio 

ra  di  SorbanOy  quindi  per  breve  tragitto  e  del  Tevere. 

▼.  ▼.  88 


694  YERG  VBR6 

Air  Art.  GoLà  S.  Aunnco  fu  data  un'  sto  Goraanìtfc  poò  diiti  rotabile ,  HMiitre  le 

idea  della  lituaxioiie  alpestre  di  eolesla  con-  priacipnli  che  foidaiio  a  Ver||hereto  sono 

trada,  situala  fra  le  due  Porr,  nella  più  fatte  mulattiere,  sia  che  si  passi  dalPAIvciw 

centnle,  più  aspra  e  più  deserto  parte  del  nia  per  il  fiofio  del  Bastione,  o  da  Piefe 

r  Appennino  •  in  meno  a  vaste  praterìe  na-  S.  Slefaoo  per  le  Aolae  ed  i  Sasiomi  tee. 
turali ,  cui  fiinno  corona  dal  lato  orìentole        Tiilc  è  anche  hi  strada  che  ihlle  Baim 

folle  abetine  e  dalla  parte  occidentale  un*  e-  s' inoltra  luiip>  il  confine  verso  to  Celia  S. 

stesa  faggeta  »  che  porto  i   nomignoli  di  Alberico  e  di  là  a  S.  Agato  e  a  Sorbano. 
Paggiuoìa  di  Coraeio  e  della  Cella,  Ivi        II  soolo  di  questo  Comunità  ad  eocetlone 

pure  dissi,  che  irovansi  al  suo  ostro  i  monti  dei  Stusoni^  e  degli  slnti  di  macigno  delle 

Fumaiolo  e  J^iloae,  nelle  coi  balie  me-  BaiMe  e  del  Bastione^  apparisce  nelto  mat- 

ridionali  scaturisce  fra  potenti  strati  di  ma»  sima  parte  d'indole  argillosa, 
cigno  il  ramo  maggiore  dei  Tevere,  mentre        Con  i  suoi  ricchi  pascoli  ri  notriseBso 

il  ramo  minore  sotto  il  vocabob  di  Bapina  mandre  di  pecore  ed  anco  di  capre,  le  i|naU 

nasce  dirimpetto  a  lib.  nel  fianco  di  Monte-  in  gran  numero  nelP estote  vi  ai  rseoolgon» 

Coronerò.  -^  ^ed,  Mom  Comoraio.  con  molte  bestie  vaccine  e  cavalline,  men- 

Se  il  monte  Fumafolo^  o  piuttosto  il  tre  non  manca  costà  alimento  agli  aaimali 
Jfoniie  O  tì  de  Saxeno,  corrisponda  alto  neri ,  né  alberi  di  alto  fasto  per  kfBa  da 
roontnosilà  detto  de*  Sagsoni,  io  non  amr-  ardere  e  da  lavoro,  il  qoal  legna—  paò 
derri  indovinarlo,  dirò  bensì  che  cotesti  diflkilmento  sa  trova  da  esitare  longi  dalla 
Sassoni  n  appoggiano  dal  toto  di  maestre  contrada  in  cni  cresce  gigante, 
al  monte  delle  Balte;  e  che  gli  fu  dato  dal  La  Comunità  mantiene  on  manlni  di 
volgo  il  nome  di  Sassoni  per  mgione  de^.  scuola  ed  un  medico  chirurgo, 
grandi  massi  di  calcarea  dolomitica ,  che  a  In  Vegherelo  si  pratica  una  fiera  nel  se- 
guisa  di  nude  rupi  slaccate  per  un'esteso  oondo  lunedi  di  settembre;  ed  na*altn  nel 
giro  vengono  a  rivestirlo.  —  Fed.  Fumai»'  i5  ottobre  alle  Balie,  fi  è  una  dogana  di 
£0  (  Moara).  tene  classe  traslocatavi  dal  camlc  di  Jfnsai. 

Giova  inoltre  avvertire  che  il  luogo  di        II  ano  ginsdicenle,  to  canoeUevia  Gomn- 

riessatÌM  Valbona  di  Vergherelonon  deb-  nitaliva  e  V  uflbio  di  eaaBooe  del  Bcgistro 

bono  confonderM  con  i  camli  di  Fessa  e  sono  in  Bagno;  1*  ingegnere  di  Greondarìo 

di   Falèona  del   territorio  di  Bagno.  —  e  la  conservazione  delle  Ipoteche  in  M»H- 

Fed.  CiLLA  S.  Albesico.  gliana;  il  tribunale  di  prima  Islanii 

Niuna  delle  strade  che  atlnveruno  cote-  alla  Rocca  S.  Catciano. 


QUADRO  della  Popolazione  della  Comuhitm*  dm  Fmmome^ewo 

a  cinque  epoche  diverse. 


605 


Notme 
dmi  Luoghi 


AlCno 

MwB  e  Collorio 

Cella  S.  Alberigo 

GdoicIoO 

aMicilio  o 


Xoulr-Giiislo 

Ikale-Goconmro 

KmkCo 

PciciD  e  Rocchetu 

Rio  Freddo 

Vi 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Andrea ,  Pieve 
S.  Maria ,  idem 
S.  Gio.  Biliista,  idem 
S.  Martino,  idem 
Idem ,  idem 
S.  Niccolò ,  idem 
S.  Maria ,  idem 
S.  Maria  in  Tri  y io,  id. 
S.  Lorenio ,  idem 
S.  Sisto,  idem 
S.  Michele,  idem 
Idem ,  idem 


O    (• 

Totjìlk  ....  Jbit,  N.^ 


Diocesi 

cui 
spettano 


!S.  3  £ 

o  x:  " 

Il 

o  — 

•  a. 


Popolazione 


AKHO 


ARMO 
174.'» 


3i8 

834 
aoa 

J77 


998 

3o.> 

85 

75 
i3i 

55 
106 

83 
i57 


854*  49^ 


3379 


1931 


AHNO 

i833 


a43 
309 
139 
Ila 

34 
54 

95 
939 
ioa 

i57 
Ilo 

441 


aoa5 


▲HRO 

1840 


a66 
333 
i3o 

99 

4a 

66 

100 

3o5 

86 

166 

148 

471 


aaia 


AHRO 

1843 


a66 

338 

i35 

ii3 

41 

57 
io5 

3i8 

9S 

171 

i38 

469 


aa46 


N.  B.  JCe  parroecìUe  contrassegnate  con  tasterisco  (*)  nelle  ultime  due  epoche 
mandavano  fuori  di  questa  Cornunità  di  Vergherelo  una  frazione  di  popolasione 
ietratta  dal  Quadro  qui  sopra  riportato. 


VERGINE  nella  Valle  deirOmbione  pi- 
floiew.  -«  Ginlrada  |iopolatistima  fuori  di 
Porta  Camlica  sul  trivio  di  tre  borfehi  che 
hanno  una  eh.  parr.  (S.  Maria  Vergine)  det- 
ta* Bawfiie^ael  territorio  comuuitativo  dì 
Purta  Luccfacfle,  ed  il  cui  parroco  è  vicario 
foraneo  lielle  chicae  iuburbiine  di  Pitloja. 

Trovasi  sul  confine  della  Gom.  di  Porta 
Lorcbcse  con  l'altra  della  Porla  Oirratica 
odia  Giur.  e  Dioc.  di  Pistoja,  Gomp.  di 
Firenie. 

La  parr.  di  S.  Maria  alla  Vergine  nel 
i833  contava  i5i3  abit.  dei  quali  laoa 
enno  della  Com.  di  Porta  Carratica;  «79 
ili  Porta  Lucchese  e  '^9  di  Porta  S.  Marco. 

^facfoiv  nella  Valle  deirOmbrone  pi- 
itojcse.  —  Gas.  perduto,  se  pure  non  corri- 
sponde alla  cosi  detta  Filla  nel  piviere  di 
Salamana,  Gom.  di  Porta  al  Borgo,  Gior. 
e  Dioc.  di  Pistoja ,  Gomp.  di  Firenze. 

Varie  carte  dell' Open  di  S.  Jacopo  di 
Pistoia  rammentano  cotesla  f^illa  di  Ver- 
jfioie,unm  dellequali  del  6nov.  ia55, altra 
del  ai  die.  ia83,  e<l  una  terza  del  ai  die. 
1348,  quando  in  Ver  gioie  risiedeva  un 
giusdicente  minore. 


E  siccome  nel  piviere  di  Piteeeio  esiste 
un  casale  nel  luogo  appellato  Villa  con  ora- 
torio  dedicato  a  S.  Michele,  farebbe  dubi- 
tare, che  piuttosto  a  eolesta  Villa  riferire 
il  Ver  gioie  f  sapendo  che  ebbe  signoria  in 
Pileocìo  la  potente  (amiglia  dei  Vergiole^ 
si'  —  Ved.  PiTaGCM>  e  Villa  di  Pirioao. 

È  altresì  vero  che  un  tprao  luogo  col 
nome  generico  di  Villa  sino  dal  secolo  XI 
esisteva  nel  piviere  di  Greglio,  alla  quale  lo- 
calità ne  richiama  una  membrana  del  a 
giugno  1078.  dell*  Aaca  Din..  Fioa.  {Jra 
quelle  del  Capit,  di  Pistofa.) 

VERNI  M  GALLIGANO  nella  Valle  su- 
periore  del  Serchio.  —  Gas.  con  eh.  parr. 
(S.  Blartino)  nel  l'antico  piviere.  Gora.  Gior, 
e  circa  due  migl.  a  ostro-lib.  di  Gallicano, 
Dioc.  e  Due.  di  Lucca. 

Risiede  in  monte  sulla  ripa  destra  della 
Torrita  di  Gallicano^  fra  questo  paese,  Tras- 
silico,  e  Bolognana.  -^  Ved,  Gallicako. 

La  parr.  di  S.  Martino  a  Verni  nel  i83a 
contava  aoi  abit. 

VERNIA Ved.  ALvitaau. 

VERNIANA  DI  GARGONZA,  o  VERI- 
NIANO  {Verinianum)  in  Val-di-Ghiana.^ 


600               V  E  R  N  V  E  R  N 

Piccolo  Gas.  nel  (io(n)1o  Jt**  SS.  Tibunio  e  Gufilirlrao  ed  Alesnndro  eoa  i  loro  diicrn- 

Siisaiiiiu  a  G.ir»oiiza,  Cuiu.  Giiir.  e  eira»  deiili  lef^illimi,  liijfcÌHndi)  hI  Irmi  lì|^lirj  ^^ 

luigi.  4  a  strlt.  «Jcl  MouU-  S.  Savino,  Diuc.  |M)leoiie  Ja  nula  decima  |iartc  della  |Mlriiu«>* 

e  òiiiip.  di  Art-zzo.  iiialc  eredità. 

Trovasi  sulla  lìirvia  orientale  del  |ioggio  Era  cotesto  conte  Alberto  nato  Hai  Meon- 

di  Conila  lungo  la  strada  clitr  da  IMonle  S.  do  mali iroooio  contratto  dal  di  lui  fwdrrC. 

Salino  guida  a  CiviU-lla,  pieSM)  la  ri|)a  ai-  AIImtIo  il  vecchio  con  la  contessa  Tabrma- 

ni»lra  del  ttirr.  Esse  do,io  aver  (|uesto  ac-  ria,  del  quair  ali*  ^rt»  Mahuoii*  citai  il  If- 

collo  le  acf|u«;  del  Trwe  di  Civilella.  tlanieiilo  scritto  nel  laia  nel  suo  palazin ili 

Klib(-n)  |KMlere  in  Verniana  i  conti  «lei-  Maiigona,  il  quale  vecchio  C  Alberto  rac- 
la St*ialt*iiga,  uno  de*  quali,  Kanieri  del  fu  coniiindò  il  tiglio  alla  lulda  dei  conauli  di 
conte  Walfredo,  nel  1040  donò  al  capitolo  Firenze,  nell*  alto  che  lo  dichiarala  ertile  di 
della  catlculrale  di  Ait-xzo  l'ru  le  altre  cose  tutti  i  Itudiebeni  che  |iosseileva  fra  1*  Amu 
le  terre  e  case  che  egli  |iossede\a  in  Veri"  e  rA|t|iennino,  uienlre  ai  figliutdi  del  |«riiDo 
niaiìo,  o  ftrnlana^  situala  snlla  strada  mat>  letto,  CC  Maghi  nardo  e  Ha  inai  do,  nati  d.illa 
slM.—  /'Vf/.   MoMTit  S.  Savini»,  Comunità,  conlessa  Kniilia,  aveva  destinato  i  feudi  e  hr- 

VKRMO  nella  Valle  del   Uis«-nzio.   -^  ni  {losli  sul  lato  sinìsiro  ilelTAmo  fino  in 

Gisl.  che  diede  il  titolo  ad  una  contea  ini-  Maremma.  —  i^eH.  Maruora,  e  Uubtk  Ro- 

|KTÌ.ile  dilla  diiiiislia   dc*cmiti  AlUiti  di  tordo  in  Val-di-Gumia. 

i'rati»,  |N«eia  dei  conti  Bardi    di  Fin-uze,  Quindi  a  me  •embia,rhe  il  conte  Alberto 

ora  ea|iolu  igo  di  una  Coni,  e  di  Giur.  con  autore  del  testamento  del  isia  dovrtse  rv 

cli.  plehana  (  S,  JppolitOt  detto  5.  Foto  di  sete  quello  stesso  conte  Allierti  nato  da  uà 

/'Vr/fiV^oltrela  |iarr.  di  S.Quiri(X>  a  Ceraio,  altro  G.  Alberto  seniore  e  nipote  di  un  ter- 

nella  Dine,  ili  l'i^toja,  Com|i.  di  Firenze.  zoG.  Alberto, che  era  ancora  tanciulloqiian- 

Uisiede  il  Cibi,  nel  risalto  ili  un  |H)ggio  doj  P  linp.  Feilerigo  I,  nel    1164   lo  |irese 

che  scendea  ostro  dalP  A|){»eiiiiino  ili  Alnutt^  sodo  la  sua  pnitesione,  riuiiovaiido  a  favor 

piano  fra  le  sorgenti  più  set t(*nl rionali  del  suo  1*  inveslilnra  dti  feudi  dei  quali  enuo 

UiM'iizio,  mentre  la  chiesa  |Nur.  di  S.  Qui-  slati  privali  il  di  lui  (ladre  ed  avo. 

rii:o  a  fermio  è  silnalii  sotto  il  Cast,  presso  La  storia  non  dà  a  conoscere  il  motivo  di 

In  rciiilliirnz><  dei  due  Bisi'nzi  mezzo  niigl.  a  tali  privazioni  feudali,  se  |>u re  non  fu  quello 

seti,  del  Iwrgo  di  Merc<ilale  di  Vernio,  e  nu  di  essersi  quei  vecchi  conti  riconosciuti  leu- 

luigi,  a  kett.-grec.  della  pieve  di  S.  lp|Ndito,  datar j  della  Cbi«-sa,  ilo|iO  che  la  gran  mn- 

lial   volgo  ap(>ellato  S.  Pi>to  di   f^trrnio.  tessi  Matilde  ehlie  donalo alruni  fiaesi  delia 

Trovasi  il  ùi&l.  Ira  il  gr.  44"  3'  b>"  liitit.  luoiilagna  pistoje^»  e  l>olognese  alla  S.Sedf^ 

ed  il  gr.  qH**  41^  h'Og.,  iiiti'inua  14  luigi,  dalia  quale  |Mm-o  ilf>|)0  vennero  ci  incetlnli  iti 

a  M'tl.  di  Pi.il<S'i4  :i  iiiae^li.  di  Firenze,  ì8  teud»  al  cmite  Alht'rlo  keniote  i  c-a^lelli,  no- 

a  grcc.  ili  Y*i*>i'>j.i.  e  8  a  pon.-niaeslr.  di  mini  e  distn-lli  di  iVa^i/^ofiff,  7Vr/i^io,  Ter- 

liarlierìoo  di  Mugello.  ri^  Fossato,  e  JUont  ice  Hi,  con  ronere  dell* 

Di-ila  diiiaslia  de\'onli  Alberti  estinta  nel  annuo  censo  di  un  aslorre  e  di  due  li  race  hi. 

serolo  XVI,  e  peieiii  da   noti  coiiloiidei-iii  — (  Savv^ia,  ^nmtl.  Boloi;n.) —  /  ri/.  Fu»- 

t  Oli  qiiillii  de*  conti  Alberti  di   Fireiir.i',   tu  }»ato  e  Tai>j>pio  di  Ca»ta(ui.i.'i  ecc. 

ihllo  aiil»<i&taiiz.i  agli  Art.  Capr^ja,   Mamm>-  AITy/r/.  I^viibaja  in  V.iUdi-Riseiizin  fu  ag- 

h4  e  Prato,  do\e  vennero  indicate  fino  dal  fjiiiiilo  ;  che  .se  Unite  |Kìse  nel  sun  Ini'  rii«> 

sirolo  XI  iiii'uioiie   ieiiili\e  a  qiiii   dinasti.  <,lÀiiito  XXXIlii  due  fiatelli  (Xj.  Na|Mdeoiit 

^Joi  ìncoinlH;  rainiiieiitai'epriii.:!  di  tulio  un  e  Ali-ssiindro  tìgli  di'l  C  Allierln  nato  il.i  .il- 

totaiiienlo  iiigalo  nei    p.tla/./.u   liai'oiiair  di  Irò  C.  Alberto,  do%c  coiiiis«'ere  la  causa  del 

Verino  s«ilto  dì  4  griiiiajndi'l  \'iho[sftle  co-  Irati ieidio,  derivai»  da  dii^oidie  diMneslichc 

imme)  dd  rinite   Alberto  tiglio  di   un  altro  jier  cagione  di  (ridilii.  siturome   la  coimbhe 

l'Olite  Mbei lo  si;rniM'e  di  Vernio  e  della  con-  il  suo  eonimi'nl.itore  Benveiiiilo  da   ImoKi. 

t(-s%.i  TalMTiiari.i;  col  quale  leslaiiiento  do()0  Alla  qual  notizia  può  servite  di  ri»rrr<{'> 

varj   legati  e  ì|o|n>  avere  assegnalo   la  dutu  T altra  dataci  da   uno  Moiiiii  tìoretitino  «i- 

alle  sue  figlie,  quel  ronle  dichian»  la  pn»-  lora  vivente.  Io  patio  di   Ricordano   ìl^ir- 

pria  consorte  donna  Gualdrada  usufrutluaria  spini,  il  quale  scriveva  ,  che   l'olle   fi-Mtn- 

del  esistei  lo  e  corte  di  Vernio,  eil  isliluì  suoi  lina  iielT  anno  ia5ci  si  ii-rò  solfo  il  r.i>irt 

credi  universali  due  dei  tre  fi^di  suoi,  cioè,  di  Vernio  dc*coiiti  Albeili  e  quelh»  i^rr  .n- 


VERN  YEBN  897 

qaiudi  dall*  offe  mecksiiiia  fu    berlo  nato  dal  C.  AlMniidro  degli  Alberti, 
ri  di  Mangona.  E  poco  lotlo  lo    do|io  iTtfe  egli  ucciso  a  Indi mmlo  (si  crede 
!Ìuogcva,  qualmente  la  cagione    col  conienso  della  contessa  Margherita  di  lui 
:bè  il  conte  Alessandro  dei  coati    parente)  nella  sua  camera  in  Mangona  (li 
di  ragioae  n*era  signore)  es-    19  agosto  i3«5)  il  conte  Alberto  suo  xio, 
I  piccolo  ganone ,  sotto  la  tu-    quello  stesso  del  1 996  di  sopra  citalo.  — 
dune  di  Firenie,  il  conte  Na-    Gio.  VuxAm,  Cromie,  Lih,  iXCop.  3i3. 
onsorto(aiaiyra/e//o)eghibel-        In  conferma  dtl  qual  vero  la  Signorìa  di 
le  delle  Castel  la,  e  guerreggiava    Firenxe  con  provvisione  del  14  seltembre 
rentini,  dai  quali  per  Io  modo     iSuS  destinogli  uffiziali  per  n-carsi  a  pren- 
quellc  castella  riconquistale,  e    dere  {jossesso  del  castello  di  Mangoiia  e  di 
,  Alessandro  ne  venia  rinvestì-    quelli  di  Migliori^  iìì  Cataglia  e  di  Jf ozi- 
si aggiunga  un  documento  del    t€'f^Ì9agni  con  le  loro  corti,  distretti  e  con- 
173,  col  quale  il  conte  medesi-    ladi  compresi  nel  piviere  di  S.  Gavino  Adi- 
che  se  i  suoi  due  figli,  Nerone    mari,  e  di  ricevere  dagli  abitanti  il  giura- 
ossero  mancati  senxa  figli  e  suo-    mento  di  ubbidienta  con  la  dichiarazione 
hi ,  egli  chiamava  all'  eredilli    eh*  essi  tutti  erano  stati  vassalli  dei  conti 
li  Vcrnio,  Uangona  e  Monta-    All»erti  di  Mangona. 
di  Bisenzio  il  Comune  di  Pi-        kWArt,  Mawìoiia  fu  poi  aggiunto,  qual- 
iaca.  Din..  Sak.  —  Rkibdaho    mente  in  vigore  di  altra  provvisione  del  a6 
Stor,  Fior,  Cap,  160.)  febb.  1 3s8  («f i/e  comime)  fu  consegnato  al 

la  successione  del  conte  Ales-    dello  Benuccìo  Sai im beni  ed  alla  sua  con- 
fi estinguesse  nei  due  figliuoli    sorte  donna  Margherita  figlia  del  fu  conte 
Ili  lo  dicbiiira  fra  gli  altri  una    Nerone  drgli  Alberti  anco  il  castello  col  coo- 
rchctipadel  17  dicembre  1996    Udo  di  Mangona;  la  qual  consegna  venne 
>logna  da  Otido  del  fu  Benin-    eseguila  nel  98  aprile  dell*  anno  medesimo, 
ìiirentino  riguardante  diversi  ca-        Ivi  inoltre  fu  aggiunto,  qualmente  pochi 
Comune  di  Bologna  ed  il  conte    anni  do|io  il  i3a8,  il  Cast,  di  Mangona  co- 
fu  conte  Alessandro  di  Mangona    me  quello  di  Vemio  con  i  respetlivi  contadi 
istello  e  Porlezz.! di  Barigazia. —    furono  venduti  a  mesa.  Andrea  di  Gnalte- 
rm.  Sak.  T.  XIV,  delle  Per-    rotto  dei  Bardi  di  Firenze. 
°  1904).  Imperocché  nel  1 339  la  contessa  Harghe- 

oltre  un  atto  di  quietanza  del  rìta  essendo  restala  vedova  di  Benoccio  Sa« 
1346  esistente  neWJrch.  DipL  limbeni,  alando  nel  Cast,  di  Santa  Fiore 
carte  degli  S|M.'da1i  di  Prato  scrit-  insieme  con  due  suoi  figli  (Nerone  e  Nicco- 
fgio  di  Miigliana  in  VaUli-Bi-  luccio)  vendè  a  Palla  d*  Jacopo  Strozzi  ed  a 
>nna  Margherita  moglie  di  Co/i-  Chiavello  di  Boninsegna  Machiavelli  la  si- 
conte  A'etone  dei  conti  Alberti  gnoria  di  Vemio  per  isooo  fiorini  d'oro;  i 
a  a  favore  di  Cino  del  fu  Tode-  quali  due  cittadini  fiorentini  dissero  dì  coni- 
le aveva  pagato  alla  donna  me-  prare  per  lena  persona  da  nominarsi,  e  que- 
to  di  un  fiodere.  sta  fu  mess.  Andrea  di  Guallerotto  de*Bardi, 

però  che  quel  Contino  figlio  cui  venne  consegnato  cotesto  feudo  nel  1 335. 
'erone^  e  conseguentemente  fra-  Sennonché  Andrea  de'fiardi  per  causa  di 
na  Margherita  creile  della  con-  ribellione  nel  i34o  fu  assediato  in  Vemio 
IO,  era  slato  condannato  dalla  Si-  e  quindi  spogliato  della  contea  dal  Comune 
irenze  con  sentenza  del  14  otto-  di  Firenze,  mentre  Tanno  appresso  la  riebbe 
di  nuovo  nel  94  seti,  del  1 398  nel  1 5  genn.  del  1 34 1  sl>orsandoil  prerzo  di 
e  e  fuoruscilo.  7 7 So  fiorini  d*oro,  |)er  il  Cast,  e  contea  di 

■poca  medesimi!  pertanto  domi-  Mangona  e  4980  fiorini  perii  Cast,  e  contea 
Tuio  donna  Margherita  sorella  di  Vernin.  Il  qual  dislrello  di  Vernio  dalla 
e  figlia  dei  roiilc  Nerone  mari-  parlo  di  srttrntrionc  confinava  con  le  co- 
ile  messer  B<'nucrìo  Saiimbeni  munitii  lK>lognesi  di  Bari  frazzo ,  di  Ca- 
iiando  cioè  il  Cast,  di  Mangona  itiglion  dé'Gntti^  e  di  Bargia  stale  feudi 
retto  fu  venduto  alla  Refi.  Fior,  dei  conti  Allierti,  ilal  lato  dì  lev.  con  la 
bastardo  e  ni|iote  del  conte  Al-    coatea  di  Mangona^  allora  del  Comune  di 


698                      R  N  V  E  R  N 

Firenxe;  dirimpetto  a  ostro  con  !■  Gom.  di  Vemio,  perchè  noa  esiendo  esia  com- 

di  Prato,  e  di  faccia  a  lib.  e  poo.  con  la  presa  nella  cessione  che  il  Comune  di  Firrn- 

Gom.  di  Osnliigallo.  xe  aveva  (alto  di  quella  rocca,  intendeva  di 

In  conseguenza  di  questi  e  di  molti  altri  fiirla  condurre  ■  Firen»'.  Aggiungasi  un  d^ 

fatti   il   dotto  economista  Pagnini  ebbe  a  creto  del  17  agosto  i35i  (Eretto  dalla  Si- 

formalizzarsi  nel  sentire  sostenere  come  in-  gnoria  ai  figli  «lei  conlp  Piero  Bardi,  cui  or- 

dipendeu le  dalla  Corona  granducale  di  Tu-  dinava  di  risarcire  e  mettere  in  grado  di 

scuiia  il  feudo  di  Vernlo,  quando  sullo  stcs-  difesa  la  rocca  di  Vemio  fier  motivo  della 

so  argomento  nel  1  788  scriveva  il  Prof.  avv.  guerra  sopravvenula  con  Giovanni  Visconti 

Migliorotlo  Muccioni.  arcivescovo  di  Milano,  sul  dubbio  che  i  ne* 

Non  bisogna  ommclterc  peraltro,  che  il  mici  non  scendessero  da  quella  parie  ad 
conte  Piero  Bardi  fralello  di  Andrea  e  figlio  atlaccare  la  città  di  Pistoia, 
pur  esso  di  Gualterotto  non  molto  dopo  di  £  |>ercliè  il  Omune  di  Firrnie  fu  av- 
averv  il  fratello  di  lui  riacqnislalo  la  contea,  vertilo,rhe  i  figliuoli  del  conte  Piero  Banli 
fu  dal  Comune  di  Firenze,  messo  in  posses-  avevano  guastala  la  strada  |ier  la  quale  dai 
AO  di  quella  per  delilieraiione  della  Riep.  (io-  territorio  fiorentino  si  entrava  nella  loro 
l'enlina  del  i343.  —  Giova  eziando  alla  conica,  i  reggitori  della  Reji.  con  lelien  dei 
stona  di  questo  luogo  un  decreto  del  10  di-  3o  gennajo  i359(f/i7r  comune)  ordinarono 
rembre  i34a  emanato  in  Fi i-enze  sotto  il  loro  di  rimetterla  nel  primiero  stato. 
Dura  d*  Alene,  nel  quale  si  narra:  che  ver-  Non  dirò  come  poi  per  istrumenlo  del 
tendo  molte  conli-ovcrsie  fra  un  conte  Fa-  99  maggio  i36i  la  repubblica  liurenlina  ri- 
zio  di  Alberto  de*  conti  ili  Mangona  fedele  cevesse  in  accomandlgia  il  conte  Ì*aziìm> 
della  Hep.  Fior,  da  una  [tarte,  ed  il  conte  fratello  del  C.  Niccolò,  nati  da  Aglnnolfo 
IHero  di  Gualterotto  de*  fiordi  dall*  altra  [lar-  di  Orso  di  Napoleone  de*  CC.  Alberti^  poi- 
te,  ris{ietto  alia  giurisdizione  sul  Cast,  e  di-  cbé  ne  fu  ^tarlato  all'  Art.  MorrAoirro  io 
stretto  ili  Vemio,  il  Duca  d*  Atene  commise  Val-di  Bisenzio. 

Tcaume  e  la  decisione  di  quella  causa  ad  Friltanto  i  conti  Bardi  si  andavano  assi- 
alcuni  giudici,  a  condizione  di  doverne  prò-  curando  il  dominio  feudale  di  Vernio  lo- 
ferirela  sentenza  davanti  lo  slesso  prìncipe,  stocliè  tentarono  di  collegare  il  diploma  di 

Arrogo  a  ciò,  qualmente  dopo  la  cacciata  Federigo  I,  concesso  nel  1164  al  conte  At- 
del  Duca  d* Atene  (a6  Inglio  i343!  essendo  berlo,  con  quelli  di-gl*  Imperatori  Carlo  IV 
ricorsoalla  Signoria  di  Firenze*  il  conte  Fazio  e  dì  Lco(K>ldo  I,  1*  uliimo  de*  quali  fu  rin- 
figlio  che  fu  di  un  conte  A! ImtIo  dì  Monte  novalo  ai  conti  B;irdi  nel  1697.  Di  lutti 
Cirelli ,  perchè  il  Comune  di  Vornio  rile-  quei  diplomi  i  B:in]i  si  giovan>iio  quando 
neva  iioIIl'  carceri  di  quel  r.islello  nove  per-  reclamarono  nel  17  78  presso  la  corte  Crsarei 
S(tnc  de*S(ioi  fedeli,  la  Si^noiia  predcliii,  con  i  loro  diritti  feudali  sul  territorio  di  Vernio, 
Idlere  del  7  e  del  29  seiltmUre  dello  slesso  diiilli  che  sostennero  inflipendenli  dal  Gran- 
anno,  «'sorlava  gli  uomini  del  Comune  di  ducalo;  mm Ire  a  difes.i  della  Corona  gran- 
Vcrnio  a  voler  rilasciare  liberamente  quei  «lucrile,  il  chiar.  giureconsulto  Prof.  Sli- 
t'iireiMfi ,  e  nolift  stesso  lcm|)0  scriveva  al  gliorolto  Macrioni  scriveva  perchè  fo«w  aho- 
ronU*  Piero  de'  Birdì  per  awerlirlo  di  ri-  Illa  una  srnlenz;t  del  consiglio  Aulico  del 
nieiicrc  nel  gnulo  in  oni  era  In  forlezz;i  di  16  olt.  1787,  siccome  le<!i!esì  in  un'opera 
JUttiite  LueianesK  [Luciana)  rhc  (possedeva  pulililir^itii  in  Firenze  nel  1788. 
in  eomiine  con  i  mnti  di  Monte  (Creili  Motivò  ipiella  difesa  contro  la  sentenza 
rii'unoscinli  signori  del  |hi<;<ììo  di  itfo/i/a-  eli  ■  dichiarava  i  c*nti  Bardi  non  solo  vicari 
fittana  nel  |k>|ioIo  di  Givorzano.  im{>eriali  nel  feudo  di  Vernio,  ma  ancora  rì- 

1/  .inno  medesimo  1 34  3  ,  a  mediazione  S|K.'tto  ai  beni  lasciati  dal  testamento  del  con- 
dì Bi  rioldo  de*  Gtiazzalolti  di  Prato  la  Si-  te  Ridoli'ode  B.irdi,  scritto  li  1  7  Icbb.  1693, 
gnoria  di  Firenze  concedè  licenza  al  conte  in  favore  di  una  conijiagma  secolare  di  S. 
Pieni  Bardi  di  («ter  andare  a  dimorare  con  Nicccdó  da  Bari  eretta  in  Vernio,  l>eni  che 
li  sua  famiglia  nelle  parti  di  Vernio, a  con*  restituiva  ai  loro  succ<-ssori  e^l  eredi, 
dizioiif  di  slarvi  ad  ogni  buon  piacere  della  Con  tulio  rio  i  reclami  del  Granduca  di 
repiibldica.  Imdlrr  nell*  anno  susseguente  Toscana  non  eld>rro  e(Ti-llo,  ed  i  i*onti  Birdi 
la  sti>ssa  Si<!norin  invitò  il  conte  Piero  Bardi  si  ritennero  il  feudo  di  Vernio,  finehe  esso 
a  mettere  in  ordme  la  camnaiia  della  fortezza  nell'anno  1 797  venue  so|>|>resso  dai  Francesi 


VEBN 

che  lo  riooiroooalla  repobblSca  Qttlpiiuit 
enei  1811  al  dipertimento  deirArno.  Dopo 
da  cbè  i  noi  aniìchi  feudatarj  non  poterono 
coatimiare  ad  esigere  Timpugnato  dìrìlto  che 
avetano  aullc  rendite^  fitiif  liofili j  retpoo' 
MÌoni^  o«ia  mercedi  siate  per  più  secoli  per- 
oelle  da  quei  Tassali  i. 

Rilornalo  però  alla  sua  sede  il  Granduca 
Ferdinando  III,  sì  promosse,  fn  i  conti 
Budi  da  ana  parte  e  la  GomuDilà  e  com- 
pagnia di  S.  Niccolò  da  Bari  eretta  in  V'«r- 
DÌO  dair  altra  parie  una  causa  celebre  nel 
fero  toscano  per  la  materia  alla  quale  appar- 
teneva ,  clamoron  per  T  impegno  de*  liti- 
gnti  e  per  lo  lelo  di  doitissimi  difensori , 
(  finalmente  grave  per  I*  imporlansa  del  sog- 


▼  Kitn 


fsy» 


getto  in  disputa  portato  in  teno  giudizio 
davanti  a  tre  sapientissimi  giurisperiti  dal 
Granduca  con  dispaccio  del  1 9  ma^igio  1 89 1 
a  ciò  delegati;  i  quali  giudici  nella  sentenia 
che  proferirono  li  la  giugno  iSaa  conser- 
varono a  favore  de* conti  Bardi  e  dei  Guic- 
ciardini ogni  diritto  livellano  di|)en(lente 
dal  dominio  diri-lto,yìim/ario,  allodiale  e 
onninamente  prillo. 

Dopo  il  trattato  del  1814,  mercè  del  quale 
il  territorio  di  colesta  cK-conlea  fu  riunito 
al  Granducato  di  Toscana ,  costituendola  in 
cor|»o  di  Gimunilii  con  residenza  di  un  iKxle- 
slà,  il  quale  ha  il  pretorio  nel  sol  tostanti;  horg<> 
di  Mereatale^  dipendente  nel  politico  e  nel 
Criminale  dal  Vicario  R.  di  Prato. 


MOFiMBNTO  della  Popolatone  della  Cura  di  S.  Quirìco  al  Castel  dì  Vbmio 

a  tre  epoche  diverse  ^  dinsa  per  famiglie  (i). 


Aaao 


iHFuaaai 


mase. 


i833 
1840 
1843 


aoo 


909 
180 


fiemm. 


«79 


ao3 


i«4 


ADULTI 


masc. 


femm. 


149 


190 


ai  5 


i35 


194 


I  5o 


GOMJITGATI 

dei 
due  sessi 


38o 


398 


412 


CGGT.MlAaT. 

dei 
due  S€'ssi 


Numero 

delle 
famiglie 


Totale 

della 

Popolai. 


193 


aoo 


196 


1046 


laoo 


1146 


(i)  Mancano  le  prime  due  epoche  solite  quando  P^ernio  era  Jeudo  imperiale. 


Camuniià  di  Femio,  —  II  territorio  di 
quota  Comunità  occupa  una  superfìcie  di 
i67i9qaadr.  745  dei  quali  sono  presi  da 
coni  dT  acqua  e  da  pubbliche  strade. 

Nel  i833  vi  abitavano  3617  persone,  a 
propornone  di  circa  190  individui  per  ogni 
migl.  qnadr.  di  suolo  imponibile. 

Confina  dirimpetto  a  seti,  con  le  Gom. 
di  Bai|[i,  dì  Castiglion  de*Giatti  e  di  Bari- 
gnia  dello  Slato  Pontificio,  e  per  il  lato  di 
lev.  sino  a  ostro  con  la  Gom.  di  Barberi- 
no di  Mugello,  mentre  da  lib.  fino  a  maeslr. 
ha  di  fronte  la  Gom.  di  Gantagal lo,  entram- 
be del  Granducato. 

Si  tocca  con  il  territorio  di  Rirbcrino  di 
Mujiello  a  partire  dal  giogo  <IrirA|)|)ennino 
presso  le  sorgenti  del  rio  delle  Coltete  che 
ù  vuota  nel  torr.  Biscia,  e  precisamente  dal 


segnale  di  Tavianeìla,  di  dove  scende  nella 
direzione  di  lib.  passando  per  il  termine 
di  Colle- Basso ^  fino  a  che  per  via  di  fossetti 
entra  nel  fosso  del  Fondatojo, 

Costì  trova  la  stnida  di  Monlopiano,  colla 
quale  conti nn.i  a  scendere  dalT  Appennino 
cambiando  direzione  da  lib.  a  ostro-scir.,  lin- 
chè,  passata  l' incrociatura  della  slnida  |)e- 
donale  della  Torricella  e  di  Celle,  peraor- 
re  il  crine  di  Montetiglioli,  sulla  cui  pendi- 
ce meridionale  trova  il  fosso  di  Stacciano 
che  io  accompagna  nel  torr.  Torhola»  A 
colesta  conilui-nza  il  territorio  di  Vernio  si 
dirige  con  il  Torboìa  a  (>on.  nella  fiumana 
del  Bìsenzio,  il  coi  corso  seconda  nella  di- 
rezione di  lib.  lun^ro  le  falde  del  (loggio 
di  S.  Ippolito,  e  della  strada  provinciale  che 
viene  da  Prato. 


700 


VERR 


ÀUa  confluenia  del  fosso  di  Confi/m^  the 
•bocca  alla  destra  nel  Bisenxio,  soilenlra  il 
tcrrilorio  di  GinUgallo,  col  quale  Ì*allro  ri- 
Qoiita  nella  diresicme  dì  pon.  il  |>ogfno  di 
S.  Ippolito,  a  seti,  di  Gricigliana  per  al- 
traversare  la  strada  ooraunitatìva  peilotiAle 
di  flier&ilale  ed  avviarsi  col  rio  di  S.  Qui- 
riekeilo  nel  Bisenzio  di  GanUgallo.  Me- 
diante cotesla  fiurnana  riscciide  nella  dire- 
sione  di  grec.  fino  alla  condiienza  del  Ca- 
rigioia;  il  quale  ullimo  torrente  limonla 
per  cima  4  roìgl.  nella  direzione  di  seti,  fino 
sopra  le  sue  sorgenti  salendo  nella  som- 
mità deir.4p|iennino,  dove  sottenlra  dì  ^- 
cia  a  selt.  la  Comunità  bolognese  di  Bargi. 

Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua,  oltre  i  due 
Bitenu^  cioè  quello  che  scende  dal  Cast, 
di  Vemio  e  l'aUro  da  Gsnlagallo,  può  an- 
noverarsi il  torr.  Cari  gioia, 

Niuna  delle  montuosità  di  questo  territo- 
rio è  stata  trigonometricamente  misurata  on- 
de dedurre  con  qualche  sicnreiza  Taltena  di 
quella  giogana.  Però  una  delle  prominenie 
maggiori  di  questa  sevione  dell*  Appennino 


VESR 

è  quella  del  Monte  Cascia/o  ebe  si  ala  1 
maestro  «Ielle  praterìe  di  Bf  ònle-Fi8iio,dofi- 
liosa  di  piante  officinali  alpine»  cbe  ivi  1^ 
gelano  fra  le  bggele,  meuira  nei  eoatarsi 
della  Badia  di  Bloutepiano  incominciaDa  1 
trovarsi  gìganlesohe  piante  «li  castagni. 

Fra  le  strade  maestre  vi  è  quella  pnM- 
eiale  di  Vemio,  carrellabile  fino  a  Ma» 
tale,  mulattiera  per  il  resto  «Iella  mtmls^iBi, 
la  quale  sale  a  Mnnte-Piaiio ,  piccolo  boc|t 
con  dogana  di  con  li  ne  «li  trna  classe  ÌMli- 
tuita  cou  legge  del  a 5  ottobre  1814  ia■^ 
me  air  altra  sua  subalterna  di  Ca^arsam, 
e  ciò  alPoccasione  che  fìi  aonpressii  h  dofm 
feudale  di  Usells,  ecc.  ^  f^ed.  tJrt.  Dssi- 
KB  m  FaoariiaA. 

G>n  la  legge  del  9  agosto  1 838  finoH 
riuniti  alla  potfsteria  di  Vemio  i  psprii 
di  Fossato,  Migliana  e  Usella. 

La  cancelleria  Gomunitaliva,  ringrf» 
re  di  Circondario  e  Tufiuo  di  esaiioneàl 
Registro  sono  in  Fnto.  Lm  conservasisM 
delle  Ipoteche  rd  il  tribunale  di  Piima  i*fr 
u  si  trovano  in  Firenae. 


QUADRO  delia  Popolatioae  della  ComukitjT  mi  Fem^w 

a  tre  epoche  diverse  (t). 


Nome 
de  Luoghi 

Titolo 

delle  Chiese 

Diocesi 

cui  spettano 

XTuno 

i83< 

poiaeii 

Awmo 
18(0 

Nsr 

AHI 

Cavorzano 

S.  Poto  a  Vemio 

Mcrcatalc  di  Vemio 

Montepiano 

Poggiole  con  Loicìana 

Viaaio,  castello 

S.  Pietro ,  Cura 

S.  Ippolito ,  Pieve 

S.  Antonio,  Rettoria 

S.  Maria,  già  badia 

S.  Michele ,  Reltoriii 

SS.  Leonardo  e  Quirioo,Relt. 

Totale  .  .  . 

p  js  S  0  5. 

<i.  5.  £t  »  -  • 

S.  0  p=*  0  5 
0   "  -a  —  15 
r  »  T  7  — 

.  .  4hit,  19 P 

7*0 
468 
agi 
60. S 
486 
ln4(> 

807 
5i6 
3i8 
68s 
496 
laoo 

:6, 

Sci 

:3i 

5oS 

iii6 

36i7 

«019 

Igg^ 

(1)  Mancano  le  prime  due  epoche  quando  f^ernio  era  feudo  imperiale. 


f^EMNÀ  {Massa)  e  T^iscostado  dì  Fk- 
Mha  —  rei.  Badia  Tboalda,  Bìassa  Ve- 

ttOlTA^  e  PuVK  S.  StKVA!«0. 

Vemiasa  {Pi ere  di  S.  GsBrAsio  in) 
in  Val-d'Era.  —  f^ed.  il  Supplamehto. 

VERRUCA,  e  VERRUGOIA.  —  No» 
meno  di  quattro  cime  di  fK>;!gi  cotis('rv;ino 
nella  Toscana  il  nome  di  Verruca  o  Ver- 
rueola,  termine  topìi»  per  didiiararc  una 
prominenza  montuosa  di  figura  conica.  Le 


quali  verruche  furono  qualificate  «um  simile 
parola  diiGiilonc,da.4uloGellioedjca«sioJ»' 
ro.  • —  G>nsimiii  montuosità  le  più  nntrftì 
noi  sono,  la  Verruca  di  Maas-i  e  Cnis!'. 
la  Verruca  del  Mnnic  Pisano,  U  Verrueaii 
Basi  di  Fivizzano ,  e  la  f^errucolUt  oòm 
le   Verrucole  della  Garf.igiijn.i. 

VERRUCA  DI  MASS  Va  a)ZZILE  ii 
Val-diNievoie.  —  Air  Art.  Massi  e  Om 
LE  (Voi.  III.  pag.  II  a)  rammentai  una  lue 


VIA  VIA                 709 

tn<lfl,  dopoché  Arrigo  VI,  nel  1191,0  Fé-  que  Gompnrtimenti  amaitnislnilìf  ì.  — »  Per 

Merigo  II,  nel  laso,  conferirono  ai  conti  uilìnio s*  indicherà  l'andamento  delle  Staa- 

Guidi  il  gìuspadronato  della  Badia  di  Mar-  oa  FixaATK  aperte,  o  che  sono  slate  fiuoni 

imIì,  quasi  nel  teni|K>  medesimo  che  la  Rep.  dai  governi  nella  Toscana  upprovate. 

Fior,  confermava  al  Vesc.  di  Firenze  il  for-  i.  VIA  AURELI  A  NUOVA,  V>'A  EMI- 

Silizio  di  Molezzano  ed  il  padronato  sulle  LfA    di   SCAUKO,    poi    VIA   ROMEA   a 

parr.  di  S.  Storia  a  f^ezzano  e  di  S.  Pie-  FRANCESCA,  oba  VIA  REGIA  a  PRO- 

grò  in  Padule,  diversa  dalla  chiesa  di  S.  VINCIALE    EMILIA.  -^  Fra   le   oscuri. 

Pietro  a  frenano,  —^  P'ed,  MoLEzaAao  in  ìk   della   storia  antica  di  Roma,  una    mi 

Val-di'Sie^.  serahni  quella  di  non  potere  conoscere  con 

Riapetlo  alPepoca  della  soppressione  della  chiarezza  1*  andamento  preciso  delle  f^ie  Sfi~ 

cara  di  S*  Pietro  in  Padule,  il  cui  po|X)lo  iitari,  ostia  Consolari^  le  quali  sotto  il  go- 

fa  annesso  alla  parr.  di  S.  Biaria  a  Fetzano  Terno  della  Repubblica  e  dell'  Impèro  altra- 

aon  trovo  ricordi,  comecché  la  sua  soppres-  versavano  la  Toscana.  Fra  le  medesime  mi 

none   al  pari  di  quella  di  S.   Andrea  a  limiterò  alla  F'ia  Aurelia  naova^  tracciala 

Pm%zano  credasi  posteriore  al  i55i,  men-  per  le  nostre  Maremme  ed  alla  f^iaCatsia 

tre  oella  statistica  di  queir  anno  trovansi  che  guidava  a  Chiusi,  e  quindi  dirigevasi  a 

•otte  la  potesterìa  di  Vicchio  i  popoli  di  S.  Firenze. 

Pietro  a  Pa(/ii/e,di  S.  Pietro  a  f^e%zanOt  Che  se  dell'epoca  e  dell'andamento  della 

•  di  S.  Andrea  a  Feztano  separatamente  ^ia  Aurelia  vecchia ,  che  da  Roma  ter- 

ém  quelli  di<9.  Maria  nella  ^illa  di  Vez-  minava  al  Foro  Aurelio  presso  Montalta, 

MIAO,  leslochè  in  quell'anno  S,  Pietro  a  abbiamo  noliaie  sofiìcientemente  concordi, 

Padule  noverava  54  fuochi  con  3 19  abit.,  non  è  peraltro  da  dirsi  la  cosa  mc<]esima 

S.  Andrea  a  Fezzano  a8  famiglie  con  i36  dell'autore  e  dell'andamento  preciso  dell' 

iadividui  t^.f/efro  a  ^eiaa'io  3 1  fuochi  con  Aurelia  nuo\fa^  la  quale  appunto  doveva 

%%i  abit.,  e  la  f^illa  di  S,  Maria  a  f^es-  percorrere  il  lillorale  della  Toscana  attuale, 

AOiso  48  famiglie  con  a5o  popolani.  a  partire  dal  Foro  Aurelio  fino  al  confine 

In  seguito  forse  della  soppressione  delle  occidentale  dell'  Italia  romana,  confìne  che 

chiese  parrocchiali  di  S.   Pietro  e  di  S,  nel  secolo  VI  di  Roma  terminava  verso  set* 

jàndrea^  quella  di  S.  Maria  alla  f^illa  di  tentrione  con  1'  Arno  a  Pis^i. 

destano  con  decreto  arcivescovile  del   i3  Per  altro,  che  cotcsla  f^ia  Aurelio  nel 

fcbbr.  i565{stile  fior.){\\  eidta  in  prioria,  tempi  ilell'lrap.  romano  si  distinguesse  in 

e  due  anni  dopo  con  altro  decreto  del  4  vecchia  e  nuova^  non  ne  hiscia  dubbio  un' 

febb.   1567  ne  fu  cciluto  il   padronato  al  iscrizione  posta  alla  base  marmorea  di  una 

rettore  della  medesima  M.itlco  del  fu  Bene-  statua  innalzala  dal  senato  e  popolo  di  Ti- 

detto  Boni  di  Vicchio. -^(Biuxxibi,  Deseri-  voli  sotto  l'impero  di  Adriano^  oppure  di 

%ione  del  Mugello),  Antonino  Pio  a  C  Popilio  Ca'o  Àglio  del 

In  questo  popolo  ebbero  vita  e  poileri  gli  console  C.  Pedone ,  nella  quale  si  leggeva 

antenati  del  celebre  Antonio  Cocchi,  cui  lial-  Tra  le  molle  m<igistr.itureda  esso  coperte  an« 

la  provincia  fu  dato  il  Wioìo d'i  filosofo  Mu-  che  quella  di  enereCuratore delle  f^ieAu- 

^•//oAO.  —  f^ed.  ViocHio  DI  Mugello.  relia  vecchia  e  nuova. 

La  parr.  di  S.  Maria  a  Vezzanonel  i833  Ma  chi  fosse  stato  il  primo  continuatore 

noverava  443  abit.  della  ^ia  Aurelia  J  (tuo  dove  arrivasse  la 

VIA  9  o  STRADA.  —  All'i^rr.  Stkada  nuova  1  e  per  quali  luoghi   delle  toscane 

ho  nchiamato  il  lettore  a  questo  di  Via  per  Maremme  precisamente  passasse,  ciò  è  na- 

indicare  i  nomi,  l'epoca,  lunghezza  e  an»  scosto  in  grau  parte  nelle  tenebre  dell' ìsto- 

demento  delle  molte  Vie  Rk«ib,  Paitali  e  ria;  giacché  le  tracce  lasciateci  d»!  cot)  detto 

■OH  PosTAu,  come  anche  delle  Via  Paovia-  Itinerario  di  Antonino^oddìÌB  Tavola  Peu» 

mMM  rotabili  che  in  varie  direzioni  furono  e  tingeriana,  oltre  di  essere  qnei  documenti 

SODO  aperte  nella  Toscana,  non  tralasciando  inesatti  nei  nomi  dei  luoghi  e  nelle  dìstan- 

di  fiir  parola  di  moltissime  Vu  e<nfVRrrATivB  ze,  spettano  entrambi  ad  epoche  troppo  lon* 

BOTABD4  che  a  guisa  delle  vene  nel  corpo  tane  dalla  loro  costruzione,  ed  anche  dai  pri* 

umano  mettono  in  comunicazione,  accre-  roi  restauri  delle  slesse  rie  Consolari. 

aeono  vita,  interesse  e  prosperità  alle  varie  II  eh.  Giovanni  Targioni-Tozzetti  dìscoT' 

parti  della  Toscana  Granducale  nei  tuoi  ciu-  rendo  nel  T.  IX  de' suoi  Viaggi  per  la  To- 

V.  V.  90 


702               VERR  VERS 

VeiiUaso,  G>iu.  Giiir.  e  appena  un  migl.  a  signori  Ghcrardinghi  ed  ai  loro  f<ni<ii,  fr«  i 

grec.  di  Fi  viziano,  Dice,  di  Poni  remoli,  già  quali  è  rammentala  la  rocci  con  i  «ateiilti 

di  Lunì-Sar/ana,  Comp.  di  Pisa.  delle  f^errucnle. 

Air. ^r/.  FiviuAifo  dissi,  che  dalla  T^r-  lnfaiti  nella  Bolla  d*  Oro   di    Ori»  IV 

rucola  Basi  presero  il  titolo  i  marchesi  Ma-  queslo  castello   venne   appellalo  Castrum 

l.ispina  di  Fivizz.nio,  di  cui  que^l* ultima  F'trrucuiae  G'terariingfiae. 

Terra  non  fu  in   origine  che  il   luogo  di  Nel   i34r>  la  ferritela  con  \  paesi  del- 

mercalo,  ossia  il   Foro  della  f^errucola.  la  vicarìa  di  C.iiii(K)rgiano,  che  [K  r  c<igi'>De 

Dondechè  rin>ìeròil  lettiere  aqiieirarlìcolo  di  guerra  dai  Liicchtsi  [bissarono  in  {•'Uire 

limitandomi  a  dire  in  questo,  che  la  chiesti  d<>i   Fiorentini  con  altri   vill.ii'gi  comj'iesi 

parr.  di  S.  Margherita  alla  f^rrrcica  e  ra in-  nella  GarOignana  siifierinre,  ap|i.nirnt  %ano 

mentala  nelle  bolle  iiontilìeie  di  Eugenio  UI  al  M.uvh.  Spinetta  Malispina  di  Fi\izrtiHi, 

(anno  I  i4o)edilnnocen£ioll|ranno  laosi)  dal  quale  il  Comune  di  F'iienze  li  comprò 

e  che  più  tardi  ess:i  diede  il  titolo  ad  un  ncirallo  medesimo  che  li  rilasciò  in  feudo 

monastero  di  Clarisse?  esìstito  costà  fmo  al  al  compratore.  —  f^td.  Campobuiasio. 

declinare  de]  secolo  XVIll,  dove  n'-irauno  Nell'anno  i5G5  secondo  alcune niemoric 

i;4^  vi  si  trova\ano  circa  a8  claustrali.  MSS.,  o  nel  i58o  secondo  altre,  si  disfece 

Li  (MIT.  di  S.   Margherita  alla    Verta-  V  antica  rocca  per  rifabbricare  quella  che 

cola  Bnti  nel  i833  conlav:i  187  nbil.  tuttora  sussiste  sulle  Verrucoie» 

VEliaUCOLA,  o  VKRUUCOLF: m  Ga».  Il  Vili,  di  nubiana,  sebbene  formava  uà 

rAOKAMAni'lla  Valle  su[)eriore  del  Serchio. —  comune! lo  da  {>er  sr,  trovasi  soggetto  atta 

Rocca  con  sottostante  Vili,  e  eh.  |).irr.  (S.  p-arrocchiale  dtPe  rerru^ote,  \m  quale  nel 

Lorenzo)  cui  fu  anm-ssii  quella  di   Vibbia^  i83a  conlava  lutti  insieme  3i8abil.,  che 

ifc<,  nel  piviere  di  Piazz<i,  Com.  di  San  Ro-  19.5  spettavano  ali*  annesso  di  V'ibbiaaa^  e 

mano,  Giur.  e  quasi  due  nitgl.  a  seti,  di  ia3  alla  sezi  ine  delle /^err/i:  o/e. 

Cam|>orgiano,  Dior,  di  Mtssa-Ducale,  testé  VERSICIANO,  già /^/rucf^vo,  nella  Valle 

di  lami  Sarzaiia,  Due.  di  Modena.  centrale  del  Serchio.  —  ONitrada  dove  furo* 

Risiede  sopra  uno  scoglio  di  figura  conica  no  più  chiese,  se  non  lu  una  sola  sotlo  il 
che  si  alza  alla  base  occidentale  dell*  Ap()eii-  titolo  dei  SS.  Stefano,  Vincenzio  e  MichrIe 
nino  di  Soraggio  a  cavalieri' della  strada  mae-  a  Versiciano,  già  suburbana  della  Cane- 
stra tracciata  lungo  la  ripa  sinistra  del  Ser*  drale,  attualmente  cura  nel  pievanale  di  Vur* 
c:hio,  |K-r  la  (juale  si  riiiiDiita  la  valle  verso  no,  Ca>fu.  Giur.  e  circi  4  migl.  alili,  di  Ci- 
Gragiiano  ed  i'  Mi»nk'-Tca  passando  a  pie  [Miinori,  Diotr.  e  Due.  ili  Lucca, 
della  rocca  di   Vt^rrumla.  Trovjsi  la  contrada  di  Ver  citino  in  pij- 

Fu  questi  Verrucola  a[>[)ell.ita  ile*^/<e-  nura  sul  canile  dclTOzzori  Ira  ronULrlt    a 

rarding/ii  da  una  nobile  r.iniiglia  lucchese,  Sorh:ino,  dove  TOzZ'iii   un  di    bilonMi)<J<i 

autrice  della  (piale  si  crede  un  Gherardo  di  i(>nn.iva  11 11*1 -ro/ri,  biccome  lo  ilaiino  a  ci':m> 

Gotlifredo,  che  lino  dal   4    marzo  del  991  scerc  \ arie  carte  di  qiicirAnli.  Aivìv.lìIì^c 

otlciine  dal   vi-scovo  di   Lucca  ud  enfileusi  iìWArt.    Oz/mhi,    Ire  delle  qu.ili  del  919 

molte  >ostaiuc  e  chiese  di  pertinenza  1.1  iiiiig-  (11  aprile)  del   937   (39  .i{;«islo  ;  e  drl  4 

gior  parie  della  Pie\c-1''()Sciaiia,  sl.tlc  di  «.'iiiN-  luglio  '97'i!  puhlilicitc  m-l   Vid.  V.   P.  III. 

pidronalo  dei  vescovi   ili    Lucca.   I)i.s!>i    di  delle  Mcuiorie  lucchesi,  in  una  delle  qM.iti 

giuspailnui.tto,  mciitic  li  chiesa  di   S.   Lo-  vi  si  rainiiicuta  la    f'nt  lata^  la  quale  \t*ir 

rcii^o  a /^rrri/co/a  al  pari  dcir.iltr.i  di  Vib-  sava  {x>r  Verciano. 

biunit  liìpciidev.iiio  per  Io  ^pirilii.ilr  ijii  ve-  l^a  p.irr.  attuale  di   S.  Stefano  a  Vercia* 

S(-o\i  di  Luiii  e  per  vs^'x  (lai  pievani  ih-ll.ich.  no  ii«^l   iH't'2  ii'>vcri\.i  <ì'i  4  iii  li\i<l'ii. 

di  PiiZA.1.  — /V/.  P1W/.1  m  (^RiuiNA!**.  VKHSILIA  mi.    l'ILTK  \S\NT1N0.  — 

il  P.icchi  autore  dilli:    .^I<  morìe  sloiiihe  Conlr.id.i  che  aìdii'acci  1  olire  i*  .«ilii.itf  Vici- 

siill.i  (.ì-iriigujiia  rijKjili  iiiqucIT  \|*|>eii>lii:e  lialo  di  Piclr.is.iiit<i,  (ur  dii\<-  |rasvf  i'  li-niii- 

duc    i%tru(i|e|iti    i»|M-tl.uili    .«11.1    l'.iiuiuii.i    dei  ci  Ilo  4Vr'/(ii»''2^'i,  i^ià  «Iruoininalu   f'trsìut^ 

Giierardiiighi  di  Gair.igii.iiia,  che  un.)  di  i»<ii  anche   il    p.icse    pcicorso  d.ii    lurr.     fi-f.u- 

njj'jto  nel  3  un\.  del    i-^Oi    in    Vitiucnh  tn/'o  t  Caifm/ore.Stuì\u:k  itrùclie  i'  ihmhc 

in  luogo  detto  6*(///e   Aui;>iStino,  e  Tallio  della  pnixiiicia  tli     Veriilia  ìnxv  Allo  m 

del  3  seti.  i'i85  MTiitlo  nella  canouica  delLi  origine  ai  liuiuicdlr)  predetto,  niciilre  >•!• 

Pittve-Fokciauai  relativo  alla  consorteria  dei  lo  questo  stesso  vocibolo  fu  designalu  ntlU 


VERI  VERI               703 

Gcognfia  di  Tolomeo,  e  nei  documenti  lenri della BMliad*Agnano, cui  la  stessa  cap- 
longobardi.  Uno  conosciutissimo  è  quello  pella  Tenne  confermata  dal  Pont.  Celesti- 
dei  754  relativo  alla  fondazione  della  Badia  no  III  con  bolla  del  1194. 
di  S.  Pietro  a  Palanuolo  presso  MooteTcrdi  Finalmenle  nel  principio  del  secolo  XV 
in  cui  si  rammenta  Tantico  monastero  sop-  alle  Vertighe  fu  innalzato  un  convento  dai 
presso  di  donne  sotto  il  titolo  di  S.  Salvatore  frali  dell*  Osservanza,  vivente  il  loro  rifor- 
presso  il  fiume  Versilia^  e  la  di  cui  chiesa  mutorcS.  Bernardino,  sotto  il  titolo  chetut- 
corrisponde  alla  piirrocchiale  di  S.  Salva-  tou  conserva  di  S.  Maria  alle  Vertighe, 
tore  fuori  delle  mura  occidentali  di  Pietra-  Esso  |)oi  fu  go>crnalo  negli  ultimi  anni  dì 
tanta,  già  delta  al  Monastero.  ^-  Fed.Var  sua  vita  (tra  il  t438  ed  il  i45o)  da  Fr.  Al- 
•niÀak»Tk( CITTA*).  berlo  da  Sarleano  discepolo  ed  austero  se- 

Inoltre  in  una  membrana  lucchese  del  guace  di  S.  Bernardino, 

maggio  764  si  fa  menzione  di  una  casa  con  VERTIN E  (^er/imi/ae)  del  Chianti  uel- 

podere  posta  in   Versilia  presso  la  chiesa  la  Val^rArbia.  —  Castellare  con  eh.  parr. 

di  Vallecchia.  —  Anche  la  pieve  antica  di  S.  (S.  Bartolommi-o)  nel  piviere,  Com.  e  quasi 

Felicita  in  Val-di-Castello  fu  distinta  col  un  migl.  a  pon.  di  Gajole,  Giur.  di  Radda, 

nome  di  S.  Felicita  a  Massa  di  f^ersilia.  Dine,  di  Fiesole ,  Comp.  di  Siena, 

siccome  più   tardi  il  Castiglione  di  f^al  Risiede  sopra  il  risalto  di  un  poggio  che 

di  Castello  qunVidcosAì  aoiio  il  vocabolo  di  stendesi   alla  destra  del   torr.  Hassellone 

Castiglione  di  f^ersilia  ecc.  fra  Radda  e  Gajole. 

Rispetto  alla  storia  di  questa  contrada.  Ebbero  signoria  in  questo  luogo  di  f^er- 

-vrdansi  gli  Art.  Cokvaja,  FieraASAirrA,  Sa-  tine    innanzi  tutti  i  marchesi  di  Toscana 

BATBxzA,  Vallecchi  A,  Val  di  Castrllo  (CC.  di  origine  Ripuaria^  ai  quali  appai  teneva 

F'sMsuàis  [S.  f^iTO  ìit),  —  f^ed.  Cuctà  quel   manhese    Bonifazio,  la  di  cui  figlia 

(  S.   Vrro   m  )  nella   Valle   dell*  Ombrone  contessa  Willa  madre  del  March.  Ugo  di 

nnese.  orìgine  Salica^  sino  dall'anno  977  aveva 

VERTIGHE  in  Val-di -Chiana.  —  Cas.  assegnato  alla  B^idia  fiorentina  da  essa  fon* 
che  ha  dato  il  vocabolo  ad  un  convento  del-  data  una  parte  de*  beni  situati  in  Vertintdt. 
rOaserranza  ,  già  santuario  della  B.  Ver-  É  vero  altresì  che  in  quella  età  prendeva 
^nt  delle  f^ertiglte,  nel  popolo,  Com.  Giur.  il  titolo  di  frenine  anche  la  pieve  di  S.  Pan- 
e  circa  un  migl.  a  lev.  del  Monte  S.  Sa-  crazio  presso  Givriglia  nel  Val-d\4rno  su- 
dino, Dioc.  e  Comp.  di  Arezzo.  periore,  siccome  fu  avvisato  all'.^r<.  Pah- 

Risiede  sopra  una  collinetta  tnfacea  ba-  craeio  (S.)  a  C&tkiglia. 
guata  a  lev.  dal  torr.  Esse,  e  a  lib.  dal  fos-  Più  lardi  questo  luogo  con  altri  che  fu- 
so Lf prone  y  presso  la  strada  rotabile  che  rono  de*March.  di  Toscana  pervenne  in  do- 
da  Marciano  guida  a  Lurignano.  minio  de*8Ìgnori  Ricasoli,o  per  acquisto  fat- 

Non  parlo  dell'origine  di  cotesto  nome  tone  verso  il  i  igo  da  Ranieri  loro  antenato, 
che  alcuni  supposero,  essere  slata  qui  la  ossia  per  derivazioni  più  antiche.  Avve- 
tomba  del  duce  de*  Galli  Senoni ,  appellato  gnachè  sino  dal  nov.  io35  trovo  nel  luogo 
Fertighe,  dirò  bensì  che  il  santuario  delle  di  Pertine,  giudicarla  fiorentina,  uno  dei 
lettighe  sorse  in  fama  dopo  di  esser  pas-  primi  agnati  della  casa  Ricasoli,  quale  era 
•alo  in  tradizione,  che  costà  si  posasse  prodi-  quell' Azzo  del  fu  Geremia,  il  quale  vendè 
Irosamente  V  immagine  della  B.  Vergine  varii  beni  ai  suoi  ni[>oti  figli  di  Ridolfo.  A 
Bfaria,  la  quale  prima  del  1073  si  venerava  questa  slessa  famiglia  molto  temuto  dopo  ap- 
io Montalceto.  partenevanoi  figliuoli  di  Arrigo  da  Ricasoli,! 

Dissi  prima  del   1073  poiché   in  detto  quali  per  aver  occupato  nel  i35a  la  pieve  di 

anno  di  ottobre  fu  rogato  costì  in  Vtrtighe  S.  Polo,  vivente  un  loro  zio  pievano,  furono 

nel  contado  aretino  nn  placito  presso  la  chiesa  messi  in  bando  dalla  Rep.  Fior.  Ma  sapendo 

fli  S.  Maria  e  non  lungi  dalla  casa  dove  ri-  essi  che  gran  quantità  di  Tcttovaglie  de*loro 

«edevano  la  contessa   Beatrice  con  la  sua  consorti  erano  riunite  nel  Cast,  di  Fertine^ 

figlia  contess.1  Matilde.  —  (Camici,  Conti-»  entrarono  furtivamente  in  questo,  e   aven- 

muazione  de*  March,  di  Toscana  f^oL  li.)  dolo  molto  bene  fortificato,  di  là  si  posono 

In  colesta  collina  esisteva  anticamente  una  a  scorrere  quasi  tutto  il  Chianti,  ardendo  le 
eh.  di  S.  Cristofano  alle  Vertighe  sulla  qua-  ville  de'parenti  nemici.  In  conseguenza  la  Si- 
te ebbero  padronanza  gli  Eremili  Camaldo-  gnorìa  di  Firenze  ordinò  che  una  mano  di 


TOi               VESC  VESC 

aiiiiati  sotto  Ih  condotta  M  poclrslh  si  re-  fgiisiimrntr  che  «Ila  %illa.  già  Cali,  di  Ve- 

cassi'  net  Chianti  prr  ridurre  a  obl>ediinza  scena,  tutti  tre  luoghi  mmiinvi  nella  Gi>ni. 

ì  ribelli  Ricasoli.  Ma  <iui'i  ginvani,  avendo  «  Giur.    di    Asiriano;   la  Pitffina  qiM»i  3 

ancor  essi  qualche  [Kirtilo  in  Siena  {ter  lo  migl.  al  suo  pon.  ;e5.  Florinuoroii  b  vilia 

favore  che  pi  costava  loro  Giovanni  de*Salim-  di  Vrscona  5  niigl.  a  maeslr.  della  Tem 

l>eni  »  ieccro  (lOco  caso  della  venuta  delle  |iredetta,  nella  Dioc.  di  Areno,  Comp.  di 

truppe  fiorentine ,  e  cominciarono  con  le  Sima. 

pietre  e  con  le  Kilestre  a  tenerle  lontane  A  poca  disfama  dalla   villa  di  Vesoona 

dalle  mura  del  castello.  risiede  in  luogo  più  basso  la  chiesa  parr.di 

Finalmente  gli  assediati  vedendosi  senza  S.  Florenzio,  situala  lungo  la  strada  {nò- 
speranza  di  soccorso,  trattarono  della  resa  a  vinciate  Ijauit'tana.  mentre  la  villa  riposa 
patii  onorevoli,  e  la  Signoria  di  Firenze  co-  nella  sommilài  di  un  colle  marnoso,  e  la 
mandò  si  facesse  smantellane  il  Casi,  di  9^er»  Fit^ina  dulia  prie  opposta  della  stessa  stra- 
tine  nel  tem[)0  che  a  quei  Rirasoli  fu  con-  da  circa  a  roigl.  più  vicina  ad  Asciano, 
fermato  il  Ivindo,  dal  quale  in  seguito  vrn-  Già  AVArt.  Pievima  di  Vucoma  fu  detto, 
nero  liberati  in  gnzìa  della  («ace  di  Siirzana  essere  si><ta  qui  sta  in  origine  filiale  della 
deir  anno  1 353.  —  '.  Aacn.  Difl.  Fioa.  Car»  pieve  dì  S,  rito  in  Fersuris,  o  dir  si  inglU 
ie  della  Badia  di  Coltibuono,  —  Mattfo  ih  CVef  (i,  e  una  volta  in  /  efrona,  per  quanto 
Villani,  Cronica  Lib.  11.  e.  64  e  70%  nelle  carte  relative  alla  controversia  pro- 
Altronde  1111  Ugolino  della  stessa  prosa-  mossii  sino  dal  719  dai  vescovi  di  Siena 
pia  de'Kirasoli  signore  1/1  Verune  era  stalo  contro  quelli  di  Arezzo,  sieno  rammentati 
coinpnso  Ira  i  parlilanti  guelfi  fiorentini  ambedue  i  battisteri,  cioè  quello  di  ^.  J^i/o 
romiannali  da  Arrigo  VII  con  sentenza  prò-  in  Fescvna^  alias  in  Fersuris  e  Taltro 
niiiiziata  nel  lèbbiajo  del  i3i3  nel  Pog'  fìi  S .  Giovanni  in  /eico/ia.  Quest'ultima 
£Ìo  imperiale  sopra  Poggilìonsi.  |)en>  (u  più  chiaramente  qualificati  in  Fe- 

Air  Art.  Gaj(ilb  dissi,  che  nella  stati-  sctuia  da  una  sentenza  del  napg.  1029  pro- 
stira  dell'anno  i.55i  il  pr>|)olo  di  S.  Sigi-  nuiiziala  nella  canonica  di  S.  Marrellino  in 
sinondo  a  G«ijole  era  compreso  in  4|uelIo  di  (chianti,  come  ancora  da  un  atto  dì  icssìuDe 
Vertine.  fatta  nel  104  a  al  suo  clero  da  Immone  ve- 

ha  |iarr.  di  S.  Barlolommeo  a  Vertine  scovo  di  Arezzo,  cui  rinunziò  molle  pie^i 

nel  1833  noverava  386  abit.  mrntre  quella  |K)sle  nel  contado  senese.  Così  nella  bolla 

del  i/ìSi  ascriidevu  a  699  |)Of>oliini.  dell*  8  (!Ì(ig.  1070  siiedita  ilal   Pont.  Altv 

Ffrtiuf  PitrE  di  S.  Pakch^zw  a). —  siunlro  II  a  labore  di  (.'oslanlinci  vcsro^ri  di 

Fed,  pAKMiAKio  (S.  )  A  Cabrigli  A  nel  Val-  Anzzo,  ]eg{:onsi  fra  le  altre  chiese  ImIUm- 

dV\nio  siipM'ioir.  mali  della  di(H*esi  aretina  situale  nel  con- 

VF.UZ-VJA   DI    FIUENZK.  —  Omtrada  lado  s.ines<',  la /iiriv  r/i  .V.  Vito  in  fersu- 

la   cui  iiiiliea  ih.   parr.  ili    S.    Maria,  ora  ris  e  t/uesta  di  S.  Giovanni  in  f'etrona. 

distriitla,  (s  sii  \a  «Iciìlro   Firenzi*  presso  la  Lo  &(<s>o  dicasi  di  altia   bolla  del  Pont, 

porta   S.   Frediano,  nK'iìIre  il  suo  ]K)f>olo  si  Diiorio  111  del  97  magf!Ìo  1230  spediti  al 

esteiith-^a  fuori   la  stissa  |iori:i  lino  al  Pi*  vrscmo  fiorentino,  pubblicala  dal  Lami  n<' 

gliene,  linve  sul  dtclinarc  del  mtoIo  passalo  suoi  3Jonum.  Ecel.  Ftcr. 

fu  trasluiMlii  il   titolo   <li  S.   Maria  con  la  Hispelto  al  (!asl.  di  Vesrona ,  ora  «illi 

parr.  di  Ventija  — -  Fvd.  Pii.nosc  nel  sub-  Saraeini,  In  cohsla  nel  «colo  XI  una  delle 

boi  ;:o  orrìih  olile  di  Firefìz» .  sigonrie  deV'oiiti  Guini<;i   della   Siialrnpjr 

\  KUZKTO  in  Val  iTF.Isa.  —  Cas.  la  cui  ih  ila  Bimnlengusìrecinelorpialìfìca  nn<tl'" 

eh.  parr.  dì  S.  Donalo  In  iinila  alla  rura  di  piiMiliro  del    loaf»,  ctd  quale  uno  di  qi>*i 

S.  NiiTolò  a  Sirr7.i,  nella  (>)ni.   e  iiilrirnn  dinasti,   il  ronU   Haiiieri,  asM>gnn  in  brm- 

a  inifil.  'j.  4/2  a  innslr.  «Jeil.i  (^a>U'lliiia  del  tìzio  al  Mon.  di   S.  SiUatore   delLi  IVrii- 

Cliianti ,  Giur.  di  Unlda,  Dioi-.  di  (/1II1-,  deiiga  una  rasa  ron  orto,  vi^na  ed  un  fmi" 

già  di  Siena,  Ci>uip.  sani  se.  —  l'fd.  ^imii.  di  Uria  situato  prtsso  il  suo  raslello  ifi  IV* 

VFS(^()NA  nella  Valle  superion*  dell'Olii-  scena.  —  (  Aknal.  (\MALn  ^ 

bronr  «taUHsr.  —  Nork*  aniii-o  restalo  alla  Aiuhc  il  Mon.  di  S.  Fii<!enin  presso Si<- 

rliiesa   ballesimalr  «li    S.  Cìiovaniii  di  Ve-  ni  fino  dal  soctdo  XI  po^sedt^a   uni  forte 

sriina,  della  la   Piccina  ^  r  ad  altra  cura  in  l'escoH'i  ^  ronferniatapii  di  due  Inip  . 

Stila  sua  fiiiile,  (  S.  t'U^nnzii)  in  Vesrona)  cioè,  da  Arrigo  IV  nel  \  giugno  del  loSi 


V  E  S  e  V  E  S  S  705 

e  (la  Frdmgo  1  nell*  8 agosto  ii^i.^Feé,        VFFCOVO  (CASA  al).  »  Fed.  Gasa 

PiBviaA  m  VuarmA,  e  Milaximo  folto  la  Pie-  al  Vekcoto,  cui  si  puÒBgfriungfre,  che  fa  il 

vino  di  Fescona,  Tescovo  di  Pis'oja  Tommaso  Andrpi  da  Ca^ 

La  parr.  ili  S.  Florenzio  alla  ?ilb  di  Ft»  sole  quello  che  ira  il  i  ago  ed  il  1994  fcce^ 

seona  nel  i833  contaTa  i56  alnt.  quando  costruire  costà  una  casa  di  campagna. 
la  sua  chiesa  halteiimale  di  S.  Gio?anoi  ìfi        Infiliti  molti  brevi  ed  ist rumeni r  arche- 

F^escona  noTcrava  i34  popolani.  tipi  fra  il   1390  ed  il  1)94  delTArch.  ve- 

VESCOVADO  DI  MURLO.  — TeJ.  Mvm*  scovile  di  P<sloja  portano  la  data  da  questa 

wjo  nella  Val-di-Merse.  casa  o  Fiiia  del  Fescovo.  —  F^d,  Lampo- 

VESCOVATI  DELLA  TOSCANA  —  Nella  uocmo. 
Toscana  cisappennina  della  presente  Open        VESCOVO  (SORBANO  dil).  —  Fed. 
contatosi  attualmente  a  a  Vescovati  e  quattro  Sorbaso  drl  Vescovo. 
AreiveKOvati  ;  dieci  dei  quali  Vescovati  esi-        VESPIGNAPfO  in  Val-diSieve.  -^  Vili. 
■lev.*no  sino  dalla  prima  età  di  Griovanni  già  Cast,  con  eh.  parr.  (S.  Martino)  nel 
Villani.  Tali  sono  le  diocesi  di  Presso,  di  piviere  del  Borgo  S.  Lorenzo,  Com.  e  circa 
Chiusi t  di  Fiesole^  di  Boselle  (Grosseto),  due  migl.  a  maestr    di  Viccbio,  Giur.  del 
cK  ìmuì  (Sarzana)  di  Pistoja ,  di  Populo-  Borgo  predetto,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze, 
sua  (Massa-Marittima)  dì  Soanayài  Foiter-        Risiede  sopra  una  collinetta  bagnala  a 
ra  e  di  Brugnato.  — Spettano  ai  la  Ve-  pon.dal  torr.  JS/«a  ed  a  lev.  dalla /'efcio/f. 
•covati  più  moderni  quelli  di  Cortona ^  di         Fu  già  nn  forte  castelletto,  del   quale 
Montepulciano^  lì'i  Pienta^  di  HonialeinOj  sussistono  pochi  acanzi  ed  una  torte  di  figu- 
di  Colle ,  di  Prato ,  di  Sansepolero ,  di  ra  rotonda  presso  la  sua  antica  chiesa  prioni- 
SunminiaiOj  di  Peseia,  di  Fon/remoli  ^  le,  alla  quale  riferiscono  due  iscrizioni  del 
dì  ZiVor/loe  di  Massa  Ducale,  —  Delle  aa  i  a65  e  del  ia77  riportale  dal  Brocchi  nella 
diocesi  tre  tono  rette  dai  vescovi  delle  dio-  sua  Descrizione  del  Mugello.  —  Anche  nel 
cesi  vicine  più  antiche,  come  sarebbe  il  17ii//e//oiie  della  mensa  arcivescovile  di  Fi- 
vescovo  di  Chiusi  che  regge   la  chiesa  di  renze  patrona  di  questa  chiesa  si  trovano 
Fienia;  quello  di  Pistoja  che  è  parimente  ricordi  di  essa  fino  dall*  anno  1348. 
vescovo  di  Prato,  e  f  altro  di  iMni-Sar*        È  celebre  Vespignano  per  esaere  stala  la 
zana  che  ora  è  diocesano  di  Brugnato.  patria  di  due  uomini  illustri,  cioè,  del  famoso 

Sono  suffraga  nei  dell*  arcivescovo  di  Fi-  GiottofìgliodiBondone,  edel  beatoGiovan- 

reiizc  i  vescovi  di  Fiesole ,  di  Pistoja  t  ni  Angelico  da  Vespignano,  dello  da  F/e^o/e, 

Prato,di  Colle^óì  Sanminiato  e  di  San-  del  quale  scrisse  lavila  lo  slesso  Brocchi. 
sepolcro,  —  L*  arcivescovo  e  primate  di        La  parr.  di  S.  Martino  a  Vespignano  nel 

Pisa  è  anche  metropolitano  delle  diocesi  di  i833  contava  558  abit. 
JÀ^forno  e  di  Pontremoli.  —  Sono  suffra-        Fesìgua  nella  Val -di -Magra.  —  Fed. 

ginei   dell*  arcivescovo  di  Siena  quelli   di  Visaro  della  Spezia. 
hiusi  e  Pienza,  di  Grosseto,  di  Massa-        VESSA  nella  Valle  del  Savio.— Cas.  già 

Marittima  e  di  Soana;  e  di  corto  fu  dato  Cast,  con  eh.  parr.  (  S.  Bartolommeo)  nella 

per  suffraganeo  ali*  Arcivescovo  di  Lucca  il  Com.  Giur.  e  circa  6  migl.  a  grec.  di  Ba- 

vrescovo  di  Massa'Ducale;  mentre  quello  gno,  Dioc.  di  Sanse|K>lcro,  già  Nullius  ili 

di   SrugnatOj  innanzi  P  unione  della  sua  Bagno,  Comp.  di  Firenze, 
diocesi  air  antica  di  Luni-Surzana,  erasuf-        Risiede  questo  paesello  sulla  ripa  sinistra 

fncaneo  del  l'arci  vescovo  di  Genova.  del  fi.  Savio,  il^qual  luogo  però  non  deve 

Dipendono  immetlialamente  dalla  S.  Sede  confondersi  con  altra  villa  di  Flessa,  che 

i  Vesco\idi  jér^zto,  di  FoUerra,  di  Luni»  fu  de* signori  di  Valbona,  la  quale  trovasi 

Saruma,  di  Cortona,  à\  Montaleino,  di  fra  TApjiennino  di  S.  Agata  e  la  Cella  S. 

Montepulciano,  e  di  Peseia,  —  Fed.  T  Art.  Alberico,  e  che  oltre  ad  essere  compresa  nella 

Abcivesoovati  della  Toscana  Granducale.  Dioc.  di  Sarsina,  Com.  di  Verfrhereto,  ap- 

Kotrano  poi  nella  Romagna  Granducale  parlenne  un  \\i  alla  Bailia  del  Trivio. 
qu<ittro  diocesi  dello  Stato  Pontifìcio,  cioè,  Il  Cis.,  già  Cast,  di  Vessa  sul  Savio  fu 
quelle  di  Bertinoro,  di  Faenza,  di  Forlì  compi-ato  nel  1374  dal  C.  Guido  &1I valico 
e  di  5ar#fna,  rullimadellc  qurtli  |>er  Tarn-  di  Dovadola  e  da  altri  suoi  consorti  di  Ba- 
niinisirazioneecriesi.-istica  è  stata  affidata  di  gno,  mentre  lo  stesso  conte  nel  ia86  ac- 
corto al  vescovo  di  Bertinoro.  quistò  dal  vescovo  fk\  Sarsina  anche  il  pa- 


706               VETU  VEZ7 

(Inmalo  della  chiesa  di  S.  Andrea  a  Vi f sta  ture  onere  appnrtenulnairanlichìisimJi  eìtik 

in  Comunità  di  VcrgherHo,  dove  »lloni  a-  etniscii  di  P^ftufonia^  sulla  di  cui  abianio- 

vevano  dominio  ^li  Eremiti  Camaldolensi  nf  "li  nrclieolugi  moderni  menano  non  |«io- 

delLi  Cella  S.  Allterico.  colo  rumore. 

Nei  1408  era  nella  rocca  di  Vessa  dì  Ra-  AH*  /èri,  poi  Bachi  Vrn7f.oiiiEiiti,  fu  det- 

|!no  donna  Angiolina  vetlova  del  C.  Bambo  to,  qualmente  colesti  Bagni,  più  noti  oggidì 

liglio  del  l'onte  Marco  ile* Guidi  di  Modi-  sono  il  vocaliolo  di  Bat;no  del  He,  \ro\»n9Ì 

gliana,  quando  essa  in  qu.ililà  di  tuliicedc*  ciriM  due  nii'jl.  a  ostro  del  poggio  di   rip- 

suoi  figli  con  isirumcnio  del   i   giugno  di  tulonio^  o//rxf  di  Casliglion-Bcmardi  r  che 

drtto  anno  nominò  i  sindaci  |icr  pri'sc>nlare  in  conseguenza  di  alcune  indagini  locali  il 

il  palio  consueto  al  Comune  di  Firenze  in  Gì v.  Franceico lugli i rami  nel  i839  mnslrot- 

S'gno  di  sua  fedeltà  e  sudditanza.  sì  propenso  a  decidere  la  questione  intorno 

L»  |iarr.  di  S.  Bartolommeo  a  Vessa  nel  al  silo  dell'antica  f^e/a/o/im,  per  quanto, 

i833  contata  'jto6  abil.  a  confessione  di  lui,  la  mancanza  delle  sue 

VFSSA  ,  o    VIKSSA    di  VERGHERE-  rovine  e  P  angustia  del  poggio  che  ne  porta 

TO. —  f^ecl.  l'Art,  precedente,  e  VutcBs-  il  nome,  slieno  mal  d'accordo  con  la  ma- 

&ETO,  Comunità,  gni licenza  di  f'''etulonia,  citta  cafio  d*orìgi- 

VETRI A  NO,  e  FABBRICHE  DI  VETRI  A-  ne  dilP  Etruria.  —  fW.  CAtriGLioit  Bea- 

NO  nella  Valle  centrale  del  Serchio.  —  Due  nakoi,  cui  si  può  aggiungere  che  molle  carte 

ras.  con  unasolaparr.  f  SS.  Simone  e  Giuda)  luichesi  del  se<:olo  X  rammentano  qaesto 

Del  piviere  di  Diecimo,  Com.  Giur.  e  3  migl.  luogo  <li  Castiglione,  senza  per  altro  ricorda- 

a  scir.  di  Pescaglia,  Dior,  e  Due.  di  Lucca,  re  il  poggio  di  f^etulonio^  mentre  %\w\\^  al 

Risiede  sulla  cresta  de' |)Oggi  che  stendonsi  fehbrajo  del  906  un  istnimcnto  pubhlica- 

da  Moutemagno  fino  alla  ri|ia  destra  del  fì.  to  nel  Voi.  V.  P.  111.  delle  Mtmor,  Lueek, 

Serchio,  dai  quali  poggi  si  chiude  a  seti,  il  col  quale  il  Vesc.  Pietro  di  I«ucca,  stando 

vallone  dilla  Freddano,  e  a  ostro  la  tal-  nella  sua  corte  di  S.  Vito  in  Val  di  Cornia, 

lecola  del  lorr.  Farloj^/ia.— fV/.  Pkscìglia.  allivellò  varj  beni  del  suo  nratorin  di  S. 

Ija  [larr.  de'  SS.  Simone  e  Giuda  a  Ve-  Regolo  in  Gualdo,  posti  in  Vai  di  Cnmia 

triano  nel  1 8 3'i  contava  357  I)0|)olani.  e  segnalanienlc  a  confine  col  lorr.  Bìsec* 

f^ETuiA  {S.  Mautiìio  a)  nel  Val-d'Ar-  co.  —  Ved,  C^bnia  CìisI.  e  Tbicasi, 

no  pisano.  —  Borgata  che  fu  fuori  di   Por-  \FyZ\  nel  Val  d'Arno  aretino.  -—  Cas. 

la  lì  Marc  nella  parr.  di  S.  Gi«)vanni  d»i  eh' l'bbr  cliii'sa  parr.  '' S.  Salvatore")  liunila 

^'iéf/i/ir,Com.  tviiir.  I)i(io.  <*  (^onip.  di  Pisa,  a  S.  Maria  a  Cinci'lli,  nel   pivierr,  Com.  e 

\m  cliiesa  prioralr  di  S.  Martino  a    /'e-  circa  due  niigl.  a  lib.  di  (lifMilona,  (ìiur. 

titfa  «lei  pìcv.iualo  mai.'«,'inrt'  di    Pisi  tro  Dioc.  **  (^nllp.  di  .\n*7Z'».— - /V/.  C4p<»i.o»i. 

xasi    ngisliala    nel    ralalnao    dello    eliies»;  VKZZWO  (  /Vc//rt/iM«i  V  II  v«>  al»o|o  di 

della  diocesi   pìsiiia  compilalo  nel   giugno  f^rzznnn^  rlie  ei  raiiinieiila   una   illnslre  l^i- 

del  1J71  {\tile  comune]  e  neiriiiì[W)SÌzic)ne  miglia  r«>maiia  ila  ^'c/iii  è  comune  a  molti 

lall.i  dal  rldo    pis.1110   nel    ^   l'ebbrajo    del  Iu(>«:lii  della  Toscana.  Tili  sono  il   fessane 

I7<)u  alle  tliies»'  di-lIa  slestii  di»»ci'si.  di    Trrdnzin  in    Romagna,   il    f'ezzann  di 

\nelie   il  lh'(\e  Pisano  dello  ilei  Conio  Chiusi  mi  Val  d'Arno  casenlinf  se,  il   /V&- 

IJg'iIino  al  e.ip.  39  ilei  liili.  IV.  l'.unnienla  zana  dfìtti   Spezia   in  V.il  ili  Magra,  ed  il 

gli  nomini  di  S.  Putrii  in  Grado  e  di  S.  f'ezvtnn  di  r.rchi'ì  in  Val  di  Sievo. 

}l,trt>no  a   rffuhi,  Vi:ZZV\<)  in  CHIUSI    nel   ValMr\rno 

/V/r'f.ov/.*,  nrjla  Valle  «felli  Cernia.—  caviiliiioe.   — Rorea  nel  po|»oIo,  C.1111.  e 

S'Iieltlro  di  nn  casli'll.iro  cui  nel  medioevo  circa  mi7.7.>>  iiii<!l.   K<i;i'a  il  (laese  di  («liiusi, 

fu    dato   il   noiiif    di   Casti i;ìioii'Et'rnarfli  (jiiir.  di  Bibbiena,  Dìch*.  e  Oimp. di  Areu-^. 

nella  enea  e  eiira    t  mijjl.  a  lib.  di   ìlonto-  È  |K»sla  a  cavalieri"  di  Cliiusì  in  iliffSJi!''! 

Rotondo,   (.'ohi.  Ginr.   0  rìrei    io   migl.   a  paese,  talché  d ubilo  che  sia   la   stessi   roivi 

in.uslr.  di    Mii^sa-Marittiiua,   Dioc.   di  Voi-  anhca  del  Chiusi  cascntinese,   stala  oedula 

terra  ,  (>)in|i.  di  (tro««io.  in  leu  do  nel  1104  da  mi  niarrln*odel  Mon- 

].)i:ia  sìlM.i/ione  del  jio^gio  di  Veliilonia,  te  S.  M.iiia  ai  signori  di  (^.:ipre.HO,  di  t^lii(i«i, 

o  ì'itttlouio  \\t  ijat»)  linci  urto  a;»li  ."irt.  Mor-  di  .Moiitaiilo  ccc.v|»p«H'e  (piel  f'ezzano  non 

Tr  III   >I\RK  e  CisTi(.i.io!«KtRNAHni,  dovo  fu  voglia  riferirsi  a  ipiaKlie  altio  cdslcllo  iNU^ 

.'i;j[f;innlo,  clic  il  p-ig^o   f'itulonio  fa  dubi-  niiuo.  »(  Ahsal.  Cam.u.d.  ) 


VEZZ  VEZZ  707 

Certo,  è  che  col  regolamenlo  speciale  (1«1  auno,  rogato  in  Pisa  neir  ospedale  Ji  S. 
a6  agosto  1776  relativo  airurgauizuzione  Paolo  a  Ripad*Ariio,  il  March.  Alberto  Ma- 
delia  Comunilà  di  Chiusi  fra  i  14  comuuelli  Jaspiua  per  se,  ed  ia  uome  dei  March.  Gu- 
che  la  coslituiscouo  vi  sì  comprende  quello  glielmo  e  Corrado  tuoi  nipoti,  fece  rinua- 
«iella  Rocca  di  Chiusi  e  Cenano,  aia  della  melk  di  quanto  quei  marcheti  a?e- 

VEZZANO  DKLLà  SPEZIA.  —  Due  grossi  vano  acquistato  dagli  Estensi  in  tutto  il 
paesi,  frenano  soprano  e  Fttiano  sottano,  podere  che  tenevano  i  nobili  da  f^evuMOj 
esistono  sui  poggi  situali  a  lev.  della  città  di  o  altri  per  essi  nei  luoghi  disopra  nominati; 
Spezia  Ira  il  suo  Gallo  e  la  ripa  destra  «lei  fì.  e  nel  Tatto  stesso  il  March.  Alberto  confessò 
Magra;  f^canno  soprano  con  chiesa,  arci*  di  aver  ricevuto  per  se  e  per  i  detti  suoi 
pretura  sotto  T  invocazione  de*  SS.  Sisto  e  nipoti  da  Gualtiero  vescovo  di  Luui  lire  i5o 
Prospero;  e  Feizano  sottano  con  bella  e  imperiali  che  gli  pagava  per  quelTenfiteusi, 
devota  chiesa  plebana  dedicata  a  S.  Maria  obbligandosi  reciprocamente  alla  penale  di 
Assunta.  È  questo  il  capoluogo  di  una  Com.  cento  marche  d*  argento,  ed  a  cauzione  di 
e  di  un  Mandamento,  sotto  la  Dioc.  di  Lu-  ciò  oppignorando  (o  fìducìariamentu  ipo» 
ni-Satzaiia,  e  la  Provincia  di  Levaule  nel  tecando)  i  beni  che  i  marchesi  Malaspina 
Regno  Sardo.  tenevano  nel  castello  e  distretto  di  Arcola. 

Risiede  f^ezzano  soprano  nel  gr.  44°  8'  Neil*  opera  stessa  si  riporti  un  secondo 
Imtit.  e  nel  37**  3a'  6"  long,  a  cavaliere  del-  lodo  del  i3  maggio  iao3  pronunziato  in 
Im  nuova  strada  postale  di  Genova  che  gli  Terra-Rossa  presso  il  fi.  Magra  per  termi- 
fMSsa  >otto  a  ostro,  mentre  circa  mezzo  mi-  nare  una  controversia  tra  il  predetto  Vesco- 
l^lio  più  abbasso  havvi  la  Terra  di  Mezzano  vo  GualtierodiLuni  ed  i  marchesi  Malaspi- 
soitano  di\isa  dalPallra  di  fezzano  sopra-  na  da  una  prte  contro  i  signori  da  Vezzano 
no  mtdi.iiite  una  borgata.  daiTallra   parte,  a  cagione  dei  castelli  pre- 

È  la  Terra  di  Vezzano,  disse  Targionl-    nominsiti  non  che  del  diritto  che  quest*ulti- 
Tozzetti  nei  suoi  Viaggi,  mollo  deliziosa  ed    mi  avevano  di  diiendere  con  le  loro  genti  il 
amena  stante  l'essere  situata  in  un  colle,    castello  di  Porto-Venere  ad  esclusione  del 
che  domina  non  solamente  il  Golfo  della    vescovo  di  Luni  e  dei  marchesi  Malaspina; 
Spezia,  ma  tutta  quanta  la  pianura  di  Sar^    il  quel  dirìllo  fu    accordato  ai  signori  da 
xana  e  Luiii  e  gran  tratto  di   paese  estero    Vezzano  a  condizione  che  dovessero  pagare 
e  limitiofo.  Per  godere  della  qual  veduta,    al  vescovo  ed  ai   marchesi   di  sopra  nomi- 
Francesco  Travasioda  Vezzano,  non  dìspre-    nati  i  solili  tributi,  albergane,  ecc.  e  che 
{;e%ole[ioela,  nella  sua  Topografia  Lunense    le  femmine  della  famiglia  de*  nobili  daVez- 
ìuvitava  il  Card.  BeucdelLo  Loniellino,  ve-    zano  potessero  siiccetlere  come  i  maschi  nei 
scovo   di  Luni  e   Sarzana  ,  a   soggiornare    detti  feudi  e  iKxIcrr,  conservando  ai  vescovi 

nel r  estiva    stagione  in   Vezzano di  Luni  ed  ai  Marc.  Malaspina  le  loro  ragioni. 

Ebbero  signoria  in  questa  Terra  i  nobili  Trov;isi  infatti  menzione  di  quei  mede- 
detti  da  Mezzano  stali  feudatarj  dei  vescovi  simi  feudi,  beni,  e  diritti  {losscduli  per  tal 
di  Luni,  do(>o  che  il  vescovo  Gualtiero,  nel  modo  dalla  chiesa  di  Luni  in  una  dichia- 
isoa  Tebbe acquistata  dai  March.  Malaspina  razione  fatta  nel  novembre  de!  1378  da 
e  quindi  confermata  in  feudo  ai  nubili  delti  Arrigo  di  Fucecchio  vescovo  Lunense,  nel 
da  Vezzano.  Il  Muratori  nelle  sue  Amichila  tempo  cioè  che  (|uei  castelli,  torre,  ecc.  era- 
Cstensi  dubitò  che  quei  signori  apparlenes-  no  sotto  il  dominio  del  Comune  di  Genova 
•ero  alla  faiuiglia  Bianchi^  l'eudularìa  de*  per  compra  fatta  due  unni  innanzi  dai  conti 
Marchesi  d^ENte.  Fallo  è  che  le  castella  di  Fieschi  <li  Livagna,  ai  quali  nel  laSa 
ì^e^iano,dìCarpe'ia,diFeslgna,<ìi  Folo^  erano  slati  alienati  dal  vescovo  Guglielmo 
di  f^alerano,  dì  Be\ferinn^  di  tolverata^  Malaspina  suo  antecessore. 
di  Ripalta^  Mfadrignano  e  Panzana^  cou  Con  tutto  ciò  i  nobili  da  Vezzano  ol- 
le loro  (>ertinenze  furono  confermate  in  tennero  (non  so  dire  con  qual  esito)  da  varj 
feudo  ai  nobili  di  Vezzano  siccome  appari-  Imperatori  la  conferma  di  quei  feudi  che  più 
•ce  dal  lodo  pronunzialo  in  Sirzina  nella    non  ftossedevano. 

canoni&i  della  chiesa  ili  S.  Andrea  li  la  Tale  fu  il  diploma  conces50  loro  dal l'Imp. 
maggio  laoa  ,  confermato  nella  Badia  Arrigo  VII  dato  in  Pis:i  nel  i3i  i;  e  tale  anco 
dell*  AuUa  li  3i  dello  stesso  mese,  men-  quello  ottenuto  nel  giù >!no  del  i355  daCar- 
Ire  con  istruuàeuU>  del  4  giuguo  di  detto    Io  IV  mentre  passava  di  Pietrasanta. 


I 

716  VIA  Y  I  A. 

DM  generico  (K  f^ia  Franetsea.  La  più  no-  Maremma  preno  Soarlino  è  falla  meniiei 

la  e  forte  anche  la  più  antica  di  esse  è  quel-  nel  Breift  pisano  del  e  a 85,  noto  eolio  ■obi 

la  che  in  origine  fa  aperta  da  M.  Emilio  di  Brcfe  del  conte  Ugolino,  e  •epnataBOi 

Scauro  nel  territorio  di  Parma  e  Piacenza,  alU  rubrica  i8  del  Lib.  IV,  intitolata:  A 

la  quale  marcava  V  Appennino  del  Monte  ampliando  ^iam ,  qua   itur  de    fìpà 

Bordone,  o  della  Cisa,  per  scendere  a  Fon'  Scherlinum,  —  ^ed.  Scimlisio  fPAocuiL 
tremoli  in  Lunigiana,  donde  dirigevasi  in        Riferiscono  alla  prinaa  e  più  freqoaM 

Toscana  per  yHlafranca,  Sarzana,  Luni,  Via  FaAHCucA,  o  Romba,  la  quale  escirii 

il  Frigido,  Salto  della  Cengia,  Lucca,  Al-  Toscana  sotto  Radicofani   varie  perpam 

topascio  ed  il  Galleno.  Di  là  soilo  FiieeC'  della  Badia  del  Monl*Aniiiila«  ora  n^VJnà. 

chio  passava  TArno  per  enlrare  nella  Fia  Dipi.  Fior,  due  delle  quali  del  sccobll. 

tramena   di    Castel    Fiorentino,   prima  delPE.  V. —  Fed.  C^LE,EM^i.jtn 
di  acriTare  a   Certaldo  e  à\  là  per  Poggia        G>1  progredire  de* secoli  ad  altre  rinli 

honsif  Staggia,  Siena,  Buoncomfento,  S,  maestre  della  Toscana  alluale  fu  dato  il  mo- 

Quirieo,  allo  S pedaletto  di  Briccole^  Ra-  bolo  stesso  di  Fia   Francesca ,  o  F/M» 

dicofani  ^  Acquapendente,  Bolsena,  MoH'  gena^  e  perfino  ad  una  strada  malalliBi 

tefiaseone,  Fiterko^  e  Sturi ^  finché  entrava  che  sopra  Pistoja  varcava  rAppennino  ns» 

in  Roma  da  Porta  Castello.  —  Tale  fu  la  do  da  Bologna  e  della  Lombardu.  »-  ftL 

strada  praticata  alla  fine  dell'anno  1191  da  V  Art.  Pistoja,  (Voi.  IV  pag.  4a8.) 
Filippo  Augusto  re  di  Francia,  mentre  tor- 
nava dall' impresi  delle  Crociate  passando         VIE   REGIE,  PROVINCIALI 
per  Roma  e  la  Toscana,  di  dove  per  V  lUlia  a  COMUXITATI  VE  ROTABILI 

superiore  recossi  in  Francia — {Fed.  Aaro- 
kOoiA,  tiriu^no  i8a3  pag.  16  in  noia.)  Distinguo  in  quesl*  Opera  le  Vn  ■■ 

Cotesto  ilinerarìo,  il  più  breve  di  tutti  fostaiiI  da  quelle  aio»  vo«  roarALiedifli 

per  passare  da  Roma  in  Lombardia,  e  vice*  raoviaciAu.  Sono  le  prime  in  aufflfio  é 

versa ,  corrispondere  doveva  per  il  tratto  da  nove  nel  Granducato,  senu  conlare  qadb 

Pontremoli  sin  presso  a  Massaciuocoli  con  1*  degli  Stali  limitrofi,  le  quali  strade  roiria 

andamento  della  Via  Emilia  bi  ScAuao,  alla  corrono  nella  Toscana  Granducale  noa  ■^ 

quale  sulla  decadenza  dell*  Impero  fu  dato  il  do  di  miglia  345  Vi  Aorentine. 
nome  di  Via  Clodia,  e  ilopo  di  Vu  Romba,        Importantissimi  miglioramenli  sooortili 

ossia  FaANciGEiiA,  quando  già  per  V  Appen-  introdotti  di  corto  nelle  strade  accif  ert» 

nino  di  Pontremoli,  n  per  Borgo  Taro,  vi  vikciali,  fra  i  quali  sono  d;t  v»lnt.ir«,  i*k 

era  un  v^rco  astiti  untico  praticalo  dai  Frin-  colonne  situale  sui  trìvj  di  più  slrjJe  rv|ù 

chi;  siccome  app.triscc  non  solamente  dall'  o  provinciali  per  indicare  al  viamlxale  b 

itinerario  di  Filippo  Augusto  mi  da  quello  scella  direzione  che  vuol  prendere  nelfM 

di  un  !slaniles«*  srrìUo  nel  11 54  e  da  noi  cammino;  a.°  quello   di  aver  sego^to coi 

riportato  nelT  Antologia  predelta  del  Giù-  misure  uniformi  i  cippi   miliari  in  tulio  il 

gno  alla  pag.  i5  in  nota.  Granducato,  e  questi   in  pietre  truofohri 

Ifon  slarc)  a  ripetere  che  l'andamento  del-  con  due  delle  tre  facce  volte  sopra  e  coltoli 
la  Via  Faahcraci  nella  parte  estrema  della     Fia  Regia,  ad  oggetto  d'indicare»  ttntJ 

Toscana  a  confine  con  la   Lombardia,  esser  a  chi  va  come  a  chi  torna,  il  numero  lieìk 

doveva  comune  aqnello  della  Via  Emilia,  la  miglia  distanti  dalla  città  principale  di  Jort 

quale  chiamasi  tuttora  in  vnrj  punti  Fin  Sei-  si  staccano.  Lo  stesso  dicasi  rispetto  alleo»' 

eia,  Francesca^  Romèa  ecc.  rnenlrc  un  al*  lonne  sui  trivj,  come  rapporto  ai  cippi  la^ 

tro  tronco  della  Via  Fmarccsca  si   staccava  liari  posti  sulle   Fie  PuortsciAU^  se  ■<■ 

da  questa  alla  base  meridionale  del   monte  che  le  pietre  miliari  e  triangolari  lungo  qv^ 

di  Qtiiesa,  la  quale  dopo  varcato  il  Serr.hio  sle  ultime  sono  di  mole  inferiore  alle  pl^ 

alla  Torretta  attraversava  la  città  di  Pisa  cedenti,  talché  si  può  da  ognuno  disi in^ 

per  avviarsi  sol  lo  il  vocabolo  di    Fia  Ro-  re  se  quella  tal  via  spetti  alla  PRortsaéU^ 

mèa  |)er  il  Porlone  nel  subborgo  meridio.  o  alla  regia. 

naie  di  detta  città  dove  rientrava  nella  Via         Ho  già  detto  alP^rr.  Dcavo  (S.  Ciciiu 

Emilia  di  Scevro.  presso  S.  Casciano,  e  tornenS  a  ripeterlo  1 

D^'l  metodo  praticato  dalla  Rep.  di  Pisa     Figesimo,  che  nomi  consimili,  comeqi»'- 

l«er  restaurare  e  manlencre  col«sta  via  nella  li  di  Quarto,  Quinto^    Sesto,  Settimp. 


VIA  VIA  717 

SetiimtilOf  Ottavo^  eec,  ci  richiaoMoo  alla  tulle  Ì9 strade  regie  e  provinciali  aperte  in 

coiiriiziuiie  di  vecchie  vie  municipali  piut-  pochi  anni,  o  decretate  dalia  sapienza  del- 

ioslo  che  a  Iuii};he  strade  consolari ,  come  l'Auj^iisto  che  regola  i  destini  della  Toscaua 

quelle  della  Via  /darei ia  secchia  e  nuo^a^  granducale ,    opportunamente   diceva  :    che 

Siftilia  di  Scauro,  C<issia,  eec,  le  quali  qu.-indo  una  provincia  è  retta  dal  principio 

tolte  dovevano  conlare  il  numero  delle  roi-  della  libera  concorrenza  poco  resta  a  fare 

glia  a  partire  da  Rom:i,  e  non  gi2i  dal  capo-  al  potere  supremo  per  vantaggio  del  commer- 

Juogo  del  municipio,  per  dove  passavano,  ciò,  oltre  quello  di  agevolare  i  mezzi    di 

fino  al  confine  del  R.  Impero,  mentre  nella  communicazione  reciproca  ;  ed  a  ciòappun- 

deca<lenz:i  di  quel  gran  colosso  politico  la  to,  soggiungeva  egli,  sono  diretti  i  pen- 

oostruzioneo  restauro  delle  f^iemi7i/ari  era  s.«menli  e  le  provvide  misure  del    nostro 

■I  pari  (ielle  municipali  a  spese  respcttive  Principe  disposto  a  soddisfare  i  voti  de*  suoi 

delle  città  o  municipi*.  sudditi. 

A  cotesto  fatto  ne  richiama  una  colonna  Pochi  paesi  proporzionatamente  alla  loro 
Iklla  porre  lungo  non  so  quale  slrath  dalla  superficie  possono  conlare  tante  f^ie  regie^ 
eitlà  di  Limi  ìiollo  gì*  im(>cralori  f^aUme^  tante  P^ie  provinciali  e  comunitative  rota' 
Sraùano  e  Valentin iano  ^  pubblicala  dal  Ai7i  quante  ne  conta  attualmente  la  Tosca- 
Muratori  {T/tes.  veter.  inseripi,  pag.  249)  na,  e  poche  provincie  forse  un  giorno  saran- 
ad  oggetto  d' indicare  la  disianza  di  quelLi  no  per  avere  tante  «^cra^/eyèrro/e quante  se 
▼ia  da  Luni.  Lo  stesso  dicasi  di  altra  iscri*  ne  progettano  per  la  gibb<^ssima  superficie 
sione  contemporanea  che  lece  porre  la  Rep.  della  Toscana. 
cK  Pisa  in  una   strada  maestra   sul  quarta 

miglio,  trovala  a  S.  Pietro  in  GrailOy  pub-  CLJSSB  /. 

biicata  ed  illustrila  dal  Chimenlelli  (  De  ^^g  ,g^,g  postali  della  Toscaua 

konore  Biteltii  p'ig.  aagS  Al  che  aggiun- 

Sniì  altre  riunite  nelle  loro  raccolte  dal        1.  VU   REGIA    ROMANA   POSTALE 

rutero  e  dal  Miiffei  ed  esistite  in  altrettanti  PER  AREZZO.  -—  Fu  questa  in  gran  parte 

cippi  miliari  sulle  pubbliche  strade  aperte  0  tracciata suirandamentodeirantica  f^iaCai- 

restaurale  in  Provenza  dalle  città  di  Ni  mese  sia,  la  quale  ai  tempi  dell*  Imp.  Adriano,  se 

di    Arles  col  numero  di  tlue,  di  Ire  e  di  non  prima,  conduceva  a  Firenze  passando  per 

quattro  miglia  da  dette  città.  il  poggio  di  5.  Donatain  Coli  ina  ed  enin^a, 

Che  poi  nel  quatto  secolo  dell*  E.  V.  esi-  in  città  per  la  Porta  S.  Niccolò,  fino  a  che  fu 

fltCMero  de*  colonnini  anco  sulle  stmde  vi*  dichiarata  Rboia  poarALs  Abstira  il  primo 

einali ,  lo  dichiarava  Claudio  Rutilio  Nii-  tronco  della  medesima  aperto  sulla  destra  ripa 

mazìano,  il  quale  intorno  ali* anno  410  re-  deirArno.  La  qual  Via  esce  da  Firenze  per 

eandosi  dal  Porto  Pisano  alla  città  di  Pisa  Porti  la  Croce,  arriva  alla  prima  posta  del 

indicava   nel  suo   Itinerario  i  molli  cippi  Ponte  a  Sieve  che  trova  alle  io  miglia  da 

ai  tiarj  esistenti  allora  in  quella  strada,  che  Firenze;  passata  la  fiumana  del  la  Sieve  si  separa 

■on  fu  mai  una  delle  grandi  Vie  militari,  dalla  strada  regia  di  Forlì,  cui  fino  allora  era 

,._•,  r  .      .        .' t  s  ^  comune  il  cammino  per  avviarsi  nella  tortuo- 

imiervallaviaefessispraesfarevidetur^  ,    .      1  •ha'^     4.  .  n 

^\   '      .  <•        •  .         •Il-        L     t  sa  nua  destra  dell  Amo,  fino  a  che  passa  alla 
Qu i  notat  1  nscriptus milita  crebra  lapi s.  v  .  ,         1  n     .    1  1  II  »  "       1       . 

^  r  r  31,^  Sinistra  sul  Ponte  dell  Incisa,  dove  trova 

—  ^ed.  VArt.  Pisa  Voi.  Ili  pag.  3o6.  la  seconda  posta  de*cavalli.  Di  costì  dairinciia 
Ma  passiamo  a  indicare  coni  rrspetlivi  fino  al  Lago  Trasimeno  sul  confine  Perugino 
norai  che  altiialniciite  portano  le  ^ie  regie  dello  Stalo  Pontificio  il  cammino  della  Vu 
poftalijle  non  portrtli^e  queWe  proifinri'ìli  Rboia  postalb  Aanmi  è  comune  a  quello 
rotabili  che  finora  furono  allerte  nel  Gmn-  delTantìca,  passando  per  Figline  e  San-Gio- 
ducato  ,  essendoché  delle  strade  aperte  per  vanni  dov*è  la  terza  stazione  o  posta  di  ca* 
la  Toscana  nel  Ducato  di  Lucca,  nel  Ducato  valli;  di  là  per  la  Terra  di  Montevarchi  ar- 
di Moflena  e  net  Regno  Sardo  mi  limiterò  riva  a  Levane  alla  quarta  posta  de*  cavai- 
■  tegnalare  le  sole  ^ie  regie,  li,  trovando  la  quinta  al  così  detto  Fon- 
ti doli.  Antonio  Sulvagnoli  in  una  sua  me-  tieino,  la  sesta  dentro  la  città  di  Arezzo,  la 
mori^  letta  nel   5  geniiajo  1845  ali*!,  e  R.  settima  al   borghetto  di  Rigatino   in  Val- 
Accademia  de*Georgofili  sul  commercio  delle  di-Chiana,  e  1* ottava  a  Camuseia^  di  là 
Maremme  toscaua,  dopo  aver  rammentato  dalla  quale  incontrala  nona  posta  alleCtfje 
V.  V.  91 


708  VEZZ  VEZZ 

GcrtoècheRoImiiloile'nobili  ifiancAi (la  riunit»  innanzi  il   1745  alla  cura  ili   Ro- 

Vezzano  nel  1998  er»  feudatiirio  delle  c:i-  saia,  nell»    G>in.  ili   TrcJozio ,  Giur.   ili 

stella  prenomi  naie ,  quando  oltenne  [»er  se  Modig  liana  ,  Dioc.    di  Faenza ,  Gon>|i.   di 

e  per  i  suoi  eredi  dulPInip.  Federigo  li  un  Firenze. 

amplissimo  privilegio  dato  nel  seti,  del  laaS         1^  ca(»|>eila  di  S.  Martino  a  Vcizano  nel 

nel  campo  imperiale  da^mti  a  Brescia;  i55i  aveva  88  abit. 
al  qua!  diploma  si  firmò  come  testimone        VFZZ4N0di  VIGCHtO  nella  Valle  della 

Guglielmo  allora  vescovo  di  Luni.  —  Una  Sieve.  —  Contrada  che  ha  dato  il  titolo  a 

copia  di  cotesto  privilegio  trovasi  nel  regi-  tre  eh.  parr.  (d«  lunga  età  riunite  in  una 

Siro  vecchio  del  Comune  di  Sarzana,  dove  (  S.  Maria,  S.  Andrea  e  S.  Pietro  a  F'euO' 

esiste  pure  Mitra  copia  d*istrumento  relativo  10),  tutte  sotto  il  pievanato  di  S.  Casciano 

alla  vendita  fatta  nel  3o  maggio  del  laaa  in  Padule,  nella  Com.  e  circa  4  in   5  migl. 

da  Guglielmo  de*  Biancfù   da  Vezzano  a  a  sett.  di  Vicchio,  Giur.  del  Borgo  S.  I^ 

favore  del  Comune  di  S.irzana  per  lire  60  renzo,  Dioc.  e  Comp.  di  Rrenze. 
jni|ierìali  di  una  sesta  parte  del  pedaggio  dei        La  Villa  di  Vezzano  risiede  sulla  faccia 

1 9  denari  che  solevano  pagarsi  a  quei  nobili  meridionale   dell*  Appennino   di   Casaglia 

fier  ogni  sohm  di  mercanzie  che  transitava  lungo  il  torr.  Pesciola,  presso    la  strada 

|)er  la  straila   maestra  dentro    il    podere ,  che  da   Viochio   sale  alla    Madonna   dei 

ossia  distretto  di  Vezzano.  Tre  Fiumi. 

Fu  opinione  di  molti,  che  alla  famiglia        Le  memorie  più  antiche  di  questo  Ves. 

dei  nobili  da  Vezzano  ap|iartenessero  iu  se-  z^ino  reputo  fra  le  superstiti  quelle  che  con- 

guito  tre  illustri  protiipie  di  Saixin.i,  una  servansi  nelle  membrane  dell'Aliazia  di  S. 

delle  quali  conservò  il  cognome  di  ^f'aficAi,  Reparata  in  Borgo  a  Marradi,  riunite  alle 

J* altra  prese  quello  di  N*hUi,  e  la  terza  pergamene  della  Badia  di  Ripoli,  ora  nell' 

de*^eritcicei,rultime  due  fiorenti  in  patria.  Arch.  Dipi.  Fior, —  Una  di  esse  scritta 

Fra  i  If obiti  da  Fmzano  figurò  nel  nel  9  3  gennajo  del  1084  in  Vezzano,  gin- 
secolo  XIII  un  Gualtiero  cappellano  del  clieariayfore/trf/ia,  tratta  delPacquìsto  di  un 
Pont.  Innocenzo  IV,  un  Armanno  Nobili  pezzo  di  terra  |ios!o  %tì\\iì  Peteiola  ehe  fece 
giureconsulto  distinto  nel  secolu  XV ,  ed  don  .\lberto  abite  del  Mon.  di  S.  Ri-p4rat:i 
un  Marcello  Nobili  lettirrato  (amiliare  del  per  interasse  della  sua  Badia. 
Pont.  Clemente  Vili  cci!.  mentre  apfiarte-  Sono  della  provenienza  roalesimi  molle 
neva  alla  pn)s.i|)ì:i  Bt-rnarci  ({ueUtgiistino  nltre  per^'am"ne  dei  secoli  XI  XII  e  Xlll 
ninimentalo  'AWArt.  Sar7a?c4.  srrìlle  in   f'^rzziinn^  un.i  di'Ile  i)tiali  del    4 

Fanno  funle  del  dislivlto   di  Veztino  i  marzo  io8i  ni^'ata  in  f^eaann,  giudiciria 

TÌI1a{!jji  di Valerano  e  di   S.  Venerio,  quel-  fiorentina;  alle»  s«'ritta   li   3   lujjl».»    1140 

lo  |ioslo  in  pi;inurii  presso  la  rip.i  sinistra  in  fezumn  nrl  Ji.tg'-llo,  ronlti'in  fio^ei» 

dell.1  Vani,  e  questo  in  (M)g<;io  distante  ap-  tino,  ed  un  istrumenlo  del  97  ?mn.  ittt 

|M'n:i  un   iuì^Iìd    «IìiI  cii|)<)lu<igo    della    sua  n)<;.ito  n<?lla  c:innni<'a  ili  S.  .^'i'/'*e'i  •//  ^'ec- 

Coniuuilà  di  Vezz:iuo,   la  (|u.ile  coinpren-  zinn.  —  Finalnii  n!e  fuslipnl.iloli  |ij  lu;:ltii 

de    i  .v;.Mi«'nti  |K}|H)li ,  la  eui    [Hipolaziune  i  a -jo  nella  eh.  di  S.  ^'^riu  r/i   /  e^^i'ici  un 

lìti)    i83-i  ascende\a  a   a54  3  aliit.  quii  rio  rodilo  relativo  .illa  {lermut.!  di  ibie 

|M'Zzi  di  tirrd  tra  Riniliert')  di  (liuvanni  di 

Pnprtlazinne  drì   iHla.  Pm컫»ìi)  fil   il  siiid.io)   »/f/Ai  r/urtu  di  S. 

^-  — ^_  Andrea  di  f^fZZ'inn  {ter  eoiiti>  ed   in  nome 

rr  tre    u"  n  dell'I  Baita  di  S.  Ile  parata  in  Salto, 

rvi^tno  soprano.  Ò3.  oin»  e  rio-  /^      .«    1.  •  .  < 

'.       .  ^,  .,     vo      .1,  Uuesl  ultiiuo  tliv-uin«nto,  (iiiantl'i  nim- 

spt'ro,  Aroipn-tura.    .   .  A/nf.  .».       (»Ho  ^       1     1    n     1      ■>     .    n  1  11 

,,.  '  ,/         o    '»»     •     »         .  c.issi'io  le  bolli'  ilri   r.)iit.  Urliauo  II,  aoii^ 

/  e^^iMa  fO/^l/to,  S.  Mina  Assunta,  ...  1      m  .^     .- 

u     ^  rt,  in9o,eiliAii'SS;in<lro  III, annoi  ieiM,.i  1.1*1»^* 

rr  t         '    o  *  A*     il'          '«.*.'■             i  della  ILidia  di  S.  Kepar.tl.i   in  lVir>'>>,  ln*!^ 
f^alerano.b.  Ap<»lliii.ire,  Ri'lloria    ••      370  ,        ,.  ,  .  1     •      i-        ,    0    ^ 
o       w         ■     o f         •      «•  iKTsesoioa  dirhiaiMreehe  II  ebusiiJi  1. /f'J- 
ad/j-^eiierio,  9.  Veneiio,  rii.\e  .    »■      "  1  o  ,             -,-       .              ,.      ,         .      1  1    %i 

'  .^_1^  area  a  f  ezzano  ira  di  patronato  «lei   M'Mi. 

Ttrr^LK  .   .    .  Abit.  iV."   a 543  pn-dello,  mentre  l.i  eh.  p.irr.  ili  »V.   Varit 

a  f^ezzann  S|ielta\.iilìr(  llaiin'nte  alla  meuM 

VhlZZVNO  DI  TliKIK)ZIO  in  ll<>ni.i{;iii.  lìorenlina.  Quindi  si  può  eonriliare  la  pn»- 

—  Ca>-.  clic  ebbe   cap^iclla   (S.    Martino)  miscuità  di  più  |>adroni  s-ipra  colrsta  con- 


VIA  VIA                709 

Inda,  dopoché  Arrigo  VI, nel  itoi>  e  Fé-  que  Gompnrtì nienti  amminìstralm.  — i^  Per 

derìgo  II,  nel  isso,  conferirono  ai  conti  ultimo s* indicherà  Pandtimtfnto  drlle  Snu- 

Gaidi  il  giuspedronato  della  Badia  di  Mar*  m  Foiratk  a|)erte,  o  che  sono  state  finora 

nuli,  quasi  nel  tempo  medesimo  che  la  Rep.  dai  governi  nelln  Toscani  approvate. 

Fior. confermava  al  Vesc.  di  Firenie  il  for-  i.  VU  AURELU  NUOVA,  Vi'A  EMl- 

tilizio  di  Molezzauo  ed  il  padronato  sulle  LIA    di   SCAURO,    poi    VIA    ROMBA   a 

parr.di  5.  Marina  reizano  e  dì  S.  Pie-  FRANCRSCA,  osa  VIA  REGIA  a  PRO- 

tro  in  Faduie,  diversa  dalla  chiesa  dì  S,  VINCI  ALE    EMILIA.  —  Fra   le   oscuri- 

Pietro  a  Veziano,  — •  l^td.  MoLKzaAiro  in  tà   della   storia  .mtica  di  Roma,  una    mi 

Tal«di-Sieve.  serahra  quella  di  non  potere  conoscere  con 

Rispetto  airepoca  delia  soppressione  della  chiarezza  T andamento  preciso  delle  ^le  Bii- 
«ara  tli  S.  Pietro  in  Patiate,  il  cui  po|x>1o  litari,  ossia  Consolari,  le  quali  sotto  il  go- 
la annesso  alla  parr.  di  S.  Maria  a  Fezzano  verno  della  Repubblica  e  dell*  Impèro  atlra- 
aon  trovo  ricordi,  comecché  la  sua  sopjires-  versavano  la  Toscana.  Fra  le  medesime  mi 
•ione  al  pari  di  quella  di  S.  Andrea  a  limiterò  alla  Via  Aurelia  nun^a^  tracciata 
Cazzano  credasi  posteriore  al  i55i,  men-  per  le  nostre  Maremme  ed  alla  Via  Cassia 
tre  oella  statistica  di  quelKanno  trovansi  che  guidava  a  Chiusi,  e  quindi  dirigevasi  a 
•otte  la  potesteria  di  Vicchio  i  popoli  dì  S.  Firenze. 

Fittroa  Padule,  di  S.  Pietro  m  desumo,  Che  se  dell'epoca  e  dell'andamento  della 

•  di  S.  Andrea  a  Vezzano  separatamente  Via  Aurelia  secchia,  che  da  Roma  ter- 

ém  quelli  di  S.  Maria  nella  Villa  di  Vez-  minava  al  furo  Aurelio  presso  Monta  Iti», 

mano,  testochè  in  quell'anno  5.  Pietro  a  abbiamo  notisie  sufficientemente  concordi, 

Radule  noverava  54  fuochi  con  319  abit.,  non  è  per  altro  da  dirsi  la  cosa  medesima 

S,  Andrea  a  Vezzano  a8  famiglie  con  i36  dell*  autore  e  dell*  andamento  preciso  dell* 

individui  i^.F/efro  a  ^eisaio  3 1  fuochi  con  Aurelia  nuosfa,  la  quale  appunto  doveva 

•91  abit.,  e  la  Villa  di  5.  Maria  a  Vez'  percorrere  il  litlorale  della  Toscana  allnalc, 

Mano  48  famiglie  con  a5o  popolani.  a  partire  dal  Foro  Aurelio  fino  al  confine 

In  seguito  forse  della  soppressione  delle  occidentale  dell*  Italia  romana,  confine  che 

chiese  parrocchiali  di  5.   Pietro  e  di  S.  nel  secolo  VI  di  Roma  terminava  verso  set- 

Andrea,  quella  di  S.  Maria  alla  Villa  di  tenl rione  con  1*  Arno  a  Fis:i. 

Vezzano  con  decreto  arcivescovile  del   i3  Per  altro,  che  cotesta  Via  Aurelia  nel 

febbr.  \Sò5 {stile  fior.)  fu  cictta  in  prioria,  tempi  delKImp.  romano  si  distinguesse  in 

e  due  anni  dopo  con  altro  decreto  del  4  secchia  e  nuova^  non  ne  lascia  <lubbio  un' 

fiebb.  1567  ne  fu  ceduto  il  j[M<lronato  al  iscrizione  posta  alla  base  marmorea  di  una 

rettore  della  medesima  Matteo  del  fu  Bene-  statua  innalzala  dal  senato  e  popolo  di  Ti' 

«letto  Boni  di  Vicchio.  —  (BaoccBi^  Deseri-  voli  sotto  1*  impero  di  Adriano,  oppure  di 

%ione  del  Mugello),  Antonino  Pio  a  C.  Popilio  Ca'O  figlio  del 

In  questo  {loftolo  ebbero  vita  e  poderi  gli  console  C,  Pedone,  nella  quale  si  leggeva 

■nlenali  del  celebre  Antonio  Cocchi,  cui  liaU  fra  le  molle  magistrature  da  esso  coperte  an« 

la  provincia  fu  dato  il  titolo  di /7/«^o/òifa-  che  quella  di  tHete  Curatore  delle  Vie  Au- 

gaiiano.  —  Ved.  Viccaio  di  Muoillo.  relia  vecchia  e  nuova, 

ta  parr.  di  S.  Maria  a  Vezianonel  i833  Ma  chi  fosse  stato  il  primo  continuatore 

noverava  443  abit.  della   Via  Aureliaf  fino  dove  arrivasse  fa 

VlAv  o  STRADA.  —  AlP^rf.  Sra^oA  nuovat  e  per  quali  luoghi   delle  toscane 

ho  richiamato  il  lettore  a  questo  di  Via  per  Maremme  precisamente  passasse,  ciò  è  na- 

indicare  i  nomi,  I* epoca,  lunghezza  e  an-  scosto  in  gnu  parte  nelle  tenebre  dell'isto- 

damento  delle  molte  Vir.  Rbsik,  Postali  e  ria;  giacché  le  tracce  lasciateci  dal  così  detto 

■ow  PosTAu,  come  anche  delle  V»  Paovn-  Itinerario  di  Antonino,  oùdWià.  Tavola  Peu- 

CULI  rotabili  che  in  varie  dtrezieni  fnrono  e  tingeriana,  oltre  di  essere  quei  documenti 

•ODO  aperte  nella  Toscana,  non  tralasciando  inesatti  nei  nomi  dei  luoghi  e  nelle  distan» 

di  €ir  parola  dì  moltissime  Via  eoipTNrrATivB  ze,  spettano  entrambi  ad  epoche  troppo  lon- 

aoTAan.1  che  a  gnisa  delle  vene  nel  corpo  tane  dalla  loro  costruzione,  ed  anche  dai  prì- 

amano  mettono  in  comunicazione,  accre-  roi  restauri  delle  ste&se  ^le  Conjo/ari. 

icono  vita,  interesse  e  prosperitk  alle  varie  II  eh.  Giovanni  Targioni-Tozzetti  discor- 

ptrli  della  Toscana  Granducale  nei  tuoi  cin-  rendo  nel  T.  IX  de*  suoi  Viaggi  per  la  To- 

V.  V.  9» 


710  VIA  VIA 

icaua  deiU  ^U  Romane  che  9Ì  pasM^amt,  ronuiiio  |ier  «vftriiliirdi  ci  iiciKi|iroiio  il  mnk 

rnliiaw  quelle  u  «lue  claswi,  ciué,  «Ile   f^ie  die  rfllum  tl^l  settato  Ji  Hunu  m  Icnru  me- 

MiiUari  e  «Ile  f^ie  Munieipali\  iiiultre  fra  raccordare  la  custruxioiir,  o  ri|MnKÌuiicilelb 

i  libri  ()iUaiilÌL*hicbeDelraUuuo,cilÒMiiubc  grandi  «Irade  dMulia,    le  c|iiaU  sì  d«i«B 

ìàGtografiatUlC AiiMiimo HuvrnntUe^i\omi  in  a|i{iiiUi>  dai  reififltivi   cursluri;  uè  il  m^ 

deicrivcu«lo»i  ti  Ferìplu  dti  mate  Medi"  iMlorv  Curbulone  fu  più  gcncro«Oilc|!li  ai<n 

Irrm/irOy  (Libro  IV.  I  iiun  >oio  vi  si  Irovaiio  (|uaiiilu  esibì   di  restaurarle  «    tustocLe  i« 

conirirrtite  incillà  k>//fa«iWo/ii,  ofroj/rdelle  esigui vj  non  •;(«  a   S)je!i«   |iro|irie,  HV«en 

auliebestriide  luililariyiiM ancora  vi  si  Ìe);<iO«  multaudo  e  cuiid^iiiiaiulu  i  poititleoli  In» 

iioslrop|iiali  i  nomi  (i«'g;:iu  cbe  iiun  fecero  gli  tisli  che  do\evuiiu  contr.buirv  ÀiV  uyen, 
ttulori  o  co|iiili  della  Ta^o'a  Peutingeriana         Quindi  anche  incjslio  si  »pit-ga  una  tta^ 

e  dell*  itinerario  di  Antonino,  Ofiere  entraiu-  zione  inserita  nella  racctillii  ili  GruIffvdU 

bc  coiitein)ioranee  air  Impero  di  Teodusioi  o  |>ag.  GXGIX-  i,  »   lenore  ilelU  qiule  ■ 

a  quello  di  Arcadio  e  di  Onorio.  magistrato   quadriniuvinile    forraalo  Ji  » 

Iiuporlaiitisaima  poi,  ed  al  caso  nostro  ci  mini  consolari,  d*  ordine  dell' lui|i.  Tnir 

sembra  la  oolizÌ4  che  Targioni  ne  forniva  al-  no,  che  ivi  è  cpialìficato  Curaiore  dglU  fii, 

lorcbè,  discorrendo  egli  della  sopri ntcmlenia  fece  |iorre  nel  5."  suo  cnnsoUlo  (  aon  iti 

alla  costruzione  e  manlenimenlo  delle  Vie  di  G.C.)  i  cippi  termin:iti  non  aoJotiuHDb 

uilitari  {Curaioret  Fiarum)  soggiunge,  f7ci  Traiaaa  ma  ncll* .i#/9^'tf , do%o  coabi- 

cbe  queir  impiego  era  conferito  a  |iersonaggi  buir»no  per  comunità  (Op/jitiatim)  i  Bi» 

di  merito  distinto.  Tale  inlatti  fu  quel  C.  zi  ed  i  Salentini  (le  CaLibrie  e  la  pcotiaei 

Popiiio  Caro  figlio  del  consoie  C  P^lofie  d*  Otranlo)  fino  ali* eat reni»  confine  drif 

stilo  Curaiure  non  solo  delle  f^ie  Aurelia  Italia,  indù  lendovi   i  puesi   di  B9ggÌ9,é 

ifeeehia  e  nui*^tt^  ma  ancora  dell.i  f^iu  Cor-  Squillaci  ecc. 

nella  e  di  quella  Trionfale,  E  molto  in-        Che  poi  spettasse  fino  dal  tempo  del  pn- 

uanzi  del  Curatore  C.  Popilio  aveva  co-  mo  iioperatore  al  senato  di  Roma  rordìoiif 

perto  la  stessa  magistratura  G.  Cesare  che  tu,  la  costruzione  dei  ponti   e  ifelle  pubbiKk 

per  testimonianza  di  Plutarco, Ctf/'cilore</e/-  vie,  lo  dichiara  per  tutti   un*  iscrizione  fa' 

la  f^ia  Appia,  Cosi  IMmp.  Augusto,  come  stente  tuttora  in  Roma  al  ponte  QuattfCp 

asserisce  Svetoniu,  tré  slato  Curatore  della  pi^  già  dello  Fabricio^  cbe  dice:  (exGv 

Fia  Flatninia,  ed  é  noto  che  ottennero  in  Tiao  pag,  CLX.  3.  ) 


seguito  colerla  mugistraliira  gP  lm|ieratori 
Tra/attOy  Adr>uno  e  Antonino  Pio^  il  pri- 


L.   Fabiiciu.4  *  C  F.    Cra.   Vui. 

,  -        ,.                    .      I-   I»-            •     -A  pACiusinuM     crBA%-rr 

mo  de  qua!.,  ,*r  «.serio  J.  .U.o..e.  r,,«rò  ^    ^^^^^^  .  ^    ^    „     ^^^^^^  .  j,  p 

con  ini.gn.fice.,ia  anche  la  ^^^^P'"-  ^       o„.  („^.,„,;  a.  C.  an-ù  „.) 

Correva  il  nurfrlo  consolato  di'll  Imp.li-  a    n 
beno  (anno  ai  di  G.  C.)  quando  Uoiui^io 

Corbuìone  eK-preton>  di  Roiuii,  si  querela-  In  conseguenza  Svel'uiio  inlese  i  Jvat- 

Ta  io  Senato,  cfte  multe  strade  d*  italiay  strare  la  generosità  di  Cesare  Aiigiut».  ^ 

per  frodt  degli  appaltatori  e  per  incu-  torcile  questi  ebbt  cura  di  far  seU-i^rc  la <>' 

ria   de*  magistrati ,  essendosi   rese    l'/i-  Flamini»  da  Ruin'iaRiinini,  nel  lem,  nck 

praticabili  egli  si  assumerebbe  volontero^  affidava  T  incarico  delle  strulr  omsolii' 

SO   /'  incarico  di  restaurarle \  lo  che  e/-  quei  citLidini  |iiù  illustri,   ì  quali  J>inaìr 

sentlo  stato  a  lui  accordato^  riesci  di  gio^  il  lom  consolilo  ottenevano  gli  onori  Jci 

lamento  al  pubblico,  ma  di  danno  a  molti,  trioutb,  uhhligiuid-di  a  icslaur.ire  le  «ir  sul*' 

contro  V  a^er e,  e  Vonor  de*  <f unii  Corbu-  tari  coi  denari  leviili  dalle  spo::lic  dei  neisia- 

ione  molestala  per  \fia  di  condanne,  o  me-  Quindi  ap|i;iris(-e  la  iiiagn  mimila  ili  G 

diante  Vasta  pubblica,  — Clamitando  (di-  Cesate,  il  quale,  al  dire  di   Plutarco,  lui^ 

ceva  Tacito)  exseutionem  ejus  negotii  li"  tre  fu  curature  dell*  Appia,   la   legiiu  iltl« 

bens  suseepit;  qaod  Itaud  perinde  publice  Vie  militari,  nudto  denaro  vi  spese, 

usui  habiium,   quam    exitiosum   muitisj  Govern:iv.i  la  To>c.iiia  a  nome  iieiria:>- 

quorum  in  pecuniam  atque  fumam  dam-  Adriano  T.  Elio  Antonino,  nel  cui  Xr»'*^^ 

nationibus,  et  basta  sae^ivbat.  -*  (C.  Ta-  quest*  •  llimo  |K>ì  succeilè  sotto  nom«-  di  '- 

SITI,  Annal.  Lib.  III.  cap.  3i.  )  Elio  Adriano  Antonino  Pio,  allor*  qu-*»- 

Coleste  ultime  espressioni  dell*  annalista  do  fu  restaurala  la  Fia  Cassia  ^tcdùa,  ^ 


T  t  A  VIA  liZ 

edìo  c¥e,  e  foiM  il  porte^  •  mio  dt  iCé-   oeciileiitale  laiiò  i  noaù  di  Fia  émMa  € 
one  Ui  Cicerone).  Le  foe  tneee  Insfodel-   di  Emilia  Scaura  in  quello  di  f^ia  Cio^ 
ioaikolo  sono  aooora  più  naiiffieste  nellv   <2fa,  cui  più  tardi  furono  toetituili  §li  «Itii 
nula  Ferri,  denominata  1*  Vngutniiita  9  il    di  f^ia  Romèa,  o  Franeesea,  per  enere  I4 
le  serve  di  conferma  a  quanto  fu  detto  ali*    stetn  f7o  praticata  dai  pellegrini  che  d*ol- 
rt.  Pab«ji«  ut  CàSTiQLioiiB  DBubà  PeicuA/       tremonti  Twcaudo  1*  Appennino  di  Ponlr«- 
^  A  poo.  di  Castiflione  della  Peacaja  (log-    moli  ti  recafano  talfolla  per  Lucca,  1*  Aho- 
uoge   r  amico)  ti  conservano  grandi  pie-    pascioy  la  Vald^Elsa  e  Siena,  tale  altra  per 
e  del  lastrico  antico  della  Via  Àurelia,  la    Pisa  e  la  Maremma,  hIU  visita  della  santa 
u<«le  passava  lungo  il  litlorale  fino  al  Pian   citlà  di  Roma.  — «  f^ed.  Via  Fbamooca. 
'  Alma,  dove  poi  s*inlerBaTa  per  atlraver-       Già  dissi  mWjéri.  Oaacriuo  Comunitèf 
ire  quella  vallecola  e  quindi  ritornare  verso  che  fra  le  strade  rotabìK ,  le  qo»li  attraver- 
lidM,  poscia  padule  di  Scarlino  ».  sano  il  territorio  Orbetellano,  la  prhna  ere 

Se  per  altro  da  tali  notisie  non  si  po^  la  F'im  Aurelio  nui^a  stata  nel  1890  rei- 
pprendere  tutto  1*  andamento  preciso  della  tificata ,  ampliata  e  riparata  per  le  core  del 
^ia  jiurelia  nuoPa  lungo  le  Maremme  to-  Granduca  Ferdinando  III ,  a  partire  dal* 
cane,  né  quali  e  dove  fossero  le  suestasio^  TOmbrone  sotto  Grosseto  fino  ali*  ingresso 
li,  sì  ha  motivo  per  altro  di  Supporre  eh' rs-  delPistmo  diOrWlello»  e  die  la  ricoslm- 
■  costeggiasse  gran  parte  del  littorale  fra  zinne  della  slessa  f^ia  Jurelia^  or»  regia 
'  Alberese,  il  Tombolo  di  Castiglione  della  ed  in  parte  provinciale  Msremmana  ^  da 
^escaja  ed  il  Pian  d'Alma,  e  che  vi  tornasse  Grosseto  a  Pisa,  è  dall'istmo  di  Orbelello 
ra  la  Torre  S.  Vincentio  e  Vada,  giacché  sino  al  confine  del  Granducato  con  lo  Stato 
o  quelle  contrade  furono  trovati  avanzi  di  Pontificio  è  slata  una  delle  tante  opere  nMH 
m' antica  strada  militare.  Lo  stesso  dicasi  cnanime  dovute  ali*  Augusto  Lbovoloo  11  fe- 
lci le  tracce  più  note  restate  insieme  ad  al-  lioemente  regnante.  *—  f^td.  Via  aaoiA  m 
:uni  cippi  miliari  lungo  la  contrada  per-  paOTniciAi.B  MAinusAiiAy  e  Vu  aniA  da  Lt- 
:orsa  dalla  P'ìa  Emilia  fra  il  Ponte  della    voaao  a  Vada. 

Pine  e  Colle-SaKetti,  come  pure  nella  Fia  a.  VIA  CASSIA  VECCHIA  a  NUOVA.— 
Silcia  del  Frigido  ed  in  queHa  diretta  a  È  questa  dopo  PAurelia  la  seconda  via  mi* 
Lunif  non  che  nella  stradi  selciata,  ed  at«  litare  stala  aperta  dai  Romani  in  mezzo  alla 
tualraente  sommersa  nel  Lago  di  Porta  Toscana  attuale,  mediante  la  quale  sino  dal 
Beltrame^  i  quali  ultimi  tronchi  correvano  tempo  di  Cicerone  si  poteva  andare  a  Mo> 
tutti  vicini  al  lido  del  mare.  dena,  egualmente  che  per  VAorelim  lungo 

Noe  starò  a  intrattenere  più  oltre  il  let-  le  nostre  Maremme,  senza  dire  della  Fià 
tore  sulla  diversità  de' nomi,  né  rispetto  ^/ammia costruita  verso  il  mare  AdrtaCiee. 
al  sito  e  alle  distanze  delle  varie  stazioni  se-  Anche  ootesta  Fia  Cassia  nel  soo  prin« 
gnate  ia  cotesta  Via  nella  Tavola  Peuiin-  cipio,  era  assai  corta,  se  è  vera  che  essa  ter- 
geriama  e  negl"  Itinerari  amichi  sapendo  minava  al  Foro  Cassio  presso  Sotrì ,  e 
ognuno  quanto  poco  vi  sia  da  contare  sa  ciò  innanzi  che  la  strada  nvedesìma  venisse 
quegli  strscci  informi  di  antichità.  prolungata  fino  al  confine  settentrionale  dì 

Contnttociò  agli  Jrt,  Fma  {Ad  Fines)^  Chiusi,  e  finalmente  che  dall'  Imp.  Adriano 
PtsctHS  in  Val-di-Fine  e  ToaaarrA  in  Val-  Ibsse  condotta  a  Firenze  per  il  cammino  di 
di-Tora ,  furono  indicati  quei  luoghi  co*  81  miglia  romane, 
me  altrettante  stazioni  esistite  fra  Vada  e  Chiamo  Cassia  oeechia  tulio  il  tronco 
Pisa  lungo  la  Fia  Emilia^  o  dir  si  voglia  della  stessa  Visi  da  Roma  ai  confini  di  Chiusi, 
Aurelia  nunoa,  e  distinguo  per  Cassia  nuova  la  coniinna- 

Alle  quali  cose  stimo  opportuno  di  ag*  zione  della  strada  medesima  sino  a  Fi- 
giungere;  che  rispetto  alla  mansione  (Fi-  renze.  »-  Vi  era  per  altro  un  tronco impor* 
<cf if a ,  JD  PisctitAs)  sembra  assai  proba-  tantissimo  di  strada  che  da  Chiusi  doveva 
bile  che  essa  derivasse  il  nome  dal  torr.  Pe^  dirigerai  verso  Arezzo  anche  innanzi  che  la 
scerà  tributario  del  fiume  Fine  sotto  il  ponte  Via  Cassia  dall' Irop.  Adriano  fosse  slata  re- 
omonimo,  il  quale  serve  di  pasMggio  alla  staurata  e  portata  dai  confini  di  Cliiusi  sino 
Fia  Emilia^  o  Aurelia  nuooa  presso  la  a  Firenze;  e  quella  diverbi  dalla  Fia  CaS' 
base  a  grecale  del  poggio  di  Rosignano.  sia  rammentata  da  Cicerone  in  una  sua  Fi- 
Colesla  strada  finalmente  nel  tronco  più    lippica  quando  disse  :  Tres  Fiae  dueuni 


712                 VIA  VIA 

del  Parmigiano,  esfguilotcomedissìytlal CODI.  anUehc.iiosiNBf  lo  provano  dot  maraì 

Kmilio  Scauro  nel  640  di  IVoraa.  Alla  qual  blicali  dal  Mura  lori  e  dal  Chimcnlclli. 

cpoc4  |icrlanlo,  fecondo  l* avvilo  datoci  da  Premeno  lallu  ciò,  Ga  ioulile  ripdcit 

Slrabone*  fu  conliniiala  la   Fia   Aureìia  ciò  che  allri  prima  e  meglio  di  meacriiacn 

nuo^a^o  dirsi  voglia  Emilia  di  Seauroche  sulle  mansioni  diverse  lungo  la  Pia  Am^^ 

passare  doveva  non  già  per  la  Riviera  di  Gè-  Ha  ifeeefiia  e  nuova,  cioè,  da  Bona  fino  ai 

nova,  come  molli  opinarono,  ma  varcare  V  monti  della  Liguria  orientale  «  che  Vopiiea 

Appennino  punlremolcse,  come  in  una  let-  chiamò  (non  so  per  quale  equivoco)  Alpi 

lera  pubhlii-ata  nell*  Antologia  di  Firenze,  maritiimt^  loslocbè  dove  cena  la  Toicaas 

fascicolo  del  gìiisno  i8a3,  fu  tentalo  da  me  terminano  del  lutto  i  gnndi  campi  fintili  i 

dimoslrure.—  f^ed,  Vu  Fbarcuca.  selvosi  lungo  la  delta  Via,  siccome  lati  fa* 

Conlultociò  niuna  memoria  ci  avvisa,  se  rono  chiamati  dal  biografo  dcirimp.  Am» 

Scauro  fu  il  continuatore  della  Fia  Aure»  liano:  Eiruriae  per  Aurtliam  usfaa  ma 

Ha  mioi'i,  a  partire  dai  contorni  della  F'al  Alpei  mariiimas  ingente*  agri  inflf  «  Ah 

dì  Fine,  ossifero  dal  Foro  Aurelio  presso  y^e  Jrriiies^  ei  silvosi;  loatochè  fra  Lerià 

Monlalto  dove  terminava  VAurelia  veeelùa*  e  Turbia^  là  dove  cominciano  le  Alpi  SlariI 

Orto  è  che  per  antica  tradizione  nelle  lo-  lime,  non  s*inconlrano  lungo  la  Eivicia  li 

scane  Maremme  si  chiama  Pia  Aurelia  la  minime  tracce  di  f^ie  antieUe  e  camtoimn, 

ligia  Maremmana  da  Monlalto  a  Grosseto,  Furono   indicati  da  noi  alcuni  reanli 

e  dicesi  f^ia  Emilia  la  stessa  via  da  Grot*  avanzi  della  f^ia  Aurelia  ntÈOim  tollo  il 

scio  fino  »  risa,  ecc.  l^^fEÌo  delTAnsedonia,  o  della  citlk  di  Comi 

Quando' che  si  conservassero  i  cippi  mi-  all' Altterese,  nel  tombolo  di Casiiglionedrii 

liari,  siali  rollocati  nelT  anno  140  di  G.  la  Peitcaja,  nel  pachile  di  ScariinOt  al  ponli 

C.  lungo  la  f^ìa  Emilia  dall' Imp.  T.  An-  di  Fine,  alla  Torretta,  al  Lago  di  Pone^ 

tonino  Pio,  e  più  ancorai  se  i  medesimi  re-  al  Frigido  ecc.  sotto  gli  Ari,  Cosa,  Gai» 

alassero  in  posto  lungo  il  lilloralc  toscano,  srro,  Padl-lb  di  CAsrioLioaK  bìu.4  Pbscaja, 

si  {lolrebbe  riconoscere  non  solamente  il  ve-  Soarlimo  (Padulb  m)  MAimcsuMo,  ToaBcrvA, 

rr)  aiidameiìlo,  ma  lino  dove  quelP  impera-  Lauo  m  Porta,  Faiomo,  Lum,  eoe. 

lore  iece  restaurare  ed  ampliare  la  /^/a  Au»  Alle  quali  notizie  posto  ora  aggimigcn 

retia  nuova.  Inoltre  da  quei  colonnini  si  ciò  che  fu  osservato  recenlencnte  dal  aia 

tcuopr irebbe,  se  la  stessa  via  fosse  slata  ap-  illnslre  amico  doti.  Antonio  Salvagnoli. 

pellala  Emilia  sino  al  Foro  Aurelio,  oppun  l  staggì  Calli  ad  inchiesta  di  lui  nella  le- 

fino  air  Oinbrone.  nula  dell' Alberese  di  S.  A.  I.  e  R.  furoM 

Frattanto  dall'  iscrizione  del  cippo  di  so-  Ini  Collccchio  ed  il  fi.  Ombrone,  e  precisa- 

pracilnlo  siamo  avvisali,  che  V  Emilia  sino  mente  nel  luogo  chiamalo  le  Pianaece,  ì 

dai  tempi  dell*  Imp.  Antonino  era  [icr  vec-  quali  diedero  i  seguenti  resultali. 

cliiezza  guasta  e  disfalla;  e  rhc  tale  l'osse  ritor-  «  I*a  Via  Aurelia  è  costruita  sopra  Do  sr 

nata  qua!ìi  tre  secoli  do[io,   alT  epoca  cioè  gine  alto  due  braccia  (  ^la  «i^^eroia,  cose 

deir  injjrrsso  de'G^^li  in  Italia,  lo  asseriva  da  Rulilio  fu  dichiarata,  Aureliu*  Agger), 

Rulilio  Niimaziano  nel   viaggio  che,  fra  1*  Era  di  larghezza  circa br.  7,fianchrggia|i 

annp  4i5  o  430  dell'Era  crislìiiua,  intra-  da  una  guida  di  grosse  pietrtsed  il  cui  pia 

preseda  Iluiua  in  Fnincia  |Krla  via  di  mare;  no  stradale  fu  coperto  di  pietre  prr  ritto  4 

,<,.              ...  .              ..•  confitte  con  terra;  lutta  Taltezz.)  fra  la  mas 

.  .  .  quomam  (diceva  rnW<  ffrrena  vtnrum,  ■  ••    ■          1  u      .     1     .           •   i 

di'               .     .  ^    .••     ^     .-L        u    -•  sicciata  etl  il  piano  dtU.i  slrada  trovnsfl  d 

Plana  madent  fluvtis,  caittibus  alta  ri-  , ,.          •     *    •     .                 «       .    •• 

solili  1 1  Circa  a  hr.  toscano.— >Pjss.-iIo  il  pog 

0  .."  '    '  ^                             .             .  gio  del r  Al ben'sc  venendo  \ersorOmljroof 

Fostquam  Tureus  aeer,  postquam  Avas-  f   ...     .       ,..,..              ,,               ... 

'        .                  n    ^  r      1  la  Via  Aurelia  si  dirigeva  sulla  riv-i  sinislr 

B  '            '^  .•                    ,  .  del  fiume  presso  l'antica  torre  della   TVaa 

rerp^ssus  Geticas  ente,  i*el  irne  manus,  ,      1      *    ■.        ...          i-             •    ,  m 

^-        '.,          I      •»                  M       •             »  po/a,  dove  esistono  luttora  gli  av,inzi  dclli 

on  ji/iM.r  domibus ,  non  /lumina  ponte  7      '     ,.              ...       .    •  .      .      .,      , 

*           '               r  testale  di  un  ponte  di  maleriale  che  11  voi 

y        -*-•--    j           f            •     .  co  chiama  il /'o/ife  «/e/ Z>i fi vo/Ot  a ppelUo 

Incerto  sattus  credere  vela  man,  etc,  \         ,          ,.            rr-     j  1  n-      b 

do  anche  quel  tronco  ria  dei  Diavolo  » 

Quindi  è  che  dopo  la  metà  del  secolo  IV  «  Di  qua  dall'  Ombrone  la  tlesn  Vi 

i  municipi  di  Luni  e  di  Pisa  dovettero  far  attraversava  il  tombolo  per  incamminarli  1 

ffcslaurara  a  loro  spese  de'  tronchi  dì  strade  Castiglion  delU  Peicaja  (  il  Salabrone  dr 


VIA  VII  ns 

acdio  CTa«  e  foiM  il  portar,  •  mio  di  iCo-  occidenlftle  \«rìò  i  nomi  di  ^7a  JurMÌin  e 
hnme  di  Gceconc).  Le  tue  tracce  luBfodeC-  di  Emilia  Seaura  in  quello  di  ria  Clo^ 
lo  tooiholo  fODu  ancora  più  manifeste  nellar  dia^  cui  piii  lardi  furono  sottiluili  §li  allri 
IcnuU  Ferri»  denominala  1*  Vngueniina  ;  il  di  f^ia  Romèa^  o  Franctsea^  per  eiiefe  U 
che  terre  di  conferma  a  quanto  fu  detto  ali*  stetn  Via  praticala  dai  (lelli'griiii  che  d*  ol- 
Art.  VàBota.  m  CASnoLKma  imsxk  Pucua^  trenionli  irarcando  l'Appennino  di  Ponlre- 
»  A  poo.  di  Castiglione  della  Pesca ja  (sog-  moli  si  recniano  talvolta  per  Lucca,  1*  Aho- 
finnge  1*  amico)  si  conservano  grandi  pie-  pascio,  la  V»ld*£lsa  e  Siena,  tale  altra  per 
Ire  del  lastrico  antico  della  Via  Àurelia,  la  Pisa  e  la  Maremm:i,  ulla  visita  della  sante 
quelle  passava  lungo  il  litlorale  fino  al  Pian  cidà  di  Roma.  — «  ^ed.  Via  Fbamcuca. 
d'Alma,  dove  poi  s'internava  per  atlraver-  Già  dissi  alT^r/.  OaaGrtL&o  Comunità^ 
sue  quella  vallecola  e  quindi  ritornare  verso  che  fra  le  strade  rotabili ,  le  quali  altraver- 
il  lidii,  poscia  pdule  di  Scarlino  ».  sano  il  territorio  Orbetellano ,  la  prima  ere 

Se  per  altro  da  tali  notisie  non  si  può  la  Fia  Àurwlia  nao^a  stala  nel  i8ao  rei* 
upicndere  tutto  1* andamento  precìso  della  flificata ,  ampliata  e  riparata  per  le  core  del 
^w  Amrtlia  nuoPa  lungo  le  Maremme  lo-  Gramluca  Ferdinando  HI,  a  partire  dal- 
sane,  né  quali  e  dove  fossero  le  suestasio^  T Ombrane  soito  Grosseto  fino  all'ingresso 
ai,  sì  ha  motivo  per  altro  di  supporre  eh' et-  deiristmo  di  Orbelello}  e  che  la  ricoslro- 
a  costeggiasse  gran  parte  del  liltorale  fra  zioae  della  stessi  f^ia  Àurelia^  orar  regia 
r Alberese,  il  Tombolo  di  Castiglione  della  ed  in  parte  provinciale  Maremmana^  da 
Pesca ja  ed  il  Pian  d'Alma,  e  che  vi  tornasse  Grosseto  a  Pisa,  è  dall'istmo  di  Orbetello 
fra  la  Torre  S.  Vincenzio  e  Vada,  giacché  sino  al  confine  del  Granducato  con  lo  Stato 
in  quelle  contrade  furono  trovati  avanzi  di  Pontificio  è  stata  una  delle  tante  opere  ma- 
nn* antica  strada  militare.  Lo  stesso  dicasi  gnanime dovute  all'Augusto  Lbovoldo  11  fe- 
delle  tracce  più  note  restate  insieme  ad  al-  licemente  regnante.  —  Fed.  Via  bioia  ■ 
cuni  cippi  railiarf  lungo  la  contrada  per*  paoTiiKaAi.B  MAniiM&«*,  e  Vu  aeoiA  da  Li- 
corsa  dalla  Fia  Emilia  fra  il  Ponte  della    voaao  a  Vada. 

Fine  e  Colle-Sahetli,  come  pure  nella  Via  a.  VIA  CASSIA  VECQII A  a  NUOVA.— 
Sileia  del  Frigido  ed  in  quella  diretta  a  È  questa  dopo  l'Aurelia  la  seconda  via  mi- 
Lunif  non  che  nella  strada  selciala,  ed  at-  lilare  slata  aperta  dai  Romani  in  mezzo  alla 
tnalinente  sommersa  nel  Lago  di  Porta  Toscana  attuale,  mediante  la  quale  sino  dal 
Beltramtf  i  quali  ultimi  tronchi  correvano  tempo  di  Cicerone  si  poteva  andare  a  Mo 
tatti  Ticini  al  lido  del  mare.  dena,  egualmente  che  per  VAartlim  lungo 

Non  starò  a  intrattenere  più  oltre  il  let-  le  nostre  Maremme,  senza  dire  della  Vìa 
tore  sulla  diversità  de' nomi,  né  rispetto  ^/amia/a costruita  verso  il  mare  Adriatico. 
al  silo  e  alle  distanze  delle  varie  stazioni  se-  Anche  cotesta  Via  Cassia  nel  soo  prin- 
fnatc  in  cotesta  Via  nella  Taoola  Peutin-  cipio,  era  auai  corta,  se  è  vere  che  essa  ter- 
gf riama  e  ne gr  liinerar/ €Miichi  mpendo  minava  al  Foro  Cassio  presto  Sutri,  e 
ognuno  quanto  poco  vi  sia  da  contare  so  ciò  innanzi  che  la  strada  medesima  venisse 
quegli  stracci  informi  di  antichità.  prolungata  fino  al  confine  settentrionale  di 

Gontultociò  agli  Ari,  Fma  {Ad  Fines)^  Chiusi,  e  finalmente  che  dalPlrop.  Adriano 
Ptaema  in  Val-di-Fine  e  ToaarrrA  in  Val-  fosse  condotta  a  Firenze  |>er  il  cammino  di 
di-Tora,  furono    in'licali  quei  luoghi   co-    8i  miglia  rumane. 

me  altrettante  stazioni  esìstite  fra  Vada  e  Chiamo  Cassia  oecchia  lutto  il  tronco 
Pisa  lungo  la  Via  Emilia ^  o  dir  si  voglia  della  stessa  Via  da  Roma  ai  confini  di  Chiusi, 
Aurelia  nunoa.  e  distinguo  ptT  Cassia  nuova  la  continna- 

Alle  quali  cose  stimo  opportuno  di  ag-  zinne  della  strada  medesima  sino  a  Fi- 
giungere;  che  rispetto  alla  mansione  (Fi-  renze.  —  Vi  era  |)er  altro  un  tronco  impor- 
sciHE ^  AD  Pisciuas)  sembra  assai  proba-  tantissimo  di  strada  che  da  Chiusi  doveva 
bile  che  essa  derivasse  il  nome  dal  ton*.  Pe-  dirigersi  verso  Arezzo  anche  innanzi  che  la 
scera  tributario  del  fiume  Fine  sotto  il  ponte  Via  Cassia  dalPImp.  Adriano  fosse  slata  re- 
omonimo,  il  quale  serve  di  passaggio  alla  staurala  e  portata  dai  confini  di  Ciiiusi  sino 
Via  Emilia^  o  Aurelia  nuoPa  presso  la  a  Firenze;  e  quella  diversa  dalla  Via  Cus- 
base  a  grecale  del  poggio  di  Rosignano.  sia  rammentala  da  Cicerone  in  una  sua  Fi- 

Colesla  strada  finalmente  nel  tronco  più    lippica  quando  disse  :  Tres  Viae  dueunt 


714                VTA  VTA 

Mutlmim ,  ah  infero  Aurtlia ,  a  supero  ammf (la  romp  cori  «Mai  |iml>:il>ilr,  cbr  fa» 

Plamima^  media  Cassia.  lica  f^ia  Cassia  prolungata  dal  Foro  CoS" 

Non  starò  a  ripetere  ciò  che  è  nolo  a  mol-  sio  a  Chiusi  si  cslendeMe  fino  ad  jirtsm, 

ti,  col  dire,  cbe  una  più  antica  via  militare  dubito  peraltro  che  il  »uo  andamcnlo  $o^ 

era  slata  coslruìla  da  Arezzo  r  B<jlogna  dal  cessifo  non  sia  da  confondersi  con  quella 

console  C.  Flaminio  Nepole  V  anno  566,  o  della  f^ia  Cassia  di  Chiusi  restaurata  M 

567  di  Roma,  cioè  33  anni  innanzi  che  G.  Imp.  Adriano  e  ^tia  da  esso  prolangarasÌH 

Cassio  Longino  esercitasse  la  censura  con  a  Firenze. 

31.  Valerio  Messala,  nel  qua I  lem[»u  si  vuole  A  conferma  di  un  tal   Tero  conserfoaì 

che  fosse  aperta  la  f^ta  Cassia  da  Roma  fi-  fino  ai  tempi  nostri  una  teatì  montana  » 

no  al  jPoro  Cassio^eh*  en  di  \h  da  Bolsena.  lenne  in  una  colonna  di  travertino  trsfali 

Forse  qualcuno  mi  obietterà,  che  se  già  nel  i584  nelle  TÌcinanse  di  S.  Albino  ■ 

dissi  all'Art.  Vul  Aubblu,  che Taprireed  il  Val.di-Gbiana,(ad  Siaiuas/7)fn ilconfioe M 

mantenere  le  strade  consolari  al  tempo  della  territorio  Chiusino  e  quello  dì  Mootepal- 

la  repubblica  romana  dentro  Tltalia  d*al-  ciano,  la  qoal  coloooa  più  tardi  (i «SS) li 

lon  era  uffizio  rìserralo  ai  censori  9  come  trasportata  in  Firenze  nel  cortile  dÌellX)|pHi 

poterà  un  console,  o  proconsole  arrogani  del  Duomo,  nella  quale  furono  tooIpMtf 

il  diritto  di  fiire  una  strada  militare  dentro  possano  leggerai  le  parole  aegnenll  : 
i  confini  dell'Italia  stessa,  siccome  dentro 

la  medesima,  ansi  nella  Totcanai  era  coni*  Isff.  Ckiaàs 

presa  la  città  di  Areno?  Divi  •  TajUAin 

Bla  cotale  opposizione  perderebbe  molta  FiaraicK  '  Fn..  Divi  *  NaavAK  '  Ksros 

forza  quando  si  pensasse,  cbe  all'  età  di  C.  Tbajabcs  .  HAnaiAwa 

Flaminio  Nepote  la  città  di  Arezzo  en  pò-  Aoo.  Poirr<  Ma«. 

atasniconfioe  settentrionale deirElrurìa,es-  Tbd.  Potbit  *  VII.  Goa.  Ili, 

sendo  la  medesima  situata  presso  1«  ripa  sini-  Viam  *  Càasusf 

stn  dell'Amo,  limile  allora  dell'ltalij  roma-  VETuarATs  *  Goti.«nASi 

na,  mentre  sino  alla  ripa  deslra  dello  slesso  A  *  Cutsirobots  -  Fimana 

fiume  estendere  si  poteva  la  giurisdizione  FtoBaariAif  -  PanncxiT 

del  console  C.  Flaminio,  cui   erano  slate  Miixu  *  pAsamiM 

assegnate  le  protincie  della  Liguria  e  de*  ....  XXCI. 
Galli  Boi. 

In  una  dotta  ed  erudita  memoria  del  fu  Lascia  frattanto  una  qnalche  dubbìna 

Prof,  bolognese  Gaetano  Lorenzo   Monti,  U  frA%e  ^eiuttateCollapsam  non  9»[xnàan 

pubblicata  solla  fine  del  1 827  e  sul  principio  essa  voglia  riferire  al  tronco  della  ria  Css- 

del  i8a8  nel  Giornale  Ligustico  di  Scienze,  sia  antica  o  a  quello  della  più  moierm. 

Lettere  ed  Arti,  Irettandovisi  delle  f^iepuò-  Con  tulio  ciò  io  propenderei  ad  applirat 

hliche  t  militari  cbe  al  tempo  de* Romani  quell'espressione  alla  f^ia  Cassim  aecdUa 

passavano  pel  territorio  di  Bologna,  vi  si  piuttosto  che  alla  nuoi^a.  tanto  più  che  pochi 

rammenta  anche  quella  così  detta  Cassia,  anni  innanzi  la  città  di  Firenze,  dove  fa  ii- 

la  quale  fu  aperta  fn  Arezzo  e  Bologna  <la  C.  noltrala  la  Via  suddetta,  ossia  la  nuooa^  dalT 

Flaminio  Nepote  33  anni  innanzi  della  vera  Imp.  Adriano,  essere  non  poteva  una  gni 

r'ia  Cassia  tracciata  da  Roma  fino  al  Foro  città  per  condiirvi  una  via  consolare. 

Cassio,  Lo  che  accadeva  nel  tempo  medesimo  Infatti  nWjirt,  relativo  alla  capitale  dciii 

in  cui  Tallro  console  M.  Emilio  Lepido,  prò-  Toscana,  inserito  nella  presente  Open,£* 

lungava  da  Rimini  fino  a  Piacenza  la  f^ia  scorrendo   dello  stato  di  Firenze  dmì  Sh 

Flaminia,  per  cnì  M.  Emilio  lasciò  il  suo  eondo  al  decimo  secolo  di  G.  C.  ramian- 

nome  non  solo  a  quella  Via  consolare,  ma  tai   le  premurose  cure  di  Adriano,  il  qoab 

ancora   all'  intiera    provincia    denominata  dopo  aver  governata  la  Toscana  a   noai 

tuttora  V Emilia,  dell*  Imp.   Trajano ,  divenuto   egli   siens 

Donde  conseguiterebbe,  che   la  Corsia  imperatore    nelP  anno    secondo    del   ws» 

fra  Roma  e  Chiusi  non  avrebbe  che  fare  con  regno  (119,  o  lao  di  G.  C.)  restaura  b 

la  Via  aperta  da  C.  Flaminio  fra  Bologna  ^ia  Cassia  guasta  dai  tempo  e  la^roba- 

ed  Arezzo,  sebbene  anche  a  questa  fosse  dato  ^ò  sino  a  Firenze  dai  confini  di  Chimn, 

il  titolo  di  FiaCassia, — E  quantunque  io  Quantunque  il  eh.  abate  Lami  e  ini 


VIA  VIA                 715 

Moos.  Viuc«nzto  Uor^^hiai  opinsisaero,  che  oontideraaJola  una  ilfopptatani  di  à^wb» 

la  ^ia  Cassia  mollo  tempo  prima  dell'età  ria,  il  quiil  focabolo  anco  nel  fecoli  busi 

di   Adriauu  oiirepJSMsse    iln  Firenxe    per  fu  conserTato  alla  località  di  S.  Ellero  (  S» 

continuare  verso  1*  Appennino  del  Mugello  Ilario  in  Aquaria),  Ciò  è  cblarìlo  da  un 

per  Bologna;  con  tullociò  mi  sembra  ure-  istrumento  inedito  del  27  febb.  10177  esì« 

feribile  il  parere  del  più  volle  lodato  Gin.  stente  nell*  4rcb.  Dipi.  Fior,  fra  le  carie 

Tdrgioni  Tozzetti ,  il  quale  recò  in  campo  del  Sfon.  di  S.  Pier  Maggiore  di  Firenie, 

Lali  ragioni  da  far  dubitare  che  la  f^ia  Cas*  nel   quale    trovasi    nominata  la  corte  col 

sia  non  solo  non  oltrepassasse  Firenze,  ma  Cast,  e  chiesa  di  S.  Ilario  in  Aquaria 

che  mollo  innanzi  quella  eia,  non  esistendo  compresa  (allora)  nel  piviere  di  Rignano. 

la   stessa  città,   non  vi  fosse   stalo  aperto  Anche  il  nome   di  Cassia  restato   alta 

nella  sua  direzione  alcun  gran  uimmino,  o  contrada,  dove  trovasi  1* antica  pieve  detta 

YOglia^i  dire,  alcuna  f^ia  mìlitam,  a  Cascia ,  potrebbe  servire  di  appoggio  a 

Ho  detto  che,  molto  innanzi  quella  età,  coloro  che  hanno  opinalo  chiamarsi  f^ia 
non  esistendo  ancora  la  città,  non  dovesse  Cassia  non  solo  la  strada  da  Chiosi  a  Fi- 
pasMrvi  nella  direzione  di  Firenze  alcuna  renze,  aperta  sul  lato  sinistro  del  Val-d* Amo 
vìa  militare,  senza  escludere  però  altre  stra-  superiore,  ma  ancora  quella  che  fece  tmc- 
<Ie  municipali  che  fino  d'allora  esistere  do-  ciare  il  Gons.  G.  Flaminio  alla  destra  dell' 
▼evano  lungo  il  corso  dell*  Amo.  '-  Infatti  Arno.  Passato  il  qual  bucino  la  Via  suddetta 
«li  una  strada  militare  tracciata  sulla  ripa  entrare  doveva  in  Val-di-Sieve»  per  valicar 
sinistra  deirArno  ce  lo  fa  supporre  T.  Li-  1*  Appennino  del  Mugello,  e  arrivare  a  Bo- 
vio in  più  d*  un  luogo  delle  sue  Decadi,  e  logna  senza  toccare  il  Val-d'Arao  fiorentino, 
fra  gli  altri  quando  il  Gons.  Q,  Hinucio  e  senza  p:issare  da  Firenze.  —  Altronde  che 
7%er/;io  air  anno  569  di  Roma,  condusse  la  f7(i  Òorria  aperta  dal Tlmp.  Adriano  dai 
le  sue  legioni  da  Arezzo  a  Pisa  in  ordine  conftui  di  Ghiusi  a  Firenze  fosse  tracciala  al- 
di baltaiglia. -^  Ved,  Arpuiaiao  toscano.  la  sinistra  dell'Arno,  non  ne  lascia  dubbio 

Ma  quale  fosse  l'andamento  respeltivo  di  ]anoLizia,che  ess:i  entrava  in  Firenze  per  il 

quelle  due  Vie  a  parti  re  da  Ghiusi  e  da  Arer-  borgo  S.  Niccolò  e  Via  de'  Bardi,  dove  fu 

lOb  e  per  quali  stazioni  tanto  la  9ia  Cassia  una  delle  porte  del  secondo  cerchio  deno- 

maio^a,  come  la  via  detta  pur  essa  Cassia  minala  Porta  Romana^  e  di  là  altraversan- 

fin  Arezzo  e  Bologna, passassero,  io  l'ignoro  do  l'Arno  sulT  unico  ponte,  che  prese  il 

tuttora.  titolo  di  freccino,  entrava  nel  primo  recin* 

Di  qual   peso  poi  sieno  le  autorità  del-  to  della  città,  passando  per  Por  S.  Bfaria, 

r  Ilinerariodi  Antonino,  e  della  Tavola  Teo-  Galimala  e  Porta  del  Duomo, 

dosiana  o  di  Peuiinger  1'  ho  già  detto  all'  In  conclusione,  che  una  f^ia  Cassia  fino 

^rf.Vu  AvaiLu.  Qui  solamente  aggiungerò,  dall'età  dì  Gicerone  passasse  in  mezzo  alla 

che  le  loro  mansioni  lun «so  la  strada  mili-  T^iscana  anticii ,  circoscrìtta  fra   il  Tevere, 

lare  fra  Ghiusi,  Arezzo  e  Firenze  sono  prò-  l'Apiienniuo,  l'Amo  eil  il  Mare,  non  ne 

Miscoe  e  confuse  di  maniera  da  non  lasciar  lascia  dubbio  Io  stesso  oratore  romano,  ma 

quale  di  esse  fosse  aperta  alla  de*  tcfngo  opinione  altresì  che  quella  Via  fosse 

I9  e  quale  alla  sinistra  dell'Amo.  diversa  afTitto  ilall*  altra  portata  da  Ghiusi  a 

All'  /trt.  GaaTiOMAiio  rammentai  una  di  Firenze  dall'Imp.  Adriano  dopo  il  suo  terso 

quelle  mansioni  i:i  tate  dair  Itinerario  di  An-  consolato,   corrisfiondente   ali*  anno    iso 

tonino,  supponendola  alla  destra  del  Val-  di  G.  G.  (di  Roma  873)  come  lo  dichiara  la 

d*Amo  superiore  fra  Terranu»va  e  Gasici-  colonna  di  travertino  esistente  in  Firenze 

firanco,  mansione  desi$?nala  sotto  nome  Ad  nel  cortile  dell* Opera  del  Duomo,  ma  che 

finss^o  Ad  Casas  Caesarianas\  e  dissi,  ali*  età  del  Borghi  ni  si   trovava  in   Monte- 

che  in  Certi gnano  esisteva  tuttora  una  lo-  pu telano.  —  (Mammi,  Dissert.  sulP  aati* 

calila  col  nomignolo  di  Casa  Cestire  posta  dtità  del  Ponte  faccino.  ) 

appunto  presso  il  conKne  {Ad  Fines)  dell'  3.  VIA  GLODIA.  —  f^ed,  VArt,  seg. 

antico   territorio,   poscia  diocesi    fiesolana  4.  VIA  FR\NGF.SGA,   FRANGIGENA. 

eoa  il  contado,  ora  diocesi  aretina.  ROMfcA  a  PONTREMOLESE.  —  A  molle 

In  quanto  alle  mansioni  designate  dalla  strade  maestre,  che  all'  e(KM»  della  discesa 

Tavola  Peutingeriana  nello  stesso  Va l-d' Arno  de' Franchi  in  Italia  attraversavano  la  To- 

superiore,  rammenterò  quella  ad  ^^fV/om,  scana  conduoeudoa  Roaia,  fa  dato  il  no- 


716  VIA  T I  A. 

DM  generico  (K  f^ia  Franetsea.  La  più  no-  Maremme  pretio  Scarlino  è  falla  menm 

la  e  forte  anche  la  più  autic»  di  esse  è  quel-  nel  Bre^t  pisano  del  e  a85,  noto  eolio  aon 

la  che  ili  origine  fu  aperta  da  M.  Emilio  di  Breve  del  conle  Ugolino,  e  legnabBak 

Scauro  nel  territorio  di  Parma  e  Pi;icenza,  alU  rubrica  i8  del  Lib.   IV,  ìnlitolalj:  A  ] 

la  quale  varcava  V  Appennino  del  Stante  ampliando  viam ,   ^ua    iiur  de    fipék 

Bordone,  o  ilella  Cisa^  per  scendere  a  Pan'  Seherlinum,  —  ^e<i.  ScAMLiaro   Pabcu  k. 
tremoli  in  Lunigiana,  donde  dingevasi  in        Riferiscono  alla  prima  e  più  freqoeslMi 

Toscana  per  Villafranca,  Sarzana,  Luni,  Via  Fbahcuc4,  o  Romba  ,  la  quale  escin  I 

i\  Frigido,  Salto  della  Cervia,  Lucca,  j41-  Toscana  sotto  Radicofani   varie  prr|(a«ai 

topascio  ed  il  Galleno.  Di  là  sotto  FueeC'  della  Badia  del  Mont*Amiala,  ora  nell'ila 

chio  passava  FArno  per  eolmre  nella  f^ia  Dipi.  Fior,  due  delle  quali  del  secolo  IL 

traversa   di    Castel    Fiorentino,   prima  delPE.  V. —  f^ed.  C^le.em^l^, 
dì  avrivare  a   Certaldo  e  di  là  per  Poggi'        G>1  progredire  de* secoli  ad  altre  iln& 

honsi,  Staggia,  Siena,  Buoneon^ento,  S,  maestre  del  la  Toscana  atlual  e  fu  dato  il  n» 

Quirieo,  allo  Spedaìeito  di  Briccole,  Ra-  bolo  stesso  di  ^Va   Francesca^  o  Frs» 

dicqfani ,  Acquapendente,  Bolsena,  Man-  gena,  e  perfino  ad  una  strada   malaUÌA 

tefiaseone,  Fiterho,  e  Sutri,  finché  entrava  che  sopra  Pistoja  varcava  TÀppennino  veo» 

in  Boma  da  Porta  Castello,  —  Tale  fu  la  do  da  Bologna  e  della  Lombardu.  —  ftk 

strada  praticata  alla  fine  dell'anno  1191  da  V  Ari,  Pistoja,  (Voi.  IV  pag.  4m8.) 
Filippo  Augusto  re  di  Francia,  mentre  tor- 
nava  dair  impresi  delle  Crociate  passando         VIE   REGIE,  PROVINCIALI 
per  Roma  e  la  Toscana,  di  dove  per  V  lulia  a  COMUXITATI  VE  ROTABILI 

superiore  recossi  in  Francia — {f^ed.  Aaro- 
kOoiA,  tiriugiio  1893  pag,  16  in  noia.)  Distinguo  in  quesl*  Opera  le  Vn  ■■ 

Cotesto  itinerario,  il  più  breve  dì  tutti  fostaiiI  da  quelle  mioik  iro«  roar ali  e  <hlk 

per  passare  da  Roma  in  Lombardia,  e  vice-  paoviaciAu.  Sono  le  prime  in  nuneio  fi 

versa ,  corrispondere  doveva  per  il  tratto  da  nove  nel  Granducato,  senza  conlare  qflflli 

Pontremoli  sin  presso  a  Massaciuocoli  con  1*  degli  Stati  limili'ofì,  le  quali  strade  porib 

andamento  della  Via  Emilia  bi  ScAuao,  alla  corrono  nella  Toscana  Granducale  nona» 

quale  sulla  deciidenza  dell'Impero  fu  ilato  il  no  di  miglia  345  ^/i  fìorenline. 
nome  di  Via  Clodia,  e  <lopo  di  Via  Romba,        Importantissimi  miglioramenti  sooortili 

ossia  Fa^NciGENA,  quando  gib  per  V  Appcn-  introdotti  di  corto  nelle  strade  aecitrri» 

nino  di  Pontremoli,  o  per  Borgo  Taro,  vi  vistciali,  fra  i  quali  sono  d'i  valiitarù,  i*!t 

era  un  varco  ast:ii  antico  praticalo  dai  Fran»  colonne  situale  sui  Irivj  di  più  strade  rr^ 

chi;  siccome  apparisce  non  solamente  dall'  o  provinciali  per  indicare  al  vianiliole  !> 

itinerario  di  Filippo  Augusto  m:i  da  quello  scelta  direzione  che  vuol  prendere  nelf» 

di  un  Islamlesc  scriUo  nel  11 54  e  da  noi  cammino;  a.°  quello  di  aver  segnilo oos 

riportalo  nell'  Antologia  predelta  del  Giù-  misure  uniformi  i  cippi   milinri  in  tutta  3 

gno  alla  png.  i5  in  nota.  Granducato,  e  questi  in  pietre  Inanfibn 

Non  starò  a  rii)elere  che  l'andamento  del*  con  due  delle  tre  facce  volle  sopra  e  totlo  b 

la  Via  Frahciucv  nella  parte  estrema  della  ^/^  Regia,  ad  oggetto  d'indicare,  Itoti 

Toscana  a  confine  con  la   Lombardia,  esser  a  chi  va  come  a  chi  torna,  il  numero  deìk 

doveva  comune  a(piello  della  Via  Emilia,  la  miglia  distanti  dalla  città  principale  di  (lo«c 

quale  chiamasi  tuttora  in  varj  punti  Via  Sei-  si  staccano.  Lo  stesso  dicasi  rispetto  alle  c^* 

eia,  Francesca,  Romèo  ecc.  mentre  un  al-  lonne  sui  trivj,  come  rapporto  ai  cippi  lai* 

Irò  tronco  della  Via  FaiaccscA  si   slaccava  liiiri  posti  sulle   ^"fff  PRor-iyct^Lt,  se  bm 

da  questa  alla  base  meridionale  dei   monte  che  le  pietre  miliari  e  triangolari  lungo  qv^ 

di  Qiiiesa,  la  quale  dopo  varcato  il  Serchio  ste  ultime  sono  di  mole  inferiore  alle  pir 

alla  Torretta  attraversava  la  città  di   Pisa  cedenti,  talché  si  può  da  ognuno  distiap^ 

per  avviarsi  sotto  il  vocabolo  di    fia  Ro-  re  se  quella  tal  via  spetti  alla  PBoriMCiJU, 

mèa  yev  il  Portone  nel  subborgo  meridio.  o  alla  begia. 

naie  di  detta  città  dove  rientrava  nella  Via         Ho  già  detto  a\V  Art,  Decimo  (S.  Cccitu 

Emilia  di  Sc«uro.  presso  S.  Casciano,  e  tornerii  a  ripeterlo  * 

D.-l  metodo  praticato  dalla  Rep.  di  Pisa  f^igesimo,  che  nomi  consimili,  comeqa'^'- 

l«er  restaurare  e  mantenere  cotesta  via  nella  li  di  Quarto,  Quinto,    Sesto,  Settima. 


VIA  VIA  717 

Settimeilo,  Ottavo,  ecc,  ci  rìchiaouDO  alU  tulle  Ì9 strade  regie  e  provinciali  ^^tit  in 
cosiriizioiie  ili  vecchie  vie  municipali  piut-  pochi  anni,  o  JecreUte  dalla  sapienza  dei- 
tosto  che  a  liiii|;he  strade  consolari ,  come  rAu^usto  che  regola  i  destini  della  Tofcaua 
Wf:\\t  M\a  yia  Aarelia  vecchia  e  nuova^  granducale,  opportunamente  diceva:  che 
Btmlia  di  Scauro,  Cassia,  ecc,  la  quali  qu:indo  una  provincia  è  retta  dal  principio 
tolte  tiovcvano  contare  il  numero  delle  mi-  della  libera  concorrenza  poco  resta  a  fare 
glia  a  partire  da  Rom:i,  e  non  gik  dal  capo-  al  potere  supremo  per  vantaggio  del  commer- 
luogo  del  municipio,  per  dove  passavano,  ciò,  oltre  quello  di  agevolare  i  mezzi  di 
fino  al  confìne  del  R.  Impero,  mentre  nella  communicazione  reciproca  ;  ed  a  cìòappun- 
ilecailenza  dì  quel  gran  colosso  politico  U  to,  soggiungeva  egli,  sono  diretti  i  pen- 
eostruzioueo  restauro  delle  ^lentiVi/ari  era  s:<menti  e  le  provvide  misure  del  nostro 
■1  pari  «Ielle  municipali  a  spese  respeltive  Principe  disposto  a  soddisfare  i  voti  de'  suoi 
delle  città  o  municipi*.  sudditi. 

A  cotesto  fatto  ne  richiama  una  colonna  Potrhi  paesi  proporzionatamente  alla  loro 
Iktta  porre  lungo  non  so  quale  stradn  dalla  superficie  possono  contare  tante  f7e  regie, 
città  di  Luni  Mito  gi*  imperatori  f^alen:e,  tante  f^ie  provinciali  e  comunitative  rota" 
Graziano  e  ^a/e/i^ir}ia/to ,  pubblicata  dal  A<7f  quante  ne  conta  attualmente  la  Tosca- 
Muratori  {Thes,  veter.  inscript,  pag.  249)  na,  e  poche  provincie  forse  un  giorno  saran- 
ad  oggetto  d' indicare  la  distanza  di  quella  no  per  avere  tante  Strade /errate  ({Uàtìie  se 
▼ia  da  Luni.  Lo  slesso  dicasi  di  altra  iscri*  ne  progettano  per  la  giblx^ssima  superficie 
sioiie  contemporanea  che  lece  porre  la  Rep.  della  Toscana. 
<K  Pisa  in  una   strada  maestra   sul  quarta 

miglio,  trovala  a  S.  Hietro  in  Gratto,  pub-  CLASSE  /. 

blìcata  ed  illustnta  dal  Chimenlelli  (  De  fr,^  ^g^,g  postalì  dkllj  ToscdHA 

konore  Biteliii  P'ig.  219%  Al  che  aggiun- 

Sntì  altre  riunite  nelle  loro  raccolte  dal        1.  VIA   REGIA    ROMANA   POSTALE 

utero  e  dal  Mafifei  ed  esistite  in  altrettanti  PER  AREZZO.  —  Fu  questa  in  gran  parte 

cippi  miliari  sulle  pubbliche  strade  aperte  o  tracciata  suirandamentodelfantica  F'iaCai- 

ffcstaurate  in  Provenza  dalle  città  di  Nimrse  sia,  la  quale  ai  tempi  dell*  Imp.  Adriano,  se 

di    Arles  col  numero  di  due,  di  tre  e  di  non  prima, conduceva  a  Firenze  passando  per 

quattro  miglia  da  dette  città.  il  poggio  di  S,  Donatain  Co//ì/ia  ed  entrava 

Che  poi  nel  quarto  secolo  dell*  E.  V.  esi-  in  città  per  la  Porla  S.  Niccolò,  fino  a  che  fii 

iletKro  de*  colonnini  anco  sulle  strade  vi*  dichiarata  Rnu  postali  Abktiiva  il  primo 

dmli ,  lo  dichiarava  Claudio  Rutilio  Nu-  tronco  della  medesima  aperto  sulla  destra  ripa 

BMsiano,  il  quale  intorno  ali* anno  4*0  re-  deirArno.  La  qual  Via  esce  da  Firenze  per 

candosi  dal  Porto  Pisano  alla  città  di  Pisa  Porta  la  Croce,  arriva  alla  prima  posta  del 

indicava   nel  suo   Itinerario   i  molti  cippi  Ponte  a  Sieve  che  trova  alle  10  miglia  da 

miliari  esistenti  allora  in  quella  strada,  che  Firenze;  passata  la  fiumana  del  la  Sieve  si  separai 

m>n  fu  mai  una  delle  grandi  Vie  militari,  dalla  strada  regia  di  Forlì,  cui  fino  allora  era 

w^s^^^ti^  .:^    /v— ;-  ....^^.#^»^  ..;./«#,..  comune  il  cammino  per  avviarsi  nella  tortuo- 
Mmi€rvatia  viae  fessts  praesfare  viaetur,  1    .      •  n»  1  *.  *  it 

^%  •      .  .•        •  .        'it'        L     f     •  sa  ripa  destra  deHAmo.  finoa  che  nassa  alla 
Oui  noiatinscnptus milita  crebra  lapis.  KT  .  ^        •  «    .    1  ,.!  i    .       ."^^ 

^  ^  "^  sua  sinistra  sul  Ponte  dell  Incisa,  dove  trova 

—  f^ed.  \*Art.  Pisa  Voi.  Ili  pag.  3o6.  la  seconda  posta  de*cavalli.  Di  costi  dall' lucia 
Ma  passiamo  a  indicare  coni  rrspellivi  fino  al  Lago  Trasimeno  sul  confine  Perugino 
nomi  che  atliialMiente  portano  le  ^ie  ret^ie  dello  Stalo  Pontificio  il  cammino  della  Vu 
postaii^  le  non  portali,  e  quelle  provinciali  Rioia  voitalb  AarmcA  è  comune  a  quello 
rotabili  che  finora  furono  aperte  nel  Gran-  dell'antica,  passando  per  Figline  e  San-Gio- 
ducato,  essendoché  delle  strade  aperte  per  vanni  dov*è  la  terza  stazione  o  posta  di  ca- 
la Toscana  nel  Ducato  di  Lucca,  nel  Ducato  valli;  di  là  per  la  Terra  di  Montevarchi  ar- 
di Modena  e  nel  Regno  Sardo  mi  limiterò  riva  a  Levane  alla  quarta  posta  de*  cavaU 
a  tegnalare  le  sole  ^ie  regie.  lì,  trovando  la  quinta  al  così  detto  /'o/i- 
II  dott.  Antonio  Silvagnoli  in  una  sua  me-  ticino,  la  sesta  dentro  la  cillà  di  Arezzo,  la 
mori^  letta  nel   5  gennajo  1845  all'I,  e  R.  settima  al    borghetto  di  Rigatino   in  Val- 
Accademia  de*  f^rgofili  sul  commercio  delle  di-Chiana,  e  1*  ottava  a  Camascia,  di  là 
Maremme  toscane,  dopo  aver  rammentato  dalla  quale  incontrala  nona  posta  allcCtfJt 
▼.V.  91 


720  VIA  VIA 

HI  rivare  poco  dopoalLi  daofifcrnia  poMa  sol  altfiliino  \t  dite  langlK*  bnrptìe  «K  I^^k^ 

ronte-Centino  nello  Stato  Pootificio.  ìnaaniì  di  arri?are  airaflin  del  Postai^ 

1  punii  più  elevati  di  questa  Stbada  heoia  ve,  per  poi  pattare  per  qael  poatralledae» 

rotTALc  sono  a  Barberino  di  Val-d'Elsa,  a  glia  e  trequarti  a  pon.  di  Fireme.  Dib4 

Siena  ed  a  Radicofiini,  ma  ques  *u;iimoè  il  Fonte  a  (ìreve  la  fia  t*inollri  per  il  ^ 

doppio  più  elevato  degli  altri  due,  i  quali  della  Caselline  e  di  SellinioUieÌMi«loaàiai 

{tossono  valutarsi  alTatlezzadi  circa  600  br.  destra  laftidiae  la  Pieve  ovnooìma,  aa^-* 

mentre  il  varco  di  Radicofani  alla  posta  de*  moslMsi  alla  tua  sioittra  bi  fTuiilim  vA 

cavalli  olliepassa  le  br.  1  t6o  sopra  il  livello  signorile  de*Eiccardi,  già  Ca#'e/-/'«ict,i» | 

del  niarc  Mediterraneo.  a  che  passato  sul  nuovo  ponte  il  tocr.  /& 

.  11  numero  ilelle  poste  ed  il  diritto  del  ^^one  arri  va  al  pomerio  del  Ctst.4lcUaL«^ 

terzo  cavallo  è  nell* ordine  qui  appresso:  le  cui  mura  cosleggb  dal  Ulo  orirolakib 

TV  n.  e      ri     •       f»^^  alla  prima  stazione  postale  dnFìreoBeebct» 

I.  Da  Firenze  a  San-Casciano(fer-  ^      ^        tir      «i  .     ^  :i  ^.:_ 

.  ,,  .  dL.#^     .  ^'^  «otto  Ganealandi  in  il  sesie  e  11  «II» 

to  cavallo) roste     i  _•  |.    .  n  ^  •.  t    t^     ^%  ■    *. ».  .  • 

rk  ^      r^     •  fv  11  micliodallacapitale.i>icotUilaf#r04arna 

a.DaSanCascianoaTavarnelle.  »     i  ^^];,  /....'      ,,      .        .    i^..  xjri' 

.^   TX  fw*  Il       B       L      •  0Of/aie  SI  dirige  sul  la  npa  stRisIra  deiria 

J.  DaTavarnelie  a  Poegibonsi.  >     i  •   •   .     •       1    ^      #•  .    -11 u 

w.  n      'u      •     r*    .•  f        1  CUI  SI  riumtcela^eecAfa  pnanloilhormi^ 

4.  Da  Posfiibonsi  a  Castiglioncel-  „  _,,    «•  j  1       •  » 1-       -t^ 

^   ,  ^^   D  .       f      ^  Pont  a  Siena,  dopo  aver  lasciato  da  «si* 

lo,  ora  H  Petragha  .....     1  ^  j.i,..,.L  J^CZL  .;ii^  ^ u; ..-;-; 


é    ni  D  ,       !•-    2-       /*— ^^.  c  dall' altro  deliziose  Tille  e  ▼afbi 

5.  Dk /'e/rae/ia  a  Siena  (terso  0(1-  ^.     .    ,   «.       , ,  ,.       _^_r^«« : 

,,        •     f  .         *  j' ^'^  ^  Giuntala  Via  soddet  la  a  oooeioneeiBea 

Inailo  net  soli  kmest  di  dtcem-  ,,     ,.  •       ».  -t        #  11    ì^ 

.  ^7.  ,  .  "antica,  che  attraversava   il  caslella  é(% 

bre^  genn.^ftbbr.  emano),  »     i  ».  1  ..         u         .     .1^1  n— * 

M   IV  \f-  M     .        •  .  Lastra,  e  U  conti|roa  bornia  «lei  Foalc  1 

o.  Da  Siena  a  Monteroni  .  .  .  ■     i  e-  ••  •         «i  1 

ri  «...    D  .  Siena,  nroseeue  il  camraioo  verso  il  tmp 

7.  DaolonleroniaBuonconvenlo»     i  1  1  o  L     v  ut  e     lì       •    r/i-T 

o  tv  D  .      rr         •    •        .  ^«t  P^rto  di  Mczao,  6nchè  pctssala  rO*- 

8.  DaBuonconventoaTorrenien»     i  ^'    j  tt    r'       .  ^      ^-*^— ^ 
tv  o^         •    •   Il  n   I    •     /«  ^  na  tfc//a  ^/ca  trova  lino  siiTOBescUcBinn. 

9.  DaTorrrnierialIaroderina(/er-  ^  1     1  i  •    j-  m«  t         .-i     ^1 .. 

^  ,,  .  ,^  .  Itale  del  pofffio  di  MalniaDtile  che  nsrsh 

to  cavallo  con  reeiprocità) .  »     i  .     '^n„  .        .  _.         t^  j^ 

rw  I,    n   .    .         «._.    .  .  per«*n!rareneH  angusta  e  lortooialoerdHfc 

10.  Dilla  Poderina  a  Ricorsi .   .  »     ■  n^tt  i-       »  • 1 .— 

tv_  o-  M    I-    r    • /*      ^  CJoifolina.  La  quale  percorre  per  bes  he» 

li.  Da  Ricorsi  a  Radicofani  {l9r%o  ,.  .  »        »  j^, ,^ 

,.  ^  glia  passando m  quel  Iraffi Ilo  dal  borfhrtto** 

cavaiiO)  .•.•.••••..     I  w        1  •«•■•       •  • 

r\  D    I*    f    •    n     .        ••  ^        .  i  /•  Lamole^  otsu  di  Brueianese^  e  per  1  f* 

19.  Da  Radicofani  a  Pontecen  tino»     1  '/i  •  |.»      .        j.  j  •        -J^  jvj 

*  ■  sessi  di  Lusciano,  di  dove  si  awnaoa  alT^ 

ToTAu  .  .  Poste  19  */l  d'Arno  inferiore  dopo  ali ntTcrsatoifacBi 

Equivalenti  a  circa  miglia  91  fiorentine.  San-Miniaiello  e  di  MoDlcvLaiipo.  Att*evh 

da  quest'ultimo  essa  passa  sopra  od  pa* 

4.  VIA  REGIA  POSTALE  L1VORT9ESE  «li  piHra  la  fiumana  della   Fesa  per^ 

ras  PISA.  — È  la  strada  più  frequentata  di  di  innollrarsi  all'Ambrogriana ,  dote  im 

lulleIealtrepostali,siaperIemerci,siaperle  presso  la  R.  Villa  ùmonitn^  salle  iSir 

vettnrechevi  passano,  sia  per  il  comodo,  lar*  glia  a  pon.  di  Firenie  la  seconda  pasb  è' 

go  e  ben  tenuto  stradale,  come  ancora  per  cavalli.  Qui  si  apre  la  spaziosa  Valle  id^ 

la  frequenza  de*  villaggi,  de* borghi  e  delle  riore  dell*  Amo,  e  qoi  rocrhio  sì  bti  ar 

Terre  cbe  essa  attraversa,  per  i  ridenti  e  ben  percorrere  Taghe  coUiTazioni  di  easfi  rv> 

coltivati  bacini  dell'Arno,  in  mezao  ai  quali  condate  da  col  line  vesti  le  di  TÌgnefì  eolivf*i 

essa  per  49  migl.  di  cammino  da  Firenze  a  siccome  sono  quelle  che  il  viaDd4atrsiiw7. 

Pisa  percorre,  ed  è  in  tutte  le  stagioni  dell'  tanto  alla  destra  dell' Amo  nri  poggidelisM 

anno  di  non  troppo  rigida  né  troppo  calda  di  Bihbiani,  come  alla  sinistra  del  (i«»re 

temperatura,  in  un  clima  salnberrimo,  talché  della  Strada  postale  nellr  collioe  diSoses. 

può  dirsi  senza  tema  di  esagerare,  che  nel  tra-  lana  e  del  Cotone,  finché  fioco  «topo  altri* 

gitto  di  queste  49  miglia  consista  il  vero  versato  il  borgo  di  Pootorino   eolia  at& 

gianlino  della  Toscana.  .  grossa  Terra  di  Empoli,  paese  assai  Gnorr 

Esce  colesta  via  dalla  Porta  S.  Frediano  vele  al  commercio  per  la  siiacrolialità  rti> 

di  Firenze,  e  passando  in  mezzo  ad  un  pò-  livamente alle  principali  città  «Iella  Tosare. 

peloso  borgo  siiburbano  costeggia  la  deli-        Da  Empoli  continuando  il  pianeggia'' 

ziosa  base  set tenlrionale  del  monte  Olivcto,  cammino  dopo   tre  miglia    trova  on  qo- 

c  del  boschetto  Strozzi,  sul  di  cui  confine  drivio  all' Oileria  Bianca^  dove  la  Sir^% 

estremo  trova  il  borgo  di  Monticelli»  al  quale  regia  postale  Pisamm^  otfia  ZfVaraefr,  t 


«■ 


VIA  VIA  719 

Ifflirìnnale  del  Gran Jucato  per  quiiiili  entra-  Ìj  aìIuaÌ^  Via  rtffia  postafe  esce  (l;i  Fi- 
re  nel  leni  Iorio  Bolognese  dello  Slato  Ponti-  renze  per  Porta  S.  Pier  G.iUolinl ,  si  dirige 
fìcio.  Da  cotesto piinlo  la  via  postale  jirosegue  Tra  hi  collina  <li  Certosa  ed  il  Ijorgo  del 
il  cammino  sul  rovescio  dclP  Appennino  [MS-  Galluzzo,  finché  dopo  aver  costtugialo  It. 
fluJo  \ìer  le  |ioste  di  Tjopno,  del  Pianoro  e  baseoccidcnlalediMouie-Buoni,  varca  sopri 
(fi  Bolo|;ii!i,  alU  ipial  riuà  si  un-i\a  dopo  il  un  ponle  lalìiiniHn:!  6/et^e  per  salire  il  (mg. 
aiuiiiino  di  circa  6'S  ni'glij  da  Firenze.  gio  i\r  Scopeti  e  di  la  itiiiollrarsii  rmoairin- 

Cilesld  ^ia  p'ìsiale  è  praticabile  in  tutte  grcssu  tirila  Terni  di  Sau-Cisciano ,  dove  si 

le  siai«iiiiii  dell*  anno,  avvegnaché  il  varco  (ambiano  i cavalli  di  posla.  DaSiin-Casci.mo 

•tir  Appennino  della  Futa  non  è  più  elevato  la  f^ìa  postate  scende  in  Pesa  presso  l<t  ripa 

Ji  br.  iSOOy}  sopra  il  livello  del  mare,  vale  deslradella  fiumana  e  di  costà  dopo  a  ver  corso 

«dire  br.  4  4/a  [liu  basso  della  sommila  di  contr' acqua  una  pianura  di  circa  4   migf. 

Monte  Morello  pifsso  Firenze»  comecché  il  passa  il  nuovo  ponte  sulla  Pesu,  non  più  nel 

fianlo  più  alto  di  colrsla  via  si  trovi  sulla  borgo  della  S'imbuca^  ma  un  buon  miglio 

■onUgna  della  Radicosa  fra  PiHramula  e  le  innanzi  per  svilirei  poggi  che  dal  lato  di  lev. 

FiKgure  alle  sorgenti  dell*  idige,  che  può  fiaiicheisgiauo  la  Vaioli-Pesa  sino  a  che  ar- 

ralcolarsi    un    Lenloipiaraiita     braccia    più  riva  sulT  altipiano  di   S.  Piero  in  Bossolo 

efevalo  del  varco  della  Fitta,  e  di  là  al   borgo  di  Tavaruclle,  trovando 

Passando  di  notte  dal  dvigliajo  ■  Pie-  ivi  la  seconda  |iosta  de*ca\alli.  Da  Tavar- 

tramala  si  veggono  verso  lev.  a  poca  disianza  nelle  passa  a  pie  del  castello  di  Barbeiiiio 

éa  quest'ultimo  paese  le  fiamme  che  si  al>  di  VaUd*£lsa,  di  là  dal  quale  scende  per  5 

nno  da  terra  da  un  I  alle  due  braircia  sotto  migliit  nella  Valle   dell'Elsa,    dove    entra 

il  nolo  vocal)oIodi  Fuoeln  di  Fiefra/naia,  nella  Terra  di  Poggibonsi  per  cambiare  ica- 

La  stazione  delle  poste  per  la  strada  re-  valli  alla  terza  (josla.  Costi  la  f^ia  postale  si 

pa  Ao/of/krje da  Firenze  alle  Filigareè  sta-  accoppia  a  quella  detta  Traversa  Romana^ 

li  deterioinata  come  appresso.  già  Fia  Francesca  del  Medio  Evo,  la  quale, 

Dws>'    ^        u'     .  1    ^      /#  -.    ^.  viene  dair  Oj^er/rt  Bianca.  Da  Po<£i;ibousL 
.1  Firenze  a  rimlebuona  (/er^o  ca-  ,  .  ,  ,  ^^ 


^aiió) Poste     I 


andando  contro  il  corso  del   torr.  Staggiti 


Dn      .  .               /^  />      •      I  |)assa  ili    mezzo   al    castello   omonimo ,    al 

a   ronlebuona  a  i*ifag"iiioIo.  .   »      i  ,.  ,,     ,  ,         1     .           ,            .       .     • 

■m    Tk     r*  r            I         ttv     .    r*      11*  di  Ih  de!  quale  troia   la  (iiiarla  stazione,  o 

3.  IM  Cataeifuiolo  a   RTon  te-La  rei  li.    »!  .      1  «         n*        r<    .•    ■•          n       . 

.     «^     m,     .    r^      M-    1  /-.     •   I-   •      *  ..  posta  de  cavalli  a  l^asli;;Iioui'elIo,   trasoor- 

4.  Ila   Monte-Girelli  al  Covigliajo  ^^/er-  111     otr    11               Vi 

...                          o     j    V  |.,|.j  j|g|  novembre  drl  i83G  alfa  nuova  tab- 

*o  camallo) >•      II.       1-   D  •        r        tu  11                 •■ 

_    tv  ,  r»     •  1-  •      Il    fi-  brica  di  Pet raglia,  dalla  iiuale  ha  preso  il 

5.  Imi  Co  viglia  IO  alle  Fi  liga  re  .   .  .   »     i  i?-     1        .     1           ,     ,    •          •      . 

*     '                 ^                 ____  nome.  Finalmente  da  «pitsla  stazione  si  sale 

Totale Poste     5  a  Siena  dove  tn)vasi  la  (|uint  1  tiosta. 

C>tesle  cinque  (losie  equivalgono  a  circa  Da  Siena  scendendo  xmW /Irhia  si  arriva 

36  migl.  fiorentine  nel   GrandtiCiito,  men-  alla  sesta  posta  di  Monleroni,  e  di  là  pianeg. 

tre  lii  sesia  posta,  dalle  Filic;arf?  a  Lojano,  giando a  Bur>ucon vento,  dove  passi  il  fi.  Om- 

oorre  quasi  (ler  intiero  nello  Stato  Pontificio,  brone.   Costì  si  cambiano  i  cavalli ,  tinche 

sull* /^ffo  alla   base  setlcntriomlt*  del  colle 

3.  VfAROMAN\POST\LEDv  FIREN-  di  San-Quirico  ed  a  levante  di  quello  di 
Src  A  PONTE  TENTINO.  —  Onesta  r«a/;o-  Monlalcino,  trova  l'ottava  |»osta  in  Tom- 
sfa/rdaPoggibonsi  alconrmePdiilifurio  sfjet-  nieri.  Da  Torrenieri  si  s^ile  il  poggio  prr 
la  in  gran  |wrle  airanlicii  Strala  France-  attraversare  la  Terra  di  .San-Quirico  e  ili 
ica,  la  quale  (massiva  per  Siena. —  Dissi  là  scendere  nel  vallone  dell' Orcia,  dove  pas- 
in  gran  parte  loslochc  il  primo  tronco  della  salo  il  ()onte  sulTOrcia  alla  Poderìna  in- 
medesima quando  passava  di  Val-di-Pcsa  sa-  contra  la  nona  [>osla  de*  cavalli.  Di  costà  si 
liva  sulla  costa  de* monti  di  S.  D'Uiato  in  avvia  lungo  la  rip.i  sinistri  della  fiumana. 
Poggio,  e  |>er  la  Cislellina  ilei  Ciiianli  arri-  costeggia  V  Osteria  della  Srtila,  donde  per 
Ta va  in  Siena.  —  Anche  al  di  là  di  S.Quirico  i  colli  di  Gintignano  arriva  alla  decima  pit- 
ia TPcchia  strada  era  tracciata  lungo  la  ripa  sta  di  Ricorsi.  Da  quel  punto  si  avvia  sul 
destra  e  non  come  oni  sulla  sinistra  dell*  Or-  monte  di  Radii^x^fani  dove  trovasi  riindei-ìmi 
eia  di  dove  per  entrare  in  Val  di  Paglia,  in  stazione  postale,  e  finalmente  da  Radicofuii 
vece  di  salire  sol  monte  di  Ridirofini,  co-  scendendo  in  Val-di-Paglia  |).isst  dalla  Tor- 
fleggiavu  il  suo  fianco  verso  |)oa.-Ub.  ricetlay  ultimo  confine  del  Granducato ,  per 


Tao  VIA  VIA 

;iiii\:irc  POCO  t1o|.oa1l;i  JiiO'lrriiiiii  poMa  tiil  AilesUno  \e  diip  liingfip   borpile  A\  T/fn*» 

l'oiUC'Ceiilino  nello  Stato  Voniificin.  innunzi  di  lirrivare  alTafli'^  tJi»l  Pont'jU^ 

I  punti  i>tii  clcTiiti  di  qucsln  Straiu  uoia  vcviier  poi  patinn' per  quel  ponieatlf  Juf  m: 
ntTALc  sono  .1  Barberino  di  Vul-ifF-ki,  a  ftlia  e  trequarti  a  pnn.  di  Firenze.  D.  là 6J 
Sifn.i  ed  a  Radicofani,  ma  q'ies  *u;iinìf>è  il  Ponte  a  Gren»  la  via  l' inoltri  prr  il  r"»»* 
flopti;o  l'iù  t  levalo  degli  altri  due,  i  quali  della  Gisellitii e  di  Selli mo  lascÌ4niloa'b<« 
iioksono  \a1iilarsi  airallezzadi  ci  ira  fico  hr.  dr-^lr.i  la  Uulia  e  l;t  Pieve  omonima,  menirr 
mini  re  il  varco  di  H-idicofanì  alla  |iosl:i  de*  nioslra^i  alla  sua  sinistra  la  (•rjnilioii  vÀk 
cavalli  oh  C[a$sa  le  hr.  1 160  sopra  il  livello  signorile de*Rircardi, già  Castel-Pulci,^ 
del  mare  Mcdilernineo.  a  che  p-i^sato  sul  nuovo  |ìonie  il  lorr.  T» 

II  numero  delle  |X}stc  ed   il   ilìrillo  del    ^'one  arriva  al  pomerio  del  Cisl.  della  Uftn. 
terzo  cavallo  è  ncll* ordine  qui  appresso:        le  cui  mura  costeggia  dal  lato  orienlalctìv 

^  -,.  o      ri     •       ,M  ^  alla  prima  stazione  postale  da  Firenze  ebeti» 

1 .  Da  Firenze  a  San-tiascianof/er-  .,    r-        1     i-  r       -i        .        -i   _*.■ 

...  s     .  ^'"  *"*!<>  Ganpalandi  fra    il  sesto  e  il  Sftlw 

to  cavuilo- roste  i  ■  i*    1  n         ■.  1    i**        ..  t    o.     ^     _:. 

,^  ^.      .-,   ' .  fty  ,,  niicliodalla  capitale. Di  costà  la  if/ra«0rrfM 

a.DaNan  Casrianoala\arnelie.  »  i  _^  ,   ,.,..•       ,,      .         ...       i  ii.«' 

..    r%  m  II       n       -u       •  J90j^a/e SI  dirige sulla  ripa  Sinistra  liell  Afu 

i.  DaTavarnelle  a  Poeeibonsi.  •  i  -    •    -     ■       %    ^      i*  .-il        xi 

r.    n       -1  /^    .•  I-        I  cui  SI  riunisre  la  eeer/ii a  passatoi]  borio èl 

4.  Dsi  Puceibnnsi  h  Castiglioncel-  n     .*    e-  1  ■      •  .      ■        «.i. 
^   ,          *^^   n  .       f       ^                              Pont  a  Si»na,  dopo  aver  lasciato  da  us  Ui 

lo,  ora  il  retragiia  .   .  .   .   ■      i  1  n»   1.       1  r  •  .n  »  • 

,    w\    a  .       t'      Z-       is        ^  ^  dilli  altro  deliziose  ville  e  vachi  casiii. 

5.  Da  r'e/rac/ifl  a  Clelia  (rertocei-  ^.      ,    ,   «•        1 1  •■  ■      : 

,,        .''  ,.  •  j-  I'     ^  Giunta  la  Via  suddetta  a  Ok>n;iDnernm 

^alto  nel  soli  L  mesi  di  dictin-  1*     .■  1       ..  .i        .  ;•    i-n. 

.                   ^  7>                    ,  .  I  antica,  che  attraversava   il   castrilo  Jm 

bre^cenn,yfrbhr.  emano),  »i  •,  t^.-  1  .ii  n_. 

M    Èx  ^-           if     .  .  fjiistra,  e  la  contigua   l>orsala  del  Foalfi 

o.  Da  Siena  a  Montcroni   .   .   .   »  i  e*                         -t               •                  -il 

,.  .,     .        .    D                   ,  .  Sigila,  prosegue  il  ram ramo  verso  il  hn9 

7.  Da^JoiileroniaBuonconveutoti  i              1  1   n     .      i-  xt           /•      »  -            .    f^Jl 
'    ..   „                   .      m          ■    •  .  del   Porlo  di  M'jzzo,  fìnclie  ntssata  rw* 

8.  DiBuonconventoaTorrenieri  »      i  ^'     »  n     r'       ,  ..    .  • 
,^  «,          •    •   Il  ¥1    I    •       *  -                    na  dttla  ^ura  trova  uno  sprone  setteDlf> 

«I.  DaTurrenieiiallaPoderma  /«T-  111  •     ■■  m  1  !■•       * 

,,  •  .  naie  del  poEffio  di  lUaimanlile  che  rurrli 

to  en^allo  con  reciprocità].   »!  .11%  ...         r     ju. 

,.,,„,.  w-        .  -  i»er mirare  nel!  aniiusta  e  tortuosa  |iVfd''ìi 

10.  Dalla  Poderina  a  Hieorsi  .   .   »     t  r>   i.- 1         v  1  ■_      . 

,.    „.  o    r     f    •  r.    -«  linjioli Ila.  iji  quale  i>prcorre  per  ben  tit»* 

11.  Da  Ricorsi  a  Radicofani  (/trto  ,.  ,  .  »        /        •..;•.       l  ..  t 

|.  glia  [iassjiniloinqiiellragillodalborfhrlfn-li 

v\  n    !•    r    •    n     >        ..   ^  j /^      LtimMe^  ossiJ  di  atucianese,  e  per  1  1^ 

19.  DaRadicofaniaPontecenlino  »     i  */a  .    .J       .    ^    i-   •  .  :      ,^, 

. —     sessi  diliusriaiio, di  dove  si  avvicini  al*» 

Totali  .   .  Pojfe   la  *  2  d*.\rno  iiifi  riurc  dopo  :illraversato  i  paen^ 

Equivalenti  a  circa  miglia  91  fiorentine.  San-Miniaìello  v  di  M.)nt:'-Lii(  o.  Air«»"'i 

da  qufst*  lillmio  (>ssa  pa$sa  sopra  un  f»'** 

4.  VIA  REGIA  POSTALE  LI VOUNFSF.  ,li  ,.iara  la  fiumana  della   /»ef.i  |cr  qr.i 

ria  PISA.  — È  la  strada  più  frequentata  di  di  innoltrarsi  airAniljiogi.ina  ,  dove  litn 

tulle  le  altre  poslalijsia  per  le  mcrci,sia|^r  lo  pressala  /?.  Filla  omonini't  sulle  iJit* 

veli  lire  elicvi  jwissano,  sia  per  il  comodo,  lar-  glia  a  poii.  di  Firenze  la  st  conila  p-stulr' 

go  e  ben  tenuto  stradale,  eome  ancora  i»er  (uTalIi.  Qui  si  apre  la   sp.iziosa  Va'!c  icfr^ 

la  iVequcuza  de' villaggi,  dcM»or;:hi  e  delle  riore  dell' Arno,'  e  qui  Tocrhio  si  b«  "'■ 

Tene  che  essa  attraM-rsa,  per  i  rìclenli  e  ben  percorrere  vaghe  coUivazioni  di  cainpi '"■•• 

<:olli\ati  bacilli  ilell'Arno,  in  iikzxo  ai  quali  condatc  ila  colline  vestite  di  vigneti  e  olì»*'! 

i»s^i  per  40  migi.  di  cammino  da  Firenze  a  siccome  sono  quelle  ebe  il\i.ind.ini'  4"^'-'. 

Pisa  p^'rwJire,  «d  e  in  lnllc  Ir  stagioni  deh"  lauto  ,'il|:i  desIradrlTArno  nei  ji'ij|.;;i.lt'ii'^ 

aniMi  dì  non  troppo  rigida  né  troppo  calda  ili   Bihbiani,  come  nll.i  sìnistrt  ili'  Ti: tu' e 

t'-m|i4Talura,  in  un  climi  saluberrimo,  talché  della  Strada  postale  nell«-  r«iHine  JiSiR:'' 

può  dirsi  seiiz.1  tema  di  ('Sjigcrare,e.lif  nel  tra-  lana  e  del  Colone,  finché  poco  d>*p>  ^rr* 

gitlo  di   queste  ^9  miglia  coiisista   il  vero  versato  il  borgo  di  Pontoriiio   niirii  ne  1 

giardino  della  Toscana.  ginss^i  Trrra  di  Empo!i,   (ueM*  assii  f*»'" 

Fm'c  eoirsta  \ia  dalla  Poiia  S.  Frciliano  \i«lc  al  commercio  prr  la  siia  n  nlii'ìO  f  " 

di  Fnenze,  e  pissando  in  mezzo  mi  un  pò-  lfvainentenlleprinci[>ali  «ilLi  lìtMi  T*»^'-'- 
poloso  borgo  siibiirbano  costeggia  la  deli-         Da  Empoli  continuando  il  pianc;:.''^  ' 

zios.1  base  set Irnlrionale  del  moule  Olivelo,  cammino  *\n\io   Ire  miglia    Inna  un  (j-^ 

V  del  boschetto  Strozzi,  sul  di  coi  confine  tiri vio  all' Oi/^rirt  Bianca^  dove  l.i  5/«'» 

estremo  trova  il  borgo  di  Mouticelli,  al  quale  rrgia  postale  Pisana^  ossia  ZtV  rirr-  * 


VIA  VIA           ni 

ttfliala  da  quella  che  imieilasi  allH  poHO'  i.  Di  Pite  a  Livorno  miglia  la.  33,  pa- 
le Traversa  ,  appellala  anticamente    ^la  gando  posta  doppia Petit     a 

Fraaeesea^  la  quale  riroonla  teno  acir.  la  a.  Da  Pisa  a  Lucca  (Idem)  migl.  ii%e 

Valle  dell*  Elsa  per  recai-si  a  Poggibonsi  e  sino  al  confine  del  Granducato  mi- 

ili  \h  a  Siena;  mentre  la  postale  Pisana^  o  glia  io.  46  fiorentine •     • 

Lieoraese^  conlinuando  il  cammino  ji  poa. 

urÌTa  sul  ponte  a  Elsa  e  di  ih  alla  lena  \ìo-  5.  VIA  REGIA  POSTALE  TRAVERSA 

Ém  della  Sraìa^  che  trova  alla  base  selten-  ROMANA.  —  È  quel  tronco  di  antica  Fia 

irìonale  «lei  poggio  su  cui  risiede  la  lunga  Francesca  che  passava  TAmn  sotto  Furec- 

cillà  di  San  Minialo.  chin.  Essa  allravfrsando  airOf f«ri<i  ^i aiitfa 

Ptaaeguendo  il  cammino  presso  la  ripa  la  f^ia  regia  postale  Livornese,  rimonta  la 

siaìstra    deirAmo   lascisi    alla   destra    del  Valle  dell' Elsa  per  arrivare  a  Poggibonsi, 

fianc  la  popolosa  Terra  col  solloslanle  bor-  dove  trova  e  si  unisce  alla  f^a  regia  postale 

Ldi  Fuccccbio,  e  poco  appresso  quelle  di  che  da  Pirenxe  dirigendosi  per  Siena  ePon- 

la-Groce  e  di  Cnslel-Franco-di-sotto,  di-  tr-Cenlino  guida  a  Roma. 

riospetto  ai  quali  ultimi  paesi  la  Via  postale  Gm  notifirazione  del   18  nov.  i833  la 

percorie  sai  lato  sinistro  dell*  Arno  le  vn-  soppressa  lungo  celesta  ^ia  regia  postale 

ghc  collioelte  di  Sin  Romano  e  delle  Ca-  Tra^rsa  laslHZÌonedi  Cambiano,che  si  tra- 

paone  restando  al  suo  pon.    e  lib.  il  ca-  aferl  a  Castel-Fiorentino,  fissando  la  valnla- 

slrllo  di  Marti  e  la  Terra  di  Montopoli  per  zione  delle  respettive  distanze  da  qnestoluo- 

KOHlere  sulla  Chiecinella  e  di  U  avvici-  go  a  llestazioni  postali  pib  vicine  come  segue: 

■ani  alla  grandiosa  villa  di  Varraroisla,  pas-  ^    „                   ^                    .  rr.. .^ 

^^  I.         I    •         I          -.    t.  j.«^«.^i:  Da  PooGiBOasi  à  Futanza  ruk  ul  TaàvatfA 

ttta  la  quale  trova  la  quarta  posta  de  cavalli 

a  Castri  del  Bosco.  i .  Da  Poggibonsi  a  GasteUFioren- 

Da  Castel  del  Bosco  alle  Fornacette,  dov*  tino Poste     i  >/« 

è  la  quinta  posta  dc'cavalli,  la  Strada  po^  9.  Da  Castel  Fiorentino  airAmhro- 

jfv/e  attraversa  il  borgo  della  Rolla  e  dopo  giana »     a 

■igl.  a  rMoimatissimaTem  di  Pontedcra.  3.  Dal PAmhrogìana  alla  Lastra.   »      i 

Dtella  Rotta  fino  a  Pisa  la  strada  postale  4.  Dalla  Lastra  a  Firenze    ...»     1 

è  «oli»  l'-rg»,  pwDiMim.  e  ridraliM.m»  per  ^^^         PosleTH* 

1  amenità  delle  adiacenti  campagne,  per  1  „    .                 •  i-     .r  n  —«•:«>« 

t^unxi  borghi,  villaggi  e  caslelH  che  Min-  ^'  «  «"»  ■»'«>'•  **  «»'•'"'«• 

versa  o  die  avvicina,  per  le  deliziose  pendici  Dà  Poooiaoasi  k  Pisa  pei  i.à  TaàvaasA 

dd  MoolePìsano  che  per  molte  mifflia,  sebbe-  vx    n      -i.            n   ^tv^ 

„     .              .     1  iifA         j  V     n-  I.  Da  PogffiboQsi  a  Castel-Fioren* 

ae  nella  ripa  opposta  dell. 4  rno,  da  Vico-Pisa-  ,.        ^*                             d^.#*     .  «/. 

t        .     1-  •»     L  •    I      !_•       e          L  t*no Poste     I  •/4 

DO.I  poDK  d.  Z-mhru  bmbiKe. fino  «che  j^ CwleUFioreolino «11. ScaU .     i  ' /« 

*po2Hr.Ter«lo.lpopoUto  borgo  del  Ptor-  3.  d„„.  gcaU  .  Cslel  del  Bosco.     . 

tooc  essa  entra  in  Pisa  ed  alle  49  miglia  .    wv    r-    •  1  j  1  n^         n    1?^^. 

-   r .        I       .        .    nJ^»\  -•  Jl^  i-  Da  Castel  del  Bosco  alle  Foma- 

da  Firenze  trova  la  sesta  posta.  Costì  si  cam-  .^^                                          „     1 

liiano  i  cavalli, sia  prr  continuare  per  Porta  .,   -.  ,,    r*  ''»'.'*»•''*  * 

•a       ,     ,;       ^ ,        .,      »•-.-•  5.  Dalle  Fornacette  a  Pisa  ...»     i 

a  Mare  In  sindone  che  guida  a  Livorno,  sia  .» 

peresrireda  Porta  Ltircliese  dov* mira  nella  Totalb  .  .  Fotte     6 

ridente  e  sfMzÌDsa  via  che  per  i  Bagni  di  S.  Fhrì  a  circa  migl.  48  fiorenline. 

Giuliano  e  Ri|)arr.<nn  incamminasi  a  Lucca. 

La  staziono  dillo |Mislr  'ur  cotcsle  tre  vie  6.  VIA  REGIA  TRAVERSA  L1V0RNE- 

regie postali  è  «lata  calcolala  come  appresso,  SE  PER  VICARETXO.  —  Dalla  casa  Car- 

senz.1  aver  bisogno  mai  di  un  terzo  cavallo,  mignani  fra  Settimo  e  Cascina  si  lascia  la 

w^    t?'             Il    r     .                  D    «  Via  iiostale  di  Pisa  fìcr  incamminarsi  a  oslro 

I.  Di»  Firenze  alla  lastra    .  .  .  Poste     i  nV      u        «i          m         ■       .v.»  i*».. 

,.,,,.       ,,.  .     I  sulla  Via  che  einda  per  Macerata  e  per  I  ar- 

a.   Dalla  Laslr.!  ali  Amnrotfiana     .    .   »      i  111?         n     1        1         .    j*  r»  ii:«,  m 

^    w\  tì^A     I                 II    c    I  c«ne  do!  Fosso  Roa'e  sul  ponto  di  lx>ilina  e 

3.  Dati  Arohi urlami  alla  9<:ala    ...»      1  ..  ,,      «.        ni».                         .i..:^... 

,.  ,,    e    I   ^'    .  1   I  I  D  di  li  a  Vioarello  dov  e  una  nuova  stazione 

A,  IXilla  i^'AU  a  (*ii>'.el  «lei  n<«co  .   .    »      i  ,      _.        ..     •   n     .•    i-   e.     ~«,  «»».. 

»    rk   r>    .  I  1  1  n           11    i^            ..  iKJStalp.  Di  cosli  SII  Pooli  di  Slagno  entra 

5.  Dii  (sisifi  uri  B()S(.*o  ;illGr ornacene  »      1  ,1     «r*          .  1    w                l       •—    i- 
^     -^  .,    „                     „.  nella  Fta  posfale  L'Vorn^se  cho  viene  ila 

6.  Dalle  rornacetie  a  Pisa "      '  ti:       t               i-          •      ir-     t^^^m^»»  a\ 

^_^  PiM.  Li  corta  di  qui'sta    f  in  Traversa  di 

Totali  da  Firenze  a  Pisa  Poste    6  P'iearello  è  conteggiata  tripla  dalle  Foma- 


722  VIA  VIA 

cellfa  LTorDOyOorrispondcnleiiniigl.ts.  45  hUno  «Ila  ipurtii  (n>«Ih  nclU  cillà  <li  V^ìm- 

(lalld  CaM  Ciriiiignani  ai  Funi!  di  SUguo,  e  Ducale  dopo  «nrr  iimmIì  »  \nè  de*  monli  rhe 

tre  pokte  dalle  Fornacettr  a  Livorno.  propagandosi  dall'Alfie  delie  Panie  di  Sera- 

7.  VI4  REGIA  POSTALEuaPISAaLUC-  yen»,  e  dofio  e^ni  avvicinala  al  nurea  \»è 
GA.  —  È  dichiarata  sTaAn4  rmìia  mistalb  dfl  Salto  della  Cervia  folto  Monli|enn»n.  D4 
quella  che  esce  da  Pisa  (mt  Porta  Lucchese  e  Massa  Ducale,  deviando  dalTantìca  StruJa 
passa  per  i  Ba^ni  dì  S.  Giuliano,  di  là  |>er  Ri-  postale  che  fu  a\ìtrU  hin^n  l.i  marina  prr*- 
Holi  e  Riprafalta  esce  tlal  Granducato eil  en-  so  la  Fia  Selcia{Eiailia  di  Seauru)  U  via 
tra  nello  Slato  Lucchese  presso  Ger.i«»iuni.i  attuale  attraversa  il  monte  inlerfiosto  fra 
quasi  4  miglia  innauai  di  arrivare  a  Lucca.  Massa  e  Carrara  per  (tassare  da  questa  pir- 

Una  strada  non  |)ostale,  ma   bene  sjiesso  cola  città  de* marmi,  e  «li  oostà  scendere  la 

preferita  dalle  vetture  per  essere   alquanto  ripa  sinistra  del  tnrr.  Carrion^  nsenlamio 

più  breve  dt'lla  prima,  è  quella  che  slaccasi  ì  nuovi  studj  ed  oRìcine  di  scultura,  quindi 

dalla  re^ia  /lof fa/e  appena  escita  da  Pisa  nel  vaghe  colline  sparse  dì  ville,  vestite  di  olivi 

subhorgo  di  Porta   Lucchese,  la  quale  via  e  di  vigneti  disposti  a  ripiani,  fìncbè  al  ca- 

prendendo  il  cammino  a  pfm.  lungo  le  rou-  stello  di  Avenza,  rientrat;i  nelT  antica  Fia 

n  dfl  la  città  volgesi  a  seti.  |)er  entrare  nel-  pottaie  di  Sar^na,  trova  la  quinta  slaxiitnp 

la  f^ia  delie  Prata^  u\\\  {ladule  delt*Oseri,  de*  cavalli   DalTAveniaa  Sarzan-t  corre  una 

finché  ritorna  sulla  Via  regia  postale  sud-  posta  pianeggiante  costanteroeiile  fra  la«fiÌ4^- 

della  sopra  Rijioli.  già  di  Luni  e  1* estreme  |N*ndici  dei  colli  di 

Si  (Mga  doppia  posta  da  Pisa  a  Lucca  e  Oilonovo,  di  Castelnovo  ili  Magra  e  di  Fo- 

TÌreversa  \ìer  un  cammino  sempre  pianeg-  Silìuovo,  1  isciaudo  ^IIm  sua  sinistra  i  raiseri 

giante  di  circa  migl.  14  Vi*  avanzi  della  città  di  Luni,  quattro  raiglia 

8.  VIA  REGIA  POSTALE  di  GENOVA,  innanzi  di  entrare  in  Sarzaiia.  Qui  trovasi 
o  SARZANF^E,  fino  kI  confìne  della  To-  la  sesta  |iosla  dei  cavalli,  esislemlo  altiial- 
icana  in  Val-di-Vara.  —  Mi  sembra  già  di  mente  la  settima  (losta  sulla  strada  nuova' 
sentirechi  le^'ge  cotesta  inlitola7.ione,/fno  ni  alla  Spezia,  Pollala. il  Borghrtlodi  Vara  e  la 
confine  della  Toscana  in  V'd  di  f^ara^  nona  di  là  dai  confini  prescritti  al  presente 
come  mai  io  attribuisca  alla  Toscana  una  Dizionario. 

parte  della  Liguria  orientale.  All:i  qual  do-         Le  |)OSte  da  Lucca  a  Mnnlramìlo,  e  da 

manda   ris^ionderei    col    prrgure   i*r»stnro   a  Montramiloa  Pirtrasanta  siiettaiiu  al  Ducalo 

leggere  rAvverlimento  premesso  air  Opera,  di  Ij«icra;  quelle  di  Massa -Duca  le  e  ili  4ven- 

Può  dirsi  rolesla /^/cirf ji;/a/inv/'//e,  ili  r^r-  za  a!   Ducato  di   Modena,  e  le  ultime   (re 

te  alnacno,  la  continuazione  iltfirantiiM  ^ia  di    S.irziin.i ,    Spezia  e  Borghelto    di   Vara 

Emilia  di  Scauro  ,  poi  detta    f^ia  Frttn-  al  Regno  Sirtlo. 

cescfi  «comecché  siii  stati  rettificata  in  niìi         I  punti  più  elevati  di  questa  Via  da  Pisi 

tempi  e  \arial.i.  —  Avvegn:ichc  Taiitica  f^ia  al  Borghelto  di  Vara  sono  due,  il  varrò  del 

postale  Sarzfinese  f)a$s.iva  lungo  i\-imios«i  monte  di  Quies^,  e  quello  del   monte  fra 

lillorale  da  Pisa  a  Viareggio  e  Piolrasaiila,  il  Massa  e  Carrara. 

qual  cammino  ai  tempi  nostri  fu  alibaiidona-         Le  poste  da  Pisa  al   Borghetto  di   Vara 

to|)er  avvicinare  la  strada  li  monti  |iass;indo  sono  le  seguenti  : 

il  Sercliio  riiiM  Ire  inì;;lia  a  non.  di  Lucca;  r\    n-  w  /d     .      j 
,           •  I- I     e.      I           .1    e                 *  I.  Da  Pisa    a    laicca  {Posta  dap- 

,      il   n       •  I-  •        r  1  P*^'^ rtiste      2 

iKirtmaoila  Pisast  iliri<!e.i  IjuciM.dovesicam-  t\    v  u     .        •.    'i  1      \ 

1.  ...  ^     •  i.  1.  -.o  a.  Uà  Lucca  a  Montra mito  iilein)  »      s 

Ulano  ic'ivalli  per  avviarsi  :li  la  verso  il  !>er-  ,    ix    «f     .        •.        d-  • 

,.        ,„         r.  wi-  •      ••  1  3.  I>a  Irlontrtmilo  a  ri»"lras.iula.    •       1 

chiosiilroiileS.  Pietro, e  poi  valicare  il  mon-  ,    tv   n-  .  .      u        i»      i-. 

.     t.rx  •  1       ì      •  I      11       •  I-  4.  Hii  Pieirassinirta  Mi^M-Diicale    »       1 

le  uMJiiii'sa,  doihlc  riscemlc  alla  pianura  di  •.!%«*        t\       1      ii«t  ,,  . 

«       ^^  .  ,         .  ,      *  ,  ,,  5.  Da  Massa-Ducale  ali  Avenza  f/er- 

nJas>arn$a  a  ritrovare  le  antiche  Iraci-c  della  ,,  •   -     ♦. '% 

r.     -,  .•     1  .     m»     .        •.  zo  eas^altn  con  reciprocità),    m      i 

Kx  rrn^ice^ca,  finche  ;i  Mon  tri  ni  ito,  circa  -ivi,,.  e 

,  ,.     ,        ■    I  •  I- 1      1-  IT-  •  6*  l'ali  Avenza  a  Sar/ana.   ...»      1 

due  m  ella  lun^i  dal  lido  di  \  la n*;; ir  10,  si  rv    o  ne-  ai 

,.  ^    .  Il-    ..  .-  7    Iw  S;irziina  alla  Siiezia.    ...»      I  «'j 

caiuhi.ino  1  cavalli  ih  |K)sta  per  conliuiiari,  o    r\  n    1^      •      ■  u      1.  n  i' 

.     ,     ,  . ,.'       ,      ,  .  .     ,  8.  Dalla  Sriezia  al  Bor?h»*tto  .   .   ■      i  1  f 

radente   la   base   meri<li  )ii;i!e  dei   |io;!gi  che  '  . - 

prO|i;ig Misi  ilall* Alpe  AfMian»  di  Camajore  e  Tvr>LE  .  .   Poste   11 

di  Slazzema,  verso  Pieiras.Mìta.(^slì  si  trova         Questa  fia  poetale  corre  circa  80  migl. 

la  terza  [lO^U  dei  cavalli,  i  quali  si  ricam-  fiorcutiuc. 


VIA 

9.  VIA  POSTALE  B  PROVINCIALE  Dà 
SABZAIf  A  A  BERCFTO.  Oieiln  \i»  è 
MalH  a|inia  fier  qtiella  di  Fai  di'9Ìnf>ra^ 
b  qinle,  tebKrne  sia  flicbì«niUi  un»  «ielle 
Strade  Provinciali ,  è  ciuf  a  qualitìciita  po- 
llale nel  Pan  no  1637,  ticoome  apparisce  dal 
Bcfolamento  e  Tariffi  frenerale  per  tutte  le 
Pòrte  ilella  Toscana  pubblicalo  in  Firenze  in 
dello  anno,  contrffgiando  tutta  la  gita  per 
5  poste  come  appresso  : 

Bi  Sanana  a  Terrarossa  ....  PoUe  a 

Dbi  Terrarossa  a  P-^nlreoioli »  a 

Db  Poni  remoli  .1  Bercelo  di  U  dalla  Ci- 

SB  nel  Ducato  di  Parma »  i 

ToTALB  .  .  .  Poste     5 
&IuÌTalenti  a  migl.  38  fiorentine  circa. 

10.  VIA  REGIA  POSTALE  LUGCHE- 
SE. —  Colesla  strada  sostituita  nd  un  tronco 
deilji  VfA  PsàBCBMA,  e  secondo  alcuni  ili- 
Henri  antiebi  allii  continuazione  MU  Via. 
Guima  diretta  fra  Lucca  e  Firenze.  Esce  da 
qnesia  ultima  città,  psss  pel  borgo  di  Pere- 
tola  dal  pian  dì  Smannoro  a  Cimpi,  e  dopo 
Badici  migl.  di  cammino  Irò?»  la  prima  pò* 
Sia  dp* cavalli  nella  città  dì  Pralo  Di  costa 
praaegiimdn  per  Agliana  lungo  le  «^lrt>me 
laide  dei  poggi  del  Montale,  do|)o  dieci  mi- 
glia nrrira  nellii  citlà  di  Pisloja  dove  è  la  se- 
ronda  |iosla  de'cavalli,  mentre  U  teixi  dopo 
14  migl.  dì  cammino  la  trova  in  Pescia,  e 
finalmente  Va  quarta  in  Lucca  distanle  circa 
miglia  II  4/s  dalTnllima  cittSk. 

Sebbene  il  numero  delle  fmsle  fn  Firen- 
I*  e  Lucca  sia  di  solo  quattro  pure  1 1  ta« 
rifb  lionifìca  poste  6  ^  ^'s ,  senza  dovere  mai 
ricorrere  al  terzo  cavitilo,  cioè: 

I.  Db  Firenze  a  Pralo  .  .  .  Fotte  1  </s 

a.  Da  Prato  a  Pisloja »  i  l'i 

3.  Di  Pisloja  a  Pescia »  1  </a 

4.  Da  Pescia  a  Lucca  ..'...••  a 

ToTAW  .  .  Poste  6  */i 
Equivalenti  a  migl.  46  ^/i  fiorentine. 

VIA  POSTALE  DA  LUCCA  ai  BAGNI. 
^  FjMW  dalla  Porta  al  Borgo  di  Tjiicca  per 
rimontare  la  sponda  sìnisira  del  Sf  rrhio  fino 
alla  confluenia  della  Lima,dovprotPsla  Fia 
portale  vnllando  direzione  da  s^tt.  a  lev. 
dopo  un  migl.  attraversa  la  Lima  sul  Pnnte 
ni  Serraglio  \)rr  passare  alla  destra  della 
fiiimauM  lungo  le  quali  colline  esistono  i 
Btfgni  Luodiesi. 


V I  À  723 

VIA  REGIA  DBLL*APPENXINO  m  RON- 
DINAJA.  —  É  la  via  rotabile  la  più  alta 
fra  tulle  quelle  che  varcano  V  Appennino 
toscano,e  perciò  impraticabile  per  molti  mesi 
dell* anno.  —  Fu  aperta  dalla  Duchessa  di 
Ijucca  Maria  Luisa  Infanta  di  Spagna  per 
andare  1  Modena  senza  tocrare  il  lerri torio 
del  Grandiiralo,  e  vi  rii^'ì  facendo  pro- 
seguire lungo  la  sponda  sinistra  ilei  Ser- 
chio  In  Fia  portale  de* Bagni  di  Lucca  eoi 
passare  la  Lima  sul  ponte  di  Chifenti  fino 
alla  confluenza  del  lorr.  Fegana.  A  questo 
punto  la  Fia  del  Monte  Rnndinaja  ab- 
bandona la  ripa  sinistra  del  Serohio  per  ri- 
montare a  grecale  il  torr.  prenominalo,  f? 
per  una  lunga  e  malagevole  salita  passare  da 
'f  eregi  io  molto  innanzi  di  arrivare  sul  giogo 
dell*  A  Picconi  no  di  Rnndinaja,  che  è  circa 
33oo  br.  superiore  al  livello  del  mare.  Co- 
stassù trovansi  gli  estrerai  confini  del  Du- 
cato di  Lucca  con  quello  di  Modena,  dove 
la  stradi  fu  lasciala  in  tronco,  in  guisa  che 
essa  è  malamente  praticabile  dalle  vetture 
fino  alla  Pieve  n  Pelago,  dove  passa  la  Fia 
regia  Torcana^  delta  Sf  odane  te,  —  Fed, 

MOHTK  SI  ROHMNAJA. 

RECAPITOLjIZIONE  delle  X  Fig, 

oSrM^PE  FOfTALI  JP£MTE  jtTTVALMKHTK 
KEL  GàdltDUCJTO, 


1.  VÌA  Regia  Rom^ha  m  Abbbco 
Da  Firenz?al  confine  eoo  il  ter- 
ritorio Prmgino   .  Hi  gì.  fior,     73.  48 

9.  — RroiA  BoLOcatsr..  Da  Firen- 
ze, a!  confine  col  lerrilorio  Bo- 
Ingnesp » 

3.  ._  ROMAKA  DA  Flar.HKR  Pia  SlR- 
M  A  aUL  POWTB  CpHTIKO     ...» 

4.  —  RiviiA  LivoRMEM  pn  Pisa  b 
Livoaao » 

5.  —  RroiA  Tbavrrsa  Romaka   ■ 

6.  -^  RRoiATa^vRasA  TiivORarAR» 

7.  —  Rr4;iA  DA  Pisa  a  Lucca  sino 

al  confine  con  quel  Durato  .  »     10.  4O 

8.  —  Rroia  Posta tR  ni  Grhova,  o 
S^arATCRSR  per  ciò  che  spetta  al 
Territorio  disunito  del  Gran- 
ducato  »       5.  75 

Q.  PnilT\T.R  PROvlKeiAI.R  DA  SaR- 

r.ANA  A  Bracrro,  per  la  sola  par- 
te romprrsa   nel  terrilorio  di- 
sunito del  Granducato  ...»     ao.  — 
10.  —  Regia  roBTAi.r  LrcaiRaE.    ■     .^7.50 


35. 

8r 

90. 

5o 

61. 

33 

ao. 

77 

la. 

45 

Totale  .  Migl,  fior.  367.  7$ 


724 


PROSPETTO  SINOTTICO  dUie  Vn  Rnu  Postàu  ,  aUuaimenie  ajKvlf 
nd  GRANDUCATO  con  ta  linea  miiiare  eh^  e$$$  percorrono  nel  terrUerie 
delU  Comwttk*eKe  aUravereano  e  loro  popolaiUme  nel  1844. 


NOME 


VIE  POSTALI 


COMPARTIMENTI 

Al  QUAU 

▲PPAITBliaOlfO 


COMUNITÀ' 


DA    DBTTB    TIS 


I.  VuRoHAiiàrui  4mis- 
ao  Mìgl,  iosa,  73.  48^ 
fino  il  coofiae  del 
Granducato 


^Rov«*zxdno 
iFmout* 

CoMPAariMKiiTO  Fio-  iPònlassieTe 

BiHTuio  JUigl.fior,96. 00  iPcIago 

TReggeilo. 
Fif^linee  Incìsa 
S.  Giofanni 
Montevarchi 
Bucine 
Vald'Ambm 
Laterina 
livitella 


MQiiFAaTiiaurro  Ama- 


TUO 


47.48^ 


Gaaiiglion  Fioceulioo 
iGoaroiu 


II.  Vu  BoLOoaiaa,  Migi, 
35.81  fino  ai  confine 
del  Granducato 


ToTétùE  Migl.  73.  48 

CoMPiamaiiTO  VmamMO, 
Migl.  35.  81 


ToTAtM  Abii.  If.^       iSeSlI 


III.  Via  Romìha  pu  Sik 

MA   e   PoMTB  Cairn  no 

jri>/.  90   5o  fino  aKco^^„^,^   Sa- 


Pellegrino* 
FiasOLS* 

Vaglia 

S.  Pieio  a  Sieve 

Barberino  di  Mugello 

Firenzuola 

ToTdLS  dbit.  If^ 

/GkiHuzzo 

CoMpAaTiiiKirro  Pio-  lS.in-Casciano 

auTuio.  .   if<V.  a3.  oo<BarberinodiVal-d*£l 

Poggi  bonsi 
Montc-Riggionl 

Masse  del  Terzo  S .  Mar- 
tino 

SlBlTA 

Monteroni 


contine  del  Grandu- 
cato 


nu. 6y.  5   'BuoncooTealo 

lIlIOllTALCIlCO 

JSan-Quihco 
IGisliglion  d*OrcU 
I  Abbadia  S.  Salvatore 
1  Radicofaui 
'San-Ca  cian  de'  Bagni 

To  TJLt  Hi  gì .  9  o .  3  o  I       Totale  A  bit,  .V.  * 


4091I 


1059:' 


725 


Segue  il  Pu'^pgno  SiNomco  delle  Vik  Rrgik  Postali  atiuaimenle  aperte  nel 
GRANDUCATO,  eom  la  linea  miliare  che  eae  percorrono  nel  territorio 
delle  Gohcsiita'  che  attraversano^  e  loro  popolatùme  nel  184k 


NOME 
VIE  POSTALI 


COMPARTIMENTI 

Al  Ql'AI.I 

APPARTRKOONO 


COMUNITÀ' 

ATTRAVRASATE 

DA    DETTB    VIS 


(johpàstimcsto  Fio- 


IT.  Via  rivoaurnspuiFi-, 
•A,  Stigl.  6i.  33. 


V.  Via  TaATiA^A  Rom\ 
■A,  Mif^L  ao.  77 


VI.  Via  Tbatusa  Litoi 
«BM,  Migl,  la.  45. 


VII.  Vu  DA  Pisa  a  Luoc%, 
Hi  gì»  IO.  46  fiiio  jl 
coofioe  del  GranUu 
calo 

Vin.  Via  Sauamrsc  o  di 

GmovA,  ffigl,  5.  75 
oel  lerrilorìo  disiini- 
to  del  Granducato 

IX.  Via  Di  SAaxARA  a  Bm* 
caro  Mi  gì.  ao  deutro 
il  lerrilorìo  disuoilo 
del  Granducato 


jfLrgnajii 

1  Ciiscllina  e  Torri 

ll^slra  a  Signa 

UI.T..O.   .  ifij/.  Si.  00 jJ^'J^fP» 

1  Sarmibiato 

\  MoiiIo|ioIl 

/  Pulii  ja 

1  Fon  tederà 

D_  ICulcinHÌa 

«oMpABriMaiiTO    ri-  ■/-!.* 

,     ,.<  Cascina 
SAMO •  3o.  33  i„       « 

f  Colle-Salvetli  ^ 
.  Livoaao 


T\trjLB  MHifl.  61.  33 

^IMPAaTIMKMTO  F|OaKllTIN<>, 

Jiigl,  ao.  77 


loMPAaTUfUITO  VuàM'U^^ 

glia  la.  45. 

loxPAaTiMEaToFiaAiio,  Hi' 
glia  10.  i6 


GoMPAmniipaTO  Pisano  Ufi 
glia  5.  75 


CoiirAaTlHKIfToPiSAllO,  Sii- 

gita  ao 


TOTMLE  Abit,  N." 

Bmpoli  * 
«asteUFiorentino 
'^crlaldo 
3.irberino  di  Val  d*  El 

ToT^tLB  Abit,  iy.<> 

Vicina  * 
-  xille-SaWetti 

TorAhE  Abit.  N,^ 

ìj  'gni  di  S.  Giuliano 
Totale  Abit,  N,^ 

i'ietrasiinta 
Scravezia 

Totale  Abit,  N.^ 

Terra-Rossa 
iUguone 
ri  lattiera 

M\»TìO 

Pont  remoli 

Totale  Abit.  iV.*» 


9376 

9039 

4755 

14730 

1 5o59 

3a89 

9196 

8565 

3169 

16367 

43iai 

63o6 

79R90 


14730 
6450 
5983 

933a 


36495 

16367 
63o6 


3^673 


43iai 
15533 


58654 

8«9-^ 
6718 


i56i3 


1750 

4805 

84a 

1981 

ioi65 


18843 


▼.  ▼. 


9a 


726 


Segue  il  Pbospstto  Siifonico  deile  Vii  Riaik  Postau  aitwalwm^  upmU  nd 
GRANDUCATO  con  la  linea  miliare  che  esse  jMrcorroiio  nel  ierrUùri» 
delle  Comumita'  che  attraversano  e  loro  popolazione  nel  1844. 


NOME 

COMPARTIMENTI 

COMUNITÀ' 

il 

DILLE 

ÀI   QUAU 

AmàVBUATB 

H 

VIE  POSTALI 

APPAITIROONO 

DA  DBTTS  TU 

X.  Via  LuocauB,  lUigl, 

COMPAKTIMUTO  FlORIHTIllO, 

Pellegrino  * 

71« 

35.  oo  fìno  al  con- 

Mi gì,  35.  OO 

Broni 

8619 

fine 

Qimpì 

97M 

Pbato 

3e65S 

Moote-Horlo 

»494 

Montale 

7an 

Porta  S.  Marco 

84M 

PorU  Camitici 

Um 

PifTOjÀ 

isSlt 

Porta  Luodieie 

Mti 

Scrratalle 

5mI 

Montccalini  di  Val-di- 

»f« 

NicTole 

MaiMe  Conile 

•6iC 

Biiggiano 

■••tI 

Uuano 

A%f 

Piscu 

iiM 

j          TOTJLE  Abii.  if .• 

i4«««7 

NB.  Le  Comunità  attraversate  da  pia  Vie  postali  sono  indicate  con  t  asterisco  * 


CLASSE   II. 

ris  9EGIB  non  postju 

I.  VIA  REGIA  ARETINA  d4  FIREN- 
ZE Pia  S.  DONATO.-— È  rullimo  tronco 
deir  aulica  strada  aretina  (  nuos^a  CaS' 
sia)  che  dall'  Incisa  salendo  per  Torre  a  Quo- 
na  entrava  in  Firenze  per  Porta  S.  Nicco- 
lo,  un  di  per  Porla  Romana,  e  dopo  costeg- 
gialo a  sinistra  i  colli  delT  Aniella,  a  destra 
quelli  di  Viccbio  e  del  Bagno  a  Ripoli,  sale 
air  Apparita  fino  al  varco  di  S,  Donato  in 
Collina f  di  dove  passa  dalla  Torre  a  Quo- 
nti,  o  a  Poni  percorrendo  la  Tallecola  del 
Troghi  per  scendere  ali*  Incisa,  dove  trova 
la  nuoi*a  strada  regia  postale  Romana  per 
Arezzo,  dopo  quasi  i5  migl.  di  aimmino. 

a.  VIA  REGIA  FORLIVESE.  —  Co- 
tesla  Via,  aperta  fra  il  i83a  ed  il  i834, 
fiaccasi  dalla  R.  postale  Aretina  passato  il 
Ponte  a  Siete,  la  cui  fiumana  rimonta  sino 


a  Dicomano,  di  dove  s*  incammina  vefio  k 
montagna  di  S.  Godenzo  per  quindi  fa^ 
care  queir  Appennino  nolo  sotto  il  \ocab» 
Io  di  Alpe  di  S,  Benedetto ,  e  di  U  scc» 
dere  nella  Valle  del  Montone  {«r  innol- 
trarsi  lungo  il  fiume  omonimo  per  Portico, 
Rocca  S.  Casciano,  DoTadola,  Castro-Gan 
e  Terra  del  Sole  di  U  dalla  quale  Irofa  k 
Slato  Pontifìcio. 

Questa  strada  fu  resa  di  agevole  salila  i 
ben  carrozzabile  ad  onta  che  fosse  da  supe 
rare  costà  uno  de*  varchi  più  alti  dell*  Ap 
pennino  toscano ,  quale  si  è  quello  deirAl 
pe  di  S.  Benedetto,  varco  che  il  Padr.  Geo 
Inghirami  segnalò  a  br.  1675  fopra  il  lì 
vello  del  mare,  comecché  sia  braccia  loSpiì 
depresso  di  quello  della  Cisa  sulla  Via  pn 
vinciale  di  P'^al-di- Magra,  il  qual  giogo  < 
1783  br.  superiore  al  mare  Me«ltlerFaiieo 

3.  VIA  REGIA  GROSSETANA.— Eso 
dalla  Porta  S.  Marco  di  Siena,  icende  nell 


VIA  VIA                 727 

\«1leco1a  della  Tressa  per  rìialire  i  poggi  jébetoìit,  ^—  Essa  esce  dalla  Porla  al  Borgo^ 

opposi!  della  Costa  al  Pino  ed  entrare  nel  percorre  il  lango  borgo  di  Caponi-Strada 

Vallone  della  Merse^  la  qual  fiumana  altra-  per  quindi  varcare  TOmbrone  pistojese  tre 

Tersa  sul  Ponla  a  Macereto  per  salire  sul  migl.  a  sett.  della  città  e  di  lì  salire  sulmon- 

monte  delle  Serre  di  Pelrìolo,  nel  cui  lon-  te  delle  Piastre,  a  pon.  della  cui  sommità 

fané  essa  discende  per  varcare  il  \OTT,Fafma  scaturiscono  le  prime  fonti  del  Reno  bolo^ 

■t  Bagni  di  Petriolo  e  di  poi  satire  il  mon<«  gnese.  Di  costì  la  slessa  Via  percorre  percir- 

te  del  Leccio  fra  Pari  e  Fercole ,  dove  tro-  ca  4  miglia  la  ripa  sinistra  del  Reno  che 

Tasi  un  sufficiente  albergo  di  riposo.  Di  là  abbandona  al  Ponte^Ptfi  per  voltarsi  ver- 

oontinuando  la  slessa  Via  passa  dai  Cannicci,  so  maeslr.  onde  attraversare  il  vallone  del 

dove  sbocca  la  Via  provinciale  Traversa  Bardellone  sino  alla  vetta  del  monte  dell* 

de*  Montiy  e  dopo  passati  i  torr*  Lcutzo  e  Oppio  di  là  dal  quale  entra  nella  F'ami' 

ùretano  arriva  nel  paese  di  Paganico.  Pas-  Lima  e  dirigesi  a  San-Marcello,  di  dove 

Mia  questa  Terra  percorre  T  ultima  catena  s*  inoltra  per  Maromiano  nella  £ìma  che  at- 

de' monti  della  Maremma  Grossetana,  come  traversa  sul  ponte  omonimo  dirimpetto  alla 

tono  quelli  di  Caropagnatico  e  di  Moni* Or-  gran  cartiera  Cini.  Di  costà  rimontando  la 

tajo,  per  arrivare  al  Cast,  di  Batiguano  e  di  ripa  destra  della  stessa  fiumana  lascia  al  suo 

lì  scendere  nella  pianura  di  Grosseto  per  il  lev.  il  Vili,  di  Lizzano,  e  più  in  alto  a  grec. 

fianco  settentrionale  dei  poggi  di  Roselle  e  la  Terra  di  Cutìgliano,  innanzi  di  passare 

di  Moscona,  a  pie  dell*  ultimo  de*  quali  tro*  sopra  il  magnifico  ponte  del  Sestafone^  fìn- 

▼■  i  Bagni  minerali  Rosellensi,  due  miglia  che  continuando  a  silire  TAppenuino  arriva 

innanzi  di  varcare  sopra  il  primo  Ca/ia/e  e/i-  sul  confine  del  Granducato  con  il  Du&itodì 

^rrWi^o  <2tf/r  Om6ro/ie,  e  quindi  entrare  nel-  Modena  che  trova  alle  Piramidi  passala  la 

]•  città  di  Grosseto,  che  trova  a  46.  87  migl.  dogana  di  Boscol ungo,  quasi  5i  roigl.  di  là 

toscane  distante  da  Siena.  da  Pistoja. 

Fra  le  maggiori  elevatezze  percorse  da  6.  VIA  REGIA  EMILIA  a  AURELIA. 

qaesta  Via  oontansi  quelle  delle  Serre  di  -^Questa  strada  stata  ampliala,  ed  in  molti 

retriolo^    e  del  monte  del  Leccio  sopra  luoghi  tracciata  di  nuovo  con  ponti  magni- 

Fari ,  entrambe  le  quali  sommità  possono  fici  sotto  il  governo  del  Granduca  Lkopol- 

calcolarsi  approssimativamente  700  br.  su«  do  li  felicemente  regnante,  a  tenore  dei  re- 

periorì  al  livello  del  mare.  golamrnti  più  recenti  fu  dichiarala  in  par- 

.     4.  VIA  REGIA  DA  AREZZO  a  SIENA,  te  provinciale  tà  in  parte  regia.  Spetta  alla 

delta  abche   di  BIENA.  •—  Staccasi   dalla  parte  provinciale  il  primo  tronco  da  Pisa 

posiate  Romana  per  Aretu>  quasi  sulPin-  sino  presso  il  Fitto  di  Cecina  per  il  tragitto 

greno  della  Val-di*Chiana,  passa  sui  ponti  di  migl.  98  fiorentine,  mentre  dal  Fitto  a 

di  Arezzo  il  Canal-Maestro  per  rasentare  la  Grosseto,  e  di  là  sotto  il  nome  di  f^/a  Au" 

pieve  al  Toppo,  e  poscia  avviarsi  nella  Terra  rtìia  sino  al  confine,  è  sempre  strada  re- 

del  Monte  S.  Savino  ,  di  dote  dirigendosi  già,  Ija  prima  slaccasi  dalla  postale  Livor- 

veno  Gargonza  sale  sul  varco  di  Palazzuolo  nese  al  Portone  nel  subborgo  orientale  di 

per  entrare  nella  Valle  delPOmbrone  senese  Pisa  per  incamminarsi  lungo  una  vasta  pia^ 

cbe  attraversa  fra  la  Torre  a  Castello  e  Ca-  nura  a  Colle-Sahetti  e  poscia  valicare  la 

•lelnuovo  Berardenga.  Quindi  dopo  averra-  fiumana  Torà  sul  ponte  Santoro,  dove  passa 

•enlalo  per  circa  Ire  miglia  la  ripa  del  torr.  alla  sua  sinistra  per  ripassare  presto  allade- 

Miena  tributario  dell'  Arbia«  trova  il  ponte  atra  davanti  alla  mansione  della   Torretta, 

delle  Taverne  d*  Arbia  di  dove  s*  indirizza  quindi  attraversare  sul  ponte  il  fi.  Fine  do- 

•  Siena  entrandovi  per /'or/aPi/;?! /Il  dopo  pò  aver  percorso  fra  la  base  orientate  dei 

quasi  36  miglia  di  cammino.  Monti  Livornesi,  e  quella  occidentale  delle 

Il  punto  più  elevato  di  questa  via  trovasi  Colline  superiori  pisane, 

«olla  sommità  del  monte  di  Palazzuolo,  il  cui  È  in  questo  tragitto,  fra  la  Torretta  ed  il 

^«roo  resta  circa  mille  braccia  più  elevato  Ponte  di  Fine  dove  la   f^ia  provinciale 

del  livello  del  mare  Mediterraneo.  conserva  il  suo  antico  nome  di  Emilia  , 

5.  VIA  REGIA  MOOANESE.  —  Questa  mentre  seguita  ad  essere  regia  la  continua - 
Via  slata  per  breve  tempo  postale  fu  cosimi-  zinne  della  stessa  via  nelle  Maremme  Val- 
la fili  declinare  del  secolo  passato  fra  Pistoja  lemma  e  Massetana,  a  partire  di  qua  dal  fi. 
e  r  Appennino  di  Bosco  Lungo,  ossia  dell'  Cecina,  che  passa  sul  ponte  di  legno  al  Fit- 


728  VI  A  VIA 

Iti  ifiìJcinCiifn minorai  tra  il  litlorHlc  tli  Rib'  in  hnn:a,  un  dì  sopra  un  fiontp  ■!  pari  del 
bona  ed  il  poggio  al  Pruno,  e  di  là  allra\(*r^  vicino  ti.  Albcgnu,  che  lioTa  ilirìin(irtlo  li- 
sando  la  pianura  della  Glieninlcscii  arrivare  ]a  Torre  delle  Saline.  Quindi  dopo  avrit 
alla  Torre  S.  Vincensio  che  lro?:i  alU  liase  rnsfnlalo  il  lembo  sellrnirionale  dello  Sla- 
occidentale  dei  monti  eh*?  scintlono  alla  gno  di  Orbetello,  varca  il  fianco  srilenlrio- 
spiaggia  da)  lerrilorìo  Canipi^liese,  punto  nule  della  coHin^i  che  stendesì  a  feti,  dall' 
della  ^ia  regia  Smilia  il  più  vicino  al  Ansedonia,  per  entrare  nella  Valle  della  Fuv 
maret  i-a,  cui  sipctla  1*  ultimo  tronco  ilclla  fatare- 

Dalla  Torre  S.  Vinceniio  internandosi    già  Aar^lia  iract^iato  fra  la  Macchia-Tondi 
■Iquanio  dentro  temi  intesta  Via  si  dirige    ed  il  I^ago  di  Burano,  che  raienla  lungo  il 
a  Caldana  sotto  il   poggio  menzionale  di    mare,  a  partire  dalla  Torre  della  Tagliai^ 
Campiglia  e  di  là  {>er  la  Val-di-Cornia  al-    sino  allo  shocco  in  esso  del  lorr.  Chiarone^ 
traversa  cotesto  tiume  sopra  un  nuovo  ponte    e  dopo  averlo  costeggiato  fier  circa  otto  migl. 
di  marmo,  quindi  prosegue  per  Vignale  nella    entra  e  percorre  nello  Stato  Ponliricio  pas- 
dìrezione  di  Follonica,  dove  la  slraiia  regia    sando  dal  luogo  dove  fu  il  Foro  Aarwli» 
si  riavvicina   al  mare.  Da  Follonica   fier-    sotto  il  Cast,  di  Monlallo. 
corre  la  VaUdi-Pecora,  e  per  scansare  il  sot- 
tostante pailule  di  Scarlmo,  |-assa  fm  i  |H)g-    |n  lutto  il  tragitto  la   f7a  Kegia 
gì  di  Gavorreno  e  dìGiuncarico  nella  Valle        £mi7ia  percorre  in  Toscana  mif/.  5«. 
di  Uruna,  lasciando  fuori  il  litlurale  di  Pian    E  la  f^ia  regia  Aurelia  •  ...»  36.  31 
d'Alma,  in  guisa  che  il  tratto  di  coicsia  via  ■ 

dalle  vicinanze  del  padule  di  Scarliuo  fino  Totau  .  .  .  migl.  68.  SS 

a  Grosseto  è  affatto  diverso  da  quello  dell* 

antica   Fia  liuoranea  Aurelio  nuo^a  ,   o        I  punti  più  mediterranei  di  qarsta  Vìa,  • 
Emilia  di  Scauro.  forse  anco  i  più  elevati,  sono  quelli  del  var> 

Iniàtli  se  è  vero,  come  sembra,  che  Pan-  co  tra  Gavonano  e  Gìuncarìco  e  V  altro  di 
fica  Via  fosse  stata  aperta  rasente  il  Padule  Monte-Pescali ,  i  quali  però  non  arrivano 
predetto  e  che  di  là  per  Pian  d^Almu  pas-  airalteizadi  3oo  br.  sopra  il  livello  del 
sando  lungo  il  liltorate  di  Castiglione  della  vicino  mare.  —  Fed,  Vu  Avuua. 
Pescaja  entrasse,  nel  tombolo  fra  il  mareei)  VIA  REGIA  do.  LITTCmALE.  —  Qw- 
il  fMMlule,  già  tugo  Prelìo,  come  fu  detto  sta  strada  slula  finora  PrtMfineiaie  fu  non  ha 
air  Art.  Fia  Aurelio^  T  attuale  inxcce  |)cr-  gu:<ri  dichinrat-i  Befiia  in  lungo  del  primo 
corre  i  po^gi  <:he  separano  la  Val-fli-Pcrora  tronco  df.'M;i  Fia  £mi7f a  che  [Kirtiva  da  Pisa 
dalla  Valdi-Biun»,  la  quale  fiuninna  «ss»  fino  presso  al  fi.  Ccrin:i.  La  l^i'ii  Regia  dri 
ailravtrs:i  innanzi  ili  avvicinursi  :iMonle-Pe-  £/'//orri/e,  aperta  di  corto  fra  Monte  ?l^ro 
sculi  per  \\o\  correre  a  Grrisselo.  e  (^slivlioncello,  ha  il  suo  principio  ilb 

Fino  a  questa  città  la  strada  regia  Ma-  Barriera  Maremmana  di  Li^forno,  e  di  lì 
rommana  conserva  il  titolo  di  Fia  Emi"  rasentando  il  leml>o  del  ro:ire,  la^ftia  la  base 
Ha  datogli  dalla  co  isuetudine|iiù  che  dalla  ocridentale  de'  Monti  Livornesi  per  fassarc 
storia,  mentre  la  stessa  Via  regia  da  Gros-  sotto  Mon  tenero,  Gilnfuria,  il  Romito  eli- 
selo al  ooiifnie  dello  Stalo  Ponlìlìcio  pressi^  sliglioncello  donde  arrivare  presso  al  Ponte 
il  lorr.  Chiarotie  |»orlava  e  |)orla  sempre  del  Pillo  do%r  trova  ilopo  buone  i8  migl. 
il  vocabolo  di  Fia  Aurelia^  comfci-hè  co-  la  Fin  provinciale  Emilia. 
testa  non  pissasse  |>er  Gi-o<isi-to,  ma  siwrro  8.  VIA  REGIA  TRAVERSA  di  VAI^DI- 
attraversasse  l' Ombrone  senese  presalo  TAl-  ÌSIEVOLE. —Chiamasi  con  questo  nome  la 
berrsi'  seguitando  vt-rso  Pisa  il  cammino  strada  rotabile  che  staccasi  dalla  /te già  pò- 
littoraneo  per  il  tombolo  sino  alla  fiuinana  stale  Luce/tese  fuori  del  Borgo  a  Buggiano 
di  (^.astiglione  della  Pescaja.  per  avviarsi  alla  Chiesina  L-zzane$e  e  di  là 

C)rnunqiie  sia,  la  Via  rtgia  altnalc  Ma-  perleSpianatearrivareal («alleno, ifove s'io- 
rcnim;ina  si>lto  nome  di  Fia  Aurelii  iliri-  (*ontra  con  la  Provineiale  Bomana  Lue- 
grsi  da  Grosseto  alla  barca  dell'  OmUrone,  r/re^e che  attraversa;  quindi  {K-rcorre  la  piarle 
dove  lascia  alla  sua  sinistra  le  tracce  antiche  estrema  dei  colli  delle  Orlvije  di  ri  inficilo  .d 
dcll'i^cire/Z/i  nun^fa^  inoltrandosi  |)erCollec-  lembo  auslnle  del  Lago  di  Kieutini.  Di  c^^li 
chio  Verso  il  porto  di  Talamone  per  |>os«'ia  sì  dirige  sulla  collina  di  S.  (Àflumba,  d^n-lc 
attraversare  la  iiumaua  Opache  passa  ora    scende  su  IT  Arno  al  nuo\o  iionte  di  Bocca 


VIA  VIA  729 

i*  UKiana  che  attnfem  per  irrìvare  nella  S.  Vincenzio  per  neenlire  il  lillonle  fino 
ria  regia  postale  Li^rwse^  ove  sbocca  iill;i  Torre-NuoTa  poeta  tal  coruo  tettentrìo* 
la  miglio  prima  «Ji  entrare  in  Ponlcden.  naie  del  Porto  Baraiii,  o  di  Popuionia^  e 
Iiwaoxi  però  di  salire  al  Galleno,  fra  i  di  là  inoltrarsi  fra  la  base  a  niaestr.  del  prò- 
paen  del  le  Spianate  e  dei  la  Chiesina  Uuanese  montorio  di  Fopulonia  ed  il  padule  di  Fiom- 
■  sUoca  una  diramazione  che  porta  pure  il  bino  clie  l»scia  al  suo  grec.,  per  entrare  in 
Bove  di  yia  regia  Traversa  della  Fal-di-  quest'  ulliroa  cMìà  dopo  una  traversa  di  circa 
Jlèe^H^e  a  partire  dal  ponte  della  Sibolla  ii  mi^ilU  fiorentine, 
■no  airAltopaKio,  dove  sbocca  ueiranli-  la.  VIA  REGIA  DI  S.  ROCCO.— È  on 
a  ^ia  Francesca^  ora  Provinciale  delta  breve  tratto  dì  strada  aperto  da  Grosseto  al 
imeekese  Romana»  forte  dì  S.  Rocco  sul  mare  fra  la  foce  dell* 

9.  VIA  REGIA  PISTOJESE.— È  la  strada  Orobrone  e  la  Torre  S.  Leopoldo. 
aon  poiUle  preferita  dalle  vetture  che  per  t3.  VIA  REGIA  INTORNO  ALLE  MU- 
n  cammino  di  un  miglio  circa  più  breve  RA  ESTERNE  DELLA  CITTA'  DI  Fi- 
rn recano  da  Firence  a  Pisloja,  ecc.  senia  RENZE.  Essa  percorre  T  intiero  giro  delle 
biaogno  di  toccare  Prato.  Dalla  Via  postale  mura  di  Firenze  per  circa  raigl.  6  fiorentine. 
Ucchcse  la  R.  Pistoiese  si  stacca  nella  14.  VIA  REGIA  INTORNO  ALLE  MU- 
piazsa  di  Pcretola  per  attraversare  il  borgo  RA  MERIDIONALI  m  PISA.  ^  Parte  dal* 
diP^lrioIo,  passare  sul  ponte  il  Fosso  Maci-  la  Porla  Fiorentina,  o  di  S.  Marco,  fino 
■aote,  quindi  avviarsi  per  i  lun^ibi  borghi  alla  Via  regia  postale  Livornese  che  ritrova 
dì  S.  Ikinniuo,  della  Sala  e  di  S.  Marti-  fuori  della  Porta  a  Mare  dopo  aver  corso 
no  a  Broisi  innanzi  di  arrivare  a  quello  di     raigl.  00,74. 

S.  Piero  a  Ponti  dove  la  detta  ria  Regia  i5.  VIA  REGIA  SUBURBANA  m  SIE- 
PUtoieeo  pasn  sul  ponte  la  fiumana  Ri'  NA.  Entra  solo  nella  classe  delle  strade  re- 
MMftio,  fioche  più  avanti  trova  lo  sbocco  gie  quella  denominata  r/i  Fefca/a,  la  quale 
della  strada  militare  di  Barberino  di  Mugello  staccasi  dalla  Fio  postale  Romana  fuori  di 
pv  Sigua  ehe  oltrepassa.  Porla  Camiillia  e  di  costà  dirigendosi  a  lìb. 

Prcaio  al  suo  decimo  miglio  varca  l'Om.  scende  in  Tretsa  per  riunirsi  alla  Fia  re- 
beone  sul  così  AtWo Ponte delVJss9jU\i\it'  già  Grossetana  al  luogo  detto  S.  Carlo  do- 
se di  piein,  onde  salire  sul  Poggio  a  Caja-  pò  la  traversa  di  migl.  i.  69. 
no.  lasciando  alla  sua  destra  la  R.  Villa  omo-  16.  VIA  REGIA  SUBURBANA  di  LI- 
nìma  per  quindi  inoltrarsi  fra  belle  praterie  VORNO.  K  quel  tronco  di  strada  che  rasen- 
c  vasti  campi  a  sementa  fino  al  borgo  di  la  le  nuove  mura  dalla  Barriera  Fiorentina 
Farla  Carnlica,  alla  di  cui  lesta  dopo  quasi  fino  alla  Barriera  Maremmana  per  la  lun- 
migl.  ao  entra  nella  citlà  di  Pisloja.  ghezza  di  migl.  1.  75. 

10.  VIA  REGIA  m  URBINO.  —  È  una        17.  VIA  REGIA  SUBURBANA   m  PI- 

Doova  strada  aperta  da  Arezzo  perii  confine    STOJ A.  Dicesi  regi»  quella  porzione  di  stra- 

Pontificio,  in  cui  entra  passata  la  città  di  San-    da  che  dalla  Porta  Camitica  arriva  alla  Porta 

Sepolcro.  Essa  fu  costruita  ad  oggetto  di  aprì-    Lucchese  dove  trova  la  R,  postale  omoni» 

renna  comnnicazione  più  comoda,  se  non    ma  do|io circa  un  migl.  di  cammino. 

pifa  breve  fra  la  Toscana  e  le  città  lungo        18.  VIA  REGIA  MILITARE  di  FIVIZ- 

r  Adriatico.  —  Staccasi  dalla  citlà  di  Arezzo    ZANO.  —  Staccasi  dalla  regia  postale  Sor* 

«Bendo  per  Porta  Colcitrona  e  avviandosi    zanese  al  Portone  di  Caniparola,  sale  il  mon- 

fai  monte  di  S.  Donnino  a  Majano  trova  sul    te  dì  Fosdinovo  e  di  là  riscendesul  Bardine 

ilio  rovescio  la  fiumana  del  Cerfone,  il  cui    dove   trova  il  territorio  di  Fivizzano  del 

frigido   vallone  trihulario  del  Tevere  essa    Granducato,  verso  la  qunl  Terra  si  dirige 

percorre  innanzi  di  silti-aversare  la  fiumana    do[>o  passato  il  lorr.  Bardine  sopra  un  pon« 

Solfara  per  avviarsi  sul  fiume  Tevere  che    te  di  pietra  a  Ceserano,  e  di  costì  rìmon* 

passa  sul  ponte  di  nialeriulc  un  buon  mi-    tando  la  rifui  sinistra  del  Rosaro  passa  in 

glio  a  lib.  di  San-Stpolcro ,  mentre   uno    mezzo  alia  Terra  di  Fivizzano  per  avviarsi 

scarso    miglio   al    suo    lev.-scir.   dofK>  aS    nelTAIpe  detta  di  Sissallx)  e  arrivare  sui 

migl.  fiorentine  di  cammino  trova  a  Cos^taja     varco  di  Catnporaghena  che  trova  dopo  quasi 

il  territorio  Poiitifìcio.  nii<;l.  ao  I/3  di  pi»  nel  lerrilorio  disunito 

II.  VIA  REGIA  PIOMBINKSE.  —  Si    del  Giunducalosuir  ingresso  dello  Stalo  Mo- 

dislacca  dalla  ^la  re^ia  Emilia  alla  Torre    danese,  circa  3 a 00  br.  sopra  il  mare. 


730  V  1  k 

RECAPlTOIiA2lONB  delle    Fie  o 
Strade  heoik  non  postali  apsmte  mt^ 

TUALMBtirS  HBL  GeAMOUCATO, 

I.  Via  Rrou  AjwnivA  da  Fikuiu 
per  S.  Uooalo  in  G>llinii  sino 
airinciu àligL  tose,    14.  9 3 

9.  ^  FORLITBM B  5i.  67 

3.  —  GioascTAKA «  46.  87 

4.  —  DA  Aimo  A  SlKXA    ...»  35.  80 

5.  «^  MoDAveac .   »  5i.  34 

6.  —  Rbgta  Emilia  e  Acbelia.   »  68.  33 

7.  —  DRL  LlTTOBàLB »       l8.    33 

8.   TaAVEISA  DILLA  VaL  DlNlB- 

VOLR »       17.    3l 

9.  •»>  PlSTOjEM n       19.  93 

10.  —  D*  L'bbi«o »    a5.  90 

1 1 .  ^  PiOMBiiiUE »     la.  3a 

la.  ~^  DI  S.  Rocco »       7.  a5 

l3.  «—  IRTORHO  ALLB  MuBA  ESTKIMK 

DELLA    citta'  Dt  FlRCHU  .     B  6.  i— 

14.  —  Sl'buuama  di  Pisa  {neWOl» 

tramo) »    — .  74 

I  5.  —  SuBUBBAMA  DI  SlBSA  (iVl  ^HIT- 

/e)ODlPMCAJA »  I.  69 

16.  «•  SuBUBBARA    DI    LùVOBHO   (llt 

parie) »       i.  75 

17.  ^  SuBUBBAlf A    DI    PlBTOJA    (li 

parte  ) »       i.— 

18.  "  MiLiTABCDi  FivinABO.   .  1»    ao.  45 

Totale  .  Mi  gì.  fiorentine  400.  91 

C L'ÈSSE /II. 

Vie  Pmìrisci.iLi  del  Grasducato  Dt 
T0SCAX.4. 

Non  meno  eli  42  J'ie  Provin:*,:!i  sono  al- 
lualmentc  acciini|)ion.ile  nel  GiMmluralo, 
delle  <]u<ili  Iircvcinvnle  indìcluTÒ  (|iii  ap- 
|ircsso  la  denominazione  e  randaincnlo. 

i.  VIA,  o  STRADA  da  POXTEDERA 
A  MASSA  MARITTIMA.  —  Qiteila  strada 
a  forma  delle  ultime  drlcrminazioni  sovra- 
ne riunisce  J*an(ica  Str^iia  ni  Val- d*  Era 
a  quella  Masactara  dfl  Cf.rrd  Ducato.  Essa 
staccasi  presso  Po n tederà  dalla  n.*^ia  postale 
Livornese  fino  alT  incontro  della  Stbaoa 
rBOvniciALR  D\  P(>GfiiBo:«si  A  FoLLO?iir\  che 
trova  nel  piano  di  Mucine. — \cl  suo  Iri^'il- 
lo  passa  [lerPonsacro,  sotto  Cipannoli  liinjjo 
la  ripa  sinistra  delTEra  che  rimonta  tino  al 
piana  lìelìa  Bachettonfi  per  entrare  in  Val- 
di-tJf.'cìni,  rawiilaic  le  Moje  di  S.  LeopoMo, 
Tarcire  il  fì.  («ccina  al  (tonte  sos^ieso  e  di  là 


VIA 

salire  alla  Tem  delle  Pomaraitce  per  serti' 
dera  ai  Lagoni  di  JHomlE  Cerboit,  paajre 
dai  Bagni  a  Miorba,  varcare  il  poggi»  che 
divide  il  fallone  delU  Posterà  da  quello 
del  Paifone^  nel  quale  trova  la  Terra  dd 
Castel  nuovo  di  Val-di-Cecina.  Di  ooscl  sali* 
re  sul  deserto  monte  che  separa  la  Valle  set« 
lenlrionale  della  Cecìaa  da  quella  aoilralc 
della  Cornia,  ed  ivi  girare  da  ostro  a  lev. 
e  poi  a  scir.  per  aceadere  nel  vallone  della 
Milia  dove  irohocca  nel  piano  di  Mueiae 
nella  strada  provinciale  da  Poggi  bensì  a  Fol* 
Ionica  dopo  il  giro  di  55  miglia  fiorcniinr. 
a.  VIA,  o  STRADA  TRAVERSA  DEL 
MONTE  VOLTERRANO.  —  &oe  da  Voi- 
terra  per  Porla  8.  Francrsoo«  e  dopo  aver  ri- 
sentalo le  mura  esterne  di  della  cillk  fino 
sotto  la  Porta  alP  Arco  scende  il  nMMle 
per  andare  incontro  alta  f^ia  pro^imcimk 
da  Pontedera  a  Massa  che  trova  nel  pi*m 
delia  Bacchettona^  pasuntlo  per  Bioddif 
la  Montornete  e  la  Cara  ai  remio^  dopo 
il  Iragitto  di  circa  miglia  !»*/««  non  eom- 
presavi  una  diramaaione  che  dalla ebicM  io* 
burbana  di  S.  Alessandro  conduce  ■  lev. 
della  cittìi  al  luogo  detto  i  MomumeiiiL 

3.  VIA,  o  STRADA  TRAVERSA  UVOR- 
NESE.  —  Porla  questo  nome  la  via  che  da 
Ponsacco  volgendosi  a  lib.  ritenta  le  colline 
superiori  pisane  passando  per  Cena/a  e  ^al« 
triana  ad  og^cetto  di  entrare  dopo  quasi  10 
migl.  fra  Colle-Sai  veti  i  e  Vicarello  nella  ^ino. 
linciale  Emilia  di  Seauro. 

4.  VIA,  o  STRADA  LUCCHF^K  ROMA- 
NA, ^ììt  VIA  FUANCESCA.  —  È  un  tron- 
co  della  Via  Franccsc.i  ehe  viene  da  Lucca 
per  TAltopascio,  di  dove  s*  iuoltra  nei  po»gi 
delle  C erba; e  pssando  |)er  il  Galleno  sino 
a  Fucecchio,  dove  Tantica  via  passiva  TArno 
in  b:irca,  mentre  ora  lo  |MSsa  sul  nuovo  ponte 
a  Bocca  ifElvi  per  entrare  nel  li  nutwa  rtra  ìm 
Francesca,  o  Tra^fersu  Romana  che  trova 
sulla  regia  postale  Li\*ornese  ali*  Osteria 
Bianca  do|>o  buone  18  migl.  di  gita. 

5.VIA,oSTRADA  TRAVERSA  d«. PON- 
TE DI  BOCXIA  i/EfSA.  —  È  un  nuovo 
tronco  di  strada  rotabile  che  staccasi  dalla 
regìa  postale  Livornese  al  subborgo  occiden- 
tale di  Efn{K>li  per  condurre  con  ampio  e 
diretto  cammino  fino  al  solido  ponte  innal- 
zato di  colto  sul r Arno  presso  Rocca  d*Klta, 
alla  cui  testala  sinistra  arriva  dopo  miglia 
3  ^/s  <li  piancf!{*iante  eammino. 

6.  VIA,  o  STRADA  FRWlIESCA,  altri- 
menti delU  di  VAL-D*ARNO.  —  Slacoai 


VIA  VIA                   731 

diila  regia  posUle  Lacchete  preiso  la  Fiere  i o.  VIA,  o  STRADA  VOLTERRA!!! A.— 

a  fievole,  donde  ti  dirige  per  Monsainraano  Slaccasi  dalla  Regia  postale  Romana  a  pie 

baiao  e  Fucccchio,  e  quindi  rasentando  la  del  borgo  del  Galluzzo  alle  a  miglia  sopra 

sponda  destra  del  fiume  Arno  sMnoltra  ed  Firenze,  per  dirigersi  verso  Giogoli  sul  nion- 

altfaTcrM  le  TerrediSanta-Crocee  diCislel-  te  della  Romola  che  altraTcrsa  ad  oggetto 

Fianoo  di  ■otto,   passa  sotto  i  colli  di  S.  di  sccn<lerc nella  fiumana  Pesa  e  cavalcarla 

Maria  a  Monte  e  di  Monte  GiWoli,  finché  su]  ponte  di  Cerbaj.!,  donde  |)C)i  salirci  poggi 

entra  Della  tagliata  scogliera  del  Bufalo  per  opposti  passando  d.i  Monic  Gufuni  e  quindi 

arriTare  dopo  circa  aa  mìgl.  sul  bellissimo  da  Monte  Spertoli,  scendere  sulTRlsa  a  (Ja- 

ponte  che  caTalca  1*  Amo  presso  la  Bocca  stel-Piorentino.  Costi  sopra  il  ponte  varca 

d*1Jiciaiia.  r  Elsa  per  salire  sul  monte  del  Castagno 

7.  VIA,  o  STRADA  VICARESE,  della  di  passando  per  Gambassi  e  di  là  perCampor- 
PIEMONTR  —  È  fra  le  strade  provinciali  biano  correre  sulla  schiena  de*  monti  del 
fané  la  più  deliziosa  di  tulle,  avvegnaché  essa  Cornocchio  e  Montemiccioli,  finche  al  luo- 
■  partire  dalla  collina  di  S.  Colomba  forma  la  go  detto  il  Rastrello  sbocca  nella  seguente 
CDOtinoarione  dalla  f^ia  R.  Traversa  di  Via  dopo  niigl.  36  fiorentine. 

r«i  di  Nie9ole,  là  dove  sboccano  altre  tre  11.  VIA,  o  STRADA  ha  SIENA  a  VCL- 

Yit  rotabili»  una  delle  quali  verso  lev.-scir.    TERRA Staccasi  dulia  ria  postale  Ró- 

gnìda  a  S.  Maria  a  Monte,  V  opposta  per  mana  sotto  Monle-Reg*:ioni,  di  dove  si  di- 
poo.-niaeatr.  a  Bienlina,  la  terza  diretta  a  rige  a  Colle,  e  di  là  per  il  piano  di  Cam- 
auro al  nuovo  ponte  presso  Bocca  d'Uscia-  piglia  dirigesi  verso  Montemicciuli,  che  aU 
OM,  mentre  la  Vicarese  s' incammina  a  lib.  trepassa  finché  dopo  aver  peix*orso  le  frasla- 
VRW  Galcinaja.  gli:tte  e  circonvallanti  colline  crclose  di 
Questa  Via  nei  tempi  della  Rep.  pisana  de-  Spicchiaiola  e  di  Ronrolla  sale  in  Volterra, 
DOmiDaTasi  di  Piemonte  per  essere  stata  a  per-  alla  piazza  detta  de*  Ponti  do[>o  il  cammino 
la  fin  rastrema  base  del  Monte-Pisano  e  la  di  circa  migl.  ai  t.4  fiorentine. 
sponda  destra  dell'Arno.  In  seguito  fu  ap-  la.  VIA,  o  STRADA  daPOGGIBONSI  a 
pellata  Ficarese  dal  territorio  di  Fico-Pi-  FOLLONICA.  —  Qui  sta  nuova  Via  stacchisi 
AMO  che  attraversa,  a  partire  da  Cilcinaja  dalla  Regia  postale  Romana  al  ponte  sulla 
per  S.  Giovanni  alla  Vena,  Cucigliana,  Uli-  Staggia  circa  due  migl.  a  ostit)  di  Poggi- 
veto  e  Gaprona,  dove  rasenta  il  nuovissimo  bonsi,  di  dove  varca  un  colle  assai  depresso 
ponte  piantato sull*  Arno  presso  la  Bocca  di  che  dal  vallone  dell*  Elsa  s*  introduce  in 
Zimbra.  Da  cotesto  ponte  fino  a  Pisa  la  Fla  quello  della  Merse,  presso  le  prime  sorgenti 
eontinua  a  chiamarsi  ^xcrirejf  sebbene  fuori  del  torr.  Rosia^  e  di  là  per  la  v.illccoIa 
di  detta  Comunità.  Costà  si  scosta  alquanto  della  Feccia,  rasenta  i  monti  interposti  in- 
dal  tortuoso  giro  dell'Arno  innanzi  di  en-  nanzi  di  arrivare  a  Prata  srendere  nel  piano 
tiare  dopo  migl.  14  Vs  per  Porta  allePiag-  di  .bucine  per  poi  salire  nella  città  di  Mas- 
gè  dentro  la  città  di  Pisa.  sa  Marittima  e  di  rosta  avviarsi  lungo  lu 

8.  VIA,o  STRADA  DI  VALm-CEClNA.  stradone  di  Valpìana  a  Follonica  sul  lido 
•—Staccasi  dalla  Stsada Tbatema  del  Moif-  del  mare,  dove  arriva  dopo  5a  migl.  fiu- 
TB  VoLTUuUMO  al  luogo  di  Rioddi  fino  ali*  rentine  di  cammino. 

iocoQtro  della  Fia  provinciale  da  Ponte-  i3.  VIA,  o  STRADA  da  SIENA  a  MAS- 

dtra  a  Massa  Marittima,  e  da  questa  Via  SA  MARITTIMA.  —  Slnrcasi  dalla  regia 

fino  allo  stradone  delle  Moje  S.  Leopoldo  Grossetana  sulla  Costa  ni  Pino,  ]>:issa  nel 

di  dove  lungo  Ia  Cecina  si  dirige  sulla  Fia  piano  di  Ro.sia  inn«m£Ì  di  entrare  nella  gola 

regia  Emilia  ehe  trova  nelle  vicinanze,  del  della  Monlagniiol.i  percorsi  dal  torr.  Rosia 

Ponte  del  Fitto  che   attraversa  quel  fiume  per  indirizzarsi  posri.i  nella  via  antecedente 

dopo  migl.  ai  Vj  di  cammino.  di  Poggilmnsi  a  Follonira  do|)o  quasi  migl. 

9.  VIA,  o  STRADA  TRAVERSA  dkila  8  «/a  Horenline  di  cammino. 
CAMMINATA.  —  SUccasi  dalla  precedente  1 4.  VIA,  o  STRADA  FAENTINA.— Slac- 
al  ponte  Ginori,  ossia  di  Tegola/a  per  en-  casi  dalla  regia  postale  di  Rologna  nel  $u- 
trare  nel  Tallone  della  Sterza  di  Cecina  biirhio  di  Firenze  fuori  di  Porta  S.  Gallo 
varcare  il  fioggio  al  Pruno  e  dirigersi  per  passato  il  Ponte-Rosso  |>er  ritnonlare  a  lev., 
Bibbona  nella  ^i a  re^/a  £/» ///a,  che  trova  da  primo  la  sponda  destra  del  torr.  Mu» 
dopo  quasi  1 4  miglia  di  Iratersa.  gnone^  passando   in  mezzo  al  borgo  di  S. 


732                 VIA  VIA 

tfatoo  Vecchio,  finché  al  Ponte  alla  Badia  dal  Tallone  del  itahbit  di  là  ìnnoUrani  nH- 
TurcH  il  torrente  per  seguitare  il  cammino  la  ?alle  de' Tre  Bidenti  che  tmra  aoUn  Ga- 
sila tuu  linislra  lungo  la  haie  uccideiiUle  leata,  i  quali  rimonla  sino  a  Sanla-Sotii,  di 
dei  {ìo^fì  di  Fiesole  e  dì  Monte-Rejigt,  la  iIotl-  ti  dirìge  |)er  la  d«>gaiia  di  Fotte  Pao- 
cui  valli'col.1  olln>|MSs;i  sul  varco  delTO/-  Una  nella  Valle  su^ieriore  del  Sitìo  4  S. 
mn  j^r  entrare  mi  viiìlnne  della  Sieve,  Piero  e  S.  Maria  in  Bagno  dopo  aver  con» 
|>.issarc  questa  lìumMiia  sul  |jonte  davanti  il  quasi  a?  miglia. 

Borgo  S.  liurenzu,  altra  versare  quesla  Terra  19.  VI  à,o  STRADA  CASEXTINESE.  -« 

e  salire  rA|)|H>nniiio  per  Ronta  e  Raggiolo  É  la  ^/ra /a  rie//aCo4 fii'/ta,  la  quale  staccai 

lino  alla  Olla  di  Casaglia,  di  dove  scende  dalla  reg'apoiiate  d*jireiiO  |Misaio  il  Poa- 

Della  Valle  Iran sapprnn ina  ilei  I«amone,  |>as-  tassievcixr dirigersi  sul  varco  della  Oinaans 

Siindo  in  mezzo  ali»  Terra  di  Marradi.CrKlì  donde  scende  qel  Vai -d*  Arno casentinctepi^ 

«tlraversa  sul  ponte  il  Lamone  varcandolo  sando  dal  Borgo  allaGollioii,  di  aollo  al  ai 

dalla  destra  alla  sinistra  («er  tornare  sotto  |K)ggio  attraversa  l'Arno  per  correre  iuofS 

Pojiolano  sulla  destra  del  fiume  e  di  lii  av-  la  sua  ripa  sinistra  laiciaoilo  a  poo.  la  Tera 

T iarsi  per  S.  Adriano  al  Ponte  a  Marigna-  di  Po|ipi,  a  ler.  quella  di  Bibbiena,  e  va^ 

Ito,  presso  il  4i.mo  cip[x>  miliare  che  tro?a  cando  sopra  nuovi  ponti  V  Arclùuno  ed  il 

dentro  il  territorio  Pontifìcio.  Corsalone  passare  da  Rassina  e  poi  «USub' 

1 5.  VIA,  o  STRADA kl  MUGELLO.  —  biano,  di  dove  s*  incammina  ad  Areoo,  li 
Questa  strada  che  nel  primo  tronco  corri-  qual  citl^  trova  al  suo  44.mo  miglio, 
sponde  alla  Pia  postale  di  Bologna  stac-  ao.  VIA,  o  STRADA  oblla  VALLE  Tir 
casi  dalPandiiroenlo  della  postale  attuale  al-  BERINA.  ^-  Sebbene  aia  qneslii  una  dcU^ 
la  Villa  di  Novoli  per  continuare  sulle  trac-  strade  provinciali,  essa  non  è  però  latta  or» 
ce  dell*  antica,  [lassare  la  Sieve  a  S.  Pier  a  rozzabile.  Slaccui  dalla  precedente  fatta 
Sie?e  e  quindi  percorrere  la  ripa  sinistra  Bibbiena,  attraversa  questa  Ter»  per  pqi 
della  fiumana  nsenlando  la  Terra  del  Borgo  icendere  nel  Corsalone^  di  là  dalia  qiial  fi» 
S.  Lorenio  e  la  collina  di  quella  di  Vicchio  mana  cessa  di  essere  rotabile  fino  alt* Alte» 
•ino  a  Dicomano  dove  dofio  i3  miglia  en-  nia  donde  scende  nella  Valle  superiore  dd 
tra  nella  *fia  regia  Portile  te.  Tevere  fra  le  Gom.  di  Caprese  e  di  Pieve  S 

16.  VIA,  o  STRADA  TRAVERSA  m  Stefano.  Costì  rifatta carroxubile peicorte k 
MODlGLIAlf  A. — È  un»  continuazione  del-  ripa  sinistra  dH  Tevere  sino  a  SaD-S^polcri 
Ja  Wa  provinciale  Faentina^  cui  essa  alte-  ilovc  si  niiisce  alla  ttraia  regia  d*  Urbino^ 
sta  al  Cas.  di  S.  Adriano,  di  dove  [lercor-  che  trtva  dopo  cirra  a4  migl.di  ciramino 
rendo  intorno  al  monto  di  Budri:illo  s*  in-  »i.  VIA,  o  STRADA  VVLDARNESE 
cammina  verso  llodiglian.!,  la  qu:il  citt.'i  altrimenti  detta  de*Srrrv  Porti.  —  E  questi 
oltrepassa  per  salire  il  pov{;io  del  Trebbio  »  parer  mio  una  delle  prime  strade  che  scoc 
allrayersare  il  vallone  del  Tramazto  e  scen-  revaoo  da  Arezao  sulla  destra  costa  e  Iudjbi 
dere  nella  Valle  del  Montone  sulla  Strada  le  pianeggianti  colline  del  Val-d*Arno  supt 
rei;ia  Forlivese  che  trova  a  Castel  Ruggero  riore  sulle  tracce  più  o  meno  Mlificate  < 
fra  Rocca  Sa n-Cisoi.ino  e  Dovadola  do{K)  17  variate  della  rifa  militare  siala  aperta  nell 
migl.  di  cammino.  anno  567  ili  Roma  (187  innanzi  G.C. 

1 7.  VIA,  o  STRADA  dclla  BUSCA.  ^  fra  Arezzo  e  Bologna  ;  al!.i  qual  Via  più  lanl 
È  un  tronco  di  slra'Ia  provinciale  che  stac-  fu  ilato  anrhe  il  nome  di  Via  Cutsia.  Ali 
casi  dalla  re^in  Forlis^efe  presso  Portico  |ier  Porta  S.Spìrito  ili  Arezzo  slaccasi  ilalla  Strt 
Tarcare  dalla  Valle  del  Montone  nel  vallone  da  pastoie  Romana  e  di  costà  piegando 
del  Tramano  passamlo  |K'r  Tredozio  e  di  ro:iestr.  dirigesi  per  Quarala  siili*  Arno  eh 
là  innotlrarsi  |>cr  Modigliana  sino  a  che  {lassa  sul  Ponte  a  Buri.ino,  ili  là  d-il  q<u 
lungo  Li  fium^n:!  del  .Tfarzeno  enlr<i  nel  fiume  s:ile  il  po>:gio  ili  Casliglìo  i-Fib'wdb 
territorio  di  Faenza  dello  Stalo  Ponlificio  per  inciminin^rsi  a  Loro  sull  t  fiumana  f^i« 
dopo  quasi  17  migl.  di  calumino.  Jenna  che  trova  inn.inzi  di  arrivar.*  a  Ce^ 

18.  VIA,  o  STRADA  TRWERSV  m  f  «Viario,  o  al  ramici  mansione  di  Caxa  Ce 
ROM  \GNA.  — Porla  que.sto  nome  il  tronco  sire.  Di  li  rasentando  il  eorso  del  torr.  Bit 
di  strada  rotabile  che  slaccasi  dalla  regia  fi^  scende  lungo  la  ripa  destra  dell*  Arno 
Forlivese  alla  Rocca  S.  Casciano  per  varrare  per  avvicinarsi  alta  testala  seitenl rionale  de 
i  monti  che  separano  la  Valle  del  Montone  nuovo  ponte  davanti  a  Figline.  Di  costi  eoo 


VIA  VIA  733 

tìnu  a  peroorrerc  la  rì|Ni  dettra  del  Aame  s5.  VIA,  o  STRADA  TRWERSV  ml 
fino  a  [liè  Jet  ponte  dell*  Incìsa  dote  trova  la  CASTAGNO.  —  È  una  delle  poche  Vie  pro- 
ttrtt'la  regia  postale  Romana  per  Areuo^  vinciiilì  difficiiroente  ci  treggia  bile.  — •  Dira- 
alia  quale  ti  riunisce  dopo  circa  migl.  3i  masi  da  quella  postale  Aretina  a  Levane  jwr 
t  mnxo  fiorentine  di  cammino.  enirare  nel  vallone  iUWAmbra^  la  cui  fiu- 

«9.  VIA.oSTEVADAdiLOROkREGGEL-  mana  raienla  dal  lato  destro  innanzi  di  pas- 
LO.  —  E  una  diraroaiione  drlla  prece-  s:irla  |ier  dirigersi  verso  il  monte  di  Palaz- 
dente,  dalla  quale  li  stacca  sul  torr.  Biofi  zuolo  la^iandu  dallo  slesfo  lato  1*  Abbadia 
per  dirigerli  verso  Pian  di  Scò  e  Pian  di  di  Ruoti,  i  villafrgi  di  Sogna  e  di  R;ipale, 
Cucia  a  Rrggello,  di  dove  rìsceude  quelle  eil  alla  sinistra  Monte  Altuzzo  e  le  sorgenti 
eolline  per  entrare  rlopo  migl.  i3  l/t  circa  dell*  Erse  fìnchèarriva  sulla  vetta  di  Palaz* 
■ella  regia  postale  di  Areno  che  ritrova  zuolo  dove  dopo  quasi  migl.  6  */i  si  unisce 
dirimpetto  al  Pian  d*ltola  fra  il  Ponte  a  Ri-  alla  stra  la  regia  di  Arezzo  a  Siena. 
faano  e  l*  Incisa.  27.  VIA  ncLLa  VALLASI ,  ossia  STRA- 

93.  VU,o STRADA  CHIANTIGIANA.-.  DA  da  SIENA  a  CORTONA.  —  Staccasi 
SlaecBti  dal r  antica  i^egia  Romana  per  citila  Via  R.  di  Arezzo  a  Siena  presso  al  Po/i- 
Aremio^  al  loogo  detto  il  Bandino  circa  un  te  di  Grillo^  dirigesi  per  Arraajolo  e  Ra|H)- 
■iglìo  fuori  della  Porta  S.  Niccolò  voltando  lano  verso  il  poggio  di  Rifroma<;no,  passan- 
a  distra  al  così  detto  Bandino,  passa  il  |ion-  do  nella  gola  delta  delle  Vallesi  insieme  alla 
te  a  Jobì  suirEma  per  rimontare  la  sponda  fiumana  i^oeiia,  la  cui  ripa  destra  percorre 
■nislra  di  celesta  fiumana  percorrendo  la  finché  T  attraversi  fra  le  Terre  «li  Asinaluu* 
CTCila  ili  quelle  colline  fino  al  (^s.  di  Stra-  ga  e  di  Fojano  per  trapassare  il  Canal-Mac- 
db,  dove  trova  il  vallone  della  Greve,  |Nissa  stro  della  Chiana  sui  Ponti  di  Cortona  on- 
dai capoluogo  di  questa  Comunità,  e  di  là  de  avviarsi  per  Farneta  e  per  Monteccbio 
per  il  colle  di  Panzimo  entra  nel  contiguo  Loti  a  dmuscia,  dove  trova  do{>o  quasi  29 
lallooe  della  Pesa  e  dirigendosi  nel  centro  migl.  la  Via  R.  postale  Romana  che  viene 
del  Chianti  e  attraversando  i  paesi  di  R^idda    da  Aiezto. 

tGajolc.  Di  costà  mediante  il  corso  del  torr.  a8.  VIA,  o  STRADA  LAURtTTANA.  — 
Jr«rje//oiie  va  atri  vare  dopo  quasi  44  migl.  Parte  dalla  Via  R.  fra  Arezzo  e  Sioir.i  p;is- 
li  strada  regia  fra  Arezzo  e  Siena  sul  Ponte  salo  il  ()onte  delle  Taverne  tVArhia^  per 
appellato  di  Grillo.  avviarsi  sulle  piagge  cretose  di  Vescona  aìÌ 

a4.  VIA,  o  STRADA  DA  LEVANE  alla    Asciano,  e  di  là  salire  il  poggio  ili  Montai- 
VAL  DI  BIENA. —  Staccasi  dalla  regia  pò-    ceto,  donde  poi  stendere  in  V.il-<li-(^hiani 
sble  Romana  per  Arezzo  alla  posta  di  Le-    passanj  mI.i  Asinalunga  e  daTorrita  per  iO' 
vane  per  rimontare  la  fiumana  lì^WAmhra^    cammiii.irsi  sul  Ginaì-U.ieslro  che  varca  miI 
ed  il  suo  ifallone^  che  rimonta  lungo  la  de-    Ponte  di  Valiano,  finche  s*  inoltra  [ìCt  Ciii- 
rtra  fino  al  villaggio  omonimo  dove  passa    toja  verso  la  strada  regia  postale  Romana 
dal  lato  sinistro  dell*  Ambra  dirìgendosi    che  viene  da  Arezzo,  nella  quale  sbocca  a 
picaso  le  sue  sorgenti  che  lascia  alla  sua    Cimuscia  sotto  Cortona  do[Xì aver  cors)  buo- 
■BÌstratuI  poggio  di  Monialio  fìnrhè  ginn-    ne  40  mì\i\.  fiorentine, 
ta  sol   lato  opposto  del  poggio  eutra  nella        ag.  VIA ,  o  STRADA  TRAVERSA  dkl 
Valle  dell*  Ombrone  sanese  mediante  lavai-    SENTIVO.  —  È  un  breve  tratto  di  strada 
leoola  ilei  Coggia  suo  tributario  per  arrivare    che  sl.ircasi  presso  Ripolano  da  quella  delle 
dopo  migl.  14  circa  sulla  via  rc^iada  Arez-    Valirsi  [wr  dirigersi  nella  stradi  precfdenle, 
«la  Siena  presso  il  Poniti  dì  Grillo.  nella  qnjle  entra  si>pra  la  Ten  1  di  Asciano 

a5.  VIA  PR0V1Nì:1ALE  E>IIL1A.  —  do(K)  circa  mi^l.  i  t^  di  traversa. 
Questa  strada  che  lino  a  tmioil  184;  è  stata  3o.  VIA  mNr>ITi:i>IN\LK  o  CASSIA 
oom|»resa  fra  le  regie  al  p.iri  della  suj  con-  pfr  la  VAL  DI-CHIANA.  —  Questa  strada, 
lÌDuazionc  al  di  là  della  Cifin.!,  fu  illrhia-  appellata  anche  f^ift  Cassia^  corre  lungo  la 
nla  da  Pisi  (ino  presso  al  Ponte  <Iel  Fitto  ripa  sinistra  del  Cinnl-Mnestro,  a  partire 
proibì n' •§ al r,  do|>ncliè  è  Mitrata  nella  riasse  dalla  R'Jfa  di  I.'i  da  Chiusi  lino  ai  Ponti  di 
dell**  f'Ue  re^ìe  quella  gii  provinciale  del  Arezzo,  p.issando  lungo  le  fiiMe  estremi'  «le* 
Lillorale  d.i  Livorno  fin  |*i'(Sso  il'i  Cee.ina.  |)oggi  ili  Montepulciuno,  Torrlt.i,  Asinalun- 
La  suddetta  ^ia  provìnrìttle  Emilia  fut-  ga,  Fojnio,  Liici{;niino,  Monte  S.  S.ivi'io, 
tanto  corre  (ler  il  tragitto  di  u8  luij'l.  Cesa  e  Marciauo,  »ulle  tracce  [ler  lu  quali  i« 

V.  V.  q3 


7M  VIA  VIA 

un  di  |iretso  pulsava  Tiinlicii  ViaGiwiiilun-  arri ?are  tu] rAunetia  alla  Thrrm dellt  Sùìiu 

uo  la  Val-di-Ckiiana  toscana.  Ej»sa  (X)i  si  riu-  |»assanfju  |ier  la  5/cirse^ro,  S  GU/^fantùàtìk 

nisce  alla  via  (>oslale  R"iuana  di  Arczxo  al  Contea ^  SiTano,  Piiigiiano  ^  Jta/teiuo^ 

1uo«o  denominato  il  Crrro  presso  Pialo  An-  la  Mai  tiliana^  la  Barra  del  Grani  yv^ 

lieo  do[jo  avere  altra verSiif?  i  colli  che  chiù-  a  che  dojiu  il  camnuno  ili  buoof  53  bicL 

dono  a  niaeslro  il  Val-d*  Arno  aretino  dalla  fìnrriilin<'  enini  nella  Via  Aurelìa  alla  T»n 

Val-di  Chiana  ed  il  cui  cani  mi  no  è  valutalo  delU  Saline. 
circft  niigl.  40  Vs  fiorentino.  35.  ViA  ,  o  STRADA  oa  GROSSKTnA 

3i.  VIA,  o  STRADA  TRAVERSA  m  MANGIANO.  _  QuesU  Via  parie  da  Gr> 
MONTLPULCIANO.  —  Staccasi  dalla  pò-  silo ,  pa9sa  T Ombrone  sotto  Ischia  (di- 
stale romana  per  Siena,  alla  Terra  di  S.  lire  a  Scansino,  prnspg limilo  ptr  M-ml^ 
Quirico  [Mss<indo  per  Pienza  e  MontepuI-  roerano  e  di  là  per  M.i  nei  a  no  onde  rìuaiai 
ciano,  donde sc«ndc  nella  f^ìn  LvngituJina-  do|.(>  33  miglia  all.i  prt.<cedenle. 
le.oCnisia  dilla  fai  di  Chiana  chctruva  36.  VIA  TRAVERSA  dal  MOXT  AWi- 
al  Gas.  di  Nottola  du[io  quasi  17  miglia  di  TA  all' AURELI  A.  —  È  uiui  nuoiastnA 
Cammino.  prounciale  non  ancora  terminala  che  tf» 

3a.  VIA,  o  STRADA  TRAVERSA  DALE.A  casi  nella  Terra  di  An:idosso  Oa  quella  M 

POSTALE  ROMANA  perSIENAsnio  ALLA  Monl*Aiaiaia,|assii  per  il  fi.iiicoacrideiibà 

VIA  LONGITUDINALE  o  CASSIA  DELLA  del  Monte-Labbro  onde  entrarr  nrlU  Talk 

VAL-Di-CHIANA.  —  Parte  dalla  suddetta  delPAIb' gna  e  quindi  in  Rocca  lhcfni.Sc«- 

|)osiale  airOsteria  della  Novella  fra  Radico-  sano  e  Magliano  sino  alla  Barra  drlGrÀ 

fani  e  Pontecentino  dirigendosi  a  lev.-grec.  dove  varcalo  il  fiume  Albegna  tniva  a  nifi. 

|ier  le  Terre  di  Celle  e  San  Casciano  de*  Ba-  33  l/s  fiorentine  la  FVa  Tra^erta  che  iit 

giii,  voltando  poi  faccia  a  sett.  incamminasi  la  regia  postale  Rom.ina  guiila  al  a  FìéA^ 

lungo  la  pendice  orientale  della  Montagna  re/i'a  presso  la  7*orre  delle  Saline, 
di  detona  verso  quest* ultima  Terra;  quindi         Li  costruzione  recente  di  questa  itia^ 

entra  in  Sarlmno,  e  di  là  scende  nella  Via  provinciale  portò casualraen le  l<isroprflaA 

LoRGiTUDDiAf.F.,  o  Casaia  chc  trova  sotto  Chiù-  non  poche  mura  e  avanzi  di  edifizi  fra  UT» 

ti  alla  Querce  al  Pi'ino  dopo  il  tragitto  di  ra  di  Ma<;liaiio  e  la  B.irca  del  Gnzzi  ìa  k» 

quasi  18  miglia  fìorfntine.  go  di'uorniiialo  i  Pt*gsrtti  r  la  Dùgttmdk, 

33.  VIA,o  STRADA  DEL  MONTAMIATA.  lungo  il  torr.  Patrignone  AWmihiUnué 

—Slaccasi  dal  la  pof  <a/e /lomana  alili  quarta  cin'a  mi|;l.  3  a  ostro  di  Sfagliano  e  oi-fL 

posta  da  Siena,  alla  così  detta  Poderìna,  i  ^  2  1  seti,  della  Eaica  del   Gr.iizi  suiri** 

passala  la  fiumana  deirOrcia  di  dove. sale  a  begna. 

ostro  il  (ìoggiu  (Il  Casli^liou  (rOicia  e  di         Gli  avanzi  di  del'e  mura   su  queireo^ 

là  imssando  sui  colli  occiih  iilali  del   Moni*  nenie  re<:into  prest-nlanti  una  figura  ou-r, 

Amiala  varca  il  lorr.   l^iVo  davanti  a  Sv^-  han  falli)  supporre  che  appart«'nessero  a qttoi* 

giano  ()er  innollrarsi  a  Castel  del  Piano  e  ad  che  cillà  etnisca  ( /'.  a  Ca/tfrii'' \tenUiir 

Aicidossfi.  Cosli  voliaiiflo  direzione  dai>slro  n.iii7.ichL' vi  {lenelrassm»  ali  eserciti  foimbì. 

M  si'ìr.  passa  fuori  della  Terra  di  Saiita-Fiora;  i  quali  costà  presso  più   tardi   l'on  IjrmK)  m 

ed  ivi  ripiegando  dascir.  a  grec.  f>ei'ci>rre  la  Saturnia  una  colonia  di  cili.ulini  ro''*4^ 

Montagna  al  suo  scir.  fino  al  Pian-Cisla-  cordare  alla  medesima  Ta^io  d^  T.  Li^) 

giLil'o,  di  dove  scendf  nella  direzione  di  lev.  appellalo  Caì^trano.  —  P'rd.  Sditivi»' 

nel  torr.  Senna,  e  di  là  nel  li.  Piglia  che  Macliaico  nel  Scpplemf.^iti)   pronit-^y^  •q'-rf' 

alla  coiillutnxi  cui  Senna  alli'a\crs:t  (K*r  en^  si*  Opera. 

trarr  nella  Vu   |M)slale  Romana,   la  ipiale  3-.  Vl\  ,  o  STRADA  TRAVFRS4  ri" 

trova  sul  Ponte  a  Rigo  due  mi^'lia  innanzi  Mf)NTI.  —  Purl.i  ipii»tu  iiuiir  iiiu  •l'w* 

di  arrivare  al  Fonie CenlinodojKj aver  COMO  provinciale  che  st-icrasi   allf    .Vuricee  d*'» 

circa  migl.  a6  e  mezzo  fiorruline.  I^urrlan.i  in  Val-ili-lìiraiia  in  Giruun^JJ- 

34.  VIA,  o  STIWDA  TRWF.RSA  dal-  Asinalunga  per  dirigersi  sui   nioi.ti  .h  T:e 

LA  RKr,l4  POSTALE  ROMAN  \  am.a  VIA  quaiida  |wss,indo  dalla  Bulia  di  Sicillr.J*^ 

ALRKLIA.  —  t  iiiianuovaslrailaprikvincia-  de  s<*endein  Val-il'A$*o  |ierM<Milisi  rS  ti* 

le  decn;tala  mi  non  compila,  la  «piale  deve  vanni  ifAsso.  —  A  Torr*ni«rri  allrairr*'^ 

flarcarsi  dalla  provinciale  del  Monlamiala  al-  strada   regia  postile  di   Roma  fMT^^Iir' 

l^ouulluenxa  della  Senna  iu  Paglia,  per  poi  Muiilalciqo  e  poscia  innoUrarsi  |iei  P*>ti*' 


VIA  VIA                 735 

aite  Man  nella  Via  regia  Grossetana,  alla  naie  riscende  in  Val-di-Marina  finché  di  U 

qoale  si  unisce  air  Osleriade'Cannicci,  qua-  dal  poggio  di  Galenuno  altraTersala  strada 

si  due  miglia  sopra  Fàganico,  dopo  il  tra-  pratese  di  Sesto  per  am vare  aGipalle,  ed  iti 

gitlo  di  36  migK  fioreoline.  passa  il  Bisenzio  per  entrare  nella  Via  regia 

38.  VIA,  o  STEAD4  dil  TIGLIO.  —  postale  di  Prato,  che  presto  a hban<lona,  don* 
Staeean  dalla  Vìa  ngia  TraPtrsa  della  de  aTTÌarsi  a  Signa  attruversando  ancora  la 
VQÌ'di''I9ie9oÌ€  a  non  molta  disianza  dalla  strada  regia  Pisiojese,  nella  qnale  incontrasi 
testala  destra  del  nuovo  Ponte  suU*  Arno  di  là  da  San  Piero  a  Ponti,  fioche  arrivata 
pmso  la  Bocca  d*Usciana,  e  di  là  fino  al  sulPonteaSigna  passa  l'Arno,  su  Ilari  ps  si  ni- 
eonfine  Lucchese  che  trova  dopo  quasi  sei  stra  del  quale  trova  la  strada  postale  T/ivor« 
Biglia  fiorentine  poco  lungi  dalla  dogana  nesesotlo  la  Lastra  dopo  il  cammino  di  buone 
del  iVjf/io  passando  prima  in  mezzo  alla  a 3  migl.  fiorentine. 

terra  di  Bieotina.  4a.  VIA,  o  STR.ÌDA  di  VAL-DI  MA- 

39.  VIA,  o  STRADA   TRAVERSA  m    GRA Slaccasi  questa  attualmente  a  Cr- 

MAMMIANO.  — È  una  nuova  strada  rota-  serano  dalla  Via  militare  di  Fivizzano,  pssa 

bile  aperta  al  commercio  della  Val-di-Nie-  dairAuIla,  e  di  costì  rimontando  la  ripa  si ni- 

toleoon  la  Lombardia,  la  quale  staccasi  dal  stra  del  fi.  Magra  attraversa  i  paesi  diTerra- 

pNrto  deirAltopascio  per  dirigersi  a  Pescis,  Rossa  e  di  Villa-Franca,  rasenta  il  poggelto 

di  dove  incomincia  la  nuova  f^ia  Tramena  di  Filattiera  innanzi  di  entrare  nella  lunga 

psosaiidoper  il  montuoso  paese  di  Vellano,  e  città  di  Pontremoli  per  poi  salire  sul  varco 

di  Ift  per  un  cammino  freddo  nell*  inverno  della  Cisa  sino  dove  arriva  la  bella  str.ida 

hneare  i  monti  di  Marliana  e  quelli  di  Pi'*  carrozzabile  che  viene  da  Parma,  Borgo  S. 

Ifflio  innanzi  di  arri  vare  sul  bel  ponte  nuo-  Donnino  e  Fornovo,  dopo  aver  corso  nel 

TO  che  attraversa  il  torr.  Limesire  e  quindi  territorio  disunito  del  Granducato  circa  mi- 

awicinarsi  ai  forni  di  ferro  sotto  Mammiano,  glia  so  fiorentine* 

di  là  dai  quali  dopo  99  migl.  di  traversa  si  Quest'ultima  Via  di  VaM I-Magra,  sebbene 

■niace  alla  strada  regìa  Nodanese.  provinciale,  è  stata  resa  postale  a  partire  da 

40.  VIA ,  o  STRADA  m  VAL-m-BISEN-  Sarzana  e  di  là  per  Borgo  S.  Stefano  e  Aulla, 
SnO.  — -  Parte  dalla  città  di  Prato  e  rimon-  entrare  nel  territorio  disunito  del  Gnin«liH 
Indo  la  sponda  diritta  del  Bisenzio,  cooser-  cato,  percorrendo  da  Terra-Rossa  fino  sull* 
'Vasi  rotabile  fino  al  Mercatale  di  Vernio,  Appennino  delln  Cisa,  quasi  ao  miglia  fio- 
piiaando  perii  borgo  di  Vajano  e  per  Usella;  rentine  nel  territorio  Granducale. 

aa  eh  Vernio  a  Montepiano  e  di  là  sino  al  NB.  Non  parlo  della  Vu  LsopotoA  Pi- 

eonfine  dello  Stato  Pontificio,  che  resta  a  tronsa  che  sta  costruendosi  attualmente  da 

tg  migl.  a  selt.  di  Prato,  la  stessa  via  prò-  una   società  anonima  per  salire  da  Pistoja 

linciale  non  è  più  carrettabile.  sull*  Appennino  detto  della  Collina  e  di  là 

il.  VIA,  oSTRADA  MILITARE  m  BAR-  entrare  nella  Pialle  del  Beno  bolognese  (ino 

SBRINO  in  MUGELLO.  —  Staccasi  dalla  al  confine  dello  Stato  Pontificio,  perchè  non 

Rgia  postale  Bolognese  presso  Montecurelli,  è  opera  del  Governo  Toscano,  sebbene  da 

puma  per  Barberino  e  di  là  sMnnoltra  sul  essosia  stata  approvata  e  generosamente  sot- 

monte  delle  Croci,  dal  cui  fianco  meridio-  venuta. 


736 


RECAPÌIOL AZIONE  detti  49  Vii  PiOTncaAU  aperu  mi  GRANDUCATO 

6  loro  lunghezza  in  Miglia  fUjrentine, 


NOME  DELLE  VIE 


LUNGHEZZA 

DILLB  ▼!■ 
m  mOL.  PIOBUTIRK 


CLASSI 


1 .  Via,  o  Strada  da  PonUdera  a  Massa  Marillima 
a*  —  Traversa  del  Monte  Volterrano 
3.  —  Traversa  Livornese 
4*  —  Lucchese  Romana 

5.  —  Traversa  del  Fonte  di  Bocca  d*  Elsa 

6.  —  Francesca,  o  del  Val  d*  Arno 

7.  —  Vicaresc 

8.  -—  di  Val  di  Cecina 

9-  —  Traversa  della  Camminala 

10.  —  Volterrana 

1 1 .  ^-  da  Siena  a  Volterra 

la.  —  d<i  Pnggibonsi  a  Follonica 
i3.  —  da  Siena  a  Massa  Marittima 
14.  —  Faentina 
i5.  —  del  Mugello 

16.  —  Traversa  di  Modigliana 

17.  —  della  Busca 

18.  —  Traversa  di  Romagna 

19.  — -  Casentinese 

ao.  —  della  Val  Tiberina 

ai.  —  Valdarnese 

aa.  —  di  Loro  e  Reggello 

a3.  —  Chiantigiana 

a4.  —  da  Levane  alla  Val  di  Biena 

a5.  —  Provinciale  Emilia 

afl.  —  Traversa  del  (Castagno 

27.  —  «Ielle  Va  Desi,  o  da  Siena  a  Cortona 

aS.  —  Lauretana 

29.  -^  Traversa  del  Senlino 

30.  -—  Longitudinale,  o  Via  Cassia  per  la  Val  di 
Chiana 

3i.  —  Traversa  di  Monle-Pulciano 
3a.  —  Traversa  dalla  postale  Romana  alla  Lon- 
gìludiiiale,  o  Cassia  della  Val  di  Chiana 

33.  • —  del  Montamiata 

34.  —  Traversa  dalla  postale  Romana  alla  Via 
Aurelia 

35.  —  da  Grosseto  a  Mancinno 

36.  —  dal  Montamiata  alla  Via  Aurelia 

37.  —  Traversa  de'  Monti 

38.  —  del  Tiglio 

39.  —  Traversa  da  Pescia  a  Mammitino 

40.  —  della  Val  di  Bisenzio 

41.  —  Militare  di  Barberino  di  Mugello 
4  a.  —  di  Val  di  Magra 

Totale 'Vi^/. 


55.  00 

5.  a5 
9«  85 

18.  3i 
3.  So 
aa.  08 
14.  55 
ai.  75 
i3.  99 
36.  00 
ai.  a5 
5a.  00 
8.  5o 
40.  53 
i3.  00 
17.  00 
16.  84 
a6.  75 
43.  34 
34.  08 
3i.  38 
i3.  56 
43.  77 

14.  «9 

aH.  00 

6.  41 
aS.  87 
40.  40 

I.  60 

40.  48 

16.  6a 

17.  78 
a6.  43 

53.  14 
33.  04 
33.  39 
36.  II 
5.  76 
a9,  00 

18.  88 
a3.  14 
ao.  73 


I 

% 
I 
t 
I 
I 
t 
% 
% 
f 
f 
I 


ioa6.  i5 


■ 
s 
% 
9 
t 
s 
I 


fl 


I 
I 

a 
I 
I 


VTA 
CLASSE  /r. 

y^E  eoMVMtTjtTire  motjbili 

DEL  GmaEDVCJTO  Di  ToSCaBA 


VTA 


737 


N.  B.  Mancnyano  in  questo  Comjviirti- 
inento  di  Strade  cwnunitnUve  rotabili  le 
Comunità  dell'  isola  del  Giglio^  di  Man- 
ciano,  di  Pitigliano,  di  Bocca-Strada  e 

■    lie  Vi«  ComunitaliTe  rotabili  aperte  a    di  Sorano  ;  io  tutte  5  Ck)niuQÌIà. 

lotto  fanno  1844  nella  Toscana  Gnindu- 

cmle  rìs|ietlo  alla  loro  lunghi-zza  ascendeva-    Recàpitolàz IONE  delle  miglia  percone  nel 

M»  ■  migl.  3668. 84.  Coleste  Vie  sanbbero       Granducato  di  Toscana  dalle  quattro 

tioppe  ae  doretsi  enumerarle  distintamente       Ciani  delle  Vie  preaceennate. 

per  ogni  Comonilà,  dondechè  mi  limiterò   ^^^^m^^^m^m^— ^1— 1— w^i^» 

a  indicare  la  somma  delle  miglia  che  le  me- 

doime    percorrono  nei  cinque  Coroparti- 

aenti  amministmlifi  del  Granducato,  e  nel 

Impo  slesso  avviserò  semplicemente  quel- 
le Comanilà  che  mancano  di  strade  comu- 

niUliTe  totalmente  praticabili  dalle  ruote. 
I.  Le  langbenta  delle  ^le  eomunitative 

rvla^'/i  esistenti  nel  1844  nel  CoMPAirnmiTO 
FsDBnmiio  ascendeva  a  migl.  1 65 3,07 


qualità'  delle  tie 

DIIITBO    IL   TKRBITOllO 

DEL  61ANDCGAT0 


o 


345. 

55 

400. 

9« 

ioa6. 

i5 

3668. 

84 

La  IX  Vii  eioik  postali 

La  XVIII  Via  aiGu  hoh  postali 

V   n   I            .     i^                    .—-»..«  La  XLII  Via  pioviRciALi 

if.  B.  In  questo  Cominrlimento  manca-    _    _. .,^a.«, 

11       J«  «r-    ^           •*  .-.    ^0^l:i;  Li  Vu  cOMuinTATiva  aoTAaiLi 
«ano  allora  di  rie  Comunitattve  rotabili 

le  Conaunilii  di  Bagno^  Do^adola,  Galea-  Totale  .  .  .  Migl,  5441.  45 

ro,  Zionda,  Marradi^  Modigliana,   Por* 

t̀o^  Sambuca^  San-Godenzo,  Santa-Sojlaf  Se  oltre  la  RacApiroLAxiORB  suddetta  della 

SorhanOf  Terra  del  Sole^  Tredoùo^  Fer^  lunghezza  percorsa  dalle  4  Classi  di  vie  ro- 

gkerelot  Voiterra;  in  tutte  i5  Comnnilè.  labili  aperte  nel   1844  nel  Granducato,  il 

II.  La  lunghezza  delle  Vie  Comunitative  dipartimento  del  Catasto  avesse  polnlo  farci 
rorofti/c  esistenti  nel  1844  nel  CoMPABTiMKR-  conoscere  la  larghezza  respeltiva  delle  Vie 
TO  PuAHO  ascendeva  a  migl.  6ai .  a5.  medesime,  noi  saremmo  posti  nel  gmdo  d'in- 

N.  B.  Mancavano  in  detto  Coropartimen-  dicare  più  d*  appresso  ai  nostri  lei  tori  la 

lo  di  Vie  eomunitative  rotabili  le  Comu-  superficie  totale  che  le  4  Classi  di  strade  io- 

Dilli  dì  Calice f  Cascia^  Castel'Nuovo  di  labili  attualmente  possono  cuoprire  nel  ter- 

J^ai-di^Ceeina^  Groppoli^  Bio  nelV  Isola  ritorio  del  Granducato. 

àeir  Elba,  e  Zeri\  in  tutte  6  Comunità.  Essendoché  cotesta  superficie  resta  tuttora 

III.  La  lunghezza  ilelle  Vìt  comunitati^e  promiscuata  non  solo  con  quella  delle  stra- 
roiabili  esìstenti  nel  1844  nel  CoiiPAaTi*  de  mulattiere,  ma  dei  fiumi,  torrenti  ed  al- 
«niTO  SnasB  era  di  migl.  486.  59.  tri  minori  corsi  d'  acqua,  calcolandosi  in 

N.  B.  Se  non  mancavano  di  Strade  co-  complesso   la   loro   estensione  in   191950 

munitaiive  rotabili  molte  delle  quattro  Co-  quadr.  agrarj,pari  a  circa  migl.  339  qnadr. 

-munita  di  campagna  comprese  nella  Can-  di  67,3  a  grado,  cioè  di  br.  i833  ^/s  per 

cclleria  coraunitaliva  di  Siena,  non  poche  ogni  miglio  lineare  fiorentino. 

di  esse  per  altro  erano  difficilmente  pnitica*  Premesso  ciò,  non  ardisco  meno  che  fier 

bili  dalle  mole  in  tutta  la  loro  estensione,  approssimazione  d*  indicare  qui  appresso  la 

IV.  Lb  lunghezza  delle  Vie  comunitative  superficie  respettiva  0(!cupata  nel  1844  nel 
rola&fVf  esistenti  nel  1844  nel  Coup  aiti-  Granducato  dalle  4  Classi  di  strade  sopr»  in- 
MBRTo  Abktiko  ascendeva  a  migl.  614.  71.  dicale,  accordando  per  modo  di  esempio: 

*    N.B.  Mancavano  in  ({oestoCompartimento 

di  Strade  comunilalivc  rotabili  le  Comunità  Alla  Classe  I  dkllb  SraAne  Rioia  posta- 

della  Badia-Tedalda  e ù'i  Sestino. — Quel-  li,  la  larghezza  media  di .  .   .   .  Br. 

•le  aperte  fino  al   1844  neUe  Comunità  di  Alla  Classe  //  delle  Svtbaoe  Regie  aoii 

Bibbiena  e  di  Chiusi  dei  Casentino  sono  in         postali  parimente Br. 

gran  parte  impraticabili  da  Me  ruote.  Alla  Classe  Hi  delle  Stbadk  Proviic- 

V.  La  lunghezza  delle  Vie  comunitatìve  culi  la  l.irehezz.-i  media  di .  .  .  Br. 
roifibili  esistenti  nel  1844  nel  Comparti-  Alla  Classe  IV  delle  Strade  Comuhi- 
■laToGaossETAio arrivava  a  migl.  293.  aa.  tativb  rotabui  similmente  .  .  .  Br. 


la 


la 


7.Ì8                 VIA  VIA 

Domlrcliè  ne  consff;uilorehhe,rhel.i  pri-  per  mezzo  rlelfe  Strade  Fermte  ìé  rme 

ma  (Jl.i.ssf  «l<'llo  Stbam  Kegii  postai.i  «tlrn-  ri  Uà  di  colesti  bclb  poniune  ci*  lulia. 

ikiiiliMÌ  (MT  il  Gr.iiiiJ  licito  in  uiM  lunghezza  Mun  starò*  rìpclere  la  lunga  lista  nolift- 

lineart'  di  migl.  345,55  ed  in  una  larghex-  ca ta  da i  fogli  pubblici  de*  vari  l'af/rZ/f  a  ^«s- 

la  media  di  braccia  laoccupam  dovrebbe  /wre  che  Irasportano  merci  e  pusfgf  ieri  ali- 

un  terreno  e(|nivalenle  a  migl.  quadre  fio-  vomo,  o  che  da  Livorno  conducono  in  hit- 

remine  i  e  mezzo,  p:irì  a  quadr.  1394.  86  ?i  ore  quelle  e  questi  a  Genova,  ■  Marsilia 

dì  1 0000  braccia  1*  uno .  a  Civitavecchia,  a  N-ipoIi,  a  Palermo  ecc.  ?lè 

Così  le  Stb«dk  Rfroift  iroii  postali  nella  parlerò  in  anticipazione  fJelle  piccole  barche 

loro  lunghezza  di  migl.  400.91  in  una  a  vapore  che  pure  è  da  prevedersi  an  giofw 

larghezza  di  br.  1  a  verrebbero  ad  ucnipare  no  saranno  per  correre  nei  canali  e  ori  6ih 

nel  GrantJucalo  migl.  quadre  fior.  1  '/g,  mi  della  Toscana  in  luoghi  ed  in  sta^oal 

Hisfiello  |»oi  alle  CLissi  IH  e  IV  e  delle  più  propizie  a  renderli  navigabili.  Ifé  lai»> 

Stbaink  PaoTiRciALi  ascendenti  alla  liinghez-  poco  mi  fermerò  a  enumerare  quanti  pio* 

la  di  miglia  ioa6.  i5,edt'lle  GiMUiriTATiva  getti    si   stanno   facendo   \ier  a|inic  della 

di  migl.  36<)8,  calcolale  nella  loro  lunghezza  Strade  a  rOtajt  dì  ferro  \Àh  o  meno  piane 

iu  migl.  469  i .  99  e  nella  larghezza  di  br.  8,  per  TAppennino  toscano;  e  se  poi  lutti  rnfetti 

occuperebbero  il   terreno   coperto   da   mi*  pror>etli  siano  suscettibili  di  essere  dalla  m- 

glia  quadre  fiorentine  1 3  ^fé  (tari  a  quadr.  viezza  del  Governo  |ier  il  bene  pubblico ap- 

10641.  96.  provati,  dondccbè  mi  limelrrò  per  ora  a 

Cosicché  il  Granducato  nel  184  4  avrebbe  indicare,  che  previa  rapprovatiooe  ^vnna 

ceduto  ptr  conto  di  strade  rotabili  una  su«  si  accorderà  facollà  a  varie  Socieià  Ai»^ 

|ieificie  catastale  di  suoli)  non  imponibile  di  nime  di  aprire  nella  Toscana    le  seguenti 

1^499*  90  quadr.  equiv  denti  a  migl.  qua-  sette  Strade  Ferrate.  -->  f^ed,  il  Sema* 

di-e  16  S/s  fiorentine  ;  la  qiial  superficie,  de-  muto  alla  presente  Opera. 

tratta  dalla  maggiore  di  191950  quadr.  per  i.  VIA,  o  STRADA  FERRATA  LEO- 

i  diversi  corsi  d* acqua,  e  \iev  le  piccole  rie,  POLDA.  — -  Questa  Stratta  destinata  a  rav- 

lavcierebbe  a  questa  quadrati  178450.  10.  vicinare  in  certo  modo  Livorno  con  tulli  i 

£  tuttociò  in  una  ^lOfiolazione  di  un  mi-  paesi  interposti  alla  capitale  della  Toscana 

lione  e  mezzo  circa  di  abitmli  spcirai  in  una  fu  approvala  fino  dal  1839,  e  sebbene  dopo 

superficie  di  8o3a  1/3  migl.  quadr.  fioren-  quasi  5  anni  sia  stato  compito  il  primo  tronco 

tiur,  os>iii  di  quadrali  0,448,913. —  f^ed.  da  Livorno  a  Pisa,  vi  è  luogo  a  sperare  che  l' 

a  fMj;.  571  di  quesin  Vul.  il  (^>i;adro  nrLi.A  iraprei.1  essendo  affidata  ad  una  società  ano- 

RpcAPiTor.«rir)NR  MT^TLsTiCA   KUMKKicA  DELLA  nima  «lì  |iropMsiio,  Vada  cssa  coii  minore  leu* 

Td.sfiANA  Gbanim.cilr.  tezza  occu|m  minsi  della  sua  desiderai  issi  ma 

conti nu.iaiom'.  Il  grande  concorso  giorna- 

rr  J^^P  V  '*"°  *^^''**   persone,  se  non   ancora  delle 

i^LASòt,  merci,  che  per  cotesto  nuovo  mezco  si  recano 

T/ir,  o  smADR  rEUHATK  da  Pisa  a  Tàvorno,  e  viceversa,  senza  il  mi- 

APEnTB  o  PKK  .4PB!iist  SELLA  TOSCANA  nimo  sioistm,  fu  talmente  numeroso,  e  per 

gli  azionisti  sodilÌNracenle,che  a  mnlti  è  ve- 

Oraclie  quisi  lutto  finisce  in  vapore,  non  nula  la  smania  di  associarsi  pervia  di  azioni 

snliini-nte  le  Vie  di  maro,  ma  quelle  ancora  ai  progetti  di  altre  Stra^U  ferrate  della T<v 

di   krrat'crma  si  vogliono  far  correre  da  le-  scaiia,  senza  calcolare  se  il  tragitto  sia  trop- 

gni  a  vafiore  come  mezzo  più  sollecito  e  più  pò  corto,  o  virino  ad  altre  fie  a  rota/e  di 

econoiniiro  di  quello  che  offrono  le  vetture  ferro.  Una  simile  frenesia  di  speculirr  sul 

per  le  Vie  regie,  pi-r  le  provinciali  e  comu-  gioco  che  si  fa  altunimenie  in   Inghilterra 

nilative  praticabili  dalle  ruote,  (»ersuasi  i  colle  azioni  per  le  5/rorfe  Ferrafe  da  aprirli 

più  che  nel  ris|Mrinio  del  tempo  1*  uomo  in  quel  regno,  fece  «lire  a  Lord  Rrougham 

trova  il  vero  guadagno.  nel  Parlamento  del   7  aprile   i8i5   parole 

li»   Toscana    sebbene  siasi    mossa    con  poco  favorevoli  a  cotesto  nuovo  mercimonio, 

qualche   lentezZ'i,  non  ha  voluto  peraltro  a.    VIA,    o   STRADA    FFRR4TA    n* 

ewrc  ddle    ultime  in    Italia  a    procurare  LUCCA  a  PISA. —  È  la  seconda  ^iaar^ 

airiiiduslria  e-l  al  commenìo  la  risorsa  mo-  taf  e  di  ferro  che  per  ragione  di  anziamlj 

derni^sima  di  avvicinare  dirò  cosi  fra  di  loro  sia  attualmente  costruendosi  da  Lucca  a  Pi- 


YIA  VIA                 739 

ii,  dove  tlteitcrt  con  la  Strada  Ferrata  6.  VIA,  o  STRADA  FERRATA  da  SIE- 
Leopolda  già  in  attività  per  Livorno.  NA  aila.  LEOPOLDA.  —  Sarà  questa  il 
3.  VIA,  o  STRADA  FERRATA  da  LUG  frutto  di  un  maturato  progetto  per  gli  sludi 
CA  AL  ooanm  do.  DUCATO  oon  PESCI  A.  che  un  comilulo  di  promotori  lanesi  otien- 
"~  Qucria  strada  aoncessa  nel  i8  dicem-  ne  da  S.  A.  I.  eR.  il  Granduca  di  Toscana 
brc  deiraono  1844  sarà  un  nuovo  tronco  di  poter  fare.  Progetto  oggidì  condotto  a  tal 
della  preoeilente  con  gli  stessi  oneri  e  pri-  punto  che  la  maitriulei-oslrnzioue  della  rVa 
ffiicgj  impatti  e  conceduti  dal  Duca  di  Lue-  ferrata  da  Siena  per  Poggibonsi  alta  Leo- 
ea  alla  tua  Società  Anonima^  onde  a-  polda  si  spera  di  csecuzinne  non  dubliiaal 
gerolare  i  Innaili  della  provincia  di  Val-  confronto  di  altri  esempj  di  strade  a  rolajc  di 
di-incvole  e  togliere  ogni  ostacolo  aires-  ferrotracciateinunapendenzaed  in  terreni  di 
fcHaaùoDe  del  grandioso  progetto  di  por-  con  figurazione  consimile  a  quelli  che  sal- 
se in  oomunicaiione,  mediante  un  canimi-  gono  a  Siena. 

no  fiemtoy  i  dominj  toscani  e  lucchesi  colla  II  tronco  più  difficile  di  questa  Via  sarà 
l^OBbnrdia  e  la  Romagna ,  il  mare  Tosco  naturalmente  fra  Poggibonsi  e  Siena,  tro- 
am  r  Adriatico.  dandosi  Poggihonsi  ad  un  livello  di  circa 
i.  VIA,  o  STRADA  FERRATA  dal  con-  br.  aao  sopra  il  mare,  mentre  la  Porta  Ovi- 
fine  di  PESCIA  a  PISTOIA.  —  Dopo  che  le  e  la  Porla  di  Fonte  Branda  di  Siena,  che 
ri.  e  &.'  Governo  ne  avrà  approvati  gli  sono  le  due  porte  più  basse  di  quella  città, 
fludj  che  una  Società  Anonima  si  projio-  possono  calcolarsi  a  5  io  br.  sopra  il  mari-, 
ne  di  eseguire,  questa  Via  sarà  la  conti*  che  verrebbe  adire  in  i5  migl.  di  cammino 
nuasione  della  Strada  precedente  e  potrà  circa  3i  obr. di  salila,  vale  a  dire  br.  90  S/3 
diiai  la  più  vicina  alla  catena  centrale  del-  circa  per  ogni  migl.  di  br.  a833  ^/s  I*  uno. 
r  Appennino  onde  mettere  iu  comunicazio-  Ma  l'esperienza  ne  rinfranca  con  una  pro- 
ne la  parte  tnnsappenn ina  della  Lombardia  Ta  ormai  non  più  dubbia,  che  le  Locomotri* 
e  della  Romagna  con  la  cisappcnnina  della  ei  non  indietreggiano  nella  loro  celerità  fier 
Toscana.  \t  Strade  ferrate  in  declive  dì  otioean- 
5.  VIA,  o  STRADA  FERRATA  d%  PI-  che  di  nove  millesimi,  quando  la  salila  sia 
STOJA  SUL  RENO  B0IX)GNF5E.  —  precedute  da  un  buon  tratto  di  strada  oriz- 
I^  notìBcazione  del  i5  aprile   1845    che  contale. 

concede  ad  una  Società  Anonima  facoltà  Al lorchècotesta5/rad<i/«rrafa  sarà  come 

di  eseguire  gli  studj  propri  ad  eflelluare  il  è  sperabile   con    felice  successo  efleltuata, 

progetto  di  un^Stra  la  ferrata  dal  confine  quante  difficoltà  che  attualmente  aritstauo 

di  Pcacia  sino  a  Pisloja,  concede  la  stessei  in  qualche  modo  imprese  di  IhI  fatta  |M-r 

facoltà  ad  altra  Società  rappresentata  dai  terreni  montuosi  non  verranno  ripianate  |H;r 

tre  coraggiosi  fratelli  Cini  di  S.  Marcello,  eseguirne  ilei  le  consìmili! 

di  potere  studiare  e  quindi  sollo|K>i-re  ali*  Una  delle  condizioni,  che  dovranno  ser- 

csame  dell*  I.  e  R.  Governo  Tardilo  prò-  vire  di  Ivase  agli  staluli  di  quella    società 

fCllD  di  attraversare  con  una  strada  a  ro*  anonima,  sarà  quella  deliberata  nel  di  ai 

tm/e  di  ferro  mediante  una  gallerìa  (non  novembre  1844  e  pubblicala  col  inaniicslo 

SipRÌ  quanto  lunga   né  quanto  pendente)  inserito  nella  Gazzetta  di  Firenze  del  7  peii- 

r  Appennino  fra  V  Ombrane  pistojese  ed  il  najo  1845,  cioè,  che  il  consiglio  dirigente 

Meno  Bolognese.  aroministnilivo dopo Tapprtn. azione Sf>vraii.i 

Quando  cotesto  progetto  grandioso  fosse  (leblui  senza  rilardo  attivare  il  lavoro  biella 

per  esaere  approvato  e  felicemente  esi'guito  Strada  ferrala  senese ,  comincinnlo  dai 

la  Città  di  Pistoja  diventerebbe  il  Livorno  pressi  di  Siena^  e  che  debba  proseguirli 

■toditerraneOy  il  deposilo  commerciale,  in-  senza   interruzione  nel  più  brtve  tempo 

dustrìale  e  personale  delle  molte  nit-rci  e  dei  possibile  fino  alla  Strada   Ferrata  Lro- 

Doltissirai  passeggeri  che  in  (K>(.he  ore  pò-  polda,  all.i  qii;ile  ess;i  dovreblic  aa'oppiarsi 

trebberò  tragittare  dall'  Adrialiro  al  Medi-  presso  al  centro  de!  V.1I  d*  4nio  iiiftrrÌDre 

terraneo,  dalPAIta  Italia  a  Firenze,  e  vice-  nelle  vicinanze  dì  Kiii|»«)li. 

versa,  s«nza  più  Siilire  e  scendere  i  gio^'hl  7.  VlA.o  STRADV  FKIIRATA  LITTO 

che  Appennin  parte  T  una  dalT altra  con-  RANEA.-^  Fece  il  pm«>cU()  piii  <;r.indioso,. 

Irada  ecco  la  Strada  a  rotajc  di  ferro  li  più  liinf;.i. 

Del  bel  paese  là  do%^e  il  si  suona.  più  aperta  e  più  pianeggiante,  qualora  si  ec- 


740               V 1 A  H  ▼  I A  R 

ceti ui no  le  due  prime,  di  quante  pfogetUle  insieme  con  altri  on  compren  nelJi  Gomu- 

furono  finora  io  tultM  la  gìbboiiwinui  super-  nììk  della  Badia-Teda  Ida. 

ficie  della  Tosciina.  h*  nolificazione  steasa  Lia  |Mrr.  di  S.  Emilio  ■  Vìaraa^io  ori 

che  acconia  gli  sludi  per  la  Strada  ferrata  i833  notenva  i33  abit. 

da  Petcìa  a  Pistofa,  e  per  Pallra  da  Pistofa  VI4N0  (  PIEVE  m  )  nella  Val -di  Magra. 

ai  Beno  Wo^'/i^ie,  Im  conceduto  facollk  -—  Vili,  con  antica  pieve  (  5.  Martimo  Fw 

ad   una  commissione  sociale  dì  effettuare  seo^fo)  nella  Com.  Giur.  e  circa  5  migl.  a 

trai  lauto  gli   studi  preparatori  alla  buona  grec.  dì  Fosdinov<s  Dioc.  di  Mjfsa-Ducale« 

rieM:iladellaloro  impresa  onde  polercosirui-  già  di  Luni-Sanana,  Due.  di  Moilena. 

re  una  Strada  Ferrata  che  lambendo  sem-  Risiede  sopra  uu  [loggio,  alla  cai  baie 

pre  il  litlorale  della  Maremma  riesca  per  orientale  scorre  il  lorr.  Lucido  di  Fimea^ 

tal  mezzo  ad  avvicinare  IJvomo,  Pisa,  Lue-  uell*  antico  exTeudo  di  Gragaoia  dt^VLinh. 

ca,  ecc.  a  Civitavecchia,  a  Roma,  ed  alla  pò-  Malupina,  del  quale  s*  indicarono  le  Yieende 

polalissìma  città  di  Napoli.  e  la  riunione  di  quello  al  roarchesalo  di  F^ 

VIAJO,  nella  Vai-Til>erina  toscana.—  sdinovo,  attualmente  al  Ducato  di  Slodena, 

Cis.  con  eh.  parr.  (S.  Palernìano)  nel  pie-  sotto  gli  Artic.  Fouhrovo  e  Gmoiola. 

vallato  di  Micciano,  G)m.  Giur.  e  circa  due  La  pieve  di  Viano  è  rammentata  Cra  quel- 

loigl.  a  sett.  di  Anghiarì,  Dioc.  e  Gomp.  di  le  della  Diocesi  di  Luni  nelle  bolle  de'  Poa- 

Arezxo.  tefici  Eugenio  III  ed  Innocenxio  III,  eon- 

Risiede  in  pianura  presso  la  sponda  de-  cesie  nel  1149  e  i«oa  ai  Vcscavi  di  Lani. 

stra  del  Tevere,  sull'opposta  ripa  del  quale  La  popolazione  della  Pieve  di  S.  Martino 

sorge  il  colle  di  Monledoglio.  a  Viano  nel  i83a  contava  687  abitanti. 

Sino  d:il  1008  posse<leva  beni  in  cotesto  VIAREGGIO  (  ^ia  Regia  )  nella  Valle 
luogo  di  ^ia/'o  la  Radia  di  Frataglia,  toslochè  inferiore  del  Sereb io.  ^- Città  mo«lenia  e 
EIcmberlo  vescovo  di  Arezzo  nel  detto  anno  ognora  crescente  presso  la  riva  del  mare  con 
assegnò  fra  le  sostanze  da  esso  donate  alla  Porto-Canale,  attualmente  con  due  chiese 
slessa  Ridia  quelle  che  la  sua  mensa,  o  piut-  parrocchiali  (S.  Antonio  e  S.  Andrea),  capo- 
tosto  e«rli  in  proprio,  possedeva  nel  distretto  luogo  di  Cam.  e  di  Giur.  nella  Dioc.  e  Dnc. 
di  Fiajo,  di  Lucca. 

Fra  F<'7'n  signoria  de*  nobili  di  Monte-  Risiede  fra  Pielrasanta  e  la  Ibce del Serchio 
do<;lio  e  di  Galbino  fino  da  quando  uno  di  allo  sbocco  della  Fossa  Buriamacea  nel 
essi,  Keniarilino  dello  Sidonia,  tìglio  di  Ra-  Porto-dnale  solto  il  gr.  43®  Sa'di  Ulit.eti 
niffi  da  Galliino,  nel  l'ò  nov.dcl  io83,ac-  il  gr.  97^  55'  di  lons;.,  6  migl.  a  ostro  di 
(|iiislò  da  un  di  lui  fralello  la  |»orzione  che  Pietrasanta, circa  due  inigl.a  pon.-lib.  d^Ua 
gli  ajiparleneva  della  corte  di  /7<i/o,  laqual  posta  di  Monlramilo,  iotorno  aio  roigl.  a 
porzione  nei  1 104  efsli  assegnò  ai  (Arnaldo-  maeslr.  di  Pisa,  e  i3  a  pon.  di  Lucca, 
lensi  d<'lla  Riilia  d*  An};liiari.  -^  f^ed.  Ah-  Vedesi  Viareggio  sul  liJo  del  mare  (|oasi 
UHiARi  e  MicriAKO  in  Val-Tiberina.  nel  centro  delT  insenatura  che  forma  il  ba- 
li;! fiarr.  ili  S.  Palernìano  a  P^iajo  ne\  cino  più  occidentale  drlIaTose«in.i  li  Iti  iranea, 
i8'-i3  noverava  i  a8  abit.  la  cui  corda  dal  promontorio  del  G)r«<>  sino 

VIAMAG0IO,  o  VIA-MAGGIO  {quasi  a  Monlenero  fu  calcolala  di  5a  miglia  geo- 

f^ia   Vagifiore)  nella  Valle   della  Maree-  grafiche  quasi  mipl.  58  lìoreiiline. 

chia.— B<>rpj|a  con  eh.  pirr.  (S.  Emilio)  Questa    nuova  cillà   tagliati  a  guisa   di 

ed  un  posto  do».inale   di    3.'  classe  nella  paralellogranima  ha  strade  larghe  e  diritte 

i)i»iii.    e   circa    5  nii<;l.    .1  |K)n.-lib.    liella  le  quali,  (piantinique  non  siano  ancora  tutte 

Ridi.i  Trdalda ,  Giur.  di  Seslino,  Dioc.  già  fianchegfiiate  ila  pubblici  e  privati  eililicj, 

di  CìWli  (lì  Cislello,  oni  di  S.iii-S<'{K>lcro,  pure  vanno  costì  giornahneiileaumentanilo 

CcMUp.  ili  Arezzo.  le  case,  le  chiese  e  le  palazzina  con  regolarità. 

Risiede  nella  schiena  doli*  Alpe  della  F^u-  ordine  e  pulizia, 
na  ira  le  sorg4*nlidel  iiiime  M'treccliiae  suir  Fu  misurata  trigononietric:i mente  la  si- 
antica  via  mulattiera  che  van'a  quellj  moii-  tuazione  di  Viaregffio  dal  Padr.  Geii.  Proi'. 
ta^nia  ,  la  quale  se|Mra  la  Val  ti  superiore  Michele  Berlini  ili  Lucca,  presa  dalla  s<iai- 
del  Tevere  «la  quella  della  Marecchia.  mila  della  Torre  de'Forz^ti,  e  trovò  questi 

Kra  pur  questo  uno  de*  pienetli  o  roin>i-  circa  4a    br.   lucchesi    sU|ieriore  al    ImiII^ 

uclti  dp^urlenuto  ai  dinasti  di  Moutcdo|jliu  del  mire  Medilerrautu;  mculn:  dalle  Iriau- 


y  I A  B  y  I A  R               741 

fobsioni  bue  ibi  Patir.  Gen.  Gay.  Gioyan-  ne  intermedie»  le  quali  lasciano  lungo  qucl- 
ni  lugbirami  risulla,  cbe  il  piede  della Tor-  la  spiaggia  tanti  arenosi  deposili  cnpact  «li 
fc  imsilcaÌBìa  era  braccia  a  fiorenliue  supe»  allonianarcprogressiyamenlc  lariya  del  oiti' 
ciofc  al  liyelio  del  vicino  mare;  lo  cbe  di-  re  dalla  terraferma.  —  f^e</.  appresso  V  Art, 
mostrerebbe  cbe  la  sommitli  della  Torre  de*  Gomusita*  si  Viarcooio. 
Fonali  in  Viareggio  Cosse  circa  br.  40  fìor.  Giii  si  disse  agii  Art.  Pisa  e  Vallk  nax* 
soperiore  al  suolo,  sul  quale  s*innalia.  Aero  Pisaro,  che  la  spiaggia  a  Bocca  d*Ar- 
Rispet lo  ali* orìgine  del  nome  di  ^lare^-  no  in  1800  anni  si  è  umoentiila  di  circa 
f 'O  sembra  manifestarsi  naturalmente  nella  1 1 3oo  br.  toscane, equivalenti  a  metri  6595, 
Fia  Begia  cbe  nel  medio  evo  fu  tracciala  e  fu  ancbe  calcolalo  che  Taumento  del  lìtio- 
Ino^  il  littorale  passando  da  Viareggio,  ale  di  Viiireggiosi  valuta  ad  un  dipresso  fra 

All'Alt.  MmLuauo  in  VaUJi-Sercbio  fu  le  4  e  le  5  br.  per  anno. 

dello,  che  quella  vastissima  tenuta  selvosa  Epperù  non  farU  meraviglia  (soggiunge 

nn  dì  Ckcvi  parteed  era  compresa  nella  Sei-  il  March.  Mazzamsa  nella  sna  Guida  del  Po. 

M  Begia^  noia  in  parte  sotto  il  vocabolo  restiere  per  la  ciltii  e  contado  di  Lucca)  il 

ipeciaie  di  ^e/iu  Pamn/i/ia,  la  quale  eslen-  pensare  che  al  tempo  dei  Romani  il  mare 

defili  dalla  ripa  deslra  della  Valle  inferiore  bagnasse  le  falde  del  poggio  di  M;issaciuccolì, 

del  Serchio,  a  partire  dall*  origine   della  cui  aggiungerei,  e  che  allora  i  Pisani  occupa- 

Foita'Nuo»a  emissarìa  nel  Lago  di  HaS'  vano  quello  stretto  littorale  con  le  pendici 

imdmccoii  sinoversoMontramilu,edi  là  co-  meridionali  de*  monti  di  BaibanOy  Massa- 

stcggiando  il  monte  di  Qoies:i,  proIung:i\asi  ciuccoii,  Quiesa,  ecc. 

sino  al  Termine  della  Scirparsa,  lungo  il  Infiliti  una  delle  memorie  piti  antiche  su« 

lilloraledofesljoccava  la  Fossa  di  Xotrone,  pentiti  di  Viareggio  è  {loslcriore  alla  prima 

Cbe  colesta  SeliHt  Begia   ap[Mrlenesse,  metà  del  secolo  XII,  allorché  un  esercito 

al  pari  di  tulls  le  altre  macchie  che  incon«  lucchese  nel  11 70  essendosi  accampalo  costì 

tnvnnsi  lungo  il  littorale  toscano  alla  Gorle  presso,  fu  investito  e  vinto  dai  Pisani,  i  quali 

legia,  oasia  alla  Corona  dMlalia,  dalla  quale  a'  impadronirono  del  luogo  di  f^iareggio. 

prese  il  tìtolo  di  Begia,  non  ne  lasciiino  dub-  Cotesto  castelletto  era  allora  cotanto  pic- 

DÌo  i  documenti  superstiti,  ed  il  nome  che  cola  cosa  che  per  lungo  iem|>o  esso  mancò 

dopo  il  mille  fndaln  al  piccolo  villiiggio,  ora  di  una  chiesa  parrocchiale,  non  trovandola 

citlk  di  Viareggio.  11  qual  nomefornivalo  la  indicata  né  tra  quelle  del  piviere  di  Massa- 

localiUper  Irovarsisul  {la&sodiunu  Fiaear-  ciuccoli  che  fu  della  Diocesi  pisanj,  e  nep- 

raja  o  sterrata, ii\ìt  fm  d'allora  era  tracciHla  pure  nel  caLilogo  delle  chiese  della  Diocesi 

luogo  la  marina  (|clla  Stl^a  regia.  Colesta  di  Lucca  del  ia6o,  il  cui  vescovo  mollo  do- 

Via,  cbe  divenne  per  lungo  tempo  |ioslale  da  pò  la  sotlo^iose  con  1*  altra  di  Moutramito 

Pisa  a  Sar^ana,  non  deve  confondersi  con  alla  pieve  d*  Ilice. 

r anlica  ^la  Fra/iceiC<i,o  i7o//ièri  stala  apcr-  Aggiungeva  inoltre  T  annalista  lucchese 

la  mollo  tem(io  innanzi  :i  pie  dei  Monle  di  Tolomeo,  di  aver  letto  nell'antico  re;:islro 

Quiesa  sulle  tracce  a  un  dipresso  della  f^ia  del  G)mune  di  Lucca,  qualmente  nelT unno 

edlitare  di  Emilio  Scauro  ;  la  quale  {ms-  1171   il  governo  della  sua  piilria  acquistò 

uva  poco  discosta  dagli  cmissurj  del  ptidule  in  compra  da  Trufla  Mezzolombardi  dei  si- 

e  Lago  di  Massaciuccoli,  emissari  che  f'>rse  gnori  di  Monlramilo  la  Stlsfa  con  tulio  il 

JjI  suo  autore  fatino  ebbero  no  me  di  Fos-  terreno  lungo  quel  littorale,  a  {tarlire  cioè 

se  Papiriane,  siccome  (liìi  lardi  la  Fossa  dalle  foci  del  Serchio,  dove  esisteva  una  lor- 

"'oggiore  acquistò  quello  di  un  proprietà-  re  a  guardia  della  marina,  fino  a  Montrami- 

rio lucchese  chiamandola  Fossa  Barlamac^  lo  ;  e  che  nel  1172  alle  calcnde  di  grnniijo 

cfl,  la  quale  imiiocca  nel  Porto-Canale  di  i  Lucchesi  tlislrussero  il  Cast,  di  T'iareg^ 

Fioreggio.  —  Fed,  Fossa  Bublamacca  ,  e  ^fo,  occupalo  sino  dal  1 170  «Idle  armi  dei 

Fosse  Papìmahe,  Pisani,  dopo  essrre  stali  questi  ultimi  messi 

A  flimostriire  IWigine  non  ani  ira  di  Via-  in  fuga  dai  primi, 

rpgglo  si  presenta  non  S'do  la  storia  ijoIì  Non  starò  poi  ad   esaminare,  se  sìa  an- 

lira  e  rctcli-sì.isiicii,  ma  U  lì^if.»  di  coUsla  lenlico  o  nò  un  «liploma  ili  Fcderijio  11  del 

[•iinnra    littonuìi;! ,  dove  slKM-cuno,  al  suo  117.1,    dal    quale  :iliMini  ar^niscMmo ,  che 

f»^tro  i   tinnii  Sercliio  ci   Aini>,  td  a  seti.-  in  qm  ITunni»  il  cisteliorohlislrellodi  Vi.i- 

uiaislr.  1.1  Magrsy  olire  molli  toir.  e  huma-  rc'{;gio  fu  dalu  in  feudo  ad  un  imss.  Pag.ino 

Y.  v  9i 


7M  T I A  B  y  I A  R 

di  Baldovino  (U  Locca, aggregaodoio  alla  cU-  iiiffni|[aiira  della  pieve  d*  Ilice,  e  la  priat 

tadinanta  di  Metiina,e  che  rettaiiedi  quella  volu  che  esn comparisce  nel  c4lalngo  drlk 

famiglia  fino  a  che  nel   1^83   il  Comune  eh  lete  parrocchiali,  mi  aembri  quella  indh 

di  Lucca  col  favore  del  conte  Ugolino  della  caU  dal  sinodo  Inechcte  celebralo  nel 

Ghcmrdosca,  allom  signor  dì  Pisa,  potè  ria-  gio  delP  anno  1 736. 
cquislarlo.  -— (Ptolom.  Locias.  Annal,)  Ma  il  vaso  del  tempio  nella  Tislon 

Dirò  solo  che  in  Viareggio,  Terso  il  se-  tiplicdaionedel  popolodi  Viarrgginevalrap 
colo  XIV ,  fu  edificata  quella  Torte  torre  pò  angusto  e  richiedeva  una  chiesa  ausecl* 
che  sef  ve  di  Bagno  ai  con<Ìannati  di  Lucca,  libile  di  ricevere  non  più  3oo  ma  S  in  6oeo 
Aa  non  confondersi  con  raltra  torre  fabbrica-  persone  lo  che  e  stato  eseguilo  in  questi  Il- 
la sino  dal  1 171  pn-sso  la  foce  del  Serchio.  timi  anni. 

In  Viareggio  vi  si  gode  ampia  veduta  del  Avvegnaché  nel  1839  il  Duca  di  Loooi 
mare  dal  promontorio  del  Corvo  e  da  11*  Isola  atteso  1*  aumento  aempre  cretceote  della  p» 
P.ilmaria  sino  al  Monte  Nero  di  là  da  Li-  polaiione  decretò,  che  si  erigesse  in  Viarrgi* 
vorno.  La  spiaggia  essendo  inclinatissiroa  e  gio  una  seconda  chiesa  parroocbi«le«  e,  ap- 
a|«rta  |>er  tutto  intorno,  non  affonib  in  tìcì*  pena  ottenuto  sotto  dì  ai  luglio  1840  il 
nanzN  del  lido  che  9  piedi  dal  lato  di  mezzo  breve  pontifìcio,  fn  fabbricato  pia  d*appre» 
di,  cioè  sopnivento,  e  piedi  97  dal  lato  di  so  alla  spiaggia  un  tempio  a  Ire  navale  el 
maestrale,  cioè  sottovento,  siccome  appari-  un  convento  contiguo  per  nna  famiglia  reli- 
sce dalli  scandagli  fatti  dal  capitano  Smith,  giosa  di  Servi  di  Maria,  i  ifuali  ne  pfcsero 
in  conferma  di  quanto  fu  avvisato  dal  eh.  possesso  nel  3  giugno  del  1841. 
Birnardino  Zendrini  nella  sua  Relazione  La  separazione  della  pofmlazione  di  Vi^ 
edita  in  Lucca  nel  1736.—  Ftd,  TArt.  regisio  in  due  cure  fu  eseguita  nel  marw 
CoaniarrA*  di  Vubbggio.  del  184  3  quando  vennero  assegna  li  alla  nuo- 

In  conseguenza  non  solo  ai  vascelli  di  alto  va  cura  de*  serviti  circa  a  3 00  popolani. 
borilo  è  impedito  l'ingresso  nel  suo  Porta-        La  chiesa  dedicala  a  S.  Andrea  Apostolo 

Cnnale^  ma  essi  ne  anche  ponno  dar  fondo  in  capace  di  contenere  da  5 000  pertone  è  ■  cit^ 

quei  paraggi.  Solamente  i  legni  a  vela  Ialina  ce  latina  adoma  di  statue  nella  facciata  e  di 

trovano  costii  un  buon  suolo  per  gettarvi  Pan-  un  impiantito  ili  marmi  di  Carrara.  Essa  è 

con,  etl  anco  internarsi  nella  città  permei-  fiancheggiata  da  un  convento  con  comodi 

zo  del  suo  Canate  corrispondente  con  la  abitazione  per  i  a  religiosi. 
Fo««i  Burlamacca  eil  altre  fosse  emissariedel         Varie  manifatture  sono  stale  di  cnrto  in- 

Tiiigo  di  M.issaciuccoli,  o  che  raccolgono  gli  trodoLie  fra  cotesla  popolazione,  la  quale  si 

sroli  di  quella  pianura.  Lo  cbè  peraltro  ba-  moltiplica  prodigiosamente,  sia  per  esservi  i 

sta  pel  vantaggio  della  pesca,  che  suol  essere  matrimoni  frequenti  e  fecondissimi,  sia  per 

ricci  ass;ii,  r  per  il  comodo  del  commercio  avere  il  vaccino  estirpalo  il  flagello  del  ^M}f>- 

oiiile  partirolarmenle  cambiare  gli  olj  ed  i  lo  arabo  che  soleva  fare  strage  nel  liltonle 

proilolli  indigeni  con  quelli  esteri  e  con  le  di  Viareggio, 
merci  coloniuli.  Comunità*  m  VuaRcoio. —  Della  soperii- 

L*  aria  attualmente  è  colanlo    sana    in  eie  territoriale  di  questa  Comunità  non  ■ 

tulle  le  stagioni  dell*  anno  e  così  temjierata  potrà  indicare  una  misura  esdta  finché  non 

neir  inverno,  che  molle  delle  principali  fa-  sietio  terminale  le  openzioni  calaslali  del 

miglie   lucchesi  vi  possieilono  palazzine  e  Ducato  di  Lucca;  posso  dire  solamrnterhc 

casini,  flove  rosMimano  reciirsi  ad  oggetto  laO>munilà  in  questi onf  comparisce  la  pia 

di  go'lere  del  benefìzio  di  quel  clima  nei  popolala  e  la  fùìi  eslesi  di  tulle  quelle  del 

ri <!ori  dell*  inverno,  munire  nelPestale  vi  ac-  Ducato  di  Ijucc!a,  qualora  voglia  eccettuarsi 

corrono  anriiedall* estero  illustri  personaggi  quelli  delta  sua  capitale, 
per  far  uso  ile*  suoi  bagni  di  mare.  Confina  con   ilue  Oimunilà  del  Duralo 

Quando  rolrslo  pafsc  non  roiilava  che  mi-  [  Lucca  e  Cima jore)  con  una  del  Gnnilucato 

sere  capanne,  Hbilale  (la  (lue  in  trecento  mal-  (Vecchiano)   e  con  il   litlorale.  Dav.intì  a 

sani  coloni  e  ila  povei'i  pescatori,  vi  fu  eret-  (Mui.-maestr.  finisce  nel  mare  che  lambisce 

lo  un  convento  della   Ril'ornia   Francescana  per  la  lunghizza  ili  circa  4  migl.,ciiie,  ■lilli 

di  S.  B<*rn.irdino  rrtn  chiesa  annessa  sotto  Torre  di  migliarino  sino  alla  foce  del  fia* 

r invocazione  di  S.  \nlnnio.  micelio  Canta/ore,  dove  sollenira  dirin- 

In  seguiloquesl*ullima  fu  dichiarata  cura  petto  a  seti,   la  Com.  di  Camajore,  con  b 


¥  I A  R  V I A  R               713 

(pHb  la  iMMin  dà  Viareggio  sMneamoÙBa  XVIII,  furono  pabhlicali  in  Lucca  sotto  gli 

da  pon.  m  ìey,  ^eno  i  colli  di  Pedona  per  anni  1736  e  1739.  Spella  il  primo  al  eh. 

girare  sulla  cima  di  quelli  Tcno  acir.  e  pai-  Bernardino  Zendrìni  che  scriue  aulla  Ri- 

aare  sopra  i  poggi  di  SliaTola,  della  piere  (orma  di  quel  porto  con  un*  Appendice  in- 

d*IIice,  dì  Mussarosa  e  quindi  arrivare  aulla  torno  ai  tristi  effetti  della  macchia  di  Via- 

TCtln  del  monte  di  Quiesa.  A.  quel  varco  il  reggio,  mentre  il  secondo  spettante  al  cele- 

Icrrilorio  di  Viareggio  trova   l*  altro  della  bre    matematico   Giovanni  Poleni  giova  a 

Goa.  di  Locca,  col  quale  piegamlo  da  acir.  confermare  T  opinione  del  primo. 

a  Olirò  percorre  dal  montediQuiesail  fianco  Le  quali  riforme  eseguite  pochi  anni  do- 

•ecidcatale  di  quello  di  Balbano,  di  dove  pò  dalla  Rep.  di  Lucca  a  seconda  dei  p»* 

s'incammina  verso  la  gronda  orientale  del  reri  «fsternati  da  quei  J  uè  sommi  matematici, 

ladule  di  HassaciuccoH.  Gisti  arrivano  i  con-  recarono  alla  contrada  un  coiai  successo,  che 

fini  della  Gom.  di  Vecehiano  del  Grrandu-  in  grazia  del  taglio  dell»  macchia,  e  più  an- 

eilo,eon  Pultima  delle  qualidirigesi  per  la  cora delle cdtaralte a biliro  poste sulTingresso 

Afj«  Ifuo9a  nel  padnle  prenominato  che  della  Fossa  Burtamaeea  nel  Forto-Cnna" 

«Nnmbe  attraversano  da  acir.  a  maeslr.,  /e  di  Viareggio  onde  impedire  la  pi*omisciii- 

■db  parie  più  occidentale  del  Lago,  fìncliè  tà  delKacqua  salsa  con  la  dolce,  non  sola* 

tohando  faccia  a  lib.  giungono  per  termini  mente  cessarono  costà  di  vedersi 

■rtilicisJi  sul  confine  del  li  ttorale,  che  trova-  ^     *  .  r.- j-.:^;     ^^^/:  .: 

11    m         i-M-  I-    •        ..^1     u  Quei  sfolti  Iwidi  e  confusi 

BO  alla  Torre  di  Migliarino  presso  lo  sbocco  d      /a  i*            i-           •    • 

j  II     E>          !..    j  II*  ^LL^M  l'ere  fiè  P  aere  gli  era  nimica^ 

a  aaare  della  Fossa  detta  delV  Abbate,  ^                       * 

Noa  vi  sono  tìumi  che  attraversino  cotesla  ma  d* allora  in  poi  crebbe  vistosamente  sana 
Camunità ,  qualora  si  eccettui  la  fiumana  e  longeva  la  sua  popolazione. 
dd  Camajore^  la  quale  costeggia  il  terri-  Cotesto  fenomeno  pertanto  della  miglio- 
torio  comunìtativo  dal  lato  di  maeslr.  a  rata  qualità  dell'aria  avvenne  dopo  che  nel 
sHL  Vi  è  compreflo  bensì  per  la  maggior  1740  per  opera  del  prelodalo  idraulico  Bcr- 
pufe  ano  de' Laghi  più  estesi  della  Tosca-  nardino  Zendrini  furo.io  poste  in  o^era  le 
■it  ODO  diverK  fosse  navigabili,  come  la  calaratte  a  porte  mobili  fra  le  fosse  emis- 
/bffia  detta  del  MalfarUe^  quella  di  Stia-  sarie  deli' acqua  dolce  ed  il  Porto  di  Vi»- 
9tia  e  l'altra  delle  ^aindiei,  oltre  fa  Fossa  reggio;  la  quale  opemzione  recò  tal  bene- 
maggiore^  ossia  la  Burlamacea,  le  quali  fizio  reale  da  non  lasciare  più  dubbio  che  ciò 
tatle  o  dal  L.igo  di  Massaciuccoli,o  dal  La-  derivasse  dalla  miscela  dei  due  liquidi,  stan- 
gfactlo  di  Hontramito,  o  in  linea  parallela  te  che  appena  quelle  calaratte  mobili  si  «u^- 
■I  lido  dirigonsi  nel  Porto-Canale  di  Vìa-  staruno,  tornò  la  m.ilaria  a  portare  la  morie  a 
icgfio*  quegli  abitanti,  finché  ripìirate  e  riniessele 

In  una  parola  le  acque  terrestri  che  rista-  nel  pristino  slato,  sparvero  le  lehbri  marcm- 

pWDO  fra  il  Monte  di  Quieaa  e  la  marina  di  mane,  e  la  popolazione  di  Viareggio  ripreso  a 

Viareggio  e  che  si  raccolgono,  o  nel  Lago  prosperare  e  ad  accrest:ersi  successi  va meiitf, 

di  Vaaiaociucooli,  oppure  in  altri  minori  in  guisa  che  questa  florida  Tirni  nel  1 8^3  fu 

Lagaecioli,  si  riducono  in  fosse  che  con  lento  eretto  in  seconda  ritlà  del  Duralo  di  Lucci. 

declive  per  la  pianura  fluiscono  nel  Por/o  Nel    1783  comparve  alla   luce   un  terzo 

Caitaie  predetto.  libro  deir  Ab.  Leonardo  Ximeiif*s  sul  prò- 

Ifiuoo  fina  i   territorj  comunitativi  della  getto  di  un  nuovo  Ozzc ri  die  roedila^ii  in- 

ToBcana  offre  per  avventura  tanta  messe  al-  tradursi  nel  Lago  di  MassaciinToli  e  di  \k 

lo  alodioto  delle  scienze  fisiche  e  iilrostati-  pel  Cantile  di  Viareggio  in  m:ire,  dove  si 

che,  qaanta  ne  fornisce  la  Comunità  di  Via-  trattava   anche  ili  qualche  riforma  .iti»    a 

reggio  nella  sua  pianura  di  recente  acquisto  giovare  a  quel   Porto.  Allo  stesso  progeilo 

poco  distante  dalla  foce  di  due  fiumi  rea-  del  Ximenes  frattanto  facevano  correrlo  ini- 

li,  coperta  di  vasti  paduli,dì  due  laghi  e  di  portantissime  riflessioni  di  allri  due  chiari 

frequenti  fosse  che  lentamente  s*  incammi-  idraulici  di  quel    secolo,   T  Ab.   Uu<rgiei-o 

nauo  verso  una  spiaggia  inclinatissima  all'  Giuseppe  Boscovich  ed  il  maleraalico  £11- 

orizzonle.  stachio  Z^motii. 

Due  libri  importanti  per  la  scienza  idrau-  Non  starò  qui  a  ripetere  ciò  rho  fu   dftto 

liea,  onde  anco  conoscere  lo  slato  fisico  di  agli  Art.  Fosse  PAPtitìA^E,  Mamarosa,  Mvh- 

cotesta  contrada,  nella  prima  metà  del  sec.  SAcnjccou  e  suo  Lauo,  se  non  per  rainuKU* 


741  VIAR  VIAR 

laic,  che  la  pianura  fra  Massnciticcoli  e  il  duladelaS  settembre  1843,  per  or^wé 

n].ire  era  p:iluitre  fino  diii  tempi  romani,  e  una  commissione  iiicarìciila  «li  ttudun  e r 

die  il  terreno  attualmente  sco|>erto  intorno  ferire  sulT influenza  ì«;ienica  delle  Ri»jjr,t 

al  Lago  e  alle  fosse  medesime  è  di  una  na-  celale  rapporlo,  d.i]  quale  resultava,  clirf» 

tur.1  calcarea  argil  Iosa,  aifat  lo  di  versa  da  quel-  neral  mente  li  cultura  del   riso  era  uoan 

la  di  arena  silicea  e  marina  che  cuopre  il  alTeconoroia  pubblica  e  causa  accruceotc? 

fondo  del  Lago  slesso  di  Massaciuccoli,  e  che  raalari.i,  i-esa  mofetica  e  di   pessimo  A-b* 

suole  raccogliersi  {icr  inviare  quella  qualità  da  11*  esalazione  delle  parti  organiche  mwt 

di  arena  per  uso  delle  seghe  de*  marmi  a  Se-  rate  e  fermentate  nelle  ripetute  viccods  j 

ravezza  ed  a  Carnira.  stagnazione  e  di  lento  corso  delle  acque  cbr 

Non  debbo  per  altro  tacere,  qualmente  irrigano  le  umide  Risaje. 
fu  in  questa  Comunità ,  dove  pochi  anni         >•  Volete  voi  vedere  ,  esclamava  il  Pp 

addÌRtro  Paria  tornò  a  danneggiare  gli  abi-  Piiccinotli  nella  S'ia  opera,  riS{ietlo  alf  i» 

tanti  fra  Massarosa  e  Monlramito  stante  la  traduzione  delle  Risaje  in  Toscana,  tcIr 

coltivazione  inlrodollavi  delle  Risaje;  colli-  voi  vedere  rovinalo  il  più  regolare  sìslesii^ 

vazioiie  che  eccitò  molli  reclami  e  rarama-  draulico  di  un  paese?  introducetevi  le Risijf^ 
richi  di  quegli  abitanti  che  l'avvicinavano,         »  Non  senza  maraviglia  ,  egli  prarpf. 

olire  non  fiochi  discorsi  scienlifìci,  fra  i  quali  io  vidi  queste  Risaje  di   Mou I ramilo  ;  li - 

citerò  per  lutti  un  lihro  del  Prof.  Francesco  giugno  del  1843)  avere  vrerso  la  stndirtfii 

Puccinotli,  una  memoria  del  Marchese  Maz-  (postale)  i  loro  argini  quasi  ai  piedi  iM< 

zarosa  ed  altra  memoria  col  titolo  di   l^oie  viti,  degli  olmi  e  dei  pioppi  da  un  laici;  JiL' 

di  iMichele  Giannini  medico  di  Viareggio.  altro  lato,  eiI  allo  stesso  livello,  piantipM 

La  pianura  di  Montramilo,  di  Massarosa  verdeggianti  di  granturco  {mais)  e  ìft^ 

eia  marina  di  Viareggio  sono  mantenute  pa*  giuoli;  in  qualche  parte  con  uà  paflo  ck 

lustri  non  solo  dai  frequenti  capezzali  che  allraversasse  un  piccolo  fosso  trovarsi  ssbt- 

arrestano    lo  scolo    delle   acque   terrestri  lo  in  mezzo  a  l'erti lissiroo  campo  di  uoen 

al    mare  in    un  piano    poco   supcriore  al  no  che  arrivava  alle  spalle;  in  qualche  aiir 

suo    livello,    ma  vi  concorrono   altresì   a  punto  poche  braccia  traverse  di  slndiUM- 

rouservarla  in  tal  guis:i  molle  scalurigini  sira  dividere  un   l>cIlissimo    olivrlo  dtlk 

pennini  di  fonti  che  pullulano  dai  monti  meste  e  fetenti  Rsaje  ». 
sii|)eriori  di  Quicsa  fino  a  quelli  di  Monira-         »  Allora  fu  dir  alle  piante  acquali^'bf  r^ 

mito,  e  che  atluaimrnte  s<>rvono  solamrnte  sliluenliqtici  pantaiii,conies'irebtM'  VJrjr 

il  iiiellere  in  moto  le  nneinedi  un  mulino  do ph^ugmlfix {S[ìMz<}\mìi  ^\uhi\e  »\Tr.Ls 

a  grHiia'jlip  e  quelle  di  un  frantojo.  Luti  folta  Sila  di  padulc).illn  .9/Mr/u.>^ 

Si  suppone  da  taluni  che  le  acque  delle  erec'wn  S^MFganio)  a!  Syrpus  Ivuw.i 
f'jnli  del  monte  pallul.niti  al  I.i  distra  della  (Ciiuncod.t  slojr;iil!a  CVitìfci  i».#/«arix,  J-.- 
shiiila  |K)st.iIe  fra  MassarosM  e  Montrnniilo,al-  c:dein:«jii)  >enne  surrn^r.ito  il  rtso,p*«-« 
Kiiriale  che  fossero,  s:irrlil)en)  snscr'.tibili  <li  che  «lo\evj  crescere  e  frultifiiMre  t^'l' !< 
esser  portatila  sufTinienle  a!lez7.i  da  servire  oiidizioni  medesime  dì  ciillnr.i:  cosiithc  ' 
;ilnieiin  al T  irrigazioni  della  pianura  cir-  princi[iiu  di  fecondazione  di  lutto  I<|ìa^' 
r<»sl.inle  al  pircolo  Lagli'ilo  di  Munlninil».  p:ilustri  ed  acquatiche  pui*»  riirsi  comanf  h 
"  IJiia  sola  trave,  diceva  il  «lotlore  Mieheir  itivariahile  anche  al  riso;  né  vi  s.»r^n». 
(liaunini  nelle  sue  iVo.'e  fu//e /^/^i/V  d«'l!a  (è  PA.  che  parla")  alcuno  ;il  minJj  e  • 
iiMiina  lu(*c)ies(s  iin;i  sola  trave  posta  sulla  possa  conciliare  insieme  odi  Uis^ja  coi  ' 
h'ire.i  della  Fossa  Srìice  h.ista  ad  elevare  salubrità.  « 

iu  lireve  tempo  circa  un  ioezzi>  braccio  Tac-         lu   realtà  che  la  cultura  d<'IIe  Rivil"- - 

quade!  Ligliettodi  Mimlraniito,  nel  cui  fon-  Montramilo  intliiisso  aiichi'  .id.«nrinj: 

fio scorgeuilosi  dei  muri,  fu  creduto  dal  pò-  ahilanli  di  Viaregjjìo,  S"hIifMir>  due  mi  ■ 

polo  die  costà  esistesse  un  convento  sprolon-  «la  esse  distanti,  lo  a^^ei  ì\a  il  mi-ii'  •  * 

il.ito,  non  sì  sa  come,  né  quando.  Dal  fon-  «lotto  Dolt.  Michele  Giannini,  d  ctnl   •  ■' 

dodi  quel  Laghetto  sorge  un\iltra  polla,  in  innanzi  P  iutro<hizìi)nc  di   qiirlie  R  >'i 

f.'uis.<  clic  C(m  le  sole  acque  del  I^;;het(o  me.  poteva  stare   io  •jUilumpTe  ori  il.  .i.«  r 

drsinio  si  mantenevano  le  Risaje  stale  semi-  per  le  vi«'  di  Vi.iieg^'i»)  t*  p«  r  1<  virn-  »" 

lì.ili*  innanzi  che  il  quinto  O'n^'rrsso  degli  piijne  s«iiai  \e«tilo  »•  cuii    l.i   tni  >"  /  ' 

S  ieiiziali  italiani  tenuto  in  Lucca,  nella  se-  sen/.a  peiicid*»  «Iella  propii.i  s.i'uU.  • 


y  t  A  B  V  T  A  R               7IS 

il  II  nostro  banco,  soggiuDfeTa  il  Doti.  iH  gninaglff,  mentre  a  qut:sl(  fiiono  coroaa 

Giannini,  ed  il  monte,  fertili  d*ogni  frutto  nei  seni  ir  nelU  |jarte  più  ele\aiia  dei  pugili 

Boa  conservano  assai  umidità  nella  stale  ()er  eslese  selve  di  castagni. 

ibmtK  legumi  e  granlurco,  ti  cui  prodotto  Anche  la  pianura  di  Viareggio  Ta  di  anno 

suole  costituire  il  vitto  ordinario  della  mag-  in  anno  guadagnando  in  consistenza  ed  in 

gìor  parte  del  popolo  «.  estensione.  Infittii  rispetto  alla  consisleuia 

»  Li*iaduslria  perciò  diresse  la  coltiva-  non  sono  ancora  40  anni  che  la  strada  ro- 

sione  di  questi   generi   sopra  i  così  detti  labile  fra  Viareggio  e  lUoniraioito  era  fan- 

n»ar%uoli  in  quella  parte   di  padule  mi-  gosa,  in  guisa  che  bene  sptfsso  bisognava 

glionila  sì*  mi  che  ancora  non  reslava  asciut-  rialzarla  onde  mantenerla  per  quanto  era 

la  te  non  verso  la  fine  di  maggio  sino  a  set-  possibile  asciutta. 

tembre  »•  Inoltre  presso  Monlramilo  esisteva  una  sol- 

«  Xlondfchè  i  contadini  nelP  asjicttativa  tilecrnsla  di  eixora  che  s'innalzava  ed  abbas- 
della  latura  raccolta,  ed  i  marinari  stante  la  sava  secondo  che  Tacqua  cresceva  o  dimintii- 
rriiizìoae  delli  pesca,  sogliono  ricavare  con  va,  ed  oggi  invece  si  veggono  sulla  strada 
fioco  lavoro  tanto  frutto  per  corrispondere  ai  terre  alte,  consistenti  e  intorno  a  quella  sta- 
bili ecampare  dalTinverno  le  loro  famiglie.  »  zione  orti  copiosi  e  fertilissimi. 

»  Nella  deliziosa  valltcola  di  «S/tat'a,  sog-  »  L*aria  è  salubre,  asserisce  il  medico  di 

piangeva  il  Doti.  Giannini  (nota  ai),  gli  Viareggio,  le  nebbie  non  più  viste  da  inulti 

•I laccali  da  febbre  intermitlenli  dai  mese  anni  di  giorno  sono  rarissime  iu  qualche  not- 

di  Diario  al  mese  di  luglio  del   1843  tono  le  di  autunno,  le  quali,  se  innanzi  la  coltura 

•lati  circa  i3o,  fra  i  quali  molti  sono  rica-  delle  Risaje  da  Monlramilo  potevano  giun« 

diKi  sei  e  sette  volte,  n  gere  a  Viareggio,  non  vi  era  più  memoria  di 

»  E  prima  delle  Risaje  non  sì  ammalavano  averle  vedute  costì  dopo  il  levare  del  sole.  » 

che  sei,  o  otto  individui  in  tutto  Tanno  fra  »  La  peste  non  ha  mai  peneti'alo,  aggiun- 

i  molti  che  frequentavano  il  padule,  a  gè  il  Giannini,  in  cotesta  contrada;  in  guisa 

Arroga  a  ciò  una  sugosa  memoria  del  che  in  un  clima  così  temperato  e  sano  il 

March.  Antonio  Mazzarosa  letta  al  quarto  popolo  ben  nutrito  vive  lungamente  robusto 

Congresso  scienlìtìco  di  Padova  sulle  anti-  e  si  moltiplica  prodigiosamente.  » 

che  Risaje  del  Lucchese  e  toro  tristi  effetti.  Fra  i  prodotti  di  suolo  utilissimi  a  que- 

siochè  il  governo  di  quella  repubblica  pub-  sta  contrada  sarebbero  i  bestiami  da  frutto  e 

blicò  nel  dì  4  maggio  del  161  a  un  edillo,  da  lavoro,  dei  primi  de*  quali  si  faceva  dai 

col  quale  si  proibiva  sotto  pena  severissima  Viarofigini  nei  tempi  andati  un  commercio 

Ja  coltivazione  del  riso  per  tutto  quanto  lo  utilissimo  al  colono  ed  al  proprietario. 

italo  lucchese.  La  pesca  del  Lago  di  Mass;ioiuccoli  man- 

Per  buona  sorte  dell'  umanità  e  per  poca  tiene  altresì  molte  famiglie,  ed  il  j:ovcmo  ne 

sorte  di  avidi  speculatori,  dal  1843  in  poi  tali  ritrae  un  vistoso  provento;  ma  assai  maggiore 

Risaje  sono  scomparse  in  tutta  la  Toscana,  ed  è  il  numero  dei  marinari  ed  il  lucro  che  ne 

a  Montramito  sono  ritornate  a  crescere  natu-  ritrae  il  Principe  da  quella  più  copiosa  che 

nimenle  la  Sala,  la  Spazzala  di  padule,  e  ottengono  i  pesc«itori  dal  mare  di  Viareggio. 

più  comunemente  il  Giunco  da  sto/e,  le  »  In  quanto  alla  crescente  estensione  del 

qoali  piaQte  servono  non  solo  di  forag^jio,  territorio,  tanto  lungo  i  margini  del  lido, 

ma  accoppiate  ad  altri  falaschi  dei  paduli  come  a  piedi  dei  colli,  sono  prcxligioii  gli 

costituiscono  il  letto  delle  stalle  coloniche,  acquisti;  e  la  coltivazione  specialmente  in- 

sicchè,  macerate  forniscono  un^i  specie  d*  in-  torno  alle  gronde  tlel  p;idule  di  Massaciucco- 

grasso  a  quell*  umida  pianura,  mentre  nei  li  si  è  estesa  in  molti  luoghi  che  nei  stcoU 

luoghi  resi  meno  palustri  mediante  le  fosse  decorsi  erano  coperti  in  inverno  dalle  acque. 

di  scolo  si  seminano  e  vi  fertilizzano  piante  Ijo  che  starebbe  a  provare  il  naturale  rialza- 

Itguniinacee  e  granoturco.  mento  del  suolo  che  si  eCfcltua  più  solleci- 

Perallro  la  risorsa  agraria  princi|):de  di  tanientc  ed  in  maggior  quantità  di  quello 

questo  terrtlorio consiste  ni'i  frequenti  e  ben  che  non  faccia  il  ritiramento  del  mare.   » 

tenuti  oliveli,i  quali  rivestono  i  iìanchi  me*  w  A  c-oti?$lc  osser><iziuni  fisicltedrl  medico 

ndionali  «lei  colli  fra  Massaciuccoli,  Mon-  condotto  di  Vi.irc^jgio  mi  vi  sottoscrivo  di 

tramilo,  Gim[)o-Roniuno  e  Sliavola,  alter-  buon  aiilm  •;  cosi  fKitcssi  farlo  d\iltra  osser- 

Danli  con  viti  a  filari  e  con  frequenti  campi  vazione,  quale  si  è  quella  di  d'edere  egli. 


746 


VI  AR 


cki*  non  solo  1'  Hccoflnmcnlo  tV  arraa  lim- 
§,0  il  litlonle  (li  Viareg<;iuMU melili  ili  circa 
cinque  braccia  |)«r  anno ,  ma  che  in  prò» 
porzione  si  abbassi  il  livello  del  mare;  co- 
mecché egli  a«r;:i(in}:a  in  nota  (io)  inten- 
dere ti  i  Toler  riienre  ali*  abbassamento  del 
livello  del  mare  non  in  quanto  a  se  stesso, 
ma  relativamente  al  nostro  banco  (di  Via- 
rrggio)  e  alla  nostra  palude. 

L.Ì  quale  opinione  del  medico  Viareggio 
no  sarebbe  opposta  affatto  alle  osservauoni 
instilnile  costì  circa  ceni*  anni  innanzi  dal 
uiatematico  Bernardino  Zendrini,  il  quale 
invece  nel P  open  dì  sopra  citata  opinava, 
che  il  livello  del  mare  fosse  in  qualche  au- 
mento, deducendolo  dai  terreni  di  alcune 
case  situate  poco  lungi  dalla  Torre  dei  For- 
zali, che  ali*  età  del  Zendrini  erano  quasi 
sempre  sommerse  dalle  acque  del  mare,  men- 
tre allora  la  livellazione  del  Lago  di  Masaa- 
ciuccoli  si  trovava  ad  un  braccio,  once  %  S/4 
superiore  al  suo  livello. 


VIA  R 

Ricompensati  largamente  dalla  propria 
industria  i  Viareggini  innalzano  ndU  loro 
patria  case  e  palazzelti  quasi  ad  un  trailo  ca- 
paci di  dare  comoda  stanza  agli  stranieri,  i 
quali  attirati  della  purità  delle  aci]uc  salse, 
dalla  salubrità  del  \vÈV3e  e  dalla  gradevole 
sua  posizione ,  si  rcvriiio  annualmente  in 
copia  a  bagnarsi  a  quella  spiaggia,  summi* 
nistrando  così  un  nuovo  mtzzfj  di  rivilii- 
zazione  eil  un  motlerno  ramo  di  rircbfZia, 
mentre  allro  ramo  é  fornito  dalla  raahoa 
ai  Viareggini ,  che  lenltno  di  già  solcare 
r  Oceano  (>er  portare  fino  a  Biieno»- Aires  il 
commercio  della  sua  giovane  |iutria. 

In  Viareggio  risiede  un  Govermlore.  an 
Comandante  militare,  un  Giusdicenle  civile 
e  criminale,  ed  una  Dogana  principale  per 
lo  Scalo  del  Porto  e  la  Vìa  del  Lillorale.  La 
conservazione  delle  Ipoteche,  la  Direzione 
delle  acque  e  strade,  ed  il  TrilNioale  di  se- 
conda istanza  sono  in  Lucca,  tede  di  quel 
Governo  Ducale. 


PROSPETTO  della  Popolazione  detta  ComvmrJ'  db  FiMaocto 

alt  anno  i83a  e  1844. 


Nome 

Ti/oh 

Diocesi 

Popoi 

aeiame 

dei  Luoghi 

delie  Chiese 

cui  spettano 

AaHU 

i839 

«aau 

1844 

Bargeccbia 

S.  Martino,  Rettorìa 

Lucca 

5oo 

591 

Buzzano 

SS.  Prospero  e  Caterina ,  Cap- 
pella curata 

Lucca,  già  di  Pisii 

880 

iii3 

Campignano ,  0  Compi- 

{Mianca),  idem 

Idem 

117 

1*7 

goano 

Cor-anico 

S.  Michele,  Rettoria 

Lucca 

6^8 

719 

Gualdo 

S.  Nicolao,  idem 

Lucca,  j^ià  <li  Pis;i 

i8'.j 

309 

Massari  uccoli 

S.  Lorenzo,  Pieve 

Idem 

17* 

ai5 

Massarosa 

SS.  Jacopo  e  Andrea,  Rettoria 

Lucca 

80  > 

loi3 

Bdonimio 

S.  Andrea,  idem 

Idem 

171. 

145 

Moiitìgiano 

S.  Lucia,  idem 

Idem 

a6i* 

3)0 

Pieve  a  Ilice 

S.  Patita  Icone,  Pieve 

Jilem 

43 

489 

Qui  osa 

SS.  Stefano  e  Michele,  Rettoria 

Lucca,  già  di  Pis.1 

7o3 

857 

Stia  va 

S.  Maria  Assunta,  idem 

ÌAiCCA 

-a*. 

968 

Torre  al  Lago 

S.  Giuseppe,  idem 

Lucca,  già  di  Pis.i 

«94 

700 

VlAREOGlO  (città)                    < 

1 

|S.  Antonio,  Rettoria                 )           .                   1 

^S.  Andrea,  idem                        \ 

1 
Totale  .  .  .  jébit.  *V.® 

,   4883 

435o 
2196 

1 

»  1  ittft 

14145 

NR.  Za  Comunità  di  f^iareggio  nel  1744,  cioè  4  anni  dopo  i*  applicazione  delU 
cateratte  a  bilico  contala  solcunente  Abitanti  3379. 


VIGA  Vice               747 

VICAEELLO  Della  V«l-di-Ton.  Borgo  tonate,  tiocome  appariice  dal  testamento  di 
ODO  cb.  parr.  (S.  Iacopo  già  pieve)  e  con  ona  Bonifazio  Novello  conte  di  Donoratico,  scrìt- 
DuovA  »laxionc  postale  nella  Com.  e  quasi  to  in  Pisa  li  19  Inglio  i338  {stile  pisano) 
due  migl.  a  maestr.  di  Colle-Salvetii,  Giur.  e  dHl  tuo  codicillo  rogato  li  a3  dicembre 
e  circa  migl.  8  a  giec.  di  Livorno,  Dioc.  e  t34i  {stile  pisann,  o  i34o  sfile  comune). 
Comp.  di  Pisa.  Col  leslamenlo  predetto  il  conte  Bonifiizio 
RÙìcde  in  meno  ad  una  ubertosa  piannra  Novello  legò  ai  poveri  ver|!Ognosi  di  Pisa 
irrìgaU  a  lev.-gren.  dal  torr.  Itola^  a  sett.  ed  ai  corpi  religiosi  di  della  citta  i  prò 
maestr.  dal  Fosso-Reale^  ed  a  pon.  e  ostro  dotti  della  sua  tenuta  di  f^iearel lo,  eccei' 
dal  fiumicello  T'ora. — Trovasi  sul  quadrivio  tuando  la  eolombaja,  ossia  la  torre  e  pa- 
della F'ia  provinciale  Emilia  con  quella  lazzo  di  Vicarel  lo,  oltre  idi  ri  Iti  ed  onori  sul- 
re^ìc  postale  Traversa  che  dalla  GisaCir-  la  pieve  omonima,  cose  tutte  che  destinava 
BÌgnani  si  stacca  ed  ai  Ponti  di  Stagno  ri-  ai  suoi  eredi. 

toma  nella  rggia  postale  Livornese.  Da  Vicarello  a  Pisa  si  contano  mìgl.  9  e 

11  oomc  di  Vicarello  indica   per  se  stesso  meno;  e  intorno  a  migl.  8  da  Vicarello  a 

ciò  che  fu,  come  lo  è  tuttora ,  una  borgata,  Livorno,  passando  per  Ja  strada  nuova  po- 

o  piccolo  f^ieOf  non  mai  un  citstello.  Co-  stale  Traversa  che  mette  nella  regia  Li" 

laeecbè  )a  soa  chiesa  sino  almeno  dal  secolo  vornese  al  primo  Ponte  di  Slagno. 

XUI  iuase  plebana  e  che  avesse  per  iuffra-  La  parr.  di  S.  Jacopo  a  Vicarello  nel 

pnea  la  cura  di  Colle-Sai vetti;corotcchè  Vi-  i833  conlava  760  abil. 

cardio  formasse  col  suo  territorio  una  Comu.  VICARELLO  di  GINIGIANO  nel  Valle 

nità  separata  da  quella  di  Colle-Salvetti,  sic-  delTOmbrone  sanese.  —  Vili,  con  eh.  parr. 

comeapparisce dal  Breve  Pisano  del  iq85,cìò  (S.  Miirgherita)  nella  Com.  Giur.  e  circa  5 

Doo  ostante  la  sua  contrada  migliorò  do^io  migl.  a  pon.  di  Ginigiano,  Dioc.  e  Gomp. 

che  la  cura  di  Colle-Sai  vct ti  fu  eretta  in  chiesa  di  (ìrosseto. 

plebana  (  iSyi  ).  Allora  questa  di  Vicarello  Risiede  alla  sinistra  del  fi.  Ombrone  si- 

trovavasi  in  pessimostato,  in  mezzo  a  paduli,  nese  sopra  un  poggio  fra  Oflle-Massari  e  il 

e  sottoposta  alla  malaria,  tinche  non  fu  dato  fiume  suddetto,  quasi  dirimpetto  al  poggio 

scolo  ai  suoi   acquitrini  mediante   un  più  di  Campagnalico. 

libero  |jass4ggio  nel  Fbrjo-i7ea/e.  Ciò  a vven-  La  parr.  di  S.  Margherita  a  Vicarello  dì 
ne  nel  1788,  quando  si  calcolava  che  9589  Cini  giano  nei  i833  coniava  soli  6a  abit. 
stioia  di  terreno  palustre  fossero  stale  in  VICASCIO  di  CALCI  (quasi  F'icus  Cas- 
ina parte  convertite  in  campi  alti  alla  col-  sii),  —  Cas.  che  diede  il  nome  ad  una  eh. 
ti  vazio  ne.  Realmente  la  popolazione  di  Vi-  parr.  (SS.  Stefano  e  Pietro}  riunita  alla  cura 
carello  non  comparisce  nella  statistica  del  di  S.  Salvatore  di  Colle  nel  pievanato  «li 
i55i  e  neppure  in  quella  del  1745.  Quindi  Calci,  Com.  Giur.  Dioc.  Comp.  e  circa  7 
avvenne  che  la  sua  cura  fino  diil  1571  per-  migl.  a  grec.  di  Pisa, 
de  il  suo  fonte  batle»imale,  sebbene  venisse  Risiede  alle  Gilde  meridionali  del  Monte 
dichbnita  esente  da  qualunque  pievano,  e  Piscino  sulla  ripM  destra  della  J^ ambra  di 
immediatamente  soggetta  al  diocesano,  PAr-  Calci  ed  a  cavaliere  della  gran  Certosa. 
dvcscovo  di  Pisa.  È  ilubbio  se  nel  luogo  detto  luttoni  S. 
Nel  luogo  dove  fu  T antica  cura  di  Vica-  Pietro  del  distretto  di  Calci  fosse  la  chiesa 
rello  per  online  del  Grandnca  Leopoldo  1  di  S.  Pietro  di  Cerbaria^  o  quella  di  S, 
eresse  la  chiesa  attuale  alla  e  sfogati,  stata  Pietro  di  f^icascio,  per  essere  appartenute 
accresciuta  di  entrale  con  quelle  della  sop-  entrambe  al  piviere  di  Calci.  Dirò  solamen- 
presia  cura  di  S.  Marco  in  Calcesana,  alla  te,  che  da  cotesto  luogo  di  f^icascio  prese 
quale  spettava  la  sua  campana  maggiore,  in  il  nomignolo  un  ponte  che  attraversava  il 
cui  leggcvasi:  A.  D.  MCCLXXIV.  MAGR.  torr.  Znmhra,  siccome  può  rilevarsi  dal 
lOHE  FEC.  HOC  OPUS,  che  il  Morrona  Breve  Pisano  del  ia85  noto  sotlo  il  titolo 
nella  sua  Pisa  illustrata  (  Voi.  i.)  opinò  di  Breve  del  Conte  U:;olino^  dove  al  Lib. 
che  |iolesse  essere  opera  quella  dello  sculto-  IV,  Rubrica  nona,  trattasi  del  manlcni- 
rc  Giovanni  Pisano.  mento  della  Via  Calcesana,  e  dei  Ponte  di 

Era  la  pieve  di  Vicarello  di  antico  giuspa-  Vicnscio. 
dronalo  della  nobile  prosapia  Glierardesi^a,  VICCHIO  {f^iculum).'^Se  indicare  do- 
la quale  poisedeva  in  coletta coutradj  estese  vessi  tutti  i  luoghi  ch'ebbero  il  vocabolo 


748               Vice  Vice 

ài  VioGbk>(Ficlfim«  F'ieuimm)  dovrei  far  Goraeccbè  nellii  cnnirada    posteulcwe  b- 

<|iiì  una  lilla  nojon,  e  tenia  dubbio  wm  tifnudi  la  tàmiglia  Fini(^b«rlli   e  la  ractm 

com|ileta;  mi  limiterò  pertanto  ai  ioli  nomi  vescovile  ili  Pirenie,  con  luliociò  rori«;iiie 

di  f^iccAio  restati  a  qualche  popolazione  nel-  di  questo  |iaefe  convertilo  in  caildlo  duo  é 

la  Toscana  attuale,  riterbando  al  tuo  luogo  piìianlici  del  i394  quando  la  Rep.  Fior,  lo 

i  casali,  castelli,  o  terre  cbe  conservano  at-  fece  circondare  di  mura  e  muoirvdi  qualln 

tualmente  il  nome  generico  di  Fico,  torri  per  tenere  in  freno  specialmente  i  conti 

VICCHIO  DI  LORENZANA. -*  Gas.  fra  Guidi  del  ramo  di  quelli  di  BattifoI  le  e  diGa|. 

Tremoleto  eTri|ialle  dove  fu  una  cbieM  ^S.  taja.  »  Ha  due  sole  porte,  aua  alev.,  ralln 

Stefano)  filiale  della  pieve  diTrìpalle,  ed  il  a  pon.  difese  entrambe  da  altre  due  torri, 

cui  comunello  più  U<rdi  venne  riunilo  alla  ora  mozze. ^«^e^.  AMriaAaA(Gio.  ViLLAm, 

contea,  ora  G>m.  di  Lorenzana,  nella  Giur.  Cronica  Lib.  IX  cap.  174,  e  MnAnoau 

e  circa  migl.  4  e  mezzoa  lib.  di  Lari,  Dioc.  di  Coppo  SrepAsi,  Sior.  Fior.  Gap.  959]. 

•  Corap.  di  Pisa.  Edi  figura  panllelepippeda  a  similituHiua 

Risiede  so(»ni  una  collina,  per  la  quale  si  delle  Terre  cbe  inlomo  a  queUVlà  la  Rep, 

va  ila  Tremoleto  a  Lari  presso  al  coutine  della  faceva  edificare  nel  Mu|?el1o,  nel  Val-d*AnDO 

Gum.  di  Lorenzana  con  quelle  di  Lari  e  di  di  sopra ,  e  nell*  Alpe  Fiorentina.  Del  resto 

Fauglia  sopra  la  ripa  destra  del  torr.  Isola  «  ba  nel  centro  una  piazza  regolare ,  ed  è  al 

poco  lungi  da  alcune  case  coloniche  della  di  sotto  M  suo  colle  il  ponte  omonimo  cbe 

tenuta  di  Belvedere  di  Crespina.  cavalca  la  fiumana  della  Sieve.  —  U  temiofio 

La  chiesa  di  S.  SteCino  a  Vicchio  è  ram-  di  Vicchio  è  fiancheggiato  a  lev.  e  poo.  dai 

mentala  fra  le  altre  in  una  carta  deil*Arch.  contrafforti  che  scendono  dtiirAppenoino  di 

Dipi,  di  Firenze  del  ai  tett.    laii  rogata  Belibrte,  il  quale  emerge  al  suo  selt.-grec.p 

nel  cimitero  della  pieve  di  Tripalle.— (Ha-  mentre  di  fronte  a  ostro  si  alza  sulla  destra 

aiTi,  Odeporico  MS.  delle  Collint  pisana  della  Sieve  il  Monte-Giovi. 

ne/Za  Bibl.  Rìeeardiaaa).  Cotesto  paese  piccolo  nel  secolo  XIV,  èva 

Anche  un  istru mento  del  3i  marzo  laaS,  allora  da  poca  gente  abitato,  al  legoo  cbe 

rogato  nella  curia  di  Tremrdeto,  tratta  della  non  làceva  cura,  mentre  adesso  non  solo  é 

vendita  di  un  pezzo  di  terra  posto  nei  con-  pieno  di  terrazzani,  e  di  buone  abitazioni 

finì  di  Vicchio  e  Tremo'eto.  (  Aaca.   Dipl.  fornito,  ma  ancora  la  sua  chiesa  falla  cura 

Fina.  Carte  del  Mon.  delle  Risolte  di  Pisa),  ed  ampliata,  nel  1 83o  da  Mons.  Minurci  Ar- 

Li  cl/icsa  di  Vicchio  siissisìleva  ancora  nel  civescovo  di  Firenze  fu  cuiisacr.ita  e  dichii- 

principio  del  secolo  Wl,  nel  qual  tempo  r.ita   plcl):in:i ,  staccandola  djl  pivicrre  di  S. 

cotesto  caslelluccìo  era  solto{)osto  alla  potè-  Cassiaiio  in  l'adule,  tras[>urtantlo  in  CSM  ^fli 

sl(  ri;i  (li  Crespina    innanzi  che  fosse  asse-  onori  della  soppressa  pieve  di  S.  Stremo  in 

gtnln  alla  contea  di  Lorenzana.—  f^fd,  lio-  Botena,che  era  di  gius[Kidrunato  della  nien- 

aiAAAKA.  —  Inf.ilti  nella  statistica  del  i55i  sa  arcivescovile. 

il    eiiniuiiollo    di    ticchio  di   Lorenzana  Infatti  mollo  tem(M)  do|>f>  1*  editlcazionr 

vuotava  %  famiglie  con  ai  abit.  di  Viccliio  la  sua  chitrsa  di  S.  Gi<*.  Rjlti»la 

VL.CHK)  DAL  MUt^ELLO  nella  Val -di-  ufTuia^asi  da  un   semplice  cap|Mllaiio   clte 

Sieve.  —  Terra  munita, ca|)oluogo  di  Com.  {m>ì  divenne  ciir.ito  ;inio^iliile,  e  la  cui  l'Ìh- 

ed  ora  di    piviere  T  «S.  Stefano   di   Botena  risilizioiie  fu   limitata  al  solo  e  «stello  lin'i 

in  S.  Gio.  Battista  a  Vicchio)  siccome  fu  do{>o  la  metà  del  siv.XVI. —  Il  M«%!«iiieir 

(«r  molto  teni^M)  ca|K)luogo  di  Ginr.  attii;il-  0(>cra  sua  dei  SipUi  antichi  ne  ìlliislrò  uim 

metile  ^oilo  la   (lolesteria  flel  Borgo  S.  Lo-  ap[iarlenuto  alta  Comunità  di    f^icchio  e 

renzo,  nella  Dioc.  e  Cnmp.  di  Kin'iize.  Rostolena^  siala  riunita  lino  d.i  qiMnii<i  li 

K  posto  sopra  mi*  estrema  collina  che  si  Rep.  Fior,  fece  i mia iz.ire  le  nìiii.«  «li  Vicclii» 

avanza  tlall' A[»|ienoìno  di  Bel  forte  verso  la  dopo  aver  allerrala   la  so\r.«stanl«' rocu  ili 

ri|ia  sinistra  della  Sieve,  acivalieredelia  via  Rostoleii.i  dei  coiitìGnidi.  I!  qii.il  \it«ì  ti-i- 

provìn(*i.dedel  Mugello,  fra  l.«  ironllueiiz.i  de*  vasi  confermato  diillt>  Stihito  t\->ieiitini»<|t| 

tofi*.    V^ircioar,  e  quella  xiAV  4rxrUa    nel  141  5,  e  dii|ut'l1i   p.ir2,i.ili  dt-l  t^iiiuiiiic  ili 

gr.  ',  H"  3(>'  latit.  e  tjnj*  1  a'  .'12"  linijr.,  circ-a  Vicchio  e  IVo!»lo!eni,  n<»n  tro\aiii|i>!>i  l>  tun 

4  nii^l.  a  lev.  tlel   Utir^u  S.  Lorena),    i  a  di  Viwliio  regislr.ila  se  non  idie  om  K.»>„i 

mrtestr.  di   Utgoiuaiio,  e   iti  luigl.  a  gicc.  lena  tam|H>co  nella  statistici  del  \y\\. 

di  FiivuAc.  Siuu  al  secolo  XVI  fuoii  del  ca&li:ll\»  di 


vice 

Ticchio  fui  la  itrada  maesln  esistè  uno  spe- 
«blello  con  onlorio  dedicalo  a  S.  Ivoae. 

Anche  la  polesleria  Ili  Vicclilo  soppressa 
•el  i838eti»leva  da  varj  secoli,  ed  estende- 
fa  la  SUI!  giurisdizione  sopra  a  3  popoli,  quan- 
ti «  un  di  presso  ne  coota  ora  laCoiutiiìità 
di  Vicchio,  i  quali  tulli  insieme  ne!  i55i 
aKeedcTanoa  looa  famiglie  con  53aoabit. 
—  ^ed.  il  Quadro  in  line  dell'  Arlicolo. 
Ha  ciò  che  onora  principalmente  la  Terra 


vice 


749 


di  Vicchio  è  di  essere  patria  di  diverse 
fami}{lie  illustri,  e  di  uomini  celebri,  spe- 
cialmonle  nelle  Belle  Arti,  il  primo  dei  quali 
fu  il  Besilo  Gio.  Angelico  da  Fiesole,  al  se- 
colo Santi  Resini,  tVale  Domenicano  e  pit- 
tore insigne  clic  fi|;urò  nella  prima  metà  del 
secolo  XV,  vero  Guido  per  quella  età,  di- 
ceva il  Lanzi,  non  sol*»  per  le  bellezze  onde 
adornava  i  volti  dei  Santi  o  di'gli  Angeli, 
ma  anche  per  la  soavilà  dei  colori. 


MOFIUENTO  della  Popolatone  della  Tbmma,  già  Cjstel  dì  ficcalo 
a  cinque  epoche  disperse  ^  di\fisa  per  famiglie. 


i55i 
1745 
i833 
1840 
1843 


36 

«77 
«74 
i83 


ADULTI 


inasc. 


3i 

184 
178 

•9» 


»5 
i36 
i85 
178 


CONIUGATI 

dei 
due  sessi 


81 

137 

194 


40 
448 
407 

441 


EcciJuiAbT.j  Numero  1  Totalità 
dei  delle  della 


due  sessi 


5 

4 

IO 
IO 


. 


famiglie 


66 

58 

ai8 

233 

345 


Popola  z. 


3o3 

a88 

1076 

1145 

1197 


Comunità  di  f^iechio.  —  11  territorio  di 
quctla  Comunità  occupa  una  su(K.'rficie  di 
43a44  quadr.agrarj,  dei  quali  1191  quadr. 
sono  presi  da  corsi  d*  acqua  e  da  pubbliche 
strade. 

Nel  i833  vi  abitavano  9004  individui,  a 
|ffoporzioue  di  circa  172  persone  per  ogni 
mijel.  quadr.  di  suolo  iiupouibile. 

CooBua  con  i  lerrilorj  di  4  Gomunitii. 
Dirimpetto  a  ostro  si  tocca  con  quella  del 
Fontasftieve ,  a  partire  dal  Ponte  alla  Sto- 
tda  i»rcs9o  la  confluenza  di  questo  torr.  in 
Sie^j  e  di  là  |X!r  il  jioggio  «li  Cipraja  si  di- 
rige {jer  Crocerossa  sul  crine  di  Monte-Gio- 
vi. Ivi  cessa  la  Coni,  del  Pont^ssieve  e  sul- 
teotra  quella  del  Borj;o  S.  Lorenzo,  con  la 
quale  l'altra  di  ViccUio  frontfggia  per  una 
lunga  lint'd,  da  primo  dirimpetto  a  pon.- 
lìb.  scendendo  il  Monte-Giovi  {ler  la  strada 
che  dal  Podere  del  Cerro  va  a  Iftonzanel- 
lo,  al  di  là  della  quale  trova  altre  vie  pe* 
donali  lascian-lo  al  suo  pon.  la  eli.  di  UH- 
^ta  tinche  mediante  il  torr.  Corella  scende 
nella  fiumana  Sitsfe  clu'  allraversa  per  en- 
trare nella  strada  di  Sagginale  ,  e  di  Ti  sa- 
lire la  costa  destra  dell*  Appeuuiuo  del  Mu- 

V.   V. 


gello  passando  fra  ì  torr.  Elsa  e  Pesciolut 
tinche  a  mezza  via  piega  alquanto  verso  uiae- 
str.  per  entrare  nella  strada  di  Vezzano.  Di 
cosiì  rimouUmdo  il  borro  della  Corsoli  a 
arriva  presso  la  cresta  dell* Appennino,  che 
percorre  da  primo  nella  direzione  di  grec, 
IKiscia  di  scir.  fmo  alla  sommila  del  poggio 
degli  /Hocchi.  Costì  sollentra  la  Com.  Iran- 
sappennina  di  Marradi,  con  la  quale  la  no- 
stra cisappennina  di  Vicchio  passa  sulla  schie- 
na dell*  ^/)0i  delle  di  f^itigliano,  tino  al 
poggio  delle  Fosse.  Ivi  vollaudo  cammino 
da  lev.  a  scir.  entra  col  borro  del  JUonte 
nel  fosso  di  Campi gno^co\i^un\i:  risiile  con- 
tr*  acqua  per  arrivare  alla  continenza  in  esso 
del  borro  dello  di  Cu-Jfartino.  Ivi  vie- 
ne a  contine  la  Com.  di  Dicomano,  con  la 
quale  rimonta  verso  ostro  il  borro  predetto 
tino  a  che  ritrova  il  giogo  deirA[)pennino 
al  così  detto  Prato  di  Jiarto.  A  partire  da 
cotesta  sommità  le  Com.  di  Vicchio  e  di  Di- 
cuiuano  fronteggiano  per  lungo  traifitlo  nel- 
la direzione  di  lib.  fino  alla  Colla  della 
Croce,  e  di  là  piegando  a  pun.  eniiaiio  nel 
borro  di  f^itereto^t  da  (|ni-sto  inM' altro  di 
lacune  per  avviarsi  con  esso  nella  prinui 

9S 


750  Vice  Vice 

dilazione  ili  lih.  nellii  fìu nanna  Jellii  Sieve;  eione  e  Pescìola  |ier  ^ali^(•  alla  |iif!\f  ili  S. 

U  quale  s«rve  di  limite  dirimpetto  a  grec.  Cassiano  in  Paduleedul  villaggio  di  MoLi- 

nlle  due  Goiuuiiilà  tino  al  Fonie  alla  Sto-  za  no. 

seta  dove  la  nostra  di  Vicchio  ritrova  il  ter        La  chiesa  di  S.  Gio.  Baltishi  a  Vicchiu  nel 

rilorio  comunit.iti%o  del  Pontassieve.  lecolo  XVI  non  era  ancon  [larrorchi^. 

Fra  i  corsi  niiiggiori  di  acquai  che  pas-  Alla  medesimi  dopo  la  mela  del  secolo 
sano,  o  che  rasentano  i  contini  di  questa  XVIII  (1773)  fu  rinnila  la  cura  di  S.  Gin. 
Corounilk  contasi  la  «S/eve,  la  quale  bagna  sto  a  Moutc-Sassi,  finche  la  chiesa  di  Vìc- 
il  suo  territorio  nella  direzione  da  primo  chio  edificata  piii  gr.inde  nel  i83o  fu  Gua- 
di pou.  a  lev.,  poscia  di  maestr.  a  scir. ,  sagrala  da  Mons.  Minucci  attuale  Arcive- 
fiuo  sotto  Dicomano,  dove  la  Sieve  accoglie  scovo  di  Firenze  nelTatlo  che  l«  dichiarft 
■Uh  sua  sinistra  il  torr.  Biotcia.  plelwina  io   luogo  delU  pieve  soppretM  di 

Spettino  ai  più  ropiosi  inOuenti  dicotesta  S.  Stefano  in  Botena.  Inu.iuti  cotesti  epoca 

Comunità  i  torr.  Pescìola,  Muccione,  Ar-  la  cura  di  Vicchio  era  soggetta  alla  pieve  di 

sella  e  Boiena^  i  quali  raccolgono  le  acque  S.  Cassiiino  in  Padule«  mentre  1*  altra  di 

del  superiore  Ap|)ennino  di  Belforte,che  può  Honte^ssi  dipendeva  dalla  pieve  dì  S.  Sla^ 

dirsi  la  sommità  più  alta  di  questo  territo-  tino  a  Scopeto.  ««  f^ed,  Moirrt-SAiai. 
rio,  cui  succede  dal  lato  opfiosto,  cioè  a        Attualmente   le   parrocchie    suffraganec 

ostro  di  Vicchio,  quella  di  Monle  Giovi  cai-  della  eh.  plebana  di  Vicchio  sono  tei,  cioè:  1 . 

colata  br.  1677  ^/a  superiore  al  livello  del  S.  Lorenzo  a  Pillare;  a.  S.  Bartolamauo 

mare  Mediterraneo.  a  Farneio;  3.  S.  Crìstollirio  a  Cesoie;  4. 

Non  meno  di  tre  ponti  atlmvertiino  la  S.  Maria  a  Rostolena  ;  5.  S.  Alessandro  a 

•9iei^<> dentro  i  contini  territoriali  di  Vicchio,  Stigliano;  6.  e  S.  Michele  a  Ripeeammm 

il  più  basso  de*(|uali  è  presso  Dicomano,  ed  con  1*  annesso  di  S.  Maria  a  Farneio, 
il  più  alto  dirim|)ettn  a  Vicchio  davanti  a         II  poilestà  di  Vicchio  fu  so|ipresw>  ahilla 

Monte-Sassi,  il  qual*  ultimo  fu  edifìcato  per  legge  del  a  agosto  i838,  e  la  sua  giuri»lìiio- 

delibemxione  fatta  dalla  Signorìa  di  Firenae  ne  civile  riunita  alla  potesteria  del  Borgo 

li  9  febbrajo  del  1 295,  dalla  quale  si  appren  S.  Lorenzo. 

de,che  a  costruire  quel  |>onle sulla  «Si'eve  si  In  Vicchio  si  ti<*ne  un  mercato  settina- 
erano  obbligati  diversi  maestri  scaqiellini,  naie  concesso  tlalU  Rep.  Fior,  fino  dal  1477. 
ma  che  mentre  vi  si  lavorava,  cadde  un  ar-  Esso  ha  luogo  nel  giorno  di  giovedì,  e  coli- 
co, donde  quei  cottimanti  presero  il  pretesto  vertesi  in  una  gross:i  fiera  di  b<stianii  oell* 
di  non  voler  continuare  a  fabbricarlo,  ma  ultimo  mercoledì  del  mese  di  ag«>stu. 
il  governo  trovò  presto  il  mezzo  di  roslriti-  L«  Comunità  nLiiilicne  un  medico,  un 
gerveli.  —  (Gayc,  Carteggio  inedito  di  chirurgo  ed  un  maestro  di  scuola. 
artisti.  Voi.  I.  .\p{>endice  II.)  Il  (fiusdicenle  attuale  di  Vicchio  risieile 

Fra  le  strade   rotabili   che    passino    per  al  BorcroS.  liorenzo  dove  sono  pure  la  (^n- 

questa   Gimunità  do^io  quella  provinciale  celleriacomiiiiilativa,  Tiii^egnere  di  Circoii. 

del  Mugello  tracciata  lungo  la  ripa  sinislni  dario,  e  rulTuio  per  l'esizione  del  Ri-^i* 

dilla  Sie^e  ,  vi  sono  le  vie  comunilatìve  stro.  — La  Oin!*erv.»zionr  delle  Ijiolrche  ••J 

(he  entrano  in   Vicchio,  oltre  le  ilue  di-  il  suo  tribunale  di  Piiiu.i  istanza  si  Ir^vauo 

rette  contro  la  sponda  destra  dei  torr.  Muc-  in  Firenze. 


QVàDBO  dttla  PnpolaMÌoite  Mia  Coilrir 
a  cinque  tpoetit  dìiferte 


sole 

Ile  con  FoMla 

Ilio  e  Fabbrin 

urne  JiGallajacc 


"»«"» 


I   Torri- 


S.  Romolo,  Helloria 
a.  Crìi)  orano.  Idem 
i.  Donoloo  e  Pietro, 

SS.  Donalo  e  Mnrii,  Id. 

Biirloloinmeo,  Priorin 

SS.   Prliciti  e  ai*rtÌDO, 

Relloria 
S,  G-duJentio,  Priori» 
S.  Bario  lo  mmFO,  Reltor. 
S.  Casiiiinn,  Pie<e 
5.  DoiiHlo,  Prioria 
SS.  Pietro  e  Jhco[»,  Rel- 

SS    Martino  e  Niccolò, 

S.  Muri!,  Idem 
S.  Uicbelc  e  S,  Haria 
S.  Mirtino,  Pieve 
S.  (Juirìco,  Rettoria 
S.  Martino,  Idem 
:.  Maria,   SS.  Pietro  e 
Andrea,  Prioria 

S.  Slernno  in  Botcna  io 
S.  Glo.  &>IHtln di  Tic- 
chio e  S.  Giulio,  Pieve 

S,  Donato,  R moria 
TFDzo,  Rpiioria 
S.  A.leiiandto,  Idem 

TórjLt  ....  Abil.  S." 


itniuni  preveiùtntì  nelle  ultime  tre  epnche  da  parrocchie  eem- 

prete  nelle  Comumtà  limitrofe Abit.  ff." 

ToTAt-E  ....    Abil.  S." 


VICCHIO  naii' ABATE.  —   Tei/.  Vico  VIOCHIOmMOSTEI-IESOLE.  —  T^.f. 

1,'Aa.T.  in  Tal  di  Gr^Tr.  Tioo  m  MonTarimoia, 

TICCHIO   Dn.  BAGHO  »   BIPOLI.—  TIOOTO- MAGGIO    in    Tal-di-Grr,f  , 

ftd.  Vkcsio  di  RmuiGio.  gii  y,eo  Dt"  L^Mw^toi.   —  Cm.  già  CjiI. 


cella 

.osiolcaa 

ipecanina  e  Parneti 

IliieU 
'npifnano 


3.B 

ifià 

1(8 
SS 

.,8 

.S9 

170 

3„3 

160 

104 

3oS 

114 
135 

117 
i5j 

448 

6o3 

io5 

59 

116 

.38 

Iflg 

66 

73 

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■  67 

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136 

167 

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867 
109 
980 

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964 
839 
99 
969 

Ito 

119 

i5o 

406 
3,5 
340 
a. 9 
558 

373 
377 

93, 

559 

40  > 
38a 
387 
967 
554 

443 

417 

456 

.o;6 

H45 

"97 

178 

■  9' 

176 

t6i 

14.Ì 

141 

4U 

_i84 

IS0 

900Ì 

9373 

956. 

752  Vice  VICI 

TMii    Hiien    fwrroccliiiile   f  S.  Maria  >   nel        VICCITIO  m  RIMAr.GIO,  n  im.  PU1 

|.ivicre  ili  Silsinn,  Coni.   Oiur.  e  rircii   3  m  RIFOLl  nei  Val-irAriio  liorrnliiKi. — 

migl.  a  raaest.  di  Gn*ve ,  Dioc.  di  Fì<^>le ,  Vili.  spiccinlMli)  tniii  [Mrr.  (  S.  Lorenu»  a 

Conip.  di  Firenze.  Vicehnì)  nrl  pivieiv  di  S.  Pirlro  a  Ri|4ili« 

Risie<le  sopra  un  poggetlo  contornalo  da  0*ni.  Giiir.  e  rin:a  un   niifel.    n    grer.  del 

Ire  lati  dalla  fiumana  della  Grr^^e^  menlre  Ba^no  a  Ri|»oli,  Dinr.  e  Gimp.  di  Firenv. 
ilall»[iartedigrec.  passa  la  11 r<idaprov incidile        Trovasi  presso  il  Pian  di  Ripoli  fr«  la 

Chiauligian»,  presso  al  bivio  di  quella  cbe  hase  orcidenlale  del  monte  dell*  incontro 

viene  da  S.  Martino  a  Strada.  «  la  rì(M  sinistra  dell*  Arno  un  migl.  eira 

Si  ilissequfslo  Vicchio^o  f^ieode" Lam-  w  lev.  detli  Badia  di Candrli, restando  la sm 

harJij  \ìcr  essere  ap|)arlrnulo  a  de*  magnati  chiesa cirra  mezzo  roigl.  a  poii.-lib.  di  qoell» 

<li  l'onlido,  onile  distinguerlo  ilall* altro  vi-  di  S.  Maria  a  Quarto, 
rino  fico  L'' Abate  del   piviere  di  Cimpoli,         Porta  questo  f^icehio   \\    distintivo   di 

.•pparlennto  agli  ^/Mifi  di  f*(i.fjrij^riA'io,  {ler  Rimaggio  da   un  borro  omonimo  {Rio' 

cui  ('blu;  il  nomignolo  clic  tuttora  conserva  maggiore)  \U'\\ۓ  per  elisione  Rimaggio ^ 

di  f^iro  V/ibate..  —  ^ed.  Vie»)  l  Ab*tf..  utile  soprattutto  allearle  costì  comune  ile' 

Al  f'iechio  Maggio,  n%i\u  \ìv*Lamhardi,  iavanilari,  la  cui  po^iolazioiic  si  è  in  f>nn 

sembri  cb(*  debbano  ril'erirr  diversa  [lerga-  parte  deilicata  atl*inibianrhimenlo  di*panni 

menu  della  Radia  di  Passignano  nelT  Ak*  lini  che  setiimanalmeute  pnnde  «  riporta 

C.H.  Dipi..  Fiob.  scritte  intorno  al  mille  in  a  Firenze.  ^  r'e^.  Baoso  a.  Rivoli. 
f^icehio,  una  delle  quali  in  seti.  957.  È  un         I  contorni  poi  di  questa  contrada  sono  noli 

rontratlo  di  afiìlto  di  beni  [wsti  nel  piviere  segnatamente  [ter  la  qiialitii  di  una  calcarea 

di  Silano  che  il  nobile  Littifredo  tiglio  del  tu  rompila  [aib-rete  dendritico)  detta  voi- 

Adolardo  concedeva  a  terza  |»ersona  per  Pan-  garnienle  pneima,  o  pietra  di  Firenze  rht 

ima  responsione  di  denari  ao  di  argento  da  il  borro  di  Rimaggio  rotola  dalle  sovrailanti 

recarsi  nel  suo  castello  di  ticchio,  • —  An-  (tendici  del  monte  AeW  incontro, 
che  due  altre  membrane  deiranno  993, due         La  (uirr.  di  S.  Lorenzo  a  f^ieehioiiRi" 

giugno,  G  994,  3o  del  mese  di  agosto,  fu-  maggio  nel  i833  contava  4fiS.  ahit. 
rono  rogate  nel  castello  medesimo  di  ^ic-        VICIANO  nel  Val  d* Arno  tìorrntino.  ^ 

r/ifo.  —  (/oc.  cit,)  Cis.  già  Cast,  con  eh.  |Mrr.  (S.  CrisloCiiio) 

Con  la  pnma  di  esse  \  due  fralelli  Ul>al-  nel  piviei-e  di  Giogoli ,  41om.  Giur.  e  circi 

do  e  Guido  figliufili  ili  WaliW'dn  vendettero  mi*»!,  i  t/j  :i  lib.    del   Galliiun,  Dior,   e 

|»cr  il  pirzzo  «Il  soldi  8odi  ;irg<'ulo  aTeii/.zo  Cnup.  di  Kireii/e. 

•  lei  ili  Bernardo   I.1  loro   (Hiizioue  di    l>eiii  Kisie^lr  in  eoi lin.i  liiii<!ol4  strida  proviti. 

|<  r\(niili;!li  d.i  due  allii   Ir.itcMi,  Krilii-rlo  ei.ile  dì  Volte  rr.i  die  sl.irr.iti  d.illa  regia  pi*»- 

4-  Wiiiililo,  le  c|ii:ili  s<istiinz(-,  «tate  a(-i]uisl.ile  sijle  rniii.iii.i  .d  G  1II117.7.0  |ier  marcire  i  po^fi 

«III  nobili-  Littifredo  loir»  zio,  coiiMsle\aiio  ddla  R- mola^  e  smulerc  di  lai  in  Pesa. 

\\\  due  y»rh  con  ciise  posle  in   luogo  Valle         Si*  Io>m'  pnivalo  che  in  questo  VicÌJn« 

'^S.  .^ffirtino  ai  ì\f\  piviere  di  Silano.  piulloslo  clicin  /7/ifl/;odi  VaUIT-lsaa^ev 

L*  allro  islruineuto  del    To    agosto  094  se  possednio  beni  il  gran  Conte  l'go,  si  pò- 

litfiinicnii  un  I/illifredo  ti^dir»  di  altn)   Lit-  Irebbe attribiiin*  a  ipM'Sla  Irtc.ilit.i  il  picroin 

litn-<lo  seniore  di  sopra  nominalo.  pod«  re  situalo  in  Viriaiio,  o  f'ittano,  ihe 

Ai'ioue  che  un  lerr/)  conrratlo  del  nov.  e»li  Ira  i  molti  altri  nt'I  i)i|8  donò  alta  sua 

()<)()  ci  sninpre  (pialmenle  liittit'redo  del  Tu  B.nlia  di  Marliiri  !»i*pr.t  Po;!ì:ibonsi. 

I.iiiirrcdo  aveva  (»er  moglie  donna  lniilila,di         Meno  dubbio  è   r.illr<>   •hM^iiinenM  ilrl 

<  oiiM'usoalla  (piale  egli  con  ipicir  atto  vendè  4  nov.  1040  ,  piilildicMlo  dal  Canii<*i  nelli 

pei-   si>ldì    lo  a  diveisi  l'raleili   ligli  di  Wal-  mm  Ojyr^  de'  March,  i*  Ibirhi   di  Tosrani, 

Ircdo  alriini  beni  |Misti  nel  |>ot';2Ì«)  di  Valle  in  cui  si  traiti  della   riera    ilolaiiour   tillj 

Itrtsxn  la  chiesa  di  S.  IHarti'io.  ìoc.  cit.)  all' altare  di  .S.  Gio.  r.v.iiige1i>i.i  mila  pie»' 

—  Vfd.\  k\.\.\  S.  MvnTisoA^e  VFiui*ry*^o  in  nM;;i.'ifTe  ili  S.  Repirati  di  Kirente  dal  1 1- 

Valdi-GnvCfdo^e  citai  1111  altro  istrumciiti'»  nonico  Rolando  li^dio  del    In   Gnltifivi'^  1 

«lei  la  marzo  1 1  5o  scritto  in  Vicr.hio  rfe'  pro[Mislo  del  capitolo  {iorcnlino  ;  a!  ipn!» 

f.nmf'tirlt.  allan*  o!ln*  le  al  In*  sostanze  a<«si>:i;ii   il  jv 

1-1  parr.  ili  S.  M.iria  a  Vìcrhio-Maggio  divinalo  ilell.i  cliies.!  di  S.   Cri»lol'iii  •  .1  Vi 

nel  iHrt  noverava  \V^  individui.  ciano  con  tutti  i  lieni  di  suolo,  case  e  rniti 


VICO  VICO               753 

«kMninicali  che  per  eredità  gli  appnrlene-  Sebbene  la  coUin»  su  cui  ^ico  risiede  sìa 

v»no  nei  pi?ìerì  di  S.  Reparata  a  Firenze,  intorno  al  |)aese  scoscesa,  pure  dalla  parte  di 

lii  S.   Maria  alP  Aniella,  di  S.  Maria  all'  grec.  vi  si  entra  per  una  bella  porla  torrìtn 

Imprunela   e  di  S.  Alessandro  a  Giogoli,  con  le  armi  Torri {!Ìani  e  Guidacci,  median- 

ueirtillimo  de* quali  si  rammentano  i  predj  te  una  strada  rotabile.  Così  dal  lato  di  scir. 

situati  a  Uurignolle,  a  Fidano  ed  in  al-  si  scende  per  1*  altra  porta  che  guida  sulla 

tri  luoghi,  eccttluando  da  quella  donazione  strada  Traversa  postale  Livornese. 

ad  possesso  che  Rodilando  suo  zio  aveva  Si  dìsse/*Yco-F*ioreif/rto  per  distinguer  Io 

oppignoralo  al  di  lui  padre  Gotlifredo,  a  dal  Vico-Pisano   e   dai  molti  altri  ^iri,  e 

condizione  di  dovere  mantenere  col  frutto  f^icchi  sparsi  per  la  Toscana  Granducale. 

di  quei  beni  i  poveri  passeggeri  che  fos-  Quando  cotesto  castello  fosse  murato,  o 

Kro  Tenuti  nel rospe<lale fondato  in  Firenze  piuttosto  rimuralo  dalla  Rep.  Fior.,  per 

dal  dello  Goltifredo  presso  il  Duomo  di  S.  ora  Io  ignoro  ;  so  bene  che  fìno  dal  princi- 

Giofannì.  pio  del  secolo  Xll  esisteva  coslìi  in  f^ieo 

La  parr.  di  S.  Grìstofano  a  Viciano  nel  un  caslellanOf  tostochè  fra  i  testimoni  firmati 

i833  cnniai'a  aao  abit.  al  Lo<]o  pmntmziato  in    Poggibonsi    li    0 

VICIOMAGGIO,  o  VICO-MAGGIORE  giugno  del  i«o3,  rispetto  alla  demarcazione 

in  Val  di-Chiana,  già  licione  HHaggto  per  de'  confini  ed  altri  diritti  fra  il  territorio 

ilislinguerlo  dal  suo  vicino  Viciontt  Picco-  fiorentino  e  quello  senese,  vi  si  trova  fra  gli 

ì^^  onia  dal  castello  e  pieve  di  Battìfotle.  altri  nomi  quello  di  Sinifaldo  di  Belincio- 

Dé  questo  F'icio  Maggio  ha  preso  il  nomi-  ne,  che  ivi  si  qualifica  castellano  di  Fico, 

gnolo  r antica  parr.  di  S.  Martino  nel  pi-  Quindi  do|:>o  la  metà  del  secolo  Xlll  as- 

viere  di  Batlifolle,  ossia  di  T^irione  Picco-  sisterono  al  sinodo  fiorenlino,  di  aprile  del 

ÌOf  Com.  e  circa  3  niigl.  a  grec.  di  Civitel-  1^86,  i  parrochi  delle  chiese  di  S.  Andrea 

b,  Giur.  Dioc  e  Corop.  di  Arezzo.  e  di  S.  Salvadore  a  Fico. 

Risiede  il  Vieio-Maggio  in  poggio  fra  Rispello  alla  storia  di  Vico- Fiorentino 
Ci^iieìla  e  Fido  Piccolo ,  a  pon.  della  essa  non  presenta  gran  cose,  né  si  può  con 
Chiusa  de*  Monaci,  ed  n  mB^ìr.  del  lorr.  sicurezza  accertare,  che  a  questo  r'ieo  riferire 
Loti  che  scorre  alla  base  di  quel  colle.  volesse  il  Pont. Alessandro  IH,  alloi-chè  me- 
Fu  rogato  nella  villa  di   Ficione  mag»  dianle  bolla  del  39  aprile  1176  confermò 
giwe^  allora  sotto  il  piviere  del  Toppo^  un  alla  Badia  Fiorentina  il  castello  di  Fico  col 
istromenln  della   cattedrale   d' An-zzo  del  suo  distretto,  le  sue  chiese  e   loro  jutIì- 
noT.    1024  riportalo  nelle  lettere  rritiche  nenze  donale  da  Bonifazio  fratello  di    Be- 
slorìche  di  un  anonimo  aretino  (pag.  12.)  nedetto  stato  abate  di  detta  Badia;  e  più 
Rispetto  alla  storia  di  colesti  due /'Vcioii  le  decime   ad   esse   chiese    spellanti    state 
Maggiore  e  Piccolo,  vedasi  l*Art.  Batti-  concesse    alla  Badia    medesima    dal  vesco. 
pozxB  in  Val-diChiana.  vo  fiorentino. —  Né  tampoco  fu  onorevole 
La  parr.  di  S.  Martino  a  Fido-Maggio  per  quei  terrazzani  quanto  acrissc  T  Ammi- 
nel  i833  aveva  670  abit.  rato  nelle  sue  storie  fiorentine  sotto  V  anno 
VICIO,  o  VICIONE  PICCOLO.  —  Fed.  1479  »  c»oè  al  Icmpo  della  guerra  mossa  ai 
RATTnroLLc  nella  Val-di -Chiana.  Fiorentini  dal  Pont.  Sisto  IV  e  dalPArago- 
VICO  DI  VAL-D*  ELSA  ,  già  Vico-Fio-  nese  re  di  Napoli  :  quando  dice,  che  i  nemici 
anrrnio.  —  Castello  circondalo  di  mura  con  entrati  per  la  Val-d*Elsa  a  dì  1 1  sellembre 
due  porle  e  due  chiese  parrocchiali  (8.  An-  presero  Certaldo  che  posero  a  sacco  ed  ab- 
drea  Prepositura,  e  S.  Angelo  in  S.  Salva-  bruciarono;  e  che  nel  dì  sesnento  s' impa- 
iore  a  Fico)  nel   piviere  di  S.    Appiano,  dronirono  del  castello  di  Fico  a  palli, /9/rV 
Godi,  e  circa  4  migl.  a  lib.  di  Barberino  di  per  diretto  de"  terrazzani  che  de*  soldati. 
Val-d*Elsa,  Giur.  di  Poggibonsi,  Dioc.  e  In  seguilo  acquistarono  grandi  tenute  in 
Gomp.  di  Firenze.  cotesla  contrada  due  antiehe  nobili   fami* 
È  posto  sopra  un  poggetlo  alla  destra  del-  glie  toscane»,  la  Bonsifinori  di  Siena,  e  la 
l'Elsa,  circa   3ao.  br.  sopra  il  livello  del  Guidacci  àx  Firenze.  Dalla  prima  la  tenui» 
mare  Mediterraneo,  poro  «listanle  dalla  stra-  di  Vico  è  passatili  pi*r  donne  iiell.«cas.i  Bran- 
da   Traversa    postale  Livornese,    la    quale  cadori   pure  di   Sirna  e  dalla  seconda   nri 
finssa  al  suo  lib.  lungo  la  ripa  destra  del-  March.  Torrigi.mi  di  Firenze, che  sono  au- 
la fiumana  Elsa,  cora  i  patroni  delle  due  chiese  parrocchiali. 


754                VICO  VICO 

Eiiflf  nell.irii&i  signorile  ile*  Bonsignori,  Goin.  e  Giur.  del  Cistelnuovo  henrtUn^i 

oi«  Br.incMiJori,  «lenirò  f^ico  una  cappellina  la  seconda  nella  Com.  del  Terso  di  S.  Mar- 

ben  conservali  e  dipinti  a  freico  in  tulle  tino.  Giur.  Dioc.  Comp.  e  circa  4  migl.  i 

le  tue  (larcti  da  Gio\anni  da  S.  GioTanni.  lev.  di  Siena. 

Le  parrocchir  di  F^tco  aiticamrnte  era-  ha  cura  di  Monte  •Chiaro,  sul  di  cui  colle 

no  tre,  e  lultn  dentro  il  castello,  spellanti  al  sorge  allualniente  una  graziosa  villa  sipnc^ 

pirierc  di  S.  Appiano,  cioè,  il  [)riorato  di  rile  dell.i  nobile  famiglia  Bianchi  di  Siena, 

S.  Andrea,  ora  pre}Kisiliira,  I.1  chiesa  di  S.  fu  riunita  a  quella  di  Vico  d*  Arbia  fino 

&ilTalore  riunita  alia  seguente  di S.  Angelo  dal  149^,  rd  ivi  sino  dal   1371  per  ordine 

n  f^ieOf  oltre  uno  spedaietto  che  fu  intilo-  drlla  Signoria  di  Siena  fu  etlifìcala  una  torre. 

lato  a  S.  Maria  a  f^ìco.  hn  contrada  con  la  chirsa  ili  l^ieo  tT  Àr. 

Ìj\  prcpositura  di  S.  Andrea  a  ^ico  nel  hia  si  trova  iopra  un.i  ixdiina,  la  di  cui 

i833  noxorava  aia  abit.  base  orientale  è  lambita  dalle  acque  dt-IPAr* 

La  cura  di  S.  Angelo  in  S.  Salvatore  a  bia,  ed  è  circa  mezzo  migl.  a  ostro  di  Moo- 

f^ico  nelTanno  «lesso  aveva  196  (mpolani.  l^*Chìaro  lungo  li  strada  regia  dì  Anito  ■ 

VICO  L*  ABATE  nella  VaUdi-Greve.  —  Siena,  ne  molto  lungi  dai  campi  famosi  di 

Cas.  con  eh.  psirr.  (S.  Angelo)  nel  piviere  Munle-Afiertn. 

di  Campoli,  (>>ni.  Giur.  e  circa  5  migl.  a  Cotesto  f^ieotT Arbia  è  nominato  fino 

scir.  di    San-Qisciauo ,  Dioc.  e  Comp.  di  dal  iaa4  in  una  mi'mbr^nii  dell* Oliera  del 

Firenze.  Duomo  di  Siena  (  N.*  984  ),  ilalla  •{ualc  li 

Trovasi  sulla  ripa  sinistra  della  Grr^^e  a  rileva,cli^  la  chirsa  di  S.  Pietro  aVicod*Arw 

confine  mediante cntcsla riumuni col  distrel-  bia  sino  d'allora  era  di  giiispxlronalo  del 

to  di  ricchio  9/aggto,ì\  cui  castelletto  re-  capitolo  di  quella  calteilralr,  talché  coDKra 

stani  suo  grec.  circa  migl.  i  Vs*  mentre  costì  il  nome  di  bosco  ai  canonici   aia 

a  pon.  ha  di  fronte  il  |iO(K)1o  della  pievi-  di  bellissim-i  foresta  vicina  a  Vico  d*  Arbia. 

Campoli,  a  ostro  quello  di  Luciano  e  dal  Li  parr.  di  S.  Pietro  a  Vico  d*  Arbia  nel 

Iato  di  seti,  la  parr.  di  Noi^ole,  o  Nw^oli,  i833   noverava  a53   individui.  —  Fcd, 

Porla  il  distintivo  di  fico  l'Abate  per  AaaiA  (Virt)  d'). 

non  confonderlo,  come  dissi,  con  r altro  vi-  rieo  A'VLdMi  nella  Valle  del  Serchio, 

cino  f^icchio-Staggio^  già  fico  de*  Lam*  attuai  mente  S.  Pietro  a   f^ieo.  —  Gon- 

bardif  il  primo  <le*  quali,  appartenne  per  trad^  con  chiesa  priorìa,  stati  S'aito  il  pieva- 

molto  tempo  agli  ^toi  della  vicina  Badia  dì  niitomag>:iore,ora  sotto  quello  di  £inf  «ari, 

Passigniino.  —  Fra  i  documenti  spcti.niti  u  nella  Com.  Giur.  Di  e.  Due.  e  circa  due 

cotesto  f^ico  r>i/6a/e  ne  citerò  uno  scritlo  in  mi<!l.  a  srit.  di  LMora, 

Firenze  nel  luglio  del  in()4  relativo  ad  un.i  Risiede  in  pi:inura  lungo  la  strada  pnsta- 

d(ui:izione  di  beni  faltn  ali'  Alrtte  e  monaci  lcd('*R.igiii  di  Lucca  tracciata  presso  la  ri|ii 

di  Passignaiio  dal  prete  Pietro  lìglio  «li  Tcuz-  sinistra  del  S*Mvliio, 

zo  di  liittoriò  che  egli  possedeva  nei  pivieri  kWArt.  Asc-r.^itt  {Vico)  fu  dello,  die  Ij 

di  S.  Cresci  a  Monte  Ficalle,  o  Fioralie  e  ehie*»  di  S.  Fiefrna  Fico  mi  secolo  X  era 

di  S.  Pietro  a  Cinloja,  oltre  il  luo^o  di  f'<-  stala  violata  e  demolita  dai  P.ig.iiii,  sirconie 

co. — Fu  poi  rogato  in  cotesto  fico  un  al-  apparistre  da  un  islrumnito  del   io  aprile 

tro  islriimenlo  ilcir aprile  1096,  col  quale  940  [mhlilicato  nel  T.  V.  P.  Ili  ilelle  Me- 

Ire  iV.ilelli  fi;»!!  del  tu  Giovanni  donarono  morie  lucchesi,  ct)l  quale  Corrailo  Viso,  dì 

AVAhati;  di  Passignann  per  il  suo  monasic-  Locca  allivellò  ihrni  della  eh. di  S.  Pietro 

ro  lui  petzo  di  terra  j»osto  presso  /Vm'o/f.  sita  loro  .-1  sui  ari  ^if  uè  a  Dei  fudirina  gens 

Air  Art.  MuccusA,  o  Mrccuxo  in  Val-  (sjr)  Paq/tnorurn  drmnlita  rtse  videiur^t 

di-Pesa  fu  citato  un  terzo  istruii>cnto,  del  ciò  a  favore  di   Betnldo  tìgliunln  del  fu  Pe- 

marzo   11 00,  rigato  in   f^iechio^  o   Vico  raldo,  che  1* erudito  Abate  Bartnrchini  su|^ 

drìVAhntc^  giudicaria  fiorentina.  fione  sia  stalo  il  primo  stipile  ilella  nobile 

l«a  paiT.  di  S.  Angelo  a    Vico  V  Abate  famiglia  lucchese  de' Po  rea  rc-si. 

nel  18I3  noverava  «77  abit.  Li  parr.  di  S.  Pietro  a  Viro  nel    i83i 

VICO  D'ARHIA   nella  V'al-di-Arbia.  —  contava  una  |ìO{)olazi<Mie  di  iifii  abit. 

Cis.  ron  eh.  parr.  fS.  Pietro)  mi  fu  annessa  Vico  Avxeiussolà. —  Ved,  Ar%EMKss4, 

la  cura  di  S.  Barlolomineo  a  Monte-Chiaro,  e  Vir'».Pi»4?io  nel  Val-d'Anm  piv;«no. 

la  prima  nel  vicarialo  foraneo  del  Bozzone,  VICO-BLXìLO  in  Val  d'  Arbia.  ^  Con- 


VICO  VICO              755 

4r:'da  e  collina  omonima  dove  fu  uno  dei  Gamajore  e  di  Vullecchia;  yer  i  qaali  beni  il 
popoli  del  Tertodi  Città  (S.  Michele)  at-  dello  Cunerado  insieme  con  due  fi^li  suoi, 
lualmcntc  riunilo  alla  cura  subiirb:uia  dell*  Periteo  e  Saroano{sic)  promisero  relribuire 
Osser\anEi,  nella  Giur.  Dioc.  Gjmp.  e  ap-  Tannuo  censo  di  9  denari  d'argento.  11  se- 
pena  due  roigl.  a  grec. di  Sima.  condo  istrumenlo  del  ai  agosto  887  rircri- 
-  È  una  collina  deliziosa  situala  fra  i  torr.  sce  ad  allni  enfiteusi  di  beni  spelliinli  alla 
MoigiofU  e  iti/tto^o,  sopra  la  quale  sor;;e  la  pieve  di  S(ivi»liana  sulla  fiumana  Caprina 
regina  delle  ville  lanesi  denominata  f^ico  ^itladal  vescovo  Gherardo  di  Lucca  a  favore 
Beilo  de*  marchesi  Chigi,  archileltura  del  dello  slesso  Cuneradojtgiio  del  fu  Cause- 
oriebre  Baldassarre  Peruzzi  modernamente  ramo.  —  (  Mem^ik.  L.ugch.  T.  V.  P.  11.)  -^ 
abbellita  dairalluale  March.  Angelo  Chigi,  ^ed.  Furo,  e  SortcuASA, 
Pia  ordini  di  muraglie  formano  atlretlaiile  VIC0-FER4LDI  in  Vnl-di-Sieve.  — 
leinxzeornatedi  giardini,  di  pomarj  e  di  bo-  Gas.  con  chiesa  {)arr.  (S.  Maria)  nel  pi- 
sebetti  che  da  ogni  lato  presentano  vaghi  e  viere  di  Aconc,  Com.  Giur.  e  circa  7  migl. 
variali  colpi  di  vista.  Qni  morì  nel  i557  a  selt.  del  Poulassieve,  Dioc.  e  Comp.  di 
il  valoroso  capitano  Deifobo    Pieri  che  fu  Firenze. 

eoilanle  difensore  della  patria  libertà  nell'  Risiede  in  poggio  sulta  pendice  australe 

altinio  assedio  di  Siena.  del  Monte-Giovi    fra  la   ripa  destra  della 

Si  ba  memoria  di  questo  Vico-Bello,  già  Sieve,  e  quella  sinistra  del  torr.  /irgomen- 

dello  yieo  JltOf  fìno  dal  secolo  Xlll  quan-  na.  Ebbe  signoria  in  questo  Vico  fino  dal 

do  coalì  vi  era  un  monastero  di  suore,  abo-  secolo  Xlll  la  celebre  famiglia   fiorentina 

lieo  due  leooli  ilopo  dal  Pont.  Pio  li.  de* Cerchi.  <-*  In  seguilo  vi  acquistò  |todt;ri 

Importante  per  la  storiami  parve  una  no-  Taltra  potentissima  schiatta  degli  Adimari, 

tizia  dalaci  da  una  membrana  dell'  jirclt,  siccome  Io  dà  a  conoscere  fra  le  altre  una 

Dipi.di  Siena iìc\  iag3,  relativamente  alla  membrana  del  la  m;iggio  1376  scritta  nel 

eampensaiione  che  il  governo  di  quella  città  popolo  di  S.  Miirìa  a  Vico-Feraldi  esistente 

aargnò  alle  recluse  di  S.  Michele  a  Vico  fra  le  carie  dell'Aich.  Gen.  de* contralti  in 

per  i  danni  sofferti  rispelto  agli  scavi  ete-  Firenze,  ora  nell'  ^refè.  Diol.  Fior. 

guili  io  quel  poggio  fino  alla  profondità  di  Li  parr.  di  S.  Maria  a  Vico-Ferahli  nel 

3o  br.  per  raccogliere  d»  quei  stillicidi  le  1 833  aveva  i3oahit. 

acque  per  le  fonti  di  Siena.  Da  ciò  proba-  VICO-FIORENTINO.  —  Ter/.  Vico  di 

bilmente  derivò  la  taccia  data  in  quel  lem-  Val-d'Eui. 

pò  dall'Alighieri  nel  Canio  Xlll  del  suo  ytco  Gunduàldo  nel  piano  orientale  di 

Purgatorio  ai  S«'nesi,  che  cercassero  allora  Lacca  presso  S,  Paolo   e  Treponzio,  — 

la  vena  délV  j4 equa- Diana ^  allorché  can-  ^ed,  Goiioo(S.  Paolo  ir)  dove  dissi,  che 

lava  :  in  si  gran  distanza  di  eia  sarebbe  inutile  il 

E  n  rd        i'  volere  rintracciare  da  qual  Ctt/K/ufi/c/o  pren- 

mÌ:^ Ji  I«l«ilJ  1-/»     .     .      t     Tk'  desse  il  nome  il  viro  predello,  tanto  più  che 

riu  di  speranza  eh  a  trovar  la  Diana,  ,.      .,        ,.       ^     J     ,.      l         i„ 

oltre  li  medico   Gundualdo  che  nellanno 

VICO  (  S.  CASSIANO   A  )  nella  Valle  767  lasciò  al  suo  Mon.  di  S.  Bartolommeo 

del  Serchio.  —  f^fd.  Camiaro  (S.)  a  Vico,  di  Pisloja  una  tua  corte  posili  suU*  Osze- 

f^tco  Elìnoo,  —  F^ed,  Mailia.  ri  nei   confini   di  Lucca,  a  quella    stessa 

VICO- FARO  nella  Valle  dell' Ombrane  eia   viveva  altro  nobile  lucchese  di   nome 

piftojcse. —  f^ed,  Faeo  (Vico),  al  quale  ^n/fdua/r/o,  cognato  di  S.  Walfredopiszno, 

Art.  u  potrebbero  aggiungere  due  documen-  e  fondatore  insieme  con  esso  nel  754  del 

ti  lucchesi ,  se  non  riferissero  al  f^ieo  di  Mon.  di  S.  Pietro  aPalazzuoIo  presso Mon- 

Pimno  nella  Com.  di  Pesciglia  sul  Serchio.  teverdi. 

Talee  uno  del  17  maggio  88a,  col  quale  Anche  in  un  terzo  istrumento  del  94  gen- 

GhemriJo  vescovo  di  Lucca  affiliò  a  Cune*  n-.ijo  793  edito  dal  Muratori  (.'/n/.  Id.Aevij 

rado  fiffliodel  fu  Causeramo  abitante  in  Diss.  65)  si  rammentano  i  padroniili  del  mo- 

loeo  Alfiano  (presso  il  Vìoìì  di  Piano  nel-  n;islei'o,  ossia  oratorio  di  S,  Maria  in  Gur- 

la  Valle  del  Serchio)  la  chiesa  e  beni  di  S.  giVe,  e  quello  di  S.  Pieiro,  fondali  entrambi 

Angelo  a  0>nianico  con  altre  cast*  m.isseri-  poco  innanzi  nel  /^ir-o  Gunlualdn,  dovi-  fu 

zie  e  do:ninicali   situate  nel    piano  orien-  la  ais.'i  di  abitazione  ilei  fnilclli  d<l  ilonatori 

ttle  ili  LueiM,  a  Cigoli  e  nelle    valln.olc  di  diacono  Sabsiiuondu  ti^flio  di  Gtiiiqieito  vcc. 


756  VICO  VICO 

VICOLAGNA,  o  VICOL.iGNA  aclU  Val-  t«  di  S.  Giulùino,  o  Pìmoo,  prcMo  la  rìpi 

ili-Sieve.  —  Cis.  con  cb.  [larr.  (S.  Sleraiio)  sinittn  del  Ciiiule,  gii  Gumc  Oiterì^  fn 

uel  piviere,  Giiu.  Giur.  e  uppeua  due  uij^l.  Poiilelello,  S.  Ambrogio  di  MjMB-PiMna,  e 

a  M:U.-DUesU'.  di  Dicofuaiio,  Diou.  e  Couip.  Poggiolo, 
di  Fireuxe.  11  dislinlivo  di  Pelago  dato  a  questo  ^i- 

Hisìuile  in  collina  sulla  ri{>ii  sinislra  del  co  indurrebbe  a  credere  che  la  piitoura  cir* 

lorr.  Sart-Godenzo  a  cavaliere  della  slradu  coslantc  t'osse  stata  un  tempo  som nersa  d^lle 

regia  Forlivese.  —  Nel  po|iolo  di  Vicola^na  acque  del  «S'eresio,  o  più  facilmente  da  quel- 

evvi  la  villa  signorile  della  cas.i   f^i^uf  di  le  dell*  Osseri. 

Dicumauo  situala  sopra  una  collina  denumi-         Di  questo  luogo  di   f^ieo-Peiago  ò  Uììm 

nata  il  f^hajo,  dalla  quale  lacilmenle  quei  roenxione  in  varie  membrane  dei  secoli  Vili, 

signori  presero  il  cugnume  che  portano.  IX  e  X.  pubblicale  nel  Voi.  V  P.  Il  e  III 

La  p.irr.  di  S.  Stefano  a  Vico-Lagna  uel  delle  MEMoaia  LucscBaai. 
1833  contava  289  pofiolani.  Gin  la  prima  di  eiae  del  9  agallo  798 

f^ico  DB*  L^MBAtLui,  —   Vcd,  ViocHio-  uo  maeslfo  muratore  residente  in  Lucca, 

Maugio  in  Val  di  Greve.  ma  di  origine  Imospadano ,  prete  a  mutw» 

VICO  DI  MONTKFIESOLE  in  Val^i.  i5  soldi  oppignorando  a  sìcurexu  del  mu- 

Sieve.  -—  Gas.  la  cui  eli.  parr.  di  S,  Nic  luaute  una  vigna  che  lo  slcssu   muraloce 

colò  a  f^icOf  giù  di  gius^udronalo  della  men-  possedeva  uel  luogo  di  Bùlgari^  ed  un  pei- 

MI  di  Firenze,  fu  riunita  alla  cura  di  S.  Lu-  zo  di  terra  situalo  iu  Fico^Pelago. 
ciaaPie\ecchia  nel  piviereili  Monte  Fiesole,         Anche  un  istrumento  scritto  {lariroeiileiu 

Com.Giur.  ecirca  duemigl.asett.  del  Pon-  Lucca  li  17  dicembre  delTHaci  rammenta 

tassieve,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze.  una  vigna  posta  in  luogo  di  BtAgari  preMo 

Risiede  sulle  pendici  orientali  del  Monte  yico-Pelago  che  allora  fu  data  a  socio  da 
Fiesole:,  propiigine  australe  del  Monte-Giovi  Pietro  Vescovo  dì  Lucca, 
sipra  il  ponte  rollo  di  ^ico  che  attraversava  Rammenta  finalmente  la  chiesa  pame- 
la 5iet^,  presso  la  magnifica  villa  Gondi  di  chiale  di  S.  Giorgio  a  f^ieo'Peiago  una 
Grignano,che  fu  de' Marzi-Medici,  ereditata  pergamena  dell*  8  fé!  b.939  relativa  ad  una 
lorse  da  un  vescovo  fioreutino  di  quest*  ul-  permuti  di  beni  fra  Corrado  Vctc.  di  Lucca 
tiina  prusapia.  rappresentante  la  chiesa  di  S.  Frediano  e 

É  sempre  dubbio,  se  a1(?rigiia/to<^e*^fi-  la  pieve  diS.  Pietro  di  Vorno  da  una  parte, 
ili  in  Viil-diSievt',  o  al  Grignuno  in  Val  di  e  Gherardo  del  fu  Domenico  dall* altra  p<r- 
l'cakifdi'bba  rifciirsi  un  allodi  pncura  scritto  te,  il  quale  ricevè  |)cr  interesse  delia  |triini 
UìGri  fonano  Vi  1 5  marzo  del  i5u8,col  tpiale  duepezzi  di  terra  (losli  in  Sorbano  e  |ier 
donna  Diana  di  Monlbrt  coulcssa  di  Gri-  conto  della  pieve  una  vicina  posta  iu  fico- 
guano  cosiìiuì  in  suoi  procuratori  e  rap-  Pe/a^o in  luo<!o  detto  alla /'rr^o/a  om  un 
presentanti  in  Francia  Antonio  e  Giovanni  orlo  situalo  nello  sU'SS«)  P'ieo^Pelago  prts- 
Sianoli  di  Tournon  ad  oggetto  di  prestare  so  la  chiesa  di  S.  Giorgio, 
giuranientodifeJeltàaFrancesi'olrediFran-  Nel  1 1  79*  aa  nuveinlire,  il  pievano  ili 
eia,  dove  si  s.i  che  Antonio  di  Leonardo  della  f^ico-Pelago  assistè  ail  una  e<Mi venziuoe  sti- 
famiglia  Gondi  di  Firenze,  vivente  intorno  bilita  nella  eh.  di  S.  Pietro  a  Vico  tra  Gu- 
ati nel  P  epoca,  fu  Pari  e  Maresciallo  di  Fran-  glielnio  Vcst!.  di  Lucca,  L'«!0  FieM:hi  conte 
eia,  e  che,  sdihene  inetà  av:mz;iU,  nel  i5itì  di  I>iv.igna  eCunìniond)  del  C  L}!o1inrll<> 
si  m:irilò  a  donna  Maria  Gitcrina  figlia  di  di  Castrlvecchio  ia  Garfagnana.  —  fel. 
3Ions.   Pierraiilt  governatore  «lei   tìgli  del  Asulàhi  (  Fico  ). 

rè.  —  [C<''aBi?fEi.M,  Sttìfia  della  Casa  Gon-        La  pieve  di  S.  Giorgio  a   ficO'Pehgo 

di  fol.  I.  Tavola  genealogica).  —  fed.  nel  ia6o  contava  due  cure  sulVraganee.  rd 

PiE\rcciiiA.  un  monastero  di  donne,  cioè,  le  chiese  ili  S. 

VICO-PANCELLORO    nella  Val-di-Li-  Stefano  al /'o^'i;io/o,S.  Andrea  a  Ga//(i/o/d. 

ma.  —  fed.  Pancf-llorux  (Vi(x>).  ed  il  Mon.  di  S.  Maria  a  Gattafola  ;  in  s^- 

VICO-PKIjAGO  nella  Valle  del  Serchio  guito  fu   unita  allo  stesso  piviere  la  cura 

Lnechese. —  Vili,  con  pieve  antica  (S.Gior-  di  S.  Maria  a  Ponleletto. 
gio)  nella  Com.  Giur.  Dioc.  Due.  e  circi  I  contorni  di  col(*sto  piviere  sono  mi 

due  migl.  a  ostro  di  Lucca.  deliziosi  da  nobili  itsedj  e  ville  signorili  tri 

Trovasi  suir  ultime  [>endici  selt.  del  Mon-  le  quali  cam^ieggia  quella  di  GaUajola  dclU 


VICO  VICO               757 

ubbil  famiglia  lucchese  Montccalioi.  Ancbc  die  furono  figli  di  altro  conte  Guido,   un 

in  f^ieo-Pélago  esiste  un  palano  dì  campa-  podere  posto  in  loco  Solari ,  ora  Soia/o. 

gna  posseduto  attualmente  dal  R.  Collegio  La  chies;t  di  S.  Pietro  in  lincio  o  a  f^i- 

C«rlo-Lodovico  di  Lucca  [ter  uso  di  villeg-  co-Peiroso  con  P  annesso  di  Gagliano  nel 

gialura  di  quegli  alunni.  i833  noverava  7^9  ul>it.,  84  dei  quali  eu- 

La  parr.  plebana  di  S.  Giorgio  a  Vico-  trdvano  nella  Coni,  di  Porla  al  Korgo. 

Pc/c^  neir  aoDO  i83a  conUva  160  ahi-  VICO- PISANO,  già  Vico  Auf^rissola 

tanti.  nel   Val-d*Arno  pisano.  —  Terra    murala 

VIGO^PETHOSO,  ■  SOLAJO  nella  Valle  con  rocca   e   pieve   aulica  (S.  Maria  e  S. 

ddl*  Ombrose  pistojese.  —  Vico  cou  eh.  Giovanni  )  capoluogo  di  Cora,  e  di  Giur. 

parr.  (S.  Pietro)  dello  anche  S,  Pietro  in  nella  Dioc.  e  Comp.  di  Pisa. 

lincio  dal  torr.  lincio  e  dall*  antico  Gas.  Trovasi  sopra  un  risalto  estremo  del  Mon- 

ooioaimo,  alla  quale  |>arrocchia  fu  annessa  te-Pisiino  dal  lato  del  suo  scir.  e  circa  cento 

lifopprenacuradi  Crtf^/iaAO,  nella  Com.  di  br.  sopra  il  livello  del  mare  Mcditerraiic«>, 

Porta  Lucchese,  Giur.,  Dioc.  e  circa  migl.  a  cavaliere  dell*  emissario  della  secchia  Sa- 

due  •  mcaio  a  pon.  di  Pisloja,  Comp.  di  rejfu,  dalla  quale  probabil niente  aL-quislò  il 

Fienile.  vocabolo  di  Fico  Auserissola^  |)oi  scmpli- 

Sono  due   popolose  borgate  ,  Vico-Pe-  eemente  quello  generico  di  ^<co  innanzi  che 

iroso  e  Soiajo ,  attraversate  dalla  strada  vi  si  aggiungesse  lo  specifico  che  conserva 

Rgia  postale  di  Lucca  fra  il   borgo  «Ielle  tuttora  di  Vico-Pisano. 

Fornaci,  la  villa  de*  signori  Forteguerri  di  Infatti  riferiscono  a  questo    Vico  varin 

Fisloja  ed  il  colle  delizioso  su  cui  risiede  il  membrane  degli  archivj  Arciv.  di  Pisa  e  di 

convento  di  Gioeehtrino,  Lucca,  oltre  una  del  capitolo  di  Arezzo,  al- 

Uel  sinonimo  di  Petroso  dato  a  questo  cune  delle  quali  furono  pubblicate  dal  Mu- 

Fico  non  saprei  indicare  altra  derivazione  ratori.  Spelta  alla  prima  di  esse  un  islru 

le  non  quella  dei  massi  di  macigno  che  av-  mento  del  4  marzo  (j34  scrillo  in  Pisa,  col 

vicinano  i  colli  sopra  il  borgo  di  P'^ico  Pe^  quale  Zanobi  vescovo  piscino  investi  il  Sii- 

Cnofo,  e  delle  pietre  del  sovi-aslanle  poggio  cerdote  Giovanni  della  pieve  di  S.  Maria  *• 

di  Gagliano^  che  si  scavavano  costi  anche  S.  Gio.  sita  loco  et  finibus  f^icho.  —  K 

innanii  il  ii63,qiiando  rO{ieradi  S.  Jjco-  della   provenienz,i   roedesiina    un    scc<Mido 

pò  di  Pìstoja  ne  ottenne  il  fitto,  e  poi  nel  istnimenlo  rogalo  in  Pisii  li  8  di  ult.  9G1, 

119»   la  compra  dal   suo   proprietario.  *•  col  quale  il  vescovo  Grimaldu  diede  ad  eii- 

F'éJ,  Gl'cluro  sul  Viiicio.  fitcusi  al  prete  Tacliiperto  per  Taiinuo  censo 

Sino  dal  secolo  XIV,  se  non  anche  in-  di  t  a  denari  cinque  poderi  con  case  nei  con. 

nanzi  posseilcvano  in  questo  fico-Petroso  fini  ivi  designali ,  i  quali  boni  si  dissero 

i  Cancellieri   di    Pistoja  ,   uno  de*  quali,  situali  nel  distretto  di ///i^eri^f o/a  (5rrej- 

Franccsco  del  fu  fiartolommeo,  nel  io  febb.  sa)  cioè  in  loco  et  finibus  Anserissola.  — 

|357  vendè  per  3o  fiorini  d*oro  4  pezzi  di  (Mceat.  Ant.  H,  Ae^i  T,  IH.) 

terra  posti  in  luogo  detto  S.  Pietro  a  Vico-  Anche  una  membrana  inedita  del  loio 

Petrofo  presso  Monticelli.  —  (Abgh.  Dvl.  esistente  nelPArch.  del  uipilolo  <li  Pìki   tu 

Fu».  Carte  dell*  Opera  di  S,  Jacopo  di  scritta  in  loo*,  et  finibus ,  ac  castello  il  lo 

Pisto/a,  )  ifui  dicitar  Auseri ssola. 

Ris|«ello  poi  atrallra  borgata,  già  comu-  AH*  Ari.  Aosbm^sà  (  Aaserissola,)  citai 
nello  di  SoLuo,  iÌH\  io  il  161101*6  airArt.ScA*  una  per^ramena  del  3o  gennaio  io53  rt><;ata 
LAai,  o  Scu.\aic>)  dove  esternai  il  dubbio  che  in  loco,  et  finibus  Fico  Auterissola  prope 
transitasse  di  ctiSlà  nel  17  genn.  dell' 854  ipto  castello  ^  nella  quale  per  avvendira  è 
rimp.  fjottariol,  quando  segnò  un  diploma  indicala  la  situazione  del  f^ico  Auserisfo- 
nel  luogo  di  Scalarico,  territorio  pistojt'  la  airoc&isione,  cioè,  di  segnalare  i  confini  di 
je.  —  Comunque  sia,  in  cotesta  borgata  di  un  p)dere  posto  in  monte  infra  castello  ilio 
Solafo  sul  Pincio  possedevano  i  conti  Guidi  ^ui  dicitur  Pico  Aaserissola. 
fino  dal  sec.  XI,  ed  un  istrumcnto  deira|)ri-  DvìVArch.  poi  Arcii^.  di  Lucca  il  Murato- 
le io34,  pubblicato  dal  Cimici  nella  Con-  ri  estnisse,  e  nelle  Antichità  Estensi  pub- 
tinanzione  dei  JUarchesi  di  Toscana,  ram-  blicò,  altri  due  istriimenti,  uno  dei  quali  del 
menta  fra  gli  altri  beni  donali  alla  calte-  loUyeTaltro  del  9  luglio  1017  ,  scritti 
diale  di  Pìstoja  dai  conti  Tegrim^  e  Guido,  nella  chiesa  di  S.  Maria  presso  il  Cast,  di 

V.  T.  96 


758  VICO  VICO 

Vico  |)OCO  lungi  (lair  Arac,  dove  tono  ram*  i^ll  Arcìvcfcovì  di  Pisa  il  fodro  coi  placito 

mentali  i  luo{|;hi  di  Anghio,  di  Ciscano  di  Fico  //ureristvia^  ma  ancora  dagii  AO' 

(o  Cintino),  di  A  uteri  ssola  e  della  eh.  di  ziaui  del  governo  piaauo  che  |irumifrro  di- 

«y.  Maria  sui  pf'ggio  dei  Casi,  omonimo  fendere   alla   rornftì   mei  lesi  ma    i]  potieuo 

vicino  al  fiume  Arno,  il  tutto  stato  venduto  temporale  del  luu|ei>  conlratUto. 
Ilei  luogo  (letto  Fico /iuser  is  foia  M  March  Ma  il  Comune  di  Fico  non  lembrò  fod- 

Adalberto  tiglio  del  l'u  Uberto  e  ni  potè  del  iu  distailo  di  cotale  misura,  losicxrliè  nel  i936 

March.  Adalberto  ad  Ugo  tiglio  che  fu  del  il  poleì^tà  Ugiiccio  da  Caprona  rd  i  consoli 

cuuie  Ugo.  di  Vico-Pisano  aventlo  rinnoiato  lite  a  ci- 

^cila»lcSMContr<ldadel  Fico  Auserissola  gione  della  torre  di  Vico  contro  Vitale  arci- 

|iosse«li'va  pure  dei  beni  la  mensa  vescovile  vescovo  di  Pis^i,  questi  reclamò  al  Pont.  Gre* 

di  Lucca,  siccome  appiinsce  da  un  placito  gorio  IX,  il  t|iiale  con  breve  dato  in  Ijate- 

del  dì  8  luglio   fo68  tenuto  in  detta  città,  mno  li  a6  ottobre  del  1937  commise  la  ile- 

dalla  contessa  Beatrice  marchesa  di  Toscana,  cisione  della  causa  ali*  abaie  del   Mon.  di 

— .(FioBKiiTiMi,  Memorie  delia  igraneoaits»  Marturi  (  Pt>ggibon$i  )  ed  al  pro|ii*slo  delta 

jti  M/atiiUa.)  pieve  di  S.  Gimi|>nano.  -*  (Mattmi,  Mi- 

(>ome  {loi  andaMero  le  bisogna  di  cotesla  ttor.  Eeei.  Pis.  T.  i  in  Append,) 
signoria  si  (hjò  dedurre  dai  fatti  seguenti  :  Che  |ioi  il  Cast,  dì  Vico  l'osse  presidialo 
quando  cioè  un  altro  March.  Alberto  figlio  dalle  truppe  ilella  Rep.  di  Pi  s.inon  uè  lascia 
del  fu  Obizzo  itone  il  nifiole  del  March,  dubbio  il  fallo  ivi  accaduto  nel  197S, 
Adalberto  del  101 1;  nel  3  l'ebbr.  del  1061,  quando  rinlelice  conte  Ugolino  della  GÌic- 
staniio  in  Cosai -Maggiore  di  Lombardia,  ranlesca,  un  anno  do|io  essere  stato  esiliali! 
donò  al  Mon.  di  Marturi  sopra  Pnggibonsi  da  Pisa ,  mcMusi  alla  testa  di  loldalrtcbc 
fra  |:Ii  altri  beni  quelli  |iosti  in  Cisano  e  addette  alla  lega  guelfa  toscana,  comfiusU 
in  Fico  nel  conta<Jo  di  Pisa  ;  i  quali  beni  più  che  altro  di  milizie  de*  Piorrnlini  e 
|M»i,  mediante  alto  di  tran>az ione  del  t  seti.  Ijucchesì,corsea  devastare  ì  confini  orientali 
1  lag,  n>giilo  in  Casole  nella  pieve  di  S.  Ma-  del  contailo  di  Pisa,  disfacendo  Moutrcrhio 
ria,  Rodolfo  abate  di  quella  Badia  rìuun-  e  mettendo  a  ruba  il  {laese  inloriiu  a  Vico- 
zio  a  Ruggeri  arcivescovo  di  Pisa|)er  la  sua  Pisano.  Anche  meglio  lo  dichiara  lo  Slalu- 
iiiensa,  dove  fra  i  possessi  ceduti  iucimbio  lodi  Pisa  del  ia85, ap|M>llal«i  comunenHnie 
\i  erano  quelli  che  il  Mon.  di  Marturi  il  Bre^e  del  conte  Ugolino  ^  ne\  quale  4I 
poMivleva  |jer  (larte  del  M.irch.  Oberto  {Al*  Lib.  IV.  rubrica  76,  Iratlatidusi  dell*  uffizio 
bfrtoi  infra  castrum  de  Fico^  i/ui  diciiur  e  oblilit^hi  dt  I  iMpil.iiio  di  Vici  gli  s.  ur- 
Auserissolay  tam  infra,  quam  et  de  fori f,  din»  di  liir  ripulire  dagli  uomini  del  snu 
et inlUsano^tam  infra ipstunviilamftftiam  Connine  i  barbacani  dt-l  cuitelin  di  Fun; 
et  de  furis,  tff  in  -.'urte  t/us,  etc,  —  (  Wu-  Iu  rhe  serve  aiii.or.i  a  dimostr.ire,  che  colerlo 
RAT.  Antitf.  M.  Aesfi  T,  ///.  )  |»acse  fino  d*allora  era  munito  e  cunsidiralo 

Ui  queir  anno  in  poi  gli   .4rcives<-ovi  di  rome  un  liiojso  di  fitinlieni. 
Pisa   avenilo    aci|uislutu    oltre   il   dominio  II  qual  caslelto  i  Liinhisi  lentaronr^  più 

spirituale  iincUe  il  tempor.de  sopra  cotesto  \o\W  di  roni|uisl.ire  sebbene  »enz.i  iSrlu*, 

Fico  t  suo  distretto,  ottennero  dalT  Imp.  nel  1^89,  nel    1 'So>)  e  net    i3a3.   In  qii«-«t* 

Corrado  II ,  nel   ii38,uu   favorevole   pri-  uUiid'ì  anno  spt-«:i.iluunle  i  VicareM  si  di* 

vilegio  che  conferma\a  alla   mensa  archie-  mostrarono  coraggiosi  e  .ifTizioiiati  alla  ma- 

pÌKO{)ale  pisana  il  Piacilo  e  il  Fodro  del  dre  (lalria ,  qiiaiiilo  di  noltr  lrnip<»  alcuni 

Ftco- Au ter is fola  ,  quello  di  S.  Giovanni  fuoruviiti  iJi  Pisi  iuis(i'<>  ilenln»  in  Vico  le 

alla  Fenti  etl  altri.  Ciò  forse  dieile  oi-i«.Mne  genti  di  Caslruccio    Aiilclnnii'lli    con    lui 

ad  una  lite  fra  il  Comune  e  consoli  di  Ficu  slesso  >«ll:i  lesla,rorieiiil<>  l.i  inallini  se>!iienle 

con  Vilhiiio  arcivescovo  ili  Pi.s.«,  appellando  |icr  la  (erra  l'oiue  se  tusse  giìi  stia;  ma  i  Irr^ 

ai  tribunali  di  questa  città.  Nella  quale   i  razzami  ap{M*iia  desti  sì  racculst  n*  in  triip{4 

giudici  con  s<-iilenz:i  del  3i  dicembre  1 1  :^5  e  cacciarono  luori   di  cis*!   Ioni   Toste  ii'iu 

decisero  che  1*  Aivivi>seovo   fosse    lucsvj  al  senzi  vergo*;n»    del  iMpitaiio  liicihts**.  Né 

(HiMesso  di  tulli  i  diritti  di{)endcuti  dal  Pia-  più  letico  riesci  un  nuovo  tenUlivo  l'alio  uri 

cito  di  Fico.  liii  stessa  sentenza  retine  poi  i3a7  ili  Ilo  stessi  Caslru(*ci>>. 
coiroliovala  non  solo  tlaiPliiip.   Federigo  I,         Da  tulli  quc*sli  talli  pertanto  si  i*oiii|irrU' 

allorché  con  privilegio  del   1178  couferuiù  de  che  Vico  sino  d'allora  era  uu  castella 


VICO  VICO  759 

«tlobeii«  iitiuito  e  diflSciU  a  pfcndsiìi  di  Arrc%tf  a  ciò  una  delibemione  del  i5 
t^llo,  per  eMere  fabbricilo  tofira  una  col*  luglio  1476 ,  con  la  quale  gli  Ufitiali  di 
na*  alla  etti  base  orieoUle  icorrefa  la  St^  Torrt^  oiùa  dei  beni  di  ribelli,  affittarono 
"a,  dalla  quale,  come  ditti.  Vico  prete  il  ai  frali  Roniilani  di  Nirotia  per  Tannuoca- 
t4ÌDtivo  di  Juttristola ,  mentre  dal  lato    none  di  Ire  fiorini  d'oro  il  pfttso  delia  Ifa^ 

ostro  era  bagnato  dal  fiume  Amo ,  cbe    ve  eh*  era  sui  fiume  Arno  fra  Bieniìna  e 
lora  entrando  nel  piano  di  Vico-Pitano    ^ico-Fi#afO  in  luogo  detto  iVa/lfrat^erio.-» 
orreva  Ira  Afon/ectf/iio  e  C«/c/na/ci,latcian«    (Aaai.  Dipl.  Fva.  Carie  di  Cetiello), 
>  qufflt*  ulti  ma  Terra  alla  tinittra,  e  Fieo        Frattanto  i  Fiorentini,  qoalcbe  tempo 
»n  Mant€ecàio  alh  dettra  del  fiumcé  dopo  di  etaerai  impadroniti  di  Vico-Pisa- 

Gbe  r  Amo  csoatinuatte  a  correre  fra  Vi-  no ,  lo  accrebbero  di  fortificaiioni  col  di* 
»  e  Gakìmija  anche  lul  terminare  del  te»  tegno  del  fiimoto  arohilelto  Filippo  Bru- 
llo XV  lo  dichiarava  Paolo  Giovio  nel  li-  nelletcbi;  e«l  opera  di  lui  si  crede  la  bella 
ro  terso  delle  tue  Istorie,  dove  diede  rela*  torre  merlala  ohe  tottor4  sfiorge  a  guisa  di 
one  dell'attedio  potto  nel  1495  dai  Fio-  cassero  nella  parte  sufieriore  dei  castello  con 
ntini  al  Gatt.  di  Vico-Pitano,  la  cui  tiliia*  le  armi  della  Rep.  Fior,  toolpite  in  marmo, 
one  detcriase  così:  id  oppidttm  colUbut  Ignoro  fieaò  se  questa  misura  fosse  presa 
iiacei^  ittuitur^ue  Arno  em/it ,  <fm  in  eo  dal  Comune  dì  Firenie  du|Kichè  Niccolò 
co  mamime  iortuotas  peninsuiam  effi-  Piccinino  nel  1 4  30  era  sceto  con  un  eM>r- 
I  ;  eie.  —  f^ed,  CALoiaAjA.  cito  dalla  Lombardia   per   liberare  Lucca 

Frattanto,  te  dobbiamo  credere  alPAn-  dal  tecondo  attedio  de*  Fiorentini,  leutantlo 
slitta  Trooci,  il  governo  degli  Anxiani,  du*  egli  in  quella  tcorreria  di  astiilire  e  di  pren- 
inle  la  guerra  che  do}»  b  morte  di  Casi  me-  dere  il  oasteilo  di  Vici»*Pisano  ;  è  nolo  ben« 
o  si  acoese  fra  i  Fiorentini  e  i  Locebeti,  ti,  cbe  gli  abitanti  tooi ,  ad  etempio  dei 
llofchè  i  primi  ti  recarono  ad  assedbre  la  Pisani,  nel  1494  si  ribellarono  dai  Fiorrn- 
ipitale^teoondi,  ordinò  nelPanno  i33o  tini,  e  che  nel  1495  uniti  ad  un  pretidio 
pr  atiicunre  maggiormente  il  cattello  di  di  truppe  pittine  toslrnnero  valorottmente 
^00  Pisano  che  vi  ti  edificasse  una  rocca,    un   lungo  assedio  postovi  da  Guidobaldo 

Tanto  era  fòrte  per  quei  tempi  cotetlo  ca-  delb  Rovere  duca  d*  Urbino ,  in  guisa  che 
tello,  che  nel  140O  oeirastedio  potto  dai  dopo  inutili  tforù  quell'otte  fu  cottrrtla  a 
'iorenlini  a  Pita,  il  pretedio  pitano  di  Vico  ritirimi  con  vergogna  di  là.  —  (P.  Gnovn, 
ole  retittere  ad  ogni  attalto  di  quelPotte,  Mistor,  Lih.  Ili,  )  —  È  noto  ancora  che 
solamente  dopo  8  mesi  di  blocco  dovè  per  nel  1496  vi  alloggiò  V  Imp.  Miitsimiliano  I 
ime  nel  di  16  luglio  del  1406  renderti  a  nel  dì  mcd'vimo  che  reterrìto  pitano  e  ve- 
«Ili  agli  aasedianli  comandali  da  Mato  de-  neto  ti  levò  dall*  attedio  di  Livorno,  ditpe- 
li  Albìxai,  lo  che  fu  anche  il  tegnale  della  nudo  di  riavere  quel  porto, 
icina  reta  di  Pita.  Ciò  accadde  pochi  meti  innanzi  ehe  un 

Fu  allora  cbe  i  Dieci  di  Rilia  di  Firenie  eorpo  di  Imppe  pitane  e  di  venesiani,  chia- 
«r  alto  del  27  luglio  1406  concederono  le  mati  sfrndioiti  tolto  il  comando  di  Gio. 
npitolaiioni  acli  abitanli  di  f^ieo-Pisnno^  Paolo  Ifanfrone,  pastando  topra  un  ponte 
li  S.  Giovanni  aita  ^ena,  di  Caeigliana^  provvitorìamente  eretto  tul  torr.  Cifecehio, 
li  Lagiiano  e  di  ifoce  del  tenore  roeilesi-  te  ne  tornava  verto  Vico-PIsann  con  grossa 
00  di  quelle  ttate  accorcbte  agli  altri  Co-  preda  fatta  per  le  colline  di  VaM'Era  fino 
Duni  del  contado  pitano  che  ti  reaero  ai  quati  tolto  il  monte  di  Volterra,  allorché 
fiorentini  innanzi  b  caduta  delb  loro  ma-  ni  atailito  nel  piano  di  Kcntina  da  dieci 
tre  patrb.  tqoadre  di  cavalieri  fiorentini,  e  da  molli 

Detcrìvono  gli  ttorici  di  qnel  tecolo  il  fiinti  e  baletlrieri  dove  con  pari  valure  si 
calore,  con  coi  allora  (n  combaltuto  e  di-  combatlè  senza  perdere,  né  acquistare  Itrrc- 
eso  dagli  astedbti  II  Gattello  di  Fico- Pi'  no  da  netsuna  parte. 
fono;  1  quali  scrittori,  oltre  a  confermarci  .  Intanto  ti  avanzara  n  gran  patti  1*  an« 
:be  allora  TArno  passava  sotto  f^ieo  Pisa*  no  1498  quando  la  Signorìa  di  Firenze  die- 
K>,  ne  avvisavano  qualmente  rotte  fiorenti-  de  toleooemente  il  battone  del  generalato 
ui  per  offendere  il  cattello  predetto  mise  nella  guerra  di  PitaaPiNilo  Vitelli,  a  quello 
ma  piccola  galera  nel  fiume  tteitodalb  par-  ttetto  cbe  un  anno  dopo  (  1  ottobre  1 499  ) 
e  di  Bientina.  ricbiamato  per  totpetto  a  Fireuae  fu  nelle 


7f)0  VICO  VICO 

%.ìU  del  LviUatojo  del   |)aUizo  de*  Sigimri    imKheroni  poffiiracnlr   Jirolpili.   'Emi  at- 
lurl>ar.iniciilc  decapilnlo.  liialrornic  non  conia  alcun»  fismoochia  fil»- 

Fraltanln  una  delle  prime  openizioni  mi-  le  ,  sebliene  d»l  calaingo  delle  chieie  drib 
lilari  di  Paolo  Vitelli  Appena  uscito  in  cam-  diocesi  piscina  compilato  nel  1977  (iv* 
imgna  fu  T occupazione  del  Vili,  di  Bnli  e  a  stile  comune)  ti  rilevi  che  atloncn» 
del  bastione  davanti  a  Vico-Pisano,  cui  poco  com|>rese  nello  stesso  piviere  di  f^ieowm 
appresso  succede  V  assalto  e  la  conquista  del  meno  di  sette  chiese ,  cioè  i .  S.  Ste&ao  1 
castello  slesso  di  Vico  con  morte  e  prigio-  f^ico;  a.  S.  Leonardo  a  f^ico;  3.  S.Si> 
nia  di  molti  tiradioiti  ivi  posti  alta  sua  mone  a  f^ico  ;  4.  S.  Michele  in  At^mU 
difesa;  la  quale  improsa  ebbe  in  mira  di  as-  {sic)  posta  presso  la  torre  sulla  sonmiih 
siciirarsì  Tacquìsto  di  Pisa,  affinchè  né  dalla  del  castello  di  ^ico  ;  5.  S.  Ilario  al  Pvni 
l^irtedel  Val-d*Arno  né  da  quella  del  Monte-  6.  S.  Jacn|)o  al  Cafaggio;  7.  e  la  mmmì 
Pisano  quegli  abit.  potessero  essere  in  alcun  di  S.  Mamiliano  a  isupeta, 
modo  soccorsi.  Al  qual  o«!gGlto  il  Vitelli,  do-  Giova  poi  a  schiarire  alquanto  la  riorilfl^ 
{MI  essersi  insignorito  dì  tutta  la  Val-di-Calci,  desiasi ica  di  Vico-Pisano,  rispello  alle  ààtat 
lu'ilinò  la  costruzione  di 'lue  bastioni,  uno  sui  di  quel  pìevanalo,  un  testamento  roptoii 
l'Oggi  che  restano  sopra  S.  Giovanni  alla  /7co  nella  casa  del  testatore,  li  94  ago* 
Vena,  T  altro  sopra  Vico-Pisano,  in  luogo  i3o4(J^7ecofiiu/]e)col  quale  Benedetto M 
che  si  diceva  Pietra  Dolorosa  {(onc  il  fuJacopo  diLolteringoda  f7co  dcUiBÒtMf 
|)Oggio  ora  detto  del  Castellare),  —  Fed.  legati,  che  uno  dì  essi  di  lire  dieci  a  Fr.U^ 
P1ETM.4  DOLOROSA,  teringo  suo  fratello  frate  Roinilano  Aftii' 

Però  nell'aprile  del  i5oa  avendo  i  ne-    nmnone]  eonverUo  di  S.  Sai ìHttore  a  fSm; 
mici  per  tradimento  del  castellano  Antonio    altro  legato  a  Nanlo  figlio  del   fa  Tébà 
Landoni,  riacquìslalo  Vico-Pisano,  al  cui    consistente  nella  raelìi  di  nn  podere  prti 
comando  era  stilo  lascialo  Piero  de*marchesi    fuori  del  aistel  di  f^ico  in  luogo  detto  emfB 
del  Monte  S.  Maria,  prlito  poi  di  costì  in-    di  S.  Xaria;  più  alla  Pie^e  di  bianda 
fermo,  il  governo  di  Firenze  delle  tosto  il     90;  e  soldi  io  alla  chiesa  di  S.  Mitkdet 
bando  di  ribelli  a  Puccio  Pucci  e  ad  Ales-    ^/ro  ed  altra  simile  somma  alle  chiese  £5. 
Sandro  Ceffi,  queslo  Ciistellano,  e  quello    Simone  n    /''7co,  dì  S.   Leonisrdm  e  H S. 
rommìssario  di  f^ico-Pisano^  perciocché  il    Stefano  di  f^ico;  inoltre  assegnò  soldi  90 
Pucci  rifuggitosi  nella  rocca  non  usò  quella    alle  suore  di  S,  Maria  jtfaddalena  a  fta, 
guardia  elicsi  conveniva,  ed  il  Ceffi  sbigot-    ed  allretlanla  somma  alla  chiesa  dei  Fntr 
Ilio  dalla  morie  di  un  conuoslabilc ,  slato    Minori  di  S.  Francesco  a    f^ico;  e  fimi- 
ucciso  da  un  tiro  di  scliio|)|)0,  si  rese  viU     mente  soldi  5  alle  mdn.irhc  di  S.  Anirn 
iiieutc  la  sera  islessa,  salvo  Pavere  e  le  per-    a  f^icn.  —    Aarn.  Aaciv.  ni  Pisa\ 
soiie.  Fi  ronu'crlié  un  C(M'|H)  di  truppe  fio-         Hai  la  carta  suili letta  pertanto  risulta  qoal- 
icuiiiiencl  maggio  successi \n  sì  recasse  sono    incute  nel  principio  del  sec.  XIVcsiflrraD 
Viro-Pisano  nella  spennici  di  riconquistar-    in  /^/cr>,  o  nel  suo  piviere  quattro  mnnailen, 
io,  ciò  non  accadde  se  non  che  un  anno    che  due  di  suore,  uno  di   frati  RoniilMii,e 
do()o,  quando  cioè  dai  Pisani  vi  erano  stali    l'altro  dì  Francescani  Minori. 
|iosli  a  guardia  un  cento  di  prezzolati  Sviz-         Rispello  ali*  Eremo  dei   frali  Agoslìoiaii 
zeri,  ai  quali  fu  cosa  facile  |)ersnadere  che  se    di  S.  Saì^^dore  a  fico  esso  è  ramiDfOtitt 
ne  uscissero,  allenati  dalla  promessa  di  paga    nel T  imposizione  fatta  nel  laga  di  no  sb- 
doppia  (  r/|  giugno  i5o3\  mero  di  cavalli  e  di  pedoni  alle  chìesedfl!i 

Da  queir  e|ioca  in  poi  Vico-Pisano  non  diocesi  pisana  ,  e  riportala  nesli  AnniUdd 
esci  più  di  mano  dei  Fion-ulinì,  i  quali  Tronci,  mentre  le  recluse  di  S.  MarÌJ  V»J-  ! 
eonservarono  in  questo  luo>:')  la  residenza  dalena  a  fico  furono  riunite  alle  mooick  1 
di  uno  dc'più  antichi  commissarj  della  Re-  diS.  Marta  in  Pisa,  dopo  che  alle  primehci>  I 
pubblica  dì  Pisa,  rhc  fino  dal  secolo  XIII  un'elemosina  il  conte  Bonifazio  ^foiello  i!i  1 
portavano  il  tìtolo  di  vicarj  di  f^ico  e  di  Donoralico  nel  suo  testamento  del  igln^l'  ( 
PieiUmonte.  1 33";  {stile  comune).  I 

La  pieve  di  S.  Maria  e  S.  Giovanni  a  In  quanto  al  Mon.  di  S.  Andrea  ( 
f^icoj  situata  fuori  del  castello,  è  a  tre  na-  fico,  suppongo  essere  stato  quello  ili  av- 
vale, dì  iin'archilellura  seniigoticacon  pietre  peta,  dove  esiste  tutton  V  antica  chiesa  po^ 
lavorale  ,  ed  ornata  nella  facciata  di  molli    seduta  dalle  monache  di  S.  Marta  Ji  i^ 


VICO 

)i\V4ri.  Bvn  fVi  inckifo  questo  Mon.  di 
tpeta  nel  suo  piviere  piattosto  cb«  in 
lello  di  VicoPiiano,  ed  uìVjirt,  Lotita, 
dissi,  che  coletla  contrada  ha  dalo  il  no- 
?  M  due  aDticbissimi  monasteri,  cioè  alle 
macbe  di  S.  Andrea  passate  in  S.  Marta 
Pisa,  ed  air  altro  di  S.  Jacopo  {al  Cafag" 
o)  distante  circa  400  passi  dal  primo;  )*ul- 
no  de' quali  fu  abitalo  dai  frati  Romila- 

innanzi  che  passassero  in  S.  Niccola  a 
sa.  Aggiunsi  ancora,  qualmente  del  Mon. 

S.  Andrea  a  Lupeta  si  trova  £ilta  men- 
one  sino  dal  i  marzo  119$  in  una  perga» 
ena  della  Primaziale,  cui  posso  aggiunge- 

allra  carta  del  Mon.  di  S.  Maria  di  Pisa 
>1  3o  dicembre  1 148,  scrìtta  nel  Castel  di 
Vco,  con  la  quale  due  coniugi  venderono 
suor  Agnesa  badessa  del  Mod.  di  S.  Jn- 
rea  alla  Selva  ijOafaggio  di  Lupeta)  per 

prezzo  di  soldi  180  di  denari  pisani  un 
nzo  di  terra  della  misura  di  stiora  6  Vs 
[)sto  nei  confini  di  Bientina  sopra  il  fosso 
i  Cileeehio, 

Rispetto  poi  al  priorato  di  S.  Jacopo  a 
Mpeta  sembra  che  la  sua  chiesa  corrispon* 
esse  a  quella  della  canonica  di  S.  Ma" 
liliano  del  catalogo  delle  chiese  della  dio- 
esi  pisana  del  1277,  deducendo  ciò  da  nn 


VICO 


761 


resto  d'iscrizione  esistente  in  quella  làeciatA, 
in  cui  Gio.  Targioni-Tocietti  lesse  :  K.  (cioè 
il  Comune)  de  Lupeta  oma^it  h,  opus  prò 
eterna  vita  gg  Mamiliani  tacer ^  prò  no* 
stris  ora  peccatis. 

Che  poi  ootfsta  chiesa  fosse  una  cosa  me- 
desi  ma  con  quella  di  S.  Mamiliano  in  Col* 
linit,  ossia  del  priorato  di  S.  Mamiliano  del 
catalogo  delle  chiese  della  diocesi  di  Fisa 
scritto  nel  Inglio  del  1379,  lo  dichiara  nn 
istrumento  inedito  dell*  Jreh.  Arciv.  Pis, 
del  7  marzo  ia66  relativo  alla  concessione 
fatta  da  Federigo  arcivescovo  di  Pisa  a  don 
Agostino  priore  e  rettore  della  chiesa  di  S. 
Mfamiliano  a  Lupeta  dì  uno  spedale,  S, 
Leonardo  di  C  erba/a  (sopra  fVeo),  posto  in 
luogo  detto  ilico  Nero  con  tutti  i  suoi  beni, 
compresi  i  pascoli  di  detta  Cerbaja  ed  na 
pezzo  di  terra  di  pertinenza  della  mensa 
arcivescovile  situato  nei  confini  di  Bientina 
in  luogo  detto  Ischeto, 

Vico-Pisano  fu  patria  di  Michele  padre 
di  Pietro  Lante  autore  de*  duchi  Lauti  di 
Roma ,  e  qui  nacquero  il  Card.  Arrigo  Mo- 
ricotti  e  Fr.  Domenico  Cavalca ,  senza  dire 
che  fn  monaca  nel  Mon.  di  S.  Maria  Mad* 
dalena  a  fico  donna  Ermengarda  Bnnae- 
cherìni  madre  di  S.  Ranieri,  ecc.  ecc. 


MOVIMENTO  della  Popdasione  della  Tbmmj  di  Fieo-Pisjito 
a  cinque  epoche  diverse ,  divisa  perjamiglie. 


Aaao 

IMPU 

masc. 

Mai 

femm. 

ADCr 

masc. 

LTl 

femm. 

CORIUOATI 

dei 
due  sessi 

BOCLISU- 

STICI 
SEOOLlmi 

Numero 
delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popolai, 

i55i 

„.__ 

— 

*- 

•i— 

^ 

— . 

i34 

649 

1745 

iSa 

169 

a6a 

3o8 

I4a 

la 

ao6 

1075 

i833 

919 

i55 

196 

i83 

5o5 

5 

243 

ia63 

1S40 

a8o 

aoo 

93^ 

ai3 

607 

5 

a68 

i5a6 

1843 

348 

3a8 

140 

198 

536 

7 

a8!i 

1457 

Comunità  di  Vico-Pisano.  —  11  terri- 
torio di  questa  Comunità  occupa  una  su- 
perficie di  i63i7  quadr.  dei  quali  729  so- 
no presi  da  corsi  d*  acqua  e  da  pubbliche 
itrade.  Vi  si  trovava  nel  i833  una  popola- 
zione di  9480  individui  ;  circa  487  abit. 
perogni  migl.  quadrato  di  suolo  imponibile. 


Confina  con  i  Comunità  del  Grrandncalo 
e  mediante  il  crine  orientale  del  Monte-Pi- 
sano con  la  Com.  di  Capannoli  del  Ducato 
di  Lucca. 

Ha  di  fronte  dalla  parte  di  lib.il  territo- 
rio comunitativo  di  Qucina  mediante  il  cor- 
so dell'Amo,  a  partire  dal  gomito  di  questo 


782  VICO  VICO 

fiome  topn  la  Stadtmna  delVjic^ua  fino  di  ■  lib.  pel  fono  dì  TaÒò  arrifa  alla  ini 
pviSiilo  il  nuovo  |Kinle  che  cavalca  TArno  cateniUa.  A  queslo  punto  i  due  lerrìtorj  en- 
diriinpetlo  alla  bocca  di  Ziinibra  innollran-  Inno  nel  foitio  del  CUecehio  avendo  di« 
doti  sulla  deilni  al  di  là  ilclla  pieve  di  Ca-  rini|iello  a  sctr.  quello  della  Cora,  di  Calci- 
prona.  IvicejMia  la  Cum.  di  Cascina  e  solten-  n.'ij.i ,  col  quale  il  noilro  arriva  al  |ionlc  di 
tra  di  faccia  a  |>on.  niacsli.,  ma  |»er  bmc  Cesano t\o\v  lascili  il  fosso  prcdrtlo  ei|  entra 
tragillo,  il  li'rriluriu  drlla  G>iii.  de' Jii*  nella  via  del  la  purediCcff  ano  incamrainando- 
gni  di  S.  Giuliaiiu,  cui  loslo  succede  quel-  si  con  tssii  :il  le  calerai  le  vecchie  del /?/iii//if9 
lo  slaccato  della  Gom.  di  Pisa,  col  quale  1*  al-  che  irova  a  ostio  scìr.  sulla  strada  f^ieartn, 
tro  della  Comuuitàdi  Vico-Pisnno  voltan-  fuichc  |jcr  il  fosso  omonimo  entra  nel  fiume 
do  direzione  a  lev.  entra  nella  Z ambra  di  Arno  dirimpetto  al  |xidere  di  S.  liorenia. 
Calci  e  con  essa  ri&cende  a  oslru  alia  soa  Di  qui  risalendo  per  breve  cammino  Taheo 
confluenza  nella  Zambra  di  Montemagno  del  fiume,  lo  attraversa  |ier  correre  lungo  la 
cbe  trova  sopra  il  ponte  uraoniroo.  ripa  sinistra,  da  primo  nella  dirrsione  di 

Costì  ripiei^ando  da  ostro  a  lev.  rasenta  ostro,  |ioi  di  pon.  finché  ritrova  1*  Amoe 
la  base  de' poggi  [lassando  per  la  JForretta  la  Gom.  di  Cascina  sopra  la  Madonnm  dtW 
di  Uii^eto ,  e  di  là  salendo  a  grec.  arriva    Acqua, 

sotto  la  rocca  della  Verruca,  di  dove  rientra        Fra   le    miiggiori  mooluosilli  di  questo 
nella  direzione  di  maeslr.  nella  così  della    territorio  h.-ivvi  la  cima  del  Monte  Serra 
Val-di-Calci   finché  ritorna  nella  fiumana    sul  Monle  Piuno ,  trovata  dal  Rmo  Fid. 
Cambra  di  Montemagno^  |)er  rimontarla    inghirami  br.  fiorentine  i568,g  superiora 
nella  direzione  di  grec.  fino  davanti  al  Gas.    al    livello  del  mare  Mediterraneo,  vale  • 
di  Reziano  [aissato  il  convento  di  Nicosia.  A    dire  circa  br.  sei  e  mezzo  più  alla  del  varco 
questo  punto  atiraversa  la  Zambra  |)er  ar-    della  Pula  sull*  Appennino, 
ri  vare  davanti  alla  Certosa  di  Calci  che  la-        Contasi  fra  i  maggiori  corsi  d'aequa  i  .*il 
•eia   fuori  girando  intorno  ad  essa   dalla    fin  me  Arno  cbe  gli  serve  di  confine  per  eirei 
parte  di  ostro  e  di  lev.  per  salire  sul  pog-    otto  migl.  dal  lato  di  ostro  lib.;  a.*  il  C«- 
gio  detto  delle  Porèe  e  di  là  in  quello  di    naie  /mperiafe;  3.*  ia  Stirtifa;  4.^  eJ  il 
Semoialieo    attraversando  le  sorgenti  del    Ci'/eccAio  che  lo  rasentano  dirimt*etto  a  lev., 
Bio- Stagno  di  Bau  finché  nella  direzione    e  scir.  mentre  la  Zambra  di  Moniemagno 
di  sett.  arriva  sulle  sommità  maggiori  del    lo  bagna  e  |iosc  a  lo  lambisce  dirimfirtio  a 
Monte-Pisano,   chiamata    Monte-Serra   e    marstr.,  finché  ili  lassù  icrnde>idn  dal  Jfoi* 
Tii/ie/a.  Costì  cessa  col  lerrilorio  comunità-    te  Serra  nella  Valle  di  Bufi  trova  il  ilio 
tivo  di  Pisa  quello  dei  Granducato,  ed  in-    M i^no^  uno  dei  tribiitarii  della  Seresta. 
comincia  l'altro  della  Gom.  di  Gi)Kinnoli         Si  coniano  ira  le  str.ule  rotabili  1' mlica 
del  Ducalo  di   Lucca,  col  quale  si  diri^^e  a    via    provinciale  f^iearese,    due  tronchi  di 
grec,  «la  primo  per  termini  artificiali,  {loscia    strade  comunitalixe   che  si  Alicr.ino   d.illa 
per  il  rio  ili  Cor6ef<i ,  e  quindi  |i(-r  quello    preiletta  |>cr  conihirre  a  Vico-Pisan->,  una 
del  lorr.  Risona  sino  a  che  tniva  alla  sua    delle  quali  prese  il  nomignolo  dal  Gas.  di 
destra  il  rio  detto  del  Vallino  secco.  Ivi  voi-    Cesano  v\\  inrroci.i  iron  Tahra  che  vii*ne  ffi 
tando  direzione  da  grec.  a  lev. -scir.   (lassa    S.Giovanni  alla  Vena  costitiien>lo  sotto Vi- 
per  le  falde  del  [k^o^ìo  del  Guaito  finché    co-Pi»ino  Va  borj;ata  delle  quattro  strade, 
trova   il  rio  della  Valle  de f;H  Alberi  f\o\c    Finalmente  due  altre  vie  roLdiili  comuni- 
poco  sotto  arriva  alla  dognna  del  Tiglio  nel    lafive  da  Vico-Pisano  si  dirigono  a  Bientina 
territorio  Granducale  della  Com.  di  Bienti-    e  a  Boli. 

na.  Gin  quest'ultimo  dirigendosi  a  ostro  Della  via  provinciale  Virare<e  e  di  un 
percorre  la  Via  Lucchese  dei  Tiglio^  che  altra  via  denominala  Biparotta  di  Vice 
las4Ìa  a  \ìotì.  sul  rio  Pelato,  mediiiiite  il  fanno  menzione  gli  Statuti  Pis.ini  del  secdo 
quale  s'incammina  a  lev.  verso  la  dogana  Xlll,  i  quali  obbligavano  il  capitano  di 
e  cateratta  della  Tura,  dove  percorre  qua-  Vico  a  fare  ampliare  quest*  ultima  sino  a 
si  p:irallela  alla  Serezza  Vecchia  il  Canale  Vico  tanto  da  (tassarvi  i  cirri,  e  ciò  a  spese 
imperiale  nella  direzione  di  lib.  fino  al  Pon-  della  sless.i  Comunità  e  del  suoiapitanato. 
te  detto  di  Kientina,  che  atiraversa  sul  Co'  Ris()etto  ali*  imlole  fitira  del  territorio 
naie  medesimo  percorrendo  di  là  per  breve  montuoso  compreso  nella  Gomunilà  di  Vi« 
tragitto  a  ostro  là  via  della  del  Foifo  equia-   co-Pisano ,  ne  trattarono  maestievolaeote 


VICO  YlCa             T«J 

*^tìn\  IW^oDi-TouetlI  nel  primo  to-  IiUo  d'anni  wcadolo  frn  i  Fbvraliiii  ed  i 
le  ile*  sooi  Vi«|;gi  per  la  ToaoiiM,  e  pia  Pisani  ptH»  il  Bagrw  alia  Fgnm. 
iemamenle  il  Prof.  Gav.  Paolo  Savi,  cui  Hello  Statato  medetimo  del  ta8  Sai  oixfiiiò 
feolo^ift  toaeana  è  ilebitriec  di  una  niap*  (Ltb.  IV.  robrìca  5a)di  obbligare  glioomi- 
geognoelica  del  BfonlePisano»  alla  a  àr  ni  di  S.Grìovaoni  alla  Vena  e  di  Ceoli  aco- 
uscere  a  colpo  d*OGcbio  la  di tposiiione  e  alraire  nel  perìodo  di  4  mesi  un  ponticino 
ura  de*  terreni  cbe  cuoprono  ootetla  lungo  T Amo  che  fosse  largo  almeno  f  re /fie- 
li tooiiU,  a  partire  da  Boti  fino  a  Ripa»  di  mi  furatoti  (forge  piedi  di  Liutprando), 
ta.  — >  Ped,  MovTB-PiSAao.  per  passarvi  liberamente  gli  nomini  e  le 
ligoardo  alla  pianura  volta  a  scir.  e  lev.  bestie  da  soma. 

Vico-Piaano,  essa  è  co|jerta  dai  depositi  Esso  corrispooide  a  qaeì  ponte  cbiamald 

rati   dell*  Amo  »  dell*  emissario  antico  tuttora  di  Geuli  che  cavalca  il  rio  Ceuii  salla 

i^go  di    Bienlina ,  e  di   quello  mo-  stratta  pro^iìteiaie  f^icarefe,  e  peiciò  dn 

no  appellato  Canàie  imperiale^  lungo  non  confondersi,  come  suppose  il  Lami>  oon 

quale  (Ino  alla  deelioaiione  del  secolo  alcuno  dei  ponti  di  materiale  cbe  attraver* 

^111  si  seminarono  le  fetenti  Risafe.  lasserò  il  finme  Amo. 

Dal  Movimento  della  popolazione  dell»  Era  bensi  riserbalo  alla  nostra  elkdi  vederi 

munita   di    Bientina   e  di  Vico-Pisano  tolla  seaione  delPArao  pisano  due  gnndioti 

Mfisce,  che  i  suoi  abitanti  tlal  i55t  al  ponti  di  materiale  innaixali  da  mano  maestra» 

33  si  triplicarono,  rofnirecfneHi  della  Co-  il  primopresar»  la ftoecnd* C^ioinna, dir impet- 

inità  contigua  di  Cilcinaìa  nello  slesso  to  a  Montecchio,  Taltro  di  contro qoasi  alle 

riodo  sono  più  cbe  quadruplicati.  cave  di  Uliveto  sullo  sbocco  in  Amo  della 

Nella  parte  superiore  a  roaestr.  di  Vico^  Cambra  di  Colei;  quello  fra  le  Comunità 

lanosi  apre  la  così  delta  Valie  di  Lapeta  ài  Ponledera  e  di  Gikinafa,  14  migl.  a 

Itila  neir  allo  come  in  antico  di  selve  di  lev.  diPisa^  questo  IVa  laCamnnilk  di  Vico 

creta  d*  Ischia,  cui  sotteotrano  in  basso  Pisano  e  quella  di  Cascina» sei  miglia  innaa- 

li  oliveli  allermnti  con  campi  di  semente,  ai  di  arri^-are  alla  slessa  città. 

Nel  punto  |mù  elevato  esiste  la  eh.  di  S.  A  qoest*  ultimo  aperto  ai  passeggeri  nel 

idreA  siala  di  padronato  delle  monache  di  luglio  del   1844  gioverà  dedicare  qualche 

Marta  di  Pisa,  mentre  neli*  interno  dello  parola  non  già  per  descriverlo,  giacché  • 

*s$n  incavo  Iciiirile  fa  pittoresca  comparsa  ciò  fu  supplito' da  un  valente  ingegno' nella 

aulica  eh.  di  S*  Jncopo  a  Lupefa.  Rivisl:i  di  Fireme  (8  ottobre  1844)»  ma 

Dirìrofietto  poi  a  lib.  dove  il  monte  de-  per  dire  che  esso  é  compreso  per  metà,  sul 

ia;i  verso  la  riva  destra  dell*  Amo,  sulla  lato  destro  del  fiume, nella.Comunilà  di  Vico- 

r<id»  di  Piedimonte^o  f^iearese ,  passato  Fisnnojhdoveilmonleomonimodeclinando 

Giovnnni  alla  Venti  esisteva  una  chiesuola  dalTantico  diruto  fortUisio  della  Vermca  fino 

!tta  di  S.  martino  al  B^fftn  Jntieo,  lino-  alle  cave  di  Uliveto  mette  quasi  i  piedi  nel- 

ignolo  le  venne  da  un  Bagno  stato  presso  1*  Arno,  lisciando  al  suo  maeslr.  la  deliziosa 

tìume  Amo,  del  quelle  faceva  menzione  lo  vallecola  di  Calbi  sparsa  di  ville  signorili, 

lalulo  pisano  del  i  a85,al  Lib.  IV,  rubrica  di  acque  permnt,  e  di  una  grandiosa  Reggia 

8,  soilo  il  vocabolo  di  Bagno  della  Carra»  anziché  un'umile  convento  di  Certosini.  -— 

da.  Allora  esso  era  sotto  la  Inlela  del  Co-  Fu  costi  dove  il  valente  architetto  a  spese  di 

lune  di  Pisa,  talché  il  podestà  doveva  ordì-  una  società  anonima  adornò  1'  Arno  di  un 

are  ai  cavatori  di  pietre  delle  vicine  cave  terzo  ponte  eh' io  chiamerei  maraviglia  dell* 

Ke  invece  di  gettare  neir  Arno  li  spurghi  arte,  per  la  sveltezza,  la  parabola  e  Timposta- 

elle  dette  cave,  dovessero  questi  portar-  tura  dei  tre  grandi  archi,  dai  quali  1* ampio 

i  uel  piano  del  Vagito  situalo  sopra  TAmo  letto  del    fiume  resta  abbracciato,  e  sotto 

nde  meglio  conservarlo;  finalmente  ivi  si  cui  le  acque  anche  in  tempi  di  piena  passano 

rdinava  di  fare  'ipulire  quando  occorreva  libere  e  senza  alcun  sensibile  intoppo, 

l  Bagno  t  la  fontana  dagli   uomini  del  Dirò  inoltre  con  1*  autore  dell'  articolo 

apitaudto   di  Piedirooute,  per  modo   che  testé  citalo,  che  gli  amatori  delle  Belle  arti 

naschi  e  femmine  vi  si  potessero  comoda-  debbono  gratitudine  alla  società  anonima 

nenie  bagnare.  che  ne  somministrò  i  mezzi,  perché  generosa 

Anche  la  storia  dell*  Ammirato  (  Lib.  lasciò  al  suo  autore  libero  campo,  onde  b- 

CU)  air  anno  i363  fece  menzione  di  un  cesse  più  che  altro  opera   monumentale. 


764  VICO  VICO 

emettendo  a  tal*  uopo  aoa  aomma  di  56,ooo  mulini  eiistanti  nella  ooeì  detta  Tal-dnCil* 

acudì  fiorentini,  pari  a  959,000  lire.  ci,  dorè  fi  contano  circa  100  di  quegli  edi- 

Gotesta  opera  meriterole  di  eisere  qui  fiij  idraulici  con  quasi  3oo  palmenti,  la  cai 
rammentata  e  della  quale  spero  di  dare  con  macinazione  giornaliera ,  compreti  ì  meri 
la  provi  ma  dispensa  il  disegno  con  la  estifi,  si  calcola  che  ammontar  poasa  ad  un 
▼eduta  pittorica  del  vicino  Monte* Pisano  e  di  presso  a  sacca  1 600  di  granaglie ,  tal- 
delta  Valle  di  Calci  eseguita  da  chiaro  paesi-  che  sommerebbe  in  un  anno  per  lo  meno 
sia,  cotesto  ponte,  io  diceva,  fu  edificato  576,000  sacca  di  macinato.  Ma  ciò  che  co- 
ncila maggior  parte  di  pietra  lavorata,  me*  stitoisce  una  non  meno  imfiorlante  faccenda 
no  le  volle  degli  archi  che  sono  di  mattoni,  in  cotesti  contorni  è  1*  industria  agraria  de- 
lia sua  lunghezza,  contando  le  due  fiancate  gli  abitanti  della  Gomunitk  di  Vico  rispetto 
con  grande  scaqn  e  le  sue  testale  difese  da  albi  coltura  degli  ulivi,  situati  lutti  nellf 
due  torrini,  arriva  a  br.  aSo.  3o,  nella  pendici  del  Monte-Pisano  Unto  dal  loto  di 
larghezza  di  br.  1 3.  45  comprese  le  spallet-  pon.  come  di  ostro,  di  maestr.,  e  di  lev.  di- 
te: Due  gnin  piloni  della  larghezza  ìli  br.  rimpelto  al  Lago  di  Bientina  ;  talché  la  ma- 
9  e  mezzo  piantati  nel  letto  dell'Amo,  e  nipolazione  deirolio  &tloa  freddo  bara» 
due  testate  poste  sulle  ripe  del  fiume,  della  celebre  in  Europa  quello  di  Gtlci  e  di  Bn- 
lunghezza  di  br.  ai.  66,  larghe  nel  piano  ti  al  pari  dell'olio  migliore  di  Avaoeedi 
stradale  br.  3o.  70,  sono  i  4  punti  di  ap-  Locca. 

poggio  dei  tre  archi,  ciascuno  dei  quali  con        La  Valle  detta  di  Buti  coperta  da  dai 

una  sorprendente  curva  elitlicaequasi  spia-  a  fondo  da  uliveti,  da  castagneti,  e  da  pt- 

nala  nel  centro  misura  br.  47  di  corda,  e  nele  è  costituita  da  una  profonda  insenaton 

br.  8.  40  di  rigoglio.  Aggiungasi  inoltre  che  del  Monte-Pisano  volta  nel  lato  orientale,  in 

celesta  fiibbrica,benchès*inalzi  fuori  del  pelo  fondo  alla  quale  resta  un'angusta  pcndioi 

delle  acque  magrecircabr.  7  fino  all'imposta-  a  scaleo  suddivisa  in  più  ripiani,  in  qncslo 

tura  delie  volle,  compresa  la  gran  cornice»  e  angusto  catino  risiede  la  popolosa  Terra  di 

di  là  fino  al  piano  stradale  altre  br.  9,  è  di  Buti,  dove  non  si  vede  che  una  piccola  se- 

un  accesso  talmente  agevole  e  pianeggiante  zinne  del  cielo  in  mezzo  però  a  fertili  piante 

da  non  accorgersi  chi  vi  pasta  sopra  di  at«  di  ulivi  e  dirimpetto  a  tramontana  a  sei  te 

travermre  un  fiume  reale.  di  castagni,  mentre  la  parte  pib  elevata  di 

Nel  giugno  del  1841  si  dette  principio  cotesto  valloncello  è   tntton    rivestita  di 

a  cotesti  opera,  e  nel  10  ottobre  del  1843  alberi  di  pini. 

si  chiudevano  le  volte  dei  tre  archi  inco*        Gintinua  a  risedere  in  VÌco-Pì&do  un 

minciate  soli  io  giorni  primi,  in  guisa  che  Vicario  regio,  il  quale  per  le  materie  di  pò* 

nel  14  luglio  1844  fu  aperto  ai  pedoni  ed  liiia  dipende  dal  Governatore  di  Pisa,  (iso 

alle  vetture,  né  la  smoderala  piena  del  3  esercita  la  giurisdizione  civile  e  criminale 

novembre  successivo  recò  il  minimo  scon-  su  questa  Comunità  e  su  quella  di  Bieuti- 

certo  a  quel  fabbricato  novello.  na,  mentre  la  sua  Ginrelleria  coraunitatirs 

Lh  vicinanza  del  Monte-Pisano,  e  segna*  abbraccia  oltre  le  due  G>munilà  suindicate 

temente  delle  cave  di  Uliveto  comprese  ne'  anche  quella  di  Calcinaja. 
confini  comunitalivi  di  cotesta  Terra  for-        L*  uffizio  di  esazione  del  Registro  è  in 

nirono  materiali   opportunissimi   a   quell*  Pon  lederà  ;  l'ingegnere  di  Circondario  in 

impresa,  mentre  per  il  lato  economico  deb-  Vico  ;  la  conservazione  delle  Ipoteche  ed  il 

bono  somministrarlo  per  primi  i  numerosi  tribunale  di  Prima  istanza  in  Pisa. 


QVADBO  Jtlia  Popokuiome  Mia  C^MVitiry  pi  ^loo-PitMio 

a  cÌHquM  epoe/te  diverse 


765 


li 

>roiiii  (*) 

inle-MdgQO 

Giiov»niii  al  la  Vena 

ivelo 
qp  Pu4no 


S.  G.o.  Battista,  PicTC 
S.  Giulia,  Idem 
S.  Andrea,  Rettoria 
SS.  Quirico  e  Gìulitla, 

Idem 
S.    Maria    del'a    Neve, 

Pieve 
S.  i  «fosti uo.  Prioria 
S.  Glovituni  Evangelista, 

Pieve 
S.  Salvatore,  Retiuri't 
Natività  di  Maria.  Pi«\e 


ToT^kS 


•  • 


Popolazione 


Abii.  Jf."" 


amfii  provenienti  nelie  uiiime  tre  epoche  dalle  parrocchie  di 
fiientiua  •  delle  Foruactlte  comprese  in  altre  Com.  .  Abii.  5*.* 


Tot A te 


Jbit.  if .0 


▲ano 

▲Mao 

iB33 

1840 
3765 

3498 

3i9 

3i6 

475 

490 

440 

43o 

755 

767 

170 

176 

1485 

i564 

801 
ia63 


»74 


9480 


826 
i5a6 


3i7 


1017  7 


3888 
3ao 

476 
439 

814 

«i3 
1531 

968 
1457 


33a 


10430 


IfB.  (te  parrocchie  otntrasstgnate  con  V  asterisco  ^*)  nelle  uiliine  tre  epoche  manda- 
inofUori  di  questa  Cotti,  una  porùotte  di  abitanti  detraiti  dal  presente  Quadro, 


VICORATA,  ossìj  VIC0R4TI  in  Valdi- 
ie\e.  —^  Castellare  cbe  dà  il  titolo  ad  una 
1.  parr.  (S.  Andrea  con  due  annessi,  S. 
usuiM)  a  Londa  e  S.  Michele  a  JHoscia) 
el  piviere  di  Rincìue,  Coni*  Giur.  e  circa 
ligi,  due  e  mezzo  a  scir.  di  Dicowano,. 
Hoc.  di  Fiesole,  Conip.  di  Firenze. 

ft  situato  in  collina  alla  cui  base  nieridio- 
tale  scorre  la  piccola  fìuroana  Moscia^  di^ 
impello  al  Cast,  di  Londa  posto  sulla  ri|Nfc 
ìuistra  della  Moscia  medesima. 

Nel  popolo  dì  yicorata  esiste  piì»  in  alto 
'antica  rocca  e  torre  di  f^icorata,  o  F'i- 
*.oratiy  distante  da  Londa  circa  mezzo  mi-s 
flio,  coutbroata  tuttora  da  un  forte  recinta 
li  mura  con  porla  d*  ingresso. 

Fu  già  f^icorata  uno  de*  feudi  de'  coiU» 
juidi  di  Battifolle,  confermato  ai  medesimi 
ia  un  privilegio  del  laao  di  Federigo  11. 
[Giovanni  Villani  nella  sua  Cronica  (Lib.  XI 
:^p.  7  a)  raccontava  cbe  il  Cast,  del  Poao 
COI) il  tuo  distretto  Dell'anno  i337,  e  f^ioo» 
T.  v. 


rata  inclusive,  furono  venduti  dai  CC.  Got  ! 
di  a  Piero  di  Guallerotto  de*^  Bardi,  hi  se- 
guito il  fratello  di  lui,  Matteo  ViHani,  nel- 
la coutinua£Ìone  della  stessa  Crouica  (Lib. 
IH  cap.  7a)  aggiungeva,  che  nel  mese  di 
settembre  del  i353  il  conte  Guidb  di  Bat- 
tifolle avendo  raccolto  gente  tle*suoi  fedeli 
e  del  conte  Roberto  Guidi,  mentre  Andrea 
di  Filippozzo  de*Eirdi,  signore  dei  castelli 
del  Poiio  e  di  f^icorata,  era  in  bando  del 
Comune  di  Firenze,  alT  improvviso  di  not- 
te temilo  vennero  armati  a  f^icorata,  e  con 
alcuno  di  queHi  del  castello  avendo  tenuto 
trallato»  il  dì  seguente  entrarono  nel  primo 
recinto;  sicché  Andrea  con  altri  suoi  fra- 
telli si  rincbiusero  neHa  torre,  cbe  il  con- 
te si  preparava  mediante  i  suoi  edilìzi  a  farla 
tagliare.  Ma  pervenuta  la  notizia  alfa  Si- 
gnorìa di  Pirenze,  non  ostante  cbe  i  Bardi 
fossero  io  bando,  mandò  comando  al  conte 
Guido  di  lasciare  queir  impresa  ,  il  qual 
conte  sebbene  Rt^sc  egli  stcaio  bandito  dellA 

97 


76«  VICO  VIES 

Repubblica,  di  presente  ubbidì  agli  ordini        ^ico  Tosci^ao  e  LusctJimo  nella  ?^ 

di  quei  Signori,  i  quali  {kxto  appressa.»  chia-  di-Fiora.  —  Ved,  Lvscìavo  e  Tuseijiw:. 
roaroiio  V  una  parie  e  V  al(w  a  Firenze,  e         T^tco  Fitui,  —  F'ed.  Calciuìj*  nel  Vii 

dopo  aver  fatta  pace  fra  loro,  le  trasse  en-  d*  Arno  pisano. 
Irambc  per  grazia  di  esilio.  Vico  Wall^m,  —  /^J.  Bowgo  S.  6» 

Ciò  non  ostante  i  conti  Guidi  successori  ussio  nel  VaUl*  Arno  inferiore, 
del  conte  venditore  contrasUirono  più  volte        VIERLE  nella  Val-di-Sicve.  ^  Ca.ai 

■i  Bardi  quella  piccola  contea,  sino  a  cbe  cb.  parr.  (S.  Lorenzo)  nel  pÌTÌere  di& 

oel  1378  colesti  ultimi  venderono  i  Castel-  Licolino  in  Monti,  G>in.  e  circa  Ire  mi^i 

li   del  Pozzo  e  di  Ficorata  con  tutte  le  scir.  di  Londa,  Giur.  di   Dicoauno,  Oìk. 

loro  pertinenze  al  Comune  di  Firenze  che  di  Fiesole,  Comp.  di  Firenze. 
incorporò  il  tutto  al  suo  contado.  —  Ved,        Trovasi  la  chiesa  salta  cima  piane^parii 

Pozzo  DI  DiGOMAMO,  di  una  collina  bagnata  alle  sue  &lde,nl 

La  chiesa  di  S.  Andrea  a  f^icorata  è  di  lato  orientale  dal  torr.    BucignOf  e  ndb 

libera  collazione  del  suo  vescovo,  e  la  sua  |)ai'te  occidentale  dalla  fiumana  della  JTani 

parr.  nel  i833  contava  175  abit.  presso  una  piccola  borgata  omonima,  ini» 

P^ico-Stm^dj   della   GAavAusAifÀ   nella  no  a  mezzo  migl.  a  lib.  della  cara  di  Sa- 

Valle  superiore  del  Sercbio.  —  Gas.  che  fa  bucheta,  e  poco  più  di  un  migl.  a  crin 

nei  contomi  diCastelnuovodiGarfagnaiia,  della  sua  pieve  di  S.  Lcolino. 
Com.  e  Giur.  medesima,  Dioc.  di  Massa-        Fu  la  borgata  di  Vierìe  signorìa  drtSC 

Ducale,  già  di  Lacca,  Due.  di  Modena.  Guidi  di  Battifolle  insieme  con  la  enata 

È  rammentalo  questo  Vìeo-Strada^  fra  di  S.  Fjeolino,  confermala  loro  dairinp 

gli  altri,  in  un  istrumento  dell*  Ardi,  Ar-  Federigo  H  con  diploma  dell*  aprile  134;. 

ciV.  Luech.  rogato  in  Lucca  nel  ta  ott.  939  sicché  la  suasorie  divenne  comune  a  qittili 

e  pubblicato  nel  Voi.  V.  P.  IH.  delle  Me-  della  contea  di  S.  Leolino. —  fU.LiH» 

mor̀  per  servire  alla  stona  di  quel  Duciilo.  (  S.)  del  Gomtk,  o  in  Moirri. 

É  un  alto  col  quale  Corrado  vescovo  di        La  sua  chiesa  di  S.  Lorenzo,  sebbene f 

detta  citte  concedè  a  livello  a  Rodilando  sistesse  come  cappellania    fino  dal  seco!» 

figlio  di  Cunimondo  multi  beni  della  sua  Xlll  dipendente  dal  p:irroco  di  SaraburW 

mensa,  e  della  chiesa  di  S.Frediano  di  Lue-  ta,  non  fu  eretta  in  parrorcbia  liben  pn- 

ca,  fra  i  quali  un  |jodere  spettante  aPa  cai-  ma  del  i533.  —  (Gnrscpra  Mabi*  Bioccb. 

tedrale  di  S.  Martino,  |>osto  nei  confini  di  Dercrigione  de!  Mugello), 
P^ico-Strada  presso  CastelnuovOj  ed  una         Nel    i833   il    pojKjlo    di  S.  LoreoBO  1 

quarta  parte  di  altro  podere  della  eh.  di  S.  Vierle  conlava  220  ahit. 
Frediano  situato  pariraenlc  a  VicO'Strada        VIESCA   n»l  V.il-d*Arno  sn{periofr.  — 

con  casa,  orto,  \i<!ne,  olivi  ecc.  Contrada  dove  fu  un  castello  con  due  cbifit 

VICO  DI  TIZZANA  nella  Valle  deirOm-  prr.  riunite  (SS.  Rirtolommeo  e  Pietm  ufi    ! 

bronc  pistojese.  —  Cas.  ch'ebbe  eh.  parr.  piviere  di  Cisria,  (>ìm.   <iiur.  e  quisi  5 

{S.  martino  a  Ponti)i{A  lunga  mano  rarco-  migl.  a  lìb.  di  Rcggello,  I>iur.  di  FM3Ìt 

mandata  al  paroco  di  S.  Stelano  a  Luciano  Crunp.  di  Firenze. 

nella  Cora,  di  Tizz:ina,  Giur.  Dioc.  e.  circa         Esiste  sulla  destni  del   tori*.  Besco^ 

roigl.  gascir.  di  Pisloja,  Comp.  di  Firenze,  so  il    suo  simcco  in   Arno  (lirira;>«1lo  i*!i    I 

Risiede  sul  fianco  orientale  del  Montalba-  Terra  di  Figline.  —  Del  casielln  di  Vmìo 

no  fra  liuciano  e  Quarata.  —   J^ed.  Posti  stalo  feudo  de*  CC.  Guidi  non  restano  ar'cn. 

{S.  M LUTINO  a)  comecché  si  sappia  da  un  istrtinientn  de'  11 

VIGO  DI  TRESCHItTTO  in  Val  di-Ma-  febbraio   1218,  citalo  all'ir/.  Ro»*,  cbf 

gra.  — -Cast,  che  diede  il  titolo  ad  una  parte  non  solo  nel  secolo  Xlll,  ma  ancora  nel  XI^ 

di  marchesato  de*  Malaspina  di  Tresrliielto,  css«)  vi  fosse. 

*•  che  lo  conserva  una  eh.  |win'.  (S.  Maria  (^erto  è  che  il  Cisl.di  Viesca  insieme  «1^ 
Assunta  a  f^ico)  nella  vicaria  foranea  di  sua  corte,  ossia  distretto,  fu  rilasci-ito  ài* 
Filetto,  Com.  e  Giur.  di  Filetto  e  Vill.ifran-  conti  Guidi  ai  Pazzi  del  Val-irArii'\  i  q"'^ 
ca,  Ditx:.  di  Mass:i-Duc;ilr,  eia  di  Ijuni-Sir-  ne  pa>rarono  T annua  entllcusì  lìnr}iè^Iiu>^ 
zana,  Due.  di  Mo-Iena. —  A^Ìpé/.  Tremmiif.tt'».  mini  di  Viesca  nel  i33tì  esseiiil".«i  lorpri- 
Lii  |»n.  di  S.  Maria  Assunta  a  ^iVo  nel  beilali,  la  Rcp.  Fior,  s'  inì|iiidruni  di  dr"^ 
i83a  contava  a63  ubil.  castello  e  sue  {tertiueiize  toglicudu  ai  P^' 


VIGE  VI6N              767 

i::i<)gni  giurisdizione  civile  e  politica  •opra  quei  Fraolmo  dei  signori  dì  San-Minlato  e  della 

^,  popoli.  Ma  cuiesto  Ciislellu  nelPiinnu  t38(S  Versìliii.  —  Fed.  S^tommo  nel  Val-d*Arno 

(-.cru  diruccalo  e  ridolio  a  castellare j  sììlv.o-  inferiore. 

"me  lo  dichiara  un  istniracnto  del  aa  sett.  VIGIANO,  o  VISANO   nella   Valle   del 

..di  quell'anno  rogato  nel  popolo  di  S.  Bar-  Senio  in  Romagna.  —  Fed.  VnAiio. 

^  tolommco  a  Viesca,  in  cui  trattasi  della  ven-  VIGLIANO,  o  VILLIANO. — Non  meno 

^  diU  talla  di  una  vi<;na  posta  nel  popolo  di  di  tre  Gis.  col   nome  di   f^igUano ,  oltre 

l  S,  Bartolo  a  Fiesca  in  luogo  detto  il  ca-  1*  antico  Filiano  che  ha  servilo  di  nomi- 

^  siciiare,  per  il  prezzo  di  144  fiorini  d*  oro  goolo  alla  pieve  del  Montale,  mi  si  presen-* 

di  conio  fior.  — (  AacH.  Dipii.  Fioa.  Carie  tano  nella  Toscana  Granducale  ;  cioè  il  ^i- 

'*é€ÌVArte  di  Calimala,)  glifMO,  o  rUiano  di  Hignano;  il  Figliano 

Quando  (lerò  la  parr.  della  diruta  chiesa  della  Casellina  e  Torri ^  ed  il  Figliano  di 

di  S.  Bartolo  fosse  soppressa,  io  lo  ignoro.  Barberino  in  Fal»d*  Elsa. 

L'attuale  cura  di  S.  Pietro  a  Viesca  nel  11  primo  Cas.  è  nella  Com.  e  popolo  di 
i5ai  dal  Pont.  Leone  X  fu  amroensata  iu-  Rignano,  Giur.  del  Pontassieve  ,  Dioc.  di 
•ieme  con  i  suoi  beni  al  capitolo  della  Ba-  Fiesole,  Comp.  di  Firenze. — Di  esso  tace- 
«lica  di  S.  Lorenzo  in  Firenze.  va  ricordo  un  istruroento  dell' aprile  io85 
11  po^iolo  di  S.  Pietro  a  Viesca  nel  i833  appartenuto  alla  Badia  di  Monte  Scalari,  ora 
contava  414  abit.  34  dei  quali  entravano  ncWArch.  Dipi.  Fior,^^  11  secondo  ra- 
nella vicina  Cumunilà  di  Figline.  gliano  consiste  in  una  borgata  della  can 
VIESSA  m  VEIVGHERLTO.  —  Fed.  di  S.  Martino  alla  Palma,  Com.  della  Ca- 
Ybma  nella  Valle  del  Savio  e  VEioBiarro,  sei  lina  e  Torri,  Giur.  della  Lastra  a  Sigaai 
Comunità,  Dioc.  e  Comp.  dì  Firenze;  e  di  cui  fanno 
VlGESIMO  (BADIA  di)  in  Val-di-Sieve.  menzione  alcune  membrane  della  Badia  a 
^  Fed,  Badia  di  Viguuio.  Settimo  e  del  Mon.  di  Cestello,  pur  esse 
FiGBsiMo  (  S,  PiBTMo  A  )  Ora  Castui-  neiry^rcA.  Dipi,  Fior. 

"EwLàMCO  DI  sotto  nel  Val-d* Arno  inferiore Più  noto  di  tutti  è  il  teno  Figliano^ 

Ved.  Cabtkl  FmAMCo  disotto,  dove  fu  detto,  che  dà  il  titolo  ad  un'antica  eh.  parroc- 

che  air  Art.  Cappumo  io  ero  in  dubbio,  se  chiale  (  S.  Lorenzo  a  Figliano^  o  Fi/ia- 

alla  eh.  di  S.  Pietro  a  Cappiano,  o  piuttosto  no)  nel  piviere  di  S.  Pietro  in  Botolo,  Com. 

•li*  altra  di  S.  Pietro  a  Castelfranco  di  Sotto,  e  circa  due  migl.  a  maestr.  di  Barberino 

distante  appunto  circa  ao  migl.  da  Lucca,  di  Val -d'Elsa,  Giur.  di  Poggibonsi,  Dino, 

potesse  mai  riferire  quella  di  S.  Pietro  a  e  Comp.  di  Firenze. 

rigesimoj  della  quale  è  fatta  menzione  in  La  più  antica  menzione  di  questo  Fi-* 

Bohe  carte  deWAreft,  Arci^,  di  Lucca  an-  gliano  si  trova  nell*  istrumento  dì  donazio- 

teriori  al  mille.  Ora  aggiungerò,  qualmente  ne  del  998  fatta  dal  March.  Ugo  a  fiivore 

della  eh.  di  S.  Pietro  a  Vigesimo  fiiiino  pa-  della   Badia  di  S.  Michele  a  Martun.  -— 

loia  diverse  altre  carte  dello  stesso  Areh,  Posteriormente  ne  parlano  tre  carte  appar- 

una  delle  quali  del  9  giugno  890  e  altra  tenute  al  Mon.  di  S.   Appollonia  riunite  a 

del  97  gennaio  945  in  cui  si  rammenta  la  quelle  dell'ospedale  di  Bonifazio,  ora  nell' 

chiesa  di  S.  Pietro  a  Figetimo  con  i  suoi  Arch.  Dipi.  Fior»^  una  delle  quali  del  6 

beni  e  pertinenze.  febbrajo  dell'anno  1908,  l'altra  del  i3oi. 

Bla  in  una  terza  membrana  del  aO  apri*  e  la  terza  del  i338,  rogate  tutte  nel  popolo 

le  976,  colla  quale  fu  rinnovato  il  fìtto  dei  di  S.  Lorenzo  a  Figliano^  piviere  di  S.  Pie* 

beni  di  essa  parrocchiale  a  favore  del  vi-  tro  in  Bossolo. 

teonle  Fraolmo  che  li  teneva  nel  945,  fli  La  parr.  di  S.  Lorenzo  a  Vigliano  nel 

dkhiara  meglio  la  situazione  topografica  del-  i833  contava  i56  individui. 

In  chiesa  di  5.  Pietro  a  Figetimo,  corri-  VIGNALE,  VIGNE,  VIGNALI,  ■  VI- 

Condente  più  a  Castel-Franco  che  non  a  GNOLA.  —  Sono  nomìgnoli  che  al  pari 

appiano^  mentre  quella  chiesa  si  dice  si-  di  Cerreto,  Querceto,  Jtfeleto ,  Farneto, 

luata  in  loco  et  finihus  Figesimo,  que  ett  ecc.  restarono  a  varie  contrade  dove  quelle 

prope  Arme{h  Gusciana)  et  fiuvio  Arno,  piante  di  buon  ora  allignarono,  e  per  del 

Lo  stesso  livello  posteriormente  fu  con-  tempo  continuarono  a  rivestirne  il  suolo. 

Icrmato,  nel  6  sett.  983,  e  3o  lugl.  991,  dai  Noi  segnaleremo  qui  i  lunghi  di  Fignet- 

leeeoii  di  Lucca  ai  figli  ed  eredi  del  riKonte  le  più  singolari  nella  Toscana,  cioè,  il  ^i- 


7168  T I G  N  V  !  O  N 

gnah  di  À gatti  presso  Armo;  il  ^igmah  Ai  Mnrnnnit,  cioè  di  Cedmm^  d»  Mlk^^ 
di  Moaimfome  ;  quello  di  Maremma  ;  il  d'^ajun^ha^  di  CatO'Lapf^^  ^  ^H^ 
Vignale  til  il  V ignota  nella  Valle  del  Ser-  della  Bocca ,  e  tutto  dò  che  i  Tnevn  é 
chic;  qudli  di  Bibbiena ne\  CasenXino  e  di  Locca  aveviino  d^to  in  rafil<«4l  »lW«f« 
Santa  Croce  nel  Val-d^Anio  inferiore  ecc.    C.  Ugo  ed  al  C.  Tedici  di  lui  padte.  — db 

VIGNALE  DI  AGAZZI  nel  VaWAroo  -mob.  LtcCh.  Fot.  ir.  P.  //.) 
aretino.—*  K\V  Art,  Aoizzi  e  Viokax.b  di         Nel   i338  sotto  di  9  gia^o  il 
AoÀXzi  fu  indicata  non  solo  la  situazione  di    Grherardo  del  fu  Arrifro  &m  Véoo-Ft 
coleste  due  borgate,cioèdii^^assi,  un  quarto    rogò  Tatto  di  concordia  sai  coofioi 
di  roigl.  più  a  pon.  di  fignale^eà  entram-    Tersi  tra  il  Comune  di  Fireoce  «  qa«tk  i 
be  situate  sul   fianco  settentrionale  della    Volterra  rispello  al  distretto  dì 
collina  di  S.  Flora  a  Torrìla,  cui  resta  di-    e  Vignale. 

rimpetto  la  soppressa  caia  di  <S.  Angiolo  a  II  qual  fililo  ci  richiama  a^li  alti 
Capo  di  Monte^  riunita,  come  si  disse  in  Tanno  11 56  institoiti  in  aoa  craa  ^c 
quei  due  Art.  alla  parr.  subutbana  di  S.  pello  al  Pont.  Alessandro  IV  tra  Raaneh^^ 
Crislofano  al  Vignale  di  Aga%iÀ  sotto  la  gli  Uberlini  eletto  di  Volterra  ed  il  Cn» 
pieve  maggiore,  Gom.  Giur.  Dioc.  Comp.  e  ne  di  San-Sfiniato  per  le  prt^jtnsèmà  j» 
circa  roigl.  due  e  mezzo  a  lib.  di  Arezzo.        mosse  da  quel  vescovo  eletto  aopm  t  «isedi 

Questo  Vignale  pertanto  è  diverso  da  altro  di  Camporena,  Vignale  e  Ca9Ul-F^fi 
Vignale  sul  torr.  Cerfone  compreso  nella  Inoltre  fu  scrìtto  nel  costei  di  Vagarne, 
cura  e  distretto  di  S.  Maria  a  Bì vigliano.  li  99  aprìle  del  14  «6,  un  atto  di  coBoapi^ 
La  parr.  di  S.  Cristo&no  al  Vignale  di  fra  i  figli  del  fa  Angelo  «fi  Fraaeesaa  ht- 
Agazzi^  di  padronato  di  molte  fumìglie  di  coppi  di  Firenze  e  diversi  comuorslì  /'/»■ 
Arezzo,  nel  i833  contava  $99  abiU  no  e  Campo*^ena.  (  Aacs.  Dipi..  Fina.  C«% 

VIGNALE  DI  HONTAJONE  nella  Val     delV  Arch,  gen.)  —  Ved,  gli  Art.  ■« 
dXra.  -—  Vili,  già  Cast,  con  eh.  parr.  (S.    tajohe,  e  SAn^MimAto. 
Bartolommeo)  nei  piviere  di  Castel-Falfi,        L^i  parr.  di  S.  Bartolommeo  a   VigmU 
Gom.  e  circa  4  roigl.  a  lib.  di  Monlajone,    nel  i833  contava  169  popolani. 
Giur.  di  San-Minìalo ,  Dioc.   di  Volterra,        VIGNALE  LUCCHESE  sulla  FRJEXS^ 
Corop.  di  Firenze.  NA  nella  Valle  del  Serchio.  -^  Gas. eoe  ci 

Risiede  nel  monte  di  San-Vi  Valdo  in  mez-  parr.  (S.  Martino  )  filiale  della  pieve  él 
zo  a  selve  bagnate  dalle  sorgenti  deXBoglio  Stefano,  nella  Coro.  Giar.  Dioc.  ecifli  4 
degli  Olmi  tributario  dell*  Era.  miglia  a  maestr.  di  Lacca. 

Questo  Vignale  è  designato  sulT  antico  Risiede  sulla  pendice  settentrionale  <1b 
confine  del  territorio  pisano  a  (orma  dei  di*  poggi  che  scendono  alla  destra  della  Cmmi 
plomi  imperiali  concessi  a  quella  repub-  Freddana. —  Cotesto  Vignale,  divmeò 
blica  da  Federìgo  I  nel  ii6t  ,  da  Arrigo  quello  delle  Pizzome,  e  dal  Vigaéta  et 
VI  nel  1 193  ,  da  Ottone  IV  nel  1209  e  da  pìvieredì  Arliaoo, entrambi  nel  Lrfic^ne,é 
Carlo  IV  nel  i355;  sebbene  il  caste!  di  rammentato  in  vane  pergamene  deU* /ni 
Vignale  fino  dal  xi86  fosse  stalo  accordato  itfrciV.di  Lucca  pubblicale  nei  Vol.IffT 
in  fendo  da  Arrigo  VI  come  re  dMtalia  per  delle  Memorie  per  servire  alla  storia  di^ 
metà  ad  Ildebrando  Pannocchiescbi  ve-  Ducato,  mentre  al  secondo,  compteso  od fi- 
scovo  di  Volterra  insieme  con  la  metii  dei  viere  di  Segromìgno,  appella  on  istiun<aa 
paesi  di  Castel-Falfi,  di  Monti gnosOf  di  delgenn.  739.  Né  è  da  confondersi  coi  H. 
Zegoli,  di  Barbialla  e  di  molli  allrì  luo*  gnolà  Lucchese,  di 'cui  si  fece  meiiMi 
ghi  della  diocesi  di  Vollerm,  sembra  però  all'Art.  Macàsio  (S.)edel  qoale  cìAcè 
che  r altra  mela  ^osse  uno  de*  (endi  della  l'ubicazione  una  carta  del  die.  779  fd^ 
nobile  prosapia  pisana  della  Gherardesca.       blicata  nel  Voi.  V  P.  II  delle  Memuint^ 

Infatti  MArt.  Scopeto  di  Vald*  Evola  ste  citate.  —  Ved,  Maoabio  (S.) 
fu  citato  un  atto  del  18  seti.  1109,  col  La  parr.  di  S.  Martino  in  Vignalf  ■) 
quale  un  conte  Ugo  del  fu  C.  Tedice  della  i83a  contava  iSt  abit. 
Gherardesca  rinunziò  a  Rangerìo  vescovo  VIGNALE  m  MAREMMA  fra  la  VaU- 
di  Lucca  la  mela  di  due  castelli  suoi,  Bar^  Comia  e  la  Val  di  Pecora.  — ^  Tevota  eoa 
6fa//a  e  5(70)^/0,  a  riserva  di  ciòche  possedeva  castellare,  denominato  Vignale-Veeeki§, 
iì  C.  U||o  suo  avo  in  detti  Inoflii  e  nelle  corti   dove  fa  nna  oh.  pl^na  (S.  Vito }  da  hofk 


V 1 6  N  V 1 6  N  769 

taiaiio  diruta  e  riunita  tlla  pieve  di  S.Anilrea        Anche  %\TJrt,  Scivanio  (Paduui  m)  fti 

a  Valli,  ora  (li  S.  Leopoldo  a  Follonicu,  nel-    citalo  il  Brftfa  o  Staluio  pisano  del   i»65» 

la  Cora.  Giur.  Dioc.  e  circa  9  migl.aoctro-    tippcllato  del  conte  Ugolino,  nel  quale  jì 

lìb.  dì  Massa- Mari  II  ima,  Comp.  di  Grosseto,    rdoiincnla  il  Com,  di  Vignale  di  Marcm- 

Fra  le  memorie  superstiti  di  queslo  Vi-    ma,  per  il  cui  tcrrilorio  (wssava  un*  antica 

gnale  fu  pubblicalo  di  corlo  nelle  Memok.     Via  {  forse  Y  Emilia  o  Àurelia  nuo^a.) 

'  LuGca.  (Voi.  V.  F.  Ili)  un  islrumeulo  del        Gii)  sentenza  [kiì  del   18  maggio   1369 

17  nov.  980.,  allorquando  Guido  \escovo    (a  stile  pisano)  il  |»ossesso  dìCasa-Lappij 

'   4i  Lucca  trovandosi  costà  nei  beni  della  sua    stato  oppignorato,  o  ipotecalo,  da  donna  Ber* 

'    Bensa,  in  loco  et  Jtnibus  Cornino  ubi  di-    uarda  de*couli  dtDouonitico,fu  aggiudicato 

•-  eiiur  ViniaUj  allivellò  molli  effelti  della    al  dello  Gherardo  creditore  per  rimborso  del 

piere  di  So^igUana  al  conte  Ildebrando  fi-    non  restiluilo   capitale  di  fiorini  cento ,  e 

■   flio  del  fu  conte  Gherardo.  dei  frulli  scaduli. —  Véd,  Gasa-Lappi,  Lo- 

Uno  degli  alti  relativi  parimente  a  co-    ekxbo  (Ga«tci.  Sah)  e  Rocchi  a  Pjìlmmnto^ 

-  tetto  Vignale  fu  pubblicalo  dal  Muratori        Questo  documento  archetipo  basterà  per 

nel  Voi.  Ili  delle  sue  Ant,  del  Medio  Evo,    sé  solo  a  distruggere  lutto  il  fatto  ri()ortato 

Emo  fu  rogato  in  Pisa  li  19  giugno  del  II 39,    dal  Tronci  nei  suoi  Annali  pisani  sotto  1* 

(«  stile  co/7iu/itf)  air  occasione  che  un  conle    anno  1359  C^'^'^e  comune)  ed  accresciuto  di 

Ildebrando  figlio  di  altro  C.  Ildebrando  alle-    un  favoloso  racconto  dal  P.  Gesaretti    nella 

■ò  la  mela  de' beni  che  egli  per  eredità  pa-    sua  istoria  di  Piombino  (T.  1    pag.   85  e 

tema  e  materna  possedeva  in  Vignale.  — <-    segg.)  tosto  che  Vignale- Vecchio  esisteva 

Aache  nel  privilegio  concesso  nel  maggio  del    anche  nel  i368,  quando  manlenevasi  capo- 

laii  dair  Imp.  Federigo  11  al  conte  llde*    luogo  di  una  Gomunilà  ,  della  quale  faceva 

brando  di  Soana,  sono  nominali  Ira  i  feu-    parte  non  solo  la  sua  pieve  di  S.  Giovanni 

iLitarìi  di  quel  conle  un  Gherardo  di  Vi-    e  S.  Vito,  ma  ancora  la  cura  di  S.  Andrea 

gnaUf  ed  un  Guatfredo  suo  fratello.  a  Valli  e  la  contrada  di  Follonica. 

Gilesti  nomi  ci  richiamano  air istrumen-  AH*  Art.  Massa- MAaimMA  (Diocesi  di) 
io  del  II  09  citato  agli  ^rf.  Scopeto  in  Val*  rammentai  un  istrumenlo  del  a  5  maraoikaS, 
4*£vola  e  Vignale  DI  MoKTAjOHE,  allo  a  scuo-  nel  quale  fu  falla  menzione  di  una  pieve  e 
prircì  in  quel  Gherardo  di  Vignale  ed  in  Cast,  di  Valle-Aspra  situato  nel  territorio 
^uel  d<a//re<fo  due  individui  della  illustre  Populoniense,  dalla  qual  pieve  probabil- 
famiglia  della  Gherardesca.  mt-nle  prese  il  nome  una  delle  porte  attuali 

Arroge  a  ciò  un  islrumenlo  inedito  dell'  della  città  di  Massa-Mari Uima. 
Arch^  Dipi,  Fior,  proveniente  dal  conven^  Fresentemenle  di  cotesto  Vignale  porta 
lA  di  Nicosia  presso  Calci.  È  un  rogito  scrii-  il  titolo  una  \asta  tenuta  della  nobil  faini- 
to  in  Pisa,  nel  18  maggio  del  1369,  col  quale  miglia  Franceschi  di  Pi»a  che  ha  la  casa  di 
donna  Bernarda  del  fu  Tedice  conle  di  Do-  attoria  circa  tre  miglia  a  lib.  del  castello 
■oratico  e  vedova  di  Tinaccio  della  Rocca  distrutto  di  Vignale- Vecchio,  ben  diverso 
avera  preso  a  mutuo  fìno  dal  16  giugno  dal  luogo  di  tranciano  esistcule  8  uiìgl.  a 
1 366  (  a  stile  comune)  fiorini  cento  da  Ghe*  pon.  della  Pie^faccia  di  Vignale,  dalla  qua* 
nrdo  del  fu  scr  Baldo  da  S.  C  issiano  a  Set-  le  la  fattoria  di  Vignale-Nuo90  trovasi  quasi 
timo  col  patto  che,  non  restituendo  il  ca-     5  migl.  lontana. 

^Uie*  dopo  un  anno  il  creditore  potesse  op-  Lungo  la  strada  regia  EmiliOf  la  quale 
pigaorarealladebilrice,  per  ritenere  nel  caso  passa  in  mezzo  alla  tenuta  di  Vignale, eàm 
d*  insolvibilità  in  sua  proprietà  le  due  terze  breve  distanza  dalla  casa  di  fattoria,  nel  ri- 
parti  di  un  possesso  valutalo  fiorini  aoo,  £ire  più  grandiosa  quella  via,  verso  il  i83a, 
•Ululo  nel  Comune  del  Castel  S.  Lorenzo,  furono  scoperti  molli  avanzi  di  fabbricalo 
ia  luogo  appellalo  Casa-Lappi,  La  qual  distribuito  in  diverse  piccole  camere,  tutte 
tenuta  di  Casa-Lappi  allora  confinava  a  i  .^  impiantite  a  mosaico  di  marmi  bianchi,  rossi 
con  il  territorio  comunitativo  di  Su\fereto\  e  di  altri  colori  variamente  disegnati,  talché 
a  d.^con  il  Comune  di  Campi  glia  (nel  quale  alcuno  dubitò  che  quell*  edifìzio  avesse  ser- 
%ÌXua\nìtiìie Casa-Lappi  è  campres(j);  a  3.^  vito  ad  uso  di  bagni,  derivati  forse  da  una 
con  il  Comune  di  Vignale  (cui  spelta  il  pò-  qualche  polla  smarrita  di  acqua  fermale  che 
polo  di  Valli  e  Follonica);  e  dal  4.°  lato  con  scaturiva  ivi  presso.  «^  Ved,  FollOiica  e 
U  Icrriloriu  del  Comune  di  Mtontione,  Valu  di  FoLLoaicA. 


T70  V I G  N  V 1 0  N 

FtoifjLB  In  ValiU-Elsa.  —  Cas.  che  fa  Non  Mpm  due  fé  q«eito  ^igmk,  § 
nel  piviere  di  S.  Pietro  in  Bossolo,  Com.  FignoUy  prendeste  U  titola  da  ■■&  fi|ft 
di  Barberino  di  Val«Ji.Elsa,  Giur.  di  Pog-  nuova  che  neir  estentione  di  i«  «linfa  f» 
gibonsi,  Dioc.  e  G>iDp.  di  Firenze.  pianure  nel  principio  del  secolo  XI  Be» 

Molle  carie  della  Badia  di  Passignano,  berto  vescovo  di  Arczso  presso  aHn  n^ 
ora  neir  Arch,  Dipi,  Fior,  mmineatano  posta  in  Campo  Maggio^  nd  dalfcOB  é 
qneslo  frignale  di  Val  d*£isa,  una  delle  Bibbiena»  e  che  poi  lo  stesso  prelato  od  r^ 
quali  del  ag  aprile  io56  scriUain  Firenze,  rinunziò  a  favore  della  Badia  di  ful^ 
altra  del  i8  ottobre  1073  rogala  in  frigna-  So  bene  che  da  questo  Figm^U^  ofì. 
Ity  una  terza  del  37  dicembre  1093  scrilla  gnoie^  prese  il  vocabolo  tina  cappelli  ab 
in  Monte  Gorboli,  ed  una  quarta  con  la  data  l' invocazione  di  S.  Nioooló,  deRgnali  fa 
del  6  lug.  I  lag,  nella  Badia  di  Passignano.    le  soccursalt  della  ptere  di  Bibbiena  ìaaB 

VIGNALE  DI  SANTACROCE  nel  Val-  bolla  del  Pont.  Adriano  IV  del  iiHò. 
d'Arno  inferiore.  —  Subborgo  occidentiile  portata  dagli  Annalisti  CamaldolcM,  e  e» 
di  Santa*Groce  dove  fu  una  delle  sue  chiese  fermala  a  quei  pievani  nel  1*07  dal  hm. 
parr.  (S.  Tommaso  al  frignale)  nell*  antico    Innocenzo  111. 

piviere  dì  S.  Maria  a  Monte,  Com.  di  San-        Finalmente  è  quel    ^gmmÌ€  meìm  • 
la-Crooe»  Giur.  di  Castel -Franco  di  Sotto,    J?i66ieia  che  con  privilegio  del  1 356  Ffaf. 
Dioo.  di  San*Minjato,  un  di  Lucchese,  Comp.    Carlo  IV  conccsM  al  Comone  di  ArosoL 
di  Firenze.  f^iaii^LB  ut  CjruGLt^  nel  Vakf  J^ 

La  rimembranza  di  cotesto  FignaU  è  no  superiore.  —  Gas.  che  th  nd  piviarc 
forse  la  più  antica  fra  quelle  finora  rammen-  Com.  di  Civriglia,  Giur.  di  San  GiniiMÌ, 
tate  ;  poiché  conservata  in  una  membrana  Dioc.  di  Fiesole ,  Comp.  <ii  Siena, 
archetipa  deir^^rcA.  Arci^,  Lueeh,  del  1  a  Risiedeva  cotesto  luogo  sul  lonr.  Mkfmt 
novembre  anno  794 ,  pubblicala  di  corto  siccome  lo  dichiara  naa  carta  del  t6  mmt 
nella  P.  II  del  Voi.  V  delle  Memorie  per  io56  {stile  comune)  scritta  in  Fifa»  e 
servire  alla  storia  del  dello  Ducato.  pubblicala  dalfabate  Camici  nella  saa  Opa 

Trattasi  di  un  testamento  rogato  in  Lno-  mila  continuazione  dei  March,  di  Toùt 
ca  e  dettato  da  un  infermo  ragazzo  per  no<  Vighalb  dì  Luùkajm  nel  Val-d*  Aa» 
me  Adaldo  figlio  di  Walperlo  che  giusta  la  fiorentino.  —  Gas.  esistito  oe!  popolo  é 
costituzione  del  re  LiutfHrandoinstiluì  erede  Legna ja  ,  Com.  predetta,  Gior.  dd  Gafls» 
suo  universale  la  cattedrale  di  Lucca,  alla  10,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze. 
qnale  lasciò  fra  i  beni  proprj  la  sua  casa  Un  istmroenlo  del  ad  nor.  ii6<\  ripr 
dubitazione  posta  111 /otfo^rme  (Gusclana)  lato  dal  Lami  nelle  Memor,  Eed.  Pkr. 
unitamente  ad  un  p<>dere  con  casa  colonica  alla  pag.  to65,  fu  scrìtto  in  Xi^— ras,  sii 
posto  in  loco  f^iniale^  ed  altra  casa  massa-  ei  frignale  90catur, 
rizia  situata  nello  stesso  luogo  d^Arme^  con  Probabilmente  appella  allo  stesso  ^^e- 
altri  beni  nel  distretto  di  Barga  e  altrove.    /•  un  allo  scritto  nel  5  febb.  del  99«a^ 

Nella  bolla  poi  concessa  nel    11  So  dal    vore  della  mensa  fiorentina ,  col  <pta]e  b 
Pont.  Eugenio  HI  al  pievano  di  S.  Maria    fetta  una  donasione  al  santo  vescovo  Fo<^ 
in  Monte  si  cita  per  prima  cappella,  o  prioria    riportato  dallo  stesso  Lami.—  {ìpì  p.  141*., 
di  quel  piviere,  la  chiesa  di  frignale,  che  fu        Un*  altro  frignale  presso  la  Badia  a  Sn> 
eziandio  una  delle  quattro  cure  di  Santa-    timo  nella  Com.  della  Casellina  e  Tonte 
Croce.  Di  essa  fece  più  volte  parola  Giovanni    rammentato  in  diverse  membrane  appil» 
Lami  nel  suo  ffodoeporicon  dove  riporta    nule  a  quel  monastero,  ora  neir.^cA.i^ 
le  parole  di  una  sentenza  dei  giudici  dele«    JFior.  fra  quelle  di  Cesteììo, 
gali  dal  Pònt.  Innooeozo  III,  prononziaU       VIGNALE  (MONTE).  —Tmé.  Ymmm 
nel  II  di  nov.  1 199*  in  cui  si  rammenta  la    rx  in  Val-di*Bfagn. 
parr.  di  S.  Tommaso  al  ngnaU.  —  Fe(L        VIGNANO  jmjm  MASSE  S.  MABUSD 
dAirrA-Caocs  nel  Val-d*Arno  inferiore.  in  Val-d*Arb&a.  —  Gas,  con  cb.  patr.  '& 

VIGNALE,  o  VIGNOLE  m  BIBBIENA  Agnese)  cui  furono  annessi  •  popoli  di  SI 
nel  Val-d*  Arno  caseniìnese.  —  Gas.  che  Giorgio  a  Papajano,  e  di  Sw  Slefeno  a  ^ 
diede  il  titolo  ad  una  delle  antiche  cap-  corile,  nel  vicarialo  foraneo  del  BoaaiWi 
pelle  (S.  Niccolò)  del  piviere,  Com.  e  Giur.  Com.  delle  Masse^^.-Msrlino,  Giwr.  Ihoc 
di  Bibbiena ,  Dioc.  e  Comp.  di  Arezw.  Gomp.  e  cima  due  migL  a  gmc.  di 


V I G  N  V I G  N               T71 

TrofMÌ  eotesta  chiesa  sulla  cinia  di  una  Caiola,  Giur.  ili  Fi\izzano,  Dìoc.  ili  I\>d- 

¥iga  eoli  ina  lufiicea  dove  fu  un  palazzo  a  tremoli,  vili  di  Ijiini-SHrziina,Comp.  di  Pisa, 

guisa  dà  foriilizio  dello  oggi   Vi^nanttne^  Risiede  Fifineta  sul  fìnnco  meridionale 

preso  e  abbandonalo  nello  stesso  anno  i554  dell*  Appennino  dello  VAipe  di  Mommio^ 

dagl'Imperiali    mentre  assediavano  Siena,  presso  la  fli>cosc(*Sii  ripa  destra  della  fiuma- 

Allnalmente  F'ignanone  è  villa  de*  signori  na  A  niella  ^  mezzo   migl.  innanzi  che  la 

Ginughi  di  Siena  Ganchcggiata  a  grec.  dal  medesima  si  accresca  del  Iribiilochegti  reca 

lorr.  Boiffione,  e  a  lib.  dal  Riluogi).  dalle  pendici  occidentali  del  Monle  Tea  il 

Nel  secolo  XIV  Vignano  era  un  ci>munelIo  lorr.  Tassonara, 

delle  AlasM-S.'Jllartino  provvisto  del  suo  sin-  Nel  visitare  la  cappella  di  Vignet»  vi  ri- 

daoo.  La  chiesa  di  S.  Agnese  a  frignano  è  trovai  una  vaschetta  di  macigno  murata, 

nmroentata  io  una  bolla  del  Pont.  Alessan-  della  misura  antica  d-i   olio,  consimile  a 

dm  111  spedita  nel  ii65  a  favore  delle  roo-  quella  esistente  nella  pieve  di  Palaja  ,  tal- 

nache  tuburbane  di  S.  Abundio.  che  dubitai  che  costà  in  f^igneta  esistesse 

Il  quadro  di  S.  Agnese,  portalo  in  que-  una  volta  la  sua /'l'ette ,  comecché  la  medesi- 

ifai  chiesa  dal  Mon.  di  Monte  Oliveto  Mag-  ma  sia  slata  indicala  col  vocabolo  di  Of- 

gìoni  è  lavoro  delicalissimo  del  Cav.  Fnn-  fiano  dalle  bolle  pontificie  di  Eugenio  111 

Cesco  Vanni.  (i  149)  e  d*  Innocenzo  III  (  iioa  )  dirette  ai 

Sui  fianchi  di  cotesla  ridente  collina  si  vescovi  di  Luni. —  /''^er/.  OFnAifO(PfEvBDi). 

Ingrano  la  villa  di  Vignano  che  fu  del  dotto  VIGNOLA  (PIEVE  di)  nella  ValnliMa- 

Guido  Savioi,  ora  dei  signori  Pippi,  archi-  gra.  —  Pieve  antica ,  tralasciata  ali*  Are. 

tettala  dal  Cav.  Fontana,  ed  il  contiguo  Dine,  m  Postremoli,  sotto  1* invocazione  di 

Poggio  a  Pini  adorno  di  lago  artificiale,  S.  Pancrazio,  nella  Com.  Ginr.  e  circa  migl. 

di  un  vago  giardino  inglese  con  villa  e  cap-  i  I/3  a  m.iestr.  di  Pont  remoli,  Dioc.  mede- 

pella  annessa,  ridente  possesso  del  conte  Vec-  sima,  già  di  Luni-Sarzana,  Comp.  di  Pisa, 

chi  di  Siena.  Giace  presso  la  base  meridionale  del  mon- 

Olire  il  Poggio  a  Pini  si  uniscono  alla  lo  Molinai ico  sulla  ripa  desini  della  fiumana 

coliina  di  ^i^mmo  mediante  i  torr.  Bolgio-  Verde  [toco  innanzi  che  a  questa  si  mariti 

*e  e  Hiluogo,  a  ostro  i  colli  di  S.  Regina  il  lorr.  Beiigna, 

e  di  ^ai-di'Pugna^  a  seti,  quelli  deirOs>  Se  pure  non  era  cotesla  la  pirvc  de  f^i- 

vanzae  di  ^ico^i^/tn, sopra  yico-Bello^aX  neota  di  gius[)adronato  «lei  March.  OI>erto, 

a  pon.  i  b;islioni  orientali  della  cillà  di  Sie>  che  nel  998  la  rinunziò  con  altre  Ire  chiese 

na  che  girano  intorno  al  ripido  sprone  del  baltesimali  della  diocesi  di  IjUuì  a  quel  ve- 

oonvenlu  di  S.  Francesco.  scovo;  0  se  il  suo  cas^de  non  corrisponde  al 

Il   popolo  di  S.  Agnese  a   Vignano  nel  Venegla  del  contado  Lunense  che  1*  Imp. 

1833  noverava  385  abit.  Arrigo  111  nelPanno  1077  confermò  ai  mar- 

VIGNE  DI  B4RGA  nella  Valle  del  Ser-  chesi  Ugo  e  Folco  fìgli  del    March.  Azzo 

chic.   -^-  Ckintrada  nota  sotto  il  vocabolo  d'F^te,  non  lascia  dubbio  però  che  la  pieve 

generico  di  Vigne  per  i  vigneti  che  si  colti-  di   Vignala  sia  la  medesima  dai  Pont.  Eu- 

Vano  sulle   |>endici  meridionali  dei  poggi  genio  IH  eil  Innocenzo  III,  nel  1 149  e  1202, 

inferiori  di  Barga  alla  desini  del  torr.  Cor-  coniérmaia  alta  cattedrale  di  Luiii  con  tutte 

tanna  nei  pofioli  di  Albiano  e  Caslel-Vec-  le  rap))elle ,  beni  e  giurisilizioni  sue.  — - 

ehioy  Com.  Giur.  e  circa  un  migl.  a  maestr.  (Ughelli,  ital.  sacra  in  Epifc.  Lunens.) 

di  Barga,  sotto   la   Dioc.  di  Fisa,  già    di  Ui  pieve  di  S.  Pancrazio  a  Vignala  nel 

Lucca,  Comp.  pisano.  i833  contava  570  abit. 

Le  vigne  infatti  del  Barghigiano  danno  VIGNOLA  (  ^meo/a)  dp.i.i.b  B4LZEneI- 

uo  vino  spiritoso  e  squisito  fni  quanti  con-  la  Valle  superiore  del  Teveie.  — Gas.  dove 

ì*r  ne  possa  tulla  la  Garfagnana.  fu  l'antica  pieve  di  S.  Maria  alle  Balte^^k 

VIGNE  (PIAN  TRA)  nel  Val-d*Arno  su-  detta  in  Vignala,  in  luogo  appellato  tutto- 

periore.  —  Ved.  Puk.Tr*-Vionk.  ra  la  Pie^e-V^clùa,  nella  Coro,  e  circa  6 

VIGNETA  in  Val-di-M;igra.  —  Vili,  con  migl.  a  scir.  di  Vcrgherelo,  Giur.  di  Bagno, 

capfiella  sotto  la  eh.  pletiana  di  S.  Pietro  a  Dioc.  di  Sarsina,  Ounp.  di  Firenze,  giù  di 

Of fiano,  la  quale  esìste  in  dstiglioncello  Arezzo.  —  Vfd.  1ìai/>(S.  Mabia  ai.lk). 

circii  unquarlo  di  migl.amaeslr.  di /^^i^ie-  VIGNt)Ii\  LUl^CHKSK  nrlla  Valle  del 

<Uf  uclla  Com.  e  mezzo  migl.  a  settentr.  di  Serchiu.  —  Olire  «pianto  fu  detto  agli  Art. 


772  VIGN  TIGK 

MAflAiio(8.)«ViQiiAui  Looomftii|giaiifariu  Cll<W  hi  fcron  della  Bi&  41  Aali-ri 

che  al  Vi^nola  «Il  S,  Macario  rlferìsice  una  dabilando  che  poteiae  rìfierira  adallco 

carta  del  die.  779  pubblicata  nel  Voi.  V.  di  CarpinMa  nel  coot»lo  Bolo^acK 

P.  II  delle  Mmom.  Lpcca.,  con  la  quale  il  resta  da  aggivogere,  ch«  ancbo  ad 

oherico  Locifero  abitnnle  nel  Gas.  di  Casta-  di  Reggio  in  I/>nìhardia  vi  (a  qb 

5110/0  permutò  jcol  oherico  Filippo  reltore  di  proprietà  del  March «Bo«Uaak> e  JeisM 


della  cappella  di  S.  Regolo  a  Filetta  alcuni  figliii  contessa  Matilde,  la  quale  rìsde^»  I 

suoi  beni  posti  di  Ik  dal  torr.  Contesola  sta  nella  rocca  di  CarpineSo  òtakto  k» 

presso  il  rio  Cerehia^  ricevendo  in  cambia  casa  dominicale,  quando  ìtì  sei  si 

altri  efifelti  situali  in  Castagnolo,  ecc.  del  1114  pronunziò  un  altro  piacila. 

La  cappella  di  Filetta  nel  catalogo  delle        Rispetto  poi  al  rigaoìe  di   Ti 

chiese  di  quella  diocesi  »  scritto  nel  ia6o,  si  presenta  un  istrumenloJel  9osctt.nM, 

trof  asi  sotto  1*  invocazione  di  S.  Pietro,  seb-  col  qoale  Ranieri  da  Fìgmoie^  stando  mh 

hene  non  comparisca  altrimenti  nel  sinodo  eh.  di  S.  Bartoloromeo  di  Tìsaana  rinan» 

lucchese  dell*  anno  1 736.  ad  Atto,  santo  tcscoto  di  Pistoia,  per  la  m 

FianoLd,  o  Figsolo  a  Sette mo  nel  Val-  cattedrale  ogni  ragione  che  aree  potcase  sopn 

d*  Arno  pisano.  -»  Gas.  perduto  dove  fa  il  Cast,  e  distretto  di  Tizzana  ,  come  aaér 

una  chiesa  dedicata  a  S.  Martino  nel  pi-  sopra  il  Cast,  e  borgo  di  Baccberdow 
TÌeredi  S.  Cassiano  a  SettimOi^Conuecirca        Aggiungasi  un  atto  spellante  alTO^ 

due  raigl.  a  pon.  di  Cascina,  Giur.  di  Poo-  di  S.  Jacopo  diPisto}a  del  14  aanotiii^ 

tederà,  Dioc.  e  Comp^  di  Pisa.  in  cui  trattasi  della  vendita  di  nn  pcnaé 

Fra  le  memorie  superstiti  della  chiesa  di  tem^  posto  nel  terrilorìadi  ^f^sofeiaha- 

S.  Martino  a  Fignoia,  alias  a  Settimo,  ci*  go  appellato  5.  Pietri   at  CmittUo,  — 

terò  una  carta  del  io  maggio  819  (stile  co*.  (  Aaca.  Dipl.  Fioa.  Carte  del  Fesea^tÈs  e 

nrnne)  pubblicata  dal  Muratori  nel  T.  Ili  deW  Opera  di  S,  Iacopo  di  Fist^^y 
delle  sue  Jut,  Medii  Aevi  relativa  ad  una        Forse  era  cotest*  ultimo  loogo  nel  disfcsi' 

epfiteusi  di  beni  spettanti  a  detta  chiesa.  todi  Vignoie,\kàoie  dicesi,  ai  Santo,  in  ii- 

VIGNOLE  m  TIZZANA  nella  Valle  dell*  tra  merabnna  del  3  gena.  136?  appi». 

Ombrone  pistojese.  •—  Contrada  popolosa  nula  agli  Olivetani  di  Pistoja«ocaiieQ*JÌrcA 

che  abbraccia  due  cure  diverse  (S.  Biagio  Dipl,  Fior.  (Zac.  atV.) 
a  Fignole  e  S.  Michele  a  Fignole,  altri-        Anche  due  earte  deir*Arcb.  vescovile  é 

menti  detta  a  Carpineta)  ffocsì»  nel  piviere  detta  città  del  7  dicembre  i385,  edd  tS 

di  Tiziana,  quella  sotto  la  pieve  di  Quarrala,  genn.  1)96  dichiarano  compresa  ndUcoa- 

entrambe  nella  Cnm.  di  Tiziana,  da  cui  dì%  tra^a  di  FHgnole  la  chiesa  de*  SS.  laonp  e 

stano  fra  le  due  e  le  tre  migl.  a  sett.,  Giur.  Filippo  {alla  Ferrureia)  posta,  in  ba^ 

e  Dioo.  di  Pistoia,  Comp.  di  Firenze.  chiamato  al  Santo  di  Monna  Ferrmeòa, 

Sono  due  popoli  situali  alla  sinistra  delP        La  cura  di  S.  Biagio  a  Fìgaole  nel  18U 

Ombrone  pistojese,  S,  Biagio  alla  manca  conlava  473  abit. 

della  strada  regia  che  guida  a  Pistoja,  e  «9.        Quella  diS.  Michele  a  Fìgnolt,  01  Ca^ 
MicMe  alla  destra  della  via  medesima,  pò-  pineta  nelPanno  medeùmo  STcra  9S7  pa- 
co lungi  ambedue  dal  torr.  Dogaja  che  la  polant. 
Tia  regia  attraversa  nel  distretto  di  Fignole,        VIGNONE  e  suoi  BAGNI  nella  VaUTO- 

Se  fosse  specificata  robicaiione,  si  direbbe  eia.  —  f^ed.  Bachi  m  VuuroaK. 
che  a  questa  contmda  di   frignale  riferisce        F'siéiMiio  in  Val-di-Cecina.  —  F'ed,  ft- 

un  placito  pronunziato  in  Pisto^  nel  nov.  Lì/tt^o  di  MoHTa-CAsrcLLi. 
del  1 046  dal  conte  Wiberto  messo  dell*  Irap.        VILI  ANO,  o  VIGLIANO  (PIEVE  mìad^ 

Arrigo  IH  per  delibemre  alcune  cause  ap-  la  Valle  deir  Ombrone  pistojese.  —  Pien 

peliate  al  trono,  in  una  delle  quali  si  ram-  antica  sotto  l*  invocazione  di  S.  Gtovaasi 

menta  un  Vignole,  o  Tignale.  -—  (Anca.  Evangelista  nella  Coro.^  Giur.  e  popolo JH 

DfpV  Fioa.  Carte  del  JHon,  di  S.  Barto^  Montale,  Dioc.  di  Pistoja ,  Gomp.  di  F^ 

lommeo  di  Pistoja,  — „  (  Mvhat.  Ant,  H,  renae. 
Aesfi  T.  HI.)  Della  pieve  di   niiano,  o    Figliamo  • 

Air  Art.  Cartinkta,  o  Carpiukto  nella  trova  fatta  menzione  fino  dal  secolo  X  aa- 

Valle  dell*  Ombrone  pistojese,  citai  un  pia-  co  innanzi  il  privilegio  concesso  uri  a5  fe^ 

cito  pronunzialo   daHa  gran  contessa  Ma-  braio  997  dell*  Imp.  Ottona  Ul  a  fa  vote  dcr 


VILI  V I  L  L               773 

la  meo»  Vfsoofile  di  Pistoja  cui  confermi^  ve  il  ilistruUo  iHon.  di  S.  S;itvatorc  iu  Agna^ 
tulli  ì  suoi  bcui  e  pievi,  fra  le  quali  culc-  P  or.ilorio  di  S.  Maria  alla  «S//ii7i"a  ;  e  quel- 
ita ili  S.  Giovanni  a  Filiano.  avvegnaché  1<»  di  S.  Antonino  alla  Villa  Sozzifanti . 
io  due  islrumeuli  del  die.  958,  e  del  marzo  Si>ellano  alla  cura  di  Fognano  l'oratorio  di 
984  ti  raroroenla  il  Gas.  di  Fognano  nel  S.  Alberto  al  Colle  dei  conti  Rirdi,  ora 
lerrìlorio  della  pieve  di  S.  Giovanni  in  Vi-  Guicciardini,  e  iìmno  parte  della  parr.  di 
fiaao.  —  (AacH.  DiPL.Fioa.  Carte  del  Ca-  S.  Maria  a  S.  Jiato  gli  oratorj  di  S.  Lu< 
pitoio  di  Fistola),  —  Inoltre  nel  2  5  giù-  eia  de*  Fabroni^  di  S.Carlo  alla  trilla  del- 
|00  del  1086  un  tale  Siifredo  stando  presso  le  Celle  de*  Fahroni^  e  la  cappella  di  S. 
b  eh.  plebana  di  Viliauo  dett»  un  atto  di  Tommaso  (5.  Nato)  che  fu  di  padronato 
donaiione  a  favore  della  cattedrale  di  Pi-  del  Mon.  di  S.  Bartolommeo  di  Pistoja. — 
ttoja,  cui  lasciava  tutte  le  corti,  chiese,  c^i-  f^ed,  Montalk. 

ilclU  e  beni  che  egli  possedeva  nel  conta-  La  pieve  di  S.  Gio.  Evangelista  a  ^iV/n/io, 

do  pistoiese. —  ( /oc.  ct7.  )  o  al  Infantale ^  iìe\  i833  aveva   17G7  abit. 

Hispetto  al  giuspadronalo  antico  di  co-  VILLA.  —  A  molti  casali  della  Toscan» 
tCila  pieve  dissi  al T Art.  Moutalb,  qualnien-  è  restato  il  semplice  nome  generico  di  Prilla, 
le  eno  nel  principio  del  secolo  XII  appar-  dei  quali  sarebbe  impossìbili?,  e  <Iirò  anche 
teneva  ai^cooti  Guidi.  —  Tale  lo  diede  a  co-  cosa  inutile,  l*  andarne'  in  traccia  per  ripc- 
noMere  un  istrumento  del  febbraio  11 08,  terli  in  questo  luogo.  —  Mi  limittrrò  per^ 
col  quale  il  G.  Guido-Guerra  figlio  di  al-  tanto  a  quelle  sole  faille  che  danno  o  che 
troC.  Guido  confermò  alla  pieve  di  S.  Gio-  diedero  il  titolo  ad  un  qualche  popolo,  ed 
Tanni  Evangelista  in  f^iliano  la  donazione  a  quelle  che  conservano  un  vocabolo  spe- 
dila alla  pieve  medesima  dal  C.  Guido  di  cifico ,  le  quali  saranno  qui  appresso  in- 
lot  genitore;  per  la  qual  conferma  il  C.  dicale.  — «  Spettano  alle  prime  i  [)opoli  se- 
Guido  Guerra  ricevè  soldi  venti  dal  prete  guenli. 
Fielro  pievano  della  chiesa  suddetta.  VILLA  d'ACQUAVIVA  in  Val-diChia- 

NelPanno  innanzi  fu  rogalo  nel  luogo  na.  —  f'^ed.  Acqiiavita.  (S.  VirroRiifo  d*) 

Messo  di  Villano  (luglio  1107)  un  istru-  VILLA  d'ACQLAVIVA  e  HANZA  nella 

mento,  pel  quale  un  lale  Raimondo  figlio  Valle-Tiberiua.  —  Oltre  la  villa  di  S,  Fit' 

di  Arrigo  da  Muntemurlo  e  la  di  lui  mo-  torino  ad  Acqun\fiva  nella  Val-di-Chiana, 

glie  Gisla  donarono  al  la  cattedrale  di  Pistoja  contasi  questa  della  Com.  di  Cortona,  nella 

le  terre.  Tigne  e  case  che  quei  coniugi  pos-  Giur.  e  Ì)ioc.  medesima ,  Comp.  di  .4rezzo. 

sedevano  nel  castello,  borgo  e  territorio  di  K  un  villaggio,  il  cui  aulico  popolo  della 

Montemurlo. —  f^ed.  ^Ioutbiiurlo.  piirrocchia  dì  S.  Agata  (// ^c^a.ii'/Va  fu  sop- 

Le  poche  notizie  sopra  citate  bastino  per  presso  uel  i3a5  e  raccomandato  al  parnMo 
dare  a  conoscere,  che  il  luogo  di  niiano  di  S.  Pietro  a  Dame  situalo  nella  vallecola 
con  la  sua  pieve  era  più  antico  del  castello  della  lUinimellay  lorr.  Irìbutario  del  Te- 
di •ATo/if/i/e  stato  eililicalo  dai  Pislojesi  sulla  vere  sul  conlìne  del  Grandueiilo,  e  circa  8 
fine  del  secolo  XIII  sul  vicino  poggetlo.  luigl.  a  lev.  di  Cortona. —  f^ed.  Dame  (S. 

Infatti  un  istrumento  del  aa  seti.  laQa  Pietro  a). 
rogalo  nel  clauslro  della  picNC  «li  Viliauo  VILLA-ALBA,  o  VILLAL15A  nel  Val- 
Iralta  della  compra  fatta  per  lire  200  di  mo-  d\4ruo  arelino.  —  Gas.  con  eh.  parr.  (  S. 
nelc  pisane  da  Landò  del  fu  Saunuto  pie-  Maria)  nel  piviere  di  S.  Fai  genia  ni  Bagno- 
vano  di  delta  pieve  di  una  possessione  posta  ro,  Com.  Giur.Dio^:.  Comp.  e  circa  4  migl. 
in  luogoileltoa  Sala  nel  territorio  di  Mon-  a  ostro  di  .\rezzo. 

tale. —«(Argii.  DiPL  Vioil.  Carte delVOpera  Risiede  sulle  pendici  settentrionali    del 

di  S,  Jacopo  di  Fistiìfa.)  poggia»  di  Ligiiaiio  lungo  la  vallecola  del 

La  pieve  di  S.Giovanni  Evaugelisla  a  torr.  /^/«gowe  tributario  dell' Arno. 

Villano  è  da  gran  tempo  prepositura,  ed  il  Tja  parr.  di  S.  M.iria  a  f^ìlluìba  nel  i833 

tuo  parroco  è  uno  dei  vicirj  foranei  di  quel-  novf  riva  i  fio  idiil. 

la  diocesi.  VILLA  AMOROSA  in  Val-di-Chiana.  — 

Dipendono  dal  pievano  slesso  tre  chiese  P^e  l.  Amor-isa. 

parrocchiali;  i.S.  Maiia.i  Tahhiin.i,  ■>..  S.  — -  n   ANTICA,    ossi.i    1,'  AJVNTICV   a 

^Uri'iwo A  Fognano,  i.i^S.yiMVA.^S.ytato.  PFiVTbiAJV.  —    fed.   A^TICA  nel  VjI  d' 

Inoltre  sono  inclusi  nel  po^iolo  della  pie-  Arno  fioreutino. 

V.  T.  ^S 


771               y  I L  L  V I L  L 

VILLA  D'ANTICA  oi  MURLO.  —  Ted.  Firenze  (anno  1 767  p»g.  623)  che  dieera  : 

MuKLo  DI  VuoovADo.  <fualm€nt€  un  OppUio  itane  Basilieam,  «ri 

VILLA  ARKNOSA  ,  o  RENOSA  ni  VIL-  Oratoriunty  in  honorem  S.  Jusiinae  mar- 

LAoa*R(KSCUl  nella  Valle  del   Montone  tyris  afandatnentis  eoepiam  iìeo  jufnnU 

in  Romagna.  —  Villa  con  eh.  |)arr.  (S.  Mer-  perfaecit.  —  f^ed.  Paataiitico. 

curiale)  nella  Coni.  Giur.  e  circa  4  migl.  a  Dell.i  slessa  chiesa  «li  S.  Benedefto  dia 

sett.  di  Rocca  S.  Casciano,  Dice,  di  Berli-  Villa  è  falla  menzione  in  un  terxo  islru- 

noro  y  G)mp.  di  Firenze.  mento  lucchese  del  1 8  roano,  anno  Soo, 

Coiesta  Villa  risiede  sopra  un  poggio  alla  col  quale  il  prete  Slabile  offri  alla  Badia  di 
coi  baie  sett.  corre  il  rio  della  Villa  e  la  S.  Sialratore  di  Sesto  la  chiesa  di  S.  Micbelt 
ilrada  provinciale  Traversa  di  Modiglia-  e  S.  Benedetto  fondata  dal  di  lui  padre  An- 
na che  sbocca  in  quella  re^ia  Forlivese  dO'  seramo,  al  quale  oratorio  ifi  ai  dà  anche  il 
pò  passalo  il  poggio  delia  Villa  Arenosa^  sinonimo  di  Basilica. 
•  quasi  sulla  ripa  sinistra  del  ti.  Montone.  Con  altro islromenlo  scritto  li  io  maggio 

La  parr.  di  S.  Mercuriale  alla  ^///a /Ire-  8o3,  lldeperto   prete  figlio  del  fu  Auserà- 

nota  nel  i833  conla?a  80  abit.  rao,  abitante  pur  esso  nel  luogo  di  Vitio^ 

VILLA  D*  ARGIANO  in  Val  di  Chiana offrì  alla  calteJule  di  Lucca,  prnedula  allora 

Ved.  Aaouiio  (Villa  d")  dal  vescovo  Jacopo,  tulio  ciò  che  egli  potK* 

VILLA  (BAGNI  alla)  nella  Val-di-Li-  deva  nel  detto  luogo  di  Vilta^  e  altiovr, 

ma.  —  Ved.Cotawfik  e  Villa  Tembnijka,  eccettuale  le  cose  mobili,  i  setYi  ed  oim  leir 

VILLA-BASILICA  nella  Valle  Ariana,  os-  va  posta  in  Casale  che  a  tìtolo  ed  a  guiii 

sia  della  Pescia  di  Collodi,  —  Vili,  con  di  Falcitlia  Lisciava  ai  suoi  eredi  legiUi- 

eh.  plebana  (S.  M.«ria  Assunta)  ca|K)luogo  mi.  —  (Mmoa.  Locca.  Voi.  IV  P.  Il  e  III), 

di  Com.  e  di  Giur.  nella  Dioc.  e  Due.  di  Infine  ramroenteiò  un  quinto istnimenki 

Lucca.  rogato  ne.  la  stessa  Villa^m»  io  altro  oralo- 

Risìede   in  valle  alla  base  australe  dei  rio  dedicato  a  S.  Paolo ,  pel  quale  il  chìe- 

monte  delle  Piizorne  presso  la  rìfia  destra  rico  Lazzato  del  luogo  di  Viiia^  nipote  dd 

della  Pe/cia  m/itore,  o(^ì Co//o(Vi,  già  detta  prete  Aldiperto,  donò  i  suoi  beni  alla  eh. 

Ariana^  la  quale  ha  dalo  il  titolo  alla  con-  di  S.  Salvatore  d'ella  davanti  la  catlediill 

trada,  nel  gr.  18®  18'  4"  long,  e  43®  55'  a"  di  S.  Martino  di  Lucca  da  Giovaaoi  ve- 

latit.  circa  io  roigl.  a  grec.  di  Lucca,  quasi  scovo  di  questa  città. 

4  a  maestr.  di  Pescia.  Dopo  il  contratto  delP anno  800  (18  Ola^ 

La  ragione  perla  quale  questa  Villa  \ìo\è  zo)  di  sopra  cìlatn  trovo  "encralmente  spe» 
prendere  i*adietlivo  di  Basilica  fu  indica*  cificala  ectenia  Vi  Ita  Ba  vii  tea  ^  come  in  quel- 
la all' Art.  Basilica  (Voi.  l.  p.i«;.  a85).  lo  del   I   dicomlu-e  10S6  puliblicalo  nelle 

A  conferma  di  quanto  ivi  fu  dello,  che  Memorie  Lucchesi.  (Voi.  IV  P.  II.) 

Basilica  equivaleva  nel  Medio-Evo  ad  ima  K  un  conlralto  scrilio  presso  la  Petda 

cappella,  ovvero  oratorio  con  poi  lieo  davanti,  maggiore,  mercè  cui  Limbello  arriprelee 

citerò    un     istruniento   prodollo    nel    Voi.  c.inoiiicr>  della  cailedrale  di  Lucca  allivellò 

slesso,  col  quale  il   prete  Alderieo  Ogliuo'o  ad  altro  colle«;a  canonico,  il  pi-etc  B  naIJo, 

di  Aiiseramo  abitante  nel  Vico  della  V'Ha  la  mela  delle  rendile  sfiellanli  alle  |<ie\i  di 

donò  alla  eh.  di  S.  Salvatore  fon«l  ila  presso  S,   Maria  a  f^ìlta-Bas'Iica  e  di  S.  Gene' 

la  cattedrale  di  Lucca  dal  vesc.oxo  Giovanni  sica  Boveglio  con   tulli  i  diritti  »  quelle 

allora  vivente  la  eh   e  beni  di  S.  Kencdello  due  chiese  battesimali  appaiienentì;  più  la 

edificata  nel  luogo  di  Villa^  il  quale  atto  fu  mela  delle  offerte  e  decime   loro  con  Fob- 

rogalo  nella   Villa  stess.i  daxanli  la  chiesa  hVv^o  al  filltiario  di  fare  ufiìziare  le  delle 

di  S.  Benedetto.   A  colesla   Basilica,  ossia  pievi,  e  di  recare  alla  mensa  di  Lucci  T au- 

oratorio  di  S.  Benedetto  riferisce   una  se-  nuo  censo  ili  ()o  denari  di  argento  moneta 

conda  membrana  del  maggio  774,  in  cui  lucchese.  —  VeJ.  Bo>ri;MO. 

si  tratta  di  un*  oH'erla  di  beni  lasciali  alla  Ecco  il  primo  pievano  a  me  nolo  di  Vii- 

chie&i  predella  di  S.   Benedetto  di    Villa,  /«•5#iT/7/c'rt,  picvr  air.itlt»  divei-si  dairallra 

dov*  era  rettore  il   prete  AMÌjktIo  figlio  di  di  l^illa^  {  forse  Terenzann^,  e  delU  quale 

Auseramo  fondatore  di  quella  chiesa.  Arroge  nel  scci>|.t  X.M  fii   invesiilo  iiu*altni  pnk 

una  iscrizione  tIeirArcli.  di  S.  (jiiii^liiia  di  di  nome  Bianco  \  il  quale  n*'!  1170  vn'rn- 

Padova  rijiorlata  nelle  Novelle  Letterarie  di  do  recarsi  in  |K:llegriuJKf!Ìo  la  rinuuim  j 


V I L  L  V I L  L              775 

Guglielmo  eletto  vescovo  di  Lucca.  —  {Me-  te-Garlo  fu  traslocato  in  Villa -Basilica  dal 

ntor.  eii,  )  governo  lucchese,  sotto  il  cui  regime  tutlora 

Appella  senia  dubbio  alla  slessa  Villa-  si  manltene. 

Basilica  un  privilegio  prouunziato  nel  24  Allora  la  Terra  di  Villa-  Basilica  era 

agosto  II ai  in  loco  Villa-Basilica  dentro  abiuta  da  molti  armajoli  fabbricanti  spe- 

la  chiesA  battesimale  da  Bastardo  Ttrdesco,  eia I mente  di  spade. 

■lesso  del  ill.ircb.  Corrado,  a  nome  del  qua>  Lu  pieve  poi  di  S.  Genesio  a  Ba^eglio 

le  egli  investì  la  mensa  vescovile  di  Lucca  nel  ia6o  era  slata  riunita  a  quella  di  Vii* 

ed  il  suo  vescovo  del   piacilo,  fodro  e  di  /a-l7ayi7ic<i, sicché  essa  nei  secoli  successivi 

ogai  altra  cosa  che  a  titolo  di  diritti  impe-  non  piìi  a  S.  Genesio  »  ma  a  S.  Jacopo  fu 

riali«  o  io  altro  modo  spellavano  a  quel  dedirala. 

Barchcse  tanto  sulla  nominala  pieve  e  nel  Oltre  la  suddetta  porr,  di  Boifeglio^  sono 

suo  distretto,  quanto  sulla  villa  e  pieve  di  comprese  nel  piviere  di   Villa-Basilica  le 

Roveglio,  non  che  sopra  la  villa  di  Paria»  cure  di  S.  Lorenzo  a  Pariana  e  di  S.  Mi- 

■a. '^ ( McMOi.  Loncit.  Voi.   V,  P,  Ili,)  chele  r  Colognora  di  Vaile  Ariana. 

Quindi  è  che  Plmp.  Federigo  l^  con  di-  DelPospeilalello  di  S.  Giovanni  esistilo 

ploma  dato  in  Parma  li  la  marzo  11 64,  in  Vii  la- Basilica  non  restano  memorie. 

ad  esempio  de' suoi  predecessori  confermò  Nella  guerra  riaccesa  nel  i4ag  dai  Fio- 

•i  vescovi  di  Lucca  non  solo  la  pieve  di  renlini  per  la  conquista  di  Lucca,  un  loro 

VìltomBasilica,  ma  tutto  il  paese  col  fodro  capitano,  Niccolò  Fortebraccio,  s*  im{>ossessò 

impfrìale,  ed  i  popoli  ad  essa  pieve  atti-  di  questa  Terra  con  molle  altre  ville  e  ca- 

nenti.  Se  poi  queir  ìm()eratore,  cambiato  il  stella  della  Valle  Ariana^  riconquistata  nel 

vescovo  suo  aderente,  ri  togliesse,  come  sem-  1437   dal  conte  Francesco  Sforza  e  dalle 

bei,  alla  mensa  lucchese  quei  diritti  impe-  sue  Iruppe  lombanle  alla  Rep.  di  Lucca, 

rialì  lopia  Villa-Ba^ilicaj  ecc.,  egli  avreb-  e  che  i  Fiorentini  alla  pace  del  1441  rìla- 

be  ifflilato  il  figlio  suo  Arrigo  VI  e  molli  sciarono  stabilmente  ai  Lucchesi.  ■—  Ved, 

altri  impenitori,  che  gli  succedettero;  il  qua-  GoT.r.ODf. 

le  Arrigo  VI,  dojio  aver  concesso  e  con-  Nel  i5o3  andavano  osteggiando  gli  uo- 
fcrmato  a  Guido  vescovo  di  Lticca  (  ao  ago-  mini  del  Monte  di  Peseta  contro  quelli  di 
ito  ii94Wni  molli  altri  paesi  e  chiese  la  Medicina y  i  primi  sotto  l:i  Rep.  Fior.,  i 
pieve  «Ji  Villa-Bafilica  con  il  suo  distretto  secondi  sotto  la  Rep.  di  Lucca,  quando  a 
ad  fustitiam  faciendam^  due  anni  dopo  di-  sostegno  degli  ostrggiatori  del  Monte  di  Pe- 
chiarava  quel  territorio  devoluto  alT  lm|>e-  scia  essendosi  unite  alcune  milizie  di  Uz- 
10^  allorché  ne  investiva  un  tal  Orandonio  zanne  di  Baggiano,  dall* altra  parte  si  mos- 
( nome  assai  noto  ai  Pistojesi);  finché  nel  sero  gli  abitanti  di  Villa-Basilica ,  ài  A- 
iao4  la  pieve  di  Villa^Bustlica  dal  pode-  ramo  e  di  Fihbialla  in  soccorso  degli  uo- 
stà  di  Lucca  fu  restituita  ai  suoi  vescovi.^-  mini  di  Medicina ,  nella  quale  fazione  re- 
(  Ifavoa.  Lecca.  Voi.  III.  )  slarono  feriti  molti  da  ambe  le  parti.  —- >  (Am- 
ai quali  prelati  per  quanto  il  possesso  xia.  Stor.  Fior.) 
di  Villa-Basilica  fosse  confermalo,  nel  14  Ritornarono  la  notte  del  3o  agosto  i5oa 
dicembre  laog  dall'  Imp.  Ottone  IV,  e  nel  quelli  di  Villa-Basitica  con  i  Pisani  nel 
i5  febbrajo  iSS/i  dalPImp.  Carlo  IV,  per  Monte  di  Pescia,  il  cui  Vili,  occuparono. 
altro  a  quella  eth  il  suo  villaggio  con  tutto  A  tal  romore  corsero  i  Pesciatini  che  dettero 
il  distretto  e  molti  altri  paesi  ivi  nominati,  addosso  ai  nemici,  respingendoli  fuori  del 
se  non  per  P  ecclesiastico,  per  il  politico  e  territorio  della  Rep.  Fior,  ed  innoltrandosi 
pel  civile  dipendevano  immediatamente  da*  fino  al  Cast,  di  Collodi  che  saccheggiarono. 
gli  Anziani  di  Lucca,  o  di  Pisa,  oppure  dal-  Vi  Ila -Basilica  attualmente  è  residenza  di 
la  Signoria  di  Firenze.  nn  giudice  di  prima  istanza  pel  civile  e  pel 
Infatti  Villa- Basilica  co]  suo  territorio  criminale,  dipendente  per  la  polizia  dal  mi- 
nel  ia4a  era  soggetta  \ìer  il  ixìlitico  al  vi-  nistro  di  Stalo  residente  in  Lucca,  sede  di 
cario  imperiale  residente  in  San-Minialo,  tulli  gli  nitri  dipartimenti  amministrativi 
sino  a  che  nel  1374  la  stessa  contrada com*  e  ginJiciarj. 

presa  nella  repubblica  di  Lucca,  fu  aggre-  Comunità  di  Villa-Basilica.  —  Quan- 

frata  al  vicarialo  di  Villa- Ariana^  il  cui  tunque  s'ignori  tuttora  la  su()erficie  terri 

giusdicente  nel  1393  dalla  residenza  di  Mon«  toriale  di  questa  Comunità  del  Ducato  di 


776  '  V  I  L  L 

Iiucca,  nella  lusiuga  di  darla  lutì  Suppìt 
mtfnio  a  (|uesl*0[>era  iiisK'iiic  con  il  movi- 
mento  della  sua  j>0£>()l.i£Ìoiìc  do|>o  il  i83'i, 
per  ora  mi  limilcW)  a  ilire,cbe  il  territorio 
di  questa  Com.  è  i)osto  quasi  |K'r  intiero  in 
monte  o  in  colline  copcilc  più  che  altro  da 
uliveti  e  selve  di  castagni.  Esso  dal  Iato  di 
lev.  si  tocca  con  il  territorio  di  due  Com. 
del  Granducato  (di  Pescia,  cioè,  e  di  Vella- 
noj  dal  lato  di  ostro  e  [>on.  cou  la  Com. 
lucchese  di  Capannori,  e  dirimpetto  a  selt., 
mediante  la  giogana  di  BattifoUe^  con  1*  al- 


VILL 

tra  del  Bagno  di  Lucca.  —  luoUre  è  da  a|e- 
giun^iere ,  che  la  sua  più  alla  moQlJigna  « 
quella  testé  rammentala  di  Baiti/bile  posU 
a  scir.  del  Bagno  di  Lucca ,  U  quale  fu  ri- 
scontrata dal  Pad.  Gen.  CaT.  Gio.  Inghin- 
mi  a  br.  i  go3 ,5  fior,  e  dal  Pad.  Gener.  Prof. 
Michele  Berlini,  forse  in  altra  sommila,  a 
1876,2  br.  lucchesi,  le  quali  stanno  alle 
braccia  fiorentine,  come   10,000  a  9983 
circa.  —  Fed.  I-ucc%  (Voi.   11  [Mg.  874.) 
Fanno  parte  di  coletta  Gomuoilà  i  la 
popoli  seguenti. 


PROSPETTO  della  Popolazione  della  CoMvnìTjT  di  Villa  B^tstue^ 

alt  anno  i839. 


Nome 

7*iVo/o 

Diocesi 

èl 

dei  Luoghi 

delle  Cbie$9 

cui  spettano 

il 

m 

Aramo 

S.  Frediano ,  Rettoria 

H 

ai5 

Boveglio 

S.  Jacopo ,  Idem 

e 

$:« 

Collodi 

S.  Bartolommeo,  Pieve 

£.  *  * 

1049 

Collodi  di  Vallariana 

S.  Michele,  Rettoria 

rg 

39^ 

Fibbialla 

Idem,  Idem 

184 

Medicina 

S.  Martino,  Piete 

a9a 

Paria  na 

S.  Lorenzo,  Rettoria 

ss.  0 

63o 

Poutito 

SS.  Andrea  e  Lucia ,  Idem 

^  X. 

4i« 

S.  Quirico  (d'ÀrijiK); 

S.  Qu iriio,  Pieve 

ir  "' 

49» 

Sliappa 

S.  ìVhfria  Assunta,  Rettoria 

289 

Veneri 

S.  Quiriro,  CtJra 

fi: 
a 

881 

Villa-Ba8u.ica 

S.  Maria  Assunta,  Piove 

TOT^LB   

C 

.  .  Abit.  N."* 

147» 

^S^Ji 

VILLA  DiBIBBIAN  A  a  PALAZZIOLO  in 
Romaj;na.  —  J'ed.  Bibbiana  ,  e  Pai.awuo- 
L.n  DI  Romagna  (Villa  ih)  nella  Viille  del 
Senio. 

—  DI  BliCCIANO  ncll.1  Valle  delPArno 
inferion'.  —  Vi  Unta  con  oh.  jKirr.  (S.  Re- 
golo) nella  Com.  Giur.  e  circ;i  4  inij»!.  a 
lih.  di  San-Minialo,  Dine,  roedesiiua  ,  ^ià 
di  Lucca  ,  Comp.  di  Fii-enze. 

Risiede  in  collina  fra  la  fniniann  delTE- 
"vola  che  gli  seorre  a  lev.-gn'c.  ed  il  lorr. 
Chifcina  dirimi)€tto  a  inuL-Iib. 

Fu  una  delle  30  ville  o  cnstelletli  del  di- 
stretto di  San  Minialo,  cui  gli  uomini  di 
Bucciano  si  ribellarono  nel  febb.  del  i3i4 
per  darsi  ai  Pisani ,  dai  quali  Bucciano  fu 


restituito  ai  San-Minialcsi  sLinte  i  prt limi- 
nari  della  |)ace  di  Na{K>li  conclusi  nel  11 
raa;:j;io  »lel  1  3a8. 

Li  Parr.  di  S.  Regolo  a  Bucciano  nel 
i833  noverava  3io  alni, 

VILLA  Di  CVNTALKNA.  —  Ved.  Ca^ 
TALKWA  nella  Valle  del  Tev<  re  toscana. 

—  DFL  CASTAGNO  nfll.i  Val-di-Sieve.— 

f^td.   Ck.STAOMO   di  .*^A>-Gt>DFJlKO. 

—  CASTKLLI  nella  Val  d'Klsa.  —  Tr*/. 
Ca.sth.lo  o  C^stflli  (Villa). 

VILLA  (CASTKLFi)  n..  nella  Valle  drl 
rOnibioiie  senese.  —  Era   uno  de' 38  Cfv 
munelli    di    Ctstelnuo\(>.Berardeiiga  |io«ti 
fra  il  {iO|)olo  di  S.  Andrea  a  B^ssi  e  qu«ll>> 
di  S.  Pietro  in  Barca,  oella  Com.  e  circa 


V I L  L  V 1 L  t  777 

MÌfl*  diie«9ett.i]iCaslelnuoToBerarden^,  Val-di -Chiana,  cioè,  la  Filla  4tlla  Fratta 

Gìur.  medesima,  Dioc.  ili  Arezzo,  Corop.di  Della  Com,  di  Cortona  con  chiesa  prroo* 

Siena.  —  Fed.  Castulo  ir  Villa.  chiale  (  S.  A{:aU  )  e  la  Fratta  fra  Asi- 

—  m  CASTIGLIONI  oi  CEECINA.  -^  naiunga  n  Torrita  senza  chiesa  parrocchia- 

Fed,  Castiglioki  di  CutcniA.  le.  —  Fed,  Fratta  (Villa  della)  e  Fratta 

— -  DI  CENTOJA.  —  Fed.  Cbmtoja  nella  di  Gietoha. 
VaWiChiami.  VILI  A-  FRANCA  {rUia  Leale  degli  aa- 

VILLA  COLLEMANDINA,  o  COLLE-  fichi  itinerarj  otlramoniani  ).  —  Castello  e 

MANDRINA   doxa  GARFAGNANA   nella  Terra,  già  residenza  di  una  branca  di  roar-> 

Valle  supcriore  del  Serchio.  —  Villala  con  chesi  Malaspina  che  comprende  due  eh.  |)arr. 

cfa.  parr.  (S.  Sisto)  filiale  un  dì  della  Pie?e  (S.  Gio.  Ballisla  arcipretura,  e  S.  Niccolò 

Fosciana,  capoluogo  di  una  Comunità  soUo  reUoria)ora  capoluo^fo  di  Comunilk  in  con* 

laGiur.diCastelnuovodiGarfagnauajdacuì  correnza  con  /'i7e//o  nella  Giù r.  di  Aulla^ 

dista  circa  migl.  4  a  sett.,  nella  Dioc.  di  Mas-  Dioc.  di  Massa-Ducale,  leslè  di  Lunì-Sar- 

•■•Ducale,  già  di  Lucca,  Due.  di  Modena.  zana.  Due.  di  Modena. 

Risiede  in  poggio  sul  fianco  occidentale        Risiede  in  pianura  presso  la  ripa  sinistra 

deirApfiennino  di  Cor/?/io  presso  il  distret-  della  Magra  dove  confluisce  il  torr.  Bagno^ 

lo  di  Castiglion-Luccbese,  col  quale  fronteg-  ne.  «— E  atlrayersata  dall'antica   Fia  ilo- 

già  dail  iato  di  le?,  avendo  a  maestr.  la  Com.  mèo,  o  Pontremolest^  on  provinciale  delia 

di  SillaDO,  a  ostro  quella  di  San-Romano  F'al-di'Magra, 

ed  n  sett.  la  cresta  delPAppennino  sul  con-        Trovasi  nel  gr.  44*^  i5'  a^  latit.  e  27^ 

fine  eoa  la  Lombardia  modanese.  16'  3"  long.,  3  migl.  a  ostro  di  Filattiera, 

Presso  questa  Villa  esiste  una  collina  de-  altrettante  a  scir.  di  Mulazzo,  e  9  luigl.  a 

nominata  il  Sasso  C interino ^  eh*  è  una  ostro-scir.  di  Pontremoli,  migl.  due  e  mes- 

roccia  ofiolitica  dì  tinta  verde ,  diversa  da  zo  a  lìb.  di  Bagnone,  e  quasi  5  a  selt«  di 

quella  del  Sasso  Rosso  compresa  nel  la  slessa  Terra-Rossa. 
ComuDÌtà.  La  ix)cca  dì  Villa-Franca  è  posta  sopra  la 

Si  dubita  essere  stata  cotesta  la  Filla  di  Terra  oraonimii,a  pie  della  quale  è  tracciata 

Colie  rammentata  nel  registro  vaticano  dì  la  strada  provinciale  delia  Fal-di-Magra, 
Cencio  Camerario,  corrispondente  forse  alla        Fu  questo  paese    insieme  con    Mulazzo 

Villa  della  Bolla  «Poro  dì  Carlo  IV.  residenza  per  molti  secoli  della  branca  dei 

Fatto  sta  che  la  sua  chiesa  psirr.  dì  S.  Si-  marchesi  Malaspina  detti  ilello  Spino  srceo 

sto  compresa  nel  piviere  di  Fosciana,  fu  ap-  dopo  che  ai  due  nipoti  del  March.  Oberto- 

pcllata  S.  Sisto  de  Filla  in  un  privilegio  Obizzo  il  Grande^  cioè,  Ohicino  e  Corrado 

del  IT  68  concesso  dal  Pont.  Alessandro  111  a  nelle  divise  del   laai,  separa  ndousi  di  ra- 

quel  pievano.  gioni,  di  slati  e  di  slemmi,  toccarono  in 

La    Comunità    di    Filla-CoUemandina  feudo  al  m>irchese  Corrado  detto  V  antico,  \ 

Del    i83a  contava  in  4    parrocchie   iqSo  paesi  di  Villa-Franca,  di  Mulazzo,  di  Aulla 

abitanti,  repartite  in  sette  sezioni,  cioè  :  ecc.  ed  al  March.  Ohicino  quelli  di  Fivizzano, 

VillaCoUemandina (S. Siilo) Ab. I^.^     478        À  -    t-  -i  lit     i    t»  1    '       »  i» 

n.«;«;«„«/Q   f^rJ,nN  .     ,ifi        <?"»"*'«  '^  March.  Federigo  I,  uno  dei 


Canìgiano  (  S.  Lorenzo) »     i56 

Corfino ,  (idem) »     556 


figli  di  Corrado  ra/i/ico,  di\enne  autore  del 


W.r  ^         n         /c  M>  1   I  \  o  ramo  dei  Malaspina  di  Filla- Franca,  ed  è 

assa  di  Sasso-Rosso  (S.  Michele) .   »     287  1 1?    1    •       1    ••         1        1     ..    1  1      /. 

c_       «  /•  I      X  o  quel  Federico  I,  il  quale  nel  selt.  del  ia6o 

sasso-Rosso,  (idem) »     iq3  ^  .    .^  .  ^    . -.       t     .  i^     •.. 

M/O    itf    •     A        .  N  pugnando  insieme  con  1  Lucchesi  Guelfi  nei 
agnano  (S.  Maria  Assunta)  .   .   .  ^     aoo  -   t-  -m     »        *    e   e  »^       ...        ,  . 

p-  ^      .     :. ,      .  '  ^  campi  di  Montaperto  fu  fatto  prigioniero  dai 

ruinacci ,  (Idem) » Oo  Ghibellini  Sanesi. 

ToTÀLK  .   .   .  Jtbit,  N.^  iqBo         Fra  i  tre  fidili  lasciati  da  Federigo!  fuvvi 

Corrado  Malaspina  II, figurato  nel  Purgatorio 

VILLA  Kr.  CORNIOLO  nella  Valle  del  dairAIÌ<.djierì.  Y^ìi  eia  padre  di  unica  figlia 

Bidente.  —  Fed.  Corniolo.  per  nome  Salina,  la  quale  rimasla  vedo\a 

—  DI  FALTONA  nel  Val-d*Arno  casen-  di  Niccolò  da  Gra^'nano,  si  rimarilò  a  Gof- 
tinese.  —  Fed.  Falto:«a  di  Chitigjiajio.  fre<lo  Gipccc  di  Napoli,  resa  noia  dal  Boc- 

—  DELLA  FRATTA  in  Val-di-Chiana.—  caccio  in  una  sua  Novella.  Però  da  Obirino 
Due   villate   di   questo   nome  esistono   in  H  fralcllo  di  Corrado  e  dalla  sua  donna  To- 


T78  V I L  L  V I L  L 

bla  Spinola  nacquero  varii  figli,  al  di  cnì  RiKmro  .  .  .  jlbit.  if.**  1089 

prìmogeoilo  Federigo  11  toccò  il  feado  di  t^ir goletta  e  Manie  •  f^ignait  f  SS. 
F'ilio' franca»  A  Federigo  II  Terso  il  i36o  Gervasio  e  ProUsio,  idem.  ...»  353 
succede  il  figlio  Spinetta  che  fu  nel  1393  /era,  S.  Biagio  in  S.  Mallro,  idem.  »  aSi 
potestà  in  Pisa,  il  quale  lasciò  morendo  rre^c/iie//o,  S.  Gio.  Batla,  idem  .  »  ai 3 
tra  i  Tarii  figli  Gabbrieìlo,  che  continuò  la  f^ieo.  Assunzione  di  M.  V.,  idem.  »  a63 
discendenza  de' marchesi  di  f^'7/a-Fra/ica.  Or/ura/io,  (idem),  Pre|)ositura.  .  »  ai 3 
Mancalo  egli  nel  1437,  succede  il  di  lui  pri-  Maìgrate^  S.  Lorenzo,  Arcipretara  •  406 
mogenito  Fioraroonle,  quindi  1*  altro  fra-    Mocrone^  S.  Maurizio,  ora  SS.  Con- 

fello  Giofanni  Spinetta  che  destinò  il  mar-        cezione,  Rettoria »    »i4 

ebesato  di  riiV/o- Franca  al  figlio   suo  Fio-    /ro/a,  S.  Gemignano ,  idem  ...  a    aio 
ramonte  III,  ma  dopo  la  morte  di  lui  di-  ■ 

Tenne  marchese  di    Villa-Franca  il  suo  Totali  .  .  .  Ahit.  N.^  3aia 

figlinolo  Tommaso,  mentre  ad  un  terzo  fra- 
tello di  Fioramonte,  fa  assegnato  il  mar-  VILLA  duj.a  GARFAGNANA  nella  Val- 
chesato  di  Suvero,  di  Liciana  e  di  altri  vii-  le  sufierìore  del  Serchio.  «^ Gas.  nella  psrr. 
laggi.  Che  però  al  March.  Tommaso  resta-  plebana  de*  SS.  Michele  e  Andrea  la  quale 
rono  i  paesi  di  Villa" Franca^  Virgoletta,  comprende  quattro  Ville,  Migliano^  Òtti- 
Csstcoli,  Rocchetta,  Ca?anelle  e  Monle-Vi-  rana^  Villa  e  Foteiandora^  ed  in  citfCQiia 
gnale,  ereditati  alla  sua  morte  (anno  i5at)  di  esse  evvi  la  propria  chiesa,  doTcaliema- 
da  tre  figli  suoi,  due  dei  quali,  Giovan  Bat-  ti?amente  nffizia  il  parroco,  sebbene  la  sos 
lista  e  Bartolommeo,  costituirono  le  due  ni*  canonica  sia  in  Migliano^  Com.di  Fosciaa* 
lime  diramazioni  de*  March.  Malaspina  di  dora,Giur.  e  circa  due  migl.  a  grrc  di  Gt- 
VillO'Franea,  stelnuo?o  di  Garlagnaoa,  Dioc.  di  Mas» 

Il  primo  di  essi,  Glo.  Battista,  lasciò  Terso    Ducale  già  di  Lucca,  Due.  di  Modella.  — i 
il  i56o  due  figliuoli,  Tommaso  e  Alfonso,    Ved.  FosaiaonaA  e  MiGr.'Axo. 
nella  discendenza  dell*  ultimo  dei  quali  si        La  popolazione  di  Villa  nel  i83a  aMcn- 
rianì  la  parte  ancora  degli  estinti  nipoti,    deva  a  i5i  abit. 

Diir altra  linea  poi  di  Bartolommeo  figlio        VILLA  di  GETA.  —  Ved.  Gita  (Pa- 
del  March.  Tommaso  di  Villa^Franca  de-    lazzo  di)  nella  VaUrOrcia. 
mò  on  March.  Federigo  111,  cui  succede  un        —  di  GRACCIANO.  —  Ved,  Giacsuio 
altro  Bartolommeo  nato  diil  detto  Federigo,    in  Val-di-Cliiaiia. 

—  Dai  discendenti  eli  esso  nacque  un  Miirch.        -—  GROSSA  dHla  Var;i  nella  Val-di-Mi*- 
Federigo  Estensc-Malaspina;  mentre  al  rimo    gra.  —  Ved.  Calicc,  Comunità, 
del  marchese Giovan  Battista  spella  un  Tom-        — di  LACLNA  nrlla  V^lle  del  Monto- 
maso  marito  di  Luisa  Malaspina  dei  marchesi    ne  in  Rom:i<;i\a.  —  Ved.  Laguna. 
di  Ponte  che  fu  l*  ultimo  ilei  suo  feudo.  —        —  dkl   L\G0  presso  Vallorabrosa.  — 
(Fm.  Geriri,  Iffenwr.  della  Lunigiana).        Ved.  Lago  (Vit.la  del). 

Esiste  in  Villa-Franca  un  convento  di  —  di  LUJANO  nel  Va  Ini' Arno  pisano. 
Frati  Zoccolanti  con  chiesa  dedicata  a  S.  —  Villata  nel  [>Of)olo  di  S.  Lorenzo  .1  Pj- 
Francesco,  fondalo  nel  i525  dal  March,  gnatico,  piviere  dì  S.  Cassiano  a  Settimo, 
Bartolommeo  di  so[ira  nominato.  Cora,  e  circa  tre  miglia  a  ponente  di  Cf 

Le  Comunità  di  Villa-Franca  e  Filetto    scina,  Giur.  di  Pontedera,  Dioc.  e  Comp. 

si  compongono  di  undiri  popoli,  sotto  il    di  Pisa. 

Ticariato  foraneo  di  Filetto^  nella  giurisdi-        Cotesla  villa  diLuj.mo  è  rammentala  nel- 

zione  di  Aulla;  i  quali  popoli  tutti  insieme    renfiteusi  del  970  concessa  da  Alberico  ve- 

nell*anno  i83a  contavano  3ai  a  abit.  come    scovo  di  Pisa  ai  due  fratelli  marchesi  Obrr> 

appresso:  to,  ed  Adalberto  nati  dal  March.  Oberto 

E.  co    t  r-'i»  TI  che  fu  conte  del   Palazzo  sotto  Plmn.  Ol- 

F«.«TO.  ss.  Iacopo  e  F.l.ppo.  Pro-  ,^^^  ,  _  Y^,     • 

positura Abit.  PI .      460 

ViLLAFRAHCA,  S.  Gio.  Battista,  Arci-  ¥       .  -n  .      /.         1  1         ■ 

La  slessa  Tillata,  fino  almeno  al  secolo 

pretura »     aao    -..^  ,  '  1  11 

ij  ^    e  wi-      iA   u  li    •  ,         -^'^  av.iniato,  era  compresa  nel  comunello 

idem.  3.  Niccolò,  Hctloria  .   .  .   .   »     409     ,.  ^  1       »•  /o   n    •   v 

1    di  Sel^a  Longa  (S.  Ilario)  come  apparisce 

Somma  e  segue  .  .  Abit.  N.^  1089    da  una  membrana  del  1879  scritta  nei  con- 


V I L  L  V I L  L  779 

hai  di  Lofano,  ora  neWJrefi.  Dipi.  Fior,        La  parr.  di  S.  Apolliaare  alia  filila  nel 

fra  quelle  del  monastero  di  S.  Silvestro  di  i831  conlaTa  aoi  ubit. 
Ksa.  VILLA  (S.  CRISTINA  alla)  nel  CHIAN- 

VILLA  DI  LUPONPRESI  nella  Val-di-  TI  in  VaUdiPesa.  —  Gas.  appartenuto  ai 

Mene.  —  yed,  Muslo,  Comunità.  signori  Trebbiesi,Cìi\  fu  aggregato  sul  decli- 

—  m  OSSAJA.  —  red.  OssAjA.  naredel  secolo  XVill  la  soppressa  cura  di  S. 
— .  DI  PETROGNANO  nella  Vnl-di-Sle-  Niccolò  al  Trebbio  nel  piviere  di  S.  Qiusto  in 

ve.  —  f^ec/.  Petiognaho  di  Sam-Godeneo.  Salcio,  G)ni.Giur.  ecirca  mezzo  migl.  a  lev. 

—  m  PIETR\NERA  nella  Val-Tiberina  di  Radda,  Dioc.  di  Fiesole,  Corop.  di  Siena, 
toscana.  —  f^ed,  PiETaAivuA.  Risiede  in  poggio  presso  le  sorgenti  più 

^  DI  PITEGCIO  e  DI  SATURNANA.  ^  meridionali  della  fiumana  Pesa,  la  quale 

Fed.  Veugiole^  e  Villa  (S.  Michrlk  all\).  gli  scorre  sotto  dirimpetto  a  selt.,  e  lungo  la 

—  ossia  POGGIO  TRA  CERCHI  in  Val-  strida  rotabile  che  guida  a  Gajole. 
d*Orcia.  -*  Fed,  Castiglior  d*Obcia,  Co-        Fanno  parte  di  questo  popolo  quelli  sop- 
muniià,  pressi  di  S.  Niccolò  al  Trebbio  e  di  S.  Afa- 

—  di  POGGIONI.  —  f^ed.  Pogoiomi  di  ria  al  Colle,  —  Fed.  Tefbbio  del  Chiahti. 
ConiìniL  nella  Valle  Tiberina  toscana.  La  cura  dì  S.  Cristina  alla  Filla  nel 

VILLA  REGIA  dell' AMBROGIANA i833  aveva  145  popolani. 

Fed.  AiiaBOGiAirA.  VILLA  (S.  DONATO  alla)  nella  Val-di- 

—  REGIA  DI  GAFAGGIOLO  in  Val-  Sieve.  — Gas.  con  torre  che  porta  il  titolo 
di-Sieve.  —  Fed»  Gafacciolo.  della  sua  eh.  parr.  (5.  Donato  alla  f7//a)con 

—  REGIA  m  CASTELLO.  —  f^ed.  Ca-  l'antico  annesso  di  S.  Margherita  al  Cam^ 
wnMJ/ì  Dt  QoAiTo.  po  nel  piviere  di  Dicomano,  Gom.  e  circa 

—  REGIA  DI  MARLTA. —  Fed.  Mablu.  migl.  5  a  scir.  di  Vicchio,  Giur.  del  Borgo 

—  REGIA  DEL  POGGIO  a  CAJANO S.  Lorenzo,  Dioc.  e  Comp.  di  Firenze. 

fed.  Cajaxo  (Poggio  a),  e  Poggio  a  Cajamo.         Risiede  sopra  una  collina  che  fa  corona 

—  REGIA  DEL  POGGIO  IMPERIALE,  dal  lato  dì  grec.  alle  pendici  del  Monte-Giovi 
-«-  Fed.  Poggio  Impebiale.  posta  fra  la  ripa  sinistra  della  fiumana  Sie^e 

—  RENOSA.  —  Fed.  Villa  Aiehos^.  e  la  destra  del  torr.  di  mia. 

•^-  DEL  RICCIO  —  Fed.  SfPOLTAGLiA.  Dubìto  che  riferisca  a  questa  Filla  della 

—  DELf.A  RIMBECCA  nella  Valle  del rOr-  Sieste  un  documento  del  7  ottobre   iio5 
cu.  —  Fed.  RiMBrccA.  pubblicalo  dalT  Ab.  Camici  nella  sua  con- 

—  DE*  ROCCHI  iif  VILL4  RENOSA.  —  linoazionc  de*  Marchesi   di    Toscana  ,  col 
Fed»  Villa  AarnosA,  e  Rocca  S.  Casoiaro.  quale  alto  la  gran  cont(>ss:i  Matilde,  stando 

—  ▲  ROGGIO  nella  Valle  del  Serchio.  nella  Filla  della  Steve,  emanò  un  placito 
—  Fed.  Roggio  nella  Valle  inferiore  del  a  favore  delle  recluse  dì  S.  Pietro  a  Luco. 
Serchio;  cui  si  può  aggiungere,  che  proba-  La  torre  dì  colesta  Filla,  fabbricata  a  gui- 
bilniente  riferisce  a  questa  villata  la  Fillo'  sa  di  rocca  con  doppie  mura  e  feritoje,  fu 
nuo9a  sul  Serchio  rammentala  in  un  pia-  nel  secolo  XIV  di  proprietà  della  famiglia 
cito  pronunziato  li  8  i'ebbrajo  del  1073  Adimari  di  Firenze,  poscia  degli  y^Wni,  dal- 
dalla  contessa  Matilde  nel  Borgo  S.  Fi-edia no  la  quale  ultima  prosapia  fu  venduta  al  go- 
fuori  di  Lucca  a  favore  della  badess;i  del  verno,  ed  attualmente  è  posseduta  dai  si- 
Mon.  di  S.  Giustina  di  delta  città. —  (Mu-  gnori  delle  Pozze  di  Dicomano. 

lAT.  Ant,  Sfed.  Ae\n  T.  I.)  La  pirr.  di  S.  Donato  alla  Filla,  già  di 
VILLA  (S.  APOLLINARE  alla)  nella  padronato  degli  Adiroarì ,  attualmente  del 
Val-Tiberina  toscana. — Contrada  che  con-  Principe,  nelP anno  i83'JconUiva  i78abit. 
serva  il  nome  della  sua  antica  chiesa  parroc-  VILLA  (S.  JACOPO  alla)  nel  Val  d'Ar- 
chiate (^.  Apollinare  alla  Filla)  nel  pi-  no  casentinesc.  —  Cas.  che  dà  il  titolo  ad 
viere,  Gom.  Giur.  e  quasi  due  migl.  a  pon.  una  eh.  parrocchiale  con  l'annesso  di  S. 
di  Monterchi,  Dioc.  di  Sansepolcro,  già  di  Angelo  a  Prafiglione,  nel  piviere,  Com.  e 
Arezzo,  Comp.  aretino.  circa  4  migl.  a  pon.  di  Stia,  Giur.  di  Prato 
Risiede  sulla  ripa  sinistra  del  torr.  Cer-  vecchio,  Dioc.  di  Fiesole,  ('oinp.  di  Arezzo. 
fifne  presso  la  nuova  slraila  regia  di  Urha-  Risiede  in  |K)<;<;ìo  sul  fianco  orientale 
nia  fr.i  Bagnaja  e  Pocaja  —  Fed.  questi  del  iiir>iiie  della  Coiisinna  alla  destra  del 
due  Art.  e  Monterchi.  torr.  rincana  Iribulario  delTAruo. 


780  V I L  L  ^  I L  L 

La  parr.  <ft  S.  Jacopo  alla  r7//a  pev  de-  lungo  la  tTfAda  rotabile»  U  quale  è 

creto  Tescofile  «lei  3i  genn.  t83i  fu  slac-  sul!»  ripa  sinistra  del  fi. Tevere 

cata  dal  piviere  di  S.  Pietro  a  Romena  e  as-  da  Pieve  San  Sterno  a  San-Sepokro  ps-, 

legnata  a  quello  di  S.  Maria  a  Stia.  lungi  dal  castello  di  Bfontedckglio,  i  4>  » 

È  compresa  in  questo  popolo  la  Badiola  signori  un  dì  cotesto  luogo  pomedev^n. 
di  Pietrafitta^  già  compresa  nelP  antica  cu-         La  parr.  di  S.  Pietro  alia  fatila,  oel  ifcì 

ra  di  S.  Angelo  a  Pratiglione^  presso  il  ca-  noverava  aao  abit.  1 

sale  di  /'ow/io/it  situalo sull.i  strada  vecchia        VILLA  S.  RESTITUTA  nella  ValU^  I 

casentinese,  e  poco  lungi  dal   bivio  detto  Omhrone  sanese.  —  ^ed.  Rcrtittu  i,Fb  | 

deir  0//10  morto  e  Jalla  Badiola  prenomi-  va  di  S.  ) 

naU.  ^  red.  Pietrafittà  e  Stia  (S.  Ma-         VILLA  (S.  SIRO  aule)  ia  Val  S%m^ 

VA  a).  —  Vili,  e  Ctst.  la  cui  eh.  fmrr.  di  S.  Sc> 

La  parr.   dì   S.   Jacopo   alla  Viila  nel  è  compresa  nel  vicariato  foraneo  di  Gi»f». 

i83  j  contava  i3a  abit.  gallo,  Com.  Giur.  e  circa  a  mì^I.  a  mam 

VILLA  (S.   MARCO  n)  nella   Val-di-  di  Ti  esana,  Dioc.  di  Massa^Dnole,  gài 

Chiana,  — '  Cas.  con  parr.  omonima  nel  pi-  Luni  Sarzana,  Due.  di  Modena. 
vìere  di  Montanare,  Com.  Giur.  Dioc.  e        Colesta  ^///a,  detta  anche  f^UlaecU^^ 

circa  raigl.  due  a  ostro  di  Cortona  ,  Comp.  siede  in  monte  sulla  destra  della  Sia^ra,  a 

di  Arezzo.  allo  la  sua  borgata,  più  ìa  basso  il  caaieb 

Risiede  alla  base  meridionale  del  monte  dov*è  la  eh.  parr«  —  ^ed,  Tmn&aA. 
di  Cortona  sopra  la  via  R.  postale  romana  e        La  parr.  di  S.  Siro  tUla  F'UIm,  nel  tifa 

appena  un  migl.  a  lev.  dalla  posta  di  Ca-  contava  475  abit. 

muscia,  lungo  la  strada  che  dalT  Ossaja  sale        VILLA  SALETTA.  —  ^eJ.  Saldtì  ìi 

a  Cortona,  delta  la  f^ia  delle  Contesse,  Val  d'Era. 

S.  Marco  essendo  un  santo  patrono  di        — S iLVI ATI  dirimpetto  au.' ABBIDU 

Cortona  preso  nel   laSg,  fa  dubitare  che  FIESOL\NA.  —  f^ei.  Ab4zia.  Fiof^t.A&ji. 
questa  P'illa  di  S.  ìfiarco  non  sia  più  antica        -^  SALVI  ATI,  oaA.  GlNORl   in  V«l^ 

del  secolo  XIII.  Marina.  — -  Villa  signorile  in  mezzo  ad  ws* 

La  parr.  di  S,  Storco  in  Filla  nel  i833  vasta  tenuta    in    gran    parte  selvosa  aé^ 

contava  5a4  abit.  parr.    di  S.  Lucia   in     Collina,  piviere  4 

VILLA  (S.  MARTINO  ne)  nella  Valle  dei  S.  Maria  a  Carraja,  Cora,  e  circa  4  mì«l.  1 

Tre  Bidenti  in  Romagna.  —  Cas.  con  eh.  sett.  di  Calenzano  ,  Giur.  di  Campi, fìbc 

parr.  (S.  Cristofano)  nel  pievanato  di  Campo-  e  Cnrap.  di  Firenze. 

Sonaldo,  Com.  e  circa  un  migl.  a  lib.  di        Cotesta  grandiosa  villa,  alienati  di  cHto 

Santa-Sofìa,   Giur.    di   Galeata,  Dioc.    di  ai  pupilli  marchesi  Ginorì  dai  principi  B«- 

San  Sepolcro,  già  della  Badia  Nullius  di  S.  ghesi  che  i*  ereditarono  dalla  estinti  pfs»> 

Maria  in  Cosmedin,  Comp.  di  Firenze.  — «  pia  dei  duchi  SaUiati  ,    risieile  snl  ^aa 

F'ed,  MAtTiHO  (Villa  di  S.)  nella  Valle  del  orientale  del  monte  delle  Calpung^  alU  ih 

Bidente  in  Romagna,  dove  fu  indicata  la  stra  della  fiumana  Marina  in  mezz^  a  aaf- 

tua  popolazione  alfanno  i833cheammon-  te  fabbriche  per  uso  della  Tasta  (attoria  oi»> 

lava  a  i55  abit.  nima. 

VILLA  (S.  MICHELE  alla)  nella  Valle        Probabilmenle  fu  questo  uno  dei  rk^ 

deirOrobrone  pistojcse.  —  Villa  che  lasciò  della  nobile  famiglia   della  Tosa,  cuifi^ 

il  suo  distintivo  (forse  di  l^ergio/e)  con  ora-  risce  un   legato  che   lasciò   per   testacae^ 

torio  dedicato  a  S.  Michele,  nel  popolo  di  nel  agmaggiodel  1 339  ai  Cistercensi  di Srt» 

Piteccio,  Com.  di  Porta  al  Borgo,  Giur.  e  timo  il  nobii  uomo  Rosellino  del  fa  Ani*» 

Dioc.  dì  Pistoja,  Comp.  di  Firenze.  —  f^ed.  della  Tosacon  tutte  le  possessioni,  comprai 

Prrcocto  e  VcaoiOLB.  il  suo  resedio  posto  in  ^al-di' 0arimm^  i«f 

VILLA  (S.  PIETRO  alla)  nella  Val-Ti-  cui  distretlo,  ivi  si  dichtani,  che  es«le^»' 

benna  toscana.  —  Vico  con  eh.  parr.  (S.  gualchiere  ed  un  mulino,  previo  P  onere*'' 

Pietro)  nel  pievanato  maggiore,  Com.  Giur.  T  abate  e  monaci  di  Settimo  di  edifìcim 

Dioc,  e  circa  due  migl.  e  mezzo  a  maestr.  una  cappella  ed  uno  sped<«le  per  ricrtljni 

di  Sitn-Sepolcro ,  Comp.  di  Arezzo.  i  pellegrini.  Per  la  qual  disposizione  m» 

Risiede  verso  la  base  occidentale  delTAIpe  gnava  di  dote  al  detto  spellate  e  chiesa  ti4.> 

della  Luna  sulla  sinistra  dcltorr.  Tignano^  i  suoi  beni  posti  nei  pivieri  di  Calcaiaa^ 


Y I L  L  ▼  l  L  L               781 

Ji  Otfni|a,  dì  Legri,  •  di  FUeltola.  —  ( Amb.    guUo  in  dìwnì  propriclurf.  —  Goilfa  ai  lem- 

UiKi.  FiOB.  Carle  di  Cestello),  pi  «lei  Mai^iiifico  Lorenzo  «Ju'  Medici  s\  rac- 
VILLA  A  SESTA  nella   Vail«  sii|ieriore    coliieiv)  bene  Sficsso  gli  iicc.nleniici  Plaloni- 
Jeir Ombroao  tant-se.  —  f^ed,  Sksta  (Vil-    ci,  e  costà  Cosimo  il  if eechio  act^olM*  il  B. 

LA  a)  nel  Chianti  su^ieriore.  Carlo  Je*  CC.  Guidi,  cui  ci-dè  il  s<i|K'riore 

—  A  SESTA  IH  ELCI.  —  f^ed.  S»ta  di  locale  j»er  fondarvi  il  pi  imo  convento  de'Gc- 
Elci  nella  Val-di  Ocina.  rolimiti  sotto  1*  invocazioiit*  di  S.  Gii-oiamo. 

—  ni  SESTANO  nel  la  Valle  dell'Ombro-  VILLALTA  nel  Val-.rArno  arrliuo. — 
ne  sa  Bete. —  ^td,  Sbstaito  di  CàntLNUovo  Già.  cimi  eli.  {»arr.  (S.  Marco)  «icl  piviere 
DILLA  BcaAiDKiiGA.  del  fiagiiofo  ,  Coin.  Giiir.   Dioc.  Coiiip.  e 

—  m  SESTO,  o  SESTA  di  MONTAL-  circa  4  migl.  a  osin)  ili  Arr/Ao. 

CI2IO.  —  Fei,  GoLLK  (S.  Aroklo  in)  e  Sa-  Li  |Mrr.  di  S.  Marco  ci  f^ilialta  nel  1 833 

•VA  M  MoirrAi4:iHO.  conlava  1  5o  abit. 

—  SFORZESCA.  —  Terf.  SroaiasoA  VILLAMAGNA,  o  VILLA  -  MAGNA. — 
(Viujl)  nella  Valle  della  Pa^^lia.  A  più  di  un  hio|^i  della  Toscana  è  rtstato  il 

—  TEVERINA. —  P'ed.  TavaiiaA  nella  vo&ibolo  di  Fillumagna,  senz^i  dire  della 
Valle  superiore  del  Tevere.  f^Ulamagna  (  Fund<f  Sfagno  )  ora  Città 

•»  A  TOLLI   DI   MONTALCINO   nella  Stagna  di  Livorno,  e  senza  far  menzione 

Valla  dcirOmbroue  sanese.  —  Villala  della  della  f^illtimagna  nel  vallone  della  Fofsu 

quale  porla  il  tilolo  una  cura  (S.  Lucia  a  presso  GrossKo,   rammentala  nel    registro 

fliia  a  Tolli)  nella  Com.  Giur.  Dioc.  e  vaticano  di  Cencio  camarlingo  della  S.  Sede. 

drca  migl.  4  a  ostro  di  Montalciiio,  Corap.  Non  meno  di  tre  F'iìle'uagne  ai  conscr- 

di  Siena.  vano  con  lo  stesso  nome  nel  Granduciilo,  in 

È  posta  in  collina  fra   il    popolo  della  due  delle  quali  esislono  due  antiche  pievi; 

Villa  ili  S.  Restitula,  che  trovasi  al  suopou.,  olire  la  terza  Fillamagna  posta  nel  Val  d* 

qadlo  di  S.  Angelo  in  Colle  posto  al  suo  Arno  siif>rriorc. 

lib.  e  la  cura  di  Castelnuovo  delfAbate  si-  VILLAMAGNA  del  Val-iFArno  siiperio- 

luala  al  suo  oslro-scir.,  mentre  a  lev.  il  pò-  re.  —  Contraila  che  dà  il  nome  ad  una  casn 

polo  di  FìUa  a  Tolti  mediante  la  fiumana  cotonitra  in  Pian-  Franose ^  nel  f>opolo  di 

MVAtso  resta  a  contatto  con  quello  di  Ri-  S.Martiiioin  .Avancpiviere  diGiville,  Cum. 

pa  d*Orcia.  e  circa  mi^l.  (pialltoa  maislr.  di  Cavriglia, 

Molte  carte  de*  Frati  Homi  tani  di  S.  Ago-  Giur.  di  S(in-ÌGriovauni ,  Dioc.  di  Fiesole, 

slino  dì  Montalcino  pervenute  ntW  Ardi,  Comp.  di  Siena. 

Dipi,  di  Firente  rammentano  questa  ^//-  É  situala  sul  fianco  orientale  dei   monti 

ia  a  Tallii  fra  le  quali  citerò  due  luein*  delti  del  Chianti ,  fra  il  torr.  CfStin  che 

braoe,  che  una  di  esse  del  6  agosto  1^48  e  le  scorre  a  sett.  ed  il  borro  di  Sfelrto  suo 

l' altra  del  9  novembre   i3i3,  rogale  en-  influente  cìn  le  psi^a  dal  lato  di  seir. 

Inmbe  nella  Fitìa  a  Talli,  Eraqiirsta  fillamagna  un  possesso  della 

La  parr.  di  S.  Lucia  alla  Filla  a  Tolli  contessi  Willa  figlia  del   March.  Bonifazio 

nel    1 833  conlava  133  abit.  di  legge  Ripuaria,  dalla  qu.il   donna  fu  as- 

VILLA  DRL  TREBBIO.  '-  F**d.  Tikbbio.  segnala  fillamagna  in  tlolc  lilla  Radia  da 

- —  DI  TRECCIANO  in  Val-Tiberina  To-  essa  erctla  in  Firi?nzc,  siccome  risulla  dall' 

•eana.    —  frd,  TaeciAiio.  allodi  fomlaiione  del  977  e   da  allrr>  islru- 

-— DI  VATjS AVIGNONE. —  feJ,  Savi-  mento  del  3i  marzo  1076  rogato  in  Pisa. 

oaoRP.  nella  Valle  su[>eriore  del  Tevere.  Infili i  fra  le  membrane  della   Biidia  di 

—  DI  BIBBIANA.  —  fed.  Vrhrccola  o  CoUibuono,oni  ncir.^rr/i.  Dipi.  Fior,  av- 
VeaBUCOLe  DRLr.A  GAEPAUiCAifAnclla  Vallesti-  vene  una  del  u  lebb.  io8.i  relativa  alTin* 
periore  del  Serrhio.  vestitura  data  all'abate  del  Mon.di  S.  Maria 

—  Vitelli  e  mozzi  sui  colle  Fies»>la.  di  Firenze  delle  terre  stale  tenute  da  un  Ri- 
no nella  parr.  di  quella  caltedrale,  (>>m.  dolf)  dentro  la  Marra  ili  Toscani,  cioè,  in 
Giur.  e  circa  un  miglio  a  lib.  di  Fiesole ,  Firenze,  a  Pieira  Meiiv>1a,  a  Gisleiloiichio, 
G>m|i.  di  Firenze.  a  Vìllamagna ,  a  Cislelniiovo  d'Avane,  a 

Sono  due  ville  grandiose  eilitii-.ilc  di  Cosi-  Ri>,'nan'>,  a  B.ii*bisriiio  ed  in  altri  luo>>h''. 

mo  de'  Medici  il  fecch'Oy  più  ntilo  pel  ii')-  [  conlorni  ili  lolesi.i   fillatwtgna  sono 

nome  di  Pa  Ire  della  f'a/rici,  pass.itc  in  se-  ricdii  di  lignite  alquanto  solforala  ed  anchr 

V.  V.  09 


782  VILL  VILI 


bitumiiiota  merita  però  questa  nilamagna  ftirono  rvaapoftite  di  cohoemfimikm^ 

una  inemoria  per  a?er  posseduto  nei  suoi  rato  iu  piii  decente  luogo  neiU  cbe»  m 

coutorni  due  poderi  cou  adiacenti  boscaglie  bana  diill*  attuale  (nevano  Fktro  Km^ 

la  Famiglia  Targioni-Tozsetti.  —  (Gio.  Tab-  successo  ali*  agronomo  pieraDo  Fer^^ 

GioifiTouucTTi,  f^iaggi  ce.  VoL  y,  Bdit,  /.)  Paoletli. 

VILLAMAGNA  C  PIEVE  oi)  nel  VaM*  La   parr.  della    pieve  di  S.  Dné« 

Amo  fiorenlioo.  —  Pieve  aulica  sotto   il  Viibroagna  nel  i  833  cootaTi  SSoibi, 

titolo  di  S.  Donnino,  con  Vili,  spicciolato,  VlLLàMAGNA    a   REVOLIZZU.  . 

già  Cast,  nella  Gom.  Giur.  e  circa  migU  4  ^ed,  RcMoursso  nel  Val-d*Axoo  Botala^ 

a  le?,  del  fiagno  a  Ripoli,  Dioc.  e  Comp.  di  e  CoMPioBai. 

Firenze.  V(LLAM4GNA  in  V;il  d*En. -F,, 

È  una  chiesa  grdndiosa  a  tre  navale  con  antica  (S.  Giovanni  e  S.  Frlidta)«H\  j 

annessa  torre  campanaria  e  tasta  canonica  già  Cast,  nella  Gom.  Giur.  Diocecki^ 

situala  in  collina  sul  fianco  occidentale  del  migl.  a  maestr.  di  Volterra,  Coap.  4f, 

Poggio  a  Luco  avendo  al  suo  lib.  quello  dell*  renze. 

Incoiilro,  e  dal  lato  di  sett.-roaeslr.  TArno  Risietle  sulla  eresia  de* poggi  ettimii 

che  lambisce  le  falde  dello  stesso  colle.  stendousi  da  Montignoso  verso  oeoUc*,^ 

Anche  cotesto  villaggio  insieme  alla  pieve  alla  cui  base  meridionale  soontbfivM 

ebbe  i  suoi  signori,  rammentati,  eh*  io  sap>  delPiSra,  fra  il  torr.  /Vrg«ofie,e4il  k^ 

pia,  la  prima  volta  nelP  atto  di  fondaiione  detto  deiCisola,  suoi  Iribulafi 

(a 7  febb.  1067  tùie  comune)  del  Mon.  di  Le  prime  memorie  superstiti  41  ^ 

S.  Pier  Maggiore  di  Firenze,  quando  don-  Villamagna  le  fornisce  un  tstrawsk  v 

na  Gisla  tiglia  del  fu  Ridolfo  e  vedova  di  chetipo  del  gennajo  780  pubblicalo otb? 

Azzo  di  Pagano  di  Geremia,  madre  di  Ro-  III.  del  Voi.  1.  «tei  Codice  DiploAiiir'i 

laudino  e  di   altre  tre  figlie,  fra  i   molli  Filippo  Brunetti  ,  dove  è  fatta  mmf^ 

beni  che  assegnò  in  dote  a  quel  suo  mo-  di  un  mercante  lougoliardo  Balira  <£  /*» 

nastero,  aggiunse  anche  la  quarta  parte  del  lamagaa^  il  quale  stando  in  Pua  dtoipr. 

tuo  castello,  corte  e  chiesa  di  Vii lamagna,  il  zione  de*  suoi  beni  slabili  alU  B4aj 

tutto  [losto  nel  piviere  di  S.  Donnino,  dio-  Monteverdi ,  in  mano  del  suo  Imo  éor 

jcesi  fiorentina.  Grunfredo.  —  f^ed,  AaAzu  m  Mummi. 

Arroge  a  ciò  una  carta  dell*  agosto  109S,  Da  una  membrana  del  7  oia^.  iit:o> 

in  cui  si  tratta  di  una  donazione  fatta  da  tata  dal  Cecina  nelle  sue  Notitic  inov^ 

due  coniugi,  alla  Badia  di  Monte  Scalari,  di  di  Volterra,  apparisce,  che  a  quelb  eb  aóU 

beni  posti  nel  piviere  di  S.  Donnino  a  Vii-  contrada,  o  piuttosto  uflla  pieve  JiTift» 

lamagna.  —  (Aaca.  Difl.  Fioa.  Carte  di  S,  gna,  aveva  giurisdizione  Pagaoo  hmx 

.  Vigilio  di  Siena  ).  cbieschi  vescovo  di  quella  citià. 

Ebbero  eziandio  podere  in  colesta  Villa'  Con  tutto  ciò  della  pieve  dì  S.  (mw 

magna  le  monache  di  S.  Ellero  sotto  Val-  Battista  e  S.  Felicita  a  ^i7/a«a^  avi» 

lombrosa,  a  favore  delle'quali  recluse  fu  vo  fatta  menzione  priou  del  ioi5  «.: 

dato  in  Pisa  li  a6  febbrajo  1191  un  privi-  privilegio  concesso  al  capitolo  voiicinr 

legio  deirimp.  Arrigo  VI  che  confermava  dairimp.  Arrigo  I,  mentre  egli  abilita k^ 

loro  fra  i  diversi  ben  quelli  che  possedè-  villa  di  Pattano  presso  Pisa, 

vano  nel  piviere  di  Villamagna.  Cotesto  luogo  fu  signoreggialo  so  lo^ 

Il  pievano  prete  Forte  di  Vitlamagna  nel  dai  nobili  Cavalcanti  di  Yoltem,  i  f»' 

3  aprile  del  ia86  assistè  al  sinodo  tenuto  per  atto  pubblico  del  i  mag^iìo  1199  iv 

in  Firenze  nella  chiesa  di  S.  Riparata.  nunziarono  i  loro  diritti  sopra  iNitUrt' 

La  pieve  di  S.  Donnino  a  Villamagna  di  Villamagna  ai  consoli  dd  Coma»  k 

comprende  tre  chiese  |Hirrocchiali  ;   i.   S.  Volterra. —-(Aaca.  Dvl.  Fiot.  Ctfrfc^ 

Maria  «  Bignalla  ;  a.  S.    Romolo  di   Vii-  Com.  di  Volterra), 

tamagna;   3.  S.  Maria  a  RemoluiAO.  — -  La  vi  Itala  poi  tli  Villamagnah^t 

Quesl*  ultima  cura  però  è  stata  nel  secolo  sacco  nel  i53o  dalle  truppe  fiomttBc » 

palesalo  aggregata  a  quella  di  S.  Michele  a  mandate  da  Alessandro  Vitelli,  al  cbr por 

Compiobbi  sotto  il  piviere  dì  Remole.  dopo  tenne  dietro  uoa  peste  bobbomab 

Fa  parte  della  cura  della  pieve  suddetta  quale  falcidiò  moltissimi  di  quei  popilifc 

r  oratorio  di  S.  Gherardo ,  le  di  cui  ceneri  -*  Vtd,  Voltoull. 


V I L  L  V I L  L               783 

La  paevediS.Gio.  Badislìia /^iV/afnn/^na  ra  di  S.   Mari»  a  G)llc-Bariicci   nel  pivie* 
nel  sÌDodo  liìocesaao  del   i356  nun  com-  redi  S.Giovanni  in  Pelrojo,  Com.  Giur. 
parisce  foatrice  di  alcuna    chiesa  (larr.  te  e  qiiiisi  due  niigl.  a  scir.  di  Barberino  di 
DOD  fu  di  quella  di  S.  OlUiviano  Olir* Era  Mu<;(*llo,  Dioc.  e  Gom|).  dì  Firenze, 
prrflso  la  pievr,  in  cui   riposavano  ì  resti  Chi  [mssj  i>er  la  straila  regia  Bolognese 
del  cor|io  di  S.  Ollaviano,  lr.tS[»ortali  nell*  alle  17  luigl.  da  Firen7.e,  mezzo  roigl.   in- 
aaoo  8ao  nella  calledrale  di  Vollerra,  dove  nauzi  di  arrivare  davanti  al  granilioso  vii- 
si  ▼tmeRino  con  devozione  come  uno  de* SS.  Ione  dello  Maschtrcy  vede  lungo  la  strada 
protcllori  di  quella  città,  olire  la  eh.  di  S.  medi'sima    una   delle   porte  con   gli  avanzi 
iXiuniiio  presilo  f^illamagna,  la  quale  tro>  delie  mura  castellane  di  cotesta  Villanuova, 
vasi   rammentata  fmo  dal  secolo   Vili.  -—  che  diede  il  titolo  ad  un  ramo  derivato  da- 
F'e//.  Sah  DoKRiRO  (Villa  DI).  gli  Ubaldini,  dello  de*  Beftini  di    mia' 
1j»  pnrr.  della  pieve  di  S.  Gio.  Battista  a  nuwa,  stata  in  seguito  alienala  con  la  niag- 
Fiilamagna  nel  i83i  contava  5^5  ab'L  gior  [larte  del  suo  distrelto  ai  marchesi  Ge- 

VtuisAMAQHd  DI  RosELLB  nHla  Valle  in*  fini  di  Firenze. 
finiore  cieli*  Ooibrone  sanese.  —  Era  una  Dentro  il  piccolo  giro  delle  mura  di  co- 
vi Ila  compresane!  va  I  Ione  del  la  ^oj^u  raro-  testo  castelletto  esiste  Pantica  chiesa  di  S. 
mcataU  nel  principio  del  secolo  XII  dal  re-  Jacofx)  altuaimcnte  ridotta  ad  uso  di  cora- 
gistro  valicano  di  Cencio  Camerario.  pagnia  secolare.  Hssa  tu  riedilìcata  nel  i3'J4, 
VILLANUOVA  nel  Val  d'Arno  casenti-  ed  era  di  giuspadronaio  de*  nobili  Catlani 
DCK.  —  f^ed»  MANDatOLi.  consorti  de'  Berlini  quando  col  consenso 
M^tLLjMOorjy  detta  anche  f^iLLA  Tollb  loro  1*  arcivescovo  di  Firenze  n>.'l  14  febb. 
sonj  JHottTBPULCiJHO  tra  la  Val-di-Chiana  i565  (stile  comune),  hUì  sa  la  (KJvertà  di 
e  la  Val-d*Oiicia.  —  Cas.  dove  fu  un'antica  colesla  cura  decretò  l'unione  della  medesi- 
pievc  40IU)  il  titolo  di  S.  Giovanni  a  filla-  ma  alla  fiarr.  di  Col  le- Barocci.-—  f^ed.  Col- 
nuo^a,  da  lungo  temijo  soppressa  ed  alla  cui  lk-Baiucci. 

localiU  è  conservato  il  vocabolo  di  Pieife,  VILLANUOVA  di  PORTA  al  BORGO 

Com.  Giur.  e  circa  migl.  uno  a  lìb.  di  Mon-  nella  Valle  dell'Ombrone  pislojrse,  altri- 

tepulciano,  Dioc.  medesima,  già  di  Chiusi,  menti  detto  Villohb  Pccx:ini.  —  ^«ff/.  Goia 

Coiop.  di  Areuo.  ni  Scoenio  e  Pistoja  (Poita  al  Bnaoo  ni). 

Air  /Irt,  MoHTKPULciAHO,  DiocKsi  K  Co-  VtUdsuorA  DI  GdHFjGììAitJ,  —  f^ed. 

inratTA*»  f^ol.  Ili  pag.  485  e  487,  dissi:  Villa  al  Poggio  S.  Terknko  in  Garfagnana 

che  il  luogo  di  cotesta  pieve  di   VUlanova  nella  Valle  siipcricre  del  Serchio. 

resta  sul  poggio  di  Tolle,  comuncroeute  ap-  VILLE  di  TERRANUOVA  nel  Val-d'Ar. 

pellaio  Totonella,  fra  Montepulciano  e  Mon-  no  superiore.  —  Ved.  Piar  di  Radice,  ossia, 

ticltiello,  sul  confine  della  Comunità  di  Mon-  allr  Ville. 

tepulciano  con  quello  di  Pienza,  cioè ,  sul-  VILLE  di  RUOTI  nella  Valle  Tiberi- 
la  irhiena  del  monte,  laddove  nasce  il  torr.  na  toscana.  —  f^ed.  Ruoti  (Villi  di ) do- 
rrei ja  tributario  dell*  Orcia;  sicché  nel  lodo  ve  si  disse  che  le  faille  di  HuMi  fino  al 
M  ooafinazione  fra  il  territori  idi  Montcpul-  i4o3  fecero  parte,  insieme  a  yalSavignO' 
ciano  e  quello  di  Montichiello  (  i3  dicem*  ne,  Cercetola  ed  altri  luoghi,  della  Massa 
bre  1297)  i  termini  furono  posti  dove  si  o  P^iscontado  di  f^eronn,  tinche  nel  ao 
eonirrvaiio  tuttora,  nel  poggio  cioè  di  Tol-  maggio  di  quello  stesso  anno  i  suoi  abitanti 
ìe^aUaSj  di  Totoaella;  e  che  un  altro  lodo  supplicarono  il  Governo  di  Firenze  a  volerli 
del  91  ottobre  i3o8,  fatto  per  la  slessa  cansa  riunire  alla  Com.  di  Pieve  S.  Stefano.  Ora 
fu  firmato  dagli  arbitri  presso  il  monte  del  aggiungerò,  che  cotesta  unione  accadde  so- 
castellare  verso  la  f^illa  di  S,  Giovanni  a  lamente  nel  1499  per  sentenza  del  ag  luglio 
Villanuo\.*a,  —  (Aaca.  Dipl.  Fiob.  Carte  di  di  detto  anno  proferita  da  Tommaso  dei  To- 
Montepulciano.) —  f^ed.  Montbpclciano.  singhi,  siccome  pure  apparisce  dallo  statuto 
VILLAIHUOVA  di  MUGELLO  in  Val-  del  Cast,  di  Montatone  esistente  nelle  Ri- 
di-Sicve.  —  Gistellelto  che  fu  degli  Ubai-  formazioni  di  Firenze, 
dinif  ora  compreso  nella  leniila  de*  mar-  VILLETTA  DEr.LA  GARFAGNANA  nella 
chest  Gerini  detta  delle  HUnschere  lungo  la  Valle  superiore  del  Serchio.  —  (>-is.  nella 
strada  postale  Bolognese,  dove  fu  una  eh.  cura  che  fu  di  Baccio  no  v\\\n\\'A  a  S.  Pania- 
parr.  (S.  Jacopo)  annessa  nel  i565  alla  cu-  Icone  alla  Sambuca  nel  piviere  della  Pie* 


7Ri                V I  M  I  V I N  C 

vi'-Fosciana,  Coni,  e  circi  Juc  migl.  a  scir.  V1N40CIAN0  nella  Valk  ileirOinb r«>n^ 
di  S.iii*Roni  Ilio,  Giur.   ili  Oislcliiiiofo  di  [ilaiojvse.  —  Vii-. con  | »iet e  antica  ^SS.  Mat* 
Giirfaiiii'inii,  Uiot:.  di  M:»s.i-l)uc.ilu,  già  di  cello  e  Lucia)  nelU  Com.  e  quasi  tre  nifi. 
Lucca,  Ducalo  di  Modena.  a  acir.  di  SrniTalIe,  Giur.  Dioc.  e  circj  4 
Il  Ghs.  di  Villetta  ha  prr  confine  n  lev.  niif;!.  r  lib.  ili  Pialoja,  Comp.  dì   Fircaic. 
il  |>o|)olo   di    Viliu-Ci)tleiUtiiidina,  a  grec.  Trovasi  sul  fianco  seti,  dei  mon li  delti  di 
quello  ili  Pontecosi,  a  selt    e  insiesl.  Tal-  Sot'o^  avendo   al    suo  pnn.-lib.   quelli  di 
Irò  di  Silicagnana;  ad  oslro  la  cura  di  Moz-  Monle-Vellolini  e  di  Monsulioano  allo, 
zanella,  ed  a  pon.  mediante  il  Ser.:hio  il  Li  pieve  di  Vinacciano  era  di  padronato 
pofioio  del  Poggio  S.  Terenzo.  del  capitolo  maggiore  di    Pisloj'i  fino  dal 
Li  811=1  pofiolazione  è  compresa,  come  dis-  1 3 1 1  alloraquando  essa  aveva  per  santo  filo- 
si, nella  cura  del  In  Sambuca.  —  Vei,  Sam-  lare  solamente  S.  Marcello. 
K7CA  i>i  GABVAcaAHA.  Ne  assiciira  di  ciò  iiH'I  membrana  arcbe- 
VILLIANO,  VIGLIANO  a  VILLANO.  *-  tipa  del  Mon.  di  S.  Bartolommeodi  Fiftoja 
f'td.  Vigliamo  r  Vimano.  ììeWAreh.   Dipi,  Fior,  quando  il  capitolo 
VlLI^LiK  nel  ValiPArno  sufierìore.  —  della  cattedrale,  ed  i  p:imicbi  della  città  di 
Gas.  la  cui  eli.  parr.  di  S.  Giorj^io  da  lunga  Pisloji  nel  dì  6  settembre  i3i  1  ooocofd^ 
eia  fu  ammensala  alla  cura  plebana  di  Ca-  mente  nominarono  il  prete  Bonaocofio  di 
vriglia  nell  1  Gom.  medesima,  Giur.  di  San-  Giovanni  in  pievano  di  S.  Marcello  a  fU 
Giovanni,  Dioc.  di  Fiesole,  Gomp.  di  Siena,  ntireiano,  diocesi  di  Pisloj»,  come  uno  dei 
—   feri.  (ÌAvaiOLiA.  sindachi  ad  oggetto  di  trattare  J^gti  '•  Cri' 
VILLOLKiii  Val-iKEIsa. — Cas.ch*ebbe  sto  con  i  cleri,  cilti  e  diocesi  di  F'untwt, 
chiesi  parr.  (S.  Gitislo;  già  nel  piviere  di  Siena,  e  Arezzo  ecc. 
Poggihoiisi,  eil  il  cui  popolo  dopo  la  sop*  La  pieve  de* SS.  Mareello  e  Lucia  a  Vi- 
pressione  della  sua  cura  (anno  1673)  fu  nacciano,  in  seguito,  oltre  di  avere  molti  ors- 
raccomandalo,  [ter  una  porzione  al  parroco  torj  pubblici,  è  restata  matrìee  di  ire  chiesi 
di  S.   Maria  Assunta  a  Lecchi,  e  fiarte  al  parrocchiali;  i  S.  Niccolò  a  Aomìaì ;  a.  S. 
pi«>vano  di  S.  Agnese  in  Chianti,  nella  Com.  Pietro  a  Collinn;  3.  Michele  a  Gab^tmo, 
Giur.  e  circa  3  migl.  a  lev.  di  Poggibonsi,  Il  popolo  della  con  plebana  di  Vinaccia' 
Dioc.diGolle,già  di  Firenze,  Comp.  di  Siena,  no  nel  iS'S3  contava  467  abil. 

Risiede  in  poggio  alla  sinistra  del  lorr.  VINCA  in  Val-di-Magra.  —  Casi,  oao 

Corfini;  forse  su  quel  Poggiotnndo  ram-  eh.  parr.  (  S.  AndnM  Snella  Com.  Giur.  e 

meniato  ali* Art.  Pch;(;iiio!«si,  ilove  fu  la  eh.  circa  8  migl.  a  oslro  di  Fivizzano,  Dioc.  «li 

di  ^9.  Glurfo  a  Stnppioy  la  quale  dal  Pont.  Ponlremoli,  giii  di  LuniSarzana,  Gomp.  di 

Ailiiano  IV  con  holl.i  del  6   maggio   11  55  Pisa. 

venne  eoiifermal.i  eon  allre  parrocchiali  al  È  questo  uno  de* paesi  più  alti  del  leni- 

pievano  (li  Pojjgil>onsi. —  Ved,  PdooiBOjfsi.  torio  fnizz-inese,  mentre  Vinca  risiede  sul 

VIIjM)UK  nella    Val-di-Sieve.  —    Gas.  fianco  selt.,  alquanlo  sotto  la  cima  del  mar^ 

eon  horgiii.*  e  chirsa  [larr.  (S.  Lorenzo)  nel  raoreo  Monte  SagrOy  sopra  le  sorgenti  del 

pivieie,  Gom.  e  eiriM  4  migl.  a  grec.  di  Vie-  Lucido^  appellalo  di   Vinca  a  distinzione 

ehio  ,  Giur.  del  Borgo  S.  Lorenzi,  Dioc.  e  del  Lucido  li*  Equi  che  scende  più  a  lev. 

(>>rn|t.  ili  FiiTiizc.  dairAlfic  Apuana,  delta  il  Piztodi  Uccello. 

Cotcslo  Gas.  ehe  fu  deVontì  Guidi  risie-  AW  j4rf.  Foaao  nella  vallecola  del  Fri- 

de  in   inolile  |.re.H<o  le    sorgcnli  «lei    torr.  gido  (V(d.  Il  pag.  3^7)  rammentai  una  lel> 

Bntenn  sollo  il  wxrvn  di  Bell'orti'  f  lungo  la  tera  ih»!  7  marzo  L'in  {stile  fior.)  seri  Ita  da 

\ia  di  i]ii<  ir  Appennino,   ^\^^\v  isisteva  no  Niccolò  Maechiavelli    in    qualft;i  di  seere- 

os[>ed. dello  eon  rliies«n»la  1  S.  J.irojK>  a  Vii-  t.nio  ihd  g'inlaloniere  per|irtuo  Piero  Sude- 

l'^ri- )  i  di  (Ili   Ixni    iiiiininistr.ivinsi  d.i  al-  rini  al  eoMimiss.irio  della  Rep.  Fior,  in  Ci- 

runi  privati,  i  i|ii.ili  ne  rendevano  conto  ai  sfiglioli  del  Terzine,  iis[nlloai  ronfioi  ron- 

ra;Mlani  del  Bi;!allo  in  Firenze.  lesi  Ira  i  pillici  del  F^or^io  S(k*I  la  ni  i  ai  March 

L»  pirr.  di  S.  Lorenzo  a  Villore  nel  1 833  di   Massa  e  quelli  di    Vinca   s->g»etli  al'» 

contava  711  al>it.  Rep.  Fior.  I  quali  popoli  fino  d^allora  eon- 

VIMINICCIO   fS.    MARTINO   i<«  )  o   a  Instavano  per  causa  di  (iatture  una  fM-zmne 

M SOPITO.  —  Ved.  PiRTi  DI  S.  Mahtivo  di  quella  montagna  specitioaLi  sotto  il  voua- 

m  ViMiMircio.  bolo  di  Alpe  Boktja. 


V I N  e  VINO              785 

Air  Art.  po&  FiTmuR)  Conmniià    (iti  ziom  ddfo  ipcto  generali  Jvl  capitanato  ifi 

Voi.  il  pag.  307)  ramiuenUi  i  prugnoli  di  Casligliune  del  Terzere  in  Lunigiana,  in  cui 

^imea^  nelle  di  cui  mouluoie  praterie  na-  allora  Finca  era  compreso. 

lOMio  copiofe  e  fngranli  prugnola/e  elio  In  quanto  poi  ai  confini  territoriali  dcU* 

qyel  oomuaello  suole  annualmente  manda-  antica  Comuni  là  di  finca  a  contatti»  con  t 

i«  air  incanto.  territorj  di    Muàs:i  e   di  Carrara,  oltre    la 

Rispetto  alla  storia  politica  di  Z'^nca  dopo  lettera  del  segretario  fiorentino  del  i5ii, 
il  mille,  può  dirsi,  che  cotesto  paese  insieme  avvvue  un*altra  del  aa  maggio  1494  scrii- 
eoo  quelli  vicini  di  Equi  e  di  Monzune  ta  u  nome  della  repubblica  Fior,  al  capita- 
appurtcnaero  ai  March.  Malaspina  di  Fivis-  no  diPielrasanla. 

sano»  dei  quali  formarono  una  seconda  di-  La  parr.  di  S.  Andrea  a  Vinca  nel  i833 

nmazione  i  marchesi  dell^  Aquila^  di  Vin^  noverava  438  abit. 

cm  tee.  VINCENTI  (  PIEVE  di  S.)  in  Val-d*Am- 

lofattiera  compreso  nel  tronco  principale  bra.  —  Ftd,  Altasieba,  BBBAaDiaoA  (Mok* 
qael  marchese  Isoardo  figlio  del  March.  Obi*  tk  Luco  della)  e  MoRTR«fiBaiCBi. 
cino  di  Guglielmo,  March,  di  Fifizzano  e  VINCI,  detto  ancora  Viaoi-Fioanrriiio  nel 
pBcù  annessi,  il  quale  alla  sua  morte  (1^71)  Val -d*  Arno  inferiore.  Cast,  capoluogo  di 
lasciò  i  ftudi  di  Fosdinovo  e  Fiviziano  a  Comunità,  con  eh.  prioria  (S.  Croce)  nel  pi- 
Gabbi  iello  uno  dei  suoi  figli,  che  [loi  nel  viere  di  S.  Gio.  Battista  in  S.  Ansano  ■ 
1375  divise  la  signoria  predetta  col  di  lui  Greli,  Giur.ccirca  Ire  inigl.  a  grec.  di  Cer- 
■io  marchese  Alberto  e  con  i  suoi  cugini,  reto  Guidi,  Giur.  e  Dioc.  di  Pistoja,  Comp. 
ragione  per  cui  egli  divenne  signore  dei  ca-  di  Firenze. 

stelli  di  Fosdinovo,  di  Fivizzano,  Gragno-  Risiede  sopra  un  colle  di  macigno  ooper- 

la.  Vinca,  Equi,  Tenerano,  Monzone,  ecc^  to  di  grossi  ciottoli,  a  pie  del  quale  passa  a 

Fra  i  figliuoli  del  March.  Gabbriello, che  lev.  il  rio  di  Bonchio  tributario  del  lorr» 

moiI  nel  1289,  furonvi  il  celebre  Spiuet-  Sireda^  ed  a  pon.  un  piccolo  botro  che  sS 

la  I  emulo  di  Castruccio,  Isnardo  II  ed  Az-  vuota  nel  finei,  mentre  esiste  al  suo  ostro 

lolino.  Dtogli  ultimi  due  si  piopagò  la  di-  un  subborgo  cui  danno  accesso  ampie  slra* 

■ecndcnza  de*  marchesi  di  Fiviziano  e  di  de  già  aspre  ed  anguste  vie. 

quelli  di  Fosdinovo.  Dal  March.  Azzoliuo  Trovasi  sulla    pendice    meridionale  del 

discciero  i  due  nipoti  Spinetta  II  duca  di  Monte-Albano  acqua|)cndrnle  nelT  Arno, 

Gravina  e  Leonardo,  i  quali  nel  tSgS  sud-  sotto  il  gr.  a 8^  i5'  long,  ed  il  43*^  48'  la« 

divisero  di  nuovo  i  loro  feudi  in  guisa  che  lil>t  circa  100  br.  superiore  al   livello  del 

Leonardo  divenne  March,  di  Gragnola,  ed  niare  Mediterraneo,  6  in  7  roigl.  a  seti,  di 

il  primo  di  Fosdinovo.  Empoli,  9  a  maestr.  di  Capra/a^  circa  3  a 

kVC  Art,  CoDiPOMTs   fu  indicato  cotesto  Kir.iììLamporecdtiOjt  io  migl.agrec.dì 

Leonardo  March,  dì  Gragnola  ecc.  allorché  Fucecehio, 

■el  1418  perdette  contemporanea  mento  Co-  Non  s*  incontrano  memorie  del  Cast,  di 

diponte j  finca,  Cassiana,  Aquila^Ajoìa,  Vinci  anteriormente  al  mille,    qualora  si 

•  Strcognuno  nella  Lunigiana  per  solleva-  voglia  eccettuare  una  scrittura  del  970  nv 

lioDC  di  quelle  popolazioni,  cl»e  dietro  le  lalivu  alla  prima  donazione  fatta  dal  gran 

loio  istanze  furono  accolte  sotto  la  protezione  conte  Ugo  alla  sua  Badia  di  Marturi  sopra 

e  dominio  della  Rep.  fiorentina.  Poggibonsi,  nella  quale  è  rammentato  (forse 

La  qual  cosa  ebbe  cfiTetto  mediante  una  per  qualche  svista  de* copisti  )  cai/e//o  ilio 

.pvov  visione  della  Signoria  del    i3  ottobre  qui  dicitur  finci,  —  (  AacB.  Dipl.  Fioa. 

14  S9i  allora  quando  fu  ordinalo,  che  rispetto  Carte  dello  Spedale  di  Boni  fatto), 

alFannua  offerta  del  (mliodjiinviarsi  dal  Co  Checché  ne  sia  ,  è  certo  che  il  Cast,  di 

mune  di  finca,  questo  dovesse  essere  del  Vinci  del  Mont*  Albano  è  ben  diverso  da 

valore  di  fiorini  venti  d'uro,  sebbene  in  se-  altro  luogo  chiaiiinto  Cast,  del  fincio  Pi* 

gMlo  fosse  ridotto  alla  mcl.-i.  stojese.   Mentre  il  finci  di  Munt*-Aib;ino 

Infine  ncW  Arch.  delle  Biformagtoni  di  a  dilTcrenza  di  quesl*  ultimo,  ch'é  situalo 

Firenze  conservasi    una  l'el.izione   falla  al  dì  là  dall' Oinbrone,  app<'llossi   finci  Fio» 

governo  granducale  sotto  li  8  novembre  del  remino,  sebbene  entrambi  sotto   la  stesM 

i5G6  da  Francesco  Vinlii  rispetlo  alla  lassa  diocesi,  e  signoregj'iati  fossero  ambedue  à.H 

assegnata  al  Comune  di  /'ifsca  per  la  reparti-  conti  Guidi.  1  quali  dinasti  in  fitui-Fim- 


786  V I  N  C  V  I  N  C 

rtntino  al  [Ciri  cIk*  in  Cerreto^uidi,  Col-  con  hi  mira  di  ricuperare  a  fona  amiUc» 

iegonti,  Sirc'ia^  Petrinlo^  Pit\*e  di  Creiì,  teslo  castello. 

f^if olirti  ec.  mantennero  noi  nie«lìo  evo  di-         Ma  le  genti  de*FiorentÌQÌ  ciie  lo  «lifiHl4^ 

ritti  signorili.  —  f^ed.  Crrrrto-(>uidi.  vano,a{)|>enaiiile»o  rawicinameoloJiqn 

AÌVy^rt.  EMpr)Li  citai  un  istriiiumlo  di  soldati,  si  partirono  iLi  /V/ici  abbaodanasii 

Tendila  scritto  li  6  maggio  ia:'>5,  col  quale  il  paese  ai  nemici,  i  qiiiili  però  non  ù  arm 

il  Ìj.  Guido  Guerra  figlio  del  fu  C.  Alàrco-  starono,  ma  incalzando  alle  spalle  colon 

Valdo  di   Dovadola  vendè  |ier  lire  9700  al  che  fuggivano  per  la  ¥ia  di  Gapriiia,  quelli 

Gomnne  di  Firenze  non  solamente   la  sua  furono  costrelti  a  fiir  allo  ed  accettare  b«ni* 

parte  della  piazza,  o  Mercatale  di  Em[K)li  e  glia.  E  sebbene  costoro  si   difendessero  di 

della  sua  pieve  con  tutte  le  |>erliuenze,  ma  coraggiosi,  con  luttociù  lasciarono  io  pot^ic 

ancora  del  Cist.  torre  e  cassero  di  Vinci,  la  del  nemico  un  buon   numero  di  caTalieric 

chiesa  di  cotesto  cistello,  lo  spedale  di   S.  di  fanti.  Dopo  colesta   fazione  i  soldati  4e* 

jtlbano^  la  eh.  di  S.  Barlolommeo  a  Stre-  fuorusciti  cavalcarono  |iel  Val-d*  Amo  iofr' 

r/a,  di  S.  Donato  alla  corte  di  Pinci  [o%-  rio  re  e  s*  impadronirono  in   uu  medfiiiM 

sia  di  Creti),  la  chiesa  di  Ànchiano  con  giorno  delle  Ti*rre  di  Sanla-Croce,  di  Ci* 

diversi  coloni  di  Fìnei^  ecc.  slelfranco  di  sotto,  di  S.  Maria  a  Munte  1 

La  slessa  cessione  della  loro  porzione  di  di  Monlopoli,  terre  tutte  slate  già  de* Le- 
detti luoghi  fu  fatta  nelP  anno  metlesimo  d.d  chesi. 

G.  Guido  del  fu  C.  Àghinolfo  di  Romena        Tanto  raccontò  Talloni  vivente  Gio.  Lri- 

e  dai  due  fratelli   CC.   Guido-\ovello   di  nii  nel  suo  Diario  Sanmini^lese,  dal  qoili 

Modigliaiia  e  Simone  di  Batlifolle,  o  di  poco  digeriva  lo  storico  pure  contempon* 

Poppi.  neo  Gio.  Villani. — Alla  fìne,  snggiungeqw» 

Anche  nW^iri.  Cek&eto^uidi  citai  altro  st*  ultimo,  ^a/c/i#iiiceio,  o  Bindueciù^dtfi 

istrumento  del  a3  agosto  1973  ,  col  quale  •^'//ma/'i  con  altri  fuorusciti  esseoilo  traili 

il  G.  Salvatico  nipote  del  C.  Guido-Guerra  di  bando,  per  palli  e  per  denari  rendcmei 

di  Dovadola,  conformò  per  fiorini  8000  al  le  delle  Terre   e   castella    ai    Fiormliai.i 

Comune  di  Firenze  tutti  i  castelli    che  la  quali  per  asserto  de*  due  Ammirali  nel  i3il 

sua  casa  possedeva  nel  VaI-d*Arno  inferiore,  mandarono  nella  fortezza  di  finei  uo  ci- 

fra  1  quali  C^rrt-to-Guidi^    Trinci ,  ColU'  stellano. 

gonzi ,  RfusignanOy  Greti ,  Colle  di  Pie-        Dai  sopra  citati  autori  contemporanei  m 

troy  Petrioìo  ecc.  sembra  pertanto  di  poter  dedurre,  che  i  B- 

Infatti  dalla  suddetta  epoca  in  \yo\  f^inci  gnori  di  Ànchiano  foss^>ro  una  dir^m^iiime 

trovasi  incorporato  al  contado  fiorentino.  degli  Adìmnri  derivati  da  mess.  Bìmiocììt 

Dal  qtial  ddmìnio  quell.i  p0|)ol.ìzione  si  fu  genitore  di  Binduccio  Adimfirì^  \\  ijuale 

ribellò  nella  primavera  del  i3i5,  ali*  arri-  nel  i3iG  li'o\ianiosi;!nor  di  Cerreto  Guidi, 

vo  di  un  esercito  di   lJj;uccÌMnc  dell;i  F.ig-  e  padre  di  G/i //io  o  /'e^riao  d'y/ ar//i  ano  che 

giiiola  in  VaJMli-Nievole ,  foriero  della  gran  conlem}»orane.nnenle  dominava  in  f'inei. 
giornata  di  Montecatini  che  fu  a  danno  dei         Coiesli  ultimi  signorì    Adintari  di  A%' 

Guelfi  quasi  iin*allra  Monlaf>erlo.  chiano  tiovetlero  pn'ndere  |>er  casato  uo  t- 

Per  mala  sorte  [>eiò  di  Ugnceione  della  sleso  loro  possesso  compreso  nella  Comunità 

Faggiuola  egli  un  anno  dopo  (11  apr.  i3i6}  di  Vinci,  chiimalo  tuttora  Anefiiano^AtW». 

perde  in  un  solo  giorno  la  signoria   di  due  tenuta  Maselti  al  Ferrale,  separandosi  Jalf 

repubbliche,  di   Pisa  e  di  Lucca,  sicché  il  altro  ramo  degli  Adimnri  anche  coli*  a 

governo  fiorentino  rivolse  tosto  le  mire  alla  o  blasone  che  presero,  consistente  m 

conquista  di  rV/ic/ e  degli  altri  castelli  per-  lista  per  lo  ritto  azzurra   in  campo  d*oro. 
duti  nel  Val-d*  Arno  infeiiore.  Che  questi  signori  di  Ànchiano,  soggiun- 

Infatti  il  Cast,  di  Trinci  \\e\  ai  aprile  del  gè  il  Manni  nelT  illustrazione  di  un  sigillo 

i3i6  aprì  le  porle  alle  truppe  fiorentine,  del  Comune  di  Vinci  (^o/.  Xf,  8»  lositto 

onde    mess.  Bid'linurcìoy  o  Binduccio  di  padroni  costà  di  estesi   poderi,  si    rìle\a  <ia 

mess.  Binda  degli  Adimari  fuorusrilo  (io-  Ire  [>ergamene  del   i332,  133;  e  i  339  ivi 

reni  ino,  che  riteneva  sempre  il  Cast,  di  Cer-  in  |)arte  pubblicate,  con  la  prima  ilelh  quali 

reto-Guidi y  n\ e ndo  raccolti  da  Lucci  soldati  diversi  figli  e  nipoti  di  mess.   Biado  A"  An- 

a  piedi  e  a  cavallo,  la  mattina  del  a6  dello  chiano  venderono  i  loro  beni  posti  al  Ftf' 

stesso  mese  d*  aprile  li  condusse  sotto  rinci  rale  nel  po£K>lo  di  S.  Croce  di  Pinci, 


V I N  e  V I N  C  787 

L*  «ItTAdel  iSS7  contiene  Tatto  dt  nm  AgneHo^  allora  signoro  di  PIsm  c  di  Luocii. 
naofa  Tcndita  di  beni  fatta  da  donna  TesM,  L»  qual  cosm  sarebbo  accaduta,  dice  il  Cro- 
figlia  del  fu  raess.  Gientile  de*  Buondelmon-  nist»,  se  gli  uomini  di  ^inei,  e  non  già  ili 
ti ,  vedova  del  suddetto  Ghino  di  Binda  Orbignano,  come  ivi  fu  stampalo,  da  veri 
JT^ae/iiano,  ■  Cecco  di  Puccio  da  r'inci  Guelfì,  e  amici  del  Comune  dì  Firenze  non 
dimorante  in  Firenze,  e  fra  i  beni  alienati  V  avessero  sapulo  ,  e  sventalo  il  piano. 
fiivvi  il  luogo  detto  tullora  Campo  Zep-  Da  qucIT epoca  in  |)ot  gli  :ibilanti  del 
pi  nella  teuuia  del  Ferrale^  Comunità  di  Cast,  di  Finci  non  ebbero  occasioni  di  «li- 
Finei.  Finalmente  col  terzo  allo  del  1 339  fendersi  ila  altre  aggressioni  ostili,  seppu- 
Fmnceseo  di  Chiaro  de*Girolaini  di  Firen-  re  non  si  voglia  considerare  [ter  tale  quella 
se  acquistò  da  Bertoldo  del  fu  Pigli  di  An^  acciuluta  nel  principio  del  i538  quando  si 
csAia/io  alcuni  beni  posti  nel  distretto  di  Vin-  amniutinirono  i  soldati  spagnuoli  eh*  erano 
ci  in  luogo  detto  Fal-di-Streda,  di  presidio  in  molte  Terre  del  Val-irAino 

Abbiamo  pure  dallo  stesso  Gio.  Villani,  inferiore, per  mancanza  di  paghe, dirigendosi 
ebeai  primi  d* aprile  del  i3a6,  Castruccio  a  Cerreto^uidi  per  assalirlo  e  metterlo  a 
avendo  occupalo  la  Castellina  di  Greti,  ruba  ;  sennonché  il  braxo  capitano  Giov.in- 
goanJala  da  uno  de*  Frescobaldi,  egli  si  di-  dì  da  Vinci^  uscito  loro  incontro  con  800 
•tese  con  le  sue  genti  di  là  per  lo  Greti  e  fanti,  obbligò  quei  soldati,  dopo  aver  pas». 
diede  battaglia  a  Vinci,  a  Cerreto  e  a  f^i-  salo  loro  una  delle  due  paghe  che  doman- 
toiini;e  poi  a  dì  5  di  aprile  ebbe  il  ca-  davano,  a  partire  dal  territorio  del  Gran- 
ftelletlo  di  Petrofo  sopra  £m|>oli  e  quello    ducato. 

forni  di  guardie,  sicché  dalla  Castellina  Ma  Vinci  non  solo  diede  in  Gioi^anni 
le  sue  genti  gran  danno  faceano  alla  strada  testé  nominato  un  valente  capitano  che  du- 
«  a  tutto  il  paese.  Giunto  però  il  dìaSgiu-  fante  Tassetlio  di  Firenze  fu  posto  a  guar- 
gno  Castruccio  abbandonò  la  contrada  e  di-  dia  della  Porla  alla  Croce,  poiché  si  è  re- 
ifeoe  Petrofo,  •'^{G,  Vulìmi,  Cro/iic.  Lib.  so  chiaro  il  suo  nome  per  avere  un  Lapo 
/X  cap.  345.)  da  Vinci  coperio  nei  primi  anni  della  Rep. 

Seguitando  a  ragionare  degli  avvenimenti    Fior,  il  posto  di  gonfaloniere  di  quella  Si- 
goerrierì  relativi  a  questo  castello,  scriveva    gnoria. 

Filippo  Villani, cornei  Pisiuii  avendo  preso  Peraltro  coti'sto  paese  è  assai  più  noto 
al  loro  servizio  la  compagnia  ti*  Inglesi  co-  per  essere  st.ito  la  |Mtria  dì  un  vero  genio, 
mandata  dal  valente  cajMtano  Giovanni  Au-  quale  fu  Leonardo  da  Yinci^  che  non  so- 
gni, nel  due  febbrajo  del  i364,  l*  esercito  lamcnte  nelle  belle  arti,  ma  in  molte  scicn- 
con  quel  sussidio  si  parli  da  Pisa  |)er  fare  ^,  e  segnatamente  nell*  idraulica  e  nella 
aspra  guerra  ai  Fiorentini;  in  guisa  cheen*  meccanica  sopravvanzò  di  gran  lunga  i  suoi 
trando  nella  Val-di-Nievole,  se  ne  venne  to-  contein|ioranei.  Che  se  il  suo  nome  si  deve 
ito  a  f7ite«  e  a  £au//K>recc'iio,  luoghi  fertili  aggiungere  alla  serie  degf  illustri  bastardi, 
cabbondevolidi  vettovaglia.-^Cotestacom-  scippiamo  altresì,  che  egli  fu  uno  de*  pochi 
parsi  fu  tanto  inaspettata  ed  improvvisa,  che  uomini  straordinarj ,  che  costituiscono  la 
gli  abitatori  di  Vinci  con  tuttoché  fossero  vera  gloria  della  nostri  Italia. 
trovati  a  letto,  la  resistenza  loro  fu  si  feroce.  Nel  desiderio  di  visitare  1* abitazione  dov* 
che  prese  le  armi,  si  difesero  valorosamente,  e  è  fama  che  nascesse  quel  grand*  uomo,  mi 
assai  degP Inglesi  furono  morti  e  molti  più  sono  recato  a  Vinci  e  segnatamente  nella 
feriti  senza  altro  acquistare  che  onta  e  ver-  tenuta  Masflti  del  Ferrale  una  di  quelle 
gogna.  —  (  F.  ViLLàHi,  Continuazione  del-  case  coloniche,  nel  podere  di  Anchiano,  egli 
ìa  Cronica  di  Matteo.  Lih.  X.Ì  cap,  8.  venisse  alla  luce,  comecché  Leonardo  es- 
Ammibat.  Stor,  Fior.  Lib.  XII.)  sendo  nato  illegìllìmo  da  una  donna  di  ser- 

A  onore  fmalmrnte  degli  abitanti  di  ^i/ici  vizio,  lascia  in  dubbio,  se  in  quella  cisa 
giova  rammentare  il  fatto  del  i368  citalo  abitasse  allora  la  madre,  o  la  famiglia  del 
iW^Art.  Oaaici?i4NO  DI  Lamporecchio,  qiiando  padre  di  Leonardo,  nel  tempo  cioè  in  cui 
diversi  Pìstojesi  ed  altri  paesani  fecero  ra-  viveva  la  sua  prima  moglie. 
gunata  di  più  gente  armala  a  Orbignano  Oltre  quanto  fu  detto  di  esso  dal  Vasari, 
con  animo  di  pigliare  e  ribillare  dal  Co-  dagli  autori  degli  Elogi  d*  illustri  Toscaiii , 
luune  di  Firenze  il  rasici  di  T'^in-^i  di  Greti,  d.iH*  Amoretti,  e  recenleraoiite  dd  Prof.  Gu- 
intenzionati  di  darlo  a  mess.  Giovanni  dell*    glielmo  Libri,  giova  indicare  £H:r  la  stori.i 


T88 


YING 


privata  di  Zi€9nmrdo  da  Flnei  aoa  dinua- 
lia  dì  beai  fatta  nel  1470  «gli  ufizijili  del 
Catasto  di  Firenze,  e  riporlalii  nel  Carteg- 
fto  di  artisti  ioe«lilo  del  dolt.  Gaje  (  Voi.  I 
▲ppetidioe  II  Nhid.  X.G)  lUllii  quale  risulla 
che  Aolonio,  figlio  legitlirao  di  Ser  Piero 
da  ^i«ici,  em  fratello  naturale  di  Leonardo^ 
aentre  in  quella  denunsiit  è  mmim-nlala 
<  una  data  ptr  nostra  abitazione  posta 
nel  popolo  di  S.  Croce  Comune  di  Finei^ 
eoniatlo  di  Fireme^  situata  nel  borgo  di 
detto  eastellOi  eon  orto  annesso  di  suora 


vili  e 

tre;  e  fra  le  bocche  è  notata  ameke  gmetla 
di  Leonardo  figliuolo  di  detto  Ser  ^iVa 
non  legittimo  dtflP  età  di  mani  17  ci  re*. 

Inoltra  uella  |forlaU  delle  Uccine  tiri 
1457  M  conferma  di  ciò  esiste  la  notizia 
segui  ntr: 

Leonardo  figlio  di  detto  Ser  Piero  da 
f^inci  non  legittimo  nato  di  lui  e  tleìlm 
Caterina^  til  presente  donna  di  Carta- 
briga  di  Piero  di  Luca  da  i^imci^  drlF 
età  di  anni  cinque;  foche  determina  arglio 
la  nascita  di  quel  genio  anradula  acl  14 Sa. 


MOFIHBNTO  della  Popoiaeione  della  Pé»moccaiJi  ot  t^tmcs 
a  einq:te  epoclic  diverse ,  di^sn  per  famiglie. 


Avrò 

IMPDBtai 

masc.  Jemm. 

àOO 

masc. 

n.Ti 
femm. 

coaniGATi 

du 
due  sessi 

lOCUUIA- 

anci 
•anoLAai 

Numero 

delle 
famiglie 

Totale 

della 

Popola*, 

i55i 

— 

-^ 

—. 

._ 

.• 

190 

iSSS 

1745 

109 

74 

14» 

174 

7a 

41 

too 

575 

i833 

144 

145 

|39 

140 

3i6 

5 

i56 

B89 

1640 

«49 

148 

161 

i57 

S18 

$ 

|50 

938 

1843 

169 

i58 

189 

|63 

195 

8 

l58 

980 

Comunità  di  P'inci.  Il  territorio  di  que- 
sta Comunità  occupa  una  supcrBce  di  i53oo 
qoadr.  dei  quali  53 a  sono  presi  da  corsi 
d*  acqua  e  da  pubbliche  strade. 

Nel  i833  vi  sì  trovava  una  popolazione 
di  4979  indifiduì,  a  pmptìrzioiie  di  circa 
969  abit.  per  ogni  raigl.  quadr.  di  suolo 
imponibile. 

Confina  con  sei  Comunìl;i ,  due  delle 
quali  acquapendono  nella  Valle  dell' Om- 
hrone  pìstojese  e  quattro  nella  Ville  del- 
J*Amo  inferiore.  Si  torca  con  le  due  prime 
di  Carroignano  e  di  Tiziana  mediante  la 
giogana  dfl  M  >nte-Alb:«no;  con  qu«'ll.«  di 
Carroignano  dirimpetto  a  jrrec.  d.ille  Crocia- 
glie  percorrendo  dal  casino  e  djl  m  isso  di 
Pietram'irina  sino  alla  Torre  di  S.  é-tl- 
luccio,  e  dì  là  con  P  .-illra  <li  Tizzaiia  fino 
passato  il  giogo  delle  Croci  di  S.  y4m  ito. 
Al  termine  del  Metato  sottentra  dirimpetto 
n  maestr.  il  territorio  comunitativo  di  Lim- 
porecchio,  col  quale  scende  il  monte  nella 
direzione  di    lib.    passando  per   la  Forra 


deir  Acqua  S'unta  j)er  poi  entrare  nel  tonr. 
f^inci  che  viene  ilal  Ferrale  e  dalla  vicina 
Fta  tV  Anch'inno,  Innanzi   di   arrivare  sul 
Finci  il  territorio  di  «{uesta  Comunità   li 
dirige  a  pon.-maestr.  fino  alla  così  detta  For- 
nace de*  f^escoifi ,  dove  forma   una  punta 
acutissima  piegando  da  pon.-niaeslr.  a  ictr  , 
quindi  a  ostro  pon.  atlnversa  il  pog$!Ìo  flet- 
to deir  Apparila.  —  A  (pielU  punta  sotten- 
!ra   la  Com.  di  Orreto  Guidi,  con  la  qua- 
le la  nostra  piegando  a  scir.  ritorna  sul  tor- 
rente trincio,  e  con  «sso  |»er  bn»ve  trailo 
si  accompaf^na  tinche  entra   nel   botro  della 
Fontana  |>cr  continuare  il  suo  c.inimino  a 
scir.,  e  varcare  il  poggio,  sul  quale  |iassj  la 
via  che  da  Cerreto  auida  .1  trinci,  av\icì- 
nando  la  eh.  di  Streda  dovVntra  nel  borro 
di  Tofano  tributario  del  torr.  .V/rre/d,  mer- 
cè cui  il  territorio  di  questa  Comunità  arri%a 
snlTArno.  Il  corso  retrogrado  di  cote«tn  fiuine 
serve  di  confine  alla  Gim.  dì  Fm|ioli  con  b 
nostra,  da  primo  diriin}irtln  1  n«ir<i.|ìb.  tino 
lassalo  il  Vili,  di  So^igliama,  poscia  di  (ruii- 


V  r  N  e  V  f  N  e              7*9 

t«  ■  fcir.  •tlfUfersnndo   il  paeie  di  Spie-  Costi  ifil.itati  iu  uoo  stradone  che  guida 

Mo  fino  siile  tue  Grotte,  dove  •' incontra  al  subborgo  di  Vinci  altra \ci-ìjii<Io!o  a|jp.è 

dirimpetlo  ■  lev.  con  il  territorio  comuni-  del  castello  |)cr  condurre  in  un  iiropio  piaz* 

lativo  dì  Capraja,  Con  quest'ultimo  lascia  zaie  a[)erto  da  {K>chi  anni  con  s|icsa  fatta  in 

ftiori  r  Arno  per  salire  nella  direzione  di  gran  pai  te  dal  lobilt- pi  opritlaiio  dtlla  villa 

lell.  sul  Monte-Albano   rimontando  quasi  del  i^ff^ra/e,  \crso  la  quale  detta  vi:i  s*inol- 

imipre  il  corso  del  rio  de*  Ifforfie-ni,  so-  tra  anche  più  ampia  e  sempre  rotabile  lino 

pn  il  quale  trova  il  termine  delle  Crocia»  al  poggio  di  Aucbiiino,  dove  per  ora  è  re* 

gite  dove  ritrovasi  sul  crine  del  Monte  Al-  stalo  il  laroro  con  iuttuzionedi  proseguirlo 

baoo  il  territorio  della  Coro,  di  Girmignani'».  verso  la  cima  del  Moni*  Albana  pir  sciixle- 

Le  montuosità  maggiori  di  questa  Comu-  re  di  là  sulla  strada  reg'.a  Pi^tojcse. 
vita  sono  qm Ile  del  Monte  Albano  fra  la  Sf>uo  egualmente  rotabili  b'  vie  comU' 
Pietra  Sfarina  e  la  Torre  di  S,  Ailuccio,  nitative  che  guidano  a  Ccirelo  Gnidi,  a  So- 
la prima  delle  qua  li  si  alza  984  e  la  seconda  vigliana,  a  S.  Ansano,  a  Lamportcchio  (.> 
999  br.  sopra  il  livello  del  mare  Mediler-  nella  f^alle  del  f^incio, 
lAncOy  misurate  entrambe  trigonometrica*  Rispello  alla  struttura  tisica  ikl  suolo  di 
veote  dal  Pad.  Gen.  Giovanni  Inghirami.  qnesta  Comunità ,  esso  può  rìtitirsi  a  lie 
Ib  fra  quelle  due  prominenze  avvine  una  qualità  di  rocce.  Li  parte  superiore  al  ca- 
anche  maggiore  di  tutte, denominala  la  Cu-  stello  di  Vinci  ed  al  suo  livello  tino  alla 
poUif  della  quale  però  non  si  conosce  au-  sommità  del  Monte  Albano  spella  al  maci- 
Gom  V  elevatezza  precisa.  gno;  la  parte  inferiore  al  listello  siildfiio. 

Fra  i  maggiori  corsi  d*  acqua  che  rasen-  a  partire  di  sotto  air  oratorio  della  SS.  An- 
tano*  o  che  attraversano  il  territorio  comu-  nunziala  fino  alPArno»  spetta  ad  un  terreno 
Bilativo  di  Vinci,  contasi  il  torr.  di  ^forti-  terziario  superiore  profondamuilc  coperto 
ctnr,  e  quello  di  F^incio,  il  primo  che  lani-  da  terra  sciolta  vegetale,  mentre  la  poiziune 
Insee  i  confini  dal  lato  di  lev.  ed  il  secondo  centrale,  circa  600  braccia  sopra  e  ^olto  il 
dalla  parte  di  poti,  dopo  avere  attraversato  cast,  di  Vinci,  consiste  in  banchi  «li  grossi 
il  tintorio  di  questa  Comunità  a  partire  ciottoli  di  macigno  co()erli  di  terra  vegt- 
di  sotto  la  Torre  di  S.  Allaccio,  passiindo  tale,  i  quali  riposiino  su  degli  strali  di  un 
pPtso  la  fattoria  del  Ferrale  innanzi  di  voi-  macigno  schistoso  e  galestrino. 
gcrsi  da  oslro  a  lib.  e  poi  a  pon.  per  escire  Non  vi  si  trovano  rocce  calcaree  compat- 
ii Comunità  sotto  il  poggio  deir///>/;ar//fi  e  le,  non  acque  lernuli,  non  minien*,  me- 
dirìgersi  nel  pdule  di  Fucecchio.  Anche  il  no  qualche  i  ava  di  ottima  pietra  serena  [ina» 
lorr.  Streda  allorché  percorre  la  Tal!cco!.i  cigno)  durissima  ed  oltiraa  per  lavori  di 
del  suo  nome  serve  di  contine  alla  Comu-  quadro. 

aite  di  Vinci  fìno  mV  Arno,  dopo  avere  al-  Tale  è  la  cava  che  visitai  sopra  un  mu- 

travenato  mediante  vari  rii  suoi  tributir;  lino  sul  f^/mrione^tli  effetti  del  Ferrale,  dal 

la  parte  superiore  dello  stesso  territorio,  in-  cui  risedio  dista  un  400  passi  a  lib. 

(omiociando  dalle  sue  più  alle  sorgenti  fra  II  clima  di  questa  Comunità  in  grazia 

FaltognanoeVitolini,  mentre  il  grosso  boi*-  della  sua  posizione  difesa  dal  Monte  Albano 

ro  di  S.  Ansano  scorre  per  inlieio  da  Vito-  è  temperato  iu  guisa  che  vi  prosperano  gli 

lini  air  Arno  dentro  il  territorio  di  questa  agrumi  e  le  piante  fruttifere  più  delicate» 

Comunità.  come  gli  ulivi,  i  mamlorli,  le  albicocche  e 

Mancano  in  queslo  territorio  strade  re-  ie  vìti^  menlie  le  selve  di  castagni,  i  boschi 

gie  e  provinciali,  ma  non  mancano  da  pochi  e  le  praterie  cuoprono  a  vicenda  la  parte  su- 

anni  molle  strade comunitali ve  comodamen-  periore  del  monte. 

le  rotabili.  Tali  sono  quella  detta  di    f^al-  Cotesto  terreno   pertanto  mostrasi  assai 

di'Streda  che,  partendo  dalla   ripa  destri-  confacente  ad  ogni  genere  di  prodotti  agra- 

dell'Arno  alla  barci  di  Petrnfo,  attraversa  rj  ed  alla  pecuaria,  quindi  caci  e  ricotte  de- 

la  pianura  e  le  prime  colline  di   Vinci  in-  licalissime,  bestiame  da  fruito,  vini  spiri- 

nanzi  di  arrivare  alT  oratorio  della  SS.  An-  tosi  e  granaglie  copiosissime. 

nunziata^   dove   viene   ad    incrociarsi  con  Ma  il  prodotto  principale  consiste  nell* 

1* antica  strada  rotabile  da  Sovigliiua,  con  olio,  le  cui  piatile  incominciano  a  frullare 

quella  che  viene  da   fjamporecchio  «  con  tu  coleste  colline  dell' età  di  4  o  5  anni. 

r altra  di  Cerreto  Guidi.  Costi  il  metodo  della  cultura  a  spina  è 

V.  V.  100 


790 


VING 


tolico  qaanlo  Leonardo  da  Vinci,  dalla 
cui  maeslria  è  fama  che  etio  debba  ri- 
petersi. 

Poche  sono  le  industrie  arlìsiiche,  toslo- 
chè  i  coloni  ritraggono  la  loro  sussistenza 
dai  feraci  poderi  e  di«i  lavori  continui  che 
Ti  ordinano  i  loro  padroni.  1  cosi  detti  pif 
gionali  vivono  delle  opere  di  campagna,  e 
dalle  trecce  da  cappelli  di  paglia,  che  in 
quella  pianura  si  raccoglie;  ma  i  lavori  più 
grandiosi  spettano  al  signore  del  Ferrale  e 
di  Anchiaoo  che  ogni  giorno  procura  di  au- 
mentarli a  vantaggio  del  paese,  a  decoro  e 
ulile  della  sua  fattoria  che  può  dirsi  un  rao« 
dello  di  agricoltura.  —  f^ed.  al  Si7ppl«- 
VENTO  V  Art,  FitRAi.1  DI  Vinci. 

kW'Art,  Febialc  nel  Val  d*  Arno  infe^ 
riore  dichiarai  questo  un  Gas.  invece  di 
Villa  signorile  con  cappella  (S.  Antonio)  nel 


I 


VINC 

piviert  di  S,  Ansano  a  Grreti  (pan.  £  S 
Crocea  Vinci)  Gom.  medesima  [Gtar.  e 
Cerreto),  Dioc.  dì  Pisto|a ,  Cooip.  4i  F» 
rense. 

Ivi  mi  limitai  a  dire  cbe  rìncdr  ta  p^ 
gio  sulle  pendici  occid.  del  Moote  Alùit 

Dacché  fu  fallo   il  ouovo  piazuk  lih  , 
Vinci  vi  ha  luogo  una  Hera  di  bcaiiaae»  i 
nua,  la  quale  cade  nei  tre  primi  giocméfr 
r  ultima  settimana  di  luglio.  ] 

Il  cancelliere  comunitativo  ed  il  pafe^c 
risiedono  in  Cerreto-Guidi,  il  Vicari»  R.  « 
Fucecchio;  però  i  popoli  di  Pelrofo,  S» 
gliana  e  Spicchio  dipendono  dal  Vic^fw  L 
di  Empoli;  T uffizio  di  esazione  dd  ìa^ 
stro  e  I  ingegnere  di  Circoodario  aoe«  ■ 
Fucecchio,  la  conservazione  delle  Ipokck 
in  Pisa,  ed  il  tribunale  di  Ptìas  '  ' 
iu  San-Miniatn. 


QUADRO  della  Popolatione  della  Conuntry  im  Vt9<u 

a  cinque  epoche  diverse^ 


Nome 
dei  Luoffhi 


S.  Amato,  Q  S.Tom- 
maso 
Collegonzi 
Paltugnano 
Greti,  o  S.  An»inQ 
Greti 

Pantaleo  (S.) 
Paterno  e  Arniano 

Pelrojo 
S^vigliana 
Spicchio,  o  Pagna- 

namina 
Streda 

VlWCT 

Vitolini 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Pietro,  Priorìa 

S.  Maria,  Rettoria 
S.  Maria,  Prioria 
S.  Gio.  Batt. ,  Pieve 
S.  Donato,  Prioria 
S.  Panlaleone,  Idem 
S.  Lucia  e  S.  Loren- 
zo, Rettoria 
S.  Maria,  Idem 
S.  Bartolommeo,  Id. 
S,  Maria  Assunta,  Id. 

S.  Bartolommeo,  Id. 
S.  Croce,  Prioria 
S.  Pietro,  Idem 


Diocesi 

cui 
spettano 


Pistoja 

Idem 
Idem 
Idem 
Idem 
San-Minìato 
Pisloja 

Firenze 
Idem 
Idem 

San-Minialo 

Pistoja 

Idem 


Totale  ....  Jhit,  if.® 


Popciaxiijme 


AXKO 

i55i 


^74 

»79 
«74 


71 

133 

193 


i335 
35o 


AVHO 
1745 


908 

i83 

141 
a3a 

18Ó 

398 


i3a 

575 
411 


3i68   4196 


▲irso 
l833 


395 

3o8 
935 
3ao 

i54 
476 

t37 

iSa 
4o3 
846 

167 
889 
597 


1840    ll^l 


4979 


Nelle  ultime  due  epoche  entravano  nella 
»ioni  provenienti  dalla  parrò 'ichia  di 
Lamporeoehio 


Com,  di  Vinci  le  seguenti  fra. 
Orbignano  della  Conutnità  di 
jihit,  if.o 


3o8 

333 
«So 

a;o 
5ao 
i3« 

169 

455 
911 

i83 

9« 
6a3 


TW^ZB 


hi 

3*5 

lii 

v 
*•: 

6j: 


jibit,  M.^  |557>  5-11 


VìtfC  VlNtì             tSl 

VlNCIGLIATA  uel  VaUd*Ariio  Aorenti-  alcuni  diplòmi  imperiali ,  ?ar]  istrumeuti 

no.  —Contrada  che  da  il  liiolo  ad  una  eh.  del  940,  qSS  e  961   slati  citati  agli  Ari, 

pur.  (S.  Maria  e  S.  Lorenzo  )  nella  Gom.  Paio  (Vico),  Groppoli,  Ckllb  (S.  Pancrazio 

Giur.  Dioc.ecifca  duemigl.  a  scir.  di  Pie-  a),  pKtaiOLO  dì  IUaeliana  e  Vico-Pmoso; 

toir»  Comp.  dì  Firenze.  mentre  un  istrumeiitodeiraprile  io34  ram- 

TroTasi  in  uù  poggio  che  dal  lato  di  le?,  menta  eziandio  il  botgo  di  Fincio, 

tetre  di  continuazione  al  monte  Ceceri,  os-  Al  qual  borgo  fu  dato  il  titolo  di  castello 

sa  »\  moni^ delle  cas^e  fiesolane  di  macigno  in  altra  carta  del  a  3  maggio  1043  relativa 

fn  Seltignano  e  la  villa    detta  Castel   di  ad  una  donazione  fatta  alla  cattedrale  di  Pi- 

^oggio  compresa  nella  parrocchia  di  Vin-  stojii  dal  conte  Guido  figlio  del  fu  C.  Guido, 

cigliata,  la  quale  è  una  delle  cure  suburbane  e  dalla  C.  Adaletti  sua  moglie,  nel  temfKi 

della  cattedrale  di  Piesule.  che  egli  giaceva  infermo  nel  suo  castello  di 

Una  nuova  osservazione  geologica  di  qual-  Flncio  sulTOmbrone.  —  f^ed,  Groppoli» 

che  rilievo  fu  fatta  negli  anni  decorsi  in  o  Gmoppomb, 

cotesto  poggio  di  Vincigliata  dallo  studioso  Attualmente  la  borgata  di    f^incio  con- 

fioTane  Vittorio  Pecchioli,  il  quale  fu  il  serva  il  vocabolo  alla  chieS'i  prrocchiale  di 

primo  ad  annunziare  ai  teixo  congresso  dei  S,  Pietro  in  f^ificio^  detta  anche  di  Vico* 

KÌenziati  italiani  tenuto  in   Firenze  nella  Petroso.  — ^  f^ed,  V  Art.  seguente. 

tecoada  metà  del  settembre  1841  Tesislen-  VINCIO  (S.  PIERO  oS.  PIERINO  a)  altri- 

la  della  Baritina  e  delT  Aragonite  da  esiìo  menti  a  f^ico-Petroso^  nell.i  Valle deiPOm- 

scoperta  nel  poggio  di  macigno  presso  f^in-  brone  pistojese.  • —  Contrada  popolosa  fra  il 

dgliatùy  le  quali  due  rocce  egli  suppone  /'o/i/e  £u/i^'0  del KOm brone  ed  il  borgo  de1« 

provenute  dalla  subita  alterazione  delle  sol-  le  Fornici  presso  il  lofr.  omonimo  che  gli 

tonanti  rocce  di  macigno.  —  (Atti  nei.  Con-  passa  a  sett.  mentre  scorre  al  suo  lev.   lo 

ÉMMO  m  FiaawtK,  Sezione  di  Geologia,  adU'  stesso  fì.  Ombrone*  Anche  il  popolo  di  S. 

maina  dei  34  sett.  1841  )»  Pantaleo,  detto  dlV  Ombrotie^  appellavasi 

La  parr.  di  S.  Maria  e  S.  Lorenzo  a  Vin-  pur  esso  al  P^inciò  dalla  vicinanza  di  detta 

eifliala  nel  i833  contava  58  abit.  chiesa  alla  confluenza  del  torr.  predetto  nell* 

VINCIO  DI  MONTE  ALBANO  torr.  nel  Ombrone  pisiojese. 

Val-d*Arno  inferiore.  -^  f^ed.  Vinci,  Co-  Il  primo  di  cotesti  popoli  con  I* annesso 

munita.  di  Gugliano^  già  compreso  nella  ComunilM 

VI INCIO /orr.  nella  Valle  deirOmhrone  di  Sola/o,  attualmente  in  quella  di  Porta 

pittojise,  da  cui  prese  il  titolo  una  eh   parr.  Lucchese,  trovasi  a  sett.  della  strada  [«stale 

{S. Piero  in  lincio)  con  borgata,  già  Casi*  Lucchese  nell»  Giur. Dioc.  e  circa  un  migl. 

di  yincio.  e  mezio  a  pon.  di  Pistoj;i,  Comp.  di  Firenze, 

Due  brevi  corsi  d*acqua  alla  destra  del-»  Comecché  il  f^inci  del  Val-d*Arno  infe- 

rOmbrone  pistojese  portano  il  vocabolo  di  riorefosseapparlenutb ai  Conti  Guidi, dubito 

fìneio  ,  cioè  il  Cincin  di  Brande glio  che  per  altro  che  a  cotesto  borgo^  ossia  al  Cast.  <]i 

scende  dal  monte  delle  Piastre  e«l  entra  Soia/o  siì\  l'^i/lcio,  riferire  volesse  un  tesla- 

oeir Ombrone  tn-esso  il  ponte  Axinntico^  mento  dettalo  nel  si3  maggio  1043  da  un 

ed  il  lincio  di  iflontagnattit  che  oimm;  sul  conte  Guido  figlio  di  altro  C.  Guitlo,  il  qua- 

Aanco  roeriilionale  del  mone  del  Piastri/o  le  trovandosi    infermo  nel  suo   castello  di 

di  dove  scende  a  Momigno,  per  f>oi  rasentare  f^incio,  donò  alla  cattedrale  e  capitolo  di 

ilCast.  di  Jfo/2^/7^/i(i/la  e  quindi  la  pievedi  Pistoja    la  sua    parte    del    vicino   Cast,  di 

Celle  innanzi  di  avvicinarsi  alla  borgata  di  Groppoli  con  la  quarta  parte  della  villa  di 

8,  Piero  in  V indo  e  avviarsi  di  là  nelT  S.  .ìflartino  (a  Grappoli).  — -  f^ed.  V  Art. 

Ombrone  che  trova  sopra  il  Ponte  Lungo.  Groppoli,  già  Gkopporb. 

Il  lincio  di  l?rrtfi'/eij//o  scorre  tutto  nel  Meno  dubbia  rapporto  a  questa  1ocalit2!i 

territorio  comunitalìvo  di  Porta  al  Borgo;  è  un  altra  membrana  del  capitolo  «li  Pistoja 

Paltro  di  9lontagnana  spella  f)er  la  parte  f>ubblicala  pur  essa  dall'Ab.  Camici  nel  T  oL 

Sdperiore  a  quella  stessa  Omunilà  e  |)er  la  1.  della  sua  Continuazinne  dei  Biarch.  di 

parte  inferiore  alT  altra  di  Porta  Lucchese.  ro^cfli/i.È  un  allo  di  donazione  scrino  pres- 

Che  anche  in  coleste  vallecole  avessero  so  Pisloja  nclV aprile  del    <o34,  <^ol   qualfif 

grandi  possessi  i  conti  Guidi  od  i  conti  Ca-  due  fratelli,  i  conti  Tegrimo  e  Guiilo,   n«:li 

duliu»!   loro   consorti  lo  dichiarano  oltre  di  altro  C.  Guido,  donarono  dieci  poderi  al* 


792  V  T  S  A  VISI 

In  canonica  della  caUedrali*  di  Pislojai  uno    Lorenzo)  nella  Com.  e  appena  ■»  tà^^^ 
de*  quali  posto  in  Solario,  altro  in  f^incio,    pon.-maettr.  di  Palanuolo ,  Gi«.  è  b 
un  tei-zo  io  S,  Panfalto^  un  quarto  in  loco    radi ,  Dioc.  e  Comp.  di  Firemr. 
Peiriolo  sul  f^incio.  —  F'ed.  Scjljmi  sul        Appartenne  ad  un  U^uocio degli  tk^ 
rincio,  di  Alessandrino  da  Visano»  ranBcatib  s 

La  parr.dr 5.  Pierino  a  rinc/o,  ossia  in  un  islrumento  del  i%  aprile  iuSiIml  I 
F'icO'FeUoso  nel  i833  coniava  629  ablt.  in  Bologna  e  riportato  dal  Lami  ac&M 
d(^i  quali  84  esci  vano  fuori  della  sua  Co-  Sfemor,  EccL  Fior.  T.  IV  p.  4. 
munita.  AIT  incouiro  la  parr.  vicina  di  S.  Anche  coletta  bicocca  fu  cotapou* 
Pantaleo  della  delT  Ombrane  ^  aveva  nel-  Fiorentini  per  contratto  del  17  dice&b* 
I4  slessa  Comunilii  di  Porla  Lucchese  700  1371  fatto  con  Ottaviano  del  fa  HiaW 
abitanti.  do  degli  Ubaldini  del  Podere  de  Pt^ 

ri&cioitE  o  r iciOHB-M AGGIO,  ~^  f  ed,  allorché  acqoistarono  le  i><7/e  ^4  ^i«c^ 
Vicio  Maggio  in  Val  •di-Chiana.  di  frisano  e  di  Piedimonte,  compreetth 

f^isCiOSE  o  f^icioME  PICCOLO,  -*  f^ed,  ragioni  sul  passaggio  dì  PalaxmoloiJM, 
Battifollb  in  Val  di-Chiana  altra  cosa  che  avevano  nel  dtlto  PJot^ 

VIRANO  nella  Valle  del  Montone  in  Eo-  mediante  lo  sborso  di  %iSo  fiorìai  f  cai 
magna.  —  Cas.  con  eh.  parr.  (S.  Maria)  Ottaviano,  e  di  fiorini  3ooo  a  domi, 
nella  Coro.  Giur.  equisi  due  migl.  a  ostro-  copa  de* conti  Alberti  di  Broscotisnib 
lib.  di  Terra  del  Sole,  Dioc.  di  Porli,  glie  per  le  sue  ragioni  dolali. —(ànae-^ 
Comp.  di  Firenie.  Istor,  Fior.  Lib.  JIHI.) 

Risiede  in  pianura  sulla  ripa  sinistra  del        La  parr.  di  S.  LoreoioaVisu»Klil3) 

fi.  Montone  lungo  la  strada  regia  Forlivese,    noverava  197  abit. 

la  qual  pan.  di  Virano  nel   i833  conlava        VISIONANO  nel  Vald'Amo  pittie.- 

1 09  popolani.  Contrada  con  eh.  parr.  aotlo  il  do^  blè 

VIRGINIO  lorr.-^  Ved,  Baibbuiho  di    di  S.  Pietro  e  S.  Giusto  nel  pivìtreà  SU 

YalVElsa,  e  MoHTuspBaTOLi,  Comunità,        renzo  alle  Corti,  Com.  e  circa  4  iit^i 

ViaGOLETTA,  già  Veiracoletta  in  Val-    pon.  di  Cascina,  Giur.  di  Pooteden,  Do. 

di-Magra.  «^  Vili,  con  eh.  parr.  (SS.  Ger-    e  Comp.  di  Pisa. 

vasio  e  Prolasio)  nella  Com.  e  circa    un        Fra  le  notizie  relative  a  qofsU esalai 

migl.  a  lev.  di  Villafranca,  Ginr.  di  Aulla,    ne  ricorderò  una  registrata  nel  Lib  IV  liir. 

Vicarialo  foraneo  di  Filetto,  Dioc.  di  Massa    5o  del  Bre^e  Pisano  noto  coonneHet 

Ducale ,  già  di  Luni-Sirzana ,  Due.  di  Mo*    sotto  il  vocabolo  di  Bre^e  del  ama  l'C' 

dena.  lino,  in  cui  si  traila  di  (are  aprire  U  Ti 

Risiede  in  una  collina,  appellata  Monte-    Grumulense  dall*  ingegnere  gcomk  tó 

Vignale  sulla  ripa  sinistra  del   torr.  Ba-    strade  a  spese  e  utile  degli  uomini  e  ooae 

gffoittf  presso  al  coufioe  con  questa  ultima    di  S,  Lorenzo  alle  Corti^diGrauk,k 

Comunità  spellante  al  Granducato.  Zambra  e  Zambreiia,  Pettori^GtUoth 

Firgoletla  e  Monte»  Vignale  fecero  par-    signano  secondo  le  loro  possessioni,  hét- 

te  costanlemenlc  del  ex  feudo  di  Villafran-    bilmente  è  quella  stessa  via  roUUeoi 

ca,  del  quale  subirono  anche  i  destini.  -— >    staccasi  dalla   regia  postale  Lìvons  i 

Ved.  VujjLrAAKCA.  rimpetto   a   Visignano   per  coodimila 

Solamente  accennerò  di  questo  luogo  una    pieve  di  S.  Loreozo  alle  Corti  e  dih  Ihìi 

piccola  fazione  accadutane!  1 5  38  sul  Monte    la  ripa  destra  dell'Arno  al  Ponte  di  Ina 

^/^oa/e,  allorché  il  capitano  fìorenlino  di    di  Zambra. —  f^e<l.  Coiti  (S.  Loau»  iiu. 

Fivizzano,  non  polendo  loller<irc  che  gli  uo-         La  parr.  de*  SS.  Pietro  e  Gioite  1  Va 

mini  di  Fornuaìo  sudditi  del  Duca  di  Firenze    guano  nel  i833  contava  40$  abit. 

fossero  più  olire  malmenali  dai  vassalli  del         VISIONANO  nella  Val  le  del  Sintov.- 

Itfarch.  di  Villafranca,  occupò  loro  eoo  5oo    Cas.  con  eh.  parr.  (SS.  Jjcopo  e  GiUo^ 

fanti  il  paese  di   Virgoletta.  —  (  Ammik.    nel  piviere,  di  Bordignaoo,  Gota-  Oma 

Istor,  Fior.  Lib.  XXXII.)  circa  7  migl.  a  grec.  di  Firentuolt,  Da 

La  parr.  de*  SS.  Gervasio  e  Prolasio  a    e  Comp.  di  Firenze. 
Virgoletta  nel  i83a  contava  353  abit.  Risiede  in  monte  sulla  sinistri  del  &■  Ss- 

VISANO  DI  ROMAGNA  nella  Valle  del    terno  presso  al  confine  del  Gnudocricm 
Senio.  —  Gas.  eoa  castellare  e  cb.  psrr.  (S.    il  territorio  d*  Imola  dello  SUto  FosU^ 


794  VITO  VIVA 

La  parr.  dt  5.  Vito  di  Lunata,  nel  i83a  mor.  Znceh.  iu  occ^sioae  delP onter»  J^. 

eontava  5i3  Mi.  dicalo  a  S.  Maria  e  a  S.  Pietro  (qimUo4 
VITO  (S.)  BtLLjL  BERARDENGA  nella    un  tale  Tolone  abiUnte  io  rùo/o,w^ 
Valle  dell' Orabrone  saneae.  —  f^ed.  Gieta.    bus  Garfaniensey  e  dal  medesimo (bo«lifc„ 

(S.  Vito  ih).  dolalo  di  molli  beni  che  dooò  colnt'«,^ 

Firo{SJ)  ot  9ÌAÈKMMÀ  nella  Val-di-Cor-  rio  a  GìoTamii  YescoTodì  Lucca, «1  poogr^ 

nia.-*Era  una  chiesa  che  diede  il  nome  sialo  dallo  stesso  vescovo  Poralorìo,o&ik« 

ad  una  tenuta  della  mensa  lucchese,  ed  alla  Uca  di  Vitojo  consagratj. 

quale  riferiscono  vari  isirumenti  dei  seco-  Circa  due  anni  do{>o  lo  ttew)  ^^-y, 

li  VII!,  IX  e  X  pubblicati  nei  Voi.  IV  e  V  dell* oratorio  di  f7ro/o,  mediaole  iilniof^ 

delle  ifemor.  Lucch,  Tali  sono  due  rogiti  del  17  febh.   798,  aggiunse  altri  beii  il 

del  24  maggio  770  scritti  ad  Ecclesiam  chiesa  suddett^i  riservandosi  il  pairmutir^ 

S.  Fìti  in  Cornino;  tale  è  uno  del  9  marzo  sé,  suoi  figli  ed  eredi,  c<|  in  aian(^nxj!«n 

970  rogato  nella   Villa  detta  di  S.  Vito  chiamando  a  succedere  ì  vescovi  di  Uu 

in  Cornino.  Tale  è  un  atto  del  3f  mag-  Infatti  nel  99$  era    patrono  dì  (M| 

%^^  974»  col  quale  Adalongo  vescovo  di  Lue-  chiesa  il  Vesc.  lucchese  Gherardo,  il  <jQif 

ca  affittò  due  poderi  con  altri  beni  posti  in  con  istrumento  del  aa  loglio  di  dHlotaa? 

Cornino  uhi  dicitur  a  S.  Fito^  comitatu  affittò  ai  fratelli  Alberico  e  Wini|ilda  d^l 

€t  territorio  Populonienti,  \  quali  islru.  del  fu  Fraoìrao  la  chiesa  i^a  i  beni  di  1 

menti  spellanti  alla  mensa  di  S.  Martino  di  Maria  di  Vitojo  per  T  annuo  tributo  di  n 

Lucca,  imponevano  1*  onere  al  Attuario  di  denari  d*argento.  —  (Mcaiot.  Loctt.  fd. 

recare  nel  mese  di  giugno  alla  tenuta  vesco-  iV  P,  i.  e  V  P,  HI.  ) 

TÌle  di  S.  Vito  in  Cornino  il  censo  di  48  Facilmenle  qoelPoralorio,  obenUet^ 

denari  di  argento.  S.  Maria,  divenne  la  prima  cura  di  Vu^ft, 

Lo  stesso  fìtto  fu  rinnovato  al  personaggio  coi  in  seguito  fu  annesso  il  popolo  di  & 

medesimo  ed  alle  condizioni  di  sopra  espresse  Pietro  a  Casatico. 

per  istrumento  del   i5  aprile  979  rogato  Dal  registro  Valicano,  scritto  alla  (ukM 

nella  suddetla  tenula  e  luogo  di  5.  Vito  da  secolo  XII  da  Cencio  camarlingo  àéh  S 

Guido  vescovo  di  Populonia,  dopo  essere  Sede,  resulterebbe  che  la  chiesa  rosimi 

egli  stalo  eletto  in  vescovo  di  Lucca.  Oltre-  quella  età  ritraeva  non  saprei  quali  trikii 

diche  da  cotesti  istrumenli  sembra  apparire,  dalla  Massa  di  Casatico, 

che  i  beni  della  tenuta  di  S.  Vito  fossero  La  parr.  di  S.   Maria  a  Vitojo  nd  iSh 

posti  lungo  la  fossa  delta  Botrangolo^  ytves-  conlava  216  popolani,   119  de* quali éf- 

•o  il  fiume  Comia,  sulla  ripa  del  quale  era  tanti  in  Casatico  ,  e  87  in  Vitojo. 

tracciata  una  via  pubblica.  Finalmente  la  VITOLINI,  o  VITOLINO  nelVal^im 

slessa  tenut^i  di  S»  Vito  in  Val  di  Comia  inferiore.  —  Vili,  con  eh.  parr.  (S.  PiHn; 

è  rammentala  in  mxì  istrumento  del  3o  sett.  nel  piviere  di  Creti.Com.  e  circa  dot ni^ 

980  per  lacere  di  molti  altri  iu  quelle  He-  a  scir.  di  Vinci,  Giur.  di  Cerrelo-Gui^u 

morie  pubblicali.  Dior,  di  Pistoja,  Comp.  di  Firenze. 

VITOJO,  aia  VITORIO  {Viturium)  m  R I  siede  sol  tianco  meridionale  del  Voite 

GARFAGNANA  nella  Valle  superiore  del  Albano  presso  le  sorgenti  del  borro  di  I. 

Serchio.  —  Cas.  con  chiesa  parr.  (S.  Ma-  ^/txano  lungo  la  strada  che  sale  a  S.Gtssb, 

ria  Assunta),  cui  è  annesso  il  Vili,  di  Ca-  dove  varca  il  monte  per  scendere  1  Cu» 

fatico,  neir  antico  piviere  di  Piazza,  Com.  gnano.  —  Ved.  Viwci. 

Giur.  e  circa  un  mi^l.  a  pon.lib.  di  Cam-  La  parr.  di  S.  Pietro  aVitoIioi  odiiUS 

porgiano,  Dioc.  di  Mass;i  Ducale,  già  di  Lu-  noverava  597  abit. 

ni-Sarzana,  Doc.  di  Modena.  VITOZZO  (  MOITTE  ).  -.  Ved.  lom 

Risiede  in  poggio  sul  fianco  sett.  delTAU  Vrrozzo. 

pe  Apuana  detta  della  Tamburata  Uh.  dì  VITTORINO  (S.)   n' ACQUA  VIVA - 

Camporgiano  ed  a  ostro  di  Casatico,  avente  Ved.  Acquavita  in  Val-di-Chian^. 

la  cura  di  Roggio  a  pon.,  e  quella  di  Roc-  VIVAJA,  o  VIVAJO  kl  BAGNO  ì  AG 

ea  Alberti  al  suo  scir.  QUA  nel  vallone  della  Cascto«.  — Gs.die 

Si  fa  menzione  di  questo  Vitojo(  rìViir/o)  diede  il  titolo  alla  soppressa  cappella  dì  S. 

tino  dal  secolo  VIII  in  una  carta  del  6  die.  Stefano  a  Vi9a]a  annessa  al  popolo  del  Bt- 

795  riportata  nel  Voi.  IV  P.  Ideile  Me-  gno  a  Acqua,  Com.  Ginr.  e  circa  I  miflii  ■ 


7»6              VIVO  VIVO 

gamelle  del  Moti.  iH  S.  MusHola  di  Stena,  titolo  di  Contea  fb  ooncena  nel  \^%\  ^ 

on  Vktìi*  Areh,  Dipi,  Fior,  GraiidacaCosimoIIf  aMooiig.AniMiJiC,. 

Talee     |uello  del  i5  genn.  1260,  nel  Tini  vescovo  di  MoolepolciiDo, rkkìisie. 

quale  si  tratta  della  cessione  fiitta  dagli  ere-  do  in  vigore  il  privilegio  dì  CoàboI^i 

di  dei  fondatori  della  eh.  di  S.  Mariii  di  iSSg  a  favore  del  conte  AlemoilroCm^ 

Stggiano  secchio  di  ogni  ragione  che  afer  fratello  di  Piipa  Marcello  II;  il  qui  ^ 

potessero  sopra  i  beni  di  detto  Eremo  a  don  della  contea  ie/  Fiifo  fu  rinooTilo  pn  f  g. 

Rustico  priore  di  S.  Benedetto  del  Vivo.-—  lima  volta  nel  lySS  a  favore  di  mooii^ 

f^ed,  SaoouHO.  Tommaso  Cervini. 

Tale  è  un  atto  di  assegnazione  dì  confini  I  conti  Cervini  profitUofb delia  oopi^ 

e  divisione  di  beni  che  la  chiesa  di  S.  Flora  sim»  e  rapida  corrente  delle  acqae<lci  ha 

di  Noeeta  possedeva  nei  contorni  del  Vivo  Vi^o  che  passa  in  meiao  al  villa^^  0» 

(atto  sotto  dì  ag  seti,  it  75  nel  claustro  dell*  nimo,  vi  stabilirono  varj  edilìzi,  b  \  ^ 

Eremo  predetto  dai  deputati  della  Comunità  una  rameria,  una  ferriera,  ora  ctrticn  ^ 

di  Castel  del  Piano.  —  Fed,  Nociva,  o  No*  un  frantojo  con  mulino.  Non  sfarò  Wu 

ORO  SUI.  Mout*  AaiUTJL.  giungere  come  potrebbero  edificani  »c 

Qualche   tempo   dopo  l*  unione  de  due  molte  seghe  ad  acqua,  tanto  pie  cbc  imi 

claustri  anzidetti,  le  carte  ad  essi  relative  Monle-Amiata  abbonda  di  Icgmaù di tib 

rrtano  il  titolo  di  S.  Piero  in  Campo  e  fusto  e  di  dispendioso  trasporto. 

Benedetto  del  Vivo.  Anche  il  villaggio  del  Vivo  è  drao^x» 

Contuttoché  1*  Eremo  prenominato  nel  da  colossali  piante  di  castali,  oemrcb 

i338  fosse  abitato  da  pochi  monaci  Carnai-  parte  superiore  del  monte  è  veilita  di  fon- 

dolensi,  si  nominafa  sempre  il  suo  priore;  ste  di  faggi,  quantunque  non  taaoeèiiMHi 

talché  trovo  rammentato,  nell'anno  i38i,  contomi  dell'Eremo  del  Vifo  sol  btoit 

un  don  Ambrogio  priore  dell*  Eremo  tiel  stro  del  torr.  bellissimi  abeti,  i  soli  eèes 

Vivo  in  un  lodo  del  16  nov.  di  quell*  anno,  trovino  nei  fianchi  occid.  del  MonrÀaoti 

mercè  cni  fu  stabilito,  che  il  detto  superiore  La  chiesa  di  S.  Marcello  al  Tifo  cnU» 

non  dovesse  avere  alcun  diritto  di  visita  in  parr.  dopo  Tanno  iSS^,  dipeodenii 

nella  Badia  di  S.  Piero  in  Campo.  origine  dal  diocesano  di  Pienxa  «  Cbèai, 

Ma  la  prova  più   manifesta  la  diede  II  ma  più  tardi  (anno  177 a)fua«(gnatia^ 

Pont.  Pio  II  nei  suoi  Commentari  (Li b.  IX)  lo   di   Mootalcino.  —  Fti.  VLonajM 

dove  disse,  che  a  quel  tempo  (verso  il  1460)  Diocisi. 

•ll'Eremo  predetto  seguitavano  a  vivere  in  La  parr.  di  S.  Marcello  alViTond  itì$ 

comune,  sebbene  meno  austeramente,  ì  mo-  noverava  laS  abit.,  i  quali  oel  i833iKa- 

naci  C^maldoleosi.  devano  a  21x7  individui. 

Uno  degli  ultimi  documenti  relativo  al-  VIVO  torr.  su.  MONTAMIATi  fo  TiJ- 

,    l'Eremo  predetto  è  del  di  8  aprile  1 534,  d'Orcia  —  A  cotesto  do?iiio$o  e  pcrprt» 

in  cui  sì  tratta  della  collazione  del  benefì-  corso  d'acqua  che  1* epiteto  di  fiomnt 

tio  della  cappella  di  S.  Flora  a  Noceto  nel  meriterebbe  dedicherò  un  brevissiiao  irt 

distretto  di  Castel  del  Piano,  sotto  la  dio-  per  dire,  che  esso  costitoisce  una  ddle  Ir 

cesi  di  Chiosi,  dato  in  Siena  nel  Mon.  di  S.  sorgenti  maggiori  del  Monte  Aioiatf,  Jotm 

Mustiola  all'  Arco  da  don   Sebastiano   de'  lev.  sorgono  le  scaturigini 'lei fiaraePif 111, 

Niocolìni  di  Treviso  priore  de' due  claustri  a  ostro  quelle  del  fiume  Fiora  e  a  poo.  k 

di  S.  Piero  e  S.  Benedetto  del  Vivo.  ricche  sorgenti  del  Fii^, 

Da  questa  carta  (lertanto  apparisce,  che  se  Nascono  le  sue  polle  da  due  bocche  fim 

nel  i534  vi  era   un    priore  dei  due  Moti,  un  migl.  al  di  sopra  del  Vili,  ooooìmo; 

riuniti,  mancavano  per  altro  altrettante  fa-  ma  poco  dopo  le  sorgenti  del  torr.  riwt 

miglie  religiose  per  abitarli  entrambi.  penlono  sotto  i  massi  di  ìnchilt iprpir"^ 

Fu  allora  che  il  Pont.  Paolo  HI  volendo  sopra  i  quali  era  edificato  il  cUasìrotkìl'B- 

ricomftensare  dei  servigi  resi  il  Card.  Cer-  remo  con  l' annessa  chieswpola  di  S.  Bw* 

vini ,  poi  Marcello   II   Papa,  cede  con  atto  détto.  Passata  cotesta  chiesa  lo  itesso  ftn 

di  vendita  i  beni  dell'Eremo  del  Vivo  al  risorge  alla  luce  per  discendere  nel  pi« 

detto  cardinale,  il  quale,  dopo  eletto  in  Pon-  omonimo,  dove  scorre  fra  immcoie  rapi  i 

{«•fioe, confermò  alla  sua  famiglia  la  cessione  peperino,  che  dall'alto  della  moaì»^» 

del  Vìvo.  Finalmente  oolesta  signoria  con  prolungano  molto  al  disotto  dd  n' 


VOGO  VOLO              7fl7 

pfcdsttOy  Ancbè  il  toir.  scorre fopn  rocce  ài  Gilbeniano  sulla  strada  proTÌncuile  Casea- 

cakarea  e  di  arenari<i  compatte.  linese  tracciata  lungo  la  sponda  sinistra  del 

Giunto  il  f^ivo  a  Seggiano  si  accoppia  al  fiume,  e  poco  discosto  dallo  Stretto  di  S, 

rio  di  F'etra  che  scende  al  suo  ostro  dal  Mon-  Marnante. 

te-Amìata.  Arrìocbito  maggiormente  di  ac-  Vi  ebbero  signorìa  nel  medio  evo  gli 
qne  il  Fì^  continua  a  dirigersi  Terso  lib.  libertini  di  Valenzano  e  dì  Talla,  uno  dei 
fino  •  pie  del  Monte-Giovi,  dove  formando  quali  nel  laai  rassegnò  il  gìus|)adronalo 
angolo  si  rivolge  da  lib.  a  m<ieslr.  per  vuo-  della  eh.  di  S.  Maria  a  Gilbenzano  itiaienic 
tarsi  dopo  circa  otto  migl.  di  discesa  nel  torr.  alla  cappella  di  S,  Donato  a  fogognano 
Maneona^  econessoneirOrcia  davanti  alla  alla  vicina  Badia  di  Selva^Stonda,  —  (in- 
vi Ila  di  F'elona.  hal.  Gamild.  ) 

TIZZANETA   dell*  Appennino  pistojese  La  parr.  di  S.  Maria  della  Neve  a  Vogo- 

adla  Val-di-Lima.  —  Contrada  che  ha  dato  guano  nel  1845  contava  35a  abit. 

il  titolo  ad  un  posto  doganale  di  terza  classe  VOLEGNO  du.l*  ALPE  APUANA  hklla 

■elU  pnrr.  di  Lizzano,  Gom.  e  circa  un  mi"  VaasiLU.  —  f^ed.  Pruno  e  Volegro. 

es  a  icìr.  di  Cutìgliano,  Giur.  di  San-  VOLOGNANO  nel  Val-J'Arno  fiorenli- 

rcello,  Dioc.  di  Pistoja,  Gomp.  di  Fi-  no.  —  Gas.  già  Gast.  con  chiesa  parr.  (S. 

gene.  Michele)  nel  piviere  di  Miransù,  Gom.  e 

Trotati  in  montagna  sulla  ripa  sinistra  circa  4  migl.  a  selt.  di  Rìgnano,  Giur.  del 

del  torr.  Folata  lungo  1*  antica  strada  del  Pontassieve ,  Dioc.  di  Fiesole ,  Gomp.  di 

Frignano  che  varca  V  Appennino  alla  così  Firenze. 

éclla  Alpt  della  Croce  fra  i  (erritorii  co-  Risiede  sulla  sommità  di  un  poggio  oiuo- 

annitatÌTi  di  San-Marcello  e  di  G*itigliano  n imo  posto  alla  sinistra  ed  a  cavaliere  del- 

fd  il  distretto  di  Frignano  del  Ducato  di  Y  Arno,  quasi  dirimpetto  la  coutluenza  in 

Hbdeoa.  A  quella  strada  maestra  riferisce  esso  della  Sieve. 

in  trattalo  del  a4  novembre  iaa5fraiMo-  Il  castello  con  la  chiesa  di  Volognano 

dsncn  ed  i  Pistojesi  citato  ali*  Art.  Cuti-  appartenne  ad  uu  ramo  de*  signori  che  si 

s&uao.  dissero  da  Cuona  e  Volognano ,  slamato 

Il  doganiere  di   VUzaneta  dipemle  da  in  tempi  antichi  da  quello  de*  signori  di 

foello  di  seconda  classe  di  Boscolungo.  Castellonchio  e  MiransU. 

VIZZANO  SUL  VINCIO  nella  Valle  dell*  L'.^rc/i.  Dipi.  Fior,  possiede  fra  le  roem- 

Ombrooe  pistojese.  —  Cas.  nel  popolo  della  brane  della  Badia  di  Vallorabrosa  le  notìzie 

pieve  di  S.  Pancrazio  a  Ce//e,  Com.  e  circa  più  antiche  relative  al  Cast,  e  chiesa  di  S. 

migl.  3  Vs  ^  maestr.  della  Porta  Lucche-  Michele  a  Volognano ,  v  «lei  loro  signori , 

se,  Giur.  e  Dioc.  di  Pistoja,  Gomp.  di  Fi-  derivati  da  quelli  da  Cuona,  o  Quona.  Av- 

lenze.  vegnachè   senza   raiomenlare    le   carte  del 

II  Gas.  di  Fitzano  è  rammentalo  fra  i  maggio  11 39,  giuguo  ii4a  e  luglio  1148 
molli  che  furono  del  piviere  di  S.  Panerà-  citale  altrove,  mi  limiterò  a  quella  di  un 
no  mCeile  in  un  atto  enfìteutico  del  1067,  istrumento  rogato  li  17  luglio  iai4, iucui 
col  quale  Leone  vescovo  di  Pistoja  affiliò  si  tratta  di  beni  spettanti  alla  chiesa  parr.  di 
per  r  annuo  censo  di  4  soldi  d' argento  a  S.  Michele  a  Volognano. 
un  tale  Signoretto  di  Gherardo  tutti  i  red-  Inoltre  ali*  Art.  Quona  citai  una  membra- 
diti  della  pieve  di  S.  Pancrazio  a  Celle  con  na  della  provenienza  medesima  scrìtta  in  Vo- 
la decimedovutedagli  abitanti  delle  17  ville  lognano  li  6  giug.  laafi,  nella  quale  è  (at- 
eomprete  nella  sua  giurisdizione,  fra  le  quali  'ta  menzione  di  mess.  Ruggero  di  Alberto  da 
era  questa  di  aizzano. —  Fed.  Cellb(Pib-  Quona  che  diede  il  suo  nome  in  Firenze  a 
▼a  01)  nella  Valle  delTOmbrone  pistojese.  una  delle  porle  del  secondo  cerchio  di  que- 

VOGOGNANO  sCALBENZANO  nel  Val-  sta  città, 

d*  Amo  casentinese.  —  Due  Vili,  sotto  la  II  quale  Ruggero  di  Alberto  da  Qaonafu 

chiesa  plebaua  di  S.  Maria  della  NeveaVo-  costanleroenle  seguace   della   parie  Guelfa, 

gognano  nella  Com.  e  circa  4  migl.  a  sett.  mentre  il  di  lui  fratello  Filippo  di  Alberto 

diS«ibbiano,Giur.  Dioc.  eComp.di  Arezzo,  da  Quona  seguitò  il  p;irtito  contrario,   (m- 

Questi  ilue  Vili,  risiedono  sulla  ripa  sini-  perocché  cotesto  Filippo  di  Alberto  il.(  Quo- 

ftlra  dell*  Arno,  Volognano  più  in  alio  sul  na  e  Folognano  per  asserto  di  Gi».  Villani 

fianco   occidentale  dell*  Al[)e  di  CalcuMJJ,  nel  giugno  del  1267,  essendo  slata  di  corto 

V.  V.  101 


798              VOl,P  VOLT 

Ciicciala  It  parte  ghibellioa  di  FìreoM ,  fa  t' inooltrano  dalJa  Badiaceia  Si 

fatto  loro  capitano,  allorquando  con  i  mi-  ro  verso  RaJda,  alla  deitra  4(1  kn.  À 

gliori  ghibellim  delU  città,  e  loro  masnade  latro  tributario  della  fiwDaBa  Ptntm 

pose  il  suo  quartiere  al  castello  di  S.  Ellero,  lungi  dal  colle  di  Eadda, 

e  di  là  con  quelle  genti  cominciò  a  far  guer-  Fra  i  meriti  di  questo  loogo.obit^M 

ra  a  Firenze,  Per  la  qual  cosa  i  Fiorentini  timi  vini  che  il  suo  poggio  («o4ct,  J 

guelfi  Ti  andarono  a  oste  con  tutta  la  ca-  quello  di  essere  stato  la  patria  di  Bai^ 

Talleria  de*  Francesi  comandata  dal  mali-  di  Lorenzo  dalla  Folpmja  nasp^A^ 

scalco  del  re  Carlo  d'Àngió,  e  per  batta-  ▼xrj  scrittori  fiorentini,  figlio  fiimeig^ 

glia  ebbero  il  detto  Cast,  di  S.  Ellero,  dove  Lorenzo  di  Frotino  dalla  f^otp§jttkt^ 

si  erano  rinchiusi  non  meno  di  800  gbibelli*  1456  era  spedaliugo  ilel!*Ospe«hlc(lc|fk 

oi:  fra  i  quali  molti  degli  Uberti,  de* Fi-  nocenti  in  Firenie,  (Vàisn,  mi  fU.M 

fanti,  degli  Scolari  e  di  quelli  da  fologna-  dei  suoi  Si  gii  li  jiatidu)  lodalo  dilTb 

no:  e  allora  perderono  anche  i  ghibellini  bosgbi  nella  Storia  d^Ua  UUtrnutm 

le  rocche  di  Canipiedi  Gressa  sotto  Bibbie-  liaaa^  come  eccellente  Eabbricaloa  è  m. 

na.  In  tale  occasione  Gerì  da  f^olognano  logi,  unodeiqnali  egli  per  Lonnao^'l^ 

con  altri  suoi  consorti  (  forse  anche  col  ca-  dici  con  mirabile  ingegno  lavorò, 

pilano  Filippo)  furono  presi  e  messi  nella  La  parr.  di  S.  Lorenzo  aUa  ^olptjtu 

Torre  del  Palagio  (del  Fisco)  di  Firenze,  i833  contava  a  56  abit. 

e  però  quella  prigione  fu  chiamaU  dipoi  la  VOLPINARA  (S.  ZENO  k)  ntìk  ^à 

F'olognana.  —  (Gio.  Vill ahi.  Crome.  Li b.  del  Montone   delU  Roma^oa  ^aiW» 

VII  cap.  19. —  Amm  a.  5(or.  ^(or.  Lib.  II.)  — Gas.  con  eh.  parr.  dedicala  a  S.&.U 

Gli  stessi  autori  rammentando  T  incendio  tista,  nella  Com.  Giur.  e  eira  4  oi^  i/ 

malizioso  dato  nel  giugno  del  i3o4  ad  una  stro  Ji  Terra  del  Sole,  Dice,  di  Forù^Ctt 

parte  di  Firenze,  aggiungono,  qualmente  di  Firenze. 

U  cillà  fu  messa  in  gran  scompiglio,  e  co-  Risiede  in  collina  alla  destnddil» 

minciossi  la  battaglia  fra  i  guelfi  e  ghibel-  tone   sull*  estremo   ooofioe  del  \ttrétì> 

lini;  e  come  venivano  in  soccorso  di  questi  del  Granducato  con  quello  della  kfou 

ultimi  quei  da  Folognano  con  iloro  amici  di  Forlì  nello  Stato  Poutificio. 

e  con  più  di  mille  fanti,  e  già  erano  giunti  Forse  la  sua  antica  chiesi,  dedioti  1  & 

in  Bigamo  (in  Pian  di  Eipoli  di  (accia  al  Zeno,  attualmente  a  S.  Gio.  Eittisli,  ii  1 

Guarlone)  quando  s*  inlese  1*  incendio  che  prìma  parrocchia  di  ^o/^/«ara;li^»ì 

arse  tutto  il  torlo  della  cillà;  il  quale  dolo-  i833  non  contava  dentro  il  territan  d 

roso  accidente   tolse  ai  ghibellini  con  gli  Granducato  più  di  46  popoUai. 

averi  di  borsa  la  vittoria  di  mano.  —  (G.  VOLTE  f  La)  nelle  Masse  dì  Gttj  diS«(> 

Villani,  Cronic,  Lib.  Vili.  Cap.  71.  —  na  fra  la  Val  d*  Irbia  e  'a  Val  di  Mcfs.- 

ÀMMia.  Sltor.  Fior,  Lib.  IV.)  Una  delle  contrade  delle  Ubar  di  Ciao' 

Dopo  tali  tentativi  vinti  dalla  parte  gnel-  antica  eh.  parr.  (S.BartoloaoMOfOllRriv 

fii  di  Firenze  il  Cast,  di  Folognano  tu  preso  nesso  di  S.  Sigismondo)  ad  vieiraiok* 

e  disfatto  dai  Fiorentini  ed  i  beni  dei  ftio-  neo  di  Baronloli,  Giar.  Dioc.  e  Covi,  è 

rusciti  e  ribelli  assegnati  agli  nuziali  di  Tor-  Siena,  dalla  qual  città  la  chiesi  idk  fm 

tt^  che  li  alienarono  ai  terzi.  dista  circa  4  raigl.  a  lib. 

Attualmente  nel  luogo  del  caslel  di  Vo-  Trovasi  sopra  una  vaga  ooIUsa a pot.^'j 

lognano  esiste  una  grandiosa  villa  signori-  Cotta  al  Pino  lungo  la  strada  rotaUeie^ 

le  di  casa  Mozzi  di  Firenze  nominata  il  Sei-  le  folte  che  ivi  presso  staccasi  dalli  ttri 

^federe»  Grossetana  per  condurre  alla  Mooii^ 

La  chiesa  parr.  di  S«  Michele  a  Bologna-  di  Siena  ed  a  Lecceto  sai  Votàt-ìba^ 

no  di  libera  coUaziooe  del  suo  vescovo,  nel  In  cotesta  contrada  esistono  gnodmrr^ 

i833  contava  484  abit.  signorili,  fra  le  quali  citerò  quella  del  Ps' 

VOLPAJA,   talvolta   GOLPAJA,  nella  cipe  Chigi-Farnese  eretu  oel  tip  ài 

Val-li- Pesa. —Gas.  con  cb.  parr.  (S.  Lo-  gisroondo  di  MarìanoCbigi. 

re*  zo)  nel  piviere  di  S.  Maria-Novella  in  Due  altre  chiese  olire  la  nfoiiooit^  ft 

Gnauli,  Com.  Giur.  e  circa  9  migl.  a  sett.  tavano  il  vocabolo  «ie//e  f^éUe,  un  ^' 

di  Radda,  Dioc.  di  Fiesole,  Comp.  di  Siena.  quiiVi  dedicata  a  S.  Teodoro  fariuaiu  «^ 

Risiede  sulla  cresta  de*  poggi  vitiferi  che  Andrea  a  Monteochio,  e  V  altri  <  S.  V 


VOLT  VOLT              799 

•iiioQdu  «nnesBa,  come  dissi,  alla  cura  ttt  certa ,  la  sua  lingua  ed  i  tuoi  libri  kiano 

luale  delle  Folie.  da  lunghi  secoli  perduti,  T  epoca  del  di  lei 

La  parr.  di  S.  Barlolommeo  a//e  A=^o//e  splendore  non  deve  cousiderarsi  anteriore  ai 

nel  i833oonUva  174  abil.  tempi  decisamente  istorici. 

Fot^TEiduo,  —   Ved,   VoLTiouiio   nella  II  qnal  vero  si  mitnifesta  nei  suoi  numerosi 

Val  U*Elsa.  se[)olcreti ,  nelle  iscrizioni ,  statue,  bassori- 

VOLTERRA  (  Folaterrae),  -^  Città  '*^vi,  ornamenti,  ed  in  molte  divinità  dette 

■ulicbìstima  ed  una  delle   la  capitali  dell*  «etnische,  per  quanto  comuni  a  quelle  delle 

Etruria  media,  stata  in  seguilo  rom  mo  mu-  Grecia,  divinità  i  di  cui  simulacri  nella  sco- 

nicipio,  poscia  colonia   miiilure,  più  tardi  P^rta  di  quegli  ipogei  per  avventura  si  rì- 

fcile  di  un  tcscovo  cattolico  e  di  un  castaido  trovano. 

poliUoo  Longobardo,  finalmente  capoluogo  ^^^  lasciando  le  oscurità  delle  induzioni, 
di  distretto  e  di  Comunità  con  giurisdizione  «d  attenendoti  ai  fatti  più  notori i ,  pochi 
civile  e  politica  nel  Comp.  di  Firenze.  senza  dubbio  negheranno  a  Volterra  Tono- 
Po  Volterra  la  città  più  occidentale  fra  c^  <li  un»  delle  la  città  capitali  dell*  Etru- 
f{ut\\tùt)VEtrttria  centrale^  allorché  Luni  l'i»  media,  e  ninno  io  credo  sarà  per  dubi- 
e  Lucca  erano  de*  Liguri,  Pisa  de' Greci;  ^»c<^  della  sua  potenza  e  pojiolazione  antica 
che  conta  un  recinto  di  mura  ciclopiche  il  4ii»nte  volte  si  dia  a  contera;ilare  il  vasto 
|MU  Tasto  ed  il  meglio  conservalo  che  in  recinto  delie  sue  colossidi  mura  ciclopiche, 
tuttelealtrecittà  capitali  del  r  antica  Elruria.  <'"<^  >crzi  ro;i<!giore  del  cerchio  attuale,  e 

Siede  sulla  cima  pianeggiante  ali}uanto  quante  volte  esaminare  voglia  P  antico  suo 

eurva  di  un  monte  che  si  alza  sopra  tutti  i  contad",  a  partire  cioè  dalla  Val  di  Merse 

colli  vicini  fino  a  br.  935  sul  livello  del  ^'"^  »  Meleto  su  11*  Elsa,  e  dal  fi.  Fine  sino 

mare  Mediterraneo;  di  Tacile  difesa,  ma  di  "  Populonia  lungo  il  mare;  senza  dire  dei 

difficile  e  tortuosissimo  accesso,  cui  si  uni-  nobili  vetustissimi  monumenti  d*arte,  sen* 

•cono  ne* suoi  fianchi  dal  lato  di  sett.,  di  ^  rammentare  i  molli   sepolcreti    che  ad 

maestr.  e  di  lev.  poggi  o  colline  marnose  e  ^9^*  P»'*"  "^'i  suhurbii  di  Volterra  si  sca- 

fnslagliale  dalle  acque  della  fiumana  Era  ^*no,  e  senza  aggiungere,  che  alla  fatai  gior- 

che  le  scorre  sotto  da  sett.  a  lib.,  mintre  dal  nata  con  tanto  furore  nelT  anno  444  U.  G. 

lato  di  ostro  e  di  scir.  la  base  del  monte  di  ^''»  i  Romani  e  i  Toscani  presso  il  I^go  V-i- 

Volterra  è  lambita  dal  fi.  Cecina   che  gli  dimone  combattutale  fama  che  gli  Etruschi 

bagna  i  piedi  5  in  6  mijel.  più  abbasso.  fossero  comandati   da   un    loro    Lucumone 

Parlò  della  situazione  di  Volterra  uno  de*  ^^*^  folierno^  o  roltfrrann;  per  cui  è  da 

vecchi  scrittori  della  Grecia,  Strabone,  nella  concludere,  che  quella  disfatta  abbattè  oltre- 

sua  geografia;  e  uno  de' più  giovani  di  To-  modo  la  sua  potenza  ed  antica  grandezz.!, 

sona,  r  ingegnere  Carlo  Martelli,  in  una  ^nutando  l'usitta  prosperità  del PEir lisca  for- 

stalislic«  agraria  e  industriale  di  detta  cit-  *"n"'  —  (T.  Livii,   Decad.  i.  Lib.  IX,) 

tà;  alle  opere  dei  quali  rinvierò  il  lettore.  Quindi  è  che  ogni  altra  azione  bellicosa 

Fraitanto  a    maggior  comodo   repartirò  posteriore  fini  sempre  con  la  peggio  de*To- 

il  presente  articolo  in  cinque  periodi  per  «cani,  comecché  con  sommo  valore  ed  osli- 

eonsacrare  il  primo  a  FoUerra  Etrusco;  il  natezza  una  giornata  rampale  i  Volterrani 

secondo  a   Volterra   Romana;  il    terzo  a  ''odici  anni  dopo  (456  U.  C.)  sostenessero. 

Foiterra  sotto  il  Dominio  straniero;    il  '^  <]"^1  f^Ho  conferma,  che  aquelPora  i  Ro- 

quarto  a    Volterra   Repubblicana  ,  ed  il  oi^ni  enino  di  già  penetrati  nelle  parti  più 

quinto  a  Volterra  Granducale.  occidentali  dell* Elruria,  talché  la  batLiglia 

data  nelPanno  47',  o   474   di   Roma  dal 

5.  1.  VoLTiaiA  ErauscA  console  Tiberio  Coruncanio  dimostra  abba- 
stanza che  gli  Etruschi  non  erano  più  in 

Qoale  fosse  lo  stato  di  Volterra  innanzi  grado  di  misurarsi  con  i  vincitori. 
che  sorgesse  Roma,  in  tanta  distanza  di  se- 
coli e  fra  molte  opinioni  contradittorio  dif-  J.  II.  Voltp.hiu  Romana 
fìcile  sarebbe  a  ben  dìstinfiuere;  e  solo  mi 

film  lecito  asseverare,  che  Volterra  dove  pre-  Dopo  che  la  città  di  Volterra  tu  costre'la 

cedere  molte  altre  città  della  nostra  Elruria.  di  aprire  le  porle  ai  vittoriosi  conquistalo- 

Contuttoché  peraltro  la  sua  origine  sia  in-  ri ,  il  gorerno  di  Roma  per  un  tratto  di 


800  VOLT  VOLT 

quella  poUlica  che  lo  fece  tìgaore  delta  mag-    e  le  cure  di  Gceroiu;  {Pamùl,  Uk  Xlll }) 

gior  parie  del  moodo  allora  conoaciulo,  coq-    olleooe  dal  legalo  steMO  la  reMiUaioie  » 

ce>lè  ai  VoUerraai  il  diritto  di  cittadinanza     liera  de*  tuoi  beni  nella  propria  ptnk,i 

ascrivendoli  ad  una  ddle  romane  tribù  (/a     Volterrani  però  doTetlcrovedcRtaffi^ 

Sabatina)  con  fiicoltii  di  darti  leggi  slatu-    e  divisi  i  loro  effetti,  quando  i  s8  tfkm 

tarie  e  magistrature  proprie.  mililarì  furono  assegnati  in  Itala  a  è» 

Infitti  Volterra  era  un  municipio  romano    drgli  antichi  possessori  tanti  terreai  eb» 

quando  i  suoi  abitanti  uella  guerra  civile    tessero  saxiare  1*  avidità  di  3^  le|M,«h 

fra  Mario  e  Siila  scguiUvano  le  parti  del    ricompensare  U  valore  e  la  fedeltà  da i^ 

|»rimo,  sicché  nella  rovina  di  lui  furono  ac-    cilori  nei  campi  di  Azio. 

colli  dentro  la  loro  ciltli  gli  avanzi  del  vin-         Fu  allora  che  l*af:ro  /^o/lerrtaa al m 

lo  e  disperso  partito  Mariano.  del  Luntnse  e  del  Fiesotatto  (on  Ar» 

Il  generoso  coraggio  iu  quella  circostan-    tino)  ecc.  \enne  assegnato  loro  tecso4h 

za  dai  Volterrani  roosti'atocol  tentare  dì  far    ìe^^eGiulia.  lì  qual  fatto  dovè  aoca>Ìm  a 

fronte  essi  soli  in  Toscana  }à\  felice  dittalo-    Tanno  7a4edil  7a8di  Ront,  cm^ 

re,  ed  il  costante  ardire  di  ai  restare  per  due    deute  a^li  anni  3o  e  %6  avanti  G.Ck^ 

anni  sotto  le  loro  mura  le  vittoriose  falangi    al  726  U.  G.  ci  rich  ama  uo*itcnMM*. 

Sillane  indica  bastantemente  quanto  i  VoU    tiva  ad  Ottaviano  Triumpiro  patta  ^^ 

terrani  antichi  tenessero  in  pregio  il  diritto    Ioni  militari  di  Luni.  Arroge  adèilff» 

deir  ospitalità,  e  quanto  poco  paventassero    mo  Anciriano  da  cui  si  scuopce,  de  «f 

le  vendette  di  chi  allora  fu  assoluto  padrone    anno  7  24  di  Roma  sotto  il  quarto  catal* 

di  Roma  e  di  quella  Re^tubblica.  di  Ottaviano,  e  nel  74o,sottoicoBiDBGB 

Che  se  al  compire  di  34  lune  gli  assediati    G»rnelio  Lenlulo  e  M.  Liciiiio  Gnmi 

dovettero  capitolare  nel l*  accettare  una  mi-    più  di  aoo,ooo  legionari  furono  ase^ 

litare  colonia^  se  poco  dopo  si  andò  pub-    moltissimi  pred{, o pubblici o tolti at ■■.. 

blicando  la  legge  agraria  che  doveva  toglie-    cipj  d*  Italia.  Donde  ne  cooscfuiti,  et  \ 

re  ai  Volterrani  ed  agli  antichi  Aretini  gran    deduzione  della  seconda  colooia  fétmi 

parte  dei  loro  beni  per  darli  a  de* furibondi    nn,  ossia  Triumvirale^  iosse  tn  qidleAk 

soldati,  con  tuttociò  \e  colonie  Sillane  non    gnatedal  governo  di  OUaviaoo  iopriaiQ 

li  ottennero,  stantechè  la  divisione  de*poS'    Tanno  734  ed  il  740  di  Roma.— Te^ 

sessi  fn  prolungata  in  guisa  che  3o  anni  do-    Lori,   /^o/.  //«  pag.  939  e  940. 

pò,  appena  nominato  dittatore  G.  Cesare,        Sul  qual  proposito,  aggiooge  hXk  id 

in  grazia  del  sommo  oratore  romano,  fu  dato    libro  Je  Coloniis^  ete.  che  qua  predj  enoe 

ordine  di  liberare  Tagro  volterrano  e  quello    slati  consegnali  molto  tempo  ionasaavr 

aretino  dalTobbligo  di  reparlire  i  predj  de-    dati  romani  con  diritto  ereditano. 

gli  abi-anli  indigeni  ai  ^fh^ni  coloni.  DallN  stessa  opera  aboliamo  la  DOtiiii,clr 

Avvegnaché  non  solamente  fu  fiittocono*    dal  disfo  Augusto  {eoa  la  Ugge  GìmUì  k 

scere  ciò  da  Cicerone  nelle  sue  lettere  ad    repartila  ai  legiooarj  una  gran  parici  a» 

Attico  (  Lib.  /.  Epist,  16),  ed  in  quelle  Fa-    pi  e  delle  selve  lungo  la  Fia  ÀareIit{«K^ 

miliari  [Lib.  Xlll,  Epist,  4.  e  5)  dirette    chia  e  nuoi^a),  dove  si  detemimraioio» 

a  Q.  Valerio  Orca  legalo  e  propretore  in  To-    fini  di  ciascuna  Centuria  con  apposti  lasr 

seana  per  Giulio  Cesare,  ma  più  di  tulio    ni  di  legno,  finché,  sotto  TiaiperoAfV^^ 

onorevole  per  i  Volterrani  fu  quel  (tasso  del-    no  (  governando  la  Toscana  Adriano)  »  hr- 

T  Orazione  prò  Domo  sua  ad  Pontifices^    mini  di  legno  furono  sostituiti  9udliJìp^ 

allorché  Cicerone  qualificava  i  Volterrani    tra. —  Fed.  PiaA,  Fbl,  IF,  pég.Ul 

non  solo  cittadini,  ma  ottimi  cittadini:  /tO"        Peraltro  Volterra  con  tolto  che  inm 

dietfue  Folaterrani^  non  modo  cii^es^  sed    concedere  una  parte  del  tao  tenrilono  im 

optimi civet^fruuntur nobiseuin  simulfuic    il  littorale  alle  legioni  dei  Triitmtvi^Kt 

digitate,  —  Se  però  gli  ottimi  cittadini  di    cessò  essa  di  perdere  il  diritto  di  suatfr^ar 

Volterra  in  grazia  di  cotanto  eloquente  pa-    In  prova  di  che,  oltre  le  iscriaioDi  saprtUi 

trocinatore  ed  in  vigore  degli  ordini  da  G.    di  cittadini  volterrani  addetti  alla  tribi^ 

Cesare  dati  ad  Orca  suo  legato,  furono  esen-    toimzdopo  la  deduzione  delle  àateBlfioe, 

lati  dalTobbligo  di  suddividere  con  gente    sillana  e  triumvirale^  iofioiti  oaa|>i  ^ 

straniera  e  |ioco  amica  i  loro  possessi;  se  il    Irei  citare,  senza  slare  a  ripetere q«itoB 

Koalore  G.  Guraiodi  Volterra  per  Tsmicizis   disie  slT  Art.  Ldoca  (  FoL  il, peg.  hu 


VOLT  VOLT  801 

con  la  differenta  che  la  ciltfa  di  Lucct  fa    Onorio  e  TtcdostOf  e  T  altra  ad  Arcadia 

municipio  e  colonia  però  di  diiillo  romano,    trionfatort^  nel  tempio  che  lo  stesso  Cecina 

qaclUdiPisaifiitrtic'i^/oeduevolleco/o/ifa,    era  prefetto  di  Roma,  e  che  possedefa  nel 

uoii  di  diritto  latino,  T altra  militan  ,  T  ut-    territorio  di  Vada  una  ^ndiosa  villa  de- 

liiua  delle  quali  fu  appellata  Co/om'a  Julia    scritta  da  G.  Rulilio  Numaziano  che  vi  per- 

Obse^ens,  egualmente  che  le  doppie  colo-    nollò,  quando  da  Roma  ritornala  in  Francia 

BÌe  sUtaHe  e  triuenifirali  dedotte  ad  Arezzo    sua  patria.  Era  forse  il  figlio  o  lo  stesso  D. 

si  dissero  Fidens  e  Juliensis,  mentre  non    Albino  Cecina^  console  nelPanno  444  con 

li  fecero  distinzioni  fra  la  colonia  sillana  e    Tlrop.  Teodosio  la  iS.ma  volta. 

triumvirale  di  Volterra,  siccome  non  lo  fu        Finalmente  nel  primo  secolo  dell*  E.  V. 

di  quella  di  Fiesole,  sebbene  r  ultima  pren-    Tolterra  diede  al  monJo  cristiano  un  5. 

desse  il  nume  di  colonia  Fiorentina,  donde    Lino  secondo  Fon  efìce  succe<lulo  a  S.  Pie» 

poi  ebbe  origine  la  metropoli  della  Toscana,    irò,  allora  quando  fioriva  in  Roma  un  seve- 

Ridotla  più  tardi  Volterra  suddita  di  Ro-    r>  poeta  volterrano,  A,  Persio  Fiacco^  sa- 

nia  impeliate,  non  è  da  dubitare  che  il  suo    trico  rinomato,  il  quale  figurava  in  tempi 

|io|iolo  non  soggiacesse  agli  ordini  e  leggi    assai  tristi  come  quelli  di  Nerone. 

che  an  senato  iu  appai enza,  gP  imperatori 

in  sostanza,  imponevano  ai  sottoposti  iu  quel  {.  III.  Voltiema  sotto  il  dowiiiO 

vasto  impero.  sriuiniao. 

Infatti  sotto  il  governo  deir  Imp.  Tiberio, 
o  del  suo  successore,  furono  istituiti  in  Voi-       l'n  eh.  scrittore  oltramontano  discorren- 
lem  i  Seviri  Augustaliy  ad  uno  de*  quali    do  delle  cause  della  decadenza  del  R.  im- 
iti eretta  in  cotesta  città  la  statua  di  mar-    pero,  asseriva  (ed  il  oosiro  Pi gnot li  ripeteva) 
mo,  che  monca  si  vede  in  un  subborgo  del-    «  che  se  si  dovesse  cercare  nelle  storie  tutte 
la  cill^,  e  nelU  cui  base  ai  tempi  di  Girla-    del  genere  umano  V  epoca  in  cui  una  parte 
co  Anconitano  (  verso  1*  anno  1440)  legge-    assai  numerosa  di  gente  viveva  meno  in- 
vasi il  nome  del  Seviro  Augustale,  cui  era    felice,  cooverrebbe  ricorrere  al  primo  secolo 
stata  innalzata.  —  fed.  Giusto  e  Stefaho    del  romano  impero,  nel  quale,  sebbene  re- 
(SS.)  cjr/ra  moema  di  Volterra.  gnassero  un  Tiberio,   un  Caligola  ed  un 

Un  fitto  per  altro  merita  di  essere  avvi-  Nerone,  con  tnttociò  la  roass.t  de*  sudditi 
nto  a  onore  grandissimo  di  Volterra,  quello  godeva  i  vantaggi  delle  savie  leggi  di  quella 
cioè  di  essere  in  questo  secondo  periodo  de-  repubblica  imperble  ». 
rivati  di  là  diversi  uomini  celebri.  Fra  i  Risponderanno  i  loro  contradittori  a  co- 
primi de*  quali  conterò  un  A,  Cecina  je-  testa  forse  troppo  assoluta  proposizione;  in 
niort^  qualificato  da  Cicerone  per  uomo  forte  quanto  a  me  basterà  di  aggiungere  ,  che 
e  chiaro,  quello  slesso  ch*era  slato  principe  Timpero  di  Roma  decadde  sempre  più  dopo 
degli  Auguri  in  Volterra,  di  dove  poi  dovè  che  fu  trasportala  la  sua  sede  a  Costantino- 
fuggire  per  avere  seguitato  il  partito  di  poli,  tantoché  gP  Imperatori  dopo  aver  lot- 
Fompeo  contro  G.  Cesare  ;  ed  era  forse  tato  per  più  secoli,  ora  contro  i  barbari , 
quel  Cecina  padro  di  un  altro  A,  Cecina  e  spesso  contro  la  reKgione  di  Cristo,  sotto 
giunicre  stato  condiscepolo  ed  amicissimo  l' impero  di  Arcadie  e  di  Onorio  1*  Italia  si 
di  Cicerone,  a  commendatizia  del  quale  fu  vide  inondata  da  un'  immensa  caterva  di 
scritta  la  lettera  8  del  Lib.  VI  delle  Fami-  genti  mosse  dal  settentrione  di  Europa  e  co- 
liari  a  7*.  Furfnno  proconsole  in  Toscana,  mandata  da  un  re  barbarissimo,  (anno  406 
Citerò  fra  i  molli  antichi  nobili  della  stessa  di  G.  C).  La  qual  caterva,  sebbene  poco 
prosapia  quel  C.  Cecina  folterrano  signo-  dopo  dal  greco  generale  Stilicone  fosse  ne- 
re di  quadrighe,  il  qu:ile  al  dire  di  Plinio  cisa  e  dispersa,  puri  insegnò  ad  altri  bar- 
{Histor.  Nat.  Lib,X.  cnp.  ^40  da  Roma  barila  via  per  scendere  neirita1i.i;  e  ciò  po- 
inviava  r  avviso  di  qualche  vittoria  agli  ami-  co  innanzi  che  gli  Aifricani  condotti  da  Cen- 
ci di  Volterra  col  dare  il  volo  ad  alcuneron-  serico  (anno  455)  dilla  parte  del  mare  nelle 
dini  reduci  ai  loro  nidi.  Ma  il  più  noto  di  Toscane  maremma,  recassero  anche  al  di- 
tutti di  venne  quel  Pec/o ///6/noCeri/ia,  cui  slrello  volterranodanni  non  piccoli,  fino  a 
riferiscono  due  iscrizioni  edile  dal  Grillerò  che  la  finale  roviia  dell*  impero  occidentale 
{pag.  CCLXXXyi  7.  e  CCLXXXfll  era  riservala  ad  Oloacre  primo  re  degli  Fruii 
a.)  una  delle  quali  dedicata  agli  Augusti    (anno  476  diGC.)i  cui  dopo  i3  anni  sol- 


802  VOLT  VOLT 

tenlrarono  i  Oo4'  nuovi  barbari  con  il  loro  vale  a  diro  fra  Tnoau  688  e  il  700  tlìG.  C . 

r^po,  il  re  Ttfoilorico.  —  Vaglia  perù  il  vero,  Inoltre   concorre   a   dimoslrarlo  an  inni- 

clic  nel  lungo  suo  domini* sTeodoricosepfW  mento  dell' /^rc/i.  Arei^,  di  Lucca  edito  od 

affezionarsi  i  po|M>li  vinti  col  rìs[)et!.ire  la  re-  Voi.  iV  P.  I.  delle  Memorie  lucchesi. 
ligionc  cristiana,  col  ricliiamure  in  uso  le  leg-         K  un  allo  di  donazione  rogalo  nella  cillà 

gi  e  le  ra.igistralure  del  ^.issato  im[>ero  e  di  Volterra,  sollo  di  aS  maggio  del  783, 

col  far  risorgere  il  commercio  e  le  arti,  fra  (anno  olt.i\o  di  Carlo  Magno  re  de*Ix>ngo« 

le  quali  la  madre  di  tulle,  ragricoltum.  bardi  in  Italia)  col  qua  le  Ramingo  figlio  ilei 

R<'gnò  Teodorico  in  Italia  dal  493  fuio  fu  Poloinn  castaido  di  /'b/f erra  offi)  alla 
al  5a6  dcirEi-a  volgare;  e  se  con  esso  non  chiesa  di  S.  Regolo  in  Gualdo,  posta  nella 
si  estinsc  il  regno  de' Goti,  si  eslinse  pere  Val  di  Cornia,  i  beai  che  egli  possedeva  in- 
la  sua  gloria,  mentre  17  anni  do^K),  espuls.  divisi  con  altri  cinque  fratelli,  beni  tulli  si- 
dai  greci  eserciti  ìGoli  d* Italia,  furono  que-  tuali  presso  il  ftumc  l>omia.  Al  quale  con- 
sti ben  presto  rimpiazzati  da  gente  anche-  tratto  do[io  la  firma  del  donatario  seguono 
più  feroce  condotta  ili  Allemagna  fra  noi  nel  quelle  <Ii  cinque  testimoni  volterrani,  e  del 
568  da  un  loro  re  ollramonlano.  Dotaro  Benedetto  rhe  rogò  Tatto. 

I  |iiù  degli  storici  convengono,  rhe  tutto  il        Due  anni  innanzi  {genn.  dei  780)  in  altro 

restinle  del  secolo  VI  riesci  e^lamìtosissirao  rogito,  pubblicato  dal  Branclti  nel  tuo  G^ 

per  l'Italia  falla  prula  de' Longobardi;  Mi-  dice  Diplomatico,  si  rammenta  un  raercaote 

che  vi  è  ragione  di  concludere,  clic  in  quel  di  flllamagna  presso  l'oiferra  :  ed  in  un 

primo  perìodo  anche  ai  Volterrani  Tosse  tolta  ìstrumento  dell'anno  793  si  fa  menzione  di 

una  parte  del  loro  territorio  che  possedevano  un  cittadino  volterrano  abitante  in  Orii» 

fra  le  Maremme  di  Vada  e  la  Val  di  Gornia,  Cassio ^  contrada  in  Volterra,  dalla  qoale 

quando  cioè  il  fiume  JF'ine  ce!>sò  di  ser\ire  prese  il  tìtolo  un  monastero  ili  Benedettine, 

di  limite  fra  il  contado  pisano  e  volterrano,  poi  di  Clarisse,  chiamato  di  S.  Giovanni  in 

ed  allorché  la  Val-di  G>rnia  fu  mes&i  a  ferro  Ortìcassio,  le  quali  reclute  furooosopfircsie 

e  fuoi'o  da  uno  dei  primi  loro  diidii,  <r£i'  nel   1808.  —  (P.  P.  Puznri,   Antichità 

marita  innanzi  che  una  parte  della  slissa  Toscane  T.  II cap.  la.) 
valle  fosse  riunita  alla  lista  ducale  do!  gover-        Non  e  mio  scofio  indagare,  se,  durante  il 

no  di  Lucca.  —   Ved,  Comsimo  {Subdo-  periodo  Tiongobardo  in  Italia  Volterra  per 

MiHin).  desse  i  diritti  di  municipio,  tnstochè  inge- 

Pern  le  prime  dignità  politiehe  er  eccle-  gni  chiarissimi  ali* eia  nostra,  fra  i  quali 

si.isliche  coiilinuiiroiio  a  darsi  di  prcferenz-i  merita  di  essere  citato  il  celejire  (>ir1oTroja 

ani  he   nei  si-coli  VII  e  Vili  ai  magiaii  di  oh*  io  chiamerei  per  la  sua  \asla  erudizione, 

origine  I.oiieol>ar«l:i.  se  non    per  una  troppo  tenace  o|iiiiione,  il 

Infatti   nel    787    Wilprando    vrscovo  di  Muratori  del  secolo  XIX,  tosl<H:hè colili  in- 

Tiiirca  nasceva  di  W<i';H'rto  <liiea  dilla  s'essa  ^.'e^'oi  hanno  insliliilo  sopra  simili  in<l.igiui 

eillà,  al  qua'e  suceeilè   il   v«'S<  ovo  Pereileo  sin  Ij  assai   S''abrosi    nella   liisin!;i   di  fc'un- 

fiotio  tiel  d'>vÌ7.i>^so  Prttijid'lo  possessore  di  |irìre  la  condizione  civiledegl' Italiani  vinti 

molli  beni  nel  l(Trit«>ri*>di  Lucca,  iiflle  pi-  dai   IjMn;:obardi. 

soie,  roscll.ini-csoaiK'si  Maremme.  Nel  7.>'»         Mi   unirò  bensì  al   paren*  del  sejrrelario 

il  Lonjfob.-irdo  pisano  aiate  TF'a[frrdo  fon-  fn)rcnlino  allorehè  diceva:  qualmente  i  Lou- 

dò   la  celebre  Badia  di  P-iluzzuolf^  presso  gob.irdi  dal  re«jno  ili  Rulari  in  poi  nnn  eri» 

Monleverdi,  quamlo  fora»   T  abaie  lucchese  no    più    forestieri  che  di   nome  all'Italia, 

Ilpranio  padre  kV lìdrhranlo  incdinìncia-  «pianlnnrpie   la  storia    ricordi    la   ralibia  ili 

va  ad  accrescere  nella  Ma- emnii  di  fìross^to  Astolfo  [lennitimo  loro  re,  quando  si  recò 

e  rendere  f)Otenle  la  dinastia  dei  conti  Aldo-  con    numemso    esen^to  a  ein^iere  di   asse- 

brandesi'hi  di  So;ina.  dio,  sebbene  inutilmente,  l'eterna  città  di 

Che  poi  nel  secondo  stcolo  del  repno  Lon-  Roma, 
gobardo  d'Italia  Voltern  fosse  governala  da         G)m«"cchc  le  map^riorì   |>ersrrnzioni  dei 

un  castaido  |K)litico  p<*r  ontodi  quei  re  non  IiOn«;obarili  contro  i  vinti  Romani  non  ol- 

ne  lascia   dubbio   1'  iscri^àone   delT  antico  trep.is»inoap|»em  il  secolo  VII,  corae<*chè  in 

lemj)io  dei  SS  Giusto  e  Oemenle  ìnnal/.ilo  raoltecitlà  della  T<»scana,  come  in  Siena,  Po- 

da  ,4lrftif^  illustre  castafln  al  tempo    l'I  pulonia,  Limi,  Fin'oze  e  Fiev»le  s' im^tntri 

re  Cuniperto  e  del  ^eseo^^  Gaudenuano^  in  quella  età  nella  serie  dei  loro  vescovi  un« 


VOLT  VOLT              803 

gnn  bcuDa,  per  hUito  ooq  potrebbe  toste-  glont  temporali  ai  vetcoTi  di  Votterra  fa  il 

Iterai  con  sicurezza  la  cosa  medesima  du-  marchese   Adalberto  quando  governava  la 

note  il  rc(;uo  di  Rolari,  e  segn»iamente  Toscana  a  nohne,  ora  di  uno,  ora  di  altro  re, 

••Hlo  il  re  Cuniperto,  chiamalo  il  Pio,  to-  Franco,  ProVenviUyO  di  origine  Tedesca, 

slochè  allora  in  Tos&ma  si  fondavano  chiese  quando  e^W  ,  nel  settembre  dell*  anno  8g6 

e  looiiasteri  dai  privati,  dui  primi  uiHziali  del  donava  ad  Alboino  vescovo  di  Volterra  ed 

regno  e  dalli  stessi  re  Longubardi.  alla  sua  cattedrale  (non  saprei  direse  a  titolo 

Tale  era  quel  Mon.  di  S.  Donato  in  Asso  di  precarì-i,  o  se  in  perpetuo)  varie  castella 

edificato  do{>o  il  'jo^  dal  re  Ariperto  II;  della  sua  diocesi,  tra  le  quali  si  nominano 

tale  fu  il  MoQ.  di  S.  Eugenio  presso  Siena  Beriganne ,  Casate,  Moniieri  ecc.  Della 

fondato  nel  730  dal  castaido  Siinese  fF'at'  qual  notizia  [>erò non  esistendo  scrittura  au- 

mefrido.  Tale  ancora  è  la  chiesa  di  S.  Giù-  tentica  o  sincrona  dobbiamo  darla  con  mol- 

tto  innalzata  verso  la  fine  dt;l  secolo  VII  sotto  ta  riserva  per  crederla  vera,  piuttosto  che 

il  regno  di  Cuniberto  in  Volterra  dal  castal.  vemsimile.  —  (  Ammih.  Dei  Vese,  di  Arex,- 

do  Aleliis,  mentre  era  vescovo  di  detta  città  so,  Fiesole  e  f^oUerra), 

Gaiidenzìano  successore  di  Marciano,  ecc.  Autentico  bensì  è  il  documento  del  3oa- 

Terminati  i  re  Longobardi  con  la  pri<;;io-  gosto  919  col  quale  Ugo  re  dMlalia  fece  dono 
oia  del  re  Desiderio  (anno  774)  non  terminò  ad  Aileli^rdo  vescovo  di  questa  città  del  iVo/i- 
il  nome  del  loro  regno  in  lialia,  rimpiazzato  te  della  Torre  presso  San-Gimignano  ;  ed 
dal  viocitore  Carlo  M.<gno  che  a  sé  ed  alla  egualmente  genuino  è  T altro  diploma  con- 
sti» discendenza  volle  aggiungere  col  titolo  cesso  daliMrap.  Ottone  1  a  favore  di  Pietro 
di  re  de* Franchi  quello  de' Longobardi.  vescovo  dì  Volterra  e  della  sua  cattedrale 

Da  quel  tempo  pertanto  incomincia  peri'  dato  nel  Cast,  di  P^ad't  li  a  dicembre  a  n- 

Italia  un'altra  specie  di  colonie  militari,  ad  no  967.  —  (  Amia.  Oper.  cit.  e  Mokat. 

Oggetto  di  ricom()ens.tre  un  vistoso  numero  Ant,  91.  Aeoi)» 

di  signori  francesi  discesi  alla  coda  degli  II  qual  diploma  ci  sembra  im[)ortante, 

eserciti,  oppure  col  fìne  di  affezionarsi  i  ca*  tanto   diil    lato   geografico  ,   come   per    la 

pi  del  clero  in  molte  città  vescovili  della  prie  politica,  giacché,  ris[>etlo  al  primo,  sì 

nostra  penisola.  dichiara  il  Cast,  di  f^ada  non  più  nel  ter- 

Fu  allora  che  prese  piede  maggiore  l'uso,  ritorio   f^lterrano  ,   siwero   nel    contado 

o  piuttosto  abuso,  di  ricompensare  quegli  pisano;  mentre  per  la  parte   politica  esso 

uffiziali  accordando  loro  in  commenda  rie-  dà  a  conoscere  che  ai  tempi  di  Ottone  T,  si 

che  abazie,  molli  stabìlimenlipii,  oppure  as-  conferiva  ai  vescovi  di  Volterra  oltre  l'an- 

Sfgnamlo  loro  in  feudo  città,  terre  e  castelli  lorità  ecclesiastica  anco  la  civile  sopra  aN 

con  più  o  meno  vasti  distretti.  cuni  paesi  ed  abitanti  della  diocesi  loro.  Il 

Aperta  una  volta,  sotto  altro  titolo  co-  qual    vero  si  rende  più  manifesto  nel  pri- 

trita  strada,  Tusurfìazione  si  convertì  in  uso,  vilegio  tc'Stè  annunzialo,  mercè  cui  Ottone 

tilcbè  i  benefizi  ecclesiastici,  come  i  feudi  I,  alle  preci  di  Pietro  vescovo  di  Volterra 

secolari  divennero  di  diritto  dei  re,  ed  og-  confermò  quanto  avevano  alla  slessa  mensa 

getto  dell'avidità  de'  loro  cortigiani,  dei  fa-  già  conferito  i  re  Berengario,  Carlomanno 

boriti,  e  per  fmo  delle  donne.  (Ab.  Bamoc-  e  Lottano  11  tanto  rapporto  ai  beni  enfi- 

GBiiii,  Sfemor.  Lucch,  FoL  y,  P,  II  nel  tentici  come  ris[>elto  ai  servi  spettanti  alla 

Discorso  preliminare).  mensa  volterrana. 

Volterra  fu  tra  le  prime  città  della  To-  D.i  quel  diploma  inoltre  si  viene  a  co- 
scana  a  riconoscere  il  dominio  supremo  dì  noscere  che,  fino  allord  in  Volterra  i  suoi 
Carlo  Magno.  Ciò  é  dimostrato  anche  da  vescovi  non  ebbero  tìtolo  di  conti,  ossia  go- 
nna membrana  dell'archivio  segreto  del  Co-  vernatori  civili,  siccome  avvenne  sotto  il 
mone  di  Volterra  scrittii  nel  primo  anno  regno  de' Carolingi  a  varie  altre  città  dell* 
del  regno  Lonpob-irdo  di  Carlo  !VI.igno,c:ir-  Italia  IiOng«)barda. 

tacitata  dal  Ct>cìna  nelle  sue  Notizie  istori-  All'Art.  Momtc Voltsajo  citai  nn  placito 
che  di  Volterra  a  pag.  6.  L.i  cui  mensa  ve-  tenuto  li  la  giugno  del  967  nel  palazzo 
Scovile  per  coiìcirssione  del  re  Lodovico  Pio  del  Vesc.  Pietro  di  Volterra  dal  March, 
e  di  Lotliirio  I  ricevè  la  conferma  dei  già  Oberlo  coni-  del  sacro  Palazzo  alla  presenza 
ottenuti  •liplomi  del  padre  e  <lell'avo.  dello  stesso  Imp.  Ottone  I  e  di  molli  cor- 
Ma  chi  comparisce  più   largo  di  conccs-  ti^iani. 


801  YOLT  YOLT 

Fa  poi  n  nedoiinM  fetoofo  goMroio       lo&td  troTkino  nel  injfl.  itMi^i^i. 

teno  il  clero  della  tua  cattedrale,  a  tuote  del  si  fermò  ia  Voi  lem  oel  boifo  di  Ift^t^ 

quale  nel  9 7 4  con  istrumento  del  9 3  ottobre,  faori  della  Postierìm  di  S»  Amdn^  h  |bi 

rof^to  da  uno  di  quei  preti  canonici,  dooò  al  contetia  Matilde  con  tutto  il  10»  it^itop 

capìtolo  Tolterrano  molti  terreni  posti  nelle  pubblicare  costk  un  placito  a  £if«re4j^  ' 

pendici  estreme  meridionali  del  poggio  di  scovo  e  chiesa  ?ollcrrana ,  coi  ooofciM't 

Volterra  presso  le  Btoje^  o  Saline  regie.  pievi  di  Qlolli,  di  Pernina  e  di  S.  &« 

Anche  nel  991  furono  donati  allo  stesso  a  Balli  con  più  tutte  le  loro  giorii&iHk, 

clero  dal  March.  Ugo  salico  altri  beni  con  beni  e  apparienense. 
una  corte  posta  in  San  Gimignano.  Ora ,  soggiungo  io,  se  Rieri  delli  h 

Successore  di  Pietro  fu  il  Tesco?o  Be-  iiieria  di  Marcati  presM»  la  cL  di  &  t». 

nedelto,  il  quale  nel  1007  fece  una  gran*  drea  ed  il  Bfon.  di  OlÌTet»iii,oriS»ìaa 

diosa  permuta  di  beni  e  di  giuspadronali  di  Tescovile,  esisteva  un  borgo  e^  pnadnii^ 

chiese  con  il  giovane  conte  Ildebrando  figlio  nome  da  quella  antica  Porta,  doren  rg^ 

del  fu  C.  Ridolfo  di  Roselle  e  con  la  vedova  re  sempre  l' antico  giro  delle  moia  dnér 

C.  Gisla  sua  madre.  Ad  istania  poi  dello  riatretto  molto  tempo  dopo, 
stesso  vescovo,  Tlmp.  Arrigo  1,  detto  il  San^ 

ÉO9  con  diploma  del  101 5  pubblicalo  presso  {.  IV.  VoL-raamA  Rafvavjciu. 

Pisa  confermò  alla  cattedrale  e  capitolo  de* 

canonici  di  Volterra  le  antiche  sue  preroga-        Ho  detto  di  già  che  il  potere  ia^eriè 

tive,  titoli  e  benefizj.  continuò  generalmente  a  maoleaeraài 

Tulli  i  documenti  qui  sopra   citati,  e  gore  in  Toicana  fmo  alla  pacccowk&a 

moltissimi  altri  che  per  brevità  si  tralascia-  Costansa  (anno  1 183)  lira  Tliap.  Ttàmpì 

no   danno   ragione  di  concludere ,  che  la  da  una  e  le  citU  di  Lombardia  eoa  i  he 

città  di  Volterra  col  suo  distretto  fino  al  fautori  dall'alt ra  parte, 
secolo  XI  almeno  dipendeva  nel  politico  e        I  primi  segni  di  emancipaxiooe di^I» 

nel  civile  dai  re  dell*  Italia  Longobarda,  o  peratori  Alemanni  accaddero  io  molte  ce» 

dai  loro  governatori,  conti  e  marchesi.  della  Toscana  sulla  fine  del  secolo  XII^ 

Che  sino  a  detta  età  Volterra  fosse  go-  do  sedeva  sulla  cattedra  di  Voliera  il  p 

Ternata  dai  conti  secolari ,  e  non  dai  suoi  lente  vescovo  Ildebrando  Pannoodiìctèi, 

prelati,  lo  dichiara  un  diploma  deirimp.  che  ottenne  dal  1*  Imperatore  e  dal  ir  d'I»» 

Arrigo  II,  del  17  giugno  io5a,  a  favore  del  Ha  Arrigo  VI  il  titolo  di  prineipt  kaoili 

elei»  volterrano,  col  quale  ad  istanza  di  poi  ai  vescovi  suoi  successori  eoo  nni  t» 

Guido  vescovo  di  detta  diocesi,  che  si  la-  ghi  e  castelli  della  diocesi  vollemai.- 

mentava  del  eonte  e  degli  altri  ministri  Uno  di  quei  diplomi  lo  aveva  già  ottoMioj 

pubblici  rispetto  al  gravoso  modo  che  essi  Vesc.  Galgano  de*  Pannoochieschi  dtiTlofL 

tcnev.ino  verso  il  suo  clero  e  loro  servi  nell*  Federigo  I  nell'anno  della  pace  diOatm, 

esationi  dei  diritti  reali,  concedè  al  detto  ve-  quando  gli  assegnò  non  solo  il  governo  élb 

scovo  ed  ai  suoi  soccessorì,  non  che  al  clero,  sua  chiesa ,  ma  quello  ancora  delb  cittì  i 

ogni  esenzione  civile  dai  conti  (donde  eb-  Volterra  e  di  molti  altri  luoghi, previo To- 

bero  origine  le  immunità  eeólesiasiiehe)  nere  di  dovere  corrispondere  airinpaoa' 

accordando  il  diritto  a  quei  prelati  di  richia<  annua  responsione  feudale, 
mare  a  sé  le  c^nse  a  ciò  relative,  e  di  defi-        Non  meno  di  70  fra  ville, castelli  e  tfm, 

nire  le  liti  mediante  il  duello.  ponione  per  intiero,  alcune  periacti  frfa^ 

Lo  stesso  supresio  potere  fu  continualo  ai  tre  per  una  ter»  o  quarta  parte,  fanMo4 

fucressori  del  Vesc.  Guido  fino  alla  pace  di  te  in  feudo  al  vescovo  Ildebrando  eoe  pn- 

Gostanza.  vilegio  del  96  agosto  1 186,  non  csdas»  A 

Correva  Tanno  990  quando  governava  governo  della  stessa  città  con  tutte  le ;(iirv 

la  marca  della  Toscana  il  gran  conte  Ugo  sidizioni  sovrane.  Imperocché  io  qod  ìà^ 

•alieo,  nel  tempo  che  era  conte  di  Volterra,  ma  fu  rilasciato  al  vescovo  la  ^ìwìMm 

oppure  del  suo  territorio,  un  Tedice  figlio  90vr»ùaquamnosineÌ9Ìtatepreedietù\fh 

del  fu  conte  Gherardo,  siccome  apparisce  laterrae)  habemut^  et  idem  epit*ifp't* 

da  un  documento  del  a5  luglio  di  detto  an-  nahis  tenet  ete,  oltre  il  dritto  di  dej^m  i 

no  indicato  dal  Cecina  nelle  sue  Notizie  isto-  consoli  di  detta  città,  qnelli  di  Sio-Giai- 

riche  di  Volterra  (pag,  14  noia  i.)  gnano,  di  Casole  e  di  Mook  yoUnja. 


VOLT  VOLT               805 

Da  tallo  ciò  si  può  coucludere,  che  il  ve-  amplitiim^  fede  di  tale  veritk,  mentre  ana 

scovo  Ildebrando  dal  1186  iu  poi  làceva  le  di  eMe  del  3  maggio  1196  (vivente  il  suo 

Al  azioni,  se  non  di  sovrano,  al  certo  di  vica*  vescovo  e  principe  Ildebrando)  rammenta 

rio  imperiale  sopra  Volterra  e  suo  contado,  i  consoli  e  consiglieri  della  città  di  Voitcr- 

La  potenza  e  politica  di  questo  principe  ra  da  una  parte*  ed  i  signori  e  consiglieri 
mitrato  si  OMaifcsta  più  che  mai  nel  diplo-  del  Cornane  di  Montignoso  dall'altra  parte, 
ma  del  11 89, 1 6  agosto  dato  io  f^outsbourg^  ì  quali,  senza  il  permesso,  né  del  principe  11- 
quando  il  re  d*  Italia  Arrigo  VI  concedeva  debrando,  né  deirimp.  Arrigo  VI,  elessero  i 
allo  stesso  prelato  ed  ai  vescovi  suoi  succes-  rcspettivi  sindaci  per  terminare  le  diflèrcn* 
sori  a  titolo  dì  feudo  la  zecca  di  Volterra  ze  insorte  fra  quelle  Comunità  a  cagione 
eoo  r  obbligo  di  un*  annua  retribuzione  al  di  confini  territoriali,  e  della  respettiva  gin- 
regio  «rario  di  sei  marche  di  argento  al  pe-  risdizione. 

so  di  Colonia.  •—  Ved.  qui  appresso  Zeeoa  Inoltre  un'  altra  membrana  del  1 5  luglio 

di  f^oli€rra,  1197  ricorda  un  Uberto  Panù^  o  Parigi^ 

Anche  il   legato  imperiale  in  Toscana  potestà  del  Comune  di  Volterra  nell*  atto  di 

Enrico  Testa,  stando  nel  Borgo  S.  Genesio,  ricevere  da  alcuni  signori  della  Pietra  (oggi 

a  dì  91  marzo  del  1 190  prese  a  mutuo  dal  la  Pittrina)  il  castello  predetto  a  nome  del 

suddetto  prìncipe  e  Vesc.  Ildebrando  per  ser-  Comune  detta  città,  senza  interpellare,  né 

vizio  dell*  Impero  mille  marche  d*  argento  prendere  licenza  dal  tesoovo  principe, 

assegnando  in  compenso  al  prelato  stesso  Infetti  nel  14  die.  1 198  altri  signori  della 

tulle  le  rendite  regie  della  città  dì  Lue-  Pietra  giuravano  nelle  mani  di  un  sindaco 

ca,  quelle  del  Galleno,  di  Cappiano,  di  del  Comune  di  Volterra  di  osservare  Tac- 

Faceoch^o,  di  Bfassa-Piscalorìa ,  di  Orenla-  comandìgia  del  Cast,  della  Pietra  sottoposto 

no,  di  San-Miniato  e  del  Borgo  S.  Genesio  da  uno  di  quei  nobili  alla  stessa  città, 

con  una  parte  del ^^eda^gio  di  Castel-Fioren-  Anche  nel  7  marzo  del  1199  {itile  co» 

tino,  tntto  quello  del  GuM .  dì  Poggibonsi  e  del  mime)  altri  signori  (ì  Cavalcanti)  donarono 

Borgo  di  Gena,  le  rendite  del  Cast,  e  corte  in  perpetuo  al  Comune  di  Volterra  rappresen- 

di  Gatignano,  il  tributo  di  70  marche  che  tato  dai  suoi  consoli,*  una  loro  corte  posta 

dovevano  pagare  annualmente  i  Senesi,  ol-  nel  piviere  di  Villamagna  con  tutta  la  gin- 

Ira  il  pedaggio  delle  porte  dì  quella  città,  risdizione  che  se  gli  competeva,  {loc,  eii.) 

rilasciando  al  vescovo  medesimo  il  censo  an-  A  qneH*  anno  pertanto  riferiscono  li  sta- 

nuo  che  egli  pagava  all'Impero  per  le  mi-  tati  comunitativi  i  più  antichi  di  Volterra, 

niere  di  argento  di  Montìeri  oltre  la  zecca  e  statuti  che  si  conservavano  con  molti  altri 

il  fodro  fino  all'  estinzione  del  debito  delle  posteriori  in  queir  archivio  pubblico.  Sic- 

aìlle  marche  da  esso  luì  somministrate.  che  alla  fine  del  secolo  XII  si  può  asserire 

Dell'  importanza  politica  di  cotesto  ve»  quasi  con  certezza  che  la  città  di  Volterra  si 

scovo  fe  fede  la  parte  che  egli  prese  nel  1 200  reggesse  a  Comune, 

con  i  Fiorentini  alla  guerra  dì  Semifonte,  Sempre  più  frequenti  sono  gli  atti  di  sot- 

ed  il  trovarlo  anche  nel  marzo  del   laoS  tomissione  e  obbedienza  giurata  snll' esordio 

in  i|ua|ità  di  capo  della  lega  guelfe  dì  To-  del  secolo  XIII  ai  reggitori  di  questa  città 

scana  presedere  in  San-Quirico  un  solenne  da  molti  castelli,  villaggi,  signori  e  magnati 

giudicato  con  V  assistenza  dei  rappresentanti  del  suo  contado. 

delle  città  di  Firenze,  di  Lucca,  dì  Siena,  All'art.  CASTELiniovo  di   Val-di-Cecina 

di  Perugia  e  di  Arezzo;  lo  che  induce  a  citai  un  istrumento  del  a.  agosto  i aia,  col 

supporre  che  il  vescovo  Ildebrando  si  rego-  quale  i  nobili  e  popolo  di  Castelnuovo  di 

lasse  a  seconda  dei  tempi,  ora  ghibellino  ed  Cecina  si  posero  sotto  la  protezione  del  Co- 

amicissimo  degP  Imp.  Federigo  I  e  Arrigo  mone  di  Volterra  con  facoltà  a  questo  di  eleg- 

VI,  ed  ora  guelfo  importuno  alla  parte  ìm-  gervi  ì  consoli,  e  dì  esercitarvi  ogni  giuri- 

periale.-^  fed,  Sin-Quiaico  iv  Val-d'Obcu.  sdizione,  a  condizione  dì  essere  da  Ini  difesi. 

Frattanto  i  cittadini  di  Volterra  non  sem-  Discorrendo  poi  di  Ghusaho  fu  indicato 

bn  che  so£frissero  in  pace  il  dop{)io dominio  ivi  un  atto  pubblico  della  stessa  provenien- 

spirituale  e  tem()orale  del  loro  vescovo,  dal  za, col  quale  il  C.  Eainaldo  del  fuC.  Alber- 

quate  tentarono  ugni  sforzo  per  emanciparsi,  to  signore  di  Monlerotondo  nell'ii  mag- 

Le  membrane  appartenute  a  questa  Co-  gio  del  iai3  vendè  al  Gimiiue  di  Volterra 

munita,  ora  nell'^rcA.  Dipi,  Fior,  fenno  per  lire  mille  di  moiuia  volterrana  (  nota 

V.  ▼.  ioa 


80G  VOLT  VOLT 

bene)  ciò  che  gli  appiirteueva  nel  castello  e         Finalmente  lo  prova  uu  prifilegioikl  i6 

territorio  di  CasttlnufM}  di  Cecina.  W  quale  roano  «lei  i  «46  icrìito  nella  pieve  di  Moole 

atto  fu  convalidalo  dal  gì uramentu  del  con-  Voltrajo,  col  quale  Federigo  d'Antiochia 

te  predetto  prestato  a  Gallo  pitteslà  di  Voi.  vicario  generale  in  Toscana  per  Tlmp.  Fé* 

terra,  a  nome  anche  de*  Lanibardi  di  Ca-  derigo  11  liberò  per  tre  anni  il  Cornane  di 

stelnuovo>di  mantenere  cioè  la  pace  col  Co-  Monte-Voltrajo  dagli  oneri  dovuti  alla  eor- 

mune  di  quesla  città  ;  ed  in  ninno  degli  atti  te  imperiale,  eccetto  la  ficoltà  di  nominare 

di  sopra  rammentali  si  ricorda  il  potere  pò-  il  podestà  proprio,  la  cui  eleaione  era  nsn- 

litico  dei  vescovi  volterrani  su  delta  città,  vata  ali*  Imp.  o  al  suo  rappresenlante. 

Ma  ciò  che  toglie  ogni  dubbio  sul  cessato        Accadeva  tutto  ciò  nell' epoca   in  coi  i 

dominio  temporale  dei  mitrati  di  Volterra ,  Volterrani,  al  pari  di  molte  dtlà»  cnnodivi- 

è  lo  statuto  (allo  da  quel  Gimuoe  nelPanno  si  fra  loro  di  opinioni  politieo-religioseinaor* 

iao7,  nel  quale  vi  è  prescritto  il  modo  del  te  fra  Tlmp.  Federigo  II  ed  il  Pont.  Innocen* 

giuramento  da  prestarsi  dai  podestà  e  dai  zio  IV,  quando  fiitta  Telenone  di  lUnicrìdf- 

consoli  ad  onore  di  Dio,  de*  Smti ,  della  gli  Uberlini  in  vescovo  di  Volterra  (circa  il 

città  e  Comune  di  Volterra,  sema  farsi  aU  1240),  il  maggior  numero  de'inoì  abitanti 

cuna  parola  de* suoi  vescovi. -^(  A.  CiciaA,  seguitava  il  partito  del  Papa,  mentre  molli 

Oper.  eit.  pag,  a4  ).  cittadini  avevano  giurato  ledellà  alPImp.  Fé- 

Lo  stesso  A.  Cecina  dimostrò,  qualmente  derigo  11.  —  (  Ceci«A,  Noiiùeece.  pag,  44). 
da  quelli  statuti  ap(>ariva  il  metodo  gover-        Ma  due  lustri  dopo (ia5o)  estendo  aanoi- 

nativo  della  loro  città,  tostochè  i  Volterrani  to  all'Impero  Federigo  11,  il  Cornane  di  Hoo- 

cieggevano  liberamente  il  podestà  ed  i  con*  te-VolIrafo,  per  rogito  del  i5  maggio  is5s, 

soli  senza  approvazione  di  alcuno,  e  che  ai  rinunziò  ai  governanti  dì  Volterra  il  dirìtio 

medesimi  veniva  affidala  la  difesa  e  polizia  di  eleggere  il  loro  potestà,  sottonettcndaM 

della  stessa  città  e  suo  contado.  alla  signorìa  e  dominio  di  questa  città,  •  coo- 

Ma  succeduto  al  vescovo  Ildebrando  (fra  dizione  di  avere  la  cittadinanza  volterrana, 
il  laii  e  il  ma)  Pagano  Panocchieschi        lufatti  gli  slorìci  toscani  si  accordano  nel 

di  lui  nipote,  promosso  a  quella  dignità  dire  che,  morto  Federigo  II  (i3  dicembre 

dairarcidiaconato  di  Volterrii,e  pretenden-  laSo),  i  Volterrani  rìprendesKro  la  bcol- 

doegli  di  riacquistare  quel  dominiochenon  tà  di  eleggersi  il  giusdicente;  il  primo  de* 

aveva  potuto  ottenere  il  suo  predecessore,  quali  fu  nn  Winigi  Arzocchi  di  Siena  che 

incontrò  degli  ostacoli  forti  da  Ila  |)arte  del  nelle  carte  di  quel  Comune  s*  intitola  po- 

popolo,  talché  il  Comune  di  Volterra,  per  desta  sensa  la  giunta  poco  innanzi  pnlì- 

liberarsi  dalle  censure  fulminate  contro  dal  cala,  eh*  esso  era  tale  per  la  grazia  delt  Im» 

prenoniinato    Pagano,    dovè   appellarsi  al  peratore.  Infatti  nel  i a 5a  accadde  una  nuo- 

Pont.  Innocenzio  III.  Ma  ad  onta  di  ripe-  nuova  riforma  negli  slattiti  del  C>mune  di 

tuli  invili  e  giudicati  il  vescovo  Pagano  non  Volterra,  mentre  vi  esercitava  l'uffizio  di 

volle  cedere  alle  sue  pretensioni  fmo  a  che  podestà  e  insieme  di  capitano  del  popolo  il 

poco  prima  di  morire,  nel  7  agosto  deh  conte  Alberto  di  Segalari ,  quando  appno- 

Tanno  laSg,  alte  preci  di  molti  amici  egli  to  i  Volterrani  propendevano  a  sostegno  del 

s*  indusse  ad  assolvere  i  Volterrani  tulli  dal-  partilo  imperiale  favorito  in  Toscam  dal  vi- 

r  interdetto.  cario  del  re  Manfredi  di  Na()olì.  —  Frattanto 

Lii  morte  del  vescovo  Pagano  sembra  che  la  Signorìa  di  Firenze  decisamente  guelb 

ridestasse  1*  idea  ncll*  Imp.  Federigo  II  di  non  era  tranquilla  a  tante  dirooslrazinni  di 

riacquisiare  la  supremaKia  sopra  Volterra  ed  città  toscane  in  favore  di  un  re  ghibelli- 

il  suo  territorio.  Infalli  quel  sovrano,  raen*  nissimo,  per  cui  nel  i^SS  mosse  la  sua  oste, 

tre  eni  negli  acram|)amenti  davanti  a  Vi-  prima  contro  Pistnja  che  si  teneva  a  parte 

terbo,  con  atto  del  4  nov.  1243  afìTillù  per  ghibellina,  e  Panno  dopo  per  la  stessa  ra* 

due  anni,  mediante  lo  sborso  di  lire  i  looo,  gione  contro  i  Comuni  di  Siena,  di  Volterra 

ad  un  mercanle  fiorenlino  le  miniere  d*ar-  e  di  Pisa. 

genio  di  Monlieri,  insieme  con  i  proventi         »  Avvenne  pertinto  (scriveva  uno  slnnco 

ilei  ped.iggi  che  pacavano  ali*  erario  regio  contemporaneo)  ai  Fiorentini   una   improT- 

i  Comuni  di  San-Minialo,  quelli  della  Val-  visa  vittoria,  tostochè  i  Volterrani  vepf;m<lo 

di-NievoIe,  di  Valle-Ariana  e  dì  Val-di-Li-  l'oste  presso  alle  loro  mura,  con  gran  I»*- 

>D«.  —  y^ed,  SAif-GiMioaAHO.  rore  tutta  la  buona  gente  della  città  uaci 


VOLT  VOLT              807 

ri  alla  batta§lia,e  tenia  ordine  o  capita-  oltrnnero  nel  ai  maggio  del  iSiO,  an  trai- 
nerìa  aspramente  assalì  quella  de*  Fioren«  tato  di  tregua,  preliminare  di  quella  pace 
tìoiy  la  quale  vigorosamente  sostenne  Timpe-  che  Tanno  dopo  ebbe  efitetto  per  la  media- 
tOy  tantoché  i  cavalieri  con  1*  aiuto  dei  fanti  xione  di  Roberto  re  di  Napoli. 
Kspiasero  al  poggio  i  Volterrani,  onde  qne«  Ma  poiché  il  governo  di  Volterra  tornò 
sii  ai  misero  in  fuga;  ed  enlrando  io  VoU  ad  avvicinarsi  ai  Pisani  aderenti  di  Lodo- 
terra  i  Fiorentini  mischiali  con  i  Volterra-  vico  il  Bavaro  e  nemico  acerrimo  de*  Pio- 
ni» combattendo  con  loro,  senza  gran  con-  rentini,  questi  interruppero  ogni  surta  di  re- 
trasto  si  misono  dentro,  per  modo  che  in«  lazione  con  quesia  città, 
groasando  sempre  più  Toste  prese  le  fortezae  Frattanto  nel  i34o  questa  città  dovè  es- 
e  le  porte  che  guarnì  di  sue  genti.  Quindi  sere  spettatrice  di  tragedie  cittadine,  quan- 
arriTate  dentro  altre  truppe  fiorentine  cor.  do  Ottaviano  Bel  forti,  nel  dì  8  settembre 
sono  la  città  sensa  alcun  contraslo.  —  (  Ri-  di  quelTanno,  si  levò  a  rumore  con  tulli  i 
ooaDARO  MALisriai,  5fori«  Fior,  cap.  t55).  Volterrani  suoi  aderenti  e  seguaci  a  danno 

Intorno  a  celesta  Cfioca  pertanto  due  gran,  della  («arte  popolare,  della  quale  si  era  fallo 
di  opere  monumentali  s*  innaliavano  io  VoL  capo  il  vescovo  Rainuccio  Allegrelti  zio  del 
terra,  nel  tempo  che  Nicola  Pisano  archi-  fielfortì.  Questo  ultimo  prrò  essendo  per  soc- 
tct lava  e  faceva  più  vasta  la  cattedrale,  vo-  combere  alle  forze  maggiori,  fu  costretto 
glio  dire  del  più  ristretto  giro  delle  mura  saharsi  nel  suo  Cast,  di  Berignone,  cedendo 
urbane  e  del  grandioso  palazzo  del  Comune,  al  nipote  il  libero  dominio  di  Volterra.  11 
ossia  de* Priori,  incominciato  nel  laoScom-  quale  esso  ritenne  fino  a  che  vi  sottentrò 
pilo  nelTanno  laS?,  mentre  vi  era  |)odestà  quello  del  Duca  d*  Atene  che  i  Volterrani 
la  seconda  volta  fionaccorso  di  Bellincione  (aS  die.  i34a)  ad  esempio  de*  Fiorenlìni 
Àdimarì  di  Firenze;  sulle  quali  opere  tor*  nominarono  in  loro  signore, imitandoli  an- 
nerò più  a  basso  a  far  parola.  che  dopo  cacciato  quel  tiranno  da  Firenze, 

Ma  la  battaglia  di  Montaperto(sett.  1 960)  tostochè  costrinsero  i  suoi  offiziali  a  lasciare 

rianimò  anche  in  Volterra  il  partilo  impe-  in  libertà  Volterra.  Allora  i  Volterrani  ri- 

riale  che  a  vicenda  fiivorito  o  scacciato  &«  formarono  il  governo  politico  e  militare  con 

ceva  figarare  ora  la  prie  guelfa  ed  ora  la  altri  statuti,  a  tenore  de*  quali  il  magistrato 

fhibellina.  de* suoi  consiglieri  di  110  fu   ridotto  alla 

Raffreddossi  alquanto  il  partito  guelfo  che  metà  ;  e  allora  fu  soppressa  la  carica  di  capi- 
domino  in  Volterra  dopo  la  morte  del  re  tano  del  popolo,  e  si  deliberò,  che  la  nuova 
Manffedi  (anno  ia66)  net  tempo  che  quello  fortezza  eretta  in  Volterra  per  ordine  del 
de*  ghibellini  sperava  un  nuovo  trionfo  dal-  Duca  d*  Atene  fosse  data  a  custodire  a  quelli 
T  Imp.  Arrigo  VII  disceso  nel  1 3 1  a  con  un  della  famiglia  Belforti,  con  la  clausola  che 
cwrcito  in  Italia.  Sennonché  a  cotesto  par*  uno  della  stessa  casa  risedesse  costantemente 
tito  moslroasi  decisamenle  avverso  T  eletto  fra  i  sei  capi  reggitori  del  Comune  slesso.  L« 
▼esnovo  Ranieri,  e  niente  amica  la  Signoria  quali  cose  vi  si  mantennero  senza  interro- 
di  Firenze;  la  quale  rilasciò  sopra  i  Voi-  zione  alcuna  dalTanno  i344  al  i36i. 
terrani  le  rappresaglie,  mentre  Arrigo  VII  Ma  che  il  governo  di  Volterra,  dopo  le 
nel  1 3i  3  dichiarava  il  Vesc.  Ranieri  de*  Bell-  nltime  riforme  del  1 344,  non  fosse  tornato 
ibrli  decaduto  da  tutti  i  privilegi  e  feudi  a  parte  guelfa,  ed  invece  che  propendesse  nel 
imperiali.  contrario  partito,  sembrano  manifestarlo  i 

Non  starò  a  ripetere  qui  ciò  che  più  spe-  fatti  seguenti  :  i.^  di  avere  i  Volterrani  con- 
dalmente  dissi  alT  Art.  SAH-GiiiiGKAifo,  ri-  segnalo  al  partito  ghibellino  de*  Berforli  la 
spello  alle  guerre  cilladine  più  volle  fra  i  rocca,  e  deciso,  che  uno  di  essi  se<]esse  co- 
Volterrani  ed  i  San-Giraìgnanesi  ballagliate,  stantemente  fra  i  reggitori  del  Comune  ; 
dirò  bensì,  che  i  XW  difensori  di  Volterra,  a.°  di  avere  nel  1349  accettato  in  casa  loro 
acca<iuta  la  morte  di  Arrigo  VII,  entrarono  il  C.  Gherardo  della  Gheranlesca  ed  i  si- 
nella  taglia  guelfa,  e  mandarono  la  loro  tan-  gnori  della  Rocca  stati  cacciali  da  Pisa  co- 
gente di  soldati  al  cara{)o  tie*  Fiorentini  in  me  complici  delT  uccisione  di  Ranieri  conte 
Val-di-NievoIe.  Dopo  però  la  vittoria  da  di  Donoratico;  3.^  di  aver  essi  prestalo  giu- 
Uguccione  della  Faggiuola  nel  ag  agosto  ramento  di  obbedienza  alT  Imp.  Cario  IV  nel 
i3i5  sopra  Tes<:rcilo  fiore  lino  riporlah,  i  tre  marzo  del  1355  senza  volere  il  consi- 
VoUerrani  ravviciaaronsi  ai  Pisani,  dai  quali  glio  de*  Fiorentini.  «^^  (  MatTi    Vii^^aiii 


g08  VOLT  VOLT 

Crome.  Lib.  if,  e.  63);  4.®  e  per  la  cor^   cbe  |roiHla«nro  la  pace  atabilila,  mallefado- 
diale  accoglicDU  fatta  allorché  quell*  Imp.    ria  di  quella  pace  la  Sig uor'ia  di  Fìrentc. 
{%%   maggio   i355)  si  recò  a  Volterra;        «  Ma  ioanaiomiiioHBCiltadificaQidi  Voi* 
5.®  di  avere  ottenuto  da  Carlo  V  un  diploma    terra ,  alla  cui  teila  ciasi  potto  colui  cbt 
nel  giorno  predetto  innanti  di  partire  da  Piaa    oon  segreta  licenia  di  Boochino  Bclibrti  a?e- 
il  nipote  del  tiranno  Ottaviano  Belforti,  cioè,    va  ucciio  dormendo  nn  Tollemno  amico  dei 
Filippo  vescovo  di  Volterra,  oon  piena  fin    figliuoli  di  Mesi.  Francesco,  in  qnel  romon 
colte  di  poter  nominare  gli  uffiiiali  della  pri-    restarono  morti  alquanti  figlinoli  di  detto 
ma  magistratura  in  questa  città  e  nei  prìnci-    messere  ed  altri  imprigionati  per  ordine  del 
pali  paesi  della  sua  diocesi;  comecché  cote-    tiranno  Bocchino  contro  i  patti,  dei  quali 
ste  generose  concessioni,  rinnovate  nel  14    la  Signoria  di  Firenie  era  sempre  malleva 
giugno  del  1 364  a  £ivore  del  vescovo  Pie-   drice.  Ma  veggcndo  che  ad  onta  degli  an- 
tro Corsini  di  lui  successore,  non  fossero   bascbdori  a  tal  uopo  mandati  a  Voltrrrsy 
pi&  efficaci  di  quelle  concedute  al  vescovo   Mess.  Bocchino  non  rilasciava  quei  figli  in 
principe  Ildebrando  Psnnocchieschi  da  Fé-   libertà,  il  Comune  di  Firenaeoomend&t  che 
derìgo  1  e  da  Arrigo  Vi.  una  roano  di  armati  si  recasse  a  McnHc^VoI- 

io  non  saprei  pertanto  decidere,  se  fu  il  trajo  per  fornire  di  valido  presidio  quella 
timore d*irriure di  troppo! Fiorentini,  ossia  rocca  de*  figli  di  Mess.  Francesco  Beliòrti, 
r  apparinone  in  Toscana  dt* Ila  compagnia  minacciando  di  guerra  il  tiranno  se  ■oa 
del  conte  Landò,  o  piuttosto  1*  esempio  tri*  faceva  sollecita  ammenda  ». 
sto  di  Siena,  che  diede  motivo  al  governo  »  Fu  allora  (segniU  il  Villani)  che  Mca. 
di  Volterra  di  nv?icinani  alla  politica  della  Bocchino  trattò  di  dare  la  Signoria  di  Vd- 
Rep.  Fior.,  per  cui  entrò  di  nuovo  in  lega  terra  ai  Pisani  per  3aooo  fiorini  d'ora, 
con  i  Comuni  di  parte  guelfii  della  Tosca-  Quando  il  popolo  di  Volterra  ebbe  se» 
na;  siccome  avvenne  nel  gennaio  del  13569  tore  di  ciò,  tutto  di  nn  volere  prese  rarmi 
{stilt  comune),  (  5  settembre  i36i  )  correndo  prima  a  ea^ 

Quindi  i  Sanesi  imitando  i  Volterrani  ed  ciar  di  città  le  truppe  pisane,  poi  al  pala* 
altri  popoli  della  Toscana,  nel  giugno  di  gio  del  tiranno,  che  pose  in  caiecre  oon  la 
queir  anno  furono  accolti  dai  Fiorentini  saa  fiimiglia;  quindi  fiiroo  mandali  a  Fironi 
nella  stessa  lega  con  promessa  di  essere  difesi  ambasciatori  per  avere  nn  capitano  di  gaar- 
jed  ajutati.  — (B(Utt.  Villami,  Crome.  Lik,  dia,  e  a  Siena  per  un  podòlà.  —  I  Fio- 
Fi cap.  40).  rentini,  che  in  Volterra  avevano  inviatoli 

Cbe  poi  la  casa  (osse  Belforti  tornala  in  capitano,  ottennero  pochi  giorni  dopo  dal 
grazia  de*  Fiorentini, si  può  iledorre  dal  soo-  po|iolo  la  cusloilia  del  cancro  della  città  (la 
corso  che  Volterra  inviò  nel  tett.  iSSg  ali*  rocca  presio  la  Porta  a  Selci)  a  cnndisione 
esercito  che  il  Coro,  di  Firenze  teneva  sotto  che  la  medesima  fosse  guardata  da  loro  per 
Bibbiena  assediata,  e  dall'ambasciata  che  i  io  anni;  e  intanto  fu  riformato  il  governo 
reggitori  di  Firenze,  di  Lucca  e  di  Siena  (i3  sett.  del  i36i)  e  nel  10  ottobre  socces- 
mandarono  a  Volterra  per  {Hicifìcare  la  con-  sivo  fu  fatta  tagliare  la  testa  al  tiranno  mrts. 
sorteria  de*  Belforti ,  le  cui  controvenie  si  Bocchino  Belforti,  dopo  aver  introdotta  in 
raccontarono  da  Matteo  f^illani  nella  sua  città  la  cavalleria  de*  Fiorentini  ». 
Cronica  (  Lih,  X  cap,  67)  in  questi  ter-  Al  racconto  di  Matteo  Villani,corrispnB- 
roini  :  «  Mess.  Francesco  de*  Belforti  tenea  dono  le  notizie  degli  archivi  pubblici  di 
la  forte  rocca  di  Monte-Voltiajo  sopra  il  ci-    Volterra. 

g'io  di  Volterra,  mentre  Mess.  Bocchino  di  Do|)ochéi  Volterrani  ebbero  ri  formato  con 
Ottaviano  suo  consorto  era  signore  della  cit-  i  quinti,  o  sesti  statuti  l.i  Tom  città,  i  XII 
tà.  Il  quale  ultimo  cupido  di  atimentire  sua  difens')ri  deputarono  nn  sindaco  con  f:icol> 
tirannia  con  solleciti  aoguati  cercava  di  tor-  tà  di  ceilere  [ìer  sei  anni  ai  Fiorentini  la 
re  :i  Mess.  Francesco  la  rocca  di  Monle-VoI-  custodia  del  cassero  r  di  promettere  aqtirlli 
trajo;  e  dopo  anche  la  morte  di  quesl*  ulti-  Signoria,  che  i  Volterrmi  non  avrrlibrro 
mo  non  lasciava  stare  i  figliuoli  di  lui  in  eletto  a  loro  podestà,  ne  ad  altri  uffiziati  mi- 
Vollcrra  ».  fiorì,  persona  .«Iciinii  rlir  lf>Mc  meno  di   lo 

Ecco  perchè  il  Comune  di  Firenze  s*  in-  miglia  lungi  da  VoltcrT.i,errc|iii»nf|(»nr  |ie- 
terpntc  tra  loro  e  li  ridusse  a  concordia,  rò  i  cilLidini  fiorentini  e  quelli  dilla  fjmi- 
obbligundo  le  parti  ad  una  penale  nel  caso    glia  Ceccioni  di  San-Miuiato.  Quindi  elei- 


VOLT  VOLT              809 

9tro  in  ponraUmìere  per  sei  rotti  MigUore  che  per  il  teiniio§uccr«ivo  mm  si  dffyrtiie 
GiMciif^ni  cilladino  pofiolare  «li  Firenie,  e  più  il  cafiilaiio  sopi-n  una  qijmliTiMi  «li  di* 
IxhJotìco  dei  Geccioni  di  Saa-BJiiiiato  iii>  ladini  ftorenliai  noniìniili  dalla  Si»  oriii, 
podestà,  con  ordine  che  si  ponessero  guar-  ma  hensì  che  quel!' elezione  si  facesse  a  sor- 
die  alle  coQirade  non  solo  dentro  U  mura  te,  donderliè  lo  stesso  Cecina  conclude:  che 
Hnoi^e,  ma  ancora  sulle  mura  secchie  di  \  Fiorenlini  non  conienti  di  axrre  la  cuslo. 
Folierra,  <]ia  della  loro  città,  tollero  niandio  la  Jt- 

Efsoo,se  non  mMnganno,  la  prima  epoca  bera  elezione  del  capitano  e  «lei  castellano 

delU  sottomissione  piena  della  citUi  e  Co-  del  cassero:  le  quali  cose  furono  dai  Volttr- 

Bunc  di  Volterra  ai  Fiorentini,  cai  quei  rani  nel  3o  die.  i385  accordale ,  oltre  la 

govemauti  avevano  ceduto  la  loro  rocca.  bcoltà  amplissima  alla  Signoria  di  Firetiie 

Nuove  riforme  nel  marzo  del  i365  e  nel  di  potere  correggere  tutti  quelli  statuti  «lei 
taglio  del  i368  fnrono  fitte  alli  statoti  del  Comune  di  Volterra  che  si  trovassero  con* 
Gonanc  di  Volterra,  ordinandosi  in  quelli  i  trerj  air  ultimo  accordo  ed  alP  onore  del  ca- 
che il  magistrato  dei  XII  difensori  si  rida-  pitaiio  del  |)0|io1o,  al  quale  magistrato  ap 
cesse  al  numero  di  IX,  e  che  questo  dovesse  parteneva  il  diritto  di  fare  ne*  consigli  la 
chiHmani  il  magistrato  del  popolo  e  fosse  da  proposizioni  dei  pubblici  affiri. 
eleggersi  tre  per  ciascun  TVraiere  del  la  città.  Finalmente  da  una  delle  ultime  riforme 
Fu  inoltre  deliberato,  che  tutti  quelli  della  degli  statuti  comunitativi  di  Volterra  falla 
fiimiglia  Belforti  si  cancellassero  dal  nomerò  nel  141 1,  risulta,  che  il  distretto  volterra- 
de^  popolani,  e  che  fossero  inscritti  nel  Li-  no  di  allora  sicom(MHieTa  di  33  minori  co- 
ira  hianeo,  AH*  occasione  |)oi  della  riforma  muoi,  non  compresovi  il  capoluogo  della 
del  luglio  i368  fu  decretato,  che  Meu.  Ja-  città. 

cono  degli  OtUviani  di  Firenze  e  mess.  Si-  Dissi,  che  una  delle  ultime  riforme  sla- 
DilMldo  di  Vanni  di  Pistoja  fossero  confei^  tutarie  del  Comune  di  Volterra  ebbe  luogo 
mali,  il  primo  in  capitano  del  popolo,  il  se-  nel  141 1,  stantechè  d*  allora  in  fioiad  <»nta 
eondo  in  podestà;  quindi  fu  rinnovata  per  «legli  slanci  di  vitalità  che  di  tratto  in  tratto 
altri  IO  anni  la  custodia  ai  Fiorentini  della  dava  il  suo  popolo,  esso  fu  costretto  a  suo  di- 
rocca  di  Porta  a  Selci  con  le  antiche  condì-  spetto  restar  ligio  al  governo  fiorentino, 
lioni.  Arroge  a  ciò  qualmente  ai  Volterrani  Ma  1*  epoca  forse  più  solenne  segnahita 
andaitmo  sempre  più  tarpandosi  la  propria  dalla  stoiìa  politica  di  questa  città  accaihie 
libertà,  tostochè  qael  governo  nel  1* ottobre  nel  1437  quando  i  Fiorentini  vi  volevano 
del  1370  acconsentì  di  s()Ogliarsi  della  cu-  introdurre  il  nnovo  sist'ma  catastale.  Iji 
•lodia  della  città  col  permettere,  che  le  chiavi  quale  novità  turbò  moltissimo  gli  .mimi  di 
delle  porte  slessero  nelle  mani  del  capitano  quei  cittadini,  perchè  creduta  contraria  ai 
del  popolo  per  tutto  il  tempo  che  al  Coma-  patti  che  il  Comune  di  Volterra  aveva  sta- 
ne di  Firenze  fosse  appartenuto  la  cnstodia  bilito  con  la  Signoria  dì  Firenze. 
della  rocca  di  Volterra.  Per  modocfaè  i  Voltermui  ricusando  di 

Intanto  il  popolodoveva  sopportaredi  ma-  eseguire  i  comandi  flati  cìal  capitano  del  pò- 
le  animo  che  i  Fiorentini  avessero  preso  sot-  polo,  nel  «lì  «8  giugno  delT  anno  1427  in- 
lo  la  loro  giurisdizione  il  castello  e  uomini  viarono  ambasciatori  a  Fiirnze  per  tentate 
di  Monte&stelli  in  Valdi-Gecina,  per  cui  di  conservarsi  illesi  da  quella  misura.  Tutto 
dietro  il  parere  di  5  giureconsulti  fiorentini,  però  fu  inutile,  inguisacliè,  do|)0  molti  «li- 
pronunziato  li  IO  luglio  i38i,  i  Volterrani  verbj  e  dispute,  la  Siguoriit  *h  Firenze  co- 
lie rioltennero  il  domìnio;  quindi  net  aa  mandò,  che  i  18  ambasciatori  volterrani,  i 
•ett.  dello  stesso  anno  furono  rinnovati  i  quali  si  trovavano  allora  in  quella  città,  fos- 
patti  fira  i  Fiorentini  ed  il  Comune  di  Voi-  aero  arrestali.  Dopo  molti  mesi  «li  prigionia 
lena  aopra  la  custodia  del  suo  cassero  per  quei  delegati,  con  la  mira  di  lilierarsi  ijalia 
on*  altro  decennio.  carcere,  nel  dicembre  del  1438  consegna- 
Scriveva  il  giovine  Ammirato, che  ciò  ac-  rono  alla  Si|rnoria  i  libri  dell' ex/iwio  del 
cadeva  nel  dicembre  del  1 383  conforme  ali*  distretto  di  Volterra.  Ma  appena  c«>storo  lor- 
istanza  precedentemente  fatta  al  Comune  di  nnrono  in  p:itria,  il  po{)olo  si  sollexò  contro 
Firenze  dai  Volterrani,  cui  aggiunge  A.  Ce-  i  Fiorenlini,  e  Giusto  L.-intrmi,  uno  degli  am- 
eina  tessere  già  stato  ni  ;i  ni  ics  ti  lo  agli  aro-  basciatori  reduci  dalle  prigioni  di  Firenze 
baicialorì  Volterrani  a  Firenze  il  desiderio,  (nel  a3  ottobre  14^9  )  lattosi c»(k>  della  ri> 


810  VOLT  VOLT 

TolU,  corse  al  palano  e  alla  fertena,  oae-  ìini.  Dai  delle  quali  ealamìU  era  siala  por» 

dandone  il  capitano  ed  il  oiftellano  dei  Fio-  lata  dalle  Inippe  ooodolle  in  Tosoioa  ém 

rentini,  ed  in  seguito  im(Kidronendosi  della  Niccolò  Piccinino  per  CiTorìre  i  LuocImm 

rocca  di  Monle-Voltrafo.  (aprile  e  maggio  del  i43i),  elloicbè  s^ifla- 

Tali  incidenti  conturbarono  forte  gli  ani-  padronirono  di  molte  castella  dd  eoalado 
mi  della  Signoria,  la  quale  tosto  creò  il  folterrano.  Ma  la  feilecd  il  buon  animo  ap* 
magistrato  dei  Dieci  di  Balia,  destinando  punto  dal  popolo  di  Volterra  in  qocll* ocea- 
fra  essi  due  coromissarj  Rinaldo  degi  Àlbiz«  sione  Terso  il  Comune  di  Fifone  dimostra- 
si, e  Palla  Strozzi  a  dirigere  P  impresa  di  lo,  diede  un  grande  impulso  a  questo  per 
quella  guerra.  1  quali  commiisaij  dopo  ayer  adottare  la  riformagione  preindicata, e  proa 
ragunato  le  genti  d*armi,  ne  affidarono  il  sulla  fine  d'ottobre  dalla  Signoria  della  Rrp. 
comando  a  Niccolò  Fortebraccio,  cbe  alla  Fior,  in  fii«orc  del  Comune  di  Volterra.— 
lesta  di  quelle  marciò  a  Volterra.  (CccmA,  Op.  cit.pag,  %%%  in  noia  t  Megg.) 

Frattanto  il  Landini  capo  della  sollefa-  In  grazia  di  ciò  i  Volterrani  si  nanlra* 
zinne,  comeccliè  sperasse  che  per  la  forte  nero,  non  solo  in  armonia  con  i  Fiorealiai« 
sua  |>osizione  Volterra  potesse  essere  in  grado  ma  ancora  tranquilli  fra  loro,  fino  a  cbe  kU 
di  resistere  |ier  qualche  tempo,  nondimeno  fonso  di  Aragona  re  di  Napoli,  nel  1449, 
ateva  chiesto  d*ajulo  i  Sanesi  ed  i  Lucchesi,  STendo  mosso  guerra  al  Comune  di  Firenae, 
né  dagli  uni  né  dagli  altri  cavò  alcun  fruito,  danneggiò  a  pi&  poterei!  lerrìlorìo  TolUna- 
quamlo  a  un  tratto  la  rovina  gli  venne  da  00,  mettendo  a  sacco  hi  Tem  delle  Pomaru- 
quel  lato  che  doveva  temere  meno.  Aveva  il  ce  con  altri  castelli.  In  vista  di  ciò  la  Signo* 
magistrato  del  Comune  di  Voliem  a  un  ria  di  Fireniecon  provvisione  del  mSdicem 
tratto  deciso  di  dare  la  morte  a  Giusto  Lan-  bre  1449,  ad  istanza  dei  Vollemni,  cttolò 
dini,  siccome  avvenne  nel  dì  7  nov.  delfau-  il  loro  Comune  per  cinque  anni  dal  pafi- 
no  1499  (Tale  a  dire  16  giorni  dopo  la  ri-  mento  delhi  lassa  annua  di  mille  Aonni, 
volta)  appena  ent ritto  nel  palazzo  de* Priori,  cui  era  stato  di  prima  obbligato.  Inoltre 
per  ordine  <le*  quali  ancora  spirante  fu  gel-  dalhi  stessa  provvisione  si  rileva,  che  alleni 
lato  dalle  finestre  sulla  piazza,  gridando  :  le  maggiori  rendite  del  Comune  volterrano 
^iW  il  buono  staio  della  eittà^  e  V  amici'  ù  ritraevano  dal  xo/e,  dal  wolfo^  dal  ntridè 
%ia  del  Comune  di  Firenze,  Giunto  I*  avvi-  e  dall*  aiume  delle  sue  miniere, 
so  al  governo  della  ricuperazione  di  Volter-  Ventiquattro  anni  dopo  il  passtggio  «li- 
ni, la  Signoria  considerando  esser  quella  la  le  dell* esercito  napoletano,  i  Volterrani  do- 
terza  volta  che  cotesta  città  poteva  dirsi  sog-  vettero  soffrire  una  sventun  di  assai  più  tri- 
giog.iia  dalle  armi  de* Fiorentini,  lassando  sta  conseguenza;  allorché  nel  147 1  inaoncro 
ai  voli,  vinse  il  partito  più  severo;  per  nella  città  delle  civili  discordie  cagionale 
cui  fu  deliberato:  che  i  Volterrani  noti  pò-  dall' ap|Hilto  di  varie  miniere  d* allume,  a 
tessero  più  in  alcun  modo  eleggere  il  loro  condizioni  credute  troppo  fiivorevoli  agli 
potestà,  la  cui  giurisdizione  fu  d*  illora  in  appaltatori  e  lesive  alla  comune  libertii. 
poi  riunita  nella  persona  del  capilnno  del  Gli  storici  più  imparziali  volterrani  con- 
popolo, ch'era  di  nomina  assoluta  «Iella  Si-  vengono  in  cotesta  massima:  che  i  magistrati 
gnoria  di  Firenze,  e  che  oltre  l'antica  roc-  al  pari  del  popolo  <li  Volterra  procederono 
ca,  o  cassero  alla  Porla  a  Selci,  si  dovesse  in  quest'affare  ad  atti  di  positivo  dispreim 
(abbricare  r^lJi  una  fortezza  di  nu  )VO,  sicco-  verso  la  Rep.  Fior,  stimolando  questa  a  ri- 
me poi  fu  eseguilo,  con  aggiungere  diversi  correre  a  modi  che  dovevano  riparare  al  vi<^ 
Ordini  rcldivi  aU'  adempimento  del  catasto,  lato  suo  decoro  ed  alla  vilipesa  autorità  del 

Fin  qui  r  Ammiralo,  cui  il  Cecina  sig-  capitano  da  essa  nominato.  Ogni  accordo  es- 
giunse: che  udranno  1431,  a  dì  3o  olio-  sendo  riescilo  vano,  fu  posto  l'affare  nelle 
bre,  il  Com.  di  Volterra  riottenne  «lalla  Rep.  mani  di  Lorenzo  de*  Medici  divenuto  Par- 
Fior,  piena  restituzione  de'  suoi  diritti,  ritor-  bitro  della  repubblica.  Allora  il  magistrato 
nando  nello  stalo  in  cui  era  avanti  di  quelle  civico  di  Volterra  accorgendosi  cbe  si  pren- 
turholenze.        ^       -            .        -            .  «  •  _  .       ..        .— 

cai 

DO  cs{)Osti  innanzi  la  ri prìsti nazione 

privilegi  municifMili,  per  aver  essi  ricii$.«to  di  quali  mandarono  a  Volterra  un  esercito  di 

chinare  il  capo  alle  deliberazioni  de'Fioren-  loooo  fanti  e  di  sooo  cavalli  sotto  ileo- 


<iii|(i  urlili  siiiiu  III  CUI  rra  «vaiiii  m  t|uciic  *.iTi»«vf  «n    «vit«»m«  «ww^- ^«—'— -•'•  —-  —  ^--.. 

irholenze.  —  Grandi  \ìer  allro  furono  le  devano  in  Firenze  delle  misure  forti  cootro 

ilamità,  alle  qu^li  i  Volterrani  si  Irovaro-  la  loro  città,  risolve  di  abbracciare  il  partilo 

ocsi)0$ti  innanzi  la  ripristinazione  de* loro  della  difesa  contro  Poste  de*  Fiorentini,  i 


▼  OLT  TOLT  811 

ttfeUtlo  d«l  oa|nUin  geocnile  Federigo  Diiw     Fior.  doveTano  governare  Volterra  ed  i  p.-iesi 
4i  Moole-Fellro  e  di  Urbiuo.  del  suo  contado,  riferendosi  ai  più  moderni 

Occupò  primieranitriite  l^eaerciio  fioren-  statuti  del  1474  ris|)etlo  alla  procedura  e 
lino  i  paesi  del  contado  volterrano,  quindi  decisione  delle  cause  civili, 
alili  metà  di  maggio  del  1493  si  accampò  Per  tenere  poi  in  freno  pel  tratto  succes- 
nelle  pendici  del  monte  di  Volterra  ;  sicché  sivo  i  Volterrani,  si  estese  il  perimetro  dell* 
dopo  inutili  proposizioni  di  resa  il  capitano  antica  fortezia,  facendo  atterrare  il  palagio 
generale  fece  dar  1*  attacco  alle  truppe  voi-  de*  Belforti,  presso  cui  furono  costruiti  i  ri- 
tcrrane  che  foorì  della  città  erano  accani*  vellini  della  fortexia  nuova,  e  nel  loro  cen- 
|iate.— Fu  combattuto  con  ferocia  da  ambe  tro  innaliata  la  celebre  torre  rotonda  no- 
ie parti,  ma  le  troppe  volterrane  oppresse  minata  il  Mastio  con  più  carceri  segrete  a 
dal  numero  degli  assedianti  trovaronsi  co-  vari  ordini,  le  più  basse,  e  più  nascose  delle 
itfette  a  rientrare  in  città.  Forse  1* assedio  di  quali  ebbero  probabilmente  a  primi  ospiti 
Volterra  del  1472  sarebbe  andato  molto  in  nel  1478,  alcuni  dei  capi  della  congiura 
hngo  per  il  forte  sito  della  medesima,  e  de*  Pacai,  quando  appunto  cessò  di  eserci- 
per  r animosità  e  coraggio  dimostrato  dai  tare  il  primo  uflizio  triennale  di  casti'llano 
capi  della  magistratura  e  dal  popolo,  se  dal  1*  di  quella  rocca  il  capitan  Scberamuccia  di 
altra  parte  i  soldati  stipendiati  dal  Comune    Santa-Croce. 

di  Volterra  non  si  fossero  avviliti  in  guisa  Inoltre  la  Signoria  di  Firenze  per  contrat- 
che  eon  molta  lentena  a  difendere  la  città  to  del  dk  8  geunajo  i48gr  alienò  al  Comune 
piocedevano.  Aggiungasi  inoltre,  qualmente  di  Volterra  i  pascoli  e  tenimenti,  dei  quali 
i  partigiani  de*  Fiorentini  che  ave?ano  sin  dieci  anni  innanzi  la  loro  città  era  stala 
dal  principio  insinuato  ai  magistrati  di  uh-  privata,  mentre  sette  anni  dopo  (  18  die. 
Udire  ai  comandi  della  Signoria  di  Firenze,  1488)  dalla  stessa  Signoria  fu  deliberato  di 
convennero  segretamente  con  il  Duca  d*  Ur-  esentare  gli  abitanti  della  città  di  Volterra  da 
Irinoche  in  una  notte  determinata  eglino  tuttte  le  gravezze rrali, personali,  e  mistiche 
avrebbero  6itto  in  modo  di  lasciare  aperta  per  1*  avvenire  fossero  state  imposte;  mossa  « 
ima  delle  porte  di  Volterra,  purché  fosse  ciò  dalla  povertà  in  cui  erano  ridolti  i  suoi 
salvato  r  onore  delle  donne  e  la  città  dal  abitanti  per  i  danni  sofferti  neirultima  guer- 
•weheggio.  ra,  e  per  la  naturale  sterilità  del  suolo^^^^ 

Innanzi  Palba  infitti  del  t8  ging.  i47a    (A.  Ccgiva,  Oper,  eit) 
entrò  in  Volterra  per  la  Porta  a  Selci  I*  eser-        Ma  la  parte  della  storia  moderna  che  più 
cito  fiorentino,  massacrando  cittadini,  in-    onora  il  Comune  di  Volterra  é,  se  non  m* 
eendi andò  e  saccheggiando  le  loro  case  senza    inganno,  quella  dimostrata  dal  magistmto 
punto  curare  i  patti  poco  innanzi  stipulati,    de*  priori  e  dal  consiglio  generale  di  Vol- 

Alle  calamità  de*  privati  tennero  dietro  terra,  allorché  presso  alla  vigilia  del  sacco 
quelle  del  pubblico,  poiché,  oltre  l'esilio  fiimoso  dì  Prato,  e  della  cacciata  da  Firenze 
Allo  a  7O  cittadini  più  animosi,  oltre  1* ab-  del  gonfaloniere  perpetuo  Pier  Soderini,  i 
bandono  volontario  dalla  patria  di  molti  Volterrani  con  provvisione  del  la  agosto 
notabili  de*  più  ricchi  e  più  autorevoli,  che  iSia  deliberavano  doversi  spedire  a  Firen- 
rifngiaronsi  in  varie  città  d*  Italia,  il  moni-  ze  ambasciatori  con  l*  incarico  di  oOerire  a 
àpio  di  Volterra  venne  privato  di  molte  di-  quella  Signoria  tutte  le  sostanze  de*Votter- 
{nìlà  e  di  considerevoli  rendite.  rani  peri  bisogni  di  quella  guerra  ;  in  guisa 

Fu  tolto  al  medesimo  il  palazzo  deiPrio-  che  tre  giorni  innanzi  che  accadesse  il  sacco 
ri,  che  la  Signoria  di  Firenze  assegnò  a  re-  di  Prato  (16  agosto  1 5i  a)  furono  eletti  otio 
tidenza  del  capitano  del  popolo  ;  e  fu  allora  cittadini  volterrani  con  facoltà  di  esibire 
rbe  i  pascoli  fd  i  boschi  comunali,  le  mi-  a  quei  reggitori  quanto  fosse  stato  di  van- 
liere  del  Salcy  del  Zolfo,  del  Cetriolo  e  taggio  ai  Fiorentini. 
Ieir^//ame,  dalla  Com.  di  Volterra  6no  Che  se  quella  guerra  riesci  del  tutto  con- 
ti lora  goilute,  vennero  inscritte  fra  le  regalie  traria  ai  voti  della  repubblica  fiorentina;  se 
lei  Comune  di  Firenze,  il  quale  poco  dopo  in  seguilo  cambiandosi  del  tutto  in  Fireii- 
e  allivellò  alla  città  di  Volterra,  rinnovan*  ze  il  governo  e  cacciando  di  seggio  V  imbe- 
lo il  fittQ  fino  al  i53o,  epoca  in  cui  cote-  cille  gonfaloniere  perpetuo  ;  se  i  Mettici  fu- 
lo  livello  fu  reso  perpetuo.  Quindi  furono  rono  di  nuovo  restituiti  e  raccolti  nella  loro 
letti  i  magistrati  che  a  noma  della  Hep.    patria,  Volterra  non  cambiò  per  questo  la 


81S  YOLT  VOLI 


Ma  geoeiMt» oObrU  a  l«foc9  Jelb  Signoria  ttna  di  Voi len», dalla ^oak con»  èli» 

nuova  s  dalla  qu^le  con  lettera  del  6  set-  tinuo  tormentati. 
Ifoibre  i5ia,  estendo  invitati  i  Volterrani        La  pentita  pertanto  di  oofeofei  iwpiifcifc 

a  fornire  ad  impcestito  per  un  mese  quella  città  iocresoeva  assii  aicommÌMróJi|iB. 

quantità  di  denaro  ehe  potevano,  il  magi-  n  Francesco  Ferruocics  il  qtiaW  tf^iti»à 

strato  civico  con  provvisione  del  i  a  di  detto  al  presi<lio  di  Empoli  arriso  i  Oieai  di  h^ 

mese  decretò,  cbe  sensa  altro  indugio  si  do-  eh*  egli  volentieri  si  recherel^be  a  ¥«1^3 

vesserò  somministrare  quanti  denari  si  tro-  innanxi  cbe  gli  afibri  ai   Toluascro  ia^ 

cavano  nelle  casse  del  Comune;  oltre  i  i5o  gio.  Piacque  I*  avviso  del  Fecraobo^t^ 

soldati  cbe  Volterra  ad  istania  della  Signo*  viatigli  circa  aooo  fiuiti  e  i  So  Cimatti,  « 

sìa  di  Firenie  inviò  sotto  il  comando  dei  queste  genti  si  dirrsse  Ioato  a  Vottem. 
aonoestabile  Bcnelelto  di  Meo  di  Eoberto        Non  ressero  i  suoi  nbitanli  longs  pea  ^ 

Hinooci.  assalto  feroce  del  Kerruocio,  aiccbè  cfl  i^ 

Tante  cerdiali  dimostraxioni  pertanto  non  pena  entrato  nella  (brtesza,  temendo  ck  i 

potevano  mancare  di  fruttare  alla  città  di  Volterra  giuagcsae  soooorao»  fcoesitifttta 

Volterra  benefìxj  importantissimi,  tostocbè  diverse  bande  la  città.  AJkm  coaàxkv 

on  anno  dopo,  oeU*  ottobre  del  1 5 1 3,  i  Voi-  ferocissimamente  d4  una  parie  e  dalF  ■&<) 

terrani  ricuperarono  in  gran  parte  le  per-  infino  alla  mttia  notte  non  potcnda,ae|^ 

dute  dignità,  mediante  provvisioni  e  decreti  aaialiiori,  né  gli  asialitt  portacsi  eoe  wf 

di  eseuiiooi  cbe  la  Signoria  di  Firenie  gli  gior  virtù  di  quella  cbe  eaoatrarovo.  ILU. 

aceordòy  e  cbe  in  varj  tempi  furono  al  Co*  to  dal  Ferruccio  meiler  ftioco  alle  car  )« 

aanne  di  Volterra  confermati.  Dalle  quali  vicine  alla  fbrtexaa ,  ira  lo  strepit0  étt 

caiìoessiooi  si  rileva,  che  1* antico  contado  o  fiamme,  i  pianti  delle  dcHUie  e  le  gh^  4a 

distretto  di  Volterra  era  stato  abolito  fino  corob;itt«ntì,  pareva  che  la  terra  roTiaiK. 
dal  Tanno  1474,  epoca  di  una  delle  estreaae        Perirono  in  quella  auffa,  dice  T  kmm- 

riforme  de* suoi  statuti;  a  tenore  de*  quali  rato,  d'ambedue  le  parti  non  mrnoé  kt 

Boo  fti  ripristinato  il  vicariato  di  Val  di  Co-  uomini,  e  più  cbe  altrelUntt  finooo  i  Ìbw. 

eina,  mentre  in  luogo  suo  doveva  eleggersi  —  L*  ingresso  ilei  Ferruccio  ia  ViUemii. 

un  podestà  fra  i  cittadini  fiorentini  rmideo^  tenne  nel  t6  aprile  del  1 53o»  in  ■e4&ne 

la  in  Volterra.  la  mattina  seguente  la  città  ardendo  fm 

Uno  degli  ultimi  avvenimenti  storici  re-  da  ogni  parte,  si  dette  al  nemico,  il  ^aat 

lalivi  a  Volterra  repubblicana  accadde  nel  gu:4l^rnò  i  5  peni  di  artiglieria  oltm«^4 

i53o,  iu  tempo  dìeir  assedio  di  Firenae»  Gemente  VII,  dopo  ehe  erano  di  oa  {mstm 

quando i  Volterrani  sì  dichiararono  dal  par-  da  Canova  arrivati.   Doodccbè  il  Fcmcoa 

ti  lo  Mei  liceo.  Seguiterò  brevemente  il  rao*  attese  con  molte  eslorsionì  a  cavare  arpau 

conio  lasciatoci  da  Benedetto  Varchi  e  dal  dalle  chiese  e  denari  dai  «ttadini.  —  iecR- 

Guiceiardini  nelU  storia  d*  Italia  {Lih,  XX),  soendosi  sempre  più  il  oucnero  de* suoi  ttU»- 

e  rifiPtulo  dall*  Ammirato («Slor.  Fior.  Lih,  ti,  meditava  di  (ar  rivoltare  San  GinufaNSt 

XXX.) dicendo,  che  i  Volterrani  per  la  vio>  Colle  ad  oggetto  d*  iiilerrom|iere  le  rfttot* 

letlia  usata  loro  da  Giovanni  Covoni  di  Pi-  glie  che  per  qoelfe  via  si  recavano  di  Sa 

irmc,  che  con  4  compagnie  n*era  venuto  a  ali*  esercito  aascdiante  Fimose.  Mi  csksAi 

Volterra,  eil  ing  innevolroente era  twnetrato  opportunamente sopraggioato  in  quellrbn- 

nelU  città  e  corso  al  piazzo  de*  Priori  con  de  il  capitano  calabrese  Fabrisào  Umaii- 

ruocistone  di  alcune  guardie  volterrane.  Al-  do  con  circa  aSoo  fanti  non  pagati,  ^aau 

Iosa  il  popolo  irritato  da  simili    violenze  si  recò  con  le  sue  genti  ad  accampora  ad 

corse  air  armi,  barricandoli  sbocchi  nelle  subboigo  di  Volterra   luoct  delU  Pofto  S. 

alnaley  e  calcando  le  finestre  delle  esse  di  Francesco.— Fu  allora  cbe  il  Massari ji 

sassi;  sicché  quel  le  compagnie  col  loro  capi-  con  troppe  arrogania  avendo  fistio  iolm^ 

Lino  Covoni  in  breve  ora  furono  ilal  tnmul-  per  un  tamburino  al  Fecttsccio,  clie  iacao* 

to  fiopolare  vituperosamente  cacciate  di  pa-  tenente,  se  non  voleva  ciati  e  taglialo  s  p» 

laxzD  e  di  città.  In  conseguenza  di  ciò  i  zi,  gli  rendesse  Volterra ,  il  Fcmieeio  ■»- 

Volterrani  vcileiidosi  vicini  ad  un  mal  par-  strando  d*ogni  altra  eosa  tener  pia  coab 

tito  roandai-ono  a  Bologna  per  «larsi  a  Cle-  che  di  tali  minacce,  (eoe  toalo  impieoMvi 

monte  VII ,  supfiliciindolo  a  provvederli  di  misero  tamburino,  lo  tate  oocasione,  a  £ } 

artiglieria  grossa  per  poter  abbattere  la  for*  di  maggio,  si  Ì90t  una 


VOLT  VOLT               813 

ftiori  le  mura,  Jovie  reslaroao  morti  ili  quel-  Dieci  da  Tollerra  a  Pisa,  eJ  essendo  rieseito 

li  dì  deutro  uq  i5o,  e  sopra  aoo delle  Irup-  vano  al  Maramaldo  di  arrestarlo;  raccoglie- 

pedi  fuori;  ÌDollre|>assaiono  di«ll.i  parte  del  va  il  Ferruccio  iu  Pisa  quanti  più  fanti  pò- 

Ferraccio  circa  a  oo  lanli  calabresi  per  mau-  levo,  sicché  tutta  la  speranza  de' Fiorentini 

caois  di  (taglie.  —  (  àmnir.    Sior.    Fior,  eri  ridotta  alla  venuta  sua  per  liberare  Ja 

Lib,  XXX,)  città  assediala.  Quindi  e>;li  avendo  lasciato 

liilanlo  r  oste  spagnuola  sotto  il  com;ui-  Pisa,  si  |;cnlc  |>oco  dopo  a  Cavinana  con   la 

do  del  roarcbeae  del  Vasto,  presa  Emp<di,  vita  del  Feri  uccio  non  solo  Firenze,  ma  aa- 

iT  incamminava  alla  ricuperazione  di  Voi-  cora  Volterra  repubblicana. 
lern,  tanto  più  che  Maramaldo  insisteva  a 

domandare  artiglieria  per  espugnarla,  poi-  $.  V.  Volt&juu  GaAUDuciu. 
che  con  le  mine  non  gli  era  riescilo  di  ri- 
trarre alcun  buon  effetto.  L* ultima  sventura  di  questa  ciltii  termi- 

»  Uaravigliossi,  dirò  con  l'Ammiralo,  il  nò  con  la  repubblica  fiorentina,  mentre  il 
■aichcse  della  fortezza  del  sito,  poiché  la  principio  del  governo  assoluto  di  Firenze 
dUèy  olire  esser  posta  sulla  cima  del  monle,  parve  piulloslo  favorevole  ai  Vulieiraui,  stan- 
non  aveva  ali*  esterno  che  cinque  vie,  dispo-  teche  appena  sottomessa  la  metropoli  alle  ar- 
ile a  guiu  di  cinque  dita  di  una  mano  mi  poniificie  e  imperiali,  innanzi  che  Ales- 
•perta,  per  offenderla,  restando  fra  mezzo  al-  Sandro  de*  Medici  fosse  dichiarato  capo  (lO- 
b stesse  vie  valli  profonde  e  dirupale;  tal-  litico  di  quello  stato  col  titolo  di  Duca,  i 
cbè  il  marchese,  preso  consiglio  col  Mara-  Volterraui  nel  io  dicembre  del  i53o  oticn- 
Baldo,  pose  ad  alloggiare  le  sue  genti  fuori  nero  da  quel  governo  provvisorio  la  cou- 
del  Portone  presso  la  chiesa  di  S.  Andrea,  ferma  perpetua  dei  privilegi  stali  loro  con- 
dole il  monte  é  meno  disagevole.  Ma  uscen-  cessi  nel  i5i3;  i  quali  privile^ j  nel  3  giu- 
do improvvis.uoeote  il  Ferruccio  a  infestare  gno  del  i55i  furono  loro  dal  Duca  Cosi- 
gli Spagnuoli  occupati  in  attendarsi,  nvreb-  mo  I  confermati. 

be  lorodalo  assai  che  fare,  sedai  Maramaldo  Ma  nell'anno  della  caduta  di  Firenze  i 
non  fossero  sta  ti  in  tem(>o  soccorsi.  Che  sei;-  Volterrani  erano  siali  afflitti  da  un'altra  scia- 
bene  non  meno  di  quattro  ass:ilti  si  ilasscro  gura  [luhblica,  come  fu  quella  della  erri- 
dagli  Spagnuoli  e  dai  Calabresi  alla  cillà,  bile  pestilenza  chedopola  guerra  ed  i  molti 
sebbene  una  larga  breccia  nelle  mura  fosse  stenti  falcidiò  quella  popoiuzìoue  riducen* 
Stala  aperta  fra  Torto  delle  monache  di  S.  dolo  a  pochi  abitanti. 
Lino  e  la  Porla  Fiorentina,  a  tutto  rip'irava  Non  era  appena  crealo  Abssandrode*  Me^ 
I*  accortezza  e  valore  del  Ferruccio,  che  a  dici  Duca  di  Firenze  che  fu  ordinata  una 
lutto  provvedeva,  e  da  per  tutto  compariva:  coscrizione  militare  nel  contado  e  dominio 
talcbè  il  marchese  fu  forzato  ad  abbandona-  fìortntino  di  loooo  fanti;  alla  qu:de  perciò 
re  1*  impresa  incominciata.  fu  ascritta  la  giovfulù  su|,fr$tite  di  Volter- 

Nella  qual  zuffa  apparve  chiaro  in  quel  ra,  sotto  nome  di  Bande,  coll'accordaie  a 

dì  il  valore  di   Angelo  Bastardo  di  antica  quelle  milizie  alcuni   pri\ilegi,  due  fra  gli 

origine  volterran»,  avendo  egli  più  volte  altri  si  contavano  que  li  di  potere  portare 

rimesso  la  battaglia  con  mirabile  valore. —  le  armi  e  pagare  menu  gravezze. 

(AvMia.  Oper,  e  Lib.  eie.  )  Alla  qual  epoca  la  stessa  città  era  suddi- 

Frattanto  strìngevasi  maggiormente  Tas-  visa  in  tre  quartieri, ed  in  cinque  contrade, 

sedìo  intorno  a  Firenze  dove  non  entrava  come  al  tem;>o  della  repubblica,  nel  modo 

più  vettovaglia  da  parte  alcuna,  con   tutto-  che  apparisce  da  una  statistica  ordinata  nel 

cbé  la  strettezza  del  vivere  non  diminuisse  i55i  da  Cosimo  I,  nella  quale  si  noverava- 

negli  assediati  l'ostinazione  della  difesa.  Ma  no  in  Volterra  e  nell<?  sue  Pendici  o  sub- 

idosi  recato  il  Ferruccio  per  online  de'  borghi  le  seguenti  famiglie  ed  abilauii. 


V.  ▼. 


!•! 


814 


NOME  DEI  QCARTIEBI  DENTRO  Li  CITTA* 
DELLE  CX>NTRADE  O  SUBBOEGHI  PUOEI  DELLE  MUEl 


PUPOLASIOBK  B  FAMIGLIE  DftLLA  CITTA*  DI  VOLTKBAA 
HKUi^AllHU   l55l. 

Nel  Quartiere  del  Borgo iF.® 

Nel  Quartiere  delia  Fiazux 

Nel  Quartiere  di  S,  SUchele 

ToT^LB  dentro  la  città  .  .  N,^ 

POPOLASIOIIK  K  FAMIOLIK  FUOSI  DELL!  HUtA  DI  VOLTCARA 

HBLI.*AMHO   l55l. 

I.  Guntnda  <]i  Porta  a  Selci  e  Pian  di  Cafielio 

%,  Contrada  di  Piazza  e  di  S.  Alessandro  . 

À.  Contrada  di  S.  Giusto  e  di  Pralomarzio 

4.  Contrada  di  S.  Michele  fuori  le  mura 

5.  Contrada  di  Moute-findoni  e  di  altre  Pendici 

ToT^LB  fuori  di  eittà.  .  .  N.^ 

SOMMAIIO  IH  tutti N,^ 


NUMERO 


DKLLB 
F4MMU.ia 


AMTASn 


194 

940 

77 

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h89 

♦  StlK 

Gotetta  popolazione  della  città  e  subbor- 
ghi di  Volterra  air  anno  i55i  potrà  servire 
di  misara  onde  mitigare  il  danno  che  molti 
vissuti  assai  dopo  attribuirono  alla  peste  del 
i55o  accaduta  in  questa  città,  talché  stan- 
do ad  un  ragguaglio  scrino  dal  volterrano 
Camraillo  Incontri  sembrerebbe,  che  a  detta 
e|>oca  Volterra  fosse  rimasta  quasi  scuota  di 
abitatori. 

Peraltro  dalla  relazione  che  fece  nel  1579 
al  Granduca  Francesco  I  sullo  stalo  di  que« 
sta  città,  Giovanni  di  Alessandro  Rondi- 
nelli,  inviato  commissario  a  Volterra,  si 
comprende,  che  la  sua  (»opolazione  era  dimi- 
nuita assai,  specialmcnic  di  fimiglie  nobili. 
Ma  una  di  quelle  che  non  spatriò,  uè  si  è 
spenta,  ha  reso  celebre  il  casato  Inghirami 
più  che  |>el  Curzio  de'Scariflì  per  quolT  Ja- 
copo ammiraglio  delle  galere  sotto  il  Gran- 
duca Ferdinando  I  che  con  esito  felice  nel 
1607  sorprese  la  città  di  Bona  nido  di  pirati. 

Per  tornare  però  ali*  efioca  del  secondo  Du- 
ca di  Firenze,  giova  indicare,  che  Cosimo  I 
con  suo  motupi'u|irio  del  a6  iiov.  i547, 
non  ostante  le  anteredenti  sosjMrnsioni,  con- 
fermò a  quieta  città  le  eseiìzioiiì  dalla  Rep. 
Fior,  accordata  ni  suo  capiiauHto^  che  poi 


restituì  nel  primitivo  perimetro  000  altro  di* 
ploma  del  ai  marzo  1548  {stile  eommm\ 
mentre  rispetto  alle  decime  solite  pafarii  dai 
canonici  di  Volterra  è  da  consaltarti  una 
memoria  del  segretario  Pagnini  Dcir^rcA. 
delle  Rijormas;,  di  Firenze. 

Nel  i567  il  Granduca  Cosimo  I  intiòa 
Volterra  con  suprema  autorità  i  nobili  fio- 
rentini D'inalo  Toriiabuoni  e  Giovanni  Ac- 
ciajoli,  aftinché  prendessero  nota  del  raccol- 
to delle  granaglie  che  produceva  annual- 
mente il  territorio  volterrano,  code  suqud* 
Io  stabilire  una  tassa  costante. 

Sotto  il  governo  de*  primi  Granduchi,  ol- 
tre reiezione  in  vescovo  di  Volterra  di  Gui- 
do Serguidi  volterrano  f  anno  1574)  olire 
il  suo  iiarcnte  Antonio  Serguidi  creato  mi- 
nistro del  Granduca  Francesco  I,  furono 
chiamati  alla  corte  di  Toscana  Belisario  Vin- 
ta che  divenne  direttore  di  quel  gabinetto 
sotto  Ferdinando  I,  nipote  di  altro  giure* 
consulto,  Francesco  Vinti,  che  fu  presidente 
della  Pratica  Segreta  sotto  Cosimo  I«  del 
quale  Granduca  era  stalo  segretario  di  leiri- 
zione  in  Uoma  V  infelice  Franccscu  Babbi 
pure  di  Volteria. 

Ma  gli  uomini  volterrani  più  serenatati 


VOLT  VOLT              815 

risforia  lìganrodo  sino  dal  tempi  della  rMocendosi  ad  an  grandioso  ttabilìmento 

ubblicana,  come  mi  Rqffaelto  Maffei^  penale. 

Saccàia  ^aechi^  an  Aldo  Mannucei^  Potrà  in  consegnenia  formare  an  oggetto 

.  loentre  molti  si  resero  celebri  sotto  il  di  utile  ed  istruttiva  curiosità  la  visita  di 

indacato  della  Gasa  Austro-Lorena  feli-  Volterra,  del  vicino  Monte-Catini,  dei  La- 

lente  regoHnte,  tra  i  quali  citerò  per  tatti  goni  di  acido  bori<o  presso  Bfontt^CerboIi, 

:ononiistH  segretario  Gianfrancesco  Pa-  delle  re(;ip Saline  {9toje)  e  della  variata  col- 

niy  rarcbeoto<!0  lUario Guarnatxi,  e  lo  lezione  di  fossili  che  forniscono i  terreni  in- 

riografo  Hi^uccio  Gailuiii,  al  quale  fan-  torno  a  Volterra.  —  Avendo  questa  città  una 

corona  onorifica  gli  storici  A,  Cecina^  Guida  pel  forestiero  che  vi  capila,  passerò 

Ib.  Oiac/U  e  Gius,  ìHaria  Del  Bava,  sotto  silenzio  molti  altri  oggetti  importanti 

Passerò  sotto  silenzio  una  più  lunga  lista  che  la  riguardano. 

nomini  distinti  che  Volterra  h:i  dato  in  Mura  etrusche  di  Volterra,  —  Le  mura 
ti  i  secoli  al  mondo  cristiano,  militare,  etrnsche  di  cui  esistono  tuttora  avanzi  gran- 
rose,  storico,  ed  artistico,  a  partire  da  S.  diosi  intorno  a  Volterra  furon  >  innalzate  io 
IO  sino  al  vivente  vescovo  Gaetano  In-  un  perimetro  irregolare  sopra  burroni  di 
itri  e  air  arcivescovo  Ferdinando  Minuc-  difficile  accesso,  e  costruite  di  massi  smisa- 
,  poiché  una  copiosa  nota  biografica  di  rati  e  senzii  cemento  insieme  collegati,  i  quali 
ari  uomini  volterrani  fu  da  altri  prima  non  cedono  in  magniBcenza  a  qualsiasi  altro 
me  pubblicala.  monumento,  mentre  la  loro  mole  giunge  ta- 
Quali  poi  fossero  le  Contrade  interne,  lori  alla  grossixiui  di  otto  braccia. 
|uali  e  quanti  i  subborghi  della  città  di  Le  interruzioni  di  coleste  antiche  mura 
Iterra  all'  epoca  del  Granduca  Leopoldo  I  non  permette  oggidì  rintracciare  il  suo  an- 
dichiani  il  suo  motuproprio  del  i5  mag*  daraento  preciso,  sebbene  il  Gori,  il  Guar- 
)  1779,  col  quale  ordinò  il  nuovo  re-  nacci  ed  altri  antiquarj  tentassero  d'  indi- 
lamenlo  ararainislrativo  di  questa  Gomu-  cario.  Né  anche  si  può  sapere,  quali  e  quante 
à,  composta  allora  di  8  contrade  e  di  19  fossero  le  porle  dell* etnisca  città;  e  solo  si 
ndiei^  cui  furono  uniti  altri  due  comu-  conosce  che  dalla  Porta  aW Arco  alla  Por- 
Ili  già  privilegiati,  quelli  cioè  di  iBfo/ife-  ta  a  Selci  te  antiche  mura  salivano  da 
iecioUi  e  di  Sptdaletto,  ostro  a  grcc.  verso  il  luogo  «letto  poi  il  Ca- 

stello,  per  cui  la  Porla  a  Selci  nel  medio 

Àhtichita'  spAasB  iw  Vox.TtBm4  evo  Porta  Maggiore  e  Porta  dfl  pìf^fi  di 

a  Rii  SCOI  sDBuaBJ.  Castello  appellossi.  Di  costà  le  mura  etru- 

sche  girando,  a  quel  che  sembra  da  grec.  a 
Le  maggior  parte  di  coloro  che  capitano  maestr.  arrivavano  alla  chiesa  attuale  di  S. 
Volterra  ,  vi  é  richiamala  o  dalle  sue  an-  Andrea,  dove  esisteva  una  Postierla  deno- 
:he  quisquiglie,  o  dalle  straordinarie  sue  minata  Marcoli,  e  di  costì  esse  scendeva* 
eduzioni  naturali.  Spettano  alle  antichi-  no  nella  vallecola  di  Doccióla  per  risalire 
le  mora  etrosche  in  gran  parte  esisien-  poi  ad  un'antica  porla  d'ordine  etrusco  (for- 
,  la  sua  bella  Porla  all'Arco  sotto  Ih  chie-  se  la  Porta  d*  Ercole  dell'  Ammirato)  poco 
cattedrale,  il  museo  civico,  ricco  di  ur-  lungi  dal  così  detto  Portone,  IH  là  atlra- 
6  cinerarie ,  di  vasellami,  e  di  altri  pre-  versando  orride  balze  arrivavano  dietro  la 
osi  oggetti  di  arti  e  di  manifattura  antica,  chiesa  attuale  di  S.  Giusto  ;  e  quindi  pie- 
piscina  detta  etnisca  ecc.  ecc.  Appartengo-  gando  da  sett.-grec.  a  pon.  e  poi  a  lib.,  sicco- 
0  alle  straordinarie  sue  produzioni  naturali,  me  apparisce  dagli  avanzi  delle  medesime, a v- 
li  alabastri,  le  copiose  saline,  e  le  vicine  vicinavansi  alla  torre  di  S.  Marco,  dove  pro- 
liniere  di  rame  riattivate,  oltre  la  scoperta  babilmentefu  un'altra  porla  della  cilià. 
rezìosa  e  la  raccolta  prodigiosa  di  acido  Dalla  torre  predetta  di  S.  Marco  dirigen- 
orico  nei  Lagoni  volterrani.  dosi  a  lib.,  e  rasentando  a  occidente  la  con- 
Entrano  poi  fra  gli  edifìzj  del  medio  evo  tradadi  Pratomarzio,  le  mura etrusche tor- 
suo  battistero,  la  chiesa  cnltedrale,  il  pa-  nano  a  fare  magnifica  mostra  sotto  il  sop. 
izzo  del  Comune,  quello  del  Pretorio,  ecc.  presso  monastero  di  S.  Chiara,  già  di  S.  Be> 
arò  più  breve  a  parlare  degli  stabilimenti  nedetto  in  Orticassio;  di  là  dal  quale  s'io- 
ih  moderni,  fra  i  quali  primeggia  il  Ma*  contra  un'antica  porta, o Pox/ier /a, chiusa. 
chiù  presso  la  fbrtezia  clie  attualmente  va  Gontinaindo  il  giro  antico  le  muta  cambia* 


816  VOLT  VOLT 

vano  dirfs'roDf  da  lib.  »  scir.  per  dirigerti  la  a  Selci,  oitia  del  Pf«A-^i-C€ifCr//o,  detta 
aliaceli  detta  Fonie  di  S.  Stefano^neì  qua-  anche  Porta  Mtaggiore  della  città, 
le  luogo  si  tcuoprono  fsriudìzj  di  un*  altra  Sarebbe  decisa  la  questione  circa  l'epoca 
porta  della  citlh  (forse  la  Porta  S.  Ftlice^  precisa  di  coleste  mura ,  ae  fosse  vero  che 
o  de*  Saracini)^  finché  per  1*  utitlamenlo  stes-  alcune  carie  apparteneoli  (dice  fautore  della 
so  delle  moderne  mura  coslruitc  sulle  an-  Guida  di  Volterra)  alTanno  ia6o  laceaiero 
tiche  si  giunge  alla  Porta  air  Arco,  conoscere  che  in  ilella  epoca  furono  sommi* 

G>tesf  uitiiua  che  serve  Hocora  di  porla  nistrati  denari  ad  impreslilo  al  Comune  di 
alle  munì  presenti  della  ciUà  si  conscrxa  tot-  Volterra  per  la  nuoi*a  costruzione  dette  sue 
torà  intatta  con  dop[)i  archi,  uno  de'  quali  mura.  Ln  qual  co»i  è  confermata,  prosegae 
interno,  Taliro  esterno,  ed  entrambi  for-  P  A.  della  Guiil»,  dal  vedersi  anteriormente 
mali  di  quelle  pietre  smisurate  di  panchina  al  predetto  anno  ia6onei  pubblici  rontralti 
che  nelle  antiche  mura  etnische  di  Volterra  compresa  dentro  la  cilU  la  conliada  di  S. 
possono  osservarsi.  Furono  esse  descritte  dal  Stefano  di  Pratomariio^  e  queila  di  S. 
proposto  Gori  che  ne  diede  anco  il  rome  nel-  JUnrco^  due  borgate  che  nei  tempi  sucres- 
la  sua  opera  sotto  il  tiloh)  di  ^Itiseo  Etra-  sivi  si  trovano  indicale  distintamente  fuori 
sco^  quando  già  il  March.  Scipione  MaiTei,  delle  mura  di  Volterra.  "Infine  gli  statuti 
arcTa  avvistilo  gli  archeologi  :  non  oi essere  comunitativi  del  seco'o  XIV  citano  S|iesso  i 
monttmento  più  illustre  e  p:ù  espressivo  muri  nunv'  etl  i  muri  becchi  di  questa  cil- 
di  questo  per  indicare  il  decoro  e  splcn^  th.  —  (CF.as«,  0/»er.  eit,  pag.  i6S  in  mota; 
dorè  del r antica  maestà  Totcana.  Giacvi,  .tppend.  pag.  90). 

Giro  delle  mura  etrusche  a  confronto  Alluaimrn'e  le  mura  dì  Volterra  confano 
delle  attuali  di  l 'otterrà.  Le  mura  etrn-  cinque  Porte,  i.  Porta  a  «Se/ci.  a.  Pvrta 
sche  di  Volterra  abbracciavano  una  pcrife-  a  Dttcciola.  3,  Pi  rta  Fiorentina.  ^,  Porim 
ria,  che  sebbene  irregolare  e  inltrrolla,  si  S.  Francesco;  e  5.  Porta  all'Arco. 
mostra  tre  folle  più  eslesa  del  cerchio  più  Piscina  detta  Etra  tea.  —  In  poca  di- 
moderno. Ho  gih  dello,  che  quesfullimo  stanza  dalla  cortina  meridionale  del  iVtf- 
cerchio  non  fu  o|>era  dell*  Imp.  Oltane  I,  schio  di  Volterra,  nel  piazzale  più  elevalo 
cui  molti  attribuiscono  il  rcslntiro  delle  vec-  della  citlà,  pn'sso  gli  avanzi  delle  fondan^-n* 
chie  mura  ciclopiche,  né  sembra  che  lo  sia  ta  dd  pdazzo  de*Be'forti,  uo  tt-ro^to  arbitri, 
stato  di  altre  genti  barbare,  come  altri  so-  o  vescovi  di  qiu  sia  città,  esiste  1* ingresso |ier 
spellarono.  seniilere  rnclianle  una  scala   mobile  nel  ri* 

Che  però  n  ra«;ione  il  eh.  GIo\.inni  Tar-    slcnioin ,  eh  .im.iM  Pìscint  Etrusco^  ed  in 
gioni-To£Z(  Ili   diceva,  che  il  ririnlo  ili  co-     se;:!:!!»)   il  Castello^  Idniine  romano  alto. id 
testa  citlìi    era   sialo   lislietlu   in    li  nipi  più     111  lieare  iin.i  C'-ns*  rva  di  acqua  riii  da^li  anti- 
moderni.  Dimoslrano  lulloi  io  ili\(i>i  islru-    ehi  crtlesti/V^ei^asenihraehc  fosse  lestin.il». 
menti  siniToui,  fra  i  (jouli   ramuiinlerò  per         E  un  ampio  edificio  lungo  br.  37,  largo 
primo  un  e.ompi'omesso   (allo  nel  dicembre    br.  a.5,  le  cui  pareli  con  i  sei  pilastri  e  le 
del  1^79  Ira   i   cittadini  di  parie  gudfa  e    volte  ch<- questi  sorre^'gono,  sono  fahbricsle 
quelli  di  ghihillioa,    do\e  si   ramriiinlat;o    a  massello  dì  grosse  pietre  squadrale  di  pan- 
case  e  torri  di  Guelfi  dislrulli  dai  Gliìhelliui    rhitia.  Le  volle  sono  alle  dal  pavimento  br. 
in  tempo  delia  loro  ribellione  ;  Ira  i!  laGo     sedici;  gli  architravi  sopra  ì   pilastri  che  le 
e  il  iti66    ;  le  quali   toiri  e  case  si  dicono    sostengono  sono  orizzontali  e  piani  me.lian- 
situale  fia  i  muri  vecchi  ed  i  muri  nuovi    le  grossi  pezzi  squadrati  dell*  islesw  pieira 
della  città. —  CrcirHy  Oper.  cit.  pag.  6ì).    coniiegnati  insieme  in  forma  conica.  Kelcen- 
Non  solo  però  nel  1279,  mi  un  dttennio    Irò  della   volta  di  colesla   Piscina  srorgesi 
ìi.nanzi,  vale  a  dire,  tre  anni  dofio  la  villo-    uoa  granale  apertura  ritonda,  attualmen'e 
ria  riportata  dai  Guelfi  nei  campi  di  Bi-iie-     chiusa  ed  in  allri  punti  dflla  slessa  volti 
vento,  le  mura  del  lecinlo  attuale  di   Voi-    diversi  fori  ed  ap^rlure  minori  [XTilove  Sem* 
terr.t  erano  già  innalzate.  Serve  di  appo<i;gio    bri  che  entrare  dovesse  Tacjua  nel  cister- 
a  tal  verità  un  isirumi  nlo  del  4  novembre    non(\  o  cattelln,  innanzi  di  refiartirls  alle 
iaC9  riportilo  dil  Giachi  nelle  sue  Rìcer^    fonti  pubbliche  della  città. 
che  sullo  stato  antico  e  moderno  di    f^ol-         Terme  antiche.  —  Gli  avanzi  delle  Ter- 
terra  fApr£NDicK  P'ig.   86.),   nel  quale  si    me  vollerrane  furon  »  scoperti  nel  17^1  dal 
tratta  di  muri  vecchi  e  MtfoW  presso  la  Por-    zelante  archeologo  Mons.  Mario  Guarnacci 


YOLT  VOLT  817 

air  oocasìopf  di  uim  esca? meìoim  eh*  ff  li    tisUro  di  marmo  lavoralo  in  figure  nel  i  Soa, 
ordinò  a  poca  diiUoia  dalla  cosi  detta  Par-    di  Andrea  da  S.  Savino,  ed  un  grandioso 
«CI,  o  postierla  càiutm  di  S,  Felice^  presso    ciborio  in  marmo  bianco  statuario  oon  f^ra* 
If  mure  esterne  che  corrono  fra  la  Porta  S.    ziosi  ornati,  figure  in  rilievo  e  ad  allo  rìli«- 
Fraocesco  e  la  PorU  all'Arco.  Il  bel  mo-    vo,  il  quale  serti  ali*  aitar  maggiore  della  cat- 
saico  consistente  di  piccoli  peni  di  pasta  co-    (edralt-,  oper»  del  celebre  Mino  da  Fiesole, 
lorili  e  dif[X>sti  a  disegno,  esistito  in  quelle        Cattedrale. — La  prima  cattedrale  dì  Vol- 
terme, fu  collocato  nel  pav imenlo  di  una  stan-    terra  più  non  esiste.  Senza  far  conto  della 
la  del  museo  cìvico  di  Volterra,  dove  attuai-    tradizione  popolare  che  suppone  il  primili- 
mente  si  trova.  Basta  per  tutti  a  dichiarare    vo  Duomo  esistilo  nel  luogo  del  Castells 
coleste  terme  opera  del  secolo  secondo  deir    davanti  %\  Maschio^  dove  si  veggono  tuttora 
E.  V.  l'avanzo  di  una  iscrizione  ridotta  a  due    i  fjn'lvmcnti  del  grandioso  palazzo  de*  Bel- 
monosilltibi  ivi  trovata  .  .  .  CO.  .  .  .  AL'G.    forti,  dirò  che  lutti  i  documenti  superstiti. 
Erano  esse  formate  di  sei  stanze,  fra  le    fra  i  quali  quello  del  989  citato  all'Art,  ^ol- 
quali  fu  rÌKonlrato  V  ipocausto  oltre  i  ve-    //«/ero,  tendonoa  dimostrare, che  dove  è  iut- 
slìfj  di  due  bagni  con  frammenti  di  colon-    torà  (osse  sempre  esistito  l'antico  Duomo, 
ne  e  di  alcuni  fregj  di  marmo.  —  Esso  fu  consacrato  nel  ao  maggio  11  ai 

Bufiistero,  —  Scendendo  agli  edifizj  più  dal  Pont.  Calisto  li,  ampliato  nel  ia54  dal 
cospicui  del  medio-evo  si  presenta  per  pri-  noto  artista  Niccola  Pisano,  e  finalmente  re* 
roo  il  tempio  del  Bit  lista,  di  figura  ottan-  staurato  ed  abbellito  uel  1843  dalla  pietà 
golarr,  a  similitudine  di  molti  altri  bi»ttì-  de*  Volterrani  sotto  la  direzione  degl'inge- 
s:eri  antichi,  situalo  come  quelli  dirimpetto  gneri  Maazei  e  Solaini. 
alla  facciala  della  chiesa  cattedrale.  In  giazia  degli  appunti  favoritimi  rìcor- 

Si-bbene  di  cotesto  Battistero  non  restino  derò  ai  lettori,  qualmente  dalle  antiche  so- 
raemorie  anteriori  al  secolo  X,  e  che  la  sua  slruzioni  scoperte  nell*  eseguire  gli  uUimi 
seconda  restaurazione  scenda  ali*  anno  i  a83,  restauri,  (nrve  ai  nominati  ingegneri  di  ave- 
io  non  dubito  che  la  sui  prima  epoca  non  re  trovato  dentro  Tare»  attuale  \\t\  Duomo 
rimonti  ali*  istituzione  della  Diocesi  voitcr-  indizj  meno  che  dubhj  di  due  chiese  slate 
rana.  «~  Ved,  V  Art,  seguente  Dincin  ni  edificate  in  tempi  ed  a  livelli  diversi;  e  si  è 
VoLTammi.  anclip  dubitato,  che  il  coro  e  la  crociuta  fos- 

La  notizia  pertanto  più  antica  del  primo  srro  di  una  costruzione  [)osteriore.  Checché 
battistero  de*  Volterrani  conservasi  in  un  ne  sia,  nel  rifare  nel  1 84 a  ì  fondamenti  de! 
isirumenlo  del  capitolo  m:<ggiorc  dtiran*  presbiterio  si  trovarono  UMracce  di  un  semi- 
no 989,  col  quale  1*  arcidiacono  della  catte-  cerchio  smallato  in  mosaico  a  colori  molto 
drale  diede  ad  eufìleusi  a  Pietro  di  lui  pa-  simile  a  quello  delle  tre  nasate  ciberà  stalo 
«Ire  tulio  ciò  che  apparteneva  alla  chiesa  di  trovato  un  braccio  sotto  «il  (lavimento  attuale. 
S.  Ottaviano  ed  al  capitolo  della  cattedrale  Se  pertanto  Niccola  Pisano  non  mostrò 
per  conto  della  pieve  di  S.  Giovanni  pò-  tutto  lo  sfoggio  del  suo  ingegno  allorché ar- 
Éta  presso  il  Duomo  e  la  sua  canonica, —  chitettava  questo  tempio  aumentandolo  fino 
Inoltre  il  giiispadronato  dello  stesso  rapitolo  a  ai  colonne  nelle  navate  ed  erigendo  il 
•opra  il  battistero  maggiore  è  dimostrato  da  presbiterio,  egli  peraltro  ne  trasse  il  miglior 
altro  documento  delPanno  995,  col  quale  piirlito  che  potè  adornandolo  anche  esterna- 
Pielro  vescovo  di  Volterra  col  consenso  de*  mente  con  molta  semplicità, 
suoi  canonici  trasferì  il  giuspadronato  della  Assai  più  tardi,  cioè,  nel  i574,  si  esegui- 
chiesa  del  Battista  in  altre  persone  con  V  o.  rono  sotto  il  vescovo  Guido  Serguidi  altri 
ntre  di  fare  uiBziare  il  tempio  stisso  da  ot-  nbbcllimenti,  fra  i  quali  i  capitelli  corinti  a 
lo  preti.  stucco,  lavorati  da  L('on.irdo  Ricciarelli  nì- 

FinoalPanno  1 578  cotesto  tempio  di  Voi-    potè  del  eelebre  Daniello. 
liTra  conservò  il  titolo  di  pieve  maggiore         La  soffitta  della  maggior  navata  e  della 
della  Diocesi.  —  ( Gì acbi,  0/>er.  cit.  T,  a.®    crociala  fu  eseguila  da  Francesco  Qpriani 
pa%,  1^3  e  seg.)  fiiù  conosciuto  ctl  nome  di  Francese»  da 

Fra  le  opere  di  Belle-arti  meritevoli  di  Volterra,  finché  nel  184 a  mediante  |)i«  elar- 
osserv.'iziooe  coniasi  costì  una  t.ivoLi  di  Nic-  «izioni,  delle  quali  é  sialo  largo  il  vescovo 
cola  Ceicignani,  dello  il  Pomatance ,  che  utluale,  Mons.  Gius.  G.-irlaun  liicotilti.  fu 
la  dipingeva  nel  1591  ;  havri  T  antico  bai-    incaricalo  T  ingegnere  di  Circondario  Maa- 


gl8              VOLT  VOLT 

*i'o  Mnzzei  h  dirìgere  il  gmoilioso  restauro  il  ponllelogramma  dal  lato  d*oftfo,  h  or- 

*^i  tutta  lii  cattrdmle,  mentre  al  Solaini  fa  dinato  nel  1474  da  Loreiiio  de*  Medici  deC- 

data  la  direzione  del  presbiterio  che  fece  ese-  to  il  Magnifico,  stato  pur  esto  signore  ed  ai^ 

guire  il  prelodato  vescofo  a  tutte  sue  spese,  bitro  della  Rep.  Fior. 

Questo  tempio  è  una  galleria,  stante  Je  Neil*  interno  delta  Fortrsza  esistono  gK 

molte  tavole  che  lo  adornano  state  dipinte  in  stabilimenti  penali  e  correzionali  delle  case 

grsin  parte  da  artisli  volterrani,  fra  lequali  dì  fona  e  di  detensione,  peri  quali  stanno 

opere  di  arti  non  e  da  tacersi  T  aitar  mag-  eseguendosi  grandiosi  lavori  onde  ridurre  il 

giore  di  marmo  fatto  erigere  nel  i83i  dall'  locale  ai  sistemi  del  medio  isolamento.  — 

Arciv.  di  Pisa  Ranieri  Agliata,  slato  vescovo  La  casa  di  deien sione  che  Iìa  gih  un  numero 

di  Volterra,  né  il  cenotafio  dell*  Arciv.  di  d*  oltre  So  celle  ed  uno  corrispondente  di 

Firenze  Gsietano  Incontri  volterrano  di  be-  laboratorj,  trovasi  dentro  il  recinto  chiuso, 

nedetta  memoria,  di  cui  il  di  lui  nipote,  nel  centro  del  quale  ergesi  il  Maschio,  di 

il  vescovo  attuale  di  Volterra,  ha  voluto  per  cui  solamente  le  carceri  superiori  srrvono  al 

opera  dello  scultore  Gostoli  di  Firenze  per-  temporario  isolamento  di  disciplina  ;  e  nel- 

petuare  l'efGgie  nei  tempio  maggiore  della  la  casa  di  fona  è  gik  costruito  un* egoal 

•uà  fiat  ria.  numero  di  celle  che  dovrà  portarsi  a  quello 

Muoiano  pubblico,  e  Pretorio.  —  Sono  ben  più  elevato  di  circa  3oo,col  neoesnrio 
le  due  fabbriche  cìviche  le  più  cospicue  che  corredo  dei  laboratori  ed  ofRcine  per  T eser- 
si alzano  una  dì  contro  all'altra  con  due  cizio  di  va rj  mestieri  in  quella  famiglia  di 
eminenti  torri  nella  piazza  maggiore.  reclusi. 

Della  costruzione  della  prima  si  hanno  Museo  cinico.  —  È  una  raccolta  di  ao- 

roemorie  certe  in  una  iscrizione  posta  sulla  tichità  elrusche  e  romane  stata  riunita  nel 

porta d* ingresso,  cioè, delTanno  1257,  men«  quartiere  terreno  del  palazzo  pubblico, 

tre  era  podestà  di  Volterra  la  seconda  volta  «  Ifon  sa  cosa  sia  etnisca  aniichità  f- 

Bonaccorso  di  BclUncione  Adimari  di  Fi-  gurata  (diceva  il  veronese  March.  Maflfei) 

renze.  In  origine  cotesto  palazzo  servì  di  c/ii  non  è  stato  a  f^olterra  ». 

residenza  agli  Anziani,  o  Difensori  del  pò-  Cotesto  museo  ebbe  il  suo  principio  nel 

polo,  i  quali  più  tardi  presero  e  conservano  i73i.  Più  tardi  il   magistrato  civico  feee 

tuttora  il  titolo  di  Priori  preseduti  dal  Gon-  acquisto  di  varie  urne  cinerarie  di  alabastro 

faloniere  della  città.  scoperte  nelle  pendici  settentrionali  ilella 

Non  può  dirsi  lo  stesso  della  fabbrica  del  città.  Ma  chi  lo  rrse  ricchissimo  fu  Mons. 

Pretorio,  comrcrliè  sia  da  credersi  opera  an-  Mario  Gu.imacci,  il  qtialc  nel    1761    donò 

eh* essa  dello  slesso  sec.  XHI,  tostochè  inco-  al  pubblico  la  sua  copiosa  raccolta  di  ette- 

minciaronoad  abitai  lo  i  iiodr.slàcd  icapìlani  sissimi  scavi  falli  intorno  e  lungi  ddla  città, 

del  popolo;   il  qual  ultimo  magisl rato  non  In  tal  maniera  nel  giro  di   3o  anni  ebbe 

fu  introdotto  in  Volterra  prima  del    i255.  principio  ed  incremento  cotrsla  ricca  colle- 

.Altualmmle  il  palazzo  Pretorio  va  re-  zionr  di  orrijelti  etruschi  e  romani,  tinto 
slanrandosied  anijiliandodi  conojli  per  ren-  scritti,  come  tìfjurali,  capare  essa  sola  dì  ri- 
derlo capar*»  all.i  P*si«len7.»  di  qualsiasi  ma-  chiamare  in  Volterra  gli  enulìli  forestieri 
gistntura  giuridica  con  sale  di  udienza, can-  e  nizionali,  e  della  quale  può  lr;»gersi  una 
celliere,  carceri  ed  altri  uflì/j.  sncrinla  descrizione  nell'opera  «lei  Giachi, 

La    pittura   rappn'Sentanle  la    Giustizia  nel   Museo  Etrusco  del  Gori,  e  nella  Guida 

che  Daniello  Rireìarcllì  dipinse  a  fresco  eon  di  Volterra. 

altre  figure  nel  salone  di  coli  sto  palazzo,  Però  cotesta  città  innanzi  lo  stabilimento 

è  stata  di  corto  trasport  ita  eeregiimenic  in  del  museo  civico  presentava  per  le  piazze  e 

tela  e  collocata  nella  sala  delle  :idunanze  del  per  le  si  rade  testimonianze  visibili  di  molte 

palazzo  pubblico,  o  comunit:ili\o.  iscrizioni  e  monumenti  anlirhi  senza  i  già 

Fortezza.  —  Il  locale  è  circondalo  di  rammentati,  molti  de' quali  fumno  indicati 

grosse  muraglie,  con  piazzale  in  mezzo  della  al   P.   Tycamlro  \U»ertì  «lairanliqiiario   vol- 

figura  di  un  parallelooranima.  A  seti.   «lei  terrano  Zicrhia  Z.ierhio,  d  ili*  Alberti  stesso 

piazzale  esiste  il  cassero  comunemente  chia-  nelli  sin  Descrizione  deUMlalia  annunziati, 

malo  la  Femmina.,  innalzato  nel  i343pres-  ìxtritzinne  pubhìiea.  —  Fa  patte  della 

so  la  Porta  a  Selci  p<T  online  ilei  Duca  d'Ale-  istruzione  una  buona  librerìa  aperta  al  pub- 

ne,  mentre  il  cosi  detto  .VaxcA/o  che  chiude  blico  due  giorni  della  settimana  nel  palano 


VOLT  VOtT  81» 

dvioo  (Il  Vollem,  doaata  est»  pure  da  Moni,  fica  del  sobborgo  di  Porla  S.  PRtnceaco  in- 
Marìo  Guarnaoci  che  le  assegnò  un  anauo  nauzicbe  la  vecchia  fosse  assorbita  dalle  vo- 
legato  sufficiente  a  manleaere  bibliotecario,  ragiaì  delle  balze,  per  timore  delle  quali  fu 
custodi,  ed  anco  per  aumentarla  di  libri  abbandonata  e  prolanata  nel  K778  anco  la 
ulili  air  istruzione.  —  Essa  è  composta  di  vicina  chiesa  parr.  di  S.  Marco,  trasportane 
circa  laooo  volumi,  fra  i  quali  molti  co-  done  Ja  cura  nella  più  distante  badia  di  S. 
dici  e  alcune  pergamene.  Ginslo  de*  Camiildolensi. 

CoUegìo  di  S,  MicIteU  de' PP.  Scolo-        V  antica   chiesa    de'  SS.  Giusto  e  Cle- 
p/,  —  Spettava  direttamente  ali* istruzione    mente  era  stala  edificata  verso  il  690,  quan- 
pubblica  la  misura  presa  dai  rappresentanti    do  sotto  il  vescovo  Gaudenziano  la  fondò 
del  Comune  di  Volterra,  allorché  nel  6  mag-    il  Longobardo  Alchis  castaido  di  Vollerni, 
gio  del  i36o  deliberarono  eleggere  di  anno    siccome  leggesi  in  un  marmo  affisso  alle  pa- 
io anno  un  maestro  pubblico  di  grammati-    reti  del  coro  del  moderno  tempio  stato  erct- 
ci  e  di  rettorica,  siccome  fecero  nella  per-    to  nel  1628  in  luogo  dat  primo  alquanto 
aooa  di  Don  Pietro  del  fu  Francesco  di  Ci-    distante  e  più  elevato  col  disegno  di  Giovanni 
terna»  il  quale  fu  anche  rieletto  alla  stessa    Goccapani  e  con  i  mezzi  forniti  dal  Comu* 
caitedra  per  un  anno  nel  1369.  — (Aaca.    ne  di  Volterra  che  [>er  voto  del  popolo  tiene 
Ddim  Fioa.  Car/e  della  Com,  di  Folterra),    i  due  santi  titolari  a  proiettori  ilella  città. 
Più  tardi  (  anno  1 7 1 1  )  la  canonica  di  S.        Cotesto  magnifìco  tempio  è  vasto  e  ad  una 
Uicbele  venne  assegnata  ai  PP.  Scolopj  per    sola  navata  sfogata  al  se^no  che  il  eh.  aslro- 
erigerla  in  un  ateneo,  dove  la  gioventù  voi-    nomo  Pad.  Gien.  Cav.  Gio.  Inghirarai  volle 
tcmna  riceve  r  istruzione  gratuita  nella  cai-    lasciare  un  contrassegno  del  suo  uiTeito  alla 
ligraBa,  aritmetica,  grammatica,  e  rettorica.    patria  con  stabilire  nel  <li  lei  pavimento  uno 
In  seguito  vi  furono  aggiunte  altre  scuole    de*  pochi  gnomoni  che  contano  alcune  delle 
superiori,  oltre  quelle  del  disegno  e  degli    primarie  città  dell*  Italia. 
caercizj  cavallereschi  per  un  convitto  di  al-        Nello  slesso  stibborgo  presso  cotesto  tero- 
cuni  toscani  ed  esteri  che  trovasi  ivi  aperto,    pio  esiste  la  piazzetta  di  Pratomarzio^  detta 
«—Finalmente  nel  palazzo  civico  snno  state    «nche  ili  S,  Strfano  dagli  avanzi  «li  ana  ve- 
iUbilite  di  corto  dne  scuole  pubbliche,  una    tusla  chiesa  stata  collegiata  e  prioria  innanzi 
di  disegno  e  1* altra  di  musica.  che  fosse  soppressa  e  riunita  alla  cura  della 

Seminario  a  S,  Andrea  in  Postierla^  chiesa  precedente. 
*—  Era  pur  questa  una  delle  pievi  presso  le  Spedale  di  S,  Maria  Staddalena,  — 
mura  ctruscbe  |X)sta  a  lev.  della  città ,  nel  Esso  esisteva  lino  dal  secolo  XH  in  f^ia 
cui  borgo  la  contessa  Matilde  nel  febbrajo  Ifuo^fa^  ora  palazzo  Lisci,  cui  in  seguito  gli 
del  1078  celebrò  un  placito  a  favore  della  furono  uniti  i  beni  di  altri  quattro  minori 
mensa  volterrana,  olire  un  contratto  meno  spedali  della  città  e  dì  quelli  dei  contorni, 
antico  del  1170,  col  quale  fu  donato  un  Più  lardi  fu  traslatalo  nella  fia  del  Cam» 
pezzo  di  terra  alla  pieve  di  S.  Andrea  in  panile,  e  fmalnientc  ridotto  nel  1790  nella 
Postierla,  —  (  Giachi,  O^er.  cit.  Voi,  II.)    forma  attuale  sotto  la  tutela  del  Principe  e 

Nel  i339  fu  edificato  presso  cotesta  chie-  l*  amministrazione  <lel  Comune, 
n  nn  claustro  grandioso  per  abitarsi  dai  mo-  Anche  i  fralelli  della  Compagnia  della 
naci  Olivetani,  i  quali  vi  restarono  fino  al  Misericordia ,  stata  eretta  in  Volterra  sul 
1 783.  Dopo  la  loro  soppressione  quella  gran-  principio  del  secolo  XVII,  adempiscono  con 
diosa  fabbrica  fu  destinata  ad  uso  del  semi-  zelo  alle  0{)ere  «li  carità  verso  i  loro  simili, 
nario  vescovile,  dove  dal  i8oa  si  ricevono  a  imitando  fedelmente  1*  esempio  della  madre 
convitto  e  vi  s*  insegnano  la  lingua  latina  ed  delle  Misericordie  di  Firenze. 
altre  scuole  a  circi  40  cherici  convittori.  Zecca  e  Monete  di   Volterra,  "  Senza 

Accademie  dtt  Riuniti  e  c/e*  Sepolti.  —  fare  gran  conto  di  un  documento  del  1 1 58 
Questi  due  stabilimenti  letterari  {lotrebbero  (salvo  errore  di  data)  citato  di  corto  dal  Dott. 
servire  di  appendice  ali*  istruzione  pnbhli-  Antonio  Fabroni  nelle  sua  Lezione  delle 
ca,  se  1*  Accademie  de*  Sepolti  e  dei  iliu'  Monete  di  Arezzo  pubblicata  nel  Voi.  1. 
nitiy  si  riunissero  più  spesso  e  dassero  alla  degli  Alti  dell*  I.  e  R.  Accademia  Aretina 
luce  qualche  buona  lezione.  di  scienze  e  lettere,  non  vi  ha  dubbio  che  Voi- 

Chiesa  de^  SS.  Giusto  e  Clemente  né*  terra  contava  la  sua  zecca  molti  anni  innanzi 
subborghi,  -—  Era  questa  la  chiesa  più  aii-    che  il  re  Arrigo  VI  concedesse  cotesta  rega< 


830              VOLT  VOLT 

lia  (anoo  1 189)  ad  Ildebrando  Paanoocbi»-   ohe  aveva  ael  pfedelio  Gattello  per  Iìm  So 

icbì  vefcovo  e  signore  di  questa  cilU.  ntoneta  volterrana.  —  (  Abob.  Dipl.  Fioa. 

Dobbiamo  al  volterrano  Pagnini  la  no-    Carte  dalla  Com,  di  ^olierra,) 

lizia  più  antica  della  Ztcca  vollerraua  mer<*  Finalmente  il  P«igniiii  neh*  opera  sopra 

ce  r  indicaiione  di  due  atti,  del  1  giugno  citata  (T.  I  pag.   «53)   ri(>oita  il  capitolo 

1169  e  del  9  geunafo  11 75,  nei  quali  si  XXVil  della  parte  secon>iii  degli  Statuii  di 

contratta  in  tire  e  a  moneta  di   Volterra.  Volterra  compilati  nel   laSa,  dove  trattasi 

— >  (  Opera  della   Decima,  F'oL  I.  pag.  De  Moneta  facienda^  nel  quale  st  le^ge: 

s55  e  seg,  )  che  se  i  vescovi  di  Volterra  vorranar^ftire 

Sono  probabilmente  quelle  lire  volter-  moneta,  i  suoi  zecchieri  debbano  essere  as- 

rane  secchie  che  erano  in  corso  anche  nel  sisliti  da  tre  buonomrni,  nominali  dal  po- 

1 196,  siccome  rilevasi  da  un  rogito  scritto  desili  del  Comune,  il  quale  ogni  anoo  nel 

li  5  noaggio  di  detto  an  no  sulla  confinazione  mese  di  ftbbrajo  dovrà  intimire  il  eonsi* 

Ira  il  distretto  di  Montigli  oso  eil  ilG)mune  glio  generale  prò  moneta  Jacien-Im  in  ei" 

di  Volterra  con  la  penale  reciproca  di  33p  (n/cde  f^ulterrae,  vel  in  distrietu,  ael  m^ 

lire  iHìlterrane  s^ecehie.  —  (  /W,  e  Aaca.  do  che  verrà  d^  quel  cofMÌglio  stabilito. 

DiTL.  Fiua.  Carte  della  Com,  di  Folterra).  Cbe  valore  poi  avessero  le  monete  vollero 

Inoltre  il  Pagniui  [Opera  cit.  Voi,  /.  rane,  si  può  dedurre  da  un  sito  del   lail 

pag,  a55e  9eg.)  rammenta  più  atti  di  ven-  dell*  Arch.  episcopale  di  Volterra  indicato 

ditafattiin  Volterra  nel  iao4,  1206,  i9i 3,  dal  Paguini  {Oper,  e  loe,  cit,)  in  cui  si 

laao,   i2a8,   ia3i,   is34,  ecc.  nei  quali  tratla  di  cambiare  una  marea  <fi  o^/iiis«  «r> 

tutti  sì  contraila  a  moneta  sfolterrana,  gento  contro  soléU  eento^  ossiaoo  lire  dm- 

11  Muratori  nelle  sue  //nf.  if.  ^et^<.  Irai-  ^ue  di  denari  volterrani, 

landò  nella  Dissert,  XX  VII  delie  Zee-  Non  dirò  di  qual  peso  e  qual  bontà  (os- 

%he  d*  Itcdia^  dice  che  non  potè  avere  sott*  sero  coleste  lire  nei  secoli  XIII  e  XIV,  dir6 

occhio  alcuna  moneta  di  Volterra,  e  solo  bensì  che  la /ito/te/a  c/i  fW/erra  era  accettala 

wt  inferì  resistenza  delia  sua  Zecca  da  un  in  corso  non  sdamentc  nel  le  Marche,  in  Ro- 

brevedel  Pont.  Gregorio  IX  scritio  in  Rieti  magna,  ecc.  ma  per  tutta  la  Toscana.  Citerò 

li  5  nov.  i93i,  dove  si  parla  del  censo  an-  ad  esempio  un  atto  del  3  seti.  1^98  riguar* 

DUO  di  cento  lire  di  moneta  volterrana  da  dante  il  versamento  fatto  in  Firenae  dai  col- 

pagarsi  da  Marcellino  vescovo  di  Ascoli  alla  lettori  delle  decime  ecclesiastiche  speilaoti 

Cimerà  Apostolica.  alle  chiese  delle  diocesi  fiorenlin:!  e  fffso- 

Sul  (|uul   proposilo  Guid*  Antonio  Zan-  lana,  a  cagione  della  guerra  di   Sicilia,  d<> 

netti  nella  sua  JVua^a  raccolta  delle  Mo-  ve  fra  le  varie  monete  allora  in  cors^'»  e  da 

ise/e  e  ^<»crAe  ei* //a//a  (T.  III.  )  J*gKÌ""g*'  1"ci  collcllori  af)oslolici   ricevute,   fnronvi 

che  le  nioiiele  di  Volterra  a vevanoin  Fermo  lire  6.    i3.    6.   di  moneta   %h>lterraoa.  — 

un  girogr.«ndissinK)  e  per  nulla  inferiore  a  (  Ahcr.  Dipl.  Fioa.,  Carte  della   Badia  di 

quelle  di  Ravenna  e  Ji  Ancona.  Patsignano). 

AlPArt.  poi  Gbixzano  citai  un  istrumenlo  Risju'tlo  al  corso  ed  alla   lejri  di  alcune 

inedito  deir  1 1  maggio  iai3   relntivo  alle  moneteerose  fatte  battere  dal  veseovo  di  Voi- 

vendila    di    Casteinuovo    in   Val-d i-Cecina  terra  Ranieri  «le"  Hiltorii   nella  sua  cecca  di 

fatta  dal  conte  Rinaldo  di  Mont erotondo  fi*  Berij;none,  lo  dichiara  fra  gli  altri  da  un  *ìo- 

glio  ilei  lii  conte  Alberto  per  lire  mille  di  ciimento  <li  i\\ìe\VArch.  f'esc    rifH>i tato  dai 

moneta    volterrana.    Così    in    altro    istru-  Pajjnini  nella  sopni  citala  opera    Della  Be' 

menlo  archetipo  del  14  gin^no  1217  i  no-  cima  {  T,  I.  pag.  a56). 

bili  della  Rocca  di   Monle-Vollrajo  ven«le-  È  un  ordine  emanato  dal  cassero   vesco- 

rono  tutto  ciò  che  ivi  {H)ssedevano  |ier  lire  vile  di   Berignone  a3  agosto  del  i3i5,  col 

tao  di  moneta  di  Volterra.  quale  il    vescovo    Ranieri    dei    Belforti  di 

Anche  due  atti   dei  i5  nov.  ia33,  e  del  Volterra  dava  licenza  a  diversi  socj  zecchien 

a6genn.  ia35  trattano  della  vendita  di  una  di  poter  coniare  moneta  con  T  impronta  da 

poizione  (li  beni  falla  dai  signori  di  Monte-  una  parte  <lel  vescovo  parato  in   pontificale 

Voltafo  al  Comune  di  Volterra  per  lire  cento  e  intorno    la    leggenda  Eoitcopur  Baine- 

cadauuo  di  moneta  volterrana ,  mentre  un  rius  ;  e  dali* altra  |)artecon  una  croce,  enei 

terzo  nobile  nel  3i  genn.  del  i^ìH  rinun-  suo  contorno  dalla  stessa  pirte  le  lettere  De 

aio  al  Gomune  di  Volterra  tutto  il  dominio  Vulterra,  Aggiungesi  nello  stesso  ordina  : 


VOLT 


VOLT 


821 


•Im  U  moneta  da  coniarsi  debba  contenere  rono  nuovi  capìtoli  di  couveniione  con  gli 

tette  once  di  argento  e  5  di  leg.i  (M^rugni  lib-  apiMlUlori  dell.i  zccc:i  volterrana,  la  cni  mo- 

bm  a  peso  fiorentino,  e  ulic  s  a  innanzi  sag-  neti  doveva  portare  l^iuipronla  da  una  pirle 

fiala  e  approvato  dal  s-iggialure  vescovile,  del  vescovo  e  lialT  altra  parte  della  croce. 

Che  se  accadesse  che  ([uella  moneta  (oste  tro-  nella  guisa  stessa  [>rescritla  due  mesi  innanzi 

vata  di  minor  peso  e  di  meno  quantità  dell*  (  23  ag  islo  i3i5)  <lal  vtfscovo  Ranieri  de' 

argeuto  prescritto,  si  debba  rifondere  |)er  ri-  Belforti.  Arroge  die  in  quel  mislesimo  an- 

durla  del  peso  e  bontà  voluta  dal  deitoordine.  no  fu  proibito  il  corso  delle  monete  coniate 

Rispetto  alla  valuta  dei  soldi   \olteirani  allora  dai  Corlouesi,  mentre  nel    i3ai    la 

il  nominato  Pagnini  ri()Orta  ivi  il  sunto  di  Rep.  Fior,  con  provvisione  di  qucllaSignoria 

una  ricevuta  rilasciata  nel  1 335  dal  vescovo  proibì  i  fiorini  d*oro  stati  tosati,  le  inonelc 

Baoieri  de*  Belforti  ad  un  sindaco  della  Ba-  di  Perugia,  di  (brlona,  di  Lucca,  e  (fueì'e 

dia  di  Morrona  che  gli  pagò  soldi  45  di  de-  efte  il  vescovo  Ranieri  di  rofterra  fareva 

nari  usuali  pisani, equivalenti  a  soldi  i5  di  battere  nei  suo  caste!  di  Berignone,  ecc. 

moneta  volterrana,  che  il  dello  monastero  — (Vrrroai,  Del  Fiorino  d"  Oro).  Coiesla 

doveva  di  annuo  censo  a  quella  mensa  ve*  provvisione  ci  richi imi  per  avventura  al!e 

•eovile.  convenxioni   stabilite    nel   a3   agosto  i3i:} 

Che  vi  fossero  in  quel  tempo  monete  ero-  dal  vescovo  Ranieri  de'  Belfoili  cun  inu  so- 
ie e  di  argento  quasi  puro  lo  dà  a  conosce  città  di  monettieri,cui  accordava  facoltà  di 
il  credilo  che  nel  S(*colo  XIII  ebbf.  al Teslero  battere  moneta  in  Uerignone  di  sede  once 
la  lira  di  Volterra.  Che  poi  ildiiitto  di  bitter  di  argento  e  cinque  di  leg.i  per  ogni  libbr.i. 
moneti  passasse  dal  Comune  di  Volterra  né  Infatti  dopo  la  metà  del  secolo  XIV  non 
SQoi  vescovi,  e  viceversa,  si  può  rilevare  si  rammcnt.mo  (ah,  ci/ io  sappia,  né  le  ni  >- 
dagli  atti  di  quegli  archivj  e  dalli  statuti  uele,  né  la  zecca  di  Volterra,  co ineccliè  i/9/>- 
del  C>miine  volterrano  di  sopra  citati,  ai  doli  neri^  probabilmente  per  concessione 
quali  fia  da  aggiungere  quanto  scrisse  il  dai  vescovi  \ollerrani  aicord.ita  agii  abati 
Cecina  nelle  sue  Notizie  isloriche  ilei  la  stes-  del  itfon.  di  S.  Galgmo,  si  fossero,  non  saprei 
•a  città  sotto  Tanno  i3i5,  ad  ollobrr,  qinii-  quando,  coniali  in  quella  grandiosa  Radia  di 
do  i  difensori  della  libertà  di  Volterra  firma-  Montesiepi.  —  /W.  Abazia  di  S.  Galgano. 

MO^IMEyTO  della  Popolazione  della  CITTA'  DI  VOLTERRA 

e  de* SUOI  SOBBORGHI  tt  cinque  epoche  diverse  ^ 
divisa  per  famiglie  (i). 


Avito 


i55i 
1745 
i833 
1840 
1843 


mruBKai 


masc. 


6a6 
689 
746 
544 


femm. 


45i 

088 
541 


ADULTI 


ma  se. 


75i 
75a 

9^9 


femm. 


coniroiTi 

dei 
due  sessi 


ECCI  RMAAT. 

dei 
due  sessi 


936 
840 
983 
818 


1248 
i5a4 
1629 
i3a7 


Di  (i  mero 

dille 

J\imit;lit 


aa9 
i54 
146 
147 


872 

834 
88G 
936 
806 


Totale 

della 

Popolai 


O91 
4a4i 
4590 
5i3i 
4  i5o 


fi*)  NB.  La  popolazione  d^l   1843  è  limi  fata  alle  sole  murn  interne  della  città. 
Aeile  quattro  tpoclie  precedenti  è  compresa  anche  una  parte  de^  suoi  subborghi. 

CoMuarTA*  DI  VoLxraR*.  —  Il  territorio  Nel  i833  vi  abitavano    10207   individui 

spellante  a  questa    Comunità    occupa    una  a  proj»orzione  «li  rir<a  to'!  anime  per  o<nìi 

supeifirie  di  8278U  qiiKJr    •^'i.uj,  iU'x  (pia!i  migl.  «piadr.  di  snolo  imponibile. 

409*  quadr.  $o!io  presi  da  corsi   «f  acqua  (>)iitina  con   nove   Comunità   del   Graii- 

e  da  pubbliche  strade.  ducato.  —  Mediante  il  linmc  Ocina,  elio 

V.  V.  104 


822  VOLT  VOLT 

rimont»  ■  ottro-tcir.  dalla  confluenta  del  Tale  a  dire  circa  40  bnccia  più  bana  dclLi 
torr.  Cortoila  fìoo  allo  sbocco  del  torr.  cima  di  quella  che  fu  segnalala  br.  975  to- 
P tifone ^  ha  di  (V  iile  i  territoij  delle  Co.  pra  il  livello  del  mare  Medilerraueo. 
munita  di  Pomarance  e  di  (^slelniiovo  di  La  seconda  roontuosilk  |ier  ordine  di  al- 
Gecioa.  Diriin|>etloascir.-lev.  inedianle  ter-  trzza  è  sul  Monte-Miccioti,  che  {tresa  d^lta 
mini  arlificialiein  |)»rleliingoil  torr.  «i^W/a-  sommila  della  torrarcia  corrisponde  a  br. 
tn  froiittfggiii  con  la  Comiinilk  di  Cesoie,  88a  sopra  il  mare,  dalle  quali  detratte  circa 
cuisotlenlra  a  grec.  laCom.  diCollesem|ire  3a  br.  della  torre  restano  a  br.  K5o. 
per  meno  di  termini  intiliciali,  fìiicliè  sul  Li  promimnu  de' colli  di  Villamagna 
Monte- Miccioli  succede  di  faccia  a  selt.  il  posti  a  m:iestr.  dì  Volterra  ed  a  lib.  di  Mon- 
territorio  comunilativo  di  S«in-Gimignano.    te-Miccioli  trovasi  molto  inferiore  a  quelle 

Dopo  sotlentra  a  confìne,  prima  diiim-    due  testé  indicate, 
petto  a  seti.,  poi  a  roaestr.  la  Cora,  di  Monta-        Alt*  Art.  VIE  si  disse  quali  e  quante  stra- 
Jone,  con  la  quale  la  nostra  dopo  aver  corso    de  regie  e  provinciali  passano  per  il  terrì- 
una  linea  artificiale,  entra  nel  torr.  Caprig'    torio,  o  che  guidano  direttamente  a  Vollcr- 
^ì'ie,  che  poi  attraversa  per  rimontare  i  bor-    ra,  la  quale  Comunità  manca  sempre  di  stra- 
ri  della  Quercetina ,  e  del  Fregione  |»as-    de  comunitative  rotabili;  in  guiaa  che  io- 
•andò  a  lev.  del  |)oggio  di  Villamagna,  fin-    nanzi  il   1769,  per  tertimonianva  dell*  Ab. 
elle,  attraversata  la  strada  coraunitativa  mu-    Giachi,  in  Vollerra  non  comparÌTano  vettore 
lattiera,  denominala  fiorentina, saie  versole    né  barrocci,  quando  oggidì  colle  sole  strade 
sorgenti  del  borro  di  Ca|»it(iss(  per  varcare    regie   e    provinciali  è   stata  tracciala  on 
un  poggetto,  sul  cui  fìanco  occidentale  nasce    buona  rete  intorno  a  questa  città,  talché 
il  torr.  i7o^/io.  Costì  viene  a  confine  dirìm-    se  la  sua  situaiione  fosse  meno  elevala  o  di 
petto  a  pon.*maestr.   la  Coro,   di    Pcccioli,    meno  tortuoso  accesso,  assai  minori  cose  ai 
con  la  quale  si  accompagna  la  nostra  me-    Volterrani  resterebbero  a  desiderare, 
diante  il  Raglio  sino  in  Era,  quasi  dirim.        Molti  sono  i  corsi  di  ac-|ua  che  atlrafcr* 
petto  allo  sbocco  in  Era  del  torr.  R agone,   sano  questo  territorio,  il  maggiore  ed  il  più 
Cotesto  ultimo  torr.  di  fronte  a  pon.  serve    molesto  di  tulli éqnello  dell*  impetuoso  fio- 
di  confine  al  territorio  comunilativo  di  Voi-    me  Cecina  ;  di  minor  mole  tono  le  due  fire, 
terra  con  quello  di  Lajatico,  sino  a  tanlo  che    C(Va  e  morta,  che  nascono  nella  Cam.  di  Voi- 
enirambientrano  in  un  influente  sinistro  del    terra  eche  si  aumentano  per  via  eoo  i  tri» 
Ragone,  col  quale  silgono  nella  vi»  die  da    buti  di  varj  torr.  e  botri,  fra  i  quali  il  Ca- 
Orcialico  guid«  a  Monte-Gilini.  Ivi  solten-    prigginc  ed  il  Fregione  a  dwlra,  VArpino 
tra   lungo    la   della   via  per   breve  IragiUo    ed  il  i7a^o/?e  a  sinistra,   mentre  il  /'«ci  eli 
quest'  ultima  Cora.,  dapprinio  di   fronte  a    Zamhra  al  suo  scir.  fluiscono  nella  Cecina, 
lib.  poscia  a  ostro  mediante  il  torr.  Rubane         Rispetto  alla  struttura  e  qualità   fisiche 
finché    allo    shocco    in    esso   del    botro  di    del   terreno  che  riveste  la   montagna  sopra 
Mtacchialunga    lo   :d)hanrlon.i    per    voltar    la  quale  riposa  la  città  di  Volterra  con  le 
fiiccia   di    nuovo  a  Uh.   mediante  il   corso    sue  perniici,  ess>  può  limitarsi  a  due  qualità 
retrogrado  di  quest'ultimo  botro,  poi  per    diverse  di  rocce  terziarie;  la  pirte  suficriore 
quello  della  Loggia.  Costì  i  territorii  delle    e  più  abitata  da  viventi  e  da  piante  di  alto 
due  Coro,   prendendo  la  direzione  di  grec.    fusto  consiste  quasi  tutta  di  un  luto  siliceo 
corrono,  pjirte  per  termini  artificiali,  parie    calcare  di  tinta  rubigìnosa,  talvolta  biaiinv 
roediante  tronchi  «li  borri,  per  arrivare  sul     ross^istra,  che  quendo  è  più  comjwtlo  i  Voi- 
poggio,  al   di   là  del  quale  i   due   terril  rj    terrani  apfiellare    sogliono    Panchina  ^  ed 
scendono  dirim[>etto  a   ostro  alla  foce  della    allora  prende  Taspetto  di  una  minuta  Lumi» 
Trossa  nel  fi.  G*cina  che  insieme  per  breve    chella  che  prest  isi  ai  lavori  di  <ral|»cllo  per 
tragitto   rimontano    fino  a    che   nella    ripa    soglie,  stipiti, colonne,  e  jwr  massi  squadrati 
sinislra   ritorna  «li    fronte  allo   sbocco    del     di  mole  grandiosa  al  pari  di  quelli  che  do(»o 
torr.  Cortoila  la  C>ni.  delle  Pomaranre.         una   lunga  serie   di  secoli  restarono  quasi 
Fra    le   montuosità    m:iggiori   ili    questo    intatti  nel'e  sue  mura  ciclopiche ,  e  pnfi- 
territorio  ninna  supera  quella  su  cui  6Ìe<le    samente  intorno  alla  cosi  detta   Porta  alP 
retiina  la  città  di   V<dterra,  della  quale  nel     Arco. 

principio  del  presente  Art.  fu  imlicata  Tele-         Colesta  roccia  tufacea  rarchiiidenle  molli 
vatezza  presa  dulia  spianata  del   Jtfaschio ,    avanzi   di  corpi  organici  marini   serve  di 


82i              VOLT  VOLT 

ih  rolorc  nib-^inoso,  vestito  in  gran  parte  sione  suol  f tsfre  occu|iaU  da  botcbi  it^opoi 

(li  hoschi;  le  quali  rocce  spellano  ai  lerreni  speric  per  cìrc«i  miglia  quadre  <5,  otiiaoo 

terziiirj    ofiolilici  disiTÌlli  dal  Prof.  Paolo  qu.idiatì   19272,  de* quali  aolUnto  quaJr. 

Savi   nelle  sue  Memorie  per  S9r\fire  alio  ai3  sono  cojierti  da  casUgneli. 

studio  della  costituzione  fisica  della  To-  ì  corsi  il*  acqua  e  le    strade    paNbliche 

scarta;  rocce  delle  (]uali  il  (eihloiio  voUer  esrnli  dall*  im|)Osiiione  fondiaria  prendono, 

mno  oHìi  al  gmlogo  pisano  grandi  esempi,  come  si  disse,  quadr.  4999,  equivalenti  a 

Uno  di   essi  e^'li  osser\ò  (  pag-  3  e  scgg.  )  poro  più  di  sei   migt.,  cui  te  aggìungoosi 

dentio  i  confini   comunila(i\i  di   Vollirra  quadr.  160  per  fabbricati,  chiese,  strade  e 

nel  lorr.  Ztìmhra  a  scir.  della  eiuà,  dove  pi.izzc  interne  ed  esterne,    sommerebbero 

trovava  una  >arielà  di  roccia  t(TZÌaria  ofio-  quadr.  5 1  5o,  quasi  migl.  6  ^'sdi  snperficif 

litica  in  Cranir^cnti  coIKg.ili  <la  un  cemento  territoriale  esente  dairiraposixione  fondia- 

calcare  argilloso,  die  ser\ì  di  pieira  da  co-  daii.i. 

strnaionc  nelle  pigne  del  vicino  (X)nle  sospeso  Forse  il  calcolo  estratto   dal    catasto  di 

rostruilo  attraverso  d(  Ila  Cecina.  Volterra   potrk  essere  modificato,  segnata- 

In  quunto  poi  alPagriébltura  di  questa  mente  per  ciò  che  riguarda  le  praterìe  n^- 

montagna  fu  gih  osservato  da  un  agronomo  turali  ed  artificiali^  dalle  quali  le  api  sae- 

disliiilo  ora  defunto,  che  uscendo  da  Voller-  ciano  qual  nettare  che  fornisce  il  delicato  e 

ra  per  scendere  sul!a  Cecina  si  >eg(!ono  in-  bianco  miele  volterrano,  mentre  le  fircore 

torno  a|!a  citlà  lerreni  di  coltura  piuttosto  neirinvi-rno  sì  p:iscono  costa  di  erbette  S4- 

laffmata  a  viti  e  ulivi,  e  dei  campi  suddivisi  porite  che  vegetano  nel  H attui one capaci  di 

fra  un  grandissimo  numero  di  coltivatori  fornire  un  cacio  eccellente  al  pari  di  quclb 

mezzaiuoli,  che  lavorano  con  la  zappa  quei  delle  crete  sanesi. 

luoghi,  la  cui  piccolezza  peraltro  non  per-  D*  altronde   poco   apparisce    1*  agialena 

mette  loro  di  potervi  mantenere  un  numero  deVampagnoli,  non  prospero  rallevaoiento 

sufficiente  di  bestiame  da  frutto  e  da  lavoro,  del  filugello,  non  aianzata  quanto  polrfb- 

È  sulla  somroilii  del  monte,  vale  a  dire  be  essere  la  pastorizia,  troppo  scarta  di  bestia- 

nel  tufo  sUicto  conchigliare  qui  sopra  de-  mela  terra  da  lavoro,  per  difetto,  conedissi, 

scritto,  è  costà  per  un  raggio  piò  o  meno  dei  piccoli  appezzamenti  di  predj,  mentre  tut- 

esteso  dì  circa  un    miglio,  dove  vcdcsi  da  to  il  suolo  imponibile  di  cotesti  Gomonilè 

ogni  parte  lussureggiante  la  campagna   dì  è  diviso  in   757  proprietarj,  fra  i  quali  le 

V(dttrra;  cosicché  la  roccia  tufacea  estenden-  sole  Mani  Morte  ne  f>ossi  edono  migl.  i7eun 

dosi    a   mapgior  dislan?^!  che  allrove  dalla  quarto  (|tri<!re,  <«ì  un  maggior  numero  an- 

parie  di  sctlcnhione,  ne  ci)nsr<!uila  che  più  coca  Io  famiiilir   nobili   volterrane  stabilite 

prospora   mostrasi  la  «oltivazione  ndia  con-  in  Firenze',  o  altro^c. 

\alle  delTKra  siipniorr  anziché  in  «juclla  Risp<  Ilo  ai   f.rodotli    mnnifatlurati   della 

di  Ila  Cecina  che  gnauli  a  inc/.7o,l'i.  Comunità  <Ii  Vollcrra  un'estesa  descrizione 

Avvetinachè  il  I.Mo  nieri<|ionah'  del  nion-  ne  [11  dita  dal   prenominalo  Cirio  M.irtrlli 

ti- e  sterile   jtr  la  qualità  del   hrrrno,  es-  iirirojiu»coI<)  di  sopra  lodato;  e  «tirò  con  lui, 

scndovi    al)l)(jntlaiilÌ!>NÌnio     il     Iflatrajone;  che  a  due  si  riducono  le  principdi  manifat- 

conìun(jue  in  (<»l<sla   in«:rila  l«  rra   l'uomo  ture  proprie  di  colesta  Ci^omunità,  olire  a 

S'>ijlia  pnKlipan-  i   suoi  siidori  colliian  loia;  quella  reeenlissiroa   seblnne   minore  del  rj- 

talché    la   n).i^'«.'ior  parie  di   coleste  piagge  niajo;  cioè,   ai  lavori  dell' alabastro  t^  a]- 

marnose,  o  trovasi  co()<M  la  ila  soila;iIic,o  è  le-  la  rabbricazione  did   sale   comune  delle  sue 

nula  a  pastura  invernale,  mciitu-  neir< stiva  J^/ofe.  E  altresì  vero   che  quest'ultima  roi 

s'agionr    non    comparisrr   un    filo    d'erba  n.fallura  sino  dal   principio   del    secolo  at- 

fuoii   di  quelle   lande   drs<  rie  e   nutle  ,    le  tuale  è  divenuta  esclusivamente  di  pro|irictk 

fpiali  offrono  alla   \isla  l'idia  di  un  fondo  regia. 

fibbandonalo  dal  mare  sparso  d'  immense  In  quanto  alle  manifatture  di  aìabaslr'^, 
gibbosità.  che  esse  principiassero  costà  al  tempo  de- 
(■rande  per  ronseguenza  è  la  parte  in-  gli  Klrnschi,  non  no  las-iano  dubbio  i  nu- 
eolla  e  soda  del  territorio  comunilalivo  di  merosi  i[)Ogei  del  civico  museo  ;  mi  rolrsle 
Volterra,  poiché,  secondo  i  calcoli  del  ci-  manifatture  in  seguito  i>er  mdli  secoli  ces- 
taio Martelli,  tutta  insieme  sommerebbe  sarono  e  solamente  si  torna  a  rilrov.ip  urne 
migl.  4O  quadre.  Altra  non  piccola  cslcn-  storiate  ed  alcune  statue  scolpile  nella  pietn 


VOLt  VOLt              825 

liifrfCf a  di  grulla  fine  (/ci/mic/ie//it)  sul  U  fine  Neil*  anno  i8ao  di  .  .Libò»  i5,73o,ooò 

di  I  sec.  XV  e  nel  successivo.  NelTanoo  i83o  di  ....   »  19,081,000 

Udo  svilupijo assai  maggiore  neir arte  de-  Neil*  anno  1840  di  ....   »  99,559,000 
gli' altbasirai   Tollerraoi  si  è  mostrato   da 

mezzo  secolo  in  qua,  specialmente  iu  Tasi,  La  quantità  di  legna  da  ardere  che  attuai* 
colonnini,  tavole  a  colori  ed  iu  lavori  di  mente  consumasi  in  cotesto  stabilimento  è  di 
ornato,  che  ognora  vanno  raffinandosi  mer-  circa   a'3, 000,000  di  libbre  per  ogni  anno. 
ce   gli   studj    del  disegno  producendo   un  GÌ* impiegali  hanno  quartieri  convenienti 
ramo  di  commercio  per  gli  artisti  di  questa  anche  per  le  loro  famiglie,  ai  di  cui  figli  di 
città.  ambo  i  sessi  si  da  una  istruzione  primaria 
Dallo   specchio   della  manifallnra  degli  aufficiente  al  loro  grado  ed  età.  —  In  una 
alabastri  di  Volterra,  preso  dal  citato  scrit-  parola  cotesla  officina,  sia  per  1* ordine,  co- 
torealTanno  i84o,si  rileva,  che  otto  sono  le  me  per  la  vastità  e  bellezza  del  suo  fabbri- 
località,  comprese  nelle  pendici  di  Volterra  catoche  ognora  si  aumenta, sia  ancora  per  lo 
dove  esistono  le  cave  principali  deiralaba-  slato  prosperoso  dei  manifattori,  può  contar- 
Iro;  ed  ivi  si  aggiunge,  che  141  erano  in  si  per  uno  degli  stabilimenti  regj  più  im- 
quell'anno  i  lavoratori,  e  che  a  lire  79880  portanti  e  meritevole  della  visita  di  chi  ama 
calcolavasi  il  capitale  sborsato.  conoscere   la   parte  industriale  e  più  pro- 
Delie  saline  volterrane,  cui  lo  stesso  À.  duttiva  del  territorio  Granducale,  cui  fanno 
dedica  un  apposito  capitolo,  si  disse alTArt.  bella  appendice  le  ricche  vicine  miniere  di 
MojK  VozTUKAaK ,  quauto  basta  ad  un  Di-  rame  di   Monte-Catini,  ed  i  lagoni  di  co« 
uonario,  meno  qualche  aggiunta  e  corre-  piosissimo  acido  borico  presso  Monte-Cer- 
zìone  da  farsi  nel   Supplemento,  special-  boli,  poche  miglia  al  di  là  delle Pomarance. 
mente  dove  fu  scritto,  che  la  loro  memoria  La  Comunità  di  Volterra  mantiene  due 
più  remota  si  attribuiva  ad  un  diploma  di  medici  e  tre  chirurghi. 
Arrigo  I  dato  prrsio  Pisa  nel  ioi5,  mentre  Vi  si  pratica  un  mercato  settimanale  nel 
le  Mfofe  regìe  presso  il  fiume  Cecina  so-  giorno  di  sabato,  e  vi  hanno  luogo  due  fie- 
no rammentate  in  un  istrumento  del  994  re  annue,  la  prima  nel  16  agosto,  la  secon- 
deir^rcA.  capitolare  di  Volterra,  pubblicato  da  nel  terzo  lunedì  del  mese  di  settembre. 
dal  Muratóri  nelle  sue  Ant.  M,  Aevi,  A  quella  del   16  agosto  per  concessione 
Rimarchevolissima  poi  è  la  quantità  e  sovrana  da  ora  innanzi  si  accoppierà  1* altra 
candidezza  del  sale  comune  che  quelle  sa-  nel  piazzale  della  fortezza  per  la  vendita  a 
line  annualmente  forniscono,  sufficienti  esse  prezzi  fissi  dei  panni  e  di  altri  generi  lavo- 
sole  di  supplire  al  consumo  di  tutto  il  ierrì-  rati  da  quei  prigionieri. 
torio  riunito  del  Granducato.  Risiede  in  Volterra  ,  oltre  il  vescovo  per 
I  dati  raccolti  dal  sig.  Martelli  sul  con-  la  giurisdizione  ecclesiastica,  un  commissario 
franto  del  consumo  progressivo  di  cotesto  regio  per  la  politica  e  la  po'izia,  mentre  pel 
sale  in  Toscana  sono    importantissimi  per  lato   amministrativo  ed    economico  risiede 
la  statistica  del  Granducato,  poiché  in  Vollem   nn    cancelliere   corounirativo , 

un  ingegnere  di  circondario  ,   un  esattore 

Avanti  Tanno  1788  il  suo  con*  dell'  uffizio  del  registro  ed  un  co. sonatore 

suroo  era  di Libh,    9,020,688  delle  ipoteche.— I  tribunali  collegiali  sono 

Neil* anno  1790  di  ....  »  ii,4a9,5o5  in  Firenze. 


826 


QUADRO  delia  Popolatioae  della  ComvnìrJ  dì  FoLTMtmA 

a  cinque  epoche  diverse 


Nome 
de*  Luoghi 


Al<>9sandro  (S.)  ne* 
Borgiii 

Bitlia  di  S.  Giiitlo, 
già  S.  Marco  ne* 
Borghi 

Boriano  O 

Gpriano  (  S.)  di  Vil- 
lamagna 

Girolamo  (S.)  a  Por- 
ta S.  Francesco 

Giusto  (S.)  già  in  S. 
Slefiino  ne*  Borghi 

Mauolla  (*) 

Miemo  (a) 

Weni(*) 

Pignano  (*) 

Pons^ino 

Roocolla 

Saline  (alle) 

Senzano  (*) 

Spicchia  jola 

Ulignano 

VillaniMgna 


VOLTERRA 


Titolo 
delle  Chiese 


S.  Alessandro,  Prioria 
S.  Giotto,  Uem 


S.  Niccolò,  Piere 
S.  Cipriano,  Priorìa 

S.  Girolamo,  Rettorìa 

SS.  Gì  osto  e  Clemen- 
te, Priorìa 
S.  Lorenzo,  Idem 
S.  Andrea ,  Idem 
S.  Gio.  Battista,  Pieve 
S.  Bartoloromeo,  Idem 
fdero.  Priorìa 
S.  Martino,  Idem 
S.  Leopoldo,  Idem 
SS.  Ippolito  e  Cassia- 

no,  Idem 
S.  Jacopo,  Idem 
S.  Pietro,  Idem 
S.Giovanni  Battista, 

Pieve 
S.  Miiria,  Cattedrale 
S.  Michele,  Prioria  (i) 
S.  Pietro  a  Selci  in  S. 
Agostino,  Prioria  (i) 

Totale  ....  Abit 


e 

£ 

•s 
1 

I 

9 

5 

e 

B 


r 
S 


Popolatione 


Airao 
i55i 


398 
5o4 


98 
a33 


955< 


APHO 
1745 


608 


616 


199 

364 
646 


164 

939 

i3i 

49 

91 

«49 

— 

'95 

«9 

ut 

i5o 

900 

$0 

39 

84 

♦s 

N} 


I  a6 
3i4 

940 
1 127 
1086 


16'. 

356 
1005 
io5() 


0540 


741  3 


▲imo 
i833 


911 


995 

436 
369 
879 

434 
109 

92^ 
199 
149 

35i 
336 

lOI 

936 
180 
595 

2091 
1264 
1236 


(*)  Si  (ìejalcnnn  dalie  parrocchie  segnate  con  V asterisco  (* 
iie//e  ultime  tre  epoche Abit.  N.^ 

Restavo   ....  Abit.  NP 

Alfrnnffe  entravmn  in  questa  Cnm,  di  Voi  ferra  dalle  Comu- 
nità iimitroft  nelle  suddette  ulii'ne  tre  epoche  .  Abit,  A'.® 

Totale Abit.  iV.° 


10170 


37H 


979' 
41  5 


10207 


AVRÒ 

1840 


645       638 


908 


140 
459 

4i3 

989 

393 

s6o 
199 
146 
364 
401 
199 

966 
200 
589 

2  2  36 

i33o 
|565 


10918 


118 


1 0800 


2<)6 


Amo 
1843 


644 


999 


«79 
448 

356 

1009 

398 

U3 
%tS 
167 
355 
375 
118 

270 
196 
593 

2345 

1447 
1450 


I  io3a 


i33 


1 1  o()6 


10^97 


292 


II 189 


NB.  Le  due  Parrocchie  di  città  contrassegnate  di  nota  {\)  abbracciano  una  po^ 
polizioiie  anche  f atri  di  città  efclus'i  V  ultima  epoca  dal  quadro  del  MforiMEETO. 
Li  pirr.  di  Miemo  se!;rìata  di  nota  (2)  nelle  ultime  due  epoche  spettava  alla  Com. 
di  Montecatini  in  Fal-di-Cecina. 


eaS  VOLT  VOLT 

tre  badìe  e  dae  ipedali.  —  Totale  della  II  temìoario  9escoviU  eretto  verao  il 
Diocesi  di  Volterra  ali*  auno  i356  chiese  1640  dal  Vesc.  Niccolò  Saccbelti,  fiitCDiito 
480  compresa  la  cattedrale  di  Volterra  eoa  Del  1686  e  poscia  trasUuto  nel  phocipio 
&i  pievi»  29  monasteri,  e  56  piccoli  spedali,  del  secolo  attuale  (1801)  nel  BOpprcMO 
Nel  1745  tutte  le  parrocchie  della  Diocesi  monastero  degli  Olivetani  di  S.  Andrea  a 
di  Volterra  erano  ridotte  a  145,  e  nel  i833  Porta  J9i arcali ^  o  in  Postierla^  serve  di 
e  1843  al  numero  di  iii  cure  con  9  con-  tirocinio  alT istruzione  morale  e  letteraria 
Tenti,  fra  i  quali  una  badia,  un  monastero  di  una  4o.na  di  giovinetti  di  vari  paesi 
di  monache  e  due  conservalorj  (in  f^olter-  che  sogliono  iniziarti  al  chiericato, 
ra  e  a  Monta  Jone).  Il   capitolo   attuale   della   cattedrale  di 

Al  sinodo  diocesano  del  i356  serve  di  Volterra  si  compone  di  i5  canonici  con  4 
appoggio  il  diploma  dell*  Imp.  Carlo  IV  dignità  e  di  a5  cappellani,  oltre  un  numero 
diretto  nel  i355  allo  slesso  vescovo  Filippo,  equivalente  di  chierici, 
in  cui  si  descrive  la  diocesi  di  Volterra  per  Fra  i  suoi  vescovi  più  illustri  fi  aflTaccia 
mezzo  dell*  enumerazione  di  tutte  le  terre  e  per  primo  Ildebrando  Pannocchiescbi  che 
castelli  allora  in  essa  compresi.  fu  anche  il  più  polente  principe  della  citU 

Il  più  esteso  smembramento  di  questa  di  Volterra  e  di  una  gran  ftarte  della  Diocesi. 
Diocesi,  (non  conoscendosi  uno  antichissimo  Citerò  Filippo  Belforli  figlio  di  Mesa.  Olla- 
quando  il  distretto  di  Vada  fu  dato  alla  yiano,  noto  per  il  suo  carteggio  letterario, 
mensa  vescovile  di  Pisa)  non  è  più  vetusto  e  per  il  sinodo  che  celebrò  nel  nov.  del 
del  iSpa,  nella  quale  e(K>ca  il  Pont.  Cle*  1 356.  Rammenterò  il  vescovo  Card.  France- 
mente  Vili  con  bolla  del  5  giugno  di  fletto  sco  Soderìni  noto  politico  per  la  tutela  ad  esso 
anno  eresse  la  chiesa  di  Colle  in  cattedrale  affidala  di  Giuliano  e  Ip|H>lito  de*  Medici, 
ataccando  affatto  dal  suo  antico  diocesano  Finalmente  non  è  da  passare  sotlo  silenzio 
non  solo  le  due  pievi  Nallius  di  Colle  e  il  penultimo  vescovo  Ranieri  AUiata,  il 
de*  SS.  Giovanni  e  Ippolito  d*  Fisa ,  ma  quale ,  innanzi  di  presederc  la  Primaziale 
smembrando  da  quella  di  Volterra  i  pivieri  pisana^  si  distinse  in  Volterra  per  bontà  e 
di  Scola  ^  di  Castello,  di  ifeniu/to,  di  per  molte  altre  sae  ?ìrtù  che  va  imitando  1* 
Balli^  di  Molli  e  di  Pernina,  oltre  alcune    attuale  successore. 

altre  chiisc  parrocchiali  appartenute*  a  di-  Nel  i55i,  anzi  ali*  epoca  del  sinodo  del 
verse  pievi  della  Diocesi  stessa.  In  tutte  |356  la  Diocesi  di  Volterra  conlava  nei  6 
parrocchie  N.°  80.  Sesti,  oltre  la  catteilralecol  suo  biltislero  5o 

Il  secondo  sracmbrn mento  acc.idde  nel  pievi,  non  compn'se  le  «lue  l>.illesiiQi!i 
1782  |>er  bolla  del  Pont.  Pio  Videi  18  esenti  di  S.  M.ir2Ì;ilr,  già  S.  .i^berlo  di  Colle 
S»'Ucn»l)re,  alloroliè  separò  dal  vescovado  Ji  e  quella  di  S.  Gio\aniii  e  S.  Ippolito  d' 
Volterra,  per  assegnarlo  a  qiiel'o  di  Colle,  t)Isa,  olire  un  numero  ni.igjjiore  di  cure, 
l'esteso  piviere  della  collegiata  di  San-Gimi-  Nel  174.5,  benché  la  stessi  Diocesi  a\es$e 
guano  con  varie  parrocchie  già  app^irlenule  ceduto  alla  nuova  cattedrale  di  Colle  80 
alla  pieve  di  Cellori,  queste  e  quelle  in  nti-  parrocchie,  delle  quali  sei  baltt-sinuli,  cjò 
mero  di  53  chiese,  delle  quali  a6  erano  non  ostante  le  resla\ano  ira  vecehic  e 
parrocchie  con  In  iti  i  monasteri  de'  «lue  nuove  pievi  N.**  5q  con  altre  80  chiese 
sc."»si ,  eonserv.itorj ,  ospedali,  e  man«>ioni  per  la  majitjior  pirle  pai  rocchiali. 
dipendenli.Totah- N.'*  i33  «Mie chiese  par-  Nel  iSlJ  dalla  I)i<»cesi  «li  V<dlorra  rsv nd*^ 
rocchia'i  slarraledM' 'a  c.illedralc  di  Volterra  sialo  sticcalo  Ono  ilal  178*2  il  vasto  pit\a- 
dopo  il  sinodo  del   iJ/iG.  nato  di   S.  Gimigtiano,  e  nsi^tente   in  <luc 

Attualmente  la  Diocesi  volterrana  conia  pievi  che  uni  colle«;lala,o'lre  1 ',  chiese  pip- 
ili parr.,  57  delle  (juali  sono  battesimali,  roechiali,  ciò  non  dimeno  »Tano  rtstjte  alia 
sebbene  14  sole  sieno antiche  chiesa  pb  bane.  Diocesi  medesima  57  pievi  Ira  antiche  e  mo- 
In'dtre  si  e. intano  N.**  9  fra  monasteri,  con-  dern  ■  e  altre  54  chiede  p.irrocchiali,  in  tutta 
servalorj  e  conventi  di  regolari  deMue  sessi.     1 1 1  parrocchie. 


S29 


RO  SINOTTICO  Mh  Piiti  $  Cwré  d$Ua  Diocesi  di  Vouèmba 
\gU  antichi  Sesti  con  la  laro  popoloMione  a  einqm  $poehe  diverm  (A) 


Titolo 
delle  Chiese  e  dei  luoghi 


Citta'  di  Voltkeeà  b  PENDia 

k)  e  Cattedrale,  S.  Bfarìa  eoo  an 

annesso 
Selci  (S.  Pietro  in),  ora  in  S. 

Agostino 
Ginonica  di  S.  Stefano  extra 

moenia,  ora  in  S.  Giusto 
Canonica  di  S.  Michele,  ora 

de'PP.  Scolopj 
S.  Alessandro  ne*  Sobborghi 
S.  Marco,  ora  nella  Badia  di 

S.  Giusto 
Chiese  di  Monierodolfo  e  di 

Sionteterti  riunite, ora  in  S 

Martino  a  Roncolla 
S.  Gio.  Battista,  Piefe 
S.  Ollaviano  Olir*  Era  ridotta 

ad  oratorio  nel  t56o 
tigna  S.Gìo.  Battista,  Pieve  con  a 

annesso 
Mazzo  Ila,  S.  Lorenzo 
Fallugn  no,  S.  Pietro  in  SJ 

Leopoldo  alle  Saline  con  due 

annessi 
Vii  tamagna  (S.  Cipriano  a)  con 

tre  annessi 
S.  Bartolomroeo,  Pieve 
Camporhiano,  S.  Martino 
Sjiicchiajola ,    SS.    Jacopo    e 

Gristofano  con  un  annesso 
Senzano,  SS.  Ippolito  e  Cas 

siano  con  un  annesso 
Ulignauo,  S.  Pietro  con  onj 

annesso 

DI  Val  d'  Elsa  k  Val  d*  Eyola 


Popolazione 


Aimu 
i55i 


ÀKHO 
1745 


[6197^ 


runt 


S.  Gimignano,  Pieve  Colle- 
giata con  r  annesso  di  S. 
Maria  a  Oli  veto  * 

S.  ^niìri*»,  con  I* annesso  di 
Manie  Gompoli 

Somma  e  segue  .  .  .  Jbit,  N-^ 


9097 


3a 

So 


ioo5 

loSg 

646 

963 

608 
616 

aoo 

356 
t39 

356 

195 
III 
|65 

45 

|59 


1396 


61 


183761   8461 


Anno 
i833 


ao9i 

1936 

879 

1964 


645 

911 

35i 


995 


595 

434 

336 


595 
199 

914 

996 
101 
180 


996< 


1968     I 

loS 


AMIIO 
1840 


a936 
1565 

989 
i33o 

638 
908 

364 


960 


589 

393 
401 


589 

199 

947 
966 

199 

900 


1991 


86 


9603 


AURO 

1843 


9345 
1450 


1009 


«447 

644 
999 


355 


a43 


593 

396 
375 


593 

9l5 

943 
970 

118 

196 


1819 


87 


19690 


83t 


Segue  il  QuÀDMO  Suforrico  MU  Pi$9i  $  Cnr$  ieila  Dìocmsi  Dt  Fotriiii 
repartUo  negli  mUiehi  Sesti  em  la  hro  popoioMitme  a  einqtié  epoche  diveree 


Nome 
delle  Pievi 


^tepe  di  S,  Maria 
a  Chianni 


—  di  Monta]  one 


— •  di  Cofano 


Titolo 
delle  CtUeie  e  dei  luoghi 


Popolatione 


AMMO 

i55i 


—  di  Castel' Fai/! 
im  ral  S  Escala 


—  di  Stontignoto 


RiFOBTO  .  jibit,  Jf.° 

S.  Maria  Assunta,  Pieve,  e) 
S.  Jacopo  a  Gam  bassi  \ 

Varna,  S.  Giovanni  Evange- 
lisU 

Catigoano,  S.  Martino  con 
r  annesso  dì  Agreste 

Cerreto  (S.  Pietro  a)  o  alla 
Badia  con  due  annessi 

S.  Regolo,  Pieve 

Gavignalla,  S.  Andrea 

Pillo,  S.  Martino  con  un  an- 
nesso 

Figline,  S.  Antonio 

S.  Pietro,  Pieve 

Castelnaovo  di  Val  d*  Elsa, 
S.  Maria  con  un  annesso 

Lungotono,  S.  Maria  con  un 
annesso 

S.  Floriano,  Pieve  con  due 
annessi 

S.  Stefano  (S.  Bartolommeo  a) 

Sughera,  S.  Pietro 

Jano  e  Gamporena,  SS.  Pie- 
tro e  Filippo 

Vignale,  S.  Bartolommeo 

Tondd,  S.  IViccolò 

Mura,  S.  Stefano 

Barbialla,  S.  Gio.  Evangeli- 
sta con  r  annesso  di  Melic- 
ciano 

S.  Frediano,  Pieve 


SESTO  III.  DI  VAL-m-GiciflA 

K  DI  MaEINà 


Pieve    di    Poma" 
ranco 


Pomarance,  S.  Gio.  Battista, 
Arcipretura  con   varj   an- 
nessi 
S.  Dalmazio  (S.  Dalmazio  a) 
Monte  Gemoli,  S.  Bartolom- 
meo 

Somme  •  segue  .  .  .  Jbii.  IH,^ 


20845 

477; 
141 

76, 

58 

954 

1077 
60 

41 


140 
351 

a4i 
3i5 
io5 
371 

375 
290 
io5 
264 

41 
369 


▲uno 
1745 


ia3o 


358 

248 


27832 


ANMO 

i833 


11203 

3oi 
196 
ai4 


84 
161 

986 

4a 
112 

26 
i63 
598 

628 

237 

ia4 
128 

23l 

140 
128 

328; 


AMHO 
1840 


16262 

5oo 

574 

377 


229 
192 

1123 

182 

173 

241 

292 

836 

«049 
468 

198 
244 
a44 

169 
281 
189 


17405 

559 
742 
462 

258 
200 

1246 
206 
169 

260 
3i7 
957 

io54 
469 

225 
257 
534 


20 
34) 


326 


870 


3io 
2o5 


17775 


36o 

344 


1811 


43o 
265 


«..^•» 


AMMO 
1843 

17^92 

652 

740 

454 

258 
218 

I2l5 
223 

172 

273 
3oo 

985 

1072 

453 

238 
253 
583 


2o5 
333 
211 

207 
274 
210 

363 

347 

354 

384 

2066 

2088 

448 

347 

440 
337 

--^47 

2976S 

833 

Seppie  il  QoàDMO  Smontco  tiU»  Pimi  i  Ctm  4clto  Dtacuf  w  Vamau 
npartUo  Mffli  atUieU  SeiU  con  la  loro  popolatimi  a  d«fM  epoche  ittmm 


833 


Segue  il  Qvàdbo  Sinomco  d^U  Pieffi  $  Cwrt  ddla  Diocesi  di  Voltrumà 
repmrtiio  negli  antichi  Sesti  con  la  lero  Popoiatione  a  einqve  epoche  divem 


3 


Ifome 
delU  Pie^ì 


Pit99  di  Orciatico 


—  dà  Chianni 

—  di  Bi^io 

-—  di  SiridOf  top. 


Titolo 
delU  Cliiese  «  dei  iuoghi 


RiroiTO  .  JhU.  ir.» 

S.  Michelet  Pieve  Arcipretaia 

con  annesii 
Ceddrit  S.  Giorgio 
S.  Donalo,  Pieve 
SS.    Fabiano  e  Sebastiano, 

Pieve 
S.  Giovanni  BatlisU  (on 

plice  cappella) 


Popolazione 


Anno 
i55i 


SESTO  V.  DETTO  DI  Moiità«iià 

K  DI  Val  di  Gobnu 


36s99 

>98 


644 
400 

141 


ARNO 
1745 


Piece  della  Bocca 
a  Siliano 

—  di  Moaie 'Ca- 
stelli 

—  di    Castelnuo- 
iw  di  ral-di-Ce 
dna 

_  d' Elei 

—  d^  Amqua 

—  di  Foiiai 

— a  Morba  in  Mon» 
teeerboli 

—  gìk  di  ComesMa- 
no^  on  in  CaUel 
del  Sasso 

•—  di  MfoaierAondo 


—  di  Seratzano 

—  di  Custignano 

—  di  Praia 

—  di  Sor  ciano  in 
ifontingegnoli 

-~.    di    Mtontalci" 
nello 

—  di  Gerfalco 
^—  di  Siomieri 


S.  Bartolommeo,  Pieve 

SS.  Jacopo  e  Filippo,  Pieve 

con  annessi 
S.  Salvadore,  Pieve  Afcipre- 

tura 

S.  Niccolò,  Pieve 
SS.  Rufo  eBartolommeo,  idem 
Montalbano,  S.  Lorenzo,  Cura 
SS.  Niccolò  e  Donato,  Pieve 
S.  Gerbone  a  Mon teeerboli, 

Pieve  con  on  annesso 
S.  Ippolito  (S.  Michele  a) 
S.  Bartolommeo  in  Castel  del 

Sasso,  Pieve  con  un  annesso 

S.  Lorenzo,  Pieve  Prepositu- 
ra cou  un  annesso 
Lh;cì»,  S.  Bartolommeo,  Rett. 
S.  Donato,  Pieve 
S.  Martino,  Pieve 
S.  Maria  Assunta,  Pieve 
S.  Sisto,  Pieve 

S.  Magno,  Pieve 


S.  Biagio,  Pieve 
SS.  Michele  e  Paolo,  Pieve 
Arcip.  con  varj  annessi 

Somma  e  segue   .  .  .  Ahit^  19»^ 


96017 
465 

108 
65i 

348 


ANNO 

i833 


900 

583 
998 


964 


989 


547 

137 
9og 
178 
58i 


3oo 

800 
710 


43361 


4>766 
687 

i56 
i559 

444 


ARMO 
1840 


191 

388 
698 


178 


419 

53 
95o 

69 

537 

119 
991 

4i3 
58o 


39800 


48103 
696 

357 

1700 

5i4 


AURO 

1843 


169 

699 

1439 


«79 

174 

344 

369 

997 

95l 

983 

958 

146 

977 

199 

557 


i335 

173 
460 
917 
i539 
904 

496 

748 
983 


4865X 
636 

338 
i859 
55o 


177 
792 

i56i 


166 
33o 
946 
957 
397 

i35 
674 


1455 

909 
463 
969 

i344 
990 

548 

773 
1079 


56167I69318 


i83 

700 

x593 


178 

3l9 

965 
937 
397 

159 
716 


i655 
9o3 

441 

969 
i3ii 

909 

489 
810 

ioi5 


63o85 


836              VOLT  V  0  R  N 

VOLTERRAJO  (  MOTTE  )   nell*  lso!;i  In  qiuHa  pirle  del  pof  910  di 

dell*  Elba.  —  Fml.  Isola  DtLi.*ELB4.  nella  corle  di  Rblenfa»  piviere  di  S.  Pietro 

VOLTIGIANO  già  {^oUefanum)  in  Val-  n  Sillano;  mentre  con  il  secondo  istrameoto 
d*Elsa.  — >  Gas.  eh*  ebbe  esso  pare  il  titolo  Talberga  del  fu  Federigo  da  Monlerappofi 
di  Gist.  e  che  lo  diede  a  tre  chiese,  la  prima  autorizxata  dal  suo  mondoaldb  alienò  al 
dedicata  a  «S.  Cristofano^  la  seconda  a  S,  suddetto  Ildebrando  del  fu  Tegrimo  per 
Bomanoj  l'attuale  a  S,  Jacopo^  cui  fu  soldi  a o  altra  porzione  del  poggio  di  ^Ri- 
annessa nel  1781  la  cura  di  S.  Maria  a  ie/ano.  ~.  fW.  Gabioi.4  e  MornuuFrou. 
Lato  nel  piviere  di  S.  Pietro  in  Mercato,  Gonlultociò  in  quei  documenti  sarebbero 
Coro.  Griur.  e  circa  5  migl.  a  lib.  da  Mon-  desiderabili  indicazioni  meno  equivoche, 
tesperloli,  Dioc.  e  Gomp.  di  Firenze.  onde  collocare  al  suo  posto    il   Gast.  di 

Risiede  sul  fianco  di  una  collina  marno-  flotte jam  o  ^olii giano  e  U  distrutta  sua 
•a  a  pon.  delle  strada  rotabile  tracciata  eh.  dì  «9.  Cri^^no.  Conseguentemente  re- 
longo  il  torr.  Peseiola^  che  ha  al  sno  le?,  sta  per  me  assai  dubbio,  se  allo  stesso  luogo 
la  villa  signorile  di  Uliveto  e  a  pon.  quella  sia  da  applicare  ilcas.  di  ^ohigiamo  del  pi- 
di  Monlorsolì .  viere  di  S.  Pietro  in  Mercato,  dove  però  fino  al 

Varie  carte  del  secolo  XI  della  Badia  di  sec.  XV  esistette  una  cappella  dedicata  a  S. 

P^ssignano  appellano  forse  a  cotesto  luo«  Romano^  della  quale  fanno  menzione  due 

go,  la  pìb  antica  delle  quali  del  ioaa,  due  carte,  una  del  1451  e  Taltra  del  1491  «della 

giugno,  fu  scritta  in  loco  ^oltejano  terri-  Biblioteca  Rieeardiana  ,  rammentate  dal 

torio  fiorentino.  Po  pure  rogato  in  f^ol-  Lami.-— (Jfoo.  £cc/,  P/or.p.  9  79  in  nota). 

te/ano^  o  Foltigiano^  nel  90  marzo  io55.  Fa  parte  attualmente  del  popolo  di  S. 

nn  istrumento  di  vendita  di  beni,  mentre  Iacopo  a  Voliigiano  la   grandiosa   villa  di 

altrove  fu  riportalo  il  sunto  di  un  terzo  Uliveto  già  de' Pucci,  ora  Serristorì. 

contralto  del  due  die.  io56,  col  quale  Gu-  La  parr.  di  S.  Iacopo  a  Foitigiano  con 

glielmo  del  fu  Teudaldo  vendè  a  Ranieri  I* annesso  di  S.   Maria  a  Zoto  nel  1843 

suo  fratello  tutti  i  beni  che  aveva  in   Folm   contaTa  967  abit.     

tigiano  con    la  parte  a   lui  spettante   del  VOLTRAJO  (MONTE  E  ROOGi  u)  in 

Cast,  e  cappella   di  S.  Cristofano^  ivi  esi-  Val  d*  Era.  —  Fed.  Morra-VoLTaAio. 

stente,  oltre  quella  di  S.  Pietro  in  Albi^  VORNO  nella  Valle  centrale  del  Serchio. 

gna^ola  (ora  Bignola)  ed  i  beni  che  posse-  —  Vili,  con  eh.  plebana  ( S.  Pietro)  nella 

deva  in  Fabbrica  ecc.  ••—  f^ed,  Passigkano.  Gom.  Ginr.  e  circa   *i  migl.  a  lib.  di  Ca- 

Fu  scritta  pure   presso  il  Cist.  di  rolfi-  paunori,  Dice,  e  Due.  di  Lucca,   la  qual 

giano  una  carta  del  aa  die.   loSg,  mercè  città  trovasi  quasi  4  raigl.  a  sett.  di  Verno, 

rni   Bernardo  del  fu  Rodolfo  promise  di-  Risiede  sopra  uno  sprone  settentrionale 

fendere  per  il  corso  di  dieci  anni  nel    pos-  del  Monte  Pisano  lungo  I.1  strida  comuni, 

sesso  dei  castelli  di   yoìtejnno  e  di  Cnlle-  tativa  che  da  Ponletelto  suH*  Oieri  s.i!c  per 

buona  Ildebrando  del  fu  Tegrimo,   eccello  Vorno  nd  Monte-Pisano  per  varcare  la  foce 

che  contro  il  padrone    diretto   del  paese,  del  JVon/e-Serra,  di  dove  si  discende  n«lia 

cioè  contra  Seninrem.  vallecola  di  Calci. 

Arroge  a  ciò  altro  istrnmentodel  ag  nov.  DalTantico  castellaccio  di  Vorno  ci  diede 

1064   scritto  presso  il   Cast,  di  Gahiaula  la  situazione  P  annalista  Padre  Beverini  e 

(  f.  Gabiola),  qnando  Riroberto  del  fu  Ro-  più  recentemente  il  Padre  Ciancili  nel  Voi. 

dolfo,  per  una  cica  d*  oro  ricevuta  dai  fra-  IH  delle  Blemor.  Laceh.  —  Quest*  ultimo 

telli Ildebrando  e  Teuderico,  promise  di  non  scriltore  inoltre  aggiungeva,  che  il  castello 

agirccontrodi  essi,  nècontro  altri  loro  fratelli  di  f^orno  fu  posseduto  un  tempo  da  alcuni 

nati  o  nascituri  iti  quanto  alli  cessione  della  nobili  lucchesi. 

sua  porzione  deMueCist.  da  Folte/ano  e  di  Varie  membrane  di  qiielT  Arch.  Arciv. 

Callehuona  pervenutigli  per  ragione  di  ere-  anteriori  al  nulle  raramenl-tno  U  pieve  di 

dita  paterna  e  materna.  S.  Pietro  a  Vorno,  una  dello  qu.ili   carte 

Furono  scritte  pure  in  ^aftiau/a^rWica-  scriltH  nel  6  febb.  944  f"  |>ubblicaia  nella 

ria  fiorentina  due  altre  membrane  del  27  P.  Ili  del  Voi.  V.  delle  Mhmob.  teste  cìLite. 

ottobre   1075,  con  una  delle  quali  Pietro  Posteriori  al   mille  sono  qnrile  rehlive 

del  fu  Azzo  iUGabiaula  vendè  per  soMi  90  ai  suoi  nobili,  de* quali  il  P.  Cianelli  ne 

a  Ildebrando  del  fu  Tegrimo  da  Foltejano  indicò  diverse  del  io38,  1091,  iia3,  ii4>t 


VOBN  VULP               837 

e  1 148» nella  qpuìe  uliima  epoca  i  Laocheiì  Ripowro  .  '.  Abii.  N.^  i66a 

f*  ioi|iaidroniiooo  del  castello  di  Vorno.  S.  Michele  a  Guamo ,  con  1*  aDD«*sso 

A  questo  Tìllaggio  e  suo  castelUocìo,  si-  di  S.  Pierino  a  Guamo  ^  idem   »     649 

inalo  sul  moDie  di  Crocé  f^ornense,  opinai  S.  Stefano  a  Fereiano^  idem  .   .   .  ^     624 

che  si  dovette  restituire  il  primo  e  forse  il  S.  Giorgio  a  Sorbano  del  Giudice  ^ 

migliore  poeta  epico  latino  che   fiorì  nel        idem.  ....  « »     247 

principio  del  aecoloXII.  Io  parlo  di  Lorettso-  S,  Lorenzo  a  Sorbano  del  VetQo^o^ 

^OTfttfiuif,  che  molti  scrissero  f^or/ierijf,  au-  Relioria  con  Vicarialo  perpetuo.   »     343 

tore  dd  poema  sulla  conquista  delle  Isol«  S.  Michele  a  if£i^/iaiio,Cappellaoia  »     iti6 

Baleari». cui  egli  prese  parie.  — •  Vtd.  Vaw a.  rr ,                       ^a;-  "^ìs"  . 

pieve  di  S.  Pietro  a  Voma  al tualmente 

è  matrice  di  sei  chiese  parrocchiali,  le  quali  VULPIGLUNO,  o  VOLPIGLUNO  di 

nel  i83s  contavano  tutte  insieme  3691  ahit.  Mama-Ddcals.  -—  Villa»  la  cui  chiesa  curala 

cioè:  dì  Massa  occhia  è  succursale  della  catte- 

1,.  .^  j.  e  ii:«»«^     tr  —    ^i*«   vo       .«.  drale  di   Massa-Ducale,  nella  Gom.  Giur. 

Fievc  di  S.  Pietro  a  f^orno^  Abii,  N.^  1 1 4  5  r..             ,    .        tx        ••  «*   1 

S.Liici..CoT«//.-,Viear.p«peluo  .    .47  Dioc.  m.J«,m..D..c.  d.  Mo.J.d«. 

S.  Btrtolominro  *\U  Badia  di  Can-  .    ^  '^«i<»<i»J>f'olp'Sl.ano  r...^e  .1..- 


tignano ,  Rettoria »    ^  7  a 


Irò  la  Rocca  di  Massa- Vecchia,,  e  nel   i$53 
faceva  parte  della  Vicinanza    di    sopra  la 


SomiAc  segue  .  .  Abii.  iV.^  i<>6a    Bocca  rammentata  dWArt.  Maua-Ddcale. 


T.   T.  »  "^' 


•       w.  •      • 


z 


/jAMBRA  (  Samhra  ).  Quello  uomm  profindalc  Fiem^m  pw 

cDBuiné  •  Tarf  torrenlciii  fi  trofa  ■pplìato  aeir  Amo  ilopo  oim  4  nifi,  ék  Mm^ìnm* 
iwl  fiofcntiiio  ttittt  Jfamèrm  di  Om%$mm       RuUMBtuMtioltfloloir.  dXankvi»- 

dbc  icnMlo  ìq  Arno  sopra  Firroie  diri»*  ri««iné  éAVA^dk*  Anh.  di  fìnrìB  h» 

|Wllo  •  Goii^iobbi;  al  fcno  di  Zwmkr^  ohe  Mie  quali  dtl  i»  ooir.  9C4  pahMMi  dal 

■aaoe  tni  m9m»%  Marito  e  ai  perda  nal  Monlori  Bel  Voi.  Ili  dalle  •■•  ite.  Jf« 

ibe»  dbif «  Aif«/a  fra  Sello  e  BroBi  iollo  ^e»i  è  citoto  il  ri»  di  Jearfr»  (di  Jfie» 

Ficenttf;  nel  Voltcmao  alla  Mmmira  che  Magno)  sci  cohIocm  di  Jliwiia  (Keoah)^ 
iioh  Iq  GedBa  dalla  iWNita|oa  di  Voitcrns       2AH001IA,  o  ZANGORB  la  Vwk  £Ìk^ 

oììitUdìÈt  Monéte  di  CmMot^y^ì^Ar*  eia. -- Fittaan,  la  quale  nae^glie  Mlft  le 

nopiiioo.  .  aègue»  che  lecndotto  dalle  pi«diei< 

-  SAMBAA  a  ZAHSaETTA.  -<  GontaKla  del  Moale-Amiala,  e  da  qadle 

astia  ripa  noiiUa  dell*  Amo  piniio»  dalla  del  lloiite-U»bn>,  dote  il  ' 

qoale  preiero  il  «ooie  doe  borgate  e  doe  dalla  loa  origine  poite  le 


|iopoll  (Mamkta  e  Mantèreita)  con  due    là  dirigendoli  a  mII.  paaa  6n  II  MOP» 


cliieie  (S.Jai»po  e  S.  filaria),  bnwi  nel  di  Amia  che  hieia  al 

piviera  di  S.  Iiorenao  alle  Corti»  ralua  in  di  AradoMi  oìm  icrta  al  ino  let; 

qnetlo  di  S.  Galliano  a  Settimo»  Mate  rìnnite  picgandoa  aHMHin»  lambiiee  le  ~ 

in  una  loia  parrocchia»  nella  Gom.  e  drea  dentale  del  Honle-LilMonc»  beeleaift  alla 

4  niigi,  a  pon..maeitr.  di  Calcina»  Qiur.  di  liniMa  il  cMleUo  di  Monliedln.  Golft  ii> 

Fonledeni»  Dioc  e  Gomp.  di  Pila.  piende  la  emione  di  eilt.  per  inanltaai 

Trotanii  entrambe  in  pianon  fra  laripa  collo  Monle-GKofi,  dove  le  gtt  eeeeppla  il 
•biitn  dell*  Amo  e  hi  picfc  di  S.  Lorenao  iorr.  M  Fi^o^gik  ingraurtodal  bono  IV 
elle  Godi  dirimpetto  alla  Ibee  del  torr.  trm  di  Seggiano  e  dal  flnaMiìelle  Ala  di 
Mmmhm  di  Cnlei,  e  poco  Inngi  dal  nnovo  Anidomo»  e  llnilinente  lirmiae  nel  aeri- 
ponte  che  ìtì  premo  1*  Amo  carake.  lami  al  fl.  Orda  dirimpetto  nlle  Hih  di 

Nel  Lib.IV.  Rnbr,  56  del  AnM  |M«ano  r^Umm  dopo  cirm  14  nigl*  di  cssmaiM 

detto  del  conte  Ugolino  trattast  di  una  vìa  cotto  nome  laWolta  del  fiacncdlo  Sete,  eh* 

irioioale  da  aprirli  nc^confioi  di  S.  Loreoio  è  uno  de*  luoi  trìbuterf .  -«  Fiad.  Bnst  * 

alle  Corti  »  chiamata  la  ^ia  deiit  Prata  »  Lairra  io  Val  d*  Orcia. 

la  quale  dorerà  far  capo  nella  strada  pub-  ZANNONE  (FOSSO  do,)  nel  Val  d*Amo 

blica  (o  Ii?omese)  da  eseguirti  a  spese  de*  pisano.  «^  Fed,  Fosso  RcA&a  k  Ca&av 

comuoisti  di  S.  Lorenio  aUe  Corti^  de*SS.  aaoiia. 

Filippo  e  Jacopo  o/le  Corli*  (Navacchiot  )  ZBGCHB  DIVEBSE  delta  Tbacana.  — 

di  Grmmuio  (S.  Frediano)  di  Ciriliano^  di  Le  Zecche piii  antiche  delhi  Toscana  aooo 

Mambra  e  MambrettOj   di  Fettori^  di  quelle  di  Locca,  di  Firn  e  di  Fiicnae.  La 

Gelio  e  di  Vifignanon  — >  ^ad.  Goan  (S.  prime  due  incominciarono  a  coniare  lira» 

Loaaaso  AiAa  )  aoldi  e  denari  di  argento  e  di  oro  fino  dai 

La  parr.  riunita  di  S.  Maria  e  S.  Jacopo  a  tempi  Longobardi»  quella  però  di  Piremam 

Mamira  e  Mamkr€i$a  nel  i833  oonUi^j  fu  posteriore  allo  stabilimento  della  ana  ra- 

619  «bit.  pubblica.    Ignaaio  Orsini»  per  laeoiara  di 

ZAMBRAmCALGKorr.— Portano  costì  tanti  altri  scrittori,  ha  occupato  na  intiero 

il  nome  di  Zamhra  due  corsi  d'acqua  che  libro  per  riportara  i  Tari  oonj  col  noam 

atlnTcreino  il    Talloocello  di    Calci ,   la  de'  leochierì  cotto  la  repubblica  fiomlina» 

Mmmhra  che  scende  da  Manie  Magno  e  1'  a  partire  dal  laSa»  epoca  in  coi  Flream 

altra  che  ha  origine  nel  Monte  Serra  sopra  cominciò  a  battere  la  kiono  momeim  dd 

il  CasleU Maggiore  di  dici,  e  che  riceve  la  fiorino  d^  tiro.  Infittii  debbesi  ai  Fiorentini 

|>rima  di  Monie'Magno  presso  il  ponte  di  la  gloria  di  esaere  stati  i  primi  a  riatabilira 

Zamhra  iniii«uzi  di  attraversare  la  strada  In  Ualia  il  conio  delte  monete  pnic  di  oie^ 


VOBN  VO.LP  8;n 

^tt«lb  quale  ultima  epoca  i  Luccheti  Rirono  •'.  Jbii.  If.^  166 a 

^ffooifooo  del  castello  di  Voroo.  S.  Michele  a  Guamo^  con  l' annesso 
fpcslo  vi  Maggio  e  suo  castelUocio,  si-        di  S,  Pierino  a  Guamo  ^  idem   *•     649 

ijl  aonte  di  Croc0  f^orntnse^  opinai  S.  StelWno  a  Fereiano^  iilem  ...   1»     6a4 

■ofciw  restii  aire  il  primo  e  forse  il  S.Giorgio  a  Sorbano  dei  Giudice  ^ 

ni  poeta  epico  Ialino  che   fiorì  nel        idero »     047 

9o«ltlaeGolaXIl.Ioparlodi£ore/fsa  S.  Lorenzo  a  Soràano  del  Fefco^fQt 
^IKyChe  molti  scrissero  f^ar/ie;ijr,au-         Rettoria  con  Vicarialo  perpetuo.   »     3i3 

■  ,|Kiema  sulla  conquista  delle  Isol«  S.  Michele  a  if  11  ^/tano,  Cappella  ma  »     ié6 
^4NÙ  egli  prete  parte.  —  Fed.  Va«iia.  -,  ^. .  -J-" 

«|m  di  S.  Pietro  a  Voma  attualmente  ^*'^^"  '  *  ^'  ^*"'  '^' 

bii.di  «ei  chiese  parrocchiali,  le  quali        VULPIGUANO,  o  VOLPIGLUNO  di 

l|ii  coolavano  tutte  insieme  3691  abit.  Massa-Dvcalk.  •—  Villa,  la  cui  chiesa  curala 

-;.  di  Massa  secchia  è  succursale  delia  catte- 

■  A  ix.»..^    «f™^    ^l'm   w©^       .f.  ^f'^^t  di  Miissa-Dturale ,  nella  Gom.  Giur. 

Bm  ritiro  »  ^ornOf  jibii,  If.'^  t  US  r»-  1    •        t\.       i- m«   1 

mL^é^^.^ii:  w-  .  Uioc.  medesima.  Due.  di  Mo«Jena. 

«■•Coie/li,  YiCiir.  perpetuo  »    «47         ,  .     ■     i-   rr  »   •   »•  •  •    1     i- 

■-..  ,,     0    .;    \ì:  r>  La  contrada  di  Volpigliano  risiede  die- 

miiNlliueo  alla  Badia  di  Cna-  .      ,    n  ..  m*        «      •  •  •      »<■• 

— ,    »  ..  Irò  la  nocca  di  Massa-Vecchia»  e  nel   i$5J 

■WO,  fteltoria »     ^70  -  .      •  n     w  •  ••  i^ 

_  faceva  parte  della   Vicinania   di    sopra  la 

.Snwmke  segue  .  .  Abit,  iV.*^  i(>6a  Aucca  rammentai»  M  Ari.  Massa-Ducauu 


▼.  ▼. 


MO  SEBI  XEII 

•  I  mia  clefrtoiii  di  cirva  I  i8o  br.  aor.  Ulutlk.  PiikfÌeÌBÌ  Smirn  M 

•upM  il  livdto  dd  iMce  lleililefmico.  ■      •  cbale  del  tatro  Faha»  wU»  OMmm  I. 

Trofaii  4illa  fMominciMa  di  un  pogfrìOff       Si  eceda  *clie  aia  alata  MgDOfa,  o  aoUd- 

le  di  cui  fiilde  aoDO  bugiute  dalie  aorgcnli  fcodalarìa  di  Cari*  una  6m^|IIb  Fellinwif 

aMperiort  del  torr.  Godane,  mealre  «Ile  aua  della  quale  aaaoeo  di  uoliiie  BBt—tlcfca  che 

c|ialletorcea  pou^Huaeilr.  rAppennìDo del  eppefgiuu  colcala  Callo.  -*  (CsIcsdMp 

dfaiule-^ruClunH avendo  al  tuo  llb.  quello  di  Zuumv  pgr  tmmo  1 8S6). 
M^ttU^Momio^  Ciò  cbe  ■embia  omiio  dnMiio  ai  è,  ^  i 

.    L^aalica  chieia  pWfaaiia  profiiiidd  per  f  in*  narebcai  Malaspiua,  ad  oata  delk  ooolbnua 

•tabiUlà  del  fuolo,  e  qudU  reoeoleflMfile  falla  dalflAp.  Federigo  II  (aaao  tato) 

ttoalffuiU  ainaoda  la  fleiia  aorla  per  diteli**  del  diplonu  del  t  i6Ì»  a  fiivofe  M  Maidi. 

del  terreno  aiyilloao  di  una  gran  parte  di  Obiaao  dalla  atcaei  famiglie»  pcidetown  eind 

quella  oonvalle.  ■  .  P^  leoapo  il  feudo  di  Zeri ,  atameeU  eau 

La  più  antica  inemorìa#  e  kmt  T  origine  fino  dal  àeoolo  SUI  almeno  Irovaai  iBeohpo* 

del  nome  vernacolo  di  ^m  (  C^rH  )  ai  da  r^lo  al  territorio  e  ginriidisiont  di  Panila 

a  oottoicere  in   un  itlrumeolo  deiranno  rotili,  al  di  cui  Comune  anche  Tlmp.  Pe> 

794»  5  giugno,  eoneiatenle  in  una  donaiio-  derigoi  con  diploma  del  1 169,  Beotra  Qm- 


ne  fatta  dairimp.  Cario  Magno,  mentre  era  fcrmavagli  i  pririlcgf  eonomri  dai  anni  ple- 
in Pavia,  al  Mon.  di  S.  Colombano  di  una  di'camori,  mmaieniò  la  ginrieiliiin—  diTFwh 
lelva  rrgia  siluatii  nel!*  Appennino  di  Man-  tremoleri  au  quelle  llpi*  ««  ^«d.  VJfi. 
ifitiiMgOt  oltre  il  dono  dell*  Alpe  cbianuita    PaataaHOu. 

il  Manu  di  Croce,  perobè  mila  di   lui       Quindi  è  che  h  atoria  civile  di  Xcri  da 
aommìlà  eaisleva  una  croce;  {jhtn  T  Jp^   queir  epoca  in  poi  '  aeeoaaunandarf 
penmnp  detlO'  la  Croce  di  F^rrù,  (— «BÙ»    1*  «lim  di  Fnalfemolit  non  alavfr  • 
BAT*.  Jm.  M.  A^L  T.  /.)  ciò  ebe  è  aUlo  dello  in  queir  Art.  dnvni 

AirArt.  poi  Làflo  PiLOM  sitnato  anirerla    fn  avviuto,  quaiflaenle  nel  pfincipin  del  ■<- 
groppa  della  Pélaiadi  Zeri  fra  la  crcaUdel    colo  XV  i  Ficmbi ,  dopo  «ver  OMeiaia  di 
Monte- Moiinaiico    e  quella  del  Jfonle-    Ptmirrmoti  i  Rtrmiginni  ai  rcano  mgpMri 
tforiarofaincbeggtHloda  una  aelva  di  Cerri,   quasi  aawluti  di  tulio  il  diilrriin  ponti» 
diari,  cbe  da  ootcaio  laghdto  probabilaamle    inoicae,  compresovi  qncMo  di  Sari»  tao  al 
rbbe  .origine  la  Piscina  Ptiosa^  aioooine    territorio  trsumpennino  detta  Tal  di  Taro;  i 
d^lfa  circottanle  selva  di  Cerri  (iOlé  derì-    quali  dinasti  per6  alla  pace  del  i43SdovcC- 
vare  il  nome  al  paese  di  Zi:ri,  Anche  iu  un    tero  bsciare  TiiuKidelta  contrada  al  dominio 
pliicito  tenuto  nel  ao  agosto  973  dal  Marcii,    di  Filippo  Maria  Visconti  Duca  di  Milano. 
Oberlo  conle  del  sacro  PaUzto  delKImp.  Ot*    INssi  ^iicora  come  fra  le  turpiasime  aiionidi 
Ione  I  H  l'agore  del  Mon.  di  Bobbio  si  raro-    i|u< si* ultimo  signore  fuvvi  pure  qnelb  di 
nifiil4  |tresso  la  Piscina  Pelosa  una  selva    lare  uccidere  segretamente  (aprile del  t436) 
d)  Cerri,  uri  quali  erano  stali  coufilti  de*    iielTAp^ienninodiZeri  lungola  viadiBoqEO- 
c/i'odi  di  ferro.  Iiifatii  in  un  diploma  dell*    Taro  il  valoroso  capitano  Nieeolò  da  To' 
Imp.  Ftfitcri^o  I  del  ii(ì4  si  conferroaronu    ìentiao,  che  al  torà  servi  va  la  Rep.  fiorentini, 
al  March.  Ohizzo  Malaspiua  molli  leudideU         i^a  imfndaiione d  ila  picvedi  Zeriéipaim 
la  Ixinìgiana,  Ira  ì  quali  quello  di  Certi    in  |5  o   16   piccole  villate,  ognuna  delle 
(Zirri  ).  —  l'ed.  Lieo  Peloso.  quali  ha  un  nome  |iarticolare,  e  tutte  iosi^ 

Tra   i    signori  di  Zeii,  oltre   i  March,     iiic  ik*I le  quattro  efMK*he  qdi  aolto  indicele 
Malaspina,  vi  ebòero  parie  gli  Estensi,  ed  i    {rtrscnlavano  rappresa»  popoU 


„,-..•■      r,-..       ■ 

m  ImmUf*  tpedit  éhth» 

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S.  Giorno,  Idem 

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1677 

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ZERI  CCHIOSO  m).  —  Tri.  Cmmd  si 


.ZtGliGO  (PIEVB)  MiLu  T*ià. 
r*rf.  Vim  H  Zhwwo  in  V«l  di.Magra. 


ZIO  (  S.  AlfDREA  *  S.  )  nel  V.l  4*ln» 
infcrion.  —  t  uim  p>rt.  «|>Kx-inial>  «nlto 
rtanMauooe  di  S  éfirt*  a  S.  Mìa,  (S. 
«miio)  Mila  Cam.  ■  Ct*r.  di  CmM» 


DELLE  OPERE  EDITE  E  DEI  MANOSCRITTI 

USATI 
DALL'AUTORE  DI  QUESTO  DIZIONARIO 


CATALOGO   PRIMO 

W  ManoieriUi  dalV  Autore  del  Ditianario  itati  ipoffliati  dagli  Archivj 

0  da  Biblioteche  puhbliche  e  private. 


i.  Dair 


ArchiTÌo  Diplomatico  Fiorentino,  Spogli  in  Voi.  II.  in  fol.  presto 
r  autore^ 

2.  Dair  Archivio  Diplomatico  di  Siena.  Spogli  eciolti  presso  V  autore, 

3.  Dalla  Biblioteca  pubblica  di  Siena.  Spogli  diversi  del  Benevoglienti  e  di  altri 
sciolti,  (idem) 

4.  Dair  Archivio  dell*  Opera  del  Duomo  di  Siena,  e  da  quello  dello  Spedale  di 
S.  Maria  della  Scala.  Spogli  sciolti,  (idem). 

5.  Dair  Archivio  Arcivescovile  di  Pisa.  Spogli  sciolti  presso  V  autore. 

6.  Dal  Breve  Pisano  detto  del  Conte  Ugolino.  II  Libro  IV.  intitolato  de  Operihus. 
Dalla  Biblioteca  della  Sapienza  di  Pisa.  Spoglio  sciolto  presso  V  autore. 

7.  Dalla  Biblioteca  Riccardiana.  Diversi  Odeporici  MSS.  del  Gap.  Gio.  Mariti, 
Spogli  nel  Voi.  2.®  del  N.^  i.  di  sopra  citato. 

8.  Dall'Archivio  delle  Riformagioni  di  Firenze.  Spoffli  nel  Voi.  2.^  del  N.""  1.  (f vt)« 

9.  Dalla  Biblioteca  privata  del  March.  Gino  Capponi.  -  Entrate  e  Uscite  delle 
Comunità  sottoposte  nel  1558  alla  Rep.  di  Montalcino:  MS.  donato  da  Gius. 
Molini  al  suddetto.  Spoglio  copiato  presso  V  autore  stesso. 

10.  Dall'Archivio  del  Collegio  Ducale  di  S.  Frediano  di  Lucca.  Spogli  inseriti 
nel  Voi.  2.^  del  N.^  1.  di  sopra  citato  presso  il  suddetto. 

11.  Sulla  Storia  di  Lucca,  del  Canonico  Mor icone.  MS.  sciolto  (idem) 

12.  Dalla  Biblioteca  pubblica  Magliabechiana.  Spogli  del  Borghini,  della  Som- 
maja  e  di  altri  (idem). 

13.  —  Forti  Tommaso.  Il  Foro  fiorentino ,  o  gli  Uffizi  e  Magistrati  della  città 
di  Firenze  (idem). 

14.  Dalla  Biblioteca  del  Seminario  fiorentino.  Spogli  del  pievano  Antonio  DeirO- 
gna  relativi  specialmente  al  Mugello.  MS.  aggiunto  alla  Descrizione  del 
Mugello  del  Brocchi  della  h  e  R.  Biblioteca  de*  Georgofili. 

15.  Romagnoli  attore  e  Don  Giovacchiuo  Falaschi.  Documenti  tratti  in  copia  dagli 
Archivj  pubblici  di  Siena  relativi  ai  paesi  dello  Stato  Sanese  disposti  per 
ordine  alfabetico.  MS.  in  due  Voi.  in  fol,  da  restituirsi  agli  eredi  Romagnoli. 

16.  Altri  spogli  diversi  sciolti,  o  uniti  al  Voi.  2.  del  N.®  1.  disopra  citato. 

17.  Spogli  di  MSS.  del  Can.  Angelo  Maria  Bandrni  per  servire  alV  illustrazione 
del  Casentino  nella  Biblioteca  Marucelliana,  presso  f  autore. 

V.  V.  107 


846 

18.  Statistica  sul  numero  delle  famiglie  e  delle  anime  dello  Siate  vecchio.  Fio- 
rentino e  Pisano,  del  1551.  Spogliala  deif  Archivio  del  Monte  Comune  di  Fi- 
renze presso  fautore. 

19.  Statistica  numerica  delle  famiglie  e  abitanti  del  Granducato,  del  1745,  repar- 
titi per  diocesi,  per  comunità  e  parrocchie ,  col  numeiro  degli  abitanti  suddi- 
visi in  impuberi,  adulti,  maritati,  ecclesiastici  de* due  sessi,  separando  i  cat- 
tolici dagli  ebrei  e  dagli  eterodossi.  Libro  aulentico  MS.  presso  V autore. 

20.  Notizie  statistiche  delle  due  Provincie  di  Siena  raccolte  nel  1639  da  Gio. 
Vincenzio  Coresi  del  Borro  e  riunite  al  suo  Blasone  Sanese.  MS.  in  Voi.  4  in 
fol.  nella  Bìbl.  Magliabechiana.  Spo/^/t  sciolti  presso  V autore» 

21.  Gherardi  Roberto.  La  Villeggiatura  di  Majano.  MS.  presso  la  nobile  famiglia 
Gherardi  di  Firenze. 

22.  Gherardini  Senat.  Bartolommeo,  Visita  generale  delle  città,  terre  e  eaetelli 
dello  Stato  Senese  falla  nel  1675.  MS.  consultato  ed  in  parte  spogliato ,  esi- 
stente presso  i  Signori  Toscanelli  dì  Montopoli. 

23.  Gherardini  Can.  Niccolò  di  Francesco.  Della  famiglia  Gherardini.  MS.  presso 
il  Sig.  segretario  Avv.  Antonio  Gherardini. 

24.  Giornali  diversi  di  vìag%\  geologici  intrapresi  per  la  Toscana  onde  servire  alla 
compilazione  del  Dizionario  attuale.  MSS.  presso  fautore* 

25.  Testamento  di  Francesco  di  Marco  Datini.  MS.  membr.  presso  U  Bigazù. 

26.  Statuti  di  Ghiarantana.  MS.  membr.  presso  il  suddetto. 

CATALOGO  SECONDO 

Delle  Opere  degli  Autori  di  Geografia  e  di  Storia  cmndtaH  e  eUoH 
nel  Dizionario  Geografieo-Fisieo^torieo  della  Toscana, 

N.  B.  Le  Opere  di  Geografia  e  di  Storia  pia  generale  saranno  eontraesegnate 

con  r  asterisco  (*)  onde  distinguerle  dalle  parziali  alla  Toscana ,  le  quali  al- 
^     lorchè  riferiscono  a  più,  Cataloghi  saranno  distinte  col  numero  (1). 

(*)  Slrabonis^  Geographia,  intcrpr.  Xilandro  cum  nolis  Casauboni.  Voi.  Il  in  fol. 

(*)  Tolomeo  Claudio,  GeograGa,  tradotta  in  volgare  dal  Ruscelli,  Voi.  1  in  4.® 

(*)  Melae  Pomponfi,  De  silu  orbis  cum  notis.  Voi.  1  in  8.'' 

(*)  Antonini,  Itinerarium  cura  nolis  variorum.  Voi.  1  in  4." 

(*)  Peutingeriana  Tabula  itineraria^  cum  notis  Velserii,  Voi.  1  in  fol. 

(*)  CI.  Rutila  Nutnatinni,  Itinerarium,  Voi.  1  in  12° 

(*)  Graevìi  et  Gror,ovfi ,  Thesaur.  Antiquit.  Gr,  et  Rem.  Voi.  39  in  fol. 

(*)  Cluverii,  Gcopfraphia  anliqua,  eie.  Voi.  Ili  in  fol. 

(•)  Celiarli,  Nolitia  Orbis  antiqui,  Voi.  II  in  4." 

n  Ortelii,  Theatrnm  Orbis  terrarura»  Voi.  IV  in  fol. 

(*)  ìlolstenii  Luca  e ,  Notae  in  Orteliuni,  etc.  Voi.  1  in  8.° 

(*)  Gvìiteri,  Ins(TÌf)tiones  antiqiiiie,  Voi.  IV  in  fol. 

(*)  Cnrntlii  Ncnntin ,  Vitae  excel!.  Imperai.  Voi.  1  in  8.** 

n  T.  Lira,  llisloria  Romana,  Voi.  HI  in  18." 

(*)  Pnlì/be,  Histoire,  trad.  du  grec.  par  Thuillier  avcc  Ics  commeniaires  du  Chev. 

Folard.  Voi.  VI  in  4." 
(*)  Dionysii  Halicarnasii,  Antiq.  romanae ,  Voi.  II  in  fol. 


847 

(•)  Jul.  Caesaris^  Gommentana,  Voi.  Ili  in  SP 

Crispi  Satuttii,  Bellum  Catilinar.  Voi.  1  in  S."" 
(*)  Veiieii  Patercìili,  Uistoriarum,  libri  duo,  Voi.  1  in  i2.** 
(•)  Dionis  Cassiti  Historìa  romana.  Voi.  1  in  fol. 
n  Ammiani  Mareeilini,  Histor.  cum  notis,  Voi.  1  in  4.^ 
[*)  C.  Taciti,  Le  Opere  tradoUe  da  Lod.  Valerìani,  col  testo  a  fronte.  Voi.  V  in  4.*' 
n  Àurelii  Vicloris,  De  Viris  illuslribus.  Voi.  1  in  8.** 
(•)  r.  Plinii  Junioris,  Epìstolae  cum  nolis.  Voi.  1  in  4.® 
n  Sexti  Frontini,  Slraiagema  libri  IV  in  Voi.  i  in  12.** 
n  Ejusdem,  De  Coloniis,  Voi.  i  in  8.** 

[*)  Ejusdem  cum  aliis  scriptoribus ,  De  Finium  regundorum»  Voi.  1  in  4.® 
n  Tuiiii  Cicermis,  Oraliones,  Voi.  Ili  in  8.*» 
n  Ejusdem,  Epistolae  ad  Atticum,  Voi.  1  in  8.'' 
n  Ejusdem,  Epistolae  familiares,  Voi.  1  in  8.^ 
(*)  Plutarco,  Vite  degli  Uomini  illustri  greci  e  romani  tradotte  in  volgare  dal 

Pompei,  Voi.  VII.  in  a** 
(*)  Tjibbei  et  Mansi,  Sacrorum  Conciliorum  collectio,  Voi.  XXXI  in  fol. 
(*)  Bollandi  etcAcia  Sanclorum  omnium.  Voi.  LI  in  fol; 
n  Ughelli  Ferd.  Italia  Sacra,  Voi.  X  in  fol. 

Dello  stesso.  Della  Famiglia  de' Conti  di  Marsciano,  Voi.  1  in  fol. 
(*)  Jlf.  Aur.  Cassiodori,  Opera  omnia,  Voi.  1  in  fol. 
[*)  S.  Gregorii  Magni,  Opera  omnia.  Voi.  V  in  fol. 

(*)  Ferrara  Filippi,  Lexicon  Geographicum  emcnd.  Baudrand.  Voi.  II  in  fol. 
;*)  Raphaelis  Volaterrani,  Commentarla  Urbana,  Voi.  1  in  fol. 
[*)  Alberti  riandrò.  Descrizione  dell'Italia,  Voi.  i  in  4.° 
[*)  Sigonii  Caroli,  Opera  omnia,  Voi.  VI  in  fol. 
[*)  Flava  Biondi,  Italia  illustrata,  Voi.  1  in  4.^ 
(*)  5.  Antonini,  Chronicon,  Voi.  Ili  in  fol. 
'*)  Petrarchae  Francisci,  Opera  omnia.  Voi.  II  in  fol. 
)  Balutii,  Miscellanea,  Voi.  IV  in  fol. 
[*)  Ejusdem,  Epistolae  Innocentii  III,  Voi.  II  in  fol. 
;*)  Ejusdem,  Vitae  Pontìf.  Aveniones,  Voi.  II  in  4.° 
*)  Muratori  Lud,  Antonii,  Antiquitatcs  Medii  Aevi,  Voi.  VI  in  fol. 
[*)  Ejusdem,  Rerum  italicarum  scriptores  cum  supplem.  Voi.  XXX  in  fol. 
[*)  Del  medesimo,  Antichità  Estensi,  Voi.  Il  in  fol. 

[*)  Del  medesimo.  Annali  d'Italia  con  la  continuazione.  Voi.  XXXIll  in  8.° 
[*)  Zaccaria  Patr.  Francisci  Antonii,  Bibliothcca  Pistoriensis,  Voi.  1   in  fol. 

Ejusdem,  Anccdolor.  Pistor.  Med.  Aevi,  Voi.  1  in  fol. 

Lami  Giovanni,  Memorabilia  Eccl.  Florent.  Voi    IV  in  fol. 

Gori  Proposto  Ant,  Francesco,  Inscriplionum  antiquarum,  quae  extant  in 
Etruriae  urbibus.  Voi.  IH  in  fol. 

Ejusdem,  Museum  Etruscum,  Voi.  Ili  in  4.® 
;*)  Miltarclli  et  Costadoni  Ahb,,  Annales  Camildnlenscs.  Voi.  IX  in  fol. 
•;  Nardi  Ah.   Fulgentii,  Bollar.  Vailisumbrosnnura,  Voi.  1  in  8° 

Matthaei  P.  Ani.  Felicis,  Ilistoria  Eccl.  Pisan.  Voi    II  in  4" 

Soldani  Ab.  Fidelis ,  Ilistoria  Passinianensis,  Voi.  1  in  fol. 
(*)  Mnnni  Domenico  Maria,  Osservazioni  istorìchc  sopra  i  sigilli  antichi.  Voi. 
XXX  in  4.*^ 


z 


aDmuné  a  Tarf  lomnlelii  «  ìtoim  «pplioido  odi*  Amo  dopo  eìiw  4  migl.  di  tmpnm, 
IMI  fiocratino  tib  Mmmbrm  di  Omigmmm       BaouBMalattocoictlo lorr.  dÈ:Mmmkm  1^ 

obt  WBtm^  m  Amo  topr^  Fireoie  diri»»  rie^Mlè  dell' i€ro*«  Jrth.  dt  FÌMr i»  ■■» 

petto  t  Gonpìobbi;  al  fono  di  Zmmktm  ebe  Mie  quali  del  ts  notr.  964  paMtadi  dU 

■atee  mi  MmtU  Marcito  e  m  perde  nel  Manlori  nel  Voi.  Ili  delle  §••  ^of.  Jf. 

ibieo  dbtf «  Hb^l a  f n  Seno  e  BroBi  eotto  ^e»i  è  eilalo  il  rtP  di  Smmirm  (di  M§m§ 

Flresie;  nel  Voliemno  alla  Mmmhra  ebe  Mmgm)  nei  eonKMm  di  Jfaewee  (Kon^i 
eeob  in  Gedna  dalla  aiontaioa  di  Voltem,       ZAROOllA,  o  ZAICXMIB  In  1U  dTO»- 

ohre  le  due  ^omftrv  ^  Colei  nel  Val  d'Ar-  eia.-!«FiunMna,laqiialeineeofiie  InMe-le 

Bopiiano.  aèmiei  che  mmdonó  dalle  pin  dir  i  nnrfdmiiii 

-  aiMBaA  a  ZAMBRETTA.  —  Gootnda  del  Monle-Aaiala,  e  da  qn^ 

mila  ripa  nnittia  dell'  Amo  pinno,  dalla  del  llonle44iblMO,  dom  il  ' 

ipble  picenro  il  nooic  doe  biffile  e  dna  della  em  origine  porla  lo 


IMpoll  (MtuiAra  tMa^fUa)  eoo  due    là  dirifmdoei  a  teli,  peata  i«  U  Mpo 

oblimi 


cbieee  (8.  Jacopo  e  S.  Haria),  la  priana  nel  di  Bo9Ha  cbo  hteia  al  eoo  pon. 

piiFieio  di  S.  Lormao  alle  Gorti,  PaUn  in  di  Aradotn  ebe  fctU  al  ano  tee;  fiindi 

qnellodiS.QmianoaSeltinio,tlatorinnile  piegando  a  ataettm.  bnJMaoe  k  beee  oeti- 

in  nna  aob  perrooebia,  nelh  Gom.  e  dim  dmlale  del  Monlo-Lilerooe»  keelaai»  olla 

4  «if  I,  a  pon.'inaeitr.  di  GMcina,  Qiiir.  di  iinitlni  11  cartello  di  Montieelln.  GteA  ri- 

Pmledcfa»  Dioe.  0  Gontp.  di  Pita.  prende  h  dimiono  di  teli,  per  fawolkBai 

Trotanti  mtrantbe  in  piannra  fra  laripa  eolio  Monle^Siofi,  dove  te  fK  aoeoppia  il 
Malfa  dell*  Amo  0  la  piere  di  S.  Lorm»  tmrr.  del  Firn»  già  ingwetaf 0  del  borm  sv- 
olle Corti  dirimoeltt)  alla  Ibee  del  lorr.  Im  di  Saggiano  o  dal  finetieell»  JfiUa  di 
Jtonàm  di  Cniei,  0  pom  long!  dal  nnom  Aiddoeto,  0  Bmlitnte  teraaha  onl  —ti» 
ponte  ebe  ItI  pretto  T  Amo  eamlca.  Imi  al  fi.  Oroia  diriaapello  nlh  vHia  M 

Nel  Lib.  IV.  Rttbr.  56  del  Arem /Mfono  Veleno  dopo  oiim  14  nrigl.  di  r  abetini 

detto  del  ooQle  Ugolino  trattasi  di  ona  via  tolto  nome  talvolta  del  (ìanikidio  Sole,  cb* 

vioioale  da  aprirti  ne^confini  di  S.Lorenio  è  ano  de*  tuoi  tribuCarf.  -•  ^od.  Eoiat  o 

alle  Corti ,  chianuita  b  ^ia  delie  Prata  ,  hum  in  Val  d' Ofcia. 

la  quale  doleva  far  capo  nella  ttrada  pub-  ZANNONE  (POSSO  mi.)  nel  Val  d'Arm 

blica  (  o  livoraete  )  da  cteguini  a  apete  de*  pisano.  «^  rjrd.  Fotso  RaASA  et  Gu^i^ 

comunisti  dì  S.  Lormio  aìie  Corti^  de*SS.    uorb. 

Filippo  e  Jacopo  aite  Corèi^  (Natacchiot)  ZBGCHE  DIVERSE  della  Toteam.  — 

di  Grumuh  (S.  Frediano)  di  CiriUana^  di  Le  Zeocbe  olii  anticbe  delh  Toecana  tooo 

JSamhra  e  lambretta  ^   di  Pettori^  di  quelle  di  Lacca  .di  Pisa  e  di  Firenae.  Le 

Gtlio  e  di  FitigtèonoM  —  ^ed,  Goaxi  (S.  prime  due  incominciarono  a  coniare  lire» 

Loaaxao  aum)  toldi  e  denari  di  argento  e  di  om  lino  dai 

La  parr.  riunita  di  S.  Maria  e  S.  Jacopo  a  tempi  Longobardi,  quella  però  di  Pirmum 

Mamira  e  Zomhretta  nel  i833  contava  fu  posteriore  allo  stabilimento  della  eoa  re- 

619  «bit,  pubblica.    Ignaaio  Orsini»  per  laoDÌare  di 

Z AMBRA  wCAIXIKorr.—  Portano  cotti  tanti  altri  tcritlori,  ba  ocmpoto  na  intiero 

il  nooie  di  Zamhra  doe  corsi  d'acqua  ebe  libro  per  riportare  i  vari  coni  col  nome 

atlravertano  il    valloncello  di    Calci,   la  de* leoebieri  tolto  la  repubblica  fiorentina, 

JSmmkra  ebe  tcmde  da  Manie  Magna  e  1'  a  partire  dal  1  a5t,  epoca  in  cai  Firenae 

altra  ebe  ha  origine  nel  Monte- Serra  sopra  cominciò  a  battere  la  àooito  moieer#  dd 

il  Caslel'Maggiore  di  dici,  e  che  riceve  la  fiorino  d^oro.  Infiliti  debbeti  ai  Fioreotini 

ftrima  di  Monte^Magno  presso  il  poote  di  la  gloria  di  essere  tlati  i  primi  a  ritlabilirt 

Mumbra  in  nauti  di  attraversare  b  strada  In  ItaUa  il  conb  delb  monete  pare  di  ort^ 


847 

Jìd.  Caetatit^  Gommentana,  Voi.  Ili  in  8.^ 

CriMjn  Salutai,  Bellum  Catilinar.  Voi.  1  in  SJ" 

Veiieii  Paterculi,  Uistoriarum,  libri  duo.  Voi.  1  in  12.^ 

Dinnii  Cassii,  H istoria  romana,  Voi.  1  in  fol. 

Ammiani  Marcellini,  Histor.  cum  nolis,  Voi.  1  in  4.^ 

C  Taciti,  Le  Opere  Iradolle  da  Lod.  Valcriani,  col  testo  a  fronte.  Voi.  V  in  4.® 

Aurtlii  Vicloris,  De  Vìrìs  illustribus.  Voi.  1  in  SP 

€^.  Plinti  Jtmioris,  Epistolae  cum  nolis,  Voi,  1  in  4.® 

Ses:ii  Frontini,  Straiagema  libri  IV  in  Voi.  1  in  12.'' 

MBJvsdem,  De  Coloniis,  Voi.  1  in  SP 

Ejusdem  cum  aliis  scriptoribus ,  De  Finiiim  rcgundorum»  Voi.  1  in  4.® 

Tuiiii  Ciceronis,  Orationes,  Voi.  HI  in  8.** 

EJuMdem,  Epistolae  ad  Atticum,  Voi.  1  in  8.'' 

EJusdem,  Epistolae  familiares,  Voi.  1  in  8.^ 

Piviarco,  Vite  degli  Uomini  illustri  greci  e  romani  tradotte  in  volgare  dal 

Pompei,  Voi.  VII.  in  8.^ 

iJabbti  et  Manti,  Sacrorum  Concìliorum  collcctio.  Voi.  XXXI  in  fol. 

Boiiandi  e/c. ,Acta  Sanclorum  omnium.  Voi.  LI  in  foK 

Uffhelli  Ferd.  Italia  Sacra ,  Voi.  X  in  fol. 

Deità  itesso.  Della  Famiglia  de*  Conti  di  Marsciano,  Voi.  1  in  foL 

Mi'  Aur.  Cassiodori,  Opera  omnia,  Voi.  1  in  fol. 

S.  Gregorii  Magni,  Opera  omnia.  Voi.  V  in  fol. 

JPerrarii  Filippi,  Lexicon  Geographicum  emcnd.  Baudrand.  Voi.  Il  in  fol. 

Haphaelis  Volaterrani,  Commentaria  Urbana,  Voi.  1  in  fui. 

Alberti  Tjcandro,  Descrizione  dell'Italia,  Voi.  1  in  4.° 

Sigonii  Caroli,  Opera  omnia.  Voi.  VI  in  fol. 

Flava  Biondi,  Italia  illustrata.  Voi.  1  In  4.'' 

S>  Antonini,  Chronicon,  Voi.  Ili  in  fol. 

Peirarchae  Francisci,  Opera  omnia,  Voi.  II  in  fol. 

Balìitii,  Miscellanea,  Voi.  IV  in  fol. 

Miusdem,  Epistolae  Innocentii  III,  Voi.  II  in  fol. 

ElJuMdem,  Vitae  Pontif.  Aveniones  Voi.  II  in  4.^ 

Muratori  Lud,  Àntonii,  Antiquitatcs  Medii  Aevi,  Voi.  VI  in  fol. 

Mjuidem,  Rerum  italicarum  scriptores  cum  supplem.  Voi.  XXX  in  fol. 

De/  medesimo,  Antichità  Estensi,  Voi.  Il  in  fol. 

Dei  medesimo.  Annali  d'Italia  con  la  continuazione.  Voi.  XXXIII  in  8.^ 

Zaccaria  Pntr.  Francisci  Anfonii,  Bibliothoca  Pistoriensis,  Voi.  1  in  fol. 

Mjusdem,  Anecdotor.  Pistor.  Med.  Aeyi,  Voi.  1  in  fol. 

Lami  Giovanni,  Memorabilia  Eccl.  Florent.  Voi    IV  in  fol. 

Gori  Proposto  Ant.  Francesco,  Inscriptionum  antiquarum,  quae  extant  in 

Elruriae  nrbibus.  Voi.  IH  in  fol. 
£fu9dem,  Museum  Etruscum,  Voi.  IH  in  4/* 

JMiitarelli  et  Costadoni  Abb.,  Annales  Camildulonscs.  Voi.  IX  in  fol. 
Nardi  Ab,  Fulgentii,  Bullar.  Vallisumbrosanum,  Voi.  1  in  8." 
Maiikaei  P.  Ant,  Felicis,  Historia  Eccl.  Pisan.  Voi   II  in  4'' 
Soldani  Ab.  Fidelis,  Historia  Passininnensis ,  Voi.  1  in  fol. 
Manni  Domenico  Maria,  Osservazioni  istoriche  sopra  i  sigilli  antichi»  Voi. 

XXX  in  4.^ 


MO  SEBI  lEII 

•  1  Ma  diifalniii  di  circa  1 180  br.  aor.    Ibnlu  Paikfiefaii  4iaoiiii  èàì 

mtgm  il  lifello  dd  mace  MeililenaiMo.  ■      <    eoale  del  tatro  Faha»  wU»  Olita»  I. 

Trofaii  tfiìlà  fMomincaia  di  un  pog|r*o»  Si  eceda  clie  aia  iuta  ligoova»  o  aollo- 
la  di  Oli  kìèt  Bono  burliate  dalla  aorgcnli  tàndataria  di  Cari*  una  ftMigllB  FelliaHit 
aMperiort  del  torr.  Gcrdama^  naeaire  «Ile  aua  dalb  quale  bmmo  di  aoliiie  BBtB«ticfca  che 
•jMllctorcea  poawHoaeilr.  rAppcDDÌDodcl  appor^gine  calcita  Cillo.  -*  (  CmSimétfk 
MmUe^nUuro^  atcndo  al  wo  Ub.  quello  di  ìmmen  p9r  t  turno  1 836). 
Jfoate-ileiOMio.  Ciò  eba  «mbf«  anno  «bibbio  ai  è»  ^  i 

.  L  antica  cbicia  pWfaaiia  profondò  per  T  in*  nardicei  Malaspiiia,  ad  onta  della  ceafcfa 
•labiUlà  del  tuolor  e  qudla  leocoteoMnle  lalia  dalflttp.  Federigo  II  (aoao  tato) 
aoftfuit^  isinaoeia  la  fl«Ha  aorla  per  difoiiif  del  dipknné  del  1  i6Ì»  a  favore  del  March, 
del  terreno  aifilloio  di  ud«  gran  parte  di  Obiiao  della  aicati  famigliat  perdetowo  mA 
quella  oonvalle.  -  .  per  icoipo  il  tendo  di  Zetìf  atameebè  tao 

La  più  aolica  nemorìa,  e  forM  T  orìgine  lioo  dal  àeoolo  Xll  almeno  Irovaai  iMehpo* 
del  nome  vernacolo  di  Zeri  (  C^rti  )  ai  da  r^la al  territorio  e  giorisdiiiofie  di  FlpBti^ 
a  oonoicere  in  un  ittrumeoto  deiranno  hkiIì,  aldi  cui  Comune  ancbe  l*Imp,  Pe> 
994»  5  giugno»  eontislenie  in  una  donaaio-  «tengo  'I  con  diploma  del  1 1899  Bentre  Cmi- 
ne  fatta  daU*lmp.  Carlo  Magno,  mentre  era  fermavagli  ì  privilegi  eooomri  dai  asoi  ple- 
in Pavia,  al  Mon.  di  S.  Colombano  di  una  deeeMori,ramaMntòkgiurìadiiioaedirFMh 
aelva  rrgiasìloali  nel r  Appennino  di  Mmn-  Iremolen  au  quelle  llpi.  ««  ^«d.  VÉH, 
ic-J^Migo,  oltre  il  dono  dell'Alpe  cbiamiilà    Peatamou> 

il  JToitle  di  Croce,  perobè  «utU  di   lui       Quindi  è  che  h  atoria  eivile  di  Xcri  da 
aommilà  eiiileva  una  croce;  (fané  V  Ap'   queir  epoca  in  poi  ■  eeeocanaanderf 
petmitm  detlO'  U  Croce  di  F^rrù.  (— «BÙ»    r«llni  di  Fmatremolit  non  itarfr  • 
I4T..  AiU.  M.  Jt9i.  T.  /.)  oiò  ebe  è  iUlo  dello  in  queirArl.  d»f»  1 

All'Art,  poi  Làoo  PiLOfo  sitoalo  foircria    Ut  avriuto,  qualmente  nel  priacipi»  del  m- 

groppadelkl>e/ofcidf  JirerffniUcmU'del    eolo  XV  1  Ficaebi ,  dopo  «ver  eaeeiain  de 

MmUe^Moiinaiico    e  quella  del   MmU»    P.miivmoli  i  Rirmigiaai  ai  rcano  aigflarf 

tfottanofiancbeggialoda  una  felva  di  Cerri,   qiMsi  aiMluli  diluito  il  diilrelin  ponie^ 

dÌ8M,  cbe  dii  colcalo  laghello  probabilaamte    molcae,  compresovi  qoeMo  di  Mari»  tao  al 

ebbe  orìgiue  la  Piscimi  FeloM,  aioooine    territorio  tranmpanoino  della  Taf  di  Taro;  t 

dalla  circotlanle  selva  di  Cerri  (iOté  ditri*    quali  dinasti  per6  alla  pace  del  i43S  dovcC- 

vare  il  nome  al  paese  di  Zeri.  Anche  in  un    tero  UscMre  t*»uKÌdeila  contrada  al  dooMoio 

placito  tenuto  nel  ao  agosto  973  dal  Marcb»    di  Filippo  Maria  Visconti  Duca  di  Milano. 

Ot>erlo  conte  del  sacro  Paliizao  delKImp.  Ol-    INssi  Jiicora  come  fra  le  lurpiasime  aiiooidi 

loiie  I  H  lM¥ore  del  Mon.  di  Bobbio  si  raro-    «lut-si* ultimo  signore  fuvvi  pure  qnelb  di 

nicnLi  presso  la  Piscina  Pelosa  una  selva    lUre  uccidere  segretamente  (aprile del  t438) 

d)  Cerri,  nei  quali  erano  stali  ooufilti  de*    iiell'Ap|ienninodiZeri  lungo  la  viadiBor|EO* 

citicdi  di  ferro,  Iiifalii  in  un  diploma  «lell*    Taro  il  valoroso  capitano  Niccolò  da  To' 

Imp.  Feitcri^o  1  del  iir)4  si  conferroarr»au    ìemino,  clieallomserviva  laRep.  fiorrntins. 

al  March.  Oliiizo  Malaspina  molli  feudi  del-         \a  itofmlaiione d  Ila  pievedi  ZeriòspaffSi 

la  Ixinigiuna,  fra  i  quali  quello  di  Cerri     in  1  5  o   16   piccole  villaie,  ogouna  delle 

(Zvri  ).  —  l'ed»  Liuo  Peloso.  quali  ha  un  nome  |Mrticolare,  e  tulle  insi^ 

Tra   i    signori  di  Zeii,  oltre   i  Miirch.     me  nelle  qual irò  efMK*he  qdi  aollo  indicale 

HLilaspina,  vi  ebìx'ro  purte  gli  Estensi,  ed  i    |nrSi'tilavano  1*  appressa  popoli 


«I  secolo  XTl,  Voi.  IV  in  4.» 
A^mi  Ant.  Filippo,  Prospetto  di  una  nuora  con 
rentina.  Voi.  1  in  4." 
f)  lata  Colile  Pompeo,  Delle  Fatnigtie  celebri  d'It 

(continun) 
n  7V«y«  Cor/o,  Del  Vrlro  «llefpjrico ,  Voi.  1  in  8. 
n  DeUo  «fe<«),Storìa  d'Italia  del  Hedto  Evo.  Voi.  II  ir 
(*)  ProvoMi  Conte  L.  G.,  Studj  critici  sopra  la  storia  i 

doino  Vot.  1  in  S." 
(*)  Utigitt  Jhtfrttmy,  Tavolette  Cronologiche  tradult 
(*j  Anonimi  PP.  Maurini,  Art  de  Tcrilìcr  les  dales, 
JfcA»  Ab.  ùtnmtii.  Vita  Ambrosii  Traversarti  e 

Voi.  II  in  fot. 

IM  met/tiim».  Viti  e  lettera  di  Lapo  da  Castit[1ia 

PfcHieUi  Ah.  D.  Platido,  Cronica  dll'  Abbadia  I 

graD  Conte  Ugo,  e  le  Memorie  di  Pescìa.  Voi. 

GaiUtti  D.  Pier  Lmgi,  Dell' origine  della  Badia 

£nu  H.  Giommi,  Leiioni  Toscane,  Voi.  li  in 

Ejuritm,  Deliliae  Eruditorum,  Voi.  XVIII  in  R.' 

n  lAuartM  P.,  Anecdota  Romani  Collegi!.  Voi.  II 

Ò  Ag»  P.  Irrmeo.  Istoria  di  Parma.  Vot.  IV  in  4." 

0  Pagfiali  Cmn.,  Memorie  storirbe  di  Piacenza,  Vn 

n  r«rf»-IMW  Toafe  Gio.  RiWdo,  Delle  monete  e  d 

d'IUlia.  Voi.  Ili  in  4." 

Sèri*  Btmriei,  CenoUpbia  pisana.  Voi.  I  in  fai. 

Btntlli  J4.  D.  .Vicmbi.  Septìnianae  Aiibaliac  hi 

~  it-Tn::f«i  fìiir^rmi.  Bela  rione  di  aimnì  ì 


851 

)  Marmocchi^  Corso  di  Geografia  generale  in  cento  leiioni.  Voi.  VI  in  4.° 

Serriuori  Conte  Luigi,  StalisUca  della  Toscana,  Voi.  1  in  4.^ 
)  Manno  Cav,,  Storia  della  Sardegna,  Voi.  IV  in  8.^ 
)  Oikrigo  Padre  Gaspero  Luigi,  lettere  ligustiche,  Voi.  1  in  SP 
}  Spotomo  i46.,. Storia  letteraria  della  Liguria,  Voi.  IV  in  SP 
)  Del  medesimo ,  Nuovo  Giornale  de'  Letterali  prima  e  seconda  serie  dal  1826 

al  1837,  in  SP 
)  Berioimi  Prof.  Antonio,  Amoenitates  Italicae,  Voi.  1  in  4.^ 
Fremii  Carlo,  Memorie  sopra  gli  scavi  di  Luui  negli  Atti  della  R.  Accademia 
di  Torino  del  1837,  in  4.'' 
)  Dei  medesimo.  Storia  di  Sarzanello,  Voi.  1  in  8.^ 
*)  Bettolotli,  Viaggio  per  la  Liguria  marittima.  Voi.  Ili  in  8.^ 
Chabrol  (de)  Baron,  Memoire  sur  le  Goufre  de  la  Spezie  dans  la  Statistique 

du  Departement  de  Muntenotle,  in  calco  al  Voi.  II  in  4.° 
Anonimo,  Calendario  Lunese  per  gli  anni  1835,  36.  37  e  38,  VoLIVin16.° 
Gerini  Ab.  Emanuelle,  Memorie  storiche  di  Lunìgiana,  Voi.  II  in  4.^ 
Anonimo,  Compendìo  storica  della  Provincia  di  Lunigiana,  Voi.  1  in  8P 
Viemi  Giorgio,  Della  Famiglia  Cybo  e  delle  Monete  di  Massa  dì  Lunigiana 
eoo  l'aggiunta  di  alcuni  documenti  non  per  anco  pubblicati.  Voi.  1  in  4.^ 
PaedU  Ab,  Domenico,  Ricerche  storiche  della  Garfagnana,  Voi.  1  in  4.® 
*)  Jl^^  Lodovico,  Con^afìa  de*  terrìtorj  di  casa  d'Este,  Voi.  1   in  HP 

Gorampi  Mons,,  Illustrazione  di  un  sigillo  della  Garfagnana,  Voi.  1  in  4.^ 
Corderò  di  S.  Quintino,  Delle  Monete  de* March,  di  Toscana  coniate  in  Luc- 
ca ,  Voi.  1  in  8.^ 
*)  He/  medesimo.  Degli  Ediflzj  de*  tempi  Longobardi  e  stile  da  questi  osato. 
Voi.  1  in  SP 
Manuzio  Aldo,  Le  azioui  di  Castruccio  Castracani,  Voi.  1  in  4.® 
Mattarosa  March,  Antonio,  Storia  di  Lucca,  Voi.  II  in  SP 
Del  medesimo.  Guida  di  Lucca,  Voi.  1  in  12.^ 
IWfi/a  Tommaso,  Guida  di  Lucca,  Voi.  1  in  8.^ 
Mansi  e  Barsocchini,  Diario  sacro  delle  chiese  di  Lucca,  Voi.  1  in  HP 
Tronei  Paolo ^  Annali  pisani,  Voi.  1  in  4.° 

Fanuxzi  Gio.  Battista,  Delle  tre  Repubbliche  marittime,  Voi.  Ili  in  a"" 
Dai  Borgo  Cav,  Flaminio,  Dis  ertazioni  sopra  la  Storia  pisana  con  Docu- 
menti, Voi.  Ili  in  4."" 
Jtioii^ffit,  Degli  Uomini  illustri  pisani.  Voi.  IV  in  4.^ 
Cantini  D.  Lorenzo,  Storia  del  Commercio  e  navigazione  de'  Pisani,  Voi. 

II  in  8.^' 
Dei  medesimo.  Raccolta  delle  Leggi  Toscane,  Voi.  XXXI  in  fol. 
miri.  Guida  di  Pisa,  Voi.  1  in  12."" 

FeMroni  Mons,  Angeli^  Historia  Accademiae  Pìsanae.  Voi.  Ili  in  4.® 
FaJtìbroni  Cav,  Giovanni,  Su  i  Provvedimenti  Annonarj,  Voi.  1  in  8® 
Magri  Pad.  e  P.  Santelli,  Dell*  Origine  di  Livorno  ecc.  Voi  III  in  4.** 
Vivali  Doti,  Giuseppe,  Annali  di  Livorno  (continua  a  dispense)  in  4.^ 
[1)  Grassi  Rnnieri,  Descrizione  istorica  e  artistica  di  Pisa,  Voi.  Ili  in  8P 
Btsldasseroni  Prospero  fhnero.  Istoria  di  Pcscia  ecc.  Voi.  1  in  8.** 
Ghemrdi  Dragomanni  Frane,  Memorie  della  Terra  di  S.  Giovanni.  Voi.  1 
ki8.* 


in  4.- 
Inghirm^  Ca<e.  franixKù,  lllustraiione   sui  Vasi 

me,  Voi.  Vili  in  *.■■ 
hgMrami  Pmf,  Cav.  Giovami,  Gran  Carta  geomi 

gran  fogli 
Segato  Girolamo,  Carta  georaelrica della  Toscana  ] 

cedenle.  correità  ed  ombreggiala   in  lutti  i  pai 

del  Diiioaario  Repetti,  in  gran  foglio. 
Ceiantti  Pad.  Afiottinn,  Storia  del   principilo   di 
Dil  medeiitHO,  Memorie  della  Diocesi  di  Massa,  V 
Baldanzi  Andrea,  Memorie  della  città  di  Prato,  1 
Catoni  Gin.  BaltUla,  Ragionamento  sloriro  sulla 

degli  Opuscoli  scentifici  del  Calogerà,  in  S." 
Del  «wdeiimo,  Uemorie  istorìcbe  della  miracolosa  I 

Voi.  1  in  t." 
Angtlueei  Canonico.  Memorie  storiche  per  servire 

1  in8.° 
Guatteii  Cav.  Lortnxo,  Dell'  antico  dominia  de' 

i  in*.- 
Dei  meduima.  Cinque  Dissertaiìoni  slorico.critiche 
RondineUi  Giovanni,  Relazione  sullo  stato  aolìro  i 

Areno  con  due  racconti  del  1502  e  1530  con  i 

Francesco  del  Giudice  e  Giacinio  FosMinbrani,  ^ 
Anonimo,  Lettere  cr  Ili  co-storiche  di  un  Aretino,  ¥ 
anonimo.  Notine  storiche  sulla  chiesa  tc'corile  di 
Attieosxi  Filippo,  Risposta  apoli^lica  il  libro  del 

sco»t  di  Areno,  Parie  1  in  4.' 


854 

(*)  Giornale  Agrario  Tofoano  dal  1926  io  poi,  in  8.^  (continua) 

n  Atti  della  Società  ìuliana  de'  QuaranU  di  Modena,  in  4w^  (continoaoo) 

f]  Atti  della  R.  Accademia  delle  Sciena  di  Torino  prima  e  seconda  iene»  in 

4r^  (eontinoaoo) 
p)  Atti  deiri.  e  R.  Accademia  de*  Georgofili  prima  serie  e  sua  oontinnaaone» 

in  8.^  (continuano) 
(*)  Atti  della  R.  Accademia  delle  sdenxe  lettere  ed  arti  di  Lucca,  in  8.^  (con* 

tinuano) 
(*)  Atti  deirAccademia  de*  Fislocritici  di  Siena,  Voi.  10  in  4.»  (continuano) 
(*)  Atti  della  Società  Colombaria  di  Firenae,  Voi.  Ili  in  4.^ 
(*)  Dissertazioni  dell* Accademia  di  Antichità  etnische  di  Cortona,  Voi.  X  in  4.^ 
(1)  Atti  della  Prima  Riunione  de' Scienziati  iuliani  in  Pisa  nel  1839,  VoL  1 

in  4,^ 
(*)  Idetiif  della  Seconda  Riunione  de' Scienziati  in  Torino  nel  1840,  Voi.  1  in  4.* 
(*)  Idem^  della  Terza  Riunione  de' Scienziati  in  Firenze  nel  1841,  Voi.  1  in  4.^ 
n  Idem^  della  Quarta  Riunione  de'  Scienziati  in  Padova  nel  1842  «  Voi.  1  in  4.* 
n  Idem^  della  Quinta  Riunione  de*  Scienziati  in  Lucca  nel  1843,  VoL  1  in  4.^ 
(*]  Annali  l]nì?ersali  di  Statistica  dal  1824  in  poi ,  in  8.^  (continuano) 
(*)  CoUeilini  Lodovica,  Memoria  per  i  marchesi  di  Colle,  FMriolo  e  FeCiella, 

Voi.  1  in  4.^ 
n  Imo/f  Giacomo^  Genealogia  viginti  illustrinm  in  Italia  familianim.  Voi.  1  in  fòL 
(^  Grasiani  Anton  Maria,  De  scriptis  inrita  Minenra,  Voi.  II  in  4. 

Gwimaeci  Mons*  Mario ,  Museum  antiquorum  monumentorum ,  Voi.  1  in  foL 
(*)  Atti  dell'Accademia  Valdamese  di  Poggio,  Voi.  Ili  in  &<" 
0  Atti  dell'I,  e  R.  Accademia  Aretina  del  Petrarca,  Voi.  li  in  4.^' 

Statuta  Populi  et  Comunis  Florentiae  collecta  anno  1415,  Voi.  III  in  4.* 
PiaHna  BaUiUa,  Delle  Vile  de'  Pontead  con  aggiunte,  Voi.  1  in  4^* 
Rwnohr  (Baron  de)  Orìgini  al  proscioglimento  de'coloni,  in  Tedesco,  VoL  1  in  ft.* 

CATALOGO  TERZO 

Jkgli  Autori  d' Idrologia ,  di  Geologia  e  di  Bagni  termali  della  Toscana 

conHillati  dalV  A.  del  Dizionario  predetto. 

1.  Stenoni»  Nicolai,  De  solido  intra  solidum  naturaliter  contento  Dissertationis 
Prodrorous.  Voi.  1  in  4.®  con  tavole. 

2.  Bocci  Andreae.  De  Therrais  Voi.  1  in  fai. 

3.  Baldassarri  Annibale ,  Relazione  delle  Acque  minerali  di  Chianciano.  Voi. 
1  in  4.'» 

4.  Del  medenmo^  Osservazioni  intomo  al  Bagno  di  Montalceto.  Vul.  1  in  8.^ 

5.  Soldani  Ah,  D.  Ambrogio,  Saggio  Orittografico  sopra  le  Terre  Nautilitiche 
ed  Ammonitiche  della  Toscana.  Voi.  1  in  4.^  con  tavole. 

6.  Del  medesimo,  Dissertazione  sopra  una  pioggetta  di  sassi  accaduta  nel  giugno 
del  1794  in  Lucignano  d*Asso  nel  Senese.  Vul.  1  in  8.^ 

7.  Ejuidem^  Testaceographia.  Voi.  Ili  in  fol.  cura  tabulis. 

8.  Bicchierai  Doti,  Alessandro,  TratUto  de'Bagni  di  Monlccalini.  Voi.  1  in  4.** 
con  tavole. 

9.  Cocchi  Doli,  Antonio,  Trattato  de'  Bagni  di  Pisa.  Voi.  1  in  4.°  con  Uvolc. 


806 

3.>.  SfMdomL  Vìn^^M  MinrraloKico  per  la  Liguria  orìeliUle.  Voi.  i  in  ft.^ 
30.  Viviani  Prof.  Domenieo.  litmoria  sopra  una  nuova  ipecie  di  nineralc  teo- 
perla  in  Liguria,  in  4.^ 

37.  Jlofft  AiUamo.  Memoria  jdrograflca  intorno  al  Golfo  della  Speiia  nel  Voi. 
IV  de  la  Correspondence  aslronomique  du  Baroa  de  Zarh. 

38.  Quidam  Girolamo.  Sulla  struttura  fisica  dei  monti  del  Golfo  della  Speiia  e 
sui  marmi  di  Porto-Venere.  Nel  Giornale  Ligustico. 

39.  Si$$nQin4a  Prof.  Anffeio.  Os^rvaiionl  geologiche  sulle  Alpi  Marìttif|ie  e  sogli 
Appennini  Liguri,  nel  Tom.  IV  Serie  II  delle  Memorie  della  R.  Accademia 
delle  Scienze  di  Tprinp. 

IO.  Im  Beche»  Miinuel  geol(U$iqt|e  truduit  de  Tangl.  par  de  Collegllo  VoL  1  in  4." 
4t.  Barelli  Ftncenxo.  Cenni  di  Statistici)  minc*ralogica  degli  Stati  Sardi- Voi.  t  in  8.^ 

42.  (f r/indt  Ab.  D.  GìUdo.  Relatione  jiUQrno  i|  P^u|e  di  Fucecdiiti.  Voi.  1  in  fol. 

43.  RaccQlla  di  Autori  che  trattano  del  miito  delle  #qiue.  Voi.  X  io  |.^  e  nuova 
Raccpita,  Voi.  VI  in  4.'' 

44.  Faliinieri.  Dell' origine  delle  Fontane  ec.  Voi.  1  in  4-^ 

#5  ffndrini  Bernardino.  Rclaiione  sul  miglioramento  dell*  aria  e  del  Porlo  di 

Viareggio.  Voi.  |  in  4.** 
46.  Polem  Giovanni.  Parere  intomo  al  Uglio  delta  Maecbk  di  Viareggio.  Voi. 

1  in  4.^' 
M,  Boieovieh  Ab.  Rvéfffiera  Giu9enpe.  Riflessioni  snlU  Relaiione  /eodrìni  sul 

taglio  della  Maccbb  ecc.  di  Viareggio.  Voi.  1  in  4.^ 

48.  Zanotii  Prof.  Euslaehio.  Esame  e  parere  sul  dettp  Progetto.  Voi.  1  in  4.'' 

49.  limeoet  Padre  Ixtmotdo.  Delta  fisica  riduzione  (felle  Maremme.  Voi.  1  in  4." 

50.  Anonimo  (BeHolini  Stefano  di  Pootremoli)  £same  di  detto  libro  del  Padre 
l^eonardo  Ximents.  Voi.  1  in  8.^ 

51.  Ximimi  P.  Leonardo.  Esame  dell'Esame  di  qucflit' ultimo  libro.  Voi.  1  in  A*^ 

52.  Dpi  medeiimo.  Relazione  sul  progetto  per  ottenere  la  massima  depressioDe  del 
Lago  di  Bicntina    Vul.  1  in  ^P 

53.  Giorgini  Pmf.  (mv.  Gaetano,  Sopra  il  regolamento  idraulico  della  pianura 
fra  il  Scrchio  e  l'Arno.  Voi.  1  in  8.*» 

5i.  .anonimo.  Noie  marginali  alla  suddetta  Opera.  Voi.  i  in  8.° 
5S.  Donali  Sebastiano.  Notizie  storiche  del  Serchìo.  Voi.  1  in  4.** 
5().  Trenta  Tommaso.  Memorie  intorno  la  vita  di  (ì.  A.  Arnollìni  con  raggiunta 
di  un  Compendio  istorico  sulle  Acque  Lucchesi.  Voi.  1  in  8.^ 

57.  Cozzi  Prof.  Andrea.  Ricerche  analitiche  sopra  le  Poizolane  di  Toscana  e  di 
Roma.  Memoria  in  8.^ 

58.  Hoefer  Uberto,  Sopra  il  Sale  sedativo  naturale  di  Toscana  (acido  Borico,  o 
Boracico)  scoperto  nel  1777.  Voi.  1  in  8.** 

59.  Morozzo  Ferdinando.  Dello  Stato  antico  e  moderno  del  fiume  Arno,  Ragiona- 
mento, P.  I  e  II.  Voi.  1  in  4.*» 

60.  Corxini  Padre  Oiloardo.  Ragionamento  sopra  la  Val-di -Chiana.  Voi.  I  in  l** 
gì.  Foisotnbroni  CoìUe  Vittorio.  Memorie  idrauliche  sulla    Val-di-Chiana.    Voi. 

Ili  in  8.» 
02.  Monetti  Comm.  ^/««xa»i(/ro.  Tavole  idrauliche  e  Memoria  sulla  Val-dì-Chiana. 

Voi.  I  in  fol. 
63.  Ajazzi  GtuH'ppc.T{i'ìccy)\{iì  di  narrazioni  storiche  delle  più  considerevoli  piene 

dclPArno.  Voi.  l  in  8." 


'858 
SH.  Ptwmi»  Carlo.  Sopra  la  fortezxa  di  Sàrtanello.  Voi.  1  io  8.^ 

22.  —  Commento  al  Trattato  di  Architettura  civile  e  militare  di  FrUMseo  di 
Giorgio  Martini.  Voi.  II  in  gran  4.^  (opera  non  vendibile). 

23.  Ranaldi.  Storia  della  Pittura  e  Descrizione  della  Gallerìa  di  Fireoie  con 
rami  in  fol.  (continua). 

'  24.  Anonimo.  Pittore  del  Palazso  Pitti  con  gli  elogj  dei  loro  Autori  In  fol. 

25.  Mengs  Antonio.  Delle  Opere  del  Disegno.  Voi.  II  in  gran  4.® 

26.  M.  Vitruvio.  Dell'  Architettora,  opera  tradotU  dal  Prof.  BaldaMnrre 
Voi.  I(  in  4.^  piccolo. 

27.  Vinci  (da)  Leonardo.  TratUto  della  Pittura.  Voi.  1  in  4.<* 
2a  LaUH  Propotto  Marea.  L*£troria  pittrice.  VoL  11  In  fot. 

29.  Anonimo.  Galleria  fiorentina  delle  Statue  •  Pitture ,  ec.  Voi.  Xf  II  in  R* 

30.  Gori  Propotto.  Museom  etruscnm.  Voi.  Ili  in  fol. 


:RRATA  corrige  dei  cinque  Volumi  state  ommue  nélT  EMMàtk  parxiali 
specialmenU  rispetto  ai  Numeri  ed  ai  NowU;  lateia$ido  gli  altri  errori  di 
numeri  e  di  nomi  al  Scppuoi imto;  il  reeiante  ti  raeeomanda  aW  indulgenza 
dei  Lettori. 


VOLUME  PRIMO 
Xmbàtà  Combìgs 

j.  Col.  Lin, 

I  33  e  45  de*  Farrooi  i]c*Fcfooi 

•       5  UD  leno  di  miglio  due  leni  di  miglio 

—  7  di  S.  Sie&iio  di  S.  Giosto,  la  cai  perr.  nel  i833 

nofenva  aii  abit. 

—  1 3  de*  due  martiri  follerrani  de*  due  aaoti  volierrani 

—  i8  di  Monto  Bwrdoai  di  Mfonio  Bradoni 
I       I  Nel  io63  Nel  loSa 

9      9  Giovanoi  acolo  Giovaoni  Aogot   , 

9      8  il  aeoolo  X  il  noolo  XUl 

9     4o  Acuto  Aogat 

9    so  (Liv.  L.  XXXVI)  (Liv.  L.  XXXIV) 

1     IO  situila  a  greco.  situala  a  raaeslr. 

I  4  e  5  ai  march.  Cappooi  ai  conti  Capponi 

3     a6  e  27  Com.  Giur.  e  7  migl.  a  lev.  Coro,  di  Viod»  Gior.  eS  migl.  a 

di  Lamporecchio  grec.  di  Certelo-Guidi 

'—     5i  eseg.  fino  a  che  sul  decliuare  del  la  quale   parr.    nel   i833   oonlava 

secolo  XVUI  ecc.  ao5  abit.  —  Yed.  Vmci»  Comunità^ 

9     97  nel  i5ia  nel  iSoa 

I     46  e  47  pop.  di  S.  Giovanni  de*  Gae*  di  S.  Piero  in  Grado 

tani 

9     38  non  conta  parr.  succursali  conta  la  sola  parr.  di  Agnano 

9       7  di  Sovicille  di  Sicilie 

I       3  i  Frani£si  della  Fioraja  ì  Frantesi  della  Foresta 

I     99  S.  Cipriano  in  i^i^Oiiecoota  85  ahit.  S.Cipriano  in  i^iWieconla  609  abil. 

9     3i  delfanno  970  dell* anno  910 

9     19  (anno  iSag)  (anno  iSag) 

I      14  e  i5  del  Poztetli  del  Poccelli 

9     li  di  Badia  a  Tega  di  Badia  a  Sehamonda 

9     39  presK>  Tega  presso  la  Badia  di  Selvamomla 

I       9  il  titolo  di  Badia  a  Tega  ,  dopo  che  diversa  dalla  Badia  a  Tega  , 

I        I  Badia  Tioa.  -*-  Fed.  Baou  m  Set-  Uldu,  a  TaoA.  ^  fW.  Tbga 

▼AMOailA 

I     96  nel  1573  nel  i583 

5       4  Al  poggio  Mocali  al  poggio  Scali 

I       3  e  4  Comp.  di  Areno.  Comp.  je\k  di  Areno,  ora  di  Firetiie 

9       3  Monte  di  Fò  Monte  Fò 

I  4  e  91  lorr.  Sorcella  torr.  Scarsella 

I     38  Giovanni  Acuto  Giovanoi  Augot 

9     99  Coniervaiione  delle  Ipoteche  e  la  Conservaxione  delle  Ipoteche  in  Pi* 

Ruota  in  Firenze  reme,  ed   il  Tribunale  di  PrinMi 

istaniM  in  Siena 

9i    39  delFanno  prctccmnilo  dell*  anno  1340 

1^    «3  oocidcaule  settentrionale 


860 

Pmg.Coi.idm. 

«77      «    14  M  lorr.  ifttflo 
«79      t     iS  «Itl0tt.tl|60 
«84      5    miiimm  iUmm  già  di  LoM 
«88     «    4S  9  augi,  a  oiUo 
«89      I     «9  li  19  diertsiS 
«95      «    41  RioGolò  Midieloai 
9o6      s    5i  end  i«78 
—   «-    SS  iliifta  elle  wlandn* 
808      I     19  •  «o  Mi  ptfp.  df  Putifino 

i3  ael  t8«o 
a«8     e    58  S.  Melico  ife^  JMgi 
4SS     «    14  Gkyteaol'dftfiMi» 
836      i  f  eè  •  9  MÌgL  •  oibv 
8S9      I    48  e  di  :lleM  VeMorial 
S4«      I     97'IIQMd.  Mhfmf 
aSi      I     <?iMMlria>  Mottofti  di  Vételiitt 
38o      I     «o  nel  1160 
36i      I,  3,  4  •  S  S^ Oh.  BfMigcIkUi  in  ri»iii' 

Mtur^  neHe  GO0.  di  Verte  5.  Nereo 

dice  tra  ndgl.  e' me. 
881      I     18  NeHe  db.  JT  JhMiegfio  in  Vel-di- 

Bure 
88S     «    48  une  inpeitd<  «  ff4o«e 
-^  «*    48  e  nf^rwe  di  4Ìe  nerBene 
887      I     «s  nello  MeftMM  di  Mmm  MertUinM 
887      s      &  Hd  i«»e 

44  «ddlst  ielMMbre 


CùfatùM 

ddCeil.diTMo 
enGHt  ddTtfVk» 
gii  di  Looi 
9  nrigl.  e  eelL 
li  i9Mfl.  i«i8 
Il  icbeloiio  Mìcbeloai 
•  nel  isSe 
finoeehenel  isi8 
•d  fiop.  di  TèligneiH» 
ad  &870 

S.Giuecppede'Ah^ 
GiovMwi  de  Vdlflri 
e  doe  nini,  m  nb. 
e  dì  Monte  Vdlolìni 
il  CM.  »J^eff 


5£4      e      8  ddle  pieve  di  Bnodeflìo 

38o      e     3o  De  qaesti  ollimi  Loreneo  il  M<igm- 

fico 
383      e     «9  6  niigl.  e  oétro  di  Corrglia 
391      9       1  43*45'lilrt. 
399      1      1 5  per  r  alveo  delle  JrtfWfie//<l 
397      I     43  Pallro  in  VaMi-Vincì 
4o5      I     93  da  CÌ4po  degli  Scolari 

490  I     95  di  4)601  quadrali 

—  —     99  restano  ntgl.  53  e   >/* 
-—  •—     37  a  ragione  di  40  individui 

491  I     40  Monte  Pilli 

493      9      8  nei  97  e  98  di  egoilo 
481       I     48  La  parr.  di  S.  Ijeonerdo 

—  —  8^9  sino  alla  sne  oonfluenia 

-«•  —  i4e  tS  vi  è  per  on  le  sda  R.  pontre- 

molcie 
475      9  44  e  45  piv.  di  S.  Steiino  a  Torre 
478      I  91  «99  di  S.  Bfarie  in  PadvAe  od  pir. 

di  Sesto 
493      I     18  e  nn  niigl.  a  ostro 

—  —     93  neiranoo  1048 
499      I     40  (anno  144S) 

Sol      9     «9  e  selt.  dd  Begao  a  Ripoli 


nd  1170. 

S.  Msrle  •  CtMfHo  »  •  &  Pancoi* 

a  Bredcglie^nefle  Cam.  di  Pocfa  ni 

Borgo  e  dice  6  aeigl.  a-eelt. 

neHe  cL  di  81  Fenereilo  e  J/v» 

drglao 

anaPinpeciei#dl  4789 

n  ffiigleiie  di  1 4«d'  pcisone 

nella  Vat  d'ine 

Nd  i«6n 

nel  dì  M  eHI.edtae  ellre  ftere hai^ 

no  loego  nella  Yd  driabn  U  art 

di  giugnae  «eeif. 

delle  pieve  di  Val  di  Bure 

Del  R.  Fisco  Loreneo  il  Magnifica 

9  rnigf.  a  Selt.  del  Borgo  a  Mozia^a 

43*  59*  latit. 

per  r  alveo  della  Mmrinm 

l'alilo  odia  Valle  del  Vincio 

da  Qupo  degli  Scolari 

di  33589  qiMdrali 

restano  quasi  migl.  4 1  */s 

a  ragione  di  Se  iudividui 

Monie-Piui 

nd  96  e  97  di  egoeto 

La  parr.  di  S.  I^i>renio 

che  abbandona  innanei  di  coriffìiife 

vi  è  per  ora  la  sola  vii  provinciali 

di  Val  «li  Magr% 

piv.  di  S  Macario 

di  S.  SilveslroaRaMgneno  mi  piv. 

di  S.  Slefiino  in  Pane 

e  9  raìgt.  a  ostro 

nell'anno  1090 

(anno  i45r) 

a  scir.  del  Bagno  e  Ripoli 


MI 


Emmàtà 

f.  Col,  Lift, 

I  54  ^ed,  Cassumo  (S.) 

I  5i  a  Ire  navate 

a  3a  Nel  i  tebb.  del  1099 

—  41  e  migl.  I  l/s  a  teli,  di  Mufazzo 
9  93  una  8uper6cie  di  10617  quadi*. 
9  96  di  3io  individui 

9  5o  CASTELLETTO  m  MONTE  PO' 

9  95  fra  le  Valli  dell* Era  e  della  Merse 

9  46  a  999   br.  sopra  il  livello  del  mare 

Mediterraneo 

I  33  nel  principio  del  3oo 
I       8  e  7  migl.  a  seti. 

I  98  nel  17 IO 

9  44  una  notte  del  141$ 
I       80  piultofto  839 

9  39  nel  i554 

9  i5  Comp.  di  Firenie 

I  9o  de'Sigg.  Marinelli 

I  14  di  Bernardino  Pozietti 

I  53  di  S.  Michele  •  Gilci 

I  96  1 9  a  sci  r.  di  Montepulciano 

I  59  CIGLIAlNO  in  Val  di  Greve. 

I  91  CITILLE  in  Val  d'Elsa 

I  40  Portebraccio  de*  Botiicci 
I       8  Itisi,  Padolorin) 

—  —  conia  337  abit. 

I  45  Nel  i333  ne  aveva 
I  I  di  le? .  con  la  Com. 
I       4  dell*  anno  859 

I  41  dopo  i3  miglia 

I  45  li  17  lett.  i3i6 

—  5i  e  59  del  fu  Ugo  di  Giambuono 
I  53  li  3 1  maggio  1996 

9  8  e  9  Talesperiano  e  Walprando 


COBUIGB 


Ftd,  MomauAMA 

a  una  navata 

Nel  I  febb.  del  1097 

e  migl.  9  4/s  a  sett.  di  Mulatto 

una  superficie  di  10679  quadr. 

di  390  individui 

CASTELLETTO  DI  VENDAlSO 

fra  le  Valli  dell*  Elsa  e  della  Mene 

a  lese  i3o  4/s  (circa  391  br.  Sor.) 

sopia  il  livello  del  m<ire 

nel  princìpio  del  1 3oo 

e  7  migl.  a  scir. 

nel  1770  ' 

una  notte  dell*  anno  4 1 5  circa 

o  piulloslo  83o 

nel  i558 

Comp.  di  Pisa 

de^Sijrg.  Macinelli 

di  Bernardino  Poccetti 

della  pieve  di  Calci 

18  a  scir.  di  Montepulciano 

CIGLIANO  in  Val-di-Pesa 

CITILLR  in  Val  di-Greve 

Fortebraccio  di  Bostichi 

Hist,  Poltron) 

nel  i839  contava  337  abit. 

Nel  i833  ne  aveva 

di  lib.  con  la  Coro. 

dell'anno  869 

dopo  1 1  miglia 

li  1 1  sett.  I  }i7 

del  fu  Giambuono 

li  3i  marzo  1396 

Walprando  e  Walperlo 


VOLUME   II. 


I  37   795  al  7i5 

—  45  Nel  75o 
9  1 8  e  1 9  del  cav.  Jacopo  Cardi 

9  99  La  parr.  di  S.  Donato 

9  96  del  Tolentino 

I  93  di  Vinci 

I  91  a  S.  Pancrazio 

9  9  3  Iffonteloppio[€aiAen\e) 

9  33  S.  Martino  a  Stazzema 
I       9  e  i|uindi  nel  1943 

9  3i  dell* anno  819 

I  91  Toloroei  Bi6 
9  90 e  93  Nardini  e  Fif  binelli 
I        3  tutto  il  Val  d*Anio 

I  14  del  99  luglio  I   64 

I  43  djlhi  sonlU  Clarice 

V.    V. 


695  al  7i5 
Nel  759 

del  cav.  Lodovico  Curdi 
La  parr.  di  S.  Donnino 
del  Torentino 
di  Vinca 
a  S.  Panlalcoiie 

Mfonieioppio  (  unito  alla  picfc) 
S.  Maria  a  Slaziema 
e  quindi  nel  i433 
deiranno  790 
Tolomei  Biffi 
Naidiui  e  Fìghineldi 
tulio  il  pinno  del  Val  d*Arno 
del  98  luglio  i364 
dalla  cognata  Allousina  Orsini 

109 


Pmg,  Cui.  Un, 


Mmmàtà 


«»7 

sS8 

S70 

s86 
s88 
Sto 
Sii 

3«4 

3t9 
SSs 
353 
37S 

377 
385 
397 
4o3 
4o5 
4«5 
456 
485 
488 
471 

480 
5o5 

5«4 

Ss7 
Sai 
557 

569 

566 
593 
617 
649 
65i 
554 

656 
671 
691 
663 

697 

709 
788 

857 

874  « 


97  nel  179» 

40  ilei  1765 

Si  Ferdinando  I 

59  Fiero  de*  Mediei 

99  a  telt.  della  monla^ 

5o  anno  1S88 

48  deiranno  1044 

38  neiranno  1119 

8  di  S.  Stelano  a  Torri^Gon. 
453  mtgK  a  pon. 

41  laieiando  8  figlinoli 
90  giugno 

94  e  95  di  Monit  FiealU 
5  Blalaleiia  di  Forlì 
94  anoem  nel  1840 

45  di  S.  Maria  a 

9  nel  t34i 

4  e  quindi  nel  1806 

96  1066  dai  fralelli 

li  Nel  iSurifiedcfa cotta 
5o  Pont  Leone 

46  a  S.  Minialello  pretto  BfonldnpQ 

93  di  canal  di  Cmiotm 

99  le  acque  della  Dor gioia 
33  Nel  i553 
9  97  e  39  in  StroHna 

94  eattello  di  Vlnei 
17  di  Marciano 

èli  ottobre  de!  1979 
IO  e  di  Ermengarda 
53  Dice,  e  Comp. 
17  a/  18  (li  aggiunga) 

97  ^  una  permuta 
5o  del  1299 

46  nel  1189 
46  di  Leone  X 
14   14  aprile  1072 
i5  a  lev.  del  castello 
90  e  91  del  lorr.  Firgilio 
5o  nella  Valle  del  Savio 

39  circa  r  anno  980 
41  nel  1180 

98  e  99  dal  Pont.  Clemente  Vili. 

95  Sono  due  Rumane 

37  la  Limentra  orientale 

So  Clemente  Vili 

97  alle  Guastiece,  (si  aggiunga) 

9  da  Carlo  V. 
9  (febbrajo  1976) 
5     4  Quadro^  come  1 0,000  a  1  o,  11 7 


COMMiCK 

nel  1699 

nel  i665 

Gotinion. 

Cotino  de*  Medici 

a  otiro  della  montagnna 

anno  1378 

deiranno  1084 

neiranno  1199 

di  S.  Ste&no,  nella  Con. 

9  mìgl.  a  pon. 

latciando  5  figlinoli 

loglio 

di  MonU^Femali 

Blalatetla  di  Eimini 

annetta  nel  1840 

nel  1846 

e  quindi  nel  1606 

1099  àéì  fratelli 

Fedi  GAToaaAno  al  Sonuaano 

Pont  Leone  X 

Milla  atrada  potlale  a  Montclopo 

di  eaoal  di  Coéotm 

le  aeque  della  Margicla 

Nel  i556 

M  Stariiaa 

eattello  di  Vinein. 

di  Mandano. 

il  dicembre  del  1979 

e  della  C.  GinlitU 

Dioc.  di  Bertinoro  e  Comp. 

La  parr.  delle  Guasticce  nel    i833 

contava  595  abiL 

è  una  permuta  del  11 57 

del  1969 

nel  1189 

di  Leone  XI 

14  aprile  1979 

a  pon.  del  casi  elio 

dil  lorr.  Virginio 

nella  Valle  del  Bidente 

circa  r  anno  963  o  964 

nel  II 86 

dal  Pont.  Clemente  VII 

Sono  Ire  fiumane 

la  Limentra   orientale  e  eenirmie 

Clemente  VII 

alle  Guasiieee  e  S.    Micbele   me 

Gabbro 

da  Carlo  IV. 

(feblifitjo  1376) 

come  10,000  a  9,983  ris|ietto  alle 

bnccia  fiortniine 


8M 

Pmg,Col.L!n. 


Embatà 


>S9 

333 

3Sa 

37S 
379 
«so 

439 
440 

441 
499 


5l9 

53t 
549 

55s 

553 
5^19 

573 
591 
6o9 
6«t 
637 

653 

669 
687 
6g9 
700 


«     •7  a  le? •  di  PìflDn 

t     3o  Cronico  Lib.  II  e.  t  s  ) 

s     II  e  di  Semfalle 

9     1,4  del  i5  gena.  1787. 

%     3s  .f^veroAva  nel  i355 

I     a8  anno  1907 

a     5i  e  il  |(r.  43®  5a'  84"  long- 

I     33  dell*  Orobrooe  piUofcse 

I     18  aDlicameotc  duamala  di  S,  PÌ€iro 

M  Coriina 
Quadro,  Gol.  3  linee  penultima  e  altima. 

San-Sepolcro  già  d'Àretso— Idem. 

Idem 
I     17  nelfanno  877 
Quadro.  G>1.  i  Anno  i35i 
Quadro.  Eniranonolia  Cam.  di  Monio» 

Meggioni 
I     3o  del  Moolo  Xll 

—  43  del  19  gena. 
Quadro.  Gol.  4  Anno  i35i 
a     14  lugl.  del  laao 

—  a3  del  16  itU.  ia36 
Quadro  col.  4  Anno  i55t 
I     44  a  Castel  Musi 

I     41  nel  di  II  dicembre  ia7a 

I       a  del  a5  agoelo  983 

I  i7«  18  del  fìi  ifcieofo  Walprando  figlio 

del  fu  duca  Walperto  di  Lucca, 
a      9  OFFUNO(  PIEVE  m) 
-*    3o  la  ttnda  provinciale  Montalcw 
a     47  con  Gai<:o  di  Gentile 
a     ai  del  iaa6 
a     48  nel  piviere  di  Ripoli 
I       7  lungo  la  via  Montaleie 


a  poo.  di  Pianti 

Cronica  Lib.  IX  e  108  ) 

adi  Sem 

del  t5  genn.  1781 

gofemava  nd  i335 

anno  1107; 

e  il  gr.  43®  5a'  84"  l«tìt 

dell*  Ombrone  aaneae 

direraa  daliraltia  cbicia  di  8. 

tro  in  Cortina 

Idem.  Idem.  —  San-Sepolcro  già  «li 

Areno 

neiranno  886 

Anno  i55i 

Entrano  natta  Cam.  di   Maat^ 

Forchi 

del  «colo  Xni 

del  ao  febbr.  ia8a 

Anno  t55i 

maggio  del  ia36 

del  16  aetl.  ta37 

Anno  1640 

A  S.  Gio.  d*  Ateo 

nel  di  II  dicembre  1 974 

del  a5  aeltembre  983 

del  fu   Walprando    figlio  del  Ib 

Prandnlo  di  Lucca. 

rtd.  I»  SnvnaHaaio 

la  strada  poetale  Luccbcie 

con  Romnno  di  Gentile 

del  iao6 

nel  piviere  di  Rigoll 

lungo  la  via  postale  Lucchese. 


VOLUME   IV. 


8 

"9 
«4 
a5 
3a 
33 

«7 
70 

71 
8a 

9« 

97 
100 


I  49  e  5o  Coro.  Ginr.  e  circa  4  miglia  a 

pon.  di  P«laj« 
a     ao  anno  855 
a     5a  del  la  apr.  708 
a     19  PAJOLA  [Pojolum) 
Quadro,  Tojano  Prioria 
a       a  del  set:.  XVI 
1     41   rinip.  Arrigo  IV 
a     ullima  linea,  a  lev.  di  Sangìmiguano 
I  tea  che  guida  a  Colle  fra   Monlaulo  e 

Munlolivcto 
Quadro.  Col.  i  e  4  Peccioli  Abit,  356 

ivi     ToTÀLB  Abit,  a66i 
Quadro,  Col.  4  Ferrano  Abit,  33i 

ivi     ToTALa  <^6<V.  3789 
i     a9  Ferdinando  Orlandini 
a     la  nelle  diviie  del  ia84 


Com.  Giur.  e  circa  4  migl.  a  icir* 

di  Pon  lederà 

anno  955 

del  la  apr.  970 

POSOLA  rtd,  il  suo  Art, 

Tojano  Pieve 

del  sec  XV 

r  Imp.  Arri(!0  III 

a  maestr.  di  San^imignano 

che  esce  dalla  PorU  S.  Malico  verao 

il  convento  de  Cappuccini 

Peccioli  Abit,  9)6 

Totalb  Abit.  a65i 

Ferrano,  Abit.  391 

Totale  Abit.  36 1 5 

Ferdinando  Orlandi 

nelle  divise  del  ia74 


MS 


145 


icìr.  di  Gicfe , 


Bbbàtà 
P^g.Cot.Lin, 

196      9       4  nel  5  loglio  i569 
19  e  circa  a  migl*  • 
Comp.di  Firenxe 

39  e  17  febb.  1197 
4a  del  a  giugno  873 

9  nel  i3  aprile  del  ia86 
54  Arrigo  IV 
a6  a7  apr.  dell' 890 
4  di  3488  quadr. 
8  di  73  abit.  per  migl.qaadr. 
37  (anno  1498) 
48  e  dell*  8a8 ,  il  primo  de* quali  fu 

pubblicalo  ecc. 
16  un  quadro  del  Tolomei 
36  Rigbìnucci 
a  aa  e  a3  Croee  di  Stanti  no 
4  L,  Cornelio  Supp. 
IO  L.  CORNELIUS  Sl]PP.  ir  GAL- 
LINA C. 

8  al  prete  Signari 

9  Pietro  Gambacorti 
5o  Voi,  III  pag.  8ai-aa 

18  V  Imp,  Adriano 
5i    F'ed,  SfAmMioLiAio. 

8  nell'anno  993  93  di  Roma 

10  CAES.  L.  AEL. 

19  del  1406 
I  4^5  li  a3  maggio 
Quadro,  Gol.  5.  Anno  i83a 

idem    Gol.  a.  S.  Niccolò  a  Rimini 
a  8  17  chiese  battesimali 
3o  e  4  pievi 

40  di  renda  fo 
16  in  18  sezioni 
34  e  5a«  54'  lalit. 

11  f^al'di'Rino 
46  Gau.  L.  Abl. 

8  e  circa  3  migl. 

7  torr.  Somara 
5a  e  dai  Malatesla 
la  dei  signori  Malatesta 
44  verso  lib.  {si  aggiunga  ) 


829      a     5 1  (  T.  XVIII  de'  sigilli  antichi  ) 


COBBIOS 


«49 

1 

i5o 

1 

i5a 

a 

i54 

9 

164 

a 

«97 

I 

aa5 

a 

aa8 

1 

a3o 

• 

I 

a3i 

a 

a5i 

a 

a53 

a 

a  59 

I 

a7a 

I 

^99 

1 

3o3 

i 

3o5 

a 

3o6 

I 

353 

I 

437 

I 

45i 

Q 

453 

56i 

a 

574 

a 

709 

a 

749 

a 

758 

a 

765 

a 

788 

a 

79" 

I 

— 

a 

8a5 

a 

nel  5  loglio  i56i  {stile  comune) 
a  migl.  a  scir.  di  Greve,  Dice,  di 
Fiesole,  Gomp.  di  Firenze 
e  17  febb.  1191 
del  a  giugno  874 
nel  3  aprile  del  ia86 
Arrigo  III 
37  agosto  dell*  890 
di  35809  quadr. 
di  69  abit.  jter  migl.  quadr. 
(anno  1498) 

e  deiranno8a3,i  quali  furono  pob- 
pl leali  ecc. 

un  quadro  del  Tommasi 
Pighinucci 
Croce  di  Sfratino 
L,  Cornelio  Sutp, 
L.  GORNELIUS  SULP.  IT  GEL- 
LINA  a 
al  prete  Signani 
Andrea  Gambacorti 
Voi.  II  pa^.  8ai-aa. 
V  Imp,   Tra j ano 
Ved,  Ramazzano. 
nel  Panno  893  o  893  di  Roma 
GAES.  T.  AEL. 
del  i5o6. 
li   a3  marzo 
Anno  i833 
S.  Niccolò  a  Ramini 
18  chiese  battesimali 
e  5  pievi 

di  Vendaso  e  di  V ignota, 
in   la  Sezioni 
e  4a«  54'  lalit. 
Val  di  Pino 
Gau.  T.  Akl. 
e  circa  a  migl. 
torr.  Sinfferna 
e  dagli  Ordebffi 
de*  signori  Ordelaffi 
▼erso  lib.  La   qual  pieve   fti    sop- 
pressa nel  1788  e  ridotta  ad  uso  di 
cimitero. 
(  T.  XVn  de'  Sigilli  antichi  ) 


VOLUME   V. 


96  I      i3  cbe  è  air  ottavo  miglio 

3 a  Quadro,  Stigana  (S.  Giovanni  in)  Rettoria 

148  a     34  (11  die.  ia7a) 

160  I      ao  deiranno  887, 

176  a     48  (forse  il  Bagno  Santo) 

177  a     a5  Leopoldo  I 


cbe  è  al  nono  miglio 

Sugana  (S.  Giovanni  in)  Pieve 

(  1 1   die.   1^74) 

deir  anno  877  , 

(diversa  dal  Bagno  Santo) 

Ferdinando  I 


866 

Pmg.  Coi.  Lm. 

178  % 

179  * 

180  I 

181  s 


MaMàrà 


43  od  fiinoo  orìflDUk 

4  deiié  PuuMé 

t7  al  ponte  delb  CoiÈoimja 

1 7  Fenlinando  III 

So  nel  giorno  di  mImIo 


191      I     53  in  tMtm  e  fuori  (  ji  aggimmgtt  ) 


SOS 

S04 

fti9 

9IS 


tso 
«»9 


s3o 
933 
t35 


a4i 

344 
«57 


966 
269 


3o4 
3o5 

3i7 
33o 

35i 
369 


s     18  nel  998 

I  5  e  6  di  s  migl,  a  macitr, 

%     94  neiraprilcdd  io54 

X  34  •  segg.  Chiesa  diruta  ehe  In  aotto 
la  pieve  di  PoM ,  altrimenti  detta 
PÌ€P€  a  Piiiif  nella  Com.  di  Ter- 
ricciola »  Giar.  di  Percioli ,  Dioc  di 
Volterra ,  Gomp.  di  Pìm. 


1     II  le  parole  Siatuio 
I     19  nel  secolo  passato  venne  alla  luce  in 
Scarpeiia  {ti  aggiunga ) 


99  anno  879 

44<  93  luglio  1998 

38  nella  Com.  e  appena  mi  migl.  a 

lev.-scir.  di  Tinaoa,  Giur.  di  Car- 

mignano 
49.  3o  anni  iooanxì  alle  divise  del  1979 

97  nel  1979 

49  nella  Valle  del  Lamone 

95  e  dell*  anno  1809 

96  dell'  1809 

98  fu  riunito 

34  dove  nel  1849  morì 
9  dopo  il  Quadro  fra  la  Val  d*Orcia 
e  la  Val  di  Cernia 
IO  delia  Tressa  di  Cecina 
40  del  I019 

50  1 58o  spedito 
40  e  41  e  Bonsi 

49  Palaiium  Turcarum 

49  nel  1891 

18  dopo  la  oarola:  ora  coofntcmila 

della  Misericordia  (ti  aggiunga) 


363      I     96  La  sua  prima  memoria  dell'  anno 
iio3 


C0MÈt§g 

nd  fianeo  ooctdcntak 
delia  Piaggi* 
al  trivio  passalo  V  Jttrona 
Leopoldo  U 

nel  giorno  di  venerdì  ecc. 
tiggUMgm  t  nna  quarta  fiera  ha  luogo 
nel  secondo  mercoledì  di  giugno, 
e  posteriore  di  un  buon  secolo  ad  al- 
tro distinto  scrittore  di  oodici  »  uno 
de* quali  oonlenenle  le  commedie  di 
Plauto  esiste  nella  Biblioteca  privata 
del  March.  Leopoldo  Peroni  serill» 
nel  i33S  da  Antonio  Sananeae 
nel  988 

di  3  migl.  a  sett. 
nell'aprile  del  io34 
Due  Seandicei  con  doe  chiese  sotto 
la  stcsm  Dioe.  di  Volterra  »  la  pri- 
ma di  S,  Martino  nel  piviere  di 
Popa^  Com.  di  Terricciola ,  la  se» 
oonda  di  S.  Giorgio  nei  piviere  di 
IVyano,  Com.  di  Fshija.  —  Fad, 
il  SuFTUMaaro. 
le  parole  dello  Siaiuta 
il  oelebre  poeta  etano,  al  secolo  Ak, 
Fiaeekif  e  pooo  dopo  di  lui  il  giure- 
consulto 
anno  974 
s3  luglio  1S98 

nella  Com.  e  Giur.  di  Carmigna- 
no ,  da  cui  dista  circ»  due  migl.  a 
sett. 

39  anni  innanzi  alle  divise  del  1974 
nel  1974 

nella  Valle  del  Montone, 
dell*  anno  i8o3 
dell*  anno  1800 
fu  aperto  nel  i83i  e  riunito 
dove  nell*  aprile  del  1843  morì 
fra  la  Val  di  Cecina  e  la  Val-dt- 
Comia 

della  Trossa  di  Cecina 
del  dicembre  1019 
1 180  spedilo 
e  Bontignori 

Palatium  T arcar am  (della  fami- 
glia Tarc/ii) 
nel  1591 

eretta  nel  i833  per  le  cure  di  un 
uomo  lelante,  il  fu  Giovanni  Ami- 
dri ,  e  corrispondente  con  aelo  al  fi- 
lantropico suo  istituto. 
La  sua  prima  memoria  è  dell*  anno 
1081 ,  quella  del  iio3 


868 

EMBÀTÀ  COBBiGK 

Pag.  Col,  Lia. 

7)0      I     3o  ToTAu  mi^I.  400.  91  ToTAu  migl.  418.  91 

733      I     %'j  e  atlraversìiDclu  i  pMsi  e  tfviciaaDdoti  ai  paeti 

—  ..99  MarstUone  Mfatsellon€ 

737  %     Il  La  IX  Via  bboib  voìtau  percorróao    La  IX  Vie  macia  poaiALi  peroorroao 

migl.  345.  55  migl.  347.  75 

—  —     la  Le  Xyill  Via  bbo»  kok  fostàli    La  XVIII  La  ▼»  aioia  no*  poarui 

percfòrrono  miisl.  400.91  percorrono  migl.  4a8.  91 

-^    -»     i5  Totale  migl.  5441.  45  Totale  migl.  5471.  tfS 

738  I     4  migl.  345.  55  ecc.  migl.  347.  75  ecc. 
• —    • —     IO  migl.  400.  91  ecc.  '  piigi*  4^8.  91  ecc. 

819      I     40  Accademie  de^Miunili  e  de*  Se-    L' Accademia  tle*  iffKmfi  noo  elei» 
polii  (ai  avverla)  teraria  aveatlo  essa  tolamenle  U  cor» 

delle  staaxe  civiche  e  del  Tealio  di 
Vollerra 

N.  B.  Le  altre  ERRATA  fli  Nuxaai  e  di  Novi  che  tton  ti  ifooauero  eorreite  aè  im 
fine  di  questo  F'otume^  né  in  quelli  precedeaii^  saranno  aggiunte  dopo  il  Su 
Mauro  di  questa  stessa  Opera, 


j9    z^Zì^